Il surrogato delle surrogate

Tempo fa, scrivevo di come possiamo trasformare un grosso problema in una grande opportunità.

La tecnologia crea disoccupazione?

Vero, ma il settore genitale per ora è insostituibile.

Facciamo quindi una Erotic New Deal (END) investendo triglioni in un’educazione sessuale che sia davvero professionalizzante, e apra anche nuovi campi (pensiamo all’immenso mercato infantile, ad esempio).

An END to technopessimism!

Il settore genitale comprende anche un mestiere in rosa, giovane e creativo: il segmento dell’utero in affitto.

Non avevo però preso in considerazione due problemi.

Il primo è quella della just-in-time delivery: il prodotto ha una rigorosa scadenza temporale, e quindi basta un difetto nel flusso logistico tra paesi ricchi e paesi poveri, e si finisce come a Kiev.

La storia, descritta ampiamente su The Guardian, ci deve far riflettere sui rischi del settore.

Non vi preoccupate, è andata a finire bene: almeno gli acquirenti spagnoli e argentini, con mascherine anticovid e musichetta di sottofondo, hanno potuto ritirare i loro acquisti, anche se leggermente avariati.

Ma se vogliamo avere un horizon più long term, ammettiamolo: esiste un serio rischio di obsolescenza tecnologica.

Alcuni giovani che seguono un corso di laurea in Product Design presso l’Università di Arnhem in Olanda hanno ideato Par-tu-ri-ent, definito un pod, un “baccello”, che permetterebbe di separare finalmente il luogo di produzione dall’acquirente.

Hanno infatti creato un utero artificiale elettromeccanico, perfettamente igienico, in cui fabbricare il bambino.

Nel video di presentazione, spiegano gli evidenti vantaggi per la buyer, che si trova libera di lavorare al computer in un ambiente asettico senza pesi sulla pancia.

Immaginiamo che possa favorire anche la parità di genere senza gravare, come fa attualmente, sulle imprese, costrette a sobbarcarsi inutili periodi di maternità.

Ma il downside del project è evidente: se una macchina simile potesse funzionare davvero, sarebbe la fine dell’industria dell’utero in affitto.

Le porta-utero attuali devono essere nutrite ed educate per anni prima di essere utilizzabili, possono operare per un numero limitato di cicli produttivi, e hanno successivamente un improduttivo disposal time misurabile addirittura in decenni.

Il Baccello Meccanico invece può essere utilizzato appena esce di fabbrica, e dismesso non appena ne esce una versione più aggiornata.

E’ però fattibile?

Chiaramente, quello dei designer è un po’ un gioco.

Ma c’è un percorso tipico: si parte dall’idea di salvare i bambini nati prematuri, che nemmeno un cannibale contesterebbe, e poi si va a ritroso – Part-tu-ri-ent ci presenta proprio il punto di arrivo.

Tecnicamente, siamo appena agli inizi: per ora, ci sono le biobag per far sviluppare feti di agnelli, almeno negli ultimi stadi, fuori dall’utero materno, e molta ricerca ancora da fare.

Però la ricerca la stanno facendo, e possiamo immaginare che ci siano dietro investimenti notevoli e ottimi laboratori; l’unica obiezioni finora sollevata riguarda il fatto che c’è ancora molto da aggeggiare con liquidi e connessioni.

L’esperienza ci dimostra che il progresso tecnologico non si lascia frenare, e quindi possiamo essere ottimisti; ma proprio per questo, ci sentiamo di invitare gli investitori a una certa prudenza prima di investire senza riserve sul settore dell’utero (umano) in affitto.

Adesso godetevi il video di Par-tu-ri-ent, soprattutto per l’atmosfera, che esprime tanti aspetti della cultura in cui viviamo.

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171 Responses to Il surrogato delle surrogate

  1. Mirkhond says:

    L’uomo sta per raggiungere l’eterno sogno di farsi dio?
    Non vedo come si possa essere ottimisti.

    • Francesco says:

      non di farsi Dio, di farsi individuo alienato senza neppure la possibilità di una famiglia

      è pur sempre una roba pensata da emeriti coglioni quali noi siamo

      ciao

      • Mirkhond says:

        Farsi dio nel senso di demiurgo che crea e plasma tutto, in questo caso violentando il Creato.
        Insomma il Peccato Originale.

        • Peucezio says:

          Il problema qui è che, più che il creato, violenta l’uomo.

        • Per Mirkhond

          “Farsi dio nel senso di demiurgo che crea e plasma tutto, in questo caso violentando il Creato.
          Insomma il Peccato Originale.”

          Hai letto La storia infinita di Michael Ende?

          • Mirkhond says:

            No. Ho visto il film ma mi è sembrato una palla perché non mi piacciono i fantasy.

            • Per Mirkhond

              “No. Ho visto il film ma mi è sembrato una palla perché non mi piacciono i fantasy.”

              E avrai visto che Michael Ende è riuscito a far mettere all’inizio una frase in cui diceva che lui non c’entrava niente con quella schifezza.

              E’ stata una pugnalata al cuore, da parte di uno str… che ci voleva fare i soldi, a uno dei più grandi filosofi dei nostri tempi.

              • Moi says:

                il film Momo degli Anni Ottanta è molto più vicino al libro … anche perché è una storia che si presta molto meno a spettacolarizzazioni fini a sé stesse … Michael Ende , in un cameo, interpreta il Misterioso Uomo sul Treno.

              • Moi says:

                I film 2 e 3 della Storia Infinita , senza neanche più la Colonna Sonora di Christopher Hamill ( in arte Limahl ) sono “cringier” e “cringiest” 😉

              • Francesco says:

                Miguel

                mi hai quasi convinto a leggere Ende, anche se a me non ha mai dato nessuna impressione di essere un pensatore degno di nota

                una beghina lagnosa, che dal piccolo del suo ombelico pensa di spiegare il mondo

                ma i nani, issati sulle spalle dei giganti, riescono a malapena a vedere le orecchio dei giganti

          • roberto says:

            in questo periodo di confinamento ho riletto il libro e rivisto il film

            il libro è bello, anzi molto bello, ma non ci vedo chissà quale messaggio filosofico

            il film è carino e divertente, e nulla più (alcune scene me le ricordavo da 30 anni, tipo quando artax sprofonda della palude) non mi sembra così diverso dal libro onestamente…

            • Per roberto

              “il libro è bello, anzi molto bello, ma non ci vedo chissà quale messaggio filosofico”

              Boh, è strano. Io vi trovo un messaggio filosofico, psicologico, esistenziale, ricchissimo, che poi vedo nei fatti tutt’attorno a me. Una sorta di guida alla vita, un po’ come la Divina Commedia.

              E penso che sia proprio la parte che scompare nel film, per cui l’autore ha voluto prenderne le distanze: Ende era soprattutto un filosofo che usa metafore e visioni, piuttosto che discorsi astratti.

              • roberto says:

                “Io vi trovo un messaggio filosofico, psicologico, esistenziale, ricchissimo, che poi vedo nei fatti tutt’attorno a me.”

                avevo in effetti avuto una vaga impressione in tal senso 🙂

                non so che dire, un po’ come il nome della rosa in cui c’è chi ci vede di tutto e per me è solo un divertissement per persone colte

                forse sono io rozzo che non riesco a superare il primo livello di lettura

              • Per roberto

                “non so che dire, un po’ come il nome della rosa in cui c’è chi ci vede di tutto e per me è solo un divertissement per persone colte”

                touché!

                E’ vero!

                Umberto Eco l’ho trovato un divertissement per persone colte, che però non mi dice nulla sulla mia vita.

              • Francesco says:

                Miguel

                a volte sospetto che tu confonda vedere con condividere

                se una cosa non la condividi allora manco riesci a vederla

                un pò il gioco di Roberto, che nega qualsiasi cosa oltre la superficie anche se sa che non gli crediamo affatto

                🙂

              • Per Francesco

                “a volte sospetto che tu confonda vedere con condividere

                se una cosa non la condividi allora manco riesci a vederla”

                era proprio il senso del mio “touché”

                Io condivido curiosità intellettuale e piacere del ragionamento capzioso con Umberto Eco, come condivido il gusto delle desinenze protoindoeuropee magari con gente stranissima.

                Ma con Michael Ende, condivido le scelte che faccio nella vita, il modo in cui guardo tutto ciò che ho attorno.

                E non riesco a immaginarmi di essere Umberto Eco.

            • PinoMamet says:

              Credo che il grande difetto del film rispetto al libro sia che è stato fatto con i criteri e le possibilità tecniche dell’epoca.

              Insomma, non è Il signore degli anelli di Peter Jackson…

              Inoltre, è un film , e questo è il problema principale che ha anche l’opera di Peter Jackson per gli amanti di Tolkine (che pure credo in genere lo abbiano molto apprezzato, almeno la prima trilogia);

              e quindi deve usare degli attori, dei costumi, delle scenografie, insomma, degli oggetti concreti, e gli oggetti concreti non saranno mai alla pari delle fantasie e delle proiezioni del lettore.

              È inevitabile; in certi generi, se la ricostruzione è molto precisa, può essere anche una forza (per esempio nel genere storico… per gli amanti della Storia);

              ma in un genere che vive di fantasia è una grandissima debolezza…

              del resto, c’è chi non riesce a dormire se non sa com’è fatta esattamente la madeleine di Proust, e chi invece fa di tutto per non saperlo…

              • Francesco says:

                molto apprezzato è troppo

                diciamo che è accettabile

                😉

              • roberto says:

                “del resto, c’è chi non riesce a dormire se non sa com’è fatta esattamente la madeleine di Proust, e chi invece fa di tutto per non saperlo…”

                molto giusta questa osservazione!

  2. Francesco says:

    Vi avevo già parlato di Brave new world, libro altrettanto terrificante di 1984 e del testo di Imagine? (Ok, anche la musica è una lagna insopportabile, ammettiamolo)

    allegri saluti

  3. guido doria says:

    consiglio la visione di:
    l’invasione degli ultracorpi 1956 regia di Don Siegel ( invasion of the body snatchers)
    https://hd4me.net/14915
    c’è anche un remake ma non vale l’originale

  4. Moi says:

    NON era NE’ sarà questione di SE … ma di QUANDO !

    • Mauricius Tarvisii says:

      Secondo me è anche una questione di sé.

      L’utero artificiale è un casiniìo da realizzare e, da quello che trovi con una rapidissima ricerca sul webbe, allo stato è realizzabile tanto quanto un viaggio verso Proxima Centauri.
      La robotica, in compenso, è molto più avanti…

  5. Moi says:

    Io capisco che vi stia antipatico il discorso Antichi Astronauti … ma ammetterete che è più (!) funzionale alla Società in cui siamo già (!) entrati e che solo sulla base di una solida cultura fantacientifca (!) possiamo vagamente intuire quel che il nostro limite cronobiologico NON ci consentirà di vedere !

    • Nigredo says:

      Ho letto Sitchin e di striscio pure Biglino, e può anche darsi.
      Ma visto che facciamo a capire gente che parla e scrive in lingue attualmente vive, mi sembra un po’ esagerato pretendere di capire il sumero o l’egiziano antico, quando ci sono dubbi anche sui testi greci o latini classici.
      Mi sembra l’ennesimo tentativo per richiamare l’attenzione sulla bibbia, speriamo che sia l’ultimo.

      • Mirkhond says:

        Richiamare l’attenzione sulla Bibbia per demolirla con argomenti senza alcun riscontro.

      • Nigredo says:

        Non so, a me la bibbia sembra talmente assurda che non finisco di stupirmi di quanto è stata presa sul serio.
        E gli alieni vanno benissimo per attirare gente, tanto quello che davvero cattura della bibbia è la faccenda del popolo eletto, e non costa niente pensare di farne parte. Ci sono infiniti esempi.

        • Nigredo says:

          Lo so che sarebbe troppo complottista pensare che sia stata fabbricata con un proposito, ma resta il fatto che è il caso più antico ed efficace di messaggio pubblicitario, sia in termini di penetrazione che di coinvolgimento.

          • Mirkhond says:

            Un messaggio pubblicitario quantomeno anomalo, visto che il tema del popolo eletto si è sempre prestato a suprematismi e razzismi.
            Non certo un messaggio accattivante per chi non è parte del club in questione.

          • Nigredo says:

            Difatti sembra fare effetto soprattutto su chi ha parecchio da compensare, come qualunque pubblicità.
            Se non sei particolarmente frustrato non senti nessun bisogno di avere un dio sterminatore dalla tua parte, e trovi anche assurda l’idea che dio in un certo memento decida di aprire un’agenzia sulla terra e di nominare i suoi agenti esclusivi.

      • PinoMamet says:

        “Non so, a me la bibbia sembra talmente assurda che non finisco di stupirmi di quanto è stata presa sul serio.
        E gli alieni vanno benissimo per attirare gente, tanto quello che davvero cattura della bibbia è la faccenda del popolo eletto”

        Credo di vedere le cose esattamente all’opposto…

        voglio dire, la Bibbia è sicuramente una collezione di libri molto diversi, con molti passaggi e racconti piuttosto assurdi…

        per questo trovo ridicolo e noioso spiegarli con gli alieni e le storie di fantascienza anni ’50!

        Non solo non c’entra niente;

        non solo è banale (era divertente la prima volta che ne ho sentito parlare, e saranno 25-30 anni fa, Biglino ancora non pervenuto);

        ma soprattutto preclude lo studio storico, linguistico e filologico del testo, che è molto più divertente e interessante.

        Tra Sitchin e Biglino con le loro minchiate di astronauti, e il pastore protestante francese André Parrot con i suoi scavi di Biblos, Mari, o René Dussaud con le sue opere sugli Hittiti, non ho particolari problemi a scegliere 😉

        e prima di questi signori francesi qua (e di altri inglesi, tedeschi, italiani…) gli Hittiti, per dire, li conoscevamo appunto solo dalla Bibbia .

        Se non ci fossero stati loro, qualche Biglino avrebbe detto che “Hittita vuol dire abitante din una galassia lontana lontana”… 😉

        ecco, per me lo studio serio è più interessante delle minchiate spaziali. Quelle possiamo scriverle anche io e te in un pomeriggio.

        E veniamo al popolo eletto:
        mah, di gente strana ne conosco, e ne è venuta parecchia in sinagoga, ma ti assicuro che nessuno crede che Dio massacrerà delle persone a suo piacimento, e gli ebrei in genere non passano il tempo a ritenersi “eletti”, anzi, della cosa danno una lettura parecchio diversa.

        Quanto ai cristiani, quelli che conosco io se ne fregano completamente di questa idea.

        • Nigredo says:

          Certo, neanche tutti i musulmani sono tafkiri o gli indù dei tughs.
          Ma devi ammettere che proprio perché può essere intepretata come ti fa comodo torna continuamente al centro dell’attenzione, nell’occidente ovviamente.
          Naturalmente parlo di gente comune, non di filologhi.
          Quanto ai filologhi, anche per loro a volte s’adda campà.

        • Mirkhond says:

          Concordo al 100% con Pino.

      • PinoMamet says:

        “mi sembra un po’ esagerato pretendere di capire il sumero o l’egiziano antico, quando ci sono dubbi anche sui testi greci o latini classici.”

        Perdonami se ti contesto anche questo.

        Non ho avuto la fortuna di studiare l’egizio (capisco appena l’alfabeto copto) o il sumero;

        ma sul greco e il latino- il greco specialmente- mi ci sono laureato, e a dire il vero tanti dubbi non ci sono 😉

        • Nigredo says:

          Sarà, dovrei cercarli ma ho letto più volte di frasi in cui non si può determinare il caso di una parola visto che la stessa desinenza possono averla più casi, e non ci sono preposizioni che tolgano i dubbi.
          Capita anche nel russo moderno.
          Certo dipende dalla situazione, se si parla di bruscolini non è un grande problema ma se siamo sulla filosofia spinta qualche ambiguità rimane.

        • PinoMamet says:

          “Sarà, dovrei cercarli ma ho letto più volte di frasi in cui non si può determinare il caso di una parola visto che la stessa desinenza possono averla più casi, e non ci sono preposizioni che tolgano i dubbi”

          detto così, senza riferimenti, è un po’ vago…

          comunque sono le ambiguità che hanno tutte le lingue.

          Non direi che “non capiamo” i Greci o gli autori latini…

        • Nigredo says:

          Ed è quello che ho detto, ci sono ambiguità, e più la lingua è antica e più ce ne sono. Per cui un’astronave poteva benissimo essere un tipo strano di carro o slitta, o viceversa. O dio è dentro di noi o ci pilota da lontano.
          Ma non c’è traccia di questo piccolo aspetto nei grandi sistemi costruiti sulla bibbia o altri testi antichi, solo certezze, fino alla prossima moda.

          • PinoMamet says:

            No, scusami, no. Con tutto il bene, eh?

            Ma:
            1 il greco lo conosciamo benissimo

            2 ignoro le difficoltà attuali nella comprensione di sumero, accadico, hittita…

            3 quali che siano queste difficoltà, quando scrivevano “carro” tendo a credere che intendessero un carro 😉 e non un’astronave

            4 al limite può risultare interessante capire di che tipo di carro si trattasse

            5 visto che hai letto Sitchin e Biglino, spendi una quindicina di giorni anche per leggerti qualche studioso serio 😉

          • PinoMamet says:

            PS le certezze granitiche sembrano avercele i Biglini…

            Davvero, leggiti uno studio serio.

          • Nigredo says:

            Sinceramente non mi interessa uno studio serio. E comunque quello che volevo dire è che le varie trovate sulla bibbia hanno per lo più scopi loschi. E visto che dovrebbero esserci qualche centinaio di milioni di “seri” per farla finita con ‘ste storie, ce le teniamo. Perché non serve un Biglino per avere tutte quelle sette strane che ci sono negli usa, bastano dei buoni comunicatori. E questo sta alla radice di tutto quel che riguarda la bibbia, seria o no ha la struttura e la potenza di un messaggio pubblicitario, e viene usata come tale.

          • PinoMamet says:

            Quali storie?
            Boh, onestamente non capisco cosa stai dicendo e dove vuoi arrivare.
            Con chi ce l’hai??

            In ogni caso, permettimi, sempre con tutto l’affetto: se non ti interessa uno studio serio sulla Bibbia
            potresti evitare di tirare in ballo l’ambiguità delle lingue antiche e le mode filologiche.

            Un po’ di rispetto per il mio povero professore di Letteatura cristiana antica, e per l’attuale professore e mio amico, che si sono fatti un culo così per decifrare il senso di frammenti in copto e in siriaco…

            ah, il primo era cristiano tradizionalista, il secondo (e suo pupillo) è ateo.

          • PinoMamet says:

            Se vuoi parlare dell’ambiguità dell’ebraico, posso metterti in contatto invece con chi saprà dilungarsi dilettevolmente sulle letture autoschediastiche del Targum aramaico di Onkelos, sui commenti di Rashi o sui possibili errori della vocalizzazione masoretica.

            Se invece ci interessa dire “ehi, voi stupidi credenti, è tutta una barzelletta sugli alieni”, beh…

  6. Moi says:

    Più progredisce la biotecnologia exouterina, meno argomenti avranno le TERF … nevvero, Miguel ? 😉

  7. Mirkhond says:

    A proposito di fantasy

    Stasera al tg1 hanno detto che, forse, all’origine della saga di Tolkien, ci fosse un anello del periodo della Britannia romana, scoperto nel XVIII secolo, e che scavi successivi avrebbero appurato che sarebbe stato rubato ad un pagano da un cristiano.

    • Moi says:

      C’era anche un film Spagnolo in cui si rivela che Excalibur era la spada di Giulio Cesare ! La Mary Sue in Quota Rosa 😉 della situazione era una splendida Bollywoodiana Aishwarya Rai che affermava espressamente di essere arrivata ad aiutare Roma direttamente dall’ India e di essere stata addestrata fin da piccola al Kalaripayattu come un Uomo !

      • Moi says:

        tempi (15 anni fa , più o meno) in cui i personaggi da “Diversity” 😉 uno straccio di spieghina ancora ce l’ avevano !

      • PinoMamet says:

        Non credo sia spagnolo… credo sia tratto dai romanzi di Valerio Massimo Manfredi e sia una coproduzione italo-inglese.

        Mai visto.

        Comunque:
        -Aishwarya Rai è molto carina;
        -non c’era nessun motivo di fare uno spiegone dicendo che arrivava dall’India
        -il Kalarippayattu è attestato dal XII secolo. Dopo Cristo. 😉

        • Moi says:

          ah, sì… ho controllato : è una coproduzione tratta dai romanzi di Valerio Massimo Manfredi.

          ——-

          Be’, Aishwarya Rai poteva come aspetto essere anche un’ Amazzone Greca (va be’, dài … ci poteva pure stare !) … probabilmente hanno voluto omaggiarne le origini , indipendentemente da quanto in India potessero avere effettivamente a cuore le sorti di Roma 😀 !

        • roberto says:

          Come carina?

          È la dea della bellezza!

    • PinoMamet says:

      Ho visto il servizio sull’anello!

      Più interessante di altra roba, devo dire, anche se il collegamento tra l’anello con nome sopra, e la lamina di piombo con maledizione (defixio) trovata a un centinaio di chilometri di distanza, che parla di un anello rubato con lo stesso nome, risulta sempre un po’ … “cavalier”, come dicono certi inglesi 😉

      Però ci può stare, e sicuramente può starci come una delle ispirazioni di Tolkien.

  8. PinoMamet says:

    A proposito di Aishwary Rai:

    somiglia in maniera impressionante a una compagna di università pugliese, LA meridional princess per eccellenza!
    A dire il vero, credo che l’India sia un posto dove ci sia abbondanza di “meridional princesses” 😉 e alcune (non tutte) delle indiane conosciute negli USA rientravano alla perfezione nella definizione.

    Per questo motivo (la pugliesità fisica 😉 ) non trovo ci fosse bisogno di nessun particolare spiegone.

    Nella serie delle sorelle Wachowski di cui ho parlato abbondantemente, ci sono diverse scene girate in India con attori indiani.
    Uno (che fa il padre di una delle protagoniste) è un italiano fatto e finito.
    Dirò di più: così com’è potete prenderlo, e fargli fare il primario romano o il giudice siciliano o l’imprenditore veneto, e nessuno troverebbe niente da ridire.

    Controllo su Wikipedia: appartiene a una famiglia di brahmini del Kashmir.

  9. Mirkhond says:

    Sembra un medico di qua, da cui vado quando il mio è in ferie.

  10. roberto says:

    Faccio veramente fatica a capire (e figuriamoci seguire) questo tuo filone tecno-sessual-catastrofista

    Proprio non ne capisco il senso

    • Per roberto

      “Proprio non ne capisco il senso”

      Beh, non lo capisco nemmeno io: cerco però di mettermi in ascolto.

      Poi è chiaro che soggettivamente non mi piace, ma chi può stabilire se sia una catastrofe?

      Sappiamo solo che stiamo entrando in un nuovo mondo, totalmente diverso da quello in cui siamo nati.

    • Francesco says:

      mi pare “leggermente” post-umano per quel che l’uomo ha pensato di sè da quando pensa

      e senza nessun motivo valido per andare in quella direzione

      probabilmente è solo pus della putrefazione dell’Occidente però fa una certa qual impressione

      • per Francesco

        “e senza nessun motivo valido per andare in quella direzione”

        Il mercato, figliolo!

        • Francesco says:

          ma la domanda per un bene nasce da qualche utilità che quel bene ti fornisce: cocaina, playmobil, ah64, bistecche, quadri di Renoir, biscotti alla crema, tutta roba che uno ha motivi per volere

          rovinarsi allo stato puro, non ha alcun senso e alcuna utilità

          forse ha ragione il Duca, è un modo coglione per sentirsi Dio

          PS molti di noi avrebbero in mente un qualche rimedio, di solito di tipo teocratico. ma tu? guardi e mantieni una stoica compostezza?

          ciao

          • Per Francesco

            “ma la domanda per un bene nasce da qualche utilità che quel bene ti fornisce”

            Trattandosi di una novità, stentiamo ancora a trovarne l’utilità.

            Poi magari tra trent’anni le donne raconteranno con orrore di come le loro antenate dovevano portare il bambino dentro il grembo, dove faceva pure la cacca e non lo potevi vedere, e spesso ti licenziavano sul posto di lavoro appena vedevano che avevi la pancia, e ti rovinavi la linea.

            Un po’ come la lavatrice oggi, insomma.

            • E si parlerà con disprezzo delle luddiste che all’inizio criticavano, e con ironia di quelli che all’epoca si chiedevano, “mah, a che servirà?”. Gente schiava dei pregiudizi della propria epoca.

              • Presumo che l’utero-baccello renderebbe anche molto più facile scambi, ripensamenti eccetera: tipo, “sono tre settimane che ce l’ho in casa, ma adesso mi hanno detto che forse trovo lavoro per sei mesi a Bangkok, c’è qualcun altro che se lo vuole prendere?”

                Insomma, finalmente una liberazioni dai vincoli di attaccamento, che sono effettivamente insidiosi per la Libera Circolazione delle Merci e delle Risorse Umane.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Mi piace la stima che si ha per le donne!
                Se un uomo diventa padre pur senza sopportare la gravidanza, nessuno si pone il problema che venda il figlio per andare a Bangkok. Evidentemente le donne sarebbero più abiette per natura…
                Prevengo l’obiezione: ma ci sono strumenti giuridici che impediscono ai padri di vendere i figli. Ripeto: perché un uomo è trattenuto dal diritto e una donna no? E’ per caso peggiore per natura?

              • Per MT

                “Se un uomo diventa padre pur senza sopportare la gravidanza, nessuno si pone il problema che venda il figlio per andare a Bangkok.”

                Beh, io il problema me lo porrei.

                Ma credo che per poter inserire qualcosa nel portapacchi elettronico, ci voglia un utero umano iniziale, quindi immagino che partirebbe sempre dalla donna.

                Poi magari si trova il modo inseminare artificialmente il portapacchi stesso (tipo coltura di sperma, coltura di ovuli, si mescola e si inserisce), in quel caso avremmo la pari opportunità di andarsene e a Bangkok.

              • Comunque oggi come oggi, se un uomo non vuole portarsi per nove mesi un bambino in grembo, e preferisce andare a Bangkok, lo può già fare, quindi non mi sembra che abbia da guadagnarci dalla macchinetta quanto la donna.

              • Z. says:

                Sinceramente non ci ho capito molto, Maurì… però in effetti è come dici, l’uomo è peggiore per natura.

                O almeno mi pare che sia opinione molto diffusa, almeno a livello ufficiale. Non si dice sempre che se governassero le donne etc.?

              • Moi says:

                … Zeta , adesso fai anche il Simp ?!

              • Mauricius Tarvisii says:

                Evidentemente qui si pensa l’opposto: se la madre non tiene il figlio nell’utero per nove mesi lo venderà. Un padre, invece, normalmente non si comporta in questo modo…

              • Moi says:

                Come inimicizia, l’ Uomo, specie se grande e grosso, aggredisce “a caldo” : Yang ! … la Donna, abile dissimulatrice, manipola “a freddo” : Yin !

                Il primo può essere nocivo a breve (!) termine , la seconda sarà devastante a lungo (!) termine.

              • Moi says:

                I bambini di cani e gatti hanno un imprinting più tutelato di quello dei cuccioli umani , la colpa è del PD : lo ha voluto la Cirinnà … è risaputo !

            • roberto says:

              “Poi magari tra trent’anni le donne raconteranno con orrore di come le loro antenate dovevano portare il bambino dentro il grembo”

              questo l’hai letto in “brave new world” 😉

              a questo giro sono totalmente d’accordo con francesco.

              oviamente non possiamo escludere che ci siano pazzerielli (d’altronde ho visto che c’è un barbiere specializzato in depilazione delle palle…), ma direi che finché esisterà l’umanità la gente proverà molto più piacevole fare sesso in carne ed ossa e alle donne piacerà portare la loro prole in grembo

              • Per roberto

                “oviamente non possiamo escludere che ci siano pazzerielli ”

                Io ti capisco, e anche a me in questo momento sembra così; e non sappiamo quale sarà il futuro di questa specifica innovazione (probabilmente tra trent’anni, ci farà l’effetto degli “aerei” di Leonardo a confronto con i nostri).

                Però non dimentichiamo come ci sembrino strane le cose scontate, che leggiamo negli autori di cent’anni fa.

                I valori culturali cambiano davvero, e in modo repentino.

                Nel 1968, la Chiesa condannò la novità tecnologica del momento, la pillola anticoncezionale.

                Te la senti oggi di dire che chi ricorre agli anticoncezionali è un pazzeriello, e che in fondo tutte le donne non vogliono altro che restare incinte?

              • Francesco says:

                io sì alla prima domanda, con più convinzione dei vecchi preti di allora

                🙂

                sulla seconda il sì sta solo al 95% invece

              • Francesco says:

                guarda che quello di BNW faceva delle previsioni molto consequenziali e logiche

                l’uomo è quell’essere che lavora per realizzare la sua natura e, volendo, può anche fare altro – benchè siano sempre cazzate

                ti metto in guardia dal tuo facile ottimismo

              • paniscus says:

                “Te la senti oggi di dire che chi ricorre agli anticoncezionali è un pazzeriello?
                ——–
                “”io sì alla prima domanda, con più convinzione dei vecchi preti di allora””

                ——————-

                Beh, allora spiegaci quale sarebbe l’alternativa magica che consente alla coppia stabile e responsabile e non pazzariella, di avere solo uno o due figli in tutta la propria vita coniugale, SENZA usare gli anticoncezionali.

                La leggenda dei “metodi naturali” non vale, sarei curiosa di sapere se ne esiste un’altra ancora che non conosco…

              • Nigredo says:

                Quanto al sesso in carne e ossa certamente, chi ricorre a bambole o cose artificiali mi sa che ha dei problemi a trovare qualcuno.
                Però la gravidanza non è uno scherzo, non mi stupirei se una volta che il “baccello” sia sicuro molte donne ci ricorrano, se non altro per non ingrassare 😀

              • paniscus says:

                “non mi stupirei se una volta che il “baccello” sia sicuro molte donne ci ricorrano, se non altro per non ingrassare”
                ———————–

                Si arriva a pensare questo, solo perché si fa il paragone con le utenti attuali del cosiddetto utero in affitto, che i media presentano come famose attrici di Hollywood che non vogliono rovinarsi il fisico o come ricchissime imprenditrici in carriera che non sopporterebbero di stare più di una settimana lontane dall’ufficio. Per cui, sui media, passa la narrazione che la maternità surrogata sia l’ultimo grido dello status symbol per la donna di elite, di fama e di enorme successo.

                Quando invece, tra le donne che ricorrono alla maternità surrogata (sulla quale pure io sono MOLTO critica), le dive del cinema o le amministratrici delegate della Silicon Valley sono quattro gatte,

                e tutte le altre (che pure sono ragionevolmente poche) sono donne che hanno subito un’isterectomia o che hanno malformazioni gravi all’utero, ma che avrebbero preferito di gran lunga partorire in maniera naturale se ci fossero riuscite.

                E lo stesso sarebbe con l’inquietante culletta-bozzolo, casomai dovesse davvero diffondersi (cosa che trovo pure improbabile).

              • Nigredo says:

                Mah, non ne conosco di dive, di donne che hanno sofferto parecchio la gravidanza e che si sono lamentate del fatto di ingrassare invece si. Non vuol dire che correrebbero tute a usare un baccello però non lo escluderei che certe lo possano trovare utile.
                Del resto negli anni ’60 e ’70 quante hanno fatto in modo da non dover allattare ? E non erano mica dive.

              • paniscus says:

                “Del resto negli anni ’60 e ’70 quante hanno fatto in modo da non dover allattare ? E non erano mica dive.”
                ———————–

                Quello l’hanno fatto perché era diventata una moda maggioritaria, non perché fosse una trasgressione di nicchia.

                E infatti non ho mai capito che cosa ci fosse di “più comodo” nel dare il latte artificiale, visto che, oltre a essere costoso mentre quello naturale è gratis, è molto più complicato e macchinoso da gestire.

                Allattare al seno vuol dire potersi portare il bambino ovunque, senza orari, senza limitazioni, senza doversi portare dietro niente, senza dover riscaldare né sterilizzare niente, è sempre tutto alla temperatura giusta e nelle condizioni sanitarie giuste…

                …mentre il latte artificiale impone orari militareschi e grossi vincoli alla libertà di movimento della madre e di eventuali altri figli che ci sono già (esempio, andare a prenderli a scuola).

                L’unico “vantaggio” (si fa per dire) del latte artificiale è che non deve per forza essere presente la madre, ma qualche volta glielo può dare qualcun altro… ma appunto, non spiegherebbe perché abbia fatto tutto questo successo nelle famiglie piccolo borghesi degli anni sessanta, e inizio dei settanta

                in cui la maggior parte delle mamme erano ancora casalinghe conformiste e perbeniste, e non avevano velleità di carriera, né di immagine estetica glamour.

                Evidentemente la motivazione non era quella.

              • Nigredo says:

                L’hai detto tu stessa, per moda.
                Quando e se il baccello sarà sul mercato all’inizio sarà di nicchia per le elite trasgressive ma poi potrà diventare di moda etc etc.
                Fino a che salterà fuori che non è una grande idea, e non mi stupirei che i bambini baccellati abbiano poi dei problemi nello sviluppo o psicologici.
                Nel frattempo però il mercato avrà avuto la sua parte di guadagni.

      • Peucezio says:

        A me sembra puro masochismo.
        E’ eivdente che sostituire l’umano o comunque il naturale con l’artificiale per gli aspetti essenziali della vita è come dire che dora in avanti la sera usciamo a prendere la birra con un robottino anziché un amico in carne e ossa, ci facciamo allevare da un altro robot, mangiamo cibi sintetici di plastica, scopiamo con la bambola di gomma… In pratica la vita diventa un esercizio masturbatorio, ove per ogni cosa, se ne sceglie il surrogato.

        • Nigredo says:

          Già, però c’e un bel po’ di gente che ha orrore di tutto ciò che è naturale. O è pieno di germi o invecchiando si scassa o non è costante e affidabile etc.
          E chissà perché sono convinti che la macchine siano perfette ed eterne. Si vede che la macchina non li ha mai lasciati a piedi da qualche parte.
          Boh, forse è solo la solita mania di lamentarsi nonché di sperare che il giorno che saranno bionici allora si che sarà una festa. Classica fuga da se stessi.

          • Peucezio says:

            Sì, ma, ripeto, perché gente così non si ciba di plastica?
            Io ce la obbligherei.

          • paniscus says:

            “Già, però c’e un bel po’ di gente che ha orrore di tutto ciò che è naturale. O è pieno di germi o invecchiando si scassa o non è costante e affidabile etc.”
            —————

            Beh, credo che questo sia un condizionamento che ci arriva dritto dritto dalla mentalità diffusa negli anni sessanta, appena prima delle spinte ribelli… un mix devastante tra :
            – impennata di benessere economico mai vista prima,
            – grande disponibilità di merce prodotta industrialmente in serie,
            – persistenza ostinata di perbenismo conformista e di soggezione verso l’autorità.

            Il discorso fatto sopra sul rifiuto dell’allattamento naturale negli anni sessanta e settanta è proprio un esempio classico: un alimento moderno preparato con protocolli industriali, prescritto dal dottore, venduto in farmacia e somministrato con accuratissimi dosaggi, misure, pesate e orari fissi, doveva per forza essere “meglio” di come facevano le nonne contadine ignoranti.

            Poi, e soltanto POI, è intervenuto anche un filone di rivendicazione femminista sul “liberarsi dalla schiavitù della fisicità”, tornare prima possibile al lavoro, e costringere i padri ad accollarsi la metà delle poppate, ma è arrivato dopo, inserendosi in un contesto che era già diffuso: l’affossamento di massa dell’allattamento naturale non l’hanno determinato né le femministe, né le carrieriste, ma i milioni di casalinghe conformiste, maniache dell’igiene domestica, del lucido da scarpe e del ferro da stiro!

  11. Mirkhond says:

    Un giorno spero che ci parlerai anche delle septentrional princesses 😉 , in particolar modo delle parmesan princesses ;).

    • PinoMamet says:

      Ma ne ho giá parlato!
      In realtà le viziate parmigiano sono di un tipo piuttosto diverso. Non sono le principessine di papà destinate a sposare uno della stessa casta e convinte che le altre ragazze debbano servirle.
      Sono piuttosto la versione italica delle aggressive e superficialo streghe di Sex and the City, la cui ricerca di un uomo perfetto è destinata a non finire mai perché l’uomo perfetto per loro non esiste. Si accontentano, sposano un poveraccio un po’ zerbino che le ha sempre idolatrate- poveraccio in senso psicologico, ma a volte, a differenza delle Meridional, a queste piace che sia socialmente inferiore: più controllabile. Poi a volte lo mollano, figli a carico, perché “non era la vita che si aspettavano” e si mettono con qualche imprenditore figlio di puttana.

  12. Moi says:

    A proposito di Storia Infinita : i Cavalcatori di Lumaca dovrebbero (!) attingere a una satira Ottocentesca sui Burocrati LombardoVeneti …

  13. Per Francesco

    riguardo alla Macchina per Rendere Disoccupate le Affittatrici di Utero,

    tu chiedi:

    “ma tu? guardi e mantieni una stoica compostezza?”

    Personalmente, la penso più o meno come le mie amiche anarchiche:

    https://www.resistenzealnanomondo.org/necrotecnologie/biotecnologie/considerazioni-intorno-alla-nuova-legge-francese-di-bioetica-e-aperta-la-strada-alla-riproduzione-artificiale-dellumano-contro-leugenetica-e-lantropocidio-riaffermiamo-con-forza-lindisponib-2/

    Ma sono posizioni che ai tempi del Libero Mercato in Vorticosa e Gioiosa Crescita incidono ben poco.

    Poi non è detto che il Libero Mercato in Vorticosa e Gioiosa Crescita duri per sempre.

    • Francesco says:

      hai anche tu un lato nascosto “Sacro Romano Impero torna presto”?

      😀

    • Nigredo says:

      Secondo me in molti casi il Libero Mercato in Vorticosa e Gioiosa Crescita rimarrà deluso. Anche se qualcosa di artificiale e vendibile funziona i risultati potrebbero essere troppo scadenti.
      Un po’ come sta succedendo nel mercato delle auto, stanno ripensandoci sull’opportunità di avere tutto computerizzato a bordo, visto che costa un casino ed è decisamente scadente rispetto ai vecchi sistemi analogici. Stessa cosa per le lavatrici.

      • paniscus says:

        “Anche se qualcosa di artificiale e vendibile funziona i risultati potrebbero essere troppo scadenti.”
        —————–
        Però da questo punto di vista la strategia più diffusa nel mercato è quella di “compensare” facendo in modo che questa roba, appunto scadente, duri sempre di meno, così comunque il consumatore la ricompra nuova più spesso.

        Io sono una che tende a conservare maniacalmente qualsiasi oggetto materiale (dagli elettrodomestici alle scarpe, tutto) fino a che non è completamente inservibile, e non solo per ragioni etiche ambientali, ma perché ho sempre il timore che a sostituirlo con uno nuovo si vada sempre verso una qualità peggiore!

        • Francesco says:

          io per semplice taccagneria!

          • paniscus says:

            No, ma esiste veramente una concezione diffusa secondo cui non vale la pena spendere soldi per far riparare un oggetto vecchio, perché tanto “spendendo poco di più te lo compri nuovo”.

            Però potrebbe, con alta probabilità, andare a finire che quello nuovo durerà ancora di meno di quello vecchio riparato, o che risulti molto più difficile da riparare se ci sarà bisogno…

  14. Sul fronte opposto, c’è lo xenofemminismo di Laboria Cuboniks:

    https://www.elle.com/it/magazine/libri/a26834378/xenofemminismo-libro-helen-hester/

    Che da una parte vuole le donne cyborg, dall’altra, come tutte queste utopie, parla di “comunità”.

    Che è esattamente ciò che il cyborg abolisce.

    E’ un po’ l’illusione che avevano i nerd degli anni Novanta, che sognava un Internet “senza padroni” che avrebbe reso tutti “più liberi e più vicini”.

    Le cazzate tendono a ripetersi, e i disastri pure.

    • “xenofemminismo”

      L’errore sta, come sempre, nel pensare che esista il Tecnofix alla realtà, la soluzione che esce dai laboratori e ci rende tutti liberi.

      Innanzitutto, perché si crea istantaneamente il monopolio del Tecnofix stesso, ovviamente in mano a chi ha i tecnici più bravi, che non siamo né io, né Laboria Cuboniks.

      Secondo, perché in un sistema “olobiotico” (cit. Bardi), le conseguenze, le ramificazioni, gli effetti sono assolutamente imprevedibili

      Terzo, perché non esiste la Macchina del Moto Perpetuo, che è ciò che questi qui vorrebbero incessantemente inventare, quella che salva Capra e Cavoli e li moltiplica pure

    • Peucezio says:

      Miguel,
      “E’ un po’ l’illusione che avevano i nerd degli anni Novanta, che sognava un Internet “senza padroni” che avrebbe reso tutti “più liberi e più vicini”.”

      Secondo me però c’è il problema che dopo un po’ si perde il termine di paragone.
      Se io penso all’umanità alienata pre-internet, attaccata a un televisore completamente passivizzante, non posso non dare ragione ai nerd degli anni ’90.
      Oggi certe cose le diamo per scontate.
      Qui non dobbiamo mai dimenticare che internet non si è sostituito alla famiglia di quaranta persone intorno al camino con la nonna che raccontava storie tramandate per secoli e continuamente variate: quella è roba che era scomparsa già alcune generazioni prima, almeno in Occidente.

      • Moi says:

        Concordo in pieno con Peucezio …

      • per Peucezio

        “Qui non dobbiamo mai dimenticare che internet non si è sostituito alla famiglia di quaranta persone intorno al camino con la nonna che raccontava storie tramandate per secoli e continuamente variate:”

        Totalmente d’accordo.

        Ma ciò che colpisce è sempre l’illusione “democratica/comunista”, cioè l’idea che un aggeggio tecnico possa “dare potere a tutti”.

        • Francesco says:

          la pistola Colt no? metà dell’America non si basa su questa convinzione, che un uomo con una Colt è libero se lo vuole?

          ciao

  15. Sempre citando Laboria Cub:

    “femminismo cyborg e tecnologico

    Innanzitutto aprendosi alle nuove tecnologie e distruggendo il mito che ciò che è naturale sia un qualcosa di giusto di per sé; oltre alle lotte per l’aborto e per la diffusione capillare e domestica di apparati medici di self-help che permettano alle donne di auto-visitarsi e auto-diagnosticarsi a livello ginecologico, lo xenofemminismo vuole anche aprirsi alle comunità trans e si batte affinché le curi ormonali per esse siano sempre più accessibili e meno moralmente stigmatizzate dalla società.
    Un femminismo senza distinzioni di genere

    Lo xenofemminismo vuole inoltre superare la distinzione binaria tra uomini e donne; il futuro del femminismo secondo Helen sarà privo del concetto stesso di genere: soltanto quando il genere non sarà più una questione, ecco, solo lì saremo davvero diventate/i tutte e tutti uguali. Il nucleo famigliare monogamo dovrà progressivamente essere sostituito dal concetto di comunità, all’interno della quale i figli saranno di tutti e verrano cresciuti da questa collettività allargata e priva di distinzioni di genere.”

    • Francesco says:

      Sparta? i kibbutz? gli asili di Hitler o come cazzo si chiamavano? le comuni di Mao?

      ma non potrebbero inventarsi qualcosa di nuovo?

      se penso che i monasteri cristiani vivevano in contatto fecondo con il mondo laico esterno, altro che fanatismo, erano una meraviglia di realismo

      • Per Francesco

        “Sparta? i kibbutz? gli asili di Hitler o come cazzo si chiamavano? le comuni di Mao? ”

        In effetti, un po’ è così.

        Secondo me, dati i tempi, finisce nella ONG Inclusodiversivo finanziato da Bill Gates e da due giganteschi fondi investimento americani, dove le psicologhe sfigate e precarie seguono duecento bambini a testa, e rischiano in ogni momento di venire licenziate, ma devono mettere sempre gli ormoni a disposizione dei figlioli.

        • Francesco says:

          fino a oggi hanno sempre vinto la Natura dell’essere umano e la famiglia

          diciamo che oggi più che mai l’attacco è voluto e frontale ed esplicito

          confido fallisca ma non mi sento di prenderlo alla leggera

          ciao

          • Per Francesco

            “fino a oggi hanno sempre vinto la Natura dell’essere umano e la famiglia

            diciamo che oggi più che mai l’attacco è voluto e frontale ed esplicito”

            Ma sai, finché si tratta di “attacchi”, quelli non fanno male a nessuno: io potrei inveire dalla mattina alla sera contro le scarpe, e la gente continuerebbe a mettersele.

            Il problema è quando le circostanze stesse cambiano, e il capitalismo cambia tutte le circostanze.

            • Francesco says:

              >> io potrei inveire dalla mattina alla sera contro le scarpe, e la gente continuerebbe a mettersele.

              beh, invece contro l’uso naturale e istintivo delle tette ha funzionato benissimo (anzi, malissimo)

              dimentichi che una cazzata ripetuto mille volte da Francesco resta una Cazzata, da chi ha i giusti mezzi diventa una Verità evidente

  16. “Laboria Cub”

    La xenofemminista dice diverse gigantesche sciocchezze:

    1) prendiamo una cosa che di per sé non sarebbe nemmeno male in teoria, un’app che stabilisce se sei incinta o no. Bene, questa app o la fa una ragazzina del quarto anno della scuola Periti Meccanici, o la fa il laboratorio di Facebook. E se la fa il laboratorio di Facebook, entro trenta secondi avrai la pubblicità della clinica dove abortire, la fabbrica di pannolini e la possibilità di pre-iscrivere tuo figlio all’università costosa con lo sconto.

    Altroché “self help”.

    2) La “comunità” che alleva i bambini quale sarebbe?

    a) le Genti di San Frediano e Santo Spirito, e allora il primo compito delle xene dovrebbe essere di preservare gli antichi tessuti comunitari, cosa che dubito…

    b) lo Stato, quindi asilo nido dal momento della nascita

    c) una ditta privata che ti sistema il pupo, sempre dal momento della nascita

    Poi ci sarà il caso su un milione di un posto di oziosi benestanti dove ci sono artisti alternativi, poeti trans e e altri che tra una canna e l’altra prendono in braccio il pupo, ma non è un modello fattibile a livello di massa.

    • paniscus says:

      “prendiamo una cosa che di per sé non sarebbe nemmeno male in teoria, un’app che stabilisce se sei incinta o no. ”
      ————–

      Esistono da molto prima che esistessero le app: un test in forma di stick di che si compra in farmacia per l’equivalente di 10 euro (o in anni più recenti anche al supermercato, per meno), e che si fa in casa in assoluta riservatezza, qualche volta dovresti averli visti anche in pieno funzionamento 🙂

      Credo che sia da almeno 20 anni che non ci sia alcun bisogno di andare a fare le analisi in un laboratorio professionale per sapere se si è incinte o no.

      Al massimo la app (che non ho il piacere di conoscere) sarà qualche versione avanzata dei calcolatori automatici di monitoraggio del ciclo per individuare i giorni più o meno fertili, o dell’ancor più vecchia “rotella ostetrica”, che aveva in casa anche mia madre (mia nonna non lo so, ma mia madre sicuramente sì):

      cartacea: https://www.ginecologia.it/wp-content/uploads/2010/05/regolo.jpg

      virtuale: https://www.torrinomedica.it/regolo-ostetrico/

      • roberto says:

        Devi pisciare sull’iPhone e se diventa verde sei incinta

      • Per Paniscus

        “Al massimo la app (che non ho il piacere di conoscere)”

        In effetti, me la sono inventata io.

        A pensarci, la Cubba propone due cose:

        1) piccole cose autodiagnostiche, che esistono già (come dici tu) per il 51% dell’umanità che sono le donne

        2) tanti ormoni a gratis per i trans, che saranno lo 0,1% dell’umanità.

        Nemmeno una parola su chi è affetto da acromegalia!

      • Moi says:

        … Bellina, la Rondella Ostetrica : pare un Astrolabio ! 😉

  17. Moi says:

    Botti di Capodanno …un problema di “bombe fatte in casa” in mano a bimbi e coglioni adulti che NON sono Artificieri ?

    … Macché !

    https://scienze.fanpage.it/botti-di-capodanno-come-muoiono-cani-gatti-e-altri-animali-ecco-come-aiutarli/

    Botti di Capodanno, così muoiono cani, gatti e altri animali: ecco come aiutarli

  18. Moi says:

    Allora, ho lanciato il sasso ma NON intendo nascondere vilmente la mano 😉 :

    intendevo dire che, se tutto può essere oggetto di capriccio biotecnologico … un Unico Vero Dio con Valori Eterni ha poco senso : ne hanno di nuovo (!) molto di più le Dvinità Pagane che avevano le stesse “bassezze morali umane” , se non peggio 😉 !

    Esseri Immaginarii Psicologici, Onirici , sotto effetti psicotropi ( … strabiliantemente simili nelle creatività mitopoietche di Popoli che ufficiamente NON si sono MAI incontrati !) anziché “Reali” ? … “Così sia” 😉 !

    Ebbene, penso sinceramente che per noi, oggi nelle nostre quotidianità, cambi ben poco !

    • PinoMamet says:

      Ma, nella nostra quotidianità non cambia niente .

      Puoi essere ateo, induista o credere in Yakub Capodibomba, la vita sempre quella è.

      Solo che nei testi babilonesi non si parla di astronavi, punto.
      😉

      • Francesco says:

        >>> Puoi essere ateo, induista o credere in Yakub Capodibomba, la vita sempre quella è.

        non è che ne sono molto convinto, anzi sospetto di pensare esattamente l’opposto

        mmh

  19. Moi says:

    Ci sono dei Personaggioni Induisti convinti di trovare bombe atomiche e uteri artificiali (!) nel Mahabharata ! … Tutta robba 😉 Umana fatta fa loro, eh !… Sfiga volle, però, che si scordarono il “know-how” di tutto ciò … e così furono miseramente colonizzati da quegli Scalzacani 😉 degli Inglesi !

  20. Moi says:

    … altro che la Death Star di Star Wars ispirata all’ipotizzato brevetto bellico del Sonnengeweher Nazista !

  21. Moi says:

    Lo Scienziato Pazzo del III Reich in questione era un certo Hermann Oberth , curiosamente, la Wikipedia in Tedesco glissa sul Sonnengeweher … mentre Utenti in altre lingue non vogliono sapere nient’altro ! 😉

  22. guido doria says:

    per finire:
    Mondo nuovo e Ritorno a Mondo nuovo ( Brave New World, Brave New World Revisited)
    Aldous Huxley 1932, 1958

    Aldous Huxley, Il mondo nuovo e Ritorno al mondo nuovo, traduzione di Lorenzo Gigli, collana Oscar classici moderni, Arnoldo Mondadori Editore, 1991, pp. 340, ISBN 88-04-34248-X.
    Ringrazio lo sponsor Berlusconi Silvio

    • Francesco says:

      mi stai dicendo che il Mondo nuovo è del 1932? quell’uomo era veramente un genio

      • Per Francesco

        “mi stai dicendo che il Mondo nuovo è del 1932? quell’uomo era veramente un genio”

        Infatti. Più di Orwell.

        • Francesco says:

          beh, l’appendice sulla neolingua alla fine di 1984 è anch’essa geniale e sempre attuale: gli USA ci sono dentro fino al collo

          non dimenticherei che negli anni ’30 la dittatura brutale andava via come il pane, molto più del sistema dolce pensato da Huxley

          ciao

          • paniscus says:

            “beh, l’appendice sulla neolingua alla fine di 1984 è anch’essa geniale e sempre attuale: gli USA ci sono dentro fino al collo”
            ——————

            Uno dei dettagli che mi hanno sempre colpita della neolingua di Orwell è l’uso smodato del prefisso negativo (cattivo si dice un-good, buio si dice un-light)

            che è diventato identico a quello del linguaggio politicamente corretto di oggi, in cui il cieco diventa “non vedente”, il povero diventa “non abbiente”, il paralitico o lo zoppo diventa “non deambulante” e il bidello diventa “non docente”…

            • Francesco says:

              a me l’uso sistematico delle sigle al posto delle frasi complete, come metodo per pensare di meno

              • paniscus says:

                “a me l’uso sistematico delle sigle al posto delle frasi complete, ”
                ————–

                E finché si tratta di denominazioni ufficiali di enti, aziende o istituzioni, ci può pure stare, ma roba della vita di tutti i giiorni come il raccapricciante “olio evo”, che senso ha?

              • Francesco says:

                o come ci ricorda Moi usare Terf, BLM, e mille altre sigle al posto delle frasi complete

                serve a non pensare a quello che stai dicendo

              • Moi says:

                La fase intermedia consiste nel riformulare le parole :

                prima , ad esempio, cambi “aborto” con “interruzione di gravidanza” (espressione menzognera, poiché la persona nascitura viene eliminata e NON si può ripenderne la gestazione !) poi “IVG” …

                “Utero in Affitto” ? … la chiamiamo “Gestazione per Altri”, così che SE sei contro … sei contro gli “Altri”, NON contro l’ “Affittare Uteri come Prassi” !

                …. e poi si passa a GPA, ovvero ” Gìppi-à ” 😉 !

              • Moi says:

                Benché Acronimo Descrittivo “Asettico” …

                … TERF is a slur :

                https://www.youtube.com/watch?v=jcMnyCB1vfI

                … vi ri-ricordo ! 😉

              • Moi says:

                Spostare il “Focus” (che ovviamente NON è direttamente Inglese !) , fornire agli Avversari il Linguaggio e l’ Immaginario (v.di i “Memes” …) per contestare, riducendoli a Mosche Cocchiere !

        • paniscus says:

          Io ho un vaghissimo ricordo di aver letto il “Mondo nuovo” più di 30 anni fa (in qualche orrenda traduzione italiana che probabilmente era di vari decenni prima),

          però non ho mai letto il “Ritorno al Mondo Nuovo”, cioè la riedizione elaborata in forma saggistica dallo stesso autore una ventina d’anni dopo la prima pubblicazione,

          in cui si aggiungono commenti e riflessioni varie legate alle scoperte scientifiche e agli sviluppi tecnologici intervenuti nel frattempo.

          Qualcuno l’ha letto e ha qualcosa di interessante da segnalare?

          Io in casa avrei anche questo, ma è una delle mille cose che non ho ancora finito di leggere:

          https://www.bu.edu/cgs/2014/11/13/professor-r-sam-deese-releases-we-are-amphibians/

  23. Moi says:

    @ MIGUEL

    Per Ver* Espert* 😉 …

    https://www.youtube.com/watch?v=riKVQjZK1z8

    The Evolution Of Queerbaiting: From Queercoding to Queercatching

    (33 min : 34 sec)

  24. Moi says:

    Sui Ruoli di Genere … pochi minuti di rara eloquenza :

    https://www.youtube.com/watch?v=h9Ne2ZBXKa0

    Rei e Mamiya , Tetsuo Hara e Buronson (1983)

    • Moi says:

      Anzi : 1 minuto e 47 secondi … ma che bastano e avanzano per defuffare 😉 tante robe da Gender Studies !

  25. Moi says:

    … Ma quando (!) finì per sempre la distinzione fra “Naturale” e “Artificiale” ?

    Secondo alcuni, da quasi ben due secoli : quando nel 1823 (!) il Chimico Tedesco Friedrich Wöhler “sintetizzò” in laboratorio l’urèa … partendo unicamente da reagenti inorganici !

  26. Moi says:

    @ MIGUEL

    JK Rowling’s hand prints in Edinburgh vandalised with red paint amid trans rights row

    The author has been criticised on social media for her comments on the trans community.

    https://www.edinburghnews.scotsman.com/news/crime/jk-rowlings-hand-prints-edinburgh-vandalised-red-paint-amid-trans-rights-row-2911302

    Le impronte della mano di J.K. Rowling a Edimburgo sono state vandalizzate. Sul cemento è stata versata vernice rossa e accanto è stata piantata una bandiera blu, rosa e bianca simbolo del movimento transegender. L’atto vandalico nei pressi del Municipio della capitale scozzese sarebbe da ricondurre alle accuse di transfobia

    https://www.ilmessaggero.it/mind_the_gap/rowling_vandali_impronte_edinburgo_movimento_trans-5342641.html

  27. Moi says:

    Per me BLM come “acronimo” è bruttissimo come estetica, mi fa pensare a un istituto Bancario, Monetario, per investire sul Lavoro (in senso “smart, light, esasy, young dove va grassa se NON paghi per fare esperienza”)

    • Z. says:

      Sì, è vero. Anche a me fa pensare a un’impresa di recupero crediti o di consulenze finanziarie dove lavorano ragazzi giovani in giacca e cravatta per 600 euri al mese.

      Ma forse dipende dal nostro pregiudizio verso gli anglicismi anche acronimici. Un ambito in cui si dice smart working, o SW, per non dire “far lavorare il dipendente da casa sua, con spese a suo carico, senza limiti di orario e senza pagargli straordinari e buono pasto. E magari incassando dallo Stato la cassa integrazione per un dipendente che da casa sta lavorando”.

      In effetti, tutto questo è smart, per il padrone 🙂

    • Francesco says:

      nel mio settore è il nome di una grande azienda che fa macchinari molto particolari, venduti in tutto il mondo alla facciazza dei tedeschi!

      per cui leggeri BLM nell’altro senso mi fa molto ridere

  28. Moi says:

    Ma SW … non era Sex Workers 😉 ?

  29. Moi says:

    … Questa sì che è una sorpresa !

    … Una mossa vagamente un po’ come quando gli UAARini misero , a Bologna la statua in cartapesta di Yoda accanto a quella di Padre Pio (Kenobi) facendone una roba pseudo-Jedi …

    Notevolissima la statua bronzea, tecnicamente fatta meglio (e in tempi a quanto pare rapidissimi) di tanti monumenti “veri” …

    —————————

    A sculpture of a Black Lives Matter protester, placed on the plinth where a slave trader’s statue was toppled, will be removed, Bristol’s mayor has said.

    The sculpture of Jen Reid was erected early on Wednesday at the spot in the city where an Edward Colston statue was pulled down during protests last month.

    Ms Reid had been photographed standing on the empty plinth.

    https://www.bbc.com/news/uk-england-bristol-53423415

  30. Moi says:

    Notare quanti “Whites”, nella foto di cui sopra al link, a fare lo splash down a fiume della statua dell’ “Antico” Trafficante Schiavista Edward Colston …

  31. Moi says:

    Per me , lasciare il plinto senza nessuna statua sopra può essere un’ Opera d’ Arte Contemporanea Involontaria ! 😉 🙂 😀

    • Per Moi

      “Per me , lasciare il plinto senza nessuna statua sopra può essere un’ Opera d’ Arte Contemporanea Involontaria ! ”

      Bellissimo, basta con TUTTI gli idoli!

  32. Moi says:

    Premesso che Storicamente [avverbio che per i SJWs NON esiste …] NON siamo gli USA , NE’ lo UK … in Italia, ci sono , che voi sappiate, monumenti a Personaggi Storici (più o meno importatni) NON-Bianchi ?

    … Intendiamoci : I Quattro Mori a Livorno NON valgono, poiché Anonimi eh !

    … Anzi, delle due, gli AngloSassoni avrebbero già ben che vada inscatolonato tutto (… come per Churchill !!!) trovando l’ intstallazione in questione “razzista” !

    • PinoMamet says:

      A Parma ci sono due anonimi guerrieri etiopi, in posa di eroi-sconfitti, ai lati della statua all’esploratore Bottego.

      Non sono esaltanti della figura africana, diciamo, ma neanche particolarmente umilianti, e a dire il vero assomigliano di più ai pellirossa dei western.

      Che sappia io il complesso scultoreo è sempre stato punto di aggregazione di spacciatori multietnici, e diversi africani ci si facevano anche le fotografie, quando ancora non si chiamavano selfie.
      È in zona Stazione…
      adesso è stato un po’ spostato e da un po’ non ci vado, ma non credo sia cambaito piùù di tanto…

  33. Moi says:

    … Ma poi la statua di WC 😉 🙂 😀 , che in effetti da inscatolonata pare proprio un Cesso Chimico … com’è che funzia ?!

    … Lo Scatolone si apre a pedaggio, a orari come un micro-museo, e si può vedere la Statua, oppure è del tutto inaccessibile a chiunque ?!

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