I Bravi Cittadini

Come sapete, in questi anni molto è cambiato nel comportamento civile delle persone: a partire dal mio e probabilmente anche dal vostro.

Due esempi.

Questo è un vasetto di tonno, marca ASdoMAR, un’impresa italiana.

Qualche anno fa, l’avrei buttato probabilmente, nel vetro; e ancora prima, nel generico cassonetto.

Questa volta l’ho messo in lavastoviglie, per riusarlo. E faccio bene a sentirmi virtuoso e bravo, anche se non so esattamente perché, visto che quasi nessuno ti vende prodotti sfusi da mettere in contenitori del genere.

Tiro fuori dalla lavastoviglie e cerco di staccare l’etichetta. Viene via una sorta di pappa appiccicosa che mi si lega sulle dita mentre lascia una striscia di muco chimico sul vasetto stesso (presumo che la formula non compaia nella lista di ingredienti pubblicata sull’etichetta stessa).

Mi guardo le dita. Cerco invano di togliermi i frammenti di microplastica, colla e carta colorata, e con grande disappunto, mi devo sciacquare le mani, così la pappetta finisce nell’acqua che (a lungo andare) berremo tutti.

Alla fine, butto il vasetto, esattamente come avrei fatto qualche anno fa.

Secondo esempio.

Avete presente l’olio di palma?

In breve, e mettendo da parte gli orangutan, l’olio di palma si coltiva bene esattamente dove c’è il bosco tropicale da cui dipende la possibilità per il mondo di respirare.

Insomma, o noi (e gli orangutan), o l’olio di palma.

Quindi, i bravi cittadini come me e te hanno votato con il portafoglio contro, tanto che i sacchetti dei biscotti anche nei negozi più scrausi riportano la scritta NON CONTIENE OLIO DI PALMA. Non mi chiedete con cosa l’abbiano sostituito, l’importante è che il nostro voto abbia avuto effetto.

Quindi vi immaginerete che il consumo dell’olio di palma in Europa sia diminuito in questi anni.

Vediamo:

La colonnina blu indica alimentazione umana e animale e utilizzo industriale; è decisamente in calo, e sospetto che se potessimo vedere solo la parte che riguarda l’alimentazione umana (o l’industria dei cosmetici), il calo sarebbe molto maggiore.

Riscaldamento ed elettricità sono invece in aumento, ed è soprattutto in aumento la voce biodiesel.

Attualmente, il biodiesel in Europa viene usato quasi esclusivamente per movimentare auto e camion; ma è il futuro del trasporto aereo: miscelato al kerosene, è il mezzo principale con cui si prevede di realizzare l’offsetting di carbone per quel settore: useranno sempre più energie rinnovabili, al posto di quelle usa-e-getta.

Certo, la materia prima non sarà solo l’olio di palma, probabilmente; ma non è l’olio in sé il problema, bensì qualunque produzione del genere.

Un anno fa, il governo indonesiano ha proposto uno scambio con gli Stati Uniti e Francia: avrebbe acquistato aerei dalla Boeing e Airbus SE, a patto che quei paesi avessero accettato di accogliere sul proprio suolo fabbriche indonesiane per la produzione di carburante per aereo a base di olio di palma.

Morale delle due favole… traetela voi.

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55 Responses to I Bravi Cittadini

  1. supervice says:

    A vedere il grafico, oltre a un’altra applicazione del paradosso di Jevons riguardo l’efficienza e i risparmi energetici, si potrebbe dire, forse sbagliando, che, per diminuire il consumo di olio di palma bisogna aumentarne il consumo alimentare: è meno o più remunerativo per chi lo vende?
    Le vie dell’inferno…

  2. supervice says:

    Comunque Miguel, perché il vasetto in lavatrice? Non l’avevo mai sentita.

  3. roberto says:

    la morale è questa

    https://www.youtube.com/watch?v=PPXukLNPF_s

    PS pure io parlando dico sempre lavatrice per lavastoviglie….
    PPS le etichette le stacchiamo con il vapore. Non lo dico per segnare un punto bontà (ovviamente per creare vapore hai bisogno di energia) ma giusto per dare un suggerimento. in genere funziona.

    • Francesco says:

      e come lo generi il vapore?

      il vetro è riciclabile al 100%, mi pare

      l’Airbus è europea, non francese, che cavolo!

      se l’Indonesia ha bisogno di aerei passeggeri, o li compra da Boeing o li compra da Airbus … non capisco la proposta

      ciao

      • Roberto says:

        L’ho detto, usando energia, quindi è ecologicamente malissimo

        Mi sa che la cosa migliore è appiccicare una nuova etichetta sull’altra e tanti saluti

        • Per roberto

          “L’ho detto, usando energia, quindi è ecologicamente malissimo

          Mi sa che la cosa migliore è appiccicare una nuova etichetta sull’altra e tanti saluti”

          Ecco, io credo che il principio sia sbagliato.

          L’azienda italiana che si picca di essere ecobella, dovrebbe capire che non produce solo tonno, ma anche vasetti;

          che quei vasetti dovrebbero essere riutilizzabili;

          che se IN quei vasetti ci sono dei prodotti che si mangiano, SU quei vasetti ci sono altri prodotti, di cui non sappiamo nulla, e che devono essere sicuri anch’essi.

          E se la ditta non ci pensa, ci deve pensare lo Stato.

          POI il Bravo Cittadino userà il vapore, o differenzierà i rifiuti e tutto il resto.

          • Francesco says:

            proviamo così: suggerimento agli uffici marketing perchè usino colla “verde” e se ne vantino (ricordando che il primo a farlo ne ha tutti i vantaggi, gli altri solo i costi)

            petizioni on-line per le etichette “verdi” che così se ne parla, e idem con i giornalisti amici e/o abbastanza disperati da scriverne

            lettere al proprio politico di riferimento

            suggerimento all’Associazione Produttori di Colla perchè si facciano belli con la colla “verde”

            alla fine scoperta che le etichette si possono lasciare sui barattoli di vetro perchè nel processo di riciclo si staccano senza sforzo nè inquinamento

            😀

            • Per Francesco

              “proviamo così: suggerimento agli uffici marketing perchè usino colla “verde” e se ne vantino (ricordando che il primo a farlo ne ha tutti i vantaggi, gli altri solo i costi)”

              totalmente d’accordo!

              Troverò il tempo di farlo?

              Però a un certo punto potrei stancarmi, perché esiste un milione di ditte che fanno la stessa cosa.

              Ecco dove ci vorrebbe anche l’intervento dello stato.

              spero di sì…

          • Roberto says:

            Certo miguel,
            Ma nel frattempo ci devo pur far qualcosa con quel barattolo!

    • paniscus says:

      “PPS le etichette le stacchiamo con il vapore. ”
      —————–

      E pensi che non ci abbiamo provato?

      Quelle che si staccano bene con il vapore sono le stesse identiche che si staccano al primo passaggio in lavastoviglie. Il problema sono le altre, con cui NON funzionano né la lavastoviglie né il vapore. E che in percentuale sono aumentate moltissimo rispetto a pochi anni fa.

      • roberto says:

        e io che ne so?
        etichette che non si staccano non mi sono mai capitate, sarò fortunato…

        • supervice says:

          Per alcune non basta neppure immergerle nell’acqua bollente: ci vuole il diluente per sciogliere la colla. Un esempio, le bottiglie dell’olio della Coop.

  4. Andrea Di Vita says:

    @ Martinez

    Per le etichette: usa la Coca Cola. Lasciaci sopra uno scottex imbibito di Cocal Cla tutta la notte. L’acido ortofosforico contenuto nella Coca Cola attacca la colla. La mattina dopo stacchi tutto con l’unghia, senza problemi.

    Per l’olio di palma: magari lo si usasse come biocombustibile, non aumenterebbe il contenuto di CO2 complessiva. Sempre meglio che usarlo nelle merendine, magari a bordo di un aereo che brucia kerosene.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  5. Marcosclarandis says:

    Ma sì, tanto “Decrescere, Decresceremo!”.E anche infelicemente, ormai.
    Che stacchiamo le etichette dai barattoli di vetro o che ricicliamo l’olio delle fritture anche per ridurre l’olio di palma per usi aeronautici, poco importa.
    E’ di questi giorni la preoccupazione mediatica per il calo demografico italiano.
    Come se fossimo sull’orlo dell’estinzione, ma certo, innanzitutto di quella degli “Italiani veri”.Ovvio, vorremmo la botte piena, la moglie ubriaca, l’oste che ci prolunga il credito, e anche la vendemmia biannuale, (non biennale), se fosse possibile.
    Credo che che bisognerebbe augurarsi che il crollo sistemico avvenga entro un decennio, perchè più tardi avvenisse più catastrofico sarebbe.
    Alcuni giovani lo stanno capendo e infatti stanno volontariamente rinunciando, tanto per non divagare, ai voli aerei, almeno quelli evitabili perchè sostituibili dal treno.

    Vorrei vivere fino a cent’anni, ma più che altro per curiosità.
    Per la quale evidentemente, siamo sempre disposti a pagarre prezzi esorbitanti.

    Marco Sclarandis

    • supervice says:

      L’annuncio era anche accompagnato dal coro della tragedia: “Mai così poche nascite dall’Unità d’Italia”: solo che prima ne moriva un terzo nel primo anno, e meno male, sennò con gli emigrati avremmo già riempito il mondo.
      E poi le nascite in Italia (a parte le risalite dopo le guerre) sono in calo dal 1890.
      Come mai per 120 anni nessuno ha pianto per questo?

    • Andrea Di Vita says:

      @ Marcosclarandis

      Oggi nascono 1.4 figli per coppia.

      In una generazione, ciò significa perdere 6 italiani su 20, circa il 30%. E sono tutti bambini non nati, per cui la % di gente in età lavorativa sulla popolazione totale scende anche più rapidamente. Ogni anno non nasce una quantità di persone pari alla popolazione di una città come Palermo.

      Io appartengo all’ultimissima generazione i cui componenti lavorano un numero di anni uguale o superiore al numero di anni i n cui (perchè bambini, pensionati o disoccupati) non lavorano.

      Per mantenere lo stato sociale è necessario che la % di popolazione che lavorando produce ricchezza non scenda troppo.

      Anche se da domani sparissero precariato e disoccupazione, così che si affaccia al mercato del lavoro trovi subito un’occupazione retribuita a tempo indeterminato, e se ci mettessimo tutti a fare furiosamente figli come in Africa, bisognerebbe aspettare il 5 luglio 2037 per poter cominciare a vedere un’inversione all’attuale tendenza allo spopolamento: 9 mesi per far nascere i bambini e 18 anni per farli diventare maggiorenni (a meno di non voler mandare i bimbi in miniera a sei anni, come ai tempi di Dickens).

      Ci manteniamo solo grazie a un massiccio afflusso di migranti. La Liguria ha una popolazione costante solo grazie a loro.

      Solo una massiccia immigrazione di giovani ci salverà.

      E difatti, felpa o no, sta già avvenendo.

      Durante i giorni della Sea Watch, 100 migranti sono arrivati quatti quatti a Lampedusa.

      La domanda genera l’offerta.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco says:

        sì ma l’offerta mica è fatta da coglioni!

        questi vogliono andare in Germania, in Scandinavia, almeno in Francia, dove gli stipendi sono migliori!

        non hanno legami con questa nazione che li trattengano qui

        quindi a breve prevedo una bella scelta obbligata tra Stato sociale e vita … il sogno di ogni ultraliberista fanatico e un incubo per tutti gli altri

        x Supervice: fonti?

        • Andrea Di Vita says:

          @ francesco

          Andranno dove troveranno posto.

          E’ una conseguenza diretta del secondo principio della termodinamica, quello che dice che l’entropia aumenta sempre: dove c’è un salto di concentrazione, lì c’è un flusso che tende ad azzerare il salto.

          Se metti del caffé in una tazza di latte, non c’è niente da fare, puoi mettere tutte le membrane che vuoi, alla fin otterrai il caffelatte.

          Vale per tutta la natura, per la prima colazione come per gli esseri umani.

          Chi dice che è possibile evitarlo mente sapendo di mentire. Basta leggere i commenti a questi due articoli di oggi del Fatto Quotidiano:

          https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/07/04/libia-governo-ai-media-pronti-a-rilasciare-tutti-i-migranti-nei-centri-dopo-il-massacro-di-tajoura/5301509/

          https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/07/05/sea-watch-quel-che-manca-e-il-senso-della-misura-carola-ha-solo-fatto-il-suo-dovere/5301838/

          per rendersi conto di quanto la gente ami nascondere la testa sotto la sabbia.

          Invece quando piove e’ più intelligente costruire un impianto idroelettrico che protestare contro le alluvioni.

          E lo dice uno che da una vita vive in un quartiere dove abbiamo 1 migrante per 1 autoctono.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco says:

            credo che il concetto di posto delle molecole di caffè sia diverso da quello delle persone che emigrano

            non fare troppi parallelismi tra fisica e sociologia o finirai come Asimov!

            🙂

            • Andrea Di Vita says:

              @ Francesco

              Il giorno che la sociologia dovesse confliggere con la fisica so a chi dare retta.

              Per il momento, i migranti seguono il Secondo principio. E non ce lo vedo Salvini a fare il diavoletto di Maxwell… 🙂

              https://it.wikipedia.org/wiki/Diavoletto_di_Maxwell

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco says:

                non pensavo a Salvini, pensavo alla probabilità di ottenere un’occupazione … che porta a concentrazioni molto più alte rispetto al semplice criterio geometrico seguito dalle molecole di caffè!

          • supervice says:

            Per quanto riguarda l’evitarlo, tra Minniti e Salvini hanno ridotto (per ora) le partenze di oltre il 90%.
            A dispetto di tutti quelli che dicevano che non si può fare nulla.
            E a un certo punto si potrebbe anche considerare un’invasione (e lo è, + 6.500.000 di persone in 15 anni, da vari fronti).
            Sul fatto del fasciarsi la testa per il calo della popolazione, mi associo a Sclarandis: siamo su versanti inconciliabili.

            • Andrea Di Vita says:

              @ supervice

              L’invasione si ha coi clandestini (= ufficialmente indesiderati), non coi regolarizzati (altrimenti i Francesi potrebbero dire a buon diritto di essere stati invasi dagli Italiani).

              I clandestini sono 90000 (e non seicentomila, come inizialmente millantato da Salvini).

              https://www.corriere.it/politica/19_aprile_24/i-clandestini-italia-non-sono-piu-600000-salvini-al-massimo-90000-fc2f1502-66a2-11e9-b785-26fa269d7173.shtml

              I regolari sono qualche milione, e producono ormai il 9% del nostro PIL (cioè più di Croazia e Ungheria).

              https://www.ilsole24ore.com/art/gli-immigrati-italia-producono-9percento-pil-piu-croazia-e-ungheria–AEAYrxqC

              Quanto al fasciarsi la testa, non perdiamo tempo a farci venire le paturnie per l’ “invasione”, per favore: basta fare due conti in croce per capire come senza quel 9% le nostre pensioni e il nostro Servizio Sanitario Nazionale ce lo sogniamo. Che lo si voglia o no, i migranti sono risorse: Boldrini disse un’ovvietà.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • supervice says:

                E’ sentita comunque come invasione, soprattutto se, di questi tempi, uno dovesse andare a cercare un lavoro.
                Il 75% dei lavori che si trovano dal 2010 sono nel quintile più basso di reddito, il 15% dal quintile più alto.
                Sul fatto di sognare le pensioni, io non le sogno: non le vedrò perché in Italiano dureranno, se durano, altri 20 anni.
                La gente normale trova facilmente dei capri espiatori, perché le loro condizioni stanno peggiorando alla grande.
                Io la gente ottimista non la capisco proprio.

              • Andrea Di Vita says:

                @ supervice

                Ti sei risposto da solo quando hai usato le parole “comunque” e “capri espiatori”.

                La crisi occupazionale italiana e la mancanza di impieghi qualificati sono un fenomeno cronico, ben più antico del fenomeno migratorio: ricordo degli appassionati interventi di Benvenuto (segretario della UIL) sull’argomento pochi anni dopo l’autunno caldo, in pieni anni Settanta.

                I migranti sono un capro espiatorio perfetto, proprio come gli Ebrei un’ottantina di anni fa quando a Weimar c’era l’iperinflazione.

                Io non sono ottimista: dico che i migranti comunque ci saranno e sempre di più. Non solo facciamo meno figli di loro, ma casa loro col cambiamento climatico sta diventando un forno.

                Bisogna vedere se troveremo loro una situazione tipo Harlem o tipo Riace.

                Il fatto che Salvini si accanisca contro la seconda e non si preoccupi così facendo di preparare la prima dimostra la sua demagogia interessata a raccattare voti, non la sua capacità di migliorare le cose.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Per ADV

                “Bisogna vedere se troveremo loro una situazione tipo Harlem o tipo Riace. ”

                Non mi sembra che esista una “soluzione tipo Riace”: abbiamo persone che cercano di vivere in qualche grande città, preferibilmente tedesca, che sono state trattenute a forza e mandate in paesini sperduti per un breve periodo, in base al principio “mandiamo gli sfigati il più lontano possibile”.

                Un sindaco di uno di questi paesini sperduti ha trovato dei modi positivi e interessanti di interagire con loro durante quel periodo di soggiorno, che sarebbe stato brevissimo se in Italia la burocrazia fosse meno lenta.

              • Per ADV

                “L’invasione si ha coi clandestini (= ufficialmente indesiderati), non coi regolarizzati”

                Non sono d’accordo: conosco moltissimi “regolarizzati” che hanno la moglie “clandestina”, tanto per dire una situazione semplice.

                Vent’anni fa, ho capito una cosa semplice.

                Esistono solo due posizioni “pulite” e coerenti:

                1) “Mai nessuno nato all’estero deve calpestare il suolo italico”

                2) “non deve esistere alcuna forma di controllo su chiunque entri nel paese.”

                Qualunque altra “soluzione” è un arbitrio folle che crea una serie terribile di ingiustizie. E ogni volta che si riadattano le regole, nascono nuove, folli ingiustizie. Ne ho viste tantissime, e ho visto tanta gente soffrirne.

                Il criterio “clandestini” contro “regolarizzati” si fonda su questo tipo di arbitrio.

              • Z. says:

                Le posizioni “pulite e coerenti” sono quasi sempre stupidaggini.

                Infatti, col web si sono moltiplicate a dismisura 🙂

              • Per Z

                “Le posizioni “pulite e coerenti” sono quasi sempre stupidaggini.”

                Infatti, non ho detto che siano intelligenti.

                Semplicemente, non sono ingiuste.

              • Si è scritto:

                ““Le posizioni “pulite e coerenti” sono quasi sempre stupidaggini.”

                Infatti, non ho detto che siano intelligenti.

                Semplicemente, non sono ingiuste.”

                Aggiungo una cosa importante.

                Le due posizioni non vengono MAI esplicitate.

                Nemmeno il più acceso militante di Casa Pound arriverà a dire, “non vogliamo svizzeri in Italia!”

                Nemmeno il più isterico dei “Centri Sociali” dirà, “mezzo miliardo di africani vuole venire in Europa domani? Facciamo festa!”

                No, ognuno si limita a notare le ingiustizie altrui, riportando così vittorie facili.

              • “Le due posizioni non vengono MAI esplicitate.”

                Penso che sia un trucco retorico fondamentale.

                Me ne sono accorto la prima volta decenni fa, quando qualcuno se la prese con le “virtù fasciste del coraggio e dell’onore”.

                Ora, questa critica sottintende una di due possibili prese di posizione:

                1) “Io credo che nella vita bisogna essere vigliacchi, adeguarsi sempre a quello che ti impongono gli altri, e godere nel fatto di sentirsi sporchi, qualunque cosa si faccia”

                2) al contrario, “io credo che bisogna essere coraggiosi e mettere la fedeltà ai propri valori al di sopra di ogni cosa, ma non ritengo che i fascisti in realtà facciano così… anzi, sono loro che non hanno né coraggio né onore”

                Ora, nessuno ammetterà di credere al punto 1); ma anche il punto 2) non è polemicamente utile, perché comunque riconosce la validità del discorso dell’avversario.

                E quindi ci si limita a sghignazzare e a prendere in giro l’avversario, senza mai dire qualcosa di positivo in proprio.

              • Z. says:

                Miguel, secondo me non sono ingiuste e nemmeno giuste. Sono frasi caricaturali sostanzialmente prive di senso…

              • Francesco says:

                >>> L’invasione si ha coi clandestini

                non è vero, lo status legale è irrilevante, conta il numero dei nuovi arrivati rispetto agli indigeni

                mi stupisce che un materialista come te non se ne renda conto immediatamente!

              • Francesco says:

                x Z

                il fatto che non siano applicabili non significa che non individuino correttamente le due posizioni “di fondo”

                poi la vita e la virtù stanno quasi sempre nel mezzo, mezzo che si riesce a inventarsi con successo se si è capito bene cosa è in gioco

                ciao

              • Z. says:

                Francesco, non credo che siano solo “inapplicabili”. Secondo me sono solo frasi caricaturali, che riscuoterebbero meno consenso del terrapiattismo.

            • Francesco says:

              >>> Minniti e Salvini hanno ridotto (per ora) le partenze di oltre il 90%.

              OPS, lei ha scritto ridotto ma non è esatto: le ha spostate su altre rotte! ma fino a quando l’Africa sarà invivibile gli africani non si fermeranno. Volendo risolvere il problema in un attimo, potremmo bombardarci con armi termonucleari e rendere invivibile l’Europa peggio dell’Africa.

          • Per Supervice

            “https://it.wikipedia.org/wiki/File:Nascite_e_morti_in_Italia,_1862_-_2016.png”

            Mi colpiscono due cose: che le morti abbiano superato le nascite solo dieci anni fa (mentre mi sembrava empiricamente che le nascite fossero in lieve aumento); e la grande differenza tra la mortalità nella prima e nella seconda guerra mondiale (ma ricordiamo che quella della prima comprende anche la spagnola).

            • supervice says:

              Le nascite continueranno a calare per il fatto che le coorti dal 1964-1969 in poi sono sempre calanti, a parte qualche stasi.
              Tra Prima e Seconda guerra mondiale, la seconda l’Italia l’ha combattuta molto meno. Le battaglie dell’Isonzo non sono molto diverse da quelle sul fronte occidentale.

          • Francesco says:

            scusate ma … il CV2 e il ’68 hanno ridotto le nascite in misura paragonabile alla seconda guerra mondiale???

            😀

      • Marcosclarandis says:

        Andrea de Vita, dal tuo commento in risposta al mio, deduco non valga la pena replicare.
        Un saluto, Marco sclarandis.

    • Per Marco

      “Alcuni giovani lo stanno capendo e infatti stanno volontariamente rinunciando, tanto per non divagare, ai voli aerei, almeno quelli evitabili perchè sostituibili dal treno.”

      Dopo sei anni di astinenza, ho fatto un volo in Olanda quest’anno, cercando varie discutibili giustificazioni.

      Però questa primavera si è smantellato l’impianto di aria condizionata (vecchio di oltre vent’anni, credo) ereditato in casa dal precedente proprietario.

      Sono bravo a gestire le correnti d’aria, anche a 40 gradi 🙂

  6. Mauricius Tarvisii says:

    Io sono fiducioso che l’umanità troverà una soluzione che permetterà contemporaneamente di sopravvivere, di mangiare olio di palma, bruciare olio di palma e aumentare i consumi riducendo i rifiuti e l’inquinamento. Ma questo sarà solo il primo passo, prima della scoperta di una fonte di energia illimitata, della tecnologia per i viaggi interstellari e la macchina per il moto perpetuo.

    • Francesco says:

      e la cura per la calvizie nulla? e i tiri liberi di Shaquille o’Neal pure?

      che futuro deludente!

      PS i punti 1 e 3 non sono equivalenti?

    • Marcosclarandis says:

      Manca solo la resurrezione dei morti……………..
      E la pre-visione delle sembianze dei lontani discendenti.
      Marco Sclarandis

      • Mauricius Tarvisii says:

        Io conto sui cadaveri rianimati che svolgeranno lavori pesanti.

        • MOI says:

          Ci ha già provato un certo 😉 Viktor Frankenstein a Fine Settecento … c’è stato qualche inghippo 😉 di troppo, però !

  7. La mia signora tiene i barattoli immersi in acqua fredda per almeno dodici ore.
    Il gioco riesce talmente bene che ho la casa piena di barattoli del tonno e della marmellata, chissà che non possano servire.

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