Tutto in una mappa

Nota del 27 febbraio: la mappa pare che sia sbagliata (contiene le previsioni, non i dati definitivi), la situazione del 25 febbraio pare che sia stata in realtà molto peggiore.

Infatti:

Antonino, che è meteorologo, ha commentato:

“Il discorso di fondo resta ovviamente validissimo, ma Miguel stavolta rischia di toppare alla grande.
Chi si occupa di monitoraggio e previsione della qualità dell’aria sa che:
1) si misurano punti e si prevedono aree, le due cose sono confrontabili solo se non c’è troppa disomogeneità; le mappe perciò vanno sempre lette spannometricamente
2) si misurano solo alcune sostanze, le altre… si aspetta di avere i sensori adatti e non troppo costosi (e nel frattempo non se ne parla, ovviamente)
3) le concentrazioni di inquinanti dipendono moltissimo dal meteo; ecco perché le previsioni di qualità dell’aria hanno una ragione in più per poter sbagliare; a maggior ragione possono sbagliare i decisori, che spesso bloccano il traffico quando il meteo può anche smentirne le attese
Per questi e altri motivi, hai voglia a riconoscere l’effetto del blocco da coronavirus…”

Comunque ecco il mio (errato!) post di ieri:

In questa mappa della Lombardia, vediamo la situazione del PM10, il sottilissimo particolato inquinante generato tra l’altro da milioni di pneumatici sull’asfalto, rispettivamente il 18 e il 25 di febbraio.

Due martedì, quindi due giorni lavorativi, ma con una fondamentale differenza: la paura del coronavirus.

Probabilmente uno statistico, mettendo insieme i dati sulla mortalità legata all’inquinamento da PM10, nonché sulle vittime di incidenti stradali, potrebbe stimare quante vite sono state salvate.

Purtroppo, abbiamo memoria corta, e non sappiamo approfittare delle ancore di salvezza che ci vengono lanciate.

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64 Responses to Tutto in una mappa

  1. werner says:

    Perdonami, ma preferisco il progresso tecnologico come soluzione piuttosto del panico generalizzato.

    Aggiungo che dalla zona gialla del contagio (Bergamo) gli effetti sul traffico mi sembrano molto ridotti. Certo ci saranno meno persone nei centri commerciali e meno auto in orario scolastico, ma per recarsi al lavoro molti preferiscono la propria auto ai mezzi pubblici quindi siamo a pari.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Il telelavoro è progresso tecnologico?

      • Mauricius Tarvisii says:

        Il telelavoro da centro di coworking prevedrebbe persino gli effetti alienanti. Ovviamente degli effetti negativi sulla produttività ce li ha: i gruppi di lavoro perdono affiatamento, si perde il confronto tra colleghi, ecc.
        E gli addetti che devono stare nella produzione non sono interessabili.

        • werner says:

          Il telelavoro ha i suoi pro e i suoi contro come ben evidenzi. Per quanto ne so (poco) si preferisce attuarlo con parsimonia proprio per diminuire gli effetti collaterali.

        • Peucezio says:

          A proposito di rapporti diretti de visu e telelavoro: quand’è che qualcuno stabilisce una moratoria sulle riunioni?
          Non ne ho mai fatte, ma mi sono bastati i racconti altrui per capire che nella maggior parte dei casi sono uno dei maggiori nemici della produttività personale e collettiva.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Nella mia esperienza, le riunioni possono essere di due tipi:
            – di un gruppo allargato, per affrontare un tema che tocca una pluralità di persone
            – tra due soggetti, per affrontare un tema che si può affrontare anche al telefono
            Le seconde esistono solo per il gusto dei partecipanti, visto che normalmente raddoppiano il tempo di trasferimento di informazioni puro e semplice (si è meno propensi a dilungarsi al telefono) e fanno perdere il tempo degli spostamenti.

            • Francesco says:

              e le riunioni fatte solo per bloccare qualsiasi azione di propri rivali “politici”?

              quelle fatte per “misurarsi il pisello” e prendere decisioni che esulano totalmente dal merito dei problemi?

              tra l’altro io preferisco assolutamente un incontro vis a vis con una persona, se devo quagliare bene e ho tanta carne al fuoco, rispetto a una telefonata. Oppure uno scambio di email

              il telefono serve per avvisare se si fa tardi!

              • roberto says:

                si in effetti anche io il telefono lo uso solo per dare avvisi rapidi, la video telefonata/conferenza invece è un discreto surrogato del vis à vis (che comunque preferisco)

                quelle che odio sono le riunioni in cui un capo deve dare delle istruzioni dettagliate e che non richiedono commenti. mandami una mail e facciamo prima!

        • Roberto says:

          A me capita ogni tanto di telelavorare (solo lunedì e venerdì) ed è una figata (dovrei parlare al passato perché adesso lavoro a contatto con il pubblico e non è quasi mai possibile)
          Sto in pigiama, risparmio un’ora e mezza di trasporto, evito lo small talking con i rompicoglioni

          Certo mi dispiace un po’ non vedere alcuni colleghi (ehm), ma pazienza ogni tanto è figo

          Riunioni: ce ne sono di inutili, di utili, di indispensabili. Più si devono dare/ricevere ordini meno è utile. Più c’è da discutere veramente più è utile

          Ogni tanto faccio pure visioconferenze, mi sembrano un ottimo surrogato delle riunioni

  2. Per Werner

    “Aggiungo che dalla zona gialla del contagio (Bergamo) gli effetti sul traffico mi sembrano molto ridotti. ”

    A cosa attribuisci allora la differenza tra il 18 e il 25?

    • roberto says:

      “A cosa attribuisci allora la differenza tra il 18 e il 25?”

      a meno che fra di noi non ci sia il colonnello bernacca è difficile da dire, ma immagino che già un po’ di vento, pioggia, meno freddo ( = meno riscaldamento), potrebbero fare miracoli

      per il resto, devo ammettere che se per un secondo mi sono detto “lascia la macchina e prendi il bus” la voglia mi è immediatamente passata….

      • werner says:

        In genere la differenza la fanno vento e pioggia. Quando fa più caldo anche il riscaldamento soento aiuta.

    • roberto says:

      ok, ho trovato una spiegazione

      le mappe giornaliere dell’ARPA non sono aggiornagte in tempo reale (e leggendo sul loro sito vedrai che dicono che sono solo dei modelli)

      se vedi ora (ore 15.41) la mappa per il 25 febbraio la situazione è terrifcantemente peggiore rispetto a quella del 18 febbraio

      (cliccare qui, cercare la data ricercata)
      https://www.arpalombardia.it/Pages/Aria/Qualita-aria.aspx

      ite missa est

      • Mauricius Tarvisii says:

        Probabilmente molti hanno rinunciato ai mezzi pubblici per prendere l’auto, come suggerito da Peucezio.

        • Roberto says:

          Ovvio…ma appunto credo che ci siano condizioni meteorologiche che favoriscono la pulizia o sporcizia dell’aria

      • werner says:

        Faccio il Bernacca e scommetto che la ripevazione delle 18.30 del 26/02 sarà molto migliore di quella di ieri alla stessa ora.

        Motivo? Oggi c’è il vento e poco fa vedevo le montagne che stanno a trenta km da me. Ieri non vedevo neanche le colline a meno di dieci.

  3. Francesco says:

    Il punto, Miguel, è che pari ignorare il concetto di “magazzino”

    Non è un’ancora di salvezza, del resto senza motori non potremmo produrre abbastanza cibo da mangiare tutti

    Su, cerca altrove dei buoni segni dei tempi!

    PS non fa testo ma anche io sono passato dal metro all’automobile, per ora

  4. mirkhond says:

    Il senso del post è che per ottenere una politica più rispettosa del delicatissimo equilibrio ambientale, è necessario ricorrere a misure autoritarie.
    E questo però contrasta col comunitarismo di villaggio auspicato da Miguel, perché certe misure drastiche o oggettivamente impopolari possono venire solo da uno stato forte….

    • Per Mirkhond

      “Il senso del post è che per ottenere una politica più rispettosa del delicatissimo equilibrio ambientale, è necessario ricorrere a misure autoritarie.”

      Non esattamente.

      Diciamo che, perché le istituzioni prendano una misura autoritaria, che in questo caso dà dei risultati non previsti molto positivi, devono essere terrorizzate loro: non prendono certo volentieri misure che fanno schiumare dalla rabbia i loro stessi elettori.

      Nessuno stato forte prenderebbe misure a favore dell’ambiente, temo.

      • Francesc0 says:

        la Cina sta combattendo l’inquinamento atmosferico delle sue megalopoli da molti anni

        meglio, il Partito Comunista Cinese

        ciao

      • paniscus says:

        “Diciamo che, perché le istituzioni prendano una misura autoritaria, che in questo caso dà dei risultati non previsti molto positivi, devono essere terrorizzate loro: non prendono certo volentieri misure che fanno schiumare dalla rabbia i loro stessi elettori.”

        Ma in tal caso, le istituzioni sono davvero terrorizzate dalla minaccia sanitaria, sociale o economica in sé, o sono terrorizzate dalla prospettiva di ricorsi, denunce, diffide, o rivalse varie?

        Cioè, deliberano la quarantena perché hanno davvero paura che il virus dilaghi… o la deliberano perché hanno paura di beccarsi delle denunce se NON lo hanno fatto?

        • Moi says:

          … la seconda, direi.

          Cmq è lecito avere sospetti sul fatto che … il CoronaVirus salta fuori mediaticamente con un tempismo perfetto subito dopo la Vittoria di Bonaccini + il PD a Gennaio 2020, in materia di CoronaVirus, silenzia Burioni (Olim Eroe Anti M5S NoVax oggidì vitupera il Governo) sui Media Mainstream …

  5. mirkhond says:

    Però se le classi dirigenti di quello stato forte fossero anch’esse terrorizzate, le prenderebbero anche loro…..

  6. Alessandro says:

    Io sono fondamentalmente d’accordo con te, pero’ con un dubbio.

    Uno statistico dovrebbe anche calcolare (e immagino sia una calcolo molto complesso e per niente preciso) anche gli effetti a lungo termine del gettito mancato, con conseguente impatto sul sistema sanitario, la limitazione dell’accesso alle cure, il finanziamento alla ricerca eccetera.

    Sto proprio facendo l’avvocato del diavolo eh, perche’ sostanzialmente la vedo come te (vogliamo abbassare il numero dei morti per incidenti? Abbassiamo in un colpo i limiti di velocita’ delle automobili, tutti, di 20 km orari. Sono sicuro che un paio di migliaia di morti all’anno e una decina di migliaia di invalidi semi permanenti li risparmiamo), pero’ un calcolo del genere non credo possa fare a meno di prendere in considerazione tutti i fattori del sistema.

    E infatti la complessita’ del problema richiederebbe una risposta di sistema. Se togli solo il traffico di colpo (che, intendiamoci, configurerebbe un mondo in cui io sarei felicissimo), crei piu’ probblemi a lungo termine di quanti tu non ne risolva.

    Credo, almeno

    • Per Alessandro

      “Uno statistico dovrebbe anche calcolare (e immagino sia una calcolo molto complesso e per niente preciso) anche gli effetti a lungo termine del gettito mancato, con conseguente impatto sul sistema sanitario, la limitazione dell’accesso alle cure, il finanziamento alla ricerca eccetera.”

      bentornato!

      Infatti, non ci sono soluzioni semplici…

      • Alessandro says:

        Non sono mai andato! seguo in silenzio, ma sei una delle tre pagine che apro regolarmente la mattina, prima di inziare a far qualsiasi altra cosa 🙂

      • Alessandro says:

        Ma io infatti non parlavo di soluzioni – e’ chiaro che ssono orrendamente complesse, visto anche come siamo messi. Parlavo proprio del calcolo da far fare all’ipotetico statistico che ci deve dire quante vite salva una blocco del genere.

        Io non lo so, quante vite salva. e penso sinceramente che non sia nemmeno una questione di numero di vite.

        Io credo che ci siano dei morti che, collettivamente, in modo implicito, siamo abituati a considerare un prezzo giusto da pagare (per cosa? Questo e’ un altro discorso).

        Per esempio, l’influenza stagionale. Fa circa quarantamila morti all’anno in Italia. Ecco, se noi decidessimo che si tratta di morti inaccettabili, dovremmo fare esattamente quello che stiamo facedno con il coronavirus oggi, ovunque e per quattro mesi all’anno. Salveremmo magari quelle vite (quarantamila, sono tante, mi pare), pero’ non ci sarebbe mobilita’, l’econimia collasserebbe, la scolarizzazione franerebbe eccetera, creando un’effetto domino che non siamo nemmeno in grado di prevedere. Quindi, sacrifichiamo quei quarantamila circa all’anno.
        E’ abbastanza razionale, secondo me come ragionamento, e per ribaltarlo bisognerebbe ribaltare le intere fondamenta del mondo in cui viviamo. E credo che nemmeno in un’economia sociale e non orientata alla crescita infinita, questo sarebbe possibile.

        Molto meno razionali sono le vite che sacrifichiamo agli incidenti stradali eppure neanche quelle le consideriamo un’emergenza. Io lo sostengo da anni: abbassare i limiti di velocita’ di colpo anche solo di 10km all’ora salverebbe parecchie vite e abbasserebbe di un bel po’ le emissioni, senza probabilmente alcun contraccolpo. Ma e’ un altro discorso

        • Francesc0 says:

          sicuro che il problema sia la velocità? io propenderei per la stupidità assoluta e la mancanza di sanzioni quasi totale ma sono un guidatore

          ciao

        • Mauricius Tarvisii says:

          Sui limiti di velocità, è vero solo per i limiti più elevati: abbassare da 130 a 120 il limite in autostrada riduce notevolmente i consumi, mentre ridurlo da 50 a 40 in città significa soltanto far scalare una marcia.

        • Peucezio says:

          Alessandro,
          la questione della pericolosità dei limiti è del tutto arbitraria, perché se in auostrada si viaggiasse a 50 kmh gli incidenti crollerebbero, molto più che abbassandola a 120 o 11o, ma a questa stregua a che punto si deve arrivare? Se si andasse a 10 all’ora non si farebbero proprio incidenti mortali.
          Ma una macchina grande, con un buon sistema frenante, a 180 è molto sicura, nei limiti della ragionevolezza.

          • roberto says:

            la macchina a 180 non tutti sanno portarla e poi basta una buca un po’ più profonda sulla strada e son cazzi….

            • Peucezio says:

              Ma sulle autostrade non ci sono buche.
              In Germania non cӏ limite in molti tratti infatti.

              Poi, sai, una buca può essere letale anche per un motorino che va a quaranta in città.

            • Peucezio says:

              Poi, certo, non può farlo un guidatore inesperto, siamo d’accordo.

              Ma fino a un po’ di anni fa, quando non c’era il tutor, la gente in autostrada andava a 200 (me compreso) e mica si sentivano tutti ‘sti incidenti causa buche.
              E’ chiaro che all’aumentare della velocità aumenti le probabilità di incidenti, ma il grosso degli incidenti succede in città (agli incroci e simili) e, in autostrada, a causa di camionisti che si distraggono, si addormentano, ecc., che incidono molto di più del tizio in BMW che va a 180.
              Inoltre, se si fosse più rigorosi sulla distanza di sicurezza si salverebbero molte più vite che con questi assurdi limiti di velocità: stare appiccicato a quello davanti a 100 è molto peggio che andare a 200 con criterio.
              Basterebbe mettere macchine in borghese che, appena vedono uno che gli si appiccia al culo, gli ritirano la patente per qualche mese e gli danno una bella multazza di un pop’ di centinaia di euro.
              Mettine un po’ in giro per un certo tempo e vediamo se la gente non la smette!

              • Francesco says:

                basterebbe vedere le statistiche in Germania, dove non hanno i limiti ma hanno la Polstrada

                😉

              • Alessandro says:

                Infatti in Germania, nei tratti senza il limite di velocita’, gli incidenti mortali sono il 26 percento in piu’ che nei tratti con il limite. Non e’ poco. Ma il mio discorso era un po’ piu’ generale e partiva da tutt’altro – e cioe’ che non ci sono soluzioni semplici a problemi complessi e che invece a volte ci sono misure semplici (ma impopolari) a problemi meno complessi. Gli incidenti mortali sono un caso – abbassi il limite anche di poco su TUTTE le strade e abbatti le morti di un bel po’. Non c’e’ statistica possibile che lo contraddica. E in piu’ abbatti anche le emissioni, le polveri sottili eccetera, senza fare troppi danni all’econimia e alla circolazione delle merci.

              • Alessandro says:

                *Infatti in Germania, nei tratti DI AUTOSTRADA senza il limite di velocita’, gli incidenti mortali sono il 26 percento in piu’ che nei tratti DI AUTOSTRADA con il limite

              • Alessandro says:

                Peucezio

                “Inoltre, se si fosse più rigorosi sulla distanza di sicurezza si salverebbero molte più vite che con questi assurdi limiti di velocità: stare appiccicato a quello davanti a 100 è molto peggio che andare a 200 con criterio.
                Basterebbe mettere macchine in borghese che, appena vedono uno che gli si appiccia al culo, gli ritirano la patente per qualche mese e gli danno una bella multazza di un pop’ di centinaia di euro.
                Mettine un po’ in giro per un certo tempo e vediamo se la gente non la smette!”

                io sono d’accordo con QUALSIASI misura per rendere la circolazione piu’ sicura. Pero’ non capisco il riflesso dell’automobilista che, quando gli si dice “abbassiamo i limiti”, reagisce come il conservatore americano di fronte all’ipotesi di regolamentare la vendita delle armi da fuoco, quasi gli si toccasse la virilita’.

                Le misure che dici vanno benissimo, come andrebbe benissimo negli USA insegnare a chi possiede un arma a usarla responsabilmente eccetera, pero’ che problema avete tutti ad andare in autostrada a 110 o nei centri abitati a 40? E’ una cosa che si puo’ fare subito, senza spese e con solo vantaggi

              • Peucezio says:

                Alessandro,
                l’unica misura per rendere la circolazione automobilistica sicura è eliminarla.
                O mettere un limite di dieci all’ora: ammacchi la macchina, ma non si fa male nessuno.
                Per il resto, la macchina, anche a 50 km/h è un’arma letale.
                Ma se si sceglie che si possono usare le macchine, si devono usare in modo ottimale e già 130 km/h in autostrada è molto penalizzante come limite.
                Se si vuole aumentare la sicurezza, lo si faccia con misure che non impattano sull’efficienza della circolazione (se ci metto un’ora in più ad arrivare in un posto, c’è minore efficienza), come il combattere senza quartiere il mancato rispetto della distanza di sicurezza e una serie di altri comportamenti, che sono solo stupidi e non servono a nulla.
                Il paragone con le armi proprio non regge (se non per il fatto che, se si sognassero di diminuire ulteriormente i limiti, scenderei in piazza col fulice!!), perché un’arma serve a uccidere, di per sé non fa nulla di buono; al massimo è un mezzo di difesa contro un’offesa, ma se non ci fossero offese, non servirebbe.
                Invece l’automobile è un mezzo di trasporto: per mille motivi l’uomo ha l’esigenza di spostarsi nello spazio.

  7. Peucezio says:

    Miguel,
    ti ci metti pure tu con questo anglicismo “mappa” per “carta geografica”? 🙂

  8. Peucezio says:

    Devo dire però che le automobili sono un forte antidoto contro la diffusione dei virus, perché sono mezzi individuali, che non generano assembramenti di persone.

  9. Moi says:

    @ MIGUEL

    un paradosso energia-risprse-ambiente-economia che dovrebbe piacerti 😀 :

    https://auto.hwupgrade.it/news/tecnologia/tesla-sorprende-tutti-la-gigafactory-di-berlino-si-fara-pur-abbattendo-92-ettari-di-foresta_87228.html

    Tesla sorprende tutti: la Gigafactory di Berlino si farà pur abbattendo 92 ettari di foresta

    ———————–

    https://it.euronews.com/2020/02/21/tesla-per-fare-le-auto-elettriche-abbatte-la-foresta

    Tesla: per fare le auto elettriche abbatte la foresta

  10. Moi says:

    risOrse … uff !

  11. Moi says:

    Cmq la StraVittoria del Capitalismo Liberal consiste NON nell’ aver inculcato la propria Propaganda … BENSI’ nell’ esser riusciti a spacciarla proprio per Ordine Naturale delle Cose ! … Poi, come ha giustissimamente notato Miguel, l’ Essere Più Semplice in Natura manda tutto a catafascio !

  12. Moi says:

    Orrore da Pubblicità di Youtube :

    Ho scoperto che esiste un zavaglio 😉 di quelli con l’ ampolla a presa di corrente che “calma lo stress ” ai gatti evitando che … si comportino da gatti 😉 ! Nello spot, c’è un uomo-maschietto 😉 che si comporta da gatto … e la voce femminile narrante chiede alla donna perché allora passare al gatto quel che NON passerebbe all’ uomo-maschietto !

  13. mirkhond says:

    A Venezia, per la prima volta, la funzione religiosa delle Ceneri è stata celebrata dal patriarca a porte chiuse e i fedeli hanno potuto vederla solo in televisione o in streaming.

    • Mauricius Tarvisii says:

      In Veneto tutte le celebrazioni devono svolgersi a porte chiuse.

      • Peucezio says:

        Significa che il prete celebra sine populo e la messa viene trasmessa in streaming?

        • Mauricius Tarvisii says:

          In streaming non so, sulle emittenti locali sì.
          Nelle varie chiese le celebrazioni dovrebbero continuare, sempre con il solo celebrante.

          • mirkhond says:

            Sentivo stamattina al telegiornale che l’Arabia Saudita ha bloccato l’accesso alla Mecca per i pellegrinaggi, sempre per via del coronavirus.
            Dunque non è solo la Chiesa Cattolica ad aver preso misure così estreme in questa situazione.

            • Peucezio says:

              Però una cosa è bloccare un pellegrinaggio, una cosa le celebrazioni.

              • mirkhond says:

                Il concetto di base credo che sia lo stesso però.
                Non sto entrando in merito se sia giusto o meno.

              • Francesco says:

                però un pellegrinaggio di quel tipo prevede viaggi molto più lunghi, mischioni di gente di ogni paese, assembramenti selvaggi

                andare a messa in parrocchia mi pare sia molto diverso “sanitariamente”

                ciao

              • mirkhond says:

                L’Iran pare che abbia sospeso la preghiera del Venerdì.
                Giusto per sottolineare come l’iniziativa drastica presa dal clero del Veneto e della Lombardia trovi similitudini anche in contesti islamici, in cui la fede è molto più sentita.

              • Peucezio says:

                Però non so se si possano istituire paragoni.
                La preghiera del venerdì non ha valore sacramentale: farla individualmente non cambia la sostanza della cosa.

  14. habsburgicus says:

    OT
    @Miguel @Moi @tutti quelli interessati
    vi posto in fondo il link a questo libro essenziale di Viačasłaŭ Švied , in lingua bielorussa, che vi traslittero in łacinka Масоны і ложы на землях Беларусі (канец XVIII-першая чвэрць XIX ст.) “Masony i ložy na zemlach Biełarusi (kaniec XVIII-pieršaja čverć XIX st.)” che tradotto significa “I massoni e le logge nei territori della Bielorussia (fine XVIII-primo quarto del XIX secolo)”
    le date hanno un senso…1772 (I Spartizione), 1830-1831 (1° rivolta “polacca”)..in Polonia-Lituania praticamente tutti erano massoni nelle élites (a partire dai prelati), la Costituzione “polacca” del 3 maggio 1791 venne fatta dai “fratelli”
    il ruolo dei massoni in Bielorussia fu ignorato per secoli
    ed era tabù a Minsk in età marxista e financo in età postmarxista
    solo da una dozzina di anni è possibile trattarlo, approfittando della leggera “apertura” culturale che l’astutissimo Łukašenka ha ancora esteso negli ultimi tempi per fare qualche pressione su Putin (la Russia negli ultimi tempi ha la mano pesante sulla Bielorussa facendo leva sulle forniture di gas, forse punta ad ottenere un trattato-capestro che ponga fine all’indipendenza bielorussa; i dirigenti bielorussi, pur comunisti e russofili, non amano troppo la soluzione e dunque l’astuto Łukašenka ora ha sciolto le briglie ai nazionalisti- da lui repressi in passato-quasi a dire ai russi, “non chiedetemi troppo. Sono un uomo vostro in politica estera, ma in politica interna meglio che restiamo indipendenti, per il bene di tutti”; nella stessa linea si colloca l’invito a Pompeo, enfatizzato sulla BELTA, l’agenzia bielorussa di notizie, quasi a dire a Mosca “guardate che non siamo una vostra provincia”; e rammentiamo che in occasione della “crimeata” del 2014, il presidente bielorusso fu quasi neutrale fra Putin e gli ucraini, appoggiando in seguito Putin ma sforzato..ciò che avvenne in Crimea, e che potrebbe avvenire ogni giorni in Bielorussia, non lo ha reso felicissimo, eh :D)
    http://files.knihi.com/Knihi/uploaded09/Svied.Masony_i_lozy_na_ziemlach_Bielarusi_XVIII-XIX.pdf

    il Grande Oriente, tenendo fede al suo nome, si spingeva molto ad Est 😀

  15. Ho messo questa nota in cima al post:

    “Nota del 27 febbraio: la mappa pare che sia sbagliata (contiene le previsioni, non i dati definitivi), la situazione del 25 febbraio pare che sia stata in realtà molto peggiore.

    Ieri avevo trovato, ma ho perso, una dettagliata analisi dell’errore, chi la trovasse è pregato di segnalarmelo. ”

    Grazie, Roberto!

  16. Antonino says:

    Il discorso di fondo resta ovviamente validissimo, ma Miguel stavolta rischia di toppare alla grande.
    Chi si occupa di monitoraggio e previsione della qualità dell’aria sa che:
    1) si misurano punti e si prevedono aree, le due cose sono confrontabili solo se non c’è troppa disomogeneità; le mappe perciò vanno sempre lette spannometricamente
    2) si misurano solo alcune sostanze, le altre… si aspetta di avere i sensori adatti e non troppo costosi (e nel frattempo non se ne parla, ovviamente)
    3) le concentrazioni di inquinanti dipendono moltissimo dal meteo; ecco perché le previsioni di qualità dell’aria hanno una ragione in più per poter sbagliare; a maggior ragione possono sbagliare i decisori, che spesso bloccano il traffico quando il meteo può anche smentirne le attese
    Per questi e altri motivi, hai voglia a riconoscere l’effetto del blocco da coronavirus…

  17. Trw says:

    per favore un commento riguardo a questo video, sembra autorevole la fonte: https://www.transcend.org/tms/2020/02/author-of-us-biowarfare-law-studies-confirm-coronavirus-weaponized/

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