“La mia vita è la prova che lo Spazio non esiste”

L’Università di Georgetown ha pubblicato l’altro giorno il risultato da un sondaggio da cui emerge che gli americani ritengono che il loro paese sia sull’orlo della guerra civile.

Non è un caso che in questo momento a guidare il paese sia colui che Howard Kunstler ha chiamato

 “the Golden Golem of Greatness, skulking fiery and furious in his lonesome White House tweet chamber”

Ma anche l’altra parte non scherza.

Negli ultimi pochi anni, le facoltà umanistiche statunitensi sono cadute sempre più in mano ai PoMo.

E’ un tema che abbiamo già trattato in dettaglio un paio di anni fa.

Il postmodernismo è una rispettabile scuola di pensiero europeo, che dice cose interessanti; ma nell’attraversare l’oceano, e nel diventare di massa, è diventato un piccolo mostro noto con la sigla di PoMo.

I PoMo parlano in maniera a dir poco fumosa, ma il concetto di fondo è semplice.

Per i PoMo, la realtà non esiste: esiste il Discorso.

Che è il modo in cui gli esseri umani conducono la lotta per il Potere.

Quindi non c’è una verità e le parole non servono per avvicinarci alla verità: l’unico metro del mondo è ciò che io sento (che poi alla fine è l’essenza della più ampia ideologia americana, che ingloba anche i loro avversari).

Il solo scopo della ricerca consiste nello smascherare – “decostruire” – i trucchi di potere che si nascondono dietro i discorsi altrui.

Questo smascheramento assume la forma di un monologo, perché non esistono “fatti” oggettivi che ci possano far cambiare idea.

Ma se le parole sono tutto e il vero motivo per cui le persone affermano qualcosa è solo per dominarle, allora le parole sono atti di violenza.

E in assenza di qualunque criterio oggettivo, la mia sensibilità è l’unico criterio per giudicare se le tue parole sono violenza e io la tua vittima.

A questo punto, io ho il diritto/dovere di impedirti di compiere atti di violenza, cioè di dire qualcosa che ferisce la mia personale sensibilità.

Tra mille possibili esempi di questo meccanismo, uno dei più chiari ce lo fornisce un certo Ryan Wash, che di mestiere fa il debater.

Il debate è un’interessante procedura, che ho visto in azione in Olanda: imparare a sostenere una posizione in modo logico e chiaro, contro un avversario; poi ascoltare con attenzione l’avversario e cercare di arrivare a una sintesi che metta d’accordo entrambi.

Ryan Wash è nero e omosessuale, una “intersezionalità” che gli dà subito doppio punteggio.

Ha una splendida parlantina e una mente sveglia, e si è deciso a decostruire il debate, sovvertendone tutte le regole. Cosa che gli ha fatto vincere il National Debate Tournament, e Brad Pitt sta preparando un film su di lui.

Alla Weber University nello Utah, dove lui insegna, uno studente, Michael Moreno, ha registrato uno straordinario dibattito decostruito del prof. Wash, che mi sembra la migliore  presentazione del metodo PoMo, anche perché Wash evita termini astrusi e va al sodo.

Wash esordisce, dicendo che il Whiteness approfitta delle condizioni di povertà dei neri, per spacciare loro come vere cose che loro non possono sperimentare di persona, come l’esistenza dello Spazio cosmico.

“La mia vita è la prova che lo Spazio non esiste”.

Lo Spazio cosmico è quindi un costrutto oppressivo e non esiste. A chi gli fa notare che ben 14 astronauti neri sono stati nello Spazio, Wash risponde che questo dimostra la sua tesi: il Whiteness è così soverchiante che riesce a fare il lavaggio del cervello anche ai neri.

Ma lo Spazio (Outer space) è anche un atto di violenza, perché invade gli spazi (spaces) dei neri; e solo io – che sono nero – posso giudicare se mi sento violato. Se io mi sento oggetto di violenza, la violenza è reale, e io ho il diritto di impedirti di compierla e quindi ho il diritto di impedire l’insegnamento delle scienze.

A questo punto, nel dibattito, alcuni volenterosi studenti neri propongono come tema di discussione, di inviare tutti i Bianchi nello Spazio cosmico, visto che a loro piace tanto.

Qualcuno chiederà in quale Spazio pensano di mandarli, visto che sembrava appena dimostrata la non esistenza dello Spazio; però è esattamente questo spirito analitico che il PoMo cerca di decostruire, e infatti nessuno solleva questa obiezione.

Viene sollevata invece l’obiezione, abbiamo il diritto di far correre ad altre ipotetiche popolazioni extraterrestri il rischio che vengano colonizzati dai Bianchi?

Il PoMo offre un’ideologia che permette il triplice lusso di apparire come intellettuali, senza dover pensare e potendo sempre accusare qualcun altro. Questo appello a livelli molto profondi (e infantili) della psiche umana gli dà una forza e una diffusione straordinarie.

Si pone poi come baluardo delle vittime di violenza, quindi occupa grosso modo lo spazio (scusate il termine!) storico della Sinistra. Cosa che la Destra non manca mai di far notare: avviene così un processo di dissing reciproco – la pratica di certi rapper americani di attaccare furiosamente qualche loro collega in difficoltà, rendendolo così improvvisamente famoso; i trumpiani e i PoMo si legittimano a vicenda come unici possibili avversari.

Lo spirito PoMo parassita così questioni profonde e serie, come l’ambientalismo, il femminismo, la critica al complesso militare-industriale, al capitalismo, i problemi delle minoranze etniche, trattando con estrema aggressività i propri concorrenti.

Il pericolo lo ha sottolineato la settimana scorsa l’ex-presidente Barack Obama:

“Ho la sensazione oggi a volte tra certi giovani, e questo viene accelerato dai social media, che il modo per realizzare dei cambiamenti sia essere il più giudicante possibile nei riguardi di altri. Ma questo non è attivismo, questo non porta a cambiamenti. Il mondo è complesso. Esistono le ambiguità. E gente che fa cose veramente buone ha difetti”.

Ma ovviamente, proprio con i social media e con la diffusa conoscenza dell’inglese, il PoMo penetra sempre di più anche nella cultura mondiale.

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259 Responses to “La mia vita è la prova che lo Spazio non esiste”

  1. Francesco says:

    When will reality hit back at ALL these wild talkers?

    Io ho già cambiato canale per la noia ma se questi hanno il potere non è una gran soluzione.

    Ciao

    • Una signora inglese che faceva l’aiutante volontaria al parto espulsa dalla propria associazione per aver detto che le donne fanno i figli:

      https://www.thepostmillennial.com/british-birth-coach-forced-out-of-charity-for-saying-only-women-give-birth/

      Riprendiamo le sue tremende parole, sfruttando il fatto che i lettori non sanno chi sono i miei datori di lavoro 🙂

      “I am not a ‘cervix owner’ I am not a ‘menstruator’ I am not a ‘feeling.’ I am not defined by wearing a dress and lipstick. I am a woman: an adult human female… Women birth all the people, make up half the population, but less than a third of the seats in the House of Commons are occupied by us.”

      • Francesco says:

        Infatti, se un pazzo, anzi una congrega di pazzi, arriva ad avere del potere, i rischi sono altissimi.

        Sarà mica colpa di Basaglia alla fine?

        Ciao

        • PinoMamet says:

          Mi trovo pericolosamente sempre più d’accordo con Francesco.

          Comunque questi PoMo mi sembrano dei sofisti greci travestiti con gli abiti di scena di Elton John..

          o forse il contrario, che è peggio!

      • Mauricius Tarvisii says:

        Questa è simpatica. In pratica una donna che diventa uomo (ma mantiene la cervice uterina) e che quindi giuridicamente non è più una donna dovrebbe essere esclusa dal pap test?

        • Francesco says:

          no, affatto, in pratica ci sono uomini con la cervice uterina che devono fare il PAP test

          e certe domande ti denotano come transofobo, bisognoso di rieducazione coatta

  2. habsburgicus says:

    OT @tutti
    come sequela del IV novembre..e dunque un po’ in tema siamo, incredibile dictu 😀
    eccovi il testo del R.D, a firma Vittorio Emanuele III, per grazia di Dio e volontà della Nazione, RE D’ITALIA, controfirmato da Mussolini e Oviglio*, in data 29/3/1923, che fissa i nomi ufficiali dei comuni nella Venezia Giulia annessa (oggi, purtroppo quasi tutta in mano agli slavi, in primis sloveni ma anche croati)
    http://augusto.digitpa.gov.it/gazzette/index/download/id/1923099_PNC
    dal preambolo si noto che, ad onta del sinistrume che vede fascismo ovunque :D, il processo era partito sin dal sett 1920 e gen 1921, ben prima che il cav. Benito venisse chiamato al governo 😀

    *Guardasigilli, massone..dopo il delitto Matteotti (in cui, forse per ordini di loggia, si pose contro Benito), verrà purgato e diverrà una non-persona 😀 ma per poco..Benito era buono (o forse fesso ? 😀 il XXV luglio farebbe propendere per la seconda ipotesi :D) e Oviglio scroccherà pure un seggio al R. Senato nel 1929..la morte nel 1942 gli risparmiò di diventare antifascista 😀 e magari, lui laicissimo, di scoprirsi DC 😀 😀 😀
    nella kattiva Italia fascista non gli successe di peggio..nella buona e antifascista Unione Sovietica gli sarebbe andata meno bene 😀

  3. mirkhond says:

    Habsburgicus

    Ti scrivo qui solo per chiedere anche a te, ciò che ho chiesto ieri a Peucezio riguardo al Sumerico.
    Se ti va rispondimi sotto Peucezio, nel post Non sono io che sono un paranoico ecc., per lasciare spazio alla discussione sull’argomento che Miguel ha postato.

  4. Peucezio says:

    Splendido post.

  5. Oldboy says:

    Miguel

    “Lo spirito PoMo parassita così questioni profonde e serie, come l’ambientalismo, il femminismo, la critica al complesso militare-industriale, al capitalismo, i problemi delle minoranze etniche, trattando con estrema aggressività i propri concorrenti.”

    La stessa cosa avviene a causa della dicotomia destra-sinistra.

    Le questioni serie e profonde si trasformano in un patetico teatrino, in cui ognuno è chiamato a tifare per l’attore preferito.
    I problemi veri diventano così una sorta di “arena” (e non lo dico a caso) per intrattenere le masse.

    Il tifo politico non è quindi molto diverso da quello calcistico, nelle sue motivazioni.

    • Francesco says:

      Piano con i paragoni offensivi!

      Noi tifosi calcistici siamo pienamente legittimati a esistere e parte dello spettacolo!

      e rivendico il mio diritto a espressioni di discriminazione di qualsiasi tipo utile alla bisogna nei confronti di avversari, arbitri, giocatori della mia squadra, allenatori della mia squadra, dirigenti, proprietari, eventualmente sindaci e politici vari che ficcano il naso, altri settori dello stadio!

      🙂

    • Per Oldboy

      “La stessa cosa avviene a causa della dicotomia destra-sinistra.”

      Certo, ma “destra” e “sinistra” sono anche contenitori vuoti, che possono significare più o meno qualunque cosa.

      Mentre il PoMo effettivamente un contenuto ce l’ha.

      • Francesco says:

        mi verrebbe da dire il contrario, a me

        🙂

        • roberto says:

          in effetti è il contrario!
          cosa c’è di più vuoto del PoMo?

          • Per roberto

            “in effetti è il contrario!
            cosa c’è di più vuoto del PoMo?”

            E’ vero, ma almeno è anche definibile.

            • roberto says:

              me ne potresti dare una definizione?

              credo che tutto sia definibile, anche destra e sinistra.
              poi ovviamente non ci sarà mai accordo sulla definizione, quindi qualsiasi definizione possa dare di destra o sinistra subirà 1000 obiezioni….anche perché la mia non sarà una definizione neutra

              • Per roberto

                “me ne potresti dare una definizione?”

                Ci provo:

                “non esiste alcuna realtà oggettiva; esiste solo il Discorso; il Discorso è sempre una forma di manipolazione per affermare il Potere; l’unico scopo dello studio è decostruire e denunciare il rapporto di potere che si nasconde dietro ogni discorso”.

                Chi sta dentro questo è PoMo, chi non ci sta non è PoMo. Ed è una definizione condivisibile sia dai PoMo che dai suoi critici.

                Non credo che si possa definire “sinistra”, e ancora meno “destra”, in un modo simile.

              • Francesco says:

                sai, Miguel, non credo che un PoMo trovi accettabile questa tu definizione

                se potesse pronunciare le parole “realtà oggettiva” non sarebbe un PoMo

                perchè solo la realtà oggettiva muove una simile passione e volontà, anche quando è negata

                quindi per esistere un PoMo deve muoversi in una nebbia concettuale molto fitta, in cui vede solo il suo Discorso e una caricatura di quello del Nemico

                ciao

              • Per Francesco

                “se potesse pronunciare le parole “realtà oggettiva” non sarebbe un PoMo”

                Certo, direbbe una cosa sul tipo, “quando Tizio parla di ‘realtà oggettiva’, in realtà sta esprimendo un progetto di dominio”

                Già negare la realtà oggettiva sarebbe una cosa troppo oggettiva.

              • Peucezio says:

                Miguel,
                “non esiste alcuna realtà oggettiva; esiste solo il Discorso; il Discorso è sempre una forma di manipolazione per affermare il Potere; l’unico scopo dello studio è decostruire e denunciare il rapporto di potere che si nasconde dietro ogni discorso”.

                ma sarebbe PoMo se i bianchi eterosessuali di religione cristiana dicessero che tutta la storia del patriarcato, del colonialismo, dell’antisemitismo, dell’Olocausto, dell’Inquisizione, dello schiavismo, della repressione dell’omosessualità sono Discorsi manipolativi per affermare il potere di negri, islamici, ebrei, omosessuali, transessuali, donne, ecc. ecc. contro di loro e che quindi è giusto che si “triggherino”, come dice Moi, ogni volta che si dice che negli stati del sud degli USA c’è stata la schiavitù?

              • Per Peucezio

                “ma sarebbe PoMo se i bianchi eterosessuali di religione cristiana”

                Domanda molto interessante.

                Credo che un PoMo direbbe di no, perché la SUA sensibilità non è quella, e l’appello alla coerenza logica è un tipico strumento del dominio, caratteristico ad esempio del criminale Metodo Scientifico.

  6. guido doria says:

    Sembra ritornino i motivi del “dibattito” Socrate sofisti.
    Quid est veritas ?

    • PinoMamet says:

      Noto ora che abbiamo pensato circa la stessa cosa (tu meglio).

    • Per Guido doria

      “Sembra ritornino i motivi del “dibattito” Socrate sofisti.
      Quid est veritas ?”

      Esatto! Ho pensato la stessa cosa, ascoltando le battute fulminanti di Ryan Wash, velocissime e pungenti:

      “io so che non esiste lo spazio, perché non l’ho mai visto… tu dici che potrebbe esistere? Allora stai dando del bugiardo a me?! … avanti, dillo, secondo te sarei un bugiardo? E lo dici perché io sono nero e tu sei bianco!”

      Ma non mi ricordo abbastanza dei sofisti per dire di più.

      • habsburgicus says:

        Quid est veritas ?”

        lo disse Pilato davanti al Signore
        innumerevoli quadri rappresentano “Gesù davanti a Pilato”
        Pilato portava i fasci (la sx direbbe che era fascista pure lui :D) come espressione del suo imperium e dello ius gladii, altrimenti detto ius vitae ac mortis
        Cristo tenne una non troppo pubblicizzata “lezione di diritto romano” a Pilato
        infatti alla domanda di Pilato “lo sai che é in mio potere mandarti a morte o rilasciarti” ?, rispose “non avresti quel potere se non lo tenessi da Cesare”
        e così era !
        si può discutere sui dettagli ma é chiaro
        Pilato era un praefectus (la dottrina più recente, contro l’ortodossia dei tempi più antichi tuttora presente in quasi tutti i manuali, tende a ritenere che la Giudea NON fosse una provincia, bensì una semplice prefettura della provincia Siria; le province equestri, oggi si pensa, sono claudiane e assenti prima del 41 d.C, con l’eccezione dell’Egitto, caso a parte, e della Sardinia et Corsica, anch’essa spiegabile, e spiegata, con una Sonderweg)
        dunque, se così è, Pilato terrebbe una doppia delega o, per usare il linguaggio del Sacro Romano Impero nelle sue ultime fasi , aveva un potere mediato e non immediato
        ovvero Vitellio, allora legato della Siria (5 fasci) delegava per la Giudea ALCUNI suoi poteri all’eques Pilato (un sannita, uno delle zone di Mastella e De Mita :D)
        a sua volta i poteri di Vitellio (dunque anche quelli che delegò a Pilato e tutti gli altri) erano a lui delegati da Cesare, cioé Tiberio di cui Vitellio era l’umile legatus (legatus Ti. Caesaris Aug. prov. Syriae)
        perciò Pilato dipendeva da Tiberio non in modo immediato [diretto] ma “mediato” [da vitellio]
        questo a livello costituzionale; poi è probabile, se non certo, che potesse corrispondere con Roma senza manco avvertire Vitellio 😀
        sono cose su cui si discute..non c’é, e non ci potrà forse mai essere certezza, eh 1
        ma le linee di fondo sono abbastanze chiare

        • habsburgicus says:

          Vitellio, come tutti i suoi colleghi legati (che fossero consolari o praetorii non importa), aveva un imperium pro praetore
          e ciò é logico..non poteva avere, finché Roma rimase la vera Roma, un imperium pro consule !
          infatti la Syria era parte della “provincia”, estesissima, di cui Tiberio stesso era proconsole, dunque l’imperium pro consule ce l’aveva Cesare in persona ! un altro, a lui subordinato, non poteva avere imperium pari al suo !
          invece il proconsul delle province pubbliche (cioé “senatorie” per usare la nomenclatura d’antan), anche un misero e sfigatissimo proconsole di Cipro, un semplice ex-praetore davanti al quale un Vitellio rideva, aveva un imperium pro consule, giacché TEORICAMENTE EGUALE nell’ambito della provincia a Cesare (poi, dal 23 a.C, il “trucco” era dare a Cesare un imperium maius perché fidarsi è bene, non fidarsi é meglio 😀 e così in caso di disputa avrebbe legalmente vinto l’imperium del princeps !)….e se ne aveva manifestazione visiva nel numero dei fasci
          i due proconsoli di rango consolare (Africa e Asia) avevano 12 fasci, come i consoli
          gli altri proconsoli (circa 8), di rango pretorio ma sempre provvisti di un imperium “autonomo”, avevano 6 fasci [innovazione di Augusto, sotto la Repubblica il proconsole, che fosse ex-console, ex-pretore o in casi estremi ex-questore, aveva sempre 12 fasci !]
          era quindi necessario che i legati di Cesare, avendo un imperium “inferiore” (perché non “autonomo”) avessero meno fasci ! ed ecco che Augusto diede loro 5 fasci, da cui il termine quinquefascalis per indicare i legati delle province imperiali
          dunque un Vitellio, ex-console e poi censore, potentissimo, era formalmente “meno” di un proconsole di serie B…
          Vitellio, i cui poteri erano delegati da Cesare, aveva solo 5 fasci
          il proconsole di Creta e Cirene, un misero ex-pretore, i cui poteri però erano conferiti dal Senato [e in teoria dal popolo..le elezioni ovviamente erano truccate a quest’epoca e di fatto abolite] invece ne aveva 6 ! poiché titolare di un imperium “autonomo”, formalmente eguale a quello che Cesare aveva nella sua mega-provincia, che comprendeva tutte le cosiddette “province” imperiali rette da suoi legati, di rango consolare (Syria, Pannonia, Hispania Citerior ecc) o pretorio (Lusitania ecc)

          • Z. says:

            Per queste ragioni, com’è noto, il popolo soleva gridare: Vai, o Vitellio, al suono di guerra del dio romano!

  7. PinoMamet says:

    A proposito di dissing, leggiucchio (nei commenti di youtube, quindi uno spazio profondamente intellettuale 😉 ) che il dissing tra Fabri Fibra e i Gemelli Diversi era forse preparato a tavolino
    (immagino per il duplice scopo di rilanciare il già declinante F.F. e dare notorietà come rapper- in effetti, si tratta del loro unico pezzo spiccatamente rap che conosca- ai Gemelli Diversi che tanti vedevano circa come una boy band fuori tempo massimo).

    Può essere che tra PoMo e “destra” ci sia un meccanismo simile…

  8. Per PinoMamet

    “Può essere che tra PoMo e “destra” ci sia un meccanismo simile…”

    Beh, sicuramente i polemisti di Destra ci vanno a nozze con la gente tipo Ryan Wash, che tra l’altro è Sicuro Perchè lo Dice la Scienza che ci sia un tremendo problema di cambiamento climatico che sta per spazzare via la Civiltà Bianca: in un colpo solo fai fuori rivendicazioni nere, rivendicazioni omosessuali e rivendicazioni ambientali.

    Come i “sinistri” da noi adorano Forza Nuova.

    • Marcello Teofilatto says:

      Lukacs parlerebbe di “solidarietà antitetico-polare” (non sarò mai abbastanza grato a Costanzo Preve, dal quale ho imparato anche questa espressione).
      A proposito del parassitare, la cosa che personalmente mi fa incazzare di più è che il PoMo venga anche definito “marxismo culturale” (il buon vecchio Karl si sta rivoltando nella tomba).

      • Z. says:

        Bentornato 🙂

      • Per Marcello

        “Lukacs parlerebbe di “solidarietà antitetico-polare” (non sarò mai abbastanza grato a Costanzo Preve, dal quale ho imparato anche questa espressione).”

        Perfetto, me ne ero dimenticato!

        Concordo sulla bestemmia del “marxismo culturale”.

        Poi, come in qualunque tesi, c’è qualcosa di vero, nel senso che un marxista direbbe – a ragione – che quando l’imprenditore delle armi fa un discorso di esaltazione della Sacra Patria, gatta ci cova.

        Però questo discorso non può essere esteso all’infinito, tipo “Miguel mi ha guardato dall’alto in basso, non perché io sono alto 1 metro e venti e quindi doveva abbassare lo sguardo per forza, ma perché vuol mandare un messaggio di dominio su quelli diversi alti”.

  9. Stasera, in pizzeria con i “toscanisti”, mi rendo conto di uno dei motivi per cui i PoMo stanno facendo tanta strada.

    Noi pensiamo sempre in termini grandiosi, tipo “l’Uomo [con la U maiuscola] dovrà cambiare radicalmente rotta, per evitare la catastrofe climatica”.

    Oppure, se siete del partito di Oldboy, “la Gente dovrebbe risvegliarsi e accorgersi del tremendo destino che i Potenti stanno preparando per loro con la scusa del cambiamento climatico, e ribellarsi”.

    Nel pianeta realmente esistente (e non nel Pianeta B degli idealisti e dei sospettosi) esiste invece un’infinita partita di scacchi dai mille pezzi, con mosse lentissime, che non porta da nessuna parte.

    Un mondo fatto di leggi, tribunali, avvocati che trovano cavilli, ricorsi, piani regolatori, micro-accordi sottobanco, dove ogni cosa che fa chiunque viene intralciato e contestato da altri, e dove solo per iniziare a capirci qualcosa, ci vuole un dottorato in diritto amministrativo.

    Nella quasi totale impossibilità di incidere sul pianeta reale, molti cercano rifugio nelle fantasie erotiche/identitarie/razziali, dove possono mandare tutti i bianchi su Marte oppure su Plutone, c’è solo l’imbarazzo della scelta tra superpoteri.

    • Peucezio says:

      Non per essere monotono, ma questo vale per l’Italia (in misura parossistica) e per l’Occidente (in misura un po’ più equilibrata),: in Cina non è che non esistano le leggi, i tribunali e gli avvocati, ma sono più o meno come le zanzare: se appena danno fastidio al manovratore, vengono psiaccicate sul muro.

      • Per Peucezio

        ” in Cina non è che non esistano le leggi, i tribunali e gli avvocati, ma sono più o meno come le zanzare:”

        immagino di sì.

        Però, senza giudizi morali, i sistemi con manovratore forte hanno difetti analoghi.

        Nel libro “Al casinò con Mussolini” di cui feci una recensione qui qualche anno fa, abbiamo una descrizione della micropolitica di Sanremo sotto il fascismo.

        Sembra Firenze di oggi, tra speculatori, traffichini, truffatori e pochi onesti (tra cui diversi dirigenti fascisti).

        Però la situazione era ancora più oscura, perché – in mancanza di una stampa e di tribunali “liberi” – ai vertici tutto arrivava filtrato; e quindi Mussolini era completamente in balia di voci e intrighi e cordate.

        Ecco perché non credo che un sistema “totalitario” (semplifico) ci possa salvare.

        • Peucezio says:

          Ma gli italiani non sono i cinesi.

          Mussolini era l’unico “cinese” in un paese di italiani.
          Invece i cinesi sono un miliardo e quattro. Di cinesi perlappunto.

          • Z. says:

            Mussolini era un pesce nell’acqua, nel suo ambiente ideale: un attore di grande carisma in un enorme teatro dell’opera.

          • Per Peucezio

            “Invece i cinesi sono un miliardo e quattro. Di cinesi perlappunto.”

            Ma come sono i cinesi?

            Ognuno generalizza in base alle proprie esperienze, le mie sono limitate, ma sparo…

            1) enormi reti familiari che travalicano luoghi e regimi, clan di cui fanno parte anche parenti remoti, e che costituiscono la prima e ultima lealtà

            2) ateismo pratico di fondo con molte superstizioni (tipo “ricordarsi l’incenso per la statua del Buddha-che-ti-fa-vincere-la-lotteria”) e un notevole attaccamento alla medicina tradizionale

            3) spirito pratico e un particolare culto per i soldi da mettere sotto il materasso, o da spendere in giochi d’azzardo

            4) atteggiamento molto pratico-mercenario verso le questioni sessuali

            5) umanità nelle piccole cose, niente fretta, notevole flessibilità, un ufficio cinese a Shanghai era uno dei posti più rilassati che io abbia mai conosciuto

            Boh…

            • Peucezio says:

              Quello che è determinante però (io non sono mai stato in Cina, però rilevo delle costanti storiche) è la grande capacità di coesione.
              Che non significa che io sono solidale con tutti gli altri cinesi, ma banalmente che tendo a funzionare secondo strutture e schemi collettivi, anche ciclopici, di scala planetaria, senza pormi troppi problemi, come un naturale atteggiamento di adeguamento e passività.
              Il giapponese probabilmente ne fa un fatto etico e ci si farebbe ammazzare. Il cinese è abituato così, lo dà per scontato e lo fa quasi per automatismo.

              • Francesco says:

                che io sappia, la Cina comunista è parecchio simile all’Italia fascista

                culto del capo, come via per il potere

                traffici locali, per starci al potere

                palle nelle relazioni, quanto serve per tenere in equilibrio i punti di cui sopra

                nazionalismo stentoreo

                oppressione delle minoranze prive di amici

                statistiche false, secondo le migliori tradizioni asiatiche e autoritarie – e umane, a dir la verità

          • Francesco says:

            no dai, è più esatto dire che Mussolini era “italiano” e una parte di quelli che ha convinto erano “cinesi”

            e sono crepati nelle guerre a cui si è stupidamente accodato o sono stati fregati dai fascisti “italiani”

            alla fine è stato ammazzato perchè gli “italiani”, con i deboli, sono feroci

    • Peucezio says:

      E infatti in Cina dubito ci siano i PoMo: secondo me li strangolano già da piccoli 😀

  10. Roberto says:

    “Il PoMo offre un’ideologia che permette il triplice lusso …”

    Posso dire che mi sembrano degli inutili scimuniti?
    Ho provato a leggere il dibattito decostruito e mai come ora ho avuto l’impressione di buttare nella spazzatura 5 minuti della mia vita

    Puoi spiegarmi perché lo trovi interessante? Chiaramente mi manca una chiave di lettura (anzi proprio il mazzo di chiavi intero)

    • Mauricius Tarvisii says:

      Alla fine da Marx a Croce, da Gentile a Marcuse, hanno tutti formulato le teorie più campate fondandole sui postulati indimostrati (e francamente ridicoli) dell’hegelismo. Almeno questi pagliacci sembrano più onesti…

    • Z. says:

      Secondo me il discorso “la realtà è come dico io e se lo neghi mi stai attaccando” è una forma di pensiero importante, che non è sconosciuta dalle nostre parti.

      Ad es.: se la gente dice che il crimine aumenta, è irrilevante che sia in costante calo. Aumenta e basta: chi lo nega è un professorone radicalscikk che odia il popolo.

      Un ragionamento analogo è stato fatto, tra gli altri, anche da giornalisti che amano sottolineare che si occupano di fatti e non di opinioni. E se le teorie sono esse stesse fatti – tesi che fu autorevolmente sostenuta nell’Ottocento, e non del tutto infondata – il loro atteggiamento non è contraddittorio.

      Del resto, quante volte abbiamo sentito politici dire, su qualsiasi argomento, “ah, ma se le cose stanno come dici, perché la gente protesta?”

      Infine, di recente ho ritrovato un vecchio articolo in cui un noto esponente politico rimproverava un ancor più noto scienziato, accusando le sue valutazioni non di essere errate, bensì di essere “non rispettose della volontà parlamentare”.

      Il dibattito citato da Miguel appare allucinante perché distilla questa tendenza, la porta all’estremo.

      • Peucezio says:

        Z.,
        “Infine, di recente ho ritrovato un vecchio articolo in cui un noto esponente politico rimproverava un ancor più noto scienziato”

        I nomi! 🙂

        • Z. says:

          Vi avevo anche fornito il link di recente. Ma non state mai attenti, non state.

          https://www.repubblica.it/online/cronaca/elettro/bordon/bordon.html

          • Peucezio says:

            Beh, no, rimproverava un noto scienziato che faceva il ministro, quindi era un politico che rimproverava un altro politico, sia pure un politico-scienziato.
            Non è uno sconfinamento: se entri nella mischia della politica ti metti in gioco, perdi la verginità e uno può legittimamente dubitare se ciò che dici sia un’opinione scientifica disinteressata o una posizione militante e interessata.

            • Z. says:

              No, non criticava un ddl o un emendamento del collega. Ne contestava una valutazione scientifica.

              Un conto è dire che dovrebbe o meno spendere soldini per esplorare lo spazio. Un conto è affermare che lo spazio non esiste!

      • Roberto says:

        Si Z, mi sono spiegato male.

        Che sia qualcosa di ahimè diffuso, concordo, ed è interessante rilevarlo

        Non capisco però come questo modo di discutere possa essere “straordinario”, a meno che miguel non volesse dire “straordinariamente assurdo”
        Preferisco giocare 1000 ore a Tetris piuttosto che partecipare ad un dibattito decostruito

        • Per roberto

          “Preferisco giocare 1000 ore a Tetris piuttosto che partecipare ad un dibattito decostruito”

          Anch’io, e non gioco a Tetris!

          Ma quello che colpisce è come l’associazione nazionale dei Debater abbia dato la corona al tizio.

          Ciò dimostra il grado di soggezione di gente che teoricamente dovrebbe essere educata a capire la valanga di fallacie logiche che Wash spara ogni volta che apre bocca.

          L’unico suo argomento, in fondo è “datemi il premio perché sono gay e nero se no vi sputtano davanti al pianeta intero come razzisti omofobi”; e pare che sia un argomento vincente.

          E se l’élite dei ragionatori del paese (ancora) più potente del mondo la pensa così, è una notizia importante.

      • Per Z

        “Il dibattito citato da Miguel appare allucinante perché distilla questa tendenza, la porta all’estremo.”

        Infatti, Il PoMo è vecchio quanto l’uomo. Solo che i postulati in genere vengono collocati fuori da noi: in Dio, oppure nella Ragione o nella Scienza.

    • Per roberto

      “Puoi spiegarmi perché lo trovi interessante?”

      Perché negli Stati Uniti, il PoMo è oggi una forza ideologica che domina le facoltà umanistiche e le scienze sociali (spero che non ci siano troppi ingegneri PoMo); e quindi esercita un’influenza molto importante sui media, sugli insegnamenti scolastici, sulla legislazione.

      E gli Stati Uniti sono (ancora) il paese più potente del pianeta.

      E comunque la trasmissione al resto del mondo del pensiero americano è molto veloce.

  11. Moi says:

    Be’, con la Storia, il metodo è collaudato :

    la Corte di Luigi XVI a Versailles pullulava di Nobiltà Francese Autoctona MultiEtnica almeno quanto l’ attuale Nazionale di Calcio … solo che i Pittori e gli Scultori e e Cronisti Bianchi Razzisti hanno distrutto le opere dei colleghi Ne(g)ri dando a intendere che ci fosse solo Aristocrazia Bianca ! … Fortunatamente la Verità è tornata a galla, e Hollywood le sta rendendo giustizia !

    Chi parla di Anacronismo Politically Correct è Razzista o “Brainwashed”, a seconda.

    😉

    PS

    Il DNA _ come lo Spazio Cosmico_ oramai sappiamo che NON esiste, difatti sosteneva di averlo scoperto_ NON a caso ! _ un Bianco Razzista negli Anni _ NON a caso ! _ Cinquanta (assieme a un altro Razzistone Bianco già morto) … gustamente De-Nobelizzato in quanto tale !

    😉

  12. Un’altra cosa…

    Io sono cresciuto all’ombra della cultura statunitense.

    Che avrei potuto definire, tanti anni fa, così:

    Un mondo abbastanza tollerante, molto legato a cose pratiche e tecniche, con un grande rispetto per la libertà di parola, dove lo spirito patriottico, o semplicemente l’interesse individuale, prevale per quasi tutti sullo spirito di fazione.

    Due partiti talmente intercambiabili che quelli un filino più di “destra” erano… i “rossi”, e comunque la metà della gente non andava nemmeno a votare

    Questa cornice permetteva una grande libertà ai fanatismi individuali o di gruppo, molto intensi ma in genere poco aggressivi: terrapiattisti, survivalists, ebrei ultraortodossi, fricchettoni…

    In breve tempo questo paese (che era ancora quello di Obama, in fondo) è stato sostituito da un paese spaccato tra i tweet di Trump e le sparate di Ryan Wash.

  13. Segnalo che l’unica candidata che seguo, Tulsi Gabbard – che è di “estrema sinistra” se vogliamo dire così, su sanità pubblica, ambiente, guerra – è anche l’unica democratica a essersi distanziata pubblicamente e più volte dagli eccessi PoMo.

    Al di là della mia simpatia per lei, è importante perché non dobbiamo mai confondere il postino con la lettera che porta, né le grandi questioni dei nostri tempi con le persone spesso discutibilissime che ne parlano.

  14. Segnalo a tutti un articolo molto interessante (in inglese!) sui nuovi allineamenti in Medio Oriente:

    https://original.antiwar.com/hallinan/2019/11/06/the-new-middle-east-thats-coming/

  15. roberto says:

    Miguel

    riprendo qui per comodità

    “E se l’élite dei ragionatori del paese (ancora) più potente del mondo la pensa così, è una notizia importante.”

    una cosa che mi chiedo senza avere nessuna certezza è quanto di questo modo ri ragionare cade “in basso”

    pinguini viola e 365 generi, spazio che non esiste, e boiate simili le leggo solo qui
    trigger su certe cose (neri, omossessuali & donne in primis) sono un pochino più frequenti (e negli stati uniti sicuramente molto più frequenti), ma sono trigger generali o riservati ad una frangia minoritaria (ancorché rumorosa della popolazione)?

    mi viene in mente un caso: il primo ministro canadese costretto a scusarsi perché in un carnevale da adolescente si era travestito dipingendosi la faccia di nero. ovviamente è una cosa ridicola (chi non l’ha fatto e che male c’è?), ma questa cosa ridicola ha preso dimensioni tali da obbligare trudeau a scusarsi. ma quel che mi domando, prima che il il primo imbecille dicesse “deve scusarsi”, e che le pecore belassero zelanti “deeeeveee scusaaaaarsiiii”, era un problema reale?

    • Per Roberto

      ” ma quel che mi domando, prima che il il primo imbecille dicesse “deve scusarsi”, e che le pecore belassero zelanti “deeeeveee scusaaaaarsiiii”, era un problema reale?”

      Verissimo.

      Ho l’impressione che ci sia un meccanismo di questo tipo:

      1) Roberto è un astuto politico che fa la guerra a Peucezio

      2) Roberto becca Peucezio che una volta ha detto, “mah, io non è che mi diverto a mettermi il rossetto”

      3) Roberto chiama il suo amico giornalista che fa il titolo in prima pagina, “Peucezio, dichiarazione omofoba choc!” (a quel “titolo in prima pagina” fai tutte le dovute declinazioni in epoca da social)

      4) Non gliene frega niente a nessuno, nemmeno ai seguaci di Roberto, ma per una settimana tutti sanno che porta male dire una parola in difesa di Peucezio, se no succede anche a loro.

      C’è insomma un fortissimo distacco tra ciò che sentiamo realmente, e la grande attenzione che prestiamo a non fare nulla che ci faccia rischiare di perdere rispettabilità sociale.

      • Z. says:

        Tipo, Cuperlo ha detto che gli elettori leghisti sono ignoranti! Casta inciucio professoroni vergogna!

        (parlava di responsabilità della politica nell’abbandono scolastico, fenomeno che peraltro riguarda più che altro i minorenni)

  16. roberto says:

    o un altro caso: la “cultural appropriation” che sembra l’ennesimo ridicolo tabu (non potrei mettermi uno jukata perché non sono giapponese e offenderei la cultura giapponese).
    se non c’è il primo ad alzare il ditino e far scattare il trigger, quanti veramente se ne preoccupano?

    sai perché me lo chiedo? se il problema è solo quello che alza il ditino (l’elite) alla fin fine basta tagliare il ditino. se il problema invece è che ormai la maggoranza pensa in questo modo, beh lì sono cavoli acidi

    • Per roberto

      “cultural appropriation”

      Consiglierei invitando gli antiappropriazionisti a non appropriarsi della lingua inglese.

      La decolonizzazione inizia dal linguaggio, lo Yoruba non è così difficile! http://learn101.org/yoruba.php

      • roberto says:

        cerco in effetti di evitare ma per “cultural appropriation” come lo dici in italiano?
        traducendo parola per parola con “appropriazione culturale” useremmo una espressione che non ha nessunissimo senso….preferisco lasciarla lì come è, a sfregio, applicando la massima “un concetto barbaro lo esprimo in lingua barbara”

  17. Peucezio says:

    Roberto,
    ma quello che conta non è il sentimento della maggior parte della popolazione.
    E’ il potere intimidatorio delle minoranze o delle élite verso la maggior parte della popolazione.

    Le forme di repressione che degradano la qualità della vita collettiva, fino a forme violente e tragiche (e non è ancora il caso: non ci sono ancora i campi di concentramento e le esecuzioni sommarie per gli omofobi o presunti tali) o invece in misura tale soltanto da degradare il livello culturale e imporre una cappa di conformsmo oppressivo (e questo c’è), vengono sempre da pochi.
    In Asia (Russia compresa, quando è successo) di solito è uno solo o un regime ristretto (non credo che i coreani del nord siano felici di vivere così), in Occidente, che è più pluralista, in genere è un intero ceto, ma comunque minoritatio.

    Tra l’altro i dominati in genere reagiscono non con forme di resistenza, ma con una sorta di complesso, di senso di colpa, anche se a qualche livello sentono di stare subendo un torto. Ma, insomma, si sa che il debole cerca di ingraziarsi il forte, di schierarsi dalla sua, non di scontrarvisi. Il voto a Salvini o a Trump è il segno che questo complesso di inferiorità ha delle smagliature, che un senso di disagio trova anche un minimo di espressione (Salvini e Trump sono proprio il rutto a tavola, la bestemmia in chiesa, il popolano che fa una scorreggia al perbenismo borghese e aristocratico, è un po’ lo spirito carnevalesco dell’infrazione), ma non lo sopravvaluterei.

    • Z. says:

      In effetti i 5S erano in larga misura questo: una minoranza che tentava di intimidire chi vi si opponeva, con l’uso ripetuto della gogna e articoli aggressivi ad opera della stampa amica.

      Ora sono miti e governisti, e Salvini ha preso il loro posto con un messaggio politico più univoco, con più spregiudicatezza e più efficacia. E Grillo si lamenta di chi sparge odio e inietta veleno nel sistema 🙂

      • Peucezio says:

        Mah…
        E’ vero senz’altro per Travaglio e compagnia, che preesistono ai Cinquestelle e sono stati semmai per anni i portabandiera del fanatismo antiberlusconiano.
        Ma i Cinquestelle mi sembrano troppo un’armata Brancaleone improvvisata ed eterogenea per essere assimilati ai PoMo o comunque alle isterie politicamente corrette americane, che invece hanno dietro realtà molto organizzate e motivate, che non si sciolgono come neve al sole come ‘sti quattro dementi.

        • Z. says:

          Non si tratta di “assimilare”. Si tratta di riconoscere che i meccanismi descritti da Miguel sono diffusi da tempo anche in Italia, magari in forma meno evidente e sfacciata.

          Ad esempio, pensa a quante volte hai sentito l’obiezione “ma se le cose stanno così allora perché la gente protesta?”. Io ricordo di averla sentita sin da ragazzino, da parte di miei coetanei, e poi da parte di giornalisti, politici e opinionisti pressoché di ogni parte e colore.

          E’ meno sfacciata, meno esibita, meno lunare (ehm), ma non è priva di legami con “se non vedo lo spazio allora non esiste, e chi ne parla mi offende”.

          • Peucezio says:

            Io però distinguerei gli espedienti retorici scoperti e fallaci, ma di grande presa, da una visione del mondo negatrice della logica e della realtà stessa.

            Da sempre chiunque disponesse di strumenti retorici minimi se n’è servito per i suoi interessi o quelli del suo gruppo di potere, mistificando e persuadendo gente ad andare contro i propri interessi.
            Ma qui si tratta di altro: si tratta abolire la distinzione fra la mia sensibilità personale (per la quale, se sono di cattivo umore, mi può dare ai nervi che tu vada in giro per strada con un vestito rosso sgargiante) e la realtà e pensare che la materializzazione del proprio universo pulsionale sia un diritto giuridico e sociale.
            Non so se ti rendi conto che la conseguenza di questo è che se tu mi stai antipatico perché hai i capelli lisci anziché ricci, io ho il diritto di sopprimerti, perché se mi viene negato questo diritto, si sta facendo violenza alla mia sensibilità e ai miei desideri.

            • Z. says:

              Come scrivevo, è una forma più aggressiva ed estrema, se vuoi, di un atteggiamento diffuso da sempre.

              E’ interessante proprio perché nella storia che ci ha fatto conoscere Miguel questo atteggiamento è spinto al massimo grado (o meglio, al massimo grado visto finora).

              • Peucezio says:

                No, c’è un punto che proprio non mi torna.

                Un conto è la semplificazione retorica della realtà, un conto la pretesa che il mondo sia una mia proiezione pulsionale infantile.

                Non è una differenza quantitativa, sono proprio due cose diverse, anche se la seconda può servirsi della prima ed estremizzarla.

              • PinoMamet says:

                La vedo come Peucezio.

                Insomma, tra barare per vincere in una discussione, per “segnare punti”;

                e convincersi che il mondo sia come pare a noi, perché pare a noi;

                “c’è una bella pecca” (cioè gradino), come si dice nell’italiano locale di qua…

              • Z. says:

                Dire che il crimine aumenta perché la gente dice che aumenta o che lo spazio non esiste perché i neri non ci vanno non mi sembrano due cose diverse sotto il profilo dell’onestà intellettuale.

                Non è che chi sostiene la prima tesi bara, per dire, e chi sostiene la seconda ci crede. Immagino che ci sia chi crede che il crimine aumenti ogni anno, e trovi conforto nella supposta opinione generale; e così, immagino che ci possa essere chi racconta che lo spazio non esiste ma non ci crede affatto.

                Vedo un’altra differenza, semmai: la seconda affermazione è più precisa e circostanziata, e quindi si presta a obiezioni più facili da sollevare.

                C’è poi un’ulteriore differenza tra queste teorie americane e certe teorie che hanno corso da noi, e qui trovo che Ezio abbia ragione quando parla di “proiezione pulsionale”.

                Da noi chi fa affermazioni di un certo tipo si fa scudo della maggioranza (vera o presunta) dell’opinione pubblica. Mi sembra che in molti casi citati da Miguel, qui la posizione sia più individualista: è così perché io voglio che sia così.

                E questo in un certo senso si applica anche al caso dello spazio che non esiste, anche se non appare subito con evidenza.

              • PinoMamet says:

                Io però non ricordo dichiarazioni del tipo “il crimine aumenta perchè la gente dice che aumenta”;

                ricordo invece dichiarazioni tipo “i numeri dei reati saranno in diminuzione, ma la gente non si sente sicura, e noi politici dobbiamo renderla sicura…”

                che è una dichiarazione disonesta, perchè spesso sono proprio le dichiarazioni dei politici a rendere la gente meno sicura…

                ma non è onirica o surreale.

              • PinoMamet says:

                Peraltro l’uso disinvolto di numeri e statistiche non è certo una prerogativa della destra:

                la sinistra, per esempio, da anni continua a dire che i numeri dell’immigrazione sono bassissimi, a volte spacciando i numeri degli immigrati regolari come numero totale, e trovando così “inspiegabile” la percezione della “gente” che ne vede tantissimi…

                dimenticandosi comodamente tutti gli altri fattori che contribuiscono a questa percezione

                (se si considera il numero della popolazione attiva ; impiegata in certi settori; diffusa in certi quartieri;
                in certe zone d’Italia;
                la percezione di chi crede che gli immigrati siano il 20% della popolazione, sicuramente esagerata, non è però così inspiegabile…)

              • Per PinoMamet

                “la percezione di chi crede che gli immigrati siano il 20% della popolazione, sicuramente esagerata, non è però così inspiegabile…)”

                1) Scuola elementare dietro casa, più del 50% dei genitori nati all’estero (comprese coppie miste).

                2) Movida notturna in Sanfrediano, a parte gli spacciatori rigorosamente marocchini, 90% italiani, 10% studenti americani e affini, colore bianco uniforme

                3) Riunione per Rifondare la Sinistra Alternativa Antifascista e Antirazzista. 100% bianchi, di cui il 90% autoctoni toscani.

              • PinoMamet says:

                Ricordo per esempio che un pomeriggio sono sceso alla stazione di Reggio Emilia;
                ore 2 p.m. circa;
                popolazione presente nella stazione circa 50 persone, contate da me;
                attorno, stimate almeno altre 200;

                ed ero l’unico bianco .
                Sottolineo, l’unico.

                Fossi la sinistra italiana, sarei meno sminuente della percezione della “ggente”, e tenterei di approfondire un po’ i fenomeni, prima che lo facciano altri di segno politico opposto…

              • Z. says:

                Pino,

                — Io però non ricordo dichiarazioni del tipo “il crimine aumenta perchè la gente dice che aumenta”; —

                Io sì. Se dici che non conta il numero dei reati ma quel che dice la gente ai giornalisti, stai dicendo che aumenta perché la gente dice che aumenta.

                — la percezione di chi crede che gli immigrati siano il 20% della popolazione, sicuramente esagerata, non è però così inspiegabile… —

                Certo che non lo è, e per diverse ragioni, alcune delle quali già alencate da te. Ce ne sono poi altre: anzitutto la propaganda, poi perché quel che è insolito si nota di più, poi perché sei abituato a certe facce nel tuo quartiere e ne vedi di completamente diverse e così via.

                Ma questo è diverso da raccontare frottole sull'”emergenza crimine”, o dal sostenere che chi la nega è un professorone che sminuisce il popolo!

              • PinoMamet says:

                Certo, però ti faccio notare che è una retorica che si autoalimenta.

                Mi spiego:

                Destra: “Ci sono troppi immigrati! in giro vedo solo neri!”

                Sinistra: potrebbe rispondere con la somma delle ragioni elencate da te e da me…
                invece risponde:
                “Non è vero! sono pochissimi! sei tu che sei un razzista!”

                Destra: “Se dici che sono pochissimi vuol dire che non hai mai preso un mezzo pubblico in vita tua!
                Sei un professorone che vive nella torre d’avorio! Vergognaa..”

              • Per Pino Mamet

                “ti faccio notare che è una retorica che si autoalimenta”

                Verissimo.

                Però mi colpisce quello che ho detto prima…

                Scuola elementare in Oltrarno.

                Ci sono tre sezioni, cinque anni; poniamo, 300 bambini, il che vuol dire circa 600 genitori.

                Di questi genitori, 350 (diciamo) sono nati all’estero, dal Senegal all’Inghilterra alla Colombia alla Nigeria alla Francia.

                Poi magari hanno costituito coppie miste, per cui la percentuale di bambini figli SOLO di genitori stranieri è più bassa.

                E’ una percentuale enorme, una trasformazione etnica storica.

                Ma non se ne accorge nessuno, e nessuno, ma proprio nessuno, se ne lamenta.

                Nemmeno quelli che ce l’hanno con gli stranieri a Lampedusa, o con i cinesi all’Osmannoro, si lamenta. Anzi, non se ne accorge nemmeno.

                Io che sono fissato con queste cose, riconosco subito gli zingari (romeni e kosovari), ma gli altri no.

                Come nessuno ci fa caso alla mamma zingara, cicciottella, kosovara, che è tutta allegra perché ce l’ha fatta a diventare operatrice socio-sanitaria, e mi fa una testa così con quello che sta scoprendo sulla psicologia.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Secondo me la sovrapercezione degli stranieri è in parte dovuta alla loro appropriazione degli spazi fisici pubblici: gli italiani tendono a riunirsi in spazi privati (bar, cinema, circoli, palestre, ecc.), mentre i parchi e le strade sono uno spazio di aggregazione più frequentato dagli stranieri.

              • Per MT

                “Secondo me la sovrapercezione degli stranieri è in parte dovuta alla loro appropriazione degli spazi fisici pubblici”

                Una cosa che mi aveva colpito anche a New York. Dove per strada non ho visto, credo, nemmeno un “bianco”. Poi quando entravo nei palazzoni, salivo per gli ascensori, incontravo solo “bianchi”.

              • PinoMamet says:

                Per quanto riguarda la scuola, la cosa colpisce anche me: nei commenti a un altro post, avevo elencato tutte le nazionalità degli studenti che ho avuto, esclusa la italiana: 32
                (in realtà avevo dimenticato anche il nepalese: 33).

                Ed è verissimo che non se ne lamenta nessuno e in realtà nessuno ne parla, proprio, perlomeno delle persone che realmente frequentano la scuola: genitori, bidelli, insegnanti ecc.

              • Z. says:

                Pino,

                –Sinistra: potrebbe rispondere con la somma delle ragioni elencate da te e da me… —

                Mmm…

                Non credo che rispondere con somme di ragioni – per quanto valide – al terrorismo mediatico possa essere proficuo. Le emozioni sono più efficaci dei ragionamenti, e la paura è molto probabilmente la più efficace delle emozioni.

                Detto questo, se non riesci a fare ancora più paura a tua volta, l’unico modo per vincere la paura altrui è disinnescarla. Non sempre è possibile, ma il primo passo è cercare di capire da dove nasce, e perché.

              • Z. says:

                Faccio un esempio…

                Credo che sarà capitato a tutti sentir dire che “le case popolari le danno solo agli stranieri”.

                Capita anche a Bologna, naturalmente. Eppure qui gli stranieri extracomunitari tendevano addirittura ad essere sottorappresentati nelle graduatorie, e questo anche prima che si introducesse il periodo minimo di residenza per l’assegnazione degli alloggi.

                Ci sono diverse spiegazioni possibili: prima tra tutte, la considerazione che gli stranieri extracomunitari di solito hanno stipendi più vicini a quelli degli operai non qualificati che non a quelli dei dirigenti.

                Ma se non c’è una casa per tutti, e c’è qualcuno che fomenta la guerra tra poveri, sarà difficile opporgli qualsiasi ragionamento, anche il più fondato…

      • Peucezio says:

        Z.,
        sai qual è il punto?
        Tu vuoi accreditare l’idea per cui la sinistra rappresenta l’Italia che ragiona, tecnicamente preparata, mediamente colta e con dei filtri critici, che cerca di difendere un minimo di ragionevolezza in un mondo di demagogia e irrazionalità fanatica montante.

        E non è che non ci sia del vero in tutto questo.
        Esiste nella sinistra istituzionale italiana di oggi parte dell’eredità democristiana, parte di quella comunista più preparata e consapevole e sicuramente c’è l’apporto di quelle classi di professionisti ed esperti piuttosto preparati, che sono anche il ceto dirigente che, essendo peggiorato molto e facendo anche molti danni, comunque bene o male ha ancora delle competenze e delle capacità.
        Ed è vero che dall’altra parte (Cinque Stelle per un certo periodo; populismo di destra, cioè Salvini, oggi) c’è anche un linguaggio semplificato, una certa demagogia irrealistica, che ragiona per slogan e nega la complessità dei problemi.

        Tutto ciò te lo riconosco.
        Il problema è però
        1) che tutto questo apparato di potere penalizza sempre i ceti produttivi con una fiscalità esagerata e in generale con uno statalismo e un’iperburocratizzazione paralizzante. E senza gente che lavora e fattura, col cazzo che mantieni l’apparato dello stato; è vero che anche la destra non ha ridotto, in sostanza, le tasse, ma non perché è statalista, ma solo perché i vertici politici, da soli, fanno molta fatica a opporsi e a riformare tutta una macchina che va nel senso opposto (e, ammettiamolo, sono anche meno capaci e motivati e molto più velleitari);
        2) che tale sinistra, che avrebbe potuto, non certo evitare, ma almeno contenere e fare da filtro a quei fenomeni di finanziarizzazione dell’economia, di impoverimento dei ceti medi e mediobassi, di smantellamento di tutte le varie tutele sindacali e garanzie dei lavoratori, le ha invece assecondate e vi è stata organica; si straccia le vesti ogni volta che si parla di evazione fiscale (e uno dice: ma allora puntano molto sulla redistribuzione: le tasse in teoria servono a questo), ma poi non è mai un’opprimere e vessare il piccolo imprenditore, l’artigiano o il commerciante per tenere in piedi lo stato sociale, visto che lo si sta piano piano smantellando; è semmai il fisco del re d’Ancien Régime, che va a togliere il pane di bocca al contadino e ai suoi figli;
        3) ed è forse la cosa più grave: che la sinistra culturalmente è totalmente organica a quel mondo nordamericano fanatizzato e irrazionale di cui parla Miguel in questo post. Salvini sarà uno che semplifica, che parla per slogan, che banalizza, che mistifica, ma dice le cose che poteva dire mio nonno. Cioè non c’è una carica sovvertitrice e distruttiva nel messaggio; l’elemento critico semmai sta nel fatto di far credere che l’attuabilità sia immediata, che basti il solo proposito e che quindi tutti quegli elementi tecnici di mediazione fra intenti e realizzazione sostanzialmente non esistano e siano una creazione in cattiva fede della controparte.
        Ma dalla parte opposta abbiamo la negazione della realtà (a tutti i livelli, logica, antropologica, ecc.) sostituita da una proiezione fanatica e irrazionale di un mondo pulsionale e narcisistico; e non a livello di organizzazione dello stato, ma ai livelli più profondi e strutturanti della società, come la famiglia, l’educazione, l’infanzia, i rapporti di coppia, l’intimità, il sesso, la stessa identità personale.

        Ho cercato di fare un’analisi onesta. Di parte, ovviamente, magari non condivisibile, ma senza fare la solita gara dialettica.
        Se mi rispondi altrettanto seriamente sul merito (anche contestando tutto radicalmente) e non facendo il solito cabaret, apprezzerò molto.

        • Per Peucezio

          “Ho cercato di fare un’analisi onesta.”

          E ci sei riuscito, mi sembra un’analisi di un’ampiezza rara.

          Dove eventualmente pongo dei dubbi è sulla fiscalità.

          Lo Stato ha dei bisogni immensi, che derivano (a) dai bisogni oggettivi di un sistema complesso come il nostro, (b) dai meccanismi interni di qualunque burocrazia e (c) dalla logica dell’indebitamento.

          C’entra poco destra o sinistra, il “governo federale” americano ha aumentato le spese con ogni presidente, Reagan compreso.

          Ora, lo Stato prende soldi e dà soldi.

          Deve darne di meno? Esiste un campo importante in cui lo Stato italiano spende troppo? Io rispondo subito di sì: Grandi Opere Inutili ed esercito. Ma non so se risolverebbero il problema, e comunque PD e Salvini mi sembra che su questi temi non ci sentano.

          Deve allora prenderne di più?

          Conosco benissimo la situazione del ceto medio di cui parli. Ma è anche difficile prendere i soldi dagli elusori, da quelli che hanno i conti legalissimi sulle Isole Cayman e che hanno eserciti di fiscalisti pronti a respingere ogni attacco di piccoli e svogliati funzionari delle Agenzie delle Entrate.

          • Peucezio says:

            Miguel,
            vabbè, però all’estero come fanno? Anche lì hanno sistemi statuali complessi e moderni. E anche molto più efficenti.
            In genere o hanno una tassazione simile alla nostra, ma servizi pubblici che ci sognamo (conosco gente vissuta in Germania che dice che lì la vita è molto più semplice anche perché lo stato ti sovvenziona da molti lati e ti dà un sacco di servizi gratuiti, per cui tot reddito lì significa tutt’altra cosa rispetto a qui), oppure hanno una tassazione che è meno della metà della nostra.
            Negli USA mica c’è una tassazione del 50%! Eppure mantengono un apparato che il nostro in confronto fa ridere. Sono il quintuplo di noi, ma hanno, per dire, un apparato militare che sarà mille volte il nostro.

          • Peucezio says:

            https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_per_gettito_fiscale_in_rapporto_al_PIL

            D’accordo, sono sempre dati che semplificano la realtà e da prendere con le molle, ma, insomma, un’idea orientativa, molto a spanne, la danno.

          • Peucezio says:

            Considera anche che bisognerebbe valutare il modo in cui questa percentuale è distribuita.
            Sarebbe interessante una statistica non in relazione al PIL, ma che indichi la media di tasse pagate da ciascun cittadino. Il risultato sarebbe per forza di cose molto diverso (non sappiamo come).

        • PinoMamet says:

          E anche in questo caso, devo dire, pressocché OMDAP

          (anche se la sinistra attuale mi sembra ancora piuttosto lontana dalla negazione della realtà tipica dell’ipercorrettismo politico che sfocia nei PostModerni Americani;
          se parliamo di sinistra di governo ovviamente;
          invece diversi miei amici di sinistra rientrano in pieno nella definizione, che imparo da Moi, di Social Justice Warriors, cioè PoMo declinato in salsa femminista, antirazzista ecc.)

          • Peucezio says:

            Pino,
            “anche se la sinistra attuale mi sembra ancora piuttosto lontana dalla negazione della realtà tipica dell’ipercorrettismo politico che sfocia nei PostModerni Americani;”

            Questo è vero.
            Quello che trovo esecrabile o, quantomeno, criticabile, è il fatto che non siano mai capapci a prendere le distanze da questo mondo e dalle sue manie.
            Cioè loro non sono così: sono ortodossamente politicamente corretti, a volte in modo anche molto polemico e acritico, ma non in questo modo onirico e irreale.
            Ma potrebbero prendere le distanze da queste degenerazioni estreme. Invece si capisce che non sarebbero capaci di un atteggiamento critico, se in Italia arrivasse un’ondata con queste caratteristiche (e piano piano arriva); l’impressione cioè è che da noi queste cose non attecchiscano solo per un certo ritardo, una sorta di resistenza inerte, non volontaria, a queste cose.
            Poi appunto c’è tutto il mondo non governativo, di attivisti, di estremisti che le prende davvero in modo del tutto acritico anche nelle loro forme più estreme.

            • Per Peucezio

              “Invece si capisce che non sarebbero capaci di un atteggiamento critico, se in Italia arrivasse un’ondata con queste caratteristiche (e piano piano arriva); l’impressione cioè è che da noi queste cose non attecchiscano solo per un certo ritardo, una sorta di resistenza inerte, non volontaria, a queste cose.”

              Temo che su questo tu abbia ragione.

              Oggi la cartina da tornasole è la “transfobia”.

              Transfobia potrebbe significare:

              “io odio e vorrei ammazzare le persone che hanno scelto di subire dolorosi interventi chirurgici”

              Ma in pratica, “transfobo” è chiunque faccia le seguenti affermazioni:

              “io sono contrario a mamme dementi che fanno tagliare pisello e tette ai bambini, ritengo che esistano differenze cromosomatiche tra maschi e femmine e non voglio che un tizio alto due metri con la barba e il pisello possa competere e vincere nelle gare riservate a donne”

              Nei paesi anglosassoni, affermazioni di questo tipo possono costarti il posto di lavoro.

          • per PinoMamet

            “PoMo declinato in salsa femminista”

            Sei indietro 🙂 oggi il nemico numero uno dei PoMo sono le femministe.

        • Z. says:

          Ezio,

          perdonami, ma la solita geremiade confusa sulla sinistra cattiva che affama il popolo mi sembra inconferente rispetto al tema che stiamo discutendo 🙂

          Sollevi invece un altro tema è perfettamente in tema: anche la sinistra italiana ha le sue forme di irrazionalità nell’argomentare, e ancor prima nel ragionare.

          Forme di irrazionalità diverse da quelle che caratterizzano la destra, meno diffuse nel ceto politico e – ad oggi – non troppo virulente in ciò che resta nella base. Talvolta davvero marginali. Ma ci sono e a mio avviso sono interessanti.

          Sono certamente diverse anche da quelle illustrate da Miguel con riferimento agli Stati Uniti. Senza dubbio. Ma conoscere queste ultime – proprio perché appaiono davvero essenziali, estreme – può essere importante per capire anche le irrazionalità di casa nostra, e quindi anche le irrazionalità della sinistra di casa nostra.

          Prometto che cercherò di descriverne alcune in giornata, se avrò tempo 🙂

          • Peucezio says:

            Z.,
            con te devo proprio perdere le speranze.

            Io sono pronto a riconoscere certi limiti della destra o quantomeno a raccogliere lo spunto dell’interlocutore e, se proprio non vi trovo un fondamento, ad argomentare il mio pieno dissenso.

            Invece a sentire te qua sembra che la sinistra sia la stessa degli anni ’60 che difendeva strenuamente gli operai contro i padroni e ogni discorso in contrasto con questo assunto è confusa e querula demagogia. Sai che non riesco a veder cosa ci sia di costruttivo in questo atteggiamento liquidatorio e svalutante, che al tempo stesso, ogni volta sistematicamente, da anni, quando gli viene proposto, elude il tema?

            Insomma, se tu mi dici che la destra alla fine, malgrado l’esibito populismo, tende più a favorire la piccola e media imprenditoria che i ceti più deboli, ti dico che se ne può discutere e che c’è del vero. Così se mi dici che, nel periodo berlusconiano, ha anche difeso quelli grossi (magari non l’establishment tipo Fiat o De Benedetti, cioè il mondo imprenditoriale ostile a Berlusconi, ma quello amico) ti dico che c’è del vero.
            Non mi metto a dire: “ecco, brutto comunista, il tuo è odio di classe demagogico, vago e irrazionale da propaganda veteromarxista anni ’70 della più volgare e scontata!!”

            Inoltre io non critico affatto l’irrazionalità.
            L’irrazionalità non c’entra nulla.
            C’entra l’organicità con l’ideologia dominante nei paesi dominanti nel mondo, che oggi sono gli Stati Uniti.
            Non c’è nulla di irrazionale nell’essere organici all’ideologia del gruppo dirigente più forte del pianeta. Così come non c’è nulla di irrazionale nel servilismo in generale.
            Ma in realtà non c’è nulla di irrazionale nemmeno nell’operazione culturale, se così vogliamo chiamarla, di questo potere, anche se il suo contenuto lo è.
            Il potere non ha bisogno di fare un discorso razionale, anzi, esprime la sua forza proprio in virtù di un discorso irrazionale: il re deve poter dire che gli asini volano e nessuno deve contestarlo: è lui l’arbitro della verità, non la logica, il buon senso o la realtà.

            • Per Peucezio

              “’entra l’organicità con l’ideologia dominante nei paesi dominanti nel mondo, che oggi sono gli Stati Uniti.
              Non c’è nulla di irrazionale nell’essere organici all’ideologia del gruppo dirigente più forte del pianeta. Così come non c’è nulla di irrazionale nel servilismo in generale.”

              concordo con molto di ciò che dici, ma qui facciamo un salto logico.

              Noi sappiamo che negli Stati Uniti, la retorica PoMo è invasiva e ha conseguenze devastanti su piccole realtà: il caso che a me colpisce di più è il divieto di criticare le mamme nevrotiche che riempiono di ormoni i propri bambini perché hanno deciso che sono del “gender” sbagliato; o che gli studiosi di storia inglese antica devono rinunciare al termine “anglosassone”.

              Ma sono questioni che a chi ha il potere vero, non gliene potrebbe importare di meno.

              Chi ha il potere vero è interessato a cose come:

              – l’urbanistica, cioè i luoghi in cui miliardi di consumatori vivono realmente
              – il petrolio che permette il flusso dell’intero sistema
              – le guerre in giro per il mondo e tutto il complesso militare-industriale in grado di sterminarci tutti
              – l’agricoltura industriale che nutre miliardi di esseri umani
              – intelligenza artificiale, 5g, monopolio delle comunicazioni tra esseri umani, controllo informatico e produzione del postumano.

              Su alcuni di questi temi, alcuni PoMo hanno qualche posizione che potrei anche condividere, altri no; ma sono chiacchiere fumose, che non preoccupano minimamente “il potere”.

          • Peucezio says:

            La sinistra italiana poi, essendo meno rozza, recepisce questi discorsi strampalati in forme comunque più moderate e meditate (non siamo ancora arrivati al punto in cui il politico di destra dovrà giustificarsi davanti a quello di sinistra col dito puntato, perché osa ancora affermare l’esistenza dello Spazio; ma è solo questione di tempo: le cagate americane non è che non arrivano, arrivano con ritardo) e siccome ha una scuola politica collaudata e una buona preparazione, le sa presentare come discorsi sensati e anche elaborati e razionali, facendo passaro l’altra parte per quella che sogggiace alle pulsioni più inconsulte dell’istinto della plebaglia.
            Ciò non toglie che i ragionamenti della sinistra si prestino a un milione di obiezioni, ma questo è irrilevante: in Italia, dove una classe moderatamente colta c’è ancora, devi mistificare decentemente, non puoi spararle completamente alla cazzo di cane, soprattutto se cerchi consenso in quella classe.

          • Peucezio says:

            Z.,
            e poi, scusa, ma che c’entra la pertinenza del tema?
            Come se in questo blog ci si attenesse sempre alla pertinenza col “topic”.

            Io ho tratto lo spunto per fare un’analisi sulla sinistra italiana.
            T’interessa o no rispondere?
            Decidi tu, ma cosa c’entra la pertinenza?

            • Z. says:

              Ezio, non è che non mi interessa dialogare con te, andiamo!

              Piuttosto, come vedi non ho nemmeno modo di approfondire il tema di cui vorrei parlare, e mi dispiace.

              A maggior ragione, spero mi perdonerai se non allargo il discorso ai numerosi argomenti che hai trattato, ben più complessi e (almeno per me) impegnativi.

              Detto questo, ti scrivo stasera 🙂

    • Per Peucezio

      “Le forme di repressione che degradano la qualità della vita collettiva, fino a forme violente e tragiche”

      Condivido, a patto che ricordiamo una cosa fondamentale, che penso ci dobbiamo ficcare bene in testa.

      Noi occidentali abitiamo un’immensa nave da crociera, spaventosamente complessa e senza comandante, che sta andando a schiantarsi.

      Ogni tentativo di cambiare rotta è reso impossibile da una selva inestricabile di regolamenti, peraltro indispensabili proprio per far galleggiare la nave.

      Quindi mettiamo da parte le grandi paure: i negatori climatici che temono che ci imporranno la “eco-dittatura senza auto o carne”, i sinistri che temono il “ritorno delle camere a gas per i neri” e simili sciocchezze.

      No, la repressione si può solo sfogare su piccole figure minoritarie, come la levatrice che si permette di dire che le donne partoriscono, o il tifoso di calcio che manda insulti, come si è sempre fatto, contro il giocatore della squadra avversaria.

      Poi è bene non dimenticare che ci sono anche tanti anarchici in tutto l’Occidente,che si fanno secoli di galera: se vuoi, se la sono andata spesso a cercare; ma è anche vero che un conto è la condanna che ricevi se tiri un sasso, un altro se ci aggiungono accuse di associazione sovversiva, che oggi prevedono pene maggiori di quelle previste sotto il fascismo.

      • Peucezio says:

        Però non ho capito il nesso fra il problema ambientale e l’intimidazione PoMo (chiamiamola d’ora in avanti così, che è molto semplice e veloce da digitare 😀 ).

        A volte ho l’impressione che proprio tu, studioso dell’immaginario, ne minimizzi la portata.
        Un clima culturale e sociale è determinato anche e soprattutto dai deliri ideologici dominanti (o invece dalle idee sensate, dagli ideali più o meno giusti o assurdi o pretestuosi o che celano assetti di potere o al contrario che sono il parto di geniali e folli utopisti o tutte e due le cose insieme o tante altre) e a sua volta determina l’impronta della società e la qualità della vita.
        Mi chiedo se vivendo in Italia tu, pur da americano, ti sia talmente abituato a stare in un paese dove nulla viene preso davvero sul serio, da credere che sia così dappertutto.

        Ma io sono convinto che nella Ginevra di Calvino si vivesse DI MERDA e non ci credo alla storia che tanto il fabbro e il falegname si facevano i cavoli loro, pensavano a dare il pane alla famiglia e non glie ne importava un fico secco dei proclami moralistici di Calvino. Perché quello aveva la polizia che ti entrava in casa e t’ispezionava pure il buco del c…
        E se anche fosse stato così, oggi siamo tutti troppo borghesizzati per non risentire del clima culturale: i nonni di mio cugino originario della provincia pugliese, una volta che avevano la pancia piena, erano contenti. Quelli della sua generazione, nati e cresciuti nello stesso identico paesello, hanno bisogno del cinema, del pub, degli stimoli sociali e culturali, dell’università in cui incontri gente di altre provenienze e mille altre esigenze che in una società oppressiva sono negate o, peggio, dirette secondo lo schema fanatizzato e ossessivo dell’ideologia di regime. E noi qui dentro siamo tutti così: è inutile che lo neghiamo. Non potremmo vivere per esempio senza libri.
        E nemmeno senza internet.

        • PinoMamet says:

          “Ma io sono convinto che nella Ginevra di Calvino si vivesse DI MERDA e non ci credo alla storia che tanto il fabbro e il falegname si facevano i cavoli loro, pensavano a dare il pane alla famiglia e non glie ne importava un fico secco dei proclami moralistici di Calvino. Perché quello aveva la polizia che ti entrava in casa e t’ispezionava pure il buco del c…”

          Non c’entra niente con l’argomento in discussione…

          ora, premetto che anch’io ho la stessa impressione della Ginevra calvinista;

          noto però (leggo in un saggio sull’Inquisizione) che taluni cattolici si recavano a Ginevra convinti che fosse un posto dove si scopava molto e liberamente , e viene da chiedersi da dove gli venisse questa idea e se fosse giustificata da qualcosa;

          premesse queste cose, credo che nell’immaginario di lingua inglese/protestante ci sia l’idea che fossero i paesi cattolici quelli dove non potevi farti i fatti tuoi, perché ti entrava in casa l’Inquisizione a perquisirti il buco del culo…

          e in effetti in certi casi era vero (ma molti meno di quanti pensano loro, direi).

          • mirkhond says:

            Uno storico inglese, Turbeville, diceva che l’inquisizione cattolica era oro rispetto a ciò che accedeva nei paesi protestanti, tra XVI e XVIII secolo.

          • mirkhond says:

            “e viene da chiedersi da dove gli venisse questa idea e se fosse giustificata da qualcosa;”

            Dall’idea che l’erba del vicino sia sempre più verde, dovuta alla NON conoscenza della realtà immaginata al di fuori della propria che era ben conosciuta.
            Un pò come quei comunisti italiani che fuggiti nell’URSS per non vivere sotto il fascismo, credendo di andare nel paradiso in terra, finirono vittime delle purghe di Stalin.

  18. Peucezio says:

    Inoltre, Roberto, tu vivi in Lussemburgo, noi in Italia… Bisognerebbe vivere negli USA per avere la percezione chiara dell’entità e della forza di temperie di questo tipo.
    Lì, da quel poco che ho capito, le possibilità sono sostanzialmente tre,
    1) o sei un redneck e allora nessuno ti viene a rompere i coglioni e nel tuo ambiente puoi dire quello che vuoi di negri, omosessuali e simili, ma morirai a quarant’anni se ti va bene, senza cure mediche, drogato, alcolizzato e tabagista, dopo aver lavorato magari in miniera ed essere vissuto in un prefabbricato,
    2) o appartieni alla borghesia e allora sei completamente assoggettato o comunque subisci una pressione fortissima da parte di quel mondo, perché vai all’università o ci mandi i tuoi figli, hai a che fare con professionisti e altra gente del genere, ti può essere distrutta la carriera e la reputazione in qualsiasi momento;
    3) o infine appartieni a quelle minoranze molto coese e piuttosto avulse da resto, di solito gruppi religiosi (mormoni, ecc., gli Amish sono il caso estremo), troppo strutturati e organizzati (e soprattutto motivati) per essere assoggettati al dominio dell’ideologia dell’élite e altrettanto per sotrarsi all’indigenza e al degrado.
    E forse è la situazione meno peggiore delle tre, ma ha il suo costo anch’essa, perché vivi in un ambiente decisamente bigotto, con regole piuttosto rigide, con scarso pluralismo di pensiero e scarsi stimoli culturali, insomma, è una cappa oppressiva che ti sei scelto, anziché subirla (o quantomeno puoi uscirne), ma sei comunque poco libero.
    Forse l’opzione migliore in assoluto è la quarta (ma allora non parliamo più di società americana e di vivere lì): scappartene all’estero, come ha fatto un mio amico, che ci torna molto spesso per lavoro e per rivedere i parenti, ma credo che non tornerebbe mai a viverci.

    • Roberto says:

      C’è sicuramente del vero in quel che dici, ma sul gruppo 2, che è quello che senza dubbio conosco meglio perché sostanzialmente quello di mio fratello, mia cognata ed i loro amici, a me sembra che facciano una vita tutto sommato non troppo diversa dalla mia.
      Riconosco che hanno pressioni diversissime (mio fratello spesso mi raccontava che all’università gli era stato caldamente sconsigliato di restare solo con una studentessa, fosse anche nell’ascensore) ma dei folli come quelli di cui leggiamo su queste pagine ne ho conosciuti pochissimi (certo più che in Europa dove sto a zero).
      Vorrei anche aggiungere che il gruppo 2 si divide in due sottogruppi speculari per pressioni subite.
      Non c’è solo il Bostoniano intellettual fighetto politically correct. C’è pure una parte di élite che si ispira ai (dis)valori di trump

      • Peucezio says:

        “Non c’è solo il Bostoniano intellettual fighetto politically correct. C’è pure una parte di élite che si ispira ai (dis)valori di trump”

        Davvero??

        • Roberto says:

          Scusami Peucezio ma appena una generazione fa (quella dei nostri padri) segregazione razziale, razzismo e misoginia erano proprio istituzionalizzate. Vuoi che di quella società terribile non ci sia più traccia qualche decennio dopo?
          Mi fai pensare al proprietario dei Los Angeles clippers che che un paio d’anni fa ha cazziato la morosa perché allo stadio a vedere il basket si era fatta fotografare con dei negri…

          • Peucezio says:

            “Vuoi che di quella società terribile non ci sia più traccia qualche decennio dopo?”

            Sì!

            Mi spiego: se mi dici che c’è anche quel tipo di umanità, non ho motivo di non crederci: sei una persona affidabile.
            Ma che delle cose si perda, non dico la cosa, ma persino la memoria, in una generazione, non solo non mi sorprendo, ma ormai lo do per scontato.
            Soprattutto nel mondo d’oggi, in cui i rapporti sono solo orizzontali e i giovani non sanno nulla nemmeno del mondo di quelli che hanno dieci anni più di loro, perché nemmeno ci parlano.

            • roberto says:

              ma non è che lo dico io è proprio alla luce del sole!

              pensa di nuovo al caso che ti facevo.
              è il proprietario richissimo di una squadra di basket NBA di Los Angeles. Avvocato multimiliardario (leggo su wikipedia, 4 miliardi di dollari), proprietario di grattacieli a los angeles e di mezza beverly hills. Ora uno del genere a me fa molto élite, soprattutto in un paese dove l’élite non è l’intellettuale segaligno alla nannimoretti ma il riccone di successo.

              ebbene, la moglie del tizio si fa fotografare con magic Johnson (uno dei cestisti più grandi di tutti i tempi) e lui che fa? dice “per me puoi anche scopare con i negri, basta che non li porti a vedere le mie partite e non ti fai vedere con loro”. inutile dire che il tizio lascia dietro di lui una lunghissima scia di vicende in cui diciamo che non dimostra una grande simpatia per neri e donne (e non oso immaginare cosa pensa degli omossessuali…)

              secondo me quando l’avvocato nero cerca lavoro farà fatica nello studio di questo tizio, o quando vuole andare a giocare a golf, non ci entra nel club del razzista, o nel suo ristorante eccetera.

              poi la storia finisce bene, il razzista è stato squalificato a vita e qui tu mi dirai, a ragione, che la dittatura del politically correct segna il gol della vittoria.

              ma non è di questo che stiamo discutendo, ma piuttosto di “esiste un’elite che è rimasta negli anni sessanta” e la mia risposta è sicuramente si.

              spero che tra qualche decennio si perda traccia di questa gente ma non mi faccio illussioni

              • Peucezio says:

                Beh, questo non lo sapevo e in effetti non mi sorprende neanche tantissimo (anche se un po’ sì).

                Probabilmente il razzismo è troppo radicato nella cultura statunitense per potersi liquefare da un giorno all’altro.
                E comunque, a livello concreto, dei grandi numeri, secondo me il politicamente corretto non sta incidendo in nessun modo, non foss’altro per il fatto che i negri, ancor più che una razza (che è un concetto molto vago, anche se là invece è molto netto) costituiscono un ceto e si sa che salire la scala sociale è difficile per tutti.
                Ma forse comunque meno per i bianchi, per cui succede che uno venuto dal basso diventi miliardario ma conservi la sua mentalità da redneck razzista.
                E questo forse accadrà anche in futuro, ammenoché non s’imborghesiscono tutti gli americani (ma per quello ce ne vuole e ormai si va verso l’impoverimento collettivo, non il contrario) o, più realisticamente, non si chiudono proprio le classi e a quel punto, se non c’è più osmosi, c’è un mondo autoreferente antirazzista nella sua cittadella chiusa ed esclusiva, sotto il quale vive un’umanità di sfruttati negri, redneck, ispanici, ecc. ecc., un po’ alla Metropolis di Fritz Lang.

                In ogni caso io credo che, al di là dei proclami ideologici, che cambiano con le mode, negli Stati Uniti c’è un nucleo ebraico-protestante (cioè legato in un modo o nell’altro all’Antico Testamento, che è un po’ come il Libro Rosso per la Cina maoista) che avrà sempre il potere effettivo, più o meno occulto o palese: il giorno in cui non ci sarà più questo potere, non ci saranno più gli Stati Uniti.

              • roberto says:

                “Probabilmente il razzismo è troppo radicato nella cultura statunitense per potersi liquefare da un giorno all’altro.”

                esatto, è proprio questo che sostengo. ed insieme al razzismo aggiungo un certo machismo che si traduce in misoginia e omofobia, tutte cose contro le quali si scaglia il “politicamente corretto” (usiamo quest’espressione per capirci)

                il che mi porta anche in un certo senso a capire (sebbene certamente non approvare, lungi da me) certi eccessi e certi triggers che sembrano assolutamente assurdi.

                non li capisco invece qui in europa dove razzisti o no, non abbiamo avuto scuole per bianchi e per neri, autobus per bianchi e per neri e così via

  19. Peucezio says:

    Aggiungo alla risposta a Pino che in Italia (non so altrove) c’è uno strano impasto, per cui ha ancora morta forza tutto il retaggio retorico storico della sinistra sulla resistenza, l’antifascismo, l’Olocausto (che, vabbè, ha ripreso forza qualche decennio fa), ecc., col risultato che se tu eccepisci sugli omosessuali o, in prospettiva, sui deliri PoMo anche più surreali, sei un fascista o un nazista che vuole reinstaurare la dittatura nera in Italia e poco ci manca che non voglia al tempo stesso riaprire i lager e le camere a gas per gli ebrei (e viceversa; insomma, tutto finisce in un grande, unico calderone del pensiero “illegittimo”).

  20. Peucezio says:

    Z.,
    “Non è che chi sostiene la prima tesi bara, per dire, e chi sostiene la seconda ci crede. ”

    Questo è un punto fondamentale.
    I PoMo sono dei credenti, dei fanatici. Magari non il singolo particolaremnte abile, che lo fa in modo troppo scoperto. Ma tutti gli attivisti, acneh ai più alti livelli, ci credono.

    E comunque non conta solo l’onestà intellettuale: sarò vecchio, ma credo che nei discorsi contino anche i contenuti, il merito delle questioni.
    Mistificare dicendo che in Italia la delinquenza aumenta significa voler creare un mondo con meno delinquenza o con più stato di polizia o in cui io conto di più perché sono stato bravo a farmi eleggere dicendo una palla.
    Tutte cose relativamente innocue (un po’ meno lo stato di polizia), nessuna comunque storicamente inedita e nessuna che faccia violenza contro le normali forme di vita associata e di concezione del mondo e dell’uomo.
    Dire “io sono una donna o un negro perché mi sento tale” o dire che “lo spazio non esiste, perché è un’invenzione della violenza bianca che mi offende” è tutt’altra cosa e non vedo come tu non colga lo stacco radicale.
    E’ il capovolgimento della stessa vita associata, che si basa su una serie di compromessi e mediazioni fra adulti, che quindi accettano l’esistenza della realtà oggettiva e dell’alterità.
    L’infantilizzazione dello stesso concetto di verità implica la legittimazione di qualunque arbitrio e di qualunque crimine, perché è rimosso alla radice l’altro con la sua esistenza e i suoi diritti.

    • Per Peucezio

      “I PoMo sono dei credenti, dei fanatici. ”

      Non fa una grinza ciò che dici.

      Detto questo:

      1) la Sinistra è stata storicamente modernista, non postmodernista. Il modernismo ha altre, terrificanti colpe. Se si sta PoModorizzando, è un segno della crisi della Sinistra.

      2) L’orrore del PoMo non significa che:

      – i suoi avversari abbiano ragione

      – tutte le cause sposate dai PoMo siano sbagliate

      Sono criteri minimi, che conservano quella sanità mentale, quella oggettività, che il PoModorismo vorrebbe abolire.

      La Sinistra non è un’organizzazione con un Papa, che possa decidere ex cathedra cosa deve pensare.

      Ma vorrei distinguere tra individui che si ritengono “di Sinistra” e abboccano al PoMo, e individui che non ci abboccano.

      Per ora, negli schieramenti storici, vedo che le femministe sono quelle che in genere hanno preso posizioni più chiare, e subiscono esattamente lo stesso trattamento che subisce Casa Pound.

      • Peucezio says:

        Argomenti ineccepibili.

        Una nota a margine mia personale (quasi una divagazione, anche se molto collegata):
        alla fine, se dovessi dire la matrice della mia ostilità verso la sinistra, credo che la individuerei nello spirito messianico (un po’ come gli Stati Uniti), cioè nell’idea del dover essere da imporre all’essere.
        L’impressione, sia nella sinistra storica (per quello che mi ricordo) sia di quella odierna è che ci sia sempre anche lì questo atteggiamento per cui il mondo va redento.
        E anche in questo c’è dell’antirealismo.

        Poi c’è di tutto e tu conosci tante realtà che io non conosco; io mi riferisco al discorso pubblico, così come può arrivare a una persona mediamente informata.

        • Per Peucezio

          “alla fine, se dovessi dire la matrice della mia ostilità verso la sinistra”

          Siamo sicuramente d’accordo sull’essenziale.

          Però credo che sia molto importante capire che al 90%, l’antirealismo delle persone che si definiscono “di Sinistra” è dovuto a qualcosa che loro stessi ignorano.

          Esempio estremo.

          https://www.vice.com/en_uk/article/9kejae/i-asked-reddit-trans-dating-advice

          Un’ex-donna diventa un uomo pelato e barbuto, e cerca di rimorchiare donne sui social.

          Appena sanno la sua storia, l* mollano lì e non rispondono più.

          L* , che mi sembra persona assai mite e gentile, attribuisce questa cosa a due possibilità.

          1) il pregiudizio transfobo

          2) la mancanza di un pene, che però secondo lui si risolve facilmente:

          “I have a drawer full of dicks, a size to suit every pleasure and not one of them has ever failed to get up, get hard, or get her off. Not something I can say for these all-singing, all-dancing, superdicks that cis men are apparently endowed with. But is that all sex is to a ton of cis het people? And all men are worth? A penis to go in a vagina? Seriously?”

          Ora, la prima cosa che mi viene in mente è che non esiste più la possibilità per esseri umani di incontrarsi, fuori dal sistema virtuale informatico.

          E questo è legato ad esempio all’urbanistica moderna e alla rivoluzione di Ford, che ne ha fatte di più di Hitler, Mao e Stalin messi insieme (auto-cemento-villini a schiera-zonizzazione).

          E anche all’idea che qualunque problema debba avere una soluzione medico-chimica.

          E qui tocchiamo temi trascurati SIA da destra che da sinistra, che sono molto più importanti.

          • Z. says:

            Io mi incontro quotidianamente con altri essere umani, di persone, per svariate ragioni.

            E credo valga per quasi tutti, chelebecchiani e non.

            Non esageriamo l’importanza dei monodeliri rumorosi 🙂

            • Per Z

              “Io mi incontro quotidianamente con altri essere umani, di persone, per svariate ragioni”

              non so molto della tua vita.

              So della mia.

              Oggi esco di casa

              scendo le scale e c’è la Barbara che conoscevo il suo babbo, e con cui stiamo pensando di fare uno spettacolo di teatro e le ho prestato il trapano

              e passo davanti alla saracinesca dove lo speculatore immobiliare infame sta covando qualche disegno,

              e di fronte c’è la porta di dietro della chiesa dove Piero distribuisce il cibo ai disgraziati

              (Piero montanaro che nel Sessantotto costruì la scuola assieme al proprio maestro sulla scia di Don Milani, per poi diventare guardaboschi tra gli Appennini, crociato cattocomunista mistico che inveisce per strada contro i musulmani e poi li accoglie)

              e nella fila c’è la mamma etiope lunga lunga e un po’ stralunata, e c’è l’ex-carcerato napoletano litigioso, e c’è la zingara che vive con diciassette parenti in un unico appartamento però cerca di fare sempre la persona dignitosa e seria

              passo davanti a dove è morto robertino, che veniva da Milano e dormiva per strada

              faccio altri cinque metri, e c’è la pittrice americana venuta qui nel 1966 “when I was young and gorgeous” per restaurare quadri (proprio di fronte a dove visse e morì Maria Maddalena de’ Pazzi)

              e cinque metri ancora, e c’è il Portierato di Quartiere che l’ha messo su l’amico psichiatra molto campagnolo, che poi a scuola segue il ragazzino autistico della mamma albanese, e il ragazzino spara parolacce e ride e ha litigato con la figliola della fornaia, però la figliola della fornaia fa karate e l’ha steso

              poi la saracinesca tirata giù sulla bottega dove è morto l’ultimo calzolaio del quartiere come vi avevo già raccontato…

              … e non sono ancora arrivato all’angolo, se dovessi raccontare tutti i rapporti complessi che ho intrecciato facendo poche centinaia di metri, vi farei addormentare tutti.

              • Z. says:

                Insomma anche per quanto riguarda te, sostenere che

                non esiste più la possibilità per esseri umani di incontrarsi, fuori dal sistema virtuale informatico

                pare quanto meno fuorviante 🙂

              • Per Z

                “insomma anche per quanto riguarda te, sostenere che”

                Ma la mia tesi era proprio che la particolarissima conformazione urbanistica dell’Oltrarno fiorentino, che non è certo simile a quella della suburbia statunitense, me lo permette.

              • Roberto says:

                Devo dire che pure per quel che riguarda me non corrisponde molto alla realtà. Facendo un calcolo a naso e famiglia esclusa, tra le 6.30 di stamani e ora ho parlato de visu con almeno 20 persone, quindi si, direi che vedo gente e faccio cose
                🙂

    • Z. says:

      Lascerei da parte la disonestà intellettuale, infatti. Peraltro, il fanatico è spesso contaballe e viceversa.

      Per me i fenomeni descritti da Miguel sono interessanti proprio perché estremi, proprio perché sono casi limite. Come tutti i distillati, i modelli ideali, aiutano a riconoscerne le applicazioni concrete – in questo caso, la postverità nella realtà che viviamo.

      Il ministro dell’Agricoltura che critica lo scienziato, nonché a sua volta ministro perché le valutazioni del primo non sono allineate con la volontà parlamentare sta dicendo, magari inconsapevolmente, qualcosa di simile all’oratore secondo cui il concetto di spazio non è rispettoso della sensibilità dei cittadini neri.

      Vale a dire, una rilevazione della realtà non è inaccettabile non in quanto errata: è inaccettabile in quanto sgradita.

      E questo è un modo di ragionare che è tutt’altro che raro anche dalle nostre parti, nove un discorso come quello sullo spazio sarebbe considerato a dir poco lunare.

      • Z. says:

        (perché le valutazioni *di quest’ultimo, ovviamente)

      • Peucezio says:

        Sì, in questo senso è vero ed effettivamente è un po’ una tendenza generale, non solo di sinistra.
        D’altronde anche il securitarismo esasperato della destra va un po’ in questa direzione: rimuoviamo ciò che non fa parte del giardinetto ideale che è il modo in cui il suo elettore vorrebbe che fosse il mondo.

  21. Oldboy says:

    Mah, parlare di “destra” e “sinistra” nel 2019 mi pare come discutere del flogisto…

    Il teatrino della politica è una forma di intrattenimento televisivo per le masse.
    Come ha scritto qualcuno, la gente sente il bisogno psicologico di avere una squadra per cui tifare.

    E queste squadre le verranno sempre fornite: non verranno mai a mancare.
    The show must go on, e intanto dietro le quinte accadono le cose davvero importanti…

    Perché il potere, quello vero, non è certo diviso sulla base della dicotomia destra-sinistra.
    Quella è buona per tenere occupati i popoli, che tiferanno per la squadra preferita illudendosi di contare qualcosa.

    • Per Oldboy

      “Perché il potere, quello vero, non è certo diviso sulla base della dicotomia destra-sinistra.
      Quella è buona per tenere occupati i popoli, che tiferanno per la squadra preferita illudendosi di contare qualcosa.”

      Certo, ma non è così semplice, come dici tu stesso.

      La dicotomia (destra-sinistra, rom-gagè, noi-loro) è strutturale nella psiche umana. Non basta dimostrare che una singola dicotomia è fasulla.

      • Oldboy says:

        “Non basta dimostrare che una singola dicotomia è fasulla.”

        Sarebbe già un bel passo avanti culturale, però.
        L’unico pregio che il M5S sembrava avere era proprio questo: voler andare al di là, e al di sopra, della fuorviante divisione fra destra e sinistra.

        Quell’illusione è caduta, come d’altronde tutte le altre.
        E il teatrino è tornato quello di prima, o forse ancora più patetico.

        E’ vero però che sempre più gente non ci crede più, come dimostrano i dati sull’affluenza alle elezioni.

    • Z. says:

      Un tratto caratteristico di quelli-che-hanno-capito-tutto è spiegare al volgo ignorante che non esistono destra e sinistra e che tutto si decide dietro le quinte.

      Intendono ovviamente che loro sanno bene dove si decide cosa, come e perché.

      Anziché lì, però, stanno qui come noi.

      E questo dovrebbe far riflettere 🙂

      • Oldboy says:

        Z.

        No, non occorre “aver capìto tutto” per sapere che destra e sinistra sono categorie superate e vuote di senso.
        Mi sembra anzi una cosa così ovvia da non avere bisogno di particolari spiegazioni o dimostrazioni.

        Così come per vedere che la politica è un teatrino per intrattenerci (e distrarci dalle cose serie).

        Sempre più gente ha capito – o perlomeno intuìto – tutto ciò.
        Basta vedere i dati di affluenza delle varie elezioni.
        In Italia e anche all’estero.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Diciamo che destra e sinistra sono due grandi contenitori di ideologie.
          Comunismo e socialismi sono di sinistra? Direi di sì.
          La socialdemocrazia è di sinistra? Sì.
          Il socialismo liberale? Sì.
          Direi che sono di sinistra anche i vari anarchismi classici.
          Il liberalismo? Io dico che è di destra, Peucezio dice che è di sinistra, mentre altri distinguono: liberalismo sociale (i democratici americani, il PD, ecc.) lo collocano a sinistra, il neoliberismo e i vari anarcoliberismi, i teorici dello Stato minimo, ecc. li collocano a destra, il liberalismo classico hanno dei dubbi.
          I fascismi sono di destra? Sì.
          I vari conservatorismi sono di destra? Pure.

          Se volete ci fermiamo a definire tutte le ideologie elencate.

          • habsburgicus says:

            I fascismi sono di destra? Sì.

            non è così scontato..molti dei fascisti più estremi rifiutano con sdegno l’etichetta “destra” e alcuni si spingono a parlare di “fascismo immenso e rosso”
            dx in quegli ambienti è un’offesa, e pure grave.. hanno coniato neologismi quali destristi, destrismi, e mai come complimenti ! ad esempio alcuni insistono che il MSI era di destra (e fin qui forse non c’é dissenso :D), ma aggiungono che ciò proverebbe che il MSI era antifascista, anzi la forma più subdola e pericolosa di antifascismo perché mascherato e non palese, e giù insulti contro Almirante che manco a sx 😀
            d’altro canto, i comunisti puri, rizziani, rifiutano l’etichetta di “sinistra”
            é molto meno semplice 😀

            • Oldboy says:

              Ha ragione habsburgicus.

              Mussolini mai si è definito di “destra”.
              L’idea fondante del fascismo era anzi la sintesi e il superamento delle vecchie categorie politiche.

              Nemmeno i principali esponenti del fascismo storico si definivano di “destra”, loro che provenivano da esperienze socialiste, repubblicane, sindacaliste rivoluzionarie, anarchiche…

              Fa eccezione Caradonna, e forse Federzoni, che però erano casi piuttosto peculiari all’interno del PNF.

            • Per Habs

              “non è così scontato..molti dei fascisti più estremi rifiutano con sdegno l’etichetta “destra” e alcuni si spingono a parlare di “fascismo immenso e rosso””

              Io non so se esiste la “Destra”.

              E siccome il termine “fascista” viene usato per definire tutto e il contrario di tutto, ne consegue che il fascismo è tutto e il contrario di tutto.

              Ma il fascismo reale, l’unico che abbia il diritto a usare questo nome, ha una nascita precisa.

              Cioè quando degli ex-combattenti non pentiti (cioè gente che credeva che la Grande Strage fosse una buona cosa) e studenti universitari (che allora erano pochinini e ricchi) andarono nelle campagne con i loro camion a manganellare e riempire di olio di ricino (e spesso anche di colpi di pistola) i contadini che si erano permessi di opporsi alla pretesa dei padroni che volevano “modernizzare” l’agricoltura per adattarla al “mercato internazionale”.

              Credo che su questo semplicissimo criterio, molto concreto e storico, possiamo giudicare chi è “fascista” e chi no.

              Prendersela con il fascismo a ottant’anni dalla sua scomparsa è peggio che sparare sulla Croce Rossa, ma effettivamente, sì, mi sento antifascista.

            • PinoMamet says:

              Però mi sembra molto la descrizione del particolare fascismo toscano “della prima ora”.

              Non so se valga come descrizione di un fenomeno che è durato per circa vent’anni in tutt’Italia e colonie…

              • per PinoMamet

                “Non so se valga come descrizione di un fenomeno che è durato per circa vent’anni in tutt’Italia e colonie…”

                Ma credo che valga anche per le altre regioni in cui i vari fascismi locali sono sorti, dall’Emilia alla Puglia.

                E’ giusto definire un fenomeno per ciò che è, al suo inizio.

                Il M5S è soprattutto il vaffa di Grillo.

                Poi per circostanze storiche, si allea con Salvini.

                E poi, per altre circostanze storiche, si mette con Zingaretti.

                Ma Salvini o Zingaretti non definiscono il M5S, Grillo lo definisce.

              • Z. says:

                A quanto dice Miguel aggiungerei – ma in fondo è quel che ha scritto lui, forse – che i regimi, sotto molti aspetti, si assomigliano un po’ tutti.

                In tutti i regimi ci sono ospedali da mandare avanti, polizia, tram e cose così.

                E in tutti i regimi ci sono persone che vi si inseriscono per lavoro, per carriera, per opportunità, a prescindere dal colore politico e dalle bandiere.

                E naturalmente, in tutti i regimi c’è una gran massa di persone che si disinteressa della politica e pensa a vivere la propria vita.

                Invece, ciò che ha fatto sì che le bande di fascisti esistessero per più di qualche mese è stato effettivamente il loro ruolo di mazzieri e sicari per il padronato, in un’epoca caratterizzata da crisi e disordini su vasta scala.

                Vi consiglio questo capolavoro, che a mio avviso merita ogni minuto speso a leggerlo:

                https://www.bompiani.it/catalogo/m-il-figlio-del-secolo-9788845298134

              • Peucezio says:

                Miguel,
                mah, non mi convince.
                E’ come dire che Salvini è indipendentista padano, perché la Lega è nata così, per cui uno che oggi la vota, vuole dividere l’Italia.

                Il fascismo fa parte dell’onda lunga novecentesca della reazione romantica e idealista all’Illuminismo.
                Questo è tutto.

          • Per MT

            “Diciamo che destra e sinistra sono due grandi contenitori di ideologie.”

            Certo, finché non proviamo a definirli in maniera falsificabile.

            “Sinistra” è un concetto vagamente comprensibile. Potremmo dire, “diritti uguali per tutti”, dove i “diritti” partono da cose elementari, tipo un processo uguale per tutti, per arrivare a cose non scontate, tipo “cambio di sesso a spese del contribuente” o “promozione garantita a scuola se si è figli di divorziati”.

            Chi si identifica in questi valori, ha di solito di fronte degli avversari, per i motivi più diversi, e li definisce di “destra”.

            Un po’ come lo zingaro definisce me, te e i cinesi come gagè.

            • Oldboy says:

              Famosi gli studi dello storico Zeev Sternhell sull’ideologia fascista.

              Celebre la sua idea del fascismo come fenomeno originale, non etichettabile né come destra né come sinistra.

              “Né destra né sinistra. La nascita dell’ideologia fascista.”
              (https://www.amazon.it/destra-sinistra-nascita-dellideologia-fascista/dp/B00UCCZRKY)

              • Mauricius Tarvisii says:

                Un movimento pesantemente foraggiato da Confindustria e dagli agrari perché tenesse a bada i socialisti mi sa un po’ di destra, però.

              • Per MT

                “Un movimento pesantemente foraggiato da Confindustria e dagli agrari perché tenesse a bada i socialisti mi sa un po’ di destra, però.”

                Dovresti definire prima cosa intendi per “destra”, poi vediamo se ci rientra o no.

              • Z. says:

                E’ difficile dar torto a Mauricius: le bande fasciste – com’è normale per le bande di mazzieri e sicari – esistevano in quanto finanziate dai mandanti.

                Senza quei finanziamenti non sarebbero andate da nessuna parte.

                PS: credo che all’idea stessa di “ideologia fascista” il DVSCE si sarebbe fatto una risata sprezzante…

              • habsburgicus says:

                @Mauricius
                il 1920-1922 è una cosa
                i 1930′ un’altra
                e si può anche discutere se il vero fascismo sia quello italiano 😀
                i sovietici chiamano fascismo, per antonomasia, quello tedesco 😀 e Preve in sostanza concordava
                comunque sono dispute paragonabili a quelle degli universali 😀
                a me non interessano, le trovo sterili
                vi ho fatto cenno solo per accennare alla maggior complessità della realtà rispetto alla vulgata
                e comunque, anche da un punto di vista puramente storiografico e limitandoci all’Italia (paese dove nacque il termine, questo è indubitabile), c’é un abisso fra il fascismo del 1922-1923 [a tutti gli effetti pratici una forma incattivita di crispismo..nazionalismo, appoggio dei potentes da cui era finanziato, anglofilia, un po’ di anticlericalismo seppur non conseguente, ancora poco antimassonismo pur essendoci già qualche segno, NESSUNA seria critica di fondo al sistema liberale in sé, politica estera del tutto simile a quella della Terza Italia] e il fascismo dei tardi ’30 [antimassonico, antibolscevico, apertamente critico delle cosiddette demoplutomassonerie, anglofobo ecc] !
                il primo fascismo é morto e non ha lasciato traccia–o meglio, sussiste fra i nuovi dominanti (oggi in Toscana il Partito Unico :D)
                l’altro fascismo é moribondo, ma è l’unico che continua a esistere con i suoi miti “guerra del sangue contro l’oro”, evolismo, ezrapoundismo, talora in simbiosi con l’ultra-cattolicesimo (FN, o meglio Fiore…..i dirigenti e i militanti manco sanno come sia fatta una chiesa, di solito 😀 ) talaltra invece laicissimo e anti-clericale (Casa Pound)
                sintentizzando, il “primo fascismo”, quello dei Dumini e degli squadristi toscani era ancora de facto interno al mondo liberale monarchico risorgimentista (che NON contestava in essenza..truccare le elezioni, picchiare a sangue i contadini perché ti votassero avveniva al Sud già sotto Giolitti)…anzi serviva da “guardia” dei potenti e dei ricchi
                il “secondo” fascismo, quello divenuto “storico” e l’unico che oggi è ancora rammentato, sfuggì di mano ai suoi burattinai….e indipendentemente da come lo si giudichi, rappresentava una sfida radicale oggettiva alla civiltà liberale come andò costituendosi dal 1789, senza peraltro tornare all’ultra-cattolicesimo, come i pensatori reazionari de “La Civiltà Cattolica” ai tempi di Pio IX e Leone XIII
                dunque il primo “fascismo” era innocuo per i potentes, interni e ancor più internazionali..e Churchill lo lodò.il primo fascismo era un pinochettismo ante litteram, nulla più..é da paragonare ben più a Trujillo che ad AH
                il “secondo” fascismo innocuo non era..e Churchill contribuì a stroncarlo 😀
                ma oggi unico fascismo residuale (quattro gatti) è il secondo….irrilevante, secondo me finito per sempre, ma potenzialmente da non prendere alla leggera
                e di ciò ne sono consci, giustamente gli antifascisti 😀

  22. per Moi

    stamattina, mentre dormivate, ignoti rapinatori hanno fatto irruzione in un camion in Inghilterra e hanno portato via non meglio precisati “sex toys” per un valore di ben un milione di sterline

    https://www.itv.com/news/anglia/2019-11-07/1-million-pounds-worth-of-adult-toys-stolen-from-lorry-in-cambridgeshire/

  23. mirkhond says:

    Riflessioni molto interessanti.
    Una nota per Peucezio:

    I re d’ancien regime non erano tutti uguali, e vi erano realtà in cui i contadini e i ceti umili in genere vedevano nel sovrano il loro protettore dagli arbitri di baroni e borghesi di provincia.
    Poi certo, questa poteva essere a volte solo una percezione, ma altre volte no.
    Pierre Gaxotte in un suo datato ma sempre utile studio sulla Rivoluzione Francese e sulle sue cause ed effetti, sosteneva che il 70% delle vittime del Terrore fossero contadini e piccoli commercianti, piuttosto che i paludati parrucconi.
    Nelle Due Sicilie, almeno durante gli ultimi due sovrani, la tassazione era davvero molto mite rispetto ad esempio a quella coeva del Regno di Sardegna, anche dopo la svolta liberale del 1848.
    Anzi tale svolta, peggiorò e di molto le condizioni del proletariato piemontese (e sardo), proprio per una maggior pressione fiscale finalizzata alle politiche imperialiste della nuova dirigenza liberale.

    • Peucezio says:

      Beh, sì, lo stato moderno e liberale è a suo modo uno stato totalitario, cosa che lo sfilacciato stato d’Ancien Régime non è. Quindi è anche avido di risorse, perché deve mantenere un apparato strutturato e capillare.

      • Per Peucezio

        “Beh, sì, lo stato moderno e liberale è a suo modo uno stato totalitario, cosa che lo sfilacciato stato d’Ancien Régime non è. Quindi è anche avido di risorse, perché deve mantenere un apparato strutturato e capillare.”

        Esatto.

  24. Oldboy says:

    Miguel

    “Noi occidentali abitiamo un’immensa nave da crociera, spaventosamente complessa e senza comandante, che sta andando a schiantarsi.”

    Si dice che la beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stato convincere il mondo che lui non esista.

    Lo stesso si potrebbe dire di quel “comandante”.
    E’ molto, molto comodo per lui che i Miguel Martinez di tutto il mondo credano che lui non esista…

    Così la colpa di tutto sarà da distribuire equamente fra tutti, e quindi non sarà in ultima analisi di nessuno in particolare.
    Nessuno che sia al vertice, perlomeno.

    Preciso per i meno abbienti (di perspicacia): il “comandante” non è certo un singolo individuo.
    Nessuno lo pensa.
    Questo per prevenire eventuali spiritosaggini su un fantomatico “Grande Vecchio”, e simili amenità.

    • PinoMamet says:

      Ok, ma allora chi è?

    • Per Oldboy

      “Così la colpa di tutto sarà da distribuire equamente fra tutti, e quindi non sarà in ultima analisi di nessuno in particolare.
      Nessuno che sia al vertice, perlomeno.”

      Nessuno dice che ci siano colpe.

      La storia è qualcosa di molto più grande di tutti noi piccoli mortali, compresi quelli che si illudono di contare qualcosa.

      • Oldboy says:

        Miguel

        “Nessuno dice che ci siano colpe.”

        Il senso di colpa è uno strumento di governo di straordinaria efficacia. Non come il terrore, ma quasi.
        L’esperienza storica lo prova al di là di ogni dubbio.

        Chi si sente in colpa sarà remissivo e poco incline a discutere l’autorità.
        Magari si sentirà in colpa per avere votato i “cattivi” (come se il voto contasse qualcosa…).

        O per aver contribuito al Babau del momento: il cattivissimo Global Warming.
        Che ci mangerà tutti se non faremo i bravi bambini, e non obbediremo a chi ci vuole bene: i governi. 🙂

        • Per Oldboy

          “Che ci mangerà tutti se non faremo i bravi bambini, e non obbediremo a chi ci vuole bene: i governi. 🙂”

          Ammiro sempre la tua fede inossidabile nei superpoteri del governo.

  25. Oldboy says:

    Z.

    ‘Ma questo è diverso da raccontare frottole sull’”emergenza crimine”’

    Il tasso di omicidi, per esempio, si è misteriosamente ridotto a meno di un quarto, rispetto ai primi anni ’90.

    Nessuno sa spiegare questo fenomeno, che riguarda perlomeno l’Italia e gli Stati Uniti.
    (Ma è possibile che sia comune a tutti i paesi “occidentali”, scusa la parolaccia.)

    E’ stato ipotizzato che dipenda dalle leggi che legalizzano l’aborto.
    Ma poi si è visto che la maggior parte degli aborti legali ha riguardato le classi medio-alte: quelle che forniscono statisticamente meno manodopera criminale.

    Il diffondersi della tecnologia potrebbe avere contribuito.
    Perché le forze di polizia hanno strumenti più efficaci (e questo farebbe da deterrente).

    Inoltre, i videogiochi e Internet avrebbero indotto a una vita più sedentaria e meno… avventurosa, nel senso negativo del termine.

    Comunque il mistero rimane, perché nessuna spiegazione sembra soddisfacente.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Il mistero è poco misterioso: la nostra società diventa sempre meno violenta.

      • Oldboy says:

        Questa non è una spiegazione: questo è il fatto che si dovrebbe spiegare.

        Si è provato, come dicevo, ma finora senza risultato.

        • PinoMamet says:

          Se si è provato in altri modi, e non hnno funzionato, credo che sia semplicemente questo: le società occidentali stanno diventando meno violente.

          Capita: ci sono dei cambiamenti di lungo periodo, antropologici direi.
          Leggevi le descrizioni dei Longobardi in Procopio, e ti pareva di trovarti di fronte alla personificazione della ferocia;
          Cesare ricorda gli Suebi come i Germani più spietati e potenti di tutti;
          nel tardo medioevo, Lombardi e Svevi diventano il prototipo del bamboccione pauroso, materia da barzellette (il “Combattimento di un lombardo e di una lumaca”, oppure la favola dei “Sette svevi e una lancia”).

          • Z. says:

            Mi sa che è proprio così.

          • Oldboy says:

            Pino Mamet

            “Càpita”, sì, ma questo non impedisce di cercare qualche spiegazione convincente sul piano storiografico.

            Tanto più che il tasso di omicidi ha avuto un calo verticale, in tempi storicamente brevissimi.
            (25 anni o poco più.)
            E’ un fenomeno non dico singolare, ma molto curioso.

            E’ probabile che ci siano più concause, come spesso succede in questi casi.
            E’ anche possibile che la vita sedentaria, diffusa oggi anche fra i giovani, abbia un lato positivo, fra i molti negativi.

            • Per Oldboy

              “E’ probabile che ci siano più concause, come spesso succede in questi casi.
              E’ anche possibile che la vita sedentaria, diffusa oggi anche fra i giovani, abbia un lato positivo, fra i molti negativi.”

              penso anch’io.

              Ho letto da qualche parte che ci sarebbe una correlazione precisa tra ore spese in videogiochi violenti, e calo della violenza reale.

              • Altra ipotesi sul calo della violenza, tutta da verificare.

                Noi sappiamo che c’è stato un calo enorme nella fertilità maschile in pochi decenni, in tutto il mondo.

                Non ha un effetto concreto immediato, visto che i gameti maschili sono tanti, per cui se ne parla poco, ma è di circa il 50%.

                Nessuno ha idea della causa. Anche se ciò che è radicalmente cambiato nel mondo nello stesso periodo è ovviamente il grado di inquinamento (che per Oldboy non è un problema, quindi i suoi gameti possono stare tranquilli).

                Ora, gli scienziati hanno stabilito tutta una serie di correlazioni tra “mascolinità” fisica e violenza. Sono cose molto discusse, al centro delle principali polemiche dei nostri tempi, e non so se ci sia anche un calo di testosterone.

                Però è legittimo ipotizzare (non affermare con certezza) un legame tra i due fenomeni.

              • Z. says:

                Mah, il crimine da strada a me risulta sia in calo da prima che esistessero i primi videogiochi, e da decenni prima che i videogiochi fossero diffusi.

                (in realtà credo che il primo videogioco, molto artigianale, sia stato messo assieme negli anni Sessanta, ma ci siamo capiti 🙂 )

                Peraltro gli Stati Uniti, dove di certo i videogiochi non sono una rarità esotica, sono nella parte sinistra della classifica…

                Poi, beh, io non sono certo tra quelli convinti che i videogiochi siano il male, o che istighino alla violenza 🙂

            • PinoMamet says:

              Scusa, ma se le cause le sai, perché dici che non si sanno? 😉

              Cioè, prima dici “non c’è nessuna spiegazione soddisfacente”, poi rispondi “secondo me una spiegazione c’è, probabilmente ci sono delle concause tra cui la sedentarietà”
              (che è anche valida)

              mah… mi sembra come se volessi ragione a tutti i costi.

              Ricordi la madre spagnola di una mia amica, che ha una casa delle vacanze in Calabria.
              Telefona alla figlia, quassù in EmiliaRomagna:
              -“Com’è il tempo lì?”
              -“Mamma, c’è il sole…”
              -“Ah no, qui invece c’è il sole…”
              😉

              • Oldboy says:

                PinoMamet

                “Scusa, ma se le cause le sai, perché dici che non si sanno?”

                Nessuno le conosce, e io non faccio eccezione.
                Conosco le ipotesi che hanno cercato di spiegare il curioso fenomeno.

                E’ probabile che non esista una sola spiegazione, ma un insieme di concause.

              • PinoMamet says:

                Ok, sono d’accordo.

              • Peucezio says:

                Mah…
                concause finché si vuole, ma alla fine il concetto è banale: il benessere produce un’umanità mite e imbelle.
                Se sai che ogni braccio è utile per campare la famiglia altrimenti si muore di fame, mandi tuo figlio sui campi quando ha otto anni. Se sai che bene o male il pane non manca mai, lo coccoli e lo proteggi.

              • Oldboy says:

                PinoMamet

                O meglio: conosco alcune delle
                ipotesi con cui si è cercato di spiegare il fenomeno. Non tutte.

    • Z. says:

      Proprio negli anni Novanta lessi un articolo in tema. Il crimine violento era in calo, spiegava, dai primi anni Settanta…

    • paniscus says:

      “Il tasso di omicidi, per esempio, si è misteriosamente ridotto a meno di un quarto, rispetto ai primi anni ’90.

      E’ stato ipotizzato che dipenda dalle leggi che legalizzano l’aborto.”
      —–

      E’ stato ipotizzato DA CHI e con quale motivazione?

      Francamente, non riesco proprio a vederci nessuna correlazione plausibile, tra la legalizzazione degli aborti e la diminuzione di criminalità violenta.

      A meno che non si voglia sostenere che la tendenza alla violenza e all’omicidio sia innata ed ereditaria, e che quindi gli omicidi diminuiscono se le madri dei potenziali assassini abortiscono di più, ma questa mi sembra veramente una ricostruzione inverosimile.

      Oltretutto, la legalizzazione dell’aborto non è affatto sinonimo di “aumento degli aborti”, perché dopo un inevitabile picco provvisorio immediatamente a ridosso della legalizzazione, mi sembra che gli aborti effettivi siano sempre andati a diminuire.

      https://tinyurl.com/y4eg2qym

      Ultimamente stanno aumentando solo quelli delle straniere, perché hanno meno cultura della prevenzione e meno accesso consapevole agli anticoncezionali, ma il trend complessivo è decisamente in calo.

      • Oldboy says:

        paniscus

        ‘”E’ stato ipotizzato che dipenda dalle leggi che legalizzano l’aborto.”

        E’ stato ipotizzato DA CHI e con quale motivazione?’

        Il primo a ipotizzarlo è uno studio svedese del 1966.
        (https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/j.1600-0447.1966.tb01915.x)
        A 188 donne era stato negato l’aborto nell’ospedale di Goteborg,
        fra il 1939 e il 1941.

        Gli studiosi fecero il confronto tra la vita adulta di questi 188 nuovi nati e quella di 188 bambini nati nello stesso periodo, e nello stesso ospedale, che invece erano stati desiderati dai genitori.

        Risultato: era statisticamente più probabile che i figli non voluti da grandi fossero coinvolti in attività criminali.

        Nel 2001 uno studio di due noti economisti statunitensi ha sostenuto la stessa tesi: “The Impact of Legalized Abortion on Crime”.
        (http://pricetheory.uchicago.edu/levitt/Papers/DonohueLevittTheImpactOfLegalized2001.pdf)

        Ma successive ricerche sembrano smentire questa tesi.
        La maggior parte degli aborti legali, infatti, ha riguardato le classi medio-alte.
        (Quelle che statisticamente forniscono meno manovalanza al crimine violento.)

        • Oldboy says:

          Anch’io conosco la questione attraverso riassunti e articoli divulgativi, e non prendo le parti per una tesi o l’altra.

          Sul piano storico però il fenomeno mi pare notevolissimo, e meriterebbe ulteriori tentativi di capirne le cause.

        • Per Oldboy

          “Risultato: era statisticamente più probabile che i figli non voluti da grandi fossero coinvolti in attività criminali.”

          Ah, ecco, l’ipotesi sarebbe questa. Interessante.

        • paniscus says:

          “La maggior parte degli aborti legali, infatti, ha riguardato le classi medio-alte.”—

          Bisogna anche vedere se questa disparità è dovuta al fatto che le donne delle classi sociali più marginali abortiscono meno, o se abortiscono lo stesso ma clandestinamente…

  26. E comunque, molti e molti decenni fa, Walt Whitman disse quanto c’era da dire:

    “I think I could turn and live awhile with the animals… they are so placid and self-contained, […]
    I stand and look at them sometimes half the day long.
    They do not sweat and whine about their condition,
    They do not lie awake in the dark and weep for their sins,
    They do not make me sick discussing their duty to God,
    Not one is dissatisfied…. not one is demented with the mania of owning things,
    Not one kneels to another nor to his kind that lived thousands of years ago,
    Not one is respectable or industrious over the whole earth. “

    • Z. says:

      Ma non aveva già detto tutto Ovidio? che voleva Whitman?

      😀

      • Francesco says:

        uno che parla di animali placidi e ben educati (o ben trattenuti?) non è degno che di biasimo e dileggio

        è un proto-radical-chic, altro che storie!

        😀

      • PinoMamet says:

        In realtà penso proprio che il proverbiale leone, mentre sbrana la solita gazzella, sia placidissimo e “auto-contenuto”: non le salta addosso per dimostrare qualcosa a sè stesso, e non la mangia in segno di odio o perché è uno psicopatico cannibale.
        La mangia perché è così che vive lui, punto.

        Dice il racconto che Re Davide dopo aver composto i Salmi pensava, piuttosto contento :”Chi ha cantato più lodi del Signore di me?”
        Gli risponde la rana :”Io per esempio: infatti canto tutto il giorno. E ho anche un comandamento da compiere: ogni anno un animale esce dall’acqua e mangia una rana, e farmi mangiare da quell’animale per sfamarlo è la mia mitzvah, è il mio comandamento”.

  27. habsburgicus says:

    @Peucezio @Mirkhond @Moi e tutti
    a proposito di indo-europeo
    qui c’è una breve descrizione di un libro edito nel 2019 “The Precursors of Proto-Indo-European: the Indo-Anatolian and Indo-Uralic Hypothesis”
    “In The Precursors of Proto-Indo-European some of the world’s leading experts in historical linguistics shed new light on two hypotheses about the prehistory of the Indo-European language family, the so-called Indo-Anatolian and Indo-Uralic hypotheses. The Indo-Anatolian hypothesis states that the Anatolian branch of the Indo-European family should be viewed as a sister language of ‘classical’ Proto-Indo-European, the ancestor of all the other, non-Anatolian branches. The common ancestor of all Indo-European languages, including Anatolian, can then be called Proto-Indo-Anatolian. The Indo-Uralic hypothesis states that the closest genetic relative of Indo-European is the Uralic language family, and that both derive from a common ancestor called Proto-Indo-Uralic. The book unravels the history of these hypotheses and scrutinizes the evidence for and against them. Contributors are Stefan H. Bauhaus, Rasmus G. Bjørn, Dag Haug, Petri Kallio, Simona Klemenčič, Alwin Kloekhorst, Frederik Kortlandt, Guus Kroonen, Martin J. Kümmel, Milan Lopuhaä-Zwakenberg, Alexander Lubotsky, Rosemarie Lühr, Michaël Peyrot, Tijmen Pronk, Andrei Sideltsev, Michiel de Vaan, Mikhail Zhivlov

    da profano, vi dico che entrambe le tesi mi erano già note, dunque non sono per definizione una novità

    • mirkhond says:

      Ho letto anch’io di questa supposta superfamiglia primordiale indouralica.
      Non essendo un linguista non saprei cosa aggiungere, però ho letto che per alcuni linguisti tali legami sarebbero dovuti a prestiti linguistici preindoeuropei, soprattutto di tipo iranico, dovuti alla contiguità tra le due aree linguistiche primordiali.

    • PinoMamet says:

      Io conoscevo invece la teoria indo-anatolica, quella indo-uralica è per me una novità
      (a naso mi piace meno… mah!)

      • mirkhond says:

        Non ci credo nemmeno io.
        Poi, come accennato, per diversi linguisti, i termini di derivazione indoeuropea, specialmente di tipo iranico, possono spiegarsi con la contiguità tra l’urheimat protoiranico e quello protouralico, da qualche parte tra la steppa, la taiga siberiana e gli Urali.

  28. Peucezio says:

    Mauricius,
    “Secondo me la sovrapercezione degli stranieri è in parte dovuta alla loro appropriazione degli spazi fisici pubblici: gli italiani tendono a riunirsi in spazi privati (bar, cinema, circoli, palestre, ecc.), mentre i parchi e le strade sono uno spazio di aggregazione più frequentato dagli stranieri.”

    E’ proprio questo il punto.
    Gli stranieri vivono la strada. Esattamente come facevano gli italiani cinquant’anni fa (e un minimo ancora fanno nei quartieri popolari delle città del sud; che io ricordo ancora quando erano piene di bambini, italiani s’intende, oggi molto meno).
    Mentre gli italiani di oggi stanno chiusi in casa o al massimo vanno in luoghi chiusi.

  29. Moi says:

    Insomma, per farla corta … i PoMo sono la proverbiale pietra tombale della “Cultura” da intendersi come “Dialettica”, o cosa sennò ?!

  30. Buone notizie!

    http://www.notav.info/top/bertolino-lavvocato-anti-notav-coinvolto-in-uninchiesta-per-mafia-passava-informazioni-alla-ndrangheta/

    “Bertolino l’avvocato anti-notav, coinvolto in un’inchiesta per mafia: passava informazioni alla ‘ndrangheta”

  31. Ieri ho riflettuto su come sia comunque possibile una via di uscita tra spocchiosi intellettuali PoMo da una parte, e gente che pensa solo al proprio tornaconto dall’altra.

    E’ possibile perché c’è, perché lo viviamo.

    Perché ieri eravamo al Giardino, dove abbiamo litigato tante volte, come succede agli esseri umani; e che costituisce uno dei pochi luoghi a Firenze che sono in mano ai cittadini stessi.

    Rispettando le regole della legge quanto basta, mica c’è il gusto adolescenziale dell’antagonismo, ma il posto è in mano a chi ci vive, anno dopo anno, non abbiamo mai mollato. E proprio perché mi ci impegno di meno adesso per vari motivi, mi ha colpito questa continuità.

    E le cose di cui ci si occupa si toccano con mano, sono le piante, le persone, i rapporti con tutta la strada, sono la storia di ogni singola persona che si conosce direttamente, senza altro scopo che far vivere bene tutto questo ecosistema così come tende, spontaneamente, a essere.

    Passa un gruppo di dodicenni per la strada che lancia i petardi. Che noi non condanniamo né approviamo, sappiamo soltanto che c’è una signora che ha un cane proprio in quella casa, e che quel cane se la fa sotto dalla paura quando li sente.

    E allora blocchiamo i ragazzini e facciamo loro una partaccia, e chiediamo, “chi ha lanciato il petardo?”

    E Osama alza la mano e dice, “sono stato io!”

    E allora annunciamo a tutti che Osama è un eroe, perché si è assunto la responsabilità.

    Viviamo tutti i nostri conflitti, e c’è che si sente male e c’è chi si comporta male, ma alla fine proprio il fatto che nulla resta scritto, che ci ritroviamo sempre insieme nello stesso posto, ci riunisce in maniera inevitabile.

    E le parole sono tutte toscane e umane e mai astratte.

  32. mirkhond says:

    Sembra la descrizione del mondo dei romanzi di Vasco Pratolini.
    Evidentemente l’immissione di allogeni non ha intaccato lo spirito popolare sanfrediniano.

  33. Peucezio says:

    Miguel,
    ” il divieto di criticare le mamme nevrotiche che riempiono di ormoni i propri bambini perché hanno deciso che sono del “gender” sbagliato; o che gli studiosi di storia inglese antica devono rinunciare al termine “anglosassone”.

    Ma sono questioni che a chi ha il potere vero, non gliene potrebbe importare di meno.

    Chi ha il potere vero è interessato a cose come:
    – l’urbanistica, cioè i luoghi in cui miliardi di consumatori vivono realmente
    – il petrolio che permette il flusso dell’intero sistema
    – le guerre in giro per il mondo e tutto il complesso militare-industriale in grado di sterminarci tutti
    – l’agricoltura industriale che nutre miliardi di esseri umani
    – intelligenza artificiale, 5g, monopolio delle comunicazioni tra esseri umani, controllo informatico e produzione del postumano.
    Su alcuni di questi temi, alcuni PoMo hanno qualche posizione che potrei anche condividere, altri no; ma sono chiacchiere fumose, che non preoccupano minimamente “il potere”.”

    Su questo proprio non sono d’accordo.
    Ogni potere si legittima tramite un’ideologia.
    E l’ideologia serve a plasmare la società nei modi funzionali al potere.

    Da come ne parli tu, parrebbe che le minoranze organizzate avessero un potere diretto di influenzare la società e il costume con mezzi intimidatori e autoritari, mentre il vero potere si occupa di altro.
    Poi è anche vero che i portatori di istanze “progressiste” (etichettiamole così per intenderci, cioè ostili a modelli tradizionali) si sanno muovere in modo molto più scaltro e spregiudicato e al tempo stesso aggressivo, non è che siano come gli altri, ma sono assecondati da apparati che stanno in alto.
    Ma il potere è proprio questo: viene occupato dalle persone con queste caratteristiche.
    E direi che il vero potere è quello che decide cosa le persone devono pensare, come devono vivere, più che quale lotto deve essere qassegnato al tale speculatore.
    Ed è tutto un sistema integrato, perché un modello di società con le infrastrutture materiali come quelle dell’Occidente contemporaneo, alienanti, che impediscono forme comunitarie di socialità, sviluppano anche modelli culturali così: molto ideologici, basati su diritti e pretese astratte, anziché su esigenze reali. Una cosa alimenta l’altra.
    In ogni caso gli intellettuali e il mondo accademico sono un pezzo importantissimo del potere, perché decidono cosa dobbiamo pensare e, di conseguenza, come dobbiamo agire. E inoltre sono supportate da tutto il sistema mediatico, telematico e pubblicitario, che applica esattamente gli stessi modelli (Facebook censura i gruppi di Casapound, mica quelli degli attivisti transessuali).

    L’eccezione oggi è il potere politico, ma forse perché il potere politico è stato svuotato della maggior parte delle sue prerogative e allora si è messo all’opposizione (solidarizzando al tempo stesso coi ceti bassi, visto che le elezioni si basano ancora sul numero, non sulle minoranze rumorose). Ma questo sarebbe da indagare meglio.

    • Per Peucezio

      “Da come ne parli tu, parrebbe che le minoranze organizzate avessero un potere diretto di influenzare la società e il costume con mezzi intimidatori e autoritari, mentre il vero potere si occupa di altro.”

      Ho l’impressione che viviamo in un sistema estremamente variegato, di cui nessuno ha il controllo.

      Ognuno però ha il potere su qualcosa, e i vari poteri stanno attenti a non pestarsi i piedi a vicenda.

      Questo lo sperimento anch’io: noi abbiamo un certo potere nel quartiere, che nessuno osa contestarci.

      Tutti, senza eccezione, cercano di esserci amici.

      Perché chi ha grosse mire, non ha voglia di perdere tempo a fare brutta figura come “nemico delle mamme dell’Oltrarno”.

      La quantità di gente che ci sorride e si dice amica nostra farebbe pensare che siamo potentissimi.

      In realtà, le mamme di San Frediano, nell’economia delle banche,della speculazione immobiliare, dei grandi appalti di questa città contano zero spaccato.

      Però sanno essere rognose e rompiballe.

    • Altra questione, molto diversa, è se esiste un rapporto tra il sistema generale in cui viviamo e un’ideologia come quella PoMo. E qui sono d’accordo con te: è un esito inevitabile di diverse cose:

      1) Il sistema “cliente-centrico” su cui si fonda il capitalismo consumista fa montare la testa ai clienti

      2) Più energia circola, grazie ai combustibili fossili, e più vengono fuori cose nuove e capricci nuovi

      3) l’idea del contratto tra individui, che è la base senza cui non potrebbe esistere il capitalismo, rende tutti rivendicativi fino all’assurdo

      4) se io pago, esigo di ottenere quello che voglio, esempio utero in affitto

  34. Capisco che non tutti capiscono l’inglese…

    ma ho trovato un video veramente straordinario che rende lo spirito americano in azione.

    Paula White, consigliera spirituale di Trump, in azione.

    Credo che renda anche l’idea della differenza enorme che esiste tra l’americanità radicale (quella che io chiamo “scozzese” e non “puritana”) e l’Europa.

    E’ incomprensibile all’italiano medio quanto la predica di uno stregone camerunense.

    • “Paula White”

      Preciso che il titolo “Evangelical jihad”, sul tweet, è del tutto fuori luogo.

      Non c’entra, nemmeno lontanamente.

    • Se si guarda lo sconvolgente video della “trailer trash” Paula White, si riesce forse a cogliere l’affinità di fondo con i deliri di Ryan Wash, che in teoria sarebbe l’esatto opposto: in entrambi i casi, siamo di fronte all’idealismo magico, alla volontà di potenza che domina ogni cosa e crea la realtà.

      • Francesco says:

        che qui in Italia è abbastanza confinato ai giornalisti sportivi e ai 5 Stelle, persino Salvini sa quando sta sparando delle cazzate e i suoi consiglieri anti-euro sono passati in secondo piano, da quando è vicino al potere davvero. o almeno ci pensa davvero

        ciao

    • PinoMamet says:

      “E’ incomprensibile all’italiano medio quanto la predica di uno stregone camerunense.”

      Non è vero, è molto più incomprensibile.

    • Roberto says:

      È veramente incredibile!

      • Moi says:

        … Sottosotto sei ancora troppo Italiano (anzi: aggiungerei che le origini Partenopee costituiscono un Valore Aggiunto !) per esserti spaventato sul serio, Roberto ! 😉

        • Roberto says:

          Non sono spaventato, sono solo profondamente stupito.
          Ha ragione Pino a dire che lo stregone camerunese è più comprensibile

          • Per roberto

            “Ha ragione Pino a dire che lo stregone camerunese è più comprensibile”

            sto cercando di scriverci un post; ma ho un sospetto, che andrebbe sostenuto da studi seri: che la White Trash, che in fondo è la maggioranza relativa degli americani, abbia un grande debito verso la cultura stregonesca africana.

            Ipotesi: immaginiamo il “trailer trash”, gli immigrati dall’Irlanda del Nord che venivano espulsi dai loro miseri campi per fare posto agli schiavi; deprivati dal protestantesimo aniconico di ogni spiritualità; atomi sparsi in un mondo terrificante; che incontrano per sbaglio un negro che ha visioni del “mondo immaginale”, che mescolano la Bibbia con magie africane.

            • Roberto says:

              A naso, rifletterei di due cose:

              – insieme alla cultura stregonesca africana quella delle popolazioni indigene che per di più vivevano in qualche modo addomesticando una natura sconfinata e ostile (atomi sparsi in una natura terrificante mi sembra una pista ottima)

              – l’amore senza limiti degli americani per lo show (ma questo chissà da dove viene)

            • PinoMamet says:

              Può essere, però anche i neri americani sono stati scientificamente spossessati delle loro tradizioni originarie, e, tolte alcune aree di originario possesso francese, risultano poverissimi di reminescenze africane rispetto ai neri di Cuba, di Haiti o del Brasile…

              quasi tutto il folklore nero-statunitense fa del resto riferimento al mondo francofono di New Orleans, per quanto ne sappia (il voodoo e credenze affini insomma).

              Poi nell’Ottocento/Novecento credo abbia invece origine proprio statunitense, anglofona e veterotestamentaria l’idea che i neri siano il “vero” Israele, i veri ebrei, da cui derivano un sacco di movimenti diversi (dai rastafariani ai Black Muslims, per li rami).

            • PinoMamet says:

              “l’amore senza limiti degli americani per lo show (ma questo chissà da dove viene)”

              Ho letto che tra i primissimi professionisti del wrestling americano (anche questo, uno spettacolo cafone che in Europa non è mai andato oltre gli Zampanò da circo prima di venire del tutto abbandonato- sostituito dalle pratiche sportive- e riscoperto proprio dagli USA)
              c’erano diversi ungheresi e persino turchi.
              Circensi, insomma.

              Del resto, non so, immagino:
              vivi in una cittadina di assi di legno, appena costruita, ancora odorosa di resina, per così dire;
              tuo padre ricorda ancora quando ha fatto a pistolettate contro gli Ute o gli Shoshoni che tiravano frecce alla sua carovana, guidata magari da un bislacco mistico protestante;
              e il tuo vicino di casa è uno svedese che parla un inglese strano, e un messicano losco che era lì da molto più tempo di te, ma tu vedi comunque come uno straniero dai costumi un po’ ridicoli;

              arriva il circo, che a parte le puttane è l’unico intrattenimento disponibile…
              e deve fare uno spettacolo che piaccia a te, al pastore protestante, al messicano e allo svedese, quindi proprio terra terra…

              credo sia sostanzialmente l’origine anche del cinema americano, e della sua capacità di espansione in tutto il mondo.

              Cioè, tu, lo svedese, il messicano ecc., sotto sotto lo considerate tutti uno spettacolo stupido;
              ma non c’è altro, e fate finta di farvelo piacere; un po’ lo amate ironicamente; e un po’ è l’unica cosa che vi accomuna…

              • Moi says:

                inoltre il wrestling ha una tradizione “simil-carnevalesca” , con gli stereotipi caricaturali di diverse categorie sociali … o almeno l’aveva,prima che i soliti SJWs avessero da ridire anche lì !

                PS

                La cosa è stata ingigantita “di bocca in bocca” e “di scritto in scritto”, ma perfino Abraham Lincoln (che non era proporzionalmente grosso, ma sdarebbe uno “spilungone” ,un “dolicomesoleptosomico” 😉 anche oggi ) “bazzicò” l’ ambientino.

              • Moi says:

                GENDER TRIGGER ALERT 😀

                inoltre sarebbe interessante (ma infattibile per le implicazioni politicamente scorrette !) uno studio su come “la Puttana Esotica” come “Specialità della Casa” abbia probabilmente posto le proto-basi … dell’ Anti Razzismo !

                … Nevvero, Habs ?

  35. mirkhond says:

    Vabbè, ma in sostanza cosa dice?

    • PinoMamet says:

      Difficile riassumere…
      in pratica sta dicendo che lei riceve, anzi, “scarica” direttamente le istruzioni di Dio sulla terra, quindi lei è la rappresentante di Dio in persona, quindi lei ha il diritto di dire alla Casa Bianca cosa fare, e dove sta lei è tutto sacrosanto…

      che contro “lo scopo” (?), contro il presidente Trump, c’è un network di demoni che deve essere distrutto da un tizio di nome Jesus, che non so chi sia ma deve essere poco raccomandabile perchè a quanto pare la possiede come un demome e la fa urlare e dire parole incomprensibili (“speaking in tongues”)..

      dice che lei è carina, e che è la figlia di una coppia disfunzionale non sposata che viveva in una roulotte…

      dice che il successo viene mandato da Dio e che la grazia di Dio si misura in soldi, quindi bisogna mandare un sacco di soldi dove dice lei facendo il “ministry of sustainer” (non lo traduco perché in italiano non credo avrebbe senso) e Dio in cambio ne manderà molti altri…

      • PinoMamet says:

        Dimenticavo la parte in cui lei rilascia gli Angeli (non so come faccia, tipo l’onda energetica?)

        • Moi says:

          “takarassakaratarassataka” o quel che l’ è … What the fuck is that, di grazia ?!

          • PinoMamet says:

            In soldoni: sono suoni senza senso.

            Versione lunga:
            se leggi gli Atti degli Apostoli, vedrai che gli apostoli ogni tanto si mettevano a parlare lingue loro sconosciute, talvolta venendo perfettamente e miracolosamente compresi da stranieri presenti;

            la pratica sembra essere proseguita nei primi o primissimi tempi delle chiese cristiane (suppongo che diventasse ben presto una cosa come quella della signora del video…)
            ed è anche ben noto come fenomeno psicotico
            (in effetti lo si trova anche nei casi di persone che si ritengono possedute dal diavolo..)

            alcuni gruppi cristiani, soprattutto protestanti, lo hanno perciò ripreso, sulla base del principio che se lo facevano i primi cristiani doveva essere una cosa importante, e in ogni dimostra di essere in contatto con lo Spirito Santo…

            immagino che qualche predicatore ci creda e qualcuno lo faccia solo per spettacolo.

            • Moi says:

              In prratica quella roba che gli Esorcisti chiamano “Xenoglossia” … però in positivo !

            • Da ricordare che lo “speaking in tongues” inizia in una data molto precisa, il 1 gennaio del 1901 (il primo giorno del ventesimo secolo, alla faccia di quello che potreste pensare!) a Topeka, Kansas, quando la signora Agnes Ozman iniziò a takasakakarapakare.

              La cosa interessante è che la pratica venne lanciata, insieme, da un predicatore bianco e da uno nero, esempio delle mille “intersezioni” 🙂 tra bianchi sfigati e neri, che in fondo condividono un immaginario molto simile.

              E probabilmente un certo numero di pratiche e di strutture mentali dei bianchi sfigati derivano proprio dal misterioso mondo dei neri, più che dal protestantesimo “ufficiale”

              • Qualche anno dopo, nel ghetto di Atlanta, un dodicenne nero prodigio, Lawrence Dennis, iniziò a predicare Gesù in molte e nessuna lingua, entusiasmando migliaia di fratelli di colore.

                Passò qualche anno e Dennis divenne diplomatico in Nicaragua, visse con orrore la violenza dell’imperialismo, ripudiò il sistema americano e fondò il movimento fascista statunitense, diventando il principale intellettuale degli amici dell’Asse, subì il grande processo del 1944 (esempio supremo della correttezza legale anglosassone, in piena guerra furono tutti assolti).

                Un destino americano.

              • Z. says:

                Diplomatici venuti dal ghetto? American dream – that’so AWESOME!

              • Per Z

                “Diplomatici venuti dal ghetto?”

                Vero, e stiamo parlando di cento anni fa. Però cento anni fa non avevano ancora rovinato la parola “awesome” 🙁

              • Z. says:

                Beh, gli States sono nati per così dire a titolo originario, e cent’anni fa erano ancora giovani.

                Non so, ipotizzo, ma forse cent’anni fa era più facile che un diplomatico provenisse dal ghetto.

  36. Moi says:

    Evangelical jihad

    ———–

    Be’ ci sono due lingue molto diverse affiancate, ma a livello logico assieme ci stanno :

    hai una buona notizia da condividere e ti dai da fare per diffonderla il più possibile (senza distinguo preventivi di tipo etico …)

  37. Moi says:

    A dire il vero debbo ancora ascoltarlo … 😉

    • Moi says:

      OK : I’ m gonna get stuck with that kinda shit, buddies ! 😉

      • Moi says:

        … Whatchoo talkin’ ’bout, Paula ?!

        😀
        __________

        Sperando che NON sia Càlcioral Appioppéscion ! 😉

        Sinceramente, da Italiano , ‘sta roba mi ha fatto ridacchiare … sembra la parodia di ciò che vuol essere ! SE FOSSE una roba da Dx Italiana, direi che si sono autoperculati apposta per impedire tecnicamente (!) alla Sx di farci su della satira !

  38. Moi says:

    Però NON ho capito in che accidenti di lingua polisillabica (!) così diversa dall’ Inglese la Sora Paula 😉 abbia lanciato quelle strane litanìe ! E, a saperlo, vorrei ulteriormente sapere appunto perché proprio in quella lingua lì !

    • Per Moi

      “Però NON ho capito in che accidenti di lingua polisillabica (!) così diversa dall’ Inglese la Sora Paula 😉 abbia lanciato quelle strane litanìe ! ”

      Dai, Moi, non mi dire che nella tua immensa cultura, non sai nulla dello Speaking in Tongues che da cento anni e spiccioli si diffonde tra “scozzesi” e neri americani che non fanno altro che veicolare le chiacchiere dello Spirito Santo in persona!

      • Moi says:

        Già, ma di solito fanno anche un numerino di contorsionismo … ma non dovrebbero parlare l’ Ebraico Biblico ?! … Ah, già : ci sarebbe chi li sgama ! 😉

  39. Sempre sui Destini Americani

    Non so se avete seguito la storia di Cyntoia Brown, ragazzina nera (ma sembra giapponese) del Tennessee dal nome improbabile.

    Figlia e nipote di donne che erano state violentate, si mise con un tizio chiamato Kut-Throat, che la mandava a battere per procurargli la cocaina.

    Cyntoia rimorchiò un tizio, bianco, predicatore religioso laico, che la invitò a casa sua; non le mise le mani addosso, ma le fece vedere con orgoglio la sua collezione di armi, i suoi sacri GUNS. E lei, forse presa dal panico, a sedici anni, gli sparò e lo uccise nel sonno.

    Kut Throat fu ammazzato poco dopo da un proprio simile; la ragazzina fu condannata all’ergastolo, che negli Stati Uniti significa che bisogna aspettare non meno di 51 anni prima che il proprio caso venga rivisto.

    In carcere, scoprì l’Amico degli Americani, Jesus Christ; e grazie a una campagna di solidarietà, è stata da poco perdonata.

    Ha sposato un rapper cristiano che porta Gesù nei ghetti, staremo a vedere.

    Un destino americano.

  40. mirkhond says:

    “Cyntoia Brown, ragazzina nera (ma sembra giapponese)”

    Forse ha origini in parte amerindie come gli zambos sudamericani.

    • Moi says:

      Già: sì, ma in USA ,per le “razze”, anche un solo Antenato AfroAmericano nella “Combo” fa da “Asso Piglia-Tutto” … nevvero, Miguel ?!

    • Moi says:

      potrebbe anche sembrare Samoana o Hawaiiana … Cyntoia Brown

      tipo il Simpatico Bestione Dwayne Johnson , detto The Rock : dal Wrestling al Cinema Action …

    • PinoMamet says:

      In effetti mi sembra quel tipo misto che può essere un po’ tutto…

      comunque mi risulta che già nella Harlem degli anni Venti/Trenta i neri molto chiari/misti fossero chiamati “yellow”
      (per esempio in Zora Neale Hurston, “Story in Harlem slang”)

  41. Peucezio says:

    Miguel,
    “Credo che renda anche l’idea della differenza enorme che esiste tra l’americanità radicale (quella che io chiamo “scozzese” e non “puritana”) e l’Europa.”

    Affascinante il video.
    Non l’ho visto tutto (ho visto che sono spezzoni, è un florilegio, non un suo discorso), ma il tono è chiaro.

    Io stesso, non so bene come mai, provo un forte fascino per queste forme di idiozia. Forse c’entra anche il fatto che Trump non fa guerre e che quindi, una volta tanto, questa retorica grottesca non è al servizio di distruzioni e lutti.
    Ma in ogni caso li trovo proprio molto più divertenti e folcloristici del sussiegoso protestantesimo europeo, che è noiosamente cerebrale e stucchevolmente buonista al tempo stesso, così trattenuto, censorio, giudicante, castrante.

    Ma spiegami una cosa: se ho capito bene (ne accenni da anni) il puritanesimo caratterizzerebbe (almeno come retaggio storico) le classi alte americane e il capitalismo dei grandi insutriali della costa orientale, ma anche gli intellettuali (e non ricordo se dicevi che è di matrice inglese), mentre il protestantesimo messianico e apocalittico popolare avrebbe un’altra matrice e verrebbe quindi dagli scozzesi e dagli immigrati in America più poveri.
    Ma quello invece a quali gruppi religiosi è legato?
    Il puritanesimo europeo non sarebbe quindi la religione degli esclusi, dei marginali, della feccia, ma, almeno in una certa fase, sarebbe stato la setta degli Inglesi ricchi e per bene?
    E la Scozia quindi non è puritana?
    E il fondamentalismo evangelico invece da quale matrice discenderebbe?

    • Per Peucezio

      “Il puritanesimo europeo non sarebbe quindi la religione degli esclusi”

      ho postato un apposito post, dedicato apposto a Paula White 🙂

      La classificazione dei protestantesimi è enormemente complessa.

      La Scozia e l’Irlanda del Nord, da cui derivano etnicamente la maggior parte dei battisti e pentecostali bianchi, non sono però stati toccati da quel particolare spirito.

      Forse possiamo fare una triplice divisione, e in questo ci potrebbe aiutare Habs:

      1) latifondisti inglesi (che saranno quelli che creeranno il capitalismo industriale e in un certo senso il mondo moderno): non terribilmente religiosi, contenti di una chiesa anglicana/episcopaliana di modello sostanzialmente cattolico

      2) calvinisti/puritani, legati alle città e ai ceti degli artigiani e dei commercianti

      3) il metodismo e derivati,senza dogmi, tutto basato sull’intensità della fede, che nel Settecento/Ottocento ha coinvolto i ceti “bassi” americani, sia bianchi che neri. E credo che i neri abbiano contribuito più di quanto si pensi alla parte estatica, magica e musicale, che però si collegava molto bene allo spirito del hustler bianco.

    • Per Peucezio

      “Ma in ogni caso li trovo proprio molto più divertenti e folcloristici del sussiegoso protestantesimo europeo”

      Penso che sia molto variegato.

      Conosco poco quello tedesco/scandinavo/svizzero.

      Conosco un po’ meglio quello italiano: la comunità valdese più grande d’Italia credo sia oggi a Firenze. E’ un tipo di religiosità poco mistica, molto rigorosa, di persone certamente molto affidabili e serie, nel bene e nel male. Molto lontano dal mio spirito personale, però sono in gamba (e do loro il 5×1000).

      Gli inglesi non brillano per fanatismo, ma c’è una grande gamma che va dai quaccheri (che mi stanno simpatici, anche perché ne conosco qualcuno) a gente che non è cattolica solo perché la Chiesa postconciliare è troppo moderna per i loro gusti.

  42. Per i Nonglofoni,

    ecco il resoconto del viaggio di Ugo Bardi in Iran, in lingua italiana!

    https://ugobardi.blogspot.com/2019/11/rapporto-dalliran-un-paese-che-non.html

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