Di scuole, app e merce umana

La pandemia che stiamo vivendo sarà l’occasione per una grande svolta antropologica: conoscendo l’Italia, per fortuna molte cose di cui si chiacchiera in questi giorni, come le aule con barriere in plexiglas, probabilmente non si realizzeranno.

Ma certamente, ne uscirà un enorme potenziamento per le quattro o cinque superaziende planetarie che hanno scoperto che noi esseri umani possiamo non solo essere clienti e consumatori, ma possiamo diventare merce noi stessi.

Una svolta come la conquista dell’America, o la scoperta che il petrolio si poteva usare per mandare avanti i motori; da cui stanno nascendo superpotenze private molto più forti di qualunque Stato, anche perché già possiedono (quasi) tutti i cittadini di tutti gli Stati.

Solo che questa svolta viene mistificata, tirando in ballo quelli che sono in realtà problemi del tutto secondari.

Il primo è la privacy: con questa o quella specifica app, c’è il pericolo che il tuo vicino di casa possa venire a sapere che hai una tresca con il parroco?

Il secondo è quello del digital divide, per cui tanti sarebbero esclusi dal poter godere del privilegio di diventare merce, o perché sono morti di fame, o perché sono vecchietti rimbambiti.

La questione della privacy riduce tutto a una banale faccenda tra piccoli esseri umani, più o meno affrontabile con una buona password e la fumosa pretesa di essere così c0nformisti, da non avere nulla da nascondere.

La vera questione non è il segretuccio in mano al vicino, ma il fatto che una superpotenza elettronica si alimenta giorno e notte, come un vampiro, della totalità dei nostri rapporti, delle nostre conoscenze, dei nostri movimenti, degli aspetti della nostra personalità di cui noi stessi nemmeno ci rendiamo conto.

Parlare di digital divide pone in difetto chi critica questa svolta.

Il fatto che tu non accetti la mercificazione della tua esistenza vuol dire che sei una capra, da compatire a tal punto che devono trovare un’app più inclusiva, e magari regalartelo pure, il congegno che ti faccia entrare nella rete.

Guardate questa immagine, tratta dal sito (nome non casuale), Inside Marketing. Ai tempi nostri, le immagini definiscono senza appello, e ci obbligano a pensarla come chi ce le propone.

E c’è qualcosa di straordinario nella menzogna che presenta la mercificazione della propria esistenza come un privilegio per pochi fortunati. 

In realtà, la ribellione contro tutto ciò proviene quasi sempre da chi sa di cosa parla. Come nel caso di Giacomo Tesio, che di mestiere si occupa di sicurezza informatica, e ha scritto – e pubblicato sul proprio blog – questa lucida critica (permettendomi di riprenderla qui).

Dal blog di Giacomo Tesio:

Gentile Professoressa… non posso autorizzare Edmodo a profilare psicologicamente mia figlia

22 Oct 2019

Gentile Professoressa OMISSIS,

mi chiamo Giacomo Tesio, sono il papà di OMISSIS e da venti anni mi occupo professionalmente di programmazione e sicurezza informatica. Correntemente sviluppo applicazioni finanziare per alcune banche multinazionali, ma le mie esperienze sono estremamente variegate e pertinenti alla questione che mi trovo a sottoporle.

La disturbo perché non posso autorizzare la piattaforma Edmodo a realizzare e diffondere un dettagliato profilo psicologico e culturale di mia figlia in cambio dei servizi, pur attraenti, che tale piattaforma fornisce.

Edmodo è una di quelle società statunitensi che la Professoressa Zuboff, della Harvard Business School, descrive nel suo libro “The Age of Surveillance Capitalism”. Il loro business model si basa sulla creazione e la vendita di modelli previsionali (detti behavioral futures) del comportamento degli utenti (in questo caso insegnanti, genitori e ragazzi) attraverso i quali influenzare il loro comportamento attraverso stimoli specificatamente studiati sulla base dei loro personali bias cognitivi.

Questi modelli previsionali, realizzati attraverso quella serie di tecniche statistiche generalmente note con il nome di machine learning o (più recentemente) intelligenza artificiale, hanno un valore enorme per coloro che intendono influenzare per qualsivoglia ragione una persona specifica, un gruppo o una comunità, per ragioni commerciali, sociali o politiche.

Ogni volta che un ragazzo visualizza un contenuto, completa un esercizio o comunque interagisce con una piattaforma come Edmodo, la sua attività viene registrata sui server di tale azienda. Oltre alle informazioni che Edmodo condivide con insegnanti e genitori, la piattaforma è in grado di rilevare e registra i tempi necessari al ragazzo per effettuare un compito, il numero di volte che visualizza un contenuto, su quali frasi si sofferma maggiormente e molto molto altro. E questo ogni singola volta, per tutto il tempo che il ragazzo utilizzerà questa piattaforma “didattica”.

A queste informazioni specifiche dello studente si aggiungono le relazioni sociali, estremamente importanti in un’età delicata come l’adolescenza, e delle quali l’azienda verrà altresì informata: chi sono i compagni di ciascun ragazzo, come andavano a scuola, chi sono gli insegnanti etc…

Questi dati (e parliamo di Gigabyte per ogni alunno) verranno mantenuti dall’azienda in questione per sempre, ma verranno anche analizzati e rivenduti in varie forme a terzi, impattando non solo la vita degli studenti nel presente, ma la loro autonomia e la loro libertà futura.

Già oggi, i recruiter di molte aziende fanno uso di dati raccolti su social network come questi per selezionare i candidati ad un posto di lavoro più remissivi e più fragili in modo da poterli pagare meno a parità di competenza.

Nel caso specifico di Edmodo, poi, va sottolineato che si tratta di una società statunitense che mantiene i dati acquisiti su server collocati negli USA e che non risponde alle leggi europee sulla privacy. In caso di un data breach, i costi di una causa a San Francisco sarebbero insostenibili per le famiglie degli studenti ed avrebbero scarsissime possibilità di successo.

E non parliamo di una eventualità remota: solo a maggio 2017 un hacker noto come nclay è riuscito a sottrarre informazioni personali di 78 milioni fra insegnanti, genitori ed alunni, mettendo in vendita le informazioni online.

Inoltre, ad ogni passaggio di proprietà della società (uno è avvenuto l’8 Aprile del 2018) anche l’acquirente e i suoi stake holder avranno accesso ai dati raccolti in precedenza da Edmodo.

I Terms of Services, lunghi ed illegibili come sempre e per di più in inglese anche nella versione italiana per disincentivarne ulteriormente una lettura accurata a genitori e studenti, riportano diversi passaggi critici:

  • si chiede ai minori di 13 anni di non inviare informazioni su se stessi attraverso la piattaforma se i professori non hanno ottenuto il consenso dei genitori, come se i ragazzi potessero essere caricati della responsabilità che la legge non gli riconosce
  • si chiede agli insegnanti di assumersi la responsabilità per la raccolta dei dati da parte dei Publisher Software, chiedendo loro di comprenderne i meccanismi (meccanismi che solo un esperto di sicurezza informatica può comprendere appieno)
  • non riconoscono alcuna responsabilità sui Publisher Software di terze parti
  • si stabilisce in sede contrattuale la giurisdizione competente per eventuali cause nella contea di San Francisco

Nella pagina sulla Privacy Edmodo:

  • si solleva dalla responsabilità nei confronti dei dati raccolti da terze parti attraverso la loro piattaforma (vedi sezione “Business we cannot control”)
  • si solleva dalla responsabilità nei confronti di data breach causati da loro fornitori (vedi sezione “Agents”)
  • si solleva dalla sicurezza fisica dei dati scrivendo “we cannot guarantee security. Unauthorized entry or use, hardware or software failure, and other factors may compromise the security of user information.”
  • si lascia aperta la possibilità di mantenere “per sbaglio” dati personali anche degli utenti che abbiano richiesto la cancellazione dell’account.

Per quanto ad un utente inesperto possa sembrare una piattaforma curata ed affidabile, la mia ventennale esperienza nel settore mi costringe ad una più cauta e consapevole valutazione dei rischi.

In questo caso, riterrei irresponsabile da parte mia autorizzare Edmodo a raccogliere e trattare informazioni su mia figlia.

Ritengo inoltre altamente diseducativo abituare bambini e ragazzi alla sorveglianza invisibile di queste piattaforme, perché finiscono per assuefarsene e considerarla inevitabile, smettendo di usarle con competenza e spirito critico e finendo dunque per venire usati attraverso di esse.

Non posso dunque registrare mia figlia ad Edmodo.

Come informatico mi sento anche in dovere di consigliarle l’abbandono della piattaforma stessa per l’intera classe, a sua propria tutela ed a tutela dei ragazzi e dei genitori meno preparati in materia.

Ma se ritiene di voler continuare ad usare comunque Edmodo, le devo chiedere di fornire a mia figlia materiali didattici equivalenti su un canale di comunicazione diverso. Ad esempio sarò felice di dotare la bambina di una chiavetta USB su cui potrà caricare i materiali che Lei intende utilizzare. A tal riguardo le posso garantire l’adozione dei più elevati standard di sicurezza da parte nostra e se necessario posso spiegare alla classe ed alla scuola come difendersi professionalmente dai virus informatici.

In alternativa, se preferisce, può utilizzare gli strumenti Ministeriali come il Calendario del Diario Online di Regel.

Rimango naturalmente a disposizione per qualsiasi chiarimento.

Se lei o altri insegnanti fossero interessati ad approfondire queste problematiche, sarò felice di mettere a disposizione vostra e della scuola le mie competenze, in modo assolutamente gratuito.

Potremmo per esempio valutare, insieme al Dirigente Scolastico il Professor OMISSIS che ha ricevuto copia di questa missiva, l’installazione di un software come Moodle presso un server sotto il controllo fisico della scuola.

La prego però di non fraintendere la mia decisione in merito ad Edmodo.

Apprezzo moltissimo l’apertura alle nuove tecnologie nell’insegnamento della sua disciplina ed ho assoluta fiducia nella sua competenza e professionalità.

In questo caso però non posso ignorare la mia esperienza in materia, mettendo a rischio la libertà e l’autonomia di mia figlia per alimentare un business che, al di là della retorica commerciale, la considera poco più di un topo da laboratorio.

Cordialmente,

Giacomo Tesio

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212 Responses to Di scuole, app e merce umana

  1. a proposito di ONG buoniste:

    “Nei giorni scorsi Caritas Roma ha presentato un progetto nel quale Amazon dona a cento famiglie tablet e connessioni per seguire la didattica online. Un altro colosso che lava la sua immagine a un prezzo irrisorio.”

    https://volerelaluna.it/commenti/2020/06/05/la-porsche-e-la-croce-di-cristo/

    Che siamo pure a giugno e la scuola è finita. Ma Amazon ha appena cominciato.

    • Francesco says:

      e anche la didattica a distanza è appena cominciata

      non sputerei mai su un atto di generosità, al massimo ci guarderei bene dentro se il donatore non è proprio immacolato, come in questo caso

      poi sarei curioso di sapere quali problemi ha l’immagine di Amazon: è un commerciante che vende bene, in fretta, a prezzi bassi. cosa dovrebbe fare di più?

      ciao

      • Lucia says:

        Come per qualsiasi altro commerciante, controllare le condizioni di lavoro dei dipendenti e che paghi le tasse.

        • Moi says:

          Certo, ma logicamente … più un’ azienda ha uno statuto “apolide” (… cosa che paradossalmente le accomuna agli Zingari ! ;)), meglio elude ogni controllo.

  2. A proposito della mia affermazione provocatoria, che l’antirazzismo è a volte il socialismo degli imbecilli…

    Amazon, ditta privata, scheda la specie umana e rivende la faccia tua, mia e di tutti a chiunque abbia interesse a dominarci.

    Il problema?

    Che a volte l’algoritmo sbaglia con i neri…

    E mi dispiace, ma questi pensano che se invece fosse “equo” tra bianchi e neri, andrebbe benissimo.

    https://action.openmedia.org/page/61876/petition/1

    “Tell Amazon: Stop facial recognition surveillance sales NOW

    While Amazon has been tweeting in solidarity with the Black community and has announced donations to organizations working towards equity and justice, they’ve continued selling facial recognition surveillance technology that’s contributed to over-policing of communities of color, and which has been proven to disproportionately misidentify people of color.1-4

    This technology has been marketed and sold to police departments across the U.S. and poses a huge privacy and safety risk to anyone currently protesting on the streets.

    This kind of hypocrisy needs to stop. Tweet at Amazon to demand they stop the sale of this biased and dangerous technology right now.
    Twitter

    .@amazon will you support Black communities by stopping the sale of facial recognition technologies to police forces, to prevent these from being used to criminalize and police communities of color? #StandAgainstFacialRecognition

    Send Tweet!

    Don’t have Twitter? You can also comment on Amazon’s Facebook page – either by replying to this post or commenting on any other recent post from their account to make sure the pressure is spread everywhere we can.

    Don’t use social media? You can email Amazon’s PR team at amazon-pr@amazon.com and Amazon CEO Jeff Bezos at jeff@amazon.com.

    “Regarding Amazon’s recent statements expressing solidarity with the Black community, I would like to know if Amazon will commit to stopping the sale of facial recognition software to police departments in the U.S. in consideration of how this technology harms the privacy and safety of the Black community.”

    Amazon is one of the leading global vendors of facial recognition software – technology that takes images of your face and uses algorithms to match it to faces in a database.

    Amazon’s ‘Rekognition’ software is hugely controversial, and AI researchers have previously called for them to stop selling it to police after multiple tests showed that the technology disproportionately misidentify people of color, and even incorrectly matched photos of 28 members of Congress to police mugshots.5 These biases in the software mean that people of color are more likely to be the victims of harassment, wrongful arrest or worse.

    Last year, a shareholder proposal asking Amazon to carry out an independent human rights assessment of its facial recognition technology was voted down alongside proposals to stop selling the software to government customers.6

    While Amazon sells this technology to police departments all over the country, they claim to have no record of how many departments are using it – and use of this dangerous and controversial technology is not regulated by the U.S. government.7

    Amazon has recently been posting on social media claiming to stand in solidarity with the Black community – but has then ignored replies asking them to make good on this statement by stopping sales of biased and dangerous facial recognition software to police departments. Let’s make sure they can’t ignore this message any longer.”

    • Moi says:

      Scusate, ma …. di cosastiamo parlando ?!

      Ma non è un dato di fatto che i “Bianchi” , soprattutto in Italia 😉 , sono i più “diversificati” di tutti ?… Ma il luogo comune dei “c’han tutti las tessa faccia !”non era che sono i “Gialli” (!) i più simili fra loro ?! … Come mai NON hanno da ridire ? !

    • Francesco says:

      cioè il software funziona male e questi ne fanno un casino politico?

      capisco sempre di più perchè Trump è stato eletto

  3. roberto says:

    Omissizza il nome della figlia ma scrive con nome e cognome…

    • Per roberto

      “Omissizza il nome della figlia ma scrive con nome e cognome…”

      Beh, anch’io scrivo dell’Oltrarno usando nome e cognome.

    • roberto says:

      Certo, mi ha fatto ridere l’accoppiata nome+cognome e omissis.

      • paniscus says:

        Beh, mi sembra chiaro che gli omissis non servano a niente verso un eventuale lettore che conosce già la famiglia in questione, ma servano a evitare l’ulteriore rimbalzo di tag, indicizzazioni e dati incrociati a disposizione di tutto il resto del mondo.

        Io, su determinati forum o liste in cui scrivo con un nick e non dichiaro il vero nome, penso di essere perfettamente riconoscibile a chi mi conosce già e si occupa delle stesse cose, ma quello non è un problema… semplicemente RIDUCE la possibilità che qualche mio studente, o genitore di studente o vicino di casa impiccione, si imbatta in cose che scrivo e che non c’entrano niente con i nostri rapporti formali e magari le riutilizzi fuori contesto, oppure che qualche spammatore le utilizzi per mandarmi la pubblicità profilata, tutto lì.

        Se ci sono di mezzo dei minorenni, a maggior ragione…

        • Per Paniscus

          “, ma servano a evitare l’ulteriore rimbalzo di tag, indicizzazioni e dati incrociati a disposizione di tutto il resto del mondo. ”

          Esatto. Allo stesso modo, io spesso uso nei commenti espressioni chiare per chiunque legga, ma non facilmente rintracciabili come tag – tipo “il nostro sindaco ci ha detto che il presidente della banca più importante della città…”

          L’autore dell’articolo non cita la scuola, non cita l’ordine di scuola, non cita la città. Praticamente è rintraccciabile solo da chi già lo conosce. Difficilmente i compagni di scuola leggono il blog di questo autore.

      • roberto says:

        Miguel

        “Praticamente è rintraccciabile solo da chi già lo conosce”

        Per curiosità, faccio parte di un gruppo di lavoro che si occupa dell’anonimizzazione delle decisioni di giustizia (controvoglia: io credo che tranne casi eccezionali la giustizia non debba essere anonima)

        Quest’autunno ho partecipato ad un piccolo esperimento organizzato dal ministero della giustizia finlandese e abbiamo osservato che prendendo sentenze anonimizzate come Dio comanda (cioè non solo tolto il nome delle parti, ma ogni riferimento a città, indirizzi, eccetera) in uno stato qualsiasi, nell’85% dei casi i tecnici finlandesi sono riusciti a trovare il nome delle parti in meno di un’ora. Per il restante 15% non si sa, perché l’esperimento era “incrociare informazioni per un’ora non di più”

        Piuttosto impressionante devo ammettere

        • Z. says:

          Da ignorante credo che le misure prese dall’amico di Miguel, comunque, riducano notevolmente la possibilità che il nome della figlia circoli e sia indicizzato.

          Poi certo, non lo si può escludere, ma a ben vedere non lo si potrebbe escludere neppure se non fosse stata pubblicata la lettera.

        • roberto says:

          Ma certo, ed in effetti uno dei limiti dell’esperimento finlandese, ai miei occhi il limite maggiore, è “scusa ma che ti frega?”
          Perché spendere soldi per un software pazzesco che pesca informazioni, le trasforma in dati da cercare e le incrocia su mille basi dati per scoprire come si chiama il tizio che litiga con caio per il pagamento di una fattura davanti al pretore di gottinga?

          • Mauricius Tarvisii says:

            Bella domanda!
            Una volta esistevano i big data: poiché non posso seguire ogni singolo consumatore/utente ogni passo, io tratto le persone come folla e non come gruppo di individui. So che qui si è scettici sulle proprietà emergenti (a ogni elezione se ne discute…), ma io le folle devo gestirle proprio così, perché hanno proprietà diverse rispetto alle somme dei singoli di cui si compongono.
            Il problema è che i sistemi caotici (le folle sono un sistema caotico) sono soggetti al cosiddetto “effetto farfalla”, per cui a colpi di big data rischi di prendere cantonate.
            Poi è aumentata la potenza di calcolo e si è capito che, volendo, possiamo ricostruire il comportamento delle folle ricostruendo il comportamento dei singoli. Hanno costruito supercomputer per cercare di ricostruire l’attività neuronale di microscopiche parti del cervello (che è qualcosa di molto più complesso di qualsiasi folla), per cui perché non fare lo stesso con le folle? Insomma, di quello che fanno Roberto e Maurizio come singoli non gliene frega niente nessuno, mentre è molto più interessanti seguirli come atomi della folla, che è il vero oggetto di studio. E questo dovrebbe rendere i modelli più predittivi.

            Questo è quello che ho capito io, almeno.

            • Francesco says:

              cavoli, il sogno di qualsiasi economista: passare dalla macroeconomia fondata su dogmi, o ipotesi molto pesanti, a una fondata sulla microeconomia per davvero!

              e vedere cosa succede, sospettando che larga parte delle nostre attuali conclusioni vada a gambe all’aria

              ciao

          • Nigredo says:

            Concordo.
            I nomi, indirizzi etc al massimo possono interessare ai servizi segreti, che hanno altri modi di procurarseli.

        • paniscus says:

          Roberto, scusa un attimo, credevo di essermi espressa chiaramente (e così pure Miguel).

          Il fatto che l’incrocio mirato dei dati sia accessibile a un essere umano consapevole, che volontariamente (o perché è pagato per farlo, o per specifico interesse personale) sceglie di spendere qualche ora a incrociare dati specifici per ricostruire un singolo evento o una singola ambientazione, è una cosa.

          Il fatto che, siccome questo può succedere, allora tanto vale distribuire in giro tutti i dati possibili e immaginabili, in modo che vengano macinati da migliaia di cannhine con algoritmi automatici, è un’altra.

  4. PinoMamet says:

    Ma qualcuno l’ha aperta la pagina sulla privacy di Edmodo?

    Ci sto dando un’occhiata, e non mi pare questa cosa diabolica.

    Anche i punti critici elencati dal signor Non Omissis mi sembrano le solite paraculate per proteggersi da parte di azioni legali per violazioni causate da altri (hackers, impiegati disonesti o disattenti o varie ed eventuali).

    Per altro ho il serio sospetto che siano poco diverse da qualunque altra raccolta di clausole di questo tipo.

    • roberto says:

      L’ho letto dopo il tuo “invito” e mi sembra identico in effetti a quello di qualsiasi altro social (scritte forse in maniera più semplice)
      Capisco quindi che chi è contrario ai social non sia contento
      A prima vista (è domenica pure qui, non mi fate lavorare!) quelle di Microsoft team mi sembrano più rassicuranti

    • PinoMamet says:

      In effetti credo che il problema sia proprio questo:

      sostanzialmente, tutti i social & affini si sono dotati di queste clausole.

      Non escludo affatto che lascino aperte molte possibilità di uso “poco limpido” dei dati a chi sappia accortamente manovrarle (un po’ quello che succede in qualunque contratto più lungo di cinque righe- e anche più corto) ma il fatto è che se si dovesse seguire la prudenza a tutti i costi semplicemente non bisognerebbe andare su internet.

  5. Z. says:

    Miguel,

    io direi piuttosto che i sedicenti ribelli sono convinti di sapere di cosa parlano. I mezzi di comunicazione contemporanei, del resto, hanno moltiplicato a dismisura il numero di quelli che credono di capire.

    • Per Z

      “io direi piuttosto che i sedicenti ribelli sono convinti di sapere di cosa parlano.”

      Dove abbiamo parlato di gente che si dice “ribelle”?

      • Z. says:

        Hai parlato tu di ribellione. Io ho aggiunto sedicenti 🙂

        • Allora, avresti dovuto scrivere “eterodetti”, non “sedicenti”.

        • Z. says:

          Ma penso che anche loro si credano ribelli. Sedicenti mi pare corretto. Ma puoi pure sostituirlo con “asseriti” 🙂

        • Peucezio says:

          Z.,
          certo che tu sei un personaggio curioso: da una parte deprechi e stigmatizzi il fatto che gli incompetenti e i tuttologi si arroghino il diritto di parlare di tutti,
          dall’altra parte dici di non essere un giurista (anzi, insisti ossessivamente sul fatto di essere un perfetto ignorante, malgrado tu abbia una cultura nettamente superiore anche alla media dei colti), ma solo un avvocato, quindi praticamente respingi la qualifica di esperto nell’unico ambito in cui sei, per così dire, certificato per poter parlare con competenza: applicando la tua stessa logica saresti un “nullologo”.
          Però non è che quindi ti chiudi in un silenzio di umiltà e prudenza, tutt’al più facendo osservazioni timide e discrete.
          No: in tono estremamente liquidatorio e con sicumera ci ammaestri sul fatto che Ald Giannuli, docente di storia contemporanea, consulente dell’antimafia, forse anche della commissione stragi, di diversi processi grossi, spara cazzate ed è inattendibile, ora scopriamo che uno che lavora nell’ambito della sicurezza informatica non capisce niente di sicurezza informatica…
          anche a me, che sono uno che pubblica contributi referati, vuoi venire a spiegarmi questo e quello (ma ti riconosco che non hai l’ardire di farlo nel mio ambito)…
          Una volta addirittura, da ateo, volevi persino ergerti a teologo!

          Tu ti approfitti, perché sai che quando si stabilirà la tecnocrazia degli esperti e sarà tolto il diritto di voto e di parola a tutti gli estranei al circolo esclusivo dei competenti certificati, io, in nome dell’amicizia e del fatto che in Italia tutto funziona in nome di quest’ultima, farò in modo che ti sia restituito l’uno e l’altro 🙂

        • Z. says:

          Ezio, quando mai avrei scritto quelle cose di Giannuli? E quando avrei parlato di esperti informatici e sicurezza (a dirla tutta credo di non aver mai trattato il tema)?

          E non ho fatto il teologo! Ho citato il Corano (in modo immagino molto approssimativo) per farti arrabbiare 🙂

          Una laurea in legge, confermo, non fa un giurista. Peraltro, se anche da qualche parte esistesse una dottrina, una giurisprudenza o una prassi che mi fosse in qualche maniera debitrice, lo terrei per me. E non pretenderei che la mia opinione avesse maggior valore di quella altrui.

        • Z. says:

          Per capirsi, una frase così:

          — anche a me, che sono uno che pubblica contributi referati, vuoi venire a spiegarmi questo e quello —

          da parte mia non la vedrai mai scritta né la sentirai mai pronunciata 🙂

  6. Moi says:

    COVID XIX

    E mentre “da Noi” _ àppe o non appe, gighe o non gighe … _ si pensa di riaprire le scuole a Settembre … a Gorizia è tornata la “Cortina di Ferro” 😉 !

    https://video.repubblica.it/dossier/coronavirus-wuhan-2020/coronavirus-il-lockdown-e-finito-ma-gorizia-e-ancora-divisa-in-due-dalla-recinzione/361710/362267

    Coronavirus, il lockdown è finito ma Gorizia è ancora divisa in due dalla recinzione
    A ovest, Gorizia, situata nella regione Friuli Venezia Giulia. A est, Nova Gorica, slovena. Due comuni sulla carta, che di solito formano un unico agglomerato. A marzo, le autorità slovene hanno posizionato una recinzione nel cuore dell’area urbana per frenare il contagio da coronavirus, così amici e famiglie si sono ritrovati inevitabilmente separati. Come ai tempi della Cortina di Ferro I residenti italiani e sloveni non hanno altra scelta che incontrarsi in Piazza della Transalpina per parlare da una parte e dall’altra della rete.

  7. Moi says:

    ***** KNEE ON NECK

    A quanto pare, è proprio una tecnica di imobilizzazione poliziesca … ***

    Video shows a Seattle police officer forcibly remove the knee of another officer from a person’s [ WHITE, ndr] neck during an arrest

    https://www.insider.com/video-seattle-police-officer-knee-to-neck-2020-5

    • Z. says:

      A marzo si avevano pochissime informazioni, frammentarie e contraddittorie, riguardo a un contagio su cui la comunità scientifica non aveva opinione condivisa. Si era passati in pochi giorni da “il rischio è zero” a “chiudiamo tutto” anche per questo.

      Semmai, questo sì, mi è sembrato fuori luogo riaprire tutto il Paese contemporaneamente: a maggio c’era molta più consapevolezza sulle dinamiche del contagio e della malattia, dei rischi e di come prevenirli, sia tra gli scienziati sia tra i decisori sia tra noialtri cittadini comuni.

      Al Sud si sarebbe potuto permettere la ripartenza molto prima, mentre la Lombardia sarebbe stato più prudente non riaprirla subito al transito interregionale.

      • PinoMamet says:

        Sono d’accordo sì, e no.

        è vero, come scrivi, che a Marzo si aveva poche notizie sul contagio;
        ma si sapeva che era un contagio, e che bisognava prendere delle misure per limitare un contagio, un’epidemia.

        Se parliamo della cura, avere informazioni attendibili sulla malattia fa senz’altro differenza (e credo che ormai la stia facendo).

        Ma se si tratta di fermare il contagio, beh, le informazioni sulla malattia hanno un’importanza abbastanza relativa, e la scelta tra chiudere tutto, poco, incentivare o obbligare a misure preventive ecc. è quasi puramente politica.

        • Mauricius Tarvisii says:

          In effetti è tipo da settecento anni che si è capito come funziona…

        • PinoMamet says:

          Tipo chiudere città o quartieri? Certamente.
          Chiudere un’intera nazione, Regno o persino piccolo ducato o granducato? Non mi risulta lo abbiano mai fatto.

          Perché impossibile, potresti dirmi (e si può discuterne) ma anche perché è enormemente stupido , secondo me.

        • PinoMamet says:

          PS

          nell’altro post, non so se hai visto, ti ho messo una mia possibile scansione cronologica del Medioevo.

          va da sè che ogni scansione è puramente indicativa (ma anche Basso e Alto Medioevo non funzionano poi troppo malissimo in fondo).

        • Z. says:

          Pino,

          — Ma se si tratta di fermare il contagio, beh, le informazioni sulla malattia hanno un’importanza abbastanza relativa —

          Secondo me ce l’hanno. I dati a disposizioni su modalità, velocità, probabilità di diffusione del contagio, e sulla letalità del medesimo, erano parecchio incompleti e molto più esigui a marzo rispetto a due mesi dopo.

          C’era ancora tantissima gente, ad esempio, convinta che sarebbe passato tutto come un raffreddore di poco conto, salvo che per qualche centenario che sarebbe morto ugualmente. C’erano anche scienziati – persone di competenza indiscussa, non seguaci del generale Pappalardo o teorici delle scie chimiche – che minimizzavano la portata dell’epidemia, o che lo avevano fatto sino a non troppo tempo prima.

          Altri temevano che il contagio si sarebbe diffuso in Meridione come in Lombardia, e in quel caso – come del resto osservato da più di un presidente di regione del Sud – sarebbero stati guai davvero. Morti e contagiati al Nord continuavano ad aumentare e quanti fossero i contagiati e i deceduti sommersi non era noto.

          La scelta su cosa vietare, cosa permettere e cosa imporre è certamente politica.

          • Moi says:

            … Zingaretti è stato un Irresponsabile, dovrebbe ritirarsi dalla Politica !!!

            • Z. says:

              Effettivamente su questo è comportato in modo irresponsabile, come del resto Salvini e un buon numero di politici lombardi di entrambi gli schieramenti (ma di loro non ti scandalizzi)…

              Ed effettivamente mi pare si sia ritirato dalla politica da tempo. L’ultima sua proposta politica che ricordo – se così vogliamo chiamarla – è stata “facciamo Liliana Segre presidente della Repubblica”.

              • Mirkhond says:

                Zingaretti si sarebbe ritirato dalla politica?

              • Z. says:

                Dall’agosto scorso in avanti, tipo…

                🙂

              • Mirkhond says:

                ?????

              • Z. says:

                Ha provato a opporsi al nascente governo giallorosa, ha visto che aveva tutti contro, si è arreso e da quel momento non mi sembra che abbia espresso una particolare linea politica.

                (non che prima, in effetti…)

              • Mirkhond says:

                Si, ma mica si è ritirato dalla scena politica.
                E’ sempre governtore del Lazio e segretario del PD.

              • Z. says:

                🙂

                era una battuta… a quanto pare non particolarmente riuscita!

              • Francesco says:

                diciamo che il modo di fare politica di Zingaretti, per quanto di così basso profilo che si può legittimamente chiedersi se faccia politica, non funziona così male in termini di consenso

                il che è un vero disastro per il popolo italiano nel suo insieme, ma sospetto che ce lo meritiamo

                ciao

    • PinoMamet says:

      Continua a essere un’epoca lontanissima dal mio gusto…
      però è popolare, è famosa, è à la page, che ci vogliamo fare?

      • Mirkhond says:

        Veramente l’ho linkato per un altro motivo: Salimbene costituirebbe la più antica testimonianza conosciuta del razzismo antimeridionale.

      • PinoMamet says:

        Sì, beh…

        in realtà dai suoi tempi ad adesso sono cambiate così tante cose, che risulta persino difficile dire se esistesse qualcosa del genere all’epoca e non fosse (come credo molto più probabile) una sua idiosincrasia personale.

      • PinoMamet says:

        A semi-proposito:

        come sai, sono appassionato di scherma, e ho in casa un manuale di tal Ferdinando Masiello. Ovviamente di nascita meridionale, fu ai suoi tempi uno dei migliori schermidori forse del mondo.

        Beh, dove finì? ovviamente a Parma (che è forse il motivo per cui il suo trattato- molto scientifico nell’impostazione- è a casa mia) dove insegnò lo stile napoletano più puro-
        prescelto tra l’altro dall’Accademia schermistica dell’Italia riunita come modello per tutti, in quanto puramente italico senza influenze esterne, ed anche più pratico e solido di altri (leggi francese o misto).

        Vabbè, mentre facevo le mie ricerchine, mi imbatto nel trattato dell’altrettanto famoso Masaniello Parise (anche lui a lungo insegnante al nord, se non ricordo male), che comincia con una lunga introduzione sulla sua famiglia di napoletani patrioti italiani, spesso… ai ferri corti 😉 con il governo dei Borbone, descritto come tirannico, ingiusto ecc.

        • Mirkhond says:

          I peggiori nemici della Napolitania sono certi napoletani.

          • PinoMamet says:

            Beh, ma questo è… d’epoca.

            È questo che mi ha incuriosito, mi chiedo cioè quanto fosse diffusa la sua opinione pro-unitaria a Napoli.

            Ti copio e incollo:
            “…Il padre tuo ed avo mio, Raffaele, nato in Napoli nell’anno 1773 e morto nel 1851, discepolo di Tommaso Bosco e Fucile, fu tra i più celebri maestri di scherma dell’età sua; e la insegnò, con rara costanza, per tutto il corso della sua vita, sia nelle Sale private, sia nei R. Collegi della Nunziatella e della Marina. Egli seppe educare al culto della nobile arte una schiera numerosissima di discepoli, e tutti i suoi cinque figli, che si mostrarono valorosi schermitori quanto ardenti patriotti. Fu tale la passione che Raffaele Parise nudrì per l’arte sua, che non volle sposare la Teresa Faggiano, se prima questa non avesse appreso a schermire; e volle pur anche che le sue figliuole si addestrassero nell’esercizio della spada. A lui tocca il merito di aver saputo nel suo insegnamento conservare le gloriose tradizioni della scherma italiana, serbandole incorrotte da qualsiasi contatto di scuola straniera.
            I cinque suoi figliuoli furono LUIGI, ACHILLE, ANNIBALE, AUGUSTO e RAFFAELE.
            LUIGI, non nell’insegnamento, ma negli assalti, superò fin’anche il padre. L’amore alla libertà lo spinse, nel 1848, ad entrare nelle lotte politiche, ed il Borbone lo rinchiuse nel carcere di S. Francesco, ove morì. L’eredità artistica di lui passò al figliuolo Edoardo che, ancora oggi, nel vigore dell’età, continua il valore paterno.
            ACHILLE, che è il padre mio amatissimo, dannato a morte dal Borbone in seguito ai moti liberali del Quarantotto, trovò salvezza
            nell’esilio; e in Torino, ove ebbe stanza ospitale, tenne per lunghi anni una scuola di scherma, che ha reso grandi servigi all’incremento dell’arte. Egli stesso a Parigi e a Londra, nel 1854, in pubbliche accademie, dié splendide prove della sua valentia, riaffermando con grande onore il primato della scuola italiana.
            ANNIBALE, fu tra i più ardenti amatori di libertà e, dopo lunghe persecuzioni sofferte ne’ rei tempi del Borbone, ritornò nel 1860, all’esercizio della scherma di cui si mostrò fortissimo cultore. Fu egli uno dei tre fondatori della grande Accademia Nazionale di Scherma, in Napoli, alla cui direzione stette per oltre quindici anni. AUGUSTO, che non tardò a raggiungere mio padre nell’esilio, fu
            ed è tuttora un eccellente e rispettato maestro; ed è stato per molti anni alla direzione d’una società di scherma in Modena.
            Ultimo tra i figliuoli del vecchio Raffaele Parise fosti tu, o mio amatissimo zio, che oggi, nella famiglia e nell’arte, ne fai rivivere sì degnamente il nome.
            Tu, che per la imberbe età fosti risparmiato dal Borbone ad atroci pene e che rimanesti unico sostegno della vecchia madre e delle sorelle, sei stato esempio unico, anziché raro, d’abnegazione e d’onestà; ed hai mostrato, come maestro di scherma, che la nobiltà del cuore in te è pari alla valentia del braccio.
            Tu, col tuo esempio e co’ tuoi consigli, richiamasti anche me al culto di quell’arte, che è l’unico vanto della nostra famiglia. È per mé dunque sacro dovere di dedicare a te questo mio lavoro.
            Conservati lungamente all’affetto
            Roma, Luglio 1884.
            del Tuo MASANIELLO”

            • Mirkhond says:

              Una famiglia di traditori della patria, come ve n’erano tra i ceti altoborghesi sopratutto.
              Scommetto che il libro, scritto in epoca postunitaria, si sia ben guardato dall’illustrare le delizie del “liberalismo” sabaudo-massonico che le nostre popolazioni dovettero subire ad opera di cotanti liberatori e dei loro ruffiani locali….

              • Francesco says:

                piano, diresti lo stesso degli antifascisti degli anni ’30-primi anni ’40?

                o dei comunisti degli anni ’40 e ’50?

                o dei governanti di Taiwan odierni?

                mi sa che è una questione spinosa!

            • PinoMamet says:

              Beh il libro è un manuale di scherma, finita l’introduzione non accenna più alla politica.

            • Mirkhond says:

              Anche i libri di Giacinto de’Sivo (1814-1867) e di padre Giuseppe Buttà (1826-1886) sono dell’epoca.
              E dicono cose diverse da questo ruffiano.

            • PinoMamet says:

              D’accordo, ero solo curioso di sapere quanto il suo parere fosse condiviso.

              Lo sai che l’argomento non mi scalda troppo (credo che ormai l’unità d’Italia, come che sia stata fatta, sia un dato acquisito).

              scorgo nel lungo elenco di opere schermistiche citate dal Parise per tutti i secoli precedenti anche questo, che mi incuriosisce:
              “Della Monica Francesco.
              La scherma napolitana – Parma- 1680.”

              evidentemente la scuola napoletana aveva già una certa tradizione da queste parti…

              ma mi incuriosisce molto di più questo, che mi ispira qualche racconto tenebroso pieno di fantasmi e duelli:
              “Ceresa Terenziano, di Parma.
              L’esercizio della spada regolato con la perfetta idea della scherma et insegnato dalla maestra mano di Terenziano Ceresa Parmegiano, detto l’Eremita, opera utile e necessaria a chiunque desidera uscire vittorioso dalli colpi della spada nemica – Ancona, per M. Salvioni – 1611 – con licenza de’ Superiori.”

              (ovviamente ho fatto particolare attenzione a quelli relativi alle mie parti).

              “Detto l’Eremita” è figo 😀

            • PinoMamet says:

              ( Monica e Terenziani sono due cognomi tuttora presenti e tipici a Parma…
              de Adam no 😀 )

            • paniscus says:

              “Beh, ma questo è… d’epoca. (…)
              Ti copio e incollo:
              “…Il padre tuo ed avo mio, Raffaele, nato in Napoli nell’anno 1773 e morto nel 1851,(…)
              Egli seppe educare al culto della nobile arte una schiera numerosissima di discepoli, e tutti i suoi cinque figli, che si mostrarono valorosi schermitori quanto ardenti patriotti. Fu tale la passione che Raffaele Parise nudrì per l’arte sua, che non volle sposare la Teresa Faggiano, se prima questa non avesse appreso a schermire; e volle pur anche che le sue figliuole si addestrassero nell’esercizio della spada.

              I cinque suoi figliuoli furono LUIGI, ACHILLE, ANNIBALE, AUGUSTO e RAFFAELE.(…)

              —————
              Cioè, il nonno era talmente “inclusivo” e “illuminato” da far studiare le arti militari e sportive anche alle figlie femmine, e il nipote non le considera nemmeno degne di essere menzionate per nome?

              • Mirkhond says:

                Si era illuminati fino ad un certo punto a quei tempi…..

              • PinoMamet says:

                Ho notato; chissà, forse anche nell’Ottocento c’è stata una involuzione o regresso, come mi pare di notare ai giorni nostri.

                Forse la storia procede così- non linearmente, e neanche a strappi , ma come una serie di ellissi o “molle”, per così dire.

              • Mirkhond says:

                Anche per i massoni, la donna a quei tempi doveva essere l’angelo del focolare…..

              • paniscus says:

                Solo che vedo una certa contraddizione tra il vedere la donna come angelo del focolare e tenerci moltissimo a farle imparare la scherma

                (che oltretutto, ricordo sommessamente, a quei tempi non era solo uno sport relativamente innocuo, come adesso… ma era un’arte di combattimento vera, che si praticava con armi vere, e che era basata sulle stesse regole di addestramento degli spadaccini veri).

              • PinoMamet says:

                Beh a dire il vero credo che la scherma abbia sempre goduto di una certa popolarità anche come attività femminile;
                non era così strano il signor Parise senior, ecco.

                Peraltro è verissimo che la scherma (fino all’epoca del manuale che ho in casa io, fine Otto- inizio Novecento) serviva come addestramento militare e al duello;

                ma è anche vero che era già praticata in relativa sicurezza (ma già dai tempi di Cervantes, eh) con armi innocue (i famosi fioretti), maschere ecc.

                Credo che da un certo punto in avanti, per qualche motivo, sia stata soppiantata dal tennis come “sport preferito per donare distinzione sociale”.

                Le classi popolari hanno sempre fatto la scherma anche loro, con bastoni (a volte nobilitati in senso sportivo, come in Francia) e coltelli (per il duello ovviamente), ma sarebbe un altro discorso.

    • Francesco says:

      bellissimo!

      grazie Duca

  8. Moi says:

    A Bologna, Kermesse Wannabe American Style Sardinoide per George Floyd _

    https://bologna.repubblica.it/cronaca/2020/06/06/foto/bologna_george_floyd-258606051/1/#1

    • Moi says:

      … Chiedere perdono in ginocchio “da Bianco”_ White Silence is Violence _ Italiano perché un Poliziotto WASP (con il quale condivido vagamente geni fenotipici e basta …) si è macchiato di un caso di “Police Brutality” a danno di un AfroAmericano NON è la mia concezione di Responsabilità Penale !

      … Però è molto suggestivo !

      PS

      SE poi è fatto dagli stessi che dicono che chi condivide il proprio Testo Sacro (… NON un volantino pubblicitario, eh !!!) con un Gruppo Terrorista NON ha nulla da “dissociarsi”, mi diventa irritante !

      • Z. says:

        Inginocchiarsi sarebbe un modo di chiedere perdono per l’atto commesso da un altro bianco? Non ho seguito molto i fatti

      • PinoMamet says:

        No, tutto deriva dal gesto di un giocatore nero di football che si inginocchiava durante l’inno americano per esprimere il suo dissenso sul razzismo (non ricordo se legato a qualche fatto di cronaca).

        Non ho mai capito perchè avesse scelto espressamente quel gesto e cosa avesse a che fare col razzismo e come gli spettatori potessero capirlo. Misteri statunitensi.

        Fatto sta che è stato imitato da molti altri giocatori, neri ma anche bianchi, criticato da molti altri (direi soprattutto bianchi) e da Trump, e ho sentito ieri sera che da parecchio tempo nessuna squadra ha voluto più ingaggiarlo.
        Mi sfugge ora il nome.

        Poi evidentemente nell’eseguire il gesto hanno deciso di fare a meno dell’inno americano, e ora a quanto pare anche dell’America… 😉

        • Moi says:

          Insomma, era un po’ “criptato” … e se poi lo esporti in altro contesto senza spiegarlo !

          Comunque resta molto Protestantoide in Salsa Liberal Statunitense il “White Silence is Violence” … , l’ “autostigma” , inequivocabilmente.

        • roberto says:

          Il giocatore è Colin kaepernick

          L’origine del gesto è un po’ confusa
          All’inizio durante l’inno suonato prima della partita si sedeva per terra invece di stare in piedi con la mano sul cuore

          Poi per non sembrare “antiamericano” ha iniziato ad inginocchiarsi “come fanno i soldati sulla tomba dei compagni caduti” (dixit) e in omaggio a Martin Luther king che aveva fatto la stessa cosa

    • werner says:

      In Inghilterra hanno abbattuto la statua di un tizio che fece i soldi con il commercio di schiavi nel settecento. La statua commemorava il fatto che parecchi di quei soldi li spese in ospedali e altre cose simili.

      Churchill invece si sono permessi solo di imbrattarlo.

      Interessante anche il cartello a fianco della statua di Churchill nella foto che accompagna l’articolo.
      Il cartello inizia così:
      Black man!
      You are gods by nature
      you are strong and moral by nature

      https://www.theguardian.com/world/2020/jun/07/anti-racism-mass-protests-take-place-in-cities-across-the-uk

      • Moi says:

        “Winson Churchill” cancellato a spray con scritto … “WAS A RACIST”… certo che ,se intaccano il Mito AntiNazista (!) , c’è da aspettarsi davvero di tutto : persino la Guerra Civile !

        … MA nel DopoBrexit, che chissà se mai sarà … sul serio, intendo !

        • werner says:

          Jefferson e Washington li hanno già attaccati?

          • Francesco says:

            i SJW statunitensi? certo che sì, quegli schifosi padroni di schiavi e irrispettosi delle donne!

            😀

            • werner says:

              Troppo facile a parole.
              Attendo di vedere lo scontro fisico tra i SJW e le bronzee riproduzioni dei padri della patria. 😜

              • Francesco says:

                stai facendo del razzismo? i baldi negri britannici ce la fanno ma i pallidi progressisti USA fallirebbero?

              • werner says:

                Secondo me sono pari.
                Da entrambi i lati dell’oceano vengono abbattute solo le statue di gente misconosciuta.

  9. Moi says:

    … La manifestazione sembra fatta più per “farsi vedere dagli Americani” assecondandoli (ci fanno le Lauree apposite …) che “da Italiani” Solidali !

    • Moi says:

      Ohibe’, alla luce di quel che ora so in più … confermo a maggior ragione questa impressione ! 😉

  10. Moi says:

    … Americani “Omologhi” Liberals, ovviamente !

  11. Per Moi

    Oltre 120.000 post su Twitter su JK Rowling, la mamma di Harry Potter

    https://twitter.com/jk_rowling

    che ha pubblicato il post di una donna lesbica terrorizzata dai transattivisti

    https://twitter.com/jk_rowling/status/1269409838318182401

    Un compendio davvero notevole…

    • Moi says:

      Ormai le conviene Cavalcare la Tigre del TERFismo … finché si trattava di accordare del BlackWashing a Hermione o di dire che alcuni Personaggi fossero Gay Binarii (!) è riuscita anche a barcamenarsi con una “Woke” che l’ ha voluta più “Guruessa 😉 dei SJW” di quel che effettivamente fosse … MA con il TERFismo l’ ha scritto lei stessa : “This is NOT a Drill !” [sic]

    • Nigredo says:

      Mamma mia che sagrìn !

      • Moi says:

        … sagrìn !

        https://www.piemonteis.com/dizionario-piemontese-italiano.php?lemma=SAGRIN100

        … Mai sentito prima !

        … Ricorda ,però, “chagrin” \ʃa.ɡʁɛ̃\ in Francese !

        • Nigredo says:

          Potrebbe venire da lì, il piemontese assomiglia un sacco al francese.

        • PinoMamet says:

          Ma voi in piemontese pronunciato la “i” normale, in parole come questa?

          • Nigredo says:

            Uhm, mi sa che è leggermente più acuta.

          • Moi says:

            … a me risulta di sì, almeno in Torinese.

            La finale “én” (corrispondente all’ Italiano “ìno”), in casi del genere, è più tipica dell’Emilia Romagna.

            • PinoMamet says:

              Strano questo fatto che l’emiliano-romagnolo suoni più “francese” del piemontese, perlomeno in questo!

              Però il piemontese ha molti termini che sembrano presi dal francese tal quali.

              • Nigredo says:

                Difatti se sento parlare francese con dizione chiara, come per esempio nelle stazioni, lo capisco abbastanza bene.

          • Nigredo says:

            Io però non ho l’abitudine di parlarlo.
            Ma passo il test ufficiale !
            Che non ho idea di come si scriva, ma tradotto è due peperoni bagnati nell’olio.
            La trappola è nelle 2 u iniziali di peperone e nella o di olio.

            • Moi says:

              nelle 2 u iniziali di peperone e nella o di olio.

              —————-

              … che sarebbe, trascritto ?

              • Nigredo says:

                Eh, non lo so, il piemontese scritto è un incubo di accenti e apostrofi.
                Ho trovato questo ma mi sembra una versione semplificata: Doi povron bagnà ant’l’euli.
                Ma dicendolo la prima o di povron è sdoppiata, la prima o stettissima che diventa quasi u seguita da una u.
                Poi euli comincia con una o strana e anche la elle è diversa da quella italiana.

  12. Moi says:

    accordare del BlackWashing a Hermione [pur avendola espressamente descritta Bianca …] o di dire che alcuni Personaggi fossero Gay Binarii [avendone pudicamente alluso a qualcosa di più d’una forte amicizia … ]

    … Ma tant’è !

  13. Nigredo says:

    Visti i crucci e recriminazioni e minacce varie questa fantastica “liberazione” è poi valsa la pena ?

    • Moi says:

      … illustra meglio !

    • Nigredo says:

      Che tutta ‘sta gente finalmente libera di essere se stessa, perché invece di godersi la vita la passa ad attacarsi e/o attaccare chi ha il torto di non avere dubbi su cos’è ?

      • Moi says:

        … Probabimente per sperare in “Risarcimenti Danni” (Affirmative Actions, Positive Discriminations …) da parte delle Istutuzioni.

        Il tutto in un modello di Società Liberal in cui tutti gli stigmi sociali sono stati aboliti, tranne uno , che carica però su di sé il peso di tutti gli altri :

        la Povertà !

        • Nigredo says:

          Mah.
          Ma quest* che passano il tempo a dirsene di tutti i colori non sono poveri.

          • Moi says:

            Ma se sei Pover* 🙂 però almeno NON Bianco+Etero+Cis+Maschio … puoi sperare di “attaccarti” a qualcos’altro per restare a galla !

            … Oppure ti arruoli e fai quel che ti dicono i Superiori , passando spesso da “Cattivo” .

  14. Sempre per Moi

    L’antirazzismo è a volte il socialismo degli …

    https://www.insider.com/grindr-removes-ethnicity-filter-in-support-of-black-lives-matter-2020-6

    L’app per incontri veloci tra omosessuali rimuove la possibilità di cercare una sveltina in base alle proprie preferenze razziali, perché pare che i bianchi discriminerebbero i neri…

    “”We stand in solidarity with the #BlackLivesMatter movement and the hundreds of thousands of queer people of color who log in to our app every day,” Grindr wrote in a Twitter post on June 1. “We will not be silent, and we will not be inactive.” ”

    Però ci sono dei neri che protestano perché renderebbe più difficile per loro trovare persone della propria “razza”.

  15. Moi says:

    JK Rowling, ruiner of childhoods: why ‘woke’ Harry Potter fans have turned on their idol
    The author’s fans are once again furious that her views don’t quite line up with their own. But what’s really behind the backlash?

    https://www.telegraph.co.uk/books/authors/jk-rowling-ruiner-childhoods-woke-harry-potter-fans-have-turned/

  16. Moi says:

    Per ora fa parte dei “rùmmorz'” (come dice, facendomi sanguinare le orecchie , Marco Damilano) della Politica , ma io già ve lo dicevo da Inizio Lòcchdàun :

    Giuseppi 🙂 Conte _ Novello Viktor Frankenstein 😉 _ “Darà Vita a un Nuovo Soggetto Politico” … dal nome ” cringy ” , come direbbero i Millennials :

    “Con Te” [sic] !

    …Va be’ , staremo a vedere ! 😉

    • Francesco says:

      e vorrei vedere che ***** lo voterebbe!

      ma ho smesso di non aspettarmi il peggio da tempo

      • werner says:

        Le bimbe di conte! 😅

        Seriamente… Anche per me se lo fa è un suicidio politico. Probabilmente parecchi volponi lo stanno incoraggiando a farlo sperando proprio in un esito del genere.

        • Francesco says:

          speriamo

          io vedo parecchi volponi disperati che puntano su di lui sognando impossibili ritorni alla normalità pre-1989 o pre-1992

          il futuro è una categoria obosleta, in Italia

          • Moi says:

            Il Partito dal Nome Super Cingey 😉 , però, sarebbe funzionalissimo al ritorno del Proporzionale Puro … cioè Familismo Amorale a randa ! 😉

  17. Moi says:

    [4:08 … 5:50 ]

    https://www.youtube.com/watch?v=ifrVCSBeve8

    Nella rassegna di oggi parliamo di Giuseppe Conte e della sua nuova avventura politica: secondo indiscrezioni di palazzo il Presidente del consiglio starebbe pensando di mettersi alla guida di un nuovo soggetto politico dal nome “Con-te”. [SIC !]

    Secondo i primi sondaggi raccoglierebbe già il 14,3% dei consensi Nel nostro approfondimento parliamo poi dell’uso delle mascherine, in base alle dichiarazioni del Presidente della Società italiana di medicina ambientale, Alessandro Miani. Intanto in Friuli Venezia Giulia non sarà obbligatorio indossarle, al chiuso e all’aperto, se si rispetta la distanza di sicurezza. Infine la Germania vara una manovra dal 4% del Pil per rilanciare i consumi interni.

    Tutto questo nella rassegna di #Byoblu24

  18. Moi says:

    Intervista a Tabacci
    L’eterno dc pronto a sostenere una nuova formazione di centro: “Il premier può rappresentare un punto di evoluzione del pensiero democristiano”

    https://www.huffingtonpost.it/entry/conte-e-il-leader-ora-serve-il-suo-partito-intervista-a-tabacci_it_5ed8b0a2c5b6ff4f67a0bd6d

    “Conte è il leader, ora serve il suo partito”.

  19. Moi says:

    …Ripeto : io lo profetizzavo già a Inizio Lòcchdàun !

  20. Per Moi

    Nuovi conflitti all’orizzonte:

    I’m Autistic and Sick of Feeling Excluded from Queer Spaces
    “I do not exist as a fraction, and I cannot extricate my queerness from my autism.”

    (tra l’altro, l’articolo non è privo di interesse)

    https://www.them.us/story/queerness-and-autism

    • PinoMamet says:

      Io soffro di vertigini e mi sento discriminato durante le scalate!!

      È ingiusto! Dove sta scritto che chi soffre di vertigini non possa fare arrampicate o free-climbing? O buttarsi con il paracadute?

      Esigo che il mondo venga corretto!!

      • Per PinoMamet

        “Esigo che il mondo venga corretto!!”

        Una cosa che mi colpisce è come questa cultura sia lontana da quella “antagonista” europea.

        Sto cercando di mettere a fuoco il linguaggio: c’è un lungo filone alle spalle, che nasce con i manualetti di auto-aiuto, e credo ancora prima con una forma di religiosità tutta basata sul

        “ti senti stanco al lavoro? tua moglie non ti capisce? Forza, c’è Gesù che ti vuole bene!”

        Tutto deve essere spiegato con un’unica, semplice formula: pensiamo al successo involontario di Freud negli Stati Uniti negli anni Venti – “ah, non mi hanno dato la promozione al lavoro? E’ perché ho il Complesso di Edipo, mi pago venti seduti dal terapeuta e mi passa!”

        Ci vuole una formula che spiega tutto, ma sono formule molto elementari (“white privilege” e simili), non le complicatezze europee.

        Gli autori non sono esattamente arrabbiati: riflettono all’infinito su fatterelli personali, su piccole sensazioni tipo, “alla festa, non mi si è filato di striscio nessuno, solo perché soffro di vertigini e ho le lentiggini”.

        Il tutto in genere espresso con una grafica fatta di disegnini infantili, sorrisi ed espressioni tipo “ma io ti voglio bene”.

        Tutto questo poi si accompagna a chiacchere postmoderne e posticce, ma piuttosto elementari – non c’è il gusto europeo dell’acrobatica intellettuale.

        Allo stesso tempo, c’è un’estrema aggressività. Che però è quel tipo di aggressività molto personale e stizzita, che si riceve a volte da persone disturbate.

        Allo stesso tempo (e anche qui siamo lontani dall’Europa continentale) questo è incanalato con un’incredibile abilità organizzativa e imprenditoriale, che permette di muovere pubblicità, soldi, immagine, avvocati, lobby.

        Tra qualche anno, avremo tutte le conseguenze di questo anche in Italia; ma è il meccanismo sociale è davvero diverso.

        • Nigredo says:

          Gli americani riescono sempre a stravolgere qualunque cosa importino, e farla diventare un mercato, o una politica.
          Basta vedere come è stato interpretato Leo Strauss.

        • werner says:

          Molto interessante.
          Devo rifletteci ma credo che tu abbia toccato un punto molto interessante.

  21. Mirkhond says:

    “piano, diresti lo stesso degli antifascisti degli anni ’30-primi anni ’40?

    o dei comunisti degli anni ’40 e ’50?

    o dei governanti di Taiwan odierni?

    mi sa che è una questione spinosa!”

    Non ho ben capito. Comunque non ho alcuna simpatia per gli oppositori dei Borbone, quasi tutta gente altolocata che ha finito per danneggiarci tutti, pur di veder trionfare la loro ideologia.
    Poi ognuno c’ha gli eroi che più gli aggradano……

    • Francesco says:

      ti ho citato tutti personaggi definibili come “traditori della patria”

      ciao

      • Mirkhond says:

        Se togli l’ideologia, quello sono.
        Soprattutto per i risultati derivati dalla realizzazione dei loro ideali…..

  22. Per Moi

    E’ affascinante vedere la pervasività della retorica postmoderna.

    “Black Lives Matter” è il movimento che guida le proteste in America.

    Se vai a vedere il loro sito, leggi questo… riporto quasi tutto (e tutto ciò che riguarda questioni “sociali”) perché è significativa la centralità data alla questione “trans”:

    https://blacklivesmatter.com/what-we-believe/

    “We see ourselves as part of the global Black family, and we are aware of the different ways we are impacted or privileged as Black people who exist in different parts of the world.

    We are guided by the fact that all Black lives matter, regardless of actual or perceived sexual identity, gender identity, gender expression, economic status, ability, disability, religious beliefs or disbeliefs, immigration status, or location.

    We make space for transgender brothers and sisters to participate and lead.

    We are self-reflexive and do the work required to dismantle cisgender privilege and uplift Black trans folk, especially Black trans women who continue to be disproportionately impacted by trans-antagonistic violence.

    We build a space that affirms Black women and is free from sexism, misogyny, and environments in which men are centered.

    We practice empathy. We engage comrades with the intent to learn about and connect with their contexts.

    We make our spaces family-friendly and enable parents to fully participate with their children. We dismantle the patriarchal practice that requires mothers to work “double shifts” so that they can mother in private even as they participate in public justice work.

    We disrupt the Western-prescribed nuclear family structure requirement by supporting each other as extended families and “villages” that collectively care for one another, especially our children, to the degree that mothers, parents, and children are comfortable.

    We foster a queer‐affirming network. When we gather, we do so with the intention of freeing ourselves from the tight grip of heteronormative thinking, or rather, the belief that all in the world are heterosexual (unless s/he or they disclose otherwise).

    We cultivate an intergenerational and communal network free from ageism. We believe that all people, regardless of age, show up with the capacity to lead and learn.

    We embody and practice justice, liberation, and peace in our engagements with one another.”

    • Moi says:

      … è questa imprescindibilità [!] del “Black” per categorie socialmente deboli (o tali stimate) a farli AfroAmericani !

    • werner says:

      Se questi sono quelli che guidano la protesta stanno freschi.
      I peggiori nemici degli afroamericani sono gli afroamericani.

      • Per Werner

        “Se questi sono quelli che guidano la protesta stanno freschi.
        I peggiori nemici degli afroamericani sono gli afroamericani.”

        Devo dire che mi piace questa parte (a parte le retoricate su “patriarchy” e “Western”):

        “We make our spaces family-friendly and enable parents to fully participate with their children. We dismantle the patriarchal practice that requires mothers to work “double shifts” so that they can mother in private even as they participate in public justice work.

        We disrupt the Western-prescribed nuclear family structure requirement by supporting each other as extended families and “villages” that collectively care for one another, especially our children, to the degree that mothers, parents, and children are comfortable.”

        • werner says:

          Anche io alcune questioni che sollevano le condivido. Eppure come dicevi sopra rispondendo a Pino la retorica postmoderna è ipersemplificatoria e, aggiungo, si ferma alle sovrastrutture senza arrivare alle radici dei problemi.

          Questi dovrebbero battersi per i diritti dei neri e invece si disperdono in mille rivoli. E, soprattutto, mentre si dilungano a scrivere dei diritti dei trans e delle famiglie non vi è il minimo accenno alla questioni economiche, alla segregazione urbana, a un sistema giudiziario che genera mostri invece che cercare di rieducare e ad altre questioni di fondo che determinano la discriminazione dei neri.

          Sembrano dei sedicenni che si sono accorti ieri che esistono le discriminazioni e non riescono ad andare oltre l’apparenza del fenomeno. Quasi pensassero che le discriminazioni ci sono perché ci sono persone cattive che discriminano, ma noi li combatteremo con le proteste e vinceremo.

  23. Moi says:

    @ MIGUEL e/o@ TERFI 🙂 & GENDEROFOBI 😉

    … OCIO !

    https://www.ilgiornale.it/news/pezzo-su-ddl-scalfarotto-zan-1867853.html

    Arriva la legge sull’omofobia: “Chi critica il gender rischia la galera”
    Una legge per combattere l’omofobia e la transfobia: i giallorossi sono sicuri che serva ma i cattolici sollevano critiche: “Si rischia il carcere”

    La maggioranza giallorossa ha le sue priorità. Tra queste, c’è l’approvazione di una legge, il ddl Zan-Scalfarotto, che è una vera architrave della “piattaforma Cirinnà”.

    […]

    Il ddl Zan-Scalfarotto si propone di contrastare l’omofobia e la transfobia. Pochi giorni fa, l’esecutivo ha inaugurato un portale ad hoc per il benessere e la salute delle persone transgender.

    […]

    La ratio sollevata dai contrari è più o meno la seguente: certi giudizi possono non essere discriminatori, ma essere fondati su una base valoriale, su un credo religioso, su delle convinzioni profonde e così via. E come si fa a distinguere una convinzione profonda da un episodio di discriminazione? Non sembra complesso, eppure è attorno a questo particolare che ci si sta scontrando.

    […]

  24. Moi says:

    Doi povron bagnà ant’l’euli.

    ————–

    … Be’ , NON è poi tanto diverso :

    “Dù pavrón mujè (*) int l’ òli …”

    (*)
    o anche “bagnè” … ma mi convince meno

  25. Moi says:

    Pare che Conte abbia “ricicciato fuori” 😉 il Ponte sullo Stretto …

    • Z. says:

      Ecco il perché delle timide aperture del mio amico Marco…

      Peccato, su questo eravamo d’accordo al 100%. Comunque sono ottimista, non credo si farà.

      • Nigredo says:

        Se lo facessero non avrebbero più la grande promessa…

      • PinoMamet says:

        Boh, non sono un ingegnere ma tendo a credere che le difficoltà dello Stretto di Messina non possano essere tanto più grandi di quelle del ponte tra Malmö e Copenhagen o dell’eurotunnel sotto la Manica…

        non sono neanche tra quelli che pensano che necessariamente la Mafia ne possa profittare, più cioè di quanto profitti di qualunque grande opera, in Sicilia come in Trentino o in Val d’Aosta.

        ma, ahimè, credo anche che se lo avessero voluto fare, lo avrebbero già fatto da un bel po’.

        E se lo facessero, farebbero un triste ponte qualunque, magari affidandolo a qualche archistar che peggio me sento.

        E quindi, bene così, niente Ponte: resti un argomento di discussione e di promesse…

        • Moi says:

          Per me … è meno difficile un Ponte sullo Stretto di Bering (!) rispetto a un Ponte sullo Stretto di Messina !

          … E con ciò, ho detto tutto ! 😉

        • Z. says:

          Può essere che esista il modo per farlo in sicurezza, o comunque non mi stupirebbe se esistesse.

          Piuttosto mi sembra la quintessenza dell’opera inutile.

          • PinoMamet says:

            Ah quello è poco ma sicuro!

          • Francesco says:

            ma scusa un simile ponte abbatterebbe i tempi di transito tra Sicilia e Calabria, roba la cui utilità mi pare palese

            seconda solo alla secessione di noi nordici, per la precisione

            😉

  26. Moi says:

    APP … proposito 😉 di Scuola :

    Esponente della Lega posta l’ingresso di Auschwitz come fosse una scuola:

    https://firenze.repubblica.it/cronaca/2020/06/08/news/il_leghista_posta_l_ingresso_di_auschwitz_come_fosse_una_scuola_e_polemica-258703463/

    è polemica

    • Per Moi

      “Esponente della Lega posta l’ingresso di Auschwitz”

      Ma si può sapere che messaggio volesse trasmettere?

      Lascio a voi scegliere:

      1) “Noi toscani vorremmo che tutti gli ebrei polacchi venissero mandati nei lager, qui non li vogliamo nemmeno come turisti”

      2) Qualcosa di imprecisato CONTRO la scuola, immaginata come lager, usando l’esempio classico della Cattiveria Assoluta.

  27. Moi says:

    @ MIGUEL

    Al momento, stranamente, c’è ancora in chiaro il post su Facebook del Ticci …

    … RELATA REFERO :

    ——————

    Consigliere Bsl Claudio Ticci
    Ieri alle 06:16 ·

    Visto che qualcuno si scandalizza……e ne fa strumentalizzazione politica perché carente di contenuti e proposte per la gente, allora
    ricondivido la foto creata da Marcello Pamio III…così che ne capiate il significato. Quello vero.

    Nessuno che si scandalizza per le migliaia di bambini costretti a settembre a stare rinchiusi come in stalletti, in teche di plexiglass, a distanza asociale….senza poter socializzare, avere rapporti “umani”….senza poter toccare i compagni e gli insegnanti.

    Questa voi la definite libertà? La definite democrazia? La definite Scuola?

    La foto è forte, perché un risveglio generale di consapevolezza servirebbe.

    I bambini di oggi saranno gli adulti del futuro.

    Cosa insegneremo a loro? A stare distaccati, a stare da soli…?

    Vogliamo una scuola nozionistica dove i bambini si debbono rassegnare a stare in solitudine, distaccati dagli altri, ed a fare in vista di un premio o di una punizione?
    é una scuola che funziona benissimo?

    Se lo scopo è formare cittadini docili e obbedienti che si rassegnino da adulti a fare, senza troppe pretese o lamentele, un lavoro che non piace loro oppure sottostare a delle idee dettate da qualcuno considerato depositario di verità.

    Cosa diventeranno questi bambini in un futuro se trattati e cresciuti così?

    Il senso è questo…..

    “Ricordare per non dimenticare, ricordare per non ripetere”

    Ecco vediamo di non creare persone in futuro che possano ripetere….e partiamo dalla socialità, il contatto e la condivisione….partiamo dalla Scuola

    [sic]

    • PinoMamet says:

      Mah..
      non so se mi infastidisce di più la paraculaggine di chi strumentalizza un’immagine scelta male, o la fresconaggine di chi la ha scelta.

      A latere, non capisco cosa c’entri la scuola nozionistica con i divisori in plexiglass di cui si favoleggia, ma transeat.

    • Per Moi

      “Nessuno che si scandalizza per le migliaia di bambini costretti a settembre a stare rinchiusi come in stalletti, in teche di plexiglass, a distanza asociale….senza poter socializzare, avere rapporti “umani”….senza poter toccare i compagni e gli insegnanti.”

      Credo che il nostro abbia sbagliato a voler giocare la Hitler Card (che se uno di Destra dice, “Hitler Card”, gli altri rispondono urlando, “hai detto Hitler?”).

      Per il resto faccio davvero fatica a dargli torto.

      • PinoMamet says:

        “che se uno di Destra dice, “Hitler Card”, gli altri rispondono urlando, “hai detto Hitler?””

        Esattamente!

      • Z. says:

        Fai fatica a dargli torto nel senso che la scuola è un Lager o che la scuola rende liberi?

        • PinoMamet says:

          Che poi:

          -senza plexiglass: classi pollaio! contagio assicurato!

          -a distanza: la didattica a distanza non funziona!

          -con plexiglass: è un lager, è disumano!

          -con mascherina: non si vedono le facce, è alienante!

          -a turni: non funzionerà mai!

          -non recuperano ore: e le lezioni perse di mio figlio??

          -recuperano le ore: ma allora volete proprio rubare tutte le vacanze a mio figlio!

          con la scuola, vai sul sicuro, qualcosa da criticare si troverà sempre… 😉

          (ma poi, non è così per tutto?)

          • Z. says:

            Scuola chiusa causa neve: oddio e i bambini dove li metto?

            Scuola aperta malgrado neve: e i bambini come glieli porto?

            Succede per tutto, ma per la scuola un pochino più spesso del solito, secondo me…

          • Z. says:

            PS: perché a turni non deve funzionare, peraltro?

          • PinoMamet says:

            Beh se si vogliono fare doppi turni con mezza classe per volta in presenza, servirebbe il doppio dei professori…

            se si vuole fare la classe metà in presenza e metà online a turni (a parte che non ne vedo troppo il senso- sì, staranno un po’ più spaziosi, ma comunque si incontreranno lo stesso in tanti all’ingresso, nei corridoi, nei bagni…) sarebbe un discreto casino organizzativo e finirebbe peggio che fare solo online.

            • Francesco says:

              perchè casino?

              basta ricordarsi di interrogare Pierino quando è in classe e il resto va quasi da sè

              davvero, non capisco

              ciao

              • PinoMamet says:

                È già abbastanza difficile valutarli quando sono tutti in condizioni pari.
                Figuriamoci quando uno è a casa e l’amchetto è a scuola!
                O ti tocca pensare a doppie verifiche…

                e se poi l’amichetto gli tocca stare a casa proprio quando la mamma, signora Rombigazzi, non può tenercelo?

          • Z. says:

            Mah, ti dirò, con quel che pagano i professori non credo che lo Stato fallirebbe a pagarne qualcuno in più…

            Qualcuno, perché forse non sarebbe necessario raddoppiare tutte le classi, ma solo quelli che non possono trovare posto in locali più ampi.

            • Per Z

              “Mah, ti dirò, con quel che pagano i professori non credo che lo Stato fallirebbe a pagarne qualcuno in più…”

              Ho letto da qualche parte che lo Stato ha deciso di dedicare tre miliardi a riscattare Alitalia, con la quale o senza la quale resteremmo tale e quale, e 1.4 miliardi alla scuola…

              • Z. says:

                Non è la prima volta e temo che non sarà l’ultima, purtroppo.

                Prodi lo fece addirittura da dimissionario, se ricordo bene.

        • Per Z

          “Fai fatica a dargli torto nel senso che la scuola è un Lager o che la scuola rende liberi?”

          Il poveretto ha sostanzialmente detto solo che gli fa impressione, imporre una scuola con tutti i bambini in gabbie di plexiglas (con una “esse” sola).

          Temo che le tue domande siano troppo complicate per lui… però se io fossi lui (che non sono) vorrei dire, che una scuola con bambini dietro pareti di plexiglas (con una “esse” sola) sarebbero il principio di un’incarcerazione, una lagherizzazione, di tutta la specie umana.

          • Z. says:

            Mah, lo fai capace di ragionamenti molto profondi 🙂

            • paniscus says:

              Ma qualcuno crede davvero che a settembre la scuola riaprirà con le cabine di plexiglas?

              Non è evidente a tutti che si tratta del classico “ballon d’essai” che serve solo per provare a vedere fino a dove ci si possa spingere prima di essere mandati a quel paese?

            • PinoMamet says:

              Leggo ora che la ministra ha già smentito l’ipotesi.

              Non so se l’abbia proposta lei- ieri mi pare che parlasse di visiere di plastica.

              Intendiamoci, non sono una panacea, non garantiscono granché, ma mi sembrano offrire quel minimo di sicurezza (soprattutto psicologica) di cui forse si avrà bisogno a Settembre, e in maniera oltretutto pratica ed economica.

              Ma non si farà neppure questo, proprio perché non sono abbastanza sicure per chi vuole la garanzia (impossibile) di zero contagi;

              e quindi non si farà niente, semplicemente.

              • PinoMamet says:

                Parlo delle visiere.

              • Moi says:

                Visierone a fascia con schermo , tipo da Laboratorio di Chimica ?! … Figo, così i cinni giocano agli Scienziati e magari imparano meglio ! 😉

                ——————————-

                Da piccolo ne avevo una però da sole 😉 a “z’apàtta”, come dicevano i nonni … oggi roba da Ajumma 😉 (아줌마) Sud Coreana … assieme al cappello simil-lampadario 😉 a tesa larga, condiviso un po’ da tutte le turiste dell’ Estremo Oriente, specie un po’ mature. Ma il “visierone da sole” resiste solo in SudCorea, pare.

                PS

                “Ajumma” :

                termine che designa l’ anziana urbanizzata “sradicata” da giovane ma di “riemergnete dall’ inconscio culturale” origine contadina , insomma : per molti versi inevitabilmente simile alla Zdàura …

                … il film “Ma-Deo” (마더) di Bong Joon Ho [ Rassegna V.O.S. c/o Lumière] parla di una di queste signore che, squattrinata e per questo lasciata sola dalle istituzioni, s’improvvisa detective provando a scagionare il figlio autistico da un’ accusa di omicidio …

                PPS

                Anche il protagonista di Ganbare Genki (がんばれ元気) ,in Italiano “Forza Sugar”, da piccolo, aveva la visierona a fascia da sole come la mia, prima che gli morisse il padre, Pugile, sul Ring, bimbetto già orfano di madre morta nel darlo alla luce.

                Insomma … un Classico della Sfiga 😉 per i Nati dell’ Era Shōwa (昭和) !

              • Moi says:

                il suddetto visierone a fascia da sole, dev’ esser nato sui campi da Tennis negli Anni ’70 … (poco) prima che arrivasse un certo 😉 John McEnroe a “maraglizzare” 😉 per sempre un’ estetica dapprima sempre tutta fighettina come quella del Tennis, appunto ! 😉

                … Però è stato una moda passeggera, che pare resistere solo in SudCorea fra le “Ajumma”, appunto.

              • paniscus says:

                e comunque le visiere sarebbero molto più fastidiose e scomode delle mascherine: si appannano col fiato e devono essere strofinate di continuo, raccolgono goccioline, polvere e riflessi di luce, e danno oggettivamente fastidio alla vista, specialmente a chi già porta delle lenti, ma anche agli altri…

      • Francesco says:

        Miguel

        io invece lo trovo vomitevole per malafede e idiota per contenuti

        come se fosse così necessario toccarsi … e come se mancassero le occasioni per menarsi (o baciarsi) volendolo fare

  28. Mirkhond says:

    L’assessore leghista Alessandro Coco: “Gli antifascisti sono delle m…., bisogna sparare ad altezza d’uomo contro chi protesta per l’uccisione di George Floyd”. Senza commenti!

    https://ilfastidioso.myblog.it/2020/06/07/lassessore-leghista-alessandro-coco-gli-antifascisti-sono-delle-m-bisogna-sparare-ad-altezza-duomo-contro-chi-protesta-per-luccisione-di-george-floyd-senza-commenti/?fbclid=IwAR0thIX6DQ5qc-UUv3w0-t816fJX7vnbJLRdpfBnQzIVfvp3qYlHPqxo_Fw

  29. Mirkhond says:

    Grande lezione del consigliere leghista al Governo che non ha fatto altro che cazzeggiare pensando a chi stava in difficoltà: “Tutti pensano ai poveri, ma ai ricchi chi ci pensa?” – Carlo Pavan mette in luce il dramma di chi rischia di non poter più mettere a tavola caviale e champagne tutti i giorni!

    https://ilfastidioso.myblog.it/2020/06/06/grande-lezione-del-consigliere-leghista-al-governo-che-non-ha-fatto-altro-che-cazzeggiare-pensando-a-chi-stava-in-difficolta-tutti-pensano-ai-poveri-ma-ai-ricchi-chi-ci-pensa-carlo-pavan-mett/?fbclid=IwAR0Tkz_AM6l4SDzcoZj-gJIcP0-fH7YRa8kWcCmy6Q0pbTv7u64mWt3GvFY

  30. Interessante e possibile solo negli Stati Uniti… il Comune di Minneapolis sta per abolire la polizia:

    https://www.theguardian.com/us-news/2020/jun/08/minneapolis-city-council-police-department-dismantle

    • Francesco says:

      sì sì sì

      sono entusiasta

      se funziona si possono risparmiare un sacco di soldi di tasse!

      ma se non funziona e Minneapolis coi suoi progressisti razzialisti viene devastata è anche meglio

      direi un’idea win-win

    • PinoMamet says:

      Ho letto l’articolo e dice che non hanno ancora idea di cosa fare di preciso, e forse terranno lo stesso una piccola forza di polizia, che però non si occuperà più in automatico delle emergenze, visto che la maggior parte delle chiamate di emergenza riguarda casi che sarebbero comunque di competenza di vigili del fuoco, paramedici ecc.

      Tutto sommato non mi pare una cattiva idea. Non sta scritto da nessuna parte che chi è adatto al servizio anti-sommossa sia adatto anche ad indagare sui casi di omicidio
      (lo sapevano già gli scrittori di gialli, mi viene in mente per esempio l’autore d Philo Vance, che criticavano la polizia- anzi, le polizie americane, proprio per questo)
      nè che i due compiti, che non hanno molto in comune del resto, debbano essere affidati alle stesse persone.

  31. Ogni tanto Trump, con tutti i suoi clamorosi difetti, ne azzecca una: vorrebbe ritirare 9.500 soldati dalla Germania.

    E così ha messo in allarme la NATO:

    https://www.theguardian.com/us-news/2020/jun/08/trump-move-to-take-us-troops-out-of-germany-a-dangerous-game

    • Francesco says:

      perchè azzeccata? con questo Putin è una pessima mossa

      o anche tu tifi per l’esercito UE come Macron e Merkel?

      😀

      • Z. says:

        …e come me!

        • Moi says:

          … Con un Premier Italiano Maggiordomo di Frau Merkel [cit. Giorgia Meloni] , nulla è impossibile !

      • PinoMamet says:

        Ma, 10.000 soldati così a caso, oppure pensa di ritirare navi, aerei, sistemi anti-aerei o radar?

        Perché nel primo caso non credo cambi granché.

        Nel secondo pure, non è che per questo Putin si metterà a invadere la Polonia facendo a mezzo con la Germania 😉 , ma sicuramente avrà meno rottura di scatole nel suo cortile di casa.

        Quindi sì, potrebbe essere un’ottima mossa 😀

  32. Moi says:

    Dal Titolista Preferito di Miguel

    https://www.ilmeteo.it/notizie/coronavirus-altro-che-fase-3-scoppiano-focolai-gi-pronta-una-nuova-zona-rossa-ecco-quale-sar-e-perch-201847

    CORONAVIRUS: altro che FASE 3, scoppiano FOCOLAI, è già PRONTA una NUOVA ZONA ROSSA, ecco quale sarà e perché

    PS

    … da quando Meteorologia e Immunologia sono discipline affini ?! 😉

  33. Moi says:

    vedo una certa contraddizione tra il vedere la donna come angelo del focolare e tenerci moltissimo a farle imparare la scherma

    ————

    Qualcuno NON ce la vide, gli è che ‘unn gli nascevan figli maschi 😉 :

    https://www.youtube.com/watch?v=1hl4vi5I9_w

    • Moi says:

      Il paradosso è che nel doppiaggio Italiano l’ hanno involontariamente (?!) spacciata per una specie di Drag King 😉 😀 … mentre in originale soltanto le sorelle , la madre (irrilevanti comparse) la Governante , l’ amico “friendzonato” ante-litteram 😉 André e il Padre Generale sono a parte del suo segreto.

      … Mentre in versione originale nessuno le dice “Madamigella” , bensì “Capitano” / Kyaputen / “キャプテン” !

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