Appetite for Disruption o Rivoluzione Rionale

Lo scorso 27 febbraio, un’organizzazione dal nome azzeccatissimo di Appetite for Disruption lanciò su Youtube una raffica di video professionali all’insegna di L’Italia non si ferma: ad esempio, Firenze non si ferma, Torino non si ferma, Genova non si ferma e Milano non si ferma.

L’adesione frettolosa del sindaco di Milano, Beppe Sala, e del segretario del PD Nicola Zingaretti all’iniziativa ha dato un risvolto tragicomico alla faccenda, che è stata buttata nel teatrino della “politica”, diventando l’ennesima scusa per i tifosi di una squadra per fischiare il fallo dell’altra; e per i tifosi dell’altra, per tapparsi le orecchie.

Così nessuno ha pensato al contenuto dei video di Appetite for Disruption. Ci ritorneremo, ma la cosa importante è capire che si tratta di un potente manifesto ideologico, politico, urbanistico.

Un manifesto che i politici seguono, non dettano.

I video, in sostanza, propagandano un pianeta che “non si ferma”, dove l’economia sia in esponenziale crescita.

In cui ogni area geografica debba specializzarsi in una nicchia, pena l’annientamento.

Dove tutto sia costantemente collegato e in movimento, grazie al Flusso Globale di carburanti fossili, dati, denaro, navi, aerei, pendolari, camion, satelliti, turisti e ciò che chiamano manodopera.

E dove tutti debbano essere pronti a spostarsi in un attimo, appena il vento dell’economia tira altrove, o si esaurisce qualche risorsa.

I luoghi non sono più vissuti, sono soltanto marchi viventi.

Nel video di L’Italia non si ferma su Firenze, ad esempio, appaiono i vigneti del Chianti: che però non hanno più nulla di locale, sono semplicemente un marchio di prestigio, di Fuffated in Italy, da esibire in un pranzo rta speculatori in California, come i rubinetti d’oro in un bagno fatto con le pareti di autentico marmo di Carrara.

Se cercate su Google Carrara marble bathroom:

Solo che il coronavirus è entrato anche lui nel Grande Flusso, come un granello di sabbia in un ingranaggio.

E ha mostrato tutta l’insostenibilità del modello Appetite for Disruption: il simbolo forse più tragico sono i circa 100.000 lavoratori senza diritti e spesso senza cure o stipendio, rinchiusi da due mesi in navi-crociera sparsi per il pianeta.

Dopo la catastrofe, cosa si fa?

Per un attimo, si aprono tante possibilità diverse.

Il Comune di Milano, nonostante la figuraccia iniziale, ha preparato in merito un documento  interessante.

Perché – nei limiti concessi a un ente del genere – è un allontanamento dal modello Appetite for Disruption.

Sappiamo che i mezzi pubblici nel prossimo periodo saranno da evitare, e quindi il pericolo è il ricorso massiccio ai mezzi privati, che riporterebbe davvero indietro la città.

Così, il Comune di Milano ha avuto una pensata che ricorda da vicino la rivoluzione rionale, proposta alle elezioni comunali di Firenze l’anno scorso dagli amici del Comitato Libertà Toscana: spezzare i cinque grandi quartieri di Firenze in tanti rioni, ognuno dei quali con servizi di base decentrati, per riformare le comunità locali, ridurre il traffico, ridare vite alle attività locali.

Era una scelta ideale, contro il modello attuale che prevede una Disneyland al centro da cui artigiani e anziani sono stati cacciati;

attorno. periferie isolate e ghettizzanti collegate da asfalto e combustibili fossili, e poi la grande discarica degli inceneritori, dell’aeroporto e delle autostrade;

e ancora più lontano, fuori dal Comune, appartamenti a prezzi appena abbordabili per i servitori/pendolari della Grande Macchina.

Da Metropolis, nel lontano 1927

Oggi, il Comune di Milano propene qualcosa di molto simile a quanto proponevano i nostri amici.

Non ci arriva per motivi ideali, ma perché è il modello migliore in una crisi come questa.

Il Fatto Quotidiano riassume così la rivoluzione rionale milanese:

“La sfida: tutto a 15 minuti a piedi – Il fine ultimo è la “difesa” delle “attività di quartiere”, spiega l’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran. “Sono servizi importanti le botteghe, i bar, le trattorie e il calo di capacità nei negozi è drammatico. È importante quindi la garanzia che ci si possa espandere e quindi recuperare posti”. Perché è lì – nei quartieri – che si concentrerà la ripartenza della città. La strategia messa in campo dal Comune è infatti quella di permettere di trovare tutto quel che serve nel raggio di 15 minuti a piedi dalle case. Limitando in questo modo “la migrazione delle persone dai quartieri residenziali a quelli legati al consumo”, dice ancora Tajani.

 Servizi pubblici rafforzati – Il piano prevede di “rafforzare i servizi pubblici in un’ottica di prossimità” equilibrando “le differenze tra quartieri, valorizzando le specificità e cercando di ridurre gli spostamenti interquartiere” e al tempo stesso di “ampliare l’offerta temporale e la dislocazione fisica dei luoghi di erogazione dei servizi pubblici e privati, favorendo la fruizione attraverso i servizi digitali”. Inoltre l’intento del Comune è di cooperare con la Regione Lombardia “per creare servizi di medicina del territorio, a partire dai quartieri popolari” e di “favorire la consegna degli acquisti a domicilio, con priorità agli anziani” al fine di sostenere “il commercio locale”. Tutto per desincronizzare gli orari della città anche per favorire un minore afflusso di persone sui mezzi di trasporto, che è il vero nodo da affrontare.

Peccato che per arrivare a scrollarsi di dosso, almeno in parte, Appetite for Disruption, ci siano voluti tanti morti.

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163 Responses to Appetite for Disruption o Rivoluzione Rionale

  1. Roberto says:

    “permettere di trovare tutto quel che serve nel raggio di 15 minuti a piedi dalle case.”

    Gli auguro di poter realizzare il loro progetto, ma ho un po’ l’impressione che se adesso non c’è un verduraio, un panificio, un pescivendolo, una farmacia in ogni quartiere è perché evidentemente non riescono a campare del loro lavoro

    • Per roberto

      “Gli auguro di poter realizzare il loro progetto, ma ho un po’ l’impressione che se adesso non c’è un verduraio, un panificio, un pescivendolo, una farmacia in ogni quartiere è perché evidentemente non riescono a campare del loro lavoro”

      Parlando a nome di Francesco 🙂 credo che la situazione cambierebbe, almeno in parte, se:

      1) verdura/pane/pesce industriali avessero un prezzo confrontabile con i propri costi reali

      2) se la speculazione immobiliare trovasse meno appetibili certi quartieri.

      Vedresti il verduraio diventare concorrenziale, e riuscire anche a pagarsi la bottega.

      Chiamiamolo Liberismo 🙂

      • Francesco says:

        a Milano l’unico quartiere che conosco e che ha pochi negozi è in periferia povera

        i negozi, invece, sono presenti quasi ovunque, con ampie differenze di prezzo

        ci sono, in centro, quelli per ricchi scemi, che vengono evitati anche dall’alta borghesia, che io sappia

        ciao

    • Roberto says:

      Boh?
      Io pensavo piuttosto che un panificio per quartiere possa non avere abbastanza clienti per poter campare

      PS altra cosa, tema già affrontato. Parli spessissimo di “costi reali” ma noto ancora una volta che non hai mai affrontato cosa concretamente sono i costi reali. Cioè si lo so, l’inquinamento, la sparizione della rana violetta e la plastica in mare. Ma concretamente, se un kg di pane dal panificio sotto casa (ammettiamo per amore di discussione che lo faccia veramente lui) mi costa 6 euri, quanto dovrebbe costarmi quello industriale del supermercato che includa i “costi reali”. È una domanda che non puoi eludere se vuoi dare un po’ di concretezza al tuo discorso perché sarai d’accordo che se lo stesso kg di pane mi costa, costi reali inclusi, 6,5 euri, magari vado lo stesso al supermercato per risparmiare tempo. Se mi costa 60 euri allora il discorso è diverso

      È un po’ come la storia dell’iva e delle accise sui carburanti aerei. Ti ricordi che avevamo letto da qualche parte che un volo Europa New York con tutte le tasse come per un auto sarebbe costato tipo 70 euri in più. Ora è tutto moralmente giusto, ma nessuno rinuncia ad un volo intercontinentale per 70 euri

      • Marcosclarandis says:

        Eh Roberto, O la Borsa o la Vita.
        Però, a quanto pare quando bisogna scegliere per davvero tra le due, sono pochi che mollano la Vita per tenere la Borsa, anche se a malincuore.

