Il Coglione Medio Italico

Noi che riusciamo a vivere felicemente senza smartòfono, siamo comunque costretti ogni giorno a cercare come aggirare la Grande Muraglia Elettronica, che minaccia di toglierci anche l’aria se non doniamo centinaia di euri alla Apple o alla Samsung per il loro ultimo modello (che quello del mese scorso già non regge più le àppe), con quell’odore di coltan congolese che fa figo.

Così càpito sul sito di Iliad, che offre uno pacchetto che mi sembra interessante: 4,99 euro al mese, minuti e sms illimitati e niente gighe.

Ma rimango folgorato dalla pubblicità:

Ora, l’insegnante di casa giustamente mi mette in guardia, dicendo che forse si tratta di un personaggio noto che fa da testimonial.

Non lo so se il tizio esista in televisione.

So solo che per me è un personaggio stranoto.

E’ il Coglione Medio Italico (che non è per niente la stessa cosa dell’italiano medio, attenzione).

Iliad presumibilmente mira a un pubblico maturo, che poi è statisticamente quello prevalente in Italia.

A cui si aggiunge l’idea che se non vuoi lo smartòfono, puo’ essere solo perché sei un povero vecchietto analfabeta-digitale irrecuperabile.

L’ipotesi che uno possa rifiutare lo smartòfono, proprio perché ci capisce di più di informatica della vicina di casa che si fa infinocchiare regolarmente facendo clic su tutti i messaggi che le arrivano, non è prevista.

Io non mi faccio pena perché rifiuto lo smartòfono, e non permetto a nessuno di compatirmi come vittima del digital divide.

Il Coglione Medio Italico, che compare nell’immagine, è maturo, nel senso che (come me) ha superato ampiamento i cinquant’anni. Però si identifica come venticinquenne. Insomma, è una specie di trans, come Emile Ratelband.

E come per certi transattivisti, “essere donne” vuol dire provare tutti i tipi di smalto e tacchi a spillo, senza la fregatura di mestruazioni e aborti, per i Ratelband essere giovani vuol dire sostanzialmente fare i ragazzini, però con i soldi accumulati in decenni di truffe, aiuti pubblici ed esternalizzazioni.

In questi giorni, si è parlato molto di movida, dei presunti “giovani” che violerebbero i divieti, mettendo a rischio le persone più anziane.

Ma io quando penso alla movida, vedo proprio l’Uomo Iliad, con i tatuaggi che si è fatto per celebrare il suo terzo divorzio, sul suo gippone che si appresta alle due di notte all’Oltrarno Safari,  vociante allo smartòfono mentre compra la cocaina all’angolo di Santo Spirito.

L’Uomo Iliad non è esteriormente cattivo, non è nemmeno di carattere violento;

ma proprio perché se la cava, italicamente, con la scusa di non esserlo, con quell’essere simpaticamente buffone dopo aver incendiato un bosco (non solo gioca all’adolescente, quando gli conviene sa fare pur il bambino innocente), è infinitamente più pericoloso degli estremisti cattivi di qualunque specie.

Lo so, ci fanno una testa così per dirci che l’Umanità è una Cosa Sola, in guerra da sempre – come ci ha spiegato molto bene Al Bano – contro dinosauri e virus e alberi e aria e bestie e astri e la vita stessa.

Ma per favore non obbligatemi a fare il giochino,

“se tu fossi costretto a scegliere se lasciar crepare l’Uomo Iliad oppure una lontra, oppure una quercia, cosa faresti?”

perché sapete già la risposta.

E aggiungeteci pure l’Ape Legnaiola.

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171 Responses to Il Coglione Medio Italico

  1. Mirkhond says:

    Quello che vorrei capire è da dove viene questa proliferazione dei tatuaggi, che fino a 15-20 anni fa, erano il marchio che indicava i delinquenti…..

  2. carlo says:

    Sacro per l’uomo Iliad è sola la propria immagine, e se l’uomo si distingue dalla lontra per il linguaggio e per il Sacro, e constatato che sul piano del logos l’uomo Iliad parla per tatuaggi…sì, viva la lontra, viva la quercia.
    (ma per capire a cosa serve il Coglione Medio Italico, bisogna passare da Costanzo Preve)

    • carlo says:

      PS: In sintonia con Miguel sto facendo collezione di ritratti di umani nella pubblicità contemporanea. Non so se la cosa ci rassicura o ci spaventa, ma garantisco che questa che abbiamo chiamato per comodità coglionaggine (e che in realtà è una galleria di mostri), è un modo di rappresentarci globale, non è solo italico.

  3. Simone B. says:

    Però sarebbe interessante capire come mai uno che appare (senza dubbio) come un “Vero Coglione®” sia considerato come un Vero Figo, un Vincente, uno che se lo è fatto a punta.

    Oltretutto non ho mai neanche capito a cosa serva un testimonial (famoso o meno) visto che alla fine il messaggio che colpisce è solo e soltanto 4,99€.

  4. Z. says:

    Miguel l’ha presa bene 🙂

    Dai ti vogliamo anche se sei un vecchio babbione!

  5. Roberto says:

    Ma che vi ha fatto di male sto tizio da essere considerato l’archetipo del coglione?

    • PinoMamet says:

      😀
      In effetti ricorda un po’ Manuel Fantoni/ Cesare Cuticchia (“così un giorno mi imbarcai su un cargo battente bandiera liberiana… non ho mai capito cosa trasportasse quel cargo…”), intepretato da un Angelo Infanti che forse solo Verdone ha saputo sfruttare appieno (per il resto perso in ruoli dimenticabili)

      e quindi volendo fa anche simpatia.

      Forse gli italiani sono tutti un po’ dei finti Manuel Fantoni.

      • PinoMamet says:

        No cosa?

        • Z. says:

          Io non sono un quello lì e ti diffido dall’accostarmi ad alcuna cosa qual si sia che abbia a che fare con Verdone!

        • PinoMamet says:

          A me i primi film non dispiacevano…

          e vabbè, è vero, esistono anche persone serie e sincere.

          Però io ho frequentato per un pochino il “mondo dello spettacolo”, e alcuni personaggi li conosco ancora, e devo dire che sono al 90% dei grandissimi cazzari.
          Più o meno simpatici.

          Credo ci sia anche del patologico.

          Comunque quando sento le vecchie interviste di Sordi, dove raccontava che il suo amico Fellini era un contaballe pazzesco, non stento a crederci.

          Ma ne ho conosciuti anche di fuori dal mondo dello spettacolo…

        • PinoMamet says:

          Poi c’è da dire che io, anche se sono italiano solo tre quarti (ma un quarto non ha influito sulla mia educazione per niente) credo di essere molto italico in questo, e anche parecchio coglione.

          Senza tatuaggi, di un tipo diverso da questo hipster, con interessi (forse, chissà) diversi.

          Ma sicuramente italicamente coglione.

          Tu sei internazionalmente serio e affidabile!

        • Z. says:

          In effetti nell’Italia di oggi mi sento abbastanza alieno, ma non credo di essere particolarmente internazionale, anzi…

        • Peucezio says:

          Z.,
          ma guarda che quel tipo di umanità è scomparsa.

          Anch’io mi sento alieno dagli italiani d’oggi, ma gli italiani d’oggi sono l’esatta antitesi di Angelo Infanti e compagni, sono amorfi, inespressivi, prevedibili, un po’ bigotti, completamente privi di carica vitale, esangui, insulsi, fondamentalmente inutili.

        • Z. says:

          No, no, valà che Verdone c’è ancora 🙂

          • Peucezio says:

            Vabbè, ma è fatto vecchio.

            E non ha più la stessa verve.
            Non tanto per l’età, ma perché è cambiato il clima.

            • Z. says:

              Boh, a me non ha mai esaltato manco prima. L’ho sempre visto come roba molto lontana da me e dalla mia sensibilità…

        • roberto says:

          Dai come fa a non piacervi verdone!

          • Z. says:

            No, no, a loro piace. A me piace qualche sua battuta che trovo ben riuscita e che ogni tanto mi capita pure di citare, ma no, non è il mio genere 🙂

          • Peucezio says:

            A me complessivamente piace molto.
            Poi non si può essere sempre allo stesso livello.
            Ma direi che forse ancora fino a tutto il primo decennio del Duemila non ha sbagliato un film.

          • Peucezio says:

            Devo dire che però, se uno pensa a Sordi, di cui si festeggiano oggi i cento anni della nascita, lo scarto antropologico (e conseguentemente anche artistico) è comunque forte.

            Oggi anche Verdone ci sembra italianissimo e geniale.
            Ma il paragone con un gigante come Sordi, che rappresenta davvero il tipo umano italiano della sua generazione (e forse di millenni di generazioni prima), risulta impietoso.

            Tra l’altro, con tutto il rispetto per Verdone, che, ripeto, amo molto, ma diventiamo anche di bocca buona col tempo (almeno per le cose italiane; con i film e le serie americane mi accade l’opposto: ormai faccio fatica a guardare anche le cose di quindici anni fa: mi sembrano invecchiate, fatte male…): quando ero bambino Sordi mi sembrava il vero grande attore e Verdone e quelli della sua generazione gli attorucoli giovani di oggi, che sono scontati triviali…
            Oggi Sordi ci sembra un gigante, un po’ perché oggettivamente è bravo, un po’ perché le ultimissime leve praticamente nemmeno esistono.

            E, ripeto, si tratta del riflesso diretto artistico dell’evoluzione antropologica dell’umanità italiana, ormai del tutto scialba e anonima.

      • Peucezio says:

        Pino,
        Angelo Infanti è un mito che avrebbe dovuto fare molti più film, perché è davvero l’archetipo geniale dell’istrione italiano.

        Ma quello della foto non parla, sta lì come un fesso, sembra quello che noi in Puglia chiameremmo “nu carnevàle”.

        • PinoMamet says:

          L’espressione è bellissima e la diffonderò!

          • Peucezio says:

            “Nu carnevale”?

            Da noi è di uso comunissimo.

            “Si ppròbbie nu carnevale!”
            (per dire che sei un fesso)

            “Stà ddà come a nnu carnevàle.”
            Stai là come un impiastro, come un baccalà.

            Si riferisce alle statue di carnevale che si facevano appunto a carnevale e poi si bruciavano, con l’inizio della Quaresima.

      • Karl says:

        Il dialogo tra Manuel Fantoni/Infanti che fa l’uomo di mondo e il babbeo Sergio Benvenuti/Verdone che si beve le sue fregnacce a bocca aperta vale tutto il film ed è uno dei momenti più alti della commedia all’italiana. Nel complesso credo che Verdone sia un autore tutto sommato mediocre, ma quel personaggio fu particolarmente azzeccato, forse anche perché incarnava la quint’essenza di tutto quello che il maschio italico avrebbe voluto essere. E a molto, se non a tutto, contribuì Angelo Infanti. Da una sua intervista con Marco Giusti ho avuto l’impressione che nel personaggio di Fantoni ci mise molto di se stesso. Ha acquistato mille punti in stima personale quando, durante la stessa intervista ammise che i copioni che gli proponevano negli anni 70 li sceglieva in base a quanto erano esotiche le location. Un vero guascone di altri tempi !

    • Per roberto

      “Ma che vi ha fatto di male sto tizio da essere considerato l’archetipo del coglione?”

      Partiamo dal fatto che è un archetipo, altrimenti non lo avrebbero preso per fare la pubblicità.

      Il problema quindi non è quell’individuo, ma l’umanità che ci si rispecchia.

      E che è la tipologia che vedo in giro la notte con i gipponi parcheggiati in doppia fila;

      è la tipologia dell’italiano che va a fare turismo sessuale in Tailandia;

      è la tipologia del proprietario del locale che fa buttare i rifiuti in mezzo alla strada dai peruviani che lavorano in nero;

      è la tipologia del padrone di casa che si faceva pagare l’affitto in nero da una famiglia etiope e poi l’ha sfrattata per morosità…

      • Moi says:

        … sulle prime o pensate che potesse essere il famigerato 😉 Gian Luca Vacchi, o qualche emulo ! … E in pogni caso , se l’ ho confuso, è perché “archetipicamente” è quell’ Umanità lì che a sessant’anni crede di averne compiuti venti per la terza volta 😉 ! … Capisco tutto l’ Esistenzialismo che c’è dietro, ma c’è modo e modo, no ? 😉

        • Moi says:

          “ho pensato” e.c.

        • PinoMamet says:

          L’ho pensato anch’io!

          Poi ho pensato anche a un altro tizio, un barbone che è stato raccolto, lavato, pettinato da hipster e lanciato come modello (ma forse ce ne sono stati diversi, o perlomeno così l’hanno raccontata- ovviamente sarà una balla).

      • roberto says:

        Si Miguel,
        Ho capito che è un archetipo, ma mi sfugge il perché?
        Barba e capelli curati?
        Cellulare?
        Tatuaggi?
        Tutto insieme?
        O solo una questione epidermica?

        • Per roberto

          “Tutto insieme?”

          Forse sì.

          E’ il ritratto vivente di centinaia di individui che popolano le notti fiorentine: è il Movido in persona, insomma.

          Cioè la persona che alle due, tre di notte, ha i mezzi per comprarsi una Suv da parcheggiare in seconda fila (specializzazione, il blocco delle ambulanze) e mantenere un intero popolo di spacciatori.

      • daouda says:

        MIguel MIguel va sempre a finire che il coglione è a Destra ( La destra che pensi te ovviamente, che destra non è ).

        Sei ripetitivo e scontato

        • Per Daouda

          “Sei ripetitivo e scontato”

          E tu sei molto bravo, perché leggi e commenti e critichi e ti infervori a gratis, per qualcuno ripetitivo e scontato.

          • daouda says:

            fermo restando che io scrivo per farti divenire intelligente ( e nello sforzo di comprendermi e nello sforzo di cmbiare le tue proprie categorie farlocche ) io non mi infervoro mai neanche se gioco a farlo.
            Per il resto mi mancavate e dovevo criticare e si, malauguratamente non mi paga gnisuno.

            DUSCIEH

    • Francesco says:

      Roberto, la tua domanda è seria o ci stai perculando?

      il Nostro ha tutto per essere l’archetipo del coglione, e del resto se uno è scelto per fare pubblicità e il miglior consumatore del mondo è un coglione … ma su questo non sono del tutto certo

      devo però dire che il naso non mi sembra alludere al consumo di polverine bianche, pare sano e vigoroso!

  6. Peucezio says:

    Emile Ratelband…
    Non ne sapevo nulla.

    Io come al solito sono una fucina di idee e la gente mi copia.
    E non mi dà manco una lira.

    • Moi says:

      Di base, la “rùmba(*)” 😉 è sempre quella :

      Anni Sessanta :

      Fuoronate 😉 da Fricchettoni UltraElitarii

      Novelli Anni Venti :

      Fenomeni di Massa

      (*)

      Sì, l’ espressione idiomatica (purtroppo datata, ma se lo dici riaccendi i ricordi dei nonni a tanti ;( … ) deriva dal noto ballo Caraibico giunto in Italia negli Anni Trenta, estremamente chiassoso e movimentato … almeno per chi , in Emilia Romagna, aveva l’ abitudine alle polkettine e alle mazurkine ! 😉

  7. Moi says:

    Ho provato il GoogleImage Reverse Search e … bingo, Gringo ! 😉

    Home Lifestyle Alessandro Manfredini, chi è e da dove arriva?
    Alessandro Manfredini, chi è e da dove arriva?

    https://modaeimmagine.it/alessandro-manfredini-arriva/

  8. Mirkhond says:

    Pino

    Alla fine dei commenti al post sulle Foreste ecc., ci sono delle osservazioni per te.

  9. Moi says:

    … di nuovo Gianfranco Vissani VS il Governo !

    https://www.youtube.com/watch?v=XO0VjFylij4

  10. Moi says:

    A me Carlo Verdone piace(va) … nel senso che mi piaceva all’ inizio, nei film vecchi , poi ad essere buono già con gli Anni Duemila l’ ho trovato stanco e ripetitivo, monotono, prevedibile anche se neppure adesso “bollito” (come dicono in gergo da Critici 😉 …) :un po’ci provaa svecchiarsi, ma fa fatica ! … Poi anche lui risente del politically correct che inibisce di mostrare contraddizioni e ipocrisie della Perbènia Pariolina 😉 !

    • daouda says:

      veramente Verdone non è più guardabile dai novanta tutti compresi in su quindi per la stragrande maggioranza della sua carriera

  11. Moi says:

    Invece, vi dirò che mentre stavo guardando per la prima volta (in Italiano, prima della Candidatura agli Oscar, che eravamo in meno della metà in sala …) il film Parasite ho pensato che _ ovviamento al netto di un “setting” nella Corea del Sud coeva _ fosse un capolavoro paragonabile a quelli che l’ Italia fece e a causa di questa (!) Classe Culturale potrebbe NON rifare mai più :

    i “Mostri Sacri” tipo Alberto Sordi, Nino Manfredi, Ugo Tognazzi, Gassman e De Sica (… entrambi nel senso di Vittorio ! 😉 …) … ebbene : proprio in quel momento è parito dal disco in vinile Gianni Morandi ! 😉 … Non vi dico, l’ effetto, poi nel rivederlo in V.O. sottotitolata quando emerge una canzone in Italiano da una lingua che senza sottotitoli sarebbe stata (almeno per me, pur sapendo pronunciarne le scritte sullo schermo) incomprensibile !

  12. Moi says:

    Gabriele Muccino mi è piaciuto davvero forse solo nel giovanilistico agrodolce L’ Ultimo Bacio e già meno nel sequel ! … Mi ero preparato psicologicamente (… NON posso andarlo a vedere “a freddo” 😉 !) a Gli Anni Più Belli ma me lo son perso !

    Era difatti il periodo in cui _ Ubi Maior Minor Cessat _ il Lumière stava proponendo la rassegna completa (… ma NON completata, a causa di’sto Covid XIX di merda !) di Bong Joon Ho in Coreano sottotitolato : uno più interessante dell’ altro, sul serio !

    • Moi says:

      Un altro i cui film NON riesco apoter vedere senza previa (ancor più) intensiva 😉 “sessione” (come dicono adesso per “seduta” …) di TrainingAutogeno è Nanni Moretti, che ritengo Aver Tradito Sé Stesso dopo Palombella Rossa e che ne Il Caimano ho trovato patetico, ridicolo e velleitario … dopo è risalito, ma semplicemente perché dubito (o almeno , lo spero per lui …) ch’ egli possa fare di ancor peggio !

  13. Buone notizie dalla Cina, invece (poi queste cose di solito sono semplicemente minacce a vuoto, ma si spera sempre).

    Come risposta alle minacce statunitensi per Hong Kong (cosa c’entrino gli Stati Uniti con Hong Kong, non si sa), la Cina minaccia dazi sulla soia e sulla carne di maiale, due delle attività industriali più devastanti che esistano.

    Magari!

    • Francesco says:

      Miguel

      se io fossi cattivo, ti potrei proporre un papiro su cosa possano c’entrare gli Stati Uniti con gli abitanti di Hong Kong

      siccome sono peggiore, ti dirò che trovo tristemente prevedibile questa deriva autoritaria del catastrofismo ecologista

      • Per Francesco

        “se io fossi cattivo, ti potrei proporre un papiro su cosa possano c’entrare gli Stati Uniti con gli abitanti di Hong Kong”

        1) Sicuramente Hong Kong è un mostro prodotto dalla guerra dell’oppio, e poi dai traffici transpacifici. Ma qui non è che il governo americano dice, “Hong Kong ci serve”. No, dice, “la Cina sta trattando male i cittadini di Hong Kong”, e lì non capisco cosa c’entrino gli Stati Uniti.

        2) I (possibili) dazi sulla soia statunitense non hanno nulla di ecologico, sono soltanto una rappresaglia per altri dazi; e temo che la Cina continuerà a importare dal Brasile e dall’Argentina.

        3) Sui danni da soia, la questione è semplice: la soia serve sostanzialmente come mangime per animali e per fare carburanti. E si coltiva utilizzando pesticidi studiati per eliminare su vasta scala qualunque altra forma di vita, che non sia la soia.

        • Francesco says:

          1) ti ricordo che non sempre i figli sono uguali ai padri: HK sarà anche nata dalle oscene guerre dell’oppio ma mi pare sia diventata qualcosa di molto interessante nei secoli

          2) non ho nulla a favore della soia, naturalmente

  14. Moi says:

    A proposito di Parasite saran d’accordo i Fissatoni de’ Fattezze Somatiche del fatto che _ checché se ne trìggherino 🙂 i SJWs ignorando il contesto … _ quando per la festa del cinno 😉 , Song Kang-ho (Signor Kim) e Lee Sun-kyun (Signor Park) si conciano da Guerrieri Nativi Americani, be’ … lo sembrano sul serio ! 😉

    L’ origine Asiatica de’ Nativi Americani attraverso una Beringia ghiacciata dei “Pellirosse” 😉 pare che sia accertata e … la Penisola Coreana (… assieme all’Isola di Hokkaido , ma NON l’ intero Cipango 🙂 !) è la zona dell’ Estremo Oriente che mediamente “sforna” la gente più alta e robusta ! … Addirittura, la statura media in Corea (…. che svetta sul resto dell’ Estremo Oriente !) pare che sia appena al disopra (!) di quella Italiana !

    • PinoMamet says:

      I coreani hanno influssi tungusi;

      quella gente lì, tipo i Manchù, sono alti e robusti.
      O meglio erano, perché di Manchu purosangue in Cina ne sono rimasti pochini.

      C’era una modella, che ogni tanto andava da Maurizio Costanzo, mi ricordo;
      e un maestro cinese di kung fu, non ricordo il nome, che operava in Italia (insegnava il bajiquan, per gli appassionati, un sistema molto pratico e potente, da militari quali i suoi antenati).

  15. Mirkhond says:

    Forse si chiamava Dong Mei.

  16. Nigredo says:

    Quasi OT retroattivo, non ricordo dove si era parlato del razzismo negli usa.
    Due articoli che mi sembrano abbastanza imparziali e da 2 punti di vista diversi sulla faccenda.

    https://dissidentvoice.org/2020/06/whos-trashing-downtown-every-night-and-why/

    https://www.unz.com/chopkins/the-minneapolis-putsch/

    Purtroppamente in inglese..

    • Nigredo says:

      In effetti il primo non è così imparziale, ma tutto sommato equilibrato se non siete convinti che gli usa siano un paradiso.

    • Per Nigredo

      Rovics è un cantautore anarchico, molto lucido (ci siamo anche scritti qualche volta, mi avrebbe fatto piacere farlo venire in Italia)…

      Transguglo un brano del suo articolo, con una riflessione molto interessante.

      “Pertanto, per ragioni diverse, ma con lo stesso effetto, i media parleranno di persone che bruciano i “loro” quartieri. In questi giorni è fuori moda riferirsi a loro come “animali”, che era un ritornello comune durante la rivolta nazionale del 1991 che i media chiamano “rivolte di Los Angeles”. Trump preferisce il termine razzialmente “criminali”, che è solo una versione leggermente aggiornata di “animali”.

      Nessun affittuario gravato dagli affitti che è stato sfrattato più volte, come nel caso di milioni e milioni di persone negli Stati Uniti, ritiene che i quartieri in cui vivono siano “i loro” quartieri. La maggior parte delle persone della classe operaia nell’America urbana stanno lottando per rimanere nei “loro” quartieri. Vengono costantemente sfrattati e cacciati dai “loro” quartieri. Gli yuppy cambiano casa e li vendono a prezzi impossibili, e i “loro” quartieri diventano rapidamente irriconoscibili e inaccessibili. Vi è un enorme tasso di sfollamenti e ciò che può essere accuratamente descritto come pulizia etnica in atto in città in questo paese, che dura ormai da secoli. È stato interrotto solo per periodi di tempo attraverso una forte legislazione sul controllo degli affitti, che esisteva in stati come New York e Massachusetts. Ma le comunità multi-generazionali e reali sono sempre meno numerose, a causa del fatto che l’abitazione è un investimento per i capitalisti in questo paese, non un diritto, per niente.

      Quindi nessuno sta bruciando il “proprio” quartiere. Nella misura in cui le persone locali sono coinvolte in queste attività – che sono molte, siamo molto chiari al riguardo, e questa non è una novità, per niente – i quartieri che stanno bruciando non sono i loro. Sono di proprietà di persone che spesso si sentono invasori. Tuttavia, questi invasori possono essere proprietari di attività commerciali “mamma e pop” o proprietari terrieri “mamma e pop”. I media faranno riferimento a qualsiasi azienda come una “piccola impresa” se non è una grande azienda. Ma qualcuno che gestisce un ristorante che serve cibo che molte persone in un determinato quartiere non possono permettersi di mangiare, pur adattando facilmente la descrizione dei media come una piccola impresa “mamma e pop”, non viene spesso visto dalla gente locale come parte del “loro community “o come particolarmente distinguibile da una catena di negozi come Target. O l’istituzione “mamma e pop” in questo caso, o la catena di negozi, avranno lo stesso impatto, di aumentare il costo degli alloggi nel quartiere ora più “desiderabile”.”

      • Francesco says:

        >>> accuratamente descritto come pulizia etnica in atto in città in questo paese, che dura ormai da secoli.

        ecco, secondo me questa roba la ha scritta il tizio con la barba curata e i tatuaggi. e se non lo ha fatto avrebbe potuto benissimo farlo, il livello è proprio quello!

    • Per Nigredo

      “https://www.unz.com/chopkins/the-minneapolis-putsch/”

      Unz è spesso sopra le righe, però se sommiamo i due articoli:

      1) esiste un immenso conflitto sociale negli Stati Uniti

      2) ci spacciano questo conflitto come un semplice fatto di “cattiveria razzista”, di “odio” un fatto morale, da cui ci devono salvare i buoni sentimenti…

      3) in realtà, è una questione di ceto, non di pelle. Abbiamo i miliardari; abbiamo un ceto medio, storicamente bianco (e qui il razzismo c’entra, ma mezzo secolo fa…) alla canna del gas, e abbiamo un sottoproletariato sbandato, storicamente spesso di pelle nera.

      Se capiamo ad esempio la gentrificazione, di cui parla Rovics, capiamo perché l’antirazzismo è (spesso) il socialismo degli imbecilli.

      • Mirkhond says:

        In che senso sarebbe il socialismo degli imbecilli? Perché non vuole/può risolvere la questione urbanistica?

        • Per Mirkhond

          “In che senso sarebbe il socialismo degli imbecilli? Perché non vuole/può risolvere la questione urbanistica?”

          Splendida domanda.

          L’ “antisemitismo socialismo degli imbecilli” e il suo contraltare, “l’antirazzismo socialismo degli imbecilli”, hanno in parallelo l’attribuire a una “cattiva idea fanatica” (supremazia giudaica, supremazia bianca), affrontabile in semplici termini morai, la causa di processi storici immensi.

          I marxisti direbbero che “le vere cause sono di classe”, io ho qualche dubbio.

          Per questo ho parlato di “ceti”, perché non so quanto valga oggi il concetto di Marx, di classi con un ruolo specifico in termini di produzione. E forse nemmeno “ceti” è il termine giusto, perché non sono gruppi antropologici o caste.

          Mi va bene anche dire che è una questione di “urbanistica”, perché tocca un aspetto importante.

          • Z. says:

            Ricordiamo che in ogni caso gli imbecilli sono sempre, sempre, gli altri 😉

            • Mauricius Tarvisii says:

              Sicuramente non sono io 😀

            • Per Z

              “Ricordiamo che in ogni caso gli imbecilli sono sempre, sempre, gli altri 😉”

              Certo, lo davo per scontato.

            • Peucezio says:

              D’altronde, altri o no, se uno costruisce la definizione della propria identità in senso contrappositivo, è sicuramente un imbecille integrale.

              Vale anche, ovviamente, per il razzista, se il suo scopo non è esaltare la propria razza, ma denigrare le altre.

              • Moi says:

                … be’, in USA c’ è chi si offende a morte se dici “It’s OK to be White”, e mentre pensano alle parole succedono i casi come George Floyd !

              • Z. says:

                Oddio… uno che “esalta la propria razza”, già solo per questo, fatico a considerarlo un genio 🙂

              • Peucezio says:

                Cioè uno dovrebbe deprimere il proprio sostrato biologico.

                Ma la vita, per quanto possiamo astrarci in una speculazione sempre più sottile ed eterea, cammina sulle gambe della materia.
                Che per i viventi significa le cellule, in DNA, le forme fisiche, la fisionomia.

          • Prendiamo il caso del pizzaiolo egiziano sottopagato, se non in nero, che lavora nel centro storico di una città italiana.

            Torna a casa alle tre di notte, a dieci, venti chilometri di distanza perché non può pagarsi l’affitto in centro, interamente in mano agli speculatori.

            Suo figlio cresce in mezzo a figli di egiziani, di marocchini e di zingari.

            Ragazzi che covano dentro una rabbia tremenda, e non frequentano “bianchi”: tra di loro creano una sottocultura di droga e piccola delinquenza e bravate.

            Il padre, che è una persona eccellente, non ha il tempo di seguirli, perché se no, non riesce a pagare l’affitto della casa; la madre quasi non parla italiano, e non saprebbe cosa insegnare ai figlioli.

            E ti viene fuori il “quartiere degradato”, additato da tutta la città come covo del Terrorismo Islamico.

            E siccome effettivamente lì quei piccoli delitti da sfigati che interessano alla polizia sono più numerosi, diventa il quartiere che fa paura a tutti i “bianchi”; e siccome la gente non fa mica tutti questi ragionamenti (come dice Roberto, io faccio il “filosofo”), dicono da una parte che è “colpa dei razzisti” e dall’altra che è “colpa della cultura degli immigrati”.

            Come se fosse una questione morale.

      • Nigredo says:

        Seguo unz perché lascia spazio a gente parecchio diversa, anche se sono quasi tutti conservatori. Ce ne sono pure parecchi ossessionati dalla questione del QI dei neri e cose del genere, ma bastano i titoli 😀
        Comunque mi sembra utile scorazzare su siti americani per farsi un’idea della complessità degli usa, sono un paese gigantesco, hanno 6 volte la nostra popolazione e una storia unica.
        E soprattutto sono i professionisti dell’immaginario.

      • habsburgicus says:

        qualcuno parlò dell’antisemitismo come socialismo degli imbecilli (Kautsky ? o il suo “rivale” revisionista Bernstein ? entrambi comunque circoncisi e poi nella USPD :D, a differenza dell’ala patriottica dell’SPD rappresentata da Noske e Winnig, che restarono nella MSPD=SPD maggioritaria e cercarono di VINCERE durante la guerra…Noske, odiato a sx per questo, eliminerà gli spartachisti di Liebknecht* e della Luxemburg nel gennaio 1919 e, anche per quello, per decreto ad personam di AH non fu privato della pensione, a differenza di quasi tutti i socialdemocratici, alcuni dei quali furono privati anche della libertà)

        *Liebknecht, rarissima avis, era un tedesco, anche secondo le posteriori leggi di una certa città del 15 γορπιαῖος 2246 secondo i greci 😀
        fu l’unico deputato che votò contro i crediti di guerra al Reichstag già il 2/12/1914 (ma ad agosto 1914, obtorto collo, li votò anche lui in pubblico da VERO MARXISTA LIGIO AL PARTITO, dopo avere in privato in una votazione segretissima del Comitato Centrale già votato contro..ciò era censurato nei libri tedesco-orientali, che amano “gli eroi” senza macchia :D); l’SPD lo cacciò
        Haase (non-tedesco secondo le “leggi” citate :D) e gli altri capi di quella che sarà la USPD (spesso, idem) iniziarono a votare contro nel 1916, dopo un crescendo di mormorii nel 1915..furono espulsi dall’SPD (alcuni se ne andarono loro sponte) e il 6/4/1917 fondarono l’USPD (SPD “indipendente”), disfattista chiaramente desiderosa della sconfitta della propria patria
        l’SPD da luglio 1917 iniziò a propugnare una pace senza annessioni (insieme ai cattolici dello ZP e ai progressisti e financo all’ala sinistra dei NL) ma equanimità vuole che non la si possa accusare di avere tradito la Germania (e l’ala più a destra, Gustav Noske e August Winnig, apertamente continuò ad auspicare la Sieg, fino all’autunno 1918)
        diciamo che, per semplificare, quella che fu la possente SPD pre-1914 si divise durante l’immane conflitto in tre
        i.i liebknechtiani (spartachisti), ultra-marxisti fanatici, apertamente fautori della disfatta tedesca, non per amore di Londra e Parigi (sia chiaro !), ma per poter marxistizzare la Germania prostrata..erano i leninisti tedeschi, cui andò male a differenza di Vladimir..da marxista puro, assoluto, al 100 %, Liebknecht sputava di fronte all’idea borghese di Patria..a lui interessava la Rivoluzione, basta ! di lì deriva gran parte del KPD
        ii.l’USPD simili ai liebknechtiani ma meno conseguenti e con titubanze (e meno coraggio che va invero ascritto al fanatico marxista Liebknecht); alcuni desideravano la sconfitta della propria patria per fare la rivoluzione, ma altri si limitavano (da autentici fessi !) a credere che alla sconfitta sarebbe seguita la democrazia ! alcuni avevano illusioni sulla “bontà” dei franco-inglesi (e poi soprattutto di Wilson), che mostreranno a Versailles il loro amore per la democrazia tedesca 😀 la prima parte entrerà nel KPD, la seconda ritornerà nella SPD e ne costituirà il centro-sinistra
        iii.l’SPD (MSDP) la si può criticare ma fu ingiusto accusarla di Dolchstoss ancora divisa, ma solo in correnti, fra i centristi (Ebert, Scheidemann) e la destra (i citati Noske e Winnig), realmente patriottica

        • Z. says:

          Non si dovrebbe dire “sua sponte” anche alla 3a plurale?

          • habsburgicus says:

            quasi certamente sì….
            ma per i socialdemocratici facciamo un’eccezione, no ? 😀

            • Z. says:

              🙂

              Anche per Otto Wels fu mantenuta la pensione, e pare che zio Adolfo si assicurasse che gli fosse regolarmente versata. Così ho letto, almeno.

      • Francesco says:

        no Miguel

        le mie scarse conoscenze sociologiche ed economiche mi impediscono di accettare questa descrizione della società

        1) abbiamo i pochi ricchissimi e questo ormai lo sappiamo tutti
        2) il ceto medio andrebbe almeno definito in qualche modo, e contato.
        3) il proletariato? i lavoratori? una volta erano la maggioranza della società, moh sono estinti?
        4) il sottoproletariato sbandato per definizione non lavora: quanti sono? cosa fanno davvero, al di là delle statistiche ufficiali e dei pensieri delle signorine perbene?

        dubito della tua descrizione perchè se fosse vera NON ci sarebbe nulla da bruciare e saccheggiare, infatti nelle mille sterminate favelas non ci sono questi fenomeni

        giusto?

  17. Almeno siamo in due a rifiutare lo smartòfono. Ed ho anche smesso di guardare le notizie alla Bradburyana TRI-VU… preferisco prenderle direttamente dalla fonte, dalle (purtroppo ormai poche) emittenti internazionali rimaste sulle onde corte… Ed anche su quest’ultimo argomento, ci sarebbe molto da discutere… negli anni della Seconda Guerra mondiale i Paesi Alleati contro il nazismo potenziarono le loro trasmissioni verso l’Europa occupata, ora in emergenza Covid molte emittenti hanno ridotto se non sospeso il servizio internazionale multilingue… segni dei tempi…

  18. Z. says:

    Secondo i manifestanti democratici, ieri a Roma, la mafia avrebbe dovuto uccidere il Presidente della Repubblica e Conte è stato stipendiato da Bill Gates per contagiarci col covid.

    Il bello della democrazia è che ogni Paese ha il governo che si merita, e pure l’opposizione che si merita.

    • Per Z

      “Secondo i manifestanti democratici, ieri a Roma, la mafia avrebbe dovuto uccidere il Presidente della Repubblica e Conte è stato stipendiato da Bill Gates per contagiarci col covid.”

      “I manifestanti” vuol dire l’intero complesso di quelli manifestavano ieri, in veste ufficiale.

      “Alcuni manifestanti” vuol dire sempliemente, “alcuni manifestanti”.

      Pensa alla differenza tra le frasi:

      “I bolognesi vivono spacciando droga”

      e

      “Alcuni bolognesi vivono spacciando droga”.

      Anche se effettivamente attribuisci queste affermazioni solo ai manifestanti democratici, quelli antidemocratici invece presumo che rispettino per definizione le autorità come Mattarella e i potenti come Gates.

      • Non mi interessano i manifestanti di ieri a Roma, ma mi affascina il passaggio logico dal particolare al generale.

        Sul Fatto Quotidiano leggo:

        La frase [su Mattarella] ripetuta due volte è stata registrata dal giornale online “Globalist”: a pronunciarla un manifestante che stava tenendo il lungo tricolore in via del Corso per il corteo delle opposizioni per il 2 giugno. Presa di posizione di Meloni, Tajani e Salvini: “Vergognoso e ignobile”.

        A parte che Mattarella campa benissimo lo stesso anche se uno sconosciuto manifestante dice una scemenza a suo proposito… ma è un esempio da manuale di come sia facile generalizzare, ed è un tema che abbiamo spesso trattato qui.

        Tipo, “un predicatore saudita ha detto, decapitiamo gli infedeli!” (caso particolare) diventa “i musulmani dicono, decapitamo gli infedeli!” (caso generale) e questo diventa “il meccanico Ahmed vuole decapitare gli infedeli!” (caso particolare).

        • Francesco says:

          però sarebbe leggermente diverso se la prima frase fosse “un predicatore saudita, sulla TV di Stato controllata strettamente dal governo locale” invece che “un predicatore saudita, salito su una cassetta della frutta a un crocicchio di una cittadina di provincia di 124 abitanti”

          😉

      • Z. says:

        I manifestanti erano i seguaci di Pappalardo, quelli che hanno rilasciato le dichiarazioni di cui sopra (anche dal palco).

        I politici erano qualche decina, forse qualche centinaio, ed erano lì per lavoro. Hanno anche litigato tra loro, tra l’altro…

  19. Arrestati nei Caraibi alcuni imprenditori italiani che coniugavano innovazione e la tradizione del Made in Italy.

    L’elenco è perfetto:

    ” Tra loro, l’ex presidente del Padova Calcio che costruiva resort nel mondo, il camorrista che ricicla capitali sporchi del clan Contini, e poi la rapinatrice di gioielli siciliana specializzata in truffe alle anziane, l’imprenditore del nord in fuga dopo aver lasciato voragini finanziarie, il narcotrafficante di cocaina che ormai aveva messo su una catena di ristoranti rinomati, il responsabile di bancarotta, il sospettato di contraffazione.”

  20. Francesco says:

    come mai nessuno di voi signori ha notato l’edificio di sfondo alla foto?

    tutt’altro che moderno o hipster, cosa significa?

    • Per Francesco:

      “come mai nessuno di voi signori ha notato l’edificio di sfondo alla foto? ”

      Vero!

    • PinoMamet says:

      “cosa significa?”

      Che il fotografo non aveva voglia di spostarsi 😉

      e secondo lui le linee di prospettiva dell’edificio, da quell’angolatura, guidavano l’attenzione verso lo sguardo del modello.

      Non vediamoci troppi significati…

  21. Nigredo says:

    Che si intona con la camicia e i tatuaggi 😀

    • Francesco says:

      non è troppo “vecchio” per i tatuaggi e la camicia portata in modo così moderno?

      è come se volesse tranquillizzare il vecchio che compra l’abbonamento Iliad “zero gigghe” dicendogli che sotto sotto è una roba da vecchi che può andare bene per lui

    • Nigredo says:

      “Vecchio” è relativo, secondo il P.C. si ha l’età che si sente di avere e la credibilità sembra direttamente proporzionale ai soldi che hai 😀
      Mi sa che il messaggio è sia: i fichi (senza età) e gli imbranati possono fidarsi di Iliad.

    • Nigredo says:

      Poi magari mi sbaglio, ma sembra uno di quei palazzoni costruiti quando c’era lui, un altro messaggio subliminale 😀

  22. KARL says:

    Per Miguel :
    “Arrestati nei Caraibi alcuni imprenditori italiani che coniugavano innovazione e la tradizione del Made in Italy. ”
    Ma quindi, il famoso “paese senza estradizione” è soltanto un mito cinematografico?
    Qualora invece ci fosse ancora, non capisco perché questi “imprenditori” non ci siano andati, invece che andare in un posto dove l’interpool può braccarti.

  23. Z. says:

    Come ho accennato oggi a uno di voi, soggetti come quello in foto li ho visti solo a Milano (e a pensarci bene, in una puntata di Coliandro). Non dico che qua non ce ne siano, ma non li ho mai incrociati, che io ricordi.

    • Nigredo says:

      Si vede che è un’esclusiva del nord, che culo eh ?

    • PinoMamet says:

      Z. sta in Emilia Romagna… mi fa piacere (davvero) che non sia considerata nord!
      😀

      però a Parma ahimè ne vedo, ne vedo…

      • Nigredo says:

        Ah, l’ho confuso con Peicezio ? che è pugliese.
        E qua in piemonte direi che sono soprattutto in prov. di To.
        In prov. di CN, dove lavoro, non ne ho visti. Tatuati ce ne sono, anche quasi ricoperti, ma in genere sotto i 30 anni.

        • Nigredo says:

          *Peucezio

        • Z. says:

          Ezio si fa passare per pugliese ma parla milanese DOC. Il che rende effettivamente assai probabile che sia davvero di origini pugliesi!

          La storpiatura del suo nome da noi preferita è Paucezio. Suona molto romagnolo, e soprattutto suona denigratorio 😀 😀 😀

          • Peucezio says:

            Non parlo affatto milanese DOC, lo farfuglio stentatamente.
            E nemmeno capisco sempre tutto (anche se probabilmente lo parlo e lo capisco meglio mediamente di un milanese da generazioni della mia età o più giovane).
            Mi piacerebbe parlarlo bene.

            Il barese invece lo parlo con scioltezza, come il mio dialetto nativo, anche se non sono cresciuto nella vera dialettofonia, purtroppo per me.

            • Mirkhond says:

              Il milanese doc credo che non lo parli più nessuno, almeno a Milano.
              Forse in provincia.

            • PinoMamet says:

              Mi pare che a Milano ci sia un gruppo che fa teatro dialettale piuttosto seguito (non roba di grandissima qualità… le solite cose dialettali) che si chiama I Legnanesi, che usa appunto il milanese di provincia.

              Ma ignoro se sia una parlata ancora vitale.

              Calcola che qua c’è un gruppo di ragazzi, simpatici, che sono diventati famosi con i soliti doppiaggi di filmati in dialetto.

              Ora, prima di tutto loro stessi si sono accorti di non saperlo di conoscerlo male e di saperlo scrivere peggio.
              E si sono rivolti a un dialettologo dell’università per le correzioni.

              Poi sono andati a fare delle presentazioni nelle scuole (nelle inutilissime “assemblee di Istituto”…) e lì si sono accorti che – non voglio esagerare- l’80% dei ragazzi non capiva il dialetto.
              Non solo stranieri o originari di altre parti d’Italia…

            • PinoMamet says:

              Ho avuto, ora che ci penso, uno studente che ha ospitato un ragazzo tedesco per uno scambio tra scuole.

              era la festa del patrono locale, e gli ha regalato ua maglietta a tema, con sopra una scritta in dialetto.

              Gli ho detto “beh, almeno traducigliela”; risultato: non ne aveva la più pallida idea.
              Locale al 100%, a quanto ne sappia.

            • Mirkhond says:

              Confermo l’ottima conoscenza del barese da parte di Peucezio.
              Cosa che mi stupì quando lo conobbi, visto che i baresi tendono a perdere la loro parlata quando si trasferiscono altrove, soprattutto nel Nord.
              A maggior ragione poi per uno che è praticamente sempre vissuto a Milano….

              • Mirkhond says:

                Però l’accento milanese ce l’ha, e di aspetto sembra più un settentrionale che un meridonale. 😉

              • Peucezio says:

                Mirkhond,
                per forza.
                Con te si parla sempre di argomenti alti e nel sud, quando uno si avvicina all’italiano standard (parlo solo di avvicinarsi: non ho studiato dizione, non sono né toscano, né romano o simili, quindi ho preso cose da Bari e da Milano), viene percepito come milanese.
                Se con te fossi come coi miei amici cazzoni (molto intelligenti, ma anche più “caciaroni”, come si dice a Roma), con cui ci si prende per il culo, si fanno battute, si sparano cazzate (oltre ad argomenti seri), molto probabilmente mi percepiresti molto meno settentrionale.
                Non parliamo se mi vedessi nel mio contesto famigliare.

                Una mia amica (anziana, amica di miamadre) di Bari, nata nelle case popolari dietro il Redentore (non precisamente un quartiere di alta borghesia), con origini baresi e non ricordo se del Sannio o dell’Irpinia, fede da giovane un corso di dizione e da allora, quando parla in italiano, parla senza nessuna inflessione, come un attore (quindi, diversamente da me, con tutte le ‘e’ e ‘o’ aperte e chiuse giuste, i raddoppiamenti sintattici giusti, tosco-romani, ecc.). A Milano c’è stata poche volte per pochi giorni a trovare noi.
                Bene, quando parla i baresi si convincono immancabilmente che sia milanese. Poi capita che faccia la battuta in dialetto e rimangono sorpresi, capendo che è di Bari (ho assistito proprio alla scena).

  24. Mirkhond says:

    Uno degli elementi che accomuna i commentatori di questo blog, è che sono praticamente quasi tutti settentrionali….

    • PinoMamet says:

      Li avevo già contati un’altra volta, ma a me non pare…

      tu e Peucezio siete meridionali; Roberto è tanto settentrionale quando meridionale; Mauricius è meridionale;
      Lisa è toscana (e un paio di non abituali); Daouda è romano.

      Z. è romagnolo residente in Emilia 😉 , io sono emiliano “mei generis” (e me’ cojonis e possiamo sembrare settentrionali solo per una questione di prospettiva 😉
      (come ne I soliti ignoti, quando Ferribotte si preoccupa per gli auspicati da lui futuri parenti “sono abruzzesi, è gente del Nord…”)

      rimangono Habs e Francesco!!

      • Z. says:

        Non provocare il Duca 😀

      • PinoMamet says:

        Oh dimenticavo Moi!!

      • daouda says:

        Moi è Miguel sotto smentite spoglie

      • Mauricius Tarvisii says:

        Definire me e Peucezio meridionali mi pare molto una forzatura. Me, in special modo.

        • PinoMamet says:

          Io credevo che tu fossi piuttosto orgoglioso di essere meridionale.

          • Moi says:

            … Mauricius NON crede a Identiarismi da Ius Sanguinis !

          • Mauricius Tarvisii says:

            No, non direi.

          • PinoMamet says:

            Beh, e come ti definisci?
            così rispondiamo alla statistica di Mirkhond.

            (io l’ho già detto: mi definisco residente in EmiliaRomagna e sostanzialmente bastardino, tre parti di italiano vario ma quasi tutte locali e una parte straniera)

            • Mauricius Tarvisii says:

              Non mi definisco.
              Una volta mi hanno detto che si sente che non sono veneto perché uso il passato remoto. E conta che non lo uso praticamente mai, ma evidentemente quell’unica volta che davvero ci voleva devo aver colpito!

            • PinoMamet says:

              E vabbè, così son buoni tutti però, nessuno si definisce mai se non è richiesto.

        • Peucezio says:

          Mauricius,
          “Definire me e Peucezio meridionali mi pare molto una forzatura. Me, in special modo.”

          Ecco, parla per te.
          Robe da pazzi…

          • Z. says:

            Ezio, tu sei milanese.

            Mi-la-ne-se.

            E parli pure con accento milanese.

            Accettalo 🙂

            • Peucezio says:

              Z.,
              ma tu quanti milanesi pensi che esistano a Milano?
              Si vede che proprio non conosci Milano 🙂

              Milano è PER DEFINIZIONE la città dei non milanesi.

              https://www.youtube.com/watch?v=y_r-kqaUaiY

              Ma, attenzione, il punto non è tanto l’origine esterna: io sono un forestiero, vengo da tutt’altri luoghi e vabbè.

              C’entra proprio il fatto che gli stessi discendenti di milanesi (per qualche lato: di puri da tutti i lati credo non ne esistano), quelli sotto in cinquantanni e, ancora di più, sotto i trenta, non sono più milanesi, non c’entrano davvero più nulla con Milano e la milanesità.

              Comunque con te parlo con un accento similsettentrionale (ma se stai attento a certi dettagli scoprirai che ho delle pronunce che non avrebbe nessuna persona cresciuta a Milano) per adattarmi, perché se no non capiresti nemmeno.
              Nei miei contesti più intimi e di confidenza, intanto è un continuo code-mixing col dialetto e comunque anche l’italiano ha un’impronta regionale fortissima, che destruttura la stessa fonetica, morfologia e sintassi italiana con elementi di fortissima caratterizzazione locale e popolare.
              Alla lunga tendo a farlo anche coi settentrionali, se acquisisco molta confidenza. Ci siamo visti poche volte, tutto qui; ma ho amici di anni e anni, milanesi (di origini varie, ma settentrionali) che ormai si sono rassegnati alle mie parole ed espressioni pugliesi, le conoscono e le decodificano nella maggior parte dei casi (ma a volte nascono equivoci).

          • PinoMamet says:

            Mmmm

            se penso alla mia povera zia di Milano, esiterei a definirla milanese.
            Lei stessa di definiva parmigiana, pur avendo vissuto a Milano dall’età di 15 anni circa, e avendo costituito (parole dette al suo funerale) “un pezzo di storia” del suo quartiere.

            I suoi figli, in teoria mezzi romagnoli e mezzi emiliani, mi paiono però l’archetipo del milanese.

  25. Mirkhond says:

    Peucezio è milanesizzato, Roberto bolognesizzato/germanizzato e Maurizio è veneto sia pure di origine salentina.
    Quindi, sì il grosso dei commentatori del blog è costituito da settentronali e settentrionalizzati….

    • Francesco says:

      secondo me ai pugliesi ci vogliono parecchie generazioni a nordizzarsi

      e intanto è Milano che diventa una città pugliese senza il mare!

    • roberto says:

      Germanizzato???!?

      • Mirkhond says:

        Beh sì, moglie tedesca, figli mezzi tedeschi, in famiglia parlate anche in tedesco, vivi in un paese germanico (sia pure in osmosi con la Francia).
        I tuoi discendenti non sapranno più nemmeno l’italiano….

    • Peucezio says:

      Mirkhond,
      ma in che sarei milanesizzato esattamente?
      Nel fatto che mi piacciono le canzoni d’osteria che parlano ossessivamente di merda?
      Sì, quello è l’unico aspetto in cui effettivamente sono milanesizzato.
      E più in generale mi piace tutto ciò che è il mondo popolare milanese, il risotto con l’ossobuco, il bollito di carne, queste cose qui.
      E, più in generale, questo spirito dissacratore slirizzante della cultura, canzone, poesia popolare milanese, in cui le donne, anziché essere angelicate e trasfigurate su un piano metafisico e romantico, sono tutte puzzolenti, con la gamba di legno, l’occhio di vetro, i denti guasti, l’alito fognato, bitorzolute, spelacchiate, obese oppure scheletriche, cagano, scorreggiano, bevono la grappa, ecc.
      Sì, in queste cose ho recepito molto della cultura milanese. E’ roba di cinquant’anni fa (che c’era nei secoli), ma che oggi è quasi sparita; ma la milanesità effettivamente è quella, mica le cazzate di adesso che non sono milanesi.
      Ma è una milanesità che io amo da turista, da ospite, da forestieri che si è innamorato di un universo culturale, quasi con un senso di esotismo (è un mondo così diverso dal mio).
      Tenendo sempre conto che di Italia comunque si tratta e la mia patria prima di tutto è l’Italia, quindi è del tutto normale che io ami aspetti della cultura popolare italiana di un luogo dove vivo e dove quindi ho modo di venirne in contatto, sia pure in forma residuale e testimoniale.

  26. Nigredo says:

    Il nord incombe 😀

  27. Moi says:

    Milanese al 100%

    https://www.youtube.com/watch?v=BTFGbnW35BI

    Giorgio Porcaro

    (che fino a fine Anni Settanta duettava a fare il ” Terrunciello ” con Diego Abatantuono)

    https://www.youtube.com/watch?v=5x61Rc-HBjY

  28. Moi says:

    “Immagini sessiste”. Polemica sull’app Immuni.

    https://www.agi.it/politica/news/2020-06-03/polemica-immuni-sessismo-immagini-sessiste-app-8801959/

    Le immagini a corredo dell’applicazione che ritraggono un uomo al lavoro al computer e una donna che culla un bambino non sono piaciute ad alcuni partiti. E presto saranno sostituite.

    • Moi says:

      Mah : il bello è che fra Huawei , Android , Bluetooth , Cinqueggì, cazzi e mazzi 😉 … è un gran casino e non si capisce una fava su quanto sia obbligatoria e quanto effettivamnte serva ! … Ma, almeno, la polemicaccia da Socials sul Sessismo la capiamo tutti/e/* !

      … Aspetto fiducioso gente “triggherata” anche su Omofobia e Razzismo , che così ‘sta cazz’ di App è più completa ! 😉

    • Per Moi

      “Le immagini a corredo dell’applicazione che ritraggono un uomo al lavoro al computer e una donna che culla un bambino non sono piaciute ad alcuni partiti. E presto saranno sostituite.”

      Vabbe’, io passo il 90% del mio tempo al computer, ma preferirei brandire una spada sui monti!

      Il Vero Maschio non sta attaccato al computer!

  29. Moi says:

    Sordomuti : arriva la mascherina con finestrella (… sigilillata !) trasparente per leggere le labbra !

    https://www.ilcittadinomb.it/stories/Cronaca/coronavirus-le-mascherine-discriminano-i-sordi-la-soluzione-e-farli-trasparen_1352693_11/

  30. Moi says:

    cmq , al netto di un caldo soffocante, l’idea della mascherina per strada NON mi pesa, anzi : è quasi un “cosplay” 😉 da ninja 😉 …

    Spero che resti per sempre facoltativa … quelle poche volte che ho visto dei niqab li ho trovati inquietanti, ma con essa mi sento alla pari !

    • PinoMamet says:

      Moi, sei un uomo verosimilmente grande e grosso, ma anche se non fossi grande e grosso, sei un uomo…

      di cosa caspita vai blaterando di aver paura???

    • Moi says:

      Ma no, Testiiiina 😉 … il Màuntein Làver si esalta !

      … Basta che NON arrivino gli Animaaali a rovinare la Libidine !

      https://www.youtube.com/watch?v=jgqU5tYSwCY

    • PinoMamet says:

      Non saprei… non lo trovo indovinatissimo ma neanche offensivo… credo che abbia fatto incazzare per la tempistica, essendo uscito quando ancora le regioni erano chiuse, per cui suonava come “milanesi, state nella vostra città di merda ché noi ci godiamo la montagna”.
      Non credo che l’intenzione fosse quella, comunque.

    • Peucezio says:

      Mah, sarà che a me i simboli caratterizzanti della Milano di oggi mi fanno cagare e amo quei pochi frammenti della Milano di cinquant’anni fa che ancora riesco a trovare, ma non ci vedo niente di offensivo.

      E’ un po’ la classica diatriba, come il topo di campagna e quello di città (chi era, Fedro? Esopo?).

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