La dittatura senza dittatore

“In epoca romana la dittatura era concepita come una funzione con limiti precisi nel tempo e nell’esercizio del potere: il termine dittatura significava in generale un potere eccezionale conferito a un individuo, a un gruppo sociale o a un partito al fine di affrontare una crisi di estrema gravità per lo Stato. A questo potere si chiedeva di restaurare l’ordine politico e civile o di instaurarne uno nuovo.”

Dizionario Treccani

Non ho problemi a restare in casa.

Sorprendentemente, continuo a lavorare; e gioisco a vedere l’erba che cresce nelle piazze e il cielo senza aerei.

Inoltre, immagino che tutto ciò riduca anche il numero di contagi, e presumo che prendere il Covid sia davvero una iattura.

Però, la dittatura c’è, basta guardarsi attorno.

La realtà della dittatura non sembra chiara a tutti, e cerco di capire i motivi.

Il primo è semantico: quello che sta succedendo è bene, perché ci salva dalla peste; la dittatura, ci hanno insegnato, è cattiva, quindi se è un bene, non può essere una dittatura.

Due. Quando pensiamo a una dittatura, la prima cosa che ci viene in mente è un matto che si diverte a fare il Dittatore.

Ci guardiamo attorno e  vediamo che i dittatori del momento sono Conte, che sembra una persona mite; Trump, Johnson e Putin, tra i personaggi più grintosi di questi tempi, hanno tutti esitato a lungo prima di imporre qualche misura appunto dittatoriale. Erdoğan si oppone ancora alle misure emergenziali e Bolsonaro è stato addirittura, a quanto pare, estromesso per aver resistito all’imposizione della dittatura.

Per ora, solo Orbán sembra immedesimarsi un po’ nel ruolo.

Terzo ostacolo: il fatto che non vediamo attentare alla libertà di parola. Questa è sempre stata l’obiezione fondamentale dei parolai alle dittature:

“non mi fanno pubblicare la mia poesia! Hanno paura delle mie Parole!”

Quarto ostacolo. Per noi, la Dittatura è una cosa che ha come supremo divertimento quello di prendere a manganellate il Popolo. Qui, a parte il libidinoso che viola la quarantena perché vuole andare a puttane e si becca una civilissima multa, non vediamo particolari manganellate al popolo.

Bene, analizziamo tutte e quattro le obiezioni che si sollevano contro chi parla di Dittatura.

UNO.

“se è a fin di bene non è dittatura”.

Le dittature si dichiarano sempre “a fin di bene“, e la loro bontà si può giudicare solo dai loro frutti: la bontà o la cattiveria sono irrilevanti ai fini della definizione di una dittatura.

DUE.

Ma dai, Conte ti sembra un dittatore?”

No, non credo sia un dittatore nell’animo, qualunque cosa ciò significhi. Semplicemnte, in questi giorni, sta facendo oggettivamente il dittatore, cioè firma i provvedimenti della dittatura.

Non sarebbe la prima volta – i dittatori sono stati di molti tipi, dall’esuberante Idi Amin dell’Uganda ad anonimi militari argentini dal carattere assai modesto, pronti a fare posto ad altri anonimi militari.

Mica che a fare la dittatura debbano essere dei mattacchioni come quello celebrato da Charlie Chaplin.

Oggi i politici ci mettono la faccia, ma contano poco, non hanno certo l’ambizione di contare davvero qualcosa; e prendono in tutta fretta decisioni suggerite da esperti, che sono quasi sempre esperti di qualcuno.

TRE.

Ma non è mica una dittatura, se puoi scrivere che è una dittatura!”

Qui, siamo frenati da un modo di pensare arcaico. Viene in mente Tommaso Becket, l’arcivescovo inglese che fece scomunicare il re d’Inghilterra, e fu ammazzato sull’altare della cattedrale di Canterbury.

Tommaso Becket fu ucciso per delle parole precise, espresse nella formula dell’anàtema:

“in nome di Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo, del Beato Pietro, Principe degli Apostoli, e di tutti i santi, in virtù del potere che c’è stato dato di legare e sciogliere in il cielo e sulla terra”

con cui escludeva il re

“dal seno della nostra Santa Madre Chiesa in cielo e sulla terra”.

Oggi le parole così non fanno più paura a nessuno. Compaiono per un istante su Facebook e il re manco se ne accorge.

Alcuni tabù dei nostri tempi (“vietato esprimere opinioni razziste, sessiste, fasciste” eccetera) hanno un valore antropologico identitario, ma non si fondano su alcuna paura reale: nell’immenso chiacchiericcio globale, tutti si possono sfogare all’infinito, anche in forme estreme, senza che cambi la realtà.

Una dittatura che controlla i movimenti delle persone, l’economia, i rapporti internazionali, le strutture militari e repressive, gli investimenti, l’urbanistica, fa benissimo a lasciare libero sfogo alle chiacchiere.

QUATTRO.

“Ma le dittature sbattono in galera gli oppositori, sparano sulle masse che protestano, qui al massimo ti fanno la multa…”

Ora, su chi dovrebbero sparare, visto che di oppositori significativi non ce ne sono?

Sparare è sempre un ultimo ricorso, se non ci sono oppositori, e si ottiene il risultato lo stesso, perché mai sprecare proiettili?

Quindi, riassumendo: siamo in una Dittatura.

Una dittatura probabilmente inevitabile: la “democrazia” e lo stato di diritto sono per quando si gioca e si scherza e c’è abbondanza per tutti e si può rivendicare il diritto di cambiare sesso sulla carta d’identità o chiedere i danni perché qualcuno ti ha guardato male.

Quando invece i piccoli ma duri coronaviri iniziano a giocare, si passa alla dittatura.

Che non è “cattiva”, non esprime le passioni di qualche individuo megalomane, non spara sulle folle. Fa semplicemente ciò che fanno le dittature: cioè sospende tutti i diritti individuali che possano farle da ostacolo, e detta due cose fondamentali:

1) Il nostro presente, e questo è in gran parte un falso problema. Se mi impediscono di andare in discoteca, fanno bene; se mi impediscono di coltivare l’orto, è un guaio, ma non è necessariamente fatto per cattiveria.

2) il nostro futuro, che è quello che si sta decidendo in questi giorni.

Perché da questa situazione usciremo con un mondo economicamente devastato, e tutto da ricostruire.

E’ qui che ci sono immensi capitali pronti a lanciarsi sul mercato, e che esigono decisioni rapide e senza opposizione, che costruiranno il mondo dei prossimi decenni. Decisioni dittatoriali.

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562 Responses to La dittatura senza dittatore

  1. Z. says:

    Miguel, perché saremmo in una dittatura? e in cosa sarebbero “sospesi” i diritti previsti dalla costituzione italiana?

    Ribadisco: cambia “esperto” web di riferimento…

  2. Roberto says:

    Senti, almeno una cosa.

    Quale è il fine di questa dittatura?
    Ogni dittatura ne ha uno. Soddisfare il narcisismo del satrapi, favorire la famiglia X, o la tribù dei piedi verdi

    Ma in questo caso? Prenderci i nostri dati personali? Cioè una non meglio precisata entità cavalca un pandemonio per sapere che porto il 48 di scarpe, mi piace il basket, mangio carne e ho un menisco scassato?
    Sul serio!?!

  3. Kairobi says:

    @Miguel

    // “Ma non è mica una dittatura, se puoi scrivere che è una dittatura!”

    Dici?

    Noi non siamo ancora arrivati a licenziare chi sostiene che solo le donne facciano figli, ma l’attitudine c’è. Cioè il libero sfogo delle chiacchiere c’è fino a quando sono inutili oppure tra quattro gatti che se la suonano e se la cantano. Senza contare i finti scontri politici sul nulla, che senza posa spostano l’attenzione.

    È che nel mondo del microtarget, ci sono le microcensure millesimate e delle continue neutralizzazioni e infinite distrazioni; infondo senza uno sforzo è difficile notare cosa accada al di fuori della bolla filtro di riferimento.

    // Perché da questa situazione usciremo

    Dici? Non ha l’impressione che stia diventando una condizione a cui ci dovremo “abituare”? Del tipo:

    « Coronavirus, “non torneremo più alla normalità. Ecco come sarà la vita dopo questa pandemia”: l’analisi del Mit di Boston »
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/03/20/coronavirus-non-torneremo-piu-alla-normalita-ecco-come-sara-la-vita-dopo-questa-pandemia-lanalisi-del-mit-di-boston/5743121/amp/
    […] nella sua analisi immagina un mondo in cui per salire su un aereo dovremo sottostare alle indicazioni di app che tracciano i nostri spostamenti (già usate in Cina), in modo che la compagnia aerea riceva un alert se ci siamo avvicinati troppo a persone infette o focolai d’infezione.
    […] D’altra parte abbiamo già vissuto un drastico cambiamento in termini di controlli e misure di sicurezza dopo gli attentati terroristici dell’11 settembre, quindi ci si adatterà anche a questi. La sorveglianza invasiva sarà considerata un piccolo prezzo da pagare per la libertà fondamentale di stare con altre persone.

    ______

    Qui non so se si stia solo tirando la corda, diciamo però che se ne parla sempre di più.

  4. Per Kairobi

    “Dici? Non ha l’impressione che stia diventando una condizione a cui ci dovremo “abituare”?”

    Stiamo dicendo la stessa cosa.

    1) Usciremo dalla situazione di stare rinchiusi fisicamente in casa senza lavorare e senza andare a comprare la cocaina alle 3 di notte

    2) La domanda è, in che modo ne usciremo? In buona parte, nel modo che sottolinei tu.

    3) Io aggiungo però che quella parte di controllo non sarà tanto finalizzata a neutralizzare “pericolosi oppositori” (quelli sono già neutralizzati permettendo loro di aprire dei blog), quanto a creare un unico immenso flusso dove gli esseri umani sono merce.

    • Kairobi says:

      @Miguel

      // Io aggiungo però che quella parte di controllo non sarà tanto finalizzata a neutralizzare “pericolosi oppositori” (quelli sono già neutralizzati permettendo loro di aprire dei blog), quanto a creare un unico immenso flusso dove gli esseri umani sono merce.

      Si chiarissimo, pensiamo la stessa cosa anche qui.

    • Francesco says:

      Miguel

      una delle tue qualità è la capacità di guardare fuori dal tuo circondario seguendo attente curiosità intellettuali

      ora, un ottimo criterio nasometrico che distinguere le dittature dagli altri regimi politici è quello che ti capita se apri un blog contro “il politico che è al momento al governo”

      se ti ammazzano o ti rinchiudono, è una dittatura; se te lo impediscono apertamente o con drastiche furbate, è una dittatura

      se non ti capita nulla, non è una dittatura

      siamo d’accordo su questo?

      • Per Francesco

        “se non ti capita nulla, non è una dittatura

        siamo d’accordo su questo?”

        E’ uno dei punti che ho trattato.

        Proviamone un altro.

        Un governo sospende le elezioni, chiude le frontiere e le fabbriche e rinchiude tutti i cittadini in casa, vietando non solo le manifestazioni di protesta, ma anche ogni assembramento di più di una persona, che deve stare a 1,8 metri di distanza da chiunque altro, mascherato.

        Normale, no?

        • Francesco says:

          c’è una epidemia no?

          e le elezioni sono rinviate, mi scoccia di più che siano ancora analogiche, su carta, facilmente falsificabili con metodi pure ben noti

          e come ti hanno già fatto notare, nessuno chiude tutta l’economia del paese che vuole dominare – forse Pol Pot

  5. supervice says:

    Io non vedo un mondo ancora più fluido: vedo l’inizio della decrescita, in questo caso infelicissima. Gli esseri umani diventeranno sicuramente merce, lo sono già e lo sono sempre stati.
    In questo caso, la dittatura direi che sovviene per incapacità di gestione della crisi, ma forse è sempre avvenuto così.
    Rispetto al passato, avremo un problema di debito mondiale, una crisi energetica, una crisi alimentare, catene del valore da ricostruire di sana pianta, fallimenti ubiqui di nazioni e non limitati ad aree circoscritte, interruzioni dei commerci internazionali e sparizione di interi settori produttivi inutili, che in Occidente occupano il 50% della forza lavoro.
    E come si sostiene in ambiti di nicchia, diventeremo tutti ecofascisti, perché la crisi dei mercati, delle risorse energetiche, del calo della produzione di materie prime e degli alimenti potrebbe non avere altro sfogo possibile.

    • Per Supervice

      “Rispetto al passato, avremo un problema di debito mondiale, una crisi energetica, una crisi alimentare”

      Infatti, l’aria è quella.

      Allo stesso tempo, avremo una cosa per ora difficile da immaginare, anche se ci stiamo entrando dentro sempre di più: il flusso unico delle “informazioni”. Non è una questione di “privacy” come poteva essere una volta, “non voglio che si sappia in giro che ho l’amante”.

      E’ una situazione in cui esiste una sorta di specchio magico che vede all’interno di ogni sentimento, desiderio, stato di salute, posizione fisica, relazione di ogni essere umano.

      Questo flusso ormai esiste, e sarà lo strumento con cui si cercherà di affrontare la crisi che giustamente descrivi.

      • supervice says:

        Ma è un flusso di dati che costa, è un aumento di complessità in un sistema oltre l’orlo del collasso, voglio vedere dove troveranno i soldi che moltiplicano per 5 le antenne per poter installare il 5G.
        E comunque io vedo una gran voglia di essere comandati, e anche quella di fare il delatore a gratis, niente di nuovo sotto il sole.
        Ma noi due come ci tracciano, peones senza smartphone? Ce lo regalano?

        • Per Supervice

          “E comunque io vedo una gran voglia di essere comandati, e anche quella di fare il delatore a gratis, niente di nuovo sotto il sole.”

          Ieri leggevo da qualche parte che in Italia il numero di spiate ha superato il numero ufficiale di contagiati 🙂

        • Kairobi says:

          @supervice

          Bella domanda! Dove li trovano i soldi?

          Risposta: dove si trovano sempre per ciò che si vuole fare, li hanno stanziati.

          In pratica si al peones glielo relegano.
          E/o lo rendono obbligatorio in vario grado.

          Ma basta pensare alle varie parti del mondo dove la gente non ha quasi nulla, ma ha un cellulare.

        • Kairobi says:

          @Miguel @Daouda @Moi @Supervice & @tutti

          // ANAL RECOGNITION – http://kelebeklerblog.com/2020/04/06/la-dittatura-senza-dittatore/#comment-702816

          ma credo non si colga il punto… Fa ridere solo all’inizio.

          «l’anal recognition» fa ridere perchè sembra una follia, ma il mondo su cui ci affacciamo È folle – ad esser gentili.

          Big Data — a nessuno interessa in realtà che scarpe ti compri, ma ti registreranno – letteralmente – il buco del culo.

          analaogia: se devo fare un risotto posso sia dire che del singolo chicco non me ne freghi nulla, allo stesso tempo che voglio mettere in pentola TUTTO il riso.

          quindi a nessuno importa dei fatti tuoi – ma come fonte di dati verrai registrato completamente e ogni singola tua azione mediata dal dispositivo che effettua la registrazione.

          Devono creare il doppio digitale, l’aura digitale.

          la cosidetta intelligenza artificiale può quindi gestire tutto, come fosse il dio creatore di quella realtà digitilizzata – che vuol dire semplicemente che la realtà è stata appiattita a una scelta multipla.

          Il mondo digitale infine è prevedibile.

          A parte i dati è però necessario collegare la tua scansione biometrica (cioè veramente tu) alla tua World Digital ID – quella che Guglielmo Cancelli cerca di far passare ora con la scusa del vaccino che s’è inventato lui il vairus.

          Ecco perchè DNA / impronte digitali / Iride / riconoscimento facciale e chippini vari…

          Di qui si passa ovviamente al transumanesimo, biohacking e altre meraviglie.

          Quindi per partire tutto deve essere tradotto in dato e tutto lo sarà – perché a nessuno importa, perché.. Non lo so perché.

          • Francesco says:

            OK ma la strada era quella anche prima del CV19 e l’opposizione era molto debole … un MM ogni 10.000 entusiasti utenti di FB

            trovo più interessante lo scontro frontale tra super-società di Internet (tipo Alibaba contro Amazon, per fare un esempio)

            ogni Impero ha i suoi rami digitali e taglia quelli altrui nei suoi teritori; non lo trovate molto Old School?

            poi sono curioso, ma davvero, di capire cosa il Doppio Digitale non riuscirà a sapere di noi.

            ciao

            • kairobi says:

              @Francesco

              // ogni Impero ha i suoi rami digitali e taglia quelli altrui nei suoi teritori; non lo trovate molto Old School?

              assolutamente! Lo penso sempre.

              per certi versi non è cambiato davvero nulla.

              Però dato che siamo caracollati sempre nella stessa direzione, qualcosa è cambiato:
              forse lo potremmo chiamare “efficienza”.

              E raggiungeremo (raggiunto) un limite – l’etichetta è ‘trans’.

              // trovo più interessante lo scontro frontale tra super-società di Internet

              eh.. si potesse guardarlo da fuori, sarei d’accordo. Il problema è che tu, io, noi, tutti siamo i soldati, la posta in gioco e il campo di battaglia. Nessuno escluso.

              Pe certi versi.. anche questo è Old School, no? Solo che non c’è più un altro luogo, un altro sistema, un altro momento, un altro impero – perchè non c’è un altro pianeta.

              // curioso, ma davvero, di capire cosa il Doppio Digitale non riuscirà a sapere di noi.

              il doppio digitale ‘non saprà di te’, il doppio digitale SARA’ te e tu cercherai di sapere di lui – e gia stiam parlando di qualcuno che si pone qualche domande.

              E la sensazione che LUI ‘sappia’ è proprio una delle cose più terribili – perchè si vivrà con l’oracolo ubiquo&costante.

              Questo perchè, come sognano (stanno facendo) “internet sarà ovunque, come oggi l’ettricità – non la si vedrà più, non ci si porrà più la domanda”.

              • Francesco says:

                >>> Solo che non c’è più un altro luogo, un altro sistema, un altro momento, un altro impero – perchè non c’è un altro pianeta.

                però a oggi c’è un Amazon e un Alibaba, due imperi rivali dentro la stessa rete

                per non parlare di Ebay, subito.it. i negozi che fanno le consegne online …

            • kairobi says:

              caro @Francesco

              // OK ma la strada era quella anche prima del CV19 e l’opposizione era molto debole … un MM ogni 10.000 entusiasti utenti di FB

              Stupefacente sincronia!
              le soluzioni all’emergenza
              sembran proprio in sintonia
              con l’unica tendenza.

              ________

              questo è proprio un punto fondamentale.

              • kairobi says:

                😪

              • Francesco says:

                sarà ma io il salto decisivo che ci fanno fare col CV19 non riesco a vederlo

                pure i cretini sanno che ogni telefono cellulare è anche un sistema per tracciarmi e per ascoltarmi, già oggi

                giusto?

                chiedi a Moi, il nostro paranoico di riferimento

  6. PinoMamet says:

    Io però noto una cosa:
    i provvedimenti di Conte e del suo governo sono stati dettati da una certa prudenza nel bloccare determinati diritti (di spostamento, più che altro);

    per quanto riguarda la raccolta e l’utilizzo di dati personali, la prudenza mi sembra poi massima, perché non c’è ancora traccia di una “soluzione coreana” con app dei cellulari ecc. (correggetemi se sbaglio, magari l’ha detto ieri sera e me lo sono perso, io l’ho sentito parlare soprattutto di imprese, soldi, Europa), anche se qualche giorno fa qualcuno ne parlava in televisione.

    Magari ci sarà qualcosa di simile proposto per la famosa Fase 2.

    Ma in generale tutto lo stile del governo mi è parso molto più inteso a fare ammuina che altro.

    Decreto dopo decreto, ma stringi stringi sempre la stessa roba; grandi annunci, grandi dichiarazioni, gran sventolio di date passando tutti p’o stesso pertuso, e alla fine siamo sempre alle solite: mettiti la mascherina quando vai a fare spesa, e speriamo che passi presto, eh, chissà quando, il prima possibile.

    Lo vedo con la ministra della scuola: faremo, diremo, poi l’unica data certa che ho tutt’ora, è quella del 13 Aprile. Dopo non si sa, vedremo, bisogna aspettare cosa dice Conte, e Conte aspetta cosa dicono Gli Esperti, che (lo ammetto) non mi danno una gran fiducia.

    Voglio anche credere che non sia colpa loro, che li abbiano interpellati tardi (ma non lo credo);
    ma secondo me questi esperti stanno perdendo colpi, l’unica cosa che hanno saputo dire è stare chiusi in casa, che con tutto il rispetto poteva dirlo anche il mio gatto, altre soluzioni non paiono averle, e anzi si fanno un dovere di mostrarsi sempre pessimisti verso altre ipotesi, il che mi lascia molto tristemente pensare che godano del loro ruolo di esperti dettato dall’emergenza, e vogliano prolungarla il più possibile.
    Spero di sbagliare.

    • PinoMamet says:

      Sì, la ministra ha parlato del 18 Maggio, ma quello è un SE: “se apriremo entro il 28 Maggio..”

      intanto l’ultima data certa, non smentita, è il 13 Aprile.

      • Moi says:

        Se avessimo iniziato a busso con ‘sti provvedimenti in tutta Italia dopo il primo caso a Codogno / Lodi, forse , per il Primo Maggio saremmo ne già fuori … invece abbiamo avuto Zingaretti che ha trattato il CoronaVirus da Terrorista Islamico (NON cambierem Stile di Vita , NON ci fermiamo, vado a far balotta in birreria a Milano apposta, alla faccia del Virus e di Salvini & Meloni ! … so ch’ è controintuitivo 😉 , ma Virus e Terroristi Islamici sono Esseri Biologicamente Diversi !) per poi essere curato da privilegiato dopo aver detto che sarebbe stato curato come qualunque altro Cittadino !

        • Roberto says:

          Cioè adesso con tutto il pandemonio fai fatica a tenere la gente a casa, e ci saresti riuscito all’epoca di “il primo morto”?

          Secondo me nemmeno se facevi sparare alla gente per strada

          • Moi says:

            … al primo “contagio”, ma come ho già scritto : prima di applicare metodi da URSS Anni Cinquanta, avremmo dovuto camibare Costituzione in mezza giornata ! 😉

          • PinoMamet says:

            Sono d’accordo con Roberto.

            Degli errori ci sono stati, mi pare chiaro, ma la logica della progressione nell’applicare il “blocco” mi sembra altrettanto chiara, e probabilmente inevitabile.

    • Peucezio says:

      Pino,
      temo tu abbia ragione.
      In realtà da un po’ gli esperti cominciano a parlare di tamponi ed esami sierologici a tappeto, ecc.; l’auspicio è che lo facciano seriamente.

      Secondo me – datemi pure del complottista, non me ne frega un cazzo – si comincerà a cercare seriamente soluzioni alla coreana (che hanno il pregio di non chiudere il paese, ma anche il piccolo, trascurabile pregio di salvare molte più vite, visto che lì coi morti sia su altri ordini di grandezza) quando certi interessi economici molto forti, di quelli cui l’attuale classe politica risponde (l’autonomia della politica era debole ai tempi della I Repubblica, oggi è semplicemente un mito, una storiella per bambini fino a due anni), cominceranno a sentirsi troppo minacciati dalla crisi e vorranno il redde rationem.

      • Peucezio says:

        Ma c’è anche il rischio – e su questo Z. non ha tutti i torti – che invece costoro facciano una pressione per riaprire sic et simpliciter, anziché per un approccio epidemiologico serio: i potenti non sono necessariamente intelligenti: spesso sono ottusi e miopi (ovviamente la cosa andrebbe a loro totale discapito, perché poi ci sarebbe una seconda ondata micidiale che costringerebbe a richiudere tutto e, questa volta, nessuno poi vorrebbe più sentir parlare di riaperture troppo precipitose, ma, anzi, comprensibilmente, si andrebbe avanti a oltranza a qualunque costo).

        • Z. says:

          Spero di sbagliarmi, ma l’apertura frettolosa e la recidiva le ho già messe in conto – con la probabile maggior difficoltà a spiegare alla gente che la riapertura era uno scherzo e che si torna a casa, e al personale sanitario che deve riattaccare coi turni da 13 ore al giorno.

          Ripeto, spero proprio di sbagliarmi.

          • Francesco says:

            SE gli infettati sono davvero tanti come dicono le voci, mi sa che l’immunità di gregge ci proteggerà dalla recidiva

            solo che per rivedere di persona i miei dovrò attendere di essere immune E non infettante, cioè chissà quanto

            🙁

            • Mauricius Tarvisii says:

              Fossero anche il decuplo dei censiti, non c’è nessuna immunità di gregge con meno del 2% della popolazione.

              • Peucezio says:

                Non fossero, sono il decuplo dei censiti, secondo le stime.
                Cosa che però, come effettivamente hai ben detto, non garantisce certo l’immunità di gregge.

            • paniscus says:

              E comunque, chi l’ha detto che questa sia una malattia che garantisce l’immunizzazione a vita per chi l’ha presa una volta ed è guarito?

              Io rimango esterrefatta a vedere quante discussioni lo diano per scontato, quando invece non è scontato per niente.

              Le malattie infettive NON SONO tutte così, la si vuole capire o no?

              Alcune immunizzano a vita, alcune immunizzano solo per qualche anno ma poi si ritorna vulnerabili, alcune immunizzano solo parzialmente (nel senso che te la puoi riprendere, ma in forma meno aggressiva), e alcune non immunizzano per nulla.

              Per capire se una certa malattia conferisce l’immunità a lungo termine, bisogna osservare un numero significativo di casi per molti anni.

              Come q*zz si fa a pensare di saperlo già adesso?

              • Peucezio says:

                Io ho letto da qualche parte (o sentito da quqalche virologo in qualche trasmissione) che è un virus che tende a mutare piuttosto poco.

                L’essenziale è che l’immunità non si perda prima dell’anno, anno e mezzo necessario perché arrivi il vaccino. Dopo chissenefrega.

            • PinoMamet says:

              “E comunque, chi l’ha detto che questa sia una malattia che garantisce l’immunizzazione a vita per chi l’ha presa una volta ed è guarito?”

              Vero, ma chi ma hai detto anche il contrario?

              Del resto, prima poi i politici- compresi quelli italiani- dovranno rendersi conto che dovranno assumersi qualche rischio .

              Siamo tutti d’accordo, e non stiamo a scannarci su questo, che non si possono far ripartire le fabbriche oggi eccetera eccetera. Va bene.

              Ma non è che si possa neppure aspettare anni in attesa di sapere se uno studio scientifico (magari poi smentito da un altro) ci viene a dire se esista un’immunità a lungo termine a questa particolare malattia o meno…

              o dare per scontato che il vaccino non sarà pronto neanche per l’inverno prossimo, o che questa particolare malattia avrà la stessa virulenza anche d’estate ecc. ecc.

              Ripeto: va bene, pazientiamo, restiamo a casa un altro po’.

              Non va bene Maggio? E facciamo Giugno, se prima non ci saremo uccisi tutti a vicenda in casa.

              Ma non penseremo mica di poter continuare così tutta estate, spero… per non parlare di chi parla di un anno, due anni…

              • PinoMamet says:

                Tra l’altro, cercando in rete le dichiarazioni degli esperti (per vedere se si contraddicevano tra loro nel tempo… ma credo ci voglia poco a farmi felice in questo 😉 ) vedo per esempio che hanno messo in croce la presidente della regione Liguria, che ha osato proporre una riaperture per zone geografiche, visto che non tutte le parti d’Italia sono state colpite ugualmente (vedasi anche articolo di Ugo Bardi costì postato) e politiche differenziate per fasce d’età come fatto in altri paesi…
                apriti cielo!

                noi si deve stare chiusi tutti, indistintamente, e a tempo indefinito. Guaia a chi osa proporre soluzioni, a vedere una luce in fondo al tunnel! é un disfattista e vuole uccidere nonno.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Be’, possiamo fare tutti gli esperimenti che ci va, no? Tanto di vite umane, parliamo, mica di roba importante…

              • PinoMamet says:

                Ma no, non facciamone, restiamo chiusi altri due anni.
                Rilancio: dieci!

                In fondo, che ne sappiamo del virus, no?

                E ci aggiungo: appena qualcuno, degli indiscutibili Esperti, osa proporre l’idea che il virus possa scemare di contagiosità, o che si possa trovare un vaccino
                (quella del vaccino, si sa, è una fola: serve solo per prendere in giro gli antivaccinisti nelle discussioni da internet, ma è vietato pensare che possa esistere un vaccino per il covid-19…)
                fucilazione!

                per non parlare di chi osa proporre esempi di altri paesi, specialmente se sembrano più efficienti di noi nel gestire la cosa…

                non voglio nemmeno nominare quegli scellerati che facciano discorsi statistici, “perché un mio vicino di casa aveva 30 anni ed è andato in ospedale lo stesso! e lì non parli con nessuno ed esci nei sacchi neri !”

                Ma non ti preoccupare, Maurì:

                il governo non si perita di ascoltare me.
                Nè alcun altro che la pensi come me.

                Chi vorrebbe perdere i voti delle legioni che la pensano come te?

                E quindi, via così, chiusi in casa fino alle calende greche.

              • PinoMamet says:

                Mi permetto di far notare un’ultima cosa sulla stampa, prima di lasciarvi al vostro (vi auguro) felice isolamento domestico:

                questa ineguagliabile fonte di informazioni, da cui milioni di italiani traggono le loro conclusioni inevitabilmente fosche, continuava a scrivere che nell’ospedale di Parma i vecchi venivano rimandati a casa, la gente moriva nei corridoi eccetera, quando il medico’intervistato, sia nell’intervista stessa che su altri mezzi pubblici, per due volte, scriveva l’esatto contrario.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Pino, tranquillo: si farà esattamente come vuoi tu, perché è quello che chiedono gli imprenditori.

              • PinoMamet says:

                Senza polemica, Mauricius, perché mi sei simpatico- davvero- anche se ti incazzi un po’ troppo- ma ognuno bdi noi ha i suoi difetti.

                Senza polemica, io credo che il governo riaprirà davvero abbastanza presto, dopo aver “constatato” che finalmente il picco è passato e i morti sono diminuiti e gli esperti saranno diventato ottimisti, e con loro gli italiani tutti che leggono Repubblica e il Corriere.

                E questo miracolo avverrà quando la Merkel avrà sganciato i coronabond. O quando avrà detto un no definitivo.

                Vedrai se mi sbaglio. La proverbiale pizza è assicurata…

              • Moi says:

                Secondo me , Frau Merkhitler 🙂 di Coronabond ne sgancia Keine ! 🙁

              • Francesco says:

                Pino (e non solo lui, mi pare anche Peucezio altrove) ha colto il punto fondamentale: alla fin fine conta più andare avanti a vivere (quindi a produrre) che stare al sicuro dal virus (come da altri pericoli)

                fino a quando non potremo mandare solo robot a svolgere i lavori fisici, tocca andarci noi umani, pestilenze o non pestilenze

                escluderei solo malattie con tassi di letalità dal 100% in su

                storici, ditemi che ho ragione!

              • Peucezio says:

                In realtà, al di là dei proclami vetero-operaistici di Z. e Mauricius (il primo dei quali, dopo aver seguito il Pd nello smantellamento di ogni tutela dei lavoratori, ora se ne riscopre un barricadero difensore, pur di andare nel sedere agli imprenditori), io davvero non vedo dove stia la difficoltà nel manterere la distanza di alcun metri fra gli operai (che ormai sono operai specializzati, ma qui sembra che si parli della catena di montaggio degli anni ’60) e dotarli di mascherine; è così semplice: dove non ci sono queste condizioni, non riapri e se lo fai ti do una multa da tramortirti e ti processo anche.
                Mi paiono molto più esposte le cassiere del supermercato o i tabaccai.

              • Mauricius Tarvisii says:

                La difficoltà c’è eccome, in alcune attività, dove si lavora in linea, magari a coppie.
                E poi un metro è la distanza da mantenere per contatti occasionali, non per contatti prolungati: una giornata passata ad un metro di distanza è contagio praticamente certo.
                Sulle mascherine, a parte che sono introvabili, quindi dotare centocinquanta operai di mascherine può essere complicato. Ma, proprio visto che è complicato, finisce che le mascherine non vengono cambiate che una o due volte alla settimana, per cui da strumento profilattico diventano veicolo di contagio.
                I problemi ci sono e sono enormi. Oppure pensi che il sindacato sia contento di avere la gente in cassa integrazione per sport?

              • Z. says:

                Peucezio,

                — In realtà, al di là dei proclami vetero-operaistici di Z. e Mauricius —

                Essere contrari a riaprire le fabbriche mentre i contagi rilevati continuano ad aumentare a tuo avviso è un “proclama vetero-operaistico”?

                — è così semplice: dove non ci sono queste condizioni, non riapri e se lo fai ti do una multa da tramortirti e ti processo anche. —

                Ezio, perdonami: questo è un tuo legittimo auspicio o una tua previsione?

                Pensi davvero che ogni operaio si vedrà fornire due set di presidi al giorno (dovrà pur mangiare), che lavorerà a distanza di sicurezza dai colleghi, che vedrà la sua sicurezza tutelata da frequenti e puntuali ispezioni?

                Io ti credo, so che tu vorresti davvero che queste regole fossero osservate e fatte rispettare. Ma credo che tu sappia anche che rispettarle è difficile per le imprese e che farle rispettare è pressoché impossibile per lo Stato (specie in un periodo come questo).

                Gli operai poi tornano a casa, e in famiglia il contagio è quasi inevitabile (oggi sentivo che chi sospetta un contagio dovrebbe riservarsi una camera da letto e un bagno, che immagino sia facile quando abiti in una villa).

                Capisco le esigenze dell’economia, ma a parte che non valgono le vite che si prenderebbe una recidiva, nemmeno l’economia si gioverebbe di una recidiva.

              • Peucezio says:

                Z.,
                ma il discorso dei controlli vale per tutto.
                Chi controlla se io vado a trovare un parente o un amico che abita nel mio quartiere? Mi fermano? Sto andando a fare la spesa o passeggiando nei 200 mt.
                E intanto magari infetto un parente o un amico, che fa la stessa cosa e ne va a infettare altri e così via. E so di gente che sta andando a trovare amici e parenti in questi giorni e poi espone altri, ecc.
                Chi controlla che mi metta le mascherine nel supermercato? Il personale? Che se le abbassa lui per primo (visto l’altroieri).
                E così per tutto.

                E poi c’è una legge di compensazione: se diminuiscono le probabilità di controlli perché non hai i mezzi per entrare in ogni fabbrica più volte al mese, aumenta le pene: tutti mettono la macchina in divieto di sosta, ma chi lo farebbe se sapesse di rischiare la reclusione o una multa di 10.000 euro? Non lo si fa, perché la macchina in divieto di sosta crea disagi minimi.

                Oltretutto, al di là di una certa sciatteria endemica nei
                comportamenti della gente, che si può contrastare con campagne di sensibilizzazione ossessive, non vedo perché tutti ‘sti operai e ‘sti datori di lavoro dovrebbero voler a tutti i costi non usare le mascherine e tenere comportamenti rischiosi: l’operaio rischia di lasciarsci la buccia o di farla lasciare a un suo caro, il datore di lavoro magari pure una causa per infortunio colposo sul lavoro.

                Circa la disponibilità materiale dei presidi, si può anche stabilire che tu non apri finché non mi fai vedere che hai tot migliaia di mascherine che ti bastano per i giorni di apertura moltiplicati per il numero di dipendenti, passati i quali giorni, devi ottenere una nuova licenza alle stesse condizioni, se no richiudi.

                Lo so, sono cose complicate, che non si fanno, perché non ce n’è la mentalità, perché tutto è appesantito da burocrazia e regole poco flessibili e incapaci di adeguarsi velocemente alle esigenze.

                Ma in situazioni di emergenza una società e la sua classe dirigente deve anche dimostrare il coraggio e l’energia per bypassare questa palude di burocrazia, lentezza e ottusità, se l’alternativa è il disastro economico, il fallimento di migliaia di imprese, la perdita di tutto un tessuto economico, con le conseguenze in termini di occupazione, di perdita di introiti fiscali, insomma, di possibile crollo di un intero sistema, con il degrado e la miseria che ciò produce.

              • Peucezio says:

                Mauricius,
                d’accordo: dove occorrono tali condizioni, non riapri.
                E’ chiaro che a un metro e mezzo di distanza, anche in mezza giornata (ma probabilmente anche in un’ora) ti contagi eccome.

                Per le mascherine vale quanto ho detto a Z.: o ce ne hai abbastanza o non apri.

                In questo modo apriamo solo una fabbrica ogni dieci? Ma perché mai dovremmo tenerla chiusa?
                E nel frattempo facciamo di tutto per fornire anche alle altre i mezzi di protezione.
                Le mascherine peraltro ora ci sono: la gente per strada ce le ha, le farmacie le vendono (a circa un’euro l’una, anche meno), insomma, non è come due o tre settimane fa. E ce ne saranno sempre di più.

              • Z. says:

                Ezio, stavolta che è semplice lo dico io: ci sono (tra l’altro) pochissimi controllori e troppi controllandi.

                Ne parla pure l’articolo linkato sotto, sotto un diverso profilo.

                Va così, lo sappiamo tutti.

  7. Moi says:

    @SUPERVICE

    … potresti per favore illustrarci cos’è l’ EcoFascismo, preferibilmente con parole tue ? 😉

    • Moi says:

      … e cmq fa molto più effetto se lo chiami “EcoNazismo”, garantito ! 😉

      PS

      Secondo alcuni, sarebbero già teorizzatori dell’ EcoNazismo i “Gretini” 🙂 e il Club di Roma … troppo “Professoroni Antipatici” per essere seguiti dall’ Ochlos : per questo, Soros & Soci hanno creato in vitro Greta Thunberg !

  8. supervice says:

    L’ecofascismo è un regime che decide come debbano essere ripartiti i consumi energetici, come indirizzare i settori produttivi, come gestire la mobilità personale, con un inevitabile rafforzamento dell’apparato militare e poliziesco, roba di questo tipo.
    Ma non la vedo come una possibilità, ma una certezza.

  9. Moi says:

    premesso che mi stanno antipatici quelli che credono di essere dei comici solo perché si esprimono i Romanesco Coattizzante , tuttavia :

    https://www.youtube.com/watch?v=KuIeOjnrTnM

    … letture a voce da Facebook di commenti NaziAnimalisti , ebbene : niun di essi mi sorprende !

  10. Roberto says:

    Posso dirvi una cosa nell’orecchio?

    Io non riesco ad appassionarmi a queste paure, un po’ perché le ho sempre trovate un filo fantascientifiche e un po’, anzi molto, perché sinceramente spero di sfangarla e mi concentro su questo

    Nel mio modestissimo giro di conoscenze ho tre persone che in questo momento sono intubate (un po’ più anziani di me, tra i 50 ed i 60, ma tutti in perfetta salute fino a ieri, uno guida alpina), e non avendo mai sentito nei miei precedenti 46 anni di gente in rianimazione per una polmonite, la cosa un po’ mi spaventa.
    Sempre nel mio giro modestissimo di conoscenze, ho un numero impressionante di gente che non sa dove sbattere la testa (ristoratori, partite iva, commercianti….), e tutto ciò mi sembra più preoccupante di una eventuale dittatura senza dittatore

  11. Mauricius Tarvisii says:

    Applichiamo la logica aristotelica

    – Tutte le dittature conferiscono di un “potere eccezionale” a qualcuno (universale affermativa)
    – L’ordinamento italiano non ha conferito nessun “potere eccezionale” a qualcuno (particolare negativa)
    – L’ordinamento italiano non è una dittatura (particolare negativa)

    Un semplice sillogismo di seconda figura pre pre, “baroco”.

  12. Moi says:

    @ MIGUEL

    … In Italiano , da Repubblica, TRANS MtoF :

    https://video.repubblica.it/cronaca/richard-youtuber-trans-le-stelle-marine-cambiano-sesso-io-svelo-solo-chi-sono-davvero/304743/305374

    Attivista per i diritti civili e studente di Sociologia alla Sapienza, Richard Bourelly è nato 23 anni fa in Italia da padre napoletano e madre inglese. Noto su YouTube come Richard Thunder, il giovane racconta il percorso di transizione da donna a uomo:

    “Non penso che sia un passaggio da una sponda all’altra. Soltanto le lumache e le stelle marine possono cambiare sesso. In realtà sto solo facendo emergere il mio vero me all’esterno”. Il termine tecnico è “disforia di genere”, indica la condizione di chi sente come proprio il genere opposto a quello biologico. Tocca circa 5mila persone in Italia: uno su 10-12mila maschi e una su 30mila femmine.

    Numeri da calcolare per difetto, perché arrivano dall’associazione medici endocrinologi e lasciano fuori chi si rivolge al privato o non rivela il suo stato. Richard è attualmente impegnato in associazioni lgbt, dal Gay Center ad Azione Trans.

    Repubblica lo ha incontrato in occasione della giornata internazionale contro l’omo-bi-transfobia.

  13. Moi says:

    … mi pare che di animali cambia-sesso ce ne siano svariati altri

  14. Moi says:

    https://www.pinknews.co.uk/2019/04/12/trans-gender-bending-animals-change-sex/

    There are [10, ndr] species that have the ability to change their sex and/or appearance.

    • PinoMamet says:

      …beh, pesci, anfibi, e roba proprio come le lumache (lumacoidi? 😉 ) e anche di questi, non tutti cambiano veramente sesso.

      per il resto l’articolo elenca una specie di falco i maschi della quale assomigliano alle femmine per un determinato periodo, un serpente che manda ormoni femminili per depistare gli altri serpenti e scoparsi le serpentesse, e una leonessa con la criniera…

      mica granché.

  15. Moi says:

    e. Quando pensiamo a una dittatura, la prima cosa che ci viene in mente è un matto che si diverte a fare il Dittatore.

    ——————

    … ed è precisamente il motivo emergenziale per cui suggerivo “Dictator” in Latino 😉

  16. Moi says:

    … solo che, ripeto, secondo me nel “Dopo” 😉 Conte _ da ennesimo Emulo di Viktor Frankenstein di Mary Shelley 😉 _ appunto deciderà di “Dare Vita a un Nuovo Soggetto Politico “, cercando d’ infondere chissà quale Energia Vitalistica ad altrimenti “spargugliati” 🙂 pezzi di cadaveri (metaforicamente … politici e ideologici , eh ) ! 😉

  17. daouda says:

    Risposta alle prime due risposte domandanti:

    Miguel si esprime male.

    Siamo innanzi ad un grande studio PER favorire l’implementazione di una dittatura che ad ora non c’è, fermo restando Z. che la costituzione è carta da culo per lorsignori e di per sé non basantesi su principi immutabili e defiiti innanzi al Bene ( che cazzo ci frega della metafisica matematica d’altronde…).
    Roberto poi sbaglia nel credere che si interessino di lui, che la profilazione ed il professare apertamente tali raccolte dati sia fatta per comprendere lui stesso.

  18. Moi says:

    Coronavirus, l’ironia di Alice Merton sulle differenze della Quarantena tra Italia [ovviamente intesa come Profondo Sud, ndr 😉 …] e Germania :

    https://video.repubblica.it/edizione/napoli/coronavirus-l-ironia-di-alice-merton-sulle-differenze-della-quarantena-tra-italia-e-germania/356350/356915?usqp=mq331AQFKAGwASA=&amp_js_v=0.1

  19. Pare che l’anti-Trump, Joe Biden, sarà un nuovo Bush… ecco un pezzo di un suo discorso:

    So che i non anglofoni mi chiederanno la traduzione, non saprei dargliela.

    • PinoMamet says:

      Meno male, avevo paura di essere io a cavarmela così male in inglese! 🙂

      Ma prendere politici meno rimbambiti no??

      Mi ricorda la vecchia barzelletta sovietica sul vecchietto che voleva candidarsi a presidente del PCUS, e gli dicevano “ma come compagno, non vedi che sei vecchio, malato, mezzo sordo e un po’ rimbambito?”
      E lui
      “Sì, sì, sì! Ho tutti i requisiti…”

    • Karl says:

      Ho la sensazione che i democratici abbiano già messo in conto di perdere. A parte la senilità evidente, che non fù affatto un problema per Reagan, Biden sembre essere drammativamente ciò che è : un vecchio maneggione di Washinton, oltretutto fresco di bustarelle ucraine. Se il partito dell’asinello avesse voluto fare uno sforzo, non avrebbe avuto difficoltà a trovare qualcosa di meglio, perlomeno dal punto di vista dell’immagine.

      • Moi says:

        … la Tulsi Gabbard che piace(va) a Miguel ?

      • Francesco says:

        spero tu abbia ragione, mi stupisco molto a dirlo ma preferisco Trump a Biden

        il che mi porta alla conclusione che l’Impero Americano sia alla frutta per mancanza di figure in grado di gestirlo … come molti paesi europei

  20. Moi says:

    @ MIGUEL

    Trasmissione “Love Me Gender”

    https://www.laeffe.tv/programmi/love-me-gender/

    Nuovi modi di essere famiglia, nuove forme d’amore e di felicità: come cambiano le relazioni ai tempi della Gender Equality? Con sguardo aperto, leggerezza e ironia, Chiara Francini ci accompagna in un viaggio in Italia, da Nord a Sud, per raccontare le storie straordinariamente normali di chi questo cambiamento lo vive quotidianamente sulla propria pelle.

    ————

    Chiara parodia della celebre canzone “binaria” di Elvis Presley

    https://www.youtube.com/watch?v=2lD711_Xh8s

    “Love Me Tender”

  21. Moi says:

    https://www.donnaglamour.it/chi-e-gianmarco-negri/curiosita/?refresh_ce

    Gianmarco Negri, chi è il primo sindaco transgender [F-to-M, ndr … quindi il mis(!)gendering è al Femminile !] d’Italia

  22. Moi says:

    Adesso la carenza sanitaria problematica in farmacia è (in ordin decrescente di gravità) di mascherine , gel disinfettanti e guanti in lattice …a fine novembre erano i farmaci ormonali per il mantenimento di caratteri sessuali secondari !

  23. PinoMamet says:

    OT totalissimo

    e speciale per Peucezio, ma anche per tutti gli altri più colti del blog, che sapranno dirmi se ho torto (Mauricius ecc.)

    io la butto lì:

    e se Socrate fosse stato un fascio?

    Noi la morte sua la conosciamo tramite i suoi allievi, soprattutto. Che sono un po’ parte in causa.
    La storia la sappiamo tutti.

    E sappiamo che (secondo loro) sarebbe stato condannato con accuse false e persino risibili: sarebbe stato ateo o nemico degli dèi della città, avrebbe pervertito la gioventù, avrebbe fatto fumosi discorsi retorici.
    Lui si difende, non basta, lo condannano, gli amici gli dicono che può scappare, e lui rifiuta.
    Embè, in pratica cosa dice?
    “Muoio per rispettare la legge”.
    In questo caso il giudizio del tribunale, ma la differenza non era chiarissima.

    Ora, Socrate viene processato nell’ambito di una serie di regolamenti di conti successivi alla vittoria di Sparta nella guerra del Peloponneso, e alla successiva riconquista del potere dalla parte democratica.
    Che c’azzecca questo con gli dèi, corrompere la gioventù e l’arte filosofica/retorica?

    Eppure, dei due scrittori di Apologie di Socrate, uno, Platone, descrive uno “Stato ideale” in cui devono comandare proprio i filosofi, ma per il resto è debitore di più di una suggestione dal mondo spartano;
    l’altro, Senofonte, è apertamente filo-spartano, tanto che deve cambiare aria a un certo punto, e scrive una Ciropedia nella quale elogia lo stato dei Persiani… descritto, con una certa libertà, come una copia carbone di quello spartano.

    Un altro allievo di Socrate, Alcibiade, è sì di parte democratica, ma è anche un giovane scioperato e debosciato, accusato di atti di empietà verso le erme, come sanno tutti…
    lui non si suicida, no, ma si rifugia proprio a Sparta- mentre è ancora in guerra contro Atene- poi dopo aver fatto casini a destra e a manca con le mogli altrui trova modo di farsi riaccettare ad Atene…
    un bell’esempio, oltre che di probabile vero disinteresse per gli dèi ateniesi, anche di corruzione e di quella abilità nel cambiare schieramento con disinvoltura che era attribuita proprio all’influenza della retorica, che, come insegna Aristofane (che, da filo-popolano essendo commediografo, se ne scandalizza- Aristofane è il Moi 😉 dell’antica Atene) deve far vincere il Discorso Sbagliato sul Discorso Giusto.

    Del resto la presentazione di Alcibiade come esempio dell’effetto indesiderato degli insegnamenti di Socrate era ben nota agli antichi.

    Ora, Socrate, col suo “demone” personale che lo spinge a filosofare, offre sicuramente il destro all’accusa di introdurre nuovi dèi ad Atene, che non appare mica tanto infondata;

    e alla luce dei suoi discepoli, anche le altre accuse, anche se discutibili, non sembrano poi più tanto campate per aria…

    ci aggiungiamo che i Trenta Tiranni, cioè gli oligarchi, incaricano proprio Socrate di arrestare un “dissidente”, anche se lui rifiuta…

    e infatti, l’ultima “dichiarazione” di Socrate alla stampa, per usare un termine moderno, è di sapore hegeliano, e tutti sappiamo da dove saltano fuori le autocrazie del Novecento…
    la Legge va rispettata perché è Legge. Si deve morire per la legge (che è quasi una citazione dell’epitaffio per i caduti spartani alle Termopili, “straniero annuncia a Sparta che qui/ giaciamo, obbedendo alle sue leggi”).

    Vuoi vedere che sotto sotto era filo-spartano? o… un po’ fascio?

    • Francesco says:

      dai Pino, applicare la categoria fascio a quell’epoca è un pò troppo anche per noi chelebecchiani!

      e poi Socrate mica insegnava agli schiavi? era quasi un egualitario ben oltre gli angusti limiti della democrazia dell’epoca

      infine la prova regina: l’ultima cosa che fa è pagare un debito (il famoso gallo) mentre sappiamo quanto fosse diverso il comportamento dei fascisti reali

      😀

    • Z. says:

      Se fosse stato fascista avrebbe fatto il fascista: bullo coi deboli, gusto per l’umiliazione altrui, piagnucolio vittimistico quando si mette male…

      😉

      • Peucezio says:

        Sì, infatti Mussolini e Starace hanno fatto il piagnucolio vittimistico quando si è messa male.

        Non parliamo di Hitler e Goebbels.

        • Z. says:

          Mussolini è scappato travestito da truppone tedesco, quando si è messa male, e ha persino provato a negare l’evidenza durante la cattura.

          Comunque pensavo soprattutto ai piagnucolii dell’estrema destra di oggi, in effetti. Un po’ vittime lo sono, tra l’altro, con quelle facce tendenti al grottesco…

          • Peucezio says:

            A me sembra semmai che sia la sinistra a piangere sempre, a lamentarsi di tutto, a paventare pericoli, a denunciare persecuzioni subite da questo e da quello. La sinistra è triste. E’ vittimista. E vuol fare sentire tutti in colpa.
            Siamo tutti cattivi, perché non accogliamo gli stranieri, inquiniamo il pianeta, discriminiamo gli omosessuali, ecc. ecc. ecc.

            E, soprattutto, a piangere sempre e a voler instillare tutti i giorni, ossessivamente il senso di colpa negli altri, mi pare siano gli ebrei (non se ne abbia a male Pino, che ovviamente non fa nulla di tutto ciò, così come probabilmente tanti altri singoli ebrei: io parlo dell’ebreo mediatico, dell’antisemitismo lanciato come un’accusa al mondo, che viene quindi reso reprobo e moralmente ricattabile permanentemente e irredimibilmente).

          • Peucezio says:

            E, tra l’altro, appena qualche minoranza criminaloide in qualche angolo del mondo, comincia a rompere il cazzo e il governo del posto reagisce per difendere un minimo di ordine pubblico, la sinistra (italiana e mondiale) insorge per difenderla e ne piange con alti lai la triste sorte e l’imminente estinzione, fa manifestazioni, comunicati stampa, articoli accorati dei soliti pennivendoli d’accatto, insomma, un piagnisteo ossessivo, stucchevole, insopportabile.
            E così in Libia (poi s’è visto), in Siria (ancora l’altro giorno quel mentecatto di Saviano ha detto che Assad è un assassino; a lui sta più simpatica l’ISIS…), in Birmania coi Rokingya, in Cina con gli Uiguri, in Russia coi Ceceni e dovunque ci sia qualche terroristume a fare danni…

            • Peucezio says:

              Rohingya.

            • Francesco says:

              Peuezio

              il tuo pessimo post è forse la migliore lode che io abbia mai letto alla politica seguita dalla DC in Alto Adige e nelle altre zone con minoranze linguistiche

              la differenza tra uso dell’intelligenza per il bene comune e semplice desiderio di massacrare i deboli con scuse degne degli apologhi di Esopo

              devo attribuirlo al CV19 0 al Duce?

        • PinoMamet says:

          Beh, io lascerei perdere il gioco delle tifoserie calciopolitiche attuali…

          sì, è colpa mia che ho detto “fascio”, ma era per semplificare, avrei potuto dire “forse di tendenza vagamente oligarchica, patriottico ma non necessariamente nemico dello stile di vita laconico al quale pareva ispirarsi”, ma non sarebbe stata la stessa cosa 😉

          facce grottesche e personaggi discutibili ne trovo nei cosplayer di tutti gli schieramenti moderni (ma credo di sempre), così come la tendenza al vittimismo, ai dispettucci, all’egocentrismo dei leader stile setta…

          ma ammetto che, essendo io diciamo di sinistra, quelli di sinistra mi stanno più antipatici e li trovo meno umani, un po’ per esperienze personali, un po’ perché conosco in maggioranza loro, e un po’ per il noto meccanismo in cui ci stanno più antipatiche le persone più simili a noi.