        Marco Sclarandis

      • Per roberto

        ” È una domanda che non puoi eludere se vuoi dare un po’ di concretezza al tuo discorso ”

        Vero, hai assolutamete ragione e infatti mi piacerebbe avere i mezzi per non eluderla.

        Mettiamola così.

        Io sfido la Monsanto a fare una discussione sui costi reali.

        Da una parte io, con le ricerche su Internet che sono riuscito a fare nel tempo libero dal lavoro e dalla cura dei figlioli.

        Dall’altra parte, dodici ingegneri del laboratorio universitario che ha appena ricevuto una donazione di 20 milioni di dollari dalla Monsanto.

        Sono sicuro che io nella discussione farei una figuraccia pecorina.

        Ma non sono sicuro che avrei torto.

        • Z. says:

          Infatti non si tratta di vincere un dibattito, si tratta di trovare le risposte anziché eluderle.

          Intanto io e Roberto ti abbiamo aiutato cin le domande 🙂

        • “” È una domanda che non puoi eludere se vuoi dare un po’ di concretezza al tuo discorso ””

          Detto questo, credo che non sia difficile, con un finanziamento di cento milioni di dollari, fare davvero una “auditing” ecologica.

          Tipo: impatto della cementificazione del centro commerciale megagalattico sull’assorbimento dell’acqua da parte del terreno; impatto delle microparticelle dei pneumatici degli avventori sui polmoni delle persone e quindi sul sistema sanitario; effetto dell’illuminazione accesa tutta la notte dello stesso centro commerciale sullo sviluppo di insetti portatori di malattie; effetto dei pesticidi usati per tenere pulito il parcheggio sulle api che permettono ai contadini di far crescere le piante nei dintorni.

          Tanto per dare un’idea dei costi da tenere di conto.

          • “Tanto per dare un’idea dei costi da tenere di conto.”

            E ovviamente da lì, seguire ogni singola filiera: il camion che porta le merci dal porto, la nave che le porta dalla Cina; le nave che le porta in Cina dal Perù.

            Ogni auditing deve coprire il ciclo di vita dell’oggetto di cui parla: ad esempio, il petrolio usato per portare le merci attraverso 6000 chilometri devono comprendere anche i costi della flotta americana che sorveglia il Golfo Persico per assicurarne il passaggio senza ostacoli, e quindi i soldi che vengono tolti all’assistenza sanitaria degli americani del Wisconsin.

            Solo per dare un’idea minuscola di cosa vogliano dire le filiere lunghe.

          • Roberto says:

            Ma quindi il costo del pane industriale dovrebbe tendenzialmente essere infinito?

            Allora utopia per utopia perché non vietarlo del tutto (salva ovviamente la difficoltà del distinguere cosa è industriale e cosa no)?

            • Per Roberto

              “Ma quindi il costo del pane industriale dovrebbe tendenzialmente essere infinito?”

              Aggiungiamo costi di tipo più economico.

              Un esempio.

              Il fornaio “locale” paga regolarmente le tasse.

              Anche il Centro Commerciale paga regolarmente le tasse.

              Solo che appartiene a una catena che ha sede in Olanda. Dove paga una frazione delle tasse che pagherebbe in Italia, ma può agire alla pari del fornaio qui e fargli concorrenza.

              Consiglio la lettura:

              https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/04/20/paradisi-fiscali-in-ue-ecco-quanti-soldi-ci-sottraggono-olanda-irlanda-e-lussemburgo-offrendo-alle-multinazionali-una-tassazione-di-favore/5773468/

              • Altro esempio di differenza tra prezzi e costi.

                Comprare su Amazon fa risparmiare soldi e fatica e offre una gran varietà di prodotti; inoltre si schiera sempre dalla parte del cliente contro il produttore (a volte fino a distruggere il produttore stesso, assorbendolo nel proprio meccanismo).

                Amazon ha sede europea, indovinate dove, in Lussemburgo.

                Cosa che permette un risparmio fiscale enorme (il 54% del gettito fiscale del Lussemburgo proviene da società estere che “investono” nel micro-paese, il quale probabilmente avrà un elevato livello di servizi sociali, a discapito però di tutto il resto d’Europa).

            • Roberto says:

              Ah ok, se i costi reali sono quelli della fiscalità mi trovi perfettamente d’accordo!
              Avevo capito che tu parlassi di “costi reali” nel senso di distruzione del pianeta e cose simili

              • Per roberto

                “Avevo capito che tu parlassi di “costi reali” nel senso di distruzione del pianeta e cose simili”

                Penso che siano inseparabili.

              • Francesco says:

                beh no, la concorrenza fiscale e i paradisi fiscali non riservati ai mafiosi sono un fenomeno relativamente recente

                mentre l’idea che i costi “scaricati” sulla natura e sulla collettività sarebbero da internalizzare è un tema sempiterno dell’economia

                credo almeno, manco dall’Università da qualche decennio

    • Mauricius Tarvisii says:

      Io ho il supermercato a 15 minuti a piedi.

      • Mirkhond says:

        Io a fianco a casa mia.

      • Roberto says:

        Io a 15 minuti ho una chiesa ed una fattoria. Certo posso comprare le uova fresche

      • Z. says:

        Io non di fianco a casa ma certamente a meno di 15 minuti a piedi.

        Peraltro, per restare all’esempio di Roberto, il pane del mio supermercato mi risulta prodotto localmente. Non so da dove il produttore prenda la farina, certo, ma del resto neppure so da dove la prenda il fornaio da cui mi servo, e che pratica prezzi non esattamente a buon mercato.

        Per altri versi, gli stessi prodotti confezionati hanno fatto esattamente la stessa strada, dondunque io li acquisti.

        Vicino a casa mia ci sono anche un negozio di telefoni e uno di computer: due piccole attività, ma nessuno dei due imprenditori estrae in loco i minerali necessari.

        Infine, che intende Miguel per speculazione?

        • Per Z

          “Infine, che intende Miguel per speculazione?”

          Esempio: fondi del Qatar che comprano palazzo dopo palazzo a Firenze, senza farci niente.

          Come se fossero monete d’oro da tenere sotto il materasso.

          • Francesco says:

            si chiama economia, non speculazione

            • Per Francesco

              “si chiama economia, non speculazione”

              E l’utero in affitto si chiama maternità surrogata.

              • Moi says:

                … Meglio angcora “Gestazione Per Altri”, che trasmette tanta generosità : GPA …” Gippi-à !”

                … Orwell Dilettante ! 😉

                😉

              • Moi says:

                Lo dice espressamente anche la Cirinnà , che fa rima con Gippi-à !

              • Francesco says:

                ma nel primo caso è sacrosanta verità, nel secondo fetida menzogna

                se non ti punto una pistola alla testa, è scambio economico

                o se preferisci “speculazione” è un termine difficile da definire al di fuori dei titoli di giornale

                🙂

              • Per Francesco

                “se non ti punto una pistola alla testa, è scambio economico”

                Non ho mai sentito di un solo caso di pistola puntata alla testa di una donna ucraina per farle produrre bambini da export.

                Credo che invece di una pistola, puntino loro addosso un assegno e una penna con cui firmare un contratto con tutti i crismi.

              • Z. says:

                Miguel,

                comprare un edificio per tenerlo fermo, a occhio, mi sembra esattamente il contrario della speculazione!

              • Francesco says:

                Miguel

                infatti va proibito, proprio perchè sennò avviene

                invece gli scambi pistola alla tempia vanno combattuti non perchè male in sè ma per la pistola

                se uno vuole comprare l’assicurazione è libero di farlo, se deve farlo si chiama pizzo

        • paniscus says:

          Ma solo dalle mie parti il pane confezionato che si prende al supermercato fa schifo, rispetto a quello dei negozi artigianali? Francamente, è proprio uno degli esempi che capisco meno… io preferisco di gran lunga prenderlo dal fornaio sotto casa anche se costa un po’ di più, mica per ragioni di principio, ma perché è decisamente migliore!

          • Roberto says:

            Boh, il supermercato dove vado ha un pane buonissimo, ma è una cosa che mi incuriosisce.

            Quando vivevo a Bologna il pane del supermercato era letteralmente immangiabile, e lo stesso ora a Roma dove vivono i miei.
            In Francia il pane del supermercato non se lo mangiano manco i cani

            Qui ed in Germania invece è sempre ottimo

            Non so da cosa dipenda

      • Roberto says:

        Ma confesso di non aver capito il commento. Vuoi dire che tutti gli italiani vivono a 15 minuti a piedi da un supermercato?

        • Z. says:

          Io l’ho letto così: se voglio spostarmi il meno possibile, la miglior soluzione è il supermercato. E immagino che effettivamente sia così per gran parte della popolazione.

        • Mauricius Tarvisii says:

          L’avere le cose a 15 minuti a piedi non vuol dire che devo andare dal fruttivendolo che vende la frutta come se fosse metallo prezioso.

        • Roberto says:

          Eh appunto per questo Miguel propone la teoria del costo reale da applicare al supermercato. Se anche la banana del supermercato diventa diamante perché non andare dal fruttivendolo a 15 minuti a piedi?

        • Z. says:

          Ma perché la merce del supermercato dovrebbe avere necessariamente un “costo reale” più alto?

  2. Marcosclarandis says:

    Mi ripropongo di mettere in versi una possibile Rivoluzione rionale.
    Intanto Questi, nello stesso spirito scritti per il primo maggio 2020:

    Che non sia più d’un terzo
    più d’un terzo d’un intera giornata
    perché un terzo va dato alla notte
    alla notte che col sonno fruttifica
    che non sia più d’un terzo
    perché tolta la notte e scontati
    i frutti del sonno quel terzo che resta
    un mezzo diventa una sola metà
    metà tempo di fatica espiazione di pena
    l’altra metà mezzo per capire il tuo tempo
    breve unico e in esilio dall’Eden
    tempo il cui scopo é ivi il ritorno
    quel terzo che infine é un mezzo
    che sia stessa porzione per tutti
    non privilegio svago diversivo per pochi
    condanna tortura supplizio per gli altri
    non malattia e guarigione coatte
    ricorda ricorda c’é chi scrisse menzogna
    su architrave in lettere di ferro battuto
    beffando spietato quegli uomini schiavi
    il lavoro può rendere liberi é vero
    sì ma soltanto se giunta la sera
    una frazione t’avanza di voglia
    di forza d’amore d’umore e con quella
    onestamente ai tre terzi sottratta
    a tutte le ore diurne e notturne
    la impieghi con gli altri tuoi pari
    per godere in pienezza la festa.

    Un saluto, Marco Sclarandis

  3. Moi says:

    Super/IperMercati (ora l’ Alleanza Coop ha strolgato che “Extra > Iper” … WTF ! ) :

    Va bene le distanze, ma … giorni e orari , dove li mettiamo ?! 😉

  4. Z. says:

    Comunque i Guns non mi sono mai piaciuti…

  5. Moi says:

    @ MIGUEL / TUTTI-E-* :

    FASE 2 Profezia Shock …

    # Sintesi in Italiano su IlGiornale :

    https://www.ilgiornale.it/news/cronache/oltre-anno-pandemia-e-70mila-morti-italiano-studio-choc-1858826.html

    # Analisi in Inglese su Nature :

    https://www.nature.com/articles/s41591-020-0883-7

  6. Peucezio says:

    A me però risulta che il prezzo vero dei prodotti alimentari sia in realtà bassissimo e che la filiera, oltre alle spese reali che ha, ci aggiunge un costo spropositato e sostanzialmente parassitario.
    Da qui la difficoltà di sopravvivenza dei piccoli esercizi.

    D’altronde siamo in una società in cui la maggior parte delle persone campa facendo cose di cui non si capisce il risultato pratico, mentre un tempo quasi tutti facevano cose di immediata utilità e pochi facevano cose inutili sul piano materiale (i guerrieri, i nobili, il clero).
    Quante persone conosciamo che fanno qualcosa di cui ognuno di noi sa che trae un’utilità chiara e percepibile? Cioè che possiamo dire “se non ci fosse lui e quelli come lui, non potrei godere di questo bene o di questo servizio”?
    Prendiamo me e il padrone di casa.
    Quante volte mi è servito che si traducesse un mio testo? Un paio di volte in vita mia e mi è stato fatto gratis da amici o perché qualcuno doveva farlo.
    Quante volte Miguel ha avuto bisogno di un esperto di dialetti italiani per le sue faccende pratiche? O di sua moglie o dei suoi figli?
    Proviamo a fare una statistica anche con gli altri commentatori.

    • Mauricius Tarvisii says:

      “Quante volte mi è servito che si traducesse un mio testo? Un paio di volte in vita mia e mi è stato fatto gratis da amici o perché qualcuno doveva farlo.”

      Io leggo un macello di testi tradotti, quindi direi che dell’opera dei traduttori ne traggo un vantaggio diretto e immediato.

      • Moi says:

        … Lemme guess, Buddy 😉 :

        … Testi di Giurisprudenza Gender tradotti dal NeoAngloAmericano ? 🙂

      • Peucezio says:

        Mauricius,
        ma Miguel non traduce libri.
        I traduttori di libri o comunque di letteratura (o saggistica) sono molto pochi.
        Io ne conosco uno, perché è stato mio insegnante, qualche secolo fa.

    • Per Peucezio

      “Quante persone conosciamo che fanno qualcosa di cui ognuno di noi sa che trae un’utilità chiara e percepibile? ”

      Verissimo!

      • Francesco says:

        se volete tornare a fare per il 90% i servi della gleba o simile prego

        io mi tengo questa società ad altissima produttività dove trovano utile pagarmi per contare i torni

        seriamente, l’utilità sociale è provata dalla sopravvivenza sul libero mercato – e viceversa, la disponibilità di fondi per obbligo certifica l’inutilità sociale

        • Per Francesco

          “io mi tengo questa società ad altissima produttività dove trovano utile pagarmi per contare i torni”

          Non credo che dipenda da me o da te “tenere” o “rifiutare” questa “società ad altissima produttività”.

          Dipende dalla biosfera, direi.

          • Francesco says:

            no dai, anche se smettiamo di inquinare troppo mica dobbiamo tornare alle tristi società che tanto ti piacciono!

            scommetto che il punto di equilibrio è molto più vicino a me che a te, anche se non vedo molte forze che ci spingono lì

            ciao

        • PinoMamet says:

          Devo dire… OMDAF

          ammetto che non capisco il discorso del “lavoro utile”:

          se qualcuno mi paga per farlo, per lui sarà utile.

          • Francesco says:

            con almeno una importante eccezione: i posti decisi dalla politica. lì l’utilità è di altro tipo

            eh, quanto mi piacerebbe l’odore del Napalm al mattino! anche se scommetto che loro sarebbero più pronti di me a usarlo

          • Peucezio says:

            Pino,
            “se qualcuno mi paga per farlo, per lui sarà utile.”

            Magari funzionasse così.
            Ti ricordi i pedagoghi, i funzionari e tutti quei tizi che scrivono cazzate di cui parlavamo l’altro giorno? Ti pare siano utili? Io direi semmai che sono dannosissimi. Eppure qualcuno li paga.

            E temo che le figure così siano ormai, se non la maggioranza (ma forse sì) tantissime.

            • Peucezio says:

              Intendo quelli che si occupano di scuola, senza essere insegnanti né nulla del genere, ma vengono a dire a voi insegnanti come dovete insegnare.

            • PinoMamet says:

              A me non sono utili, ma sicuramente ci sarà qualche capoccia sopra di loro che deve riempire dei moduli e “fare dei metri” (come diceva un imbianchino al suo apprendista, mio amico) di carta straccia.

              E quindi a lui sono utili.

              Come sicuramente si può campare benissimo senza parrucchino, ma i venditori di parrucchini hanno bisogno di qualcuno come Miguel che gli traduca le brochure dei loro prodotti venduti ai parrucchieri turchi, o gli faccia da interprete con i loro fornitori indonesiani.

    • Roberto says:

      Per quanto mi riguarda credo che ci siano cancellieri, giudici, avvocati, agenti dei servizi giuridici delle varie istituzioni, avvocati dello stato che considerano il mio lavoro chiaramente utile, nel senso che, senza entrare troppo bei dettagli, senza di me il loro lavoro sarebbe decisamente più complicato

      Ciò dettoè inutilità relativa per l’umanità: facilito il lavoro dell’avvocato X che mi è riconoscente ma magari l’avvocato x lavora per il demonio per la distruzione del mondo, e io questo non posso saperlo

      • Peucezio says:

        Ma infatti secondo me il fattore individuale è decisivo in questi casi.
        E’ il discorso che vale in generale per gli statali. Ce ne sono alcuni che si fanno veramente il culo e meritano non solo tutto lo stipendio che prendono fino all’ultimo centesimo, ma meriterebbero pure il resto da sopra.
        Ma tantissimi altri non fanno un beato cazzo.

    • Z. says:

      La maggior parte persone che conosco io, sul lavoro, svolge mansioni la cui obiettiva utilità è difficile da mettere in discussione.

      Quando agli altri, beh, comunque li pagano. A quanto pare, qualcuno ha giudicato che il loro lavoro serve, e non spetta a me affermare il contrario.

  7. Moi says:

    … è curioso come il verbo “speculare” sia passato dall’ àmbito filosofico a quello economico. La stessa economia che ha appiattito il termine “filosofia” a “linee guida di strategia gestionale”.

    … ma tant’è !

  8. Moi says:

    Quanto agli Esperti ed Espertoni 😉 , un concetto interessante ma sputtanato da tanti Polemisti da Web / Salotto TV è l’Effetto Dunning-Kruger … un po’come la concezione di “Karma” ( कर्मन्) ) ridotta a “Pappappero Gné-gné” ! 😉

    Cmq, come notava inquietantemente Pinoa ragione, la Task Force di Conte si costituisce essenzialmente da Esperti di Tutt’Altro 🙁 che (se va fatta bene !) consultano Esperti di Medicina Virologica / Immunologica !

    Poi c’è la figura del Divulgatore, che presenta gli stessi limiti e pregi dell’ Insegnante a Scuola 🙂 : legare troppo al proprio “Personaggio” l’ effettivo interesse per una materia, per non parlare della condivisione con il “Pubblico” dell’ una o dell’ altra “ipotesi” medico-scientifica … peggio ancora se c’è un discorso di finanziarle o meno e con i soldi di chi !

    • Moi says:

      Un tempo , “speculazione” in senso così negativo si diceva quasi solo per l’ Edilizia … adesso si dice eminentemente per la Finanza !

      NON mi sembra una gran bazza …

  9. daouda says:

    per / x / @ Mirkhond:

    secondo te perché non ti sei ancora ammazzato pur avendo tutte le carte in regola per farlo? Mi farebbe piacere dessi risposte multiple cortesemente sei l’unico che mi può aiutare.

    Grazie

  10. Francesco says:

    Miguel

    consiglio metodologico preliminare: se lo hai letto sul FQ è male.

    poi approfondiremo ma credimi è un ottimo punto di partenza

    PS non è colpa mia se hanno venduto l’anima al diavolo!

  11. Francesco says:

    se penso che pago le tasse per mantenere gente come Maran e Salvini mi viene l’ulcera.

    due esempi perfetti di nulla vestito da estremista ridicolo, gente che a Milano non dovrebbe poter entrare se non il giorno di Carnevale.

    ah, qualcuno avvisi Maran che a Milano i negozi ci sono e che l’anagrafe dovrebbe essere on line, non per strada

    PS Miguel, non mi capacito come nel tuo sogno Altomedievale non ci siano fossati, ponti levatoi dogane e balzelli

    • Per Francesco

      “PS Miguel, non mi capacito come nel tuo sogno Altomedievale non ci siano fossati, ponti levatoi dogane e balzelli”

      Non è un sogno, è una realtà.

      Al momento, mi è vietato uscire dal mio comune di residenza.

      Il che vuol dire che non stiamo parlando di scelte, di sistemi che si preferiscono, ma di necessità.

      Il problema è che tipo di sistema “piccolo” vogliamo: lì sì che c’è da scegliere e battersi.

      • Francesco says:

        non credo proprio, dammi uno scafandro e proseguirò a sbucaltarti il mondo!

        seriamente, non riesci proprio a vedere quelli che in un mondo piccolo si sentono soffocare? che lamentano i limiti “naturali” tipo che Alpha Centauri è troppo lontana e che a pensare di imporre limiti artificiali proprio non ci stanno?

        ciao

  12. Lo spam come forma d’arte. A volte non resisto e mi sento costretto a pubblicare i pezzi più belli.
    Oggi mi arriva questo:

    Caro Dio Seleziona

    Ti scrivo questa mail con lacrime pesanti Ai miei occhi e grande
    dolore nel mio cuore, mi chiamo signora Veronica Ouedrago, sono
    tunisina e ti sto contattando da un ospedale del Burkina Faso, voglio
    dirtelo perché Non ho altra scelta che dirtelo, dato che sono stato
    toccato per aprirti, ho sposato il signor Arthur Smith Brown, che ha
    lavorato con l’ambasciatore della Tunisia in Burkina Faso per nove
    anni prima di morire nel 2005. sono stati sposati per undici anni
    senza un figlio.

    È morto dopo una breve malattia che è durata solo cinque giorni. Dalla
    sua morte ho deciso di non risposarmi, quando il mio defunto marito
    era vivo ha depositato la somma di 8,5 milioni di dollari (otto
    milioni e cinquecentomila dollari) in una banca a Ouagadougou, la
    capitale del Burkina Faso nell’Africa occidentale. Attualmente questo
    denaro è ancora nella banca. Ha reso disponibili questi soldi per
    l’esportazione di oro dalle miniere del Burkina Faso.

    Di recente, il mio medico mi ha detto che non sarei durato per un
    periodo di sette mesi a causa di un problema di cancro. Quello che mi
    disturba di più è la mia malattia da ictus. Avendo conosciuto la mia
    condizione, ho deciso di consegnarti questi soldi per prenderti cura
    delle persone meno privilegiate, utilizzerai questi soldi nel modo in
    cui ho intenzione di istruire qui. Voglio che tu prenda il 30 percento
    del denaro totale per il tuo uso personale Mentre il 70% del denaro
    andrà in beneficenza “persone per strada e aiutando l’orfanotrofio.
    Sono cresciuto come un orfano e non ho nessuno come mio membro della
    famiglia, solo per cercare di mantenere la casa di Dio. Lo sto facendo
    in modo che Dio perdoni i miei peccati e accetti la mia anima nel
    paradiso perché questa malattia mi ha sofferto così tanto.

    Non appena avrò ricevuto la tua risposta, ti darò il contatto della
    banca in Burkina Faso e incaricherò anche il direttore della banca di
    emetterti una lettera di autorità che ti dimostrerà l’attuale
    beneficiario del denaro nella banca che è se tu assicurami che agirai
    di conseguenza come ho affermato nel presente documento.

    Dalla signora Veronica Ouedrago

    • Francesco says:

      Veronica non è un nome curioso per il Burkina Faso? e pure per la Tunisia?

      sarei quasi curioso di sapere chi è che cade in queste trappole, anche se temo di saperlo

  13. Z. says:

    Miguel, Roberto…

    avete dati che mostrano quali categorie di soggetti pagano regolarmente le tasse e quali no?

    e inoltre, chi dice che gli ipermercati debbano avere sede legale in Olanda (la sede legale del mio, se ricordo bene, è a Modena)?

    e infine, perché mai la filiera del pane del fornaio dovrebbe essere significativamente più breve rispetto a quella del pane del supermercato, che comunque è prodotto la sera prima in zona (per tutti i prodotti non artigianali venduti dal fornaio, peraltro, è ragionevole supporre sia la stessa)?

    • Roberto says:

      1. No ma qual è lo scopo della domanda?
      2. Ovviamente nessuno. Quello dove vado io ha sede qui ma è un’impresa nata il Lussemburgo nel 1900. Gli altri più comuni hanno tutti la sede principale in Francia
      3. Beh a meno che il supermercato non abbia un forno suo mi sembra chiaro che c’è almeno il passaggio forno – supermercato (forno intendo non solo l’omarino che fa il suo pane, può essere anche un forno industriale)

      • Z. says:

        1. Si parlava di soggetti che “pagano regolarmente le tasse”, sicché immaginavo che aveste dati al riguardo…
        2. Coop non mi risulta abbia la sede principale in Francia!
        3. D’accordo, ma parliamo di qualche chilometro (qui, come dalle parti del Duca, il forno viene dalla città o dalla provincia). Mi pare ben poco confrontato col resto della filiera, a partire dalle sementi.

      • Roberto says:

        1. No, io dico un’altra cosa. Dovrebbero valere le stesse regole per tutti
        2. Pensavo à carrefour e Auchan, qui Coop non esiste
        3. Non è tanto i km ma il passaggio di mano che implica un trasportatore (da pagare) ed un venditore (da remunerare)….ma qui sto migueleggiando

        • Z. says:

          1. Se valessero le stesse regole per tutti, temo che il piccolo operatore chiuderebbe domani.
          2. Ochèi. C’è Carfùr anche qua e c’è il Despar. Però Coop e Conad hanno sede centrale qua (Coop a Casalecchio in realtà), Esselunga e Penny Market a Milano, Pam a Venezia. In Italia l’alternativa autoctona non manca!
          3. Beh, sì: è un passaggio in più nella filiera, quindi anche una persona in più da pagare, tra le tante. Nel complesso non mi pare cambi granché…

  14. Mirkhond says:

    Il pane venduto nel mio supermercato è tutto di provenienza da panifici di Bari e provincia.

    • Francesco says:

      beh giusto, il pane buono non può viaggiare molto!

      sennò è quella roba che usano nei fast food

      😀

  15. Moi says:

    Hashtaggari 😉 FaseDuisti 😉 … Beccatevi questa ! 😉

    Milano, tensione presidio ristoratori:

    https://www.youtube.com/watch?v=5nRLGI0BrGE

    “Dicevano solo un controllo, hanno multato tutti di 400 euro”

  16. Moi says:

    Coronavirus, mascherine abbassate, decine di runner multati a Trieste.

    cambio di rotta sul bagno in mare: lo si può fare ma solo se si abita a meno di 500 metri dal luogo dell’immersione.

    https://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2020/04/30/news/mascherine-abbassate-decine-di-runner-multati-nuove-regole-per-i-tuffi-1.38786513

  17. Moi says:

    SE dopo metà Maggio ci sarà una risalita dei contagi … poi, NON ci si meravigli se ci sarà un eventuale Ritorno in Fase Uno fino a Ferragosto ! C’ è troppa gente che, per riprendere il discorso di Conte che ci ha trattati da Popolo di Mocciosi Impenitenti , ‘sta Fase Due l’ ha presa come “Pace Libera-Tutti” [sic] … espressione presa dal Nascondino dei Cinni Selvatici 😉 senza smartphone !

    • Z. says:

      Io mi stupirò se la recidiva non ci sarà…

      • Peucezio says:

        OMDAZ a ‘sto giro.

        Questi sono dei dementi: niente app, niente tamponi, niente esami sierologici, niente tracciamento, mascherine obbligatorie a macchia di leopardo e si aspettano pure che non riaumentino i contagiati?
        Aprono così, alla cazzo di cane…

        • Moi says:

          … Intanto Conte ha trovato il Pretesto Perfetto per “Restare in Sella” fino al 2023, sperando che ci sia un lungo periodo di “Gestione del Post” !

          • Z. says:

            Conte aveva già un ottimo “pretesto”.

            Si chiama “Costituzione della Repubblica Italiana”.

            Ed era già più che sufficiente 🙂

            • Moi says:

              … in tanti (anche Ex Magistrati,mica solo “Stagnari” …) lo stanno accusando di averla violata, e Renzi è già arrivato a “soquanti” 😉 Penultimata [cit.] 😉 !

            • Z. says:

              Sicuro, ma nulla gli vieta di governare sino a fine legislatura. Dipende tutto, come sempre dalla sua maggioranza.

              • Peucezio says:

                Grazie al cavolo…

                Ma glie lo vieterà Renzi prima o poi, sfilandogli la sedia di sotto al culo.

        • Peucezio says:

          Devo anche dire che ora si stanno usando le mascherine, la gente sta abbastanza attenta…
          Magari un nuovo aumento ci sarà, ma niente di apocalittico.

          Ovviamente dovranno continuare a centellinare le aperture, le concessioni, se no poi riscoppia sul serio: visto che questi l’app la implementeranno chissà quando (come nel mio raccontino giorni fa qui sul blog; credevo di scherzare e invece avevo ragione: la realtà supera la fantasia) e non oso immaginare come, con tali vincoli per la riservatezza che non servirà a un cazzo, i tamponi cominceranno a farli sul serio nel 2023 e così per tutto, ragazzi, dimenticatevi di vivere, non dico normalmente, ma decentemente finché non arriva un vaccino o una cura che renda il virus non letale.
          Perché le cose vadano diversamente non basterebbero le dimissioni di tutto il governo, ma dovrebbero scomparire nel nulla tutti i funzionari pubblici italiani, sostituiti magicamente da estremorientali.
          Gli italiani a tutto, nella loro vita, dovevano dedicarsi, tranne che a costruire uno stato nel senso in cui viene inteso oggi: è come far fare il cantante d’opera a un tizio stonato come una campana.
          Gli italiani dovrebbero occuparsi del privato e assoldare stranieri per farsi amministrare (a tutti i livelli, attività legislativa compresa, che, anzi, è la più rovinosa, perché è sulla selva di regole che prospera la burocrazia); al massimo si potrebbero tenere gli italiani ai vertici politici, giusto per dare l’indirizzo fondamentale, ma poi, di tutti gli aspetti tecnici, dovrebbero occuparsi degli asiatici o dei geramnofoni.

      • PinoMamet says:

        Non tutto può andare sempre male. È impossibile, semplicemente.
        Quindi secondo me non ci sarà.

        • Z. says:

          Secondo me, qui, a noi è andata più che bene. Specie per come era iniziata, tra Lodi e il piacentino…

        • PinoMamet says:

          Non parlo di gestione politica (nella quale mi pare che l’Italia abbia fatto tutti gli errori che poteva fare) ma proprio del virus.

          Prima sfiga: esiste.
          Seconda: si diffonde.
          Terza: colpisce specialmente la popolazione più debole.
          Quarta: è piuttosto difficile trovare un vaccino
          Quinta: è molto contagioso

          Ok, mo’ basta. Ora mi aspetto, Dio volendo, che faccia il bravo coronavirus e d’estate scompaia, che torni forse, ma forse, in autunno, in forma molto attenuata.
          Questo da parte sua.

          Poi possiamo parlare di quello che dovrebbe fare il governo in questo periodo, che è un altro discorso…

          Prima cosa, smettere di parlare di guerre e amore per la patria, e cominciare a parlare di una malattia, che nella maggior parte dei casi si cura

          • Mauricius Tarvisii says:

            Prima sfiga: esiste.
            Purtroppo è inevitabile. Si ritiene che un salto di specie avvenga almeno ogni due anni.

            Seconda: si diffonde.
            Se c’è un salto di specie ogni due anni, prima o poi il contenimento non funziona.

            Terza: colpisce specialmente la popolazione più debole.
            Qualcuno ha detto che questa è una fortuna, perché fa sì che il sistema sanitario regga. Un’epidemia di SARS (10% di letalità senza distinzione di fasce di età) avrebbe fatto scappare i medici dagli ospedali.

            Quarta: è piuttosto difficile trovare un vaccino
            Qui forse le cose sono migliori di quanto sembrassero all’inizio. Incrociamo le dita!

            Quinta: è molto contagioso
            Questa è necessaria data la prima e la seconda. Non c’è risposta immunitaria.

            • Moi says:

              @ MAURICIUS

              … Come l’ hai capita la diatriba Siero De Donno Vs Vaccino Bill Gates ?

              In TV si parla pochissimo del primo … ovvio che in Internet si scateni il Complottesimo 😉 , pro il secondo !

              … Che ne pensi ?

            • PinoMamet says:

              Non sono Mauricius ma l’ho capita così:

              De Donno ha utilizzato una cura, che pare funzionare, ma essendo frutto di un’iniziativa sostanzialmente personale è priva dell’imprimatur del sistema sanitario nazionale e soprattutto (e questo è veramente grave agli occhi dei semi-colti di gusto italiano) di un Illustre Scienziato che dica “dopo mille anni di studi posso affermare che la Scienza Ufficiale ha approvato il metodo!”
              (o più spesso, non approvato).

              Attualmente, il ruolo dell’Illustre Scienziato se lo è accapparato Burioni, per il motivo che ha difeso i vaccini contro gli antivaccinisti…
              che è come dire, ti piace vincere facile.

              Inoltre, l’Italia (ma credo tutto il mondo) è piena di imbonitori medici (chi si ricorda il Metodo Di Bella?) e certamente non vuole ripetere l’esperienza;
              e poi qua tutto deve essere lento e burocratico, guai se non lo è.

              Bill Gates invece da anni è in fissa con le epidemie, come tanti ricconi americani, e con la filantropia, sempre come sopra, ed è arrivato il suo momento come Salvatore del mondo in veste di finanziatore del vaccino.

              da cui le scemenze di internet con lui che in combutta con i cinesi crea un virus così, tanto per poi dover inventare il vaccino, ma no c’è la già pronto, ma cosa dice ci metteranno a tutti un chip come al cane del mio vicino ecc. ecc.

        • Roberto says:

          Magari ci è andata bene finora, poteva essere più contagioso, più letale….

          • PinoMamet says:

            Diciamo che sarebbe potuta essere un’altra malattia…
            ma per quanto riguarda questa, direi che peggio di così difficilmente poteva andare!

  18. Moi says:

    … anche perché più dura l’ Emergenza Còvid, più Conte può concretizzare di scampare Elezioni Anticipate !

  19. Moi says:

    … Cmq, Riapertura Scuole e Maturità a Settembre ?

  20. Moi says:

    … E NON poteva mancare quello Sbalinato Visionario “Riccastro” (… quindi può realizzarle, le cose che son cazzate da bar per i Comuni Mortali !) di Elon Musk :

    —————————————————————————-

    Out Of This World! Tom Cruise Plots Movie To Shoot In Space With Elon Musk’s SpaceX

    https://deadline.com/2020/05/tom-cruise-movie-shot-in-outer-space-elon-musk-spacex-unprecedented-in-hollywood-1202925849/

  21. Z. says:

    Leggo in un articolo: “Potremo acquistare da remoto prodotti a Km 0”.

    C’è qualquadra che non cosa.

    • Per Z

      “Leggo in un articolo: “Potremo acquistare da remoto prodotti a Km 0”.

      C’è qualquadra che non cosa.”

      🙂

      • Peucezio says:

        Beh, se non vai sul posto ma ti arriva a casa una cosa prodotta lì in zona…

        • Z. says:

          Se ha fatto meno di 500 metri per arrivare a casa tua, dal campo alla tua tavola, allora va bene.

          Ma la vedo dura 🙂

          • Peucezio says:

            Vabbè, si sa che “chilometro zero” non va preso alla lettera, tranne ad avere l’orticello di guerra in Piazza Duomo, stile Buonanima…

            • Z. says:

              Infatti quella del “chilometro zero” è una presa in giro da imbonitore 🙂

              • Peucezio says:

                Da parte di chi?

                Io per ciò che posso compro prodotti italiani e, quando si tratta di prodotti alimentari, tendo ad avere una certa preferenza (non esclusiva) per quelli della zona in cui mi trovo, quale che sia.
                E lo stesso vale per la musica.
                Ricordo una sera in Puglia, tornando dalla Valle d’Itria verso l’Alta Murgia occidentale, che riuscii praticamente ad ascoltare nello stereo, passando attraverso ogni paese, musica di quella specifica località (non certo attraverso la radio, ovviamente, ma miei CD).
                Chi è che mi prenderebbe in giro in tutto ciò?

              • Peucezio says:

                Un’altra volta, per una curiosa combinazione, tornando verso casa, sempre in macchina, ascoltavo una canzone milanese che parlava di un quartiere, uno di quei posti fantomatici che tutti hanno sentito nominare e che nessuno sa dove siano.
                Arrivato a casa mi tolsi la curiosità di sapere dov’è quel posto e scoprii che proprio mentre ascoltavo la canzone ci stavo passando senza saperlo (e ci ero passato un milione di volte in vita mia).
                Più chilometro zero di così!

              • Z. says:

                Il nesso con l’auto c’è.

                Scopro infatti che la locuzione era imbonitoria anche in origine: indicava automobili già immatricolate, quasi nuove, ma che spesso di chilometri ne avevano già percorsi…

                Noto anche che questa locuzione da pubblicitari esiste solo in Italia. Altrove si parla di “food miles”. Ma i numeri non ci piacciono quanto la propaganda 😉

              • Moi says:

                … propaganda o pubblicità, che poi sono affini e cambia soprattutto il prodotto ! 😉

                Km 0 = Km “poca roba” … espressione di discutibile precisione matematica 😉

              • Peucezio says:

                Beh, no, km 0 vuol dire che è stata acquistata come auto aziendale, ma non ha fatto neanche mezzo metro, quindi non è tecnicamente nuova, nel senso che non la compri da un riveditore, ma da un privato, però è nuova perché non è stata utilizzata.

                Se uno chiama km 0 un’auto aziendale usata poco, fa una truffa.
                Non è come il cibo, in cui è ovvio che l’espressione non può essere letterale (anche perché km 0 vuol dire che cresce nel tuo lavandino, altrimenti, se è già a 100 mt, è km 0,1).

      • PinoMamet says:

        Leggo da amico residente negli USA di un tizio americano incarcerato, addirittura (si sa che loro sono esagerati, per cui posso crederlo) per portato fumetti a domicilio durante il locdaun ai suoi clienti: perché ha un negozio di fumetti e non voleva fallire.

        Giusto, dice la foto, i fumetti non sono beni essenziali, ma quest’altro signore di fianco si chiama Jeff Bezos, e porta a domicilio qualunque tipo di prodotto non essenziale, ci guadagna un sacco di soldi e non è in galera…

  22. Moi says:

    … Bellino , il ” Satispay” !

  23. Moi says:

    @ I LEGULEI

    Giorgia Meloni:

    … sulla definizione “affetti stabili”:

    “Si è fatta molta ironia, ma c’è poco da ridere: quando il legislatore usa termini che non hanno certezza giuridica, succede che la norma è interpretabile in maniera discrezionale”

    • Roberto says:

      Da noi hanno usato un approccio diverso: da lunedì siamo armi liberi, puoi vedere chi ti pare ma massimo 6 persone nella stessa casa e invito alla prudenza

      Incrociamo le dita e vediamo come andrà

      • Moi says:

        massimo 6 persone nella stessa casa

        ————-

        … m^2 della stessa ?

        • Moi says:

          … voglio dire, magari in Luxemburgo NON avrete i microappartamentini(*) “alla NippoCoreana” con il tavolo da cucina che si trasforma in cesso, il letto che scende a ponte levatoio dalla parete, la doccia-armadietto, eccetera ….

          … però in Lussemburgo (non foss’ altro per ragioni logistiche …) NON ci saranno soltanto Villoni Faraonici , no ?

          PS

          (*)

          Lo so : penserete alla gag di Renato Pozzetto Anni Ottanta del Campagnolo nella Milano-da-Bere, MA in Giappone effettivamente già esistevano e …

          … sono approdati anche nella TurboCapitalistica Corea del Sud, dopo l’Urbanizzazione-Industrualizzazione Forzata nell’ ultimo Quarto di Novecento ! … Sì, in quella del Sud … quella Libbera 😉 !

        • Roberto says:

          Ci sono case grandi, appartamenti piccoli, ville enormi, villette, casette nei boschi, appartamenti giganteschi, fattorie, un paio di castelli

          È un paese ospitale, quando vi siete scocciati di stare in Italia venite pure qui

        • Roberto says:

          Comunque Moi, permettimi un’osservazione

          Ogni volta che dico qualcosa sul Lussemburgo, su qualsiasi tema, la tua prima e in realtà unica reazione è “siete ricchissimi e piccoli”

          Ora, a parte il fatto che per me il Lussemburgo è solo una casa ed il posto dove vivo e lavoro, e come sai non ho nessuna simpatia per la comunità territoriale come Miguel, e quindi sostanzialmente mi importa poco del Lussemburgo, lasciati dire una cosa.
          I soldi sono ovviamente importanti e facilitano enormemente le cose, ma bisogna anche avere un minimo di idee su come spenderli, e tante cose non dipendono dai soldi ma semplicemente da come ragionano (bene o male) le persone

          Ora ti faccio un esempio. Più o meno da quando a noi hanno detto riunitevi al massimo in 6 e siate prudenti, in un comune intorno a Roma viene adottata un’ordinanza che dice “se avete un orto potete andarci ma solo uno alla volta, anche se vivete sotto lo stesso tetto”. Lo so da una amica che si chiedeva giustamente come mai può restare sotto lo stesso tetto con marito e figlio ma non può andare a lavorare nell’orto all’aria aperta con marito e figlio

          Ecco sono cose così che mi fanno pensare che l’italia, nonostante sia il paese che amo di più, sia proprio un posto del cazzo e senza speranza, e ciò a prescindere dall’essere ricchi o poveri, grandi o piccoli, buoni o cattivi.
          Bada non dico “governato o amministrato a cazzo”, perché sarebbe troppo facile togliere la responsabilità a chi sceglie di essere governato o amministrato così (ed infatti la mia amica mi raccontava che non c’è stata nessuna protesta per quell’assurdità se non il solito sentimento orribile detestabile immondo di schadenfreude di quelli che l’orto non ce l’hanno e sono gelosi di quelli che ce l’hanno)

      • PinoMamet says:

        “da lunedì siamo armi liberi, puoi vedere chi ti pare ma massimo 6 persone nella stessa casa e invito alla prudenza”

        rassicurante vedere che esistono ancora luoghi in cui domina il buon senso, e non il timor panico e l’arbitrio poliziesco.

  24. Moi says:

    Purtroppo in Italia, oramai persino qua in Emilia Romagna ove cmq il Livello di Senso Civico e di “Usta” continua a svettare purtuttavia sul Resto del Paese (… a prescindere dalle origini etniche di chicchessia , eh : è un fatto culturale, NON genetico !) … l’Istituzione deve giocare al rialzo perché la Cittadinanza gioca al Ribasso !

    Esempio classico, caro ai Germanofili … quando in un cartello bilingue Tedesco-Italiano c’è scritto “Verboten” , la traduzione è una iper-traduzione in “severamente (!) vietato” … chissà perché !

    • PinoMamet says:

      In effetti hai ragione… a parte che “severamente” poi non vuol dire niente, una cosa o è vietata o è permessa!

    • PinoMamet says:

      Però c’è da dire una cosa:
      pare che nei corsi di retorica (che adesso chiameranno con altri termini, tipo “diventa un leader del motivational speaking, join la nostra task force di professionals….” ma sempre quello è…)
      insegnino che il pubblico si comporta come gli parli.
      Se gli parli come a un bambino, si comporterà più come un bambino, eccetera.

      Ora, agli italiani da sempre si parla come a dei delinquenti e incivili da tenere a bada con le minacce. E degli stupidi in aggiunta.

      Se si cominciasse a parlargli come a persone civili? In grado di capire da soli (e lasciatemelo dire, meglio di altri) cosa è ragionevole e cosa no?

      Secondo me sarebbe ora.

      • Roberto says:

        Applausi a scena aperta

      • Peucezio says:

        OMDAP.

      • Z. says:

        Non è l’unica cosa che mi lascia freddo, dei corsi di retorica (comunque denominati). Ne ho fatti anch’io, per altre ragioni, e potrei raccontare un paio di cose al riguardo 🙂

        Il tema che sollevi è interessante, non banale, e come tutti i temi di questo genere secondo me non lascia spazio a pensieri univoci.

        Appena lo ritrovo, vi pubblico un articolo di Colombo al riguardo.

  25. Marco Di Bari says:

    La proposta di Comitato Libertà Toscana chiamata “Rivoluzione Rionale” fu nucleo di un programma di ripensamento della città di Firenze della lista civica indipendente Libera Firenze. Prevede un’organizzazione della città in rioni, più piccoli degli attuali quartieri, troppo grandi e svuotati di autonomia, basti penare che il Q5 di Firenze è da solo la quarta città della Toscana. I rioni corrispondono a delle entità a misura d’uomo che potrebbero andare dai 10mila ad un massimo di 20mila abitanti e sarebbero gestiti suddividendo l’attuale numero di consiglieri di quartiere nelle varie entità. La RR prevede la creazione di centri civici e sanitari di prossimità. Un centro civico, un ufficio per la burocrazia, la presenza di un giudice conciliatore, un poliziotto di rione. Al tempo stesso un centro sanitario di base con consultorio. Mi sono dilungato nell’elenco perché la presenza di questi servizi raggiungibili a piedi ha come conseguenza la presenza di cittadini per le strade che non usano mezzi, né pubblici né privati. La loro presenza comporta una maggiore possibilità di sopravvivenza per le piccole attività commerciali e anche una maggiore sicurezza per le strade, data dalla presenza stessa delle persone anziché dal controllo remoto tramite telecamere.

  26. PinoMamet says:

    Leggo, postata da due o tre persone diverse, una classifica di Forbes sul trattamento del virus nei vari paesi.
    L’Italia non ci fa una bella figura. Ma allora, come si spiega che i nostri governanti ci dicono “l’Italia è studiata all’estero”? Mentono?

    Credo che non mentano: diversi paesi in effetti (un po’ tutti, tranne quelli orientali) hanno avuto la fortuna che il virus si sia diffuso qualche tempo dopo di noi: anche un paio di settimane bastano a fare la differenza, e certamente hanno fatto tesoro delle idee italiane (e magari degli errori italiani).

    Poi c’è da dire che la ricerca mi sembra basata su criteri abbastanza vaghi e messi insieme arbitrariamente da poter giustificare un po’ tutto, e probabilmente (visto il committente) era piuttosto schierata in partenza in direzione di un modello sanitario anziché l’altro;

    (un articolo che la riporta titola trionfante: “Capitalist countries have the highest levels of covid-19 safety”
    evidentemente gli USA sono diventati comunisti a loro insaputa…)

    ma i numeri sono numeri, e non si può nascondere che quelli italiani siano particolarmente alti.
    (Naturalmente la colpa è proprio della regione più “capitalista”, ma questo Forbes non lo sa o sceglie di non saperlo…)

    No, secondo me quello che è mancato, e continua a mancare all’Italia, è saper fare tesoro delle esperienze degli altri .

    Non ho il polso della situazione di tutti i paesi citati da Forbes.
    Uno, che compare ai primi posti nelle loro classifiche, è Israele, dove so di sicuro che l’approccio psicologico è stato opposto a quello italiano:
    mentre qui le autorità hanno fatto di tutto per impaurire (“i lanciafiamme!”) e mostrarsi impaurite, presentando il virus come “una guerra”, contro la quale non c’è rimedio se no chiudersi in casa, e chi dice il contrario è un traditore;
    là hanno spinto il pedale sul “continuiamo a vivere il più possibile normalmente”, e sul fatto che un rimedio ci deve essere e quindi la società deve attivarsi per trovarlo il prima possibile (non stare immobile a tremare) e più ci si mettono meglio è.

    Non credo che questo sia stata la panacea, ma non voglio neppure credere che non abbia avuto effetti.

  27. Intanto godiamoci i titoli di oggi di ilmeteo.it:

    PROSSIMA SETTIMANA SHOCK, da Lunedì FRONTE FREDDO con TEMPORALI e GRANDINE, poi MOLTO CALDO. La TENDENZA

    CORONAVIRUS: ecco il TERRIBILE DOCUMENTO SEGRETO che il COMITATO SCIENTIFICO ha INVIATO al GOVERNO CONTE

    CORONAVIRUS nel MONDO: l’EPIDEMIA di COVID-19 dilagherà come un INCUBO per altri 3 ANNI. Ecco lo STUDIO SHOCK USA

    • Moi says:

      3

      Insomma, durerà ancora quanto il Governo Conte, con oscillazioni continuefra Fase 1 e Fase 2 … con Caccia agli Untori di chi si assembra, NON ha o NON indossa a modo la mascherina !

    • Moi says:

      … Ammesso e NON concesso che l’ Imperatore Covid XXIX 😉 sia sincronizzato con il Presidente Conte , entro il 2023 , in Italia NON può non scoppiare un’ isteria di massa pericolosa da Fàiga Starvéscion ! 😉

  28. Moi says:

    Le persone che han subito meno la “Quarantena” sono i cosiddetti Hikikomori un termine chi già mi era noto :

    https://www.ilmattino.it/primopiano/sanita/adolescenti_rischio_hikikimori-5174535.html

    ( 引き籠もり o 引きこもり )

    https://www.magzine.it/hikikomori-se-la-quarantena-forzata-diventa-un-piacere/

    HIKIKOMORI, SE LA QUARANTENA FORZATA DIVENTA UN PIACERE

    ————————-

    In estrema sintesi, è la patologicizzazione del detto “Meglio Soli Che Mal Accompagnati” … solo che non va più bene nessuno, o meglio può andar bene solo chi puoi accendere o spegnere quando vuoi su internet, “amicizie virtuali” spesso “sostituitive” e NON “aggiuntive” rispetto a quelle reali !

    • PinoMamet says:

      Chicco Mori!
      Ogni tanto salta fuori in qualche spettacolo teatrale o attività di integrazione o losailcazzo dedicata agli studenti del biennio specialmente.
      Finalmente lo conosco, ‘sto giapponese!

  29. Moi says:

    Sempre sui Ristoratori … per rilanciarsi dovrebbero in teoria abbassare (!) i prezzi e proibire (!) che i loro ristoranti si trasformino in ludoteche e/o canili ipso facto !

    A tal riguardo è noto il caso di pochissimi Ristoratori che hanno avuto il coraggio di proibirire cani e cinni, moltiplicando la clientela che “gliel’ aveva data su ”

    … fra urla stridule da cercopitechi in calore , corse e rincorse, giocattoli sui tavoli (WTF !) , palloni (!) che rimbalzano, salti a piè pari su lamiere vibrorimbombanti (c/o “i stènd” 😉 …), guaìti e latrati … ancora NON ho visto (almeno non in Italia, ma in Francia sì !) cani che spissagliano contro le gambe dei tavoli, NE’ camerieri catapultati da macchinine in terra (… ma sento che Verrà il Giorno !)

  30. Moi says:

    Surriscaldiamo il Pianeta a Ragliooooooo !!!! 😉 😀

    … Forza Global Warming , Fuck You Gretina !

    … Salus Ex Inimicis !

    https://www.ilmeteo.it/notizie/coronavirus-e-meteo-caldo-e-afa-distruggono-il-covid19-ecco-lo-studio-con-la-mappa-dei-contagi-094335

    CORONAVIRUS e METEO: CALDO e AFA distruggono il COVID-19. Ecco lo STUDIO con la MAPPA dei CONTAGI

  31. Moi says:

    … Cazzarola , régaz’ , ma è fantastico : il Sito del Meteo è diventato più Komplottista del Blog di David Icke !!! 😉 😀

    https://www.ilmeteo.it/notizie/coronavirus-ecco-il-terribile-documento-segreto-che-il-comitato-scientifico-ha-inviato-al-governo-conte-092225

    CORONAVIRUS: ecco il TERRIBILE DOCUMENTO SEGRETO che il COMITATO SCIENTIFICO ha INVIATO al GOVERNO CONTE

  32. Moi says:

    Altra Questione , sull’ Ecomonia Sommersa :

    … regolazziare gli Irreagolari Migranti del Bracciantato O mettere al loro posto i RedditodiCittadinanti ?!

    … e la Bellanova minaccia dimissioni :

    https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2020/05/06/fumata-nera-vertice-intesa-regolarizzazioni_1Ovv6pQUNeUmfCvjxa8gEI.html

    … ciò potrebbe compromettere il Governo ?!

  33. Moi says:

    @ LISA & MIGUEL

    Trailer su di un nuovo film sul Mostro di Firenze : al min 0 : 26 sec … l’ Innominabile (… Trigger Alert Disclaimer per Pino !) nel ruolo del Procuratore Vigna !

    https://www.youtube.com/watch?v=QRVNRYrJIgk

    ” Nero Fiorentino “, di Gianpaolo Saccomano

    • PinoMamet says:

      Minchia…
      deve essere costato meno di 100 euro, perché ci sono in Italia migliaia di cortometraggi che al confronto sembrano Hollywood, e sono costati esattamente quanto costa offrire una pizzata alla troupe;

      e mi stupirebbe se incassasse molto di più…

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