La riproduzione artificiale dell’umano

Riporto per intero un articolo dell’amica Silvia Guerini, pubblicato su Resistenze al Nanomondo.

Silvia parla di un argomento che conosco poco, ma che a pelle mi sembra di decisiva importanza.

Io non mi sento un atomo/cittadino/codice fiscale a spasso nel nulla con i miei Diritti e lo Stato a farmi esistere.

Questo vuol dire che percepisco il cosiddetto ambiente – aria, acqua, comunità, piante, animali, storia e storie, vita, microbi – come qualcosa di inseparabile da me.

E quindi so che il processo che porta alle plastiche nel mare o alle particelle di pneumatici nell’aria, è lo stesso che porta alla distruzione dell’umano.

Resistenze al Nanomondo è una piccola realtà, di area anarchica, ma devo dire – spaventato – che non conosco quasi nessun altro che abbia colto questo nesso fondamentale.

Lasciamo la parola a Silvia:

Considerazioni intorno alla nuova legge francese di bioetica. È aperta la strada alla riproduzione artificiale dell’umano. Contro l’eugenetica e l’antropocidio riaffermiamo con forza l’indisponibilità dei corpi e del vivente.

Considerazioni intorno alla nuova legge francese di bioetica1
È aperta la strada alla riproduzione artificiale dell’umano.
Contro l’eugenetica e l’antropocidio riaffermiamo con forza l’indisponibilità dei corpi e del vivente.

«Il “diritto di avere un bambino” delle persone con una sterilità organica o dovuta all’avvelenamento chimico e industriale dell’ambiente, delle donne sole e delle coppie dello stesso sesso serve oggi come pretesto alla generalizzazione della riproduzione artificiale, asservita ai piani e processi degli scienziati eugenisti e transumanisti e diventata la nuova norma».2

Il 21 gennaio 2020 in Francia è stato approvato definitivamente al senato l’Art. 1 del progetto di legge sulla bioetica3 che riguarda le nuove norme per l’accesso alle tecniche di riproduzione artificiale. Tutto il mondo della sinistra, a parte rare eccezioni4 criticate e spacciate di essere omotransfobiche, lesbofobiche, fasciste e reazionarie, ha accolto questa legge con entusiasmo sotto il segno della libertà, ma la “PMA per tutti e tutte” non è un grido di libertà e autodeterminazione, è un futuro a cui potremmo essere tutti e tutte condannate. Siamo di fronte a dei passaggi epocali che vanno compresi nel loro pieno significato e per le loro conseguenze sull’intera umanità.

La retorica dell’uguaglianza per aver esteso le tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) alle coppie di lesbiche e alle donne sole maschera il reale significato di questa legge: la nuova legge apre il diritto alle tecniche di PMA, tra cui la fecondazione in vitro (FIV) con iniezione introcitoplasmatica (ICSI) dello spermatozoo, a tutte le donne aprendo definitivamente alla riproduzione artificiale dell’umano attraverso un processo che inizia con il tubo di plastica dell’inseminazione per terminare con la selezione genetica degli embrioni. “Tutte le donne” significa che qualsiasi coppia eterosessuale, comprese le coppie fertili, può avere libero accesso alle tecniche di riproduzione artificiale.

Il nuovo testo rimuove la condizione di infertilità patologica, leggiamo come è stato formulato il nuovo articolo: «La procreazione medicalmente assistita intende rispondere a un progetto parentale. Qualsiasi coppia composta da un uomo e una donna o due donne o qualsiasi donna non sposata hanno accesso alla procreazione assistita dal punto di vista medico dopo le interviste specifiche dei candidati con i membri del team medico clinico e clinico multidisciplinare […]»5.

Bisogna considerare che siamo in un contesto medicalizzante in cui il tempo di attesa per definire una donna con dei problemi di infertilità è stato ridotto da due anni a sei mesi, un contesto in cui la maternità viene sempre di più rimandata, con donne di 35-37 anni ansiose di non poter più rimanere incinte che dopo sei mesi da protocollo rientrano nel percorso di procreazione medicalmente assistita. Ovviamente la legge francese sottolinea che prima di passare a tecniche più complesse e invasive sarà provata la tecnica base dell’iniezione dello spermatozoo (IAD), ma la tendenza medicalizzante è di passare dopo tre cicli di insuccesso dell’inseminazione artificiale alla FIV con ICSI. Le lesbiche di fatto avrebbero voluto solo accedere alla IAD, senza rendersi conto delle conseguenze della tendenza medicalizzante dell’intero processo che investirà anche loro. Un processo che si estende a tutte le donne, eterosessuali in coppia con un uomo, sole, lesbiche in coppia con una donna, dai 35 anni in su, ma anche più giovani, se non rimangono subito incinte con la tecnica base IAD.

Abbiamo una progressiva estensione della diagnosi pre impianto (DPI), già la precedente legge di bioetica del 2004 aveva esteso l’applicazione della DPI dal rilevamento di una malattia incurabile in un genitore, al rilevamento di una grave malattia ad esordio tardivo in un ascendente diretto e questo rappresentò un grande passo.

La DPI segue perfettamente la logica eugenetica: se guardiamo alle aperture progressive delle leggi nazionali dei diversi Paesi europei si è passati dal divieto alle eccezioni per evitare la trasmissione di malattie genetiche gravi, alle patologie ad insorgenza probabile fino ad arrivare agli inestetismi come lo strabismo.6

L’eugenetica è imprescindibile dalle tecnologie di riproduzione artificiale, ed è sempre stata presente fin dalla loro origine, nel loro sviluppo zootecnico e nel passaggio all’uomo, così come è imprescindibile il progetto transumanista di miglioramento e potenziamento dell’umano. R. Edward, artefice della nascita di Louise Brown, fin dagli anni ’80 afferma che, poiché tecnicamente possibile, è legittimo migliorare geneticamente la specie umana. Nel 2018 il Comitato bioetico britannico, il Nuffield Council on Bioethics, nel documento “Genome editing and human reproduction: social and ethicalissues”7 dichiara che è ammissibile modificare geneticamente il DNA di un embrione (modificazioni genetiche ereditarie) per influenzare le caratteristiche di una persona futura.

Non è un caso che il primo progetto di decodifica del genoma umano venne definito lettura e il secondo riscrittura: l’eugenetica non è una deriva funesta, è il motore e la direzione delle ricerche genetiche.

I test genetici senza scopo medico rimangono per il momento proibiti, anche se alcuni deputati volevano consentirli, ed è solo una questione di tempo. Negli Stati Uniti è già possibile, per una coppia senza problemi di fertilità e di trasmissione di patologie genetiche, andare in una clinica di fecondazione assistita con il solo scopo di effettuare la FIV con la DPI per la selezione degli embrioni, potendo selezionare anche alcune caratteristiche come il sesso e il colore degli occhi.

Anche per la FIV e la DPI, come per tutti gli sviluppi tecno-scientifici, al fine di promuoverle e creare accettazione sociale, si fa leva sui problemi di salute, nello specifico quelli riguardanti le possibili patologie genetiche della futura nata o la fertilità, sempre più in calo anche per i pesticidi, i derivati dalle plastiche, le onde elettromagnetiche. La DPI viene presentata come necessaria per evitare l’insorgenza di malattie gravissime, ma sta in realtà aprendo le porte ad un’eugenetica praticata su larga scala. Da selezione genetica in selezione genetica verso il figlio su misura, il tutto mascherato dalle migliori intenzioni. Dalle coppie con problemi di infertilità alle coppie fertili con problemi di patologie genetiche trasmissibili, passo dopo passo la PMA si estende a tutte e tutti senza alcun limite con la retorica della non discriminazione e il permettere a tutte e tutti di potervi accedere.

Il testo di legge consente inoltre «il concepimento di un embrione con gameti (maschili e femminili) entrambi derivati esclusivamente dalla donazione», consentendo così la doppia donazione di gameti.

Consente la crioconservazione degli ovociti senza motivi medici per specifiche patologie, solo in vista di una successiva PMA. Le donne di età compresa fra i 30 e 37 anni potrebbero così poter far uso prima dei 43 anni dei propri gameti criocongelati.

