Capitalisti! (2)

Una bella minestrina è di destra
il minestrone è sempre di sinistra

Giorgio Gaber

Gli anticapitalisti sono di destra o di sinistra?

Il termine capitalismo, mi dicono, fu usato pochissimo da Marx, ma si diffuse tra i suoi seguaci e particolarmente con la rivoluzione sovietica; pare che solo per reazione sia diventato di moda (in senso positivo) negli Stati Uniti.

Da cui deduco che la Sinistra può rivendicare di diritto il termine anticapitalismo. Anche perché ritiene che possa esistere qualcuno che sia realmente anti-capitalista.

Semplifico forse troppo, perché non ho dovuto subire nella vita il dominio di un padrone, la figura semifeudale di qualcuno che può darti ordini e usare il tuo lavoro, garantendoti in cambio la sopravvivenza. I miei clienti, come quelli delle signore dai facili costumi, vengono e vanno.

Alla base dell’anticapitalismo di Sinistra c’è il concetto dello scontro tra sfruttatori e sfruttati.

“Se magnano la carne li padroni
e a noi ce danno l’ossa come i cani
o a noi ce danno l’ossa come i cani.”

L’uomo sfrutta la natura, come è suo indiscusso diritto. Il problema è il tizio che ha messo solo i soldi, ma non il lavoro e la fatica, che si tiene il grosso dei frutti della fatica altrui.

Quindi ci sono i capitalisti e ci sono gli anticapitalisti, almeno potenziali, che sono i lavoratori.

Adamo Tinti, contadino, nato mezzo secolo prima a Bucine, cantò ad alcuni ricercatori questa canzone (che tra l’altro rivela la straordinaria ricchezza linguistica della gente di campagna della Toscana dell’epoca).

Vi invito ad ascoltare con attenzione tutta la canzone (immaginandovi le campagne dell’aretino in un pomeriggio di tardo autunno), ma commento solo alcuni versi:

“Vi prego o cittadini
di ascortare de’ contadini
che dopo quanto che si lavora
e mai di pace non abbiamo un’ora

Fatto il raccolto, ecco:

Il primo frate che vien sull’aia
saluta i’ capoccio e po’ la massaia
e a sedere si mette ar fresco
lo vòle il grano pe’ San Francesco

E si capisce l’anticlericalismo dei toscani, e il motivo per cui prete e padrone sembrano una realtà indissolubile.

“Lasciamo andà queste partite
ma ce n’è d’artre più squisite
e dopo tutte queste persone
la mezza parte la vòle il padrone”

Aggiungiamo al frate e al padrone, un’altra figura di cui il Tinti non parla: il fascista, lo studentello ganzo di città figlio di avvocato che scende dalla sua automobile per far bere l’olio di ricino al mezzadro che sciopera, e abbiamo il quadro che ha forgiato l’immaginario della Sinistra toscana, attraverso i racconti che i nonni hanno tramandato ai figlioli.

Il grande Cesare Bermani ha raccolto i versi dell’anarchico Ernesto Ragazzoni:

“Certamente, tra voi pure
c’è il felice, il ricco, il nobile
che non ha che sinecure,
che viaggia in automobile,
che la notte dorme al morbido,
ed il dì fa lunghe sieste
senza mai un sogno torbido
sovra il lembo di una veste,
che s’impinza di biscotti,
va in carrozza, ai bagni, ed è
ricevuto nei salotti,
tra le dame, come un re.”

Chi, privo di biscotti, carrozza o bagni, osserva questa scena, è l’anticapitalista di Sinistra.

Il problema è che i versi di Ragazzoni descrivono perfettamente la vita che fa oggi il  trentenne disoccupato figlio della cassiera del Penny Market.

Almeno in Occidente, di padroni sono rimasti soprattutto quelli piccoli – i piastrellai di Sassuoli, il concessionario della Penny Market (appunto); o anche i tanti piccoli sfruttatori che campano del lavoro in nero degli immigrati.

Certo, esistono ancora alcuni enormi apparati (come un’immensa ditta per cui mi è capitato di fare dei lavori, orgoglio del made in Italy, che vende in tutto il mondo strumenti ingegnosi per uccidere altri esseri umani), ma non me la sento di onorare i loro dipendenti del titolo di sfruttati.

Sostanzialmente, il capitalismo occidentale ha abolito i lavoratori. E nel contempo, ha abolito i padroni.

Subappaltando il problema ai cinesi, ma anche nascondendosi dietro a una terza categoria: i clienti.

Recentemente parlavo con la moglie di uno dei più noti estremisti politici d’Italia, che mi diceva che suo marito si lamentava perché lo avevano bandito da Facebook. Invece di brindare perché il padrone per cui lavorava gratuitamente gli aveva concesso finalmente la libertà.

Chiaramente, gli sfruttati esistono ancora, in qualche modo lo siamo tutti; ma il capitalismo assoluto, come lo chiamava Costanzo Preve, non si pone nemmeno più la questione.

Al massimo, a forza di licenziamento, i capitalisti si possono preoccupare dello scarso potere d’acquisto dei loro clienti.

Ecco perché quando sento oggi la Sinistra mescolare anticapitalismo, anticlericalismo, antifascismo (e con un piccolo tocco americano, anche la lotta al patriarcato, al razzismo e all’omofobia), sospetto che abbiano perso il treno.

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85 Responses to Capitalisti! (2)

  1. mirkhond says:

    Innanzitutta bisogna capire di quale sinistra parliamo in relazione al preteso anticapitalismo.
    Non certo quella che dal pci è diventata via via il partito democratico, e non certo i radicali, organici eccome al capitalismo.
    Così come Eugenio Scalfari e repubblica/l’espresso al soldo dell’imprenditore “illuminato” De Benedetti.

    • Per Mirkhond

      “Innanzitutta bisogna capire di quale sinistra parliamo in relazione al preteso anticapitalismo.”

      Almeno qui in Toscana è molto chiaro.

      C’è una Destra da ridere.

      C’è il Partito Unico.

      Ci sono i Cinquestelle.

      E c’è la Sinistra, che ce l’ha sempre con il Partito Unico, i Cinquestelle e la Destra. E dove si trovano i due terzi delle persone con cui ho buoni rapporti.

  2. mirkhond says:

    “E si capisce l’anticlericalismo dei toscani, e il motivo per cui prete e padrone sembrano una realtà indissolubile.”

    Io invece da non toscano (pur con alcune origini fiorentine di cui però non ho memoria diretta), non sono mai riuscito a capire l’anticlericalismo di massa, popolare e perfino contadino dei Toscani.
    In Romagna, stando almeno a pensatori cattolici di destra come Messori e Agnoli, l’origine dell’anticlericalismo di massa sarebbe da imputarsi a quello che fu visto come un tradimento da parte di papa Pio VI (1775-1799) verso l’insorgenza cattolica antinapoleonica del 1796, avendo il pontefice (lui stesso romagnolo) firmato subito una resa molto onerosa a Napoleone.
    Ma anche col ritorno della dominazione pontificia sotto Pio VII (1800-1823) nel 1815, per non aver rimosso le elites compromesse con Napoleone e che si erano arricchite con i beni ecclesiastici confiscati e che avevano danneggiato i ceti più poveri.
    Ecco, questo anticlericalismo lo posso capire (sempre se la tesi di Messori e Agnoli e poi di Alleanza Cattolica è corretta).
    Mentre non sono mai riuscito a capire le motivazioni profonde dell’anticlericalismo popolare toscano, le cui tracce più antiche risalgono già al Decamerone di Boccaccio, alla metà del XIV secolo, che avrebbe dato origine a tutto in filone letterario di tal genere e che giunge fino alla commedia all’italiana del XX secolo.

    • Simone B. says:

      L’anticlericalismo dei toscani penso nasce a causa del lunghissimo dominio pretesco nella regione.

      Nel 1621 muore Cosimo II e la reggenza venne presa dalle bacchettone Cristina di Lorena e Maria Maddalena d’Austria che caricarono di tasse il popolo per mantenere loro e gli ecclesiastici a cui avevano delegato il governo. Questo sarebbe l’innesco.

      Poi, in seguito arrivò quell’idiota di Cosimo III che trasformò il Granducato in un convento di clausura ed inoltre con lui le tasse andarono alle stelle.

      Da lì, l’odio infinito per i maledetti preti.

      Viva Giangastone, il più grande di tutti.

      • Per Simone

        “Viva Giangastone, il più grande di tutti.”

        🙂 con il senno di poi, difficile non concordare!

        • Simone B. says:

          Povero GianGastone.

          Se avesse avuto un padre normale e se non avesse incontrato il mio quasi compaesano Giuliano Dami avrebbe avuto almeno una vita felice.
          La Toscana avrebbe perso però un sovrano a suo modo magnifico.

      • mirkhond says:

        Interessante, ma non mi convince del tutto, se pensiamo che Boccaccio visse molto prima dei graduchi Medici.
        Inoltre nel 1799 in Toscana vi furono rivolte contadine sanfediste contro i Francesi e le elites giacobine locali che li sostenevano, in continuità con i moti del Viva Maria contro le riforme degli Asburgo-Lorena.

        • mirkhond says:

          Inoltre il clero era potente anche da noi, e vi erano molti cattivi sacerdoti.
          Eppure le nostre popolazioni non svilupparono l’anticlericalismo violento e di massa che contraddistingue l’area tosco-cispadana.

        • mirkhond says:

          granduchi

        • Simone B. says:

          Il Viva Maria fu una pagina vergognosa e fu rivolto contro i francesi. Non certo contro i Lorena visto che gli Austriaci erano visti come liberatori e restauratori dell’ordine.

          Secondo me scelsero quello che sia ai contadini che alla nobiltà appariva come il male minore; con i francesi c’era il rischio che le cose cambiassero troppo.

          ———————-

          Io da Toscano non ho mai capito come l’anti clericalismo non sia diffuso anche altrove. Peccato.

  3. mirkhond says:

    un filone letterario

  4. mirkhond says:

    “ar fresco” “d’artre”

    Noto inflessioni di tipo romanesco nell’Aretino.
    Come mai?

    • PinoMamet says:

      Qui lo specialista è Peucezio, però il mutamento della l in r (sono sicuro che lui avrà il termine giusto, tipo “metafonesi delle liquide” o robe del genere 😉 ) è tipico anche di altre zone della Toscana;

      immagino anzi che sia stato il toscano a influenzare in tal senso il romanesco (il dialetto romano più antico assomiglia più ai dialetti meridionali/napoletani, ancora nel giudaico-romanesco “corretto” l’articolo maschile dovrebbe essere ‘o ) con le frotte di letterati, funzionari, cortigiani toscani arrivati al seguito di vari papi.

      • Peucezio says:

        Il rotacismo nord-toscano non c’entra con quello romanesco, nel senso quantomeno che non c’è contiguità geografica fra l’uno e l’altro.
        Uno si arrista più o meno all’altezza dell’Arno e non abbraccia la Toscana centrale e meridionale; l’altro abbraccia tutto il Lazio a nord del Tevere e parte dell’Umbria.
        Non pensavo però che il rotacismo toscano arrivasse così a sud.
        Se volete magari approfondisco meglio la distribuzione areale.

        • PinoMamet says:

          Ma non credo che l’influenza del toscano sul romanesco sia stata per continuità geografica;
          c’è stata una vera e propria importazione di persone.

          Peraltro- ed è un altro argomento, ma visto che ci siamo- a parte la grande immigrazione da sud post-unitaria, e poi industriale, sono molto incuriosito dalla storia delle micro- (e mica tanto micro) migrazione intra-italiche precedenti all’unità, o anche successive ma poco conosciute.

          Per esempio ho conosciuto (e non è il primo caso del genere) una signora calabrese con un nonno, o bisnonno, friulano emigrato in Calabria.

          Tobino, in alcuni suoi racconti sull’area di Livorno, ricorda l’arrivo di coloni marchigiani, importati dai governanti di allora in quanto esperti marinai/pescatori (importano e adattano anche il loro tipo di imbarcazione, la tartana);

          anche marchigiana di origine una nota famiglia di stampatori/editori del mio non-capoluogo
          (l’immigrazione dalla Maremma, già da me ricordata più volte, è stata invece ben più massiccia), come invece sono di origine toscana le principali famiglie di pasticceri, dall’Ottocento perlomeno (e quindi la tradizione pasticciera locale…)

        • PinoMamet says:

          La mia segreteria di quando lavoravo a Roma era invece dell’area sabina, ma di una famiglia originaria del Trentino…

        • Peucezio says:

          Pino,
          “Ma non credo che l’influenza del toscano sul romanesco sia stata per continuità geografica;
          c’è stata una vera e propria importazione di persone.”

          E’ esatto.
          Anche se poi è anche vero che la cosa ha riguardato un po’ tutta l’area a nord del Tevere (e in parte anche al sud, diciamo molto approssimativamente fino alla linea Roma-Ancona) creando forme di continuità con la Toscana.
          Però il rotacismo escludo che c’entri con tutto ciò: è un fenomeno più recente e poligenetico.

      • Peucezio says:

        Sto guardando ora la cartina dell’AIS relativa alla voce “alto”
        http://www3.pd.istc.cnr.it/navigais-web/
        Io ce l’ho in locale (si può scaricare), ma anche sul web è molto comodo; la carta è la 786.
        In effetti si nota come il rotacismo della laterale preconsonantica (almeno la dentale, ma più o meno vale per tutte) riguardi una zona della Toscana settentrionale, fra la costa, Firenze stessa e l’aretino (almeno in parte) e un’altra zona fra Lazio e Umbria (circa il Lazio, non ricordavo si estendesse sotto Roma), l’una non in continuità con l’altra.

    • Simone B. says:

      Il Tinti era di Bucine dove la parlata è diversa da quella tipica aretina cittadina e da quella della Valdichiana.

      Penso inoltre che abbia passato gran parte della vita in area fiorentino-pratese. Di aretino nella registrazione c’è solo qualche labilissima traccia.

  5. mirkhond says:

    Sì il Toscano ha influenzato il Romanesco fin dal Rinascimento.
    Mentre mi giunge nuovo il mutamento da l a r come fenomeno linguistico toscano.
    Forse perché il Toscano dell’immaginario, soprattutto cinematografico, è fondato sul Fiorentino, dove non ho mai udito tale particolare.

    • Peucezio says:

      C’è anche nel fiorentino popolare.
      Solo che non si nota nell’articolo, perché la laterale lì viene assorbita dalla consonante successiva (i’ ccane), ma all’interno di parola c’è eccome.
      E si trova anche nel pisano-livornese (basta leggere il Vernacoliere per notarlo con molta evidenza: lì riguarda anche gli articoli).

      • Per Peucezio

        “ma all’interno di parola c’è eccome.”

        Motivo per cui i fiorentini si vergognano di dire “parchè” (parquet) e dicono “palchè” 🙂

        • paniscus says:

          “Motivo per cui i fiorentini si vergognano di dire “parchè” (parquet) e dicono “palchè”
          —-
          Posso registrare anche l’analogo ipercorrettismo di “puLtroppo”.

        • PinoMamet says:

          Mm però “palché” e “pultroppo” sono dei grandi classici anche di Parma!
          dove rotacismi non ce ne sono…

          per “palché” ho sempre ipotizzato una ricostruzione pseudoetimologia da “palco” o voci similari…
          per “pulrtroppo” non saprei, forse semplicemente troppo “erre” da pronunciare 😉

          • Peucezio says:

            Il caso di “pultroppo” è una dissimilazione a distanza: si evita cioè di ripetere la vibrante.

      • Per Peucezio

        “(i’ ccane)”

        Mi sembra (ma tu hai un orecchio migliore del mio) che Adamo Tini invece non raddoppi la consonante dopo l’articolo: i’ padrone, non i’ ppadrone.

        • Peucezio says:

          E’ vero!
          [sui̯ ɡropˈpone]

          Comunque mi sembra una varietà con con l’aretino di città c’entra poco ed è più spiccatamente toscana (l’aretino in fondo non lo è, è un umbro settentrionale; nel Medioevo aveva persino la metafonesi, per la gioia di Schürr).

  6. OT

    Trump ha tirato fuori le truppe americane dalla Siria.

    Viene accusato di aver mollato i kurdi al loro destino.

    Arrivano i russi e risolvono (almeno finora) la situazione, creando un accordo che pone anche fine alla divisione della Siria: certo, da vedere come va a finire, ma per ora non poteva andare meglio.

    Trump viene condannato lo stesso dal congresso degli Stati Uniti, stavolta gli votano contro anche i repubblicani.

    Incredibile la potenza della lobby militare/industriale.

    Però c’è Lei, la donna del mio cuore 🙂

    https://www.tulsi2020.com/record/foreign-policy-prosperity-through-peace

    • Però come non si fa a provare una certa segreta simpatia per un presidente che riesce a scrivere una lettera come questa?

      https://twitter.com/trish_regan/status/1184559361638748161?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1184559361638748161&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.theguardian.com%2Fus-news%2F2019%2Foct%2F16%2Ftrump-letter-erdogan-turkey-invasion

      sembra tratta da un fumetto di Topolino, eppure mica dice cose sbagliate.

      • Roberto says:

        Sembra scritta da un bambino di prima media!

        un po’ angosciante se pensi che fra i balocchi di questo bambino c’è la bomba atomica

        • Per roberto

          “Sembra scritta da un bambino di prima media!

          un po’ angosciante se pensi che fra i balocchi di questo bambino c’è la bomba atomica”

          Vero sulla prima frase; invece sulla seconda frase, è il primo presidente degli Stati Uniti che da trent’anni evita guerre – gli toglierei l’account su Twitter, ma gli lascerei volentieri il pulsante dell’atomica (se è proprio necessario che ce l’abbia qualcuno).

          • Roberto says:

            E perché?

            • Per Roberto:

              “E perché?”

              La domanda ha due risposte possibili:

              1) perché devono esistere le bombe atomiche, e perché il presidente degli Stati Uniti deve avere il codice per farle saltare, beh, non lo so.

              2) Trump scrive lettere per nulla diplomatiche, ama fare lo sbruffone, però è il primo presidente in trent’anni che non si lancia in guerre, e si fa pure condannare dalla camera perché se ne tira fuori.

              Se devo proprio affidare una pistola carica, preferisco affidarla a qualcuno che pur di non sparare, si è fatto un sacco di nemici; che a qualcuno che si è lasciato dietro una scia di cadaveri.

              • Peucezio says:

                E’ quello che cerco di far capire da un po’, ma Z. non mi crede.

                E dire che Z. non è affatto un guerrafondaio e, anzi, sono io che mi becco da lui del grandguignolista!

      • habsburgicus says:

        o la diplomazia ha veramente subito un degrado da lasciare sconcertati* [possibile], o la lettera è apocrifa..
        tertium non datur

        *in epoche civili, SE la lettera fosse vera [ma non può essere, dai] l’Ambasciatore USA ad Ankara avrebbe già ricevuto i passaporti, con l’intimazione di lasciare il territorio turco entro 24 h e non un minuto di più 😀

        • mirkhond says:

          Trump non passa certo per essere un fine diplomatico. 🙂

          • habsburgicus says:

            in altre epoche c’era chi provvedeva 😀
            mica era semplice inviare lettere da Capo di Stato a Capo di Stato
            forse ora il mondo è impazzito…é un’epoca volgare e ciò si vede anche in queste cose

      • Mauricius Tarvisii says:

        Dai, non ci credo. Ci sono riscontri che sia vera?

        • Per MT

          “Dai, non ci credo. Ci sono riscontri che sia vera?”

          La lettera è vera. Folle per gli standard diplomatici (Erdogan dichiara di averla buttata nel cestino); ma è davvero difficile criticarne il contenuto: gli Stati Uniti possono distruggere l’economia turca, Erdogan sarà ricordato come il diavolo se non si ferma, e su questo non ci piove.

          E chi fa il tough guy, alla fine si rivela per essere un fool.

          Un compito fondamentale dei giullari era di dire la verità in un mondo di bugiardi.

          • habsburgicus says:

            @Miguel
            è davvero difficile criticarne il contenuto

            io infatti non ne critico il contenuto…e, ammetterai, che Peucezio ed io avemmo ragione nell’esultare per la vittoria di Trump 3 anni fa ! Hillary ci avrebbe già portato in una dozzina di guerra..e, dal momento che “amicus Plato sed magis amica veritas”, riconosco volentieri che io ho poi titubato un po’ su Trump nel 2018 (to waver, credo nella vostra lingua) laddove Peucezio -e gli va reso atto- ha sempre difeso con coerenza le posizioni pro-Tump: sono però anch’io tornato da alcuni mesi a un certo qual filo-trumpismo in politica estera e ho rammentato ciò, solo per non ascrivermi “meriti” che non ho, cosa che detesto
            io però sono, in alcune cose, una persona molto formale
            che uno di 79 anni abbia una fidanzata di 33 anni, per giunta con belle tette, non mi provoca alcuno scandalo, anzi..
            ma una lettera diplomatica siffatta, sì !
            scusami, eh 😀

            • Mauricius Tarvisii says:

              Ma sì, sarà un fake come la storia che dicevano di Di Maio agli Esteri…

              • Peucezio says:

                Ahahah, grande Mauricius! 😀

                O tempora o mores…
                Però devo dire che mi ci trovo bene! 🙂

            • Per Habs

              “ammetterai, che Peucezio ed io avemmo ragione nell’esultare per la vittoria di Trump 3 anni fa !”

              Io credo che il grande merito di Trump, paradossalmente, sia di aver fatto degli Stati Uniti un paese “normale”.

              Un paese che ha il suo caratteraccio; che non pretende di comandare sul mondo o di salvarlo; che si fa i propri gretti interessi, sapendo di essere un paese come tutti gli altri.

              Facendo una serie di scelte orrende in termini di fisco e di ambiente, come sicuramente faranno anche l’Angola o il Belarus o 180 e passa altri paesi normali.

              Per normalizzare un paese anormale, ci voleva un matto.

              E infatti le accuse che gli muovono in questi giorni sono da psicopatici: “tu hai permesso che nella Siria (ma dov’è?) gli Ai-raniani [“Ai-ran” e “Ai-rak” sono la prova di quanto ne sappiano di questi angoli del mondo] potessero aiutare gli alawiti! Mostro! Traditore della Patria!”

              Come se qualcuno accusasse Di Maio perché non ha salvato l’onore dell’Italia mandando i carabinieri in Ecuador.

              • Magari poi ci faccio un post…

                Ma Trump è stato il primo a non trattare come moralmente inferiori tutti gli altri stati del mondo: li ha trattati come fisicamente inferiori, che è molto meno offensivo:

                “io ti considero, ti spacco la faccia se è il caso perché ho un sacco di bombe più di te, e quindi conviene a tutti e due arrivare a un accordo, e se ci arriviamo, ti do una pacca sulle spalle, da pari”.

                Pensando alla retorica degli ultimi trent’anni con cui gli Stati Uniti hanno massacrato il pianeta, mi sembra un passo avanti, per quanto bizzarro.

              • Peucezio says:

                Mi sembra un’interpretazione ineccepibile.

                Gli Stati Uniti, essendo messianici, sono l’antinormalità eretta a sistema etico e politico.
                In questo senso Trump, che pure è profondissimamente americano, è al contempo quanto di meno americano si possa pensare.

  7. Per Moi

    Vi presento Physarium Polycephalum

    https://www.theguardian.com/world/2019/oct/17/the-blob-zoo-unveils-baffling-new-organism-with-720-sexes

    Una cosa appiccicosa che mangia e cammina, senza cervello o stomaco, e ha la bellezza politicamente corretta di 720 sessi diversi.

  8. Antonino says:

    “Il problema è che i versi di Ragazzoni descrivono perfettamente la vita che fa oggi il trentenne disoccupato figlio della cassiera del Penny Market”

    Tutto vero, finchè non si deve pagare e la paga della mamma non basta più, nè questa se la sente di “cedere il quinto” per le “sacrosante” facezie del figliolo.
    Semmai, è il figlio nullafacente o fintofacente di Qualcuno che può sempre chiedere a babbo di far valere la sua Q… per ottenere l’ennesimo credito da Qualcun altro. Il quale, a sua volta, gode della confusione incommensurabile che al di sopra di un “certo livello sociale” vige tra un mutuo strozzino e una vagonata di soldi già in cassaforte di casa.
    Il capitalista che (ancora giustamente, a mio avviso) attira le vaghe ire dei sedicenti o veri sinistrorsi è proprio questo: colui per il quale l’accumulo di ricchezza (non reali sacrifici dei familiari) rende possibile vivere a sbafo. Devono però rendersi conto che a creare tale accumulo non è più solo lo Sfruttamento: è anche lo scolorire dei debiti in crediti, che è proprio quanto definisce chi può stare al di sopra nella società.
    Poi, viene come conseguenza l’aumento dello sfruttamento su Uomo e Natura (il quale del resto ci sarebbe di suo, ma entro certi Limiti).
    E badate bene che non è solo questione di malvagi banchieri mangiaoperai armati di signoraggio. E’ questione semantica…

    • roberto says:

      wow, un commento in topic!

      “Il capitalista che (ancora giustamente, a mio avviso) attira le vaghe ire dei sedicenti o veri sinistrorsi è proprio questo: colui per il quale l’accumulo di ricchezza (non reali sacrifici dei familiari) rende possibile vivere a sbafo”

      giusto ma secondo me quello non è il capitalista, è lo scroccone, la cicala.
      Pensiamo all’IMA, una delle principali aziende nel bolognese.
      i capitalisti in questo caso sono marco e alberto vacchi che effettivamente lavorano accumulando richezza. lo scavezzacollo gianluca vacchi che si limita a spendere pubblicamente i soldi di famiglia (beato lui), non lo definirei “capitalista”

      • Per roberto

        “giusto ma secondo me quello non è il capitalista, è lo scroccone, la cicala.”

        Una distinzione importante.

        Ho visto tante aziende cadere in mano alla seconda generazione di NON capitalisti 🙂

  9. Ipotesi affascinante (ma fonte di parte e zero prove):

    https://ekurd.net/mbs-erdogan-trump-alliance-2019-10-16

    MBS-Erdogan-Trump alliance against Syrian Kurds in West Kurdistan
    Posted on October 16, 2019 by Editorial Staff in 1 Top News, Exclusive, Kurdistan, Politics
    MBS-Erdogan-Trump alliance against Syrian Kurds

    Aziz Baran | Exclusive to Ekurd.net

    It seemed rather odd even to the US President Donald J Trump’s closest allies in the Republican Party that following a short telephone call with Turkey’s President Recep Tayyip Erdogan he put out a statement on a Sunday at 11:00pm Washington DC time to announce the withdrawal of US forces and that Turkey would carry out a long planned move into Syria.

    That wasn’t just a green light! That was a written invitation to Erdogan to invade northern Syria!

    A whistle-blower from inside Turkey’s Presidential Palace now claims that President Erdogan has conclusive evidence that the Crown Prince of Saudi Arabia Mohammed Bin Salman Abdulaziz personally ordered the killing of Washington Post journalist Jamal Khashoggi.

    To keep the obviously incriminating evidence under wrap, Erdogan asked MBS to convince US President Trump to allow and facilitate the invasion of northern Syria, the whistle-blower said.

    MBS then contacted Donald J Trump and secured his agreement for around $US5 billion. The transfer will take place via a seemingly routine purchase of a property from one of Donald J Trump’s entities by a Saudi Arabian sovereign investment fund, the whistle-blower added.

    President Erdogan has no fear of sanctions or any other measures by the US and the EU as he can always lean on MBS to talk to Trump, said the whistle-blower.

    The whistle-blower further said that a recording of the evidence has been delivered to the British House of Commons Speaker John Bercow by courier and cannot understand why he is sitting on the tape and not releasing it.

    Perhaps he is having its authenticity checked & double checked.

    Aziz Baran, Sausalito California, a long-time contributor to Ekurd.net

    • Francesco says:

      bah

      Trump è già sotto impeachment

      se una notizia del genere avesse un uno per mille di credibilità, credo che non sarebbe un tale di Sausalito a saperlo e dirlo su Ekurd.net ma gli squali del partito democratico, che hanno dimostrato di essere a caccia dello scalpo (o del gatto) del Donald a qualsiasi costo

  10. roberto says:

    OT

    secondo il giullare più potente del mondo, le relazioni italia – USA sono iniziate migliaia di anni fa con l’antica roma (non riesco ad aprire il video per ascoltare)

    https://www.mbs.news/2019/10/new-blunder-from-trump-italian-president-calls-mozzarella-bases-us-italian-relations-on-ancient-rome.html?fbclid=IwAR0kv5MO3fFArZllZIjG8NzJd5zHI1QUKoSAduA32JRVvMCJO2MQYQMuMRg

    • per roberto

      “antica roma”

      Ho ascoltato, no il giullare dice un’altra cosa: che la “comune civiltà” (cioè quella “occidentale”) nasce nell’Antica Roma e che gli italiani hanno dato grandi contributi a quella civiltà, tra cui l’impresa di Cristoforo Colombo: è una polemica con quelli che contestano il “Columbus Day”, peraltro storicamente la festa degli italoamericani.

      • roberto says:

        ah grazie!
        e “mozzarella” lo dice sul serio?

        • per roberto

          “e “mozzarella” lo dice sul serio?”

          Non nel video

          • lorenzo magazzeni says:

            Temo che Trump abbia la qualita’ di inquadrare e definire i fasulli, tipo la Warren, Pocahontas e non mi sorperenderebbe che Mattarella patetico, che manco sa 2 parole di inglese e va a Washington…
            Ci credo che lo abbia definito mozzarella, in definitiva una cosa viscida, senza sapore.

            • Roberto says:

              Oddio cosa tocca leggere “mozzarella cosa viscida, senza sapore”

            • Per Lorenzo

              Credo che tu abbia cercato di allegare un’immagine, ma mi sembra che i commentatori non lo possono fare, se vuoi lo faccio io, mandala a muqawama chiocciola gmail punto com.

  11. Mauricius Tarvisii says:

    @ Roberto

    Con il proposto accordo ho capito (dai giornali) che l’Irlanda del Nord sarà nello spazio doganale sia dell’UE che dell’UK. Ma cosa impedirà, in questo modo, di fare triangolazioni tramite Belfast per evitare lo sdoganamento UE?

    • roberto says:

      ti deluderò ma l’accordo fa 64 pagine, lo leggerò se il parlamento inglese lo approva (e sembra che gli manchino un po’ di voti).
      adesso è fatica sprecata

  12. Agostino says:

    OFF TOPIC
    Vorrei far notare una cosa.
    In un mio commento della settimana scorsa ho scritto che lo scopo delle azioni di EXTINCTION REBELLION, CRITICAL MASS, eccetera è provocare il cittadino medio e fare odiare gli ambientalisti (o i ciclisti) da persone (il cittadino medio) che fino a ieri non avevano motivo di odiarli. Così da rinsaldare tra gli adepti un atteggiamento mentale da “Sono tutti contro di noi! Ci odiano! Dobbiamo reagire senza stare a sottilizzare”

    Ecco una dimostrazione di quanto (sono forse preveggente?) sostenevo:

    https://video.lastampa.it/esteri/attivisti-di-extinction-rebellion-bloccano-la-metro-di-londra-pendolari-picchiano-manifestante/104810/104826

    “Succede sulla Jubilee Line, a Canning Town, Londra. Gli attivisti per il clima di Extinction Rebellion hanno deciso di protestare provando a bloccare la metropolitana all’ora di punta. Ma i pendolari non l’hanno presa bene: uno degli attivisti è stato tirato giù dal treno e picchiato. Alcuni dei passeggeri si sono poi messi davanti a lui per difenderlo”

    • Per Agostino:

      Qui c’è il commento di Extinction Rebellion in merito (scusa se non ho tempo per tradurlo):

      It is regrettable that there was violence at today’s action at Canning Town tube station. We would like to express our sadness that events escalated this way.

      We are aware that one of our activists responded in self defence in a moment of panic when confronted by a threatening situation. He acknowledges his accountability for this action and we offer gratitude for members of the public who helped to protect him.

      To those that engaged in violence, we acknowledge that we disrupted your life today.

      Rather than let this incident divide – at this moment of heightened attention – we think it is right to reach out to you, to invite you to have a conversation about what happened today. [1]

      In light of today’s events, Extinction Rebellion will be looking at ways to bring people together rather than create an unnecessary division.

      The people involved today did not take this action lightly. They were a grandfather, an ex-buddhist teacher, a vicar and a former GP among others who acted out of rational fear for the future as this crisis deepens.

      We are aware that this action was divisive. We are a broad and diverse movement with a wide range of views, and are aware that many people were not for this action. Those that acted this morning planned their action autonomously, within Extinction Rebellion’s principles and values, centred around nonviolence and compassion.

      Extinction Rebellion remains fully committed to nonviolence and will continue to put ourselves in vulnerable situations to highlight the climate and ecological emergency we face. It is unfortunate that something like this has to happen for this to become ‘newsworthy’.

      This follows 10 days of peaceful actions in London. Extinction Rebellion’s supporters are ordinary people who are trying desperately to preserve the safety and security of all life on earth.

    • Z. says:

      Ciao Agostino,

      ti ho appena citato nei commenti ad un altro articolo, e ti ho citato anche a voce con un amico dopo essere stato informato dei fatti di cui parli.

      Ammetto che il sospetto è venuto anche a me, stamani, ma secondo me li stai sopravvalutando.

  13. Allora, Trump ha detto che gli Stati Uniti in Siria non c’entrano niente: e infatti la loro presenza lì è totalmente contraria al diritto internazionale.

    E mezzo mondo a dire che era il dovere del presidente di “destra” difendere l’esperimento di “sinistra” del Rojava da un sicuro genocidio turco.

    Trump ha cominciato a tirare fuori i soldati; ha bluffato e minacciato Erdogan.

    La Russia ha organizzato un patto che riunisce la Siria, arabi e kurdi; ha fermato Erdogan, che ha concordato adesso una tregua di 120 ore, che dovrebbe diventare permanente.

    Fine di un bel pezzo di guerra civile siriana, nessun americano morto, turchi fermati ma senza perdere la faccia, kurdi salvi, paese riunificato.

    E siccome Trump è matto ma non scemo, ha promesso alla CIA e agli appaltatori militari ricche commesse in Arabia Saudita.

    • Peucezio says:

      Sembra quasi ordinaria amministrazione, ma è una rivoluzione copernicana.
      Gli americani pragmatici che si levano dalle balle è come dire il fuoco freddo o il leone vegetariano.
      Loro hanno sempre perseguito la distruzione totale, le macerie, il pandemonio, la strage indiscriminata.

    • Peucezio says:

      Beh, ho visto più su che più o meno l’avevi già detto tu.
      Insomma, siamo d’accordo.
      Ora però bisognerà convincere Z., con i suoi mega-timbri. 😀

      • Z. says:

        Mica devi convincermi. Tu puoi dichiarare qualsiasi cosa, il suo contrario o entrambe, a tuo arbitrio e gusto…

        Io ne do atto e timbro 🙂

  14. Moi says:

    Anch’ io ho sentito dire diverse volte sia “parchè” che “palchè” … ma considerando che qui la /r/ foneticamente standard è “normale” 😉 anziché uvulare come a Parma e provincia, direi che è soltanto questione di pseudoètimi popolari evocando il “palco” che, in fondo, ha abbastanza senso !

  15. Moi says:

    l’unica roba vagamente (!) simile agli esempi dell’ Italia “medianofona” è il nome dialettale del numero “17” : in teoria (!) dovrebbe fare “diṡ-sèt ” … invece la esse sonora retroflessa, incontrando la esse sorda retroflessa, diviene /r/ e inoltre, per alfacismo la /i/ diventa /a/ … in conclusione “17 —> dar-sèt”.

  16. Peucezio says:

    I discorsi su Trump mi suscitano una riflessione.

    Io credo che il principio base del messianesimo, o quantomeno uno dei principi base, sia l’antirealismo.
    Il messianesimo odia la realtà. La realtà è cattiva e va redenta.
    Non esiste la realtà: l’universo è la proiezione senza limiti e vincoli materiali di un’idealità astratta. Il mondo reale è fatto di spazio, tempo, quantità, limite, tutto è relativizzabile, nulla è infinito e assoluto. Questo per il messianesimo è un’offesa.
    Esistono i sessi, tu sei nato maschietto, hai il pisellino? No: hai deciso che sei donna, che sei cavallo, che sei pensiero puro: lo sei!
    E così per tutto. L’essere non esiste, esiste solo il dover essere. Quindi l’universo è cattivo, perché se ne fotte: posso dichiarare che una stella deve sparire domani mattina o trasformarsi in un cavallo, ma la stella mi ignora e rimane quello che è. Quindi l’universo è cattivo e va distrutto. Ecco l’isteria, la guerra, la bomba atomica, l’armageddon, l’apocalisse.

  17. PinoMamet says:

    Non ricordo più sotto quale post si parlasse della lettera di Trump a Erdogan.
    Ne parlo qui.

    Sono in parziale disaccordo con chi la vede come un segno di demenza o di faciloneria.

    Roberto dice che sembra scritta da un bambino delle Medie: ed è vero.

    Infatti sembra scritta da qualunque storico antico, e messa in bocca da questi a un Serse o a un Vercingetorige. Davvero: controllate, andate in fondo allo scaffale e aprite l’Anabasi o la Ciropedia, e ditemi se il tono e gli argomenti sono tanto diversi.

    Trump chiaramente ignora le formalità del linguaggio diplomatico moderno (nel senso di “epoca moderna”, quella roba che le rivoluzioni industriali hanno lentamente ucciso per avvelenamento); e non lo trovo un male.

    Non cita solo argomenti economici: da vero imprenditore, e da vero megalomane, sa che a Erdogan l’economia interessa relativamente, gli interessa invece la sua immagine , anche postera.

    Certo, nessun documento diplomatico direbbe, come la lettera trumpiana, “ehi, smettila di fare stragi, non giocare a fare il duro perché sai che posso distruggerti”;
    ma il risultato? le stragi le fanno lo stesso. Non è certo la letterina di Trump ad aver spinto Erdogan ad agire, e resto invece convinto che possa aver messo sul piatto- così, chiaramente, fuori da denti- qualche argomento che possa convincerlo a fermarsi.

    Del resto, all’America poteva andare ben peggio. Potevano eleggere la Clinton.

    • roberto says:

      ” gli interessa invece la sua immagine , anche postera.”

      infatti due secondi dopo aver letto la lettera ha iniziato a bombardare i curdi
      🙂

      scherzi a parte, penso che tu abbia ragione ma l’immagine che ha di sé stesso erdogan non è certo la stessa che ha trump di erdogan.
      voglio dire, di fronte al fatto “sterminio dei turchi” trump vede “pazzo sanguinario” erdogan vede “patriota che combatte i terroristi” (ok, non sono nella loro testa, ma andiamo per approssimazione)
      ed ecco un punto in cui un po’ di sana moderna diplomazia avrebbe aiutato trump a non sembrare uno scolaretto delle medie

      • PinoMamet says:

        Mmm
        non sono per niente convinto.
        Col solito ampolloso formale paludamento diplomatico, Erdogan si sarebbe pulito il culo, punto e basta.
        Come fanno regolarmente i dittatori con “nel ripetere la disapprovazione della comunità internazionale di fronte ad atti che potrebbero risultare nel lungo periodo deleteri alla reciproca comprensione… sempre tesa un rapporto di mutuo e proficuo.. sempre teso al rinnovamento dei legami…”

        Con Trump, uguale, ma con un po’ di cautela in più: sa di poter contare sui primi giorni per fare quello che gli pare, in fretta, il più possibile. E sa che poi deve frenarsi e agire con cautela.

        Ripeto, non è stata certo la letterina a “triggherarlo”, quanto l’annuncio del ritiro (preventivamente concordato, e lì bisogna capire i perché e i percome delle apparenti- o chissà reali- contraddizioni della politica estera statunitense).

        Erdogan sa che per l’opinione pubblica di un buona parte dei turchi, lui sta combattendo contro dei terroristi fanatici.
        Però sa anche che non esiste solo la Turchia, e sa (e qui secondo me si illude… ma è un altro discorso) che la Turchia non finià oggi.
        Lui è proprio il tipo che vuol finire sui libri di Storia, e Trump, tra gli altri, gli solletica questo aspetto e gli dice: non esistono solo i libri di scuola turchi, attenzione, vuoi finirci come un mini Hitler o vuoi finirci come un piccolo Cesare?

    • roberto says:

      “Del resto, all’America poteva andare ben peggio. Potevano eleggere la Clinton.”

      ma perché per l’america sarebbe stato peggio?

      • PinoMamet says:

        Dipende per chi… per il Pentagono sarebbe stato senz’altro meglio, e anche per le aziende che producono missili, elicotteri e diciamo tutto l’indotto militare, fino agli scarponi.
        😉

        Adesso poi ho poco tempo, e restiamo sul lombrosiano 😉

        Trump, poi, basta vederlo, neanche sentirlo parlare: è un mezzo matto, è un egomaniaco, è fuori come un balcone, ed è un osceno riccone totalmente incapace di vivere civilmente.
        Bene.

        Ma perché allora non applicare lo stesso metodo alla Clinton?
        una pazza! altrettanto egomaniaca, furiosa, aggressiva, inacidita, e al contrario di Trump convinta di rappresentare chissà quale ideale, e io ho paura degli idealisti.
        Questa ucciderebbe nonna per avere il potere.

        • Ricordando che in Siria tutto cambia da un momento all’altro…

          In questo momento:

          – fine di una presenza militare straniera non autorizzata né dal governo siriano, né dal parlamento americano, né dal diritto internazionale
          – kurdi forse ridimensionati, ma salvi almeno da un genocidio turco
          – possibile via di uscita da otto anni di guerra civile
          – la Turchia ha salvato la faccia, senza dover fare stragi

          La Clinton e Obama ci hanno regalato la Libia.

          • Pio says:

            Diciamoci la verità, se la politica estera di questi tre anni di amministrazione Trump (tentativi di accordo con la Corea del Nord; sostanziale stallo con l’Iran; colloqui franchi con la Russia; ritiro di truppe dalla Siria) fosse stata condotta da Obama, a quest’ora avremmo i tumulti a Piazza San Pietro per obbligare il Papa a canonizzare seduta stante Barak Obama.
            Poichè però il protagonista è Trump – “che è cattivo, che dice le brutte parole, che fa le brutte cose” – non solo non lo si loda ma lo si sbeffeggia o demonizza.
            “…Tu sei buono e ti tirano le pietre .
            Sei cattivo e ti tirano le pietre .
            Qualunque cosa fai,
            dovunque te ne vai,
            tu sempre pietre in faccia prenderai …”

      • Peucezio says:

        Roberto,
        per il mondo:
        è vero che siamo in un mondo in cui non può scoppiare la Terza Guerra Mondiale, perché sarebbe atomica, ma
        1) l’idea di trovarmici sull’orlo non mi esalta comunque: meglio non scherzare con l’olocausto atomico,
        2) non è che tante guerre locali distruttive stile Iraq, Libia, ecc. siano belle cose, primo perché fanno danni incalcolabili materiali e umani ai popoli coinvolti e secondo perché destabilizzano per decenni delle aree, con altrettanti danni per gli abitanti e per il mondo in genere (perché la destabilizzazione è come un’onda).

        Per gli USA,
        bisogna distinguere: come ha detto giustamente Pino, certi interessi sarebbero stati avvantaggiati. Ma gli USA avrebbero seminato altro odio nel mondo e soprattutto, per mantenere il costo di tali guerre, la popolazione si sarebbe impoverita ulteriormente, senza contare il fatto che il liberismo senza freni e senza dazi favorisce le grandi imprese che si arricchiscono sul commercio, ma può essere un grosso danno per l’occupazione a livello locale.

    • Per Pino Mamet

      “lettera di Trump”

      Concordo in pieno

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