I miei blog

Qualche settimana fa, avevo ripreso qui un post di Ugo Bardi, che segnalava i blog che lui seguiva.

Preso dall’entusiasmo, ho messo i blog (e alcuni altri siti) che mi interessavano su The Old Reader, che lui segnalava; poi ieri ho scoperto un plugin di Firefox, chiamato Feedbro, che mi sembra ottimo.

Ho creato delle cartelle, per suddividere i blog, che vedrete indicate con lettere maiuscole. Sono  suddivisioni molto personali e un po’ contraddittorie, ma semplificano la ricerca.

Ecco, in data due luglio 2020, i blog che seguo (più qualcuno, come Antiaero o Pièces et mains d’oeuvre, che non hanno feed).

Non sono ovviamente d’accordo con tutto, anzi alcuni dei blog rappresentano visioni che mi sono molto lontane, ma riportano comunque fatti o opinioni interessanti.

PEAK ENVIRONMENT

Cassandra Legacy  

Energy Skeptic

Ugo Bardi

Apocalottimismo

Deep Green Resistance News Service

Deep Green Resistance Blog

Wrong Kind of Green

Mammifero Bipede

Our Finite World

Urgewald

Resilience

Corporate Watch

Il cancro del pianeta

Post Carbon Institute Post

REDD monitor

Benzina Zero

Stay Grounded

No Deal for Nature

Crash Oil

Doomstead Diner

World Rainforest

No Geo-engineering

NANOMONDO

Resistenze al Nanomondo

Physicians for Safe Technology

Reclaim the Net

Giacomo Tesio

Posthumanity

Futurism

Il Rovescio

No Tech

Environmental Health Trust

Atto Primo

Stop Meters

Big Brother Watch

The Technoskeptic

Radiation Research

Demesure

 

FIORENTINI E TOSCANI

Io Non Sto con Oriana

Memorie paesane

Nove

Comitato Libertà Toscana

Italia Nostra Firenze

Trescogli

ANTIMODERNISTS

Organic Radicals

Paul Cudenec

Solidarity Hall

INTELLIGENT MAGAZINES

American Conservative

Quillette

Unherd

Areo

New Discourses

MUNDUS IMAGINALIS

AntiWar Songs

Santaruina

Tea at Trianon

Ship of Fools

Barney Panofsky

NEWS

Comune-Info

Sinistra in Rete

Antiwar

Pandora TV

UNZ

Global Research Chossudowsky

Wings Over Scotland

Counterpunch 

Zero Hedge

Populist Wire

Strategic Culture 

URBANISTICA E GLOBALIZZAZIONE

Biourbanistica

James Howard Kunstler

Strong Towns

Local Futures

ITALIA

Rossland

Che Fare

Cardin No Grazie

Franz Blog

PSYCHO

A disorder for Everyone

AGRICULTURE

Navdanya

Eurovia

Farmlandgrab

GENDERI

Daniela Danna

Feminist Current

Dead Wild Roses

Red Line

Women are Important 

Peak Trans

Sinfest 

Culturally Bound Gender

 

Print Friendly, PDF & Email
This entry was posted in esperienze di Miguel Martinez, Questo blog. Bookmark the permalink.

262 Responses to I miei blog

  1. E su uno dei blog più seguiti, fresco fresco un post interessante:

    https://ugobardi.blogspot.com/2020/07/mascherine-un-riassunto-di-quello-che.html

    “Come sempre nel dibattito sui media, si tende a estremizzare tutto e le mascherine sono un elemento che si presta particolarmente all’estremizzazione. Questo specialmente dopo la gran polemica fatta da Vittorio Sgarbi, alla fine portato via di peso dall’aula di Montecitorio (anche se non per via della sua opposizione alle mascherine). Allora, vediamo se possiamo fare un po’ di chiarezza. “

    • roberto says:

      Io non vorrei sembrarvi pessimista ma su

      “ Il ciclo dell’epidemia di SARS-Cov-2 si è concluso in Italia e in tutta Europa non sappiamo nemmeno se ci sono ancora individui infettivi in giro fuori dagli ospedali. Se ce ne sono, sono talmente pochi che la probabilità di incontrarli casualmente è bassissima.”

      Nel piccolo granducato, dopo essere scesi a 1-2 contagi al giorno, abbiamo contato vittoria, liberi tutti (si fa per dire, ancora obbligo di mascherina bei negozi, e regole abbastanza severe per ristoranti, bar e pub) e siamo a 40 contagiati al giorno come in aprile….vero è che stanno testando tutta la popolazione ma dire che il ciclo è concluso mi pare un azzardo purtroppo

      • per roberto

        “Io non vorrei sembrarvi pessimista ma su…”

        Non so cosa dire.

        Senza alcun sostegno statistico, devo ammettere di essermi sbagliato su una cosa: vedendo qui il crollo delle restrizioni, le folle movidanti ovunque, mi aspettavo entro pochi giorni una strage, e invece ho sbagliato clamorosamente.

        Comunque è solo una constatazione empirica.

        • Francesco says:

          mi associo

          forse ora chi ha sintomi lo isolano e lo curano, invece di farne un untore come all’inizio in Lombardia

          • Z. says:

            Ora ne sappiamo di più che a febbraio. Persino noialtri senza velleità di esperti, e a maggior ragione i medici…

            Appena lo trovo vi posto un messaggio che mi arrivò allora.

          • Peucezio says:

            Francesco,
            “forse ora chi ha sintomi lo isolano e lo curano, invece di farne un untore come all’inizio in Lombardia”

            Molto forse!
            La realtà è che non stanno facendo un beato cazzo.
            https://www.huffingtonpost.it/entry/luca-ricolfi-stiamo-riaccendendo-lepidemia-per-salvare-il-turismo_it_5eede8a1c5b66c306d0d080a?ref=fbpr
            Non ti linco anche Crisanti, se no ti viene il magone, come si dice a Milano.

          • PinoMamet says:

            Ci ho dato un’occhiata e non mi sembra affatto che parlo di cure, parla solo del numero dei contagi, che è tutto un altro discorso.

            • Peucezio says:

              Il punto non è la cura in sé: se curi uno salvi lui, non è che previeni il contagio.

              Il punto è tracciare, isolare, contenere, circoscrivere.
              E non stanno facendo un cazzo: pochi tamponi, pochi test sierologici perché la gente non li fa perché sa che dopo deve attendere il tampone per settimane, forse mesi, e intanto stare in quarantena, l’app non l’ha scaricata nessuno per lo stesso motivo, niente di niente.

    • Z. says:

      La mascherina comune, come ormai tutti dovrebbero aver compreso, è utile a proteggere gli altri da chi la indossa. Non viceversa, se non in misura minima.

      Il che spiega perché sia poco diffusa, e perché sia pieno di bizzarre teorie sulla sua pericolosità: diversamente un Italia la indosserebbero quasi tutti, senza concionature né complottismi.

      Se però la gente non la indossa, tanto il problema è degli altri, i soggetti a rischio e i loro familiari sono costretti a indossare maschere più costose, meno ecologiche e più filtranti.

      Le quali sì, rendono molto faticoso respirare.

      Poi naturalmente la priorità è Farsifattipropri (anche nell’accezione FarGirarLeconomia), quindi chissenefrega delle precauzioni. Quando arriverà il secondo giro, alla peggio, daremo la colpa proprio agli altri 😉

      Sul ciclo concluso, diciamo che Roberto è stato gentile ed esaustivo.

      • PinoMamet says:

        Mmmm

        ho appena visto una mappa (un po’ alla buona, in verità) sull’obbligo della mascherina e sua relativa diffusione in Europa.

        L’ho vista su Instagram, quindi va presa con le molle e non saprei rilinkarvela qua.

        Comunque se la comparo con le mappe dei siti che mostrano l’andamento dei contagi, non sembra di notare una particolare correlazione… a dire il vero, sembra che non ve ne sia alcuna.

        Secondo quella mappa (correttemi se sbaglio) in Olanda la mascherina non è obbligatoria, e la popolazione è insofferente al suo uso; in Belgio è obbligatoria… eppure la situazione attuale dei due paesi è molto simile.
        Idem Francia e Inghilterra…

        Invece una notevole differenza sembra averla fatta l’adozione della chiusura: Svezia e Norvegia, paesi confinanti e molto simili, hanno situazioni attualmente diversissime
        (leggo su Wikipedia che in Norvegia i primi casi di coronavirus sono stati confermati in Febbraio, e c’è stato un lockdown totale di due settimane in Marzo)
        https://lab.gedidigital.it/gedi-visual/2020/coronavirus-i-contagi-in-italia/

        • Z. says:

          La chiusura in Italia è stata certamente ottima cosa, per quanto tardiva, per quanto eseguita in modo perfettibile e per quanto l’inerzia della regione più colpita abbia aggravato la situazione nazionale.

          Ma ha avuto prezzi enormi, economici e sanitari, che forse non riusciremo mai a quantificare davvero, e che hanno reso tutti noi insofferenti. Un’altra chiusura sarebbe devastante, più difficile da sopportare, e se tutti prendessero precauzioni idonee forse sarebbe pure evitabile…

          • Peucezio says:

            Eppure, nonostante ciò che ha scritto Pino, in me resta forte il sospetto che le mascherine, insieme ad alcune altre misure (telelavoro, chiusura delle scuole e altri accorgimenti) e alla chiusura nelle sole zone calde (Lombardia e alcune altre province del nord) per un tempo molto più limitato, il tutto accompagnato da subito, nei limiti del possibile, dal modello Zaia-Crisanti in tutta Italia (massimo tracciamento consentito dal numero di reagenti per tamponi disponibili, quindi app da subito, magari obbligatoria per uscire, ecc.), avrebbero consentito di evitare la chiusura totale dell’Italia avendo lo stesso numero di morti se non minore.

            Corea (e tanti altri posti) docet.

          • PinoMamet says:

            In realtà sono abbastanza d’accordo.

            Lo dico anchge dall’inizio: non credo esista un solo metodo risolutivo in assoluto.
            certo stare tutti chiusi in casa, idealmente, ferma qualunque epidemia (a meno che non sia iniziata prima… 😉 in quel caso potrebbe essere pure peggio, in certe situazioni, e lo si è visto con le case di riposo)

            comunque è impossibile, e conviene utilizzare una varietà di approcci intelligente e commisurata alla gravità della situazione.

            Io sbaglierò per il mio solito ottimismo, ma non sono particolarmente allarmato dai focolai scoperti in Veneto:
            a differenza di mesi fa, si conosce gli “untori” principali (due persone) per nome e cognome, si conoscono i loro movimenti e i contatti, e i contagiati da loro hanno fatto salire le statistiche perché sono stati trovati nonostante in quasi tutti casi siano asintomatici o con sintomi lievi.

            Inoltre a quanto pare gli ospedali stanno ora curando i casi gravi anziché intubarli in rianimazione…
            ok, avranno imparato come si fa.

            comunque mi sembra uno scenario diversissimo da quello di Marzo.

            Se poi ci mettiamo che- a detta non mia, ma di medici miei contatti-il virus che vedono oggi è meno “violento” di quello di allora, beh, io proprio non mi fascerei la testa.

            Prudenza sì, come al solito.

          • Z. says:

            È sicuramente uno scenario molto diverso e a questo hanno certamente contribuito la chiusura prolungata, la conoscenza via via più approfondita del virus (tra i medici anzitutto, ma anche tra le persone comuni), la maggior quantità di mezzi a disposizione e la consapevolezza più diffusa di quali siano più o meno utili.

      • PinoMamet says:

        “Il che spiega perché sia poco diffusa”

        A dire il vero qua è diffusissima, tuttora….

        • Francesco says:

          qui a Milano hanno deciso che invece erano stufi e chi la porta si sente un giapponese o un pirla … tipo io

          in Liguria, per quel che ho visto, hanno rimosso il CV19 e fanno come se nulla fosse in corso

          sperem

          • roberto says:

            A Roma la usano tutti (come decorazione al posto della cravatta)

          • Z. says:

            Qua pure le consegne e gli interventi a domicilio si fanno senza mascherina da tempo. A volte nemmeno se la portano dietro.

            Immagino le attività senza afflusso di clienti o utenti esterni, o addirittura le fabbriche.

            Ma del resto occorre FarGirarLeconomia.

            Siamo passati dalla gente multata perché comprava troppo poco cibo o cibo “non necessario” (pare ieri) al fate tutti come vi pare.

            Speriamo bene.

            • paniscus says:

              Da queste parti mi sembra che quasi tutti escano di casa con la mascherina,

              poi è vero che molti la portano abbassata per la maggior parte del tempo, e poi la rimettono su quando devono entrare in uno spazio chiuso, o quando si trovano troppo vicino ad altre persone, ad esempio in un mercato, o incrociando il passo di qualcun altro su un marciapiede stretto.

              Però non mi sembra di aver mai sentito nessuno lamentarsi per essere stato giudicato, accusato o preso in giro, né per il fatto di portarla né di non portarla. La sensazione generale è che ognuno scelga come gli pare, ma che non freghi più niente a nessuno se gli altri la portano o no…

            • Peucezio says:

              Z.,
              “Siamo passati dalla gente multata perché comprava troppo poco cibo o cibo “non necessario” (pare ieri) al fate tutti come vi pare.”

              E’ il problema di questo governo.
              Non hanno il senso del fatto che le scelte servono a uno scopo.
              Quindi le abbracciano in modo radicale, con conseguenze catastrofiche (e queste le pagheremo in autunno se va bene, se no anche prima).
              Perché non basta stabilire l’obbligatorietà della mascherina, se non fai una campagna mediatica, controlli a caompione con pene esemplari sbandierate ai quattro venti, ecc. ecc.

      • Peucezio says:

        Z.,
        la colpa è del governo.

        Gli italiani si sono dimostrati dei cagnolini ammaestrati: gli dici di stare reclusi per due mesi e passa (che è infinitamente peggio che andare in giro con la mascherina) e lo fanno senza fiatare, anzi, inveiscono contro chi non lo fa.
        Con un minimo di campagna mediatica fatta bene li avresti convinti a tenere la mascherina anche al cesso.
        Invece nulla di nulla.

        • PinoMamet says:

          Secondo me, da cose che sentivo e vedevo, un’altra settimana di reclusione e non lavoro coatto e scattava la rivoluzione.

          A parte questo, come da, ehm, mio intervento, credo che le mascherine c’entrino davvero poco.
          Era anche l’opinione della OMS all’inizio, poi suppongo che abbiamo preferito aderire all’idea della mascherina taumaturgica per dare speranza…

          • Peucezio says:

            Pino,
            “un’altra settimana di reclusione e non lavoro coatto e scattava la rivoluzione.”

            Lo spero davvero.
            Ma temo di no.
            Anzi, temo che avrebbero tollerato a oltranza, virtualmente senza limite. Anzi, col tempo si sarebbero pure abituati.
            E molti, ahimè, erano pure contenti: ordine, pulizia, strade deserte…

            • Z. says:

              Tipo Migu… ah, no, presenti esclusi 😉

              • per Z

                “Tipo Migu… ah, no, presenti esclusi 😉”

                Citavi Peucezio:

                “E molti, ahimè, erano pure contenti: ordine, pulizia, strade deserte…”

                Ordine?

                Non so cosa significhi.

                Io ero contento casomai a vedere le erbacce che crescevano libere, sapere che di qua e di là c’erano le volpi che facevano capolino, ascoltare il suono dell’Arno invece degli urli allo smartphone.

                Mi dispiace solo che nessuno abbia pensato a spegnere le luci perfettamente inutili, così avrei pure potuto vedere meglio le stelle.

              • Z. says:

                Ecco, appunto 🙂

              • Francesco says:

                anche io!

                cenare in balcone davanti alla città deserta era paradisiaco

                nessun coglionazzo in macchina o motorino a fare rumore, solo i ciclo-glovi a rassicurare che il Sistema era vivo e lottava insieme a noi

                adesso che c’è il calcio a porte chiuse sarebbe praticamente perfetto

          • Peucezio says:

            Circa le mascherine,
            alla fine si tratta di goccioline d’acqua microscopiche.
            La mascherina le filtra (se non del tutto, al 90-95%).
            E’ come se tu sputi in faccia a uno con la mascherina in mezzo: non gli arriva niente o quasi niente.
            Quindi non vedo come possa non essere un fattore decisivo di contenimento del virus.

          • paniscus says:

            “Era anche l’opinione della OMS all’inizio, poi suppongo che abbiamo preferito aderire all’idea della mascherina taumaturgica per dare speranza…”
            —————–

            Io ho solo l’impressione che l’accettazione obbediente della mascherina sia stata psicologicamente percepita come il pedaggio SIMBOLICO da pagare per potersi riconquistare il diritto ad andarsene in giro liberamente… ma appunto, solo simbolico, rituale, non perché la maggioranza della gente credesse davvero che fosse utile per ridurre il rischio.

            Se invece della mascherina fosse stato richiesto di uscire di casa con un bollino adesivo sulla fronte o con un cappellino da Pinocchio, sarebbe stato uguale.

            La sequenza di passaggi mentali secondo me è stata questa: “Ah, ma davvero basterà andare in giro con la mascherina per essere liberati dagli arresti domiciliari? Ma che bello! Che meraviglia! Viva la mascherina! E’ tanto comodaaaaa!

            (cosa che, ovviamente non è vera da un punto di vista materiale, la mascherina è fastidiosa, ma nel momento in cui veniva percepita come “merce di scambio” per potersi muovere liberamente appariva davvero “comoda”, cioè una soluzione facile, sbrigativa, che costava poco e alla cui efficacia non c’era bisogno di credere davvero, bastava far finta di crederci, e sostenere energicamente che fosse un oggetto assolutamente positivo e benefico.

            Ma appunto, lo era, un oggetto positivo e benefico, perché consentiva di uscire, mica perché fossero tutti convinti che proteggesse davvero!

            Nei primi giorni di riapertura, chi non portava la mascherina o chi provava a esprimere scetticismo sulla sua reale utilità veniva preso malissimo, perché osava parlare male di un oggetto taumaturgico al quale dovevamo essere riconoscenti per averci fatto ottenere una grazia.

            Portare la mascherina era considerato un bollino di garanzia di essere una persona beneducata e socialmente accettabile, indipendentemente dall’effettiva paura del virus!

            Poi l’uso regolare delle mascherine ha cominciato a diminuire, con effetto “massa critica” in verso opposto… ma anche qui, NON TANTO perché la gente non ha più paura del virus, ma perché non ha più paura di essere multata, o di essere guardata male e insultata perché non ce l’ha!

            Man mano che si ricominciavano a vedere sempre più spesso persone senza mascherina o con mascherina abbassata, allora questo è ritornato ad essere considerato socialmente accettabile, e sempre più altre persone l’hanno imitato!

        • Z. says:

          L’OMS in materia di covid cambia idea su tutto ogni quarto d’ora. In questo modo, in effetti, prima o poi una qualche affermazione condivisibile arriva per forza!

          Detto questo, se la mascherina evita le infezioni in sala operatoria a maggior ragione direi evita anche fuori. E se a BRT alle Roveri l’avessero usata non avremmo il più grosso focolaio d’Italia. Ma non bastano le regole (che in Italia sono estremamente confuse al riguardo), vanno pure messe in pratica.

          A parte questo, secondo me non uscire di casa è regola molto più facile da far rispettare che non portare la mascherina (anzitutto bisogna averla, e non sono state sempre disponibili; effettivamente non è necessario indossarla sempre; effettivamente rende più difficoltoso respirare; e poi me la stavo per mettere…).

          Ma non si può costringere un intero Paese in casa per un anno, e non sarebbe stato neppure desiderabile.

          Basterebbe fare tutti un pochino di attenzione, ma come per l’ambiente nessuno vuole sacrificarsi per gli altri.

          • Peucezio says:

            Io però, a parte l’approvigionamento iniziale (altra grave colpa del governo), non vedo che probelmi porti mettere una mascherina.
            E’ una seccatura ovviamente.
            Ma è una seccatura incommensurabilmente maggiore stare chiusi in casa.

          • Z. says:

            All’inizio c’erano pochissime mascherine di ogni tipo. Zaia distribuiva pezzi di cartone con scritto “non è un dispositivo di protezione” perché di meglio non si trovava. Qua le farmacie esponevano cartelli NON ABBIAMO MASCHERINE.

            Adesso trovi delle FFP2 a meno di 3 euro, a marzo a volte pagavi così le chirurgiche.

            • Peucezio says:

              Certo.
              Se fossimo stati non dico in Cina, ma anche solo in Giappone o Corea, ne avrebbero importate a quintali già dall’8 marzo e avrebbero immediatamente riconvertito industrie per produrne a carrettate.

            • Z. says:

              Credo che le mascherine fossero rare in tutta Europa allora, e le industrie sono state riconvertite qui come altrove…

              Noi siamo stati colpiti prima degli altri Paesi occidentali, in una regione di gran densità abitativa e di enorme mobilità e importanza economica, dove gli amministratori hanno commesso gravi errori a ogni livello di governo e che era già gravata da parecchi anni di smantellamento del pubblico a favore del privato (la sanità privata potrà forse funzionare, dicono, ma PS e TI non sono settori dove investe il privato).

              Abbiamo avuto anche parecchia sfortuna, insomma, e alcuni di quelli che ci schernivano oggi stanno peggio di noi.

  2. roberto says:

    Lo volevo mettere qui, in topic!

    50 nuovi casi oggi da noi, numeri che avevamo a metà aprile.

    Unica notizia positiva è che rispetto al numero di tamponi non è troppo male (1 ogni 153 tamponi)

  3. Orologio della Sony, chiamato Fes 🙂

    • Mi dicono che non è chiara la faccenda dell’orologio…

      E’ un’immagine perfetta, per me, di una certa umanità. Il tizio è tutto ingiaccravattato, ma deve anche far sfoggio di essere Diverso.

      Che la Diversità oggi non consiste mai in cose tipo, non avere lo smartphone o l’auto, anzi… ma sta nell’avere un bogolo (Nigredo aveva introdotto qui il termine?) perfettamente inutile, plastica non riciclabile, presumibilmente costosa, prodotta da uno studio di architetti.

      • Nigredo says:

        Beh, non è plastica inutile, è un simbolo, o un talismano, che dovrebbe richiamare, per chi segue ‘ste menate, tutto ciò che la pubblicità di quella marca evoca. Un film condensato in un orologio.

  4. Moi says:

    @ MIGUEL

    A proposito dei “Genderi” …

    https://lgbtqexperiment.com/2019/02/14/whats-the-difference-between-transgender-and-transsexual/

    Why some consider “transsexual” outdated and offensive

    The terms “transgender” and “transsexual” are similar in the word trans can be used as a shorthand for either term. But “transgender” and “transsexual” are not synonymous, though they are not mutually exclusive either. “Transsexual” is considered dated, and many — but not all — find it offensive.

    […]

    […]

  5. C’è qualcuno che vuole raccontarci quali blog interessanti segue?

  6. roberto says:

    A proposito di the player tribune, segnalo se avete un quarto d’ora perche è lungo, un bellissimo post di un giocatore NBA bianco, kyle korver, che mi pare utilissimo per avere un profumo dell’atmosfera che si respira oltreoceano

    https://www.theplayerstribune.com/en-us/articles/kyle-korver-utah-jazz-nba

    • Francesco says:

      io non posso perderlo … 🙂

    • Francesco says:

      Alla fine temo di cadere in pieno in quello che Kyle chiama “razzismo nascosto” e che non capisco cosa voglia dire.

      Ma sospetto che mi manchi tutto il dibattito USA sul tema per capirne i termini.

      Peraltro quanto ha avuto di risarcimento il giocatore a cui la polizia ha rotto una gamba arrestandolo? perchè è quello il meccanismo che dovrebbe far fallire il razzismo istituzionale, il fatto che si paghi per le proprie azioni.

      PS un tifoso di basket che va a seguire la NBA sa che tre quarti dei giocatori sono neri: come fa a essere razzista?

    • Nigredo says:

      Mah, stanno inguaiati…
      Per quanto si possano sforzare il razzismo è troppo radicato nella cultura anglosassone, sono ossessionati dalla razza o etnicità, come la chiamano ultimamente.
      I latini hanno molti difetti, ma direi proprio non questo. Che non significa che ci si siano razzisti, nascosti o no. Ma il semplice fatto che ai tempi di Roma il fatto che uno fosse nato in africa o in siria o in germania e quindi fosse più o meno scuro o pallido non fregava a nessuno mi sa che è rimasto.
      Nonostante le invasioni che ci sono state di popolazioni che magari erano razziste.
      Come si fa a cambiare una cosa del genere ? È lo stesso tipo di illusione che hanno i crucchi verso di noi, che diventiamo simili a loro.

      • roberto says:

        “Come si fa a cambiare una cosa del genere ”

        Domanda fondamentale

        Per prima cosa già avere un presidente che lanci dei segnali pacificatori e non da continua guerra civile fra razze potrebbe essere una buona cosa (il pesce feta dalla testa)

        Poi una bella regolata a amministrazioni e forze dell’ordine sarebbe un’altra bella cosa

        E poi sperare con il tempo queste cose finiscano nella spazzatura della storia (in fin dei conti il loro apartheid è finito ieri)

        • Francesco says:

          beh, Obama ha governato otto anni e non è servito a nulla, ed era pure di Chicago, non delle città costiere

          io sospetto che c’entrino molto i soldi e i tribunali, se un poliziotto ammazza a caso un nero e viene assolto è chiaro che stai dando un preciso segnale; idem per il contrario, però

          • roberto says:

            D’accordo, ma se ci fosse un presidente un filo meno palesemente ostile a chi non è WASP forse ogni tanto un poliziotto ci penserebbe due volte prima di ammazzare il primo nero che gli capita a tiro

            È tutto un clima malsano che deve essere spazzato via

            • Francesco says:

              no, quando c’era Obama le statistiche erano uguali

              SU QUESTO credo che Trump c’entri molto poco e che Biden sarebbe nullo

        • Per roberto

          “Per prima cosa già avere un presidente che lanci dei segnali pacificatori ”

          Segnali pacificatori?

          Democratici e repubblicani uniti per impedire a Trump di chiudere la guerra in Afghanistan, negandogli i soldi che potrebbero permettere di spendere meno soldi e meno vite:

          https://theintercept.com/2020/07/02/house-democrats-working-with-liz-cheney-restrict-trumps-planned-withdrawal-of-troops-from-afghanistan-and-germany/

          Last night, the House Armed Services Committee voted overwhelmingly in favor of an amendment — jointly sponsored by Democratic Congressman Jason Crow of Colorado and Congresswoman Cheney of Wyoming — prohibiting the expenditure of monies to reduce the number of U.S. troops deployed in Afghanistan below 8,000 without a series of conditions first being met. The imposed conditions are by no means trivial: for these troop reductions from Afghanistan to be allowed, the Defense Department must be able to certify, among other things, that leaving Afghanistan “will not increase the risk for the expansion of existing or formation of new terrorist safe havens inside Afghanistan” and “will not compromise or otherwise negatively affect the ongoing United States counter terrorism mission against the Islamic State, al Qaeda, and associated forces.”

          • roberto says:

            Senti Miguel ma chissenefrega dell’afghanistan o della Siria!?!
            Cioè interessa a te che hai una sensibilità un po’ speciale, ma negli slum di Chicago, nelle grandi praterie, nei ghetti di Detroit, sanno che esiste l’Afghanistan?

            Ovviamente no.

            Io parlavo solo ed esclusivamente della loro politica interna e del fatto che trump vive di queste faide bianchi contro neri contro messicani contro cinesi

            • per roberto

              “Chicago, nelle grandi praterie, nei ghetti di Detroit, sanno che esiste l’Afghanistan?”

              Se consideriamo il petrolio con relative questioni mediorientali,

              il sistema militare,

              il controllo planetario attraverso basi e droni,
              il fatto che la maggior parte della spesa pubblica reale (cioè aggiungendo alla striminizita spesa ufficiale militare tutta la spesa non registrata ufficialmente come tale, ma che serve per le pensioni dei veterani, per la costruzione di basi militare, per la “sicurezza domestica”, per la ricerca militare, ecc. ecc.),

              il controllo sulla NATO,

              il fatto che la spesa pubblica, e il gigantesco indebitamento di ogni singolo americano va lì, direi che anche se nei ghetti di Detroit non sanno che esiste l’Afghanistan, è qualcosa che condiziona tutta la loro vita.

            • roberto says:

              Insisto, tutte le cose di cui parli sono sicuramente interessanti e certo è un peccato che suscitino po che passione, ma realisticamente se proviamo ad andare da una delle karen che denuncia le bambine bere che vendono limonata, da un bovaro del wyoming, in mezzo agli immigrati irregolari messicani a dire “ehi ragazzi, il controllo planetario attraverso i droni è un problema serio”, cosa pensi che ti rispondano? Da fuck…

      • Nigredo says:

        Già, ma bisognerebbe anche smettere di segnare l’etnicità dappertutto e di specificarla ogni volta che si parla di qualcuno sui giornali o in tv.

  7. Nigredo says:

    *Che non significa *non* che ci siano razzisti

  8. Nigredo says:

    *Che non significa *che non* ci siano razzisti.
    uff…

  9. Mirkhond says:

    “I latini hanno molti difetti, ma direi proprio non questo. Che non significa che non ci si siano razzisti, nascosti o no. Ma il semplice fatto che ai tempi di Roma il fatto che uno fosse nato in africa o in siria o in germania e quindi fosse più o meno scuro o pallido non fregava a nessuno mi sa che è rimasto.”

    Ed è questa la vera gloria di Roma: l’assimilazione, sia pure graduale ed inizialmente non senza contrasti, dei suoi variegati sudditi.

    • Per roberto

      “https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2020/07/03/news/la_francia_nazionanalizza_10mila_negozi_per_salvare_i_centri_cittadini_dall_e-commerce-260875911/”

      Interessantissimo, grazie!

  10. Z. says:

    Rigorosamente OT: i corrieri, adesso, consegnano i pacchi senza farti firmare. Se la confezione non entra in buchetta, la lasciano nell’atrio. Se c’è un ascensore la mettono nell’ascensore.

    Ma dalle mie parti facevano esattamente lo stesso prima del covid, solo che non so quanto fosse regolare (chi firmava il ritiro?).

    In questo modo il cliente è forse tutelato di più, essendo politica ufficiale.

    Comunque io seguo questo blog e basta 🙂

  11. Moi says:

    Joe Biden vincerà … e in quanto “Vèc’ Bacócch” 😉 sarà la Marionnetta Perfetta per le Lobbies …

    … anche se SJWs e “Minorities”(*) stroceranno il naso NON poco a fronte d’un Maschio WASP Bianco CisEtero ancor più vecchio di Donald Trump !

    (*)

    di “Race”,di “Gender”, d’ “Intersection” che siano … digià sotto Trauma da Orfani/e/* della J.K. Rowling a livello Cultural-Identitario !

    • Francesco says:

      delle lobby mi preoccupo poco, dei paesi emergenti come potenze mondiali e molto aggressivi un pò di più

      non è un’idea geniale eleggere presidente uno che è morto da almeno 20 anni

      curioso di vedere chi sarà scelto come Vice, con un pò di sfortuna mi aspetto la Ocasio … allora sì che sarà il caso di vendere dollari e comprare oro

      SE vinceranno

  12. Z. says:

    Messa così, tra titolo e foto, pare abbia fatto giustiziare il povero serbo…

    https://www.repubblica.it/cronaca/2020/07/04/news/coronavirus_zaia_morto_il_serbo_che_ha_contagiato_l_imprenditore_vicentino_-260948093/

    Invece no, ce l’ha col veneto e solleva anche la questione – interessante e a mio avviso non scontata – dei profili di responsabilità penale.

    Di quale delitto risponde l’intubato in questione? Il vostro leguleio preferito sostiene: di nessuno.

    Il perché lo trovate su KelebeklerPremium. E soli 4,99 euri/mese vi troverete anche lezioni di glottologia laburina made in Ezio, dotte dissertazioni habsburgiche sul ruolo di Crasso nello schieramento a zona della tarda Repubblica romana, l’editoriale di Pino tratto da InformazioneCorretta, un elenco di codici attività ATECO stilato da INScO (tra cui sbirulificio e sgargamellatura) e un corsivo in cui Miguel spiega che un qualche poeta noioso che nessuno ha mai letto aveva capito tutto. Il tutto tradotto in georgiano dal Venturi, a beneficio dei lettori di laggiù. Sign up now!.

  13. Mirkhond says:

    Me lo chiedevo anch’io.
    Ma non vive a Firenze?

    • Per Z

      “Ogni Paese ha la destra che merita…”

      1) Numericamente, vedo qualche decina di persone (forse per le regole di ammissione)

      2) Sul rischio di svendita dell’Italia (non particolarmente ai cinesi), il Comune di Firenze sta mettendo in (s)vendita 120 immobili, figuriamoci quello che sta succedendo nel resto d’Italia, e sento parlare (non da destra, ma da sinistra) di forti investimenti da parte di speculatori di mezzo mondo

      3) sull’app immuni, che devo dire? Mi sembra il classico caso dell’operaio cui il padrone tutti i giorni ruba lo stipendio, che accusa il padrone di portargli jella. Sbaglia nello specifico, ma non nel generale.

      4) sull “infame regime comunista cinese”, io vedo in giro un’enorme pubblicità agli indipendentisti di Hong Kong

      • non avevo visto tutto il video, all’inizio si vede una decina di persone, dopo in effetti ce ne sono parecchie.

      • Mirkhond says:

        “comunista” solo nella struttura politico-poliziesca, perché dal punto di vista economico, la Cina non è più un paese comunista dalla morte di Mao.
        Voglio vedere se Salvini torna al governo, se rifiuta di fare affari con la Cina!

      • Z. says:

        Sull’app Immuni, e anche sul resto, “sbagliare non nel generale” non vuol dire niente.

        Una stupidaggine resta tale chiunque la dica, sia il padrone o l’operaio o un politico.

        E ogni Paese continua ad avere la destra che merita (e pure il centro e la sinistra)…

        • Per Z

          “Una stupidaggine resta tale chiunque la dica, sia il padrone o l’operaio o un politico.”

          A parte le battute, il problema è drammatico.

          Da una parte, tre o quattro aziende hanno in mano una potenza economica che sta superando quella dei principali stati del mondo, grazie al controllo – tramite dispositivi elettronici – delle emozioni, dei desideri, dei movimenti di quasi tutti gli esseri umani; e per rendere il loro controllo totale, vorrebbero imporre anche un livello molto più intensivo di trasmissione di dati al mondo.

          A sinistra, questo va benissimo.

          A destra, dicono che l’app Immuni ci fa tracciare, che non è esatto, o almeno è il minimo dei problemi, e sono sicuri che quasi tutti quelli che erano in piazza ad applaudire stavano regalando contemporaneamente selfie di se stessi a Facebook.

          A sinistra, quindi si risponde, chi non vuole un pianeta in mano all’intelligenza artificiale di Zuckerberg è un povero matto confuso, un complottista da rinchiudere.

          • Peucezio says:

            Miguel,
            “Da una parte, tre o quattro aziende hanno in mano una potenza economica che sta superando quella dei principali stati del mondo”

            Questo è vero come tendenza, ma non avverrà mai (nel breve-medio termine almeno).
            Perché c’è Google e tutto il resto, ma c’è anche la Huawei, ecc.
            L’amministratore delegato di Google risponde a sé stesso (e al massimo agli azionisti).
            Quello di Huawei risponde al governo cinese. Così come ogni altra multinazionale cinese.
            E non è solo un mito: ho conosciuto gente che in Cina ha fatto affari a livello serio (parlo di gente ammanicata ai massimi livelli qui in Occidente) che mi raccontava come lì sia tutto diverso, i dirigenti delle grandi imprese cambiano da un anno all’altro e non si riesce a stabilire una continuità di rapporti, perché il governo li rimuove come pedine di un gioco da tavolo.
            E va da sé che la massa critica della Cina già ora, e sempre di più, sarà maggiore degli Stati Uniti messi assieme, figuriamoci delle sue singole aziende.

            • Per Peucezio

              “L’amministratore delegato di Google risponde a sé stesso (e al massimo agli azionisti).
              Quello di Huawei risponde al governo cinese. Così come ogni altra multinazionale cinese.”

              Riflessione giusta.

              Ma il problema peggiora.

              • Peucezio says:

                Dipende dai punti di vista.
                Un controllo confuciano non mi spaventa quanto uno puritano.
                Il primo al massimo vuole che io sia un’efficiente rotella dell’ingranaggio, il secondo che io non scopi perché se no offendo
                1) la religione,
                2) la morale,
                3) la famiglia borghese ottocentesca dabbene,
                4) il razionalismo illuminista pianificatore che vuole che ci si riproduca in modo asettico,
                5) le femministe,
                6) gli omosessuali,
                7) i negri (perché sono più poveri quindi il sesso è un mezzo inventato dai bianchi per sottomettere le prostitute nigeriane),
                8) gli islamici (perché offende Allah),
                9) tutti (perché non è politicamente corretto, non è mai del tutto simmetrico e libero, perché c’è sempre una parte più forte e una componente di suggestione e manipolazione e quindi è sempre una forma di molestia, sfruttamento, violenza, oppressione e siccome chiunque fa parte di un gruppo umano, lo è non solo verso tutti gli individui, ma tutti i gruppi umani, offende cioè vegani, donne, transessuali, uiguri, collezionisti di francobolli e chiunque altro).

              • Per Peucezio

                “Dipende dai punti di vista.
                Un controllo confuciano non mi spaventa quanto uno puritano.”

                Poniamo che tu abbia ragione (ne abbiamo discusso varie volte),.

                Ma io penso che siamo di fronte a qualcosa che va molto oltre le passeggere mode in materia di sesso umano, che cambieranno anche con la diffusione del sesso virtuale, che è solo agli esordi (qui qualche pittoresco esempio, ma https://www.focus.it/tecnologia/digital-life/sesso-virtuale-sempre-piu-reale è come il volo dei fratelli Wright rispetto alla Concorde).

                Noi pensiamo sempre in termini di “agenzia” umana, cioè di un tizio che si fa i propri interessi o impone le proprie opinioni, usando uno “strumento” tecnico.

                Proprio per questo, si ha paura per la “privacy”, mentre in realtà nessuno sa cosa sta venendo fuori dalla rete di antenne, “cose smart”, satelliti che tra pochi anni dovrebbe coprire ogni angolo del pianeta.

                Ora, che qualcuno, in mezzo a questo, si preoccupi di Immuni, fa sorridere.

                Ma mi preoccupano di più quelli che sorridono davanti a tutto il resto.

              • Z. says:

                Quel che io e Peucezio stiamo dicendo è che molto spesso chi si preoccupa per Immuni trascura precisamente tutto il resto.

                Non solo l’insieme di dispositivi che forse ci sarà e forse no, ma anche la situazione attuale. In cui il complottaro medio anti-Immuni fa GIÀ di tutto, ogni giorno, per farsi tracciare.

              • Per Z

                “Quel che io e Peucezio stiamo dicendo è che molto spesso chi si preoccupa per Immuni trascura precisamente tutto il resto.”

                Io capisco perfettamente, e sono d’accordo.

                E’ che un po’ come il torturatore professionista medievale che fa il proprio mestiere felicemente senza nemmeno pensarci, e l’altro che dice che torturare va benissimo, però se si tortura di mercoledì, si rischia la caduta prematura dei capelli.

              • paniscus says:

                Peucezio:

                “Il primo al massimo vuole che io sia un’efficiente rotella dell’ingranaggio, il secondo che io non scopi perché se no offendo…”
                —————-

                Detto amichevolmente, e senza nessuna ostilità personale, ma potrsti chiarire quale sarebbe il “potere forte” o il “sistema di controllo” che ti impedisce di scopare?

                A me non risulta affatto che esistano vincoli di legge che limitano il diritto privato di avere relazioni sessuali libere tra persone consenzienti.

              • Mirkhond says:

                Peucezio è ossessionato dall’idea che la società occidentale di oggi sia sessuofobica. 🙂

              • paniscus says:

                “Peucezio è ossessionato dall’idea che la società occidentale di oggi sia sessuofobica.”
                —————–

                Ok, ma se anche lo fosse (cosa che evidentemente non è vera, vista l’enorme libertà sessuale che è ampiamente sdoganata nelle abitudini correnti)…

                …se anche lo fosse, dico, cosa gliene fregherebbe, visto che si sta parlando di atti privatissimi che non c’è bisogno di sbandierare in pubblico, e per i quali non c’è bisogno di chiedere il permesso a nessuno, se non al partner stesso (sia che si tratti di una relazione fissa, sia di uno sfizio occasionale, purché consenziente)?

                Voglio dire… in che modo, e con quali strumenti un presunto controllo sociale sessuofobico potrebbe impedire a due amanti liberi (o anche più di due) di darsi alla pazza gioia senza doversi giustificare con nessuno?

            • habsburgicus says:

              @tutti
              e non si riesce a stabilire una continuità di rapporti, perché il governo li rimuove come pedine di un gioco da tavolo.

              la vera differenza tra la Cina odierna e l’Occidente sta appunto qui..che in Cina il primato RESTA alla politica (cui deve piegarsi, le cas échéant, financo il potentissimo e ricchissimo banchiere che senza dubbio è più tutelato e privilegiato di un oscuro contadino dello Shaanxi ma nondimeno resta soggetto al potere del Partito che può IN OGNI MOMENTO distruggerlo..e questo il ricchissimo e potentissimo banchiere lo sa), laddove in Occidente il potere vero spetta all’economia ! (e i presidenti USA, tanto per dire, anche quelli potenti, sono dei meri valletti dei potentati economici che dettano legge e sono irresponsabili perché non seriamente sanzionabili)
              in questo senso, e sia detto senza volere giudicare bensì come mera constatazione, la Cina post-denghista è uno Stato “fascista”…l’essenza dei fascismi storici era infatti un’economia libera (“capitalista”), ma il controllo del Partito e dello Stato sui ricchi (altrimenti detto, IL PRIMATO DELLA POLITICA) rimaneva forte e incontrastato..un Krupp nella Germania NS si faceva i marchi, ma nondimeno (e Krupp lo sapeva) un nerboruto SS avrebbe potuto da un giorno all’altro su ordine di AH spedirlo in un campo di concentramento ! in America, capitalismo puro, ciò non è possibile né pensabile…se hai i soldi, e tanti, detti tu la legge !
              voi mi direte che l’Italia fascista era allora più simile all’America che alla Germania NS o alla Cina di oggi..vero..ma solo perché, il fascismo italiano, ad onta del nome, non era “fascista” 😀 😀 😀 aveva ragione Preve, il fascismo per antonomasia fu, storicamente, quello tedesco..ed hanno ragione i sovietici a chiamare fascista il regime NS mentre talora non chiamano così il regime di Mussolini 😀 molto più simile a una dittatura latino-americana stile “Stato libero di Bananmas”, con elementi pittoreschi (Starace ! :D)..ma il fascismo nella sua tragicità, fu altro 😀
              beh, la Cina post 1978, se astraete dall’ideologia- è una forma di fascismo, inteso in quel senso 😀

              • Mirkhond says:

                E Salvini e Meloni con il loro filoamericanismo sfegatato, cosa sono?

              • Mirkhond says:

                In linea di principio sono d’accordo con l’idea di un capitalismo controllato dallo stato, purché si preoccupi di redistribuire la ricchezza acquisita tra le fasce più deboli della popolazione.
                Quello che manca agli USA è uno zar che metta finalmente in riga le potentissime multinazionali.

              • Francesco says:

                se pensi a Teddy Roosevelt posso concordare

                ma se pensi piuttosto a Mitterand o a Putin, mi tengo le multinazionali tutta la vita!

                ciao

        • Z. says:

          Battute a parte, l’idea che il problema per la privacy oggi sia Immuni è un’idiozia fatta e finita.

          Tutto qui.

          🙂

          • Peucezio says:

            Più che un’idiozia è un capovolgimento della realtà: è come se uno non si fisasse di sua madre e si fidasse dell’agente assicurativo o del piazzista di turno.

            Salvini ormai, a forza di difendere Israele, si è bevuto il cervello.

          • Per Z

            “Battute a parte, l’idea che il problema per la privacy oggi sia Immuni è un’idiozia fatta e finita.

            Tutto qui.”

            Ma infatti.

            Oltretutto, io non parlo mai del problema della “privacy”.

            E’ un po’ come quelli si preoccupano del 5G solo perché è cancerogeno.

            Credo che la questione sia molto più grande e peggiore.

  14. a proposito di razze…

    https://quillette.com/2020/07/03/affirmative-action-in-a-multiethnic-nation/

    “In Brazil, applicants for university and government jobs are boosted by Afro-Brazillian or pardo (brown) status. Inspection boards use detailed guidelines—including fine gradations of skin-tone and measurements of lip size, hair texture, skull shape, and nose width—to ferret out Europeans from those of genuine Indigenous and African descent (given the high rate of intermixing, this is a fraught endeavor). Desperate strivers blacken their skin or otherwise modify their appearance to gain an edge.”

    • PinoMamet says:

      Interessante su due versanti:

      -per prima cosa, vedo che le “affirmative actions” stanno funzionando malissimo in paesi completamente diversi tra loro come India, Stati Uniti, Brasile, Nigeria e Indonesia, per non parlare dello Sri Lanka.
      Mi sembra una discreta cartina di tornasole: sono una sòla.
      Quindi c’è il rischio che qualcuno prima o poi voglia importarle da noi. 😉

      -poi trovo interessanti i link sul Brasile:
      https://www.npr.org/sections/parallels/2016/09/29/495665329/for-affirmative-action-brazil-sets-up-controversial-boards-to-determine-race

      https://foreignpolicy.com/2017/04/05/brazils-new-problem-with-blackness-affirmative-action/

      in un paese dove (cito il secondo link) il 43% della popolazione si identifica come di razza mista, e il 30% di chi si identifica come bianco ha antenati neri, hanno davvero senso queste politiche?
      E i criteri un po’ nazisti (alla rovescia, ma sempre nazisti) con cui vengono applicate?

      • PinoMamet says:

        Aggiungo (e a naso credo che l’esimio Moi sarebbe d’accordo):

        le discriminazioni si combattono smettendo di discriminare, non discriminando a rovescia.

        Se pochi X diventano medici, facilitargli l’accesso alle facoltà di medicina non aiuta affatto la comunità X, e neanche i singoli X finalmente medici
        (tutti penseranno “ah vabbè, è uno di quelli che ha preso la laurea facilitata, col cazzo che mi faccio curare da lui”)

        Mutatis mutandis, la stessa cosa vale per l’imprenditoria, come dimostra l’esempio malese (facilito le condizioni per gli imprenditori non di origine cinese: risultato, il ricco cinese ci mette un malese come prestanome e via…)

        • werner says:

          Accordo totale.

        • Z. says:

          Le quote per donne a ingegneria…

          Io le proponevo per scherzo, poi ho scoperto che erano state proposte seriamente.

          • Per Z

            “Le quote per donne a ingegneria…”

            Tempo fa ho letto (riassumo in modo confuso) che in Iran, ci sono più donne ingegnere che in Svezia.

            Probabilmente perché in Iran le donne ci tengono ad affermarsi, mentre in Svezia non hanno più questa preoccupazione, e quindi scelgono ciò che interessa loro davvero.

            • Z. says:

              Tempo fa hai pubblicato un articolo sull’argomento, e io ne ho tipo tradotto l’abstract. Parlava della maggior propensione per le lauree STEM delle donne nei Paesi del Terzo mondo, rispetto a quelle dei Paesi più ricchi e sviluppati.

          • Moi says:

            @ ZETA

            … è soltanto una delle innumerevoli Finestre di Overton che hai sempre sottovalutato con ingenuità Piccolo Borghese Novecentesca, e perséveri nell’ errare !

        • Francesco says:

          OMAPM!!!

          e Forza Milan, che in questo periodo ci sta bene

  15. Moi says:

    Io NON credo che le Iraniane decidano Ingegneria controvoglia, o meglio solo per voglia di far dispetto ai Maschi Maschilisti …e comunque l’ istruzione femminile di alto livelloera già presente ai tempi dell’ Ultimo Shah, a quanto ho letto.

    • Z. says:

      Miguel dice che forse in un Paese del Terzo mondo c’è una spinta più forte a scegliere corsi di laurea che magari ti interessano meno ma ti danno più possibilità di emancipazione…

      • per Z

        “Miguel dice che forse in un Paese del Terzo mondo c’è una spinta più forte a scegliere corsi di laurea che magari ti interessano meno ma ti danno più possibilità di emancipazione…”

        Esatto. Stavolta Zeta-Moi 1-0.

      • Mirkhond says:

        Definire l’Iran un paese del Terzo Mondo, però mi sembra eccessivo…..

        • Z. says:

          Nel senso proprio del termine, di Paese tradizionalmente non allineato, non nel senso di Paese povero.

  16. Moi says:

    Io NON so se sia “genetico” o “culturale” che le donne piùraramente si appassionino di scienze/tecnologie/ingegneria/ matematica ecc … in ogni caso NON ne farei un’ infantile questione ghérlpàuerdi Maschi Vs Femmine !

    • Moi says:

      … di per sé, potrebbbe essere anche interessante come questione, ma prima o poi verrebbe svilita da Femministelle Misandriche che vogliono solo fare “Pappero Gné Gné” e ridurre la “Cultura” soltanto a quello !

    • paniscus says:

      “Io NON so se sia “genetico” o “culturale” che le donne piùraramente si appassionino di scienze/tecnologie/ingegneria/ matematica ecc”
      —————–

      Beh, ammetterai quanto meno che, fino a pochi anni fa, c’erano enormi pressioni sociali che magari non erano programmate apposta, ma che di fatto avevano l’effetto diffuso di scoraggiare le ragazze a intraprendere determinati studi. E non parlo solo di mondo del lavoro, ma anche di educazione personale e di concetti che quasi tutti, maschi e femmine, si sentivano ripetere in famiglia.

      A partire dall’idea che “è importante che una donna lavori e sia indipendente economicamente, però è meglio che scelga un lavoro meno impegnativo e meno pagato rispetto a quelli tipici dei maschi, perché per tutta la vita dovrà anche dedicarsi alla famiglia e alla casa, mentre l’uomo questo problema non ce l’ha“. In quasi tutte le famiglie di ceto borghese e con buona possibilità di accesso agli studi, è tuttora scontato che quello della donna sia comunque “un secondo stipendio” per integrare quello del marito…

      Paradossalmente, dal punto di vista del reddito e della suddivisione degli impegni pratici familiari, c’è più parità di genere nelle famiglie di basso livello sociale che in quelle più borghesi!

      Questo raccapricciante luogo comune secondo cui “bisogna rassegnarsi al fatto che la donna deve fare il doppio lavoro per tutta la vita mentre l’uomo no”, non solo me lo sono sentito martellare per decenni da mia madre (laureata, lavoratrice molto energica, e con buona carriera nel suo ambito, e buona pensione adesso), ma lo sento tuttora ripetere da amiche e colleghe della mia età o con pochi anni di più…

      • Z. says:

        paniscus,

        — In quasi tutte le famiglie di ceto borghese e con buona possibilità di accesso agli studi —

        Mmm… bisognerebbe definire meglio borghese, ma se intendi “ceto intellettuale” la mia esperienza è differente.

        • paniscus says:

          Mmm… bisognerebbe definire meglio borghese, ma se intendi “ceto intellettuale” la mia esperienza è differente.
          ——-
          Perché tu non hai idea di quanti di questi discorsi io senta fare da donne insegnanti con mariti manager o liberi professionisti che “a casa non ci sono mai” 🙂

          (almeno, quelle un po’ più anziane di me, che hanno fatto in tempo a intercettare un’epoca mitologica in cui quello dell’insegnante era visto come un lavoro leggero che lasciava tanto tempo per occuparsi della famiglia, e che adesso si lamentano che non è giusto che non sia più così – quelle che hanno iniziato negli ultimi 15-20 anni non l’hanno mai pensata, ‘sta cosa, hanno sempre saputo perfettamente che gli impegni fossero MOLTO più pesanti rispetto al puro conteggio delle ore in classe, ma tra quelle un po’ più vecchie ne sento di tutti i colori)

          Pensi che quei discorsi non li facciano anche in famiglia? E che non abbiano (anche involontariamente) un effetto inevitabile di condizionamento sui loro figli, che sono di qualche anno più grandi dei miei, e che quindi sono proprio nella fase di scelta degli studi universitari, o che stanno facendo l’università o si sono appena laureati e si stanno orientando sulla strada da prendere nel lavoro?

        • roberto says:

          Mah, la mia esperienza, per quelli della mia generazione coincide con quella di Z.
          il “doppio lavoro” è piuttosto tipico delle famiglie di basso livello (uso la tua terminologia per capirci).
          Giusto per dirne una, fra i miei amici/colleghi non c’è ne è uno che non abbia preso un congedo parentale

          • paniscus says:

            “Giusto per dirne una, fra i miei amici/colleghi non c’è ne è uno che non abbia preso un congedo parentale”
            ————————–

            Parli di quelli che lavorano in Lussemburgo o di quelli che lavorano in Italia?

          • roberto says:

            Colleghi ovviamente vivono in Lussemburgo,
            Amici sia qui sia in Italia

            La grande eccezione sono naturalmente i liberi professionisti che non prendono il congedo parentale da nessuna parte

            Comunque era solo un esempio

            • Moi says:

              @ LISA

              Per me, come già detto lodando la polemica 😉 eccezione di Margherita Hack, una delle peggiori jatture autolimitanti contemporanee (!) che tante donne perséverano ad auto(!)infliggersi è … il Fideismo Astrologico !

              C’è un fortissimo condizionamento culturale su questo, fra Trasmissioni TV e Riviste Identitarie “al Femminile” … altro che “Patroarcato”, almeno sugli Oroscopi lo ammetterai !

              • Moi says:

                Patriarcato … uff !

                Cioè, per me c’è tutto un malinteso pensiero di Fricchettonate sul Sacro Feminino , ritenuto “emancipatorio” che invece è “fuffa” !

                https://www.quora.com/Why-do-women-believe-in-astrology-so-much-more-than-men-do

                ————–

              • Moi says:

                Anche perché i geni predispongono MA NON fanno tutto da soli, dipendono dagli stimoli esterni … c’è tutta una scienza relativamente recente chiamata “epigenetica” !

                Qualcosa che andando “a usta” 😉 le generazioni nate entro gli Anni Cinquanta, almeno da queste parti, hanno sempre vagamente intuìto : postulando un equilibrio fra Innatismo e Condizionamento Culturale .

                D’altronde è così anche nello Sport , fra Allenamento e Genetica …

              • paniscus says:

                “una delle peggiori jatture autolimitanti contemporanee (!) che tante donne perséverano ad auto(!)infliggersi è … il Fideismo Astrologico ! ”
                ———————-

                Mai sentito nella mia vita reale, al massimo in qualche cazzeggio frivolo su forum virtuali.

                Quasi nessuna delle donne VERE che conosco dà importanza all’astrologia e ne parla come di una cosa significativa da prendere sul serio… al massimo c’è qualcuna che la cita occasionalmente come scherzo.

              • PinoMamet says:

                In effetti non ho mai trovato nessuno, donna o uomo, che credesse davvero agli oroscopi.

                Mi sembra che vengano presi come un semplice passatempo.

                Ho conosciuto un attore (non famoso) tempo fa che era fissatissimo con l’idea di saper riconoscere i segni zodiacali a prima vista.
                Con me ci ha preso.
                Era di sesso maschile. Ma neppure lui credeva agli oroscopi, mi sa.

              • Z. says:

                Io ne ho conosciuti ed erano tutte donne, di diverse generazioni, salvo uno. Che non so quanto ci creda ma forse un pochino sì.

              • paniscus says:

                “Cioè, per me c’è tutto un malinteso pensiero di Fricchettonate sul Sacro Feminino , ritenuto “emancipatorio” che invece è “fuffa” !”
                ————

                Ma quasi nessuna lo prende sul serio davvero!

                Non te ne sei accorto?

              • PinoMamet says:

                Credevo che il Sacro Femminile fosse un espediente per rimorchiare!

              • paniscus says:

                E comunque, se anche fosse vero che le donne credono agli oroscopi più degli uomini (cosa che, appunto, penso che non sia vera), non vedo cosa c’entri con la scelta del corso di studi o con il dislivello di reddito rispetto agli uomini.

                Io ho conosciuto personalmente due astrofisici di professione, entrambi maschi, uno dei quali credeva nell’efficacia dell’omeopatia, e l’altro era convinto che i numeri ritardatari delle lotterie avessero davvero più probabilità di uscire…

                L’unica differenza tra i due è che il secondo, almeno la considerava un’informazione curiosa come un’altra, ma non gliene importava niente e non giocava al lotto,

                mentre l’altro si curava davvero con l’omeopatia, con tutta la famiglia!

              • Z. says:

                Il secondo mi stupisce di più, devo dire (è un campo che dovrebbe conoscere). Ma so di almeno un ingegnere convinto della stessa cosa. Forse due.

              • PinoMamet says:

                Come scusante ho di essere laureato in lettere classiche 😉 comunque ho presente una spiegazione matematica presentata in un film e in una serie televisiva (non ricordo chi ha copiato chi) secondo la quale in un gioco tipo “scegli una tra tot buste” per vincere un premio, se ti danno la possibilità di cambiare busta, è meglio farlo, perché questo aumenterebbe la probabilità di vincere.

                La spiegazione era all’incirca che con meno buste aumentavano le probabilità di scegliere quella giusta (nella vita reale, credo comunque ininfluente) ma mi chiedo se sia in fondo lo stesso caso dei “numeri ritardatari”: a ogni estrazione, elimino per così dire un altro numero tra 90 possibili, e aumentano le possibilità che esca il mio numero ritardatario prescelto.

                A me non sembra convincente, ma era più o meno la spiegazione dell’attore che interpretava un matematico, riguardo al gioco delle buste- o perlomeno l’ho capita così.

                No, come non detto: le buste passavano, poniamo, da 6 a 5, i numeri del lotto sono sempre 90…
                (Ma di nuovo: anche le buste sono sempre 6, che io ne abbia una in mano non cambia niente
                ..)

              • paniscus says:

                Pino: quella del cambio delle buste ha una spiegazione relativamente semplice, è un concetto che si chiama “probabilità condizionata”,

                se ti interessa davvero, te lo spiego, come quasi ogni anno lo spiego ai miei alunni!

                Alla classe di quest’anno sono perfino riuscita a spiegarlo in didattica a distanza, e più o meno l’hanno capito lo stesso!

                Comunque per farla più breve possibile, l’idea di base sta nel fatto che il conduttore del gioco SA quale è davvero la busta con il premio, e quando ti propone lo scambio lo fa in maniera da escluderne una che sicuramente non lo contiene. Quindi, il giocatore sa per certo che la probabilità iniziale viene alterata.

                Se al concorrente fosse chiesto di scegliere se scambiare o no la busta con un’altra tirata a sorte, senza che il conduttore possa scegliere quale escludere perché non lo sa nemmeno lui, la probabilità di vincere rimarrebbe uguale.

                Ma se il conduttore sa dove sta il premio, e propone lo scambio escludendo una busta in cui sicuramente non c’è, allora aumenta!

              • Z. says:

                Lo spiegò tempo addietro Ritvan, proprio qui da Miguel.

              • Z. says:

                Un esempio molto evidente era un gioco condotto da Amadeus.

                C’era una risposta da scegliere su dieci proposte, e la domanda non era facile. Cosicché il giocatore, più spesso che no, tirava a caso. E di norma sbagliava.

                Amadeus escludeva otto delle dieci risposte, poi diceva al concorrente se ci aveva preso o meno.

                Non dava la possibilità di cambiarla, naturalmente: se l’avesse fatto, il concorrente avrebbe quasi sempre cambiato e vinto 🙂

              • Z. says:

                Un altro conteggio poco intuitivo è quello basato sulla storia di Miguel che spara alle nutrie in Oltrarno.

                Ma ne abbiamo già parlato lo scorso autunno 😛

              • paniscus says:

                Comunque, l’astrofisico che credeva ai numeri ritardatari (ma al quale comunque non fregava niente dei numeri riaìtardatari, perché al lotto non ci giocava), dopo che io e un altro amico/collega dell’epoca ci sbattemmo per farlo ragionare, si convinse, e ammise di aver preso una cantonata.

                Mentre con quello che credeva nell’omeopatia, non ci fu verso…

              • PinoMamet says:

                ” e quando ti propone lo scambio lo fa in maniera da escluderne una che sicuramente non lo contiene. ”

                Mi mancava questo passaggio, non lo ricordavo!

                Adesso ha senso, in effetti: complimenti per la spiegazione, chiarissima!
                Si vede che sei una brava prof 🙂

              • paniscus says:

                sempre sul gioco dello scambio delle porte (o delle scatole), è spiegato molto bene su wikipedia:

                https://it.wikipedia.org/wiki/Problema_di_Monty_Hall

                la cui primissima versione ottocentesca era questa:

                https://it.wikipedia.org/wiki/Paradosso_delle_tre_carte

              • Peucezio says:

                Vabbè, ma perché se ne parla di un gioco matematico o statistico, quando è un mero, banale trucco del conduttore?

              • PinoMamet says:

                Ti riferisci al “problema di Monty Hall” (quello delle buste o porte o carte da scegliere, da cui il conduttore poi ne toglie una non vincente) o ai “numeri ritardatari”?

                In ogni caso, mi pare che siano problemi di natura matematica, cos’altro potrebbero essere?

              • PinoMamet says:

                Anche il comune “gioco delle tre carte” o “bussolotti” potrebbe essere descritto in termini statistici molto semplici (ogni volta hai una probabilità su tre di azzeccare il bussolotto giusto, quello con la pallina sotto) se non fosse che è un gioco di prestidigitazione, ovvero truffa se si gioca a soldi (non hai nessuna probabilità di indovinare a meno che il mago dove truffatore non te lo lasci fare).

                Ecco, quello è un trucco, ma quello di Monty Hall nous, è proprio statistica.

            • Per roberto

              “Colleghi ovviamente vivono in Lussemburgo,
              Amici sia qui sia in Italia ”

              Boh, le esperienze evidentemente sono sempre aneddotiche.

              Io penso tipicamente all’impiegato del Comune che ha la moglie infermiera (quindi lei con i turni, lui con i figlioli), la padrona della cartoleria sposata con l’impiegato delle poste (e quindi abbastanza alla pari), ecc.

              • roberto says:

                Adesso non voglio farti un lungo e noioso elenco di persone che non conosci, ma in questi giorni e in Lussemburgo:
                – lui autista di bus e lei barista. Lui è in congedo parentale (proprio da una settimana)
                – lui analista finanziario in una mega banca d’affari, lei biologa. Lui in congedo parentale
                – lei e lui eurocrati (ma divorziati). Lei è in congedo parentale
                – tutti e due eurocrati (sposati). Lei è in congedo parentale (questi siamo io e mia moglie)….due anni fa l’ho preso io

              • Per roberto

                Ho il sospetto che a volte ci capiamo, più di quanto pensiamo.

                1) due impiegati delle poste, pari stipendio, pari comportamento con i figlioli.

                2) lui proprietario terriero che vende il Chianti in mezzo mondo, lei (giustamente) disoccupata e mantenuta.

                Caso 1), badano un po’ tutti e due ai figlioli

                Caso 2) ci pensa più lei che lui (e voglio un gran bene a entrambi, e li capisco pure).

            • paniscus says:

              E comunque io non parlavo affatto di prendersi il congedo parentale in maniera formale, ma della condivisione quotidiana degli impegni domestici anche quando i figli sono relativamente cresciuti e i congedi parentali sono finiti da un pezzo.

              Personalmente, quando mi trovo un’amica, conoscente o collega che mi dice “eh, ma tu come avresti fatto se ti fosse capitato un marito che fa un lavoro come quello del mio, e che a casa non c’è mai?” mi cascano le braccia.

              Nel caso più gentile, le dico: “Ah, ma io il compagno me lo sono scelto… non potevo immaginare che tu invece avessi accettato un matrimonio combinato, o che avessi vinto un fidanzato alla lotteria!”

              • roberto says:

                Infatti avevo scritto “giusto per dirne una”…

                Spiego meglio: è solo UN indicatore di un fenomeno che io vedo, e cioè che fra miei coetanei e persone che fanno più o meno lavori simili al mio, che hanno condizioni simili alle mie, il discorso “la donna deve fare il doppio lavoro” sta passando di moda.

              • paniscus says:

                Roberto: ma mi pareva di averlo già riconosciuto anch’io, poco sopra, che il fenomeno stia passando di moda nelle generazioni attuali,

                però non si può pensare che le tracce di un condizionamento profondo che arriva da tutte le generazioni appena precedenti spariscano con tutta questa facilità.

                Mi pare pacifico che sia io che te siamo cresciuti immersi fino al collo nel modello familiare borghese di “padre che fa un lavoro impegnativo, guadagna bene e a casa non c’è quasi mai, e quando c’è comunque non si occupa della gestione domestica, e madre che lavora anche lei ma fa un lavoro più leggero, con orari più brevi e pagato meno, ma nel frattempo si prende carico della quasi totalità degli impegni pratici familiari”.

                Evidentemente io e te siamo riusciti a liberarci da questo condizionamento senza troppi problemi (probabilmente ha influito molto, sia per me che per te, il fatto di avere compagni di origine straniera e di non aver quindi avuto occasione di replicare il modello standard della famiglia italiana media, neanche se avessimo voluto), ma stai sicuro che nella media generale non è così.

                Che poi, tra quelli della nostra età o più giovani ci siano moltissimi uomini assolutamente bendisposti a prendersi la loro parte di carico domestico, non lo discuto… ma non mi si può dire che sia diffusa la parità di atteggiamento, dal punto di vista dell’autonomia mentale nel farlo.

                La maggior parte degli uomini lo vivono ancora come un “aiutare la moglie”, non come una responsabilità diretta di entrambi… o lo fanno come esecutori materiali di istruzioni altrui, sempre aspettandosi che la moglie “glielo chieda”!

              • Peucezio says:

                Lisa,
                “Mi pare pacifico che sia io che te siamo cresciuti immersi fino al collo nel modello familiare borghese ”

                Non è che sia un modello borghese, lo è di riflesso, ma è di origine popolare, legato al fatto che l’uomo ha maggiore forza fisica e nelle società contadine e artigiane questo significa che fa i lavori “seri”, di fatica bruta, quindi all’esterno, retribuiti (che sia dal padrone o da quello che ti compra il grano o ti paga la riparazione dell’attrezzo), mentre la donna fa quelli domestici.

              • paniscus says:

                Peucezio… di questo si è parlato decine di volte. Nella società arcaica, e in particolare quella contadina, NON C’ERA la divisione netta che si fa adesso tra chi guadagna soldi lavorando fuori di casa a servizio di un padrone, e chi invece sta a casa a svolgere attività indispensabili alla famiglia e però non guadagna soldi e ha bisogno di farsi mantenere economicamente da qualcun altro.

                Nelle società contadine arcaiche è vero che c’era una certa spartizione dei compiti e che quindi esistevano lavori considerati da maschi e altri da femmine, ma non esisteva la differenza tra lavoro produttivo (che porta i soldi a casa) e lavoro casalingo (che è necessario ma non porta soldi a casa).

                Quasi tutti i lavori manuali dell’epoca, sia maschili che femminili, erano contemporaneamente lavori produttivi e lavori di cura familiare. La famiglia (anche allargata) si produceva da sola la maggior parte delle risorse che poi consumava, e lo scambio economico con l’esterno, sotto forma di denaro, era piuttosto limitato.

                E’ vero che i maschi facevano i lavori più faticosi fisicamente (e non solo perché avevano più muscoli, ma perché in generale si trattava di lavori che consentivano di allontanarsi di più dalla casa, cosa che per una mamma con bambini piccoli sarebbe stata più problematica), ma non è che i lavori femminili non fossero economicamente produttivi ai fini del sostentamento della famiglia. Se l’uomo andava a dissodare la terra e a tagliare il grano, e la donna curava le piante di pomodori e di zucchine nell’orto sotto casa, poi tutta la famiglia si magnava sia il pane fatto con quel grano, sia il minestrone fatto con quelle verdure.

                Anche i lavori di manutenzione domestica (sia quelli considerati maschili che femminili) non erano considerati degli hobby facoltativi come adesso, ma delle vere e proprie attività produttive: se il marito costruiva con le sue mani sedie e tavoli, e li riparava quando si rompevano, mentre la moglie cuciva pantaloni e camicie e sferruzzava coperte e maglioni, e li rammendava quando erano strappati, erano attività produttive entrambe, e utili allo stesso modo, per tutta la famiglia.

              • Per Paniscus

                “Nella società arcaica, e in particolare quella contadina, NON C’ERA la divisione netta che si fa adesso tra chi guadagna soldi lavorando fuori di casa a servizio di un padrone, e chi invece sta a casa a svolgere attività indispensabili alla famiglia e però non guadagna soldi e ha bisogno di farsi mantenere economicamente da qualcun altro. ”

                Ricordiamo il “prezzo del sale” http://kelebeklerblog.com/2018/09/10/il-prezzo-del-sale/

                Nell’Ottocento, in gran parte del mondo fuori forse dall’Inghilterra, le famiglie producevano tutto per sé, e qualcosa per gli scambi di favori tra compaesani (che non è il mitico “baratto” che forse non è mai esistito).

                Erano casomai le donne ad arrotondare procurando soldi – chi facendo la domestica, chi la balia, chi cuciva a casa dietro commissione.

              • paniscus says:

                Per cui, sì, io penso davvero che la separazione netta tra ruolo dell’uomo che porta i soldi a casa (andando evidentemente a cercarseli FUORI di casa, facendo per qualcun altro un servizio che a lui non serve a niente se non ad essere trasformato in stipendio), e ruolo della donna che fa le faccende domestiche ma non guadagna niente (e quindi non potrebbe sopravvivere senza un maschio che la mantiene)

                sia un’invenzione piuttosto moderna, e se non proprio un prodotto della società borghese, almeno di quella urbanizzata (e del tutto o in parte) industrializzata.

                La tua ricostruzione secondo cui gli unici lavori che il padrone o il cliente considerassero degni di essere pagati fossero quelli musolari di forza bruta, regge poco: se c’era qualcuno che comprava il grano prodotto dai contadini maschi, comprava anche i pomodori dell’orto o le uova del pollaio sotto casa, che erano quasi sempre curati dalle donne, anche se la forza bruta era di meno!

              • paniscus says:

                “Erano casomai le donne ad arrotondare procurando soldi – chi facendo la domestica, chi la balia, chi cuciva a casa dietro commissione.”
                ———

                Secondo me , il grosso del lavoro esterno femminile retribuito da estranei consisteva nelle attività di lavanderia, che erano fatte tutte a mano.

                E faccio presente che all’epoca non esistevano nemmeno gadget usa-e-getta, per cui anche gli assorbenti mestruali femminili o i pannolini dei bambini dovevano essere lavati a mano…

              • Peucezio says:

                Sì, in effetti è abbastanza vero anche questo.

                Però andrebbe distinta la piccola proprietà contadina dalla massa di salariati, che in tanta parte d’Italia è stata la regola fino a qualche generazione fa.
                Insomma, non so in Toscana, ma in Puglia erano gli uomini – i braccianti – che andavano in piazza la mattina prestissimo e se scèvene a mbermètte, cioè si facevano assoldare per la giornata lavorativa.

  17. Z. says:

    Sull’utilità delle mascherine:

    https://www.ilpost.it/2020/07/04/mascherine-coronavirus/

    Gli studi inoltre confermano il punto di vista più volte espresso dal Peucezio:

    Oggi c’è consenso sul fatto che vengano trattenute anche dalle forme più artigianali di protezione facciali in cotone, feltro, tessuto non tessuto. Pur non raggiungendo l’efficienza delle mascherine chirurgiche e di quelle con filtri medici, sempre più scienziati ed esperti ne segnalano l’efficacia nei luoghi chiusi e affollati. L’utilità delle mascherine nei luoghi aperti e in cui è possibile mantenere il distanziamento fisico di un metro e mezzo, invece, è giudicata bassa o nulla dagli esperti.

  18. Ognuno ha anche la sinistra che si merita…

    Ieri a mezzanotte mi sveglia una voce cantilenante-urlante da amplificatore e cori, mi affaccio.

    Furgoncino con una tizia che riesce a urlare ipnoticamente per qualcosa come venti minuti di seguito, apparentemente senza mai prendere fiato.

    Dietro, schiera di giovani vestiti di nero con la scritta Antifa sulle magliette, poi un 500 tizi dietro, ammassati, mascherine esattamente due (dei portatori dello striscione dell’Anpi).

    Come vi ricorderete (non metto nomi per non attirare motori di ricerca), alcuni anni fa girava da queste parti gridando a squarciagola un non-più-giovane che aveva consumato molta cocaina (non credo che avesse idee politiche, ma se le aveva, presumo che fossero di destra).

    I carabinieri – agendo comunque senza violenza – ci misero molto per fermarlo e metterlo a terra.

    Probabilmente una combinazione delle sostanze che aveva preso e la posizione piegata della testa, smise di agitarsi, i carabinieri chiamarono i soccorsi; una volontaria della Croce Rossa fece sforzi straordinari per rianimarlo, ma morì.

    Ieri, la Monocorde si è rivolta all’anima del defunto, gridando che era stato vittima di un omicido di stato, caduto lottando come noi lottiamo tutti, “unendo il terreno con l’ultraterreno”, ma anche se cercano di ucciderci, noi continueremo a combattere per la giustizia che non può venire dallo stato, perché il fascismo si è sempre fondato sullo squadrismo, e va smascherato e distrutto comunque si mascheri.

    Poi sono ripartiti, lasciandosi dietro una mascherina in mezzo alla strada (ma non posso giurare che fosse dei manifestanti, forse era di qualche movidaro lasciata in precedenza).

    • Z. says:

      Certo, ogni Paese ha anche la sinistra che merita.

      La sinistra di cui parli dubito sia molto rilevante politicamente, ma il principio è sempre valido.

  19. Moi says:

    A me pare che il NaziFemmonismo sia già contro anche i “manichini realistici” (con effetti animatronici o meno …) perché è l’ idea metafisica in sé del Piacere Maschile ad essere sbagliata !

    https://www.aprireinfranchising.it/bordoll-il-bordello-con-sole-bambole-gonfiabili

    Un’innovazione di successo nella “sex industry”
    Bordoll: la casa di appuntamenti “in silicone”
    Visita anche la sezione Mettersi in proprio per maggiori spunti imprenditoriali.

    Scopri tutti i Franchising Per Adulti.

  20. Moi says:

    In ogni caso , “di Destra” diventa tutto ciò che la Sinistra stigmatizza, nel momento in cui inizia a stigmatizzarlo :

    esempio oserei dire paradigmatico, Benny Hill … comico talmente poco Britannico da sembrare un Italiano coevo (tipo Alvaro Vitali) e che ora (!) non si esiterebbe a definire “Rape Culture”

    https://www.youtube.com/watch?v=l1ZQNjNECi8

  21. Mirkhond says:

    Peucezio
    “Salvini ormai, a forza di difendere Israele, si è bevuto il cervello.”

    Non solo Israele, ma praticamente anche l’aggressività statunitense che lui chiama “libertà”, mentre attacca Cina e Iran che cercano solo di difendersi da tale aggressività.
    Ecco perché non posso riconoscermi in questa destra atlantista.

    • Z. says:

      E che dovrebbe fare? La destra italiana da sempre sta con Israele e Stati Uniti…

      • Mirkhond says:

        Se intendi la destra post 1945, hai ragione.

        • Moi says:

          Per gli USA è vero, con Israele è più complesso e si va fasi alterne… oggi la Destra NON Fascista e la Sinistra NON Marxista sono divise dallo stesso Immaginario che divide gli USA al proprio interno !

          • Moi says:

            Israele piace perché quando subisce un Attentato Jihadista NON reagisce con Fiaccolate cantando canzoni di John Lennon … arriva, l’ antifona ?!

            • Mirkhond says:

              Subisce un attentato causato dalla sua politica predatoria ai danni degli indigeni.
              Diciamola TUTTA la verità, eh!

            • Mirkhond says:

              Piace perché usa la forza bruta, e ciò piace immensamente ai fascistoidi, soprattutto quando quella esibizione di forza bruta è dovuta ad un atto di SOPRAFFAZIONE.

            • Z. says:

              A me risulta che piacesse anche quando nessuno conosceva la parola “jihadista”…

              E si usava ancora dire: coi ladri bisognerebbe fare come gli arabi!

              • PinoMamet says:

                “E si usava ancora dire: coi ladri bisognerebbe fare come gli arabi!”

                ricordo quel periodo.

                Era alimentato da “lo zio di mio cugino, che è stato in Arabia e ha visto che a uno gli tagliavano le mani”.

              • PinoMamet says:

                La mia prof di italiano delle medie (grande ammiratrice di tedeschi e giapponesi, “che finiranno per dominare il mondo, vedrete!”)
                ammirava molto Israele “che ha fatto fiorire il deserto”.
                Non credo avesse niente in particolare contro gli arabi, in compenso (era una grande viaggiatrice in paesi esotici, e l’ammirazione per i tedeschi le veniva da suo padre internato militare in Germania, e trattato- a suo dire- con dura correttezza).

              • Mirkhond says:

                “Era alimentato da “lo zio di mio cugino, che è stato in Arabia e ha visto che a uno gli tagliavano le mani”.”

                A me parlavano della Tunisia, ma il concetto è lo stesso.

              • Peucezio says:

                “E si usava ancora dire: coi ladri bisognerebbe fare come gli arabi!”

                Anch’io lo ricordo.
                Un tizio diceva proprio di aver visto molta gente monca.

            • PinoMamet says:

              “Israele piace perché quando subisce un Attentato Jihadista..”

              Mah, a me non pare che Israele subisca attenti jihadisti, in genere.

              Tra i suoi amici, è vero, c’è un’organizzazione che si richiama alla Jihad, ma il suo scopo è l’indipendenza della Palestina- una Palestina islamica, ovviamente;

              ma mi sembrano piuttosto diversi dai movimenti tipo Al-Qaeda, Isis e derivati, il cui scopo sembra l’instaurazione di un improbabile califfato sunnita su tutte le terre islamiche.

              Gli attacchi che ha subito Israele sono stati di natura, direi, politica, e in effetti sono stati opera anche di movimenti laici o comunque non religiosi.

              • PinoMamet says:

                Errata:

                tra i suoi nemici .

              • Z. says:

                Pino,

                — Gli attacchi che ha subito Israele sono stati di natura, direi, politica, e in effetti sono stati opera anche di movimenti laici o comunque non religiosi. —

                Vero. Peraltro, anche quando gli attacchi provenivano da movimenti di natura religiosa, il movente non mi pare fosse particolarmente legato alla fede.

    • Francesco says:

      Duca,

      aspetta un attiminino ™

      va bene per i poveri ayatollah iraniani, che sappiamo quanto amino la libertà dei loro compatrioti e che bel sistema politico ed economico hanno messo in piedi

      ma come riesci a giustificare la Cina di Xi Jin Ping?

      sono veramente curioso!

      • Mirkhond says:

        L’economia iraniana è strangolata dalle sanzioni USA.

        • Francesco says:

          e io che pensavo fosse la mafia dei Guardiani della Rivoluzione! che sbaglio eh

          PS io ti chiedo della Cina e tu parli della Persia?

  22. Mirkhond says:

    Salvini e Meloni sono dei falsi sovranisti, in realtà servi degli USA esattamente come i loro avversari di sinistra.

    • Francesco says:

      mah, Salvini andava a farsi dare soldi e idee da Putin, non so quanto posso fidarmi del suo atlantismo

      la Meloni … no comment

      • Mirkhond says:

        Ma se hanno fatto a gara per esaltare il 4 luglio, che non mi sembra una festa italiana!

        • Francesco says:

          ci provano a fregarmi ma io non ci casco!

          😀

        • Peucezio says:

          Beh, però un conto è avere simpatie geopolitiche sbagliate, un conto è avere eretto il sentimento antinazionale a religione, come fa la sinistra, al punto da considerare di per sé stessi nazionalismo e sovranismo come parolacce sinonimi di razzismo.

          • Francesco says:

            con le dovute eccezioni, tipo Cuba e Venezuela!

            e forse anche il peronismo argentino, visto il Pontefice regnante

            🙂

  23. Grandiosa biografia di un veneto (Tour Eiffel, lamiere, Medjugorje, imprecisate “amiche”, Maserati, stalle…)

    Source : https://rep.repubblica.it/ws/detail/generale/2020/07/04/news/coronavirus_il_figlio_dell_imprenditore_mio_padre_ha_sbagliato_ma_non_e_un_incosciente_-260984627/

    Coronavirus, il figlio dell’imprenditore: “Mio padre ha sbagliato ma non è un incosciente”
    VICENZA – «Sono partito da una stalla trasformata in capannone e con 60 milioni di lire di debito. Nulla più può spaventarmi». Amava ripeterlo agli amici del bar, prima di tornare nella sua villa abbarbicata sopra il paese di Sossano, in provincia di Vicenza. I colli Berici dietro, le linee ondulate dei colli Euganei all’orizzonte e, in mezzo, una distesa di vigneti. E davvero c’erano ormai poche cose che potessero spaventare questo omone di 64 anni, ciu…
    VICENZA – «Sono partito da una stalla trasformata in capannone e con 60 milioni di lire di debito. Nulla più può spaventarmi». Amava ripeterlo agli amici del bar, prima di tornare nella sua villa abbarbicata sopra il paese di Sossano, in provincia di Vicenza. I colli Berici dietro, le linee ondulate dei colli Euganei all’orizzonte e, in mezzo, una distesa di vigneti. E davvero c’erano ormai poche cose che potessero spaventare questo omone di 64 anni, ciuffo fluente e forse un po’ tinto, suv nero Maserati, affari milionari e oltre quattrocento dipendenti tra Italia e estero. Ora giace a pancia in giù in un letto della terapia intensiva dell’ospedale di Vicenza, completamente sedato e con un tubo in gola per ventilare i polmoni attaccati dal coronavirus.

    È lui il paziente zero del post lockdown a Nordest, denunciato in procura dal governatore del Veneto Luca Zaia attraverso gli uffici regionali. Perché c’è una buona dose di sprezzo del pericolo nel comportamento tenuto da questo imprenditore navigato, tornato dalla Serbia con febbre e irriducibile nel continuare con la vita di sempre: lavoro, cene, incontri con amiche, persino un funerale. «Davvero non so come mio padre possa essersi comportato in questo modo. Proprio lui che aveva adeguato tutte le sue aziende contro il rischio Covid», si dispera il figlio, amministratore di una delle aziende di famiglia.

    Ma per capire la personalità dell’uomo che ha riportato il coronavirus in Veneto proprio nel momento in cui i contagi erano zero, bisogna partire dagli ingressi delle sue aziende, tutte con un tratto distintivo: la riproduzione in scala della Tour Eiffel di Parigi. E più grande è l’azienda, più grande è la torre. La prima, a Teonghio, era sì e no dieci metri. Quella della Laserjet di Pojana Maggiore viaggia invece sulla trentina di metri d’altezza. Simbolo di opulenza, certo, ma non solo. «Se viene un camionista dalla Germania non devo fare fatica a spiegargli come raggiungerci. Segui la Tour Eiffel, gli dico», altro suo cavallo di battaglia, raccontato al bar con fierezza e calice di prosecco in mano.
    Il segreto del suo successo? Il taglio laser delle lamiere con tecnologia laser 3D e 2D. Sicuro di sé, orgoglioso della ricchezza prodotta, iperattivo. «Un uomo che dorme tre ore per notte», sintetizza Flavio Schioppetto, del bar Meeting di Sossano. Ora però è il paziente zero che fa impennare nuovamente l’indice di contagio, innescando un focolaio che, al momento, conta cinque contagiati e una novantina di sorvegliati speciali in quarantena.

    L’imprenditore di Sossano, anche se in realtà è originario di Albettone, verso fine giugno organizza una spedizione nello stabilimento in Serbia con tre dipendenti. Salgono tutti insieme in furgone, trascorrono quei giorni insieme. Lì incontrano un settantenne del posto che poi risulterà positivo al Covid e che, proprio ieri, è morto dopo qualche giorno di ricovero. Il ritorno in Italia è del 25 giugno, dopo un passaggio a Medjugorje. L’imprenditore ha febbre e dolori diffusi ma non ci fa caso. Venerdì partecipa a un funerale a Orgiano, sabato sera si presenta a una cena a Gambellara, per il compleanno di Claudio Jurman, titolare della cantina Ca’ del Sette. All’evento, organizzato nel piazzale dell’azienda agricola, partecipano un centinaio di persone tra cui anche il conduttore radiofonico di Radio 24 Giuseppe Cruciani, con il suo collaboratore padovano Alberto Gottardo. «A scopo precauzionale mi sono sottoposto a tampone e test sierologico, entrambi con esito negativo», tira un sospiro di sollievo Cruciani.

    Domenica 28 giugno anche l’imprenditore vicentino si convince a fare un salto in pronto soccorso a Noventa Vicentina. Subito lo trasferiscono a Vicenza: positivo al coronavirus. Però rifiuta il ricovero e firma per essere dimesso. «Mio padre ha sottovalutato la situazione. Pensava che il virus si fosse presentato in forma lieve, credeva di potersela cavare da solo», ricostruisce il figlio. Così da domenica il sessantaquattrenne self made man si chiude in casa. Ma in casa con lui ci sono tre collaboratori, ospiti per qualche giorno. «Eravamo qua da lui e ora ci tocca fare la quarantena», dicono uscendo alla spicciolata dalla villa in cui sono rimasti soli con il maggiordomo filippino. Domenica sera inizia un fitto giro di telefonate tra l’Usl di Vicenza e il sindaco Enrico Grandis. Il rifiuto del ricovero diventa un caso, a maggior ragione dopo che iniziano a emergere anche gli altri contagi connessi al paziente zero. Così martedì mattina il sindaco in persona si presenta alla porta di casa dell’imprenditore e gli chiede di farsi ricoverare. «Mi ha detto che ci stava pensando, perché nel frattempo le sue condizioni erano peggiorate», racconta Grandis, seduto al bar in piazza nel sabato del mercato. Ora in questo paese di quattromila abitanti non si parla d’altro. Prima il chiacchiericcio riguardava il suo ultimo investimento immobiliare, due milioni di euro per un terreno con annesso rustico e piscina. Ora invece i concittadini hanno paura e per questo gliene dicono di tutti i colori.

    • paniscus says:

      Stalla. Capannone. SUV Maserati.

      64 anni. Ciuffo tinto. “Incontri con le amiche”.

      Copie in serie della Torre Eiffel a Teonghio, a Pojana Maggiore e in Serbia.

      Ultimo tocco sopraffino: viaggio a Medjugorje.

  24. Mirkhond says:

    Se fosse rimasto a gestire una stalla!

  25. Mirkhond says:

    Mi chiedo se questa maggiore diffusione del coronavirus al Nord, non sia dovuta proprio alla sua maggiore industrializzazione, con conseguenze sulla salute dovute al maggiore inquinamento…..

    • Mauricius Tarvisii says:

      No, è dovuto alla maggiore industrializzazione e alle maggiori relazioni con l’estero che ne discendono.

  26. Ecco la Torre Eiffel di Teonghio:

    • PinoMamet says:

      I veneti sono strani.

      La fidanzata attuale di mio fratello è veneta (anche se della zona più burina, di influenza emiliana, almeno a livello vagamente dialettale in certe zone della provincia: Rovigo. Oppure Ferrara è la zona dell’Emilia burina e di influenza veneta, non tanto a livello dialettale ma- forse- culturale).

      Beh, da quelle parti bevono un sacco, ma ignorano completamente i liquori a base rispettivamente di noci (raccolte la “notte di San Giovanni.” o “di mezz’estate”) e di prugnoli (simile esiste in Galles e nei Paesi Baschi) popolarissimi qua come digestivi.

      Credo sia da questo che si capisce che i Celti là non sono mai passati 😉 assai più che dalla mancanza di vocali anteriori “arrotondate” o “turbate” 😉

      A parte tutto, c’è proprio una certa differenza di stile di comportamento. I veneti sono, come dire, meno “svolazzanti”, meno inclini alle fantasie oziose, più solidi lavoratori.
      Ricordano un po’ i tedeschi e i giapponesi: lavorare sodo e divertirsi sodo.

      • Francesco says:

        tipo i bergamaschi e i bresciani?

        mmmhh questa è una analisi interessante, molto

        • PinoMamet says:

          Infatti bergamaschi e i bresciani mi sembrano i più influenzati dal Veneto, in Lombardia (ma non li conosco tanto, ammetto)…

          • Francesco says:

            io non penso di conoscerli più di tanto ma mi pare una descrizione perfetta – e aggiungerei “pregare sodo” che una volta erano terre cattoliche

            • werner says:

              Una volta. Ora il discorso vale solo per anziani e pre-adolescenti. Per questi ultimi più per l’importanza residua dell’oratorio come luogo di aggregazione, che per una reale volontà dei genitori di far crescere i pargoli come “buoni cristiani”.

              Le valli chiaramente fanno sempre eccezione. Li ci sono ancora ventenni che vanno in chiesa tutte le domeniche.

          • werner says:

            Da bergamsco la trovo corretta.

            • werner says:

              Riferito a questa di Pino:

              Infatti bergamaschi e i bresciani mi sembrano i più influenzati dal Veneto, in Lombardia (ma non li conosco tanto, ammetto)…

              • Mirkhond says:

                Sono stati parte della Repubblica di Venezia per circa 370 anni (1427-1797).

    • Francesco says:

      vorrei esprimere il mio sincero e spontaneo affetto per l’individuo

      è un’idea geniale, qualsiasi autista di qualunque lingua e cultura arriva fino al suo stabilimento, anche se deve chiedere indicazioni a una vecchietta “tur eiffel” lo capiscono tutti e anche i gesti con le mani

      mi piace, non so che dire

      • PinoMamet says:

        Mio nonno lavorava sulla Tour Eiffel vera

        Forse per questo, non so, ma trovo orrenda l’idea di quest’imprenditore.
        Geniale, certo, a modo suo… ma orrenda, come sono orrende le gondole di plastica che una volta si vedevano a casa di certe nonne…

  27. Mirkhond says:

    Se non sbaglio, il Polesine era la provincia rossa del Veneto. De resto nella cosiddetta Transpadana Ferrarese parlano dialetti di tipo emiliano.
    Inoltre i Celti non arrivarono nel delta del Po, che rimase una terra di frontiera tra mondo etrusco cispadano e mondo venetico transpadano.
    Come ci ricordò anni fa Sizzi ;), quando dalla sua “grande” Lombardia voleva assolutamente tenere fuori l’area ad est del Panaro e la foce del Po, perché “razzialmente inquinata” da elementi villanoviano/etruscoidi/greci/armenoidi. Insomma l’odiata (da lui) mediterraneità. 🙂

    • PinoMamet says:

      Mah, le robe razziali mi lasciano molto perplesso, diciamo 😉

      Spannometricamente, per me gli emiliani sono in genere bruni più che (molto più che) biondi, mentre i veneti sono bruni e riccioli e le venete bionde a capelli lisci 😀

      I parmigiani/parmensi sono in genere piuttosto scuri e mediterranei, i bolognesi nel mio immaginario assomigliano tutti al Giustiniano dei mosaici di Ravenna, perché il mio professore di Storia della lingua greca, bolognese, era identico a lui! Unica differenza, un forte strabismo, che non ci faceva mai capire chi o cosa guardasse 🙂

      • PinoMamet says:

        Una mia amica, che ahimè non vedo da tanti anni, parmigiana puro sangue (tranne un ottavo di origine quasi reggiana… nessuno è perfetto) era spesso da estranei scambiata per siciliana o sarda (in realtà non assomigliava molto a nessuno dei due tipi) e molto più spesso per persiana (e lì direi che la somiglianza c’era tutta.. .e posso dirlo conoscendo diverse iraniane).

        Ma, a parte che lei era carinissima, non era davvero una stranezza tra i parmigiani.

        Una tipologia tipica delle donne parmigiane anni Novanta, per fortuna sparita, era la tinta bionda, abbronzatura pesante, e abiti neri.
        Ce n’erano migliaia!
        Per fortuna hanno smesso.

        • PinoMamet says:

          Non c’entra nulla, ma visto che ho citato una donna attraente, ho appena visto che nella serie delle sorelle Wachowski a cui avevo accennato (abbastanza popolare nel mondo lgbt) è entrato un personaggio di un’italiana, anzi, napoletana (lei si presenta così) interpretata da Valeria Bilello.
          Lì per lì non l’avevo riconosciuta.

          Il personaggio si chiama Lila per esplicito omaggio all’Amica Geniale di Elena Ferrante che, leggo, è piaciuto moltissimo alle Wachowski.

      • PinoMamet says:

        Che poi- visto che parliamo di apsetto fisico- non vuol mica dire, eh?

        ieri ero in pizzeria: saluto un cameriere che scambio per il cameriere mio amico, un arbereshe siculo.
        Il tipo si tira giù la mascherina e mi dice “non sono lui, ma mi scambiano tutti per lui”.
        Anche senza mascherina era uguale!

        ma non credo fosse anche lui arbereshe, e probabilmente neanche siculo…

  28. Mirkhond says:

    Mi chiedo se Zanardo sia biondo o bruno…..

  29. Mirkhond says:

    Comunque l’aspetto fisico di una popolazione visto dal vivo, è diverso dalle foto che circolano in internet.
    Per esempio se vedo foto di donne di Ascoli, sembrerebbero tutte mazze, mentre quelle che ho visto io sul posto, erano prevalentemente delle matrone possenti.
    Mi chiedo perché in internet circolino quasi solo foto di sfilatini, e per cercare delle bone debba essere costretto a vedere sempre e solo siti anglosassoni….

  30. Francesco says:

    >>> Un controllo confuciano non mi spaventa quanto uno puritano.

    beh, se scendiamo dall’empireo delle Idee platoniche, meglio dei pregiudizi ideologici, temo non ci sia confronto tra il livello di controllo esercitato già oggi dai nostri amici confuciani e quello presente nei paesi occidentali

    ed è un elemento decisivo della mia scelta per l’Occidente

    basta pensare che in Occidente posso scrivere quello che voglio* su questo blog e nessuno può farmi nulla, in Cina possono farmi sparire senza bisogno di motivazione o di comunicazione alla famiglia … e manco c’è il blog

    *nei limiti di legge, il che almeno mi rende consapevole di quello che rischio.

    veramente, se passa dal piano astratto a quello reale i due sistemi sono alquanto diversi

    ciao

    • Peucezio says:

      Francesco,
      ora come ora sì. Ma non sappiamo a che livello d’isteria può diventare il controllo sul politicamente corretto.
      E nemmeno quale può essere in prospettiva il livello di pervasività delle nuove tecnologie, dal punto di vista della capacità di tracciare comportamenti (checché se ne dica, siamo ancora a uno stadio molto primitivo in merito).

      • Francesco says:

        stiamo parlando di una massa di isterici con alcuni politici di emme che li seguono, non della costituzione materiale e letterale del paese … credo sia più facile sfuggire a Monica Cirinnà che al PCC

        ciao

  31. Peucezio says:

    Invece, io che sono uno di quelli “prudenti” nell’approccio al virus (anche se credo che la chiusura sia stata una cazzata, intempestiva ed eccessiva al tempo stesso),

    vi lancio una provocazione:

    se adesso la carica virale è così bassa per cui ci si può anche contagiare, ma non si hanno sintomi e si sviluppano gli anticorpi senza passare attraverso conseguenze serie,
    non converrebbe contagiarci tutti prima dell’autunno per immunizzarci tutti e prevenire la seconda ondata??

    • Francesco says:

      troppo bello per essere vero … guarda il nostro imprenditore veneto-parigino come è conciato!

    • paniscus says:

      “non converrebbe contagiarci tutti prima dell’autunno per immunizzarci tutti e prevenire la seconda ondata??”

      ————-

      Scusa se questa domanda l’avrò già ripetuta parecchie volte, ma… si può sapere da dove ti arriva questa certezza granitica che si tratti di una malattia che immunizza a lungo termine? Le malattie infettive NON SONO tutte così!

      Esistono malattie di cui è quasi sempre vero che, una volta che l’hai presa e sei guarito non la riprendi più per tutta la vita, ma esistono anche malattie che danno imunizzazione solo parziale e provvisoria, e malattie che non immunizzano affatto! Perché dai per scontato che questa sia immunizzante?

      • Peucezio says:

        Beh, di sicuro immunizza per qualche mese, il tempo che arrivi il vaccino.
        Inoltre pare che muti poco (che non significa “per nulla”), quindi l’immunità dovrebbe durare abbastanza.
        Ad ogni modo lo diceva un mio amico figlio di medici che studia medicina, io non me n’intendo.

        Ma non mi quadra troppo la teoria dell’immunità che si perde: se fosse così, le varie pestilenze della storia avrebbero dovuto far estinguere l’umanità. Invece si sono sempre estinte tutte loro, perché, raggiunta l’immunità di gregge non potevano più diffondersi.

        • roberto says:

          Onestamente non ho mai letto dell’immunità di gregge come fine di una pestilenza (comunque non è un esempio rassicurante…tre secoli ed un terzo della popolazione europea sterminata…)

          • Peucezio says:

            Beh, ma la spagnola non è finita così?
            E l’asiatica e le altre…

            E lo stesso le pesti di un tempo (batteriche, non virali, ma il meccanismo è lo stesso).

            Sul fatto che può non essere conveniente, d’accordo…

    • Z. says:

      Se facciamo tutti seppuku non moriamo di covid però.

    • roberto says:

      “non converrebbe contagiarci tutti prima dell’autunno per immunizzarci tutti e prevenire la seconda ondata??”

      io me ne andrò tre settimane in montagna lontano dall’umanità, nel frattempo divertitevi con i covid party, poi mi raccontate

  32. paniscus says:

    E adesso che c’entra il seppuku con il fatto che oggettivamente NON SI SA se la malattia è immunizzante o no?

    La malattia, comunque, è una discreta rottura di scatole, è vero che nella media della popolazione la probabilità di complicazioni gravi è bassa, ma è comunque significativa, e comunque il contagio (anche se asintomatico) prevede obblighi, restrizioni e sacrifici non solo per l’interessato ma per tutti i suoi familiari.

    Quindi, come si fa a sostenere che “in fondo conviene farsi contagiare tutti, così poi ci si immunizza“, se la prospettiva è quella di beccarsi sicuramente gli effetti negativi del contagio, ma intanto non si sa se ci si immunizza davvero o no?

    • Z. says:

      C’entra. Se facciamo tutti seppuku non moriamo di covid. Invece se ci contagiamo apposta non sappiamo né se sopravviviamo né se, sopravvissuti, ne usciamo immunizzati.

      Col seppuku l’esito è certo, invece, e il covid escluso.

      Io però passo 🙂

    • Peucezio says:

      Lisa,
      “e comunque il contagio (anche se asintomatico) prevede obblighi, restrizioni e sacrifici non solo per l’interessato ma per tutti i suoi familiari.”

      Questo per quella piccolissima percentuale di persone che SA di essersi contagiata.
      Ma se il virus girasse liberamente, ci contagerebbe un po’ tutti senza che nemmeno lo sappiamo.

      Non sto minimamente dicendo che si debba fare così.
      Mi ponevo solo un dubbio.
      Cioè se non sia meglio affrontare il leone quando è in letargo, con buone probabilità di sopraffarlo, che quando è vigile e nel pieno della sua forza e ci può sbranare.

    • PinoMamet says:

      “Ma se il virus girasse liberamente, ci contagerebbe un po’ tutti senza che nemmeno lo sappiamo.”

      Mi chiedo in effetti quanti siano stati contagiati senza saperlo.
      per il caso dell’imprenditore veneto, lui è finito intubato, ma ho letto che la maggior parte dei contagiati da lui sono asintomatici.
      Li conosciamo perché sono stati “tracciati”, come si usa dire.

      Ma quanti asintomatici non sospetti ci saranno stati?

      Credo sia un conto un po’ impossibile da fare, ma che forse, chissà, ridimensionerebbe la percentuale di letalità della malattia.

      • paniscus says:

        “Mi chiedo in effetti quanti siano stati contagiati senza saperlo.”
        ——————

        E poi hanno allegramente veicolato il contagio a genitori o nonni anziani, o ad amici e parenti con situazioni pregresse a rischio…

  33. werner says:

    Aggiornamento dagli abbattitori di statue:
    A Londra un gruppo di eritrei (?) ha abbattuto una statua di Hailé Selassié.

    https://www.bbc.com/news/uk-53259409https://www.bbc.com/news/uk-53259409

    Qui il filmato

    https://twitter.com/William08688218/status/1280234667116019712?s=09

  34. PinoMamet says:

    Ha senso: Hailè Selassiè fu il principale oppositore all’indipendenza dell’Eritrea ex-coloniale, e inoltre tra Eritrea e Etiopia non corre buon sangue (c’è stata la guerra di indipendenza eritrea negli anni Novanta, ma credo che le due regioni, culturalmente affini, avessero attriti molto più antichi).

    Solo che non c’entra niente con il Black Lives Matter… qui sono neri contro neri…
    (beh, gli eritrei e gli etiopi veri e propri non sono tanto nerissimi, e ce n’è di quelli che sembrano yemeniti a quanto vedo dalle foto… nel forum di antropologia che frequentavo in genere gli altri africani se la prendevano con gli “Habesha”- abissini- accusandoli di essere fighetti “wannabe bianchi”).

    • PinoMamet says:

      Un commentatore del link di Werner fa notare che non si tratta di eritrei ma di etiopi della regione di Oromia.
      Non ho idea di cos’abbiano contro Hailé Selassié loro- immagino che i motivi non mancheranno- comunque in effetti sembrano un po’ scuretti per essere eritrei.

    • Per Pino Mamet

      “… qui sono neri contro neri…”

      Mmmh, presumo che Haile Selassie avesse una statua come campione della resistenza al fascismo.

      Probabilmente sono askari cultori del Generale Graziani 🙂

      • PinoMamet says:

        Non lo escluderei del tutto! 😀

        a dire il vero mi è capitato di vedere interviste ad ex ascari eritrei e sembravano tutti piuttosto “nostalgici”…

        credo l’Eritrea sia stato il più fortunato tra i disgraziati esperimenti coloniali italiani.

      • werner says:

        😁

      • habsburgicus says:

        Hailé Selassié fu un uomo magnanimo..dovrei dire “vincitore” magnanimo, ma sarebbe fare violenza alla Storia..senza gli inglesi, e senza Churchill, mai sarebbe tornato sul trono 😀 (e dico, purtroppo ! non meritava che lo attaccassimo nel 1935 !)
        mostrò simpatia per noi italiani, ci protesse e ci aiutò dopo il suo ritorno nel 1941..altro che un tito qualsiasi !
        eppure qualche nefandezza, purtroppo, gli italiani la commisero, anche in Etiopia, in primis contro il clero copto !
        ma Hailé Selassié non portò rancore, non mi si mise a richiedere criminali di guerra veri o presunti, non sacrificò alla neo-divinità norimberghista…e fu lo scudo di noi italiani….capì, da Grande Statista, che gli italiani erano una risorsa..e con freddezza degna di un Augusto nei suoi anni migliori intuì sin da allora che l’Italia non sarebbe mai più tornata una Potenza aggressiva, dunque era anche POLITICAMENTE SAGGIO mostrare favore agli italiani, paradossalmente a scapito degli inglesi che pure lo riportarono sul trono ma rischiavano di divenire troppo invadenti !
        quanto diverso l’atteggiamento degli slavi !
        quanto diverso pure l’atteggiamento di quel Gheddafi che a dx ci si ostina a santificare (a causa di quello che è venuto dopo) !
        Hailé Selassié resterà caro al cuore di ogni italiano vero…
        e non ultimo dei crimini del comunismo fu aver fatto morire atrocemente, dopo averlo detronizzato, questo grandissimo Sovrano, il Negus Neghesti
        Hailé Selassié addirittura tollerò (senza dirlo troppo) che non restituissimo l’obelisco di Aksum, sapendo -da Signore- che sarebbe stata un’umiliazione troppo grande per l’Italia, pur sconfitta e debellata..ma non ancora ridotta a porcile 😀 (siamo nei tardi ’40)
        un’altra e degradata italietta, in preda al sinistrismo (anche se poi -come sempre- saranno i “destri” da sempre i più fessi 😀 a implementare il tutto :D) invece dirà SIIIIIIIIII (come in un film porno :D) ai governanti rossi etiopi..che oggi sfruttano ciò in odium Italiae magnificando la loro Potenza (sic !) che, dicono, fece tremare, l’Italia colonialista (seee !)
        altri tempi
        altro mondo
        altra, e peggiore, umanità

  35. Interessante

    https://www.nytimes.com/2020/06/12/us/george-floyd-white-protesters.html

    Researchers fanned out across three American cities last weekend and found overwhelmingly young crowds with large numbers of white and highly educated people.
    A team of 11 volunteers asked every fifth person they encountered to fill out a survey and gathered data from 195 people in New York, Washington and Los Angeles. The researchers, Dana R. Fisher, a sociologist at the University of Maryland, and Michael T. Heaney, a political scientist at University of Michigan, used an established method for studying street protests. They said their numbers provided only rough estimates, but offer the first, more systematic look at who the protesters are.

    White protesters made up 61 percent of those surveyed in New York over the weekend, according to the researchers, and 65 percent of protesters in Washington. On Sunday in Los Angeles, 53 percent of protesters were white.

  36. Come sapete, sono spesso in disaccordo con Peucezio quando lui teorizza una cultura “puritana” negli Stati Uniti.

    Ma una parte di ragione ce l’ha, se partiamo dalla divisione cruciale tra “pre” e “post” millennaristi.

    Una parte degli americani vive in drammatica attesa della catastrofe; e un’altra parte si sente tutta orgogliosa di Fare un Mondo Migliore.

    Bianchi e neri si trovano da entrambe le parti – anche il nostro Gran Maestro appartiene alla prima schiera, ad esempio, come vi appartengono i Christian Zionists, i letteralisti, i sognatori mitologici, i prepper, certi ecologisti.

    Ma dall’altra parte, c’è una lunga e vasta cultura, che in fondo fa appello all’idealismo magico americano, all’idea che Volere è Potere.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *