Libera Toscana del Buon Vivere

E’ finita la campagna elettorale in Emilia-Romagna, giocata su questioni emotive e identitarie senza molto rapporto con ciò per cui si stava votando.

Tra poco, gli animi si scalderanno anche qui. Quindi mi fa piacere che stia nascendo una lista che si occupa delle piccole cose importanti, e che è stata messa insieme da gente che si trova sul posto.

Il candidato a presidente della Regione, Eros Tetti, non è un benvestito, ma è uno che da anni sfida camorristi e sauditi, cercando di fermare il saccheggio del marmo delle Alpi Apuane e far rinascere artigianato e agricoltura.

Non prenderà molti voti, ma almeno prenderà il mio.

Libera Toscana del Buon Vivere, un progetto comune

Il comitato promotore della lista elettorale regionale “Toscana del Buon Vivere” e il consiglio federale di Comitato Libertà Toscana hanno elaborato un documento congiunto, per formalizzare la loro collaborazione per un progetto civico, ambientalista e autonomista unitario, che si chiamerà “Libera Toscana del Buon Vivere”.

Il progetto include leader locali e attivisti di diversi territori e di diversa provenienza politica e culturale. E’ una proposta innovativa, aperta, trasversale, che si rivolge a tutti i Toscani in ogni angolo della Toscana. Esprimiamo fiducia a Eros Tetti, già presidente della rete dei comitati per la difesa della Toscana, per la disponibilità che ha accettato di dare come candidato presidente della nuova lista.

Il testo della dichiarazione congiunta è qui riprodotto integralmente.

Documento politico congiunto

Comitato Libertà Toscana – Toscana del Buon Vivere

Brusciana, 16 gennaio 2020

(il perfezionamento del testo è proseguito nella consultazione tra tutte le componenti interessate, fino ad oggi venerdì 24 gennaio 2020)

1.Introduzione

Il consiglio federale di Comitato Libertà Toscana e i promotori di Toscana del Buon Vivere si uniscono in un progetto di radicale rinnovamento della vita politica toscana, fondato sull’autogoverno dei territori e su un nuovo umanesimo autonomista.

A Udine, il prossimo 21 febbraio 2020, saremo presenti insieme all’incontro pubblico nazionale, promosso dalle forze della rete italiana di Autonomia e Ambiente – di cui CLT è parte – per cambiare l’Italia e l’Europa.

Siamo coscienti di essere di fronte alla necessità di una grande alleanza trasversale, per fronteggiare una condizione di “emergenza”, che richiede una nuova “resistenza toscana”, come era già chiaramente emerso negli incontri promossi sotto il motto “La Toscana non ha più tempo” dell’autunno del 2019.

Parteciperemo insieme alle elezioni regionali della Toscana con una lista civica, ambientalista, autonomista, distinta e distante dai partiti nazionali e dal loro centralismo invasivo e schiacciante.

2.Impegno per il programma comune

La lista sarà ispirata dalla “filosofia programmatica” del “Buon Vivere”.

Si accolgono nella costruzione del programma comune alcuni punti programmatici che ci hanno fatto incontrare, valorizzando, insieme alle altre, la particolare esperienza di Libera Firenze e le iniziative CLT “per una Libera Toscana”:

  1. In ogni rione e paesino della Toscana un ambulatorio che i cittadini possano raggiungere a piedi.
  2. In ogni rione e paesino una scuola da raggiungere a piedi.
  3. Salvaguardia del suolo toscano. Fine della cementificazione.
  4. Basta con le distruzioni delle escavazioni industriali e della geotermia obsoleta.
  5. Ripensamento dell’approccio distruttivo che gli enti di bonifica hanno nella gestione dei bacini fluviali.
  6. Turismo di qualità, non di sfruttamento.
  7. Agricoltura per la vita e per il lavoro. Basta pesticidi, basta allevamenti intensivi. Sussidi alle persone che lavorano in agricoltura custodendo il paesaggio e l’ambiente, non ai grandi proprietari.
  8. Privilegiare sempre i prodotti locali e lotta al CETA e agli altri trattati ingiusti.
  9. Gestione pubblica e locale degli autobus. Servizi pubblici governati dalle esigenze locali di ciascuna comunità, anche festive e notturne, pensando agli anziani ma anche ai giovani che hanno voglia di una serata. Magari le persone eviterebbero di prendere l’auto.
  10. Centralità delle ferrovie regionali toscane nel trasporto pubblico locale, completando gli investimenti necessari (raddoppi ed elettrificazioni), ponendo fine all’inutile spreco del progetto Foster e salvando dalla follia dei treni Sirio la ferrovia Piagge-Leopolda di Firenze.
  11. In attesa che si avvii l’urgente decarbonizzazione del traffico aereo, la Toscana ha a Pisa il suo aeroporto internazionale, che deve tornare integralmente pubblico. Tutti i toscani devono essere messi in grado di raggiungerlo in treno e in autobus. Tutte le altre aviosuperfici (Elba, Grosseto, Peretola, Siena e altre) devono avere carattere sussidiario.
  12. Lotta a tutti gli inquinamenti “invisibili” e di tutte le nocività nascoste nelle acque e nell’aria. Gestione pubblica e controllo sanitario e scientifico ferreo sui livelli di inquinamento elettromagnetico. Moratoria 5G.
  13. Lotta per la depurazione di tutti gli scarichi.
  14. Per spezzare le catene del debito, la regione deve tutelare le esistenti banche locali ed eventualmente promuoverne di nuove, senza finalità di profitto, con il solo scopo di proteggere il risparmio delle famiglie e delle piccole imprese, oltre che di partecipare alle azioni nazionali ed europee per spezzare le catene del debito e porre fine all’austerità.
  15. Ci impegniamo a lungo termine perché in tutti i comuni toscani crescano la partecipazione popolare e la capacità dei cittadini di controllare direttamente il proprio territorio e ogni bene comune in esso contenuto. In tutti i comuni si devono incentivare forme di autogoverno di frazione e rione. Basta con le fusioni comunali imposte dall’alto.

Si rinvia anche alle riflessioni più ampie raccolte nel documento sull’ “Ecotoscanismo” di CLT.

3.La Costituzione come guida nella svolta autonomista

Nel quadro del dibattito con molte forze civiche della Toscana, abbiamo convenuto che il dibattito sul futuro delle istituzioni deve tornare fra la gente, che deve essere formata e messa in grado di scegliere. La nostra guida, nella svolta autonomista, sarà l’attuazione della Costituzione, verso una vera Repubblica delle Autonomie e una ideale Europa delle Regioni.

4.Solidarietà internazionale

La Toscana sarà sempre protagonista di solidarietà internazionale, contro ogni forma di colonialismo e neocolonialismo, contro il traffico di manodopera a basso costo, per i diritti umani, per la liberazione dei prigionieri politici e il ritorno degli esiliati, a partire dalla Catalogna.

5.La costruzione di una lista rappresentativa di tutti i territori

Per ottenere una svolta anticentralista, per una regione al servizio dei suoi territori, la lista dovrà essere aperta a esperienze civiche, ambientaliste e autonomiste di tutte e tredici le circoscrizioni previste dalla legge elettorale toscana.

Il progetto di una libera e laica lista del “Buon Vivere” toscano deve restare aperto ad apporti, sensibilità, ribellioni diverse.

Al candidato presidente, Eros Tetti, è affidato il lavoro di raccordo tra le diverse esperienze, la sintesi politica, il coordinamento organizzativo e la comunicazione.

Per la scelta di un motto e di un simbolo unificanti di questa lista per una “Libera Toscana del Buon Vivere”, decidiamo una rapida consultazione tra tutti coloro che hanno sino ad oggi aderito, coordinata dal candidato presidente Eros Tetti.

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70 Responses to Libera Toscana del Buon Vivere

  1. Francesco says:

    il punto 14 sarà la vostra fine, se vincerete

    siccome non vincerete, potrete sempre fare da foglie di fico a qualche maneggione

    detto solo per affetto e per mettervi in allarme

  2. Francesco says:

    PS premesso che l’idea di trasformare la Toscana nella Contea degli Hobbit ha la mia benedizione, da qualche parte negli Annessi & Connessi avete fatto il calcolo dei costi?

    ambulatori, scuole, no turismo, sussidi, prodotti locali, trasporti pubblici come se non ci fosse un domani … tutta roba che costa e molto

    giusto per aiutarvi a non fare la fine della Grecia, della Sicilia, della Calabria e di altri posti poco attenti al tema “equilibrio di bilancio”

    • Per Francesco

      “ambulatori, scuole, no turismo, sussidi, prodotti locali, trasporti pubblici come se non ci fosse un domani … tutta roba che costa e molto”

      Intanto noi al Nidiaci, in sette anni di autogestione, abbiamo risparmiato al Comune, vediamo…

      1) lo stipendio lordo medio italiano è di 29.601€, diciamo 30.000. Un custode al Nidiaci sarebbe costato al Comune quindi 210.000 euro.

      2) ogni sei mesi circa, viene un impiegato (pagato) di una ditta a controllare le tubature. Era appena passato, che si ruppe un tubo, e noi ce ne accorgemmo subito. Non so fare i calcoli dell’acqua, ma cinque mesi e mezzo di acqua che si perdono a fiotti, quanto costano?

      3) quanto costa rifare tutte le buche provocate da troppo traffico?

      4) quanto costano le decine di migliaia di morti per inquinamento di cui non si parla?

      E’ un po’ la differenza tra la mensa della mega azienda statale, che butta il 40% del cibo, e la casalinga accorta che ne butta il 5%.

      • Poi calcola il risparmio per il contribuente medio se NON gli si chiede di pagare una nuova pista per l’aeroporto.

        • Comunque, sarebbe bellissimo avere un cattivo liberale antistatalista, di quelli che fanno i conti della serva, a calcolare la differenza tra una società in cui ” In tutti i comuni si devono incentivare forme di autogoverno di frazione e rione” e una in cui da Roma il capo dei politici, il capo della banca, il capo della mega cooperativa di sinistra, decidono di spendere qualche triglionardo di euro per fare un progetto che loro ritengono “socialmente utile”.

          • Per Francesco

            Credo che l’errore che fanno molti sia pensare in termini di individui furbi e affamati, che cercano di fregare lo stato.

            Esistono eccome, ma il localismo propone esattamente il contrario.

            Nella contea degli Hobbit, la gente se la cava sostanzialmente dandosi una mano a vicenda, vegliando quindi contro la “privatizzazione”.

            Sussidariamente, per le cose proprio indispensabili, tocca allo Stato intervenire: io non saprei come fare un sistema di fogne su basi volontarie.

            Però meno soldi lo Stato ci dà, meno ci può ricattare.

            • Francesco says:

              Caro Miguel

              il localismo ha almeno due faccie

              una è quella di turpi individui che vogliono fregare il prossimo e giocano la carta della retorica anti-centralista per evitare in primo luogo di rendere conto del loro operato

              un altro è quello vostro dei Nidiaci

  3. mirkhond says:

    A proposito delle recenti elezioni regionali:

    E ALLE ELEZIONI REGIONALI DELLA FINE DEL MONDO NON SUCCESSE NIENTE…
    27 Gennaio 2020

    IN CALABRIA VINCE IL VECCHIO AVANZATO, IN EMILIA IL SOLITO, DEL SUD FREGA NIENTE A NESSUNO

    Non c’è molto da dire a commento delle elezioni in Emilia Romagna e Calabria: i numeri parlano da soli; provo a riassumere:

    la maggioranza degli elettori (o quasi la maggioranza, in Emilia Romagna) non vota;

    la Lega vince i sondaggi pre-elettorali e perde le elezioni: pareva pigliatutto, ma piglianiente (ha perso pure a Bibbiano e al “Pilastro” di Bologna, il quartiere dove capiton Salvini forte con i deboli importunava in casa gli abitanti, insultandoli al citofono: noi lo facevamo da bambini, ma dopo aver suonato, scappavamo via, perché noi avevamo ancora il senso della vergogna): in Calabria, dove si temeva la calata dei barbari, la Lega è per un pelo il terzo partito (circa 12 per cento, meno di quanto i partiti di estrema destra han sempre preso lì), insidiato da FdI; in Emilia Romagna, dove gli elmi cornuti di Pontida già si vedevano nelle mura di Bologna, pronti a insediarsi nella reggia e abbattere gli dei nei templi del nemico, la Lega non arriva al 32 per cento e la candidata Lucia Borgonzoni Chi? (la campagna elettorale l’ha fatta Salvini, lei era a lezione di geografia a studiare i confini della sua regione, avendo scoperto che non è attigua al Trentino, come credeva), e assieme agli alleati di destra, rimane indietro di almeno otto punti, rispetto a Stefano Bonaccini:

    il Pd “ormai estinto” è il primo partito sia in Calabria che in Emilia Romagna;

    il M5S fu. Qualche anno fa non c’era e ora piano piano non c’è più.

    IL GOVERNO DURA, ALMENO UN ALTRO PO’

    Con queste premesse, il governo dura; forse non tantissimo, ma parecchi mesi, un anno e anche più potrebbe reggere, salvo poco probabili sorprese della ditta sfasciapagghiara Matteo&Matteo associati. In mezzo, ci sono elezioni comunali importanti.

    Né Lega, né Forza Italia, né Fratelli d’Italia, né Pd hanno detto una parola sul Sud; il M5S aveva vinto la lotteria a Sud, diventando il primo partito e, ormai in stato confusionale, lo ha regalato a Salvini, poi al Pd (se non fosse andato al governo, non importa come, ti spiega qualcuno nel M5S, per la regola del no al terzo mandato, Gigi Di Maio avrebbe concluso la carriera senza diventare ministro. Rischio è stato sventato, a prezzo del M5S). Ora il Sud è in cerca di rappresentanza e metà degli elettori del Nord si astengono non ritenendo ci sia, fra le schede elettorali, chi meriti il fastidio di andarvi a porre una croce sopra.

    Chi pensava che queste regionali fossero la resa dei conti (e la possibilità di cataclismi, in effetti, pareva reale) può, guardandone con freddezza i risultati, valutare che si è trattato di una votazione come le altre: nella regione “della sinistra” (tanto di sinistra da fare le stesse cose, appena sfumate, delle regioni leghiste Lombardia e Veneto, quando si tratta di fottere altri soldi a chi già ne riceve meno, il Sud, con l’Autonomia differenziata); il secondo partito, quale che sia, in quella regione, prende molto, ma perde; e al Sud vince non il nuovo che avanza, ma il vecchio avanzato, imposto dal Nord con ascari locali; pur se di fatto, del Sud, della Calabria, “non importa niente a nessuno”, come detto pubblicamente dal ladro di risorse e asili ai Comuni del Mezzogiorno (in complicità con il Pd, quando era presidente della Commissione parlamentare sul Federalismo fiscale), il leghista Giorgetti.

    IL MEZZOGIORNO DI NUOVO IN CERCA DI RAPPRESENTANZA

    Quindi come stanno le cose adesso, “dopo il voto”? Esattamente come prima: il Sud non esiste, i partiti del Nord mettono dei manici di scopa locali sulle sedie, perché tutto resti com’è: la colonia meridionale a ingrassare con il suo sangue (intendendo con questo: dai soldi ai figli) i rapinatori del Nord (intendendo con questo: i ladri di risorse pubbliche da sprecare in mazzette e finzione di opere pubbliche fatte male e mai terminate, dal Mose alle pedemontane con le gallerie nuove che cadono a pezzi, alle Brebemi, emblema di autostrade inutili, costose e deserte, alle linee di alta velocità ferroviaria più costose del mondo e solo per alcuni, ma con i soldi di tutti, eccetera).

    Vi riporto solo due cose narratemi da due amici calabresi:

    “Ho chiesto a mamma, in Calabria: voti? Mi ha risposto: ‘Cosa? Per chi? Per che?’. Vive sola, con tre figli emigrati”;

    “Ho dovuto portare mia madre in un ospedale dell’Emilia Romagna: meridionali gli impiegati, i medici, gli infermieri, i titolari della pizzeria vicina; meridionali pure i malati. E meridionali, della regione Calabria, i soldi con cui tutto questo viene mantenuto, lì”.

    O ALLA PARI, O DA SOLI

    Beh, se mi sto rovinando la vita (dovrei e vorrei fare altro) e la sto complicando a tanti di voi, tanti amici che si sono imbarcati in questa impresa, senza mezzi, ma con grandi volontà, è perché questo deve finire. E finirà. Non so quanto ci metteremo, so solo che finirà; cominciamo da subito, nei Comuni, allargandoci nel territorio, senza ascoltare chi vorrebbe ci buttassimo in avventure o-la-va-o-la-spacca, perché noi non vogliamo tentare, per dire che ci abbiamo provato, noi dobbiamo riuscire.

    A far cosa? O equità territoriale, diritti, infrastrutture e risorse alla pari, o da soli.

    https://pinoaprile.me/e-alle-elezioni-regionali-della-fine-del-mondo-non-successe-niente/

    • Francesco says:

      devo farti il conto delle cazzate o basta “quasi la maggioranza, in Emilia Romagna” quando hanno votato i due terzi degli aventi diritto?

      quest’uomo è degno compare di Salvini e Di Maio e sono convinto abbia le stesse aspirazioni alimentari in prima persona

      ciao

      • mirkhond says:

        E quali sarebbero queste fantomatiche cazzate?
        Le tue?

        • mirkhond says:

          Comunque il senso dell’articolo è che del Sud non gliene frega niente a nessuno a destra come a sinistra.

          • Francesco says:

            fosse vero sarei ben d’accordo, tenendo conto che il dato di astensioni in Calabria dice che i primi a fregarsene sono i meridionali

            ma non è affatto quello che dice Aprile il contapalle

  4. roberto says:

    1. e 2. ok, in teoria d’accordo, ma ci sono abbastanza medici/infermieri e insegnanti per fare questa cosa? e se si, i soldi per pagarli ci sono?
    3. ok
    4. non so cosa sia
    5. non so cosa sia
    6. cosa vuol dire turismo di qualità? come lo selezioni? come impedisci il resto? non che non sia d’accordo di principio, ma può voler dire tutto o niente.
    7. insomma, temo che senza pesticidi resterà ben poco da mangiare…..
    8. no grazie (vorrei poter continuare a mangiare arance anche se nel granducato si producono solo mele, pere, castagne e prugne)
    9. Ok. siamo coscienti che costa ma ok.
    10. ok sula centralità delle ferrovie regionali, non dico nulla sul resto
    11. boh? qual è il vantaggio di un aereoporto pubblico?
    12. vabbé lotta all’ininamento, chi non è d’accordo? ma perché moratoria 5g? ma più in generale, i firmatari del programma sono disposti ad accettare evidenze scientifiche contrarie alle loro idee? per dire, se non si può stabilire che la 5g fa male in qulache modo, dobbiamo continuare la moratoria? temo ch ela risposta sia si, e quindi dico di no
    13. perché lotta? non bisogna farlo e basta?
    14. allora aveva ragione renzi e la sua cricca a salvare il MPS!?!
    15 ok

    • Francesco says:

      14 in effetti il problema è quello: le banche locali che non si piegano alle crudeli leggi del mercato selvaggio liberista e cattivo sono quelle lì, che accumulano deficit senza fine e alla fine tocca salvare qualcosa con tonnellate di denaro pubblico

      credo che era meglio quando era peggio e le banche potevano fallire, su entrambi i lati dell’Oceano Atlantico

    • Per roberto

      “. e 2. ok, in teoria d’accordo”

      Che bello!

      Ci sono liste che sono innanzitutto una cordata, oppure sono un cartello identitario, e poi fanno le proposte.

      Questa lista E’ l’insieme delle proposte che fa, gente che si fa il mazzo per portarle avanti da anni; e quindi fa piacere sentire qualcuno che entra nel merito.

      Qualche sottocommento:

      1, 2. Probabilmente il costo immediato è maggiore, hai ragione. Però è anche vero – ad esempio – che si risparmierebbe sui giganteschi spazi riservati ai parcheggi davanti agli ospedali, e piccole attenzioni preventive e locali potrebbero evitare costosi ricoveri successivi.
      3. Escavazioni industriali, i sauditi e cinesi che si fanno le ville con Autentico Marmo di Carrara. La geotermia riguarda il Monte Amiata, ma ne so poco.
      4. Bacini fluviali: ci capisco poco.
      5. Turismo – una bella gatta da pelare. La prima misura dovrebbe essere europea, permettere la tassazione di Airbnb e simili
      6. Agricoltura: visto che in Toscana non dobbiamo per ora mantenere milioni di persone con il pane quotidiane, sarebbe un luogo straordinario per sperimentare.
      7. Prodotti locali vanno privilegiati, perbacco. Non ti vieto il vino cileno, te lo faccio pagare il giusto prezzo di trasporto e di inquinamento del mare.
      8. 9. Autobus e treni:credo che sia importante scoraggiare contemporaneamente il traffico auto, altrimenti la gente preferirà sempre stare in coda in auto da soli per due ore piuttosto che arrivare in mezz’ora in treno. Non so perché, ma è così.
      10. Deboluccio il discorso aeroporto, il traffico aereo non verrà mai “decarbonizzato”. Per il resto, su Pisa sono d’accordo.
      11. Inquinamento generico ok, parliamo di 5G. Non sappiamo bene che effetti potrà avere sulla salute fisica umana; sappiamo che ha effetti su insetti e uccelli; e soprattutto serve per passare dai telefonini all’Internet of Things, cioè al dominio dei robot e dei cyborg. Questo mi sembra un motivo validissimo per la moratoria.
      13. la faccenda delle banche locali, non ci capisco niente.
      15. Il punto sulla “partecipazione popolare” è molto meno astratto di quanto sembri. Non è retorica, significa ribaltare l’intero sistema amministrativo italiano, ed è la cosa principale a cui mi dedico attualmente.

  5. Mauricius Tarvisii says:

    Mi concentro per ora sul punto 1. Un ambulatorio presidiato da chi? Da un medico di medicina generale? Da più medici?
    Temo la seconda, ma davanti alla palese impossibilità sarà sicuramente la prima. Dunque, in Italia abbiamo 88 medici di medicina generale ogni 100 mila abitanti, dunque uno ogni 1136 abitanti.
    https://www.infodata.ilsole24ore.com/2018/02/21/medici-italiani-quanti-oggi-quanti-saranno-fra-10-anni/
    In realtà è più complicato: non tutti i medici di medicina generale effettivamente esercitano (o si saturano) e non tutti gli italiani sono seguiti da un medico di famiglia (fino ai 14 anni si è seguiti dal pediatra, uno ogni 3500 abitanti circa). Comunque il medico di medicina generale può seguire massimo 1500 assicurati, quindi coi numeri più o meno ci siamo.

    La domanda è: quanti abitanti sono un paesino? E’ una domanda fondamentale, perché temo che gli autori del manifesto abitino risiedano in un’area urbanizzata, altrimenti non si sognerebbero neppure di parlare di “raggiungere a piedi”. Comunque, togliendo i rustici e considerando “paesino” come “comune”, date le dimensioni medie dei comuni toscani, forse si potrebbe persino fare…
    https://it.wikipedia.org/wiki/Comuni_della_Toscana

    • Per MT

      “Mi concentro per ora sul punto 1.”

      Stai entrando nella toscanicità 🙂

      Probabilmente siamo entrambi d’accordo che il principio in astratto sia giusto, ma indichi i possibili rischi di un’affermazione troppo generica.

      A questo punto io, che non so nulla di questo tema, sono tentato di invitarti a Firenze per discuterne; magari trovando qualche medico anziano che ci capisca.

      Alla fine, la proposta generica e un po’ velleitaria, potrebbe diventare più precisa.

      • Roberto says:

        Un medico di mezza età non vi va bene?
        O addirittura, absit iniuria verbis, un giovane?
        🙂

        • Per roberto

          “Un medico di mezza età non vi va bene?”

          🙂

          Quello che voglio dire è che sarebbe bene confrontarsi, non con un medico “sindacalista”, nel senso di uno che difende gli interessi della categoria;

          ma con un medico “filosofo”, uno che ne ha viste tante, che ha riflettuto sugli sprechi, sugli errori, sulle soluzioni spontanee e inattese, su ciò che non va nella macchina burocratica.

          • Mauricius Tarvisii says:

            I medici sono una categoria sindacalmente più forte degli insegnanti. Gli insegnanti parlavano di “deportazione” quando vincevano le cattedre fuori regione. Perché il medico con lo studio a Firenze dovrebbe accettare di buon grado il trasferimento d’ufficio a Poggibonsi?

            • roberto says:

              più o meno per la stessa ragione per la quale dovrei abituarmi ad una dieta di cavoli, carote e mele

              per salvare il pianeta

              • Mauricius Tarvisii says:

                Può essere. Ma può benissimo non essere: se io vivo a Poggibonsi, ma preferisco il medico di Firenze, mi iscrivo da quello di Firenze.

              • Roberto says:

                E poi rompi a me le palle se bevo un bicchiere di prosecco???

                No, vivi a Poggibonsi vai dal dottore a Poggibonsi, a scuola a Poggibonsi e mangi quello che trovi a Poggibonsi!

              • Mauricius Tarvisii says:

                Non sapevo che le regioni avessero questo potere.

              • Roberto says:

                Beh è il programma dei toscani, non il mio

            • Per MT

              “Perché il medico con lo studio a Firenze dovrebbe accettare di buon grado il trasferimento d’ufficio a Poggibonsi?”

              E’ un’obiezione molto valida. Ripeto, mi piacerebbe discuterne in maniera concreta.

              • Francesco says:

                beh, se il sistema è organizzato per pagare un medico a Poggibonsi, chi non vuole andare là deve trovare da campare a Firenze

                se non ci riesce, la cosa fondamentale è che siano cazzi suoi, perchè altrimenti si finisce come con gli insegnanti

  6. Simone B. says:

    Vediamo:
    1. Qui nel paese e nelle frazioni già li abbiamo. Casomai sarebbe cosa buona non perderli.
    2. Li abbiamo già. Purtroppo moltissimi genitori concepiscono solo l’accompagnamento in auto e con il pulmino.
    3. Sa quanto hanno costruito nei decenni scorsi, qui, su questo punto siamo pronti da un decennio.
    4. Non contrario sulla prima parte. Peccato non abbiamo la geotermia sfruttabile anche qui.
    5. Un pò è vero ma noto che da qualche anno il consorzio sta lavorando bene. Cero ci costa una fucilata.
    6. mmmmmmm. Troppo vago per dare un parere
    7. In teoria sono d’accordo. Il settore agricolo però è già ampiamente foraggiata con contributi europei.
    8. No. Sempre ribollita e peposo mi vien male.
    9. La gestione dei servizi di trasporto è diventata francese perché quando il trasporto era gestito localmente faceva pietà.
    10. Credo che nel momento in cui si iniziasse a raddoppiare qualcosa (tipo la linea Empoli-Siena)vedremmo ambientalisti e simili annunciare l’apocalisse.
    11. Pisa è sopratutto un aeroporto militare e non lo molleranno mai. Su questa questione è dagli anni’70 che si accapigliano un pò tutti; il gravissimo errore fu di non realizzare l’aeroporto maggiore toscano a San Giorgio a Colonica. Ma ormai quella strada non è percorribile e quindi si faccia la pista parallela a Peretola (anche di questa storia si parla dagli anni’60).
    12. Mi fa un pò paura questa proposta. Temerei di essere in balia di tutte le fole del momento.
    13. Ok
    14. Mi vengono in mente i bilanci della Banca del Chianti, di MPS e di Etruria Bank e inorridisco.
    15. Ok. Solo che le fusioni poi sono state votate dal popolo.

    • Per Simone

      “Vediamo:”

      Risposte interessanti e puntuali.

      Mi verrebbe da invitare anche a te discutere i vari punti.

      Sui finanziamenti europei all’agricoltura, si tratta di una catastrofica inondazione di pioggia sul bagnato dei ricchi proprietari terrieri. Con zero soldi per chi – come i ragazzi di Mondeggi, ma non solo – lavora la terra sul serio, promuove la biodiversità, impara un mestiere…

  7. Roberto says:

    Miguel

    “7. Prodotti locali vanno privilegiati, perbacco. Non ti vieto il vino cileno, te lo faccio pagare il giusto prezzo di trasporto e di inquinamento del mare.”

    Proviamo ad articolare il ragionamento per vedere se è come funziona
    Qui di frutta prodotta localmente trovo:
    – pere, mele, castagne, noci (autunno/inverno)
    – prugne, ciliegie
    – uva (ma attualmente utilizzata esclusivamente per il vino).
    Ovviamente la produzione sarà si e no il 20% del consumo locale, il resto delle mele, pere eccetera è importato

    Tutto il resto è importato.
    In particolare io consumo 20kg di arance ogni 3 settimane, con un camioncino che viene su ogni 3 settimane (porta un centinaio di cassette a volta, più altre delizie ma per semplicità lasciamole da parte)
    Le pago 2,7 euri al kg

    Ora, in queste condizioni:
    1. Cosa vuol dire concretamente “privilegiare i prodotti locali”?
    2. Quanto dovrei pagare le arance per tener conto del giusto prezzo di trasporto e dell’inquinamento del mare?

    Sulla domanda due, lo so che non lo sai, ma così ad occhio, per gioco?

    • Per roberto

      “Sulla domanda due, lo so che non lo sai, ma così ad occhio, per gioco?”

      Sulla nostra terrazza crescono in gran quantità dei meravigliosi mandarini piccoli (diametro tre centimetri circa). Siccome non usiamo insetticidi, basta sciacquarli, e mangiamo pure la buccia.

      La distanza tra luogo di produzione e luogo di consumo è di circa 5 metri, talvolta 10.

      Capisco, però… i lussemburghesi hanno importato un costoso Roberto, solo perché il prodotto mancava localmente. E mi auguro che paghino salatamente il costo del suo trasporto.

      Comunque un posto per lui a Firenze c’è sempre…

    • Roberto says:

      Mi sa che è più facile far crescere mandarini a queste latitudini che avere una risposta alla domanda 2.

      Ma la 1?

    • Roberto says:

      Ps ma i mandarini piccoli sono i kumquat?

    • Francesco says:

      piano Roberto

      qualunque sia il costo effettivo del trasporto (carburante e inquinamento) va fatto pagare

      anche rendesse proibitivi i trasporti di merci

      perchè l’alternativa di scaricare sulle tasse i costi (sovvenzioni ed esenzioni sul carburante) e sull’ambiente – che poi è su tutti – i danni è molto peggiore. economicamente intendo, non moralisticamente

      ciao

      • Mauricius Tarvisii says:

        Secondo Nicolazzi, le accuse sulla benzina sono già una tassazione “superpiguviana”. Poi non so con che criterio abbiano fatto i conti, visto che è difficile quantificare economicamente i danni del cambiamento climatico.

      • roberto says:

        francesco

        “qualunque sia il costo effettivo del trasporto (carburante e inquinamento) va fatto pagare”

        questo l’ho capito.
        non ho capito come calcolare il costo effettivo e quanto alla fine dovre pagare le mie arance

      • roberto says:

        e nelle more,

        perché a questo punto non proibire direttamente il trasporto delle merci (si mangia e si vive con quello che possiamo recuperare a distanza di bicicletta

        cerco solo di dare un contenuto all’idea “bisogna pagare il costo effettivo”

  8. Aristippo says:

    Tutto bello, ma “Libera Toscana del buon vivere”, come nome, è troppo conciso e non dà un messaggio sufficientemente positivo e roseo. Non sarebbe meglio “Libera Toscana del buon vivere con Panettoni che piovono dal cielo, e Mio Minipony che ci aspetta tutti alla fine dell’Arcobaleno zuccheroso Cioè insomma qui siamo tutti buoni e vogliamo il Bene nel caso non si fosse capito”.
    Sì, lo so, è un nome un po’ lunghetto. Ma perchè contrapporre alla nobiltà delle emozioni motivazioni aride come il conteggio delle lettere?
    Inoltre secondo me il fatto di dover andare in ambulatorio o a scuola a piedi non è abbastanza punitivo e decrescitista.
    Suggerisco modifica: “vogliamo che in ogni centro urbano ci sia almeno un ambulatorio e una scuola che siano raggiungibili spostandosi sulle ginocchia”. E che diamine, bisogna abituarsi a un po’ di sofferenza, che è un’esperienza interamente e pienamente umana, o no? E’ la sofferenza che, per contrapposizione, ci permette di sperimentare anche il suo opposto: la felicità.
    Ecco, a proposito. volendo si potrebbe accorciare il nome della lista che ho in mente io in: “Orsetti gommosi per la felicità”. Che dite, è un nome troppo neutro?

    • Per Aristippo

      Benvenuto a bordo!

      Interessante come ognuno vede le cose in modo diverso.

      Voglio dire, non mi sarebbe mai venuta in mente l’immagine dei “panettoni che piovono dal cielo”, che assocerei invece magari al reddito di cittadinanza del M5S o alle promesse di miracoli economici di Renzi.

      • Francesco says:

        in verità sono più perplesso per il fatto che il panettone è roba tipicamente milanese

        mentre trovo giusta l’idea di spostarsi ginocchioni, dopotutto è la ricerca della comodità la madre di ogni male moderno, a partire dallo sfruttamento dei combustibili fossili, no?

  9. OT

    Su Twitter, il candidato democratico mainstream alla presidenza degli Stati Uniti (paese in cui NON c’è la maternità retribuita per legge) annuncia:

    Joe Biden (Text Join to 30330)
    @JoeBiden
    · Jan 25
    Let’s be clear: Transgender equality is the civil rights issue of our time. There is no room for compromise when it comes to basic human rights.

    • Francesco says:

      mi chiedo se Biden riuscirà mai a smettere di scendere in basso, ricordo che si presenta col cappellino di “cattolico”

      per gli storici: la assoluta mancanza di figure positive o anche solo degne di nota tra i politici è una impressionante similitudine col periodo di crisi e crollo dell’Impero Romano (prima a occidente, poi a oriente) o mi sbaglio?

  10. daouda says:

    ( saltando l’ntroduzione )

    In ogni rione e paesino della Toscana un ambulatorio che i cittadini possano raggiungere a piedi.
    BELLO MA IMPOSSIBILE
    In ogni rione e paesino una scuola da raggiungere a piedi.
    BRUTTO ED IMPOSSIBILE
    Salvaguardia del suolo toscano. Fine della cementificazione.
    NON SENSO GIACCHE’ LA PROPRIETA’ NON PUOI DECIDERLA TU SUGLI ALTRI A MENO CHE…PER QUANTO SAREBBE BELLO
    Basta con le distruzioni delle escavazioni industriali e della geotermia obsoleta.
    NON PUOI DECIDERL TU. NON SENSO
    Ripensamento dell’approccio distruttivo che gli enti di bonifica hanno nella gestione dei bacini fluviali.
    SI PUO’ FARE
    Turismo di qualità, non di sfruttamento.
    ILLOGICITA’ E TAGLIERESTI FUORI CHI NON HA I CRITERI QUALITATIVI ( che magari sono stati anche quelli che hanno permesso un Oltrarno mai più toscano )
    Agricoltura per la vita e per il lavoro. Basta pesticidi, basta allevamenti intensivi.
    SI PUO’ FARE
    Sussidi alle persone che lavorano in agricoltura custodendo il paesaggio e l’ambiente, non ai grandi proprietari.
    PRATICAMENTE HAI IL DESIDERIO DI UCCIDERLA L’AGRICOLTURA? SGRAVI SGRAVI SGRAVI MAI SUSSIDI
    Privilegiare sempre i prodotti locali e lotta al CETA e agli altri trattati ingiusti.
    INFATTIBILE SE NON IN CHI….LO FACCIA
    Gestione pubblica e locale degli autobus. Servizi pubblici governati dalle esigenze locali di ciascuna comunità, anche festive e notturne, pensando agli anziani ma anche ai giovani che hanno voglia di una serata. Magari le persone eviterebbero di prendere l’auto.
    SCONVENIENTE PROPRIO PER IL FINE CHE SI VUOL RAGGIUNGERE
    Centralità delle ferrovie regionali toscane nel trasporto pubblico locale, completando gli investimenti necessari (raddoppi ed elettrificazioni), ponendo fine all’inutile spreco del progetto Foster e salvando dalla follia dei treni Sirio la ferrovia Piagge-Leopolda di Firenze.
    SI PUO’ FARE
    In attesa che si avvii l’urgente decarbonizzazione del traffico aereo, la Toscana ha a Pisa il suo aeroporto internazionale, che deve tornare integralmente pubblico. Tutti i toscani devono essere messi in grado di raggiungerlo in treno e in autobus. Tutte le altre aviosuperfici (Elba, Grosseto, Peretola, Siena e altre) devono avere carattere sussidiario.
    SI PU’ FARE
    Lotta a tutti gli inquinamenti “invisibili” e di tutte le nocività nascoste nelle acque e nell’aria. Gestione pubblica e controllo sanitario e scientifico ferreo sui livelli di inquinamento elettromagnetico. Moratoria 5G.
    IMPOSSIBILE NEL SENSO INTESO MA IN QUALCHE MODO SI
    Lotta per la depurazione di tutti gli scarichi.
    SI PUO’ FARE
    Per spezzare le catene del debito, la regione deve tutelare le esistenti banche locali ed eventualmente promuoverne di nuove, senza finalità di profitto, con il solo scopo di proteggere il risparmio delle famiglie e delle piccole imprese, oltre che di partecipare alle azioni nazionali ed europee per spezzare le catene del debito e porre fine all’austerità.
    IMPOSSIBILE
    Ci impegniamo a lungo termine perché in tutti i comuni toscani crescano la partecipazione popolare e la capacità dei cittadini di controllare direttamente il proprio territorio e ogni bene comune in esso contenuto. In tutti i comuni si devono incentivare forme di autogoverno di frazione e rione. Basta con le fusioni comunali imposte dall’alto.
    BELLO MA IMPOSSIBILE.

    Nel quadro del dibattito con molte forze civiche della Toscana, abbiamo convenuto che il dibattito sul futuro delle istituzioni deve tornare fra la gente, che deve essere formata e messa in grado di scegliere. La nostra guida, nella svolta autonomista, sarà l’attuazione della Costituzione, verso una vera Repubblica delle Autonomie e una ideale Europa delle Regioni.
    BELLO E FORSE FATTIBILE, IL CHE PERO’ E’ MALE MALE MALE VISTO CHE IL QUADRO E’ “sadanico”

    La Toscana sarà sempre protagonista di solidarietà internazionale, contro ogni forma di colonialismo e neocolonialismo, contro il traffico di manodopera a basso costo, per i diritti umani, per la liberazione dei prigionieri politici e il ritorno degli esiliati, a partire dalla Catalogna.
    NON SENSO E COSA TROPPO AL DI LA’

    Per ottenere una svolta anticentralista, per una regione al servizio dei suoi territori, la lista dovrà essere aperta a esperienze civiche, ambientaliste e autonomiste di tutte e tredici le circoscrizioni previste dalla legge elettorale toscana.
    CONTRADDIZIONE CON L’EUROPA DELLE REGIONI

    ——-

    In definitiva mancano i soldi e le persone vanno educate e non costrette. LA vostra visione è , si può scrivere, totalitarista contro chi vuol mandare tutto in vacca o foss’anche ha su qualche punto delle remore

  11. Aristippo says:

    Miguel, una domanda:
    prima Extinction Rebellion,
    adesso questi…
    Senti, ma…
    … la gente normale, a te, dà proprio così tanto fastidio?

    • Per Aristippo

      Per qualche motivo, i commenti dovrebbero passare in automatico dopo la prima approvazione, se partono dallo stesso IP. Evidentemente hai cambiato computer, adesso dovresti passare anche da qui.

  12. Mauricius Tarvisii says:

    Perché CETA è nel programma regionale, mentre nessuno parla dell’accordo con il Vietnam?

    • Per MT

      “Perché CETA è nel programma regionale, mentre nessuno parla dell’accordo con il Vietnam?”

      Non lo so, puoi spiegare meglio?

      Esiste un accordo tra Regione Toscana e il Vietnam?

      • Mauricius Tarvisii says:

        Il CETA è tra UE e Canada, quindi mi chiedo perché CETA no, mentre l’accordo con il Vietnam va benissimo. Il Vietnam è più vicino del Canada? Rispetta standard più elevati di tutela di consumatori, lavoratori e ambiente? I rapporti tra UE e Canada sono di competenza della Regione Toscana, mentre quelli tra UE e Vietnam no?
        Chiedo, visto che un accordo è nominato insieme agli altri “trattati ingiusti”, mentre quello con il Vietnam, che è stato stipulato sulla base di qualche vaga promessa di ratifica delle convenzioni ILO (International Labour Organization) e di futura liberazione dei detenuti politici no.

        • Per MT

          “Il CETA è tra UE e Canada, quindi mi chiedo perché CETA no, mentre l’accordo con il Vietnam va benissimo. ”

          Credo che ci sia un po’ di confusione qui.

          Dove sta scritto nel programma che va bene il trattato con il Vietnam?

          Dove sta scritto che il trattato con il Vietnam (di cui non so nulla) non sarebbe di competenza della Regione Toscana?

          Vuoi spiegare meglio?

        • roberto says:

          credo che semplicemente Mauricius si domanda perché tutti ce l’hanno con il CETA e non con altri trattati analoghi (quello con il vietnam? quello con il giappone, quello con il messico da ratificare?)

          …e mi associo alla domanda!

          • Peucezio says:

            Beh, esiste anche una questione di rapporti di forza.
            Il Canada è un paese grande, occidentale, tra l’altro strettamente legato agli Stati Uniti (se non sbaglio dopo l’11 settembre i canadesi rapivano cittadini arabi e li consegnavano agli americani senza nessuno scrupolo di legalità; qualcosina è successo anche qui, ma non in modo così sistematico), quindi può essere solo veicolo d’interessi forti, che possono danneggiarci.
            I vietnamiti sono poveri cristi: lì la dissimmetria è tutta a nostro favore.
            Ciò non toglie il pericolo insito in accordi commerciali con paesi in via di sviluppo e quindi commercialmente aggressivi e molto competitivi, ma, insomma, non metterei le cose esattamente sullo stesso piano.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Certo: un paese che se ne sbatte di qualsiasi regola ambientale e sociale mi pare l’ideale. Certo, magari quello è il modello per la nostra società del futuro a detta tua, di Renzi, di Salvini e di Davide Serra, ma per ora mi pare che i due sistemi produttivi viaggino con standard un po’ diversi 😀
              Poi magari mi si dice che l’accordo con il Vietnam per permettere ai nostri piccoli imprenditori di esternalizzare laggiù senza problemi e qui la distanza diventa ideologica, più che logica.

              • Peucezio says:

                Certo che voi comunisti siete proprio inguaribilmente razzisti, suprematisti e occidentalisti!

                Io invece, essendo fascista, sono terzomondista, differenzialista e orientalista 😛

          • Z. says:

            Quindi i trattati di libero scambio con Paesi benestanti, per ciò stesso, ci danneggiano.

            Urge implorare Trump affinché ordini dazi vertiginosi su tutto ciò che proviene dall’Italia, nell’interesse delle imprese italiane e del nostro Paese 🙂

  13. Roberto says:

    La metto qui visto che si parla di trasporti pubblici

    Dal primo marzo tutti i trasporti pubblici sono gratuiti nel vero granducato
    (Già adesso comunque sono gratuiti per i minori di 20 anni, i fine settimana ed un pacco di altre categorie)

    https://www.mobiliteit.lu/fr/billets/gratuite-des-transports/

    • Moi says:

      … Se Bonaccini invece li aumenta, fin d’ora possiamo sapere da che parte è stata tirata l’ eurocoperta con la complicità del PD !

    • Roberto says:

      Non mi è molto chiaro cosa centri bonaccini con il Lussemburgo ma tant’è….

    • Per Roberto

      “Dal primo marzo tutti i trasporti pubblici sono gratuiti nel vero granducato”

      Ottima notizia!

      Il problema è che per stanare gli automobilisti, oltre alla carota, ci vuole la frusta: leggevo proprio ieri di uno studio, non mi ricordo dove, che mostra che a passare ai trasporti pubblici sono sopratutto pedoni e ciclisti 🙁

    • Roberto says:

      Su questo non ne sono tanto sicuro

      Se alla fine il trasporto pubblico è comodo ed economico, perché usare la macchina?
      Comunque qui stanno facendo anche questo. A forza di corsie preferenziali e tram, girare in macchina in centro è un suicidio. Conviene solo se prendi l’autostrada, ma, per dire, oggi come oggi faccio 35 km al giorno per andare a lavorare, dal primo marzo sarà gratis e avrò un autobus che a duecento metri da casa mia mi porta a 200 metri dal mio ufficio. Chi me lo fa fare di prendere la macchina? Certo se poi gli autobus hanno l’ultima corsa alle 18.00 e io finisco di lavorare alle 18.30, non ho alternative….

      • Per roberto

        ” Certo se poi gli autobus hanno l’ultima corsa alle 18.00 e io finisco di lavorare alle 18.30, non ho alternative….”

        Infatti.

        Il problema è quando la gente per abitudine continua a evitare i trasporti pubblici, come se non si rendessero conto che esistono.

        • roberto says:

          ho pensato a te stamattina vedendo che il vicino di casa portare i figli in macchina alla fermata dell’autobus (trecento metri andando in eccesso) e poi tornare a casa,

          il tutto nell’unica giornata senza pioggia dall’inizio dell’anno…..

          boh la gente è strana a volte

      • Francesco says:

        credo che il trasporto pubblico sia comodo per pochi, quelli come me che si trovano una linea del metrò ad personam (ma giuro che non c’entro! non è stata la mia amica alla ATM a disegnare le linee nuove)

        il mio fattore discriminante è il tempo e posto per parcheggiare

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