Viventi e Macchine

Ieri, trovo un piccolo geco su una parete dentro casa: deve essere nato da poco, chissà dove.

Bellissimo.

Lo inseguo con un foglio morbido di carta assorbente, immaginando che schizzerà via subito.

Invece si lascia prendere, evidentemente non capisce ancora che cosa potrei essere.

Ho paura di stringere e fargli male, ma resta immobile.

In fondo è un serpente con le zampe, solo che le zampe fanno tutta la differenza per me (e ci sarebbe da capire perché un essere con le zampe ci sembra così vicino, chi non ha zampe invece no).

Lo porto sulla terrazza, e lo lascio andare, e per un momento, ci guardiamo negli occhi, lui e io.

Foto da questo sito

Poi si allontana, e sono certo che mi aiuterà a liberarmi da un po’ di zanzare.

Ma mi colpisce quello sguardo: un occhio sporgente senza apparente pupilla, fermo, che cerca di inserire tutta la mia esistenza dentro la sua, per capire perché l’ho afferrato, e come deve reagire.

Usando tutte le risorse che può avere la mente di un rettile, magari di pochi giorni, per capire in che mondo si trova, e quali scelte fare.

E mi ci ritrovo in pieno, perché ogni essere vivente è incredibilmente simile, e alla fine ciascuno di noi è un io, che conosce solo se stesso, e deve intuire il resto.

il geco ha il mio stesso sguardo, quando cammino per strada e vedo le telecamere;

o quando, costretto per lavoro a usare Windows, cerco di disinstallare tutte le app superflue con cui gente che non ho mai visto in vita mia cerca di insinuarsi nella mia vita;

o quando mi dimentico la carta d’identità uscendo di casa, e so che qualcosa mi può succedere se non riesco a dimostrare di essere AX 00000…., la cui esistenza scade il…. :

 o quando l’altro giorno vi ho tradotto un articolo usando Google Translate.

E mi sono accorto che è quasi al livello mio, che faccio il traduttore da decenni, e che non posso più permettermi di sghignazzare, “ma che, hai usato il traduttore di Google?”

Però che cosa mi può succedere?

Il geco non lo sa, ma alla fine, o sarà un uccello a piombargli addosso e mangiarselo, o sarà un traduttore a regalare una terrazza.

Ma noi e le Macchine…

loro cosa vogliono fare di noi?

E alla fine chi/cosa sono loro?

C’è da pensarci darwinianamente, che è un curioso modo laterale di pensare, molto difficile da far proprio, ma la Vita pensa darwinianamente.

Quando vedi un fiore di cipolla circondato da api, ricordati che chi ci guadagna è la pianta.

Quando vedi gli esseri umani che piantano il grano, ricordati che ci guadagna è il grano.

La cipolla e il grano usano api ed esseri umani, senza minimamente pensarci, ma è così.

Come la pianta regala nettare alle api, la macchina regala lauti guadagni a chi la serve.

Ma la macchina, cosa vuole da noi?

Cosa desidera dai nostri elettroni?

E sento che il mio cervello è piccolo quanto quello del geco.

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47 Responses to Viventi e Macchine

  1. Nigredo says:

    Hai letto Erewhon di Samuel Butler ?
    C’è una riflessione interessante sulle macchine.
    Ma visto che le macchine, per adesso, le facciamo noi, è anche interessante la novella We, di Yevgeny Zamyatin. Che non parla di macchine, ma di dove può arrivare la razionalità.

  2. Moi says:

    Miguel, hai detto “Darwinianamente” ?!

    https://www.renewamerica.com/columns/bresciani/200625

    Darwin separates us into races – BLM says it has gone nuclear – the Bible says, we are all still slaves

    • Nigredo says:

      Ok, Darwin in effetti non ci ha azzeccato molto, ma non è colpa sua se le sue idee sono diventate un dogma che ancora adesso, nonostante le prove contrarie e dubbi vari, resistono come una religione. Ma usare la bibbia per confutarlo è semplicemente demenziale 😀

      • Z. says:

        le prove contrarie? cioè?

      • Nigredo says:

        Per esempio l’HGT (trasferimento genetico orizzontale), che è la causa delle varianti, la selezione agisce dopo. Ma se non ci fossero varianti non ci sarebbe evoluzione.

        • Z. says:

          Perché ritieni che questo processo confuterebbe le teorie di Darwin?

        • Nigredo says:

          Non confuta l’evoluzione, solo il modo in cui lui la ipotizzava. Per lui erano le mutazioni spontanee a generare le variazioni, su cui agiva la selezione “premiando” quelle adattive. Ma le mutazioni spontanee sono troppo rare e spesso non hanno la minima influenza. Se dipendesse solo da quella sarebbe cambiato ben poco nei circa 3 miliardi di anni da cui la vita esiste.
          Un’altra cosa che non quadra sull’evoluzione in generale è che presuppone un cammino continuo, con biforcazioni e rami morti, il famoso “albero”. Ma ci sono parecchi buchi e specie che sembrano essere apparse dal niente. non è ancora cofutata l’idea di evoluzione, ma i dubbi ci sono. E stanno ancora studiando l’HGT, per adesso è sicuro che tutti gli esseri viventi lo hanno subito, noi compresi, ma per adesso dare una valutazione completa del suo ruolo è presto.
          Peró man mano che vengono sequenziati nuovi genomi l’analisi continua. Ci sono anche dei problemi pratici, per sequenziare il genoma dei batteri e archei bisogna poterli coltivare in laboratorio, ma questo è possibile solo con una minima parte dei batteri e archei scoperti.

          • Peucezio says:

            Io sono anni che cerco di spiegare queste cose senza successo: qui sono evoluzionisti dogmatici e di provatissima fede!
            Auguri! 🙂

            • Nigredo says:

              Calma calma 😀
              Mi limito a riportare… non sono tanto convinto dell’evoluzione, ma la stessa cosa vale per il creazionismo, almeno del tipo biblico. Per adesso tengo conto…

          • Z. says:

            Nigredo, mi pare che alcuni studiosi abbiano proposto varianti (come quella di Gould) ma non mi risulta che ci siano serie teorie scientifiche creazionistiche, ad oggi.

            (probabilmente avrò usato impropriamente qualche termine e me ne scuso: in primis con la prof, per evitare bacchettate!)

            • Nigredo says:

              Certo, siamo sempre nel campo delle ipotesi, e per quanto ne sappia nessuna assomiglia al creazionismo. Però la teoria dell’evoluzione non è più un dogma per molti, e meno male, che ce ne facciamo di una scienza dogmatica ?
              Quanto a me, penso che bisogna tener conto dei progressi scientifici, ma ricordando sempre che, per varie ragioni, la visione della scienza è sempre un po’ miope, da vicino magari ci vede abbastanza bene, ma su visioni un po’ più allargate non esiste, per scelta.

              • Per Nigredo

                “Però la teoria dell’evoluzione non è più un dogma per molti, e meno male, che ce ne facciamo di una scienza dogmatica ?”

                Io mi riferisco nel post però non alle grandi teorie sulla nascita del tutto, ma a un modo di guardare le cose che a pensarci è ovvio, ma non è intuitivo.

                Cioè al fatto che non c’è un “vincitore” nella “lotta per la sopravvivenza”.

                Piuttosto, la specie che sviluppa qualcosa che interessa ad altre specie, viene diffusa da quelle specie.

                Anche quando in apparenza ci rimette, come le vacche. Che alleviamo per ammazzarle, ma che non nascerebbero nemmeno in natura; eppure è certamente una delle specie animali più di “successo” in termini riproduttivi del mondo – anzi, penso che dopo gli esseri umani, saranno i secondi consumatori di cibo, presumo.

              • A differenza però dalle vacche, la Macchina muta a una velocità straordinaria; e mentre della vacca, apprezziamo la carne, ciò che apprezziamo della Macchina è l’intelligenza.

                E questo pone un problema molto interessante.

          • PinoMamet says:

            ” qui sono evoluzionisti dogmatici e di provatissima fede!”

            ah sì? non me ne sono mai reso conto.

            Io nei campi su cui so poco o niente (tutti quelli scientifici…) tendo a dire poco o niente, e a seguire quello che è il consenso della scienza ufficiale.

            Vedo che nei campi di cui capisco qualcosina chi se ne esce con tesi rivoluzionarie, “che non vi vogliono far sapere” ecc. ecc., spesso dice delle immani cazzate.

            Immagino che a maggior ragione valga per le scienze 😉 ma non lo definirei un atteggiamento dogmatico… diciamo prudente.

          • PinoMamet says:

            “Però hai postato delle statistiche e previsioni sul coronavirus…”

            sì, beh, sono dei cavolo di numeri, i conti li so fare anch’io, e perlopiù ho riportato dati ufficiali e riflessioni di medici e studiosi, mica mie. Peraltro nessuna di queste era particolarmente audace o rivoluzionaria, semmai il contrario (“il coronavirus appartiene a un certo tipo di virus e possiamo aspettarci che si comporti nello stesso modo…”)

          • Mauricius Tarvisii says:

            Prima che si degeneri, Darwin è il padre della selezione naturale, che è il primo tassello della teoria dell’evoluzione contemporanea. Ovviamente dopo Darwin sono trascorsi decenni e la teoria si è arricchita di nuovi tasselli, ma questo non vuol dire che l’impianto di Darwin sia stato confutato.
            Le altre sono stronzate.

            • paniscus says:

              Ma c’è davvero ancora qualcuno che pensa sul serio che le visioni della biologia evoluzionistica attuale debbano essere identiche a quelle di Darwin in persona, anno di grazia 1859?

              Oppure, che scopre solo adesso che non è così, e allora si mette a strillare: “Aaaaahhhhhh, cosa vi avevo detto io?… anche la scienza ufficiale ha finalmente dovuto ammettere che Darwin aveva sbagliato!”

    • PinoMamet says:

      Stavo per postare il filmatino con Luca Giurato che equivoca sui gechi.

      ma poi ho pensato: nooo, troppo leggero e stupidotto per il blog di Miguel, e poi fuori tema.

      ma se finiamo a parlare di creazionismo, allora… 😉

  3. Ugo Bardi says:

    Miguel, lo sapevi che in Toscana i gechi vengono chiamati “tarantole” e sono considerati bestie immonde da ammazzare a vista? Non so se è una tradizione che continua, ma quando ero piccolo, l’apparizione di un geco sulla parete di casa scatenava il panico fra le signore e la reazione dei signori che si impegnavano a ucciderlo il più alla svelta possibile. Un altro esempio di “biofobia” secondo la definizione di Wilson

    • paniscus says:

      lo sapevi che in Toscana i gechi vengono chiamati “tarantole” e sono considerati bestie immonde da ammazzare a vista?
      ———————————-

      La buonanima della mia nonna (1915-2010, toscanissima e contadina) chiamava il geco “la seramandola”, presumibilmente una storpiatura di “salamandra”, che tassonomicamente non c’entra niente…

      …però non lo considerava affatto una bestia schifosa da ammazzare, anzi lo considerava una presenza positiva, essendo perfettamente consapevole che non facesse niente di male agli umani, e che fosse pure utile perché mangiava le mosche e le zanzare!

      Stessa cosa per i rospi 🙂

    • Peucezio says:

      Però mi risulta nell’aneddotica questa cosa dei toscani che ammazzano i gechi.
      Me la raccontava un’amica di famiglia barese sposata con un fiorentino, che lo sentiva dire dai suoi amici di Firenze.
      Solo che lei all’inizio, non avvezza all’accento toscano e alla mancata geminazione dell’affricata postalveolare sonora, comune nel resto dell’Italia peninsulare (Bari compresa) aveva capito “ciechi” e si era fatta l’idea di fiorentini biechi assassini che se la prendevano coi non vedenti.

      • Ugo Bardi says:

        Beh, non è proprio aneddotica. Da piccolo ho visto gechi ammazzati con grande foga e soddisfazione da parte degli sterminatori. Mi ricordo anche di aver protestato, una volta, nei riguardi dell’assassinio di un’ulteriopre bestiolina innocente. E mia zia mi disse “vanno ammazzati, sono bestie immonde.” (testuali parole, me lo ricordo benissimo). Un po’ come gli orsi in Trentino!

    • roberto says:

      Ma da dove viene questa cosa?
      Al sud sono considerati dei portafortuna e direi che la stessa cosa vale un po’ in tutta l’area mediterranea (sicuramente in Grecia e Spagna)

      • PinoMamet says:

        Da queste parti sono molto rari e non credo esista una superstizione specifica.

        Leggo che il geco comune si chiama in italiano anche tarantola muraiola, ed è la tarentola mauritanica di Linneo, e già che ci sono vedo che anche in greco il nome è tarentola.

        La tarantola ragno sarebbe invece Lycosa tarantula.

        Effettivamente i nomi sono molto simili e forse non è un caso, ma non saprei individuare un legame se non “animale che si arrampica sui muri”

        • PinoMamet says:

          Vedo anche che l’etimologia di “geco” riposta al maleo-indonesiano attraverso l’olandese, quindi il nome originario doveva proprio essere tarantola o tarentola…

  4. Nigredo says:

    A quando una legge contro la biofobia ? 😀

  5. Moi says:

    Mi pare di aver letto “da qualche parte” che in certe zone del Sud Italia (non so quali esattamente …) il Geco invece è ben voluto, si ritiene che “porta bene” …

  6. Moi says:

    Per BLM (Black Lives Matter), il Darwinismo è “White Science” … sì, lo so : la Scienza dovrebbe essere sentita qualcosa di universale fra gli Esseri Umani , ma per certa gente purtroppo NON è così !

    • Moi says:

      Scoenza, come Arte, come Musica … come tutto ciò che per definizione NON dovrebbe avere “etichettature razziali” !

  7. Nigredo says:

    @Miguel
    Stavo rispondendo a Z che a sua volta ha commentato la mia risposta a Moi sul creazionista.
    Un tipico caso di OTAU (Off Topic As Usual)

    Nel primo commento ho segnalato Erewhon perché Butler, e questo alla fine dell’800, faceva già questa riflessione, forse le macchine ci stanno usando perché possano evolvere, e quando non saremo più utili magari si libereranno di noi.

    Certo non ci sono vincitori o vinti, solo un alternarsi di specie, questo è tutto quello che possiamo dire. La risultante dell’interazione tra le specie sembra contribuire al diffondersi e al mantenimento della vita sul pianeta, il che solleva domande sulla casualità di tutto ciò. E la scienza ha niente da dire al riguardo visto che rifiuta a priori che ci possa essere un’intenzione dietro tutto ciò.

    Per cui o si mette da parte la questione e ci si occupa del listino di borsa o altre cose del genere perché le persone sensate e responsabili non vivono nel mondo dei sogni.
    O si accetta di passare per sognatori o peggio, nonché il rischio di prendere cantonate nel tentativo di dare qualche risposta alle domande sulla vita. E che dalla scienza al massimo si possa ottenere qualche spiata dal buco della serratura, da prendere per quello che può valere.

    Per quanto riguarda le macchine la mia opinione, in parte da persona sensata in quanto programmatore, e in parte da sognatore impenitente, è che non si arriverà mai a un’intelligenza artificiale degna di questo nome. Al massimo si otterranno dei bogoli particolarmente utili per gestire certe situazioni ben circoscritte, tanti bogoli quante saranno le applicazioni che si riterrà vantaggioso affidargli.
    Un bogolo universale alla “Ghe pensi mi” no. Naturalmente potrò essere smentito dai fatti, ma per adesso la vedo così.

  8. Moi says:

    Di Gechi, raramente ne ho visto qualcuno da queste parti, però di recente … può darsi che le estati sempre più calde e afose li abbiano fatti immigrare 😉

    cmq son talmente rari che NON mi risulta che ci sia neppure un nome dialettale …

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