          C’è davvero uno studio (ipotizzo la solita “ricerca di una università inglese”) che dimostra che in genere non ci stanno antipatici quelli molto diversi da noi;

          ma quelli simili, per interessi o inclinazioni, che però fanno la nostra stessa cosa “male”.

          Un appassionato di pesca a mosca non ha niente contro un collezionista di ceramiche settecentesche, insomma.
          Ma può incazzarsi come una biscia con chi metta un galleggiante sopra una mosca sommersa…

          e questo volendo spiega anche l’odio tra i cosplayer di destra e di sinistra, volendo 😉

          • Z. says:

            Secondo me il piagnucolio è proprio tipico dell’estrema destra.

            Gli estremisti dall’altra parte hanno altri difetti, peraltro odiosi, tra cui spocchia e arroganza. Poi riconosco che tendo a trovarli detestabili anche per le ragioni che rilevi tu. Forse soprattutto per quelle.

        • Francesco says:

          scusa ma uno peggio di Hitler come piagnucolone vittimistico lo conosci?

          dopo aver fatto l’impossibile e il criminale per avere il potere assoluto, e poi per perdere la guerra, alla fine era pure lì a lamentarsi dei generali infedeli e dei tedeschi incapaci

          • Peucezio says:

            Beh, no, diceva che i tedeschi avevano meritato la sconfitta in quanto troppo deboli.
            Se è vittimista uno che di fronte alla catastrofe della nazione che dirige reagisce così…

            • Francesco says:

              ehm, Capo, scusa è ma quella è la definizione di vittimista

              un Uomo si prende le sue responsabilità, un Hitler tira fuori dal cilindro “ah, io c’ho provato, ce l’ho messa tutta ma loro, i tedeschi, troppo deboli, non erano alla mia altezza”

              • Peucezio says:

                Vabbè, uno perde, che deve fare, festeggiare?

              • Francesco says:

                ammettere di avere sbagliato qualcosa? e nel suo caso praticamente tutto?

                Mussolini ha mai riconosciuto di aver infilato l’Italia fascista in una guerra di due ordini di grandezza troppo impegnativa?

    • PinoMamet says:

      Vabbè 😉

      però ci butto su, sulla faccenda che l’accusa di pervertire la religiosità ateniese non era sbagliatissima:
      nei dialoghi di Platone, Socrate si inventa i miti più assurdi sugli dèi, come piacciono a lui;
      nell’Apologia di Senofonte, fa un discorso che sembra quasi monoteistico; Aristotele esce (transitivo 😉 ) l’idea del Primo Motore e tutta la Metafisica…

      questo non c’entra direttamente col fascio (cioè filo-spartano) è vero, però aiuta a mettere in prospettiva le accuse…

      • Z. says:

        Ma infatti, tolta la parentesi sul fascio, mi ritrovo in quello che hai scritto!

        E aggiungo la mia simpatia per Aristofane 🙂

      • Peucezio says:

        E’ il solito maledetto vizio di voler astrarre, concepire idee universali, rinnegare le tradizioni.
        In fondo prelude già all’ellenismo.

        Non ho mai avuto il mito di Socrate (nemmeno una particolare ostilità, a dire il vero).

        • Francesco says:

          “capire” come sintesi del vizio che detesti ti piace?

          🙂

        • Andrea Di Vita says:

          @peucezio

          Il “maledetto vizio” come lo descrivibile tu è praticamente l”intera cultura occidentale da Ipazia a Boezio a Giordano Bruno a Galilei a Mendel a Nietzsche a Hawking.

          Cos’è, nostalgia per Severino?

          E meno male che siamo figli dell’ellenismo, e che i galli ad Asclepio non li offriamo più.

          Quello che per Severino è nichilismo io lo chiamo “liberazione”.

          Ciao!

          • PinoMamet says:

            Mm va bene tutto, ma Ipazia no, dai.

            La poveretta era una filosofa neoplatonica e una brava matematica, ma non ha altro peso particolare, nella cultura mondiale, che quello di essere stata uccisa da fanatici e riscoperta nel Settecento…

            • Andrea Di Vita says:

              @ PM

              Beh, da buona neoplatonica non vedo come avrebbe potuto sviluppare il suo pensiero se non ci fosse stata alla base proprio quella capacità di *astrazione” e di rigetto della Tradizione che per qualcuno qui è un vizio.

              Sbaglio?

              Ciao!

              • Mauricius Tarvisii says:

                Rigettare la tradizione? Ma se tutti i filosofi erano neoplatonici, all’epoca…

              • Andrea Di Vita says:

                @ MT

                Beh, il neoplatonismo tanto amico della cultura ufficiale del tempo non lo è mai stato. Antagonista del cristianesimo, lontanissimo dell’epicureismo, alieno dal senso del dovere degli stoici, estraneo agli dei pagani… Non a caso Ipazia ga fatto la fine che ha fatto.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii says:

                Mi sa che stai mescolando epoche e milieu culturali diversi.
                L’epicureismo è sempre stato visto male a Roma, tanto che Lucrezio scriveva in modo dichiaratamente apologetico.
                Lo stoicismo era andato di moda secoli prima, ma nel tardo impero la moda era passata.
                L’intellighenzia romana del tardo impero era neoplatonica, tanto che la quasi totalità degli intellettuali definiti “pagani” del tempo erano, in realtà, neoplatonici. Quando si dice che Giustiniano chiuse la scuola ateniese, bastione del paganesimo, si intende dire che chiuse il punto di riferimento dei neoplatonici, mica di quelli che pensavano che fare sacrifici a Zeus servisse a qualcosa.

          • Z. says:

            Noi si preferisce Alexandria Hypatia.

            https://dishonored.fandom.com/wiki/Alexandria_Hypatia

            Sì, l’hanno chiamata proprio così. Il suo buon amico e vicino di casa, invece, si chiama Cyrille 😀

          • Peucezio says:

            Andrea,
            forse dobbiamo intenderci sull’astrazione.

            Il problema non è la capacità di astrarre, cioè di creare categorie e concettualizzare a partire dalla molteplicità della realtà.

            Il problema è negare il radicamento degli uomini nella storia, nel loro contesto sociale.

            Cioè non è l’astrazione come modello di ragionamento che mi preoccupa, come strumento conoscitivo, ma come applicazione alla realtà, come modello di azione e come modello antropologico.

            • Francesco says:

              ehm , non è che siamo tutti dandies che ragionano solo per il piacere di farlo

              c’è gente che ragiona per capire e capisce per decidere come agire

              tipo “passo col rosso o no?” oppure “mangio la bacca rossa o no?”

          • Francesco says:

            mi mancano un paio di pensatori, tra cui cito giusto al volo l’Aquinate

            🙂

  24. Francesco says:

    OT

    c’è un giudice in Australia e alla fine il cardinale Pell è stato assolto

    • daouda says:

      spiegazione? Ad ogni modo non esistono quelle parole che dici, sono create giacché ricordo bene che prima dei social non c’erano queste fisime

      • daouda says:

        e quelle parole non avevano questa aurea insomma

      • daouda says:

        Moi cazzo dai, fai un parallelo tra le due cose anche perché il boomer è attaccato in quanto old e right mi pare , ergo è la dimostrazione del solito utilizzo dei negri per giungere ad altro

  25. Kairobi says:

    @ For your consideration only

    Dal viso all’ano / dal riconoscimento facciale al riconoscimento anale.

    Move over facial recognition, Stanford releases prototype for anal recognition
    A smart toilet was developed by a lab at Stanford University that scans a person’s bowel movements and anus to detect diseases. Behold: anal recognition.
    https://www.dailydot.com/debug/smart-toilet-anal-recognition/

    Smart toilet’ monitors for signs of disease
    A disease-detecting “precision health” toilet can sense multiple signs of illness through automated urine and stool analysis, a new Stanford study reports.
    https://med.stanford.edu/news/all-news/2020/04/smart-toilet-monitors-for-signs-of-disease.html

    ________

    per quelli che credevano ci sarebbero stati dei luoghi in cui nascondersi..

    • Moi says:

      Woh ! Woh ! Woh ! Woah ! … We’re fuckin’doomed, buddy ! 😉

    • daouda says:

      e che te nascondi nel buco del culo?

      Qua dovemo scappà mica no, che sta cosa del gender era solo pé perforacce er culo!

      p.s. me rispondi sopra Moi?

      • Moi says:

        Mah …’sa vut ch’ at dégga !

        “… E mentre tu continui ad invecchiare lentamente
        Il mondo gira sempre più veloce e non si può fermare
        Sei tu che devi accelerare amico lui non ti può aspettare
        E questo purtroppo signori è uno dei piccoli difetti dell’industrializzazione … ”

        [cit.]

      • Kairobi says:

        beh almeno al cesso…

        il punto è che (e comunque sempre li si va a parare).

        “We know it seems weird, but as it turns out, your anal print is unique,” Gambhir said. The scans — both finger and nonfinger — are used purely as a recognition system to match users to their specific data. No one, not you or your doctor, will see the scans.”

        > recognition system to match users to their specific data.

        • daouda says:

          il punto è che paventi una cosa che è solo imposta mentre la ratio e farsi credere ineludibili ( mentre sempre si può ) cosicché l’educazione tecnica dei cittadini faccia scopa con il bisogno di sentirsi sicuri giuridicamente e salutisticamente, insomma, i cittadini vogliono il peggio e je lo daremo!

    • paniscus says:

      A smart toilet was developed by a lab at Stanford University that scans a person’s bowel movements and anus to detect diseases. Behold: anal recognition.
      per quelli che credevano ci sarebbero stati dei luoghi in cui nascondersi..

      —–

      “Secondo voi ma chi me lo fa fare di stare ad ascoltare chiunque ha un tiramento?
      Ovvio, il medico dice “sei depresso“, nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento
      Ed io che ho sempre detto che era un gioco, sapere usare o no ad un certo metro…
      Compagni, il gioco si fa peso e tetro, comprate il mio didietro, io lo vendo per poco

      • Kairobi says:

        @paniscus

        Brava! La canticchio anche io tutto il tempo da quando ho letto la notizia, continua a tornarmi mente.

  26. Moi says:

    @ MIGUEL

    https://nypost.com/2019/11/02/millennials-extreme-hatred-for-baby-boomers-is-totally-unjustified/

    Millennials’ extreme hatred for Baby Boomers is totally unjustified

    By Steve CuozzoNovember 2, 2019

  27. Qui un articolo molto critico verso Conte.

    https://www.centroitalicum.com/conte-un-uomo-solo-al-comando/

    Ma c’è un paragrafo preciso che precisa tecnicamente meglio ciò che io voglio dire:

    ” Dalla fine di febbraio, l’Italia è governata a colpi di DPCM, decreto del presidente del consiglio dei ministri – strumento assolutamente inedito – che entra immediatamente in vigore per la durata che decide il governo e senza alcun tipo di approvazione da parte del Parlamento. Conte fa e disfa; appare in televisione o in diretta Facebook dal suo profilo e, di fatto, legifera, senza controlli, eludendo o aggirando le normali procedure legislative, senza che nessuno si levi alcuna lamentela, né dai democratici progressisti né dalle cosiddette opposizioni che alla fine non si oppongono poi molto malgrado siano in gioco la libertà e le garanzie costituzionali.

    Un altro aspetto inquietante è rappresentato dalla completa assenza, sia dal punto di vista mediatico sia da quello strettamente istituzionale, degli altri ministri. Sono spariti dalla circolazione a cominciare dal responsabile di un dicastero strategico come quelli della Salute, Speranza. Questi è gli altri suoi colleghi si sono letteralmente eclissati. Apparentemente, se non di fatto, siamo nelle mani di Conte e del suo “consigliori “, Rocco Casalino che nel suo “curriculum vitae” può vantare nientemeno che la partecipazione al “Grande Fratello” esperienza grazie alla quale è potuto assurgere al delicato ruolo di Capo ufficio stampa alla presidenza del consiglio.”

    • Riprendiamo la frase:

      “Dalla fine di febbraio, l’Italia è governata a colpi di DPCM, decreto del presidente del consiglio dei ministri – strumento assolutamente inedito – che entra immediatamente in vigore per la durata che decide il governo e senza alcun tipo di approvazione da parte del Parlamento”

      Chiedo ai giuristi se questa frase è corretta, almeno a grandi linee, o se contiene degli errori.

      Ad esempio, da profano, non mi ricordo di aver visto spesso la sigla “DPCM”, anche se ci sono alcuni casi. E mi chiedo se sia vero anche il resto della frase.

      • Mauricius Tarvisii says:

        E’ una palla: è pieno di DM (decreti ministeriali), DI (decreti interministeriali) e DPCM, così come esistono anche le ordinanze contingibili e urgenti (queste le avete sentite nominare tutti). Sono tutti regolamenti, ovvero atti normativi che hanno una collocazione gerarchica inferiore alla legge.

        • Per MT

          “E’ una palla: è pieno di DM (decreti ministeriali), DI (decreti interministeriali) e DPCM, così come esistono anche le ordinanze contingibili e urgenti (queste le avete sentite nominare tutti). Sono tutti regolamenti, ovvero atti normativi che hanno una collocazione gerarchica inferiore alla legge.”

          Secondo me, non riusciamo a discuterne, se cadiamo nella trappola dell’articolo stesso che cito, che attribuisce a Conte un elemento volontaristico (lui “ha deciso” che vuole “imporsi illegalmente”, brama appunto il potere).

          Questo è esattamente ciò che io evito di fare; ed evito anche di dire che abbia fatto male.

          Mi chiedo:

          1) Quanto siano comuni i DPCM (distinti dagli altri strumenti, che mi sono tutti abbastanza noti)?

          2) E’ sostanzialmente corretta la frase “che entra immediatamente in vigore per la durata che decide il governo e senza alcun tipo di approvazione da parte del Parlamento”?

          • Mauricius Tarvisii says:

            E’ piuttosto diffuso, in realtà. Anche perché non è un atto diverso da un decreto ministeriale: cambia solo il componente dell’esecutivo che lo firma…

            “che entra immediatamente in vigore per la durata che decide il governo e senza alcun tipo di approvazione da parte del Parlamento”

            E’ la definizione di regolamento. Se richiedesse l’approvazione del Parlamento sarebbe una legge.
            E’ vera esattamente quanto queste:
            – la circolare Inps è un atto interpretativo che è efficace per la durata che decide l’Inps e senza alcun tipo di approvazione da parte del Parlamento
            – l’ordinanza del Sindaco è un atto che è efficace per la durata che decide il Sindaco e senza alcun tipo di approvazione da parte del Parlamento
            – la circolare Inps è un atto interpretativo che è efficace per la durata che decide l’Inps e senza alcun tipo di approvazione da parte del Parlamento
            – la delibera della giunta regionale (DGR) è un atto che è efficace per la durata che decide la giunta regionale e senza alcun tipo di approvazione da parte del Parlamento
            Viviamo da decenni in una dittatura ed è servita

            No, non riusciamo a discuterne se continuiamo a preferire il sensazionalismo alla comprensione di quello di cui si parla. Una cosa che non si conosce non è una cosa inedita.

          • Roberto says:

            A quello che scrive mauricius, con il quale concordo in toto, aggiungo che all’origine dei DPCM c’è un decreto legge di febbraio, convertito in legge (= discusso in parlamento e trasformato in legge).
            “Senza alcun tipo di approvazione del parlamento” è quindi semplicemente falso, visto che è il parlamento stesso a fissare i limiti dell’azione del governo

            Qui il testo della legge
            https://www.silpcgil.it/articolo/8180-testo_coordinato_del_decreto-legge_23_febbraio_2020%2C_n._6__recante%3A_%C2%ABmisure_urgenti_in_materia_di_contenimento_e_gestione_dell%27emergenza_epidemiologica_da_covid-19.%C2%BB.

            Sulla frequenza dei DPCM, ce ne sono da quando ho memoria. Vogliamo dire che non sono mai stati così pervasivi nella nostra vita? Può darsi, ma non mi ricordo nemmeno un’emergenza di questo tipo

            Miguel, in generale, io consiglio di non perdere tempo con la lettura di siti che parlano di diritto senza avere la minima idea di cosa scrivono. Tizio vuole fare un’analisi politica estrema? Ok. Vuole basare la sua analisi politica su considerazioni giuridiche? Beh, o ha aperto prima un libro o lasci perdere.
            È un po’ come se io mi mettessi a leggere considerazioni sull’islam pubblicate su imolaoggi

            • Moi says:

              @ ROBERTO

              In linea di principio, hai ragione !

              … però è possibile anche giudicare qualcosa dagli effetti prodotti , senza stare a risalire alle cause.

              … o no ?

              NON è una domanda retorica,eh !

            • Roberto says:

              Ho ragione su cosa?

              Sul Dpcm non è questione di aver ragione o no, è così (poi per carità posso sbagliarmi perché ho letto male, ma non esprimo un’opinione, descrivo una realtà)

              Sulla seconda, miguel in questa fase mi ricorda chi cerca di capire che malattia ha guardando su internet, quindi si, ho ragione (ma non ho capito bene la questione causa/effetto)

            • Z. says:

              Il diritto è una disciplina accessibile a tutti, in teoria.

              Non richiede un grande intelletto, non necessita di conoscenze esoteriche e tutti vi si possono accostare (anche i babbani, e non di rado con risultati sorprendenti e fecondi).

              Richiede solo pazienza, tanta pazienza, e se possibile umiltà. E anche molta pazienza 🙂

              Purtroppo il diritto, per chi non vi si appassiona, è molto noioso: una noiosissima teoria di informazioni grigie da mandare a mente.

              E la noia non aiuta la pazienza…

      • Z. says:

        Di assolutamente inedito – almeno nella storia della Repubblica, e per certi versi nella storia dell’umanità – c’è piuttosto questa epidemia…

      • Mauricius Tarvisii says:

        Se non ci credete, verificate la cronologia: la voce è stata scritta prima dell’instaurazione del totalitarismo.

        https://it.wikipedia.org/wiki/Decreto_ministeriale

      • werner says:

        Sul dcpm lascio la parola ai tecnici.

        Mi limito a far notare che:

        – i ministri ( o i loro vice) li sento ospiti in radio quasi tutte le mattine;

        – la diretta facebook è stata crticatissima e leggo molte critiche anche per la prassi di annunciare i decreti pubblicando il testo due o tre giorni dopo;

        – ho letto critiche su tutti i decreti del governo, compresi i decreti che hanno portato alla chiusura del Paese.

        Credo siamo talmente abituati ad una quantità esagerata di polemiche e litigi, che quando per qualche settimana si placano a qualcuno sembra sia calato il silenzio.

      • Peucezio says:

        Guardate che Miguel mica è critico quando addita la dittatura.
        Lui è contento, perché prelude alla fine dell’illusione del benessere crescente all’infinito ai danni del pianeta.

        • Per Peucezio

          “Guardate che Miguel mica è critico quando addita la dittatura.
          Lui è contento, perché prelude alla fine dell’illusione del benessere crescente all’infinito ai danni del pianeta.”

          Non sono né contento né scontento, constato 🙂

          • Peucezio says:

            Ammettilo che sei un po’ contento… 😉

            Scherzi a parte, è chiaro che dispiace molto a tutti noi per i morti (io vi sono particolarmente sensibile, perché mi sento particolarmente legato agli anziani, per motivi personali di cui in qualche misura il mio senso di legame col passato è una conseguenza).
            Ma sgombriamo il campo da questo aspetto, che resta tragico ed enorme, e rimaniamo solo nel campo delle conseguenze sociali e storiche di medio-lungo periodo (altrimenti nessun ragionamento è legittimo, perché ricade sotto il ricatto morale dell’insensibilità ai lutti).
            Secondo me queste ti piacciono o comunque ci sguazzi, ti ci diverti un mondo 😀

    • Moi says:

      … appunto : “Dictator” ipso facto in senso da Libro di Storia Antica … NON, “Dittatore” in senso “NaziFascioComunista” da Libro di Storia Novecentesca.

      Per me si deve partire da qui.

      Allora : la differenza è che “Dictator” in Latino implica Stato di Necessità, Forza Maggiore … “Dittatore” in Italiano implica Colpo di Stato e Brama di Potere.

      • Per Moi

        “Allora : la differenza è che “Dictator” in Latino implica Stato di Necessità, Forza Maggiore … “Dittatore” in Italiano implica Colpo di Stato e Brama di Potere.”

        Infatti

    • Francesco says:

      non so nulla dei DPCM

      però mi permetto di dire che Di Maio, lo zombie dell’Economia, il disastro atomico della Istruzione, la velina renziana che forse è all’Agricoltura sono presenze abbastanza fisse in TV

      poi c’è una palese serie di operazioni politiche su Conte, tutte che tentano di prescindere dalla mancanza di qualità del personaggio

  28. Moi says:

    @ MIGUEL

    Height Shaming Short Men Is The Same As Body Shaming Big Women.

    https://medium.com/@ErnestRaw/height-shaming-short-men-is-the-same-as-body-shaming-big-women-ddea25094e4c

    ——————————————————-

    Why don’t feminists talk about heightism in their campaigns against body shaming?

    https://www.quora.com/Why-dont-feminists-talk-about-heightism-in-their-campaigns-against-body-shaming

  29. Moi says:

    A proposito di Elezioni Rinviate … pare che Dopo Merola la candidatura più quotata dal PD sia Cathy La Torre, Lesbica Femminista NON Terf

    https://bologna.repubblica.it/cronaca/2019/12/14/news/cathy_la_torre_e_la_miglior_avvocata_pro-bono_d_europa-243471082/?ref=search

  30. Moi says:

    @ MIGUEL

    Blair White :

    https://news.yahoo.com/unfiltered-harder-come-right-wing-trans-223158024.html

    ‘It was harder to come out as more right-wing than as trans’

  31. Moi says:

    Gender a Scuola ? … Arriva un libro, il primo suppongo, dell’ Altra Campana 😉 !

    Why is Feminism So Silly?: A Guide for Kids
    by Brian Lenney

    https://www.goodreads.com/book/show/42091674-why-is-feminism-so-silly

    ——————-

    Se volete ascoltare una lettura a voce alta , anziché acquistarlo :

    https://www.youtube.com/watch?v=SasYXbskmK0

  32. Trovo interessante questa frase, letta da qualche parte:

    “Se va avanti così potremmo essere la prima generazione che dovrà spiegare ai nipoti di aver sacrificato la libertà per salvarsi la vita e non il contrario.”

    E’ una frase polemica, ma se togliamo l’elemento polemico, riassume tantissime affermazioni che si sentono questi giorni, anche lette qui.

    Se ci pensiamo, è anche un concetto onesto: la retorica di “dare la vita per la libertà” è sempre stata ipocrita – “la libertà”, come astrazione, interessa a pochi, e quasi nessuno è disposto a dare la vita perché ci sia.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Ma perché? Il militare di leva la libertà non l’ha persa?

    • Z. says:

      Direi che tutti noi siamo abituati a sacrificare buona parte della nostra libertà ogni giorno, e non solo per sopravvivere, né soltanto in questi giorni.

      In questi giorni i sacrifici sono più pesanti di quanto avviene di solito, e chi è così fortunato da avere nipoti avrà certamente qualcosa di eccezionale da raccontare.

      Ma non siamo né i primi né gli ultimi…

    • Peucezio says:

      La società d’oggi – e quella italiana ne è l’esempio estremo – porta alle estreme conseguenze il naturale timore per l’imprevisto e la novità tipico dell’essere umano (che però si accompagna anche al sentimento opposto, al gusto della sfida).
      Siamo ormai un mondo che ha tutto da perdere e nulla da guadagnare, che non auspica ma teme, che pensa più a sopravvivere che a vivere, perché ha toccato la vetta e ha perso al linfa vitale.
      In fondo l’uomo d’oggi è un uomo materno, che vuole una sorta di accudimento permanente: la dimensione domestica gli è connaturata e non sente, in fondo, come una violenza, il fatto che ora lgi sia imposta permanentemente.

      In Italia lo stato non può che essere uno stato-mamma. Altrove contempera e si preoccupa per l’economia, perché comunque c’è una lotta, una competizione e non bisogna soccombere o fermarsi; da noi protegge.

      La mia non è una critica, sia chiaro. In fondo il mio conservatorismo radicale è orrore verso il nuovo, è amore per la stabilità contro ogni sfida e ogni slancio che turbi le certezze consolidate. In questo senso, paradossalmente, sono un prodotto estremo del mio tempo, proprio nell’esservi in totale antitesi.

      Purché ce l’abbiamo chiaro. L’ossessione dell’uomo d’oggi, non è la libertà, è la sicurezza.

      • Z. says:

        Peucezio,

        — In fondo l’uomo d’oggi è un uomo materno, che vuole una sorta di accudimento permanente: la dimensione domestica gli è connaturata e non sente, in fondo, come una violenza, il fatto che ora lgi sia imposta permanentemente. —

        Mah, a me sembra che l’uomo moderno oggi in Italia soffra parecchio dell’obbligo di permanenza in casa. Anche quando lo rispetta più no che sì…

        • Peucezio says:

          Parlavo in modo un po’ iperbolico, ma nel complesso secondo me quello che dà più fastidio agli italiani in questi giorni non è stare a casa, ma vedere i pochi che escono.

        • PinoMamet says:

          Dà fastidio quello, dà fastidio stare in casa, dà fastidio l’idea di perdere la parte più bella e gradevole dell’anno, dà fastidio la convivenza forzata, dà fastidio la lontananza forzata dà altre persone, dà fastidio la riduzione della vita sociale, solo in minima parte attenuata dalla tecnologia, dà fastidio, per moltissime persone, la mancanza di garanzie economiche e la paura molto concreta di finire senza lavoro, danno fastidio le difficoltà pratiche, dà fastidio potare guanti e mascherina di dubbia utilità visto che questo virus è descritto ormai con toni mitologici, ma necessari se non si vuole essere additati come criminali, dà fastidio tutto!!
          E si fa molto male a sottostimare questo disagio, e credo davvero che i problemi psicologici, i suicidi e gli omicidi domestici aumenteranno non di poco, se ci terranno rinchiusi un altro po’.

          • Peucezio says:

            Pino,
            ti dirò che da un certo punto di vista il tuo è un discorso ottimista.
            Perché presuppone che negli italiani sia rimasto un residuo di vitalità che questa situazione starebbe violentemente comprimendo.

            Tutti i fastidi che hai elencato sono naturali e legittimi. Poi uno li sopporta, per quello che c’è in gioco.
            E sicuramente moltissimi italiani li condividono con te.
            Ma non è così scontato, non per tutti e forse non quanto immagineresti.
            Secondo me questa situazione tremenda appaga le pulsioni peggiori (il securitarismo, la misantropia, la sociopatia, l’ecologismo esagerato che diventa odio per gli uomini, un certo compiaciuto antivitalismo, una certa idea museale e un po’ necrofila di come dovrebbe essere il mondo, le città, i luoghi) di tanta gente.

