Beni-in-Comune in Brasile

Ripubblico qui il commento scritto da Nigredo sul blog, in riferimento al Giardino dell’Oltrarno.

Mi ha colpito molto, perché probabilmente, nel mondo, ci sono centinaia di migliaia di situazioni, tutte diverse, ma in fondo analoghe, dove una comunità si prende cura di qualcosa; e queste normali esperienze umane vengono ignorate, perché chi le porta avanti sono persone semplici e concrete.

Mentre Ong e Onlus – che alla fine sono dei privati che devono battere cassa – fanno tutto il possibile per farsi vedere.

Ma ascoltiamo Nigredo:

Una precisazione sul Brasile

Il Brasile, si sa, ha molti “problemi”, lo dicono gli stessi brasiliani.

Ma ha anche un sacco di “risolutori di problemi”. Si va dai vari programmi statali a livello federale, statale e municipale, alla chiesa cattolica, alle miriadi di chiese protestanti e una pletora di ong e onlus brasiliane e estere.

Eppure, non nonostante, ma proprio per questo, ci sono anche i gruppi a cui mi riferivo sopra, che spesso sono totalmente informali, cioè niente Progetto, registro in comune o sponsor vari.

A differenza del Giardino non usano spazi pubblici, o si servono di lotti non ancora costruiti, con il consenso del proprietario, o addirittura svolgono le loro attività in casa di membri del gruppo.

A formare questi gruppi sono sia ex meninos de rua che sono riusciti a sistemarsi, magari prendendo una laurea o mettendo su una ditta, sia gente della classe media.

A motivarli è un qualcosa di simile a quello che traspare da questo post, un approccio olistico e comunitario, sommato alla diffidenza sull’aiuto delle varie ong e organizzazioni ufficiali, di cui non gradiscono l’agenda.

Pur non usando spazi pubblici, dipendendo dalla loro attività possono essere a rischio di denuncia da parte di risolutori ufficiali.

Ne ho conosciuti, direttamente e per sentito dire, che si limitano a reclutare medici per aiutare chi ha problemi gravi e se deve aspettare la sanità pubblica ci lascia le penne, a gente che cerca di organizzare nelle favele scambi di servizi vari senza soldi in mezzo, a insegnare cose che a scuola non si vedono proprio, o mestieri vari.

Nonché a dare possibilità di guadagnare qualche soldo se possibile.

Insomma cose che mi sembrano simili al Giardino, ma il centro di Firenze non è una favela, o almeno non ancora…

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