I loro dèi…

Philipp Plein è un designer tedesco, che ha cominciato la sua carriera mettendo quattro pezzi di ferro insieme a “imitazione cuoio”, leggasi plastica, e rivendendo il tutto a 1500 dollari a pezzo come “cuccia per cani“.


Una cuccia Plein per cani postmoderni

La cuccia era “chiaramente ispirata ai modernisti classici come  Le Corbusier e Mies van der Rohe“, ci informa il comunicato; e veniva venduta su un sito chiamato Postmodern Pets, purtroppo defunto.

A un certo punto, Plein incontra un nostro vecchio amico, Flavio Briatore,

“un geometra di Cuneo che fece fortuna a partire dal momento in cui il suo socio saltò in aria con una provvidenziale carica di tritolo. Il signor Briatore ebbe successivamente alcuni momenti oscuri nella vita, come quando si fece una lunga latitanza mentre veniva ricercato per aver organizzato – a dire dei magistrati – una serie di truffe in collaborazione con la mala milanese.”

Tra Cultura Postmoderna germanica e Impresa Made in Italy, sboccia subito l’amore, e i due fondano una ditta di moda, chiamata Billionaire, che attualmente impiega ben 400 persone a infuffare il nulla.

Ma quello che è interessante è la nicchia (di grande successo) che si sono ritagliati.

La  Clientela Umana, infatti, si divide in due grandi branche.

La grande maggioranza compra schifezze indicibili, trasportate avanti e indietro per i mari e i cieli del mondo, a patto che non costino quasi nulla.

Una piccola minoranza compra qualunque cosa, a patto che costi tanto.

Il commentatore Peucezio ci ha ricordato la profonda barzelletta russa sui due imprenditori che si incontrano:

 “Igor, lo sai che ieri ho comprato un Rolex in un posto e l’ho pagato trentamila dollari?

Ti hanno fregato! Io conosco un posto dove te lo danno a cinquantamila!”

La nicchia di Plein e Briatore è quindi una nicchia psicologica, filosofica e ideologica, prima di tutto.

E infatti il sito presenta subito la propria

“FILOSOFIA

Per troppo tempo i playboy, gli artefici di fortune e i costruttori di imperi di tutto il mondo sono stati messi da parte. E giunto il momento per queste icone del potere maschile di mostrarsi e occupare il proprio posto al centro della scena sartoriale.

Billionaire presenta un sontuoso, eccentrico guardaroba per uomini maturi che non temono né chi sono, né chi vogliono diventare.”

Capiamoci.

I maschi, spesso, desiderano fare cose da maschi.

Come il mio amico, calciante de’ Bianchi, che alla festa di San Giovanni, si è trovato addosso quattro de’ Rossi molto più grossi di lui, che gli hanno spaccato le costole ad una ad una, fino a fargliele entrare nei polmoni; poi lui si è rialzato e ha continuato a giocare fino alla fine della partita – adesso è in terapia intensiva.

Insomma, se uno ci tiene, può benissimo fare cose da maschi, senza prendere soldi e soprattutto senza darne a Plein e Briatore.

Quindi, stiamo parlando del maschio con tanti soldi, ma sostanzialmente frustrato, perché il coraggio del mio amico gli manca.

E’ pieno di pulsioni adolescenziali, ma sa di avere i capelli bianchi. E questo è un punto fondamentale, perché l’aspirante adolescente sessantenne sa che se si tinge i capelli, fa una figura ancora più meschina.

Anche se ha fatto i soldi calciando un pallone, che già sarebbe qualcosa, in fondo li ha fatti solo perché gli stipendi esagerati fanno parte dell’aura mediatica del calcio.

Il Maschio Coglione con Tanti Soldi, se non è scemo del tutto, sa che tutti quelli che gli sorridono davanti, gli fanno le boccacce alle spalle, ed è pure un periodo in cui le donne sembrano infilarsi dappertutto, tranne che a letto con lui.

Plein e Briatore hanno quindi avuto un’idea veramente geniale.

Hanno creato un dio per questi qui, Mr Plutus.

Prima parlavamo di cucce, quindi dobbiamo precisare che non è questo qui:

Mr Plutus, dal nome mezzo americano e mezzo latino,

Parte uomo e parte macchina, rappresenta una nuova forza creativa nella moda.

Entità robotica misteriosa, Plutus è apparso quest’anno, come una visione, sfrecciando nel centro di Milano al volante di una Rolls Royce bianca, con l’assordante inno dei Rolling Stones Sympathy for the Devil.

Un vortice di voci e supposizioni sulle origini di questo enigma elettronico ha subito cominciato a diffondersi fra esperti, convinti si trattasse dell’antico dio greco della ricchezza, tornato sulla terra in missione segreta.

Oggi è possibile affermare che Plutus ha lavorato instancabilmente dietro le quinte di Billionaire, ed è finalmente pronto a svelare una nuova era nell’abbigliamento maschile.

Intanto, notate il meccanismo del comunicato stampa: mandano un tizio in giro che nessuno nota, poi dicono “un vortice di voci e supposizioni sulle origini di questo enigma elettronico ha subito cominciato a diffondersi fra esperti“…

Ma poi notate la fusione, cara a certi postmoderni, transumanisti e ideologi del transgender, tra macchina e umano, che in fondo non ‘è altro che l’esito della modernità,

e la citazione, intellettualmente  interessante, di Sympathy for the Devil, canzone dalle parole tutt’altro che banali.

Però il messaggio è anche più semplice: il diavolo è quello che fa ciò che gli pare a tutto e a tutti, sul suo macchinone con il radiolone, che spara rumore, pezzi di plastica e combustibili fossili sauditi per ogni dove.

Siccome Briatore mi sembra furbo ma non un genio, sospetto che dietro questa creazione ci sia Plein, che ha tutta la mia ammirazione.

Mr Plutus appare con un elicottero ricoperto d’oro sulla passerella di Billionaire:

Il Dio Plutus ha questa faccia qui:

Allora, il biglionista è:

Dominante, virile e impenitente, l’uomo Billionaire non ha bisogno del solito noioso vestito, non vuole certo sembrare il suo contabile svizzero. Fiero di quello che ha conquistato, non teme mostrarlo.

Dal trench di coccodrillo alla giacca in jacquard metallizzato, i suoi vestiti sono la celebrazione del proprio successo e rivendicano attenzione.

Proprio come gli uomini che li indossano, i capi Billionaire sono la massima espressione di uno stile sicuro di sé.”

La frase affascinante è quella sul contabile svizzero, perché ci rivela una categoria di persone che hanno il babbo miliardario, cui riesce casualmente una truffa, che hanno corrotto un politico, ma non hanno nessuna intenzione di mettersi a lavorare, e che vogliono sopra ogni cosa farsi notare.

Il risultato di tutto questo si vede sulle passerelle di Billionaire, grigiopelo, adolescente, in vacanza permanente, predatore-mendicante a caccia di like.

E questo imbecille devastatore, in fondo, è il princeps huius mundi: ognuno ha il padrone che si merita.

Direte che tutto questo è un gioco, ma in Sympathy for the Devil,  i Rolling Stones avevano colto tutto, dicendo:

“Pleased to meet you, hope you guess my name
But what’s puzzling you is the nature of my game”

“piacere d’incontrarla, spero che indovini il mio nome… ma ciò che la lascia perplesso è la natura del mio gioco”

Print Friendly, PDF & Email
This entry was posted in ambiente, società dello spettacolo and tagged , , , , , . Bookmark the permalink.

18 Responses to I loro dèi…

  1. PinoMamet says:

    “Lui, Trimalcione, ha tante terre che per vederle ci vorrebbero le ali di un nibbio e fa soldi su soldi. Nella
    guardiola del suo portiere c’ pi oro di quanto altri ne hanno in un patrimonio intiero. Circa la servit , lasciamo perdere: ad aver visto in faccia il padrone, porcaccia la miseria, ce ne sar s e no uno su dieci.
    Sta di fatto che questi scrocconi lui se li rivolta come vuole.
    38 E non ti credere che compri qualcosa. Gli cresce tutto in casa: lana, cedri, pepe. E se gli chiedi latte di gallina, lui te lo trova. Per
    fartela breve, visto che la lana di sua produzione non era un granch , ha acquistato a Taranto dei montoni fuoriclasse e li ha messi a montare il gregge. Un’altra volta, per avere miele dell’Attica in casa, ha ordinato
    che gli portassero le api dall’Attica, in modo che le api nostrane migliorassero un po’ stando insieme alle greche. Addirittura in questi
    giorni ha scritto in India che gli spediscano il seme dei funghi. Non ha
    una sola mula che non sia figlia di un onagro. Guarda quanti cuscini: ebbene, sono tutti imbottiti con porpora o scarlatto. Questa s che fortuna! Gli altri suoi compagni di schiavit di un tempo, occhio a non prenderli sotto gamba. Si son fatti i soldi anche loro. Lo vedi quello che sdraiato per ultimo nell’ultima fila? Bene, oggi avr almeno
    ottocentomila sesterzi ed venuto su dal nulla. Figurati che fino a ieri portava la legna sulle spalle. Io non lo so per certo, l’ho solo sentito,
    ma gira voce che abbia rubato il berretto a Incubo e ci abbia trovato
    dentro un tesoro. Io per non lo invidio mica uno che dio gli ha fatto un regalo. Lui però puzza ancora di schiavo e se la tira da gran signore.”

    Non so di chi sia la traduzione, per correttezza segnalo che lo ho preso da qua: http://blog.erscuola.it/allegato.aspx?ID=14334

  2. PinoMamet says:

    ” C’era dipinto un mercato di schiavi con tanto di cartellino al collo e Trimalcione in persona che, con capelli fluenti e in mano il caduceo, faceva ingresso a Roma scortato da Minerva. Di seguito il pittore compiacente lo aveva accuratamente effigiato con tanto di cartigli nell’atto di imparare a far di conto e poi nel giorno in cui era stato nominato tesoriere. In fondo al portico, Mercurio lo issava verso un altissimo trono prendendolo per il mento. Al suo fianco c’era la Fortuna con il corno dell’abbondanza e le tre Parche impegnate a filare con conocchie d’oro. Nel portico vedo anche una squadra di atleti intenti ad allenarsi nella corsa sotto la guida di un preparatore. In un angolo noto poi un grosso armadio, dentro cui, in una nicchia, c’erano dei Lari d’argento, una statua di Venere in marmo e un calice d’oro di proporzioni ragguardevoli, nel quale si vociferava fossero conservati i peli della prima barba di Trimalcione.”

    http://spazioinwind.libero.it/latinovivo/Satiricon%20traduzione.htm

  3. MOI says:

    Narrasi che a casa di un ricco e vanitoso collezionista di lussi, non trovando una sputacchiera, fra arredi sontuosi e orpelli … Diogene di Sinope il Cinico sputò in faccia al Padrone di Casa, con la giustificazione che la sua faccia fosse l’unica cosa brutta presente in quella dimora.

  4. Mauricius Tarvisii says:

    Ma davvero agghindarsi è roba da maschi? Tradizionalmente è un modo per ostentare la ricchezza del nucleo familiare, per cui si agghinda la donna per dimostrare che il reddito dell’uomo si può permettere questo e altro.
    Capisco che la crisi delle strutture familiari e il superamento dei ruoli di genere portino ad una concentrazione del produrre reddito e dell’ostentarlo nello stesso soggetto.

    • Peucezio says:

      Mauricius,
      “Ma davvero agghindarsi è roba da maschi? Tradizionalmente è un modo per ostentare la ricchezza del nucleo familiare, per cui si agghinda la donna per dimostrare che il reddito dell’uomo si può permettere questo e altro.”

      Quànne u marìte annùsce,
      la megghière lusce.

    • PinoMamet says:

      Mmm ma sí, anche da maschi: pensa i nobili francesi al tempo del Re Sole, o una marea di civiltà extraeuropee..

      • Mauricius Tarvisii says:

        ANCHE da maschi, vuol dire che è cosa umana, non da maschi.

        • Per MT

          “ANCHE da maschi, vuol dire che è cosa umana, non da maschi.”

          Io su queste cose non ci diventerei scemo, né da una parte né dall’altra.

          La scienza oggi sa molto, molto di più sulla struttura geologica di Marte che su Pino, Mauricius o Miguel, nonché su Giusy, Maura e Michaela.

          Non sappiamo ancora quasi nulla sul rapporto che c’è tra avere tutti i cromosomi diversi (in questo, ricordiamoci, è incontestabile l’esistenza di due sessi distinti, salvo isolatissimi casi bizzarri), e “come si comportano le persone”.

          La nostra reale ignoranza ci permette purtroppo di fare affermazioni apodittiche da una parte e dall’altra, e di provare una furia grottesca verso le persone che fanno affermazioni diverse dalle nostre.

          • Z. says:

            Sono fiducioso sul fatto che riusciremmo a fare affermazioni altrettanto apodittiche e infondate in ogni caso 🙂

  5. Roberto says:

    Il Dio plautus ha finito i soldi e non può permettersi dei calzini, è molto triste

  6. Z. says:

    Avevo letto male l’incipit. Per un attimo mi ero illuso che l’articolo parlasse di Philippe Pétain.

  7. Francesco says:

    Perchè MM fa pubblicità a un paio di coglioni che campano in una piccola nicchia, vendendo fuffa ad altri coglioni?

    Piuttosto passi ai pezzi grossi, come quel francese che a furia di accumulare marchi di valore nella moda è mica diventato l’uomo più ricco di Francia?

    😉

    • Per Francesco

      “Perchè MM fa pubblicità a un paio di coglioni che campano in una piccola nicchia, vendendo fuffa ad altri coglioni?”

      E’ vero, dopo il mio post i commentatori di questo blog andranno in massa adesso a comprare da Billionaire.

  8. Maurizio says:

    “A un certo punto, Plein incontra un nostro vecchio amico, Flavio Briatore,

    “un geometra di Cuneo che fece fortuna a partire dal momento in cui il suo socio saltò in aria con una provvidenziale carica di tritolo”.

    Anni fa parlai con un suo ex compaesano che mi racconto che il realtà il tritolo era destinato a lui (l’auto che saltò per aria era la sua), probabilmente a causa del fallimento di Garessio 2000 e dei soci fregati. Dopo sparì per il tempo necessario per far calmare le acque.

    Poi mi raccontò anche l’inizio delle sue fortune.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *