Kanye West e la comunità

Piero Pelù l’ho scoperto quando mi ha telefonato perché voleva visitare il Giardino segreto, poi sono andato su Youtube a capire cosa cantasse.

Anche Kanye West è entrato nella mia vita allo stesso modo.

So che è un cantante o qualcosa del genere, e che il suo matrimonio qui a Firenze è stata la notizia più importante per una settimana. Ma la prima volta che ho sentito la sua voce nel frammento di un video che ho trovato su Twitter, dove sostiene in modo semplice e chiaro alcune cose fondamentali che noi in Oltrarno capiamo benissimo (l’Internazionale del Locale…).

Lo spezzone fa parte di una lunga intervista in cui Kanye West racconta una storia radicalmente americana: di come abbia investito le sue notevoli ricchezze nell’acquisto di un immenso terreno nel Wyoming, “where you just see the road and God“. Con l’aiuto del Migliore Amico degli Americani, Jesus, sta progettando di fare fabbriche di moda che riportino il lavoro negli Stati Uniti.

E lì dice che il problema è come i lavoratori vengono trattati nell’outsourcing, la maniera ambientalmente insostenibile con cui si produce, ma

“in realtà è tutta una questione di controllo.

Noi dobbiamo avere il controllo delle nostre menti, del nostro cibo, della nostra salute e delle nostre famiglie.

Roma è stata la vera Silicon Valley dell’umanità, tante cose di cui abbiamo bisogno provengono da millenni passati. Prendiamo la gerarchia dei bisogni di Maslow, quali sono i bisogni personali di un essere umano?

Abbiamo soprattutto bisogno gli uni degli altri, ecco perché ci raduniamo inseme, proprio come le antilopi che tu vedi correre lì fuori; e qual è la forma di “gli uni e gli altri” migliore? E’ la famiglia, che vogliamo tenere insieme.

Ma le città sono state progettate per creare più problemi, in modo da creare più industrie; sono state progettate in modo tale che il tuo posto di lavoro dista 45 minuti, così passi il tempo nel traffico e le auto si logorano e si spende di più in benzina e si consuma più benzina.

Ma pensiamo a comunità con al centro la chiesa e poi la scuola, i bar, giardini sostenibili e abitazioni. Questo è il mio concetto, ciò che io e Rick Fox siamo andati a fare nelle Bahamas per costruire case a prove di uragano.”

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9 Responses to Kanye West e la comunità

  1. PinoMamet says:

    Kanye West l’ho visto più di una volta fotografato, proprio a Firenze, da The Sartorialist.
    Anche famoso per alcune dichiarazioni un po’ infelici, e per una sfortunata, o forse molto arrischiata, esecuzione di Bohemian Rapsody…

    a parte questo, non ne conoscevo l’interesse sociale e il modo- decisamente statunitense- di approcciarsi ad esso… né la passione per Jesus.

  2. La notizia veramente importante, perché da lì passa tutto il resto:

    http://energyskeptic.com/2019/medicare-for-all/

    “Il problema più grosso è che sembra che siamo davvero arrivati alla cima del picco del petrolio. L’analisi statistica del 2019 dell’energia mondiale della BP mostra che il 98% di tutto il nuovo petrolio prodotto nel 2018 proviene dagli Stati Uniti. Si tratta di fracking, mentre non siamo per nulla vicini al picco della domanda: il consumo è aumentato di 3,1 milione di barili al giorno (bpd) raggiungendo il nuovo record di 99,8 milioni bpd (Rapier 2019). Ma siccome ciò che conta davvero è il picco del diesel per far andare i camion, forse abbiamo già passato il piccol del diesel, perché il petrolio proveniente dal fracking è molto più adatto a essere usato per fare la plastica che come carburante per i trasporti.”

    • Peucezio says:

      Non abbiamo raggiunto il picco a causa dei cinesi, che si stanno motorizzando, mentre noi siamo sempre meno, andiamo sempre meno in macchina, su macchine sempre più di stralusso ed ecologiche. E così per tutto, l’industria più di tutti: abbiamo esternalizzato la produzione di oggetti fisici, di manufatti.

      Quindi succederà banalmente questo: i cinesi continueranno a consumare petrolio, poi, quando si accorgeranno che comincia a scarseggiare (ammesso che avvenga in tempi relativamente prossimi, magari si scoprono giacimenti impensati e tiriamo avanti per altri quattro secoli), si rimboccheranno le maniche come solo loro sanno fare e troveranno un’altra fonte energetica.

      • Francesco says:

        o faranno una serie di guerre per accaparrarsi il petrolio, come previsto da molti film degli anni ’70.

        sarei meno fiducioso nell’onnipotenza della Cina, anche per la società troppo controllata che hanno

        preferisco la natura tendenzialmente anarchica dei mercati capitalistici, forse imperfetti nel breve periodo ma molto fecondi nel medio e lungo tempo!

        • Per Francesco

          “sarei meno fiducioso nell’onnipotenza della Cina, anche per la società troppo controllata che hanno”

          Più che altro, non esiste per ora alcuna alternativa seria al petrolio: le automobili nucleari sono poco affidabili.

          • Francesco says:

            spiritosone!

            i cinesi stanno lavorando, sotto ordini del Partito Unico, alle automobili ELETTRICHE

            solo che l’energia elettrica la producono col carbone, mi pare

            😀

      • Per Peucezio

        “Quindi succederà banalmente questo”

        Nessuno può dire con certezza ciò che succederà.

        La tua è una delle possibili ipotesi.

        Per contro, direi:

        1) nonostante immani sforzi dei geologi e delle imprese, per ora non ci sono tracce di nuovi giacimenti economici di petrolio da sfruttare; anche il fracking sta diventando un problema, perché i costi cominciano ad equivalere ai guadagni.

        2) tutto è possibile, ripeto, ma il petrolio è veramente unico come trasportabilità, compattezza, rendimento, frazionabilità.

        • Peucezio says:

          Unico per gli standard di oggi.

          Poi, certo, sul breve-medio termine sarà probabilmente così.
          E’ anche vero che questa cosa dell’esaurimento degli idrocarburi mi ricorda un po’ la fine del mondo dei Testimoni di Geova, che sono decenni che sta sempre per arrivare.

  3. Z. says:

    A proposito di comunità: leggo gli inglesi resteranno comunitari fino al 31 gennaio almeno.

    Mi sono persino stancato di dire che l’avevo detto (comunque l’avevo detto 🙂 )

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