“Signor Dio, esca per cortesia!”

Sono seduto all’ufficio postale del quartiere, aspettando il mio turno, assieme a una quindicina di altre persone.

L’aria condizionata dà il suo bravo contributo a portare la temperatura all’esterno a 40 gradi.

Entra un ragazzo sui vent’anni vestito di nero: colpisce che non abbia tatuaggi, piercing o jeans strappati.

Finalmente, un giovane normale.

Non solo, ha pure l’aria intelligente.

La pelle è piuttosto scura – sarà quasi sicuramente uno zingaro/Rom proveniente dai Balcani, penso.

Spalanca improvvisamente le braccia e con voce fortissima proclama al popolo delle poste, in un perfetto italiano:

“Il mio nome è Hamza Shiran!”

(ho modificato appena il cognome).

Prende un attimo di respiro e poi annuncia:

“Io sono la reincarnazione di Dio

Sono Gesù Cristo e sono tornato tra di voi!

Io non sono superiore a nessuno di voi, sono uno come voi!

Ma le donne sono superiori agli uomini!

Io vi amo come amo me stesso!

E voglio dare a tutti voi un mondo di felicità e ogni vostro desiderio!”

Fa un giro su se stesso, e ripete lo stesso annuncio.

Al terzo annuncio, un impiegato gli dice,

“Qui dobbiamo lavorare… per favore, esca!”

“Ma io sono Dio!”

“Sì, signor Dio, esca per cortesia o la faccio accompagnare fuori dai carabinieri!”

Gesù allora spalanca la bocca e fa un soffio da gatto arrabbiato, e annuncia:

“Io sono il Figlio di Dio!

Ma siete tutti figli di Dio, come me!

E’ ora che finisca questo sistema!”

Arriva la vicedirettrice dell’ufficio.

“Come ti chiami?”

“Hamza!”

“Hamza, per favore, vuoi uscire, perché se no davvero ci tocca chiamare i carabinieri!”

Gesù/Hamza fa un soffio felino anche a lei.

Poi dice:

“Io vi amo tutti come me stesso!”

Poi si gira verso la vicedirettrice:

Amore mio, vado!”

le manda un bacio da lontano ed esce.

I come like a beggar with a gift in my hand,
I come like a beggar with a gift in my hand.

By the hungry I will feed you,
By the poor I’ll make you rich
By the broken I will mend you.
Tell me which one is which?

I come like a prisoner to bring you a key . . .

And the need of another is the gift that I bring . . .

Take the wine that I bring you and the bread that I break . . .

I come like a beggar with a gift in my hand . . .

Print Friendly, PDF & Email
This entry was posted in esperienze di Miguel Martinez, mundus imaginalis, rom o zingari and tagged , . Bookmark the permalink.

142 Responses to “Signor Dio, esca per cortesia!”

  1. PinoMamet says:

    Mo’ me lo segno!

  2. mirkhond says:

    Il caldo…..

    • Z. says:

      In più si veste pure di nero, puvràz…

    • Per Mirkhond

      “Il caldo…..”

      E’ una spiegazione meravigliosamente italiana.

      Con due parole, di cui una un fragile articolo, hai espresso tutta quella strana forza, da polpo, con cui l’italianità sa esserci e non esserci, sa liberarsi da ogni presa, sa cambiare colore, sa rendere lieve ciò che altrove pesa, e sa anche perché è meglio non farci nulla: ci vuole un fondo di nichilismo non indifferente, per essere davvero conservatori.

    • Francesco says:

      caro Mirkhond, ho pensato la stessa cosa mentre leggevo il post di Miguel!

      poi, molto poi nella mia testa, mi sono chiesto se mai sarei in grado di riconoscere Nostro Signore, dovesse tornare mentre sono in vita

      ma MOLTO poi

      ciao

      • mirkhond says:

        Mi hanno etichettato nei modi più vari, ma è la prima volta che mi danno del nichilista. 🙂
        Forse perché non avrei riconosciuto la Seconda Venuta di Cristo nel…. fuori di testa dell’ufficio postale fiorentino? 😉

        • mirkhond says:

          Ripensando a quanto scrittomi da Miguel, forse capisco il perché riesca a sopportare le esternazioni di Daouda.
          Forse Miguel è convinto di leggervi delle rivelazioni profetiche? 😉

          • Francesco says:

            forse Miguel CI RIESCE!

            però più che profetiche direi apocalittiche, è quello il Libro meno comprensibile di tutta la Sacra Scrittura!

            ciao

            PS qui a Milano caldo bestia; lì da te? voi avete il mare …

            • mirkhond says:

              Fa caldo, attorno ai 31 gradi, nei prossimi giorni si dovrebbe arrivare ai 34.
              Credo che faccia più caldo da voi.
              Il mare mitiga un pò la calura.
              ciao!

          • daouda says:

            L’anarchico di destra vede cose,
            odia l’autorità, s’insospettisce,
            scorge il male nel mondo arrampicarsi
            ma dubita che ci siano rimedi.

            Un po’ cinico un po’ sentimentale
            ha un’opinione varia sulle donne,
            legge Houellebecq, ascolta Philip Glass
            ma Tacito è il suo autore preferito.

            E’ scettico, inarca il sopracciglio,
            storce la bocca, lascia a metà il drink,
            vede gli abusi, i torti, stringe i pugni…
            ma la natura umana è sempre quella

            secondo lui, e non ci si può far niente:
            perfino i giusti, i santi, non appena
            li sfiora solo l’ombra del potere
            diventano corrotti e corruttori,

            le loro idee marciscono, corrodono
            i corpi dall’interno, fanno esplodere
            le teste, e tutto il mondo dei politici,
            dei capibanda, capiufficio, account

            director, gli editori, i bigliettai,
            esattori fiscali e segretari,
            profeti, podestà, riformatori,
            amministratori condominiali,

            tuo padre con la cinghia fra le mani,
            sergenti, presidenti, delegati,
            sciamani, capiturno, capisala,
            insomma il mondo di chi può innalzare

            lo straccio di un potere, anche da niente,
            è una caserma di mostruosità,
            teste scoppiate, occhi scardinati
            di gente che il potere ha trasformato.

            Sarà sempre così, sempre così
            finché non ci saremo tutti estinti
            e il mondo tornerà agli scarafaggi.
            E’ di destra per questo. In questo senso

            si definisce anarchico di destra.
            Non crede che una classe dirigente
            illuminata possa fare il bene
            dell’uomo, praticare la giustizia.

            No, lui si è rassegnato ormai da anni.
            L’idea lo inorgoglisce, e lo spaventa:
            si sente all’avanguardia, un po’ in disparte,
            per niente trendy, a volte disprezzato

            come se non avesse le idee chiare!
            Ha quasi solo amici di sinistra,
            gli equivoci si sprecano a suo danno:
            se fosse un anarchico di sinistra

            gli altri lo inquadrerebbero un po’ meglio:
            romperebbe le scatole ai vicini
            coi volantini, e anche sul lavoro
            distribuirebbe opuscoli, farebbe

            discorsi accalorati coi compagni,
            tutti lo inviterebbero alle feste.
            Il nostro amico anarchico di destra
            a me è pure simpatico, lo stimo,

            è spiritoso, ma le sue battute
            spesso hanno un che di acido, che stanca.
            Non sta mai dalla parte giusta, annoia,
            diventa malinconico invecchiando

            scopre di aver ragione da una vita
            ma che avere ragione conta poco
            se intanto quella vita se n’è andata.
            Tanto valeva avere torto e viverla.

            _____

            Ecco questa è la poesia di Montanari Raoul che, evidentemente, nun cià capito un cazzo pur avendo in testa qualche spunto.

            Io sono archico fino al midollo, Dio esiste perché lo voglio IO, ed io compartecipo all’Essere perché Lui lo vuole.

            Profezie? Apocalitticismi od escatologie lasciano quel che lasciano…

            Io scrivo che tutti i politici di destra sono comunisti, che il terrorismo islamico ancora oggi è pilotato dai russi, che comunque sia se prendi i Saud o la FM sempre c’è questo interscambio massinico-sufico ignorante della subordinarietà della Massoneria che è solo casa di reclutamento ( ed i sufi se la pijano inderculo mentre pensano guénonianamente di riformare e esotericamente e materialmente – col proprio numero – l’occidente come lo chiamano loro ), dico che la Mafia è controaltare del banchierismo e dell’imprenditoria multinazionale , soldi e strategia che si guardano, affermo che il primo complottista fuffarolo è stato Augustin Barruel, cazzaro atomico, JEWsuita.

            Dico tante cose che non hanno alcun nesso con le vostre aspettative futurologiche, perché io vi parlo del momento attuale e dire che la guerra Fredda è stata complicismo fra le stanze dei bottoni, ed ugualmente dire che però gli Usa la hanno persa di brutto, serve proprio per il presente, e vedere il dopo, ma non quello che asserite voi, come se dovessi fare un santone.

            E’ per questo che il primo gaggio che vi appare , strambo e vaniloquente, ve fate le pippe, infondo sulla vostra bontà, perché dite ” io ho scorto in lui” quando non sapete un cazzo.

            Di conseguenza la mia preoccupazione è più banale : ad ora se scrivo sarà per abitudine, frustrazione, piacere misantropico ed obiettivo divulgativo, oltre certo leggere per comprendere le grandi utilità, positive o negative, espresse da un ritrovo di gente certamente meritevole.

            Ma alla fine non posso esimermi da contribuire ad accrescere l’algoritmo, non posso far finta di essere diverso o migliore e questo non ha molto a che fare con MM.
            Che io penso certo a quello non ai fantomatici registri digital-telematici ed all’occhio lungo dei perlustratori , che esistono ma pensano SOPRATTUTTO ad altro, ma forse anche qui pensano.

            MM è un liberale nel senso buono? Può anche essere, forse

            • Di solito non commento Daouda, perché non capisco quello che dice, ma mi ha colpito la poesia di Raoul Montanari che lui cita.

              Descrive un tipo umano molto reale e diffuso, intelligente, e con cui è difficile discutere perché non è facile dargli torto.

              • Francesco says:

                scopre di aver ragione da una vita
                ma che avere ragione conta poco
                se intanto quella vita se n’è andata.
                Tanto valeva avere torto e viverla.

                😀

                molto bello e invecchiando un pochino tenta

              • daouda says:

                Ti avrebbe dovuto colpire il fatto che
                a) cita olbelleq da molto prima della moda
                b) che l’anarchico di destra è comunista non solo e non tanto in forza del punto a)

                saluti

  3. mirkhond says:

    Infatti. 🙂

  4. Moi says:

    SE il Topic sono le stranezze religiose estive … ci rimango :

    https://bologna.repubblica.it/sport/2019/07/21/foto/bologna_per_sinisa_centinaia_in_pellegrinaggio_a_san_luca_per_l_allenatore_malato-231683893/1/#1

    Bologna con Sinisa, migliaia in pellegrinaggio a San Luca per l’allenatore malato

    Cmq il Quadro Mistico Pallonesimo / Cattolicesimo è coerente : per costoro, si tratta dell’ Uomo della Provvidenza Salvatore dalla Dannazione in Serie B, e si sa che i Tifosi sono i primi a dire che la Squadra è una Fede ! … Da queste parti, qualcosa di molto simile avviene “da sempre” con la Politica ! 😉

    ——————–

    Bologna … NON Matera ! 😉

    • paniscus says:

      “Cmq il Quadro Mistico Pallonesimo / Cattolicesimo è coerente :”
      —————-

      Ma l’interessato è cattolico?

      Non ho idea se sia religioso e praticante, ma come origine familiare mi aspetto che sia battezzato ortodosso…

      • Moi says:

        Boh …cmq i Tifosi è normale che “facciano con ciò che hanno” e lui credo che ragioni “nel dubbio, meglio aver tutte le divinità a favore !”

        • Moi says:

          e cmq se un Allenatore Italiano si trovasse in situazione analoga _che so_ in Giappone , NON credo che si offenderebbe da (verosimile) Cattolico se i Tifosi locali cercassero di ingraziarsi per lui Amaterasu … o chi per lei.

      • daouda says:

        Non credo possa essere cristiano credente verace, quelle sono bestemmie.
        Era un cojone prima che un folle. Mi spiego molto bene perché nessuno sia uscito di seguito a parlarci, chiaramente esordendo con un “MENZOGNA, IDDIO SONO IO, IMPOSTORE”.
        Così si deve parlare, ed entrare in quelle logiche.

        Di pesante non c’è nulla a mio avviso, neanche la scena, sempre se sia esistita…

        Inoltre l’accenno ai barboni con la canzone non credo sia pertinente.
        Per parlare bene coi barboni si deve stare zitti, od insultare ad alta voce il vuoto.

        Se fosse stato a Roma , quarchuno forse j’avrebbe detto “Hamza er desiderio mio allora è che te levi subbito dar cazzo”

        ma appunto, forse, prima che un folle, ed un cojone, era solo una testa di cazzo

  5. Laura says:

    Se il caldo porta con se tanta dolcezza e magari,pure pazza “alleria”, prego l’Universo perché l’estate non finisca presto❤️

    • Per Laura

      “Se il caldo porta con se tanta dolcezza e magari,pure pazza “alleria”, prego l’Universo perché l’estate non finisca presto”

      Infatti, hai colto un elemento che forse non era molto chiaro a tutti i lettori!

      Buona estate anche a te!

    • PinoMamet says:

      Per qualche motivo in genere direi che gli italiani in grande maggioranza affermano di prediligere il freddo, i maglioni e i paesaggi nordici.

      In giro d’estate non si sente altro che mamma mia non si resiste, rivoglio l’inverno, guarda che belle le foto che ho fatto in Islanda; è una mania nazionale, e una delle poche che non mi tocchi.

      • mirkhond says:

        Preferisci l’estate, anche torrida?

      • Roberto says:

        Salvo poi vestirsi come per una spedizione sull’everest appena si scende sotto i 16 gradi

        • PinoMamet says:

          Verissimo…
          io poi sono freddoloso, ma ricordo tiepidissimi e piacevolissimi giorni di Marzo-Aprile a Roma, con passanti ancora tutti incappottati, a fianco di turistoni americani o olandesi in bermuda e infradito.

      • Francesco says:

        il caldo va benissimo ma non è compatibile con attività lavorative, almeno per me

        al freddo lavoro bene – PK se fuori fa freddo

        ma il caldo, no, rende impraticabile il lavoro, bisogna uscire, spogliarsi, fare il bagno, mangiare gelati, bere aperitivi alcolici, lumare le femmine svestite …

      • Mauricius Tarvisii says:

        Gli italiani che conosco io d’estate amano l’inverno e l’inverno amano l’estate.

        • Z. says:

          O quanto meno, d’inverno si lamentano del freddo e d’estate si lamentano del caldo.

          Considerando che in alcuni posti si va da una temperatura sotto lo zero a quaranta gradi, non hanno poi tutti i torti 🙂

          • PinoMamet says:

            Certamente avete ragione, ma fate una prova con amici e conoscenti: chiedete cosa preferiscano in generale.

            Sappiatemi poi dire: sono convinto che 9 su 10 vi dirò l’inverno, “quando almeno ti puoi coprire”.

            Non chiedeteglielo adesso, e neppure a Gennaio;

            chiedetelo tipo a Ottobre.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Ormai ottobre è un mese caldo, quindi la preferenza andrà all’inverno.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Aggiungo: quest’anno maggio è stato freddo e tutti invocavano sole e caldo.

              • PinoMamet says:

                Beh, questo Maggio è stato anomalamente freddo e piovoso, sembrava che l’inverno non volesse finire mai…

                non è stato proprio il Maggio tipico, e che capisco che abbia stancato tutti.

                Ma ribadisco, prendete un mese qualunque, normale, né caldo né freddo, e fate il mio sondaggio: mi saprete dire.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Quest’inverno, però, non sentivo nessuno invocare pioggia e neve. Anche perché sulle piste comunque la sparano…

              • paniscus says:

                Io a maggio stavo proprio bene: al limite mi poteva dare fastidio l’UMIDO, ma la temperatura la trovavo perfetta!

            • Roberto says:

              Pino,
              Proverò, ma secondo ne questa cosa è verissima per il nord Italia (che, ricordo a me stesso, è sud del mondo che ama il nord).
              Man mano che si scende, mi sa che la percentuale di quelli che sognano spiagge, mare e vita in costume da bagno aumenta di brutto

              • PinoMamet says:

                Mi fido di te, per quanto avrei detto il contrario
                (ho conosciuto tedeschi, olandesi e britannici che dicono di sognare il caldo dell’Italia…)

                (conosco anche israeliani che dicono di amare l’Italia “perché lì non siete ossessionati dal lavoro e sapete godervi la vita”, ma questo è un altro discorso 😉 )

              • Roberto says:

                “perché lì non siete ossessionati dal lavoro e sapete godervi la vita”

                Questo lo dicono tutti, ma proprio tutti, i tedeschi che conosco!
                Faccio sempre finta di non cogliere la sfumatura “voi mediterranei ke zempre zuona mantolino e non fa un kazzo”, mischiata alla genuina invidia per uno stile di vita oggettivamente migliore

              • Per roberto

                “Faccio sempre finta di non cogliere la sfumatura “voi mediterranei ke zempre zuona mantolino e non fa un kazzo”, ”

                Che poi sospetto sia una balla.

                Conosco tanti italiani che sono lavoratori instancabili: imprenditori, insegnanti (ce n’è una che conosco molto bene che se non lavoro sedici ore al giorno sette giorni la settimana a preparare e correggere compiti, non è contenta), contadini che non riescono a stare fermi con le mani, affaristi.

                Come al solito, le cose si complicano appena si cerca di fare qualcosa in grande (tipo istituzioni), e immagino che i tedeschi lì siano più bravi e presumo anche flessibili.

                Penso agli olandesi che aprono bottega alle 10 e alle 17 la chiudono, e poi magari coltivano i fiori; però certamente riescono a essere meno burocratici e più pratici, e quindi sembra che lavorino meglio degli italiani.

              • PinoMamet says:

                Forse è uno dei tanti difetti prospettici;

                scambio scolastico con la Germania (iniziato tanti tanti anni fa); chi ospita per primo?
                “Beh, cominciamo noi che siamo più ospitali

                sarà… io vedo i colleghi tedeschi da noi, nessuno che li caga di striscio.

                Vado in Germania (la prof.ssa di tedesco si era ammalata e io ho finto biecamente di conoscere la lingua di Goethe) e vengo accolto che neanche il papa…
                n’altro po’ fanno pure i fuochi d’artificio.
                Per una cosa assolutamente di routine, che si ripete ogni anno…

                (Poi scopri che lo scambio tra tedeschi e francesi è stato interrotto da un giorno all’altro, per decisione univoca e arbitraria dei francesi, che a malapena si sono degnati di comunicarla perché tanto si sa che loro hanno ragione in anticipo… e tutto ritorna nella norma 😉 )

              • Roberto says:

                Boh miguel, mi sembrano tanti discorsi che lasciano il tempo che trovano, e sono certo che conosci anche imprenditori, insegnanti e contadini che fanno lo stretto necessario e a volte meno.

                piuttosto, mi sembra abbastanza evidente che “godersi la vita” sia considerato a sud delle alpi un merito e a nord un disvalore, esattamente come per noi la tirchieria è un vizio, per gli olandesi una virtù.

                Inutile dire che un tirchio che non sa godersi la vita mi sta simpatico quanto hitler

          • Peucezio says:

            Z.,
            sì, ma il fatto è che in Italia ci si lamentano pure se c’è una temperatura intermedia, magari gradevolissima. Io credo non esista temperatura, percentuale di umidità o tempo meteorologico di cui gli italiani non si lamentino. Poi da un po’ di anni c’è questo vezzo, giustamente individuato da Pino, di lamentarsi soprattutto del caldo e di dire di preferire il freddo.

            • PinoMamet says:

              Perché gli italiani continuano ad avere ingiustificabili complessi di inferiorità verso i popoli v”seri”, i “popoli nordici”, gli inglesi che “dominavano il mondo”, i tedeschi che “fanno le cose bene e sono rigorosi”, e persino i francesi che, bèh, fanno le cose alla cazzo e perdono tutte le battaglie, ma riescono lo stesso va stare dalla parte dei vincitori.

              • Peucezio says:

                Vero.

              • Per Pino Mamet

                “Perché gli italiani continuano ad avere ingiustificabili complessi di inferiorità verso i popoli v”seri”, i “popoli nordici””

                Uno:

                1) gli italiani fanno disastri ogni volta che pensano in grande, ogni volta che pensano in piccola, a livello campanile, diventano insuperabili.

                2) comunque gli olandesi sono fighi!

              • mirkhond says:

                “1) gli italiani fanno disastri ogni volta che pensano in grande, ogni volta che pensano in piccola, a livello campanile, diventano insuperabili.”

                Pienamente d’accordo.

              • Francesco says:

                >> gli italiani fanno disastri ogni volta che pensano in grande, ogni volta che pensano in piccola, a livello campanile, diventano insuperabili

                io invece direi esattamente il contrario, che quando pensiamo a livello campanile siamo immondi, le pochissime volte che sappiamo alzare lo sguardo riusciamo a realizzare anche grandi cose

  6. Moi says:

    Sempre a Firenze …

    https://video.lastampa.it/cronaca/firenze-le-urla-degli-anarchici-alla-sentenza-di-condanna-per-l-and-8217assalto-a-casapound/101712/101724?

    Firenze, le urla degli anarchici alla sentenza di condanna per l’assalto a CasaPound

  7. Moi says:

    … a Bibbiano,invece, ognuno ha già POLITICAMENTE deciso la sua e cerca di urlare il più possibile per coprire quella altrui. In pratica, tutto ruota attorno a SE è più scandaloso che fosse Sindaco “Uno del PD”, OPPURE invece che “Salvini e Di Maio ci marciano !” …

    • Moi says:

      Quando successe un lustro fa oramai circa qualcosa di simile a Rignano Flaminio … NON ricordo che ci fosse stato un così fortissimo coinvolgimento della Politica Istituzionale a fini elettorali / propagandistici, anche se il putiferio sugli “Orchi” (per dirla in Giornalistese) reali o presunti ci fu eccome. Ma “solo” sui Social … senza _ ripeto _ Ministri / VicePremier VS Leader / Forze dell’ Opposizione !

      • Per Moi

        “Bibbiano”

        Esatto.

        In Inghilterra, un tizio si è inventato un sacco di balle a proposito di un presunto terribile gruppo di pedofili: tutti nomi grossi del mondo conservatore inglese, quindi potremmo dire che in questo caso i

        https://www.theguardian.com/uk-news/2019/jul/22/carl-beech-vip-paedophile-ring-claims-guilty

        In Italia, uno psicologo si è autoconvinto di un sacco di balle a proposito di un presunto terribile gruppo di pedofili, e un amministratore locale, casualmente piddino, lo ha riempito di soldi.

        Insomma, dare etichette di “destra” o di “sinistra” a queste cose è follia.

        Il vero problema è il meccanismo, di origine freudiana-americana, delle false memorie.

        • Francesco says:

          ma perchè noi italiani ci aggiungiamo l’inutile coloritura politica? davvero qualcuno crede che un sindaco di diverso partito avrebbe fatto meglio solo perchè di diverso partito?

          mi pare ci siano tutti gli estremi per un pò di bei linciaggi, perchè rovinare così una bella festa?

          • Z. says:

            Perché i gialloverdi, per fortuna, sono un’esclusiva italiana.

            Carina l’idea secondo cui sfruttare un’inchiesta del genere per fare cassa di voti e rilevare che c’è chi lo fa sia la stessa cosa. Un po’ come dire che rubare una bicicletta e subirne il furto è lo stesso…

          • Z. says:

            (sarebbe, non sia. Miseriaccia!)

  8. Moi says:

    Altri Personaggi da Calura 😉 … i “Geovadem (Gretini) di Castagnetti”

    http://www.lanuovabq.it/it/ecco-i-geovadem-ma-non-citofonate-a-bibbiano

  9. habsburgicus says:

    OT
    vi metto anche qui quanto ho scritto altrove sulle elezioni ucraine che segnano, forse, il ritorno in grande stile di Putin e la fine dei sogni (o delle velleità ?) del nazionalismo ucraino; vi metto anche il link ucraino (ma in parte è scritto in russo !), in cui si trovano i dati che vi ho riassunto, utilizzando anche altre fonti come i dati della commissione elettorale centrale
    https://www.pravda.com.ua/rus/articles/2019/07/21/7221526/

    risultati delle elezioni legislative ucraine; si conferma la grande vittoria del neo-presidente Volodymyr Zelens’kyj (in carica dal 20/5/2019) e la sconfitta impressionante dei nazionalisti; si aprono prospettive molto importanti per Putin che difficilmente si farà cogliere impreparato
    254 seggi a Sluha Narodu “Al servizio del popolo”, il partito di Zelens’kyj (condotto alle elezioni da Dmytro Razumkov)
    43 seggi ai filorussi di Opozycijna Platforma-Za Žyttja “Piattaforma di Opposizione-Per la Vita” di Jurij Bojko, Vadym Rabynovyč e Viktor Medvedčuk
    26 seggi a Bat’kivščyna “Patria” (Julija Tymošenko)
    25 seggi a Jevropejs’ka Solidarnist’ “Solidarietà Europea” (Petro Porošenko, ex-presidente)
    20 seggi a Holos “Voce” (la rockstar Svjatoslav Vakarčuk)
    solo questi 5 partiti ebbero seggi al proporzionale (225 su 450) avendo superato la soglia del 5 % (rispettivamente 124, 37, 24, 23, 17): ad esempio il Radykal’na Partija “Partito radicale” di Oleh Ljaško con il 4, 01 % restò fuori dal Parlamento
    vi sono però anche i seggi del maggioritario, in teoria 225, in realtà solo 199 giacché non si poté votare in AR Krym (10 collegi) e in città di Sevastopol’ (2 collegi), aree annesse nel marzo 2014 dalla Russia, né in 14 collegi del Donbas (9 in obl. Donec’k e 5 in obl. Luhans’k) in mano ai separatisti della DNR e della LNR (si votò in 18 collegi, 12 in obl. Donec’k e 6 in obl. Luhans’k)
    i 5 partiti sopra citati ne ebbero 143 (rispettivamente 130, 6, 2, 2, 3) su 199;
    l’Opozycijnyj Blok “Blocco di Opposizione” (nuovo nome de facto del disciolto Partito comunista), pur non ottenendo il quorum al proporzionale (solo 3, 02 %) ottenne 6 collegi al maggioritario, di cui 5 nel Donbas e 1 nel resto del Sud-Est russofono
    Svoboda, di estrema destra, riuscì a fare eleggere una donna in obl. Ivano-Frankivs’k, cuore del nazionalismo più intransigente (con l’aiuto di una coalizione ad hoc) ebbe 2, 16 % al proporzionale
    Samopomič “Aiutarsi da sé”, di destra, riuscì a fare eleggere un deputato in obl. L’viv (pur avendo un misero 0, 62 % al proporzionale !)
    Jedynyj Centr “Centro Unito” fece eleggere un deputato in Zakarpattja, annessa solo nel 1945
    un movimento locale di Bila Cerkva fece eleggere un deputato centrista in obl. Kyïv
    questi sono i 10 deputati raccolti (in russo !) sotto “Drugie Partii” (altri partiti)
    furono poi eletti 46 indipendenti, in ucraino samovysuvanci (all’interno), in russo samovydvižency (in testa)

  10. mirkhond says:

    Grazie!
    Una domanda: perché Putin in tutti questi anni non ha mai occupato e annesso il Donbass?

    • habsburgicus says:

      è stato seggio !
      inoltre non aveva appigli secondo lo ius sovieticum, per la Crimea sì, essendo stata della RSFSR sino al 1954

      • mirkhond says:

        Non si potrebbe indire un referendum sotto ossevatori internazionali, per capire se il Donbass vuole tornare o meno sotto la Russia?.

        • mirkhond says:

          osservatori

          • Francesco says:

            si potrebbe ma aprirebbe la strada a infinite guerre e occupazioni

            PS pensa se l’Austria invadesse il Triveneto e poi facesse un referendum “Austria o Di Maio Land”

            😀 😀 😀

        • habsburgicus says:

          è inutile ormai…
          i russi hanno fatto tanta propaganda su presunte limitazioni alla lingua e cultura russa e su un ipotetico “fascismo” ucraino (cosa che solo in Italia si può credere ! :D)..ciò non era vero neanche allora (2014) allorché la destra estrema, pur in auge, a stento raggiungeva il 5 %
          a maggior ragione non vale ora, con la dx umiliata..la maggior parte degli ucraini ha detto un NO (definitivo ?) al nazionalismo linguistico ed etnico….le persone che ora sono al potere sono tutte, o quasi russofone e del tutto russo-sovietiche come mentalità (ancorché un russo-sovietismo modernizzato, 2.0)…la soluzione è chiara….Crimea e Sebastopoli a Putin anche de iure (e DUNQUE fine sanzioni a RUS), in cambio del placet di Putin al ritorno di tutto il Donbas entro l’Ucraina, con qualche autonomia…ufficiosamente (non detto, ma importante) questa nuova Ucraina “unificata” (senza Crimea, ovvero un’Ucraina nei confini tardo-staliniani 1945-1954) direbbe un NO secchissimo alla NATO e concorderebbe con Putin ogni eventuale SI/NI alla UE..ucraino unica lingua ufficiale sulla carta, ma russo de facto seconda lingua ufficiale nella pratica
          sarebbero contenti tutti, tranne i galiziani..e secondo me il vero pericolo per l’Ucraina in futuro verrà da Occidente, in quanto potrebbe sorgere una questione occidentale…L’viv mai potrà, nel suo piccolo, tollerare Mosca, là -e solo là- Mosca é veramente odiata, odio vero !
          questo in un mondo “ideale” con nessuno che remi (troppo) contro
          se però gli USA vorranno strafare e se Putin vorrà troppo, allora questa opportunità potrebbe fallire
          oggi però c’é la possibilità di un compromesso ucraino-russo durevole, tale da accontentare l’80 % degli ucraini (tranne i galiziani)
          ci sarà anche domani ?

          • habsburgicus says:

            né é da sottovalutare il ruolo della Polonia
            polacchi e galiziani non si amano, ma Varsavia potrebbe eccitarli contro Mosca
            e se (oggi fantastoria e fantapolitica, sia chiaro !) la Polonia decidesse di abbandonare l’ucrainesimo, sponsorizzando il rutenismo, ovvero u separatismo OCCIDENTALE ?
            sarebbe la bancarotta di tutto il nazionalismo ucraino almeno dagli 1880′ (se non dai 1860′), ma sarebbe anche un ritorno alle origini (la Polonia appoggiò i proto-rutenismp nei 1830′ e 1840′ ma fu umiliata o meglio lo appoggiarono i polacchi perché la Polonia non esisteva e tale assenza fu una delle cause del fallimento di questo rutenismo arcaico che nei più radicali presupponeva financo il passaggio all’alfabeto latino, cosa che non piacque neppure al clero greco-cattolico !)

          • Francesco says:

            sei sicuro che gli ucraini siano diventati così filo-russi, tolti pochissimi?

            dopo anni di aggressione militare russa e la spoliazione di parte del loro territorio?

            ne sarei molto stupito

            ciao

  11. habsburgicus says:

    saggio

  12. daouda says:

    “ THE ‘MULTI-PARTY SYSTEM’ [in the then-USSR as well as in today’s ‘post-Soviet’ Russia] IS A FABRICATED INSTRUMENT OF THE KGB: The basic weapon in the Soviet political armoury is the KGB with its 5 or 6 million secret agents inside the USSR. Together, the Party and the KGB have fabricated controlled political opposition in the main cities of the USSR and in the national Republics. Together they have chosen and trained the organisers, leaders and activists of the new ‘democratic’, ‘non-Communist’, ‘nationalist’ and ‘independent’ organisations which are mushrooming under the Soviet ‘multi-Party system’. Even non-democratic groups like the anti-Semitic ‘Pamyat’ movement are creatures of the regime. Gorbachev is not the creator of a true multi-Party system: he is not a Soviet Stolypin intent on saving Russia through capitalism. – He is a Leninist, chosen and trained by the Soviet strategists to engineer the defeat of the United States and the West generally through the use of false, controlled democracy and a specious capitalism. The young Communists and KGB secret agents who form the core of the ‘multi-Party system’ are not genuine, ardent democrats bent on overturning the principles of the Bolshevik Revolution. They are still dedicated, disciplined revolutionaries and committed enemies of Western democracy who, on the instructions of the Party, are acting as ‘democrats’, ‘non-Communists’ and ‘nationalists’ in order to carry out the final assault on the capitalist West in accordance with the non-violent pattern of the Second October Revolution. – Scratch these new, instant Soviet ‘democrats’, ‘anti-Communists’ and ‘nationalists’ who have sprouted out of nowhere, and underneath will be found secret Party members or KGB agents. The West will pay dearly for its failure to understand that ‘perestroika’ is not a denial of Leninism but a radical, creative and effective application of the tactic described by Lenin in ‘Left-wing Communism – an Infantile Disorder’. In this document, Lenin wrote that true revolutionaries should not be afraid to discard revolutionary phraseology and adopt right-wing tactics to carry out a revolutionary policy. – After the Second World War the victorious allies correctly applied a denazification programme to eliminate former Nazis and their influence from the institutions and political life of the new Germany. No equivalent decommunisation programme has been applied in the USSR or Eastern Europe. The Soviet Party, the KGB and the armed forces with their political commissars remain intact. – Yet the West is eager to proclaim and believe in the death of Communism and the evaporation of Communist influence virtually overnight. This over-hasty optimism is destined to end in disillusionment.” (Anatoliy Golitsyn. The Perestroika Deception. pp. 123, 124. Memorandum of September-November 1990.)
    ——-
    “Although [German Chancellor of the day, Helmut] Kohl dismisses the idea, the comparison between Lenin’s negotiation and exploitation of the 1922 Treaty of Rapallo with the Germans and the present Soviet strategy with regard to the economic collaboration offered by Kohl and his Foreign Minister, Genscher, is close and compelling. – What Kohl fails to realise is that the Soviet strategists aim to use Germany’s economic and technological might to convert the USSR into the dominant power in a united Europe. Chancellor Kohl has his eyes on the next election. But Gorbachev and the strategists are thinking further ahead. It was no accident that Gorbachev referred to reunited Germany’s right not only to participate in NATO but to join whatever alliance Germany preferred. What he had in mind was the possibility that a future Germany under a Social Democratic Government would switch to political alliance with the USSR. Domination of a united Europe by a Soviet-German political and economic partnership would be a significant achievement for the second round of the October World Socialist Revolution.” (Anatoliy Golitsyn. The Perestroika Deception. p. 125. Memorandum of September-November 1990.)
    —–
    “The great majority of the predictions both in ‘New Lies for Old’ and in my subsequent Memoranda to the CIA have proved accurate both in substance and in detail. The question arises: why were these predictions correct and why did Western experts fail to predict these developments? The answer lies in the different methods of analysis. The new method takes into account the adoption by the leaders of the Communist Bloc in the period 1958 to 1960 of a long-range strategy of which ‘perestroika’ is the logical culmination.” (Anatoliy Golitsyn. The Perestroika Deception: The World’s Slide Towards the Second October Revolution – Memoranda to the Central Intelligence Agency. Edward Harle Ltd., London, New York 1995. p. 11. Memorandum of March 1989.)
    —–
    “Similarly, current and future Western aid for Russia will fail to deflect the Russian leaders from their long-term objectives of world hegemony which they will continue to pursue in concert with the Communist Chinese. – While US policymakers are mobilising massive Western support for Russia and building up optimistic expectations of the future for democracy there, the same Soviet strategists as before are quietly carrying out their strategy. As this analyst has argued in previous Memoranda and publicly in ‘New Lies for Old’, the late Academician Sakharov under the guise of a ‘dissident’ was used as an unofficial mouthpiece of the former Soviet régime before being officially ‘rehabilitated’ and lionised under Gorbachev’s ‘perestroika’.In the late 1960s he went some way towards expressing publicly the essence of Soviet strategy, though without revealing that the developments he foresaw were deliberately planned. He predicted that in the period 1968 to 1980 ‘a growing ideological struggle in the socialist countries between Stalinist and Maoist forces on the one hand and the realistic forces of leftist Leninist Communists (and leftist Westerners) on the other will lead… in the Soviet Union… first to a multi-Party system and acute ideological struggle and discussions and then to the ideological victory of the (Leninist) realists, affirming the policy of increasing peaceful coexistence, strengthening democracy and expanding economic reforms’. – The period 1972 to 1985 would be characterised by pressure from the progressive forces in the West combining with pressure from the example of the socialist countries to implement a programme of convergence with socialism, ‘i.e. social progress, peaceful coexistence and collaboration with socialism on a world scale and changes in the structure of ownership. This phase includes an expanded role for the intelligentsia and an attack on the forces of racism and militarism’. In 1972 to 1990, ‘the Soviet Union and the United States, having overcome their alienation, solve the problem of saving the poorer half of the world… At the same time disarmament will proceed’. In 1980 to 2000, ‘socialist convergence will reduce differences in social structure, promote intellectual freedom, science and economic progress, and lead to the creation of a World Government and the smoothing of national contradictions.’ – All Sakharov’s main predictions have so far been fulfilled with the exception of Russian-American partnership in solving the problem of the poorer half of the world and the creation of a World Government. What Sakharov, like the present Russian leaders, clearly had in mind was East-West convergence on socialist terms leading to World Government dominated by the Russians and the Chinese. – But ignoring the long-term strategy behind the developments in Russia, US policymakers have plunged into partnership with the so-called ‘Russian reformers’ without realising where this partnership is intended by them to lead. – Sakharov foresaw World Government by the year 2000. The question may indeed be on the agenda within the next seven years. Within that period, if present trends continue, Russia, with Western help, may well be on the road to a technological revolution surpassing the Chinese Communist ‘economic miracle’ without loss of political control by the present governing élite of ‘realistic Leninists’. – A campaign for a new system of World Government will be launched at Summit level and will be accompanied by pressure from below, the active use of agents of influence and secret assassinations of leaders who are seen as obstacles. The campaign will come as a surprise to the US Administration. In the ensuing negotiations, the US President of the day will find himself facing combined pressure from the Russians and the Chinese. The Chinese will by then have adopted a ‘reformed’, pseudo-democratic system. In the course of the negotiations the Russians and the Chinese will begin to reveal their true colours, their fundamental antagonism to the free world and the threat they represent to it. The US policy of partnership with Russia will be exposed as bankrupt. Internally in the United States this will lead to divisions, recriminations and a search for scapegoats. Externally, the reputation of the United States as the leader of the free world will be irreparably damaged and its alliances, particularly with countries like Japan which have been pressured into helping the Russians out, will be jeopardised. – The US President will find himself without the finest armed services in the world. Reformed and cut back by budget reductions based on mistaken assessments of long-term threats, the services will be equipped for handling regional conflicts but will be unprepared for global confrontation. – US intelligence and counter-intelligence, if they survive, will have lost any remaining effectiveness from continuing financial pressure and a campaign of revisionist allegations like those that the CIA and the FBI were involved respectively in the assassinations of President Kennedy and Dr Martin Luther King. – Too late it will be realised that there have been no equivalent reductions in the power and effectiveness of the Russian and Chinese armed forces or their intelligence and security services. A real swing in the balance of power in favour of a Sino-Soviet alliance vis-à-vis the free world will have taken place giving the Russian and Chinese a preponderant share in setting up the new World Government system and leaving the West with little choice but to compete with them in designing the New World Social Order. If the Russian leaders continue to demonstrate to the Russian people that they can successfully extract Western aid and contribute to signs of economic progress, the Russian people will follow them and, like the Chinese, will end up laughing with their leaders at the folly of the West. (Anatoliy Golitsyn: The Perestroika Deception. pp. 165-167. Memorandum of April 30, 1993.)
    —–
    “In my letter of 12 October 1993 I referred to the military/nationalist option as the third course upon which the Kremlin strategists might embark in future to adjust the style and leadership of a new government if, for example, Yeltsin was considered to have exhausted his usefulness in extracting concessions from the West. In this context, the Chechnyan ‘crisis’ can be seen not as a likely cause of a military coup, but as a possible planned prelude to a change of government. The new government might be military or nationalist. Certain indications that this is envisaged, are apparent. – It should be remembered, too, that the emergence of ‘perestroika’ in Russia was accompanied by the tightening of military and political control in China, starting with the Tienanmen Square episode. Far from being coincidental, this was the result of a joint Sino-Soviet decision – confirmed during Gorbachev’s visit immediately ahead of the Tienanmen Square provocation – that, while one main pillar of the Leninist world was engaged in ‘perestroika’, the other should be held under firm control. Similarly, the introduction of a Chinese version of ‘perestroika’, which may be expected in China after the death of Deng, would be a probable reason for a tightening of control in Russia. – Since an outright military or nationalist government might prejudice the flow of Western aid and the continued ‘cooperation’ with the West which furthers the strategists’ interests, it is more likely that the Kremlin strategists will opt for a hybrid solution involving, for example, a new President and Commander-in-Chief with a military background and a ‘reformist’ Prime Minister, in the context of overtly tighter KGB control. The President would be presented as a guarantee of Russian stability while the Prime Minister’s task would be to ensure the continued flow of Western aid and the continuation of cooperative operations. The transition might be brought about, for example, by the resignation of Yeltsin on health grounds and/or through elections, due anyway in 1996, for which the strategists would have chosen and groomed their presidential candidate. In this way, ‘legitimacy’ could be preserved and the election could be used as further ‘proof’ that democracy, cherished by the West, was ‘working’ in Russia (albeit in step with increasing authoritarianism).” (Anatoliy Golitsyn: The Perestroika Deception. p. 229. Memorandum of February 1, 1995.)

  13. mirkhond says:

    LA QUESTIONE MERIDIONALE? TAV AL NORD, MULO AL SUD
    24 Luglio 2019

    LA TORINO-LIONE È INUTILE E DANNOSA, E SI FA. A SUD ASPETTANO I TRENI DA UN SECOLO E MEZZO, E NON SI FANNO

    Sì alla Tav Torino-Lione.

    Ma quanto deve sprecare in opere inutili e dannose, questo Paese, per ingrassare la solita mezza dozzina di gruppi prenditoriali parassitari, forti di un indistruttibile sistema tangentizio che alimenta correnti partitiche e cordate di potere? Non importa cosa: se il Nord lo vuole, si deve fare! Quel Nord che non riesce a costruire in tempo i capannoni dell’Expo in nove anni; fa il Mose che non funziona, ma produce le mazzette più alte di sempre; fa la Pedemontana veneta con materiali di scarto e che si sbriciola prima di essere finita, ma costa come fosse di oro…

    E CON LE NUOVE NORME PRO-MAZZETTE, SE NE VA PURE CANTONE

    Alla fine, ha gettato la spugna anche Raffaele Cantone, il magistrato a capo dell’Anac, l’autorità anti-corruzione. Le nuove norme del governo che doveva spezzare le reni alle mazzette, ne hanno invece facilitato la funzione… appaltante, e Cantone ritiene di esser più utile altrove, per il «diverso approccio culturale nei confronti dell’Anac e del suo ruolo» (questo è danzare sulle uova, dottore. Ma abbiamo capito lo stesso).

    Quindi la linea Tav Torino-Lione si fa! Lo dice il capo del governo, Giuseppe Conte, delegando al Parlamento la decisione ufficiale e sapendo già che la maggioranza è favorevole; maggioranza fatta da ex oppositori (dal Pd di Renzi alla Lega di Salvini, al M5S, che magari vota contro, ma avendo garanzia che sia inutile) quando erano in cerca di voti e che dopo averli presi si sono convertiti all’opposto, in cerca di altro (e devono aver trovato, se hanno cambiato idea).

    Non da terrone, ma da asettico osservatore, farei notare l’incongruenza:

    1 – stuoli di esperti hanno dimostrato che la Tav Torino-Lione non è solo costosa e inutile, ma pure dannosa. Il governo ha commissionato uno studio apposito, per valutarne costi e benefici e il responso è stato negativo. Quindi? E quindi si fa. Coerente!

    2 – stuoli di esperti dimostrano, dai tempi del professor Neanderthal Stone (titolare di cattedra megalitica alla Cavern university), a oggi, che senza olio non si frigge e senza treni e strade non si viaggia, non si crea economia, i turisti non arrivano anche se hai i Bronzi di Riace. Ma al Sud niente autostrade, inaugurano la Salerno-Reggio Calabria “finita” (la fantasia dei Renzi nega la realtà e gli schiavi confermano che la realtà non esiste: Tg1, Tg2, giornali; e se il Tg3 dice: “Non è tutta finita”, salta il direttore), niente treni. E quando chiedi come mai, ti rispondono che l’analisi costi-benefici è negativa, perché “non c’è traffico che giustifichi quelle opere pubbliche”. A parte la curiosa stima di un traffico che non c’è (non c’era manco nel deserto di California, poi fecero treno e dighe e ora è lo Stato più ricco degli Usa), ma dinanzi a risposta uguale: “non conviene” (vera in un caso, ipotetica nell’altro), come mai il superfluo a Nord si fa e l’indispensabile a Sud no? Riassunto: il partito del Nord e degli affari ottiene l’inutile e dannoso per il Nord; il partito più votato a Sud lascia il Sud senza treni. Tav a perdere a Nord, mulo al Sud: si chiama Questione meridionale.

    3 – Cosa è cambiato con il governo del cambiamento? Che prima c’era no-Ilva, adesso l’Ilva come prima; prima c’era no-Tap, adesso la Tap come prima; prima c’era no-Tav, adesso sì-Tav, come prima. E se tanto mi dà tanto, l’uccello padulo dell’Autonomia differenziata ha già preso il volo.

    Metà del Parlamento è meridionale, ma continua a non (voler) contare un cazzo. Prima molti avevano una speranza, adesso tanta rabbia in più.

    https://pinoaprile.me/la-questione-meridionale-tav-al-nord-mulo-al-sud/

    • Francesco says:

      secondo me un simile livello di cialtroneria è una pessima pubblicità per il sud

      se qualcuno lo leggesse, difficile pensare che non sarebbe Salvini a trarne giovamento

      🙁

    • Francesco says:

      >>> stuoli di esperti hanno dimostrato che la Tav Torino-Lione non è solo costosa e inutile, ma pure dannosa

      ci vorrebbe un avvertimento “minchiata galattica in arrivo”

      • Mauricius Tarvisii says:

        Veramente gli studi dicono proprio quello. Poi c’è chi scambia le cazzate propagandistiche del Sole 24 Ore per studi e la pensa diversamente.

        • Francesco says:

          quali studi? perchè orami si trova uno studio che sostiene qualsiasi cosa, secondo me è evidenza di superfetazione di università

          e per credere che una ferrovia ad alta velocità da Lisbona a Vienna e oltre non serva mi serve uno studio molto serio

          • supervice says:

            Da no-TAV ero passato a sì-TAV, e poi cercando di nuovo informazioni sono tornato no-TAV.
            Dai valichi francesi passa il 15% del nostro traffico merci, e i 3/4 vengono dalla Spagna (quindi non dalla tratta da Lione).
            E anche l’ipotesi di passare dal traffico su gomma a quello su rotaia è una puttanata.
            Percentuali di traffico su gomma: Spagna 94%, Regno Unito 89%, Italia 80%, Francia 78%, Germania 76%.
            C’è anche da considerare la nostra geografia, e i costi immensi di opere simili in un contesto simile.
            Se tutte le più grandi economie d’Europa considerano il traffico su gomma più pratico ed efficiente, sarà il caso di farsene una ragione.

            • Francesco says:

              scusa ma vuoi dirmi che anche con l’alta velocità ci saranno tratte ferroviarie più “convenienti” di quella?

              il traffico merci su gomma inquina molto, in prospettiva quello andrà fatto pagare e il treno dovrebbe guadagnare molto spazio – poi l’ultimo miglio lo si fa su gomma necessariamente

              • supervice says:

                Intanto non è alta velocità, ma alta capacità.
                Semplicemente quella tratta non serve, con la Francia centrale e meridionale commerciamo poco, e ci sono comunque le tratte svizzere che sono lì accanto.
                Non ci saranno aumenti di traffico, di nuovo ci saranno cali.
                Per quanto riguarda la gomma tutto inquina: l’unica cosa che non inquina è non viaggiare, comprare il meno possibile, riparare.
                Per aumentare l’uso del trasporto via gomma e renderlo fattibile, dovresti cambiare mezzo mondo: interporti, centri di distribuzione, viabilità, città.

              • supervice says:

                “Per rendere fattibile il trasporto su ferro”…
                Non si parla di ultimo miglio, si parla di centinaia di km.
                Anche negli USA il trasporto è tutto via gomma, visto che l’urbanistica è ancora più sparsa.
                Il trasporto su treno andava bene per le città condensate, non per l’alternanza capannone-paese-campo-capannone.-

          • Mauricius Tarvisii says:

            Francesco, se non ti fidi degli studi, ti invito a prenderlo qualche volta un treno per la Francia, per una serie di ragioni:
            1) la Francia è bellissimaù
            2) per noi che viviamo nel Nord ben collegato, prendere un aereo per la Francia non è così indispensabile
            3) scoprirai che il traforo del Frejus richiede un tempo di percorrenza di 15 minuti. Che sarebbero potuti essere molti meno se i francesi non avessero fatto (contrariamente agli italiani) i lavori di adeguamento a cazzo di cane.
            4) scoprirai che i francesi fermano i treni per ore tra Bardonecchia e Modane per controlli documenti interminabili.
            5) ti renderai conto che i treni passeggeri di lunga percorrenza che garantiscono i collegamenti italo-francesi sono molto pochi (un paio francesi e un paio italiani).

            La TAV serve per risparmiare qualche minuto dei 15 del Frejus. E no, non servono studi per capirlo: basta prendere il treno.

            • PinoMamet says:

              Sono stato in Francia in treno e confermo tutto.

              Aggiungo che il mio amico economista è da poco tornato da una conferenza a Strasburgo e ha passato il tempo a lamentarsi, alternativamente, dei colleghi italiani professori, e dell’incapacità francese di gestire le ferrovie.

  14. Francesco says:

    mentre per i problemi di collegamento del sud, rimando a chi tra noi scriveva che SE ci arrivi, al museo piuttosto che sito archeologico, è chiuso … ma chi butta dei soldi a fare infrastrutture in un posto simile?

    • PinoMamet says:

      A me non piace il linguaggio di Pino Aprile è trovo molte sue convinzioni alquanto dubbie.

      A parte questo, secondo te bisognerebbe evitare di sviluppare metà paese, perché uno una volta ha trovato chiuso?

      A proposito, la proposta autonomista regionale non è piaciuta ai governatori di Lombardia e Veneto: non avevi prospettato la secessione? Non vedo secessione in giro.

      PS
      Prima che tu chieda: in Emilia Romagna nessuno parla o ha parlato della questione, che è seppellita dal più grande disinteresse.

      • Francesco says:

        1) no affatto ma ritengo che le infrastrutture servano a poco se permane una mentalità “menefreghista” e “non milanese” (concedimelo)

        2) neppure io e sono molto triste, spero che Zaia e pure Fontana tengano duro contro Salvini e il suo cala-braghismo! spero ….

        3) dillo al tuo governatore, che pare essere in procinto di lasciare il posto a un leghista comunque

        4) credo che su molte delle 23 materie io sia un centralista di ferro. certo non lo sono sulla scuola e su quella spero che il Lombardo-veneto pianti un casino pazzesco

        • Mauricius Tarvisii says:

          no affatto ma ritengo che le infrastrutture servano a poco se permane una mentalità “menefreghista” e “non milanese”

          Cioè se non si spartiscono miliardi in mazzette?

          • Francesco says:

            vabbè, la ragazza ti ha mollato e sei qui a sfogarti?

            come dice Pino, i milanesi sono quei pirla che lavorano sempre – come capita con molta altra gente in zone tendenzialmente vicine

        • PinoMamet says:

          Il “mio” “””””governatore”””” (non si potrebbe tornare a chiamarli presidenti della regione? che cazzo di nome è “governatore”, perché dobbiamo imitare gli americani?)
          non sembra per niente preoccupato del mancato federalismo regionale o quello che è. Credo sia l’ultima delle sue preoccupazioni.

          A dire il vero i sondaggi lo danno in sostanziale equilibrio;

          mi risulta che i risultati alle europee siano stati in linea con la media nazionale, e la grande crescita di Lega e M5S è dovuta, sostanzialmente, al folle suicidio del PD.

          Parlo con gente di sinistra delusa dal PD tutti i giorni e sono nella posizione di sapere cosa sto dicendo.

          In ogni caso, ripeto e ribadisco che il grande exploit della Lega è successo quando è diventata un partito nazionalista e pan-italiano, lasciando le fole autonomiste e secessioniste a pochi rimbambiti delle Prealpi.

          • Francesco says:

            governatore all’americana rende il tipo più una figura politica di riferimento per noi cittadini e meno un burocrate del cazzo messo lì dai partiti romani in incontri tra Craxi e De Mita (imho)

            • PinoMamet says:

              Secondo me si tratta soltanto di un contentino alle manie federaliste di inizio anni 2000.

              Lo trovo buzzurro e provinciale, un po’ come quando parlano di “question time”, ma peggio, perché dentro “governatore” ci sento anche tanta ignoranza.

              E poi odio tutta la tendenza semplificante berlusconian-leghista: “esame di Stato” anziché “maturità”, “dirigente” anzichè “preside”, “ufficio scolastico” al posto di “provveditorato”, per restare in un mondo che conosco.

              Mi sembra proprio un voler portare tutto al livello degli ignoranti, ci vedo dell’astio verso la classe dei colti che, si sa, son tutti comunisti.

              • Francesco says:

                scusa ma quella rivoluzione lessicale è roba precedente e progressista, che io sappia

                preside era un termine fascista e autoritario, secondo te a noi dava fastidio?

                😀

              • PinoMamet says:

                Forse hai ragione ,può rientrare tutto nel calderone della tentata riforma Berlinguer, un immondo minestrone per fortuna riuscito a metà, e poi peggiorato dai successivi ministri berlusconiani.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Mi riferiscono che “governatore” sia un termine diffuso da certi presidenti regionali di centrodestra (Galan in testa) che volevano inventarsi un titolo distinguibile ed iconico.

          • Francesco says:

            >> In ogni caso, ripeto e ribadisco che il grande exploit della Lega è successo quando è diventata un partito nazionalista e pan-italiano, lasciando le fole autonomiste e secessioniste a pochi rimbambiti delle Prealpi.

            vero ma solo a livello politico nazionale. qui in Lombardia e in Veneto la svolta nazionalista è in larga misura vissuta come un tradimento e AUSPICO che sulla regionalismo differenziato ci sia la rottura con Salvini – o di Salvini con Di Maio

            PS dillo al tuo governatore che quello che ha chiesto non gli interessa!

            • PinoMamet says:

              La proposta della regione E-R era piuttosto diversa da quelle lombardo-venete (l’ho già postata una volta, non farmela ricercare) e non mi risulta che il presidente della regione abbia protestato come quelli di Lombardia e Veneto che hanno definito “farsa” la proposta di Conte.

              Mi risulta invece che i presidenti di Lombardia e Veneto abbiano parlato- non richiesti- di “milioni di votanti” in Lombardia. Veneto ed Emilia Romagna che la penserebbero come loro;

              perciò ribadisco:
              -parlate per voi;
              -la proposta emiliana era piuttosto diversa;
              -qua dell’argomento non frega a un cazzo a nessuno.

              • Francesco says:

                e allora perchè il vostro prez ci ha perso tempo?

                😉

              • PinoMamet says:

                Ri-ri-ripeto:

                la proposta emiliana era piuttosto diversa. Il presidente ha perso tempo a presentare quella. Cazzi suoi: nessuno glielo ha chiesto, di preciso, non mi risultano moti popolari in proposito, non mi risulta neppure che se ne parli.

                Sono appena stato al mercato (davvero): l’unica cosa di cui ho sentito parlare- da un venditore di scarpe modenese, e poco distante da un tizio di quei carabinieri in congedo che fanno il servizio di vigilanza- è stato l’accoltellamento di un carabiniere a Roma.

                mai sentito nessuno parlare di autonomia regionale. Suppongo che il 90% delle persone non sappiano nemmeno della proposta. Io lo ho scoperto perché lo ha scritto Mirkhond, per esempio.

              • PinoMamet says:

                In compenso ho comprato una maglietta dal mio venditore di fiducia di roba italiana, “anzi made in Puglia”, un barlettano che mi ha accusato scherzosamente di averlo fregato “hai fatto proprio il terrone!”

                Lo ho preso come un complimento, quale ritengo sia.

        • PinoMamet says:

          “certo non lo sono sulla scuola”

          cioè cosa vorresti, le ore di dialetto a scuola, o banalmente tenerti più soldi?

          Nel primo caso:
          -1 è una stronzata;
          -2 nessuno sta impedendo di farlo come una delle mille attività cazzata-fregatempo che si fanno ogni anno scolastico;

          Nel secondo caso:
          -1 è una stronzata
          -2 non vedo perché allora parli solo della scuola: vorrai, coerentemente, più soldi anche per sanità ecc., e si torna al punto 1;
          -3 quindi non sei centralista

          • PinoMamet says:

            Aggiungo il 4:
            Formigoni, sempre sia insultato, creò abbastanza danni a suo tempo alla scuola con la sua idea che i soldi statali dovessero andare alle scuole private, nell’improbabile caso che avessero deciso di usarli per permettere anche ai poveri di frequentarle, anziché renderle (come ampiamente pubblicizzato dalle scuole medesime) ancora più di elite e ristrette.

            E sono nella posizione di sapere anche questo, visto che alcuni miei amici (amici, ma in questo caso stronzi) hanno iscritto il figlio alle scuole private proprio nella speranza di trovare meno negri che “rallentano l’apprendimento scolastico del pargolo”.
            Il perché di questa bizzarra convinzione che negri e romeni rallentino l’apprendimento mi sfugge.

          • Francesco says:

            1) non voglio il dialetto, tanto meno a scuola
            2) i soldi sono un problema che va affrontato DOPO
            3) voglio una scuola con programmi generali nazionali ma organizzazione, assunzioni, stipendi decisamente locali. perchè sono convinto che sia l’unica possibilità di far funzionare la scuola in funzione degli studenti e non del sindacato insegnanti e bidelli
            4) la mia idea è partire con la stessa spesa di oggi ma affidata a un altro centro di spesa – e quanto prima aggiungerci che deve essere la regione a mettere le tasse per finanziare quella spesa (al netto di una perequazione esplicita e pubblica)
            5) con relativa calma, si arrivi a dare a ogni regione un “contributo standard procapite”

            • Francesco says:

              segue

              che significa che a fronte di una spesa standard di 100, la regione X povera ha diritto alla perequazione fino a 100, poi sono cazzi suoi al 100%

              se, come oggi, preferisce usare quei 100 per tutt’altro che la sanità, è un problema di chi ha votato quell’assessore alla sanità e non del resto del paese

              idem per tutti i servizi pubblici

            • PinoMamet says:

              ” ma organizzazione, assunzioni, stipendi decisamente locali”

              sull’organizzazione, arrivi tardi: c’è l’autonomia scolastica da un pezzo.

              Le assunzioni sono gestite su base regionale.
              Che un persona nata in Val dìAosta possa fare il concorso in Basilicata ed entrare nelle graduatorie lucane, o viceversa, è una cosa che si chiama semplicemente unità nazionale ed è il motivo per cui non siamo l’Unione Sovietica con i visti per andare da Mosca a Stalingrado.

              Peraltro troverei ragionevole che chi si trasferisce fuori sede per lavoro abbia un incentivo economico (per pagare affitti, viaggi ecc.) ma non è per niente così.
              Tu dirai che è inaudito ecc., ma a militare esiste per esempio l’indennità di navigazione, e appena occasione voglio proprio chiedere al mio parente militare (emiliano-sardo che vive a Pordenone) se non ha qualche forma di indennizzo anche per il trasferimento lontano da casa… ci scommetterei una pizza.
              Ma i professori sono cattivi e comunisti e vogliono la pappa e pronta ecc. ecc.

              Infine, per il punto “stipendi locali”: quindi avevo ragione e si tratta di soldi 😉

              • Francesco says:

                1) tu sei pazzo (non è una provocazione, è una rattristata constatazione di nazionalismo patologico e ottocentesco)

                2) il concetto di “fuori sede” va semplicemente eliminato. se tu vuoi un lavoro a Catania, è tua cura esserti sistemato a Catania. non ci crederai ma nel mondo reale funziona così. (se invece il problema fosse escludere chi non è nato a Catania allora sono d’accordo)

                3) l’autonomia scolatistica c’è ma non mi pare ci sia una precisa responsabilità (sennò faticherei a capire la scarsità di Istituti tecnici per metalmeccanici e la abbondanza di università di fuffa varia).

                4) sugli stipendi locali, l’evidenza economica dei disastri provocati da uno stipendio unico nazionale è tale che io taccio. anzi, vorrei lo stipendio che prende il mio amico Bernhard che fa il mio stesso lavoro in Germania!

                4.5) quando parlo di disastri, sto sottostimando il danno che la società subisce, non sto esagerando

              • PinoMamet says:

                Nazionalismo patologico e ottocentesco dire che un laureato di Caserta ha diritto a cercare lavoro a Varese?

                Io sarei quello patologico??

                PS
                se vuoi lo stipendio del tuo amico tedesco, va a lavorare in Germania. Chi ti trattiene?

              • PinoMamet says:

                PS
                Non esiste alcun concetto di “fuori sede” nella scuola. E nessuna indennità.

                Mi risulta invece che ci sia in altri ambiti, dove però è cosa buona e giusta, a quanto pare, perché loro non sono pericolosi comunisti
                (anche se ho il sospetto che siano, ehm, “nazionalisti ottocenteschi”)
                http://www.difesa.it/SGD-DNA/Staff/DG/PERSOMIL/Circolari/Documents/2002/Circolare_indennita_trasferimento02042002.pdf

              • Z. says:

                Secondo me Francesco intendeva dire che 1.500 euri:

                – a Milano sono uno stipendio risicato;
                – a Roma sono uno stipendio decoroso;
                – in molte città del Meridione sono un signor stipendio.

                Ma forse ho frainteso

              • PinoMamet says:

                Francesco, a cui voglio segretamente bene, ha la singolare capacità di farmi arrabbiare;
                non credo che lo faccia sempre apposta, ma quando lo fa apposta è ovviamente peggio.

                Il problema vero però è quando NON lo fa apposta:
                partiamo da visioni del mondo, idee, sensibilità, che sono credo del tutto opposte.

                Dove io bianco, lui vede nero.

                E mi infastidisce che questo- per il suo linguaggio, e per la mia incapacità a non arrabbiarmi per il medesimo- ci impedisca di vedere che spesso arriviamo a conclusioni, non dirò identiche- ma, diciamo, non tanto diverse quanto potremmo credere.

                Restando beninteso ognuno nel suo mondo.

                Lo trovo un po’ un peccato.

              • Francesco says:

                >>> Nazionalismo patologico e ottocentesco dire che un laureato di Caserta ha diritto a cercare lavoro a Varese?

                Io sarei quello patologico??

                Scusa Pino ma da qualche parte ho esplicitamente scritto il contrario: piena libertà di cercare lavoro (a livello europeo , per me, mica solo italiano).

                >>> se vuoi lo stipendio del tuo amico tedesco, va a lavorare in Germania. Chi ti trattiene?

                vedi che siamo pienamente d’accordo? è esattamente quello che sostengo io!

                🙂

              • Francesco says:

                ah, Pino, al giro prima di accennate riforme dello status degli insegnanti, ho sentito sindacalisti meridionali parlare di “deportazione” degli insegnanti

                intendendo il fatto di andare a lavorare a Varese dove avevano ottenuto la cattedra

                questo è il concetto di “fuori sede” da estirpare con tutti i mezzi necessari

              • PinoMamet says:

                Vedi che non la pensiamo troppo diversamente?

                Anche se partiamo prevenuti, io pensando che tu sia un capitalista sfrenato, tu che io sia un comunista fancazzista.

                Dovrei- lo dico a me stesso- pensarci bene prima di rispondere.

                Comunque se c’è un’istituzione da cui non ho mai ricevuto benefici, e che ho sempre trovato regolarmente schierata contro il mio utile (e contro quello che trovo ragionevole) quelli sono i sindacati della scuola.

                Dispiace dirlo, ma è così.

  15. mirkhond says:

    Miguel

    “>> gli italiani fanno disastri ogni volta che pensano in grande, ogni volta che pensano in piccola, a livello campanile, diventano insuperabili

    Francesco

    io invece direi esattamente il contrario, che quando pensiamo a livello campanile siamo immondi, le pochissime volte che sappiamo alzare lo sguardo riusciamo a realizzare anche grandi cose”

    Allora dai ragione a Pino che odia i microstati.
    Non riesco a capire quindi da dove ti viene il tuo essere leghista, se poi, in fondo anche tu, ami l’Italia unita.

    • PinoMamet says:

      Sono d’accordo con te, ma io non credo che Miguel intenda i micro-stati come modello di organizzazione che funziona;
      uno stato, piccolo, è pur sempre uno stato.

      Del resto, a me stanno antipatici i microstati non per motivi organizzitivi o pratici, ma perché odio i micronazionalismi.

      Con tutto il rispetto all’autodeterminazione dei popoli, uno che rifiuta la grande cultura russa per travestirsi da cosacco della Sic’ con tanto di ciuffo, lo trovo un po’ pirla; visto che potrebbe in realtà avere entrambe le cose
      (peraltro, trovo affascinantissimo il barbaro, selvaggio, spericolato costume esotico dei cosacchi ucraini);

      stessa cosa per i catalani, che potrebbe benissimo essere catalani e spagnoli.

      Non capisco perché uno debba rinunciare a 100 per avere 20…

      • Per PinoMamet

        “uno stato, piccolo, è pur sempre uno stato.”

        Verissimo.

        Infatti, gli italiani se la cavano benissimo sotto la formale egida di qualunque stato (i Borboni, gli austriaci, i Savoia, poco importa).

        La sigla sulle targhe è la cosa meno importante del mondo.

      • mirkhond says:

        “Con tutto il rispetto all’autodeterminazione dei popoli, uno che rifiuta la grande cultura russa per travestirsi da cosacco della Sic’ con tanto di ciuffo, lo trovo un po’ pirla; visto che potrebbe in realtà avere entrambe le cose
        (peraltro, trovo affascinantissimo il barbaro, selvaggio, spericolato costume esotico dei cosacchi ucraini);”

        Come ben sai sono filorusso e gli ucraini sono russi. Kiev fu la prima capitale russa.
        Però le regioni ucraine occidentali hanno subito per secoli le dominazioni polacca e asburgica che hanno lasciato in queste terre una forte impronta culturale, specialmente in campo religioso, con la diffusione del Cattolicesimo seppure nella forma dell’Uniatismo.
        Per queste terre occidentali ucraine il passaggio sotto la Russia, sia sotto gli zar moscoviti e poi, soprattutto sotto l’Urss fu un trauma con effetti spaventosi in epoca sovietica (vedasi l’Holodmor pianificato o comunque favorito da Stalin nel 1932-1933, e che provocò 6.000.000 di morti per fame).
        Per cui alle luce delle vicende storiche di quelle terre, sarei propenso ad una divisione dell’Ucraina con le aree orientali nuovamente alla Russia e quelle occidentali come Ucraina indipendente con capitale Leopoli.
        Ovviamente dopo accordi internazionali che evitino l’installazione di missili nucleari nato nell’Ucraina indipendente.

      • mirkhond says:

        “stessa cosa per i catalani, che potrebbe benissimo essere catalani e spagnoli.”

        Concordo, anche perché la Spagna dopo Franco è un paese federale con le varie popolazioni che godono di ampie autonomie amministrative e vedono tutelate le loro lingue nazionali.
        Penso ai Baschi e alla Navarra che fu il nucleo della loro etnia.
        Oggi la Navarra è un paese bascofono solo nella parte settentrionali, mentre il sud con la capitale Pamplona si è castiglianizzato.
        Ora, un’eventuale secessione dei Baschi, spezzerebbe necessariamente l’unità storico-amministrativa della Navarra (peraltro già divisa dal 1512 col grosso del paese unito alle corone di Caatiglia e Aragona come unione personale sotto lo stesso sovrano e una piccola porzione sul lato settentrionale dei Pirenei rimasta autonoma fino a che il suo ultimo sovrano indipendente, Enrico di Borbone, nel 1589 divenne anche re di Francia come Enrico IV, portando al potere l’ultimo ramo dei Capetingi).
        Diverso è il caso dei Baschi cittadini francesi, che non mi pare che godano di alcuna autonomia, tantomeno linguistica, per il rullo compressore giacobino impostosi in Francia con la rivoluzione del 1789.

        • mirkhond says:

          Navarra del nord che, appunto Enrico IV unì alla Francia nel 1607 e che dal 1789 ha subito la politica livellatrice di stampo giacobino-napoleonico.

    • Francesco says:

      Italia unita? io pensavo al Sacro Romano Impero Germanico (quello che non era … nè .. nè .. nè ..) o all’Unione Europea!

      l’unico livello a cui l’Italia funziona davvero sono le nazionali di sport con la palla

      • PinoMamet says:

        Una volta era così 😉 ma in realtà credo che l’Italia sportiva funzioni meglio ultimamente negli sport individuali, ed è una discreta potenza (chi l’avrebbe detto?) in quelli “guerreschi” tipo tiro a volo, tiro con l’arco, scherma, ma anche nel pugilato, judo, karate non se la cava male…

        siamo più guerrieri di quanto crediamo. Ma è OT.

  16. mirkhond says:

    “In compenso ho comprato una maglietta dal mio venditore di fiducia di roba italiana, “anzi made in Puglia”, un barlettano che mi ha accusato scherzosamente di averlo fregato “hai fatto proprio il terrone!”

    Lo ho preso come un complimento, quale ritengo sia.”

    Al di là delle rispettive idee sull’Italia, ciò che non cessa mai di stupirmi di Pino è come un settentrionale ami non solo l’Italia unita (su cui è in buona compagnia almeno su questo blog), ma come ami addirittura il SUD Italia, pur senza avere (com’è ovvio dal suo punto di vista) alcuna simpatia borbonica.

    • PinoMamet says:

      I Borbone non mi stanno antipatici, tutt’altro: credo abbiano avuto molta cattiva stampa, ma governassero assai meno male di quanto si è voluto credere troppo a lungo.
      Del resto, han governato anche quassù, e nessuno se ne è lamentato.

      Non credo invece che il Sud fosse tanto sviluppato quanto sostiene Pino Aprile (ha la sua parte di ragione, ma credo esageri) e non credo che la soluzione ai problemi meridionali di oggi sia il Movimento NeoBorbonico.

  17. mirkhond says:

    Sono sostanzialmente d’accordo, anche se bisogna sottolineare come i neoborbonici non sono un movimento politico come la Lega, ma un’associazione culturale che ha avuto e ha il merito (pur con uscite talvolta grossolane, com’è tipico di militanze composte da non accademici) di sensibilizzare tanti merdionali alla riscoperta della loro storia preunitaria e soprattutto del loro orgoglio perduto grazie alla cattiva stampa a cui hai giustamente accennato, che ha accomunato la nostra ultima dinastia regnante all’intero popolo di antichi sudditi.
    Poi, ripeto, ci sono state e ci sono esagerazioni, ma è inevitabile se la vediamo come una reazione di non accademici alla cattiva pubblicità nei nostri confronti che dura da più di 150 anni.

  18. mirkhond says:

    tanti meridionali

  19. Mauricius Tarvisii says:

    @ Pino

    “Peraltro troverei ragionevole che chi si trasferisce fuori sede per lavoro abbia un incentivo economico (per pagare affitti, viaggi ecc.) ma non è per niente così.
    Tu dirai che è inaudito ecc.”

    Nella maggior parte dei contratti dell’impiego privato è la regola, in caso di trasferimento di un dipendente da una sede a un’altra, prevedere un contributo (rimborso delle spese di trasloco). Nel pubblico impiego (non solo la scuola) ho scoperto che non è così e mi ha abbastanza sorpreso.
    I militari, invece, sono tradizionalmente un altro campionato 😀

    • Z. says:

      In caso di trasferimento obbligato da una sede all’altra capisco. E così in caso di trasferta e missione.

      Ma se io concorro a Bologna e sono assunto a Bologna non credo che dovrei essere pagato di più perché avevo dichiarato di risiedere a Erice. E neppure se chiedo e ottengo di essere trasferito ad altra sede dopo l’assunzione…

      Credo invece che sarebbe giusto che i residenti da almeno tot anni, una volta dichiarati vincitori, avessero un rilevante titolo di preferenza per la scelta della sede (se compresa tra quelle previste). Se io vado a lavorare in Piemonte, tra Novara e Asti mi cambia poco; per un astigiano cambia eccome!

  20. daouda says:

    Peucezio devi iniziare a capire:

    La Rand era un’agente sovietico, la Jonh Birch Society ed il relativo Cato Insitute ( feroci anticommunisti ) non solo erano finanziati da Rockfeller, ma avevano in sè talpe sovietiche.

    Ora mi spieghi com’è possibile che il comunismo finanzi e si insinui fra coloro che lo vorrebbero distruggere?
    Cos’è il comunismo?

    Non ti sembra strano che , solidarnosh illegale, il papa del tempo poté fare 3 viaggi in Polonia fino alla caduta del muro?

    Com’è possibile che, in yugoslavia, ceceni pilotati dal Kgb e mujahiddin dalla Cia, lavorassero insieme?
    Chi era Milosevic? I cetnici che fine hanno fatto? Perché il Vaticano ha riconosciuti subito croati e sloveni ( vabbene vabbene lo sò, le proprietà ecclesiastiche, neutralizzare i gommunisti, quelli erano amichi cattolichi et cetere, ma queste sono scuse, non risposte) ?

    Ce ne sono troppe di queste cose, voi ragionate come pre-II guerra mondiale. Ma le scienze e la tecnologia di oggi sorapssano la nostra comprensione.

    Perché per voi è certo facile dire Licio Gelli fassista (????????) quando è stato prima agente del comintern e poi della Cia, il che ha senso proprio, ovviamente

    • daouda says:

      ovviamente la questione della matrilineiarità ebraica, creata da 200 anni, è utile per confermare la paranoia anti-giudaica.

      E questo ancora una volta fa pendere il discorso sul sionismo, che domina, quando lo stato del libano del sud, o giordania costiera, o nabatea superiore, o samaria come ti pare , deve comunque sia lasciare punti in sospeso, non si può dire agli ebrei ” VI STIAMO INCULANDO” come non si possono lasciare i paranoici senza dubbi

    • daouda says:

      Nun ce voleva tanto a ddì che l’immigrati sono spie…sò anni che non volete ammettere la realtà.
      Er discorso è che a pensarci bene è solo il caucasico normale che riesce a ddire pè ddì: “sti cazzi già ce llò drento casa, figurate!”.
      E và a stabbilì cosa è “casa” e vatté a cercà chi sò “l’ immigrati”.

      Partendo dal presupposto che sò tutte spie inconsapevoli, pure se puntavo alle merde.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *