Misteri d’Oriente

Una cosa che lascia perplessi è vedere le folle di turisti cinesi a Firenze.

A volte si fermano, in ordinate schiere, persino a guardare la facciata del Duomo; ma principalmente, vanno nei negozi di Gucci, Ferragamo e Armani, uscendone con borsoni pieni, come le domestiche di una volta tornavano dal mercato con le sporte piene di cavoli e cipolle (solo che quella non si chiamava shopping).

Ora, Gucci, Ferragamo e Armani notoriamente hanno filiali, anzi palazzi interi, nelle principali città cinesi.

Gucci a Shanghai

Nessuno probabilmente ha mai avuto da ridire sui turisti cinesi, ma ci si chiede, perché vengono a Firenze a fare shopping, invece che a Shanghai?

Oggi, per motivi di lavoro, parlo con una benestante signora cinese, che mi rivela il banale segreto.

La Cina mette tasse altissime sulle merci di lusso italiane.

Qui potremmo iniziare una disputa astratta su “frontiere chiuse contro frontiere aperte”, ma è più interessante capire cosa succede nei fatti.

La signora cinese che vuole rinnovare il suo guardaroba fa quattro conti: il biglietto aereo costa così poco, che risparmierà migliaia di euro attraversando mezzo mondo e spendendo qualche notte in albergo.

Pensiamo adesso in modo sistemico. Citando solo alcuni dei mille risultati potenziali di questo fatto.

Innanzitutto, il trasporto aereo sta diventando una delle fonti principali di inquinamento, nonché di spreco di risorse, del pianeta. E fa aumentare il potere dei sauditi, come le devastazioni da fracking in Canada, nonché la deforestazione in Indonesia per produrre biocarburanti.

I cinesi tolgono soldi alla Cina, e li portano a Firenze. Interessante, perché lo scopo della tassazione cinese era, in principio, l’esatto contrario.

Questi soldi vanno ad arricchire prepotentemente qualcuno, che non necessariamente risiede a Firenze; e portano una modesta entrata a un discreto numero di altre persone – ad esempio pizzaioli egiziani.

E portano lavoro anche a qualche ditta che ha sede a Firenze e dintorni, come Gucci; comprese persone che conosco. Facendo lievitare i costi delle case, tanto che il pizzaiolo egiziano deve emigrare in estrema periferia; anche se il vero motore che fa alzare i prezzi sono i host di Airbnb.

Ora, i host di Airbnb, alla pari di Gucci e delle aziende che portano i cinesi in Italia, e magari anche dei pizzaioli, vorrebbero a questo punto che si espandesse l’aeroporto, in modo da permettere a più cinesi, nonché a più airbnbini, di arrivare a Firenze; aumentando così il PIL della città e distruggendo per sempre l’ultima oasi di verde alla sua periferia.

Però prima di dire che i cinesi portano soldi in Italia, è bene ricordare che buona parte delle ditte che spacciano roba fiorentina ai cinesi, si rifornisce in Cina, per cui tutto il giro promuove altri trasporti, ancora più inquinanti, dalla Cina.

Comunque, così un certo numero di fiorentini potrà comprare merci cinesi, mandando soldi in Cina e aumentando ancora di più l’inquinamento legato ai trasporti.

I turisti cinesi che arrivano a Firenze si comportano, ripeto, in modo ineccepibile. Però, come tutti noi, producono rifiuti, che vanno a intasare il già ingestibile sistema fiorentino. Fino a qualche anno fa, buona parte di quei rifiuti viaggiava felice sulle navi di ritorno in Oriente, finché il governo cinese giustamente non si è stufato di fare del proprio paese la pattumiera d’Occidente.

A questo punto, abbiamo un’idea abbastanza chiara di come funziona un ciclo inquinante.

Non è semplice, e non ci sono necessariamente buoni e cattivi; e se esiste, esiste perché molti – dalla signora bene di Canton al barista che serve il pranzo a mezzogiorno agli impiegati di Gucci, al politico che vuole far espandere l’aeroporto, all’azienda miliardaria che gestisce l’aeroporto, al marinaio filippino che a Napoli scarica bottoni cinesi per un abito Armani – ne traggono vantaggi; vantaggi cui corrispondono però sempre ricadute negative.

Ma forse i vantaggi potrebbero essere compensati in altro modo: magari se importassimo meno dalla Cina, quello che oggi fa le pizze per i turisti cinesi potrebbe diventare un piccolo artigiano che fa i bottoni.

Però è su questi cicli che dovremmo affrontare la questione ambientale, non semplicemente facendo “riciclare di più” o aumentando le tasse sulla benzina.

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38 Responses to Misteri d’Oriente

  1. mirkhond says:

    “le contadine di una volta tornavano dal mercato con le sporte piene di cavoli e cipolle”

    Ma non li coltivavano loro i cavoli e le cipolle?
    Casomai li andavano a vendere al mercato.

    • Per Mirkhond

      “Ma non li coltivavano loro i cavoli e le cipolle?
      Casomai li andavano a vendere al mercato.”

      Hai ragione, ho cambiato!

    • Francesco says:

      vero Duca ma se loro li portavano al mercato e li vendevano c’era qualcun altro (cuoche? domestici? mogli?) che li comprava e tornava dal mercato con la sporta piena

      🙂

  2. habsburgicus says:

    anche a Lussemburgo, quindici giorni fa, ho visto cinesi che andavano da un negozio di Gucci in centro…si vede che a loro piace 😀
    in Cina, Marx è morto..e ci sono molti cinesi pieni di soldi, magari pochi in percentuale ma tantissimi come numero (capirai, su 1 miliardo, l’1 % son dieci milioni !), che edonisticamente vogliono godersi la vita….possiamo dar loro torto ?

    • habsburgicus says:

      dunque, i cinesi fanno shopping dappertutto 😀 il luogo è indifferente, basta che si spenda tanto in modo che sia soddisfatto il loro ego 😀 dimostrando a ‘sti pezzenti “bianchi” che oggi comanda la Cina 😀

    • lorenzo magazzeni says:

      Diciamo un 0.1 picciento se va bene. Solo avere un passaporto e poter viaggiare e’ un privilegio per pochi.
      Sempre seguo religiosamente i commenti di habsburgicus anche se mi fa – non intuire – ma contemplare gli abissi della mia ignoranza storico politica.

      • Francesco says:

        mi scusi ma la mitica classe media cinese credo sia un bel pò più numerosa dello 0.1 pecciento del loro miliardoetrecentomilioni di gente

  3. Francesco says:

    Miguel

    io vedo due strade

    1) si azzerano sussidi ed esenzioni che rendono ingiustamente economico viaggiare e trasportare e non si fa null’altro

    2) si affida a un singolo geniale o a un comitato o a una IA il compito di decidere di (quasi tutta la) vita di (quasi) tutte le persone

    indovina quale strada mi pare la migliore?

    ciao

    • Per Francesco

      “si azzerano sussidi ed esenzioni che rendono ingiustamente economico viaggiare e trasportare e non si fa null’altro”

      Capisco il tuo dubbio; e infatti il liberalismo ha dei motivi validi, come ogni visione del mondo.

      Però al prezzo (non sussidiato) bisogna aggiungere la quota “costi futuri”.

      Ti ricordi quando ho parlato del gas di Groningen, che per mezzo secolo ha riscaldato l’Olanda a basso prezzo; ma passato il mezzo secolo, è rimasta una grande buca che trema incessantemente. Nel migliore dei casi, distruggendo lentamente migliaia di case, nel peggiore (ipoteticamente) ingoiando un bel pezzo di Olanda, che già non è un paese enorme.

      Come valutare un costo del genere?

      E come prevederlo? Pare che qualche geologo lo avesse previsto, ma perché dare retta a una voce scettica, specie in un paese povero, freddo, umido e appena uscito dalla guerra?

      • Francesco says:

        Miguel

        cerchi un modo di vivere senza rischi o una scusa per rigettare a prescindere il progresso?

        come ci ricorda sempre MT, c’è stata la Peste Nera e la gente è crepata a bizzeffe e non ne sapevano nulla!

    • Mauricius Tarvisii says:

      IA

  4. Moi says:

    Sì, ma … perché chi propone soluzioni malthusiane e/o classiste a problemi di natura ecologica NON ha il coraggio di dichiararsi di Destra ?!

    • Per Moi

      “Sì, ma … perché chi propone soluzioni malthusiane e/o classiste a problemi di natura ecologica NON ha il coraggio di dichiararsi di Destra ?!”

      Hai ragione; ma non conosco persone che propongano seriamente “soluzioni malthusiane e/o classiste”.

      Anche perché Malthus non proponeva soluzioni, constatava un dato di fatto – un pianeta finito non può sostenere una popolazione infinita, e quindi il pianeta (non il governo) trova da solo la soluzione.

      Ma ogni riflessione su questa ovvietà viene complicata dal fatto che la popolazione non è aumentata di otto volte, ma di ottocento volte in termini di consumi individuali.

      Sulla questione di “classista”… non è “classista” una misura che vieta a tutti i poveri del pianeta di comprarsi una SUV. Il “classismo” interviene nel momento in cui si continua a permettere ai ricchi di possederne.

      • Francesco says:

        ORAM!

        in effetti, la libertà è sicuramente classista, mentre se trovassimo un padrone alieno potremmo avere una schiavitù non classista

        anche se mi pare che gli schiavi sempre si siano divisi in schiavi e kapò, con infinite sfumature

        • Per Francesco

          “anche se mi pare che gli schiavi sempre si siano divisi in schiavi e kapò, con infinite sfumature”

          Infatti: la volgarizzazione del concetto di classe (che di per sé ha una sua dignità) comporta una visione praticamente razzista dell’umanità. “In alto” e “cattivo” sono sinonimi, come lo sono “in basso” e “buono”.

          Che se portiamo questa logica alle sue conclusioni, possiamo dedurne che:

          – la cattiveria è necessaria per stare in alto, quindi il ruolo dei buoni è starsene in basso

          – esistono due razze umane, quella dei cattivi e quella dei buoni. In questo momento i cattivi prevalgono, quindi bisogna sterminarli, in quanto cattivi, non in quanto “potenti”.

          • Francesco says:

            concordo pienamente

            un giorno qualcuno oserà dire un povero inquina quanto un ricco, a volte di più, e che se l’inquinamento è un problema tocca anche al povero darsi da fare

            al che Libero e il Manifesto titoleranno “Oltre al danno la beffa” ma i fatti saranno quelli

  5. Moi says:

    @ MAURICIUS

    https://video.corriere.it/torino/francia-festa-tav-va-giu-l-ultimo-diaframma-primo-tratto/1b4082d6-de0e-11e9-b3ae-814cb7847a2b

    Alé …cade l’ ultimo “diaframma” per la TAV … che aspetta Dima a coerentemente buttar giù il Governo ?!

    • Mauricius Tarvisii says:

      E’ stata la Lega a pretendere la TAV con lo scorso governo, mi pare.

      • Moi says:

        … ma chissenefrega, adesso c’è il PD come alleato ! … e teme tanto le elezioni che non esiterebbe a rigar dritto !

        Ah, già … l’ago della bilancia è Italia Viva che ricorda a tutti che posson partire le scrane da sotto il culo !

  6. daouda says:

    Ho letto fin qui

    “I cinesi tolgono soldi alla Cina, e li portano a Firenze. Interessante, perché lo scopo della tassazione cinese era, in principio, l’esatto contrario.”

    Sei un pollo. Non capirai mai un cazzo di nulla se non comprendi il gioco.

    Vabbè dai, leggo ancora dai, che sennò avrai sicuramente un illustre messaggio da dare collegato a ciò e dunque pare che sparo a buffo, aspé
    —–
    Ed infatti c’è bisogno di un’opera di traduzione totale che tu , specialista, non sai fare:

    “Questi soldi vanno ad arricchire prepotentemente qualcuno, che non necessariamente risiede a Firenze(!!!) SCRIVI CHI; e portano una modesta entrata a un discreto numero di altre persone – ad esempio pizzaioli egiziani ( LEVANDOLA AD ALTRI ).

    Ora è evidente che hai fatto il solito gioco delle tre carte per non dire un cazzo.E dunque mi fermo dal commentare, ma continuo a leggere.
    ———-

    Vabbè il tutto per dire che sei contro l’inquinamento? E dov’è la vostra distinzione conservatori lobbysti e ambientalisti tassaroli?
    Na cazzata, appunto.
    L’hai capito che la A dal GW la devi levare , e che il GW non è il pretesto per gestire, spulciare, foss’anche diminuire la popolazione, ma semplicemente quel che è?
    Che cazzo te cachi sotto se stai a crepà dal primo vagito che hai avuto?

  7. Moi says:

    Nell’ Ottocento, che branco di coglioni i “Padroni” …

    Sai che PIL ,oggi, con i cinni dei poveracci nei cunicoli delle miniere anziché a giocare a cagate sullo “smàrtfon” o parcheggiati a scaldare i cadreghini a Scuola dell’ Obbligo ?!

  8. Cercherò di essere rudimentale, mi perdonerete se ciò comporterà la perdita di qualche sfumatura.
    Esistono due modi di guadagnare:
    1) nel primo ti fai un cu*o come una casa, stai attento a non danneggiare le cose che utilizzi, a lasciare ai posteri le stesse possibilità che hai avuto tu, insomma ti comporti in maniera etica. Da questo primo metodo si ricava a malapena abbastanza per tirare avanti;
    2) nel secondo metodo distruggi una ricchezza esistente (tipo le foreste vergini, la salute collettiva, le risorse fossili, la biodiversità) per lucrarci sopra, scaricando le conseguenze dannose sulla collettività o su qualche gruppo di disgraziati. Da questo secondo metodo si ricavano soldi facili ed in quantità, ma solo finché c’è da distruggere (e temo che ne abbiamo ancora, ma la nostra generazione ne vedrà la fine);
    Indovina un po’, quelli che praticano il primo metodo sono disarmati rispetto ai decisori politici, quelli che praticano il secondo riescono ad ottenere quello che vogliono distribuendo una minima parte dei loro introiti attraverso società fantasma e paradisi fiscali, e attraverso il controllo della pubblicità e l’orientamento dell’opinione pubblica. In ultima istanza si può affermare che il capitalismo è il principale fattore di inquinamento delle democrazie.

    • daouda says:

      L’ultima frase non è una proposizione nemmeno perché accolla termini inacostabbili e certuni in realtà privi di senso.

      L’unica cosa che ti chiedo è se riesci a capire che la lotta contro i grandi evasori ( sempre loro ) significa lotta al gruppo 1.
      Perché sennò sei un ritardato mentale ed è il movente della mia battuta/freddura di poco più sù.

      • Ho premesso che non avevo tempo di dettagliare, quando lo avrò ci scriverò un libro (un altro).

        P.s.: quanto al ‘ritardato mentale’, mi duole deluderla, ma il mio Q.I. è di poco inferiore a 150 punti (verificato con numerosi test a età diverse), cosa che tenderebbe ad escludere tale ipotesi.
        Per abitudine tendo a non insultare gli sconosciuti online, per questo motivo sono portato a ritenere che tale comportamento ricada nello spettro dei “disturbi narcisistici della personalità”.
        https://it.wikipedia.org/wiki/Disturbo_narcisistico_di_personalit%C3%A0
        La invito pertanto ad interpellare uno specialista.

        • Per Mammifero Bipede

          “La invito pertanto ad interpellare uno specialista.”

          Non ti preoccupare.

          Daouda compare verso le 3 di mattina, con raffiche di insulti (in primis contro di me).

          In mezzo a quegli insulti, se scavi per bene, trovi perle interessanti, per cui è il benvenuto qui.

          Comunque gli ho messo un limiti di (circa) due commenti al giorno, gli altri vengono cancellati.

  9. izzaldin says:

    i cinesi in Sicilia vanno molto più a Enna che a Palermo perché lì c’è l’outlet dei grandi marchi.
    i cinesi di oggi parlano solo di soldi, di borsa, di prezzi, di bitcoin, se vanno al tempio buddhista è per fare offerte al fine di ottenere favori.
    la vita sociale ruota attorno a mall in stile americano, videogiochi, baidu e wechat che sono le loro facebook ma ancora più invasivi, ci paghi il taxi o l’autobus.
    la cosa che gli outlet italiani hanno capito bene è che i cinesi abboccano agli sconti: se alzi il prezzo artificialmente su un prodotto e poi applichi uno sconto del 10% a chi scarica la app dell’outlet, li vedrai arrivare a frotte, anche per il motivo detto da Miguel delle tasse altissime nel loro paese.
    le migrazioni verso l’italia sono soltanto perché qui si possono fare soldi che in Cina magari non potrebbero fare, visto il mercato molto saturo.
    non serve per forza avere dimestichezza con la lingua cinese, basta andare nella metropolitana o nelle stazioni di qualche grande città italiana e sbirciare dallo smartphone costantemente acceso dei turisti cinesi (o dei poveri cinesi, cambia poco) e vedrete quasi sempre una pagina wechat con dei prodotti in vendita. se vi capita fatelo, io lo faccio sempre e al 90% è così.

  10. Il corteo a Firenze si apre con un grande striscione, che invita il sindaco a starsene in ufficio, invece di farsi i selfie in un corteo che contesta alcune delle sue più importanti scelte.

    Il sindaco scende da Palazzo Vecchio così:

  11. E pensare che gli organizzatori del corteo avevano addirittura messo uno striscione sotto Palazzo Vecchio:

    • Mi immagino Luigi XVI e Maria Antonietta che partecipano all’assalto alla Bastiglia, con un comunicato come quello del nostro benamato sindaco:

      ” La manifestazione per il clima è stata «un successo bellissimo». Lo ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella, in riferimento alla folla di persone che venerdì mattina ha girato per il centro della città, chiedendo più attenzione per l’ambiente. «Credo che la cosa bella di questo movimento – ha anche aggiunto – sia proprio il fatto che è plurale e libero, io per primo non ho alcuna intenzione di usare questo movimento. Mi auguro che non lo faccia nessunoperché la bellezza di vedere questi ragazzi esprimere il proprio pensiero con grandissima libertà è un bene prezioso: noi dobbiamo soltanto rispettare la libertà e l’individualità di ciascuno di questi ragazzi che sono in piazza per manifestare senza farsi rappresentare da nessun portavoce, mediatore, rappresentante». – Video di Jacopo Storni /CorriereFiorentino Tv
      Nardella in piazza con i ragazzi: «Un successo bellissimo»La manifestazione per il clima è stata «un successo bellissimo». Lo ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella, in riferimento alla folla di persone che venerdì mattina ha girato per il centro della città, chiedendo più attenzione per l’ambiente. «Credo che la cosa bella di questo movimento – ha anche aggiunto – sia proprio il fatto che è plurale e libero, io per primo non ho alcuna intenzione di usare questo movimento. Mi auguro che non lo faccia nessunoperché la bellezza di vedere questi ragazzi esprimere il proprio pensiero con grandissima libertà è un bene prezioso: noi dobbiamo soltanto rispettare la libertà e l’individualità di ciascuno di questi ragazzi che sono in piazza per manifestare senza farsi rappresentare da nessun portavoce, mediatore, rappresentante». “

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