“Se non viviamo di bellezza, di comunità, di terra, allora di cosa viviamo?”

Un paio di mesi fa, la Libreria Tatatà – alcune amiche che hanno messo insieme con molta grinta uno spazio qui in Oltrarno – ha organizzato un incontro nel Giardino, con Francesca Volpe, che ho potuto conoscere così.

Francesca, un paio di anni fa, ha fatto un giro per la Toscana, nella sua vecchia Renault 4, e ne ha ricavato un libro per una minuscola casa editrice, un libro che si chiama per l’appunto La Toscana in Renault 4. Viaggio sui sentieri dell’ecofilia e della libertà.

Francesca di mestiere fa la contadina. Che in questi tempi di devastazione universale, è la scelta più radicale che si possa fare.

Francesca, nell’arco di tre mesi, ha visitato circa 150 luoghi vivi in tutta la Toscana, raccontandone le storie.

Un commentatore di questo blog, che si firma Peucezio, mi aveva scritto in privato una volta

“La Toscana comunque è sempre un mondo a sé: è talmente rappresentativa dell’Italia da essere, per paradosso, poco italiana. Lo stesso spirito ribelle e creativo che ha prodotto le meraviglie del passato, fa sì che oggi siano gli unici italiani ribelli a tutte le pastoie, le mediocrità, le forme di servilismo, gli atteggiamenti corrivi, manierati, un po’ fasulli tipici degli italiani.”

Ora, non esageriamo, la Toscana ha prodotto pure Renzi.

Però c’è del vero: di ogni luogo, di ogni persona, di ogni pianta, dobbiamo cogliere quel minimo accenno di virtù.

E Francesca coglie come nessun altro, le virtù della Toscana.

Non sono bravo a fare recensioni distaccate: posso solo dire che sono rimasto colpito dal vasto mondo segreto, sotterraneo, che lei ha portato alla luce, di piccole persone che hanno rinunciato al mondo moderno, hanno scelto di vivere tra pievi romaniche e mani sporche e rovi, e semi che stanno per scomparire, e legno e cani, cercando di essere meno.

Francesca intervista Rita che ha una bancarella qui alla Fierucola a due passi da casa mia, che abbandonò il suo lavoro in città per farsi contadina:

“La libertà si paga ma è l’unica cosa per la quale valga la pena di pagare. Si paga con la fatica, con lunghe giornate di lavoro, con le levatacce per partecipare ai mercati, e con conti che a fine mese arrivano corti.

Ma vivendo in città non avendo più alcun contatto con la terra, si perde il contatto con la vita. Se non viviamo di bellezza, di comunità, di terra, allora di cosa viviamo?

Francesca racconta storia su storia, e più ne leggevo di queste storie di piccole persone, a volte buffe, sognatrici, che hanno scelto di remare contro la modernità, a volte perché erano nate in campagna loro stesse, oppure perché avevano imparato a rinunciare alla città, più capivo che era lì la questione dei nostri tempi.

Francesca conclude con queste parole.

Il suo libro, dice,

“è un piccolo tributo al grande lavoro che tutte le persone incontrate, ognuna a suo modo, stanno compiendo.

Perché quello che stanno facendo non è semplicemente ‘lavorare in campagna’, è prendersi cura della terra e delle sue creature, curarne le ferite causate dall’industrializzazione selvaggia, dall’agricoltura convenzionale, dagli allevamenti intensivi e dall’alienazione umana, restituendo fecondità.

Non è soltanto ‘fare il proprio interesse personale’, è sfidare – da piccole realtà – le pastoie della burocrazia pensata per le grandi attività, affrontare le difficoltà economiche, contrastare tanto l’erosione dei suoli quanto quella dell’etica per contribuire al bene di tutti.

E creare delle isole salubri con terra fertile, cibo sano, relazioni autentiche, braccia stanche e cuori pacificati delle quali beneficia – consapevolmente o inconsapevolmente – l’intera comunità dei viventi.

E queste isole luminose fluttuano tra chiazze di grigiore, ogni volta che ne sorge una nuova i loro confini fisici si avvicinano, le loro anime toccano e l’ordito dell’ecofilia si fa più saldo e più bello”.

La Toscana è una terra in cui molte persone si sono fatte piccole e umili, e si sono messe al servizio della mela panaia e della pera coscia; o hanno fatto come il mio amico che ha celebrato le nozze in stalla, perché non voleva abbandonare le bestie.

Nel naufragio universale, la vecchia contadina tramanda i semi alla ragazza con la Renault 4, e l’ultimo artigiano del quartiere insegna alla ragazza giapponese come rilegare i libri.

Ora vi propongo, uno di comprare il libro di Francesco;

due di comprarlo se potete dalle nostre amiche della Tatatà, pur sapendo che le spese di spedizione saranno minori se decidete di arricchire Bezos invece di Fiamma e Silvia;

ma il libro lo capirete solo se pensate di venire in Toscana un giorno a trovarci, e visitare alcuni dei posti di cui parla Francesca.

Ci organizziamo per farlo? Perché esistono libri che è un piacere leggerli, ed esistono libri che si possono pure vivere.

Io ad esempio non ho ancora vissuto la Pieve di Romena, dove Francesca ha potuto rigovernare le stoviglie:

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615 Responses to “Se non viviamo di bellezza, di comunità, di terra, allora di cosa viviamo?”

  1. Z. says:

    Miguel,

    ti vogliamo bene ma non daremo una lira ai progetti di cui ti fai PR: né oggi, né domani, né mai 😀

    • Per Z

      “ti vogliamo bene ma non daremo una lira ai progetti di cui ti fai PR: né oggi, né domani, né mai ”

      Vuol dire che ti comprerò il libro a spese mie.

      Mi dai (in privato) il tuo indirizzo fisico di posta, così posso fartelo avere?

  2. Nelle tante discussioni che ci sono qui, con tante visioni del mondo diverse, vedo che ci sono tanti nemici

    c’è la Massoneria, c’è Papa Francesco, c’è Salvini, c’è la tizia che si è fatta il tatuaggio nazista, c’è il PD, ci sono i radicalscicche di Capalbio, c’è la Ditta Casaleggio che ci vuole fregare, ci sono quelli che non si mettono la mascherina, ci sono i leghisti razzisti, c’è Trump, c’é l’Europa con la Merkelona, ci sono gli islamisti, ci sono i preti pedofili, c’é il ministro così coglione che non ha capito che, c’è la lobby gay, ci sono le Trame Russe, c’é la NATO, ci sono i razzisti del nord che odiano i terroni, c’è il tzio allo stadio che ha fatto il saluto romano, ci sono gli antivaxxe, ci sono le fake news, c’è la lobby sionista, c’é Zuckerberg…

    E tutti dovrebbero strisciare e chiedere scusa, e il fatto che non lo fanno, li rende ancora più schifosi…

    Ammettiamo qui tutto, perché a pensarci, tutti hanno un frammento di ragione.

    Ma chi sono invece gli amici?

    La cosa bella è che Francesca ha fatto un libro dedicato esclusivamente agli amici.

    E sono pochi, piccoli e preziosi.

  3. Moi says:

    Be’, proprio colà a Firenze, lui di ‘ste cose “ci viveva” ma …

    Non tanto i debiti, fatti per investire nell’acquisto del fondo dove c’è il ristorante, ma l’incertezza sul futuro – con l’incubo di un nuovo lockdown – tormentava Luca, il ristoratore di 44 anni trovato suicida, impiccato, a Firenze. Un gesto estremo dietro al quale probabilmente non c’è una sola causa, ma i suoi colleghi e le associazioni di categoria non hanno dubbi: la crisi del comparto conseguente all’emergenza covid ha avuto un peso. Forse determinante.

    https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2020/08/24/ristoratore-suicida-a-firenze.-i-colleghi-colpa-della-crisi_49d6d88b-e756-45de-ab3d-4d485f3e0a87.html

    • Per Moi

      “ristoratore suicida”

      E visto che siamo in campagna elettorale:

      ” Il sindaco Dario Nardella è andato a trovare la famiglia e chiede a tutti, parlando alla città, di restare uniti invitando al raccoglimento. Il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, in campagna elettorale, avverte: “E’ un grido d’allarme”. “Gesto che deve far riflettere”, dice l’avversaria Susanna Ceccardi. Da Roma Giorgia Meloni parla di “storia che lascia impietriti,e che racconta il dramma di centinaia di migliaia di imprenditori schiacciati dalla grave crisi economica e lavorativa causata dal Coronavirus”.”

    • roberto says:

      A prescindere dalla campagna elettorale, e dal fatto che chiunque viva di turismo e divertimento sia colpevole delle peggio cose, non mi sorprende per niente.
      Mi intristisce molto però….

      • per Roberto

        ” dal fatto che chiunque viva di turismo e divertimento sia colpevole delle peggio cose”

        Oggi si chiacchierava di lui dal barbiere… a sentire chi lo conosceva, non mi sembra la figura dello squalo da vita notturna, il ristorante c’era da tanti anni, e serviva credo soprattutto le comitive di turisti.

        Nulla a che vedere con gli speculatori che con i soldi della camorra aprono abbeveratoi notturni per far girare rapidamente i soldi e poi chiudere bottega, insomma.

  4. Moi says:

    Sempre in tema di ambiente e territorio : che differenza, sui Sòscials, fra uno Sbarbo Problematico e … un Giornalista Professionista ?!

    Il nubifragio di Verona? Karma contro i razzisti. Il tweet choc del giornalista Paolo Berizzi fa indignare tutti

    https://www.iltempo.it/attualita/2020/08/24/news/verona-karma-tweet-paolo-berizzi-giornalista-repubblica-fascisti-razzismo-veneto-odio-24287843/

    Boh … valutate voi ! 😉

    PS

    Si noti un concetto misticofilosofico complesso come “Karma(n)” कर्मन् … ridotto al valore semantico di un “Pappappero Gnè-gnè !” da Cinni dell’ Asilo 😀 … Ma qui la Colpa dev’ esser di qualche VIP (verosimilmente Statunitense …) che ha figheggiato un po’ a sproposito !

    😉

    • Per Moi

      “Il nubifragio di Verona? Karma contro i razzisti. Il tweet choc del giornalista Paolo Berizzi fa indignare tutti”

      Non so del nubifragio in città, ma ho visto un video impressionante sul Corriere della Sera ieri della devastazione dei vigneti, e quello sì che è karma: radi al suolo qualunque cosa che non sia una fragile vite, il suolo buono si dilava, resti con dei palettini che vengono giù al primo temporale serio.

    • roberto says:

      “ Si noti un concetto misticofilosofico complesso come “Karma(n)” कर्मन् … ridotto al valore semantico di un “Pappappero Gnè-gnè !” da Cinni dell’ Asilo“

      😁

    • PinoMamet says:

      Io avrei pensato ai concetti di contrappasso, schadenfreude e poetic justice, ma devo dire che Pappappero-gnè-gnè li somma tutti in maniera perfetta 😀 😀

  5. roberto says:

    Spesso affrontiamo questo tema di come le nostre esperienze influenzino i nostri immaginari. Evidentemente, Miguel, la tua esperienza è quella della vecchia contadina che regala i semi.

    La mia esperienza con il mondo contadino riguarda due mondi, entrambi legati a mia moglie.
    La parte tedesca è cresciuta in una zona vinicola del baden Württemberg e praticamente tutti i suoi amici sono viticultori, distillatori di grappa o cose così. Gente abbastanza simile a me, lavoratori ma con giudizio, solidali ma nel quadro della loro cooperativa…insommma né più né meno che dei commercianti, con un commercio un po’ particolare

    Poi la parte francese del villaggio pirenaico, tutti contadini e/o pastori/allevatori, e li non ho mai visto una banda di cazzoni litigiosi stronzi e dispettosi come quelli. Una brava persona, un cugino di mia moglie, subisce costantemente le angherie degli altri (l’estate scorsa l’ha passata in ospedale perché è stato preso a badilate da un vicino di campo, incidentalmente il sindaco del villaggio. Motivo: il badilante invece di prendere una stradina per arrivare al suo campo si ostinava a passare nel campo del nostro cugino con il suo 4X4, ed il cugino ha osato chiudere un cancello). Sono 20 anni che sento la banda di cazzoni parlare solo ed esclusivamente di furti d’acqua, di litigi di confine, di screzi sugli sconfinamenti di animali, piante avvelenate…non so se hai presente i romanzi di pagnol, ecco, esattamente quel mondo. Ho assistito due volte a persone che hanno provato ad istallarsi nel piccolo ed idilliaco villaggio (un apicoltore ed un pastore che, insieme alla famiglia, aveva provato a riprendere una fattoria abbandonata), entrambi letteralmente massacrati senza nessun motivo apparente

    Questo spiega la mia diffidenza per “piccoli villaggi” e “piccoli agricoltori che vivono in armonia”
    🙂

    • PinoMamet says:

      In effetti quando Miguel parla dei contadini toscani mi sembra che parli di una realtà diversissima da quella degli agricoltori emiliani che conosco io.

      (uso i due termini in senso antropologico: gli emiliani non usano, non amano e non riconoscono il termine “contadini”, lo ripeterò mille volte. Del resto i contadini sono quelli che coltivano un “contado” o al limite una “contea”, mentre qui sono tutti piccoli o piccolissimi proprietari…)

      Probabilmente è anche il motivo principale della differenza paesaggistica tra le colline toscane (celebratissime, ma dal mio punto di vista un po’ scarne…) e quelle emiliane (che non conosce nessuno ma sono splendide! e molto più popolate, direi).

      Come carattere, l’agricoltore emiliano è possessivo (guai a chi gli tocca la caslen’na), chiuso con gli estranei, compagnone con gli amici, litigioso, attaccato al denaro, indipendente.
      Non ha la religione del lavoro, ma neppure quella della pigrizia.

      • PinoMamet says:

        Diciamo che Guccini, quando titolava “Dalla via Emilia al West”, qualcosa di vero lo coglieva…

    • Per roberto

      “Questo spiega la mia diffidenza per “piccoli villaggi” e “piccoli agricoltori che vivono in armonia””

      In effetti, le esperienze personali cambiano veramente la prospettiva.

      Chissà, forse è stata la mezzadria a salvare la Toscana: da una parte, il contadino non era il proprietario chiuso e litigioso, ma non era nemmeno il bracciante che non è legato alla terra. Forse anche la precarietà del mezzadro di fronte al padrone…

      I contadini che conosco io sono in media abbastanza giovani, hanno studiato; sono nati in città, ma magari con un nonno contadino, e quindi con ricordi di infanzia legati alla campagna.

      Ovviamente non sono i proprietari di innumerevoli ettari di vigneti industriali, che sono una categoria potente e completamente diversa.

  6. Peucezio says:

    O.T.
    (nel senso di “old” non di “off”):

    Mauricius,
    “Veramente un parlamento con meno membri è meno efficiente di un parlamento con più membri.
    Perché?
    Perché aumenta il peso del singolo parlamentare, con la conseguenza che le maggioranze siano meno solide. Il 99% degli eletti, infatti, sono peones che votano sulla base delle indicazioni di partito/corrente. Una grande massa di peones rende più difficile il lavoro di minoranze interne e franchi tiratori, per cui la disciplina di partito aumenta. Un parlamento molto numeroso quantomeno favorisce l’iniziativa legislativa del governo che, in quanto vero organo rappresentativo dei partiti di maggioranza, ha il vero potere decisionale su quanto voteranno le camere.

    “Ma si riduce la rappresentanza delle minoranze”.
    Non è proprio vero: sono le soglie di sbarramento a farlo. Con una soglia di sbarramento al 2%(l’attuale, per intenderci) la rappresentatività dei partiti minori sarebbe garantita persino da un parlamento di 50 seggi, mentre anche con mille seggi il partito che non raggiunge lo sbarramento comunque non è rappresentato. Tanti seggi vogliono dire solo più peones dei partiti maggiori.

    Speravo almeno qui di non dover confutare l’evidentemente assurdo argomento del dibattito parlamentare. Ma procediamo.
    Se siamo in 630 è naturale che non discuteremo: la possibilità di discutere è inversamente proporzionale al numero di persone coinvolte nella conversazione. E qui si capisce come mai il vero organo decisionale ormai è il governo, dove pochi esponenti della maggioranza si mettono d’accordo (è l’unica sede in cui è possibile verosimilmente discutere), danno le direttive e le centinaia di peones nel parlamento approvano.”

    Ma quindi tu voterai sì?
    O sei a favore di un parlamento meno forte e di un maggiore decisionismo dell’esecutivo e delle segreterie di partito?

  7. Buone notizie!

    Se avete amici di sinistra di una certa età che possono votare in Toscana, sappiate che è tornato il PARTITO COMUNISTA ITALIANO in persona, che si presenta sulla scheda elettorale con questo simbolo:

  8. Non vi fate ingannare da questi qui, che sono solo il PARTITO COMUNISTA e si presentano anche loro alle elezioni:

  9. Mirkhond says:

    Il frazionismo, l’incorreggibile vizio del socialismo.

    • Z. says:

      Qualche precisazione.

      Il PCI di cui al primo simbolo è il Partito Comunista Italiano fondato nel 2016 a S. Lazzaro di Savena (Bologna). È un brodo-amarcord a buon mercato in cui è caduto anche il prof. Alleva.

      Il PC di cui al secondo simbolo è il Partito Comunista di Rizzo, macchietta televisiva che piace alla destra perché incarna lo stereotipo dello stalinista ad uso leghisti. Non è questo ad essere “solo il PC”: a rigore, sono gli altri ad essere solo un partito che si rifà al comunismo mentre questi sono IL partito comunista (non italiano, tout court).

      A parole, Rizzo rinnega Berlinguer e si richiama a Togliatti. Nei fatti, a mio avviso, rinnegare Berlinguer significa rinnegare Togliatti, e comunque non c’è dubbio che nei fatti Rizzo rinneghi Togliatti.

      Il passaggio da Partito Comunista d’Italia (ossia, divisione italiana del Comintern) a Partito Comunista Italiano (ossia, la democrazia progressiva come via italiana al socialismo) si deve infatti, com’è noto, alla dirigenza degli anni Quaranta.

      Sicché a voler tutto concedere Rizzo potrebbe al massimo – e con fantasia potente – richiamarsi a Secchia. Se non fosse che Marco Rizzo sta a Secchia come io sto a Fulvio Croce.

      Sia chiaro. La mia “analisi” è un ozioso divertismàn estivo, naturalmente, e divertismàn – ad esser buoni – sono il PCI di San Lazzaro e il PC di Rizzo. Nessuno dei due partiti può a mio avviso essere definito frazionista: non sono frazioni di qualcosa. Non sono nemmeno partiti. E mettono pure un po’ di tristezza.

      • Mirkhond says:

        Frazionismo nel senso di frammentazioni continue del comunismo, fino a queste schegge isolate.
        Caratteristica che troviamo fin dall’inizio nel socialismo.

      • Mirkhond says:

        “Il passaggio da Partito Comunista d’Italia (ossia, divisione italiana del Comintern) a Partito Comunista Italiano (ossia, la democrazia progressiva come via italiana al socialismo) si deve infatti, com’è noto, alla dirigenza degli anni Quaranta.”

        Il passaggio da divisione del Comintern a via autonoma di uno sviluppo nazionale del socialismo, si ebbe col ritorno in Italia di Togliatti nel 1944?

        • Z. says:

          Nel 1943 è sciolta la Terza Internazionale. In seguito a ciò – e grazie anche a questo – il PCI individua la c.d. via italiana al socialismo: che prevede il partito di massa e la democrazia progressiva, non un piccolo partito di professionisti della rivoluzione.

          Togliere “italiano” dal nome significa -significherebbe, se fosse un’operazione politica seria – rinnegare tutto ciò che è stato il PCI da allora, non solo lo strappo di fine anni Settanta.

      • Peucezio says:

        Z.,
        sai che proprio non riesco a vedere cos’abbiano in comune i moralisti froci criticati da Rizzo con il pragmatico Togliatti?

        • Z. says:

          Scusami, non intendo parlare di Rizzo, cui abbiamo già concesso più spazio di quanto ne meriti 🙂

          • Peucezio says:

            Allora parliamo dei moralisti froci e di Togliatti 😀

            • Z. says:

              A chi ti riferisci?

              • Peucezio says:

                Hai capito benissimo il senso della battuta.

                Comunque voialtri sinistri siete strani: non accettate che vi si attribuisca di essere la parte politica che difende i ceti economicamente forti, però avete un’avversione radicale per chiunque ricordi che la sinistra un tempo faceva gli interessi dei lavoratori e non del capitale.

              • Z. says:

                Dovresti smettere di ripetere a pappagallo, e fuori contesto, gli slogan di Salvini per poveri sempliciotti.

                Chi sono questi moralisti?

              • Peucezio says:

                Salvini ha detto che i sinistri non accettano che si attribuisca loro di essere la parte politica che difende i ceti economicamente forti, però hanno un’avversione radicale per chiunque ricordi che la sinistra un tempo faceva gli interessi dei lavoratori e non del capitale?

                I moralisti sono gli attivisti omosessuali di oggi, che non perseguono l’ampliamento degli spazi di libertà, ma la loro riduzione.

                Due forze opposte che muovno la storia sono l’utopismo e il pragmatismo.
                La sinistra è utopista per definizione, ma un tempo sapeva scendere a compromessi col reale. Oggi no: la realtà è per definizione il nemico di ogni integralismo.
                E gli integralismi sono sempre organici al potere: il potere non è pragmatico, poiché il compromesso è una limitazione al potere e la realtà è fatta di compromessi, quindi è un nemico.
                Per questo le rivoluzioni le fa sempre chi comanda.

                Se lo capisci, bene; se quello che t’interessa è Salvini che vuole andare in quel posto a Conte, Conte che vuole tenersi la poltrona, ecc., che ti devo dire?
                Io ormai trovo noiosissima la politica italiana. Certo, un governo di destra farebbe qualche danno in meno ai piccoli imprenditori e alle partite IVA e rallenterebbe qualche legge ideologica di bandiera, ma forse nemmeno e comunque sono sfumature: in Italia non si decide nulla di importante: noi subiamo solo le decisioni altrui.
                Un piccolo avanzamento di egemonia mondiale della Cina a scapito degli USA fa più di qualunque elezione italiana.
                Se questa ti sembra propaganda di Salvini, vorrà dire che avremo scoperto che Salvini è diventato filocinese. Buon per lui.

              • Per Peucezio

                “Salvini ha detto che i sinistri non accettano che si attribuisca loro di essere la parte politica che difende i ceti economicamente forti, però hanno un’avversione radicale per chiunque ricordi che la sinistra un tempo faceva gli interessi dei lavoratori e non del capitale?”

                Il problema è che ogni discorso di questo tipo si basa su un presupposto:

                1) ci sono risorse naturali sempre più abbondanti a disposizione della specie umana

                2) servono soltanto due cose per attingervi: capitale e lavoro

                3) quindi c’è sempre un conflitto per i frutti tra chi ha messo il capitale e chi ha messo il lavoro.

                Adeso che siamo al picco delle risorse, che i capitali sono cose virtuali che in teoria valgono più di tutte le risorse esistenti, che la robotizzazione abolisce il lavoro stesso, hanno ancora senso questi discorsi?

              • Z. says:

                Ezio,

                secondo me iniziare l’analisi della realtà partendo dalle elaborazioni metafisiche personali (il potere è, l’integralismo è, l’utopia e il pragmatismo) porta poco in là.

                Serve solo a giustificare le opinione che abbiamo già, anche perché una metafisica vale l’altra.

                Peraltro io direi esattamente il contrario. Secondo me la sinistra fatica ad andare oltre al compromesso col reale, alla gestione col reale. Non propone più obiettivi ideali.

              • Z. says:

                Miguel, secondo me il discorso della ripartizione della ricchezza ha sempre senso, nella misura in cui sia materialmente possibile ripartirla. Credo che sia quello il problema.

                Oggi mi pare che sia sempre più difficile riuscirci, e non si vede granché all’orizzonte.

              • Per Z

                “. Credo che sia quello il problema. ”

                Certo, ma il modello di Peucezio (“interessi dei lavoratori” contro “interessi del capitale”) avevano un chiaro senso ai tempi della mezzadria.

                Si prendeva il raccolto, e si divideva fisicamente, il 50% al lavoratore, il 50% al capitale.

                A un certo punto c’è stata la campagna per la ripartizione, se ben ricordo, 57% al lavoratore, 43% al capitale.

                Chi voleva mantenere il vecchio sistema era chiaramente “dalla parte del capitale”; chi voleva la riforma, “dalla parte del lavoratore”.

                Cosa c’è di concreto e misurabile oggi, dove si possa appunto dire che la sinistra è da una parte o dall’altra?

                E per sinistra, che cosa si intende: il PD oppure Potere al Popolo e simili?

              • roberto says:

                “ Non propone più obiettivi ideali.”

                Sono d’accordissimo con Z!

              • PinoMamet says:

                “Secondo me la sinistra fatica ad andare oltre al compromesso col reale, alla gestione col reale. Non propone più obiettivi ideali.”

                Sì, e non li propone per i motivi che dice Peucezio:
                la sinistra propone alcune battaglie morali di facciata e indifferenti, quando non invise, alla maggior parte della popolazione (i gay che si devono sposare assolutamente sennò casca il mondo, ronf ronf, il diritto della calciatrice Gama ad essere pagata come il calciatore Messi, qualche inutile viaggio piagnone in un centro di detenzione per poveracci immigrati ecc.)
                e poi nei fatti non fa un cazzo né per migliorare la situazione dei poveracci immigrati, né tantomeno per quella dei poveracci italiani, e in realtà fa pochissimo anche per le povere calciatrici e i poveri gay che devono andare a sposarsi a New York poi il sindaco cattivo non trascrive l’atto.

                Poi da un paio di decenni ha anche il bruttissimo vizio di dire che qualunque battaglia che non sia quelle tre elencate sopra (immigrazione, diritti degli omosessuali, diritti delle donne- tutti rigoorsamente da affrontare in modo blando e inconcludente)
                è “demagogia” e i “problemi sono ben altri” e comunque “non si risolvono così”.

                Per cui non risolve proprio niente.

              • Per Francesco

                “Per cui non risolve proprio niente.”

                Ma infatti,

                1) non può risolvere niente

                2) è comunque l’espressione di chi riesce a farsi strada al suo interno

                – il candidato del PD Pinco ha l’appoggio di 254 ristoratori ben organizzati;

                – il candidato del PD Pallo ha l’appoggio di 200 sfrattati, che non hanno un euro e non hanno nemmeno un chiaro interesse comune

                Alle primarie (o ai loro equivalenti di tutti i tipi) la sinistra sceglierà Pinco o Pallo?

              • PinoMamet says:

                “Miguel, secondo me il discorso della ripartizione della ricchezza ha sempre senso”

                OMDAZissimo.

              • Francesco says:

                scusate ma QUALI sarebbero le battaglie ideali della sinistra da rimpiangere?

                io sono rimasto alla GRP e alla proprietà statale dei mezzi di produzione, per cui ho pochi rimpianti

                ma magari mi sono perso qualche cosa

              • Mauricius Tarvisii says:

                “Certo, ma il modello di Peucezio (“interessi dei lavoratori” contro “interessi del capitale”) avevano un chiaro senso ai tempi della mezzadria”

                Ti assicuro che il Jobs Act perseguiva benissimo gli interessi del capitale contro quelli dei lavoratori. Ed era concreto e misurabile.
                E il Jobs Act lo ha fatto la sinistra (da Renzi alla Boldrini), per cui il problema non è il “compromesso con il reale”, ma proprio il perseguimento degli interessi del capitale.

                Poi capisco che i massimi sistemi, gli ideali e tutto il resto sono un argomento molto più piacevole per ammazzare il tempo, ma io guardo cosa concretamente viene votato.

                “alla proprietà statale dei mezzi di produzione”

                Era la proprietà collettiva. Non è una differenza da poco…

              • Z. says:

                Pino,

                — Sì, e non li propone per i motivi che dice Peucezio —

                No, non li propone perché non ne ha più: né in Italia né altrove.

                L’orizzonte era il socialismo, variamente declinato, e al socialismo non crede più nessuno.

                Così in Italia si limita alla gestione dell’esistente, e a rimediare ai ripetuti guasti della destra. Le battaglie ideali si limitano a questioni di costume e società: magari importanti, ma senza particolare relazione alle dinamiche economiche interne alla società.

                Non credo dipenda dal personale politico contingente, ma dal fatto che i processi economici sono su scala planetaria ormai, e pure la SPD può farci poco.

                Non vedo vie di uscita.

              • Z. says:

                Miguel,

                — E per sinistra, che cosa si intende: il PD oppure Potere al Popolo e simili? —

                Potere al Popolo non esiste.

                A parte questo, il termine l’ho usato nel senso più lato possibile, e include i più centristi come i più oltranzisti. La sostanziale assenza di orizzonte ideale si estende a tutti indistintamente.

                In Italia, la sinistra moderata si limita a gestire; la sinistra oltranzista a pubblicare slogan contro la sinistra moderata (e occasionalmente contro la destra).

                Che a conti fatti, per certi versi, è “gestire”.

  10. Mirkhond says:

    Miguel

    Sei mai stato a Gavinana, a Sambuca e in Val di Lima?

  11. Il vantaggio di non avere installata una videocamera nel mio computer, e di non frequentare “i social media, le chat” è anche questo – mi posso permettere di sorridere quando ricevo un messaggio come questo, anche se l’Anonimo sostiene che “è stato organizzato tutto alla perfezione”:

    Salve!
    Sfortunatamente, ho una cattiva notizia per te.

    Alcuni mesi fa sono riuscito ad accedere al dispositivo che usi per navigare su Internet.
    Da quel momento controllo la tua attività in rete.

    Essendo un visitatore abituale di siti per adulti, posso confermare che sei proprio tu il responsabile di tutto questo.
    Per farla semplice, i siti web che hai visitato mi hanno fornito l’accesso ai tuoi dati.

    Ho caricato un Trojan nel driver che aggiorna la sua firma molte volte al giorno, in maniera tale che l’antivirus non riesca a intercettarlo.
    A parte questo, mi dà accesso alla fotocamera e al microfono.
    Inoltre, ho fatto il back-up di tutti i dati, tra cui le foto, i social media, le chat e i contatti.

    Proprio in questi giorni mi è venuta in mente l’idea straordinaria di creare il filmato in cui tu raggiungi l’orgasmo in una parte dello schermo,
    mentre contemporaneamente il video si stava riproducendo su un altro schermo. È stato divertente!

    Stai pur certo che posso inviare tranquillamente questo filmato a tutti i tuoi contatti con pochi clic del mouse,
    e penso che preferiresti evitare una situazione del genere.

    Detto questo, ecco la mia proposta:
    Trasferisci l’importo equivalente a $1200(USD) sul mio portafoglio Bitcoin, e mi dimenticherò di tutta la faccenda.
    Cancellerò definitivamente anche tutti i dati e i video.

    Secondo me, è una cifra abbastanza modica per il mio lavoro.
    Per capire come acquistare Bitcoin, usa i motori di ricerca come Google o Bing, dato che non è assolutamente difficile.

    Il mio portafoglio Bitcoin (BTC): 1CURmVfBZasNNew4L24gqoMe7NCFEPp9L6

    Hai solo 48 ore di tempo e dovresti anche tenere presente quanto segue:

    Non ha senso rispondermi — l’indirizzo è stato generato automaticamente.
    È inutile sporgere denuncia, dato che l’e-mail, insieme al mio portafoglio Bitcoin non possono essere tracciati.
    È stato organizzato tutto alla perfezione.

    Se dovessi scoprire che hai parlato di questa lettera con qualcuno, condividerò immediatamente il video e i tuoi contatti saranno i primi a riceverlo.
    Subito dopo il video sarà pubblicato sul web!

    P.S. Il conto alla rovescia inizierà quando aprirai questa lettera. (Il programma ha un timer integrato).
    Buona fortuna e stai tranquillo! È stata solo sfortuna, la prossima volta stai più attento.

    • roberto says:

      Per quanto mi riguarda

      Il vantaggio di non essere un visitatore abituale di siti per adulti è anche questo – mi posso permettere di sorridere quando ricevo un messaggio come questo, anche se l’Anonimo sostiene che “è stato organizzato tutto alla perfezione”:

      🙂

    • Mauricius Tarvisii says:

      Chissà se funziona davvero questo sistema, cioè se c’è gente che effettivamente paga.

      • Peucezio says:

        Una volta ho conosciuto uno psicologo che, per un messaggio analogo che lo accusava di aver scaricato materiale illegalmente, ha pagato.
        La gente è di un’ingenuità disarmante, crede a tutto. Anche molto complottismo surreale viene da lì.

        • Z. says:

          C’è chi ha creduto alla truffa del biglietto della lotteria: hai vinto 200.000 euro se ci fai un bonifico da 200 euro.

          Sembra impossibile ma ti assicuro c’è.

      • roberto says:

        Conosco uno che ha pagato….un avvocato (non è una barzelletta sugli avvocati)

    • Peucezio says:

      Miguel,
      al di là che fare ciò che dice il tizio del messaggio è meno semplice di quanto lui faccia credere, la cosa demenziale è usare pc portatili (con tanto di webcam integrata) come pc di casa.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Basta coprire la webcam e al massimo sentono l’audio… che tanto ti sentono già grazie al cellulare.

        • Peucezio says:

          Ci sono un miliardo di altri motivi tecnici per cui usare il portatile come fisso è una cosa priva di senso.
          Te lo dico da tecnico.

          • Z. says:

            A cosa ti riferisci?

            • Mauricius Tarvisii says:

              Immagino a cose come il rapporto costi/benefici (un portatile lo paghi molto di più per avere prestazioni notevolmente inferiori), la maggiore propensione a guasti (anche idioti: il mio primo portatile si è rotto perché le cerniere dello schermo hanno segato i cavi che c’erano al loro interno, per esempio…), la maggiore difficoltà nella sostituzione dei pezzi dovuto all’eccessiva integrazione…
              E ho già detto che paghi di più per avere prestazioni relativamente mediocri?

              Il fatto è che il portatile te lo porti dietro. Ma, soprattutto, il portatile te lo porti dietro.

              • Peucezio says:

                Appunto.
                Quindi se rimane sempre allo stesso posto, non ha senso sceglierlo.

            • Z. says:

              Secondo me questo era più vero fino a una decina di anni fa.

              Non che ora sia errato, ma a mio avviso non c’è più una differenza radicale nel rapporto costi/benefici. Ed è davvero difficile che un portatile si scassi prima dell’obsolescenza.

              Sull’aggiornamento siamo d’accordo. Ma quanti hanno la competenza per aggiornarsi il PC da sé, considerando che il beneficio oltretutto è sempre più esiguo?

              • habsburgicus says:

                scusate, scrivo qui perché mi interessa molto
                io vorrei/dovrei cambiare il mio fisso….
                a me sarebbe piaciuto sostituirlo con un portatile, però ora leggo del miliardo di motivi di Peucezio….
                il mio “portatile” sarebbe nei fatti un fisso, con tuttavia possibilità di uso nel 5 % come effettivo portatile
                mi consigliate di mantenere il fisso ?
                un buon fisso, veloce, quanto viene più o meno ? 500 E ? (poi io non saprei montarlo dunque ci sarebbe l’ulteriore costo di installazione, ancorché una tantum…temo non meno di 100 E)
                P.S
                anche qualora scelga infine il fisso, sarebbe possibile trasferire in caso di ipotetico trasloco ?

              • Per Habs

                “a me sarebbe piaciuto sostituirlo con un portatile, però ora leggo del miliardo di motivi di Peucezio….”

                Io devo lavorarci, molte, molte ore al giorno (oltre che commentare su questo blog!).

                Per cui ho bisogno di:

                1) uno schermo molto grande (22 pollici se ben ricordo, ma lo vorrei ancora più grande), perché così posso tenerlo a una buona distanza da me, posso mettere due file uno accanto all’altro, ecc.

                2) una tastiera esterna, non mi ci ritrovo con quelle da portatile (che poi quando si intasano di briciole sono irrecuperabili!)

                3) uno scatolone fisso, in cui il computeraro Claudio (bravissimo) ci infila hard disk su hard disk – attualmente ne ho tre, in E ci sono addirittura tre terabyte, ottimo per tenerci archivi offline immensi.

              • habsburgicus says:

                la webcam incorporata non mi dispiacerebbe…e questo sarebbe un ulteriore motivo a favore del portatile
                il fisso non ce l’ha ?
                andrebbe però bene una webcam separata, purché facile da togliere/mettere all’uopo

              • Z. says:

                Habs,

                premetto che io sono di parte, pro-fisso e pro-cavi. Sempre e comunque (su questo credo di concordare con Ezio e con Miguel).

                Se puoi restare su di un fisso spendi sicuramente meno e comunque è leggero e facile da traslocare altrove. Quindi se il tuo principale problema è il trasloco, io andrei di fisso spensieratamente.

                Immagino tu abbia già tastiera, monitor e mouse, che non dovrai ricomprare. Se ti serve per videoscrittura e internet, per circa 500 euri su Amazon dovresti trovare un assemblato almeno accettabile e probabilmente più che accettabile.

                Lascia comunque perdere la webcam integrata. Prendine una USB che sia passabile. È facilissima da attaccare e staccare.

              • habsburgicus says:

                @Z
                grazie mille !

              • Z. says:

                Figurati. Senti però anche dagli altri chelebecchiani perché magari hanno un punto di vista diverso

              • roberto says:

                Parere da semplice utilizzatore

                Io fino a marzo usavo solo il fisso in ufficio (e per il cazzeggio uno smartphone)

                Da marzo mi hanno dato un portatile per lavorare da casa. Risultato, tendinite e mi sto accecando a lavorare su uno schermo piccolo. Adesso mi sono arreso a comprarmi monitor gigante e tastiera (oltre a una scrivania da lavoro ed una sedia), e di fatto il mio portatile diventerà un PC

                in sintesi: il portatile è una cazzata se non devi girare. L’unico vantaggio che ci vedo è potermi spostare in casa, a volte vado in giardino a volte sto spaparanzato sul divano, ma è poca cosa

              • Peucezio says:

                Infatti,
                io non avevi citato gli aspetti ergonomici, ma sono cruciali.

                Poi uno può sempre collegare il portatile a una tastiera, un mouse, un monitor esterni. Ma a quel punto non si capisce proprio perché non farsi direttamente un fisso.

              • Z. says:

                Secondo me si DEVE comprare monitor, tastiera e topo. È troppo scomodo farne a meno e si accorcia la vita del portatile…

              • habsburgicus says:

                grazie anche a tutti gli altri che sono intervenuti
                in effetti io viaggio poco e quando viaggio non ho necessità particolare di pc (se lo avessi non mi dispiacerebbe ma posso farne a meno)…dunque mi pare, da quanto dite, che il fisso sia da preferire senza ombra di dubbio
                io, nella mia poco esperienza nel campo, avevo pensato a un portatile da usare quasi sempre come fisso ed, eventualmente in rari, rarissimi, casi da utilizzare come portatile 😀 una sorta di plus !
                non tenevo però conto delle molte controindicazioni che mi avere fatto notare
                e dunque direi che non ci sia partita….fisso batte portatile 10 a 0

              • Per Habs

                “.fisso batte portatile 10 a 0”

                Si però fatti aiutare da un artigiano computeraro, che sa installare programmi craccati 🙂 e ti segue negli anni (Claudio mi aiuta ormai da dieci anni, e chiede pure poco, ed è di destra, quindi ti farebbe simpatia!).

                Se vieni a Firenze…

              • Z. says:

                Un altro vantaggio è la facilità nel pulirlo dalla polvere: basta aprirlo e spararci aria compressa con una bomboletta spray.

                Per lo sporco ostinato sulle ventole, carta igienica maneggiata con delicatezza.

                Pulire un portatile è un’impresa…

              • PinoMamet says:

                “Se vieni a Firenze…”

                certo, perché solo a Firenze sanno craccare i programmi 😉

                Anzi, han cominciato lì, fu Lapo de’ Cracchi nel Dugento, poi hanno copiato i geometri inglesi 😉

                Pochi sanno che Brunelleschi era iscritto all’Arte dei Craccatori…

      • PinoMamet says:

        C’è da dire che il truffatore telematico ha una discreta fantasia.
        In pratica ha preso la trama di un film di spionaggio (il capacissimo hacker che controlla i computer a distanza) e la ha adattata a una paura legata a un comportamento diffuso, di cui ci si vergogna ma spesso è completamente legale (guardare i porno e/o fare chat zozze).

        Naturalmente a essere rintracciabile credo sia lui, se le forze dell’ordine avessero voglia di impegnarcisi.

      • roberto says:

        Beh il portatile te lo porti in giro, se hai bisogno di portarti in giro il portatile e non vuoi aver due computer è inevitabile usare il portatile come computer di casa

  12. Z. says:

    Sto guardando Frankenstein JR, e devo dire che questo film non mi stanca mai 🙂

  13. Z. says:

    In che senso se muore non intende perseguirlo in questo mondo?

    https://www.repubblica.it/esteri/2020/08/26/news/lo_chef_di_putin_prigozhin_se_navalnyj_sopravvive_all_avvelenamento_lo_rovino_-265553366/

    Più che altro, se muore nessuno potrà perseguirlo in questo mondo…

  14. Z. says:

    L’Italia distribuirà agli studenti 11 milioni di mascherine ogni giorno.

    Ciò significa circa un miliardo di mascherine ogni tre mesi, e dunque tre miliardi di mascherine nel corso dell’intero anno scolastico.

    Un trionfo di produzione, di logistica e di smaltimento rifiuti.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/08/26/lepic-fail-del-premier-francese-nessun-paese-al-mondo-fornisce-mascherine-gratis-a-tutti-gli-studenti-litalia-si/5911269/

    E adesso ridateci la Gioconda!

    • werner says:

      Pare che qualche governatore non sia d’accordo.

      • Z. says:

        Ma come? Siamo una grande potenza manifatturiera, in grado di fornire mascherine a tutta Europa. Dovrebbero gioirne!

        Ceda le maschere pur Roma a Parigi. Forniremo noi le mascherine a tutti i bimbi d’Oltralpe, se necessario. Unité, sécurité, mascherine anche per te!

    • roberto says:

      “ la Francia è un’isola di prosperità e di felicità”

      Mavaffanculo!

      • Francesco says:

        poi ditemi che faccio male a ignorare il FQ per principio!

      • PinoMamet says:

        Ma come fanno a dire certe cose credendoci??

        Mi sa che secoli di stato assolutista, e poi di culto della République, gli abbiano tolto ogni senso critico.

        Detto da un semi-francofilo:
        a’ franzosi, la Francia è un grosso scatolone di niente, con dei bei paesaggi e molti paesini decenti, ma che a qualunque cittadina italiana le spicciano casa; ha un paio di belle città, Parigi che è magnifica (in centro) ma piena di topi e zozza più di Roma, con periferie paurose.

        Senza mettersi a fare la storia delle sconfitte francesi e delle vittorie ital… napoleoniche, diciamo in sintesi che i francesi, dopo aver tentato di imitare male l’impero coloniale inglese, sono ora noti nel mondo per fare le cose da americani, male.

        • Francesco says:

          l’unica cosa positiva che posso dire della Francia è — Mbappè

          per il resto sono odiosi, in particolare perchè sono lo stato socialista di maggior successo nella storia, in questo senso i rossi dovrebbero tenersela cara

          PS solo a me pare che gli USA siano passati da particolari a completamente impazziti?

        • Z. says:

          Io a quella frase non avevo dato peso. Mi sembra una di quelle cose che i politici francesi ripetono d’abitudine, come da noi si usa dire “buongiorno” 🙂

        • roberto says:

          “Ma come fanno a dire certe cose credendoci??”

          qualche anno facevo un corso di redazione giuridica in francese. la prof era rimasta sconvolta perché alla domanda “dove nasce il riconoscimento e la protezione dei diritti umani” nessuno degli 8-9 partecipanti aveva detto “in francia”, cosa che lei dava per scontato

          ma sconvolta al punto che pensave che la prendessimo in giro e si era quasi un po’ arrabbiata

          questi sono i francesi (nota poi una domanda che presupponeva una risposta prestabilita a pappagallo fatta ad una platea di adulti e, mi sia permesso, abbastanza scafati, e tralascio il fatto che la domanda in se era abbastanza sciocca, se non ricordo male io avevo risposto “con il codice di hammurabi o di Ur-Nammu”)

  15. habsburgicus says:

    rileggevo ora le memorie di Marghiloman (conservatore romeno, più volte Ministro in vari Gabinetti, indi Primo Ministro nel 1918), in cinque volumi, sulla Grande Guerra
    è affascinante notare quanto fossimo importanti allora ! (laddove ora l’Italia è quantité négligeable)
    infatti, per dire, la sua nota del 21 luglio 1914 (secondo il vecchio calendario, cioé 3 agosto) è in gran parte dedicata a noi..la notizia della nostra neutralità recò stupore a Bucarest, intimorì i “buoni” (fra cui Marghiloman, amico della Germania) ed eccitò i “cattivi” (fra cui Take Ionescu e Filipescu, anti-tedeschi)..Marghiloman ci descrive anche il Consiglio della Corona in cui solo Carp (conservatore, ex-Primo Ministro) si schierò per l’entrata in guerra a fianco dell’Austria-Ungheria e contro la Russia mentre Marghiloman si schierò per la neutralità (VERA però, e filo-germanica..non la pseudo-neutralità che la Romania romperà oggi, il 27 agosto, del 1916), provocando la stizza di Carp….
    Carp profetizzò l’abdicazione del Re (Carol I, un Hohenzollern) ma il Re non lo fece, dicendo che era un Re costituzionale e non poteva entrare in guerra da solo, pur desiderandolo..morirà tuttavia il 27 settembre (per noi 10 ottobre) e il nuovo Re, Ferdinand I -agli ordini di Londra- subito iniziò a favorire i nemici della Germania
    Marghiloman conferma pure una notizia a me già nota ma di cui in Italia si parla poco…
    sotto il 5 gennaio 1916 (cioé 18/1/1916) ha la notizia della resa del Montenegro all’Austria-Ungheria, senza condizioni, il primo alleato dell’Intesa a capitolare [e purtroppo l’ultimo 😀 a parte la Romania stessa più tardi 😀 :D]
    la storiografia titoista dunque, in questo come in altro, è falsa e menzognera nel negare la resa montenegrina 😀

    • habsburgicus says:

      bello pure quando Marghiloman racconta delle elezioni suppletive in diversi collegi nel 1916
      epoca felice e arcaica ! in cui, senza dubbio alla politica si interessava lo 0, 05 % dei romeni (l’élite, tutta francofona..anche Marghiloman usa romeno e francese in un potpourri :D) e ancora il voto per classi -come in Prussia sino al 1918- “pesava” i suffragi, ma entro questi limiti vigeva la democrazia….quale la Romania dai ’30 non rivedrà più per 6 decenni 😀

  16. Source : https://rep.repubblica.it/ws/detail/generale/2020/08/26/news/sardegna_i_permessi_erano_scaduti_ma_le_discoteche_rimasero_aperte-265574620/

    Sardegna, i permessi erano scaduti ma le discoteche rimasero aperte
    PORTO CERVO — L’infezione della Costa Smeralda è cominciata nel momento stesso in cui si è deciso che anche l’estate 2020, la folle estate del Covid, dovesse avere la sua movida. Una volta stabilito che il Billionaire, il Just Cavalli, il Sottovento, il Phi Beach, il Ritual e gli altri disco club del Gallurese potevano riaprire — e sono rimasti aperti, come vedremo, pure in assenza di un’ordinanza che lo permettesse — si sono spalancate le po…
    PORTO CERVO — L’infezione della Costa Smeralda è cominciata nel momento stesso in cui si è deciso che anche l’estate 2020, la folle estate del Covid, dovesse avere la sua movida. Una volta stabilito che il Billionaire, il Just Cavalli, il Sottovento, il Phi Beach, il Ritual e gli altri disco club del Gallurese potevano riaprire — e sono rimasti aperti, come vedremo, pure in assenza di un’ordinanza che lo permettesse — si sono spalancate le porte al virus. Di lì in avanti, infatti, ci si è affidati al caso, alla fortuna, alla speranza che nessuno dei turisti fosse positivo. Nell’illusione di poter portare in pista migliaia di ragazzi con la pretesa di vederli ballare, composti e sobri, a due metri di distanza. E nella convinzione, rivelatasi infondata, che una semplice autocertificazione potesse valere come scudo sanitario. Oggi che a Porto Cervo non si balla più, oggi che nel Gallurese si registrano altri 31 contagi dopo i 59 dipendenti del Billionaire (tra cui il barman, ricoverato in gravi condizioni), la catena di errori, sottovalutazioni e decisioni sbagliate emerge in tutta la sua tragica limpidezza. Vediamo.
    I due giorni di vacatio
    A metà luglio, dunque, la movida ricomincia grazie a un’ordinanza del governatore Christian Solinas che permette ai locali con spazi all’aperto di organizzare serate danzanti, purché i clienti mantengano il distanziamento e siano osservate le prescrizioni anti-Covid. Il Billionaire può così proporre, dal 23 luglio al 23 agosto, la formula del dinner event: cena nel ristorante seduti al tavolo con spettacolo musicale, poi, nel club, la disco. L’ordinanza scade il 31 luglio, ma Solinas la proroga fino al 9 agosto. Per l’inizio della settimana di Ferragosto, però, le cose sono un po’ cambiate. In Costa Smeralda si sono riversati migliaia di vacanzieri, gli assembramenti senza mascherina sono immortalati in decine di foto e video sui social network. Ai bar, nei ristoranti, nei dancing.
    La situazione pare sfuggita di mano.
    Ne è consapevole il governatore Solinas, che infatti è titubante a prorogare ulteriormente. Oltretutto il governo ha emesso un Dpcm (il 7 agosto) che preclude l’attività delle discoteche, a meno che non siano le Regioni stesse, valutati i dati epidemiologici, a fornire una deroga. La palla passa al comitato tecnico-scientifico sardo, che però tarda a pronunciarsi. Il 10 e l’11 agosto tutti i locali da ballo del Gallurese sono affollati, pur in assenza di specifica ordinanza regionale. «Non avrebbero potuto aprire al pubblico», sostiene, tra gli altri, Giuseppe Meloni, consigliere regionale di opposizione (Pd). «Senza l’ordinanza valeva la disposizione del Dpcm. Ma la movida era ormai partita, nessuno è stato capace di fermarla».
    L’ordinanza notturna
    Per due notti si danza fino a tardi, senza sapere a che titolo tali disco club siano aperti. I proprietari insistono con Solinas perché dia l’autorizzazione, pena il collasso economico. Le ore passano. Alla fine, tra l’11 e il 12 agosto, intorno a mezzanotte e mezzo, il governatore firma la proroga. L’estate a musica e champagne della riviera più lussuosa della Sardegna è salva, o perlomeno, così pare in quel momento. «Serrare nel mezzo della settimana di Ferragosto — osserva Meloni — avrebbe significato riversare migliaia di ragazzi nelle feste private nelle ville e sulle spiagge, non so cosa poteva essere peggio…».
    Secondo l’indagine epidemiologica del dottor Marcello Acciaro, l’infezione si è propagata silenziosamente in Gallura proprio nella prima metà del mese, importata pare da un gruppo di ragazzi romani giunto in Sardegna dopo viaggi a Mykonos e a Ibiza. La mattina del 12 agosto, Acciaro riceve la telefonata della Asl di Latina: c’è un positivo, è un giovane appena ritornato dalla Costa Smeralda. È l’inizio dell’incubo che porterà, il 17 agosto, allo stop definitivo dei balli imposto dal governo.
    Il filtro mancante
    Si poteva evitare il contagio di questa zona fino ad allora sostanzialmente Covid-free? Se lo stanno chiedendo in tanti. Dopo il naufragio del progetto del “patentino sanitario”, voluto da Solinas ma osteggiato dal ministero (consentiva l’ingresso in Sardegna solo con un documento che attestasse la negatività al test,«“ma — spiega Meloni — era complicatissimo da mettere in atto e non si trovavano i reagenti per processare i tamponi»), la Regione si è affidata a un palliativo: un’autocertificazione da compilare in aeroporto e al terminal traghetti, con la quale si dichiara di non aver avuto contatti a rischio e di non essere stati, nei giorni precedenti, in Paesi sotto osservazione. A Repubblica risulta che all’inizio dell’estate pacchi di certificati non siano neanche stati ritirati dai responsabili del controllo sanitario. Ci si mette un attimo, poi, a sostenere il falso o a escogitare stratagemmi per eludere la misurazione della temperatura. Come hanno fatto anche centinaia di clienti del Billionaire che, per prenotare il tavolo in gruppo, hanno dichiarato di essere congiunti. Salvo poi fornire allo staff generalità e numeri di telefono fasulli.

    • maffeia says:

      I politici in questo periodo si trovano di fronte ad una scelta in cui non possono che sbagliare. Se sono prudenti, vengono accusati di essere irresponsabili che bloccano l’economia. Se non lo sono, vengono accusati di essere irresponsabili che diffondono l’epidemia.

  17. Source : https://rep.repubblica.it/ws/detail/commento/2020/08/26/news/scuola_nasce_il_gruppo_abituale_-265563357/
    Fra autocertificazioni e moduli d’ogni sorta, sembrava che il 2020 già si candidasse ad anno d’oro della burocrazia, ma la vera perla è arrivata solo adesso, con il battesimo del “gruppo abituale” (copyright del ministero dei Trasporti, costretto a pronunciarsi sull’imminente, inevitabile assembramento di scolari a bordo dei mezzi pubblici e per evitare così il metro di distanza). Basta partorire una definizione, e ogni incognita si scioglie…
    Fra autocertificazioni e moduli d’ogni sorta, sembrava che il 2020 già si candidasse ad anno d’oro della burocrazia, ma la vera perla è arrivata solo adesso, con il battesimo del “gruppo abituale” (copyright del ministero dei Trasporti, costretto a pronunciarsi sull’imminente, inevitabile assembramento di scolari a bordo dei mezzi pubblici e per evitare così il metro di distanza). Basta partorire una definizione, e ogni incognita si scioglie come neve al sole, per cui d’ora in poi l’appartenenza alla stessa classe si tradurrà in tutta una serie di prerogative anche al di fuori del portone scolastico. Ma a lasciare ammirati è lo zelo con cui l’enfasi regolatrice anti-Covid sta intervenendo su tutte le fasce dell’umana esistenza. Annotate quindi, con attenzione, quanto segue.

    Ipotizziamo un cittadino di nome Mario Rossi. Dagli zero anni all’inizio dell’età scolare, Mario rientra nella categoria “nucleo familiare”, e nessuno può separarlo da genitori, fratelli e sorelle (inviterei a specificare che anche le babysitter e gli animali domestici rientrano nel suddetto perimetro). Dopodiché, di compleanno in compleanno, Mario procede verso il primo traguardo, ovvero il novello “gruppo abituale”. L’importanza pedagogica di questo livello è davvero essenziale, trattandosi di un autentico debutto sociale extra-familiare. Vi era sfuggito? È un passaggio vitale: in questa fase, fino all’esame di maturità, Mario sommerà alla sua dimensione domestica anche una contiguità con estranei, resi “gruppo” dalla comune frequentazione dell’aula.

    Ma andiamo avanti, perché appena Cupido scoccherà la freccia, Mario si prenderà una cotta, non necessariamente per una girlfriend della propria classe. Dunque? Vogliamo inibirne l’amoroso slancio? Nossignore, sia mai. E infatti è pronta la categoria “affetti stabili”, a cui Romeo e Giulietta potranno accedere dopo un minimo di frequentazione comune (suggerirei di definire meglio la direttiva, si potrebbe per esempio specificare dopo quanti film al cinema e quante pizze si ha diritto al riconoscimento, senza contare l’utilità di un meccanismo a punti in cui ogni San Valentino dà diritto a un bonus). Detto questo, se Mario e la sua amata si vorranno davvero bene, potranno convolare a nozze entrando nell’ulteriore sfera dei “congiunti”.

    In classe (pardon, davanti al “gruppo abituale”), gli insegnanti avranno agio di illustrare cotanto prodigio usando per esempio I promessi sposi, la cui trama si può ben sintetizzare come il tentativo dei signori Tramaglino e Mondella di passare dalla categoria “affetti stabili” a quella dei “congiunti”. È così semplice, così lineare. La bellezza della burocrazia sta proprio in questa sua apparente coerenza cristallina, tale da rendere Mario Rossi un cittadino lieto e protetto da ogni insidia e contagio. Franz Kafka l’aveva raccontato un secolo prima del Covid.

  18. Francesco says:

    IT

    ho il sospetto che una Renault 4 inquini quanto un paio di TIR, vecchia come è

    ma sarebbe brutto ricordarlo, non pensate?

    fine IT

    sono molto scocciato con Ibrahimovic perchè non firma col Milan per uno stipendio ragionevole di 4,5 milioni l’anno, alla sua età cosa vuole?

    😀

    • Z. says:

      Ah, il Milan vuole Ibrahimovic? Non sapevo, non seguo gli sport dilettantistici.

      🙂

    • Per Francesco

      “ho il sospetto che una Renault 4 inquini quanto un paio di TIR, vecchia come è”

      Se ben ricordo, la R4 è del 1987. In 33 anni, le persone normali rottamano almeno 3 macchine. Quindi a fianco del maggior inquinamento del motore, pensa alle risorse consumate per costruire tre auto e demolirle, con relativi rifiuti.

      • Francesco says:

        rifiuti … mi sa che le auto si riciclano praticamente tutte, visto che sono fatto di metallo per la quasi totalità

        la mia era una battuta, se avessi voluto litigare con te avrei ripreso il punto 10 degli anti 5G, che riprendo il famoso “non abbiamo bisogno di utensili in metallo” dei tempi antichi

      • Z. says:

        Se le altre auto le acquisti usate, non ci sono nuove auto costruite!

        • Per Z

          “Se le altre auto le acquisti usate, non ci sono nuove auto costruite!”

          Beh, certo, però se io vendo a Francesco la mia R4 del 1987 e mi prendo la sua Jaguar 2018, non cambiamo molto l’inquinamento!

          • Z. says:

            Se ve le scambiate no. Ma se tu non hai auto e ne compri una dismessa da Francesco…

          • Francesco says:

            inizia a comprare da una bella VW Diesel e vedi come crolla l’inquinamento per km percorso a cercare matti che vivono in collina con lo spirito dei peggio survivalist USA!

            😀

            ah, io mi compro una bici, senza batteria, dopo averti venduto il diesel, tanto vivo a Milano

  19. Z. says:

    Leggo che alcuni clienti avrebbero lasciato generalità false al Billionaire.

    Ora, io non frequento molti locali, specie di questi tempi, ma nessuno mi ha mai chiesto le generalità da nessuna parte.

    Avrebbero dovuto?

    • Per Z

      “Ora, io non frequento molti locali, specie di questi tempi, ma nessuno mi ha mai chiesto le generalità da nessuna parte.”

      Credo che sia stato reso obbligatorio in alcuni luoghi di “assembramento” (sicuramente discoteche) per poter rintracciare eventuali contagiati. Credo che si debbano rilasciare al momento della prenotazione.

      Qui è di qualche mese fa

      https://www.bergamonews.it/2020/05/23/bergamo-prime-3-multe-da-400-euro-gori-chiede-collaborazione-a-baristi-e-ristoratori/373697/

      Leggo:

      “Il gestore ha l’obbligo di conservare per 14 giorni nome cognome e numero di telefono di ciascun commensale che abbia effettuato una prenotazione.”

