Un mestiere in rosa, giovane e creativo

Il mondo è pieno di ragazzine spocchiose che vorrebbero avere un posto fisso e trovano noioso fare le cassiere alla Lidl, sempre che le prendano.

Invece di frignare, basterebbe che si guardassero attorno per rendersi conto che il mondo è pieno di occasioni, come abbiamo già scritto tempo fa.

Guardate ad esempio questo avviso della Family Tree Surrogacy di San Diego California.

50.000 dollari a botta , anzi sul sito scrivono fino a 60.000…

Lavorando a tempo pieno dai 21 ai 38 anni – e con un po’ di fortuna ci scappano pure dei gemelli – non ci sarà da preoccuparsi per la pensione.

Sul sito della Family Tree si spiega all’aspirante Lavoratrice Uterinale:

“Essere incinte è come fare un altro lavoro a tempo pieno, solo che alla fine della giornata non puoi timbrare il cartellino e andartene dall’ufficio. E mentre la maggior parte delle mamme vengono compensate dopo nove mesi quando prendono in braccio il loro bambino per la prima volta, le madri surrogate devono essere compensate in maniera più monetaria”.

E siccome siamo negli Stati Uniti, la pacchia non finisce lì: per i nove mesi lavorativi, ti pagano pure l’assicurazione medica!

 

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123 Responses to Un mestiere in rosa, giovane e creativo

  1. Francesco says:

    Io l’avevo detto che Pessima tempora currunt! e mica solo al di là del mare, pure di qua.

    Per non parlare dei paesi dei poveri, dove ai soldi vanno tolti uno o due zeri.

  2. roberto says:

    meglio questo che rischiare di andare a morire in divisa in qualche posto lontano

    (poi, health care a vita, un soldato se la sogna!)

    • Per roberto

      “health care a vita,”

      Credo che qui scada dopo nove mesi e un giorno…

      • roberto says:

        “We include a life insurance policy to help protect you and your family,”

      • roberto says:

        ammetto che è moralmente un filo disturbing, ma appunto meno che prendere a fucilate un pastore in qualche deserto, e sicuramente meglio remunerato

        • Moi says:

          SE sei un Maschietto … come accidenti lo covi il fecondato ovetto ?!

          Obiezione NON valevole SE INVECE sei una Femminuccia Guerrafondaia, che deliberatamente NON vuol “covare ovetti fecondati” MA che vuol far veder di avere un clitoride più grosso dei peni di tanti Maschietti smidollati ! 😉 …

          Forse così la mia obiezione è più chiara !

          • roberto says:

            ah si, adesso è più chiara.

            ovviamente è un lavoro riservato alle sole donne.

            volevo solo dire che nonostante non sia un granché come lavoro (e sono totalmente contrario all’idea di pagare una madre surrogata. potrei aver una certa simpatia per la sorella che chiede alla sorella di surrogarsi, ma non per una tizia che ne compra un’altra), beh, c’è di peggio

          • PinoMamet says:

            Non saprei, un mio parente è militare (pilota) e non se la passa troppo male:
            è pagato molto, può permettersi cose al di fuori della portata dei suoi coetanei;

            in cambio si è dovuto trasferire in Friuli, ogni tanto lo sbattono in posti strani tipo l’Afghanistan o gli USA 😉 e sicuramente è un lavoro rischioso.

            Ma non tanto rischioso quanto essere un militare kurdo o siriano…

            • roberto says:

              non ho dubbi

              mi sa anche che fare il guerriero in italia è meno pericoloso che farlo per gli americani
              che ti mandano veramente in guerra

              oltretutto per gli americani, torni a casa storpio*, ti congedano e lì sono cavoli serissimi

              *ma nemmeno troppo storpio: post traumatic stress disorder, congedato senza menzione “honor” e ciaociao….auguri a trovare un’assicurazione

    • Moi says:

      @ ROBERTO

      Ovviamente ti riferisci a “Dyadic F Humans” che trovano emancipatoria la carriera militare … altrimenti, visto che da “Dyadic M Humans” NON hai l’ utero, la tua battuta polemica (… ulteriormente comprovante che il PD e la UE vogliono l’ Aziendalizzazione delle Maternità Surrogate, ma già si sapeva !) NON avrebbe senso alcuno.

      • roberto says:

        faccio una lista delle parole/espressioni che ho capito nel tuo messaggio

        – Ovviamente ti riferisci
        – trovano
        – carriera militare
        – NON hai l’ utero
        – PD
        – UE
        – ma già si sapeva
        – NON avrebbe senso alcuno

        un po’ poco per rispondere

    • Peucezio says:

      Roberto,
      “meglio questo che rischiare di andare a morire in divisa in qualche posto lontano ”

      Perlei probabilmente sì. Per il bambino un po’ meno.

      • roberto says:

        per il bambino afgano/siriano/quelchevuoiano pure sicuramente si

        per il bambino che la tizia partorisce chissà….magari finisce in una famiglia dove sarà curato e coccolato alla perfezione, difficile da dire

      • Mauricius Tarvisii says:

        La nuova frontiera è la cedibilità della genitorialità.

    • Francesco says:

      OMTDconRL

      🙁

  3. Moi says:

    Però è interessante il cambiamento antropologico : quasi nessuno se lo ricorda, MA … proprio oggi è la ipso facto “ex” Festa Nazionale dell’ Unità d’ Italia e delle Forze Armate … che è stata sostituita di netto dal XXV Aprile 1945 Festa della Resistenza AntiNaziFascista ! … E difatti NON a caso adesso gli è tutto uno sfruculiare “Persone LGBTSPQR 😉 [come dice Miguel] nella suddetta Resistenza AntiNaziFascista !

  4. Moi says:

    Oggi Festa da FaSSiSSti :

    https://maovalpiana.wordpress.com/2010/11/04/4-novembre-una-festa-fascista/

    il buon Habs potrebbe farci un trattatello storiografico al volo … ma _ mi duole informarti, Habs … _ sarebbe una roba “fàiga repelling” 😉 , mica come i “Big Money” !

    • Lucia says:

      Parla per te, Moi, fighetta 😛 (qui c’è gente che ha una pessima idea di come le donne possano essere manipolabili/manipolatrici per denaro.. ché certo se manca del tutto son cavoli amari, ma raggiunto un certo livello di sicurezza economica gran parte dice no grazie al vecio lampadato)
      Per quanto riguarda l’oggetto di questo post, sono d’accordo con Roberto: c’è molto di peggio. Quello che mi turba è che nel giro di un quinquennio io non potrei più candidarmi! Maledetti ageisti!

      • Moi says:

        Ben tornata … posso chiederti cosa ne pensi delle Donne Militari che _ ripeto _ vogliono dimostrare di aver un clitoride più grosso del pene di un Maschietto Smidollato ?! 😉

        • PinoMamet says:

          Mo, a parte questa (bruttissima) immagine del grosso clitoride
          (che per inciso credo non faccia affatto parte dell’immaginario femminile)

          ma cosa ti fa credere che le donne militari pensino questo?

          Ammetto che non ne conosco.
          Però conobbi una tizia, all’università, che aveva questa passione militare e diceva che avrebbe fatto domanda per fare la volontaria- chissà se poi l’ha fatto.
          Non mi sembrava avesse questo spirito di rivalsa sui maschi-
          anzi, direi che era piuttosto affascinata dai valori tradizionali, vecchio stile, compreso un uomo “maschio” decisamente più maschio di lei, possibilmente anche lui in divisa e capofamiglia…
          era una tizia strana, ripeto.

        • PinoMamet says:

          Ah beh, poi conosco le israeliane che naturalmente hanno fatto il militare.
          Sono ragazze e donne normalissime, fanno il militare perché devono, nonostante certa propaganda filo-israeliana, chissà perché, le descriva come uno strano incrocio virago/modella (che in natura direi è piuttosto raro 😉 ) ;

          in realtà vanno lì, dipingono la caserma, rispondono al telefono, imparano un lavoro che non gli piace tipo l’elettricista, insomma fanno la naja e direi che l’unica forma di mascolinizzazione che ne ricavano è il pessimo gusto nel vestire
          (ma lì forse c’entra il fatto che gli israeliani sono mezzi russi, mezzi tedeschi, mezzi arabi… 😉 )

          • Peucezio says:

            Pino,
            ” nonostante certa propaganda filo-israeliana, chissà perché, le descriva come uno strano incrocio virago/modella”

            Perché la virago-modella eccita molto l’immaginario erotico maschile. Pensa ai videogiochi.

        • Lucia says:

          Scusa Moi, mi è difficile seguirti su questo punto… A parte l’immagine un po’ ributtante. Intendi donne che scelgono la carriera militare per far vedere che sono più forti fisicamente e “spiritualmente” degli uomini? Nel caso boh, le persone che conosco abbastanza bene per poterne parlare con un po’ di ragion veduta sono non violente, al massimo potrei parlare del contrario, che so dei miei amici maschi e femministi

  5. Moi says:

    Ecco qua :

    “Brigata Arcobaleno – La liberazione continua”: il documento politico del Roma Pride spiegato dal portavoce Sebastiano Secci

    http://www.gaynews.it/2018/05/28/brigata-arcobaleno-liberazione-continua-documento-politico-roma-pride-portavoce-sebastiano-secci/

    Francesco Lepore

    … Miguel direbbe che è un sottoprodotto del Passaggio Energivoro dal Carbocene al Petroliocene e ora al PostPetroliocene ! 😉

    • Per Moi

      “Sebastiano Secci”

      Leggo:

      “Le teorie riparative costituiscono un pericolo ovunque, Italia compresa. Nelle segnalazioni che tutte le nostre realtà associative ricevono non mancano quelle riguardanti preti, psicologi e altri finti professionisti che offrono asserite soluzioni e rimedi a gay, lesbiche, bisessuali e trans.”

      Cioè io posso dire a un anagraficamente-maschietto, “se giochi con le bambole, prendi questa pillola e quando sarai più grande ti fai tagliare il pisello”, ma non vanno bene le “terapie riparative” che per quanto sgradevoli, almeno hanno un’efficacia solo omeopatica…

      • Leggo qui https://www.jpost.com/Opinion/Israels-Surrogacy-Law-HB2-moment-is-bad-but-not-anti-Zionism-fodder-563233 (ma, a parte il futuro bambino congelato, stiamo parlando di adulti certamente consenzienti):

        “I am an American transgender woman dating an Israeli transgender guy. As I never had a uterus and the testosterone he takes deactivates his, surrogacy (using my previously chilled sperm and eggs he can preserve), as well as adoption – which itself sees queer access disparity in Israel – are very real options for us to build our future with, should our relationship progress. ”

        Cioè Maria (che nasce uomo) si mette con Mario (che nasce donna), e siccome la chimica volutamente assunta ha sterilizzato la pancia di Mario, si affitta la pancia della signora Giovanna per nove mesi per fare un figlio con lo sperma del signor Maria.

        Quando si dice che qualcuno ha i soldi per togliersi gli sfizi…

        • PinoMamet says:

          Non potrebbero semplicemente adottare un bambino?

          • Francesco says:

            io avrei altri suggerimenti su cosa possono fare ma non so se a pensarli rischio l’espulsione dalla Santa Chiesa per cui cerco di trattenermi

            • PinoMamet says:

              Stavo per scrivere “adottare un infelice”…

              cioè, infelice dopo l’adozione.

              Poi ho fatto prudentemente il politicamente corretto 😉

        • mirkhond says:

          Se amano davvero i bambini, rispettassero le leggi della natura.

          • Moi says:

            la Natura è Fascista ! 😉

          • Moi says:

            più seriamente (ma spero non troppo 🙂 …) :

            che resti in vita solo il più forte / adatto è “Natura”, che vi resti anche il debole / disadatto è “Cultura” …

  6. Moi says:

    Ci tengo a precisarlo : NON è Off Topic e NON è casuale che il Mondo LGBTSPQR 😉 , massimo fautore della “Parent 2 Surrogacy” (o come accidenti si chiama) si accodi al 25 Aprile e che Oggi IV Novembre 2019 anziché festeggiare il Centenario dal 1919 … vi sia l’ Oblio Totale seguìto alla Damnatio Memoriae !

    … Nevvero, Habs ? 😉

  7. mirkhond says:

    Che senso ha festeggiare una vittoria che fu mutilata già allora, e che lo fu ancora di più nel 1947 con la perdita dell’Istria, di Zara e di tre isole dalmate, Cherso, Lussino e Lagosta?

    • PinoMamet says:

      Ma anche se non fosse mutilata, comincio a stentare a vedere cosa ci sia di festeggiabile nelle vittorie militari, specialmente di quel genere.

      Migliaia e migliaia di morti, e in cambio una bandiera sventola sul monte: urrà, che gioia.

      Meglio il calcio, a questo punto (e io odio il calcio).

      • mirkhond says:

        Concordo al 100%!

      • Moi says:

        Comincio a stentare a vedere cosa ci sia di festeggiabile nelle vittorie militari, specialmente di quel genere.Migliaia e migliaia di morti, e in cambio una bandiera sventola sul monte: urrà, che gioia.

        PINO

        [cit.]

        ———–

        Ahem … e la recente Storia d’Israele ? !

      • Per PinoMamet

        “Meglio il calcio, a questo punto (e io odio il calcio).”

        🙂

      • Z. says:

        Migliaia e migliaia di morti, e oltre tutto per ottenere meno di quello che l’Italia avrebbe ottenuto senza fare la guerra.

        In più, però, ha ottenuto l’Alto Adige. E so’ soddisfazioni.

        PS: no, beh, ha ottenuto anche la miseria postbellica, il fascismo, la miseria durante il regime, la seconda guerra mondiale… la miseria l’ho già detta?

        • mirkhond says:

          Se l’Italia non fosse entrata in guerra avrebbe ottenuto solo il Trentino, che l’Austria-Ungheria su forti pressioni tedesche, si sarebbe decisa a cedere, e speciali franchigie per le merci italiane nel porto di Trieste.
          Prevalse l’offerta dell’Intesa che prometteva molto di più.
          Con le conseguenze nefaste che conosciamo…..

          • Z. says:

            Secondo Habs poteva ottenere anche Trieste…

            Tra l’altro la guerra avrebbe comunque preso una brutta piega per l’Austria-Ungheria, immagino, e in un modo o nell’altro mi sembra ragionevole che Trieste sarebbe diventata italiana.

            • mirkhond says:

              “Secondo Habs poteva ottenere anche Trieste…”

              Non mi risulta, in quanto Trieste costituiva il punto nevralgico delle rotte commerciali asburgiche tra Mediterraneo e retroterra balcanico-danubiano ed era insieme a Pola e Fiume uno dei maggiori cantieri e basi militari della kriegsmarine.
              L’Austria poteva rassegnarsi a perdere il povero e lontano Trentino, ma non un centro nevralgico come Trieste.

              • mirkhond says:

                “Tra l’altro la guerra avrebbe comunque preso una brutta piega per l’Austria-Ungheria, immagino”

                L’Austria (poi Austria-Ungheria dal 1867) non era più la grande potenza dei tempi di Maria Teresa e di Metternich e dopo il 1866 era diventata sempre più un satellite della nuova potenza tedesca a guida prussiana.
                Se gli imperi centrali avessero vinto la guerra, sarebbe stata una vittoria tedesca.
                L’Austria-Ungheria a mio modesto parere, si sarebbe potuta salvare solo restando fuori dalla guerra.

              • Z. says:

                Capisco. Era troppo importante per cederla.

                Però, però, nel corso della guerra – o a guerra finita – non credo sarebbe stato difficile che finisse all’Italia, dopotutto.

              • mirkhond says:

                Tra l’altro il crollo dell’Austria-Ungheria e l’annessione all’Italia, non comportarono l’aumento o il mantenimento del benessere di Trieste, ma il suo impoverimento.
                Dopo l’anschluss del 1938, ambienti della politica e dell’industria triestina, cominciarono a guardare (con preoccupazione o con speranza a seconda dei punti di vista) al nuovo soggetto nazista come una ricostituzione dello spazio economico danubiano-balcanico asburgico.
                E di questa ricostituzione ne divenne (sia pure tardivamente) cosciente lo stesso Mussolini, quando nell’ottobre 1941 arrivò a dire che se Hitler gli avesse chiesto Trieste, non avrebbe potuto rifiutargliela.
                E come poi avvenne comunque dopo il crollo dell’Italia nel 1943 …..

              • habsburgicus says:

                il giudizio negativo sull’intervento unisce me, Z e Mirkhond

              • Z. says:

                Credo che oggi il giudizio negativo sull’intervento unisca pressoché tutti quanti…

            • habsburgicus says:

              Secondo Habs poteva ottenere anche Trieste…

              non ho proprio detto così, penso (o magari sì, ma sintetizzando all’estremo :D)….
              credo di aver detto, o sottinteso :D, che all’inizio l’Italia avrebbe dovuto puntare su Trieste come Land autonomo a maggioranza italiana (Trieste aveva propria dieta ma era parte del Litorale, con l’Istria e Gorizia-Gradisca) entro la Cisleitania, per non spaventare gli Asburgo..e, alla fine, al momento di concludere, con forti pressioni tedesche, provare a papparcela 😀 magari, Ritvan se ci legge si perdonerà, offrendo qualcosa in Albania
              comunque, Trieste o non Trieste, avremmo ottenuto molto..e senza un solo morto ! il massonissimo Quaroni, diplomatico abile, ammetterà dopo il 1945 che il 1915 fu la nostra prima follia !

              • habsburgicus says:

                del citato Quaroni si ricorda questa freddura..
                si discuteva (siamo nei tardi ’60) se riconoscere o no la Cina rossa, ove Mao al culmine della follia imperava 😀
                e Quaroni gelò gli astanti
                “ma siete sicuri che i cinesi vogliano riconoscerCI ?” 😀
                per la cronaca la DC si mise d’accordo col PSI (dopo aver ricevuto dalla Casa Bianca, ormai nixoniana, il placet) nel 1970 e il 6/11/1970 riconosceva la Cina marxista..in quello stesso istante ipso facto cessava ogni relazione dell’Italia con Chiang Kai-shek e il suo Ambasciatore abbandonava mestamente l’Ambasciata cinese di Roma che fu consegnata tre giorni dopo agli agenti di Mao..si ritirò a Madrid, ove era accreditato concorrentemente (talora si fa)..la Spagna riconobbe Mao solo il 9/3/1973 cosicché Franco divenne l’unico Capo di Stato ad avere riconosciuto tutte e tre le Cine
                1.la Cina “fascista” di Wang Ching-wei, dal 1/7/1941 al maggio 1945
                2.la Cina “capitalista” di Chiang Kai-shek dal 1952 al 1973
                3.la Cina “marxista” di Mao, dal 1973 in poi
                Chiang, allora filo-sovietico, aveva rifiutato di riconoscere Franco nel 1939 (solo URSS, Nuova Zelanda e Messico fecero altrettanto) ma nel 1952, ormai ridotto a Taiwan, si “prostrò” davanti agli inviati di Franco mendicando il riconoscimento 😀 e lo ottenne..il China Yearbook del 1957-1958 dice che la Spagna e la ROC sono paesi anticomunisti e dunque in rapporti fraterni contro il comune nemico 😀 ROC=Repubblica di Cina, in cinese Chung-hua min-kuo (Zhonghua minguo), nome ufficiale dello Stato nato nel 1912, sotto il KMT dal 1928 (con la bandiera attuale, diversa da quella 1912-1928 “dei cinque colori”) e ritirato a Taiwan e nelle Pescadores dal 1949; la Cina rossa é, come ben sapete, Zhonghua Renmin Gongheguo (Chung-hua Jen-min Kung-ho kuo) dove Ren (jen), si sa, sta per popolo (Renmin Ribao=Jen-min Jih-pao “”Quotidiano del popolo”, la voce del PCC, oggi di Xi)

              • mirkhond says:

                “comunque, Trieste o non Trieste, avremmo ottenuto molto..e senza un solo morto !”

                Cosa avrebbe potuto ottenere in concreto l’Italia, a parte il Trentino e le franchigie per le sue merci nel porto di Trieste?

              • Z. says:

                habs,

                — non ho proprio detto così, penso —

                Infatti è quasi certamente colpa della mia ipersemplificazione 🙂

    • paniscus says:

      All’italiano quadratico medio di oggi, ha fatto un gran comodo che l’Istria e la Dalmazia passassero sotto la sovranità jugoslava e poi croata.

      Perché in tal modo masse enormi di italiani possono prenderle d’assalto per vacanze dozzinali nei villaggi turistici o negli appartamentini in località di mare che costano significativamente meno che in Sardegna, in Liguria o in Romagna.

      • mirkhond says:

        La tua è la miglior risposta a vecchi e nuovi irredentisti. 🙂

      • Peucezio says:

        Lisa,
        “costano significativamente meno che in Sardegna, in Liguria o in Romagna.”
        peccato allora che non abbiamo perso anche quelle.
        Pensa che pacchia se tutta la costa italiana, da Ventimiglia a Trieste passando per Sicilia e Sardegna, fosse diventata di qualche paese straniero dove la vita costa molto meno!

        • Per Peucezio

          “peccato allora che non abbiamo perso anche quelle.”

          perché, erano tue?

        • Oldboy says:

          Peucezio

          In un certo senso è successo davvero ciò che descrivi, visto che l’Italia è diventata un paese a sovranità limitata (o azzerata, per meglio dire)…

        • Francesco says:

          in effetti, piuttosto che strapagare i Liguri, sarebbe meglio avere efficienti strutture di serie multinazionali!

          per non parlare dell’arretratezza dei Sardi o del nulla del turismo al Sud

          🙁

  8. mirkhond says:

    L’Italia si è tenne il Sud Tirolo che non ci voleva (e con ragione) e perse terre i cui abitanti invece volevano esserne parte.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Il confine perfetto non sarebbe mai stato possibile. Avrebbe richiesto un Alto Adige austriaco (al di qua dello spartiacque), una Trieste italiana, ma con la sua attuale provincia (Duino, Aurisina, ecc.) oltre confine, ma con la costa dell’Istria e qualche città dalmata italiane, circondate da un entroterra slavo. La geopolitica, invece, esige linee nette.

      • mirkhond says:

        In effetti se si fosse seguito il criterio linguistico (che poi dovrebbe essere alla base delle rivendicazioni nazionalistiche) sarebbe dovuta andare come dici (tranne per il Sud Tirolo germanofono).
        Anni fa Montanelli, pubblicando una raccolta di scritti di Mussolini del 1915-1916, riportava che il futuro duce per la Dalmazia proponeva l’annessione all’Italia solo di quelle (poche) aree in cui la popolazione italiana o filoitaliana era maggioritaria, lasciando tutto il resto all’Austria.
        Le clausole del Patto di Londra del 26 aprile 1915 non erano note al di fuori degli ambienti del governo (sarebbero stati i bolscevichi, da poco giunti al potere in Russia, a renderle pubbliche nel dicembre 1917, creando qualche tensione tra Italia e Serbia, alleate ma aspiranti a spartirsi le aree balcaniche asburgiche).
        In sostanza se avesse prevalso il criterio linguistico, si sarebbe avuta una dominazione italiana compattamente omogenea solo in Trentino fino a Salorno, e nell’Adriatico orientale a macchia di leopardo.
        Cosa tra l’altro che, nel dopoguerra, con i sofferti accordi di Rapallo (12 novembre 1920) avrebbe comportato l’abbandono italiano di quasi tutta la Dalmazia centro-settentrionale promessa dal Patto di Londra (quella meridionale tra Spalato e Cattaro era stata promessa alla Serbia), in quanto giudicata indifendibile dai vertici dell’esercito (ma non da quelli della marina), perché costituente un corpo separato territorialmente dal resto dell’Italia.

        • mirkhond says:

          Le clausole del Patto di Londra non erano note nel 1915-1916, al di fuori degli ambienti di governo, tantomeno a Mussolini, mentre redigeva le sue considerazioni sul futuro assetto della Dalmazia.

    • PinoMamet says:

      Voglio proporre questa soluzione ai governi austriaco e italiano, perciò ovviamente in anteprima agli Egregi Frequentatori del Blog, perchè discutano, accettino, cassino o perfezionino la proposta:

      il Condominio italo-austriaco sull’Alto Adige. L’Italia si tiene il confine, la sovranità, la possibilità di tenerci i soldati almeno in teoria (magari si potrebbe renderla una zona de-militarizzata di fatto).

      I cittadini alto-atesini possono votare sia per il parlamento austriaco che per quello italiano; potrebbero anche destinare parte delle tasse a un paese, e parte all’altro.

      Le scuole di lingua tedesca possono essere amministrate da Vienna, mantenendo la possibilità di iscrizione per i cittadini di lingua madre italiana, com’è ora; e viceversa ovviamente.

      Anche per l’ordine pubblico si può pensare all’estensione delle pattuglie miste che già ora controllano i confini, utilizzando la polizia austriaca anche come normale polizia “di quartiere” perlomeno nei centri maggiori o di maggior presenza tedescofona (al posto dei carabinieri bilingui, insomma).

      Anche per i vari servizi (netturbini, gestione delle strade ecc.) si può pensare a forme di collaborazione inter-statale.

      L’Austria non mi sembra possa ricambiare il favore nei confronti di una minoranza linguisticamente italiana, che non ha: ma non escludo che possa farlo in altri modi da decidere.
      E probabilmente il residuo secessionismo germanofono verrebbe molto disinnescato…

      • mirkhond says:

        E’ un pò incasinata come idea.
        Personalmente credo che il Sud Tirolo dovrebbe tornare all’Austria col diritto di opzione per la minoranza italiana se tornare in Italia o restare nel Tirolo, con garanzie di mantenimento della conoscenza della lingua italiana.

        • PinoMamet says:

          Beh, a conti fatti credo che verrebbe una cosa non troppo diversa dalla mia proposta, sai? solo con il confine in mano austriaca (che di per sè mi va benissimo) e con l’opzione del trasferimento degli italofoni, che per motivi pratici e anche storico/culturali (il radicamento di molte famiglie italiane lì presenti da svariati decenni, e la presenza non trascurabile di famiglie miste) risulterebbe difficile da mettere in atto e quindi disattesa.

          Comunque, se dovessi parlare da politico, direi che a me va benissimo qualunque opzione democratica e pacifica che rispetti la volontà degli abitanti.

          • mirkhond says:

            Concordo.
            Riguardo all’opzione, ovviamente varrebbe per chi ritenesse per svariati motivi, insopportabile vivere sotto l’Austria (penso soprattutto a gente di destra).

        • habsburgicus says:

          ci fu un condominio anglo-francese nelle isole Ebridi, ora Repubblica di Vanuatu (credo cap. Port Vila) e funzionò egregimente
          il condominio anglo-egiziano sul Sudan, durato dal 1899 al 1924 funzionò peggio, ma ciò forse dipese dal fatto che uno dei condomini (l’Egitto) era lui stesso dominato dall’altro (la Gran Bretagna)…dopo il 1924 Londra se lo prese tutto per sé anche se ancora l’obliato Fu’ad II -il bimbo che successe in modo effimero a Faruq II nel luglio 1952 e di cui si é perso il ricordo nel linguaggio giornalistico dove si parla di”Faruq ultimo Re d’Egitto”- fu proclamato “Re d’Egitto e del Sudan”…a Khartum non regnò mai, e per quanto riguarda Il Cairo, Naguib il 19/6/1953 lo privò anche della Corona egiziana, dando inizio alla Repubblica d’Egitto poi Repubblica Araba Unita indi Repubblica araba d’Egitto
          sì, è un’idea che potrebbe anche funzionare poiché noi e Vienna siamo comparabili, tutto sommato
          bravo Pino !

          • habsburgicus says:

            “Nuove Ebridi”
            le Ebridi sono in Scozia

          • PinoMamet says:

            Grazie Habs!

            tra l’altro l’idea dei netturbini in comune ha come sostegno- non so se lo sapete- il caso di un buontempone parmigiano, che quest’estate ha preso “in prestito” il camion della nettezza urbana per andare in Spagna da suo figlio, ma poi si è fermato a Montecarlo (o a Nizza? non ricordo), passando a prendere in Francia una sua amica- tutto in una notte.

            Alla frontiera francese, ha dichiarato che c’era un accordo per la raccolta dell’immondizia… la polizia francese ha fatto un gesto come dire “e chi se ne frega” e lo ha lasciato passare
            (sono stati gli italiani a riprenderselo una volta ri-passato il confine…)

  9. mirkhond says:

    si tenne

  10. Moi says:

    Eppur tuttavia qualche Scienziato Pazzo che digià lavora alla Gravidanza Exo(!)Uterina c’è : in pratica, “Incubatrici” per feti sempre più giovani … prima o poi si dovrebbe riuscire a partire direttamente da un “ovetto con lo spermino” dentro, per dirla con il gergo delle cosiddette “Mamme Pancine” … che mi pare che Lisa, suo malgrado, almeno virtualmente, ne conosce !

    https://www.dailybest.it/social-network/mamme-pancine-ossessione-maternita/

    • Moi says:

      va be’, negli intenti della sperimentazione : dal feto verso dall’ embrione e … perfino sin dall’ ovulo fecondato.

      • Moi says:

        Sono abbastanza ricorrenti in fantascienza quei cilindri tutti intubati “bollitori” di liquido amniotico … ecco: incubatrici così potrebbero esistere davvero “a breve”, intendo.

  11. Moi says:

    SE (com’ è altissimamente probabile) il PD “tien botta” e resta in Sala Macchine [cit.] per l’ Italia … vedremo come sarà organizzato il Lavoro Uterinale !

    • Roberto says:

      Una domanda che chissà se riceverà una risposta.

      Chi nel PD si è espresso a favore del lavoro uterinale?
      L’ultima volta che ci ho guardato il PD sembrava d’accordo per la maternità surrogata gratis e contrario a qualsiasi forma di pagamento

      È cambiato qualcosa?
      Quando? Chi?

  12. Z. says:

    Vi informo che il mio studio scientifico sul chelebecchiano medio è prossimo alla pubblicazione 🙂

  13. Moi says:

    @ LUCIA

    Mica è “Ageism” … o meglio : se parlassimo di qualsivoglialtra specie d’allevvamento, NON vi sarebbe dubbio alcuno che una Fattrice (scusa il termine “triggherìno” , ma quando ci vuole ci vuole !) Giovane è preferibile a una Fattrice in Fase di Decadimento Fiosiologico !

  14. Moi says:

    Donne Soldate …

    … Memberberry Time !

    https://www.youtube.com/watch?v=QXxFcJ5nOu4

    No, NON è la Fenech … ma la Nannini ! 😉

  15. Moi says:

    @ MIGUEL

    Il Paradosso (almeno negli intenti) del Blackface … Anti(!)Razzista :

    https://www.giornalettismo.com/aurora-desio-sovicese-razzismo/

  16. Per Moi

    Visto che sei anglofono, leggi con attenzione questo LUNGO saggio di un nigeriano.

    https://www.thisdaylive.com/index.php/2019/10/06/a-tribute-to-the-warrior-2/

    Giusto per ricordarci che i Neri non sono necessariamente solo i subumani intersezionali geneticamente condannati a prenderle che gli antirazzisti vorrebbero che fossero 🙂

    “May we never forget that he has lost his sting and that, by the power of Christ Jesus, he has been conquered and crushed.
    When the dark angel comes, as come he must for us all, we must be men and we must die a good death, not cringing and crying like fearful puppies but, like true warriors, fighting to the bitter end.

    For it is never for the warrior to ask the why: it is only for the warrior to do or die.

    The warrior does not vanish into the night. The warrior will not go down without a fight.”

    • Francesco says:

      I love this guy!

      chi è?

      • Credo che sia un ex ministro del governo nigeriano…

        Aggiungo:

        “The warrior is noble and strong. His resolve is firm and his commitment is total. His is to kill, to shed blood and to be killed. His is to die for his King and for a worthy cause. His is to protect and lay down his life for his faith, his nation, his people and his loved ones.

        What manner of men are these whose spirit speak of such valour and nobility? Consider the ancient Spartans and the Roman warriors of old. Consider the fearsome Vikings who believed that it was a curse to die a peaceful death and that the only way to heaven was to die violently and heroically in fearsome battle.

        Consider the greatest warrior that ever lived, the noble and gallant Achilles, the pride of the Greeks and the glory of the Mermidans, who slew noble Hector and brought down the walls of Troy.”

        • Francesco says:

          ehm, Achille era morto da tempo quando le mura di Ilio caddero!

          a parte questo, AMMMORE al 100%

          😀

          PS scherzo, potrebbe essere un preside di provincia nel 1931

  17. Moi says:

    più che altroè quel verbo “to deliver” (modello pacchi Amazon) riferito a un “child” che mi fa “disturbing” … a voi no ?

    • Z. says:

      Noi lo leggiamo soprattutto per le consegne, ma il verbo significa etimologicamente “liberare”, da délivrer (“deliver us from evil”, nel Padre Nostro).

      Se ci pensi, ricorda molto il nostro “sgravare”.

  18. Per Moi

    Immagino che ci sia un sospiro di sollievo in questi giorni negli ambienti leghisti… finalmente dopo tutti i mafiosi loro che hanno arrestato, ecco che beccano Antonello Nicosia, il cultore di Carole Rackete 🙂

    https://www.agrigentooggi.it/antonello-nicosia-il-direttore-dellosservatorio-internazionale-dei-diritti-umani-scrive-a-carola-rackete/

    Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta alla Capitana della Sea Watch, Carola Rackete, è il prof Antonello Nicosia, Componente comitato nazione Radicali Italiani e Direttore osservatorio internazionale dei diritti umani:

    “Cara Carola, il coraggio delle proprie azioni ha il sapore della libertà, delle idee che vivono e librano attraverso convinzioni ferree e ben determinate. Amo la libertà, in toto. La libertà di pensiero, la libertà di esprimersi, quella di agire. Agire per la salvaguardia di un diritto fondamentale: la sicurezza.
    […]
    Non mi piace parlare delle scelte del governo, quando qualcosa non ci piace, c’è sempre un modo per contestarle, la disobbedienza!
    Nessuna battaglia per i diritti può essere fermata, io vado avanti per quella dei detenuti italiani, Tu per quella di chi coltiva la speranza di una vita migliore…
    Ci ritroveremo Comandante…W
    Antonello Nicosia

  19. Z. says:

    (Sicuramente avrò lasciato indietro qualcosa di rilevante. Ma in fondo questa è una bozza, o come amerebbe dire Peucezio, una beta version, un work in progress, quel che è insomma)

    IL CHELEBECCHIANO MEDIO

    (Nota metodologica: nello studio di seguito proposto, l’estensore ha tentato di individuare una media in un campione sotto molti aspetti eterogeneo, e tra caratteri di diversa natura. Il risultato conseguente, che lo scrivente ritiene essere ricavato in modo non arbitrario, può non di meno essere ritenuto opinabile, ed è soggetto al tipico problema volgarmente noto come “statistica del pollo”. Ad es.: se metà del campione fosse costituito da ultrà della Virtus Pallacanestro Bologna, e l’altra metà non si interessasse affatto di sport, l’estensore ne concluderebbe che il chelebecchiano medio è moderatamente virtussino).

    TRATTI GENERALI

    Il chelebecchiano medio ha un’età prossima ai 50 anni. Risiede in una città italiana del centro-nord e svolge una professione di natura intellettuale. Il chelebecchiano medio è di sesso maschile, e per questa ragione – la Prof. Paniscus e Frau Lutschia ci perdoneranno – ci si riferirà a lui esclusivamente al maschile.

    STUDI

    Ha ricevuto una buona educazione classica e ha fatto studi umanistici all’università; è appassionato di linguistica e ancora più appassionato di storia, specie di storia medievale e contemporanea. Mastica poco di scienze matematiche, fisiche e naturali: in queste discipline, tuttavia, ama talvolta avventurarsi a scopo polemico. L’autorevole e non occasionale presenza di scienziati tra i chelebecchiani, tuttavia, frena verosimilmente l’eccessivo riscorso a ragionamenti patafisici.

    LINGUE

    Il chelebecchiano medio ha un’ottima padronanza della lingua italiana, parlata e scritta; non ha problemi con la lingua inglese; affronta il francese in modo passabile; conosce qualche parola di tedesco, o così vorrebbe dare a intendere, seppur senza troppe pretese. Ama parlare il proprio dialetto locale, e se esistessero davvero lingue come ad es. la “lingua emiliano-romagnola” saprebbe sinanco parlare la propria lingua locale…

    GUSTI

    Il chelebecchiano medio si appassiona a Tex Willer e alle sue avventure nel West; è affascinato da alcuni aspetti della cultura statunitense, ma alla Coca-Cola preferisce di gran lunga il chinotto, specie se di pregio. Non segue lo sport con particolare interesse: il calcio, poi, sembra spesso suscitargli fastidio, anche se talora si chiede in che ruolo giocasse Crasso. Non sembra particolarmente interessato alla musica, né classica né moderna: non manca chi sostiene addirittura che abbia cattivo gusto in materia. Ha qualche dubbio su dove collocare Ferrara: in Emilia, in Romagna o in Veneto? Ogni tanto si altera per ragioni non sempre chiarissime, ma poi trova il modo di fare pace. Adora le discussioni lunghe, intricate e cerebrali, ove si approfondiscano concetti di natura storica, religiosa e – sebbene in minor misura – metafisica. Mostra interesse e rispetto per le culture dell’Estremo oriente. In campo enogastronomico manifesta gusti semplici, spesso prediligendo le specialità culinarie locali. Talora ama incontrare gli altri chelebecchiani, talaltra preferisce bidonarli!

    CREDO E RAPPORTI CON L’ALTRO DA SE’

    Il chelebecchiano medio non appare particolarmente religioso e non è aduso frequentare le funzioni con assiduità. Guarda gli atei con sospetto, seppur con rispetto; ha grande considerazione del cattolicesimo preconciliare. Viceversa, guarda con estremo sfavore il cattolicesimo postconciliare; guarda con sospetto alle aperture di papa Francesco verso la modernità e il mondo non cattolico; si sente distante dal luteranesimo e dal calvinismo. Tende a guardare con una certa diffidenza al mondo ebraico, di cui però rispetta la cultura plurimillenaria, e con forte diffidenza al mondo islamico, del quale sembra affascinarlo la devozione e l’attaccamento alle tradizioni. Fascino analogo esercitano su di lui la cultura e le tradizioni dei popoli romaní, ma il chelebecchiano medio – che peraltro, come vedremo, tende ad essere sospettoso verso gli eccessi di accademia – tende più spesso a chiamarli zingari, senza ricollegare al termine alcuna delle sfumature negative che talvolta si sostiene porti con sé. Ha infine un rapporto ambivalente con la cultura statunitense: talora pare averne scarsa considerazione, talaltra ne risulta affascinato.

    POLITICA

    Il chelebecchiano medio segue la politica senza viverla in prima persona. Il suo orientamento è tendenzialmente conservatore e a volte addirittura nostalgico. Ritiene il Partito Democratico (Italia) il male fatto partito; talora lo accusa di essere troppo di destra, talaltra di essere troppo di sinistra. Guardava con una certa simpatia a Grillo, ma da quando Salvini si è affermato sulla scena politica italiana parteggia prevalentemente per quest’ultimo: tende ad apprezzarne la linea, lo stile e la retorica. Era fortemente critico verso Renzi quando era Presidente del consiglio, per poi perdere interesse nei suoi confronti.

    POLITICA ESTERA

    Il chelebecchiano medio detesta il Partito Democratico (Stati Uniti) e guarda con forte simpatia a Trump, per ragioni tra loro diverse e talora mutevoli. Tende a simpatizzare con le ragioni dei palestinesi piuttosto che con quelle degli israeliani, pur dimostrando ammirazione per la potenza militare dello Stato d’Israele; con le ragioni del governo siriano piuttosto che con quelle dell’opposizione al medesimo; con le ragioni della Russia piuttosto che con quelle degli Stati Uniti. Il suo giudizio sull’Unione Europea non è dissimile dal suo giudizio sul Partito Democratico (Italia e/o Stati Uniti). Per la c.d. Brexit ha manifestato inizialmente grande entusiasmo, che è andato via via scemando nei mesi e negli anni successivi.

    SOCIETA’

    Il chelebecchiano medio guarda con forte perplessità, e spesso con incredulità, alle recenti tensioni che coinvolgono organizzazioni militanti in ambito di orientamenti sessuali e di genere. E’ fortemente ostile al cosiddetto affitto dell’utero, e tende a guardare con moderato sfavore al coniugio omosessuale – per ragioni di natura ideologica, peraltro, e non già per ostilità nei confronti delle persone gay. Non si disinteressa della questione ambientale, ma sembra discuterne più che altro per trarne spunti polemici. E’ strenuo difensore della libertà di parola, soprattutto della propria, ma anche di quella altrui: del resto, mostra curiosità e spesso un certo apprezzamento per gli estremismi di varia natura. Tende a guardare con antipatia, e forse con qualche risentimento, agli ambienti progressisti, intellettuali e accademici – ambienti e concetti che tende a identificare tra loro. Ritiene che la società sia vittima di un progressivo imbarbarimento culturale; tuttavia, non ne identifica univocamente le cause. Tende infine ad avere una visione dirigista della società che vorrebbe, nella quale lo spazio lasciato all’autonomia negoziale sarebbe piuttosto limitato.

    • PinoMamet says:

      Bellissimo!
      Mi rispecchio tantissimo nel chinotto 😉 comunque direi che è davvero una media abbastanza precisa…

    • Moi says:

      Bello : manca però, come avrebbe detto Umberto Eco, la frammistione fra Cultura Alta e Cultura Bassa …

    • Per Z

      “IL CHELEBECCHIANO MEDIO”

      E’ straordinario!

      Sempre tenendo presente la Statistica del Pollo, mi chiedo se ti riferisci solo ai commentatori, o anche a me, in quest’ultimo caso ci sono tre punti in cui non mi riconosco:

      “Il chelebecchiano medio segue la politica senza viverla in prima persona.”

      “Non si disinteressa della questione ambientale, ma sembra discuterne più che altro per trarne spunti polemici.”

      “Tende infine ad avere una visione dirigista della società che vorrebbe, nella quale lo spazio lasciato all’autonomia negoziale sarebbe piuttosto limitato.”

      • Z. says:

        Mi riferisco a tutti, te incluso!

        Per quanto riguarda te la valutazione (e resta inteso che naturalmente è una visione parziale) è la seguente:

        1) segui la politica a livello nazionale con meno interesse della media;
        2) sei molto più interessato della media alla questione ambientale;
        3) hai una visione dirigista – seppure non statalista – della società che vorresti e mostri un forte sfavore verso il principio dell’autonomia negoziale.

    • habsburgicus says:

      molto bello Z !
      interessantissimo e ben scritto…
      complimenti !

    • Peucezio says:

      Z.,
      bello e molto pertinente!!

      Strana però questa cosa per cui ama Salvini e non amava Renzi.
      In realtà gli unici a cui piace Salvini qui siamo io e Habsb (lui con molte più riserve, perché tanto andrà tutto male) e forse Moi (che però sembra più un critico di alcune cose che un esaltatore di altre) e io e Habsb (Moi non ricordo, ma lui non si schiera tanto su queste questioni strettamente di politica “politicata”) non siamo mai neanche stati antipatizzanti di Renzi.

      Su Salvini e Pd, come su Europa e anti-Europa, il blog mi sembra proprio spaccato in due (un po’ come l’Italia in genere).

    • Mauricius Tarvisii says:

      😆

    • Roberto says:

      Molto acuto!
      Bravo

  20. Moi says:

    @ MIGUEL

    Lucca Comics, la cosplayer di Greta Thunberg:

    https://www.youtube.com/watch?v=y2fdKVmbmuM

    “È Halloween e il climate change fa paura”

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