Transattivismo (2)

L’altro giorno, abbiamo parlato delle pochissime persone da me conosciute, che potremmo inserire nella categoria (che per ora lascio indefinita) di “trans“.

Gente umanamente interessante, ma socialmente, economicamente e politicamente irrilevante.

Però negli ultimi anni, il mondo anglosassone ha vissuto una rivoluzione culturale, centrata proprio sulla figura immaginaria del trans, che credo ci riveli molte cose sui nostri tempi.

Diciamo “figura immaginaria”, perché il perno della rivoluzione non sono le poche persone fuori dal comune di cui si parlava, ma una convergenza di filosofi postmoderni, case farmaceutiche, genitori preoccupati, educatori benintenzionati, psicoterapeuti a caccia di nuovi disturbi, avvocati agguerriti, media alla ricerca di novità e politici: insomma, il vasto mondo del transattivismo e dei suoi “alleati”, per usare un termine molto diffuso oggi.

Le quattordici cliniche inglesi che effettuano operazioni mediche di “transizione” (gender identity clinics) hanno visto aumentare enormemente la propria clientela – una è passata da 30 casi a oltre 1000 in otto anni; e va ricordato che parliamo  di interventi che rappresentano un bel costo per i pazienti, e un bel guadagno per chi li vende: il costo è stimato in oltre 100.000 dollari a cliente, negli Stati Uniti. Moltiplicati per 1000 clienti di una sola clinica, farebbero 100 milioni di dollari.

La Gilead Sciences è una grande ditta farmaceutica, per un periodo diretta da Donald Rumsfeld, un personaggio che riasssume in sé il complesso militare-industriale statunitense: prima segretario alla difesa, poi direttore di Gilead, poi di nuovo segretario alla difesa, dove ha diretto la guerra in Iraq, rimanendo sempre azionista della Gilead.

Mentre Rumsfeld difendeva l’America andando a caccia di inesistenti armi di distruzione di massa in Medio Oriente, guadagnava attraverso il complesso apparato transnazionale (con uffici anche in Irlanda) che permetteva alla Gilead di eludere il fisco americano (10 miliardi risparmiati solo nel 2015).

Dirigenti della Gilead Sciences e politici irlandesi all’inaugurazione della sede irlandese della società

Lo scorso ottobre, la Gilead Sciences ha annunciato una donazione di 4,5 milioni di dollari a cause transattiviste.

Anche se l’enfasi è su questioni collegate all’HIV (la Gilead produce alcuni importanti medicinali usati nel trattamento dell’AIDS), i fondi vanno a finanziare tutto lo spettro del transattivismo.

Qual è, dunque, il rapporto, tra capitalismo e transattivismo?

Diego Fusaro sostiene che il capitalismo promuoverebbe il transattivismo per demolire la coesione sociale:

“Il mito neoliberistico del transnazionale si ridispone, nell’ambito della sessualità, nell’elogio mediatico permanente della figura del transgender, ossia di colui che ha varcato ogni confine, ogni limite e ogni frontiera naturale, ogni residuo della tradizione storica.”

Federico Zappino invece sogna un comunismo queer che distruggendo le distinzioni sessuali funzionali alla riproduzione del capitale, abbatterebbe il capitalismo alla radice:

“Ambire alla sovversione dell’eterosessualità significa lottare contro il capitalismo a partire dalle sue cause, anziché dai suoi effetti più immediati o visibili”

Sia Fusaro che Zappino, due persone certamente intelligenti e colte, vedono il capitalismo allo stesso modo – un principio malvagio, astratto e ideologico –  e cercano comportamenti sociali che possano contrastarlo: proponendo alla fine con lo stesso entusiasmo due rimedi esattamente opposti.

Si resta con l’impressione che Fusaro e Zappino, più che di capitalismo, stiano parlando di gusti personali. E il capitalismo ha qualcosa per ogni gusto personale.

(continua…)

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166 Responses to Transattivismo (2)

  1. mirkhond says:

    La Gilead Sciences

    Ma il Gilead non era una regione dell’antica Canaan, abitata da tribù israelitiche?
    Cioè questi mettono nomi biblici anche in centri medici specializzati in trasformazioni sessuali che avrebbero fatto inorridire i profeti di Israele!

    • Per Mirkhond

      “Cioè questi mettono nomi biblici anche in centri medici specializzati”

      Il nome viene dal “balm of Gilead”, curiosamente denominato in italiano “balsamo della Mecca”.

      le femministe hanno subito notato che Gilead è il nome della distopia The Handmaid’s Tale, dove le donne sono subordinate ai maschi: in questo caso, secondo loro, subordinate all’aggressiva invasità dei trans nati maschi.

  2. mirkhond says:

    Non so nel mondo anglosassone, ma in Italia ci sono femministe che partecipano alle marce omosessuali con tanto di bandiere arcobaleno e si fanno pure le foto con i travestiti.

    • Per Mirkhond

      “Non so nel mondo anglosassone, ma in Italia ci sono femministe che partecipano alle marce omosessuali con tanto di bandiere arcobaleno e si fanno pure le foto con i travestiti.”

      Ma è normale.

      Omosessuale e transessuale non sono affatto sinonimi. Le femministe non hanno problemi con “maschi che si vestono da donne”; e molte femministe sono lesbiche.

      Il problema si è posto con la pretesa recente di occupare gli spazi delle donne.

      Comunque anche il mondo femminista è diviso su questo tema: le femministe “radicali” rivendicano l’identità sessuale femminile, e le “intersezionali” che invece la pensano all’incirca come il teorico del “comunismo queer” citato prima.

      Il conflitto divide anche gli ambienti anarchici, interessante a questo proposito:

      https://www.autistici.org/cna/2019/03/07/degenerazioni-tra-orgoglio-e-vittimismo-di-genere/

      • Peucezio says:

        Ma questa è finita dentro?
        Dice tutte cose di buon senso, indipendentemente dal suo retroterra ideologico.
        Particolarmente apprezzabile poi la sua percezione dello scarto generazionale con le reduci della Guerra Civile Spagnola (che stranamente lei chiama “rivoluzione”; in realtà la “rivoluzione” contro lo stato giuridicamente legittimo la fece Franco, ma penso che lei dia al termine una connotazione positiva).

        • Per Peucezio

          “Ma questa è finita dentro?”

          https://www.autistici.org/cna/2018/03/01/scritto-della-compagna-anarchica-anna-beniamino/

          Gli anarchici spesso i guai se li vanno a cercare; ma è anche vero che, a parità di guai combinati, le punizioni sono tremende.

          Perché quando si tratta di anarchici, alle pene concrete che si comminano (Z, è il termine giusto?) per fatti concrete, si aggiungono imputazioni politiche (associazione sovversiva, istigazione a delinquere, legata a scritti).

          Se io rompo una vetrina, mi lasciano libero; se lo fa un anarchico, si fa anni di galera.

          Aggiungiamo anche la refrattarietà degli anarchici “seri” a lamentarsi, perché non accettando lo Stato, non chiedono nemmeno di essere “trattati giustamente”.

  3. mirkhond says:

    “La Gilead Sciences è una grande ditta farmaceutica, per un periodo diretta da Donald Rumsfeld, un personaggio che riasssume in sé il complesso militare-industriale statunitense”

    Khomeini ci aveva visto giusto nel definire gli USA il grande satana.
    E il Mullah Omar a combatterlo.

    • Peucezio says:

      Khomeini però l’ha combattuto sempre.
      Il Mullah Omar è un buffone che se l’è tenuto buono per anni, per andare in quel posto ai sovietici (niente da eccepire, ma allora non accreditarti come anti-americano).
      Non li metterei sullo stesso piano.

      • mirkhond says:

        E’ diventato antiamericano dopo le accuse prive di prove, di collusione con l’attentato dell’11 settembre 2001.
        E comunque non chiamerei un buffone chi ha combattuto per una vita, vivendo sempre nascosto e cambiando rifugio in continuazione.

        • Per Mirkhond

          “E’ diventato antiamericano dopo le accuse prive di prove, di collusione con l’attentato dell’11 settembre 2001.”

          Credo che essere “antiamericani” sia un nostro problema.

          Lui era a favore di un sistema islamico sunnita per l’Afghanistan.

          • mirkhond says:

            E gli americani volevano il gasdotto.
            Solo che Omar ha alzato la posta, preferendo l’offerta della ditta argentina Bridas.
            Da cui il “provvidenziale” attentato dell’11 settembre, giusto due mesi dopo la rottura definitiva delle trattative, con le conseguenze che tutti sappiamo.

            • Francesco says:

              dai Duca, sei oltremodo troppo colto e intelligente per credere davvero alla “ditta argentina Bridas”

              • mirkhond says:

                Leggiti Talebani di Ahmed Rashid, il miglior conoscitore dell’area afghano-pakistana vivente.
                Rashid, non Fini.

              • daouda says:

                l’oppio!

              • Francesco says:

                scusa Duca, è sua la tesi dell’oleodotto (o gasdotto) argentino in Afghanistan?

                perchè lui pare molto credibile ma la tesi resta abbastanza scema

                grazie

              • mirkhond says:

                Non è una tesi, è la realtà.
                Diversamente gli USA non avrebbero appoggiato l’ascesa dei Talebani al potere e mantenuto, sia pure attraverso la mediazione pakistana, un canale di relazioni con essi fino al luglio 2001.
                Quando, appunto, saltarono definitivamente le trattative sul gasdotto, per la scelta della ditta argentina Bridas da parte dei Talebani rispetto all’americana Unocal (di cui il futuro presidente-quisling Kharzai era il locale referente afghano).