Per quanto riguarda l’anonimato dei donatori di gameti e il relative all’accesso alle origini, fino ad ora, tutti i donatori dovevano accordarsi per l’eventuale comunicazione di «dati non identificativi» (aspetto fisico, origine o età), ma anche della loro identità al bambino nato a seguito di questa donazione. La nuova legge permette al donatore la possibilità di scegliere o meno la propria identità, questo allo scopo di evitare la riduzione del numero di donatori di gameti8.

L’aver esteso l’accesso alla PMA apre al problema dell’approvigionamento di gameti. Il testo sottolinea che le crioconservazioni presso centri pubblici e privati «senza scopo di lucro pone diverse difficoltà»9, ed elmina «senza scopo di lucro», aprendo di fatto al biomercato di gameti, giustificando questo per ridurre le liste d’attesa e di evitare che le persone interessate si rivolgano a centri privati all’estero.

Un altro passaggio fondamentale della legge riguarda l’istituzione della filiazione che potrà avvenire senza discendenza paterna e con una maternità “mediante una dichiarazione di intenti” senza distinzione, secondo la legge, tra la donna che ha stabilito un legame di gestazione e che ha partorito, e l’altra donna. Leggiamo: «Per le coppie di donne, la filiazione è stabilita, rispetto a ciascuna di esse, dal riconoscimento che hanno congiuntamente fatto davanti al notaio»10. Una maternità quindi mediante una semplice dichiarazione di volontà.
Non distinguere più la madre, colei che partorisce, si iscrive perfettamente in un contesto in cui abbiamo una madre che affitta l’utero, una madre genetica che vende gli ovuli e una madre committente in cui si stanno dilatando i confini del concetto di madre fino a renderlo indefinibile e dunque del tutto privo di significato. Se tutte possono essere madri, nessuna lo è più. Dimenticando che un tempo madre semper certa est.

Con la “madre d’intenzione”, i “genitori d’intenzione”, il “progetto parentale” e la “dichiarazione d’intenti” l’essere umano cessa di avere una storia, una provenienza, riducendosi all’assemblaggio eugenetico di ovulo e sperma per un narcisistico ed egoistico desiderio di un figlio a tutti i costi di un consumatore che in alcuni paesi può già fabbricarlo su richiesta secondo i propri gusti, programmarlo scegliendo determinate caratteristiche.

Il riferimento al dato corporeo, nella nuova legge francese, è giudicato non pertinente e grazie alla tecnica, il soggetto umano può e deve affrancarsi dalle condizioni corporee della propria esistenza per realizzare i suoi desideri. Un principio profondamente transumanista.

La nuova legge di bioetica autorizza inoltre protocolli di ricerca sulle cellule staminali embrionali o sulle cellule staminali pluripotenti indotte «che hanno per oggetto la differenziazione di queste cellule in gameti, l’aggregazione di queste cellule con cellule precursori di tessuti extra-embrionali o il loro inserimento in un embrione animale ai fini del suo trasferimento nella femmina».11 Il tempo di sviluppo degli embrioni nei protocolli di ricerca, dagli attuali 7 giorni, ai 14 giorni previsti nella versione approvata dall’Assemblea nazionale, nel passaggio al Senato viene aumentato fino a 21 giorni12.

Consente la realizzazione di embrioni chimera uomo-animale e la produzione di embrioni umani modificati geneticamente a scopo di ricerca, spianando così la strada a bambini geneticamente modificati. Se leggiamo i passaggi delle precedenti leggi sulla bioetica comprendiamo la direzione intrapresa: la legge del 1994 proibiva gli esperimenti sugli embrioni umani, nel 2004 è stata concessa una deroga ai ricercatori che potevano dimostrare di contribuire al progresso medico, criterio che è stato poi rimosso nel 2013. Infine nell’ottobre 2018 una relazione del Parlamento europeo per la valutazione delle scelte scientifiche e tecniche (OPECST) ha solamente raccomandato ai laboratori di dichiarare semplicemente il proprio lavoro.

Le ricerche su cellule staminali utilizzeranno embrioni prodotti in sovrannumero non impiantati nella donna ma poi crioconservati, che non sono più oggetto di un progetto parentale e che sono offerti alla ricerca dalla coppia. La ricerca necessita sempre più di materiale biologico, di un enorme quantità di embrioni, tessuti fetali, sangue dei cordoni ombelicali, feti e ovociti. I laboratori parlano di mera gestione di materiale d’eccedenza, ma questo deve essere prodotto per soddisfare il loro sempre più crescente bisogno e questa produzione si fonda sull’esproprio della capacità generativa delle donne.

Questa legge mantiene il divieto di apportare modifiche al genoma umano, che sarebbero trasmissibili alle generazione successive, ma la modifica dell’articolo 16-4 del codice civile13 previsto dalla legge francese, amplia la portata delle finalità degli interventi sul genoma che possono essere autorizzati. Tali interventi sono attualmente autorizzati solo per la prevenzione e il trattamento delle malattie genetiche, a condizione che non possano essere trasmessi ai discendenti. La possibilità di interventi sul genoma è estesa dal disegno di legge alla ricerca per la prevenzione e il trattamento di altre malattie, nonché alla ricerca a fini diagnostici.

Questi passaggi rappresentano un’accelerazione delle pratiche di selezione degli embrioni su base eugenetica e delle modificazioni genetiche embrionali. Il primo passaggio ha sempre uno scopo medico, ma in un secondo tempo questo sfuma. Il Comitato bioetico britannico, nel documento “Genome editing and human reproduction: social and ethicalissues”, dichiara che l’obiettivo dell’editing genetico sarà la «prevenzione dell’ereditarietà di una specifica malattia genetica. In un secondo momento si potrebbe anche andare oltre. […] Non c’è motivo di scartarlo in linea di principio. La tecnica dell’editing genetico non è di per sé immorale, anzi presenta il potenziale per diventare una strategia alternativa a disposizione dei genitori per raggiungere una gamma più ampia di obiettivi».

La nuova legge francese si inserisce in un contesto globale in cui sono già nate, modificate geneticamente, due bambine in Cina e con la nuova tecnologia di ingegneria genetica CRISPR/Cas 9 è possibile praticare la correzione del genoma, l’editing del genoma, in modo più economico, rapido e preciso. Per adesso ancora non vengono al mondo bambini modificati geneticamente, ma nel mentre viene instillato il pensiero che è preferibile consegnare la procreazione in mano ai tecnici e alla tecnologia, che è bene fornire alla figlia che nascerà un’eredità genetica migliore di quella che potrebbero fornire i propri stessi gameti.

La PMA è il cavallo di Troia del transumanesimo. Una volta aperta la strada alla possibilità per tutti e tutte della riproduzione artificiale, la logica conseguenza è quella del continuo miglioramento del prodotto. Dai laboratori di ricerca per la clonazione animale i progetti transumanisti mirano a sostituire l’evoluzione naturale con un’evoluzione artificiale. L’essere umano all’epoca della sua riproducibilità tecnica diventa già merce fin dalla nascita, un prodotto dall’azienda della vita e dall’ingegneria genetica, un mero assemblaggio eugenetico e un mero codice genetico da modificare e riprogettare.

L’eugenismo non avrà il volto di un dittatore, non sarà imposto, avrà la veste della libera scelta, la sinistra democratica e progressista lo farà passare con la retorica della prevenzione, della salute, della possibilità per tutte e tutti di accedere a delle tecnologie, con la retorica della libertà, dell’autodeterminazione e della non discriminazione. Un eugenismo democratico e consensuale.

Non è possibile fissare delle restrizioni per l’accesso alle tecniche di PMA, dal momento in cui lasciare anche un minimo spiraglio aperto significa spalancare le porte alla direzione globale di questo sistema tecno-scientifico di artificializzare il processo della nascita, che renderà preferibile ricorrere alle cliniche per far venire al mondo i bambini.

Contrapponiamoci ai progetti del sistema tecno-scientifico e all’ideologia transumanista che si concretizza nei laboratori di ricerca secondo la quale ogni limite può e deve essere infranto ed eliminato e tutto dove corrispondere ai criteri di continua perfettibilità, che scompone e frammenta il processo della procreazione facendolo diventare luogo di biomercato e di riprogettazione.

