Tre città ideali: Modernia – seconda parte

Questo post fa parte di una serie sulle “Tre città ideali

A Modernia, abbiamo visto che praticamente tutto è programmato, comandatovoluto.

Ma chi è che programma, comanda e vuole?

Ad esempio, chi calamita e disciplina i Frammenti Umani nel Palazzo di Modernia?

Esploriamo il Palazzo che vediamo nella foto: Macy’s di New York, che fa parte della più grande catena di vendita al dettaglio degli Stati Uniti, e ha un fatturato annuo pari al prodotto lordo del Senegal.

Seguiamo gli indizi che ci danno i motori di ricerca.

Adesso diventiamo molto noiosi, ma c’è un motivo.

Un certo Rowland Hussey Macy è veramente esistito. Solo che è morto nel 1877.

Oggi, Macy’s ha dieci azionisti.

Nessun azionista ha un nome umano.

Sono tutte persone giuridiche, denaro puro con diritto di portare in tribunale umani e non.

Ciascuno dei dieci è a sua volta azionista di molte altre persone giuridiche, in tutt’altro campo.

E tutti sono gestori di fondi.

Sono tutti interessanti, ma limitiamoci a guardarne due.

La Yacktman Asset Management, che detiene il pacchetto più grande di azioni (meno del 15%), è azionista anche della Walt Disney Co Media, di diverse grandi banche, della Microsoft, di una ditta virtuale che combina incontri tra single, di ditte di prodotti medici, le sigarette della Philip Morris, la Unilever, la Pepsi e un’impresa che costruisce palazzoni per uffici e cinema multiplex indifferentemente in Australia, Nuova Zelanda e gli Stati Uniti.

Al terzo posto come azionista di Macy’s troviamo la BlackRock Fund Advisors.

Un giornalista di The New Yorker ha fatto un semplice calcolo.

Al mondo, si stima, ci sarebbero in tutto circa 80.000 miliardi di dollari in giro.

Di questi, la BlackRock gestisce 7.000 miliardi, più del Pil di Francia e Spagna messi insieme (la Vanguard, secondo azionista di Macy’s, gestisce altri 5.000 miliardi).

La BlackRock non controlla nessuna società; semplicemente possiede abbastanza azioni da essere presente in 17.000 ditte in tutto il mondo, e nel 2017, ha votato nel 91% delle aziende in cui è presente.

Ben poche società oseranno decidere in modo sgradito a chi apporta tanti capitali, e ha tessuto una rete mondiale così ampia.

Le partecipate BlackRock comprendono, a solo titolo di esempio:

i produttori di automobili in Germania, le grandi aziende petrolifere,

quelle chiave del complesso militare-industriale americano (come la Lockheed Martin),

quelle farmaceutiche (come la Glaxo Smith Kline),

l’agribusiness chimico (Bayer-Monsanto),

l’oro africano,

le compagnie aeree…

Alcuni attivisti hanno tracciato ben 61 partecipate della BlackRock impegnate nel disboscamento dell’Amazzonia. (olio di palma, allevamenti intensivi, legname…).

È azionista di peso nelle top 10 banche europee, primo azionista della Deutsche Bank, secondo in Intesa San Paolo, presente in Unicredit, Banca Generali, Fineco, Enel, Eni, Telecom.”

E possiamo aggiungere UnipolSai e Leonardo, la reincarnazione della nostra vecchia amica la Finmeccanica, e ottava azienda al mondo per la produzione di armi.

Come c’era da aspettarsi, da qualche mese la BlackRock si dichiara  promotrice della sostenibilità ambientale.

Nei fatti, promettendo di ritirarsi  dal fracking petrolifero: appena in tempo, visto che quell’industria è sull’orlo del collasso.

Così, BlackRock ha ottenuto dalla Commissione Ue l’incarico di “vigilare sulla corretta integrazione di criteri di sostenibilità ambientale nelle strategie del sistema bancario europeo”:

“Tra il 2015 e il 2019 [BlackRock] si è opposto all’80% delle mozioni che spingevano per più attente politiche ambientali. È il dato più basso tra i grandi asset manager di tutto il mondo.

Nel frattempo le emissioni di CO2 dei gruppi partecipati da BlackRock hanno continuato a salire. Dal quando nel 2015 è stato siglato l’accordo di Parigi per il contenimento dei gas serra, sono cresciute del 38%.”

Gli articoli come questo che ho appena scritto, li trovo sempre noiosi. E dimentico quasi subito i dettagli.

Purtroppo, essendo umani, l’ultima cosa che dimentico sono i nomi, che in realtà sono la cosa meno importante: perché è tutto un sistema che comanda e vuole, non certo questo o quell’individuo, che da domani potrebbe anche trovarsi sul lastrico, o almeno con un tumore e un’amante vendicativa che lo distrugge facendo girare foto porno su Twitter.

Cerchiamo, nella prossima puntata, a cercare di darci un senso, che vada oltre.

(continua…)

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21 Responses to Tre città ideali: Modernia – seconda parte

  1. Mauricius Tarvisii says:

    Sarebbe curioso leggere una ricostruzione così minuziosa anche su chi fosse il vero proprietario delle cose che “appartenevano” al Signore di Baux. Non è che il feudalesimo fosse così digiuno di complessi schemi giuridici.

    • Per MT

      “Sarebbe curioso leggere una ricostruzione così minuziosa anche su chi fosse il vero proprietario delle cose che “appartenevano” al Signore di Baux. Non è che il feudalesimo fosse così digiuno di complessi schemi giuridici.”

      La mia non è per nulla una ricostruzione minuziosa: sono qualche ora, o anche meno, di ricerca in rete.

      L’esperto dei complessi schemi giuridici feudali sei tu, quindi non mi azzardo.

      Ma il Signore di Baux, a quale scopo “possedeva” (con tutte le precisazioni del caso) le “sue cose”?

      E’ lì la chiave di lettura.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Più che altro oggi tu puoi usare la parola “appartenere” perché è univoca. Ma la terra del Signore di Baux era sua? E, soprattutto, quale era la sua terra? La terra della sua pars dominica, cioè quella su cui esercitava un controllo diretto e che veniva coltivata sulla base delle sue disposizioni da parte dei suoi servi? Può essere, ma forse quella terra non era sua, ma semplicemente un suo beneficio: la terra apparteneva al signore che gliela aveva concessa in feudo. E forse nemmeno a lui, perché si doveva risalire più in alto nella catena delle fedeltà… salvo che per gli appezzamenti già allodiali di cui si era impadronito in qualche modo.
        E la terra dei suoi livellari, la terra che era concessa in affitto? Era sua? Forse, ma qualcuno avrebbe detto che il livellario era titolare della sua “proprietà utile”.
        Per non parlare del macello che era la titolarità dei “beni comuni” che spesso e volentieri erano solo diritti d’uso comuni, mentre il bene in sé restava proprietà di non si sa bene chi.

        Insomma, a chi diavolo apparteneva Brueghelia?

    • PinoMamet says:

      Il Medioevo è fuori dal mio campo di competenza (all’università detti Storia greca- monografico proprio sull’economia greca- e Storia Romana, ma schivai Storia medievale)

      da conoscenze laterali (letteratura, articoli più o meno specialistici eccetera) direi che, anche dove ci fu il feudalesimo vero e proprio, quello più tipico (diciamo in Francia) neppure lì il “signore di Baux” era padrone di tutto, e in realtà tra le due semplificazioni dei libri di storia (il servo della gleba e il padrone feudatario) esistevano una mezza dozzina o una dozzina di situazioni molto variabili;
      del resto tutti abbiamo imparato che il feudatario era economicamente padrone solo della “pars dominica”, il resto diviso tra vari modelli di proprietà semi-dipendente, affitto o piccola proprietà indipendente, più tutta la costellazione di piccoli mestieri indispensabili alla vita quotidiana.

      Per farsi un’idea “a naso” direi che basterebbe rileggersi qualche autore russo, molto più tardo ovviamente (visto che da loro arrivò tutto molto più tardi), come Pushkin con la sua storia semi-seria del villaggio di Goriukino, o Turgenev ecc., e ne risulta tutto il panorama di amministratori efficienti, fannulloni o ladri, nobili indebitati sino alle mutande o ricchissimi, arricchiti e/o nobilitati delle più varie provenienze, contadini liberi o fuggiaschi o che hanno appena comprato la propria libertà o che evitano di farlo secondo convenienza ecc.

    • PinoMamet says:

      Aggiungo la cosa che ho letto di recente, sulle lumache o i cavalieri sulla lumaca o le lumache-drago che appaiono a volte a margine dei manoscritti medievali, di area francese o tedesca, e che sarebbero una presa in giro dei “lombardi” cioè dei banchieri o presta-denari a strozzo di provenienza italiana che detenevano il potere economico in Francia visto che i nobili erano tutti indebitati con loro

      (per una descrizione delle loro doti, si rimanda alla notissima novella di Ser Ciappelletto…)

  2. Francesco says:

    Sarei curioso di sapere due cosette:

    1) chi sono le persone fisiche alla fine della catena

    2) come fanno a non pagare le tasse

    do per scontate entrambe le cose, il massimo sarebbe scoprire che alla fine gli (1) sono dietro sia a BlackRock che a Vanguard

    già così comunque vada l’economia ci perdono sempre (oltre a guadagnarci sempre), perchè se vendono più biglietti aerei vendono meno automobili e così via

    🙂

    • werner says:

      Man: “You know who owns the land – the Shawnee Land and Cattle Company.” Muley: “And who’s the Shawnee Land and Cattle Company?” Man: “It ain’t nobody! It’s a company.” Son: “They got a president, ain’t they? They got somebody knows what a SHOTGUN’S FOR, ain’t they?” Man: “Aw, son, it ain’t his fault, because the bank tells him what to do!” Son: “Alright, where’s the bank?” Man: “Tulsa. What’s the use of pickin’ on him – he ain’t nothin’ but the manager. And he’s half crazy hisself tryin’ to keep up with his orders from the East.” Muley: “Then who do we shoot?” Man: “Brother, I don’t know. If I did, I’d tell ya. I just don’t know who’s to blame.”

  3. Moi says:

    Nel frattempo le emissioni di Co2 dei gruppi partecipati da BlackRock hanno continuato a salire

    ————————-

    … Se non altro, grazie alla proverbiale faziosità Italica in politica, nessuno sulla Penisola Stivaliforme CentroMediterranea lo confonderà più scientificamente con il CO2 ! 😉

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/04/20/il-pd-vuole-ridurre-a-zero-le-emissioni-di-cobalto-per-salvare-il-pianeta-la-gaffe-che-fa-ridere-i-social/5125862/

    Il Pd vuole ridurre a zero le emissioni di Cobalto per salvare il Pianeta: la gaffe che fa ridere i social

    [perché ovviamente, in Italia, se un Politico a noi Antipatico sbaglia … si diventa tutti ex abrupto Chimici di Chiara Fama ! 😀 …]

    … o forse la Prof. Paniscus ti manda dietro la lavagna ?! 😉

    • Per Moi

      ” confonderà più scientificamente con il CO2 ! ”

      Ops! ci sono cascato! correggo!

      Alemno l’errore non l’ho fatto io. Credo che sia un riflesso del divieto giornalistico di usare più maiuscole in una sigla: il PD è Pd, e il CO2 è Co2 (con il due minuscolo pure).

      • Moi says:

        PD : “Partito” è il Cognome, “Democratico” è il nome … cos’ è che non va bene ?! 😉

        PS

        Mai capito perché le Aziende debbano essere Persone Giuridiche e i Partiti NO, ci sarebbero meno ambiguità e fraintendimenti 😉 !

        … o No ? 🙂

    • PinoMamet says:

      Mi sembra interessante

      • Francesco says:

        sì ma sono morto mentre cercavo di arrivare alla fine … e non ce l’ho fatta

        bello il film, alla fine, anche se deprimente, ho preferito Terminator 3 nel genere

        PS lo so, è solo una battuta, non mi menare per crimine cinematografico!

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