      • habsburgicus says:

        MF hanno fatto l’egio del mullah Omar 😀
        guarda o’mar quant’è bbello 😀

    • Francesco says:

      il tuo amico Ruhollah è stato forse il primo leader di una religione tradizionale a sdoganare i transessuali!

      mentre contro la Gilead non hai assolutamente nulla in mano, a meno che tu non combatta i medicinali anti-HIV per motivi morali

      il Mullah Omar non combatteva contro gli USA, si limitava a fare dell’Afghanistan un misto tra un carcere di massima sicurezza, un libro di De Sade e un film Helzapoppin

      però sarei curioso di leggere qualche discorso di Khomeini in cui illustra perchè gli USA sono Satana

      • mirkhond says:

        “il tuo amico Ruhollah è stato forse il primo leader di una religione tradizionale a sdoganare i transessuali!”

        ??????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????

        • Per Mirkhond

          ““il tuo amico Ruhollah è stato forse il primo leader di una religione tradizionale a sdoganare i transessuali!””

          Sì, è stato proprio all’inizio della rivoluzione islamica, che un transessuale ha convinto Khomeini, all’inizio dubbioso, della compatibilità islamica del cambio di sesso.

          Tra l’altro, permette ad esempio a un uomo di convivere con un altro, in modo regolare, “diventando donna”.

          Ma credo che sia obbligatorio operarsi, non penso che siano ammesse autocertificazioni.

        • daouda says:

          L’iRan mi pare sia il secondo paese per cambio di sesso.

          Di recente è stato anche fatto in Russia.

          Bye bye!!!

          • Z. says:

            Confermo. È il secondo Paese per cambio di sesso (il primo è la Thailandia) e a quanto lessi lo Stato lo passa gratuitamente da decenni.

            • daouda says:

              ahahahahah

              poi sveli che anche un Putin è un finto ma nun credono a questo perché deve passare la falsa immagine dell’ortodosso!

      • mirkhond says:

        “il Mullah Omar non combatteva contro gli USA, si limitava a fare dell’Afghanistan un misto tra un carcere di massima sicurezza, un libro di De Sade e un film Helzapoppin”

        Se fosse come dici, i tuoi amici a stelle strisce non gli avrebbero messo sul capo una taglia da 25.000.000 di dollari.
        De Sade poi non ho capito cosa c’entri e questo Helacomecapperosichiama non so nemmeno chi sia, e non credo che lo sapesse nemmeno la buonanima.

        • daouda says:

          Omar è n grande no er cripto-edomita de BINLADAN

        • Francesco says:

          1) non basta essere molto cattivi per non essere molto efficaci: per questo hanno messo una mega-taglia sulla sua testa. e anche perchè sono stupidi

          2) non hai capito? prova a leggere come si viveva nell’Afghanistan dei talebani e capirai

          3) Helzapoppin è la definizione tecnica della logica con cui i talebani organizzavano la vita degli altri afgani. a detta degli afgani stessi

          ciao

          • mirkhond says:

            I Talebani però erano molto popolari nelle campagne pashtun da cui essi stessi in grande maggioranza provengono.
            Diverso è l’atteggiamento nei confronti delle elites colte e delle etnie non pashtun, soprattutto Hazara, effettivamente vessate molto duramente.
            Ma in questo i Talebani non sono stati i primi, in linea di continuità con la pashtuncrazia costituitasi in Afghanistan già con l’emiro Abdur Rahman Khan (1880-1901) con le sue campagne di sterminio che portarono alla perdita della popolazione hazara del 50% tra morti e profughi.
            Ma anche sotto i suoi più moderati successori, gli Hazara rimasero sempre i paria dell’Afghanistan, discriminati e vessati.

          • Mauricius Tarvisii says:

            non hai capito? prova a leggere come si viveva nell’Afghanistan dei talebani e capirai

            In Afganistan dove? E appartenendo a che gruppo? L’Afganistan non è e non è mai stato uno stato moderno, quindi questo genere di bilanci sono una cazzata buona per la propaganda bellica (a cui a quanto pare qualcuno abbocca ancora), ma sono poco utili per capire qualcosa davvero.
            I Talebani stavano in piedi perché avevano raggiunto, anche tramite il ricorso alla violenza, un equilibrio nel mosaico tribale. Esattamente come il “governo” che li aveva preceduti ed il “governo” che è seguito alla loro caduta.
            Tutti e tre i “governi”, poi, si sono dovuti scontrare con opposizioni interne, per cui non hanno goduto del pieno controllo di tutti i territori all’interno dei confini.
            Sulle condizioni di vita a Kabul sotto i Talebani, poi, dubito che fossero peggiori di quelle durante le lotte per il potere che li avevano preceduti. Sul periodo comunista non so, ma è stato il tuo amato Zio Sam a rovesciare la Repubblica Popolare.

            • mirkhond says:

              Del resto l’ascesa dei Talebani fu favorita anche dagli USA di Clinton, interessati al famoso gasdotto.
              Solo quando le trattative per il gasdotto sono saltate, i Talebani sono diventati i mostri impresentabili agli occhi degli USA.

            • Francesco says:

              >>> peggiori di quelle durante le lotte per il potere che li avevano preceduti

              qualsiasi pace è meglio di una guerra civile prolungata

              ma questo non cambia il fatto che il governo dei talebani facesse schifo agli afghani, nella gran maggioranza dei casi

              sarei un pò stufo di questi apologeti del Grande Leader amatissimo, che solo quattro gatti di debosciati borghesi traditori e cosmopoliti non amano, anche perchè lo ho letto per tutti i peggiori criminali della storia (tolto Leopoldo del Belgio)

              • mirkhond says:

                Il Mullah Omar però è una figura più complessa rispetto alle interessate semplifcazioni della propaganda occidentale.
                Ripeto, leggersi il libro di Ahmed Rashid mi ha aiutato moltissimo a capire i Talebani e il contesto, devastato a sangue fin dall’invasione sovietica del 1979, che ne ha permesso la nascita e lo sviluppo, oltre che il profondo legame col mondo contadino pashtun di cui sono figli.

  4. Peucezio says:

    Miguel,
    forse in effetti la chiave sta nella frase finale del tuo post. Qualche sera fa ne parlavo con un amico. In sostanza lui diceva che la tecnologia rende possibile tutto e che quindi il capitale difende la possibilità per tutti di fare ed essere quello che vogliono, non perché in sé numericamente gli omosessuali o i trans facciano chissà che mercato, ma perché al consumatore deve arrivare il messaggio che tutto gli è concesso, che può comprare tutto.
    Resta da capire in tutto questo l’isteria censoria: se tutti possono fare tutto, perché bisogna intimidire il dissenso? E se io voglio baloccarmi scrivendo che si stava bene quando si bruciavano gli omosessuali? E mi diverto a scriverlo su Facebook perché ho un bello smartphone nuovo e mi piace scrivere da dovunque mi trovo?
    Inoltre in che senso è funzionale alla possibilità universale MeToo o, peggio, la pruderie verso la nudità e il sesso nei film americani o nelle serie di Netflix, spesso grondanti di moralismo edificante?

    • Per Peucezio

      “Resta da capire in tutto questo l’isteria censoria”

      E’ un punto estremamente interessante.

      Forse nel discorso del tuo amico, colgo una sfumatura di differenza, nella frase “al consumatore deve arrivare il messaggio”.

      Credo che sia all’inverso: il buon capitalista cerca di cogliere ogni desiderio del consumatore; appena ne scova una traccia, comincia a fargli l’occhiolino seduttore. Il desiderio, il “peccato capitale”, sta nel consumatore, il capitalista gli si prostituisce.

      Questo non risponde ancora alla domanda, “perché la censura”, ma già ci toglie l’idea del capitalismo come “progetto”: pensiamo piuttosto all’acqua penetra in ogni interstizio.

      • Rovesciamo poi l’idea “padronale” del capitalismo: il povero consumatore insieme vittima e coglione, oppresso dal cattivissimo padrone furbo immaginato dai marxisti, tanto da Fusaro quanto dai teorici queer.

        Il capitalista è solo il diavolo che risveglia la coscienza di sé del consumatore: improvvisamente, il più mediocre inizia a sentirsi un essere divino, cui tutto è dovuto; e la legge che garantisce ogni imprenditore contro gli altri permette anche al consumatore di infierire contro chiunque.

        E lì si innesca un meccanismo diabolico di sterminio.

      • Peucezio says:

        Miguel,
        “Forse nel discorso del tuo amico, colgo una sfumatura di differenza, nella frase “al consumatore deve arrivare il messaggio”.”

        In realtà la frase è una mia libera interpretazione del pensiero del mio amico, poiché non ricordo le sue parole testuali.
        Ma mi serve a spiegare come mai il capitalista è tanto interessato a un mercato così numericamente risibile.
        Se fosse solo questione delle istanze di pochi omosessuali e trans, al capitalista interesserebbe poco.
        Ma soddisfare a priori le istanze anche dei personaggi più bizzarri (e sdoganati più recentemente) è un messaggio per far capire a ogni consumatore che può concepire quello che vuole, dal desiderio di copulare coi cavalli a quello di essere una donna lesbica con la barba e l’uccello, e sarà esaudito.
        Non so se sia la spiegazione, ma è una delle migliori che ho sentito.
        Se ho ben capito, tu sostieni che sono le minoranze organizzate e chiassose che alla fine impongono le loro istanze per una serie di meccanismi che fanno sì che il potere economico abbia tutto l’interesse a non contrastarle. Forse non è una cosa molto diversa, anche se qui il ruolo del consumatore è più attivo.
        In ogni caso assecondarle è una scelta, non una posizione passiva: evidentemente se ne trae un vantaggio. E allora il responsabile è il produttore, non il consumatore, perché di gente in giro che vuole le cose più assurde ce n’è sempre, ma ciò che fa la differenza è che chi ha davvero il potere di assecondarle e legittimarle socialmente lo faccia. Normalmente, nelle società umane, questo non avviene: sei minoranza, rompi il cazzo, ti prendo a calci.

        • Per Peucezio

          “Ma soddisfare a priori le istanze anche dei personaggi più bizzarri (e sdoganati più recentemente) è un messaggio per far capire a ogni consumatore che può concepire quello che vuole, dal desiderio di copulare coi cavalli a quello di essere una donna lesbica con la barba e l’uccello, e sarà esaudito.”

          Qualcosa di vero c’è.

          • Francesco says:

            però resta il fatto che il consumatore “di destra” non vede soddisfatta la sua domanda – almeno come tendenza viene invece “rieducato”, idea che è in pieno contrasto con l’interpretazione che state dando

            c’è un progetto sotto, credo diabolico in senso stretto

            ma non ne capisco i meccanismi

            • Peucezio says:

              Ma infatti a me uno scetticismo di fondo sul fatto che debba essere tutto interpretato secondo logiche di mercato e di consumo rimane.
              Il prodotto deve avere un’aria amichevole, simpatica, seducente, coccolante, rassicurante (o entusiasmante), non accigliata, moralista, censoria, critica, colpevolizzante o peggio isterica, violenta e intimidatoria.
              Non ho mai sentito dire che si venda mezzo prodotto in questo modo.

              • Per Francesco e Peucezio

                “Per Francesco

                “però resta il fatto che il consumatore “di destra” non vede soddisfatta la sua domanda ”

                Non lo so. Pensiamo all’elettore di destra reale, non a Peucezio o a Francesco 🙂

                L’elettore di destra ha il posto macchina, il supermercato, la televisione, la polizia che gli protegge la fabbrichetta, ha diritto al matrimonio, ai battesimi, il commercialista che lo aiuta a pagare meno tasse, il figlio viene promosso in automatico a scuola, può andare in crociera, se vuole può anche comprarsi i video porno.

                Normalmente, i prodotti per la gente di destra hanno un’aria talmente “amichevole, simpatica, seducente, coccolante, rassicurante (o entusiasmante)” da sembrare invisibili.

                Dove si sente frustrato è eventualmente quando contrasta qualcun altro: la strada su mille pedonalizzata, o il fatto che un omosessuale si sposa, o il fatto che dei peruviani fanno rumore la sera sotto casa.

                L’aggressività viene fuori solo allora.

              • Francesco says:

                insomma, hai fatto su uno spaventapasseri, hai detto che è la maggioranza degli elettori di destra, lo hai dipinto contento ma alla fine non se la passa bene neppure lui!

                😀

              • Peucezio says:

                Miguel,
                ma il punto non è che l’omosessuale possa sposarsi o possa farsi togliere l’uccello: questo è pienamente in linea con una logica consumista.
                E’ che se esprimi perplessità succede l’ira di Dio e che la gente venga licenziata per aver espresso perplessità sugli aspetti più estremi e controversi di queste cose che non è in linea con questa logica seducente e amichevole.
                Cioè il punto è lo scandalo al contrario, lo stigma aggressivo di ogni dissenso.

                Più in generale non vedo come un clima repressivo rispetto alla libertà di espressione possa essere in linea con la logica del consumismo e della felicità acquistabile universale.
                Né vedo come lo pssa essere un clima, se non moralistico, pieno di inibizioni e interdizioni sulla sessualità.
                L’immaginario che il mercato avrebbe interesse a creare sul sesso è quello di una fruizione libera, felice, di ogni sua espressione, in un supermercato nel quale ogni opzione è lecita.
                Poi ci sono le leggi che hanno la funzione di porre dei limiti, per evitare abusi contro la libertà o l’integrità delle persone.
                Ma l’insistenza mediatica ossessiva, da parte proprio degli orientamenti e delle centrali comunicative mainstream, sul fatto che qualunque atteggiamento verso una donna, non solo di corteggiamento, ma perfino di scherzo senza nessuna intenzione o addirittura di riferimento al sesso (al punto che i professori non possono leggere Ovidio), è potenzialmente una forma di molestia ed è irrispettosa della donna non mi sembra affatto in linea con questa logica accattivante da vendita di un prodotto.
                E tantomeno lo stigma sempre più pesante nei confronti della prostituzione, che è la mercificazione per eccellenza del sesso, quindi dovrebbe essere la massima espressione del consumismo e della mercificazione di tutto.

              • Per Peucezio

                “Più in generale non vedo come un clima repressivo rispetto alla libertà di espressione possa essere in linea con la logica del consumismo e della felicità acquistabile universale.”

                E’ una domanda fondamentale, e dovremmo rifletterci parecchio, prima di dare risposte scontate.

                Faccio un’ipotesi (non una “risposta”).

                Mettiamo da parte per un attimo le idee “di sinistra” sul controllo come Padrone Cattivo che ti Sfrutta.

                Pensiamo al contadino che si alza all’incirca con il sole, si fa un mazzo così a zappare la terra, bestemmia contro Dio (se è toscano) e contro il padrone, poi la domenica si mette l’abito migliore e va in chiesa.

                Le regole sono tutte elastiche, c’è “un tempo per ogni cosa”.

                Oggi invece ogni singolo aspetto dell’esistenza è normato – pensa solo a quanti volumi occuperebbero “le regole di Firenze”, dagli statuti di ogni singola azienda ai regolamenti dei vigili urbani. Ma aggiungi i semafori, i clacson dietro se ti fermi per un secondo, i percorsi nei supermercati, gli orologi che scandiscono ogni secondo.

                Aggiungi che da qualche anno, l’umanità-quasi-intera ha scelto di autoschedarsi su Facebook, dove ogni loro sguardo e respiro è sotto controllo, ricordando la massima, che un uomo si può impiccare per una riga che ha scritto.

                Questo è il contesto in cui avvengono i linciaggi che (spero) tutti noi condanniamo.

              • Spero di tornarci… un paio d’anni fa, a Porta San Frediano, vidi tre anziani fiorentini.

                Un ragazzo senegalese si avvicina per vendere loro qualcosa.

                E uno degli anziani gli indica un altro dei suoi, e dice al senegalese, “sta attento, che l’è buho!”

                E’ un dialogo che se lo avessimo scritto, avrebbe portato a secoli di carcere; ma la parola è molto più saggia dello scritto, e tutti gli interessati – e anch’io che sono passato per caso – abbiamo capito perfettamente tutto.

              • Peucezio says:

                Insomma,
                quello che dobbiamo capire è perché la logica capitalistica di mercato tende a sposarsi (e non è la prima volta nella storia) con meccanismi fortemente repressivi e, anzi, con un clima, una comunicazione in senso repressivo, ancor più che con una repressione di fatto.
                Semmai ci si aspetterebbe il contrario, che ci sia interesse a reprimerti nei comportamenti (ma senza che tu te ne accorga), ma a ripeterti ossessivamente che puoi fare tutto quel cazzo che ti pare.

                Sarebbe da analizzare la faccenda.
                Non è detto che una cosa sia causa dell’altra.
                Può essere che dietro il capitalismo avanzato ci siano spinte che producono anche messaggi di tipo repressivo da parte di chi ha il potere di determinare il discorso pubblico.

  5. Moi says:

    CisAttivismo 😉 … Amadeus presenta Sanremo come se fosse ancora un DeeJayTelevision di quand’ era giovane : loda le donne presenti solo in quanto belle , ne presenta una in quanto “Fidanzata di” [Valentino Rossi, il Peter Pan 😉 della Moto GP, ndr]

    • Moi says:

      … scatta il Crucifige: con tante “Vippesse” triggherate, almeno Sabrina Salerno lo difende (sarebbe stata un’ ingrata 😉 …) , Michela Murgia ricomincia a “sboldrinare” ! 😉

  6. Moi says:

    A proposito, che ne pensate della tirata di Michela Murgia di “Capo Vs Leader” ?

    Secondo me è irritante questa sudditanza psicologica agli AngloSassoni, che per quanto possano essere “Relativisti” con i NON-Bianchi sono razzistissimi con gli atri Bianchi … che vedono come correggende versioni diffettose di sé stessi !

    • Moi says:

      … non so perché, ma per me l’ Essere Sarda è un’ ulteriore aggravante 😉 rispetto all’ Essere Italiana !

    • Roberto says:

      Non sono nemmeno sicuro di sapere chi è Michela murgia ma odio la parola leader, così come odio squadra e team se non parli di sport

  7. Moi says:

    Lasciando perdere Fusaro e Zampino personalmente … se fossi un Capitalistone con mezzi illimitati, troverei decisamente (!!!) più funzionale una società di Sradicati/e/* senza (!) Valori Assoluti …

    • Per Moi

      ” se fossi un Capitalistone con mezzi illimitati, troverei decisamente (!!!) più funzionale una società di Sradicati/e/* senza (!) Valori Assoluti …”

      Una bella affermazione concreta.

      Credo che dipenda da cosa vendi.

      Se vendi cemento, preferisci una società abbastanza prevedibile, che ti permette di fare investimenti a lungo termine.

      Se nel 1980 vendevi macchine da scrivere, avresti desiderato una società MOLTO stabile.

      Se vendi prodotti per la chirurgia plastica, preferisci una società molto mobile.

      • Moi says:

        Se vendi cemento, preferisci una società abbastanza prevedibile, che ti permette di fare investimenti a lungo termine.

        —————————————–

        l’ unic* cosmogender 🙂 di (… con tutto il rispetto) Tursi, in Lucania, come ci arriva fisicamente (!) al “Pràid” di Milano, a incontrare nel “real world” la “community” vittim* della “society” format*si su Fessbook 😉 ?

  8. Comunque è interessante il fatto che la Destra si associ alla “stabilità” mentre il suo vero riferimento è il periodo più grosso di sbucaltamento planetario: senza tirare in ballo il fascismo, pensiamo alla differenza tra l’Italia nel 1950 e nel 1970 (la vera utopia di quelli di Destra).

    L’alfabetizzazione, lo svuotamento delle campagne, l’inurbamento delle masse, la televisione, i tempi della fabbrica, il cambiamento persino della lingua, la fine dei rapporti feudali con i proprietari terrieri… altroché “rivoluzione dei trans!”

    • Peucezio says:

      Miguel,
      “l’Italia nel 1950 e nel 1970 (la vera utopia di quelli di Destra). ”

      Beh, oddio…
      Italia contadina, piccolo borghese conservatrice, cattolica, in cui potevi lasciare la porta aperta, in cui i bambini giocavano per strada sicuri (e su facebook non sai quanti âgés ricordano con nostalgia tali situazioni; poi usano ossessivamente facebook…), i vecchi valori di una volta, la famiglia, tutto è sano, genuino, i cibi non sono adulterati, i fiumi non sono inquinati, il paesaggio è ancora bello, integro, tutto è pulito, ingenuo, innocente, la gente non è ancora troppo smaliziata, c’è il senso del decoro, della dignità, aggiungici il fervore della ricostruzione, con l’entusiasmo ma senza le conseguenze, vs

      Italia cementificata, devastata, in crisi economica, piena di capelloni, hippy, scioperi, manifestazioni ogni giorno, terrorismo, bombe, ammazzamenti, delinquenza, scippi, droga, diffidenza reiproca, pornografia, perdita dei valori, cinismo, arrivismo, gioventù nichilista, agnostica, senza valori, cinica, violenta, che non rispetta più nulla, inquinamento, niente ha più il suo sapore, tutto è di plastica, musica degenerata e violenta, famiglia distrutta, divorzio, aborto, femminismo, depravazione, sessantotto e degrado culturale, linguistico, perdita del senso delle gerarchie, del rispetto degli anziani, dell’autorità, il mondo sottosopra in una parola; quasi l’apocalissse.

      Tutto molto stereotipato, soprattutto la prima parte (la seconda credo sia sostanzialmente realistica, se non fosse che non tiene conto anche di un certo fervore e vivacità culturale associata a tutto ‘sto casino), ma sostanzialmente la percezione collettiva è questa (soprattutto da destra ma non solo), almeno delle persone che hanno vissuto entrambe le epoche.
      Tutti quelli invece nati negli e soprattutto dopo gli anni ’70 li divinizzano e vabbè.

      • Per Peucezio

        “Beh, oddio…”

        molto interessante, ci devo riflettere su questa doppia immagine.

        Forse nella fantasia, la seconda parte verrebbe dopo la prima, sarebbe la famosa “colpa del Sessantotto”.

        Possiamo dire che l’ideale istintivo della Destra – ancora oggi – sarebbe l’Italia dal 1960 al 1968?

        • Peucezio says:

          Sì e no, sono cose molto trasversali.
          E comunque togligli il telefonino…
          Diciamo sicurezza e stato sociale anni ’70-’80, crescita e ottimismo anni ’60, ingenuità e semplicità anni ’50, comodità e tecnologie attuali… ma non solo a destra, un po’ per tutti.

          • Francesco says:

            piano, mica tutti abboccano a “sicurezza e stato sociale anni ’70-80”, che era l’anticamera della dittatura del proletariato o della bancarotta dello Stato

            è roba pensata a sinistra, anche se in parte gestita da centristi

            la destra è quella che a Chicago preparava la battaglia culturale e politica contro quella roba lì

            ciao

      • paniscus says:

        i vecchi valori di una volta, la famiglia, tutto è sano, genuino, i cibi non sono adulterati, i fiumi non sono inquinati, il paesaggio è ancora bello, integro, tutto è pulito,
        ————————————-

        Veramente, penso che negli anni dai cinquanta ai settanta, il livello di inquinamento e di adulterazione fosse enormemente più elevato di adesso. Proprio perché non c’erano i controlli che sono previsti adesso, e perché qualsiasi cosa che sapesse di “progresso tecnologico” era considerata migliore di quella genuina (cioè arcaica e primitiva).

        L’enorme invasione di pesticidi chimici nell’agricoltura (considerata come progresso positivo e non come inquinamento) risale esattamente a quel periodo… come pure l’enorme invasione delle plastiche e delle confezioni usa e getta, oppure la propaganda pesantissima per convincere le madri ad abbandonare l’allattamento al seno perché l’allattamento artificiale col biberon era più moderno, più igienico e più nutriente!

        • Peucezio says:

          Verissimo.
          Direi che negli anni ’50 ci si poteva più o meno fidare ancora quasi di tutto. ma proprio allora si comincia a diffondere la merda.
          Negli anni ’60 se ne diffonde a piene mani e per poco non si distrugge tutto, quindi l’apice delle cose inquinatissime, tossiche, plasticose, direi che è nei ’70 e da lì si comincia ad esigere roba un po’ più pulita, fino all’enogastronomico e il km 0 di oggi, i controlli, le industrie lontano dalle città (e comunque sempre meno), i mezzi ecologici, anche se bisogna dire che negli anni ’70-’80 non c’erano gli OGM e soprattutto tutto ciò vale per l’Occidente, ma in Cina e in Indiadevi posporrre tutto di mezzo secolo e siccome la Terra è un unico sistema sono cazzi amari!

    • Peucezio says:

      E’ interessante peraltro che, mentre l’agiografia sui movimenti politici e i fermenti degli anni ’70 dipinge un mondo di puri, idealisti, eroi quasi sovrumani, la cinematografia dell’epoca (e i cineasti non erano tendenzialmente di destra, anzi…) dà quasi l’impressione di una violenza cieca, fine a sé stessa, di una ferocia e una crudeltà gratuita e bestiale, immotivata, come l’irruzione del monstrum, irriducibile a qualsiasi logica che non sia il male per il male.
      Che è un po’ in fondo la stessa descrizione che dà Pasolini e che molti casi di cronaca dell’epoca a loro modo confermano.

  9. Moi says:

    Se nel 1980 vendevi macchine da scrivere, avresti desiderato una società MOLTO stabile.

    ————–

    con le robe di “tènnica e tènnologia” 😉 in effetti è diverso …

  10. Moi says:

    L’alfabetizzazione, lo svuotamento delle campagne, l’inurbamento delle masse, la televisione, i tempi della fabbrica, il cambiamento persino della lingua, la fine dei rapporti feudali con i proprietari terrieri…

    —————-

    Io sinceramente penso a una Sx érogressista VeteroManubriobaffuta 😉 da “Gran Ballo Excelsior”, da “Libro Cuore” … quella che riuscì a fare il Canale di Siez ma NON l’incredibile (!) “Atlantropa” [sic] come già abbiam visto !

    … Pensa alla reazione di GretaThunberg a un redivivo Progetto Atlantropa !

    😉

  11. Moi says:

    “Sx Progressista” (però che in effetti viveva ‘ste robe con Eroismo Prometeico ! 🙂 ….)

  12. daouda says:

    Mi spiegate come fa Lisa ad avé sempre più o meno ragione?

    Voglio ODASCD ( occasione di accordo secolare con daouda | mi pare ) a gò gò!!!

  13. Mauricius Tarvisii says:

    La Gilead era stata protagonista anni fa del caso del Sofosbuvir (commercializzato come Sovaldi) farmaco antiepatitico venduto a peso d’oro anche tramite una pubblicità scorretta che puntava sulla disperazione dei pazienti e con conseguenti notevoli pressioni sulle agenzie del farmaco per autorizzazioni rapide (e prezzi elevati. Non so se sapete come funziona l’autorizzazione dei farmaci).
    Parliamo di decine di migliaia di euro per ciclo pro capite.

    https://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/imprese-e-mercato/2017-06-05/epatite-c-sovaldi-e-harvoni-non-saranno-piu-rimborsati-ssn-ma-gilead-adesso-s-e-epclusa%2013095450.php?uuid=AEp1tpYB

  14. Moi says:

    @ MIGUEL

    SE t’interessa il discorso sul TERFismo dell’ Autrice di Harry Potter (che per tanti Millennials, quanto a importanza educativa, rasenta il Corano in un Paese Islamico, sul serio !) , questo Giovin Italico SJW ne ha ricostruito (davvero un bellavoro, da tesina almeno …) il percorso attraverso le tracce che la Rowling stessa ha lasciato nelle sue stesse opere …

    https://www.youtube.com/watch?v=gIpGb_uxyYw

    PS

    in pubblicità preliminare mi sono uscite delle Sardine che danno dell’ Ameba alla Lucia ! … Vacca boia, regaz’: mi sembra di esser tornato a quando da cinno c’eran le pubblicità dei Partiti in TV, fra una puntata di DeeJay Television su Italia1 e una dell’ Uomo Tigre su TeleSanterno 😉 !

  15. OT

    Avete presente Repubblica?

    Avete presente Repubblica quando parla bene di Greta o male di Bolsonaro il Nemico dell’Ambiente?

    Mi segnalano che ieri Repubblica cartacea aveva un inserto di 40 (quaranta) pagine sui “motori”.

    • Z. says:

      Che roba, che roba! E alcuni lettori di Repubblica secondo sai cosa fanno? Guardano LA FORMULA UNO!

      • Per Z

        “Che roba, che roba! E alcuni lettori di Repubblica secondo sai cosa fanno? Guardano LA FORMULA UNO!”

        Il problema è esattamente quello.

        E fa capire perché sono pessimista: un conto è dire agli altri che “dovrebbero fare qualcosa”, un altro cambiare i propri comportamenti.

        Per dire… si accusa il Sindaco (M5S, PD, Lega…) per l’inquinamento nell’aria, poi le auto sono la fonte principale in Occidente di microparticelle. E per avvelenare ancora più l’aria, gli avvelenatori sono pronti a pagare 40 pagine di pubblicità al giornale più piagnone sull’ambiente.

        Almeno li dessero i soldi a Feltri, che dichiara di fregarsene dell’ambiente.

        • Z. says:

          Miguel, siamo condannati. A pochi interessa affrontare davvero la questione ambientale. Per moltissimi, da ambo le parti, è solo un pretesto in più per sfogare aggressività e fare gli sbruffoni.

        • Peucezio says:

          Miguel,
          quello che non capisco è perché ti suscita tanto disagio l’idea per cui Greta in fondo, stringi stringi, farebbe la stessa cosa.
          Cioè se uno dice: “smettila di dire ovvietà su come sarebbe bello un mondo ecologico e non inquinato e incazzati con Whatsapp che ha una colpa precisa, facile da spiegare a chiunque e impossibile da negare per gli interessati” tu non sei d’accordo.
          Ma Repubblica non fa la stessa identica cosa? Ecologismo ovvio e di facciata e niente di concreto nella sostanza.

          Ripeto, non parlo della persona di Greta, che è una ragazzina, ma di tutto l’insieme del suo fenomeno mediatico (Greta è quello, quello conosciamo, della sua persona sappiamo poco, non c’interessa e non sarebbe neanche giusto interessarcene, perché sono cavoli suoi), compreso quello che ci mette lei e quello che ci mettono gli altri che in qualche modo la indirizzano o programmano e diffondono i suoi interventi pubblici.

          • Per Peucezio

            “Ripeto, non parlo della persona di Greta, che è una ragazzina, ma di tutto l’insieme del suo fenomeno mediatico ”

            Ma se non distinguiamo, diventa difficile parlarne.

            Greta dice, “esiste un problema di sopravvivenza, gli scienziati sanno cosa fare, i politici ascoltino e applichino”.

            Fatto questo semplice sillogismo, non può dire altro; perché qualunque proposta concreta lo farebbe saltare.

            Ora, questa affermazione viene accolta vigorosamente da tutto il mondo di quelli come Repubblica, che non sono Greta.

            In parte in buona fede, perché ovviamente il problema esiste; e sarebbe da suicidi non fare qualcosa.

            In parte in mezzafede, che è quella cosa per cui se la prendono con Bolsonaro all’altro capo del mondo, ma promuovono l’auto in Italia.

            In parte in malafede, perché un enorme numero di imprese sta cercando di infilarsi nel mercato delle ecotruffe, delle New Green Deal e tutte le altre proposte per avere la botte piena e la moglie ubriaca.

            • Peucezio says:

              Ma quale sarebbe il riflesso positivo di tutto ciò?
              O, meglio, il riflesso fattivo, che modifica qualcosa di reale?

              • Per Peucezio

                “Ma quale sarebbe il riflesso positivo di tutto ciò?
                O, meglio, il riflesso fattivo, che modifica qualcosa di reale?”

                Certo che sì.

                A scuola di mia figlia, i ragazzi hanno mollato la macchinetta della ditta mafiosa che vende bottigline di plastica, e non si vergognano di venire a scuola con la borraccia.

                E ci sono arrivati per questa confusa e bizzarra storia di Greta.

                Cinque anni fa, se Ugo Bardi diceva qualcosa, non se lo filava nessuno. Adesso abbassano lo sguardo, poi continuano a fare le stesse che facevano prima 🙂

              • Peucezio says:

                Se è così…
                Più che non sia una moda passeggera…

              • Z. says:

                Anch’io da qualche anno sono diventato più “gretino”, per dirla con Feltri sr.

                Ma dovrei dire “michelino”, forse, perché nel mio caso è più colpa di Miguel.

                Non credo che servirà, ma lo faccio come se fossi ottimista, direi gramscianamente 🙂

              • Francesco says:

                mi associo: io che sono un oltranzista di destra ho sulla scrivania una borraccia con l’acqua del rubinetto

                i miei colleghi, molti di sinistra, hanno le bottigliette di plastica

                🙂

        • Peucezio says:

          Cioè io non capisco come si possa trovare qualcosa di buono nella mera enunciazione di principio di un’idea giusta quanto ovvia (e come tale non divisiva e che non può influire su scelte vere).
          Come dire che se salta fuori uno a dire: “basta guerre, pace nel mondo!” è un eroe che finalmente sta spiegando all’umanità una cosa importantissima.
          No. E’ da approvare chi dice: “il tale stato non deve fare il tale intervento militare nel tale luogo; la tale multinazionale la deve smettere di fornire armi al tale statista guerrafondaio o al tale gruppo paramilitare”. Certo, anche queste prese di posizione non producono esiti diretti e tangibili, ma mettono sotto i riflettori scelte precise di individui ed entità precise, che a quel punto sono più responsabili di fronte al mondo di ciò che fanno.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Basta guerre non vuol dire nulla. Leggi per limitare le emissioni è un indirizzo politico.
            Tanto che tutti dicono di essere contro le leggi che limitano le emissioni, mentre nessuno dice di essere pro-guerra.
            Se Greta dicesse “basta emissioni” sarebbe come se dicesse “no guerra”, ma lei non dice “basta emissioni”.

            • Peucezio says:

              Come la costituzione italiana.
              E’ una legge scritta, con tanto di carta e inchiostro e dice che non potremmo fare guerre.
              E invece le facciamo. E siamo così coglioni che non le facciamo nemmeno per noi, ma per conto terzi, contro il nostro interesse nazionale.
              Tanto per dire, quanto sono cogenti le leggi.

            • Z. says:

              Devono averti venduto una copia della Costituzione stampata male 🙂

            • Francesco says:

              veramente non lo ha appena detto a Davos?

              🙂

    • Simone B. says:

      Così, per completezza di informazione:

      Sono almeno 25 anni che Repubblica ha, 2 o 3 volte l’anno, l’inserto dedicato ai motori. Da appassionato segnalo che è di bassissima qualità. In genere si tratta di pubblicità, interviste ai dirigenti è un po’ di robe sull’ambiente tipo macchine elettriche ed ibride.

  16. Moi says:

    A noi Novecentosauri 😉 fa strano, ma discorsi ipervolontaristici del tipo “negare a persona trans m to f di esser donna è come negare negli Anni ’30 in Germania che fossero donne anche le “Giudee” e in USA che fossero donne anche le “Negre” … per le novelle Elites Culturali sono logicissimi, e come tali promossi !

    Il tutto in “combo micidiale” 😉 con l’ iperdeterminismo per cui se abiti in montagna ma ti piace il polpo è quel 5% di DNA delle Baleari che ti ha scovato MyHeritage mediante lo stoppino su cui divevi scaracciare ! 😉

    … Bella società, eh ! … Poi ci meravigliamo se la gente vittimisticamente fa delle gran “comnunities” sui “socials” per ogni stronzata , contro la “Society” che odia la “diversity” ! 😉

  17. habsburgicus says:

    OT
    @Moi @Miguel

    leggetevi questo libro “The Carter Administration & the Fall of Iran’s Pahlavi Dynasty”, 2016, di un certo Javier Gil Guerrero, chiaramente un messicano USA 😀
    documentato e duro atto di accusa verso Carter, che perse l’Iran, lasciando vincere Khomeini..da lì nasce tutto !
    molto interessante il capitolo 2 “A failed Atatürk: The Shah and Iran in 1977”, ove coglie l’essenza del problema, cioè l’incapacità dello Scià di fare quello che fece Gazi Mustafa Kemal Paşa (dal 1934 Kemal Atatürk) nella vicina Turchia
    il 1977 (2536 del calendario imperiale, ovvero marzo 1977/marzo 1978) vide il licenziamento da parte dello Scià del massonissimo Hoveydā, Primo Ministro ininterrottamente dal 1965 e da ultimo ispiratore del partito unico “Rastakhiz”…furono i sintemi dell’inizio di una crisi che l’Occidente –come sempre- non colse
    esploderà ad inizio gennaio 1978 con il famoso articolo del giornale ufficioso Eṭṭela’āt (Notizie) che attaccava duramente in modo volgare (e gli iraniani ritengono calunniosamente) un oscuro dignitario sciita esule in Iraq, un certo Ruḥollāh Khomeinī, ignotissimo a tutti in Occidente, in primis ai cosiddetti esperti 😀 ciò fu la scintilla..le masse islamiche piene d’ira insorsero a centinaia di migliaia..iniziò la Rivoluzione che entro un anno rovesciò i Pahlavi

    per i primordi del regime dei Pahlavi, leggete anche questo
    “Culture and Cultural Politics under Reza Shah. The Pahlavi State, New Bourgeoisie and the Creation of a Modern Society in Iran”, ed. Bianca Devos e Christoph Werner, 2014
    questo secondo libro tratta di Reżā Šāh Pahlavī, cioè del padre (da non confondere con il figlio Moḥammed Reżā Šāh Pahlavī) e dei suoi tentativi “ataturchizzanti”, che ebbero un apparente successo illis temporibus..di nuovo la colpa della loro interruzione fu degli anglosassoni !
    infatti gli inglesi, con il placet di Roosevelt, se ne sbarazzarono in combutta con Mosca accusandolo di simpatie NS e invadendo l’Iran (25/8/1941)..e ci è voluto uno storico israeliano per sfatare questa calunnia assurda e astorica, tuttora ripetuta in alcuni libri !
    nostro R. Ministro a Teheran illis diebus era quel Luigi Petrucci che il 14/7/1943 presenterà le credenziali a Zagabria al Poglavnik e che il 9/9/1943 sarà internato dai croati
    Petrucci dovette lasciare l’Iran dopo l’invasione anglo-sovietica e, con l’appoggio del SIM (allora efficiente ! non facciamoci più fessi di quel che siamo :S) e di quel Mellini Ponce de Leòn poi diplomatico a Salò, riuscirà a far espatriare il Gran Muftì (esule in Iran dopo l’occupazione britannica dell’Iraq in apr-giu 1941) che Churchill in persona voleva morto..e riuscimmo (credo “ungendo” un po’ i turchi) a farlo venire in Europa ove poi vedrà AH e BM..ma questa è un’altra storia !)

    • mirkhond says:

      “infatti gli inglesi, con il placet di Roosevelt, se ne sbarazzarono in combutta con Mosca accusandolo di simpatie NS e invadendo l’Iran (25/8/1941)..e ci è voluto uno storico israeliano per sfatare questa calunnia assurda e astorica, tuttora ripetuta in alcuni libri !”

      Perché allora lo deposero? Perché non era prono ai voleri anglosovietici?

      • habsburgicus says:

        si….
        voleva restare neutrale
        che è ben diverso dall’essere PRO Germania
        non chiedeva nulla di più di quanto pretesero, e ottennero, Svizzera e Svezia..
        e, prima del 7/12/1941, l’America latina

        • mirkhond says:

          Anche se molti svedesi erano filonazisti e dettero volontari nelle waffen ss per la campagna contro l’URSS.

        • habsburgicus says:

          Churchill ordinò, con l’accordo di Stalin, che l’Iran rompesse le relazioni diplomatiche con noi, la Germania e gli altri paesi pro-Asse (Ungheria e Romania..la Bulgaria credo non avesse una Legazione a Teheran) e che internasse i cittadini tedeschi e italiani in Iran
          lo Scià rifiutò, ritenendo tale diktat lesivo dell’onore iraniano…
          come rifiutò l’Afghanistan, che mantenne accreditati presso Zahir Shah, il Ministro tedesco Hans Pilger (sino al maggio 1945) e il nostro R. Ministro Pietro Quaroni (sino al settembre 1943, anzi 1944 in un mondo nuovo)..l’Afghanistan internò solo alcuni tedeschi, poi in segreto li liberò..fin lì penso si sarebbe spinto anche lo Scià (e pure noi e i tedeschi lo avremmo accettato bon gré mal gré), ma Churchill ne approfittò per sbarazzarsi di un uomo non comprabile
          nel febbraio 1942 Churchilll ordinò d’accordo con Roosevelt, a Ibn Sa’ud di chiudere la nostra R. Legazione a Gedda..e il nostro R. Ministro Luigi Sillitti dovete far fagotto, pur non essendoci rottura formale fra noi e i saudiani (che non avevano -di loro scelta. Legazione a Roma)..per ordine di Ciano, noi affidammo la protezione dei nostri interessi alla Legazione di Turchia (i saudiani avevano già interrotto le relazioni diplomatiche con la Germania* fin dal settembre 1939 per compiacere Londra, in una con Egitto e Iraq..ma non fecero lo stesso con noi nel giugno 1940 come non lo fece l’Iraq (ma tale fu la brutalità di Churchill che Faruq ruppe, facendo dire in segreto che ci attendeva come liberatori)..strano a dirsi e da capire nell’italietta di oggi, ma noi eravamo valutati in quelle lande ben più dei tedeschi ! e solo l’intervento diretto di Churchill spinse i potentati arabi a rompere con noi -nel caso dell’Iraq l’invasione vera e propria
          en passant, l’Asse non pretese che la Bulgaria rompesse i rapporti con Mosca..e così il Cremlino mantenne un nido di terrore e spionaggio nei Balcani !
          ma chi non rispetta il diritto internazionale sono i kattivi tedeschi e i kattivi italiani, poffarbacco 😀

          *i saudiani non avevano Legazione a Berlino: unica Legazione saudiana in Europa continentale era a Parigi e Mussolini se la prese molto, legandosela al dito !
          Ministro dell’Iran a Berlino era Nuri Esfandiari (che presentò le credenziali ad AH il 2/9/1940, scortato di un drappello di SS come ci dicono i giornali ufficiali e ufficiosi, senza alcuna eccezione), principe potente e padre (o comunque stretto parente) della bellissima Soraya Esfandiari, prima moglie di Mohammed Reza Pahlavi !
          tout se tient, mes amis

          • mirkhond says:

            “Nuri Esfandiari”

            E con l’invasione anglosovietica dell’Iran, rimase in Germania o tornò in patria?

        • Francesco says:

          mai capito come abbiano fatto russi e inglesi a occupare, in quel periodo dove avevano cazzi acidi a cui pensare, l’Iran con irrisoria facilità. ma anche a mettersi d’accordo!

          anche io ero rimasto alle simpatie hitleriane dello Scià, in effetti non troppo compatibili col suo ritorno al potere

          ciao

  18. Z. says:

    Il passato vincerà sempre sul presente, nel ricordo che ne abbiamo.

    Per diverse ragioni, ma secondo me ce n’è una che pesa più di tutte le altre: nel nostro passato ci siamo noi più giovani.

    • Per Z

      “Per diverse ragioni, ma secondo me ce n’è una che pesa più di tutte le altre: nel nostro passato ci siamo noi più giovani.”

      E’ una bella riflessione, molto vera.

      Ma non sono sicuro che mi sentissi “più a mio agio” con il mondo quando ero giovane.

    • Francesco says:

      non solo

      c’era Franco Baresi al posto di Romagnoli e Marco Van Basten al posto di Piatek

      e anche Robert Allen McAdoo al posto di Biligha

      c’era pure Guerre Stellari vero al posto di quello attuale

      🙁

  19. mirkhond says:

    Il fatto è che col senno di poi, guardiamo con maggiore indulgenza agli anni della nostra gioventù perché non siamo più giovani.
    Del resto anch’io preferisco essere come sono adesso piuttosto che a 20 anni quando ero molto più estremo e radicale, come capita a chi si affaccia alla vita.

  20. Peucezio says:

    O.T.:

    Mirkhond,
    riflettevo in questi giorni, alla luce della svolta sionista di Salvini, sul rapporto fra ebrei, cattolicesimo, destra, sinistra, ecc. e consideravo come ormai sia sempre più difficile trovare una destra antisionista fuori dai ghetti identitari e autoreferenziali della destra estrema (che ormai Salvini non si perita di criticare esplicitamente).

    Ma, ancor più alla luce di ciò, giuro che riesco sempre meno a spiegarmi la tua ostilità verso i sedevacantisti.
    In sostanza ci sono due grandi orientamenti (semplifico molto per forza di cose) nel mondo cattolico: uno progressista, non fanaticamente sionista (anzi, sicuramente comprenderà molti filopalestinesi), ma che, in ossequio all’ecumenismo, recupera l’ebraismo eliminando il valore salvifico esclusivo di Cristo (ma l’ecumenismo è un epifenomeno: in un certo senso il modernismo è la rivincita dell’ebreo negatore di Cristo su Cristo stesso: l’origine prima praticamente di ogni apostasia dal cattolicesimo è quella; ma transeamus: qui non mi premeva tanto il discorso teologico).

    Poi c’è l’orientamento conservatore, della maggior parte dei tradizionalisti (direi di tutti quelli moderati), incarnato per es. da Alleanza Cattolica, da certo cattolicesimo liberale, dallo stesso De Mattei, da cattolici “tridentini” ma anche legati alla messa nuova nelle sue forme più serie e sobrie (quindi non tradizionalisti, ma conservatori), che è nettamente sionista, giudaizzante, liberale, filoamericano, occidentalista e in favore dei ceti privilegiati. Lì la questione non è tanto teologica, ma culturale e geopolotica: identificano gli ebrei con l’Occidente contro l’Islam (ma dovrebbero spiegare come mai Israele è con la parte più aggressiva e violentemente proselitista dell’Islam) e quindi ebraismo e cristianesimo farebbero parte di un’unica civiltà (che ovviamente esiste solo nella loro fantasia delirante: non si capisce allora Marx come vada collocato). In realtà però l’origine di questo delirio è chiaramente teologica: se, con Dignitatis Humanae e Nostra Aetate hai distrutto l’esclusivismo cattolico e reso irrilevante la Rivelazione, è chiaro che hai legittimato teologicamente il giudaismo deicida. E infatti costoro difficilmente negano la legittimità del Concilio Vaticano II e della nuova messa o lo fanno moderatamente e con molti distinguo: questa è in sostanza l’ermeneutica della continuità di Ratzingeriana memoria (che prima che con la teologia, fa a pugni con la logica, ma tant’è).

    In questo quadro desolante i sedevacantisti (e probabilmente qualche altra realtà marginale) sono gli unici a ribadire la teologia cattolica di sempre e a interpretare il presente, anche con atteggiamenti militanti molto netti, alla luce di questa, anche in continuità con le perplessità e le critiche dei papi postconciliari al sionismo e al ritorno in massa degli ebrei in Palestina (ma l’essenza del discorso ovviamente non è questa, ma è la questione del valore salvifico di Cristo e dell’ebraismo dopo la Seconda Alleanza come ramo secco, inutile e non più gradito a Dio).
    Si potrebbe dire che il distinguersi da conservatori e tradizionalisti a vario titolo sia anzi la principale bandiera identitaria di costoro, soprattutto appunto quando entra in ballo la questione degli ebrei e di Israele.
    C’è da aggiungere come l’Olocausto, come c’insegna Miguel e loro, per altre vie, ben percepiscono, è diventato la nuova religione obbligatoria per tutti e quindi anche questa sostituzione indebita, idolatra ed empia non può non gridare vendetta agli occhi di un cattolico integrale. Di qui l’aperta simpatia anche verso posizioni revisioniste, Ahmadinejad, l’Iran, ecc.: solo la Chiesa può stabilire dogmi, non certo gli storici, che sono fallibili, oggi si direbbe falsificabili e non risulta siano assistiti dallo Spirito Santo, né custodi del Depositum Fidei. L’eresia laica è in sé stessa un controsenso: non esiste un’ortodossia sulle cose profane.

    Poi ci sono quelle realtà ambigue come la Fraternità di San Pio X (i lefebriani) che hanno eretto il pragamtismo a cifra teologica, ecclesiologica, politica e filosofica, per cui basta semplicemente evitare i temi divisivi, celebrare la messa antica e i sacramenti evitando problemi e grane, sotto sotto la pensano come noi, solo che mons. Williamson lo dice esplicitamente urbi et orbi e lo espellono e così via…

    Ovviamente i temi legati alla questione ebraica sono solo una parte degli interessi dei sedevacantisti: a loro interessa difendere l’integrità della dottrina cattolica, da qualunque parte e in qualunque direzione essa venga messa in discussione o negata; se no sembra che te li stia descrivendo come fanatici che passano la vita a parlare male degli ebrei. No!
    Ma è importante notare come da questa questione discenda tutto un corollario di ostilità verso quella parte di mondo cattolico definibile come conservatrice a vario titolo, cioè occidentalista, a favore dei ricchi, del capitale, liberale, filoamericana, ecc., temi in sé non legati necessariamente alla questione ebraica, ma che riguardano comunque distorsioni del cattolicesimo e suo forme di compromesso con la modernità relativista, liberale, borghese, illuminista, ecc. La stessa idea di Occidente, se non interpretata come una neutra notazione geografica o di riti e tradizioni religiose (l’Occidente di rito latino), è una forma di negazione dell’universalismo cristiano e come tale da rigettare. Semmai esistono le patrie, i sentimenti nazionali, legittimi, quando non diventano fanatici e non travalicano i diritti della Chiesa e tale universalismo.

    Ma in tutto questo continua a sfuggirmi tale tua ostilità o quantomeno diffidenza, riserva, prevenzione, scetticismo. Sarebbe come se uno che vedesse in Salvini il peggio… si accanisse contro le Sardine!

    • Per Peucezio

      “In sostanza ci sono due grandi orientamenti (semplifico molto per forza di cose) nel mondo cattolico”

      pensavo al cattocomunismo fiorentino, di cui si trovano tracce ad esempio nella Libera Editrice Fiorentina, nel mercato di Santo Spirito, nella Comunità delle Piagge, tra i marxisti del Covile, nella Badia Fiorentina…

      Sicuramente abbastanza “filoebraici” e legati a storie bibliche; amanti della liturgia, molto curata; fortemente ecologisti e “antiamericani” in senso culturale (ma anche in senso antimilitarista); tendenti a prendere le decisioni in comune e a condividere; piuttosto legati alla storia; contrari alle biotecnologie.

      Non so dove collocarli nel quadro che descrivi tu.

      • Peucezio says:

        È una delle tante espressioni del primo gruppo, che è ancora più variegato del secondo.
        Tieni conto che l’attenzione alla liturgia può essere di due segni opposti fra loro.
        Bugnini aveva grandissima attenzione alla liturgia. E così anche Jungmann, ecc. Ci hanno dedicato la loro vita. Lo stesso si può dire di tutto il Movimento Liturgico deviato (quello post-Guéranger per intenderci), eppure hanno partorito un mostro.
        Poi c’erano i modernisti moderati: se fosse stato per Roncalli il Novus Ordo non ci sarebbe mai stato, ma avremmo avuto una messa tridentina con alcune modifiche, magari qualcosina in italiano, poco oltre il suo messale del ’62 mi pare. Eppure è stato, anche antropologicamente, un tipico esponente di quella temperie e non era certo un conservatore.

    • PinoMamet says:

      Peucè,

      scusa la sintesi, che tu non ami (ma io apprezzo moltissimo, invece) in questo caso dovuta solo a mera questione temporale, ma…

      forse questa cosa dell’atteggiamento verso gli ebrei è importante solo per te , e per il resto fa più confusione per altro.

      A me pare spesso, se posso permettermi, da amico, che tu voglia fare delle impossibili quadrature del cerchio trovando un senso coerente a fenomeni diversi, che non stanno insieme semplicemente perché non hanno nulla in comune;
      un po’ come sotto con i Germani che hanno da essere quelli che dici tu, anziché quelli che ci consegna la Storia già bell’e fatti 😉

      (a proposito, ho fatto un commento in quel post passato, in basso, sullo “spirito celtico”- ammesso che esista come tale- della Germania, che trovo quasi inesistente…
      mi dispiacerebbe che ti fosse passato inosservato).

      • PinoMamet says:

        Ti faccio un esempio:

        “non si capisce allora Marx come vada collocato”

        Infatti non va collocato, perché non c’entra nulla con il discorso!

        Oltre all’essere circonciso, è davvero difficile dire cosa c’entri Marx con un discorso sugli ebrei…

        forse (ma tra mille virgolette, puntini di sospensione ed altre espressioni dubitative) forse potrebbe esserci qualche vaga eco di provvedimenti di giustizia sociale presenti nel Levitico?

        ma sarebbe come prendersela con i Greci perché Marx da giovane, chissà, avrà letto di Solone e di Clistene…

        • Francesco says:

          no, su questo devo dissentire

          Marx è profondissimamente ebreo – in senso culturale, certo

          il Comunismo da lui sommariamente immaginato è esattamente la Terra dove scorrono latte e miele

          e solo a un Ebreo (o a un Cristiano) poteva venire in mente l’idea del progresso della Storia fino al Paradiso

          azzarderei che solo a un Ebreo poteva venire in mente un Paradiso così terrestre e materialista, tutto l’Antico Testamento è su questo tono!

          ciao

          • mirkhond says:

            Qui concordo con Francesco.
            Il marxismo è la versione secolarizzata del Paradiso Giudaico.

            • daouda says:

              ma il marxismo ha in sé una vena esoterica molto corposa e succulenta stanti ad Eric Voegelin ed al luciferismo.

            • PinoMamet says:

              PS
              L’ebraismo parla pochissimo di Paradiso, e praticamente mai in termini materiali…

              • mirkhond says:

                Sì, ma l’escatologia giudaica è stata praticamente influenzata dallo Zoroastrismo, la cui influenza ha in qualche modo “spiritualizato” il Giudaismo.

              • mirkhond says:

                spiritualizzato

          • PinoMamet says:

            Mi piacerebbe darti ragione per amicizia, ma attendo di conoscere i passi di Marx che parlano di Paradiso o di terra dove scorre latte e miele.

            Fino ad allora, trovo più convincente la mia ipotesi…
            (“solo un Greco avrebbe parlato così chiaramente di classi sociali definite in termini economici, tutta la riforma di Solone è su questa falsariga…” che poi mutatis mutandis è il succo di tanti libri di Luciano Canfora 😉 )

            • Mauricius Tarvisii says:

              Io sapevo che il futuro marxiano era la storicizzazione dell’assoluto hegeliano. Ma sarà che il buon Hegel era ebreo…

        • Mauricius Tarvisii says:

          Ma sai che forse il buon Carlo nacque proprio luterano?

        • Per PinoMamet

          “Oltre all’essere circonciso, è davvero difficile dire cosa c’entri Marx con un discorso sugli ebrei…”

          Ma suo padre non era convertito, almeno formalmente? Siamo sicuri che Marx fosse circonciso?

  21. Moi says:

    @ZETA

    SE sei amico della Greta, la FormulaUno NON la guardi ! … Uno sport basato sulle tirate fino all’ inverosimile di motori a combustione interna di petrolderivati ! … Ti rendi conto ?!

  22. Su The American Conservative, un sito sempre ricco di spunti (ci fosse una destra così in Italia!), Neil Clark ricorda Pete Seeger:

    https://www.theamericanconservative.com/articles/pete-seegers-conservative-socialism/

  23. mirkhond says:

    “Ma, ancor più alla luce di ciò, giuro che riesco sempre meno a spiegarmi la tua ostilità verso i sedevacantisti.”

    Non mi sono più ostili alla luce di ciò che mi hai spiegato, ma non mi attraggono ugualmente, anche perché le mie aspirazioni guardano oltre gli aspetti meramente liturgici della fede.

  24. mirkhond says:

    “Ma in tutto questo continua a sfuggirmi tale tua ostilità o quantomeno diffidenza, riserva, prevenzione, scetticismo. Sarebbe come se uno che vedesse in Salvini il peggio… si accanisse contro le Sardine!”

    Semplicemente ho altre aspettative riguardo Dio, della cui protezione e amore ho continuamente bisogno per placare le mie paure, insicurezze, angosce.
    Una volta un buon sacerdote disse che Gesù non è un continente, una nazione, una cultura o una religione, ma una Persona, la PERSONA per eccellenza a cui tutti possiamo guardare chiunque siamo e ovunque viviamo.

  25. mirkhond says:

    “In questo quadro desolante i sedevacantisti (e probabilmente qualche altra realtà marginale) sono gli unici a ribadire la teologia cattolica di sempre”

    Non sono un teologo, ma se i sedevacantisti ritengono che la Chiesa Cattolica sia caduta nell’eresia col Vaticano II, perché non agiscono di conseguenza e si fanno una propria gerarchia ecclesiastica e un proprio papa?
    La sede pontificia non può restare vacante all’infinito e se questi sperano che possa giungere un papa che rinneghi la svolta del Vaticano II, possono aspettare e sperare all’infinito, mentre appunto dottrina CATTOLICA vuole il papa al suo vertice terreno, in quanto successore degli Apostoli.
    Avete paura di restare quattro gatti? Che la vostra Chiesa resterebbe povera e priva delle risorse di cui dispone la Santa Sede?
    Ma se siete convinti di essere rimasti gli unici cattolici a mantenere intatta la giusta dottrina, l’essere numerosi o no dovrebbe avere un’importanza molto relativa.
    Questo, ripeto, il mio modesto punto di vista da estraneo e da non teologo.

    • Francesco says:

      scusa Duca ma cosa c’è di più cattolico di confidare in Dio? contro ogni speranza e ragionevolezza umana?

      pensa agli apostoli dopo il Venerdì Santo, non hanno mollato neppure di fronte alla morte del Signore

      ciao

    • habsburgicus says:

      e se questi sperano che possa giungere un papa che rinneghi la svolta del Vaticano II, possono aspettare e sperare all’infinito

      é l’obiezione che farei io, Mirkhond (la più forte in assoluto)..debbo però dirti che, leggendo le loro opere, non mi hanno convinto però capisco le loro ragioni…
      resta il fatto che è una situazione a viste umane insolubile
      en passant, i sedevacantisti “doc” (IMBC cui fa riferimento Peucezio, che altri definirebbero “sedeprivazionisti”) attaccano non solo a “sinistra” (lefebvriani; ratzingeriani e messoriani cioé conservatori ma in qualche modo all’interno della Chiesa attuale; wojtyliani; bergogliani e modernisti vari) ma anche a “destra” (conclavisti diffusi in USA e sedevacantisti puri)

      • habsburgicus says:

        se non ho interpretato male, loro credono fermamente ad un Miracolo per noi imprevedibile
        essendo tuttavia persone posatissime e tutt’altro che mistiche, SANNO che questo miracolo oggi non è pensabile e soprattutto non ipotizzabile
        ma hanno una tale Fede che ritengono che in qualche modo (oggi impossibile per noi a valutare) Cristo provvederà
        come, non lo sanno neppure loro..l’importante é che si mantenga la Fede Cattolica Pura e Incorrotta, come fu in primis sotto Pio X di santa memoria (e non solo lui, eh !) e la Messa Vera..poi Qualcuno, quando piacerà a Lui, provvederà stupendo noi stupidi mortali peccatori
        confermi, Peucezio ?

        • mirkhond says:

          Si dice aiutati che Dio ti aiuta.
          Se ritengono che la Chiesa Cattolica, a parte loro, sia caduta nell’eresia, vuol dire che essa non è più assistita dallo Spirito Santo.
          E di conseguenza, non potendo restare all’infinito senza papa, provvedessero ad eleggersi una loro gerarchia che a sua volta elegga un papa secondo tutti i dettami dell’Ortodossia cattolica.
          Resteranno quattro gatti, ma che importa se si è convinti di essere rimasti l’ultimo resto d’Israele a conservare la Giusta Dottrina?

          • habsburgicus says:

            Resteranno quattro gatti, ma che importa se si è convinti di essere rimasti l’ultimo resto d’Israele a conservare la Giusta Dottrina?

            obiezione giusta
            loro però non hanno paura di restare quattro gatti, ma di creare una NUOVA CHIESA..che sarebbe eretico, pensano ! è la loro critica ai conclavisti che vorrebbe crearsi una nuova gerarchia
            ecco perché hanno adottato la complicatissima e astrusa “tesi di Cassiciacum”
            vedi mio post infra, se non l’hai già visto
            Peucezio, intervieni anche tu 😀

            • mirkhond says:

              Se hanno paura di creare una nuova Chiesa, allora vuol dire che, in fondo, ritengono l’attuale Chiesa Cattolica sia pure dopo la svolta del Vaticano II, come la VERA Chiesa di Cristo.
              E se è la Vera Chiesa di Cristo, non ha senso disubbidirgli.
              Questo il mio modesto parere di estraneo a queste beghe di sagrestia.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Ma vuoi mettere fare i fighi cianciando di tesi di Cincischiaciacum, papa formaliter e non supercazzoliter e latinorum assortito?

        • habsburgicus says:

          in questa logica, la complicatissima “tesi di Cassiciacum” dovuta a padre Guérard des Lauriers a fine ’70 (era un domenicano stimato) serve come una cornice atta a permettere in modo legale il mantenimento della Fede secondo gli antichi e venerandi riti
          infatti i conclavisti, se eleggessero un nuovo Papa in modo “rivoluzionario”, creerebbero una nuova Chiesa, e ciò va contro la famosa frase “non praevalubunt”
          i lefebvristi cadrebbero nel gallicanesimo e nel giansenismo (della serie “e chi sse ne frega di quel che dice il Papa£)
          invece il “Cassiciacum” ammettendo che esista un Papa infallibile cui si deve obbedire come ai vecchi tempi senza discutere ma al contempo sostenendo che gli attuali “nominati al Papato” in quanto eretici non siano Papi “effettivi” permette di “disubbidirgli” in pratica salvando la teoria ! loro critica sarcastica ai lefebvriani (per cui un Wojtyla era Papa !) è che da un lato lo riconoscono dal’altro gli disobbediscono, come giansenisti e gallicani !
          inoltre il “Cassiciacum” permetterebbe una via teorica di soluzione alla crisi: infatti i cassiciacisti riconoscono che financo Bergoglio é “nominato” canonicamente al Papato ! se domani Bergoglio accettasse la fede cattolica [quella che loro ritengono essere la Fede Cattolica], abiurasse il Concilio e tutte le eresie implicitamente o esplicitamente professate, si facesse ordinare prete* [é dubbia la sua ordinazione in quanto pare avvenuta già con il rito riformato ma è da vedere se in Argentina già lo applicarono in c.a 1970], si facesse consacrare vescovo (idem) e infine incoronare Papa, allora Bergoglio sarebbe PAPA come FRANCESCO I (o altro nome che volesse scegliere)..e tutti dovrebbero obbedirgli senza la minima obiezione..e don Ricossa (e qui Peucezio) diverrebbero i suoi più solerti fautori 😀
          infatti il “Casiciacum” continua ad ammettere che Luciani, Wojtyla, Ratzinger e Bergoglio sono “nominati” al Papato [mentre un don Ricossa, pur ortodosso non lo è ed è il primo ad ammetterlo] e per divenire Papi effettivi era loro necessario semplicemente abiurare l’eresia (i primi tre non l’hanno fatto, il quarto difficilmente lo farà :D)..su Montini, discutono se fosse Papa in 1963 o no (cessò di esserlo, ritengono, con la promulgazione del Concilio)..su Papa Giovanni invece si scannano e i più seri ammettono che non si può dire nulla (alcuni privatamente sussurrano che fu un pessimo Pap, ma insomma fu Papa)

          P.S
          (posizione dei Papi postconciliari secondo i sedevacantisti)
          ultimo “Papa” che fu Cardinale “vero” fu Montini (Paolo VI, fatto Cardinale all’inizio di Giovanni XXIII, atto contestato da pochissimi) o anche Giovanni XXIII
          ultimo “Papa” che fu vescovo “vero” fu Wojtyla=Giovanni Paolo II (consacrato nel 1958, con il vecchio rito)
          ultimo “Papa” che fu prete “vero” fu Ratzinger (ordinato nel 1951 secondo il vecchio rito, ma consacrato vescovo nel 1977 secondo il nuovo rito)
          Bergoglio sarebbe il primo laico ad essere “Papa” ! (qualora si confermi l’ordinazione secondo il nuovo rito, censito essere invalido)
          cambia quasi nulla.nel Medioevo furono eletti laici al Papato dunque Bergoglio resta l’unico “nominato” al Papato (e “capax” quindi di assumerne le funzioni una volta professata la Fede), per i cassiciacisti

          • habsburgicus says:

            praevalebunt

            • mirkhond says:

              Molto interessante e grazie come sempre.
              Resta però la contraddizione della sede vacante all’infinito.

              • habsburgicus says:

                la contraddizione della sede vacante all’infinito

                è la più grave delle loro contraddizioni !
                concordiamo

              • daouda says:

                Io sto con Pedro de Luna che poi a conti fatti fu l’unico cardinale legittimo rimasto…quindi figurete ahahahahah

          • habsburgicus says:

            sulle ordinazioni
            i più prudenti ricordando che financo le ordinazioni anglicane furono dichiarate invalide solo 350 anni dopo (1896) daLeone XIII, di immortale memoria, si astengono dall’impugnarne apoditticamente la validità..
            e si limitano a dire che il rito riformato per i preti e i vescovi è molto dubbio e verosimilmente invalido dunque in base al tutiorismo meglio riordinare sub condicione
            sarà un Papa vero, allorché la chiesa avrà la Grazia di riaverne uno, che deciderà con la sua Autorità Infallibile..questo dicono 😀

      • mirkhond says:

        Insomma la logica del frazionismo e del settarismo del tutti contro tutti che si accusano a vicenda di eresia, e ritengono loro stessi la Vera Chiesa.
        Mi sembrano, sia pure in un contesto diverso, le accese zuffe tra i frammenti sempre più microscopici della rissosa galassia di coloro che si ritengono gli eredi e continuatori del pci.

        • habsburgicus says:

          il paragone è venuto in mente pure a me…che ci aggiungerei i gruppuscoli dell’estrema dx !

          • mirkhond says:

            Del resto non fu proprio Gesù a dire che chi non raccoglie con lui, disperde?
            Tutti quelli che ne corso dei secoli, per vari motivi, si sono distaccati dalla Chiesa Cattolica, quello hano fatto: disperdersi in una galassia di chiese e sette scismatiche ed eretiche l’un contro l’altra, sprecando energie preziose che avrebbero potuto essere feconde se rimaste DENTRO la Chiesa Cattolica.

  26. mirkhond says:

    Nella notte tra il giovedì e il venerdì santo però lo abbandonarono tutti, scoraggiati e in preda al terrore.
    Fu il SUO Amore infinito a recuperarli.

    • Francesco says:

      però il Sabato lo passarono insieme, tremanti ma in attesa, senza sapere neppure loro di cosa

      e riguardo alla tua critica sul Papato vacante all’infinito … noi cristiani da quanto tempo attendiamo il Suo ritorno? o siamo noi dei fessacchiotti facili da infinocchiare o è una cosa che si può benissimo capire, non pensi?

      ciao

  27. mirkhond says:

    Non ho capito.
    La Chiesa può restare senza papa all’infinito?
    Non mi sembra che tu sia sedevacantista.

    • Francesco says:

      Intendo dire che la Chiesa è sposa di Cristo e che Lui provvede, nei tempi e nei modi che sceglie.

      La Fede va tenuta viva durante la notte e le difficoltà, facile farlo quando ci va tutto bene (OK, facile dimenticarsi di Dio quando va tutto bene e accusarlo di non esserci quando le cose vanno male)

      Ciao

      PS no, non sono affatto sedevacantista, è più ragionevole pensare che il problema sia io che non quasi tutta la Chiesa gerarchica.

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