          • Z. says:

            Ezio, posso immaginare che quelli da te descritti siano i sentimenti che suscita in te la situazione corrente.

            Ma credo che la gente soffra di più per ciò che descrive Pino: la convivenza forzata, la lontananza forzata, lo sradicamento dalle proprie abitudini, il terrore di restare senza lavoro e prospettive…

          • Z. says:

            Aggiungo una cosa. Tra le diverse persone con cui a vario titolo ho a che fare, non ne conosco nessuna che non sia – in vario grado, e per motivi diversi – provata dalla situazione.

            Un po’ tutti noi navighiamo a vista, e non è piacevole.

            • Peucezio says:

              Io no: all’inizio temevo molto il contagio, perché ero un po’ raffreddato e fai presto a diventare ipocrondiaco e stare attento ai sintomi, adesso sono abbastanza sereno.

              Semmai mi secca moltissimo la prospettiva di perdere l’estate, perché io detesto l’inverno, rende tutto più sgradevole e la quantità di estati che vivremo nella nostra vita è limitata, come sai, a poche decine, quindi ognuna è preziosa.
              E poi ci sono altre ragioni personali che non ti sto a dire, se non per dirti che mi secca che si differiscano certi progetti o almeno auspici, perché sono già troppo vecchio.
              Ma se sapessi che non passano i mesi e gli anni e non arriva l’estate, se cioè dovessi stare pure tre, sei mesi così, ma in una parentesi di interruzione del tempo biologico, anagrafico e astronomico-metereologico, ti assicuro che probabilmente starei in un ventre di vacca.
              Mi mancherebbe uscire, ma non mi peserebbe.

            • Z. says:

              Anche a me secca, per le stesse ragioni. Non è un discorso peregrino, purtroppo.

  33. Moi says:

    2020 :

    Si riapre il discorso sui “màicrocìpps” … in fondo già collaudati per le bestie “pets” !

    https://www.ilgazzettino.it/tecnologia/microchip_sottopelle_a_cosa_serve_come_funziona-5063566.html

    https://www.jedanews.com/microchip-sottocutaneo-umano/

    ovviamente presentati come una gran bazza per far a meno di documenti

  34. Moi says:

    Il microchip scoraggia l’abbandono. Sapere che si verrebbe subito scoperti disincentiva questa pratica disumana e ingiusta, che purtroppo è ancora molto diffusa.

    Il microchip aiuta i cani dispersi. Attraverso la lettura dei dati, è possibile riportare a casa a tutti quei cani che si sono persi e non riescono a ritrovare il loro legittimo proprietario.

    Il microchip identifica i cani vaccinati. La lettura dei dati presenti nel microchip permette di vedere se un cane è vaccinato, ad esempio contro la rabbia, oppure no.

    Il microchip permette di mettersi in viaggio. Senza questo strumento infatti i cani non possono viaggiare all’estero.

    https://www.petpassion.tv/blog/microchip-del-cane-come-funziona-56754

  35. Kairobi says:

    IT

    Richard Werner – World Health Organisation (WHO):

    “We may have to come into people’s homes now to take out people, as homes are now the centres of infection.”

    “Potremmo dover entrare nelle case della gente ora per tirar fuori le persone, dato che le case sono ora i centri di infezione.”

    https://streamable.com/44y57v

    (C’è anche un video più esteso, ma fox news mi irrita)

    • PinoMamet says:

      Visto che si chiama “Effetto Cassandra”, temevo le peggio cose… invece è un articolo, o post che sia, assolutamente non allarmistico (pfiu… meno male, ci voleva), anzi, direi alleggerente rispetto alla foschissima visione generale di questi giorni.

      Mi permetto di citare testualmente:

      “Avrete notato anche voi che la maggior parte dei vostri interlocutori non riescono a ragionare in termini quantitativi. Un solo esempio: vi site mai sentiti dire che “non è vero che il virus uccide solo le persone anziane: sono morti anche dei giovani.”? Provate a spiegare al vostro interlocutore come stanno le cose in termini statistici e vi accorgete con orrore che molta gente proprio non ha il concetto di “probabilità statistica” o perlomeno non riesce a gestirlo nel “modello del mondo” che ha in testa.”

      Non condivido la chiusa finale sul possibile disastro dell’economia italiana perché mi ostino a essere ottimista, invece, e perché confido che tutti questi soldi a pioggia non ci siano, e che molte imprese abbiano la forza di riaprire.

  36. Per Kairobi

    Ti ho scritto in privato all’indirizzo che compare qui (tolto il secondo “.com” che mi sembra superfluo).

  37. PinoMamet says:

    Che fine ha fatto Mirkhond?

  38. Roberto says:

    Miguel,

    Cliccando sul link alla enciclopedia treccani la prima riga è “potere tirannico senza controllo”

    Ora, senza entrare troppo nel dettagli, guardiamo qui.
    Il sindaco di Messina adotta una ordinanza particolarmente restrittiva. È una dittatura? È un tiranno?
    Boh, fatto è che il consiglio di stato la annulla qualche giorno, dunque cade il “senza controllo” di cui parla giustamente la treccani

    https://www.giustizia-amministrativa.it/portale/pages/istituzionale/visualizza?nodeRef=&schema=consul&nrg=202000260&nomeFile=202000735_27.html&subDir=Provvedimenti

  39. PinoMamet says:

    comunque, senza parlare di dittature o tirannie, mi preoccupa il meccanismo per cui Conte ha rimesso in pratica ogni decisione nelle mani “degli esperti”.

    C’è tutta l’iper prudenza italiana- sapete che io non la amo- del secondo dopoguerra, il paurismo, come lo chiamo io, e anche il paraculismo che dice Miguel.

    Ogni italiano ha un nonno da salvare; e mesi interi di stampa spesso molto più sensazionalistica e catastrofista che veritiera, ha descritto il cattivissimo virus che si respira a venti metri di distanza, che-non-si-può-chiamare-polmonite, che resiste sulle superfici per ore a meno che non passi l’esercito (ma no italiano: russo! cinese!) a disinfettare tutto, “e bisogna fare come in Cina!!” e “moriremo tutti”.

    Cosa poteva fare Conte? se non dire “farò scrupolosamente quello che dicono gli esperti: io non ho responsabilità!”

    e Gliesperti, che anche loro non vogliono avere responsabilità, non possono che dipingere lo scenario peggiore possibile, e indicare l’unico rimedio che hanno, cioè chiudere tutto.

    Da qui si spiegano anche quei titoli assurdi “potrebbe durare due anni!”, “potrebbe non trovarsi il vaccino”, “potrebbe mutare…”
    potrebbe, potrebbe, potrebbe.
    vale a dire, non sanno un cazzo, ma hanno paura di affrontare le conseguenze se qualcosa dovesse andare storto. E quindi, via di spavento!
    “state in casa per carità!” “state in casa cazzo!”

    e il famoso “picco” che non si raggiungeva mai, e i famosi “questi sono i giorni cruciali”, ogni settimana, come le offerte di Poltrone e sofà.

    beh, io gli do tempo fino a Pasquetta. dopo di che, se la situazione non si è risolta davvero, do per scontato che stanno brancolando nel buio e non vale la pena starli a sentire.
    Temo che il governo non la penserà come me…

    • PinoMamet says:

      So già tutte le risposte possibili.
      sì, sì, c’avete ragione.
      e chi si muove?

      però non può durare in eterno. Diciamo che inizio maggio è il limite massimo?
      oh, hanno riaperto anche a wuhan…

      • Francesco says:

        dai Pino un pò di impegno

        diciamo inizio settembre: se non si è risolta per allora, andiamo di darwinismo medico selvaggio e facciamo finta di nulla

        chi la piglia male crepa e gli altri pagano l’incinerimento

        però aspettiamo settembre, dai!

        • PinoMamet says:

          Guarda, sono già al limite psicologico oggi…
          davvero.

          io di sicuro, ma neppure gli altri italiani credo resisterebbero all’estate chiusi in casa. Già oggi sento le famiglie del quartiere che si urlano…

          e le previsioni positive? esistono anche quelle, non dimentichiamolo…

          • Francesco says:

            si chiamano prese per il culo, le previsioni positive in questo momento

            e sinceramente a me questa cosa delle difficoltà pissicologiche a stare a casa fa venire in mente l’assedio di Sarajevo

            cosa sono stati, tre o quattro anni? di fame freddo e pallottole e tiri di artiglieria

          • PinoMamet says:

            Nessuna delle due parti della risposta mi sembra un argomento.
            Le previsioni ottimistiche sono “prese per il culo” esattamente come quelle pessimistiche. Non vedo, in mancanza di dati, perché le une siano da pteferirsi alle altre.

            E la retorica sulle guerre ecc. “e a noi chiedono solo di stare sul divano” non significa proprio nulla. Stare in casa a lungo è molto difficile, per me e molte altre persone. Non sono tutti pantofolai introversi o nerd che passano ore davanti a una serie TV o intellettuali dotati di sterminate librerie o ricconi con ville enormi.
            E sono le categorie più vicine alla mia condizione…
            Ah sì, c’è sempre qualcosa di peggio, ma che discorso è?
            Non è semplice e basta.

            • Francesco says:

              1) sarò strano ma se devo fare una previsione cerco di non basarmi solo sull’ottimismo, quindi non attraverso a occhi chiusi la strada solo perchè è possibile che arrivi vivo dall’altra parte.

              2) sarò anche più strano ma ogni volta che mi girano i coglioni a stare chiuso in casa penso proprio “almeno ho luce, gas, acqua, cibo e vetri alle finestre. e pure TV e Internet” e mi bacio i gomiti

              un saluto

          • Z. says:

            L’esempio di Sarajevo più che di una guerra è proprio quello di una convivenza ancora più forzata, ancora più prolungata nel tempo.

            Però forse era più facile da accettare, per certi versi. Anzitutto perché il pericolo era più immediato da percepire, più evidente.

            Qui fuori non abbiamo cecchini e bombe e una città in rovina ma una bella primavera, un’aria limpida e fuori città anche i daini.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Il fatto è che noi non abbiamo mai realmente chiuso…

        https://www.agi.it/economia/news/2020-04-06/coronavirus-imprese-lombardia-8248647/

        N.B.: l’articolo sbaglia su un punto, ovvero che le 6000 non erano “pronte a ripartire”, ma erano ancora operanti, perché nelle more del respingimento della richiesta si poteva continuare ad operare, anche in assenza di qualsiasi requisito.

    • Z. says:

      Tutti i governi navigano a vista, chi meglio chi peggio. Non ci sono alternative, del resto: quando non ci sono precedenti, è un prenderci.

      Io temo che si aprirà troppo presto, e che si dovrà richiudere. Spero di sbagliarmi della grossa, come spesso capita.

      • Peucezio says:

        Sì, in Corea del sud si è navigato a vista, in Cina si è navigato a vista, in Nuova Zelanda si naviga a vista…

        Non confondiamo le demenziali classi dirigenti europee e americane con “tutti”.

        • Z. says:

          Sì, direi di sì. Si è navigato a vista ovunque, non essendoci precedenti. Diversi Paesi hanno seguito diversi approcci e ottenuto diversi risultati.

          Del resto anche l’approccio delle diverse regioni italiane è stato differente.

          • Peucezio says:

            Non è vero.
            In Corea sapevano da subito come fare, perché hanno affrontato su scala minore altri virus negli anni precedenti.
            Quello che uno si chiede è come mai in un mondo globalizzato in cui le informazioni girano da una parte all’altra del mondo in frazioni di secondi e gli uomini in poche ore, non si è potuto fare tesoro anche altrove di quelle conoscenze.

    • Roberto says:

      La vedo come Z, ma soprattutto mi chiedo, se noi fossimo al posto di Conte cosa faremmo? Io non è che sia felicissimo di stare a casa, ma faccio fatica a vedere tante altre alternative

      • Peucezio says:

        Ragazzi,
        Corea, Corea, Corea.

        Quella del sud, non quella che sta simpatica a me e a Razzi 😀

        Ora come ora non si può fare (i numeri non lo consentono), ma
        1) si poteva fare all’inizio, e vabbè, il passato è passato (intanto sono morte migliaia di persone…),
        2) si può fare quando i contagi saranno al minimo.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Ma a chi doveva affidarsi?
      La ggente, anche nel settore (pensiamo alla signora del Sacco) era quella del “è solo un’influenza” e “per aprile sparirà da sola”. Sono state le resistenze di questo movimento di opinione, oltre a quelle delle organizzazioni di categoria, a rendere improponibile di fatto, fino alla crisi conclamata, le misure più pesanti. Anzi, fino a un mese fa (8 marzo), non era stata presa di fatto nessuna misura, anche perché anche qui si scriveva che “l’influenza sparisce in primavera” (certo, dopo che ha infettato grosse percentuali della popolazione, mentre altre grosse percentuali erano per una ragione o per l’altra già immuni o resistenti…).
      Adesso è facile dire “gliesperti dovevano far cessare i contagi all’istante”, come se fosse possibile.
      Basta guardare la concavità della curva per capire che è solo da quando si ascoltano realmente i detestati esperti che le cose sono cambiate radicalmente (in meglio).

      • daouda says:

        veramente i decessi sono aumentati a dismisura dopo aver imposto la chiusura di tutto e forzato la gente agli ospedali. Il virus ormai lo sappiamo tutti che c’era già da metà gennaio

        • Mauricius Tarvisii says:

          Vabbé, ciao…

        • daouda says:

          basta vedé i grafici eh cojone

          • daouda says:

            è inutile che scrivi ciao.

            I medici stanno solo curando o stanno ANCHE ammazzando?
            Gli ospedali sono luoghi sicuri o coacervi lazzaretti di tal virus o no?
            Il panico e lo stress determinano un peggioramento della situazione o no?
            I casi da corona virus controllabili e gettati in intensiva alla cazzo erano evitabili o no?

            Fermo restando che il virus c’era già almeno da febbraio.

            Scusa per il cojone, di getto.

      • PinoMamet says:

        Non hai tutti i torti Maurí, ma non tutti gli esperti sono uguali, e nella scelta su chi affidarsi mi pare che Conte abbia fatto quello che dico: ha scelto i più pessimisti, perché non si sa mai.

        Per il resto:
        In effetti i corona-virus sono proprio le influenze, questo è più contagioso e letale di altri (ma anche le normali influenze e polmoniti fanno i morti) ma non ci trovo niente di sbagliato nel chiamarlo influenza, perché la è.
        Tra l’altro leggo che in inglese “influenza”, scritto in italiano, è il termine che si usa per una epidemia tremenda, credo quella che noi chiamiamo “spagnola”.

        Questioni terminologiche a parte, le misure iper prudenti di Conte- e l’ho già scritto e lo ripeto: non c’era altro da fare- arrivano quando i buoi sono scappati.

        In ogni caso, mi pare che nessun esperto abbia mai escluso l’ipotesi, piuttosto probabile, che la temperatura è il clima abbiano qualcosa a che fare con la diffusione dell’epidemia.

        • Mauricius Tarvisii says:

          “ha scelto i più pessimisti”

          Che avevano ragione su tutta la linea…

          “In effetti i corona-virus sono proprio le influenze”

          No, è una semplificazione errata: non tutti i coronavirus provocano l’influenza (ma anche raffreddori e polmoniti: non è che ogni malattia dell’apparato respiratorio è un’influenza) e non tutte le influenze sono coronavirus.

          ” che la temperatura è il clima abbiano qualcosa a che fare con la diffusione dell’epidemia”

          Considerando che si è diffuso anche nell’emisfero australe, dove era estate, direi che è ampiamente smentito dall’osservazione che la bella stagione debelli di per sé il virus. E non mi sembra che nessuno, al di fuori dell’internet, abbia mai sostenuto realmente questa ipotesi…

          • PinoMamet says:

            No, a me sembra proprio di sì.
            Del resto non ho dati sull’entità della diffusione nell’emisfero australe e sul legame col clima..

            Per esempio, il.mio amico brasiliano mi dice che si sta diffondendo ora… In effetti lui è di Sao Paulo, e ora comincia da loro la stagione più fredda… Che poi non sarà diversa da un autunno nostrano. Idem piogge ecc. chi ci capisce qualcosa…

            Del resto, che gli esperti più pessimisti avessero ragione, lo vedremo questa estate: a sentirne alcuni, dovremmo ancora essere in piena epidemia…

          • Peucezio says:

            Io però francamente mi sono stancato di questa diatriba fra ultra-prudenti e temerari, come se non ci fossero alternative.

            Da noi si è chiuso tutto e c’è stata un’ecatombe: abbiamo avuto il doppio svantaggio.

            In altre nazioni hanno chiuso molto meno e hanno avuto pochi morti.

            In altre ancora hanno chiuso e limitato i danni (Cina), in altri tenuto aperto e fatto una strage (Stati Uniti).

            Insomma, sono possibili le quattro combinazioni, con tutte le gradazioni intermedie.

            La realtà è che c’è un modo di fare le cose BENE e uno MALE.

            Poi è chiaro che se la scelta è fra economia e vite umane, fanculo l’economia (con dei limiti, perché la gente per sopravvivere, oltre a non ammalarsi, deve mangiare).
            Ma non c’è un rappporto meccanico: sono proprio i dati internazionali a smentirlo.

            E’ successo semplicemente che abbiamo un’eredità di macchinosità, burocrazia, inefficienza, rigidità mentale, incapacità di adeguarci con pragmatismo e flessibilità: arriva un problema nuovo, che richiede un approccio intelligente, mirato, bel calibrato e siamo fottuti!

      • Peucezio says:

        Diciamo anche che se Monti non fosse riuscito a scassare contemporaneamente sistema sanitario e protezione civile, forse avremmo avuto molti meno morti.

  40. Karl says:

    L’odore di dittatura lo si sente soprattutto dal modo in cui i signori del discorso hanno utilizzato questa “pandemia” per creare uno zeitgeist di “decrescita felice” da divano. Vediamo ogni giorno chef stellati, atleti olimpionici, divi di Hollywood, inviare videomessaggi al popolo per far vedere quanto si sta bene tappati in casa, e in fondo cosa ci perdiamo a non uscire ? Nulla ! Casomai ce lo scordassimo, ci viene ripetuto all’infinito, tipo curo Lodovico, che “nulla sarà più come prima ! “. Non sia mai che uno volesse tornare ad avere una vita degna di essere vissuta.
    E’ incredibile la velocità con la quale sono riusciti a cambiare paradigma e a farlo accettare a tutti.
    Fino a pochissimo tempo fa vigeva ancora la retorica del successo, della crescita continua, dell’ imprenditore di se stesso”, i viaggi Erasmus, il giovane italiano che va a fare il cameriere a Londra e diventa dirigente d’azienda in 6 mesi. Propaganda anche quella, certo. Mi viene un senso di languore misto a tristezza rivedere certi film usciti al cinema vent’anni fa, un po perché ero giovane, un po per il senso incredibile di ottimismo che generavano. Scemenze come Full Monty o L’appartamento spagnolo visti adesso, sembrano venire da un’altra era geologica, eppure sono passati pochi lustri. Sarebbe interessante capire il perché di questo cambio di storyline ? La mia impressione è che abbiano capito che non c’è più trippa per gatti per alimentare le fantasie adolescenziali dell’occidentale medio, eterno studente Erasmus, e abbiano iniziato una nuova narrazione nella quale “nobilitare ” la futura povertà in arrivo.

    • daouda says:

      anch quei films erano storyline rispetto a prima, che lo era rispetto a prima, e rispetto a prima di rimpallo.
      E’ precesimanete da quando i media in genere sono finiti in mano a certe mani che queste fasi si susseguono. Quindi consolati, domani sarà peggio.

  41. kairobi says:

    // Non ci sono alternative

    l’ho già sentita questa..

    ________

    Covid-19: rendere politica la rabbia – di Sara Gandini
    http://effimera.org/covid-19-rendere-politica-la-rabbia-di-sara-gandini/

    […]

    I dubbi sorgono invece rispetto alla chiusura di interi comparti produttivi e alle limitazioni delle libertà individuali. Non abbiamo certezza che restrizioni così severe siano davvero efficaci. Per dimostrare che una certa misura abbia effetto è necessario confrontarla con una misura differente, e ora non abbiamo dati in questo senso. Per molti epidemiologi, chiudere le frontiere a patogeni altamente infettivi non garantisce nulla perché i confini sono una realtà estremamente “porosa”.

    […]

    Il Covid-19 non è solo una emergenza sanitaria. È un problema politico. D’altra parte non vi è problema scientifico che possa dirsi neutrale. Se dovremo affrontare una crisi economica di proporzioni imprevedibili, se stiamo accettando che vengano limitate libertà fondamentali, non è a causa di un virus, ma di governanti dissennati che hanno tagliato i fondi al sistema sanitario, e che ora hanno la pretesa di avere trovato la soluzione giusta nel fermo immagine della vita sociale ed economica.

    La narrazione che è passata è che i cittadini sono degli “irresponsabili” e lo stato deve fare ordine.

    Siamo d’accordo che vista l’eccezionalità della situazione lo stato deve per Costituzione preoccuparsi di tutelare la salute dei cittadini con ogni mezzo, ma fino a che punto e di fronte a quale emergenza possono essere messe in discussione le libertà fondamentali? E se domani l’emergenza saranno i sacrifici economici?

    Quindi io, come donna e ricercatrice che lavora in ambito medico e scientifico, non posso che diffidare di uno stato che punta tutto su scelte emergenziali e che non rilancia, né nel dibattito pubblico né come scelte politiche, le questioni strutturali di base della nostra società.

    Proprio di fronte a crisi di questo tipo è necessario pensare a come socializzare la rabbia e renderla politica. La rabbia verso uno stato che doveva tutelare la salute pubblica e invece ci sta portando verso una crisi economica dalle dimensioni imprevedibili.

    • daouda says:

      A Kà dai ripijate, questi sò discorsi idioti, già sentiti.

      Quanno t’hanno dato l’elettricità hai pianto si o no?

      • kairobi says:

        // Quanno t’hanno dato l’elettricità hai pianto si o no?

        ma certo.

        Io non condivido quasi nulla di quell’articolo, a maggior ragione le premesse. Però, e questo mi interessa, pur partendo da premesse che non condivido, è possibile che io condivida alcune delle conclusioni.

        ______

        come qui:

        La reale utilità delle mascherine importa ben poco.

        Nel mondo COVID, chi possiede le maschere possiede molto potere.

        Che la ”pandemonio” sia finto / vero / mandato come flagello / orchestrato / scappato di mano / accaduto non fa differenza.

        Le mascherine son considerate essenziali – quindi questa (tra le altre) è una conseguenza ”reale”, che va considerata.

        ______

        «I Paesi chiave sono Cina, Stati Uniti, India e Taiwan. Ma ancora di più ci sono delle società chiave: la triade della finanza BlackRock, Vanguard e State Street.
        Mentre Cina e Stati Uniti controllano la distribuzione delle mascherine nel mondo per acquisire maggior potere geopolitico, i tre colossi finanziari hanno tutto da guadagnare a rallentarne la distribuzione. Meno mascherine, maggiore difficoltà sanitarie, maggior durata del lockdown, maggiori danni economici, maggiori possibilità di acquistare al prezzo di saldo pezzi importanti dei sistemi industriali dei Paesi.»

        https://www.youtube.com/watch?v=k37iyw4r0u4&feature=youtu.be

        Condivido ben poco, ma che BlackRock&Amici&nemici si comprano in saldo tutto quanto, beh è vero.

        E ”dove non arriva il virus arriveranno le mascherine” è una buona frase.

  42. Ecco un esempio di ciò che trovo significato dello stato di dittatura: mentre noi stiamo pensando al presente, c’è chi pensa al futuro, e ci pensa in una situazione in cui loro hanno tutte le risorse economiche, le competenze e la capacità di imporsi in gran fretta proprio sui presunti “dittatori”, che nel migliore dei casi non ci capiscono niente, ma devono “salvare la situazione” velocemente.

    E obiettare alle loro decisioni diventa “antipatriottico”.

    https://influencemap.org/report/The-Coronavirus-Crisis-and-Climate-Lobbying-23249d39450ff19b441090a6a50174eb

    Tracking Corporate Climate Lobbying in Response to the COVID-19 Crisis

    See coverage in Financial Times, citywire, edie (UK), DeSmog, Renew Economy.

    The COVID-19 pandemic has required dramatic action on a global scale to limit its toll on human health. The introduction of extreme social distancing rules, travel restrictions and other measures has meant some forms of economic activity have almost ceased, threatening jobs and livelihoods. This, in turn, has led many governments to make massive, rapid disbursements of financial aid for individuals and businesses.

    Corporate lobbyists have been highly active in this chaos. Much of this lobbying activity is for immediate relief for the worst hit industries and businesses, particularly in hospitality and other services sectors, which employ large numbers of people. However, another trend emerging relating to the climate emergency is the use of the COVID-19 crisis by lobbyists to advocate in a manner counter to the Paris Agreement.

    In this briefing, InfluenceMap looks at evidence in two areas on the COVID-19 crisis’ intersection with climate lobbying.

    Lobbying for financial interventions by governments that are either specifically advantageous for fossil fuel production and/or contrary to science-based advice from the IPCC on climate.
    Lobbying for climate deregulation, including efforts to delay or dilute planned climate motivated policy strands.

  43. Moi says:

    Gori chiede di far entrare 200 mila immigrati per il lavoro nei campi
    Il sindaco di Bergamo auspica un nuovo decreto-flussi per rimpiazzare quegli stranieri regolari che quest’anno non entreranno in Italia a causa dell’emergenza coronavirus

    https://www.agi.it/politica/news/2020-03-31/coronavirus-immigrati-proposta-gori-8041352/

  44. Moi says:

    https://www.ilgiornale.it/news/cronache/sinistra-ora-sfrutta-virus-vuole-regolarizzare-i-migranti-1848334.html

    La sinistra ora sfrutta il virus: vuole regolarizzare i migranti
    L’appello del ministro Bellanova e del sindago di Bergamo Gori. La Lega non ci sta: “Pensino agli italiani”

    …………………………………………………………………

    https://www.repubblica.it/solidarieta/2020/03/21/news/_subito_una_sanatoria_per_difendere_gli_stranieri_irregolari_dal_coronavirus_e_dallo_sfruttamento_lettera_di_sindacati_e_a-251909165/

    “Sanatoria per difendere gli stranieri irregolari da Coronavirus e sfruttamento”.

  45. Moi says:

    …. Paradossalmente, però

    https://tg24.sky.it/cronaca/2020/04/08/coronavirus-migranti-decreto-porti-non-sicuri.html

    Migranti, l’Italia ferma gli sbarchi: “Porti non sicuri a causa del coronavirus”

    ———————

    Tuttavia NON sarà Salvini a farlo, quindi …

    • Francesco says:

      concordo

      almeno lo avesse fatto Salvini si sarebbero stracciati le vesti in moltissimi

      invece senza di lui va tutto bene

  46. Moi says:

    …. altro Paradosso CoronaVirale :

    https://www.corriere.it/cronache/20_aprile_08/crolla-ponte-fiume-magra-coinvolto-furgone-1a352066-7979-11ea-afb4-c5f49a569528.shtml

    Crolla un ponte in Lungiana … quindi il traffico ridottissimo comporta due feriti e basta !

  47. Moi says:

    @ KAIROBI

    … quindi la IoT / Aiottì (Internet of Things, che senz’altro consci meglio di me …) è già una realtà ?

    • kairobi says:

      @ Moi

      // ..quindi

      rispetto a cosa?

      ________

      Comunque Si / No.

      dipende da cosa intendi:

      gli oggetti che ‘parlano’ fra loro si, sono già una realtà, pensa a un qualunque impianto industriale o amazon per esempio. Non sono ovunque, sono poco in casa tua, ma sono in qualche casa.

      Ma il punto è che IoT diventa IoE (Internet of Everything).

      “la carta da parati avrà più potenza di calcolo di un personal computer odierno”

      Ci sono gli accenni.. macchie di leopardo.

      La giacca Levis col chip, o la maglia NBA col chip “per tenere i fan più in contatto coi giocatori” e un’altra infinità.

      Ma al momento non funziona: serve il… 5G. Se no quella valanga di dati, come si trasmette? Senza contare che tu sei ancora poco digitalizzato, no?

      SmartNation / Agenda Digitale (il bel programmino 5S) vanno in quella direzione. Tutti i gadget che monitorano anche – tipo fitbit, o l’orologio che avvisa qualcosa di fare qualcosa… O il chippino che Cancelli ti vuole mettere per ‘tenere traccia della tua scheda vaccini che produce lui’..

      Ma poi tutto è ancora tutto centralizzato: cioè il chip NBA parla con NBA (più tutti quelli che ascoltano ovviamente e le varie reti collegate) – come il dildo al momento trasmette i dati sugli orgasmi e modalità d’uso ‘solo’ alla casa che lo produce – che poi ci fa quel che preferisce, ovviamente.

      Next Step: DECENTRALIZZAZIONE > parolina magica sulla bocca di tutti – al momento soprattutto nel mondo crypto valute e compagnia bella. Li tutto parlerà con tutto, e sarà fuori dal controllo del singolo, poichè ormai sistemico-ambientale > blockchain: il registro di mattoncini di ogni transazione.

      Si deve arrivare al ‘frictionless’: senza attrito – fanno loro.

      _________
      insomma è un casino.
      qual’era la domanda?

    • kairobi says:

      @MOI

      e non dimentichiamo il cloud!

  48. Moi says:

    In futuro, quando l’ Incubo sarà fnito … uno dei due Gabrieli Guru Radical-Chic o _ Muccino o Salvatores _ forse ne trarrà un bel film con Colonna Sonora di Vendetti e Benedizione di Fabio Fazio e Lilli Gruber 😉 !

    https://www.lastampa.it/cronaca/2020/04/08/news/coronavirus-gli-artisti-di-strada-rompono-la-quarantena-a-bordo-della-vecchia-r4-1.38694109

    Coronavirus, gli artisti di strada rompono la quarantena a bordo della vecchia Renault 4

    I tre giovani, in quarantena nel Catanese, sono andati in provincia di Caltanissetta: «Siamo da un amico che ha una casa più grande»

    ————————————————————-

    … è il soggetto perfetto ! 😉

  49. Moi says:

    … chissà quali opere magari “multimediali” ispirerà, il CoronaVirus !

  50. Moi says:

    Premesso che Malvezzi NON inciderà sulla Realtà …

    ———————————

    Cara Europa, ecco le nostre condizioni: se continui a beffartene l’alternativa si chiama Italexit

    di Valerio Malvezzi -07 Aprile 2020

    https://www.radioradio.it/2020/04/cara-europa-ecco-le-nostre-condizioni-italexit-malvezzi/

  51. Peucezio says:

    https://www.fanpage.it/esteri/il-caso-nuova-zelanda-che-in-due-settimane-ha-quasi-sconfitto-il-coronavirus/

    Insomma, alla fine siamo noi gli unici coglioni che blindano un paese per due mesi (finora) e riescono nel contempo a fare un’ecatombe.

    • kairobi says:

      @Peucezio

      // Insomma, alla fine siamo noi gli unici coglioni che blindano un paese per due mesi (finora) e riescono nel contempo a fare un’ecatombe.

      e che non mettono in relazione le due cose per giunta!

  52. Moi says:

    @ MIGUEL / LISA

    https://www.lanazione.it/firenze/cronaca/coronavirus-autocertificazione-compro-droga-1.5075360

    FIRENZE :

    Coronavirus, esce con l’autocertificazione: “Devo comprare droga”. Denunciato
    Protagonista un 33enne trovato in macchina in via Centostelle: “Qui trovo sempre spacciatori”

  53. Moi says:

    Premesso doverosamente che NON mi fido di FanPage ( …mai capito se siano un branco di “bamba” di loro o se si adeguino a un pubblico di SJWs Americanizzati in presa diretta, anche se le due cose spesso si alimentano vicendevolmente ! ) :

    https://www.fanpage.it/politica/si-avvicina-la-fase-2-e-la-convivenza-con-il-coronavirus-quali-attivita-e-negozi-riapriranno-prima/

    Si avvicina la fase 2 e la convivenza con il Coronavirus: quali attività e negozi riapriranno prima

    La ripresa sarà in due fasi, graduale. Prima riapriranno alcune aziende e alcuni negozi, poi arriveranno – pian piano – anche gli altri. La fase due dell’emergenza Coronavirus si avvicina e le tappe per cittadini, negozi e imprese dipenderanno dalle attività svolte. Vediamo quali negozi e imprese riapriranno prima e quali dopo.

  54. PinoMamet says:

    Rubrica non tutto è così semplice…

    dalle mie parti, c’è la Dallara, che fa auto da corsa.
    Adesso è una di quelle aziende che trasformano le maschere da sub della Decathlon in maschere per la terapia respiratoria ad ossigeno.

    Leggo di Armani (che appariva una settimana fa mentre sistemava personalmente una sua vetrina) che si mette a fare camici per infermieri, ecc. ecc., una lunga lista.

    Naturalmente, la prima reazione è “che bravi! dai, tutti uniti ce la faremo!”

    La seconda, è il pensiero: ma, Armani veramente tutti i giorni sistema i manichini da solo? Sarà ‘na foto vecchia? l’hanno tirata fuori adesso per far vedere quanto è bravo, uno di noi?

    ma allora è tutta un’operazione di propaganda! Ma allora…
    (“..mi hanno sempre preso per il culo!” urlava Fantozzi convertito al comunismo, nel primo film)

    ma allora queste imprese si sono riconvertite in imprese che fanno roba utile per non chiudere!
    Mmm… scandalo, vergogna?

    Però, però… se chiudessero sarebbe anche peggio, in fondo, e così comunque continuano a garantire lavoro ai loro operai.
    Le macchine da corsa, gli abiti di lusso, non sono beni di prima necessità. Respiratori e camici sì, non c’è niente di male nel farli, e non c’è niente di male nel guadagnarci anche un po’, quando si deve pagare tanta gente. Che deve pur mangiare, mica tutti possono stare ad aspettare ‘sti 600 euro, se arrivano, come se fossero poi ‘sto granché.

    Non tutto è così semplice…

    • Mauricius Tarvisii says:

      “Che deve pur mangiare, mica tutti possono stare ad aspettare ‘sti 600 euro, se arrivano, come se fossero poi ‘sto granché.”

      I 600 euro non sono per i lavoratori subordinati, ma solo per liberi professionisti, autonomi e simili.
      I dipendenti hanno la cassa integrazione.

    • Per Pino Mamet

      “Le macchine da corsa, gli abiti di lusso, non sono beni di prima necessità. Respiratori e camici sì, non c’è niente di male nel farli, e non c’è niente di male nel guadagnarci anche un po’, quando si deve pagare tanta gente. ”

      Ieri ho fatto una traduzione per una ditta di moda qui, che si è inventato un foulard “antibatterico e antivirale” con dentro una capsula di argento puro, “sempre attento al contenuto moda”.

      Poi c’è il disclaimer in fretta e furia, che non garantiscono che prevenga il coronavirus, però “pensiamo che abbia una funzione antibatterica”.

      Scritto così in fretta, che non hanno ancora capito che COVID è un… virus, non un batterio.

      Il mio sospetto è che queste aziende possano fare una piccola produzione simbolica di cose di “prima necessità”, trovando il modo per far continuare a lavorare gli operai, in condizioni a rischio, su prodotti “inutili”.

      E’ solo un’ipotesi, non ho idea se sia veramente così.

      • PinoMamet says:

        Ma quello non l’ha capito ancora nessuno.
        Un sacco di gente si igienizza le mani con robe che hanno scritto sopra bello grosso “antibatterico”.

        Del resto, leggo che l’OMS, non Peppino Sciosciammocca, scriveva che le mascherine servono davvero solo a medici, infermieri ecc., per gli altri l’utilità è molto dubbia e possono persino essere più dannose che altro, perchè spingono e in parte obbligano a toccarsi la faccia, almeno per metterle e toglierle…

        tuttora scrive che le mascherine servono solo a chi cura malati o a chi ha sintomi come tosse…
        https://www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019/advice-for-public/when-and-how-to-use-masks

        ma niente, ormai sono diventate un simbolo e “danno sicurezza” e quindi regioni, province o comuni, in ordine sparso tanto per aumentare la confusione, le rendono obbligatorie.

        E ci sono ovviamente i censori da balcone che si dichiarano pronti a sparare sull’ignaro passante senza mascherina, criminale!
        Non ditemi che non avete mai sentito questo discorso…

        • Moi says:

          … nel petto di ogni Umarell ha battuto a lungo il Cuore di un Commissario del Popolo Sovietoide

          (“la zàint i an capéssen gninta , va’ là ech s’ a àccmandéss mé … “)

          ora può finalmente ascoltarlo !

          • Moi says:

            Già : una specie di Status Symbol rassicurante , in modo quasi “magico”, in senso antropologico …

            …. e chi NON ha la mascherina , per poter far la spesa , se la “ciappìna” in casa : scottex, assorbenti alati, carta da forno, tutto uguale a tutto !

            … poi se contano come un kagol (in cotone o lana) , un niqab, un burqa o una maschera da Lucha Libre Mexicana 😉 o da Uomo Tigre 🙂 … al fa l’istàss !

          • PinoMamet says:

            Ieri ne ho visto uno con un pezzo di strofinaccio, riadattato chiaramente dalla rez’dora (che a Bologna sarebbe la zdaura) con due laccetti…

          • Z. says:

            Secondo me, prima del successo di Masotti con gli umarells – da allora è pressoché ufficialmente zdaura – si chiamava azdora (azdaura) o arzdora (azdaura) anche a Bologna!

            In romagnolo è arzdora, con la o chiusa.

            La cosa interessante è che da voi non si fa l’inversione (fenomeno molto comune dalle nostre parti).

            • Moi says:

              … più che altro, Danilo Masotti ha esteso a tutta Italia uno stereotipo “bonario” dapprima circoscritto all’ Emilia Romagna ! La mitica postura con i dorsi dei pugni poggiati contro il “cudruzzo” 😉 è stata disegnata anche da Guareschi …

            • PinoMamet says:

              Sì però l’inversione si fa per una marea di altri nomi… che ora non ricordo!

              che strano. Ci vorrebbe un Peucezio.

        • Peucezio says:

          Pino,
          sulle mascherine però si fa tanta confusione inutile laddove la cosa invece è molto semplice:
          la mascherina fa da filtro alla saliva, al fiato, insomma, alle goccioline che provengono da bocca e naso e che possono veicolare il virus.
          Infatti se starnutisci su uno specchio, fai un casino, ma se starnutisci su una mascherina davanti a uno specchio, la fai nuova, ma allo specchio lo schifo arriverà solo ai lati. Se invece la indossi proprio, naso compreso, e fai il famoso starnuto, sullo specchio arriverà poco o nulla.
          E tieni conto che lo starnuto è una situazione limite, è una specie di bomba atomica carica di virus. Ma normalmente respiriamo, magari parliamo, alla peggio tossiamo.
          Quindi non è che se uno porta la mascherina, è impossibile in modo assoluto che contagi chicchessia, ma diciamo che le probabilità diventano un centesimo o un millesimo, rispetto al caso in cui non la indossasse.

          La protezione passiva invece è sicuramente minore, ma infatti l’idea è che se la portano tutti, molto difficilmente ci si contagia, non è “metti la mascherina, così non ti contagi”: intesa così sarebbe un errore o quantomeno una sopravvalutazione dell’efficacia del mezzo.

          • Z. says:

            Eh, solo che c’è tanta gente che la indossa senza coprire il naso, o proprio come fazzoletto da collo.

            Oppure se la tolgono per parlare, il che ricorda la barzelletta di quel tizio che per proteggersi dall’AIDS non si toglieva mai il preservativo – beh, quasi mai, se lo toglieva solo per…

            • Peucezio says:

              Già, questi sono i comportamenti scorretti (che vedo tanto in giro, compreso oggi al supermercato) e sui quali non si fa nessuna battaglia mediatica come sul generico “restate a casa”, che ha abbastanza stancato, perché è generico e inattuabile.

              Secondo me si salverebbero tante vite e si ripartirebbe prima se nessuno, fuori casa,
              – si abbassasse o omettesse di portare la mascherina,
              – si scoprisse il naso,
              – usasse quelle con valvola.

            • Z. says:

              Come vedi, molto è rimesso alla buona volontà del singolo. Difficile multare qualcuno perché non ha trovato una maschera o perché la indossa male…

              • Peucezio says:

                Ma infatti la colpa è della comunicazione governativa e mediatica.

                Invece di continuare a ripetere il ritornello sullo stare in casa (forse l’abbiamo capito…), insistano sulla mascherina che va indossata, che deve coprire anche il naso, sul fatto che non va usata quella con valvola (che un governo responsabile avrebbe già vietato), ecc.
                Sembrano cazzate, ma ci si contagia e si muore con queste cazzate.

              • Peucezio says:

                Aggiungo,
                una volta fatta una simile campagna d’informazione, non vedo per quale assurdo motivo non si dovrebbe multare pesantemente chi va in giro con la mascherina (o la sciarpa o il foulard) abbassata o a naso scoperto.
                Che uno senta il bisogno di uscire ogni tanto è umano, per cui lì capisco una certa indulgenza.
                Ma andare in giro, per quella mezz’oretta in cui fai la spesa, con la mascherina abbassata è solo demenziale, visto che per il resto della giornata stai a casa senza avere inl fastidio di alcuna mascherina.
                E non ci vuole molto a mettere in giro qualche agente in borghese (se no, appena lo scorgono, se la alzano).

                Io credo che la battaglia contro il virus si vinca anche molto con questi dettagli, più che con soluzioni drastiche quanto semplificatorie e indiscriminate (che pure in questa fase servono).

              • Z. says:

                Capisco, ma se uno la mascherina non l’ha trovata? non sempre si trovano e quando si trovano costano molto più di prima…

                Tra l’altro, prova a guardare notiziari e trasmissioni TV: sono pieni di gente che si toglie la mascherina per parlare. Perché le persone comune dovrebbero fare diversamente?

              • PinoMamet says:

                E infatti fanno bene! 😉

              • Z. says:

                Secondo me fanno malissimo. Meglio se non la portano proprio, così almeno gli altri si regolano 🙂

              • Peucezio says:

                Z.,

                aridaje…
                Sciarpe… foulard…
                Mascherine di carta da forno.
                Molto meglio che niente!

                Beh, uno che va in televisione ci manca che parli con la mascherina, ma il fatto è che non si dovrebbe proprio andare in giro a parlare: si parli in casa. Parlare è uno dei comportamenti che diffondono di più il virus, perché emetti molto più fiato che quando stai zitto.
                I coglioni che vanno in giro parlando al cellulare avrebbero tutto il tempo di farlo nelle ore in cui stanno in casa.
                Ma anche questo non viene detto.
                Si dice solo “state in casa”, “state in casa”, “state in casa”, come un disco rotto.

              • Z. says:

                Peucezio,

                — Mascherine di carta da forno.
                Molto meglio che niente! —

                Intendo, tu hai dietro un tizio con la mascherina, e sei tranquillo: anche se parla al telefono, ha pur sempre la mascherina…

                però poi per parlare se la leva!

                Allora è meglio che non ce l’abbia proprio, così ti regoli 🙂

                — Beh, uno che va in televisione ci manca che parli con la mascherina, ma il fatto è che non si dovrebbe proprio andare in giro a parlare: si parli in casa. —

                Ochèi ma pensavo a persone intervistate dal giornalista del TG, che si tolgono la mascherina per parlare. Naturale che poi la gente li imiti.

          • Z. says:

            Comunque, quando ce l’ho addosso mi tocco molto meno il viso. Mi aiuta a ricordarmi che non devo grattarmi la barba, forse.

            (sì, ho preso maschere lavabili che coprono anche la barba…)

            • PinoMamet says:

              Io invece me lo tocco di più: e sistemala, alzala, abbassala, gli elastici che danno fastidio…

              comunque, e rispondo anche a Peucezio: siete incontentabili 😉

              io vi ho dato il link dell’OMS, non di zio Peppe.
              Pensa la cassiera che dice Peucezio, che si abbassa la mascherina.

              Ora, nel supermercato dove vado io c’è una cassierina con la quale posso immaginare modi piacevoli di entrare in contatto intimo.

              ma per il resto, se non è malata, della mascherina potrebbe benissimo fare a meno. Anche, per assurdo, se fosse malata, ma non mi sputacchiasse addosso: e non lo fa, perché sono una persona educata.

              ma ammettiamo pure che servano (e non lo credo: vedasi link). bene, le hanno tutti.

              Ora, conto i casi da me.

              I morti ufficiali vengono praticamente tutti da UN ambiente, rimasto aperto quando ormai si sapeva che il virus era presente e quando la scuola, incolpevole, aveva già chiuso
              vale a dire, la Bocciofila (dove sono stati contagiati da un anziano tale arrivato da Bergamo, si dice).

              Bastava chiuderla prima, anziché far stare a casa me!!

              Molti contagiati anche in un locale ancora molto frequentato quando la scuola era già chiusa.

              Notizie dal mondo della scuola:
              UN collega contagiato quando la scuola era già chiusa (guarito) e un genitore di una ragazza contagiato quando la scuola era già chiusa (guarito).
              Non escludo altri casi di cui non sono a conoscenza, ma insomma…

              Voglio dire che hanno fatto male a chiudere la scuola? No, certo, hanno fatto benissimo.

              Ma non vedo la necessità di scenari apocalittici con riaperture “a Settembre forse…”

            • PinoMamet says:

              Giornale locale:
              per molti giorni, ci sono state molte più “pagine dei morti” del solito.

              Praticamente tutti anziani.

              (“ah, ma allora vuoi uccidere i vecchi” e “ma c’era anche uno di quarant’anni che conoscevo io” per favore risparmiatemelo).

              Cosa significa questo?
              che ormai la maggioranza delle persone a rischio di conseguenze gravi è già, ahimè, deceduta.

              In un tempo più lungo, più “spalmato”, più gestibile dal servizio sanitario;
              e sicuramente qualcuno, o anche parecchi se vi va, in meno rispetto a uno scenario senza chiusure;

              ma resta il fatto che erano praticamente tutti anziani (come quelli della Bocciofila, appunto).

              Quindi, bene Conte, riapriamo tardi: a Maggio.
              Ma non plus ultra, please.

            • Z. says:

              Pino, aspetta – la stragrande maggioranza degli anziani non ha mica contratto il virus, se D-o vuole 🙂

              Comunque, qualsiasi cosa il governo decida, io posso solo prepararmi per la recidiva, ed è quello che sto facendo (per quel poco che posso).

              • PinoMamet says:

                Che non ci sarà.
                Minchia, riapre, e forse non tutto, a Maggio: tra una vita!!

              • PinoMamet says:

                Ho notato il trattino, eh? 😉

              • Peucezio says:

                Dipende tutto dal tracciamento dei contagiati, quando i numeri saranno minimi. Cioè dai test sierologici di massa (che ormai gli esperti raccomandano per tutta la popolazione).
                Quest’idea per cui non devo verificare chi è positivo, ma presupporre che lo sia il 100% degli italiani, è un’altra delle espressioni dell’ottusità italiana: vale finché i numeri sono altissimi, come ora, ma quando sono molto ridotti (e sono d’accordo sul fatto che riaprire prima, tranne poche cose mirate, sia irresponsabile) l’unico problema riguarda l’incubazione.

                Cioè tu hai (diciamo fra un mese, un mese e mezzo) un quadro di tutta la popolazione italiana in cui ci sono i negativi (mettiamo il 90%), i positivi (un piccolo numero) e gli immuni definitivi (almeno per alcuni mesi; mettiamo che siano un 9-10%).
                Tu sai che dentro quel 90% di positivi c’è una piccolissima percentuale di contagiati ancora in incubazione.
                A quel punto tieni ancora tutto chiuso per altre due settimane, in modo che costoro diventino positivi e altri non si contagino (poi a qualcuno accadrà comunque, per le spese al supermercato, i pochi settori ancora attivi, le infrazioni di alcuni), dopodiché fai una nuova scansione, se non di tutta la popolazione (il test seriologico è semplice, veloce ed economico ed è perfettamente fattibile a tutti), di quelli che sai che possono essere entrati in contatto con i pochi positivi che averi rilevato ancora due settimane prima (sintomatici o meno).
                A quel punto l’unico problema restano i pochissimi nuovi contagiati, ma tu continui a seguire le catene di contagi tracciando i contatti di tutti i pochi positivi, con scansioni periodiche (parleremmo a quel punto, presumibilmente, di poche decine o centinaia di persone), chessò, settimanali o bisettimanali.
                A quel punto si può riprendere la vita normale (con qualche accortezza), sapendo che non può esserci una nuova esplosione di massa del virus.
                Ovviamente a ciò devi accompagnare la chiusura rigorosa di tutti i confini esterni (stranieri fuori, italiani che rientrano con quarantena non fiduciaria, ma in una struttura controllata).

                Ma noi italiani siamo troppo ottusi per fare cose così mirate.
                Proprio perché partiamo dal presupposto di essere indisciplinati, siamo in realtà fanatici delle regole semplici e rigide, applicate in modo indiscriminato e cieco.

              • Peucezio says:

                “Tu sai che dentro quel 90% di positivi ”

                Volevo dire, “di negativi”.

              • Peucezio says:

                Ma in Italia non si arriva nemmeno a capire che, benché tali tracciamenti mirati e scansioni di massa abbiano dei costi non trascurabili, sono incommensurabilmente minori di quelli, a breve, medio e lungo termine, di tenere un paese chiuso per mesi e mesi.

                Ripeto: l’italiano non è pragmatico, è ottuso. Solo l’ottusità infatti produce la mentalità burocratica.

              • PinoMamet says:

                OMDAPissimo.

                Ah, un amico mi manda adesso questo:

                https://time.com/5816874/italy-coronavirus-patients-treating-home/

                in sintesi, a Piacenza e provincia si sperimentano le cure casa per casa;
                l’idea, che pare funzionare e che il Time prende a modello, è che non serve ricoverare tutti i malati, e che è meglio cominciare a somministrare la terapia a livello domestico nelle prime fasi della malattia, prima che i polmoni siano compressi.

                Insomma, non è vero che la medicina non sa niente del virus e che brancola praticamente nel buoi e che non ci sono passi avanti, e l’unica soluzione è rinchiudere tutti indefinitamente…

                Un’altra amica, trasferita in Israele, mi manda il solito filmatino auto-esaltatorio tipico israeliano
                (ma anche noi italiani come retorica ultimamente non siamo da meno, eh?)

                beh, aldilà del tono trionfalistico, emerge che in Israele- nonostante il paese sia piccolo e sovraffollato- il virus sta facendo molti meno danni che altrove, grazie a un mix intelligente di approcci:

                quarantena in tempo utile per tutti quelli che arrivavano dall’estero, chiusura di alcune zone e attività, test di massa, e tracciamento elettronico dei malati che violano la quarantena e dei loro contatti (si fanno meno menate sulla privacy a quanto pare).

                Noi niente, bisogna restare come nel Medioevo, con il lazzaretto guardato a vista dai vicini di casa…

                (che anche oggi stanno minacciando una vecchietta che passa per strada…)

              • PinoMamet says:

                Errata: non “compressi” ma “compromessi”

              • Z. says:

                PinoMamet,

                — Ho notato il trattino, eh? 😉 —

                🙂

              • Z. says:

                Ezio, a quanto ne so il test sierologico nemmeno indica con certezza che tu abbia contratto l’infezione con questo coronavirus.

                Comunque, nessuno discute del fatto che ci sarà una recidiva (credo sia normale in casi del genere, ed è successo anche in Cina), si tratta solo di quando arriverà e di quanto sarà intensa.

                Visto il lassismo di questi giorni, in cui rispetta le regole solo chi ne ha voglia (e vale per tutte le categorie), fatico a essere ottimista.

                Ma oh, se mi sbaglio meglio, e il giorno in cui festeggeremo assieme sarà più vicino.

              • PinoMamet says:

                ” nessuno discute del fatto che ci sarà una recidiva ”

                Dici?
                a me pare che sia un’ipotesi, che è stata ventilata più volte a scopo rallentamento riapertura, ma ben lontana da essere una certezza.

                In Cina non se la stanno vedendo con una recidiva, ma con casi ri-portati dall’estero
                (riaprono a Wuhan, e chiudono in una provincia lontana, che è come dire riaprono in Portogallo e chiudono in Polonia…)

              • PinoMamet says:

                Peraltro mi pare che qui stiano rispettando le regole all’incirca tutti.

                Sono stati multati diversi “pericolosissimi” passeggiatori solitari, è vero…

              • Z. says:

                Pino,

                — a me pare che sia un’ipotesi, che è stata ventilata più volte a scopo rallentamento riapertura, ma ben lontana da essere una certezza. —

                In queste epidemie credo siano del tutto normali fenomeni di recidiva, in varia misura, non necessariamente immediati.

                Quando si parla di “convivere col virus” si intende, immagino anche questo – nella speranza che si tratti di episodi di modesta entità, che le strutture sanitarie possano gestire in relativa sicurezza.

                Se non sono ottimista è perché mi rendo conto che la gente sta davvero male, e tra poco non ne potrà più, per tutte le ragioni che hai descritto e molte altre ancora.

              • Z. says:

                Pino,

                — Peraltro mi pare che qui stiano rispettando le regole all’incirca tutti. —

                Anche qui la gente è molto disciplinata. Non tutti, eh, ma in linea di massima non si può dire che manchi la disciplina.

                PS: riguardo alla Regione, questa cosa dei 1000 euro a tutto il personale sanitario mi è sembrata un’idea fuori luogo per più ragioni, fatta così.

              • Peucezio says:

                Z.,
                “Ezio, a quanto ne so il test sierologico nemmeno indica con certezza che tu abbia contratto l’infezione con questo coronavirus.”

                Non sono un medico, ma, al di là che q2uesta cosa è la prima volta che la sento (ma se la dici, l’avrai pur letta o sentita da qualche parte, non è che puoi essertela inventata), mi chiedo però se evidentemente il contagio e guarigione da tali altri tipi di coronavirus affini al Covid-19 (non da quello del raffreddore ovviamente; ma mi parrebbe strano che il test sierologico rilevi che hai avuto un raffreddore, se non non servirebbe proprio a un cazzo! Immagino robe come la Sars…) non creino immunità anche da questo.

              • Peucezio says:

                Anch’io, come Pino, non vedo tutta questa indisciplina.

                Vedo un po’ di sciatteria circa l’uso delle mascherine e le distanze (ma tieni conto che io in questi giorni sono paranoico: mi terrorizzo anche se uno mi passa a venti metri di distanza), questo sì.

                Con ciò, non escludo che ci sia quello che va nel parco o al negozio distante da casa.
                Ma non vedo come tali comportamenti, pur vietati, possano aumentare i contagi: non è l’infrazione della legge in sé (ammesso che si sia capito cosa si può e cosa non si può fare) a generare il contagio! 🙂

              • Peucezio says:

                Semmai non ho assistito direttamente a scene di isteria da untori, ma mi sono state riferite anche proprio nel mio condominio,ma, soprattutto, ho saputo di un milanese che è andato a rifugiarsi (quando ancora ci si poteva muovere liberamente e legalmente) nella sua casa di vacanza in Liguria ed è stato minacciato di morte (non scherzo) per interposta persona, da gente del posto.

                Non è un bel clima, francamente…

    • Moi says:

      la Dallara NON la conoscevo … interessante. Ad Maiorem Emiliae 😉 Gloriam, quindi !

  55. Moi says:

    mascherina di Fendi … da almeno un mese , esiste

    https://www.elle.com/it/moda/ultime-notizie/a31127722/mascherina-coronavirus-fendi/

    … 190 euro, è Fendi !

    —————————-

    La Rivista Elle la difende … SE arriverà , Democraticamente Eletto , un Emulo di Pol Pot NON caschiamo dal pero , però 😉 !

  56. Moi says:

    @ MIGUEL

    Per staccare un attimino dal CoronaVirus con qualcos’altro, hai sentito dello Scandalo Ingrid Escarilla (in pratica giornalismo e scempio di cadavere ipso factodopo l’ ennesimo Femminicidio …) in Messico ?

  57. Moi says:

    pardon , “Escamilla” con M !

    • Moi says:

      mi spiego meglio: lo scempio del cadavere, davvero truculento, di Ingrid Escamilla èstato pubblicato (!) fotograficamente !

  58. Moi says:

    Io spero che NON ci siano provvedimenti di tipo “discrezionale” … ve lo immaginate il Chaos SE ci fossero situazioni di tipo “La Sagra del Bondiolotto (guai a confonderlo con la “bondiola” !) a Borgo Stocazzo di Sopra si farà … La Sagra della Stroglhetta (guai a confonderla con lo “strolghino” !) a Borgo Stocazzo di Sotto NON si farà !?

    • PinoMamet says:

      Robe così sono da evitare assolutamente, secondo me…

      ma robe tipo “in Molise non ci sono più malati, in Trentino sì, riapriamo il Molise e lasciamo chiuso il Trentino” mi sembrano ragionevoli…

  59. Moi says:

    Prima di dare dei “Pagliacci” ai Politici … ricordatevi di (o scoprite chi è) un certo Francisco Everardo Tiririca Oliveira Silva :

    https://pt.wikipedia.org/wiki/Tiririca_(artista)

    https://it.wikipedia.org/wiki/Tiririca

  60. habsburgicus says:

    @Pino
    buona Pesach 5780

  61. Moi says:

    Cmq sarà un Coronavirus Ecumenico :

    https://www.firenzepost.it/2020/04/08/coronavirus-egitto-chiuse-le-moschee-anche-per-il-ramadan/

    LA DECISIONE DEL GOVERNO
    CORONAVIRUS EGITTO: CHIUSE LE MOSCHEE ANCHE PER IL RAMADAN

  62. Comunque, la speranza risorge sempre… tra i commenti NON approvati, mi arriva questo (che ripulisco di indirizzi, che certe opportunità preferisco tenerle per me):

    Ciao, vuoi unirti agli illuminati ed essere ricco, famoso e potente? per il resto della tua vita ? Vantaggi offerti al nuovo membro che si unisce agli Illuminati Brotherhood !!!
    nel tuo conto bancario $ 50.000.000USD ……
    Stipendio settimanale $ 600.000 USD ………
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    Contratto di aggiudicazione del valore di $ 200.000.000 USD …….
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  63. Moi says:

    Adesso pare che Martedì 14 riparta chissà cosa … secondo me Conte NON è affidabile !

    • Z. says:

      Che peccato che Salvini sia scappato per non fare la finanziaria, eh, altrimenti ci sarebbe lui…

      • Moi says:

        … e avremmo le strade brulicanti di AnarCosplayers da Centro Sociale OKKupato a fare “Ammucchiate AntiAmuchina” ritmando i bonghi in un’ immensa nube rasoterra di “maria” 😉

        • Z. says:

          Ma no, si sarebbe dimesso dopo due settimane. E’ scappato di fronte a una finanziaria, figurarsi di fronte a una pandemia.

          • Francesco says:

            mah, molti altri Salvini stanno facendo, bene o male, il loro dovere

            non sarei affatto così negativo su di lui, soprattutto pensando alle alternative realmente esistenti

  64. Moi says:

    https://www.affaritaliani.it/no-eurobonds-itaexit-664918.html

    questa potrebbe essere un’idea interessante : Abolire il Trattato di Maastricht e “regredire” felicemente da UE a CEE …

  65. Moi says:

    … Insomma : il 14 Aprile, che cos’è che cambia ?!

  66. Z. says:

    Questo articolo merita di essere letto, secondo me.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/04/08/coronavirus-dunque-i-cittadini-devono-essere-responsabili-e-le-imprese-no/5763168/

    Parte ragionando su un punto a mio avviso importante: al di là del modo in cui lo scrive, l’importanza della tutela della salute sul luogo di lavoro, e il fatto che sia difficile esperire controlli, sono problemi non secondari ai nostri giorni.

    Poi però prosegue affastellando considerazioni inessenziali e fuori tema: gli armamenti, i trattati internazionali, e non manca una piccola scorribanda in materia di imposte dirette (imprecisa e contraddittoria, peraltro, ma non è questo il punto).

    Che c’entra tutto questo col tema proposto dal titolo, che peraltro è importante?

    E vabbè, la moda di oggi è così, mi ci dovrò abituare.

    Buona notte 🙂

    • Peucezio says:

      Ma allora perché non riaprirle per legge, se tanto lo fanno di fatto?
      Almeno non discrimini a sfavore dei più onesti e apri anche aziende più virtuose, che, invece di ingannare lo stato, magari applicano davvero il distanziamento, usano le mascherine, ecc.

      La funzione del tenere chiuso è favorire i furbi quindi?

    • Peucezio says:

      E comunque, non voglio essere insistente, ma continua a non convincermi il tuo ragionamento sulle fabbriche senza mascherine e con la gente accalcata:
      gli stessi operai, sapendo i rischi che corrono, farebbero denunce anonime per attivare controlli (tanto andrebbero in cassa integrazione).

      E soprattutto, posso capire che in certi contesti sia impossibile mantenere la distanza perché magari ci sono operazioni che si devono fare in due a stretto contatto. Ma ormai le mascherine ci sono: capisco la tua antipatia antropologica per gli imprenditori, ma non vedo perché mai dovrebbero negarle agli operai per puro sadismo…

      E comunque, non capisco, ci sono uomini e mezzi per controllare tutti il territorio italiano, ottomila comuni, e non ci sono per controllare, chessò, un decimo a campione delle industrie?
      La mia impressione semmai è che si tratti della solita inerzia e sciatteria dello stato italiano, che preferisce tenere tutto chiuso piuttosto che prendersi la briga di organizzare controlli.
      Anche perché non è che ogni giorno devi controllare ogni industria: basta che la controlli una tantum: siccome non possono sapere quando arriverai, quando li becchi vedi come stanno operando e in base a ciò li chiudi (e sanzioni strapesantemente) oppure li fai continuare a lavorare.

      Non capirò mai perché in Italia, fare cose relativamente semplici risulti impossibile.
      Costa molto impiegare risorse in controlli seri di questo tipo? Io temo costi molto di più, alla lunga, questa lunga chiusura, per le conseguenze a catena che ha.
      Ma il burocrate italiano è incapace di ragionare secondo catene di conseguenze e interazioni di fattori: a lui piacciono regole semplici (magari complicatissime nella formulazione, ma non flessibili e non adeguate alla complessità dei problemi e quindi rigide e semplificatorie negli esiti) da applicare schematicamente e ottusamente. In fondo crede che il mondo sia normabile da regole rigide e meccaniche.

      • Z. says:

        Non ci sono mezzi per controllare tutti i comuni, infatti. Il rispetto dei divieti è rimesso in larga misura alla buona volontà del cittadino.

        E senza controlli frequenti è difficile che le regole siano rispettate, anche quando più semplici da rispettare. Non basta comminare sanzioni severe, né in questo ambito né in nessun altro (posso farti tutti gli esempi che vuoi ma non credo serva).

        Le mascherine non mi sembra ci siano, non nella misura di due per addetto ogni giorno. Non sono l’unico presidio necessario, peraltro. Non sostituiscono la necessità del distanziamento e dell’aerazione, non sempre agevoli o possibili.

        E non tutti gli operai, come non tutti gli impiegati o gli imprenditori, sono consapevoli del pericolo quanto te. Basta vedere come la gente indossa le maschere in istrada.

        • Peucezio says:

          D’accordo.
          Ma si tratta anche di fare campagne di sensibilizzazione.
          Nei paesi in cui non c’è controllo (ma io so che un comando dei carabinieri e qualche vigile urbano c’è in ogni comune d’Italia), non è che la gente vive come prima e si riversa nelle strade. Perché ha capito che è molto pericoloso.
          E credo sia più sgradevole non poter uscire nel tempo libero che mettersi la mascherina al lavoro.
          Io non conosco le realtà industriali e sicuramente ce ne saranno molte come tu le descrivi. Ma mica tutte: mi pari esageratamente pessimista.
          Peraltro, se si applicasse questa logica, siccome c’è sempre una certa approssimazione e sciatteria nell’applicazione dei protocolli di sicurezza di industrie, cantieri, ecc. (e anche lì si gioca con la vita, mica ci si fa il graffietto), dovrebbero chiudere tutte le attività anche in tempo normali.

          Tra l’altro leggo che questa chiusura generale comincia a creare seri problemi anche per la filiera alimentare: come al solito si fanno le cose senza valutare la catena di conseguenze che non siano quelle più immediate.
          Che faremo, smetteremo di mangiare?

        • Z. says:

          Peucezio,

          mi sembra che le campagne di sensibilizzazione siano state fatte, e che abbiano avuto un effetto poco più che trascurabile.

          –Peraltro, se si applicasse questa logica, siccome c’è sempre una certa approssimazione e sciatteria nell’applicazione dei protocolli di sicurezza di industrie, cantieri, ecc. (e anche lì si gioca con la vita, mica ci si fa il graffietto), dovrebbero chiudere tutte le attività anche in tempo normali. —

          Sul rispetto delle regole in tempi normali non entro nel merito. Comunque in tempi normali la distanza di sicurezza non è un problema, i dispositivi di protezione non sono necessari e le aziende non sono veicoli di trasmissione di un virus così pericoloso.

          Poi certamente hai ragione quando dici che presto si dovrà aprire, e infatti in un modo o nell’altro si aprirà. Per questo il lassismo mi preoccupa.

  67. Roberto parlava dell’impatto che ha il clima sulla produzione di cibo in Lussemburgo.

    Però non credo che la Russia abbia un clima migliore: lì circa 100 milioni di persone (tra cui la maggioranza degli abitanti delle grandi città) hanno piccoli orti per produrre qualcosa in proprio.

    https://www.notechmagazine.com/2020/03/a-dacha-for-everyone-community-gardens-and-food-security-in-russia.html

    • Roberto says:

      Molto interessante

      “In the rural city of Kazan (1.2 million inhabitants), the majority of datchniki that were asked said that, thanks to their gardens, they had managed to feed their families for at least the summer. With certain produce, such as potatoes, some even managed the whole year. ”

      Più o meno corrisponde alla mia esperienza
      Non mia personale ma di mia suocera che con un orto nemmeno enorme (che sarà stato 10 x 20 metri?) produceva abbastanza fagiolini, insalate, zucchine, per l’estate per 5-6 persone. Più 4-5 alberi da frutto, una siepe di lamponi e more e ancora abbiamo delle marmellate conservate da anni. Aggiungici qualche patata.

      E poi?

      • PinoMamet says:

        Beh se si compra anche un paio di galline direi che sta a posto!

      • Roberto says:

        Per le galline aveva una amica che aveva le galline (parlo al passato perché entrambe non ci sono più da qualche anno) e funzionavano con un baratto tipo un’insalata Ogni due giorni per x uova al giorno

        Per tutto il resto
        Pane
        Olio
        Burro
        Sale
        Latte
        Formaggio
        Carne
        Zucchero per le marmellate
        Pesce
        ….
        C’è mastercard

        (Dimenticavo nell’orto le cipolle e qualche pomodoro)

    • Z. says:

      La Russia è un Paese molto vasto, e non è così sterile come spesso si presume!

      Ad esempio, si parla talvolta di come il riscaldamento globale renderà fertile la Siberia, ma a me risulta che la Siberia producesse grano in quantità già al tempo degli zar, tanto da spingere il governo a proteggere mediante dazi i produttori delle regioni occidentali…

  68. Peucezio says:

    Lisa,
    stamane c’era un infettivologo sulla 7 che diceva che il covd 19 è un virus con poca tendenza a mutare e che è probabile che chi lo fa e acquisisce l’immunità, la mantenga per tutta la vita.
    Quindi non me lo sono sognato il fatto che corre l’ipotesi, negli ambienti degli esperti, per cui l’immunità non sarebbe così breve.

    • Roberto says:

      Ho proprio ora letto un aarticolo di un virologo che dice che secondo lui è esattamente il contrario ma che sono solo ipotesi e nessuno può seriamente avere certezze da un lato o dall’altro

      • Moi says:

        …. vedi sotto , quel che ho scritto io nel frattempo !

      • PinoMamet says:

        Anch’io ho sentito la stessa di Peucezio, ma soprattutto non si può fare una politica ultra-conservativa e di chiusura a tempo indeterminato basata sul fatto che non ci sono certezze…

        va bene la prudenza ma c’è un limite!
        Che certezza c’è che domani il virus non muti?
        E se diventa peggio?
        e se l’estate lo diffonde anzichè fermarlo?
        e se domani ne salta fuori un altro?
        E se atterrassero gli UFO?

        caspita, non ci saranno certezze, ma ci sono, leggo oggi, almeno tre vaccini che hanno superato la fase del test sugli animali.

        Non si può star fermi in eterno…

  69. Moi says:

    Parafrasando un’ antica sentenza Latina … quot immunologi/ae/a 😉 tot sententiae !

    … ciò significa che NON abbiamo le certezze scientifche che invece possiamo avere guardando a secoli di distanza le Pestilenze in Boccaccio e Manzoni !

    😉

  70. Moi says:

    … e i guanti ?

  71. Moi says:

    http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=82707

    … NON sostituiscono il gel, che cmq è divetato un altro Sacro Graal 😉 da trovare, come la mascherina !

  72. tomar says:

    la disamina più equilibrata ma al tempo stesso più radicale tra quelle che ho letto è forse questa che viene dai gesuiti: aciviltacattolica.it/articolo/per-ripartire-dopo-lemergenza-covid-19/
    tra l’altro accenna alla sindrome di cui probabilmente soffre Miguel (e un po’ anch’io): collapsologia!

  73. Moi says:

    cmq i Gel han scritto sul “boccettone” 😉 chiaramente “anti-Batterico” … NON “anti-Virale” !

    Fra il Virus e il Batterio c’è il suo bel cazzo di differenza, a partire dalle dimensioni … ch’è proprio il motivo della scoperta stessa !

    http://curba.racine.ra.it/_static/materialeStud/virus/storia.htm

    … e cmq sono diversissimi anche per “entità” : un Batterio è un “procariota”, cioè cellula a nucleo indefinito … un virus è molto meno che una cellula procariota suddetta, NON vi è neppur accordo fra Scientiati/e/* 😉 se considerarlo “Essere Vivente” o meno. Anzi : più “NO” che “SI'”, mi risulta.

    Con questo, tuttavia, LUNGI da me affermare che il Gel è inutile, eh !

    • Moi says:

      il Geldovrebbe servire in assenza (!) di acqua , ma potendo disporne direi che “si equipolle” 🙂 a un sapone iquido intimo con anti-batterico + acqua, ovviamente …

  74. Moi says:

    @ LISA PANISCUS

    Scusi, Prof. icché gli è ‘sta roba (molto Americana, ça va sans dire … ) di “carnivori” obbligati Vs non-obbligati ? … NON è l’ onnivorismo, è proprio che ci sarebbero Scienziati Pazzi che studiano mangimi interamente su base vegetale (immagino qualcosa di molto più complesso del vecchio detto che “i legumi son la carne dei poveri !”) per cani e gatti … ma NON per grandi felidi selvatici , lupi-lupi 🙂 e altri carnivori (anche se sul “furetto” NON ci giurerei) !

  75. Moi says:

    il Furetto è andato di moda nella seconda metà degli Anni ’90 e primi Anni Zero … poi per fortuna è finita, forse perché ovviamente dimostrava una scarsa affezione essendouna specie così “giovane” in termini di domesticazione. Mi pare che derivino dalla domesticazione fatta in fretta e furia di “mustelidi” tipo faina, donnola, ecc … insomma, quelle bestiole lunghe zampe corte note ai contadini “bio” per le scorpacciate di pollame, ovviamente NON autorizzate 😉 !

    Invece, stranamente, non si è diffusa (o almeno non ancora) la Volpe di (Dimitrij)Beljaev-(Lyudmilla)Trut , l’ espermento iniziato ai tempi dell’ URSS oltre 50 anni fa e ancora in corso di _ in parole povere _ selezionare un “simil-cane” a partir dalle volpi anziché dai lupi !

  76. Moi says:

    @ PEUCEZIO

    … sai più niente di Mirkhond ?

  77. Moi says:

    @ MIGUEL

    Political lesbianism is the idea that women may choose to become lesbians, and should do so. It is epitomized in a phrase usually attributed to author Ti-Grace Atkinson: “Feminism is the theory; lesbianism is the practice.”

    https://rationalwiki.org/wiki/Political_lesbianism

    Thirty [FORTY, NDR] years ago, a group of radical women began arguing that all feminists should be lesbians. Many people disagreed, but the idea changed Julie Bindel’s life

    https://www.theguardian.com/lifeandstyle/2009/jan/30/women-gayrights

  78. Kairobi says:

    ⚫️ Ci sono nuovi poteri che avanzano

    « I regimi autoritari non nascono dall’onda nera e dai rigurgiti di fascismo, checché ne dicano autorevoli commentatori, ma da quel tanto di acquiescenza verso il potere che giace in ciascuno di noi. I regimi autoritari nascono dall’abitudine.

    È l’allegoria della rana bollita: quando si rende conto che l’acqua sta diventando bollente, è troppo tardi per saltare fuori. L’equivoco sta nel ritenere l’autoritarismo esclusivamente gemello del fanatismo e del culto del capo: questi sono necessari solo nel gruppo che propone il progetto autoritario; una volta instaurato, per tutti gli altri è sufficiente l’adesione formale o peggio la rassegnazione. »

    […] « Dopotutto, l’Italia è il Paese che si è riconosciuto nella massima lampedusiana per cui “se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi.” Vorrà pur dire qualcosa.
    Da un giorno all’altro, da rispettabili cittadini, abbiamo ritenuto giusto e doveroso starcene chiusi in casa e fare la fila davanti al supermercato, cosa che non accadeva dai tempi del razionamento bellico, trovandoci orgogliosi di vivere in uno stato di polizia.

    Chi ci garantisce che questi stessi rispettabili cittadini non saranno un giorno gli utili idioti che ci consegneranno nelle mani di un regime autoritario? »

    Un drone è per sempre?

    https://telegra.ph/Ci-sono-nuovi-poteri-che-avanzano-04-10

    • Z. says:

      Kairobi,

      — L’equivoco sta nel ritenere l’autoritarismo esclusivamente gemello del fanatismo e del culto del capo: questi sono necessari solo nel gruppo che propone il progetto autoritario; una volta instaurato, per tutti gli altri è sufficiente l’adesione formale o peggio la rassegnazione. —

      Sembra la descrizione dei gruppetti universitari di estrema sinistra, in effetti.

      • Francesco says:

        quelli che hanno distrutto l’università italiana per 15-20 anni grazie alla rassegnazione di professori e politici?

        • Z. says:

          Non esageriamo. L’università italiana funziona direi molto bene – e sforna, a nostre spese, utile manodopera per i Paesi esteri!

          Mi riferivo piuttosto al pensiero sostanzialmente unico di certi ambienti studenteschi…

          • Peucezio says:

            Z.,
            non è che funziona molto bene.
            E’ che gli altri fanno veramente pena, mentre da noi, malgrado sia stato fatto di tutto per distruggerla, ha mantenuto ancora un livello quasi decente (che non significa affatto buono).
            Non perché i docenti non siano validi, ma perché si rinuncia sempre di più a fare vera selezione, per cui ormai si laureano cani e porci.
            Solo che i nostri cani e i nostri porci sono luminari rispetto ai decerebrati formatisi nelle università del resto dell’Occidente.

          • Francesco says:

            infatti dopo 15-20 anni, negli anni del riflusso, è tornata a funzionare, almeno in parte

            e ad essere ricettacolo di figure come Giuseppe Conte, la cui figura mi fa venire in mente la più sperduta provincia russa nell’Ottocento, in cui una disarmante mediocrità non fosse di ostacolo alla carriera

          • PinoMamet says:

            Mah… non voglio discutere i meriti accademici di Conte, che non rientrano nel mio campo di competenze (a occhio e croce, direi che è senz’altro almeno nella media dei colleghi);

            come politico, tutta la politica italiana del dopoguerra mi sembra all’insegna della più lampante mediocrità, con punte di crimine.

            L’atteggiamento beghino, piagnucoloso, maliziosetto, da sagrestia! dei politici democristiani ha fatto scuola, ed è tornato in auge dopo le smargiassate autodistruttive di Berlusconi, e le asinerie da zotico della Lega.

            • Francesco says:

              secondo me sottovaluti la politica italiana pre-anni ’70, che ha anche avuto molti grandi meriti

              e questo è uno dei grandi crimini del ’68, aver spazzato via la memoria di quando l’Italia ce la faceva eccome perchè “tutto fa schifo, lasciate spazio a noi”

              ma una società che ha prodotto le Olimpiadi di Roma non può essere condannata in blocco

  79. Ecco la Dittatura, distinta dal “matto che vuole fare il dittatore”.

    Leggo oggi sul sito di Repubblica che un manager di un’impresa multinazionale dovrebbe avere “compiti” (cioè poteri) “larghissimi”, per “ricostruire il paese”. E ovviamente non è il povero Conte, che ci interessa il giusto.

    https://www.repubblica.it/politica/2020/04/10/news/vittorio_colao_coronavirus_commissione_ricostruzione-253657590/?ref=RHPPTP-BH-I0-C12-P1-S1.12-T1

    Una task force. Che riunisca alcune delle eccellenze del Paese. Economisti, giuristi e scienziati. Con compiti larghissimi. Con deleghe ministeriali e un mandato preciso: ricostruire il Paese.

    In pole position per presiedere questo “comitato” c’e’ un manager internazionale: Vittorio Colao, ex amministratore delegato di Vodafone. É lui infatti l’uomo scelto dal presidente del consiglio, Giuseppe Conte, per aiutare l’esecutivo ad affrontare una situazione d’emergenza come l’attuale. La crisi provocata dal Coronavirus, infatti, da maggio in poi avrà il suo nuovo epicentro nella pesante e drammatica stagnazione economica. Non si tratterà di un’urgenza solo sanitaria. L’opzione, dunque, di Colao ha proprio questa origine.

    L’indicazione dell’ex numero uno del gruppo telefonico inglese è nata dopo una serie di contatti avviati la scorsa settimana. E per la costituzione di questa task force sono stati consultati sia i partiti che compongono la maggioranza, sia il Quirinale. La ricerca era volta a individuare figure con una autorevolezza internazionale indiscussa. Non a caso, nell’esecutivo, si era pensato anche a Mario Draghi.

    • Peucezio says:

      Geniale! In un momento di crisi nera, invece di dare soldi agli italiani, glie li si tolgono.

      “Vanno creati dal nulla.”

      Uno stato con sovranità monetaria normalmente fa proprio quello.
      D’altronde la corrispondenza fra denaro stampato e riserve auree è stata spezzata già da Nixon un bel po’ di tempo fa, come sai.

      Noi siamo così coglioni da aver rinunciato alla sovranità monetaria, ma diciamo che quando si è in difficoltà si emettono titoli, in modo da avere soldi in prestito: le tasse le lascerei ai momenti di vacche grasse, quando puoi redistribuire la ricchezza prodotta da un’economia che tira. Estrarre altro sangue da un paziente agonizzante non mi pare una buona idea.

    • Peucezio says:

      Tra l’altro colpire fasce di reddito così significa proprio colpire quegli esercenti e piccoli imprenditori che sono già devastati da questa situazione.
      Chissà come mai in Italia non si attaccano mai le vere concentrazioni di ricchezza, quelle nell’ordine di grandezza di miliardi.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Colpito con ottantamila euro l’anno intascati?

      • Per Peucezio

        “Chissà come mai in Italia non si attaccano mai le vere concentrazioni di ricchezza, quelle nell’ordine di grandezza di miliardi.”

        Credo che la maggior parte dei grandissimi imprenditori faccia in modo da non avere mai troppi soldi “in tasca”, almeno tracciabili: sono ricchi, perché riescono a eludere il fisco. Poi è vero che con la scusa degli investimenti, riescono spesso a determinare la politica fiscale almeno a livello locale (vedi ad esempio tutti i trucchi relativi agli oneri di urbanizzazione).

        Comunque la semplice produzione di denaro dal nulla, da parte dello Stato (la famosa MMT), nei fatti non funziona (e qui io e Francesco la pensiamo in modo simile): la ricchezza è data dalle cose, non truccando il metro con cui le si misura.

        Quindi, o tassazione (che ha un po’ l’effetto che giustamente lamenti), o indebitamento, che a lungo andare è pure peggio.

        Sempre che si voglia “crescere” o almeno “tornare prima”.

        In realtà, bisognerebbe adattare la società alla ricchezza realmente sostenibile, che è meno di quella attuale. Facendo in modo che dimagriscano tutti insieme, non che alcuni restino grassi e gli altri muoiano di fame.

        • Z. says:

          L’indebitamento va bene, in periodi come questo. Anzi, è addirittura doveroso: è giusto che chi sta meglio contribuisca per chi sta peggio.

          “Chi sta meglio” può significare diverse cose:

          – noi fra dieci anni (indebitamento);
          – chi guadagna oggi almeno ottantamila-e-un-euro (chiamato a subire un terribile salasso di circa un centinaio di euro, nella speranza che non lo getti sul lastrico).

          • Peucezio says:

            Chi sta meglio oggi è chi ha un reddito fisso: tutti gli statali, i pensionati, i dipendenti a vario titolo di supermercati e comparto alimentare e i dipendenti di grandi e grandissime imprese che sono in grado di reggere alcuni mesi di fermo o di introiti minori, senza ridurre il personale.
            Se si istituisse un piccolo (perché parliamo di redditi non alti) contributo di solidarietà (tipo un centinaio di euro) a carico di queste categorie, di cui pure faccio parte, non lo troverei scandaloso.

            Su tutti gli altri pesa in un modo o nell’altro il carico di questa situazione e quindi vanno foraggiati, non munti.

          • Peucezio says:

            Tra l’altro, Z.,
            non riesco davvero a capire come tu non comprenda che uno che guadagna 80 mila euro vuol dire che ha un’impresa (che sia grosso esercizio commerciale, fabbrichetta, grosso studio professionale, quello ched vuoi) di una certa importanza, che ha spese e tasse in proporzione e che rischia di essere travolto da questa situazione, molto peggio di chi ha il minuscolo baretto (che pure è nella merda più nera anche lui), perché i debiti poi sono in proporzione.

          • Peucezio says:

            Scusami, tu mi dirai di no, ma io ho l’impressione che nella sinistra ci sia immancabilmente la sindrome dei kulaki, cioè l’accanimento feroce contro i pesci piccoli, i piccoli produttori, i lavoratori, gli un po’ meno poveri fra i poveri, chi lavora insomma, s’indebita, rischia, si espone…
            Oggi non è più il contadino, che già rischiava di morire di fame per l’annata cattiva a causa del clima, ma è il piccolo imprenditore che rischia l’osso del collo per altre contingenze varie, ma la sostanza è la stessa: a me sembra un po’ il solito odio (e disprezzo) di classe delle élite verso chi si sporca le mani a lavorare, che in fondo è sentito come un impuro, un paria, uno schiavo e come tale viene trattato.

          • Mauricius Tarvisii says:

            “che ha spese e tasse in proporzione e che rischia di essere travolto da questa situazione”
            Se a fine anno, nonostante le spese, le tasse e le perdite di fatturato, incassi ancora ottantamila euri, si vede che non hai mai rischiato di essere travolto.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Dove a incassare sei tu come persona fisica, non è inteso come “la tua società fattura”.

        • Peucezio says:

          Miguel,
          non so cosa sia l’MMT, ma stampare moneta è una delle leve.
          Certo, crea inflazione, per cui non ne si può abusare, altrimenti poi vai a fare la spesa con la pila di banconote o con la valigetta tipo film americano, ma in una situazione di emergenza…

          Sul colpire le concentrazioni di ricchezza, ma io dico a livello d’impresa o di passaggi, non di persone fisiche: è chiaro che Zuckerberg non si metterà sul suo conto corrente personale qualche migliaio di miliardi.
          Ma le sue imprese li fatturano.

      • Roberto says:

        Peucé

        « Tra l’altro colpire fasce di reddito così significa proprio colpire quegli esercenti e piccoli imprenditori che sono già devastati da questa situazione »

        Stiamo parlando di redditi di 80.000 euri!

        • Peucezio says:

          E a te paiono tanti???
          Sono tanti per un privato, ma mica per un’impresa!

        • Roberto says:

          Parla del reddito, quello che ti metti in tasca.
          Si 80.000 euri mi paiono veramente tanti, e comunque abbastanza da pagare 110 euri di tasse in più

          • Peucezio says:

            Alla fine vi farete l’idea di me come di un riccone, ma vi assicuro che, anche se non mi manca nulla, sono lontano dall’esserlo.

            Ma malgrado ciò, a me continuano a sembrare pochini.
            Vuol dire che in un anno è tanto se riesci a comprarti una nuova automobile (tenendo conto che devi pure campare).

          • Peucezio says:

            Comunque, vabbè, tutto è relativo.

          • Roberto says:

            Ok ma tanti o pochi che siamo, possiamo dire che uno che ha un reddito di 80.000 euri non dovrebbe avere delle grosse difficoltà a pagare 110 euro di tasse (di tanto si tratta secondo l’articolo)?

    • Z. says:

      Peucezio,

      — Tra l’altro colpire fasce di reddito così significa proprio colpire quegli esercenti e piccoli imprenditori che sono già devastati da questa situazione. —

      Fammi capire… un contribuente che dichiara un reddito di almeno ottantamila euro l’anno è un paziente agonizzante, un piccolo esercente devastato?

      Se mi vuoi bene prega per me e chiedi al Signore di devastarmi allo stesso modo. Mi accontento di ottantamila-e-uno euro. Prometto che pagherò di buon grado i 110 previsti (che salasso!) e ne darò altrettanti a te 🙂

      • Peucezio says:

        Vabbè, questa è pura demagogia.
        E’ evidente che così colpisci la piccola imprenditoria e il commercio. Magari non quello piccolissimo, d’accordo.
        Quanto a te, metti in piedi un’attività di qualunque tipo e sarò il primo, non solo a pregare per te, ma a supportarti moralmente e, se eroghi un qualsiasi tipo di servizio che mi possa servire, ad acquistarlo da te con grande piacere!

        • Z. says:

          Non ho mai chiesto una lira a un amico che avesse bisogno di me, e alla mia età è tardi per cambiare abitudini 🙂

  80. Moi says:

    @ MIGUEL / PINO

    https://www.marvel.com/articles/comics/introducing-the-new-new-warriors

    Introducing the New ‘New Warriors’
    The classic team reunites to mentor a new generation of heroes!

    ———————————

    SCREENTIME

    A Meme-Obsessed super teen whose brain became connected to the internet after becoming exposed to his grandfather’s “experimental internet gas.”

    SNOWFLAKE AND SAFESPACE

    Psychic Twins. “All twins are psychic, but we’re psychic-er.” Snowflake, a cryokinetic, can materialize snowflake-shaped shuriken projectiles for throwing. Safespace can materialize pink forcefields, but he can’t inhabit them himself, the reflex only works if he’s protecting others.

    [ … ]

  81. Moi says:

    In realtà, bisognerebbe adattare la società alla ricchezza realmente sostenibile, che è meno di quella attuale. Facendo in modo che dimagriscano tutti insieme, non che alcuni restino grassi e gli altri muoiano di fame.

    [cit.]

    ————————————

    Certo, ma… chissà quale delle due opzioni è più facile da realizzare ! ;(

    • Per Moi

      “Certo, ma… chissà quale delle due opzioni è più facile da realizzare ! ;(”

      Infatti.

      Rimetto le chiacchiere a ruota libera nell’astuccio, e mi preparo a farmi tassare.

      Ai debiti, ci penseranno i figlioli.

  82. Moi says:

    … Ah, questi sì che, specialmente in questo momento, sono i Probleni Veramente Veri :

    —————————————————–

    Equileap, le top 20 per gender equality. Unica italiana: Enel (18° su 20, ndr)

    https://www.eticanews.it/in-breve/equileap-le-top-20-quotate-per-gender-equality/

  83. Moi says:

    @ MIGUEL

    In quel di Panamá (e Perù), i “Chromosome Crusaders” hanno deciso di fare il “Lòcchdàun” 😉 a Genders Alterni … l* Signor* Bárbara Delgado, Transessuale MtoF, si ritrova così nei guai :

    https://www.cbsnews.com/news/trans-woman-fined-for-violating-panamas-gender-based-coronavirus-lockdown-rights-group-says-2020-04-10/

    Bárbara Delgado, a trans woman and health outreach worker, was distributing food near her home in Panama last week when she was detained by police for being out on the “wrong day” under the government’s new, gender-based quarantine rules, the rights group Human Rights Watch told CBS News

    Covid-19, in Panama e Perù donne e uomini escono a giorni alterni. Ma la comunità trans è a rischio

    http://www.gaynews.it/2020/04/04/covid-19-panama-peru-donne-uomini-escono-giorni-alterni-persone-trans-rischio/

    Coronavirus, Panama regola la circolazione in base sesso biologico: problemi per le persone trans regola la circolazione in base sesso biologico:

    https://www.gay.it/attualita/news/coronavirus-panama-regola-circolazione-sesso-persone-trans

    problemi per le persone trans

  84. Moi says:

    … SE effettivamente è questione di biologia cromosomica resistente alle malattie (… in questo, purtroppo, la Scienza è stata ridotta ai siparietti misandrici della Littizzetto ! … Fra l’ altro cose intuitive se sostuiamola nstra specie con qualsiasi altra …a parte forse Troll Norreni 😉 e Ippocampi !) , piaccia o no , han ragione le TERF :

    effettivamente le Persone Trans , MtoF o MtoF che sian, hanno i cromosomi del “source” gender e NON del “target” gender !

  85. tomar says:

    Scrive Miguel, commentando la nomina di Vittorio Colao, a dictator per la ricostruzione: “questi pentestallati/piddini ci consegneranno direttamente a una persona che ha come capacità indiscussa quella di far fare soldi alle multinazionali.

    A occhio e croce, sarebbero preferibili Genghis Khan, Giulio Cesare o Margaret Thatcher.”
    Anche io (che non ho uno smartphone e fino a 2 anni fa nemmeno avevo uno smortphone) sentendo del cursus honorum di costui non ho avuto propriamente un brivido di piacere. Ma poi mi sono detto: giudichiamolo dai frutti, anche perché di tutte le fallacie, la più sciocca, oltre che la più diffusa, mi sembra quella ad hominem (e se Miguel ha il tipo di forma mentis più distante dalla tendenza a farne uso, in questo caso, con gli esempi che fa, rasenta invece la sua forma più estrema: la reductio ad hitlerum…)

  86. Z. says:

    Peucezio, forse ho capito dove sta l’equivoco.

    Quando si parla di chi dichiara almeno ottantamila-e-un-euro, si parla (presumo, non ho letto l’emendamento) di chi dichiara un reddito complessivo netto di quella cifra.

    Si tratta, quindi, non degli incassi della sua attività d’impresa (chi dice, poi, che si tratti di un imprenditore?). Si tratta del reddito personale così come dichiarato dal contribuente, considerato al netto di alcuni oneri deducibili.

    Un contribuente che dichiara di aver intascato 80.001 euro può essere, chessò, un dirigente apicale del settore pubblico, un dirigente del settore privato, un primario ospedaliero con esperienza, un pensionato di gran lusso, un imprenditore di successo non comune…

    Comunque sia, certamente non è un “piccolo imprenditore”. E soprattutto, se è un imprenditore, dichiara un reddito pari a quasi quattro volte quello del suo collega medio: non sta vivendo un periodo non dico di crisi, ma neppure di difficoltà. Chiunque dichiari quel reddito certamente non è un paziente agonizzante né un contribuente devastato, insomma.

    Che sia un imprenditore o un professionista di successo, un primario ospedaliero con esperienza, un dirigente apicale del pubblico, un pensionato di lusso, direi che può permettersi di pagare un contributo, che in concreto pare sarebbe di circa 110 euro.

    • Z. says:

      Scopro che “intascare”, in alcuni dizionari, viene definito come “guadagnare in modo per lo più non lecito”. Veh quante cose si imparano.

      Si sostituisca pertanto con “guadagnare”, atteso che nel nostro caso si tratta di guadagni non per lo più ma necessariamente leciti (in teoria si dovrebbero dichiarare anche i proventi del crimine, ma non credo sia prassi 🙂 ).

    • Per Z

      “Un contribuente che dichiara di aver intascato 80.001 euro può essere, chessò,”

      Diciamo, un fornaio in un anno incassa 250.000 euro.

      Ne spende 220.000 in farina,affitto, luce, stipendio dell’aiutante, ecc. ecc.

      Quindi il suo reddito personale non è di 250.000 euro, ma 30.000 euro.

      • Z. says:

        In realtà probabilmente è un po’ meno. Ma semplificando brutalmente, se il fornaio non ha altri redditi è come dici tu.

        • Moi says:

          … il verbo “intascare” mi dà l’ idea del “Furbo”, tipo:

          “… ho preso a suo tempo dei soldi : NON per me, ma per il Partito / la Cooperativa !” … li ho dovuti spendere in quanto Segretario / Presidente , NON da Comune Cittadino !

          • Moi says:

            … o l’ Amico di Mastella che va be’ : “me’ so’ fatto o’ Ferrarino , però aggio pure salvat’ a nu sacch’ e Negri !”

    • Peucezio says:

      Z.,
      se fosse come dici non sarebbe una misura così odiosa.
      E non nego che in molti casi sarà così.
      Ma non capisco proprio perché escludi l’imprenditore.
      Non lo vuoi chiamare piccolo? Diciamo medio.
      Ovviamente la tassazione, m’insegni, non è istantanea, quindi un imprenditore può essere andato benissimo l’anno scorso e ora essere in ginocchio per il coronavirus.
      Ed è vero che parliamo dei soldi che s’intasca (con buona pace dei lessicografi italiani) al netto di tutte le spese, ma probabilmente, data la situazione (non poteva prevedere il coronavirus), contava su molto di più e ha fatto spese di conseguenza oppure ce la fa quanto ai consumi personali, ma, a causa della situazione, è costretto a rinunciare a investimenti che avrebbe fatto di una parte del guadagno netto, se ci fosse stato grasso che colava. E allora andargli a togliere altri cento euro non è una buona idea, anche se non è una grossa cifra (perché devi immaginarlo sui grandi numeri: è comunque una piccola penalizzazione, che ha un suo peso).

      Perché dunque non limitarla, se proprio si deve fare (la mia idea è che nei momenti di crisi si diminuisce la prossione fiscale, non la si aumenta, per non deprimere ulteriormente in consumi, ma vabbè) al dirigente apicale del settore pubblico, privato, al primario, al pensionato di lusso, insomma, ai soli percettori di reddito fisso?

      • Mauricius Tarvisii says:

        Immagino che l’imprenditore dichiarerà l’anno prossimo il reddito di quest’anno e sulla base di quello pagherà l’Irpef e il contributo di solidarietà. Non capisco dove vedi il problema.

        • Peucezio says:

          Beh, ma se lo paga l’anno prossimo, a che serve oramai?

          E se l’anno prossimo staremo ancora col virus o con le sue conseguenze economiche più dirette e devastanti, siamo punto e daccapo: dichiarerà poco e allora non pagherà.

          • Z. says:

            Se il suo reddito è inferiore alla soglia, appunto, non pagherà.

            Se ti fossi fermato a riflettere anziché partire in quarta ci saresti arrivato da solo 🙂

            • Peucezio says:

              Non ha senso.
              Immagino che i soldi servano subito.

            • Z. says:

              Certo, le erogazioni servono subito. Siccome si farà debito oggi, occorre pagarlo domani.

              Chiedere a chi oggi se la passa bene di fare la sua parte domani non mi pare affatto inumano.

              • Peucezio says:

                Ora ho capito meglio cosa intendete.
                E inteso così è umano.

                Ma non ne vedo granché l’utilità: sposti soldi da una parte all’altra del sistema, ma in ogni caso li stai togliendo dal flusso dell’economia (conoscendo come funziona l’Italia, non per redistribuirli in modo più efficiente e mirato, ma per disperderli nelle sacche della burocrazia e del parassitismo).
                Invece secondo me va fatto il contrario: andranno immessi soldi nell’economia, per farla riprendere, non tolti.

              • Z. says:

                Ezio, se oggi lo stato vende debito, domani dovrà pagarci sopra gli interessi. Noi, cioè, dovremo pagarci sopra gli interessi. Non sono soldini creati dal nulla, sono una tassa sul futuro. Creare debito è proprio questo, mica altro.

                Ed è doveroso, in certi casi.

                A mio avviso, è giusto che chi è ricco o comunque benestante paghi quel debito in misura più che proporzionale rispetto a chi lo è di meno. La proposta di Delrio è un timido passo nella giusta direzione.

  87. tomar says:

    Di questi tempi oltre che la fallacia ad hominem sarò bene bandire anche la fallacia ad cotidianum.
    Dopo che due deputati PD hanno proposto una tassa di solidarietà progressiva sulla parte di reddito eccedente gli 80.000 euro, si è scatenata come sappiamo un’indignata ripulsa che ha visto fila Salvini, Meloni, renziani, grillini… e la direzione PD ci ha tenuto a precisare che si trattava di un’iniziativa autonoma di quei deputati…
    Eppur si muove… se nell’editoriale di un prestigioso quotidiano finanziario liberale si leggeva qualche giorno fa:
    “Bisognerà prendere in considerazione misure che fino a ieri sono state considerate stravaganti, come il reddito di base e le tasse patrimoniali”

  88. PinoMamet says:

    Comunque di una cosa sono felice: Renzi e soci sono usciti dal PD.

    Giù la maschera! (non mascherina)
    È gente di destra, vadano con la destra a difendere i redditi dei ceti più alti, e ci lascino in pace.

    Senza di loro foooooorse (ma dovrei aggiungere ancora un paio di “o”) potrei tornare a votare PD.

    • daouda says:

      gente di centro

    • Z. says:

      Ora, immagino che questa proposta sia perfettibile, ma le critiche francamente non le ho capite.

      Se si fosse detto: è demagogica (c’è pure l’idea di esentare i medici), è stata pensata in modo affrettato, è un’iniziativa che andava concordata (non è stata concordata nemmeno nel partito, figurarsi con gli alleati), non si può presentare così…

      tutte critiche che potrei pure capire, e infatti alla fine secondo me non se ne farà niente.

      Invece le critiche sono state:

      – non vogliamo la patrimoniale (patrimoniale?);
      – vogliono impoverire gli italiani (impoverire gli italiani?);
      – sarebbe una COVID-tax (certo che sì, quindi?)…

      boh.

      Renzi mi aspetto di vederlo alleato con Salvini, e di sentirgli dire che bisogna allearsi con la Lega per evitare che governino i grillini. Cioè l’esatto contrario di quello che ha detto ad agosto 🙂

      • PinoMamet says:

        OMDAZ

      • Francesco says:

        Renzi non è di destra. Renzi vuole non lavorare e fare soldi e potere con la politica. E pensa di essere abbastanza furbo da riuscirci, visto il livello medio di rincoglioniti che fanno politica.

        Ciò detto, la proposta di un contributo di solidarietà a carico dei redditi alti è puro simbolismo demagogico e – detto da uno che certi redditi manco li sogna – se la infilino su per dove non batte il sole.

        • PinoMamet says:

          Quando devono chiedere soldi a te, Francè, è sempre un sacrificio necessario, bisogna tirare la cinghia e ci vuole responsabilità.
          Quando li chiedono ai ricchi è demagogia e i problemi sono Benaltri.

          Francesco, almeno risparmiati di mostrarti scandalizzato e inorridito a difesa di chi si fa beffe di te.

          • Francesco says:

            Pino

            è la differenza tra somme e moltiplicazioni

            le prime piacciono di più ma pare abbiano efficacia molto minore e pesanti controindicazioni

            guarda l’Italia, in cui ormai di ricchi “legali” e tassabili ne sono rimasti così pochi

            quando lo hai beccati tutti, se ti va bene sei la Bulgaria degli anni ’60 e ’70. Se ti va male, se la Calabria dagli anni ’60

            • Moi says:

              le contribuzioni debbono _o meglio dovrebbero _ essere proporzionate e calibrate alle possibilità … a partire da multe e sanzioni pecuniarie, come fanno in Finlandia, NON su Nibiru 😉 !

            • PinoMamet says:

              OMDAM assoluto

            • Z. says:

              Sarebbe una cosa giusta, ma non credo che a tutti piacerebbe il presupposto richiesto da una riforma del genere 🙂

            • Z. says:

              (poi io sono convinto che prima o poi ci si metterà mano, e ci potranno pure essere le multe stradali proporzionate al reddito)

            • PinoMamet says:

              “quando lo hai beccati tutti, se ti va bene sei la Bulgaria degli anni ’60 e ’70. Se ti va male, se la Calabria dagli anni ’60”

              Se mi va male, sarebbe un paese civile. Se mi va bene, pure.

              Ah, la politica “ricchi zozzi, non vi tassiamo, venite da voi”, è quella dei paesi del Terzo mondo, come li chiamavano una volta. Che di solito sono restati tali.

              Però su una cosa hai ragione:

              110 euro chiesti a chi guadagna, netti, 80.000 euro l’anno, sono troppo pochi, e poco più che simbolici.

              Facciamo che li chiedono a me, che guadagno 22.000 euro (teoricamente), Li pago volentieri e senza tante storie.
              Del resto, se li chiedono a me la Meloni, Renzi e Berlusconi non si inalberano, e tu non ti scandalizzi: a me si possono chiedere, a quanto pare.

              A chi guadagna quattro volte tanto, chiedano quattro volte tanto, COME E’ GIUSTO.

              • Francesco says:

                >>> Se mi va male, sarebbe un paese civile. Se mi va bene, pure.

                io metterei coglione invece di civile, vedi tu.

                >>> 110 euro chiesti a chi guadagna, netti, 80.000 euro l’anno, sono troppo pochi, e poco più che simbolici.

                oh, su una cosa siamo d’accordo! io sono contro la proposta perchè è simbolica e non serve a un cazzo. hai una proposta di spesa pubblica che credi serva all’Italia in questo momento? e allora ci fai anche una patrimoniale, e pesante, per i ricconi.

                se invece è solo una polluzione mattutina perchè sei di sinistra, allora caro PD fai pure a fare in culo.

            • Z. says:

              A chi guadagna quattro volte tanto, secondo la nostra costituzione, andrebbe chiesto di pagare di più che quattro volte tanto…

              E questa era una delle cose buone di questa proposta: il contributo era progressivo, non proporzionale. Come dovrebbe essere l’intero sistema (magari lo fosse).

              Comunque Francesco può stare tranquillo. M5S e Renzi sono contrari e lo stesso PD ha costretto Delrio a rimangiarsi tutto.

            • Peucezio says:

              Ba bisogna per forza scegliere fra poveri e ricchi?
              Non si può semplicemente evitare di mettere le mani in tasca alla gente, in un momento come questo, e, anzi, semmai metterle soldi in tasca, non toglierglieli?
              (beninteso, solo a quelli che ci stanno perdendo)

              In Italia, da un po’ di anni, non si attua né una politica liberista (poche tasse e pochi servizi), né statalista (tasse alte e servisi sociali efficienti), ma la Terza Via che va di moda oggi: tasse altissime e tagli dei servizi.
              L’essenziale insomma è che la società s’impoverisca da due lati: per quello che cede e per quello che non riceve.

              • Mauricius Tarvisii says:

                “bisogna per forza scegliere fra poveri e ricchi?”

                Sì: politica significa proprio fare delle scelte.

            • Z. says:

              No, non si può semplicemente evitare di mettere le mani in tasca alla gente. Da qualche parte i soldini vanno presi, oggi o domani.

              E ripeto, non vedo lo scandalo nel chiedere a chi è più ricco di contribuire in misura più che proporzionale, come prevede la costituzione.

          • PinoMamet says:

            Non si tratta di scegliere tra poveri e ricchi
            (nel qual caso, la scelta di qualunque governo vagamente civile sarebbe scontata…)

            ma si è fatta l’ipotesi di una tassa una tantum per la situazione di emergenza.

            Visto che questa tassa chiedeva l’astronomica cifra di 100 euro ai più abbienti, c’è stata una vergognosa levata di scudi di una parte politica.

            Anziché giustificarla oltre la soglia della credibilità, io ne trarrei un insegnamento su quali siano gli interessi che difendono con tale accanimento.

            • Z. says:

              C’è stata una levata di scudi di quasi tutti, va detto, e pure malumori nello stesso partito da cui è partita…

              E questo mi ha messo tristezza.

              Cento euro su ottantamila. Mah.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Confesso che per me questo dibattito è allucinante. CENTO EURO, maledizione, UNA TANTUM.

        • PinoMamet says:

          Renzi è naturalmente di destra.
          Non quella nazionalista, militarista, conservatrice.
          No, proprio la destra peggiore.
          Le banche e gli affari sporchi, arrivismo e falsità.
          Senza l’umanità di Berlusconi: manco a puttane sa andare.

        • Z. says:

          Francesco,

          — Renzi non è di destra. Renzi vuole non lavorare e fare soldi e potere con la politica. E pensa di essere abbastanza furbo da riuscirci —

          Non vedo la contraddizione.

          • Francesco says:

            perchè la destra, come la sinistra, è una visione politica, una idea di cosa sia il Bene comune e come realizzarlo

            non è che la destra è la parte dei ladri e la sinistra quella della politica

            • PinoMamet says:

              La destra seria è una visione politica.

              La destra di Renzi, è esattamente la parte dei ladri e degli sfruttatori.

              • Francesco says:

                no scusa, quella è la banda di Renzi, non la destra di Renzi

                che peraltro ufficialmente è di sinistra

              • PinoMamet says:

                Ripeto:

                per fortuna Renzi se n’è andato dal PD con la sua banda, dimostrando con i fatti di essere un politico di destra (= a favore dei ceti abbienti).

              • Mirkhond says:

                Infatti mi chiedo cosa ci faccia in una coalizione di governo composta da partiti di sinistra.
                Il fascino della poltrona in attesa di cooptare Forza Italia per ricostituire la Democrazia Cristiana?

              • Francesco says:

                Pino,

                secondo me gli anni ’70 sono finiti e dovresti rivedere gli strumenti di analisi politica

                ma secondo me eh!

                cmq Renzi non riuscirà a rifare a DC perchè lui è troppo di sinistra; nè Conte perchè è troppo stupido

                Ah, Duca, Renzi è la ragione per cui c’è questo governo di “sinistre” e “casaleggi”. sennò si sarebbe andati a votare (ovvove!)

              • PinoMamet says:

                Francesco, “secondo te” la Lombardia dovrebbe fare la secessione, Formigoni era un bravo amministratore, e naturalmente bisognava votate Berlusconi: sempre, per qualunque pretesto.

                Forse non sei un esempio attendibile di grande analisipolitica…

              • Francesco says:

                dici? a me pare ineccepibile, invece

                😉

                PS mi ricordi gli avversari elettorali di Silvio? che il meno peggio forse era Prodi!

              • Z. says:

                Francesco,

                — Ah, Duca, Renzi è la ragione per cui c’è questo governo di “sinistre” e “casaleggi” —

                Qui non ti si può dare torto.

                Senza Renzi, questo governo non ci sarebbe, e forse tutta Italia sarebbe stata atterrata dal virus come una gigantesca Lombardia.

                Quindi, a conti fatti, dobbiamo essere grati a Renzi e al fatto che abbia minacciato la scissione se il PD non si piegava a fare il governo con Casaleggio.

                Poi io gli sono anche assai grato per aver fatto la scissione lo stesso…

  89. Kairobi says:

    Sulla “necessità” di soluzioni estreme per “quale” problema

    Storia di Giusy, strappata alla eutanasia da coronavirus

    ” Arrivata nel Pronto Soccorso di un ospedale in Lombardia con forti dolori toracici, alla signora Giusy, 79enne cardiopatica, viene diagnosticata una polmonite interstiziale. Alla figlia viene spiegato che, date le condizioni, in ospedale verrà accompagnata alla morte con la morfina: «Non si preoccupi, non soffrirà». Ma seguendo la propria intuizione e il consiglio di un medico amico, la figlia si riporta la madre a casa. E ora dopo dieci giorni non solo è ancora viva, ma sta molto meglio. Un racconto impressionante, in prima persona, che apre uno squarcio su quanto sta accadendo almeno in alcuni ospedali.”

    https://www.lanuovabq.it/it/storia-di-giusy-strappata-alla-eutanasia-da-coronavirus

    • Moi says:

      Be’ , abbiamo visto tutti in TV (AnarKosplayers da CentroSociale OKKupato) o al Cinema (Hippies di Belle Speranze Vs la famigerata Guerra in Vietnam ) dar fuoco a bandiere di USA e/o Israele che prendono fuoco con estrema facilità … no ?

      … Pensate se avessero potuto solostrapparle senza bruciarle : quanto ne avrebbe risentito la Mitopoiesi Pacifista e/o FiloPalestinese !

    • Roberto says:

      C’era la stessa scena all’epoca della Brexit, se non è un fake sono degli imbecilli

      • Per Roberto

        “C’era la stessa scena all’epoca della Brexit, se non è un fake sono degli imbecilli”

        Però mi sembra di ricordare di aver visto immagini in questi giorni di gente che brucia bandiere dell’UE. Forse però semplicemente le strappavano, e quello del fuoco è un falso ricordo.

    • Per Z

      “Ognuno segue l’ideologia che è in grado di capire…”

      Veramente non lo sapevo nemmeno io che le bandiere UE fossero ignifughe.

      Anzi, non me lo sarei lontanamente immaginato.

      Insomma, ci sarei cascato anch’io.

      • Roberto says:

        Non credo che le bandiere UE siamo diverse dalle altre

        Ho l’impressione che ci sia qualche regola che impone materiali ignifughi per tutte le bandiere da esporre il luoghi pubblici ma è solo una supposizione

        Ho una maglietta di cotone con la bandiera UE dovrebbe bruciare

        • Mauricius Tarvisii says:

          Leggo in giro che ci sarebbe una normativa che prevede l’obbligo di farle ignifughe. Suppongo per evitare incidenti, dato che sono pezzi di tessuto sintetico che sventolano liberi…

          • Z. says:

            Anche per la tutela dei dimostranti…

          • Peucezio says:

            Anch’io, come Miguel, non avevo la minima idea che le bandiere fossero ignifughe.
            Avrebbero dovuto strapparla dall’asta e defecarci sopra: mica saranno anche escrementifughe!
            Tra l’altro liberarsi l’intestino è sempre sano e catartico.

  90. Moi says:

    … mica come quei pirla degli Americani (NON mi sorprende) e degli Israeliani (loro invece sì, che mi sorprendono …) che lasciano che loro bandiere vengano confezionate in materiale tale da prendere fuoco !

  91. Moi says:

    @ MIGUEL

    Un Medico con la kippah in testa spiega (… con la professionalità e la competenza che ci si aspetta da quel copricapo identitario !) la glottochirurgia per la voce nel “Transitioning” in funzione anti-genderdysphonia :

    https://www.youtube.com/watch?v=sGxMA8JMBj0

    ————————————————————————

    Join UCLA head and neck surgeon Abie Mendelsohn, MD, for an overview of unique perspectives toward the treatment of voice feminization, with a focus on advanced surgical approaches for male-to-female transgender dysphonia.

    UCLA Health strives to create an equitable, affirming and supportive environment for our LGBTQ+ patients, their families and our staff. We encourage conversations and questions about LGBTQ+ health topics that reflect compassion, dignity, kindness and respect. It is out of this respect to our patients and the wider LGBTQ+ community that we have decided to disable the comments function.

  92. Z. says:

    Credo si possa affermare, come dato di fatto, che la Lombardia ha messo in ginocchio il Paese a partire dalle regioni confinanti.

    Nell’attesa che siano appurate le responsabilità, e visti i numeri ancora preoccupanti lassù, mi chiedo se si possa ritardare l’apertura della sola Lombardia.

  93. Peucezio says:

    E probabilmente lo faranno.

    Oggi c’è stato un netto rallentamento della diminuzione dei nuovi contagi.

    Ditemi quello che volete, ma io continuo a sostenere che la cosa NON sia stata gestita bene, ma anzi, sia stata gestita pessimamente.
    Ma non per colpa del governo Conte, ma per ragioni strutturali di come funziona l’Italia (un governo di destra non avrebbe fatto di meglio e infatti in Lombardia lo stiamo vedendo).
    Semmai il governo Conte è criminale, per come sta gestendo e gestirà il lato economico: probabilmente vuole fare con gli italiani come fece Stalin con gli ucraini. In questo un governo di destra qualcosina in più (non dico tanto; alla fine si cagano sotto anche loro, per subalternità culturale alla sinistra e all’establishment) l’avrebbe data.

    Ma il punto è che se chiudi un paese e continuano a esserci questi numeri, qualcosa non va.
    Visto che persino nel resto dell’Occidente, dove si sono mossi molto più tardi di noi, registrano un rallentamento (e in Germania hanno altri ordini di grandezza riguardo ai decessi).
    O abbiamo un gene che ci rende più soggetti al virus (ma è impossibile, perché la popolazione italiana è geneticamente troppo eterogenea e le sue caratteristiche genetiche si trovano anche in giro nel resto d’Europa, distribuite in vario modo), oppure evidentemente si è pensato che bastasse chiudere tutto per risolvere il problema.

    Il fatto che nel resto d’Italia non ci sia ancora l’obbligo delle mascherine a me pare surreale.
    E il fatto che non ci sia un divieto di utilizzo per la gente comune di quelle con valvola (che dovrebbero essere riservate a medici negativi al virus, nel trattare pazienti positivi) mi pare lunare.

    Invece cagano i cazzo a chi vuole farsi la Pasqua nella casa di vacanza, come se lì non valessero le stesse regole e e restrizioni, come se mettersi in macchina con le persone con cui convivi e da lì andare a convivere in un’altra casa per qualche giorno contagiasse magicamente qualcuno attraverso i vetri della macchina.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Gli unici criminali sono quelli che hanno mandato i malati negli ospizi aprendo la strada alla strage di anziani.

      Ah, avviso ai naviganti: le mascherine NON CI SONO. I parastarnuti di cartone che distribuisce Zaia non sono mascherine.

      • Peucezio says:

        Ma in che lingue lo devo dire?
        A Milano ce le hanno praticamente tutti, si trovano in farmacia, io le ho ordinate anche online e, sia pure dopo un po’ di giorni mi sono arrivate (quelle chirurgiche), a prezzi onestissimi (intorno all’euro a mascherina, anche meno). In ogni caso non conta quanto siano belle e come le si voglia chiamare: il potere filtrante ce l’hanno (nel senso che se la usi è molto difficile che infetti gli altri, non che non puoi essere infettato tu).
        Ma, soprattutto, un foulard o una sciarpa, per lo stesso motivo, è meglio che niente.

        Io non so perché un concetto così semplice non passa, anzi, incontra un’ostilità incomprensibile, quasi sia peggio usarle che non usarle (certo, è peggio se chi se la mette è convinto che non serva più il distanziamento, ma a questo servono le campagne e le spiegazioni ossessive; altrimenti, secondo una logica simile, non dovremmo curare i malati se no la gente dice: “che me ne frega, faccio tutto quello che voglio, tanto se mi ammalo mi curano”).

        • Mauricius Tarvisii says:

          Evidentemente sono tutte là, visto che qui sono introvabili. E Zaia distribuisce la merda di cartone.

          • Peucezio says:

            Ordinane un po’ su Amazon: ci vorrà un mesetto perché ti arrivino, ma sono quelle chirurgiche, costano poco e tanto non credo che fra un mese saranno inutili.

      • Peucezio says:

        Sugli ospizi ovviamente hai ragione da vendere.

    • Z. says:

      Peucezio,

      — E probabilmente lo faranno. —

      Non sarebbe facile isolare la Lombardia, impedirne la riapertura e magari inasprirne la chiusura.

      Ma da voi la situazione è disastrosa, senza paragoni col resto d’Italia.

      Altroché il diritto alla scampagnata pasquale. Credo si dovrebbe pensare se e come permettervi di chiudere ulteriormente a nostre spese.

      • werner says:

        Temo che l’economia Lombarda sia troppo fortemente connsessa con quella del resto d’Italia. Riapire le altre regioni senza Lombardia lascerebbe buona parte dei riaperti senza fornitori o clienti.

      • Peucezio says:

        Questa della scampagnata dovreste spiuegarmela prima o poi.
        La paura è di contagiare gli alberi?

        • Z. says:

          Ezio, riapriamo subito tutto senza riserve e controlli. Diciamo “fate attenzione”. Non succederà niente. Giusto?

          Tanto, se tutti si comportano bene e fanno attenzione, mica ci sono rischi.

          • Mauricius Tarvisii says:

            La soluzione è sotto gli occhi: nuclearizzare la Lombardia. Lo dicevo già da prima del virus e la Storia mi sta dando ragione! 😀

            • Francesco says:

              non essere così drastico, limitatevi a esiliarci via dall’Italia.

              del resto sono decenni che lo chiedo

              certo, DOPO saremo noi a scegliere chi può venire cogli appestati e chi deve restare in Italia!

              🙂

            • PinoMamet says:

              Non sarei così coraggioso nell’usare il termine “appestati”, Francè, visto il casino che- ormai è chiaro- la Lombardia del sempre esecrando, lurido, orribile, detestabile e infame Formigoni ha creato per la salute di tutt’Italia.

              • Mirkhond says:

                La Lombardia sta pagando decenni di smantellamento della sanità pubblica nazionale, a favore di quella privata d’impronta ciellina e regionalizzata.

              • Francesco says:

                non preoccupatevi per noi poveretti ma affrettatevi a scacciarci

                tenetevi la statolatria e magari abolite pure le regioni e accrescete le tasse, se trovate qualcuno a cui farle pagare

                anche se il Celeste è in galera e siamo governati da uno che non avrebbe fatto lo scaccino ai bei tempi, ho fiducia che sapremo cavarcela

                ma molta fiducia

              • Mirkhond says:

                Formigoni non era stato scarcerato?

              • Mirkhond says:

                Per quel che mi riguarda non auspico la perdita della Lombardia, regione che mi è cara per tanti motivi.
                Anzi vorrei che recuperasse le sue province perdute a vantaggio del Piemonte e della cosiddetta Emilia. 😉

              • Francesco says:

                non ricordo a dire il vero ma ormai ha fatto il suo tempo, è un altro di quelli incapaci di pensare al “dopo di me”

                🙁

              • Francesco says:

                >> Anzi vorrei che recuperasse le sue province perdute a vantaggio del Piemonte e della cosiddetta Emilia.

                anche io, secondo me dovremmo secedere portandoci dietro quelli alla nostra altezza, in modo da poter fare una politica economica utile e unitaria

                e permettere all’Italia di fare quello che sotto sotto desidera, diventare definitivamente l’Argentina d’Europa

              • PinoMamet says:

                Mirkhond le tue convinzioni storiche sono una cosa, costringerci a vivere insieme a quelli che hanno votato Formigoni e Bossi un’altra…

                restino a far danni da loro, grazie.

              • PinoMamet says:

                Francè, in Piemonte non so, ma qui non vi vuole nessuno.

              • Mirkhond says:

                Ma proprio per questo, per le vostre energie di sinistra, la Lombardia avrebbe un utile controbilanciamento politico.
                Con voi dentro, cielle avrebbe meno forza, e pure la lega….

              • PinoMamet says:

                Mah..

                il bello è che ho coosciuto anche dei cielle simpatici, umani, brave persone.
                NON quelli dell’università.

                Comunque cosa li spinga poi a stare dalla parte di ladri, sfruttatori e criminali, è un mistero.

              • Mirkhond says:

                Forse pensano che stando culo e camicia con un certo potere, possano ottenere vantaggi per la Chiesa e le istituzioni cattoliche.
                Non è una mentalità che condivido del tutto, ma credo che sia per quello.

              • Z. says:

                CL all’università era l’unica cosa che mi spingesse a votare alle elezioni interne. Non ci fossero stati loro non credo sarei andato al seggio.

                Poi non ci sono più andato comunque…

              • Mirkhond says:

                Cielle è presente anche in Romagna?

              • Z. says:

                A Bologna era una presenza importante, a Giurisprudenza (parliamo di molti anni fa ma credo lo sia ancora).

                A Ravenna non ti so dire. Ai miei tempi non c’era l’università laggiù. Comunque a Ravenna la DC non è mai stata rilevante.

              • Z. says:

                Per capirsi, c’erano i socialisti, i repubblicani (e la massoneria), poi sono arrivati i comunisti. C’erano e ci sono i liberali: alcuni davvero importanti, come Patuelli.

                Ma i DC non pervenuti.

        • werner says:

          Il problema è l’impossibilità di controllare se davvero fai la scampagnata. Magari in realtà è una scisa e vai a fare una grigliata con gli amici.

  94. Peucezio says:

    https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1218599/bari-molecola-di-dio-contro-la-covid-19-l-eparina-e-efficace-forse-ci-siamo.html#.XpISnMOVNy8.facebook

    Sembra troppo bello.
    Ma, al di là di certi compiacimenti in questi parallelismi un po’ scherzosi con la Pasqua, ha l’aria di riferirsi a ricerche serie. Boh, speriamo in bene.

  95. Francesco says:

    OT

    x MM

    ho appena letto che il nuovo standard di funzionamento dei cellulari 5G dovrebbe RIDURRE moltissimo le emissioni di radiazioni necessarie a trasmettere informazioni via etere

    ne sai nulla?

    ciao

  96. Peucezio says:

    http://www.meteoweb.eu/2020/04/coronavirus-italia-contagi-casa-ospedali-rsa/1420293/

    C’è qualche cazzata (la gente che si contagia nei condomini con gli starnuti dai balconi) e qualche elucubrazione un po’ forzata, ma secondo me nella sostanza c’è molto di vero.

  97. Moi says:

    @ ZETA

    Però c’è anche la vulgata che la Lombardia è la Grande Sala Macchine in Italia dell’ Economia … così come l’ Emilia Romagna è la Grande Sala Macchine in Italia della Cultura, parafrasando Bersani !

    • Francesco says:

      cultura???

      sarei molto stupito

      se mi parli di economia, penso a Lombardia, Veneto, Emilia Romagna

      se mi parli di cultura, a Lombardia, Piemonte, Campania, Sicilia, Roma

      • PinoMamet says:

        Che c’entra la Lombardia con la cultura?????

        • Mauricius Tarvisii says:

          Berlusconi, Mediaset, il derby, i fighetti, “schedulare” e l’apericena.

          Una cultura di merda, ma è la loro: rispettagliela 😀

          • Francesco says:

            ah ecco cosa avevo dimenticato!

            il Derby, inteso come il mitico locale dove nacque molta della cultura italiana “recente”

            e il Milan di Sacchi, che quanto a pezzo della cultura popolare italiana è un vero archetipo

        • Francesco says:

          Alessandro Manzoni? le case editrici? i teatri? i giornali?

          🙂

          • PinoMamet says:

            Manzoni credo sia leggermente morto, la Mondadori, beh… il Derby ha fatto una bruttissima fine e dei giornali non parliamone.

            Potevi almeno tirar fuori il design degli anni Sessanta…

            ma se parliamo di oggi, direi che Mauricius fotografa la situazione con precisione.

            Ah beh, avete il Milanese imbruttito, è simpatico.

            • Francesco says:

              oggi? c’è cultura in Italia oggi?

              anche se a Milano, in tempi normali, trovi sia mostre interessanti sia spettacoli teatrali vivi

              ma anche il fatto che i grattacieli veri li costruiscano a Milano lo trovo non casuale

              insomma, se il termine di confronto è il resto d’Italia, non temo molto la sfida

              🙂

            • PinoMamet says:

              Mostre, spettacoli teatrali eccetera li fanno ovunque, e i grattacieli li hanno fatti pure a Napoli…

              • Mirkhond says:

                A parte che i grattacieli sono brutti ovunque, a Napoli, a Milano e a New York.

              • PinoMamet says:

                Concordo!! OMDAM

              • Francesco says:

                visto che non avete cultura? i grattacieli sono le cattedrali di questi tempi, gli edifici in cui la città si riconosce

                dire che sono brutti è impossibile, può esserci il singolo grattacielo brutto ma come categoria sono imprescindibili

                😉

  98. Moi says:

    Renzi è un “Parvenu”, quindi deve ostentare un Moralismo Senza Morale Conformista (rispetto a Parametri Liberal Statunitensi !) , rispetto ai quali Berlusconi (AltissimaBorghesia + Spirito Popolano) può stare spontaneamente al di sopra !

    Inoltre c’è anche il discorrso Anagrafico : Berlusconi nel Sessantotto aveva 32 anni ed era già Giovanilistico all’ Ennesima Potenza … Renzi , invece, nel Sessantotto “an l’ era gnànca in dàintar ai marón ed so Pèdar ! ” 😀 🙂 , e si è ritrovato a 35 anni come affermato Sindaco di Firenze adover compiacere un Giovanilismo SJW e teme che i Giovani “veri e propri” 🙂 gli dicano “OK Boomer !” 😉 sulle sue politiche … più di qualunque altra cosa !

    • Francesco says:

      non sono molto d’accordo: Silvio era il parvenu, nel salotto buono dell’economia italiana.

      ricco di prima generazione, in un settore nuovo che nessuno capiva come la TV commerciale, perseguitato da accuse di essere un semplice riciclatore di soldi mafiosi, volgare e smargiasso, con un evidente complesso di inferiorità rispetto a chi aveva due o tre generazioni di alta borghesia alle spalle

      Renzi temo sia veramente un truffatore di provincia che si è buttato in politica come altri nel settore immobiliare o vinicolo o dei mattoni al posto dei videoregistratori

      e io ci ero cascato, per un breve periodo

    • PinoMamet says:

      Senza offesa, Francè, ma a te basta che un politico ti si vuole inculare, e ti piace.

      • Moi says:

        … e quel ch’ è peggio, Francè, hai la pretesa che a tutti debba piacere quanto a te piace ! 😉

      • PinoMamet says:

        Sempre senza offesa (e spero che anzi serva a risvegliarlo), Francesco mi ricorda quella battutaccia del Trucido o der Monnezza:
        “me pare er cane de Mustafà, che ce l’aveva ner culo e diceva che stava a scopà”.

        • Francesco says:

          premesso che la sodomia passiva mi pare godere di ottima fama in questo periodo storico

          è affascinante (detto come lo dice il dottor Spock in Star Trek) come una vaccata di sinistra rimanga una cosa buona qualunque sia il numero di volte in cui è stata smentita dalla storia!

          e quindi chi non aderisce deve essere un cretino, o un masochista, o entrambe le cose!

          😀

          • PinoMamet says:

            Ah la tassazione è una vaccata di sinistra.

            No, aspetta, adesso mi dirai: nooo, solo questa tassa qua.
            Dimostrando di non aver capito niente.

            • Francesco says:

              no, scusa, intendo dire che una tassazione puramente dimostrativa, di bandiera, che produrrebbe ben pochi introiti per lo Stato è decisamente una cagata pazzesca di sinistra, una misura da campagna elettorale

              sulle tasse in generale sono un moderato, non le aborro in assoluto, mi basta di fermino prima della redistribuzione

              o che arrivino fino in fondo, al sequestro totale

            • Z. says:

              Questa misura procurerebbe un maggior gettito tra 1 e 2 miliardi, non molto meno del canone Rai insomma. Sono d’accordo che sia poco, e si sarebbe dovuto fare di più, ma è già un inizio.

              Peraltro, lo scopo di un sistema impositivo progressivo (cioè quasi tutti, tranne qualche Paese per lo più del Terzo Mondo) è esattamente la redistribuzione.

              A proposito – chi parla di patrimoniale a proposito di questa misura è un grosso caprone, ma questo lo sai meglio di me e non c’è bisogno che te lo dica 🙂

              • Francesco says:

                i sistemi impositivi progressivi sono da Terzo Mondo, solo che la crescita esagerata della spesa pubblica fino agli anni ’70 ha creato mostri che nessuno sa come ridurre a più miti consigli

                una storia molto triste

                sulla patrimoniale sfondi una porta aperta, c’è un riflesso pavloviano sul tema fiscale

  99. Mauricius Tarvisii says:

    Per Pasqua vi porto buone notizie

    https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Infografica_11aprile%20ITA.pdf?fbclid=IwAR200NGBVuey9kNccHrOzR–MwCo5-53U1MzA9EVA5P25MrPjOkerE31XWo

    Guardate il grafico al centro, che mostra che, in realtà, moltissimi dei nuovi positivi sono, in realtà, gente già ammalata da tempo che è stata “tamponata” solo di recente.
    Il picco dei nuovi casi, invece, sarebbe avvenuto a qualche giorno di distanza dal decreto che creò la “zona arancione”.

  100. Mirkhond says:

    “Ma i DC non pervenuti.”

    E Benigno Zaccagnini? E’ vero che era di Faenza.

    • Moi says:

      … Le Province di Ravenna e Forlì (che fino ai primi Anni ’90, oggi incredibile a dirsi, includeva anche Rimini !) sono sempre state un po’ dei Feudi Massonici di PLI e PRI , ricorrenti circoli, polisportive, boccifile e affini con allusioni all’ Edera !

      • Moi says:

        Nella “Emilia”, invece, l’ Ortodossia di Partito è sempre stata molto più presente e normativa !

        Paragonandoci all’Egitto 🙂 , il PCI con le Cooperative Rosse era l’ Islam Sunnita, il PSI l’ Islam Shi’ita mentre i “Copti” dell’ Emilia erano i Democristiani con le Cooperative Bianche … i “Copti” della Romagna erano i PLI+PRI, con Sistemi Clientelari Meridionalizzanti nel Metodo MA Elitari nei Numeri ! … L’ MSI , invece i “Kuffar” 😉 ovunque, tipo gli Yeniz !

        PSDI e DP, sostanzialmente “Folkloristici” e concentrati quasi esclusivamente rispettivamente fra Universitari e Leghe delle Cooperative Gialle nel Ferrarese.

  101. Moi says:

    … CoronaVirus & Fighetterie da NON-Fermarsi Virtuali :

    https://www.leggo.it/alimentazione/news/coronavirus_aperichat_news-5100759.html

    … arriva l’ AperiChat [sic] !

  102. Mirkhond says:

    Non si finisce mai di apprendere gli orrori di cui è capace l’essere umano nei confronti dei suoi simili.

  103. Mirkhond says:

    Giusto per restare in tema:

    «Dobbiamo colonizzare la Sardegna inviandovi un contingente di irlandesi, dovrebbero essere in molti, per potersi difendere dagli attacchi degli indigeni, stranieri isolati non sarebbero sicuri in mezzo a quella popolazione barbara» 1840, nei salotti bene di Torino al tempo del Regno Sabaudo.

    «Disponete in fila i crani dei sardi e avrete sotto gli occhi una fila di crani degenerati» 1900, Alfredo Niceforo, antropologo

    «Bruciare con il lanciafiamme questi territori, oppure chiuderli come una riserva di criminali» Proposta per combattere il banditismo nelle zone interne

    https://youtu.be/-bAbHEvcLHQ

    • Francesco says:

      ma lo sapevano che anche gli irlandesi sono cattolici?

      anche se sarebbe stato un esperimento molto interessante devo dire

      mentre temo che la secondo proposta per il Sud sia più o meno quello che è successo alla fine, non credi?

      • Mirkhond says:

        “ma lo sapevano che anche gli irlandesi sono cattolici?”

        Certo che lo sapevano, anche perché nel 1840 i Savoia era ancora reazionari e non liberali.
        Comunque mi piacerebbe saperne di più in merito, da Habsburgicus, perché non conosco la questione.

        • Mirkhond says:

          Mi chiedo invece, come mai i Savoia non abbiano pensato all’invio in Sardegna di coloni piemontesi, tipo gli Aragonesi con le colonie catalane di Alghero e Cagliari nel XIV secolo.

        • habsburgicus says:

          non conosco la questione degli irlandesi da inviare in Sardegna, mi spiace
          presumo che si inserisca nell’ormai plurisecolare emigrazione di irlandesi nell’Europa cattolica, in primis nelle Iberie (Americhe incluse), ove molti irlandesi divennero potenti (o’ Higgins, Viceré del Perù il cui figlio diverrà Libertador del Cile; O’ Farrel; O’ Donnell, nome di un Primo Ministro liberale spagnolo sotto Isabel II)
          verosimilmente un caso analogo è la (molto più rara) emigrazione di inglesi cattolici, fra cui Acton che come ben sai diverrà potentissimo lì da te

        • PinoMamet says:

          Esiste una minuscola “colonia” irlandese da me, risalente a militari del Settecento, del tutto italianizzati
          (ci sono ovviamente anche alcune famiglie irlandesi “moderne” ma questa è un’altra storia).

  104. Moi says:

    … nelle vecchie serie pre-SJWs dei Simpson, il Sardo veniva utilizzato per adattare all’ Italia la caratterizzare dello Scozzese stereotipato in USA !

  105. Mirkhond says:

    Che vuol dire SJW?

    • PinoMamet says:

      Social Justice Warriors.
      L’ho scoperto grazie da Moi.

      Sarebbero quei tizi che fanno i “buononi” su internet (e non solo), i vari difensori delle minoranze, sostenitori maschi del femminismo o di qualunque cosa gli assomigli eccetera.

      Tipo il termine italiano “buonisti”, ma con meno sfumature politiche e più di gruppo sociale.

  106. Mirkhond says:

    Tutti questi anglicismi sono insopportabili.
    Poi si aggiungono i giornalisti italiani dei telegiornali con C’ramp per Trump o Foci per il virologo Anthony Fauci di origini siculo-napoletane!
    Fauci che Trump vuol silurare perché preoccupato prima della salute degli americani che delle ragioni della borsa!

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