Nelle scienze della vita il disastro non avviene solo se l’esperimento raggiunge i risultati prefissati, il disastro è implicito nella direzione della ricerca e l’esperimento diventa il mondo intero e i corpi stessi diventano dei laboratori viventi. L’era sintetica non significa solo una radicale riprogettazione del mondo attorno a noi, ma anche una drammatica riprogettazione di noi stessi. Se nasceremo in un laboratorio in un mondo macchina, se la natura diventerà artificializzata e ingegnerizzata, verranno minate le basi necessarie anche solo per comprendere la possibilità di un mondo altro.

È oggi più che mai necessaria una ferma opposizione a ogni riproduzione artificiale dell’umano14, per le coppie eterosessuali, dello stesso sesso, per le donne sole, per le coppie con una sterilità e per quelle fertili, senza eccezioni. Ogni posizione parziale sarà funzionale ai comitati di bioetica per far passare e accettare l’inaccettabile.

Contro l’eugenetica e l’antropocidio!

Riaffermiamo con forza l’indisponibilità dei corpi e del vivente!

Silvia Guerini, gennaio 2020, www.resistenzealnanomondo.org

Note:
1 Ringrazio Pièces et Main d’Oeuvre (www.piecesetmaindoeuvre.com), Marie-Jo Bonnet, le dott.sse Nicole Athea e Frédérique Kuttenn per l’aiuto nella comprensione dei passaggi di questa legge.
2 “Contro l’eugenetica e l’antropocidio. Appello per l’abolizione di ogni riproduzione artificiale dell’umano”, ottobre 2019, www.resistenzealnanomondo.org/italia-mondo/senza-categoria/contro-leugenetica-e-lantropocidio-appello-per-labolizione-di-ogni-riproduzione-artificiale-dellumano/
3http://www.senat.fr/encommission/textes/2019-2020/63.html#AMELI_SUB_4__Article_1
4 Pensiamo alle posizioni della femminista lesbica Marie-Jo Bonnet o al giornale “La Décroissance” che nell’ottobre 2019 ha pubblicato “Contro l’eugenetica e l’antropocidio. Appello contro ogni riproduzione artificiale dell’umano” e che in precedenti numeri ha trattato questioni come PMA, GPA, transumanesimo, ideologia trasgender e per questo fu bruciato in una manifestazione anti-nucleare e definito “ageista, omofobo, transfobico e sessista”.
5 Art.L. 2141-2, http://www.senat.fr/encommission/textes/2019-2020/63.html#AMELI_SUB_4__Article_1
6 Nel 2007 l’Alta Autorità Britannica per la PMA ha autorizzato al ricorso alla DPI per evitare la nascita di un bambino affetto da strabismo.
7 Consultabile in nuffieldbioethics.org/wp-content/uploads/Genome-editing-andhuman-reproduction-short-guide-website.pdf
8 https://www.france24.com/fr/20200120-loi-bio%C3%A9thique-que-reste-t-il-du-projet-de-loi-qui-arrive-au-s%C3%A9nat
9 Art. 1, 28 http://www.senat.fr/encommission/2019-2020/63/Amdt_COM-63.html
10 http://www.senat.fr/encommission/2019-2020/63/liste_discussion.html#COM-264
11 Art. 15, 2 http://www.senat.fr/encommission/2019-2020/63/liste_discussion.html#COM-264
12https://www.france24.com/fr/20200120-loi-bio%C3%A9thique-que-reste-t-il-du-projet-de-loi-qui-arrive-au-s%C3%A9nat
13 Tale divieto, che risulta dall’articolo 13 della Convenzione per la protezione dei diritti umani e della dignità dell’essere umano in relazione all’applicazione della biologia e della medicina, firmato a Oviedo il 4 Aprile 1997, appare nell’articolo 16-4 del codice civile, che vieta qualsiasi intervento sul genoma che sarebbe effettuato al fine di modificare la discesa della persona.
14GPA, FIV, DPI, IAD, ICSI, clonazione, gameti artificiali, utero artificiale…

Qui scaricabile in pdf:

Ringraziamo Cristiana Pivetti per i disegni

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137 Responses to La riproduzione artificiale dell’umano

  1. roberto says:

    sai cosa penso?
    tra 100-1000 anni (se non ci siamo estinti prima) la stragrandissima maggioranza della gente continuerà a fare figli nel modo classico, perché è divertente, perché siamo programmati così, perché continueremo a sbronzarci e a fare cavolate.

    poi per una parte piccola ma non trascurabile della popolazione, le varie tecniche di manipolazione genetica serviranno ad evitare malattie orrende (a proposito di “è preferibile consegnare la procreazione in mano ai tecnici e alla tecnologia, che è bene fornire alla figlia che nascerà un’eredità genetica migliore di quella che potrebbero fornire i propri stessi gameti”….si in effetti in certi casi a me sembra proprio preferibile)

    per un’altra parte, sempre piccolisima, servirà ad avere un figlio visto che non possono usare la tecnica divertente di cui sopra

    non posso escludere che una frazione del secondo gruppo possa scegliere un bambino “à la carte”….non ci vedo nulla di straordinario, anche se appunto, sarà sempre una frazione di una frazione (gli altri vorranno un bambino e basta)

    il mondo continuerà a girare come sempre, e chimere, transumani, superumani resteranno sempre delle figure mitologiche con le quali baloccarsi, più o meno come da sempre

    • Peucezio says:

      Invidio sempre il tuo ottimismo, Roberto.

      • roberto says:

        ma non è ottimismo, è realismo!

        non vedo proprio per quale ragione spenderei soldi (tanti), tempo ed energia per fare un figlio quando lo posso fare gratis e piacevolmente!
        poi a parte qualche fanatico che lo vuole per forza con gli occhi così o colì, la normalità* è “speriamo che sia sano, e del resto chissenefrega”

        * qui da noi: sono cosciente che ci sono postacci dove vogliono solo maschi, ma già adesso ammazzano o abbandonano le neonate, non ci vedo un gran peggioramento se i ricchissimi possono permettersi di scegliere un bambino “à la carte”

        • Francesco says:

          prova a leggere Mondo Nuovo di Aldous Huxley, forse ti cadranno le fettone di mortazza da davanti gli occhi

          ciao

          F’ o ‘depresso

          🙁

          • Mauricius Tarvisii says:

            Io dico che si possono avere entrambe le cose. Si può continuare a scopare e a fare figli, con tanto di parto, complicazioni del parto, dolore del parto… così i cattolicisti sono contenti. E poi, grazie al sapiente uso di idonei retrovirus modificati, correggere il corredo genetico a posteriori.
            Certo, è una tecnologia futuristica, ma avete mai sentito parlare di terapia genica?

            • Moi says:

              Gravidanza Exouterina … embrione o addirittura ovulo fecondato a mollo in una specie di “Bacta Tank” di Star Wars … finché non salta fuori il cucciolo di animale o il “cinno” 😉 di specie umana o umanoide ! … Si è già visto in Dragonball ! 😉 … Ma in fondo anche Akira Toriyama poterebbe aver fatto come Jules Verne. 🙂

              E vi risparmio Pietro Buffa sui Deva e la Clonazione di Athena ! 😉

              • Moi says:

                … A quel punto il Femminiso Anti-TERFico avrebbe ragione a separare la Maternità Biologica dal Diadismo Genetico XX : tanto, farebbe tutto il “tinazzo” 😉 biotecnologico di qualche Scienziato/a/* Pazzo/o/* !

              • Moi says:

                Pazzo/a/*

        • roberto says:

          letto, mangiato la mortadella caduta, e mantenuto i piedi per terra

          • Francesco says:

            Allora ti ricorderai come con assoluta semplicità e credibilità illustra come scindere la copula dalla procreazione e come far rigettare la procreazione al popolo come attività sgradevole, primitiva, fastidiosa, volgare.

            Del resto quello che scrive la tizia – a parte l’allucinante prolissità – è un allarme a buoi già scappati da un pezzo.

            • roberto says:

              uhm….mica ho capito

            • roberto says:

              ah no scusa, pensavo che parlassi dell’amica di miguel

              si capito ma è un libro di fantascienza

              • Francesco says:

                quindi un libro che parla della realtà attuale in modo intelligente

                del resto se ricordi i discorsi sulla maternità naturale che fanno nel libro sono assolutamente realistici

    • Lucia says:

      La penso come Roberto: guardate la maggior parte vuole figli SANI, per il resto se hanno alcuni dei nostri tratti, benchè non perfetti, non fa parte della faccenda?
      Questo giochetto di gridare al mostruoso quando coppie omosessuali vogliono formare famiglia con prole – perchè soprattutto di questo si parla, pochissime donne vogliono fare figli senza padre come progetto iniziale, al massimo vogliono che il padre, se è un deficiente e un violento, se ne stia lontano – è sempre più raffinato, a quanto vedo.

  2. surreale:

    https://www.kyotoclub.org/documentazione/comunicati/2020-gen-23/formazione-docenti-sulla-sostenibilita-ambientale-le-associazioni-ambientaliste-che-senso-ha-affidarla-all-eni/docId=9592#.

    Le Associazioni ambientaliste esprimono perplessità sul fatto che una modifica normativa, in vigore da settembre 2019, venga utilizzata, in questo momento storico così importante per il futuro del nostro Pianeta, per fare pubblicità nelle scuole a un’azienda così impattante proprio su quegli stessi argomenti.

    Nei giorni scorsi l’ANP (Associazione Nazionale Presidi) e l’ENI hanno annunciato l’avvio di un programma di incontri sui temi della sostenibilità ambientale per la formazione dei docenti delle scuole italiane. In particolare, i seminari riguarderanno i seguenti quattro macro temi: il cambiamento climatico, l’efficienza energetica, i rifiuti e le bonifiche ambientali.

    Le Associazioni ambientaliste Greeenpeace, Kyoto Club e Legambiente manifestano la propria sorpresa e preoccupazione.

    Appare paradossale che sia proprio l’Eni, che ha responsabilità non irrilevanti proprio su due dei temi che riguarderanno le attività di insegnamento, “cambiamenti climatici” e “territori da bonificare”, ad essere chiamata dai Presidi a svolgere un ruolo chiave in questo percorso formativo. Percorso che, invece, dovrebbe essere svolto da soggetti terzi, rappresentanti degli interessi collettivi e non di un’azienda privata che, non solo fa profitti sfruttando i fossili – di cui si dovrebbe ridurre drasticamente il consumo, se vogliamo evitare l’aumento esponenziale delle temperature nel nostro Pianeta – ma che, in questi anni è stata responsabile di grandi impatti ambientali sul nostro territorio. Greenpeace, Kyoto Club e Legambiente ricordano la recente vicenda di pubblicità ingannevole che ha coinvolto proprio Eni, che è stata sanzionata dall’Antitrust per pubblicità ingannevole: in uno spot, infatti, definiva “green” il suo diesel+ altamente inquinante.

    Le Associazioni ambientaliste esprimono perplessità sul fatto che una modifica normativa, in vigore da settembre 2019*, venga utilizzata, in questo momento storico così importante per il futuro del nostro Pianeta, per fare pubblicità nelle scuole a un’azienda peraltro così impattante proprio su quegli stessi argomenti.

    Le Associazioni ambientaliste invitano quindi l’Associazione Nazionale dei Presidi (ANP) a ripensarci e a rivolgersi piuttosto a chi ha maturato una notevole esperienza nel settore e quindi sia in grado di svolgere tali programmi didattici.

    *Legge n.92 del 20 agosto 2019 con cui nell’anno scolastico 2020/2021 si inserisce l’insegnamento dell’educazione civica, comprensivo dell’educazione ambientale, nelle scuole di ogni ordine e grado in Italia.

  3. Mauricius Tarvisii says:

    Brexit.
    Il Regno Unito esce dall’Ue, ma pare che rimarrà dentro transitoriamente fino al 31 dicembre. Termine prorogabile.

  4. Z. says:

    Come mai antropocidio anziché omicidio?

    • Mauricius Tarvisii says:

      Perché è l’uccisione dell’uomo come essere umano e non come individuo, colpisce l’antropicità e non la vita.

      • Z. says:

        Tipo “umaniticidio”, insomma. Grazie 🙂

        • Mauricius Tarvisii says:

          Io la vedo pericolosità questa concezione, perché il rischio è quello di finire per negare l’umanità di chi nasce con queste pratiche: se io dico che muore la tua umanità, perché tu conserveresti ancora la tua dignità di essere umano? È un topos abbastanza frequente nella fantascienza, quello dei cloni schiavizzati perché non generati e nati naturalmente.

          • Francesco says:

            ti confesso che lo ho sentito enunciare esplicitamente parecchi anni fa da un sacerdote leggermente bislacco (ed eccezionale in molte altre cose)

            è una tesi che mi lascia perplesso, pur nella mia totale e virulenta opposizione a queste pratiche

      • Francesco says:

        ma questa è una cattolica tradizionalista al 100%!

        🙂

    • Per Z

      “Come mai antropocidio anziché omicidio?”

      In effetti, il Deuteronomio dice, tu non mescolerai il greco con il latino.

      Immagino che “omicidio” indichi semplicemente l’uccisione di un individuo di specie umana, il genocidio l’uccisione di un gruppo umano, l’antropocidio (termine di origine francese, mi sembra) lo sterminio della specie.

      • Z. says:

        In effetti è quella la stonatura che avvertivo.

        Del resto “antropofonia” sarebbe poco comprensibile, e del resto si dice grassofobia e non “demofobia”, che significa altro.

        Sicché, anche se “pilocatabasi” suona meglio, noi preferiamo tricocatabasi, per la stessa ragione 🙂

  5. mirkhond says:

    Una sequela di orrori alla Frankestein e della fantascienza più inquietante.
    Ma questo è il logico punto di arrivo della rivolta contro Dio iniziata nel ‘700 con l’illuminismo, la rivoluzione industriale e la rivoluzione francese.
    Come disse Dostoevkij, senza Dio tutto è lecito.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Secondo me se fino, tipo, al XII secoli avessi detto a qualche teologo che è possibile riprodursi senza sesso, lui ne sarebbe stato entusiasta, comunque. Il sesso era un male necessario per la riproduzione, ma potendo evitarlo…

      • Z. says:

        Ci fu chi lo disse proprio: magari potessimo riprodurci in modo meno volgare. Tipo Browne, molti secoli dopo…

      • Francesco says:

        qualche teologo o tutti i teologi?

        perchè di ossessionati dal sesso ce ne sono sempre stati ma non erano tutti (o sbaglio)?

        ciao

        • Mauricius Tarvisii says:

          Bella domanda. Purtroppo non abbiamo nemmeno nulla di vagamente analogo con cui fare comparazioni.

          • Francesco says:

            cioè della riproduzione scrivono solo teologi disgustati dal sesso?

            come sai la mia conoscenza del Medioevo è al meglio rudimentale

            ciao

            • mirkhond says:

              La teologia cattolica da Sant’Agostino a Jean Gerson, riteneva lecita la prostituzione come male necessario, per preservare la “purezza” delle donne non prostitute.
              E la paragonava al bisogno fisiologico di andare al cesso, una cosa schifosa ma necessaria.
              Questo almeno, è quanto mi hanno insegnato all’università.

  6. mirkhond says:

    Frankenstein

  7. Moi says:

    A me, e immagino anche a Mirkhond, è venuto un po’ in mente il finale di Daltanious

  8. Moi says:

    A me, e immagino anche a Mirkhond, è venuto un po’ in mente il finale di Daltanious

  9. Moi says:

    …. cmq te Miguel sei un gran “Terfo” 😉 , non ci sono dubbi !

  10. Moi says:

    Insomma : l’ Eugenetica è problematica nella misura in cui è carente di Normative UE ! 😉

  11. Moi says:

    Nuova Mossa di Salvini :

    http://www.ilgiornale.it/news/politica/modena-altro-blitz-salvini-spaccio-chiudete-negozio-1815873.html

    dopo il citofono del Tunisino a Bologna, il negozio “base spaccio” a Modena

    • Roberto says:

      Dai che tra un po’ organizza il linciaggio di un negro in diretta FB!
      Il capitano esalta la sua folla

      • Francesco says:

        e se fosse di uno spacciatore a prescindere dal colore della pelle? la base lo molla o il popolo lo fa duce in stile Filippine?

  12. Moi says:

    In perfetto stile Protestantoide, la CattoFocolarina Amelia Frascaroli chiede il ritiro della Cittadinanza Bolognese Onoraria a Siniša Mihajlović , Reo di aver rivisto in Salvini lo Spirito Guerriero della sua Serbia natìa !

    https://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/13556660/sinisa-mihajlovich-matteo-salvini-consigliera-comunale-bologna-ritiro-cittadinanza-onoraria.html

    • PinoMamet says:

      Non vedo cosa c’entrino i protestanti..

      • Moi says:

        Be’, premesso che il discorsoè ovviamente aperto a tutti/e/* 😉 :

        il Protestantesimo accetta molto meno l’idea che un Essere Umano possa avere sfaccettature tra Bene e Male (comunque intesi) … mi pare che appunto, un’ accusa tipica ai Cattolici da parte dei Protestanti (che conoscono la Bibbia molto meglio, o perlomeno la leggono molto di più !) sia l’abuso (!) della Parabola del Buon Samaritano !

        • Mauricius Tarvisii says:

          Il Protestantesimo non esiste.
          Comunque se prendi i luterani e ancora di più i calvinisti, c’è una tensione morale molto inferiore che nel cattolicesimo. Nel cattolicesimo più popolarmente inteso, se sei buono vai in paradiso e se sei cattivo vai all’inferno (e se sei così e così vai in purgatorio). Preciso: è la versione popolarizzata del cattolicesimo, visto che è teologicamente sbagliata.
          Per il luterano/calvinista, invece, nessuno va in paradiso perché è buono, ma solo perché graziato da Dio. Non c’è manicheismo, perché manca un polo.

        • PinoMamet says:

          Credo che il problema sia nell’aver preso un po’ troppo alla lettera alcuni passi di San Paolo che parla della grazia divina che raggiunge chi vuole, oppure si sono fatti un’idea un po’ strana del significato della parola;
          ma potrei sbagliarmi.

          Comunque, da esterno, e non solo per ragioni di vicinanza e affetto, affermo che il Cristianesimo più ragionevole ed equilibrato continua a sembrarmi quello cattolico, che miracolosamente riesce a tenere il timone dritto evitando sia di finire tra gli scogli delle interpretazioni fai-da-tè e delle esagitazioni da mezzo matto (protestanti), che di arenarsi tra le secche del formalismo fine a sè stesso o puro spettacolo folkloristico (ortodossi).

          Forse perché, in effetti, un timoniere ce l’ha…

          • mirkhond says:

            Concordo ed è il motivo per cui resto cattolico, pur in amichevole disaccordo col nostro Peucezio. 😉

          • mirkhond says:

            “arenarsi tra le secche del formalismo fine a sè stesso o puro spettacolo folkloristico (ortodossi).”

            Da tempo mi chiedo se il declino e poi il crollo della Romània bizantina così come del ripegamento nel puro formalismo ingessato dell’Ortodossia bizantina, non sia stato dovuto proprio allo scisma del 1054, al distacco da Roma di Costantinopoli e del mondo ortodosso da essa forgiato.
            Nel 1054 l’Impero Romano d’Oriente aveva un’estensione notevole ed era il baluardo orientale della Cristianità contro l’Islam.
            Dopo quella data, inizia una decadenza inesorabile con la perdita prima dell’Anatolia, indispensabile antemurale cristiano contro l’avanzata islamica per secoli (poi sì, parzialmente riconquistata dai Comneni, ma grazie all’inaspettato aiuto franco fin dal 1097-1099, e poi definitivamente perduta nel XIV secolo), e poi col crescente rimpicciolimento e con lo sviluppo di un sentimento identitario protonazionalistico romeo, sordo e ostile a qualsiasi tentativo di riconciliazione con Roma.
            Del resto alla vigilia della conquista ottomana di Costantinopoli nel 1453, Santa Sofia era disertata dai fedeli ostili all’ennesimo ed inutile tentativo unionista patrocinato dagli ultimi imperatori paleologhi.
            Del resto un ministro romeo in quel tempo disse di preferire il turbante ottomano alla mitra romana.
            Il risultato una cristianità suggestiva dal punto di vista liturgico, ma ingessata, formalista, accesamente nazionalista e in lite persino al suo interno tra le varie chiese nazionali ortodosse e incapace di reggere alle sfide della modernità.
            Condannandosi dunque all’irrilevanza.

            • habsburgicus says:

              Del resto un ministro romeo in quel tempo disse di preferire il turbante ottomano alla mitra romana.

              Lucas Notaras..che presto sperimentò sulla sua pelle cosa voleva dire il turbante !
              il Sultano non solo violentò i suoi figlioletti per soddisfare le sue insane voglie, ma fece morire Notaras fra atroci torture
              (cfr. Franz Babinger nella sua opera insuperata su Maometto il Conquistatore)

              • mirkhond says:

                Verissimo, ma il clero ortodosso preferì sopportare la pesante croce ottomana, piuttosto che chiedere aiuto ai Franchi, perché ritenevano che il riunirsi con Roma li avrebbe perduti.
                E per secoli esortarono il loro gregge a mantenersi fedele al Sultano, piuttosto che vedersi dominare dai Franchi visti come la sentina delle peggiori eresie.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Costantinopoli cadde cattolica, però, e il soccorso latino fu limitatissimo.
                Certo, anche Acri era caduta cattolica e già allora i latini avevano dimostrato tutti i limiti delle proprie capacità di intervento nel Mediterraneo orientale.

              • mirkhond says:

                Cadde cattolica, ma la maggioranza del clero e del popolo restarono ortodossi.
                Santa Sofia vide una messa “ecumenica” solo il giorno prima della caduta di Costantinopoli, il 28 maggio 1453, e fu l’ultima messa celebratavi e che vide l’abbraccio tra i pochissimi cattolici e i moltissimi ortodossi, stretti insieme nel momento del baratro incombente…..

              • mirkhond says:

                Inoltre nel 1453 Costantinopoli era condannata, circondata com’era dagli Ottomani nei Balcani e in Anatolia.
                Solo una coalizione di potenze occidentali supportate da grandi flotte avrebbero potuto salvarla.
                Ma tali potenze erano in lotta tra loro.
                Del resto le crociate per salvare Costantinopoli erano tutte fallite da quella del 1396 guidata dal re d’Ungheria Sigismondo di Lussemburgo, a quella del 1443-1444 (che pure inizialmente sembrava vittoriosa) guidata dal re di Polonia che trovò la morte in battaglia a Varna.
                Ma già la spedizione del Conte Verde, Amedeo VI di Savoia nel 1366-1367, che pure aveva riconquistato Gallipoli agli Ottomani, non riuscì a bloccare l’avanzata ottomana e a mettere il blocco a Costantinopoli.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Ma perché l’Hunyadi non fece nulla nel 1453? Era impreparato? Vigeva una tregua? La guerra gli pareva persa in partenza?

              • mirkhond says:

                Hunyadi era stato sconfitto dagli Ottomani in Kosovo nel 1448, grazie al tradimento del sovrano di Serbia, Giorgio Brankovic’, alleato del sultano ottomano.
                Però Brancovic’ nel 1453 riscattò 100 monache ortodosse fatte prigioniere dagli Ottomani dopo la conquista di Costantinopoli.
                Comunque sia la sua alleanza con gli Ottomani, non impedì alla Serbia di essere a sua volta conquistata tra 1456 e 1459.

          • PinoMamet says:

            Non saprei…

            odio utilizzare queste generalizzazioni evocative e suggestive, e lo rimprovero troppo spesso ad altri interlocutori per trovarle convincenti io stesso, ma…

            forse c’entra un po’ lo “spirito” nazionale rispettivo.

            L’Occidente (nel senso di “parte occidentale dell’Impero romano”) ha avuto i suoi “Barbari”, come erano chiamati una volta senza falsi pudori, che pur non rigettando affatto l’eredità romana ne hanno fatto un sunto con le proprie tradizioni e le proprie idee, creando qualcosa di innovativo;

            ma soprattutto creando l’idea che il passato si dovesse innovare , che non fosse possibile trasferirlo pari pari.

            Chissà, se la sorte del povero Romolo Augusto(lo) fosse stata diversa, avremmo un cattolicesimo diverso, ma non solo: forse un’Europa diversa.

            Certo i barbari sono arrivati anche in Oriente, ma sono stati ricevuti in modo diverso: lì Roma (cioè Costantinopoli) è sempre rimasta in piedi, tolta qualche pausa, ed è rimasta in piedi via via più orgogliosamente e altezzosamente a misura della perdita di reale potere e rilevanza;

            là è nata l’idea che il potere fosse proprio la ripetizione minuziosa, liturgica (c’era una liturgia delle apparizioni imperiali…) delle forme trasmesse dal passato, che non potevano essere innovate, perché sarebbe apparso come un compromesso con la realtà, cioè con il dilagare di poteri concreti ormai assai vari e diversificati.

            Da qui anche il rapporto diverso con l’arte:
            quella occidentale libera di creare, è quindi di ripescare forme, ma soprattutto abilità, tecniche, perdute dal passato, e innovarle e farle crescere in modo vivo ed espressivo;

            quella orientale costretta al concetto di “tradizione”, cioè di prendere le cose come sono e tramandarle come sono, qualche sia il loro stato.

            e lo stesso (come ricordava Mauricius) credo valga anche a livello di elaborazione filosofica, teologica ecc.

            • mirkhond says:

              Sostanzialmente condivido.

            • mirkhond says:

              “Certo i barbari sono arrivati anche in Oriente, ma sono stati ricevuti in modo diverso: lì Roma (cioè Costantinopoli) è sempre rimasta in piedi, tolta qualche pausa, ed è rimasta in piedi via via più orgogliosamente e altezzosamente a misura della perdita di reale potere e rilevanza;”

              Anni fa, in una rivista di studi storici lessi che una delle cause del crollo della Romània bizantina, fu l’impossibilità di assimilare i Turchi nella sua compagine, non perché turchi (popolazioni e mercenari di ceppo turco furono presenti per secoli in Romània, dagli Unni ai Peceneghi e Cumani, e persino i turchi anatolici musulmani), ma perché musulmani.
              E dunque inassimilabili.
              Un imperatore romeo, Manuele I Comneno (1143-1180) dopo aver tentato di riprendersi l’Anatolia selgiuchide, di fronte al fallimento, tentò la carta religiosa: e cioé trovare una formula teologica di compromesso per rendere allettante il Cristianesimo ortodosso ai Turchi anatolici, allora ancora non più del 10% circa della popolazione anatolica.
              In sostanza Manuele voleva che la Chiesa ortodossa eliminasse dal catechismo l’anatema contro Allah, incontrando una resistenza accanita nel patriarca Teodosio I Voradiota (1179-1183) e nel clero.
              Alla morte dell’imperatore, questo tentativo morì con lui e, forse, la possibilità di un diverso approccio per assorbire i Turchi nell’Impero.

              • PinoMamet says:

                “l’anatema contro Allah”

                di cosa si tratta?

              • mirkhond says:

                Nel catechismo della Chiesa Ortodossa, relativo al battesimo, era richiesto al battezzando proveniente dall’Islam di rinnegare e maledire Allah.
                Manuele voleva far togliere questa formula, pensando così di facilitare la conversione dei Selgiuchidi all’Ortodossia, visto che non era riuscito a sottometterli con la forza delle armi.

              • PinoMamet says:

                Mi sembra una formula senza senso visto che Allah vuol dire Dio…

              • mirkhond says:

                Vuol dire Dio, ma non il Dio di Gesù Cristo.
                E il Vaticano II era ancora lontano, e in Oriente poi…..

              • PinoMamet says:

                Comunque, a ripensarci, non ha senso neanche così…

                se Dio è uno, è uno e basta, mica uno per i cristiani e uno per i musulmani, altrimenti sarebbero due…

                diversissimo sarebbe se avessero chiesto ai musulmani (come logico) di rinnegare Maometto come profeta…

              • Mauricius Tarvisii says:

                In effetti agli ariani mica era richiesto di rinnegare Dio, in quanto negavano la natura divina di Cristo…
                Più facile che nemmeno i greci, come i latini, avessero una minima conoscenza reale dell’Islam.

              • mirkhond says:

                “se Dio è uno, è uno e basta, mica uno per i cristiani e uno per i musulmani, altrimenti sarebbero due…”

                Certamente, ma un Dio non incarnato.

              • mirkhond says:

                “Più facile che nemmeno i greci, come i latini, avessero una minima conoscenza reale dell’Islam.”

                Mi permetto di dubitarne, visti i rapporti secolari della Romània con il mondo islamico, anche attraverso ambascerie e contatti diplomatici.

              • PinoMamet says:

                Non sono addentro alla questione, che meriterebbe un approfondimento, ma credo che nel Medioevo, anche occidentale, i musulmani fossero “eretici” per i dotti
                (“Averoìs, che ‘ l gran commento ecc.”)
                e “pagani” per i semplici.

                Comunque non si può rinnegare un Dio unico per abbracciare… lo stesso Dio unico!

                casomai si possono rinnegare degli aspetti del credo precedente…

              • mirkhond says:

                Non dimentichiamo l’amore per il cavillo da spaccare il capello in quattro, tipico della teologia bizantina.

  13. Moi says:

    @ MIGUEL

    NO, SIGNORA ROWLING: LA TRANSIZIONE NON È QUALCOSA CHE AVVIENE PER MAGIA

    http://www.gaypost.it/no-rowling-transizione-magia

    Di Dario Accolla Inserito il 21 dicembre 2019 In Rainbow

    “facciamo adesso un esempio: semplice semplice, che può capirlo pure un terf”

    [CIT.] 😉

    PS

    le “Sorelle Gemelle” in realtà NON ci sono in versione originale Giapponese: davvero l* personagg* per magia cambiano sesso biologico da M a F ( si noti il Gender Role Swap : M da Cantanti Asian Pop e F da Guerriere Spaziali !) … dette Gemelle sono una “trovata” del Doppiaggio Mediaset … ovviamente tacciato di omotransfobia !

  14. Moi says:

    ah, “bears” come “orsi”, nell’ articolo, allude a gay maschi “grandi grossi e irsuti” … in versione “light”, diventano “otters” , come “lontre” .

  15. Moi says:

    “l’anatema contro Allah”

    ———-

    … Nel senso di “Non chiamateLo così !” , giusto ?

  16. mirkhond says:

    Nel senso di Dio non cristiano.

  17. Moi says:

    In fondo, molti Fedeli poco istruiti neanche oggi (!) sanno della “matrice comune” … figurarsi decenni se non secoli e secoli addietro !

  18. mirkhond says:

    In realtà quando sorse l’Islam, inizialmente fu scambiata pe un’eresia cristiana.
    Solo gradualmente, con l’elaborazione scritta del Corano e lo sviluppo della teologia islamica, si ebbe più chiaro, almeno nella dotta Costantinopoli che si aveva a che fare con un’altra religione rivale e ostile.
    In Occidente invece, i musulmani venivano considerati “pagani” ancora nella Chanson de Rolande, elaborata nell’XI secolo.
    Solo con i viaggi missionari in Oriente di domenicani e francescani nel XIII-XIV secolo, e in seguito alla traduzione del Corano in Latino da parte di Pietro il Venerabile alla metà del XII secolo, le conoscenze riguardo al carattere monoteista e abramitico dell’Islam divennero più chiare e corrette.
    Questo ovviamente solo per i pochi dotti.
    Cardini sostiene che i missionari cattolici che si recavano nei paesi islamici, rimanevano ammirati dall’Islam e dalla devozione dei suoi fedeli, ma quando tornavano in Occidente, per ragioni di propaganda e per il timore che suscitasse attrazione, lo descrivevano nei termini peggiori, mantenendo la popolazione nell’ignoranza e nella confusione.

    • habsburgicus says:

      In Occidente invece, i musulmani venivano considerati “pagani” ancora nella Chanson de Rolande, elaborata nell’XI secolo.

      e pure dopo, almeno nella letteratura satirico-popolaresca
      ad esempio, se non mi sbaglio, nel Morgante del Pulci vi è questo passo
      “dimmi se sei cristiano o saracino, se credi in Cristo o in Apollino”

    • daouda says:

      sono pagani e non abramitici. Palerei anche della derivazione calana dell’induismo ed abramitica essa stessa e post datazione del sanscrito derivante dall’ebraico ma lo sto studiando ed approfondendo.

      Scossi eh!

      • daouda says:

        nel senso che allora abramitico chiunque mentre solo i cristiani sono figli di Abramo

      • mirkhond says:

        I musulmani accusano noi di idolatria perché adoriamo la Santa Trinità.
        Il loro monoteismo è più “puro” e radicale del nostro.

    • Mauricius Tarvisii says:

      “In Occidente invece, i musulmani venivano considerati “pagani” ancora nella Chanson de Rolande, elaborata nell’XI secolo.”

      Ma certo: lo sanno tutti che adorano i tre idoli Machom, Apollino e Trivigante.

  19. Moi says:

    … ancora con ‘sto monoteismo ?! … Dài, che c’è il gender e le terf ! 😉

    • Roberto says:

      Questo commento mi da un’idea per passare due minuti mentre cucino

      Quali sono gli argomenti più noiosi affrontati su questo schermo?

      Ecco la mia classifica personale
      1. I nomi reali dei popoli e delle regioni (i bolognesi sono romagnoli! I greci Romei!)
      2. Le guide turistiche per puttanieri
      3. Il piano kalergi
      4. Giender
      5. Transumanesimo
      6. Tu sei ateo! No tu! No tu!
      6. Terf (in questo riconosco un filo di interesse, ma non più di una volta al mese)

      • mirkhond says:

        Tranne sul punto 1, per il resto concordo.

      • mirkhond says:

        Altri possono trovare noiose le questioni giuridiche il cui linguaggio non è comprensibile ai non iniziati.
        Oppure lo sport e guerre stellari. 🙂

        • Roberto says:

          Infatti non ho nessuna pretesa di indicare le questioni “oggettivamente” noiose, che peraltro immagino non esistano, ma quelle che *per me* sono noiose (“classifica personale”)

          • mirkhond says:

            Su un aspetto credo però che possiamo concordare tutti, e cioè la grande tolleranza di Miguel nei nostri confronti e dei nostri continui fuoriprogramma, rispetto ai temi dei post che scrive.
            In questo Miguel è unico nel panorama dei bloggher italiani.
            In altri blog, per molto poco ti bannano…..

      • PinoMamet says:

        Modestamente notai anni fa (caspita… troppo tempo) su questo blog La Grande Deriva degli Argomenti:

        cioè, si comincia a parlare di Qualunque cosa, e si finisce per parlare delle Quattro Ossessioni Personali di noi frequentanti e postatori, nel giro di pochi commenti.

        Come credo ognuno di noi, faccio del mio meglio per non andare troppo FT (fuori tema) o non andarci troppo presto, però certo le questioni di linguistica, religiose o di alcuni aspetti storici mi interessano più di altri argomenti…

        • mirkhond says:

          E’ il bello di questo blog, il poter parlare di ciò che si vuole, che sentiamo appartenerci senza essere richiamati all’ordine o bannati…..

        • Z. says:

          Miguel tiene un blog dove si esprimono molte opinioni diverse e talvolta contrapposte, ogni giorno, senza che il dialogo degeneri ogni giorno in rissa.

          E’ quindi un privilegiato, e questo privilegio lo deve a noi!

          Se ogni tanto andiamo fuori tema, ci può perdonare…

          Anche se ci andiamo ogni poco, via 🙂

    • daouda says:

      lascia il mondo andare dove non può che andare

  20. paniscus says:

    Scusate, ma io questa associazione ideologica tra la fecondazione assistita in quanto tale e l’inevitabile deriva verso le peggiori mostruosità demoniache di disumanizzazione, proprio non ce la vedo. O almeno non ce la vedo come emergenza di massa, ma al limite posso immaginarla solo come possibile bizzarra deviazione di una minoranza eccentrica, ma non certo come la norma.

    Sarò che ne ho conosciute troppe, ma troppe, di persone che avrebbero voluto avere figli ma non ci riuscivano in maniera spontanea, e che quindi hanno scelto di ricorrere a interventi medici (con fatica, con spese e con coinvolgimento fisico pesante), e che erano persone assolutamente “normali”, in senso sia positivo che negativo, ossia persone PER NULLA ribelli, anticonformiste o provocatrici, ma del tutto ordinarie.

    La leggenda secondo cui le tecniche di fecondazione assistita sarebbero utilizzate soprattutto per far avere figli alle coppie omosessuali o per consentire alla gente di selezionarsi l’embrione con le caratteristiche “volute”, è appunto una leggenda.

    Che ci si creda o no, la stragrande maggioranza di quelli che ricorrono alla procreazione assistita sono normalissime coppie eterosessuali, regolarmente sposate e regolarmente obbedienti a tutte le mode conformiste di massa del momento, che avrebbero preferito di gran lunga concepire un figlio in maniera naturale, ma non ci sono riuscite.

    E che non sostengono affatto il “diritto ad avere un figlio a tutti i costi”, ma semplicemente il diritto a provare a risolvere medicalmente una disfunzione fisica (che è l’infertilità), esattamente come è normale provare a curarsi per risolvere mille altre disfunzioni fisiche di altro tipo, dalla scoliosi, alla miopia,

    Se poi, nonostante tutti i tentativi, la risoluzione del problema non riesce, ci si rassegna, ma non vedo perché l’aspirazione a provarci debba essere considerata negativa (o addirittura eticamente mostruosa) di per sé.

    Una delle critiche più diffuse (e più insopportabili) da parte conservatrice, e in particolare, da parte conservatrice cattolica, sosteneva che la procreazione assistita non è una terapia medica, perché non CURA la sterilità, ma si limita ad aggirarla.

    Ma allora, allo stesso modo, dovrebbe essere considerato illegittimo anche il supplemento di insulina artificiale per i diabetici, perché sicuramente non cura il diabete, ma si limita a compensarlo e aggirarlo, sostituendo una funzione biologica con una artificiale… o anche gli occhiali da vista per i miopi, che non guariscono la funzionalità alterata dell’occhio, ma la sostituiscono con un espediente tecnico.

    Invece, in questi casi, la pura e semplice sostituzione della funzione biologica difettosa con un artificio tecnologico, è considerata accettabile, mentre per quella della fertilità no.

    E francamente mi chiedo perché: solo perché c’è di mezzo il sesso?
    E anche in tal caso, cosa cambierebbe?

    • Roberto says:

      Sono completamente d’accordo

    • daouda says:

      semo d’accordo ma tralasciando frogi, eugenetica e cazzate, sai le prese per culo!

      A FIJO DE PROVETTAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!

      • paniscus says:

        “sai le prese per culo!
        A FIJO DE PROVETTAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!”—-

        Ma quando mai?

        A parte il fatto che i “figli di provetta” non si distinguono da alcun marchio sulla fronte, e che nessuno è obbligato a raccontare all’universo mondo se è figlio di provetta o no, quindi la cosa non si sa… ma per quale motivo i ragazzini nati da fecondazione assistita dovrebbero essere presi in giro dagli altri?
        Che cosa avrebbero di diverso?

        • Roberto says:

          Perché i ragazzini sono soliti prendere in giro chiunque si discosti anche solo di un millimetro dalla normalità

          D’altronde perché prendere in giro uno perché è alto, o basso o ha gli occhiali o le lentiggini….o mille altre “ragioni” per le quali i ragazzini infastidiscono i loro coetanei?

          • Mauricius Tarvisii says:

            Be’, anche gli adulti lo fanno, quindi perché loro non dovrebbero? Certo, dovrebbero imparare con gli adulti e difendersi dicendo “eh, ma è lui che rompe i coglioni con l’essere frocio/islamico/vegano/astemio/quello che vuoi. Io ho nulla contro di loro, quando sono esattamente identici a noi”.

          • paniscus says:

            “Perché i ragazzini sono soliti prendere in giro chiunque si discosti anche solo di un millimetro dalla normalità “
            —-
            E se anche fosse, come dovrebbero fare i ragazzini a sapere quali dei loro compagni di classe sono nati da fecondazione assistita e quali no?

            Ce l’hanno scritto in faccia?

        • PinoMamet says:

          Certamente, però è anche vero che nessuno andrà in giro con la scritta “nato in provetta”…

          a dire il vero, di gente nata con l’inseminazione artificiale ce n’è già in giro parecchia, e sicuramente nessuno li distingue dagli altri…

          al massimo si può avere il sospetto su alcune coppie gemellari-

          infatti mi pare che, perlomeno era così qualche anno fa, non di rado la fecondazione assistita desse vita a dei gemelli, per motivi tecnici che sfuggono alla mia competenza-

          ma anche così, non mi è pervenuta nessuna presa in giro.

          Diverso credo che sarebbe il caso dei figli di coppie omosessuali, per i quali non ho esperienza diretta.

          • Roberto says:

            Certo

            la sola cosa che contesto è “ma per quale motivo….”

            Non mi risulta che ci sia bisogno di un motivo per prendersi in giro

            • Moi says:

              Infatti:

              al massimo arriva a prender la prole fuori da scuola una mamm … una genitrice dua 😉 da sola , mica con una provetta svuotata in mano ! 😉

              invece, è molto più evidente l’ inconsuetudine sociale (più politically correct di così non mi riesce ….) se arrivano a prender la prole fuori da scuola due maschi più o meno effeminati o anche virili ma che si baciano e abbracciano in pubblico-

          • paniscus says:

            “a dire il vero, di gente nata con l’inseminazione artificiale ce n’è già in giro parecchia, e sicuramente nessuno li distingue dagli altri…
            al massimo si può avere il sospetto su alcune coppie gemellari-“

            ————————

            Le coppie di gemelli sono in aumento vertiginoso anche senza fecondazione artificiale, per il semplice fatto che la probabilità di concepire gemelli (nella maggior parte dei casi, non identici, ma normali fratelli nati insieme, anche di sesso diverso) aumenta con l’età della madre.

            Si tratta di un normale fenomeno biologico abbastanza noto. Più la donna si avvicina all’età della conclusione naturale della fertilità, più il suo organismo tenta il tutto per tutto per sfruttare al massimo la riserva di ovuli che ha ancora in ballo.

            E siccome, con l’avanzare dell’età, diventa sempre più probabile che alcuni di questi ovuli siano in via di deterioramento e che non possano produrre embrioni vitali, allora la gemellarità diventa una sorta di tentativo biologico di “assicurazione” perché almeno uno dei due ce la faccia.

            Siccome l’età media delle donne che rimangono incinte (anche in maniera naturalissima) è sempre più elevata, diventa sempre più comune il concepimento di gemelli.

            Nulla di strano.

          • paniscus says:

            infatti mi pare che, perlomeno era così qualche anno fa, non di rado la fecondazione assistita desse vita a dei gemelli, per motivi tecnici che sfuggono alla mia competenza-
            ————————————–

            I motivi tecnici sono due, completamente diversi tra di loro.

            A) la motivazione della sterilità della coppia derivava da problemi ormonali della donna nel produrre ovuli funzionanti (cioè, con una disfunzione delle ovaie, ma senza nessun problema nell’utero, per cui avrebbe potuto tranquillamente portare avanti una gravidanza, se questa fosse riuscita a iniziare). Allora, la cura consisteva in una stimolazione ormonale farmacologica, per cui poteva capitare che le ovaie cominciassero a produrre PIU’ ovuli della norma, e poteva capitare che fossero fecondati tutti insieme, anche in modo naturale.

            B) la motivazione dipendeva dalla scarsità di spermatozoi dell’uomo, o magari da una parziale riduzione della fertilità di entrambi, e quindi c’era bisogno di una vera e propria fecondazione in provetta fuori dal corpo, e venivano prodotti diversi embrioni, e poi impiantati DOPO nell’utero della donna. In tali casi, era abbastanza normale che ce la facessero in più di uno.

            In ogni caso, come ho detto sopra, la probabilità di nascita di gemelli (non identici) aumenta in maniera naturale con l’età della madre, anche senza nessuna fecondazione artificiale.

  21. Moi says:

    @ LISA

    Se possiamo avere Mutanti sovrumani … perché continuare a produrre gente normale ?! 😉

    • daouda says:

      ssshhhhhhhhh zitto

    • paniscus says:

      “Se possiamo avere Mutanti sovrumani … perché continuare a produrre gente normale ?! “—-

      Forse perché alla stragrande maggioranza delle persone normali non gliene può fregare di meno di produrre “mutanti sovrumani”, ma aspirano solo ad avere figli normali come sono loro?

  22. Moi says:

    @ MIGUEL

    https://nationalfile.com/its-now-transphobia-to-refuse-to-date-trans-people-say-twitter-experts/

    It’s Now ‘Transphobia’ to Refuse to Date Trans People, Say Twitter Experts

    Activists, social media users, and outlets begin to normalize claims of transphobia to those who wouldn’t date a trans person

    By Lionel Du Cane January 17, 2020

    • Moi says:

      nuovo film sulla “Gender Dysphoria” minorile …

      ————————————-

      JUST CHARLIE by Rebekah Fortune

      https://www.youtube.com/watch?v=Xyckp_HpxGw

      Football star Charlie has the world at his feet. With a top club desperate to sign him, his future is seemingly mapped out. But the teenager only sees a nightmare. Trapped in the body of a boy, Charlie is torn between wanting to live up to her father’s expectations and shedding this ill-fitting skin. Charlie’s next move will tear the family apart and threaten everything they hold dear.

      • Moi says:

        … si noti la disinvoltura in Inglese contemporaneo di saltabeccare contestualmente da “he” “/him” / “his” a “she” / “her” / “hers” !

      • Per Moi

        “Trapped in the body of a boy,” ” shedding this ill-fitting skin”

        La cosa più interessante forse del transattivismo è questa idea platonica dell’anima prigioniera del corpo.

        Senza questa visione del mondo, il transattivismo non ha senso: se “io sono il mio corpo”, posso dire che soffro perché io corpo-Charlie faccio fatica ad adeguarmi alle aspettative del resto del mondo.

        Se ragioniamo solo in termini corporei, al massimo posso immaginare che Charlie sia un maschio biologico (fino a prova contraria) cui piace il rossetto e che vorrebbe avere i fianchi più larghi, e magari gli fa schifo la barba.

        • paniscus says:

          La cosa più interessante forse del transattivismo è questa idea platonica dell’anima prigioniera del corpo.
          ———————

          A me sembra che il problema principale della percezione più recente sia esattamente il contrario.

          Ovvero, il fatto che, per cambiare sesso (o per dichiararsi trans senza nemmeno aver cambiato sesso materialmente)

          non sia più considerato necessario avere una diagnosi di grave disagio per il fatto di “sentirsi un’anima nata nel corpo sbagliato“, ma basti dichiarare di “avere voglia” di cambiare sesso, così per pura scelta volontaria (anche puramente sfiziosa, modaiola o politica),

          con il corollario del “come vi permettete voi di dire che io mi sento a disagio nel mio corpo?… col cavolo, io non mi sento a disagio per niente, sto benissimo, ma voglio cambiare sesso ugualmente perchè lo dico io!!!!!

  23. Premesso che non faccio il tifoso contro Trump, trovo sempre straordinarie le esternazioni della sua Consigliera Spirituale Ufficiale (per soli anglofoni):

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