Il modo di produzione informatico

Il 2020 sarà come il 1492, o il 1914.

La domanda è solo come cambierà il mondo?

L’intuizione più interessante l’ha avuta la sociologa Daniela Danna, femminista di quelle che non hanno ceduto alla fuffa postmoderna.

Stiamo entrando, lei scrive in un testo che invito a scaricare e leggere, nel pieno del modo di produzione informatico.

Il termine riprende l’idea di Marx che parlava di grandi passaggi –  caccia e raccolta; orticoltura; metodo taglia-e-brucia; pastorizia; agricoltura e infine industria.

Poi la Danna precisa che in realtà l’uomo non “produce” nulla.

Solo le piante producono.

Gli uomini trasformano e distruggono sia l’energia impiegata, sia i materiali che ne derivano, e scaricano i costi sulla natura (a meno che non si adattino, aggiungo io, ai ritmi delle piante).

Il nuovo modo di produzione trasforma in lavoratori tutti coloro che forniscono o trattano dati.

Scrive l’autrice:

Il controllo a distanza sui lavoratori è infatti ottenuto con un flusso di dati (con l’informatica, ovvero l’informazione automatica, trattata da macchine), flusso che viene trasmesso attraverso frequenze di campi elettromagnetici che interferiscono con le funzioni vitali di esseri umani, animali e piante.”

Qui tocca un punto su cui sorgono spesso polemiche: l’interferenza dei campi elettromagnetici non-ionizzanti (bassissima frequenza, onde radio e microonde) con le funzioni vitali, appunto, dei viventi.

Da ragazzo, mi ricordo che rimasi colpito da una vignetta di James Thurber (nato negli Stati Uniti nel 1894) che raffigurava una particolare fissazione di sua nonna, che visse

“gli ultimi anni della propria vita con l’orribile sospetto che l’elettricità gocciolasse invisibilmente per casa.”

Electricity was leaking all over the house

Il bello è che nel 1961,  l’epidemiologo americano Sam Milham condusse un immenso studio sui cambiamenti nelle cause di morte, a mano a mano che procedeva l’elettrificazione degli Stati Uniti, scoprendo una stretta correlazione tra l’avanzata della “griglia” e l’aumento di cancro, malattie cardiovascolari, diabete e morbo di Alzheimer.

Moltissima gente che conosco e che è preoccupata per l’inquinamento elettromagnetico, mi ricorda la nonna di James Thurber: un po’ sopra le righe quando ne parlano, qualcuno magari tira fuori pure gli Illuminati,  ma alla fine forse hanno più ragione di chi dice, “ma che problema vuoi che ci sia? E’ tanto comodo!”

La nonna di James Thurber doveva vedersela soltanto con i campi elettromagnetici a bassissima frequenza generati dalla corrente elettrica; ma poco dopo sarebbe arrivata la radio di massa, e poi tutto il resto.

Gli studi su malattie causate dall’elettromagnetismo sono resi difficili dai lunghissimi tempi di insorgenza e dalla presenza di molti fattori, tra cui soprattutto chi paga:

Il 68% degli studi sponsorizzati dalle case produttrici di elettronica, non scoprono effetti avversi sulla salute umana, mentre il 70% di quelli non sponsorizzati li trovano.

Comunque (parlando da laureato in lingue orientali) credo che sia fuori discussione che i campi elettromagnetici abbiano effetti sul DNA, da cui dipende tutto per ogni essere vivente: si discute solo del quanto o del come. Scrive la Danna:

siamo esseri in cui l’elettricità scorre a bassissima intensità per regolare le funzioni più disparate, dalla respirazione all’udito, alla protezione del cervello dalle sostanze tossiche e nocive che il sangue può apportarvi etc. Siamo esseri con una regolazione elettrica delle funzioni vitali, comune a tutta la vita su questo pianeta. Sono pluridocumentati gli impatti delle onde radio oggi esistenti sull’orientamento e sulla riproduzione degli uccelli, e le antenne degli insetti non sono altro che sensori per l’elettromagnetismo.

La Danna, a differenza della maggior parte di quelli che si preoccupano solo per i rischi legati alla salute, coglie il meccanismo sottostante:

“Vi è quindi una sinergia tra interessi economici e politici delle classi dominanti nell’uso delle nuove tecnologie informatiche – la rete e l’accesso continuo ad essa degli individui dotati di smartphone (e anche di computer o tablet), degli animali o delle cose dotati di RFID (RadioFrequency Identification, chiamato anche microchip), degli smart meter, smartTV e progressivamente di tutte le merci, ognuna con il suo piccolo trasmettitore per effettuare la comunicazione tanto pubblicizzata tra cartone del latte, frigo e negozio, tra bidone e camion della spazzatura, tra lampioni e passaggio dei cittadini. I primi impianti di RFID (identificatori a radiofrequenza) sono già stati inseriti in esseri umani.”

Il passaggio da tanti flussi separati di dati a questo flusso globale unificato richiede, tecnicamente, lo standard di “quinta generazione” (5G), come aggiunta di nuove frequenze, ma soprattutto come rete planetaria di antenne tale da assicurare, ad esempio, che un’auto senza guidatore non resti mai “senza campo”.

“Il fatto nuovo è che con l’informatica del 5G, con l’internet delle cose di cui l’industria canta le lodi, sta avvenendo un salto quantitativo e  qualitativo sia nell’interazione umana che in quella che abbiamo direttamente con l’ambiente naturale da cui dipende la nostra sopravvivenza.”

E qui la Danna ha un’intuizione straordinaria:

“il modo di produzione capitalistico informatico per poter dispiegare completamente il suo potenziale economico e politico esige la progressiva riduzione di tutti i contatti umani su cui non si possono raccogliere dati. L’incontro faccia a faccia, il contatto umano diretto è in concorrenza con quello informatico.”

Questa è forse la riflessione più importante.

Ovidio, 1400 anni prima che i proprietari terrieri inglesi iniziassero a fare delle enclosure, abolendo i Commons, scrisse:

“Sulla terra, comune a tutti prima, come la luce del sole o l’aria, il geometra tracciò con cura lunghi confini”

Ciò che sta succedendo adesso è la stessa cosa, ma su un piano che non avremmo mai potuto immaginare e che è ancora difficile descrivere. Dalla terra siamo già stati esclusi da tempo; oggi siamo esclusi dai rapporti umani, che sono stati privatizzati da altri.

In parallelo,

“l’impatto biologico delle nuove trasmissioni sarà enorme. Si può dire che l’aspirazione sia questa: “Non solo le persone, ma tutta la natura viene sostituita da pulsazioni elettriche”, come scrive Arthur Firstenberg.”

Non so se sono d’accordo con tutto ciò che dice la Danna (per quel poco che ne so io, ad esempio, non concordo con molte cose che dice sul coronavirus), ma sicuramente ci ha dato una bussola preziosa per orientarci quando usciremo dalla quarantena ed entreremo nel Brave New World, portati per mano da Bill Gates, Zuckerberg, Bezos e i loro tecnici.

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234 Responses to Il modo di produzione informatico

  1. Mirkhond says:

    “I primi impianti di RFID (identificatori a radiofrequenza) sono già stati inseriti in esseri umani.”

    Quando? E come?

  2. Mirkhond says:

    Altra domanda da perfetto analfabeta tecnologico:

    Lo stare tanto tempo davanti ad un computer può provocare l’insorgere del cancro?

    • Per Mirkhond

      “Lo stare tanto tempo davanti ad un computer può provocare l’insorgere del cancro?”

      Credo che nessuno abbia la risposta alla tua domanda.

      E’ un po’ come le domande che la gente oggi si pone sul coronavirus.

      Considerando che gli effetti dei campi elettromagnetici diminuiscono precipitosamente con la distanza, direi che è buon senso:

      1) tenere il computer abbastanza lontano dal proprio corpo

      2) evitare sistemi wi-fi il più possibile, usando invece cavi – lo raccomanda negli interni persino il decreto ministeriale del 2019 sulle antenne e frequenze.

      • Moi says:

        … e del famoso & famigerato 5G , icché ne pensi ?

        (ma su questo forse il più esperto è Kairobi !)

      • Peucezio says:

        Miguel,
        “1) tenere il computer abbastanza lontano dal proprio corpo”

        Ma stiamo parlando del computer o del monitor??

        • Per Peucezio

          “Ma stiamo parlando del computer o del monitor??”

          Io ho tutti e due: un corposo scatolone sotto il tavolo, e un monitor sulla scrivania.

          Tengo entrambi a circa 50 centimetri.

          Chiaramente qui si tratta solo di corrente elettrica che genera un (limitato) campo elettromagnetico, a frequenza molto bassa e scarsa potenza.

          • Peucezio says:

            “Io ho tutti e due”

            Non solo tu: direi che è difficile far funzionare l’uno senza l’altro e viceversa. 🙂
            Solo che ormai vanno di moda i portatili che li integrano in un solo apparecchio, ma sempre un pc e un monitor sono.

          • Z. says:

            No portatili. Sì PC desktop.

            Costano meno, si manutengono meglio (prova a rimuovere la polvere da un portatile), si aggiornano meglio, non ti cavi gli occhi in un francobollo.

            E no wi-fi. Sì cavi.

            🙂

            • Per Z

              “No portatili.”

              Ma scusa, noi non si doveva sempre duellare prendendoci rispettosamente in giro?

              Perché scrivi cose che posso solo approvare?!

            • Z. says:

              Urca, è vero.

              Allora, il PC fisso è brutto perché porta via posto e fa rumore e poi… Niente, è dura. Oggi poi il portatile dove te lo porti, in bagno?

            • Peucezio says:

              “No portatili. Sì PC desktop.

              Costano meno, si manutengono meglio (prova a rimuovere la polvere da un portatile), si aggiornano meglio, non ti cavi gli occhi in un francobollo.

              E no wi-fi. Sì cavi.”

              OMDAZZONE!!!!

              Che non è una parolaccia… 🙂

              No, il portatile NON E’ un computer, è un giocattolino. Fatevene capaci.
              Usatelo tutti, quanto volete, ma non venitemi a dire che è un computer: è uno smartphone più ingombrante e pesante da cui non puoi telefonare.

              • Francesco says:

                io devo fare coming out: ero di questa chiesa prima di essere chiuso in casa dal CV19 col portatile (preso perchè non ho trovato PC fissi a costi accessibili)

                beh, funziona benissimo anche il portatile, per lavorarci 8 ore al giorno

                ahimè fratelli, vi devo lasciare per entrare nei ranghi degli infedeli

                PS sul wifi spero abbiano ragione le ricerche pagate dall’industria! ci vivo immerso 24 ore al giorno ormai

    • Roberto says:

      Mah, anche i cavi non sono così innocenti.
      Meglio non avere nulla a che fare con quelle cose o quantomeno proteggersi per bene come consigliato qui

      https://www.elettrosmog.rm.it/come-proteggersi-dalle-onde-elettromagnetiche-elettrosmog-difesa-dall-inquinamento-elettromagnetico.html

      • Per roberto

        “Meglio non avere nulla a che fare con quelle cose o quantomeno proteggersi per bene come consigliato qui ”

        Il sito in questione probabilmente ha ragione sui numeri, il problema è che nessuno può dire esattamente cosa significhino.

        In fondo, i dati principali sono epidemiologici. Tipo (cito a memoria) gli elettricisti che hanno il doppio di probabilità degli altri di contrarre specifici tumori. Ma in quanto tempo? E gli elettricisti che non si ammalano?

        E come tradurre i molti dati di questo tipo che abbiamo, in prescrizione precise?

        In un campo leggermente diverso – poi c’è la mancanza di un campione di controllo: per il periodo 1980-2010 circa, abbiamo molti più tumori nei giovani che usavano cellulari, che in quelli che non li usavano.

        Ma

        1) i giovani sono una categoria particolare (essendo ancora in parte in crescita, sono molto più sensibili a forze esterne e quindi se si devono ammalare, gli effetti si vedono prima), non ci dicono molto su altre categorie

        2) ormai manca un campione di controllo di gente che non usa i cellulari.

      • Roberto says:

        Stiamo dicendo la stessa cosa (io in tono moderatamente polemico 😁)

        Nessuno ci può garantire che i cavi siano meglio (o peggio) del Wi-Fi e che allontanare il computer di qualche centimetro ci metta al riparo da qualsiasi tipo di disgrazia

        Se uno ha paura, meglio semplicemente non usare nessun apparecchio elettrico

        • Z. says:

          Beh, se tu utilizzi cuffie a cavo – ad esempio – non hai una stazione ricevente pressoché attaccata al cervello…

  3. Mirkhond says:

    “il modo di produzione capitalistico informatico per poter dispiegare completamente il suo potenziale economico e politico esige la progressiva riduzione di tutti i contatti umani su cui non si possono raccogliere dati. L’incontro faccia a faccia, il contatto umano diretto è in concorrenza con quello informatico.”

    Mah, in un certo senso questo avviene già, se pensiamo a quanto tempo passiamo davanti ad un computer e grazie al quale si intessono relazioni e amicizie a distanza, come ad esempio su questo blog…..

    • Francesco says:

      però … se smetto di giocare a pallacanestro come fanno a vendermi scarpe, magliette, pantaloncini, calzettoni, palloni, fascette anti-sudore, integratori di sali minerali, cavigliere, anti-dolorifici etcetera etcetera?

      un pò si danno la zappa sui piedi, mi pare

  4. Z. says:

    Come sapete tutti, trovo che il telelavoro sia un passo importante per l’emancipazione.

    Del padrone, però: prima il lavoratore ha smesso di ricevere vitto e alloggio, presto dovrà pagare tutto a proprie spese e assumersi i rischi a proprio carico. In compenso, sarà sempre in servizio, richiamato al dovere con un messaggio sul cellulare, pronto a eseguire.

    Questo è il problema del telelavoro, mica l’asserito “elettrosmog” 🙂

    • Per Z

      “Questo è il problema del telelavoro, mica l’asserito “elettrosmog” ”

      Ma infatti, io so che la gente si preoccupa di più degli effetti sulla salute, che esistono ma sono difficili da valutare; mentre dovrebbe preoccuparsi proprio di questi aspetti, che possiamo chiamare socio-politici.

    • Moi says:

      Mail Giochino de’ Poteri Forti ormai è arcinoto … tutto è più accettabile digeribile se governano Partiti che asseriscano di essere Liberal-Democraici di Sx !

    • Peucezio says:

      Z.,
      “In compenso, sarà sempre in servizio, richiamato al dovere con un messaggio sul cellulare, pronto a eseguire.”

      ‘Sto discorso del cellulare però non l’ho mai capito.
      Se il capo ti fa fare gli straordinari, te li fa fare anche in ufficio.
      E il cellulare lo puoi spegnere, finito l’orario di lavoro (basta averne uno dedicato solo al lavoro).

      • Z. says:

        Fare gli straordinari in ufficio non è la stessa cosa. Sei sul luogo di lavoro, e quando esci sei libero.

        Essere sempre raggiungibile è differente. Nel migliore dei casi devi comprare un telefono in più a tue spese. Nel peggiore, il capo si aspetta che tu sia sempre reperibile, e che tu tenga acceso il tuo telefono di lavoro.

        Per questo si parla espressamente di “diritto alla disconnessione” nel telelavoro, così riconoscendo peraltro che la disconnessione richiede d’essere presidiata.

        Purtroppo, quando i lavoratori sono disaggregati, non è facile che riescano a presidiare i loro diritti.

        • Per Z

          “Fare gli straordinari in ufficio non è la stessa cosa.”

          Hai descritto perfettamente il meccanismo, condivido tutto.

          Il lavoratore “disaggregato”, qualunque contratto abbia, tenderà a evitare di spegnere il telefono quando teme che lo possa chiamare il padrone.

          Comunque, per chi si lamenta del crollo dell’occupazione, mi sono appena arrivate 128 pagine di uno statuto da tradurre (vi immaginate uno statuto di 128 pagine?).

          Personalmente, sono abbastanza contento di poter fare questo lavoro stando in casa, e magari fermandomi di tanto in tanto per scrivere un post. Però la mia contentezza è un po’ come il “ma fa tanto comodo!” di tutti quelli che si stanno mandando al macero…

        • Peucezio says:

          Z.,
          vabbè, presidiare… che fa, ti licenzia perché, finito l’orario di lavoro hai spento il cellulare?

          Sul costo, vabbè, un vecchio smartphone o al limite cellulare vecchio tipo dismesso ce l’hanno praticamente tutti e comunque un cellulare a basse prestazioni, da non usare come cellulare principale, costa tre lire.

          Tanto gli stachanovisti ci sono anche ora e se uno si vuole mettere in evidenza facendo il doppio degli altri o rimanendo in ufficio fino a mezzanotte, lo fa e tu che vuoi lavorare il giusto passi per fannullone.

          • Z. says:

            Peucezio,

            — vabbè, presidiare… che fa, ti licenzia perché, finito l’orario di lavoro hai spento il cellulare? —

            La fai molto facile. Sei una persona molto fortunata e spero che tu ne sia consapevole 🙂

          • Mauricius Tarvisii says:

            Ma infatti secondo me non cambia nulla: i cellulari esistevano anche prima e anche prima si pretendeva reperibilità nel tempo libero. Se avevi la forza di non farti rompere le scatole in certi momenti prima ce l’hai anche oggi.
            Il fatto che i colleghi fossero intorno a te, poi, negli uffici indeboliva, mica rafforzava…

            • Per MT

              “Se avevi la forza di non farti rompere le scatole in certi momenti prima ce l’hai anche oggi.”

              Ripeto, non ho esperienza di lavoro in ufficio. Vedo però che diventa sempre più normale aspettarsi che si sia collegati e pronti a rispondere immediatamente in qualunque momento. Lo strumento attuale è il cellulare, ma il punto fondamentale è proprio il concetto di essere “in rete”.

            • PinoMamet says:

              Non ho esperienza di uffici, se si escludono quelli delle produzioni cinematografiche (e lì la presenza dei colleghi senza dubbio era una forza in più)

              e ho esperienza di scuola, dove la presenza fisica dei colleghi nella stragrande maggioranza dei casi rinforza notevolmente, in tutti i sensi
              (aiuto pratico, consigli, sostegno in questioni sindacali-amministrative, supporto con esperienza nel lavoro in classe, sostituzioni dellìultimo minuto… ma anche semplice presenza umana).

              Sempre da scuola, ricordo con terrore una spiacevolissima vicepreside di Reggio che mandava milioni di comunicazioni (che arrivavano, tramite registro elettronico, direttamente sul cellulare), di solito a orari assurdi della notte.

              Si vabbè puoi spegnere il cellulare, ma se la comunicazione riguarda (come succedeva) il giorno dopo??

              Ricordo che ne mandò una all’una del pomeriggio del 31 Dicembre.

              solo dopo, si cominciò a parlare di “diritto alla disconnessione”.

              • Moi says:

                ne mandò una all’una del pomeriggio del 31 Dicembre.

                solo dopo, si cominciò a parlare di “diritto alla disconnessione”.

                —————–

                … poi dicono che lo Stòlcher 🙂 è il Bidello che regala i fiori alla Supplente ! 😉

              • Z. says:

                dicono, dicono… ma chi lo dice? in questo periodo, poi, che Luciano l’ha bèla srè!

            • Z. says:

              Io un pochino di esperienza in lavori d’ufficio o analoghi ce l’ho.

              Condivido l’osservazione di Miguel. Il punto fondamentale è proprio il concetto di essere tenuti costantemente “in rete”, che è qualcosa di più che essere solo raggiungibili.

              E l’esperienza di Pino coincide con la mia. La coesione tra colleghi, la possibilità di confrontarsi e aiutarsi, di collaborare su questioni professionali e sualla tutela dei propri diritti è importante. E lo è anche la possibilità anche di confortarsi a vicenda

              Non credo possano essere agevolmente sostituite da una chat. E il fatto che il problema già ci fosse aggrava la questione, perché il telelavoro accentua appunto una tendenza già presente.

              Comunque, non dico che sia un problema irrisolvibile, o che non sarà risolto. Dico però che il problema c’è e che non penso sarà facile affrontarlo, appunto, soli e disaggregati.

      • Per Peucezio

        “E il cellulare lo puoi spegnere, finito l’orario di lavoro (basta averne uno dedicato solo al lavoro).”

        Non me ne intendo di lavori regolari, non avendone mai fatti 🙂

        Io sono un “partitaIVa” che guadagna alla fine dell’anno parecchio meno del custode di una scuola.

        Se mi chiamano alle otto di sera di sabato, chiedendomi una traduzione per lunedì mattina, è normale. E se non mi chiamano martedì o mercoledì, perché non hanno niente da farmi fare, è altrettanto normale.

        E mi pagano il lavoro fatto di urgenza la domenica, ma non mi pagano per il non lavoro il martedì e il mercoledì.

        In questa situazione, non me la prendo minimamente con le ragazze che mi trovano lavoro, che sono costrette allo stesso ritmo.

        Quello che voglio dire è che per i datori di lavori delle mie datrici di lavoro – le aziende che hanno bisogno di traduzioni – è la situazione ideale.

        Io devo essere disponibile sempre al cellulare, devo essere disposto a lavorare in qualunque momento, non devo pretendere nulla per quando non mi chiamano.

        E questo è il sistema verso cui tendiamo tutti, a prescindere dal tipo di contratto che si ha.

  5. Moi says:

    … Cmq senza anche un discorso di tipo :

    ———–

    “I Virus vengono creati in Laboratorio da Big Pharma apposta per propinarci Vaccini di dubbia utilità e lucrarci sopra, a fini NeoMalthusiani conformi al Piano Kalergi !

    … E nel frattempo che i morti specie anziani in Occidente aumentano, difatti, Scafisti e Vice Scafisti delle Navi ONG dell’ Ammiraglio Soros importano Schiavi Sostitutivi ammantando il tutto con l’ Inganno di AntiRazzismo & Accoglienza !”

    —————

    … il discorso del post sull’ Inquinamento ElettroMagnetico è incompleto, anzi : “stiàvdo” 😉 !

    • Per Moi

      “… Cmq senza anche un discorso di tipo :”

      Infatti.

      La questione elettromagnetica raccoglie una frangia notevole di personaggi pittoreschi, molto più di altre questioni.

      Io conosco abbastanza bene quella dell’inquinamento dell’aria.

      Ci sono un sacco di dati, anche epidemiologici; c’è gente che si arrabbia anche più del dovuto, se la prende con il Sindaco che Non Ferma il Traffico, ci sono molte approssimazioni, c’è la tendenza a dire “è tutta colpa del settore X, altroché del settore Y!”

      Però non ci sono i personaggi curiosi che descrivi tu, e che invece vengono attratti dai campi elettromagnetici.

  6. Peucezio says:

    Semmai sarebbe interessante capire le implicazioni a lungo periodo sul concetto di individuo (che è un altro cascame metafisico della modernità, intesa lato sensu):

    facebook e poi gli altri social hanno portato, paradossalmente, a un ritorno di concretezza, rispetto all’internet degli anni ’90, basato tutto su nickname e identità fittizie.
    Ma quello era un internet (secondo me internet è maschile 🙂 ) un po’ di nicchia, elitario.
    Finché teniamo molto alla nostra identità in carne e ossa e questa è il centro di una vita e di scambi reali e non virtuali, il nostro narcisismo vuole che essa sia identificabile anche telematicamente.
    Ma, quanto più la vita si virtualizza, tanto più tale identità forte perde di senso, a favore di identità virtuali che siano la proiezione dei nostri desideri (come età, sesso, caratteristiche e tutto il resto) e ci preservino da qualunque conseguenza di ciò che diciamo e facciamo in rete.
    A quel punto non ci sono più individui biografici, ma identità più o meno labili e cangianti e ognuno si spezzera in tante di esse, in base ai contesti con cui vorrà interagire volta per volta, ecc.

    Questo sì che si può considerare postmoderno in un senso più serio delle cazzate dei transessuali e attivisti vari di genere o di razza, che invece sono modernità piena e dalle caratteristiche regressive, per la loro spinta omologante e la loro promozione di un pensiero forte, totalitario e univoco, insofferente al pluralismo e alla complessità.

    • paniscus says:

      “facebook e poi gli altri social hanno portato, paradossalmente, a un ritorno di concretezza, rispetto all’internet degli anni ’90, basato tutto su nickname e identità fittizie.”
      ——-

      Io sono su internet dall’anno di grazia 1993, e ricordo che all’epoca tutti quelli che scrivevano sui gruppi di discussione (che non si chiamavano social, né forum, ma al massimo “newsgroup”) trovavano normale firmarsi con il proprio vero nome e cognome, e quei pochi che usavano dei nick fasulli venivano sistematicamente infamati e considerati dei provocatori o dei vigliacchi. 🙂

      • Z. says:

        Io ho un ricordo molto diverso del web anni Novanta: pseudonimi, poche liti, poche provocazioni. YMMW IMHO 🙂

        • Z. says:

          Non erano ambienti pieni di italiani, va detto. In quello che frequentavo c’erano un paio di italiani in tutto oltre a me. Non so come fosse il web italiano allora.

      • Peucezio says:

        Anch’io li ho frequentati. Forse perché erano di estrema destra, ma ricordo che in pochissimi usavano il nome e cognome.
        Stessa cosa sui forum telematici nel primo decennio degli anni duemila.
        Ma soprattutto si usavano molto le chat (penso soprattutto a IRC, ma non era l’unico sistema) e lì nessuno era così pazzo da usare il nome e cognome.

        Liti invece ne ricordo sempre e da sempre; anche furibonde per i motivi più futili.

      • PinoMamet says:

        mmmm non credo di avere ricordi così antichi.

        io ricordo l’epoca dei forum, in cui gli pseudonimi erano la regola, e insulti e provocazioni erano all’ordine del giorno, qualunque fosse l’argomento trattato.
        I pochi usavano nome e cognome spesso erano più provocatori degli altri.

        Poi quando nel forum ci si finiva per trovare tutti d’accordo o quasi, i “thread” aumentavano sempre meno, gli interventi si diradavano, e il forum stagnante moriva…

      • PinoMamet says:

        una roba di modernariato assoluta era (credo fosse anni novanta) un locale che aveva “i terminalini”, dei piccoli computer con cui si poteva accedere a qualcosa che era una specie di chat, o insieme di chat…
        si vedevano elenchi di pseudonimi e si poteva tentare di fare conversazione con quelli scelti.

        Ci si andava in gruppo: scopo dichiarato, attaccare lite e insultare, spesso dopo un approccio fintamente amichevole.
        Qualcuno ci andava anche per rimorchiare, ignoro con quali risultati.

  7. Moi says:

    Mi sa che il Fisso con la proverbiale Selva di Fili , forse entro un decennio esisterà ancora soltanto negli Uffici Statali … anche se oramai il mitico “porta-tazza” 🙂 😀 😉 è divenuto Modernariato Elettronico, come si accinge a diventare il Fisso ! 😉

    • Z. says:

      Può essere che vada come dici, ma non è scontato. Ora che con gli smartphone si fanno un sacco di cose il portatile non è così indispensabile come poteva essere, mettiamo, una dozzina d’anni fa.

    • Peucezio says:

      Moi,
      e i giocatori? Quelli seri intendo, non i bimbiminchia che giocano al cell.
      Che hanno bisogno praticamente del computer della NASA per avere prestazioni decenti.
      Ti pare possano giocare col portatile?

  8. Moi says:

    anche il “laptop” tradizionale, con quei tasti fisici che sembra una macchina da scrivere retrofuturistica 😉 , NON penso che durerà ancora molto … ormai tutto è touch-screen, e anzi ci sono i proiettorini di tastiere sul tavolo, anzi no : vogliono fare il collegamento direttamente neurale pensiero-informatica … NON resterà fantascientifico ancora a lungo !

  9. Z. says:

    Comunque anche le piante trasformano!

  10. OT al massimo, ma per me è un argomento di enorme interesse.

    Perché gli olandesi hanno enormi finestroni al pianoterra che ti permettono di vederli nel loro salotto?

    https://edition.cnn.com/travel/article/dutch-windows/index.html

    • Moi says:

      https://www.curioctopus.it/read/17065/sapete-perche-le-case-del-centro-di-amsterdam-sono-strette-lunghe…-e-storte

      … perché le case del centro di Amsterdam sono strette, lunghe… E storte?

    • Peucezio says:

      Probabilmente è il retaggio germanico della società di villaggio, dove tutto avveniva davanti a tutti.
      Non importa loro di essere visti, purché abbiano luce e vista sull’esterno.

      La concezione opposta di quella di mia nonna, a cui dava fastidio, di sera, avere la tapparella della cucina alzata, soprattutto se stava cenando.
      Nella mia famiglia gira in questo caso l’espressione stu teiàddre apìirte.
      (la prima e in teiàddre serve più per segnalare la sillabicità della i che per indicare una vera indistinta, ma non mi piace usare la dieresi).
      Tenete conto che parliamo di finestre o balconi non grandi, con tende, ecc., e la stanza era disposta in modo tale che, anche con un telescopio, un eventuale spia non avrebbe visto praticamente nulla, ma l’idea è che avere la finestra aperta significhi automaticamente creare, per l’appunto, un teatro.

      Il pugliese peraltro è l’unico italiano (almeno peninsulare) non istrione, ma anzi, sommesso, quansi confabulatore, che ha una sorta di pudore (contrariamente al gusto tipicamente italiano dell’esibizione compiaciuta) per tutto ciò che riguarda il suo mondo (famiglia, paese, la stessa identità pugliese).

      • Z. says:

        Sarò mica di origini pugliesi?

        • PinoMamet says:

          Pensa che stavo proprio pensando di scrivere il contrario (di me ovviamente)!

          In effetti, all’opposto di molte persone che conosco (settentrionali o meridionali non fa differenza, direi) non me ne frega nulla se mi vedono mangiare in casa o girare in pigiama (rectius, tuta da ginnastica) o urlare se devo urlare eccetera.

          “Se non gli piaccio, si gireranno dall’altra parte”, diceva mia nonna.

          • Z. says:

            No no, io dicevo del pudore per quanto riguarda il mio mondo. Se ci tengono a guardarmi in casa possono accomodarsi!

      • Francesco says:

        mi sa che è lo “standard ligure” come dice un bellissimo meme che girava qualche giorno fa

        roba che il Social distancing può levarsi, quello che era il modo corretto di vivere in paese qualche decennio fa

    • PinoMamet says:

      devo chiedere al mio amico olandese…
      c’è da dire che in effetti c’è poco da vedere, e le famiglie olandesi non hanno paura di cenare “in teatro”, o “in piazza” come si dice qua, perché proprio non cenano, mangiano due schifezze davanti alla tv.
      e poi lassù c’è poco sole, più luce entra meglio è.

    • Roberto says:

      A me hanno sempre detto che è la cultura calvinista del “non ho nulla da nascondere” associata al bisogno di luce

      Ho vissuto 6 mesi così è ho rivalutato l’idea di vivere sotto terra, molto meglio

      • Moi says:

        …infatti : non sembri serbare bei ricordi dell’ Olanda, non è la prima volta che ne accenni !

        • Roberto says:

          Ho detestato gli olandesi quasi senza eccezione per un motivo abbastanza semplice: è gente che pensa di essere portatori di una civiltà superiore e che guarda tutti gli altri con disprezzo.
          La loro liberalità è una delle cose più finte che abbia visto. Il messaggio è “siete liberi di fare quel che volete, ma se non fate quello che fa il buon olandese siete degli scimmioni ammaestrati”….il tutto da parte di gente che ha contribuito alla civiltà mondiale con? Un paio di formaggi? Bah….

          Ho in ogni caso apprezzato molto l’organizzazione dell’Università e soprattutto della vita studentesca basata essenzialmente sulla birra ed il copulare. Ma al di fuori delle mura dello studentato, un cavolo di deserto da nuclearizzare

          Ho comunque un paio di amici olandesi

          • habsburgicus says:

            il tutto da parte di gente che ha contribuito alla civiltà mondiale con? Un paio di formaggi?

            non sottovalutiamo però troppo l’Olanda..a me non piacciono, però va rammentato che
            1.la civiltà attuale, in quanto rivoluzionaria, è figlia in gran parte del Seicento olandese (libri anticattolici, una stampa per l’epoca liberissima e “licenziosa” ecc), senza il quale non avrebbe potuto esistere un secolo dopo l’illuminismo (Bayle ! fine ‘600-inizio ‘700) e quindi il giacobinisno, da cui tutto nasce e plasma ogni aspetto del mondo in cui viviamo
            2.nel Seiicento e poco dopo, hanno avuto Huygens (scienziato non disprezzanile) e altri dotti
            3.Leiden era, e in parte è, un’ottima Università, financo per gli studi classici dei quali si può dire quanto i tedeschi durante la II guerra dicevano della fanteria Infanter Koenigin aller Waffen !…molti studi eruditi furono pubblicati a Leiden
            4.Erasmo da Rotterdam (Geert Geertsz mi pare fosse olandese)
            5.van Linschoten (mappe, fine XVI) o era olandese o fiammingo olandesizzato..e i navigatori olandesi furono pur grandi, ancorché inferiori ai lusitani…dopo il sommo Magellano furono olandesi quelli che circumnavigarono il mondo

            • habsburgicus says:

              e dirò di più
              deponendo Filippo II nel 1581 (non solo RIBELLANDOSI, quello è banale……si sono ribellati infiniti popolo prima e continuarono a farlo dopo, nei luoghi più disparati) diedero il primo serius vulnus alla Società Tradizionale
              le tappe (le ultime delle quali sono stranote) secondo me sono, in ordine cronologico:
              1°, deposizione di Filippo II come Sovrano dei Paesi Bassi (1581) atto rivoluzionario in odium fidei catholicae, sed non tantum
              2°, deposizione di Sigismondo come Re di Svezia (1599) in odium fidei catholicae
              3°, decapitazione di Charles I il 30/1/1649 v.s (9/2/1649 n.s)
              4°, ghigliottinamento di Louis XVI il 21/1/1793, che fu la finis Christianorum temporum, anno MCDLXXX post edictum Mediolanense divi Constantini Magni

              • habsburgicus says:

                potrei aggiungere
                3bis , deposizione di James II in odium fidei nel 1688..en passant, da quell’usurpazione lì (“the glorious Revolution” come la chiamano) derivano tutti i Sovrani inglesi posteriori, ipso facto illegittimi (ultimo Sovrano legittimo fu, of course in esilio, il Card. Stuart, o Henry IX, 1788-1807; penso che, secondo lo strictissimum ius, il titolo potrebbe essere dei Borbone o forse anche dei Savoia, nell’Ottocento era degli Estensi di Modena, ora anch’essi estinti)

              • Carlo says:

                Per Habs, attualmente il titolo di pretendenti giacobiti è in mano ai Wittelsbach (la figlia di Ferdinando d’Este, fratello dell’ultimo duca di Modena, sposò Luigi III re di Baviera).

              • habsburgicus says:

                @Carlo
                grazie

          • Roberto says:

            Hanno avuto pure krujif, Rijkaard, gullit, van basten, koeman e più in generale un paio di generazioni di veri fenomeni

            Il tutto però non giustifica il ditino perennemente alzato a dare lezioni al mondo

            • Francesco says:

              beh, sbaglio o la pittura fiamminga è roba loro? e scusate se è poco, l’unica in grado di rivaleggiare con quella italiana!

              certo, poi sono spariti fino al calcio totale …

              • habsburgicus says:

                i fiamminghi però son cattolici (anche se nel XVI secolo AVREBBERO POTUTO divenire calvinisti e se così fosse stato, oggi parleremmo di Anversa e Gent come tipiche città olandesi 😀 Gent fu ripresa e ricattolicizzata dal nostro Alessandro Farnese, credo in 1585)
                il discorso è spinoso ma credo che la migliore definizione di “olandesità” sia culturale..lo so, lo so, ci sono problemi ma altre soluzioni danno problemi anche maggiori
                dunque, più o meno si potrebbe forse dire così:
                “diconsi olandesi le popolazioni di lingua germanica nordoccidente, affini alle popolazioni più a est oggi in Germania del nord e da esse indistinguibili sino alla Riforma, che riuscirono a separarsi dalla Spagna a fine XVI secolo e costituirono una propria entità politica, dapprima Repubblica stadhouderale dominata dalla famiglia Orange in armonica disarmonia con il patriziato cittadino, e poi Monarchia sotto i medesimi, fortemente influenzata dal calvinismo e dall’anti-cattolicesimo, ancorché una parte-privata di ogni potere-sia rimasta cattolica all’interno, ad esempio a Roermond, Maastricht ecc e in genere dovunque la Spagna poté ancora governare un cinquantennio, offrendo loro i benefici della Controriforma”
                “diconsi invece fiamminghi, le popolazioni, linguisticamente eguali o quasi a quelle prima citate, che rimasero sotto la Spagna a fine XVI secolo e che dall’Ottocento formano, in una non facile convivenza con le popolazioni neolatinofone il cosiddetto Belgio, un tempo cattolico e financo devoto proprio nelle aree fiamminghe”
                tante parole per dire che sì, fiamminghi e olandesi sono la stessa cosa..ma sono anche diversissimi 😀

              • Francesco says:

                perdona la mia ignoranza, quindi la grandissima pittura fiamminga è belga e non dei paesi bassi, in termini moderni?

              • habsburgicus says:

                direi che sia meglio definirla “fiamminga”..né belga né tantomeno olandese..
                Paesi Bassi è un termine passepartout, non scorretto (anzi) ma oggi ambiguo…
                infatti, come ben sai, oggi “Paesi Bassi” indica soprattutto l’Olanda il cui nome ufficiale è Koninklijk der Nederlanden, Regno dei Paesi Bassi e la cui linguaufficiale è la nederlandse taal=lingua neerlandese (termine che adoperano i fiamminghi quando vogliono essere ricercati: usano allora nederlands e non vlaams)
                sino a fine Settecento invece Paesi Bassi non era per nulla ambiguo..un uomo del Seicento e del Settecento per “Pays Bas” avrebbe inteso il Belgio tanto fiammingo quanto vallone (Paesi Bassi spagnoli, poscia Paesi Bassi austriaci) e assolutamente non l’Olanda che avrebbe definito o colloquialmente con tale nome (come facciamo noi tuttora) o diplomaticamente come “Province Unite” o “Stati Generali”

  11. Moi says:

    Passeggiando lungo i canali di Amsterdam non potete non osservare i diversi battelli che sono stati trasformati in houseboat, o meglio definite in italiano: case galleggianti o case battello.

    http://www.amsterdamtour.it/visitadiamsterdam/citta/house-boat.html

  12. Mirkhond says:

    Vista in foto, l’Olanda appare un paese squallido.