    • roberto says:

      “Avrebbero dovuto”

      credo che sia una delle condizioni di apertura dei locali pubblici, ma non c’ho voglia di controllare

    • maffeia says:

      In teoria, in Campania bisognerebbe mostrare anche un documento, proprio per evitare che si rilascino false generalità. Ma non tutti i locali rispettano fedelmente la normativa.

      • roberto says:

        Questa è una delle cose che mi fa disperare degli italiani in un periodo in cui dispero dell’umanità

        Ma perché dare generalità false per una cosa che può esserti utile?
        Io sarei interessato a sapere se quella sera in cui sono stato al ristorante x un cameriere, magari quello che lavorava al mio tavolo, era positivo….

        • roberto says:

          Scusa maffeia era un tu generico, non rivolto a te ovviamente!

        • Z. says:

          Poi c’è chi si lamenta dicendo che il governo ci tratta come bambini 🙂

          • roberto says:

            Ma è proprio questo il problema, più mi trattano come un bambino e più mi comporto da bambino!

            • Z. says:

              E quando mi lasciano libero di seguire o meno le regole, senza controllo, allora le seguo con entusiasmo?

              No, non credo funzioni così.

              Le regole non si rispettano, banalmente, quando qualcuno non ti costringe a rispettarle.

              Quando il trasgressore sa che non rischia granché non mette la mascherina, lascia generalità false (o non le chiede), parcheggia in divieto di sosta e in generale se ne sbatte.

              Ogni volta troverà scuse più o meno originali: la verità è che si trasgredisce quando lo si ritiene conveniente.

              E in Italia molto spesso lo è.

            • PinoMamet says:

              “No, non credo funzioni così.”

              Mm, io sì.

              Mi fermo quando vedo il semaforo rosso perché mi sembra ragionevole farlo.

              Ho sentito troppo casi di persone che sono passate “perché tanto non si vede nessuno” e sono finite all’ospedale, nel migliore dei casi.
              Inoltre una volta che sono passato con il giallo (ampiamente in tempo secondo il mio calcolo) ho preso una multa
              (e litigato con una vigilessa stronza e figlia di puttana quando sono andato a pagarla, tutto per l’atteggiamento da imbecille arrogante della vigilessa- il reato di offesa a pubblico cittadino non c’è??)

              Se il governo si impegnasse ogni giorno a dirmi che bisogna rispettare il rosso per senso civico, perché chi non la fa è cattivo e rema contro, perché chi passa col rosso finisce per essere un costo per gli altri e per se stesso- tutte cose vere- sicuro come l’oro che passerei a 200 all’ora tutti i rossi che vedo.
              Esattamente come regolarmente passo con il rosso ai passaggi pedonali, dove non ho notizia di incidenti e dove non ho mai preso multe.

              Tu magari non sei fatto così: io sì, e credo una buona parte dei miei compatrioti. Che infatti passano col rosso regolarmente e non si fermano alle strisce pedonali manco a sparargli.

              A scuola abbiamo, come ovunque, un regolamento scolastico.
              Per motivi di stolida burocrazia, dobbiamo pure leggerglielo- come se cambiasse qualcosa.

              francamente credo che la lettura del regolamento (che del resto consiste in regole di puro buon senso) contribuisca in modo non secondario al non rispetto del medesimo.
              Fortuna che lo scordano in fretta.

            • PinoMamet says:

              ” la verità è che si trasgredisce quando lo si ritiene conveniente.”

              Questo è verissimo.

              Perché le persone sono dotate di cervello, e lo usano.

              Trattarli come idioti ha il solo risultato di farli comportare da idioti.

            • Z. says:

              Pino,

              — Mi fermo quando vedo il semaforo rosso perché mi sembra ragionevole farlo. —

              Perché, appunto, temi le possibili conseguenze – non solo giuridiche, anzi – del passare col rosso!

              Se nessuno ti fa la multa o ti riga la macchina, sostare in divieto ha esattamente zero conseguenze. E dove non si corrono i rischi di cui sopra, sono in pochi a farsi remore a parcheggiare in divieto.

              Z.

              PS: il reato di oltraggio abrogato era roba da Ventennio, ma quello reintrodotto è peggio. Può essere estinto pagando il pubblico ufficiale oltraggiato (il che a mio avviso è una bestemmia giuridica). Non solo: a volte l’ente cui appartiene l’ufficiale pretende una dichiarazione scritta di contrizione e abiura. Per me è qualcosa che definire odioso sarebbe quasi un eufemismo.

              • PinoMamet says:

                Per fortuna non ho dovuto fare nulla del genere. E mai lo farò. Mi mettano in carcere.

            • roberto says:

              Io credo che si rispettino le regole in due casi:
              1. Evitare le mazzate
              2. Perché mi interessa

              penso….credo….spero….Che se si facesse capire a tutti che si lascia il proprio numero di telefono per essere avvertiti in caso di pericolo, la gente lascerebbe il proprio numero di telefono

              Ci sarà sempre una percentuale di coglioni, ok, ma per la maggior parte credo che un divieto con punizione sia meno efficace che una opera pedagogica, almeno togli il gusto del proibito all’azione

              Poi magari mi sbaglio e l’umanità è composta da una massa di coglioni fra i quali si distingue qualche illuminato (io per esempio), ma non posso credere che sia vero

              • Per roberto

                “Ci sarà sempre una percentuale di coglioni, ok, ”

                Dimentichi che il Libero Mercato e il Diritto Sacrosanto di Proprietà, su cui si fonda la nostra società, premiano evolutivamente i furbi.

                Il premio sostanziale oggi consiste nell’avere più denaro, andare al Billionaire costa.

                Quindi la percentuale di furbi al Billionaire sarà molto più alta che al Bar Giro di Piazza Tasso (dove comunque è parecchio alta, essendo frequentato in gran parte dagli ospiti dell’Albergo Popolare).

                Infatti, ci sono un sacco di portatori di Covid, non sintomatici, che si stanno godendo la non quarantena perché sono stati così furbi da dare telefoni falsi.

              • roberto says:

                “ Infatti, ci sono un sacco di portatori di Covid, non sintomatici, che si stanno godendo la non quarantena perché sono stati così furbi da dare telefoni falsi.”

                Furbi che ammazzeranno mamma e papà….

              • per roberto

                “Furbi che ammazzeranno mamma e papà….”

                Erediteranno prima!

              • Z. says:

                roberto,

                può essere, nel qual caso partirà il piagnisteo “dov’è lo staaato, lo stato ci ha abbandonaaato…”.

                E sarà comunque colpa di qualcun altro.

                Ma in linea di massima i comportamenti nocivi nuocciono soprattutto agli altri: un buon motivo per fregarsene, accampando scuse varie.

              • Per Z

                “un buon motivo per fregarsene, accampando scuse varie.”

                Detto da uno che non divide mai l’umanità in due, diciamo che l’umanità si divide in due.

                I Briatori da una parte e quelli che dicono:

                “Se non viviamo di bellezza, di comunità, di terra, allora di cosa viviamo?“

              • Z. says:

                Non vedo il nesso, ma si può sostenere che anche B. la veda come te.

                Ha solo un concetto differente di bellezza, terra e comunità!

              • Per Z

                “Ha solo un concetto differente di bellezza, terra e comunità!”

                Infatti.

                Della bellezza si appropria, la terra la espropria, e la comunità la annienta. Senza teorizzarlo troppo.

              • PinoMamet says:

                Briatore diciamo che mi sta molto antipatico, ma non è il mio personale modello di Male Assoluto.

                Credo che il mio modello negativo sia quel tale Gugliemo Stagno di Straberry, che vende fragoline finte biologiche sfruttando la manodopera clandestina, licenziando i lavoratori senza motivo, pagandoli (quando li pagava) sotto il minimo sindacala e costringendoli a orari massacranti, e che nelle intercettazioni diceva che con i lavoratori bisognava usare “il metodo tribale” e che lui era “il maschio dominante”.

                Non voglio augurargli niente, ci penserà la legge;
                ma ho un mio sogno personale di vederlo in carcere con tre enormi africani o incattiviti albanesi che abbiano voglia di fargli capire chi è “il maschio dominante”…

              • Z. says:

                Per me è il male quasi assoluto.

                Quasi, perché dalle intercettazioni sembra tentare di giustificare i suoi metodi. Io che significa che probabilmente si rende conto che c’è qualcosa da giustificare.

              • Z. says:

                Comunque bastava guardarlo in faccia per nutrire forti sospetti su di lui.

                Il male tende a essere abbastanza riconoscibile. Se non lo fosse, non sarebbe davvero il male.

              • Francesco says:

                discussione moltissimo interessante, temo di non essere d’accordo quasi con nessuno, se non a spizzichi e bocconi

                ma devo citare Roberto per un lapidario “l’umanità è composta da una massa di coglioni”

                tristi saluti

                PS Pino, tu sei veramente così anarchico e teppista? il col rosso non passo e basta, in automobile. neppure alle tre di notte con le strade deserte.

                in effetti un mio amico dice che sono un moralista fariseo

                ciao

              • paniscus says:

                per Francesco:

                “PS Pino, tu sei veramente così anarchico e teppista? il col rosso non passo e basta, in automobile. neppure alle tre di notte con le strade deserte.”
                ———–

                Nemmeno io passo col rosso, nemmeno in condizioni ragionevolmente sicure come quelle che descrivi tu.

                Ma non credo di farlo perché ho interiorizzato un obbligo psicologico di obbedienza assoluta ai doveri formali, o perché mi sento eticamente migliore di chi fa diversamente:

                semplicemente lo faccio perché non mi costa niente farlo, e perché non vale la pena di fare i trasgressivi a tutti i costi su un’inezia del genere, tutto lì.

                Vedila in termini di “scommessa di Pascal” (che a un cattolico dovrebbe piacere): io ritengo di sapere per certo che l’incrocio è libero, che faccio?

                Se mi fermo regolarmente, non ci rimetto nulla, se non il disagio di aspettare uno o due minuti in più, che non è un problema; la probabilità che succeda qualcosa di grave è molto bassa, ma nel caso remoto che dovesse succedere, io non sarei accusata di comportamento pericoloso;

                se tiro dritto, la probabilità che succeda qualcosa di grave è sempre molto bassa, ma nel caso remoto che dovesse succedere, sarebbe ovvio che il torto è mio, e potrei rischiare conseguenze pesantissime (compreso il carcere, o comunque anni di processi, multe salatissime, sospensione della patente, richieste di risarcimenti, e quant’altro). Quindi, che mi frega di rischiare? Per la soddisfazione di arrivare due minuti prima? Boh…

                Non escludo che potrei essere tentata di farlo, in casi veramente estremi, ad esempio se stessi accompagnando una persona che si sente male, o che deve assolutamente prendere un aereo che ha la scadenza di imbarco tra pochi minuti, ma non mi è mai successo… l’eccezione dell’eccezione dell’eccezione, lasciamola perdere!

              • roberto says:

                Lisa,
                tra le conseguenze gravi più che il rischio del processo (siete buffi a Firenze a pensare sempre a sta cosa) metterei il rischio di ammazzarmi o di ammazzare qualcuno
                🙂

              • paniscus says:

                roberto:

                il rischio di finire male, o di fare del male a qualcun altro, lo corriamo sempre, anche se rispettiamo le regole in maniera ferrea.

                Se io rispetto in maniera assoluta le regole del codice della strada, ma mi imbatto in qualche incosciente a piedi che schizza fuori dalla siepe al buio e attraversa di corsa, o in qualche altro incosciente motorizzato che passa col rosso assumendo che non ci sia nessuno, e succede un problema serio, i guai li passo lo stesso.

                Poi magari il tribunale mi dà ragione, ma mi dà ragione dopo 10 anni, durante i quali mi sarei comunque dovuta svenare per pagare avvocati, e avrei avuto la vita personale e sociale rovinata per altre ragioni. ANCHE se avessi rispettato tutte le regole, ma se non le avessi rispettate sarebbe stato ancora peggio.

                Per cui, la scelta di rispettare rigorosamente tutte le regole del traffico, ha SIA una motivazione etica, SIA una motivazione opportunistica, e non vedo francamente alcuna contraddizione tra le due cose, che possono tranquillamente convivere…

              • roberto says:

                Capisco

                Volevo solo dire che mi pare curiosa l’idea “oddio non passo con il rosso sennò se sdraio qualcuno mi fanno un processo”

                Io mi sono sempre limitato a “oddio non passo con il rosso sennò rischio di sdraiare qualcuno”

                Ma non vivo in Italia e tantomeno in Toscana, ho delle fisse diverse….

              • Z. says:

                però sempre Granducato è!

              • Francesco says:

                PS in bicicletta, invece, sono un Anarchico

                prudente e attento ma decisamente anarchico

                e credo che dietro ci sia la convinzione che a farmi male sarei solo io

              • Per Francesco

                “PS in bicicletta, invece, sono un Anarchico

                prudente e attento ma decisamente anarchico

                e credo che dietro ci sia la convinzione che a farmi male sarei solo io”

                Purtroppo a Firenze TUTTE le biciclette vengono prima o poi rubate, per cui non posso nemmeno fare il ciclista.

                Comunque, da pedone, attraverso con il rosso con tanta attenzione, ovviamente, ma senza il minimo scrupolo legale.

              • Z. says:

                Sgancia la ruota Miguel. Funziona 🙂

              • PinoMamet says:

                Qual è la città italiana dove non rubano le bici?? Ci hanno basato il Neorealismo apposta!!

                Non è una scusa, Miguel 😉

              • Francesco says:

                beh, la bicicletta serve per il tragitto casa (chiusa in garage) – ufficio (con posteggio chiuso e semisorvegliato) e per belle gite fuori porta

                mica la abbandono in giro!

                in Italia il furto di bicicletta è di fatto depenalizzato

              • paniscus says:

                e grazie: mica tutti hanno il garage o il parcheggio sorvegliato…

              • roberto says:

                che poi, non per fare il menagramo, ma a me a bologna mi hanno fregato la bici dalla cantina (hanno spaccato la porta della cantina e preso la bici, sono convinto che erano gli operai che avevano un cantiere nel palazzo e che vedevano che ogni giorno entravo in cantina con la bici…solo la mia cantina è stata aperta…)

              • PinoMamet says:

                A una mia amica, a Parma, hanno fregato una decina di biciclette, in circa due anni.
                Da dentro il palazzo.

                Lei è straniera, poverina, non ci ha pensato, ho dovuto dirglielo io: fosse uno del palazzo che le frega? 😉

                Comunque erano di quelle bici da studente da 20 euro, mezze scasse, a loro volta di provenienza illecita…

  20. Z. says:

    Riassumendo.

    Briatore si diverte a insultare il governo, con particolare riferimento ai grillini, dicendo che si inventano pericoli inesistenti, che non hanno mai lavorato in vita loro, che è una vergogna e blah.

    Nel suo locale scoppia un focolaio covid e lui finisce all’ospedale col covid, insieme a numerosi suoi dipendenti?

    Ora, quanto bisogna essere patetici per dare addosso a chi lo prende in giro? E quanto bisogna essere sfacciatamente ipocriti?

    Un pochino di ipocrisia è necessaria per il vivere civile, ma non esageriamo.

    • Z. says:

      Addirittura, Daniela Santanchè ha detto che chi ha fatto battute al riguardo è un nazista.

      Considerato che parliamo probabilmente di decine di milioni di italiani di ogni fede politica, non si dica mai più che il nazifascismo non è un pericolo concreto e attuale!

    • Per Z

      “Briatore si diverte a insultare il governo, con particolare riferimento ai grillini, dicendo che si inventano pericoli inesistenti”

      Il mio odio per Briatore va oltre.

      Non mi interessa se lui sia a favore o contro il governo (tra i governativi ci sono tanti Briatori…).

      Poi il fatto che lui sia “malato” e rinchiuso in ospedale, senza che stia male, casomai gli dà ragione e non torto.

      E’ che Briatore rappresenta per me il male assoluto.

      E’ l’individuo che vede tutto ciò che lo circonda come terreno di saccheggio;

      che vede nella terra, un luogo dove mettere una discoteca; nelle donne, roba da trombare;

      nella società qualcosa di cui sfruttare ogni vizio;

      è un divoratore del mondo, radicalmente “materialista” nel senso comune e deteriore.

      Io non lo prendo in giro, gli auguro solo il male e il dolore e il terrore e la miseria, che sono i doni degli dèi che aiutano a cambiare vita.

      • Z. says:

        Non ho capito su cosa il fatto che abbia deciso di farsi ricoverare tra i solventi gli darebbe ragione.

        Per il resto capisco il tuo punto di vista.

        • Per Z

          “Non ho capito su cosa il fatto che abbia deciso di farsi ricoverare tra i solventi gli darebbe ragione.”

          1) Briatore afferma che il Covid non è un problema così serio che valga la pena di chiudere una discoteca.

          2) Scoprono per caso che pure lui è positivo, eppure non sta male. Quindi (esagerando, solo per capire ciò che volevo dire) il Covid non è un problema così serio che valga la pena di chiudere una discoteca.

          Lui non mi sembra che abbia chiesto di ricoverarsi per Covid, era in ospedale per un altro motivo.

          • Z. says:

            Ah, sì sì… certamente.

          • Peucezio says:

            Mica in ospedale si va solo per cose gravi.
            L’hanno dimesso dopo due giorni, evidentemente aveva una forma abbastanza lieve.

            Il fatto è che Porro, Johnson, Bolsonaro, Briatore al virus gli hanno fatto marameo: gli è venuto, hanno avuto un po’ di febbre e di fastidio, si sono ripresi alla grande e ti saluto.

            Ciò non significa minimamente che il Covid non sia un problema serio e che non ci sia stata gente a cui è andata molto peggio (e parliamo di centinaia di migliaia di morti).
            Ma questa specie di nemesi che avrebbe colpito i covid-scettici più famosi esiste solo nella fantasia vendicativa di tanti frustrati rancorosi.

            • Z. says:

              Beh, se ti esponi al rischio convinto che non ci sia rischio, è più facile che si concretizzi.

              E se lo fai dopo aver fatto l’arrogante sbruffone, insultando chi ha fatto chiudere il tuo covidodromo, è normale che la gente sghignazzi e ti sfotta.

              E soprattutto, è davvero ipocrita fingersi scandalizzati 🙂

              Mi aspettavo più spirito da Briatore, ma è invecchiato anche lui…

            • Z. says:

              Comunque Johnson se l’è passata piuttosto bruttina, credo. Sembrava piuttosto spaventato, almeno.

  21. Riprendo le parole di Francesca per spiegare perché auguro malattia e dolore (e magari anche povertà) redentori a Briatore, raccontando del modo opposto, chiamiamolo sacro, di vivere le nostre brevi vite:

    “Perché quello che stanno facendo non è semplicemente ‘lavorare in campagna’, è prendersi cura della terra e delle sue creature, curarne le ferite causate dall’industrializzazione selvaggia, dall’agricoltura convenzionale, dagli allevamenti intensivi e dall’alienazione umana, restituendo fecondità.”

    • Francesco says:

      mi manca solo una qualsiasi motivazione per farlo però … mica siamo i paggetti della terra, giusto?

      o si amplia il quadro e si include l’uomo in un ordine naturale, oppure siamo all’assurdo di dedicare la vita, e con fatica, a una astrazione intellettualoide (la terra)

  22. Moi says:

    @ HABSBURGICUS / TUTTI

    DeSovietizzazione della Mongolia … pare che vogliano “dargliela su” 😉 al Cirillico tornare al Tradizionale Verticalizzato (caratteristica condivisa almeno con il Manciù e lo Uighuro) Hudum Mongol bichig, entro cinque anni.

    https://www.nationalia.info/new/11301/mongolian-government-seeks-to-spread-official-use-of-traditional-alphabet-by-2025

  23. Moi says:

    https://neweasterneurope.eu/2019/12/03/latinisation-of-the-kazakh-alphabet/

    … al contrario (come già vedemmo) del Kazakhistan che , invece, vuole addirittura adottare l’ Alfabeto Latino (va da sé, con non pochi diacritici …)

  24. Moi says:

    … Vài ! Abbiamo un Mistico per Assessore ! 😉

    https://bologna.repubblica.it/cronaca/2020/08/25/news/briatore_assessore_pd_di_bologna_giustizia_divina_fara_meno_lo_sbruffone_-265471016/

    Briatore, assessore Pd di Bologna nella bufera: “Giustizia divina, farà meno lo sbruffone

  25. Mirkhond says:

    Pino, Moi

    Riguardo all’annosa questione del motivo dell’autorappresentazione dei Giapponesi come europoidi nei loro manga e anime, non potrebbero essersi ispirati al sostrato prenipponico ainu?

    https://youtu.be/C53cRxWhxTs

    ttps://lh3.googleusercontent.com/proxy/T3JeJo2EZbb6qe6VvwO673y8y13NvNcfs8c_OzWObQFeo0Q7JrLT6K88qZ2XUvd91Sq0_DwhlVqJfyr6v7lbBnemLmUb_NSY5Vk1jA8UQeX2k7sM

    e

    https://c8.alamy.com/compit/wh96r9/giappone-l-ainu-con-il-suo-coniuge-wh96r9.jpg

    • PinoMamet says:

      Mah, secondo me non particolarmente.

      In realtà credo che ci siano diversi aspetti: i giapponesi- forse proprio per la quantità non insignificante di apporto genetico “simil-ainu” di Jomon e derivati- hanno spesso un aspetto un po’ più “europeo” di altri orientali.

      (Poi in Giappone ci sono attualmente, in discreta quantità, persone di origine coreana, cinese, taiwanese ecc. completamente nipponizzati come nome e cognome e questo è un altro discorso..)

      Inoltre- da letture di Terzani- mi risulta che nel loro periodo di espansione imperialista (e forse un po’ anche ora, almeno in certe frange) ci tenessero a considerarsi una “razza” diversa, unica al mondo addirittura, e senz’altro distinta dagli altri asiatici.

      Poi sicuramente hanno avuto nei confronti degli europei e statunitensi un rapporto di odio/amore, che avrà influito nel loro percepirsi (non del tutto a torto) un po’ più simili a loro, rispetto agli altri orientali.

      A quanto leggevo in uno studio di chi se ne intende, da varie interviste risulta che i giapponesi riconoscono, nei personaggi dei manga, delle fisionomie giapponesi!

      e quindi penso che in effetti loro si sentano un po’ più “europoidi” di quanto non sono… 😉

      (Dirò di più, ma tra parentesi perchè è solo un’impressione e ho conosciuto troppo pochi giapponesi per sbilanciarmi:
      i giapponesi fino agli anni Cinquanta, se non per statura, perlomeno per fisionomia erano ancora più europoidi di quelli di oggi. Ho tutto un enorme, storico manuale di judo, originariamente edito dalla Kodansha di Tokyo, con belle fotografia in bianco e nero di vecchi atleti giapponesi… e molti sono decisamente “biancoidi”, quasi tutti direi! Come gli attori dei vecchi film di Ozu e di Kurosawa… mentre ragazzi giapponesi visti in giro o conosciuti, mi sembrano più simili ai cinesi… e di una di loro, per esempio, so che in effetti ha una famiglia di origini cinesi, per quanto antica… credo che ci siano, appunto, molti discendenti di coreani o altro, magari, chissà, a loro insaputa).

      • roberto says:

        Aggiungo che ho conosciuto giapponesi (vabbè due) che effettivamente si stupivano del fatto che io non riconoscessi fisionomie giapponesi nei manga!

      • Mauricius Tarvisii says:

        “risulta che i giapponesi riconoscono, nei personaggi dei manga, delle fisionomie giapponesi”

        Non mi sorprende: il realismo altro non è che il rispetto di convenzioni culturali, per cui noi vediamo come “realistica” un’immagine se risponde a tali convenzioni.

        Pensiamo a quanto poco di realistico c’è nel profilo greco e di quanto poco questo ci tocca quando guardiamo una statua del Canova. Oppure pensiamo a quanto troviamo meno realistico un quadro illuminista rispetto a un quadro accademico, dove pure nel primo caso l’illuminazione è rappresentata in modo più realistico che nel secondo: eppure la luce non rientra nella nostra convenzione di realismo.
        Esistono esempi anche più recenti.
        Le produzioni americane tendono a fare un uso massiccio del polarizzatore che altera la luminosità della scena. Le produzioni italiane, invece, tradizionalmente sembravano il filmino della comunione con la luce molto più “a cazzo di cane” (cit.). Non percepiamo tutti come “migliore” (e quindi “più reale”) l’immagine americana?
        Infine, solo io trovo le immagine dei televisori HD più “finte” di quelle dei televisori tradizionali? Nel mio caso il calo di qualità dell’immagine dovuto all’interpolazione compromette quello che convenzionalmente percepisco come realistico guardando la televisione “normale”.

        • PinoMamet says:

          “Le produzioni americane tendono a fare un uso massiccio del polarizzatore che altera la luminosità della scena. Le produzioni italiane, invece, tradizionalmente sembravano il filmino della comunione con la luce molto più “a cazzo di cane” (cit.). Non percepiamo tutti come “migliore” (e quindi “più reale”) l’immagine americana?”

          Prima di tutto, complimenti per la citazione! 😀
          (“smarmello tutto?”)

          Comunque è verissimo quello che dici.

          Ti dirò, in certi casi l’illuminazione alla cazzo di.. ehm.. all’italiana, la trovo persino migliore, ma è questione di gusto personale.
          Credo di essere uno dei pochi a trovarla più realistica!
          Nel senso che se facessi un filmino io con la mia MiniDV risulterebbe più simile a un film italiano che a uno americano…

          In realtà uno dei motivi per cui mi era piaciuto Il giovane favoloso di Martone era che (trane che nella parentesi nei bassifondi di Napoli, chissà perché) gli ambienti, le luci, i costumi ecc. mi sono sembrati, come dire, normali , nel senso che se vai a Recanati vedi quel cielo lì, non un drammatico cielo hollywoodiano..

        • Peucezio says:

          Mauricius,
          “Infine, solo io trovo le immagine dei televisori HD più “finte” di quelle dei televisori tradizionali?”

          Ci devi guardare i film in 4K 🙂

    • PinoMamet says:

      Nel mio personale immaginario, il giapponese tipico è quello delle vecchie foto di judo 😉

      un signore medio alto, non troppo muscoloso ma ben formato, con una faccia un po’ rettangolare, i capelli neri corti pettinati all’indietro, qualche volta ondulati; gli occhi spesso orientali, con plica mongolica non troppo pronunciata, ma zigomi e mascella tipicamente europei.

        • PinoMamet says:

          Dici?
          Mah, in genere lo stile dei manga è più stilizzato e meno realistico, comunque dipende moltissimo dall’autore…

          io ho in testa soprattutto quelli della scuola classica, tutti più o meno debitori di Osamu Tezuka, ma attualmente ci sono tanti stili diversissimi
          (uno a caso:
          https://www.youtube.com/watch?v=PJEPhBL77lk

          ce n’è tutta una serie di questi filmati, hai l’imbarazzo della scelta…)

          • Moi says:

            L’ ho detto io stesso, anche, che dipende molto dagli stili …

            Be’, hai presente Rocky Joe o Forza Sugar, sul Pugilato ? O i Piloti dei Meka (“Robottoni”) …

            Hanno fattezze simili al Terence di CandyCandy (che almeno è ambientato in USA) o i Fratelli Buttman di Lady Georgie (che però almeno sono AngloAustraliani) o André di Lady Oscar (che appunto è Francese) , e così via !

            • paniscus says:

              “o i Fratelli Buttman di Lady Georgie (che però almeno sono AngloAustraliani) ”
              —————

              Quella telenovela squallida e orrenda me l’ero quasi (meritatamente) dimenticata… perché c’è ancora qualcuno che prova a farmela ricordare di nuovo, dopo più di 30 anni????

              • Moi says:

                A me piaceva, piace ancora … perché quella “telenovela” interagisce con la Storia con la S maiuscola ! Ti ricordo che senza questa interazione avremmo l’ universo parallelo con la Regina Vittoria eliminata nel 1863 (o poco dopo)* con il Golpe del Duca Dangering (nome quanto mai emblematico) …

              • Moi says:

                *
                ep. 31 : Arthur, unico del trio ancora rimasto in Australia, minaccia la tomba della madre, Mary.

                https://cartonianimatimania.altervista.org/georgie-e-la-censura/?doing_wp_cron=1445644806.6642301082611083984375

              • Moi says:

                omaggia … pardon, non socome mi sia venuto.

                In effetti, l’ aveva presa molto male quella rivelazione … ma la perdonerà, e così anche Abel e Georgie.

              • Moi says:

                Sarà pure uno “shōjo anime” , ma mi sembra una storia in fin dei conti con più “attributi” di certi “shōnen anime” !

              • paniscus says:

                Ma daje… la madre che odia la figlia e che per anni non fa altro che rinfacciarle che il padre è morto per colpa sua (nel senso che era morto accidentalmente nel tentativo di soccorrere la bambina, o roba del genere),

                e i due fratelli che per tutta la vita si macerano di passione morbosa per la sorella, con la scusa che “non è una vera sorella” perché è “solo una figlia adottiva”.

                Va bene che la trama del fumetto originario era pure MOLTO peggio e che nel passaggio alla serie televisiva subì delle fortissime censure… ma almeno quello era presentato dichiaratamente come una storia destinata a lettori adulti.

                L’hanno voluta trasformare a tutti i costi in un cartone animato per bambini, combinando un pasticcio patetico!

              • Moi says:

                ** Momenti Femministi
                (ben sceneggiati) **

                I

                Georgie si spaccia per un ragazzo (siamo nell’ Ottocento Vittoriano …) ,”Joe”, e in finale alla Gara di Boomerang batte un contadino Australiano colossale.

                II

                Georgie-Joe si tuffa per salvare dagli squali la giovanissima Catherine … nessun Lupo di Mare dimostra alttrettanto coraggio.

                III

                Georgie-Joe architetta la Fuga di Arthur (chiamato “Cain” dai Carcerieri ….)

                ————–

                IV

                MANGA

                No, Gentile Yumiko Igarashi-Sama , la prego : Abel NON deve morire !

                😉
                ————————-
                PS

                L’opera è pervasa da un forte AntiClassismo, il trionfo dell’ Educazione sull’ Innatismo.

                Il personaggio più insulso e debole “senza midollo” NON è affatto Georgie … bensì Lowell, che Abel definisce “Damerino” e il Duca* “Bamboccio” direttamente.

                (*)

                che mi ricorda un Winston Churchill Cattivo 😉 per fattezze, corporatura-stazza, abbigliamento, sigari, eccetera …

  26. Moi says:

    NON so se c’entra … ma pare che in Giappone e ancor di più in Corea del Sud sia sempre più di moda l’ intervento chirurgico, specie femminile, “slarga-occhi” … che secondo me per quel tipo di bellezza lì gli occhi “stretti e tirati” o detti tradizionalmente (da noi) “a mandorla” si adattano perfettamente.

  27. Moi says:

    Cmq la questione “Why do anime characters look white?” è sentitissima ovviamente in USA, ove su ‘ste robe stan fissati proprio, notoriamente !

    In anime “vecchiotti” 😉 ambientati in Europa, USA o Australia Vittoriana , ci sta, l’ aspetto da “gaijin” … in altri, un po’ 😉 meno.

    Dipende anche dallo stile degli autori … in alcuni anime,han tutti un aspetto un po’ “a raganella” 😉 con occhi a uova strapazzate 😉 e bocca a forno 😉

    nel live action di Yattaman (… “presi su” fino a Ravenna apposta, per vederlo !), i due maschi cattivi simpatici sono truccati pr sembrare caricaturali “occidentaleggianti” come nel cartone animato, la capa isterica no

    https://www.youtube.com/watch?v=llx8Su2lNxk

    • Z. says:

      Sei passato da Ravenna senza dirmi niente?

      Comunque al mare, venticinque-trent’anni fa, si faceva la notte di cartoni non-stop. Non sono mai stato un appassionato, personalmente, ma era un’iniziativa di gran successo.

  28. Moi says:

    @ MIRKHOND

    Anche gli Hāfu (ハーフ) assomigliano a quelle fattezze che dici tu …

    • Moi says:

      Adattamento dall’ Inglese “Half” ,i “mezzo(sangue)” NippoGaijin …

      • Moi says:

        Il paradosso èche gli “imbastarditi” assomigliano ai più antichi “autoctoni” Ainu rispetto agli “Yamato” , oggi e da tempo immemorabile i più diffusi …

        • Mirkhond says:

          Sono convinto che se i Giapponesi continuano a mescolarsi in dosi massicce con europoidi e neri, potrebbe verire su un bellissimo popolo.

          • Moi says:

            A quanto mi risulta, il titolo di donne (mediamente) più belle in Estremo Oriente è conteso fra la “delicatezza pallida” Coreana e la “prosperosità abbronzata” Thai …

  29. Moi says:

    In Ken il Guerriero sembrano tutti abbastanza Occidentali, tuttavia gli autori si sono espressamente ispirati a certi personaggi reali … Kenshiro da giovane è ispirato a Bruce Lee, da più maturo (ma nel frattempo i due bimbi NON crescono, fino al II ! 😉 …) a Sylvester Stallone , Raoh / Raul ad Arnold Schwarzenegger (anche se abbrozantissimo), Toki … Gesù !!!

    Questa cosa me la sono sempre chiesta : sarà un riferimento al Cristianesimo in Giappone ? Il personaggio ,pur essendo potenzialmente il più forte, preferisce applicare la Tecnica Micidiale alla Medicina per curare i mali altrimenti incurabili … poi, capito che NON gli sarà possibile, sceglie il Sacrificio di Sé … va be’, storia nota !

    • Moi says:

      Mi rendo conto della potenziale enormità della cosa … ma prima di internet lo sentivo dire da chiunque ne parlasse, e adesso lo scrive chiunque tratti l’ argomento: è riportato pure su Wikipedia, anche in Inglese. Forse gli autori non hanno mai confermato … ma neppure mai smentito.

      E’ anche l’ unico (!) fra i SuperCombattenti che, dopo aver ineluttabilmente sterminato da solo a mani nude un’ intera orda di predoni senza scrupoli nonché armata fino ai denti … se ne dispiace ugualmente.

  30. Moi says:

    In USA han strolgato la crasi “Blasians” (Black+Asians) … risultato ? Non di rado paiono Indonesiani ! 😉

  31. werner says:

    Intanto anche in italia sono iniziate le grandi battaglie antirazziste.

    Copio e incollo da Twitter:
    I meme sull’abbronzatura del ministro Di Maio sono razzisti punto. Schifosi punto. Giocano con il blackface che è una pratica razzista. Il ministro doveva sottolineare il razzismo della pratica. Invece ha dato questa risposta qui 👇🏿
    (Continua nel tweet seguente) https://t.co/gLZszUULhM

    [Il riferimento è ad un post di Di Maio in cui il ministro risponde ai meme sulla sua abbronzatura rilancoandoli e promettendo di mettere la crema solore.]

    (Prosegue) Tutta questa storia dei meme sulll’abbronzatura di un ministro della Repubblica ci dice una cosa precisa ovvero che il paese ha urgente bisogno di un processo di decolonizzazione e di insegnare fin da piccoli una diffusa cultura del rispetto.
    #decolonizeItaly #Ora

    • Per Werner

      “Intanto anche in italia sono iniziate le grandi battaglie antirazziste.”

      🙂

      DecolonizeItaly vedo che lo scrivono in inglese.

      Cominciamo con il ripulire la lingua.

      • Francesco says:

        no no

        tu non hai capito

        dobbiamo decolonizzare l’Italia dal SUO passato colonialista, razzista, fascista

        e farla diventare uguale alle università liberal degli USA

        insomma, passare da Indro Montanelli a Cardi B, mica a certi immigrati messicani di nostra conoscenza

        • Z. says:

          Preferisco Cardi B, onestamente.

          Ma soprattutto, preferisco i fan di Cardi B ai fan di Montanelli 🙂

          • Francesco says:

            questo non me lo aspettavo da te

            inizio a sospettare che l’Italia sia un posto peggiore di quello che pensavo

            il che, peraltro, obbliga a scavare molto

          • Z. says:

            Perché dovrei preferire un orgoglioso e dichiarato contaballe a una cantante qualsiasi? E perché dovrei sentirmi in sintonia coi fan del primo più che coi fan della seconda?

            Perché Montanelli, a differenza di molti suoi colleghi, non si è prestato a diventare un megafono di Berlusconi?

            Mi sembra un po’ poco. Peraltro, è anche colpa di Montanelli se dobbiamo subirci Travaglio 🙂

            • Francesco says:

              ma era vecchio e sulla via del rincoglionimento!

              per me resta uno a cui le BR hanno sparato e a cui il Corriere ha negato pure il nome, nel titolare la notizia

            • Z. says:

              Montanelli mi è sembrato lucido fino alla fine. Questo comporta anche la sua piena responsabilità nell’averci inflitto Travaglio 🙂

              Il fatto che le BR gli abbiano sparato non lo rende meno contaballe, invece.

              • Francesco says:

                caro Z

                Montanelli aveva perso la testa da parecchi anni, non era per nulla lucido

                per chi lo ha molto amato e stimato, come me, fu un vero dispiacere

                a proposito, cosa sarebbe la storia che era un bugiardo? su cosa si basa?

                saluti

            • PinoMamet says:

              Ammetto che sono più interessato a Cardi B che a Montanelli.

              E ne sono interessato perché- e qui si nota che sto invecchiando- non conoscevo la sua esistenza per niente, e un giorno scopro che sarebbe famosa.

              Visto che di solito le cantanti come lei sono famose anche per essere belle, o forse esclusivamente per questo, vado a vedermi le foto:
              un cesso da paura!

              Questa non rimedierebbe 50 euro sulla via Emilia neanche se le altre facessero sciopero.

              Allora mi chiedo: è una cosa voluta, o sono cambiati i canoni di bellezza negli ultimi dieci anni??

            • PinoMamet says:

              In realtà penso di no: Ariana Grande si tiene malissimo (con la coda della mia compagna di classe Elisa S. e abiti da vecchio mignottone) ma è molto carina, Camila Cabello è adorabile…

              Poi c’è Lizzo, che è oversize ma molto brava e divertente…

              ma ‘sta Cardi B, cosa mi rappresenta??

            • Z. says:

              Non dirlo a nessuno: io ho cercato Cardi B sul web quando ho letto il post di Francesco. Non sapevo chi fosse 😀

            • roberto says:

              Mi associo: scopro oggi l’esistenza di cardi b e avevo vissuto comunque benissimo anche prima

        • werner says:

          A proposito di università… Andando a cercare i messaggi connessi a #decolonizeItaly appaiono altri post, alcuno della stessa signorina tra cui uno di inizio dicembre 2019 in cui dice:

          La domanda da farsi sull’#università italiana non è solo 1) ma un nazista può insegnare nell’università italiana (la risposta è no, assolutamente no!) 2) ma anche come mai l’università è così poco plurale e monocolore. le minoranze sono rare. Serve urgentemente #decolonizeItaly

          • Mauricius Tarvisii says:

            Bisognerebbe vedere la percentuale di neri all’università e di neri sulla popolazione.
            Se non fosse che in Italia tendenzialmente non ti chiedono il colore della pelle quando ti immatricoli…

          • PinoMamet says:

            Ecco come porsi un problema vero in modo sbagliato, rendendolo così un problema finto.

            Il problema vero è che in Italia c’è un alto tasso di dispersione scolastica, rispetto agli altri paesi europei.
            Questa dispersione, alla prova dei fatti, riguarda quasi esclusivamente la popolazione immigrata, e quella dai 16 anni in su.

            (Non è difficile immaginarselo, comunque i grafici li ho visti ieri in un seminario online di aggiornamento- mi rifiuto di usare l’orribile termine “webinar”).

            Ora, una persona seria chiederebbe che il MIUR si impegnasse in una politica seria volta a prevenire e impedire la dispersione scolastica e a favorire la scolarizzazione delle fasce economicamente e culturalmente più deboli: e io sarei io il primo a firmare!

            Invece la signorina, a quanto pare, vorrebbe che le università italiane andassero in giro per i Centri di Prima Accoglienza a chiedere ehi, c’è qualcuno che vorrebbe insegnare Macro-economia? Filologia germanica, nessuno? Non preoccupatevi, poi vi insegniamo anche l’italiano…

            • werner says:

              Concordo in pieno (anche su webinar)

            • Francesco says:

              sei sicuro? mi paiono dei dati così ottimistici rispetto a quello che mi aspettavo

              tutti i bravi guaglioni che vanno a scuola fino a 16 anni?

            • PinoMamet says:

              Ma no, Francè, forse sono io che mi spiego male, ma dai dati emerge questo:

              in Italia la dispersione scolastica è più alta nelle regioni più povere (ovviamente..);

              è più alta tra i ragazzi di origine extra-communitaria che tra gli italiani (ri-ovviamente) e tra, questi, più alta tra quelli nati all’estero che tra i nati in Italia (e non mi ripeto…)

              tra quelli nati all’estero, quelli oltre i 16 decidono più spesso di non andare a scuola che gli altri (e di nuovo…) e sono quasi il totale dei “dispersi”.

              • paniscus says:

                Comunque, tanto per fare i pignoli:

                il concetto di “dispersione scolastica” dovrebbe significare “mancato assolvimento della scuola dell’obbligo“.

                Per il quale, esistono già strumenti legali per chiedere conto ai genitori del perché non mandano il figlio a scuola, ed eventualmente denunciare, o segnalare ai servizi sociali.

                In Italia l’obbligo scolastico è a 16 anni, quindi chi ha superato quell’età è fuori dalla fascia dell’obbligo.

                Tecnicamente, chi sceglie di smettere di andare a scuola avendo già superato i 16 anni non dovrebbe essere considerato un caso di “dispersione scolastica”, ma di libera scelta tra opzioni non obbligatorie.

                Invece si utilizza (strumentalmente) la definizione di “dispersione scolastica” per contare nel mucchio chiunque non arrivi a prendere un diploma di liceo, o comunque di istituto superiore di durata di 5 anni.

                E la si utilizza ANCHE nel caso che il ragazzo in questione non sia andato a fare il delinquente, o il nullafacente sbracato sul divano… ma sia andato a iscriversi a un corso di formazione professionale riconosciuto dalle istituzioni pubbliche!

                Cioè, tornando all’esempio di prima: lo stato consente alla sedicenne Camilla di mollare il liceo e iscriversi a un corso per fare la parrucchiera…

                …però contemporaneamente DEPRECA questa possibilità, e la denuncia come un caso tragico di dispersione scolastica che doveva a tutti i costi essere evitato, e di cui bisogna pure cercare un colpevole (di solito, l’insegnante che le aveva dato un voto insufficiente e che non era stato abbastanza inclusivo).

                Che senso ha?

              • Z. says:

                Più laureati, prof, servono più laureati!

                Il mercato del lavoro non ne impiega abbastanza quindi ne servono… di meno? no, di più!

                Aumentando il numero dei laureati, più laureati troveranno lavoro.

                Sarà vero, dato che lo sento dire da almeno vent’anni…

                Mah!

              • paniscus says:

                “Più laureati, prof, servono più laureati!”
                ————-

                E comunque, sempre parlando più in generale, non riesco a capacitarmi di come sia possibile che ci sia tutta questa spaventosa dispersione scolastica, in un sistema che praticamente non boccia quasi nessuno, se non quelli che avevano già smesso di andare a scuola, prima ancora di sapere se rischiassero la bocciatura o no

                (e che quindi hanno abbandonato la scuola per altri motivi, e non per la bocciatura).

              • Francesco says:

                prof carissima

                la bocciatura è una questione ideologica

                quindi se devo occuparmi di un bocciato o di cento che hanno lasciato la scuola a 11 anni per fare i camorristi, mi occuperò del bocciato, ho già pronta la serie di citazioni d’obbligo (don Milani, per iniziare)

                credo che sia questo

            • paniscus says:

              “Ora, una persona seria chiederebbe che il MIUR si impegnasse in una politica seria volta a prevenire e impedire la dispersione scolastica e a favorire la scolarizzazione delle fasce economicamente e culturalmente più deboli: e io sarei io il primo a firmare!”
              ——-

              Io ho smesso del tutto di crederci, alle cosiddette “politiche per prevenire la dispersione scolastica”.

              Dopo quintalate di progetti pon (pin e pam e bum), di patetici corsi di formazione, dibattiti, libri, articoli, interviste, e pavoneggiamenti di presunti esperti, alla fine della fiera, l’UNICA conclusione ricorrente che viene suggerita, e l’UNICO provvedimento considerato accettabile per combattere la dispersione scolastica,

              consistono nella raccomandazione di abbassare gli obiettivi scolastici ancora di più di quanto non si sia già fatto, e di promuovere tutti e diplomare tutti, in maniera che i numeri sulle statistiche appaiano più incoraggianti.

              In particolare, questo si dovrebbe ottenere sperticandosi a “venire incontro” ai ragazzi a rischio blandendoli, coccolandoli, intrattenendoli con progetti e attività ridicolmente stucchevoli (INVECE che corsi di recupero nelle materie scolastiche e di potenziamento della lingua italiana), cercando di comprarsi il loro consenso e la loro simpatia con metodi da mammine strappalacrime,

              e convincendoli che devono continuare a frequentare la scuola per fare un piacere a noi, che vogliamo loro tanto bene, che il loro abbandono ci spezzerebbe il cuore.

              Ovviamente, è facile immaginare quale effetto abbia questa pantomima su ragazzi che provengono da culture in cui l’educazione familiare è rigida, la vita quotidiana è dura e la scuola è severa: come minimo, nutriranno un disprezzo forsennato per chi li tratta come bambini deficienti…

            • PinoMamet says:

              Io ho scritto “una politica seria … ” 😉

              • paniscus says:

                Io invece mi spingo anche oltre: l’uica politica seria da questo punto di vista, sarebbe quella di smetterla di demonizzare la dispersione scolastica in quanto tale… e concentrarsi invece sull’obiettivo di constrastare gli oggettivi effetti negativi della dispersione scolastica, piuttosto che la dispersione in sé.

                Ovvero, ad esempio, prendere atto che esiste una certa percentuale di soggetti che non ha una grande passione per lo studio e che preferisce di gran lunga dedicarsi ad attività più pratiche (senza essere per questo dei potenziali devianti, criminali, o destinati alla marginalità sociale), e offrire loro degli adeguati canali di formazione professionale, che siano presentati come delle alternative accettabili e dignitose, e non stigmatizzati come “ultima spiaggia per quelli che non sono riusciti a fare nient’altro”.

                Spezzo il testo perché è troppo lungo, a fra poco.

              • paniscus says:

                Ripiglio:

                adesso stiamo in una situazione in cui, un’ipotetica ragazzina che ha le idee chiarissime sul fatto di voler fare la parrucchiera (che non solo è un mestiere dignitoso, ma richiestissimo e redditizio), non può iscriversi direttamente a un corso per parrucchieri dopo la terza media, ma deve prima passare due anni a macerarsi di noia in un’altra scuola di cui non gliene frega nulla, e in cui prevedibilmente non otterrà risultati buoni e si farà bocciare,

                magari un anno al liceo linguistico, poi bocciata, e poi un altro anno al professionale commerciale, e bocciata di nuovo, e poi finirà ugualmente a iscriversi al corso per parrucchiera (esattamente come voleva fin dall’inizio), però nel frattempo…

                a) avrà perso due anni ad annoiarsi a morte;

                b) sarà stata considerata un esempio drammatico di “dispersione scolastica”, e i suoi insegnanti delle scuole precedenti colpevolizzati per non essere riusciti a evitare questa terribile disgrazia.

                Cioè, il fatto che la giovane Camilla (nome inventato) sia finalmente riuscita a fare quello che voleva e che le dà soddisfazioni… viene venduto all’opinione pubblica come un drammatico fallimento del sistema educativo italiano,

                quando invece sarebbe stato doveroso attivare progetti inclusivi edificanti (o semplicemente promuoverla trasformando tutte le sue insufficienze in 6 per voto di consiglio) per convincerla a rimanere al liceo, nonostante quella scuola non le interessasse e l’avesse scelta solo per ripiego.

                Probabilmente esiste un residuato ideologico, proveniente da un sistema che non c’è più, in cui i lavori pratici erano considerati stigma di “condizione sociale svantaggiata” e chi aveva studiato poco poteva al massimo aspirare a fare l’operaio in fabbrica (e quindi considerato vittima di sfruttamento), ma mi pare che sia ora di svegliarsi e aggiornarsi su questo…

                …in una società in cui la maggior parte del “lavoro di concetto” inteso in senso classico non è più richiesto, gli unici che potranno cavarsela saranno quelli che hanno in mano qualche competenza pratica!

                Sostenere che, per un giovane, sia sempre meglio diplomarsi al liceo con il minimo dei voti e due calci in q*lo, piuttosto che prendersi una qualifica seria di parrucchiere o di idraulico, è follia pura!

              • PinoMamet says:

                Ah ma in questo sono assolutamente d’accordo.

                Io pensavo invece a casi diversi, cioè quelli dei ragazzi di origine straniera arrivati già grandicelli, che senza parlare quasi una parola di italiano si devono iscrivere in una scuola (dove vengono inseriti in una classe in base al quasi esclusivo criterio dell’età) e si ritrovano completamente spaesati.

                Io mi sono ritrovato a insegnare storia e latino, perché sono le mie materie, per due volte a ragazzi di ottima volontà, ma che non sapevano l’italiano!
                (Certo, dopo un anno lì hanno cambiato scuola, comunque è stato un anno perso per loro e “rallentato” per i compagni).

                Non stupisce che abbandonino gli studi…

              • PinoMamet says:

                In ogni caso sono favorevole a una riforma che abbassi l’età dell’obbligo scolastico, e all’introduzione già alle scuole medie inferiori di percorsi differenziati per chi ha voglia di studiare, e per chi invece non vede l’ora di “laurearsi alla scuola di vita della strada”, invitandoli caldamente a iscriversi a quest’ultima.

              • roberto says:

                Totalmente d’accordo con lisa

              • paniscus says:

                per Pino:

                io non pensavo affatto a una “laurea alla scuola di vita della strada”.

                Pensavo a un contesto in cui si attribuisse una dignità e un’utilità paritaria alla formazione scolastica “libresca” e a quella professionale pratica.

                Di cui, ENTRAMBE, dovrebbero prendersi carico le istituzioni pubbliche,

                il che è cosa diversa dal lasciare i ragazzini allo sbando e buttarli nella marginalità e nel degrado.

                Io vorrei che si smontasse, una volta per tutte, l’idea che se non stai fino a 18-20 anni sui banchi di scuola a scrivere temi, a calcolare integrali o a leggere poesie, allora sei automaticamente un “ragazzo a rischio”, un potenziale deviante, delinquente, drogato, o un potenziale manovale sfruttato in nero, o un pericolo per la civiltà.

                L’idea che alla scuola ufficiale si debba contrapporre “la scuola di vita della strada” è proprio quello che contesto: cioè, la fissazione che chiunque non prenda un diploma “tradizionale” debba per forza avere come unica alternativa la marginalità e il degrado.

                Quando invece si potrebbe tranquillamente offrire come alternativa una seria formazione professionale (che comprende sia lo sviluppo della competenza pratica, sia gli aspetti etici, giuridici e sociali della professione),

                SENZA farla pesare come “ripiego per i somari che non sono riusciti a fare le scuole vere”.

              • paniscus says:

                “ragazzi di origine straniera arrivati già grandicelli, che senza parlare quasi una parola di italiano si devono iscrivere in una scuola (dove vengono inseriti in una classe in base al quasi esclusivo criterio dell’età) e si ritrovano completamente spaesati.”
                —————

                Sarò pure politicamente scorretta, ma il criterio dell’età funziona solo alle scuole primarie, o all’inizio delle medie.

                Se acchiappi un bambino filippino, pakistano o senegalese di 8 anni, che è appena arrivato e non capisce una parola di italiano, e lo butti in una normalissima classe di seconda o terza elementare, impara la lingua spontaneamente nel giro di pochi mesi, e di lì a poco sarà perfettamente in grado di fare da interprete per i genitori, che invece avranno molte più difficoltà.

                Se invece acchiappi un quindicenne appena arrivato che non capisce una parola di italiano (e che ha già fatto parecchi anni di scuola al suo paese, con abitudini completamente diverse, e che ha abitudini private familiari completamente diverse dagli altri), e lo butti in una prima o seconda superiore, stai sicuro che non impara nulla, che non lega con nessuno, e che prima della fine dell’anno smette di venire a scuola perché non ci trova niente di utile e di formativo.

                In parte la differenza è dovuta a livelli diversi di maturazione neurologica, ma in parte anche alla difficoltà di socializzare e di integrarsi.

                Cioè, non è che non socializzino perché non sanno l’italiano… è che non riescono a imparare l’italiano proprio perché non riescono a socializzare!

              • PinoMamet says:

                “Pensavo a un contesto in cui si attribuisse una dignità e un’utilità paritaria alla formazione scolastica “libresca” e a quella professionale pratica.”

                senza dubbio, ma l’importante è che chi non ha voglia di studiare ed è di disturbo agli altri stia fuori dai piedi 😉

                poi io sono il primo a riconoscere la dignità ai lavori pratici: ci mancherebbe!

                Non credo che molti disturbatori&bulletti riuscirebbero bene neppure in quelli, a dire il vero, e non invidio chi si deve occupare della loro formazione quando sono bocciati dopo i primi due anni di scuola superiore (anziché dopo il primo di media inferiore come sarebbe giusto), come suppongo che prima li si prenda, e prima si riesca a indirizzarli a qualcosa di utile.

              • Francesco says:

                non proprio IT ma quasi … leggendo mi sono ricreduto sul fatto di avere io idee di destra!

                siete meglio di una Thatcher risuscitata!

                tutte le cose che dite sono giuste e inaccettabili, se girassi ad Avvenire le vostre proposte ci scappano un paio di infarti tra quelle anime belle di sinistra

                e pure se le girassi a Italia Viva le troverebbero eccessive!

                😀

    • PinoMamet says:

      Mi tocca rivalutare Di Maio, che risponde in maniera ironica e leggera alle prese in giro!
      In questo si dimostra migliore anche di Berlusconi…

      peraltro lo fa con un fotomontaggio su un episodio di un film di Totò che io trovo- ahimè, lo ammetto- divertente (“pronto, Casa Bubu? C’è Bubu? No? Mo’ butu!” – erano gli anni di Kasa-Vubu, ora sconosciuto, in Congo).

      Tra l’altro nell’episodio i veri ambasciatori africani sono rappresentati in maniera estremamente rispettosa, sono personaggi pieni di dignità di fronte ai quali Totò e Nino Taranto en travesti si sentono in imbarazzo.

    • roberto says:

      “blackface che è una pratica razzista”

      avrete notato che in questi mesi le mie idiosincrasie sono aumentate in maniera esponenziale, pari solo alla mia voglia di prendere a randellate la gente

      ecco, ne aggiungo un’altra: chi dice “blackface è una pratica razzista” e chi mi parla di appropriazione culturale come una pratica razzista, si merita l’apertura del cranio a randellate, giusto per vedere se c’è merda o segatura al posto del cervello, poi rimetto tutto a posto

      parlo di appropriazione culturale perché proprio in questo momento mi gusto il mio meraviglioso caffé greco, fatto con le mie manine nel mio bellissimo briki, e mi immagino una invasata (si me la immagino donna) che viene a dirmi “ma tu sei napoletano, devi usare la cuccuma”

    • PinoMamet says:

      Alle riflessioni di Roberto voglio aggiungere un punto.

      Di Maio è terrone . Se c’è una categoria che in Italia è stata storicamente vittima di razzismo e discriminazione, quella è la sua, non i neri che fino all’altro ieri erano una “stranezza” e consistevano sostanzialmente in un paio di cantanti idolatrati dal pubblico e in una mezza dozzina di medici rispettatissimi dai pazienti.

      E che vuol dire? chiederete.
      Beh, con tutte le discriminazioni che ci sono state contro i meridionali, avete sentito qualche meridionale chiedere che venissero proibite le macchiette di Abatantuono e di Porcaro? (ai quali si potrebbe trovare, va bene, la scusante di una origine meridionale, ma restano lo stesso razziste, ad applicare il metro della Scego…)

      Io ho abitato, lo sapete, fuori città, e conosco molto bene gli agricoltori emiliani.
      Ora, tutte le volte che sento parlare di villani, cafoni, agricoli, burini, contadini ecc., trovo tutte queste descrizioni un po’ offensive, e oltretutto sbagliate: descrivono un’umanità che, per storia, cultura e stile di vita, è lontanissima da quella che conosco io, e che in parte coincide con le mie origini.

      Ma non mi sogno di chiedere di mettere al bando le barzellette con Gigi Proietti che imita il contadino laziale, o quei vecchi sketch con “mi sono comprato una capra, dorme con me- E come fai con l’odore?- Beh, poi si abitua…”

      Sono parodie; sono offensive, è vero; è il loro scopo! Ma esiste la misura, esiste il contesto in cui si situa l’offesa.

      e dire “sporco negro” è abbastanza diverso da Totò che finge di essere un diplomatico del Congo per truffare un suo compaesano italiano…

      • PinoMamet says:

        Tra l’altro le mie origini piuttosto variegate mi consentirebbero di offendermi per una varietà di motivi, se avessi questo desiderio.

        • Francesco says:

          sicuro di non avercelo, sotto sotto?

          😉

          PS Di Maio non è solo terrone, è proprio l’idealtipo del terrone sfaticato e mangione. Fossi terrone lo odierei per quello.

          • Z. says:

            Sai che non direi? Non riesco a vedere niente di particolarmente “regionale” in Di Maio.

            • Francesco says:

              perchè guardi dal posto sbagliato

              da qui in Padania-che-non-esiste si vede tantissimo, a prescindere da chi guarda

              ciao

            • PinoMamet says:

              Da corregionale di Z., confermo l’impressione zetiana…

            • Z. says:

              Boh Francesco…

              a Bologna è pieno di agenti immobiliari di ogni provenienza, che si vestono e parlano esattamente come lui!

              • Francesco says:

                non conosco Bologna ma qui a Milano lascia un’impressione di “qualcosa che non va”, che si spiega quando scopri di dove è

                non voglio dire che non abbiamo lavativi imbecilli e ignoranti “nostrani”, è che sono un pò diversi

                ciao

              • MOI says:

                a me sembra “connotato” regionalmente molto di più De Luca … Di Maio ? Tendenzialmente insipido.

    • Z. says:

      Come vedete ho sempre ragione: il problema non riguarda la classe politica italiana. Sarebbe bello se così fosse, e tutto sommato facilmente risolvibile…

    • Z. says:

      Comunque non ho capito due cose:

      – in cosa la foto offenderebbe i neri;
      – in che senso dovremmo “decolonizzarci”. Chi è il colonizzatore da cacciare?

      A me sembra che ci sia una piccola minoranza di colonizzati che ripetono slogan yanqui, solo che sono proprio loro…

      • roberto says:

        Secondo i deliri di alcuni, dipingersi la faccia di nero sarebbe un atto razzista

        Immagino che scherzare su uno troppo abbronzato sia razzistissimo

  32. Moi says:

    A proposito di “AntiRazzismo AppropriazioneCulturale” … oggi il Google Doodle è per Alexandre Dumas (che potrebbe sembrare, oggi, un Calabrese un po’ lampadato 😉 …) ; ebbene : poiché aveva una nonna Haitiana … negli Stati Uniti è ufficialmente “Black”.

    In Francia invece 😉 ci stanno provando “a posteriori in Stile JK Rowling” 😉 , prima del TransPasso 😉 all’ Ideologia TERFista 😀 … ovviamente.

    • Moi says:

      … però se in un nuovo film dovesse interpretarlo Omar Sy , mi parrebbe un po’ esagerato ! 😉

    • PinoMamet says:

      In effetti ho notato anche io che l’immagine di Google è piuttosto “black-washata” 😉 e lo rappresenta molto più nero di quanto fosse.

      Per il motivo che dici tu, credo: visto che per i canoni USA è “black” (lo si ribadisce anche in Django Unchained di Tarantino) allora deve esserlo anche fisicamente…

      Dumas comunque sapeva come rispondere ai razzisti da solo, e in modo che forse scandalizzerebe gli antirazzisti di oggi: mi pare che rispondesse, a chi gli contestava di essere un mulatto, più o meno così: “Ebbene sì, mio padre è mulatto, mia nonna è nera, e mia bisnonna era una scimmia: come vede, caro signore, siamo tutti parenti…”
      (cito a memoria).

      • Francesco says:

        ah ecco chi era il negro strano di Google di oggi!

        ma secondo voi, spiegare a un americano che il razzismo è al 100% un problema moderno e al 90% un problema loro, gli scoppia la testa?

    • Francesco says:

      mamma che banalità e che finta ingenuità!

      questo scrive come se la storia del mondo avesse avuto inizio un secolo da al massimo

      sono personalmente offeso, devo dire

  33. Mirkhond says:

    Sempre per Pino e Moi

    Mi stavo chiedendo se la tristissima storia di Flora Shogun in Jeeg Robot (episodio 36 della saga), sia ispirata alle guerre che gli antenati dei Giapponesi gli Yayoi, condussero contro gli Ainu, fin dai primi secoli dopo Cristo.
    Del resto lo shogun in origine era il comandante dell’esercito settentrionale incaricato di sottomettere, scacciare o sterminare gli Ainu.
    Oppressione quella contro gli Ainu, finita solo in tempi recenti, nel 2008 col riconoscimento della loro identità da parte del governo giapponese, anche se ormai ridotti ad una minoranza in patria in gran parte assimilata e ormai indistinguibile dai Giapponesi anche dal punto di vista antropologico, tranne qualche eccezione come nelle foto linkate ieri, rispetto al passato, quando foto d’epoca e miniature di epoca pre Meji, li raffiguravano come antropologicamente diversi dai Giapponesi.
    ps. sempre guardando le foto degli Ainu, mi colpisce come i tratti parauropoidi siano più diffusi tra gli uomini che tra le donne, che invece hanno ormai tratti indistinguibili da quelli giapponesi.

    • Moi says:

      di solito, in tutte le popolazioni, l’uomo è sempre più “marcato” dell donna, nel crescere … rispetto all’ infanzia.

      • Moi says:

        cioè, una donna aggraziata è un po’ “lolita”, neotenica”, “efebica” … soprattutto da quelle parti, ove c’è un termine specifico “kawaii”
        (かわいい o 可愛い )

      • Mirkhond says:

        Però è curioso come negli Ainu, i tratti paraeuropoidi siano presenti negli uomini, mentre le donne hanno tratti più nipponici.
        Come mai questa differenza somatica tra i due sessi dello stesso popolo?
        Eppure essendo ormai quasi del tutto nipponizzati, i tratti giapponesi dovrebbero essere comuni a uomini e donne.
        Non riesco a capire…..

  34. Z. says:

    Lo confesso: non ho mai provato particolare antipatia per Briatore. Non è esattamente il tipo di persona per cui stravedo, ma devo dire che lo trovo meno peggio rispetto ai suoi zelanti adulatori servili e ai commentatori finto-scandalizzati.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/08/28/flavio-briatore-parla-dal-san-raffaele-al-billionaire-colpa-dei-clienti-che-stavano-ammassati-io-sto-bene-non-ho-nulla-di-speciale/5912997/

    Le sue dichiarazioni sulla difficoltà di impedire assembramenti non sono neppure del tutto sbagliate. Nel senso che effettivamente non sono possibili serate danzanti senza assembramenti.

    Ed è la ragione precisa per cui permetterne l’apertura è stata una pessima idea, mentre la chiusura è stata doverosa.

    • roberto says:

      briatore rientra in quella galassia di gente delle quali non me ne po’ fregà de meno, in effetti non capisco molto il livore nei suoi confronti

      intendiamoci, mi pare un minchione, ma appunto basta scuotere il capo con disprezzo e girare pagina

      • Francesco says:

        beh, è anche uno che viene additato alla pubblica ammirazione, almeno da una certa parte sociale e politica

        forse è miglior imprenditore di quanto appaia, di certo è difficile dubitare che sia un minchione

        a me sta mediamente sulle palle ma io sono un musone che non sopporta certi esibizionismi di cattivo gusto

      • Z. says:

        Beh alt Robè…

        per le ragioni già precisate capisco benissimo gli sfottò. Direi che con la sua arroganza se li è meritati tutti. La salute dei suoi dipendenti non mi pare l’abbia tutelata a dovere (anche se questo pare non interessi a nessuno). E le sue dichiarazioni da negazionista non hanno certamente migliorato la situazione del Paese.

        Mazzanti, citato qui da Moi, viene fermato per strada a Bologna da gente che gli manifesta piena approvazione e solidarietà. Anche Moi la pensa come Mazzanti, secondo me, anche se non ha il coraggio di scriverlo 😉

        Tutto ciò premesso, lo trovo meno tristo dei suoi adulatori, meno ipocrita di chi dà addosso a chi lo sfotte e più onesto intellettualmente degli uni come degli altri. Anni fa lessi un intervista da lui rilasciata e devo dire che mi colpì.

        Gli esibizionismi poi non piacciono neppure a me. Sono un vecchio musone anch’io 🙂

  35. Francesco says:

    >>> “alla proprietà statale dei mezzi di produzione”

    >>> Era la proprietà collettiva. Non è una differenza da poco…

    beh, qui mi permetto di dissentire. lo Stato è un’entità astratta e teorica ma esiste, eccome se esiste. e in alcuni casi ha posseduto i mezzi di produzione (terra, fabbriche, ferrovie, miniere, scuole, un sacco di roba alla fine)

    la collezione, invece, è peggio degli “affetti stabili” e dei “congiunti”, siamo proprio nel delirio alcolico. o bucolico, che non è meglio.

    capisco che il povero Marx avesse difficoltà oggettive a descrivere il Paradiso socialista ma questo avrebbe dovuto fargli dubitare dell’idea di costruire un Paradiso in terra, non fungere da attenuante generica

    PS pure sul Jobs Act ci sarebbe da dire

    • Mauricius Tarvisii says:

      In Marx lo Stato deve essere superato. Mi sa che lo confondi con Hegel…

      • Francesco says:

        no scusa, mi riferivo proprio alla ineffabile fase “paradisiaca” di Marx, in cui lo Stato viene superato e la violenza non è più necessaria

        non oso pensare i commenti di un Lenin nel leggere certe baggianate

        del resto, pure il povero Isaia, con i suoi bambini che infilano la mano nel nido degli aspidi e i leoncelli che giocano cogli agnelli è incorso in infinite derisioni

  36. Z. says:

    Un vecchio articolo di Bocca: un pezzo di storia di Milano che recuperiamo per Francesco.

    https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/08/28/news/giorgio_bocca_periferie_quarto_oggiaro-265620019/

    • PinoMamet says:

      Ma Giorgio Bocca scriveva sempre così?
      Peggio di me, caspita!!

      • Bocca, mondi scomparsi:

        ” profughi dalmati parlano ancora nel loro dialetto veneto e sentendo quella dolce cadenza vedo i muretti di sassi a filo del mare azzurro, gli ulivi contorti, i fichi dolcissimi, il verde della macchia e il popolo delle seicento isole dalmate. Hanno scritto mi dice un cronista dell’ Avvenire che in questo quartiere non c’ era lo Stato. E’ vero ma non c’ erano neanche i cittadini. C’era, c’è questa convivenza forzata di profughi poveri e stanchi e di sbalai come li chiama la mia vecchietta, gli sballa”

  37. PinoMamet says:

    OT ma riprendendo vecchi argomenti:

    forse Miguel si è perso la mia teoria che gli abitanti degli ex-stati confederati d’America siano, in qualche misura, un popolo a parte dal resto degli statunitensi.

    Nel censo si identificano come “americans” (mentre quasi tutti gli altri si trovano un’origine europea alternativa), sono tutti battisti (mentre altrove hanno altre chiese maggioritarie), votavano tutti democratico ecc.
    (ho allegato mappe).
    Queste caratteristiche si trovano, tutte insieme, praticamente nel territorio ex-confederato.
    (Quelli che si identificano come “americans”, del resto, coincidono con i neri “afro-americans” come area di diffusione).

    Bene, ecco un video che collega ottimamente la mia teoria con quella migueliana dell’origine ulsteriana e con il diffusissimo mito americano della “nonna cherokee”:

    https://www.youtube.com/watch?v=zOnWcdBamTM

    in pratica, conferma me e Miguel: scozzesi-irlandesi di origine poverissima o indesiderabili, “indentured servants”, talmente poveri che potevano anche mescolarsi con i nativi o con i più numerosi neri (creando i famosi “melungeon”)…

    faccio notare che la cultura cherokee (sto tentando da un anno quasi di impararne la lingua, con risultati nettamente più scarsi rispetto al gallese; ma è anche molto più difficile!) è in effetti una cultura contadina non lontanissima da quella dei bianchi, anzi, in certi casi probabilmente più avanzata
    (non solo i cherokee hanno sviluppato una loro stampa con un loro alfabeto quando moltissimi bianchi erano analfabeti, ma hanno avuto anche la prima linea telefonica a ovest del Mississipi…)

    • Mirkhond says:

      “sono tutti battisti”

      Nel Sud non ci sono cattolici?

      • PinoMamet says:

        Nel senso che dalle cartine dei censimenti tutte le contee degli ex stati confederati sono rappresentate a maggioranza battista: e nessuna delle altre!

        Non esclude ovviamente che nel Sud ci siano cattolici… (credo siano anzi comuni nelle aree ex francesi)..

        anzi, ora che ci penso la mia conoscente americana, originaria proprio degli stati del sud, si definiva “cattolica francese”.

        • Moi says:

          … una “Southern Belle”, come dicono ? 😉

        • PinoMamet says:

          Non era il mio tipo, ma passava per bella ragazza.
          Era l’unica americana del gruppo di studenti che divideva una tipica casa americana nei sobborghi di Boston, ma lei veniva dal Tennessee, se non sbaglio.

          La famiglia era originaria del Sud, comunque, e lei vantava una parte di origini francesi, di cui era abbastanza fiera.

          Ricordo una sua lunga telefonata a un’amica, in cui parlavao di un’amica comune che si era messa con un fidanzato nero, in qualche misura disturbando qualcuno; poi salta fuori che il fidanzato era brasiliano e “non era proprio nero, era cafè-au-lait…”
          (in alcuni locali lo trovai scritto così: cafe-ole, riferito alla bevanda! non so se si usasse già “latte” o se siano due cose distinte…)

          Il padre era un ex pilota militare.

          Ora mi risulta sposata e incinta.

        • PinoMamet says:

          Essendo l’unica americana, chiedeva al mio amico suo coinquilino consigli sull’abbigliamento, e anche a me quando mi conobbe, perché eravamo italiani e quindi…

    • Per Pino Mamet

      “in pratica, conferma me e Miguel: scozzesi-irlandesi di origine poverissima o indesiderabili, “indentured servants”, talmente poveri che potevano anche mescolarsi con i nativi o con i più numerosi neri (creando i famosi “melungeon”)…”

      Ci sta!

      Auguri con il Cherokee!

  38. Mirkhond says:

    Tempo fa Habsburgicus osservò come la Guerra di Secessione non fosse dovuta al problema della schiavitù dei neri, ma appunto al desiderio di secessione degli stati confederati del Sud dall’Unione.
    Però non ho capito per quale motivo i confederati volevano separarsi dagli USA, se la questione non era la schiavitù….

    • habsburgicus says:

      tariffe soprattutto
      il Sud voleva tariffe basse
      il Nord tariffe altissime, protezionistiche..e i REP imporranno tariffe esorbitanti dai 1860′ ai 1910′, che crearono la potenza americana
      poi rivalità culturali
      indi differenze politiche
      poi anche la schiavitù, chiaro..ma come parte di un crescente straniamento fra le due sezioni
      pure in politica estera -per la tranquillità del resto del mondo !- le due sezioni litigavano su tutto o quasi

      • Francesco says:

        anche a me risulta che il Sud agricolo fosse per le tariffe più basse, mentre il Nord in via di industrializzazione volesse alte tariffe a protezione delle industrie nascenti

        sulla composizione etnica sono molto stupito ma la Florida era nella Confederazione? e gli immigrati non vi sono arrivati?

  39. Moi says:

    @ MIRKHOND

    Bellezza in Giappone: occhi a mandorla? naso basso?

    https://www.youtube.com/watch?v=0K4IB3rELSc

    Eriko Kawasaki (Erikottero) [45 secondi di “sigla”…]

  40. Mirkhond says:

    Non mi attrae proprio con quel corpo gracilino e le gambette storte.

    • Moi says:

      Va be’ è alquanto “kawaiii” … ma hai sentito cosa dice sugli occhi e il naso come canoni estetici ?

    • Moi says:

      Mmmh … in realtà, far convergere le gambe è anche una postura euna camminata femminile perché sculettare è considerato tropppo (!) da “donnacce” … inoltre è considerata più volgare una scollatura profonda che una gonna corta !

  41. Moi says:

    Cmq in Giappone mi pare abbastanza diffuso il naso aquilino …

    • Moi says:

      da noi, nell’immaginario, detto naso si associa a un corpo allampanato , preferibilmente di un Aristocratico o un Chierico ipocrita e arcigno …

      • PinoMamet says:

        ??
        Mai pensato niente del genere. Il naso un po’ ricurvo (alcuni lo chiamano “naso romano”) è una caratteristica della mia famiglia paterna semplicemente e non ho mai pensato che fosse né aristocratico nè clericale…

        • Moi says:

          mah … è un’impressione alquanto diffusa , forse perché inconschiamente un po’ ricorda il becco di un uccello rapace !

        • Moi says:

          Anche il famigerato nasone aquilino “da Usuraio Ebreo” della propaganda Nazista voleva richiamare questa “pseudofisiognomica zooantropomorfica” (che all’ epoca era molto popolare e “divertente” … forse per “digerire a caricature” il Darwinismo. Ad esempo , c’è una nota illustrazione che fa “discendere” i Maggiordomi Inglesi dai Bulldog !

  42. Moi says:

    @ MIRKHOND

    Nuovo film drammatico “Non Conosci Papicha” ; ambientato a Fine Nocevento :

    Islamisti Algerini “Risvegliati” Vs quel che tu chiami “Troiaio Occidentalizzato” (difatti sulla Coerenza Maschilista del tuo FiloIslamismo non ho nulla da eccepire …) … solo che nell’ intenzioni della Regista Mounia Anna Meddour gli Islamisti sono i Cattivi 😉

    https://www.youtube.com/watch?v=llsK7ouJbYA

    (trailer)

    • Moi says:

      @ MIGUEL

      … Cosa ne pensano gli Ayatollah (v.di faccenda Khomeini e Trans) delle TERF ?

      … Paradossalmente [!] , una “Donna Imprigionata nel Corpo d’ un Uomo” (MA che aspiri ai Ruoli Muliberi Islamici) è Islamicamente “meno peggio” di una Sgallettata che la fa sempre fare icché vòle , nevvero ?

      • Moi says:

        “Muliebri ” 😉 … E.C.

      • Per Moi

        ” una “Donna Imprigionata nel Corpo d’ un Uomo” (MA che aspiri ai Ruoli Muliberi Islamici) è Islamicamente “meno peggio” di una Sgallettata che la fa sempre fare icché vòle , nevvero ?”

        Beh, presumo di sì. Non so quanto a Qom seguano queste faccende, però!

        • Moi says:

          … Cmq, ti rammento, il Femminismo SJW di ultima “U’éiv” 😉 ripudia il TERFismo e il LesboSeparatismo !

  43. Moi says:

    Sulla falsariga dei Memes …

    1980 : nel 2020 sentiremo parlare molto di “Donne Bioniche” [cit.]

    Effettivo (“actual”) 2020 : sentiamo parlare molto di “Donne Biologiche” [sic]

    😀 😉 🙂

    PS

    Forse NON Tutti/e/* sanno che .. la prima sigla Italiana fu affidata , in Italiano, a Jimmy Fontana !

    … Però secondo me, lui, aveva in mente il Pigmalione del Liceo Classico 😉 !

    https://www.youtube.com/watch?v=ymgHXjJMTvE

    • Moi says:

      Mi pare che ,di recente, Lisa abbia scritto che la versione in Italiano di Jimmy Fontana venne presto abbandonata … in favore del ripristino della “Intro” originale : a séguito di proteste delle Femministe !

      Per me , la RAI avrebbe dovuto affidare una sigla di una serie del genere all’ allora Emergente Futuristico … Alberto Camerini , NON ad una già allora Vecchia Gloria Retrograda 😉 come Jimmy Fontana !

      • paniscus says:

        Non mi pare di aver scritto proprio così… semplicemente ho scoperto solo da adulta (quasi 30 anni dopo) l’esistenza di quella strofa, che sarebbe francamente imbarazzante con i criteri di oggi, ma che appunto non ricordavo di aver mai sentito nella sigla dell’epoca, che pure conoscevo benissimo, essendo stata a mia volta, in età da scuola media, una fan accanita della serie.

        Non è vero che io abbia ricordi della sigla come musica esclusivamente strumentale… ricordo benissimo il testo, e anzi lo canticchiavo di continuo, ma appunto, sono ragionevolmente sicura che quella strofa non ci fosse.

        Ho un ricordo talmente nitido della parte della canzone che conoscevo, che mi sembrerebbe strano averlo “censurato” nella mia testa, considerando che non avevo più di 12 anni, e che non mi sarebbe parso una cosa tanto problematica all’epoca!

  44. Moi says:

    @ MIRKHOND @ PINO

    Come immagino già saprete, “Southern Belle” [si noti l’ uso Francese del sostantivo, a sottolinearne la grazia e la finezza … nell’ Immaginario USA] è (o era) un concetto NON solo estetico, ma anche socio-economico :

    https://en.wikipedia.org/wiki/Southern_belle

    https://it.wikipedia.org/wiki/Bella_del_Sud

    • Moi says:

      ” un parasole per evitare un’abbronzatura da lavoratrice ”

      [cit. ibidem … ovviamente in contesto dell’ Ottocento]

      😉

    • PinoMamet says:

      Scopro ora che Vivien Leigh per parte materna (cattolica) aveva origini anglo-indiane (forse armene);

      mi aspetto il prossimo blackwashing 😉 e di vederla prossimamente nell’intestazione di Google rappresentata come africana, perché si sa che i non-bianchi sono tutti black e tutti i black sono africani, anzi, african-american 😉

      • Francesco says:

        ma gli asiatici USA, che sono più ricchi dei bianchi, come riescono a gestirli con queste rozzissime categorie razziste?

  45. Moi says:

    Scarlett O’Hara: A True Southern Belle ?

    https://thesouthstraditions.wordpress.com/projects/scarlett-ohara-a-true-southern-belle/

    Throughout the movie, Scarlett transforms from a charming young girl to an independent and feminist woman. Her choice of elegant and flaunting gowns along with her flirty eyes and independent actions reflect this shift in personality.

    ———————-

    NON riesco a capire a quando risalga l’ articolo, ma forse “Femministizzare” serve a “DeRazzistizzare” … che poi , ripeto, “Gone With The Wind” NON è “The Birth of a Nation” !

    • paniscus says:

      Ma qualcuno può spiegare per quale motivo una *personaggia* tanto perfettamente integrata nel pieno del pieno di tutti gli stereotipi di genere della sua epoca dovrebbe essere considerata “femminista” ? Una che passa la vita tra capricci frivoli, guerre di pettegolezzi, matrimoni combinati, e nessuna identifcazione di solidarietà con altre donne… sarebbe una femminista? Boh!

  46. Però!

    https://www.dailymail.co.uk/news/article-8674541/One-highest-ranking-intelligence-officials-shot-dead-yard.html

    REVEALED: One of the highest ranking US spies shot himself dead while his new wife tried to get away from him – and haul of bondage and S&M gear along with 24 guns and thousands of rounds of ammunition were found at his home

    Anthony Ming Schinella, 52, died on June 14 at his home in Arlington, Virginia
    His death was revealed as a suicide by gunshot in new report this week
    He was weeks away from retirement and had just married a new wife
    Wife Sara Corcoran, a journalist, said she was trying to flee him in her car
    Corcoran revealed she found a vast trove of hidden bondage gear after he died
    Schinella was the highest-ranking military affairs analyst in US intelligence

    • Francesco says:

      1) in pensione a 52 anni? DITEMI DOVE!!!

      2) era una spia o un analista? c’è un oceano di differenza!

      3) Anthony Ming Schinella che razza di nome è?

      • Mirkhond says:

        Schinella (o Schimella) è un antico nome maschile dalmata, diffuso nel Medioevo nell’isola quarnerina di Veglia, oggi in Croazia.
        Nell’antico idioma latino dalmatico si diceva Sclimaula.

      • PinoMamet says:

        E Ming??

        • Mirkhond says:

          Sembrerebbe cinese.

        • PinoMamet says:

          Infatti, però googlando velocemente il nome trovo solo riferimenti al fatto di cronaca della sua morte.

          Comunque la comunità sino-americana è piuttosto antica e integrata/mescolata da parecchio tempo con le altre

          (c’erano due attori di film di serie B, sconosciuti in Italia ma popolari negli USA anni ’70 dove interpretavano il ruolo dei frikkettoni californiani grandi fumatori di marijuana, Cheech e Chong, e Chong era un mezzo cinese- anche l’attore- ma talmente integrato che dubito ci fosse un qualche richiamo alla cultura cinese nei loro film…)

        • Per PinoMamet

          “E Ming??”

          Beh, che vuoi?

          Ming è un nome italianissimo, c’è un autore che si chiama così, Wu Ming https://it.wikipedia.org/wiki/Wu_Ming

      • werner says:

        Alle medie avevo una compagna di classe che di cognome faceva Schinelli. Cercando du google scopro cheesiste anche la variante Schinella che “ha un ceppo nel pordenonese ed uno nel vibonese in Calabria.”

        • Mirkhond says:

          Interessante.
          Potrebbe essere un indizio di una possibile origine friulana dei conti di Veglia, i Francopane, che dominarono l’isola quarnerina dal XII secolo al 1481.

  47. A parte il simpatico Kanye West, c’è un terzo candidato!

    Howie Hawkins, ex-camionista, e la vice presidente, Angela Walker, nonna nera!

    https://howiehawkins.us/

    Medicare for All

    Healthcare is a Human Right! The fundamental problem with the healthcare system in the United States is that it is designed to create profits for a few rather than guarantee healthcare to everyone. We are the only major campaign calling for Medicare for All.

    COVID-19 RELIEF

    The corporate parties are presiding over a failed state with millions unemployed, millions without accessible healthcare, and millions at risk of eviction and homelessness. Meanwhile Wall Street gets trillions. We need COVID relief that puts working people first!

    Green New Deal

    Howie is the Original Green New Dealer, first running on the platform in 2010! Our Green New Deal delivers 100% clean energy, in all sectors by 2030, while creating 30 million new jobs and reorienting society towards an ecologically sustianable future.

    Community Control of the Police

    Community control of the police means elected neighborhood review boards with real investigative and policy-making powers in their communities to set citywide police department policies and determine disciplinary sanctions for police misconduct.

    Sustainable Agriculture and food systems

    Capitalism has been a terrible steward of the environment. The goal of a sustainable agricultural system would be to make each region of the country as self-reliant in food as possible, with farm belts around the major city or cities, and encouragement of urban gardens.

    Economic Bill of Rights

    Inequality kills. Our Economic Bill of Rights will guarantee the rights to a living-wage job, an income above poverty, a decent home, comprehensive health care, a good public education from child care and pre-K through college, and a secure retirement.

    End Endless Wars

    We will never have a secure peace as long as capitalism’s competitive economic structure generates international conflicts and wars. In order to ensure peace and combat climate change, we must reduce our military budget and reverse our imperialist policies.

    Legalize marijuana/end the war on drugs

    The War on Drugs has been a colossal failure that has disproportionately impacted communities of color. It is time to end the war on drugs and repair the damage done to communities by the drug war.

  48. A un danese, tale Rasmus Paludan, viene proibito di entrare in Svezia.

    I suoi amici per protesta danno fuoco in pubblico al Corano, a Malmo, in Svezia… scoppia ovviamente la sommossa.

    https://www.news18.com/news/world/sweden-riots-violence-erupts-in-malmo-town-as-far-right-activists-burn-quran-protest-ban-on-anti-muslim-leader-2830823.html

    Ecco Paludan:

    https://en.wikipedia.org/wiki/Rasmus_Paludan

    • Mauricius Tarvisii says:

      Hanno bruciato una classica opera svedese per protesta contro il paese scandinavo?

    • PinoMamet says:

      Sul fatto ho da dire solo due cose:

      -a Malmo si trasferì brevemente un amico albanese, teoricamente musulmano- si iscrisse a un corso di svedese, perché pianificava di trovare un lavoro lì, e si disse scandalizzato di aver trovato molti nord-africani che gli dicevano “ormai qua siamo la maggioranza noi, dovrebbero essere gli svedesi a imparare la nostra lingua!”. Così mi disse lui (fu uno dei motivi che lo spinse a tornare in Italia!)

      -Paludan mi sembra un cognome molto “latino” per un nordico…
      faccio una ricerca e trovo questo (copio e incollo):
      “Anne Bay Paludan says: Palus is Latin for meadow, in Danish “kaer”. The first bearer of the navn was Søren Kjær, 1520, whose name was latinized into Severin Paludanus when he was given the chance to go to school. “

      • Mirkhond says:

        “molti nord-africani che gli dicevano “ormai qua siamo la maggioranza noi, dovrebbero essere gli svedesi a imparare la nostra lingua!”.

        Tutta acqua al mulino di Salvini&Meloni.

        • Moi says:

          … e le Trans MtoF che aggrediscono “Donne Biologiche TERF” è acqua al Mulino dei NoGender !

          Sì, lo Spettacolo è già cominciato …

          Prima o poi confliggeranno apertamente anche Islam e Femministe nonché LGBTSPQR … e allora sì che ci sarà davvero da ridere !

  49. Per Moi…
    La Rowlings restituisce un premio:

    Source : https://www.thetimes.co.uk/edition/news/jk-rowling-returns-human-rights-award-after-her-trans-views-come-under-fire-again-dzxpw5f6g

    JK Rowling returns human rights award after her trans views come under fire again

    JK Rowling has returned a human rights award given to her by the family of Robert Kennedy after they denounced her stance on women’s rights as transphobic.

    The author of the Harry Potter books gave back the award, which she was given at a lavish ceremony in New York in December, after she was criticised by Kerry Kennedy, the late senator’s daughter and president of the humanitarian organisation set up in his name.

    Ms Kennedy, 60, wrote on the organisation’s website earlier this month that she had spoken to the author “to express my profound disappointment that she has chosen to use her remarkable gifts to create a narrative that diminishes the identity of trans and non-binary people”.

    She added that the transgender community “disproportionately suffers from violence, discrimination, harassment, and exclusion” leading to suicide and mental and bodily harm.

    “From her own words, I take Rowling’s position to be that the sex one is assigned at birth is the primary and determinative factor of one’s gender, regardless of one’s gender identity — a position that I categorically reject,” she wrote.

    Rowling, 55, began a debate over trans rights in June when she tweeted her dissatisfaction with a headline in an article on an international development website in which the phrase “people who menstruate” was used instead of “women”.

    After a backlash on Twitter she elaborated her views in a 3,700-word article on her website, where she described her empathy with trans women but criticised attempts to “erode ‘woman’ as a political and biological class”.

    Rowling posted a 620-word statement today rebutting Ms Kennedy’s denunciation.

    “The statement incorrectly implied that I was transphobic, and that I am responsible for harm to trans people,” Rowling wrote. “As a longstanding donor to LGBT charities and a supporter of trans people’s right to live free of persecution, I absolutely refute the accusation that I hate trans people or wish them ill, or that standing up for the rights of women is wrong, discriminatory, or incites harm or violence to the trans community.”

    She said that she had been overwhelmed by thousands of private emails of support of her views, many of whose authors felt “vulnerable and afraid because of the toxicity surrounding this discussion”.

    Rowling said that she felt “nothing but sympathy towards those with gender dysphoria” and urged investigation of the causes, but was concerned about vulnerable girls being encouraged to undergo lifelong medical treatment.

    “[Clinicians and therapists] along with a growing number of other experts and whistleblowers are critical of the ‘affirmative’ model being widely adopted, and are also concerned about the huge rise in the numbers of girls wanting to transition.”

    She said that she had been contacted by women who believed that they were wrongly encouraged to undergo transition. “I’ve been particularly struck by the stories of brave detransitioned young women who’ve risked the opprobrium of activists by speaking up about a movement they say has harmed them,” she said.

    “I’ve been forced to the unhappy conclusion that an ethical and medical scandal is brewing. I believe the time is coming when those organisations and individuals who have uncritically embraced fashionable dogma, and demonised those urging caution, will have to answer for the harm they’ve enabled.”

    The Robert F Kennedy Human Rights organisation is named after Robert Kennedy, known as Bobby, who was US attorney-general under his brother, John. He is remembered for championing humanitarian causes and civil rights issues. He was assassinated in 1968 while campaigning to become the Democratic Party’s presidential candidate.

    Rowling said that she had returned the Ripple of Hope award, which she received at a ceremony alongside the American politician Nancy Pelosi. She was recognised for her foundation of Lumos, an organisation dedicated to finding families for children in orphanages.

    Since she entered the debate, Rowling has been opposed by all of the actors who performed the principal roles in the Harry Potter films and has been attacked by fan sites devoted to her books.

    Rowling concluded in her latest blog: “RFKHR has stated that there is no conflict between the current radical trans rights movement and the rights of women.

    “The thousands of women who’ve got in touch with me disagree, and, like me, believe this clash of rights can only be resolved if more nuance is permitted in the debate.

    “In solidarity with those who have contacted me but who are struggling to make their voices heard, and because of the very serious conflict of views between myself and RFKHR, I feel I have no option but to return the Ripple of Hope Award bestowed upon me last year.

    “I am deeply saddened that RFKHR has felt compelled to adopt this stance, but no award or honour, no matter my admiration for the person for whom it was named, means so much to me that I would forfeit the right to follow the dictates of my own conscience.”

    • Moi says:

      Be’, la stimo per la seppur tardiva coerenza : si è resa conto che i “Potterheads” (come si fan chiamare) hanno iniziato a pretendere (!) da lei un’ Inclusività Retroattiva mai stata davvero nelle sue corde ! Una volta fatti i miliardi di sterline, ha deciso che in fondo si può accontentare ! 😉

      Chiaramente, i suoi romanzi ed eventuali film e “merchandising” da essi tratti NON venderanno mai più come prima (… poi le “Rainbow Lobbies” NON esistono, eh gente !) … ma almeno non dovrà più “cuntèr del ciavè” 😉 al Pubblico per tentare goffamente (!) di compiacerlo !

      • Per Moi

        “(… poi le “Rainbow Lobbies” NON esistono, eh gente !) …”

        Non lo so, non riesco proprio a decifrare la faccenda.

        Per “lobby”, in questo contesto, intendiamo un’organizzazione spietata, che rintraccia subito qualunque critico e gli distrugge casa, famiglia vita e lavoro per azzittirlo. Non devono affatto essere “padroni del mondo”, semplicemente devono non avere avversari nella loro nicchia.

        Ora, è comprensibile che esista una “lobby sionista”: ci sono degli ebrei benestanti, con un sufficiente investimento emotivo in storie familiari, da muoversi con determinazione, sia che si tratti di stroncare il “revisionista storico”, sia che si tratti di punire il politico filopalestinese (vedi Corbyn in Inghilterra). Non vuol dire che gli ebrei dominino il mondo, non vuol dire che tutti gli ebrei facciano parte della lobby, vuol dire semplicemente che non c’è nessuno interessato a rischiare contrastandoli.

        E’ più difficile capire cosa sia la “lobby trans”.

        I transessuali (che credo siano realtà molto diverse tra di loro) sono sempre stati una microscopica minoranza irrilevante.

        I transattivisti, che sospetto siano una piccola frazione dei transessuali, esistono da pochi anni.

        Sono riusciti in tempi brevissimi a impossessarsi del mondo della militanza omosessuale e a liquidarla, poi hanno cercato di imporsi sul movimento femminista e ci stanno riuscendo; e riescono a imporsi sugli stati, sulle imprese.

        Non capisco bene il meccanismo.

        • Moi says:

          “Trans Rights Are Human Rights” …

        • PinoMamet says:

          Non riesco a capirlo bene neanche io.

          Forse è uno di quegli effetti valanga, per cui nessuno vuole essere da meno di un altro e nessuno vuole passare per “bigoted” e “fascist”.

          Uso i termini inglesi apposta perché in Italia mi pare che il dibattito sia molto smorzato se non inesistente sul tema:
          il provvidenziale amico gay a cui ho chiesto lumi ne sapeva quanto me e non si sbilanciava, le amiche lesbiche (che frequentavano prima della rottura di palle del Covid un circolo di gente “strana” trans comprese) non sembrano molto più informate…

          • Per Pino Mamet

            “Forse è uno di quegli effetti valanga”

            Qui uno storico e intelligente attivista omosessuale italiano

            https://giovannidallorto.wordpress.com/2020/06/14/quomodo-ceciderunt-potentes/

            racconta le vicende del robusto campione di ciclismo, professore di filosofia nel tempo libero, che ha deciso che è Donna.

            Il suo datore di lavoro lo redarguisce con meravigliosa delicatezza per il fatto che passa il suo tempo esclusivamente a:

            1) andare in bici

            2) fare comizi transattivisti agli studenti

            A questo punto, il professore sbotta e minaccia di distruggere tutti (traduco così una sfilza molto banale di parolacce, campo in cui la lingua inglese è davvero povera).

            Ma perché nessuno se la prende con i messicani oltrarnini di mezza età?

            Voglio fare il Vittimo anch’io!

    • Moi says:

      Harry Potter video game developers ‘uncomfortable’ in the wake of JK Rowling’s views on trans people

      https://www.pinknews.co.uk/2020/06/29/harry-potter-video-game-jk-rowling-anti-trans-transphobia-warner-bros-avalanche-software/

  50. E giusto per Moi…

    Trans MtF, consulente per la diversità della polizia, tira fuori un martello per attaccare una sedicenne (FtF) 🙂

    https://www.womenarehuman.com/transgender-equality-officer-attacks-teen-girl/

  51. Moi says:

    GENDER NIUTRAL 😉 ITALIANO

    Purtroppo NON sapremo mai come continua … iniziava interessante :

    Buongiorno
    MATTIA FELTRI

    Allarmi siam fascistə [sic]

    Anche se non siete entomologi dei social, anzi entomolog*, vi sarà capitato d’imbattervi in parole scritte con l’asterisco al posto dell’ultima vocale. L’asterisco indica un plurale né maschile né femminile, poiché in italiano il plurale neutro finisce in -i, e coincide col maschile. Dunque è sessismo. Cioè, se scrivo cari amici intendo cari amici e cari amiche, ma il maschile che psicologicamente prevale sul femminile fa di me un fascio. Quindi scriverò car* amic*. Francamente

    […]

    ???

    […]

  52. Moi says:

    http://www.senonoraquando-torino.it/2020/07/26/allasterisco-allasterisco-si-salvi-chi-puo/

    … ci dobbiamo accontentare del commento della Femminista Senonoraquandista ?!

    • Per Moi

      “asterisco”

      Ma dai, la critica di Feltri Mattia è bravissima, fa tutto un ragionamento (condivisibile o meno) ascoltando ciò che dice l’altro, e non chiama la polizia.

      Se tutt* facess* così, non ci sarebbero problemi.

      • Per Moi

        “Ma dai, la critica di Feltri Mattia è bravissima, fa tutto un ragionamento (condivisibile o meno) ascoltando ciò che dice l’altro, e non chiama la polizia.”

        Qui infatti possiamo discutere delle tesi più strane, avendo il coraggio di rifletterci.

        Ho detto che per me Briatore è il Male Assoluto, ma nell’improbabile ipotesi che volesse discutere qui, lo ascolterei volentieri.

        Non mi incavolo per le tesi in sé, mi incavolo solo per quelli che chiamano la polizia.

      • PinoMamet says:

        “Ma dai, la critica di Feltri Mattia è bravissima, fa tutto un ragionamento (condivisibile o meno)”

        Hmm

        diciamo meno 😉

        In pratica fa le pulci a Feltri per il suo uso del termine “neutro plurale”, errato ma facilmente comprensibile nel contesto, e che comunque non inficia la tesi di Feltri, giusta o sbagliata che sia.

        Non sono in grado di esprimermi su altre sue considerazioni sul linguaggio di Feltri perché purtroppo non riesco a leggere l’articolo di Feltri per intero;
        ma sta di fatto che sono, appunto, considerazioni sul linguaggio di Feltri, non sul merito dei suoi argomenti.

        Anzi, l’autrice rivendica proprio di aver rinunciato a rispondere sugli argomenti (anche se poi elenca solo questioni di correttezza linguistica di Feltri stesso , senza entrare nella questione in oggetto…) e si limita a osservare che Feltri mostra “un vero terrore verso il cambiamento”.

        Mi sembra un non-argomento…

        Invece avrei una domanda da porle: nella foto che riporta, di un suo libro, si legge “in questo libro si è scelto di non usare il maschile generalizzato… L’uso dell’asterisco al posto del suffisso finale di parola permette di superare la dicotomia di genere…”

        Ora, mi vorrebbe finalmente spiegare come si pronuncia l’asterisco “evitando la dicotomia di genere”??

        • Moi says:

          Mah : io credevo che si pronunciasse a “schwa” Inglese … poi ho “found out” 😉 che (forse è un’ evoluzione successiva ?) c’è stata la nuova moda di scrivere proprio la “ə”a parte !

          • Moi says:

            sennò togliamole via tutte di netto, ‘ste vocali sessiste ? … perché glioggetti inanimati devono essere sessuati 😉 ?!

            scriviamo “snzvkl” 😉 … tutt’ al più con un Niqqud di emergenza ! 😉

        • PinoMamet says:

          Chiulciurel appropriescion!!

          La schwa è una lettera dell’alfabeto ebraico
          (nella mia vecchissima grammatica è traslitterata “scevà” e c’ho messo anch’io un po’ a capire che la schwa che dicevano ogni tanto i professori di Letteratura greca, storia della lingua greca ecc. quando parlavano di proto-indoeuropeo ero lo stesso termine…)

          mo’ l* denuncio!! 😀 😀

        • Z. says:

          Pino,

          — Ora, mi vorrebbe finalmente spiegare come si pronuncia l’asterisco “evitando la dicotomia di genere”?? —

          Si pronuncia “u”, come indicato mi pare anche in un link fornitoci tempo addietro da Miguel.

          Ad es.: “opponiamoci tutt* al patriarcato” si pronuncia “opponiamoci tuttu al patriarcato” (e in effetti mi è anche capitato di leggere “u” al posto dell’asterisco).

          Nel link summenzionato fornitoci da Miguel l’A., se ricordo bene, sosteneva l’uso della schwa al posto della u.

          • PinoMamet says:

            Ah quindi quando leggo “car* amic*” dovrei pronunciare “caru amicu”? O “amiciu”??

            E il fatto che nessuno parli così, che cioè dia una forma totalmente finta, non sfiora le menti dei suoi sostenitori?

            L’autrice qua commentata, che è una linguista, sostiene che “è possibile” scrivere un libro con queste forme.
            È possibile scriverlo anche con i numeri o con la lineare B o con l’alfabeto farfallino- è possibile tutto, ma il punto è:

            Se io in un libro, poniamo un romanzo, riporto un dialogo che si vorrebbe realistico, come cavolo faccio a metterci dentro questi benedetti asterischi??
            Ecco che finisce il realismo…

            E la scelta dimostra di essere artificiale, scomoda e imposta, quale è.

            (Poi lei afferma di avere usato la desinenza in -u in un solo caso, quindi ponendola in alternativa all’asterisco, ma senza aver letto il libro è impossibile capirci di più).

            • Per Pino Mamet

              “Ah quindi quando leggo “car* amic*” dovrei pronunciare “caru amicu”? O “amiciu”??”

              Trovo sessista e specista il fatto di conservare i generi per gli esseri non umani.

              Ripeto: “e” al singolare per tutti, “s” al plurale.

              Esempio:

              “Se io in un libre, poniamo un romanze, riporto un dialoghe che si vorrebbe realistiche, come cavole faccio a metterci dentro quests benedetts asteriscs??
              Ecco che finisce e realisme…”

              Prova a dirlo ad alta voce, vedrai che è facile.

            • Z. says:

              Pino,

              — Ah quindi quando leggo “car* amic*” dovrei pronunciare “caru amicu” —

              L’idea è quella. Magari è nata come forma scritta mentre la vocalizzazione in u è nata in seguito, non so.

              • PinoMamet says:

                Sì Z., ma è falsa .

                Nessuno parlando dice “sono andato ieri con u miu amicu”_

                quindi se devo scrivere un romanzo, e deve avere una vaga somiglianza con la realtà, non posso usare questa forma!!

              • Z. says:

                Credo che il problema dei romanzi non se lo siano proprio posto.

                Anche nella vita privata immagino che parlino più o meno come noi. Gli asterischi e la loro vocalizzazione immagino siano riservati agli incontri più o meno ufficiali.

              • Moi says:

                Ma scherzi, Zeta ?!

                La plebaglia reproba va rieducata da parte dell’ Elite … meglio ancora, espulsa dal Suffragio Universale !

              • PinoMamet says:

                Vedrai che se lo porranno…

              • Z. says:

                Pino,
                può essere, ma mi dà l’idea che quel tipo di persone non sia troppo dedita alla scrittura di romanzi.

                Moi,
                non ho capito la vostra ossessione con l’abolizione del suffragio universale, che peraltro proponete voi!

              • Z. says:

                Mmm… non sia troppo dedito.

                O deditu.

              • PinoMamet says:

                Beh, Z., in effetti le persone a cui sento invocare- scherzosamente qualche volta, qualche altra seriamente- l’abolizione del suffragio universale sono quelle di sinistra.

                Ahimè, è così: è la sinistra che non si capacita che le masse non corrano, perlappunto, in massa a votare per loro, e preferiscano i demagoghi di destra e i populisti dell’antipolitica, che infatti hanno fatto il pieno.

                da cui, già dai tempi di Berlusconi, se non da prima, c’è il leitmotiv delle masse che andrebbero educate, recentemente integrato da quello del “voto informato” che dovrebbe valere più di quello non informato…

              • Z. says:

                Io l’ho sentito dire da un simpatizzante di Calenda ma soprattutto da grillini (un mio amico grillino aveva elaborato una teoria articolata al riguardo) e da gente di destra, pure qui.

                Comunque gente di sinistra poca.

                Tipo Moi, ad esempio, che però vorrebbe che lo proponesse chi gli è antipatico.

                Ritvan proponeva di limitare l’elettorato attivo ai soli soggetti dotati di titolo ritenuto idoneo (laureati in legge ad es.).

                Miguel proponeva di condizionare il voto ad attività di volontariato civico.

                E poi naturalmente conosco diverse persone di destra che hanno simpatie autoritarie.

              • Per Z

                “Comunque gente di sinistra poca.”

                Ma io la conosco in una variante diversa: “siamo stati eletti, e quindi decidiamo noi”, per cui vai con tagli di alberi, parcheggi, cementificazioni, aeroporti, inceneritori, stadi e chi se ne frega se qualcuno protesta.

              • Z. says:

                Mi correggo. Ritvan proponeva di limitare l’elettorato passivo, non attivo (non che io sappia almeno).

              • Mauricius Tarvisii says:

                Non ho mai letto grillini tuonare contro il suffragio universale. Piddini una marea, sia sul circo social che nella vita reale. Addirittura ad una cena dei Giovani Democratici parlavano di reintrodurre il suffragio censitario!

              • PinoMamet says:

                La mia esperienza conferma quella di Moi e di Mauricius, ahimè.

              • Z. says:

                MT,

                — Non ho mai letto grillini tuonare contro il suffragio universale. —

                Io sì, parecchie volte. Soprattutto dopo le amministrative 🙂

                Del resto era Grillo che proponeva di sostituire il sorteggio alle elezioni.

                Invece il mio amico grillino di cui parlavo era profondamente convinto della necessità della patente per il voto. Credo sia ancora della stessa idea, anche se ha iniziato a votare LeU o partiti di estrema sinistra.

              • Z. says:

                Miguel,

                — Ma io la conosco in una variante diversa: “siamo stati eletti, e quindi decidiamo noi” —

                Beh, sì, di norma funziona così: è il senso delle elezioni. Poi c’è chi vorrebbe eleggere anche giudici e dirigenti pubblici, ma senza esagerare trovo abbastanza ragionevole che i politici decidano in quanto eletti.

              • Per Z

                “Beh, sì, di norma funziona così: è il senso delle elezioni.”

                Senso delle elezioni:

                Devi decidere (ad esempio) tra:

                – candidata donna carina, che dice che sarà accogliente e inclusiva e ci salverà dai fascisti

                – candidato maschio simpatico, con barzellette divertenti, che dice che ci salverà della delinquenza e dalla criminalità degli immigrati.

                Se sei uno superimpegnato, puoi anche andare a un comizio di uno dei due e dire, “ma sei favorevole o contrario alla cementificazione del Bosco Verde?” (Risposta di entrambi: “sono per soluzioni di sviluppo sostenibile!”).

                La pantomima dura tre, quattro settimane massimo.

                Uno dei due, a caso viene eletto.

                E avvia la cementificazione del Bosco Verde.

                E quando protesti, risponde, “ma mi hanno eletto e decido io! E’ il senso delle elezioni!”

              • Z. says:

                Miguel,

                — Devi decidere (ad esempio) tra: —

                Se è come dici, ciò significa che nessuno di coloro che sono interessati al Bosco Verde intende candidarsi.

                — E quando protesti, risponde, “ma mi hanno eletto e decido io! E’ il senso delle elezioni! —

                Sì, direi che ha ragione. Il senso delle elezioni è questo qui.

              • Francesco says:

                l’idea del suffragio censitario, in tempi di Stato sociale, mi pare ottima

                però non vorrei iscrivermi al PD lo stesso

              • Francesco says:

                e un suffragio “tassiario”?

                devi pagare almeno un tot di tasse per avere un voto, magari se ne paghi tante te ne diamo anche di più

                non male, direi, quasi quasi scrivo a Zingaretti

              • Z. says:

                Il voto per censo credo avesse proprio il senso di suffragio tassario, almeno in certi ordinamenti.

            • roberto says:

              Consiglio: scrivete normale e mandare affanculo chi si adombra. Vi assicuro è liberatorio

              • Moi says:

                be’, avevan dettoche la “u” è l’ unica vocale a NON “marcare” il genere … ma c’è il problema , ripresentatosi con la proposta di aggiungere dal NULLA la “scevà” 😉 in Italiano , che suona (!) troppo simile alla “o” !

              • Moi says:

                @ MIGUEL

                Facciamo anche “ia” e “ie” … che “io” per tutts 🙂 fa così masculoso ?! 😉

              • Moi says:

                Ora che mi viene in mente, in Russo (e altre lingue Slave) c’è un “passato aggettivato” ; esempio :

                “я думал” (m) “я думалa” (f)

                si traducono in entrambs 😉 come “io pensavo” , in Italiano

      • Francesco says:

        Miguel

        secondo me il “non chiama la polizia” va chiosato con un bel “ancora”

        quella lì è un pericolo, si riconosce il tipo umano del commissario politico, iniziando dalle sue credenziali esibite manco fossero le tette della Bellucci o della Prati

        ma è tutto il tono del pezzo che mi fa venire i brividi

    • Moi says:

      La cosa più interessante NON è la schwa, l’asterisco o la “neo-u” di persé … ma (!) l’ ostentata noncuranza da parte del Mondo Accademico Contemporaneo nel rivoltare sistematicamente (!) il linguaggio come un calzino, come un gioco da tavolo del quale ri(!)scrivere totalmente e del tutto arbitrariamente le regole … per decine (o centinaia) di milioni (o qualche miliardo, con l’ AngloInternettese) di Altre Persone senza prenderle minimamente in considerazione : il resto dell’umanità deve (!) adeguarsi acriticamente o può commettere perfino delle “microaggressioni” da “macroreati” !

      • Per Moi

        “ma (!) l’ ostentata noncuranza da parte del Mondo Accademico Contemporaneo nel rivoltare sistematicamente (!) il linguaggio come un calzino, come un gioco da tavolo del quale ri(!)scrivere totalmente e del tutto arbitrariamente le regole”

        Interessantissima riflessione.

        Che ritorna alla vecchia domanda, chi decide cos’è la lingua?

        Non è un discorso neutrale:

        1) Italiano affida ad agenzia di traduzione un testo sulla Nuova Via della Seta, con elencazione minuziosa delle ore che ci vogliono per passare la dogana in Kirghizistan, da tradurre in inglese.

        2) Agenzia affida a me la traduzione

        3) Io traduco, e calcolo, ne ricavo 800 euro.

        4) Agenzia mi risponde, “il tizio non vuole pagare perché hai fatto un sacco di errore”.

        5) Chiedo, quali? “Dice che hai usato la parola inglese ‘data’ con verbi al plurale, mentre è singolare”.

        6) Rispondo all’agenzia, “io faccio quello che vuole il cliente, ma la regola è che è plurale”.

        7) il cliente risponde citando una fonte che dice che è singolare, e chiede lo sconto del 50%.

        8) Ora, l’inglese non ha un “regolatore”. Da Google, vedo che c’è anche una minoranza una volta trascurabile, ma oggi crescente, che usa ‘data’ al singolare; ma il consenso generale dà ragione a me; diciamo 4 esperti su cinque danno ragione a me, uno al cliente.

        Però, la lingua è un campo minato, e RISCHIO I SOLDI!!

        • PinoMamet says:

          Ari-chiulturel appropriescion!!

          “Data” è un plurale neutro (appunto 😉 ) latino, e quindi la concordanza va al plurale!

          Se qualcuno lo concorda al singolare, beh, sbaglia. Fatti dare tutti gli euri!!

        • roberto says:

          È un esempio reale?

          Nel caso mi pare giusto un furbacchione che non vuole pagare

          Nella vita reale, cioè quella al di fuori del blog, il motto “il cliente ha sempre ragione” non è una regola assoluta, altrimenti nessuno presterebbe servizi, o venderebbe cose, e immagino non ci sarebbero tanti avvocati (a che servirebbero? Il cliente ha sempre ragione!)

      • Per Moi

        “o la “neo-u” di persé”

        Quest* imbecill* non hann* mai vissut* al Sud!

        U masculu, masculu iè!

        • Moi says:

          Pensa se lamentassero una roba di tipo :

          “ottima traduzione MA la resa in Italiano è troppo sessista binarista maschilista !”

          … va be’, forse ti è già capitàto.

          😉

        • Moi says:

          …. ma anche la “schwa” in Campania e in Puglia fa già “maschìlo” 😉

  53. Moi says:

    @ MIGUEL

    Secondo Fusaro essere “Trans” significa andare oltre l’ ultimissimo Limite superato dal Capitalismo : dopo Chiesa, Stato, Comunità (in senso “da Oltrarno”), Famiglia … tocca al proprio Corpo , semplicemente perché non c’era nient’ altro !

    Comunque l’ idea di “Nascere nel Corpo Sbagliato” davvero (!) coniuga il Futuristico con l’ Ancestrale !

  54. Moi says:

    Personalmente, NON apprezzo tanto il termine “Entomologo” per dire “chi osserva gente inusuale” …

  55. Moi says:

    L’ espressione “Neutro Maschile” credo che Mattia Feltri (classe 1969) la ripeta da remotissime reminiscenze scolastiche , robe che all’ epoca non si curavano minimamente dell’ Inclusività !

    • Moi says:

      Insomma, NON se l’ è inventata lui ex nihilo in difesa del proprio “Privilege” … ovviamente in senso AngloAmericano da “Woke” !

      • Moi says:

        A quanto mi risulta … è solo con la Saggista Alma Sabatini a Fine Anni Ottanta che comincia a diventare problematico, oggi un efferato Reato d’ Odio, l’ uso del Maschile come se fosse Neutro !

        Tradizionalmente veniva detto che il riferimento è a “Essere Umano”, NON a “Uomo Maschio CisEtero”. Però alla Sabatini, probabilmente infervorata da Colleghe Americane, è parso non più sostenibile !

        • Francesco says:

          io, e pure una mia zia, non sopportiamo i preti che partono con “fratelli e sorelle”, chè sappiamo benissimo che il buon vecchio “fratelli” comprende tutti

          ma a quella svitata della Sabatini chi ha dato credito, porcu puzzulu?

  56. Moi says:

    uso del Maschile come se fosse Neutro

    —————

    … a parte , ad esempio , “bello” per “cosa bella” . Questo, ancora, mi pare lasciato in pace. Ma non mi meraviglirei affatto se mi sbagliassi !

  57. Gigantesca manifestazione a Berlino ieri, che faccio fatica a inquadrare.

    Nei media si dice “estrema destra”, e vedo nelle immagini alcune bandiere tedesche (ma anche israeliane, e poi di vari paesi europei per indicare delegazioni arrivate dal resto d’Europa).

    In testa Robert Kennedy Jr.

    Nelle foto, tantissime donne giovani, che fa pensare a tutto un mondo vegano/animalista/free vax.

    Poi – dalle recensioni entusiaste che leggo – una buona parte del mondo anarchico.

    • Anche a Londra manifestazione abbastanza grande di “smascherati”, hanno arrestato il mitico fratello di Corbyn per “violazione delle norme sanitarie”.

    • Z. says:

      Chi sono i free vax?

      • Per Z

        “Chi sono i free vax?”

        In Italia, è tipicamente la Tiziana Vigni.

        • Z. says:

          Ah, è tipo neolingua per dire no vax.

          Tipo “utero in affitto” che diventa “gestazione per altri” 🙂

          • Moi says:

            FreeVax dovrebbe essere “Scegliere SE fare o NON fare ; ad esempio : chi personalmente lo fa, ma poi “Me ne frego se chi NON lo fa schiatta !”, è ” FreeVax ” !

            • Z. says:

              E’ un po’ come chiamare “free bike” uno che sceglie se rubare o non rubare biciclette 🙂

              • Moi says:

                Be’, non c’è troppo da stupirsi … chi avversa i “ProLife” si fa chiamare “ProChoice”, mica “ProDeath” !

    • roberto says:

      “Gigantesca manifestazione a Berlino ieri, che faccio fatica a inquadrare“

      Beh gigantesca…40.000 persone….

      È facilmente inquadrabile: è la manifestazione degli anti sistema, cioè non quelli contrari al governo ma quelli proprio contrari a tutto. Vai dagli sciachimisti ai no vax passando per anarchici e neonazisti. Tutti riuniti dal solo punto “il sistema è contro di noi”

  58. Moi says:

    Per me, la cosa più sensata sono le “perifrasi” o altre figure di sile (che fra l’ altro aiutano una migliore padronanza della lingua) antisessismo/genderismo, del tipo :

    “Corpo Docente e Corpo Discente” anziché “InsegnantI e StudentI” … fra l’ altro espressione già in uso “gergale burocratico” scolastico, no ?

    Poi abbiamo il sostantivo “persona”, i pronomi indefiniti come “chiunque” … e allora, perché non “implementare” (come dicono ora) queste parole qui ?!

  59. Moi says:

    @ MIGUEL

    Nuovo Trend : Prole Enby (“Non Binary” … da”NB”, indi reso meno accademicoso 😉 … )

    https://www.urbandictionary.com/define.php?term=enby

    insegna al proprio “Chromosome Producing Parenting Couple” (?!) la NeoLingua Inclusiva :

    https://www.youtube.com/watch?v=6GQnINeTBnw

    https://www.youtube.com/watch?v=ZEhxlR9pR7M

    —————–

    • paniscus says:

      Ti prego, fammi il riassunto, che a seguirmi tutto non ce la faccio proprio…

      • Moi says:

        Sono ” test ” alle mamme (vengono prese di mirasolo loro … almno per ora) per verificare se sono abbastanza “moderne” , “inclusive” e “alleate” della Comunità LGBTSPQR 😉 … si tratta di parole trovate sui siti: evidentemente neologismi , visto che tante vengono sbagliate o fraintese o “tirate a indovinare” più o meno con successo. ‘Ste Mamme di “Teens”, quindi in teoria (e alcune davvero 😉 …) MILF 😉 sono molto coinvolte nell’ iniziativa. Ci ridono su, se sbagliano, ma ne si capisce l’imbarazzo. La Prole USA, cmq, è indulgente e paziente e incoraggiante circa l’ apprendimento materno del “Gender Vocabulary” 😉 . La sola volontà d’imparare mette tuttavia al riparo dal tremendo, annichilente “OK Boomer !” …

        • Moi says:

          Alcuni “misunderstandings” sono “hilarious” … tipo che”Beard” (cioè “Barba”, ovviamente) è la “copertura uscendo assieme” per far sembrare “CisEtero” chi , NON essendolo, però ancora ha paura di fare “Coming Out” !

          Ma le Mamme Boomers (termine che in realtà, un po’ a sproposito, comprende sempre più anche le persone Over 30 / Under 50) fraintendono talvolta come “unshaven female genitalia” !

        • paniscus says:

          “Sono ” test ” alle mamme (vengono prese di mirasolo loro … almno per ora) per verificare se sono abbastanza “moderne” , “inclusive” e “alleate” della Comunità LGBTSPQR”

          Sì, questo l’avevo capito, ma almeno le figlie sono davvero LGBTSPQR, oppure è solo una macchietta anche quella? Perché, per quanto ho potuto capire, quel genere di domande non valuta affatto “quanto sei inclusiva”, ma valuta soltanto quanto tempo hai perso a guardare video sui social…

  60. Moi says:

    Anzi, NO … vengono prese di mira le “Moms” / “Mums” … forse perché considerate “du default” delle Femministe che DEVONO fare il Corso di Aggiornamento Inclusivo !

  61. Moi says:

    La cosa più interessante e al contempo inquietante , è che deve (!) esserci una parola per ogni singolo comportamentoe relative sfumature … tutta (!) la comunicazione dev’ essere “preconfezionata”, come i “memes” !

    NON ti va bene ? … “OK Boomer ! “, è tutta la “Dialettica” e così annichiliscono ogni tuo argomento senza nemmeno prenderlo in considerazione ! 😉

  62. PinoMamet says:

    Sempre sul tema delle desinenze “inclusive”- scrivo qua in fondo che c’è più spazio.

    Io sono assolutamente d’accordo con Roberto: scrivere normale e fregarcene.

    Faccio anche notare che l’italiano si presta malissimo a queste stron.. idee inclusive.

    Ancora in spagnolo! Me la potrei cavare con l’asterisco o con qualche vocale “libera”: l*s amig*s, va a sapere quanti erano maschi e femmine.

    Ma in italiano diciamo gli amici, le amic h e.

    Se scrivo “sono andato con gl* amic*” sto facendo, semplicemente, il solito plurale maschile, solo travestito- se scrivo “sono andato con l* amic*” sto facendo il plurale femminile, o al massimo una forma ibrida “sbagliata” (“sono andato con le amici…”)

    davvero, sono stron… idee nate per lingue diverse e che richiedono un ripensamento meno radicale da quello richiesto da quella italiana.

    Ripensamento per cosa, poi? Per fare un favore a quattro esagitati?
    Conosco diverse femministe, autoproclamate, e nessuna è particolarmente interessata alla questione linguistica, oltre a chiedere cose di buon senso come “direttrice” in caso di donna.

    Ho il sospetto che gli esagitati che si intestardiscono su queste cose poi lo facciano apposta, e che non vedano l’ora di sentire una parola per darti addosso e dirti che è sbagliata, quale che sia la tua scelta.

    Ci sono quelle che si impuntano per “avvocatessa”, per esempio;

    e ieri leggevo un’intervista del Corriere a una poetessa- una vecchia stronza- che invece voleva assolutamente essere chiamata “poeta”.

    Per cui, ritorno all’aureo consiglio di Roberto: parliamo e scriviamo normalmente e vadano affanculo i maniaci e gli esaltati.

    • Z. says:

      Direttrice è sicuramente il termine più corretto ma non sono certo che tutte le signore con incarico da direttore lo gradirebbero. Non l’ho mai visto declinato al femminile, nemmeno in atti redatti da qualsivoglia Direzione, se non quando si parla di collegi o istituti educativi.

      Immagino sia questione soprattutto di abitudine. Avvocata e sindaca, pian piano, mi pare stiano lentamente entrando nel lessico. Assessora è già di uso comune.

      Chissà, forse si inizierà a dire “direttora”…

      • Moi says:

        … Ma il prblema di “Direttrice”è che fa troppo scuola e troppo poco azienda ?! La smània in “-òra” anziché in “-trice” la trovo così antiestetica, ma tant’è !

        Anche se sospetto che “-trice” sia una desinenza troppo dotta, quindi NON “inclusiva” delle personee meno istruite ! … Volontariamente (!) meno istruite , perché se guardi unicamente la TV con la D’Urso, la De Filippi, il Grande Fratello VIP o meno e altre cagate ; o leggi solo i titoloni della Gazzetta dello Sport … è ignoranza volontaria, facoltativa, deliberata !

    • Z. says:

      Colgo comunque l’occasione per ribadire che sono più che favorevole alle forme femminili, ma laddove non esistano ancora (dove esistono già è inevitabile prevalga l’uso consolidato) ritengo che debbano essere formate secondo la radice etimologica.

      Quindi asseditrice. E pure questrice (ma io preferirei quesitrice), evaditrice e aggreditrice 🙂

    • roberto says:

      Io l’unica concessione a queste paturnie la faccio quando scrivo una mail ai miei colleghi (siamo tre uomini e sei donne).
      Inizio sempre con “Chères, Chers Collègues,”
      Il tutto su osservazione di una mia collega (adorabile, lontanissima dalle paturnie femministe) che mi aveva fatto notare che “chers collègues” Sembrava che non volessi rivolgermi alle donne e che se avessi usato la scrittura inclusiva ch.è.e.r.e.s non mi avrebbe più rivolto la parola

      • Moi says:

        ch.è.e.r.e.s

        [sic]

        ——————

        Ma che roba è ?!

        Il Francese Inclusivo NON lo seguo, ma mi sa che sia una fucina di cazzate inutili quanto complicate per mettersi in mostra “e fargliela vedere agli Americani” ! … Sbaglio, Roberto ? 😉

        • roberto says:

          No no non sbagli è proprio una fucina di cazzate

        • Moi says:

          Ho appena “trovato fuori” 😉 che in Francese, NON paghi di “Inclusif” , sempre per “fargliela vedere agli Americani” … hanno strolgato il NeoEllenismo “Épicène” !

          … E si prendono dannatamente sulserio !

          • roberto says:

            Eh si…dei veri intellettuali

          • Moi says:

            http://treccani.it/vocabolario/epiceno/

            [dal lat. epicoenum (genus), gr. ἐπίκοινον (γένος) «(genere) comune», comp. di ἐπί e κοινός «comune»]

            ——————-

            FRANCIA

            … un cartello stradale “epicene” : il bello è che in teoria (!) dovrebbe essere comprensibile al primo sguardo,magari con un pitto-gramma da Codice Stradale ! … In teoria ! 😉

            https://fr.wikipedia.org/wiki/Langage_%C3%A9pic%C3%A8ne#/media/Fichier:Panneau_Relais_Assistant_Maternel_%C3%89criture_inclusive_rue_Dalayrac_Fontenay_Bois_1.jpg

            • paniscus says:

              “Par exemple, le terme « secrétaire » est épicène,” auteurice/auteurE/auteur-ice” sont inclusifs, “autaire” est neutre. ”
              ————–
              Qualcuno mi spiega quale sarebbe la differenza tra “épicène”, “inclusif” e “neutre”?

              Sarò pure una vecchia befana che non si vuole aggiornare, ma veramente non ci arrivo.

              • Moi says:

                Il punto è che con quelle aggiunte di vocali interne (!) intermediate da puntini (!) … il Francese, già molto problematico “di suo” per le stesse persone di madrelingua, diventa illeggibile e inscrivibile.

                Voglio dire, paradossalmente è più facile l’ ortografia per me da Italiano (che conosce anche un certo numero di Grecismi con le y , le ph, le th, le ch, eccetera …) che per una persona (usiamolo, ‘sto sostantivo !) di madrelingua :

                ad esempio, “il cielo” / “le ciel” io lo scriverò giusto direttamente, mentre un bambino Francese NON ha spiegazione semplice del perché NON scrivere “le siel” … deve prima “infarinarsi” 😉 di Latino. Cosa che difficilmente farà anche fin all’ età adulta.

              • Moi says:

                @ Lisa

                Index des nouveautés
                Dans les coulisses de la langue

                Épicène, neutre, non binaire et inclusif

                http://bdl.oqlf.gouv.qc.ca/bdl/gabarit_bdl.asp?N=2&id=5421

                ————
                PS

                Gente che già aveva diificoltà ENORMI nell’ apprendimento della propria lingua … è andata a incasinarsela ulteriormente !

                😀

              • Z. says:

                Moi,

                in francese c’è anche una filastrocca con una serie di parole che si pronunciano “fuà”, in effetti.

                Però se ci pensi anche in italiano potresti sbagliare e scrivere “il celo”.

                Si può scrivere pasticcere o si deve scrivere pasticciere? La “i” di Giulia si pronuncia o è un segno grafico per rendere l’affricazione?

                (si dice affricazione, giusto?)

              • roberto says:

                Vabbè z ma l’ortografia del francese è allucinante e la quantità di omofoni imbarazzante

                Imparare a scrivere in francese è veramente un’avventura

              • Moi says:

                l’Italiano ha una fonetizzazione imperfetta … ma molto (!) più regolare del Francese !

              • roberto says:

                Sceau, sceaux, seau, seaux, sot, sots, saut, sauts…tutti pronunciati uguale…

              • Z. says:

                Beh sì, certo, il francese da questo punto di vista è molto difficile.

                Comunque, dalle mie parti, pranzavo in un posto che faceva un tortino di patate e lo chiamava “gatou”.

                Io a chiedere “un gatù” mi sentivo in imbarazzo. Ma se provavi a chiederlo diversamente ti dicevano “ah, il gatù!”.

                Un giorno cambiarono e scrissero “gattò”. Ma non erano convinti della nuova nomenclatura.

                Il giorno dopo tornò il gatou.

              • paniscus says:

                ” il Francese, già molto problematico “di suo” per le stesse persone di madrelingua, diventa illeggibile e inscrivibile.”
                ————-

                E allora è facile levarsi dai piedi tutte queste complicazioni politicamente corrette: basta dire che “non sono inclusive” verso i dislessici o i portatori di altri disturbi specifici vari!

                In Italia ci stanno già provando da anni, ad appiattire tutta l’ortografia e la grammatica a livelli ridicoli, perché altrimenti si rischia di affossare l’autostima di quelli che “hanno avuto il dono di un diverso modo di apprendere“…

          • Mauricius Tarvisii says:

            Ma l’Académie Française ha approvato ‘ste stronzate?

              • Mauricius Tarvisii says:

                “devant cette aberration « inclusive », la langue française se trouve désormais en péril mortel, ce dont notre nation est dès aujourd’hui comptable devant les générations futures.

                Il est déjà difficile d’acquérir une langue, qu’en sera-t-il si l’usage y ajoute des formes secondes et altérées ? Comment les générations à venir pourront-elles grandir en intimité avec notre patrimoine écrit ? Quant aux promesses de la francophonie, elles seront anéanties si la langue française s’empêche elle-même par ce redoublement de complexité, au bénéfice d’autres langues qui en tireront profit pour prévaloir sur la planète”

                Queste sono le istituzioni che mi piacciono!

              • roberto says:

                Infatti

                Quando qualcuno mi rompe le palle con la scrittura inclusiva (raramente per la verità) gli stampi questa cosa e gliela faccio mangiare

    • paniscus says:

      “davvero, sono stron… idee nate per lingue diverse e che richiedono un ripensamento meno radicale da quello richiesto da quella italiana.”
      ————-

      Mi sembra la stessa cosa che è successa ormai 30 anni fa con una delle prime ondate di massa di correzione lessicale inclusiva, ossia la messa al bando della parola “negro”, che in italiano non era mai stata offensiva, e che oltretutto aveva delle più che legittime origini latine.

      Di punto in bianco, ci dissero che non si poteva più dire “negro”, perché era un’espressione spregiativa e razzista… quando invece la motivazione vera stava nel fatto che cosse stata (erroneamente) considerata una traduzione letterale di “nigger”, che in inglese (americano) era effettivamente una parola molto pesante, e che era stata bandita dal lessico accettabile.

      Ma il punto è che l’italiano “negro” non era affatto una traduzione di “nigger”, era una parola indipendente, che esisteva già, che non aveva mai avuto le stesse implicazioni, e che non risvegliava a un orecchio italiano gli stessi riferimenti che “nigger” implicava negli Stati Uniti.

      Però, in maniera completamente acritica, si decise che, siccome era stata esclusa dall’inglese, allora doveva essere esclusa anche dall’italiano, e che fosse una vergogna che l’Italia fosse ancora rimasta così indietro da non essersi adattata…

      Quanto alla “poeta” invece che “poetessa”, invece, devo dire che francamente non vedo il problema. I termini di origine greca che indicano professioni, attività o ruoli pubblici (pilota, terapeuta, patriota e simili) sono stati quasi tutti adattati al femminile con la desinenza invariata. Per non parlare delle professioni o ruoli con desinenza – ista, cioè l’artista, la farmacista, l’archivista?

      Se va bene una donna “psicoterapeuta” o una donna “patriota”, perché non può andare bene una donna “poeta”?

      Nessuno si sognerebbe di dire che una ragazza che fa sport sia una “atletessa”, o che Samantha Cristoforetti sia una “astronautessa”. Semplicemente, si lascia la parola indeclinabile, cosa c’è che non va?

      • Mauricius Tarvisii says:

        “Quanto alla “poeta” invece che “poetessa”, invece, devo dire che francamente non vedo il problema”

        E’ un’eccezione (nelle lingue esistono) che è diventata regola, per cui è sbagliato contravvenirvi.

        • Z. says:

          Del resto si dice dottoressa e non dottrice, professoressa e non professatrice.

        • paniscus says:

          Beh, visto che l’eventuale uso della parola “poeta” al femminile è perfettamente coerente con tutto quello che si fa con tutti i termini dello stesso tipo, non mi sbilancerei a dire che si deve dire solo “poetessa” solo perché ormai la regola c’è, e quindi “è sbagliato contravvenirvi”.

          Basterebbe ammettere che sono perfettamente accettabili tutte e due (una per motivi di tradizione storica, l’altra per motivi di coerenza linguistica diffusamente usata), poi nel giro di pochissimi anni si vedrà quale prevale.

          Esattamente come per la patetica storia della battaglia tra “avvocata”, “avvocatessa” e “avvocato” al maschile comune: si lasciano libere tutte e tre le forme, poi si vede come va a finire!

          • Mauricius Tarvisii says:

            “Basterebbe ammettere che sono perfettamente accettabili tutte e due (una per motivi di tradizione storica, l’altra per motivi di coerenza linguistica diffusamente usata), poi nel giro di pochissimi anni si vedrà quale prevale”

            A me pare che abbia già prevalso abbondantemente “poetessa”…

            • paniscus says:

              “A me pare che abbia già prevalso abbondantemente “poetessa”…”

              ———

              Ha prevalso perché finora era considerato accettabile solo quello, e l’alternativa non era stata nemmeno immaginabile (e magari era anche dileggiata e ridicolizzata, come se fosse una presa in giro).

              Ci sono infiniti casi di parole che avrebbero potuto avere più versioni, e che per un certo periodo di tempo sono state considerate definitive perché “ormai avevano prevalso abbondantemente”, come dici tu, e che poi invece sono state ridimensionate o sostituite.

              Prima di stabilire quale variante prevale, bisogna aspettare che passi un periodo di tempo di durata significativa, in cui si considerano plausibili più di una, o no?

              Tanto per ripetermi, faccio sempre l’esempio trito e ritrito dell’avvocata, dell’avvocatessa, della “signora avvocato” o dell’ “avvocato Maria X”.

              Atualmente, sono considerati tutti più o meno accettabili… poi vedremo se qualcuna di queste versioni la avrà vinta su tutte le altre e rimarrà come denominazione unica, o se si stabilirà una situazione in cui saranno considerate accettabili in più di una.

              Non vedo dove stia il problema.
              Le lingue si evolvono, facciamocene una ragione…

            • PinoMamet says:

              Certamente le lingue si evolvono.

              Però non ho mai sentito nessuno usare “poeta” al femminile: può darsi che un giorno succeda, ma per adesso mi risulta che sia un uso estremamente limitato.

              Io faccio fatica a vedere cosa abbia di brutto, di ridicolo o di offensivo (tanto più che altri termini, come appunto “professoressa” come ricorda Z., non sembrano creare problemi) però chissà.

              Non credo avrebbe successo un’imposizione dall’alto.

              In effetti ci sono stati moltissimi cambiamenti imposti dall’alto, ma perlopiù si tratta di cambiamenti grafici, o al limite di alfabeti
              (Habs è un’autorità in materia..)

              i cambiamenti lessicali imposti dall’alto invece hanno vita breve: chi dice “arzente” al posto di cognac o “coda di gallo” al posto di “cocktail”?

              Ministra e avvocata secondo me avranno più successo- forse- perché comunque si tratta di forme già esistenti e regolari.

              Non giurerei su “direttora”, se a qualcuno piace tale forma, perché suona più popolaresco e scorretto di “direttrice” (che ha di male “direttrice”??) , e a me ricorda la “reggitora ” emiliana, appunto
              (rez’dora, arz’dora, ‘zdaura secondo i dialetti).

              Comunque staremo a vedere. Un paio d’anni sono pochi per giudicare.

              • Moi says:

                (che ha di male “direttrice”??)

                ———

                Me lo chiedo anch’io : penso che sia associato all’idea di una “carica amministrativa” scolastica, e la Donna in Carriera in altri àmbiti lo trova sminuente … altra spiegazione non saprei darla.

            • PinoMamet says:

              Faccio fatica a vedere cosa abbia di ridicolo “poetessa”, volevo dire.

              • Moi says:

                Sarebbe interessante capire perché “atleta” resta invariato, invece …

              • Moi says:

                … in teoria, l’adattamento dal Greco dovrebbe (!) funzionare allo stesso modo.

              • paniscus says:

                Ma io non ho mai detto che la parola “poetessa” debba essere bandita perché ha qualcosa di ridicolo, per niente.

                Non la considero ridicola, la considero solo inutile, visto che si può dire “poeta”, esattamente come si dice “atleta” (anche per una donna).

              • Peucezio says:

                Ma le parole non sono né inutili, né inutili, sono convenzioni.

                Ma non sarebbe stato più semplice lasciate tutto come sta, invece di rompere il cazzo e proporre varianti per motivi ideologici?

              • Peucezio says:

                Comunque la regola generale è che quando uno usa il termine “inclusivo” (cosa che nessuno di noi qui dentro ha fatto) gli ci vuole il plotone d’esecuzione senza processo.

      • Z. says:

        paniscus,

        — Di punto in bianco, ci dissero che non si poteva più dire “negro”, perché era un’espressione spregiativa e razzista… quando invece la motivazione vera stava nel fatto che cosse stata (erroneamente) considerata una traduzione letterale di “nigger” —

        Credo che la parola originale fosse “negro” anche in inglese (dallo spagnolo?), prima di diventare “nigger”. Negli anni Cinquanta era ancora usata, e si trova anche in Dylan.

        • paniscus says:

          “Credo che la parola originale fosse “negro” anche in inglese (dallo spagnolo?), prima di diventare “nigger”. ”
          ————–

          Ma appunto, “nigger” era davvero spregiativo, mentre “negro” no. E’ un termine che ho trovato tranquillamente in antologie scolastiche di letteratura inglese, almeno fino agli anni novanta…

          • Z. says:

            Negli Stati Uniti “negro” inizia ad essere considerato offensivo tra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta; prima c’era chi trovava più offensivo “black” o “colored”.

            https://en.wikipedia.org/wiki/Negro#United_States

            “Nigger” credo sia semplicemente una riscrittura “fonetica” di “negro” (Peucezio saprà correggermi coi termini appropriati).

            • Moi says:

              “nigger” è un iperonimo peggiore …

              • Moi says:

                Mane abbiam già parlato un bel po’ di volte, eh 😉 … il doppiaggio Italiano _fino a fine Anni Ottanta _ lasciava invariato “negro” e traduceva “nigger” in “sporco negro”, ed era quasi sempre il Razzistone Stereotipone 😉 del Dixieland a dirlo.

              • Z. says:

                Sì, leggo che “nigger” è diventato termine inopportuno molto prima di “negro”, in inglese.

                mentre:

                The U.S. Census now uses the grouping “Black, African-American, or Negro”

                Leggo anche che “negro” viene utilizzato ancora in contesti storici, come capita quando si parla della triangolazione e degli “schiavi negri”.

              • Moi says:

                … abbiamo ampiamente visto anche opere d’arte in Olanda rinominate retroattivamente dopo anche quattro secoli , tipo che “storpio” diventava “disabile”.

            • Peucezio says:

              Z.,
              ““Nigger” credo sia semplicemente una riscrittura “fonetica” di “negro” (Peucezio saprà correggermi coi termini appropriati).”

              Non ne ho idea in realtà.
              Io non so l’inglese 🙂

          • habsburgicus says:

            c’era un giornale scientifico (neppure fatto troppo male)
            Journal of Negro History
            oggi però non si può più usare..e infatti ha mutato nome in Journal of African American History

      • PinoMamet says:

        “Se va bene una donna “psicoterapeuta” o una donna “patriota”, perché non può andare bene una donna “poeta”?”

        Semplicemente perché non lo si dice. Se si cominciasse a usarlo, non vedrei il problema, ma francamente non vedo perché 60 milioni di parlanti dovrebbero adattarsi alle idiosincrasie personali di quella particolare, ehm, poetessa.

        Che poi, ribadisco dalla lettura dell’articolo, è anche particolarmente indisponente e presuntuosa, buona ragione per darle torto, sempre, comunque, a prescindere.

        • paniscus says:

          “ma francamente non vedo perché 60 milioni di parlanti dovrebbero adattarsi alle idiosincrasie personali di quella particolare, ehm, poetessa.”

          Personalmente, io caldeggio l’uso della parola “poeta” anche al femminile, per i normalissimi motivi razionali che ho già esplicitato sopra (cioè, per l’analogia con “atleta” o “terapeuta”)… NON certo per fare un piacere personale a questa signora che non so nemmeno chi sia, e che se tu mi assicuri che è una grandissima stronza ci credo pure!

          • Z. says:

            Eh, ma poi io ti devo chiamare professora, o magari la professore? e devo andare dalla dottora, o dalla dottore, a farmi visitare?

            😉

          • Peucezio says:

            Lisa,
            purtroppo si equivoca e si confonde la flessione nominale con la derivazione.
            “rosso”, ha come femminile “rossa” (o se preferite “rossa”, ha come maschile “rosso”).

            Ma a differenza degli aggettivi, i nomi non variano secondo il genere ma, in italiano, solo secondo il numero (in altre lingue anche secondo il caso).

            Ciò significa che “cuoca” non è femminile di “cuoco” per un meccanismo flessivo, ma è proprio un’altra parola, mentre “rosso” e “rosssa” sono la stessa parola declinata.

            Cioè “cuoca” si ricava da “cuoco” per derivazione, che è un fenomeno morfologico, come la flessione, ma di tipo diverso, perché serve a produrre nuovi lessemi.
            La derivazione può produrre un lessema di una classe lessicale a partire da uno di un’altra classe lessicale (chessò, un verbo da un aggettivo: “arrossire”, e si chiama “deaggettivale”), o della stessa classe lessicale: “cuoco” – “cuoca” fa parte del secondo caso.
            E la derivazione può servirsi di suffissi (poeta – poetessa) o meno.
            Ma, proprio perché produce nuovi lessemi, la derivazione non ha regole, ma è idiosincratica: i suffissi sono di massima un insieme chiuso, ma il fatto che un derivato ne selezioni uno o un altro non dipende da regole di sorta e non è predicibile, ma al massimo obbedisce a tendenze.

            Ecco perché non si può invocare nessuna razionalità né analogia nel caso del femminile di “poeta”: la lingua in questo caso si comporta come le pare ed è una pura convenzione.

  63. Moi says:

    Io i “Genderismi” li seguo quasi solo nella lingua che in teoria (!) avrebbe (avuto) meno problemi “così com’ è(ra)” , invece ha scatenato il putiferio : l’ Inglese !

  64. Moi says:

    In Spagnolo, ho visto è stato inventato di sana pianta “todes” per “todos y todas” … mah !

    La cosa più assurda, è sempre stata a mio avviso “padres” per “genitori” … adesso come dicono / scrivono ?!

  65. Moi says:

    Se ho ben capito, gli “epiceni” in Inglese NON ci sono, visto che sostantivi riferiti a esseri viventi non espressamente sessuati fanno tutti “it”. Invece, ad esempio, in Italiano diciamo LA volpe mentre in Francese LE Renard per parlare “neutramente” della specie.

    Le cose ovviamente si complicano ulteriormente rispetto all’ Inglese con gli oggetti inanimati e le emozioni / azioni / pensieri ecc … anch’essi tutti “it” in Inglese.
    MA , come abbiamo visto, le persone Gender NON Conforming di madrelingua Inglese trovano inaccettabile usare “it” per sé stesse … e allora se i pronomi personali giusti NON ci sono … si inventano dal nulla ! … O come in Svedese, si “adottano” per legge (!) dal Finlandese ! … Che sappiamo essere diversissima lingua !

    Poi , a sproposito, siccome il Grecismo fa più dotto ancora del Latinismo … allora ecco che “épicène” è diventato aleatoriamente sinonimo di “inclusif”.

    • Z. says:

      Un dubbio: d’accordo per fox, ma vixen? si può usare she per vixen?

      • Moi says:

        A me pare che lasensibilità Inglese contemporanea per gli animali sia semplicemente fare come con le persone : maschio ? He ! Femmina ? She ! NON lo sai ? It !

        Ecco, con le persone umane 😉 l’ultimo caso è un delirio, visto che rifiutano It !

      • PinoMamet says:

        Vixen non è già la volpe femmina?

    • Mauricius Tarvisii says:

      Piuttosto, come fanno con le navi, che sono femminili e il pronome per indicarle è proprio “she”? Vanno bene perché il femminile va bene sempre? Vanno male perché non inclusive?

      • Moi says:

        L’ uso di “she” per le navi, talvolta , l’ ho trovato anch’io … anche per altri oggetti. Nonché “he” (!) per “Morte” , “Death” .

        Però mi è stato insegnato che sono usi poetici , molto letterari … ad esempio le imbarcazioni hanno spesso nomi femminili, intese come madri che proteggano i marinai, tradizionalmente maschi ed esposti al pericolo.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Per la Morte chiaramente si parla della personificazione. Per le navi, invece, mi pare che sia proprio la normalità il femminile (pure le pagine di Wikipedia sulle navi, per dire, usano il femminile!)

      • PinoMamet says:

        Per le navi in inglese l’uso normale è il femminile… gli anglofoni a quanto pare non se lo sanno spiegare, perché sono ignoranti 😉 e hanno bisogno di un video su youtube che gli spiega il latino navis…

        comunque è femminile, indica una cosa che può essere potente e guerresca (una bella portaerei o un vascello a tre ponti…) e quindi va bene 😉

        fosse stato maschile avrebbero avuto da ridire e reclamato l’inclusività, ça va sans dire.

  66. Moi says:

    @ ZETA

    Esiste il “gattò” Napoletano , ch’è un cibo specifico a sé stante, pur riprendendo-adattando il nome Francese generico di “gâteau” …

  67. Moi says:

    Bene , e dopo le desinenze … è giunta l’ ora di mettere sul Banco degli Imputati i Punti Fermi :

    —————–

    Snowflakes ‘think full stops are aggressive and unfriendly’ after Twitter row erupts

    https://theworldnews.net/gb-news/snowflakes-think-full-stops-are-aggressive-and-unfriendly-after-twitter-row-erupts

    NOT THE DOT
    SNOWFLAKES reportedly believe full stops are aggressive and unfriendly.

    —————-

    …. figuriamoci i Punti Esclamativi , allora 😉 !

  68. Moi says:

    @ MIGUEL

    Rutgers University Says Grammar Is Racist, Gets Called Out For Assuming Minorities Can’t Write Correctly

    https://www.dailywire.com/news/rutgers-university-says-grammar-is-racist-gets-called-out-for-assuming-minorities-cant-write-correctly

    Rutgers University has now jumped on the “grammar is racist” train, with the school’s English Department declaring proper grammar is part of white supremacy because students of “multilingual, non-standard ‘academic’ English backgrounds” are allegedly disadvantaged.

    […]

    The Free Beacon spoke with speech pathologist and libertarian activist Leonydus Johnson, who called the new approach to grammar “insulting, patronizing, and in itself, extremely racist.”

    “The idea that expecting a student to write in grammatically correct sentences is indicative of racial bias is asinine,” Johnson told the outlet. “It’s like these people believe that being non-white is an inherent handicap or learning disability…. That’s racism. It has become very clear to me that those who claim to be ‘anti-racist’ are often the most racist people in this country.”

    […]

    • Francesco says:

      deve essere la prima volta in vita mia che sono d’accordo con un tizio che si definisce “activist”, a prescindere poi dal per che cosa è attivista

      🙂

  69. PinoMamet says:

    “libertarian activist Leonydus Johnson”

    date una medaglia a quest’uomo!!

    • paniscus says:

      Concordo.

      Io ho colleghi sinceramente convinti che qualunque studente abbia origini straniere (fosse pure nato in Italia di terza o quarta generazione, cittadino italiano e con tutto il percorso scolastico fatto in Italia) debba essere considerato un caso svantaggiato a prescindere, e debba avere diritto immediato a infinite facilitazioni, richieste ridotte e piani di studio personalizzati (in particolare, che debbano ricevere gli stessi strumenti di aiuto previsti per chi ha disturbi di apprendimento veri e propri)…

      cioè, per intenderci, un ragazzino italianissimo e sanissimo dovrebbe avere il diritto a compiti ridotti, interrogazioni pianificate, e a portarsi dietro schemi, appunti e formulari per scopiazzarli allegramente durante la verifica, perché la colleghessa invasata scopre che sua nonna è arrivata dalle Filippine 40 anni fa (e poi si è integrata perfettamente, si è sposata con un italiano e ha avuto tutta una famiglia italiana, in cui il nipote non capisce più nemmeno una parola della lingua d’origine della nonna, e magari va benissimo a scuola… ma non importa, è sempre da considerare una povera vittima svantaggiata, a cui abbiamo il dovere di concedere delle compensazioni per il suo svantaggio!)

      La mia descrizione è volutamente caricaturale, ma non è inventata. Assicuro che insegnanti e presidi così ci sono eccome. In qualche caso si riesce a limitarne i danni, ma non sempre.

  70. Z. says:

    Briatore vuole scendere a Bologna a cercare il compagno Mazzanti.

    Lo aspettiamo, purché venga con mascherina. Se nell’esecuzione delle sue minacce dovesse scivolare rompersi un femore, come talora capita agli anziani, ci penserà il Rizzoli 🙂

  71. Moi says:

    Secondo me, però, in realtà , malcelatamente … la Prof. Manuela Manera preferisce “discuterne” con uno-O 😉 tipo-O 🙂 il famigerato Mattia Feltri che NON con Peucezio !

    Perché VS il Primo-O può giocare alla Vittima-A 😉 della Mascolinità Tossica , derisa MA conscia di essere Detentrice (famo “trice”, vi prego …) Unica della Cultura , il Secondo-O ,invece, NO ! Dovrebbe, se non altro, riconoscere (… è Italiana : lo sa già da sola, ma deve fingere !) che Storicamente la Lingua è un Fatto Culturale ben più complesso di come lo smerciano le sue Colleghe Femministe d’ OltreOceano !

    • Moi says:

      VS il Secondo (Peucezio)

    • Moi says:

      Oppure liquiderebbe gli esempi storici documentati di Peucezio come , appunto, testimonianze di quando la Società erà maschilista … MA Ora Si Cambia ! Se NON Ora, Quando ?! 😉

  72. Turista italiano nei guai con Ryan Air?

    Spettacolare intervento dei jet inglesi…

    Source : https://www.theguardian.com/uk-news/2020/aug/31/counter-terror-arrests-at-stansted-after-fighter-jets-intercept-airliner
    Counter-terror arrests at Stansted after fighter jets intercept airliner

    Counter-terrorism police have said they detained two men at Stansted airport.

    A 34-year-old from Kuwait and a 48-year-old from Italy were detained by counter-terrorism officers from the Eastern Region Special Operations Unit soon after 7pm on Sunday, the unit said in a statement.

    The two men had arrived on a flight from Vienna and were detained under Schedule 7 of the Terrorism Act, police said.

    The BBC has reported the Ryanair plane was intercepted by RAF Typhoon jets following unconfirmed reports of a security threat on board.

    Air monitoring agency Mil Radar tweeted at around 7.30pm that two Typhoons had been launched from RAF Coningsby with tracking showing they circled in the Stansted area.

    Police said their enquiries were continuing.

  73. Moi says:

    Poi concordo con Pino che l’Imposizione Lessicale dall’ Alto rischia sempre un effetto controproducente … e , si badi bene, qua NON si parla di evitare termini offensivi, bensì di stravolgere di sana pianta le strutture grammaticali, fonetiche, introdurre nuovi grafemi dal nulla ! (Relativamente) Pochissimi sappiamo cos’ è una “schwa” e addirittura il relativo simbolo IPA ! Chi al Sud la pronuncia, lo fa come cosa tutt’al più paradialettale, NON la sente come “fonema a sé”, ammesso che abbia la nozione stessa di “fonema”, fra l’ altro !

    Sulle tastiere la “shwa” NON c’è … bisogna andarsela a scovare con programmi appositi o a copincollare da wikipedia GIA’ sapendo cos’ è !

    L’asterisco c’è, ma è già ampiamente in uso per le annotazioni … un’altra funzione comunicativa, totalmente diversa.

  74. MOI says:

    *** A proposito di Egemonia Culturale di Sx dei vaudeville Destroidi di sigle dei Cartoni Animati Antichi 😉 con gli Immigrati al posto degli Alieni … la matassa è più ingarbugliata di quanto pensassi: ero troppo piccolo per ricordare ‘ste polemiche , ma evidentemente ci furono ! … Forse, sul Giappone , nonostante la solidarietà per le bombe di Hiroshima e Nagasaki, gravava ancora la Damnatio Memoriae per l’ Alleanza con la Germania Nazista e l’ Italia Fascista … che ovviamente non aveva assolutamente nulla a che vedere con l’ Italia coeva ! 😉

    https://www.barbadillo.it/65117-focus-di-g-deturris-la-riscoperta-dei-cartoon-fascisti-goldrake-e-gundam/

    Focus (di G.deTurris). La riscoperta dei cartoon “fascisti” Goldrake e Gundam
    by Gianfranco de Turris

    • Mirkhond says:

      Quando ero bambino mi facevano impazzire, ma rivedendoli da adulto francamente, li sento profondamente estranei alla mia sensibilità e alla mia cultura, con quell’etica militaristica e marziale spinta fino all’eccesso, a tal punto da sacrificare l’amore e i sentimenti allo scopo di conseguire la missione di redenzione dell’umanità.
      Quegli eroi giapponesi sono dei mostri, tra alieni che rifiutano l’amore di donne terrestri, forse per evitare di generare esseri mostruosi tipo i giganti biblici, oppure dei cyborg come Hiroshi Shiba.
      Personaggi come Actarus o Hiroshi (ma anche Peter Rey o come cavolo si chiama nell’originale giapponese, Amuro), se esistessero davvero, sarebbero solo da compatire per l’infelicità che si portano dentro…..

      • Francesco says:

        Duca

        si chiamano eroi per quello! come Enea, come Achille, come Ettore, come Sansone

        non è che tu sei un pò troppo fifone?

        • Mirkhond says:

          Quelli che hai citato però, non rinunciavano all’amore.
          Sansone addirittura finì male per essersi fidato della donna che amava!
          Gli eroi giapponesi sono molto più spietati.

          • Francesco says:

            più sfigati, direi

            il che è curioso, in teoria siamo noi occidentali quelli più bacchettoni, rispetto ai giapponesi

            giusto?

    • PinoMamet says:

      L’idea che Goldrake e simili fossero “fascisti” poteva venire solo alla mente iperpoliticizzata di un italiano dell’epoca, e che fossero “violenti” (e non semplicemente noiosi 😉 ) a qualche comitato di terribili mamme (molto più violente loro, con le loro ciabatte e i loro “a letto senza cena”, ma soprattutto con la loro visione proibizionistica della vita…)

      Gundam è già di una generazione successiva e più “realistico” (se si potessero mettere cento virgolette, ne metterei mille) e più serio.
      Infatti non lo rivedrei oggi, come non vedo alcun motivo per leggere Heinlein citato nell’articolo.

      Neanche gli altri, chiaramente- ci sono anime molto più interessanti- ma non gli attribuirei tutta questa importanza, sarebbe come fare la psicanalisi di D’Artagnan o di Sandokan..

      • Z. says:

        Heinlein ha ispirato un grande film degli anni Novanta, Starship Troopers. Uno dei pochi che non perdo mai quando passano in TV.

        Mi sembra un ottimo motivo per rileggerlo!

      • PinoMamet says:

        Ammetto di non aver capito il fascino di quel film…

        vabbè, non tutti i gusti sono al limone!

        • Z. says:

          E’ uno dei film più godibilmente ironici e divertenti del decennio, secondo me!

        • Z. says:

          (e ogni volta fa sì che lo spettatore si chieda: ma fa sul serio o scherza?)

          • Moi says:

            Starship Troopers

            ——–

            Già sentito nominare ma …. mi manca !

            Quindi NON è un banale “copycat” di Star Wars , giusto ?!

            • Z. says:

              No, e secondo me ti piacerebbe!

            • PinoMamet says:

              Non c’entra niente con Star Wars.

              Invece credo che sull’onda di Satr Wars siano usciti altri film al limite del trash (o oltre il limite) come un Flash Gordon che aveva di notevole solo una canzone dei Queen, una Ornella Muti sexyissima e Mariangelo Melato nei panni se non erro di una regina cattiva…

              veramente trashissimo, ma ce ne sono stati di peggiori!

              • Francesco says:

                no dai, credo sia stato il massimo, anche perchè si prendevano sul serio, speravano di riesumare il personaggio dai fumetti!

                oggi è vedibile, come esemplare fallimento

                PS Starship Troopers è bellissimo, sia a vederlo “sul serio”, sia come parodia.

              • PinoMamet says:

                Comunque è uno dei pochissimi film in cui capisco l’attrazione erotica che Ornella Muti pareva esercitare sul pubblico.

                Vabbè, lì era mezza nuda, grazie tante.

                Ma in Romanzo Popolare era vestitissima, e mi piaceva lo stesso…

            • Z. says:

              Boh, sai che non ho mai provato il minimo interesse per Star Wars?

              Ma zero proprio!

          • PinoMamet says:

            Ho letto la biografia di Heinlein e continua a darmi l’impressione di uno che fa sul serio, ma vuol dare l’impressione che scherzi…
            mah!

            comunque la fantascienza proprio non mi acchiappa.

            • Z. says:

              Non ho mai letto il libro, ma mi dicevano che effettivamente resta sempre il dubbio!

            • Mauricius Tarvisii says:

              Il libro è serio, per dichiarazione dell’autore: era un’ode al soldato di fanteria, come lui se lo immaginava dai tempi della Guerra di Corea. E infatti parte dei suoi fan criticò il film che ne ha sovvertito il messaggio.

            • Z. says:

              Questo non lo sapevo!

  75. PinoMamet says:

    Rispondo qua sotto a Francesco

    “a proposito, cosa sarebbe la storia che era un bugiardo? su cosa si basa?”

    Su Montanelli non so, non ricordo.

    Faccio due esempi personali.

    Sera prima degli esami 😉 di Maturità, andiamo in pizzeria tutti insieme.
    Forse non era proprio la sera prima ma giù di lì, qualche giorno prima, via.

    Arriva un giornalista del fogliaccio locale e ci intervista, abbiamo paura? “No”, rispondo io deciso.
    Sul giornale, un paio di giorni dopo, la mia foto con nome e cognome e l’intervista in cui io affermavo di avere paura del giorno degli esami.
    Non è granché, è vero, ma esattamente chi gli aveva dato il permesso di inventarsi da cima e fondo le mie dichiarazioni e poi attribuirle alla mia faccia e al mio nome?

    Qualche anno dopo, faccio l’università.
    Passo su uno dei ponti della città, e c’è un tizio che sta per buttarsi di sotto. urla un po’, poi si siede sul parapetto.
    Arrivano due poliziotti, uno semplicemente lo abbranca e lo butta per terra. Fine operazione.
    Il giorno dopo, sul giornale locale, esce un articolo in cui ci si inventa l’intervento di uno psicologo che dopo una mezz’ora di dialogo avrebbe convinto l’uomo a scendere…

    Gestione del caso Parmalat, the whole town is talking, il giornale locale titola “Smarrito il cane Jimmy” (forse il nome del cane era un altro).

    Articolo di un tale, giornalista famoso, che loda (loda!) un altro giornalista famoso perché in un reportage da non so casa di chi si sarebbe inventato la presenza di galline. “Non c’erano, ma ci stavano bene”.

    Degli inviati di guerra italiani non voglio neppure parlare, con queste premesse.

    Diciamo che la mia stima nei confronti del giornalismo italiano, tutto intero, è molto bassa.

    • MOI says:

      Ma anche se avessero riportato le tue parole giuste … avevi autorizzato nome e foto ? … Non era una violazione di privacy ?

      • PinoMamet says:

        Non credo ci sia questo problema per un’intervista- è implicito che vuoi essere citato se accetti di farti fotografare e rispondere alle domande e dai anche il tuo nome…

        poi si presume che riportino le tue parole in maniera almeno sostanzialmente esatta, ma questo è un altro discorso 😉

        il problema c’è per tutte le circostanze in cui il consenso non è implicito:
        per esempio, fai una ripresa per un videoclip musicale in strada, riprendi un passante per caso: devi fargli firmare una liberatoria…

    • PinoMamet says:

      Ora che ci penso, degli inviati al fronte italiani ha già detto Emilio Lussu, nell’esemplare Un anno sull’altipiano
      (chi lo legge mai, oggi? eppure vale All’ovest niente di nuovo, anzi, credo sia persino migliore)
      quando descrive i soldati che leggono sulla stampa il resoconto delle loro vicende, completamente trasfigurate e rese del tutto irriconoscibili da chi non le aveva viste per niente…

  76. Moi says:

    Covid & Politica … finalmente si rialzano (!) i Toni :

    https://www.ilgiornale.it/news/politica/zingaretti-choc-fosse-comuni-salvini-e-meloni-potere-1886156.html

    Zingaretti choc: “Fosse comuni con Salvini e Meloni al potere”
    Il leader dem sfrutta le vittime del Covid per attaccare i rivali. La replica: “La sinistra insulta e diffonde odio”

    • Per Moi

      ““Fosse comuni con Salvini e Meloni al potere”

      Il Covid esiste, anche se attualmente in una forma pochissimo letale (non sappiamo nulla di cosa succederà domani, ovviamente).

      Esistono anche il cambiamento climatico, con una serie di scenari possibili più o meno apocalittici;

      esiste anche il traffico che uccide tante persone ogni giorno:

      esiste la pesca internazionale che sta uccidendo la vita negli oceani;

      esiste l’inquinamento dell’aria che, secondo lo European Heart Journal, uccide 800.000 europei ogni anno https://www.eurekalert.org/pub_releases/2019-03/esoc-apc030819.php (contro 200.000 per Covid finora https://en.wikipedia.org/wiki/COVID-19_pandemic_in_Europe);

      esiste l’avvelenamento dell’acqua nei sottosuoli;

      esiste la cementificazione che sta portando la siccità in Toscana;

      esiste Bin Laden (il fratello cattivo) che sta distruggendo montagne che esistono da milioni di anni.

      Poi ognuno mette a fuoco un’unica cosa, secondo la sua convenienza.

      • Z. says:

        Dunque, prendiamo le uniche cose per cui abbiamo delle cifre a portata di mano. Prendiamole per vere.

        Gli Stati si danno da fare in tutti modi, ogni anno, per promuovere e sovvenzionare numerose attività che provocano inquinamento. E direi che ci riescono benissimo: pensiamo alle fabbriche, alle automobili, agli aeroplani…

        Allo stesso tempo, gli stessi Stati hanno implementato misure costosissime e drammatiche per contenere il covid: misure che hanno comportato sberle economiche, limiti drastici alla libertà di spostamento e in certi casi obliterazione prolungata della stessa libertà personale.

        In questo periodo, sei mesi circa, il covid è riuscito a fare la metà dei morti rispetto all’inquinamento dell’aria.

        E non contiamo le morti sommerse, di cui nessuno seriamente dubita; non contiamo le morti dovute al fatto che l’intero sforzo sanitario di numerosi Paesi europei era rivolto in larghissima parte al covid, con distrazione del personale sanitario impiegato altrove. Contiamo solo le morti risultanti dalle statistiche ufficiali.

        Vedi tu…

        • Moi says:

          … gli USA dan la colpa però alla Cina !

          • Moi says:

            … in misura minore, all’ India

            ———————

            senza punto fermo, onde evitar di triggherar gli snòufléichs ! 🙂

          • Z. says:

            Moi,

            — … gli USA dan la colpa però alla Cina ! —

            del covid in Europa?

            o dell’inquinamento in Europa?

        • PinoMamet says:

          “Gli Stati si danno da fare in tutti modi, ogni anno, per promuovere e sovvenzionare numerose attività che provocano inquinamento

          [… ]
          Allo stesso tempo, gli stessi Stati hanno implementato misure costosissime e drammatiche per contenere il covid”

          Sai che non ho capito esattamente il punto?

          Comunque io credo alle statistiche e credo che il Covid esista.
          Non sono un “negazionista del Covid”.

          Sono uno che non capisce perché Speranza debba mettersi a pontificare sulla riapertura delle scuole, dopo un mese che è già stato deciso tutto (poteva pensarci prima?) e a pochi giorni dalla riapertura stessa (a dire il vero tutta l’attività di programmazione è già iniziata da giorni..)

          sono uno che non capisce perché Speranza debba pontificare, punto. E perché debba occuparsi di Sanità quando palesemente non ne sa niente e “ascolta gli esperti” (non tutti però, solo quelli che piacciono a lui… che non ne sa niente).

          Sono uno che non capisce perché a Giugno davano i numeri degli “attualmente positivi”, per mostrare il calo dei contagi, mentre adesso diano i numeri del “totale contagiati” per mostrare che c’è un notevole rialzo, ed esattamente perché nessuno abbia mai spiegato bene la differenza trai due numeri.
          ( https://lab.gedidigital.it/gedi-visual/2020/coronavirus-i-contagi-in-italia/ , linea azzurra e linea rossa rispettivamente;

          vedrai che nella giornata del 29 Agosto gli “attualmente positivi” erano 121, mentre il “totale contagiati” 1444; quest’ultimo numero riportato dalla stampa con grande risalto, però, a quanto parrebbe, comprensivo anche di 1322 “dimessi-guariti”- linea gialla- e 1 morto, linea nera;
          basta saper fare le addizioni, non ci vuole un virologo).

          Sono uno che tuttora non accetta che governo e regioni abbiano adottato per un periodo misure demenziali (il famoso limite di 200 metri…) allo scopo dichiarato di spaventare la popolazione.

          Sono uno che vorrebbe sapere se è vero che i numeri (bassissimi da 4 mesi) dei morti di Covid siano in realtà morti con Covid, magari contratto mesi prima e ormai guarito da tempo, come letto se non sbaglio sul Corriere, ma che specifica direttiva dell’ineffabile Speranza fa conteggiare ancora come morti a causa del virus. Magari sono finiti sotto a un camion, ma a Marzo hanno avuto il Covid…

          non dico che sia vero; mi auguro che non lo sia;
          ma avendo conosciuto Speranza, temo proprio che sia la verità.

          e prima di criticarmi, per favore, arrivate fino in fondo.

          Continuo a dire che il governo italiano fa bene ad adottare misure basate sulla prudenza.
          Mascherine, chiusura discoteche, distanziamento, tutto quello che vi pare.

          ma balle no, dai.

        • Z. says:

          Pino,

          — Sai che non ho capito esattamente il punto? —

          Il punto è che, in base alle statistiche di Miguel, l’inquinamento dell’aria in Europa fa mediamente 400.000 morti ogni sei mesi. Questo avviene anche a causa della politica degli Stati europei, che incentiva l’industria, che detassa il carburante per gli aerei, che sovvenziona l’agricoltura etc.

          Secondo le stesse statistiche, negli ultimi sei mesi, il covid ne ha fatti 200.000. Questo è avvenuto nonostante l’impegno massiccio – sotto ogni punto di vista immaginabile – degli stati europei contro il covid.

          Un impegno che in quasi tutti i Paesi ha dato frutti notevoli a prezzo di sacrifici almeno altrettanto notevoli.

          La situazione attuale – in Italia, un virus che appare tutto sommato sotto controllo, e in ogni caso con qualche morto ogni mille contagiati ufficiali anziché qualche morto ogni dieci – dipende dagli enormi sacrifici fatti.

          E dipende anche da quelli, non altrettanto gravosi ma comunque significativi in termini di libertà e in termini economici, che molti (non tutti) stanno facendo oggi.

          Se e quando ci sarà il vaccino, i morti per covid cesseranno mentre quelli da inquinamento no (anzi, probabilmente aumenteranno). Vedrai che ci sarà chi dirà: beh, non era poi un problema così grave.

          • Z. says:

            In altre parole: se gli Stati si impegnassero contro l’inquinamento così come si sono impegnati – pur con errori di ogni genere e grado – contro il covid, otterrebbero risultati non da poco e credo diventerei ottimista sulla questione ambientale.

            Ma non credo proprio che succederà.

          • per Z

            “Il punto è che, in base alle statistiche di Miguel,”

            Fantastico, hai colto tutto il senso di quello che volevo trasmettere.

            Ci sarebbero mille cose da discutere sulle statistiche (il tizio con la polmonite che muore a novantotto anni anziché a novantanove per colpa del Covid o dell’inquinamento, come lo calcoliamo?).

            Io sono il contrario di un complottista.

            Il complottista ha la spiegazione pronta, poi cerca cose da spiegare.

            Io invece trovo una cosa inspiegabile: i governi che fanno finta di niente pur di salvare l’economia, hanno sfasciato l’economia per il Covid, che esiste, è brutto, ma è meno tremendo di tante altre cose.

            Guardate che è una cosa strana davvero, e se ci pensate, è normale che i complottisti ci vadano a nozze.

            E non basta smentire le cavolate più assurde (tipo rettiliani, o antenne 5g che diffondono il covid) per mandare via il problema.

            • Z. says:

              Miguel,

              — Io invece trovo una cosa inspiegabile: i governi che fanno finta di niente pur di salvare l’economia, hanno sfasciato l’economia per il Covid, che esiste, è brutto, ma è meno tremendo di tante altre cose. —

              E’ “meno tremendo di tante altre cose” precisamente perché i governi hanno imposto sacrifici enormi, e continuano a imporre sacrifici significativi, per combatterlo.

              E comunque non è bastato per evitare una processione di bare da Bergamo.

            • Francesco says:

              Panico di governanti mediocri e velocità del COVID nel fare danni, credo

              e poi il lockdown è una botta e via, non come sarebbe una tassa sui carburanti di aerei e navi, che pure è la soluzione GIUSTA

              cmq ribadisco che siamo governati da gente stupida come noi, se non peggio, guarda solo alle misure per le auto elettriche

    • Mauricius Tarvisii says:

      “Fosse comuni con Salvini e Meloni al potere”

      Be’, un po’ è vero…

      • Z. says:

        Ma no. Come sempre, la sinistra sopravvaluta i suoi avversari. In questo caso, il loro senso di responsabilità.

        Salvini secondo me sarebbe scappato con una scusa appena possibile. Come del resto ha fatto un anno fa, e non c’era neppure il covid da cui scappare.

        Qualcun altro meno fifone avrebbe preso il suo posto, e avrebbe fatto il lockdown esattamente come Conte.

        • Moi says:

          … Salvini , ma davvero è “scappato”?

          … Non è che voleva tornare alle urne a busso, ma Mattarella lo ha impedito ?!

          😉

          • Z. says:

            Moi,

            — … Salvini , ma davvero è “scappato”? —

            E di gran carriera 🙂

            — … Non è che voleva tornare alle urne a busso, ma Mattarella lo ha impedito ?! —

            Ah, questa è nuova. Lo decide personalmente Salvini quando finisce una legislatura e si torna al voto? 🙂

            • Moi says:

              Prima del Covid la Versione Ufficiale era quella di Renzi “Orgoglioso dell’ Inciucio pur di NON Consegnare il Paese a Salvini”

            • Z. says:

              Beh, Renzi rivendica ancora la scelta di aver minacciato la scissione per fare il governo coi grillini.

              Poi la scissione l’ha fatta lo stesso…

              Ma l’importante è che se ne sia andato 🙂

            • Francesco says:

              beh, di politici disposti a fare la figuradimerda di Zingaretti prima di lui non ne avevo mai conosciuti, persino Razzi fa finta di essere scemo

              quindi propendo per la tesi che Salvini voleva andare alle elezioni e vincerle, POI non avrebbe saputo che cavolo fare, essendo un emerito imbecille

            • Z. says:

              Voleva andare certamente al voto, Francè: dopo la legge di bilancio, essendo ormai metà agosto.

              Forse senza covid avrebbe funzionato, e forse no. Ma non credo che PD e 5S, in condizioni normali, potessero governare assieme senza logorarsi entrambi.

              • Francesco says:

                beh la decisione di stare insieme è pre-Covid e il logoramento è pesante

                può darsi che il Covid tenga in vita l’immonda unione ancora per un pò

                io sotto sotto spero che nel frattempo Salvini sparisca

              • Z. says:

                Esatto Francesco… non so se ce li avremmo ancora al governo senza covid. Il ragionamento di Salvini magari non avrebbe funzionato, ma secondo me ci stava.

              • Francesco says:

                ci stava eccome, anche se dopo il trionfo alle politiche non so cosa avrebbe fatto

                essendo un coglione più a parole e vanterie che nei fatti, forse si sarebbe assiso sulla poltrona per poi far governare gente meno idiota

                o forse avrebbe dato retta a Bagnai e Borghi

                PS l’opposizione sarebbe stata monopolizzata da Zingaretti, con ottime prospettive di raccogliere davvero il voto di borghesi, moderati, centristi

                non come ora, che è sputtanato alla grandissima e piuttosto spingono Conte!

          • Mauricius Tarvisii says:

            Mattarella non ha impedito niente: il partito di maggioranza relativa si è alleato con il secondo partito e ha formato il governo dopo che il partito più piccolo dei tre ha abbandonato la maggioranza.

            • Moi says:

              Ah, be’: quindi sei entusiasta dell’ Alleanza con il Partito di Bibbiano [cit.] … giusto ? 😉

            • Z. says:

              Certo, MT la voleva sin da dopo il voto.

              Ma questo che c’entra col fatto che si vota ogni cinque anni, e non quando lo decidi tu? 🙂

              • Francesco says:

                no, si vota se il Parlamento non trova una maggioranza oppure dopo 5 anni

                mica siamo negli USA, col loro ottimo sistema rigido di scadenze predefinite

              • Mauricius Tarvisii says:

                “Certo, MT la voleva sin da dopo il voto.”

                Appunto: finalmente posso essere filogovernativo! 😀

              • Francesco says:

                avresti potuto aspettare di avere un governo decente, però, prima di salire sul carro!

                io sto meditando sulla frase di un mio amico, per cui questo governo è pessimo ma meno di quello prima e di quello dopo. continuo a dubitarne molto.

      • Francesco says:

        intendi che “con” è un termine che nel suo contesto potrebbe avere senso, non che codesta cazzata sia dotata di una qualche dignità, nevvero?

  77. Moi says:

    @ MIGUEL

    (British TERF Humour)

    La SuperTERFona Kellie-Jay Keen AKA Posie Parker si finge Chirurga 😉 pro-Transition MtoF …

    https://www.youtube.com/watch?v=u4U-HQM7UY4

    ————
    Dr Wobberly’s guide to FTM transition

    Dr Hellon Wobberly shows us the painless journey from healthy little girl to infertile man

    PS

    Credo che “Doctor” in Inglese NON sia sentito, stranamente, come maschile … cioè, NON mi risulta “Doctress” (se non proprio a livello “iniziatico” 😉 Femminista …) sulla falsariga di “Actress” da “Actor”.

  78. Moi says:

    @ MIGUEL

    Curiosamente, ho “trovato fuori” 😉 questo :

    https://www.merriam-webster.com/dictionary/doctress

    a woman in some cultures who is believed to have magic powers and to be able to cure illness

    —————————–

    …. cioè, in pratica una sorta di Guaritrice / Sciamana ?! … Veramente curioso, come significato, non lo conoscevo !

    • PinoMamet says:

      A Bologna non c’erano le “medicone”? (medgon’ni)

      In provincia di Parma erano una vera istituzione! Forse qualcuna è ancora in vita.

      • Moi says:

        @ PINO

        Be’ sì, soprattutto nelle campagne e ancor più in ambiente “montanaro” … ma non ne so praticamente nulla. Ne resta pochissima roba.

        … Ovviamente, se togliamo le “Maghe da TV locali” 😉 ,che è gente che “inventa sé stessa” nelle maniere più creative e antistoricamente “sincretistiche” .

      • PinoMamet says:

        Beh le medicone erano piuttosto diverse dalle maghe & cartomanti da TV locale.

        Prima di tutto, non si ritenevano affatto maghe, né streghe. Anche se di fatto lo erano.

        Il che le differenzia subito dalla schiera di aspiranti streghe moderne, che spesso non fanno altro che proclamare di essere streghe, e basta, ma poi si limitano a qualche decotto copiato da internet o a qualche rito completamente inventato.

        Poi non nutrivano la convinzione né l’ambizione di sostituirsi né alla religione, né alla medicina ufficiale;
        altro grande elemento di diversità con il mondo New Age.

        I riti che facevano- le terapie, per modo di dire- tentavano in qualche modo anzi di inserire qualche elemento della religione cattolica;
        e curavano problemi di scarsa entità, per i quali non si riteneva opportuno andare dal medico (una distorsione, una reazione allergica ecc.) o problemi per i quali il medico non aveva dato i risultati sperati, oppure malattie che la medicina ignorava (lo “stomaco giù”).

        Inoltre- e qui Peucezio sarebbe felice 😉 – funzionavano!

        • Moi says:

          Poi non nutrivano la convinzione né l’ambizione di sostituirsi né alla religione, né alla medicina ufficiale;
          altro grande elemento di diversità con il mondo New Age.

          ———

          Questo è un elemento interessante …

    • Per Moi

      “doctress”

      Bellissimo, non conoscevo il termine!

      “Doctor” in inglese è anche un verbo, che significa sistemare, anche in modo furbesco, una faccenda, addomesticarla, “trattarla”. Tipo “doctored data” vuol dire informazioni che sono state trattate in modo da dimostrare una tesi.

  79. Moi says:

    Poi c’è un’ altra parola , oggi desueta ma che era gender neutral : “Physician”

  80. Moi says:

    i governi che fanno finta di niente pur di salvare l’economia, hanno sfasciato l’economia per il Covid, che esiste, è brutto, ma è meno tremendo di tante altre cose.

    [cit. Miguel]

    ——————————

    Spiegazione NON complottista :

    Branco d’ Incapaci !

    … Può andare ? 😉

  81. Mirkhond says:

    E il motivo reale del non far niente contro l’inquinamento?
    Perché per il covid sì e per l’ambiente no?

    • Z. says:

      L’inquinamento non spaventa quasi nessuno. Non finisci in terapia intensiva come causa diretta e immediata dell’inquinamento. La battaglia contro l’inquinamento, a mio avviso, è perduta in partenza.

    • Francesco says:

      perchè il Covid dovrebbe essere una tantum, ti tappi in casa, becchi un anno di recessione, poi ricominci a vivere più o meno come prima.

      per affrontare il problema dell’inquinamento con le tecnologie attuali, invece, credo che dovresti rinunciare a vivere tout court

      pure gli aggiustamenti tramite il mercato, se finalmente ci fossero dei prezzi giusti, potrebbe essere troppo tardi, e politicamente è pieno di gente che pretende di vivere in modo impossibile (pensa ai gilet gialli)

      • Per Francesco

        “perchè il Covid dovrebbe essere una tantum, ti tappi in casa, becchi un anno di recessione, poi ricominci a vivere più o meno come prima.”

        Sono abbastanza d’accordo, anche con Zeta…

        Però se ci pensi, sta diventando una faccenda più complessa.

        Perché per ora non si prospetta nessuna via di uscita.

        Lo vedo con il piccolo mondo della scuola: si prospetta un inverno interamente dettato dal Covid, con restrizioni pazzesche, che salteranno ai primi casi di “positivi”.

        Anche se tra “positivo” e “morto”, c’è un abisso statistico.

        Ora, abbiamo un sistema interamente strutturato sulla “crescita”.

        Finora abbiamo vissuto qualche mese di decrescita; ma qui si prospettano tempi molto più lunghi.

        Non sto dicendo che sia male così.

        Mi sto solo chiedendo, dove andremo a finire, e non conosco la risposta.

        • Z. says:

          Per chi è benestante forse non è un dramma. E forse chi è davvero povero è abituato a una vita così dura che non cambia granché.

          Per gli altri è male eccom

        • Francesco says:

          >>> Mi sto solo chiedendo, dove andremo a finire, e non conosco la risposta.

          concordo. solo che per qualche strano motivo il mio termine di paragone sono i secoli dell’Alto Medioevo e i decenni prima della Seconda Guerra Mondiale, per cui non riesco più a stare granchè male, in questa situazione

          sto diventando evangelico 🙂

  82. Mirkhond says:

    Lo paghiamo col tumore però.
    E questo dovrebbe spaventare eccome, visto che si muore male dopo lunga sofferenza…..

    • Z. says:

      Beh, a me insegnarono che una sigaretta ti inquina i polmoni come sei ore passate nel traffico… e hai presente quanta gente fuma?