Mercati globali e la Humane Death

Una piccola lezione sul sistema-mondo.

Il governo danese sta per ordinare l’abbattimento di “almeno” 2,5 milioni di visoni, perché si sospetta che potrebbero trasmettere il Covid all’uomo.

Io fino a ieri, non sapevo nemmeno che esistessero i visoni in Danimarca. Anzi, nella mia ingenuità, pensavo che fosse un animaletto raro, di quelli che se ti capita di vederlo in un bosco ti acquatti in silenzio per osservarlo.

Scopro solo adesso che il 40% dei visoni del mondo vivono in minuscole gabbie in Danimarca, ma c’è anche l’Olanda, dove ne ammazzano la fatidica cifra di sei milioni l’anno.

Il visone in questione non è quello europeo, ma arriva dall’America, però il governo danese è riuscito a impedire che venisse inserito nella lista delle specie invasive.

La prima riflessione è che Olanda e Danimarca sono due paesi modello per quanto riguarda cose tipo andare in giro in bicicletta o nascondere gli inceneritori sotto i parchi.

Il Telegraph ci invita commosso:

Il sito del governo danese ci informa che

“per i danesi, la sostenibilità è un approccio olistico che comprende l’energia rinnovabile, la gestione dell’acqua, il riclaggio dei rifiuti e il trasporto verde, compresa la cultura della bicicletta”.

Olisticamente, il sito dei pellicciai danesi ci fa vedere come trattano le future pellicce, con tanto di piccole Grete che arrivano sicuramente in bicicletta per ammirare gli animali prima che li ammazzino:

Bene, i danesi hanno portato questi animaletti, potenzialmente invasivi e capaci di sostituire la popolazione di visoni autoctoni, dall’America, via nave, presumo.

Infatti, come c’era da aspettarsi, la Danimarca è uno dei peggiori inquinatori del pianeta, solo che sta attenta a non darlo a vedere.

Un sito di apologeti ci rassicura che i visoni “di solito” vengono eutanizzati soffocandoli con il monossido di carbonio “nella fattoria dove vivono”. Il prodotto viene somministrato “dalle stesse persone che danno loro da mangiare e se ne prendono cura tutti i giorni“, così muoiono più felici.

Se vi entusiasmano i ragionamenti politicamente corretti, potete leggere qui una dettagliata guida a humane good practices nel campo dell’ammazzamento.

Lultima frase riassume l’intera filosofia del sistema in cui viviamo: “per motivi di leggibilità, il termine ‘uccisione in maniera umana’, in questo codice di buone pratiche, viene successivamente abbreviato a ‘uccisione”.

I visoni li gassano cinquanta, sessanta alla volta.

Ora, se mi guardo attorno, non vedo più molte signore con le pellicce. Infatti, i visoni americani, allevati e ammazzati e scuoiati in Danimarca, li vendono alle signore cinesi.

Ma anche ai signori cinesi:

Ora, la Cina ha diverse regioni climatiche: Pechino, che è parecchio a nord, è all’incirca alla latitudine di Cosenza.

Per cui non è difficile capire che i/le signori/e cinesi sfoggino le pellicce di visoni danesi nelle gelide feste estive con l’aria condizionata (non ho mai sentito tanto freddo come a Singapore, che è quasi all’equatore).

Ora, i/le signori/e cinesi come fanno i soldi per comprarsi le pellicce danesi?

Una risposta la suggerisce una pagina sul sito di Alibaba: i cinesi fanno i soldi vendendo ai danesi le gabbie dove tenere i visoni prima di ammazzarli.

Le navi inquinano portando i visoni in Danimarca, le navi inquinano portando le gabbie cinesi in Danimarca, le navi inquinano portando le pellicce in Cina.

Ma con gabbie così, a voglia a comprarsi bici e fare gli ecosostenibili.

This entry was posted in ambiente, Europa, resistere sul territorio and tagged , , , , . Bookmark the permalink.

347 Responses to Mercati globali e la Humane Death

  1. Mauricius Tarvisii says:

    Non pensavo che fosse possibile tenere gli animali in gabbie così piccole, ma se cerco foto di allevamenti di visoni in Danimarca in effetti pare che le dimensioni siano proprio quelle.

    • Per MT

      “Non pensavo che fosse possibile tenere gli animali in gabbie così piccole, ma se cerco foto di allevamenti di visoni in Danimarca in effetti pare che le dimensioni siano proprio quelle.”

      Per illustrare il post, ho scelto apposta immagini di venditori di gabbie, non dei loro critici.

    • Francesco says:

      mi pare sia una caratteristica dei visoni, gli piacciono solo le gabbia piccole.

      ma è una vaga memoria

  2. roberto says:

    Ho sempre pensato che danesi ed olandesi fossero il peggio del peggio e per di più sempre con il ditino alzato

    • Per roberto

      “Ho sempre pensato che danesi ed olandesi fossero il peggio del peggio e per di più sempre con il ditino alzato”

      Dei danesi, non so nulla, non ne conosco nemmeno uno.

      Di olandesi invece ne ho conosciuti diversi, e devo dire che la loro cultura mi piace per molti versi: l’informalità, la cura dei piccoli spazi, la mancanza di retorica, il diritto all’eccentricità, lo spirito molto pratico.

      Però ho paura che sia un po’ come la mia simpatia per molti aspetti della cultura aristocratica fiorentina (che è un po’ così anch’essa): spesso, ti puoi permettere di rilassarti e toglierti la cravatta, solo se i tuoi nonni hanno rubato talmente tanto al pianeta.

      La società normale è quella del Terzo Mondo, con pregi e difetti, non certo quella olandese, e nemmeno quella italiana: anche gli italiani hanno il ditino imparatore, Nardella si è fatto fotografare ancora una volta accanto alla foto di Giulio Regeni che portava la civiltà in Egitto…

      Però è una riflessione drammatica, sarebbe bello se si riuscisse a vivere da olandesi, ma poveri.

      • roberto says:

        Si ne abbiamo già parlato

        Io ci ho vissuto sei mesi in Olanda e li ho detestati (e si che io sono uno non troppo difficile). Non individualmente ovviamente ho proprio odiato la loro cultura, la tirchiaggine, l’asocialità, l’idea di essere superiori e di guardare con sufficienza gli altri, l’individualismo… bleah

        • Per roberto

          “io ci ho vissuto sei mesi in Olanda”

          ubi maior, io ci sono stato pochi giorni.

          Un segnale di allarme… la nettissima divisione etnico-razziale tra biondi-bianchi da una parte, e musulmani-scuri dall’altra. Infatti, l’unico cibo commestibile lo trovavi dai secondi (in particolare gli indonesiani).

          Immagino che i biondobianchi siano quasi tutti progressisti di sinistra antirazzisti 🙂

          • roberto says:

            Hai colto in pieno!

          • Moi says:

            Immagino che i biondobianchi siano quasi tutti progressisti di sinistra antirazzisti

            [cit.]

            …………….

            Dimentichi “atei, genderisti 🙂 , alcolizzati e cannati” 🙂

          • PinoMamet says:

            Il cibo indonesiano è la grande salvezza culinaria dell’Olanda!!
            L’alternativa è tra fast food sbafato di fronte alla TV e nasi goreng… Non c’è gara!

            • roberto says:

              Non so se avete presente quelle macchinette automatiche che vendono merda fritta ad ogni angolo. Ripeto: macchinette automatiche che vendono roba fritta. Chi si nutre così non può che essere un barbaro e mi stupisce sappia leggere e scrivere

            • roberto says:

              Il cibo indonesiano è veramente fantastico

              • Francesco says:

                io ho avuto pessima esperienza ma ero privo di una guida locale

                è buono?

              • roberto says:

                Veramente eccellente!

                Fra le cucine asiatiche, sicuramente la mia preferita, a parte la giapponese che per me è seconda solo alla cucina italiana

            • Per PinoMamet

              “L’alternativa è tra fast food sbafato di fronte alla TV”

              Sarebbe già qualcosa se gli olandesi avessero scoperto il fast food.

      • roberto says:

        Stavo pensando che nella mia vita ho litigato di brutto (alzando la voce) con pochissime persone
        Un olandese
        Un danese
        Due francesi (ma di origine marocchina uno e algerina l’altro)

        • Per roberto

          “Stavo pensando che nella mia vita ho litigato di brutto (alzando la voce) con pochissime persone”

          interessante…

          io ho litigato esclusivamente con italiani eterosessuali (compresa una ipersessuale) di pelle bianca 🙂

          • Z. says:

            Io con chi ho litigato?

            Se si escludono un paio di scazzottate da ragazzino, direi con alcuni colleghi, quando ero molto più giovane di oggi. Italiani, e se la cosa ha rilievo, eterosessuali.

            Ma non è che abbia davvero litigato. Ho presentato educatamente le mie rimostranze. A una ho detto “studia” e credo che non me l’abbia ancora perdonato…

          • PinoMamet says:

            Io ho litigato con una marea di persone.
            Ho un carattere di merda, in effetti.

            In America ho litigato con una vecchia nera con sindrome di Tourette (ma stronza).
            C’è un gusto particolare nel litigare con le minoranze…

      • Z. says:

        Miguel,

        — Però è una riflessione drammatica, sarebbe bello se si riuscisse a vivere da olandesi, ma poveri. —

        Lo vedi in cosa siamo profondamente diversi? io a questo livello di sofisticazione intellettuale non ci arrivo manco vicino…

        non mi verrebbe mai in mente che sarebbe bello vivere da olandese povero 😀

        • Mirkhond says:

          E da romagnolo povero? 🙂

        • Per Zeta

          “non mi verrebbe mai in mente che sarebbe bello vivere da olandese povero”

          Beh, tolto il cibo che non è allucinante, semplicemente non esiste…

          L’Olanda ha delle cose bellissime.

          La gente che se ne frega se piove o no, che non ostenta vestiti o macchine o case, che cura con grande attenzione il marciapiede davanti casa, che insegna ai bambini che non è una tragedia se c’è un raffreddore, che prende con stoicismo le sventure, che lascia che i giardini crescano in maniera naturale senza cercare di ordinarli dall’alto, che non sa cosa sia la burocrazia o la retorica, che non ti rompe le scatole se l’unica cosa che ti interessa è la filologia lituana o la collezione di gusci di lumache…

          Però tutte queste cose, che io considero conquiste di civiltà straordinarie, temo che gli olandesi se le possano permettere, perché hanno tanti soldi.

          E chi ha tanti soldi, in questo mondo, vuol dire che li ha rubati, e non solo ai visoni.

          • PinoMamet says:

            “temo che gli olandesi se le possano permettere, perché hanno tanti soldi.”

            Mah, secondo me la maggioranza di queste cose sono costretti a permettersele, perché hanno un clima di merda. 😉

            (Fregarsene della pioggia e relativi raffreddori…)

            altre le hanno perché c’è più classe media, probabilmente, e meno fantasia:
            se tutti hanno la casa uguale, cosa vuoi ostentare?

            Per i vestiti, temo semplicemente che non abbiano gusto (ricordo un’allucinante fotografia del primo ministro olandese con giacca, cravatta, e terribili scarpe rosse- ma veramente rosse!- lucide a punta…)

          • roberto says:

            Contesto fermamente l’idea che avere soldi vuol dire averli rubati….da quando sei cattolico?

            In genere non ti rompono le scatole perché se ne fregano di te

            • Francesco says:

              chi ha detto che i cattolici pensano certe cose? solo una parte, nota come setta catto-comunista (e invidiosi, quasi tutti)

              non generalizziamo!

              😀

        • Z. says:

          Miguel, ma non è questo il punto. In queste riflessioni non mi ci addentro neppure.

          Rilevo – come diresti tu, anzi, constato – che a me non verrebbe mai in mente di dire che sarebbe bello vivere da povero. Né da olandese né da romagnolo 😀

          • Per Zeta

            “a me non verrebbe mai in mente di dire che sarebbe bello vivere da povero.”

            Beh, certo!

            Io vorrei vivere da ricco, poi avrei dei gusti molto austeri.

            Accenderei il riscaldamento per poche ore, andrei di solito a piedi e viaggerei in seconda classe sui treni per i luoghi più lontani.

            Manderei il mio maggiordomo a procurarmi vestiti di seconda mano.

            Per vivere, mi accontenterei di una villa in campagna, trecento metri quadri a Marignolle, una seconda casa in San Frediano, e magari una terza casa sopra San Sepolcro.

            E appena ventimila euro al mese da distribuire agli amici in difficoltà.

            E un veterinario a disposizione di dieci gatti.

            • Z. says:

              Ecco, oltre alle astrazioni intellettuali ci divide questo senso di colpa cattolico che a me manca. Dev’essere per via della tua metà messicana 🙂

              • Moi says:

                …Mah !

                Io ci sento di più un senso di predestinazione protestante … dev’essere per via della tua metà USA ! 😉

              • Z. says:

                😀

                Effettivamente il mio cantante, il mio regista e il mio scrittore preferito sono americani.

                O meglio, era così quando ero ragazzo. Adesso non saprei bene.

            • roberto says:

              Io sarei moooolto lontano dall’austerità, ma sarei estremamente generoso (siete tutti invitati a passare il lockdown Con le vostre famiglie nella mia isola tropicale privata, il mio jet privato è a vostra disposizione)

              • PinoMamet says:

                Credo che sarei più o meno a metà tra te e Miguel.

                Non vedo il senso di avere vestiti di seconda mano o di patire il freddo in casa.
                Non risolve nulla e fa solo stare peggio.

                Ma non saprei che farmene neppure di jet privati o di isole tropicali…

                Se devo pensarci, per me il vero lusso non è neppure non lavorare, ma lavorare quando si vuole, facendo un lavoro che piace.

              • Z. says:

                In pratica la penso come Pino.

                Questo culto della povertà di Miguel non lo capisco, e il lusso mi attrae poco.

                In pratica è così. Però c’è una parte di me che vorrebbe vivere tutto l’anno ai Caraibi 🙂

              • Per Zeta

                “Questo culto della povertà di Miguel non lo capisco, e il lusso mi attrae poco.”

                Nessun culto della povertà, anzi, vorrei essere ricchissimo (senza lusso).

                Il problema è che se sei ricco come gli olandesi, è presumibile che tu lo sia perché:

                1) i trisnonni hanno saccheggiato le Indie
                2) i nonni hanno saccheggiato i diamanti africani
                3) i babbi hanno saccheggiato il gas di Groningen (oggetto di un post qui, se qualcuno si ricorda)
                4) loro stessi ammazzano 17 milioni di visoni l’anno e hanno un eccellente stato sociale tenuto in piedi truffando il resto d’Europa delle loro tasse

                La ricchezza può essere bella, ma non è mai neutrale.

              • PinoMamet says:

                😀

                ma non credo che sia ‘sto granché il clima dei Caraibi, perlomeno per i miei gusti.
                Credo che mi andrebbe meglio la Costa Brava o le Canarie o perché no la Grecia…

              • Z. says:

                Se è per questo neppure il tasso di omicidi nei Caraibi lascia presagire nulla di buono, e non credo che la sanità laggiù sia all’altezza di quella della nostra Regione.

                Però sono i Caraibi…

              • PinoMamet says:

                “1) i trisnonni hanno saccheggiato le Indie
                2) i nonni hanno saccheggiato i diamanti africani
                3) i babbi hanno saccheggiato il gas di Groningen (oggetto di un post qui, se qualcuno si ricorda)
                4) loro stessi ammazzano 17 milioni di visoni l’anno e hanno un eccellente stato sociale tenuto in piedi truffando il resto d’Europa delle loro tasse”

                va bene, ma posto che:

                -mio trisnonno aveva alcuni malintesi da chiarire con le forze dell’ordine 😉 ma non ha mai saccheggiato le Indie
                (credo non abbia mai saccheggiato niente fuori dalla provincia di Piacenza)
                -mio nonno non ha mai saccheggiato i diamanti africani
                -mio babbo non ha saccheggiato il gas di Groningen, ma neanche quello del vicino di casa
                -io non ho mai allevato o ucciso neppure un singolo visone

                perché mai dovrei vivere in una inutile austerità autopunitiva??

              • Per PinoMamet

                “perché mai dovrei vivere in una inutile austerità autopunitiva??”

                Non ci siamo capiti.

                Il mio non è un attacco al Candore (“Whiteness”) di qualcuno.

                Dico semplicemente che se esiste della ricchezza da qualche parte, è perché è stata tolta da un’altra.

                E’ fisica, mica etica.

              • roberto says:

                Non saprei Miguel, uno dei miei colleghi olandesi (un idiota tanto per cambiare), è figlio e nipote di contadini, quelli che piacciono a te, un piccolo terreno qualche mucca e una vita di merda.
                Lui ha studiato, è diventato professore universitario e ora è eurocrate a tempo (tra un paio d’anni rientrerà all’università). Dubito che abbia rubato qualcosa a meno che non vuoi estendere il concetto di furto ad un punto tale che tutti hanno rubato (cioè nessuno, e quindi è un concetto inutile)

              • Peucezio says:

                Z.,
                “In pratica è così. Però c’è una parte di me che vorrebbe vivere tutto l’anno ai Caraibi ”

                E l’altra parte? 🙂

                Io se fossi miliardario l’unica cosa che eviterei sono i contesti mondani del miliardari, che troverei noiosi e condizionanti, ma per il resto non mi farei mancare nulla, tranne cose per le quali non ho alcun interesse.
                Quindi jet privato (volare con i normali aerei è alienantissimo), macchine di stralusso, appartamenti da sogno nei posti più belli del mondo, una casa in centro a Roma, una cascina in Toscana, una in qualche posto italiano di mare spettacolare, una a New York tanto per essere un po’ al centro del mondo, poi anch’io qualcosa ai Caraibi o in un posto dove è sempre estate (mentre dove non lo è, d’inverno, metterei il riscaldamento a 28° esatti, in modo da poter stare in maglietta o con lo strumento di fuori), mentre eviterei come la peste ogni luogo alpino, sciistico, nordico o simili (se non per una breve escursione una volta ogni tot anni).
                Inoltre alternerei fra le bettole che piacciono a me e i ristoranti dove lasci giù 500 euro a botta, continuando a escludere i posti moderni giovanili finto-spontanei volutamente trasandati con le tovagliette di carta.

                E soprattutto finanzierei decine di ragazzi che vadano in giro, sotto la mia supervisione, a fare indagini sul campo per documentare in ogni dettaglio tutti i dialetti di ogni angolo più remoto d’Italia (io coordinerei il lavoro, addestrerei i ragazzi, farei le indagini nei posti che m’interessano di più e poi mi occuperei di catalogare i dati raccolti e interpretarli).

              • roberto says:

                A parte i gusti diversi (macchine per esempio non mi interessano per niente e non cambierei la mia), la penso come peucezio

              • Peucezio says:

                Circa la macchina, non pensare che m’interessi tanto lo status symbol, è essenzialmente una questione di comodità.

                Ho una macchinetta cittadina (ma 1.300, che in autostrada si comporta piuttosto bene e ci faccio viaggi anche di 1000 km) che per le mie esigenze va benissimo.

                Ma se avessi disponibilità economiche amplissime mi prenderei anche un suv con un motore potentissimo (suv ma sportivo, tipo certe Porsche) perché starei più comodo (la mia macchina ha una seduta piuttosto alta per un’utilitaria, ma alla lunga un po’ di lombalgia me la dà) e nello stesso tempo in autostrada mi rilasserei, avendo molta più ripresa ed essendo più sicura e solida.
                In città forse continuerei a usare macchinette come la mia attuale.

                Mentre mi toglierei anche lo sfizio del ferrarino, ma solo perché se hai soldi proprio da buttare ti permetti anche un giocattolo simile, ma dopo averci giocato tre volte ed essermi spezzato la schiena guidando col culo per terra, la lascerei lì o la regalerei a qualche amico.

              • roberto says:

                Si ma mi par di capire che a te proprio piacciono le macchine che invece a me non dicono nulla

                Non mi verrebbe nemmeno in mente di andare da un concessionario a comprarmi una ferrari, come non mi comprerei un cavallo o una barca o un orologio. Son cose completamente prive di interesse ai miei occhi

              • Peucezio says:

                Sì, è vero.
                Macchine, donne, libri, cibo, vino, luoghi…

                Anche a me non frega granché di cavalli (a volte ultimamente vado alle corse, ma per l’ambiente umano che c’è; lo spettacolo è carino ma non credo che mi ci dedicherei mai sul serio: da buon pugliese per me il cavallo ha una funzione principalmente alimentare; diverso il discorso sui tori: se vivessi in Castiglia o in Andalusia non mi dispiacerebbe diventare un po’ esperto di corride), men che meno di barche e gli orologi mi servono solo per sapere l’orario.
                E non ho nessun interesse per lo sport (soprattutto quello praticato da altri), ma mi piace andare in palestra (solo che finché non finisce ‘sto covid non mi fido e ci sto soffrendo di brutto).

                Invece, come considerazione sociologica o psicologica, a proposito delle automobili, c’è una cosa curiosa, magari è un caso.
                Anche Pasolini amava il mondo popolare e le automobili e lo stesso posso dire di un mio caro amico. Sembra quasi ci sia una correlazone.
                Mi chiedo se non sia legata forse a un certo vitalismo tradizionale, rispetto alla più esangue umanità imborghesita d’oggi, che non ama i motori, la velocità, le cose sporche, rumorose.
                Ma è solo un’ipotesi, la prima che mi salta in mente.

              • Z. says:

                Niente palestre Ezio. Non farmi preoccupare. Prometti che eviterai le palestre.

              • PinoMamet says:

                A proposito di automobili, o quasi.

                Tempo fa ho visto il film su Ligabue, il nuovo.
                Non è grancheissimo.

                Gli amici con lui l’ho visto ci sono rimasti un po’ male: si aspettavano più sofferenza e disagio.

                Io devo dire che ne ho avuto abbastanza di quello della prima parte.

                Invece ho apprezzato la seconda, quella dove Ligabue, famoso, compra un sacco di motociclette e anche una bella macchina (“ma che sia una macchina da signori!”) e ha anche una quasi-storia d’amore.

                Capisco che mostrarlo, tutto sommato, “normale” (nonostante il vissuto terribile) sia meno interessante delle sue stranezze e dei suoi malesseri, ma… è tanto libberatorio, diceva Guzzanti imitando Funari!

                Vabbè, matto; vabbè, disagiato; vabbè, artista;
                ma una persona normale, che ama le moto e le donne!

    • Peucezio says:

      Roberto,
      “Ho sempre pensato che danesi ed olandesi fossero il peggio del peggio e per di più sempre con il ditino alzato”

      In generale sono sempre stato convinto che nel complesso i popoli del nord Europa fossero meno corrotti e più efficienti nel piccolo, quanto più cinici e corrotti nelle cose grosse, meno appariscenti.

    • Francesco says:

      e allora quelli di New York, Boston e Los Angeles? o i parigini?

      🙂

      • roberto says:

        New York e Los Angeles ci sono stato troppo poco e non ho interagito abbastanza con gli indigeni

        A Boston ho incontrato persone veramente squisite e come spesso capita negli USA genuinamente curiose verso gli stranieri

        Parigi non faccio testo, parlo francese abbastanza bene da non essere preso per turista e alla fine mi trovo bene

        Se vuoi una categoria “ditino alzato” direi i francesi che escono dalle grandes écoles, ma almeno sono palesemente stronzi. Quello che non sopporto di danesi e olandesi è la finta tolleranza che nasconde (male) un enorme dito alzato

  3. Mirkhond says:

    “Però è una riflessione drammatica, sarebbe bello se si riuscisse a vivere da olandesi, ma poveri.”

    Bisognerebbe tornare ai Paesi Bassi fino all’XI-XII secolo. 🙂

  4. Come si fa a vivere essendo i proprietari di una cosa del genere?

    Cioè sapere che le mie vacanze, il mio benessere, nascono da questo.

    Lo chiedo da (sempre meno) carnivoro, da persona lontanissima dalla mentalità snowflake.

    Animal Rights filmt misstanden op bontfokkerijen te Alphen aan den Rijn (Nederland). from Animal Rights Nederland & België on Vimeo.

    • roberto says:

      Sono d’accordo con te

    • Moi says:

      un po’ come la polemica fra gli allevatori che stipano i polli “in batteria” e quelli che li lasciano scorrazzare liberi nell’ aia prima di “terminarli” … tradizionalmente si tratta di tirare il collo !

      … Ancor più oggetto di “sensibilizzazione” la prassi di tritare vivi (!) grandi masse di pulcini maschi, poiché ovviamente NON produrranno uova !

  5. Comunque non voglio insistere solo sull’aspetto della sofferenza degli animali: i dieci visoni uccisi dal cacciatore russo nel 1500 hanno sofferto quanto i 17 milioni uccisi dai simpatici danesi oggi; la vita e la morte sono gemelli inscindibili.

    Ma è la criminalità del sistema del commercio globale, e anche la sua precarietà, il vero problema.

  6. La Puglia da anni investe sugli ulivi.

    Ci crescono bene, e fanno fare tre cose: olive, olio e soldi.

    A me le olive piacciono, ma non so se potrei campare solo di olive.

    Però hanno deciso di dedicarsi a questa monocultura, perché si esporta bene (esportano pure in Tunisia e Spagna, pare).

    Poi arriva la xylella, come è normale: qualunque specie è soggetta a bachi.

    In poco tempo, la xylella ha ridotto del 26% la produzione di olive pugliesi, aggiungiamoci il Covid, e adesso piangono e sospettano complotti e chiedono soldi allo stato.

    Ecco cosa vuol dire affidarsi al mercato mondiale.

    • Z. says:

      La xylella non esiste (come il covid, del resto)…

      • Per Zeta

        “La xylella non esiste (come il covid, del resto)…”

        Io credo che la xylella esista.

        E’ il Mercato Globale che è la fregatura.

        • Z. says:

          Miguel,

          — Io credo che la xylella esista. —

          Perché sei un servo dei poteri forti, e non sai che la Xylella è una bufala. Il partito che lo sostiene, anche a mezzo del più importante giornale di area, è il primo partito italiano e il principale partito di governo 🙂

          • Per Zeta

            “Perché sei un servo dei poteri forti, e non sai che la Xylella è una bufala.”

            🙂

            Però siamo d’accordo che la gente si aggrappa a queste scemenze, perché non ha il coraggio di rinunciare alla chimera del Mercato Globale?

            E se improvvisamente non riescono più a mandare olio cinese in America o in Cina, deve essere Colpa del Complotto?

            Invece di chiedersi perché hanno piantato solo ulivi, invece di tre, cinque, dieci altre cose, che magari potevano anche sfamare i pugliesi e non solo le indossatrici di pellicce di visone di Canton?

            • Z. says:

              Miguel,

              — Però siamo d’accordo che la gente si aggrappa a queste scemenze, perché non ha il coraggio di rinunciare alla chimera del Mercato Globale? —

              No, la gente dice idiozie così come ha sempre fatto, e così come farà sempre.

              La differenza è che oggi certe idiozie trovano una cassa di amplificazione mai vista prima, che è il web.

          • Peucezio says:

            Z.,
            ” Il partito che lo sostiene, anche a mezzo del più importante giornale di area, è il primo partito italiano e il principale partito di governo ”

            Nonché alleato del partito votato da Z.

            • Z. says:

              Di entrambi i partiti votati da Z. (precisamente, Più Europa e LeU).

            • Z. says:

              Non è del tutto esatto: solo di LeU. Più Europa è all’opposizione.

              Però i miei voti a Più Europa, eccetto quello per l’uninominale, sono stati assorbiti dal PD. Quindi “entrambi” è sostanzialmente corretto.

              Dimenticavo: è un gran bene che il M5S sia al governo, in questa fase. Se fossero all’opposizione direbbero che il Covid è una bufala come la Xylella…

            • PinoMamet says:

              Mah, ti dirò, questo è un argomento che utilizzi spesso che però è metodologicamente sbagliato…

              che ne sappiamo di cosa avrebbe fatto questo o quello?

              Sono solo ipotesi, legittime fin che vuoi, ma che non possono essere utilizzate per giusitificare il presente.

              • Peucezio says:

                Beh,
                Z. ha fatto un culo così a Miguel perché una volta, del tutto pragmaticamente, senza nessuna scelta di campo politica o ideologica, ma solo con una remota speranza che facessero alcune cose che lui approva là in Toscana, ha votato il M5S.
                Ora il suo partito da anni, in cui sostanzialmente, pur con le inevitabili riserve del caso, si riconosce, si è alleato con tutto ciò che lui dice di aborrire e invece di mettersi la cenere in capo e il cilicio ha il solito tono canzonatorio e di superiorità verso qualsiasi opinione dissenziente, capisci che viene un po’ naturale farglielo notare.
                Poi gli vogliamo bene lo stesso, ma questo è un altro conto 🙂

              • Z. says:

                Ezio, quella di Pino era una critica a me, non a te!

              • Peucezio says:

                E io ce n’ho aggiunta un’altra 🙂

              • Z. says:

                E la “critica a me” dove sarebbe? nel fatto che il PD governa col M5S? o che non voto Calenda?

                Io penso che l’Italia abbia perso un’incredibile esperienza educativa, privandosi di un governo Salvini in era-covid, ma che posso farci? Z. quello che conta non ha accolto il mio appello…

            • PinoMamet says:

              In generale, non amo tanto la giustificazione del presente, qualunque presente.
              Ma sarebbe un altro discorso…

            • Z. says:

              No, no, non intendo giustificare il presente. Non è che questo esito sia più giusto di altri.

              Avevo pure contribuito a redigere un appello a Z., quello importante, perché non formasse questo governo. Trovo anche che Salvini alla guida del Paese durante il covid sarebbe avrebbe costituito una grande esperienza formativa. L’ho scritto spesso.

              Nell’estate dell’anno scorso andato persino a un dibattito a stringere la mano a Calenda, per dirla tutta. Gli ho detto di tenere duro e lui mi ha ringraziato, forse con un pochino di apprensione: non si aspettava tanta folla, né questo tizio grande e grasso che gli si parava davanti…

              E sono convinto che senza covis le cose sarebbero andate diversamente.

              Ma covide rege sono contento che i 5S governino.

              • Peucezio says:

                Z.,
                “questo tizio grande e grasso che gli si parava davanti…”

                Fà nò ‘l ganassa! 😀

                E si ci andava Roberto che gli doveva succedere al povero Calenda? Minimo un infarto…

                Comunque io se non fossi di destra voterei Calenda: mi pare l’unico serio.

              • Z. says:

                Guarda, mi ha colpito. Lui è piuttosto basso, non si aspettava tutta quella folla e sembrava molto a disagio. Per fortuna io sono alto ma non particolarmente grosso o robusto.

                Mi ha guardato con aria un pochino preoccupata, mi ha detto “grazie” (con un tono tipo “chi è questo?”) e appena è uscito all’aperto ha detto qualcosa tipo: lasciatemi respirare.

                C’era un sacco di gente in effetti.

                Comunque, il motivo per cui non voto Calenda è precisamente perché non sono di destra!

              • Francesco says:

                io sono di destra (quella vera, non gli statalisti alla Benito) e sono molto attratto da Calenda

                però sono anche cattolico e ho una stranissima sensazione di lontananza, se non ostilità. come se fosse francese

    • Francesco says:

      no, vuole dire

      1) aver messo tutte le proprie uova in un solo paniere, cosa che ti insegnano a non fare mai al terzo anno di Economia
      2) essere abituati che a frignare qualcuno ti ascolta (una volta avrei detto “tara europea”, ora temo sai “tara dell’uomo occidentale”)
      3) una volta, per puro divertimento, dovresti chiedere a un tuo amico professore di economia quali sono i vantaggi del mercato mondiale, per compararli ai difetti. Potresti avere delle belle sorprese!

      ciao

  7. Moi says:

    A proposito di “bestie da pelliccia” 😉 … premesso che ne ho un ricordo vago : in Italia, negli Anni Ottanta, ci fu una specie di disastro ecologico con il fallimento di una ditta che proponeva alle famiglie Italiane d’ inprovvisarsi allevatori di cincillà .

  8. guido doria says:

    Per alcuni cenni sulla storia dei “nonni” degli attuali olandesi:
    https://it.wikipedia.org/wiki/Guerre_anglo-olandesi
    https://it.wikipedia.org/wiki/Bolla_dei_tulipani
    http://www.consob.it/web/investor-education/la-bolla-dei-tulipani1
    D’altra parte l’attule nuova york era nata come nuova amsterdam, poi ci si sono messe di mezzo la manica e la sostanziale chiusura del mare del nord…

    • Moi says:

      Ah , be’: pensavo che il tuo link parlasse delle coppie d’ anziani che festeggiano assieme decenni di matrimonio … per poi suicidarsi con un non-ricordo-cosa che si compra in farmacia comese fosse un farmaco qualunque. Molti si suicidano proprio perché “vecchi”, anche senza particolari problemi di salute !

  9. Z. says:

    Ho sempre considerato la pelliccia qualcosa di profondamente volgare.

  10. habsburgicus says:

    @tutti
    lista aggiornata dei paesi a rischio secondo le autorità tedesche:
    in Italia, solo Liguria e Campania (e solo da ieri 17 ottobre)
    la Mongolia è a rischio dal 15 giugno
    la Namibia non è più rischio dal 17 ottobre
    l’intera Francia continentale è a rischio

    Afghanistan (seit 15. Juni)
    Ägypten (seit 15. Juni)
    Albanien (seit 15. Juni)
    Algerien (seit 15. Juni)
    Andorra – das Fürstentum Andorra (seit 26. August)
    Angola (seit 15. Juni)
    Äquatorialguinea (seit 15. Juni)
    Argentinien (seit 15. Juni)
    Armenien (seit 15. Juni)
    Aserbaidschan (seit 15. Juni)
    Äthiopien (seit 15. Juni)
    Bahamas (seit 15. Juni)
    Bahrain (seit 15. Juni)
    Bangladesch (seit 15. Juni)
    Belarus (seit 15. Juni)
    Belgien – das gesamte Land (seit 30. September)
    Belize (seit 15. Juni)
    Benin (seit 15. Juni)
    Bhutan (seit 15. Juni)
    Bolivien (seit 15. Juni)
    Bosnien und Herzegowina (seit 15. Juni)
    Brasilien (seit 15. Juni)
    Bulgarien – die folgenden Verwaltungsbezirke („Oblaste“) gelten derzeit als Risikogebiete:

    Blagoevgrad (seit 7. August)
    Targowischte (seit 7. Oktober)
    Burkina Faso (seit 15. Juni)
    Burundi (seit 15. Juni)
    Cabo Verde (seit 3. Juli)
    Chile (seit 15. Juni)
    Costa Rica (seit 15. Juni)
    Côte d’Ivoire (seit 15. Juni)
    Dänemark – die folgenden Regionen gelten derzeit als Risikogebiete:

    Region Hovedstaden (seit 23. September)
    Dominikanische Republik (seit 15. Juni)
    Dschibuti (seit 15. Juni)
    Ecuador (seit 15. Juni)
    El Salvador (seit 15. Juni)
    Eritrea (seit 15. Juni)
    Estland – die folgenden Regionen gelten derzeit als Risikogebiete:

    Ida-Viru (seit 30. September)
    Eswatini (seit 15. Juni)
    Finnland – die folgenden Regionen gelten derzeit als Risikogebiete:

    Region Österbotten (seit 17. Oktober)
    Frankreich – die folgenden Regionen gelten derzeit als Risikogebiete:

    Gesamt Kontinentalfrankreich (seit 17. Oktober)
    Überseegebiet: Französisch-Guyana (seit 21. August)
    Überseegebiet: Guadeloupe (seit 26. August)
    Überseegebiet: St. Martin (seit 26. August)
    Überseegebiet: La Réunion (seit 16. September)
    Überseegebiet: Martinique (seit 17. Oktober)
    Gabun (seit 15. Juni)
    Gambia (seit 15. Juni)
    Georgien (seit 7. Oktober)
    Ghana (seit 15. Juni)
    Guatemala (seit 15. Juni)
    Guinea (seit 15. Juni)
    Guinea Bissau (seit 15. Juni)
    Guyana (seit 15. Juni)
    Haiti (seit 15. Juni)
    Honduras (seit 15. Juni)
    Indien (seit 15. Juni)
    Indonesien (seit 15. Juni)
    Irak (seit 15. Juni)
    Irland – die folgenden Regionen gelten derzeit als Risikogebiete:

    Region Border (seit 30. September)
    Region Dublin (seit 23. September)
    Region Midlands (seit 17. Oktober)
    Region Mid-East (seit 17. Oktober)
    Region Mid-West (seit 17. Oktober)
    Region South-West (seit 17. Oktober)
    Region West (seit 17. Oktober)
    Iran (seit 15. Juni)
    Island (seit 30. September)
    Israel (seit 3. Juli)
    Italien – die folgenden Regionen gelten derzeit als Risikogebiete:

    Region Campania (seit 17. Oktober)
    Region Ligurien (seit 17. Oktober)
    Jamaika (seit 15. Juni)
    Jemen (seit 15. Juni)
    Jordanien (seit 7. Oktober)
    Kamerun (seit 15. Juni)
    Kasachstan (seit 15. Juni)
    Katar (seit 15. Juni)
    Kenia (seit 15. Juni)
    Kirgisistan (seit 15. Juni)
    Kolumbien (seit 15. Juni)
    Komoren (seit 15. Juni)
    Kongo DR (seit 15. Juni)
    Kongo Rep (seit 15. Juni)
    Korea (Volksrepublik) (seit 15. Juni)
    Kosovo (seit 15. Juni)
    Kroatien – die folgenden Gespanschaften gelten derzeit als Risikogebiete:

    Dubrovnik-Neretva (seit 9. September)
    Grad (Stadt) Zagreb (seit 17. Oktober)
    Krapinsko-zagorska županija (seit 7. Oktober)
    Lika-Senj (seit 23. September)
    Međimurska (seit 17. Oktober)
    Požega-Slawonien (seit 9. September)
    Sisačko-moslavačka (seit 7. Oktober)
    Split-Dalmatien (seit 20. August)
    Virovitica-Podravina (seit 16. September)
    Vukovarsko-srijemska (seit 7. Oktober)
    Kuwait (seit 15. Juni)
    Lesotho (seit 15. Juni)
    Libanon (seit 15. Juni)
    Liberia (seit 15. Juni)
    Libyen (seit 15. Juni)
    Litauen – die folgenden Bezirke gelten derzeit als Risikogebiete:

    Kaunas (seit 7. Oktober)
    Šiaulių (seit 30. September)
    Luxemburg (14. Juli – 20. August und seit 25. September)
    Madagaskar (seit 15. Juni)
    Malawi (seit 15. Juni)
    Malediven (seit 17. Juli)
    Mali (seit 15. Juni)
    Malta (seit 17. Oktober)
    Marokko (seit 15. Juni)
    Mauretanien (seit 15. Juni)
    Mexiko (seit 15. Juni)
    Mongolei (seit 15. Juni)
    Montenegro (15. – 19. Juni und seit 17. Juli)
    Mosambik (seit 15. Juni)
    Nepal (seit 15. Juni)
    Nicaragua (seit 15. Juni)
    Niederlande – das gesamte Land (inkl. der autonomen Länder) (seit 17. Oktober)
    Niger (seit 15. Juni)
    Nigeria (seit 15. Juni)
    Nordmazedonien (seit 15. Juni)
    Oman (seit 15. Juni)
    Österreich – die folgenden Bundesländer gelten derzeit als Risikogebiete:

    Bundesland Wien (seit 16. September)
    Bundesland Vorarlberg (seit 23. September) mit Ausnahme der Gemeinde Mittelberg / Kleinwalsertal (seit 2. Oktober)
    Bundesland Tirol (seit 25. September) mit Ausnahme der Gemeinde Jungholz (seit 2. Oktober)
    Pakistan (seit 15. Juni)
    Palästinensische Gebiete (seit 3. Juli)
    Panama (seit 15. Juni)
    Papua-Neuguinea (seit 17. Juni)
    Paraguay (seit 15. Juni)
    Peru (seit 15. Juni)
    Philippinen (seit 15. Juni)
    Polen – die folgenden Regionen gelten derzeit als Risikogebiete:

    Kujawsko-pomorskie (seit 17. Oktober)
    Małopolskie (seit 17. Oktober)
    Podlaski (seit 17. Oktober)
    Pomorskie (seit 17. Oktober)
    Świętokrzyskie (seit 17. Oktober)
    Portugal– die folgenden Regionen gelten derzeit als Risikogebiete:

    Region (Großraum) Lissabon (seit 23. September)
    Norte (seit 17. Oktober)
    Republik Moldau (seit 15. Juni)
    Rumänien – das gesamte Land (seit 7. Oktober)
    Russische Föderation (seit 15. Juni)
    Sambia (seit 15. Juni)
    São Tomé und Príncipe (seit 16. Juni)
    Saudi Arabien (seit 15. Juni)
    Schweden – die folgenden Provinzen gelten derzeit als Risikogebiete:

    Jämtland (seit 17. Oktober)
    Stockholm (seit 17. Oktober)
    Uppsala (seit 17. Oktober)
    Örebro (seit 17. Oktober)
    Schweiz – folgenden Kantone gelten als Risikogebiete:

    Fribourg (seit 17. Oktober)
    Genf (seit 9. September)
    Jura (seit 17. Oktober)
    Neuchâtel (seit 17. Oktober)
    Nidwalden (seit 17. Oktober)
    Schwyz (seit 17. Oktober)
    Uri (seit 17. Oktober)
    Waadt (Vaud) (seit 9. September)
    Zürich (seit 17. Oktober)
    Zug (seit 17. Oktober)
    Senegal (seit 15. Juni)
    Serbien (seit 15. Juni)
    Sierra Leone (seit 15. Juni)
    Simbabwe (seit 15. Juni)
    Slowakei – das gesamte Land (seit 17. Oktober)
    Slowenien – folgende Regionen gelten als Risikogebiete:

    Gorenjska (seit 7. Oktober)
    Jugovzhodna Slovenija (seit 17. Oktober)
    Koroška (seit 30. September)
    Osrednjeslovenska seit 7. Oktober)
    Primorsko-Notranjska (seit 23. September)
    Podravska (seit 17. Oktober)
    Pomurska (seit 17. Oktober)
    Savinjska (seit 7. Oktober)
    Zasavska (seit 7. Oktober)
    Somalia (seit 15. Juni)
    Spanien – ganz Spanien, einschl. Kanarische Inseln (seit 2. September)
    Südafrika (seit 15. Juni)
    Sudan (seit 15. Juni)
    Südsudan (seit 15. Juni)
    Surinam (seit 15. Juni)
    Syrische Arabische Republik (seit 15. Juni)
    Tadschikistan (seit 15. Juni)
    Tansania (seit 15. Juni)
    Tschechien – ganz Tschechien (seit 25. September)
    Timor Leste (Osttimor) (seit 17. Juni)
    Togo (seit 15. Juni)
    Trinidad Tobago (seit 15. Juni)
    Tschad (seit 15. Juni)
    Tunesien (seit 7. Oktober)
    Türkei (seit 15. Juni)
    Turkmenistan (seit 17. Juni)
    Ukraine (seit 15. Juni)
    Ungarn – folgende Regionen/ Komitate gelten als Risikogebiete:

    Baranya (seit 7. Oktober)
    Borsod-Abaúj-Zemplén (seit 7. Oktober)
    Csongrád-Csanád (seit 30. September)
    Györ-Moson-Sopron (seit 23. September)
    Hajdú-Bihar (seit 7. Oktober)
    Hauptstadt Budapest (seit 16. September)
    Jász-Nagykun-Szolnok (seit 7. Oktober)
    Komárom-Esztergom (seit 7. Oktober)
    Nógrád (seit 7. Oktober)
    Pest (seit 30. September)
    Szabolcs-Szatmár-Bereg (seit 7. Oktober)
    Vas (seit 30. September)
    Veszprém (seit 17. Oktober)
    USA (seit 3. Juli gesamte USA)
    Usbekistan (seit 15. Juni)
    Venezuela (seit 15. Juni)
    Vereinigte Arabische Emirate (seit 23. September)
    Vereinigtes Königreich von Großbritannien und Nordirland – folgende Regionen und Nationen gelten als Risikogebiete:

    England – Region East Midlands (seit 17. Oktober)
    England – Region North East (seit 2. Oktober)
    England – Region North West (seit 2. Oktober)
    England – Region West Midlands (seit 17. Oktober)
    England – Region Yorkshire and the Humber (seit 2. Oktober)
    Nordirland – gesamte Nation (seit 30. September)
    Schottland – gesamte Nation(seit 2. Oktober)
    Wales – gesamte Nation (seit 30. September)
    das britische Überseegebiet Gibraltar (seit 26. August)
    Zentralafrikanische Republik (seit 15. Juni)
    Gebiete, die zu einem beliebigen Zeitpunkt in den vergangenen 14 Tagen Risikogebiete waren, aber derzeit KEINE mehr sind:

    Kroatien: Gespanschaften, Brodsko-Posavska ( September – 7. Oktober)
    Namibia (15. Juni – 17.Oktober)
    Österreich: Gemeinde Mittelberg / Kleinwalsertal in Vorarlberg (23.September – 2. Oktober) und Gemeinde Jungholz in Tirol (25.September – 2. Oktober)

    • habsburgicus says:

      la Lettonia (Lettland), se non mi è sfuggita, non è a rischio..
      e neppure Cipèroi (Zypern)

    • roberto says:

      Il tutto con regole che non hanno nulla da invidiare al casino italiano

      Esempi?
      Il rischio vale solo se stai nella zona a rischio più di 48 ore. Il risultato è che ogni mattina un ventimila frontalieri vengono a Lussemburgo a lavorare d poi tornano tranquilli a casa a diffondere la peste nelle loro famiglie

      Ma come puoi affrancarti dalla peste? Con quattordici giorni di quarantena, a meno che tu non abbia un test negativo non più vecchio di 48 ore (eccezione che vale comunque solo in alcuni Länder e non in altri). Ovviamente sappiamo tutti che il test liberatorio è pensiero magico: giovedì prendo la peste. Venerdì faccio il test e risulto negativo. Passo il weekend in Germania e domenica passo la peste a mio suocero….

      Infine c’è la regola del transito, puoi attraversare la Germania senza fermarti. Non ci sono controlli alla frontiera ma puoi essere controllato ovunque e li, a seconda dei Länder il transito è libero ma “le autorità di polizia di riservano il diritto di scacciarti” (questa non l’ho ben capita ma quando sono venuto in Italia a giugno valeva in Baviera….)

      • PinoMamet says:

        Continuo a dire che il Covid non è una peste e non è una guerra…

        • Z. says:

          È la nostra sensibilità ad essere cambiata, soprattutto.

          Se si accettasse di sbattere gli infetti al lazzaretto, anziché assegnare loro risorse distratte altrove – pare che a breve tutto il personale medico sarà di nuovo assegnato al covis, invece – gli altri potrebbero vivere con relativa sicurezza.

          • Peucezio says:

            Z.,
            “È la nostra sensibilità ad essere cambiata, soprattutto.”

            Questa è la vera chiave della questione ed è l’unico motivo per cui, per quanto insofferente io sia alle restrizioni, trovo che comunque un barlume di giustificazione ci sia.
            Il mio ideale resta l’Estremo Oriente, dove salvano capre e cavoli, ma visto che abbiamo appurato che l’uomo bianco è razzialmente inferiore e stupido per natura (ormai mi ci sto convincendo sul serio), meglio noi che gli americani. Poi loro fanno benissimo a fare i dinsinvolti, perché hanno un’altra mentalità, ma io mi tengo la mia.

          • Z. says:

            Peucezio,

            — Questa è la vera chiave della questione ed è l’unico motivo per cui, per quanto insofferente io sia alle restrizioni, trovo che comunque un barlume di giustificazione ci sia. —

            Dai, se per qualche mese non vai a ballare a Riccione non muore nessuno 🙂

        • Roberto says:

          Si ma trovo più divertente chiamarla peste, ché se dovessi rimanerci (e mi gratto) preferirei essere ricordato come morto dopo una lotta contro una malattia che solletica l’immaginario come la peste, piuttosto che morto come un cretino di influenza

          È giusto un vezzo. Con i figli parliamo spesso di “apocalisse zombi” (papà posso andare a dormire dalla mia amica? No lo sai, finché dura l’apocalisse zombi niente sleepover)

          Non ho invece mai utilizzato l’analogia guerresca che mi sembra stupida e basta

        • Roberto says:

          Poi pino, permettimi una battuta. Quest’inverno dicevi che con la primavera sarebbe finito tutto, se dici che non è la peste il mi do una bella grattata scaramantica
          🙂

          • PinoMamet says:

            Io sono nato ottimista e probabilmente ci morirò pure! 😀

            in ogni caso non mi sono sbagliato io: si è sbagliato il Covid.
            Sarebbe dovuto finire a primavera, ed esattamente a Pesach, quando siamo usciti dal “paese delle ristrettezze” (Egitto).

            C’ha avuto un bel po’ di occasioni per finire, ma per ora non ne ha voluto sapere…
            fa sempre in tempo, però 😉

            • roberto says:

              😁

            • Peucezio says:

              Beh, diciamo che per risuscitarlo ci si sono messi di grande impegno.
              In casa era quasi sparito, quindi siamo andati a ripescarlo all’estero, tanto per non farci mancare nulla.

              • Z. says:

                Mah, diciamo che c’era voluto molto impegno per abbatterne la portata.

                La ripresa autunnale era stata ampiamente prevista ad aprile (ne parlammo anche qui), e non solo per l’italia.

              • Peucezio says:

                Prevista a determinate condizioni.
                Quelle di cui hanno parlato Crisanti e il sociologo Ricolfi.

                Il fatto che ci sia voluto un enorme sacrificio per abbattere i contagi rende ancora più colpevoli e meno perdonabili le politiche (omissive ma anche attive, vedi riapertura delle scuole, grande spottone elettorale) che ne hanno determinato la risalita.

              • Z. says:

                Mmm… ad oggi non so mica se ci siano elementi per sostenere che le scuole siano un veicolo privilegiato del contagio.

                Quanto al sociologo, era quello che voleva tener chiuse tutte le regioni e che parlava di contagio preoccupante a giugno, che sarebbe esploso durante l’estate. Dalle mie parti, in Riviera, era pieno di turisti lombardi, e il numero dei contagi è rimasto molto basso.

                Poi sono convinto che il governo dovrebbe prendere una decisione: o chiusura delle attività rischiose e non essenziali, o stanzone per i malati. A volte non ci sono mezze misure.

              • Per Zeta

                “Dalle mie parti, in Riviera, era pieno di turisti lombardi, e il numero dei contagi è rimasto molto basso.”

                Non so che senso dargli, ma qui da giugno a fine agosto, si sono scatenati in Assembramenti Smascherati, eppure i contagi continuavano a calare.

                Lo dico a denti stretti, da persona comunque grata al Covid per i silenzi primaverili: no sono sicuro di “crederci” al 100% al Covid, ma mi fa molto piacere quando gli altri ci credono 🙂

              • Francesco says:

                >> Non so che senso dargli, ma qui da giugno a fine agosto, si sono scatenati in Assembramenti Smascherati, eppure i contagi continuavano a calare.

                non posso che citare Miguel anche da Milano. non ci capisco nulla

            • Peucezio says:

              Peraltro i virus non capiscono nulla di voli aerei, sono creature molto semplici, che al massimo, di loro, passerebbero da un uomo a un altro. Ma se uno li porta in giro a 10 mila metri per migliaia di chilometri in poche ore che ci possono fare.

  11. Moi says:

    @ MIGUEL

    Pellicce Annabella (… sarà da 30 anni che non si pubblicizzano più) e Obezione di Coscienza … e sputar nel piatto ove si mangia ! 😉

    https://www.youtube.com/watch?v=YnopT7NHReQ

    • Moi says:

      Per me la pelliccia (*) è un capo di abbigliamento che forse era già obsoleto negli Anni Cinquanta : è da tanto che esistono materiali artificiali (… che però immagino che qualche problemino di smaltimento poi lo dìano pur tuttavìa …) efficaci e che NON diventi un’ Arma Chimica Ambulante 😉 se ci sudi dentro.

      Almeno il Glòbal U’òrmingh di buono aiuta ad “obsolescerle” , o come si dice 😉 … evitando così di “scoramare” 😉 i Nimaléin !

      Capisco anche “antropologicamente” che “per tradizione” siano andate avanti fino a Fine Anni Ottanta !

      (*)

      O almeno nelle società industrializzate : ricordo che “Eskimo” / “Eschimese” / “Esquimese” era divenuto già un termine un po’ razzistello a metà Anni Ottanta , poiché significa “Mangia-CarneCruda” … paradossalmente, lo imparai dal commento a uno spot che oggi sarebbe problematico :

      https://www.youtube.com/watch?v=iL6lTXfq-Mc

      … un articolo di giornale, che rivelava che “Atai” significa “Io voglio”, nella lingua degli “Inuit”, e imparai anche la parola, da wikipedia “ᐃᓄᐃᑦ” .

      Era o L’ Unità o Repubblica … il (Resto del) Carlino veniva comprato rarissimamente , in funzione esclusiva delle faccende locali .

    • PinoMamet says:

      “Per me la pelliccia (*) è un capo di abbigliamento che forse era già obsoleto negli Anni Cinquanta”

      Credo chela moda delle pellicce come abbigliamenti femminile avesse ben poco a che fare con la questione della comodità o praticità.
      Prima di tutto erano uno status symbol, perché erano costose, almeno in teoria.

      Poi credo che fossero derivate, per li rami, dalla letteratura erotico/feticistica (credo che sia stato il signor von Masoch in persona a scrivere “La Venere in pelliccia”), anche se mi sfugge dove sia la parte attraente/erotica
      (ma lo stesso vale per l’abbigliamento in pelle o peggio in lattice… vabbè, le cose erotico-sessuali non si capiscono, o ce le hai o non ce le hai).

      Comunque fino alla Seconda guerra mondiale gli aviatori indossavano, d’inverno, pesanti montoni, finché gli americani si accorsero che ottenevano risultati migliori con il molto più leggero nylon…
      (che però, scoprirono, è purtroppo molto più infiammabile…)

      • Peucezio says:

        La portava mia nonna, credo sia una cosa corrispondente al gusto di quella generazione (mia nonna era del ’10), ormai estinta.

        Anch’io la trovo una delle cose meno erotizzanti che ci siano (ma io non faccio testo, a me anche la gonna me lo fa ammosciare, scusate la volgarità: mi piace la ragazza in jeans!).

  12. Moi says:

    Curiosamente, fino a fine Anni Ottanta la pelliccia è rimasta “iconica” della rappresentazione delle prostitute (!) in film e fumetti.

  13. Mirkhond says:

    Peucezio:
    “eviterei come la peste ogni luogo alpino, sciistico, nordico o simili (se non per una breve escursione una volta ogni tot anni).”

    Io invece vorrei emigrare in un luogo alpino, con foreste e con la neve per buona parte dell’anno.
    Stare al calduccio in una baita, mentre fuori nevica, e quando c’è il bel tempo uscire per il paese.
    Lontano dalle grandi città, dal casino e dal caldo.

    • Peucezio says:

      In fondo sei molto lombardo in questo 😀

      Ne capisco il fascino, ma io lo avvertirei la prima mezz’ora, dopodiché m’acchemegghiàsse u core! 😀
      Anzi, credo che me lo “accomoglierebbe” da subito, proprio la montagna non è cosa mia. So che piace a tantissimi, passo quasi per strano, ma di solito mi opprime.

      • PinoMamet says:

        OMDAP

      • Mirkhond says:

        “In fondo sei molto lombardo in questo”

        Una parte delle mie radici viene da quelle parti (la nonna paterna di mia nonna paterna, aveva un cognome originario della Lombardia).
        Del resto anche i miei gusti alimentari sono più simili ad un settentrionale che ad un uomo del Sud.

        • Francesco says:

          io credo che, per questioni alimentari, passerei metà del tempo in Lombardia e metà giù

          il resto in clinica a disintossicarmi e cercare di ridurre l’obesità, più invecchio e più sono goloso

          e questo DOPO aver fatto trovare la cura per la celiachia

          😀

  14. Carlo says:

    Miguel, una piccola precisazione: il fatto che Pechino sia alla stessa latitudine di Cosenza non implica che vi faccia caldo come a Cosenza, Pyongyang è più o meno alla stessa latitudine di Pechino e ci sono diversi video di parate militari in cui l’alito della popolazione è visibile come succede appunto quando fa freddo.

    • PinoMamet says:

      In effetti risulta anche a me che Pechino sia particolarmente fredda d’inverno.

      • Francesco says:

        basta aver visto qualche film cinese per sapere che anche lì fa un freddo cane, almeno nella parte settentrionale

        o qualche documentario sulla Guerra di Corea

      • maffeia says:

        Secondo Google, la temperatura media delle notti di novembre è 0°. A dicembre, si scende a – 6°; a gennaio, a -8°; a febbraio è – 6° ed a marzo 1°. Non mi sembra Cosenza.

  15. Moi says:

    @ HABSBURGICUS / MIGUEL / TUTTI-E-*

    Da: Briefen / Carteggio [1868-1869] tra Marx & Engels

    con Testo Tedesco a fronte, in caso di dubbi …

    ——————————————–

    L’ Omosessualità & il Carteggio Marx-Engels …

    http://www.giovannidallorto.com/testi/germa/marx/marx.html

    La lettera è il commento a un libro (forse Incubus) che Karl Heinrich Ulrichs, il primo militante omosessuale, aveva inviato a Marx, che l’aveva “girato” ad Engels.

    [sic]

    • Moi says:

      Pubblicala oggigiorno su Facebook e ti chiudono subito il profilo con accusa di Omofobia di Estrema DX ! 😉

    • Z. says:

      “Guerre aux cons, paix aux trous de cul”

      qui secondo me c’è anche un gioco di parole, perché entrambe le espressioni sono usate anche per dire “fesso”…

  16. Z. says:

    Ragazzi, io ve lo dico, qua butta male. E qua è Bologna, ER.

    Siate giudiziosi e non fate fesserie.

  17. Moi says:

    A Bologna c’è un bar che chiude a mezzanotte e riapre all’una: “Il Dpcm non lo vieta”.

    Ma la Regione interviene

    https://bologna.repubblica.it/cronaca/2020/10/17/news/da_bologna_alla_calabria_i_bar_che_chiudono_a_mezzanotte_e_riaprono_subito_il_dpcm_non_lo_vieta_-270870675/

  18. Moi says:

    Bar che aggirano il Dpcm: a Catanzaro Lido e Bologna due locali che aprono dopo mezzanotte

    Entrambi infatti sfruttano un vuoto legislativo, dato che si parla sì di chiusura entro le 24, ma non è menzionato l’orario di riapertura dei locali

    https://www.corriere.it/cronache/20_ottobre_17/bar-che-aggirano-dpcm-catanzaro-lido-bologna-due-locali-che-aprono-mezzanotte-5e8fefea-1062-11eb-bf58-6564bb782bca.shtml

    • Z. says:

      Non aggirano il DPCM, è il DPCM che è scritto coi piedi. Se io ho un bar aperto 24h, chiuderlo a una data ora che significa?

    • Per Moi

      “No Children By Choice, Where Feminism Meets Ecology”

      Ma che palle!

      La scelta ecologica consiste nel fare molti figli, e lasciar morire gli ultra-quarantenni al più presto possibile.

      Mica nel creare masse di centododicenni mantenute in vita con i robot.

  19. Moi says:

    @ PEUCEZIO

    Il mio ideale resta l’Estremo Oriente, dove salvano capre e cavoli.

    [cit.]
    ———–

    Va be’, lasciando perdere considerazioni di dubbia utilità sulla Plica Mongolica come Indice di Superiorità Genetica 😉 … se tu avessi Pieni Poteri (senza alcun limite di natura Etica …) , in Italia, cosa faresti concretamente ?

    • Moi says:

      Secondo Colei che le Femministe di Sx, mediante Silenzio-Assenso hanno dichiarato femminicidiabile & stuprabile almeno da parte della Mascolinità Tossica Migrante … stavamo sconfiggendo il Covid XIX quando il PD ha vanificato tutto spalancando i Porti a Orde di Migranti (spesso Delinquenti Abituali Miracolati da Politiche Svuota-Carceri “a casa loro” …) Infetti !

      • Moi says:

        “Pulirai i bagni degli africani…” Insulto choc alla leghista Sardone in tv

        di Gabriele Laganà

        Nel corso di Dritto e Rovescio, il deputato di Iv Gianfranco Librandi ha attaccato la leghista Silvia Sardone con una frase decisamente pesante

        Ci sono insulti ed insulti. Se riversi parole pesanti contro un esponente della Lega allora non devi temere che buonisti e radical-chic si infervorino.

        https://www.ilgiornale.it/news/politica/andrai-pulire-i-bagni-degli-africani-loffesa-deputato-1894404.html

        Nel corso della puntata si parlava di immigrazione. Ad un tratto il buon Librandi ha esclamato: “Il futuro dell’Italia è l’Africa e tu cara Sardone andrai a pulire i bagni degli africani perché saranno più ricchi di noi”. Neanche le femministe sono scese in campo in segno di solidarietà alla Sardone.

        [cit.]

        • paniscus says:

          “Nel corso della puntata si parlava di immigrazione. Ad un tratto il buon Librandi ha esclamato: “Il futuro dell’Italia è l’Africa e tu cara Sardone andrai a pulire i bagni degli africani perché saranno più ricchi di noi”. Neanche le femministe sono scese in campo in segno di solidarietà alla Sardone.”—

          E perché mai avrebbero dovuto intervenire le femministe in quanto tali? L’osservazione, per quanto cruda, aveva a che fare con eventuali differenze culturali ed economiche, non con quelle di genere.

          Evidentemente si intendeva dire che persone che arrivano da una cultura in cui per sopravvivere (e a maggior ragione, per avere successo e arricchirsi) bisogna farsi un mazzo così, senza piagnucolare e senza aspettarsi l’aiutino buonista, avranno probabilità maggiori di sfondare, rispetto a chi è cresciuto nella coodità e nelle coccole e ha sempre avuto la pappa pronta da parte di qualcun altro.

          Non ci vedo assolutamente nessuna sfumatura sessista, che avrebbe dovuto far inalberare le femministe.

          L’attività (onesta ma sgradevole) di pulire i cessi NON E’ esclusiva delle donne.

          • Per Paniscus

            “Evidentemente si intendeva dire che persone che arrivano da una cultura in cui per sopravvivere (e a maggior ragione, per avere successo e arricchirsi) bisogna farsi un mazzo così”

            Infatti, è una cosa che ho visto mille volte…

            Gli italiani, di destra o di sinistra, sono in grande maggioranza degli sfaticati.

            E lo capisco: il piccolo imprenditore di Prato, che ha sofferto la miseria quando era bambino, ma poi ha fregato tutti, ha avvelenato tutti i fiumi che incontrava, ha sfruttato in nero i cinesi, poi ha scaricato i cinesi di Prato perché si fanno più soldi con i cinesi di Cina che c’hanno pure le donnine a poco prezzo, ha truffato mezzo mondo, e ha fatto TANTI SOLDI, ha un figliolo (magari ne ha altri quattro in Cina, ma non lo sa)…

            cresciuto alla playstation, totalmente rincoglionito, il Figliolo che usa i soldi del babbo per farsi di cocaina ogni venerdì e sabato sera in San Frediano (grazie a un grintoso ragazzo tunisino disposto a rischiare per farlo felice)

            io sono il primo a essere contento se i figli dei cinesi che il babbo ha allevato per sfruttarli, si mangiano babbo, figlio e pure nipoti.

          • PinoMamet says:

            Per me la buona norma di tutti i rapporti umani, la base sulla quale fondare la civile convivenza, è “prima di tutto, voler bene a sè stessi”, fare il tifo per sé stessi.

            Nessun rapporto che parta dal tifo per gli altri può nascere bene, e non può che finire malissimo.

            Certo, bisogna capire chi è più “gli altri”, se lo stronzo e corrotto imprenditore di Prato, o i cinesi che prima o poi se lo mangeranno;
            come nella Prima guerra mondiale, l’unica alternativa ragionevole era se sparare agli austriaci o al proprio generale (e spesso la risposta migliore era: al proprio generale, anche se si era veri patrioti…).

            Tuttavia i cinesi- e ancor meno gli africani- non sono gli austriaci.
            Non ho nessuna garanzia che non ci mettano davvero a pulire i cessi, e ho parecchi indizi del fatto che lo farebbero molto volentieri, e a condizioni anche più disumane di quelle che l’Occidente (e non il sottoscritto) a imposto a loro.

            Rimando di nuovo all’eccellente, per quanto razzista, Benito Cereno di Melville, che è sostanzialmente la storia della rivolta dell’Amistad, vista con occhi “bianchi” ottocenteschi…

            • Z. says:

              Se qualcuno è più ricco di me, e non gli servo per qualcosa di più qualificato, mi metterà certamente a pulire il cesso.

              Lo farà se è cinese, naturalmente, ma anche se è africano o se è italiano, di Bologna o di Prato.

              Non ho elementi per dire che un cinese mi tratterebbe peggio di un italiano, come padrone. Non ho mai lavorato per un cinese.

              Al più, osservo che gli esercenti cinesi che ho conosciuto lavorano davvero parecchio – orari prolungati, pochi o nessun giorno di ferie, zero malattia. Può darsi che dai loro dipendenti si aspettino lo stesso. Non so.

            • PinoMamet says:

              A volte sei più ottimista di me.

              Mi chiedo perché mai un cinese, a parità di formazione e competenza, dovrebbe preferire un italiano a un suo compatriota.
              Non riesco a vedere un motivo plausibile, per cui ne deduco che non lo farà.

              L’amico albanese, musulmano laico, emigrato brevemente in Isvezia, se ne è fuggito da lì scandalizzato dai musulmani nordafricani al corso di svedese, che dicevano tranquillamente di non vedere davvero nessun motivo di imparare lo svedese “tanto saremo presto maggioranza, imparino l’arabo loro”.

              Rappresentano la totalità dei nord-africani? rappresentano il pensiero nord-africano nel suo insieme, nel suo punto più compiuto e culminante?
              sicuramente no.
              Ma credo benissimo che rappresentino la sensibilità dell’immigrato medio, che non nutre particolari motivi di affetto verso il paese di destinazione: spesso, nessun motivo di affetto.
              C’è capitato sostanzialmente per caso, e la sua idea è di farci i soldi il più velocemente possibile.
              Mi stupirebbe il contrario.

              E non vedo perché doivrei aspettarmi particolare affetto da loro in effetti: e quindi, neppure perché dargliene, aldilà del minimo sindacale dovuto a ogni essere umano, si capisce.

              No, mi dispiace, suonerò poco di sinistra, ma preferisco fare il tifo per me, e chi gongola immaginandosi un connazionale che pulisce i cessi altrui ha qualcosa di tetro e di sospetto per me.

              • Per Pino Mamet

                “No, mi dispiace, suonerò poco di sinistra, ma preferisco fare il tifo per me, e chi gongola immaginandosi un connazionale che pulisce i cessi altrui ha qualcosa di tetro e di sospetto per me.”

                Ecco l’Oltranormetro!

                Io condivido tutto lo spirito del tuo ragionamento.

                E lo condivido da anglomessicano, capitato in Italia.

                Esiste un solidissimo, sacrosanto motivo per preferire “i nostri”.

                Solo che “i nostri” non sono quelli che per caso condividono un passaporto con noi.

                Sono quelli che conosciamo, di cui abbiamo imparato a fidarci.

                Io non faccio il tifo per “me”.

                Faccio il tifo per “noi”, dove “noi” è il calciante bianco, l’operaio in pensione che ha fatto meraviglie ricostruendo casa, il contadino diventato muratore, il filosofo con due nonni dell’Accademia della Crusca, ma anche Anila che viene dall’Albania, Fatima che viene dall’Egitto, Mamadou il senegalese, l’americana in pensione che ha fatto il ritratto di Mamadou, Anthony il filippino che fa il cassiere al Conad ed è amico di Mamadou, e NOI siamo anche un tizio che ho conosciuto oggi, un iraniano che vive all’Albergo Popolare e ha scelto di convertirsi al cristianesimo, costi quel che costi.

              • In questo, io sono molto a destra di Salvini: la NOSTRA comunità va difesa contro tutti, contro il camorrista napoletano come contro lo spacciatore tunisino.

                E sono per la sovranità alimentare: mangiamo toscano, non dobbiamo “mangiare calabrese” più che “mangiare sloveno”.

              • PinoMamet says:

                Ma sono d’accordo. Ho avuto e ho studenti di tantissime nazionalità: ne ho contate 33. Per me sono tutti uguali, non solo nell’ovvio senso morale;
                e perché tra di loro non ci siano differenze di mentalità, formazione, idee. Ma queste differenze sono in fondo le solite differenze che ci saranno sempre in ogni comunità, e la rendono interessante.
                Sono uguali perché sono nella stessa comunità.
                Se devo difendere qualcuno, difenderei loro, non uno sconosciuto che voglia imporgli qualcosa, a qualsiasi titolo.

                Reggio Emilia ha tanti difetti, e la ricordo con orrore, però a Reggio Emilia c’era una collega che aveva mosso mari e monti per impedire il matrimonio combinato di una sua allieva in Pakistan…

              • Per PinoMamet

                “Sono uguali perché sono nella stessa comunità.
                Se devo difendere qualcuno, difenderei loro, non uno sconosciuto che voglia imporgli qualcosa, a qualsiasi titolo.”

                Esatto.

                Il parroco polacco è dei NOSTRI esattamente come la P. con tutti i butteri in faccia, alta mezzo puffo e che si tinge i capelli ogni settimana di un colore diverso, e che ha finalmente potuto sposare la M., alta e tontolona con i denti di fuori, e mi ha detto, “maremma maiale, ci siamo sposate finalmente!”, e mi regalo i confetti da matrimonio che conservo accanto all’icona che mi hanno raccontato le badanti georgiane.

                Penso che il grande profeta del nostro paese sia stato Michael Ende.

                Con Momo, ci ha detto il Corano/Vangelo per i piccoli mondi italici che si autogestiscono

                Con la Storia Infinita, ha spiegato il motivo per cui il mio amico nazista canaro e disoccupato, la mia amica ebrea ricchissima che la notte va in giro a riciclare rifiuti, la P. lesbica sfigata, l’iraniano che ha scelto di diventare cristiano, il carcerato, la mamma di tre figlioli che conosce mezzo rione, il calciante mandato in coma dagli avversari, il Comunista impenitente che fa la fila alla parrocchia per avere il pacchetto alimentare, il senegalese posteggiatore che mi fa guardare gli storni e dice che sono il segno della grandezza di Dio…

                Che insieme siamo NOI.

              • Ho scritto:

                “Penso che il grande profeta del nostro paese sia stato Michael Ende.”

                Perché mi fa un po’ schifo ridurre al nome “Italia” questo fantastico luogo tra mille mondi, cento stati e nessuno.

                Per me è il Centro del Mondo, a patto che non ci sia nessuno che pretenda di esserne lo “Stato”.

                E’ fantastico, perché è illegale, irrazionale, sfugge a ogni regola, è vivo e inafferrabile.

            • Z. says:

              Pino,

              — Mi chiedo perché mai un cinese, a parità di formazione e competenza, dovrebbe preferire un italiano a un suo compatriota.
              Non riesco a vedere un motivo plausibile, per cui ne deduco che non lo farà. —

              Ma il punto non è questo. Non credo che tratterà necessariamente meglio un italiano che un cinese. E forse neppure peggio: non ho molta esperienza di lavoranti italiani di imprenditori cinesi; ce ne ho presente una e mi sembra soddisfatta. Un po’ poco per una statistica.

              A dirla tutta, secondo me, e non vale solo per i cinesi, è più facile che un imprenditore straniero sfrutti un proprio connazionale, o un lavorante di un Paese terzo, che un lavorante italiano.

              Ma in realtà per me il punto è alla rovescia, visto che certamente io non farò il padrone: un padrone cinese mi tratterebbe peggio di un padrone italiano?

              Penso che un padrone cinese si aspetterebbe che io lavorassi quanto lui, cioè davvero tanto. E forse non riuscirei a reggere il ritmo.

              Non si tratta tanto di gongolare, per me, quanto banalmente del fatto che se un barista tiene aperto 5-23 probabilmente lavorerà di più di un barista che tiene aperto 7-20. E molti cinesi tengono aperto 5-23. Nel mio vicinato, i baristi sono in buona parte cinesi.

              • Moi says:

                In realtà, anche per un lavoro poco retribuito e ingrato, assumere qualcuno significa dargli/le/l* un minimo di fiducia … e per me i Cinesi degliItaliani NON si fidano tanto. Ripeto, vedo molti più “Hindustani” & Dintorni , a lavorare dai Cinesi che di base (!) sono Gestioni Familiari, in senso molto estensivo di stare magari a Palermo con un cognato-a / cugino-a / fratello o sorella per ogni regione d’ Italia 😉 .

              • Z. says:

                Beh… diciamo che in Italia è più facile sfruttare un pachistano o un bengalese che non un italiano. Per diversi motivi.

                Vale per i padroni di ogni genere, e non credo che i cinesi facciano eccezione.

      • Francesco says:

        una che sostiene che il problema Covid è rinato per colpa degli immigrati infetti mi sa che se lo merita, qualche “simpatico” insulto

        non credi che la verità meriterebbe un minimo di rispetto?

  20. Moi says:

    @ PINO

    Ho sentito dire che NON vien più insegnatala chirografia in corsivo … cioè ? Scrivere imitando i font da stampa ? Io a un certo punto iniziai a farlo spontaneamente, almeno per lingue diverse dall’ Italiano, per evitare equivoci tipo “a” e “o” , “u” o “n” e così via …

    • PinoMamet says:

      Guarda, ho appena fatto fare un tema a una prima, e usano tutti il corsivo… più o meno leggibile 😉

  21. Moi says:

    Adesso, quelle poche vole che scrivo a mano faccio il ” maiuscoletto “

    • PinoMamet says:

      Anch’io, ma solo perché il mio corsivo fa schifo!
      Tra l’altro con il tempo il mio maiuscoletto tende a “corsiveggiare” per conto suo, svelandomi da solo l’origine della grafia corsiva..

    • paniscus says:

      Siccome il cosiddetto “maiuscoletto” non è MAI stato insegnato nelle elementari italiane e in nessun altro ordine di scuola… mi pare evidente che chi sceglie di usare il maiuscoletto se lo autoimpone volontariamente, per motivi che io non riesco capire,

      ed è evidente che si tratta di una cosa innaturale, che rallenta la scrittura e che comunque alla fine risulta più brutta sia del corsivo che dello stampatello maiuscolo.