  13. Moi says:

    Per qualcuno 😉 è senz’altro una bella notizia :

    -………….^^^^…………….-

    Bologna

    https://bologna.repubblica.it/cronaca/2020/04/09/news/lo_pneumologo_non_programmate_vacanze_estive_-253583726/?ref=tblv

    Lo pneumologo: “Non programmate vacanze estive”Lo pneumologo: “Non programmate vacanze estive”

    Mario Schiavina, ex direttore terapia intensiva del Sant’Orsola: “Tutto può esplodere alla prima sciocchezza anche quando ci saranno zero nuovi contagi”

  14. Moi says:

    In USA , a un certo punto, il Fuggiasco avrebbe dovuto correre più veloce della pallottola !

    https://video.repubblica.it/dossier/coronavirus-wuhan-2020/coronavirus-corre-in-spiaggia-a-pescara-semina-l-agente-che-lo-insegue/357913/358472

    Coronavirus, corre in spiaggia a Pescara: “semina” l’agente che lo insegue

  15. Moi says:

    … però i giretti col cane (NON chissà dove, eh …) sono ancora fattibli, no ? … Io ne vedo un certo numero.

  16. Roberto says:

    Sapete una cosa?

    Sono sorpreso dalla quantità di persone totalmente misantrope in giro (pure tra amici e conoscenti vari), che in fin dei conti si rallegrano del fatto che bar e ristoranti siano chiusi, che la gente non possa uscire, divertirsi a modo suo, andare in spiaggia, fare sport….non dico quelli che ci stanno male ma si dicono “vabbè è un sacrificio necessario”, ma quelli che sono proprio contento che il loro stile di vita da autoreclusi sia imposto all’umanità intera.

    In particolare mi fanno impressione le mamme che godono nell’avere i figli sempre a casa e che dicono “sarà stato un periodo meraviglioso approfittando della presenza dei figli”. D’ora in poi risponderò sempre “guarda che i figli giustamente se ne impipano di fare i lavoretti di cartapesta con mamma, vogliono andare in bicicletta con gli amici”

    La misantropia al governo del mondo, a questo punto veramente preferisco l’apocalisse zombi

    Buona giornata comunque

    • PinoMamet says:

      OMDAR!!!!
      e
      !!!!!!!!!!!!

    • Mauricius Tarvisii says:

      Secondo me state facendo semplicemente quello che si fa quando ci si sente sotto attacco: cercate il cattivo. Non potendo dire che l’isolamento è un complotto (anche se c’è chi lo fa), bisogna prendersela con chi alla fin fine ci vuole male, perché a lui l’isolamento piace.
      E’ umano.

    • Roberto says:

      Non credo che tu abbia capito cosa voglio dire

      Non mi sento sotto attacco, capisco perfettamente il confinamento, lo rispetto e mi rassegno senza protestare troppo (e in fin dei conti non ho motivi evidenti di protesta: ho una casa grande con giardino ai confini di una foresta, e qui nessuno ti insulta se appunto te ne vai in foresta, attività lecita)

      Tuttavia mi infastidisce molto la situazione perché cambia in peggio molti aspetti della mia vita. Nel fastidio generale, mi infastidiscono ancora di più quelli che appunto sono felici del confinamento generale, perché già gli faceva schifo prima il contatto con l’umanità e l’altrui joie de vivre

      • Mauricius Tarvisii says:

        “Tuttavia mi infastidisce molto la situazione perché cambia in peggio molti aspetti della mia vita.”

        Il meccanismo ancestrale è quello: cosa spiacevole, dunque minaccia. C’è chi è infastidito dai negri, i froci, chi dai neonazisti, chi dagli atei, chi dai vegani. E la reazione è sempre la stessa: dove non posso attaccare frontalmente, il problema sono quelli che “rompono i coglioni”, per cui i buonisti, la propaganda gender, il “cupio dissolvi”, i “vegani che non si fanno i cazzi loro” (ovvero, che mentre tu ti siedi davani a loro mangiandoti la tagliata e decanti quanto è buona e loro cosa si perdono e magari li sfotti pure, non annuiscono dandoti ragione).
        In questo caso abbiamo il nemico perfetto: gli ebrei che gioiscono della peste! Pardon, quelli che sono felici che si imponga la quarantena a tutti.

        • Z. says:

          A me sembra che siano più spesso i vegani a essere infastiditi da chi mangia carne, nonché a dire ai non-vegani come dovrebbero comportarsi…

          • Moi says:

            … “sembra” ?! 😉

          • Mauricius Tarvisii says:

            Ovvio che nessuno viene a dire a te che devi mangiare la carne. Però quanto a presenza del messaggio nell’infosfera, se non altro per numero di emittenti, l’antiveganismo è molto più forte del veganismo.

            • PinoMamet says:

              mmmm forse sei tu che conosci più “carnivori”?

              A me pare si bilancino, ho abbastanza conoscenti di FB che prendono per il culo i vegani con immagini di mucche ce cagano sui prati e simili, e più o meno altrettanti vegani che si impegnano a trattare come assassini quelli che mangiano l’abbacchio a Pasqua o la grigliata il 15 Agosto.

            • Z. says:

              MT,

              — Ovvio che nessuno viene a dire a te che devi mangiare la carne. —

              Mentre è pieno di attivisti vegani che criminalizzano il consumo e i consumatori di carne: campagne, iniziative, manifesti eccetera.

              Certo, il vegano ha un messaggio etico da portare. Quindi è ragionevole che sia lui ad attivarsi per ampliare la consapevolezza e imporre prescrizioni e divieti, e non viceversa.

              Ma appunto, è tendenzialmente lui che dice ai non-vegani come dovrebbero comportarsi, piuttosto che viceversa 🙂

            • Peucezio says:

              In ogni caso, ogni dottrina che si basa sul non fare, cioè che riduce, anziché aumentare, la gamma delle possibili esperienze umane e restringe i confini del lecito, è una dottrina malvagia.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Tu pensa che a un certo punto si sono pure sognati che non possiamo avere schiavi e frustarli…

            • Z. says:

              Non dire stupidaggini, però, non è sempre una cattiva dottrina 😉

              • Peucezio says:

                Te l’immagini l’orrore di un mondo in cui si facessero sempre solo discorsi seri e fondati?
                Che palle!!! 🙂

              • Z. says:

                Non è sempre una cattiva dottrina. Diciamone un po’ ogni tanto, magari 😉

        • PinoMamet says:

          Maurì, Roberto e io stiamo rispettando pazientemente le regole, e non crediamo a nessun complotto (mi permetto di rispondere anche per lui su questo punto).

          ci sta semplicemente sul cazzo chi ci vorrebbe dipingere la situazione attuale come un idillio e una vacanza.
          Non la è.

          • Per Pino Mamet

            “ci sta semplicemente sul cazzo chi ci vorrebbe dipingere la situazione attuale come un idillio e una vacanza.”

            Ma chi lo fa? Lo chiedo proprio da persona che trova meravigliose alcune conseguenze secondarie, che però si sarebbero dovuti ottenere in ben altro modo e molto prima.

            • PinoMamet says:

              Eh, lo fanno in tanti…
              sul “videogioco” come lo chiama Z.

              e calcola che, viste le frequentazioni di persona sono diventate rare come le pellicce di pesce, quello che resta sono perlopiù frequentazioni telematiche.

            • Z. says:

              La situazione attuale credo stressi un po’ tutti, anche chi non lo vuole ammettere. E anche molte persone che non se ne rendono conto.

              Io ci ho messo un pochino a rendermene conto, ad esempio. Mi accorgo che rischio di disempatizzare col prossimo e la cosa non mi piace. Se non altro ne sono consapevole e faccio quel che posso.

        • Peucezio says:

          Mauricius,
          è veramente strano che tu non colga la verità di quello che dice Roberto. Eppure vivi nel mondo anche tu, non sei mica un eremita.

          E davvero poi mi sembra forzatissimo il nesso con la spiacevolezza di questa situazione: mica ce l’hanno imposta i misantropi. Né loro hanno inventato il virus.
          I misantropi c’erano anche prima, erano, se non la maggioranza della gente, una genia diffusa a carrettate ed erano ripugnanti anche prima.
          Ora sono ancora più ripugnanti perché ballano e festeggiano. Ma questa è solo una contingenza: Roberto ha colto una caratteristica della società d’oggi che trascende immensamente questa contingenza.

          Cosa c’entrino poi i buonisti, la propaganda gender, i vegani, glio abitanti di Marte e quant’altri proprio non riesco a vederlo.

          Non ho capito se il punto è che per te il mondo è perfetto (il famoso migliore dei mondi possibili di zetiana memoria; e infatti difendi sempre a spada tratta l’esistente, con una vena a tratti risentita), l’umanità è meravigliosa, quindi guai ad additare dei vizi e delle storture, o se invece sei talmente pessimista che vedi il male dappertutto, in ogni giudizio che si dà sulle cose e sulle persone.
          Il risultato però è sempre lo stesso: guai a chi tocca ‘sto mondo, compresi i suoi aspetti più di merda. Ma a questa stregua si giustifica l’infanticidio, il parricidio, l’antropofagia…

          • Mauricius Tarvisii says:

            Ripeto: secondo me la gente che balla e festeggia esiste solo sui vostri videogiochi social.

          • Roberto says:

            So che ti stupirà ma la gente che sta nei videogiochi social è gente reale, almeno per quanto mi riguarda non socialvideogioco con nessuno che non abbia conosciuto personalmente (con 3-4 eccezioni, una delle quali scrive qui da anni)

        • Peucezio says:

          Ad ogni modo insisto:
          il Covid-19 c’era da prima che nascessimo o comunque da quando io ho memoria. Un Covid-19 morale.
          Ora c’è solo un’acuzie. Ma la malattia cronica è sempre lì: c’era prima (già da decenni) e ci sarà dopo in forma leggermente maggiore.

      • Roberto says:

        Vabbè se lo dici tu…

    • Roberto says:

      Aggiungo la mia totale idiosincrasia per quelli che spaccano i maroni per quanto sono belle le città vuote che si riempiono di cervi e aquile, o i porto con i delfini

      I cervi e le aquile sono belli in montagna, non in città, e i delfini devono stare in alto mare non nel porto di Ischia

      Le città sono fatte per gli esseri umani, e vuote sono tetre, lugubri, deprimenti

    • Per roberto

      “Sono sorpreso dalla quantità di persone totalmente misantrope in giro (pure tra amici e conoscenti vari), che in fin dei conti si rallegrano del fatto che bar e ristoranti siano chiusi,”

      Davvero? Io non ne conosco.

      Personalmente, vorrei incontrare un sacco di persone che conosco; e avevo in progetto di fare lunghe passeggiate almeno una volta a settimana su tutte le colline di Firenze.

      Casomai mi fa piacere immaginare che le spiagge possano finalmente respirare, che le tartarughe possano scavare i loro nidi nella sabbia senza schivare calci e buste di plastica. Ma questo perché sono felice per la vita che rinasce, non certo perché voglio che la gente stia chiusa in casa davanti alla TV o allo smartphone.

      • Roberto says:

        Sei fortunato, io ne conosco veramente parecchie di persone così

        Sono contento per le tartarughe anche se fondamentalmente se devo decidere se lasciare la spiaggia a loro o andarci io, preferisco andarci io

        (È un problema teorico ovviamente, ci convivo benissimo con le tartarughe)

        • Per roberto

          “Sei fortunato, io ne conosco veramente parecchie di persone così ”

          Ma che ragionamento fanno?

          Cioè, capisco benissimo:

          “Meno male che adesso gli affitti caleranno, e non ci sfratteranno”

          “Meno male che l’aria è meno cancerogena di prima”

          “Meno male che non ci sono più gli spacciatori che si minacciano alle tre di notte sotto casa mia”

          “Meno male che le tartarughe possono finalmente deporre le uova”

          “Meno male che forse rimanderanno la distruzione dell’ultima oasi di verde vicino a Firenze per farci l’aeroporto”

          Ma i ragionamenti tipo “quanto è bella che la gente non può uscire di casa”, su cosa si fondano?

          E’ roba da lussemburghesi?

          • Roberto says:

            Miguel

            “E’ roba da lussemburghesi?”

            Ma proprio no, è roba molto trasversale.

            Ma veramente non hai mai sentito discorsi tipo l’isolamento permette di avere più tempo per noi stessi, per stare con i figli, riscopriamo i veri valori, ci prendiamo una pausa, il mondo respira senza di noi, le città vuote sono bellissime, finalmente si rallenta e amenità del genere, in genere da persone che prevedono (rectius sperano) saremo in casa fino al 2025, no anzi al 2030, non si viaggerà mai più eccetera?

            Davvero non hai mai notato nei misantropi una certa schadenfreude per questa sospensione della vita?

            • Z. says:

              Robè, secondo me a volte è anche un modo per tirarsi un po’ su di morale.

              Non credo che siano in tanti a gioire di questa situazione. Non ne conosco nemmeno uno, a dire la verità.

              • Peucezio says:

                In parte sì, capita che lo dica magari un tipo socievolissimo, un po’ per consolarsi.

                Ma la cosa grave è che discorsi molto simili li sentivi fare anche prima!
                Cioè non “speriamo che venga un virus così siamo tutti costretti a casa”, ma discorsi del tipo: “come è bello il tale o il talaltro posto quando non c’è nessuno; che orrore la città, appena posso me ne scappo in montagna nel silenzio, ecc. ecc.
                Per carità, ci vuole anche il silenzio ogni tanto, la natura, ecc.
                Ma si capisce che per loro la dimensione normale sarebbe la solitudine e la natura incontaminata e la socialità e la vita in fondo la vedono come qualcosa di sporco, chiassoso, sgradevole…

                Poi c’è un altro aspetto in tutto questo (che però è collegato al primo).
                Che c’è gente rassicurata da questo stato di polizia in cui siamo.
                Cioè che sotto sotto (ma neanche tanto) in fondo è contenta che non si può fare più niente, che non c’è più libertà, che ci sono i poliziotti in giro, perché in fondo si sentiva minacciata dal fatto che la gente vivesse, si muovesse, si divertisse, fosse libera.
                C’è gente – ed è più di quanta si immagina – che in fondo in un paese trasformato in un’enorme caserma ci sta bene perché si sente più protetta. Perché vorrebbe un mondo tutto pulitino, ordinato, una specie di museo o di campana asettica (la gente sporca, fa chiasso, è un elemento di disordine, poi ci sono le macchine, il traffico…).

              • Per Peucezio

                “C’è gente – ed è più di quanta si immagina – che in fondo in un paese trasformato in un’enorme caserma ci sta bene perché si sente più protetta. Perché vorrebbe un mondo tutto pulitino, ordinato, una specie di museo o di campana asettica (la gente sporca, fa chiasso, è un elemento di disordine, poi ci sono le macchine, il traffico…).”

                Beh, c’è anche gente che ha paura di un’enorme caserma, dove tutto è sotto controllo informatico istante per istante, asfaltato tranne per spiagge (private) e parchi dove mille tecnici controllano che non cadano gli alberi, e dove il cielo è pieno di droni, satelliti e aerei, e le strade che non sono solo vetrine e discoteche sono riservate alle auto, espellendone gli abitanti, dove gli uccelli non sanno più dove emigrare perché confusi dai segnali tutt’attorno (ma ci sarà sempre qualche diavoleria chimica che terrà apposto gli insetti nocivi al posto loro), dove ogni persona è talmente parcellizzata da saper fare soltanto un frammento minuscolo di cose che devono essere sempre utili a un unico mercato-sistema planetario, dove persino le chiacchiere tra amici diventano un immenso business.

                Se per te è misantropia, ci sto. Ma è il disumano e l’innaturale in questo che mi preoccupa.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Tu pensa che qui di tanto in tanto eravamo costretti a leggere pipponi su quanto erano belli e disciplinati i tempi di una volta, quando gli uomini erano duri, mica i pappemolli di oggi.
                L’ultima era una storiella sulla grande Svizzera dove si addestrano a fare i guerriglieri.

                Però sono cose che si dicono, fanfaronate da blog. Al momento della verità ci si lamenta di dover stare qualche settimana sul divano, mica qualche anno sulla Sierra Maestra…

              • Z. says:

                Mah, io sul divano ci sto pure senza lamentarmi troppo.

                Quello che mi crea disagio è rendermi conto che non so immaginarmi il futuro tra qualche mese.

                Non sto parlando di cose complicate come il futuro del mondo. Parlo di cose più semplici: cosa farò io, dove si potrà andare, come sarà tornare in mezzo alla gente, quando arriverà la recidiva e magari tutto ricomincerà daccapo.

              • Moi says:

                @MAURICIUS

                Il più delle volte, la gente la gente ammira NON ciò in cui s’ identifica … MA ciò che vorrebbe essere !

              • PinoMamet says:

                Non ricordo di aver letto su questo blog lodi alla durezza degli uomini di una volta.

                Dell’esercito svizzero che avrebbe addestrato tecniche di guerriglia parlava Miguel per tutt’altro argomento
                (lo smentivo: l’esercito svizzero è normalissimo a quanto ne so).

                Stare in casa due mesi, uscendo solo per le necessità, non è semplice ed è molto stressante.
                Non credo ci sia bisogno di interrogare gli psicologi in merito, ma se vuoi accertatene.

                Di divani, sierre madri e altro artifici retorici non parlo neanche su FB, invece.

        • Per roberto

          “Sono contento per le tartarughe anche se fondamentalmente se devo decidere se lasciare la spiaggia a loro o andarci io, preferisco andarci io”

          Questo è un ragionamento che non capisco.

          Cioè, io capisco benissimo l’idea di distruggere la natura e trasformare tutto in realtà artificiale, elettronicamente controllata.

          Non capisco invece l’idea, “le tartarughe le sbatto fuori, ma mi godo il mare” (lo so benissimo che non sei uno che si diverte a giocare a pallone con le tartarughe, faccio un discorso più generale).

          Il mare è naturale quanto le tartarughe, perché non far fuori anche quello?

          E che cos’è il mare senza tartarughe, e pesci e altro?

          Perché non farti la piscina in casa, salinità regolata da un’appposita App, e buonanotte?

        • PinoMamet says:

          Interprete non ufficiale di Roberto
          (libero di smentirmi):

          Roberto non sta facendo un discorso sui massimi sistemi. Non ci ha niente contro le tartarughe, possono crescere e moltiplicarsi, e magari gli piace anche vederle.

          Non accetterebbe invece che qualcuno, proprio in base a qualche ragionamento sui massimi sistemi, abbia un giorno, per pura ipotesi, l’idea di proibire la balneazione ovunque.

          Il mare è bellissimo per le tartarughe, ma anche a me piace pucciarci il culo di tanto in tanto.

          • PinoMamet says:

            Non abbia, ma avesse.

            Scrivo sempre di getto, lo sapete, penso una cosa e poi ne scrivo un’altra che mi sovviene dopo, senza rileggere.

          • Per Pino Mamet

            “Il mare è bellissimo per le tartarughe, ma anche a me piace pucciarci il culo di tanto in tanto.”

            Infatti, credo che tu abbia colto perfettamente il senso del discorso di Roberto, e so che sono andato oltre quello che lui voleva dire.

            Però resta la domanda di fondo, cioè la distinzione tra “umani” e “natura”.

            Quella cosa incomprensibile per cui io dovrei sentire più vicino a me uno speculatore immobiliare puttaniere di Los Angeles che la coppia di piccioni che si sta facendo le coccole sul tetto accanto.

            Io non voglio avere addosso i loro microbi, né la loro cacca, so anche che si possono riprodurre all’infinito e quindi tendo a scacciarli, e mentre lo faccio, penso anche, “ma dove altro troveranno acqua da bere?”

            E allora la figliola mette fuori un contenitore per farli bere.

            Insomma, dai piccioni mi difendo; in un’emergenza, non escludo che li potrei anche mangiare; ma i piccioni di San Frediano sono molto più vicini a me dello speculatore immobiliare puttaniere di Los Angeles, li capisco meglio, condivido molto di più le loro emozioni.

            • Z. says:

              No, Miguel, lo speculatore è immensamente più simile a te di un gabbiano.

              Dal punto di vista di un gabbiano, poi immagino siate esattamente la stessa cosa.

              🙂

          • Roberto says:

            Miguel

            Scusami ma

            “Questo è un ragionamento che non capisco.”

            E poi dici che il ragionamento al quale rispondi non è il mio ma un altro

            Suvvia!
            🙂

            Per la cronaca, Pino ha capito perfettamente

      • Peucezio says:

        Miguel,
        tu non sei su facebook e fai bene, perché ti perdi un campinario di imbecillità e squallore umano.

        Ma anche attraverso quel poco di vita reale con cui più o meno indirettamente mi capita di entrare in contatto mi rendo conto che questo sentimento c’è ed è diffuso. Non è quello dei miei amici stretti, dei miei parenti, ma esiste.

        E d’altronde esiste da quando io ho memoria.
        Ricordo i coglioni che dicono da sempre “che bella Milano ad agosto, che ci sono le strade deserte”. Io li condannerei a vivere in un modno postapocalittico in cui siano l’unico sopravvissuto al mondo (ci vorrebbero molti mondi paralleli, doaccordo 🙂 ).

        E quelli che dicono che i cani sono migliori degli uomini, che come sarebbe bello se sparisse l’umanità, perché il pianeta rinascerebbe (non si capisce per chi)…

        • Z. says:

          Peucezio,

          — E quelli che dicono che i cani sono migliori degli uomini, che come sarebbe bello se sparisse l’umanità —

          Miguel?

          o presenti esclusi?

          😀

          • Per Z

            “— E quelli che dicono che i cani sono migliori degli uomini, che come sarebbe bello se sparisse l’umanità —

            Miguel?”

            Mai detto che i cani siano meglio degli uomini, e nemmeno viceversa.

            L’errore sta nel prendere un qualunque elemento del vivente (cani, batteri, esseri umani, querce, pipistrelli, australopitechi, speculatori immobiliari, capperi) e pensare che siano una cosa unica e diversa da tutto il resto.

            Non mi auguro la sparizione di umani, cani, batteri, e nemmeno di australopitechi.

            • Z. says:

              Perché un errore? Certo che sono unici. Mica puoi sposare un pipistrello, o portare al guinzaglio un batterio 🙂

          • Peucezio says:

            Z.,
            battute a parte, Miguel non c’entra niente.
            Non conosco forse nessuno capace di amare le persone quanto lui. Soprattutto tipologie così diversificate di persone, fra loro e rispetto a lui.
            E tantomeno persone capaci di creare un vero spirito comunitario e aggregare gente non dico ricreando un quartiere come potevano esserci negli ’50, ma comunque sviluppando una rete di relazioni vera e piuttosto fitta.
            Fossero come lui i misantropi, il mondo sarebbe un posto migliore, come dicono nei film americani.

        • Mirkhond says:

          “che bella Milano ad agosto, che ci sono le strade deserte”

          Meglio ancora “che bello sarebbe fuggire da Milano per rifugiarsi da qualche parte delle Alpi, tipo Val Brembana, Val Camonica o Valtellina, per tutto l’anno, se la salute e il bisogno di rifornimenti di medicine non ce lo impedisse!

        • Z. says:

          Secondo me Bologna d’agosto – tranquilla, con poca gente per le strade, i pochi locali aperti semivuoti – il suo fascino ce l’ha.

          Non è come la Bologna che vedo in questi giorni.

    • Peucezio says:

      Roberto,
      “Sono sorpreso dalla quantità di persone totalmente misantrope in giro” […]

      Riflessione profondissima e lucida, che condivido al 100%, nella constatazione e nel giudizio esprimi in merito.
      Hai colto un vizio capitale dell’umanità d’oggi.

      • Per Peucezio

        “Hai colto un vizio capitale dell’umanità d’oggi.”

        Io non ho mai conosciuto un “misantropo”.

        Conosco un piccolo numero di persone, in genere biologi, che si preoccupano del fatto che:

        1) tutte le specie tendono a farsi strada come possono a spese delle altre

        2) ce n’è una che ha dei mezzi incredibili in più, grazie essenzialmente al linguaggio, e che quindi rischia più di ogni altra di far fuori non solo tutte le altre specie, ma anche se stessa

        Non è “misantropia”, è una preoccupante riflessione logica, nemmeno tanto facile da contestare. E comunque fuori dai circoli di biologi e affini, non ci pensa quasi nessuno.

        Altro che “vizio capitale dell’umanità di oggi”.

        • Peucezio says:

          Miguel,
          “Io non ho mai conosciuto un “misantropo”.”

          Buon per te.
          Io ne ho conosciuti tantissimi.
          E comunque non saprei come altro definire la tendenza delle persone a chiudersi in casa, che, andando da sud a nord e dal passato al presente, cresce proporzionalmente.

  17. Antonino says:

    Riprodotto lo spettro in frequenza delle comunicazioni tra neuroni specchio, potranno anche permettere al nostro RFID di eludere o illudere la naturale empatia del nostro prossimo.
    Quale RFID? Ma naturalmente… quello che sta nel vaccino cerotto..

