Il fondo dell’umanità e la luce in alto

Riflessioni sulla manifestazione detta “per il clima”.

Virgolette, perché il clima semplifica brutalmente qualcosa di molto più ampio.

Innanzitutto, c’era tanta, tanta gente, al novanta percento (stima a spanne) studenti delle scuole superiori.

Che cosa sono i sedicenni di oggi?

Ognuno di noi è due cose diversissime: una potenzialità immensa, e ciò che le circostanze hanno fatto di noi.

Mi permetto di calcare un po’ la mano qui, sapendo che ci sono tante eccezioni a tutto ciò che dico, ma parlo solo delle circostanze, non della ricchezza individuale che emerge, bellissima, nonostante tutto, come le piantine tra le crepe del cemento.

Penso a Meby Zelalem, che era al corteo oggi: non ha mai studiato fotografia, eppure ha il dono di saper convincere sconosciuti a posare per foto che colgono tutta la bellezza che noi avremmo potuto essere.

Ma parliamo delle circostanze.

I sedicenni di oggi sono circostanziati a vivere in un mondo-termostato, con l’aria condizionata d’estate e il riscaldamento d’inverno, dove il minimo incontro con la vita reale diventa un trauma. Un trauma di cui sono vittime, l’unica categoria apprezzata dei nostri tempi, carne per avvocati a caccia di risarcimenti e per manipolatori di ogni sorta.

I loro genitori, adolescenti dai capelli grigi, tatuati e attaccati a Whatsapp su una protesi che reggono davanti a loro tutto il giorno, sono i figli a loro volta di genitori che si sono fatti il mazzo per diventare moderni e bruciare qualunque ponte con il mondo reale; e grazie a quei genitori, hanno vissuto il picco dell’umanità.

Proprio per questo, non hanno più alcuna prospettiva per il futuro dei loro figli, perché in un mondo che si trasforma in ogni istante, non si può nemmeno immaginare che cosa faranno (lucidatori di droni che portano la pizza dalla finestra di casa? prostitute/i, che almeno quello è un mestiere che ci metteranno un po’ ad automatizzare?).

I figli, sommersi di regali plasticosi sin dal primo anno di vita, sono stati cresciuti nel sogno di avere, a tredici, poi a dodici, poi magari a otto anni, l’accesso allo smartphone, dove possono scaricarsi app di videogiochi.

Che ancora prima di essere violenti, sono sistemi sottilissimi per incastrarli sempre di più nella Grande Ragnatela, dove ogni loro mossa entra nei Big Data che permettono il controllo assoluto a due o tre aziende con il dominio insieme del pianeta e dei cervelli, una Grande Ragnatela che tra breve entrerà direttamente nei sistemi neuronali.

Questi figlioli, trasportati a scuola in auto sin dall’asilo nido da genitori terrorizzati dalla pioggia, dal vento e dal mitico colpo di freddo, dalla possibilità che ci possa essere un cibo che non piace, sono il punto zero dell’umanità: non hanno alcuna capacità manuale, alcuna capacità di affrontare alcunché – gli studi ci mostrano che i ragazzi di oggi sono i meno violenti e proni alla delinquenza di tutta la storia, proprio perché immersi in un mondo irreale.

E nelle loro scuole, riempiono di monetine macchinette che scaricano bibite gassate in contenitori di plastica, senza pensarci.

Se pensiamo a tutto questo, possiamo mandare dove se lo meritano tutti gli ipercritici di destra o di sinistra, che accusano il Complotto Ambientalista di portare i cervelli all’ammasso, di allontanarli dalla lotta di classe, di far loro perdere la vera fede cristiana per seguire eresie neopagane, di deviarli da una corretta riflessione scientifica sulla crisi ambientale.

Quindi vedere migliaia e migliaia di ragazzini, che dal fondo della caverna puntano lo sguardo, assolutamente confuso, verso un minuscolo punto di luce, commuove profondamente.

Sono arrivati lì perché è bello fare una passeggiata festosa con gli amici, perché c’è la professoressa che fa gli straordinari non pagati per parlare loro dell’ambiente. perché vaghissimamente provano simpatia per gli animali – li hanno visti nei documentari o qualcuno ha ancora il pelouche.

Quasi nessuno è lì perché ha capito alla perfezione tutto il meccanismo per cui i carburanti fossili rilasciano CO2 nell’aria, o il rapporto che esiste tra questo e l’immenso ciclo delle correnti dell’Oceano.

E allora?

E allora, è inevitabile che tutto sia un ribollire confuso, dove tutte le passioni umane, le migliori e le peggiori, si mescolano e si scontrano.

Oggi, un gruppo di ragazzi sente criticare, per la prima volta, il McDonald’s, il luogo in cui i genitori hanno sempre organizzato le loro feste di compleanno; e improvvisamente provano un sano senso di smarrimento.

In questo caos, trovano di tutto:

il buffo marxista sessantenne, malvestito quanto me, che distribuisce un volantino scritto fitto fitto che spiega che la crisi climatica è tutta Colpa del Capitale, un signore che non si sa bene dove abiti;

il sindaco a caccia di selfie che sta preparando opere devastanti per l’ambiente;

la vegana anoressica che annuncia con certezza che il 91% (mica il 90, il 91!) degli incendi boschivi dell’Amazzonia sono colpa dell’industria degli allevamenti;

la diciottenne attaccata al megafono che inveisce contro la “vecchia generazione”, perché non conosce il proverbio, l’occasione fa l’uomo ladro, e i giovani l’occasione non l’hanno ancora avuta;

la tentazione sempre di trovare un capro espiatorio, un nemico, un qualcuno da odiare e di fronte a cui sentirsi innocente, anzi, vittima;

e l’immensa, pazzesca difficoltà oggettiva di trovare davvero come affrontare qualcosa che a stento capiamo, che ci minaccia dagli scaffali dei supermercati, dalle bibite che beviamo, dai cestini dove buttiamo le cose, dalle ruote che ci portano in giro, dalla radice stessa di tutto ciò che ci hanno insegnato è lo scopo della vita, una cosa su cui sono strutturate tutte le istituzioni e le leggi…

 E’ un sentiero terribilmente difficile da percorrere, e non solo per i sedicenni, e dove molti finiranno sedotti dai mille inganni di cui è disseminato il percorso della vita, e alcuni finiranno incarogniti e astiosi.

Però qualcuno di loro, mica tutti, inizierà a guardare in modo diverso la macchinetta delle bibite, gli hamburger, i giocattolini di plastica, il fatto di dover fare tutto in auto… e qualcuno di loro, mica tutti, sarà migliore della triste generazione dei loro genitori.

Print Friendly, PDF & Email
This entry was posted in ambiente and tagged , . Bookmark the permalink.

225 Responses to Il fondo dell’umanità e la luce in alto

  1. Oldboy says:

    Parate

    “Le manifestazioni per la salvezza del pianeta non sono organizzate dai ragazzini, ma sponsorizzate dalle stesse persone che il pianeta lo comandano.
    Non sono proteste: sono parate di regime.

    La propaganda ha creato un esercito di volontari schierato contro un nemico immaginario.
    Chissà se un giorno capiranno che questo nemico sono loro stessi.”

    (https://berlicche.wordpress.com/2019/09/23/parate/)

    • Per Oldboy

      “Chissà se un giorno capiranno che questo nemico sono loro stessi.”

      E’ proprio questa la domanda cher cerco, invano, di porre ai “negatori”.

      Il ragazzino che molla il videogioco e la macchina della mamma (oggi tocca a lei, visto che si è separata dal babbo, che ha una macchina pure lui, e ce l’ha pure la seconda compagna del babbo) per marciare dicendo un po’ confusamente che “bisogna consumare meno petrolio”, esattamente che danno sta facendo a se stesso?

      • Z. says:

        Secondo me c’è del vero. Nel momento in cui ci poniamo il problema della sostenibilità del nostro modo di vivere, diventiamo davvero i nemici di noi stessi.

        Non c’è un nemico esterno da abbattere, ci sono le nostre abitudini da cambiare. È qualcosa che riguarda tutti noi. Per questo emarginazioni e distinguo mi sembrano controproducenti.

        Ad esempio, io non consumo né sigarette né pannolini né assorbenti né plastica monouso. Non uso le bustine di zucchero e non uso bottigliette da mezzo litro. Ma tutti i giorni faccio chilometri di scooter per andare al lavoro. Posso fare le pulci a chi fuma, poi uno che va al lavoro in bus può farle a me, ma arriva chi ci va a piedi…

        E alla fine il corteo diventa unipersonale.

        • Per Z

          “Non c’è un nemico esterno da abbattere, ci sono le nostre abitudini da cambiare. È qualcosa che riguarda tutti noi. Per questo emarginazioni e distinguo mi sembrano controproducenti.”

          Concordo in tutto.

          Tranne nell’idea del presidente della Ditta Tabacchi che si fa fotografare in testa a una manifestazione per l’aria pulita, dicendo “le nostre piantagioni catturano CO2”.

          Questo non vuol dire che non si possa dialogare anche con lui, ma dialogare è diverso dal regalargli l’immagine.

          • Per Z

            Comunque penso che stiamo parlando su due piani diversi.

            Io sono d’accordo sul fatto che non devono esistere nemici: è un concetto di Extinction Rebellion che mi piace.

            Ma non mi piacciono nemmeno le passerelle pubblicitarie.

  2. Oldboy says:

    Neanche Michel Onfray, noto filosofo e saggista francese, se l’è bevuta… 🙂

    “Lei marina la scuola tutti i venerdì offrendo in sacrificio quello che a scuola potrebbe imparare per salvare il pianeta. E questo sarà sufficiente?
    Vista la modestia dell’offerta, credo di no…

    Fin troppo contenti di questa magnifica scusa per non andare a scuola, un gregge di montoni di questa generazione che crede di essere libera belando il catechismo che gli adulti le inculcano, propone di seguire il suo esempio e offre in sacrificio espiatorio la cultura che non ha, ma che potrebbe avere se per caso andasse a scuola, anche se si va per impararvi le corbellerie ispirate da Greta…”

    (https://comedonchisciotte.org/greta-la-scienziata/)

    • Per Oldboy

      “e offre in sacrificio espiatorio la cultura che non ha, ma che potrebbe avere se per caso andasse a scuola, ”

      Ah, finalmente ho capito: saltare due giorni di scuola in un anno sta distruggendo la loro potenziale cultura.

      Finalmente un “negatore” che ha il coraggio di proporre una teoria concreta!

      • paniscus says:

        Ah, questa è carina: i cosiddetti “poteri forti” avrebbero l’obiettivo di affossare la cultura inducendo i ragazzini a pedere uno o due giorni di lezione all’anno manifestando sul clima invece di andare a scuola.

        Che motivo avrebbero di fare una scelta tanto bizzarra, visto che ci sono GIA’ riusciti benissimo trasformando tutto il mondo della scuola in un parco-giochi beatamente “inclusivo” in cui non è più richiesto nessun impegno, nessuna fatica e nessun rispetto delle regole di base?

        Per la formazione della cultura generale di Paolino o di Rosetta, cosa cambia se vanno alla manifestazione o no… visto che tanto li promuovono lo stesso anche se hanno quattro o cinque materie insufficienti (cioè, se dimostrano ampiamente che quella cultura NON l’hanno acquisita)?

        • Per Paniscus

          “Ah, questa è carina: i cosiddetti “poteri forti” avrebbero l’obiettivo di affossare la cultura inducendo i ragazzini a pedere uno o due giorni di lezione all’anno manifestando sul clima invece di andare a scuola.”

          Due giorni l’anno senza lavaggio di cervello da parte degli Insegnanti Sessantottini?

          E Feltri non fa festa?

          • Oldboy says:

            Miguel e Paniscus

            Su questo sono d’accordo: è ovvio che il problema non è perdere un giorno o due di scuola… 🙂

            Il punto che queste parate di regime sono un’invito al conformismo, alla presunzione, al fanatismo e – purtroppo – all’odio verso i meno giovani.

            Le parole di Onfray a mio avviso più importanti sono:
            “un gregge di montoni di questa generazione che crede di essere libera belando il catechismo che gli adulti le inculcano (…).”

            Poi l’articolo è interessante nella sua interezza: io ho solo citato un piccolo brano.

            • Per Oldboy

              “Il punto che queste parate di regime ”

              Esatto. Stai parlando di un “regime”, che si impone per ottenere scopi specifici.

              Se non ti piace “negatore”, posso dire “regimista”?

              • Oldboy says:

                “Scettico” non piace proprio, eh?…

                “Dissidente” mi sembra un altro termine corretto.

              • Z. says:

                Lo scettico sono io. Nel senso che ho molti dubbi sul fatto che siamo ancora in tempo, e spero di sbagliarmi…

  3. Peucezio says:

    Miguel,
    sai che proprio non riesco a condividere il tuo ottimismo pur moderato e pieno, giustamente, di distinguo?

    In un commento a un post precedente scrivevi che la gioventù attuale non è ideologizzata e quindi questa cosa sarebbe in controtendenza.
    Ma io direi due cose:
    1) l’irrealtà non è affatto in contrasto con l’ideologia, anzi, direi che sono due cose strettamente connesse;
    2) la gioventù attuale è ideologizzata eccome. Non frequento i sedicenni, ma almeno quelli sui 25-30 li conosco e sono ideologizzati eccome. Una parte, s’intende: quella istruita, borghese. I tamarri di periferia no.
    La mia impressione è che dagli anni ’60 in poi, pur con le differenze del caso, a ogni generazione si reiterano meccanismi inediti prima di allora ma molto duri a morire.
    La cosa l’ho notata nei primi anni ’90: sembra ci fosse ormai la gioventù non ideologica e rispuntarono fuori dal nulla capelli lunghi e discorso comunistoidi, trockisti e simili. E a ogni generazione questa cosa si ripropone. E’ minoritaria, ma comunque enorme. E si ripropone come un automatismo, ormai avulso da ogni contatto appunto con la realtà: gli studenti degli anni ’70 non erano operai, ma gli operai c’erano ancora e loro un po’ li conoscevano, ci facevano qualche manifestazione insieme ogni tanto… Oggi è un mondo autoreferente, che continua a ripetere certi slogan così, come una musicassetta anni ’80 con autoreverse che nessuno si è preoccupato di spegnere. E, ripeto, non sono affatto pochi, anche se non è la maggioranza: quanto basta per gremire piazze enormi.
    Il gretinismo (non lo dico con intento di dileggio, ma per intenderci, come temine giornalistico) a me pare l’ennesimo caso di questo.

    Circa invece il problema a monte: come dico sempre, oggi sono i cinesi a inquinare serio: noi ci stiamo baloccando per cercare di diventare una specie di giardinetto del mondo, una Svezia un po’ più in grande. Quindi saranno i cinesi a ripulire il tutto.
    L’Occidente può permettersi di giocare a Greta e all’ecologismo, perché non produce più niente (in prospettiva: non prendermi alla lettera): ha delocalizzato l’industria.

    E’ chiaro che Greta non è un fenomeno spontaneo: non sarebbe arrivata all’ONU.
    Lei ci crede, ma si è scelto di darle un’enorme visibilità.
    Ma non bisogna pensare a nulla di machiavellico alla Blondet et similia: i potenti del mondo hanno il culo sul nostro stesso pianeta e da quel culo cominciano a farsela sotto anche loro. Ma, siamo sempre lì: è un medico che arriva a paziente guarito. La storia non funziona per contrapposizioni, ma per ratifiche, per conferme: quando qualcosa si esplicita e diventa pensiero ufficiale, vuol dire che c’era già nelle cose.
    Questo spiega anche il paradosso per cui Greta fa la morale agli occidentali, più che ai cinesi: l’ecologismo è l’ideologia di un Occidente che si vuole Svizzera in un mondo di napoletani, che alla fine diventeranno svizzeri anche loro.

    • Per Peucezio

      “Questo spiega anche il paradosso per cui Greta fa la morale agli occidentali, più che ai cinesi”

      Certo: e gli occidentali sono più disposti ad ascoltare, perché danno più per scontato il benessere petrolifero e perché l’inquinamento è stato esportato in Cina e in India, come giustamente dici.

      E cinesi e indiani hanno una memoria atavica di miseria che li fa correre verso il “progresso”, in gran parte – c’è un romanzo tragicomico, White Tiger, non so se sia stato tradotto, ma rende in modo eccezionale la mentalità del contadino indiano arricchitosi con qualunque mezzo.

      Però l’inquinamento cinese è in realtà in gran parte nostro: sono le nostre importazioni che lo creano; sono le centinaia di migliaia di navi e aerei che “ci” collegano a “loro” grazie anche a 24 miliardi di sussidi diretti e indiretti che l’Europa regala a questo sistema https://www.transportenvironment.org/sites/te/files/publications/EU%20Shipping%E2%80%99s%20EURO%2024billion%20per%20year%20fossil%20tax%20holidays.pdf

      Il problema è come passare da un allegro corteo di ragazzi felici, a un’azione forte su questioni specifiche come questa. Ma certo, alzare gli occhi dai videogiochi è un piccolo passo indispensabile.

      Mentre c’è gente che sostiene che sarebbe un grave peggioramento della situazione attuale, un pericolo, e che i giovani dovrebbero quindi tornare dentro i loro videogiochi.

      • Peucezio says:

        Effettivamente le classi dirigenti occidentali possono ancora fare molto.
        Ma saluterei più positivamente il fatto che mandino una Greta all’ONU e orchestrino una campagna mediatica ecologista (perché è un sintomo), che non il fatto che questa sia recepita dai ragazzini. Anche se la contropartita c’è: secondo me si cerca di cambiare lo stile di vita e l’ambiente non è solo un motivo, ma in parte anche un pretesto: è più facile limitare le libertà e rendere la gente meno esigente se si dà l’ottima ragione che se no il pianeta va a puttana: restate più poveri, cura dimagrante, meno libertà di movimento (niente macchina, aereo…), altrimenti andiamo tutti arrosto.

        Ma circa l’alzare gli occhi dai videogiochi,
        1) non sono affatto sicuro che sia un bene. Preferisco questi coi videogiochi che i loro coetanei di quarant’anni fa con le spranghe, le molotov e la P38. La maggiore mitezza di questa generazione è chiaramente percepibile: li vedi, ci parli e hai l’impressione di persone molto migliori e prive di quella carica di aggressività, che sfociava anche nella vera e propria ferocia.
        2) Non sono nemmeno sicuro che i “gretini” siano una cosa così diversa dai videogiocatori: anche Greta nelle loro teste può essere un enorme videogioco. E ti dirò che ciò in qualche misura mi tranquillizza.
        Secondo me l’Occidente deve dimenticarsi di avere un qualche ruolo decisivo nella storia e prima ne saremo coscienti e smetteremo di fare la mosca cocchiera, meglio sarà.
        Ammenoché non c’è un capovolgimento di paradigma, che parte dalla demografia e però ha enormi riflessi sul piano culturale.

      • PinoMamet says:

        “La maggiore mitezza di questa generazione è chiaramente percepibile”

        Si vede che non lavori a scuola, Peucè 😉

        In realtà i più miti ci sono, e sono i liceali, dopo la scrematura del primo anno.
        Simpatici, preparati, dotati spesso di quel certo rigore borghese nel senso migliore del termine, di quello che si impara da genitori seri; capaci di fare discorsi interessanti e non banali, curiosi e rispettosi.
        Davvero meglio dei loro padri universitari con le spranghe (che infatti spesso non sono affatto i loro padri).

        Per gli altri adolescenti devo dire che ci vorrebbe una bella guerra per i quali utilizzarli come carne da cannone: altri usi non ne vedo.
        Stupidi, aggressivi, privi di capacità pratiche, infantili, volgari, viziati e iperprotetti.
        Davvero peggio dei loro padri lavoratori con il culto del “dottore”
        (che infatti spesso non sono affatto i loro padri).

        • PinoMamet says:

          Che poi, anche lì: è soprattutto un problema di 13-14-15enni.

          I sedicenni sono e diciasettenni spesso sono già ottime personcine. Forse hai anche ragione…

          • Peucezio says:

            In effetti io, oltre che su osservazioni dirette che però non riguardano ragazzini così giovani, mi baso anche su quello che mi dicono i miei amici docenti universitari, che effettivamente hanno a che fare con 20-22enni.

        • Z. says:

          Nel senso che molti di questi ragazzi sono nati da relazioni clandestine?

          • PinoMamet says:

            Non ho modo di controllare. Invece ho modo di vedere che i figli di maleducati, di qualunque rango sociale, spesso sono privi dell’educazione necessaria per una scuola impegnativa.

            • paniscus says:

              “i figli di maleducati, di qualunque rango sociale, spesso sono privi dell’educazione necessaria per una scuola impegnativa.”
              ———

              Però nella scuola impegnativa ci vanno lo stesso, e vengono promossi lo stesso, perché a quel punto, in certi colleghi, scatta automaticamente la molla del “povero ragazzo, non è colpa sua se ha i genitori così” e “dobbiamo aiutarlo almeno noi perché siamo gli unici in grado di presentargli un modello diverso, e siamo la sua unica possibilità di crescita culturale

              Giuro che, in almeno un caso, ho assistito a una scena surreale in seduta del consiglio di classe, in cui qualcuno ha proposto (in maniera convinta, non come provocazione) di attivare un BES per “disagio socio-culturale” a un ragazzo che non aveva nessuna anomalia né fisica, né psicologica, né sociale (ma semplicemente non aveva voglia di fare nulla e tentava di compensare copiando come un ossesso e facendosi anche beccare mentre copiava)… solo perché figlio di genitori litigiosissimi, pedanti e invasivi, che erano sempre a scuola per polemizzare.

              Famiglia molto benestante e con professioni da laureati, ragazzo viziatissimo ma anche controllatissimo, nessun sospetto su svantaggio di censo, su maltrattamenti domestici o su incuria psicologica, semplicemente i genitori erano dei gran rompicoglioni.

              Bene, qualche mio collega sosteneva che bisognasse dichiararlo BES (cioè, di fatto, fargli un piano didattico facilitato in maniera da garantirgli la sufficienza in ogni caso) “perché sicuramente era sopraffatto da problemi di ansia a causa delle dinamiche familiari stressanti“.

              Quella volta la proposta fu respinta perché era veramente troppo spudorata, ma chissà in quante altre classi saranno andate avanti strategie analoghe.

          • paniscus says:

            Nel senso che molti di questi ragazzi sono nati da relazioni clandestine?

            penso che intendesse piuttosto il turbinoso viavai di famiglie ricostruite, in cui il ragazzino ha più contatti con il secondo compagno della mamma che col padre effettivo, o con il figlio della quarta fidanzata del padre che con il fratello naturale…

        • paniscus says:

          “In realtà i più miti ci sono, e sono i liceali, dopo la scrematura del primo anno.”
          ———–

          Nei licei dove una “scrematura del primo anno” esiste.

          Ultimamente stanno diventando di moda i licei in cui è praticamente vietato bocciare al primo anno (o consigliare al ragazzo di cambiare corso prima ancora di farsi bocciare, se risulta palesemente inadatto a quell’indirizzo di studi), “perché altrimenti si sente rifiutato e gli si affossa l’autostima“, o perché “siccome è scuola dell’obbligo, bisogna rispettare i tempi individuali del ragazzo e dargli il tempo per maturare, e quindi è meglio valutarlo complessivamente nell’arco di tutto il biennio“.

          Risultato: viene mandato in seconda anche con quattro o cinque materie insufficienti, fa malissimo anche tutto il percorso della seconda essendo completamente privo delle basi del primo anno, e così via.

          • PinoMamet says:

            Per fortuna da noi ci teniamo alla fama di essere una scuola selettiva. E il clima scolastico, come risultato, è molto più tranquillo, famigliare e meno competitivo.

            Ma bisognerebbe tornare a bocciare alle medie e forse alle elementari…

            • paniscus says:

              “Per fortuna da noi ci teniamo alla fama di essere una scuola selettiva. ”
              ———–

              Perché evidentemente siete tranquillizzati dal fatto che ci siano poche alternative comode e appetibili sul territorio circostante.

              Un istituto dall’indirizzo molto specialistico, di cui ce n’è uno solo in tutta la provincia e il secondo più vicino sta a settanta chilometri, può permettersi di bocciare chiunque lo meriti, tanto un surplus di richieste di iscrizioni al primo anno ci sarà sempre, e i bocciati (almeno quelli degli anni superiori al primo) si ri-iscrivono sempre lì.

              Una scuola che ha tre o quattro alternative quasi uguali e altrettanto comode negli immediati dintorni, purtroppo, ha tutto l’interesse a tenere un profilo basso, altrimenti alla prima contrarietà la gente va via e si iscrive nella scuola vicina che tiene un profilo ancora più basso, e così via a cascata.

              • PinoMamet says:

                Ma no, guarda, in realtà abbiamo molta concorrenza…

                però la scuola ha scelto proprio la strategia di mostrarsi come istituto serio e selettivo, che boccia.

                Mi sembra che stia dando buoni risultati e inviterei le altre scuole a imitarci…

                ho lavorato in scuole dall’impostazione diversa (ricordo lunghi discorsi proprio sul fatto di dover essere “inclusivi” e addirittura un questionario di autovalutazione in cui gli studenti dovevano votare i professori! incubo) e i risultati dal mio punto di vista erano catastrofici.

                Ma loro erano reggiani e ne sembravano felici…

              • paniscus says:

                “Mi sembra che stia dando buoni risultati e inviterei le altre scuole a imitarci…”
                ———–

                E perché mai le altre scuole dovrebbero imitarvi?

                Le altre scuole avranno gioco facile, facilissimo, nell’usare la strategia opposta… ovvero nel pubblicizzarsi come scuole “inclusive” che accolgono a braccia aperte qualunque transfuga della vostra scuola troppo rigida e troppo selettiva.

              • Peucezio says:

                Si continua a usare la strategia opposta a quella utile.
                Bisognerebbe cominciare a finanziare le scuole e le università in proporzione INVERSA al numero di iscritti.

              • PinoMamet says:

                Sono d’accordo con Peucezio… bisognerebbe pensarci seriamente.

                Si potrebbe premiare le università che fanno ricerca seria, e le scuole che ottengono migliori risultati ai test (trovando test magari un po’ più sensati dell’Invalsi…).

                A un incontro di aggiornamento che feci qualche anno fa, saltò fuori (scandalo di tutti i reggiani presenti!) che da varie comparazioni internazionali, risultava che le scuole migliori erano appunto quelle meno “inclusive”.

                Che poi non è che ci voglia ‘sto genio a capirlo…

          • PinoMamet says:

            Che poi secondo me (e ne parlato con un collega, che, indipendentemente da me, ha formulato la stessa teoria) le scuole medie inferiori andrebbero proprio riformulate.

            Non dico di tornare a Gentile, però è abbastanza chiaro che non si possono mettere tre o quattro ragazzi di cui uno timido, una studiosa, uno curioso, uno molto educato, nella stessa classe di venti criminali in erba e imbecilli in piena crisi ormonale.

            Chi ha capacità di studiare, o perlomeno voglia di studiare, o al minimo non crea casini e quindi potrebbe imparare qualcosa, va separato dalla massa di persone che sì, già a 12 anni è chiaro che non hanno alcun interesse per lo studio.

            Questi ultimi vadano avviati ad attività pratiche, laboratoriali.
            Non dico che se poi si ravvedono non possano accedere a licei (con test di ingresso) o a istituti tecnici (idem), ma altrimenti, procedano dritti verso l’onorevolissimo mondo del lavoro, guidati da insegnanti preparati appositamente e suddivisi in piccoli gruppi in base ai rispettivi interessi professionali.

            Gli altri, i bravi, possano studiare in santa pace e arrivare ai licei con una preparazione decente: il Ginnasio, insomma.

            Nessuno potrà tacciarmi di essere classista, perché la società di oggi non è più quella degli anni Cinquanta e un idraulico guadagna più di un dottore.

            • werner says:

              Sottoscrivo la proposta di legge del Dott. Mamet

            • Z. says:

              Sottoscrivo la proposta.

              Non mi sembra classista, peraltro. Mi sembra classista l’istruzione obbligatoria così com’è ora, che costringe i ragazzi svogliati a ciondolare e rende più difficile istruirsi ai ragazzi volonterosi.

            • Peucezio says:

              OMDAP ovviamente.
              Ma questa non è appunto la scuola gentiliana? 😉
              Che poi in fondo è la scuola ottocentecsa aggiornata e rivista.

              Per conto mio tutti devono avere le stesse opportunità, ma poi ognuno deve fare solo ciò per cui è portato e non si scappa.

              • Mauricius Tarvisii says:

                La scuola gentiliana era quella in cui si veniva selezionati per censo.

              • PinoMamet says:

                Era senz’altro così nei fatti. La teoria era quella di una scuola fortemente selettiva, con la cultura umanistica/filosofica considerata superiore a tutti gli altri saperi.

                A me- e a molti colleghi, e credo anche a molti studenti non criminali- basterebbe una scuola in cui chi vuole studiare può farlo, e chi non vuole non è obbligato a martirizzare sé stesso, i compagni, i professori e i bidelli per lunghi anni…

              • Peucezio says:

                Mauricius,
                perché non era così in quella precedente e in quella successiva, diciamo fino agli anni ’60?

                In ogni caso questo è un po’ un problema.
                Un ragazzino cresciuto in una famiglia pochissimo attrezzata culturalmente, tranne se non ha un’inclinazione molto forte, è facile che si senta poco portato allo studio e voglia lavorare presto.
                E d’altronde se facciamo studiare per forza quelli refrattari, si creano i problemi ben individuati da Pino.

                Come si potrebbe fare (non è affatto una domanda retorica la mia: la selezione per censo è un reale spreco di potenziali risorse intellettuali) per risolvere questo problema?

              • PinoMamet says:

                Col mio sistema!

                A parte che già ora non mi pare di vedere questa distinzione per censo nelle scuole…

                l’unica distinzione che vedo è tra studenti che hanno genitori (di qualunque origine ed estrazione) che li seguono, e non per dargli sempre ragione, e studenti che hanno genitori desaparecidos, che nessun professore ha mai visto, o che si fanno vivi solo per difendere le peggiori stupidate del figlio.

              • Peucezio says:

                Pino,
                figurati, il il tuo sistema lo applicherei domani mattina.

                Il problema che ponevo è che chi non ama studiare può essere così per indole, ma anche per l’ambiente in cui è cresciuto.
                Secondo me non è un buon motivo per farlo studiare per forza: ognuno è quello che è, indipendentemente da come lo è diventato, e quindi va cavato da lui ciò che può dare, in modo che esprima le sue capacità.
                Tra l’altro ormai il computer, internet, ecc. tendono ad appiattire le capacità cognitive: gente che non aveva mai avuto stimoli ce li ha e quelli che un tempo avrebbero letto libri su libri ora si accontentano dei tweet.

              • Mauricius Tarvisii says:

                C’era stato un importante dibattito pubblico sulla scuola media unica. In sostanza, i sostenitori della divisione tra la scuola per chi deve studiare e la scuola per chi deve lavorare dicevano proprio che occorreva una scuola per chi deve lavorare perché quella era lo sbocco naturale per i figli dei poveri.
                Non era un semplice risultato di fatto, ma era proprio l’intenzione di fondo.

                Io parlo della scuola di Gentile, non entro nel merito delle vostre idee di riforma.

              • Z. says:

                Io sono più salomonico e democratico assieme, e propongo di sopprimerle per tutti, le scuole medie 🙂

                Mi pare che la riforma dei cicli proposta negli anni Novanta andasse in questa direzione, con sei anni di scuola primaria anziché cinque e le scuole superiori (sempre di cinque anni) che iniziano subito dopo, al dodicesimo anno di età del giovinetto.

    • Per Peucezio

      “sai che proprio non riesco a condividere il tuo ottimismo pur moderato e pieno, giustamente, di distinguo?”

      Comunque considera che in qualche modo vivo a stretto contatto proprio con questa generazione e con i suoi genitori – non solo per via dei figli, ma anche perché ho avuto l’esperienza quotidiana del giardino in cui questi bambini sono cresciuti, con contatto continuo con i loro genitori, ho fatto il rappresentante di classe a scuola, eccetera.

  4. MOI says:

    … All’ IKEA, nelle diciture dei prodotti, si legge “Made in China _ Product of Sweden” (e Chi Mai viene da lì ? 😉 )

  5. Peucezio dice giustamente che l’aumento di CO2 proviene dalla Cina; aggiungerei anche dal Brasile.

    Ora, i brasiliani stanno distruggendo i propri boschi, perché vendono carne agli Stati Uniti e all’Europa.

    E l’Italia cosa fa? Il trattato Mercosur, che agevola l’importazione di carne brasiliana: all’impatto del diboscamento si aggiungono quello del trasporto.

    Ciò presumibilmente manderà in fallimento molti allevatori italiani, per cui l’impatto ufficiale dell’Italia sull’ambiente finirebbe addirittura per ridursi.

    Ah, una grande sostenitrice del Mercosur è l’attuale ministra dell’agricoltura, ingiustamente messa in croce per come si veste, e ingiustamente assolta per il vero danno che vuole fare.

    • Peucezio says:

      Ma è ovvio.
      Se sollevi obiezioni verso queste cose, sei un pericoloso sovranista, populista, protezionista, nemico del libero commercio, regressivo, anche un po’ razzista, che vuoi portare indietro le lancette della storia e via di retorica mondialista.

      L’altro giorno Salvini ha detto proprio di comprare italiano e lasciare sugli scaffali i prodotti che vengono dall’altra parte del mondo, per favorire i nostri agricoltori e le nostre produzioni di qualità e non incentivare sistemi economici che sfruttano la mano d’opera e trasporti intercontinentali che inquinano molto più del gasolio dei trattori.
      Ma Salvini è un nazi-fascista, ecc. ecc., quindi ha torto a priori. Per un “gretino” medio è ipso facto il nemico. Meglio l’ultraliberismo esaltato dalla sinistra.

      • Z. says:

        Toh, continuano gli elenchetti sventuratelli ad imitationem Salvini 🙂

      • PinoMamet says:

        Ma quali sono questi elenchi??

        Mi sfugge. Se ti riferisci a “populista, protezionista, regressivo…”, beh direi che l’accumulo di aggettivi è un normale procedimento retorico, non l’ha mica inventato Salvini.

        • Z. says:

          Salvini ne faceva almeno un paio al giorno, quando era ministro. Tutti o quasi con suffissi “ista”, riferiti a se stesso o alla Lega.

          L’imitazione, disse un tale, è la forma più sincera di ammirazione.

          • Peucezio says:

            Sì, solo che io usavo la sequela di aggettivi quando Salvini era un totale sconosciuto.
            E’ lui semmai che ha imitato me.

            Però che palle…
            Avevo smesso di scrivere perché ‘sto giochetto del dover continuare a rispondere all’ironia, fare questo continuo giochetto dialettico mi sembrava una totale perdita di tempo.

            D’ora in avanti parlerò solo di cose. M’interessa cercare di capire.
            Tanto ormai le mie tesi le conoscete benissimo e io le vostre: è inutile che ogni due settimane ci reimbarchiamo nell’ennesima versione della stessa identica discussione in cui ognuno cerca di dimostrare quanto è bravo ad argomentare le proprie posizioni e a ironizzare su quelle altrui.
            Per carità, può essere un divertimento anche quello, ma ho cose più importanti da fare.

            Per cui m’interessa solo interagire laddove davvero può venire fuori qualcosa di nuovo, che può far capire a me o a qualcuno di voi qualcosa che non avevamo messo a fuoco.

            • Per Peucezio

              “Tanto ormai le mie tesi le conoscete benissimo e io le vostre: è inutile che ogni due settimane ci reimbarchiamo nell’ennesima versione della stessa identica discussione in cui ognuno cerca di dimostrare quanto è bravo ad argomentare le proprie posizioni e a ironizzare su quelle altrui.”

              Giustissimo.

          • Peucezio says:

            Z.,
            non ce l’ho con te, sia chiaro.

            E’ per spiegarvi che non ho tempo di stare dietro a ‘sti giochetti.

          • PinoMamet says:

            Ci tengo a specificare che se polemizzo con te non è mai per fare giochetti retorici!
            semmai a me pare che a volte sia tu ad aver un po’ il gusto della sparata, ma vabbè.
            Ognuno ha il suo stile. Anche a me interessa capire.

            • Peucezio says:

              Sì, ma infatti tu non segui questa logica.

              Circa le sparate, a te forse l’unica obiezione che farei è legata al tuo stupore per cose che mi vedi scrivere da sempre, ma soprattutto al fatto che ti stupisci che in un contesto del tutto libero e intellettualmente spregiudicato come questo non ci siano confini legati alle sensibilità correnti (è chiaro che, perché un’affermazione sembri estrema, si dev’essere stabilito un quadro di riferimento, con dei confini abbastanza definiti, che peraltro nelle società d’oggi cambiano ogni vent’anni).

      • Per Peucezio

        “Se sollevi obiezioni verso queste cose, sei un pericoloso sovranista, populista, protezionista, nemico del libero commercio, regressivo, anche un po’ razzista, che vuoi portare indietro le lancette della storia e via di retorica mondialista.”

        Ci sono tanti elementi che si confondono e si mescolano.

        Pensiamo solo alla questione climatica/CO2.

        La questione climatica è essenzialmente una questione di petrolio, che significa diverse cose:

        – il sistema di trasporti planetario su cui si basa il movimento globale di merci e persone (navi, auto, camion, aerei)

        – il sistema agricolo-industriale, fondato su fertilizzanti e macchine

        – la plastica, sostanza-base della nostra civiltà (e sostanza che permette anche di muovere i prodotti agricoli su larghe distanze in buono stato di conservazione)

        – il sistema urbanistico fondato su ghetti e zone isolate, collegate da piste di cemento

        – il sistema che si regge sul controllo militare delle risorse del Medio Oriente

        – da qui, il sistema bancario che pompa il credito che permette a tutto ciò di andare avanti.

        Il 91,38% degli scienziati (per fare contento Oldboy, non dico il 100% 🙂 ) afferma che esiste una stretta correlazione tra tutto ciò e un cambiamento climatico che rischia di produrre a breve una serie di catastrofi.

        Questo è il quadro, a prescindere quanto ci possano fare simpatia Greta Thunberg o i liceali di oggi.

        Ora, è quasi impossibile per motivi contrattuali o legali far togliere le macchinette con le bibite e le merendine dalle scuole; quindi figuriamoci se è possibile fare qualcosa sulla scala che serve davvero.

        Ma è evidente che l’unica via teoricamente percorribile è quella dei Local Futures https://www.localfutures.org/about/who-we-are/helena-norberg-hodge/ e lo smantellamento dell’intero sistema di commercio globale.

        Questo non è la stessa cosa di bloccare la carne dal Brasile e magari cercare di vendere la carne italiana a tutti i costi in Namibia.

        • Peucezio says:

          Certo, infatti non sarà Salvini a risolvere il problema, d’accordo.
          Ma il protezionismo economico e le guerre dei dazi possono fare solo bene.
          Insomma, i ragazzini che smettono di usare le cannucce perché convinti da Greta sono una goccia in un oceano, ma c’è chi li apprezza, perché si metterebbe in moto una logica virtuosa.
          Ma mi pare che il protezionismo, anche se non risolve tutto, faccia la stessa cosa molto più in larga scala.
          Poi, certo, non basta. Ma di sicuro il liberismo estremo e la globalizzazione che si sono perseguite in questi anni vanno nella direzione più distruttiva in assoluto.

          • Per Peucezio

            “Ma di sicuro il liberismo estremo e la globalizzazione che si sono perseguite in questi anni vanno nella direzione più distruttiva in assoluto.”

            Hai ovviamente ragione.

            Il problema è che abbiamo poco tempo: in questo senso, le discutibilissime sparate tipo, “gli scienziati ci dicono che abbiamo solo 11 anni per salvare il pianeta” sono comunque importanti, perché ci riportano alla realtà.

            In pochissimo tempo, non si cambiano le identità profonde delle persone, che restano la cosa più importante che hanno: io sono musulmano-migliore-nazione-mai-suscitata, io sono ebreo-vittima-di-Hitler, io sono italiano e mi mangio le bistecche e mi trombo le tailandesi, io sono di sinistra e mi mangio i fascisti e così via all’infinito.

            Esistono solo due modi per affrontare questo problema.

            Il primo consiste nel dire, “non ci parlo con quello lì finché non mi chiede scusa”.

            Il secondo consiste nel dire, “ho capito, quello è un po’ fissato, ma dobbiamo allearci lo stesso, forse un giorno mi capirà, oppure no”.

            • Peucezio says:

              Sì e no.
              Sono d’accordo in linea di principio.
              Ma il fatto è che se Miguel Martínez si allea con Peucezio, abbiamo due alleati che contano meno di niente (beh, tu qualcosina in più, perché il tuo blog è seguito, ha una sua autorevolezza, sia pure di nicchia).
              E lo stesso vale a maggior ragione per un po’ di adolescenti che si dipingono la faccia di verde.
              Per questo torno a pensare che in quest’ambito ciò che viene dal basso conta pochissimo, ma conta quello che passerà per le testoline più o meno bacate o più o meno sensate dei veri decisori.
              Con ciò, i movimenti d’opinione in Occidente un loro peso ce l’hanno. Ma si muovono in consonanza con tendenze generali (non dico manipolate a tavolino; semplicemente ci sono tendenze che s’impongono a vari livelli, diciamo pure “mode”, anche se parliamo di un tema molto serio).

              Poi bisognerebbe capire cos’altro c’è sotto.
              Cioè se il fatto che nascano movimenti d’opinione e tendenze politiche fortemente ecologiste in quella parte del mondo che ha sempre meno in mano le sorti del pianeta e che inquina meno, oltre a dimostrare che la storia procede per analogia e non per compensazione (chi ha la casa più pulita è logico che sia un maniaco della pulizia), potrebbe essere legato a tendenze regressive e repressive che riguardano i nostri stili di vita.
              Non solo e non tanto sul piano materiale, che è l’unico connesso col problema ambientale.
              Se per esempio si instilla un senso di colpa nell’occidentale medio, che non è quindi un lavoratore sfruttato dai datori di lavoro e vessato dal fisco e dalla burocrazia, ma un bastardo consumista inquinatore che sta sprecando le risorse del pianeta, è molto più facile metterlo in una condizione di ricatto morale continuo e di assoggettamento psicologico.

              • Una cosa che mi incuriosisce è come si trascuri l’elemento apocalittico.

                “”Quando avevo tredici anni, udii una voce da Dio, per guidarmi nella mia condotta. E questa Voce arrivò, verso mezzogiorno, d’estate, nell’orto di mio padre; non avevo digiunato il giorno prima”.

                (Giovanna d’Arco)

                Il mito apocalittico è qualcosa di estremamente potente, assopito da tempo ma sempre pronto a risvegliarsi, e ci sono tutti gli elementi – la prossima fine di tutto questo mondo, la grande battaglia in cui ognuno di noi deve scegliere tra assoluti, il fuoco devastatore, strane figure di visionari, la rottura di tutte le consuetudini, le scelte forti, l’eroismo e lo spirito di sacrificio.

                Cose che coinvolgono attivamente solo una minima parte, come sempre, ma suscitano comunque qualcosa in moltissimi.

                Sono cose del tutto insolite nel panorama europeo degli ultimi secoli (americani e musulmani hanno da sempre forti correnti apocalittiche), ma proprio per questo esplode più forte, non avendo alcun concorrente.

      • paniscus says:

        ” per favorire i nostri agricoltori e le nostre produzioni di qualità e non incentivare sistemi economici che sfruttano la mano d’opera”
        ————

        Ah, perché la passata di pomodoro prodotta in certe campagne italiane, invece, è immune da qualsiasi sospetto di sfruttamento della manodopera e da qualsiasi sospetto di bassa qualità?

        https://www.tpi.it/news/caporalato-italia-cirio-mutti-2018080667645/

        https://www.repubblica.it/cronaca/2015/08/18/news/morta_nei_campi_per_due_euro_l_ora_la_mia_paola_merita_giustizia_-121150267/

        https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/06/13/rifiuti-tossici-nei-terreni-dopo-linchiesta-di-fanpage-ce-solo-una-richiesta-da-fare/5252604/

        • Peucezio says:

          Allora perché attraversano mezzo mondo per farsi sfruttare qui?
          Le cose vanno sempre relativizzate.
          Se davvero in Italia e in Occidente si potesse produrre tutto come in Cina e in India non esisterebbero né delocalizzazioni, né problemi di concorrenza con quei sistemi produttivi.

          • paniscus says:

            “Allora perché attraversano mezzo mondo per farsi sfruttare qui?”
            ————

            Eddaje, questa è facile.

            Lo fanno perché vivere da clandestino sfruttato e senza diritti in Italia (o potenzialmente in un altro paese europeo) è sempre meno peggio che vivere da cittadino regolare in posti in cui le condizioni di vita “normali” per la maggior parte della gente sono tali che noi non possiamo nemmeno immaginarcele.

            Se tu avessi 20 anni, nessun’altra risorsa materiale se non un fisico sano e muscoloso, e stessi in un posto dove non c’è assistenza sanitaria pubblica, non c’è acqua corrente nelle case, non c’è quasi più acqua nemmeno nel pozzo o nel fiumiciattolo dove la si andava a prendere fino a qualche anno fa, non c’è nessun controllo sanitario sulle condizioni del suolo e dell’aria, c’è un livello estremo di arbitrio personale e di prepotenze senza nessuna certezza del diritto, non faresti di tutto per andartene altrove?

            E comunque, negli esempi da me riportati, non tutti erano stranieri.

            • Peucezio says:

              Appunto.
              Questo volevo dire.
              Comunque lì vivono ancora peggio e se lavorano, sono molto più sfruttati.

  6. Trovo qui un’analisi abbastanza equilibrata del dibattito attorno a Vandana Shiva:

    https://www.ilpost.it/2014/09/22/vandana-shiva-new-yorker/

    E’ una questione di punti di vista, nel senso che Specter sostiene che l’insieme di OGM e chimica sono la speranza del mondo; Vandana Shiva che OGM e chimica sono, in India, un monopolio della Monsanto e che hanno devastanti effetti sociali.

    Ovviamente si possono addurre molti dati a sostegno di ciascuna tesi.

  7. MOI says:

    Parola d’ Ordine dell’ Industria AgroAlimentare è “Distruggere Produzione per Mantenere Prezzi Alti” … perciò il Malthusianesimo poteva aver un senso secoli fa quando fu enunciato MA OGGIDI’ è una Cagata Pazzesca !

    • MOI says:

      O meglio : conviene al Kapitale dare a intendere agli Utili Idioti EcoApocalititci che il Settore AgroAlimentare abbia gli stessi mezzi del Sette/PrimoOttocento !

  8. MOI says:

    ApocaliTTici

  9. PinoMamet says:

    A semi-proposito di adolescenti:
    ieri moltissime classi aderiscono quasi in massa alla manifestazione “di Greta”.

    In una classe seconda, l’unico che si presenta è un educatissimo ragazzone indiano sikh. Inizio a parlare del più e del meno, per conoscerlo, visto che per me è una classe nuova.

    Salta fuori, uno: lui con gli amici sarebbe anche andato alla manifestazione, ma il padre ha voluto mandarlo a scuola lo stesso, perché la scuola è la scuola e non ci sono scuse.

    Due: suo padre è uno dei pochi sikh che si è premurato all’anagrafe italiana di far scrivere il proprio cognome (che i sikh hanno) come cognome, e non di metterci Singh (che è un secondo nome), quindi ora il ragazzo ha nome, secondo nome (Singh) e cognome (che tra l’altro suona molto italiano), con conseguente minor problema di omonimia (che per tutti gli altri sikh occidentali, tra singh e kaur, è molto sentito).

    Tre: parliamo della sua religione, e salta fuori che il padre lo ha invitato a provarle tutte; il padre stesso è diventato induista dopo aver provato il buddhismo, il figlio ha finito per farsi battezzare (ma trova il Cristianesimo molto strano…) e sua madre… è ebrea! Ebrea indiana. L’ho invitato in sinagoga per capodanno ebraico.

    • Per PinoMamet

      ” L’ho invitato in sinagoga per capodanno ebraico.”

      Fantastico!

    • Peucezio says:

      Bello.

      Ma non ho capito: è sikh o cristiano? E il padre è sikh o induista?

      • PinoMamet says:

        Il padre è un signore punjabi di fede prima sikh, poi buddhista poi induista;
        il figlio è diventato attualmente cristiano, pur con molti dubbi, ma ha passato la sua infanzia seguendo un po’ gli usi sikh e un po’ quelli ebraici.

        Lo definirei… un essere umano, e una situazione religiosa vieppiù crescente!

  10. MOI says:

    ** Finalmente , torna un po’ sulla scena Massimo Cacciari **

    “Se continuiamo ad affrontare i problemi alla Greta siamo fritti”, dice Cacciari
    Per il filosofo le cose dette dalla giovane ambientalista le avevano “già dette fior fior di scienziati” ma forse “non avevano l’eco di questa bambina”. E poi la invita a tornare a scuola: “Non è così che si formano le coscienze critiche”

    https://www.agi.it/politica/cacciari_critica_greta_thunberg-6254306/news/2019-09-27/

    ——————————————-

    • Z. says:

      Non mi ero accorto che fosse uscito di scena…

    • Per Moi

      ““Non è così che si formano le coscienze critiche””

      Si resta fulminati dalla stupidità delle persone intelligenti.

      Cacciari inizia dicendo che è d’accordo con GT, che secondo lui dice la stessa cosa che sostengono “fior di scienziati”.

      Per tagliare con l’accetta, avremmo sì e no due anni davanti per invertire l’intero percorso della civiltà sul pianeta, altrimenti siamo del gatto (più o meno).

      Bene, lui cosa propone?

      “Seminari nelle scuole con gli scienziati per discutere…”

      Una bellissima idea, che sicuramente piacerà a diverse centinaia di studenti in tutta Italia, i quali con il tempo potranno appassionarsi davvero a queste cose, magari diventando biologi o studiando agraria.

      Cacciari dice, le coscienze critiche nascono “lentamente, faticosamente, con la formazione”, e ha ragione.

      Aggiungerei che le coscienze critiche sono anche una grande rarità, nonostante un secolo e mezzo di scuola pubblica in Italia. Avere una “coscienza critica” è una scelta, una curiosità, è legata alle esperienze che si fanno, significa lottare quotidianamente contro le proprie passioni, non offre particolari vantaggi nella vita e cambia continuamente di forma.

      Se abbiamo davanti due o tre anni per “salvare il mondo”, è più efficace aspettare che tra qualche decina di anni maturi qualche centinaio di coscienze critiche in più in Italia, oppure mobilitare, attraverso le emozioni, milioni di persone costringendo i politici a pararsi?

  11. Peucezio apre un fronte interessante…

    Mettiamo prima le cose in prospettiva – lo fa magnificamente un certo Federico, sul blog Berlicche citato da Oldboy, quando dice di Greta Thunberg, “Anche a me sta sul cazzo. Wow. Fine. Ora parliamo di inquinamento.”

    Bene, parliamo di quell’argomento minore che è la gente che in Italia va ai cortei per il clima.

    La prima caratteristica è che sono italiani.

    Cioè simpatici, contradittori, un po’ piagnucolosi e vittimisti, facili a schierarsi in base a sentimenti identitari (“il mio bisnonno non prese la tessera del Fascio, e quindi io combatto Salvini!”) e a cercare qualcun altro da accusare (senza particolare aggressività, c’è da dire).

    Sono tanti, tantissimi, e quindi poco impegnati, con molto altro per la testa (tipo, trovare il ragazzo/ragazza, scambiarsi insulti e cuoricini sui social).

    Sono pochissimo “militanti”: il corteo, almeno a Firenze, è stata di una disorganizzazione pazzesca, è già tanto che ci fosse qualcuno andato in Questura a chiedere i permessi – altro che la mega-organizzazione delle ONG di cui fantasticano i “negatori”.

    Insomma, è esattamente quello che ci voleva: un movimento che in Italia, è profondamente italiano.

  12. I “negatori” fantasticano di un movimento con agenti dei Poteri Forti che tirano le fila… in Italia, che è l’unico paese che conosco, non c’è nessuno che tira le fila; e il risvolto negativo è che non si sa bene dove andare a parare.

    D’altra parte, non si può chiedere a centinaia di migliaia di liceali di trovare la soluzione al problema principale del mondo.

    • Oldboy says:

      Miguel

      1) “Negatore” è un’etichetta denigratoria che serve a bollare i pochi che non abboccano all’amo della propaganda.
      Se vogliamo dialogare, smettiamo una buona volta di usarla.

      2) Chi ha mai parlato di “Poteri Forti che tirano le fila in Italia”?…
      Quando mai?

      L’Italia è una provincia periferica dell’Impero, e si limita a seguire le direttive.
      Così come dopo l’11 settembre con la “Guerra a Terrore”.

      • PinoMamet says:

        Le direttive di chi?

        • Oldboy says:

          Pino Mamet

          L’Italia è un paese a sovranità limitata (o forse azzerata, ma voglio essere ottimista).
          Se vogliamo discutere anche di questo…

          Nessun paese con basi e installazioni militari di una potenza straniera sul proprio territorio può definirsi sovrano e indipendente.

          Ma non è solo una questione militare, certo: il guinzaglio è fatto di tante altre cose.
          Di sudditanza culturale, economica, ecc.

          Nessuno è più schiavo di chi si illude di essere libero.

          • Per Oldboy

            “Nessun paese con basi e installazioni militari di una potenza straniera sul proprio territorio può definirsi sovrano e indipendente.”

            Nell’immenso lavoro di scavo per capire con chi ce l’hai… qui dai un indizio preciso: il governo degli Stati d’America, o comunque il suo apparato militare?

            • Oldboy says:

              Miguel

              Sei molto bravo con l’italiano, hai un ottimo stile di scrittura… perché proprio con me scegli sempre le parole sbagliate? 🙂

              Non è questione di “avercela” con questo o quello. Non parliamo di umori e rancori.

              Si dialoga pacatamente, o almeno ci si prova.
              E quello che intendo dire cerco di scriverlo in un italiano comprensibile. Non occorrono “lavori di scavo”.

              Giudica quello che scrivo, senza… dietrologie che alla lunga possono anche diventare un po’ offensive.

              • Per Oldboy

                “Giudica quello che scrivo, senza… dietrologie che alla lunga possono anche diventare un po’ offensive.”

                provo a giudicare quello che scrivi, non trovandomi dentro il tuo cervello, e a rischio di fare errori.

                Tu dici, “il sistema ha creato la bufala del riscaldamento globale, prova a inculcarcelo in testa, stanno cercando di manipolarci”.

                Bene, io accetto due punti:

                1) che se ne parla molto, anche se da poco tempo

                2) che molte affermazioni fatte con sicurezza (“abbiamo 11 anni per salvare il pianeta!”) sono approssimazioni, semplificazioni estreme, scientificamente molto discutibili: in questo senso, rivendico anch’io il termine “scettico”. L’unica cosa di cui sono certo è che il treno su cui stiamo sta accelerando e che in un luogo che non sappiamo, i binari finiscono in un precipizio. Ma esattamente come e dove e quando, io non mi azzardo di dire nulla.

                Siccome non mi interessa fare le pulci a persone che comunque ci dicono una cosa che io ritengo sostanzialmente giusta, pretendo di sapere dal mio interlocutore, cosa ne pensa lui:

                – che quadro ha del nostro prossimo futuro? Condivide la mia metafora del treno, oppure pensa che stiamo andando incontro a uno splendido futuro nanotecnologico-OGM-transumano, in grado di far vivere nell’abbondanza un’umanità infinita, e che gli ecologisti stiano cercando di impedirci di arrivarci?

                – i poteri che stanno cercando di convincerci che siamo nei guai sono gli stessi che controllano il petrolio/plastica/sistema economico, il principale indiziato dei nostri guai?

                – quale potrebbe essere l’obiettivo di chi ci mette in guardia dal petrolio/sistema economico?

                Non ci sono “dietrologie”, è che non riesco a discutere con una persona che sfugge a domande di questo tipo, e si offende pure se dopo avergliele poste dieci volte, provo a ipotizzarle.

        • PinoMamet says:

          Ma io non ho discusso di questo, ho chiesto di chi sono le direttive.

          • Oldboy says:

            Pino Mamet

            Ah, vuoi nomi cognomi e codici fiscali?…

            Per rispondere alla tua domanda bisognerebbe essere partecipe, o complice, di certe operazioni.
            E sono felice di non esserlo, davvero.

            E’ come chiedermi chi ha progettato la “Guerra al Terrore”.
            O chi ha voluto il finto (ripeto: finto) Incidente del golfo del Tonchino, che è servito agli USA per attaccare il Vietnam del Nord, senza formale dichiarazione di guerra.
            (https://it.wikipedia.org/wiki/Incidente_del_golfo_del_Tonchino)

            Quella finzione venne raccontata da tutti i media come una realtà, che giustificava l’attacco al Vietnam.
            Anche allora qualche “complottista” avrà domandato: ma non è che ci stanno prendendo per il didietro, per caso?

            Oggi nessuno dubita più: sì, quel tizio aveva ragione.

            E potrei fare molti altri esempi.
            Chi si fida è bravo.

          • PinoMamet says:

            “Ah, vuoi nomi cognomi e codici fiscali?…”

            Non sarebbe male.

            Non hai appena detto che tu non hai mai parlato di misteriosi “Poteri Forti che tirano le fila”?

            La storia dell’incidente del Tonchino (ma ti do una dritta: puoi risalire fino a Tucidide e alla guerra del Peloponneso) è molto interessante, ma non risponde alla domanda.

            • Oldboy says:

              Pino Mamet

              ‘Non hai appena detto che tu non hai mai parlato di misteriosi “Poteri Forti che tirano le fila”?’

              No, ho appena detto che certe cose non si decidono in Italia.
              Perché l’Italia non conta quasi nulla ed è un paese a sovranità – molto – limitata.

              L’incidente del Tonchino era solo uno dei millanta esempi che potrei fare: grazie ma non credo di aver bisogno di molte “dritte” sul tema. 🙂

              Il punto era che il sistema utilizza oggi come ieri come metodo d’azione il continuo depistaggio e la martellante propaganda.
              Quindi fidarsi è in linea di principio un errore.

            • PinoMamet says:

              Guarda, senza nessuna polemica, ti ripeto quello che ho già scritto nei commenti a un altro post.

              Non troverei nulla di strano nel fatto che qualcuno possa avere il suo utile nell’appoggiare il “fenomeno Greta”.

              Però, chi? Dire “Dietro Greta c’è qualcuno !” non ha nessun senso e nessuna utilità.

              Che invece il sistema capitalistico nel suo insieme stia appoggiando l’ambientalismo mi sembra abbastanza falso.

              Prima di tutto, il capitalismo non è un unico cervello o un’unica persona, con un unico piano cosciente e deciso.

              Inoltre, mi pare che in realtà molte persone potenti stiano opponendosi, e con un certo vigore, alle posizioni ambientaliste e alla teoria del riscaldamento globale.

              Trump per primo: certamente è un rappresentante della destra capitalista, e fa di tutto per squalificare la teoria del riscaldamento globale.

              Che Trump sia stato fatto eleggere, non si sa da chi, per squalificare con la sua palese idiozia quelli che si oppongono alla teoria del Global Warming, e che questo sia stato fatto perché alcune persone non precisate si appoggiano al Global Warming per loro scopi come quello di impoverire il resto del mondo…

              mi sembra un ragionamento un po’ troppo contorto, pieno di punti deboli e di fasi indimostrabili per essere preso in considerazione.

              • Oldboy says:

                Pino Mamet

                Mi pare impossibile non vedere l’evidente organizzazione internazionale di questo fenomeno.
                E l’appoggio entusiastico che ha avuto da parte di tutti i poteri possibili e immaginabili.

                Tranne il cattivone Trump, d’accordo, ma per il resto la faccenda è stata sponsorizzata dall’UE, dai governi, dalle strapotenti istituzioni finanziarie, ecc.

                Tu pensi che chiunque noi possa parlare all’ONU, purché abbia cose interessanti da dire?… 🙂

                Direi che occorrono mezzi finanziari ed entrature politche un pò al di sopra delle nostre possibiltà.
                (O almeno delle mie, non posso parlare per te!…)

      • Per Oldboy

        “Se vogliamo dialogare, smettiamo una buona volta di usarla.”

        Io sono disponibile, a patto che tu mi dia un termine diverso da “scettico”.

        Tu non sei una persona che ha dei dubbi: al contrario, sei una persona convinta di un preciso progetto, che però non definisci in modo chiaro.

        Questo rende estremamente difficile parlare con te, nonostante tutti i miei sforzi.

        • Oldboy says:

          Miguel

          “Scettico” è sinonimo di incredulo, sospettoso, sfiduciato, diffidente e pessimista.
          (https://sapere.virgilio.it/parole/sinonimi-e-contrari/scettico)

          Nessuna di queste parole ti piace?

          “Incredulo” vuol dire:
          “Non disposto a credere, che esita o si rifiuta a credere, per carattere e per atteggiamento abituale, oppure occasionalmente in relazione a fatti particolari.”
          (http://www.treccani.it/vocabolario/incredulo/)

          Ma c’è anche un secondo significato:
          “Che è privo, volontariamente o involontariamente, della fede religiosa, che non la conosce cioè o la rifiuta.”

          E anche quest’ultimo significato calza, perché siamo in molti a non credere nella neo-religione del Cambiamento Climatico Causato dagli Umani.

          • Per Oldboy

            ““Scettico” è sinonimo di incredulo, sospettoso, sfiduciato, diffidente e pessimista.”

            Poniamo che ci sia una persona convinta che il M5S sia un serio pericolo per l’Italia e che occorre combatterlo a tutti i costi.

            Non è la stessa cosa che essere “incredulo, sospettoso, sfiduciato, diffidente e pessimista” nei confronti delle teorie sul reddito di cittadinanza; e ancora meno di “mancare di fede religiosa nelle idee del M5S”.

            Il termine giusto è “anti-cinquestellista” o qualcosa del genere.

            • Oldboy says:

              Non sono “disposto a credere” nella neo-religione del Cambiamento Climatico Causato dagli Umani.

              Per “carattere e per atteggiamento abituale”, ma soprattutto in relazione ai fatti particolari che abbiamo sotto gli occhi.
              (http://www.treccani.it/vocabolario/incredulo/)

              Quindi corrispondo perfettamente alle definizioni che riportavo sopra: scettico, incredulo, sospettoso, sfiduciato, diffidente e pessimista.

  13. Oldboy says:

    Peucezio

    “E’ chiaro che Greta non è un fenomeno spontaneo: non sarebbe arrivata all’ONU.
    Lei ci crede, ma si è scelto di darle un’enorme visibilità.”

    Su questo non ci può essere dubbio.
    Chi crede che si tratti di un movimento genuino e spontaneo può davvero credere a qualsiasi cosa.

    Ma sono vecchi trucchi, in fondo:
    “I soldati di Saddam hanno tolto i neonati dalle incubatrici!”
    (https://www.youtube.com/watch?v=LmfVs3WaE9Y&t=88s)

    Era l’ottobre del 1990, e anche allora una ragazzina pianse di fronte a milioni di persone.
    Oggi sappiamo che era solo propaganda bellica.
    Ma allora i media non si posero il minimo dubbio, ovviamente.

    Quella propaganda ignobile giustificò la prima guerra del Golfo, e dieci anni di embargo sanguinoso.

    Ma se qualcuno avesse dubitato, sarebbe stato bollato come persona “insensibile” e magari “complottista”.
    Perché è difficile criticare una ragazzina, oltretutto fragile psicologicamente.
    (Il ricatto morale funziona sempre…)

    Il punto è che la macchina propagandistica è sempre la stessa: non si è convertita al bene dell’umanità.
    Ha solo un nuovo copione.

    • PinoMamet says:

      Beh, no, dai… Ricordo benissimo che tantissimi dubitarono della propaganda anti
      i-Saddam; non se la bevve quasi nessuno, direi.
      La guerra la fecero lo stesso perché gli USA la vollero fare, e quasi tutti gli altri si accordarono per non restare esclusi dalle ricostruzioni e dalla gestione dell’Iraq de-saddamato.
      Sì parlava in effetti di petrolio, mica di carote, direbbero i miei allievi.

      • Oldboy says:

        Pino Mamet

        La falsa testimonianza venne creduta in tutte le sedi ufficiali.
        A partire dal Congresso degli USA, al cui cospetto la ragazzina parlò (e pianse).
        (https://en.wikipedia.org/wiki/Nayirah_testimony)

        E i media di tutto il mondo si accodarono.
        Certo qualche “insensibile”, qualche “complottista” dubitò.
        Ma chi può dare retta a simili individui?… 🙂

        Solo dopo la guerra venne il colpo di scena.
        La giovane Nayirah aveva raccontato di essere un’infermiera, e invece era… la figlia dell’ambasciatore del Kuwait negli USA!…

        Ci sarebbe quasi da sorridere, se uno non sapesse che cosa giustificò quella ignobile propaganda bellica.

      • PinoMamet says:

        Le istituzioni USA credettero alla loro stessa versione, non ho dubbi.
        Sono abbastanza grandicello per ricordarmi che nessun altro lo fece, e non solo qualche complottista.

        • Oldboy says:

          Pino Mamet

          “Nessun altro” chi?
          Se ti riferisci ai media americani è vero che qualcuno di loro indagò sulla questione, ma solo dopo la guerra: a massacro avvenuto.

          I media dei paesi soggetti agli USA (quorum Italia) non sollevarono dubbi di sorta, come al solito.
          I governi idem.

          Se ti rifersci alle popolazioni, forse erano meno credulone di oggi (ci vuole poco).
          Ma non di molto.

        • Z. says:

          Secondo me state parlando di due guerre diverse. Oldboy parla del 1991 e Pino del 2003.

          • Peucezio says:

            Che c’entra: la storia delle incubatrici è del ’91, non del 2003, ricordo benissimo anch’io.
            Quello del 2003 fu un attacco senza nessuna giustificazione seria (alla storia delle armi di distruzione di massa ci si credette ancora molto meno che alla storia delle incubatrici: nessuno l’ha mai presa sul serio), anche perché nel ’91 ci fu comunque un’aggressione a uno stato sovrano (il che ovviamente non giustifica gli USA), nel 2003 un cavolo di niente, se non l’arroganza infinita degli americani.

            • Z. says:

              Pino parlava del dopo-Saddam, quindi immagino della guerra del 2003.

              Ricordo anch’io Powell alle Nazioni Unite, con le “prove inconfutabili” delle armi chimiche di Saddam…

    • Per Oldboy

      “Il punto è che la macchina propagandistica è sempre la stessa: non si è convertita al bene dell’umanità.
      Ha solo un nuovo copione.”

      Ecco questa non è un’affermazione da “scettici”.

      Uno scettico dice, “mah, forse il CO2 contribuisce in parte minore… forse abbiamo già passato il momento critico… forse il metano è più pericoloso di quanto si pensi…”

      Tu affermi con certezza che esiste una “macchina propagandistica” con uno scopo ben preciso, che non precisi.

      • Oldboy says:

        Miguel

        Be’, se non siamo d’accordo sull’esistenza della macchina propagandistica allora viviamo in due realtà molto diverse…

        E’ sempre la stessa che ci ha venduto la falsa testimonianza della falsa infermiera kuwaitiana nel 1990, le armi di distruzione di massa di Saddam nel 2003, e potrei andare avanti all’infinito.

        O pensi che chiunque di noi possa andare a parlare all’ONU, purché abbia qualcosa di interessante da dire? 🙂
        Senza avere alle spalle ingentissime risorse finanziarie ed entrature negli ambienti che contano a livello globale?…

        Il sistema ha sempre utilizzato, come metodo d’azione, il continuo depistaggio e la martellante propaganda.
        E non ha certo smesso oggi.

        • Per Oldboy…

          “Il sistema ha sempre utilizzato, come metodo d’azione, il continuo depistaggio e la martellante propaganda.”

          Ma perché è così difficile definire, almeno con un’ipotesi, il “sistema” a cui ti riferisci?

          Modo SBAGLIATO (proprio logicamente) per parlare della guerra del 1991: dire che c’è un’immagine truccata di un’infermiera, dire che è un “trucco del sistema”, senza dire né di che sistema si sta parlando, né delle sue motivazioni.

          Modo GIUSTO (proprio logicamente): presentare una propria ipotesi, suscettibile di modifiche e di sviluppi.

          Presento la mia:

          convergenza di due interessi: controllo della risorso fondamentale dell’intero pianeta, il petrolio; la necessità di ottenere nuovi investimenti per tutto il settore industriale-militare americano, che è il nucleo dell’intero sistema statunitense.

          Poi ci sono interessi che convergono casualmente, ma non decidono: ad esempio, sia l’Iran che Israele che gli sciiti iracheni erano felicissimi se qualcuno colpiva Saddam.

          Le immagini truccate sono un dettaglio: è ovvio che la propaganda si fa con immagini, fanno tutti così, senza eccezione.

          Quindi abbiamo degli INTERESSI FORTI (Stati Uniti, complesso militare-industriale) e MOTIVI FORTI (controllo del petrolio e immensi investimenti in armi e mezzi).

          La mia ipotesi potrebbe essere sbagliata, potrebbe essere troppo semplice, ma almeno la presento.

          Vorrei a questo punto avere una tua ipotesi su quali siano gli INTERESSI FORTI che cercano di manipolarci contro il petrolio e tutti i suoi derivati; e quali siano i MOTIVI FORTI per farlo.

          Non devi avere certezze, non voglio codici fiscali, voglio uno straccio di ragionamento; e che non riguardi qualche interesse secondario (ad esempio, il venditore di pannelli solari o la venditrice di pappe vegane).

          • Oldboy says:

            Miguel

            “Vorrei a questo punto avere una tua ipotesi su quali siano gli INTERESSI FORTI che cercano di manipolarci contro il petrolio e tutti i suoi derivati; e quali siano i MOTIVI FORTI per farlo.”

            Il panico e l’isteria creati dalla propaganda di questi giorni saranno utili per far digerire ai popoli cambiamenti radicali, limitazioni di libertà, leggi e pene prima d’ora inimmaginabili.

            Così come è avvenuto dopo l’11 settembre, ma in una scala forse ancora maggiore.

            Il nuovo Babau, il Global Warming, sarà il nemico perfetto per convincere le masse a stringersi intorno ai loro governi.
            E a silenziare ancora di più le voci dissidenti.

            Il fanatismo e l’intolleranza per le idee diverse è gia fin troppo visibile, nel circo buffonesco degli ultimi giorni.
            Dubitare sarà sempre più difficile.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Il soggetto (gli interessi forti) manca del tutto.
              Lo scopo (i motivi forti) non è per niente definito: cambiamenti radicali, limitazioni di libertà, leggi e pene prima d’ora inimmaginabili, ecc…

  14. mirkhond says:

    Nel 1991 ci furono anche manifestazioni studentesche scolastiche contro la guerra all’Iraq e io partecipai ad una di queste (l’unica manifstazione a cui abbia partecipato).
    Dunque almeno a livello non di potere, non tutti appoggiarono l’intervento del paese a sovranità limitata al seguito degli USA.

    • Z. says:

      All’epoca (1991) l’idea di una nuova guerra internazionale spaventava. Il giorno in cui iniziò l’intervento contro l’Iraq non si parlò d’altro.

    • Oldboy says:

      mirkhond

      Partecipai anch’io…
      (E ricordo che gli studenti erano solo felici di fare un giorno di vacanza non previsto.
      Certe cose non cambiano mai…)

      Però io parlavo della propaganda bellica, che nessun media osava mettere in discussione.
      Poi, certo, alcuni partiti, sindacati e giornali si opponevano alla guerra imminente.

  15. supervice says:

    Comunque gli hamburger di McDonalds sono uguali agli altri hamburger che trovi al supermercato. Sono fatti allo stesso modo, con la stessa carne, con gli stessi processi produttivi.
    Forse sono un po’ meglio quelli che ti vendono a 5 euro l’uno nei panini di chianina.
    E tritarli è anche il miglior modo per rovinare un bel pezzo di carne.
    Comunque, direi di farla finita con i capri espiatori, non se ne pole più!
    Pur rispettando il frame, la situazione non si risolve con una bottiglia di alluminio riempita con una bottiglia di plastica, perché fa figo portarla fuori.
    Non c’è un solo ragazzo che in biblioteca o a giro per Firenze non abbia la bottiglina di plastica da bere.
    Gli avranno detto che nelle fontane e ai rubinetti dei bar c’è il cianuro.

  16. supervice says:

    E basta anche con la vittimizzazione dell’Occidente.
    Gli altri si stanno mettendo in pari alla grande, e se sono arrivati dopo (tutti stanno imitando l’Occidente in modo spasmodico) avevano a svegliarsi prima.
    Non si è mai visto nella Storia un popolo o un gruppo di popoli che si debba vergognare per aver primeggiato sugli altri, soprattutto in qualcosa che gli altri si svenano per avere.

  17. Oldboy says:

    Miguel

    Ma davvero non noti una certa analogia fra i fatti dell’ottobre 1990 e quelli di questi giorni?…

    Anche allora c’era una ragazzina fragile, che piangeva davanti a un’augusta assemblea: il Congresso degli USA.
    “I soldati iracheni tolgono i neonati dalle incubatrici!”
    (https://www.youtube.com/watch?v=LmfVs3WaE9Y)

    Anche allora i media ci dissero che era una persona comune: una semplice infermiera, testimone dei fatti.
    Solo dopo la guerra ci dissero che in realtà la giovane era… la figlia dell’ambasciatore del Kuwait negli USA.

    Oggi ci raccontano che la ragazzina svedese è una persona qualunque, che viene da una normale, comune famiglia della media borghesia.

    In realtà viene da una prominente famiglia dello show business.
    E – colpo di scena – è parente del premio Nobel che un secolo fa studiò l’incidenza della CO2 sul clima.
    (https://it.wikipedia.org/wiki/Svante_Arrhenius)

    Tradizioni di famiglia, quindi.
    O davvero pensiamo che la ragazzina sia stata scelta per puro caso, come volto di questa campagna di propaganda?

    • Per Oldboy

      “Ma davvero non noti una certa analogia fra i fatti dell’ottobre 1990 e quelli di questi giorni?…”

      Io noto innnumerevoli analogie tra chiunque cerca di lanciare un’immagine o una proposta: non so che mestiere fai tu, io faccio il traduttore e mi trovo regolarmente a tradurre roba che cerca di “comunicare”.

      Tutti raccontano una “storia” e ci mettono una “immagine”.

      Gli interessi/motivi sono chiari: la ditta Rossi Mario vuole vendere i suoi gadget sul mercato estero. chiamano me per tradurre le didascalie in inglese.

      Quello che ti chiedo è di darmi un’idea di chi possa essere il Rossi Mario, che gadget vuole vendere e su quale mercato?

    • Per Oldboy

      “E – colpo di scena – è parente del premio Nobel che un secolo fa studiò l’incidenza della CO2 sul clima.
      (https://it.wikipedia.org/wiki/Svante_Arrhenius)”

      Questo è fantastico! Sull’articolo di Wikipedia, non vedo un riferimento a questa parentela, hai per caso la fonte? A prescindere dalle nostre polemiche, mi interessa tantissimo per motivi personali.

      • Oldboy says:

        Miguel

        Ci sono diverse fonti in rete, e la parentela è ammessa anche da Wikipedia.
        Questa è la pagina di Olof Thunberg, nonno della profetessa: https://en.wikipedia.org/wiki/Olof_Thunberg

        “He is a distant relative to Svante Arrhenius, who received the Nobel Prize in Chemistry in 1903.”

        Per inciso, il nonno in questione è abbastanza famoso da avere una sua pagina di Wikipedia.
        Una “famiglia qualunque, della media borghesia”?… 🙂

        • Per Oldboy

          “Ci sono diverse fonti in rete, e la parentela è ammessa anche da Wikipedia.”

          Ho controllato adesso, con una telefonata a un amico discendente di Arrhenius, confermo!

          E in famiglia hanno anche un altro Premio Nobel…

      • PinoMamet says:

        Ammetto che questa cosa stupisce anche me.
        Idem per la Rackete, che avrà avuto le sue ragioni (ma anche i suoi torti) ma lo stesso non si capisce perché, di mille pacifisti coi rasta, dovesse essere lei la capitana.

        Cioè, Peppino Sciosciammocca, 15 enne, si siede da solo in piazza per protestare contro l’inquinamento.
        Nessuno lo caga, Peppino dopo un po’ torna a scuola.

        Greta Thunberg fa la stessa cosa… nasce un movimento che mobilita le masse.

        Qual è il passaggio intermedio, e quando esattamente ce lo siamo persi, è la cosa che mi interessa.

        E badate bene, avere la curiosità su questo passaggio (che reputo molto istruttivo) non significa unirsi al coro di quelli che la accusano di essere brutta, antipatica, manovrata, malata ecc.

        Significa tentare di capire perché, tra milioni di adolescenti che amano la natura, abbia avuto questa notorietà proprio una ragazzina, svedese.

        E oso formulare l’ipotesi che il fatto che si tratti di una ragazzina, femmina, e svedese, non sia ininfluente.

        • Per Pino Mamet

          “Qual è il passaggio intermedio, e quando esattamente ce lo siamo persi, è la cosa che mi interessa.”

          E’ un tema affascinante.

          C’è un precedente storico molto calzante.

          Giovanna d’Arco, che era una persona altrettanto strana, che non rientrava in nessuno stereotipo, che da una parte ha fatto cose straordinarie, dall’altra è stata sicuramente manipolata e sfruttata in mille modi, e che aveva come sodale Gilles de Rais, discepolo del mago fiorentino Francesco Prelati, che lo indusse ad ammazzare centinaia di bambini.

          • Per Pino Mamet

            “Qual è il passaggio intermedio, e quando esattamente ce lo siamo persi, è la cosa che mi interessa.”

            tornando su questo punto assolutamente cruciale… sicuramente oggi non poteva essere un maschio grintoso, questo è vero.

            Quello ce l’hanno solo i kurdi 🙂

            • PinoMamet says:

              Ma manco loro… le foto degli amici dei kurdi, su Facebook, sono pieni di giovani femmine grintose, in mimetica e fazzolettone colorato.

              Han tutti copiato, mi sa, dall’esercito israeliano e dalla sua campagna mediatica di modelle in divisa
              (che ho sempre trovato leggermente inquietante).

              • Moi says:

                Resta da capire quanto Israele abbia fatto “di suo” e quanto possa essersi ispirato agli USA … c’avete presente Bettie Page “e le Altre”, quella specie di “ProtoFemminismo” MA che piace ai Maschietti 😉 ?

                Donne forti, ma procaci e ammiccanti, lontanissime anzi antitetiche all’ avvocata di NY Vestale di Political Correctness, smunta, algida con abiti dismessi e scialbi … Ecco !

              • Per Pino Mamet

                “le foto degli amici dei kurdi, su Facebook, sono pieni di giovani femmine grintose, in mimetica e fazzolettone colorato.”

                E’ vero… però Apo il Kapo ha sempre il baffone da turcone… scusate, da kurdone!

              • PinoMamet says:

                😀

                da italiano, il baffone mi rassicura di più della donna in divisa…
                lo trovo più umano.

                Poi, in realtà le donne in divisa sono nella maggior parte dei casi donne, che di lavoro fanno il militare;
                e non fredde sadiche senza sentimenti in competizione con i maschi su chi ammazza più innocenti.
                Ma credo ci sia qualcuna anche di queste…
                (vedasi Abu Ghraib).

                Quello che trovo infastidente nella propaganda israeliana (che mi arriva a quintali) è proprio questo: fanno passare l’idea che nel loro esercito ci sia una specie di competizione tra sessi su chi è più “macho”, che le donne, ovviamente, vincono.

                Naturalmente la realtà è diversissima (i ragazzi maschi sono ragazzi maschi, le ragazze femmine sono ragazze femmine, e la maggior parte dei soldati di entrambi i sessi si limita a svolgere più o meno svogliatamente la sua naja)

                ma colpisce che venga calcato sempre questo aspetto.

                Credo che più che gli USA c’entrino certe idee socialiste.

        • Per Pino Mamet

          “E oso formulare l’ipotesi che il fatto che si tratti di una ragazzina, femmina, e svedese, non sia ininfluente.”

          Sì e no.

          “Ragazzina” vuol dire “piccola vittima da coccolare”, e lei non lo è.

          “Femmina” vuol dire, un po’ vittima, un po’ figura seducente, e di nuovo non ci siamo.

          “Svedese” fa un po’ “moderno”, ma non fa “lesbica negra perseguitata dall’Isis e da Salvini”.

          Io torno sempre alla figura delle sante.

          Che già nel Dugento erano donne strane, spesso antipatiche, con non avevano fatto nulla di particolare nella vita, che non avevano potere, ma la gente le adorava.

          • PinoMamet says:

            Ma no, ti dirò:

            secondo me “ragazzina” vuol dire, attualmente, “persona che vuol far valere i suoi diritti e non crede ai vecchi stereotipi di genere”- rompicazzo, tradotto in italiano, “winner” tradotto in anglobale;

            “femmina” vuol dire non maschio, e quindi persona che ha ragione;

            e “svedese” vuol dire che se fosse stata italiana, spagnola, o greca, nessuno l’avrebbe presa sul serio, perché i mediterranei non vengono presi sul serio come bianchi, e non ha punti vittima come i negri.
            Invece, gli svedesi, si sa.

            • PinoMamet says:

              Non hanno* (i mediterranei)

            • Moi says:

              Concordo assolutamente con Pino nell’ Analisi dell’ Immaginario “per etichette” su Greta !

            • Per Pino Mamet

              “Ma no, ti dirò:”

              Ovviamente, hai ragione: come sempre, nella nascita di un mito, tutti gli elementi che chiunque ci possa trovare sono “veri”.

              Sta proprio li la forza di un mito: colpisce te per il motivo x e me per il motivo y.

              Però quello di Greta Th. è un mito che ha anche elementi molto diversi da tutti quelli che conosciamo.

              Noi diciamo “Greta”, come se fosse una nostra amica: ma non lo è – la cosa che davvero mi piace in lei è quando dicono “sembra un robot”, “non sorride mai”… in un sistema interamente basato sulla seduzione, sull’essere “amici del cliente”, sul raccattare voti, parla con una freddezza che fa paura (e con un inglese bellissimo, aulico e antico), non ammicca con gli occhiettini, non seduce, non pretende-perchè-soffre: quando ho sentito il discorso strappalacrime dove dice, “mi avete rubato il futuro”, io non ci ho percepito nulla di vittimistico.

              Dichiara di essere autistica, ma gli autistici non sono vittime, sono un’altra cosa: come dice lei stessa, sono persone che ragionano in maniera molto fredda.

            • Peucezio says:

              Mah, forse è successa una cosa del genere: lei è una molto determinata e vive il problema con coinvolgimento e serietà.
              In questo momento il sistema mediatico voleva un’icona dell’ecologia (diciamo quantomeno che c’erano una serie di condizioni per cui s’imponesse) e lei si è prestata, anche se non corrisponde a certi canoni.
              Ma c’è il fatto che so pochissimo dell’immaginario dei popoli nordici.
              Se fosse stato per gli italiani non l’avrebbero mai lanciata. Gli adolescenti manifestano per il clima: come sia l’icona gli è indifferente. Poi ci sono quelli di sinistra, che non possono essere critici verso l’ecologia (anche se nelle scelte reali se ne fottono). Agli altri, praticamente in blocco, sta sulle palle, perché è brutta (che è imperdonabile in sé, figuriamoci per una svedese, che dev’essere un figone biondo di un metro e ottanta) e antipatica.
              Ma è possibilissimo che in Germania, Olanda, Svezia appunto, ecc. davvero ci siano altri canoni. Un mio parente acquisito tedesco, per dire, mi diceva che in Germania non si usa, fra maschi, commentare la bellezza di una ragazza che passa, come facciamo noi italiani (e lui lo faceva ossessivamente: la sua era una presa di distanza da suo popolo: lui si sentiva italiano; rompeva il cazzo ogni volta che si doveva scegliere un bar per fare un aperitivo, perché se non c’erano fighe lo deprimeva, mentre per me l’unica cosa importante era che fosse tranquillo, gradevole e ci fosse qualcosa di buono da bere e da stuzzicare.

              • mirkhond says:

                Il tuo parente in questione è di parziale origine italiana?
                Viene dalle aree di tradizione cattolica come la Renania o la Baviera?

              • Peucezio says:

                Tedesco autentico di origine renana, di famiglia cattolica.
                Niente origini italiane.

              • PinoMamet says:

                Un tedesco di buon gusto! 🙂

                Italiano onorario, subito, se non altro per la simpatia verso di noi
                (che poi, per mia esperienza, moltissimi tedeschi condividono, anche se in modo meno esagerato).

              • mirkhond says:

                I Tedeschi hanno dato tra i più grandi studiosi dell’antica Roma.
                Anni fa vidi un documentario di reenactors tedeschi proprio su Roma antica, ed uno degli attori disse che i veri Romani antichi erano loro, i Tedeschi! 🙂

            • PinoMamet says:

              Spinto da un commento di Miguel, ho letto qualcosina su Giovanna d’Arco, che ho sempre evitato perché la consideravo una mezza matta.

              Ora invece la considero una matta intera, e una grande rompicazzo.

              Credo che se fossi stato soldato all’epoca, in Francia, anche nel “suo” schieramento, sarei immediatamente passato dalla parte degli inglesi!!

              • mirkhond says:

                E forse avremmo avuto una diversa storia inglese ed europea.
                Secondo Cardini un’Inghilterra su entrambe le sponde della Manica sarebbe stata la più forte potenza europea e forse, avrebbe potuto salvare Costantinopoli e ciò che restava della Romània bizantina dalla morsa ottomana.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Oddio, i papi del tempo erano scusati quando credevano alle promesse di crociata dei sovrani inglesi (e a concedere le riscossioni speciali delle decime), ma oggi non dovremmo essere più così ingenui.

              • PinoMamet says:

                I miei tentativi mentali di riscrittura della Storia raramente si spingono ai macro-avvenimenti, ma sono sempre stato curioso di quelli personali;

                mi chiedo, per esempio, come mi sarei comportato da magistrato romano, a giudicare i primi cristiani…

                su Giovanna D’Arco, se faccio poca fatica a capire i sospetti di eresia (ingiustificati, ma l’epoca era feconda di veggenti dei più vari orientamenti), fatico molto invece a vedere un motivo religioso per considerarla santa.

                Una visionaria in buona fede, piuttosto.

  18. Moi says:

    @ MIGUEL

    Può darsi che Greta rievochi un immaginario di “Sante Sbalinate” 😉 , tipo Jeanne D’ Arc o Caterina da Siena … ma senz’altro è secondario rispetto all’ immaginario primario, appunto, di cui parla Pino.

  19. Moi says:

    https://www.esquire.com/it/cultura/arte-design/a29246134/ikea-30-anni-ambiente/

    Greta e … l’ IKEA , spunto di riflessione IMHO interessante.

  20. Moi says:

    “femmina” vuol dire non maschio, e quindi persona che ha ragione;

    [cit.]

    ——–

    E, se avete presente la “didattica fast food” fatta di “slàid” un tanto al kilo … è sempre la “Lei” che fa le cose diligentemente e a modo, mentre il “Lui” è sempre un simpatico bazurlone 😉 !

  21. habsburgicus says:

    @Oldboy
    L’Italia è un paese a sovranità limitata (o forse azzerata, ma voglio essere ottimista).
    Se vogliamo discutere anche di questo…

    questo è indiscutibile, e non da oggi….ma oggi in Europa chi è sovrano ? pochissimi, forse nessuno (a parte la Russia che è un mondo a sé)..
    invero il mondo britannico ha una sua sovranità ancorché forse la questione della sovranità in quel caso sia mal posta….un’unica élite -quella sì veramente SOVRANA – domina tanto Londra quanto la sua ex-colonia al punto che nei fatti vi é uno Stato unico transnazionale (da c.a 1916) in cui però il vertice del potere reale non coincide in chi formalmente lo detiene a Buckingham Palace, sul Potomac e altrove..ma non andiamo fuori tema
    la Francia ha sprazzi di sovranità ma dubito possa dirsi sovrana
    la Germania non è sovrana..
    la Polonia è orgogliosa, ma definirla sovrana é forse troppo
    assodato questo, pochi negheranno che l’Italia non-sovrana della DC e del PSI riuscì spesso a fare politica estera…certo, per cause che oggi non esistono più (la presenza dell’URSS ecc ecc) ma nondimeno la fece
    dunque l’assenza di piana sovranità non implica necessariamente il servilismo divenuto di prammatica dopo il 1992 (specialmente quando la sx é al potere..per carica, la dx sbraita e non fa nulla 😀 però un minimo ci prova, la sx ,manco quello :D)
    a livello mondiale altri Stati sovrani sono rari
    Cina
    Israele
    India
    forse Turchia
    Iran
    bon
    diciamo che, volendo essere di manica larga, gli Stati sovrani saranno oggi 10 su 192
    è la fine del sistema di Vestfalia (24/10/1648)..nulla di drammatico, basta saperlo.

    Nessuno è più schiavo di chi si illude di essere libero.
    verissimo..concordo con te al 100 %
    e ti dirò di più..il sistema attuale, che in mancanza di meglio potremmo definire “post-liberale” nonostante sia sempre più liberticida e pericoloso non viene percepito come tale dai più, in quanto è forte nella propaganda..oggi la gente CREDE di essere libera ! è sempre più schiava, impoverita, umiliata ed abbandonata, ma crede veramente di vivere nel migliore dei mondi possibili ! assurdo, no ? ma è così..non si può fare nulla…conclusione amara cui sono giunto e che mi distingue da molti qui, cui per molte cose sono/ero vicino…Fukuyama, tanto bistrattato, aveva in sostanza ragione seppur in una forma un po’ diversa e meno rozza da come scrisse..la Storia è finita, non c’é alternativa all’attuale sistema (che, ripeto, chiamo post-liberale) ma potete dargli il nome che volete ed è inutile farsi il sangue amaro

  22. Oldboy says:

    Pino Mamet e Miguel

    Perché è stata scelta proprio la ragazzina svedese, come volto di questa colossale operazione di propaganda?

    Alcune risposte le avete scritte già voi qualche ora fa (magari senza volerlo…). Altre due potrebbero facilmente essere queste:

    – la profetessa appartiene a una prominente e ricca famiglia di attori.
    Lo sono i genitori e i nonni.
    Recitare un copione davanti a un pubblico è una cosa normale, per loro.

    Inoltre è una famiglia che ha sempre avuto forti entrature negli ambienti che contano.
    (Due Premi Nobel, amicizie con famosi scrittori e poeti, ecc.)

    – è parente del premio Nobel che fu il primo a studiare gli effetti della CO2 sul clima.
    Tradizione di famiglia, quindi.

    D’altronde quale ragazzino di 15 anni al mondo sarebbe interessato alle emissioni di carbonio?… 🙂
    Non è realistico, andiamo.

    Le poche fonti che parlano di questa parentela ci raccontano che la ragazzina non ne sapeva nulla, prima di dedicarsi alla questione clima.
    Saremo davvero così ingenui da credere anche a questo?…

    Non penseremo che una ragazzina qualunque, che appartiene a una famiglia qualunque, venga accolta e celebrata in quel modo all’ONU?
    E che la lascino parlare in tono minaccioso all’assemblea, senza contraddittorio?

    Queste cose non capitano per caso, e di sicuro non a persone come me e voi.

    • Per Oldboy

      “– è parente del premio Nobel che fu il primo a studiare gli effetti della CO2 sul clima.
      Tradizione di famiglia, quindi.”

      Dunque è la lobby degli attori svedesi e dei parenti di Arrhenius che ha deciso di colpire il petrolio e i suoi derivati?

      Non capisco ancora quale sia la tua ipotesi sugli INTERESSI e sulle MOTIVAZIONI.

    • Mauricius Tarvisii says:

      “D’altronde quale ragazzino di 15 anni al mondo sarebbe interessato alle emissioni di carbonio?”

      Ognuno dovrebbe parlare soltanto per sé.
      Comunque, credo che sia un buon indicatore dell’intelligenza del ragazzino.

      • Oldboy says:

        Ma ci credi davvero?… 🙂

        Certo, è stato un puro caso che una quindicenne svedese si sia appassionata alle emissioni di carbonio.
        Senza sapere che un suo parente, un Premio Nobel, è stato il primo scienziato a studiare la questione…

        Credi davvero a una coincidenza così – letteralemente – incredibile?…

        L’ingenuità non è considerata un pregio neanche dal Vangelo.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Io sono cattolico e stranamente i miei genitori lo sono. Sarà un complotto?

        • Per Oldboy

          “Credi davvero a una coincidenza così – letteralemente – incredibile?…”

          Assolutamente no.

          E’ la prima pista concreta che ci offri: la guerra della famiglia di Svante Arrhenius contro il petrolio, la plastica e le banche.

          E poi io sono amico del pro-pro-o-qualcosa nipote di Arrhenius, per cui adesso sai anche il vero motivo per cui non posso dire in pubblico che sono d’accordo con te.

          • E adesso dobbiamo solo capire perché Svante Arrhenius ce l’aveva tanto con il petrolio.

          • Oldboy says:

            Miguel

            ‘“Credi davvero a una coincidenza così – letteralmente – incredibile?…”

            Assolutamente no.’

            Quindi ci stanno raccontando una versione dei fatti che sfiora il ridicolo, e che non corrisponde al vero.

            Per te lo fanno per il nostro bene?
            Buon per te, se lo credi…

            • Per Oldboy

              “Per te lo fanno per il nostro bene?
              Buon per te, se lo credi…”

              Non ne ho idea, ma concordo con te: la famiglia Arrhenius è incredibile.

              Adesso che abbiamo scoperto che loro sono l’INTERESSE FORTE, ci manca solo di capire il MOVENTE.

              • Oldboy says:

                Miguel

                Mettiamo un attimo da parte le spiritosaggini.
                Siamo d’accordo sul fatto che ci hanno raccontato una versione dei fatti che non sta in piedi.

                Ora: di solito queste cose non si fanno a fin di bene.
                Tantomeno per il bene dell’umanità.

                E se non è vera questa parte della storia, sei così fiducioso che siano vere le altre?… 🙂

              • per Oldboy

                “Mettiamo un attimo da parte le spiritosaggini.”

                non sono spiritosaggini.

                Finché tu non mi presenti un’ipotesi a proposito degli INTERESSI FORTI e delle MOTIVAZIONI dietro questa questione, io continuerò a utilizzare tutti i pochissimi indizi che mi dai.

                Non ho capito invece il tuo ragionamento: Greta Thunberg ha avuto in famiglia un lontano parente che si è interessato ai cambiamenti climatici; quindi i cambiamenti climatici non esistono? Quindi l’ambiente non è in pericolo? Quindi dobbiamo continuare con il modello di crescita globale?

                Non ci arrivo, scusami.

  23. Oldboy says:

    A proposito di tradizioni di famiglia…

    Anche Olof Thunberg, il nonno della profetessa svedese, è un famoso attore e regista.
    E’ diventato famoso con un programma radiofonico, “The Man in Black”, in cui raccontava storie dell’orrore “con la sua profonda voce, accompagnato da effetti sonori”.
    (https://en.wikipedia.org/wiki/Olof_Thunberg)

    Insomma è una tradizione di famiglia anche diffondere paura fra il pubblico, raccontando storie del’orrore… 🙂
    “Dovete avere paura”, ci ordina infatti la profetessa della nuova religione.

    Stavolta, però, una parte del pubblico si spaventa per davvero.
    La nipote ha superato il nonno.

  24. Moi says:

    @MIGUEL

    C’ è un’ enorme differenza in ogni caso fra Greta Thunberg e Jeanne D’ Arc o Caterina da Siena … la Svedesina (che effettivamente ribalta lo stereotipo precedente sulle Donne Svedesi, nevvero Habs ?) è priva di emozioni, le altre due suddette, invece, “sbroccavano” facile !

  25. Moi says:

    https://www.youtube.com/watch?v=WdSmnlVC_yk

    un Collega AmeriKano del Nonno di Greta 😉 per Extinction Rebellion, con musichina strappalacrime in sottofondo … altro che Quattro Fattoni FuoriSede (e non solo di Sede ! 😉 …) che si autosostentano con il Party MultiEtniKo al Centro Sociale OKKupato !

  26. Dimenticavo di segnalare la presenza al corteo di un giovane (25, 30 anni) dall’aria vagamente delinquenziale e tatuato, che distribuiva un opuscolo patinato intitolato “Greta Thunberg: la paladina del clima”, con la scritta “Rivista gratuita edizione speciale #Fridaysforfuture”.

    La prima parte consiste in immagini e articoli riguardanti l’incontro tra GT e il Papa; la seconda è un lungo estratto da un libro del 1911; e infine la pubblicità di quella che sembra una ditta di prodotti naturali, “ricette totalmente vegetali e altro”.

    Credo che pochi abbiano colto che si tratta di un sottogruppo degli Avventisti del Settimo Giorno: il brano del 1911 è infatti tratto da The Great Controversy di Ellen White, che profetizzò un’alleanza alla fine dei tempi tra il Papa, i protestanti “deviati” e lo spiritismo per obbligare il mondo a festeggiare la domenica anziché il sabato, con l’aiuto di Satana che avrebbe provocato un gran numero di cataclismi naturali.

    Non capisco bene il ruolo di GT in tutto ciò, ma ho il sospetto che la guardino più o meno con lo stesso spirito “scettico” del nostro Oldboy.

    Qui comunque trovate altro:

    https://www.rawenergetic.it/prodotto/greta-thunberg-clima-_-il-conflitto-imminente-fridaysforfuture/

    • Z. says:

      Molti anni fa lessi un opuscolo che trattava proprio di questo – il settimo giorno identificato con la domenica anziché con il sabato – e della convinzione che il Papa fosse l’Anticristo.

      Ciò in quanto le lettere significative di numeri nella locuzione VICARIVS FILII DEI, sommate tra loro, restituirebbero come risultato 666.

      Non ho provato a fare la somma. Del resto se è religione ci si deve credere per fede (se ci si crede).

  27. Per Moi

    Due interessanti attacchi a Extinction Rebellion… un figlio di minatori furioso perché questo gruppo “reazionario”, che vuole “abbassare il livello di benessere della classe operaia”, viene ammesso a una festa di sinistra:

    https://www.spiked-online.com/2019/07/15/extinction-rebellion-enemies-of-the-working-class/

    E continua dicendo che fu la Thatcher a inventare il “cambiamento climatico”, come scusa per stroncare i minatori…

    Invece quest’altro signore, un ex-poliziotto dell’antiterrorismo, definisce così Extinction Rebellion:

    “Extinction Rebellion, the authors report, is a hard-left “extremist” organization with anti-Semitic associations which costs Britain many millions in policing and economic damage, which is explicitly anti-democratic and whose proposed policies — if ever implemented — would result in a massive reduction in living standards.”

    https://climatechangedispatch.com/extinction-rebellion-dangerous-extremists/

  28. Oldboy says:

    Miguel

    Davvero qualcuno può credere che una quindicenne dedichi la vita a combattere le emissioni di carbonio senza sapere che un suo parente, un Premio Nobel, è stato il primo scienziato a studiare la questione?…

    Una simile coincidenza da film di serie B non è credibile.
    Eppure è questo che ci raccontano.

    Che la futura profetessa non sapeva nulla della tradizione di famiglia, prima di dedicarsi a combattere il nemico dell’umanità: la CO2… 🙂

    Bisogna tenere presente che il padre della ragazzina è stato battezzato “Svante”, proprio in onore dell’illustre parente.
    (https://www.theguardian.com/world/2019/mar/11/greta-thunberg-schoolgirl-climate-change-warrior-some-people-can-let-things-go-i-cant)

    Quindi era un tradizione molto sentita, in famiglia.
    Nulla accade per caso, a certi livelli…

  29. Oldboy says:

    Miguel

    Mettiamo che io veda una persona che sta a testa in giù, e che vuole passare la sua vita così, perché in questo modo “il mondo cambierà in meglio”.
    E dice che tutti dovrebbero farlo, specie i giovani (perché gli adulti sono “insensibili”…).

    Io tento di spiegarle che non ci sono prove che la sua demenziale idea funzioni.

    A questo punto lui ribatte: “Allora spiegami tu come migliorare il mondo, altrimenti vuol dire che hai un secondo fine, e che la mia teoria è giusta e tutti hanno il preciso dovere di seguirla!”

    Se una teoria non è provata, se una visione del mondo è sbagliata e bislacca, bisogna abbandonarle e basta.

    Non ha senso bombardare di domande (e di sciocchi sospetti) che si azzara a dubitare.

    Capìta la metafora? Vuoi che la traduca?… 🙂

    • Per Oldboy

      “Se una teoria non è provata, se una visione del mondo è sbagliata e bislacca, bisogna abbandonarle e basta.”

      Allora, se ho capito bene, tu dici, esiste una teoria bislacca che sostiene che:

      – a causa della prima e della seconda legge della termodinamica, la crescita infinita su un pianeta finito è impossibile, e provarci ci porterà a breve al disastro

      essendo questa teoria bislacca, noi dobbiamo abbandonarla, e accettare il fatto che la crescita infinita è possibile su un pianeta finito?

      E quindi dichiariamo che viviamo nel migliore dei sistemi possibili, e ci vivremo per sempre, e crepino gli uccellacci del malaugurio?

      Perché è di questo che stiamo discutendo, non se Greta Thunberg ha un parente scienziato.

      Ed è su questo che non ho avuto finora uno straccio di risposta da te.

      • Oldboy says:

        Le teoria bislacca (e pericolosa) è la nuova religione annunciata dall’attrice svedese.

        Le leggi della termodinamica non le discute nessuno.

  30. Oldboy says:

    Miguel

    Non sapevo che le leggi della termodinamica fossero state rivelate al mondo dalla profetessa svedese…
    Non avevamo bisogno di lei, credo, per scoprirle.

    Non sono quelle leggi in discussione, ma l’assurda neo-religione del Cambiamento Climatico Provocato dall’Uomo.
    Quella è la bufala che ci viene imposta a forza dal sistema mediatico-propagandistico.

    E poi non hai risposto alla domanda.
    Se quella parte della versione ufficiale non è credibile, come abbiamo appurato, che cosa ti fa credere che lo siano le altre?…

    Che cosa ti rende fiducioso sul resto della storia, visto che è bastato un pizzico di logica per smontarne un pezzo?… 🙂

    • Per Oldboy

      “Non sapevo che le leggi della termodinamica fossero state rivelate al mondo dalla profetessa svedese…”

      Io ho cominciato a interessarmi (in modo certo non professionale) a queste cose quando avevo vent’anni, adesso mi avvicino ai centotrentanove.

      E ho cominciato partendo dalla combinazione di due cose: un amore se vuoi emotivo per “la natura” e una riflessione proprio sulla seconda legge della termodinamica.

      Della “profetessa svedese” ho sentito parlare per la prima volta circa un anno fa, in un post in cui se ne lamentava bonariamente l’amico Ugo Bardi, dicendo che per decenni nessuno ascoltava gli scienziati come lui, e adesso arriva una ragazzina…

      Mi interessa molto relativamente la vita privata, le parentele di GT, se è brava come attrice o meno.

      A me interessa il futuro del pianeta su cui cresceranno i miei figli.

      E se vuoi smontare qualche pezzo dei miei ragionamenti a questo proposito, non devi partire dalle parentele di GT, devi partire dal proporre un quadro del mondo diverso da quello che vedo io (e che casualmente coincide in buona parte con quello di cui parla GT).

      • Oldboy says:

        Miguel

        Quindi non ti disturba che ti prendano in giro, che ti spaccino versioni dei fatti che offendono l’intelligenza?
        Non ti fa sospettare?

        Non ti offende, per esempio, che i media in coro dicano che il dicorso dell’attrice all’ONU è stato “tear-filled” (“pieno di lacrime”, come tu mi insegni)?

        Quando invece basta guardare il filmato per vedere che non ci sono lacrime?…
        C’è solo un pianto senza lacrime, come gli attori sanno fare.

        Fanno appello all’emotività, al sentimentalismo, NON alla ragione.

        Se una parte della storia che ci hanno ammannito non regge, non ha senso pensare che le altre siano più credibili.

        • Per Oldboy

          “Quindi non ti disturba che ti prendano in giro, che ti spaccino versioni dei fatti che offendono l’intelligenza?
          Non ti fa sospettare?”

          Ma chi mi prende in giro?

          Io i discorsi di GT li ho ascoltati un paio di volte su Youtube.

          Io seguo gli studiosi che da anni si occupano di meteorologia, di quello che sta succedendo al suolo, gli zoologi spaventati dallo sterminio di specie intere, di urbanisti, di medici che mi dicono che le particelle inquinanti riescono a penetrare attraverso il corpo materno e entrare direttamente nel feto, di gente che raccoglie tartarughe cariche di plastica…

          e dovrei mandare a quel paese tutti questi, perché una quindicenne svedese ogni tanto sbrocca?

          Per favore, parliamo di cose serie.

          • Z. says:

            È lo stesso procedimento logico dei negazionisti di qualsiasi evento, a partire dalla Shoah: la tale dichiarazione non è corretta, quindi evidentemente la Shoah non esiste.

            È un modo di ragionare che viene collegato al mondo forense, ma i processi non funzionano così in Italia e secondo me neppure all’estero. Forse nei telefilm di avvocati sì, non saprei.

          • Oldboy says:

            Miguel

            Lei non “sbrocca”, anzi: è piuttosto brava per la sua età.
            Non da Oscar, ma brava.
            D’altronde è un dono di famiglia, come sappiamo.

            Ed è una cosa serissima che il mondo venga preso in giro per convincerlo ad accettare una nuova religione insieme dogmatica e postmoderna.
            E che ciò avvenga anche sfruttando la buona fede di moltissime persone armate di ottime intenzioni.

            Il fine NON giustifica i mezzi.
            Il circo buffonesco messo in piedi negli ultimi giorni non porterà a nulla di buono e di utile.
            Vorrei sbagliarmi, ma non credo…

            • Oldboy says:

              L’inquinamento è un problema oggettivo, ma il “rischio” climatico è una teoria terroristica.

              Sulla quale rischia di nascere una sorta di bislacca religione settaria e intollerante.
              Con tanto di profetessa ad annunciarla.

            • Per Oldboy

              “Lei non “sbrocca”, anzi: è piuttosto brava per la sua età.”

              Mi permetto di ripresentarti tutta la mia frase:

              “Io seguo gli studiosi che da anni si occupano di meteorologia, di quello che sta succedendo al suolo, gli zoologi spaventati dallo sterminio di specie intere, di urbanisti, di medici che mi dicono che le particelle inquinanti riescono a penetrare attraverso il corpo materno e entrare direttamente nel feto, di gente che raccoglie tartarughe cariche di plastica…

              e dovrei mandare a quel paese tutti questi, perché una quindicenne svedese ogni tanto sbrocca?”

              Tu dici che lei (che mi interessa relativamente) non sbrocca, e così stronchi da solo un argomento che era a tuo favore.

              Allora dammi un motivo valido per mandare a quel paese tutta la gente di cui parlavo, e dire che viviamo nel sistema perfetto?

              • Oldboy says:

                Miguel

                Non è per niente così.
                E’ la propaganda che ci fanno trangugiare in questi giorni che dice: viviamo in un sistema politico, culturale ed economico perfetto.

                Tranne un problema, grande ma unico: il climate change.

                I potenti del mondo sono dalla parte del bene, tant’è vero che accolgono con i massimi onori la profetessa del Mondo Nuovo Mondo.
                (Tranne il cattivone Trump, ma il 2020 è vicino.)

                Non si parli mai pù di guerre imperialiste (degli USA), di colpi di Stato (organizzati dagli USA), di sfruttamento capitalistico, ecc.

                Questo è il quadro ridicolo e assurdo che ti spacciano.
                E a quanto pare funziona…

              • Per Oldboy

                “Tranne un problema, grande ma unico: il climate change.”

                Ma infatti, su questo sono d’accordo.

                La mia posizione (perché a differenza di te dico sempre qual’è, non mi limito a ironizzare sulle posizioni di altri) è:

                – esiste un immenso problema ambientale, che si manifesta anche come cambiamento climatico.

                – E’ semplicistico ridurre tutto al “cambiamento climatico”, ma è mille volte meglio che far finta che non esista nessun problema.

                Per quanto riguarda i temi che giustamente citi – ” guerre imperialiste (degli USA), colpi di Stato (organizzati dagli USA), sfruttamento capitalistico” – non ne parla nessuno, a parte quattro sfigati come me o come te. Quindi non si sta “distraendo” da niente, temo. Almeno in Occidente, l’umanità media non ha la più lontana percezione di queste cose, figuriamoci se il “cambiamento climatico” li distrae dal lottare contro le basi NATO… stanno sul telefonino a lottare contro i mostri virtuali.

                Quindi:

                1) sono d’accordo che parlare di cambiamento climatico sia riduttivo

                2) ma è mille volte più vicino alla verità di ciò che il succube medio di televisione e Facebook hanno in testa

                3) sicuramente la “lotta contro l’imperialismo USA” non ci rimette minimamente, perché a parte qualche simpatico antimperialista perugino, non la sta facendo nessuno.

    • Z. says:

      Secondo me quello della II legge della termodinamica è un argomento fricchettonico. Tipo i quanti e il sovrannaturale 🙂

      Intendo, i rischi che corriamo come specie sono seri, ma tra questi dubito ci sia la morte entropica.

      Lo lascerei da parte, insomma.

      • Per Z

        “Secondo me quello della II legge della termodinamica è un argomento fricchettonico. ”

        Non sono d’accordo.

        L’entropia è qualcosa che constatiamo in ogni istante della nostra vita.

        Non piangere sul latte versato è l’esempio più immediato.

        • Z. says:

          Una riflessione interessante, Miguel, ma il problema non è la termodinamica. Il problema è che stiamo scassando il pianeta…

          • Per Z

            “Una riflessione interessante, Miguel, ma il problema non è la termodinamica.”

            Ma alla fine forse lo è: tutto le volte che facciamo qualcosa – creando un po’ di “ordine” nel mondo – creiamo più disordine.

            E’ una riflessione enorme, se ci pensiamo, e se iniziamo ad applicarla a tutta la vita.

            Abbiamo per fortuna il sole, che si sacrifica per tutti noi, ma il sole riesce – in tempi per noi comprensibili – solo a rinnovare le risorse… rinnovabili.

            • Z. says:

              Sì, ma se ci pensi è una riflessione un po’ da oracolo, da cui si può arrivare a tutto e al contrario di tutto…

              Persino arrivare a dire che è meglio lasciar tutto così com’è, inclusa la proliferazione di plastica e le emissioni!

            • Peucezio says:

              Miguel,
              però immaginati se tutte le attività umane sulla terra fossero organizzate e ottimizzate in modo razionale fin nel minimo dettaglio.
              Produrresti comunque entropia, ma solo a livello cosmico, ma sul piano pratico produrresti ordine, efficienza, benessere e nessuno spreco.

              L’entropia, per noi uomini, è una categoria culturale: ci sono popoli aggressivi che sono nemici dell’ordine perché se ne sentono oppressi.

              • mirkhond says:

                “ci sono popoli aggressivi che sono nemici dell’ordine perché se ne sentono oppressi.”

                A quali popoli in concreto ti riferisci?

              • Z. says:

                Ezio, “senza il minimo spreco” non è possibile, credo, neppure in teoria.

                Per il resto taccio, ché è il campo di Paniscus 🙂

              • Peucezio says:

                Z.,
                intendevo il minimo spreco possibile, cioè spreco non nel senso della quantità fisiologica e inevitabile di dissipazione delle risorse, ma di quella dovuta a negligenza o cattiva organizzazione.

  31. Mauricius Tarvisii says:

    Oldboy in realtà è un fake (proprio come Trump, che è il cugino di secondo grado di Greta) che vuole screditare chi non crede nella religione del cambiamento climatico, dipingendo il negatore come un fanatico complottista incapace di argomentare le proprie tesi. Mi sembra la prova provata dell’esistenza di un complotto mistificatore gretino.

    • Oldboy says:

      Ci tenevi tanto, a regalarci quest’ultima cretinata? 🙂

      Quanto alla tua “capacità di argomentazione”, non è mai pervenuta.
      Ti limiti a scribacchiare spiritosaggini da scuola media, e a ripetere a pappagallo quello che ti racconta la tv…

      Argomenti seri non ne hai mai portati.

  32. habsburgicus says:

    sulla scuola gentiliana..
    la riforma di Gentile fu il non plus ultra..e diede all’Italia la MIGLIORE scuola che abbia mai avuto esistenza fra i mortali, quantomeno dalla morte di Alessandro (il V e IV secolo a.C, in Ellade, sono al di là di ogni comparazione :D), incentrata sul Liceo Classico che tutto il mondo ci invidiò
    Bottai purtroppo, in età tardo-fascista, già rovinò il modello gentiliano sulle medie, con un passo che doveva sfociare necessariamente nella media unica oltre venti anni dopo, con l’infausto centro-sinistra, conseguenza della caduta di Tambroni nell’estate 1960, una delle svolte più importanti e misconosciute della nostra Storia {con la pugnalata alla schiena di Tambroni, ordita dai capi DC che cedettero ai sovversivi, ebbe fine il tredicennio d’oro, 1947-1960, in cui la nostra povera Italia, rovinata dalla guerra e in preda agli odi settari, riuscì a rinascere e divenire una Potenza, mantenendo e ricuperando la sua moralità (fenomeno delle “segnorine” arginato e poi eliminato dalla Chiesa, ancora forte, misericordiosa ma temibile) e i suoi valori, uniti ad una sincera voglia di vivere come traspare dal cinema dell’epoca !..oggi ci sembra così strano da non sembrare neppure vero..eppure lo fu 😀 erano gli anni, mai abbastanza rimpianti, del centrismo –almeno Francesco (spero !) mi darà ragione- quando non c’erano tanti grilli per la testa: D Benito aveva fallito, ed era meglio non fare l’esperimento di Marx nella sua ipostasi togliattiana 😀 donde il centrismo (una sana “via media” fra i due estremi), l’età dell’oro della nostra Repubblica, un’epoca di concretezza e buon senso ! DC-PSDI-PLI-PRI..con sostanziale tolleranza per missini e monarchici, soprattutto al Sud, in quanto potevano sempre tornare utili, e dura esclusione del PCI confinato ai suoi feudi di Toscana ed Emilia…la stessa Cultura, ancorché già trascurata dalla DC (ho lodato il centrismo, non dico che fece tutto bene !) non era ancora sinistrizzata e anche nelle cattedre umanistiche sedevano ancora fior di studiosi vecchio stampo}
    la “vera” media dovrebbe essere il Ginnasio inferiore (e non a caso si parte nel Classico da IV Ginnasio), con il latino
    e la “vera” media non può essere unica, come già dissero Pino e Peucezio ! altrimenti ci rimettono tutti
    son però cose che si dicono qui, tanto per dire..quei tempi non torneranno più—e neanche la vera scuola italiana !
    teniamoci la scuola come è, e cerchiamo di non peggiorarla..bon

    • Peucezio says:

      Bellissima analisi!
      Prima o poi cercherò di approfondire questi temi.

      Ma esiste, per quanto ti consta, una buona storia dell’Italia dal ’45 in poi (diciamo almeno fino alla caduta del Muro: una storia della I Repubblica insomma)?

      • habsburgicus says:

        ne esistono….però definirle “buone”, insomma 😀
        il modo migliore, secondo me, è studiare singoli periodi trattati in modo specialistico e poi “unire” [in quel caso vi é meno ideologia, perché son studi più dettagliati……dove possibile, come sulla politica estera sino al 1952, ancor meglio consultare i documenti, come i DDI]
        però mi informerò…..:D

        • habsburgicus says:

          c’é ad esempio il libro di Simona Colarizi, ed. Laterza 2007, che arriva però sino al 2006 “Storia politica della Repubblica 1943-2006”, cioé fino all’avvento del II governo Prodi (2006-2008) buona bibliografia
          Ventrone, Milano 1998 tratta gli anni 1943-1960, Caredda gli anni 1947-1960 (ed. Laterza 1995)

  33. mirkhond says:

    La rivolta di Genova aprì gli occhi alla DC sulle conseguenze di un appoggio esterno dell’MSI voluto da Tambroni.

  34. mirkhond says:

    “su Giovanna D’Arco, se faccio poca fatica a capire i sospetti di eresia (ingiustificati, ma l’epoca era feconda di veggenti dei più vari orientamenti), fatico molto invece a vedere un motivo religioso per considerarla santa.

    Una visionaria in buona fede, piuttosto.”

    In effetti sebbene re Carlo VII di Francia (1422-1461) fin dal 1456 avesse chiesto alla Chiesa, oltre alla revisione del processo per eresia, anche la beatificazione di Giovanna d’Arco, fu solo nel 1920 che ella venne canonizzata.
    Tale mossa tardiva, può forse spiegarsi nella ripresa dei rapporti diplomatici tra Santa Sede e Francia della Terza Repubblica, dopo la rottura del 1905, e dal bisogno della Chiesa di trovarsi nuovi referenti politici dopo il crollo dell’Austria-Ungheria.

    • habsburgicus says:

      fatico molto invece a vedere un motivo religioso per considerarla santa

      me la son sempre chiesto anch’io…
      gli inglese illis diebus erano cattolici, non eretici ! per tacere del fatto che il 90 % dei persecutori di Giovanna d’Arco erano francesi, a partire dal vescovo Couchon 😀

  35. Oldboy says:

    Dice Giulio Tremonti, ospite del programma de La7 L’aria che tira

    “Se uno pensa che che Greta sia un fatto spontaneo e naturale, forse non ha idea di quale macchina politica e mediatica sta dietro Greta.

    Non è mica Giovanna d’Arco, è un fenomeno complesso con un investimento di capitali straordinari ed è il tentativo di ridisegnare la struttura industriale fatta con la globalizzazione.

    “Il cambio climatico – ha aggiunto – c’è sempre stato.
    Uno si può chiedere perché la Groenlandia si chiama così: era verde ed è diventata grigia.
    Il cambio climatico è parte della storia dell’umanità”

    (https://ilprimatonazionale.it/politica/tremonti-smonta-greta-thunberg-video-131114/)

    • Mauricius Tarvisii says:

      Sui motivi per cui la Groenlandia si chiama così, ti invito a leggere Adamo da Brema, che li spiega bene (in sintesi: specchietto per le allodole). Lo trovi integrale gratis in latino nel sito della Biblioteca di Augusta, ma sicuramente qualcuno lo avrà tradotto in giro per la rete.

      Poi è bello che citi Tremonti, il ministro del governo che mandò truppe in Iraq e che gestì il G8 di Genova come sappiamo bene. Definirei una cazzata l’utilizzarlo come fonte, se non fosse che tu, in realtà, stai cercando di screditare la tesi negazionista.

      • Oldboy says:

        1) Una verità rimane una verità, chiunque sia a dirla.

        Il passato da politico di Tremonti, in questo caso, non cambia nulla.

        2) Non esistono tesi “negazioniste” sull’argomento clima.
        Quella è solo un’etichetta cretina che serve a chi non ha altri argomenti, se non ripetere la propaganda di regime.

        Già usare quel termine equivale a dire: non ho argomenti, ma ripeto quello che ho sentito in tv.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Tremonti ha detto una stronzata sulla Groenlandia che tu hai ripetuto a pappagallino perché non conosci la storia. Ti ho dato la fonte da cui controllare, ma non lo hai fatto, probabilmente perché non conosci nemmeno il latino elementare necessario per farlo.
          In sostanza, tu che non conosci come funziona il metodo scintifico, non conosci la storia e non conosci il latino ti metti a dire agli altri che credono alle cose solo perché le sentono in TV? E come prova della tua tesi citi una roba sballata che hai sentito dire da Tremonti in TV?

          • Oldboy says:

            Mauricius

            La conosco già la tesi storica che mi segnali: la Storia magari la conosco un po’ meglio di te, credimi… 🙂

            C’è chi ritiene che il nome Groenlandia sia una sorta di operazione di marketing…
            E chi invece pernsa che le sue coste fossero letteralmente “verdi” all’epoca, grazie al periodo caldo medievale.

            E con ciò, che cosa pensi avere dimostrato?…

            Il clima della Terra è mutato spesso: è un fatto ciclico e naturale.
            Su questo Tremonti ha ragione senz’altro.

            • Mauricius Tarvisii says:

              1. la Storia magari la conosco un po’ meglio di te, credimi… 🙂

              2. E chi invece pernsa che le sue coste fossero letteralmente “verdi” all’epoca, grazie al periodo caldo medievale.

              La n. 1 contraddice la n. 2

              • Oldboy says:

                Mauricius

                1) Voglio precisare che ieri mi sono limitato a leggere la questione riassunta sulla sacra Wiki, come Pino Mamet.
                (Nei miei studi universitari di Storia non mi sono occupato della questione specifica.)
                Oggi ho letto il tuo articolato intervento, e ti ringrazio: ne so un po’ di più.

                2) Ieri ti sei aggrappato a un dettaglio marginale dell’intervista di Tremonti.

                Che questa benedetta Groenlandia fosse davvero “verde” oppure no, un tempo, non sposta la questione di mezza virgola.

              • Oldboy says:

                Ho studiato Storia all’università, ma ovviamente non ho la presunzione di conoscere ogni singola questione storiografica.

                Quindi ieri ho sbagliato, nel mio intervento delle 7:57 pm.
                L’ho riletto con mente fredda, e sembra esprimere la presunzione di conoscere ogni dettaglio della Groenlandia e dell’universo…

                E invece si può imparare da tutti.
                Oggi ho letto il tuo intervento sul problema toponomastico di quella benedetta isola, e ne so molto più di ieri.

          • Per MT

            ” che tu hai ripetuto a pappagallino perché non conosci la storia.”

            Le discussioni su questo tono, da una parte o dall’altra, difficilmente avvicinano alla verità, o a qualunque altra cosa di utile.

            Quello che serve per un dialogo è capire il senso del discorso che l’altro fa.

            Oldboy è una persona che si impegna e ci sente fortemente; ma non si può capire il senso di ciò che dice, finché non formulerà un’ipotesi chiara su quali INTERESSI FORTI avrebbero una MOTIVAZIONE per lanciare una campagna contro l’utilizzo dei combustibili fossili, con tutti i loro derivati (navi, aerei, turismo, plastica, agricoltura industriale, sistema militare ecc. ecc.) e tutto il giro finanziario che implicano, a partire dal sistema creditizio planetario.

            • Oldboy says:

              Miguel

              Per diffidare di quello che ci racconta la propaganda non serve formulare chissà quale teoria onnicomprensiva sull’universo.

              Basta usare memoria, logica e buon senso.
              Memoria, perché ci hanno sempre rifilato una realtà farlocca e deformata.

              Logica e buon senso, perché quello che ci raccontano si rivela spesso inverosimile e assurdo perfino a un semplice esame.

              E poi, hai letto questo?
              “Clima, la pista dei soldi”
              https://comedonchisciotte.org/il-clima-e-la-pista-dei-soldi/

              • Per Oldboy

                “per diffidare di quello che ci racconta la propaganda non serve formulare chissà quale teoria onnicomprensiva sull’universo.”

                Io diffido personalmente di praticamente tutto ciò che sento: so che l’essere umano esagera, mente, fantastica, semplifica, manipola, cerca di piacere, di intimorire, si arrampica sugli specchi per non ammettere un errore, prende fischi per fiaschi, ha il terrore di fare brutta figura.

                Siccome so tutto questo, sono personalmente:

                – scettico;
                – incredulo;
                – sospettoso;
                – diffidente;
                – pessimista.

                Anche ovviamente nei confronti di tutte le semplificazioni che sento in questi mesi sulla questione ambientale.

                Ma tu non dici, “bah, mi sa che a volte esagerano… qui c’è anche qualcuno che ci fa il furbo… gli scienziati devono ancora mettersi d’accordo su diversi dettagli…”

                Quando invece dici, “Loro stanno cercando di derubarci!”, senza dire chi sono loro e di cosa stiano cercando di derubarci.

          • PinoMamet says:

            Io sono un ignorante di storia medievale, e ho cercato su Wikipedia, da vero giargiana:

            beh, Wikipedia italiana dice che la Groenlandia era più verde e più calda, che l’archeologia vi ha trovato tracce di agricoltura e che Erik il Rosso vi possedeva stalle con fino a 100 capi di bovini (quest’ultima mi sembra decisamente una palla, derivata da qualche vanteria).

            Wikipedia inglese dice che nella stessa saga di Erik il Rosso si dice che il nome fu scelto per ragioni di marketing…

            come al solito, probabilmente la verità sta nel mezzo: sicuramente era un periodo più caldo di altri, ma non così tanto caldo da rendere verde tutta la Groenlandia.

            Del resto, il problema non sta nell’alternanza di periodi caldi e freddi, che nessuno ha mai messo in discussione, ma nel ruolo umano nell’attuale riscaldamento, che molti studiosi riconoscono, e qualcuno no.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Però un conto è l’agricoltura e un conto l’allevamento. L’Islanda medievale praticava l’allevamento su larga scala, ma molto meno l’agricoltura: semplicemente il suolo, in assenza di foreste, era pessimo. Mi sembra difficile sostenere che in Groenlandia le cose andassero meglio che in Islanda.

              • Francesco says:

                scusa mi spieghi la correlazione tra foreste e qualità del suolo?

                grazie

                F o’ ignorante

        • Per Oldboy e Mauricius

          Non voglio intervenire troppo pesantemante, ma Mauricius scrive:

          “Lo trovi integrale gratis in latino nel sito della Biblioteca di Augusta, ma sicuramente qualcuno lo avrà tradotto in giro per la rete.”

          e tu dici (mettendoti nei suoi panni) “non ho argomenti, ma ripeto quello che ho sentito in tv.”

          Poi se non ti piace l’etichetta “negazionista”, va benissimo: ma sono giorni che ti chiedo di fornire un’etichetta che definisca la persona che crede che esista un vasto e pericoloso progetto dietro la preoccupazione per l’ambiente, e che deve essere combattuto.

          Potrei dire “antiambientalista”?

          • Oldboy says:

            Miguel

            Ti ho già risposto giorni fa.
            Scegli fra i sinonimi della parola “scettico”:
            – incredulo;
            – sospettoso;
            – diffidente;
            – pessimista.

            • Per Oldboy

              “Scegli fra i sinonimi della parola “scettico”:”

              Dunque, una persona che

              – vuole convincere gli altri che esistano interessi fortissimi che starebbero cercando di demonizzare il petrolio con tutti i suoi derivati e tutto il sistema finanziario mondiale,

              – e afferma con certezza che una giovanissima attrice sarebbe stata reclutata da questi interessi forti

              sarebbe uno “scettico, incredulo, sospettoso, diffidente, pessimista”?

              Non lo capisco, proprio come italiano.

              • Oldboy says:

                Una persona che, avendo buona memoria e senso critico, non si beve le bufale della propaganda è:

                – incredulo;
                – sospettoso;
                – diffidente;
                – pessimista.

                Ma ancora pensi che l’attrice sia arrivata all’ONU per caso?…
                Come dice lo stesso Tremonti, c’è dietro una potente organizzazione.
                Questo mi pare chiaro come l’acqua.

              • Per Oldboy

                “Ma ancora pensi che l’attrice sia arrivata all’ONU per caso?…
                Come dice lo stesso Tremonti, c’è dietro una potente organizzazione.”

                Non ho mai scritto o pensato che GT sia arrivata da nessuna parte “per caso”.

                Tutti gli esseri umani si organizzano, e ovviamente anche gli ambientalisti si organizzano, in particolare nei paesi nordici e anglosassoni. E sanno fare pubblicità, e sfruttare tutte le reti di contatti, e hanno un sacco di professionisti in gamba. E poi c’è anche una marea di gente con interessi personali, che vanno dalla venditrice di cibi vegani per gatti alla guida ambientale disoccupata, al truffatore che vende pannelli solari finti.

                Anche i francescani hanno un’eccellente organizzazione.

                E poi una volta innescato il meccanismo, saltano sul carro tutti, come il nostro sindaco che pur essendo stato “disinvitato”, ha voluto farsi il selfie lo stesso nel corteo. E sono sicuro che anche il peggior petroliere del Texas oggi pagherebbe oro per una foto accanto a GT.

                La domanda che pongo io è completamente diversa: qual è l’INTERESSE FORTE (non i francescani o gli amici della balena bianca) e qual è la sua MOTIVAZIONE nel cercare di convincere l’umanità della seguente bufala o menzogna: l’intero sistema fondato sul petrolio (e quindi la plastica, gli aerei, le auto, le autostrade con relativi appalti pubblici, l’agricoltura intensiva, i trattati internazionali, il sistema globale insomma) e sul denaro che fa muovere questo sistema, sarebbe un pericolo terribile per la sopravvivenza della specie umana stessa?

    • Per Oldboy

      “è un fenomeno complesso con un investimento di capitali straordinari ed è il tentativo di ridisegnare la struttura industriale fatta con la globalizzazione.”

      Bene, è una spiegazione possibile, ed è molto più interessante che sapere se la GT è parente di Arrhenius.

      Adesso iniziamo a studiare come la riduzione dei consumi e dei trasporti internazionali legati ai combustibili fossili rientri nei piani finanziari aziendali.

      Cosa che va distinta dal fatto ovvio che le aziende sanno benissimo che la situazione è insostenibile e che devono cercare lo stesso di restare sul mercato.

      • Oldboy says:

        Miguel

        Il retroterra della giovane attrice svedese è utile per capire perché sia stata scelta proprio lei, come volto e voce della propaganda.

        Proprio oggi leggevo:

        IL CLIMA E LA PISTA DEI SOLDI

        “Le mega-corporazioni e i mega-miliardari responsabili della globalizzazione dell’economia mondiale degli ultimi decenni, che, a forza di ricercare l’aumento delle rendite azionarie e la riduzione dei costi, hanno provocato così tanti danni al nostro ambiente, sia nel mondo industriale che nelle economie sottosviluppate di Africa, Asia e America Latina, sono i principali sostenitori del movimento di decarbonizzazione “dal basso,” dalla Svezia alla Germania, agli Stati Uniti ed oltre. (…)”

        (https://comedonchisciotte.org/il-clima-e-la-pista-dei-soldi/)

        • Per Oldboy

          ““Le mega-corporazioni e i mega-miliardari responsabili della globalizzazione dell’economia mondiale degli ultimi decenni, ”

          Ho dato uno sguardo veloce all’articolo. Mi sembra che dica che molte imprese cerchino di investire nel “verde”, nel “sostenibile” e altre cose, come denunciano da anni gli ambientalisti.

          Infatti il capitalismo vive cogliendo ogni possibile nicchia, e cercando di trasformare delle crisi in opportunità, lo avevo anche scritto nel mio post.

          Non mi sembra che l’articolo su Comedonchisciotte spieghi invece quali INTERESSI FORTI avrebbero una MOTIVAZIONE per lanciare una campagna contro l’utilizzo dei combustibili fossili, con tutti i loro derivati (navi, aerei, turismo, plastica, agricoltura industriale, sistema militare ecc. ecc.) e tutto il giro finanziario che implicano, a partire dal sistema creditizio planetario.

          • Oldboy says:

            L’articolo era solo uno spunto.

            Un altro movente probabile è che adesso i governi potranno imporre nuove tasse con la scusa di salvare il pianeta: chi mai potrà lamentarsi?

            Dopo il circo buffonesco degli ultimi giorni, come faranno i partiti e i cittadini a opporsi?
            Quindi i ceti popolari dovranno probabilmente pagare nuove tasse, dirette e indirette, e non potranno nemmeno protestare.

  36. Mauricius Tarvisii says:

    Visto che qua divaghiamo sempre, divago un poco.

    Il problema del nome della Groenlandia è sempre stato abbastanza sentito dagli autori medievali che dovevano spiegare perché ad una terra ghiacciata e dove non crescevano alberi degni di questo nome (forse si potevano trovare betulle, come quelle che si trovavano nei boschi radi dell’Islanda prima che la colonizzazione le trasformasse in materiale da costruzione e che l’erosione lavasse via il suolo buono così che l’isola è diventata un deserto…) fosse stata chiamata in quel modo. E, visto che i medievali erano razionalisti fino in fondo (nel senso che dovevano dare un senso compiuto a tutto) hanno partorito spiegazioni più o meno verosimili, come quella dell’operazione marchettare, del nome beneaugurante o del fatto che gli abitanti avessero i volti resi cerulei dall’influenza del mare. Non prendevano in considerazione ragioni più cretine, dall’errore nel riportare il nome a caratteristiche del punto dove i primi navigatori avessero messo piede, che magari aveva acque verdi, prati particolarmente verdi, ecc. Perché, in effetti, nel margine sud-occidentale dell’isola era possibile il pascolo del bestiame, che fu la principale risorsa dei coloni europei nel Medioevo, assieme alla caccia dei mammiferi marini.
    L’assenza cronica di alberi era insostenibile in una società che comunque orbitava nell’orbita culturale europea (i ritrovamenti di vestiario testimoniano che si seguivano, per quanto possibile, le mode europee) e per la quale il legname di un certo tipo era un materiale da costruzione indispensabile (anche solo per rifare i tetti della cattedrale, della manciata di monasteri presenti sull’isola e delle dimore dei principali possidenti). I sostenitori della tesi di una frequentazione delle coste canadesi nei secoli di massimo sviluppo degli insediamenti groenlandesi (XI-XIII secolo), che si basano su qualche accenno al traffico di navi da Ovest presente negli annali dei vescovi islandesi, usano questa domanda di legname come argomento a proprio favore: il Canada sarebbe stato più vicino della Norvegia. La tesi è sensata, ma c’è una controargomentazione forte: la cronica carenza di legname rendeva Islanda e Groenlandia dipendenti dalle navi norvegesi per l’approvvigionamento (la Groenlandia esportava avorio e importava praticamente tutto il resto), così che sostenere che i norvegesi preferissero avventurarsi in un territorio straniero e potenzialmente ostile per rifornire i groenlandesi invece di caricare tutte le merci a casa propria.

    • Oldboy says:

      Mauricius

      Ieri mi sono limitato a leggere la questione riassunta sulla sacra Wiki, come Pino Mamet.
      (Nei miei studi universitari di Storia – anche medievale – non ho avuto modo di affrontare questo problema toponomastico.)
      Oggi ho letto il tuo articolato intervento, e ti ringrazio: ne so un po’ di più.

      Quindi il commento che ho scritto ieri alle 7:57 pm lo ritiro: chiedo che non sia messo agli atti. 🙂
      Non si può sapere tutto, nella vita, e non voglio vantarmi di conoscere ogni singola questione storiografica.
      O di saperne per forza più di una persona che non conosco (tu).

      L’ho riletto, e sembra trasmettere una presunzione di sapere di tutto e di più che non voglio mi appartenga.

      • Oldboy says:

        Quindi volevo fare ammenda, per dirla chiaramente.

        Detto questo, però, la questione Groenlandia è del tutto marginale nell’intervista di Tremonti.
        Le cose interessanti ovviamente sono le altre.
        Che quella benedetta isola fosse davvero “verde” oppure no, la questione non si sposta di mezzo millimetro.

      • Per Oldboy

        “Non si può sapere tutto, nella vita, e non voglio vantarmi di conoscere ogni singola questione storiografica.
        O di saperne per forza più di una persona che non conosco (tu).”

        Grazie! Anche Mauricius potrebbe essere un po’ più elastico…

        Ti sono venute varie copie del tuo commento, vuoi che io cancelli quelle in più?

  37. mirkhond says:

    San Francesco, Greta e il nostro sistema di vita

    Solo in un’epoca ipocrita, superficiale, ipnotizzata dai media, attenta al clamore e ignara della sostanza, si poteva creare un fenomeno come quello di Greta Thunberg diventata nel giro di un solo anno una superstar, invitata all’Onu e corteggiata dai grandi della terra e anche da importanti e globalizzanti imprese del mondo. Il problema non è Greta i cui obbiettivi sono sacrosanti anche se incompleti (salvare la Terra e gli uomini che la abitano dall’inquinamento). Il fatto è che Greta e le anime belle che la seguono, credo in buona fede (le grandi imprese sono invece in totale malafede perché sanno benissimo che dal vibrante discorso della ragazza non sortirà nulla) sembrano non rendersi conto che per salvarci non solo ecologicamente, ma per salvare, cosa ancora più importante, la qualità della nostra vita, bisognerebbe sradicare completamente l’attuale modello di sviluppo. Bisognerebbe cioè, come sostengono alcune correnti di pensiero americane, il bioregionalismo e il neocomunitarismo, “ritornare in maniera graduale, limitata e ragionata, a forme di autoproduzione e autoconsumo che passano necessariamente per il recupero della terra e il ridimensionamento drastico dell’apparato industriale e finanziario”. Bisognerebbe tornare a una vita più povera e più semplice. San Francesco che coniuga insieme il rispetto della natura (cioè della terra, dell’aria, dell’acqua, del vento e di tutti i fenomeni che l’accompagnano) con la povertà aveva capito tutto. Il fraticello di Assisi che non a caso era figlio di un mercante capì per primo, con cinque secoli di anticipo, che l’ascesa di quella classe sociale, fino ad allora disprezzata da quasi tutte le culture del mondo, ci avrebbe portato alla situazione in cui ci troviamo oggi. Il problema dell’inquinamento è addirittura di secondo grado, perché l’uomo è un animale molto adattabile, superato in questo solo dal topo. In primo piano c’è la nostra vita che la Rivoluzione industriale, col trionfo progressivo della Scienza tecnologicamente applicata e dell’Economia, ha reso complessa, faticosa e in definitiva disumana. Insomma bisogna tornare a essere più semplici e ragionevolmente più poveri (un accenno a questa consapevolezza nel discorso di Greta Thunberg c’è quando si scaglia contro il mito della crescita infinita). Se Greta e coloro che la seguono sono disposti a fare nella loro vita molti passi all’indietro noi siamo con loro. Sono la produzione e il consumo che vanno radicalmente ridimensionati. Altrimenti tutto si ridurrà alle truffe della green economy e della bio, che non solo sono pannicelli caldi di fronte all’enormità del problema, ma si risolveranno in un ulteriore rilancio dell’attuale modello di sviluppo e per questo sono viste con favore dalla grande imprenditoria internazionale. In quanto ai 500 scienziati che hanno inviato una lettera all’Onu vantando la loro competenza contro l’incompetenza di Greta e dei suoi è un modo di sgravare la propria coscienza sporca perché è proprio l’idolatria della scienza, non messa in discussione da nessuno, mi pare nemmeno da Greta, che ci ha portato al modello disumano in cui oggi viviamo.

    Tutte, o quasi, le cose di cui si sta anfanando in questi giorni io, senza la pretesa di essere un ‘illuminato’ come Francesco (lui, frate, crede in Dio, io no) le avevo scritte 35 anni fa ne La Ragione aveva Torto?, dove per Ragione va intesa quella illuminista diventata il solo Dio unanimamente riconosciuto, insieme al Dio Quattrino suo stretto congiunto. Ne La Ragione facevo piazza pulita di tutti i luoghi comuni che hanno portato i vincitori illuministi a definire “bui” i secoli del Medioevo europeo, mentre i secoli veramente bui, secondo il mio modo di vedere, sono quelli che abbiamo vissuto a partire dalla Rivoluzione industriale e che ancora stiamo vivendo in forme sempre più oppressive. Comunque non ci sarà lotta che potrà abbattere il mostruoso apparato che abbiamo costruito e in cui ci siamo infognati. Crollerà da solo sotto il suo stesso peso. Ma ai giovani, e non solo a loro, e in questo Greta torna ad avere una ragione piena, bisogna lasciare almeno la speranza: pessimismo dell’intelligenza, ottimismo della volontà come diceva Antonio Gramsci.

    Massimo Fini

    Il Fatto Quotidiano, 27 settembre 2019

    http://www.massimofini.it/articoli-recenti/1880-san-francesco-greta-e-l-nostro-sistema-di-vita

    • Z. says:

      Io pratico l’ottimismo dell’intelligenza e il pessimismo della volontà. Sarà per questo che non ho fatto una gran carriera…

      • habsburgicus says:

        sei deviazionista 😀
        osi addirittura invertire le parole d’ordine del compagno Gramsci 😀 non rispettando la linea del Partito
        e, peggio, così facendo dimostri che mantieni dei sedimenti borghesi !
        15 anni di gulag !

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *