“Radice della mia radice”

Scopro solo adesso che Rim Banna è morta, già due anni fa, di tumore, a 51 anni.

Rim Banna, nata a Nazaret come un certo figlio di falegname,  era nota nel piccolo mondo di appassionati di storie palestinesi, ma la ricchezza della sua arte va molto oltre la miseria della cronaca politica.

Rim Banna la scoprii anni fa su Internet, e restai colpito da come questa donna visionaria – certamente militante, ma mai rancorosa – riuscisse a fondere insieme la ricchezza della poetica araba, visioni di una natura mediterranea, un senso del sacro insieme cristiano e islamico e tanto altro…

Provo a tradurre una sua canzone, non a caso, perché racconta di come tutti noi ostinati, folli, sognatori, ritorneremo e ritorneremo ancora, e per quanto saranno brevi le nostre esistenze, ci saranno sempre persone come noi.

Come disse Robin Williamson, parlando di una delle nostre sorelle dagli occhi profondi,

“Seasons they change while cold blood is raining
I have been waiting beyond the years
Now over the skyline I see you’re travelling
Brothers from all time gathering here
Come let us build the ship of the future
In an ancient pattern that journeys far”

Per mia fortuna il testo di Rim Banna è in arabo classico (lei ha cantato anche molte canzoni in palestinese): con ciò che significa di tempi, pause, sillabe allungate, riferimenti sottintesi, metafore, attenzione alle vocali che seguono le enfatiche, chiarezza di enunciazione.

E un vocabolario immensamente ricco, di cui si perdono i due terzi in traduzione (oltre ai nove decimi che si perdono per mia incompetenza, come la parola che ho tradotto luce, ma poi ascoltando, sento che ha una vocale diversa, che non compare nella scrittura, e sospetto che abbia un altro significato).

Su ogni parola, ci sarebbe da soffermarsi e perdersi in meandri… (come l’uso del plurale del plurale).

“O radice delle mie radici, è certo che io ritornerò, aspettami.
Nella luce degli olivi, nel colore delle farfalle
nel riverbero e all’ombra dell’argilla dell’inverno
d’estate, la polvere in cui si vedono le orme delle gazzelle
e le tracce dei piedi degli uccelli.
C’è desiderio di tempesta nei mei passi, e nelle mie arterie
il richiamo della Terra è trionfante.
E conserverò la mia voce. E la mia fragranza,
e la mia forma
o fiori, o fiori!”

يا جذر جذري إنني سأعود حتماً
فانتظرني .
انتظرني في شقوق الصخر والأشواك .
في نوّارة الزيتون في لون الفراش
وفي الصدى والظلّ في طين الشتاء
وفي غبار الصيف في خطو الغزال
وفي قوادم كلّ طائر .
شوق العواصف في خطاي . وفي شرايني
نداء الأرض قاهر
أنا راجع فاحفظن لي صوتي . ورائحتي
وشكلي
يا أزاهر . يا أزاهر

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100 Responses to “Radice della mia radice”

  1. Mirkhond says:

    Era cristiana?

  2. Moi says:

    Ho provato con Google Translator, che ha cicciato fuori una traduzione (… che potendo contare su quella di Miguel, ho ignorato) ma anche (!) la seguente “traslitterazione [non so quanto acccurata] :

    a jidhr judhri ‘iinani sa’aeud htmaan
    faintazirani .
    aintazarani fi shuquq alsakhr wal’ashwak .
    fi nwwart alzaytun fi lawn alfarash
    wafi alsada walzl fi tin alshita’
    wafi ghabar alsayf fi khutw alghazal
    wafi qawadim kl tayir .
    shuq aleawasif fi khatay . wafi shrayni
    nida’ al’ard qahir
    ‘ana rajie fahfzn li suti . warayihati
    washakliun
    ya ‘azahir . ya ‘azahir

    • Per Moi

      ” “traslitterazione [non so quanto acccurata] :”

      meglio la traduzione della traslitterazione!

    • PinoMamet says:

      Rispecchia più o meno come la sento io (io sento più “jadhr jadhrì”, a dire il vero, e “sa’ud” senza e, ma ok)

      • Moi says:

        Dovrei imparare a intellegere i caratteri Arabi ed Ebraici … se ci sono riuscito alla “Youtube School” 😉 con lo Hangŭl, lo Hiragana, il Katakana e qualche decina di “Radicali [funzionano in modo “combinatorio” … ] Cinesi” … NON dovrebbe essere più difficile con i caratteri Arabi ed Ebraici !

        Solo che per l’ insegnamento dei suddetti sistemi di scrittura esistono efficaci mnemotecniche per immagini su base Inglese (o per i caratteri Creani, se sei esperto di fonetica, ci potresti persino arrivare pensando anatomicamente alla fonazione stilizzata) … per i caratteri Arabi ed Ebraici, NON mi risultano mnemotecniche per immagini.

  3. PinoMamet says:

    L’eretico:

    mi ricorda un po’ Pino Daniele!!

  4. Moi says:

    Ha un viso familiare … eppure non capisco chi mi ricordi : è strano !

    … Non avrei esistato, inoltre, a poter crederla Italiana.

    • Mirkhond says:

      Da noi sarebbe passata inosservata, nel senso che non si sarebbe pensato fosse palestinese.
      Nel nostro immaginario gli Arabi hanno la pelle più scura….

      • Moi says:

        Be’, non è tanto il pigmento della pelle … che spesso è veramente “abbronzata”. Di solito, hanno un po’ il naso aquilino ingrossato gli occhi appena “tirati” … MA penso che NON sussista un discorso di scarto genetico fenitipico fra “Arabi” e “Italiani” specie del Sud (a parte ovviamente i casi di apporti Normanni in Sicilia !)

        SE si dice(va) “Maruchéin” 😉 con distinguo fra “Maròch” (inteso dal Sahara Occidentale al Golfo Persico) e “Marucònia”, un motivo c’è stato !

        Rim Banna potrebbe sembrare “AryoIranoPersica” (o come si dice), tipo Khomeini e la Satrapi …

        • PinoMamet says:

          Il mio poverò papà era regolarmente scambiato per meridionale da tutti, meridionali per primi.

          Mia mamma, da cui mi viene la particina meridionale, è di solito scambiata per inglese o tedesca da turisti inglesi o tedeschi… (ma lei è italiana a metà, in effetti).

      • PinoMamet says:

        In effetti ha poco di “semitico”-

        ma credo che la storia dell’area palestinese sia quasi altrettanto incasinata di quella italica per giustificare qualunque variante fenotipica 😉

      • PinoMamet says:

        Direi che era una bella donna, che sarebbe passata per locale un po’ ovunque in Europa.

    • Nigredo says:

      Avrei detto che è sarda o calabrese-siciliana.
      L’unica cosa che ricorda il levante etc sono le sopracciglia.

      • PinoMamet says:

        Siciliana potrebbe essere… pallide e ricce ne conosco molte!

        le sarde mi sembrano in gran parte più scure e più “mediterranee”!

        ribadisco che se passasse per strada qua nessuno ci noterebbe niente di strano.

        • Nigredo says:

          Io ho conosciuto diverse sarde pallide, e con sopracciglia marcatissime. Erano quasi tutte del nord sardegna, sassari o nuoro.

        • Nigredo says:

          Tra l’altro i sardi del nord chiamano i cagliaritani “maurri”, che significa mauritani.

          • Peucezio says:

            Ma dovrebbero essere più scuri i logudoresi dei campidanesi, che si sono mischiati di più!
            Andrò a vedere sulle carte del Livi…

          • PinoMamet says:

            Non è che siano il vangelo, eh? 😉

          • Z. says:

            Io conosco sardi più e meno scuri di carnagione, del nord come del sud…

          • Nigredo says:

            Difatti, combinazione ho conosciuto 3 o 4 sarde lugodoresi pallide, mai andato là…

            • Moi says:

              … Se non altro, avete dati più aggiornati del Livi 😉

              • Moi says:

                Come ben sa Habs 😉 , i veri siti di moderna antropologia fisica sono quelli di Puttanieri Globali, che recensiscono e categorizzano le prostitute sparse sul Globo Terracqueo … o che da esso vengono in Italia: per le fanciulle autonoleggiantesi 😉 … l’ America della Figa ! 😉

                … Nevvero, Habs ? 😉

  5. Z. says:

    Devo una risposta a Moi da due anni e mezzo:

    — … perché traduci da English ad Anglish “parliament” in “thing” (pensi forse all’ Islandese “Alþingi” ?) e “ages” in “tides” (… “maree” ?) ? —

    Thing significa originariamente “cosa assiemata”, “assemblato”, quindi anche “assemblea” come nel caso del Parlamento di alcuni Paesi nordici.

    Age è termine francese e dunque verboten. Time è parimenti verboten. Epoch gnanc par ridar. Tide – nel senso figurato di tendenza – è la cosa che ci assomiglia di più, almeno tra quelle che mi vengono in mente.

  6. PinoMamet says:

    Rispondo qua sotto per comodità a una discussione in un altro post tra Miguel e Peucezio sullo spirito degli inglesi (che Peucezio chiama Germani 😉 )

    lo faccio qua perché ha a che fare con musica e canzoni.

    In questo periodo in un paio (o più) di pubblicità ho sentito il motivo di My favourite things, che cantava Julie Andrews in un musical, prima di diventare una specie di standard jazz- e ho sentito sia il testo inglese che italiano, che riporto:

    Cream-colored ponies and crisp apple strudels
    Doorbells and sleigh bells
    And schnitzel with noodles
    Wild geese that fly with the moon on their wings
    These are a few of my favorite things
    Girls in white dresses with blue satin sashes
    Snowflakes that stay on my nose and eyelashes
    Silver-white winters that melt into springs
    These are a few of my favorite things
    When the dog bites
    When the bee stings
    When I’m feeling sad
    I simply remember my favorite things
    And then I don’t feel so bad
    Raindrops on roses and whiskers on kittens
    Bright copper kettles and warm woolen mittens
    Brown paper packages tied up with strings
    These are a few of my favorite things
    Cream-colored ponies and crisp apple strudels
    Doorbells and sleigh bells and schnitzel with noodles
    Wild geese that fly with the moon on their wings
    These are a few of my favorite things
    Girls in white dresses with blue satin sashes
    Snowflakes that stay on my nose and eyelashes
    Silver white winters that melt into springs
    These are a few of my favorite things
    When the dog bites
    When the bee stings
    When I’m feeling sad
    I simply remember my favorite things
    And then I don’t feel so bad

    Gocce di pioggia sul verde dei prati,
    sciarpe di lana, guantoni felpati,
    più che il sapore, il colore del the
    ecco le cose che piacciono a me

    Torte di mele, biscotti croccanti,
    bianchi vapori dai treni sbuffanti,
    quando ti portano a letto il caffè,
    ecco le cose che piacciono a me

    Tanti vestiti a vivaci colori,
    quando ricevi in regalo dei fiori,
    le camicette di bianco picchè
    ecco le cose che piacciono a me

    Se son triste, infelice, e non so il perché
    io penso alle cose che amo di più
    e torna il seren per me

    Il miagolare che fanno i gattini,
    ed il sorriso di tutti i bambini,
    la cioccolata che è dentro i bignè,
    ecco le cose che piacciono a me

    Un bel quaderno appena comprato,
    un fazzoletto che sa di bucato,
    una gallina che fa coccodè,
    ecco le cose che piacciono a me

    Biondi capelli su un viso abbronzato,
    pane arrostito con burro spalmato,
    quando si ride ma senza un perché,
    ecco le cose che piacciono a me!

    Se son triste, infelice, e non so il perché
    io penso alle cose che amo di più
    e torna il seren per me

    Fatta la tara a tutto il tarabile, il testo italiano è comunque più “convezionale”.

    Le cose che piacciono in italiano sono proprio cose che piacciono , ma non solo “a me”, proprio in generale a tutti.
    Nessuno ti verrà a dire che gli fa schifo il cioccolato nel bignè.

    Ora anche il testo inglese, ovviamente, ha la sua bella dose di banalità da musical e infantili (i pony color crema ecc.) ma ha anche alcune descrizioni che sono davvero personali:
    la neve che si scioglie sulle ciglia, oppure i pacchetti ricoperti di carta marrone…
    (dillo a un italiano, “sai, mi piacciono i pacchetti incartati nella carta marroncina”: ti fa fare un TSO…)

    non credo che questo sia un qualche segno di “superiorità” della lingua o della cultura inglese, tantomeno dell’intelligenza degli anglofoni- semmai di quella degli italiani!

    ma è un segno di una certa sensibilità, capacità di osservazione poetica che nel mondo latino invece non è che manchi ma è carente.

    Del resto, basta vedere anche l’effetto di voluto non sense creato dalle rime interne e dalle assonanze (“doorbells and sleigh bells and schnitzels and noodles…”

    Dr. Seuss, che non so perché mi sta instantaneamente sul cazzo, ci ha scritto interi libricini per bambini, intraducibili in italiano ma divertenti in inglese (qualcuno ci sta rappando sopra, su Youtube)

    come se il bambino italiano fosse abituato alla logica MA al conformismo (“questa cosa è bella perché … “) mentre quello di lingua inglese al non-sense.

    Peraltro forse i due sistemi educativi servono a smussare i rispettivi problemi…

    • Nigredo says:

      Non sono per niente ferrato in poesia.
      L’unica cosa che mi fa pensare è che l’inglese è una lingua basata sull’accordatura e l’italiano sul ritmo.
      Se parli inglese e non hai l’accordatura giusta non ti capiscono proprio, o peggio capiscono altre cose, che può essere brutto.
      Qualunque straniero che parli italiano con accento terrificante e sbagli pure allegramente le vocali lo capiamo lo stesso.
      Forse essendo più sensibile al timbro gli viene più facile costruire assonanze semi poetiche.

    • Francesco says:

      >> mi piacciono i pacchetti incartati nella carta marroncina

      ti sei scordato Cuore? il libro, intendo,

      ricordo una lunga menata sul trovare un amico giusto – sottinteso della tua classe sociale – che finiva proprio coi libri di scuola ricoperti dalla mamma con la carta (da pacchi) marroncina

      🙂

  7. PinoMamet says:

    Speciale per Peucezio su Celti e Germani:

    un irlandese racconta barzellette ai tedeschi che non le capiscono o se le capiscono non ci trovano niente di divertente
    https://www.youtube.com/watch?v=hW28HSSfEg0

    mi sbaglierò, ma direi che racconta tutto della differenza tra gli abitanti dell’arcipelago britannico (che restano celti per tre quarti, in fondo) e i tedeschi (che continuano a parlare una lingua germanica, in fondo…) 😉

    • Peucezio says:

      Io sapevo che quando in un ristorante qualcuno racconta una barzelletta, il tavolo dove si comincia a ridere quando tutti gli altri hanno smesso è quello dei tedeschi.

      • Z. says:

        Io la sapevo ancora più cattiva…

      • Nigredo says:

        In russo tedesco si dice не́мец, némez, che voleva dire stupido 😀

        • Nigredo says:

          *niémez

          • habsburgicus says:

            anche in molte altre lingue slave..
            e ve ne è traccia anche nello slavizzato romeno
            Nemţi
            ad esempio
            nemţii au fost deportaţi în Uniunea Sovietică 8i tedeschi furono deportati in URSS..cià avvenne nel 1945 e riguardò parte dei Volksdeutsche)

            • habsburgicus says:

              ad esempio Niemcy=Germania, in polacca
              boi ci chiamano Włochy da “valacchi”
              a molti i popoli latinofoni appparivano simili
              donde
              Welsh per i gallesi (ora celtici ma forse all’epoca di Gildas latino-parlanti)
              Welsch per i nostri tirolesi (Welsch-Tyrol=Trentino)
              Włochy ci chiamano i polacchi
              Olasz ci chiamano gli ungheresi..é una variante di Oláh che gli ungheresi riservano ai valacchi veri, cioè ai romeni, donde Oláhország=Terra dei Valacchi, Valacchia e un tempo anche Romania ma non si usa più, sarebbe offensivo, laddove si usa Olaszország=Italia)

            • Nigredo says:

              Beh, essere vagamente assimilati ai valacchi è già meglio che essere considerati stupidi 😀

              • habsburgicus says:

                😀

              • PinoMamet says:

                ehmm… in greco “vlachos” è proprio sinonimo di stupidotto, scemo, semplicione.

                E vuol dire, propriamente, proprio “appartenente alla minoranza dei parlanti un dialetto latino simile al romeno” 😉

              • Nigredo says:

                Mannaggia, alla fine siamo tutti stupidi,,, 😀

  8. Mirkhond says:

    Pino

    Tra le varie teorie sull’etnia antica balcanica dei Peoni, c’è quella di considerarli un gruppo affine ai Greci, sia pure mescolati ad elementi illirici e/o traci.
    In questo campione limitato di termini considerati appartenenti alla lingua peonica, vi scorgi elementi che possano associarla da un linguaggio di tipo greco?

    https://en.wikipedia.org/wiki/Paeonian_language

    • PinoMamet says:

      In effetti alcune sì (ma potrebbero essere genericamente indoeuropee, ma insomma somigliano abbastanza al greco)

    • Nigredo says:

      Ma sembra la vecchia lega, pure il simbolo è lo stesso.

    • Francesco says:

      in effetti mi pare che Salvini abbia lasciato il vecchio nome per un delirio del tipo “Lega per Salvini premier”

      in ogni caso grazie della buona notizia, ormai siamo così in pochi a pensare alla secessione!

      ciao

      😉

  9. Mirkhond says:

    Però nel manifesto si parla di un congresso tenutosi il 21 dicembre 2019, dunque dopo la svolta unitarista di Salvini.

  10. Moi says:

    ** Detta quanto più semplice possibile : **

    Matteo Salvini lo ha capito che a ‘sto Mondo, nel 2020 : ci sono anche Globalizzazione, Grandi Migrazioni di Sradicati, Islam, Gender … Umberto Bossi forse, Pino Aprile NO !

  11. Mirkhond says:

    Spiegati meglio, perché non si è capito cosa vuoi dire.

    • Z. says:

      Che Salvini è un vero Eroe Disinteressato che lotta per la Causa della Gente e del Popolo e che capisce da dove viene oggi il Pericolo!

      Mentre Bossi e gli altri sono rimasti indietro…

      Del resto come non vedere che l’Italia odierna è sotto minaccia mortale di: gender, musulmani e qualche migliaio di sbarchi ogni anno!

  12. Nigredo says:

    Beh, però sarebbe un momento decisamente buono per tentare la secessione,
    quando si faranno sentire gli effetti dell’economia.
    E se crollerà, come probabile, l’EU, perché non approfittarne anche per risolvere i vari separatismi, in italia, spagna, gran bretagna etc ?

    • Z. says:

      Ma non doveva già crollare il capitalismo? La UE crollerà prima o dopo?

    • Mirkhond says:

      In Piemonte cosa ne pensa la gente riguardo ad una eventuale secessione?

      • Nigredo says:

        A parte i leghisti non mi sembra che il tema sia sentito.
        E comunque i leghisti hanno sempre fatto leva sull’efficienza e schiettezza della gente di qua contrapposti alla corruzione e fancazzismo del sud.
        Certo la diffidenza verso roma è aumentata, ma qua il pd è ancora forte.
        Ma come ho detto sotto se la situazione economica precipiterà sarà tutto rimesso in discussione.
        Una cosa del piemonte che trovo quasi unica in italia è la mancanza totale di astio tra le provincie, è una regione parecchio unita e solidale. Del resto il regno del piemonte è riuscito a rimanere indipendente. Se scoppiassero grandi casini i piemontesi potrebbero riconsiderare l’opportunità del rimanere in italia.

        • Mirkhond says:

          Ma le province che un tempo furono Lombardia (Novara, Verbania, Alessandria, ma più indietro ancora, Vercelli, Biella e Asti, sentono ancora oggi una maggiore vicinanza a Milano rispetto a Torino?

        • Mirkhond says:

          “Del resto il regno del piemonte è riuscito a rimanere indipendente.”

          Lo rimase per gli interessi geopolitici delle grandi potenze europee, che avevano bisogno di un cuscinetto tra la Francia e il Sacro Romano Impero.

        • Nigredo says:

          Eh, su quelle non saprei, assomigliano parecchio ai lombardi. Ma che io sappia non odiano il resto del piemonte. E neanche sono odiate.
          L’unica ritenuta non molto simpatica è la prov. di alessandria, li chiamano mandroni, che è un paese, e il senso è grezzi.

  13. Mirkhond says:

    Del resto non è crollato nemmeno il pd…..

    • Z. says:

      Già. E direi che dovresti baciarti i gomiti!

      Però un governo gialloverde a gestire la pandemia sarebbe stato molto interessante: inviti ai medici a farsi eleggere, contagio attribuito al Franco CFA, proposte tipo iniettarsi l’amuchina…

  14. Nigredo says:

    Non sottovaluterei lo tsunami che potrebbe arrivare, ci sarà poco spazio per azioni razionali.

    • PinoMamet says:

      Nigrè, sai che non arriverà alcuno tsunami, vero?
      😉

      Quello che succederà è che litigheranno un po’ per il soldi, MES sì e MES no, come li ridiamo, tutti e subito, no in comode rate, no in modalità campa cavallo (che sarà quella scelta dall’Italia).
      Questo è quello che succederà, il resto mi pare fantasia.

    • Nigredo says:

      Beh, è una sensazione che deriva da varie cose successe ultimamente, che si sommano alla situazione non molto rosea che già c’era.
      Tutte cose successe all’estero, non tanto qua, ma non siamo nella posizione della nuova zelanda, ci tireranno in ballo sicuramente.
      La chiusura di quasi tutto, (meno le industrie !), forse non provocherà troppe chiusure, almeno non qua. Il piemonte è ricchissimo, quindi le varie piccole e medie imprese penso che possano reggere a 2 mesi di fermo, non so però in altre regioni.
      Mi sembra che le tensioni tra paesi del nord e del sud europa stiano aumentando, direi che l’arbitro in questo sarà la francia. Che ha già i suoi problemi interni.
      Insomma l’EU potrebbe crollare.
      Poi c’è stato il mega bail-out in usa, pare che abbia salvato le borse, ma di sicuro i 20 o 30 milioni di disoccupati non è detto che potranno essere recuperati. E gli usa propagheranno al resto del mondo i casini che avranno.
      Non so valutare i riots etc, forse è solo un nuovo modo di far campagna elettorale… Ma pare che si stiano già propagando in europa, dove ci sono fan dei Dems e del GOP.
      Poi ci sono segni preoccupanti per il flusso di merci, soprattutto alimentari. Se si dovessero spezzare i traffici per mancanza di cibo sarebbero guai grossi per tutti.
      Tutte cose che a mente fredda si potrebbero magari gestire, ma è proprio questa che manca sempre di più.
      Insomma potrebbe davvero finire tutto a tarallucci e vino, al massimo pagheranno in india, africa, sudamerica etc, come è sempre successo. Ma il livello delle emozioni è altissimo.

      • PinoMamet says:

        Mah… a me pare che proprio il livello delle emozioni, almeno in Italia, sia calmissimo.
        C’era paura e scontento ai tempi della chiusura, ovviamente, ma ora mi pare solo di percepire una gran voglia di normalità.

        • Nigredo says:

          In italia si, specie al nord. Ma bisogna vedere come se la caveranno bar, ristoranti e altri nel resto del paese.

          • Z. says:

            Nel resto del Paese mi pare che la situazione sanitaria sia decisamente migliore, sempre che l’apertura della Lombardia non riapra i contagi altrove…

            • Peucezio says:

              Qua non si parla della situazione sanitaria: la chiusura è stata fatta negli stessi giorni al nord come al sud (tranne pochi giorni in più di zona rossa all’inizio in Lombardia e dintorni).

            • Z. says:

              Beh, al Sud oggigiorno il rischio-contagio non è lo stesso. Se io abitassi al Sud frequenterei luoghi pubblici più tranquillamente…

            • PinoMamet says:

              Io controllo le carte tutti i giorni, per abitudine, e direi che almeno negli ultimissimi giorni le cifre e le percentuali dei contagi siano ugualmente basse ovunque..
              fino a pochissimo fa, qui in Emilia leggeremente più alte che nel centro sud, ma ok.

              L’altro giorno persino la Lombardia aveva cifre molto basse! Di nuovo n rialzo nei dati di oggi (cioè di ieri sera, cioè spediti l’altro ieri, cioè registrati una/due settimane fa, ricordiamolo…)
              ma insomma ben lontane dai dati tragici di un mese o due fa.

              • habsburgicus says:

                oggi, come oggi (correggimi se sbaglio) mi pare la situazione sia questa
                1.Lombardia migliorata ma purtroppo ancora da destare qualche preoccupazione, non fosse altro che per eccesso di prudenza (che ci sta tutta)
                2.Piemonte ed Emilia-Romagna, più o meno eguali (noi un po’ peggio di voi in quasi tutto tranne in una o due cose; per la mia provincia, CN, non ho trovato i dati per giorni, ma ho visto che nelle ultime tre settimane c’é stato un aumento di casi di 120 complessivi dunque presumo che ora ci siano 3 nuovi casi al giorno, massimo 4: è probabilmente TO che alza la media del Piemonte e forse le province limitrofe alla Lombardia) situazione ancora non bella, ma rispetto alla Lombardia noi siamo 8 volte in meno e voi 10 in meno
                4.Veneto unico del Nord che è pronto per la ripresa
                in tutto il resto (tranne in parte Roma)
                l’epidemia è per fortuna solo un brutto ricordo;
                in particolare il Grande Sud è tranquillo e sicuro..e un lucano potrebbe tornare a vivere come ai bei tempi precedenti, senza fare un’azione (troppo) avventata !

            • Z. says:

              Sicuramente la situazione è ben diversa da quella di un mese fa, ma restano disparità tra le diverse regioni.

              Ad es. in Lombardia, nonostante i pochi tamponi diagnostici per abitante, tende a verificarsi buona parte dei contagi censiti del Paese, talvolta la maggioranza assoluta.

              A Bologna comunque i ricoveri per covid mi risultano ridotti al minimo.

            • PinoMamet says:

              Ma anche qua, come già postai traducendo dall’ebraico 😉

            • Z. says:

              Qui il distanziamento e ancor più le mascherine – al chiuso oltre che all’aperto – sembrano abitudini ormai dismesse.

              Speriamo bene.

              • habsburgicus says:

                le mascherine andrebbero abolite-come obbligo.in Basilicata, Molise e altre regioni a 0 casi sin da ora (diciamo 9 giugno che suona bene 😀 il 10 giugno rischierebbe di essere interpretato a sx come un avallo alla dichiarazione mussoliniana di guerra :D)…tanto per iniziare il ritorno alla normalità
                poi, con vari decreti, abolirle altrove (un po’ come gli alleati che ridiedero al R. Governo autorità sulle province poco per volta :D)
                da voi, nelle Romagne, forse le si potrà abolire ad inizio luglio
                nel Nord (inclusa l’Emilia-che separerei dalla Romagna dove mi pare stiate molto meglio tranne un focolaio agli inizi a Rimini) ho paura che si arrivi ad agosto
                per la Lombardia avrei paura…e pilatescamente affiderei l’onere ai lombardi stessi !
                se la vogliono mantenere, la mantengano
                altrimenti, da Ferragosto, la mascherina resti un ricordo triste ! e si volti pagina !
                toccando ferro, eh 😀

              • Z. says:

                Qui non credo che ci sia mai stato l’obbligo generalizzato di indossarle all’aperto, salvo che in casi particolari.

                È stata una decisione presa da alcuni sindaci ma non a livello regionale.

                Nelle parti comuni dei condomini ad esempio non c’è alcun obbligo e sono in molti a non metterla.

      • Peucezio says:

        Che sono i riot?

        • Z. says:

          I disordini. Nell’ultrasinistra pare vada di moda dire “i riot”, metà in italiano e metà in inglese.

  15. Z. says:

    Leggo che il mio amico Marco ha aperto al Ponte sullo Stretto: di pancia è contrario, spiega, però…

    Ma come mai? Cosa mi sono perso?

    • PinoMamet says:

      Temo che non si farà mai.

      Se si facesse, ho pronto il mio progetto (l’unico che mi pare sensato) di ponte a campata sorretto da due enormi (e intendo enormi!) statue dorate copia ingrandita dei Bronzi di Riace.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Io ho letto che l’ha definito “una barzelletta”. Poi non so.

  16. Per Moi

    La Mamma Trans Nera, che convive con il proprio marito e il marito di suo marito e sta facendo “transizionare” anche i propri bambini (due gemelli di sette e uno di due anni) si lamenta perché lo stato non riconosce le Coppie Poliamorose.

    https://www.struggle-la-lucha.org/2020/06/06/im-probably-your-favorite-black-transgender-lesbian-mom-by-default-im-definitely-in-your-top-5/

    Ovviamente il dato irrilevante è che ha la pelle nera, ma tutto fa brodo.

    • Nigredo says:

      Se non altro è modest*

    • Francesco says:

      il dato bellissimo è che il sito sarebbe in lotta per il socialismo (e pure in due lingue, spagnolo e inglese)

      non dico cosa mi è venuto in mente quando quella persona ha citato dei bambini, credo sia reato in quasi tutti gli stati del mondo

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