  18. Moi says:

    CORONAVORUS ,
    PALERMO

    ———————————————-

    VIDEO |

    Elicottero segnala fumo, la polizia piomba allo Zen: stoppate le grigliate di Pasquetta
    :

    https://www.palermotoday.it/cronaca/coronavirus-grigliate-pasquetta-blitz-polizia-zen-video.html

    … magari facessero così anche coi Mafiosi, a Palermo ! 😉

  19. Queste sono le cose che provocano un notevole giramento:

    Da OffTopic News

    In piena emergenza #Covid19, è in arrivo la Legge #Olimpiadi
    Verrà convertito in legge nei prossimi giorni il Decreto che definirà il funzionamento e gli ambiti di intervento della Fondazione che gestirà la macchina organizzativa dei Giochi Olimpici invernali Milano-Cortina 2026.

    👁 Affidare a una Fondazione la governance significa trasferire a un soggetto privato, che non ha gli stessi obblighi di un soggetto pubblico, poteri e soldi pubblici da gestire. In particolare è previsto che gli emolumenti corrisposti dal Comitato Organizzatore a collaboratori e manager concorreranno a determinare il reddito imponibile solo per il 30% del loro ammontare e per un periodo di 7 anni, dal 2020 al 2026, con un minore gettito IRPEF per lo Stato stimato in 50 mln di euro. Tradotto: tasse quasi pari a zero.

    💸 Qui non si parla di sgravi fiscali sui contributi che il Comitato Olimpico eroga al Paese organizzatore, quanto di stipendi: di fatto trasferendo in capo alla collettività un costo che dovrebbe accollarsi la nascente Fondazione privata.

    ❗️Non è una novità che i provvedimenti più ambigui vengano legiferati quando l’opinione pubblica è con la testa altrove, ma a fronte della condizione critica in cui versa la sanità pubblica nell’epidemia, con una prossima devastante crisi economica alle porte, regalare soldi alla macchina olimpica (che già si appresta a divorare 1,2 mld di euro pubblici se basteranno) è una deliberata scelta di indebolimento del diritto alla salute collettiva.

  20. Fantastico:

    https://www.lanazione.it/cronaca/grigliata-di-pasquetta-nel-cortile-del-carcere-guardie-1.5108354

    Grigliata di Pasquetta nel cortile del carcere. Il direttore: “Ora accertamenti interni”
    Firenze, gli agenti penitenziari e le loro famiglie festeggiano a Sollicciano. In barba ai divieti e al distanziamento imposto per il virus
    di AMADORE AGOSTINI
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    Carcere di Sollicciano. Cena di Pasquetta per le guardie penitenziarie (New Press Photo)
    Carcere di Sollicciano. Cena di Pasquetta per le guardie penitenziarie (New Press Photo)

    Firenze, 15 aprile 2020 – C’è chi scherzosamente è soprannominato ‘Maradona’ e quando segna un gol è festa grande per i suoi. Lui si tira su la maglietta e batte petto contro petto i compagni di squadra esultando. Beh, cosa c’è di strano? Nulla. A parte tre o quattro particolari non proprio trascurabili. Il primo è che siamo a rischio di Covid-19 e i contatti ravvicinati non sono solo irresponsabili, sono proprio vietati per legge. Il secondo, non meno grave, è che questa scena si è ripetuta fin troppe volte nel pomeriggio di Pasquetta. Terzo aspetto è che tutto questo è avvenuto all’interno del carcere di Sollicciano. Sì, lo ripetiamo: dentro il carcere.
    L’allegra grigliata di Pasquetta 2020 è stata organizzata da alcune decine di agenti di polizia penitenziaria con relative famiglie. Testimoni parlano della presenza di bambini, ma alcuni agenti negano che siano entrati minori in carcere. Una quarantina di agenti ha giocato a pallone, messo su una gigantesca grigliata con tanto di birre per annaffiare il tutto. La ‘fiesta’ è iniziata nel pomeriggio e verso le 17 stava per cominciare il secondo tempo mentre la brace veniva fatta sfrigolare in attesa delle prelibatezze a scottadito.
    Certo , gli agenti dovevano sapere benissimo che tutto questo era ben più che vietato, tanto è vero che due di loro, in divisa, pattugliavano la zona a bordo di una Fiat Brava blu. Non certo per evitare evasioni, al massimo “invasioni di campo”. Nel senso di curiosi che, attirati dal fumo e dal chiasso, lì per lì hanno pensato a una forma di protesta in carcere. Poi hanno sentito le risate, i cin cin delle bottiglie.
    “La Nazione” è stata avvertita subito della grigliata in corso nella casa circondariale: una notizia talmente surreale da sembrare uno scherzo. Invece le immagini delle foto scattate dai nostri reporter parlavano da sole. Tutto vero. Un “party“ in piena regola. Dispiace solo di non sapere quanto sia finita esattamente la partita.
    Comunque lì per lì le cose sono filate lisce perché l’auto civetta della penitenziaria, con i suoi lampeggianti fissi, ha fatto egregiamente il suo lavoro controllando il perimetro di via Minervini, entrata Legnaia, vecchio ingresso notturno dei detenuti accompagnati. “Area di sicurezza – intimavano – nessuno si può fermare”. Il pistolone calibro 9×21 era l’argomento decisivo che consigliava di obbedire senza discutere.
    Sul fatto abbiamo chiesto un commento al direttore della casa circondariale di Sollicciano, Fabio Prestopino, persona molto stimata per la sua correttezza e professionalità, rientrato ieri mattina da un altro incarico di lavoro. “Esprimo rammarico per quanto accaduto ieri (lunedì, Ndr ), inopportunamente e senza alcuna comunicazione né autorizzazione da parte mia o del comandante del reparto. Sulla vicenda sono in corso accertamenti interni”.
    Una dichiarazione talmente lapidaria che non promette nulla di buono per chi ha così vistosamente sbagliato.

  21. PinoMamet says:

    Un articolo di Saviano, per il quale non nutro particolare simpatia umana, ma che mi sembra equilibrato e sostanzialmente giusto:
    https://www.repubblica.it/politica/2020/04/15/news/la_lombardia_e_la_debolezza_di_credersi_invincibili-254071352/?ref=RHPPTP-BH-I254073287-C12-P5-S1.8-T1

    • Francesco says:

      ho letto fin che ho resistito, quindi una buona metà dell’articolo

      a casa mia questo si chiama pregiudizio in quantità industriale, non equilibrio, direi siamo in pieno razzismo

      ripeto l’umile richiesta di lasciarci secedere, dovrebbe fare anche piacere agli italiani a questo punto

    • PinoMamet says:

      Mah… a me pare che parli molto bene della Lombardia e dei lombardi, malissimo dei loro amministratori leghisti (e direi che i fatti lo cosano! 😉 ) mentre difende l’operato degli amministratori veneti, pure leghisti.

      Sì, poi ricorda la solita cosa delle mafie che ormai sono radicate al Nord, che è verissima ma non c’entra niente, ma ognuno ha i suoi cavalli di battaglia.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Quella delle mafie credo che fosse esemplificazione di come i politici lombardi trattino come lesa maestà (o lombardità) ogni tentativo di evidenziare i problemi della loro regione.

      • Mirkhond says:

        Proprio per questo, la Lombardia avrebbe bisogno di tutti i suoi figli, sia quelli ad ovest del Ticino e quelli a sud del Po tra Piacenza e il Panaro ;), che con le loro energie idealistiche più sane e solidaristiche aiuterebbero i loro più sfortunati antichi corregionali tra Ticino, Po e Lago di Garda, una volta passata questa mazzata durissima, a liberarsi per sempre della consorteria ciellino-leghista che tanto male ha fatto al governo di quella regione.

        • Francesco says:

          veramente quella che tu chiami consorteria è la Lombardia e solo l’infame Salvini ha messo a rischio questa identità

          basta ricordare che in prima fila a provocare il disastro attuale c’erano i sindaci “rossi”

          sono moltissimi anni che forestieri e intellettuali cercano di non farci votare per noi stessi ma senza nessuna risultato, neppure quando il candidato era un palese somaro come Fontana

      • Francesco says:

        Pino

        a parte che temo le mafie qualcosa c’entrino … l’articolo è pessimo proprio nella sua schizofrenia e nel suo pregiudizio, su cui ogni tanto pone qualche maldestra foglia di fico

        a oggi non ho ancora capito quale problema sia sorto dal sistema misto lombardo nell’affrontare il virus e perchè si approfitti del CV19 per attaccarlo

        non basta dire “è roba inventata dai ciellini” credo

        • PinoMamet says:

          Ah non l’hai capito?
          La Guardia di Finanza al Pio Albergo Trivulzio non ce l’ho mandata io e neanche Saviano…

          le morti e i contagi nascosti nelle case di riposo e negli ospedali, mentre i loro amministratori, messi lì dalla politica ciellina-leghista, si dividevano i “premi” e insabbiavano tutto, spargendo il contagio ovunque, neanche…

          Non sono stato nè io, né Saviano, a condannare Formigoni per corruzione proprio per la sua gestione della sanità…

          ma sta a vedere che adesso è la colpa dei “sindaci rossi”, oppure dell’Emilia Romagna che non c’entra niente (oltre ad aver ricevuto i primi contagi dalla Lombardia prima dell’istituzione dei vari decreti di Conte, e quindi essersi trovata in difficoltà “per conto terzi”, ed essendo comunque riuscita a gestire la cose molto meglio)
          ma è guidata da un presidente del PD e quindi biosgna sentire in televisione l’incommentabile Meloni e il mentitore seriale Salvini dire che bisogna fare un’ispezione in Emilia-Romagna… ma si guardino in casa loro!

          Oppure magari del Sud che non “vi” lascia secedere…

          (se non fosse che non lo chiede più nessuno da vent’anni ,e anche prima a volere la secessione erano quattro esaltati che si bevevano le fole dell’arciladro Bossi…)

        • PinoMamet says:

          Arrivati a questo punto, persino la teoria del solito Pino Aprile, che sulle prime mi era parsa fantascientifica, comincia ad acquisire credibilità…

          visto lo spessore e la correttezza dei personaggi in questione!

    • Peucezio says:

      Ora stiamo a vedere che il governo nazionale ha gestito bene e la colpa dei morti è il governo regionale.
      Le morti negli ospizi ci sono state dappertutto, perché gli ospizi sono dei lager legalizzati da sempre e, con un virus letale in giro, non poteva che accadere così, visto il livello di trascuratezza verso gli ospiti che li caratterizza. In Lombardia sono state molto di più, in proporzione al tasso molto più alto di contagi e ai morti.

      Poi, certo, la Lombardia ha gestito male né più ne meno dell’Italia in genere: sono quelli come Zaia ad essere eccezioni virtuose.
      La Lombardia sconta il grave peccato di essere parte dell’Italia, con quello che questo comporta in termini di inefficienza, approssimazione, rigidità, stupidità, ecc. ecc.

      • Mirkhond says:

        Stai diventano leghista bossiano?

        • Peucezio says:

          Ho detto l’esatto contrario: che i lombardi non sono da meno degli altri italiani quanto a inefficienza e ottusità.

      • Z. says:

        Che dire, Ezio… se sei contento tu…

        • Peucezio says:

          Contento??
          Io sono incazzato nero!
          Lo stato italiano fa schifo, è una merda, è un carrozzone non da Terzo Mondo, perché il terzo Mondo in confronto è Svizzera!!
          E’ un concentrato di inefficienza, ottusità, cialtronaggine, imbecillità!
          E la regione Lombardia non è da meno.
          Finito ‘sto casino bisognerebbe prendere la classe dirigente italiana, compresa larghissima parte (non dico tutti) della classe politica, ma anche di tutto il mondo di funzionari e gestori del pubblico a vari livelli, insomma, tutti quelli che, a vario titolo, decidono e gestiscono l’Italia, e metterli tutti al muro, fare un repulisti generale in un granguignolesco bagno di sangue.

        • Peucezio says:

          Ragazzi, qua ci giochiamo, sdrammatizziano, io tendo a usare toni e termini iperbolici e va bene, ma parlando per un momento seriamente….
          20.000 morti!
          Nessuno mi convincerà che la cosa sia stata gestita bene.

          Io ho la fortuna di non avere avuto (finora, facendo gli scongiuri) nessun lutto fra amici o conoscenti (anche se persone che conosco li hanno avuti anche molti vicini purtroppo), quindi non sono emotivamente toccato in modo diretto e non so cosa significhi trovarsi nei panni, chessò, di un bergamasco che ha perso diversi amici o, peggio, parenti stretti.
          Ma questa è un’ecatombe. E va avanti ancora ogni giorno.
          E non ditemi che è così in tutto il mondo, perché basta vedere il numero di morti in rapporto alla popolazione: siamo stati in testa finora (a parte le nazioni piccolissime come San Marino o Andorra) e ora siamo sotto la Spagna e il Belgio, ma avanti a tutti gli altri stati del mondo. Ed è un virus nato in Asia, non in Val Brembana.

        • Z. says:

          Sì, certo, come no.

      • PinoMamet says:

        Peucè, sinceramente a me pare che la Lombardia abbia fatto qualche errore in più, per dirla eufemisticamente, del resto d’Italia.
        Quel che è peggio, lo ha fatto agli inizi, quando un atteggiamento più onesto e corretto degli amministratori lombardi avrebbe risparmiato molti disagi, e probabilmente molti morti, alla regione e al resto d’Italia.

        La regione si è riscattata per la generosità e l’abnegazione dei suoi abitanti, compresa l’infermiera di Lodi o Codogno che fosse, quella che fece il primo tampone positivo, violando le consegne.

        Ma non si può dire che gli amministratori abbiano ben figurato, e infatti tuttora la Lombardia di ritrova con tre volte i morti dell’Emilia Romagna, che è la seconda in questa triste classifica…

        • Peucezio says:

          Beh, questo però è spiegabile: è la regione più attiva economicamente in Italia e oggi essere attivi economicamente significa viaggiare moltissimo, intessere una rete di relazioni, in particolare con la Cina che è il gigante economico in ascesa.
          Poi, per carità, anch’io ritengo che sia stata gestita malissimo anche a livello locale (in Lombardia; molto meno in Veneto). Ma non per una specificità negativa lombarda, ma per i motivi che ho detto: noi italiani siamo troppo cronicamente, endemicamente inefficienti e ottusi per poter gestire decentemente un’emergenza.
          In periodi normali ce la sfanghiamo, ma di fronte a una situazione che richiede decisioni rapide e pragmatiche siamo una macchina troppo lenta e inerte, vincolata da mille regolamenti e rigidità che, prima che sulla carta, sono nella testa degli italiani.

        • Peucezio says:

          D’altronde, scusami, non per fare la solita polemica con Z. e Mauricius (che comunque considero amici e proprio per questo mi prendo la libertà di azzuffarmici),
          ma la loro venerazione dello statu quo italiano esprime in modo perfetto la quintessenza di cui parlo.
          Ogni volta che si parla di un problema e si fa notare che forse una certa cosa potrebbe funzionare meglio o in modo più giusto, loro saltano su toccati sul vivo, come se tutto ciò che è l’ordinamento italiano, fino al regolamento più minuto, e la realtà di come funziona la società con le sue pratiche e meccanismi, fosse una divinità sacra e intangibile.
          Un’emergenza, oltretutto del tutto nuova (è un virus nuovo e comunque, anche se le epidemie ci sono sempre state, non ci sono mai state in combinazione col modo di vivere, la tecnologia, i mezzi e la sensibilità sociale e l’attenzione alla vita umana che per fortuna c’è oggi) è qualcosa che scombina completamente le carte, che richiede approcci del tutto nuovi, scevri da qualsiasi pregiudizio e schema precostituito.
          L’italiano, di fronte a una sfida del genere, è come il nativo americano che combatteva con le fionde contro i fucili degli europei. Per fortuna questo virus non ha caratteristiche tali da ridurre la popolazione a un centesimo, ma al massimo ne uccide un centesimo (che è già una tragedia enorme), altrimenti faremmo la loro fine.

          • Z. says:

            Trovo francamente davvero incredibile che una persona di media intelligenza possa negare che l’epidemia in Lombardia sia stata gestita peggio non dico che in tutto il resto d’Italia ma probabilmente che in tutto il resto dell’Occidente.

            E con punte davvero impressionanti di boria, inefficacia e vera e propria criminosità.

            Di chiunque siano le responsabilità in concreto – cosa che accerteranno le indagini già in corso – trovo che certe grottesche difese d’ufficio siano degne di miglior causa.

            • Peucezio says:

              Come se le decisioni del governo nazionale non vigessero il Lombardia e tutto fosse demandato a quello regionale.

              Scusami, ma qui secondo me parla il tuo spirito politico di parte: non mi spiego diversamente quest’ossessione di criticare la regione Lombardia.

            • Z. says:

              Certo, certo.

            • Z. says:

              Comunque, per capirsi, non sto “criticando la regione Lombardia”. Come dicevamo qualche giorno fa, ci sarà tempo per accertare tutte le responsabilità politiche e professionali.

              Sto constatando, come mezzo mondo del resto, che il disastro sanitario lombardo è senza paragoni in Europa, e che stanno emergendo elementi di inefficienza e talvolta di delittuosità.

              Di cui non sappiamo per certo, ad oggi, chi sia responsabile, e a quale livello. Ma non credo che si possa accusare Conte – per dire – di aver imposto a una RSA di internare pazienti infetti, o di aver imposto la riapertura dei centri diurni e cagionato la morte dei loro ospiti.

              Per dire, qui i centri diurni sono rimasti chiusi, e nessuna RSA è stata costretta a internare persone infette: anzi, alcune hanno chiuso ai visitatori già a inizio marzo.

              Secondo i dati ufficiali del 14/04 c’erano stati più morti per l’epidemia in Lombardia che in tutto il resto d’Italia. E questo supera ampiamente ogni proporzione di natura economica. Dire che qualcosa è andato particolarmente storto è una banale constatazione, non è un’accusa, né men che meno un’accusa politica.

          • Z. says:

            (e mi scuso dell’infelice espressione con tutti i difensori d’ufficio del nostro Paese, che svolgono – spesso con grande impegno – un compito fondamentale e quasi sempre mal retribuito)

  22. Moi says:

    Anch’ora 🙂 Grigliata News 😉 … visto che a cercare “grigliata” escono storie Italianissime (!) interessanti :

    I)

    https://www.ilgiornale.it/news/milano/rom-bolla-festeggiano-pasqua-grigliata-e-assembramenti-1853673.html

    … poi dicono che gli Zingari, a differenza delle Forze dell’ Ordine … 😉

    II)

    … Invece, nel Varesotto, Gente Seria & Organizzata che s’ ingegna :

    https://www.ilgiornale.it/news/milano/rom-bolla-festeggiano-pasqua-grigliata-e-assembramenti-1853673.html

    Coronavirus, a Caronno Pertusella la grigliata verticale: costine e distanziamento sociale

    In un condominio tavoli sui terrazzi e piatti scambiati con le carrucole

  23. Moi says:

    https://palermo.gds.it/video/cronaca/2020/04/14/grigliate-sui-tetti-le-scuse-in-videoconferenza-col-parroco-mi-vergogno-di-quello-che-ho-fatto-9c4414be-5ddc-45d4-b56a-ea4f0af694e3/

    … e dopo i Pentiti di Mafia, i Pentiti di Grigliata !

    “Rosario Lo Nardo, uno dei protagonisti delle grigliate sui tetti dello Sperone per Pasqua, manifesta tutto il suo pentimento.” [sic]

    — in un’ Intervista / Confessione (!?) con il Prete : don Ugo Di Marzo, che guida Maria Ss. delle Grazie a Roccella.

  24. Moi says:

    NAPOLI.

    https://www.lastampa.it/cronaca/2020/04/15/news/napoli-entrano-nella-scuola-per-fare-la-grigliata-di-pasquetta-siete-il-male-di-questa-citta-1.38720309

    «Un gruppo di persone a Pasquetta è entrato nella scuola e nel nido Ammaturo al Rione Amicizia vandalizzandolo. Hanno portato fuori nel giardino tavoli e sedie, acceso una brace e festeggiato così il lunedì in albis. Non ho parole per voi, siete il male di questa città».

    Lo scrive in un post su Facebook, Ivo Poggiani, presidente della III Municipalità, che comprende anche il Quartiere Sanità di Napoli.

    • Moi says:

      … Saviano potrebbe parlare / scrivere / girare fiction e/o fil sulle Grigiliate dei Guappi & Scugnizzi a Scampia, così … a sottolinearne l’ abrutimento Camorristico ! 😉

  25. Moi says:

    Uff … solita spinosa Questione dell’ Immigrazione & Integrazione …

    Otto Afghani cercavano di mostrarsi “integrati” 😉 Violando la Quarantena per una Grigliata (suppongo “Halal”, ma in fondo _ … Bibbia alla mano ! _ l’ Agnello “all’ Ebraica” [ e di riflesso “all’ Islamica”] è quanto di più Tradizionale Pasquale, eh !) …

    … e invece ! … o forse “… e appunto” ?! 😉

    https://www.lanazione.it/siena/cronaca/siena-grigliata-campagna-procura-1.5079606

  26. Z. says:

    Un brano allegro, adatto alla situazione.

    https://www.youtube.com/watch?v=amwQytRNvEw

    Questa potrebbe piacere persino a Miguel, nel qual caso dovrò cambiare anche gusti musicali 🙂

  27. Interessante (non ho la fonte)

    • Francesco says:

      beh, se penso alla questone ILVA e a come tutta l’Italia potrebbe ritrovarsi così

      bloccata a tempo indefinito, fino a quando qualcuno inizierà a crepare di fame …

  28. Mirkhond says:

    Habsburgicus

    I Boeri sentono un qualche legame con la terra da cui sono in gran parte originari (sì, lo so ci sono anche oriundi tedeschi e francesi ugonotti)?
    L’Afrikaans e l’Olandese sono mutualmente comprensibili?

    • PinoMamet says:

      Rispondo sulla scorta di quanto mi disse il mio amico olandese: da olandese, sente una qualche vicinanza e simpatia verso i boeri (tifa per il Sud Africa nelle partite di rugby ecc.), e capisce l’afrikaans anche se gli fa un po’ ridere.

      • habsburgicus says:

        da quanto mi consta, è proprio come ha scritto Pino
        per gli afrikaner, capire l’olandese è ancora più facile (un po’ come per gli slovacchi è più facile capire il ceco di quanto sia per un ceco capire lo slovacco..ma non per ragioni esoteriche, è che i cechi se la tirano di più :D)

        • Mirkhond says:

          E’ vero che esiste anche l’Amerikaans, l’Olandese d’America, presente nella regione di New York (già Nuova Amsterdam)?

          • habsburgicus says:

            non lo so, ma può essere !
            (secondo me, è però estinto)

          • PinoMamet says:

            Mi pare ci siano diversi dialetti tedeschi che gli americani chiamano (per fraintendimento fonetico) “dutch”, ma, leggo su Wikipedia, il “Jersey Dutch”, che era olandese davvero, purtroppo è scomparso.

            Scopro che c’era anche la versione “negra!”
            https://en.wikipedia.org/wiki/Jersey_Dutch

            Tuttavia, l’influenza olandese sulla cultura statunitense (compresa l’orgine di molte famiglie “in vista”) è innegabile.

            • Moi says:

              … pare che a nomea di “griccisia” 😉 gli Olandesi non temano rivali in materia di stereotipi : né Scozzesi, né Genovesi, né Ebrei ! 😉

            • habsburgicus says:

              che poi “dutch” è la versione inglese di “deutsch”, “teutsch”..siam sempre lì…per tutto il Medioevo non esisteva alcuna idea di differenza sostanziale fra olandesi e tedeschi anzi neppure la si concepiva…o, meglio, si sapeva che gli abitanti dell’Olanda non erano bavaresi (e fin lì ci siamo), ma financo i sassoni non sono bavaresi eppure oggi li consideriamo tedeschi….e viceversa….
              il fatto che gli olandesi non siano (più) considerati tedeschi è solo un prodotto della storia…gli anglo-americani, pur con le tipiche approssimazioni del mondo yankee, per una volta hanno colto nel segno !

              • habsburgicus says:

                gli olandesi per dire Germania usano DUITSLAND pronunciata doitsland..DUITS sta per DEUTSCH e ha quasi identica pronuncia
                io riesco in genere a capire approssimarivamente i testi scritti in olandese in quanto moltissime parole, anche complicate, pendono più dal lato del tedesco che dall’inglese (è diverso nel parlato)
                ad esempio
                Scienze e Arti
                in olandese
                Wetenschap en Kunsten
                orbene, è praticamente tedesco, come Miguel potrà confermare ! 😀
                Wissenschaft und Kunst(en)
                (la “t” in luogo di “ss” deriva dalla mancata mutazione consonantica, tipica del nord-germanico…e questo lo può confermare Peucezio)
                in fiammingo, ho appreso dal mio amico, alcune parole dell’olandese letterale non si usano e si utilizzano francesismi, ignoti all’olandese d’Olanda
                altra parola dotta tutta tedesca
                onderzoek=ricerca
                e vabbé, Untersuchungen !
                mi impressione sempre la vicinanza dell’olandese SCRITTO al tedesco
                e il tedesco “ufficiale” è alto-tedesco
                pensate se, per ipotesi, tedesco fosse divenuto il plattdeutsch
                presumo sia praticamente olandese al 99, 99 % al netto della grafia 😀

              • Z. says:

                habs,

                — che poi “dutch” è la versione inglese di “deutsch”, “teutsch” —

                A me queste cose le avete insegnate tu ed Ezio a Bologna. Io non ci sarei arrivato da solo 🙂

              • habsburgicus says:

                se mai questo periodo tristissimo e senza precedenti negli ultimi secoli finirà, sarà un doppio piacere riparlare de visu di questo e di moltissime altre cose 😀
                e magari ci si potrebbe spingere tutti fino a Bari….perché mi sa che se non andiamo noi da lui, il nostro Mirkhond mica viene al Nord 😀 😀

              • Z. says:

                Finirà sicuramente. Ci vorrà pazienza ma finirà 🙂

              • Mirkhond says:

                Guarda che desidero tanto tornare nel nord, coronavirus permettendo.
                Se non ho potuto farlo prima è per vari motivi, specialmente di salute mia e di mia sorella.
                E poi un viaggio così lungo richiede un soggiorno di almeno una decina di giorni per riprendermi dalla fatica del viaggio.
                E ovviamente con dei costi economici…. 🙂

              • Z. says:

                Troveremo una soluzione, Duca. Magari ci incontreremo a metà strada 🙂

        • Mirkhond says:

          Sartre riteneva che i Cechi capissero meglio il Tedesco che lo Slovacco.
          Così nel suo romanzo Il Rinvio, ambientato all’epoca della Crisi dei Sudeti e degli Accordi di Monaco del 1938.

          • habsburgicus says:

            penso che si sia preso qualche licenza 😀
            però ha ragione qualora avesse voluto dire (e verosimilmente intendeva proprio quello) che il ceco medio era abituato alla lingua di Goethe ben più di quanto fosse uso a sentire quello che poteva apparire, sempre al ceco medio, solo una “strana” caricatura della “propria” lingua 😀

            • Mirkhond says:

              Tra i protagonisti del romanzo di Sarte, vi è una coppia di maestri di scuola Milan Hlinka (nessuna parentela con l’omonimo monsignore e uomo politico slovacco) e sua moglie Anna abitanti in un paesino dei Sudeti a maggioranza tedesca (i Cechi erano in tutto 20 persone).
              Milan e Anna sono ardenti patrioti e nazionalisti cechi, ma quando negli ultimi giorni del settembre 1938, ascoltano il discorso del governo cecoslovacco nelle tre lingue dello stato, capiscono perfettamente il Tedesco ma non lo Slovacco che a loro appare come una lingua straniera!

  29. Mirkhond says:

    Roberto

    Tu che conosci bene le Fiandre, ti trovi meglio tra i Fiamminghi o tra i Valloni?
    Ovviamente generalizzo, visto che si deve vedere sempre caso per caso…

    • Roberto says:

      I valloni sono adorabili. Gente festaiola, con un senso dell’umorismo un po’ fracassone, amano bere e mangiare, mi ci trovo alla perfezione

      Fiamminghi invidiosi dell’allegria altrui, nazionalisti, calvinisti, stakanovisti, brutta gente, con le dovute eccezioni

    • PinoMamet says:

      Una mia carissima amica è mezza vallona! (Sì dice? Insomma, il femminile di vallone).

      Sua madre e il resto della famiglia belga, per come li ho conosciuti io- non tanto- rientrano perfettamente nella descrizione di Roberto.

      Caratterialmente latini, fisicamente direi celtici (sono del tipo Depardieu, mentre io mi aspettavo Poirot…) casinisti, compagnoni.
      Più “rustici” dei francesi.

      • habsburgicus says:

        io ho un amico fiammingo, persona squisita..ha sposato una mia amica (perfettamente anglofono, non parla il francese…sa meglio l’italiano, ormai)
        conosco anche tutta la sua famiglia (sono stato anche ospite da loro, in prov. Antwerpen), veramente persone ottime….anche loro anglofoni (la generazione dei genitori sa un po’ più di francese e, da quel che ho potuto capire, la generazione dei nonni invece conosceva il sermo gallicus)
        le mie esperienze con i fiamminghi sono quindi ottime

      • Roberto says:

        Beh ho comunque un amico fiammingo, macellaio e proprietario di un ristorante, conosciuto proprio facendo uno stage di macelleria ed uno in cucina da lui.
        Persona veramente squisita, divertente e ospitale, anche se comunque con il difetto di mettere il lavoro davanti a tutto

        Ogni generalizzazione si popoli e paesi ha la sua eccezione

  30. Moi says:

    Mal comune, mezzo gaudio
    Chi si accontenta gode … così-così ! [cit.]

  31. Moi says:

    La canzone che probabilmente ha ispirato a Trump il nomignolo “Sleepy Joe” per Biden !

    ———————

    Sleepy Joe Song (1968)

    https://www.youtube.com/watch?v=VqGV0FVcEZ8

    _ Herman’s Hermits _

  32. Peucezio says:

    Mauricius,
    aggiungo che è profondamente sintomatico il fatto che, su questo tema, tu metta da una parte persone come me e Roberto (che la pensiamo allo stesso modo) e dall’altra stabilisca un nesso fra i vari frustrati misantropi, urlatori da balcone e cacciatori di untori (perché di questo parliamo, ciò che additiamo io e Roberto si manifesta in questi gesti) e attivisti “gender”, vegani e via discorrendo (ti chiedevo cosa c’entrassero, ma in fondo effettivamente c’entrano).
    E’ la riprova di ciò che ho sempre sostenuto, e cioè che c’è una carica profondamente repressiva, antilibertaria e antivitalista nella cultura progressista (o comunque tu voglia chiamarla) cui fai riferimento.

    Roberto è uno che dice: l’omosessuale deve poter fare quello che vuole come ogni altro e l’attivista omosessuale (o transessuale o quant’altro), quando non eccede in ridicolaggini fanatiche, è uno che difende questo diritto da chi lo vuole conculcare.
    Io possono non essere d’accordo su come lui inquadra l’attivista, ma non ho dubbi sul fatto che Roberto sia un sincero libertario.
    Mentre le categorie cui hai fatto riferimento, per un verso o per un altro, sono gente la cui prima preoccupazione è porre limitazioni, mettere steccati, creare un clima poliziesco e intimidatorio.
    (non ho problemi neanche a metterci i neonazisti, visto che li hai citati, se sono fanatici che vogliono trasformare il mondo in una caserma o nel dispotismo mondiale dell’uomo bianco; d’altrone io non sono neonazista: non amo le novità e i prefissi che vi fanno riferimento 😀 ).

    • Peucezio says:

      Tra l’altro, scusami, ma non ho capito se hai rinnegato Girard o ora lo interpreti alla rovescia, invertendo le categorie etiche.

      • Moi says:

        …oppure Mauricius ha interiorizzato Girard …

        • Moi says:

          Si parva licet 😉 … anche Erik Lehnsherr, sopravvive agli orrori del Lager e appunto per questo li interiorizza : al punto da rivedere da Mutante gli Umani normali come i Nazisti vedevano lui in quanto Ebreo ! … Uno dei persinaggi più “tragici” in senso Greco che mi vengano in mente.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Io non parlo di programmi politici o di ideologie, però: parlo di reazioni istintive, quelle che ho anch’io.

  33. Moi says:

    Che c’è gente rassicurata da questo stato di polizia in cui siamo.
    Cioè che sotto sotto (ma neanche tanto) in fondo è contenta che non si può fare più niente, che non c’è più libertà, che ci sono i poliziotti in giro, perché in fondo si sentiva minacciata dal fatto che la gente vivesse, si muovesse, si divertisse, fosse libera.
    C’è gente – ed è più di quanta si immagina – che in fondo in un paese trasformato in un’enorme caserma ci sta bene perché si sente più protetta. Perché vorrebbe un mondo tutto pulitino, ordinato, una specie di museo o di campana asettica (la gente sporca, fa chiasso, è un elemento di disordine, poi ci sono le macchine, il traffico…).

    ————————————

    … su questo, capisco … o almeno credo !

    La logica è un po’ da “Sansone VS i Filistei” : cioè, uno rinuncia ai luoghi e alle pratiche
    che apprezzava … però può ” consolarsi ” più o menomagramente al pensiero che “la gente che mi sta sul cazzo e fa robe che m’ infastidiscono , finalmente, se ne sta tappata in casa !”

    Niente più decerebrati allo stadio, al palasport , al concerto dell’ idiota semianalfabeta che neppure sa cantare, a vedere film di merda (non importa il criterio) , a drogarsi, a sbronzarsi, a pisciare sull’ arcata medievale e a cagare sul sagrato di marmo in centro, a rimpinzars i di cadaveri di poveri animali innocenti al ristorante o alla sagra , a sentire l’ idiota che parla di UFO nei testi antichi, a fanatizzarsi con una religione in un luogo di culto, a fare conferenze e congressi su modelli dispotici distopici deleteri di società del sentimento elevato a identità o a voler ripristinare orrori patriarcali … e così via! … e chideresi se il gioco valga la candela !

    • Z. says:

      ma… ma… hai scritto senza maiuscolizzare neanche un sostantivo!

      (vabbè, a parte Filistei, ma quello va maiuscolo!)

  34. Moi says:

    @ MIGUEL

    (TriggerAlert per Tutti gli Altri … NON leggete oltre ! )

    1) tutte le specie tendono a farsi strada come possono a spese delle altre

    2) ce n’è una che ha dei mezzi incredibili in più, grazie essenzialmente al linguaggio, e che quindi rischia più di ogni altra di far fuori non solo tutte le altre specie, ma anche se stessa

    ………………………………………………

    “ce n’è una che ha dei mezzi incredibili in più, grazie essenzialmente al linguaggio, e che quindi rischia più di ogni altra di far fuori non solo tutte le altre specie, ma anche se stessa”

    … SE sacrifichi il tuo FiloIslamismo :D, già sai che esiste _ TRIGGER ALERT @PINO & TUTTI GLI ALTRI _ una spiegazione perfettamente razionale, che chiede solo di “immaginare” che questo Corpo Celeste NON sia l’ unico _ su “sborantiliardi” 😉 esistenti _ popolato da esseri biologici , che qualcuno potesse avere una tecnologia infinitamente superiore anche a noi oggi … e che questo qualcuno ci abbia visitato intervenendo bioingegneristicamente migliaia di anni fa a scopo utilitaristico per sé, con tutti i loro conflitti tra famiglie e individui !

    … si tratta solodi considerare i Testi Antichi “Cronache” anziché “Miti” ! NON dico che sia vero, ma “meno irrazionale” della Teologia NON lo è !

    • Moi says:

      … o lo è altrettanto, o lo è meno. L’ Alternativa è tutta Ipse Dixit !

    • Moi says:

      In ogni caso,con il tempo ho valutato che VS l’ Islamizzazione sia più efficace la PaleoAstranautica dell’ Ateismo Cattolico Devoto … anche se ritorna l’ Effetto Sansone Vs Filistei ! 😉

  35. Mirkhond says:

    “Io non voglio avere addosso i loro microbi, né la loro cacca, so anche che si possono riprodurre all’infinito e quindi tendo a scacciarli, e mentre lo faccio, penso anche, “ma dove altro troveranno acqua da bere?”

    E allora la figliola mette fuori un contenitore per farli bere.”

    Chissà come ti avranno ridotto il balcone!

  36. PinoMamet says:

    A proposito di misantropia, una conoscente nella sua “storia” (ovvero filmatino temporaneo) di Instagram di oggi ci insegna che la pandemia (sic; non l’isolamento domestico) andrebbe benissimo, solo peccato per le videochiamate, perché non permettono di farsi i fatti propri ventiquattro ore si ventiquattro. E non sta parlando di quelle di lavoro…

    Ieri invece ci ricordava che anche finita la pandemia abbracciarsi è una pessima abitudine.

    • Z. says:

      Detesto anch’io le videochiamate!

      • PinoMamet says:

        Sono gusti (a me piacciono) ma ammetterai che tu non senti il bisogno di catechizzare il mondo su quanto sia bello e giusto restare isolati da tutto e da tutti per l’intera giornata, né ti spingi (come la simpaticona, dimenticavo di aggiungere) ad augurare che la pandemia faccia fuori gli scocciatori che osano chiamarla…

        • Z. says:

          No, no, io mi limito a detestare le videochiamate. Non le chiamate o altro, proprio le videochiamate.

          Poi capisco che in questo periodo se ne sente maggiormente la necessità e quindi ogni tanto mi faccio persino videochiamare 🙂

        • Per PinoMamet

          “ma ammetterai che tu non senti il bisogno di catechizzare il mondo su quanto sia bello e giusto restare isolati da tutto e da tutti per l’intera giornata”

          Ma questa strana gente che conosci tu, passa il suo tempo a comunicare agli altri quanto sia importante non comunicare con gli altri?

    • Roberto says:

      Boh!?!
      Io adoro le videochiamate giusto mando un messaggio prima per sapere se l’interlocutore è visibile

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