      Purtroppo in alcuni casi fa parte di mode adolescenziali, in cui i ragazzini (e spoprattutto le ragazzine) si copiano tra di loro, ma continuo a non capire quale sia la finalità e quale sia il risultato positivo.

      Il maiuscoletto è stato inventato solo per la stampa, non è strutturato per la scrittura a mano, e quando viene (auto) imposto risulta più faticoso, più lento e più brutto da vedere. Quale sarebbe il vantaggio?

      • PinoMamet says:

        Io scrivo così (per intendersi “stile stampa”) semplicemente perché mi viene più bello e leggibile del corsivo, come dicevo. Il mio corsivo ha sempre fatto schifo…
        Non sono sicurissimo che la grafia non sia stata pensata per la scrittura a mano: è sostanzialmente la “minuscola carolina” o “carolingia” , adottata proprio per ragioni di leggibilità.

        Mi pare che nei concorsi sia obbligatorio il corsivo, come nelle maturitá, almeno in teoria: non saprei perché. Io faccio anche più fatica a scriverlo, ormai. Troppi tratti ridondanti.

        Una scrittura tipica adolescenziale è la “tonda con le lettere tutte uguali”, che hanno molte ragazze.

        Ma per trovare un a grafia latina veramente difficile, suggerisco la corsiva maiuscola romana, quella delle “Tavolette di Vindolanda”!

      • Peucezio says:

        Io ai tempi della scuola media passai dal corsivo, che odiavo con tutto me stesso, allo stampatello minuscolo.
        Il risultato è che scrivevo un po’ più lentamente, perché dovevo staccare fra un carattere e la’ltro,ma con meno fatica (tanti ghirigori inutili eliminati, la ‘l’ con un solo segno verticale) e soprattutto con un immenso sospiro di sollievo dei professori, che finalmente non dovevano cimentarsi in un’improba opera di decifrazione.
        Ricordo una professoressa che, prima di tale cambiamento, proprio per questo motivo disse a mia madre a colloquio di aver gongolato per il fatto che non avevo fatto i compiti, pur obbligatori, per le vacanze.

        Quindi seguo la scuola di pensiero di Pino (lui usa lo stampatello maiuscolo di corpo minore, se ho ben capito, ma il risultato in termini di leggibilità è simile).

        Ma soprattutto non vedo l’ora che la scrittura a mano, con le tecnologie digitali attuali, finisca finalmente nella pattumiera della storia, con buona pace delle fisime anacronistiche delle cariatidi passatiste, insieme a ogni uso della carta che non sia di piacere (sfogliare un libro di solito è piacevole, ma dover andare in posta per inviare un plico a un ufficio dove potresti mandare una PEC è solo una rottura di coglioni degna di un paese preistorico e scalcinato come il nostro).

  22. Moi says:

    A me il corsivo non è mai piaciuto di per sé, anche il Cirillico corsivo mi sembra brutto … so che anche l’ Ebraico moderno ha sviluppato un corsivo, ma mi interessa solo lo stile quadrato tradizionale.

    • Moi says:

      … Fra l’ altro , non ho mai capito perché l’Arabo NON si può scrivere a lettere distinte : è obbligatorio , tanto per capirci, di “fonderle in unico ricamone” in cui diventano facilmente confondibili !

      • Per Moi

        “… Fra l’ altro , non ho mai capito perché l’Arabo NON si può scrivere a lettere distinte :”

        L’arabo è infatti uno straordinario “shorthand”: mentre la scrittura ebraica e la scrittura gotica-tedesca (Fraktur) creano ridondanze molto complesse, la scrittura araba riduce al minimo assoluto gli elementi di distinzione, ed è certamente una delle scritture più facili del mondo da scrivere – non altrettanto da leggere.

    • habsburgicus says:

      anche il Cirillico corsivo mi sembra brutto

      a me infatti non piace il cirillico corsivo….non si può vedere la “m” che sta per “t” !

      • roberto says:

        A me piace il cirillico corsivo ma lo trovo difficilissimo da leggere

        • Peucezio says:

          Idem.
          Non difficilissmo, ma devo fare un certo sforzo.
          Parlo del corsivo stampato: quello scritto a mano ci rinuncio a priori: più facile il glagolitico allora! 😀

          • Moi says:

            Io iniziai già alle medie (come tantissimi altri) una specie corsivo misto, in cui le maiuscole erano a carattere stampato, senza oziosi e leziosi ricciolinie arzigogoli … poi procedetti a ” imitare chirograficamente la macchina da scrivere “

  23. Per Peucezio

    “Io se fossi miliardario l’unica cosa che eviterei sono i contesti mondani del miliardari,”

    Tema bellissimo, propongo a tutti di svolgerlo!

    La prima cosa che farei è nascondere il fatto di essere miliardario.

    Non cambierei il mio modo minimalista di vestire, non userei l’aria condizionata, non smetterei di andare ovunque a piedi…

    La seconda cosa che farei è acquistare un palazzo in San Frediano, e una villa sui colli, verso Marignolle, diciamo 500 metri quadri, o magari anche un castello, di quelli belli costruiti nell’Ottocento, e anche una villa nell’Alvernia francese.

    A voi racconterei di aver conosciuto un misterioso conte assenteista, che mi ha assunto come custode a 2000 euro al mese (che dire di meno susciterebbe sospetti) e mi ha autorizzato a ricevere amici e ospiti tutte le volte che mi pare.

    Poi farei una fondazione di quelle a cui nessuno può risalire, e suggerirei a tutti i miei amici di rivolgersi a questa fondazione per realizzare i loro sogni.

    “Non ho nulla a che fare con la Fondazione, per carità, ma ho saputo per caso che la Fondazione ha appena lanciato un progetto per finanziare ricerche dialettologiche purché condotte da un milanese di origine pugliese”.

    E la misteriosa Fondazione metterebbe anche in piedi un sacco di altre cose, e io ne farei l’elogio qui sul blog.

    • habsburgicus says:

      @Miguel
      tu devi diventare miliardario, al più presto, per il bene dell’umanità !

    • Peucezio says:

      Miguel,
      “milanese di origine pugliese”

      Vabbè, facciamo che per questa volta ti passo il “milanese di origine pugliese” senza offendermi 😀 😀 😀

      Io invece non lo nasconderei, né lo ostenterei; o, meglio, l’una o l’altra cosa o un profilo medio, secondo i contesti.
      Ai tempi dei sequestri di persona forse avrei fatto anch’io come te (anche se tu lo fai per altre ragioni).

      • Peucezio says:

        Volevo sottolineare “origine” invece è venuto un tratto di cancellazione. 🙁

        • Z. says:

          Hai rinnegato le tue origini!

          • Peucezio says:

            Certo.
            Perché io non sono di origine pugliese.

            Tu sei “di origine” italiana?

            • Z. says:

              Intendo che le hai cancellate!!

            • Mirkhond says:

              “Perché io non sono di origine pugliese.”

              E di che origine saresti?

              • Francesco says:

                intende dire che lui è pugliese

                mentre parlare di origine sarebbe un allontanarsi

                io dovrei finanziare una fondazione che faccia studiare i conflitti tra economia politica, teologia cattolica, fisica e, forse, psicologia

                intanto assumerei una insegnante di tedesco madrelingua giovane e gnocca (solo per ripassare la lingua!)

                e spenderei qualche soldo per un paio di capricci

                tipo intitolare una serie di borse di studio a mio nonno, grande persona

                e forse farei l’abbonamento all’Olimpia Milano

                ostentazione poca, è roba da poveri (certe caratteristiche borghesi non puoi perderle facilmente)

              • Per Francesco

                “io dovrei finanziare una fondazione che faccia studiare i conflitti tra economia politica, teologia cattolica, fisica e, forse, psicologia”

                idea in effetti interessante

              • Peucezio says:

                Mirkhond,
                Francesco ha capito esattamente cosa intendevo.

                Puoi dire che un americano è di origine irlandese.
                Ma se io sono “di origine” pugliese, vuol dire che sono qualcos’altro di origine pugliese e quale sarebbe questo qualcos’altro? Milanese non di certo.

              • PinoMamet says:

                Però sei nato a Milano, e certamente conosci il milanese meglio di moltissimi milanesi 😉

    • roberto says:

      Ok allora

      Mi comprerei una casa a San Francisco, un appartamento a Manhattan, uni a Parigi, una villa alle Hawaii, ma la mia residenza principale sarebbe una casa gigantesca su qualche isola greca (deve avere almeno 10 stanze per gli ospiti, un forno a legna, un barbecue enorme ed un pergolato dove poter mettere un tavolo per 30 persone)

      Mi comprerei almeno un paio di ristoranti e 2-3 pub dove farei lavorare i miei amici e dove andrei di tanto in tanto a cucinare (sarebbe l’unico investimento)
      Sponsorizzerei un paio di amici che vivono di musica
      Mi piace l’idea di Miguel della fondazione: chi ha idee venga pure, se mi divertono vi sponsorizzo

      Distribuirei una congrua parte del mio miliardo a parenti ed amici

      Comprerei il vostro giardino e pagherei qualcuno per tenerlo pulito ed in ordine. Lo lascerei in uso alla tua associazione ovviamente (ma una volta all’anno dovete invitarmi ad una mega festa popolare)

      Creerei una fondazione per gli studi dialettologi e nominerei peucezio presidente

      Una baita in montagna per mirkhond

      Pino può andare a vivere nella mia villa greca, ci sarà un appartamento per lui ed una barca per andare a pescare

      Una bella villa sui colli per Z

      Appartamento con vista sul duomo a Francesco

      Costruirei qualche playground in Italia e creerei qualche scuola basket

      Il resto lo spenderei in viaggi, il più avventuratosi possibili

      • Peucezio says:

        Bello però: basta che uno di voi diventa miliardario e il futuro della dialettologia pugliese e italiana è assicurato!

        Io ci scherzo, ma alla povera Del Puente, in Basilicata, che è l’unica che in Italia fa vera ricerca dialettologica sistematica paese per paese, stanno per tagliare i fondi 🙁

        • roberto says:

          Beh è merito tuo che nel corso degli anni ci hai fatto interessare alla dialettologia

          • Peucezio says:

            Beh, corso… Ho condiviso qualche spunto e sono molto felice che l’abbiate trovato stimolante o vi abbia comunque incuriosito.

      • Z. says:

        Grazie Robè 🙂

      • roberto says:

        Ouch ubliai habsb!

        Per lui un istituto di ricerca in storia della diplomazia, va bene?
        E per farmi perdonare una dacia intorno a poltava (ci sono stato bellissimi posti)

      • Francesco says:

        grazie dell’idea ma gli appartamenti vista Duomo sono per gentaccia progressista

        mi basta un corso di teologia e un anno sabbatico

        😀

        • roberto says:

          aggiudicato ma…solo un anno!?!

          poi dici che voi cattolici non siete intrinsecamente paupersti

          😀

          • Francesco says:

            a me piace il mio lavoro!

            e poi senza lavorare un milanese muore, anche quando non fosse cattolico

            • Peucezio says:

              Più scopro e studio l’anima di Milano, più scopro che questa è una verità molto parziale.

              • Mirkhond says:

                Parlaci della vera anima di Milano, che la cosa mi incuriosisce.

              • Peucezio says:

                E’ un discorso lungo (e un argomento affascinante), ma mi secca anche farlo qui dentro, pubblicamente, visto che è il prodotto anche di mie indagini dirette, di testimonianze raccolte.

                Comunque già Paolo Valera, alla fine dell’Ottocento, descriveva tutto un mondo di prostitute, ladruncoli, balordi, ubriaconi, nullafacenti, magnaccia, ecc. affianco alla Milano presentabile, “decente”.

                Essenzialmente ci sono due Milano, quella borghese e quella popolare.
                O, meglio, fino agli anni ’70-’80 c’erano due Milano popolari, una operaia, assoggettata alla disciplina di fabbrica e una che recalcitrava ad essa e reagiva col furtarello, gli espedienti, ecc.

                Un aneddoto raccolto personalmente te lo racconto:
                in un’osteria sul Naviglio Pavese (parliamo sempre di mezzo secolo fa) si intratteneva spesso un falegname piuttosto bravo.
                Capitava che la gente andasse lì, sapendo di trovarvelo, e gli si rivolgesse chiedendogli di andare a fare dei lavori presso di loro.
                Lui rispondeva:
                – Eh, ma gh’hoo minga temp…
                – Ma come te gh’hee minga temp, se te see chì settaa giò in de l’osteria a bev!
                – Eh, appunto! Gh’hoo minga temp….

      • PinoMamet says:

        Direi che Roberto mi accontenta completamente e mi conosce bene!

  24. Noto che nessuno ha parlato della decapitazione parigina…

    Riflessioni al volo:

    1) Credo che lo Stato dovrebbe assicurare la massima libertà di espressione, escluderei forse soltanto cose che mettono realmente a rischio delle persone: per me sarebbe lecito dire “Miguel Martinez è uno schifoso coso puzzolente e come se non bastasse è pure messicano e quindi sospetto che sia un narcotrafficante cannibale e andrebbe espulso dall’Italia“.

    Non dovrebbe essere lecito invece dire, “Miguel Martinez abita in via… e non ci sono le telecamere” con il sottinteso che se lo ammazzate a sprangate, non rischiate.

    2) Ho dei dubbi a proposito delle due o tre aziende mondiali che si sono accaparrate lo “spazio espressivo” della specie umana: su facebook, nemmeno ci vado, ma mi preoccupa sapere che negli scorsi mesi, facebook si vanta di aver censurato 22,5 milioni di post, che probabilmente la KGB non ci è riuscita in tutta la sua storia.

    3) Però capisco che se provochi delle persone, quelle possono reagire.

    Prendiamo due affermazioni diverse, che oggi sarebbero entrambe considerate transfobiche al punto tale da portare al licenziamento:

    a) “i trans mi fanno vomitare, non vorrei che esistessero!”

    b) “prima di procedere a mutilare per sempre i genitali di un bambino di nove anni, bisogna rifletterci a lungo”

    La prima affermazione è un aggressivo sfogo emotivo, la seconda è una riflessione che merita di essere discussa.

    Ora, io credo che lo Stato debba difendere il diritto di fare non solo l’affermazione b), ma anche l’affermazione a) (nel senso che un tribunale dovrebbe assolvere qualcuno denunciato per averla fatta, o reintegrarlo nel posto di lavoro se è stato licenziato), ma non avrei nulla da dire, se qualche individuo prendesse a martellate chi l’ha fatta.

    Tornando alla questione francese: totale sostegno alla libertà legale di fare vignette brutte, volgari, con la sola intenzione di colpire un gruppo di persone sul punto dove sono più sensibili.

    Ma non me la sento certo di criticare chi, a proprio rischio e pericolo, ha deciso di reagire a questi insulti.

    • Z. says:

      Lo Stato punisce certi comportamenti anche per evitare che le persone lo facciano in autotutela a martellate…

    • roberto says:

      Io invece critico chi taglia teste altrui, a prescindere dal motivo

      • Mirkhond says:

        Il professore in questione è stato quantomeno imprudente, sapendo cosa andava a scatenare, mostrando le vignette blasfeme agli occhi dei musulmani.

        • Per Mirkhond

          “Il professore in questione è stato quantomeno imprudente, sapendo cosa andava a scatenare, mostrando le vignette blasfeme agli occhi dei musulmani.”

          Premesso che non sono favorevole alle decapitazioni… io capirei un professore che si fosse messo in pericolo per ricordare che gli arabi e i musulmani in generale hanno praticato lo schiavismo su grande scala, o che si sono vantati di grandi massacri in India, perché è bene ricordare che la storia è così, ed è bene che gli esseri umani imparino scomode verità sugli esseri umani.

          Ma andare da un ragazzo e dirgli, “ti faccio vedere un disegnino porno di tua mamma, e questo si chiama Liberté d’espressione!” è cosa ben diversa.

          • Moi says:

            … OK !

            Grave Offesa a Maryam AlBoutrid, Madre del Profeta Issa (Pace e Benedizione su di Loro) :

            https://www.gay.it/chiara-ferragni-denunciata-blasfemia-battaglia-codacons

            … lapidare Chiara Ferragni a busso in piazza, diretta streaming web nonché a reti tv unificate !

            • roberto says:

              1. il codacons è una delle cose più disgustose in un paese in cui c’è l’imbarazzo della scelta a trovare cose disgustose

              2. chiara ferragni è veramente carina e il personaggio mi sta simpatico

          • PinoMamet says:

            Leggo che Macron avrebbe fatto campagna contro il “separatismo islamico” e rivendicato il “diritto alla blasfemia”
            (che in Italia suona blasfemo, in effetti), mentre Valls avrebbe proposto di far vedere obbligatoriamente le vignette in tutte le classi.

            Stanno alla frutta…

            • Z. says:

              Personalmente, oltre ad essere naturalmente contrario alle decapitazioni (e ci mancherebbe) non mi sento affatto offeso dalla blasfemia.

              Ma da qui a ritenerla un diritto ce ne passa…

              Tipo, a un vigile urbano ferma un prete al semaforo si dovrebbe riconoscere, chessò, un qualche diritto soggettivo a bestemmiare Dio e la Madonna?

              Mah.

              • per Zeta

                “ipo, a un vigile urbano ferma un prete al semaforo si dovrebbe riconoscere, chessò, un qualche diritto soggettivo a bestemmiare Dio e la Madonna?”

                In realtà, il povero insegnante non ha esattamente bestemmiato; ha provato ad “aprire un dibattito” https://unherd.com/2020/10/is-frances-secularism-worth-dying-for/ tra i ragazzi, presentando le squallide immagini di Charlie Hebdo.

                E la cosa è stata ingigantita fino alla follia sui social, come al solito.

                Ora, è difficile ragionare con un decapitato, ma avrei potuto suggerirgli una serie di altre riflessioni sulla “libertà di espressione”, che sarebbero state molto più interessanti:

                1) si può criticare un sistema politico basato sui desideri immediati delle maggioranze invece che sui bisogni della natura?

                2) si può dire che tutte le civiltà si sono fondate su qualche forma di schiavitù, fino al momento in cui non hanno avuto abbastanza macchine da cacciare a pedate gli schiavi?

                3) si può mettere in dubbio che Muhammad sia stato il profeta di Dio, che gli ebrei morti nella seconda guerra mondiale siano stati proprio sei milioni, che il Covid sia la peggiore peste mai esistita, che gli esseri umani siano tutti “uguali”, che il migliore governo sia quello eletto dal 50,01% degli elettori, che la proprietà privata sia sacra, o mille altre cose di questo tipo?

              • Z. says:

                Miguel,

                — In realtà, il povero insegnante non ha esattamente bestemmiato; ha provato ad “aprire un dibattito” —

                D’accordo, non intendevo entrare nel merito dei fatti. Immagino bene che il professore non abbia bestemmiato in aula.

