Droni su Londra

Avevo appena scritto un post su Extinction Rebellion, quando leggo che uno dei fondatori, Roger Hallam, di mestiere contadino, è stato preventivamente arrestato in Inghilterra durante un’intervista con un giornalista di Der Spiegel.

Provo a ricostruire, con poche informazioni e la possibilità di fare errori.

Lo scorso maggio, il parlamento del Regno Unito ha votato una dichiarazione di “emergenza climatica”. Insomma, ha riconosciuto che siamo del gatto, e che bisogna fare qualcosa di concreto subito.

Lo stesso parlamento, un anno prima, aveva approvato un progetto per l’espansione dell’aeroporto di Heathrow, che porterà il numero di voli dagli attuali 480.000 annui a 740.000, cioè circa 2.000 voli al giorno.

La prima resistenza arriva da alcuni milioni di cittadini della periferia di Londra che si troveranno direttamente sotto tiro acustico e sommersi da nuovi parcheggi e svincoli e corsie (senza parlare di ben 750 case che saranno abbattute); ma ragionando più in grande, sappiamo che:

– il trasporto aereo sta diventando la principale sorgente di CO2 in Europa (e funziona grazie a sussidi che paghiamo tutti);

– i tentativi di mitigare in qualche modo gli effetti distruttivi si fondano soprattutto sul ricorso al biocarburante, che devasta gli ambienti tropicali e ruba spazio alla produzione di cibo.

Ognuno vanta la peggiore situazione del mondo tutto per sé, comunque gli inglesi dicono che quella di Heathrow sarebbe attualmente la più importante Grande Opera Inutile e Imposta di tutta Europa.

Nel doppio voto del parlamento britannico, cogliamo qualcosa che capiamo subito.

Da una parte, a parole un pervasivo, soffocante e mellifluo linguaggio ecosostenibilverde, di quelli che fanno venire voglia di accoppare il primo, innocentissimo, orangutan che capita a tiro.

Dall’altra, la ferma decisione di continuare nel processo di crescita, cioè di trasformazione crescente di risorse in rifiuti.

Avessero almeno il coraggio di Trump, e presentassero una tesi falsificabile, dicessero, “il cambiamento climatico non esiste”…

Da tempo, i contrari all’espansione dell’aeroporto di Heathrow protestano in modo legale e pacifico, senza incontrare alcun ostacolo, ma nella più totale indifferenza.

Così è nato un gruppo, Heathrow Pause, di cui fa parte a titolo personale anche Roger Hallam, che ha deciso di fare qualcosa che farà clamore.

Extinction Rebellion, come abbiamo detto, ha obiettivi generici, che non comprendono alcuna specifica causa, ma i suoi attivisti sono liberi di impegnarsi anche in altre cause.

Esiste una zona attorno a Heathrow, dove è vietato far volare droni, per comprensibili motivi.

Gli attivisti di Heathrow Pause hanno deciso di far volare dei droni ad altezza d’uomo, lontano dai passaggi effettivi degli aerei, ma nella zona di divieto, per compiere un reato, ma senza fare male a nessuno.

Cinque sono stati arrestati preventivamente, senza che avessero ancora agito; sembra che altri abbiano fatto volare qualche drone (o forse sono stati bloccati dai dispositivi elettronici dell’aeroporto), e alle ultime notizie, gli arresti sarebbero complessivamente dodici (credo che in inglese non esista la distinzione netta tra “fermo” e “arresto” che caratterizza il linguaggio giuridico italiano).

In una vasta area attorno a Heathrow, la polizia ha messo in atto un “dispersal order“, in base alla “Section 34 of the Anti-social Behaviour, Crime and Policing Act 2014“, permette di allontanare qualunque “raggruppamento di due o più persone”.

Finalmente, l’espansione di Heathrow diventa un caso, come si dice; e se il reato di cui verranno accusati è abbastanza grave, come sembra, quelli di Heathrow Pause potranno essere processati da una giuria, a cui potranno spiegare le loro motivazioni.

P.S. Ore 11.50 del 14 settembre… Hallam è stato rilasciato durante la notte e ha annunciato che oggi a mezzogiorno lancerà il suo drone. Tra dieci minuti sapremo come va…

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3 Responses to Droni su Londra

  1. mirkhond says:

    Quanti anni di galera rischiano?

  2. Moi says:

    Aumentano i Voli a London Heathrow … ciò significa che ‘unn si “brèxita” 😉 più ?!

  3. daouda says:

    La tesi di Duhem del 1906 ridimensiona il “popperismo” ove è chiaro però che un frogio parlerà sfruttando il nominato di olismo allora, invece che di metafisica.

    In tutto ciò è come dire che Corbyn sia antisemita. Non solo non lo è per via che l’antisemitismo non ha senso né esiste, ma non lo è perché è un anti-sionista ed antigiudaico/edomita di facciata e basta, che l’abbiamo sempre saputo che tutti i movimenti ANTI sono in realtà PRO.

    Quindi di cosa ci si stupisce?

    Lo si ripete a voi cretini da mesi. Il cambiamento c’è e non è un problema più di quanto possa essere il vicino mio di casa che mi chiede l’olio ed appena mi giro mi accoppa , è l’inquinamento il problema o meglio, il frutto della (de)responsabilità dall’alto, ma anche dal basso giust’appunto.

    Ora è evidente che la tua operazione logica: fermare l’ambiente cattivo a colpa umana con il fermare la crescita è illogica 2 volte
    1) perché si può crescere senza inquinare in generale ma tu devi fare il sensazionalista, hobby diffuso.
    2) perché comunque sia anche per rimodulare l’inquinamento ( oppure il tuo fottuto riscaldamento climatico ue ue ) devi crescere, ed inquinare pure d’altronde per arrivarci.

    Ora mi spieghi come fai a vincere senza far male a nessuno?
    In secondo luogo , mi spieghi come fai a vincere?

    A queste domande risponde il tuo compare filmofigurativo risponde Miranda in giù la testa di Sergio Leone ma non per sempre, che io non sono come te, ma per l’ormai.

    Chi ha lottato, ci ha provato, ha perso, e noi viviamo solo perché serviamo sotto molti punti di vista che neanche credi.
    Abbiamo perso prima dell’elettricità Miguel, ben prima.

    Per il resto ottima trovata, secondo me, e ben venga.

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