“Coronavirus, l’ultimo contagiato si chiama Made in Italy”

Riprendo un articolo dal sito di Valori.it.

Come un minuscolo microrganismo possa fare ammalare non solo degli esseri umani, ma anche l’intero sistema socioeconomicopolitico su cui si regge oggi il mondo.

Un sistema che, ricapitolando, funziona così:

  • Monocolture. Un luogo del pianeta si dedica solo a fare telefonini, un altro produce carne, un altro i SUV, un altro vende le proprie attrattive turistiche. Oppure, una sola ditta si accaparra le emozioni e le comunicazioni dell’intera specie umana, un’altra tutto ciò che gli esseri comprano e vendono.
  • Lo scambio tra le concentrazioni – il flusso globale – percorre incessantemente il mondo, su un fiume di energia fossile trasformato in inquinanti, in parallelo a un fiume di denaro speculativo.
  • Tutto sembra più economico. Quando non addirittura gratis. Il salmone dell’Alaska lo possiamo trovare nel supermercato sotto casa, a prezzi che sembrano bassissimi.
  • Pescare il salmone in Alaska, disossarlo in Cina e rivenderlo nei supermercati italiani ha un costo pazzesco, che è però nascosto dal fatto che il 90% del prezzo – in distruzione della vita del mare, uso di petrolio e altro – lo pagano l’aria, l’acqua e i nostri figli. Sia perché non troveranno più il salmone, sia perché dovranno pagare i debiti su cui si regge la parte finanziaria del sistema.

Questo sistema ha due caratteristiche evidenti.

Il primo è che è diventato unico, planetario, non ne esiste un altro, come non esiste nemmeno un altro pianeta.

La seconda è che per farlo inceppare, basta un cosino che non è nemmeno unicellulare.

Certo, il coronavirus sarà solo una febbre passeggera, magari il picco sarà già passato; ma ci aiuta a capire cosa succede al minimo problema, con un sistema basato sullo scambio incessante tra monocolture. 

E questo ci aiuta anche a capire, tra parentesi, perché la “questione ambientale” non potrà essere certo “risolta” con qualche New Deal for Nature, o piantandoa trillion treeso creando nuove concentrazioni di intrugli geneticamente modificati.

Che fare?

Non lo so, ma partire dalla realtà è un buon inizio.

Attualità

Coronavirus, l’ultimo contagiato si chiama Made in Italy

Catene distributive bloccate col rischio di stop produttivi, calo della spesa turistica per 4,5 miliardi, blocco della moda: così 2019-nCoV mette in crisi l’economia italiana

Di Nicola Borzi

Oltre al numero crescente di vittime e ai danni sanitari, l’epidemia di coronavirus 2019-nCoV da Wuhan nello Hubei sta diventando anche un enorme problema economico. I contraccolpi si sentiranno anche in Italia.

Il 23 marzo 2019 in occasione della visita in Italia del presidente cinese Xi Jinping, l’Italia è diventata il primo Paese del G7 a unirsi al progetto cinese Belt and Road Initiative. In quell’occasione aziende cinesi e italiane hanno firmato dieci accordi per un valore dai 5 ai 20 miliardi di euro nell’energia, acciaio e gas naturale con nuovi investimenti in Cina di Eni, Leonardo, Fincantieri e i loro fornitori e subfornitori.

La nuova via della Seta. ARANCIO: gli Stati membri della Banca Asiatica d'Investimento per le Infrastrutture. NERO: I sei corridoi Belt and Road. AZZURRO: Via della seta marittima. Di Lommes - Opera propria, CC BY-SA 4.0.

La nuova via della Seta. ARANCIO: gli Stati membri della Banca Asiatica d’Investimento per le Infrastrutture. NERO: I sei corridoi Belt and Road. AZZURRO: Via della seta marittima.
Di Lommes – Opera propria, CC BY-SA 4.0.

Gli interessi di Leonardo e Fincantieri su aerei e navi

Il gruppo Eni – presente in Cina dal 2012 – ha siglato un’intesa finanziaria con Bank of China per stringere nuove collaborazioni con i due colossi energetici del Paese, China National Offshore Oil Corporation e PetroChina.

Leonardo (l’ex Finmeccanica) lavora con il partner cinese Kangde per partecipare alla gara lanciata dall’azienda statale cinese Comac per la realizzazione di componenti per il nuovo aereo da trasporto commerciale C929, un grande jet (280 posti) con autonomia di volo fino a 12mila chilometri: se l’offerta verrà accettata, Leonardo costruirà un nuovo stabilimento in Cina, con l’obiettivo di consegnare il primo prototipo nel 2025.

Fincantieri, tra i leader mondiali della cantieristica, ha firmato nel 2017 una lettera di intenti con China State Shipbuilding Corporation (Cssc), gigante della cantieristica cinese, e il distretto di Baoshan, che ospita il più grande porto commerciale e crocieristico della Cina e rappresenta già oggi la regione più sviluppata del Paese nel settore crociere, per creare all’interno del distretto un parco della cantieristica navale.

Anche i fornitori italiani di Fincantieri potranno trovare a Baoshan nuove opportunità di crescita, dato che ad oggi non esiste in Cina la rete di fornitura necessaria per la realizzazione di grandi navi da crociera; grazie a questo progetto, la filiera italiana avrà dunque l’opportunità di entrare in un mercato in fortissima espansione e già alcuni tra loro si sono recentemente insediati con attività produttive in Cina. Il 7 novembre l’Autorità portuale dell’Adriatico orientale e China Communications Construction Company (Cccc) hanno poi stretto un accordo per creare piattaforme logistiche collegate al porto di Trieste.

2mila imprese italiane in Cina

Ma i legami tra i due Paesi sono già forti. Secondo l’ultimo report di Fondazione Italia-Cina e Cesif, in Cina e a Hong Kong ci sono quasi 2mila imprese italiane con 190mila addetti e un fatturato di 36 miliardi. Dai primi anni Duemila sono cresciute di sette volte, specie sul fronte produttivo, perché vent’anni fa due terzi delle aziende italiane in Cina avevano solo uffici commerciali.

Le presenze più significative sono quelle delle imprese della meccanica e del tessile, con l’interesse principale che converge sulle tradizionali eccellenze del Made in Italy come la moda, l’agroalimentare e la meccanica strumentale, ma anche sui servizi per l’ambiente e l’energia sostenibile, l’urbanizzazione e le smart cities, le infrastrutture, i trasporti e le tecnologie spaziali.

44 miliardi di interscambio commerciale

Tra le maggiori imprese italiane presenti in Cina c’è Fiat Chrysler Automobile che da fine 2015 produce i modelli Jeep Cherokee e Renegade. In Cina c’è Brembo, che dal 2016 controlla il produttore di freni Asimco Meilian Braking Systems e ad aprile 2019 ha inaugurato un nuovo stabilimento a Nanjing. C’è Ferrero con lo stabilimento a Hangzhou, inaugurato a fine 2015, che ha conquistato un quarto del mercato cinese dei prodotti in cioccolato. Da fine 2017 c’à Prysmian Group con uno stabilimento di Jiangsu. Dal canto loro, i cinesi in Italia controllano Pirelli (45,52%), possiedono il 2/3% di Eni, il 35% di Cdp Reti, il 2% circa di Intesa SanPaolo, UniCredit e Generali, il 40% di Ansaldo Energia e l’intera Candy.

D’altronde nel 2018, l’interscambio Italia-Cina ha toccato quota 43,9 miliardi: secondo Eurostat l’Italia è quarto fornitore tra i Paesi europei con export per 13,2 miliardi, tra cui formaggi, vino, gelati, caffé con i marchi di punta Illy e Lavazza. Quanto all’import, l’Italia ha acquistati prodotti cinesi per 30,7 miliardi.

Nei primi nove mesi del 2019 invece l’export italiano in Cina è calato a 9,4 miliardi mentre l’import è ammontato a 24,2 miliardi. Secondo i dati Eurostat, l’Italia si conferma il quarto fornitore della Cina tra i Paesi europei, con valori che risentono della flessione di un miliardo (768 milioni, -57,6%) registrato nel settore dell’automotive. L’Italia è al quarto posto anche tra i clienti europei della Cina. L’incremento delle importazioni ha avuto un impatto determinante sull’aumento sia dell’interscambio che del deficit commerciale. La crescita delle importazioni italiane (+2,3 miliardi) riguarda principalmente il settore materiali e apparecchiature elettriche (+1,2 miliardi) e, più nello specifico, l’importazione di apparecchiature telefoniche.

Moda e turismo in forte allarme

Ma a soffrire di più i colpi del virus, nell’immediato, sono moda e turismo. Secondo la Camera nazionale della moda italiana, il settore perderà l’1,8% dei ricavi nella prima metà del 2020 per l’epidemia: un terzo dei consumatori globali di prodotti del lusso italiano è cinese e molti marchi hanno chiuso i negozi in Cina.

L’Italia è seconda solo alla Francia per vendite di moda e beni di lusso in Cina, con il settore del Made in Italy che nel 2019 ha fatturato 90 miliardi. «A dicembre le prospettive per il 2020 erano di ritorno al nostro tasso di crescita storico annuo dei ricavi di circa il 3% – ha affermato il presidente della Cnmi, Carlo Capasa – ma saremo fortunati se quest’anno il settore aumentasse dell’1%». Intanto le case cinesi Angela Chen, Ricostru e Hui hanno dovuto cancellare le loro sfilate alla settimana della moda femminile di Milano di febbraio e un migliaio tra giornalisti e buyer cinesi probabilmente non si presenteranno. Solo in via Montenapoleone 48 marchi avevano creato capsule collection dedicate all’Anno del Topo per i turisti della Cina.

Secondo elaborazioni di Cst per Assoturismo Confesercenti, se e solo se i contagi si stabilizzeranno entro marzo, la stima più ottimistica fa prevedere -30% per le presenze di turisti cinesi e oltre -6% per i turisti stranieri in Italia con un incremento del 2,5% delle presenze italiane. I flussi del 2020 potrebbero segnare un calo di 1,6 milioni di cinesi e di circa 11,6 milioni di altri turisti stranieri, con una flessione complessiva a fine anno del 3,3%.

Da ogni turista cinese, in media 1167 euro di acquisti

Le regioni più colpite saranno Lazio, Toscana, Veneto e Lombardia che insieme raccolgono oltre l’80% dei pernottamenti dei cinesi. Gli incassi turistici potrebbero calare di 1,6 miliardi ma i contraccolpi si sentirebbero anche sul Made in Italy: ogni turista cinese nel 2018 aveva fatto acquisti per 1.167 euro in Italia.

Secondo uno studio dell’Istituto Demoskopika rilanciato dall’agenzia Agi, l’epidemia potrebbe tagliare la spesa turistica nel 2020 in Italia di 4,5 miliardi, il 5% circa del valore aggiunto del settore. Il calo colpirebbe per il 70% Veneto, Toscana, Lazio e Lombardia, che perderebbero circa 3,2 miliardi. La contrazione del consumo totale di beni e servizi da parte dei viaggiatori deriverebbe del calo degli arrivi, quantificati in 4,7 milioni di turisti in meno che genererebbero, a loro volta, circa 14,6 milioni di pernottamenti in meno nelle strutture alberghiere rispetto al 2018.

Indagine Demoskopika impatto coronavirus economia italiana turismo
FONTE: Indagine Demoskopika 2020.

La stima dell’Istituto Demoskopika si è concentrata solo sui Paesi che, a oggi, hanno fatto registrare casi confermati di coronavirus così come costantemente monitorati dalla Johns Hopkins University.

  • Il calo più rilevante toccherebbe agli arrivi dalla Cina: –1,3 milioni di arrivi e –2,1 milioni di presenze.
  • A seguire la Germania: -1,3 milioni di arrivi e -5,9 milioni di presenze;
  • gli Usa: -566mila arrivi e -1,5 milioni di presenze;
  • la Francia -474mila arrivi e -1,4 milioni di presenze
  • l’Inghilterra -378mila arrivi e -1,4 milioni di presenze.

Dagli Stati colpiti da coronavirus, tagli miliardari alla spesa turistica

L’analisi per Paese di provenienza segnala un taglio della spesa turistica dalla Repubblica Popolare Cinese di 2 miliardi di euro, circa la metà dell’intera contrazione stimata. Seguono Stati Uniti con meno 693 milioni di euro (15,4% del totale), Germania con meno 551 milioni (12,3%), Giappone (243 milioni, 5,4%) e Regno Unito con 223 milioni (5,5%).

Sono quattro le regioni più bersagliate. Il Veneto potrebbe perdere 971mila arrivi, oltre 3 milioni di presenze ovvero 955 milioni di euro di spesa turistica in meno. La Toscana registrerebbe 695 mila arrivi in meno, un calo di oltre 1,8 milioni di presenze e una contrazione della spesa turistica di 778 milioni; in Lombardia si avrebbe un calo di 673mila arrivi, di oltre 1,6 milioni di presenze e della spesa turistica pari a circa 685 milioni; nel Lazio un calo di poco meno di 673mila arrivi, di oltre 1,9 milioni di presenze e della spesa turistica pari a circa 765 milioni di euro.

Ma il virus causa anche altri danni. Secondo Deutsche Welle, 3.012 delle 39.242 attività commerciali di Milano sono di proprietà di residenti nati in Cina senza calcolare quelle dei cinesi di seconda generazione. Dunque oltre il 13% dei negozi al dettaglio in città sono della comunità cinese e il quartiere di Chinatown, intorno a via Sarpi, era quello che a Milano faceva segnare gli aumenti maggiori di affitti e di valori immobiliari. La psicosi del contagio colpisce l’Italia anche in altri modi.

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302 Responses to “Coronavirus, l’ultimo contagiato si chiama Made in Italy”

  1. mirkhond says:

    A Firenze non si vedono più turisti cinesi?

    • Per Mirkhond

      “A Firenze non si vedono più turisti cinesi?”

      In effetti mi sembrano di meno.

      Non so esattamente perché: io potrei paura di andare in Cina, ma non vedo perché un cinese dovrebbe avere paura di venire in Italia.

      • Peucezio says:

        Beh, no, siamo noi italiani che abbiamo posto il blocco agli aerei dalla Cina. Giustamente.

        • Per Peucezio

          “Beh, no, siamo noi italiani che abbiamo posto il blocco agli aerei dalla Cina. Giustamente.”

          Vero!

          Peuce’, io NON voglio che Salvini vinca alle prossime regionali.

          Per cui ti prego di NON passare ai leghisti la ricetta segreta per la vittoria in Toscana.

          Che consiste nel dire che il governo italiano impedisce ai turisti cinesi di arrivare.

          Una campagna grintosa, concentrata solo su questo tema, con Salvini che si presenta su Facebook che mangia con le bacchette e visita le case vuote degli host di Airbnb…

          • Francesco says:

            😀

            PS però voi toscani ve lo meritereste, il Truce, per il poco tempo che resterebbe in sella prima di fare troppi casini

  2. mirkhond says:

    La mia impressione è che all’origine di questo virus ci sia un esperimento di guerra batteriologica sfuggito da un laboratorio militare, ma ovviamente le autorità cinesi non lo potranno mai confermare.
    Da qui le agenzie di stampa ufficiali che bollano come fake news questa notizia.

    • Per Mirkhond

      “La mia impressione è che all’origine di questo virus ci sia un esperimento di guerra batteriologica sfuggito da un laboratorio militare, ma ovviamente le autorità cinesi non lo potranno mai confermare.”

      Per risponderti, dovrei saperne di più di quello che sanno i medici.

      Ne so di meno, quindi non mi azzardo.

      • Peucezio says:

        Non ne capisco niente, ma sospetto che se davvero fosse stato così, avrebbe fatto molti più danni: che senso ha creare un’arma batteriologica che fa morire solo il 2% di quelli che la contraggono?

        • Francesco says:

          infatti, sarebbe un’arma di livello fantozziano come efficienza

          è un cazzo di raffreddore bastardo, non faccamoci troppi film intorno

        • Per Peucezio

          “Non ne capisco niente, ma sospetto che se davvero fosse stato così, avrebbe fatto molti più danni: che senso ha creare un’arma batteriologica che fa morire solo il 2% di quelli che la contraggono?”

          E che potenzialmente contagia tutti, untori compresi.

  3. mirkhond says:

    Infatti ho parlato di impressione.
    Se le democrazie hanno i loro segreti, figuriamoci le autocrazie.

  4. PinoMamet says:

    Faccio il dietrologo completo e seguendo la logica del cui prodest (la madre di tutte le dietrologie) propongo (ma non ci credo; la realtà non ha bisogno di dietrologie e a volte le cose accadono anche se non prosunt ; ) )

    due punti:

    il coronavirus è stato creato negli USA protezionistici e anti-cinesi di Trump per danneggiare l’economia cinese e dei paesi europei non allineati…

  5. Moi says:

    @ MIGUEL

    La parola Turca “lokanta” , deriva dall’ Italiano “locanda” … giusto ?

    L’ ho scoperto scrivendo per curiosità “Kerebekku” / ケレベック in Katakana (curiosamente tradotto in “Kerebekki” / ケレベッキ) … ed è saltato fuori un Ristorante Turco in Giappone “Toruko Rokanta” / トルコ ロカンタ !

    • Per Moi

      “La parola Turca “lokanta” , deriva dall’ Italiano “locanda” … giusto”

      Come tante altre parole.

      La mia preferita è fırtınalı, la tempesta.

      Sono in genere parole legate ai viaggi e al mare.

  6. Moi says:

    … ma l’ Ebola , com’è che non si sente più ?! … dubito che sia perché è stata completamente debellata, come così pure la SARS ! … Insomma : ci sono anni in cui “va di moda” mediaticamente l’ una, o l’ altra, o l’ altra ancora o chissà cos’ altro ?!

  7. Moi says:

    … e cmq bisogna ammetterlo : Salvini all’ opposizione è molto più funzionale a psicosi collettive Modello Peste Nera Medievale Vs Untori Musi Gialli e/o Untori Negri senza (!) sentirici Razzisti / FaSSiSSti / Populisti per questo !

  8. Moi says:

    C’è chi ipotizza che ‘sto Corona Virus “prodest” ai Centri (Pseudo)Massaggi Occidentali, messi in crisi dal solito made in China …

    • habsburgicus says:

      @Moi
      sugli annunci è aumentato esponenzialmente il numero di COREANE 😀
      un tempo rarissime 😀

    • Peucezio says:

      Io ho sentito un’altra cosa, e cioè che mai come ora è conveniente andare ai centri massaggi (si fa per dire) cinesi, perché sono talmente disertati che fanno offerte molto allettanti.

      • Moi says:

        A proposito di Corea … nota linguistica spannometrica :
        in ‘sti giorni ho visto alcuni (e almeno un altro vorrei riuscir a vederlo) film di Bong Jun Ho in V.O. sottotitolati al celeberrimo Lumière di Bologna … ebbene : il Coreano mi suona foneticamente monosillabico come il Cinese, ma “a-tonale” come cadenza tipo il Giapponese …

        • Moi says:

          cmq la tematica di fondo è sempre quella di “Parasite” : in Corea del Sud c’è (e ancor più c’è stato, vedendo le opere più vecchie del Nostro) un Classismo e un Dualismo “Guareschiano” [la diffidenza assoluta per i fighetti di Seul …] 🙂 Città-Campagna che ricorda l’ Italia Anni Cinquanta … o la Parma “cronocriogenizzata” 😉 appunto agli Anni Cinquanta, spesso descrittaci da Pino 😉 !

          @ HABSBURGICUS (… Chi altri ?)

          Se ho ben capito (film del 2003 ambientato nel 1986), negli Anni ’80 in Sud (!) Corea ci sono state durissime repressioni poliziesche o addirittura militari per “sradicare” (letteralmente) un Popolo dalle proprie tradizioni contadine millenarie, “urbanizzandolo e industrializzandolo” !

        • Moi says:

          anche se morfosintatticamente Giapponese e Coreano sono strutturati “alla TurcoTuranica” :D, come agglutinanti !

        • PinoMamet says:

          In effetti credo proprio sia monosillabico e non tonale…
          Ma ne so pochissimo.

          Una cosa che noto dei film coreani è che sono molto espliciti, tosti, non risparmiano niente allo spettatore.

          Per un sacco di tempo li ho considerati come i giapponesi di serie B, ma ora penso che siano piuttosto diversi, e pure dai cinesi.

          Per certe cose sono più europei, come una specie di Giappone occidentalizzato, ma senza la cultura profonda tradizionale rimasta in sottofondo o come doppione.

          Non che i coreani non l’avessero, ma credo che riguardasse molte meno persone, la gran massa del popolo mi dà l’idea di essere stata molto più una tabula rasa, molto terra terra.

          • Peucezio says:

            Non so nulla di coreano, ma so che è agglutinante, come il giapponese, con cui si ritiene sia imparentato.

            • mirkhond says:

              Anche le lingue caucasiche sono agglitinanti?

              • mirkhond says:

                agglutinanti

              • Peucezio says:

                Sì, ma per quelle devi chiedere a Miguel, che è l’esperto e ne sa molto più di me.

                Comunque so che hanno una struttura essenzialmente agglutinante.

              • Per Mirkhond

                “Anche le lingue caucasiche sono agglitinanti?”

                So qualcosa solo del georgiano.

                La sintassi è simile a quella indoeuropea (quindi non a quella turca).

                La morfologia è un misto: agglutinante, ma anche con modifiche vocaliche interne imprevedibili, stile lingue indoeuropee.

              • Peucezio says:

                Wikipedia la dà agglutinante, ma è anche vero che spesso si hanno tipi non puri.

                Miguel, ti riferisci all’apofonia indoeuropea?

                Con sintassi simile a quella indoeuropea che intendi?

              • Peucezio says:

                Mi spiego meglio:
                in genere, in tipologia, per quanto riguarda la sintassi si individuano essenzialmente due criteri di classificazione:
                – quello relativo all’ordine dei costituenti (SVO, SVO, ecc.) e quello che distingue le lingue in nominativo-accusative (come le indoeuropee, ma c’è chi sostiene che in una fase più arcaica l’indoeuropeo dovesse essere ergativo-assolutivo, ma sono speculazioni) ed ergativo-assolutive. La distinzione si basa sul caso del soggetto intransitivo, che nelle prime è lo stesso del soggetto transitivo, nelle seconde dell’oggetto.
                Poi ci sono altre distinzioni, legate di nuovo all’ordine dei costituenti, tipo la collocazione relativa di testa e modificatore: in italiano tipicamente la testa è a sinistra (il cane mansueto, la casa di Marco), in inglese è a destra (non metto esempi per non scrivere bestialità sgrammaticate, ma hai capito cosa intendo).

                Poi ci sono i parametri dei generativisti.
                Uno tipico è il pro-drop: l’italiano è pro-drop: il soggetto può essere omesso; l’inglese no: devi esprimerlo obbligatoriamente e persino i verbi zerovalenti, cioè impersonali (tipicamente quelli meteorologici), privi di soggetto semantico, devono utilizzare un espletivo (“it rains”); lo stesso vale per tedesco e francese, mentre lo spagnolo è come l’italiano.
                I dialetti centro-settentrionali, dalla Toscana in su, sono pro-drop, ma in realtà condividono caratteristiche con le lingue non prodrop, perché hanno soggetti clitici obbligatori in alcune persone verbali e possono avere espletivi con gli impersonali (milanese “el pioeuv”, leggi el piöf).

              • Peucezio says:

                In ambito indoeuropeo, venendo al merito, l’ordine dei costituenti è piuttosto variabile: SOV in molte lingue antiche, SVO in quelle romanze, VSO (tipologicamente meno comune) in quelle celtiche, ecc. Non saprei se si possa ricostruire un tipo originario indoeuropeo: in generale è molto spinoso parlare di sintassi di una lingua ricostruita, di cui non abbiamo attestazioni.
                Diverso è il discorso per l’accusatività e l’ergatività: tutte le lingue indooeuropee storiche sono nominative-accusative, quindi si può considerare tale anche l’indoeuropeo senza fare una grossa forzatura.

                Il georgiano, da quello che dice la sacra Wiki di ritvaniana memoria, è invece assolutivo-ergativo, come il basco.

              • Peucezio says:

                Qui c’è una buona sintesi sull’ordine dei costituenti:
                http://www.treccani.it/enciclopedia/ordine-degli-elementi_(Enciclopedia-dell%27Italiano)/

              • Peucezio says:

                Tra l’altro l’autore della voce è l’ottimo Nicola Grandi, che insegna a Bologna (dove c’è un forte interesse per la tipologia linguistica), autore di questo volumetto che consiglio caldamente a Miguel e a chiunque abbia curiosità di questo tipo:

                http://www.carocci.it/index.php?option=com_carocci&task=schedalibro&Itemid=72&isbn=9788843073191

                E’ una sintesi molto chiara e ben fatta, accessibile a non specialisti, che fa capire molto bene le cose essenziali della tipologia linguistica.

  9. OT

    Per Habs in particolare:

    https://www.telegraph.co.uk/culture/tvandradio/bbc/11361080/Thomas-Cromwell-was-the-Islamic-State-of-his-day.html

    “Thomas Cromwell was the Islamic State of his day
    Forget Wolf Hall: this pathologically ambitious “ruffian” sent hundreds to the chopping block and destroyed England’s religious and artistic heritage “

    • Peucezio says:

      Non ho letto l’articolo perché scritto in foresto, ma l’idea di base mi sembra azzeccatissima: è più o meno ciò che sostengo da quando scrivo qua dentro (e anche da prima).

      • Peucezio says:

        Mi correggo: mi era sfuggito il commento di Mirkhond e non avevo fatto caso al diverso nome di battesimo.

  10. mirkhond says:

    Ma Thomas Cromwell era un avo di Oliver Cromwell, il fondatore dell’effimera repubblica d’Inghilterra nonché leader del puritanesimo più fanatico e pure non dissimile dal fondamentalismo sunnita?

    • habsburgicus says:

      Thomas Cromwell è ben più funesto di Oliver..
      Thomas Cromwell fu la “mastermind” dietro la Riforma, che separò per sempre l’Inghilterra da Roma e dalla Civiltà Romana e Cristiana
      fu Thomas Cromwell a eccitare il vecchio Re sulla questione del divorzio (1532-1533)
      fu Thomas Cromwell a spingere per la rottura e l’atto di Supremazia (1534)
      fu Thomas Cromwell dietro lo sterminio dei benedettini e dei pochi che dissero no al tiranno, fra cui un solo vescovo, john Fisher di Rochester e un solo alto politico, Thomas More, già Lord Chancellor (1535)
      fu Thomas Cromwell, soprattutto, a organizzare la distruzione dei monasteri (1536-1539) forse l’avvenimento più importante della Storia inglese, in quanto sancisce lo iato fra l’Inghilterra medievale (cristiana) e l’Inghilterra moderna (puritana) che non hanno quasi alcun legame fra loro..sono due Nazioni differenti [se ci pensate la presenza costante del “monaco”, del “frate” è ciò che caratterizza l’Inghilterra medievale d’antan di cui si è perso il ricordo, se non nella saga di Robin Hood dove compaiono quelle strane creature che sono i frati :D]
      fu Thomas Cromwell a introdurre i primi elementi di protestantesimo nella Chiesa scismatica e a spingere per l’alleanza con i protestanti tedeschi (1537-1538) fu lui dietro il matrimonio con Anna di Kleve
      nel 1539 vinsero, per il momento, il vescovo di Winchester Stephen Gardiner (scismatico ma cattolico, e infatti sarà con Maria Tudor) e il Duca di Norfolk, e il Parlamento varò i “6 Articoli di Sangue”, comminando il rogo a chi avesse negato la transustanziazione, il culto di Maria e quello dei Santi
      nel 1540 Thomas Cromwell finì sul rogo….parve essere sconfitto
      ma rivincerà post obitum con Edward VI e soprattutto con Elisabetta !

      • daouda says:

        L’incipiente giudaizzazione dell’aristocrazia anglosassone risale a questo periodo?

        E c’è da fidarsi di Arnold Leese? Ha qualche fondamento la pretesa di quelli che cianciano della nobiltà nera veneziana trapiantata ad Amsterdam e poi in Inghilterra?

      • PinoMamet says:

        Il Cromwell più famoso è ricordato positivamente nel mondo ebraico come colui che ammise gli ebrei in Inghilterra, di sua personale iniziativa (nonostante un voto negativo del Parlamento stesso, a quanto pare).

        • mirkhond says:

          Nel 1656 se non sbaglio.

        • habsburgicus says:

          è ricordato positivamente nel mondo ebraico

          ed è ricordato negativamente negli ambienti “suprematistici bianchi” e “altright” per lo stesso identico motivo 😀 😀

          • habsburgicus says:

            gli stessi ambienti che lodano Edward I (1272-1307), che li espulse 😀
            [P.S: Edward I, Re cattolico di un’ALTRA Inghilterra che non ha nulla in comune con quella moderna e financo Crociato, è lodatissimo anche dai cattolici e dai conservatori per ben altri motivi..eh !]

  11. Moi says:

    Insomma, per farla corta : se sei un vero Liberal, di quanta gente schiatta te ne freghi … conta i baiocchi di danno !

  12. Moi says:

    “sradicare” (letteralmente) un Popolo dalle proprie tradizioni contadine millenarie, “urbanizzandolo e industrializzandolo” !

    ———-

    Creando così il MultiCulturalismo Fighettista Sorosian-Sardinista 😉 da Hipsterucoli che Milano o Seul, sempre da Starbucks si va 🙁 …

    • PinoMamet says:

      Nel mondo degli appassionati di arti marziali, si sa che i coreani sono piuttosto presi in giro dai giapponesi perché hanno scopiazzato le arti giapponesi, più o meno leggermente “coreanizzandole”, e spacciandole per proprie.

      Questo non significa che non avessero arti proprie (sostanzialmente, un misto sino-nipponico) ma guerre, invasioni, impoverimenti di massa, sradicamenti ecc. credo abbiano lasciato in vita pochissimo di autentico (il tiro con l’arco coreano, per esempio).

      ma a loro che gli frega? Hanno scopiazzato le robe giapponesi, le hanno risistemate un attimo per il gusto locale (più tamarro) e via.

      è un semi-falso, perché si tratta di un “prodotto” sicuramente adulterato, ma che somiglia abbastanza a quello che doveva essere il prodotto genuino che esisteva… ma soprattutto piace e funziona.

      C’è di peggio, in Occidente, ma non voglio dilungarmi…

      • Moi says:

        Una delle scopiazzature più palesi sono i “robottoni” … più o meno imbarazzanti 😉 !

        Dal punto di vista marziale , però, il taekwondopur risentendo pesantemente del karate Giapponese è stato “ciappinato” 😉 in meglio , aggiudcandosi il gesto atletico per antonomasia del calcio c/o il CIO Olimpico. D’ altronde i Cinesi dicono che deriva tutto dal Kung Fu … Però per me a livello “botte pratiche” 😉 è il corpo umano stesso a essere “ecumnico” 😉 , seppur magari con diversità dettate magari dalle corporature medie / condizioni psicofisiche di un popolo.

        • Moi says:

          Di Bong Jun Ho tuttavia ho visto di recente in V.O. sottotitolato “Gwoemul/ The Host” [“괴물”] , del 2006, pregevole ma semplice , con un ipso facto un “mini kaiju” 😉 per dirla alla Giapponese :

          trailer

          https://www.youtube.com/watch?v=1HRTy26s4hw

          clip primo assalto del mostro

          https://www.youtube.com/watch?v=4QL7usJUsc4

          al solito, polizia corrotta e/o inetta …

        • PinoMamet says:

          Beh ma infatti qui non si parla di “botte pratiche” ma di cose che pretendono di avere una storia, una tradizione ecc.
          il fatto è che i coreani se la sono bellamente re-inventata, dopo averla presumibilmente persa.

          È vero che anche le arti giapponesi che finiscono in -do, e molto kung fu cinese ecc. sono sostanzialmente roba ottocentesca o novecentesca, però almeno ripescano roba loro…

  13. Moi says:

    @ HABSBURGICUS

    https://www.youtube.com/watch?v=WmSOPI-6bgY

    … memberbery (trigger alert per gli altri …) ?

    … pensa le Femministe Triggherine 😉 a far una roba così OGGI ! 😉

    • habsburgicus says:

      eh sì 😀
      (anche una bella canzone nel ritmo…quantomeno, a me piace)

    • PinoMamet says:

      Mah, non so se le femministe di oggi abbiano qualcosa contro questa canzone più di quelle dell’epoca…

      invece mi stupisce il video, nel quale la cantante si rivolge a dei ragazzini (a occhio e croce sui tredici-quattordici anni) invitandoli a “comprarla” come alternativa alla masturbazione… (min. 1:50 in poi)

      • PinoMamet says:

        No, sono più piccoli, devono essere delle elementari.

      • Moi says:

        mah … mi pare una classe (i grembiulino nero maschile e bianco femminile con ridicoli “stricchettoni” 😉 clowneschi rivela che siamo negli Anni Fine Settanta /Inizio Ottanta) che fa ritratti di donna per educazione artistica … probabilmente aveva un intento metaforico ! 😉 … O forse che Viola Valentinostia pasturando futuri “acquirenti” fra i cinni sfigati ?! 😉

        All’ epoca, ricordiamocelo (!) i “socials” NON c’ erano … era già tantissimo la chiacchiera al bar o nel cortile condominiale e/o la lettera a un giornale e/o a TV Sorrisi & Canzoni !

  14. habsburgicus says:

    OT
    visto che qui è un argomento sempreverde 😀
    https://www.eurasia-rivista.com/chi-sono-gli-antenati-degli-ebrei-odierni/

    • PinoMamet says:

      Il Muttone!

      credo conosca anche l’ungherese (andava in Ungheria a cavalcare, così ci disse, e credo a fare tiro con l’arco… se ricordo bene.. .e penso che avev anche una moglie o convivente ungherese…)
      tra le altre lingue!

      sempre interessante leggerlo.

    • PinoMamet says:

      Era tra l’altro (ora è parecchio anziano mi sa) un pezzo d’uomo, abbastanza imponente e in forma, baffuto o barbuto (secondo gli anni), una specie di Umberto Eco di destra e gagliardo, non di centro sinistra e ciccio.

      Si diceva che negli anni Settanta nel mio non-capoluogo avesse subito alcuni pestaggi da parte di personaggi di sinistra estrema, ma quando era da noi non dava l’idea di uno che le prendesse facilmente… più facile che le dava 😉

      Se potessi tornare a quell’età! che divertimento!
      ma questo non c’entra con lui e con l’articolo.

  15. Francesco says:

    OT

    avete notato la terrificante mancanza di effetti sulle regioni che dovrebbero attrarre più turisti?

    Sicilia, Calabria, Puglia, Sardegna, veri paradisi terrestri per turisti, sono bianche o al più rosette pallidissime!

    🙁

    • roberto says:

      mi sa che ai cinesi non gli frega nulla del mare

      lo so che in puglia e sicilia c’è ben altro, ma so’ cinesi

      • Francesc0 says:

        magari è nostro interesse farglielo sapere! anche perchè ai turisti asiatici, ricchi e ignoranti, pare interessarie la pacchianeria più esagerata e noi italiani siamo messi molto bene!

        se vogliamo lavorare e arricchire

  16. mirkhond says:

    Che ne pensi invece dell’articolo?

    • PinoMamet says:

      Letto ora…

      molto interessante e, nella giusta prospettiva (in soldoni, un certo influsso etnico khazaro penetrato nell’ebraismo ashkenazita orientale) abbastanza credibile…

  17. mirkhond says:

    Riferito a Pino.

    • Peucezio says:

      😀

      Dalle mie parti direbbero: “ce ccàpa frèscke!“.

    • Per PinoMamet

      “paganesimo “nordico” in Israele!”

      E che gusto c’è, se fa il Politicamente Corretto con la coda tra le gambe?

      • PinoMamet says:

        Ma è un po’ tutto il paese che è così:

        femminista, gay-friendly, ambientalista, fissato con le meditazioni orientali, “la natura è il mio tempio” ecc. ecc.

        Potrebbe benissimo averlo fondato Jacobo Fo, invece di Theodor Herzl o Ben Gurion 😉

        In effetti, senza il problema palestinese, sarebbe uno dei posti più pallosi al mondo.

        ma il problema palestinese di per sè è talmente palloso che allora risultano più interessanti questi tizi qua
        (anche con la pettina “nordica”, a guardarlo a me pare sempre un bravo rabbino in attesa di tornare… all’ovile 😉 )

  18. Moi says:

    Anime

    https://www.youtube.com/watch?v=XMbgjEWyC_w

    TOP 10 CLONI E MISCHIONI COREANI

  19. Moi says:

    @ PEUCEZIO

    Come già detto in qualche altro post, l’ aspetto più interssante della lingua Coreana è l’ alfabeto Hangul, strolgato 😉 dal Grande Re Sejong , che stilizza l’ apparato fonatorio …

    https://www.youtube.com/watch?v=k-Z_Z65ikXs

    Arirang Special _ Hangeul, the Scientific Letters

    Hanno anche come Festa Nazionale il Giorno dello Hangul :

    https://it.wikipedia.org/wiki/Giorno_dell%27hangul

    … curiosamente con due date distinte fra Nord del Socialismo Reale e Sud del Capitalismo

  20. Moi says:

    insomma, mi pare che identitariamente i Coreani siano un po’ naturaliter frustrati 😉 … per le robe diciamo dall’ Ottocento in giù , si sentono un po’ come una “sottomarca” 😉 della Cina. Per le robe diciamo dal Novecento in su , si sentono un po’ come una “sottomarca” 😉 del Giappone.

    • habsburgicus says:

      verissimo Moi
      ed è un peccato !
      perché la Corea ha una Storia e un’identità culturale di tutto rispetto
      inoltre come sai benissimo (ne parlasti anche), la Corea ha inventato un alfabeto proprio, oggi dominante, lo han’gŭl (il vietnamita-per citare un’altra lingua di area sinica-ha l’alfabeto, ma è il nostro con diacritici, progettato dal celebre gesuita secentesco Alexandre de Rhodes, dunque non autoctono…e va reso onore alla saggezza di Ho Chi Minh che ha mantenuto l’alfabeto anziché cedere alla facile tentazione di denunciarlo come strumento dell’imperialismo “borghese” e del colonialismo :D)
      in più la Corea più vantare un’omogeneità etnica che solo il Giappone ! (e i nipponici hanno gli ainu)
      la Corea fu [per usare termini mutuati dalla tradizione europea che là hanno poco significato] uno Stato autonomo sotto l’alta sovranità della Grande Cina, sino al trattato di Shimonoseki del 17/4/1895 d.C (17.IV.28 Meiji per il Sol Levante, un mese a me ignoto dell’anno 21 Guangxu per la Cina contemporanea)
      allora la Corea divenne INDIPENDENTE anche secondo lo ius gentium degli Europei..e nel 1897 il Sovrano di Chosŏn (in giapponese Chōsen) si proclamò Imperatore e adottò un proprio nyŏnho*
      ma ci fu la guerra russo-giapponese (1904-1905), di cui la Corea fu magna pars (nello scoppio), e il trattato di Portsmouth del 23/8/1905 v.s (5.IX.38 Meiji)
      la Corea passò nella sfera di influenza nipponica
      all’inizio l’Imperatore di Corea credette, forse, che i giapponesi erano come quei fessi degli italiani 😀 (mitico il trattato di Uccialli del 2/5/1889 d.C, 1881 etiopico) e inviò una sua Legazione alla Conferenza della pace dell’Aja (1907), volendo testimoniare urbi et orbi di possedere ancora lo ius legationis, primo attributo della sovranità [é noto che la nostra crisi con l’Etiopia, che finirà ad Adua il triste 1/3/1896, iniziò quando gli etiopici rivendicarono il diritto di mantenere rapporti diplomatici diretti, laddove noi -da autentici magliari :D- stupulammo a Uccialli nella versione italiana che l’Etiopia DOVEVA passare attraverso i buoni uffici del nostro Re, anche se nel testo amharico leggevasi POTEVA 😀 cose che possono capitare solo in Ausonia :D)
      il Giappone reagì con durezza..obbligò l’Imperatore ad abdicare, impose un trattato capestro alla Corea (1907) e si fece assegnare lo ius legationis apertis verbis..penso, ma non sono certissimo, che il nuovo Sovrano dovette abbandonare il nyŏnho, atto simbolico in tutto l’Oriente
      in agosto 1910 il Giappone abolì la Monarchia coreana (l’ultimo sovrano morì nel 1919, credo) e annesse la Corea, trasformandola nel Governatorato Generale di Chōsen, cap. Seoul..e per 35 anni la Corea fu parte del Grande Giappone

      *nel sistema sinico (Cina, Giappone, Corea, Vietnam) le date si calcolano con un “nome d’era” (all’inizio un Imperatore poteva cambiarli; dal 1368=Ming in Cina e dal 1868=Meiji in Giappone, ogni Imperatore ha un suo “nome d’Era” e lo stesso in Vietnam dal 1802, con Gia Long)
      in Cina si chiama nianhao sino al 1912 volendo tuttora, su Taiwan ove siamo nell’anno 109 min-kuo “della Repubblica”
      in Giappone nengō tuttora; il nuovissimo Imperatore ha nengō nuovo, é finita l’epoca Heisei iniziata nel 1989 con l’abdicazione di Akihito (2019)
      in Corea nyŏnho 1897-1907
      in Vietnam niên hiệu 1802-1945

      • habsburgicus says:

        gli ideogrammi sono naturalmente gli stessi del cinese
        (kanji giapponese, coreano sinizzato, vietnamita chữ nôm)

      • PinoMamet says:

        Mmm almeno per il giapponese non credo siano esattamente gli stessi

        naturalmente la Cina popolare li ha semplificati, ma anche il Giappone ha operato una sua semplificazione indipendente, e diversa da quella “sinocomunista”, senza contare le preferenze nell’uso di ideogrammi, come dire, sinonimi…

        mi risulta che esistano anche ideogrammi specifici per il cantonese, per indicare parola esclusive di quella varietà di cinese…

        insomma, credo che le persone colte del mondo che adotta il cinese classico come l’Europa ha adottato il latino abbiano comunque una solida base con cui capirsi, ma la questione è più complessa di quanto pare a prima vista.

        • habsburgicus says:

          @Pino
          intendevo non gli ideogrammi in generale, per i quali vale quello che hai detto tu bensì quei due ideogrammi lì (nian e hao)..poi magari ‘sti giapponesi hanno semplificato pure quelli 😀

      • Moi says:

        @ HABS

        Un film molto interssante (… NON di Bong Jun Ho, mica c’è solo lui !) sulle “Schiave Sessuali” Coreane ( per i Nobili Militari Nipponici ) sotto il simil-Fascismo Giapponese negli Anni Trenta (l’ho visto)

        https://www.youtube.com/watch?v=whldChqCsYk

        아가씨 / Agassi (“serva”) … tradotto un po’ a cazzo in Italiano come “Mademiselle” in Francese

  21. Moi says:

    A proposito di Teorie Kazzare 😉 … Fedez ha fatto un Podcast (qualunque roba sia) in Youtube con l’ Innominabile , dandogli ora più notorietà che mai !

    • PinoMamet says:

      Ehm… chi è l’Innominabile??

      • Moi says:

        Si parla di Origini Veramente Vere 😀 Ebrei … si tratta di Egli 😉 😀 !

      • PinoMamet says:

        Continuo a non capire…

        non potresti semplicemente scrivere chi è??

        • Moi says:

          … Mauro Biglino ! … E chi sennò ?! 😉

          Cmq, se può consolarti, Fedez ha dovuto ammettere grazie a Biglino che la Bibbia ha più spessore culturale di Harry Potter ! Fedez aveva paragonato la Bibbia a Harry Potter, citando Odifreddi che fraintende ( o scientemente mistifica ?) Borges che definì “letteratura fantastica” i testi religiosi.

          Una UAARata ormai tipica è : “credevo che la Bibbia fosse un romanzo fantasy … poi arriva Biglino a dirci che in realtà è fantascienza !”

      • PinoMamet says:

        Ah, trovato. È Biglino.
        E io che credevo chissà che…

        Non li starò a sentire, perché la versione originale con Jim Carrey e Jeff Daniels è più bella 😉

  22. Moi says:

    @ I Legulei / Linguistofili

    … pare che Vittorio Feltri abbia vinto la causa Vs Woodcock ! … Aveva detto che in Italiano, traducendo alla lettera dall’ Inglese, “Woodcock” diventa “Cazzo di Legno” [sic] 😉 😀

  23. Moi says:

    @ HABS

    Che io sappia, gli ” Hanja ” (logogrammi Cinesi) in Corea (Sud) possono ancora raramente comparire scritti , per chi li capisce, ma al Nord li hanno totalmente eliminati da subito in nome del Progresso con retorica Sovietoide …

    • habsburgicus says:

      si, confermo
      è quanto risulta pure a me !

      nel 1993 a Chicago in un ufficio della KAL vidi oculis meis un dépliant della linea aerea in coreano con diversi hanja !
      al Nord, a quanto si dice, assolutamente no !
      per un paradosso della Storia- uno dei tanti- l’opera di un Monarca del XV secolo è stata portata a compimento solo nella Corea “democratica popolare ” 😀 😀 😀

      • Moi says:

        @ HABS

        Be’ … oppure anche in UK , ove i Liberals (!) “mazziati” 😉 dalla Brexit stramaledicono il Suffragio Universale mentre la Regina (!) Elisabetta II _ sul Trono dal 1953 ! _ dice che va rispettata la Libertà di Espressione Popolare !

        • habsburgicus says:

          vero !

          (lei fu incoronata nel 1953 ma era sul trono già dal feb 1952 😀 68 anni di regno, finora !)

          • Moi says:

            “incoronata” … [già] “sul trono” … perdona l’ignorantezza ;), ma … che differenza fa ?

            • habsburgicus says:

              penso (potrei sbagliare) che il suo regno inizi dal momento dell’accessione…e così si contano gli anni nei Bills
              l’incoronazione, pur importantissima, è solo una consacrazione esteriore

              • habsburgicus says:

                alcune Monarchie non conoscono (o non conoscono più l’incoronazione)
                quella spagnola
                quella prussiana [con alcune eccezioni]
                quella nostra

                altre, come quella ungherese, davano invece all’incoronazione un’importanza estrema
                Francesco Giuseppe, pur sul trono fin dal 2/12/1848, non fu accettato veramente come Re dai magiari sino all’incoronazione, quel celebre 8 giugno 1867, di cui il film “Sissi” ci ha dato una rappresentazione che mi pare veridica

              • habsburgicus says:

                in Inghilterra
                Edward VIII salì al trono, regnò e abdicò…senza aver avuto tempo di fare l’incorinazione 😀
                che era già preparata, ma se la fece il fratello, Duke of York, che divenne George VI !
                che fu incoronato l’11 maggio 1937….e quella cerimonia sancì la fine dell’ultima possibilità di riappacificarsi con l’Italia fascista*
                infatti Eden (e l’ala edeniana dei tories) volle invitare Hailé Selassié, uno schiaffo non solo a Benito ma anche a Vittorio Emanuele III che dal 9/5/1936 era “Imperatore d’Etiopia!
                Mussolini ordinò quindi di boicottare la cerimonia
                in settembre 1937 ci fu il viaggio del Duce in Germania (BM non aveva ancora restituito la visita di AH del giugno 1934), quello del discorso in tedesco…e si spianò la strada per l’alleanza fra Roma e Berlino !

                *l’Asse era però già stato proclamato sin dal 1/11/1936 e Ciano si recò a Berchtesgaden fin dal 24/10/1936, allorché la Germania riconobbe l’Impero

              • habsburgicus says:

                in Inghilterra, all’atto dell’incoronazione i Sovrani devono giurare di mantenere la “Chiesa protestante, come stabilita dalla legge”
                l’Act of Settlement del 1701, vera legge-base, proscrisse il Cattolicesimo e rese ipso facto decaduto dal trono qualunque “papista”.
                .sino al 1830 incluso, i Sovrani dovevano pure giurare di rinunciare al Papa anticristo e a Roma Babilonia e aborrire le superstizioni idolatre della romish Church
                dopo l’emancipazione (non completa) dei cattolici nel 1829, la formula fu attenuata, per non scatenare le ire degli irlandesi
                però ancora la formula del 1837, ripetuta nel 1902, era offensiva contro Roma
                solo nel 1911, dopo una drammatica battaglia parlamentare, fu varata dai liberali la formula attuale che si limita a garantire il mantenimento della Chiesa protestante [eh sì, la definiscono così 😀 mica anglicana :D], ma non offende Roma
                ora pare che la vogliano ancora cambiare..per non urtare le suscettibilità di indù, musulmani, sikh e quant’altri….:D 😀 😀

              • habsburgicus says:

                che spasso il “politically correct” applicato al “coronation oath” :D…vero Moi ?
                dovranno pure trovare una formula genderfree 😀

  24. Moi says:

    cmq, come già ho scritto una volta, in Youtube ci sono video tenuti (soprattutto) da ragazze di madrelingua che insegnano a intellelegere lo Hangul o i Kana (Hira e Kata) mediante mnemotecniche visive su base Inglese.

    Devo dire che sono efficaci … perché li ho guardati e ho imparato 🙂

    • habsburgicus says:

      😀

    • PinoMamet says:

      E così han fatto alcuni miei studenti… studentesse, soprattutto, innamorate di improbabili cantanti coreani tutti uguali
      (a me paiono tutti cinesi tinti biondi sull’inguardabile, ma molte quattordicenni li trovano “fiiiichi”)

      Ah, una mia studentessa di ripetizioni private di greco ha poi fatto lingue estremo orientali non ricordo dove, e si è laureata proprio in coreano.

      • Moi says:

        Be’, mi sa che il K-Pop deriva molto dagli “idol” Giappi … però, col tempo, la “sottomarca” 😉 è diventato qualcosa di nuovo a sé stante e forse pure meglio.

      • Peucezio says:

        Pino,
        in Emilia dicono “fico” con la c???

        • PinoMamet says:

          Ai tempi si diceva “figo”, come da cantante 😉 : Bello Figo.

          Ora tieni presente che gli emiliani nelle classi non sempre sono la maggioranza, e direi gli emiliani “puri” assolutamente no (ammesso siano mai esistiti), inoltre l’attaccamento al dialetto e alle forme dialettali è pari a zero
          (molti capiscono il dialetto o almeno qualche frase, pochissimi saprebbero parlarlo correntemente, nessuno ne fa una questione importante o identitaria)

          Per cui si sente di ogni.

          Io ho riportato quello che ho sentito!

          • Peucezio says:

            Stranissimo comunque.
            Semmai è nel centro-sud che tendono a diffondersi questi modelli settentrionali con lenizione.
            “Cagare” nel sud, almeno da gente relativamente giovane, si sente, ma non ho mai, ma proprio mai, sentito “cacare” nel nord.

          • PinoMamet says:

            Ma io sono anni che ti dico che l’italiano locale/colloquiale/gergale da queste parti va evolvendo verso un blando simil-romanesco!

            Ti assicuro comunque che si sente di tutto, anche “cacare”.
            Direi che è una situazione in rapida trasformazione, un italiano metamorfico verso non si sa cosa, pochissimo distinto però dall’italiano standard.

            • Peucezio says:

              Triste però.

              Ma dalle vostre parti c’è mai stato l’accento emiliano pesante, quello classico, che hanno i bolognesi (non le sardine, che non sono antropologicamente bolognesi; in fondo nemmeno italiane), i romagnoli, ecc.? Quello alla Andrea Roncato per intenderci.

            • PinoMamet says:

              Non direi, l’accento parmigiano/parmense orientale era più che altro distinguibile dalla particolare durata dell’evento vocali accentate e da un certo timbro che non saprei descrivere;
              Quello parmense occidentale aveva di particolare solo la r uvulare, almeno al.mio orecchio.

              L’accento emiliano tipico direi che inizia oltre Enza (tra l’altro scopro l’estate scorsa che Enz è il nome di un fiume in Baden Württemberg).

              C’era stato molti anni fa, io ero bambino, uno sceneggiato RAI su Giuseppe Verdi, in cui la famiglia era doppiata con l’accento emiliano “tipico”, quello bolognese, che indignò per questo motivo tutti quanti, da queste parti.

        • PinoMamet says:

          Ho fatto un conto a mente su alcune mie classi, e direi che gli emiliani ambigenitori (probabilmente è un neologismo) variano dal terzo alla metà della classe.

          Molto interessanti gli immigrati doppi, cioè gente di origine straniera, proveniente dal sud Italia.
          Sono i più “diversi”, e la diversità è data dall’elemento meridionale, non da quello straniero…
          Mentre gli altri milioni di ragazzi di origine meridionale sono ora indistinguibili.

  25. Moi says:

    I logogrammi (ideo o pitto …) Cinesi invece sono belli tosti, perché derivano da immagini che anticamente si capiva subito cosa fossero, poi sono stati iperstilizzati fino a divenire irriconoscibili. Poi un conto è il significato immediato dato dall’immagine (pittogramma) ; un conto invece è il significato suggerito “a mo’ di rebus” 😉 , lo “ideogramma” vero e proprio.

    • PinoMamet says:

      Vidi su youtube un esperimento in Giappone, in pratica chiedevano a dei passanti giapponesi a caso di scrivere alcune parole in kanji (neanche particolarmente rare)… beh, li sbagliavano quasi tutti, scrivendo degli omofoni o anche dei caratteri assolutamente a cazzo!

      Gli ignoranti non stanno solo in Italia, per fortuna 😉

    • Moi says:

      https://www.ltl-cinese.it/scrittura-cinese/

      per aver un’ idea … insomma: non basta conoscerli singolarmente, è questione anche di “combo” 😉 , come si dice nei videogames ! 😉

      • Moi says:

        Be’ cmq è roba un po’ più difficilotta 😉 rispetto all’ Italiano delle acca, degli apostrofi, degli accenti, delle i mute (che poi al Sud, in certe zone, un po’ si sentono … tipo “ciélo” ), ecc … 😉 !

  26. Siccome qui si parla spesso e volentieri di prostituzione, segnalo agli anglofoni un articolo davvero fatto interessante:

    https://www.truthdig.com/articles/sugaring-is-sugar-coated-pimping/

    La parte più interessante riguarda il rapporto con il famoso debito studentesco universitario:

    “SA also markets itself as an antidote to student debt. In the U.S. and elsewhere, college students are enduring financial instability and hardship. Because of rising college fees and rent, and the lack of time available for work during studies, many women are extremely vulnerable to exploitation. “SeekingArrangement.com has helped facilitate hundreds of thousands, if not millions, of arrangements that have helped students graduate debt-free,” Wade boasts on the website. Promotional videos show young, beautiful women enrolled in “Sugar Baby University” — in classrooms, holding wads of cash, driving luxury cars, and discussing the pleasure and ease of being a sugar baby.

    When signing up for an account, potential sugar babies are told, “Tip: Using a .edu email address earns you a free upgrade!”

    A company spokeswoman says that college students using their university emails to log into the site also get their profiles included under a “college student” heading so that sugar daddies intent on “helping” college students can find them more easily.

    If a student types keywords such as “tuition help” or “financial aid” into a search engine, strategic pop-ups suggesting she become a sugar baby will often appear on her internet browser.”

    • habsburgicus says:

      le “sugar babies” sono un fenomeno, a quanto pare, in crescita pure da noi, anche se non ai livelli dell’anglosfera
      nome moderno e “anglo” per rendere l’antico concetto della “mantenuta”
      naturalmente è qualcosa che solo l’élite si può permettere, a causa dei costi proibitivi..diciamo da un senatore tessera PD in su 😀 😀

      P.S
      resta il dubbio amletico, e irrisolvibile, un po’ come quello della cronologia “alta” o “bassa” dei diadochi di Alessandro 😀
      per quei pochi (già sui cinquanta più o meno), veramente fortunati, che se lo possono permettere è più appagante
      i.frequentare in modo esteso super-escort di alto livello (very expensive anch’esse)
      ii.prendersi una ventenne dal fisico di modella come “sugar baby” e godersela [QUASI] in esclusiva 😀 ?

      • habsburgicus says:

        @Moi
        ma non intervieni neppure tu ? 😀 😀
        e pensare che stavolta, tecnicamente, non è nemmeno OT in quanto l’argomento è stato introdotto da Miguel in persona 😀

      • roberto says:

        “resta il dubbio amletico”

        non so, sarà perché ho una fiducia incrollabile nel mio fascino, eleganza e savoir vivre 🙂 ma continuo a pensare che sarei profondamente infelice ad andare con una tizia solo perché la pago.
        al limite capisco il tizio che per una volta va con una escort, ma basare una relazione solo sul denaro mi sembra una cosa da sfigato assoluto, l’idea stessa di “sfigato”

        • mirkhond says:

          Condivido ciò che dice Roberto, e lo dico da sfigato che non ha mai avuto una ragazza in vita sua.

          • mirkhond says:

            E’ squallido cercare amore da quelle donne lì.

            • habsburgicus says:

              E’ squallido cercare amore da quelle donne lì.

              e chi ti dice che cercano amore, Mirkhond ?
              cercano sesso con giovani donne che farebbero sbavare quasi tutti ! e lo ottengono
              magari in modalità GFE, cioé tipo fidanzata (ovviamente le tipe fingono, ma alcune -dicono gli esperti del ramo- lo sanno fare molto bene, almeno fra le top escort…fra le sugarbabies dovrebbe essere altrettanto)

          • Francesco says:

            mi associo: meglio tenere duro con dignità che sbracare e rinunciare ai propri ideali

            anzi, qui direi principi

            ciao

        • PinoMamet says:

          Mirkhond non sei sfigato, sei sfortunato in amore con grande dignità, come occorre essere.

        • roberto says:

          pino mi ha tolto le parole di bocca.

          si può essere sfortunati (e tanti lo sono!) senza essere degli sfigati.
          il sugar daddy è uno sfigato.
          il mirkhond che non ha (ancora!) trovato l’amore, sfortunato

          • Peucezio says:

            Mirkhond non è né sfigato, né uno che non ha ancora trovato la donna giusta per caso o per destino.
            E’ uno che semplicemente la sogna ma non la cerca, anzi, evita scientificamente, con tutti i mezzi e le energie, le situazioni sociali in cui potrebbe trovarla.
            E’ come quello che non impara a nuotare perché non si butta in piscina: non è né inabile o storpio, né c’entra il caso o la fortuna.

            • mirkhond says:

              La tua psicologia alla cassola è sempre qualcosa di curioso.
              Specialmente quando si vive a grande distanza e si conosce pochissimo la persona su cui si emettono tali giudizi di una profondità unica.

              • Peucezio says:

                Io ti conosco benissimo, perché ci siamo visti tante volte, ma qui non c’entra: qui mi basavo su quello che scrivi tu stesso, che hai ribadito mille volte come non t’interessi frequentare alcun ambiente sociale, perché non te ne piace alcuno. Quindi è ovvio che impedisci qualsiasi situazione in cui ti possa capitare di conoscere donne o la riduci al lumicino.

              • mirkhond says:

                Visto che ti piace tanto sproloquiare sui cazzi degli altri, chiediti il perché uno si isola dal contesto sociale in cui vive.
                Poi che tu mi conosca benissimo è tutto da vedere……

              • mirkhond says:

                Poi ha parlato il tombeur des femmes, quello che ne ha avute di relazioni…….

              • Peucezio says:

                Non capisco perché tu debba reagire in modo così polemico.

                Io ho constatato un dato di fatto: tu scrivi che non frequenti nessun ambiente, poi, se si parla del fatto che non hai donne, non posso non rilevare che ne è la logica conseguenza.
                Poi tu puoi avere avuto mille motivi per isolarti dal contesto sociale, ma a parte che ogni scelta comporta dei costi e delle conseguenze, quindi resta valido che non frequentando contesti (quale che sia il motivo per cui lo si fa), non si conoscono donne, ma in ogni caso isolarsi socialmente è sempre una scelta fallimentare, perché parte dal presupposto sbagliato che se uno ha conoscuito un ambiente e delle persone e non gli sono piaciute, debbano essere così tutti gli altri ambienti e le altre persone. Ma solo a posteriori si può dire.

                Francamente non vedo perché tu debba risentirti: ho solo messo insieme cose che tu stesso scrivi qui dentro.

                Peraltro questo arroccamento e questo reagire con livore a ogni critica non ti aiuta in nessun modo.
                Peraltro, se tu parli spesso qui dei tuoi problemi personali, viene naturale dare un parere.
                Io non parlo mai dei cazzi miei, perché non vedo il senso di farlo in uno spazio pubblico.

              • mirkhond says:

                Nessuno ti ha chiesto niente però.

              • Z. says:

                Ezio, non metto in discussione la tua buona volontà ma secondo me di certe cose è meglio parlarne in privato.

              • mirkhond says:

                “Non capisco perché tu debba reagire in modo così polemico.”

                Per quel tuo atteggiarti a maestrino tuttologo che su ogni cosa deve sempre spararla grossa, anche su situazioni di cui non sa niente.
                Forse non te ne rendi conto, ma questo tuo modo di fare crea irritazione nel tuo interlocutore.

              • mirkhond says:

                “poi, se si parla del fatto che non hai donne, non posso non rilevare che ne è la logica conseguenza.”

                Ho semplicemente detto che non cerco amore a pagamento, anche se sono solo.
                Tu da questa affermazione hai tratto le tue conclusioni alla cassola, come ti capita spesso di fare a grande distanza e con persone di cui sai poco.

              • Peucezio says:

                Mirkhond,
                per la verità non rispondevo a te: si parlava del fatto che non hai donne e ho detto la mia, perché ti conosco meglio di altri. Tu lo metti in piazza, il risultato poi è che se ne parla.

                Se il modo in cui l’ho fatto io ti ha irritato, ti chiedo scusa: non era mia intenzione.
                Sicuramente non è questo il contesto e probabilmente ho sbagliato il modo e così facendo non ti sono stato di nessun aiuto.

                Però in te non vivrei le critiche – al di là dell’opportunità riguardo al momento, al contesto e ai modi, su cui sicuramente ho sbagliato – come attacchi cui si deve reagire con livore. O, peggio ancora, come pretesti di chi lo fa per farsi bello (di che peraltro…?).
                Se gli altri ti danno un feedback, come si usa dire ora, è perché, viste da fuori, certe cose risaltano immediatamente; e dispiacciono molto, perché manifestano in modo chiaro come tu, per mille ragioni che comprendo perfettamente, ti sei costruito tutto un sistema di vita che contribuisce alla tua infelicità.