                Io mi riferivo alla frase riportata da Pino, sul rivendicare il diritto alla blasfemia.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Io sono a favore, invece, in certi casi.
        Siamo cittadini, non sudditi. E non essere sudditi vuol dire che il funzionario pubblico che ci è davanti non ha il diritto di fare il cazzo che vuole solo per la posizione che occupa.
        Per cui se detto funzionario invece di fare il proprio mestiere (insegnare) cazzeggia offendendomi, lo spirito del 1789 mi dice di decapitato.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Decapitarlo

          • Francesco says:

            1) non stava cazzeggiando, però
            2) se ti offendi, in generale è un problema tuo. in ogni caso sei tenuto a saper gestire la rabbia, mica siamo tra i Mongoli di Gengis Khan!
            3) lo spirito del 1789 è Male, peraltro

            🙂

            • Mauricius Tarvisii says:

              Era insegnante di storia, non di vignette di Carletto.

              • Moi says:

                … anche quelli del Charlie Hebdo credevano che l’Islam “da Enclave della Sharia” in Francia fosse un fenomeno marginale !

              • Moi says:

                … ma va bene : caschiamo pure dal pero tutte le volte , e diciamo che Ashin Wirathu è un Cattivone che agisce spinto da malvagità pura !

              • Francesco says:

                anche di educazione civica, se è per quello

                e le vignette gli venivano buone per la materia

                su, non fare l’isisino che non ti si addice

              • roberto says:

                insegnava anche educazione civica e morale e appunto stava facendo una lezione sulla libertà d’espressione e la censura

              • Mauricius Tarvisii says:

                Quindi il professore di scienze può farsi una grigliata in classe perché durante la cottura avvengono reazioni chimiche?
                E’ al livello di “il capo non legge il giornale in ufficio: il capo si informa”…

              • roberto says:

                Non avrei nulla contro il professore che cercasse di spiegare la reazione di Maillard con una bistecca

                Ma l’esempio che fai è un po’ sciocco.

                Il tizio faceva lezioni di una cosa fumosa che si chiama educazione civica. In queste lezioni parlava di libertà di espressione e tira fuori una cosa che in Francia dire che conoscono tutti. Da quel che ho letto la lezione era qualcosa del tipo “cosa ne pensate se pubblicano una vignetta così, discutiamone”

                Non mi sembra una buona ragione per tagliargli la testa

              • Mauricius Tarvisii says:

                Certo che per te va tutto bene: per te i personaggi della storia sono un burocrate e un suddito, per cui non può che avere sempre ragione il primo…

              • roberto says:

                Si è vero, il tagliagola per me ha ipso facto torto, l’ho già detto

        • Peucezio says:

          Possibile però che nessuno fa un discorso di contesto?

          La Francia NON è un paese di tradizione islamica.
          Per cui sono gli islamici a doversi adeguare, non gli altri a loro.

          Una volta era normale che ogni gruppo avesse la sua etica, il suo senso del rispetto (e del non rispetto), ecc.
          Un cattolico deve dire che i mussulmani sono infedeli di merda che moriranno nelle fiamme nell’inferno.
          E in un contesto islamico fanno bene gli islamici a considerarci dei porci infedeli.

          L’offesa è un elemento organicamente presente in ogni cultura: non esistono comunità in cui nessun offende nessuno, all’interno e, a maggior ragione, all’esterno.

        • Peucezio says:

          Io comunque ho sentito parlare di iconoclastia.

          Credo che il problema non sia stato tanto e solo l’offesa a Maometto, ma il fatto di averlo raffigurato.
          Ciò mette tutto sotto una luce completamente diversa.

          • daouda says:

            Diciamo che dovrebbe essere così. I nostri francesi, che lavorano per l’islam, si fanno ammazzare nel suicidio auto indotto volendo devotamente raffigurare Malcometto cosa che è atto di idiolatria che da che mondo è mondo merita la morte più o meno per tutti.
            Il guadagno è che credi che cianno il cazzo duro gli islamici e tu all-hallaj redivo ti sacrifichi ( ovviamente non lo sai è incoscio ) perché sei buono e più islamico di loro IN REALTA’.

            E’ una cosa buffa quando la si comprende, e funziona con tutta la vita, non si può scrivere e disquisire di pubblico e di privato quando i termini hanno solo una valenza strategica.
            VOI NON CAPITE DOVE CAZZO STATE!

    • Peucezio says:

      Miguel,
      però non capirò mai come mai tu non colga la carica distruttiva che c’è dietro ogni sentimento iconoclasta.

    • Francesco says:

      no, non capisco che una persona provocata reagisca con violenza, non farlo è un principio di base della convivenza civile

      come cristiano ogni mese sono offeso dal Vernacoliere ma mica penso di andare alla redazione a spararli tutti

      e non solo perchè nessuno vuole andare a Livorno

      ma dovrebbe essere insegnato a scuola come ci si comporta con chi ci offende

      • Per Francesco

        “no, non capisco che una persona provocata reagisca con violenza, non farlo è un principio di base della convivenza civile”

        Ma sai, non tutti gli esseri umani sono mostriciattoli perfettamente condizionabili, è normale che qualcuno non si faccia “insegnare a scuola come ci si comporta”.

        Mentre è meno normale che lo Stato censuri.

        • Francesco says:

          cosa c’entra la scuola? io parlo di Civiltà

          se uno non ha capito che non si può usare la violenza perchè si è offesi, che lo si impicchi, è solo colpa sua e se lo merita

          credo sia un principio di base da qualche secolo, in Europa

          • Per Francesco

            “se uno non ha capito che non si può usare la violenza perchè si è offesi, che lo si impicchi, è solo colpa sua e se lo merita”

            Infatti, l’offeso l’hanno abbattuto a colpi di arma da fuoco.

            Ma non mi sembra strano o scandaloso che su 60 milioni di francesi (giusto? non ho controllato) qualche centinaio dia di matto di tanto in tanto, cercando di “censurare” qualcuno con cui non sono d’accordo.

            Quello che è scandaloso è quando lo Stato si erge a censore, come succede sempre più spesso.

            • Francesco says:

              solo che l’hanno fatto DOPO, il che non è tollerabile

              del resto non ha dato di matto, è stato mandato in missione suicida da una comunità

              è su quello che mi aspetto un intervento dello Stato

              • roberto says:

                “del resto non ha dato di matto, è stato mandato in missione suicida da una comunità”

                questo in effetti è un punto piuttosto drammatico (se sarà confermato)

  25. Peucezio says:

    Una considerazione a margine sul Covid (tra l’altro il DPCM appena uscito è molto morbido):

    è vero che la situazione è critica e non si scherza.
    Ma secondo me non si tiene conto di un fattore banale quanto importante: a marzo non c’erano le mascherine (e nemmeno se ne dava ancora l’importanza dovuta) e sono arrivate via via alla spicciolata.
    Oggi con le mascherine cambia tutto. È evidente dai dati di questi giorni che da sole non bastano (e che probabilmente, soprattutto fino a poche settimane fa e in parte ancora adesso non sono neanche usate col dovuto rigore, soprattutto al chiuso), però sono una variabile di impatto non trascurabile come elemento di contenimento: se le avessimo avute tutti da febbraio sicuramente avremmo avuto molti meno morti e mi spingo a dire che probabilmente non sarebbe stata necessaria una chiusura completa in tutto il territorio nazionale per due mesi e passa (pare che il comitato tecnico-scientifico abbia sostenuto che sia stata eccessiva comunque, anche così, ma su questo non oso sbilanciarmi).
    Aggiungiamo a ciò il fatto che non si sapevano curare i malati di covid (anzi, a volte si usavano cure controproducenti) e su questo è stato fatto un progresso enorme.

    Con ciò, gestire le prossime settimane sarà comunque dura (era un po’ questo il senso di un mio commento pessimista, forse nell’altro post, che era implicitamente una ciritca al governo che ci ha portato a questo disastro e alle classi dirigenti occidentali in generale, che hanno fatto una delle peggiori figure di merda della storia), temo (sempre perché le terapie intensive e i posti letto non sono quanti sarebbero dovuti essere, non per altro).

    Ma credo, al tempo stesso, che, se la ricerca di vaccini e terapie procede senza intoppi imprevisti, secondo le tempistiche programmate, nei primi mesi del 2021 si arriverà alla normalità, essenzialmente per un motivo: una volta che avremo qualche milione di dosi di vaccino, basteranno per gli anziani e i vari soggetti realmente a rischio, che sono la quasi totalità dei morti di covid; poi piano piano col passare dei mesi si vaccineranno tutti (quelli che vorranno farlo), ma una volta che tu hai protetto praticamente tutti i potenziali casi mortali puoi tornare alla normalità (magari mantenendo le mascherine al chiuso ancora finché non hai vaccinato la maggioranza della popolazione, giusto per non correre rischi stupidi).

  26. Francesco says:

    >> Dico semplicemente che se esiste della ricchezza da qualche parte, è perché è stata tolta da un’altra.

    E’ fisica, mica etica.

    Miguel, dai retta a un cretino: NO, non è così, è un ridicolo pregiudizio che c’entra con l’economia quanto le donne con la teologia o gli americani con la metafisica o il Milan con lo scudetto. No, no e poi no.

    L’economia vera ha moltissimi limiti ma può tranquillamente affermare che questa idea è fallace.

    • Per Francesco

      “Miguel, dai retta a un cretino: NO, non è così, è un ridicolo pregiudizio che c’entra con l’economia quanto le donne con la teologia o gli americani con la metafisica o il Milan con lo scudetto. No, no e poi no. ”

      ???

      Allora esistono l’Albero della Cuccagna, la Macchina del Moto Perpetuo e la Neghentropia, nonché il Reddito di Cittadinanza!

      • roberto says:

        Miguel

        puoi provare a dare una defiizione di “furto” che ci permetta di capire la tua Weltanschauung?

        ps temo che il reddito di cittadinanza esista

        • Per roberto

          “puoi provare a dare una defiizione di “furto” che ci permetta di capire la tua Weltanschauung?”

          credo di averla data un migliaio di volte…

          diciamo, prendere dal mondo a un ritmo superiore a quello a cui il mondo stesso rigenera le proprie risorse, e trasformare questo “in più” in rifiuti.

          Più lo fai, più sei ricco; e più sei ricco, più saranno poveri i nostri nipoti.

          • roberto says:

            touché me l’ero dimenticata

            probabilmente perché coincide non con l’idea di furto (che è indisolubilmente legata all’idea di proprietà), ma di vita umana, più o meno da quando abbiamo abbandonato la mera sussistenza

            a questo punto siamo tutti ladri, chi più chi meno, ma è solo una questione quantitativa, e direi che non è molto interessante

            • Per roberto

              “ma di vita umana, più o meno da quando abbiamo abbandonato la mera sussistenza”

              In parte è vero – e infatti come ci ricorda Emilio Sereni, i romani hanno fatto uno scempio ecologico dell’Italia, desertificandone vasti tratti con la loro agricoltura schiavistico-industriale.

              Però l’accelerazione veramente insostenibile parte dal 1850 circa, con i carburanti fossili (lignite in poi).

              Comunque saranno i nipoti, al massimo i figli a pagare tutto quanto (ecco perché possiamo parlare di “furto” anche nei confronti di proprietari umani), noi forse ce la caveremo ancora.

            • roberto says:

              ok detta così direi che siamo d’accordo su tutto (anche sull’accelerazione)

              ma appunto mi resta da capire che utilità ha una definizione, ladro, che riguarda chi più chi meno l’umanità intera (ok, escludiamo forse gli indigeni dell’amazzonia)

        • Per roberto

          “ps temo che il reddito di cittadinanza esista”

          Esistono dei sussidi, pagati con tasse e/o debiti da qualcun altro.

          Certo, per ogni ditta l’ideale sarebbe avere zero costi di manodopera, e un mondo attorno di gente pagata per comprare i loro prodotti lo stesso, ma credo che anche Francesco sarebbe d’accordo che la matematica non torna.

          • roberto says:

            “Esistono dei sussidi, pagati con tasse e/o debiti da qualcun altro.”

            esatto e quel particolare sussidio si chiama “reddito di cittadinanza”

            • Per roberto

              “esatto e quel particolare sussidio si chiama “reddito di cittadinanza””

              Allora siamo d’accordo: esiste qui e oggi una tale abbondanza, che per ora si può mantenere molta gente senza lavorare, cosa che già succede a una percentuale altissima di italiani tra bambini, anziani, casalinghe, trentenni mantenuti dai genitori, ecc.

              Il punto è che c’è sempre qualcuno che paga, come è fisiologico.

              Ma per reddito di cittadinanza, i sostenitori intendono una cosa molto più grande: la soluzione al problema della disoccupazione tecnologica, per cui il 90% della gente non avrà bisogno di lavorare, ma riceverà dal cielo una quantità sufficiente di soldi per continuare a far fare profitti alle aziende.

          • Francesco says:

            Miguel

            dovremmo farci due conti … se l’attuale monte-salari andasse tutto in nuovi profitti e venisse tassato, quanti sussidi può pagare lo Stato? e questo che potere d’acquisti mette a disposizione dei cittadini-parassiti?

            dove sono gli economisti bravi quando se ne ha bisogno?

            • Per Francesco…

              “dovremmo farci due conti … ”

              Come la vedo io, in trenta secondi (perché devo tradurre materiale di promozione per megacolate di cemento), se io adesso guadagno 1500 euro al mese con il mio lavoro, e pago 500 euro di tasse, me ne restano 1000, che sono i soldi netti su cui posso campare.

              I 500 euro spesi in tasse devono servire a un sacco di cose, ma anche se andassero tutti in reddito di cittadinanza (e quindi restassimo del tutto privi di servizi pubblici di qualunque sorta), ci vorrebbero due come me per assicurare 1000 euro al Redditato Cittadino.

              Se sono più di quelli, il sistema collassa.

              Se invece chiedi alla Fiat di mantenere con le sue tasse non solo chi compra un’auto da loro, ma anche me che non ho l’auto per niente e Roberto che si è comprato un’auto della concorrenza, vedrete che l’ultimo Elkann prende la cittadinanza irlandese di corsa.

              Non mi sembra che il Reddito di Cittadinanza possa funzionare, se non alla maniera Cinque Stelle (reddito di sussistenza per una minoranza di disoccupati in cerca di lavoro).

              • Francesco says:

                se la FIAT risparmia i 1500 euro che mi dava e ne spende di meno per il robot … quante tasse può pagare per mantenermi, atteso che il robot non si comprerà mai l’automobile?

              • Per Francesco

                “se la FIAT risparmia i 1500 euro che mi dava e ne spende di meno per il robot … quante tasse può pagare per mantenermi, atteso che il robot non si comprerà mai l’automobile?”

                Uno, le tasse le pagano i piccoli, quelli che sono costretti a stare in un posto. I grandi no (la FIAT se ben ricordo oggi ha sede in Olanda).

                Due, come potrebbe fare la FIAT a darmi – tramite tasse – abbastanza soldi da permettermi di mantenere non solo me stesso, ma pure la FIAT, dandole anche un profitto?

      • Francesco says:

        no
        no
        cosa è?
        ahimè sì

        PS studia, ne vale veramente la pena.

  27. Moi says:

    Semplificazione brutale, per semplificazione brutale : io ho sempre sentito dire (e indi constatato 😉 dal vivo …) che i NordEuropei sono “Ricchi che vivono da Poveri”, i Mediterranei sono “Poveri che vivono da Ricchi” …

    • habsburgicus says:

      chapeau Moi ! definizione giustissima
      c’é poi l’Est (ove Marx è morto) e lì i Ricchi vivono da Ricchi…e te lo fanno pure pesare 😀 codazzo di strafighe ad ogni uscita, guardie del corpo truci, vestiti appariscenti 😀

  28. Moi says:

    nessuno ha parlato della decapitazione parigina…

    ———–

    Lo scorso anno , a Marzo, abbiamo scoperto con stupore che qualche Kafir che reagisce con gli stessi loro mezzi può esistere …

    • Moi says:

      Così Parlò il Monaco Birmano Ashin Wirathu :

      _ I’m trying to educate the people not to retaliate, but these aggressive Muslims must be brought to justice.

      _ You can be full of kindness and love, but you cannot sleep next to a mad dog, I call them troublemakers, because they are troublemakers, I am proud to be called a radical Buddhist. If we are weak, our land will become Muslim.

      _ “Muslims are like the African carp. They breed quickly and they are very violent and they eat their own kind. Even though they are minorities here, we are suffering under the burden they bring us.”

  29. Moi says:

    a) “i trans mi fanno vomitare, non vorrei che esistessero!”

    b) “prima di procedere a mutilare per sempre i genitali di un bambino di nove anni, bisogna rifletterci a lungo”

    —————-

    La Genderofobia 😉 funziona secondo il criterio giuridico AngloSassone del “perceived as such !” … Gianfranco Amato lo illustra lucidamente da oltre un lustro, appunto 😉 .

  30. habsburgicus says:

    81 anni fa, 19 ottobre 1939, la Repubblica turca firmava un trattato di alleanza con il Regno Unito e la Francia, rivolto contro Germania e Italia..l’URSS, “amica” di Ankara aveva invano “consigliato” i turchi di soprassedere
    i turchi, che fessi non sono :D, se lo “dimenticarono” in giugno 1940 (intervento nostro), in ottobre 1940 (nostra aggressione alla Grecia: “orgasmo” nei milieux diplomatici di Ankara ci riferisce il nostro R. Ambasciatore De Peppo, lo stesso che un anno prima scrisse che il Gazi [cioé Kemal] mai avrebbe fatto un trattato siffatto e critica la pavidità di Ismet [Bey]) e in aprile 1941 (attacco tedesco, e italiano, alla Jugoslavia: il governo turco fece saltare i ponti sulla Marica/Evros ma lo status belli fu evitato da von Papen)..il 18/6/1941 la Turchia firmò un trattato di amicizia con il Reich (un capolavoro di von Papen), che AH desiderava a ogni costo prima di “Barbarossa”..da allora e sino a Stalingrado, i giornali turchi esalteranno la Germania e Churchill parve dimenticato 😀 una delegazione turca di generali si recò pure in Ucraina occupata, fece abbondanti libagioni e avrebbe detto cose non simpatiche sui sovietici..che il Cremlino, renderà pubbliche, dopo il 1945 avendole trovate negli archivi segreti del Reich

  31. Kandur says:

    Per Miguel

    “…Credo che lo Stato dovrebbe assicurare la massima libertà di espressione”

    Hai sempre detto che non credevi allo Stato…

  32. PinoMamet says:

    Comunque, visto che il padron di casa ci invita svolgere il tema “cosa farei se fossi schifosamente ricco”, credo che- dati i necessari benefit agli amici del blog, per cui rimando ai post degli altri- comprerei un grande albergo con annesso ristorante di lusso.
    Oppure un’azienda di giocattoli con sede in un grattacielo.
    Io starei all’ultimo piano, sì, ma in una stanzina piccola, in penombra, tranquilla, un ufficetto in cui non va mai nessuno e di cui molti ignorano l’esistenza, a fare i conti e altre robe noiose. Nessuno saprebbe che sono il direttore: credo di essere un po’ simile a Miguel, in questo.
    Arrivo per primo al mattino, e vado via per ultimo la sera, perché sono il direttore, anche se nessuno lo sa, e perché i soldi non crescono mica sugli alberi.
    Il fatto di essere il direttore (generoso, umano, tollerante) varrebbe per me, come soddisfazione, tutte le vacanze ai Caraibi di questo mondo. Roba da principianti.
    Stalin mica andava in vacanza alle Maldive! Ma si dice che avesse un palchetto riservato, a teatro.

  33. supervice says:

    Lo spirito del 1789 è quello che fa fare bordelli ai francesi anche per nulla, anche se stanno meglio di quasi tutti al mondo.
    E penso anche che il 1789 abbia prospettato nei propri ideali un mondo irrealizzabile.
    Questo stesso spirito manesco lo hanno appreso anche gli arabi, che fanno in Francia quello che non fanno da nessun’altra parte nel mondo occidentale.
    A mio parare ci sono cose che, se di detrimento dell’ordine pubblico, vanno condannate e impedite (le vignette di Charlie Hebdo, che se non le pubblicava era già fallito), ma i francesi si sentono sempre un po’ troppo avanti.

    • supervice says:

      Volevo essere una risposta a francesco, ma mi ha saltato il riferimento a Rispondi.

      • Francesco says:

        orribile, prima ancora che irrealizzabile

        interessante la tesi sui terroristi franco-islamisti ma … è vera?

  34. Moi says:

    Sì, ma siate più chiari/e : la Sardone è stuprabile e femminicidiabile [vedi previe minacce documentatissime] con il Placet delle Femministe di SX, sì o no ?

    • PinoMamet says:

      Quali minacce? Io ho letto solo quella che hai postato tu, la “previsione” che andrà a pulire i cessi degli africani, che non è una minaccia di stupro né di omicidio.
      C’è altro?

    • Z. says:

      Aggiungo una cosa, Moi. E’ probabile che molti di noi ci finiscano davvero, a pulire i cessi per i cinesi. Uomini e donne.

      Quando un imprenditore lavora da mattina a sera senza sosta, di solito, ha qualche probabilità in più di arricchirsi.

      • Moi says:

        Io alavorare dai Cinesi vedo GIA’ qualche “IndoPakiBanglaSrila” 😉 , insomma : i “Brownies” in un English da SuperVillain 😉 ! Per un brevissimo periodo ho visto una ragazza Italiana fare la cameriera in un ristorante SinoCoreano (molto Sino e poco Coreano 😉 …) con tanto di balletto ai video di K-Pop che mettevan su !

        PS

        Sarebbe interessante indagare il mondo dei Cinesi che , per attività commerciali / ristorative e/o più o meno legittimate 😉 (almeno Habs ha còlto 😉 …) si spacciano per altri popoli dell’ Estremo Oriente.

      • Mirkhond says:

        Nell’emporio cinese della mia zona, lavorano anche commesse baresi.

        • Z. says:

          E dal mio parrucchiere cinese lavora un’impiegata italiana. Che credo sia peraltro una veterana del mestiere…

  35. Moi says:

    Se n’è parlato per giorni …

    https://www.affaritaliani.it/milano/sardone-minacce-di-morte-di-stupro-dopo-il-mio-no-alla-moschea-698053.html

    Sardone: “Minacce di morte e di stupro dopo il mio no alla moschea”
    Il consigliere comunale della Lega Silvia Sardone denuncia minacce di morte e di stupro riconducendole al suo no alla moschea in via Novara

  36. Moi says:

    I Francesi “de Souche” oramai si sono ridoti che debbono fare come iCinesi con gli Uiguri o NON ne escono … OK : lo so già, NON ne usciranno !

    • Mirkhond says:

      Gli Uiguri sono una minoranza nella loro stessa patria di fronte al miliardo e più di Cinesi.

      • Moi says:

        Evidentemente il problema per i Cinesi è quaLItativo … NON quaNTItativo !

        • Mirkhond says:

          I cinesi musulmani sono molto più numerosi degli uiguri.
          Non mi sembra però che creino tutto questo allarmismo nelle autorità di Pechino.

      • Moi says:

        In ogni caso, non senti mai sui Media Main Stream il punto di vista Birmano e/o Cinese … sempre e solo narrazioni faziose dalla parte dei Musulmani : è un dato di fatto !

  37. Mirkhond says:

    Ci sarebbe un’altra soluzione, che però cozza con la laicité
    E cioé tornare alla religione di stato pre-1789, dunque al Cattolicesimo: chi si converte diventa cittadino francese, diversamente fa fagotto.
    Come accadde agli ugonotti espulsi in seguito alla revoca dell’Editto di Nantes, nel 1685 ad opera di Luigi XIV.
    Solo che per i francesi il Cattolicesimo è peggio dell’Islam.
    E chi è causa del suo male pianga se stesso!

    • PinoMamet says:

      Beh in Francia i protestanti sono altrettanto autoctoni dei cattolici, e neanche pochissimi…

    • PinoMamet says:

      Ricordo con simpatia il libro del pastore protestante francese, poi direttore della scuola del Louvre, biblista e archeologo specialista del Vicino Oriente Andrè Parrot, “Le avventure dell’archeologia”. Me lo comprò una zia a una bancarella, quando andavo forse in prima media.
      Lo cito ogni tanto sgli studenti per ricordargli quanto sono in realtà recenti quelle conoscenze che dai libri di scuola sembrano oggi praticamente scontate

      Fantastico che un devoto cristiano (che collaborava senza problemi con i missionari cattolici) interessato soprattutto a cercare una verità storica per la Bibbia, abbia poi fatto così tanto per la conoscenza delle culture pagane antiche.
      Il tutto nel mondo e nell’epoca di Indiana Jones, soltanto vero 😉

      • PinoMamet says:

        Comunque era un mondo innegabilmente più romantico: viaggi per mare con immancabile scalo a Napoli e Istanbul, caschi coloniali di sughero, avamposti militari sperduti nel deserto, ricevimenti beduini sotto la luna con musiche e canti che si teme, a torto, essere delle imboscate, tenute color kakhi per lavorare….
        .
        Ci manca solo Poirot che indaga!

        Dal punto di vista dello stile, sono un nostalgico.

    • PinoMamet says:

      In effetti: sarebbe interessante ritrovare un testo scolastico liceale degli anni venti o dieci…
      Pochissimo sui babilonesi, pochissimo o niente sui Micenei senza Lineare B, niente sugli Hittiti, niente sui Minoici (Evans doveva ancora pubblicare), ben poco sui Fenici…

      • Z. says:

        Ma parecchio sul Giusti e sul Metastasio!

      • PinoMamet says:

        Metastasio credo vada meno, Giusti resiste imperterrito!!

        • Z. says:

          Si studia ancora? Oggi?

          • Mauricius Tarvisii says:

            Ho sentito nominare il primo, del secondo conosco degli omonimi, invece.

          • PinoMamet says:

            Qualche antologia lo ha.

            Metastasio mi sembra molto più scomparso, ed è un po’ un peccato, perché è una miniera di detti e aforismi.

          • Z. says:

            MT, come sarebbe? Non hai letto Cuore? E soprattutto, non usavi il Campanini e Carboni? 😀

            • Mauricius Tarvisii says:

              Cuore… l’inserto de L’Unità? 😉
              Mai, comunque. Come non ho mai letto un sacco di roba che dovrebbe far parte del bagaglio letterario dell’italiano e non ho mai sentito il bisogno di leggerla, forse non avendo mai sviluppato nessun gusto.
              Sarà anche per questo che per me il reparto narrativa generale delle librerie è proprio terra incognita.

              E usavo il Castiglioni Mariotti. Oggi uso il dizionario Olivetti, perché è gratis ed è su internet e perché il latino medievale tendenzialmente è più semplice.

            • Mauricius Tarvisii says:

              E la poesia. Quella non sono mai riuscito ad apprezzarla, nemmeno un po’. Non dico che per me è come se sia prosa scritta in modo strano… ma poco ci manca.

            • Z. says:

              Io usavo il Georges, ma solo se il C&C non risultava sufficiente. Il CM era pieno di frasi già tradotte, ma io non ho potuto scegliere… avevo ereditato i vocabolari dalla generazione precedente 🙂

            • Peucezio says:

              Io di mia iniziativa usavo il Calonghi: la scuola (Berchet di Milano!) prescriveva il Castiglioni-Mariotti, che è una merda: lo usavo solo per la parte italiano-latino.

            • PinoMamet says:

              Calonghi tutta la vita!

              Olivetti, dizionario online, non è affatto male.

            • PinoMamet says:

              Maurí, la poesia è proprio prosa scritta strana. Il senso è quello 😉

              Sei un po’ strano tu 😉 ma neppure troppissimo: sei forse più un tipo da liceo scientifico…

              Comunque la narrativa vale la pena leggerla. È incredibile la quantità di nozioni che vi si assorbe, sia direttamente che “lateralmente” (perché nella stessa epoca questi due scrittori scrivono così diverso? Ecc. Ecc.)

              • Mauricius Tarvisii says:

                Verissimo. Però è come andare in esplorazione dell’Amazzonia: io ne faccio volentieri a meno e mi fido di quello che mi riferisce chi ci è andato 😀

            • Z. says:

              Ochèi, ora confesso: neppure io mi appassiono con la narrativa.

              E non sono neppure un tipo da liceo scientifico, ché in matematica sono una scarpa orrenda.

              Ragioneria, dovevo fare ragioneria.

              • paniscus says:

                “E non sono neppure un tipo da liceo scientifico, ché in matematica sono una scarpa orrenda.

                Ragioneria, dovevo fare ragioneria.”
                ———–

                Ah, perché a ragioneria (attualmente: “Istituto Tecnico Economico, Finanza e Marketing“) non è richiesto di capire qualcosa di matematica?

              • Z. says:

                Secondo me con la partita doppia te la cavi egregiamente anche senza saper risolvere equazioni di secondo grado o senza sapere da che parte si voltano gli assi cartesiani. Per non parlare della trigonometria 🙂

            • roberto says:

              Ammetto che pure a me la poesia non dice assolutamente nulla (con rarissime eccezioni)

              Ma vale pure per pittura e scultura (anche lì con pochissime eccezioni)….non ho un animo particolarmente artistico

            • Peucezio says:

              Io della narrativa non potrei fare a meno. Senza certi romanzi quasi non sarei la stessa persona.
              Intendo quella classica, il romanzo ottocentesco, i racconti d’autore, ma anche il Decamerone, per dire.
              O qualcosina di contemporaneo valido e non astruso. Ma il mio contemporaneo arriva sì e no agli anni ’60 italiani, chessò, qualcosa di Calvino…

              Quanto alla poesia, faccio fatica con quella moderna (tranne quella dialettale di dialetti che conosco), ma senza i poemi omerici o la Divina Commedia la mia vita sarebbe povera. Ma è poesia in un senso diverso da quello moderno.

              • Francesco says:

                per una volta mi ritrovo in pieno in Peucezio

                forse facendo il classico, forse avendo avuto bravi insegnanti ma senza narrativa e senza poesia non sarei io

                senza Manzoni? senza Leopardi? senza Dante? senza Omero? senza Shakespeare? ma dai, non scherziamo

                e mille altri che mi sfuggono

                mentre Cuore me lo sono lasciato volentieri alle spalle

              • Z. says:

                Io rimpiango molto Cuore, invece.

                Intendo naturalmente la rivista.

              • Mauricius Tarvisii says:

                “senza Manzoni? senza Leopardi? senza Dante? senza Omero? senza Shakespeare?”

                Forse solo qualcosa di Shakespeare, in prosa, finirebbe nel reparto di narrativa generale. Manzoni scrive un romanzo storico, Omero un fantasy, Dante… boh 😀 Leopardi non narra affatto.

              • Mauricius Tarvisii says:

                “Io della narrativa non potrei fare a meno”

                Aspetta, però: io ho parlato di un reparto particolarissimo delle librerie. Non è che non leggo romanzi: sono tutti romanzi “di genere”, come si dice.

              • PinoMamet says:

                Beh, si sa, non tutti i gusti sono al limone.

                A me non dice nulla la fantascienza, e neanche il genere ucronico. Che farci?
                Probabilmente è riflesso del mio scarso interesse della politica, a pensarci.

                Invece la pittura mi piace molto, a patto che non ci sia nessuno che me la spieghi.
                Non sopporto di stare vicino a un sapientone che mi rompe le scatole con la vita dell’autore e tutte quelle informazioni da guida turistica: lasciatemi guardare il quadro in santa pace.
                In genere comunque non c’è proprio nulla da spiegare, e se c’è da spiegare vuol dire che qualcosa non funziona, come un comico che ti spiega perché la barzelletta deve far ridere.
                La verità è che qualunque cosa tu ci veda è vera : l’autore pensa di aver rappresentato il folle volo di Lucifero verso gli inferi, in maniera astratta ma violenta, e tu ci vedi solo una fregna: beh, lui non lo sa, ma magari ha davvero rappresentato una fregna.
                Il divertimento per me sta soprattutto in questo.
                Poi c’è la pittura classica, con i suoi noiosi puttini e Madonne, ma anche lì c’è da divertirsi a vedere le facce da idioti dei committenti e quanto ci tenessero a far vedere di essere vestiti bene, oppure a capire che quel brutto ceffo sessantenne quell’armatura non se l’è mai messa in vita sua, perché è uguale a un altro dipinto, il pittore c’ha solo dipinto sopra la sua faccia…

              • Peucezio says:

                Pino,
                pienamente d’accordo.
                Ultimamente si conversava con un’amica esperta d’arte (soprattutto contemporanea).
                Lei sosteneva che ci vogliono studi, preparazione per capire l’arte, ecc.
                Io ho ribattuto che è vero che un certo retroterra ti sviluppa una sensibilità (in genere gente che ha fatto l’istituto tecnico e viene da una famiglia modesta se vede un film di Tarkovskij si annoia, anche se non è detto), ma non perché quacuno ti spiega come interpretare l’arte: il rapporto è molto più indiretto (nessuno al liceo mi ha spiegato Tarskovskij).
                Magari qualche coordinata in più è utile per cogliere degli aspetti che altrimenti sfuggono, ma, insomma, la bellezza è bellezza e la sensibilità si affina col tempo, in base anche a una predisposizione personale e ai propri gusti, non è legata a un manuale d’istruzioni.

  38. Moi says:

    Cmq fateci caso, è già successo più volte : quando ormai sembra che il Gender abbia definitivamente rubato la scena all’Islam … di nuovo salta fuori un Musulmano che ammazza qualcuno in nome dellapropria religione.

  39. Mauricius Tarvisii says:

    “si può dire che tutte le civiltà si sono fondate su qualche forma di schiavitù”

    No, perché è semplicemente sbagliato. A meno che non usiamo come definizione di schiavitù “condizioni di lavoro che a me non piacciono”, ma allora tanto vale smettere di tentare di capirsi.

    • daouda says:

      guarda che sei te che hai l’onore della prova perché basta la religione tribale a sbugiardarti

      • Mauricius Tarvisii says:

        L’occidente medievale era una società che faceva a meno della schiavitù. E non per caso, ma perché l’aveva proprio vietata.

        Sì, è vero, nelle aree di confine esisteva ancora e, anzi, col tempo se ne fece un uso sempre maggiore, ma parliamo di un fenomeno economicamente decisamente trascurabile.

        • PinoMamet says:

          Scusa ma chi e dove vietò la schiavitù nel Medioevo?
          A me non risulta, mi pare anzi che forme tipiche della schiavitù “classica” sopravvissero piuttosto a lungo, in maniera residuale, in alcune zone dell’Europa Occidentale.

          Senza entrare in discussioni su come e quanto il servo della gleba (non a caso spesso chiamato servus) fosse simile allo schiavo antico…

          è vero invece che la servitù della gleba non esaurì mai le possibilità, diciamo, contrattuali del lavoro agricolo dipendente, per non parlare di quello autonomo ovviamente.
          Ma neanche nell’antichità c’erano solo schiavi…

          • Mauricius Tarvisii says:

            “Scusa ma chi e dove vietò la schiavitù nel Medioevo?”

            Una serie infinita di sinodi locali. Il più famoso, più che altro perché convocato da Anselmo d’Aosta, fu quello di Londra del 1102 che vietava, per esempio, che gli uomini fossero “venduti come animali”.
            Questo non liberava gli schiavi esistenti, ma semplicemente ne fermava il traffico (e, se non puoi vendere una persona e non puoi fare schiavi in guerra, significa che la schiavitù nel giro di una generazione scompare).
            Questo, naturalmente, non si applicava ai non cristiani e quindi si torna al discorso che facevo sulle aree periferiche.

            Appunto, il servo della gleba giuridicamente non è uno schiavo, ma un soggetto di diritto. Se no aderisci alla definizione di schiavitù come “condizioni di lavoro che a me non piacciono”.

      • daouda says:

        tu hai un concetto sbagliato della schiavitù antica e della servitù medievale.
        E’ dai tempi delle tribù che c’è sta robba.

    • Per MT

      “No, perché è semplicemente sbagliato. A meno che non usiamo come definizione di schiavitù “condizioni di lavoro che a me non piacciono”, ma allora tanto vale smettere di tentare di capirsi.”

      Ne abbiamo già discusso varie volte.

      Sicuramente esiste una definizione giuridica di schiavitù più precisa.

      Io lo definirei “lavoro pesante cui si è costretti, anche con la violenza o comunque con il rischio serio di morte per fame”.

      E direi che finché non c’erano i robot, era più o meno la norma ovunque, e lo ridiventerà a risorse esaurite.

      • roberto says:

        Senti ma perché invece di reinventare una lingua al giorno non usiamo quella che tutti conosciamo, giusto per rendere la comunicazione più semplice?

        Schiavitù: “Condizione propria di chi è giuridicamente considerato come proprietà privata“

        https://www.treccani.it/enciclopedia/schiavitu/

        Per il lavoro pesante cui si è costretti ci sono altre parole nella nostra ricca e bella lingua

        • Per roberto

          ” “Condizione propria di chi è giuridicamente considerato come proprietà privata“”

          Una definizione sicuramente corretta, ma nella lingua di un paese in cui l’istituto manca.

          Credo che sarebbe più sensato chiederci quale fosse la condizione giuridica di quelli che oggi chiamiamo “schiavi”, in vari luoghi e culture.

          Ad esempio, le persone mandate nei lager sovietici e poi nazisti e costrette a quello che in inglese chiamano “slave labour”, non erano proprietà privata. Le togliamo dall’elenco?

          Dal tardo medioevo in poi, i contadini a est dell’Elba – Pomerania, Polonia, Russia – erano certamente proprietà privata. Li consideriamo schiavi?

          E dove finisce il concetto di “proprietà”? Nel diritto islamico, l”abd ha doveri di obbedienza (anche sessuale) verso il suo proprietario, ma il proprietario non può metterlo a morte e non può nemmeno obbligarlo a convertirsi all’Islam,.

          Nel diritto fiorentino, credo che non ci fosse l’obbligo (scritto) di obbedienza sessuale, certamente non c’era quello di conversione (infatti gli schiavi convertiti dovevano spesso precisare di non essersi convertiti solo per emanciparsi), ma non so quali fossero i limiti al potere del padrone.

          In Messico, il sistema delle encomiendas affidava gli indios a privati, con l’obbligo di obbedienza, di lavoro, ma non diventavano “proprietà” privata. Fu schiavitù?

          Insomma, la schiavitù in Italia oggi potrebbe essere quella della Treccani, ma come delimitiamo quei fenomeni storici che abitualmente chiamiamo “schavitù”?

          • Altro esempio…

            1) servizio di leva obbligatoria, con dovere totale di obbedienza agli ordini. Nessuno la chiama schiavitù, perché c’è di mezzo lo Stato.

            2) i giannizzeri, soldati anche loro, ma proprietà privata del sultano; come d’altronde lo erano tutti i sudditi ottomani, almeno in teoria. Li chiamiamo schiavi?

            • Sempre su schiavitù come “proprietà privata”.

              I “potenti” arabi hanno vari titoli, ad esempio “comandante”, “difensore della fede”, eccetera, ma accanto a questo hanno un titolo che in italiano viene di solito tradotto come “re” (malik), e che vuol dire semplicemente “proprietario”, quello che ha il “mulk” di qualcosa – lo stesso termine che si usa per dire la proprietà di un terreno o di un’auto.

            • PinoMamet says:

              Beh, il servizio di leva poneva una serie di obblighi: diciamo come far parte di un’organizzazione sicuramente rigida.

              Però i soldati di leva mantenevano tutte le loro proprietà, venivano pagati (pochissimo, d’accordo) per la loro prestazione, avevano il diritto di non eseguire ordini ritenuti ingiusti (poi avrebbe indagato la giustizia militare), potevano esprimere le loro idee politiche con il voto…

              certo, non avevano il controllo sui loro orari o sul loro abbigliamento, ma allora sarebbero “schiavi” anche gli studenti di un collegio o gli impiegati di McDonald…

              invece sicuramente è discutibile che fosse “libero” il samurai giapponese.

              • Per PinoMamet

                “Però i soldati di leva mantenevano tutte le loro proprietà, venivano pagati (pochissimo, d’accordo) per la loro prestazione, avevano il diritto di non eseguire ordini ritenuti ingiusti (poi avrebbe indagato la giustizia militare), potevano esprimere le loro idee politiche con il voto…”

                E i soldati di leva dell’URSS o della Russia zarista (tanto per non tirare fuori la Hitler Card)?

                Esistono mille sfumature ovviamente, ma il mulino a cui voglio portare acqua è questo: che prima che ci fosse la Civiltà delle Macchine, gli esseri umani facevano ciò che oggi fanno le macchine.

                E di norma, chi non voleva fare da macchina lui, obbligava chi poteva a fargli da macchina, con mille modalità diverse.

                In questo quadro, non vedo una cosa che si possa distaccare nettamente e definire “schiavitù”.

              • PinoMamet says:

                Certo, che poi è il punto che mi rifiuto di affrontare con Mauricius nell’intervento più sopra, cioè se effettivamente la servitù della gleba fosse diversa dalla schiavitù…
                mi rifiuto di affrontarlo perché lui è un fan del Medioevo e io dell’antichità e ne abbiamo discusso anche troppo 😉

                ma di fatto, è il problema eterno delle definizioni:
                da qualche parte una linea va tracciata, ed è sempre un confine arbitrario.

                Per cui chi vuol giocare con le parole troverà sempre il modo di appigliarsi a qualcosa.

                sta di fatto che nella pratica è verissimo quello che dici.

                Adesso sappiamo che le Piramidi egiziane non furono costruite da schiavi, per esempio… ma non sono sicuro che lo sapessero anche loro 😉

              • Z. says:

                Tracciare un confine è spesso un’operazione arbitraria, ma buttar tutto nello stesso calderone lo è quasi sempre.

                Anche al giorno d’oggi moltissimi non avrebbero di che mangiare se non lavorassero, e dire che questo li rende schiavi mi parrebbe eccessivo…

            • habsburgicus says:

              i giannizzeri sì…
              sai meglio di me cosa significa Kapı kulları

          • Mauricius Tarvisii says:

            “Una definizione sicuramente corretta, ma nella lingua di un paese in cui l’istituto manca.”

            Veramente era la definizione del diritto romano…

      • Francesco says:

        >>> lavoro pesante cui si è costretti, anche con la violenza o comunque con il rischio serio di morte per fame

        comprende andare a caccia di tapiri nella foresta amazzonica? perchè mi sembra una idea da “signorina snob che vuole fare la rivoluzionaria”

      • roberto says:

        scusami miguel

        accolgo la critica al “privata” legato alla proprietà, e diciamo più largamente che lo schiavo è un oggetto di proprietà altrui.

        ciò detto anche la tua definizione è mooooolto vaga

        “lavoro pesante cui si è costretti, anche con la violenza o comunque con il rischio serio di morte per fame”

        se io ho una schiava ma la adibisco solo a dama di compagnia (niente sesso deve solo portarmi la birra, leggermi poesie e cantare durante le feste), esce dalla tua defnizione giusto? mica è un lavoro pesante!

        e poi “rischio serio di morte per fame” che vuol dire? cioè quanto deve essere serio il rischio per potersi dire schiavo?

        te lo dico solo perché ogni definizione è tendenzialmente imprecisa, ma la lingua ha comunque una funzione che è quella di cercare di capirsi e utilizzare le parole con un significato diverso rispetto al senso comune è semplicemente controproducente

        lo abbiamo visto appena ieri con il concetto di furto

        • Per roberto

          “te lo dico solo perché ogni definizione è tendenzialmente imprecisa, ma la lingua ha comunque una funzione che è quella di cercare di capirsi e utilizzare le parole con un significato diverso rispetto al senso comune è semplicemente controproducente”

          Concordo, anche sulla tua critica alla mia definizione.

          Ma è proprio a questo che volevo arrivare: il mio problema è con chi sostiene che esisterebbe una cosa precisa e circoscitta chiamata “schiavitù”, che alcune persone nella storia avrebbero imposto per scelta, mentre esistevano tante possibili alternative.

  40. Moi says:

    Sempre sugli stili chirografici … Lilli Gruber, per la sua Trilogia Familiare, ha riferito di aver avuto seri problemi a decifrare lo stile Kurrent usato nei diarii della Bisnonna … proprio che pur essendo Tedesco (quindi una ligua perfettamente conosciuta) aveva serie difficoltà a intellegere il testo, necessitando di esperti in materia chel’aiutassero.

  41. Mirkhond says:

    Forme di paraschiavitù sono esistite fino in tempi recenti, anche nel cuore dell’Europa:

    https://it.wikipedia.org/wiki/Bambini_di_Svevia

    E persino in Italia:

    ANCHE LA “TRATTA DEI FANCIULLI” DOPO L’UNIFICAZIONE ITALIANA (PRIMA AL NORD E POI, DOPO IL 1860, AL SUD). Tra le conseguenze dell’unificazione italiana ne abbiamo ritrovata una delle più drammatiche grazie ad un recente e documentatissimo libro basato su ricerche archivistiche inedite (Nicolino Paolino, La tratta dei Fanciulli, Iannone Editore, 2007). La prima traccia documentaria è quella di Francesco Contin di Castelseprio, prefetto di Campobasso, con una sua relazione del 22 settembre 1875. Emerge così una delle tragedie più vergognose, forse, della nostra storia: la “tratta dei fanciulli” in particolare prima nella zona di Lucca, Parma e in Liguria e poi in maniera ancora più drammatica e massiccia, dopo il 1860, in Basilicata e nell’area di Isernia e Caserta. Da rilevare, però, che nel Nord Italia la pratica era diffusa già prima del 1860 ad ulteriore dimostrazione di condizioni economiche non così positive confrontate con quelle del Sud (apposite circolari, ad esempio in Emilia nel 1834, cercarono di “reprimere il barbaro uso antico de’ montagnari di noleggiare i propri figli anche in lontane regioni estere”).
    Sicure anche le colpe dei genitori anche se va rilevato che nelle zone in questione per centinaia di anni non si erano mai verificati drammi del genere ed è storia anche l’affetto dei genitori verso i loro figli: evidentemente, solo la disperazione poteva costringere una famiglia a fare scelte di quel tipo. Vere e proprie deportazioni, percosse, morti violente, minacce, bambini ammucchiati uno sull’altro o che (anche a 8-10 anni) vivevano da soli, fame, malattie, bambini separati dai genitori e tra loro e spesso dispersi… Migliaia i casi registrati negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Francia e in Russia. Tanti, prima e dopo una specifica (e tardiva) legge italiana, gli interventi anche razzisti con connotazioni lombrosiane (“i vagabondi sono degenerati delinquenti, una vergogna per l’Italia”, gridava il conte Paolucci di Calboli). I viaggi spesso erano clandestini e spesso, dopo inutili denunce di scomparse da parte dei familiari, non esistono riscontri archivistici (come sa bene, anche per altre questioni, chi frequenta davvero gli archivi)… Solo nel censimento del 1881 risultavano 1240 suonatori ambulanti (maschi e femmine). Qualche anno dopo, in Francia, i casi dei bambini sfruttati come schiavi nelle vetrerie, in particolare presso le vetrerie Givors specializzate nella produzione di bottiglie per le acque minerali in condizioni terrificanti con forni fino 1400 gradi, 14 ore di lavoro al giorno senza mai fermarsi neanche di notte. Oltre 2700 i casi registrati ma mai realmente evidenziati sia a livello politico che giornalistico per evitare “il disdoro della nazione”. L’unificazione italiana, quindi, fu anche questo e lo fu soprattutto al Sud. Di qui il diritto e il dovere di raccontare la nostra storia, tutta la nostra storia e il nostro ringraziamento a chi lo fa.
    Gennaro De Crescenzo

    • Per Mirkhond

      “ANCHE LA “TRATTA DEI FANCIULLI” DOPO L’UNIFICAZIONE ITALIANA ”

      Molto interessante.

      Anche il dettaglio dei genitori “complici”: per i balcanici, avere un figlio scelto come giannizzero era una fortuna piovuta dal cielo, come lo era in altre zone avere una figlia da vendere all’harem del Sultano.

      Insomma, il confine tra “schiavitù” e “libertà” è davvero labile, in condizioni di basso consumo energetico.

  42. Mirkhond says:

    Sempre riguardo alla schiavitù nel Medioevo, essa è esistita nel Regno di Sicilia e Puglia (poi Regni di Napoli e Sicilia separati).
    Si trattava però di schiavi domestici, non di gente impiegata nei campi, e non sempre si trattava di non cristiani.
    Da noi vi erano molti slavi, ortodossi ma persino cattolici provenienti dall’opposta sponda adriatica.

  43. Moi says:

    https://www.avvenire.it/famiglia-e-vita/pagine/olanda-il-governo-vuole-l-eutanasia-per-i-bambini-fino-a-12-anni

    Olanda, il governo estende l’eutanasia ai bambini fino a 12 anni

    Accordo nel governo guidato dal liberale Mark Rutte per allargare l’accesso all’eutanasia a pazienti terminali tra uno e 12 anni decisa dai medici con l’accordo dei genitori

  44. Moi says:

    L’ Esecutore Islamico del Blasfemo Kafir Gallico Prof.Paty era un Rifugiato Ceceno … e guardacaso i Media Main Stream stanno sempre a “poverinare” anche i Ceceni !

    • Moi says:

      Abbiamo un nominativo : Abdoullakh Abuyezidvich Anzorov

      • habsburgicus says:

        è interessante notare come la grafia russa trasformi i nomi arabi
        ‘Abdullāh ibn Abū Yazīd Anṣūr, con desinenze russe 😀

        • habsburgicus says:

          P.S
          il ceceno, come tutti sanno (almeno qui :D) è una lingua caucasica del nord-est e non ha alcun legame glottologico con l’arabo (lingua semitica), ma tradizionalmente l’arabo è usatissimo in Cecenia (Nax), nei milieux religiosi

    • Z. says:

      Credo che i rifugiati ceceni, in Francia, siano abbastanza numerosi.

  45. Mauricius Tarvisii says:

    @ Peucezio

    Sto guardando i video del festival di Limes di quest’anno e ho appena sentito l’intervento dell’analista russo (metto il link alla fine).
    Una cosa che ho notato – e non è la prima volta che la noto nei russi – è che in sostanza non riescono a formulare analisi senza ricamarci intorno una tale retorica ideologica sui valori, sui principi e via dicendo che è almeno pari a quella che si sente in bocca agli americani.
    Te lo scrivo perché (giustamente) noti spesso il peso dell’ideologia nelle scelte internazionali americane, mentre parli di Russia e Cina come di soggetti più “pragmatici”. Per la Cina può essere, ma per la Russia mi pare proprio di no, ma che rivestano ogni scelta, persino la più pratica e la più contingente, con discorsi sui valori di una volta e via dicendo.

    https://www.youtube.com/watch?v=74yA-HlUlbs

    • Peucezio says:

      Sono nove ore di video, una drittarella per trovare a che minuto più o meno è il suo intervento…? 🙂

      Interessante comunque.
      Bisogna però vedere quanto influenza le azioni, che sono la cosa che più conta.

      Insomma, gli americani vivono in un mondo un po’ onirico: vivono nella merda, si autoraccontano di stare in mezzo ai fiori profumati e agiscono di conseguenza (coi danni che ne derivano).
      Nei russi, per quello che ho visto (non ci ho mai vissuto però, ti parlo soprattutto dei miei contatti coi russi che ho frequentato qui, perché in due settimane là non è che ti fai un’idea seria; oltre che per quel poco che so di storia e cultura russa) non vivono il divorzio dalla realtà degli americani, anzi, mi sembrano molto pratici e spicci e a volte calcano addirittura il gusto cinico di vedere le cose nella loro crudezza.
      Noto semmai in loro un certo revanscismo malcelato: sono molto nazionalisti, molto anti-imperialisti-americani, hanno un complesso e un sentimento di rivalsa verso l’Occidente e un’antipatia malcelata verso islamici e, in misura minore, ebrei, ma non lo danno a vedere: difficilmente lo esplicitano in modo chiaro; cercano semmaidi apparire equilibrati, ragionevoli, ma traspare un sentimento più forte e molto emotivo. Ma credo che il nazionalismo radicato ed emotivo sia una caratteristica, con declinazioni diverse, un po’ di tutti i popoli a parte il nostro: alcuni, come gli spagnoli, la ostentano grossolanamente; i russi in questo hanno più pudore e sembra che la cosa li tocchi in modo più profondo.

      • Mauricius Tarvisii says:

        E’ la prima conferenza: in un commento trovi i segnalibri.

      • Francesco says:

        i russi che ricordo io, quindi si parla di zaristi e di Solgenitzin, oggi dei filo-putiniani, sono peggio di latino-americani o dei liberal quanto a “visione onirica”

        mai sentito nessuno più imbevuto di misticismo esaltato e di specialità del loro popolo, con contorno di imbarazzanti ricami e centrini per giustificare qualsiasi cosa la Madre Russia faccia

        al loro confronto i progressisti italiani sono tutti dei francesi post-napoleonici, maestri di cinismo e realismo

    • Moi says:

      Il libro bianco cinese “Diritti umani in Cina” fa eco alle idee del filosofo anti-liberale russo Alexander Dugin, che sfida il concetto occidentale di diritti umani.

      Dugin ha definito “l’ideologia dei diritti umani” ‘razzista’ perché afferma l ‘individuo – un concetto liberale – come “l’unico modo per comprendere la natura umana”. In una conferenza del 2018 al China Institute of Fudan University di Shanghai, Dugin ha affermato che il PCC è inaccettabile nel “piano degli americani”, quindi Washington cerca di cambiare la Cina spingendo più liberalizzazione, capitalizzazione e diritti umani.

      [CIT.]

    • Peucezio says:

      Ottimo!

    • Francesco says:

      per il PCC sono sicuro sia così, ho moltissimi dubbi che i cinesi comuni siano d’accordo

      come la mettiamo? chi è la Cina?

  46. habsburgicus says:

    sulla Cecenia

    dico la mia, sapendo di spiacere a tutti
    io penso che il peccato originale stia nell’eliminazione (voluta da Mosca) del gen. Dudaev—Dudaev (anni ’90) era un vero patriota..islamico, ma con juicio..sposato con una estone (e chi predilige la donna baltica ha ipso facto la mia simpatia :D), presumo conosciuta nei lunghi anni di servizio militare (sovietico) a Tartu…beveva ed era aperto…ecco, Mosca avrebbe dovuto concedere a Dudaev quanto lasciò fare a ben altri tiranni (pensiamo all’Asia Centrale) ovvero lasciargli l’indipendenza formale con seggio all’ONU* (il Cecenistan :D, da aggiungere ai vari -stan) salvo naturalmente mantenere l’essenza del controllo politico ed economico…che Dudaev (non certo fesso) non avrebbe certo sfidato
    invece si volle eliminare Dudaev
    e al suo posto vennero i fanatici
    Putin riuscì poi a riprendersi la Cecenia manu militari, i fanatici ricorsero al terrorismo più estremo ma furono sgominati
    oggi, come oggi, la causa cecena è infetta..dunque bisogna stare con la Russia (e con Kadyrov, il Sisi ceceno..che governa col terrore ad maiorem Putini gloriam..ma ripeto, l’alternativa sono i barbuti–tertium non datur); resta l’amaro in bocca per ciò che poteva essere e non fu ! e si ritorna al grande Dudaev

    *purtroppo la Cecenia era ASSR e non SSR, cioé non godeva del diritto di secessione nella Costituzione staliniana del 5/12/1936 (e, se guardate, tutte le Repubbliche ex-sovietiche oggi indipendenti erano SSR, non si hanno casi di ASSR che siano riuscite a farsi dichiarare indipendenti);
    è ironico che a perestrojka avanzata la liceità o no della secessione si basasse ancora su decisioni prese in tutt’altro contesto da Stalin 😀

  47. Valerio says:

    Il clima a Pechino non è così clemente
    https://images.app.goo.gl/XoiSCW7mTcwB4rgg6
    e alle signore cinesi i visoni americani piacciono da almeno 3 secoli.
    Concordo sulla grande ipocrisia dei nord europei (a 360•), ma arrivi buon ultimo.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *