Americani! (3)

Il Quattro Luglio è una data significativa nella storia americana, anche perché quel giorno un uomo, di cui si ignorano luogo e data di nascita, nonché il vero nome – di solito si faceva chiamare Wallace Fard Muhammad – creò a Detroit la Nation of Islam (NOI), per poi scomparire nel nulla, lasciandosi dietro solo una foto, che avrebbe potuto essere quella di un poeta futurista bolognese.

Detroit era cresciuto come un imbroglio, più che un crogiuolo, di “razze”: neri arrivati dalle campagne del sud, polacchi, tedeschi, tutti pronti a sgozzarsi per un posto nell’immensa industria automobilistica che in pochi decenni aveva sconvolto il continente (e quando l’imbroglio collassò, nel 2013, il Comune di Detroit dichiarò fallimento come un’impresa qualunque).

A Detroit fu commesso uno dei più grandi delitti della storia umana: l’affermazione che ogni essere umano avesse il diritto di guidare una tonnellata d’acciaio. E per farlo, avevano diviso il lavoro umano in circa 150 tappe distinte, incomprensibili a chi dedicava la vita.

Louis Ferdinand Céline,  nel Viaggio al termine della notte, racconta il suo incontro con Detroit:

“In quella folla quasi nessuno parlava inglese. Si spiavano gli uni gli altri come bestie sfiduciate, battute spesso. Dalla loro massa saliva un odore di mutande pisciate come all’ospedale. Quando ti parlavano evitavi la loro bocca perché il dentro dei poveri puzza già di morte.”

il medico che visitava la massa (nuda) di aspiranti a un posto con la Ford disse a Céline

““Non ti serviranno a niente qui i tuoi studi, ragazzo! Mica sei venuto qui per pensare, ma per fare i gesti che ti ordineranno di eseguire… Non abbiamo bisogno di creativi nella nostra fabbrica. È di scimpanzé che abbiamo bisogno.. Ancora un consiglio. Non parlare mai più della tua intelligenza! Penseremo noi per te amico! Tientelo per detto.”

Fard (che non era certo Ford) probabilmente proveniva dal Moorish Science Temple, un’organizzazione paramassonica nera, che aveva introdotto il mito egizio nel mondo della “gente di colore” e che sosteneva che i neri fossero membri dell ‘ “Impero del Marocco”.

Certi ambienti guardavano sempre verso Oriente, e fu in quel mondo che nel 1905 arrivò la notizia sconvolgente che il piccolo popolo degli omini di razza gialla avesse sconfitto l’immenso impero bianco degli zar – un evento che mise in moto, contemporaneamente, l’India, il mondo arabo e nuclei in Africa e tra i neri americani.

Molti neri americani, infatti, sarebbero finiti in carcere durante la Seconda guerra mondiale come obiettori di coscienza, proprio per essersi rifiutati di combattere il Giappone: e il movimento antisegregazionista nacque curiosamente nell’incontro tra neri e bianchi che si rifiutavano di partecipare a quella che oggi ci vendono come la “crociata antirazzista” – ma è un’altra storia, e forse la racconteremo un’altra volta.

La Nation of Islam oggi, nonostante gli immensi sforzi dell’FBI, (già allora lo chiamavano un “hate group”) ha novant’anni.

In tutto quel periodo, la NOI è stata il bizzarro fulcro dell’autorganizzazione dei neri, orgogliosamente distaccato dai tentativi di rimodellare i neri nell’immagine dei bianchi.

Eppure è un movimento radicalmente americano, nella sua mitologia, nella sua retorica, nella sua organizzazione, nella violenza che a volte ha accompagnato la sua storia, nel suo messaggio apocalittico.

Alla base della NOI, come dei Mormoni, c’è un mito: la storia di Yakub dalla testa grossa, che visse alla Mecca 6.600 anni fa, quando gli esseri umani avevano ancora tutti la pelle nera.

Nella patria dei fumetti, Yakub ce lo disegnano così:

Yakub, che come si può vedere era molto intelligente, ma anche malvagio, si ritirò sull’isola di Patmos e con un processo di ingegneria genetica e spietata selezione naturale sui propri seguaci, durato 600 anni, costruì la razza bianca.

“Mentendo alla madre nera del bambino, la menzogna divenne la natura stessa del bambino bianco”.

I bianchi viaggiarono alla Mecca, ma ne furono cacciati, come dal Paradiso; vissero nelle grotte, divorando carne cruda.

Alcuni cercarono di ridiventare neri, ma era ormai troppo tardi: da quei pentiti discendono i gorilla (fu comunque un miglioramento per loro).

I bianchi però riuscirono con i loro artifizi, la tricknology (geniale calco su technology, ma fa venire anche in mente knowledge, oltre a trick) a ridurre in schiavitù i neri, fondando l’America (lo so, sarebbe cultural appropriation, ma quanto vorrei potere questa parola!).

Incredibilmente, la Nation of Islam, nel 2010, è entrata nell’orbita della Chiesa di Scientology, un’altra organizzazione americanissima: la creatura di un autore di fantascienza del tutto bianco che – come capita spesso da quelle parti – aveva trovato la soluzione a tutti i problemi del mondo, e aveva messo in piedi un’efficientissima impresa multinazionale per metterla in atto, e per stroncare qualunque critico.

Louis Farrakhan esordì come musicista: provenienza comune a tante figure religiose americane, perché per sopravvivere senza otto per mille, devi saper incantare.

Oggi dirige la Nation of Islam, essendo diventato erede dell’allora capo, dopo la molto americana rimozione di Malcolm X.

Il 4 luglio scorso, nella veste di

“the voice of God, the Jesus in our midst today, the Honorable Minister Louis Farrakhan”

hatenuto un discorso in uno splendido giardino annunciando che “America is currently on a rocketship to hell.

Eccovi l’America: il tecnorazzo e il bibbioinferno, in una sola secca frase.

Finché non lo tolgono da Youtube, vi invito vivamente ad ascoltare il discorso: vale una laurea in americanistica.

Farrakhan si esibisce con un bell’abito vagamente orientale, molto curato, davanti a quello che deve essere un piccolo pubblico di dirigenti scelti; e che sono l’esatto opposto dei manifestanti neri che vediamo noi.

Le donne sono vestite di bianco, gli uomini in giacca e cravatta, e le guardie portano elaborate divise militari.

Questo ci dice molto sulla differenza tra la cultura liberal, fatta da ricconi che hanno bisogno di trasgredire regole fin troppo definite e la cultura di una comunità devastata, che ha bisogno di darsi ordine.

Nel discorso, ci sono tutte le tematiche dell’americanità.

Farrakhan racconta storie, usando un linguaggio che non ha equivalente in italiano. Perché in Italia, o c’è il cosiddetto ignorante che in realtà parla in dialetto, con mille anni di storia alle spalle, o c’è il colto che parla complicato.

Invece il linguaggio di Farrakhan pone un problema enorme per un traduttore come me.

E’ intimo, semplice.

Ci dice subito che lui è nero, e questo è interessante: perché i neri americani non hanno la pelle nera (basta guardare Farrakhan, in Italia non se ne accorgerebbe nessuno:  lui, una volta, ha ipotizzato che il suo padre, sconosciuto, potesse essere ebreo).

I neri americani hanno la lingua nera. E questa, forse, è il vero cuore della loro identità.

Quello di Farrakhan è un linguaggio poetico e ricco, e anche arcaico di quattro secoli, perché si rifa all’interiorizzazione della Bibbia, come fu tradotto per conto di Re Giacomo nel Seicento.

Più sei ignorante in America, nero o bianco sfigato, meglio lo capisci.

La storia di fondo è di esilio e redenzione: pensiamo a tutti gli americani come un mucchio di sradicati di ogni parte del pianeta, capitati per violenza, avidità, follia o sbaglio in una terra non loro, che sognano la redenzione, ma anche la distruzione apocalittica dell’esistente.

Poi nasce la distinzione fondamentale, tra americani ricconi che sostengono di vivere nel migliore dei mondi possibili e pretendono pure di adattare il mondo alle loro fantasie; e americani sfigati, che attendono la catastrofe per redimersi.

In Italia, i primi li chiamano “liberal”, gli altri “feccia razzista”, bianca o nera che sia.

Gli americani sfigati, di qualunque colore, non potevano che riconoscersi in alcune storie di un testo di duemila anni prima.

Farrakhan non deriva la propria autorità da qualche ruolo clericale, ma dal fatto che parla direttamente con Dio. Nulla di strano, lo fanno decine di milioni dei suoi compatrioti, bianchi o neri, non hanno mica bisogno di preti, al massimo di profeti.

Il discorso di Farrakhan è un lungo fiume, che non segue un vero filo logico, ma la dialettica non è roba da americani. E anche su questo ci sarebbe da riflettere, perché l’America vera non è passata proprio per la filosofia.

Farrakhan espone, con chiarezza il criterio. 

Il mondo è stato creato per i righteous, è oggi in mano ai wicked.

Trump godeva della certezza di un’economia fiorente, ma

“Dio non colpisce mai un popolo quando è triste.

Nei giorni di Noè, attese che fossero molto felici! Che si sposassero e si ubriacassero e se la spassassero!”

Adesso con l’uccisione di George Floyd, è arrivato il momento in cui Dio punirà l’America per quattrocento di schiavitù, che hanno trasformato i neri in “totally wrecked human beings“, senza lingua e senza nome.

E l’idea normalissima – anche nel gergo militare americano – del dio che punisce, che vendica, che annienta, segna un’altra distanza dall’Europa.

Improvvisamente, Farrakhan ha un crollo.

Vengono a sorreggerlo e farlo sedere due giovani guardie.

E allora lui fissa i suoi, e fa un racconto molto americano, perché collega il mito direttamente a qualcosa di molto personale.

Racconta di come gli ebrei avevano falsato la Torà, inventandosi il Talmud.

Di come il Talmud ordini loro di mettere alla prova chi parla in nome di Dio, avvelenandolo.

Di come gli ebrei lo avessero fatto con il profeta Muhammad, che mangiò l’agnello avvelenato, ma sopravvisse, pur ammalandosi e soffrendo atrocemente.

Allora, Farrakhan racconta che l0 avevano fatto anche a lui, avvelenandolo con semi irradiati, che gli avevano provocato un tumore che gli aveva fatto venire dolori atroci, ma era miracolosamente sopravvissuto per oltre vent’anni:

“I sit, but yet I stand!”

“Allora, se gli ebrei hanno cercato di uccidermi, ma non ci sono riusciti, dovreste capire chi io sia davvero!”

Nulla contro i “miei amici ebrei”, ma i “miei nemici” hanno

“innalzato il Talmud contro la Torà, e hanno diffuso la menzogna che loro sarebbero più forti di Dio!”

Ora, dice, “loro” (i bianchi, gli ebrei, lo Stato?) cercano di riprendere il controllo, contro la pestilenza mandata da Dio, ma cosa potranno fare contro la volontà di Dio?

Cercheranno di vaccinare il mondo, ma

“dico ai presidenti africani, non accettate le loro cure!

In nome dell’America nera, ispanica, nativa, vi dico, stanno cospirando adesso per vaccinare 7,5 miliardi di persone… il Dottor Fauci, Bill Gates e Melinda, vogliono spopolare il pianeta!

Chi siete voi a decidere chi deve vivere e chi morire?

Ecco perché il vostro mondo volge al termine! Voi avete condannato miliardi a morire, ma ora Dio vi condanna alla morte cui avete condannato gli altri!”

E da un Libro Sacro salta a un altro:

“Loro sono il Cavallo Verdastro dell’Apocalisse, il cui nome era, Morte!

Immaginatevi qualche caucasico, rinchiuso in una stanza, che decide la morte di due o tre miliardi esseri umani… ecco, questo è Satana!”

Splendido quel Caucasian, termine insensato che ha maledetto la storia americana: il Caucaso sarebbe stato l’approdo dell’Arca di Noè, poi un certo Christoph Meiners inventò il proto-Yakub, raccontando già a fine Settecento che ci sarebbero state due razze, una quella dei Negri, e una quella dei Caucasici.

Una vera caucasica, una poetessa georgiana, mi ha raccontato che è contenta di vivere a Palermo, perché lì vede volti familiari.

Torniamo a Farrakhan.

Satana, spiega, è per definizione colui che si crede migliore degli altri, e i bianchi, per loro stesso natura, si ritengono meglio degli altri, e precisa che non è nemmeno colpa loro:

“Sono nati con la menzogna e l’omicidio nella loro natura!”

E sottolinea come i poliziotti bianchi mentano quando scrivono i motivi per cui uccidono i nostri fratelli neri.

Ma ora, dichiara, i poliziotti non dovranno più entrare nelle nostre comunità, perché forse non ne usciranno vivi.

A questo punto si rivolge a un noto editorialista filoisraeliano, Alan M. Dershowitz, che lo aveva criticato, e gli ordina di “ascoltare le parole di Dio dalla mia bocca:”

“Allora, signor Dershowitz, se porti questo vaccino e dichiari che sei pronto a portare il tuo esercito per obbligarci a prenderlo, quando cerchi di imporcelo, si tratta di una dichiarazione di guerra contro tutti noi.

Hai un’unica vita, combatti con tutte le tue forze per preservarla, e combatti con tutte le tue forze per distruggere tutti coloro che nel cuore e  nella mente, vogliono distruggere te e strapparti la vita.”

E questo fa innervosire, comprensibilmente, non pochi ebrei.

Ma nessuno nota che Farrakhan se la prende anche con la Cina, accusata di sopprimere i musulmani cinesi. E qui spiega bene la visione radicale americana su chiunque pretenda di essere il potere, tranne Dio:

“Non puoi essere tiranno e vivere oggi! I popoli si stanno ribellando contro tutti i tiranni! Presta attenzione, perché tu non sei il padrone della vita!

Io rappresento il padrone della vita!”

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84 Responses to Americani! (3)

  1. PinoMamet says:

    …io credevo che i Rastafariani fossero strani… 😉

    • Francesco says:

      OMDAP!

      peraltro i neri sono stati cristiani in larghissima parte almeno fino agli anni ’70 o sbaglio?

      quindi la NOI non è così importante

      • Carlo says:

        I neri americani, secondo la Wikipedia in lingua inglese dovrebbero essere ancora in larghissima parte cristiani, in genere protestanti, i musulmani sono solo 600000-800000 su una popolazione di 40-45 milioni, a sua volta la NOI pare abbia tra i 30000 e i 50000 membri, quindi, a voler essere generosi un dodicesimo della popolazione nera musulmana, che è a sua volta una minoranza sull’intera popolazione nera.

        • PinoMamet says:

          Meno male!!
          Dico dal punto di vista della sanità mentale della popolazione statunitense…

        • Francesco says:

          lo supponevo ma non volevo fare troppe ricerche … però 40-45 milioni sono un sacco di gente

          sono così tanti i black? 13% forse sì hai ragione

  2. Moi says:

    il Mister Farrakhan io , al massimo, posso darlo buono per “Crèolo” …

    lo”stricchetto” 😉 stona inguardabilmente con il resto della “tenuta” 😉 che indossa !

    • Moi says:

      Riferito alla “tenuta” da Imam (forse un po’ troppo in ghingheri rispetto alla più austera foggia tradizionale …) con la quale fa il videosermone …

    • PinoMamet says:

      “il Mister Farrakhan io , al massimo, posso darlo buono per “Crèolo” ”

      A me ricorda il compianto Leone di Lernia!!

  3. Z. says:

    Altri quattro anni di Trump sarebbero stati interessanti…

  4. Moi says:

    @ MIGUEL

    https://www.youtube.com/watch?v=H-cVwuMmylA

    Provided to YouTube by Smithsonian Folkways Recordings

    “What to the Slave Is the Fourth of July” ·

    Ossie Davis

    https://en.wikipedia.org/wiki/Ossie_Davis

  5. Moi says:

    @ MIRKHND

    Valentino Compassi, che più volte hai detto essere l’ autore pià enciclopedico”a tema” 😉 , ingiustamente obliato … cosa dice di questo Yakub ?

  6. paniscus says:

    “Yakub, che come si può vedere era molto intelligente, ma anche malvagio, si ritirò sull’isola di Patmos e con un processo di ingegneria genetica e spietata selezione naturale sui propri seguaci, durato 600 anni, costruì la razza bianca.”
    ——————–

    Ma non è una roba tipica dei supereroi e dei mostri dell’universo Marvel?

  7. Carlo says:

    Come fa la NOI a conciliare il fatto che credano che i caucasici siano creature omicide e bugiarde col fatto che il suo fondatore Wallace Fard (ma a volte chiamato anche Wallace Ford) fosse un caucasico? Le sue origini sono misteriose, chi dice fosse arabo, chi pakistano, chi neozelandese, me è sicuro, anche dalla foto messa da Miguel che non fosse un nero.

    • Per Carlo

      “me è sicuro, anche dalla foto messa da Miguel che non fosse un nero.”

      Attenzione… se hai visto il bel film di Spike Lee su Malcolm X, ricorderai che era prassi per i maschi neri farsi stirare i capelli. Aggiungi che i neri americani non hanno certo la carnagione dei neri italiani e la foto posata da “signore”.

  8. Moi says:

    @ MIGUEL

    Negli ultimi due post “Americani!” NON hai messo il numerino progressivo … ciò causa un discreto Chaos !

  9. Moi says:

    @ MIGUEL

    … “Stretched Hair” ?!

    ——————————-

    Dreadlocks, cornrows and other natural hairstyles protected under California law

    https://eu.usatoday.com/story/news/nation/2019/07/03/california-first-state-ban-hair-discrimination-crown-act/1643833001/

    California […] became the first state to protect citizens from discrimination based on hairstyle, a law greeted with both enthusiasm and a touch of dismay by people of color.

    • PinoMamet says:

      “In this image taken from a video on Dec. 19, 2018, Buena Regional High School wrestler Andrew Johnson had his dreadlocks cut minutes before his match. Johnson, who is black, had a cover over his hair, but referee Alan Maloney, who is white, said that wouldn’t be sufficient.”

      Commento, dal link di Moi, solo questa didascalia.

      ora, da notare innanzitutto che l’autore della legenda senta il bisogno di specificare chi è nero e chi è bianco.

      (Mi ricorda le barzellete sovietiche sul “compagno segretario generale Brezhnev in visita alla porcilaia- il secondo a destra” 😉 )

      ma soprattutto, per puro caso mi è capitato di vedere un incontro, non di lotta ma di pugilato, tra due atlete, su youtube, pochi giorni fa.

      una delle due (mi pare fossero entramb nere) era pesantemente impacciata da una specie di impianto posticcio di orribili capelli afro-rossicci-etnici, che continuava a spostarsi, volare da tutte le parti, finirle sugli occhi e costringerla a sistemarlo mentre l’avversaria le menava, ovviamente.

      Finalmente l’allenatore glielo faceva tagliare a forza, lei piangente disperata, mettendola di fronte all’alternativa, “o i capelli o il match”.

      insomma, non credo che l’arbitro dell’incontro di lotta della foto, di cui si specifica che è “bianco” (e quindi ovviamente razzista e prevenuto) fosse davvero mosso da razzismo e odio ingiustificato verso certe acconciature…

      • Comunque qui abbiamo una toscanista impegnata, di mestiere vigilessa, che ha il colorito più o meno di Farrakhan e i capelli assolutamente “crinkly”, portati con grande naturalezza. Tutti i suoi parenti sono toscanissimi.

        Qui lei è toscana, in America sarebbe black.

        • PinoMamet says:

          Hai voglia quanti ne vedo!
          Cito il compagno delle elementari, e poi di liceo, di mio fratello (riccissimo, moro, doppio più scuro di Farrakhan, locale al 100 per cento) e uno dei miei tanti studenti originari di Napoli (nettamente più scuro dei compagni nord africani)… tutta gente che in America sarebbe “nera”, se solo volesse 😉

          PS
          Hai sentito dell’Oklahoma?

          • Per PinoMamet

            “Hai sentito dell’Oklahoma?”

            No, cosa?

          • PinoMamet says:

            Un tizio nativo americano dell’Oklahoma, incarcerato, ha fatto ricorso sostenendo che il tribunale che lo ha giudicato non aveva giurisidzione su di lui perchè in base agli accordi presi all’epoca, e mai revocati, gran parte dell’Oklahoma appartiene ad alcune nazioni nativo-americani, che mantengono i ldiritto di amministrarli, giudicare ecc.

            nessuno lo ha preso troppo sul serio finché la cosa è arrivata davanti a una specie di corte di cassazione che ha stabilito che ha ragione lui.

            In base a questo provvedimento, probabilmente dovranno scarcerare diverse centinaia di detenuti nativi americani che devono essere giudicati (se possibile) dai tribunali dei rispettivi popoli;
            ma soprattutto la decisione dei giudici apre delle prospettive interessanti sulla gestione di gran parte dello Stato (e forse anche di altri in America, non lo escluderei) perché in effetti molti di questi trattati non sono mai stati revocati.

  10. OT

    Roosevelt anno 2020 (poi quando nemmeno quello gli riusciì, Roosevelt inventò la guerra):

    Source : https://ilmanifesto.it/decreto-rilancio-bonus-a-pioggia-mentre-cresce-la-crisi/#Echobox=1594383610
    il manifesto – quotidiano comunista
    Economia

    Decreto rilancio, bonus a pioggia mentre cresce la crisi

    55 miliardi, 267 articoli, 495 pagine: per rendere esecutivo il testo servono 148 misure attuative. Per i poveri solo un reddito di emergenza, per le imprese taglio dell’Irap

    Roberto Ciccarelli

    Edizione del 10.07.2020

    Pubblicato 9.7.2020, 23:59

    La diga sta per essere ultimata, ora il governo spera che lo tsunami della crisi sociale ed economica più grave dell’ultimo secolo non la travolga. Pari ad almeno due finanziarie, 55 miliardi di euro in totale, il decreto rilancio è stato approvato ieri alla Camera con una fiducia che ha ottenuto 278 voti favorevoli, 187 contrari ed un astenuto. Il decreto, in scadenza il 18 luglio, dovrà essere approvato senza modifiche dal Senato dove approderà il 14 luglio.
    FRUTTO di un maxi-scostamento di bilancio, con 26,2 miliardi di indebitamento netto messo in conto sul 2021, e di oltre 800 milioni aggiunti dai deputati, il decreto anticipa un nuovo scostamento di bilancio che si è reso necessario per coprire molte altre spese innescate dall’emergenza Covid e sarà deciso entro l’inizio delle vacanze, prima di settembre quando sarà il turno di una legge di bilancio molto difficile.

    IL «DECRETO RILANCIO» si presenta come un cono rovesciato. Contiene un ampio pacchetto fiscale la cui misura principale è il taglio dell’Irap in maniera incondizionata 4 miliardi alle imprese fino a 250 milioni di euro di fatturato, comprese quelle che hanno aumentato i profitti nel lockdown, e ha ribadito l’estrema condizionatezza di un bonus temporaneo e difficilmente accessibile ai poverissimi chiamato «reddito di emergenza» che stanzia in due tranche poco più di 800 euro. La contraddizione è palese anche da un altro punto di vista: l’Irap va per il 90% alle sanità regionali. Per ovviare all’ammanco l’esecutivo ha stanziato più di 3 miliardi di euro alla Sanità. Il saldo delle misure è, al momento, quasi pari.

    UNA CONTRADDIZIONE politicamente analoga è spuntata in un altro bonus contenuto tra le misure aggiunte alla Camera. Alla pioggia dei bonus si è aggiunto quello per la rottamazione delle auto che scatterà dal prossimo 31 agosto e sarà utilizzabile, per l’acquisto di auto nuove, fino ala fine di quest’anno. Se l’auto è stata immatricolata prima del gennaio 2010 il bonus sarà anche “rafforzato” con 2mila euro in caso di emissioni CO2 g/Km fino a 60 (le auto elettriche e ibride). Sarà di 1.500 euro per le Euro6 da 61 a 110. In caso di mancata rottamazione il contributo è dimezzato. Un aiuto importante all’industria automobilistica in agonia, già sostenuta dal governo con un maxi prestito da oltre sei miliardi nel caso di Fca.

    NON PROPRIO UNA SPINTA verso il Green New Deal più volte evocato da questo governo che dovrà destinare una parte cospicua del «Recovery fund» europeo (172 miliardi, forse) alla cosiddetta transizione “ecologica». «Siamo riusciti a ridurre l’impatto degli incentivi al diesel – ha detto Rossella Muroni (LeU) che ha votato il provvedimento – Una misura inutile e dannosa perché premia con un simbolico ecobonus ciò che ecologico non è, le auto che anche per l’Europa sono troppo inquinanti. Spero sia davvero l’ultima volta – conclude la Muroni – che commettiamo un simile errore strategico. Spero sia l’ultima volta che il Green New Deal rimane slogan e non decisione politica».

    OLTRE A MISURE a pioggia per il sostegno per il comparti del tessile, la moda, le fiere e il «wedding planning», e alle misure per l’estensione delle casse integrazioni e del blocco dei licenziamenti (ne parliamo sotto), va segnalato l’ecobonus al 110% esteso alle seconde case. Si tratta di una detrazion per gli interventi su edifici energeticamente efficace,

    C’È POI IL RADDOPPIO dei fondi alle scuole paritarie. è stato recepito un emendamento della commissione bilancio approvato trasversalmente dalla maggioranza alla Lega e alle altre destre, che ha stanziato altri 150 milioni, per un totale di 300 milioni di euro. Alla scuola pubblica sono stati destinati 1,6 miliardi di euro, metà di quanto riconosciuto ad Alitalia. La ministra dell’Istruzione Azzolina e il premier Conte hanno annunciato un altro miliardo, la metà del quale investito per l’assunzione di almeno 50 mila nuovi precari, non alle stabilizzazioni. Il provvedimento allunga il congedo parentale fino al 31 luglio per chi ha figli fino a 12 anni, con la perdita del salario fino al 50%, e finanzia i centri estivi fino dai 3 ai 16 anni con altri 150 milioni.

    • Francesco says:

      io punterei sulla guerra, dopo averti denunciato per calunnia per aver paragonato Giuseppi Conte a FDR

      con l’aggravante di aver citato l’attuale Manifesto parlando di ecnomia – come se avessi citato l’attuale Berlusconi parlando di calcio!

      ma a chi facciamo la guerra? io punterei sulla Libia, questa volta però Malta la invadiamo SUBITO, così da avere in controllo del mare. poi si va a terra e si massacrano i siriani e i libici (facile, basta armare gli africani dei lager e far loro vaghe promesse)

      alla fine, noi prendiamo il petrolio e la UE si prende gli africani e la crisi economica è risolta

  11. Fulvio Grimaldi spesso scrive sopra le righe, digitando – come ammette lui – sul suo telefonino dove gli scappano diversi refusi.

    E non giurerei sulle sue competenze mediche 🙂

    Però oggi difficile dargli torto, specie per quanto riguarda come il M5S abbia tradito il proprio elettorato.

    Sinergie: Covid 19 – Semplificazioni
    DIFATTI GLI ITALIANI
    SI DISFA L’ITALIA

    Uno che è nato quando il Futurismo insegnava al mondo come rinnovare la rappresentazione di cose, pensiero e azione; quando ancora c’erano Pirandello e il Vate e gli unici rapporti non corpo a corpo, non occhio nell’occhio, non mano nella mano, o lettera a lettera, erano per telefono e, raramente, per telegrafo; uno che ha avuto la fortuna di vivere quasi tutta la sua vita di scapestrato prima dell’apocalisse della smaterializzazione-digitalizzazione dell’umanità e perciò oggi si rifugia tra le zampe del suo bassotto a cui, come a tutti gli animali, questo abominio non può essere inflitto, costui può ben avere i titoli per dire una cosa incontrovertibile.

    Si perde nelle nebbie di una memoria a momenti centenaria, forse addirittura in evi lontani, l’esistenza di un regime più nefasto, infausto e letale di quello che, al servizio di orchi stranieri, globali e composto da sciagurati apprendisti orchi, sta cancellando il paese e il popolo di Virgilio, Dante, Michelangelo, Pisacane, Garibaldi, le sue camicie rosse e le bandiere rosse della sua Brigata.
    Rinchiuso, imbavagliato, annichilito e in parzialmente liquidato il popolo, togliendo di mezzo i diritti e le salvaguardie che esso si era guadagnato a forza di secoli e sangue, questo regime è passato ora a raccoglierne i frutti sul territorio.

    Il principio guida essendo che, annientati i produttori di ricchezza e bellezza, si può completare l’opera appropriandosi della residua ricchezza mediante la distruzione di una bellezza fisica, naturale e storica di cui nessuno, nell’era del vaccino e dell’identità digitale, ha più bisogno.

    Questo è il decreto PDCM (a conferma che di un parlamento non sentono più il bisogno neppure i parlamentari) chiamato, nel solito stile magliaro-mafioso, Semplificazioni, Sblocca cantieri, Rilancio.

    Ci sarebbe da ridere, una volta strappattici tutti i capelli, a vedere come ciò che neanche a Prodi e neanche a Berlusconi era riuscito in termini di devastazione, ora si farà alla grande grazie al patto 5Stelle-Italia Viva. Un’altra tacca sul lancia-napalm dello stregone Grillo e del suo patetico garzone (e anche uno sputo in faccia ai loro elettori).

    I dettagli di questo spaventoso deragliamento
    da una cura del territorio che ha impiegato millenni per donarci il “Bel paese”, li potete trovare solo in rete, estrema ridotta, o, parzialmente, nei media delle cosche che si sentono deprivate del loro boccone. Qui basti dire che, se per anni, a forza di Sardine, Grete e fasulloni vari dipinti di verde, ci hanno scassato la minchia con la farsa del “green new deal”, e se da decenni questo paese si sbriciola e affoga, tra i regali a tipi come quelli del MOSE, o delle mafie, o delle grandi consorterie delle Grandi Opere, non c’è neanche una lira per la lotta al dissesto idrogeologico. Ma c’è il “tana liberi tutti” per 130 Opere deregolamentate: semplificate sul percorso di una devastazione di vite e territori, ma verso i dividendi di manager, azionisti e boss. Dei quali solo questi ultimi possiamo vantare come connazionali.
    130 abominii stradali e di alta velocità-capacita’, del tipo che non hanno mai portato progresso, sviluppo, ma solo crescita… degli spazi pieni nei caveau. Una minoranza elitaria arriverà 15 minuti prima a destinazione, quelli delle Audi potranno sfrecciare a 200 all’ora, ma i pendolari si schiacceranno addosso le loro fetide mascherine, affollate di germi, meglio che mai. E le città strizzate dai distanziamenti e strozzate dal traffico privato? Grande rilancio, grandi cantieri per tram e metro? Gli stanziamenti per questa roba retrograda stanno a quelli per il trasporto der ricchi e delle merci fantasma (che qui nessuno produce più, ma che importeremo dalla Germania), come il miliardario Tav Terzo Valico sta a un porto di Genova che ormai basta appena per qualche cacicco del Qatar.

    Sotto i 150mila euro, l’appalto lo puoi rifilare tranquillamente al soggetto dei tuoi affetti, o delle tue tangenti, o dei tuoi voti elettorali. Quelli sopra quel livello li spacchetti in tanti da 150 ed è fatta. Quando vai sui milioni, ci pensa il Commissario Straordinario, di nomina politica, cioè inequivocabilmente l’amico degli amici. Dicono, sbandierando la foglia di fico, che trattasi del Modello Genova. Figurarsi, quello aveva addosso gli occhi del mondo e non potevi sgarrare. Macché, è il modello Expo, il modello frittura di pesce, il modello Mose, il modello Lunardi di berlusconiana memoria.

    E, per sommo coronamento del sogno a 5 Stelle, è perfino il nuovissimo “modello Tav”. Primo della lista. Tanto per sfottere.
    E a sfottere, con grande eleganza troikiana, serviranno i 36 miliardi del Mes, già “Salvastati”, nel senso che prima te li da e poi ti si piglia. Sbavano tutti per averli, anche, vedrete, i 5 Stelle. Come rifiutarlo? Sono gratis (come quelli di Ciccio il cravattaro) e servono tutti alla nostra (?) sanità! Già, come faremmo altrimenti a pagare i 400 milioni di vaccini ordinati a Bill Gates &Co e gli altri, per i tubi di ventilazione che servono a far morti “da virus ” con i polmoni bruciati, in occasione della seconda ondata e della terza e della quarta. Che festeggeremo in digitale, parlando come Al.
    Fulvio

    • Mauricius Tarvisii says:

      I miliardi del MES non sono gratis. Ci pagano per prenderceli.
      Sembra paradossale, ma la differenza tra il tasso di mercato e il tasso agevolato è reddito.

      • Z. says:

        Più che paradossale è una pura banalità. Rifiutare il MES, oggi – e i grillini lo stanno ancora rifiutando, fino a prova contraria – significa boicottare l’Italia sperando di nuocere al governo Conte.

        Ma basta che qualcuno scriva “skifo skifo kasta skifo” e fa subito successo sulla blogsfera. Verificare se ciò che scrive ha senso è irrilevante.

        In questo Grimaldi ha ragione: da quando i grillini sono al potere hanno smesso di gridare “skifo skifo kasta skifo”, e in questo senso hanno tradito il loro elettorato.

        • Per Z

          “Rifiutare il MES, oggi – e i grillini lo stanno ancora rifiutando, fino a prova contraria – significa boicottare l’Italia sperando di nuocere al governo Conte.”

          Probabilmente noi notiamo cose diverse.

          Io non ho opinioni sul MES o sull’Europa, non ne ho le competenze, e sospetto che spesso cose negative e cose positive si bilancino o si confondano inestricabilmente: ho visto che l’Europa che difende i boschi della Polonia dal saccheggio autoctono è la stessa che impone il saccheggio internazionale dei campi polacchi per produrci “biocarburanti”.

          Ho idee molto chiare invece su cosa il governo intende fare con i miliardi che si procura: cioè 130 Grandi Opere Inutili imposte con tanto di commissari straordinari, accantonamento di tutte le regole e appalti sotto 150.000 euro regalati al primo amico che passa.

          Non ho ancora capito cosa intendono fare con l’aeroporto di Firenze, ma la vedo molto, molto male.

          Ora, se hanno fregato quei soldi all’Europa, o se l’Europa glieli ha prestati per fregarli dopo, per me è questione secondaria.

          • werner says:

            130 Grandi Opere Inutili.
            Tutte inutili? Davvero?

            Non conosco tutte le 130 opere, ma per fare un esempio, la TAV sull’asse padano a me pare molto utile, e potrebbe anche aiutare a togliere un buon numero di TIR e auto dalle autostrade.

          • Z. says:

            Beh, se dobbiamo pagare interessi dello 0,15% o dell’1,5% sul debito non è esattamente questione secondaria.

            Se qualcuno si era bevuto il “bastakasta” o il “no-al-sistema” sono commosso per la sua ingenuità, ma dovrebbe prendersela con se stesso.

            Comunque, non penso proprio che un numero così vasto di elettori siano stati sedotti dal M5S, e poi passati alla Lega, con l’idea di rovesciare il sistema.

            • Per Z

              “Beh, se dobbiamo pagare interessi dello 0,15% o dell’1,5% sul debito non è esattamente questione secondaria.”

              Non ho detto che sia una questione secondaria, ho detto che non ho le competenze per parlarne.

              Ho detto poi che l’Italia in ginocchio economicamente, ha deciso di spendere cifre astronomiche per realizzare di corsa alcune grandi opere.

              “Utile” o “inutile” è un concetto relativo, ovviamente. Le Grandi Opere che conosco io non sono esattamente “inutili”, sarebbe più preciso dire che sono catastrofiche; e comunque verranno fatte nella modalità più adatta a favorire la mafia.

              Se bisognava spendere improvvisamente miliardi che non si hanno, credo che persino io avrei potuto trovare tantissimi modi migliori.

              Infine, non sto parlando di “no al sistema”. Sto parlando di precisi impegni – mi ricordo che Grillo è anche venuto in Val di Susa; e qui a Firenze il M5S si è battuto in Consiglio Comunale contro la linea TAV, la nuova stazione Foster, l’espansione dell’aeroporto, per anni, e con mozioni e interrogazioni dettagliate.

              La Lega no, anzi, quindi non c’entra, non si può dire che la Lega abbia tradito nessuno.

              • roberto says:

                “ comunque verranno fatte nella modalità più adatta a favorire la mafia.”

                Uh? In che senso?

            • Z. says:

              I grillini hanno sostenuto ogni tesi e il rispettivo contrario, pressoché da subito. Se qualcuno se ne accorge nel 2020, ribadisco, se la prenda con se stesso. E semmai faccia autocritica, questa sconosciuta 🙂

              Per calcolare lo 0,15% e l’1,5% su 50 miliardi, o qualsiasi differenza tra frazioni, bastano le competenze acquisite alla scuola elementare.

              • Per Z

                “I grillini hanno sostenuto ogni tesi e il rispettivo contrario, pressoché da subito. Se qualcuno se ne accorge nel 2020, ribadisco, se la prenda con se stesso. E semmai faccia autocritica, questa sconosciuta ”

                Non è così semplice.

                Qui io vengo sempre accusato di non dare il dovuto peso alle elezioni e al parlamento.

                Diamoglielo.

                Un esempio.
                Migliaia e di abitanti dell’area si trovano di fronte alla questione dirimente: vogliamo che l’ultima zona di pianura verde, l’oasi naturale a ovest di Firenze, venga completamente cementificata?

                Io (nel senso impersonale di singolo elettore) mi guardo attorno e vedo che Meloni, Forza Italia, Salvini, PD sostengono con entusiasmo lo scempio.

                Quindi non posso votare nessuno di loro.

                Vedo che allo scempio si oppongono M5S e Potere al Popolo, ed entrambi lo fanno, non con vaghe affermazioni tipo “vogliamo un progresso sostenibile e dal volto umano”, ma con un impegno preciso di contrastare opere precise.

                E immagina che io non mi ritrovi nella peculiare retorica di PAP, nei tic dell’estrema sinistra minoritaria, nella priorità data all’immigrazione.

                E quindi voto M5S.

                Esattamente di cosa dovrei fare autocritica?

                Di aver votato?

              • Z. says:

                Invece è così semplice da essere banale.

                A distanza di un giorno, Grillo al nord inveiva contro Genny la Carogna. Al sud lo esaltava.

                Lo stesso hanno fatto i grillini su quasi tutti i temi, dicendo ciò che conveniva per far cassa veloce di voti, a seconda dei casi.

                Tu (generico) ci sei cascato? Incolpa te stesso, non Grillo o i grillini o Renzi o la Meloni.

                E possibilmente, con un sussulto di onestà intellettuale, valuta di fare autocritica 🙂

              • Per Z

                “E possibilmente, con un sussulto di onestà intellettuale, valuta di fare autocritica 🙂”

                Quindi tu dici che il fiorentino scettico sull’immigrazione, poco interessato a fare la sfilata del 25 aprile, che se ne frega del Kurdistan, avrebbe dovuto votare Potere al Popolo?

                Che, non entrando nemmeno in parlamento, non è in grado di sbagliare?

                Oppure avrebbe dovuto starsene a casa e non votare?

                So poco di Grillo, l’ho visto una volta in piazza qui e mi sembrava matto. E’ l’aspetto che meno mi interessa del M5S.

                Parlo di chi si è speso nell’organizzare manifestazioni, nel fare interrogazioni, nello stilare documenti, nel chiedere pareri, gente con cui si stava insieme le ore a cercare di analizzare situazioni concrete.

                Ripartiamo:

                “Autocritica” vuol dire, “il giorno X, ho fatto A, avrei dovuto fare B”.

                Bene, qual è il “B” che avrebbe dovuto fare?

              • Z. says:

                Peraltro, c’è qualcuno che l’ha fatto. Uno in particolare: Marescotti.

                Anziché dare la colpa agli altri ha ammesso pubblicamente di aver fatto una fesseria. Cosa rarissima oggi, in cui (voi generico) vi tagliereste una mano piuttosto che ammettere un errore.

                E ancora più difficile per una persona col carattere dell’attore mio conterraneo, grazie al quale peraltro ho conosciuto Francesco Talanti.

              • Z. says:

                Autocritica vuol dire: sono stato un pollo. Tipo avere creduto alle chiacchiere degli “attivisti locali”, per esempio.

                Se sei stato un pollo, e lo riconosci, stai facendo autocritica.

                Se dai la colpa a PD, Lega, Meloni o anche Grillo, no.

                Non è obbligatorio, ognuno può fare come crede. Io ho votato IdV, sono stato un pollo e non lo nascondo. Ma non è obbligatorio.

              • Per Z

                “Autocritica vuol dire: sono stato un pollo.”

                Autocritica vuol dire, “ho capito, invece di fare X, avrei dovuto fare Y, che stupido che sono stato a fare la scelta sbagliata”.

                La persona nelle condizioni che ti ho descritto, cosa avrebbe dovuto fare?

                Tu hai votato IdV. Cosa avresti dovuto votare invece? O saresti dovuto restare a casa il giorno delle elezioni?

              • Z. says:

                Miguel,

                autocritica è anzitutto l’esame critico dell’operato di una persona o di un’organizzazione, inteso a rilevarne gli errori o anche solo le insufficienze per correggerle e trarne insegnamenti per l’avvenire.

                Primo insegnamento per l’avvenire: essere un po’ meno ingenui e correre dietro un po’ meno agli abbai.

                — La persona nelle condizioni che ti ho descritto, cosa avrebbe dovuto fare? —

                Dipende da quali erano le sue priorità. Certo era una pessima idea credere che il cosiddetto “attivista grillino” avesse qualsiasi voce in capitolo su qualsiasi cosa, e comportarsi di conseguenza.

                — Tu hai votato IdV. Cosa avresti dovuto votare invece? —

                Io personalmente? direi PD o SEL. Ma questo ha a che fare con la mia sensibilità politica, non con quella di un elettore immaginario.

              • Per Z

                “Primo insegnamento per l’avvenire: essere un po’ meno ingenui e correre dietro un po’ meno agli abbai.”

                Ogni tanto con Zeta bisogna arrendersi.

                A lui la soddisfazione di avere l’ultima parola, a me quella di avere ragione 🙂

              • Francesco says:

                Miguel

                io ho smesso di votare per motivi molto simili ai tuoi. Magari se contava davvero nulla qualche voto di pura testimonianza.

                Sto – con un buon 50% dei potenziali elettori – ad aspettare che passi mr. B (nel tuo senso, non il brianzolo bassetto che possiede il Monza calcio).

                Fino ad allora, le varie correnti del Partito A possono provarci pure ma non ci casco

                ciao

    • werner says:

      Capisco i timori di infiltrazioni mafiose, ma per tutto il resto esprimo il mio dissenso. E in fondo la mafia non potrebbe infiltrarsi anche in centomila piccole opere?

      Non capisco per quale motivo la grande opera sia un male in se. La dicotomia grande vs. piccolo è falsa. Esistono opere che migliorano l’efficienza del sistema e opere che la peggiorano. La scala delle opere influisce solo sul quanto l’opera influisce non sul verso di tale influenza.

      Parto da un presupposto, sono d’accordo con Miguel quando scrive che la questione ambientale è “la questione” dei nostri tempi.

      D’altra parte sono convinto che non può esistere una “decrescita felice” all’interno del sistema in cui siamo inseriti. E le conseguenze economiche e sociali di qualche settimana di parziale lockdown mi pare costituiscano una prova inequivocabile.

      La soluzione alla questione ecologica a questo punto può venire solo da un miglioramento di efficienza del sistema che permetta di mantenere elevati livelli di consumo riducendo l’impatto sul pianeta e il consumo di risorse.

      Per ottenere questi miglioramenti di efficienza servono anche le grandi opere. Servono le linee ferroviarie, parchi eolici di grandi dimensioni, reti veloci per le telecomunicazioni…

      Nota a margine.

      Sono andato a cercare la lista delle 130 opere. Non l’ho trovata.
      Tutte le testate rilanciano un elenco di trentasei opere che poi sarebbero quelle da cimmissariare.

      https://www.corriere.it/politica/20_luglio_08/grandi-opere-l-elenco-cantieri-commissario-2e63586e-c096-11ea-ad66-3c342f8d70f1.shtml

      Tra queste:

      15 opere ferroviarie di cui solo 5 riguardano l’alta velocità.

      4 dighe e 8 opere idrauliche (la maggior parte messe in sicurezza di opere esistenti). Quindi lidrogeologico c’è.

      11 opere stradali, quadi tutte al centro sud tra cui sono comprese “rete viaria provinciale Siciliana” e ” rete viaria Sardegna” che paiono essere la somma di mille piccoli interventi.

      Credo che Grimaldi abbia letto “grandi opere” nel titolo e sia partito per la tangente.

      • paniscus says:

        “La soluzione alla questione ecologica a questo punto può venire solo da un miglioramento di efficienza del sistema che permetta di mantenere elevati livelli di consumo riducendo l’impatto sul pianeta e il consumo di risorse.”
        —————-

        E allora non sarebbe affatto una soluzione alla questione ecologica, solo un illusorio rinvio del problema, che si ripresenterà puntualmente qualche anno dopo.

        O consideri realmente credibile che si possano “mantenere elevati livelli di consumo riducendo il consumo di risorse”?

        • PinoMamet says:

          Maltusiano è quella cosa
          che per aumentare la risorsa
          non ti gioca mica in borsa:
          taglia la popolazion

          😉

          (a me continua sembrare un’ottima idea).

          • paniscus says:

            Pino: ok, allora dimmi tu come faresti a tagliare la popolazione, senza arrivare a proporre stragi di massa

            (e in particolare, stragi di massa di anziani o di persone di mezza età),

            perché il problema non è affatto l’eccesso di nascite, che nei paesi ricchi sono già crollate spontaneamente da almeno 50 anni, e in molti altri paesi di livello intermedio stanno comunque diminuendo rapidamente, e che rimangono elevate solo in paesi dove comunque la mortalità infantile e giovanile è altissima e l’aspettativa di vita è bassa.

          • PinoMamet says:

            Ma gli anziani sono proprio la fascia di popolazione che non taglierei: è fatica sprecata, e poi sono fuori dall’età riproduttiva.

            No, la fascia da tagliare è quella dei giovani- e visto che non voglio fare stragi di massa, quello da fare è fargli fare meno figli, dove ancora ne fanno tanti.

            E quindi servono molti elettrodomestici, per rendere inutile il lavoro di donne e bambine, molti trattori e torni meccanici, per rendere inutile quello di uomini e ragazzi, molta televisione con serie TV per tenerli distratti e occupati la sera, molta istruzione specialmente femminile per innalzare l’età riproduttiva e per rendere le donne più consce dei loro diritti-

            e per moltissime di queste cose, serve molta elettricità.

            Quindi direi di costruire un sacco di centrali idroelettriche in Africa e in India! 😀

            • paniscus says:

              “E quindi servono molti elettrodomestici, per rendere inutile il lavoro di donne e bambine, molti trattori e torni meccanici, per rendere inutile quello di uomini e ragazzi, ”
              ————

              Poi però sorge un altro problema: se lo stesso mondo industriale/capitalistico che produce tutte queste belle cose si rende conto che il lavoro di uomini, donne e ragazzi è perfettamente inutile, perchè dovrebbe assumerli e pagarli?

              E se nessuno li assume e li paga, con quali fondi queste persone si compreranno gli elettrodomestici e i mezzi di trasporto per fare la vita comoda e godereccia di cui sopra, o anche solo il cibo e i mezzi di sostentamento base?

            • PinoMamet says:

              Mah, mi sembra un ragionamento molto astratto.

              io sono un po’ più concreto: ai tempi di nonna, in Italia le famiglie facevano 4,5… 7 figli!!
              e tutti dovevano lavorare e se la passavano male.

              Industrializzazione, tutti se la passano meglio e-barra-perché fanno meno figli.
              È un circolo virtuoso.
              Hanno meno figli, ma più danaro da spendere, il padrone della fabbrica vende i suoi jeans, l’operaio gliele cuce, tutti sono felici.

              Ora il mio amico F. spedisce in Africa macchinari, un po’ vecchiotti qua ma utilissimi là e perfettamente funzionanti.
              L’africano lavora, fa un figlio invece di 10, sta meglio lui e suo figlio e compra la roba prodotta dal padrone della fabbrica africano con i macchinari in questione.

              • Moi says:

                … ovviamente Ingegneria Genetica à-go-go perché le Negre partoriscano ogni tot dei Vikinghini 😉 … sennò , sulla base dei già rari di loro Geni Recessivi, addio BioDiversità Umana !

              • Moi says:

                Meglio ancora : si stabilisce una Fascia di Reddito Minima per la Dignità di Sopravvivere … queste persone avranno encefalo e sistema nervoso centrale mollo in sostanze che li conservino per millenni e impiantati su cyborg : con corpi metallico-sintetici durevoli permillenni, super percezioni sensoriali radar, superforza, razzi incorporati nei piedi, alimentazione a energia solare e/o radizaioni ! … e via andare !

              • Mirkhond says:

                Il mondo auspicato da Pino, porterà ad un’umanità di depressi del tutto avulsi dalla natura di cui l’uomo è pure parte.

              • PinoMamet says:

                Secondo me porterà a gente più o meno felice e realizzata…

              • Mirkhond says:

                L’escatologia giudaica secolarizzata.

              • PinoMamet says:

                Ma dai Mi’ 😉

                che c’entra l’escatologia??

                Io dico solo che se in Africa avessero un filino più soldi e più benessere, starebbero meglio.

              • paniscus says:

                “Io dico solo che se in Africa avessero un filino più soldi e più benessere, starebbero meglio.”
                ————–

                E seconto te hanno pochi soldi e poco benessere materiale perché si ostinano a fare troppi figli, o non è magari il contrario?

                Cioè, che fanno tanti figli, innanzi tutto perché hanno paura che non tutti sopravvivano, e poi perché il gruppo di famiglia è l’unica forma di welfare che hanno?

              • PinoMamet says:

                “E seconto te hanno pochi soldi e poco benessere materiale perché si ostinano a fare troppi figli, o non è magari il contrario?”

                Non credo che ci sia una cosa che è causa dell’altra; credo siano correlate e una causa e insieme effetto dell’altra.

                Ma anche a vederla semplice (meno figli come risultato di maggior benessere) beh, è proprio quello che sostengo io:

                ci vogliono macchinari, energia per muoverli, istruzione per usarli ecc.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Questo è l’argomento che usano sempre i filo-riscaldamento globale per dire che non si deve fare niente: “tanto comunque dovremo vivere peggio, quindi perché fare qualcosa?”.

          Ammetto che è un’obiezione così tanto stupida che sembra strano doverla rintuzzare, ma me la pongono regolarmente, per cui prendiamo atto che:
          1) in giro è pieno di mentecatti
          2) bisogna comunque rintuzzarla a beneficio dei mentecatti di cui è pieno il mondo

          Meglio e peggio non è una dicotomia, ma un gradiente. E non c’è limite al peggio, come ci insegna la saggezza popolare.
          Se io devo rinunciare alla metà delle mie gite fuoriporta è una cosa. Se io devo rinunciare in assoluto alle mie gite fuoriporta, il sacrificio è ben peggiore.
          Se Venezia finisce sott’acqua, è brutto. Se ci finisce anche Padova, è un tantino peggio.
          E così via.

          Per cui ben venga tutto quello che permette di ridurre il disagio e incoraggiare il traffico ferroviario sulle medie distanze (tanto lo sapete anche voi che quando Padova sarà sott’acqua si svolazzerà ancora in giro per il mondo a basso costo…).

        • werner says:

          paniscus
          “non sarebbe affatto una soluzione alla questione ecologica, solo un illusorio rinvio del problema,”

          Sì giusto, però se rinvio il problema di dieci o venti anni nel frattempo posso usare il tenpo guadagnato per rinviarlo di altri trenta e via dicendo.
          È una sorta di percorso stretto tra la catastrofe economica e demografica da una parte e la catastrofe ecologica dall’altra.

          “consideri realmente credibile che si possano “mantenere elevati livelli di consumo riducendo il consumo di risorse”?”

          Sì. Nel n dico sia facile, ma si può fare.
          In primo luogo con prodotti che consumano meno a parità di utilitá.
          Pensa alle auto di oggi rispetto a quelle di vent’anni fa.

          In secondo luogo le risorse si possono cambiare prima che finiscano. Passando, ove possibile, a risorse rinnovabili. L’auto a idrogeno ad esempio.

          In terzo luogo si possono ottimizzare molti processi.
          Il trasporto pubblico o il car sharing per dire.

          • Per Werner

            “Sì. Nel n dico sia facile, ma si può fare.
            In primo luogo con prodotti che consumano meno a parità di utilitá.”

            Vedo che “utilita” porta in fondo uno strano accento ispanico!

            Sulla questione ambiente, ho cambiato molto la mia visione negli ultimi anni.

            Uno dei momenti importanti è quando ho letto questo libretto:

            http://kelebeklerblog.com/2018/01/13/picco-per-capre/

            Che in maniera per nulla “ideologica” ti fa capire che dietro tutti i piccoli problemi apparenti, c’è qualcosa di molto più grande, che li congloba tutti.

            E che alla fine ha a che vedere con la natura stessa del nostro pianeta.

            Dovresti dare un’occhiata alla mia recensione, poi magari ne riparliamo.

            • werner says:

              Utilitá …
              Ops 😅 ogni tanto scrivo in spagnolo e dimentico di rimettere la tastiera Italiana sul telefono.

              Do un’occhiata alla recensione!

            • werner says:

              Ok ci sono.

              La questione del picco credo di averla capita. Ed è chiaro che un mondo da 7 miliardi con circa un miliardo di occidentali e altrettanti cinesi non è sostenibile.

              L’idea implicita che mi pare di cogliere è che: ” non c’è speranza”, in quanto il sistema capitalistico è per sua natura predatorio e procede solo grazie allo sfruttamento di risorse che prima o poi si esauriranno.

              Il ragionamento però mi pare privo di sbocchi. O crolla il sistema per una catastrofe ambientale (con tutte le conseguenze annesse), o per salvare il pianeta abbattiamo il sistema capitalistico causando un disastro economico e demografico.

              Non si tratta di decrescere al livello di consumo europeo di cinquanta o cento anni fa. Si tratta di scendere a livelli di consumo pre-industriali, altrimenti il mondo non regge. E con livelli di consumo pre-industriali l’agricoltura e l’allevamento non danno certo da mangiare a sette miliardi di persone.

              Anche immaginando una decrescita molto soft, non ci sarebbero le risorse per la ricerca di tecnologie atte a diminuire l’impatto dei nostri consumi.

              A mio avviso invece il sistema capitalistico ha già dimostrato da essere molto adattabile e di avere grandi capacità di riformarsi. E questo apre uno spiraglio.

              Si può puntare alla diminuzione della popolazione, come propone Pino. Credo sia un’ottima idea, ma questo richiede tempo (a meno di pensare a metodi nazisti). E come si può guadagnare questo tempo?

              Ricerca tecnologica.
              Efficientamento del sistema.
              Ricerca di risorse più abbondanti e meno impattanti.
              Incentivazione di stili di vita più sostenibili.

              In questo contesto le opere pubbliche vanno valutate in base ai miglioramenti di efficienza. E con questo metro opere grandi e relativamente impattanti possono essere, in certi casi, preferibili a tante piccole opere.

              • Per Werner

                “Il ragionamento però mi pare privo di sbocchi. O crolla il sistema per una catastrofe ambientale (con tutte le conseguenze annesse), o per salvare il pianeta abbattiamo il sistema capitalistico causando un disastro economico e demografico.”

                Direi che il secondo è da escludere, per due motivi:

                il primo, che non credo che esista un “sistema” che si possa sostituire con un altro – il fatto che si cerchi di accumulare sempre di più è umano; il fatto che lo si faccia sotto forma di denaro intercambiabile con risorse, fa parte ormai della storia.

                Ma soprattutto, non esiste un “noi” che possa farci qualcosa. Né un gruppuscolo di litigiosi trotzkisti, né un gruppo di studenti che facevano forca a scuola una volta al mese (e adesso non fanno più nemmeno quello) può incidere minimamente. E non c’è, perché (singoli a parte) nessuno intende essere il primo a rinunciare a qualcosa.

                Per quanto riguarda l’efficientamento del sistema (che avviene continuamente), vedo però nei fatti vari tipi di problemi:

                1) appena si riesce a stivare in modo più efficiente le merci su una nave, non si passa a usare navi più piccole, ma a caricare più merci sulla nave. E ciò aggrava e non migliora la situazione.

                2) la ricerca di risorse avviene continuamente. Il problema è che diventano progressivamente più impattanti, e non meno: in Polonia, ho visto le macchinette, poco più che trattorini, con cui all’inizio del Novecento, prelevavano il petrolio; pensa al fracking oggi.

                3) Gli stili di vita: certo, oggi l’italiano medio consuma meno carne di quanta ne consumasse vent’anni fa. Ha anche un’auto che consuma di meno per chilometro. Solo che la famiglia ha due auto, dopo aver rottamato quella vecchia; e i cinesi consumano due volte la carne che consumavano vent’anni fa.

                4) Ricerca tecnologica. Prendiamo solo la “questione CO2”, che si sta affrontando con due proposte: la compensazione (“offsetting”) e la geoingegneria. La offsetting fa tornare in apparenza i conti, ma ha effetti ambientali ancora più devastanti; e la geoingegneria (per ora solo teorica) se venisse messa in pratica, potrebbe avere conseguenze disastrose inimmaginabili.

                5) In questo contesto, la questione della popolazione certamente esiste, ma è un fattore minore – la popolazione è aumentata (se ben ricordo) di otto volte nel corso del Novecento; ma il vero problema è che in media ogni singolo essere umano consuma 40 volte le risorse di allora.

                6) manca nella tua lista la localizzazione, che permetterebbe almeno di creare realtà più resilienti, che dipendono meno da altre per tutto.

                Dire queste cose mette tristezza, lo so. Dà una sensazione di frustrazione. Espone all’accusa di essere poco “costruttivi”.

                Però è realismo, e si può partire solo dalla realtà.

      • Per Werner

        “Non capisco per quale motivo la grande opera sia un male in se. ”

        Diversi punti interessanti.

        1) In realtà, esistono due liste parallele di grandi opere, una con corsia di emergenza, l’altra no https://www.notav.info/post/burattini-ad-alta-velocita-su-dl-semplificazioni-ed-altre-amenita/

        2) Probabilmente molte opere di messa in sicurezza sono sensate

        3) Anch’io concordo che il punto non è tanto la grandezza dell’opera in sé, ma dove mira.

        Diciamo che il Covid ha dimostrato che il sistema globale (“l’americano pesca il salmone, il cinese con le sue manine lo disossa, l’italiano lo mangia, il cinese venendo a fare il turista in Italia dà all’italiano i soldi per mantenere tutta la macchina”) è terribilmente fragile, e che occorre sganciarsene il più possibile.

        L’emergenza ambientale (che a chiacchiere era il problema numero uno prima) ci dice che un sistema basato sull’agricoltura intensiva in paesi lontani, sul consumo incessante di carburanti fossili, è una ricetta per la catastrofe.

        Il fatto che l’Italia sia stata messa in ginocchio ha anche un lato positivo: ha meno da perdere cambiando rotta.

        Ad esempio, penso a investimenti mirati a promuovere tutte le piccole attività contadine, i piccoli negozi, la diversificazione delle produzioni locali; a trovare alternative alla monocultura turistica; a promuovere (come a Parigi) l’idea delle città dove “tutto è accessibile a piedi in 15 minuti”.

        Si tratta di argomenti che io conosco un po’, ma sicuramente si potrebbero trovare teste molto migliori della mia per pensarne: l’Italia è piena di gente con idee e preparazione tecnica straordinarie, che sanno di cosa ha realmente bisogno il paese.

        Invece qui vedo all’opera uno spirito esattamente contrario.

        • Z. says:

          L’Italia è piena di gente che sa di cosa avrebbe bisogno realmente il Paese… sì, sono d’accordo.

          Ce n’è sessanta milioni, di persone così 😉

      • roberto says:

        Totalmente d’accordo con Werner e a margine sarei in effetti molto stupito se dopo questi mesi si riuscisse ancora a mettere nella stessa frase le parole “decrescita” e “felice”

        • Z. says:

          Abbi fede, vedrai come ci si riuscirà!

        • Per roberto

          ” in effetti molto stupito se dopo questi mesi si riuscisse ancora a mettere nella stessa frase le parole “decrescita” e “felice””

          Infatti, non credo che la decrescita possa essere “felice”.

          In questi mesi ne abbiamo avuto un (per ora piccolo) assaggio.

          Diciamo che la decrescita può essere più o meno dolorosa, dipende come i governi decidono di gestirla, e in che misura riescono a gestirla.

          Comunque alla fine si gestisce benissimo da sola, temo.

  12. Mentre mi chiedo cosa avrebbe dovuto fare l’elettore M5S che ho descritto, preciso che non è la mia posizione.

    So che la politica non può cambiare le cose, e che le forze economiche sono talmente predominanti che chiunque (anche PAP o Casa Pound se arrivasssero al potere) farebbero le cose che sta facendo il governo attuale.

    Quindi non ritengo che esistano “traditori”.

    • Z. says:

      Lasciando da parte forze politiche che non esistono più o che esistono solo nella fantasia degli utenti del web, cercavo di esprimere un concetto differente:

      il M5S ha difeso esattamente tutto e il contrario di tutto, quindi in ogni caso non avrebbe senso parlare di “tradimento”.

    • Moi says:

      Il PD ha coniugato il Trasformismo Esterno da Vecchia DC con la Cultura del Nemico Interno da Vecchio PC !

  13. Mauricius Tarvisii says:

    Io eliminerei qualsiasi significato simbolico-trascendente dala Torino – Lione, opera che, a quanto hanno scritto, permetterà di ovviare al “collo di bottiglia” del Frejus. Cronometro alla mano (nel senso che l’ultima volta che l’ho percorso ho preso il tempo), il traforo del Frejus lo si percorre in 15 minuti, che sarebbero anche di meno se i francesi non avessero risparmiato sui lavori di adeguamento della loro metà, che i treni sono costretti a percorrere a velocità ridotta, contrariamente a quello che fanno nella metà italiana.
    Il tunnel di Chiomonte non va fatto semplicemente perché significa buttare soldi nel cesso sbancando una valle.

  14. Moi says:

    Sì, ma diciamola tutta : Ivano Marescotti si pentì quando il M5S accettò di governare con l’ AntiCristo 😉 Salvini … ma ORA che il M5S governa con il PD ?!

  15. Moi says:

    l’argomento che usano sempre i filo-riscaldamento globale per dire che non si deve fare niente: “tanto comunque dovremo vivere peggio, quindi perché fare qualcosa?”.

    Ammetto che è un’obiezione così tanto stupida che sembra strano doverla rintuzzare, ma me la pongono regolarmente, per cui prendiamo atto che:
    1) in giro è pieno di mentecatti
    2) bisogna comunque rintuzzarla a beneficio dei mentecatti di cui è pieno il mondo

    —————-

    3) A nessun Idiota Ignorante conviene perdere tempo appresso l’ Intelligente Esperto … tanto il Suffragio Universale resta a punteggi invariati ! 😉

    • Mauricius Tarvisii says:

      Nessuno pensa quello che pensa perché ha “perso tempo” appresso a qualcuno.
      Quando tu ascolti Biglino lo fai perché ti interessa e in questo modo ti arrivano le sue minchiate. Se non volessi perderci tempo appresso, ne saresti del tutto impermeabile.

    • Z. says:

      Io faccio parte dei mentecatti di cui è pieno il mondo, e le cose bisogna spiegarmele bene. Possibilmente con numeri, dati e magari fonti un minimo attendibili.

      Se si propone un sacrificio per l’intera popolazione italiana, ad esempio, mi piacerebbe sapere – in termini un pochino circostanziati e con qualche numerino – qual è il beneficio che si prospetta per l’Italia nel suo complesso.

      Se il beneficio è “forse tra qualche tempo se ne gioverà qualcuno da qualche parte” trovo che sia un incentivo difficile da servire all’elettorato. Che come ognun sa, è fatto di mentecatti tal quali a me 🙂

      PS: Moi, aggiornati. Il vero chelebecchiano, ignorando peraltro a piè pari la proposta grillina di sostituire il sorteggio al voto, protesta vigorosamente perché il PD vuole abolire il suffragio universale (come dimostrato indefettibilmente da quel che ha letto mio cuggino su FB). Non perché NON vuole abolirlo. Fai opposizione per bene, miseriaccia!

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