Buone notizie dagli Stati Uniti

Tra poco, il popolo americano (diciamo la metà più uno di quel poco-più-che-metà che vota) dovrà scegliere a chi consegnare lo scettro delle apparizioni in TV.

A leggere giornali come The Guardian, sembra che in bilico ci sia la sopravvivenza del pianeta, nella lotta tra il Satana dal ciuffo arancione e San Michele dai capelli bianchi.

Caitlin Johnstone, in questo articolo pubblicato sul suo blog, ci aiuta a ridimensionare le nostre preoccupazioni: se nei bassifondi, ci si scambiano insulti e sassate, ai piani alti tutto fila liscio e tranquillo.

Solita traduzione affidata all’agenzia di sorveglianza planetaria Google, pian piano farò qualche piccolo miglioramento, ma il testo mi sembra abbastanza comprensibile.

Quando si guarda alla politica degli Stati Uniti, sembra che ci siano due fazioni politiche tradizionali che sono fortemente in disaccordo tra loro. “Diviso” è una parola che viene fuori spesso. “Polarized” è un altro.

Ovviamente è vero che tra queste due fazioni scorre un sacco di emozioni, e la maggior parte di esse è davvero negativa. I temi caldi di un dato ciclo di notizie in America coinvolgeranno tipicamente più di una storia relativa all’inimicizia al vetriolo tra di loro.

Ma sotto tutti gli insulti e gli accesi dibattiti, queste due fazioni sono in realtà furiosamente d’accordo l’una con l’altra. Sono d’accordo per tutto il tempo.

Concordano sul fatto che il governo degli Stati Uniti dovrebbe rimanere il centro di un impero globale; si limitano a cavillare rabbiosamente su alcuni dettagli di come dovrebbe essere gestito quell’impero, ad esempio se il principe ereditario saudita avrebbe dovuto ricevere qualche piccola conseguenza per aver smembrato un   reporter del Washington Post con una sega meccanica.

Sono d’accordo che gli Stati Uniti dovrebbero rimanere l’egemone unipolare della terra a tutti i costi; litigano ad alta voce su alcuni dettagli di come dovrebbe apparire, ad esempio se dovrebbero esserci i nomi dei generali confederati nelle sue basi militari.

Sono d’accordo che dovrebbe esserci una massiccia presenza militare statunitense in tutto il mondo; contestano solo furiosamente piccoli particolari come se qualche migliaio di quelle truppe debba rimanere in Germania o essere trasferito in Polonia.

Concordano sul fatto che ci deve essere una violenza militare di massa senza fine per sostenere l’impero centralizzato dagli USA; fanno solo un grande spettacolo nel discutere se quella violenza militare debba essere più concentrata sulla Siria o sull’Iran.

Concordano che è necessario minacciare l’intero pianeta con armi nucleari mentre si intensificano le aggressioni contro altre potenze nucleari; si infuriano solo avanti e indietro su chi dovrebbe essere il dito sul pulsante.

Sono d’accordo che è necessario controllare l’economia mondiale con il pugno di ferro; litigano solo sulle sue caratteristiche, come come e quando lanciare una guerra commerciale con la Cina.

Concordano sul fatto che l’ambiente dovrebbe continuare a essere distrutto; litigano solo per le minuzie, come se ci dovrebbero essere o meno degli adattamenti per i margini di profitto delle società di energia verde.

Concordano sul fatto che la disuguaglianza di reddito e ricchezza dovrebbe persistere negli Stati Uniti; sono solo appassionatamente in disaccordo su come dovrebbe persistere, ad esempio se gli americani dovrebbero ricevere un altro misero pagamento di stimolo di $ 1200 quest’anno.

Sono d’accordo che la plutocrazia dovrebbe continuare a governare l’America; si limitano a superare le caratteristiche minori, come se quei plutocrati dovessero o meno pagare un po ‘di più in tasse.

Concordano sul fatto che gli americani dovrebbero rimanere aggressivamente propagandati; discutono solo se dovrebbe essere di Fox News o MSNBC.

Sono d’accordo che gli americani dovrebbero essere sorvegliati da vicino e il loro linguaggio strettamente controllato; discutono solo dei dettagli, ad esempio se gli esperti di destra vengono censurati in modo sproporzionato sui social media.

Su tutte le questioni che colpiscono più gravemente le persone reali su scala di massa, queste due fazioni politiche sono decisamente d’accordo. Versano solo un sacco di suoni e furia nel piccolo uno per cento dello spettro in cui hanno qualche disaccordo.

Non consentono alcuna discussione generale sul fatto  che  l’impero oligarchico debba continuare ad esistere; tutti i loro problemi, argomenti e istrionici ruotano attorno a  come  dovrebbe esistere.

Questo è ciò per cui sono progettati. Sono progettati per impedire alla popolazione americana di vedere chiaramente quale sia il vero dibattito, motivo per cui chiunque si affidi a una visione del mondo che favorisce una di queste fazioni tradizionali subirà inevitabilmente confusione e cattiva percezione. Sono filtri percettivi progettati per nascondere l’unico vero dibattito nella politica statunitense.

Il vero dibattito nella politica degli Stati Uniti non è tra le due fazioni tradizionali che sono d’accordo l’una con l’altra praticamente su tutto ciò che conta in ogni misura che conta. Il vero dibattito sono quelle due fazioni insieme contro coloro che capiscono che l’intero status quo americano deve essere buttato nel cesso.

Il vero dibattito politico in America è tra (A) coloro che capiscono che l’impero degli Stati Uniti è la singola forza più distruttiva su questo pianeta ed è corrotto dalle radici ai fiori, e (B) coloro che si iscrivono alle narrative partigiane tradizionali che supportano il design l’impero degli Stati Uniti.

Se la politica fosse reale in America, questo sarebbe il dibattito che tutti vedono. Non tra due settantenni assassini che si urlano addosso su chi odia di più il socialismo, ma tra la parte che si oppone all’impero oligarchico e quella che lo promuove e lo protegge.

Ma la politica non è reale in America. È uno spettacolo. Uno spettacolo di marionette a due mani per distrarre il pubblico mentre i borseggiatori li derubano alla cieca.

Se vuoi vedere le cose chiaramente, ignora del tutto il finto dramma dello spettacolo di marionette calzino e concentrati sull’avanzamento del vero dibattito: che l’impero oligarchico centralizzato dagli Stati Uniti è corrotto oltre la redenzione e dovrebbe essere completamente smantellato.

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445 Responses to Buone notizie dagli Stati Uniti

  1. Guido says:

    Che dire? Migliori parole non saprei trovarle per esprimere un concetto così semplice ma, evidentemente, non così facile da essere afferrato da tutti. E comunque, per chi coltiva ancora il brutto vizio di partecipare al giochino, ho l’impressione che il menopeggismo sia ovunque la postura di maggior successo.

    • roberto says:

      il menopeggismo è il solo atteggiamento razionale e meritevole di rispetto

      chi si ritira sul suo aventino personale mantenendo una posizione puramente estetica è complice diretto dei peggiori quando sono i peggiori a vincere (cioè sempre ultimamente)

      • Z. says:

        Menopeggismo è uno dei termini che qualifica chi lo usa. Significa “valgo più di te”.

        E direi che non ha altro significato.

        • roberto says:

          mah non sono così sicuro…è meno peggio prendersi un calcio in culo che una schioppettata, io lo vedo in questo senso

        • Z. says:

          Sono d’accordo. Intendo, chi usa il termine “specista” qualifica se stesso come animalista.

          “Menopeggismo” significa “io sì che so cos’è tantomeglio”.

        • Per Z

          “Menopeggismo è uno dei termini che qualifica chi lo usa. Significa “valgo più di te”.”

          No.

          Se io sono uno speculatore immobiliare che è in affari con Trump, Trump non è “meno peggio”, è meglio.

          Se io sono un trafficante di armi che punta a un contratto per rifornire di spade laser un corpo di marines che deve occupare la Giordania, Biden non è “meno peggio”, è meglio.

          Per una persona che invece è sia contrario alla guerra che alla devastazione dell’ambiente, sono entrambi una iattura.

          Eventualmente uno dei mali potrebbe essere minore dell’altro per qualche specifica cosa che interessa a quella persona, e sarebbe “menopeggismo” (tipo con il candidato X come Y avremo guerre e devastazioni, ma il candidato X è del mio stato e quindi potrebbe far dare i permessi per la costruzione dell’albergo in cui ha investito mio zio).

      • PinoMamet says:

        mah, aldilà delle discussioni sui termini, mi chiedo come sia possibile pensare di influire sull’andamento della politica o dell’economia (o di tutto il resto) tirandosene fuori.

        L’idea di formare prima o poi una massa critica di persone troppo grande da ignorare è non impossibile, ma molto molto velleitaria; anche perché queste persone cos’avrebbero mai in comune, da far valere?

        I plebei sull’Aventino avevano un peso molto concreto (=fate come vogliamo o non partecipiamo più alla guerra e dichiariamo unilateralmente la pena di morte- eseguita da noi- contro le vostre magistrature) altrimenti col cazzo che avrebbero combinato qualcosa.

        mi sembra l’opposto di chi non va a votare perché “tanto fanno tutti schifo e non cambierà mai”.

        E anche l’opposto di “allora vado via e mi porto anche il pallone”: normalmente gli altri continuano la partita e si divertono anche di più.

        • Per PinoMamet

          “mi sembra l’opposto di chi non va a votare perché “tanto fanno tutti schifo e non cambierà mai”.”

          Parlo per me personalmente.

          1) Faccio moltissima attività “per la polis”, per “cambiare le cose”, ovviamente alla maniera che piace a me (ma non necessariamente ad altri). Quindi non parlo per pigrizia.

          2) Alle elezioni comunali del 2019, ho votato con molto piacere un candidato di cui condividevo gran parte il programma e che ho anche aiutato nell’organizzazione. Questa è una scelta positiva, attiva, di “fare politica”. Ovviamente, il candidato in questione ha preso lo 0,81% del voto.

          3) Alle regionali non ho scelto il “meno peggio” tra Giani e la Ceccardi, entrambi sostenitori degli stessi devastanti progetti (la Ceccardi, essendo pisana, aveva posizioni meno peggio sull’aeroporto di Firenze, ma non era un motivo sufficiente per votarla). Ho scelto Fattori, che come individuo e come programma è “meglio”, anche se la sua formazione politica ha difetti enormi. Fattori ha preso il 2% perché tanta gente che sarebbe contraria alle devastazioni sostenute da Giani e dalla Ceccardi, ha votato per Giani per “paura del peggio”. Giani ha stravinto, e oggi in consiglio regionale non esiste più una voce di opposizione sulle questioni chiave, grazie ai “menopeggisti”.

          4) Se io fossi cittadino americano, e avessi potuto scegliere tra Tulsi Gabbard e Trump, o Tulsi Gabbard e Biden, avrei votato Tulsi Gabbard, che non è “meno peggio”, è “meglio”.

          Si può agire politicamente senza votare.

          E se si vuole votare, si può votare per una volta per il “meglio”, anziché per il “meno peggio”.

          • Z. says:

            Tu hai votato il meno peggio, cioè Fattori, nonostante il tuo severo giudizio sulla sua formazione politica.

            Quindi sei un menopeggista, così come chiunque altro voti (tranne qualche esaltato).

            Tra meno peggio e meglio non c’è differenza. È esattamente la stessa cosa: una valutazione relativa.

            • Per Zeta

              “Quindi sei un menopeggista, così come chiunque altro voti ”

              No.

              Io sono proprio d’accordo con Fattori sui punti per me decisivi, che sono la difesa degli Usi Civici, la lotta contro la cementificazione/desertificazione della Toscana, gli inceneritori, il saccheggio delle Alpi Apuane, l’espansione dell’aeroporto, la linea TAV che sta sbucaltando Firenze per risparmiare dieci minuti di viaggio.

              Non ho votato Fattori per fare un dispetto alla Ceccardi o a Giani.

              Invece decine di migliaia di potenziali elettori di Fattori hanno detto:

              “Non sopporto Giani, ma meglio distruggere le Alpi Apuane per dieci milioni di anni, che far vincere la Ceccardi!”

              Questo è menopeggismo.

              E ha dato il peggiore risultato, perché tutti quei “polarizzati” hanno fatto sì che non venisse eletto in Consiglio Regionale un solo consigliere sensibile a questi temi.

              • roberto says:

                Forse perché ai menopeggisti non fregava nulla dei temi di fattori

                È un problema serio quello di coinvolgere grandi numeri nelle proprie battaglie

              • Per roberto

                “Forse perché ai menopeggisti non fregava nulla dei temi di fattori”

                Capisco l’obiezione, ma conosco la Toscana, e ti dico che in questo caso non era esattamente così.

                I temi che ti cito non sono esattamente secondari: tanta, tanta gente ha una causa “ambientale” (in senso ampio) che sente fortemente.

                Se la lotta fosse tra il “partito pro-ambiente” il “partito anti-ambiente”, il secondo vincerebbe ovviamente, ma il primo prenderebbe il 25% dei voti.

                Ma è successo che chi era “pro-ambiente” ma non di sinistra si trovava a disagio con la formazione di sinistra che sosteneva Fattori (non con Fattori stesso, che è una persona in gamba): attraverso continue manipolazioni, espulsioni e trucchi, la sinistra toscana è caduta in mano alla setta di Rifondazione, che stronca qualunque tentativo di uscire dal ghetto identitario.

                Quindi tanti che si impegnano in lotte ambientali, ma non si identificano come “di sinistra”, si sono trovati poco attratti dalla lista di Fattori, o snobbati dagli attivisti (non da Fattori).

                Però se si conta solo su “chi si sente visceralmente di sinistra”, succede che…

                …. la sinistra identitaria può essere ambientalista, però quando sente il richiamo dell’antifascismo, non capisce più niente.

                E gente veramente impegnata contro il disastro, è cascata nei finti sondaggi e nei gruppi whatsapp che li bombardavano dicendo che esistevano “sondaggi segreti” secondo cui la Ceccardi ce l’avrebbe potuta fare.

                Si è stimato che questa campagna (organizzata dallo stesso tizio che aveva fatto eleggere Renzi sindaco nel 2009) abbia fatto perdere molto più di metà dei voti a Fattori.

              • Siccome non vi voglio fare tutta la storia della Toscana, semplifico dicendo “ambiente”. Ad esempio, stanno per piovere sulla Toscana 15 miliardi di euro del Recovery Fund, che verranno usati per distruggere definitivamente la regione, arricchendo i soliti noti.

                Tommaso avrebbe voluto istituire una commissione per controllare, uno, le attività della criminalità organizzata in regione, e due, l’utilizzo di questi soldi. Di cui una parte almeno si voleva che andasse alle migliaia di piccole realtà che producono in maniera agroecologica, al lavoro diffuso, agli artigiani.

                Bene, grazie ai menopeggisti, quindici miliardi andranno ai camorristi e agli sbucaltatori.

                Ma la Donna Nera è stata fermata!

              • Z. says:

                Miguel,

                considera una cosa:

                se molti ritengono che Fattori prenderà pochi voti, allora molti decideranno di non votarlo nella convinzione di disperdere il loro voto.

                Il grosso dei cittadini segue la politica senza particolare passione e tende a votare i partiti più quotati e in vista. Questo fenomeno va considerato: la minoranza che si appassiona alla politica, se non lo considera, si condanna all’irrilevanza e a disperdere il voto.

              • Per Zeta

                “Il grosso dei cittadini segue la politica senza particolare passione e tende a votare i partiti più quotati e in vista. Questo fenomeno va considerato: la minoranza che si appassiona alla politica, se non lo considera, si condanna all’irrilevanza e a disperdere il voto.”

                Su questo hai assolutamente ragione.

                Proprio per questo mi piacerebbe l’impossibile, cioè che si votasse in base a programmi, come ha cercato di fare Tulsi Gabbard, che aveva anche la dote di parlare in maniera assolutamente semplice e chiara.

                Però un conto è parlare “in modo semplice e chiaro” dicendo che Tizio ha messo le mani addosso a una stagista trent’anni fa (accusa rivolta sia a Trump che a Biden), e un conto totalmente diverso è dire, “con i soldi che sprechiamo per ammazzare afghani, costruiamo ospedali a casa nostra”.

              • PinoMamet says:

                In questo la vedo- e non saprei spiegare perché- esattamente all’opposto.

                Ci devo pensare su, seriamente.

                Ma secondo me votare in base ai programmi è la cosa peggiore che si possa fare.
                Del resto, con un pomeriggio di tempo e il dizionario dei sinonimi, penso che potrei scrivere persino io un buon programma.

                Sono nella commissione PTOF mica per niente…

                E visto che la politica è spettacolo, nessuno voterà mai per “costruire ospedali a casa nostra”, se l’alternativa è sparare sugli afghani.
                Gli afghani ammazzati sono molto più spettacolari.

                Quindi non va posto come alternativa…

              • Francesco says:

                bella lotta, è più vacuo un programma o un candidato?

                qualche anno fa avrei risposto con sicurezza che una persona ha una storia che parla per lei molto meglio di qualsiasi programma

                oggi non ne sono più sicuro al 100%

                o almeno, avendo visto gente come Di Maio e Salvini prendere un sacco di voti, quando la loro faccia e la loro vita dicono tutto della loro politica, non funziona più

                o tempora, o mores!

                😀

              • Mauricius Tarvisii says:

                I programmi sono utili per vedere quante cose che per te sono inaccettabili per il candidato sono belle e buone.

              • Peucezio says:

                Più che per i programmi, si dovrebbe votare per le leggi.

                Ogni candidato presenta le sue proposte (di leggi nuove e/o di abrogazione di leggi esistenti) e se vince, sono automaticamente promulgate/abrogate.
                E non possono essere aborgate/ripristinate almeno fino alla fine della legislatura.

              • Per Peucezio

                “Più che per i programmi, si dovrebbe votare per le leggi.”

                Probabilmente irrealizzabile, ma l’idea è bellissima. E’ proprio quello lo spirito che intendo, impegni molto specifici e vincolanti su cose concrete.

              • Z. says:

                Non mi è chiaro come funzionerebbe…

              • Per Z

                “Non mi è chiaro come funzionerebbe…”

                Nemmeno a me, ma in purissima astrazione, il principio non è male.

                Io non voto il candidato X perché dice che “vuole una Toscana più verde e più sostenibile, con più lavoro per tutti”, ma perché appena lui viene eletto, verrà automaticamente revocato il permesso per cementificare l’area attualmente verde al bordo della città e verranno chiuse dodici cave di marmo.

                Chiaro che tecnicamente e legalmente è impossibile.

              • Z. says:

                Cioè si eleggono leggi fatte e finite, non emendabili, che per cinque anni restano irrimediabilmente vigenti così come sono?

                Non mi sembra una buona idea, nemmeno in teoria!

              • Per Zeta

                “Non mi sembra una buona idea, nemmeno in teoria!”

                Neanche a me.

                Come non mi sembra una buona idea votare qualcuno che promette “Sviluppo sostenibile e più occupazione in Toscana”.

                Il problema è sempre come controllare gli eletti, non come eleggerli.

              • Z. says:

                E a me non sembra una buona idea tifare Fortitudo o credere ai no-Xylella, ma non c’entra un tubo 🙂

                non facciamo sempre il solito sincretismo da centro sociale, dai 🙂

              • Per Z

                “ma non c’entra un tubo ”

                C’entra.

                1) Problema: come controllare ciò che faranno i candidati, una volta eletti, che è l’unico momento che interessa davvero.

                2) Soluzione uno: prima che vengano eletti, ascoltare le loro vaghe promesse, crederci, votarli e aspettare cinque anni per ricominciare lo stesso giochino.

                3) Soluzione due: un sistema blindato, tipo quello proposto da Peucezio. Che ovviamente è irrealizzabile.

                4) Soluzione tre: stare dietro agli eletti, giorno dopo giorno, una volta che sono stati eletti, sperando che gliene importi qualcosa, e senza avere particolari strumenti per convincerli.

                5) Soluzione quattro: ????

              • Z. says:

                Miguel, quel che non c’entra è l’elenco delle cose che non ci piacciono.

                Sul controllare gli eletti posso capire il punto. Direi che non ci sono strade percorribili se non eleggere con avvedutezza, sapendo che non è risolutiva.

              • Peucezio says:

                Z.,
                “Cioè si eleggono leggi fatte e finite, non emendabili, che per cinque anni restano irrimediabilmente vigenti così come sono?
                Non mi sembra una buona idea, nemmeno in teoria!”

                E perché?
                Di solito le leggi durano più di cinque anni.

              • Peucezio says:

                E mi dovete dire perché è irrealizzabile.

              • Z. says:

                Ezio,

                perché le leggi non nascono mai fatte e finite. Nascono come progetti embrionali, che vengono emendati e modificati, vengono ritirati, vengono sostituiti con altri.

                Sarebbe pressoché inevitabile, temo, trovarsi a contatto con una congerie di norme contraddittorie che per giunta sono pure immodificabili per cinque anni.

                Credo che nessun Paese funzioni così.

                Per non parlare del fatto che se io mi trovassi un testo di legge davanti non sarei probabilmente in grado di dire se è in grado di funzionare o meno così com’è scritto!

              • Peucezio says:

                E perché tutto questo processo non si può fare prima delle elezioni anziché dopo?

              • Z. says:

                Ezio,

                — E perché tutto questo processo non si può fare prima delle elezioni anziché dopo? —

                Non ho capito. Senza elezioni, quindi senza parlamentari, chi ne dovrebbe discutere? persone nominate dal Presidente della Repubblica? o cinquanta milioni circa di italiani maggiorenni in assemblea permanente?

            • PinoMamet says:

              Quindi vieni nel mio carrugio (da quanto tempo non si usava sul blog? 🙂 ) :

              bisogna votare!!

              vuoi che vinca il tuo candidato? vota il tuo candidato!

              Pensi che nessun candidato esprima il tuo parere? càndidati!

              • Per Pino Mamet

                “Pensi che nessun candidato esprima il tuo parere? càndidati!”

                Piccola lezione di politica, che dovreste tutti prendere a cuore, se vi volete candidare.

                Fabrizio, il nostro candidato a sindaco del 2019, è un personaggio mitico, un eroe cittadino, una figura da cavaliere medievale, e allo stesso tempo persona profondamente altruista e leale. Ed è anche profondamente intelligente, solo che l’italiano gli fa fatiha.

                La campagna elettorale di Fabrizio si è dovuta organizzare in pochi giorni, con due o tre mila euro a disposizione.

                Fabrizio non solo è un eroe, ma è anche mite, per cui non ha pensato minimamente di sfruttare la propria “immagine” (che non sa nemmeno cosa sia) per farsi eleggere: quando apriva bocca, parlava soltanto (un po’ confusamente) di temi concreti, che lui capiva bene, ma “gli mancava l’italiano”.

                Allora il nostro attuale sindaco eletto con il 60% dei voti ha organizzato una cena in Piazza del Carmine per il Calcio in Costume (spendendo più di tutta la campagna elettorale di Fabrizio, ma spendere sul buon mangiare è fondamentale in politica) dove l’ho sentito annunciare che lui aveva appena convinto Expo Dubai 2020 a mettere una sfilata dei Calcianti nell’inaugurazione dell’evento, con biglietti gratis per tutti.

                Indovinate come hanno votato gli appassionati di Calcio in Costume, compresi molti amici di Fabrizio?

                Expo Dubai 2020 è iniziato il 1 ottobre, non mi risulta che un solo sanfredianino sia stato invitato a viaggiare all’estero.

                Ma come ha spiegato Totò, il bello della lotteria sta nel sognare la vincita, mica nel vincere.

              • PinoMamet says:

                Ma non è scritto da nessuna parte che sia semplice…

              • Per Pino Mamet

                “Ma non è scritto da nessuna parte che sia semplice…”

                E’ semplice.

                Basta:

                1) essere sindaco, per cui puoi fare sia il candidato (che per carità non deve fare regalie), sia il sindaco (che deve fare l’interesse dei cittadini fiorentini)

                2) avere abbastanza soldi da dare da mangiare a tutti

                3) essere nella posizione in cui è credibile che tu prometta viaggi gratis a Dubai Expo, la sfilata all’inaugurazione (e le famose massaggiatrici ucraine di Dubai, di cui però il nostro sindaco non ha parlato, chiedete a Habs).

                4) anche non mantenere le promesse è semplice, è passato oltre un anno, chi se lo ricorda?

              • Preciso che a organizzare la cena in Piazza del Carmine non fu affatto il Candidato a Sindaco D.N., che si guardava bene dall’influenzare indebitamente gli elettori.

                A organizzare la cena fu il sindaco uscente, D.N., figura istituzionale del tutto estranea al momento elettorale, che seguiva gli interessi di tutti i cittadini, compresi i Calcianti.

                Ovviamente i due D.N., quello Istituzionale e quello Candidato, hanno fatto benissimo, la politica è questa.

              • Z. says:

                La politica, come ogni altra attività, non è per tutti.

                E come in ogni altra attività, tocca accontentarsi, spesso di malavoglia.

                Ma per molti, disperdere il voto è un modo di sentirsi superiori.

                Non si sa bene a chi 🙂

              • Per Zeta

                “La politica, come ogni altra attività, non è per tutti.”

                Diciamo che è un po’ come le corse di Formula Uno.

                Bisogna aver avuto il babbo che ti faceva guidare l’auto a dieci anni.

              • Z. says:

                Miguel,

                — Diciamo che è un po’ come le corse di Formula Uno. —

                C’è del vero, e del resto è vero anche in altri settori.

              • roberto says:

                “ La campagna elettorale di Fabrizio si è dovuta organizzare in pochi giorni, con due o tre mila euro a disposizione.”

                Temo che una campagna elettorale non la organizzi in pochi giorni e con 3000 euro, se vuoi fare le cose seriamente

                Uno dei drammi del berlusconismo è stato proprio quello di inchiodare nelle teste delle persone che chiunque può svegliarsi e fare il politico. Non è affatto così….

              • Per roberto

                “Temo che una campagna elettorale non la organizzi in pochi giorni e con 3000 euro, se vuoi fare le cose seriamente”

                Infatti, o le campagne le fai come le ha fatto il nostro sindaco/candidato a sindaco, facendo balenare viaggi a Dubai per tutti, o sei condannato all’irrilevanza, temo.

                Il problema è che per fare balenare viaggi a Dubai, devi partire da una posizione credibile (presidente di Fininvest, sindaco in carica, megacostruttore con Grattacielo Trump, presidente della Fondazione Clinton, ecc.).

            • Z. says:

              Miguel,

              — No. —

              Sì.

              🙂

              Sei proprio d’accordo con Fattori su punti per te decisivi, e in disaccordo con Fattori su punti che per te sono, se non insignificanti, meno rilevanti e comunque meno decisivi.

              “Meglio” e “meno peggio” è solo semantica. Hai votato il candidato che, tra quelli presenti, preferivi fosse eletto.

              E così ha fatto chi votava uno qualsiasi degli altri candidati.

              • Per Z

                “E così ha fatto chi votava uno qualsiasi degli altri candidati.”

                Capisco la tua obiezione, ma tu non capisci la mia.

                Negli Stati Uniti, quasi nessuno “vuole Biden”. Nessuno sa cosa propone.

                Si vota contro Trump.

                Io non voto contro nessuno.

                Ho votato a favore di uno specifico candidato, che prometteva alcune cose per me estremamente positive, e siccome lo conosco personalmente, so che avrebbe fatto il possibile per realizzarle.

                Non sono innamorato dell’organizzazione che lo ha candidato, ma se fosse stato eletto lui, sarebbe stato irrilevante: in Regione ci sarebbe stato lui.

              • Z. says:

                Miguel,

                — Capisco la tua obiezione, ma tu non capisci la mia —

                Continuo a pensare che tu dia molte cose per scontate 🙂

                — Io non voto contro nessuno. —

                Questo rileva solo per te, in interiore homine.

                I voti sono tutti uguali, e gli elettori votano tutti la lista o il candidato che – per ragioni quali si siano – ritengono preferibile agli altri.

        • Per me, “guerra” e “ambiente” sono due temi fondamentali, il resto è contorno.

          Per Francesco (l’interessato confermi!) i valori cattolici e la libertà economica sono temi fondamentali, il resto è contorno.

          A Milano Francesco deve scegliere tra due candidati (facciamo finta, ovviamente stiamo parlando di cose che non sono di competenza dei sindaci).

          Il primo vuole la chiusura immediata delle scuole cattoliche e la trasformazione del Duomo nella più grande discoteca d’Europa.

          Il secondo è possibilista sulla chiusura delle scuole cattoliche (gli basta che non vi si insegni religione) e vuole trasformare il Duomo nella sede nazionale della Fiera dell’Orgoglio LGBTSPQR.

          Francesco esita a tifare: il primo è “meno peggio” dal punto di vista di libertà economica (la megadiscoteca…), il secondo è “meno peggio” perché non vuole propria abolire le scuole cattoliche…

          arriva qualcuno che gli dice, “vergogna,invece di lamentarti e dire che sono tutti uguali, abbi il coraggio di impegnarti con il tuo voto per cambiare le cose!”

          • Francesco says:

            non è che esito a tifare, al ballottaggio mi astengo proprio

            per dire “c’è almeno un voto che non va a nessuno di questi, venite a prenderlo”

            diamo tempo al tempo

            PS perfetto nella descrizione iniziale

            • Mauricius Tarvisii says:

              Ma da voi si fanno ancora i ballottaggi? 😀

              • Francesco says:

                mi pare di sì … non ricordo esattamente

                da quando due nullità come Di Maio e Salvini vincono le elezioni ho un pò perso fiducia

        • PinoMamet says:

          Ma si arriva a questa situazione
          (che è più o meno quella americana dei “due peggio”, come fa notare Mirkhond)

          proprio quando non si vota. Meno si vota, e peggio è.

          Sicuramente se i cattolici si ritirassero completamente dalla politica, e il movimento LGBT la finanziasse massicciamente, Francesco verrebbe a trovarsi in una situazione non troppo diversa da quella del tuo esempio.

          Negli USA la situazione mi pare peggiore di quella europea perché moltissima gente non vota .

          Addirittura ci sono candidati, come Trump, che hanno fatto carte false (letteralmente) per far votare meno persone possibili delle comunità teoricamente avverse.

          E votano così in pochi perché:
          -non sono istruiti;
          -pensano che comunque nessun candidato li rappresenterà,

          quindi è un serpente che si morde la coda o un circolo vizioso.

          Naturalmente, i candidati, che quindi davvero NON li rappresentano, faranno tutto il possibile perché restino ignoranti e disamorati della politica.

          • Per Pino Mamet

            “proprio quando non si vota. Meno si vota, e peggio è.”

            Non lo so.

            Alle regionali in Toscana, l’affluenza è stata discreta, il 62%.

            Eppure alla fine, su tutti i temi che contano, non esiste oggi un consigliere di opposizione.

            Mica pensavo che Fattori potesse vincere, mi auguravo soltanto che potesse avere un singolo seggio, in modo che in Consiglio si potesse discutere dei temi principali della Regione.

            La polarizzazione credo che abbia aumentato l’affluenza: Giani, accennando a sondaggi inventati, diceva che la Ceccardi “poteva vincere”, e quindi corsa di tutti gli “antifascisti” a votare contro la Ceccardi.

            Ma Fattori mi ha detto che la notizia – palesemente assurda – di una “possibile vittoria della Ceccardi ha galvanizzato anche molti di destra, che sono andati alle urne sperando che il loro voto potesse finalmente servire a qualcosa.

            • daouda says:

              Quindi mi pare di capire che il tuo problema in soldoni è che manchi l’opposizione.
              E’ una questione astrologica Miguel?
              No perché fammi capire quale rilevanza, per te, comporterebbe tale assenza.
              Puoi partire dall’antropologia se vuoi, leggerò alacremente…

              • Per Daouda

                “Quindi mi pare di capire che il tuo problema in soldoni è che manchi l’opposizione.”

                Se io fossi al governo, sarei felicissimo senza opposizione 🙂

                A me interessa che ci sia l’opposizione, nei casi in cui chi sta al governo fa cose a cui sono contrario.

                E avere almeno un consigliere in regione che faccia le pulci sarebbe stato utile, specie adesso che si tratta di spartirsi 15 miliardi di euro del Recovery Fund.

              • daouda says:

                Quindi il tuo problema reale è che vorresti spartirti anche tu i soldi?

              • Per daouda

                “Quindi il tuo problema reale è che vorresti spartirti anche tu i soldi?”

                No, io non ne ho bisogno, sto lavorando più del solito in questo periodo.

                Vorrei che ne andassero un po’ al fruttivendolo della Verzaia, alle amiche diplomate in scienze dell’educazione e psicologia che vogliono aprire un piccolo asilo, alla libreria aperta in controtendenza da due donne che vendono i libri in bicicletta, alla donna che alleva capre in collina, al giovane tedesco che ha abbandonato tutto per fare il permacoltore in mezzo ai monti, al meccanico in pensione che ha creato da solo il più bel “pro loco” di tutta la Toscana, al calzolaio che ha preso un allievo giapponese…

                Vorrei che una parte dei soldi venisse spartita con tutti loro.

              • daouda says:

                Non hai capito…il tuo problema è che , altruisticamente, vorresti che tramite oppressioni di vario genere un altro oppresso avesse dei soldi o che fosse rappresentato visto che tu cianci cianci ma poi in realtà sei imperturbabile ( ma allora che cianci affà? ).
                Praticamente vuoi uccidere tutta quella gente che nomini e che tanto fin che dura può compiere abusivamente quelle cose senza spartirsi con nessuno ( sempre se siano abusivi infatti visto che tu li vorresti tutelati giust’appunto, dimostranti il loro aguzzino ).
                Te capì?

              • Per daouda

                “Te capì?”

                no.

                Per me, se 15 miliardi devono piovere addosso alla Toscana – distruggendola definitivamente – vorrei che almeno una piccola parte venisse destinata a:

                1) cose davvero “sostenibili”, che è ormai è una parolaccia, ma lo intendo in senso letterale

                2) a creare più “occupazione”, cioè retribuire persone che fanno cose davvero utili

              • daouda says:

                quell’almeno mi conturba, pé ddì.

          • Z. says:

            Miguel,

            — Eppure alla fine, su tutti i temi che contano, non esiste oggi un consigliere di opposizione. —

            Forse non esiste un consigliere di opposizione su tutti i temi che contano per te.

            Inoltre, dopo è tutto “palese”. Per te era del tutto palese che le Sardine avrebbero fatto pubblicità a Salvini, a Bologna, e invece hanno oscurato sia loro che i vandali che volevano assaltare il Paladozza.

            Per te era palese che i grillini non sarebbero mai arrivati al potere, e sono diventati il primo partito del Paese con ampio distacco sul secondo, nonché il primo partito di centro ad essere maggioritario dopo la DC.

            Per Serra era palese che Berlusconi sarebbe finito con la fine del craxismo, e invece…

          • Francesco says:

            x Pino

            SE???

            diciamo meglio “da quando”

            ;(

      • Mirkhond says:

        Il problema è che sono entrambi il peggio.

      • Per roberto

        “menopeggismo”

        Ma io capisco benissimo un menopeggismo pratico.

        Poniamo (cosa impossibile) che il candidato del PD e il candidato della Lega siano al ballottaggio per il posto di sindaco a Firenze.

        Io non conosco nessuno della Lega.

        Mentre conosco buona parte dei consiglieri e degli assessori del PD e il candidato a sindaco.

        E so che se c’è qualcosa che riguarda il quartiere dove abito, posso fissare un appuntamento; e quello mi conosce, e quindi sa anche lui che gli conviene ascoltarmi, perché magari potrei creargli dei piccoli problemi se non lo fa.

        E quindi molto in teoria potrei votare il “meno peggio”, per questo motivo molto pratico.

    • Mirkhond says:

      Concordo in toto con quanto scritto nell’articolo.

  2. Un pericolo molto grave del menopeggismo, in generale, è che

    – porta a votare contro qualcuno, e non a favore di qualcuno

    – ed essendo rivolto “contro” l’altro, la polarizzazione si alimenta a discapito del contenuto.

    Tulsi Gabbard diceva:

    “avete votato Clinton o Trump? Siete cristiani, siete lesbiche marxiste? Siete bianchi, siete neri? Siete WASP o siete immigrati arrivati da poco?

    Non importa, vi chiedo solo se avete voglia di morire e ammazzare persone in guerre in posti che non c’entrano niente con gli Stati Uniti, e non avere assistenza medica in casa?”

    E’ una domanda semplice, e tutto sommato l’80% dei democratici e il 60% dei repubblicani “normali” sarebbero d’accordo con lei.

    Proprio NON polarizzando, non attaccando nessuno (si è rifiutata di partecipare alla caccia complottista alle “spie russe” e tutte le altre sciocchezze), ma ponendo le domande fondamentali.

    Il problema è che quando si esce dalla logica del gioco, si viene espulsi immediatamente, ma non certo perché non si vorrebbe partecipare.

    • PinoMamet says:

      “avete votato Clinton o Trump? Siete cristiani, siete lesbiche marxiste? Siete bianchi, siete neri? Siete WASP o siete immigrati arrivati da poco?”

      ma, a parte tutto, Tulsi Gabbard non si rendeva conto che per alcune persone le “domande fondamentali” sono proprio queste?
      Per qualcuno essere cristiano invece di lesbica marxista, o viceversa, è un punto fondamentale e dirimente.
      Non andiamo lontano: prendiamo il nostro Francesco, qui.

      Lo stesso per bianchi e neri: dopo che per due secoli buoni hanno rimbambito gli americani convincendoli di far parte di due grosse tribù che si odiano, i Bianchi e i Neri, ecco, per moltissimi americani quello è un punto fondamentale.
      E probabilmente lo è davvero, visto che alla tribù dei Neri i poliziotti sparano alla schiena senza nessun fondato motivo, e per reazione loro scelgono di rifiutare la “cultura bianca” e farsi ghettizzare ancora di più.

      Voglio dire: non tutti hanno le stesse priorità. Possiamo anche considerarli stupidi, se fa bene alla nostra autostima, ma non è che Tulsi Gabbard sia la detentrice delle “domande fondamentali”. E in effetti polarizza, come chiunque altro, sulla base delle sue posizioni in politica estera (suppongo, ritiro delle truppe e non interventismo) e politica sanitaria (suppongo, sanità pubblica o sistema equiparabile).

      • Per Pino Mamet

        “Per qualcuno essere cristiano invece di lesbica marxista, o viceversa, è un punto fondamentale e dirimente.”

        Capisco la tua obiezione.

        Soggettivamente, mi viene da rispondere che cristiani contro lesbiche, o neri contro bianchi, sono cose che dipendono in minima parte da decisioni politiche.

        Sono trasformazioni culturali a lunghissimo termine, che vengono riconosciute da piccole misure legislative,che hanno un impatto relativo (i “matrimoni gay” e i “crocifissi in classe”, a pensarci, non hanno cambiato l’Italia, la televisione di massa sì).

        E se i poliziotti bianchi hanno paura/sospetto/aggressività verso i giovani maschi neri, e moltissimi giovani maschi neri hanno il culto della vita da gang, dipende da un numero di fattori incredibilmente complessi.

        Mentre la decisione di chiudere le basi NATO in Europa e reinvestire gli stessi soldi in un sistema ospedaliero è una decisione davvero politica, e quindi “presidenziale”.

      • paniscus says:

        “E probabilmente lo è davvero, visto che alla tribù dei Neri i poliziotti sparano alla schiena senza nessun fondato motivo, , e per reazione loro scelgono di rifiutare la “cultura bianca” “—-

        Quello che è curioso è che la cronaca raramente si sofferma sul dato di quanti di questi poliziotti siano neri a loro volta.

        • per Paniscus

          Quello che è curioso è che la cronaca raramente si sofferma sul dato di quanti di questi poliziotti siano neri a loro volta.”

          Il 12,8% dei poliziotti sono neri:

          https://datausa.io/profile/soc/police-officers

          la media nazionale dei neri è del 13.7% https://en.wikipedia.org/wiki/Race_and_ethnicity_in_the_United_States

          https://blackdemographics.com/

          Il 65.5% dei poliziotti sono “non-Hispanic whites”, contro il 63.5% della popolazione globale:

          https://en.wikipedia.org/wiki/Race_and_ethnicity_in_the_United_States

          Sottorappresentati invece gli Asians (2,5% in polizia, 6,1% nella popolazione generale).

          Nella tabella sulla polizia, mancano misteriosamente gli Hispanics, non so perché.

          • “Nella tabella sulla polizia, mancano misteriosamente gli Hispanics, non so perché.”

            Scopro adesso che negli USA, ci sono sei RACES, e due ETHNICITIES.

            Le due “ethnicities” sono “Hispanic and Latino” e “not Hispanic and Latino”, cioè il nipote di un militante nazista tedesco che ha sposato la figlia di un rabbino, è “non Hispanic and Latino” proprio come il nero del Bronx; l’argentino con tutti i nonni italiani e l’indio di Oaxaca è “Hispanic and Latino”.

            Aiuto, mi sto perdendo…

            • PinoMamet says:

              Per me gli unici Latini arrivano fino a Tullio Ostilio. E già erano mischiati con Etruschi e Sabini… 😉

          • PinoMamet says:

            Gli Asians sono anche quelli che guadagnano di più, tra le altre comunità (più dei bianchi, risultava da un link precedente).
            Può essere che ci sia una relazione di qualche genere: il poliziotto è un lavoro da truzzo, da tamarro, non da “studiato”, tranne i gradi più elevati.

            Per il resto vedo che grosso modo sono rispettate le proporzioni, i bianchi sono solo leggermente sovra-rappresentati rispetto ai neri.

            • Francesco says:

              confermo, mi aspettavo una minore somiglianza tra quote totali della popolazione e quote di poliziotti

              nelle FFAA come sono le quote?

              in galera pare siano distortissime ma scommetterei che è il reddito a fare la vera differenza, non la razza

              Miguel, un pochino mi deludi, ti sei già perso?

              😀

    • Mauricius Tarvisii says:

      “E’ una domanda semplice, e tutto sommato l’80% dei democratici e il 60% dei repubblicani “normali” sarebbero d’accordo con lei.”

      Però mi pare che i vari sondaggi in cui si chiede agli americani se sono convinti che gli USA debbano continuare ad essere “la più grande nazione del mondo” (cioè la superpotenza egemone) diano un’unanimità a favore. Insomma, è come quando si dice che gli israeliani “vorrebbero solo vivere in pace”, ma non sono poi disposti a cedere un’unghia sul tavolo della pace: è ovvio che a nessuna persona normale piace la guerra, ma è anche vero che spesso è considerata un male minore davanti al prezzo della pace.

      • Per MT

        “Però mi pare che i vari sondaggi in cui si chiede agli americani se sono convinti che gli USA debbano continuare ad essere “la più grande nazione del mondo” ”

        Non conosco i sondaggi a cui ti riferisci.

        Detto così, sospetto che sia una questione di terminologia.

        Se io chiedo agli italiani:

        “Volete coniugare tradizione e innovazione nella scia di Leonardo da Vinci, facendo del Made in Italy un prodotto che va imposto con decisione sul mercato mondiale?” troverò il 90% favorevole.

        Se chiedo, “Volete che imponiamo con decisione i nostri alpini sull’Afghanistan?”, troveremo il 90% contrari.

        Credo che gli israeliani abbiano – a torto o a ragione – una percezione molto diversa, quella di essere un piccolo paese circondato da nemici.

        Gli americani manco si accorgono che esistono gli altri, certo che i canadesi e i messicani non sono esattamente una minaccia militare.

        • Francesco says:

          e di chi è la colpa?

          😉

        • Mauricius Tarvisii says:

          Il concetto di “primo paese del mondo” è facile da capire semplicemente guardando i film americani: quelli forgiano l’immaginario e tutto ciò che minaccia questo immaginario viene percepito dal gruppo come una minaccia, anche se non sa di cosa si stia parlando.
          L’esitenza stessa di una cosa chiamata Cina che viene descritta come vagamente potente è una minaccia e il gruppo reagisce. Con la Russia, poi, si è al riflesso pavloviano…

      • PinoMamet says:

        “Credo che gli israeliani abbiano – a torto o a ragione – una percezione molto diversa, quella di essere un piccolo paese circondato da nemici.”

        OT
        secondo me a torto.

        Ormai di nemici gli sono rimasti gli iraniani; vale a dire, la classe politica dirigente iraniana e l’esercito, visto che la popolazione credo se ne freghi e farebbe volentieri la pace con gli israeliani, che sono abbastanza lontani da non costituire un problema territoriale, neanche in potenza, e sono socialmente simili agli iraniani
        (non arabi, non sunniti, amanti dello studio, pieni di giovani creativi…);

        gli altri paesi arabi mi sa che non vedono l’ora di fare la pace con Israele, Emirati e Oman sono andati in avanscoperta secondo me per conto dell’Arabia Saudita e l’hanno già fatta, altri ci stanno pensando seriamente.

        Dei palestinesi frega sì e no, sospetto che a molti nei paesi arabi stiano sul cazzo più che altro, come problema permanente senza soluzione e apparato mangia-soldi a fondo perduto, e cercano solo un pretesto per mollarli al loro destino.

        • Per Pino Mamet

          “OT
          secondo me a torto.”

          Grazie, molto interessante!

        • Moi says:

          Pace … OK, ma temo che sia Islamicamente Shirk /
          ﺷﺮﻙ intenderla diversamente da come l’ intendeva un Millennio e Mezzo fa un Cammelliere Assurto misteriosamente a Profeta Definitivo : significherebbe ritenersi superiori a Lui ! … Nell’ Islam vige notoriamente un’ ineluttabile ed immutabile Legge ferrea che esige che i Traditori paghino con la vita !

          Sul Fronte Ebraico è la Tradizione Abramitica stessa a testimoniare una lunghissima, ininterrotta aneddotica guerriera di Fratricidio :

          anche Caino e Abele, Esaù e Giacobbe e tanti altri erano dei “Fratelli”, addirittura di sangue e talvolta persino gemelli …

          Yitzhak Rabin (all’ epoca ci si doveva accontentare del MainStream Televisivo e Cartaceo … e ad esso mi rifaccio) pare che vi stesse riuscendo, a ottenere a Pax Mediorientale che si auspicava duratura … sappiamo la fine che ha fatto, per mano di altri Ebrei.

          • Moi says:

            Tuttavia , nel discorso di Pino mi convince che vi sia palesemente una certa contraddittoria ambiguità del Resto del Mondo Islamico (specie Arabo e Iraniano) nei confronti dei Palestinesi.

          • PinoMamet says:

            Io continuo a vedere filmati di arabi dei paesi arabi “veri” (penisola arabica) che si incazzano con i palestinesi che vogliono soldi per via della fraternità araba (“e non sono neanche veri arabi!”) e sono dei fannulloni buoni a nulla, “mentre gli israeliani almeno hanno costruito grandi città e fanno i soldi”.
            è vero che la fonte non è esattamente imparziale 😉 ma credo siano filmati autentici.
            Sicuramente ci sarà chi la pensa all’opposto…

            Però mi ha stupito che, il giorno dopo che è stata firmata la pace con gli Emirati, già c’era pieno di arabi “emiratini” che parlavano su Meet con gli israeliani in ebraico perfetto…
            mi dà l’idea di un cambio di simpatie o giro di walzer preparato e atteso da un bel po’.

            • PinoMamet says:

              PS per Z:

              non è Informazione Corretta! 😀
              che non leggo.

            • Mirkhond says:

              “Io continuo a vedere filmati di arabi dei paesi arabi “veri” (penisola arabica) che si incazzano con i palestinesi che vogliono soldi per via della fraternità araba (“e non sono neanche veri arabi!”) e sono dei fannulloni buoni a nulla, “mentre gli israeliani almeno hanno costruito grandi città e fanno i soldi”.”

              I soldi amano i soldi.

              • Mirkhond says:

                I Palestinesi in effetti non sono veri arabi, così come gli Israeliani non sono i veri discendenti dell’antico Israele.

              • Moi says:

                … chi sono i “Veri Arabi” ?

                Di solito li si identifica con quelli di Madrelingua Araba, e aspetto più o meno “Levantino”, che però è secondario …

              • Moi says:

                Il reupero delle lingue Berbere e della scrittura bustrofedica Tifinagh / (ⵜⵉⴼⵉⵏⴰⵖ) ,di cui esiste anche una versione “Neo” per idiomi di tradizione orale _ è avvenuto _ piaccia o no _essenzialmente per interesse antropologico di Studiosi Coloniali Francesi.

              • PinoMamet says:

                Credo che si considerino “veri” arabi quelli della penisola arabica…

                dove in effetti si parlavano le lingue semitiche del ceppo arabo (Miguel ne saprà di più), le diverse varianti dell’arabo antico insomma, da cui emerge l’arabo classico del Corano.

                Mi risulta però che già in epoca imperiale romana i Nabatei stessero passando dall’aramaico all’arabo.

                Su un vecchio forum trovai alcuni libanesi che non volevano essere per niente arabi, ma si identificavano come fenici arabizzati.
                Sostenevano anche (con una certa… creatività) che il maltese fosse discendente del fenicio, anziché una parlata arabo-sicula.

              • PinoMamet says:

                Mi risulta anche che ci sia stata una certa rinascita dell’orgoglio cristiano-arameo, con i membri delle varie confessioni cristiane vicino-orientali che puntualizzano di non essere arabi, ma, appunto, aramei, al massimo arabizzati linguisticamente.

              • Z. says:

                Pino,

                — Sostenevano anche (con una certa… creatività) che il maltese fosse discendente del fenicio, anziché una parlata arabo-sicula. —

                Uno dei più accesi sostenitori della tesi pare si chiamasse Ar-Ritvàn.

              • PinoMamet says:

                Ah, non lo ricordavo!

              • Z. says:

                Beh, diciamo che la teoria che hai descritto ricorda molto quelle propugnate dal Nostro 😀

              • PinoMamet says:

                Ci ero arrivato dopo 🙂 😉

              • habsburgicus says:

                dal non molto che ne so,
                nella penisola araba pre-islamica si parlavano lingue dei seguenti ceppi-semitici
                1.nord-arabico
                2.sud.arabico
                Al nord-arabico appartenevano molte lingue note epigraficamente nei territori degli attuali KSA, JOR, KUW, UAE e financo BAH (e un pezzo di SYR e IRQ) quali
                thamudeno di cui esistono diverse variante
                safaitico
                haseeno (oasi di al-Ahsa, KSA orientale)
                dadanitico
                al nord-arabico apparteneva anche l’oscuro dialetto già testimoniato in iscrizione del VI secolo d.C (fra cui una Zebed nel settembre dell’anno 823 dei Greci cioè 512 d.C, più una nell’Hawran dell’anno 567/568 d.C, credo anno 462 della “provincia d’Arabia” e pochissimo altro), poi fatto proprio da Maometto che la raffinò sino a farlo divenire l’ARABO per antonomasia
                Il sud-arabico invece comprendeva lingue note epigtraficamente in KSA del Sud, Oman e Yemen quali
                hadhramawtico
                qatabanico
                mineo
                sabeo
                che NON c’entrano con l’arabo; oggi sono estinte tranne il soqotri nell’isola di Socotra e qualche dialetto nel Dhofar (frontiera Oman/Yemen), il cosiddetto MSA=Modern South Arabian
                le lingue sud-arabiche antiche (o epigrafiche) si scrivevano in caratteri “sabei”, talora utilizzati per l’haseeno (nord-arabico);
                le lingue nord-arabiche, tranne l’haseeno, si scrivevano in vari alfabeti “aramaici”; da uno di questi, si pensi una variante del nabateo, nascerà l’alfabeto arabo classico anche se Starcky lo fa derivare dal palmireno
                in Sud-Arabia si usava un’Era con partenza dal 115 o 110 a.C (indeterminabile, ancora), testimoniata anche nei suoi anni ‘660 cioè 545-550 d.C, epoca giustinianea !

              • PinoMamet says:

                Grazie Habs!

              • habsburgicus says:

                prego !

              • habsburgicus says:

                Mi risulta anche che ci sia stata una certa rinascita dell’orgoglio cristiano-arameo

                risulta anche a me…
                un professore, Geoffrey Khan, si sta dedicando moltissimi ai vari dialetti aramaici cristiani (una miriade !) di TR, SYR orientale, IRQ e IR [a dirla tutta, sarebbero “dialetti aramaici nordorientali”, in sigla NENA; di aramaico occidentale era rimasto, sino all’Isis solo quello di Ma’lula, in SYR occidentale, celeberrimo per essere la lingua del Cristo], e pure ai dialetti aramaici giudaici; a Zakho (mitico posto di dogana fra IRQ e TR dove ai vecchi tempi un enorme ritratto di Saddam annunciava l’ingresso nell’Iraq “democratico” laddove con altrettanto poca fantasia una gigantografia di Kemal e la frase “Ne mutlu türküm diyene” annunciava l’ingresso nella Turchia “laica”) cristiani e giudei parlavano dialetti aramaici differenti ! oggi gli ebrei di quelle zone vivono tutti in Israele o USA (magari qualcuno, di quelli turchi, financo a Smirne e Istanbul) e dunque stanno purtroppo perdendo la lingua avita

        • habsburgicus says:

          concordo con Pino che oggi praticamente Israele non ha più nemici a livello istituzionale in Vicino Oriente, tranne quelli citati da lui (il clero sciita iraniano, che però non rappresenta tutto l’Iran) a cui aggiungerei i nuovi potentes turchi…in effetti, da un punto di vista oggettivo, se Israele ha migliorato dappertutto nell’area nell’ultimo quarantennio (dal 1979, cambio in Iran) la propria posizione diplomatica, in un unico caso ha subito una regressione: parlo della Turchia con cui i rapporti erano strettissimi nei tardi Settanta e nei primi Ottanta e ora non lo sono più.
          Gli arabi in effetti se ne fregano dei palestinesi: da (quasi) sempre, ma oggi è conclamato; gli ultimi regimi arabi che tenevano ai palestinesi erano i regimi ba’athisti di Baghdad (cessato nel 2003) e di Damasco (oggi in seri problemi); i ricchi emiri del Golfo è almeno da Re Feisal [ultimo Re saudita a pensare alla Palestina] che non vedono l’ora di fare la pace con Israele alla prima opportunità; EAU e Bahrain l’hanno fatta da pochissimo (forse non l’Oman expressis verbis, quantomeno), i sauditi vogliono forse attendere un pochino per evitare lo scatenarsi delle masse islamiche ma chiaramente intendono farla…de iure, perché de facto c’è già, anzi geopoliticamente oggi KSA e Israele sono di fatto alleati, e abbastanza stretti

          • PinoMamet says:

            Per come la vedo io, il grande ostacolo alla sistemazione del problema palestinese è la dirigenza palestinese.

            Ipotizzando che l’Arabia Saudita faccia (come probabile) prima o poi la pace de iure con Israele, potrebbe infatti ergersi, con la sua autorità morale di custode dei luoghi santi e “padre nobile” della nazione araba, a protettrice dei palestinesi, proponendo un negoziato con la creazione di uno stato palestinese più o meno autonomo posto sotto la sua “protezione”.

            Può essere che altri paesi che aspirano allo stesso ruolo per motivi dinastici ed etnici (la Giordania) o di potenza di fatto (l’Egitto) si mettano di traverso, ma immagino che in realtà si possa benissimo trovare una soluzione che accontenti tutti…

            tranne l’Autorità palestinese e Hamas, che sarebbero automaticamente messe da parte.

            Comunque chissà che gli arabi, che non sono riusciti a dare uno stato ai palestinesi con la guerra e il non-riconoscimento di Israele, non ci riescano invece con la pace e con il riconoscimento.

            • habsburgicus says:

              sarebbe uno dei non rari paradossi della storia !

            • Peucezio says:

              Secondo me l’unica soluzione realistica (ma non di breve periodo) è la perdita di rilevanza geopolitica dell’Occidente, che toglierebbe forza a Israele, così come asauditi e altre monarchie del golfo, a favore dell’Iran: solo gli sciiti secondo me sono in grado di risolvere la questione palestinese, perché sono i più impermeabili alla soggezione culturale e geopolitica all’Occidente.

              • Francesco says:

                e come pensi la risolverebbero? anche perchè prima devono risolvere la questione sciita, mi pare

              • PinoMamet says:

                Secondo a me agli sciiti della questione palestinese interessa ancora meno che agli altri (i loro veri avversari sono i sunniti), e agli sciiti iraniani meno che a tutti (i loro veri avversari sono i sunniti, arabi).

  3. Mirkhond says:

    “Il problema è che quando si esce dalla logica del gioco, si viene espulsi immediatamente, ma non certo perché non si vorrebbe partecipare.”

    Perché Tulsi Gabbard non è riuscita a convincere milioni di potenziali elettori statunitensi?
    Qual’è il meccanismo perverso che porta tanta gente a votare chi gliela mette in quel posto?
    E’ questo aspetto della mentalità politica statunitense che non riesco a capire…..

    • “Perché Tulsi Gabbard non è riuscita a convincere milioni di potenziali elettori statunitensi?”

      Perché non puoi arrivare a milioni di potenziali elettori se non hai dietro una struttura di potere massiccio.

      Qui c’è l’elenco dei principali donatori a Biden (ma molte aziende dividono le loro donazioni tra i loro dipendenti, in modo da aggirare dei limiti legali, e quindi spesso tante piccole donazioni mascherano una grande donazione):

      https://www.investopedia.com/top-donors-to-biden-2020-campaign-5080324

      Tulsi Gabbard ha raccolto tutto insieme i fondi che ha contribuito uno solo di questi investitori: d’altronde, perché investire in un candidato che dice, “toglierò gli appalti militari”?

      Poi a “sinistra”, dove ci sono molte energie di attivisti, l’ha fregato il “menopeggismo”: “questa qui invece di lanciare invettive contro Trump sta a parlare dell’Afghanistan e altre sciocchezze!”

      Ho simpatizzato per Tulsi Gabbard per testimonianza, ma era ovvio che non avrebbe mai potuto portare dalla sua i grandi interessi imprenditoriali, che alla fine decidono le elezioni, e quindi era una causa persa.

      • Francesco says:

        in effetti è successo pure a Sanders, che aveva molta più organizzazione alle spalle

        quando i capi del partito democratico hanno deciso che il cadavere di Biden sarebbe stato rassicurante per l’elettorato indeciso, Sanders è colato a picco

        peccato, sarebbe stato molto meno peggio di Biden come presidente

      • PinoMamet says:

        Detto fuori dai denti, non capisco perché un americano avrebbe dovuto simpatizzare con Tulsi Gabbard.

        Ha fatto il militare (nella Guardia Nazionale, cioè i dopolavoristi dell’esercito, ma vabbè ) ed è stata in missione all’estero, e all’epoca a quanto pare le andava benissimo, tanto che c’è stata due volte (prima in una roba medica, poi nella polizia militare…)

        Mo’ se ne esce con la storia che non sta bene ammazzare gente all’estero.
        Non dà l’idea del reduce che ricorda gli orrori della guerra (non mi pare che i suoi ruoli, sostanzialmente da imboscata carrierista, le diano una particolare credibilità in questo);
        dà più l’idea di una che voglia togliere agli altri americani tutto il divertimento.

        Tipo, “dovete onorarmi per il mio servizio! ma il sevizio militare per voi è brutto e non c’è niente di onorevole!”

        giustamente non se la sono filata.

        • PinoMamet says:

          Era pure delle Hawaii, con una famiglia esotica e new-age, e fighetta.
          Come se gli italiani dovessero votare per un incrocio tra Baby-K e Asia Argento…
          credo cambierebbero nazionalità in massa!

          • Moi says:

            Sì, concordo con Pino : NON puoi fare l’AntiMilitarismo dopo aver fatto carriera nell’ Esercito (… USA, poi !) direttamente a dirigere , che tanto “Male is the Expendable Sex” [cit.] … nevvero, Miguel ?

      • roberto says:

        “ d’altronde, perché investire in un candidato che dice, “toglierò gli appalti militari”

        Soprattutto se sei militare o hai militari in famiglia, o comunque campi con gli appalti ai militari, cioè mezza America….

        No per me torniamo al punto di prima. Riesci a vincere quando o convinci un numero enorme di persone delle tue idee, o quando riesci ad essere il meno peggio per la maggioranza

        Per tutte e due le cose c’è bisogno di strutture e capacità (oltre che di idee)

        • Per roberto

          “Per tutte e due le cose c’è bisogno di strutture e capacità (oltre che di idee)”

          Ma penso che le “idee” contino poco, non mi interessano per nulla.

          Se arriva un candidato che crede che la terra sia piatta e che ci reincarneremo come ufo, ma ha progetti concreti chiari riguardo ai temi che mi interessano, e penso che li attuerà, lo voto.

          Per il resto hai ragione.

          Usando l’oltrarnometro, i proprietari di case vogliono l’airbnb senza pagare le tasse e vogliono sfrattare i residenti, i localari vogliono mille clienti a sera e buttare i rifiuti per strada, i club sportivi vogliono l’amministrazione che concede a loro gli spazi pubblici, i calcianti vogliono sognare di andare a Dubai.

          E solo uno già ricco e potente può promettere queste cose (poi non è detto che mantenga le promesse).

          E’ la realtà, e lamentarsi serve a poco.

          • Z. says:

            Se un candidato pensa che la terra sia piatta ha la testa piena di segatura mica solo per questioni di astronomia 🙂

            E se il voto lo disperdi è come non darlo…

          • roberto says:

            In effetti farei un po’ fatica a pensare ai progetti concreti di uno con la segatura nel cervello

        • Per roberto

          Comunque sospetto che tu e io, che quando si tratta di schermaglie sul blog sembriamo agli opposti, siamo molto più simili l’uno all’altro di quanto sembri.

          Frequentiamo mondi diversi sicuramente, però alla fine siamo tutti e due poco “ideologici” e molto legati a esperienze dirette di persone vive.

          E questo spiega anche il fatto che da anni sopporti i litigi con me 🙂

          Credo che se potessimo fare qualcosa di concreto insieme, saresti una delle persone a cui mi rivolgerei per primo.

  4. Z. says:

    Ma il virus non aveva smesso di circolare?

  5. Francesco says:

    mamma che ridere! è da quando non leggo FC che non trovavo un articolo così in malafede

    con tutto quello di cui ci si può lamentare, questo si lamenta che nessun partito americano è abbastanza stupido

    comunque, visto che non cambia nulla, voti Trump per favore

    grazie

  6. daouda says:

    A Moi beccate uno dei primi Troll nel calcio… il grande Fabio Noaro, che stile!

    https://www.youtube.com/watch?v=vCf5w5o3SNk

    • Moi says:

      I Gialappi mi piacevano quando esordirono con le loro “telecronache irridenti” a quella specie di Giochi Senza Frontiere Giapponese (… credo che con “Ciao Darwin” siamo riusciti “Noi” a fare di molto peggio !) , poi mi han stufato in fretta.

      • Z. says:

        Non li ho mai trovati divertenti, coi loro commenti fuori campo e le loro battute seriali.

      • Z. says:

        Però il campionato di calcio a dadi che tenevano su Cuore era divertente!

      • daouda says:

        Ma hai visto che treno Fabio Noaro, in tempi non sospetti? PIRLA!

      • Francesco says:

        bellissimi! non ho mai capito come si è potuti tornare alla seriosità del calcio dopo di loro

        una roba tipo “il re è nudo”, tutti ridono, poi si ritorna tutti a dire quanto sono belli i vestiti del re nudo

        non è assurdo?

  7. Moi says:

    Oggi il Google Doodle della “Dàivérsiti” è per un certo Anton Wilhelm Amo … quest’ anno non han cagato lo Hangul Day / 한글날 (HangeulNal) , ch’era ieri.

    Be’ , ai Linguisti consiglio vivamente di ritagliarsi 18 minuti per questo video :

    https://www.youtube.com/watch?v=k-Z_Z65ikXs

    Arirang Special _ Hangeul, the Scientific Letters

    • PinoMamet says:

      A me continuano a sembrare la brutta copia dei giapponesi.
      Ho i miei limiti, ci sono culture che mi affascinano e altre no, i coreani è “no”.

      Fossero un po’ più originali potrei trovarli interessanti; ma, ahiloro, la loro storia è quella di un’appendice del mondo culturale sino-nipponico.

  8. Moi says:

    @ MIGUEL

    Transgender non è una parolaccia: la storia di una bambina con l’asterisco in fondo al nome

    https://www.youtube.com/watch?v=AGRfep_Du24

    Transgender non è una parolaccia, non è una moda, non è un difetto di fabbrica. Transgender sono bambini, o bambine, che attuano comportamenti e giochi stereotipicamente considerati del genere opposto. Ad esempio bambine che giocano con i supereroi oppure bambini che amano vestirsi con abbigliamenti considerati femminili come gonne o amano giocare con le bambole e truccarsi.
    Io sono andato a Valencia per conoscere Lori, all’anagrafe Lorenzo. E’ una bambina italiana che è andata a vivere con la sua famiglia in Spagna perché lì, con più facilità, si può essere quello che si sente di essere, a partire dalla scuola, dove lei è per tutti Lori.
    Una cosa, soprattutto, io ho imparato: l’incongruenza di genere diventa un problema quando viene stigmatizzata come sbagliata. Il rischio di sentirsi “diversi” o “non accettati” esiste, ma non è colpa di una condizione ma di un pregiudizio negli occhi di chi sta intorno. Familiari, amici, ambiente lavorativo e scolastico. La verità è che si può essere transgender felici oppure tristi, insoddisfatti oppure realizzati, come avviene per qualsiasi persona; ed è vero, come per qualsiasi persona, che la propria felicità scaturisce principalmente dalle relazioni con le persone intorno a noi.
    Essere se stessi, sempre, e non disturbare chi lo sta già facendo. Il succo, in fondo, è quasi tutto qui.

    Saverio Tommasi

    NdR

    Ma Saverio Tommasi è il Gemello Separato alla Nascita di … Matteo Renzi ?! 😉

    • Per Moi

      “Transgender sono bambini, o bambine, che attuano comportamenti e giochi stereotipicamente considerati del genere opposto. Ad esempio bambine che giocano con i supereroi oppure bambini che amano vestirsi con abbigliamenti considerati femminili come gonne o amano giocare con le bambole e truccarsi.”

      Ho capito.

      1) Le femmine giocano con le bambole

      2) I maschi collezionano figurine di supereroi.

      Io quando ero piccolo, ci tenevo moltissimo al mio pelouche, una cagnetta (pure femmina e un po’ civettuola di carattere).

      Non ho mai collezionato figurine di supereroi.

      Quindi devo andarmi a cercare urgentemente un chirurgo, che mi sistemi a coltellate, se non è troppo tardi.

      Così sarò finalmente felice.

      Poi se la prendono con i sultani che avevano gli eunuchi negli harem…

      • Francesco says:

        OMAMM!!!

        almeno posso segnarmi il nome di questo ST, a futura memoria

        • Per Francesco

          “OMAMM!!!”

          Il soggetto è interessante.

          Una mamma mia concittadina, per nulla ideologizzata, piantata dal marito, che ha deciso che suo figlio è una femmina perché gli piacciono il colore rosa e le principesse Disney.

          Che se ci pensi è terrificante: il sesso di una persona sarebbe determinato dai gusti dello studio di Walt Disney, e per farti adeguare ai suoi gusti, è lecito prendere un/a bambin/a e tagliare tette o pisello per sempre.

          Detto dalla stessa gente che versa lacrime di coccodrillo sulle bambine mutilate in Somalia, o sulle famose scarpe cinesi di cent’anni fa.

          • Moi says:

            … come lei stessa dice verso la fine, il problema arriva seriamente (per ovvi motivi auxologici e di dimorfismo sessuale umano) con la pubertà, preventivando di contattare un Medico per il discorso ormonale se continua !

            • Moi says:

              Quel che personalmente m’ inquieta è che per un’ accusa di “omotransbifobia” (… sic, adoro la pesantezza lessicale delle Ideologie 😉 !) può bastare anche dire che “un* bambin* è manipolabile verso una scelta estrema quando la sente promuovere culturalmente come una gran bella cosa !”

              Mostri 😉 come Gianfranco Amato e Silvana De Mari sono le uniche (!) persone (… Cattoliche Tradizionaliste che però preferiscono l’ Ateismo Devoto al CattoComunismo !) lo dicano senza infingimenti.

    • paniscus says:

      Ah, perché io, invece, negli anni settanta non ce l’avevo, la fissa dei supereroi?
      Ma cerrrrrto che ce l’avevoooooo!
      Dovevo cambiare sesso pure io?!

      Va bene che c’era anche una quota minima sindacale di supereroi femmine (supereroine? supereroesse? boh!) ma appunto era minima, il contesto era decisamente sbilanciato in campo maschile.

    • paniscus says:

      ” sono andato a Valencia per conoscere Lori, all’anagrafe Lorenzo. E’ una bambina italiana che è andata a vivere con la sua famiglia in Spagna perché lì, con più facilità, si può essere quello che si sente di essere”—

      E certo, come no, è stat* *l* bambin* a decidere, di propria iniziativa, di andare a vivere in Spagna portandosi dietro tutta la sua famiglia perché aveva capito da sol* che quello fosse un paradiso per chi vuole essere quello che si sente di essere… NON sono stati gli adulti di famiglia a organizzare tutto e a far credere alla creatura che la scelta fosse stata sua!

      • paniscus says:

        Che poi, oltretutto, non ci credo per niente che la cultura diffusa in Spagna, su questi temi, sia TANTO più aperta e accogliente rispetto a quella italiana. Più o meno confrontabile, ma tanto radicalmente più avanzata, proprio no.

        Magari quella famiglia è entrata in contatto con uno specifico gruppo di attivisti che l’hanno accolta nel loro ambiente, e che hanno consigliato in maniera mirata qualche singola scuola e qualche singolo terapeuta opportunamente inquadrati in quella specifica ideologia (che magari avrebbero potuto trovare anche a due passi da casa, se solo avessero cercato meglio),

        e da qui nasce la mitologica narrazione vittimistica del “bambin* in rosa che è stat* costrett* a rifugiarsi all’estero perché in tutta Italia non c’era proprio nessuno che capiva la sua situazione”.

        Boh, non posso avere certezze, ma è un’ipotesi, eh.

        • Peucezio says:

          Lisa,
          “Che poi, oltretutto, non ci credo per niente che la cultura diffusa in Spagna, su questi temi, sia TANTO più aperta e accogliente rispetto a quella italiana. Più o meno confrontabile, ma tanto radicalmente più avanzata, proprio no. ”

          Qui sbagli.

        • PinoMamet says:

          Temo abbia ragione Peucezio: gli spagnoli mi sembrano fortemente indottrinati sull’idea che i sessi siano, diciamo, relativi.

          Le mie conoscenze spagnole si dividono tra gay, lesbiche, “lesbianas politicas” (sic) E transessuali…

      • Z. says:

        Lisa,

        — NON sono stati gli adulti di famiglia a organizzare tutto e a far credere alla creatura che la scelta fosse stata sua! —

        Ma in fondo non è così, di norma? I genitori scelgono per i figli, poi dicono che hanno scelto questi ultimi 🙂

        • paniscus says:

          Ma appunto, allora non sarebbe opportuno che il giornalista proclamasse esplicitamente che *l* bambin* si è trasferit* in Spagna e perché e percome.

          Non potrebbe dire la verità?… e cioè che i genitori hanno deciso di portare la creatura in Spagna per scelte e considerazioni loro, e che la responsabilità è dei genitori?

  9. Source : https://rep.repubblica.it/ws/detail/generale/2020/10/09/news/regno_unito_ragazza_transgender_pentita_fa_causa_alla_clinica-269933892/

    Keira, la ragazza transgender pentita, fa causa alla clinica inglese: “Cambio di sesso autorizzato troppo in fretta”
    LONDRA – Doveva essere la sua liberazione personale, invece nel suo caso è diventata un’altra prigione, come quella che pensava di aver finalmente abbandonato. Per questo Keira Bell, 23 anni di Manchester, ora accusa il governo britannico e le sue istituzioni mediche: “Non si possono prendere decisioni simili a 16 anni, e così in fretta. I ragazzi a quell’età devono essere ascoltati, e non immediatamente assecondati. Io ne ho pagato le conseguenze, con da…
    LONDRA – Doveva essere la sua liberazione personale, invece nel suo caso è diventata un’altra prigione, come quella che pensava di aver finalmente abbandonato. Per questo Keira Bell, 23 anni di Manchester, ora accusa il governo britannico e le sue istituzioni mediche: “Non si possono prendere decisioni simili a 16 anni, e così in fretta. I ragazzi a quell’età devono essere ascoltati, e non immediatamente assecondati. Io ne ho pagato le conseguenze, con danni gravi fisici. Ma così non va bene, servono cambiamenti seri”.

    Keira ha portato in giudizio la Tavistock and Portman NHS Trust, l’unica “clinica gender” della sanità pubblica inglese, perché le sue autorità mediche avrebbero acconsentito troppo presto al suo desiderio di cambio di identità e di genere, quando era minorenne. Keira, nata biologicamente di sesso femminile, da bambina e ragazzina si era sempre sentita un uomo. E così, a 16 anni, si era recata nella clinica nel sud dell’Inghilterra per iniziare il suo percorso transgender e eventualmente, ma da maggiorenne, sottoporsi a un intervento chirurgico per la modifica del sesso.

    L’approvazione della clinica, come spesso capitato in passato per molti minorenni, anche di 10 anni, talvolta generando polemiche in Inghilterra, è arrivato senza troppi ritardi. O meglio “riflessioni”, secondo Keira. Che ora, dopo l’esperienza passata, chiede perlomeno che venga istituita “una supervisione giuridica” per i teenager di fronte a questa decisione cruciale della loro vita. Perché a Bell, dopo aver espresso da 16enne il legittimo desiderio di diventare un ragazzo, i medici della Tavistock and Portman hanno subito somministrato farmaci per bloccare gli ormoni e lo sviluppo per l’eventuale operazione chirurgica successiva, quindi testosterone. Il corpo di Keira inizia a cambiare e, subito dopo, arriva anche il cambio del proprio nome a livello legale. Da maggiorenne poi, anche una doppia mastectomia per rimuovere il seno.

    “Ma era il percorso sbagliato”, si pente ora Bell, oggi ingegnera informatica, intervistata da Good Morning Britain su Itv. “Ero molto depressa da ragazzina, non mi sentivo a mio agio nel mio corpo da donna e così ho sviluppato presto una disfonia di genere”, ossia proprio quel disagio di chi non si riconosce nel sesso biologico. La clinica l’ha assecondata “in fretta”, un errore gravissimo secondo Bell oggi: “Non hanno approfondito i sentimenti che provavo all’epoca” a 16 anni, “non c’è stato un vero esame psichiatrico nei miei confronti. È stato tutto così rapido e basato sul mio passato. Non c’è mai stata una vera discussione: i miei sentimenti dovevano essere scandagliati e non semplicemente accettati per quello che erano. Perché quando inizi il percorso, poi è molto complicato tornare indietro”.

    Dopo quelle terapie approvate secondo lei con troppa solerzia dai medici, Bell sostiene di aver sofferto di numerosi problemi fisici e mentali, come perdita di concentrazione, insonnia, e anche disfunzioni sessuali: “Per questo credo che i bambini che si rivolgono alla Tavistock debbano essere protetti e ascoltati in maniera professionale prima di intraprendere un percorso simile”. Bell, dopo aver cambiato idea, non prende ormoni da due anni e dice di sentirsi molto meglio adesso.

    Il caso di Keira Bell è sostenuto da un’altra causa contro la Tavistock, quella di un’anonima madre che vorrebbe fermare l’autonoma scelta transgender di sua figlia, anch’essa 16enne. Per “Mrs A” (nome in codice per ragioni legali) “il desiderio di sua figlia di diventare un ragazzo è sbagliato”, racconta il Daily Mail, perché secondo la madre “dovuto alla sindrome di Asperger di cui soffre. Ma i medici non faranno altro che darle ragione. Perché non sanno”, continua Mrs A, “se questi ragazzini siano davvero transgender o se attraversino al contrario solo “una fase” della loro vita”. La clinica, che opera dal 1989, ha confermato che si difenderà in tribunale. Il caso continua.

    • Z. says:

      Miguel,

      se facciamo una colletta per la tua associazione di quartiere, ci prometti che fai una moratoria di qualche mese sui transgender?

      Contrattiamo il quantum dell’erogazione e la durata della moratoria.

      • Francesco says:

        ah, adesso è colpa di Miguel se i giornaloni titolano sul ministro belga trans? o se il DL De Zan procede?

        per una volta che il Male del mondo arriva anche in Oltrarno e non ci si limita al contenuto della goccia d’acqua

        • Z. says:

          Non entro nel merito, e non voglio nemmeno sminuire l’importanza del tema in materia di immaginario.

          Proponevo solo un cambio di tema, tutto qui 🙂

          • Francesco says:

            è che a Miguel il calcio proprio non interessa!

            🙁

            • Per Francesco

              … è che a Miguel il calcio proprio non interessa!…

              Insomma, mi proponete uno scambio: nessuno parla di trans, nessuno parla di Salvini, del Fatto Quotidiano, della xylella o di calcio…

              • Z. says:

                No, ci basterebbe che tu ci dessi un taglio coi transessuali!

                Mica per sempre, diciamo per qualche mese.

                Vicino Oriente, zigani, Nardella, esoteristi appassionati di fisica quantistica, ISIS, ma anche no-TAV, no-Xylella, no-MOSe. Insomma, icché vuoi. Non devi parlare per forza di calcio.

                Solo, una breve moratoria sui transessuali (o transgender? qual è il termine giusto?).

  10. Mirkhond says:

    🙂

  11. Mirkhond says:

    “Il sud-arabico invece comprendeva lingue note epigtraficamente in KSA del Sud, Oman e Yemen quali
    hadhramawtico
    qatabanico
    mineo
    sabeo
    che NON c’entrano con l’arabo”

    In che senso non c’entrano? Non facevano sempre parte della famiglia linguistica arabica?

    • Per Mirkhond

      “In che senso non c’entrano? Non facevano sempre parte della famiglia linguistica arabica?”

      Ne so poco, ma direi che NON facciano parte della”famiglia araba”.

      Credo che siano parenti molto più stretti del Ghe’ez e delle lingue semitiche dell’Etiopia.

  12. Moi says:

    @ PINO

    Ma infatti … è più facile che si definiscano “Arabi” dei Tunisini profondamente Musulmani (nati, cresciuti e istruiti in quella ingua e cultura) che dei Libanesi Maroniti.

    • habsburgicus says:

      verissimo anche questo !*

      *per quanto i cristiani siro-libanesi NON maroniti in altre epoche furono le colonne dell’iper-nazionalismo arabo..è da quei milieux che nacque il ba’athismo (Michel Aflaq !)..anche Georges Habbash era cristiano almeno sociologico (poi, in teoria, ultra-marxista)…soprattutto “ortodossi” e “melchiti” (cioè uniti)…in effetti i maroniti sono refrattari all’arabismo 😀
      ora quel mondo è finito..il nazionalismo arabo non esiste più…purtroppo…perchè con tutti i suoi limiti, era infinitamente meglio del fondamentalismo islamico che gli è succeduto

      • PinoMamet says:

        Vero!

      • Mauricius Tarvisii says:

        Immagino fosse perché i cristiani erano sovrarappresentati nella borghesia urbana (un po’ come gli ebrei nella Russia di inizio Novecento).

      • daouda says:

        Non potevi avere il fondamentalismo oggi senza quel nazionalismo socialisticheggiante “arabo” quindi il tuo giudizio di valore fra due è semplicemente informulabile

    • PinoMamet says:

      Lo credo, ma secondo me dal punto di vista di un arabo-dell’-Arabia i nord africani, e i marocchini specialmente, sono considerati arabi in senso lato (anche perché tanti non lo sono per niente);

      ma sempre meglio dei somali che sono considerati arabi solo per via che stanno nella Lega araba…

      • PinoMamet says:

        Tra le mie conoscenze ebraiche, c’è una ragazza (una giovane donna, via, ormai) di origine libico-italo-irachena: per la parte libica mi dice che ha una zia nera, che poi immigrata in Israele si è sposata con un ebreo etiope…
        un’altra signora, ebrea marocchina, mi ha detto che aveva tipo una nonna o una prozia (non ricordo) berbera, ma non berbera ebrea, berbera musulmana. Boh?

        Aggiungo alle conoscenze “etniche” (a parte i miei studenti nord africani, di solito reticenti) il ragazzo profugo dal Mali, tuareg, che diceva che in Libia doveva stare attento a non farsi riconoscere come tuareg, e gli riusciva male perché conosceva male l’arabo, e il signore algerino con i capelli rossi che però diceva di essere arabo (e un altro algerino, credo anche lui berbero, biondissimo!)
        più l’infinità dei marocchini scuretti e riccetti, impossibili da confondere con i siriani simil-italiani che ho conosciuto…

        • PinoMamet says:

          Secondo me sono un incubo per i cirteri delle classificazioni razziali USA!

          Più o meno come i “latinos” dentro cui ci può finire un nero brasiliano come un argentino tedesco…

  13. Due filoni paralleli, mentre la cosiddetta emergenza Covid diventa la normalità Covid.

    1) Gail Tverberg

    https://ourfiniteworld.com/2020/09/23/reaching-the-end-of-early-stimulus-whats-ahead/#more-45562

    nota come uno degli effetti del Covid sia la crisi dell’industria dell’abbigliamento: la gente esce di meno, attende meno matrimoni e occasioni simili, compra meno abbigliamento fuori stagione per viaggi (tipo andare ai Caraibi a dicembre); quindi ricaduta sui paesi del terzo mondo che producono abbigliamento per il “primo” mondo.

    Che ci fosse un pauroso eccesso di vestiti in “Occidente”, lo avevamo già commentato in questo blog

    http://kelebeklerblog.com/2016/04/01/la-goccia-dacqua-e-il-carrello-carico-di-roba/

    http://kelebeklerblog.com/2016/12/17/loltrarnometro-e-i-palazzoni-del-medio-oriente/

    Quindi la sopravvivenza di milioni di bengalesi dipende dall’incessante creazione di futuri rifiuti inutili in “Occidente”.

    2) Scrive un consigliere comunale di Firenze (ma la fonte importa poco), parlando di tutta Italia:

    “ricordiamoci degli operatori del settore eventi! Un esercito di oltre 500mila professionisti tra tecnici audio/video/luci, facchini, elettricisti, driver, ecc ecc che sono a rischio per la mancanza di eventi e concerti.
    E mentre in alcuni settori sono arrivati sostegni economici seri, il settore concerti pop/rock è rimasto al palo.”

    Cioè la sopravvivenza 500.000 italiani campano di un lavoro che sarà pure creativo e simpatico, secondo i gusti, ma è la ciliegina sulla torta.

    • Francesco says:

      ora, stai arrivando al punto da cui è partito il Papa: larga parte dell’umanità è superflua, nel senso che non fa un cazzo di utile neppure in senso economico e non saprebbe cosa fargli fare, oppure fa robaccia inutile (la ciliegina sulla torta)

      ora, la soluzione “trumpista” è far finta di nulla, quella “liberal” è sterminarli tutti senza dirlo, quella “francescana” è pretendere che siano inclusi nel mondo del lavoro vero senza idea di come fare – peggio dei grillini, quelli almeno sparano un dimezzare l’orario di lavoro a parità di salario –

      la mia non c’è, non è che pensi di essere tanto furbo

    • roberto says:

      “ma è la ciliegina sulla torta”

      no guarda è proprio la torta!
      credo che a questo si leghi la depressione collettiva dell’occidente nell’era covid (e sicuramente la mia). quando il pane più o meno c’è ancora (e sottolineo che si tratta dei fortunati, gli sfortunati non ce l’hanno più), manca la torta che era tutto quello che rendeva la vita qualcosa di più che il semplice procacciarsi del cibo. sport, cinema, teatri, musica, ristoranti, viaggi, turismo, vestiti, feste…tutto ovviamente e chiaramente superfluo ma cose che appunto costituivano la torta alla quale questa parte di umanità era abituata

      poi certo, c’è chi nella sua vita ha trovato consolazione nella lettura di un buon libro sotto un albero nel bosco, per i quali oggi non è cambiato nulla, ma a me sembra che la stragrandissimma maggioranza delle persone dopo la lettura del buon libro andava in pizzeria con gli amici, o al pub a sentirsi un concerto, o a giocare a calcetto….

      per me i 500.000 facevano un lavoro equivalente a quello di uno psicologo e ho avuto questa discussione con alcuni amici “artisti” (due musicisti, che passano un periodo terribile, una illustratice che invece se la cava benissimo) ai quali ho detto quanto questo periodo orrendo fa capire l’importanza del loro lavoro

      • Per roberto

        “manca la torta che era tutto quello che rendeva la vita qualcosa di più che il semplice procacciarsi del cibo. sport, cinema, teatri, musica, ristoranti, viaggi, turismo, vestiti, feste…”

        Riflessioni interessanti, e anche in parte condivisibili.

        Però è anche vero che buona parte delle cose di cui parli sono passive.

        Spesso quando si parla di “cibo”, si pensa “ristorante organizzato” e non “cuciniamo insieme” (so che sei un bravo cuoco, ma qui stiamo parlando della chiusura dell’organizzazione ristorante).

        Spesso si parla di “musica” nel senso di mille persone in silenzio a un concerto, e non di cento persone che sanno suonare qualcosa.

        Spesso si parla di “sport” nel senso di megapartita in televisione.

        Dovrebbero essere proprio la ciliegina; mentre la torta dovrebbe essere costituita – come giustamente dici tu – dal calcetto o dalla festa o dal cibo cucinato con gli amici.

        Entrambi chiaramente soffrono per il Covid, ma il secondo soffre anche per colpa della ciliegina.

      • PinoMamet says:

        Colgo l’occasione per rinnovare la mia completa disapprovazione verso il ministro Speranza, che tanto per migliorare il gradimento dei cittadini verso l’inasprimento delle misure contenitive, minaccia:
        “Proibiremo anche le feste private”- cioè annuncia, con fare punitivo, un divieto che non c’è, come se ci fosse-
        e, riguardo ai dubbi sulla sua applicabilità, spiega:
        “ci saranno segnalazioni”
        vale a dire delazioni.

        ripeto: Speranza avrebbe fatto una grande carriera, sotto Stalin.

        • Moi says:

          ripeto: Speranza avrebbe fatto una grande carriera, sotto Stalin.

          ————————————-

          Evidentemente, specie nella nostra regione, c’è chi concorda pienamente … dando però il concetto per positivo ! 😉

        • Francesco says:

          beh, però, se per festa privata si intende quell’ultimo megamatrimonio in Terronia che ha partorito decine di positivi … sono loro che sono stronzi, non Speranza che è stalinista!

          • PinoMamet says:

            Da quello che ho capito, Speranski parlava di raduni di persone in case private, di qualunque entità.

            ecco le sue parole, che io trovo inquietanti e disgustose:

            “Proveremo a incidere su alcuni pezzi della vita delle persone che consideriamo non essenziali. Ci sono cose che sono fondamentali e cose che non sono fondamentali. Abbiamo fatto un investimento enorme sulle scuole, perché riteniamo siano qualcosa di davvero essenziale, e proviamo a tenere in sicurezza i nostri ragazzi durante l’orario scolastico […]”Io ho proposto che vengano vietate tutte le feste, che in questo possono essere evitate. Andare a scuola è una cosa fondamentale, andare a lavoro è fondamentale”

            cioè, il bravo cittadino deve essere come il compagno Stakanov, e per chi sgarra ci sono i vicini spioni…

            • Per Pino Mamet

              “”Io ho proposto che vengano vietate tutte le feste, che in questo possono essere evitate.”

              Meglio di Savonarola e dell’Isis messi insieme!

              • Francesco says:

                non ricordo bene ma ai tempi della peste cosa facevano a chi sgarrava le regole (vane) per ridurre la diffusione? e non c’erano ancora stati nè l’ISIS nè Stalin

            • PinoMamet says:

              Premesso che non c’è nessuna “peste”, c’è un’epidemia di una malattia della famiglia dei coronavirus;

              se “se ne fotte delle regole” questo varrebbe tanto per quelle più severe come per quelle meno severe.

              In realtà l’ala oltranzista del governo ha sempre dimostrato di pensare il contrario, cioè che mettendo regole assurde e ingiustificate la malattia si “spaventi” e si ritiri.
              (La famosa regola delle “passeggiate da 200 metri”, e la mia amica che prese la relativa contravvenzione da 400 euro perché era all’aperto- in una stradina quasi di campagna, deserta tranne regolare auto dei carabinieri- di Piacenza by the way- a cagare il cane a più di 2000 metri da casa sua…)

              idem il nostro amico Speranza, grande sostenitore del pensiero magico (“se obbligo tutti a portare la mascherina anche se non c’è nessuno in giro, l’epidemia sparirà per magia, perché sono stato abbastanza spietato e le ho offerto in sacrificio lo spirito dei cittadini…”)

              • PinoMamet says:

                rispondevo a Francesco più sotto

              • Mauricius Tarvisii says:

                “malattia della famiglia dei coronavirus”

                Non esistono malattie “della famiglia dei coronavirus”…

              • Francesco says:

                come no? a me hanno fatto una testa tanta sulle numerosissima famiglia dei coronavirus e sul fatto che questo qui che rompe andrebbe bene identificato con nome e cognome …

              • roberto says:

                immagino che mauricius voglia dire che esistono i coronavirus e che i coronavirus causano malattie diverse a seconda del virus (raffreddore, mers, sars, sars-covid 2)

                ma avevamo tutti capito cosa voleva dire pino

              • Francesco says:

                Pino

                capisco il tuo punto di vista ma stiamo parlando degli italiani, gente per cui il pensiero magico vige eccome e, per sua somma disgrazia, molto astuta.

                Se mi lasciano fare la passeggiata da solo nel bosco per kilometri, gli italiani sono pronti a uscire di casa e sostenere che 20 cm “per loro” sono una distanza notevole, come per me 4 kilometri.

                Per un popolo stupido, regole stupide.

                Ciao

              • PinoMamet says:

                “Non esistono malattie “della famiglia dei coronavirus”…”

                “La COVID-19[2], acronimo dell’inglese COronaVIrus Disease 19, conosciuta anche come malattia respiratoria acuta da SARS-CoV-2 o malattia da coronavirus 2019, anche morbo da coronavirus 2019, è una malattia infettiva respiratoria causata dal virus denominato SARS-CoV-2 appartenente alla famiglia dei coronavirus.

                https://it.wikipedia.org/wiki/COVID-19

              • Mauricius Tarvisii says:

                “virus denominato SARS-CoV-2 appartenente alla famiglia dei coronavirus”

                Appunto: il virus appartiene ad una famiglia, non la malattia…

              • PinoMamet says:

                Ahhhh allora è completamente diverso 😉

              • Mauricius Tarvisii says:

                Sì, virus e malattie sono cose diverse che si classificano in modo diverso. E la pericolosità dei virus non dipende dalla loro famiglia di appartenenza, visto che esistono tanti virus letali che appartengono a famiglie a cui appartengono virus che non colpiscono la nostra specie…

              • Moi says:

                … Ma poi “spillòverano” , purtroppo !

                cfr. David Quammen

          • PinoMamet says:

            Comunque io vi ho avvertito mesi fa: Speranza è uno pericoloso.

            Mo’ c’è il covid (ma finirà prima o poi, cribbio!) e va bene la prudenza ecc. ecc.

            Ma mi auguro che gli italiani, a torto o a ragione (magari per le ragioni sbagliate, perché no?) ne approfittino per stroncargli la carriera politica.

          • Z. says:

            Temo che abbia ragione: andare al lavoro è fondamentale.

            Per questo è fondamentale che il governo garantisca anzitutto la sicurezza dei luoghi di lavoro, dato che sul lavoro è molto facile contrarre l’infezione. Questo è possibile, e non dovrebbe essere eccessivamente difficile metterlo in pratica.

            Senza comportamenti responsabili, e controlli costanti e diffusi, il rischio di nuove chiusure mi sembra estremamente concreto. Gli effetti sarebbero terrificanti, e non solo – e forse non tanto – sotto il profilo economico.

            Se invece vogliamo comportarci come se il covid non ci fosse – e quindi feste, ristoranti, e magari anche discoteche – ok, facciamolo. Non ho particolare timori per la mia salute: posso permettermi ampie scorte di FFP2 e posso lavorare da casa.

            Poi però non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. Chi vuole la carne deve tenersi anche la cotica, si diceva qui. Quindi si prendono le conseguenze del lassismo come inevitabili e tutto sommato accettabili: chi prende il covid non occupa un posto all’ospedale e non concorre a distrarre i servizi sanitari dalle loro destinazioni ordinarie. Chi prende il covid va al lazzaretto e si affida a Dio come ai bei tempi andati.

            Se siamo disposti ad accettarlo, io non mi tiro indietro. Non mi sembra una soluzione ottimale, e neppure umana, ma sicuramente sarebbe una soluzione coerente.

            Io continuo a pensare che sia meglio stare tutti attenti, ma se si vuole la libbertà poi se ne devono accettare le conseguenze senza metterle a carico degli altri.

            • PinoMamet says:

              C’è una misura in tutto, però, e a mio parere le norme di prudenza in vigore fin’ora erano già sufficientemente rigorose. Se non sono state sempre rispettate è un altro discorso.

              Pretendere che i cittadini si trasformino in automi mi pare un po’ troppo, e incitare alle delazioni mi sembra decisamente oltre il confine del linguaggio accettabile.

            • PinoMamet says:

              Poi scusami, ma è da Marzo che questo governo mette in carico a tutti, d’autorità, misure pesanti e sgradite. Le si è sempre accettate, bene o male, per senso di responsabilità. Ma che venga tolto anche il diritto di critica mi pare un po’ troppo.

              Speranza si tolga dalla testa di essere il salvatore della patria. È un mediocre miracolato da una situazione di emergenza che ha non-gestito limitandosi a eseguire gli ordini dei previsori più pessimisti, per non sbagliare.

              Non dico che abbia sempre sbagliato nel merito delle decisioni; nella comunicazione, sempre. In ogni caso non mi risulta neppure che abbia fatto i grandi miracoli.

              • Francesco says:

                accordo totale con Pino

                ci metterei anche San Giuseppi Conte, nello stesso mazzo di mezzeseghe miracolate dal CV19

            • Z. says:

              La mia era una riflessione non su Speranza, che non ho mai seguito con particolare attenzione, ma sull’inosservanza delle regole di prudenza e sulle loro conseguenze.

              Semmai sono critico anche verso le ultime politiche del governo, che obbliga alla mascherina all’aperto e disserta tra attività motoria e attività sportiva. Mentre a mio avviso dovrebbe anzitutto attivarsi per rendere limitati e sicuri i contatti al chiuso, per quanto possibile.

              Le notizie che vengono dagli ospedali qui non sono buone, e francamente sono molto preoccupato.

            • Francesco says:

              d’accordo con Z

              la peste ha le sue regole e se ne fotte delle nostre preferenze

              il che me la rende, a modo suo, simpatica

              • PinoMamet says:

                Vedi mia risposta più sopra.

                PS
                Le notizie dagli ospedali qui sono sempre le stesse, da Giugno in poi.
                Non pare essere cambiato nulla.
                E anche le statistiche del noto sito, relativamente alle due province tra le quali mi muovo (PR-PC) danno sempre lo stesso numero di contagi giornalieri, all’incirca.

                Ci sono regioni che hanno avuto un boom di contagi e relativi tracciamenti, ma qui direi che non si è verificato.

              • Francesco says:

                anche io sto benissimo, non fosse la vecchiaia che avanza

                ma non per questo penso che il virus sia innocuo sempre che ci sia

                😉

              • PinoMamet says:

                Scusa ma qua dentro chi ha sostenuto che il virus sia innocuo?

                a me piace che quando si risponde a me, si risponda alle cose che scrivo io; sarò abituato male…

              • PinoMamet says:

                Diverso se volevi portare il discorso su un piano generale, ne lqual caso sono d’accordo con te.

                Certamente il virus esiste, fa male (sono nella posizione di poterlo dire avendoci perso uno zio) e va affrontato con tutta la prudenza del caso.

                Senza scadere nell’irrazionalità, però!!

              • Per PinoMamet

                “Senza scadere nell’irrazionalità, però!!”

                OFDAPM! (Occasione frequente di accordo con PinoMamet)

              • Z. says:

                La nostra regione, in effetti, credo sia messa meglio di altre.

                Credo che le norme vigenti sino ad oggi fossero sufficienti per la stagione estiva, in cui si passa molto tempo all’aperto (anche al ristorante, per dire), le scuole sono chiuse e i malanni stagionali concorrenti sono meno diffusi.

                Peraltro, oggi pubblico e privato sono molto meglio attrezzati rispetto a marzo per il lavoro a distanza. La malattia è molto più conosciuta di sette mesi fa. I dispositivi di protezione, allora pressoché inesistenti, abbondano a prezzi modici.

                Il governo non deve permettere che la situazione si aggravi, come altrove è capitato, visto che la possibilità di contenere il contagio pare ci sia.

                Non sto vivendo bene questo periodo. Non voglio che si aggravi di nuovo la situazione. Mi sta provando molto più di quanto non immaginassi e non voglio che si aggravi.

              • Peucezio says:

                Sapete cosa succederà?
                Io non vi sto a dire quale secondo me sarebbe la strada giusta (tanto lo sapete), vi dico quali saranno le conseguenze di quella intrapresa.

                I contagi continueranno a salire esponenzialmente e ci si avvicinerà sempre di più alla soglia oltre la quale di nuovo ci si troverà a non potere curare tutti e qa quel punto anche la letalità tornerà alta (non ai livelli di marzo, ma alta).
                Di conseguenza faranno misure sempre più stringenti deprimendo la vita sociale, economica, la qualità dell’esistenza di ognuno di noi.
                Non arriveranno forse alla chiusura totale, ma questo aggraverà solo il problema, per cui dovremo vivere nella paura, con una parvenza di normalità (e scuole aperte fino a che proprio non torneremo ai mezzi militari coi cadaveri) ma con un coprifuoco di fatto.
                Ma la cosa peggiore è che a marzo sapevamo che si andava verso la primavera, che avrebbe allentato il problema; stavolta andiamo verso l’inverno.
                Ecco cosa succederà.
                Quando poi arriverà il vaccino, l’economia sarà stata devastata del tutto e avremo avuto altre decine di migliaia di morti.

                Mentre in Corea del Sud continueranno, come hanno fatto finora, a contare i loro dieci morti al mese quando va male e a vivere del tutto normalmente, con l’unico fastidio delle mascherine al chiuso e nei grossi assembramenti.

              • PinoMamet says:

                È uno scenario possibile, ma c’è una grossa variabile, che è il vaccino.
                Che, a quanto leggo, non è che non sia pronto: non è ancora provato con tutti i controcazzi richiesti per essere autorizzato in un’epoca non di emergenza ma potrebbe avere tutti queste prove necessarie alle certificazioni entro fine anno
                (Parlo di quello Italo-inglese, che comunque è solo uno dei “finalisti”: ce ne sono altri).

                Leggo anche che in caso di emergenza è possibile by-passare le normali procedure: non mi pare il modus operandi dei nostri paurosissimi e paraculissimi ministri, quindi se ci assicura che per fine anno forse ci sarà e avrà tutti i crismi , tendo a fidarmi, perché di solito questo governo ha sempre delineato lo scenario più pessimistico.

                Certo non è una certezza assoluta, e ci vorrà del tempo per vaccinare un numero significativo di persone, ma tra questo, il vaccino normale antinfluenzale (che se non altro snellirà gli ospedali da molti influenzati “non Covid”) e le misure ultra prudenti del nostro governo, non mi sento neppure di fasciarmi la testa…

              • roberto says:

                Sui vaccini non sufficientemente testati ricordo il film “I am legend”

                Non so, il vaccino mi sa di cosa che non arriverà domani. Spero invece che imparino a curare meglio cosa che tra l’altro mi sembra già essere così

              • PinoMamet says:

                Non arriverà domani: arriverà dopodomani, per il solo fatto che sarà prima testato a dovere
                (li stanno testando tutti adesso, sono appunto nella fase finale dei test, a quanto ho letto).

                Da qui a dopodomani (inizio anno prossimo- primavera) mi auguro che semplicemente le misure di prudenza reggano, e francamente non vedo perché, se devo fare un’ipotesi, debba per forza essere quella peggiore.

                Da cittadino, mi posso permettere di essere ottimista, nel rispetto di eccetera eccetera.

                Se fossi ministro, sarebbe mio dovere essere pessimista, vale a dire prendere le maggiori precauzioni possibili
                (ma di nuovo: non assurde o irrazionali! che poi ottengono solo l’effetto opposto, tra l’altro).

                Noto però che in Italia c’è ancora chi ha la testa sulle spalle e smorza le proposte più stupidamente (e sottolineo stupidamente) severe partorite da Pasha Antipov detto Strelnikov, ministro della sanità…

              • Peucezio says:

                Pino,
                sì, credo anch’io che non ci vorrà molto per il vaccino.
                Il problema è la somministrazione di massa, che richiederà qualche mese.
                La mia speranza è che gli venga il pepe al culo (a causa dei morti e dei danni economici) e facciano carte false pur di produrne in quantità industriali prima possibile.
                Ma è comunque un’incognità, data la nota efficienza italiana: c’è il rischio che ci passiamo dei mesi semi-bloccati.

                Forse promettono meglio le terapie, in particolare gli anticorpi monoclonali, che sono in dirittura e sembra funzionino in larghissima parte dei casi critici.

              • Peucezio says:

                Scusate l’accento, a volte mi accade 🙂

                C’è anche da considerare che la vaccinazione, come è ovvio, è volontaria (io stesso avrei qualche remora, visti i test necessariamente molto veloci); se la faranno, mettiamo, meno del 60% degli italiani, tenendo conto che la protezione potrebbe non essere totale (cioè da quanto ho capito il vaccino non dà la certezza al 100% dell’impossibilitàò di contagiarsi) non torneremmo comunque a una piena normalità.

              • PinoMamet says:

                Certo, ma oh, prima o poi passerà anche ‘sto cazzo di Covid!
                🙂 🙂

              • habsburgicus says:

                Per PinoMamet

                “Senza scadere nell’irrazionalità, però!!

                OATPM ! (occasione di accordo totale con Pino Mamet)

              • Peucezio says:

                Pino,
                “Certo, ma oh, prima o poi passerà anche ‘sto cazzo di Covid!
                🙂 ”

                Beh, certo!
                Sicuramente entro il 2022 (spero molto prima!) sarà finito tutto.
                Potrebbe continuare ad allignare in Africa, in quelle zone dove ci sono ancora la lebbra, il tifo, la peste, ecc. ecc.

                Poi c’è qualche cazzone che ci vuole convincere che non finirà mai.
                Ovviamente è un’idiozia e ho notato che forse, in qualche misura, viene anche un po’ dalla mia parte politica (non parlo della destra politica italiana, ma della destra mondiale): come dire: inutile chiudere, facciamo comunque la nostra vita normale tanto non finirà mai, quindi, siccome non possiamo fermare il mondo permanentemente, tanto vale rassegnarci da ora.

                Ovviamente è un ragionamento delirante.

              • Z. says:

                Nel frattempo, mi pare che il COVID vada alla grande.

              • PinoMamet says:

                Molto relativamente.

                Ci sono molti più contagi che in estate, ma molti meno morti che in primavera.
                Suppongo che si tracci molto meglio, e questo serve almeno in parte a spiegare la discrepanza, e si curi abbastanza meglio e soprattutto prima e soprattuttissimo senza paranoie (“aiutooo ha il covid! intubiamolo subito!!”).

                Anche- e questa è una cosa che vedo con i miei occhi- se in primavera un tale aveva dei sintomi influenzali, si guardava bene dall’andare a farsi fare il tampone, “perché poi mi intubano e muoio e mi mettono nei sacchi neri di plastica e mi portano via i camion dell’esercito!”)-

                ho sentito diversi casi in cui gli operatori del 118, in primavera, avrebbero sconsigliato il tampone, “perché se entra in ospedale muore!”.
                Non mi invento niente.

                mentre adesso ne ho già conosciuti diversi che hanno fatto il tampone, tranquillamente (e bon, era negativo).

                Le paranoie non aiutano, quindi sono dannose.

                Poi mi pare che, Lombardia a parte, la grande esplosione del Covid sia avvenuta nelle regioni che prima ne erano state sostanzialmente risparmiate.

                Ma oh, chi vuol essere pessimista sia, chi sono io per impedirglielo? se vi fa star bene…

              • Z. says:

                Pino,

                — Ci sono molti più contagi che in estate, ma molti meno morti che in primavera. —

                Sappiamo molto di più del virus. Tra l’altro, riguardo agli intubati, una delle cose che sappiamo è che molti sono morti a causa della ventilazione polmonare. Sappiamo che certi farmaci, oltre ad essere inutili, sono addirittura dannosi. E molto altro.

                Ma i contagi sono in aumento. I morti di oggi rispecchiano, credo, i contagi di venti giorni fa e non quelli odierni.

                I contagi continueranno ad aumentare, e con i contagi i morti, se non saranno prese le misure prese negli altri Paesi europei. Misure che ovviamente hanno ricadute economiche, ma anche l’aumento quotidiano dei contagi ne ha.

                Per me, e per i miei familiari, sono ottimista. Quel che dovevo sistemare, come dicevo, l’ho sistemato. Ma la mia famiglia non è un’isola.

  14. Mirkhond says:

    Habsburgicus

    Una chicca per te:

    http://www.nuovarivistastorica.it/?p=10251

    • habsburgicus says:

      libro molto interessante; credo si possano affermare tre cose
      1.se mai fu possibile la pace all’Est, è proprio al primo semestre del 1943 che dobbiamo guardare
      2.le minacce ai finnici fanno parte del gioco, la Germania le fece diverse volte per intimorire i finlandesi e ostacolare una pace separata fra Helsinki e Mosca, caldeggiata dagli USA
      3.il crollo dell’Italia (10 luglio, e poi XXV luglio), indebolendo oggettivamente l’Asse, rese più difficile anche la pace all’Est
      personalmente credo che la pace all’Est, e dunque la non-sconfitta dei fascismi, si poteva ottenere nel feb-giugno 1943 ma SOLO coinvolgendo il Giappone
      come ?
      con un’operazione diplomatica spregiudicata che avrebbe comportato parlare ai nipponici così:
      “a.sappiamo benissimo che non volete inimicarvi l’URSS con tutti i problemi che avete già con gli americani nel Pacifico…e vi capiamo, e sotto sotto invidiamo..solo noi siamo stati così fessi da attaccare l’URSS a guerra con Londra ancora in corso
      b.sta di fatto che rebus sic stantibus noi perderemo la guerra (e a voi non ve può fregar di meno) ma, una volta eliminati noi, gli USA utilizzeranno tutto il loro potere per piegare voi (e questo, presumiamo, non vi fa contenti)
      c.dunque vi proponiamo questo come extrema ratio (certo, c’è un po’ di pericolo ma non si vince una guerra mondiale senza qualche azzardo); aderite in modo serio a una nostra proposta di pace al Cremlino (che prima concorderemo insieme..sarà un’offerta che non si può rifiutare), minacciando però un vostro intervento in guerra contro l’URSS da Oriente qualora il Cremlino non la accetti; il Cremlino dovrebbe cedere….finita la guerra all’Est, noi diverremmo inattaccabili dagli anglosassoni e vi promettiamo -pronti a darvi ogni garanzia che voi possiate ritenere utile- di continuare la guerra, anche in caso di dechurchillizzazione e di richiesta di pace britannica, sino a che i vostri legittimi interessi nella Grande Asia Orientale siano tutelati..che ne dite, ci state ?”
      non andò così

      • Mauricius Tarvisii says:

        minacciando però un vostro intervento in guerra contro l’URSS da Oriente qualora il Cremlino non la accetti; il Cremlino dovrebbe cedere…

        I giapponesi avevano già perso una guerra contro l’Unione Sovietica e a stento riuscivano a resistere contro gli USA. Se Stalin li avesse mandati a cagare al primo spostamento di forze verso occidente si sarebbero ritrovati gli yankee a Tokyo…

        • habsburgicus says:

          come poi avvenne lo stesso, lo sai bene

          • Mauricius Tarvisii says:

            Certo, ma i giapponesi speravano ancora di poterla non perdere la guerra, per cui di immolarsi per Hitler dubito che ne avessero una gran voglia.

            • Francesco says:

              non sarebbe stato un semplice bluff?

              • habsburgicus says:

                sì, Francesco…avrebbe dovuto essere un bluff, per indurre Mosca a cedere
                se il bluff riusciva, il Tripartito avrebbe potuto farcela..non a vincere, eh…a non perdere
                se il bluff non riusciva, il Giappone sarebbe stato eliminato un anno prima….e forse si risparmiava pure la bomba atomica

            • habsburgicus says:

              @Mauricius
              di poterla non perdere la guerra

              chiaro, ecco perché prima bisognava convincere i giapponesi stessi che DA SOLI nel Pacifico, la guerra l’avrebbero perduta con le nefaste conseguenze per il kokutai (qualcuno lo capiva fra le “colombe” nipponiche ma -logicamente- voleva fare la pace con gli USA, non aprire un nuovo fronte con l’URSS; occorreva convincere anche costoro che in teoria avevano ragione, nella pratica torto in quanto gli USA non avrebbero acconsentito, senza prima smantellare il kokutai)
              certo, Germania e Italia avrebbero dovuto esercitare un’azione diplomatica sopraffina..difficile e dubito che ci sarebbero riusciti…ma non la tentarono neppure…qualcosa intuì Benito che aveva capito che l’unica speranza veniva dal Giappone e il 25 luglio verso le 12.00 vide l’Ambasciatore giapponese…poi andò a Villa Savoia

              • Mirkhond says:

                Avrebbero perso lo stesso, perché la Germania si sarebbe comunque trovata ad affrontare la potenza americana, con forze più fresche di quelle tedesche stremate da due anni di durissima guerra ad est.
                Nel 1917-1918 la Germania aveva vinto contro la Russia, ma collassò contro gli USA, proprio per questo motivo.

              • habsburgicus says:

                nel 1917-1918 la Germania non possedeva la Francia (e, diciamo, l’intera Europa continentale)

              • Mirkhond says:

                Possedeva la Francia, ma non aveva il controllo diretto del suo impero coloniale, per via del blocco navale britannico.

              • Mirkhond says:

                In riferimento al 1943, ovviamente.

  15. Leggo il programma della manifestazione di sabato scorso a Roma, dopo vi dico cosa ne penso, ma prima mi interessano i commenti degli altri.

    https://www.marciadellaliberazione.it/appello/

    Vogliamo una moneta sovrana in uno Stato sovrano.

    Vogliamo un piano di investimenti e per il lavoro che debelli la disoccupazione.

    Vogliamo l’aumento dei salari ed un reddito minimo di 1.000 € per disoccupati, cassintegrati e partite iva.

    Vogliamo difendere le piccole aziende, con un 2020 tax free in vista di una radicale e più equa riforma fiscale.

    Vogliamo uscire dalla trappola del debito, sia nazionalizzandolo che con una moratoria nei confronti della finanza speculativa.

    Vogliamo il controllo pubblico del sistema bancario e la nazionalizzazione delle grandi aziende strategiche.

    Vogliamo una sanità pubblica che tuteli la salute di tutti i cittadini, che garantisca la libertà di scelta terapeutica, unita ad una politica ambientale non di facciata, tesa alla sovranità ed alla sicurezza alimentare, che decreti intanto lo stop al 5G.

    Vogliamo che il diritto allo studio sia garantito anche ai giovani delle classi popolari, vogliamo forti ed immediati investimenti sull’edilizia scolastica e per l’assunzione del personale, vogliamo la riapertura a settembre delle scuole e delle università.

    In una parola, vogliamo la fine del neoliberismo. Vogliamo più Stato e meno mercato, applicando finalmente la Costituzione del 1948!

    Affinché questo possa compiersi occorre una profonda svolta politica: via dunque il governo Conte, che si convochino nuove elezioni subito!

    • roberto says:

      [tra parentesi i miei commenti, a questa lista di desideri. non è un programa oviamente, manca totalmente il “come” ]

      Vogliamo una moneta sovrana in uno Stato sovrano.
      [si anche io sono federalista e vorrei che l’UE fosse uno stato e l’euro la sua moneta]

      Vogliamo un piano di investimenti e per il lavoro che debelli la disoccupazione.
      [bello! con quali soldi? e per fare cosa?]

      Vogliamo l’aumento dei salari ed un reddito minimo di 1.000 € per disoccupati, cassintegrati e partite iva.
      [Bello! e con qulai soldi?]

      Vogliamo difendere le piccole aziende, con un 2020 tax free in vista di una radicale e più equa riforma fiscale.
      [Bello! e con quali soldi?]

      Vogliamo uscire dalla trappola del debito, sia nazionalizzandolo che con una moratoria nei confronti della finanza speculativa.
      [è facilissimo uscira dalla trappola del debito, basta non chiedere soldi in prestito. una volta chiesti devi restituirli]

      Vogliamo il controllo pubblico del sistema bancario e la nazionalizzazione delle grandi aziende strategiche.
      [cirino pomicino si sfrega le mani. no, nemmeno per idea]

      Vogliamo una sanità pubblica che tuteli la salute di tutti i cittadini, che garantisca la libertà di scelta terapeutica, unita ad una politica ambientale non di facciata, tesa alla sovranità ed alla sicurezza alimentare, che decreti intanto lo stop al 5G.
      [1. sanità pubblica ok. 2. libertà di scelta terapeutica entro certi limiti (se vuoi curarti con l’omeopatia te la paghi da solo) 3. politica ambientale non di facciata? cioè? 4. io temo che “politica ambientale” e “sovranità alimentare” siano obbiettivi in conflitto 5. no. comunque questo paragrafo è buffo, c’è tutto in mezzo]

      Vogliamo che il diritto allo studio sia garantito anche ai giovani delle classi popolari, vogliamo forti ed immediati investimenti sull’edilizia scolastica e per l’assunzione del personale, vogliamo la riapertura a settembre delle scuole e delle università.
      [1. in che senso? borse di studio per i non abbienti? ok 2. ok 3. siamo ad ottobre…]

      In una parola, vogliamo la fine del neoliberismo. Vogliamo più Stato e meno mercato, applicando finalmente la Costituzione del 1948!
      [questo l’avevo capito….non sono così sicuro che la costituzione del 1948 non sia applicata per colpa del neoliberismo]

      Affinché questo possa compiersi occorre una profonda svolta politica: via dunque il governo Conte, che si convochino nuove elezioni subito!
      [ok, però rispettiamo la costituzione del 48 conte andrà via quando finirà la legislatura o comunque quando lo dice la costituzione del 48]

      • PinoMamet says:

        Concordo con Roberto, vale a dire, concorderei con lui se fossi una persona seria che si interessa di politica!

      • Peucezio says:

        Roberto,
        “[è facilissimo uscira dalla trappola del debito, basta non chiedere soldi in prestito. una volta chiesti devi restituirli]”

        Disse l’usuraio.
        Dai, questa un po’ te la sei cercata 🙂

        • Francesco says:

          perchè? esiste qualcosa da eccepire moralmente nella frase “i soldi presi i prestito li devi restituire”?

          ti ricordo che l’usuraio presta a gente che non ottiene soldi dalle banche perchè non in grado di restituirli (come principio generale) e che quindi non dovrebbe chiederli

          o mi sbaglio?

          • Peucezio says:

            Tu chiederesti indietro i soldi a chi te li ha chiesti in prestito per dare il pane ai figli?
            Io no; piuttosto non glie li do.

            • roberto says:

              No ma chiederei indietro i soldi dati in prestito a chi si vuole comprare gli F35

            • Francesco says:

              ma, credo che tu abbia appena riassunto metà della storia umana, caro Z

              e comunque se chi presta i soldi non li chiede indietro 1 sta facendo carità e 2 finisce i suoi soldi abbastanza in fretta e si trova dall’altra parte della barricata

            • Z. says:

              Io e Peucezio siamo due persone diverse, ancorché occasionalmente d’accordo 🙂

              Nel caso di specie la mia è una terza posizione (no, non nel senso di Roberto Fiore). Si può decidere di non ripagare un debito, consapevoli che nel migliore dei casi questo comporterà un costo più elevato per l’accesso futuro al credito.

              Siccome ogni governo necessita di accesso al credito, prospettare l’insolvenza mi pare una strada pericolosa da percorrere.

    • daouda says:

      ” Siete e rimarrete oggi come sempre dei poveri COMUNISTI! “

    • Francesco says:

      >> Vogliamo una moneta sovrana in uno Stato sovrano.
      Quindi volete gli Stati Uniti d’Europa (dimensione minima di una effettiva sovranità) o rivolete la liretta per fare svalutazioni competitive dimostrando di non aver capito cosa è successo nel mondo negli ultimi 40 anni?
      >> Vogliamo un piano di investimenti e per il lavoro che debelli la disoccupazione.
      Nobile obiettivo ma mi paiono strumenti inadeguati e tra loro di difficile coordinazione. O pensate ad assunzioni fiume alle Poste?
      >> Vogliamo l’aumento dei salari ed un reddito minimo di 1.000 € per disoccupati, cassintegrati e partite iva.
      Bellissimo ma manca il Lago di Lardo Fuso e la Montagna di Pecorino in questo impossibile paese della Cuccagna!
      >> Vogliamo difendere le piccole aziende, con un 2020 tax free in vista di una radicale e più equa riforma fiscale.
      Bellissimo ma c’è il problema che le tasse in Italia le pagano le medie imprese, non le piccine piccine a cui pensate voi … in ogni caso viva la riforma fiscale appena mi dite in cosa consiste!
      >> Vogliamo uscire dalla trappola del debito, sia nazionalizzandolo che con una moratoria nei confronti della finanza speculativa.
      Col cazzo che accollo ai miei figli ancora più debito pubblico, manica di stronzi. Va là che vi va ben che tra un po’ il casino lo faranno gli USA e potrete accordarvi.
      >> Vogliamo il controllo pubblico del sistema bancario e la nazionalizzazione delle grandi aziende strategiche.
      Perché? Siamo già nella merda fino al collo, vorrei continuare a respirare, non sprofondare un altro metro. In ogni caso il Milan NON è una grande azienda strategica e non deve essere nazionalizzato.
      >> Vogliamo una sanità pubblica che tuteli la salute di tutti i cittadini, che garantisca la libertà di scelta terapeutica, unita ad una politica ambientale non di facciata, tesa alla sovranità ed alla sicurezza alimentare, che decreti intanto lo stop al 5G.
      Insomma, un pout purrì senza senso per poi avercela di fatto col 5G? lo prendo per un vostro essere volontari per i campi di lavoro agricoli. Che garantiscono sia una politica ambientale non di facciata sia la sicurezza alimentare.
      >> Vogliamo che il diritto allo studio sia garantito anche ai giovani delle classi popolari, vogliamo forti ed immediati investimenti sull’edilizia scolastica e per l’assunzione del personale, vogliamo la riapertura a settembre delle scuole e delle università.
      Ci sono già borse di studio, non ci sono soldi (peccato), non mi pare siamo scarsi di personale e in ogni caso non ci sono soldi, siamo a ottobre e le scuole stanno chiudendo per CV19. Ah, nelle università gli studenti NON ci vogliono andare, preferiscono studiare on line alla Cattolica di Milano da Bari e da Udine.
      >> In una parola, vogliamo la fine del neoliberismo. Vogliamo più Stato e meno mercato, applicando finalmente la Costituzione del 1948!
      E qui venite nel mio carrugio, bastardi! Quante volte vi ho detto che la Costituzione del ’48 è bolscevica? E voi a darmi del fanatico e dello squilibrato

      😀

      • Per Francesco e Roberto

        Sulla proposta di “Liberazione Italia”, la prima riflessione è generale, poi dei dettagli ne possiamo parlare.

        Mettiamo da parte per un momento la questione della fattibilità, quello che sento è un desiderio preoccupante di controllo statale, di unificazione, di burocazia, di “investimenti”.

        Che è esattamente ciò che rende meno resiliente un sistema, e più facilmente soggetto a collasso.

        • roberto says:

          mettere da parte la questione della fattibilità è come fare sesso mettendo da parte il contatto fisico

          ma a parte questo, si, sono d’accordo con te, i tizi pensano all’unione sovietica che non è un modello che a me pare interessante

        • Francesco says:

          MM

          questi sono maoisti o fascisti o seguaci di Don Milani

          primus: tutti uguali

          il resto viene dopo, compreso essere vivi o morti

      • PinoMamet says:

        Le scuole non stanno affatto chiudendo, però.

        almeno qui la situazione è sul normale andante. Mi pare siano in “didattica a distanza” due classi di un istituto alberghiero (se non sono già tornate) e nella mia scuola credo ci sia stato un caso di classe “tamponata” per un positivo (tutti gli altri negativi).

    • Provo a dire la mia, senza troppe certezze:

      ” Vogliamo una moneta sovrana in uno Stato sovrano.”

      Oggi parlavo con la presidente del Nidiaci della drammatica situazione di disoccupazione che c’è tra le famiglie, del rischio di sfratti.

      Decine e decine di casi di persone sull’orlo del baratro.

      Allo stesso tempo, di lavori utili, ce ne sarebbero per tanti. La mamma che fa precariamente le pulizie che non sa dove lasciare i figli, la giovane donna che non sa come pagare l’affitto che potrebbe fare da babysitter, la straniera che ha avuto il marito licenziato, che potrebbe fare le pulizie ai bagni del giardino, ma non la possiamo assumere perché costerebbe una follia in euri o in lire-sovrane…

      Ora, quando c’è da una parte la domanda di lavoro, e dall’altra gente che potrebbe offrire lavoro, eppure lo scambio non avviene, il problema deve stare nel mezzo di scambio.

      Ecco che dobbiamo pensare, non in termini di euri e di lire, ma di moneta complementare fortemente locale: molto, molto più locale della lira.

      E dobbiamo pensare in termini di sovranità, non nazionale, ma rionale.

      • Francesco says:

        noi economisti diremmo che il problema è il potere di acquisto

        io potrei raddoppiare il PIL italiano solo comprando tutti i Playmobil e accessori che vorrei e pagando gente per spolverarli e per scrivere regolamenti su come giocare alla guerra con i Playmobil e tradurre i regolamenti da lingue straniere

        poi pagherei per avere una versione Playmobil del gioco Fantasy Talisman e solo fare tutti i luoghi descritti nel gioco con stampanti 3D darebbe lavoro a falangi di persone

        ma non ho il becco di un quattrino

        PS credo di essere stato serio, appena sotto la superficie

      • roberto says:

        Prova a sviluppare il tuo ragionamento

        Chi paga chi e come?

        • Per roberto

          “Prova a sviluppare il tuo ragionamento

          Chi paga chi e come?”

          Domanda enorme e stragiustissima, ci vorrebbe uno molto più competente per risponderti.

          Ci stiamo cominciando a pensare con la Legacoop e con Sardex https://www.sardex.net/ , le mie competenze sono minime, il problema è enorme.

          Oggi avrei voluto iniziare a lavorarci, poi sono stato impegnato in incontri con assessori: tutti del Partito Unico, tutti molto, molto positivi – un conto è la mia critica sul blog al Partito Unico, un altro il fatto che siamo talmente piccoli, da non far paura a nessuno; e allo stesso tempo talmente grandi – una rionata intera di potenziali elettori – da essere benvoluti da tutti.

          Spero nei prossimi giorni di poterti dare risposte più articolate, basate su cose concrete che facciamo.

          • roberto says:

            Si lo so che non hai competenze, ma almeno un’idea, un progetto un “potrebbe funzionare così”…sennò Come fai a sostenere che il problema è nel mezzo di scambio?

            Postmetto che per me il problema è l’assenza del mezzo di scambio

            • Per roberto

              “Postmetto che per me il problema è l’assenza del mezzo di scambio”

              Infatti, ci vuole un mezzo di scambio diverso dalla valuta ufficiale.

              Forse potrebbe funzionare così:

              – Ci vuole una realtà di partenza abbastanza grande e variegata, ad esempio un’associazione che cura un giardino a Firenze 🙂

              – quando qualcuno si iscrive all’Associazione, riceve cento “Bonus”, chiamiamoli così (quindi non devi andarteli a cercare, te li trovi e così ti viene voglia di usarli).

              – questi Bonus possono servire a qualcosa di abbastanza concreto, tipo ottenere il 10% di sconto in vari negozi del quartiere, anche di alimentari, quindi sono davvero utili

              – e si possono scambiare tra i soci stessi, ad esempio per fare da babysitter o per lavori nel giardino, ecc.

              Il punto è creare un giro all’interno del quartiere, che coinvolga anche gli esercizi commerciali e non solo gli idealisti, con cui non si va lontano.

              Oggi comunque ne parlo con qualcuno che sta curando un progetto con Legacoop, quindi un organismo abbastanza serio.

            • roberto says:

              ok così mi piace, mi sembra molto più facile ragionare!

              è in teoria molto più semplice di quanto pensassi: devi trovare un numero congruo di negozi di quartiere disponibili a sponsorizzarvi (mi sembra il concetto più simile) in cambio di un piccolo sconto

              in pratica non lo so.
              trovare appunto negozi che fanno sconti non è detto che sia così semplice (qui da me sarebbe impossibile, se non nell’ambito molto limitato di bar/ristoranti….il pub attaccato alla palestra dove giochiamo ci offre sempre una parte delle nostre consumazioni, il titolare si allena con noi)
              trovare poi negozi che siano interessanti per chi lavora non è detto che sia così scontato (se ho 100 bonus e li posso spendere solo dal panificio e dal negozio che ripara biciclette, magari non mi interessa più di tanto). Ma chissà, probabilmente nella vostra realtà è una difficoltà superabile, immagino che il panificio di quartiere possa avere in effetti un qualche interesse a che il giardino sia pulito

              ma prima di continuare il ragionamento,
              non ho ben capito un punto.
              io mi iscrivo all’associazione, mi dai 100 bonus e…chi me lo fa fare poi di venire a pulire il giardino? cioè i 100 bonus non sono legati al fare un qualcosa?

              • Per roberto

                “io mi iscrivo all’associazione, mi dai 100 bonus e…chi me lo fa fare poi di venire a pulire il giardino? cioè i 100 bonus non sono legati al fare un qualcosa?”

                Certo, ho dei dubbi anch’io. Può essere l’associazione stessa che “paga” in bonus chi fa lavori per il giardino: tutti gli associati hanno 100 bonus in partenza, ma lavorando per il giardino possono guadagnare 20 bonus l’ora.

            • roberto says:

              per chiarire il moi dubbio è qui:

              “– e si possono scambiare tra i soci stessi, ad esempio per fare da babysitter o per lavori nel giardino, ecc”

              concretamente: io, te, peucezio e Z siamo soci e abbiamo 100 bonus a testa.
              a questo punto c’è da raccogliere le foglie, cosa facciamo? io e te (che siamo le menti) diamo 10 bonus a testa a Z che si presta all’opera manuale. ma a questo punto: peucezio non paga Z? e poi quando io e te abbiamo finito i bonus che facciamo? iniziamo a raccogliere le foglie, ma Z si sarà già mangiato i suoi bonus, no?

              • Francesco says:

                da economista ignorante, mi pare difficile che si possa partire “regalando” questi 100 “talleri” e pensando che questo inneschi un circolo virtuoso

                mi dispiace, l’idea suona molto bene ma noi esseri umani siamo creature anche di carne e dobbiamo mangiare

                è per questo che l’economia si chiama “la scienza triste”, perchè è quella parte della vita in cui si affronta il fatto che con cinque pani e due pesci NON sfami 5.000 affamati, a meno di non saper fare miracoli

                🙁

              • Per Francesco

                “da economista ignorante, mi pare difficile che si possa partire “regalando” questi 100 “talleri” e pensando che questo inneschi un circolo virtuoso”

                Oggi mi sono incontrato con chi se ne occupa su Firenze, la cosa è abbastanza diversa da come pensavo: parte dalle aziende, e si basa sull’invenduto che loro mettono da parte, e con cui fanno innanzitutto scambi tra aziende locali.

                Poi diventa anche un sistema di bonus ai dipendenti, che poi si possono utilizzare localmente; e poi si estende anche a realtà associative e simili, sempre con l’idea di innescare circolazione locale.

                Ci sono molte cose da capire.

              • Per Francesco

                “è per questo che l’economia si chiama “la scienza triste”, perchè è quella parte della vita in cui si affronta il fatto che con cinque pani e due pesci NON sfami 5.000 affamati, a meno di non saper fare miracoli”

                Ma infatti è la base dell’ecologia oltre che dell’economia – se prendo più di quello che la natura spontaneamente dà/rigenera, vuol dire che rubo da qualche parte, e qualcuno la pagherà con gli interessi.

                Però è importante trovare una valuta complementare (non sostitutiva) che faccia due cose che il denaro “ufficiale” non fa:

                1) innesca un circuito locale (il Tallero oltrarnino già a Prato non interessa)

                2) è di solo scambio, non serve per investimenti, speculazioni o accumulazioni

              • roberto says:

                guarda, finché stai fra i soci dell’associazione a me sembra fattibile.

                la quantità X di talleri gira all’infinito fra i soci tipo banca del tempo. coinvolgere altri mi sembra molto più complicato.

                posso immaginare che c’è il pizzaiolo Roberto, anche lui membro dell’associazione. Z spende un tallero da me e io gli do 10% di sconto sulla pizza. Poi vado da Peucezio, gli do il tallero e lui mi aggiusta il computer. poi peucezio da a te il tallero e tu gli lavi la macchina. infine tu dai a me il tallero e hai di nuovo il 10% di sconto sulla pizza, ad libitum.

                così potrebbe funzionare?
                devi ovviamente legare il tallero a qualcosa (un’ora di lavoro? un 10% di sconto?), il che implica comunque un po’ di lavoro preparatorio

                mentre invece sicuramente non funziona, o almeno non vedo come, se voglio spendere il tallero al penny market

              • Per roberto

                “mentre invece sicuramente non funziona, o almeno non vedo come, se voglio spendere il tallero al penny market”

                E’ quello che pensavo anch’io, invece l’idea è un po’ al contrario.

              • roberto says:

                un’altra cosa che non vedo come potrebbe funzionare è quando il tallero lo voglio usare per “opere comuni” (tipo pulire le foglie del giardino)

                chi paga? tutti i membri dell’associazione pagano una sorta di tassa per remunerare in talleri chi si occupa del giardino? e se ad un certo punto ho finito i talleri e non ho voglia o tempo di lavorare che faccio, sono espulso dall’associazione e non posso più usare il giardino?

            • Z. says:

              Miguel,

              –Infatti, ci vuole un mezzo di scambio diverso dalla valuta ufficiale. —

              come mai?

              • Per Z

                “–Infatti, ci vuole un mezzo di scambio diverso dalla valuta ufficiale. —

                come mai?”

                Sono un po’ stanco, e non ho le idee chiarissime.

                Butto lì due idee…

                Noi abbiamo tanta gente senza soldi “ufficiali”.

                Che possono essere la mamma egiziana con il marito pizzaiolo che ha perso il lavoro, e deve mantenere due figlioli, e non sa come pagare l’affitto; l’anziano fabbro sfrattato dal suo laboratorio, e che proprio per questo non ha più i soldi per pagare l’affitto di casa; il giovane che faceva la scuola di cucina italiana fighetta per stranieri, e che ha dovuto chiudere…

                E tutta la folla che aspetta i pacchi cibo che i calcianti raccolgono.

                Questa gente non ha proprio “valuta ufficiale”, e se ne hanno, se la tengono stretta per poter pagare l’affitto.

                Ma è gente che può scambiare tanto lavoro realmente utile, con persone che ne hanno bisogno, ma non hanno soldi “ufficiali” nemmeno loro.

                Inoltre, la valuta “ufficiale” ha il vantaggio e il difetto di essere universale, o comunque europea. E questo significa che non viene preso in considerazione un costo fondamentale, legato alla distanza della fonte.

                Le cipolle prodotte a Siena hanno un prezzo maggiore in euro di quelle prodotte a Catania, e magari di quelle prodotte nel Vietnam. Ma il costo reale, in termini ambientali e altro, è enormemente maggiore.

                Il Sardex ha funzionato proprio perché, circolando localmente, ha raddrizzato questo squilibrio, e ha permesso quindi a tanti paesini sperduti della Sardegna di non farsi ciucciare dal flusso globale.

              • habsburgicus says:

                a Cuba da anni ci sono due monete, fra poco tre 😀
                1.dollaro USA, il preferito—-fra poco sarà legale (una riunione del CC del PCC l’avrebbe deciso) ma il dollaro è sempre gradito, alla faccia di Marx-Engels-Lenin-Castro 😀
                2.il CUC o peso per stranieri (eguale al dollaro..in teoria, e solo a Cuba—provate ad andare in un negozio extralusso di Miami con 5000 CUC e vedrete che vi capita :D) è l’unica moneta che in un mondo ideale dovremmo usare noi
                3.il CUP o peso per cubani…non vale quasi nulla..e non può essere utilizzato nei negozi speciali (gli unici ove c’è qualcosa al di là della mea sussistenza come nel vecchio Esty..in Romania c’erano i negozi “numai pentru valuta” ove ai “bei tempi” si trovava qualcosa che il romeno medio soggetto a code chilometriche per il nulla poteva solo sognare)..soggetto a cambio nero poiché come avveniva all’Est tutti i cubani vogliono sbarazzarsi dei CUP per avere almeno CUC o, se va bene, dollari….noi non potremmo a rigore usare i CUP ma se uno sta con un cubano/a ed entra in una bettola per cubani, e trova qualcosa, non ci sono troppi problemi

              • habsburgicus says:

                Raul ha liberalizzato molto le leggi valutarie tanto che oggi il CUC è usato da molti cubani alla luce del sole, senza sotterfugi
                Raul era (ed è) un “cinese”, cioè fautore della liberalizzazione economica (a differenza di Fidel) pur mantenendo il rigido controllo del Partito….
                Diaz Canel lo segue

  16. Mirkhond says:

    Chi sono questi manifestanti?

    • Francesco says:

      fasci, a farla breve

      italiani, a farla tragica

      • Moi says:

        … ma quelli (ZeKKe da Centro Sociale OKKupato & Salafiti Made in Eataly 😉 …) che ritengono punitivamente stuprabile Silvia Sardone, cosa sono ?

  17. Moi says:

    @ ZETA & ROBERTO

    Per favore, NON potete dirci di aver dimenticato cosa sono robe tipo il Dead Naming e il MisGendering … quali novelle tipologie di Reato !

  18. Moi says:

    Giuseppi 😉 ha riesumato, dopo “congiunti” , anche il termine “banchetto” …

  19. Moi says:

    Roba da Film di Paolo Villaggio dal vivo …

    Covid: code ai drive-in di Roma, “anche 12 ore di attesa per tamponi”
    In fila a Labaro,zona nord di Roma. Regione Lazio,al lavoro per raddoppio

    https://www.ansa.it/lazio/notizie/2020/10/07/covid-oltre-12-ore-di-attesa-per-tamponi-a-drive-in-roma_a51e96a5-e2d1-459c-bbf2-5ab027b8d0bd.html

    “Noi siamo qui dalle 8.30, sono passate 12 ore e ancora abbiamo 15 persone davanti “

    • Francesco says:

      cosa c’entra Fantozzi con la nobile istituzione comunista (e non solo) delle code lunghissime?

      quando imponi prezzi politici le ottieni sempre, qualunque sia il motivo politico ufficiale per cui lo fai

    • roberto says:

      che da marzo ad adesso ci si sia organizzati per avere file di 12 ore per i tamponi è uno scandalo assurdo

  20. Moi says:

    @ PINO / TUTTI

    Intervista integrale (26 min) di Fabio Fazio a Roberto Speranza !

    https://www.youtube.com/watch?v=4nNQLdhyYTI

  21. Moi says:

    Covid 19
    Non dovremmo citare 1984 di Orwell per lamentarci delle restrizioni per il Covid

    https://it.mashable.com/covid-19/4452/coronavirus-george-orwell-1984

    All’infuori del lavoro tutto era vietato, camminare per strada, distrarsi, cantare, ballare, riunirsi…

    Orwell 1984

    • Moi says:

      Io Orwell lo sento (e leggo) citare a raglio da quasi 20 (!) anni …

    • PinoMamet says:

      Articolo pessimo perché basato sulla proiezione o fantasia mentale dell’autore su cosa Orwell “avrebbe fatto” in caso di Covid o dove lo “avremmo visto” a Londra.
      Peraltro l’unico dato che c’entra qualcosa smentisce l’autore (Orwell che trascura di curarsi una malattia infettiva).

      Anche curioso che si voglia stabilire non se una citazione sia giusta o meno (si può sbagliare le parole, o l’autore…) ma chi può usarla e chi no…

  22. Moi says:

    Spero che Speranza 😉 NON costringa tutti a cambiar telefono scaricando Immuni … purtroppo ne vedo però i prodromi.

  23. daouda says:

    -Quando si guarda alla politica degli Stati Uniti, sembra che ci siano due fazioni politiche tradizionali che sono fortemente in disaccordo tra loro. “Diviso” è una parola che viene fuori spesso. “Polarized” è un altro.-

    *MM dimentica che la polarizzazione in uso è reale nel bobbolo.

    -Ovviamente è vero che tra queste due fazioni scorre un sacco di emozioni, e la maggior parte di esse è davvero negativa. I temi caldi di un dato ciclo di notizie in America coinvolgeranno tipicamente più di una storia relativa all’inimicizia al vetriolo tra di loro.Ma sotto tutti gli insulti e gli accesi dibattiti, queste due fazioni sono in realtà furiosamente d’accordo l’una con l’altra. Sono d’accordo per tutto il tempo.-

    *oibò sarebbe curioso sapere in cosa…

    -Concordano sul fatto che il governo degli Stati Uniti dovrebbe rimanere il centro di un impero globale; si limitano a cavillare rabbiosamente su alcuni dettagli di come dovrebbe essere gestito quell’impero, ad esempio se il principe ereditario saudita avrebbe dovuto ricevere qualche piccola conseguenza per aver smembrato un reporter del Washington Post con una sega meccanica.-

    *Infatti la richiesta era pertinente quanto retorica visto che l’humus e l’accordo è specificato sul fine sbagliato essendo l’opposto ( ossia quelle fazioni vogliono la distruzione degli USA ) e non sulla sua origine né sul mezzo né sulla loro intrinseca natura ossia infondo una presupposizione alla cazzo.

    *Sono d’accordo che gli Stati Uniti dovrebbero rimanere l’egemone unipolare della terra a tutti i costi;-

    * uh uh uh il faggiano pala sempre di più

    -litigano ad alta voce su alcuni dettagli di come dovrebbe apparire, ad esempio se dovrebbero esserci i nomi dei generali confederati nelle sue basi militari.

    * irrilevante e contorno emotivo

    -Sono d’accordo che dovrebbe esserci una massiccia presenza militare statunitense in tutto il mondo; contestano solo furiosamente piccoli particolari come se qualche migliaio di quelle truppe debba rimanere in Germania o essere trasferito in Polonia.-

    * niente niente che debbano rincojonirsi, mantenersi inefficienti oltre che antipatrioti non lo si affermi e tanto soprattutto lontani dal paese ugualmente non lo si dica

    -Concordano sul fatto che ci deve essere una violenza militare di massa senza fine per sostenere l’impero centralizzato dagli USA; fanno solo un grande spettacolo nel discutere se quella violenza militare debba essere più concentrata sulla Siria o sull’Iran.-

    * quella violenzha sbilitare ad ufo distrugge e non crea né rinsalda l’impero

    -Concordano che è necessario minacciare l’intero pianeta con armi nucleari mentre si intensificano le aggressioni contro altre potenze nucleari; si infuriano solo avanti e indietro su chi dovrebbe essere il dito sul pulsante.-

    * arriviamo al punto infatti: SOLO GLI USA MINACCIANO IL MONDO E SONO STRONZI!

    -Sono d’accordo che è necessario controllare l’economia mondiale con il pugno di ferro; litigano solo sulle sue caratteristiche, come come e quando lanciare una guerra commerciale con la Cina.-

    * oltre l’emotivismo ed oltre il fatto che gli altri vogliano lo stesso obiettivo ma in modo diverso ( sempre non stronzo che non sono gli USA ed essendo un modo diverso è poi buono ) , in silenzio e senza recite duali, tale approccio di ferro tecnicamente distrugge l’egonomia , per dire.

    -Concordano sul fatto che l’ambiente dovrebbe continuare a essere distrutto; litigano solo per le minuzie, come se ci dovrebbero essere o meno degli adattamenti per i margini di profitto delle società di energia verde.-

    * Il problema inverso è chi è pronto ad uccidere l’umanità per decrescite o primitivismi o ecologismi vari, ma anche fosse questo evidentemente è un tarlo di ogni stato esitente nel mondo di per sè ergo è risibile farne un punto di critica

    -Concordano sul fatto che la disuguaglianza di reddito e ricchezza dovrebbe persistere negli Stati Uniti; sono solo appassionatamente in disaccordo su come dovrebbe persistere, ad esempio se gli americani dovrebbero ricevere un altro misero pagamento di stimolo di $ 1200 quest’anno.-

    * E’ vano perdere tempo su questa critica che si autopassa per veritiera per lil supporto di una cultura che ha certe caratteristiche neglette in USA ma si basa su un non principio sempre abilmente camuffato cioè la cazzata che rende tale punto di unione di intenti inesistente è che gli USA dicano ” domani saremo tutti alti 1.80″ ed il modo differente sarebbe il come.
    Il senso si è capito, infatti la strumentalità della cultura stile degli USA oltre che del suo sistema statale la rende intelligibile, ma di per se non vuol dire un cazzo di niente.

    -Sono d’accordo che la plutocrazia dovrebbe continuare a governare l’America; si limitano a superare le caratteristiche minori, come se quei plutocrati dovessero o meno pagare un po ‘di più in tasse.-

    * un plutocrate paga le tasse? Buono a sapersi! Soprattutto ora siamo venuti a sapere che questi comanda addirittura.

    -Concordano sul fatto che gli americani dovrebbero rimanere aggressivamente propagandati; discutono solo se dovrebbe essere di Fox News o MSNBC.-

    * tutto il mondo è paese

    -Sono d’accordo che gli americani dovrebbero essere sorvegliati da vicino e il loro linguaggio strettamente controllato; discutono solo dei dettagli, ad esempio se gli esperti di destra vengono censurati in modo sproporzionato sui social media.-

    * tutto il mondo è paese

    -Su tutte le questioni che colpiscono più gravemente le persone reali su scala di massa, queste due fazioni politiche sono decisamente d’accordo. Versano solo un sacco di suoni e furia nel piccolo uno per cento dello spettro in cui hanno qualche disaccordo.-

    * Verrà spiegata la natura del loro comun sentire forse?

    -Non consentono alcuna discussione generale sul fatto che l’impero oligarchico debba continuare ad esistere; tutti i loro problemi, argomenti e istrionici ruotano attorno a come dovrebbe esistere.-

    * Oltre al fatto che il loro obiettivo è proprio affossare gli USA e che di imperi attualmente nel mondo ve ne sono molti e chiamare così gli Usa al singolare è ridicolo, tutta questa miopia e lestofantezza comunicativa svela solo e soltanto una cosa…

    -questo è ciò per cui sono progettati. Sono progettati per impedire alla popolazione americana di vedere chiaramente quale sia il vero dibattito, motivo per cui chiunque si affidi a una visione del mondo che favorisce una di queste fazioni tradizionali subirà inevitabilmente confusione e cattiva percezione. Sono filtri percettivi progettati per nascondere l’unico vero dibattito nella politica statunitense.-

    * cazzo ancora una volta niente di diverso

    -Il vero dibattito nella politica degli Stati Uniti non è tra le due fazioni tradizionali che sono d’accordo l’una con l’altra praticamente su tutto ciò che conta in ogni misura che conta. Il vero dibattito sono quelle due fazioni insieme contro coloro che capiscono che l’intero status quo americano deve essere buttato nel cesso.-

    *Infatti , chiaramente sfruttando l’ovvio ed i dati di fatto, si dà l’interpretazione che è : sono contro gli statunitensi e speriamo crollino!
    Ah beh, almeno una volta un satanista comunista apportava un certo tipo di retorica parascientifica nella sua faretra ma oggi la deduzione è automatica…

    -Il vero dibattito politico in America è tra (A) coloro che capiscono che l’impero degli Stati Uniti è la singola forza più distruttiva su questo pianeta ed è corrotto dalle radici ai fiori, e (B) coloro che si iscrivono alle narrative partigiane tradizionali che supportano il design l’impero degli Stati Uniti.-

    *MEMENTO! quando come me pensi che il sitema USA fa schifo ed è corrotto fin alle radici automaticamente devi compiere l’equazione = singola forza più distruttiva della storia ( con impicito C ossia speriamo si smantelli ) sennò non sei cool né buono.
    Grazie della…ah che?…ah si…propaganda.

    -Se la politica fosse reale in America, questo sarebbe il dibattito che tutti vedono. Non tra due settantenni assassini che si urlano addosso su chi odia di più il socialismo, ma tra la parte che si oppone all’impero oligarchico e quella che lo promuove e lo protegge.-

    *Tralasciando che la realtà è il contrario ossia ci sono poche persone ( e si sta aspettando di epurarle o farle crepare o marginalizzarle ) che mantengono un certo tipo di “patriottismo” e cercano di far funzionare bene lo sdado , tralasciado i pochi cittadini che si sostituiscono allo sdado RISPETTANDOLO senza frignare, la parte A) è un corollario della parte B) tutte e due divise in 2 polarità.
    La parte che di norma vi si oppone è composta da atomi, ergo non è una parte, e soprattutto da criminali.

    -Ma la politica non è reale in America. È uno spettacolo. Uno spettacolo di marionette a due mani per distrarre il pubblico mentre i borseggiatori li derubano alla cieca.
    Se vuoi vedere le cose chiaramente, ignora del tutto il finto dramma dello spettacolo di marionette calzino e concentrati sull’avanzamento del vero dibattito: che l’impero oligarchico centralizzato dagli Stati Uniti è corrotto oltre la redenzione e dovrebbe essere completamente smantellato.-

    * eh si MM la tua narrazzione svela tutto e ringraziando DIO morirai anche tu e potrai renderti conto che sei stato un utile idiota anche se credi che il tuo gatekeeping ti porti qualche vantaggio.

    sempre pé ddi

  24. Per Moi

    Ministro eschimese della regione eschimese del Canada cacciato dal suo posto per aver scritto che contano anche le vite indigene e non solo quelle nere:

    https://reclaimthenet.org/canadas-nunavut-premier-stripped-of-duties/

  25. Francesco says:

    >>> Però è importante trovare una valuta complementare (non sostitutiva) che faccia due cose che il denaro “ufficiale” non fa:

    1) innesca un circuito locale (il Tallero oltrarnino già a Prato non interessa)

    2) è di solo scambio, non serve per investimenti, speculazioni o accumulazioni

    insomma, un giochino che non crea alternative al grosso gioco che però ti dispiace tanto … magari localmente porta qualche beneficio ma temo si tratterebbe di spigolature.

    dove è il prossimo Marx, per chi ritiene che il sistema sia sbagliato?

    PS senza “accumulazioni, investimenti e speculazioni” che senso c’è? hai distrutto l’attività economica alla radice ma nessuno vuole vivere come i selvaggi dell’Amazzonia

  26. roberto says:

    Miguel

    “Però è importante trovare una valuta complementare”

    ma per i tuoi fini, sei sicuro di aver bisogno di una valuta?

    • Per roberto

      ““Però è importante trovare una valuta complementare”

      ma per i tuoi fini, sei sicuro di aver bisogno di una valuta?”

      Chiaramente si tratta di un elemento tra molti, e c’è molto che non capisco ancora: come dicevo, ero abituato alle valute complementari” come piccoli scambi, molto simili alle banche del tempo, qui il principio è più ambizioso.

      La prima cosa però è definire la propria esistenza giuridica.

      Stiamo lavorando in questi giorni con gli assessori su un patto per la gestione condivisa dei Beni Comuni riguardante il giardino.

      Normalmente, gli spazi pubblici vengono “concessi” dal Comune a un’associazione le cui finalità “coincidono” con quelli del Comune, ma sono comunque private, anche quando sono esplicitamente “non a scopo di lucro”.

      Questo pone molti limiti, perché entra in conflitto con l’idea che tutti possono concorrere alla pari per appalti pubblici, e che il pubblico non deve comunque rimetterci economicamente dalla concessione.

      Con i Patti per la Gestione Condivisa dei Beni Comuni, invece, Comune e altre realtà insieme realizzano un fine che è pubblico.

      Per farlo, l’ex-assessore ai Beni Comuni ha ideato apposite “associazioni di scopo”, che servono solo a realizzare il Patto; a tale associazione di scopo, aderisce chiunque voglia realizzare qualcosa, e il Comune stesso aderisce all’Associazione, come un associato qualunque.

      Questo permette al Comune di finanziare anche attività simili, ad esempio – nel caso nostro – pagando l’assicurazione, e fuoriesce completamente dalla logica degli appalti, perché non c’è nulla di “privato”.

      Se funziona al giardino, si dovrebbe estendere il principio a tutto il territorio metropolitano.

      • Francesco says:

        e come si evita che lo scopo sia fare un favore ammmiocugino dell’assessore?

        sai che qui si è sempre un poco malfidenti ogni volta che il Pubblico (cioè noi contribuenti) si trova a pagare

        🙂

        • Per Francesco

          “e come si evita che lo scopo sia fare un favore ammmiocugino dell’assessore?”

          Tutti le regole sono aggirabili.

          Però la cosa importante è che l’Associazione di Scopo sia il più ampiamente possibile rappresentativa del territorio.

          Ci dovrebbero stare dentro non solo associazioni organizzate, ma anche cittadini semplici, di quelli che da soli non metterebbero mai in piedi un’associazione; e insieme devono assolvere un compito pubblico e non privatistico.

          Poi se il cugino dell’assessore è anche lui un frequentatore del giardino, che gli si faccia il favore!

        • Per Francesco

          “sai che qui si è sempre un poco malfidenti ogni volta che il Pubblico (cioè noi contribuenti) si trova a pagare”

          pensavo che i Malfidenti gioissero ogni volta che il Pubblico paga per un nuovo aeroporto, una nuova autostrada, un nuovo tunnel TAV, una nuova Rottamazione-così-compri-una-nuova-auto, una nuova Expo, nuove Olimpiadi, nuovi missili, nuove assunzioni in polizia.

          E son triglioni, come dicono gli amerihani, mica i 1000 euro dell’assicurazione per coprire i volontari che piantano le cipolle nell’orto.

          Però in effetti tu, da buon liberale, hai la virtù di diffidare anche delle Grandi Opere Imposte e Inutili, e quindi un giorno finiremo per fare una strana alleanza di anarchici, liberali, reazionari, cattolici e mamme che portano i figlioli al giardino.

          • Francesco says:

            già mi vedo dei bei Comitati Centrali di quell’alleanza … e delle belle e lunghe discussioni

            comunque sì, come liberale e come cattolico sono sempre diffidente verso TUTTE le spese dello Stato

        • paniscus says:

          “e come si evita che lo scopo sia fare un favore ammmiocugino ”
          ———————-

          Se non scrivi “cuGGino” con due G, non vale.

  27. Per Francesco

    Invece di mandarti il link al caso specifico, ti ho mandato un link al sito dei promotori:

    https://www.adflegal.org/

    Io sono iscritto a una mailing list sulla libertà religiosa, mi è arrivato questo messaggio:

    Casinos are still treated more favorably than churches in Nevada

    Have you heard of the constitutional right to gamble?

    Me neither.

    But there is a constitutional right to religious freedom.

    That’s why what’s happening in Nevada is so troubling. The government continues to treat churches worse than casinos and other businesses. This is a clear violation of the First Amendment.

    It all started when Nevada began reopening after its COVID-19 lockdown.

    Casinos, restaurants, bars, amusement parks, and other close-contact businesses were free to open at half capacity.

    And open they did. News outlets showed a video clip of people filing into casinos en masse. “Vegas is back!” screamed the headlines.

    But in an alarming double standard, churches throughout the state faced criminal and civil penalties if they dared to open their doors to more than 50 worshippers.

    So if a casino and a church both had capacity for 1,000 people, the casino could host 500 gamblers while the church was limited to hosting 50 people at a religious service.

    Miguel, when government officials treat religious gatherings worse than secular ones, like we’re seeing today, it shows not only a disregard for the First Amendment, but also a complete misunderstanding of people of faith and why we gather to worship.

    Thankfully, one church in Nevada is taking a stand.

    With the help of Alliance Defending Freedom, Calvary Chapel Dayton Valley filed a lawsuit to put a stop to the unjust restrictions on Nevada churches.

    This was five months ago, Miguel. And this church is still fighting for its religious freedom.

    In early July, we filed an emergency application with the U.S. Supreme Court, asking the high court to grant relief to Calvary Chapel while the case goes forward. This would have allowed the church to gather at half capacity—the same basis as secular businesses—until the lawsuit is resolved. But in a disappointing 5-4 vote, the Justices turned us down.

    But bad news or a disappointing decision doesn’t mean we give up, Miguel.

    The case is now pending at the U.S. Court of Appeals for the 9th Circuit. And every day that passes is critical for Calvary Chapel as they work to reach the lost and share the hope of the Gospel during this challenging time.

    That’s why this case is so important.

    We must protect churches from discrimination. Anything less than equal treatment is unconstitutional.

    It’s not good enough that two weeks ago the Nevada Governor provided new guidance on church attendance. Churches are now capped at 250 people, and some churches aren’t even allowed to have that many depending on their building size. Yet casinos continue to operate at 50% capacity no matter how many people are in the building!

    Miguel, this isn’t hard.

    If casinos don’t need a hard cap on visitors, neither do churches.

    The government cannot treat churches and people of faith as second-class citizens. And there is a big difference between protecting public health and abusing state power to punish people of faith. Right now, government officials in Nevada are failing the test.

    What affects the church, affects you and your family

    The more the government reaches its hand into the affairs of the church, the more at risk your religious freedom becomes.

    Because what affects the church affects you, Miguel.

    That’s why your tax-deductible gift today is so critical.

    We must continue to stand for religious freedom—all the way to the U.S. Supreme Court when necessary. And ADF is committed to defending individuals, organizations, and churches like Calvary Chapel that are willing to take that stand.

    • habsburgicus says:

      d’accordissimo con l’americano (a me anonimo)…
      esempio di concretezza e anche cocciutaggine tutta americana “But bad news or a disappointing decision doesn’t mean we give up,”, l’America più VERA, quelli dei pionieri e di John Wayne, ove l’eroe mai si arrende..e poi vince almeno a Hollywood, nella realtà non sempre 😀
      un’America che non si può non amare…
      laddove altre Americhe non si possono se non disprezzare 😀

    • PinoMamet says:

      “Have you heard of the constitutional right to gamble?

      Me neither.”

      Io amo (e qualche volta odio) gli americani per questo modo di esprimersi.
      Usato al posto giusto, è fantastico.

      Che diversità con le untuoserie e i tecnicismi della politica italiana!
      Che diversità con l’aggressività enigmistica da iniziati degli extraparlamentari anni ’70!
      Che distanza dal “bello stile” del bravo oratore d’antan, ma anche dalla retorica vuota e fumante degli antipolitici di oggi!

      Usato al posto sbagliato, è naturalmente un metodo deleterio e fuorviante.

    • Francesco says:

      >> But in a disappointing 5-4 vote, the Justices turned us down.

      come è possibile? la tappetta di sinistra è morta, il mio nuovo amore è ancora al Senato a farsi ammirare, dovrebbero esserci solo 8 giudici alla Corte Suprema!

      PS in effetti il tizio sembra non solo encomiabile ma proprio degno di ammirazione. e sa anche l’inglese. certo, la questua finale è di cattivo gusto, alle orecchie di astratti moralisti italiani ma invece è un giusto tocco di concretezza

  28. Il titolo di questo post era BUONE notizie dagli Stati Uniti.

    Adesso arrivano FANTASTICHE notizie dagli Stati Uniti.

    L’articolo è forse un po’ sopra le righe, come tante cose che arrivano dagli Stati Uniti, ma spiega molto bene il concetto di “esternalità” che ricade sul mittente, ciò che in America si chiama “chickens come home to roost”.

    289 biglioni di dollari è una bella somma 🙂

    https://oilprice.com/Latest-Energy-News/World-News/Texas-Taxpayers-Face-117-Billion-Bill-For-Orphaned-Oil-Wells.html

    Texas Taxpayers Face $117 Billion Bill For Orphaned Oil Wells
    By Josh Owens – Oct 01, 2020, 1:30 PM CDT

    The state of Texas and its taxpayers could be on the hook for paying up to US$117 billion for the cleaning-up of abandoned wells as a growing number of U.S. oil companies go bust, and the guarantees for paying for the cleanup cover only 1 percent of estimated costs, a report by climate finance think-tank Carbon Tracker showed on Thursday.

    U.S. oil and gas producing states and taxpayers may have to pay in total as much as US$280 billion in cleanup costs, with Texas leading with US$117 billion, followed by Oklahoma with US$31 billion and Pennsylvania with US$15 billion, Carbon Tracker’s report says.

    The US$280-billion estimate is for 2.6 million unplugged onshore oil and gas wells in the United States, while there may be another estimated 1.2 million undocumented onshore wells, Carbon Tracker said.

    While operators are obliged to pay for the cleanup of oil and gas wells, the so-called surety bonds – the guarantee that the operator will indeed pay those costs – currently cover around 1 percent of the closure costs for plugging and cleanup of the wells, the think-tank said.

    The growing number of defaults in the U.S. shale patch may put taxpayers “at risk of picking up costs in excess of available bonds,” Carbon Tracker said.

    The lower-for-longer oil prices and the high debt levels of many U.S. oil companies resulted in as many as 16 filings for bankruptcy protection in the shale patch in July alone, bringing the total since the price crash to 50, the latest bankruptcy monitoring data from law firm Haynes and Boone showed at the end of August.

    According to Carbon Tracker, “States can lower their orphan well liability risk and protect taxpayers by demanding higher bond rates and forcing companies to plug long-inactive ‘zombie’ wells. These actions will shift responsibility for oilfield cleanup costs to industry and also position states to qualify for U.S. federal aid.”

  29. Vi riporto a Firenze…

    Allora, in pieno giorno, nel centro più fighetto, un tizio senza mascherina litiga con i vigili che lo invitano a mettersi la mascherina, e ne manda ben tre (!) all’ospedale, sospettiamo con minimi problemi reali.

    La cosa bellissima è la condanna trasversale del tizio, che parte dai cialtroni di destra che non si fanno mai vedere in consiglio comunale e che durante le riunioni del consiglio comunale spippolano sui telefonini,

    passa attraverso tutti i consiglieri del Partito Unico

    e arriva alla signora fighetta bene ex-compagna di un noto cantante, che conose i salotti fiorentini ma ignora la politica, eletta esclusivamente perché ha la pelle un po’ scura e che rappresenta l’Estrema Sinistra.

    Il povero picchiavigili così non si trova soltanto una denuncia penale, ma pure la Condanna Morale e Trasversale della Politica.

    Source : https://www.nove.firenze.it/aggressione-ai-vigili.htm

    Agenti della Polizia Municipale aggrediti per via di una mascherina
    L’episodio è avvenuto nel pomeriggio in via Calzaiuoli. Tre vigili medicati in ospedale. Solidarietà e condanna ferma in Consiglio comunale

    Desta scalpore l’aggressione avvenuta ieri ai danni di tre Vigili a Firenze. Senza mascherina ha aggredito gli agenti di Polizia Municipale che lo avevano fermato e tre sono dovuti ricorrere alle cure al Pronto Soccorso. Si tratta di un uomo che nel pomeriggio è stato ripreso da una pattuglia perché stava passeggiando insieme a una donna in via Calzaiuoli entrambi senza mascherina. L’uomo, che da accertamenti successivi è risultato di origine albanese, ha cominciato a polemizzare e successivamente a dare in escandescenze sostenendo di avere il diritto di stare senza mascherina. La pattuglia ha chiesto rinforzi ma l’uomo e passato dalle parole ai fatti aggredendo fisicamente gli agenti tanto che sono andati al Pronto Soccorso. L’uomo è stato arrestato per violenza resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Oggi la direttissima per la convalida dell’arresto.

    “Piena solidarietà agli agenti della Polizia Municipale aggrediti ieri a nome di tutto il gruppo Pd di Palazzo Vecchio. A loro e a tutto il corpo va un grande grazie per l’impegno che ogni giorno mettono in campo a tutela di tutti noi. Rispettare le regole è un dovere di tutti e chi le fa rispettare va difeso, è grave che invece sia stato oggetto di violenza. L’auspicio è che gli agenti si rimettano presto e tornino a svolgere il loro prezioso servizio. Fatti come quello di ieri non devono accadere” Così Nicola Armentano, capogruppo Pd a Palazzo Vecchio.

    Esprime solidarietà tutto il Gruppo Lega Salvini Firenze e, sull’accaduto, interviene subito il Consigliere della Lega Antonio Montelatici: “La mia solidarietà – dichiara Montelatici – al Commissario Silvia Bencini e ai due agenti, che oggi sono stati aggrediti da un uomo che si rifiutava di indossare la mascherina, nonostante l’invito rivoltogli dagli agenti in servizio”. “La mia solidarietà – conclude Montelatici – inoltre, all’intero Corpo della Polizia Municipale, una grande famiglia – a servizio di questa Città – la cui serenità è stata turbata da un atto vile che condanno senza se e senza ma!”.

    “Esprimiamo la solidarietà – dichiara il Capogruppo della Lega a Palazzo Vecchio, Federico Bussolin – agli agenti coinvolti nell’aggressione. Episodio che si ripete non lontano da quanto accaduto al Parco delle Cascine, sempre a danno della Municipale. Troviamo oltremodo assurdo che gli stessi agenti si siano visti negare, per mano dell’Amministrazione, la dotazione di Taser o alternativi dotazioni distanziometriche, come i manganelli”. “Non possiamo – conclude Bussolin – lasciare i nostri agenti vulnerabili, servono certezze”.

    “Assurdo e inaccettabile – condannano i consiglieri di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi e Antonella Bundu – il gesto di aggressione a delle persone che svolgono il loro lavoro per tutelare la salute di tutta la cittadinanza e di chi vive il nostro territorio. La situazione pandemica non è semplice e crea situazioni di costante tensione. Accade nei locali e nelle strade. Non è raro registrare momenti di nervosismo. Questo richiede un’azione di grande consapevolezza da parte di politica e istituzioni, ma anche comprensione da parte delle persone. L’aggressione a persone della Polizia Municipale, la cui colpa è stata semplicemente invitare a indossare la mascherina, come da obblighi di legge, è un episodio grave, da non sottovalutare. Per questo – concludono Palagi e Bundu – ci uniamo alle parole di solidarietà che giungono in queste ore dalle forze consiliari”.

    “Esprimo la mia solidarietà al commissario e agli agenti della Polizia Municipale rimasti feriti ieri, aggrediti da un uomo, di origine extracomunitaria, che si era rifiutato di indossare la mascherina come previsto dalla legge. Un fatto grave che non deve ripetersi. Ci auguriamo che il pronto arresto dell’uomo serva da monito”. Questa la dichiarazione del capogruppo di Fratelli d’Italia Alessandro Draghi.

    “Solidarietà e vicinanza al commissario e agli agenti della Polizia Municipale feriti ieri da un uomo che li ha aggrediti perché non voleva indossare la mascherina. Il lavoro di controllo del territorio svolto dalla nostra Polizia Municipale è prezioso ed è compito di tutte le forze politiche presenti in Consiglio comunale sostenerlo”. Questa la dichiarazione del capogruppo di Forza Italia Jacopo Cellai.
    Redazione Nove da Firenze

  30. tomar says:

    OT specialmente per Miguel
    Consiglio la lettura dell’articolo “Dove va a finire la nostra plastica” sull’ultimo numero di Internazionale: c’è da sprofondare nella vergogna”

  31. Francesco says:

    IT

    consiglio a Miguel la lettura dell’agile volumetto di tale Johnatan Franzen sul fatto che la catastrofe climatica NON sarà evitata

    mi sembra sia sulla stessa lunghezza d’onda

    fine IT

  32. Moi says:

    15 Ottobre … Lockdown all’ Italiana
    15 Dicembre … Natale in Lockdown ?!

  33. Moi says:

    @ PEUCEZIO

    Scusa ma, come fai tu a sapere con ostentata certezza che il Covid XIX che entro un paio d’anni si estingue ?

    • Moi says:

      In ogni caso, il Governo fino al Gennaio 2023 vuole arrivarci di sicuro … quindi il Virus NON verrà dichiarato mprto prima di allora !

      • Moi says:

        morto e.c.

        ———————

        … Poi, se invece il Virus resterà, la Campagna Elettorale sarà “tutta colpa dei Negri a Lampedusa” VS “tutta colpa dei Tamarri Movidari / Discotecari”

      • Peucezio says:

        Moi,
        immagini un gruppo di scienziati italiani “contisti” dissidenti dal resto della scienza mondiale, che dichiarano ancora in circolazione un virus constatato come estitno dal resto dela scienza mondiale?
        O la scienza mondiale che cospira tutta insieme per lasciare Conte in sella in Italia?

        • Francesco says:

          la prima che hai detto

          e immagino anche i quotidiani che darebbero corda a quel gruppo

          del resto, a cosa serve il principio di precauzione?

        • Z. says:

          A me pare piuttosto che un medico di chiara fama, piuttosto, abbia dichiarato che il virus in Italia non circola più.

          Il virus mi sembra circolare ancora, e anche quel medico.

          • Francesco says:

            Z

            una volta riconosciuto che medici di chiara fama che dicono qualsiasi cosa circolano felicemente, direi che la variabile decisiva diventa chi sceglie di intervistare un certo medico e chi un altro

            o ne hai di meno aleatorie?

            ciao

    • Peucezio says:

      Moi,
      perché entro allora il vaccino sarà stato distribuito a tutta la popolazione almeno in tutto il mondo occidentale.
      E se anche non proteggesse in maniera permanente, alla peggio lo si rifà, ma nel frattempo il virus di estingue o quasi.
      Poi ci sono le terapie. Se anche non sparisse, ma diventasse un disturbo banale che ti prendi una pillolina e finisce la storia, l’effetto sarebbe lo stesso.

  34. Mauricius Tarvisii says:

    A proposito di Covis
    Per fortuna il nostro Duc…Doge, appena riacclamato con percentuali putiniane, è in prima linea nel tracciamento dei contagi…

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/10/14/immuni-non-funziona-in-veneto-gli-operatori-non-hanno-mai-inserito-i-codici-nel-database-limbarazzo-della-regione-si-parte-lunedi/5966374/

    • Francesco says:

      cosa c’entrano le regioni con Immuni? e i database hanno senso se girano in automatico, giusto?

      mah, l’Italia è sempre il paese dei cachi (cit)

      • maffeia says:

        Le regioni sono incaricate di inserire nel database chi, tra le persone che hanno scaricato Immuni, risulta positivo al Covid. L’app non può conoscere le positività se non c’è chi le segnala.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Sì, ma ci vuole un essere umano che gestisca il database, non avendo ancora inventato Skynet.

        • Peucezio says:

          Continuo a non capire.
          Il database di che, se il suo unico compito è dirti che sei entrato in contatto con un altro cellulare di un tizio che ci ha scritto sopra che si è contagiato o che è entrato a sua volta in contatto con un contagiato?
          Poi sta a te informare il tuo medico, ma a quel punto l’app Immuni non c’entra più.

          A parte che non mi è chiara una cosa.
          Io l’ho installata mesi fa.

          Se mi segnala che sono entrato in contatto con un positivo mentre ero al ristorante senza mascherina, posso preoccuparmi e agire di conseguenza.

          Se mi segnala che vi sono entrato in contatto in un’ora e luogo in cui ero nel traffico coi finestrini alzati (io li tengo alzati praticamente sempre, anche quando c’è un’aria piacevole, per ascoltarmi la musica in pace e non propinarla ai passanti, perché ascolto la musica praticamente solo in macchina), me ne frego e sono tranquillo.

          E fin qui tutto bene.

          Ma se lui mi ha segnalato che io, nel traffico, ho incrociato il tizio contagiato o entrato in contatto col contagiato, poi, se un tizio incontra me, a lui viene segnalato di essere estrato in contatto con uno che è entrato in contatto, ecc. ecc.?
          O io devo fare qualcosa per confermare, per dir così, l’avvenuto rischio?

          • roberto says:

            Più che altro, e qui è il grande limite di immuni, sai solo che hai avuto un contatto pericoloso (più di X minuti a meno di X metri di distanza), ma non sa le condizioni del contatto

            Per dire, non sa se in quel contatto avete tenuto sempre la mascherina o vi siete baciati appassionatamente

            Se vivessi in Italia (Veneto a parte) la scaricherei di sicuro, ma non è la bacchetta magica

          • roberto says:

            Non segnala i contatti di contatti ma solo i contatti con positivi

    • roberto says:

      non ho capito bene, da quest’estate ad ora, in veneto immuni non ha fuunzionato e nessuno ha avuto il coraggio di dirlo?
      e la testa di Zaia non è ancora stata messa su una picca?

      • Z. says:

        Non hanno tempo per Immuni. Sono impegnati a fare ricerche sull’Avigan, il farmaco che ha salvato il Giappone e che i poteri forti ci vogliono nascondere.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Zaia è stato acclamato col 75%.

      • Francesco says:

        ma come mai le regioni c’entrano con Immuni?

        • maffeia says:

          Qualcuno dovrà pur dire ad Immuni che il soggetto è positivo al covid. Non si può lasciare questo compito al soggetto stesso (ti immagini quanti “burloni” si potrebbero divertire a seminare il panico?). Quindi la segnalazione viene dalle regioni.

  35. Peucezio says:

    Ragazzi, ma perché non ci trasferiamo tutti in Mongolia, in attesa di tempi migliori?
    https://en.wikipedia.org/wiki/COVID-19_pandemic_in_Mongolia
    La vita costa poco e ci sono belle ragazze, per quelli a cui piacciono le asiatiche.
    È che forse non ci faranno entrare (lo stato mongolo, non le belle ragazze! 😉 ): mica so’ scemi.

    Adda venì Gengis Khan!!

    • Francesco says:

      tu come te la cavi ad andare a cavallo e montare la tenda ogni sera? che lì funziona così la vita normale

      • Peucezio says:

        Beh, anche lì ci sono case in muratura.

        So di un tizio, un personaggio alla Guido Nicheli, che vive lì da anni (o almeno così era fino ad alcuni anni fa) senza sapere una parola di mongolo, gestendo un locale equivoco e andando a letto con una ragazza mongola diversa ogni sera.

        Non credo che sappia cavalcare (gli equini s’ìintende 😉 ), né tantomeno che dorma in una tenda.

        Comunque le tende mongole credo siano stabili, mica si montano ogni sera. Sono molto grandi e di forma rotonda.
        Considera che a Milano ho avuto a che fare con gente dell’associazione Italia-Mongolia e conosco gente che c’è stata.

        • Mirkhond says:

          Diceva un detto russo:

          – segui la via dei Mongoli e troverai la salvezza! –

          • Peucezio says:

            Bello! Non lo conoscevo.

            • Mirkhond says:

              Lo lessi molti anni fa su un libro di Peter Kolosimo.
              Credo che il detto sia nato durante la dominazione mongola della Russia (1238-1480), quando effettivamente mettersi sotto la protezione del nuovo padrone, poteva comportare dei vantaggi.
              Come capirono benissimo i principi di Mosca, che grazie a tale fedele vassallaggio, poterono imporsi sugli altri principati russi (tranne quelli finiti sotto la Lituania) e infine sbarazzarsi degli stessi eredi locali di Gengiz Khan, l’Orda d’Oro, ormai indebolitisi.
              Peter Kolosimo invece leggeva il detto in chiave ufologica, in quanto sugli Altai, si pensa possa esserci uno degli ingressi al mondo sotterraneo di Shambala.

    • roberto says:

      La Mongolia è uno dei miei sogni turistici, ma viverci non so, mi sa che fa troppo freddo per troppi mesi

      • habsburgicus says:

        @Roberto
        ti interesserà allora questo sito (che forse già conosci), il “non plus ultra” per il viaggio indipendente attraverso l’Asia interna, ove Marx regnava :D..e attraverso Confucio (che sempre più tende a soppiantarlo) ancora regna nella parte ad est, vulgo “Cina”
        https://caravanistan.com/border-crossings/mongolia/
        è una miniera di informazioni anche per i visti
        https://caravanistan.com/visa/mongolia/
        e molto altro
        comprende anche IR

        • habsburgicus says:

          a Kjakhta [oggi mitica dogana RUS-MONG] il 25 maggio v.s del 1915 (7 giugno) venne firmato un trattato celeberrimo, vero capolavoro della Santa Russia nei suoi ultimi giorni, che stabiliva il protettorato de facto della Russia sulla Mongolia (sotto il Jebcundamba Khutuktu, un “Buddha vivente”), mantenendo però la finzione dell’alta sovranità della Cina (allora Yuan Shikai, in procinto di farsi designare “Figlio del cielo”, per pochissimo) e garantendo ai mongoli l’autonomia assoluta…
          il trattato è datato anche secondo il calendario cinese repubblicano, 7° giorno del VI mese dell’anno 4 minguo “della Repubblica”, utile controllo per la data gregoriana 😀
          ed é datato secondo un calendario buddhista mongolo..sempre anno 4, si partiva dal 1/12/1911, proclamazione della cosiddetta “indipendenza” della Mongolia esterna dalla Cina !
          diplomazia asiatica 😀
          (pure Tokyo diede il suo placet segreto..mica gratis :D, in cambio di privilegi in Manciuria sanciti dall’alleanza segretissima RUS-GIAP del luglio 1916; la Russia imperiale, lungi da essere “cotta”, sui fronti non-europei -incluso il Caucaso- restò attivissima sino alla fine, e per nulla prona a Londra e Parigi cui per sua sventura invece si piegò in Europa, sacrificando inutilmente uomini ad maiorem Galliarum et Britanniarum gloriam)
          ma venne il febbraio 1917 (v.s) e andò tutto a donne di facili cosatumi 😀

          • Mirkhond says:

            Perché la Mongolia interna rimase alla Cina?

            • habsburgicus says:

              era sempre stata più sinizzata…vi erano più cinesi e il controllo mancese (Qing), pur avvenendo tramite le “bandiere” e non attraverso le “contee” (tongxi…boh) era molto più forte…comunque per una trentina d’anni la questione rimase aperta (famosi gli “intrighi” nipponici nei ’30 e primi ’40) e Mao si sentì in necessità di garantirle l’autonomia già nel 1947 (R.A di Nei Menggu “Mongolia Interna”, con cap. Hohhot) due anni prima della nascita della Zhonghua Renmin Gongheguo “Repubblica popolare cinese” il 1/10/1949 e sei anni prima del conferimento dell’autonomia al Xinjiang-Uygur (1955) !…un Mao sempre più folle, ovviamente, ridusse a nulla l’autonomia da fine ’50, ma nel primo decennio ci fu, sotto supervisione sovietica, e fu SERIA ! mi pare nel 1955 fu stabilita la cirillizzazione per adeguare il mongolo della Mongolia Interna al mongolo della Mongolia Esterna (fu varata la cirillizzazione di altre lingue in Cina del nord e dell’ovest) poi nel 1958 “contrordine, compagni !”..i “cirillizzatori” furono inviati nel laogai e il “genio del Presidente Mao” stabilì ben presto che il cirillico era “controrivoluzionario” e “revisionista” 😀 donde il paradosso che in Mongolia cinese si conserva la scrittura tradizionale mongola che in Mongolia indipendente è tornata a fare timidamente capolino solo nel 1990
              su tutto questo, cfr. Zhou Minglang

              • habsburgicus says:

                in 1937-1945 ci fu il Mengkukuò, un Manciukuò mongolo in fieri guidato da un principe mongolo (non riconosciuto con tutti i crismi laddove noi ed altri, ad esempio, riconoscemmo il Manciukuò, sin da fine 1937 insieme alla Spagna di Franco..Adolf attese il febbraio 1938)..
                nella Cina l’argomento è sensitivo e solo sfiorarlo apre le porte ad una “vacanza” nel laogai 😀

              • habsburgicus says:

                sotto Chiang Kai-shek (pres sul Continente dal 1948 al 1949 e già prima “guida” quantomeno dal 1943 ma de facto anteriormente; pres a Taiwan dal 1950 al 1975, anno della morte) era pericoloso parlarne anche a Taiwan…
                ma già il figlio Chiang Ching-kuo (pres 1978-1988) permise una certa libertà e oggi si può dire (praticamente) tutto

  36. Peucezio says:

    Scherzi a parte, da leucoderma comincio a capire come si sentivano i neanderthaliani di fronte alla comparsa dei Cro-Magnon.
    Speriamo che a noi vada un po’ meglio.

  37. Per Francesco

    da qualche parte hai citato un saggio di Jonathan Frazen, sono andato a cercarlo:

    https://www.newyorker.com/culture/cultural-comment/what-if-we-stopped-pretending

    Interessante l’attacco che subisce:

    https://www.theguardian.com/books/booksblog/2019/sep/09/jonathan-franzens-made-up-climate-change-model-sparks-online-pile-on

    Praticamente, Frazen dice:

    1) io non sono un climatologo, ma ci capisco di natura umana

    2) i climatologi ci dicono che se andiamo avanti così, supereremo la catastrofica soglia dei 2 gradi

    3) conoscendo la natura umana, andremo avanti così e finiremo male

    4) reazione dei climatologi-politici: “ignorante! balle! esiste il technological fix, ce l’ho io il rimedio! capisce niente di climatologia questo qui! basta che l’umanità faccia come dico io!”

    E’ un fenomeno molto anglosassone: in Italia o hai scienziati seri pagati dallo Stato, o hai idealisti che non hanno interessi concreti.

    In Anglosassonia, ci sono persone che hanno fatto dell’ambientalismo un mestiere gigantesco, dove vendono soluzioni a tutti i problemi, e guai a metterle in dubbio.

    • Z. says:

      Non è un problema che riusciremo ad affrontare, Miguel. Rassegniamoci entrambi.

      • Peucezio says:

        Il giorno in cui tu dirai che un problema si può risolvere o che qualcosa si può modificare in meglio, nevicherà ai Caraibi.

        • Z. says:

          Il giorno in cui sarà risolta la questione ambientale, effettivamente, nevicherà ai Caraibi.

          Ma è più facile che siano sommersi, e presumo che andrà così.

          • Moi says:

            Eviterei la fatidica frase che qualcosa “sta per finire” … al Capitalismo, ha portato benissimo ! 😉

          • Peucezio says:

            Ma esiste poi davvero una questione ambientale?

            • Francesco says:

              ho deciso di sì da quando ho notato che il parabrezza resta pulito e non è più insozzato di insettini spiaccicati dopo ogni viaggio

              o gli insettini hanno imparato a schivare le automobili o c’è davvero un problema

              • Peucezio says:

                Ti chiederò in prestito il parabrezza la proissima volta che viaggio 🙂

                Scherzi a parte, da quando l’hai notato più o meno?

              • Francesco says:

                ho letto un articolo, partendo col mio solito “cazzate da ecologisti”

                poi mi sono reso conto che è vero: se gli uccelli continuano a scagazzare sulla mia auto come una volta, di insettini spiaccicati non ce ne sono più. mentre quando ero giovane e mi scarrozzava mio padre era uno schifo da farso pulire il vetro ogni due volte che facevi benzina

              • PinoMamet says:

                Mah, io non ho un ricordo così esagerato ma mi pare che in effetti ci fossero più insettini spiaccicati quando ero bambino.
                Però forse conta anche l’aerodinamica della macchina…

              • Z. says:

                Sapete che non ci ho mai fatto caso?

                Da ragazzo giravo in cinquantino senza il parabrezza e ogni tanto mi arrivava qualche insetto in musta.

                Da quando ho cambiato cilindata non ho più tolto il parabrezza e non saprei.

                L’auto la guido molto di rado.

      • Per Z

        “Non è un problema che riusciremo ad affrontare, Miguel. Rassegniamoci entrambi.”

        Totalmente d’accordo, a patto che pensiamo alla tappa successiva.

        Noi dobbiamo pensare a come aiutare qualcuno a sopravvivere, almeno i nostri figli.

        Con un quarto di quello che abbiamo noi, ma almeno si salvino la pelle, no?

        • Z. says:

          Quanti se ne salveranno? Uno ogni dieci, ogni mille, ogni milione?

          Abbiamo un’idea di quale meta si possa raggiungere, e di quali siano i sacrifici verosimilmente necessari per raggiungerla?

          Perché altrimenti tanto vale rassegnarsi e sgassare.

  38. Dal Messico, Repubblica…

    Capisco il povero AMLO, che non è un uomo cattivo; e non chiede di “riavere” le cose di cui si parla, ma solo che si portino in Messico per qualche pittoresca mostra.

    Ma fa sorridere che la signora Beatriz Gutiérrez Müller (sì, Müller!) vada in giro a chiedere agli europei di restituirle qualcosa.

    Il Messico in questo momento sta vivendo un momento catastrofico, perché un’immensa parte della popolazione campa vendendo cibo per strada.

    Oggi, l’intero ceto medio ha smesso di comprare il loro cibo, per terrore covidiano.

    E milioni e milioni di persone non sanno più di cosa campare: credo che spieghi l’uscita di AMLO.

    Il Messico vuole le scuse del Papa. E il pennacchio di Montezuma
    15 Ottobre 2020
    A 500 anni dalla conquista spagnola, il presidente Obrador ha scritto a Francesco

    di DANIELE MASTROGIACOMO
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    Il pennacchio di Montezuma, il Codice Fiorentino, il Codice Cospi e, perché no, perfino le maschere di Tezcatlipoca e di Quetzalcóatl, tutti cimeli sacri conservati tra Vienna, Bologna, Parigi e Londra. Oltre, naturalmente, alle scuse da parte del Vaticano e della Corona spagnola. È una “missione quasi impossibile”, come lui stesso ammette su Twitter, quella che il presidente Andrés Manuel López Obrador ha affidato alla moglie, la scrittrice e storica Beatriz Gutiérrez Müller, da quattro giorni in giro per l’Europa.

    Ambasciatrice speciale del leader politico che vuole riscattare l’orgoglio maya del Messico preispanico, la signora Obrador domenica scorsa ha consegnato una lettera a Papa Francesco nella quale Amlo, come tutti lo chiamano, insiste nel sollecitare le scuse pubbliche del Vaticano per le “orrende atrocità” commesse dalla Chiesa cattolica ai danni delle popolazioni indigene originarie del Messico nel XVI secolo quando Hernán Cortés sbarcò sulle coste dello Yucatán.

    Durante la visita in Italia ha incontrato anche il presidente Sergio Mattarella al quale ha ricordato che il Codice Cospi, uno straordinario manoscritto precolombiano, giace ancora presso l’università di Bologna. Al capo dello Stato ha ribadito lo stesso desiderio di cui è latrice in questo viaggio riparatore. Il presidente Obrador vuole riavere, in via temporanea, i simboli di una civiltà scomparsa per l’azione dell’uomo. Lo scopo è metterli in mostra il prossimo anno e farli vedere nuovamente ai messicani. È la sua campagna, in vista della commemorazione dei 500 anni dallo sbarco di Colombo, la caduta di Tenochtitlán (1521), l’indipendenza del Messico (1821), la fondazione di Città del Messico (1931).

    Beatriz Gutiérrez ha sostato anche a Parigi dove ha parlato con Brigitte Macron, moglie del presidente francese; quindi è volata a Vienna per la sua tappa più importante. Suo marito, prima che partisse, glielo aveva ricordato: “Insisti sul pennacchio di Montezuma, anche se si tratta di una missione quasi impossibile, visto che se ne sono appropriati e che neanche Massimiliano di Asburgo (nominato re del Messico ma mai riconosciuto, ndr) lo aveva avuto in prestito quando ci invasero e diedero vita al cosiddetto Secondo Impero Messicano”.

    Non si tratta di un capriccio. Il pennacchio è una preziosa corona in oro, argento e rame, sormontata da piume di quetzal, un uccello adorato dai Maya e dagli Atzechi. Venne consegnata dall’allora re Montezuma a Hernán Cortés in segno di un’amicizia poi tradita. Il Messico ha cercato di riaverla in più occasioni. Ma Vienna ha opposto un cortese rifiuto. La stessa cosa deve aver fatto il presidente austriaco Alexander Van der Bellen che si è intrattenuto con la speciale ambasciatrice di questo viaggio verso il passato. Obiezione tecnica, oltre che politica. La corona è così delicata che, a parere di chi la conserva sotto una speciale teca nel museo della capitale, potrebbe frantumarsi durante il volo. “Non potrà essere consegnata prima di almeno dieci anni”, ha detto Gerard van Bussel, curatore del museo dove è custodita. Per trasportala e attutire le vibrazioni che potrebbero danneggiarla definitivamente “ci vorrebbe un aereo di 300 metri”.

    Obrador gioca la carta dell’orgoglio e del riscatto perché sa di agire su un sentimento mai sopito tra i messicani. A queste latitudini, il 2021 si annuncia come un anno denso di significati storici e politici. Perfino la statua di Colombo è stata tolta dal suo piedistallo nel cuore di Città del Messico. Dicono che rischiava di essere abbattuta. In realtà si vuole evitare un dibattito infinito su una tendenza che sta prendendo piede in tutto il mondo. Al Vaticano e alla Corona spagnola si chiede altro: scuse pubbliche. Un “atto di umiltà”, come scrive nella sua lettera il leader di Morena, “per restituire dignità ai popoli originari”.

    • habsburgicus says:

      nominato re del Messico ma mai riconosciuto, ndr

      fu nominato Imperatore e fu RICONOSCIUTO, mi spiace per il redattore 😀
      dalla Santa Sede (che inviò un Nunzio, mi pare Mons. Meglia, l’ultimo Nunzio in Messico prima del 1992), da tutte le Potenze europee (Gran Bretagna inclusa; pure noi lo riconosceva anche se suo fratello non riconosceva Vittorio Emanuele come Re d’Italia !) e dal Brasile nelle Americhe..
      non fu riconosciuto dagli USA (ma la CSA fece capire che avrebbe potuto riconoscerlo in base a un do ut des, americanamente “DEAL”) e da quasi tutte le Repubbliche americane, ma non sono l’intera comunità internazionale !

      • habsburgicus says:

        nelle addizioni all’Almanach de Gotha del 1866 vi è la notizia che il 22 ottobre 1865 a Firenze (così non siamo OT) Vittorio Emanuele II, per grazia di Dio e volontà della Nazione Re d’Italia, ricevette le credenziali di S.E Alonzo Peón de Regil, Inviato Straordinario e Ministro Plenipotenziario di S.M Massimiliano, Imperatore del Messico (aveva come segretario di legazione di II classe, un tal de Ybarrondo)..vedo se trovo conferma sulla “Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia”, poi vi dirò

        • habsburgicus says:

          ed eccovi accontentati (lo so che non ve può fregar di meno :D)
          http://augusto.agid.gov.it/#giorno=22&mese=10&anno=1865
          il Re ricevette prima il Ministro del Messico, indi il Ministro del Baden (Ferdinand Alesina von Schweizer), domenica alle 11.00

        • Per Habs

          “nelle addizioni all’Almanach de Gotha del 1866 vi è la notizia che il 22 ottobre 1865 a Firenze (così non siamo OT) Vittorio Emanuele II,”

          Interessante!

          • habsburgicus says:

            @Miguel, Mirkhond e tutti
            più interessante ancora la “Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia” di domenica 22 ottobre 1865 [in quell’Italia laicissima i giornali ufficiali uscivano pure di domenica :D] che ha il resoconto dell’udienza in mattinata con il discorso del Ministro messicano e la replica del Re, entrambi in francese, che ho condiviso sotto e che esorto caldamente te, Mirkhond e chiunque sia interessato a quell’Italia di leggere ! en passant, il discorso del Ministro Residente del Baden non è pubblicato, indice dell’importanza che la Terza Italia dava al tuo Messico ! 😀

            • habsburgicus says:

              OT
              P.S
              a proposito della “Storia di Firenze” progetto di cui mi hai accennato, beh uno studio diplomatico 1865-1871 si potrebbe fare 😀 e sarebbe un tassello che altri, ben più preparati in questioni fiorentine, completerebbero 😀 😀
              fine OT

              • habsburgicus says:

                ri-OT
                nella gazzetta ufficiale citata leggete all’interno (pag. 3) il necrologio di Lord Palmerston !” soprattutto Mirkhond dovrebbe essere interessato

    • PinoMamet says:

      “in via temporanea”

      se, come no.
      Io so’ stronzo, ma secondo me il governo italiano non doveva manco ridare l’obelisco di Axum all’Etiopia.
      Lo hai perso? e me lo tengo. Vienilo a prendere, se ci riesci.

      Spero proprio che Mattarella- che mi pare serio, giusto un filo troppo umano per i miei gusti, ma nella sostanza credo coriaceo- cestini le richieste messicane. E forse non dipende neanche da lui.

      Invece non ho molte speranze sul Vaticano: uno che scrive un’enciclica “Fratelli tutti”, che sembra un titolo di Elio e le storie tese, è capace di prendere sul serio quelle fregnacce.

      Il Vaticano si è già scusato, in passato, per più o meno tutto quello che ha fatto e anche non ha fatto, pensieri parole opere e omissioni.
      Mo’ basta veramente però! 😉

      Che poi non mi risulta che altri abbiano mai fatto altrettanto.
      Scuoiavano i prigionieri? Eh, sono usi etnici, vanno capiti, so’ ragazzi. Bruciavano gli eretici? eh ma gli eretici (loro) se l’erano andata a cercare…
      trafficavano in schiavi? eh ma da loro la parola schiavo non vuol mica dire schiavo, vuol dire uomo senza diritti che puoi maltrattare e vendere…

      La Spagna, lasciamo perdere.
      Il prossimo primo ministro spagnolo dovrà essere una kurda lesbica sessuale, solo così sono contenti…

      Oh, a me la Fallaci è sempre stata sui cosiddetti, ma quando parlava di “orgoglio” un po’ tutti i torti non li aveva…

      • PinoMamet says:

        kurda lesbica transessuale, ovviamente…

      • habsburgicus says:

        Io so’ stronzo, ma secondo me il governo italiano non doveva manco ridare l’obelisco di Axum all’Etiopia.
        Lo hai perso? e me lo tengo. Vienilo a prendere, se ci riesci.

        sempre più d’accordo con te, Pino !

      • Francesco says:

        OAPM!!!

        e pure ammirato, perchè quando ci vuole ci vuole

        soprattutto sapendo che siamo agli sgoccioli e tra un pò il Maya saremo noi

      • Mauricius Tarvisii says:

        Più che altro queste uscite messicane danno un senso di inaffidabilità, per cui nessuno gli presterà mai quella roba per l’esposizione in mostre temporanee se non dietro adeguate garanzie…

    • roberto says:

      So che è difficile trovare un confine esatto ma applicherei in principio del tipo “l’oggetto resta dove è importante”

      I fregi del partenone sono ormai parte integrante di Londra? Restino dove sono
      Non puoi immaginare Parigi senza la Gioconda? Resto dove è
      Il codice di coso…chi mai sapeva che stava a Bologna e chi è mai andato a Bologna per quello? Torni in Messico!

      • Peucezio says:

        Io invece sono perché noi italiani ci teniamo le cose degli altri che abbiamo in casa, ma gli altri ci restituiscano le nostre che hanno loro.
        E a calci nel sedere.

        • Z. says:

          Glieli dai tu, i calci nel sedere? 🙂

          • Peucezio says:

            All’occorrenza…
            Non ho mai giocato a calcio, ma il culo è più grande di un pallone, dovrebbe essere più facile.

            • Z. says:

              Fammi sapere. Però occhio, sei anzianotto e gracile 🙂

              • Peucezio says:

                Ma io mica so’ scemo: c’è un tizio nerboruto e armato fino ai denti che lo tiene fermo mentre io gli do il calcio nel culo!

              • Z. says:

                Non dire mai, ma proprio mai, “mica sono scemo”.

                Il mondo, quando sente quella frase, si incarica di smentire chi la pronuncia. E lo fa con gusto e cattiveria!

      • Francesco says:

        Roberto

        è come quando la Juve vince gli scudetti grazie agli arbitri: gli scudetti se li tiene

        e così via, la vita è ingiusta, la storia è una gran puttana navigata e gli snowflakes ipersensibili dei poveri stronzi da non considerare

      • roberto says:

        Si infatti sono sostanzialmente d’accordo, ma farei una eccezione per le cose delle quali a noi non frega assolutamente nulla (vorrei sapere quanti bolognesi sapevano prima di leggere questo blog del codice cospi)

        • Francesco says:

          da quando l’ignoranza è una virtù? già c’è stato quel prete comunista a parlare bene della disobbedienza …

          🙂

        • roberto says:

          Ma no l’idea è lasciare le cose che non apprezziamo a chi le apprezza.

          Un po’ come quando ho barbari a cena, mi accontento della volgare Barilla che tanto non apprezzano la differenza con altre paste più pregiate

        • Z. says:

          Codice Cospi? figurati, io prima dell’università non sapevo neppure chi fosse Irnerio.

  39. Per Habs

    Interessantissima la nota sull’ambasciata messicana in Italia (ho trovato pure una bella immagine dell’ambasciatore a cavallo).

    Wikipedia fa un errore clamoroso, allora:

    https://it.wikipedia.org/wiki/Relazioni_bilaterali_tra_Italia_e_Messico

    “Il primo contatto tra Italia e Messico fu nel 1869, poco prima della fine dell’unificazione italiana nel 1870, quando l’Italia espresse il desiderio di aprire un consolato in Messico. Un consolato italiano fu aperto in Messico nel dicembre 1872, tuttavia, le relazioni diplomatiche tra le due nazioni non furono stabilite fino al 15 dicembre 1874.[1] Nel 1875, il Messico aprì un ufficio diplomatico a Roma.[1]”

    Se non sei su Wikipedia, ti invito a iscriverti e correggere l’errore.

  40. Z. says:

    Come ve la passate, cari chelebecchiani? Siete attrezzati per la lotta contro la dittatura sanitaria?

    I miei conoscenti e familiari negli ospedali, al soldo della summenzionata dittatura, mi danno notizie via via più preoccupanti.

    Per fortuna che so che è tutto finto, e che in realtà il virus ha smesso di circolare 🙂

    • Mauricius Tarvisii says:

      Ad aprile passerà tutto: è solo un coronavirus, alla fine.

      • PinoMamet says:

        No, moriremo tutti perché due tizi al supermercato avevano la mascherina sotto il naso…

        • Z. says:

          Intanto cominciamo a tenerla sul naso…

          Cosa che peraltro qui fanno quasi tutti, almeno al supermercato, tranne qualche persona molto anziana.

    • Peucezio says:

      Z.,
      “I miei conoscenti e familiari negli ospedali, al soldo della summenzionata dittatura, mi danno notizie via via più preoccupanti.”

      E c’era bisogno dei conoscenti negli ospedali?
      È chiaro che stiamo precipitando verso il baratro.
      Basta vedere i grafici.

      • Z. says:

        Ma no, è solo terrorismo della dittatura sanitaria.

        Vogliamo tornare ad abbracciarci, a baciarci, a toglierci la mascherina che è solo una museruola!

        E poi tra poco avremo i risultati della sperimentazione sull’Avigan, il farmaco che i poteri forti ci volevano nascondere…

        • Peucezio says:

          Ma il baratro è indotto dalla politica, non dal virus in sé, altrimenti sarebbe emergenza in ogni stato del mondo.
          Noi stiamo finendo nel baratro che ci ha preparato Conte con i tuoi amici pentastelluti (sono i tuoi alleati di governo, quindi sono tuoi amici 😛 ) e i tuoi amici comunisti.

          • roberto says:

            Mi sembra effettivamente che ci sia emergenza un po’ dappertutto

          • Z. says:

            Il baratro non esiste: è un’invenzione di Conte per restare al potere. Abbracciamoci, leviamoci la mascherina, andiamo al ristorante, in discoteca. No alla dittatura sanitaria.

            • Francesco says:

              veramente Conte ha precipitato il paese nel baratro una seconda volta per garantirsi di restare al potere!

              non dirmi che non te ne sei accorto (anzi, credo lo abbia suggerito tu a lui)

              😀

              • Z. says:

                Ma no, tranquillo, va tutto bene, il covis è un’invenzione del governo!

                Continuo a pensare, e lo penso ogni giorno di più, che elezioni lo scorso autunno e Salvini al governo sarebbero state un’esperienza educativa per generazioni di italiani a venire.

    • roberto says:

      Io me la passo vivendo alla giornata e sapendo che prima o poi saremo tutti chiusi in casa (e con i ragazzi che vanno a scuola alla fin fine mi dico che se vado a mangiar fuori a pranzo con i colleghi non è poi così pericoloso)

    • Simone B. says:

      Scrive Z.: “Vogliamo tornare ad abbracciarci, a baciarci, a toglierci la mascherina”

      Io realmente voglio poter tornare a fare tutto questo perché sono cose belle e sono gran parte del sale della socialità e tutte queste limitazioni mi fanno intristire ma so che l’unico modo per uscirne, se non prima, almeno meglio è proteggersi nella maniera più intelligente possibile.

      Per il resto non me la passo male: camminate in campagna, ricerca funghi e contatti umani pochi e filtrati.

      Lavoro ad orario ridotto perché il grosso del nostro fatturato era dato da teatri e spettacoli vari quindi da marzo è sparito tutto. Ecco, la questione lavorativa è l’unica cosa che mi fa davvero preoccupare per il futuro.

      • Z. says:

        Anch’io, Simone, e credo quasi tutti. Per questo trovo che il governo dovrebbe attivarsi di più e trovo ignobile che l’opposizione ci speculi nella speranza di raggranellare qualche voto.

  41. Moi says:

    Ve lo ricordate il Senatore Razzi ? … Per arrotondare il Vitalizio 😉 si è messo a fare il Testimonial del sito di Annunci Economici Bakeca , quello “più generalista” 😉 … almeno Habs l’ ha capita 😉

    https://www.youtube.com/watch?v=PsvW1OmttIk

    PS

    all’ inizio credevo che fosse Crozza … 😉

  42. Moi says:

    calzolaio che ha preso un allievo giapponese

    [cit.]

    ———-

    Probabilmente imparerà bene 😉 … è gente che quando parla in Italiano dice di non saperlo bene, ma conclude con “spero che mi capIAte” [sic] !

    スペーロケミカピャーテ

    😉

  43. Moi says:

    Codice Cospi … interessante, non lo conoscevo.

    … cercando per immagini, escono i soliti antichi disegni PreColombiani “da incubo” 😉 che sinceramente non riesco a immaginare di peggio !

  44. Moi says:

    @ MIGUEL

    Biden tells parent there should be ‘zero discrimination’ against trans kids

    https://news.yahoo.com/biden-trans-rights-zero-discrimination-143432369.html

    Parent of transgender child questions Biden on trans rights
    When asked how he would protect trans rights, the Democratic presidential nominee said, “I will flat out just change the law.”

    https://www.nbcnews.com/feature/nbc-out/parent-transgender-child-questions-biden-trans-rights-n1243720

  45. Peucezio says:

    In realtà la situazione si può descrivere in termini semplicissimi:
    cominciano a proporre restrizioni serie perché temono (a ragione) di saturare di nuovo i posti letto e le terapie intensive, cosa che sarebbe uno scacco per il sistema sanitario e farebbe una nuova ecatombe.
    Poiché se non ci fosse questo rischio, tenendo conto anche dei notevoli progressi nelle terapie rispetto alla scorsa primavera, la situazione, malgrado l’impennata, non sarebbe tale da indurli a chiusure serie (che comportano disastri economici, umani e d’immagine a cascata): si manterrebbe l’obbligo della mascherina al chiuso e quelle poche altre regole che abbiamo mantenuto durante l’estate, più al massimo qualche restrizione maggiore in qualche focolaio circoscritto.
    In sostanza non vogliono trovarsi di nuovo con la gente che crepa a carrettate perché non la si può nemmeno ricoverare o iniziare a curare.

    Ma questo rischio c’è perché in questi mesi, oltre a non essersi attrezzati per un tracciamento più ampio e sistematico, non aver pubblicizzato l’app Immuni, ecc., non hanno neanche aumentato in modo serio i posti in terapia intensiva.
    Invece per tenere la gente in casa basta il DPCM e le forse dell’ordine esistenti, insieme al ricatto morale ossessivo verso gli italiani: tutta roba che richiede meno impegno e organizzazione.

    È un po’ come se si chiudessero tutte le strade perché non si sono assunti vigili a dirigere il traffico.

    • Z. says:

      Immuni in effetti non è stata pubblicizzata abbastanza e non ne è stato coordinato l’uso con le regioni. Devo dire che così com’è stata concepita non mi è mai sembrata il massimo, al di là della sua scarsa diffusione.

      Sicuramente è stata apertamente boicottata dalle opposizioni no-COVID (cioè tutta l’opposizione tranne Calenda), perché tutto fa brodo e tanto il COVID non circola più.

      Ma non darei troppo peso alla cosa, dato che le app di quel tipo credo siano state un fiasco più o meno ovunque.

      Sbaglierò, ma io avrei chiuso bar e ristoranti subito, tanto lo si dovrà fare comunque come succede già negli altri Paesi europei; obbligo di mascherina in tutti i luoghi di lavoro e controlli regolari. E obbligo di lavoro a distanza nella massima estensione ovunque possibile, anche per ridurre l’affollamento sui mezzi pubblici.

      Ma il lavoro a distanza non piace né al datore privato né a quello pubblico, e i controlli in Italia sono meno frequenti del dovuto (l’Ispettorato del lavoro, poi, credo soffra di croniche carenze di dotazioni e organico).

      Nel frattempo, quelli che il virus non circola più e torniamo alla normalità, dove sono? Due paroline tipo “sì, ho detto sciocchezze” no?

      • Peucezio says:

        Z.,
        “Ma non darei troppo peso alla cosa, dato che le app di quel tipo credo siano state un fiasco più o meno ovunque.”

        Beh, no, in Corea del Sud hanno funzionato bene.
        Sulle idiozie complottiste dell’opposizione di destra ti do ragione: purtroppo sono morbidi dove bisognerebbe castigare (Salvini arrivò a dire che l’aspetto sanitario è stato gestito bene) e criticano le cose più innocue.

        Per il resto secondo me non si dovrebbe chiudere nulla (d’accordo invece su telelavoro al massimo e rigore estremo sulle mascherine al lavoro e al chiuso in genere).
        Se il governo e le regioni non avessero avuto questa leva di sapere di poter chiudere le attività e al limite persino la gente in casa, avrebbero mosso il culo di più in termini di tracciamento, terapie intensive, tamponi e tutto il resto.

        • Z. says:

          In Corea del Sud a quanto ho letto era qualcosa di diverso: una specie di allarme che suonava quando l’attenzionato usciva di casa (a proposito di limitazione della libertà personale).

          Con un’app così il tracciamento viene più agevole.

          — Salvini arrivò a dire che l’aspetto sanitario è stato gestito bene —

          Doveva difendere la sua regione, che è quella che l’ha gestito peggio. Direi indiscutibilmente, tra curiose donazioni e anziani malati stivati nelle RSA a morire, col divieto per gli operatori sanitari di indossare la mascherina “per non spaventare” e altro che non metto per iscritto qui.

          — Per il resto secondo me non si dovrebbe chiudere nulla (d’accordo invece su telelavoro al massimo e rigore estremo sulle mascherine al lavoro e al chiuso in genere). —

          Bar e ristoranti al chiuso, così come attività di contatto, sono focolai naturali. Tanto varrebbe allora non imporre neppure le mascherine al chiuso: in ufficio e in fabbrica, almeno, non si passa il tempo a mangiare l’uno appresso all’altro.

          Il compagno di una mia amica si è appena preso il covid giocando a calcetto, per dire.

          Queste attività saranno chiuse comunque, e prima le si chiude meno danni si causano a tutti: anche perché chi ha un minimo di ragionevolezza dovrebbe astenersi, per quanto possibile, dal prendervi parte. Ora riattiveranno le “task force” di medici “volontari” – che poi per lo più sono medici sottratti ad altre attività, e molte persone bisognose di cure non collegate al covid resteranno di nuovo senza.

          • Peucezio says:

            Z.,
            “Doveva difendere la sua regione, che è quella che l’ha gestito peggio. Direi indiscutibilmente, tra curiose donazioni e anziani malati stivati nelle RSA a morire, col divieto per gli operatori sanitari di indossare la mascherina “per non spaventare” e altro che non metto per iscritto qui.”

            Quando hai ragione hai ragione.
            Ha fatto cose notevoli (l’ospedale costruito dal nulla da Bertolaso) ma anche errori marchiani. Un po’ come tutti d’altronde, tranne Zaia e alcuni altri pochi virtuosi (Toti in Liguria, Rossi in Toscana mi pare abbiano gestito discretamente; stendiamo un velo pietoso sul governatore-sceriffo De Luca, che è più un cabarettista di seconda categoria che un presidente di regione).

            Per il resto, secondo me il gioco non vale la candela.
            Lo faranno sull’onda dell’emergenza, ma dovrebbero invece moltiplicare in tempo di record i posti in terapia intensiva e fare una campagna ossessiva circa i comportamenti pericolosi.

            Inoltre non capisco perché non si può fare un cazzo di patentino per gli immuni, almeno per due o tre mesi. Loro ragionano in astratto: siccome gli scienziati non escludono al 100% una reinfezione (ma è accaduto tipo a due o tre persone in tutto il mondo, con sintomi nulli o minori rispetto alla prima volta e non è chiaro se con capacità di contagiare gli altri), pongono limitazioni a centinaia di migliaia di persone le cui probabilità di reinfettarsi e reinfettare sono infinitesimali e probabilmente, almeno nei primi mesi, nulle.

            • Z. says:

              L’ospedale di Bertolaso è forse uno dei migliori simboli della mala gestione: una cattedrale inutile e costosa, inaugurata con sfarzo e arroganza a spese del contribuente, e con un assessore che spiegava che il distanziamento non serve.

              I posti in TI qui ci sono, in Veneto pare anche più del previsto. Altrove non so.

              In compenso ho molta perplessità su com’è gestita la quotidianità, visto quel che è successo alla mia amica di cui scrivevo.

              • Peucezio says:

                Non capisco: e se in Lombardia salgono i contagi e si saturano le altre terapie intensive? Non servirà la “cattedrale” di cui parli?

    • Z. says:

      Poi c’è da dire una cosa: gran parte dei contagi pare avvenga in famiglia, tra amici, o comunque in occasioni conviviali (anche sul lavoro).

      E lì non ci sono mezze misure: o c’è il lockdown o non c’è.

      Comunque, ad aprile scrivevo che contavo di aver sistemato le faccende urgenti in tempo per la seconda ondata, sperando che fosse in autunno. Ci sono riuscito. Gli amici li rivedremo a primavera…

      • Moi says:

        o c’è il lockdown o non c’è

        —————-

        Natale in Lockdown … sembra un Cinepanettone di merda, MA tutti noi si rischia che sarà realtà ! 🙁

        Roberto Speranza ne darà tutta la colpa “agli Itagliani” che NON si distanziano, NON si mascherinano e NON si lavano le mani con il gel e soprattutto hanno troppa vita sociale !

        • Z. says:

          In effetti, sarebbe bene distanziarsi, mascherinarsi, lavarsi le mani e ridurre i contatti non protetti.

          Poi il governo dovrebbe fare di più, smettere di perdere tempo appresso alle opposizioni e alla loro retorica cancerosa e imporre restrizioni più severe prima che se ne debbano imporre di severissime.

      • Peucezio says:

        Z.,
        “Poi c’è da dire una cosa: gran parte dei contagi pare avvenga in famiglia, tra amici, o comunque in occasioni conviviali (anche sul lavoro).

        E lì non ci sono mezze misure: o c’è il lockdown o non c’è.”

        Io comunque, non sarai d’accordo ma, con tutto l’affetto, non me ne cale nulla 🙂 , ritengo che un ordinamento giuridico che ha il potere di impedire a un tizio di andare a trovare i suoi parenti o amici sia intrinsecamente immorale e in quanto tale illegittimo.
        Poi gli ordinamenti si reggono sulla capacità di impiegare la forza e in Italia questa ce l’ha lo stato italiano (in alcune zone un po’ condivisa con mafia, camorra e ‘ndrangheta), quindi ogni ragionamento è puramente accademico.

        • Z. says:

          Ezio,

          — Io comunque, (…) ritengo che un ordinamento giuridico che ha il potere di impedire a un tizio di andare a trovare i suoi parenti o amici sia intrinsecamente immorale e in quanto tale illegittimo —

          E’ un modo di vedere le cose. Più che accademico, secondo me, è scarsamente proficuo: così ragionando, ogni ordinamento esistente al mondo è immorale e in quanto tale è illegittimo.

          Detto questo, credo che le limitazioni imposte durante il lockdown che abbiamo vissuto siano limitazione della libertà personale, la cui legittimità costituzionale – a legislazione vigente – sia difficile da difendere.

          La limitazione della libertà personale è soggetta a doppia riserva, di legge e giurisdizione (art. 13 Cost.). Se anche volessimo considerare rispettata la prima (e qualche dubbio mi resta) non vedo come si possa sostenere che sia stata rispettata la seconda.

          Forse il costituente non aveva previsto la possibilità di un’epidemia. O forse non vi aveva dato particolare peso: nelle tante storie che mi hanno raccontato della mia famiglia, nessuna riguarda l’epidemia di spagnola.

          • Peucezio says:

            Mi chiedo come mai pletore di avvocati non abbiano cavalcato questa cosa.
            Piogge di ricorsi ce ne sono state, ma immagino (non ho sottomano statistiche) riguardino una percentuale molto minoritaria delle sanzioni elevate durante il blocco.

            Tutta la pletora di complottisti vari, opposizioni, insofferenti delle limitazioni, negatori del virus, ultralibertari, antimascherinisti e tutto il resto sono dei gran carichi a chiacchiere: esistono mille modi del tutto legali per opporsi alle restrizioni e inficiarle.

            Peraltro continuo a ritenere che se una tale opposizione si fosse manifestata prepotentemente nei mesi scorsi al punto da far capire al governo e alle varie istituzioni locali di non poter contare sulle restrizioni (parlo di quelle pesanti, non della mascherina nei luoghi chiusi ovviamente: mi chiedo quale giudice costituzionale al mondo potrebbe dire che è illegittimo imporla, esclusi impedimenti di salute documentati per particolari soggetti) e di dover fare leva esclusivamente su tracciamento, tamponi, ampliamento a gogò di posti letto e terapie intensive, ecc. sarebbe stato un gran bene anche rispetto alla situazione sanitaria.

            Ora purtroppo è tardi e un po’ di chiusure dovranno farle per forza per non rischiare un’altra ecatombe (che un po’ ci sarà comunque e nessuno pagherà, come l’altra volta).

          • Z. says:

            Ricorsi ce ne sono stati, e pure vittoriosi sul punto. Devi però considerare che sono in pochi a impugnare, e probabilmente non sempre queste considerazioni sono state inserite nei motivi di gravame.

            • Peucezio says:

              Z.,
              “Devi però considerare che sono in pochi a impugnare”

              A questo mi riferivo.
              So che sono stati fatti ricorsi e molti hanno vinto. Mi chiedo perché gli avvocati non hanno fatto una campagna d’informazione per indurre a ricorrere molta più gente.
              Ovviamente dicendo che è giusto seguire le regole, che lo fanno solo per difendere il diritto, che il covid è un problema molto serio, ecc.

              • PinoMamet says:

                Perché tu puoi dire che il covid è un problema serio, che è gusto seguire le regole ecc. fin che vuoi, ma per l’opinione pubblica degli “intelligentoni” resterai sempre un untore e un negazionista.

                E nessuno vuol prendersi questa fama.

                Ho appena letto su FB l’intervento incazzatissimo di una conoscente che evoca la caccia (testuale: lo ripete e lo ribadisce in maiuscole) agli asintomatici, che secondo lei sono colpevoli di tutto.
                Non solo in senso statistico: proprio in senso morale.

                Cioè hai il covid, non sai di averlo, e sei lo stesso colpevole. Dovevi saperlo.

                non le viene in mente di pensare ai problemi di tracciamento, al numero di tamponi e alla difficoltà (all’inizio, posso testimoniare, elevata) per farsene fare uno, al fatto che d’estate, dato il calo dei contragi, pochi lo ritenessero ancora necessario, al fatto che la app funzioni o no o sia o meno obbligatoria, alle misure anti-contagio serie (che non è sinonimo di severe!) che potevano essere prese e non lo sono state.

                no, la colpa è tutta del singolo asintomatico.

                Al quale (e a tutti quelli che non la pensano come lei) augura di prendere la malattia grave e magari lasciarci le penne.

                Siamo al pensiero magico, puro e semplice.

                suppongo che tra pochissimo diventerà una mia ex conoscente…

              • Z. says:

                Ezio,

                — Mi chiedo perché gli avvocati non hanno fatto una campagna d’informazione per indurre a ricorrere molta più gente. —

                Non ricordo nemmeno campagne di informazione per indurre a ricorrere contro il photored, per dirne una.

                Inoltre, quella che ho sostenuto sopra è la mia tesi, non universalmente condivisa dalla dottrina, e non è detto che sia l’unica interpretazione possibile.

                Z.

                PS: quando smetterete di passare il vostro tempo sul Tomo de’ Ceffi, e a permettere a quell’abisso di guardare dentro di voi, sarà sempre troppo tardi!

          • roberto says:

            Io ho un po’ l’idea che ci siamo stati pochi ricordi anche perché la stragrandissima maggioranza delle persone si è resa conto che un lockdown era necessario (non erano necessarie regole vessatorie come quelle dei 200 metri e li in effetti ricorso c’è ne sono stati)

            • Z. says:

              Robè, anche i semafori sono necessari, ma questo non impedisce i ricorsi contro le multe 🙂

              • roberto says:

                Mi sono spiegato male

                Ci sono stati ricorsi contro le multe, ma che io sappia non contro il lockdown in sé. Cioè la gente non ha protestato per la privazione della libertà ma per la multa nei rari casi in cui l’ha presa

              • Z. says:

                Beh, non è facile impugnare le norme che prevedono l’esistenza di semafori. Si impugna l’atto con cui ti fanno la multa 🙂

              • Per Z

                “Beh, non è facile impugnare le norme che prevedono l’esistenza di semafori. Si impugna l’atto con cui ti fanno la multa ”

                Un mio amico avvocato mi diceva che esiste una profonda differenza tra diritto italiano e diritto anglosassone, legato proprio a questo: per gli angli (da quello che ho capito) il singolo caso fa precedente, sono possibili le class action molto più estese che in Italia e si può andare alla radice più facilmente.

                Insomma (dico profanamente) in Italia si possono vincere cento cause singole legate a un errore del semaforo, ma il semaforo resta sempre lì, in Anglosassonia no.

                Se ho capito bene, poi non è certo il mio mestiere…

  46. Moi says:

    Io ricordo che a Inizio Anni Duemila arrivo un “Ventazzo da Comacchio / Polesine” che ha reso ormai autoctone le “Effimere”/ “Ephemerae” anche a Bologna e in Romagna … prima mai viste, comunque non fanno nulla: aquanto mi risilta (senza approfondire troppo) da adulte campano un giorno senza nutrirsi e muoiono.

    • PinoMamet says:

      ??
      le effimere le ho sempre viste, in effetti. Non mi paiono un insetto da palude, ma da acqua corrente e piuttosto limpida. Le mangiano le trote, e le trote a Comacchio non sono proprio a loro agio… 😉
      Sono le moschine che di solito si imitano con la pesca a mosca artificiale.

  47. Moi says:

    BUONA NUOVA PER PINO

    Pare che il film Creators The Past con tanto di Cameo dell’ Innominabile 😉 NON stia andando bene … però è interessante che ancora una volta un film a forti tinte esoteriche (!) sia stato concepito e prodotto fra Torino e dintorni ! … E dove, sennò ? 😉

    • Moi says:

      Difatti le due città più Massoniche d’ Italia sono Torino e Firenze … la diversità è quaLItativa, NON quaNTItativa : della Massoneria rappresentano una specie di Yin e Yang / 陰 陽 all’ Occidentale 🙂 … il Cupore Esoterico Elitario la prima, la Solarità Essoterica Popolare la seconda.

      … nevvero, Habs ? 😉

  48. Z. says:

    La parte più cancerosa dell’opposizione italiana, oltre ad opporsi alle misure di contenimento del contagio proposte dal governo – peraltro sin troppo blande – va in giro a dichiarare che il governo vuole imporre un’imposta patrimoniale.

    Queste dichiarazioni, hanno per effetto, se non per oggetto, di rendere più difficile il ricorso al credito, moltiplicando gli interessi che noi cittadini paghiamo ogni anno ai creditori.

    Ogni Paese ha il governo, e pure l’opposizione che merita.

    Vorrei che non fosse un problema mio, ma purtroppo a suo tempo ho fatto le scelte sbagliate, e lo è.

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