Diamoci una calmata

Il Comune di Milano è uno dei tre in Italia ad aver dichiarato finora uno stato di “emergenza climatica e ambientale“: gli altri due sono Acri e Torchiarolo (la dichiarazione di Torchiarolo mi sembra molto meglio e più impegnativa di quella di Milano).

La motivazione della dichiarazione milanese colpisce per la sua originalità:

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89 Responses to Diamoci una calmata

  1. Francesco says:

    poi dicono che uno vota a destra!

    😀

    PS affrontassero l’emergenza “camera a gas” piuttosto, che quella ci ammazzerà – a noi milanesi – molto prima del caldo.

    Gestapo in tutte le case a controllare caldaie e temperature, fucilazione sul posto di conduttori di camioncini e camioncioni con emissioni fuori norma, Codice della Strada in vigore e così via.

    e meno emozioni, grazie

    • Per Francesco

      Intanto, il Comune di Milano si autopacca le spalle:

      “il Comune di Milano già lavora con efficacia in questa direzione”

      e poi si impegna a fare ciò che già fa:

      “•A predisporre entro 6 mesi iniziative che vadano nella direzione delle considerazioni fatte sopra, in particolare per la riduzione delle emissioni e per l’introduzione di energie rinnovabili per incentivare il risparmio energetico nei settori della Pianificazione Urbana, nella Mobilità, negli edifici, nel riscaldamento e raffreddamento, sviluppando ulteriormente il progetto di Riforestazione Urbana già in atto”

      Evidentemente, l’amministrazione fiorentina non ha il monopolio delle chiacchiere furbe.

  2. Peucezio says:

    “Molto maggiore a…”: questa mi mancava.

  3. roberto says:

    Miguel,

    prendo ovviamente atto del tono scherzoso del post, ma ne approfitto per rilevare per la millesima volta che *qualsiasi* sforzo che abbia un vaghissimo sapore ecologista, sarà *sempre* e *senza eccezione* oggeto di scherno:
    1. da parte di chi dell’ambiente e dell’ecologia se ne frega
    e
    2. da parte degli ecologisti che ritengono che qualsiasi sforzo sia inutile, inadeguato, insufficiente e, in sostanza, ridicolo

    non spendo una parola sugli 1, ma i 2 li trovo alquanto fastidiosi e contribuiscono in non piccola parte alla mentalità “e chissenefrega, tanto tutto è inutile”.
    intendiamoci, il “chissenefrega” è una risposta plausibilissima all’ineluttabilità della fine (solito esempio del titanic: stiamo affondando, io sarei sicuramente fra quelli al bar a bermi l’ultimo goccio di champagne, e a fare l’ultimo giro di valzer), ma a volte avere una pacca sulla spalla da qualcuno che ti dice “vabbé è inutile, ma apprezzo lo sforzo” potrebbe essere moralmente gratificante

    concedo quindi volentieri una virtuale pacca sulla spalla al comune di milano

    • Peucezio says:

      Beh, però spesso è molto chiara la differenza fra cose serie, fattive e stupidaggini simboliche che pretendono di convincerci che le parole abbiano un potere magico.

      Le nuove regole dell’Ue che partiranno dall’anno prossimo sui contenitori usa e getta di cui scrivesti qualche giorno fa sono una cosa oggettivamente incisiva, queste del comune di Milano mi sembrano parole al vento, oltre che sgrammaticate e senza senso.

      • roberto says:

        il fatto è che pure le “stupidaggini simboliche” hanno la loro utilità concreta e moi sorprende di dover essere io a ricordarlo a te!

        condivido di più la critica di miguel a quelle che sono vere e proprie truffe

        • Peucezio says:

          Non direi.
          I simboli sono simboli. Possono avere un valore religioso, culturale, ma non pratico.

          Il problema non è il simbolico in sé, anzi, il simbolico è importante.
          Il problema è confondere le acque e far passare un gesto simbolico per qualcosa che modifica la realtà pratica.
          Invece bisognerebbe far cadere queste mistificazioni e dire che per molti l’ecologismo non è un’esigenza pratica per salvare il pianeta, ma è una religione, è il compiacimento di un gesto, che trova in sé la sua ragione e il suo scopo, nel puro piacere collegato al farlo.

          • Francesco says:

            ecco, allora non chiamarla religione che io mi offendo!

            😀

          • Per Peucezio

            “Il problema è confondere le acque e far passare un gesto simbolico per qualcosa che modifica la realtà pratica.”

            Ci sono diversi livelli.

            1) Senza simboli, si muovono solo pochissime persone eccentricamente razionali. Quindi, se non c’è un simbolo, non si fa nulla.

            2) La cosa più forte sono le persone-simbolo: i martiri cristiani, i compagni del Profeta nell’Islam, i santi taoisti, gli dei greci. Non importa nemmeno se siano veramente esistite. Per questo io difendo a spada tratta Greta Thunberg.

            3) Ci sono i gesti simbolici che fanno riflettere: pulire una spiaggia, nell’economia globale delle cose, sembra risolvere poco, ma trasforma la maniera in cui chi vi ha partecipato guarda il mondo. E da persone la cui visione è trasformata, puoi aspettarti molto.

            4) Poi ci sono le persone che contribuiscono i propri simboli identitari a qualcos’altro: è il caso dei Nativi Americani che si oppongono alle grandi pipeline che succhiano l’ultimo petrolio dal suolo americano. I loro simboli sono un misto caotico di vere tradizioni, di proiezioni dei “bianchi”, di scimmiottamente “antimperialisti” e di altro, proprio come lo sono i simboli dei fiorentini o degli albanesi, ma anche se vuoi del circolo delle femministe buddhiste che si sentono sciamane di Madre Natura. A me spesso scappa da ridere in questi casi, ma sono energie positive che si aggiungono.

            5) Poi ci sono dei furbi che capiscono tutto questo, e per farla franca, si ammantano di un simbolo: come i furgoncini portaturisti che ho visto oggi in giro per Firenze: siccome sono elettrici si chiamano “GO GREEN”

            6) Ancora peggio chi fa il gioco delle tre carte: SE non mi vieti di attraccare con la nave da crociera nel tuo porto, prometto di offrire anche un menu vegetariano a chi lo chiede.

            Però se confondiamo anche solo uno di questi livelli, rischiamo di con capirci niente.

            • Peucezio says:

              Io continuo però a chiedermi se esista davvero una qualche rapporto fra l’ecologismo e la salvaguardia del pianeta.

              I giovani comunisti degli anni ’70 volevano difendere gli interessi degli operai, ma vivevano in un mondo onirico (o in fondo, inconsciamente, erano i più furbi di tutti): in realtà gli interessi degli operai li hanno fatti i sindacati da una parte e i padroni (che avevano bisogno, fordianamente, di operai più ricchi per avere un mercato) dall’altra, mentre gli studentelli comunisti sono diventati classe dirigente anni dopo e hanno sostenuto nei fatti tutt’altri interessi.

              Io temo che tu in queste cose confonda il tuo livello di consapevolezza (e di pochi altri molto lucidi e con una sensibilità non comune) con l’ecologismo diffuso.
              Ma l’ecologismo diffuso persegue tutt’altri scopi e se per caso servirà a promuovere qualche restrizione all’inquinamento, sarà quasi per caso.

              D’altronde le decisioni strategiche le prendono i tecnici, gli esperti, i decisori, che vanno per conto loro.

              • Per Peucezio

                “Io continuo però a chiedermi se esista davvero una qualche rapporto fra l’ecologismo e la salvaguardia del pianeta.”

                E distaccare il fatto che:

                1) il problema c’è

                2) se il problema c’è devo fare qualcosa

                dalla questione:

                1) ci sono persone che si pongono lo stesso problema, ma che non mi piacciono

                2) chissa cosa faranno quelle persone tra vent’anni

                ?

              • Peucezio says:

                Io però qui ho l’impressione che tu non colga qualcosa di profondo (forse perché fai fatica a pensare che la società faccia così schifo).

                Ogni società si dà le sue ideologie.
                In questo momento c’è una forte spinta in Occidente (soprattutto nei paesi che già inquinano meno: capirai la Svezia quanto inquina…) per promuovere l’ideologia ecologista.
                E questo è un fenomeno di grande portata, perché un’ideologia, o, meglio (perché un’ideologia presuppone una dottrina organica, qui invece ci sono orientamenti, tendenze, sensibilità, idiosincrasie), una tendenza sociale e culturale alla fine tende a plasmare le coscienze e i comportamenti, diventa la cifra di una civiltà.
                Secondo me c’è da interrogarsi su che tipo di società vuole l’ecologismo.
                E allora capiremo che la questione ambientale in tutto ciò è un dettaglio, perché in sé è decisiva per le sorti di tutti noi, ma sul piano materiale è toccata in minima misura da queste tendenze.
                E se è giusto che ci preoccupi la sorte del pianeta, è giusto che ci preoccupi anche la questione di che razza di umanità verrà prodotta dall’ecologismo e se un’umanità così non sia un incubo non molto meno temibile.
                (o di che tipo di umanità l’ecologismo è il prodotto, che è poi la stessa cosa: una società si dà un’ideologia e vi plasma la realtà di conseguenza).
                Secondo me non è cosa da poco, perché vivere in mezzo a un’umanità psicologicamente e spiritualmente inquinata non è che sia tanto meglio che vivere in un mondo materialmente inquinato.

              • Per Peucezio

                “In questo momento c’è una forte spinta in Occidente (soprattutto nei paesi che già inquinano meno: capirai la Svezia quanto inquina…) per promuovere l’ideologia ecologista.”

                Come sai, questo è un punto di profondo disaccordo.

                C’è sicuramente un grande distacco dalla materialità della produzione: quasi nessuno oggi si identifica con le ciminiere, e nemmeno con i macelli. La gente proverebbe orrore ad ammucchiare il carbone o a tagliare la gola a un agnello, e magari anche ad abbattere un albero.

                Questo rende sicuramente molto più sensibile la gente quando sente che succedono queste cose, che sembrano “fatte apposta”. La foto di una tartaruga strozzata dalla plastica fa un effetto molto diverso oggi di quello che avrebbe fatto mezzo secolo fa.

                E fin qui ti seguo: la sensibilità ecologica cresce di pari passo con la mancanza di esperienza fisica della vita.

                Per il resto, l’umanità è già un incubo.

                E’ un incubo una specie tatuata abbarbicata su Facebook (che esiste solo perché esistono metalli rari formatisi in milioni di anni ed estratti a tremendo costo ambientale per fare degli smartphone usa e getta) e che ha paura della pioggia.

                E’ un incubo un’umanità di persone che trovano normale passare gran parte delle loro vite chiuse in scatole mobili con una tonnellata di acciaio, estratta anch’essa chissà chi dove, e sempre più dipendenti da annessi elettronici.

                Il peggio è adesso, non il domani, e per questo molti giovani sono già meglio di molti miei coetanei (e sopratutto della paurosa specie dei quarantenni).

              • Mauricius Tarvisii says:

                Oddio, sembra di leggere il peggiore politichese delle dichiarazioni di principi.

                Mettiamola semplice, prendendo un caso concreto: i commenti al post sul carburante degli aerei. Premesso che nessuno di noi qui dentro ha potere decisionale, mi pare che gli attacchi più severi alla proposta venissero da anti-ambientalisti. Quindi tra l’ecologista e l’antiecologista, a fare tanto male all’ambiete è il secondo.
                Poi prendo atto delle varie seghe mentali su “l’ambiente è roba da conservatori”, “gli ecologisti sono ipocriti” ecc. Ma, all’atto pratico, le posizioni reali le vediamo fin troppo bene.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Anticipo un’obiezione eristica che potrebbe essere sollevata: è facile dirsi a favore di una misura firmando una petizione, quando tanto si sa già che della petizione a nessuno gliene importerà nulla. I sostenitori, quindi, sono sostenitori a costo zero.
                Possibile. Quello che è certo, però, è che i detrattori sono detrattori a guadagno zero: loro sono contrari proprio aprioristicamente.

              • Peucezio says:

                Mauricius,
                come spesso ha detto Miguel, noi qui dentro non siamo rappresentativi di nulla: siamo tipi eccentrici, fuori dagli schemi, strani…
                E’ proprio un campione non campione. 🙂

              • Mauricius Tarvisii says:

                Il dibattito mi sembrava molto poco originale, se devo dire la verità.

              • Peucezio says:

                Miguel,
                probabilmente stiamo parlando di tipi diversi di alienazione.
                E credo siano due facce della stessa medaglia.
                Quella di cui parli tu magari io la noto meno (anche se i tatuaggi fanno un enorme schifo anche a me) perché è un’alienazione più cozzala mentre quella di cui parlo io è più raffinata, più fighetta e quindi mi suscita più insofferenza, ma non è che l’altra sia meno alienazione in effetti.

  4. Per roberto

    “approfitto per rilevare per la millesima volta che *qualsiasi* sforzo che abbia un vaghissimo sapore ecologista, sarà *sempre* e *senza eccezione* oggeto di scherno”

    Guarda che sono d’accordo, e sai che ho difeso anche l’introduzione dei sacchetti di mater-bi in Italia, e sono contento delle piccole cose educative sulla raccolta differenziata.

    Il problema è quando non c’è nessuno sforzo, anzi si possono usare le parole per coprire il non sforzo:

    1) L’Inghilterra dichiara l’emergenza climatica e nello stesso momento approva la terza corsia dell’aeroporto di Heathrow, che dovrebbe portare 61 milioni di passeggeri in più con il mezzo più inquinante che esista.

    2) Il Comune di Milano, che sono sicuro faccia ottime piccole cose, dichiara una “emergenza climatica” e contemporaneamente, che non intende fare nulla di nuovo.

    Torniamo invece alla dichiarazione del Comune di Torchiarolo (che non so nemmeno dove sia), che è davvero impegnativa, perché pone una forte base legale e un forte impegno futuro:

    Impegnarsi ad agire in tutti i modi, le sedi e le forme consentite dal’art.18 della Costituzione italiana, affinché la tutela del diritto umano al clima diventi il parametro dell’interesse pubblico primario, prevalente e non bilanciabile di qualsiasi azione di governo, per il pieno conseguimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi del 2015, delle azioni temporali indicate dal “Report2018” dell’Ipcc dell’Onu, e dei Sdgs dell’Onu al 2030.

    Appoggiare tutte le iniziative cittadine di rivendicazione del diritto umano al clima. Invitare tutte le istituzioni territoriali, a partire dalla Regione, a promuovere conferenze territoriali popolari, per la promozione del diritto umano al clima come interesse pubblico prioritario delle politiche energetiche del territorio. Invitare il Governo a riformulare tutti i programmi di politica energetica e ambientale in funzione della prioritaria tutela del diritto umano al clima.“

    http://www.brindisireport.it/attualita/torchiarolo-dichiara-stato-emergenza-climatica.html

    • roberto says:

      sai che non riesco a cogliere la differenza fra quello che dice il comune di torchiarolo ed il milanese
      “A predisporre entro 6 mesi iniziative che vadano nella direzione delle considerazioni fatte sopra, in particolare per la riduzione delle emissioni e per l’introduzione di energie rinnovabili per incentivare il risparmio energetico nei settori della Pianificazione Urbana, nella Mobilità, negli edifici, nel riscaldamento e raffreddamento, sviluppando ulteriormente il progetto di
      Riforestazione Urbana già in atto”?

      anzi, mi sa che l’impegno dei torchiarolesi a che “la tutela del diritto umano al clima diventi il parametro dell’interesse pubblico primario, prevalente e non bilanciabile di qualsiasi azione di governo”, per quanto lodabile, sia evidentemente mùeno concreto di quello milanese “nei settori della Pianificazione Urbana, nella Mobilità, negli edifici, nel riscaldamento e raffreddamento, sviluppando ulteriormente il progetto di
      Riforestazione Urbana già in atto”….se non altro perché credo che il comune di milano abbia in quei settori più competenze di quelle che ha il comune di torchiarolo sull’azione di governo

      • Milano: “andiamo bene già così, ciao!”

        Torchiarolo: “fissiamo per principio che non accetteremo scuse tipo, ‘è vero che il nuovo aeroporto genera più CO2, ma questo è bilanciato dai tanti nuovi posti di lavoro’.

        • roberto says:

          torchiarolesi: “Governo riformula tutti i programmi di politica energetica e ambientale in funzione della prioritaria tutela del diritto umano al clima!”

          governo “si certo, mo’ me lo segno”

          🙂

          scusa, non voglio contraddirmi, sono contento che i torchiarolesi prendono coscienza del problema ambientale…..ma dire che l’iniziativa è “molto meglio e più impegnativa” di quella milanese mi lascia molto perplesso

          • Francesco says:

            in effetti stupisce come MM non riconosca il tipico Podestà di provincia che meno conta e più strilla

            la stronzata del “non bilanciabile” è rivelatrice in questo campo: anche ad avere il clima più bello del mondo, io ho sempre bisogno di cibo, acqua, medicine, un tetto sulla testa … tutta roba che impatta sul clima!

  5. Non mi riferisco esplicitamente alla dichiarazione del Comune di Milano, ma è chiaro che in questo momento, tutti gli “inquinatori” (dalle multinazionali del petrolio a quello che compra la pasta in busta e non sfusa) si sentono sotto attacco.

    E quindi corrono ai ripari: in parte sicuramente facendo piccole cose giuste (e tutte andrebbero rispettate), ma in parte ricorrendo a trucchi.

    L’industria della plastica adesso insiste sulla “educazione”, cioè a dire che “il problema non è la plastica, ma i maleducati che non la differenziano”.

    L’industria dell’aeoronautica riesce solo a fare piccoli miglioramenti tecnici (e ben vengano). Ma vuole crescere molto di più di quanto consentirebbero questi miglioramenti, e quindi parla di:

    1) biocarburanti, che sono un nuovo tipo di disastro ambientale

    2) “offsetting”, cioè discutibili progetti in luoghi incontrollabili del pianeta che dovrebbero “fare del bene”, e pareggiare quindi il male crescente che si fa qui

    E questi due miglioramenti vengono proposti come alternativa alla tassazione del kerosene: “li faremo a patto che non ci tassiate”.

    Allo stesso modo, mi va benissimo che il Comune di Firenze pianti alberi; ma che ne pianti alcuni solo per far tornare i conti della costruzione di un nuovo aeroporto che distruggerà un’oasi naturale (e anche il polo di ricerca dell’università…), ecco questa è una truffa.

  6. Un altro esempio ancora…

    L’Union Plast chiede sgravi fiscali per le aziende che riciclano la plastica.

    E potrebbe essere una proposta positiva, perché no? Il problema è che:

    1) lo propongono come alternativa al divieto dell’uso e getta

    2) non chiedono sgravi fiscali invece per le aziende che fanno ricerche in nuovi materiali, e questo fa pensare che il loro unico scopo sia mantenere l’attuale ciclo produttivo, rendendolo un po’ più chiuso.

  7. mirkhond says:

    “Comune di Torchiarolo (che non so nemmeno dove sia)”

    In Terra d’Otranto, provincia di Brindisi.

  8. MOI says:

    “Non ti scaldare !” è un’ espressione idiomatica che significa “contieni/doma le tue emozioni” … indi lo errore donde starebbe ?! 😉

    • MOI says:

      Anche in Inglese,”Diamoci una calmata !” diventerebbe _ almeno una fra le opzioni _ “Let’s cool down !” , no?

    • Per roberto

      “in topic con clima ed emozioni”

      Condivido la rabbia contro i quattro paesi sabotatori.

      Bisognerebbe analizzare fino in fondo tutti i dettagli, e io non ho cominciato nemmeno dalla cima…

      ma sospetto (senza prove) che le proposte EU siano state costruite in modo tale da colpire giustamente il carbone usato per riscaldamento; da esonerare chi riusciva a fare “offsetting” con creativi progetti in Zimbabwe; e da NON colpire l’industria automobilistica, le crociere e l’industria aeronautica.

      Se la mia ipotesi (che potrebbe essere del tutto sbagliata) è vera, ovviamente, i quattro paesi in questione avrebbero potuto fare delle proposte che colpissero Germania e Francia, e magari non le hanno fatto.

      • Roberto says:

        Ma no, al contrario sono riconoscente ai simpatici paesi di visegrad, mi tolgono gli ultimi residui sensi di colpa quando svolazzo come un augelletto nei cieli d’Europa!

        Sul resto, non so, può essere.
        Comunque adesso la cerco ma ho letto una dichiarazione del rappresentante polacco che diceva più o meno “o la transizione economica ce la paga l’Europa o non ci interessa” e questo mi fa una sensazione spiacevole

      • Roberto says:

        Ah ecco qua

        https://www.google.lu/amp/s/amp.france24.com/en/20190621-poland-hungary-want-cash-before-agreeing-eu-climate-target

        Poi certo, potremo dire che fanno gli interessi del mobile popolo polacco i ungherese che notoriamente non respira ossigeno e non é toccato dai cambiamenti climatici….

        • Roberto says:

          Nobile non mobile, anche se sono pure mobili

          • habsburgicus says:

            @Roberto
            dal vostro punto di vista, di europeisti sinceri, è stata una sciagura fare entrare i Paesi dell’Est !
            molto meglio, per voi, un’Europetta piccola e coesa, ma con forte voglia di integrazione (i Sei “storici”+l’Iberia+GR+eventualmente, fra i nuovi, Austria)..e bon..senza la Britannia
            i vostri capi hanno voluto strafare….e i risultati si vedono !

    • Per MT

      “Affidare tutto ad un pazzo?”

      Beh, cavolo… il pazzo ha saputo fermarsi!

      • Mauricius Tarvisii says:

        Fa e disfa, giustamente.

      • Francesco says:

        concordo, meglio lui di quasi tutti gli attori politici del MO

      • habsburgicus says:

        Hillary avrebbe attaccato !
        “the Donald” avrà tutti i difetti, ma ci ha già risparmiato due o tre guerre !

        • Z. says:

          Ma che fortuna che c’è Lui, così pacifista e addirittura meglio degli “attori politici del medio Oriente” 😀

          Ve lo meritate, Trump: vi rappresenta…

          😉

          • Peucezio says:

            Ma a te perché ti sta tanto sulle palle?
            Perché non ha attaccato l’Iran (finora) o perché pensi che lo attaccherà (o che vorrebbe attaccarlo)?

            • Z. says:

              Non mi è antipatico. Lo trovo rappresentativo dei tempi che corrono, e di molti di voi.

              Che mi siete simpatici 🙂

              • Peucezio says:

                Z.,
                allora giro la domanda:
                ma questo essere rappresentativo dei tempi che corrono si manifesta nel fatto che non ha attaccato l’Iran o nel fatto che magari potrebbe attaccarlo?

            • mirkhond says:

              Forse non ha attaccato l’Iran per timore di un conflitto con la Russia.

    • Z. says:

      Ogni epoca ha i governi che merita: in Italia, nel Regno Unito, negli Stati Uniti. Un po’ dappertutto, insomma.

  9. MOI says:

    … Ma riprstinare uno Shah di Dinastia Pahlavi Grato a Washington e farla finita con gli Ayatollah ?! … Qual è l’ inghippo burocratico ?! 😉

    • habsburgicus says:

      @Moi
      lo Scià va rivalutato
      paradossalmente oggi alcuni che sono lontanissimi dal western way of life lo ammettono….io lo dicevo nel 1990 e anche prima e mi canzonavano !
      proprio questa mattina, en passant, ho letto su fb un commento di un noto esponente della “destra” very radical, persona che sa essere profonda e che rigetterebbe, penso, la qualificazione “destra” (quasi certamente Miguel che conosce tutti, saprà chi è..dico solo che ha il cognome di un non-magro esponente cattolico antigenderista, ma nome diverso G. anziché M. :D)
      ebbene, nel lingiaggio tipico di quei milieux, scrisse che lo Scià era rivoluzionario, molto più di Khomeini..per loro, in questo simili all’estrema sx, rivoluzionario è un complimento, eh 😀 era su un post relativo a Trump e Iran dove alcuni esaltavano gli ayatollah..lui li gelò, fra l’altro anche difendendo Saddam..ma questo non ci interessa
      interessa invece che lo Scià aveva grandi idee, non tutte messe in pratica
      e nelle sue Memorie lo Scià attacca Carter di averlo rovesciato, alludendo al fatto che un Iran forte e potente come era, in potenza almeno, il suo dava fastidio anche a potenti lobby in USA (basti rammentare che sotto i REP gli USA stavano quasi spingendo l’Iran a dotarsi di armi atomiche ! lo Scià avrebbe potuto fare ciò impunemente e avrebbe reso l’Iran inattaccabile in saecula saeculorum, quasi con il beneplacito USA ! tutto mandato in rovina) !
      oggi come oggi una restaurazione indolore dei Pahlevi sarebbe il male minore..per tutti
      per gli americani, gli iraniani e gli altri
      ma non avverrà

  10. MOI says:

    Non so se gliene freghi qualcosa a qualcuno, ma … il Caso Kashoggi è riaperto !

    • habsburgicus says:

      bisogna vedere nelle segrete stanze cosa si decide
      RTE lo userà contro MBS ?
      RTE, pur non essendo nemico degli USA, ha alcune divergenze serie
      è pro-Qatar e anti-Saudia, fu per Morsi ed è ostilissimo a Sisi
      in più RTE, pur diffidando, non è nemico aprioristico di Putin e degli ayatollah che non possono sperare di avere di meglio in Turchia, anche se talora RTE fa loro girare le scatole
      RTE è inoltre odiato dalla nota lobby in quanto, pur non essendo seriamente nemico, fa retorica filopalestinese molto hard, inusitata in TR prima di lui…
      e rammentate (Miguel di certo lo fa) che ai tempi di Kenan Evren, che assunse ogni potere con il golpe del 12/9/1980, la stessa parola Palestina era proibita in Turchia 😀 in quei giorni la Turchia era un alleato fedelissimo, direi estremo, di quelli che il nostro Mirkhond ama ritenere discendenti dei Khazari 😀
      illis temporibus il kemalismo dominava e semmai era, apparentemente, sfidato dal sinistrismo marxista (Dev Sol, terrorismo rosso), anch’esso di matrice laica,
      giorni lontani….oggi in quelle lande Maometto ha seppellito, a quanto pare, il vecchio Marx
      se uno l’avesse detto allora, avrebbero revocato ad hoc la legge Basaglia 😀

      • PinoMamet says:

        Per favore, davvero, la smettete di usare sigle e sinonimi?

        Di cosa cazzo avete paura?

        • Z. says:

          Sinonimi o acronimi? IMO hai ragione, anche se YMMV 😀

          • PinoMamet says:

            Sinonimi (non è il termine esatto), tipo “quelli che Mirkhond ama ritenere discendenti dei Khazari”…

            caspita, ma che è ‘sta mania enigmistica del blog?

            A parte che ancora non ho capito cosa siano RTE e MBS, ma cribbio, possibile che non ci si riesca a esprimere in maniera semplice e chiara?

            • MOI says:

              MBS dovrebbe essere il Principe Mohammed Bin Salman , o come si scrive … RTE mi sfugge , TR dovrebbe essere Sigla Topologica ISO per la Turchia

              … In ogni caso, posso capire (talvolta perfino apprezzare) le perifrasi o “roundabouts” , come dicono i Nerds Internettari … ma acronimi e affini sono un po’ irritanti.

              • MOI says:

                Ho notato che le iniziali MBS per il Principe Saudi Mohammed Bin Salman sono alquanto usate sui media main stream ! … Forse c’è una reticenza politically correct per motivi che mi sfuggono !

            • Z. says:

              Ah, occhei. Condivido.

              Comunque RTE è Recep Tayyip Erdoğan. MBS è Mohammed bin Salman, erede al trono saudita.

              • habsburgicus says:

                si, son loro..
                e sono di uso abbastanza comune…e poi con gli acronimi si fa prima 😀 hanno nomi lunghi !

              • PinoMamet says:

                Abbastanza comune dove, a chi?

                Comunque quello che gli acronimi siano più veloci da scrivere dei nomi interi credo sia più che altro un mito.

                Stessa cosa- ho provato- vale per la pronuncia, per chi ha il vezzo di pronunciare sigle e acronimi anche nel parlato.

                “Erre-ti-e” ed “Erdogan” si equivalgono perfettamente… forse addirittura è più veloce “Erdogan”.

                E per favore, davvero, basta definizioni con le definizioni da cruciverba: chiamiamo le cose col loro nome, dai.

                Se voglio fare i cruciverba compro la Settimana Enigmistica, ti pare?
                😉

              • habsburgicus says:

                ok 😀

              • paniscus says:

                “Stessa cosa- ho provato- vale per la pronuncia, per chi ha il vezzo di pronunciare sigle e acronimi anche nel parlato.”
                ——————-
                Tipo l’insopportabilissimo “olio evo” nelle ricette di cucina?

              • Z. says:

                Ma lo dicono anche nel parlato? Olio evo?

            • Peucezio says:

              Pino,
              “A parte che ancora non ho capito cosa siano RTE e MBS, ma cribbio, possibile che non ci si riesca a esprimere in maniera semplice e chiara?”

              OMDAP!!

        • PinoMamet says:

          Che poi, a parte le difficoltà nella lettura, trovo risibile l’idea del funzionario del Mossad o della CIA che sta a lì a leggersi il blog di Miguel per vedere se Pinco Pallino da Panocchia ha scritto che gli sta sul cazzo Israele…

          • Z. says:

            E nel caso non ci metterebbe molto a capire chi sia RTE. Ma credo che che quello di habs sia più che altro un vezzo, come il mio del resto…

            YMMW ovviamente 😀

  11. MOI says:

    @ MIGUEL (TUTTI) :

    https://en.wikipedia.org/wiki/Atlantropa

    https://www.youtube.com/watch?v=5YJypnCjaok

    … Avevi mai sentito parlare / letto dell’ ambiziosissimo “Progetto Atlantropa” [sic] ?

    PS

    Roberto … Lunedì, perché non lo riproponi in Sede UE ?! 😉 🙂 😀

    • MOI says:

      Herman Sörgel

      https://it.wikipedia.org/wiki/Herman_S%C3%B6rgel

      Atlantropa, progetto utopico e megalomane ideato nel 1927 da Herman Sörgel, architetto e filosofo tedesco, in un periodo in bilico tra la grande fiducia nel progresso ingegnerista e i primi segnali della Grande Depressione del 1929, la grave crisi economica e finanziaria che sconvolse l’economia mondiale alla fine degli anni 20.

    • Z. says:

      Credevo che qui ne avessimo già discusso, qualche annetto fa…

      Ma forse mi sbaglio. La memoria a volte mi gioca qualche scherzo.

      • MOI says:

        Forse ti confondi con Ferdinand de Lesseps e il Canale di Suez … con relativi effetti IttioKalergici 😉 !

        … Oppure, il vostro discettare di Atlantropa me lo persi io !

        • Z. says:

          O forse me lo sono sognato.

          The forlorn rags of growing old.

          • MOI says:

            Be’, se ci pensi: dal momento che il PD è divenuto il Partito di Riferimento degli Imprenditori Creatori di Lavoro, SE Zingaretti ri-proponesse alla UE il Progetto Atlantropa di Herman Sörgel …

            • Z. says:

              Tu pensi che gli imprenditori votino in maggioranza PD? 🙂

              • Per Z

                “Tu pensi che gli imprenditori votino in maggioranza PD? ”

                Ma credo che a Firenze sia scientificamente dimostrabile

              • Z. says:

                Sarei davvero curioso di assistere ad una dimostrazione scientifica in tema di voto elettorale.

                A parte questo, immagino che buona parte degli impiegati sudtirolesi votino SVP 🙂

              • Mauricius Tarvisii says:

                È questa la parte interessante: un partito che lecca il culo a chi non lo vota…

    • Roberto says:

      No non credo che lo riproporrò, seccare il mediterraneo non mi pare una buona idea

  12. Francesco says:

    non esageriamo: io al massimo mi meriterei la moglie …

    😀

    PS un pò forzato non vedere che Obama ha scatenato una o due guerre, Trump zero, in MO

  13. MOI says:

    @ MIGUEL

    Sì, ma … possibili che tu NON abbia osservazioni da fare su Atlantropa ?!?!

    … Altro che Appalti di Marco Carrai, sarebbe ! 😉

  14. MOI says:

    Visto che l’ Ambiente e il Clima sono sempre IN Topic … oggi freddo e grandine eccezionale (a Firenze per quantità, da Bologna a Reggio Emilia per dimensioni dei “chicchi”…) un po’ dappertutto almeno centro e nord !

  15. MOI says:

    Ah … adesso la nuova moda è chiamare il fenomeno “downburst” !

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