                Tu reagisci con stizza e fastidio anche quando ti si propone con un po’ di insistenza di andare da qualche parte, aggregarti a una riunione dei commentatori o andare a trovare, chessò, Miguel o altri. Che per te sia difficoltoso, lo capisco bene. Ma che uno debba sentirsi quasi in colpa ad aver voluto ottenere la tua compagnia in una situazione, ad esrpimere, magari anche un po’ insistentemente, il piacere che tu sia della partita, mi sembra un segno di considerazione e affetto, non un attacco a cui reagire con irritazione.

              • paniscus says:

                per Peucezio:

                ma vogliamo una buona volta accettare l’idea che esistono anche persone (sia maschi che femmine) che non riescono a provare nessuna attrazione sessuale verso qualcuno che non li coinvolga già anche per altre ragioni, di sintonia emotiva o intellettuale?

                Non è un problema di tabù morali (del tipo “io per principio non faccio sesso con nessuno se non sono innamorato pazzo, o se non c’è una relazione stabile “), ma è proprio una questione di innesco biologico dell’attrazione sessuale, che se non c’è non c’è.

                Esistono persone fatte in modo tale che, prima di provare desiderio di fare sesso con qualcuno… questo qualcuno DEVE PIACERGLI anche per altri motivi che non siano il puro e semplice arrapamento fisico immediato.

                Altrimenti il desiderio non scatta proprio… non è che scatti ma viene censurato e rifiutato, semplicemente non scatta proprio.

                Fatevene una ragione, questa modalità esiste.

                Solo che, se succede a una donna viene accusata di “tirarsela troppo”, cioè di fare apposta a negare le proprie grazie al corteggiatore di turno, solo per il gusto di tenerlo sulla corda e di farsi pregare di più… mentre, se succede a un uomo, viene accusato di essere uno stupido che non sa approfittare delle occasioni che gli si offrono.

                Si vuole accettare l’idea che eistano anche altre spiegazioni?

        • Peucezio says:

          Roberto,
          tanto le donne si pagano comunque 🙂

          Lo dico provocatoriamente, schematizzando e ben sapendo che spessissimo non è così (conosco varie coppie, forse più della metà di miei amici e conoscenti, in cui lei guadagna di più e lui più o meno cazzeggia; e questo accadrà sempre più spesso, perché gli uomini diventeranno sempre più cazzoni e le donne più serie e fattive).

          Ma il fatto è che il confine fra sesso a pagamento e libero è quanto di meno netto esista.
          Perché ciò che più di tutto attrae le donne in un uomo è la viilità, la forza di carattere, che, nella nostra società, in cui la competizione non avviene sul piano della forza fisica, si esprime nei successo economico e nel prestigio sociale.
          Quindi il ricco piace, perché se è ricco, vuol dire che è “inzisto”, che è un forte, un vincente, uo uomo di successo, quindi che ha personalità, fascino, virilità.
          Poi c’è il ricco sfigato (perché ha ereditato oppure perché è un accumulatore squallido, gretto e per il resto privo di talenti o di fascino) e con quello una ci va solo per i vantaggi pratici che ne ricava.
          Ma, ripeto, è un continuum, non c’è un confine netto e chiaro.

          • habsburgicus says:

            @Peucezio (e Roberto)
            d’accordo in sostanza con te
            l’articolo in inglese, linkato da Miguel, però è profondo anche quando dice cose molto tristi e che vorrei non fossero vere (ma purtroppo lo sono..anche se tu, Roberto, dirai che non lo sono :D)
            prendete questa frase del ricco proprietario di quel sito (en passant, ha un’amica -26..lui 48, lei 22, dunque si tratta bene :D)
            “If you are poor and you are constantly hanging out with the poor people, you’re never going to find opportunities in life”
            purtroppo, e sottolineo mille volte PURTROPPO, é verissimo
            almeno lo è in età capitalistica
            ci sono altre considerazioni, nel prossimo commento

            • habsburgicus says:

              l’articolo dimostra la validità di quanto io dissi tempo fa nell’indifferenza generale
              ovvero che le norme proibizionistiche contro la prostituzione, volute da certa sx specialmente nordica, hanno il solo effetto NON di eliminare la prostituzione bensì di riservarla alla upper class !
              l’articolo infatti dimostra come il sugardaddismo/sugarbabyismo é di fatto un’alternativa alla prostituzione di alto livello, quella DOC, diciamo così 😀

              l’articolo dice un’altra cosa importante, riportando le testimonianze di alcune ragazze:
              che per la ragazza può essere pesante, quasi una forma di “schiavitù” (ancorché dorata e remunerativa), tanto da spingere alcune a preferire l’escorting
              e in effetti avevo letto da qualche parte interviste a top escort che dichiaravano mai avrebbero cambiato la loro condizione con la posizione di mantenuta di un ricco businessman !
              infatti la top escort guadagna tantissimo, forse quasi altrettanto (e se trova lo sceiccone arabo, vero Moi ? :D, financo di più !) e al contempo è infinitamente più libera..non ha legami, spesso usa nomi falsi e telefoni ad hoc, e può dunque usare i proventi derivati dall’uso estensivo della sua pussy per ciò che le piace veramente, incluso passare momenti di vacanza con chi eventualmente le aggrada..la sugarbaby invece invee magari deve passare un mese intero con un ricco banchiere sessantenne, che le provoca letteralmente ribrezzo 😀

              • Peucezio says:

                Non mi torna.
                Se fosse così, le escort avrebbero lo stesso reddito (e quindi lo stesso potere, perché oltre una certa misura il reddito lo reinvesti, perché non puoi usare dieci aerei privati contemporaneamente) degli imprenditori miliardari, cosa che non mi risulta.

                Ciò significa che se una donna si lega a un miliardario ha una disponibilità di consumo virtualmente infinita, cosa che non ha una escort, che oltrettuto deve continuamente sbattersi per gestire nuovi clienti.

                La escort è una sfigata di lusso: guadagnerà dieci volte la prostituta di strada o di appartamento, ma capirai… al massimo si assicura un appartamento, magari una casa al mare, una vecchiaia senza preoccupazioni, ma non è che diventa miliardaria.

                Anche perché qualunque uomo ricco sa bene che una donna bellissima, o te la porti a letto con mille, diciamo pure cinquemila euro, oppure è una che non lo farebbe per soldi neanche per un miliardo.
                E allora perché cavolo dovrebbe pagarla dieci o cento volte il necessario?
                Poi qualche pazzo che lo fa c’è, ma di miliardari non è che ce ne siano così tanti.
                Come diceva Ricardo Darín: putos no faltan, lo que falta son financistas.

              • Peucezio says:

                Tra l’altro ho un amico “allegro”, che bazzica l’ambiente delle modelle, ne ha avute parecchie come amanti, sia fisse che estemporanee e conosce a fondo quella realtà e quel tipo di soggetti.
                Parliamo di ragazze bellissime, dell’est, che magari se ne vanno in barca una settimana con lo sceicco o il miliardario americano di turno, che le spesa di tutto e sicuramente fa anche loro dei regali (“loro” in senso letterale: magari se ne porta dieci in una barca, bella grande, ma in ogni caso tutto si divide).
                E’ una vita brillantissima, anche se poi tocca loro dargliela ovviamente. Ma poi finisce lì: capirai quanto mettono da parte.
                Anche perché sono tutte cocainomani, quindi hanno sempre bisogno di soldi.

              • habsburgicus says:

                @Peucezio
                avresti ragioni, ma se facessi il paragone con una amante/amica/moglie di un miliardario
                queste “sugar babies” -come tutto ciò che viene dagli USA :D- sono un ibrido….restano de facto delle prostitute, ma in pratica limitate ad un solo cliente 😀 (poi la donna è furba e ho dubbi sull’unicità :D), dunque non godono dei vantaggi indubbi che un’amica/amante di miliardario avrebbe..non parliamo poi miglie..con le leggi USA, in caso di divorzio, gli poterebbe via milioni di dollari
                dunque fra “sugar babies” (de facto escort “personali” a tempo) ed escort (per definizione “pubbliche”), la escort potrebbe essere più conveniente
                invece fra escort e sugar babies da un lato, e amica/amante/moglie di miliardario non c’é partita..vince la seconda
                materialisticamente, eh

              • habsburgicus says:

                dovresti farti invitare ad una festa..anzi se invitassi pure me, non me la prenderei mica 😀 😀
                però le modelle devono essere bone eh 😀

              • Peucezio says:

                Habsb,
                e allora perché lo fanno e non ci stanno insieme nel modo classico?
                Cioè da come la descrivi sembra una cosa che ha gli svantaggi dell’una e dell’altra situazione, quindi chi glie lo fa fare?

                “però le modelle devono essere bone eh 😀 ”

                Vabbè, su quello puoi stare certo! Al di là della tua immaginazione 😀
                Il punto è che non invita neanche me, perché è un cane sciolto, un battitore libero. Lui poi sta bene economicamente, ma non è certo un miliardario, solo che ci dedica talmente tanto tempo ed energie che ne ha sempre per le mani che hanno più di trent’anni meno di lui e davvero da copertina.
                Non ci vanno solo per i soldi: gli uomini che vivono in funzione della figa, che la amano sopra ogni altra cosa, piacciono perché la donna appunto si sente ricercata, apprezzata, amata e questo fa tantissimo nella conquista. Poi è vero che se fosse un povero in canna non ci andrebbero e fa loro molti regali, le porta in ristoranti costosi, ecc.
                Ma ce n’è in giro di ben più ricchi di lui e magari giovani, ma che non ci sanno fare quanto lui, che è un vero esperto: come io amo la linguistica, lui ama la figa (oddio, in realtà anch’io amo la figa più della linguistica, ma non a quel livello ossessivo 😀 ).

              • roberto says:

                “amo la figa più della linguistica”

                pure io
                😀

            • PinoMamet says:

              ” le norme proibizionistiche contro la prostituzione, volute da certa sx specialmente nordica, hanno il solo effetto NON di eliminare la prostituzione bensì di riservarla alla upper class !”

              Ogni volta che passo sulla via Emilia dopo le nove di sera mi trovo a dover contraddire la tua conclusione…

              • habsburgicus says:

                in prospettiva, qualora il trend si intensifichi (come in Svezia)…
                e comunque solo qui sul blog l’Emilia-Romagna è Norrenia 😀

              • Peucezio says:

                Pino,
                nel tuo comune hanno fatto ordinanze ultrarepressive sulla prostituzione?

              • PinoMamet says:

                No, non mi risulta…

                Habs che cavolo c’entra la Norrenia e l’Emilia Romagna? Le prostitute, che io sappia, stanno un po’ ovunque, anche quando abitavo a Roma non è che non ne vedessi eh?

                Mah…

              • habsburgicus says:

                la Norrenia non ha infatti il benché minimo rapporto con l’ER….l’ho scritto perché qui, almeno un tempo, era abitudine definire “norreni” gli italiani a nord degli appennini

                tornando alle prostitute
                qui invece son rare, ormai (per strada intendo)
                intendevo dire altro..che il modello nordico, applicato in Svezia e non certo in Italia, non può che avere necessariamente, a lungo termine, i risultati che dicevo….non mi riferivo all’Italia, se non per un eventuale (possibile, ma non certo) futuro

              • Peucezio says:

                Pino,
                “No, non mi risulta…”

                E allora dov’è la contraddizione con quanto dice Habsburgicus?

              • Peucezio says:

                Habsb,
                “l’ho scritto perché qui, almeno un tempo, era abitudine definire “norreni” gli italiani a nord degli appennini”

                Ma vaff…..!!!

                Habsb, tu sai quanto ti voglio bene, ma…
                non possiamo usare una buona volta le parole per quel cazzo che significano in italiano???
                Già ci si mette Mirkhond con questa stupidaggine dei norreni, ora pure tu!

                Come devo fare con voi??? 😀

              • habsburgicus says:

                @Peucezio
                norreno…ER

                ma dai…non hai capito che era usato in senso ironico, anzi forse (melius) sardonico 😀

              • Peucezio says:

                Habsb,
                “l’articolo dimostra la validità di quanto io dissi tempo fa nell’indifferenza generale
                ovvero che le norme proibizionistiche contro la prostituzione, volute da certa sx specialmente nordica”

                Ecco dov’era l’inghippo.
                Mi è sfuggito “sx” e ho letto solo “nordica”, altrimenti molto probabilmente avrei intuito che parlavi dell’Italia.
                La sinistra comunque fa schifo ovunque, dalla Sicilia a Trento (e anche fuori d’Italia): stessa mentalità repressiva, ottusa e perbenista.

                Però, pure ‘ste abbreviazioni: io non scriverei mai “sx” per “sinistra”…

                Ripeto, come devo fare con voi? E poi critichiamo l’ermetismo di Moi e di Daouda!! 🙂

            • Per Habs

              “l’articolo in inglese, linkato da Miguel, però è profondo anche quando dice cose molto tristi e che vorrei non fossero vere”

              Grazie, hai colto esattamente quello che volevo trasmettere. Che non è l’articolo strappalacrime di denuncia, ma coglie dei meccanismi che esistono davvero.

          • Per Peucezio

            “Perché ciò che più di tutto attrae le donne in un uomo è la viilità, la forza di carattere, che, nella nostra società, in cui la competizione non avviene sul piano della forza fisica, si esprime nei successo economico e nel prestigio sociale.”

            Trovo difficile parlare in generale.

            Esistono sicuramente delle donne come quelle che descrivi tu, come ci sono quelle che si bruciano la vita dietro dei “falliti” clamorosi, e così via.

            La varietà di ciò che attira la specie umana è veramente insondabile.

            Parliamo degli uomini, con cui condivido il corredo cromosomatico.

            Seguendo le vicende di femministe e trans: un gruppo di femministe in Inghilterra vede dei bambini che giocano su un tappetino colorato, con dei signori maschi adulti vestiti da cani, il cui capo è anche l’organizzatore del Gay Pride locale.

            Ora, questi signori filo-pedi fanno parte di un club di persone che sul loro sito https://doghousestoke.uk/ ci rivelano in dettaglio ciò che le esalta eroticamente.

            Io sono cromosomaticamente uguale a loro, ma non c’è proprio nulla in queste immagini che mi dica qualcosa.

            Non so cosa provano gli altri maschietti qui a vedere queste immagini; ma almeno rendiamoci conto che dire “cosa piace alle donne” è complesso quanto dire “cosa piace agli uomini”.

            • Non so se riprendere queste immagini costituisca qualcosa di pornografico, visto che mi fanno più o meno lo stesso effetto che fa guardare la scissione di un’ameba.

              • PinoMamet says:

                A me fanno un po’ paura però non credo siano pornografiche, non si vede nulla di esplicitamente sessuale, solo dei tizi travestiti in modo strano.

            • Peucezio says:

              Però non so quanto queste cose facciano testo.
              Insomma, c’è gente che ama mangiare la merda, ma ciò non toglie che tutti sostanzialmente convengono che in Italia si mangi meglio che in Inghilterra e se tu fai provare a una persona media di qualunque parte del mondo i cibi preparati in una famiglia italiana e in una inglese (lasciamo stare i ristoranti, che c’è di tutto), ti dirà che mangia meglio in quella italiana.
              C’è sempre la patologia, la stranezza, la perversione, quello a cui piacciono le donne che pesano 120 kg, quello a cui piacciono le vecchie di ottant’anni, ma resta il fatto che alla quasi totalità degli uomini piace una donna giovane, mediamente magra (possibilmente formosa, che è diverso da grassa), con certe caratteristiche, certi lineamenti, col la pelle fresca, i capelli lunghi, il culo e le tette sode, la vita sottile, ecc.

              • PinoMamet says:

                Mm, non giurerei sui capelli lunghi.
                Li trovo personalmente un particolare ininfluente, sono stato attratto da donne con capelli lunghi, corti, medi, cortissimi, ricci, lisci….

              • Peucezio says:

                Certo, c’è chi non ci fa caso.
                Ma, insomma, per la maggior parte degli uomini (me compreso) il capello lungo fa tanto.

                Una cosa che non perdono alle italiane, rispetto per esempio a quelle dell’est, è questa mania di tagliarsi i capelli, di tenerli all’altezza delle spalle o poco più.
                Siccome non credo che tutte le ragazze italiane abbiano capelli brutti, con doppie punte e simili e tutte le straniere chiome fluenti e belle, secondo me anch qui è un fatto culturale, cioè la solita merda per cui la ragazza italiana ha paura ad eccedere persino nella bellezza, in tutto ciò che è appariscente: è talmente tutta compressa, piena di manie, pudori, perbenismi, che persino una cosa appariscente ma bellissima come una bella chioma la sente come qualcosa troppo fuori misura, socialmente sconveniente.

              • Peucezio says:

                Per me una donna coi capelli corti perde l’80%.
                Certo, se ha bellissimi lineamenti e un bellissimo corpo, lo apprezzi anche col capello corto, ma, insomma, perde tantissimo.

                Così come un uomo coi capelli lunghi trovo abbia sempre qualcosa di sciatto e volgare, poco confacente all’uomo e al suo decoro.

              • Peucezio says:

                Però, vabbè, l’uomo non deve piacere a me: in questo caso parliamo di canoni sociali: è una cosa che trovo sempre un po’ sgradevole.

  27. mirkhond says:

    Per Peucezio

    Le lingue spagnole, catalano, aragonese, castigliano e gallego-portoghese nacquero tutte nel nord della Spagna, nei territori poco o nulla occupati dai Musulmani, e si sono espanse nel sud della penisola al seguito della reconquista cristiana.
    Ora che varietà di latino (mi sembra fosse il mozarabo) si parlava nell’Al-Andalus musulmana? A quale degli attuali idiomi iberici era affine?

    • Peucezio says:

      Mah, direi un po’ all’aragonese, un po’ al castigliano, un po’ al portoghese: nel consonantismo non aveva certe peculiarità del castigliano, però aveva i dittonghi ‘ie’, ‘ue’.

      C’è la storia della lingua spagnola di Lapesa che è molto interessante e spiega bene queste cose.

  28. Un regalo molto speciale per Habs: la dimostrazione tomistica dell’inesistenza del Canada

  29. mirkhond says:

    Sempre per Peucezio

    Non so se è stata notata una certa somiglianza fonetica tra il portoghese e le parlate della Liguria, con toni asprigni dal suono molto simile per orecchie di sprovveduti come il sottoscritto.
    E’ una questione di sostrato prelatino comune (l’area in cui nacque il portoghese e la Liguria ricevettero un forte apporto celtico su uno strato indigeno probabilmente preindoeuropeo, ligure e tartessico)?

    • Peucezio says:

      Non ci ho mai pensato. Sai che su queste cose si va molto coi piedi di piombo.
      Ma non è detto sia un discorso peregrino.

    • PinoMamet says:

      Mi pare di aver letto che l’area di provenienza dei Lusitani sarebbe da ricercarsi nelle Alpi Occidentali…
      avrebbe senso.

      Ma riporto cose lette un po’ distrattamente.

      • mirkhond says:

        La questione dei Lusitani è controversa, in quanto se la loro lingua è oggi ritenuta indoeuropea, i linguisti sono in disaccordo se considerarla celtica o di un gruppo diverso più vicino alle lingue italiche.
        Se ben ricordo, l’origine della lingua portoghese è da situarsi nell’attuale Galizia spagnola e nel nord del Portogallo, dunque una zona che in epoca preromana era abitata da Celti.
        Ci sarebbe poi da capire bene chi fossero i Tartessi e i Turdetani che da loro sarebbero discesi, abitanti nelle estreme regioni meridionali delle attuali Andalusia e Algarve, e anche qui i linguisti sono divisi, anche se sembra prevalere l’idea che fossero popolazioni non celtiche e nemmeno indoeuropee con qualche parentela con i Baschi.
        Parentela che, forse, può essere in relazione anche con i Liguri, o almeno con il loro strato più antico di tipo preindoeuropeo.
        In ogni caso sia i Liguri che i popoli delle regioni atlantiche della Penisola Iberica ricevettero un forte apporto celtico tale da influenzarne i linguaggi al momento della conquista romana.

  30. mirkhond says:

    Habsburgicus

    A quando risalgono i rapporti tra i Savoia e il Portogallo?
    E’ vero che al giovanissimo Vittorio Amedeo II (1675-1730) fu offerta la corona portoghese, che l’allora giovanissimo ancora duca (intorno al 1680) rifiutò per attaccamento all’avita patria sabauda?
    Perché Carlo Alberto in esilio volontario nel 1849 scelse proprio il Portogallo, dove poi mori?
    E perché Umberto II fece lo stesso dopo il 1946?
    Perché proprio il Portogallo?

    • habsburgicus says:

      da quel che so
      1.SI, o quantomeno lo si disse
      2.penso in ricordo di 1
      3.certamente in ricordo dell’esilio di 2 (Carlo Alberto)
      ciao !

  31. all’Università di Santa Cruz, massima riservatezza sul tuo Sex, ma devi raccontare loro tutto del tuo Gender:

    • roberto says:

      ma alla voce “gender expression”, invece di “decline to State”, non potevano mettere “it’s none of your fucking business”?

      mi sembra evidentemente più preciso.
      non è che non voglio dirlo (soggettivo) ma non sono proprio cazzi dell’università (oggettivo). non è una sfumatura, è una questione di sostanza

      • Per roberto

        🙂

        La cosa interessante è come la fluidità si burocratizzi.

        Poniamo l* pover* student*, di sesso segreto, che arriva a 18 anni all’università e:

        1) gli piacciono le orge con animali di varia specie

        2) vuole portare la barba lunga che gl* copre le tette

        3) convive attualmente con due pecore genderfluid che insiste a portarsi nel dormitorio, minacciando di denunciare per discriminazione chi non glielo permette

        4) fa culturismo perché ama avere grossi muscoli

        Niente, deve rientrare in categorie banali come “somewhat feminine”.

        • Moi says:

          … ma per fondare un Gender nuovo, c’è il Quorum ?! 😉

          • Moi says:

            In teoria no … ci sono adolescent*che cercano spasmodicamente certe parole in internet per non doversi sentire sol* sulla superficie del pianeta !

            • daouda says:

              *n teori* n*…ci sono adolescent* che cercan spasmodicamentu certu parolu *n internet per nun dovers sentir sol* sull* superfic* del pianet* !

              PIU O MENO

  32. Moi says:

    @ HABS / TUTTI

    Ancora devo vedere il link, ma “at skin” 😉 mi pare “hot water discovery” 😉 come sempre fanno i giornalisti sul “Fenomeno” 😉 , come lo chiamano !

    … a me risulta che prìa del termine “Sugar Babe / Baby” stato coniato “Sugar Daddy” … che indica un tipo di prostituzione “indipay” / forfettario in cui al contante è preferito un un regalino “vero e proprio”, tipo un oggetto concreto di valore ! … evidentemente si parla di ragazze che il Sugar Daddy lo cercano espressamente !

    Semanticamente 😉 il termine autoctono Italico più simile a “sugar daddy” è stato “Papy Silvio” 😉 😀 🙂 !

  33. Moi says:

    @ PEUCEZIO

    Che io sappia in ER 😉 “fico” e “figo” sono concetti distinti : frutto e “sborone” 😉

  34. Moi says:

    cmq anche a me pare che gli Hipsters di tutta Italia sembrino allinearsi su di una sorta di Roma no Fighetto imitato male ! 😉

    fra l’ altro mi pare peggiorato tantissimo il “Dizionese” 😉 … un accento regionale o me lo marchi parecchio apposta per far ridere (tipo gli animali nei vecchi Dottor Dolittle di Eddie Murphy) oppure lo eviti !

    Il Doppiaggese ben fatto (tipo pésco e pèsco in Sampei …) mi ha sempre suggerito l’ idea, adatta al contesto narrativo, di vicende di personaggi NON Italiani.

  35. Moi says:

    … parla una DirettaInterssata , alla facciazza delle Femministe ! 😉

    https://it.businessinsider.com/sono-una-sugar-baby-una-mantenuta-da-500-al-giorno-ecco-come-uscire-con-gli-sugar-daddy-tra-contanti-regali-e-hotel-5-stelle/

    Sono una ‘sugar baby’, una mantenuta da $ 500 al giorno. Ecco com’è uscire con gli ‘sugar daddy’ tra contanti, regali e hotel 5 stelle

  36. Moi says:

    … a ben pensarci, a quanto ho visto nei film V.O. di Bong Jun Ho riproposti , anche le uniformi scolastiche simil-marinarette Sud Coreane danno un’idea estetica di “sottomarca” del Giappone. 😉

  37. Moi says:

    ah, già : gli Americani fanno “Joon”, tipo l’ obsoleto Wade-Giles per il Cinese .

    Però secondo me l’ empirico Wade-Giles, rispetto al serioso-accademico Pinyin rende meglio la tamarraggine da Kung Fu Movie di Hong Kong !

    😉

    • PinoMamet says:

      Mi sembrano entrambi arbitrari allo stesso modo, è solo che in molte robe sei più abituato a vedere il Wade-Giles

  38. habsburgicus says:

    l’antenato del pinyin era il cosiddetto latinxua, progettato in URSS nei 1930′ da comunisti cinesi esuli, con assistenza dei linguisti sovietici
    il pinyin ha avuto due fasi….
    I.la metà dei 50′ quando fu adottato (la mossa fu ad un tempo filo-sovietica in quanto specialisti sovietici avevano collaborato e l’alfabeto latino era stato in onore in URSS nei tardi ’20 e per quasi tutti i ’30 e anti-sovietica perché prevenì la cirillizzazione del cinese che forse il PCC avrebbe tentato se fosse stato ancor vivo Stalin: non obliamo che il dungan, cioé il dialetto cinese dei musulmani cinesi in URSS fu cirillizzato in età tardissima, verso il 1953)
    II.l’epoca denghiana allorché Deng lo impose, a partire dal 1/1/1979….riuscendoci !
    nel mezzo, dal 1958 (Grande Balzo) al 9/9/1976 due decenni in cui fu quasi dimenticato..erano gli anni folli, del culto più estremo di Mao, allorché dominava una visione sinocentrica

    • habsburgicus says:

      non tutti sanno che Deng, da giovane, fu inviato verso il 1951 nello Yunnan con il compito inter alia di codificare le lingue delle minoranze
      e ne codificò molte ! come nell’Artico sovietico verso il 1930
      in quegli anni il modello sovietico era seguito pedissequamente..i ritratti di Stalin erano più grandi di quelli di Mao a indicare visivamente dove si trovava il vero potere 😀 “consiglieri” sovietici erano dovunque
      e l’amicizia fraterna fra Mosca e Pechino, in nome di Marx, sembrava indissolubile ed eterna
      lo credeva perfino Togliatti..o, forse no, ma lo faceva scrivere lo stesso sull’Unità 😀

      • habsburgicus says:

        a posteriori, il primo segno che dimostrò che Mao non intendeva fare il lustrascarpe di nessuno :D, fu la purga di Gao Gang (e Rao Shushi), la più oscura delle purghe del marxismo cinese….su cui ancora si sa poco (Deng, che riabilitò tutti, NON riabilità Gao Gang)
        Gao Gang, forse l’unico SINCERO amico dell’URSS in Cina, reggeva dal 1945 il PCC in Manciuria come Viceré virtuale, alle dipendenze dirette di Mosca (e lottò contro il KMT)…vi continuò dal 1949 al 1952..in aggiunta, era membro del Politburo del PCC
        nel novembre 1952, “promoveatur ut amoveatiur”, Gao Gang fu trasferito da Harbin a Pechino e fu abolito il “Governo del popolo del nord-Est”, un a sorta di continuazione rossa del Manciukuò 😀
        si disse che Gao Gang, che conosceva tutti i segreti in quanto membro del Politburo, abbia avvertito Stalin -verso cui andava la sua lealtà primaria- dell’intenzione di Mao di procurarsi la bomba atomica…a Stalin ciò non piacque e Mao per il momento dovette calmarsi (forse, se Stalin fosse rimasto vivo, Mao sarebbe stato purgato….Stalin POTEVA riuscirci anche e non è detto che ne sarebbe stato in grado, ovviamente
        non appena Stalin mor’, Mzo ottenne il consensus dei nuovi capi moscoviti e purgò Gao Gang nel 1954..
        le accuse le solite (deviazionismo piccolo-borghese)…con Gao Gang cadde Rao Shush, capo del PCC a Shanghai, che era amico di Gao
        Gao Gang si sarebbe ucciso in carcere
        il suo divenne un non-nome
        allora l’URSS fece buon viso a cattivo gioco..Mao allora non osò attaccare Gao per il suo filo-sovietismo
        dal 1960 Mao accuserà Gao Gang di essere stato un agente di Mosca
        l’Occidente come sempre non capì nulla 😀 😀
        il suo nome è tuttora anatema

        • habsburgicus says:

          amoveatur

        • Francesco says:

          per curiosità, come hanno fatto i cinesi a procurarsi l’atomica così in fretta? non erano esattamente una nazione industrializzata o avanzata tecnicamente

          ciao

          • habsburgicus says:

            penso
            1.spionaggio
            2.aiuti sovietici DOPO Stalin (in c.a 1955-1957/1958) fu uno dei tanti errori di Nikita, cui poi rimediò in modo per l’URSS anche peggiore
            3.(da non sottovalutare) inventiva dei cinesi

            • habsburgicus says:

              sul 2
              se crediamo alle memorie di Gromyko [e credo che su questo, in essenza, siano corrette] Nikita nel 1958 durante la crisi di Taiwan n° 2 (passata inosservata da noi, o quasi, ma si rischiò la guerra atomica !) inviò Gromyko da Mao, per invitarlo a moderarsi..
              Mao avrebbe detto a Gromyko, più o meno “non mi fa paura la guerra atomica; infatti, mettiamo che muoiano mezzo miliardo di cinesi..resterebbe sempre l’altro mezzo miliardo..e sarebbe la Cina a vincere !”
              Gromyko sarebbe stato appalled..e così Nikita..che ordinò di cessare immediatamente la collaborazione nucleare con Pechino ! (egli criticò pure come folle il “Grande Balzo in Avanti” che un Mao senza freni lanciò nel medesimo 1958, riducendo la Cina la miseria dopo 3, con una carestia paurosa !)…il che contribuì alla rottira divenuta manifesta nel 1960 (articolo “Viva il Leninismo” sul Renmin Ribao di Pechino; schermaglie fra Nikita e gli albanesi-ma pensando ai cinesi- al III Congresso del Partito operaio romeno nell’estate 1960; Conferenza di Mosca dei Partiti comunisti e operai in novembre, con dure critiche a albanesi e cinesi) e ammantata di orpelli ideologici..gli unici che i gonzi qui ritennero importanti 😀

              • Francesco says:

                carissimo

                la tua ultima frase mi trigghera a puntino: togliendoci i paraocchi da gonzi, perchè gli USA non utilizzarono gli anni del monopolio atomico per sconfiggere l’URSS? o almeno per cacciarlo fuori dai paesi conquistati nella guerra?

  39. mirkhond says:

    Lessi tempo fa che Mao sul finire della sua vita, avrebbe dichiarato che per edificare la Cina socialista, sarebbero morte 60.000.000 di persone.
    Lessi anche su Alleanza Cattolica, che stando ad alcune rilevazioni demografiche, mancherebbero all’appello circa 150.000.000 di Cinesi.
    Ti risulta?

    • habsburgicus says:

      di Mao se ne dicono tante….
      anche che avrebbe fatto inorridire Hailé Selassié, in visita in Cina (c.a 1970), allorché vantando una diga avrebbe detto con nonchalance che nella sua costruzione erano morte “solamente” 2 (o 3) milioni di persone ! al che il Sovrano rispose “ma é la metà della popolazione dell’Etiopia !”, suscitando la pronta replica di Mao “ma è una semplice frazione della popolazione della Cina”
      che Mao fosse un tiranno, indifferente alla vita umana (altrui), penso che sia comunque assodato !
      solo in Italia, i fessi gridavano “la Cina è vicina” 😀 nel ’68-’69

      • habsburgicus says:

        ed era pure un porco 😀
        a Mao non servivano le sugarbabies 😀
        aveva una sezione della polizia segreta che gli procurava le ragazze..più diventva vecchio, più le voleva giovani, sull’esempio di Shi Huangdi (221-210 a.C) 😀 anche due o tre assieme, dicitur 😀 io non ci metterei la mano sul fuoco
        su sesso e tiranni, ecco un tiranno “buono” 😀 (se ‘ffa ppe’ dd’ , ma visto quel che è arrivato dopo :D)
        lo Scià ancora nel 1978 aveva un appetito insaziabile per le prostitute europee, come ci dice nelle sue Memorie segrete Asadollah Amin, Ministro della corte imperiale e colui che doveva procurargli le ragazze 😀
        già nell’agosto 1953 lo Scia si fece conoscere perché arrivato a Venezia nei giorni di Mossadeq per un temporaneo esilio (la CIA con un golpe guidato dal gen. Ardasher Zahedi gli ridiede tosto il trono), chiese al prefetto venuto ad accoglierlo, che gli procurassero una donna….al che il prefetto (siamo in età DC, morigerata :D) impallidì poi balbettò “questa è competenza del questore” 😀 risposta che pare piacque molto all’Aryamehr “Luce degli Ariani”, Shahanshah “Re dei Re”..ce lo racconta Andreotti 😀 e poteva mancare ? 😀

        • habsburgicus says:

          Fazlollah Zahedi, pardon
          Ardasher Zahedi era il figlio, che sarà Ambasciatore negli USA dal 1971 sino alla rivoluzione

  40. Moi says:

    Sta di fatto che di prostitute gergalmente cosiddette “OTR” (acronimo para-Kerouachiano di On The Road), prima dell’ euro e ancor più nella seconda metà degli Anni Novanta … ce n’erano immensamente di più !

    —————-

    @ HABSBURGICUS (SE NON l’ hai giammai udita prima … òdila ora !!! 😉 )

    https://www.youtube.com/watch?v=pQTlqZvLrsM

    Puttan Tour – Gem Boy
    (una Bolognesità molto diversa dagli Hipsterucoli Sardinoidi “Accoglioni & Gretini” , come dice Vittorio Feltri !)

    Vaudeville Gemboyano 😉 della sigla di Giatrus, anime di metà Anni Settanta … qualcuno l’ ha definito ictu oculi “Simpsons della Preistoria” :

    https://www.youtube.com/watch?v=E7EcSzFgb6c

  41. Moi says:

    Segnalazione : Lamborghini “Siàn” [sic] (che NON è Cinese o Coreano, eh ! 😉 …) la SuperCar Ibrida dal nome dialettofono …

    https://motori.virgilio.it/auto/fotonotizia/lamborghini-sian-la-supercar-col-nome-in-dialetto-bolognese/129227/

    https://www.lastampa.it/motori/nuovi-modelli/2019/09/03/news/lamborghini-sian-la-prima-lambo-ibrida-della-storia-sara-anche-la-piu-veloce-1.37411470

    Si tratta di un termine che almeno a Bologna fa molto “pre Anni Cinquanta”, quando ancora il dialetto non aveva subìto una pesante koineizzazione Italofona che lo ha condotto rapidamente sull’ orlo dell’estinzione, purtroppo ! 🙁

    • Moi says:

      … NON so quanto “siàn” o varianti fonetiche affini si dica ancora nelle aree rurali anche di altre province dell’ Emilia Romagna, ma credo poca roba !

    • PinoMamet says:

      ” Lamborghini “Siàn” [sic] (che NON è Cinese o Coreano, eh ! 😉 …) ”

      A prima vista l’avrei detto irlandese…

      comunque mi pare di aver sentito termini simili ma davvero svaniti nelle nebbie delle memorie dialettali…

      in compenso da queste parti c’è una ditta di trasporti in bicicletta che si chiama tipo “saiétta”, ovvero saetta in dialetto.

      • Moi says:

        … io ho sentito dire anche “saione” [sic] come accrescitivo di “saietta”, credoche “siàn” (e/o altre vocalizzazioni aleatorie tra “i” e “n” , basta che resti monosillabico !) sia un po’ un misto fra questo termine e le tipiche onomatopee dialettali ! … Ma ho sempre pensato che il dialetto, in fondo, se te lo spieghi / razionalizzi troppo … lo snaturi ! 😉

        • PinoMamet says:

          Beh, ogni lingua è intraducibile, se non per approssimazioni, e questo vale anche e specialmente per i dialetti, perché sono carichi di “significante” intimo.

          Specialmente in Italia, dove alla lingua era riservato l’ambito ufficiale e aulico (perciò anche “pesante” e freddo), e al dialetto… tutto il resto, e in particolare la sfera amicale, famigliare ecc. cioè tutti gli ambiti più “sentimentali”.

          D’altra parte, proprio per la loro natura intima i dialetti sono stati come su un’isola a parte: da un lato possono essere molto innovativi, dall’altra molto conservativi
          (ricordo che i bambini della mia zona, ancora quando ero bambino io, per interrompere il gioco ricorrevano a un’espressione che era in pratica latino puro, “arimortis” cioè arae mortuis)
          e per entrambe le cose si presta e anzi stimola la ricerca etimologica…

          • Moi says:

            inoltre è tipico dei dialetti “fondere” parole totalmente diverse ma assimilate per significato , o semplicemente suggestive come assonanze … l’ implicito è che tanto NON c’è un insegnante che ha da ridire ! 😉

          • Peucezio says:

            Cazzo, non ci avevo mai pensato.
            A Milano esisteva “rimòrta” per indicare una pausa e probabilmente si riferiva proprio ai giochi dei bambini.

            Da noi si diceva filècènze (leggi [fileˈtʃe̞ndzə], da fit licentia.

          • Peucezio says:

            Anzi, “arimòrta”, ancora più simile all’emiliano:

            E pur mi disi
            che la Madonnina
            a la mattina
            senza fass vedè
            la spara on colp in aria
            e la dà ’l via.
            E numm…’taccom a corr
            compagn de quej
            ch’hinn ’dree a stabilì on record
            o a fà ona corsa.
            Femm istess precis.
            ’taccom a corr
            a ’ndà de chì, de là:
            gh’emm tanti ròbb de fà!
            gh’emm de ’ndà in banca
            per quattà ona tratta
            in via Manin se nò me tiren biòtt.
            Gh’emm de ’nda in del dottor,
            in de l’avocatt,
            a portà i liber giò in del ragionatt.
            Gh’emm de vedè chel tal
            ch’el gh’ha on’idea
            che in fond l’è minga mal:
            l’è de studià.
            Corrom in ditta
            perché gh’emm de timbrà,
            o in offizi, in negòzi.
            Gh’emm tutt la nòstra corsa.
            Corrom a pee, in macchina,
            in lambretta
            e intant che corrom
            ghe la mettom tutta.
            Corrom in de per numm,
            insemma ai alter
            e in tal che corrom numm,
            corren i alter.
            Restom indree, se ciappom,
            se distaccom, se sorpassom,
            se incazzom…
            Se fermom mai.
            Se fermom a mezzdì,
            ai sett or de sera,
            Però l’è nò on fermass
            L’è… on’arimòrta
            Dopo ’taccom a corr
            on’altra vòlta.
            Corrom perché se nò poeu sarren sù,
            perchè hinn gianmò ’dree
            a faa el fuoriprogramma.
            Ghe tocca corr perchè gh’emm el pontell
            e prima gh’emm de ’ndà
            – pòrca sidella –
            a pagà el pont e mezz
            a chel pistòla
            ch’el tegn a l’Inter.
            Numm gh’emm scomettuu
            e ’emm tegnuu el pari e ’l Milan:
            ’emm perduu.
            Corrom e par che gh’emm de fermass pù.
            Cosa corrom de fà?
            Numm semm faa inscì,
            l’è inscì Milan,
            che prima anmò de vess ona città
            l’è ona manera de viv.
            De viv de corsa ,
            de fa quaranta ròbb in ona vòlta,
            numm semm minga content
            se femm nò inscì.
            Chi le sa minga,
            chi ’l ne cognoss nò.
            el dis: Ma hinn matt?
            Cosa corren de fà?
            Ma indova vann?
            Perchè stann minga quiett?
            Le sa el Signor!
            Nò, el Signor le sa nò
            …la Madonnina
            che a la mattina
            senza fass vedè,
            la spara on colp in aria
            e la dà el via.
            E numm se gh’emm de fa?
            Sentom sparà…
            e alè, ’taccom andà.
            .

  42. Moi says:

    Bellina “la clip” (come si dice adesso) di Verdone sulle “OTR” … in realtà parzialmente (parlo del “vedere dal vivo”, NON discuto il discorso para-Kerouachiano che per certi versi mi ricorda la poetica del Cavalier Errante o addirittura l’ Odissea 😉 !) è un po’ datata perché ora esistono i siti appositi (laddove “il Fenomeno”, come dice Lilli Gruber , 😉 è legale) con le foto, ma esiste anche il famigerato fotosciòpp 😉 & affini !

  43. Moi says:

    Nell’ ultimo “bàiopich” 😉 che ho visto dedicato a Pablo Neruda … il Poeta Revolucionario viene presentato come assiduo (!) frequentatore di Bordelli, e a quanto pare è una ricostruzione storicamente accurata ! SE il film di Troisi fosse stati un po’ più accurato, senz’altro Don Pablo al Postino gli avrebbe guzzato la Beatrice / Cucinotta 😉 … Nevvero, Habs ? 😉

    Eppure ancora la Sx NON ha rinnegato Neruda ! … Non ancora ?!

  44. Moi says:

    Qualche anno fa, un’ esperienza “strana” dialettofona : facendo “zappingh” in TV, mio padre “incappa” in una puntata di Dragonball : quando sente dire “sajàn” (come si trascriverebbe in dialetto “ufficiale” …) si mette a ridere ! … Chiedo spiegazioni ! … Ebbene : espressioni tipo “(té) t’ ì pròpri un sajàn […bi-sillabico !] !” significano più o meno “sei proprio un buzzurro / bifolco / grezzo” !

    … che strano, però tant’è !

  45. Moi says:

    “arimortis” …

    —————-

    Boh … mai udito !

    • PinoMamet says:

      Scopro adesso che secondo Wikipedia è tipico di Brescia, Milano e del Mantovano.

      Invece in televisione, come domanda di quiz ecc. mi è capitato di sentir ricordare la conta “ponte ponente annusa…”:

      colgo l’occasione per ribadire che la versione autentica (e infatti sensata… in gallese e in cumbrico) è quella preservata da me, quando noi eravamo bambini, cioè “pimpe petere nnusa…” dove “pimp” e “petere” sono ovviamente “cinque” e “quattro” come saprà confermare chiunque abbia una spruzzata di indoeuropeo…

      • Moi says:

        Ah … ma pensa te !

        … invece “àrimo” l’ ho sentito dire qualche volta, ma più spesso l’ ho letto scritto su qualche muro. Ma credevo fosse solo un nome commerciale ,che in effetti c’era (c’è ancora ?) una squadra di basket (se non erro … o pallavolo ? … boh !) che aveva per sponsor una piccola ditta di biancheria intima / pigiamini / vestaglie chiamata “Arimo”.

        • Z. says:

          Era una squadra di basket locale. Anzi è, perché c’è ancora, anche se ha cambiato sponsor da molti anni.

          E a scanso di equivoci, non è quella prima in classifica 🙂

        • roberto says:

          la seconda squadra di bologna, sponsorizzata dalla Arimo a fine anni 80 inizi anni 90!

          indimenticabile anche da chi come me li ha visti come avversari perché ci giocava il mitico artis gilmore (oltre ad alcuni italiani forti e simpatici come albertazzi, dallamora e zatti)

      • Peucezio says:

        Pino,
        certo; poi il gallese è celtico p, quindi assomiglia all’osco-umbro 🙂

        Ma “nnusa” che significa?

        • PinoMamet says:

          Ma guarda, l’osco-umbro non c’entra niente, e neanche il gallico antico se è per questo:
          La conta esiste tutt’ora, pressoché uguale, in Inghilterra, è una roba di pastori a quanto ricordo di aver letto.
          Lá a un passaggio in più (pompe, l’etere, tetere…) e a quanto ho letto è un residuo del cumbrico, cioè del simil gallese parlato a lungo in Inghilterra settentrionale/Scozia meridionale ecc.

          Come sia finita in Italia, dove ha subito varie trasformazioni visto che nessuno vi ravvisava più dei numerali, può essere materia di indagine, ma può darsi che ci abbiano qualcosa a che fare davvero le lunghe migrazioni dei pastori e i loro contatti inaspettati

          (Ricordi l’abruzzese con cognome scozzese di cui parlavi?
          Una mia cara amica invece ha un cognome tipico di qua, che suona come “pastori” in francese italianizzato, e a quanto pare i suoi antenati erano davvero pastori francesi, nel Settecento o giù di lì).

        • PinoMamet says:

          Scusa il correttore:
          pimpe, petere, tetere..

          Gallese: pump, pedwar, tri…

          • Peucezio says:

            Gli osco-umbri c’entrano nel senso che l’esito labiale delle labiovelari indoeuropee, comune ad esso e alle lingue celtiche p, di cui il gallese fa parte, fa sì che si crei un’assonanza in certe parole, una specie di aria comune.
            D’altra parte pare che, all’interno delle sottofamiglie indoeuropee, quella italica e quella celtica costituiscano una coppia che condivide molte isoglosse, tanto che a lungo si è pensato che si sia stato in origine un ramo intermedio italo-celtico.

            Ma non ho capito, ‘sta filastrocca si dice in Galles o dove?

            • PinoMamet says:

              La versione del mio paese si dice al mio paese 😉 e, tolto un numero in meno (tetere) è identica a una conta dei pastori inglesi, credo originariamente in cumbrico (simil-gallese quindi).

              Comunque sapevo dell’ipotesi italiceltica, ma non vedo ancora cosa c’entri qua…
              È un prestito molto più tardo, una filastrocca arrivata già così, vista e piaciuta per così dire, l’evoluzione delle parlare italiche non ci ha a che fare.

              • Peucezio says:

                Infatti era un’osservazione a margine.
                E’ ovvio che la filastrocca non c’entra nulla.

                Comunque è veramente notevole che in un paese dell’Emilia si usi una conta di origine gallese.
                Ma come ci è arrivata secondo te?
                Escludo a priori categoricamente i Galli (poi tutto può essere a ‘sto mondo e sarebbe un fossile affascinante se fosse vero, ma mi sembra fantascienza): dev’essere arrivato dalle Isole Britanniche (o dalla Bretagna), magari anche nel Medioevo, non dico in tempi recenti.

              • Peucezio says:

                Una cosa così, se non è già stato fatto merita un articolo scientifico.

              • Peucezio says:

                Ma, se esiste ancora in Inghilterra e comunque in parti della Gran Bretagna, non potrebbe essere banalmente arrivata con l’occupazione angloamericana durante la guerra?

              • PinoMamet says:

                Non ne ho proprio idea…

                comunque la conta c’è in tutt’Italia, solo che la versione più diffusa ha subito un mutamento ulteriore (“ponte ponente…”), dalle mie parti si vede che siamo conservatori 😉

              • Peucezio says:

                Che invece pare sia d’origine francese
                https://it.wikipedia.org/wiki/Ponte_ponente_ponte_p%C3%AC

              • PinoMamet says:

                Questo è interessante…
                non ricordo più dove ho trovato il cumbrico, ma trovo questa roba qua:

                https://en.wikipedia.org/wiki/Yan_Tan_Tethera

                a ‘sto punto, mi spingo a ipotizzare che anche la conta francese con i due “pomi”, che non conoscevo (e che sicuramente è alla base di quella italiana più nota, col ponte ponente e “perugia”) sia derivata da un originale d’oltre Manica, ri-etimologizzato…

  46. Moi says:

    In ogni caso, la Lamborghini “Siàn” non è il primo caso di nome dialettale …

    ——————-

    “A differenza di molti altri modelli della casa, il nome Countach non deriva dalla tauromachia ma è un termine in dialetto piemontese che secondo Gandini sfuggì ad un profilista che lavorava alla Bertone la prima volta che vide l’auto. Tale espressione è traducibile letteralmente in contagio, peste, ma viene utilizzata per esprimere stupore e meraviglia, ed è quindi sinonimo di accidenti, perbacco. La pronuncia IPA piemontese è [kuŋˈtaʧ]”

    —–

    da wikipedia

  47. Moi says:

    Insomma : “countach” sarebbe “Piemontese scritto come se fosse Inglese” … ma NON ho dimestichezza con il Piemontese, che fra l’ altro mi pare che sia alquanto ostico ! 😉

  48. Moi says:

    fra l’ altro “sajàn” si dice anche in Ebraico, con significato di … 😉

    https://forum.termometropolitico.it/550315-sayanim-non-i-sayan-di-dragonball.html

    Discussione: Sayanim…non i Sayan di Dragonball!!!

  49. Moi says:

    che poi in originale è ” サイヤ人 ” / “Sayajin” … ove dal katakana サイヤ capiamo che “saiya” è un termine inventato , mentre “Jin” è il Kanji generico 人 per “persona”.

  50. Una critica (molto americana) a Mike Bloomberg, il miliardario che ha fatto cambiare le regole al Partito Democratico per potersi candidare all’ultimo momento.

    Arrogante quanto Trump, solo che fa l’elitista mentre Trump fa il populista:

    https://www.theamericanconservative.com/articles/michael-bloomberg-smirking-id-of-americas-elites/

    L’autore eccede sulla questione fumo (felicemente risolta da noi una ventina di anni fa), ma ci sono diversi punti interessanti.

    • Francesco says:

      però un pò ha stufato questa cosa che se dico “cagare per strada è brutto” o “mangiare junk food fino a pesare 250 kg è sbagliato” sono un elitista paternalista!

      e se il tizio a cui lo dico è povero, sono anche un nemico del popolo

      dove è Stalin quando se ne ha bisogno?

      • Per Francesco

        “però un pò ha stufato questa cosa che se dico “cagare per strada è brutto” o “mangiare junk food fino a pesare 250 kg è sbagliato” sono un elitista paternalista!”

        Sono abbastanza d’accordo. Però se vai in giro con l’elicottero privato, come fa Bloomberg, l’etichetta un po’ te la guadagni.

        • Francesco says:

          sì ma “da destra” è diventata la scusa retorica per ignorare i fatti

          fumare fa venire il cancro ai polmoni? sì ma Bloomberg ha l’elicottero e quindi difendo il fumo

          ciao

        • Per Francesco

          ““mangiare junk food fino a pesare 250 kg è sbagliato” ”

          Qui però non sei aggiornato: non è elitismo, e “fatphobia” e “sizeism”!

          https://www.srhweek.ca/providers/people-and-communities/sizeism-and-fatphobia/

          “Institutional fatphobia is embedded in the ways fat people’s lives are over-determined by the systems and structures that govern everyone’s lives, including but not limited to: the medical industrial complex, the diet industry, the media industry, public standard size seats and turnstiles, standard size clothing that is not accessible to fat people, etc.”

          Solo l’inglese ti permette di inventare una parola come “sizeism”, ti immagini in italiano… “dimensionalismo” “misurismo”?

          • Francesco says:

            Ciccia Continua? Brigate Grasse? Prima Panza?

            il brano che citi è un perfetto esempio di vittimismo moderno, oltre che una grande tristezza

    • Francesco says:

      a me Renzi non piace però ogni volta che leggo un suo avversario mi risulta accettabile

      vabbè, poi Pino Aprile non fa neppure testo, scrive di pancia e basta

      • Peucezio says:

        OMDAF!

        Renzi, essendo un tipo attivo in un’epoca in cui quando si agisce, immancabilmente si fanno disastri, ha fatto grossi danni (omicidio stradale, unioni civili, job act e varie altre cose), ma ogni volta che sento i suoi critici, mi sta sempre più simpatico.

    • PinoMamet says:

      Non capisco come Pino Aprile riesca a inserire la sua eterna diatriba contro il Nord anche qua, dove non c’entra assolutamente nulla
      (Renzi è toscano, e mi risulta odiato dalle Alpi alla Sicilia, dal Manzanarre al Reno, da chiunque sogni di fare una politica anche di vaghissimo centro-sinistra)

      a parte questo, credo che abbia ragione.

      • mirkhond says:

        A difesa 🙂 di Pino Aprile, credo che sia convinto che TUTTI gli schieramenti politici italiani NON facciano gli interessi del Sud, che siano di destra o di sinistra.

  51. mirkhond says:

    Vabbè a te Pino Aprile sta antipatico a prescindere.

    • Per Mirkhond

      “Vabbè a te Pino Aprile sta antipatico a prescindere.”

      Io tendenzialmente sarei anche vicino ai contenuti, è la forma che non mi piace.

      E la forma ci dice molto sulla persona; e alla fine, se si fa qualcosa di concreto, è con le persone che bisogna interagire.

  52. mirkhond says:

    Non riesco a capire.

  53. mirkhond says:

    Voglio dire che capisco l’antipatia che Francesco prova per Pino Aprile, mentre non riesco a capire il senso della tua critica al personaggio.

    • Francesco says:

      non noti anche la volgarità intellettuale delle argomentazioni? il mescolare attacchi ad personam a illazioni gratuite sui fatti? il penoso arrampicarsi sugli specchi perchè ogni cosa confermi i pregiudizi di partenza?

      ne conosco anche tra i “cattolici di destra” di personaggi che si esprimono così e mi rifiuto di considerarli. e lo stesso per i politici di destra che tutto quello che è diverso da loro è comunismo – tranne Berlusconi, con lui sono molto più accondiscendente.

      anche Miguel, che è indifferente ai contenuti di Aprile, nota come la forma di espressione riveli l’anima della persona

      PS ah, poi a me è simpatico in quanto utilissimo alla causa secessionista, ne avessimo un pò di più di Pini Aprili la Padania sarebbe già una realtà!

      • mirkhond says:

        Sono d’accordo con l’ultima parte del tuo intervento, ma ancora non riesco a capire Miguel che è estraneo alle nostre beghe Nord-Sud. 🙂

        • mirkhond says:

          Poi, ripeto a me interessano Pino Aprile e i Neoborbonici nella misura in cui portano avanti il revisionismo storico che renda giustizia alle vittime dell’unificazione d’Italia, ma personalmente non sono un meridionalista e se lo potessi emigrerei o in Lombardia, o in Piemonte o in Liguria che mi attrae tantissimo, anche se dicono che sia molto cara (ma, a parte Genova che mi ricorda Napoli senza Vesuvio :), preferisco le aree montuose interne così ricche di boschi e quasi spopolate).

        • Per Mirkhond

          “non riesco a capire Miguel che è estraneo alle nostre beghe Nord-Sud. 🙂”

          A me non interessano infatti. Mi interessa la questione delle autonomie e del localismo.

          Che è un tema su cui ci si può benissimo alleare con altri (i miei amici toscanisti sono alleati con gli sloveni, i friulani, i valdostani).

          Ma non è facile allearsi con gente litigiosa di carattere, perché non sai come va a finire.

          • mirkhond says:

            Una curiosità

            Conosci Pino Aprile di persona?

            • “Conosci Pino Aprile”

              No, nemmeno indirettamente. E’ solo una sensazione che provo quando lo leggo. Magari di persona è diverso.

              • mirkhond says:

                Per quel poco che vedo leggendo i suoi articoli, mi sembra una persona disposta a confrontarsi con chi non la pensa come lui.
                Poi, certamente ha le sue convinzioni molto forti e che condivido sul piano del revisionismo storico che mi sta a cuore da una vita.
                Per il resto, ripeto, non sono fiuducioso come lui in un Sud indipendente perché non vedo le nostre classi dirigenti locali all’altezza della situazione.
                Inoltre per affrontare le mafie occorre uno stato molto forte, e una secessione potrebbe (sia pure involontariamente) allentare la presa dell’antimafia e dare il tempo ai clan di tornare più forti di prima.
                Poi infine ci sono motivazioni personali, esistenziali che non mi fanno considerare positivamente il distacco dal Nord, dove se potessi, emigrerei.

        • Francesco says:

          ti pregherei però di leggere e nel caso di rispondere alla prima parte, che è quella importante!

          l’ultima è una battuta più che altro, dubito di riuscire a fare la secessione della Padania da solo

          🙁

          • mirkhond says:

            Non saprei.
            Seguo Pino Aprile per la sua battaglia a favore del revisionismo storico, oltreché per il suo antirazzismo e antisalvinismo.
            A differenza sua, non sono così ottimista sull’eventuale secessione del Sud come soluzione ai nostri problemi.

  54. habsburgicus says:

    ormai solo Renzi può salvare ‘sta povera Italia 😀

    • PinoMamet says:

      A proposito, a che punto sono le terribili riforme komuniste/genderiste che paventavi?

      Conte ha già istituto i Soviet omosessuali nelle fabbriche e l’ora di gender a scuola, o mi sono perso qualcosa? 😉

      • Peucezio says:

        Ma non li aveva giòà istituiti tipo Renzi o Letta o addirittura Monti?
        Sono anni che nelle scuole si fa indottrinamento gender.

        • PinoMamet says:

          Sì vede che lo faranno quando ho l’ora buca o il giorno libero… 😉

          • Peucezio says:

            Ma non in tutte le scuole, penso.

            Ma scusa, il tuo non è un liceo? Sono cose che si fanno alle elementari o al massimo alle medie.

          • PinoMamet says:

            Io insegno in un liceo, infatti, ma ho avuto due o tre studentesse, in classi diverse, che si sono lamentate del fatto che “in classe non si fa mai educazione sessuale”.

            Una mi ha portato, di sua iniziativa, una ricerca/esposizione sui diritti delle donne in Italia, la Costituzione ecc., fatta bene pure.

            Non mi pare che siano mai stati indottrinati da nessuno sulle tematiche del “gender”, e quando insegnavo in un istituto tecnico sentivo le peggio cose sui “froci”, altroché…

            qui i ragazzi sono più gentili e tolleranti, ma non credo abbiano le idee molto più chiare (o oscure) al proposito.

            La cosa più simile che mi è capitata è stata in un altro liceo nella quadrata città degli ex bolscevichi: alcune persone di un Centro nti-violenza sulle donne sono venute a far interagire la classe sulla tematiche delle violenze sulle donne, dei rapporti tra i sessi (scil. maschile e femminile) e infine sul funzionamento della riproduzione e gestazione.
            “Gender” non pervenuto.

  55. mirkhond says:

    Vuoi essere salvato da una marchetta eterodiretta dai poteri forti, come del resto tutto lo schieramento costituzionale italiano?

    • Francesco says:

      e chi ci deve salvare?

      le Brigate Rosse? i 5 stelle? la Meloni?

      ah, io auspico sempre l’annessione agli USA come protettorato o qualcosa del genere

      • mirkhond says:

        Le brigate rosse non esistono più da un pezzo (e comunque erano abbondantemente infiltrate dai servizi segreti e a loro volta eterodirette dagli USA per impedire l’ingresso dei comunisti nei governi a guida DC).
        I 5stelle sono prossimi alla liquefazione e la Meloni da sola non ha i numeri necessari per governare e, comunqu anche lei è una lecchina atlantista.
        Detto questo, non vedo come Renzi potrebbe salvare l’Italia….

      • Mauricius Tarvisii says:

        Siamo già un satellite USA, quindi puoi dire che il tuo desiderio si è realizzato da più di mezzo secolo.

  56. Peucezio says:

    Mah, non direi che Renzi sia eterodiretto dai poteri forti. E’ un politico ambiziosissimo e spregiudicato, che ci si allea quando gli servono, ma per perseguire i propri scopi (che spesso effettivamente possono coincidere).

    Adesso sta dando un fastidio enorme a questo governo, che è benedetto dai poteri forti, perché altrimenti arriva Salvini il Cattivo (che come cattivo fa ridere, ma resta comunque inviso ai padroni, malgrado ci si prostri).

    Renzi tra l’altro a suo tempo ha fatto tanti danni (omicidio stradale, unioni civili, job act e varie altre cose che nemmeno mi ricordo), ma non era completamente organico ai poteri forti, che infatti lo combattevano già allora.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Ci puoi identificare i poteri forti senza tirare in ballo concetti come “lo spirito ebraico” o “la finanza internazionale”, ma citando aziende, associazioni, lobby (lo sai che sono strutturate con personalità giuridica, no?)?

      • PinoMamet says:

        Capitan America è molto forte, ma secondo me Iron Man gli fa il culo 😉

        Per gli altri poteri forti, sono almeno venti post che aspetto un nome da Peucezio 😉 stai fresco!

        Dai Peucè che si scherza.

        Comunque la parte vera del discorso di Peucezio è che Renzi sta un po’ più sulle balle all’Unione Europea, perché è un cazzaro specialmente;
        E Salvini anche di più, perché è un cazzaro fascista, e perché ricorda che anche Macron è un cazzaro stronzo.

        • Z. says:

          Fascista? Ti sei permesso di dire fascista? Mio dio, ma non si fa, non istà bene! Sei un radicalscicche 😀

          • Moi says:

            Bah … Se è per questo, i Centri Sociali OKKupati pullunano di ZeKKe che definiscono “Fascismo” le politiche securitarie d’ Israele !

      • Peucezio says:

        Veramente io riprendevo il discorso di Mirkhond.

        Comunque in Italia sono gli Agnelli-Elkann, il Corriere della Sera, la Stampa, la Repubblica, De Benedetti…
        A livello mondiale per esempio le grandi banche, tipo Goldman Sachs.
        Ma anche le nuove multinazionali di internet sono poteri forti, tipo Google, l’impero di Zuckerberg, ecc.
        Negli Stati Uniti poi anche lo stato profondo ne fa parte: CIA, Pentagono, FBI, ecc.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Il Corriere fa campagna per il voto dalla sera delle regionali.

          • Peucezio says:

            Forse si vuole tenere sulla corda questo governo perché più i governi nazionali sono deboli, meglio è e agitare lo spettro delle elezioni certo non lo rafforza.

            Escludo che il Corriere della Sera si sia convertito sulla via di Damasco al salvinianesimo, malgrado Salvini si sia ormai normalizzato (ma ci sono servi infinitamente più affidabili).

          • Francesco says:

            non mi pare, diciamo che non ha lo stomaco di Avvenire per sostenere che Conte stia facendo qualcosa di buono

            a me pare che faccia campagna perchè Salvini finisca in galera prima possibile e forse per Calenda

            • Peucezio says:

              Mi fidavo di Mauricius, perché il Corriere non lo uso nemmeno per pulirmici il deretano, ma da quanto mi dici era una fiducia malriposta 🙂

  57. Peucezio says:

    Da qui a salvare l’Italia però ce ne passa 🙂

  58. mirkhond says:

    Intanto il coronavirus ha raggiunto anche il Veneto e la Lombardia.
    Non è che a furia di pensare che sia una cazzata, siamo di fronte ad una nuova epidemia tipo peste, colera e spagnola?

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