La genialità del male

Un campo di una settimana, per ragazzi in età da scuola media, in mezzo ai monti.

Tutti in fila a pagare la (piccola) quota.

Gli organizzatori – due uomini e una donna – ricordano la regola fondamentale, di cui tutti sono stati già ampiamente avvisati: niente telefonini!

I genitori possono chiamare, ma non sono obbligati a farlo, non più di due volte nella settimana.

Una mamma guarda sconvolta, poi dice,

“ma io volevo fare il Gruppo Whatsapp!”

Poi, rivolgendosi solo alla guida femmina, con l’aria della Vittima Accusatrice:

“Tu non hai figli, vero?”

Poco dopo, un babbo mi racconta che alla prima media dove va suo figlio, c’è un ragazzino che ha trovato come controllare gli altri maschietti, gestendo i gruppi Whatsapp. Che, ricordiamo, sarebbero vietati ai minori di sedici anni.

Il ragazzino decide chi entra in Whatsapp e chi buttare fuori, organizza piccoli linciaggi virtuali, in particolare di un ragazzino con problemi comportamentali seri, ma anche di chi non segue la sua linea.

A chi gli è fedele, Capo Whazappo invece distribuisce link a siti porno.

La genialità del male sta tutta qui.

L’immensa coalizione di:

– investitori disposti a metterci miliardi nel mestiere più riuscito della storia umana,

– nerd un po’ fuori di testa,

– psicologi pagati migliaia di dollari l’ora,

– tecnici di ogni forma di controllo,

ha capito come sfruttare ogni pulsione dell’essere umano, dalle nevrosi della mamma possessiva alla sete di potere dell’undicenne psicopatico.

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62 Responses to La genialità del male

  1. Z. says:

    Miseriaccia che orrore.

  2. Francesco says:

    beh ma la mammina può fare benissimo il gruppo Whatsup delle mammine apprensive

    mica servono a parlare coi figli, servono a rinforzare le manie delle mamme

    banale no?

    • paniscus says:

      “mica servono a parlare coi figli, servono a rinforzare le manie delle mamme”
      ——————-

      Ed è stato soprattutto per questo, che io non ho mai voluto saperne.

      Avendo avuto la fortuna (cronologica/anagrafica) di vivere i primi anni dell’infanzia dei figli quando questa roba non c’era, e quando il devastante concetto del “crocchio di mamme”, che pure esisteva già, era limitato all’incontro in presenza fisica davanti al portone della scuola, e mi è bastato quello…

      …proprio per questo, mi sono tenuta accuratamente ben lontana da qualsiasi tentativo altrui di prolungare a oltranza il concetto di “crocchio di mamme davanti alla scuola” anche in età in cui i figli a scuola ci vanno da soli.

  3. Roberto says:

    Posso dire una cosa?
    La dico

    Da parte di uno che NON chiama i figli MAI in situazioni analoghe, che gli frega agli organizzatori se uno vuole chiamare i figli 3 volte a settimana?
    Ho appena recuperato il piccolo da una gita scolastica di una settimana, dove ci hanno fatto due cosi tanto prima durante e dopo la gita sul fatto che era assolutamente proibito contattare i figli (con ovviamente divieto di cellulare…) e mi dico: ma che vi frega?

    L’ho detta

    • Francesco says:

      beh, è educativo per i pupi scoprire che possono stare due giorni senza cellulare e senza controllo diretto dei genitori

      e anche per certe mamme

      è per quello che si fanno certe cose, sennò si potrebbe stare chiusi in casa a giocare a Fortnite (qualsiasi riferimento a mio figlio è puramente disperato)

      😉

      • paniscus says:

        “è per quello che si fanno certe cose, sennò si potrebbe stare chiusi in casa a giocare a Fortnite (qualsiasi riferimento a mio figlio è puramente disperato)”
        ————

        Quanti anni ha tuo figlio?

        A quanti anni è stato autorizzato dai genitori a usare Fortnite?

        Perché è stato autorizzato dai genitori, vero?… oppure se l’è conquistato da solo di nascosto?

        • Francesco says:

          perchè parli dei giocatori come una unità? diciamo che è riuscito a installare il tutto sul PC di famiglia approfittando dell’attività lavorativa fuori casa del padre … arrivato ormai a misfatto compiuto

          riusciamo a limitare i tempi persi giocando e chiacchierando coi suoi amici mentre gioca – e non ci ha mai speso un centesimo

          però in tema di autorizzazioni dei genitori è molto “old style”, alla Gian Burrasca o Huckleberry Finn

          • paniscus says:

            Se il PC è di famiglia, una volta scoperto che vi è stato installato qualcosa che il resto della famiglia non approva (e non solo per il tempo perso a fare giochini, ma proprio per la natura violenta, volgare o diseducativa dei giochini stessi), lo si disinstalla senza troppi complimenti, e si riduce la libertà di accesso al PC di famiglia al ragazzino intraprendente.

            Non lo sai che si può fare?

            Se io venissi a scoprire che sul mio PC è stato installato, senza il mio consenso, qualcosa che non approvo, e a cui anzi sono fortemente contraria su un piano educativo, il figliolo il PC non lo vedrebbe più per un bel pezzo, di sicuro.

          • roberto says:

            non ho mai sentito fortnite.
            è veramente di natura “violenta, volgare o diseducativa”?
            figo allora!

          • Per Francesco

            “arrivato ormai a misfatto compiuto”

            non voglio entrare in dinamiche altrui… ma il buonsenso mi suggerisce:

            ALTERNATIVA A:

            1) lavata di capo con shampoo energico e pizzicante, non per Fortnite, ma per essersi permessi di installare qualcosa sul MIO computer, visto che hai tradito la mia fiducia

            2) cancellazione del suddetto programma

            3) installazione di una password sul computer per vietare altri accessi non autorizzati

            Poi, se sei di buon umore, gli regali un computer SENZA CONNESSIONE INTERNET, su cui può scaricare con chiavetta cose autorizzate da te.

            Ah, se possibile con Linux.

            ALTERNATIVA B:

            1) oltre a permettergli l’accesso illimitato al tuo computer, regalagli una pistola con i proiettili. Tanto l’Importante E’ l’Uso che ne Fai, Anche la Pistola E’ solo un Mezzo.

            Ed è pure facile e tanto comodo da usare.

          • Francesco says:

            pardon, genitori non giocatori

            poi il pargolo è una bestia a scuola, macina voti che io mi sognavo, è dura negargli quello che desidera perchè a me fa schifo …

            PS fortnite è noioso, stupido, ripetitivo. insomma come era Doom ai miei tempi, fighissimo!

              • Francesco says:

                insomma, ne produceva un sacco poco, se sono riusciti a diventare dipendenti da quello … come se Milano dipendesse dal turismo!

                🙂

                PS grazie

              • Francesco says:

                Peraltro il Nostro ha quasi torto: sono molto pochi i fatti davvero importanti che non appaiono mai nella comunicazione generale. Per cui, almeno in prima istanza, una persona che dubiti dell’esistenza o rilevanza di un fatto mai sentito fa bene.

                Certo, dipende anche da quali sono le sue fonti abituali … ma lo stesso Bardi dimentica che la produzione di petrolio in Venezuela è crollata perchè hanno smesso di fare manutenzione agli impianti, dovendo spendere tutto per le spese pubbliche di regime.

            • paniscus says:

              “poi il pargolo è una bestia a scuola, macina voti che io mi sognavo, è dura negargli quello che desidera perchè a me fa schifo …”
              ————————

              A parte il fatto che “essere una bestia a scuola” per me, lessicalmente, vuol dire esattamente il contrario, cioè essere un somaro irrecuperabile…

              …ma anche avendo capito che tuo figlio in realtà sia bravissimo, questo argomento non lo capisco proprio.

              I genitori hanno il diritto di dire di no a qualche richiesta del figlio solo se ci sono le motivazioni pretestuose per dirgli di no “per punizione” di aver fatto qualcosa di sbagliato, o perché “non se la merita”?

              Se il pargolo desiderasse fortemente qualcosa a cui noi genitori siamo contrari per ragioni etiche ed educative, gli diremmo di no ugualmente, anche se fosse bravissimo a scuola e se avesse mille altri meriti.

              Non esiste che “non possiamo dirgli di no” o che “non riusciamo a trovare un motivo per dirgli di no” solo perché ha voti alti a scuola, e perché non abbiamo nulla da rinfacciargli nel comportamento.

              Se si ritiene che una cosa non sia adatta alla sua età (o che sia dannosa in assoluto, indipendentemente dall’età), non gli si dà, indipendentemente da quanto sia bravo a scuola o da quanto dimostri di comportarsi bene.

              Il problema non è di gusti soggettivi (cioè, se “fa schifo a noi”, ma piace al ragazzino, come se si trattasse di un modo o di un altro di condire la pasta), ma di decisioni etiche ed educative. che si pensa che abbiano un impatto serio sul figlio stesso.

              Questa convinzione che un genitore abbia diritto o no di negare qualcosa al figlio solo se ha la scusa di potergli rinfacciare qualcosa sul piano morale o sul piano scolastico, francamente, mi mette una tristezza infinita.

              • Francesco says:

                Aspetta: come ho detto, il peggio che posso dire di Fortnite è che a me fa schifo e che è fatto per succhiare soldi.

                Mio figlio ci gioca al livello aggratisse, di solito lo fa con amici online, si diverte … quali motivi oggettivi potrei avere per dirgli di no?

                Mica si è iscritto al PD!

                😉

              • Roberto says:

                Accordo totale con francesco

                Ci sono cose fondamentali alle quali si deve dare ordini (niente droga, mangia equilibrato, prenditi cura di te stesso….)

                Per il resto i figli non sono nostra proprietà e hanno il diritto di ascoltare musica di merda o perdere tempo in modo che a noi pare assurdo come vogliono

                In fin dei conti se dicessi a mia figlia “dai basta stai perdendo tempo con la chat” lei potrebbe benissimo dirmi che sudare e rincorrere una palla insieme ad altri 9 sfigati non è un modo molto costruttivo per passare il tempo a 45

              • paniscus says:

                “In fin dei conti se dicessi a mia figlia “dai basta stai perdendo tempo con la chat” lei potrebbe benissimo dirmi che sudare e rincorrere una palla insieme ad altri 9 sfigati non è un modo molto costruttivo per passare il tempo a 45”
                ———————

                Rimane una certa differenza riguardo al fatto che sei stato tu a decidere se consentirle o no di usare la chat, a quale età consentirglielo, e sotto quali condizioni.

                Ma veramente pensi che “perdere tempo con la chat” o “perdere tempo con il basket” siano la stessa cosa, in termini di dipendenza, di distorsione dei rapporti sociali, e di effetti sui tempi di attenzione e di concentrazione?

              • Roberto says:

                In termini di dipendenza e distorsione dei rapporti sociali sicuramente si….distorsione rispetto a cosa poi?

                Per attenzione e concentrazione non so

                In generale credo che ogni tipo di dipendenza vada evitata

              • Peucezio says:

                Sono sostanzialmente d’accordo con Roberto (ammesso che entrambi stiano dicendo cose realmente diverse; a me pare di no).

                Ciò non toglie che spero, il giorno in cui volessi avere dei figli, di conoscere una donna che sia brava un decimo di quanto lo è Lisa come madre.

                Ma, tornando alla teoria (e tenendo conto che giudico i genitori dai fatti, non dalle teorie: conosco i figli di Lisa, non quelli di Roberto, ma sono convinto che siano entrambi genitori ottimi e non lo dico per diplomazia o compiacenza) io credo che l’unica bussola sia la felicità dei figli.
                Cioè se sono convinto che una certa cosa renderà mio figlio più libero e felice oppure che sia del tutto indifferente, ma vada nel senso di uno suo desiderio, devo assecondarlo, anche se questo va in contrasto con mie convinzioni etiche radicate.
                Altrimenti, se io fossi un religioso molto radicale, dovrei spingerlo all’astinenza sessuale prima del matrimonio, ma in questo modo creerei un represso e un infelice.
                Questo almeno con figli ragazzini. Diverso è il discorso con un adulto. Io posso anche cacciare di casa mio figlio perché vota il Pd (tanto per fare l’esempio di Francesco 😀 ), perché ritengo ci siano valori incompatibili, ma lì ormai non c’entra la funzione educativa: siamo due adulti e ci muoviamo su un piano paritario.

              • roberto says:

                “credo che l’unica bussola sia la felicità dei figli”

                è quello che penso anche io (e ovviamente, evitiamo di dire che impedirei a mio figlio di uccidere il vicino o di drogarsi, non è di questo che parliamo)

                quanto mi sarebbe piaciuto se fossi riuscito a passare il virus del basket ad almeno uno dei due (poi la ragazza è una stangona), ed invece niente, a ping pong giocano….

  4. Roberto says:

    In topic

    Posso bilanciare il tuo papà dicendo che la grande, in età da prima superiore, ha un gruppo WhatsApp della classe e sai che succede? Nulla!
    Ci rimango sempre un po’ male pensando di vedere cose scabrose, siti porno, sesso e violenza, battute crudeli e bullismo e invece lo usano per mettersi d’accordo su dove andare a mangiare il gelato, per informare chi è stato assente di cosa hanno fatto la mattina, per aiutarsi con i compiti, per dirsi cosa stanno facendo….

    Giovani banali….

    Nel gruppo WhatsApp dei genitori ci sono circa due messaggi al mese, e anche lì, ahimè niente sangue sesso né violenza, nemmeno una bestemmia ogni tanto….
    Tedeschi, bah!

  5. “Tu non hai figli, vero?”

    Esatto: non solo non ho figli, ma vivo in stato di serena atarassia, riesco a farmi avanzare persino i soldi della NASPI che riscuoto grazie alla cialtroneria autolesionistica di quei padroncini ben vestiti che piacciono tanto a quelle come te, e le mie giornate si svolgono all’insegna dell’arricchimento intellettuale che solo conduce più vicini a Colui che è pura scienza e puro sapere.
    E ora fila pure a pagare il mutuo, povera donna.
    Ah, una cosa: un preservativo costa un euro.

    [A volte so padroneggiarmi, a volte no. Ecco: questa è la volta no!]

    • Francesco says:

      “padroncini ben vestiti” è un ossimoro, vero MOI?

      un vero padroncino non si vestirebbe mai bene, questo contraddirebbe la sua natura, vestirsi bene è da lavativi perditempo e sprecasoldi – quasi quanto leggere libri!

      😀

      • Il tizio di cui sto parlando era un individuo che sfoggiava mises dai colori chiassosi e dai costi insultanti, come insultanti erano i suoi comportamenti abituali.
        Ora, quos Deus vult perdere prius dementat: dopo aver gestito per anni in maniera oltremodo demenziale la fabbrica di cui era stato messo a capo dai vecchi soci per meriti antichi e dimenticati, ha salutato colto da quella repentina et improvisa morte sicuro segno di divina malevolenza. Andò in terra così bene che si fracassò sul selciato, non avendo fatto neanche in tempo ad avanzare le mani per attutire la caduta.
        Ad esequie avvenute è venuto fuori che aveva volatilizzato in consumi discutibili (io considero discutibile nella sua interezza chiunque abbia più del necessario ed evito per solito di rivolgergli persino la parola) una cifra a sei zeri, ivi compreso l’intero capitale sociale. Fabbrica in concordato, e voialtri arrangiatevi. Ma a questo si è arrivati per umilianti gradi e per ancor peggiori tappe successive.

    • paniscus says:

      “Tu non hai figli, vero?”
      Esatto: non solo non ho figli, ma vivo in stato di serena atarassia, ”
      ——————

      io invece ho figli, eppure sono perfettamente d’accordo con la guida.

      Sarebbe questo il segnale adeguato da mandare a questo genere di mamme.

      NON il confronto con chi non ha figli (che tanto sarebbe visto come irrilevante) ma il confronto con chi ce li ha, eppure osa pensarla in modo diverso da loro ugualmente.

      Di fronte alla scema che non si capacitava di come fosse possibile mandare il figlio alla colonia estiva senza gruppo whatsapp, e che sosteneva che “solo chi non ha figli” può non capire la necessità assoluta del gruppo whatsapp per gli undicenni in campeggio… funziona meglio la risposta “io i figli ce li ho, e proprio per questo penso che le guide abbiano perfettamente ragione”, piuttosto che la risposta “sì, è vero, effettivamente io non ho figli” che verrà interpretata come un’ammissione di non capirci niente e di non avere titolo per esprimere un parere.

      • Z. says:

        Su una cosa concordate: chi non ha figli vale mezzo 😛

        • Francesco says:

          mezzo?

          fai pure un quarto scarso

          😀

        • paniscus says:

          “Su una cosa concordate: chi non ha figli vale mezzo”
          ——————

          E da dove lo deduci?

          Io non lo pensavo affatto.

          Anzi, esattamente al contrario: intendevo dire che la signora (che ha figli) che si sente in diritto di giudicare le scelte di qualcun altro solo perchè questo qualcun altro non ha figli… non ha capito un cavolo, e quindi semmai è lei che vale mezzo, anche se i figli li ha.

          • Z. says:

            Credo che la signora, più che giudicare le scelte altrui, volesse banalmente dire: se tu avessi dei figli la penseresti diversamente…

            • Z. says:

              (e hai ragione, non è sempre vero. Però diciamo che da come l’ha raccontata Miguel ci vedo più un “tu non puoi capirmi” che altro, ecco)

            • paniscus says:

              “volesse banalmente dire: se tu avessi dei figli la penseresti diversamente…”
              ——————-

              E appunto: quelli che pretendono di sapere meglio di qualcun altro cosa abbia in testa questo qualcun altro, e in particolare che “sono sicuri che cambierebbe idea se…”

              semplicemente non li reggo.
              Problemi? : – )

  6. Andrea Di Vita says:

    @ Martinez

    WA è un pilastro.

    In famiglia lo usiamo per risparmiare sulle compere. Andiamo ciascuno in hard discount diversi e controlliamo i prezzi e le offerte scambiandoci dati e foto in tempo reale. Chi becca l’offerta migliore compra. Si arriva a risparmiare un 15% abbondante sulla spesa.

    Mia figlia al liceo ci scambiava suggerimenti sui compiti con i compagni (più altro, in cui i genitori non mettono lingua. Del resto SMS = Se Mamma Sapesse…). Oggi che è all’università mi chiede di mandarle i testi degli esercizi di matematica che non trova sulle dispense.

    Mia moglie mi ci fa correggere al volo le sue traduzioni in italiano.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Francesco says:

      troppo tempo e troppe energie spese per risparmiare vil denaro

      si vede che siete genovesi al 100%

      F o’ complimentoso

  7. habsburgicus says:

    WA è utile….
    non riuscirò mai a capire (e lo dico scevro da ogni intenzione di critica !) perché tu Miguel ti ostini a non volerlo 😀
    ok, è di proprietà (forse, non me ne intendo) di MZ, più famoso per fb….e il tipo non piace a tutti [obiezione: in questi tempi corrotti, se dovessimo prendere cose solo da chi ci sta simpatico, dovremmo a.morire di fame b. rinchiuderci in una caverna]
    inoltre, mi si dirà, la privacy….non so se ve ne siate resi conto, ma ormai la privacy purtroppò è finita..bisognerebbe neppure usare il telefonino ! e neanche scrivere su kelebek 😀 e comunque WA è meglio di fb, in quanto puoi facilmente tenere per te quel che scrivi [anche fb, diciamolo, pur con tutti i suoi crescenti difetti non è con un minimo di prudenza-e come tutto in questa valle di lacrime, di fortuna-quella cosa spaventosa di cui parlano Miguel e Z, in questo uniti :D]
    a me WA piace per mandare messaggi vocali, anche di questioni storiche :D….per condividere foto (idem)
    direi che le controindicazioni di WA sono quelle accennate, ovvie e “inevitabili” rebus sic stantibus, e i vantaggi nel’averlo sono molteplici
    in più, dicono, pure per i maniaci della privacy [che, ribadisco, oggi, è decurtata ahinoi PER TUTTI] sembrerebbe che WA sia relativamente “sicuro”…del resto, non so in Oltrarno, ma i più non passano la vita a cospirare 😀 😀 😀 solo Telegram che però so usare poco sarebbe più “sicuro” (così dicono i saggi e dunque io sono escluso dal novero per definizione :D)
    ma è inutile…mai riusciremo a convincere Miguel a prendere WA,..
    che inter alia permetterebbe a me di interagire molto meglio, sulle grandi questioni, con lui….
    rendendomi conto di aver appena detto un’altra, e più importante ragione, perché continui a non adottarlo 😀 😀 😀 😀 😀

    • Z. says:

      Un giorno mi darete ragione. Siete persone intelligenti e oneste, e quindi succederà. Ma sarà troppo tardi 🙂

    • paniscus says:

      Non parlo a nome di Miguel ma parlo per me, comunque credo di esprimere una significativa percentuale di percezione comune.

      Io non voglio whatsapp perché lo considero un automatismo dannoso, che porta a un meccanismo di dipendenza e di rincoglionimento, tutto lì.

      Inoltre, e solo DOPO, in seconda battuta, ci sono anche le considerazioni etiche sul fatto che si tratti di una trappola proprietaria (in cui si dà per scontato che chiunque non veda l’ora di farsi il profilo gratis perché è tanto comodo, sia automaticamente disposto a cedere tutti i diritti sui propri dati, messaggi, immagini, foto personali e testi scritti).

      Ma appunto, per me quello è solo un problema secondario.

      La volontà di tenermi fuori dall’automatismo del flusso continuo di cazzeggio infinito 24 ore su 24 conta molto di più.

      • Z. says:

        Tutti i diritti sui propri dati? tipo, se Tizio invia un racconto a Caio, la società che gestisce il servizio può pubblicarlo a proprio nome?

  8. MOI says:

    ALTERNATIVA B:

    1) oltre a permettergli l’accesso illimitato al tuo computer, regalagli una pistola con i proiettili. Tanto l’Importante E’ l’Uso che ne Fai, Anche la Pistola E’ solo un Mezzo.

    Ed è pure facile e tanto comodo da usare.

    ————————-

    Che è poi un po’ quel che ha fatto Brenton Tarrant ! … In fondo l’età biologica è una cosa, quella psicologica-emotiva è tutt’altra ! In pratica esiste in quest’ era una sorta di “Neotenia” Sociale !

  9. PinoMamet says:

    Io ancora non ho capito cos’è Fortnite.

    vi prego, per una volta ascoltatemi e non ditemelo.

  10. MOI says:

    Ah … un Triggherone di quelli che ci terrano compagnia in queste notti di calura e ogni tanto squasso

    https://www.huffingtonpost.it/entry/alitalia-accusata-di-razzismo-rimosso-lo-spot-col-finto-obama-con-blackface_it_5d1dcddae4b01b83473227a9

    Alitalia accusata di razzismo. Rimosso lo spot col finto Obama con blackface
    La compagnia aerea è finita al centro delle polemiche dopo aver diffuso uno spot dove un attore appariva col viso ricoperto di trucco per impersonare Barack Obama

    • MOI says:

      Pare che il tipo “blècchféissato” sia un Tunisino o giù di lì !

      Ma la cosa inquietante è l’uso , a mio avviso, di “Caucasico” …

  11. MOI says:

    A proposito di “Cinni” … cos’è successo a Reggio Emilia ?! … C’è chi dice _ ma voglio sperare ben di NO ! _ che le Lobby del “Gender” volevano sottrare bambini a coppie “Normali” per poi darli ai “Gender NON Conforming Parents” , forzando ‘sti bimbi a inventare “Abusi” (in senso AngloAmericano, ovviamente che NON è quello da Palazzinari !) mai esistiti !

    • MOI says:

      SE (!) è vero, assieme al Caso Carola und die Überzekken 😉 e proseguendo di questo passo, Salvini potrebbe sforare il 50% da solo (!) entro Ferragosto ! 😉

  12. MOI says:

    @ ROBERTO

    Credo che Lisa intenda, a ragione, che con il basket c’è un’interazione FISICA che rende tutto molto diverso rispetto ai “Sòscials” !

    • Roberto says:

      Lisa parla di distorsione dei rapporti sociali

      Forse rinunciare alla vita di famiglia per passare una serata a picchiare degli sconosciuti può dirsi “distorsione”

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