Cosa vuol dire “funzionare”?

Ugo Bardi ha fatto un commento al mio post di ieri, cui vale la pena rispondere meglio qui.

Non so…. A mio parere è soltanto un passo in più rispetto a quello che gli esseri umani già fanno da centinaia di migliaia di anni — ovvero cuocere il cibo. C’è un libro molto interessante di Richard Wrangham, “Catching Fire” — che vale la pena di leggere.

Nessun’altra specie di vertebrati su questo pianeta denatura le proteine prima di assimilarle, lo fanno alcuni artropodi e altre bestioline tipo le meduse, si chiama “extracellular digestion”. Mi immagino i primi tentativi di cuocere il cibo, sarà sembrata una follia a quelli che lo preferivano crudo. Boh…. poi è venuto di moda il sushi, che però non è crudo, è surgelato, insomma….

Ugo ha ragione, ovviamente; e dovrei precisare meglio la mia obiezione alla tesi di Monbiot.

Monbiot coglie la natura distruttiva dell’agricoltura e dell’allevamento industriali; e certo è degno di nota sapere che qualcuno riesce a mescolare batteri, acqua e aria, producendo cibi nuovi.

Monbiot sembra che abbia esagerato l’efficacia del prodotto della Solar Foods, ma – considerando che le mie competenze sono quelle di un traduttore di manuali tecnici – immagino che il prodotto potrebbe “funzionare”.

Ma cosa intendiamo per funzionare?

Abbiamo una ditta privata che avrebbe brevettato dei genetically engineered bacteria, nella speranza di prendere in mano l’intero sistema di alimentazione della specie umana, attraverso una serie di tweak, come le chiama Monbiot, che permetteranno di creare “lab-grown meat, milk and eggs”.

La prima cosa che mi viene in mente è Internet: la creatura (al di là delle sue origini militari) di giovani scienziati creati e progressisti, organizzatisi in piccole ditte private, che hanno brevettato qualcosa che sicuramente funziona. E mi permette, ad esempio, di scrivere questo post.

Solo che all’inizio, nessuno ci ha detto che Internet avrebbe messo il controllo delle relazioni umane in mano a tre o quattro aziende molto più potenti di qualunque stato.

Né ci hanno parlato delle ricaduta: ne racconta solo una, piccola ma significativa.

Milioni di famiglie americane hanno comprato le telecamere della Ring, una società recentemente acquistata da Amazon per 1,8 miliardi dollari.

I prodotti della Ring usano la sorveglianza privata per creare reti territoriali accessibili alla polizia, e già questo è interessante.

Le loro telecamere sono state ideate per permettere ai genitori di sorvegliare la stanza dei bambini e comunicare con loro dal proprio smartphone (“è tanto comodo!”).

Alcuni mesi fa, centinaia di migliaia di queste videocamere sono state craccate, da alcuni anonimi che si sono divertiti a spaventare i bambini dichiarandosi Babbo Natale e diffondendo in rete i video.


Nulla di tragico, ma non è nemmeno un incidente, qualcosa che si poteva evitare: è nella natura stessa delle cose quando mescoli strumenti di controllo illimitato e soldi; e possiamo dire con certezza che siamo solo agli inizi. E avremmo potuto immaginarcelo anni fa, se fossimo partiti con maggiore scetticismo verso le tecnolosuzioni.

Monbiot – che tra gli ambientalisti esercita una notevole influenza – ripete lo stesso errore di quelli che negli anni Novanta sognavano una rete liberatoria, mondiale, che avrebbe reso tutti uguali, avrebbe permesso a tutti di esprimersi finalmente alla pari…

Magari era inevitabile, ma non era il caso di esaltarsi pure.

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183 Responses to Cosa vuol dire “funzionare”?

  1. Andrea Di Vita says:

    @ Martinez

    Fra Vandana Shiva e Monbiot ho pochi dubbi su chi preferire.

    Sette miliardi di esseri umani non sopravvivono con lo spirito delle poesie di Hikmet.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Francesco says:

      non conosco ancora Monbiot ma da quel che so della Shiva è molto difficile sia peggio

      noto che dovremmo essere sui 7,5 miliardi ormai ma non ho voglia di controllare

      ciao

    • Per ADV

      “Fra Vandana Shiva e Monbiot ho pochi dubbi su chi preferire. ”

      Affidiamoci alla Fabbrica della Provvidenza!

      • Francesco says:

        ma da quando la fabbrica produce Provvidenza? non è un palese caso di sovrastruttura intellettuale poi passata al dipartimento marketing?

        il Sistema funziona un piccolo problema risolto alla volta, non pensa in grande, fa in grande

        la Provvidenza Umana, quella è roba per Avvocati e ex-Abati

        giusto?

    • PinoMamet says:

      Ma cosa c’entra Hikmet??

  2. Ugo Bardi says:

    Ma chi è Hikmet?

  3. mirkhond says:

    Sharon & C. soli in un mondo di solitudini

    Ha fatto scalpore nei giorni scorsi la notizia che Sharon Stone, 60 anni, si sia rivolta alla piattaforma Bumble, un sito d’incontri, per trovare un compagno. La cosa è parsa talmente incredibile che la Bumble ha chiuso il profilo dell’attrice ritenendo la sua richiesta un falso. Invece era vera. Sulla scia di questa notizia è saltato fuori che altri vip, come Ben Affleck, Lily Allen, Cara Delevingne, Amy Schumer, Katy Perry, Zac Efron, si sono rivolti a questi siti d’incontri che sono una sorta di declinazione moderna dei vecchi “annunci matrimoniali”. Mark Gaisford, importante manager inglese di 50 anni, ha confessato di non avere un solo amico. E questi sono tutti soggetti giovani e nel pieno dell’età, famosi, che non dovrebbero avere difficoltà a incontrare chi vogliono. Il fatto è che quello occidentale è un mondo di solitudini. E se la solitudine colpisce giovani e famosi, si può facilmente immaginare quale sia la situazione dei vecchi. Non è così in mondi molto più disastrati del nostro. In Africa il vecchio vive circondato da figli e nipoti (in Europa solo il 5,3 % si trova in questa situazione), resta il capo della famiglia, conserva un ruolo e la sua vita un senso. Da noi accade esattamente l’opposto. Terribile, veramente terribile, è la situazione del vecchio nelle società sviluppate. Il micidiale istituto della pensione, una crudeltà che solo la modernità poteva inventarsi, una volta raggiuntala ti taglia fuori. Da un giorno all’altro perdi il posto, per quanto modesto, che avevi avuto nella vita sociale. E adesso vai a curare le gardenie, povero, vecchio e inutile stronzo (qualcuno ricorderà, forse, il film Fantozzi va in pensione). Scriveva lo storico Carlo Maria Cipolla nel 1980 in Storia economica dell’Europa preindustriale: “Una società industriale è caratterizzata dal continuo e rapido progresso tecnologico. In tale società gli impianti divengono rapidamente obsoleti e gli uomini non sfuggono alla regola. L’agricoltore poteva vivere beneficiando di poche nozioni apprese nell’adolescenza. L’uomo industriale (per non parlare di quello che vive nell’attuale mondo digitale, ndr) è sottoposto ad un continuo sforzo di aggiornamento e tuttavia viene inesorabilmente superato. Il vecchio nella società agricola è il saggio: nella società industriale è un relitto”.

    Massimo Fini

    Il Fatto Quotidiano, 11 gennaio 2020

    http://www.massimofini.it/articoli-recenti/1911-sharon-c-soli-in-un-mondo-di-solitudini

    • Z. says:

      Pensa che fortunato che sarò io, che praticamente non ce l’avrò la pensione!

      • Francesco says:

        il effetti il neo-turbo-coso-capitalismo è lì apposta per risolvere il problema dei vecchi pensionati!

    • Roberto says:

      « Il micidiale istituto della pensione, una crudeltà che solo la modernità poteva inventarsi, »

      Ma va a cagare, va….

      • daouda says:

        il problema è che a Massimo Fini che scureggia dalla bocca e non comprende che stare sotto scacco fino a 40 anni dal vecchio di turno è una rottura di palle oltre che un’umiliazione continua ( ma mille altri aspetti positivi o negativi si potrebbero cianciare, TAMPOCO anche di quelle solitudini che critica da ebete per dar fiato al suo ideologismo ) è ruberia.
        Di questo non gliene frega n cazzo ovviamente

        • roberto says:

          “non comprende che stare sotto scacco fino a 40 anni dal vecchio di turno è una rottura di palle”

          esatto!
          è quello che scrivevo a habsburgicus qui sotto

          • daouda says:

            è per questo che sono fascio. All’occorrenza sono passatista, sennò futurista, urbanista o ruralista, di sinistra o di destra , collettivista od individualista e bla bla bla.

            Ma sembra che il difetto Roberto sia speculare. Miguel ha fatto presente che le agognate idealizzazioni sul futuro alla fine rimangono sogni che tramutano le speranze in critica cianciando di quel che non si vivrà.
            Uguale col passato, paro paro.

    • PinoMamet says:

      Ma ci è o ci fa?

      • mirkhond says:

        Penso che alluda alla fine delle famiglie allargate, tipiche delle società preindustriali, in cui i vecchi restavano in casa mantenuti dai figli e nipoti, proprio perché non percepivano la pensione.
        Cioé lui pensa che la pensione abbia contribuito alla liquefazione delle famiglie, non più tenute insieme dalla necessità di sopravvivere per far fronte ad un mondo duro e appunto, senza stato sociale e pensione.

        • habsburgicus says:

          non per difendere MF, con cui sono non raramente in disaccordo, però ritengo -dal contesto- che si scagli contro la “pensione” intesa come “astensione forzata dal lavoro attivo” [ad es, il maestro/professore che vive per la scuola e ad una certa età DEVE giocoforza smettere..ma può valere per altri lavori/altre professioni] e non come “denaro percepito” su cui penso, e spero, non abbia nulla in contrario !

          • Mauricius Tarvisii says:

            La pensione forzata esiste solo nel pubblico impiego. E, tra l’altro, non è che non puoi lavorare dopo: la pensione è pienamente cumulabile con il lavoro sia autonomo che subordinato.

          • mirkhond says:

            Poi c’è il fatto passato inosservato, della solitudine di attori e attrici e persone di successo, che per trovare affetti e compagnia debbano rivolgersi a siti di incontri, equivalenti internettiani dei vecchi annunci matrimoniali della carta stampata.
            Cioè a siti che dovrebbero andare bene per gli sfigati e i signori nessuno, ma dove non ti aspetteresti certo di trovare vip e gente di successo, che nell’immaginario comune sono visti invece come sempre accompagnati, sia pure magari per opportunismo e che anche per questo suscitano l’invidia degli sfigati.
            E invece, ci dice Fini, non sono da invidiare proprio per niente.

          • daouda says:

            bisogna essere in contrario con le pensioni perché l’INPS è una truffi stile schema ponzi. SIETE TUTTI COMPLICI!

          • daouda says:

            si credo habs intendesse quello. Come als olito

          • roberto says:

            Habsb

            ““pensione” intesa come “astensione forzata dal lavoro attivo”

            anche io l’ho interpretato così e vaffanculato per questo.

            per la gente normale la pensione è l’agognato momento in cui ti affranchi dalla schiavitù del lavoro, puoi finalmente occuparti dei tuoi interessi, puoi frequentare chi vuoi e quando vuoi e non quel collega antipatico o il capo tirano che ti sei sorbito 8 ore al gorno per 10 anni!

            MF è per la schiavitù a vita per tutti, prendo atto ma permettimi di considerare che ha scritto una cosa ridicola e odiosa, sempre che non sia il solito tentativo di épater les bourgeois nel quale casco sempre

            • Per roberto

              “non quel collega antipatico o il capo tirano che ti sei sorbito 8 ore al gorno per 10 anni!”

              Devo dire che la mia incasinatissima vita mi ha sempre risparmiato questa esperienza. E adesso sarebbe un po’ tardi per sperare di farla.

              • Roberto says:

                Nemmeno a scuola?
                Considerati molto fortunato

              • Per roberto

                “Considerati molto fortunato”

                Sì.

                Faccio un lavoro che è pagato una miseria, ma devo dire che l’ambiente è l’ideale.

                Lavoro per la maggior parte per agenzie di traduzione, che si assumono l’onere di trovare loro i clienti e farsi pagare.

                Le agenzie sono quasi tutte in mano a donne, e c’è un rapporto di grande fiducia, quando c’è un problema con il cliente stiamo dalla stessa parte (e le lavate di capo se le prendono loro e non io), e sui soldi non abbiamo mai avuto problemi, se ho bisogno (cioè quando bussa il fisco) a volte me li faccio anticipare, se hanno problemi loro, mi faccio pagare in ritardo.

                Infine, nessuno può rompermi le scatole perché chi mi ha in antipatia, non sa per chi lavoro.

              • Roberto says:

                Aggiungi che non devi essere ad un’ora precisa in un posto preciso, per di più spostandoti esattamente quando si muovono tutti….

              • Per roberto

                “Aggiungi che non devi essere ad un’ora precisa in un posto preciso, per di più spostandoti esattamente quando si muovono tutti….”

                Certo!

    • Cit.: “E questi sono tutti soggetti giovani e nel pieno dell’età”.
      Certo, nel pieno dell’età a 60 anni… -_-

    • Peucezio says:

      Vabbè, tolta l’osservazione finale sulla pensione ha ragione da vendere.

      Ma questa ho notato che è una tendenza frequente dei commentatori (ma vi voglio bene lo stesso! 🙂 ): raramente si dà una valutazione complessiva di un articolo, ma quasi sempre si contesta l’affermazione più discutibile.
      Non mi sembra un articolo sulla pensione, ma sulla solitudine nella società occidentale.

      • PinoMamet says:

        In questo hai ragione.

      • roberto says:

        hai una qualche ragione, ma qui contesto una parte che mi sembra centrale del discorso di MF

        la condizione dei vecchi è terribile perché, a differenza di quello che succede in africa il nostro vecchio non “resta il capo della famiglia, conserva un ruolo e la sua vita un senso”, e come esempio mi tira fuori la pensione.

        ora, ammesso e non concesso che il discorso “la condizione dei vecchi è terribile” abbia un minimo senso (e credo che conosciamo tutti noi persone anziane che hanno una vita sicuramente migliore di tantissimi giovani), contesto fortemente quest’idea che andare in pensione ti toglie ruolo e senso. magari per qualcuno succederà (ma detto fra noi ho l’impressione che succede a chi già da attivo non aveva un ruolo particolarmente ben definito, o a quelli che avevano come sola ragione di esistere il lavoro), per tanti altri è semplicemente una liberazione

      • roberto says:

        poi abbiamo taciuto dell’inizio del discorso
        “non dovrebbero avere difficoltà a incontrare chi vogliono”

        ma perché?
        è gente che fa una vita veramente particolare, sempre in giro, 24/7 sotto i riflettori, completamente pubblica.
        mi sembra difficilissimo incontrare qualcuno in queste condizioni

        insomma, Massimo, vuoi sostenere la tesi della solitudine nella civiltà occidentale?
        vabbé, ti ascolto, ma porta qualche argomento un po’ più convincente della vita sociale di sharon stone (giovane e nel pieno dell’età a 60anni..) e della pensione vista come morte civile

  4. mirkhond says:

    Ma infati non trovo del tutto condivisibile l’articolo di Fini anche per questo.
    Inoltre una famiglia può essere anche una gabbia opprimente fatta di cattiverie e incomprensioni che possono rovinarti la vita.
    Il fatto è che Fini ha una visione idilliaca del mondo preindustriale, mentre ogni epoca ha le sue luci e le sue ombre…..

    • Peucezio says:

      Questo è vero.
      Ma in fondo è poco interessante.
      Fini è come un medico che diagnostica una malattia. Che importa lo stato precedente di salute del paziente? Ai fini pratici conta prendere atto del problema.

      • Z. says:

        Oggi è pieno di “medici che diagnosticano malattie”. Tutti gran pensatori, basta un abbonamento web. Tutti con le loro diagnosi concionate.

        Invece di medici – in senso stretto – c’è scarsità…

  5. supervice says:

    Io, sul funzionare di un qualcosa, userei il metro suggerito da Taleb: quello della sua durata.
    Il fuoco c’è da decine di migliaia di anni, la ruota da qualche migliaio: funzionano. Il tavolo e la sedia non abbiamo dovuto sostituirli, e sono lì anche loro da migliaia di anni.
    In Spagna invece, seguendo la polemica inglese sulle tabelline ripetute a cronometro, hanno deciso di non far più imparare le tabelline e le poesie a memoria alle elementari, tanto c’è Internet e lo smartphone.
    Per tenere la memoria dello scibile nei server, devi rinnovare gli HD gni 5 anni, perché si schiantano tutti. Voglio vedere quando ci saranno problemi relativi alla loro produzione o alle fonti energetica: tutta roba che sprarirà senza lasciare traccia.
    P:S. Oggi trekking verso l’abbazia di Montescalari e al castello di Celle, strade almeno medievali con muretti a secco oramai tutti crollati, pavimentazioni di pregio di 2 m di larghezza totalmente distrutte dalle jeep, che fanno delle buche di mezzo metro sul fango. I sentieri selciati sono lì da 1000 anni e verranno rifatti: sulla fine che auguro alle jeep evito di scriverlo qui…

    • Moi says:

      In Spagna invece, seguendo la polemica inglese sulle tabelline ripetute a cronometro, hanno deciso di non far più imparare le tabelline e le poesie a memoria alle elementari, tanto c’è Internet e lo smartphone.

      ——————-

      Ma sì, la gente sa solo ciò che le interessa ! Ti fo 🙂 un esempio facillimo 🙂 :

      Quasi nessuno/a/* scolaro/a/* , per non parlardigente adulta, conosce i Sette Re di Roma (… ” Tarquinio Prisco! Oh, come Mammolo! Non me lo ricordo mai” [cit.]), eppure (!) queste stesse persone sanno a menadito i nominativi dei titolari, le riserve, gli allenatori, i presidenti, ecc … di decine di squadre di calcio e/o basket !

      • Z. says:

        Io credevo che certe cose fossero di conoscenza universale, e mi sono dovuto ricredere.

        Per dire, tu ti ricordi quando hai appreso che gli arabi scrivono da destra a sinistra? Immagino di no, immagino che sia parte di quelle cose che tu sai da sempre, tipo che Roma è la capitale d’Italia e che la Torre Eiffel è a Parigi.

        Invece ho trovato gente indubbiamente istruita che l’ha appreso da me.

        Altro che i re di Roma!

        • Mauricius Tarvisii says:

          Che gli arabi scrivono al contrario mi ricordo di averlo imparato all’epoca in cui andavo alle elementari, ma non saprei dire se me lo abbiano detto a casa o a scuola.

          • habsburgicus says:

            a proposito di arabi, é morto Qabus Sultano dell’Oman, dopo 50 anni di regno
            modernizzò il paese, con juicio
            e si tenne lontano sia dai rigori [per gli altri, eh, vero Moi ? :D] sauditi e in misura minore qatarioti, sia dallo “sbracamento” dubaino
            in politica estera tenne il “giusto mezzo”
            ja sempre avuto -caso unico- rapporti sotterranei con lo Stato che si vuole erede degli Asmonei e dall’anno scorso ufficiali (visita di Bibi in pompa magna :D), ma non si é mai unito alla canea anti-iraniana
            filo-americano “al giusto”, ha però sempre cercato di far capire agli USA che in Oman comandava lui, non loro
            ha applicato il Corano, senza esagerare però, e ha mostrato tolleranza e generosità verso i pochi cristiani residenti
            forse molto dipende dalla peculiare tinta della relihione dell’Oman, che é l’ibadismo, una forma di quasi-sciismo..le radici sono medesime, ma agli ibaditi si separano prima
            Qabus fu, per certi aspetti, il Sovrano ideale..se qualcosa di simile può esistere in Medio Oriente 😀
            non ha figli [legittimi almeno] e non ha lasciato eredi diretti, ma ci sarebbe consensus per la successione del cugino Haitham
            vedremo
            l’ultima cosa che le persone sensate potrebbero volere è una crisi politico-dinastica in Oman in questi frangenti !

            • mirkhond says:

              Qabus venne qui a Bari nel 2008 e regalò al comune un apparecchio sanitario per la cura degli ammalati ospedalieri, adesso non ricordo per quale patologia.
              Apparecchio che poco dopo, fu danneggiato per l’incuria del nostro personale ospedaliero.
              Tenne anche un ricevimento nella sua nave ancorata nel nostro porto in cui invitò il sindaco e l’allora governatore Nichi Vendola, dove però lui non partecipò, rivelandosi una persona molto discreta e riservata.
              Tutto sommato lasciò un’impressione positiva tra i baresi.

            • mirkhond says:

              “ma non si é mai unito alla canea anti-iraniana”

              Dimostrando di essere saggio anche per vicinanza geografica oltteché storica all’Iran.
              Non per niente il Mare Arabico che lambisce oltre all’Oman anche le coste dell’Iran, del Pakistan e dell’India è chiamato anche Golfo di Mascate.

            • daouda says:

              gli ibandi sono l’ala pacifica dei kharigiti mi pare

    • Francesco says:

      ma eri tu che difendevi quell’innovazione della ruota!

      deciditi

      🙂

  6. Ugo Bardi says:

    Stavo rileggendo questa cosa citata da Monbiot. Ragazzi, io sono uno scettico tecnologico, il 99% delle cose che leggo di nuove tecnologie le classifico come scemenze. Ma questa qui, mi sembra abbastanza seria. Potrebbe “funzionare” nel senso che ridurrebbe enormemente l’impatto di 8 miliardi di persone sul pianeta. Col solo problema che poi diventerebbero 80 miliardi e ritorniamo li’. Ma se non ritorniamo alle caverne, mi sa che è una direzione dove potremmo andare.

    • supervice says:

      Si può trovare un equilibrio anche facendo la vita (grama) di un secolo fa, non importa arrivare al Neolitico. E comunque, come lei sa, non si vive di solo cibo, ma anche di casa, acqua, legna, fogne eventuali, ecc, ecc. E saprà anche che Monbiot non pensa che ci siano problemi energetici e di popolazione. Non lo considero molto diverso da Elon Musk.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Nel 1920, un secolo fa, eravamo meno di due miliardi.
        Ora, è vero che la popolazione europea è relativamente stazionaria (leggi: noi potremmo farcela), ma negli altri continenti non è così. E gli altri c0ntinenti sono quelli su cui noi europei facciamo riferimento per mitigare le conseguenze delle nostre emissioni di gas serra, visto che noi le nostre foreste abbiamo provveduto a finire di “bonificarle” entro metà Novecento…

        • Francesco says:

          non hai letto i molti articoli sulla ricrescita delle foreste in Europa?

          :0

        • daouda says:

          ma la fuffa ambientalista è solo per disinnescare l’Europa , fuffa ambientalista che dell’avvelenamento globale nun je ne fotte un cazzo di nulla

      • Z. says:

        In effetti, non ho sentito ancora proposte convincenti su come affrontare la crisi ambientale.

        A quanto ho capito dovremmo fare tutti una vita grama, e chissà, forse questo farebbe sopravvivere qualche migliaio di persone, di cui io non farei comunque parte.

        Non è tanto per dire che non mi sembra un affare. E’ soprattutto per dire che, se queste premesse sono corrette, non credo che nessun governo riuscirà né a convincere né a costringere i suoi cittadini, o i suoi sudditi, a fare quel tipo di vita grama.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Guarda che con la vita grama si sopravvive tutti e ben più di tutti. E’ con la vita attuale che la vedo dura…

          • Z. says:

            Staremo a vedere 🙂

            • Mauricius Tarvisii says:

              Cosa? Che non verrà fatto un bel niente e ci consoleremo con “eh, ma anche se avessimo fatto qualcosa…”?

              • Z. says:

                Non ci consoleremo. Sarà semplicemente la verità. Non c’è niente da fare.

                Di gente disponibile a suicidarsi per far sopravvivere gli altri non ne conosco. Anzi, la popolazione continua ad aumentare.

                Di governi in grado di imporre misure drastiche non ne vedo. Se ce ne fossero, durerebbero ben poco.

                Vedo soprattutto persone che se la prendono con gli altri, in modo sterile, e secondo me senza crederci neppure troppo.

                Senza nulla togliere all’importanza del tema, alla fine è solo una delle tante cose su cui bisticciare e dimostrare di aver ragione.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Chi lo ha detto che non c’è niente da fare? Mi pare che il problema sia che ci siano tante cose da fare e nessuno abbia oglia di farle…

              • Z. says:

                Non vedo strade seriamente percorribili. Mi sembra solo un argomento in più su cui fare gli sbruffoni.

                Ma spero di essere smentito.

    • In una perfetta applicazione del paradosso di Jevons.

  7. pietro cambi says:

    Non credo proprio che vi sarà seguito a questa cosa. E’ tecnoottimismo.
    E’ possibile che le farine di origine animale con cui vengono nutrite attualmente le bestie da macello possano essere sostitute da questa roba. E credo anche che l’aumento verticale dei prezzi del cibo porterà rapidamente a darsi una regolata ocn la carne ed a liberare grandi estensioni di territorio per coltivazioni più interessanti che il foraggio ed il pascolo.
    Insomma: vista la mole di rogne che abbiamo qui ed ora, prossime venture, picco di tutto, crisi climatica, crisi economica crisi sociale etc etc etc mi pare opportuno trascurare queste tematiche, anche se capisco che siano interessanti per chi cerca di dire continuamente qualcosa di nuovo. Peraltro è dai tempi del soylent green che ci rivogano ogni tanto la leggenda della pappa assemblata industrialmente in qualche tremendo digestore. Credo che arriveremo prima al controllo della specie tramite metodi piuttosto classici… quanto poco piacevoli.
    In merito alla ciccia cotta:
    Credo che cucinare la carne, a parte renderla più tenera e quindi mangiabile anche da parte degli anziani ( quelli con più di 30 anni, ai tempi dei nostri avi cavernicoli, esistono pochissimi casi di reperti attribuibili ad umani con più di 40 anni) fosse anche una necessità igienica, durava di più. Per restare

  8. Per Mammifero Bipede – ti ho scritto in privato all’indirizzo che vedo io (e solo io!) sulla pagina dei commenti.

  9. mirkhond says:

    Minima Cardiniana 264/1

    Domenica 12 gennaio 2020. Battesimo del Signore

    EDITORIALE

    Orientarsi nel puzzle irakeno-iraniano, ora, è più difficile. Le proposte d’indurimento dell’embargo sono un nuovo atto di guerra, dopo l’assassinio di Suleimani; in Iran la preoccupazione cresce e la vita è più difficile. L’errore della contraerea che ha causato il disastro dell’aereo ucraino è sintomatico. Ma le ricostruzioni di questi giorni sono tutte insoddisfacenti. Ricominciamo da principio. Partiamo da una breve puntualizzazione su come funziona l’Iran di oggi, perché al riguardo le cognizioni medie in Italia sono desolanti. Proseguiamo con un dossier a più voci, piuttosto differenti tra loro.

    MA CHE COS’E’ QUESTA REPUBBLICA ISLAMICA DELL’IRAN?

    Insomma, che tipo di sistema è quello oggi vigente in quella che da quarant’anni si denomina “Repubblica islamica dell’Iran”? E’ diventato ormai fondamentale orientarsi al riguardo: mentre purtroppo le notizie forniteci dai media e da certe pubblicazioni divulgative sono scarse e pessime. Si parla di “dittatura” e addirittura di “tirannia”: ma chi ha acquisito qualche esperienza in materia, o magari ha fatto qualche esperienza di viaggio, si è reso conto che in Iran vige tutt’altro che un sistema totalitario e monopartitico: le formazioni politiche sono numerose, l’affluenza alla urne durante le elezioni molto alta, la discussione pubblica accesa e a tratti accanita, i giornali e i periodici parecchi e ben seguiti. Un commentatore ha potuto definire il sistema iraniano “una specie di sistema sovietico dei primi anni dopo la rivoluzione, diretto e controllato da un senato di teologi”. Una definizione in apparenza paradossale, ma molto interessante nella sostanza.

    Certo, esistono i tribunali politico-religiosi, le pene corporali, le condanna a morte. Poi c’è il disagio sociale ed economico, conseguenza dei lunghi anni dell’embargo imposto dagli Stati Uniti d’America, anche se l’Iran ha aderito al trattato di non-proliferazione nucleare e le sue centrali lavorano solo in funzione dell’energia atomica a scopi civili: il che è stato riconosciuto dalla stessa IAEA, l’organizzazione internazionale per il controllo dell’energia atomica. Inoltre, l’Iran ha un ottimo sistema scolastico e universitario, è uno dei paesi che ha il più alto numero di laureati al mondo (e si tratta di laureati di buona qualità) ed è all’avanguardia in alcuni servizi sociali, soprattutto quello sanitario.

    Ma sono il sistema politico e la vita sociale dell’Iran poco conosciuti in Occidente: e capita spesso, soprattutto in momenti di crisi come quello che oggi attraversiamo, che al riguardo si diffondano imprecisioni ed errori quando non addirittura calunnie. L’ignoranza è accompagnata dalla malafede. Vediamo dunque di chiarire alcuni punti.

    L’Iran è una repubblica dotata di un presidente, di un parlamento, di un sistema giuridico, e ognuno di questi organi è indipendente dagli altri; essi legiferano in accordo con la costituzione che il paese si è dato nel dicembre del 1979, ossia all’indomani della rivoluzione, e che è stata riformata dieci anni dopo. È una repubblica islamica di confessione sciita poiché nell’Islam sciita si riconosce oltre il 90% della popolazione, ma non conosce nessun tipo di repressione confessionale. Il cristianesimo, l’ebraismo e lo zoroastrismo sono riconosciuti come religioni ufficiali e legittime e rappresentati in parlamento. L’articolo 13 della Costituzione iraniana riconosce gli appartenenti a queste tre fedi come Popoli del Libro e ad essi viene concesso il diritto di esercitare la libertà religiosa; vi sono infatti luoghi di culto incluse chiese cristiane e sinagoghe, contrariamente a ciò che si sente ripetere spesso (uno dei principali luoghi di culto ebraici del mondo, il santuario di Esther, si trova in Hamadan). Cinque dei 270 seggi in parlamento sono riservati a ciascuna di queste tre religioni. I membri del parlamento e il presidente sono eletti; le ultime elezioni si sono svolte nel 2017 e hanno mostrato il prevalere del partito moderato di centro, guidato da Hanna Rohani, che conta sul 50% circa dei voti complessivi.

    Rispetto a quanto siamo abituati a considerare “democrazia”, esiste, tuttavia, un organo considerabile come autoritario, il Consiglio dei Guardiani della Costituzione, un organo costituito da 6 teologi nominati dalla Guida Suprema dell’Iran (dal 1989, l’Ayatollah Khamenei) e da 6 giuristi nominati dal potere giudiziario (dipendente anch’esso dalla Guida Suprema) e approvati dal Majles (il parlamento monocamerale). La Guida Suprema è eletta da un’assemblea di 88 esperti, anch’essi nominati dal Consiglio dei guardiani della Costituzione. È quindi evidente che il ruolo di quest’ultimo risulta centrale, soprattutto perché esercita uno scrutinio preventivo sui candidati alle elezioni, eliminando i poco graditi per motivazioni spesso politiche; soprattutto, il Consiglio favorisce i candidati militari a scapito dei candidati riformisti, il che assicura che il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, i Pasdaran (un corpo separato rispetto all’esercito iraniano, ma considerato parte delle forze armate ufficiali), abbia un’influenza dominante sulla vita politica, economica e culturale dell’Iran.

    Forse, allora, proprio in un momento di crisi come quello che si è aperto con l’assassinio del generale Suleimani, ma che in realtà in fasi alterne va avanti dalla rivoluzione del 1979, ci si deve chiedere se un atteggiamento differente rispetto all’Iran non avrebbe consentito al paese uno sviluppo diverso, con una prevalenza minore delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche: un paese costantemente sottoposto alla minaccia militare non potrà che sviluppare poteri militari a scapito di quelli civili. A tale proposito è impossibile non pensare al peso rivestito dalla guerra mossa dall’Iraq di Saddam Hussein, armato e spalleggiato dagli Stati Uniti, contro l’Iran, durata dal 1980 al 1988. I partiti che costituiscono la coalizione moderata, stretti attorno a Rohani, hanno in mano la metà circa dei suffragi: una politica distensiva da parte dell’Occidente li farebbe senza dubbio aumentare, perché il paese attende con ansia la fine del blocco economico. Una politica occidentale ostile, viceversa, favorisce gli estremisti. Quello che Trump vuole è che l’Iran divenga preda delle forze antioccidentali più accese: ciò gli offrirebbe l’alibi per colpire ancora più duramente.

    Ma, si ripete, l’Iran “non è una democrazia”. Un argomento sul quale spesso i critici dell’Iran si soffermano è quello dei diritti delle donne: che, tuttavia, sono superiori rispetto a quelli di molte realtà limitrofe (soprattutto di alcuni stretti alleati del presidente Trump, quali i sauditi). Alcune dei dati risultano addirittura sorprendenti. Dopo la rivoluzione, le donne hanno avuto maggiori opportunità in certi campi, minori in altri. Ma ci sono molte donne negli alti gradi della magistratura e dell’esercito, nell’università, nel mondo della scienza e della ricerca Bisogna anche ricordare come nella rivoluzione l’elemento femminile è stato rilevante, con una partecipazione soprattutto delle donne colte. Chiaro che l’immediato periodo post-rivoluzionario è stato una delusione per molte: soprattutto perché, pur presenti ad esempio nell’esercito e anche nelle forze paramilitari, furono escluse da alcune professioni, senza contare l’obbligo del chador dal 1981. Grave anche la proibizione della contraccezione femminile. Tuttavia, oggi, questi divieti sono stati in parte rimossi e il ruolo delle donne della repubblica iraniana è cresciuto: per esempio, la contraccezione è accettata e anzi resa gratuita, il che ha portato a un maggiore controllo delle nascite oggi attestate su medie di poco superiori a quelle di molti paesi occidentali. Le donne sono state reintrodotte nelle professioni giuridiche, e in alcuni campi sono ormai la maggioranza all’interno delle università: secondo l’UNESCO, le facoltà d’ingegneria hanno, in percentuale, rispetto alla popolazione, il numero più alto di iscritte al mondo. A partire dal 1989, le allieve nell’educazione superiore hanno superato il numero dei maschi; anche in quella di base si è passati dal 54% di analfabetismo femminile nel 1970 al 17,30% del 2000, e le percentuali continuano a migliorare: il che pone l’Iran attualmente al decimo posto mondiale nella scolarizzazione delle donne.

    Se ancora soltanto il 30% di esse lavora, è probabile che il loro numero crescerà notevolmente, dato l’alto numero di iscritte alle università; ma anche per questo settore bisogna riflettere sul fatto che una normalizzazione nei rapporti internazionali e la fine dell’embargo che è durato tanti anni, che era stato eliminato dopo gli accordi sotto la presidenza di Obama ed è ripreso con quella di Trump, porterebbe a un miglioramento economico e a una diminuzione della disoccupazione, oggi molto alta tanto per gli uomini quanto per le donne. Una prova di ciò è, ad esempio, il lavoro nel tessile, che tradizionalmente in Iran impiegava molte donne soprattutto nelle aree rurali: ma l’embargo imposto dagli USA nel 1979 ha portato al crollo della domanda e, dunque, della produzione, lasciando proprio le donne prive di impiego. Una ripresa della produzione, connessa all’esportazione e al turismo, gioverebbe alla causa dell’ulteriore democratizzazione: ma sembra che, con azioni come quella dell’assassinio di Suleimani (un uomo ch’era molto popolare tanto per i suoi meriti nella lotta contro i fanatici dell’ISIS quanto per la sua fama di equilibrio politico) si sia voluto rallentare proprio questo processo di maturazione civile. Chi a ogni costo vuole la guerra contro l’Iran ha tutto l’interesse che gli iraniani si mostrino ostili all’Occidente: ciò legittimerebbe il suo progetto aggressivo.

    Lungi dall’essere una democrazia perfetta (esistono, le “democrazie perfette”?), l’Iran non è quindi nemmeno un “regime”. Nella vita civile e politica restano molti problemi: però è lecito chiedersi, già in base ai pochi esempi forniti, se una storia diversa dal 1979 a oggi, soprattutto una minore aggressività da parte delle amministrazioni Bush jr. e ora Trump (su tale strada si era messo Obama) non avrebbe potuto portare a miglioramenti più rapidi e a una normalizzazione post-rivoluzionaria che ai tempi del governo del riformista Khatamy era stata avviata ma che si arrestò con Ahmedinejad e che oggi, in un paese che si sente minacciato da Stati Uniti, Israele e Arabia Saudita e che è assediato da un assurdo embargo, manca. L’assassinio del generale Suleimaini non può che rafforzare anche internamente le forze tradizionaliste, attorno alle quali, nei momenti di paura, si compatta anche l’intera società civile. È questo il disegno dell’amministrazione Trump e di chi la sostiene, in modo che la “crescita della minaccia iraniana” divenga un alibi credibile per un’aggressione vera e propria? Alla luce degli eventi è lecito domandarselo.

    Franco Cardini

    https://www.francocardini.it/minima-cardiniana-284-1/#more-1581

    • Moi says:

      Proteste a Teheran sostenute anche dal principe Reza Pahlavi (ma NON credo che gli Americani gli renderanno il Trono di Persia …)

      https://www.dire.it/13-01-2020/409478-kiev-bene-ammissione-delliran-su-aereo-ucraino-punire-i-responsabili/

    • Francesco says:

      imbarazzante, anche una persona di media ignoranza come me vede le gigantesche fandonie e la malafede su cui si fonda tutto l’articolo

      mi convinco vieppiù che Trump è il presidente che il mondo si merita

      🙁

      • PinoMamet says:

        “imbarazzante, anche una persona di media ignoranza come me vede le gigantesche fandonie”

        tipo quale?

        • Francesco says:

          >> Lungi dall’essere una democrazia perfetta (esistono, le “democrazie perfette”?), l’Iran non è quindi nemmeno un “regime”.

          ti basta? questa sola frase è un tale concentrato di malafede da riscattare tutta la vita pubblica di Cheney e di Rumsfield

          • PinoMamet says:

            Questa è una prova, se vuoi, della malafede dell’autore, che non ti ho contestato.

            Mi sembra evidente che l’articolo sia schierato e che rimandi un’immagine idealizzata ed edulcorata dell’Iran.

            Conosco perlomeno altrettanti iraniani quanti ne conosci tu per saperlo.

            Ti chiedevo un’altra cosa, cioè quali sarebbero le “fandonie”. A me sembra che descriva piuttosto correttamente l’ordinamento politico dell’Iran attuale, e quanto alle percentuali di laureati e laureate ecc.
            (che rispecchiano la mia esperienza “spannometrica”)
            attendo tue correzioni da altre fonti…

            • Francesco says:

              guarda che il famoso detto “ci sono le bugie, le dannate bugie, poi ci sono le statistiche” è verissimo

              tutto quello che Cardini dice è vero (e ben noto) ma tutto quello che ne deduce è oscenamente falso e in palese malafede

              spero di non dover smontare quel castello di cacca di cammello solo per dimostrare qualcosa che è evidente

              • daouda says:

                fallo per tutti e per te così si capisce se hai capito

              • Francesco says:

                troppa fatica per farlo aggratisse

                scusa eh ma ormai ho una certa età e certi sforzi li lascio ai giovani

              • daouda says:

                potresti iniziare dal fatto che sono degli eretici secondo l’Islam, dei torturatori et cetera oltre che dei voltagabbana

              • daouda says:

                ovviamente occidentalistizzati col puritanesimo ipocrita a mille che non permettono critica alcuna

        • Francesco says:

          >> ci si deve chiedere se un atteggiamento differente rispetto all’Iran non avrebbe consentito al paese uno sviluppo diverso, con una prevalenza minore delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche:

          come no, è colpa degli ebrei se le SS erano cattive.

          ed è colpa dei politici di destra se in URSS il PCUS non permette libere elezioni, fossero tutti come Moro e Schmidt vedreste!

      • daouda says:

        secondo lui in Russia alora andrebbe tutto a gonfie vele. Ottimo…sta volta mi allineo io a Francesco contro i rafiditi.

  10. Roberto says:

    OT

    Per gli appassionati di dittature mediorientali
    https://twitter.com/EnesKanter/status/1216769014480982016?s=20

  11. A Marradi è lotta dura!

    https://firenze.repubblica.it/cronaca/2020/01/13/news/marradi_le_suore_di_clausura_sotto_sfratto_si_barricano_in_convento-245698331/

    Marradi, le suore di clausura sotto sfratto si barricano in convento

    Il paese in provincia di Firenze si mobilita per bloccare il trasferimento delle ultime quattro abitanti del monastero domenicano della SS. Annunziata
    di MARIA CRISTINA CARRATU’

    13 gennaio 2020
    Le suore di clausura, sotto sfratto, si barricano in convento e sono difese dal paese mobilitato in piazza per impedire il loro trasferimento. Succede a Marradi (Firenze), sull’Appennino tosco romagnolo, il paese che ha dato i natali al poeta Dino Campana si mobilita in difesa delle ultime ‘’ sue’’ suore, le domenicane di clausura del monastero della Santissima Annunziata, attivo dal XVI secolo. Anche loro, secondo gli amici del convento, guidati dall’ex sindaco di centrodestra Paolo Bassetti ( cugino del presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti) e dall’ex medico condotto Gabriele Miniati, « minacciate di sfratto senza motivo » dalla loro stessa Congregazione, come già accaduto a San Marco. E che anzi, se il paese non fosse intervenuto in loro difesa, sarebbero già state allontanate contro la loro volontà. Proprio due giorni fa, infatti, c’è stato un altro tentativo ( una prima ” visita”, a sorpresa, c’era già stata a luglio, ed un’altra a dicembre scorso) di far sloggiare le 3 anziane religiose ( più una novizia) rimaste dopo la scomparsa, due anni fa, di una consorella. Per convincerle ad andarsene, tre religiosi, fra cui due suore, inviati dalla Congregazione, hanno bussato al convento, ma senza risultato. Avvertite da alcuni paesani, le anziane occupanti non hanno aperto, con la scusa che era in corso una preghiera. E a dare manforte, occupando lo spazio antistante il convento e recitando il rosario, è arrivato il gruppo di fedeli già accorso nelle altre occasioni. Agli inviati non è rimasto che andarsene, anche se è molto probabile che torneranno alla carica.
    « Il convento è stato costruito coi soldi dei signori di Marradi e appartiene a tutto il paese», protesta Bassetti, spiegando di aver informato della vicenda il potente cugino cardinale. Il quale, però, ha risposto che «proverà a chiedere informazioni ai domenicani, anche se la cosa non è di sua competenza » . I fedeli, in ogni caso, insistono: « Cacciare delle suore che non sono di peso per nessuno, e possono mantenersi con le loro pensioni, è un sopruso » . E la linea è resistere a oltranza a quella che, in realtà, non è affatto una ingiunzione a ciel sereno. Una norma approvata nel 2018 dalla Congregazione per i religiosi italiani (in applicazione di una Costituzione apostolica sulla vita contemplativa firmata nel 2016 da papa Francesco), prevede infatti che i conventi di clausura con meno di 5 religiose perdano il diritto di eleggere una superiora e possano essere chiusi se “non più in grado di portare avanti una vita dignitosa’”. «Però possono anche essere affiliati ad altri conventi, e Marradi lo era stato a quello di Castel Bolognese, ma poi, chissà perché, tutto è stato azzerato » . E intanto, dopo aver provato a non immischiarsi, ieri il sindaco del Pd Tommaso Triberti ha deciso «per il bene della comunità», di aiutare le parti a trovare una via d’uscita: « Abbiamo seguito da vicino e in rispettoso silenzio, finora, anche se con qualche apprensione, la situazione delle tre religiose di Marradi, per evitare di creare interferenze in rapporti regolati da altra istituzione » , ha spiegato. Date le « persistenti difficoltà » , però, « l’amministrazione comunale, in accordo con l’opposizione » , ha deciso di « farsi parte attiva » , invitando tutti a un tavolo per cercare «una soluzione che coniughi la tutela della dignità delle suore marradesi con il rispetto della autonomia istituzionale della Chiesa ».

    • Peucezio says:

      Interessante.
      Queste non danno fastidio a nessuno, non chiedono risorse, possono mantenersi lì, ma la Chiesa le vuole trasferire di forza.
      Poi ditemi che non è vero che si tratta di un cupio dissolvi gratuito, di voler fare danni e sfregi così, senza nessun motivo costruttivo.

  12. Persino The Guardian si accorge che esiste il problema della soppressione della critica (femminista) al “gender”:

    https://www.theguardian.com/education/2020/jan/14/sacked-silenced-academics-say-they-are-blocked-from-exploring-trans-issues

  13. Daouda says:

    Il problema nasce prima di tutto da una stupidità clamorosa: l’evoluzione come progredisce così comporta un regresso.
    Chiunque fosse scienziato con la A e con la O , AO PEZZI DI MERDA, capirebbe che per dirla alla Nagel il mondo è monisticamente duale.

    Ma lasciamo perdere gli inetti ipocriti o perlomeno imbranati (poiesis ) ingenui (phronesis ).

    Ciò fa a pezzi la mera e riduttiva teoria del solo cibo. Alché comunque cosa c’è di male?

    Quello che non vi rendete conto è come al solito questo : lotta alla troga! Aumentano i drogati.Lotta alla povertà con sussidi! Aumentano i poveri. Lotta ai murale! Aumento esponenziale degli stessi.

    Inoltre le previsioni che hai paventato nel precedente articolo tipo le avi che smettessero di esistere, non credo che neanche il teletrasporto riuscirebbe in ciò ( ad eliminare non a diminuire eh ), e comunque far leva su queste esponenziali battute è solo per manipolazione.
    Siamo da capo a dodici nella vostra imbranatura ingenua.

    Abbiamo ribadito che il problema ambientale di per sè, FOSSE VERO MENTRE E’ FALSO, FALSO PERCHE’ IL RISCALDAMENTO E’ NATURALE , quantunque il problema inquinamento quello si che è gravissimissimissimissimo, rispetto alle migrazioni per esempio, ossia alla distruzione delle culture e degli equilibri dei riceventi immigrati e dei restanti che perdono fratelli, è l’ingiustizia.

    MA CHE CAZZO ME NE FREGA A MME DELL’AMBIENTE SE CREPO. Come non me ne fregherebbe un cazzo di nulla se dovessi solo pensare a me stesso.

    Tolto questo…i tecno miracoli di Monbioto saranno possibili? Bah potranno anche essere tecno ciofeche e tecno catastrofi, perché sottolineare solo qualcosa, perché lanciare l’amo solo su un’aspetto?

    Quel che vi sfugge è che decresciti umanisti ambientalisti i ed diciamo transumanisti tecnofuturisti sono la stessa pappa della dialettica e genericamente prendono ben bene i soldi dalle stesse fondazioni a sistema scatole cinesi.

    Ribadito ch il mondo non va salvato, ma andrebbe salvata l’umanità ( che ringraziando DIO è stata salvata dal CrISTO NAZARENO GESU’ TEANTROPO, ridi Bardi ridi servo ), anche l’umanità è semplicemente insalvabile.

    Ergo ma di che cazzo parlate?

    il caricare poi tutto nell’articolo precedente come quelli che vogliano fare guerra al mondo , tolto qualche esempio calzante tipico degli gnostici oltremodo , è un’espediente altrettanto illogico oltre che fatuo.
    Illogico perché stringi stringi, portando questa illogicità all’estremo, è l’esistere dell’umano il problema ( transumanisti e gaiaisti a braccetto ) …e chi non ci arriva è un ritardato…fatuo perché nessuno vince mai e tutto crolla ergo alimentarne l’epoea è perlomeno insulso.

    Ribadendo che la soluzione finale di Hitler era PRO e non contro EDOM ( così mi copro ) ed è davvero un’altra alterazione emotivistica nel resoconto, le piccole cose possono essere interessanti ma sappiamo tutti come vive chi vive in piccolo: è un vile pusillanime opportunista.
    Questo perché l’ovvio è palese: la critica al grande è come quella al piccolo che è contro il medio ugualmente, inteso come mediocre.

    Quindi il tuo articolo precedente era una cagata come spesso fai..
    Ora.
    Apparte che Bardi sembra essere nel suo giustificazionismo dello scoprire ( come se certe cose non vadano tenute segrete alle volte per varie questioni, o divulgate pian piano, o come se tutto si potesse scoprire ) sembra iniziare la sponda della sintesi dei due poli magnaccia della situazione…/ chi te se incula Bardi \

    Vorrei capire cossa c’è di diverso dal respirare che distrugge i batteri? Dal camminare che dirada l’erba…dal bere che toglie l’acqua da dove stava, SOLO QUESTO.
    Dedico questa canzone:

    https://www.youtube.com/watch?v=hZ4gQO8fDqg ( un po’ stupida per certe parti ed anche falsa )

    Perché il discorso NON E’ LA MANIPOLAZIONE ma inerisce 3 aspetti

    1) ogni tecnologia dall’antichità ad oggi era soggetta al rito, SOPRATTUTTO espiatorio
    2) ogni manipolazione deve avere un collegamento attuale con la scienza da cui promana nell’agente
    3) ogni manipolazione deve avere un fine oltre che una natura propria

    il punto 4 deriva semplicemente dal fatto che sopruso a sopruso CASUALMENTE non risolve il benessere che si fornisce anzi, alimenta il danno anche se il risultato sarà buono la per llà.

    prendiamo internet: funziona: NO. Stop, perché tutti i pregi che ha sono solo dei collaterali.

    e comunque se devi preoccuparti della polizia stai messo male, perché sono l’ultima ruota del carro.
    Ed ignori che smartphone ed internet nella mente dei progettanti andavano di pari passo…e poco c’entrano i soldi ed il potere, che sono anche questi come il pretigio desumibile dei livelli alquanto nifimi della situazione.

    Ma il dilemma è fra tecnologia buona e cattiva e si può dire che ogni espediente tecnologico che ignori la compartizione noetica e meditativa dell’umano è già fallato.

    MA TU SCRIVI A GIUSTIFICAZIONE DELLA TUA IDEOLOGIA:

    “Monbiot – che tra gli ambientalisti esercita una notevole influenza – ripete lo stesso errore di quelli che negli anni Novanta sognavano una rete liberatoria, mondiale, che avrebbe reso tutti uguali, avrebbe permesso a tutti di esprimersi finalmente alla pari…”

    Vuoi bloccarlo, volevi bloccare anche internet? Ed io come ti conoscevo? Volevi bloccare il progresso? ed i 6 miliardi di persone di dopo?

    CHI SEI TU? DIO?

  14. per Moi (e per i tedescofoni o i dotati di google translate),

    lo sconosciuto capitano stile Rackete ma di destra moderata:

    https://www.zeit.de/gesellschaft/2020-01/claus-peter-reisch-kapitaen-seenotrettung-lifeline

    personaggio interessante.

  15. OT

    Per i bolognesi… cos’è questa storia dell’ex-Caserma Sani?

    La mia idea da lontano, con pochissime informazioni:

    1) vero problema di dismissione di area militare, che avrebbe potuto servire a tante cose, ma il Comune ci vuole fare cassa e accorrono gli speculatori

    2) visto che nessun altro fa niente, accorrono nel vuoto i soliti cosplayer che giocano a fare i Piccoli Kurdi

    3) come è inevitabile vengono sfrattati e finisce lì

    Ma forse mi sbaglio.

    • Z. says:

      Bologna ha costi immobiliari cospicui, e gli AirBnB o come ch’is ciama non pare migliorino la situazione.

      Se edificassero, forse, non sarebbe così male.

      Detto questo, credo si dovrebbe studiare un rimedio per gli edifici non finiti e per quelli finiti e mai venduti.

    • Lucia says:

      Leggo da Bologna today “non vogliamo una trattativa su di noi, vogliamo una trattativa su quest’area. Vuota da decine di anni, un immenso patrimonio pubblico che abbiamo aperto alla città. Fantastico, pieno di verde, inutilizzato. Abbiamo tante idee: dopo scuola, laoratori, attività artistiche. No nuovi hotel, no nuovi centri commerciali, ma risposte ai bisogni di tutti”. Mi sembra un ragionamento in linea con le tue argomentazioni. Io ricordo che a Bologna ormai nel lontano 2014 visitai tre occupazioni a Bologna, due di edifici pubblici credo (di uno sono quasi sicura visto che era una scuola), una centralissima fra l’altro, dove trovavano alloggio persone – soprattutto immigrati ma non solo, senzatetto, anche bambini. A me sembrarono persone che cercavano di porre soluzioni di medio periodo ad un problema urgente.

  16. Z. says:

    L’idea tipo “Facebook lo può criticare solo chi piace a me, e per i motivi che dico io” fa un po’ sorridere.

    Ma il resto del pezzo è interessante. La riflessione sui sedicenti sovranisti è valida
    E gli spettacoli di Fusaro esistono davvero!

    https://www.wumingfoundation.com/giap/2019/12/lamore-e-fortissimo-il-corpo-no-1-twitter-addio/#2

  17. roberto says:

    OT ma IT sul tema generale più grande dell’ambiente

    l’ecuador vende un terzo della sua foresta amazzonica ai petrolieri cinesi

    https://www.businessinsider.com/ecuador-selling-its-rainforest-to-china-2013-3?fbclid=IwAR2lhOLVvE5xJixbIwFKi9-LUI47vnyOECownuIo6b0GUWg0bU_JIpZI8A4&r=US&IR=T

    • Mauricius Tarvisii says:

      Perché da noi Bonaccini può trasformare la difesa dell’industria degli idrocarburi e della plastica in una bandiera della sinistra e del progresso, mentre gli ecuadoregni dovrebbero suscitare preoccupazione internazionale?

      • daouda says:

        te lo chiedi pure?

      • Z. says:

        È colpa del PD persino in Ecuador…

        e comunque ecuadoregni è offensivo!

        • habsburgicus says:

          ecuadoregni è offensivo!

          non mi pare proprio…
          è spagnolismo, come salvadoregno (forma che prevale) e il breriano “uruguagi”
          l’Ecuador resterà caro al cuore dei conservatori per García Moreno, unico Capo di Stato di mondo che protestò per l’annessione sabauda di Roma (20/9/1870, plebiscito del 2/10/1870 e R.D credo di fine dicembre) e che verrà assassinato da una congiura che i cattolici coevi definirono “massonica” in 1875
          da allora è un paese senza storia..
          Eloy Alfaro, massonissimo, ad inizio XX secolo (il Calles ecuadoriano) è un po’ l’anti-García Moreno..così a sx, da garantirsi un posto nella nuova giunta rossa emiliano-romagnola ove fra qualche giorno verrà sancita la fine del salvinismo 😀
          Velasco Ibarro è una non-entity

        • Z. says:

          Habs, ecuadoregno è un termine errato e offensivo.

          Non dirlo a un ecuadoriano, non è detto che apprezzi 🙂

          • Z. says:

            (secondo me, poi, loro dicono ecuatoriano, con la t)

          • habsburgicus says:

            e sbagliano loro 😀
            è una di queste assurde percezioni politically correct, nate non si sa come !
            comunque pro bono pacis ne terremo conto e li chiameremo ecuadoriani 😀

            • PinoMamet says:

              Mmm no Habs, mi sono informato e “ecuadoregno” pare sia un’invenzione esotizzante dei giornalisti italiani.

              Capisco che a nessuno qua dentro piaccia il politically correct, ma credo proprio che agli ecuadoriani faccia lo stesso effetto che farebbe a un italiano vedere utilizzato “ue paisà” come termine consueto e addirittura appropriato quando si parla degli italiani…

              • Mauricius Tarvisii says:

                Credo che sia più calzante il caso di una lingua straniera che ci chiama con il calco di “italioti” o roba del genere.

              • Z. says:

                Sì, credo che sia un po’ tipo “italiota”, con una venatura di scherno.

                In Italia forse l’ha introdotto qualcuno che aveva sentito dire “salvadoregno” e ha pensato che potesse andare anche per l’Ecuador.

                Del resto, chi di voi saprebbe dire come si chiamano gli abitanti di San Pietro in Casale (BO) senza cercare sul web?

              • Mauricius Tarvisii says:

                Sampietrini o Casalesi?

              • Z. says:

                No…

                (non lo svelo, così gli altri possono provarci 🙂 )

              • roberto says:

                bisogna prendere il nome in dialetto per dare la risposta giusta 😉

                (non la dico perché ci avrò giocato o arbitrato mille partite a san pietro, non vale)

              • PinoMamet says:

                Mi arrendo!

              • Roberto says:

                Sanpierini!

      • Roberto says:

        Oddio questa difesa dell’industria degli idrocarburi di bonaccini me l’ero persa.
        Ero rimasto al piano “plastic free” della regione e al fatto che è contrario alla tassa sulla plastica

        https://www.regione.emilia-romagna.it/notizie/2019/novembre/emilia-romagna-plastic-free-ecco-il-piano-della-regione-per-ridurre-e-superare-uso-della-plastica-monouso

        • Mauricius Tarvisii says:

          Sì, il famoso piano plastic free che, secondo il Sole 24 Ore, permetteva di eliminare la plastica senza ridurre la vendita di plastica 😀

          E dimentichi la storia delle trivelle.

      • Roberto says:

        Che poi bonaccini sulla tassa sulla plastica è contrario al governo, quindi che dire? Il PD è contrario o favorevole alla plastica? (….fermo restando che è colpevole ma che non c’entra nulla con le l’ecuador e la Cina)

        • Mauricius Tarvisii says:

          C’entra con l’Ecuador perché è l’esempio perfetto di come ragiona la nostra cara vecchia opinione pubblica: l’ambiente è un problema se riguarda paesi esotici, mentre da noi bisogna “salvare le aziende e i posti di lavoro”.

        • Roberto says:

          Ma anche il contrario….il mondo crollerà se bonaccini fa un peto, e intanto se l’ecuador vende ai petrolieri cinesi l’equivalente del Benelux di foresta amazzonica, boh, chissenefrega, manco una riga sui giornali

    • Francesco says:

      ma cosa se ne fanno i petrolieri cinesi della foresta amazzonica in Ecuador esattamente?

      • roberto says:

        immagino che ne facciano una specie di santuario naturale internazionale e bloccheranno ogni attività umana
        😉

        • Francesco says:

          la mia domanda era seria: per fare il buchino da cui ciucciare il petrolio, non ho mica bisogno di un fottio di foresta, mi basta il pezzetto giusto!

          adesso scrivo al ministro cinese delle fonti di energia che c’è qualcuno che butta via i soldi pubblici!

          😉

  18. Roberto says:

    Tema triggers

    Pornhub attaccata in giustizia da un sordo perché non sottotitola i filmetti

    https://www.7sur7.be/insolite/un-malentendant-attaque-pornhub-en-justice-pour-l-absence-de-sous-titres-dans-les-videos~ad731eeb/

    • Lucia says:

      La notizia è che c’è davvero qualcuno a cui interessano i dialoghi! Basterebbe sottotitolargliene uno e capirebbe anche lui che sono totalmente irrilevanti 😀
      O sono io ignara degli sviluppi del porno, con serie modello Game of Thrones o i Soprano?

    • PinoMamet says:

      😀

      uno che non conosce la canzone di Elio e le Storie Tese “John Holmes”, “ho rilanciato il film muto…”

    • Per roberto

      “Pornhub attaccata in giustizia da un sordo perché non sottotitola i filmetti”

      Una notizia talmente pittoresca, che sono andato a vedere se Jaroslav Suris esiste davvero: l’unica traccia precedente a questa notizia è l’apertura di un account (non pubblicamente accessibile) su Twitter, nel 2014.

      Comunque non è impossibile: anch’io se avessi la speranza di fare un po’ di soldi a spese di un troiaio (nel senso quasi letterale), sarei tentato, sarebbe uno scherzo divertente da fare assieme a un bravo avvocato.

      • Roberto says:

        In effetti….

        Avevo visto che pornhub ha pubblicato un comunicato a sua difesa (questo per quanto ridicolo è vero), ma potrebbe pure essere una trovata pubblicitaria, nonostante non credo che pornhub ne abbia bisogno

  19. mirkhond says:

    Pino

    Una domanda per te.

    Perché la Menorah ha sette bracci?
    C’è un significato simbolico? Esoterico?

    • Roberto says:

      Non simboleggia i 7 giorni della creazione?

      (o i 7 nani)

    • PinoMamet says:

      La risposta alla prima domanda è “perché sì”: il Signore ne detta il modello a Mosè direttamente.

      La risposta alla seconda è, ovviamente, sì: simboleggia un sacco di cose, come tutto nella tradizione ebraica, per esempio il corpo umano, i giorni della settimana come ricorda Roberto, i tipi di sapienza/conoscenza e probabilmente molto altro…

      • Moi says:

        La “magia” (in senso antropologico di buoni auspici, celebrazione del passato, ecc …) del numero “sette” è cmq da sempre ricorrentissima in tutte le culture del Mondo … le analogie antropologiche sono tante e sorprendenti: molto più delle diversità , a mio avviso fin troppo facili a notarsi.

        • paniscus says:

          E figuriamoci che, alle elementari e alle medie, nelle regolette base di scomposizione e divisibilità dei numeri NON viene insegnato il criterio di divisibilità per 7 (e anzi qualche volta viene perfino detto erroneamente che non esista), quando invece esiste ed è elegantissimo!

  20. Moi says:

    Tuttavia il candelabro Ebraico a 7 bracci detto “menorah” ,pur essendo il più noto , NON è l’ unico : esiste anche quello a 9, detto “hanukiah” apposta per la “hannukah” … da cui prende appunto direttamente il nome. 9 candele per celebrare 8 candele (atte a ricordare una candela che durò l’ ottuplo delle altre candele) + 1 che che fu accesa appunto il giorno dopo.

    … Pino,confermi ?

    • PinoMamet says:

      Confermo, in realtà poi la candela aggiuntiva serve ad accendere tutte le altre…

      inoltre, visto che la benedizione che si fa è riguarda “il lume di Hannukah”, le altre candele non possono essere usate per fare luce, leggere o altro…
      mentre quella aggiuntiva, che è accesa prima della benedizione, sì.

  21. Moi says:

    Mi pare che Bruno Pizzul dicesse regolarmente “Ecuadoregno” … e comunque al difuori dei Mondiali di Calcio è una parola che si ode / legge pochissimo.

    … Ma in Spagnolo, come si dice ?

    • PinoMamet says:

      Ahò, l’ha già detto Z.!
      E ho controllato: ha ragione. Gli ecuadoriani dicono ecuatorianos.
      Ecuadoreños non esiste proprio.
      Ci sono altri nomi spagnoli che finiscono in -eños, ma il loro no.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Io da Pizzul ho imparato il termine, infatti. Italia – Ecuador, mondiali del 2002 Corea-Giappone.

      • Moi says:

        Byron Moreno … mi sa che gli han detto di molto peggio. In Spagna gli dissero robe molto peggiori ancora …

        • Mauricius Tarvisii says:

          Io parlavo della nazionale equadore…riana. Ma è vero, anche lui veniva da là!

  22. Moi says:

    ecuadoregni è offensivo!

    ………..

    Mi sa che gli offesi sono tutti Italiani ! 😉

    • Z. says:

      No, l’offeso di cui parlo era un ecuadoriano a Genova. Es como un insulto, spiegò. Senza prendersela 🙂

      • Moi says:

        … il primo del PD che dovesse sgarrare ,te lo segnalerò : stanne certo !

        • Z. says:

          È un errore diffusissimo, che non conosce barriere politiche e che viene commesso in perfetta buona fede. Dopo tutto si dice “salvadoregno”.

          Cerca di non vivere con la costante ossessione del PD 🙂

      • Peucezio says:

        Non ho capito però se sarebbe offensivo o comunque improprio, secondo loro, dirlo in italiano o se anche in spagnolo sarebbe corretto “ecuadoriano” anziché “ecuadoreño” e, nella seconda ipotesi, perché mai la sostituzione di un suffisso, anziché erronea ma neutra, sarebbe addirittura offensiva?

        Comincio a ritenere che sarebbe da introdurre il reato di offesa collettiva.
        Cioè ogni volta che uno si offende non per una presunta offesa alla sua persona, ma alla sua categoria, dovrebbe essere perseguibile penalmente! 😀

        • Andrea Di Vita says:

          @Peucezio

          Ho conosciuto una eccellente badante ecuadoriana. Gliel’ho chiesto, e mi ha confermato che “ecuadoriano” è la firma socialmente accettata, mentre “ecuadoreno” (dovrei scrivere la tilde, li so, ma sul telefonino non so come si fa) è un insulto.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • habsburgicus says:

          @Peucezio
          Comincio a ritenere che sarebbe da introdurre il reato di offesa collettiva.

          stavolta ha avuto ragione il nostro Z e gliene rendo atto.
          Detto questo, d’accordo con te al 1000 per mille !
          é ora di finirla con queste auto-percezioni di presunta denigrazione…
          già non si può più dire la N-word perché qualcuno, non si sa perché, ha ritenuto che la seconda parte del nome del paese balcanico con capitale Podgorica (in età marxista Titograd, dal nome del boia rosso di quelle lande :D) fosse offensiva !
          alcuni interpretano “italioti” come insulto, immemori del gloriosissimo e nobile ἰταλιῶται !
          adesso pure gli ecuadoriani si offendono (sic !) se uno li chiama ecuadoreños (con uno spagnolismo sbagliato, ma perfettamente razionale nella lingua castigliana)..e basta 😀

          • habsburgicus says:

            su italioti

            ovviamente lo so benissimo, prima che me lo diciate voi :D, che molti -nelle classi culturalmente basse- interpretano la parola come contrazione di “itali idioti” 😀 e dunque si offendono !
            noi sappiamo -o meglio lo sapete voi che siete grecisti- che la parola ha ben altra storia e origine
            se io fossi calabrese, o anche pugliese come Mirkhond, sarei onorato -altro che offeso. a definirmi “italiota”, come un Andronico di Taranto (fl. 240 a.C) o -per estensione- il sommo Q. Ennio (obiit 160 a.C) “nos sumus Romani qui fuimus ante Rudini” olli respondit rex Albai Longai” !

          • Peucezio says:

            La cosa bella poi è che l’etichetta di offensività per logica dovrebbe originarsi dal lato dell’utente della parola, non dell’interlocutore o del designato, visto che ognuno, quando parla, sa se vuole offendere e con che spirito e quali sfumature usa i termini.
            Invece tale etichetta viene stabilita unilaterlamnete e del tutto arbitrariamente dai designati.
            Per esempio, da un po’ di anni gli spagnoli hanno stabilito che se gli italiani li chiamano “spagnuoli” non va bene, è offensivo e li stanno prendendo per il culo.
            Come sa chiunque conosca un po’ di storia della lingua e di grammatica storica, quell'”uo” è il naturale sviluppo di Ŏ latino in sillaba aperta, che però, già nell’Ottocento, comincia a perdere piede in favore del monottongo quando preceduto da suono palatale (per cui “giuoco” diventa “gioco”, “piuolo” diventa “piolo”, ecc.), ma, siccome questi fenomeni hanno tempi non immediati, hanno continuato per decenni a esistere parlanti che dittongavano (Berlusconi dice ancora “giuoco”, forse con qualche affettazione voluta; i nostri nonni di massima lo dicevano perché veniva loro naturale) e ho presente libro stampati ancora negli anni ’70 che dicono “spagnuolo”.
            Cosa ci sia di offensivo nel povero dittongo da Ŏ lo sanno solo gli spagnoli stessi e la loro assurda demenza collettiva (ecco: il fatto che considerino insulto una cosa così innocente senza nessun motivo razionale li rende degni di insulti veri!).
            Ma la cosa triste è che un assunto delle norme di convivenza contemporanee è che queste operazioni arbitrarie non solo sono legittime, ma guai a non rispettarle. Cioè non offende chi ha palesi intenti offensivi, ma chiunque si discosta da come ognuno arbitrariamente ha deciso che il linguaggio debba piegarsi, in base alle sue assurde ubbie!

            • habsburgicus says:

              il grande storico di Roma Gaetano De Sanctis (cattolico), usava a inizio Novecento il termine “spagnuolo”
              infatti De Sanctis, nel suo volume postumo sulla Guerra Sociale (90-88 a.C), edito a metà dei 1970’ a Firenze, ci dice questo a proposito di M. Aemilio Scaurus (cos 115 a.C), princeps Senatus, patrizio, uno quindi della Super-Casta (direbbero oggi :D), mica un pinco pallino qualunque
              accusato da un oscuro e demagogico tribuno della plebe, mi sembra Varius, mezzo spagnolo (un “sinistro” di quei tempi là :D), Scauro si recò davanti al popolo e disse più o meno, seccamente:
              da un lato c’è Vario, Spagnuolo, che dice una cosa [in latino Hispanus, De Sanctis lo traduce con “spagnuolo”, splendida abitudine oggi perduta]
              dall’altro c’è Scauro, patrizio di Roma, console e discendente di consoli, che ne dice un’altra
              sta a voi, Quiriti, decidere a chi credere !
              e, chiosa De Sanctis, “l’intrepido vecchio andò assoluto”
              eh sì, perché quella Roma era ancora vera e grande !
              di fronte a un uomo che poteva vantare decine di consolati nella sua famiglia, un plebeo mezzo-spagnolo scompariva !
              quella Roma finì..e con essa, la sua grandezza
              en passant, l’antifascista De Sanctis (uno che fu antifascista veramente e perse la cattedra per il rifiuto del giuramento nel 1931 mentre Concetto Marchesi*, poi un caporione del PCI e mandante morale del vile assassinio di Gentile, giurò e si pappò i lauti stipendi alla facciaccia degli italiani :D) in questo ha posizioni molto simili a quelle di “destra” di oggi !

              *Marchesi sarà ultra-stalinista
              e ne dirà una giusta..nel 1956, alla presenza di Togliatti, proruppe (parafrasi mia, ma le parole essenziali ci sono tutte) “Tiberio, uno dei più grandi Imperatori di Roma, trovò un genio letterario come Tacito che, narrandone la storia, ne denunciò le presunte malefatte. A Stalin, meno fortunato, è toccato Nichita Cruscioff” 😀

          • Peucezio says:

            Aggiungo poi che non si capisce perché mai uno dovrebbe sempre voler insultare, come se fosse la regola, come se vigesse una presunzione di intento offensivo.
            Quasi la gente non avesse di meglio da fare che passare la vita a trovare termini per offendere i gruppi umani.

            • Z. says:

              Piuttosto, mi spieghi il fenomeno in base al quale l’aggettivo formatosi da Ecuador è ecuatoriano, con la sorda?

              • Peucezio says:

                Cultismo, latinismo, banalmente.

                Che poi è un etnonimo infelice, perché equatoriano sarebbe chiunque vive vicino all’equatore, compreso il Brasile, l’Africa, ecc.

  23. Moi says:

    “Italiota” si dice fra Italiani per “Connazionali che NON mi piacciono” …

  24. Moi says:

    “Uruguagio” si può ancora dire (anche se NON mi viene spontaneo dirlo …) o c’è chi si trigghera per conto terzi ?

    • Moi says:

      … c’è anche il parallelo “Paraguagio” (che sempre NON mi viene spontaneo)

    • habsburgicus says:

      Gianni Brera lo usava sempre….e credo (seguo poco) di averlo sentito in epoca posteriore in qualche telecronaca sportiva (lascito breriano ?)
      bei tempi, quelli…..potervi dire quel che volevi !
      oggi il 90 % dei film di Totò e il 95 % di quelli di Franco e Ciccio neppure potrebbero più uscire
      idem, i fumetti
      hai presente i Tex bonelliani (sino a c.a 180) ?
      beh, oggi impensabili
      A) Tex che nel n° 50 o giù di lì (Aztechi redivivi ecc), dice adirato “gli abitanti di Huerta (villaggio messicano) hanno voluto eliminare da Huerta tutti gli uomini bianchi. Adesso gli uomini bianchi elimineranno Huerta dalla faccia della terra” e giù dinamite ! oggi sarebbe impossibile (a Huerta i messicani erano tutti in combutta con la setta del Serpente, neo-azteca, che puntava all’eliminazione dell’uomo bianco e assassinava chiunque le si opponesse e agiva tramite un indio yaqui “l’uomo del Serpente” che usava frecce avvelenate..il tutto derivava da dodici Sacerdoti veri-aztechi, tornati in vita dopo che un archeologo nordico aveva trovato un vello con una’antica formula 😀 ma Tex è più forte degli Aztechi ! l’archeologo era stato ipnotizzato e la bella figlia destinata al Gran Sacerdote dopo un “bel” sacrificio umano che avrebbe dovuto inaugurare il ritorno del Regno azteco ! mitica la conclusione, dopo aver ritrovato l’archeologo con la figlia bella Carson a Tex “e se il professore volesse restare per scoprire qualche altra diavoleria” ?, Tex a Carson “allora lo ipnotizzo io con una bella botta in testa” 😀
      B) le storie dei cinesi…Il Laccio nero, n° 78 e altre in cui operano sette cinesi molto cattive..ma Tex vince ! oggi i cinesi non potrebbero più essere rappresentati così in uno dei primi, Tex dice “sono qui, limoncino mio”
      nei proto-Tex, i neri stessi (mai criticati) parlano però come la Mamie di Via col Vento 😀
      altra Italia..più libera !
      oggi a dar da mente a tutti si inaridisce la vena artistica.,.e la vis comica

      • Z. says:

        Allora, secondo me c’è del vero in quel che sostieni. Ci si scalda talvolta anche per frasi innocenti, per cose banali.

        Ma credo che tu stesso, se io fossi un cittadino dell’Ecuador, mi chiameresti ecuadoriano.

        Perché sei schiavo delle tendenze dominanti nel mondo dello spettacolo?

        No, perché sei una persona educata 🙂

  25. Moi says:

    Molti credono anche che in Spagnolo si dica “Brasileros” … invece si dice proprio “Brasileños” ! … Difatti è solo in Portoghese (!) che si dice “Brasileiros”, con “ei” !

    • Moi says:

      … oltre ovviamente al fatto che in Portoghese la esse intervocalica è sonora come in Francese e Italiano di CentroNord-Nord anziché sorda come in Spagnolo e Italiano di CentroSud-Sud !

      • habsburgicus says:

        si disse per influenze celtiche*
        David, un francese, scrisse un volume sulla Lusitania dal VI al XII secolo….scrisse pure sulla Polonia dei Piasti
        il volume sul Portogallo è introvabile
        *si parlò pure degli Svevi, il più misterioso dei popoli barbari, stanziato in Galizia sino al 585 d.C… sugli Svevi vi è una sola monografia scientifica, di un tedesco, in spagnolo, edita a Madrid nel 1952 .quando la Spagna era ancora vera e pura- tale Wilhelm Reinhart
        come sapete, dopo la morte di Rechiarius (448-456 d.C) non conosciamo più nomi di Sovrani svevi, tranne qualche capo litiiguoso (e solo fino al 464)..
        Hydatius, il vescovo di Chaves (P), finisce la sua Cronaca (iniziata nel 379 d.C come continuazione di quella di San Girolamo) nel 468 d.C e dunque con lui scompaiono anche questi nomi
        alcuni hanno cercato di sostenere che un Veremundus menzionato in un’iscrizione latina presso Viseu sarebbe un fantomatico Re svevo di inizio VI secolo d.C, ma i più -fra i dotti- ritengono si tratti di Bermudo II (982-999 d.C), Re del León

        • habsburgicus says:

          se io fossi portoghese, con poteri assoluti, introdurrei nella Costituzione, con obbligo di giuramento da parte del Presidente all’atto della “toma de posse”, in presenza dei Capi delle Forze Armate, dei vescovi dello Chiesa dello Stato e della nobreza, la seguente frase
          “il popolo portoghese, unico fra le genti cristiane, nasce dalla feconda unione del genio di Roma con il valore lusitano simboleggiato da Viriato, cui si aggiunse la freschezza germanica e irruente del giovane popolo Svevo”
          😀 😀 😀

          • habsburgicus says:

            i Celti no, mi stanno antipatici..e li purgherei 😀
            come Stalin che eliminava i suoi avversari dalle foto 😀 😀 😀

            • Peucezio says:

              Ahahah, grande!

            • PinoMamet says:

              Una curiosità, perchè tutta questa antipatia per i poveri Celti?

              • Peucezio says:

                Sei passato al nemico? 🙂
                Anche tu eri un celto-scettico!

                Mah, diciamo che sono una costruzione fittizia, nel senso che è da una trentina d’anni che ci rompono le palle coi celti mettendoci dentro di tutto, tranne quel poco che forse celtico lo è stato davvero.
                E comunque hanno rotto ‘ste mode nordiciste. Se il mondo si è romanizzato e non celtizzato, ci sarà un motivo.

              • PinoMamet says:

                Io sono stato, oserei dire, il primo a essersi rotto il cazzo della moda dei Celti, e ne rivendico la primogenitura 😉

                ciò non toglie che effettivamente, tolti gli sputtanamenti, sono stati un interessante insieme di culture, molto variegato, che ha creato delle bellissime opere d’arte…

                e tutto sommato non erano affatto “nordici” come li hanno poi descritti fraintendendoli.

                (Sia chiaro, i primi a fraintenderli sono i Romani, che descrivono i Senoni italicissimi che saccheggiano Roma come i Galli d’oltralpe di secoli dopo…)

              • PinoMamet says:

                Peraltro credo che i Celti stessi si romanizzarono, appunto (ed ellenizzarono, ogni qual volta possibile) molto velocemente proprio perché in partenza molto simili e vicini alle culture “classiche” mediterranee.

                Insomma, provo per i Celti lo stesso tipo di amore che provo per i Greci: ne odio lo sputtanamento, mentre mi piace “il lato B”, il lato nascosto.

                E poi le leggende dei popoli che hanno mantenuto le lingue celtiche sono piene di riferimenti a Roma e alla Grecia!

              • Peucezio says:

                Pino,
                “Io sono stato, oserei dire, il primo a essersi rotto il cazzo della moda dei Celti, e ne rivendico la primogenitura 😉 ”

                Io ancora non ti conoscevo, ma può essere che l’avessimo sviluppata indipendentemente. 🙂

                Mah, non è che non ci siano aspetti suggestivi.
                Ma riguardano i celti antichi, cioè una civiltà scomparsa nel nulla.
                Il fatto è che questi (non gli studiosi, per carità, ma la vulgata alla moda) sostengono
                1) che i luoghi dove storicamente ci sono stati i celti per un certo periodo ne conservino profonde tracce culturali, ma è un’idiozia: l’Italia settentrionale ha pochissimo o nulla di celtico: il suo folclore ha matrice in parte romana, in parte legata ai popoli preindoeuropei dell’Italia padano-alpina (Liguri, Euganei, Rezi) e i Celti sono stati un episodio abbastanza superficiale.
                2) I popoli attualmente di lingua celtica o de-celtizzatisi in tempi storici abbastanza recenti, cioè i Celti insulari (compresi i Bretoni, reimportatisi nel continente dalle Isole) sarebbero la continuazione diretta, pura e meravigliosa della cultura celtica antica descritta dai romani o variamente ricostruita dall’archeologia, dalla linguistica o da altre testimonianze. Anche qui c’è qualcosa di vero e moltissimo di forzato, perché quelle erano le terre celtiche più periferiche e in quanto tali, celtizzatesi più tardivamente e meno profondamente (la Scozia era mezza preindoeuropea ancora nel I millennio d.C.).
                Esistono le lingue celtiche. Che si sono parlate in territori molto ampi, distantissimi fra loro (dalla Galazia anatolica fino all’Irlanda), in tempi diversi e tradurre questo in una sorta di cultura comune è molto più azzardato che non per i Germani, che, alla fin fine, con le loro diversità, sono una compagine più circoscritta spazialmente e temporalmente, quindi con dei tratti connotanti più omogenei, o degli Slavi o degli arii (gli indoiranici). La celticità è un concetto molto più sfuggente. Questa la realtà, sulla quale si è innestato il mito, che si è scatenato senza freni.

              • PinoMamet says:

                Mah, io credo a differenza di te che qualche residuo celtico in Italia ci sia (come in Francia, ma meno che in Francia).

                Mi risulta che ci siano isolati termini dialettali (che ora non ricordo) che saltano fuori a grandi distanze nelle Asturie o nel famoso Galles (che mi è simpatico perchè-
                1 non è Inghilterra
                2 è il paese con la lingua celtica più viva, e nessuno se lo incula-
                3 i gallesi sono visti come inculapecore bassi e scuri!)

                nell’antichità ci sono forse influenze celtiche fin in Sicilia (come il culto delle Matres) forse portate dai numerosi mercenari galli, o chissà-

                e credo anche che l’Italia settentrionale abbia senz’altro più un sapore “celtico” che germanico
                (insomma, beve vino, parla dialetti che somigliano a quelli d’Oltralpe, ha in generale una mentalità sicurmente italica, ma volendo scegliere indubbiamente più vicina ai francesi che ai tedeschi… per non parlare di svedesi e compagnia!).

                anche se parliamo di piccole cose, sia chiaro. LItalia, anche del nord, è latina, principalmente.

                A parte questo, sono sostanzialmente d’accordo con te.

                La mia cittadina è stata invasa, l’anno scorso, da tamarri credo lombardi, per una sfortunata iniziativa del sindaco (gara di motorini truccati!! in un vecchio elegante tempio del termalismo Liberty come la mia cittadina…)

                beh, questi deficienti erano tutti in kilt! e avevano l’aria di credere di fare una cosa figa.
                si stupivano delle occhiatacce della gente…

                ecco, questi li prenderei a calci.

                Da italiano mille volte;
                se fossi scozzese, diecimila.

    • habsburgicus says:

      infatti -eños è la prassi in castellano “!Pujol nano, habla castellano !” (ve lo ricordate ? 😀 quando la spagna era ancora España e non la fogna odierna :D)
      e sarebbe da studiare perché SOLO in Ecuador ciò non valga
      e chi meglio, linguisticamente, del nostro Peucezio potrà fare ciò ?

      • Peucezio says:

        Ma sono cose molto arbitrarie, spesso legate a ragioni banali.

        A volte si impongono entonimi di origine colta, creati o, più spesso, recuperati a tavolino da qualche erudito che italianizza (o adatta comunque a una lingua moderna) qualche nome greco o latino.
        Gli abitanti di Laterza, che hanno sempre chiamato sé stessi “terzarùle”, si sono scoperti a un certo punto (non so quando) “laertini”, come se c’entrasse Laerte; c’è chi chiama i brianzoli “briantei”, come se fosse più nobile che dire “brianzoli”, che è l’esatto adattamento della forma locale dialettale “brianzoeu”.

      • Peucezio says:

        Comunque Pujol faceva bene a parlare la sua lingua materna! 🙂

        • habsburgicus says:

          tu sei troppo catalanista 😀 😀 😀
          meglio la “España, UNA, GRANDE, LIBRE” 😀

          • Peucezio says:

            Mah… si sono visti gli esiti.
            Meglio i tradizionalisti ottocenteschi, che erano per le autonomie locali, per la Spagna feudale e plurale.

            Invece oggi è diventata una, grande, libre… e ricchiona!

  26. mirkhond says:

    Concordo con Peucezio.

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