Problemi tecnici

Per qualche motivo, da oggi pomeriggio, i commenti non si vedono sul blog (ma li vedo io sul pannello di controllo).

Troppo caldo per affrontare il problema adesso, domani cercherò di capire meglio.

This entry was posted in Uncategorized. Bookmark the permalink.

214 Responses to Problemi tecnici

  1. Davide says:

    Non hai per caso involontariamente impostato la modalità di moderarli prima di pubblicarli?

    • Moi says:

      dovrebbe interessare anche a Miguel

      ” Così una suora di clausura avvicina il Vaticano alle trans ”

      [ibidem]

      • Francesco says:

        da sempre (o quasi) la Chiesa si occupa della redenzione delle prostitute

        non ci vedo nulla di nuovo, del resto non sono in malafede come quelli di Repubblica

        • Per Francesco

          “da sempre (o quasi) la Chiesa si occupa della redenzione delle prostitute”

          Totalmente d’accordo…

          anche Khomeini si lasciò commuovere da un* transessuale, per cui oggi l’Iran è il paese dove ci sono più operazioni di cambio di sesso al mondo.

          Il problema però è quando i trans cominciano a:

          1) esigere che un tizio alto due metri con la barba giochi nella squadra femminile di basket

          2) esigere che un bambino di dieci anni si possa far castrare a spese dello Stato perché ha letto su Instagram che è l’ultima moda, e se i genitori si oppongono sono dei reazionari transfobici.

          • Francesco says:

            in effetti Repubblica insinua un’altra cosa

            parlando dell’Iran, conoscevo la storia di Khomeini ma non che la cosa avesse preso piede. per quel poco che so della cultura iraniana, ne sono molto stupito

  2. Brutta cosa il caldo; meno male che c’è chi non si fa spaventare e, novello Stakhanov, interviene con rapidità e prontezza, anche se non sempre con i risultati sperati…

  3. …che stavolta, invece, pare ci siano stati.
    Almeno a giudicare dal commento di prova.

  4. Moi says:

    … Paradosso in arrivo : Discoteche Chiuse ( … e va bene , benissimo ! ) , MA Feste dell’ Unità (almeno qui al Parco Nord !) come se nulla fosse mai stato ?!

    • Moi says:

      Balla solo Zingaretti. Danze vietate per tutti tranne alla Festa dell’Unità

      C’è un solo posto in Italia dove si potrà ancora ballare con il permesso del ministro della Salute, Roberto Speranza. E’ Modena, all’arena di Ponte Alto. Perché lì il segretario del Pd Nicola Zingaretti ha voluto mantenere con tutto il suo programma anche musicale il Festival nazionale dell’Unità che organizza il suo partito democratico dal 26 agosto fino al 13 settembre.

      https://www.iltempo.it/politica/2020/08/22/news/balla-solo-nicola-zingaretti-festa-unita-modena-26-agosto-danze-discoteche-chiuse-pd-24277300/

      • Moi says:

        … Saranno (almeno) due, i posti, con Bologna Parco Nord !

      • Moi says:

        I cartelli del Pd con lo slogan

        “BELLA, la voglia di comunità;
        CIAO, Italia ripartiamo insieme”

        https://www.ilgiornale.it/news/politica/coronavirus-non-ferma-festa-dellunit-tutto-pronto-modena-1884946.html

        • Moi says:

          Voglio proprio vederli i Trinariciuti da Guardia che controllano la temperatura a tutti in ingressoe poi vanno in giro con il metro a separare la gente … magari con il Taser fornito dal Partito 😉

      • Per Moi

        “Balla solo Zingaretti. Danze vietate per tutti tranne alla Festa dell’Unità”

        Zeta tifa contro Salvini, tu tifi contro Zingaretti, io tifo contro entrambi e vinco sempre 🙂

        1) Se ben ricordo, Salvini ha violato in maniera improvvisata delle norme precise, in vigore in quel momento, su distanziamento, maschere ecc.

        2) Nel caso di Zingaretti, mi sfugge qualcosa. Alla Festa dell’Unità, i critici (non ho letto invece i protagonisti) sostengono che si preannunciano ufficialmente balli di massa tutte le sere, che sarebbero invece vietati (secondo la Destra) dal governo sostenuto da Zingaretti stesso (che quindi non avrebbe la scusa di “fare l’oppositore ribelle”).

        So che il governo non ha mai permesso l’apertura delle “discoteche al chiuso”; ha permesso e poi revocato l’apertura delle “discoteche all’aperto”, ma non so se tutto ciò si applica anche a feste pubbliche (e cioè non discoteche).

        Se il divieto vale solo per le discoteche, immagino che Zingaretti (o meglio, l’organizzatore della festa in questione) non commetta un illecito.

      • Z. says:

        Tu tifavi grillino, Miguel, e poi ti becchi Bella e i 5S. Tocca perdere un pochino a tutti, magari a rotazione 😉

        Sul ballo, a me risulta che:

        – questa estate siano state aperti (non dappertutto) anche locali da ballo al chiuso;
        – ad oggi il ballo non sia ammesso neppure in locali diversi dalle discoteche, fino al termine previsto dal provvedimento.

        Non si balla ad es. negli stabilimenti al mare, e se stasera c’è una Festa dell’Unità tanto immagino debba valere per la Festa.

        Ma forse sono male informato.

        • Per Z

          “Tu tifavi grillino, Miguel, e poi ti becchi Bella e i 5S. Tocca perdere un pochino a tutti, magari a rotazione ”

          E se vogliamo aggiungere sale alla ferita, diciamo che anche il movimento che mandava aff… il sistema si è trovato inglobato nella magmatica palla che ha assorbito in Italia prima i “popolari” cattolici antisistema, poi i repubblicani rivoluzionari di Ravenna, poi i socialisti delle gloriose rivolte contadine che dicevano che i popolari erano venduti, i comunisti che dicevano che i socialisti erano venduti…

          I 5S si sono battuti a Carrara contro lo sfruttamento del marmo; poi appena arrivati in Comune, si sono trovati aggirati persino… dal PD!

          https://www.lanazione.it/massa-carrara/cronaca/marmo-i-5-stelle-dimenticano-le-promesse-1.4929191

          Ovviamente il PD si può permettere di fare le linguacce al M5S perché sta all’opposizione, ma alla Regione, le cave di marmo sono sostenute dal PD https://www.toscanachiantiambiente.it/piano-cave-della-toscana-per-legambiente-vincono-i-lobbisti-del-marmo/

          Non c’è effettivamente nessuno per cui valga la pena di votare; poi se non voti, ti danno del qualunquista 🙁

        • Z. says:

          Miguel, il M5S è un partito-azienda, come FI quando funzionava.

          E come FI non è stato inglobato dal sistema: è stato fondato a scopo di lucro e del sistema è stato parte fin da subito e senza meno.

          Il che non significa che al ballottaggio tra Borgonzoni (FI) e Bugani (M5S) sarei stato a casa. Sarei andato a votare, naturalmente per Bugani, e avrei invitato altri a fare lo stesso. Senza meno.

          Sui repubblicani di Ravenna ci sarebbe molto da dire: di certo non erano un partito-azienda 🙂

          • Per Z

            “Miguel, il M5S è un partito-azienda, come FI quando funzionava.”

            Ci sono diversi piani.

            1) FI, sottoprodotto politico di una delle aziende più potenti d’Italia

            2) M5S, dove due piccolissimi imprenditori di se stessi – un comico e un informatico – hanno creato un’organizzazione politica blindata anche sotto la forma di azienda, ma dove i candidati partivano “dal basso”

            3) il Partito Unico toscano, che non è un’azienda; fa ciò che gli ordinano le aziende, dalla Cassa di Risparmio di Firenze, alle aziende che curano i rifiuti, alle organizzazioni degli albergatori, ai proprietari dell’aeroporto di Firenze, ai padroni delle cave di marmo…

            Mi sembrano cose molto diverse.

            • Francesco says:

              no Capo

              quando le dimensioni del partito crescono, la libertà di manovra diminuisce, qualunque sia stata l’origine

              a meno di non essere davvero un partito di soli cretini, criminali e fanatici

              ma di solito quelli finiscono sui libri di storia come “la tragedia del …” e poi ci fanno i film sui buoni dottori che vanno a salvare i superstiti

              • Per Francesco

                “quando le dimensioni del partito crescono, la libertà di manovra diminuisce, qualunque sia stata l’origine”

                Verissimo, su questo almeno siamo d’accordo al 100%.

                Il problema che pongo io però è questo.

                Io voglio togliere un sacco di ostacoli burocratici alla coppia che ha deciso di coltivare carciofi biologici e campare modestissamente vendendoli.

                Voglio ammazzare fermare il Bin Laden minore che sta distruggendo le Alpi Apuane per ricavarne marmo per i cessi sauditi e per fare polvere sbiancante per i dentifrici.

                Ora, cosa devo fare?

                Buttare bombe, al massimo faccio male a un povero poliziotto e finisco in galera io.

                Faccio quarantaquattro cortei, mi distruggo le scarpe.

                Dovrei trovare un politico con cui comunicare, che possa cambiare le leggi.

                Ecco perché c’è un bisogno drammatico di poter avere un politico di riferimento, che può anche essere una m…. umana, ma è irrilevante.

          • Z. says:

            Cosa significhi “imprenditori di sé stessi” lo ignoro.

            Ma sui famosi Candidati Dalbasso, scelti per la loro rinomata attività politica sul Territorio, permettimi un sorriso 🙂

    • Z. says:

      Ma lo spero bene, che ci siano le Feste!

      È stata un’idea pessima, ad esempio, non tenere la Festa alle Due Madonne.

      Per gli eventi della Lega non ti sei mica scandalizzato, oltre tutto. Dici che il virus è meno pericoloso se si raduna la destra? 😉

  5. Moi says:

    Poi c’è Roberto Speranza che dice che NON avremo un nuovo Lòcchdàun … ma è spaventato e “spaventante” come se si dovesse rifare, invece ! … Mah !

    • Z. says:

      E a buon diritto. Un altra chiusura simile sarebbe una sberla, per cui va evitata. Altroché discoteche.

  6. Z. says:

    Ricordiamo che non ci si deve permettere di chiamare “fascista” questa persona. Dopo lunga e disquisita concionatura va pensosamente considerato come “sincero democratico oggetto di equivoci e maldicenze”.

    https://www.repubblica.it/cronaca/2020/08/23/news/chioggia_sulla_spiaggia_trasmettono_faccetta_nera_e_i_bagnanti_cantano_facendo_il_saluto_romano-265297176/

    Chi dissente è, ovviamente, un radicalscicchete pagato da Soros con villa a Capalbio e yaaaawn 😉

    • PinoMamet says:

      Però Z. dai…

      perché devi sbatterci dentro Capalbio e la gente che ce l’ha con i radical-chic?
      (che per inciso, esistono davvero. Non sono minimamente tanto comuni quanto ce li si figura- neppure un decimo, ma forse neppure un centesimo- e non sono neanche proprio quelli che ci si immagina, ma esistono e se vuoi te ne porto).

      In questa spiaggia mi pare evidente che il gestore, si scusi o meno, ha fatto un’operazione per la quale potrebbe essere denunciato per apologia di fascismo.

      Se sia davvero fascista, o se sia una “goliardata” come dice lui (e se esista una vera differenza tra essere fascisti e “fare i goliardi che inneggiano al Duce”), trovo che non abbia alcuna importanza perché non siamo nella sua testa e inoltre la legge italiana non condanna il pensiero: il gestore potrebbe benissimo essere fascista convintissimo, nella sua testa, senza incorrere in alcuna condanna, se solo se ne stesse zitto.

      (In realtà io trovo che la questione della differenza o identità tra convinzioni fasciste e “goliardate di destra” sia interessante, ma non in questo ambito).

      Invece il ristoratore delle “scuse al Duce” mi sembra un caso molto più sfumato e difficile da capire, proprio perché non siamo nella sua testa e non si può decidere se il suo fosse solo un tentativo mal riuscito di scherzare o se ci fosse davvero un intento offensivo. Idem per la frase (voluta o sfortunata?) in cui si dice che il ristorante accoglie tutti, anche i cani.

      (Personalmente, visto che i clienti stessi non hanno riportato altre frasi razziste, e visto che il ristoratore si è scusato e ha offerto uno sconto, tenderei a credere alla sua buona fede, ma questo è un mio parere personale. Un razzista convinto non offre sconti e non si scusa, perché dovrebbe?)

      E non credo che dire la mia opinione debba essere impedito perché, a pensarla come me, significa essere degli ignoranti che pensano che i radical-chic di capalbio ecc. ecc.

    • Z. says:

      In realtà è già stato giudicato e prosciolto per fatti del tutto analoghi occorsi tre anni fa. Trattasi, secondo il Giudicante, di libera manifestazione del pensiero: ciò di cui il signor Scarpa faceva – e fa – apologia, evidentemente, non aveva e non ha alcunché a che vedere col fascismo.

      Ergo, non può essere definito fascista 🙂

      — perché devi sbatterci dentro Capalbio e la gente che ce l’ha con i radical-chic? —

      Perché è esattamente così che argomenta la destra telematica italiana, talora vergognandosi (sempre meno, purtroppo) delle idee che professa.

      E rispondendo a suon di slogan: Soros, Capalbio, poteri forti e tutto il deprimente bagaglio lessicale di pertinenza, che se non altro consente una rapida classificazione dello scrivente.

      È loro diritto argomentare a quel modo, naturalmente, così com’è diritto del sig. Scarpa fare pubblica apologia di, ehm, non-fascismo.

      Per il ristoratore nord-marchigiano 🙂 , di cui già abbiamo discusso, non ho simpatia. Ma lo preferisco al signor Scarpa: se non altro, prima si è scusato e poi ha negato tutto…

      • per Z

        “Perché è esattamente così che argomenta la destra telematica italiana, talora vergognandosi (sempre meno, purtroppo) delle idee che professa.

        E rispondendo a suon di slogan: Soros, Capalbio, poteri forti e tutto il deprimente bagaglio lessicale di pertinenza, che se non altro consente una rapida classificazione dello scrivente.”

        Hai ragione, però le battute di questo tipo mi creano sempre un problema.

        Perché quello che dice che “Zeta è pagato da Soros” 🙂 è ovviamente un cretino.

        Ma Soros esiste.

        Esiste cioè uno speculatore finanziario immensamente ricco e potente, che ha investito miliardi di dollari in progetti politici, un po’ perché ci crede e un po’ perché aumenterà ancora il suo potere.

        Sono progetti che si basano su una visione ideologica precisa che attenua i conflitti di classe attraverso lo “sviluppo”, la modernizzazione industriale, la sostituzione delle logiche del mercato a quelle politiche, ma addolcite attraverso la tecnologia e il consenso di massa.

        Soros sarà antipatico a qualcuno perché è di famiglia ebraica, ma non si è mai identificato come tale, ed è anche entrato in conflitto diretto con le lobby sioniste.

        Però anche qui, il solo fatto che questo speculatore miliardario che fa politica in mezzo mondo abbia aneddoticamente origini ebraiche lo trasforma automaticamente in una vittima innocente dei “complottisti”.

        • Z. says:

          Ehm… e chi se ne frega? 😀

          • Per Z

            “Ehm… e chi se ne frega? ”

            Dell’esistenza di Soros, delle sue fondazioni, dei cambiamenti politici in Europa orientale?

            Non sono un antisorosiano assoluto; ma sospetto che il Soros vero conti qualche milione di volte di più del romanaccio tatuato che dice “tu sei pagato da Soros per farci fregare i soldi dagli zingari!”

            Se devo fregarmene di qualcuno, tendo a fregarmene di più del romanaccio tatuato.

          • Z. says:

            E siccome a sua volta Soros è niente al confronto dell’universo, con questo criterio dovremmo parlare solo di Big Bang e di magnitudine stellare, abbi pazienza 🙂

        • Francesco says:

          il problema è che i progetti di Soros vengono, al 99%, criticati “perchè è un ebreo”

          e lo dico con dispiacere, visto che i primi a farlo sarebbero della “mia” parte ideale

          anzi, parecchio incazzato, che non vedo alcuna ragione per cui un cattolico-conservatore dovrebbe avere alcunchè in comune con un neo-nazista – a parte la biologia (cit)

      • PinoMamet says:

        “E rispondendo a suon di slogan: Soros, Capalbio, poteri forti e tutto il deprimente bagaglio lessicale di pertinenza”

        Senz’altro, ma il mio punto di vista è che a slogan non si risponde con slogan .

        Lo trovo inutile e forse dannoso, ma soprattutto, beh, sbagliato. Si trasforma qualunque dibattito in una gara di battute e di insulti: “venduto!”- “e tu sei un complottista!”- “tu non pensi con la tua testa!” – “e tu sei un ignorante”… e così via, mentre il fatto di cui si dibatte rimane in secondo piano e in fondo ininfluente: potrebbe non esistere che la gara di insulti continuerebbe lo stesso.

        mentre a me piace proprio- e magari è una deformazione mia- impicciarmi dei fatti, come sono andati, della loro “meccanica” per così dire.

        Non rivendico che sia un atteggiamento particolarmente intelligente o (peggio) colto. È lo stesso atteggiamento di milioni di vecchietti testimoni di incidenti stradali o suggeritori di lavori in corso, e di casalinghe esperte di omicidi
        (forse la genialità del personaggio di Miss Marple era un po’ questa? non lo so perché mi sta antipatica e non l’ho mai letta).

        Però, ecco, a me piace proprio capire chi c’ha ragione nel caso specifico , più che condannare il fascista.

        • Z. says:

          Pino,

          — Senz’altro, ma il mio punto di vista è che a slogan non si risponde con slogan —

          Io faccio di più: non rispondo in nessun modo. Ripeto semmai i loro, di slogan: e se suonano stonati mi dispiace, non sono i miei…

          Il merito dei fatti lo accerterà il giudice: è il suo lavoro, non il mio 🙂

          • PinoMamet says:

            Beh, se devo dire il vero- e non vedo perché non dovrei- non ho affatto questa impressione.

            A me pare che tu risponda con dei classici contro slogan: chi dice certe cose, secondo te, è un imbecille che ce l’ha con i radical chic di Capalbio e con Soros (in questo caso, in altri casi te la sei presa con persone che secondo te ce l’avrebbero con la “casta”, imitandone il linguaggio a fini di presa in giro) ecc.

            Tra l’altro non mi pare che in qualcuno di questi casi che citi (il gestore della spiaggia e il ristoratore) qualcuno abbia parlato di Capalbio o di radical-chic…
            tranne te!

            Sono robe che ci hai buttato dentro tu a scopo di polemica e di cui credo che si sarebbe potuto fare a meno.

            E sul fatto che tu non daresti giudizi, beh, “anche su questo v’è poi da ridire” 😉

          • Z. says:

            Pino beh…

            innanzitutto fai benissimo a dirmi come la pensi. Ma questo è scontato!

            Poi, secondo me chi per difendere le sue idee tira fuori frasi fuori contesto su Soros e su Capalbio – come ho visto fare più volte – sta, effettivamente, tirando fuori frasi non particolarmente intelligenti.

            Il mio giudizio è piuttosto chiaro al riguardo e senza infingimenti. Non ho mai detto cose come “io non giudico”. Implicitamente lo faccio, e in ogni caso lo faccio dentro di me, come chiunque del resto.

            E se vi ho rotto un pochino le scatole, mi perdonerete, via 🙂

    • Z. says:

      Anche in questo caso, leggo, non si può in alcun modo parlare di simpatie fasciste o addirittura naziste:

      https://torino.repubblica.it/cronaca/2020/08/23/news/valenza_il_tatuaggio_delle_ss_naziste_sul_collo_costa_la_candidatura_all_aspirante_consigliera_di_centrodestra-265301473/

      Ora, una signora con lo stesso nome era candidata con Casa Pound Italia lo scorso anno. Ma a CPI si definiscono fascisti del terzo millennio. Dunque era certamente un’omonima.

      http://www.casalenews.it/politica/i-candidati-delle-liste-di-casapound-e-nuova-voce-civica-36734.html

      C’è sempre una via d’uscita, insomma. Comunque noi preferiamo sempre chi si vergogna delle proprie idee, quando sono idee di questo tipo 🙂

      • PinoMamet says:

        Onestamente, e per citarti… e chi se ne frega? 😉

        Voglio dire, perché ci fai la rassegna quotidiana dei fascisti? Qual è il punto? Boh, mi sfugge.

      • Z. says:

        No, no, non dire “fascista”. Questa è una rispettabile signora di centrodestra.

        Questa cosa di chiamare fascisti i fascisti è roba da vecchia sinistra, da Capalbio, da figli di papà dei centri sociali.

        Il punto è questo: da un lato va sempre più di moda esibire idee e simboli dell’estrema destra fascista, dall’altro guai a dire che si tratta di estrema destra fascista.

        È piuttosto bizzarro, secondo me.

        Non dico debba interessare a tutti 🙂

      • PinoMamet says:

        In effetti, scusami, a me non interessa.

        Continuo a non vedere cosa c’entri Capalbio.

        In ogni caso io non credo che i fascisti siano più di quanti fossero venti o trenta anni fa- ho la percezione del contrario, in effetti.

        Mi pare ci sia stato anche un giro di vite contro la paccottiglia nostalgica stile “souvenir di Predappio”.

      • PinoMamet says:

        Ci sono in effetti dei discorsi che sono ufficiosamente proibiti, che scatenano l’Inquisizione spagnola: ma non sono esattamente quelli di fascisti e antifascisti, che sono roba vecchia…

        Per fare un esempio, persino il più tipico “SJW” dei miei amici pare accorgersi che, guarda un po’, le battute innocenti che faceva vent’anni fa adesso non sono più innocenti.
        E si chiede- è ingenuo: se lo chiede sinceramente- in cosa possa consistere la comicità adesso.

        Non voglio rispondergli: il comico è semplicemente impossibile, perché fare dell’umorismo significa inevitabilmente “triggherare”, e triggherare è proibito, è microaggressione.

        (Prova a dare un’occhiata al più classico, bonario, leggero, svagato classico dell’umorismo, Tre uomini in barca: oggi sarebbe facilmente accusabile di sessismo, classismo, razzismo e addirittura violenza!)

        So che per te queste cose sono “videogiochi” (e sbagli) ma sono vidoegiochi più attuali dell’antico scontro tra fascisti e antifascisti o tra guelfi e ghibellini 😉

        • Z. says:

          Ma sì… anch’io ho un amico SJW e ogni tanto glielo rinfaccio 🙂

          Condivido quello che scrivi qui, sia chiaro, ma resto convinto che chiamare “videogiochi” certi ambienti sia effettivamente fuori luogo e offensivo: verso i videogiochi. E che contribuiscano a rendere il mondo un pochino peggiore ogni giorno…

          un giorno mi darete ragione, ma sarà tardi! Forse lo è già 🙂

          • Moi says:

            Oppure c’è il Metodo Roberto … ogni persona appartiene a tutti gli effetti all’ Ideologia che sente (!) proria e quindi proclama di essere !

            … Che sembra (!) complicato, ma in realtà funziona come il Gender ! 😉

            • Moi says:

              Il problema è che con le ideologie si tende a negare (!) ch’ esista uno “Spectrum” con il Fluid, il NON-Binary, la Queerness , eccetera …

            • Z. says:

              Le “autodichiarazioni”, per amor di Dio, lasciamole nella Fase 1 e auguriamoci di non doverle vedere mai più 🙂

      • roberto says:

        Io invece trovo interessanti queste notazioni di Z perché mi sembra testimoniano una tendenza che ho notato anch’io: non so se i fascisti sono più o meno di 20 anni fa, ma so che la loro parola è stata liberata e quindi sono sempre più visibili

        Poi si cerca di minimizzare dicendo che sono burloni e vabbè, ma continuo a non capire perché non concedere ad uno che si tatua la svastica di etichettarsi come lui stesso si etichetta

        • PinoMamet says:

          Lo so che tu e Z. avete questa idea per cui attualmente sarebbe quasi “sdoganato” esibire simboli fascisti o fare discorsi razzisti.

          È una vostra impressione che come tale non discuto, anche se io ho l’impressione contraria.

          Continuo peraltro a rivendicare il diritto a giudicare i singoli casi con la mia testa e di volta in volta secondo le circostanze.

          Non sono amico degli slogan e delle semplificazioni, perché ci va sempre di mezzo la verità;

          e il mal capitato che fa una battuta stupida o sfortunata (magari, chissà, con le migliori intenzioni) viene accomunato al razzista convinto e membro del club “Amici di Hitler” con tessera di socio sostenitore.

          Rivendico il diritto di difendersi per chi faccia battute stupide, antipatiche o mal riuscite: “sii lento nel condannare”, ci insegna la Bibbia e il Talmud.

          • roberto says:

            Oh ma sul diritto di difendersi non ho nessunissimo dubbio!

          • Z. says:

            Ma nessuno ha mai detto che questa gente non ha diritto a difendersi.

            Il commerciante di Chioggia, ad esempio, si è difeso ed è stato pure assolto: niente apologia.

            • PinoMamet says:

              ma ci mancherebbe che gli fosse impedito di difendersi in tribunale !

              È la condanna prventiva nell’opinione dei media che non mi piace;

              e non mi riferisco al gestore dei bagni con le immagini di Mussolini, ma al ristoratore, descritto dall’articolo di Repubblica piuttosto chiaramente come razzista e come tale sostanzialmente descritto anche qua. Mentre a me il suo caso sembra piuttosto equivoco e difficile da giudicare…

            • Z. says:

              Ma il commerciante di Rimini, e anche quello di Chioggia hanno tutto il diritto di difendersi anche nei confronti di Repubblica, se se ne ritengono diffamati.

              Possono chiedere di pubblicare una smentita. Possono replicare su di un giornale concorrente di altra parte. Possono chiedere di essere risarciti.

              E se trovano necessario difendersi da me possono fare pure questo. Sono sicuro che Miguel concederebbe loro pieno diritto di replica.

              Se a te invece non piacciono le mie opinioni o gli articoli di giornale scritti al riguardo – perché li ritieni ad es. poco obiettivi o prevenuti – è un altro discorso (naturalmente legittimo).

            • PinoMamet says:

              In effetti sì, trovo gli articoli che ho letto piuttosto prevenuti.

              Non vorrei vedere sputtanato sui giornali come antisemita il mio amico che scherzando mi salutasse con “ehi vecchio giudeo!”.

              Secondo me bisogna andare con i piedi su piombo su queste cose.

            • Z. says:

              Il giorno in cui Repubblica farà un articolo sul mio presunto antisemitismo perché ti ho chiamato “ehi vecchio giudeo!”, infatti, mi aspetto che tu mi difenda!

          • per PinoMamet

            “Lo so che tu e Z. avete questa idea per cui attualmente sarebbe quasi “sdoganato” esibire simboli fascisti o fare discorsi razzisti.”

            E’ che la cosa è assolutamente banale.

            La differenza sta unicamente nei nuovi media.

            Poniamo che ogni anno, per cinquant’anni di seguito, un tizio abbia festeggiato il proprio compleanno con una torta con lo svastica (sostantivo maschile!) e dieci amici che fanno il saluto romano.

            Non ha mai invitato Roberto o Zeta.

            Poi il compleannista scopre Facebook, ci mette la foto del compleanno sopra per sbaglio (credeva che fosse una cosa che arrivava solo agli amici), e la foto viene fatta immediatamente girare da mille antifascisti scandalizzati, viene sparato in prima pagina su Repubblica e ci si fa l’interrogazione parlamentare.

            Roberto e Zeta concludono che “queste cose non succedevano prima”.

            E hanno ragione: non succedeva Facebook.

            • PinoMamet says:

              Sono d’accordo…

              in effetti, conosco (l’ho già citato) un fascistone laziale (in tutti i sensi).

              Lui faceva esattamente questo: la torta di compleanno con la faccia di Mussolini.
              L’avrà fatta per vent’anni almeno…

              poi “succede” facebook, Facebook se ne accorge e gli blocca il profilo…

            • Z. says:

              Beh… un commerciante che appende immagini di Mussolini e inneggia al fascismo al megafono davvero pensa che gli unici ad accorgersene sono gli amici?

              Credo minga, veh 🙂

            • Z. says:

              (detto questo non intendo sminuire la portata dei nuovi media)

            • roberto says:

              Non saprei Miguel….

              Predappio e tutto il cocuzzaro nostalgico c’è sempre stata ma stabilimenti con faccetta nera e osterie con il vino del duce un po’ meno….

              Ma non è solo questo.
              Il tizio con la torta con la svastica lo faceva di nascosto con i suoi amici, adesso non si vergogna più perché la libertà d’opinione e voltaire che muore per i miei ideali e bla-bla-bla

              • Mirkhond says:

                “voltaire che muore per i miei ideali e bla-bla-bla”

                Mi chiedo se davvero ci sia qualcuno a questo mondo che morirebbe davvero per difendere gi ideali del proprio nemico.
                I discepoli di Voltaire per esempio, non lo hanno certo fatto.

              • Mirkhond says:

                gli

              • PinoMamet says:

                Secondo me non si è mai vergognato…

                lo stabilimento balneare “nostalgico” credo non sia affatto una novità di questi anni, e i fascistoni convinti erano in giro ancora/già all’epoca di mio nonno…

              • Per PinoMamet

                ” i fascistoni convinti erano in giro ancora/già all’epoca di mio nonno”

                Per ovvi motivi anagrafici, erano molti, molti di più.

              • Per PinoMamet

                “Secondo me non si è mai vergognato…”

                Questa è idea della vergogna è curiosa, infatti, e molto diffusa.

                Si diceva anche dei massoni, che davvero si “nascondevano”, ma erano orgogliosissimi di ciò che facevano.

                Infatti, per poter davvero odiare qualcuno, devi pensare che lui faccia il male sapendo di farlo, al contrario di noi che facciamo il bene sapendo di farlo.

                Già Socrate aveva capito che non funziona così, ma la gente mica ascolta Socrate.

              • Sulla “vergogna”, posso immaginarmi che esista in campo sessuale.

                Ho letto di persone nate in famiglie molto cattoliche o protestanti, che hanno avuto tremendi sensi di colpa per un’omosessualità che pure praticavano, spesso anche ossessivamente.

                Ma lì abbiamo persone che agiscono contro la propria educazione, contro un fantasma che dentro di loro, li giudica.

                Il fascistone immagino proprio di no, anche suo nonno gli avrà detto quando era piccolo che Mussolini era un grande.

              • Per roberto

                “Il tizio con la torta con la svastica lo faceva di nascosto con i suoi amici, adesso non si vergogna più perché la libertà d’opinione e voltaire che muore per i miei ideali e bla-bla-bla”

                Ma che di nascosto con i suoi amici? Se lo faceva mica se ne vergognava, era una cosa di cui andava fiero, e gli sembrava di fare una cosa giusta.

                Certo, non lo faceva davanti alla sezione del PCI, ma nemmeno quello del PCI andava davanti alla sezione dell’MSI a far vedere la medaglietta con Lenin.

                Semplicemente, i compleanni coinvolgevano un numero fisicamente plausibile di persone (dieci, venti, trenta?), tutti amici e probabilmente delle stesse idee.

                Solo che la possibilità che lo venisse a sapere un Roberto o uno Zeta era assolutamente minima, all’epoca.

                Poi è chiaro che una volta che arriva l’interrogazione parlamentare per una cosa che prima di Facebook si poteva fare senza problemi, comincia a rispondere come può. E risponderà scimmiottando il linguaggio della gente con cui, in circostanze pre-Facebook, non avrebbe avuto alcun contatto. Da lì cose tipo,Voltaire ecc.

              • Z. says:

                Roberto intende dire che per certe cose c’era un biasimo pubblico generalizzato, che ora è in larga misura è venuto meno.

                Almeno in parte questo può essere ascritto al tempo che passa. Le persone che hanno subito la dittatura sono quasi tutte decedute e tra qualche anno lo saranno tutte. I nuovi italiani con origini africane o asiatiche dubito siano particolarmente interessati alle vicende italiane degli anni Trenta.

                Il fascismo non suscita più la stessa repulsione, insomma, e difendere pubblicamente i fascisti – o i non-fascisti, vista la sentenza – può tornare utile.

                Certo trent’anni fa era difficile immaginare il lido non-fascista di Chioggia, e un futuro capo di governo che si precipitasse in loco a difenderne a spada tratta il titolare. All’epoca Fini – non dico un naziskin o un terrorista nero: Fini – era l’unico leader che non veniva invitato ai congressi di partito.

              • roberto says:

                Miguel,

                Ne abbiamo già parlato, che ti posso dire….Bologna anni 80-2000 non ho mai ma proprio mai sentito uno dichiararsi apertamente fascista

                Bologna 2000-2020 l’ho già sentito (pure una mia ex!), ci sono i banchetti di forza nuova o casa pound che raccolgono firme per strada….negli anni 80 gli avrebbero fatto mangiare le penne

              • Per roberto

                “Ne abbiamo già parlato, che ti posso dire….Bologna anni 80-2000 non ho mai ma proprio mai sentito uno dichiararsi apertamente fascista”

                Sì certo.

                Io sono vissuto a Roma, dove c’era almeno metà della popolazione, soprattutto meno giovane o provienente dalle campagne, che vedeva di occhio abbastanza buono il fascismo (poi magari votava DC, o persino PCI per motivi sociali/sindacali).

                Il consenso era, “Mussolini ha fatto tante cose buone, poi purtroppo si è messo dietro quel matto di Hitler”.

                Un saluto romano faceva sorridere, tranne ovviamente nel mondo – numeroso ma minoritario – della sinistra militante.

                Poi, certo, sentivo che al Nord era diverso, fuori da Padova e Trieste.

              • roberto says:

                PS

                Non voglio certo sminuire l’importanza dei social, ma mi pare che per essere tu uno asocial tendi a dare troppa importanza ai social…

              • roberto says:

                Ok “vergogna” è probabilmente sbagliato

                Sostituiscilo con “poca voglia di affrontare lo stigma sociale”…e una volta venuto meno o fortemente edulcorato lo stigma il problema è risolto

              • Per roberto

                “Sostituiscilo con “poca voglia di affrontare lo stigma sociale”…e una volta venuto meno o fortemente edulcorato lo stigma il problema è risolto”

                Vabbene, ma è esattamente il contrario.

                Per il suo compleanno del 1994, il Camerata Benito Adolfini ha avuto come unico stigma solo una battuta di suo cugino berlusconiano.

                Per il compleanno del 2019, lo hanno stigmatizzato in diecimila, persino in Lussemburgo.

                Quindi lo stigma è difatto aumentato enormemente.

                Potrebbe essere eventualmente il contrario: adesso ha l’illusione di essere una persona importante perché odiata da migliaia di persone.

              • Z. says:

                FN e CPI sono stati assorbiti in buona parte dalla Lega, ma la gente che ha simpatie di estrema destra non è certo scomparsa.

                In FN il crollo elettorale ha suscitato mugugni, ma Fiore ha risposto una cosa tipo: sono contento così, Salvini porta avanti il nostro programma.

              • Z. says:

                Miguel,

                anche tu confondi la sostanza con la procedura 😀

                Stai sostenendo che è aumentata la conoscibilità dei fatti stigmatizzati, non lo stigma!

                La possibilità che un consigliere comunale di destra, a Bologna negli anni Novanta, simpatizzasse con l’estrema destra era circa zero.

                In questo decennio è successo eccome, anche col voto del M5S.

              • Per Z

                “La possibilità che un consigliere comunale di destra, a Bologna negli anni Novanta, simpatizzasse con l’estrema destra era circa zero.”

                Mi cogli impreparato, non ho alcuna idea come fosse la Destra (non estrema) a Bologna negli anni Novanta.

                Dalla tua descrizione, presumo che fossero filo-Europa (l’euro non c’era ancora) e indifferenti alla questione dell’immigrazione, che mi sembra siano oggi i due temi fondamentali che distinguono “destra moderata” da “destra estrema”.

              • Per Z

                “Stai sostenendo che è aumentata la conoscibilità dei fatti stigmatizzati, non lo stigma!”

                Domanda interessantissima…

                Secondo me, negli anni Settanta, non esisteva una società unica in grado di stigmatizzare, perché ognuno frequentava solo i propri simili.

                Anche a scuola, mi ricordo che in classe c’erano almeno quattro gruppi di persone talmente diverse da non condividere praticamente nulla: non leggevano le stesse cose, a ricreazione frequentavano gruppi diversi, fuori scuola non si incontravano mai, e non si telefonavano tra di loro e ovviamente non avevano il “gruppo Whatsapp di classe”.

                Tra figli di contadini, borgatari, figli di notai, ladri di motorini, militanti brigatisti, tossici, fighetti da discoteca che facevano le vacanze all’Argentario sullo yacht, secchioni, cattolici praticanti, fricchettoni, omosessuali, appassionati di musica, aspiranti militari, che razza di “società” in comune ci poteva essere, per stigmatizzare qualcuno?

                Certo, se in mezzo al gruppetto di ciellini, uno si fosse alzato per proporre un’orgia, o nella riunione di Avanguardia Operaia qualcuno avesse fatto un discorso un sostegno di Mussolini, sarebbe finita male, ma solo lì.

                Questo cambia quando tutti diventano reciprocamente visibile, e questo succede solo con i social, che trasforma l’umanità in un unico blocco giudicante e stroncante.

                La conoscibilità universale dei fatti crea la società che stigmatizza.

              • PinoMamet says:

                Beh, la mia era una classe piccola, di un liceo piccolo (ma, ehm, il migliore della provincia) di una piccola cittadina, ma la classe era molto unita.

                L’altra sezione (una delle rare volte in cui c’erano ben 2 sezioni di liceo classico…) aveva, mi pare, qualche piccola rivalità e antipatia, di tipo strettamente personale e non sociale.

                Ma, ripeto, è una piccola cittadina con un contesto sociale piuttosto uniforme: ricchi e meno ricchi ovviamente ci sono, ma i ricchi sono cugini dei meno ricchi e la loro origine sociale non è affatto più elevata o diversa dagli altri…

                fascisti non pervenuti, tranne un ragazzo che aveva problemi personali di ben altro tipo (salute) e probabilmente si sfogava così, e un noto professore molto colto, che peraltro da noi non parlò mai di politica ma fece solo lezioni (molto belle).

                Comunisti o vagamente simpatizzanti di sinistra direi più o meno tutti, tolto qualcuno che era preso da una strana fascinazione per il mondo degli yuppies e l’America, ma insomma erano gli ultimi anni Ottanta…

              • PinoMamet says:

                C’era una professoressa di origine romagnola (è andata in pensione quest’anno!) con un cognome strano e di idee, ci disse, repubblicane!
                nel senso del PRI.

                C’era anche una professoressa di greco comunistissima e conoscente di Luciano Canfora.

                E qualche studente ciellone, è vero.

              • roberto says:

                Z per Miguel

                “ Stai sostenendo che è aumentata la conoscibilità dei fatti stigmatizzati, non lo stigma!”

                Esatto!!!

              • roberto says:

                Miguel

                “ Secondo me, negli anni Settanta, non esisteva una società unica in grado di stigmatizzare, perché ognuno frequentava solo i propri simili.”

                Uh? Ma come non era la società pre social in cui tutti vivevano nel loro piccolo ed idilliaco villaggio?
                🙂

                Scherzi a parte, provo con un altro esempio politicamente neutro

                Anni 80 Bologna, nessuno mai avrebbe sognato di mettere i piedi sui sedili degli autobus perché c’era subito il vecchietto pronto a sgridarti

                Anni 90 si notava la mancanza di vecchietti pronti a sgridarti

                Ora ognuno fa quel che gli pare

                Ecco il fascista è quello che mette i piedi sul sedile

              • Per Roberto

                “Ora ognuno fa quel che gli pare

                Ecco il fascista è quello che mette i piedi sul sedile”

                Faccio fatica a seguirti.

                Per me, il fascista è quello che si lamenta rumorosamente, perché da quando la gente non crede più alla Chiesa/Patria/Valori, ci sono tutti questi immigrati e anarchici dei centri sociali che mettono i piedi sul sedile.

                Insomma, i vecchietti che dici tu, mi sembrano proprio i fascisti.

                Conosco l’obiezione di Zeta, che dice – probabilmente a ragione – che i fascisti sono quelli che dopo aver strillato perché gli altri lo fanno, lo fanno anche loro.

                Come i grillini, dopo aver parlato di ambiente, sostengono Tav, aeroporti e 5G.

                Ma è un’obiezione molto diversa dalla tua.

              • Z. says:

                Miguel, cerchiamo di capirci.

                Roberto sta facendo un esempio con un comportamento che era stigmatizzato fino a trent’anni fa e che via via è diventato sempre più tollerato.

                In questo senso i fascisti sono paragonabili ai podosedilisti.

                🙂

              • Per Z

                “Roberto sta facendo un esempio con un comportamento che era stigmatizzato fino a trent’anni fa e che via via è diventato sempre più tollerato.

                In questo senso i fascisti sono paragonabili ai podosedilisti.”

                Boh, mi sembra il contrario.

                Accettando la tua spiegazione….

                Una volta c’era gente che a casa loro, metteva i piedi sul tavolo, e altra che non lo faceva.

                Oggi, appena uno lo fa, lo notano tutti, e quindi quelli che non lo fanno strepitano.

                E siccome è la prima volta che vedono qualcuno che lo fa, sembra a loro che “oggi succedono cose che ai tempi miei invece…”

              • PinoMamet says:

                La vedo come Miguel.

                Il fascista che conosco- e posso definirlo così: lui stesso lo dice e se ne vanta – non è cambiato da 20 o 30 anni fa.

                I suoi piedi sono sempre allo stesso posto.
                Solo che adesso la foto della torta del Dvce non la vede solo lvi, sva moglie e gli amici del circolo Aqvila laziale fascistissima, ma anche tante altre persone, per caso.

                Lui non l’aveva mica capito, poi quando l’ha capito ha fatto un po’ il martire, poi quando è stato bloccato ha fatto pure la vittima- ma mica è un fascisti di più di quelli di ieri…

              • roberto says:

                Miguel

                “ Faccio fatica a seguirti.”

                Prima di arrendermi ci provo per l’ultima volta

                Fino al 31 dicembre 1999 non ho mai incontrato una persona che si dicesse apertamente fascista

                Dal 1 gennaio 2000 ne ho incontrate abbastanza, fino al punto che ormai dire “io sono fascista” è una cosa quasi banale

                Cosa è successo?
                Sono stato sfigato io?
                Non credo…

                NB
                Incontrare = persone fisiche che conosco per nome e cognome nella vita reale
                Date = le ho messe un po’ a caso, per capirci

              • Per roberto

                “Fino al 31 dicembre 1999 non ho mai incontrato una persona che si dicesse apertamente fascista”

                Ma prima di andare in Lussemburgo, non hai mai conosciuto un italiano, magari di novant’anni, che parlasse bene del fascismo?

                Resto sconvolto.

                Penso al mio amico ultraottenne, di Firenze, del PD, che rideva, raccontandomi di come nella sua infanzia si ricordava delle affollatissime adunate fasciste a Firenze…

                O penso alle centinaia di anziani che ho conosciuto che mi hanno raccontato delle esperienze positive in quegli anni, e dei meno anziani che mi raccontavano di come Mussolini avesse dato loro la casa, “ma poi purtroppo si è buttato nella guerra”, o storie del genere.

                Non si trattava tanto di definirsi “fascista”, non tutti ci tengono a darsi una identità così precisa; casomai c’era un dire scherzoso, “se volere un acquedotto per la Puglia è fascismo, io sono fascista!”, “se mandare i ragazzi alle colonie estive è fascismo, io sono fascista, e ci ho pure trovato la fidanzata!”

                Oppure tutti quelli che ti raccontavano dei fascisti che il giorno in cui le cose si sono messe male, sono passati dall’altra parte, e loro invece, “avranno fatto tanti errori sotto il fascismo, ma io non me la sento di fare il voltagabbana!”

                Boh, io sono messicano, tu sei napoletano, ma non so se siamo vissuti nella stessa Italia.

              • Per dire, dei “fascisti che si dicevano fascisti”, uno dei più accaniti era un signore con un cognome clamorosamente ebraico, che era partito giovanissimo volontario nella Repubblica Sociale. Subito dopo, il suo vicino di casa, l’aveva denunciato come “ebreo” per potersi impossessare della sua casa, ma il volontario è rimasto sempre “fascista”, fino alla morte.

                Un intellettuale di notevole spessore, peraltro, nelle sue idee particolari cattopagane.

              • Z. says:

                Fatto sta che una volta, ai congressi di partito, si invitavano tutti i segretari tranne Fini. Che non era Fioravanti o la Mambo, e neppure aveva i trascorsi di Almirante.

                Oggi la destra difende a spadatrac 🙂 il commerciante non-fascista di Chioggia, si fa fotografare coi militanti di Casa Pound e col relativo merchandising, ripete le SVE frasi e dice che il fascismo non è un problema e poi tanto è roba vecchia.

                Certe cose diventano note online e qualcuno protesta sui videogiochi. Ma i videogiochi sono una cosa diversa dal mondo reale: nel mondo reale il fascistume trova molta indifferenza e non di rado consenso.

                Infatti un recente sondaggio assegnava al vecchio MSI la preferenza del 20% del campione: ben altri numeri da quelli che portava a casa.

                Entro certi limiti immagino sia inevitabile.

            • roberto says:

              “ non hai mai conosciuto un italiano, magari di novant’anni, che parlasse bene del fascismo?”

              Le mie due nonne, la sorella della nonna paterna…le ho sempre considerate delle anziane pazzerelle e soprattutto capisco che durante il ventennio erano giovani e belle, capisco la nostalgia

              Per il resto a Bologna tutti i vecchietti che ho conosciuto erano stati partigiani fieramente antifascisti. Siccome statisticamente è impossibile, ho sempre pensato a questa cosa dello stigma sociale

              • Per roberto

                “Per il resto a Bologna tutti i vecchietti che ho conosciuto erano stati partigiani fieramente antifascisti. Siccome statisticamente è impossibile, ho sempre pensato a questa cosa dello stigma sociale”

                Cominciamo a capirci 🙂

                Io di Bologna non so quasi nulla.

                Ho vissuto molto a Roma, ho conosciuto bene Siracusa, sto scoprendo Firenze.

                E sono realtà assai diverse, che hanno vissuto la guerra in modo diversa.

                Firenze è stata una città profondamente fascista, che ha voluto imporre il fascismo alle campagne (che fasciste non erano), tramite le stesse famiglie che oggi comandano a Firenze, e che impongono ugualmente la loro volontà sulla campagna.

                Se leggi bene quello che ho scritto, capirai cos’è stato il fascismo in Toscana.

                Poi, dalla strage dei misteriosi “franchi tiratori” (e franche tiratrici) che hanno fermato gli Alleati, i fascisti sono spariti da Firenze: una città fascista è diventata in pochi giorni “senza fascisti”.

                E’ un grosso mistero, che ormai è troppo tardi per approfondire.

  7. Mirkhond says:

    Auschwitz ha reso incriticabili gli Ebrei tout court, qualunque cosa faccia qualcuno di loro, anche i peggiori.

    • Z. says:

      Ha reso più impopolare il razzismo contro gli ebrei, senza dubbio. Ma non direi che abbia reso incriticabile, per dire, Moni Ovadia o Bob Dylan.

    • PinoMamet says:

      Soros in effetti è criticatissimo. Curiosamente è criticato sia dagli antisemiti (“l’ebreo che controlla il mondo e vuole farci diventare negri!”) che dal mondo ebraico sionista, cioè la maggioranza assoluta del mondo ebraico, (“antisionista nemico di se stesso!”), e anche da molte persone che magari farebbero a meno dell’una e dell’altra semplificazione…

    • Per Mirkhond

      “Auschwitz ha reso incriticabili gli Ebrei tout court, qualunque cosa faccia qualcuno di loro, anche i peggiori.”

      No, io conosco e lavoro con tante persone di origine ebraica (uso questo termine vago senza particolari sottintesi di qualche tipo), con alcune delle quali condivido le battaglie fondamentali.

      Vivono le proprie origini in vari modi, a vari livelli, nessuno di loro mette al primo posto il sostegno allo Stato d’Israele a tutti i costi.

      Sono tutti criticabili, e vengono anche criticati.

      Se Soros (che, come i miei amici, non è un idolatra dello Stato d’Israele) viene attaccato, lui non si difende dicendo “sono ebreo e mi vogliono mandare ad Auschwitz”.

      La cosa è più complessa e meschina: un polemista di destra (non ebreo) se la prende con Soros; un polemista di sinistra (non ebreo) gli urla “allora sei un nazista che ce l’hai con lui solo perché è ebreo e lo vorresti mandare ad Auschwitz!”, e così segna un Punto Hitler.

      • Z. says:

        Ecco, Miguel, preciso meglio:

        quando dico “chi se ne frega” mi riferisco al supposto polemista di sinistra che difende Soros (ammesso che esista) 🙂

  8. Per Z

    Sul M5S e dintorni…

    Io non ci ho mai fatto nessun investimento emotivo o identitario (e nemmeno “contro” i loro nemici).

    Semplicemente, credo che in teoria, in Italia le cose si decidano tramite leggi.

    E quelle leggi le decidono gli eletti.

    Per cui devo parlare con gli eletti, che saranno di vari partiti.

    Come tu sai, a me interessano alcune cose specifiche:

    1) uscita dell’Italia dalla NATO (nei limiti del possibile, ovviamente)

    2) sostegno alla produzione agricola locale, semplificazione delle procedure per i piccoli produttori rispettosi della biodiversità

    3) uscita (per quanto possibile) dalle monoculture del turismo dell’esportazione di “figate italiche” tipo vino Chianti

    4) fine della devastazione delle Alpi Apuane e difesa del relativo Parco

    5) blocco all’espansione dell’aeroporto di Firenze

    6) decentramento delle città, con creazione di centri civici di rione, contro l’idea della città divisa per “funzioni” e unita per strisce di cemento

    7) un freno agli sfratti e agli acquisti anonimi di proprietà edilizia

    8) la scelta di privilegiare l’autogestione delle comunità legale contro la speculazione, per cui un funzionario del Comune deve privilegiare le famiglie del quartiere che vogliono autogestire un giardino, rispetto a Gucci che vuole farci una sfilata

    Potrei aggiungere molte altre cose, ma il primo politico che mi sposa queste tesi, lo voto. Senza innamorarmene e senza odiare chi non è d’accordo con lui.

  9. Per Moi

    Guerre transoceaniche:

    https://www.theguardian.com/tv-and-radio/2020/aug/23/danbury-connecticut-sewage-plant-john-oliver

    Officials in Danbury, Connecticut, say they will name their sewage plant after the comedian John Oliver, in retaliation for an expletive-filled rant about the city on his HBO show.

    Mayor Mark Boughton announced the move on his Facebook page.

    “We are going to rename it the John Oliver Memorial Sewer Plant,” the Republican mayor said. “Why? Because it’s full of crap just like you, John.”

    In a recent episode of HBO’s Last Week Tonight with John Oliver, the British-born comic explored racial disparities in the jury selection process, citing problems in Hartford and New Britain.

    “If you’re going to forget a town in Connecticut,” he said, “why not forget Danbury? Because, and this is true, fuck Danbury!”

    Noting Danbury’s “charming railway museum” and its “historic Hearthstone Castle”, he said: “Danbury, Connecticut can eat my whole ass.”

    Oliver added that he knew “exactly three things about Danbury. USA Today ranked it the second-best city to live in 2015, it was once the center of the American hat industry and if you’re from there, you have a standing invite to come get a thrashing from John Oliver, children included, fuck you.”

  10. Moi says:

    @ MIGUEL

    L’ ultima (in senso di “latest” … 😉 ) Teoria della Cospirazione :

    Plandemic [sic]

    https://en.wikipedia.org/wiki/Plandemic

    … e relativo video mediocortometraggio (26 min)

    https://www.youtube.com/watch?v=lpt3eDD3H4E

    di cui trovo solo almomento il trailer …

  11. Moi says:

    @ LISA & PINO

    Cos’è la storia, che voi sappiate, dei famigerati banchi a rotelle a 30 euri su Alibaba, ma l’ Azzolina preferisce prenderli a 300 ?

    • paniscus says:

      Per quanto mi riguarda, mi RIFIUTO categoricamente di dedicare il sia pur minimo commento in più alla grottesca telenovela dei banchi a rotelle, che per fortuna stanno cominciando a cadere nel dimenticatoio che meritano.

      Evitiamo di ricominciare a parlarne e di regalare ulteriore visibilità inutile a questa buffonata, proprio adesso che finalmente sembra passata di moda e se ne parla molto meno.

  12. Moi says:

    Un paio di cortocircuiti a Sx di AntiRazzismo Vs AntiSpecismo :

    Tra i titoli di Libero di domani: “Gli immigrati mi hanno mangiato anche il cane”

    https://www.youtube.com/watch?v=5PFQuk0PFAE

    Parenzo e Telese, Specisti, sghignazzano …

    ————————————————-

    https://www.ilgiornale.it/news/politica/migrante-arrostisce-gatto-strada-1874122.html

    qui o il Fratello Migrante per sopravvivere si è fatto un Felide Addomesticato allo spiedo (fosse successo a Rovigo o a Vicenza avrebbero detto che si stava integrando 😉 …) oppure un Negro Famelico ha sbranato un Fuffi Micetto come nei cartoni animati Americani Anni ’30 che mettevano gli Esploratori Bianchi in enormi pentoloni con tanto di danza sculettante coi tamburi 😉 !

    Poi pare, a sentir lui, che NON l’ abbia ucciso ma l’ abbia trovato già morto … ma oramai l’ autopsia del felide addomesticato è impossibile ! Quindi NON sapremo mai la verità.

    Per come la vedo, io … sono contestualmente (!) Specista 😉 , per quanto “Amigh di Nimaléin”. MA un vero Animalista, anche se da SJW ritiene che i “Neri” siano meno peggio dei Bianchi … deve cmq riconoscerli come Umani , ergo un vero Animalista ha da preferire la morte d’inedia del Nero (ovviamente senza”g” !) all’ uccisione del gatto affinché il Nero sopravviva !

    In ogni caso , Migrante Magna-Gati 😉 fermato poi dalle Forze dello Sbirraggio 😉 !

  13. Moi says:

    Presa di posizione anche della (f.!) Presidente dell’Osservatorio Sostegno Vittime, Elisabetta Aldrovandi :

    «Non deve passare il messaggio che si tratta di una cultura diversa. Mangiare cani o gatti è un comportamento non accettabile nella nostra società».

    E le associazioni animaliste attaccano:

    «Se si continua così oltre ai gatti arriveremo al cannibalismo»

    • Moi says:

      le associazioni animaliste attaccano:

      «Se si continua così oltre ai gatti arriveremo al cannibalismo»

      —————-

      Animalisti ?! … Saranno dei Moderati, certo non quelli che festeggiano giubilando i Toreri ammazzati dai tori o i Domatori da circo ammazzati da leoni, o tigri o elefanti …

      • Z. says:

        In realtà, tifare toro alla corrida mi sembra la cosa più umana. E credo che gran parte degli italiani lo farebbe.

        • Moi says:

          Ioho una certa empatia anche per gli animali da circo … se uccidono il domatore o il torero NON giubilo, però “capisco il punto di vista” della bestia !

        • Z. says:

          Onestamente io non credo di poter capire il punto di vista della bestia, poiché essa è, appunto, una bestia. Non so quale sia il punto di vista dei bovini.

          Il mio è punto di vista è umano. Il sentimento contro la crudeltà, contro il divertimento nell’infliggere sofferenze, contro chi è più forte e gode nel tormento di chi è più debole, è umano.

          Tifare toro durante la corrida mi sembra umano.

        • PinoMamet says:

          Mah, io non tifo per il toro perché sarebbe tifare contro il torero: in realtà non mi piace vedere ammazzato nessuno dei due, e quindi semplicemente non vado alla corrida
          (ho corso il rischio di andare a un famoso encierro , invece; l’ho già raccontato; lì comunque il toro non corre rischi- comunque per fortuna non se ne fece nulla 😉 ).

          In genere sono un difensore delle tradizioni, quando non fanno male a nessuno, ma la corrida a qualcuno fa male;
          e se anche molte robe che dicono gli animalisti a proposito credo siano delle fandonie, resta il fatto che lo spettacolo consiste nell’uccidere un animale.

          Perciò, penso che l’umanità possa farne a meno;

          e peccato se Morte nel pomeriggio è un libro molto interessante (tranne quando parla di letteratura…)

          • Z. says:

            Neanch’io vado alla corrida, ma come quasi tutti gli italiani, nel caso, tiferei toro.

            Sperando che il torero si salvi e si ravveda 🙂

          • PinoMamet says:

            Sai che non so cosa tiferebbero gli italiani? In genere direi che la corrida è un pensiero lontanissimo dalla mente degli italiani, credo di averla vista citata pochissimo anche dai miei amici (amiche soprattutto) più accaniti animalisti.

            Quelli che vanno a vederle, in Spagna o dove ancora si fanno (anche in Francia, per dire) suppongo siano favorevoli o perlomeno indifferenti.

          • PinoMamet says:

            Poi ci sono i catalani, che sono in maggioranza contrari e l’hanno proibita, suppongo più che altro perché la vedono come una roba da “terroni” andalusi (che poi non è proprio vero, vedasi appunto la Francia…) mentre loro vogliono essere i fighetti europei che fanno tutto giusto; la difesa degli animali secondo me c’entra fino a un certo punto, ma ammetto di essere filo-andaluso per amicizie personali…
            (Peucezio saprà dire meglio o smentirmi).

            • Peucezio says:

              Sì, sostanzialmente è come hai detto tu.

              In Spagna l’identitarismo si basa sulla negazione: i castigliani si riscoprono nazionalisti non per andare in culo all’Europa, ma ai catalani; i catalani, per affermare la loro identità, vietano una tradizione spagnola. E così via…

          • Z. says:

            Beh, se vai a vedere la corrida in linea di massima immagino che ti piaccia lo spettacolo (così come per il calcio o il basket).

            Ma se vi si trovassero Italiani a caso, indipendentemente dalla loro volontà?

            Ho assistito ad una platea di italiani cui è capitato di assistervi diciamo non per loro decisione deliberata. Nessuno tifava torero…

            • PinoMamet says:

              Ah beh, in questo caso sono d’accordo con te.

            • Peucezio says:

              Come sarebbe “non per loro decisione deliberata”?

              Qualcuno ce li ha portati puntando loro un fucile alla tempia?

            • Z. says:

              Ci si sono ritrovati, senza sapere ben chiaro cosa si sarebbero trovati di fronte.

              È un fatto di molti decenni fa, di cui se vuoi posso raccontarti in privato 🙂

              • PinoMamet says:

                Beh, mi pare strano che uno vada a vedere la corrida senza sapere almeno che c’è un torero che tenta di infilzare un toro! (e viceversa)…

                Magari saranno entrati nell’arena senza sapere che avrebbero assistito a tale spettacolo…

  14. Importante avviso, se avete amici di Destra in Toscana, ricordate loro che devono VOTARE PER SALVINI!

    Non si sbaglia, c’è scritto bello grosso sulla scheda:

    (se non siete di Destra, potete invece leggere qui:

    https://www.tpi.it/politica/elezioni-toscana-roberto-salvini-candidato-presidenza-20200719638256/

    • Moi says:

      Be’, pensa se fanno “Votes Swapping” … o come accidenti dite Voialtri Americani ! 😉

    • maffeia says:

      “Nel ‘Patto’ ci sono gruppi ambientalisti, esponenti del mondo venatorio…”.
      Questo Salvini è un genio.

      • Per Maffeia

        “Questo Salvini è un genio.”

        Infatti, motivo in più per ricordare a tutti i tuoi amici di Destra, “votate SALVINI!”

        • Moi says:

          @ MAFFEIA

          … Si vede che NON sei Emiliano Romagnolo : da Noi ArciAnimalisti e ArciCaccia convivono da sempre alle Feste dell’ Unità “baraccotto a baraccotto”, senza confliggere !

  15. roberto says:

    Moi

    “ Oppure c’è il Metodo Roberto … ogni persona appartiene a tutti gli effetti all’ Ideologia che sente (!) proria e quindi proclama di essere !

    … Che sembra (!) complicato, ma in realtà funziona come il Gender ! 😉”

    In effetti, se uno si dice fasciata lo chiamerei fascista e lo tratto come tale ed esattamente Allo stesso modo se Ugo si dichiara donna lo tratterò come una donna (Cioè le direi “ah stronza” e non “ah stronzo”)

    Non vedo esattamente dove sia il problema

    Poi la gente troppo complicata evito di frequentarla, come evito di frequentare quelli che mi sbattono in faccia i loro gusti sessuali dei quali non mi frega nulla

    • Z. says:

      Qui non sono convinto, invece.

      Certo, stamattina posso dichiararmi donna, fascista e tifoso di quella squadra di basket bolognese che veste di bianco e di blu.

      E certo si può far finta di credermi, o assecondarmi per non litigare.

      Ma non sono né l’una né l’altro, e men che meno tifoso della Effe: sono uomo, sono antifascista e tifo Virtus.

      Come sai meglio di me, l’aspetto sostanziale non va confuso con quello probatorio 🙂

      • roberto says:

        Si ma io non sono nella tua testa.
        Se ti presenti a casa mia in minigonna e con la sciarpa dei piccioni facendo il saluto romano, non ti stupire se il mio cervello elabora queste informazioni ordinando al braccio destro di richiudere in fretta la porta

        Poi mi potrai dire che scherzavi e vabbè, ma fino ad allora….

      • Z. says:

        Robè, tu mi conosci. Se io domani inizio a dire che sono leghista e tifo Effe non mi prendi sul serio.

        E se cogli qualcuno in fragrante può dire “non ho fatto niente” finché vuole, ma non gli credi. A me è successo e non gli ho creduto…

        Quindi sì, mi riservo il diritto di credere a chi desidero credere 😉

        • roberto says:

          Non sono sicuro di aver capito

          1. persona che conosco: proprio perché la conosco so se scherza o no

          2. Persona che non conosco: tendo a fidarmi di cosa dice. Se si dice fascista, gli credo. Se si dice Rettiliano penso che sia pazzo. Se dice che si sente Rettiliano, vabbè pure io mi sento un playmaker ingabbiato nel corpo di un centro

        • Z. says:

          Insomma, ognuno crede a chi vuole credere, secondo il proprio giudizio. Sono d’accordo.

          Che è ben diverso dall’obbligo di credere a qualcuno perché così dichiara, che mi sembra una bischerata 🙂

  16. Moi says:

    Stranamente Zeta non ce ne aveva mai parlato :

    https://www.repubblica.it/cronaca/2020/08/03/news/idei_del_m5s_a_roma_un_museo_del_fascismo_ma_i_partigiani_dicono_no-263604352/

    Idea M5s: a Roma un museo del fascismo. I partigiani dicono no e Raggi ferma tuttoIdea M5s: a Roma un museo del fascismo. I partigiani dicono no e Raggi ferma tutto
    L’associazione nazionale dei partigiani respinge la proposta avanzata in una mozione da alcuni consiglieri capitolini del movimento Cinque stelle in Campidoglio. Poi Raggi blocca la mozione

    • Z. says:

      C’è stata una polemica simile a Predappio.

      Il problema secondo è a monte, come si diceva cinquant’anni fa: a differenza di quanto avviene spesso in questi casi, non è stato fatto sparire il cadavere.

      E da qui pellegrinaggi, raduni, paccottiglia…

  17. Moi says:

    Arriva l’ AgioBioGrafia del Liderino IttioPolitico :

    https://www.corriere.it/politica/20_agosto_23/santori-sardine-l-agio-biografia-leader-un-sognatore-che-crede-poter-cambiare-mondo-56792ecc-e513-11ea-b5c1-ffe7ca7d9551.shtml

    Santori, le Sardine e l’agio-biografia del leader: «Un sognatore che crede di poter cambiare il mondo»

    • PinoMamet says:

      Non me la fa leggere, ma credo di averla letta linkata da un amico.

      Che dire? il termine agiografia è quanto mai azzeccato, infatti a leggerla si capisce benissimo come dovevano nascere le vite dei Santi nel Medioevo, e come i fatti più banali, bontà del cronista, finissero per risplendere di un’inattesa mistica luminosità…

      per il esempio, scopro che il nostro Sardino si è diplomato all’Alberghiero, refugium peccatorum di tutti i refrattari allo studio, e anche là non deve aver brillato per buona volontà;
      ecco come lo rende l’Agiografo:

      “A 14 anni decide di “fare di testa sua” e, contro i consigli delle insegnanti che lo volevano al liceo scientifico, sceglie l’istituto alberghiero di Castel San Pietro. Passati cinque anni si rende conto che manca la passione per la cucina, ma, nel frattempo, si è accesa quella per lo studio. Prima una Laurea triennale in Scienze Politiche, poi una magistrale in “Economia e Diritto” conclusa ottenendo il massimo dei voti e con una tesi sulla Tav”

      A favore della Tav, cioè, ma di questa sapiente dimenticanza nessuno dovrà renderne conto al nostro pio scrittore.

      “E ora un lavoro da ricercatore energetico”, glissa l’Agiografo. Che bei termini! Un energetico ricercatore, chissà di cosa?
      Sarà stato sicuramente il Graal, oppure la Pietra filosofale?

      O non vorrà mica dire che ha avuto un incarico come ricercatore all’università?
      Mmmm… no, considerando quando valorizza l’amore per lo studio del nostro mancato cuoco, se fosse stato un incarico universitario, fosse pure quello di pulire le scale, sono sicuro che l’avrebbe scritto.
      Vuoi vedere che il sardino lavorava per una società privata il cui scopo era cercare mercati per il petrolio e il gas naturale e si chiama RIE?, no dico così per dire…
      via, via, meglio sorvolare…

      concentriamoci invece sul suo amore per lo sport e per i suoi viaggi, in Francia “per studio” (di cosa?), in Grecia “per amore” (e chissene) e infine Venezuela, Colombia, Ecuador, a non fare un cazzo, pardon, a condurre “una vita vagabonda”, forgiata nientedimeno che dall’ “emigrazione” (leggi Erasmus).

      Devo andare avanti?

      A me stava antipatico già solo a vederlo in faccia. Poi ditemi che Lombroso aveva sbagliato…

      • werner says:

        La mia impressione è un po’ più moderata, ma suppergiú il verso è quello.

        Non ho ancora deciso se mi sta simpatico, ma certamente uno che decide di farsi presentare cosí non è il tipo umano a cui darei un incarico di responsabilità o il mio voto.

      • Moi says:

        “il diritto all’errore del principiante è la chiave per lo svecchiamento della società”

        [cit.]

        ————————–

        … Accidenti, questo è un vero e proprio Programma Politico !

      • roberto says:

        La cosa che più mi ha fatto ridere è “si spegne la passione per la politica, si accende quella per lo studio e….va a scienze politiche”
        Un mito
        🙂

  18. Z. says:

    Kellyanne Conway era diventata famosa per aver difeso la versione della presidenza parlando di “fatti alternativi”. Si parlò, in quell’occasione, di “post-verità”.

    https://www.repubblica.it/esteri/2020/08/24/news/stati_uniti_kellyanne_conway_consigliera_trump_lascia_casa_bianca-265339196/

    Chissà come andranno le elezioni.

  19. Moi says:

    Una lingua particolarissima,che non credo sia mai stata discussa qui :

    Sylbo o Silbo de La Gomera , Isole Canarie

    https://www.youtube.com/watch?v=C0CIRCjoICA

    NON è l’ unico …

    https://en.wikipedia.org/wiki/Whistled_language

    … ma nella sua terra è divenuto una Tradizione da tramandare addirittura a scuola …

  20. Per Pino Mamet

    “La vedo come Miguel.”

    Il problema è che sfugge un cambiamento enorme.

    Qualche decennio fa, esistevano da noi alcune vaghe idee sui musulmani, spesso assurde, mediate dalle (poche) conoscenze personali.

    Oggi, un Magdi Allam qualunque può trovare in trenta secondi la prova che l’Imam TizioCaio, nel Bangladesh, ha detto che ai cristiani bisogna cavare gli occhi e poi bruciarli vivi, o che vanno bene i matrimoni tra ottantenni e bambine di sei anni.

    E probabilmente esiste anche la prova video del tizio che lo ha detto davvero.

    Come diceva Ippolita, siamo tutti pesci che nuotiamo nell’acquario di Facebook, e quindi non esistono più sfumature, contesti, il diritto all’esagerazione, la possibilità di fare ipotesi strampalate, la possibilità di immaginare che possano esistere tanti modi diversi di essere anche all’interno di un’identità.

  21. Spesso anche qui ho scritto cose volutamente “esagerate”, come si faceva sempre tra amici, quando esisteva l’amicizia e non c’erano ancora i like.

    Potrei scrivere, che so, che tifo Covid perché ha tolto gli aerei del cielo. E mentre lo dico, mi rendo anche conto di mille altri aspetti, però il concetto in sé è importante, e senza un po’ di esagerazione, non passa.

    L’iperbole può aiutare a esprimere un concetto, e gli amici lo capiscono, perché mentre bevono il vino assieme a te, sorridono del tuo eccesso, perché capiscono cosa stai dicendo.

    Le mie iperboli non sono state mai usate seriamente contro di me, semplicemente perché non mi metto “in politica”.

    Dimostrare che io ho “tifato Covid” non fa segnare punti né a chi tifa Salvini (Matteo), né a chi gli rema contro.

    Ah, ricordo a tutti i lettori di Destra, di votare per Salvini (Roberto)!

    • Z. says:

      Diciamo che tu sei uno scrittore.

      Scrivere sempre di cose reali ti annoia, e del resto lo fai per lavoro ogni giorno.

      Così ogni tanto ti metti a scrivere cose bizzarre e surreali 😀

      • Per Z

        “Diciamo che tu sei uno scrittore.”

        Grazie 🙂

        Ma il punto è un altro.

        Io potrei scrivere I PISANI PUZZANO I PISANI PUZZANO I PISANI PUZZANO ogni giorno sul mio blog.

        Anzi, potrei chiamare il mio stesso blog I PISANI PUZZANO.

        E non mi si filerebbe nessuno.

        Poi vengo citato con approvazione in un commento su Facebook dall’ultimo consigliere comunale dell’ultimo paesino della provincia, non importa di che partito; e diventa un caso nazionale: “frase choc della Lega/PD ‘i pisani puzzano’! Zingaretti/Salvini risponde: ‘Salvini/Zingaretti vergogna, dimettiti!”

        Dove ciò che conta non è la frase, non sono i pisani, non sono io, ma la possibilità di segnare un punto contro la squadra avversaria.

        Con me non c’è gusto, perché non c’è nessuna squadra da colpire.

  22. Mirkhond says:

    Miguel a Roberto

    “Boh, io sono messicano, tu sei napoletano, ma non so se siamo vissuti nella stessa Italia.”

    Napoletano solo per origine e nascita, ma praticamente vissuto nel Nord, soprattutto a Bologna, città che ama e sente sua più di Napoli, e con cui si identifica tantissimo.
    Dunque è all’esperienza bolognese di Roberto che bisognerebbe guardare per capire il suo stupirsi dell’aumento di persone con simpatie apertamente fasciste.
    Non credo che a Bologna fosse facile dichiararsi fascista ancora 20 anni fa…..

    • Z. says:

      A Bologna arrivarono dei fascisti da mezzo mondo nel 2000. Poche decine.

      Manifestarono tutti i Comuni della provincia, tranne Bologna che aveva prima dato e poi revocato l’ok al corteo.

      La polizia dovette proteggerli e non fu facile.

      Fu una cosa mai vista prima.

      Adesso ogni tanto fanno i loro raduni, e i consiglieri comunali parlano in loro difesa.

      I tempi cambiano.

    • roberto says:

      Mirkhond,
      Che ne sai di cosa amo, sento mio e mi identifico?

      • Mirkhond says:

        Scusa, ma non sei tu che parli spesso di Bologna come il luogo a te più caro?
        Non mi sembr di averti mai letto le stesse cose riguardo Napoli.

        • roberto says:

          Non credo di aver mai fatto un discorso mi sento più x che y, anche perché non lo so nemmeno io.
          A te scoccia quando qualcuno cerca di psicoanalizzarti qui sul blog?
          Anche a me

          • Mirkhond says:

            Rispondevo più che altro alla meraviglia di MIguel sul perché a tua volta, hai notato come sia aumentato (o venuto allo scoperto) il numero dei fascisti, rispetto a quand’eri più giovane.
            Logico pensare che questa constatazione ti venga dall’essere vissuto in una città con forte tradizione antifascista.
            Se fossi vissuto a Bari, di fascisti ne avresti trovati a vagonate, anche da piccolo.
            La psicoanalisi non c’entra niente.

            • roberto says:

              Mi ha dato fastidio il

              “ città che ama e sente sua più di Napoli, e con cui si identifica tantissimo.”

              Direi che può bastare

  23. Moi says:

    Tornato nella sua Bologna, continua a viaggiare, questa volta con la mente. Perché, in fondo, Mattia Santori è questo. Un sognatore, un vulcano di idee ed emozioni, di visioni, di prospettive.

    [cit.]

    ——————————————-

    Questa si presta involontariamente (!) allo sfottò classico :

    “si fa dei gran viaggi di mente, in senso di gran trip al Centro Sociale … ” 😉

  24. werner says:

    Ho un amico che sostiene che hanno fatto apposta a inserire parti esagerate /controverse, secondo il principio: “Nel bene o nel male, purché se ne parli”.

    Io non ci credo molto. Secondo me non si sono resi conto dell’effetto sugli altri di quello che stavano scrivendo.

    C’è proprio una totale mancanza di compravensione delle più banali regole della comunicazione. Come dice Pino, è un’agiografia, come quelle delle vite dei Santi. Con una differenza, quelle sono agiografie volute, il loro scopo è quello. Questa sembra esserlo per sbaglio. È uscita così ma voleva essere altro.

    Prendiamo il titolo:
    «Un sognatore che crede di poter cambiare il mondo»

    Un aspirante leader politico non può essere un sognatore che CREDE di poter cambiare il mondo. Può volere, può tentare, non può “credere”.
    La frase da l’idea di un’illuso. Un giovane sognatore che non ha ancora fatto pace con la realtà. Greta non dice “Credo di poter cambiare il mondo”. Dice Cambiamo il mondo! Dobbiamo farlo. Io vi voglio portare tutti dalla mia parte.
    Lui crede di poterlo fare…

    E questo è il titolo, la parte che dovrebbe esseere più attentamente valutata di tutto l’articolo.

    • PinoMamet says:

      Io voglio essere maligno fino in fondo, e secondo me se lo è scritto da solo.
      Altrimenti non si spiega questo zelo da evangelista…

    • PinoMamet says:

      Chiunque sia lo scrittore gli sono comunque grato, davvero. La biografia agiografica di Sartori andrebbe appesa nello studio di ogni studioso di Storia delle religioni, Letteratura cristiana antica, Religioni comparate e simili.
      Magari mettendogli di fianco, per paragone, la sua biografia vera.

      A Greta, che citi, han già trovato una “reincarnazione” in una vecchia foto dell’Ottocento. Tra un po’ le attribuiranno i miracoli. Già qualcuno le attribuisce la Piaga del Covid.
      A Santori, se non sarà (come gli auguro) dimenticato, tra un paio di decenni attribuiranno il miracolo del Doppio Arcobaleno;
      poi qualcuno dirà che S.A.R.D.I.N.A. è in realtà un acronimo di qualcosa di misterioso, e infine il solito bene informato ci informerà che Santori è un simbolo solare e la sua data di presunta nascita corrisponde con qualche movimento celeste…

    • roberto says:

      Sono d’accordo con te, non se ne sono resi conto

      Mi fa pensare alla mogherini che sul suo primo curriculum apparso sul sito della Commissione europea aveva indicato “erasmus à Aix en Provence”….wow sei vicepresidente della Commissione europea e c’è ne dovrebbe fregare qualcosa che hai studiato sei mesi all’estero….

  25. Novità costruttive dalla Sardegna, Costa NonSoQuale.
    Quella dove si trova la mescita con balera di quel vecchio ricco, quel Briatore laureato in virologia e demografia all’università della strada.

    https://www.repubblica.it/cronaca/2020/08/25/news/porto_cervo_altri_52_positivi_al_billionaire-265429451

    La storia insegna d’altronde che i ricchi (e i presunti tali) non vanno affatto esenti dalle patologie infettive. Con particolare riferimento a quelle veneree.

    • Z. says:

      Quando ho letto il tuo nome tra gli ultimi commenti ne immaginavo il tema. Ma mi aspettavo un elenco di attività lavorative cui sottoporre la clientela abbiente del sig. B.

      Sappi comunque che quando scenderò a trovare il Miguelone pretenderò altresì la tua presenza!

  26. Ripensando a ciò che dicono Roberto e Zeta sulla “nuova visibilità” di gente che “si dichiara fascista”…

    Oltre al fatto che siamo improvvisamente tutti stati calati nell’Acquario di Facebook (cit.), c’è un fattore più italiano.

    Nel 1970, diciamo a spanne (non importa la precisione delle cifre), c’erano il 30% di italiani che si sentivano “di sinistra”, il 70% che non si sentivano di sinistra.

    Questi si suddividevano in un 65% di “centristi” che votavano centro, e un 5% di “fascisti”: né gli uni né gli altri si consideravano “di destra”.

    Poi si abolisce il sistema proporzionale (semplifico) e si deve tutti scegliere tra Sinistra e Destra.

    E così i “centristi” si dividono: il 20% va a “Sinistra”, il 45% a “destra” dove si trovano per forza fusi con i “fascisti” diventati improvvisamente “estrema destra”.

    • roberto says:

      Altri fattori:
      1. A sinistra è andata di moda la frase dell’immaginario voltaire che morirebbe per le idee dei fascisti
      2. A destra hanno galoppato sul punto 1
      3. Il politically correct del “bisogna rispettare ogni idea”

      • Per roberto

        “Altri fattori:”

        Boh, sono cose che non ho mai sentito a Firenze, forse la sinistra lussemburghese è così.

        Qui è più tipo, “chiudiamo i covi dei fasci con ogni mezzo necessario!”, solo che poi non riescono a trovarne nemmeno uno, di fascio, però almeno hanno fatto un corteo vivace e parlato di partigiani.

        L’altra notte hanno fatto una corteo così, tutti appiccicati l’uno all’altro che sembrava il Billionaire, con la solita voce cantilenante al solito megafono sul solito pullmino, che accusava i fascisti, i carabinieri e i padroni di voler far morire i lavoratori, gli immigrati e gli sfruttati, i quali però non hanno più intenzione di subire passivamente.

        Eccetera.

        Siccome nemmeno uno portava una mascherina, è stata una faccenda molto pulita, niente scia di mascherine di plastica lasciata alle spalle.

        • roberto says:

          Miguel

          Senza dover ripetere 100 volte la stessa cosa, quando parlo di queste vicende italiane non parlo del Lussemburgo che ovviamente ha una storia totalmente diversa, ma della mia vita italiana in generale e bolognese in particolare (ho vissuto 30 anni in Italia e continuo ad averci amici, affetti ed interessi)

          • Per roberto

            ” quando parlo di queste vicende italiane non parlo del Lussemburgo che ovviamente ha una storia totalmente diversa, ma della mia vita italiana”

            ma infatti la mia era quasi una battuta, semplicemente che qui a Firenze non riesco a capire il quadro che descrivi.

            Vedo un ambiente abbastanza grande come quello che ho descritto io; vedo poi i funzionari del PD che magari di nascosto ti dicono che ci sono troppi immigrati, ma stanno terribilmente attenti a non disperdere il controllo che hanno sul simbolismo antifascista (come il cinquantenne passato a Renzi che alla commemorazione dell’ANPI disse, “abbiamo dato la vita allora per i nostri ideali, e la daremo ancora!”).

            Poi c’è un ampio mondo di persone miti e gentili che non cercherebbero mai di impedire a nessuno di parlare, ma si dichiarano vagamente di sinistra: forse ti riferisci a quest’ultima categoria, ma esistevano pure quando avevo vent’anni.

            Piuttosto, tutta la questione è sostanzialmente irrilevante: devo ancora incontrare un “estremista di destra” a Firenze, a parte il nero cubano di cui già ti parlai.

  27. Z. says:

    Apprendo che la misurazione a scuola della temperatura di studenti e personale scolastico è ritenuta inopportuna.

    Studenti e personale scolastico, presumo, dovranno pertanto fingere di averla misurata a casa 😀

    • roberto says:

      Direi comunque che non c’è bisogno di fingere, uno se la misura e se ha la febbre sta a casa come avremmo dovuto sempre fare….

      • Z. says:

        Certo. Sono sicuro che tutti i genitori misureranno la febbre ogni mattina ai figli.

        Due volte, magari, a scanso di equivoci 🙂

        • roberto says:

          Vabbè ma è una semplice idiozia misurarsela tutti i giorni!

          Se non ti senti bene te la misuri come da che mondo è mondo. Sennò faccio notare che già saranno stati in giro si autobus o in strada….

        • Z. says:

          Sì, ma credo che l’idea sia misurarla tutti sempre…

          • roberto says:

            Scusa Z, capisco che sia rassicurante vedere un omino “che fa qualcosa” all’entrata della scuola, ma ti pare veramente una cosa utile?
            Per carità, sono tre mesi che mi faccio misurare la febbre entrando in ufficio, ma avrei proprio voglia di dire “giovani, non vi preoccupate, se ho 37.1 nemmeno mi alzo dal letto”
            Senza contare che sono un pochino scettico sul funzionamento di questi termometri (io ho in media 35.5, se me la misuro a casa non ho mai, ma proprio mai meno di 36.5)

          • Z. says:

            No, non sarebbe granché utile. Anche perché effettivamente il valore restituito dalle misurazioni istantanee è più o meno immaginario.

            Quindi trovo comprensibile che ci si accontenti di misurazioni esse stesse immaginarie.

            🙂

    • Per Z

      “Ma se la frutta era a “chilometro zero”, perché era consegnata con mezzi a motore?”

      Beh, mi sembra che il boccognone abbia già accumulato un discreto numero di colpe, senza dovergli addossare pure quella di una formula del cavolo.

      Non so chi abbia inventato “chilometro zero”, presumo che ci sia il gusto burocratico delle “misure precise”, in questo caso pure false.

      Bastava dire qualcosa come “agricoltura di prossimità”.

      • Z. says:

        Ma per le colpe serie c’è già l’articolo. Io mi occupo di quelle frivole!

        Secondo me è il gusto italiano per le esagerazioni e per l’imbonitura, misto a quello per le automobili (dal quale ambito deriva la locuzione).

        Vale un pochino per tutto. Chi promuove una riforma costituzionale dice che salverà il Paese; chi vi si oppone, che lo trasformerà in una dittatura.

  28. Z. says:

    Se non esistesse il reato di istigazione al suicidio, chiederei a tutti coloro che berciavano contro la chiusura della discoteche di fare seppuku.

    Il seppuku, a mio avviso, è una fine onorevole e degna.

    • Z. says:

      Tutti coloro che hanno responsabilità pubbliche, ben inteso. Non i poveri creduloni che andavano loro appresso.

    • Per Z

      “Se non esistesse il reato di istigazione al suicidio, chiederei a tutti coloro che berciavano contro la chiusura della discoteche di fare seppuku.”

      Probabilmente faranno l’equivalente italiano, il ricorso al Tar.

    • Z. says:

      Scherzi a parte e parlando seriamente, cosicché nessuno prenda in parola le mie battute e pensi che da placido democristiano qual sono sia diventato un samurai assetato di sangue:

      io spero che chi ha cercato di approfittare della chiusura dei locali da ballo per fare propaganda antigovernativa ci ripensi. E consideri che certe dichiarazioni sono pericolose e politicamente potrebbero non pagare.

      Il covid non distingue politicamente, e trovo incredibile che alcuni politici vedano le misure di prevenzione come qualcosa cui opporsi politicamente.

      Dire “il governo lavora male per risolvere il problema” è il lavoro dell’opposizione. Lo capirei, e in ogni caso si può sempre sostenere “io questo lo farei meglio”.

      Dire “il problema non esiste”, quando peraltro è ancora diffuso in regioni governare da giunte di segno opposto che razza di posizione è?

      Semmai dovrebbe essere il governo a dire che i problemi non esistono…

      Boh.

      • Per Z

        “io spero che chi ha cercato di approfittare della chiusura dei locali da ballo per fare propaganda antigovernativa ci ripensi.”

        Difficile capire, soprattuto dal punto di vista mio che sono sopraffatto dal lavoro come non mai.

        Ma credo che sia un fatto inevitabile che il malcontento suscitato dal lockdown cresca ogni giorno di più, per mille motivi. A partire dai genitori che tra qualche settimana dovranno affrontare chissà che situazione a scuola…

        Quindi a lungo andare, prendersela con il lockdown è probabilmente vincente.

        Anche perché la domanda fondamentale è quanto sia letale il Covid adesso, insomma 60 “positivi” potranno significare, tra qualche settimana, qualunque cosa tra zero e sessanta morti.

        Staremo a vedere.

  29. Comunque, godiamoci la bella notizia di Briatore. E ricordate a tutti i vostri amici di Destra in Toscana di votare per la lista SALVINI!

  30. roberto says:

    So che non abbiamo gli stessi gusti ma adiro i geometri da quando in un lontano week end dell’inizio anni 90 un manipolo di studenti dell’istituto per geometri aiutò noi studenti del liceo incapaci di ogni tipo di lavoro manuale a murare il portone d’ingresso del liceo

    Alcuni fra i miei migliori amici sono geometri

  31. Moi says:

    Briatore ricoverato : ovviamente sui “Sòscials” c’è chi , NON avendo gradito le sue più recenti smargiassate da internet su Covid & Dintorni, gli augura una pronta … morte !

    • Per Moi

      “Briatore ricoverato : ovviamente sui “Sòscials” c’è chi , NON avendo gradito le sue più recenti smargiassate da internet su Covid & Dintorni, gli augura una pronta … morte !”

      Chi di Socmel Soccial ferisce…

    • Z. says:

      Oggi Daniela Santanchè ha spiegato che non è ricoverato per covid ma per prostatite.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Io li trovo meravigliosi!

      • PinoMamet says:

        Dal San Raffaele confermano che è Covid.

      • Z. says:

        Ma certo che è covid. Al di fuori del reparto apposito, per la gioia del personale sanitario.

        Tra l’altro, leggendo che era ricoverato nel reparto solventi, lo immaginavo stivato in un magazzino tra un fusto di acetone e uno di etanolo, e mi faceva pure compassione.

        Sono un ragazzo ingenuo e un po’ fesso.

        • PinoMamet says:

          😀 😀

          quello sarebbe stato il suo posto!

        • Peucezio says:

          Z.,
          “Tra l’altro, leggendo che era ricoverato nel reparto solventi, lo immaginavo stivato in un magazzino tra un fusto di acetone e uno di etanolo, e mi faceva pure compassione.”

          Sì, anch’io ho sempre trovato divertente questa scelta lessicale.

          • Z. says:

            A Ravenna si chiamano “dozzinanti”. Un termine che sa di antico.

            “Solventi” mi sembra proprio un termine errato, oltre tutto.

  32. Moi says:

    Sindrome del Passo Falso …

    Selvaggia Lucarelli vs Mattia Santori: “Insegnante di fresbee? La montagna di boiate delle sardine”

    … Selvaggia Lucarelli sarà la Nuova JK Rowling ?!

    24 agosto 2020

    “Una clamorosa montagna di caz***e fuffose”. Selvaggia Lucarelli non può nascondere lo sbigottimento dopo aver letto la (delirante) agiografia di Mattia Santori. Sulla pagina delle Facebook delle sardine è apparsa una biografia del fondatore talmente grottesca da piazzarsi a metà tra la celebrazione servile e la palese presa per i fondelli. Tra le perle imbarazzanti, quella in cui si inserisce nel “curriculum” di Santori il ruolo di “insegnante di fresbee” in un oratorio. O il capitolo dei viaggi, in cui si parla di “vita vagabonda” e si sottolinea come quelle del bolognese siano “emigrazioni” di un ragazzo “forgiato alla diversità”.

    [cit.]

  33. Moi says:

    Secondo me hanno voluto gemellarlo con il celeberrimo Youtuber Giramondo (oggi contattato dagli Enti del Turismo per rilanciare l’ Italia PostLockdown) Viaggiatore Nicolò Balini … uno che ha avuto gli onori di un TED

    https://www.youtube.com/watch?v=PEiqMgkaR0E

    Consigli per imparare a viaggiare e superare i propri limiti | Nicolo Balini | TEDxTreviso

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *