Ma lo sconto si può avere?

Nel mercato globale, ognuno produce la merce che può, per rivenderla all’altro capo del pianeta.

Solo che il Flusso Globale di questi tempi ha qualche intoppo, e non sempre ci sono i runner di Amazon con la mascherina pronti a consegnare agli acquirenti ciò che hanno comprato con i loro soldini.

Così tante merci restano ammucchiate in magazzino.

Ad esempio succede con uno dei prodotti principali dell’Ucraina, i bambini coltivati in appositi e anonimi uteri in affitto.

In questo video, la BioTexCom Clinic, una fabbrica di Kiev che vanta ben 400 dipendenti oltre alle operaie addette alla catena di montaggio, rassicura gli ansiosi clienti sullo stato dei loro acquisti.

Però la merce sarà inevitabilmente un po’ invecchiata alla consegna.

Non so se si possa definire proprio un difetto di fabbricazione, ma francamente, credo che su questo sarebbe giusto accordare uno sconto.

Almeno a chi ha comprato il Pacchetto Premium:

“Cari genitori, se ora non potete attraversare il confine e venire in Ucraina per prendere il vostro bambino, non disperate. Alcuni stati sono già andati incontro ai propri cittadini ed hanno avviato il processo. L’avvocato di Biotexcom Denis German è costantemente in contatto con i genitori che vogliono arrivare rapidamente in Ucraina per prendere i propri figli, fornendo consulenza ed assistenza legale. Agite ed avrete successo!

Ne frattempo, l’amministratore del hotel Venezia, dove i nostri piccoli ospiti stanno aspettando i loro genitori, parla della vita quotidiana dei neonati. Come vivono i bambini? Chi si prende cura di loro e come? Come sono organizzati i pasti, le cure e le passeggiate?

Possiamo solo immaginare come si trovano ora i genitori di queste piccole creature, che sono costretti ad essere a migliaia di chilometri da loro figli tanto attesi. Ricordiamo, a causa della quarantena, la maggior parte dei paesi del mondo, compresa l’Ucraina, ha temporaneamente chiuso i propri confini. E quindi, i genitori ora non hanno la possibilità di venire e prendere i loro neonati e sono costretti a comunicare con loro solo online. A proposito, presto sarete in grado di vedere di persona come avviene la trasmissione di questi incontri toccanti. Vi informeremo costantemente di tutto ciò che sta accadendo, seguite gli aggiornamenti sul canale Biotexcom.”

 

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73 Responses to Ma lo sconto si può avere?

  1. Sul sito della Biotexcom, si legge:

    https://www.uteroinaffitto.com/maternita-surrogata-e-sempre-piu-richiesta-in-ucraina/

    “Un altro motivo importante della popolarità delle madri surrogate ucraine tra i genitori europei è il prezzo. Nell’Unione Europea, oltre ad essere soggetto a diverse restrizioni, il programma ha un costo nettamente superiore (talvolta 3 volte il prezzo del servizio in Ucraina). I listini più economici si potevano trovare solo in India (che adesso ha chiuso i battenti a stranieri minacciando con 10 anni di carcere e multe fino a un milione di rupie), ma solo la legge ucraina è dalla parte dei genitori, il che riduce i rischi a quasi zero.”

  2. E dalla stessa pagina:

    “Inoltre, sul territorio ucraino sono presenti più di 100 centri di medicina riproduttiva che propongono i servizi di procreazione medicalmente assistita (inclusi i servizi di gestazione per altri).

    Questo numero è molto inferiore ai dati reali, in quanto vi sono molte agenzie di maternità surrogata private che non sono tenute a comunicare i propri dati alle autorità. Gli esperti dicono che il numero di gravidanze surrogate è in aumento fino al 20% all’anno e può crescere fino al 40% già nel 2019.”

  3. paniscus says:

    Da come la mettono, sembra che sia un problema specifico che riguarda solo i bambini commissionati su misura agli uteri in affitto…

    Invece, le famiglie adottive che hanno scelto di fare un percorso regolare, che hanno già avuto l’abbinamento ufficiale con un bambino che le aspetta in Etiopa, in Congo, in Vietnam o anche nella stessa Ucraina di cui sopra, e che magari l’hanno già conosciuto, ma non possono fare il viaggio definitivo per andare a prenderlo, lo stesso problema non ce l’hanno?

    Oltretutto, in questo caso il bambino si è già fatto diversi anni di istituto, se li sta prolungando ancora di più, sa di avere già dei potenziali genitori che lo considerano già figlio loro e non vedono l’ora di andare a prenderselo. Ma appunto, forse fa meno notizia perché è più grandicello e quindi commuove di meno…

    • supervice says:

      Siamo ancora il paese che adotta più di Francia, Spagna, Germania, Olanda e Svizzera messi insieme. Competenze in matematica (ed economia) bassine.

      • paniscus says:

        Quale sarebbe il nesso tra l’adozione e le competenze in matematica? L’adozione è roba da sfigati ignoranti, mentre le società più avanzate e competenti la schifano?

        • supervice says:

          Siamo un paese con l’acqua alla gola da 20 anni e facciamo finta di nulla, anche perché abbiamo problemi con la matematica. Adottare è roba da paesi avanzati e ricchi, con un sistema di welfare diffuso ed efficiente.

          • paniscus says:

            e allora come si spiega quello che hai detto prima? Cioè, che in Italia si adotta DI PIU’ rispetto a Francia, Germania, Svizzera e quant’altro?

            Boh, a me continua a sembrare una contraddizione.

      • Peucezio says:

        Io invece non ho capito il nesso fra adozioni e utero in affitto.
        L’utero in affitto significa che a te viene il capriccio di avere un bambino, così come a un altro gli viene quello del nuovo smartphone, e te lo fai fare e tenere in grembo.
        Adozione significa che un bambino esiste, ha bisogno di genitori perché è orfano (o i genitori sono dei criminali, drogati, incapaci di occuparsene, quello che sia…) e tu lo adotti come fosse figlio tuo.
        C’è la stessa differenza che passa fra dare un aiuto economico a un povero e andarsi a comprare un gingillo: comunque spendi dei soldi, ma il risultato è completamente diverso.

        • Per Peucezio

          “Io invece non ho capito il nesso fra adozioni e utero in affitto.”

          Infatti. Credo sia venuto fuori solo per associazione di idee (in Ucraina, bloccano i viaggi per gli uni e per gli altri, che ovviamente sono cose diversissime).

  4. Moi says:

    孤児[みなしご]のバラド

    https://www.youtube.com/watch?v=CoUhprkR-qk

    Minashigo-no-Barado
    (Ballata dell’Orfano)

    Sono un orfano,
    cresciuto senza conoscere
    né la gentilezza di una persona affettuosa
    né le ardenti lacrime di commozione che toccano il cuore.
    Quindi, devo essere forte.

    Se soltanto fossi forte, sarebbe abbastanza.
    Fisso cupamente la stella che attraversa il mio destino.
    Ah…Eppure, ad uno come me,
    quei bambini vogliono bene.
    Per questo pregherò per la felicità di tutti loro.

    • Moi says:

      Per chi se lo chiedesse … quello in parentesi quadre è il furigana e cioè un hiragana usato soprattutto nelle pubblicazioni d’ intrattenimento per aiutare bambini e persone meno colte a intellegere i kanji scritti …

  5. Moi says:

    … Li consegneranno a drone, così che _ almeno in parte !_ avrà fondamento la storiella delle cicogne ?!

  6. Francesco says:

    mi pare evidente che il problema non sia nè il Cv19 nè la globalizzazione

    ma la mercificazione degli esseri umani

    che non mi pare connessa al mio desiderio di comprare del the di Ceylon o delle mutande fabbricate in Vietnam o un cellulare fabbricato in Corea del Sud

    anche se quel non mi pare nasce dal rifiuto di desiderare una società prigione come antidoto alla presente società rincoglionita – non sono ancora nel carrugio del Duca

    • Moi says:

      La mercificazione degli esseri umani distinta dall’ asservire i Vinti confinanti dopo una guerra … NON è un’ invenzione recente :

      https://keynes.scuole.bo.it/sitididattici/farestoria/dizionario/t/t075.htm

      Ne ho scelto apposto uno senza politically correct retroattivo … che si fa pirma ad abolire lo studio della Storia stessa ! Cosa che, a mio avviso, sarebbe un male minore rispetto al suo studio adulterato e ideologizzato dai Liberals … nevvero, Habs ? 😉

      • werner says:

        Lo studio della storia non è sempre adulterato e ideologizzato?

        • Z. says:

          ma no, werner, l’idea è sempre la stessa: “noi siamo obiettivi, gli altri adulterano”

          😉

          • Moi says:

            … OK :

            Luigi XIV di Francia, il Re MetroSessuale 😉 …

            La Crociera TransAtlantica Forzata per la Migrazione Coatta di Forza Lavoro Involontaria ParaSubOrdinata AfroAmericana InterGenerazionale Atta alla Produzione del Cotone nel Settore Commerciale del Tessile 😉 …

            … e adesso osannatemi come un Leader Carismatico e ricoprendomi di Dollaroni a un TED Talk di Liberals !

            😉 😀

        • habsburgicus says:

          spesso sì, ma non dovrebbe..bisognerebbe tornare ad un approccio rankiano e cercare di descrivere i fatti wie es eigentlich gewesen…non facile, chi lo nega ?
          ma possibile
          la grande storiografia tedesca dell’Ottocento ci si avvicinò…
          sarebbe stato opportuno migliorare ancora
          e invece c’è stato peggioramento e regressione
          i grandi difetti, evidenti dai ’30 e soprattutto dai ’60 sono, a mio parere
          i.moralismo (spesso a senso unico, ma poco importa) e attitudine giudiziaria alla storia (tipica degli ultimi anni)..
          invece il vero studioso non dovrebbe farsi influenzare dai pregiudizi negativi e/o positivi, dovrebbe essere freddo come un entomologo..o provarci almeno
          ii.calo del senso critico..oggi si crede a tutto….e invece, de omnibus dubitandum..il dubbio non è mancanza di rispetto..il dubbio è essenziale
          iii.anacronismo (già presente un tempo ma oggi enfatizzato..non si può più trattare, chessò, di un Re secentesco -che magari ha fatto azioni che oggi ci possono apparire intolleranti- senza applicargli, a suo danno e con nocumento della Storia, categorie tardo-novecentesche da intellettualloide “liberal”.. dunque non si cerca più di capire perché Filippo III espulse i moriscos nel 1609 cercando di spiegare se fece “bene” storicamente, in altre parole se rafforzo o no lo stato e perché agì come scelse di agire, bensì aproriisticamente lo si accusa di aver violato i diritti umani e cose simili !)
          senza dubbio il marxismo sovietico (e i suoi avatar occidentali), con l’idea della storia come arma politica al servizio del Partito, ha contribuito a degradare gli studi storici

          • habsburgicus says:

            rispondevo alla domanda di werner
            “Lo studio della storia non è sempre adulterato e ideologizzato?”

            • habsburgicus says:

              scusate alcuni errori ortografici

            • werner says:

              Interessante.
              Ci devo ragionare, ma a prima vista qualcosa non mi quadra.

              Da una parte condivido quanto e nei tre punti che individui sono effettivamente cose che non sopporto in una ricerca storica (ma anche sociologica o antropologica). D’altra parte solo la ricostruzione dei fatti forse può essere oggettiva, ma poi i fatti vanno interpretati e “tradotti” per diventare comprensibili a persone che vivono in culture diverse da quella studiata, e in questa fase le convinzioni dell’interprete creano sempre delle distorsioni. La stessa scelta dei temi oggetto di studio è condizionata dagli interessi dello studioso, dalle sue conoscenze e dalle sue idee. E lo studioso a sua volta è figlio del suo tempo e della sua cultura di appartenenza.

              Certo si può provare a riflettere su se stessi per minimizzare le distorsioni e si può avere l’onestà intellettuale di dichiarare le proprie convinzioni. E probabilmente qui sta la differenza tra “quelli bravi” e tutti gli altri, ma anche “quelli bravi” sono degli uomini non delle macchine.

          • Mirkhond says:

            Concordo in toto!

          • Mauricius Tarvisii says:

            Non sono d’accordo.
            La storiografia politica ottocentesca, tedesca come non tedesca, era ideologizzata. Ed era anche intrisa di hegelismo, come tutto all’epoca. Inoltre le mancavano proprio gli strumenti per cercare di capire veramente la gente delle epoche lontane, strumenti di cui siamo in debito con l’annalistica francese (so che non piace su questi schermi parlare bene dei francesi 😉 ma qui parliamo veramente di un debito inestimabile).
            Magari la medievistica è un’isola felice (rspetto all’antichistica ci credo, ma l’antichistica è sempre stata la pattumiera della storiografia 😀 ), ma non credo che possa esserlo così tanto. E non esistono medievisti seri che parlano della Ad Extirpandam come una violazione dei diritti umani 😀

            • Peucezio says:

              Vabbè, antifrancesi finché vuoi, ma sottovalutare i meriti degli Annales sarebbe proprio da cretini.

              Ma escludo che Habsb si riferisse a quella, che è stata grande storiografia, ma alle puttanate di moda ora.

              Devo dire che effettivamente la medievistica è un terreno che mantiene una sua serietà (lo so per contiguità diretta con gli addetti ai lavori), ma anch’essa non è certo immune dalle fisime e dai tic alla moda, anche se lì non producono magari i risultati caricaturali che producono altrove.

            • Peucezio says:

              Però non disprezzerei affatto la storiografia ottocentesca, non foss’altro, al di là delle impostazioni metodologiche, per il fatto che si usava portare un sacco di dati, fare lavori monumentali.
              E io rispetto sempre chi è legato alla concretezza dei dati.
              Da qualche decennio a questa parte (e anche lì c’entra il disastro antropologico e cognitivo del Sessantotto, con la sua idiosincrasia per il nozionismo, cioè per il sapere) i dati, il lavoro paziente e sistematico, fanno schifo agli studiosi, che preferiscono la fuffa e l’aria fritta.

              • PinoMamet says:

                Mmm il nozionismo non è “il sapere”, ma sicuramente le nozioni ne sono una parte importante.

                Non so se c’entri davvero il Sessantotto (mo’ è di moda incolparlo di tutto), diciamo che mi pare che dalla teoria per cui non possa esistere un discorso pienamente oggettivo (che una teoria non disprezzabile), si è passati all’idea che tutto possa essere letto (all’occorrenza, riscritto) secondo la propria ideologia, che è un “salto” non dovuto.

                In generale, in linea con le tendenze per cui non esiste una realtà oggettiva, è tutto nella nostra testa ecc.

                (Magari sembrerà pindarico, ma mi è venuto da pensarci riguardo alla “didattica online”, che solo una generazione di videogiocari può trovare assimilabile a quella… vera;
                ma sarebbe un altro discorso).

              • Mauricius Tarvisii says:

                Ma io sono il primo a ritenere il contributo della storiografia politica ottocentesca. Evidenzio solo che, appunto, è passata: seguiva metodi che sono “scientificamente” scorretti.
                Esattamente come la storiografia marxista ha avuto giganteschi meriti, ma anch’essa dava una visione parziale della storia.
                Insomma, io penso che non siamo nani sulle spalle di giganti, ma nemmeno giganti sulle spalle di nani!

            • PinoMamet says:

              “ma l’antichistica è sempre stata la pattumiera della storiografia ”

              mm in particolare a chi ti riferisci?

              • Mauricius Tarvisii says:

                All’ultima che ho letto, per esempio. Si trattava di un articolo di divulgazione, lo ammetto, ma aveva un po’ di bibliografia in calce, quindi suppongo che le conclusioni strampalate (ma vedo ora che su Wikipedia qualcuno le ha riportate scrupolosamente https://it.wikipedia.org/wiki/Argentario_(antica_Roma) ).

                In pratica sostenevano che nell’antica Roma esistessero le cambiali (cioè titoli di credito), confondendo con esse cessioni di debito e di credito (istituti completamente diversi) o persino banalissimi contratti di deposito!
                Eppure basterebbe basarsi un po’ più su quello che le fonti effettivamente dicono e un po’ meno a quanto noi vogliamo che gli antichi fossero moderni e simili a noi per non scrivere certe sciocchezze.

                Poi magari è un problema solo nostrano. In fin dei conti, la nostra cultura colta è intrisa di un classicismo manierista di cui pare non si voglia liberare. Però quello che vedo è desolante.

              • PinoMamet says:

                Beh, quello è un articolo di Wikipedia, bisognerebbe vedere cosa dicono le sue fonti (non ho tempo e voglia di farlo ora…)

                ammetto che non mi sono mai occupato di medievistica, perché… perché, perché non mi piace, ma onestamente non credo esista questo divario tra le due specializzazioni (sempre ammesso che siano due “tribù” diverse… francamente non credo, credo invece che ci sia, com’è ovvio, un distacco tra chi si occupa di filologia e letteratura e chi di Storia).

                Il classicismo poi credo sia morto nel ’50…
                le dernier cri 😉 sia accademico che, specialmente, popolare. è senza dubbio il medioevo.

              • Mauricius Tarvisii says:

                No, il classicismo è stato a lungo morente perché per un periodo si è osato dire “ma forse il Medioevo non era così tanto peggio dell’Antichità”. Ora c’è la reazione, che ha sintomi anche colti ed eccellenti, come Heather.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Ah, togli i vichinghi dalla reazione, ché quelli sono gli antenati degli statunitensi e quindi sono diventati buoni a prescindere nella vulgata imperiale 😀

                Il Medioevo latinonon è così tanto di grido, oggi. Game of Thrones non è che un erede dei romanzi gotici, in cui l’ambientazione non è scelta perché ritenuta positiva.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Facciamo anche il terzo commento 😀

                Per Medioevo latino intendo quella realtà identitario-culturale che aveva come baricentro Francia e Italia (o Italia e Francia, a seconda del momento). Irlanda e Germania hanno portato senza dubbio apporti fondamentali, ma sono stati, appunto, apporti.
                Ecco, questo Medioevo italo-francese non mi pare presente in quantitativi degni di nota nelle opere di finzione. Tra i modelli culturali indicati come degni di imitazione, invece, tira solo (decisamente frainteso, ma qui ci importa poco) tra qualche tradizionalista cattolico, che non conta una fava, nella cultura diffusa (le produzioni Rai non sono cultura diffusa: sono l’ultimo verognoso spasmo di una cultura provinciale morente).

              • PinoMamet says:

                Beh sulla scarsa popolarità del Medioevo latino nella cultura di massa gioca un ruolo non da poco il fatto che la maggior parte delle produzioni cinematografiche e televisive a diffusione mondiale siano statunitensi, con notevoli appendici britanniche.

                Hanno quindi il buon gusto di limitarsi a fraintendere il “loro” passato, raramente andando a far danni in quello altrui. 😉

                In compenso, moltissime persone scambiano Game of Thrones, che come dici giustamente è una versione modernizzata di romanzo gotico (e intruzzita ulteriormente) con “il Medioevo”.

                Per qualche motivo, che credo abbia a che fare soprattutto con le brutte sculture di Lincoln coronato da fasci littori e con l’architettura neoclassica di Washington, si sentono invece in diritto di buttarsi in ricostruzioni fantasy del mondo antico, senza neanche la decenza di dire che si tratta di fantasy.

                Ho guardato dei pezzetti di una serie sull’antica Roma, dove sembra si siano fatti un punto d’onore di non aver consultato neppure un singolo archeologo per quanto riguarda costumi, arredi e scenografie;

                ma quel che è peggio, pare che gli autori non abbiano letto nemmeno un passo degli scrittori antichi, e i loro Cesari e Pompei parlano come lottatori di wrestling o come politicanti di lingua inglese.

                Di 300 e compagnia (per non parlare di Troy e di quella roba su Alessandro Magno con- basta dire questo- Angelina Jolie a fargli da madre) ho già detto abbastanza e non mi abbasserò a dirne oltre, ma non direi che hanno fatto rinascere una qualche passione per l’antichità.

                Immagino anzi che il polpettone su Alessandro le abbia dato il colpo di grazia.

              • PinoMamet says:

                A proposito di Medioevo filmico, l’ho forse già scritto ma lo ridico:

                ho visto un’intervista a un esperto di armi medievali, a volte chiamato come consulente per produzioni cinematografiche, che spiega perché non vedremo mai un combattimento realistico (o anche, costumi realistici) al cinema.

                Alcune sue ragioni sono logiche e approvabili
                (l’attore non deve farsi male, il pubblico paga per vedere l’attore in faccia, alcune armi o tecniche risultano difficili da filmare o “sbagliate”, ci deve essere un minimo di spettacolarità ecc.)

                altre sono frutto di quel perpetuo ripetersi di luoghi comuni che è “Hollywood”, e sono quel genere di cose che mi fanno incazzare
                (il pubblico “vuole” vedere i buoni e i cattivi, poveri e ricchi, eroi e vili vestiti in modi diversi e immediatamente riconoscibili, la bonona deve essere mezza nuda, il figo deve essere vestito da motociclista ecc.)
                cioè, sostanzialmente, l’eterno perpetuarsi di scemenze e la convinzione che il pubblico sia formato da idioti che non vogliono migliorare.

              • Moi says:

                … i “tropes” ! 😉

              • habsburgicus says:

                “ma l’antichistica è sempre stata la pattumiera della storiografia ”
                (in riferimento a Mauricius)

                io sarei più nuancé..l’antichistica ha di certo subito un declino, ma non è che sia poi così mal messa..anzi l’antichistica erudita (una minoranza entro l’antichistica, lo ammetto) risente meno di altri rami della Storia dei fenomeni deleteri cui alludevo..
                per rimanere in campo ottocentesco :D,
                se la storia moderna (vale a dire post-medievale) si è allontanata da Ranke,
                la storia antica SERIA [probabilmente un numero infimo di cattedre e riviste] rimane saldamente ancorata a Mommsen..che resta una garanzia ! né vorrei obliare il grande Julius Beloch (ob. 7/2/1929), che agli studiosi di storia greca e romana, dice ancora qualcosa, pur essendo un nome ignoto in altri ambiti

              • Mauricius Tarvisii says:

                Il problema è che il loro Medioevo non esiste se non come propaggine del nostro 😀
                Erano una colonia, che gli piaccia o meno!

                Non c’entra, ma c’entra tantissimo. Mi sottopongono il trailer dell’ultimo capitolo di una fortunata saga di videogiochi (non del mio genere). E ho visto il ribaltamento della storia, con i vichinghi buoni che vogliono vivere in pace, ma ci sono i cristiani (è noto: c’erano cristiani e vichinghi, all’epoca 😀 ) cattivi che li vogliono sterminare…
                Come dicevo: i vichinghi sono gli antenati degli usani. Tanto che quando uscì il cartone animato irlandese The Secret of Kells, dove i vichinghi erano cattivi (grazie al c…, era ambientato in un monastero irlandese!), gli usàni lo accusarono di razzismo!

              • habsburgicus says:

                @MT
                ma ci sono i cristiani cattivi

                d’accordo con te…
                ma io ci vedo una prova dell’anti-cristianesimo trionfante
                in altre parole, non é che i vichingi divengano buoni in sé, vengono identificati come buoni in quanto antagonisti in quella fase dei cristiani 😀

              • PinoMamet says:

                E certo, si sa che il razzismo e i pregiudizi sono sempre quelli contro di “noi”…

                in effetti nel mondo di lingua inglese si può dire- e si dice- peste e corna dei latini, e ancora più dei cattolici, spessissimo in ispregio alla Storia, e nessuno batte ciglio.
                Anzi, quella è cosa buona e giusta…

              • PinoMamet says:

                “in altre parole, non é che i vichingi divengano buoni in sé, vengono identificati come buoni in quanto antagonisti in quella fase dei cristiani”

                C’è senza dubbio anche questo aspetto, ma non sottovaluterei l’impatto dell’autoidentificazione degli americani con la cultura norrena.

                Che spesso è poi piuttosto tirata per i capelli
                (gli immigrati scandinavi erano considerati “strani” penso ancora a inizi Novecento, e quando ai legami degli inglesi con i Vichinghi- via Normanni-, beh, non sono poi tanto più grandi di quelli dei siciliani…)

              • habsburgicus says:

                Che spesso è poi piuttosto tirata per i capelli

                verissimo
                però, forse noi del blog, per l’uso diciamo “disinvolto” di “norreno” non siamo da meno degli americani 😀 😀 😀
                scherzo

            • PinoMamet says:

              “(so che non piace su questi schermi parlare bene dei francesi”

              che esagerato! a me pare che si possa legittimamente criticare la politica di Macron (e peggio, Sarkozy) senza nulla togliere ai meriti culturali della Francia.

              Poi ammetto che in realtà a me Francia e francesi piacciono .

              La Francia ha una politica non troppo vagamente anti-italiana, secondo me, ma questo è un altro discorso.

            • Per MT

              “l’annalistica francese (so che non piace su questi schermi parlare bene dei francesi 😉 ma qui parliamo veramente di un debito inestimabile).”

              Concordo!

  7. habsburgicus says:

    @Moi e tutti
    (se l’hai già messo e non l’ho ancora visto, chiedo scusa)

    https://www.repubblica.it/esteri/2020/05/05/news/prof_neil_ferguson_si_dimette_storia_amante_lockdown_londra_coronavirus_imperial_college_antonia_staats-255783185/?refresh_ce
    della serie, tira più un pelo di f… 😀
    bella donna, sui 38 anni..una delle età migliori (chiaro, una ventenne lasciva e disinibita è ancora meglio..ma ci si accontenta :D)
    lei di sinistra..e ovviamente ricchissima…altrimenti, che sinistra d’Egitto sarebbe 😀 😀 😀

  8. habsburgicus says:

    ho rivisto citata Tortuga, nel titolo..
    altra commentatrice, un tempo assidua, che ha lasciato il blog !
    Tortuga, se per caso ci leggi, un caro saluto…e se vorrai tornare ad intervenire, anche solo saltuariamente, sarai sempre gradita !

  9. Mirkhond says:

    “senza dubbio il marxismo sovietico (e i suoi avatar occidentali), con l’idea della storia come arma politica al servizio del Partito, ha contribuito a degradare gli studi storici”

    Per restare in argomento, oggi sono 70 anni dalla rivolta contadina di Cazin alle frontiere tra Bosnia e Croazia nella Jugoslavia comunista di Tito.
    Rivolta scaturita dall’esasperazione della popolazione locale, in prevalenza musulmana, ma guidata da ex partigiani titini serbi, per le durissime politiche di collettivizzazione adottate da Tito e per le pressioni sui già sfruttati e stramati contadini per aumentare la produzione agricola a livelli che non potevano sostenere.
    Tito in quegli anni, pur essendo stato “scomunicato” da Stalin ed espulso dal Cominform, rafforzò al massimo lo stalinismo in patria per dimostrare al mondo comunista che il vero traditore dello stalinismo era stato…. Stalin e non lui!
    Politiche staliniste durate per i primi dieci anni della Jugoslavia socialista, il periodo più cupo del regime titino (in Kosovo durato fino al 1968, quando gli Albanesi si videro riconoscere i loro diritti conculcati dalla oppressiva minoranza serba).
    La rivolta avrebbe provocato una trentina di morti e 714 arresti, tra cui 17 condannati a morte, e rimasta poco nota fino al crollo della Jugoslavia.

  10. Mirkhond says:

    stremati

    • habsburgicus says:

      Tito incominciò a cambiare qualcosa nel 1950-1951, soprattutto per spinta di Djilas (già estremista sino al 1948)….nel 1954 in parte rinnegò le riforme ma non si tornò più al periodo precedente
      già la seconda Costituzione della FNRJ, del 1953, che diede a Tito la Presidenza a vita, poi confermata con le due Costituzioni della SFRJ del 1963 e 1974, rappresentò una rottura rispetto alla I Costituzione della FNRJ, staliniana, modellata pedissequamente sul modello sovietico “Costituzione di Stalin del 5/12/1936”
      una vera e definitiva svolta ci sarà solo con la caduta del serbo Aleksandar Ranković nel 1966….solo allora Tito poté cambiare politica verso il Kosovo (come hai ricordato tu) e trasformare i “Musulmani” (con la maiuscola, con la minuscola restarono una religione) in un’etnia costituente 😀 mi pare che sia dal 1968 che, contrordine compagni !, gli slavi di Bosnia di tradizione religiosa islamica cessarono di essere definiti “serbi” e tantomeno “croati” (posizione che fu degli ustascia !), e neppure “jugoslavi” bensì “Musulmani” con la maiuscola
      era nata la questione bosniaca

      • habsburgicus says:

        I Costituzione del 1946
        eodem anno ci fu la Costituzione della RPSh (Albania popolare)

      • Mirkhond says:

        “gli slavi di Bosnia di tradizione religiosa islamica cessarono di essere definiti “serbi” e tantomeno “croati” (posizione che fu degli ustascia !), e neppure “jugoslavi” bensì “Musulmani” con la maiuscola
        era nata la questione bosniaca”

        Noel Malcolm ritiene che il cambio di rotta titino verso i Bosniaci musulmani, sia iniziato dal 1955-1956, quando Tito dopo una serie di viaggi in Egitto e in India strinse amicizia con Nasser e Nehru, dando vita al fronte dei non allineati rispetto ai due blocchi statunitense e sovietico.
        I musulmani vennero sdoganati come diplomatici nei paesi musulmani con i quali Tito intendeva diventare il punto di riferimento alternativo ai due blocchi contrapposti.
        Dunque penso che tolti i primi dieci anni, durissimi, le politiche della Jugoslavia comunista siano notevolmente migliorate, anche col ridurre il peso della serbocrazia che, seppure più diluita rispetto alla Jugoserbia del 1918-1941, si era tuttavia ricostituita, proprio per l’apporto prevalentemente serbo al movimento partigiano comunista jugoslavo.
        I Serbi, presero le distanze da Tito solo dopo la caduta di Ranković e con la creazione delle province autonome del Kosovo e della Vojvodina sia pure all’interno della Serbia.
        Morto Tito, i serbi si ripresero quanto ritenevano gli fosse stato ingiustamente tolto, provocando il processo che avrebbe portato al crollo della seconda Jugoslavia nel 1991.

        • Moi says:

          … Difficile immaginare una mossa a lungo termine più controproducente dell’ Etnicizzazione dei Musulmani: nessun Personaggio Storico, neppure il Compagno Maresciallo Tito è stato totalmente infallibile 😉 …

          • Mirkhond says:

            Il problema della ex Jugoslavia è stato soprattutto la serbocrazia, dato che i Serbi erano l’elemento etnico maggioritario e quello militarmente più forte dei Balcani.
            Serbocrazia, diluita e contenuta da Tito finché visse, ma che alla lunga si sarebbe ricostituita alla grande.
            I Musulmani di Bosnia non si sentivano ne serbi ne croati, dunque l’esplosione di un nuovo conflitto infrajugoslavo era solo questione di tempo…..

        • PinoMamet says:

          Dunque ho un’amica (conosciuta ai tempi del Liceo, io classico lei scientifico) che all’epoca si definiva, credo, semplicemente jugoslava, e aveva un nonno teoricamente musulmano (diceva che era diventato un po’ più religioso da vecchio).
          Ora ho a scuola suo figlio, che chiaramente ha un cognome diverso (italiano) e nome proprio slavo; gli chiedo come mai, e lui mi risponde “ma perché mia mamma è serba! Lei la conosce, si chiama così e così” e in questo modo ho scoperto che lui è suo figlio, e che lei è serba…
          ma credo che ci fossero molte famiglie miste o che se ne fregassero.

          • Mirkhond says:

            Non al punto da impedire il sanguinosissimo conflitto del 1991-1995, purtroppo!

          • Mirkhond says:

            Del resto anche in Dalmazia e in una certa misura pure in Istria, la popolazione era bilingue veneto-slava e i matrimoni misti erano la normalità, quasi tutti erano accomunati dalla fede cattolica.
            Eppure questo non ha impedito un durissimo conflitto etno-culturale tra i due gruppi, culminato con la sconfitta italiana e la scomparsa del gruppo etnico di sentimenti italiani, totale in Dalmazia, ridotto ad un lumicino in Istria.
            Ovviamente non tutti coloro che risultano croati e croatofoni monoglotti oggi, sono di “pura” origine slava, ma molti per restare in patria si dichiararono croati e non insegnarono il Veneto da Mar e l’Italiano ai figli.

          • habsburgicus says:

            da alcune impressioni (ma sono solo impressioni, eh ), mi sembra che fossero i serbi i più disposti a definirsi “jugoslavi”, anzi forse i serbi della non-Serbia e non tanto i serbi di Serbia..en passant l’etnia “jugoslava”, prevista nei censimenti, fu un flop e solo pochissimi si definirono tali ESCLUSIVAMENTE…è invece probabile che molti si siano definiti ANCHE jugoslavi
            mi rammento che verso il 1990, agli albori della crisi ma prima della grande mattanza, conobbi al mar a Loano un “tedesco” di Bosnia..all’inizio i rapporti erano buoni e, aumentando la confidenza, io gli chiesi (per pura curiosità !) se fosse serbo, croato o musulmano..e quello, con tono duro e espressione cambiata, insistette nel definirsi jugoslavo…tanto che ne ebbi pure paura, si sa che insomma i balcanici talora sono un po’ violenti :D, e non osai approfondire :D..orbene da un indizio, credo che il tipo fosse serbo
            anni prima a Colonia vide cartelli in serbo-croat*, spagnolo e italiano
            in D c’erano molti tedeschi

            *già avere una Nazione senza nome semplice per la lingua, è strano, no ? 😀
            io, fossi stato in Tito, avrei abolito il nome “serbo-croato” e avrei chiamato quella lingua “illirica”, come si faceva sino ad inizio XIX secolo ! ma Ritvan non sarebbe stato d’accordo 😀
            ora, un termine onnicomprensivo e politicamente corretto, é BCHS=bosanski-crnogorski-hrvatski-srpski jezik 😀 (rari) slavisti li contano come lingue separate
            il nome £jugoslavo” per la lingua sarebbe stato perfetto ma allora Tito avrebbe dovuto avere l’umiltà di riconoscere che né gli sloveni a nord né i macedoni a sud sono jugoslavi 😀

            • habsburgicus says:

              che poi, diciamocelo, una “ladinizzazione” degli sloveni cioè il riconoscimento di un “Kleinvolk” sloveno, con diritti assoluti dal punto di vista culturale, ma un legame politico/amministrativo con il mondo austro-tedesco (o italiano) sarebbe stata forse la soluzione migliore per (quasi) tutti 😀

              • Mirkhond says:

                Concordo. La Slovenia culturalmente è Austria e non ha nulla a che fare con i popoli di tradizione non asburgica.

            • Moi says:

              Anche perché chi capisce l’idioma sa che “Jugoslavo” significa(va) “Slavo del Sud” …

            • Z. says:

              Io l’avrei chiamata “lingua jugoslava” e tanti saluti 🙂

  11. Moi says:

    Penso di aver capito Francesco, ma NON pienamente SuperVice … provo a decodificare :

    I

    Adottare qualcuno già venuto al Mondo” è da Buonisti , quindi da Cattolici … roba spesso da Sagrestia, sbrodolante un malcelato Pauperismo !

    II

    “Prole con metodi artificiali o perlomeno artificiosi 😉 è roba figherrima e sprizzante “Inclusiveness” da tutti i pori :

    Roba che Fa Girare l’ Economia e ribadisce il concetto che le giovani donne povere che NON vogliano fare da Incubatrici Umane sono delle ” choosy ” [cit.] ! Anche offrirsi come Fattrice Umana per il cocktail di sborra;) di due “Chromosomically Dyadic XY’s ” può essere un’ opportunità imprenditoriale per giovani donne … specialmente se esemplari ani e con un DNA di buona filiera !

  12. Moi says:

    Kim Jong Un … circola la in rete la tesi di “C0mplottismo Moderato” 😉 che sarebbe stato sostituito da un sosia ! 😉

  13. Mirkhond says:

    Drugarizze (partigiane) jugoslave:

    http://www.znaci.net/images/7546.jpg

    La foto dovrebbe essere stata scattata in Bosnia nel febbraio 1945.

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