A cosa servono i blog (post di Ugo Bardi)

L’altro giorno, il mio co-oltrarnino, Ugo Bardi, ha scritto, sul suo blog in lingua inglese, un post che mi ha chiarito di colpo il senso di tutto ciò che faccio, e facciamo, qui.

E allora l’ho tradotto in italiano (Ugo scrive direttamente in inglese), e mi sono iscritto anch’io a The Old Reader (fino a 100 blog, è gratis).

Poi magari vi segnalo anch’io i blog che seguo.

Sei ciò che leggi: Come gestire la tua personale camera dell’eco

di Ugo Bardi

Il signor Trump è stato spesso accusato di “mentire” nei suoi molti discorsi e tweet. Certo, molte cose che dice potrebbero essere definite “contrarie ai fatti”. Ma il presidente mente davvero, o semplicemente afferma quella che lui crede sia la verità? Le menzogne dell’uno sono la verità dell’altro. Il problema infatti è che la gente tende a vedere il mondo secondo la diversa camera dell’eco in cui vive. Tutti cercano fatti a sostegno delle loro opinioni. Abbiamo un gran bisogno di prendere il controllo del flusso di informazioni che riceviamo, e credo che lo possiamo fare. Lasciatemi mostrarvi come io cerco di farlo, svelando la mia personale bolla di informazioni.

Non tanto tempo fa, mi capitò di leggere un commento su “Quora” alla domanda, “Perché alcune persone negano il cambiamento climatico?

Eccone una versione abbreviata:

Gli scienziati che io ritengo affidabili non credono che livelli di CO2 di 400 ppm siano pericolosamente alti. Non c’è alcun significativo innalzamento del livello del mare. Nel corso dell’ultimo secolo, la temperatura non si è alzata nemmeno di 1 grado. Il cambiamento climatico non ha fatto aumentare né il numero né l’intensità degli uragani. Mi potrò ricredere, se esiste un indiscusso cambiamento misurabile nei livelli del mare, o un aumento delle temperature lungo un decennio.

Ora, se siete il lettore medio di “Cassandra’s Legacy”, concorderete con me che ogni singola affermazione in questo paragrafo è sbagliata, nel senso di “contraria ai fatti”. Ma io sono certo che l’autore di questo paragrafo sia una brava persona. Ha firmato con nome e cognome, e posso vedere il suo profilo. Credo che se fosse un mio vicino, potremmo essere ottimi amici (basta non discutere di scienza del clima!). Lui crede davvero a ciò che dice, e pensa che la sua visione del mondo sia quella giusta.

Che c’è di sbagliato qui? Come può essere che la “verità” dipenda talmente tanto dal punto di vista? Il problema è che viviamo tutti in “bolle di informazioni” o in “camere dell’eco”, dove condividiamo i nostri punti d vista con membri della stessa bolla/camera. E se tutti pensano che qualcosa sia vero, allora diventa molto difficile per una sola persona negare quel qualcosa — anche immaginare che possa essere completamente falsa.

Quindi, abbiamo urgente bisogno di prendere il controllo delle informazioni che riceviamo. Dobbiamo scegliere fonti affidabili e bilanciare le voci che ascoltiamo, in modo da poter vedere le cose da diversi punti di vista. Altrimenti, cadremo facilmente preda dei più banali trucchi propagandistici, usati continuamente contro di noi. Trucchi sciocchi, ma che funzionano. E funzionano molto bene. Possiamo sfuggire a questa trappola? Io penso di sì, ma ci vuole un po’ di lavoro.

Innanzitutto, vediamo quali sono le fonti di informazioni disponibili in rete. Le elenco in un ordine che — nella mia opinione — va dal pessimo al ragionevolmente buono.

I media mainstream (MSM)
Media video come YouTube
Media social come Twitter o Facebook
Forum di discussione
La letteratura scientifica
I motori di ricerca
I blog

Questa scala dipende da più di un fattore: che tipo di controllo avete su una fonte di informazioni, e quanto quella fonte sia efficace nel restituire informazioni significative e veritiere. Potremmo discutere di queste fonti ad una, ma sapete meglio di me come tutte possono essere controllate da forze malvagie. Se Google non vuole che tu veda un certo tipo di informazioni, non ha bisogno di censurarle. Basta renderle invisibili al loro motore di ricerca. Facile, no? Lo stesso vale per Facebook, Twitter, YouTube, ecc. Di solito non censurano le informazioni, se non decidono che si tratti di “fake news”. Ma possono renderle effettivamente invisibili.

Quindi io credo che i blog siano di gran lunga la migliore fonte di informazioni. Certamente, saprete che i blog sono un po’ fuori moda in un mondo in cui la vostra soglia di attenzione fa fatica a digerire più di uno o due paragrafi. I blog sono considerati superati, i loro lunghi testi sono statici e non ci stanno negli stretti schermi dei cellulari. Nessuno ha il tempo oggi di seguire i blog.

Ma i blog sono speciali per vari motivi, tra cui il fatto che per la maggior parte, sono curati da individui. Questo vuol dire che dietro lo schermo, c’è un essere umano che puoi arrivare a conoscere così bene da fidartene (o diffidarne). Aprire la pagina di un blog è come incontrare un amico: conosci i suoi vizi e le sue virtù, sai cosa aspettarti da lui. E lo sa anche il tuo amico: non ti ingannerà senza sapere che questo significa spezzare il legame di fiducia sviluppato in anni di amicizia.

I blog hanno anche il vantaggio di offrire quantità abbastanza consistenti di informazioni. Richiedono un certo grado di attenzione e di impegno sia da parte di chi scrive, che di chi legge. Lo stesso impegno che vi aspettereste quando incontrate un vecchio amico. Vuol dire che un blog non vi bombarderà con tonnellate di informazioni superficiali che vanno e vengono senza lasciare traccia, come fa Twitter.

Poi, entro certi limiti, i blog hanno il vantaggio di offrire informazioni permanenti. Il numero di post in un blog è limitato, e di solito si riesce a rintracciare i vecchi post, cosa quasi impossibile con Facebook. Andare a scavare tra i vecchi post di un blog è come discutere con un vecchio amico, quando capita che lui ti racconta una storia dei vecchi tempi, o di quando era ragazzo.

Certo, sapete qual è il problema con i blog: li dovete cercare attivamente, al contrario degli altri social media. Questo implica un certo sforzo nello star dietro ai blog che vi piacciono. Di nuovo, è come tener viva una vecchia amicizia: ci vuole un certo sforzo.

Ma esiste un modo per trasformare i blog in qualcosa che vi arriva automaticamente. Si chiama “Feed Reader”. E’ un programma molto semplice, ma mi sorprende sempre quando vedo quanto siano poche le persone che lo usano. Con un feed reader, potete seguire tutti i blog che vi interessano. Aprite il reader, ed eccovi: avrete davanti a un elenco che potrete personalizzare come volete, e di cui – al contrario dei tipici social media (Facebook e affini) – voi avete il controllo completo. Decidete voi cosa volete vedere, e non perderete un solo post dei blog che vi piacciono, a meno che non lo vogliate voi.

Io ho cominciato a usare un feed reader anni fa. Era “Google Reader”, un programma semplicissimo e simpatico, finché Google non decise di spiaccicarlo sotto le ruote. Credo non sia stata una coincidenza. Sono affamati di controllo, e capiscono che i blog non si possono controllare con la stessa facilità degli altri social media. E poi, è più difficile fare soldi con i blog. E così, Google Reader è sparito, ma non vi preoccupate: ci sono molti altri feed reader. Ne potete trovare un elenco a questo link. Io ne uso uno che si chiama “The Old Reader”, che somiglia tantissimo al vecchio Google Reader.

Allora, cosa potete fare con uno di questi reader? Una pessima idea sarebbe quella di costruirvi una comoda “bolla di informazioni” ben sigillata, in cui non sarete mai disturbati da gente che non la pensa esattamente come te. Potrebbe essere un rischio, ma credo che si possa evitare. Nel mio caso, ho fatto il possibile per usare il reader in modo da raccogliere informazioni da un’ampia varietà di fonti. Ha funzionato? Non sono sicuro, ma vi lascerò decidere, presentandovi la mia personale bolla di informazioni, al giorno d’oggi.

Elenco completo dei blog seguiti da Ugo Bardi all’8 giugno, 2020

  1. BarneyPanofsky
  2. Climalteranti
  3. Deric Bownds’ MindBlog
  4. Il Disinformatico
  5. Kelebekler Blog
  6. George Monbiot
  7. MedBunker
  8. Mondi sommersi
  9. MondoElettrico
  10. New Ice Age
  11. Question Everything
  12. Resource Insights
  13. scienzeedintorni
  14. The Club of Rome
  15. The Oil Crash
  16. xkcd.com
  17. Our Finite World
  18. Diario di un volatile etnologo
  19. Jeremy Leggett
  20. The Automatic Earth
  21. Richard Heinberg
  22. Climatemonitor
  23. HotWhopper
  24. The Vineyard of the Saker
  25. Watts Up With That?
  26. Green Tea and Velociraptors
  27. Peter Turchin
  28. Lucifero Vocifero
  29. Madam Mayo
  30. Saturday Morning Breakfast Cereal
  31. Caitlin Johnstone
  32. Moon of Alabama
  33. Énergie et environnement
  34. Professor Jem Bendell
  35. Backreaction
  36. The Inquisitive Biologist
  37. Kevin Hester
  38. Vers où va-t-on ?
  39. Wittgenstein
  40. What’sUpWithThatWatts, et al.
  41. RealClimate
  42. alexandra morton
  43. Gaianism
  44. ROARS
  45. Climate Etc.
  46. War Is Boring
  47. The Center for Humans & Nature Blog
  48. Roy Spencer, PhD.
  49. Port Sherry
  50. Sein oder Nichtsein… To be or not to be…
  51. The Blogmire
  52. Son of GeekTalk
  53. It’s About Empathy
  54. Silvia Kuna Ballero
  55. Clive Best
  56. Mirko Busto
  57. Geopolitica
  58. Gefira
  59. Paul Cudenec
  60. Jon Rappoport’s Blog
  61. Just World News
  62. The Grumpy Economist
  63. Hector Drummond Magazine
  64. Shadow Government Statistics
  65. Philip Greenspun’s Weblog
  66. The Doomstead Diner

E’ un pot-pourri di 66 blog, non lontano dal “numero di Dunbar”, il numero di persone con cui si possono mantenere stabili relazioni sociali. E’ un elenco che a voi probabilmente sembrerà privo di senso, ma per me è significativo. Cambia continuamente, ma c’è un nucleo di blog che seguo da anni. The Old Reader non permette di mettere i link in ordine alfabetico, quindi l’elenco inizia con i blog che seguo da più tempo, quelli in fondo sono per me nuovi (o li ho reinseriti dopo un periodo di assenza).

Quindi, cos’è che leggo? Forse noterete che io seguo alcuni dei blog più sovversivi della Rete: il filorusso Saker, il neo-eurasiatico Alexander Dugin, l’ultra comunista Caitlin Johnstone, e il sovversivissimo “Moon of Alabama”. Però non riesco a evitare di essere esposto, almeno in piccola misura, ai media standard. Quindi non mi mancano informazioni su ciò che si dice nel dibattito mainstream. Ma posso dirvi che ogni volta che apro il sito di uno dei principali quotidiani italiani, o della CNN o di RT, resto sorpreso dalla superficialità e dalla povertà delle informazioni che forniscono (e non solo quello, sapete meglio di me che la maggior parte del tempo, mentono). E quindi è utile cercare di bilanciare ciò che leggete sulla CNN o su RT: due menzogne non fanno una verità.

Poi seguo vari blog scientifici, molti dei quali si occupano anche di scienza del clima. Alcuni sono piuttosto catastrofisti, come quelli di Jem Bendell, di Gail Tverberg o di Antonio Turiel (The Oil Crash). Ma cerco di seguire anche un buon numero di siti di “negazionisti climatici”, come il malvagissimo sito di Alan Watts (Watts Up With That). Sono malvagi davvero, ma a modo loro anche divertenti. E imparo molto dai loro post. Seguo anche Roy Spencer, anche se non sono d’accordo con lui, è pur sempre uno scienziato valido. Il sito curato da Judith Curry è di solito noioso, ma fornisce alcuni link interessanti. Seguo anche il sito italiano “New Ice Age”, sono totalmente di fuori, e per fortuna, non sembrano essere più attivi. Ma mi hanno minacciato di morte in passato, e quindi è meglio tenerli d’occhio.

Poi c’è un gruppo di blog che io ritengo dei veri gioielli, difficili da classificare in termini politici o scientifici, come Kelebekler Blog (in italiano), Empathy di Chuck Pezhensky, Gaianism di Eric Assadurian, Blogmire di Rob Slane. E molti altri blog in varie lingue, è un vero e proprio giardino zoologico. Nel corso degli anni, ho scoperto che tendo spesso a seguire i blog con cui mi trovo in disaccordo. Gli unici che non sopporto sono i siti che promuovono il razzismo, la violenza, il suprematismo, l’oppressione, l’intimidazione e simili — mi dispiace, non potranno entrare a far parte del mio elenco.

Allora, cosa ne dite? Questi blog danneggiano la mia salute mentale? Forse. Certamente, molti mi trovano un po’ “strano”, specie quelli che guardano la TV tutti i giorni, e se leggete Cassandra, forse capirete perché. Certamente, è difficile classificarmi come di “sinistra” o di “destra”. Non rientro nemmeno nella categoria dei “catastrofisti”, perché credo che il collasso si possa rovesciare. Questo sembra far arrabbiare alcuni che sono convinti che il fatto che creperemo tutti presto sia una buona cosa. Ma io non ho fretta.

C’è di più, ma non penso che siate specialmente interessati alle mie personali preferenze in materia di blog. Volevo solo indicarvi che esiste un modo migliore per gestire la vostra bolla di informazioni. Forse vorrete provarci anche voi! E se avete storie da raccontare, commenti o suggerimenti riguardo alle bolle di informazioni, ne possiamo parlare nei commenti.

 

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189 Responses to A cosa servono i blog (post di Ugo Bardi)

  1. Moi says:

    Di Echo [sic] Chambers penso che se ne parli da almeno 5 anni, forse addirittura 10 ! In realtà sono sempre esistite, sono solo accresciuti i mezzi a disposizione, ma … se avessi voluto crogiuolàrmici , NON avrei mai conosciuto _seppur solo in internet _ alcuno di voi ! 😉

    • Z. says:

      La prossima volta però vieni con noi al gr… al romeo.

      Oppure andiamo alla festa dell’Iftar, se preferisci.

      🙂

      • Peucezio says:

        Come fa un’entità cibernetica priva di consistenza fisica ad andare a mangiare a un ristorante?
        Moi è un algoritmo, non è nemmeno una macchina, che almeno si nutre di elettricità.

  2. Nigredo says:

    Anch’io uso un feedreader, liferea, ma ho solo una quindicina di siti nella lista, di cui alcuni compaiono nella lista di Ugo. E ogni tanto ne aggiungo o tolgo.
    È decisamente più comodo che fare il giro dei siti.
    Su liferea, dipendendo dal tipo di feed usato dal sito c’è anche un’anteprima dell’articolo.

  3. roberto says:

    Questo è l’unico blog che seguo, ma ho sempre pensato che i blog fossero utili per condividere idee più che informazioni, e, quando scrivo, per dare in pasto al pubblico le mie idee e vedere se funzionano

    Per le informazioni preferisco ancora i vecchi média mainstream anche se è oggettivamente una grande fatica

    • Francesco says:

      idem.

      di fatto assumo di saper riconoscere una cazzata quando la incontro* e nel caso vado a informarmi.

      però questa cosa dei feed reader mi intriga molto, devo cercare di capirla

      la lista del prof impressiona per la sua conoscenza delle lingue e l’aspetto di un branco di fanatici che sarebbero stati comunisti ma oggi sono più cani sciolti per necessità

      e poi io guardo un pò di TV ….

      * quale è il segreto? se una notizia conferma al 100% quello che penso e spero, è una bufala!

      • roberto says:

        “* quale è il segreto? se una notizia conferma al 100% quello che penso e spero, è una bufala!”

        🙂

  4. Nigredo says:

    Un feed reader serve solo se di solito giri per certi siti per vedere se c’è qualcosa di nuovo. Così vedi in un colpo solo cosa c’è e ci vai con un click.

  5. werner says:

    Per seguire i media mainstream e alcuni singoli giornalisti trovo molto comodo Twitter.

  6. Antonino says:

    Kelebek è tutto, fuorchè un’eco delle convinzioni del lettore. Ma nemmeno si può dire che sia semplicemente Miguel. Quest’ultimo, anzi, “a sua insaputa” è spessissimo sviato dalle sue consapevolezze… per effetto del divergere dei commenti. E’ una farfalla che viene spesso travolta dal vento: altro che battito d’ali che innesca un ciclone altrove!

  7. Moi says:

    * quale è il segreto? se una notizia conferma al 100% quello che penso e spero, è una bufala!

    ———————-

    … Questa è stupenda ! 😉

  8. Un interessante invito a restare nella propria Camera dell’Eco, questa – chiamiamola – “critica” a quanto ha scritto la Rowling.

    Penso che riveli moltissimo dello spirito di questi tempi:

    • PinoMamet says:

      Pensare che la Rowling mi stava antipatica!

      Prima di tutto per Harry Potter, che è tutto quanto un libro sulla magia NON dovrebbe essere (infatti ha avuto un successo planetario);

      poi per la sua mania non richiesta di trasformare i personaggi in gay e neri senza alcuna necessità, sulla quale ha già detto tutto Moi.

      Mo’ mi tocca pure difenderla e trovarla ragionevole!

      C’aveva ragione Overton, c’aveva! 😉

    • werner says:

      La tattica dei transattivisti ha una certa intelligenza.
      Quando qualcuno scrive parole offensive rilanciano subito il post per contattaccare, insultare e mettere alla gogna l’autore.
      Quando qualcuno scrive un post ben argomentato, ragionevole, che cerca di costruire un dialogo e quindi potrebbe instillare dubbi, invitano a non leggerlo perché potrebbe urtare la sensibilità di qualcuno.

      Ricorda le tattiche dei capi delle sette.

      • Per Werner

        “La tattica dei transattivisti ha una certa intelligenza.”

        Certo, ma fa quasi tenerezza l’invito urlato, “non leggete!”

        Grande errore di certi cattolici, che in decenni passati denunciavano qualsiasi cosa offendesse la Chiesa, poi si sono fatti – in genere – furbi e hanno smesso.

        In realtà, per la maggior parte, i TRA attaccano a testa bassa. Tipo telefonare al datore di lavoro di qualcuno e dire, “licenziatala!”

        La Rowling crea qualche problema in più…

        • Francesco says:

          e pensare che quando ha lasciato la Chiesa Cattolica, poco dopo esservi entrata, perchè troppo lontana dalla modernità, mi ero quasi arrabbiato con lei!

          invece mi tocca pineggiare in suo appoggio

  9. Mirkhond says:

    Ma chi sarebbe questo Overton, le cui finestre di casa citate così spesso?

    • PinoMamet says:

      Un sociologo che diceva all’incirca che ogni idea si trova, in un dato momento, compresa in una “finestra” di reazioni che suscita (per esempio, dal discutibile all’accettabile, o dal comune sentire al discutibile) e che questa finestra può quindi venire spostata in un senso o nell’altro:

      per esempio quello che una volta era “discutibile” (i gay che si sposano!) diventa oggi un discorso accettabile, e domani (direi oggi, in tante parti del mondo) comune sentire o pensiero “obbligatorio”.

      • PinoMamet says:

        Anzi, pensando all’esempio del matrimonio omosessuale, la finestra si è spostata così:

        assurdo-inaccettabile -> inaccettabile-discutibile -> discutibile- accettabile –> comune sentire-obbligo morale

        pensiamo invece alla schiavitù:

        opinione comune- accettabile —> accettabile- discutibile —> discutibile-inaccettabile —> inaccettabile

        • Peucezio says:

          Però la critica alla schiavitù è più antica di molti secoli alla sua abolizione negli Stati Uniti.

          E non credo sia mai stata considerata un’idea aberrante.
          Semmai non si considerava aberrante la schiavitù.
          Cioè non so se c’è stato un vero capovolgimento di schemi.

          • Peucezio says:

            Intendo, non credo sia mai stata considerata aberrante la critica alla schiavitù.
            A un romano o un greco semmai sarebbe parsa forse un’idea eccentrica, magari velleitaria, ma non una cosa contro natura, inaudita.
            Anche perché non tutte le società umane storicamente hanno avuto schiavi, anzi, tutte le forme comunitarie semplici non ce li avevano, per forza di cose.

  10. Mirkhond says:

    La seconda è meglio.

  11. Carlo says:

    Dei 66 blog che segue Ugo Bardi io ne seguo 3 (Kelebekler, Medbunker e Climalteranti).

  12. MatteoP says:

    Secondo me il discorso di Bardi va spostato ulteriormente. E’ vero che scegliamo di leggere quel che ci è affine, ma la realtà è che noi cambiamo idea leggendo opinioni diverse solo se siamo disponibili al cambio di idea.
    Cosa tutt’altro che scontata.
    Detto male, siamo ciò che siamo, e interpretiamo il mondo in base a ciò che siamo.
    Quindi possiamo anche fare i fighi facendo vedere quanta roba ci leggiamo diversa dalle nostre idee, ma se la leggiamo solo per farci due risate oppure per sapere come controbattere, allora tanto vale…

    • Mirkhond says:

      L’unica cosa che condivido del papa pensionato, è proprio il suo non credere al dialogo.
      Il dialogo dovrebbe servire a trovare un punto d’intesa comune tra idee contrapposte, oppure a convertire il tuo interlocutore alle tue ragioni.
      Poiché questo è quasi sempre impossibile, allora è meglio scuotere i sandali e passare appresso…..

    • roberto says:

      Sono d’accordo con Matteo!

    • Per MatteoP

      “Quindi possiamo anche fare i fighi facendo vedere quanta roba ci leggiamo diversa dalle nostre idee, ma se la leggiamo solo per farci due risate oppure per sapere come controbattere, allora tanto vale…”

      Sono d’accordo, però pensando a me stesso… io resto me stesso, ma mi sono limato tanti spigoli, e ho scoperti tanti interessi nuovi e prospettive diverse, nel confronto continuo. E ogni volta che faccio un’affermazione, comunque la adatto alle voci ormai interiorizzate di coloro con cui dialogo.

      • MatteoP says:

        ciao Miguel,

        sono d’accordo con quello che dici, ma credo che nel profondo certe cose non cambino, e che la nostra visione del mondo derivi dal profondo.
        Le persone “sensate” (me compreso, anche se non ho ancora deciso davvero se sono sensato) possono cambiare molte cose grazie al confronto e allo sforzo di recepire nuove idee e prospettive, e si possono trovare incontri belli e importanti anche con persone molto diverse da noi.
        Ma mi sto convincendo che il cambiamento non passi dal convincimento razionale. Almeno, sui problemi complessi, dove non c’è una soluzione semplice e chiara ma dove ci sono infinite sfumature che ciascuno interpreterà sempre secondo la propria (irrazionale) “essenza”.

    • Francesco says:

      sono in totale disaccordo

      al massimo, essendo quello che siamo, se leggiamo qualcosa che lo contraddice pretendiamo che sia scritto molto bene per affrontarlo con serietà e metterlo in discussione

      ma che visione miserabile dell’uomo pensare che sia “normalmente” incapace di confrontarsi con idee diverse dalle sue

      mica è sempre gente a cui non piace il basket, l’altra gente!

      ciao

  13. Berica says:

    I blog invitano a formulare ed elaborare pensieri autonomi. Educatori ed insegnanti aggiornati introducono ai blog i loro studenti, per favorire la formazione del pensiero critico, da affiancare allo smodato uso dei social a “macedonia” di cui i giovani non possono fare a meno. Grazie per questo post.

  14. The Washington Post appartiene, come tutti sanno, a un nero disabile grasso transessuale poliamoroso sfruttato neurodivergente, di nome Jeff Bezos: una delle categorie più a rischio di violenza cis-het-whiteista-nazi del mondo.

    The Washington Post è comprensibile quindi, che pubblichi immediatamente un attacco contro J.K. Rowling, che obietta al fatto che una certa categoria di esseri umani venga definita “persone mestruanti”:

    https://www.washingtonpost.com/opinions/2020/06/09/jk-rowlings-transphobia-shows-its-time-put-down-pen/

    • PinoMamet says:

      Non me lo apre.
      Non sono abbastanza poliamoroso.

    • Moi says:

      “persone mestruanti”

      ——————

      … YOU MEAN IT ! 😉

      Getting My Period Made Me Feel Like Less of a Man—Even Though I Knew I Was
      Not everyone who gets a period is a woman.
      By Kenny Jones

      https://www.self.com/story/male-period-trans-model-kenny-jones

    • PinoMamet says:

      Comunque dopo la Rowling, cominciano a diventarmi simpatiche persino le femministe.
      “Persone mestruanti” è una delle cose più misogine che ho letto dai tempi di Assurbanibal.

      • Moi says:

        Ma no … è che manca l’ Inclusiveness, vedi sopra 🙂 !

      • Z. says:

        Ed è pure una cosa sul disgustoso spinto

        • Moi says:

          Zeta, Zeta … devi urgentemente fare un Corso di Aggiornamento Genderologico NON-Binario c/o qualche Assessora Arcobaleno del PD ! 😉

          • Z. says:

            Non mi risulta che certe idee abbiano particolare corso nel PD. Neppure nella sinistra più estrema, almeno per ora.

            • Moi says:

              Devi confessare di essere un Terfo 😉 , e implorare di poter essere “instruvito” … 😉

              • Z. says:

                Moi, davvero, queste sono cose che fuori da questo blog pressoché nessuno in Italia dice o pensa.

                Di base, non fregano niente a nessuno.

                Mi spiace 🙂

              • Peucezio says:

                Z.,
                tempo al tempo.
                Le cagate americane arrivano sempre in Italia.
                Per fortuna con un certo scarto temporale (peraltro che si assottiglia progressivamente).

              • PinoMamet says:

                Sì però spesso arrivando in Italia si stemperano e si addolciscono.

                Speriamo bene.

              • Peucezio says:

                E’ vero anche questo.

                Piucchealtro perché noi le prendiamo poco sul serio, diversamente da loro.

                Anzi, prendiamo poco sul serio le cose in generale (ed è mglio così).

              • Z. says:

                A volte è meglio, altre no…

    • Mirkhond says:

      Quando finalmente a Garibaldi e a Vittorio Emanuele II?

      • Moi says:

        Mai ! … Raggio d’azione troppo corto ! 😉

        • Mirkhond says:

          Non è che il Belgio fosse quella grande potenza!

          • Moi says:

            … è arrivato però fino in “Congo”, dove c’erano quelli che allora chiunque chiamava “Negri”.

            L’ Italia Risorgimentale è universalmente percepita all’ Estero come una roba fra “Italiani”, senza distinguo !

            • Mirkhond says:

              Salvo che una parte dei “fratelli” d’Italia considerava (e in fondo considera tutt’ora) l’altra, alla stregua di africani, nel senso più spregiativo del termine…..

  15. Moi says:

    … e il Museo di Hergé, quand’è che lo radono al suolo ?! 😉

  16. Moi says:

    Nel frattanto , cmq …

    Nantes. Affiches détournées de Tintin au Congo :

    Johanna Rolland condamne

    La maire de Nantes a réagi à l’information révélée par Ouest-France samedi 6 juin, selon laquelle des affiches à connotation raciste avaient été placardées dans un bureau du commissariat, avant d’être retirées.

    https://www.ouest-france.fr/pays-de-la-loire/nantes-44000/nantes-affiches-detournees-de-tintin-au-congo-johanna-rolland-condamne-6860868

  17. Moi says:

    A proposito di SJWs e di Liberals :

    Un commento Youtube alla Sigla di Capitan Harlock che mi ha messo i brividi :

    “Da piccoli, noi, non volevamo diventare ricchi … volevamo diventare eroi !”

  18. werner says:

    In realtà ho visto una statua di qualche Sabaudo imbrattata, ma non ricordo chi fosse.

    Devo dire che gli abbatitori di statue hanno predo parecchio coraggio.

    Il conto delle vittime degli ultimi giorni annovera un Jefferson Davis, un esploratore che non conosco e ben tre Cristoforo Colombo.
    Quest’ultimo è quello che mi colpisce di più, in quanto la sua unica colpa sarebbe aver permesso la colonizzazione delle Americhe “scoprendole”.

    A questo punto dovrebbero tornaare tutti ai paesi dei rispettivi avi e lasciare le americhe ai nativi.

  19. Mirkhond says:

    Colombo schiavizzò anche degli indigeni nelle isole da lui scoperte. Poi liberati per ordine della regina Isabella di Castiglia.

  20. werner says:

    Non lo sapevo. Se la motivazione è questa almeno rientra nella logica delle altre statue.

    Intanto leggo che in UK hanno preparato una mappa con le statue da attaccare.

    https://www.toppletheracists.org/

    Mentre Nancy Pelosi chiede la rimozione delle statue dei sudisti dal congresso.

    Washington e Jefferson resistono.

  21. habsburgicus says:

    Quest’ultimo è quello che mi colpisce di più, in quanto la sua unica colpa sarebbe aver permesso la colonizzazione delle Americhe “scoprendole”

    oggi si è in piena pazzia….marxismo culturale (melius, anticulturale :D) nella sua forma più radicale, arrogante e perniciosa, con il vento in poppa..purtroppo le dx, i “buoni” si diceva molti, moltissimi anni fa :D, non hanno una chiara visione ideologica, non capiscono e non reagiscono in modo serio..e finirà malissimo
    è da molto che lo dico–gramscismo di dx, unica soluzione..bisognerebbe fare una battaglia ideologico-culturale, smettere di arretrare su tutto come si fa dai tardi ’50 e rivendicare con orgoglio e diciamolo, pure strafottenza, TUTTO il nostro passato ! “pe aici nu se trece”, di qui non si passa, dissero i romeni nell’agosto 1917 fermando l’offensiva austro-tedesca in Moldavia dopo la caduta della Valacchia…e dovremmo farlo noi..dire BASTA ! e non cedere più
    ma non avverrà
    e sarà la fine….non che a me interessi più di tanto, da molto sono disilluso su tutto 😀 è per voi o meglio per i vostri figli, che dovranno vivere in una società al cui confronto il vecchio Orwell sembrerebbe un ottimista 😀

  22. Mirkhond says:

    Perché la fine? Perché vengono abbattute statue di negrieri e schiavisti?
    E sarebbero loro il passato da tutelare?

    • Moi says:

      … basta che poi nessuno si meravigli e si lamenti se in India riprendono a tutto spiano i roghi di giovani vedove alla Dea Kalì ! … E innumerevoli esmepi analoghi !

      • Mirkhond says:

        Cosa c’entra con l’abbattimento delle statue di negrieri e schiavisti?
        Comunque anche i Cristiani quando la loro fede divenne religione di stato nell’Impero Romano, abbatterono e fusero le statue pagane, e convertirono i templi pagani in chiese.
        La famosa statua di Marco Aurelio a cavallo a Roma, si salvò dalla fusione, solo perché scambiata per quella di Costantino…..

        • habsburgicus says:

          quando la loro fede divenne religione di stato nell’Impero Romano

          appunto
          il guaio è che questi NON SONO CRISTIANI e la loro “fede” sta per diventare religione ufficiale dell’Impero post-americano 😀
          e sarà pauroso per tutti…a fortiori per chi ha idee non dissimili dalle tue
          bisogna, ammesso sia ancora possibile, fare una “rivoluzione culturale interna”
          capire che oggi REBUS SIC STANTIBUS le garanzie del vecchio liberalismo massonico ottocentesco sono il meno peggio
          occorre resettarsi sulla bandiera della Libertà !..sull’unione con “tutti i buoni” in base a valori nazionalisti, liberali e ottocenteschi, per una stretta difesa del costituzionalismo, della libertà di parola e del NO ai reati di opinione e alle leggi speciali…Pannella ! mi dirai tu..si, anche (in questo e solo in questo)
          ti dirai anche..ma é il risorgimentismo !
          SI..oggi, paradossalmente, non è più un male..o forse lo é, ma è un male minore
          bisogna lasciare perdere i vecchi schemi
          ieri ho letto su blog degli ultradestri per l’ottantesimo, i soliti attacchi agli USA e ad Albione, dicendo che la guerra deve continuare ora 😀 😀 😀
          ‘sti qui non si rendono conto che OGGI Trump e Johnson, cioé l’anglosassonismo più estremo fanatico e per certi versi peraltro ributtanti, sono l’unico katechon
          e anche i Borbone, la società tradizionale, tutte belle cose…
          ma nel contesto attuale, unica strada (forse asnch’essa perdente, non mi faccio illusione) é l’alleanza con la parte più conservatrice del blocco massonico e protestante,,,dici che non ti piace ? neppure a me..,ma dimmi altre soluzioni
          graditi anche interventi di Peucezio e Francesco..e di chiunque, ci mancherebbe
          il meglio è nemico del bene
          ricordiamoci che la democrazia, quella esistita sino al 2000 circa, avrà avuto i suoi difetti, sarà stata figlia di rivoluzioni nefande, ok, ok….ma insomma, non buttiamola 😀
          difendere le libertà..la nostra storia, la nostra tradizione..unica strada percorribile

          • Mirkhond says:

            La mia libertà non passa dall’alleanza con la massoneria.
            Non puoi combattere belzebù con l’aiuto di belzebù.

            • PinoMamet says:

              Questa frase deriva dai Vangeli, no?
              Quando accusano Gesù di cacciare i demoni con l’aiuto dei demoni.

              Che poi è la corretta procedura dell’esorcismo ebraico!

              • Kandur says:

                No, è Gesù che accusa gli altri di voler farlo.

              • Mirkhond says:

                Infatti.

              • PinoMamet says:

                Mmm copio e incollo (da Luca):

                “14 Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle rimasero meravigliate. 15 Ma alcuni dissero: «È in nome di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». 16 Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo. 17 Egli, conoscendo i loro pensieri, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. 18 Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni in nome di Beelzebùl. 19 Ma se io scaccio i demòni in nome di Beelzebùl, i vostri discepoli in nome di chi li scacciano? Perciò essi stessi saranno i vostri giudici. 20 Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, è dunque giunto a voi il regno di Dio.”

              • Mirkhond says:

                Si, ma Gesù sta confutando chi lo accusa di fare miracoli in nome di belzebù.
                Il che ovviamente è assurdo!

              • PinoMamet says:

                Beh, no, non è tanto assurdo, neanche in un’ottica cristiana.

              • Mirkhond says:

                ??????????

          • Francesco says:

            non è che Trump mi ispiri più fiducia oggi di ieri

            sono i suoi avversari a ispirarmi sempre più fastidio

            quindi temo di dover iniziare a prendere in considerazione la tua tesi

            finchè non sentirò dire al Donald che ci sono “persone non umane” o che bisogna “combattere il patriarcato” o che la Rowling è una odiatrice

            in fondo con Stalin ha funzionato, sia pure ad un prezzo molto alto

      • Moi says:

        esempi … va be’ che son Culture Altre, solo “Noi” sbagliamo.

        • Mirkhond says:

          Personalmente non piango la distruzione delle statue pagane, ne la conversione in chiese cristiane dei loro templi….

          • Peucezio says:

            Io piango la distruzione di qualsiasi cosa. Sempre e comunque.
            Quando non sia un obbrobbio estetico deturpante, s’intende.

            Mi va bene invece la conversione in chiese: è la stratificazione storica ed è bene che sia così, anche per mantenere, sotto nuove forme, la sacralità e la numinosità del luogo.

          • Peucezio says:

            Non mi darebbe fastidio nemmeno una statua di Bergolio 😀
            Farebbe folclore.

    • habsburgicus says:

      è il principio
      poi non lamentatevi se abbatteranno un giorno i simboli di ciò che piace a voi
      e non solo statue
      han fatto fuori Via col Vento, un “classico”
      ed è solo l’inizio
      se non si reagisce
      ma vedo che non si reagisce, né mi stupisco poi troppo

      • Mirkhond says:

        Insomma dobbiamo per forza tenerci anche l’acqua sporca?

        • Francesco says:

          Sì CAZZO DUCA!

          chiedilo a qualsiasi levatrice, se far nascere un bambino può essere una faccenda pulita

          a me risulta che sui libri di storia si parli dello schiavismo, del lavoro dei bambini, del colonialismo, degli scioperi repressi a fucilate, delle suffragette picchiate, degli indiani sterminati e chiusi nelle riserve, insomma a livello di cultura gran parte del lavoro è stato fatto

          pure dei civili morti sotto i bombardamenti alleati si parla!

          • Mirkhond says:

            Vabbè, e allora perché tenersi le statue degli schiavisti, vista la generale riprovazione che oggi suscitano?

            • Per Mirkhond

              “Vabbè, e allora perché tenersi le statue degli schiavisti, vista la generale riprovazione che oggi suscitano?”

              A me tutta la moda otto/novecentesca delle statue fa ridere, comunque nessuno sa chi siano quei personaggi di bronzo dimenticatissimi che fanno parte dell’arredo di qualche piazza, come le panchine.

              Comunque non sono state erette “perché erano schiavisti”. Sono state erette perché erano persone significative, che – secondo gli erettori – avevano fatto qualcosa di importante. Probabilmente anche perché avevano dei soldi, poi il motivo per cui avevano i soldi non si sa.

            • Peucezio says:

              Mirkhond,
              però considera che la riprovazione viene da frange estremiste di studentelli, forse con una forma passiva di approvazione da parte dei negri, che però nel complesso credo pensino più ai loro problemi pratici ed economici che alle statue.
              E’ la stessa riprovazione che vorrebbe distruggere le chiese perché la Chiesa condannava l’omosessualità.
              Se il problema diventa quello della riprovazione da parte delle minoranze isteriche politicamente corrette, dobbiamo distruggere tutto, anche le nostre case (e andare a dormire sotto i ponti, prima che distruggano anche quelli), perché a loro modo sono un monumento ai privilegi dell’Uomo Bianco.

              Il fatto è che queste fisime politicamente corrette non spostano di un millimetro la condizione di oppressione dei negri negli Stati Uniti, che sono legati da una parte a un sistema molto iniquo e competitivo, dall’altra a un sentimento razzista radicatissimo, tutte questioni sistemiche e profonde, che questi imbecilli non si pongono nemmeno lontanamente il problema di affrontare, anzi, nemmeno le capiscono.

              • Mirkhond says:

                D’accordo, però non vedo perché indignarsi per le statue di negrieri e schiavisti abbattute.
                A meno che non si condividano sentimenti razzisti e suprematisti, come leggo nei siti dei fans della Meloni, giusto per fare un esempio che mi viene in mente adesso….

              • Peucezio says:

                Per il principio, più che per le statue in sé.

                Poi, sai, io comunque preferisco il Sud 🙂

                Perché mi sembra ingiusto ridurlo tutto alla schiavitù, sarebbe come dire che il sud Italia è solo mafia.

                Quindi trovo detestabile l’arroganza dei vincitori, che non solo hanno vinto, ma ora distruggono anche i simboli dei perdenti.

    • Peucezio says:

      Mirkhond,
      non ho nessuna simpatia neanch’io per negrieri e schiavisti.
      Ma questi sono molto peggio e rappresentano cose più abbiette.
      Questi sono gli ideologi del capitalismo avanzato, che ammazza ogni giorno molti più negri degli schiavisti del sud degli Stati Uniti.

    • Peucezio says:

      Cioè il problema di queste iconoclastie è che sono classiche forme di puritanesimo orwelliano totalitario, quindi, quando anche stigmatizzano aspetti odiosi della storia, lo fanno in nome di qualcosa di peggio, cioè della demonizzazione in sé stessa della storia, della rimozione del passato, della riscrittura moralistica e irreale della storia stessa.

      Questi sono gli stessi che brucerebbero le chiese perché i preti avrebbero perseguitato gli omosessuali o oppresso le donne.
      E lo fanno. Fanno profanazioni, violenze, atti di vandalismo contro le chiese.

      • Mirkhond says:

        “quindi, quando anche stigmatizzano aspetti odiosi della storia, lo fanno in nome di qualcosa di peggio, cioè della demonizzazione in sé stessa della storia, della rimozione del passato, della riscrittura moralistica e irreale della storia stessa.”

        Il peggio sarebbe rinnegare il razzismo e lo schiavismo?

        • PinoMamet says:

          Sulla rimozione delle statue, non ho un parere precisissimo.

          Le statue e i monumenti sono eretti secondo la moda culturale del momento (quando non sono direttamente imposti) ed è perciò normale che vengano anche abbattuti quando la cultura dominante cambia.

          Lo si faceva nell’antico Egitto e nella Roma antica, e non stupisce che lo si continui a fare.
          Stupisce di più che in Europa occidentale non si faccia : ma l’Europa ha deciso da tanto tempo di diventare un museo.

          (da quando ha potuto scaricare le peggio schifezze in America, direi, insieme alla responsabilità dell’innovazione)

          (lo si fa per casi eclatanti, tipo Hitler e Mussolini, ma in realtà Roma è ancora piena di vestigia fasciste, ormai completamente “innocue”).

          Ora, per uno storico la distruzione dei monumenti, egiziani quanto statunitensi, è un gran peccato.

          Il caso specifico statunitense poi lascia molto da riflettere, e suscita qualche perplessità.

          Buttando a fiume la statua di un pescecane del Settecento che si è arricchito con gli schiavi ci si libera davvero dal passato schiavista?
          Mi permetto di dubitarne.

          Mi pare più che altro uno “scarico di coscienza”, come quei tantissimi bene intenzionati bianchi che fanno il gesto simbolico di inginocchiarsi eccetera, ma il giorno dopo tornano alle loro vite uguali a prima, e la società non cambia di un millimetro.

          Poi si arriva a quei gesti davvero ridicoli, come far sparire Via col Vento dalle piattaforme online “perché è razzista”
          (che sarebbe un po’ come togliere Schindler’s list “perché è antisemita”).

          Fa notare una mia amica insegnante, gli americani sembrano non avere alcuna fiducia in sè stessi e nella propria capaità di analisi critica e di elaborazione.

          Niente, censurano gli errori del passato: per poterne commettere di nuovi, penso io.

          • Per pino Mamet

            “Buttando a fiume la statua di un pescecane del Settecento che si è arricchito con gli schiavi ci si libera davvero dal passato schiavista?”

            Il problema direi è molto più complesso.

            Si gioca a “storia” senza contesto.

            Il pescecane schiavista, proprio perché è stato un abile accumulatore di capitale, merita davvero un monumento, se ci vogliamo identificare con un mondo globale, fondato sui commerci veloci, l’innovazione e tutto il resto (compresi videogiochi, vaccini, mascherine di plastica usa e getta).

            Lo schiavismo ha funzionato come una grande pompa per aspirare risorse e trasformarle in merci; sia nella creazione britannica dell’industria dello zucchero, sia in quella americana che riforniva di cotone le fabbriche inglesi.

            E senza lo schiavismo, non ci sarebbe stato nessuno – almeno negli Stati Uniti – per buttare giù le statue degli schiavisti.

            E non si potrebbe dire Black Lives Matter nel linguaggio del padrone degli schiavi.

            • werner says:

              Sono abbastanza d’accordo con Pino, e anche con l’aggiunta di Miguel.

              Quello che mi sorprende è l’importanza attribuita all’abbattimento della statua. Come se i comportamenti di chi odia i neri fossero connessi con la presenza fisica della statua-totem della tribù degli odiatori di neri. Mentre, come da testo di presentazione di BLM, manca qualsiasi analisi socioeconomica della discriminazione che vada al di là dell’accusa di discriminazione stessa.

              L’incapacità di giudicare i personaggi storici nel loro contesto che rileva Miguel, è anch’esso un fatto interessante, ma riguarda solo i SJW o è un fenomeno più generalizzato?

              Ultima cosa che mi spaventa sono le modalità. In effetti anche io nel mio piccolo ho pensato più volte che magari certe vie e piazze sono dedicate a personaggi quantomeno discutibili. Ma nella mia fantasia il cambio di nome passava attraverso a consigli comunali, raccolte firme e cose simili. Il fatto che una minoranza si attribuisca, di fatto, il diritto a decidere se una statua è consona o meno mi spaventa un po’.

            • Nigredo says:

              Erigeranno la statua di cicciolina 😀

              • Mirkhond says:

                Cosa sarebbero i SJW, che nominate così spesso, soprattutto da parte di Moi?

              • PinoMamet says:

                Social Justice Warriors.

                in Italia sono soprattutto una specie da internet, ma immagino che negli USA certe sparate le facciano anche di persona.

                È l’eletta schiera dei maschi femministi, etero filogay, bianchi amanti della cultura afroamericana, tutto rollato in un unico pirla autolesionista e pronto a combattere chi non la pensa come lui (spesso persone immaginarie o politici) con post infuocati e violenti.

          • Peucezio says:

            Bisogna poi consideare che “schiavista”, “negriero” e “razzista” sono parole che non significano granché, se pretendono di separare un gruppo di uomini da tutti gli altri ed etichettarlo.
            Il generale Lee starà stato pure razzista e negriero per il fatto che difendeva gli stati confederati.
            Ma lui lo faceva perché difendeva gli Stati Confederati: gli hanno eretto le statue a suo tempo perché era un generale, non perché era un razzista.
            A Montanelli non gli hanno fatto la statua perché in Italia si usa erigere monumenti ad acquirenti di bambine tredicenni in Africa, ma perché è considerato un grande giornalista (che secondo me è un ossimoro, ma vabbè).

            Chi alimenta davvero il razzismo è chi fa parte di un sistema che vi si regge e in questo noi non siamo diversi dal generale Lee: mangiamo grazie allo sfruttamento dell’Africa e negli Stati Uniti gli studentelli politicamente corretti mangiano grazie alle diseguaglianze che ci sono e che danneggiano i negri.

            • Mirkhond says:

              D’accordo su tutto. Il generale Lee personalmente era contrario alla schiavitù dei neri, mentre stati nordisti come l’Oregon, che combatterono per la causa abolizionista, al loro interno proibivano l’insediamento dei neri nel loro territorio, con leggi severissime per i trasgressori e durate fino al 1951 (sempre riferito all’Oregon).

  23. Mirkhond says:

    “pe aici nu se trece”

    In molte aree del Sud si direbbe “da ‘cca nun se trase” con lo stesso significato del rumeno……

    • habsburgicus says:

      i legami del romeno con i dialetti sud-italiani sono invero stati notati sin dal XIX secolo e non mancano di essere per molti versi sorprendenti
      (anche se molti latinofoni giunti in Dacia o erano forse sud-italiani o avevano magari appreso una koiné latina di tipo sud-italiano…ammesso che vi fosse differenza fra il latino del sud Italia e quello di altre parti dell’Impero e che il latino conosciuto in Oriente, donde pare venissero molti dei coloni della Dacia, fosse di tipo sud-italiano !)

      • Mirkhond says:

        Io penso più ad un sostrato comune prelatino da una parte all’altra dell’Adriatico.

        • PinoMamet says:

          Mmmm

          il sostrato può avere influito sulla pronuncia, ma non credo c’entri granchè con le forme verbali prescelte (transire anziché intrare…)

          magari con la palatalizzazione delle velari, che si ritrova anche in ladino-friulano (però anche in francese…)

        • PinoMamet says:

          Io la buttò, e ipotizzo che il legame stia nella via Egnatia.

          Che partiva proprio dalle Puglie, “sbarcava” in Albania e serviva da mezzo di comunicazione con Bisanzio e l’oriente, e doveva essere stata percorsa moltissime volte dagli eserciti romani (e come tutti sanno, attorno ad essa si ritrovano fino a epoca contemporanea le varie minoranze latinofone…)

      • Mirkhond says:

        La Dacia però fu sgomberata da Aureliano (270-275 d.C.) che portò la popolazione romana residente a sud del Danubio, dove da una parte della Mesia superiore, furono istituite le nuove province di Dacia ripense e Dacia mediterranea.
        In Dacia rimasero solo i resti di una popolazione romana nelle maggiori città, conducendovi un’esistenza stentata per un secolo ancora fino all’arrivo degli Unni (375 d.C.), e via via abbandonandola per rifugiarsi a sud del Danubio.
        Dunque è più probabile che gli elementi comuni tra rumeno e dialetti meridionali italiani sia dovuto ad un comune sostrato balcanico pre-latino.

        • PinoMamet says:

          Mmm perché? Non credo di aver capito bene il ragionamento.

          • Mirkhond says:

            Stando ai linguisti non rumeni, l’origine delle lingue valacche, tra cui il rumeno è la più importante, si deve situare a sud del Danubio, a stretto contatto con i parlanti la lingua albanese.
            Dunque nel Balcano occudentale, quello tradizionalmente considerato illirico.
            Ora se abbiamo presenze illiriche preromane su entrambe le sponde dell’Adriatico, è verosimile che abbiano costituito un comune sostrato prelatino per la formazione delle lingue romanze nostre e balcaniche, da cui le somoglianze notate da più di uno studioso.
            Questa mi sembra la spiegazione più probabile piuttosto della fantomatica colonizzazione della Dacia da parte di legionari dell’Italia merdionale.
            Che al tempo di Traiano (98-117 d.C.) e sussessori ormai da tempo non forniva più legionari a Roma, che li reclutava nelle province extraitaliche (contribuendo alla loro romanizzazione).
            I coloni che popolarono la Dacia provenivano da tutte le aree dell’Impero Romano, e quale che fosse la loro origine furono risistemati al di qua del Danubio da Aureliano, quando decise di sgombrare la provincia transdanubiana che non si riusciva più a difendere dagli attacchi continui dei Goti.
            Chi rimase, condusse un’esistenza stentata, e poi abbandonò gradualmente le poche città romane rimaste, per il secolo successivo tra Aureliano e l’arrivo degli Unni.
            La romanità che ha dato origine ai Rumeni si formò a sud del Danubio, tranne per la storiografia rumena.
            La quale per un malinteso orgoglio nazionalistico non riesce ad accettare che la presenza dei Valacchi in Transilvania è POSTERIORE a quella degli odiati Ungheresi.
            E dunque teme che, riconoscendolo, la Romania sarebbe costretta a restituire la Transilvania all’Ungheria, cosa comunque ormai improponibile, data la stragrande maggioranza rumena dell’ATTUALE popolazione transilvana.
            Del resto la stessa Ungheria nel 1996, ha rinunciato alle sue rivendicazioni sulla Transilvania.

            • Mirkhond says:

              somiglianze

            • PinoMamet says:

              Mi sembra però che il tuo discorso contraddica benissimo la tesi romena officiale, ma abbia poco a che fare col mio che ricorda la presenza continuata di latinofoni proprio nei Balcani meridionali, assai a sud del Danubio (citavo la via Egnatia) cosa peraltro ben nota alla Storia e alla linguistica.
              Non credo che fossero originari dell’Italia meridionale in particolare, ma sicuramente ci sono passati (almeno in buona parte) e faceva parte dell’itinerario fisso dei loro contatti con Roma.

              Ammetto che l’ipotesi di un sostrato comune tra le due sponde dell’Adriatico, che non escludo assolutamente, non mi convince affatto come spiegazione per le scelte lessicali, mentre chissà, può avere qualche influenza sulla pronuncia.

              • Mirkhond says:

                Secondo il linguista ceco Jireček, lo spartiacque tra latinofonia e grecofonia nell’Impero Romano, passava molto più a nord della Via Egnazia, però.

                https://it.wikipedia.org/wiki/Linea_Jire%C4%8Dek

              • Mirkhond says:

                “mentre chissà, può avere qualche influenza sulla pronuncia.”

                O sui dittonghi.

              • Mirkhond says:

                La presenza di latinofoni molto a sud del Danubio, si ritiene non anteriore al X secolo dopo Cristo, quando il grosso blocco linguistico protovalacco presente nelle attuali Serbia orientale, Bulgaria occidentale, Macedonia settentrionale e Kosovo, e sopravvissuto alla sommersione slava dei secoli VI-VII dopo Cristo, cominciò a frantumarsi in una diaspora di pastori seminomadi diffusasisi per tutti i Balcani.
                E’ dal X-XI secolo d.C. che le fonti bizantine menzionano i Valacchi come abitanti sul Pindo, nell’antica Tessaglia che da loro avrebbe preso il nome di Megalovlachia, nell’antica Etolia sempre da loro chiamata Microvlachia, e nella Macedonia intorno a Salonicco (i Meglenorumeni).
                Il grosso dei Valacchi poi, avrebbe attraversato il Danubio nel XII-XIII secolo, in direzione delle steppe che da loro avrebbero preso il nome di Ungrovalacchia (Valacchia ungherese, perché vassalla dell’Ungheria nei secoli XIII-XIV) e da lì poi in Transilvania e più tardi in Moldavia (al seguito della conquista ungherese dell’area tra i Carpazi e il Dniestr nel 1345).

              • Peucezio says:

                Ragazzi, non ho proprio capito la base del ragionamento.
                Posso capire per la Puglia, ma cosa c’entra Napoli, per dire, con gli indoeuropei balcanici?
                E Roma, e la Toscana? Anche quella è Romània orientale.

  24. Moi says:

    Paola Guazzo: “Il tempo dimostrerà il suicidio politico delle idee di questa Arcilesbica”

    https://www.gay.it/paola-guazzo-arcilesbica

  25. Moi says:

    http://www.gaynews.it/2020/06/07/j-k-rowling-trans-guazzo-forme-espressione-non-femministe-donne-transfobia-terf/

    J.K. Rowling twitta di nuovo sulle donne trans. Guazzo: «Forme d’espressione non femministe»
    LA CELEBRE CREATRICE DI HARRY POTTER HA SOLLEVATO UNA POLEMICA DIVENUTA VIRALE IN POCHE ORE

  26. Moi says:

    @ ZETA

    Il meeting, che ha visto la partecipazione del segretario del Pd Nicola Zingaretti e del capogruppo alla Camera Graziano Del Rio, si è caratterizzato per le riflessioni di esponenti del mondo accademico, politico e associazionistico.

    Tra le persone partecipanti anche l’intellettuale lesbica Paola Guazzo, collaboratrice de La Falla e de Il Manifesto, nonché una delle quattro organizzatrici di Lesbicx 2.

    http://www.gaynews.it/2019/12/17/convegno-omofobia-paola-guazzo-rivendicare-diritto-esistenza-piena-lesbiche-donne-lgbt/

    ——————–

    … Ahem, dicevi ? 😉

    • Z. says:

      Dicevo: in Italia nessuno si aspetta che tu chiami “mestruatore” una donna. Probabilmente neppure i pochi transattivisti che ci sono.

      Tu quanti trans conosci? A livello di scambiare due chiacchiere se vi incrociate per strada, tipo.

      • Francesco says:

        mi pare del tutto irrilevante

        che poi lo sai benissimo, compagno, prima l’egemonia culturale poi la presa del potere!

        😀

        • Z. says:

          Sì, in effetti per voi postmodernisti la realtà è tendenzialmente del tutto irrilevante.

          🙂

    • Moi says:

      Vi cito solo questo :

      ” Monomodelli tossici. Attraversare/abitare i confini, inventare nuove pratiche ”

      [sic !]

      ———————————–

      … Come dite ? Qualcuno sul serio ritiene che abbiano discettato di Sicurezza degli Operai nelle Industrie di Vernici Chiniche ?

      https://www.youtube.com/watch?v=jlk0I4ox2Mo

      … U STAY FRESH ! 😉

  27. Moi says:

    Si obietterà, eh ma … i Trinariciuti è tanto se sanno che “ai Busoni bisogna volerci bene, lo ha detto il Partito !” 😉 , be’ : appunto !

    A ragion veduta, l’ Intellighentzija (o come si traslittera …) di Sx ritiene Incapace di Intendere e di Volere il “Demos” Votante …ovviamente per loro, altrimenti è “Ochlos” che va tenuto alla larga dalle Urne il più possibile !

    … Nevvero, Habs ? 😉

  28. Moi says:

    @ MIGUEL

    Ho “found out” un’ altra roba nuova, lo “Xenofeminism” [sic] , discettato dalla Lesbicx2 (che gravita in Orbita PD … c’erano o sono stati ampiamenti citati/e/* Zingaretti, Del Rio, la Cirinnà, Scalfarotto …) nella Gender Kermesse di cui sopra :

    http://lab.cccb.org/en/helen-hester-biology-is-not-destiny-it-can-be-technologically-transformed/

    Helen Hester: “Biology is not destiny, it can be technologically transformed”
    A conversation with philosopher Helen Hester about xenofeminism, a gender technomaterialist proposal that aims to offer tools for a collectively construction of a new post-capitalist world.

  29. Moi says:

    @ MIGUEL

    Mi sa che NON l’avevamo ancora visto :

    https://en.wikipedia.org/wiki/Afrofuturism

    AfroFuturismo !

    … Ho pensato subito all0 immaginario Wakanda, NON a torto ! 😉

    https://time.com/5246675/black-panther-afrofuturism/

    ENTERTAINMENT CULTUREIT’S NOT JUST BLACK PANTHER. AFROFUTURISM IS HAVING A MOMENT

    It’s Not Just Black Panther. Afrofuturism Is Having a Moment

  30. Moi says:

    … Mi sa vagamente di “Cultural Appropriation”, ma nel verso “lecito” 😉 !

  31. Moi says:

    What is Xenofeminism?

    In the name of feminism, ‘Nature’ shall no longer be a refuge of injustice, or a basis for any political justification whatsoever! If nature is unjust, change nature!

    — Laboria Cuboniks

    http://arkbooks.dk/what-is-xenofeminism/

    Laboria Cuboniks (b. 2014) is a xenofeminist collective, spread across five countries and three continents. She seeks to dismantle gender, destroy ‘the family,’ and do away with nature as a guarantor for inegalitarian political positions. Her name is an anagram of ‘Nicolas Bourbaki’, a pseudonym under which a group of largely French mathematicians worked towards an affirmation of abstraction, generality and rigour in mathematics in the early twentieth century.

    http://questionofwill.com/en/laboria-cuboniks-3/

    • Moi says:

      …c’è qualche Italica Xenofemminista che propone il neologismo “Muratrice”o “Muratora” 😉 ?

  32. Fatma says:

    sono passata a trovarti.. 😊

    quando ti seguivo su splinder ( quando ancora non ero sazia di tanti bla bla ed ero una verace Allah(swt) words sword combattente ) rimanevo estasiata del tuo blog.., ne uscivo ubriaca di parole.. ho perso ogni singola battaglia li dentro contro ospiti ben piu’ forti … in ignoranza ed arroganza.. ma a conti fatti il tuo ormai estinto blog di splinder mi servi’ per essere ancora piu’ forte … dopo.

    Oggi sono talmente sazia di parole che nel mio blogghetto ho tolto la possibilita’ di commentare.. prendere o lasciare.. cosi’ com’e’.

    Ho inserito un link all’interno del blog ( non credo tu ne hai preso visione ) dove fuggo da tutto sto bla bla ( non dico inutile ma quasi ) .. lo trovi a destra in basso ( nel centro ) dove sono raffigurati 2 uccelletti.. 👀

    cosi .. tanto per smorzare i toni.. scappare 10 minuti dalla ( per una sempre troppa consistente fetta dell’umanita’ ) cruda realta’.

    Io no eh! sono povera ma felice! 😄😊🕋😍

    si puo’ dire (scrivere) Salam aleykum.. si?! 👋👋

  33. Ci mancava solo lui nella Rivoluzione Padronale!

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/06/09/emanuele-filiberto-scende-in-campo-per-il-futuro-dellitalia-lannuncio-del-principe-suonero-la-sveglia-al-paese/5829003/

    Prima lo spot per una serie televisiva in cui annunciava il ritorno della monarchia (per finta) e poi ora l’annuncio della discesa in campo “per il futuro dell’Italia” con un nuovo progetto politico, questa volta assolutamente vero. “La fase di confinamento, assieme al drammatico momento in cui sta vivendo il Paese, mi ha dato una spinta in più per lanciare il progetto dove voglio mettere insieme persone di altissimo livello che l’Italia ha per tracciare un percorso utile al mio Paese”. Emanuele Filiberto spiega così in un’intervista a Il Tempo il suo progetto “Più Italia” che lancerà il prossimo 11 giugno e che coinvolge anche la figlia Vittoria e il nipote dell’ex presidente francese François Mitterrand, Frédéric Mitterrand, già ministro francese della Cultura.

    “L’Italia del Made in Italy è sinonimo di talento e di velocità, quella dell’amministrazione pubblica è una tartaruga che se ne infischia dell’attesa sofferente dei nostri cittadini. Quella del tempo è la dimensione decisiva: per uscire dalla crisi per battere la concorrenza internazionale – dice l’erede di Casa Savoia -. ‘Futuro’ è diventata una parola sconosciuta all’orizzonte dei partiti. Mentre è la più importante risorsa che l’azione politica deve mettere a disposizione dei cittadini”.

    “Oggi come oggi non sto pensando alla politica -puntualizza il principe Emanuele Filiberto- sto pensando a un progetto che ovviamente sottoporrò alla politica la quale deciderà cosa fare. Di certo, io farò di tutto affinché questo progetto si realizzi per il bene del mio Paese. In questi tempi molto difficili serve unità nazionale. Tutti, in sostanza, dobbiamo fare qualcosa per il nostro Paese. Questa è la mia politica, non quella partitica. Quest’ultima lasciamola fare a chi fa slogan e selfie – prosegue -. È indispensabile pensare al futuro e quindi avere una visione del Paese a lungo termine. Non pensare all’Italia di oggi che è quella che è. Ed è proprio quello che manca alla politica, la visione a lungo termine con progetti che diano speranza ai cittadini e soprattutto ai giovani”, aggiunge Emanuele Filiberto.

    “Qui e ora” è il motto della sua “Più Italia”, che “intende suonare la sveglia ad un Paese ingarbugliato dalla troppa burocrazia“. Il primo appuntamento è con un webinar in programma 18 di giovedì 11 giugno. Il tema: l’economia. Con il coordinamento di Giuliano Noci (prorettore del Politecnico di Milano) ne parlano: Ennio Doris – Presidente Banca Mediolanum, Frederic Mitterand – già Ministro della Cultura di Francia, Carlotta Pignatti Costamagna – Presidente Pellan italia, Mauro Porcini – Ced Pepsi Co. David Quammen – Filosofo e Scrittore Daniele Rossi – Consigliere Delegato Confagricoltura per la Ricerca & Innovazione, Giordano Riello – Presidente NPlus Italia. Fabrizio Sammarco – Ceo ItaliaCamp.

  34. Nigredo says:

    Non ci sono discendenti dell’ultimo imperatore romano ?
    Potrebbe lanciare “Più impero !”
    Certo che i nomi dei partiti sembrano sempre più prodotti da supermercato, i massoni buoni hanno in mente “Il partito che serve all’italia”.

    • Per Nigredo

      “Non ci sono discendenti dell’ultimo imperatore romano ?”

      Lasciamo a Habsburgicus la riposta, ma credo che ci sia qualche discendenza tra qualche imperatore romano d’Occidente, qualche dinastia bizantina, qualche famiglia europea…

      • Mauricius Tarvisii says:

        I diritti sul trono d’Oriente furono ceduti da Andrea Paleologo a Ferdinando II d’Aragona, dato che lui non aveva figli legittimi.

      • Nigredo says:

        Al limite ci accontentiamo anche di imperatori asiatici o africani 😀

        • Mauricius Tarvisii says:

          In teoria, dato che l’Imperatore deve essere acclamato dal popolo a Roma, si dovrebbe passare per quella modalità di elezione.

          • Francesco says:

            ah certo, Francesco Totti Imperatore del mondo occidentale e stiamo in una botte di ferro!

            🙁

    • Mirkhond says:

      In Piemonte cosa ne pensano dei Savoia? Li vorrebbero nuovamente sul trono?

      • Nigredo says:

        Io non ho mai conosciuto nessun monarchico, se ce ne sono ancora si trovano in prov. di cuneo, che io sappia lì abbondavano.
        Qualche anno fa ero in giro per il roero, la zona attorno ad alba dove ci sono i vigneti, e un produttore di vino ci ha raccontato, con evidente nostalgia, che un certo vino era fatto con l’uva “favorita”, chiamata così perché piaceva alla regina.
        E forse qualcuno a torino città, tra le famiglie che avevano rapporti con la corte, senza essere nobili.

        • Mirkhond says:

          Tu sei della provincia di Torino?

        • Mirkhond says:

          Avevo una zia di Bra, che in effetti parlava con affetto dei Savoia. Ci raccontò che una sua antenata contadina, rischiò di essere sedotta dal re “galantuomo”. 🙂

        • Nigredo says:

          Si, ma lavoro in prov. di cuneo e in generale la preferisco.
          Prima o poi ci andrò ad abitare, spero. In qualche paese piccolo, come cavallermaggiore o monasterolo o marene.

          • Mirkhond says:

            Io della provincia di Cuneo conosco solo Bra, e mi piacque molto quando la visitai circa 30 anni fa.
            Mi piacerebbe però conoscerla meglio, tipo Saluzzo, Sampeyre, Dronero, lo Stura di Demonte e la stessa Cuneo, oltre ad Alba e le Langhe.
            Alcune di queste aree furono la base di Carlo d’Angiò per la sua conquista del Regno di Sicilia nel 1266.
            E costituirono il Piemonte angioino, durato fino alla cessione di Cuneo ai Savoia nel 1382, da parte di Luigi I d’Angiò-Valois, pretendente al trono di Napoli.

          • Nigredo says:

            Saluzzo, alba e cuneo sono belle.
            Cuneo non ha molto di antico, ma è bella.
            Mentre saluzzo, in cui c’èra il marchesato omonimo, e alba hanno il centro storico medievale. Sono anche città ricchissime.
            Dronero ci son solo passato e non saprei.
            Sampeyre, mah, c’è un sacco di gente che ha o affitta una casa lì per andarci a sciare o in ferie, troppo affollata.

            • Mirkhond says:

              Più che Sampeyre centro, mi attraggono le sue frazioni come Becetto, a quasi 1400 metri di altezza.
              Purtroppo non è ben collegata da servizi di pullman, ed io non ho la macchina.

            • Nigredo says:

              C’è anche Bellino che è suggestiva, ma anche lì senza macchina non ci arrivi.

              • Mirkhond says:

                Vedo che il problema per i collegamenti per chi non è automunito, non ci sono solo da noi.
                Per me andare sulle Alpi senza macchina, diventa impossibile….

            • Mirkhond says:

              Nell’immaginario meridionale il Piemonte è associato ai Savoia, nel bene e nel male.
              Ma la storia piemontese è più ricca e articolata, e i Savoia inizialmente furono una presenza molto ai margini della regione.
              Vi furono dinastie importanti come gli Aleramici, poi divisisi in vari rami, tra cui appunto i marchesi di Saluzzo.
              Gli Angioini poi divenuti re di Sicilia in gran parte dell’attuale provincia di Cuneo, città comunali e ricche abbazie come.
              Solo lentamente e gradualmente i Savoia, vistasi sbarrata la strada per la loro espansione naturale, originariamente indirizzata al bacino del Rodano, ripegarono ad est sul versante italiano delle Alpi occidentali, giungendo dopo secoli fino al Ticino, fagocitando gli altri soggetti politici piemontesi ed espandendosi a spese della Lombardia.
              Il Piemonte ha una storia che va ben oltre i Savoia e che a mio avviso, meriterebbe di essere conosciuta anche fuori dalla vostra regione….

            • Nigredo says:

              In effetti c’è parecchia roba, ma non ci sono molti testi, o almeno non ne conosco. Ci sono state abbazie potentissime, come nel monregalese (mondovì), staffarda dalle parti di saluzzo, casanova vicino a carmagnola. E nella val di susa ci sono resti ancora più antichi, ben prima dei celti e romani.
              Pare ci fosse una città che estendeva il suo dominio fino a torino, ma la questione è dibattuta. Però i segni delle fortificazioni ci sono.

              • Mirkhond says:

                Interessante!

              • Mirkhond says:

                La città in questione era situata sulle Alpi?

              • Nigredo says:

                In val di susa, che è una valle abbastanza larga. Comincia dalle alpi e arriva vicino a torino, tra l’altro su un lato dove sbocca c’è la sacra di san michele, pure lei antica. Domina il paesaggio e nei (rari) giorni di cielo pulito la vedo dal mio paese.

              • Mirkhond says:

                Ci sono stato.
                Pare che la Sacra di San Michele abbia ispirato al’abbazia de Il Nome della Rosa di Umberto Eco.
                E ho letto che all’inizio volevano girarci anche l’omonimo (e brutto) film con Sean Connery.
                Poi forse, non si sono avuti i permessi e si è scelta un’altra location, credo in Abruzzo, ma non ne sono sicuro.

              • Mirkhond says:

                La città era romana o preromana?

              • Nigredo says:

                Dicono che forse è del II millennio a.c.
                Per questo che è dibattuta, ci sono leggende nella val di susa e questi resti di fortificazioni su più livelli scendendo fino a fondo valle, ma dov’era non si sa. Magari i resti sono sotto a qualche paese.

              • Mirkhond says:

                Quindi sarebbe ascrivibile a popolazioni di ceppo ligure, i più antichi abitanti noti in Piemonte, se la data è corretta.
                In ogni caso una scoperta interessante.
                Ti risultano insediamenti alpestri anche in epoca romana?

              • Nigredo says:

                Si, probabilmente erano liguri, pare che “alpi” derivi dal ligure e voleva dire bianche.
                Di città romane in montagna non mi pare, a parte aosta. Ce n’erano nelle langhe, pollenzo, forse anche alba. e vicino a mondovi augusta bagiennorum, dove augusto andava in ferie 😀

              • Mauricius Tarvisii says:

                Città nel secondo millennio mi sembra un po’ difficile. Ma sono scavi recenti? Al museo di Susa non è conservato niente che sembri suggerirlo.

              • Nigredo says:

                La cosa è dibattuta.
                Ci sono resti di fortificazioni a parecchia distanza da una all’altra scendendo la valle, arrivando vicino a torino. E delle leggende in cui si parla di questa città, c’è pure il nome, che non ricordo. Devo cercare nella crononologia del browser…
                Ma della città non sono stati trovati i resti, forse perché è sotto ad una città odierna.

              • Nigredo says:

                Mi sono ricordato, la città si chiamerebbe Rama.

                https://www.vanillamagazine.it/la-misteriosa-citta-di-rama-l-atlantide-della-val-di-susa/

                Qua c’è qualcosa, ma non è quello che avevo letto tempo fa, c’erano più foto di mura megalitiche etc.
                Comunque, per adesso sono leggende, ma restano da spiegare le mura…

              • Z. says:

                Rama è una bella città ma non ci vivrei. Però ha un clima migliore rispetto a Balagna.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Fuffa: è vera quanto il Paese della Cuccagna.
                Non esiste un sito archeologico, i luoghi identificati sono almeno due e distanti tra loro e i rilievi che suscitano l’interesse dell’autore del pezzo si trovano in un luogo frequentato in epoca romana.
                E poi c’è il complottismo: il segreto è nascosto per proteggerlo dai valsusini nemici della tradizione celtica.

                Io devo ancora capire come mai la Val di Susa, bellissima per le cose reali che ci sono, si sia trasformata nel ritrovo dei peggiori sciroccati, tra linee di forza alla Sacra di San Michele (nel percorso di visita ci sono persino dei pannelli che ne parlano…) e ora ‘sta roba qua.

        • Per Nigredo

          Ti posso scrivere in privato alla mail che io (e solo io) vedo quando commenti?

    • Nigredo says:

      Bisognerà vedere quanta gente riescono a coinvolgere, ma se saranno abbastanza e riusciranno a fare abbastanza casino sarà poi dura toglierseli dai piedi visto che hanno in mente di pagare chi avrà preso i gradi.

  35. Per Moi

    “appropriate role model” 🙂

    Da ora in poi, mai esordire, “Signore e signori”, ma “Gentili Eiaculatori e Mestruatrici”

    https://www.bbc.com/news/uk-england-sussex-53008122

    A school has dropped plans to name one of its houses after JK Rowling in response to the Harry Potter author’s tweets about transgender women.

    The Weald School in Billingshurst, West Sussex, said it did “not wish to be associated with these views”.

    Rowling has been criticised for her response to an article that described “people who menstruate”.

    Deputy headteacher Sarah Edwards said the author “may in fact no longer be an appropriate role model” for pupils.

  36. Mirkhond says:

    Peucezio

    “Posso capire per la Puglia, ma cosa c’entra Napoli, per dire, con gli indoeuropei balcanici?
    E Roma, e la Toscana? Anche quella è Romània orientale.”

    Si parlava delle somiglianze tra il rumeno e le nostre parlate meridionali.
    Cosa c’entra la Toscana?

    • Peucezio says:

      Ma il rumeno le somiglianze le ha con i sistemi italiani centro-meridionali in genere.
      Poi ha qualche caratteristica in più che condivide con la Puglia e in qualche misura il ladino, tipo la palatalizzazione della labiovelare in QUID (il tipico ce per dire “cosa” o “chi”, che però non è ascrivibile al sostrato: sono meccanismi romanzi, quindi tardo-antichi e altomedievali di diffusione e distribuzione geografica dei fenomeni.

      Invece quelle tendenze a un accento d’intensità e a un indebolimento delle atone, che potrebbe aver prodotto le dittongazioni del dalmatico (ma lì il rumeno non c’entra), si ritrovano anche in Emilia-Romagna e, in misura minore, in tutto l’ambito galloitalico (il piemontese e il ligure per esempio dittongano la e chiusa romanza – quella da Ē/Ĭ per indenderci – in ei), oltre che nella Puglia settentrionale e in Abruzzo (ma non ce n’è traccia nel Salento).
      Non si può escludere qualche sostrato prelatino e magari preindoeuropeo di ambito adriatico, anche se è difficile dirlo.

  37. Moi says:

    @ MIGUEL

    Dopo Daniel Radcliffe ,

    anche Emma Watson

    https://movieweb.com/emma-watson-responds-transgender-jk-rowling/

    e Eddie Redmayne

    https://www.bbc.com/news/newsbeat-52975994

    … pugnalano alle spalle la Rowling !

    • Moi says:

      @ MIGUEL

      Direi che, conseguentemente all’ Attività Twittatòria della Rowling, la Finestra di Overton sul TransAttivismo ha dovuto “bruciare le tappe”, nel bene o nel male che ciò sia !

      • Moi says:

        … e ora, caro Zeta, attendiamo al varco il PD sulla Rowling !

        … Per me, adotterà Soluzioni “Correntizie” Vècia Diccì Stàil !

        • Moi says:

          Aurelio Mancuso Dirigente del PS e già presidente di Arci Gay, quando su Facebook avvisa: «L’utilizzo del termine identità di genere anziché transfobia apre oggettivamente un conflitto molto forte con il femminismo della differenza e di quello radicale. Conflitto che non si sarebbe proposto fino a pochi anni fa, ma che ora investe una dura discussione pubblica in tutto il mondo. Proprio nelle file dei partiti progressisti potrebbero esprimersi forti contrasti, tali da pregiudicare, soprattutto in Senato, l’approvazione della legge».

          https://www.linkiesta.it/2020/06/trasfobia-femminismo-uomini-rowling/

  38. Moi says:

    Nuovo libro di Pino Aprile, su Nord & Coronavirus

    https://www.ibs.it/male-del-nord-perche-o-libro-pino-aprile/e/9791280129024

    Il male del Nord. Perché o si fa l’Italia da Sud o si muore

    Pino Aprile

    La lente impietosa del coronavirus ha fotografato con brutale evidenza l’Italia com’è: non è un Paese, non c’è. Se ne può stupire solo chi in tutti questi anni, per interessi privatissimi ben più che per miopia, non ha voluto vedere. Ma le gigantesche falle che la pandemia e la crisi economica hanno reso palesi, frutto velenoso di mali remoti e recenti, ci hanno messo di fronte anche a un’antica, virulenta verità: ciò che si fa agli altri, si fa a se stessi. Ora, mentre vanno in scena grandi generosità e incalliti egoismi, siamo al punto di non ritorno. Se l’Italia non sarà in grado di ripartire da Sud, se si tenteranno di imporre nuovamente i fallimentari modelli del passato, allora si spezzerà definitivamente. Se non sarà finalmente equa e unita, allora non sarà proprio più niente.

  39. Moi says:

    Più che altro, quando all’ inizio non si trivava mai un cazzo fra guanti, gel, mascherine, amuchine, napisan … e infuriava la Retorica della Guerra , in pratica è stato come se in una guerra VERA lo Stato avesse detto : “le Armi costruitevele da voi !”

  40. Moi says:

    trOvava … uff !

  41. Moi says:

    @ MIGUEL

    Ecco, Eddie Redmayne (protagonista del Prequelone Ottocentesco di Harry Potter …) NON credo abbia ricevuto Minacce Mafiose … gli è che , SE gli saltano un paio di “Blockbusteroni” 😉 da protagoista , vorrebbe poter lavorare anch’ora ! 😉

    https://variety.com/2020/film/news/jk-rowling-anti-trans-fantastic-beasts-harry-potter-1234630008/

    … e dire che Eddie Redmayne cmq come attore è bravissimo, eh !

  42. Moi says:

    @ MIGUEL

    La Rowling cerca di annaspare dal rischio “Liberal Cancellation” rivelando un Ex Marito Violento … trauma che l’ ha resa AntiMachista, indi TERF poiché le c.d. ” TransWomen ” hanno gli stessi Alleli XY de’ BioMasculi ! 😉

  43. Moi says:

    Lawmakers accuse UK tabloid of glorifying domestic abuse after front-page interview with J.K. Rowling’s ex-husband

    https://edition.cnn.com/2020/06/12/uk/jk-rowling-the-sun-front-page-scli-gbr-intl/index.html

  44. PinoMamet says:

    Rispondo a Mirkhond sul passo dei Vangeli del “cacciare i demoni nel nome dei demoni”.

    Ci sono passi ebraici (molto più tardi, almeno quelli che conosco io) che descrivono esattamente questo procedimento come quello corretto e normale per l’esorcismo.

    Immagino ce ne siano anche di coevi all’incirca dei Vangeli, se non precedenti, ma non sono un esperto dell’enorme corpus della letteratura ebraica (appena ho la possibilità torno alla sede della comunità e magari prendo in prestito o compro il volume sulle demonologia).

    la pratica ha una lunghissima tradizione nel mondo babilonese e credo anche egizio.

    Da questo punto di vista direi che tutto il passo dei Vangeli, altrimenti un po’ stranino, acquista senso: Gesù caccia i demoni, e quelli che assistono dicono “grazie tante, non fa mica niente di speciale, usa il nome di un demone più potente per cacciarne un altro”.
    Gesù risponde ribadendo di cacciare i demoni non nel nome dei demoni, ma nel nome di Dio.

    L’esempio che fa, quello del regno diviso che non può reggersi, ribalta la prospettiva: se ne ricava l’immagine (poi tradizionale nell’immaginario cristiano) del mondo dei demoni come di un “Regno” organizzato con gerarchie precise
    (la ritroviamo poi in trattati di demonologia come la Pseudomonarchia daemonum).

    Tuttavia anche quest’ottica non esclude la presenza di “falsi profeti” o di maghi e teurghi i quali continuino a servirsi proprio della conoscenza delle gerarchie demoniche come mezzo per ottenere potere personale: gli verrebbe concesso un falso potere sui demoni minori, in realtà allo scopo di pervertirli al culto del demonio o comunque di sviarli dalla vita cristiana.

    Questa è la base di tante credenze medievali (posteriori al 1000, mo’ non chiedermi datazioni) sul potere di maghi e streghe, altrimenti inesplicabile e prima (ma spesso anche dopo) negato dalla Chiesa.

    • Moi says:

      Ciò NON toglieche sia esistito anche , soprattutto nell’ Ottocento, uno Spiritismo Scientista … apparente (!) ossimoro per sostituire (all’ occorrenza) una presunta superstizione come “anima” con un altrettanto presunto concetto scientifico “di “ectoplasma” !

      Che oggi NON sta più in piedi, come “etere”, “flogisto”, “razze umane”, ecc …

  45. Mirkhond says:

    Grazie per la spiegazione, ma io utilizzavo la metafora evangelica nel senso datogli dall’esegesi cristiana, in risposta ad Habsburgicus 😉 che per salvarsi dagli sfasci provocati dalla massoneria e dal protestantesimo, vorrebbe allearsi con…la massoneria e il protestantesimo (nelle sue frange più conservatrici).

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