La Destra futura

Ieri ho presentato un’ipotesi.

Che in una società in espansione energetica, le persone tendono a dividersi in due grandi schieramenti: quelle contente del Presente, e quelle che vorrebbero ancora di più dal Futuro.

A questi schieramenti, che esistono realmente, diamo i nomi molto discutibili di “Destra” e “Sinistra“, aggiungendovi un sacco di cose secondarie, da dove vanno in vacanza a cosa pensano dei veli delle donne musulmane.

Ma quando la bolla energetica inizia a contrarsi, quelli di Sinistra perdono l’appiglio del Futuro, e quindi si disgregano, si frantumano in mille pezzi che riescono a stare insieme solo rievocando emotivamente la Seconda guerra mondiale.

Così la difesa del Presente resta tutta in mano a quelli di Destra.

Che vogliono far sopravvivere un mondo fatto di commerci globali, livellamento del pianeta agli standard industriali, annientamento di ogni diversità (umana, animale e vegetale).  Altroché reazionari e arcaici che vivono nel Medioevo, come nella retorica della Sinistra.

A Sinistra vige l’idea di un’oscura cospirazione di destri contro cui bisogna vigilare; ma qui intendo piuttosto una reazione naturale dell’umanità stessa, che verrà fuori inevitabilmente.

Quindi è inutile cercare eventuali ipocrisie o aspetti antipatici, che esistono ovunque.

Da questa tesi, deriva una conseguenza.

Adesso che siamo arrivati al Picco, i primi a pagare saranno le persone meno tutelate.

Chi fa lavori “vecchi” come gli operai nelle fabbriche, i piccoli negozianti, i pendolari che fanno centinaia di chilometri, tutti quelli che non hanno studiato perché avevano altro da fare: non voglio esaltare o denigrare nessuno, mettiamo sullo stesso piano quindi chi fa turni di notte per mantenere la bambina malata, e quello che non ha studiato perché andava a fare turismo sessuale in Tailandia.

Ora, poniamo che i governi decidano di imporre alcune misure indispensabili,  semplicemente per avvicinare i prezzi del progresso ai suoi costi reali.

Questo significa che il pendolare non avrà più il posto macchina garantito, dovrà pagare di più per la benzina e contemporaneamente per il riscaldamento, e siccome i problemi non vengono mai da soli, mentre paga di più il carburante, dovrà pagare pure per rendere meno inquinante la propria caldaia.

Quando va al supermercato, dovrà comprare cibo conservato con materiali più costosi di quelli attuali; e siccome si tassa finalmente una parte dell’inquinamento provocato dalle navi, non troverà più cibo a prezzi stracciati da ogni angolo del mondo.

Questa gente già non naviga nell’oro, e quando non riuscirà più a pagare l’affitto o il mutuo, dovrà andare a vivere in luoghi ancora più lontani dal posto di lavoro, dipendendo ancora di più dal petrolio.

Insomma, appena questa gente comincerà a sentire la pressione della questione ambientale, si ribellerà in massa – abbiamo già visto la rivolta dei Gilets Jaunes in Francia.

A quel punto, milioni di persone diranno

“I radical-chic ci hanno mentito, ci stanno spolpando per trasformarci in gretini!”

Questo comporta un altro paradosso interessante: il mondo di queste persone, gli ultimi “lavoratori” dell’Occidente, dipende dalla globalizzazione.

Ma siccome la coperta globale si restringe, chiunque la tiri dalla parte sua diventa un nazionalista, un sovranista, perché ne priva qualcun altro.

E quando tutti tirano dalla propria parte, addio globalizzazione: che mi sembra sia all’incirca lo scenario del conflitto tra Cina e Stati Uniti in questi giorni.

A questo punto, la situazione si fa interessante.

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169 Responses to La Destra futura

  1. Francesco says:

    Ho come il sospetto che tu non abbia mai avuto il minimo interesse per la storia dell’economia e, soprattutto, della tecnologia. Oltre che per i problemi di organizzazione della produzione e della distribuzione.

    Ma quello di cui non ti rendi conto è che lo sguardo dall’alto, quello del fisico nel tuo caso, che sa che l’entropia non può che aumentare, per vedere qualcosa non deve solo avere il giusto punto di osservazione, deve anche avere un occhio adeguato.

    La mia impressione è che tale occhio non sia umano. E quindi i tentativi di vedere nel lungo periodo siano utili come i tentativi di essere Dio.

    Ciao

    • Mauricius Tarvisii says:

      Il problema è che spesso confondete gli ultimi tre secoli con la “storia dell’economia”.

      • Francesco says:

        no, veramente ho letto interessanti storie del mondo che usano l’economia dal Neolitico a oggi

        • Peucezio says:

          Marxista! Leggi tutto in chiave economica 😛 😀

          • Francesco says:

            no, solo l’economia!

            ma pare che il mondo si divida tra quelli che leggono tutto in chiave economica e quelli che leggono l’economia con qualsiasi chiave tranne quella economica

            😀 o forse 🙁

        • PinoMamet says:

          In effetti Francesco credo sia uno dei più marxisti, qua dentro…

        • Mauricius Tarvisii says:

          Bene, allora ti invito a rileggere i primi capitoli o i capitoli dedicati a luoghi periferici (Groenlandia, Isola di Pasqua) dove effettivamente società umane si sono schiantate contro la fine delle risorse natuali.

          • Francesco says:

            sfigati

            o se vuoi, situazioni molto particolari

            • Mauricius Tarvisii says:

              Il Trecento europeo fu un’altra situazione particolare: la sopravvivenza costò un terzo della popolazione.

              • Francesco says:

                per questo sono un fan del progresso tecnologico: evitare che la Natura ci rifili simili sòle

                PS scusa se ogni tanto esagero, però credo che ormai le industrie siano uscite dal vaso di Pandora e non ci rientreranno

              • Mauricius Tarvisii says:

                Sei un fan del progresso tencologico in che senso? Hai prodotto qualche innovazione tecnologica che ha decuplicato le risorse naturali? Oppure nel senso che non ti poni il problema perché tanto ci penserà qualcun altro?

              • Francesco says:

                1) trovo risibile questa tua ossessione per le risorse naturali limitate. è una considerazione ininfluente: quando una risorsa diventa scarsa, qualcuno inventa come usare qualcosa d’altro al suo posto. o almeno così facciamo dal Paleolitico

                2) a ciascuno il suo mestiere, non sono TA Edison, ahimè

  2. Peucezio says:

    Miguel,
    “E quando tutti tirano dalla propria parte, addio globalizzazione: che mi sembra sia all’incirca lo scenario del conflitto tra Cina e Stati Uniti in questi giorni.”

    Beh, ma in che senso allora quelli di destra “vogliono far sopravvivere un mondo fatto di commerci globali”, ecc.
    Mi sembra l’esatto contrario.

    • Francesco says:

      Beh, la destra di Francesco vuole la globalizzazione, il liberismo, la pace perpetua; la destra di Peucezio è per il nazionalismo, lo statalismo, l’autarchia e la guerra mondiale! di fatto sono dei comunisti con venature nazionali, come tutti i comunismi reali.

      😀

  3. mirkhond says:

    Credo che Miguel intenda dire che quelli di destra vogliano fare sopravvivere i vantaggi di una globalizzazione che diventa sempre più insostenibile.

    • Francesco says:

      Duca, secondo te per quali motivi la globalizzazione è insostenibile?

      Grazie

      • A causa dell’inquinamento e del progressivo esaurimento delle risorse minerali e biologiche?
        La globalizzazione ha la precisa funzione di disconnettere le scelte dei popoli dalle relative conseguenze, che si producono sistematicamente in qualche altrove dove nessuno può dirsi direttamente responsabile.
        Ciò massimizza il consumo nel momento presente, ma genera un ingigantimento progressivo delle criticità.

        • Francesco says:

          l’inquinamento dipende dall’industrializzazione che non è la stessa cosa della globalizzazione

          potremmo azzerare la globalizzazione e crepare lo stesso di inquinamento, anzi mi pare più facile

          idem per l’esaurimento delle risorse

          credo che la globalizzazione sia una condizione indifferente rispetto a questi problemi

          • Mauricius Tarvisii says:

            Certo. Infatti il commercio globale serve a scambiarsi le crostate fatte in casa, non grandi stock di produzione industriale. Ah, e queste

            https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_largest_container_ships

            a cosa servono, secondo te?

            • Francesco says:

              l’industrializzazione è nata prima della globalizzazione e non si è interrotta, anzi si è rafforzata, nei periodi di crisi degli scambi internazionali

              la globalizzazione la rende più efficiente e meno inquinante, in linea di massima

              • Mauricius Tarvisii says:

                L’industrializzazione è nata dopo il commercio globale.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Le materie prime non sono ovunque e tendono a diventare sempre più rare, quindi l’industria ha bisogno del commercio globale e ne avrà sempre più bisogno.

              • Francesco says:

                sospetto invece che le industrie nazionali sognate da Salvini si alimenterebbero di materie prime il più possibile locali, per quanto scadenti e inquinanti

                oltre a richiedere un minimo di imperialismo, che cazzo gli serve ai libici il petrolio che non sanno cosa farsene? e vai di quarta sponda!

              • Mauricius Tarvisii says:

                Quali sarebbero queste materie prime locali inquinanti?

              • Francesco says:

                la prima che mi viene in mente è il carbone, da usare al posto dell’uranio o del gas naturale per produrre energia elettrica

              • Mauricius Tarvisii says:

                I grandi giacimenti di carbone italiani…

              • Peucezio says:

                Francesco,
                ma infatti nessuna persona sensata è contro il commercio delle materie prime per l’industria.

                Quello che dovrebbe girare il meno possibile sono i prodotti finiti, perché implicano elementi di gusto, di stile, di cultura e i cibi, che sono ancora più legati alle tradizioni del territorio.

              • Mauricius Tarvisii says:

                E paesi come il nostro che non hanno materie prime da vendere?

              • Peucezio says:

                L’obiezione è più che pertinente.

                Noi secondo me dovremmo cercare di fare i furbi (come fanno tutti, d’altronde), cercare di esportare il più possibile e importare il meno possibile (tranne le materie prime).

                C’è anche da dire che il nostro tipo di importazioni non hanno un vero impatto omologante: sono cose d’élite, di nicchia: la Ferrari o il cibo prelibato per pochi palati fini di miliardari cinesi non soppiantano le tradizioni dei popoli.

                Quello che invece è un vero e proprio cancro italiano diffuso nel mondo, questo sì (ma non si esporta, si prepara in loco, quindi non è molto pertinente al discorso) è la pizza. In Russia facevo fatica a trovare locali di cucina russa, a causa della pervasività di pizzerie e posti di cucina pretesa italiana.
                Purtroppo capita a volte di dover cedere a una pizzata con amici (anche se, grazie a Dio, sono sempre più rari i posti dove fanno solo pizza e niente primi), ma per il resto evito: mi gonfia senza satollarmi. Mi diceva un amico triestino che in un paese vicino Trieste dove stava spesso da bambino, non esistevano le pizzerie (anni ’60 più o meno).
                A Milano una volta mangiavi busecca e risotto con l’osso buco a prezzi stracciati ovunque, ora posti così devi cercarli col lanternino: molti sono diventati fighetti.
                Ma almeno Milano si salva perché mangi davvero di tutto, cucina di tutti i tipi, ma ‘ste pizzerie (che spesso fanno pizze di plastica) in ogni paesino di ogni angolo delle Alpi o della Sicilia mi mette una tristezza addosso…

                La pizza la mangio volentieri a Napoli e tutt’al più nelle pizzerie-panzerotterie “scittate” di quartiere a Bari e dintorni, perché lì di solito non fanno primi, ma sono posti molto radicati nel costume popolare: la pizza o il panzerotto con la Peroni ghiacciata (che a Taranto diventa la mitica Raffo) è un rito dei cozzali baresi (e anche degli altri, un po’ per imitazione).

              • Francesco says:

                ogni tanto sono in difficoltà con chi si fissa a trattare questioni generali guardando solo all’Italia, però!

              • PinoMamet says:

                In effetti con tutte le pizze che ho mangiato in vita mia, buone sono state 3:

                1- a Napoli

                2-da me, in un posto anonimissimo che si diceva gestito dalla Camorra e chiuse in pochissimo tempo

                3-a Milano

                in tutti e tre i casi, trattavasi di napoletani veri.

              • roberto says:

                dai uno sguardo alle mie pizze su FB, se passi da lussemburgo sai dove andare 🙂

                oltre che a napoli, io ho mangiato pizze veramente ottime a Milano (napoletani) bologna (rossopomodoro, è una catena ma sono rimasto veramente sorpreso), lussemburgo (in due posti, napoletani bien sûr), boston (una pizza eccellente, con l’unico difetto che c’era dieci volte tanto la mozzarella che avrei messo. sono andato a conoscere il pizzaiolo e alla domanda “ma dove hai imparato” mi ha risposto “su internet e lavorando”…hats off)

              • Z. says:

                Ezio, davvero pensi che l’Italia esporti solo pomodori per ricchi?

                A parte questo, come pensi di convincere i Paesi esteri ad accettare le nostre esportazioni vietando loro di esportare a loro volta in Italia? hai un’idea? A grandi linee, intendo…

          • La globalizzazione massimizza i consumi, ed è la massimizzazione dei consumi a produrre una massimizzazione dei ritorni di chi ci investe. O, in altri termini, è un processo che massimizza l’inquinamento, col “vantaggio” ulteriore che lo produce in posti dove i consumatori finali non lo vedono, e non se ne sentono responsabili.

  4. mirkhond says:

    Vedi la guerra commerciale tra USA e Cina.
    La globalizzazione pareva funzionare solo se guidata dagli USA, Quando altre potenze hanno reagito, allora la globalizzazione ha mostrato i suoi limiti.

    • Francesco says:

      beh, la Cina sta barando a mani bassissime quando si tratta di commercio o di investimenti all’estero

      dimostrando di non aderire per nulla al libero scambismo, che è l’idea di base della globalizzazione (e che credo sia un’idea vera)

      gli USA hanno saputo accettare il loro ridimensionamento economico a opera di europei e giapponesi e coreani nei decenni dopo la Seconda guerra mondiale, che non è stato cosa da poco

      • L’importante era che non si ridimensionasse il loro ruolo militare, col quale costringono il resto del mondo ad accettare che gli USA campino a debito (tanto alla fine pagheranno altri, almeno fino al momento in cui tutto collasserà).

        • Francesco says:

          intepretazione un pò così della storia, diciamo a metà tra Mussolini e Chomsky?

          inglesi e francesi si sono fatti l’atomica, i tedeschi i carri armati, i giapponesi delle vere forze armate …

          • Mauricius Tarvisii says:

            Non credo che lasciare che i vassalli si armino in misura infinitesimale rispetto al sovrano mini il potere del sovrano.

            • Francesco says:

              1) l’arma atomica non mai infinitesimale

              2) gli alleati degli USA hanno messo insieme una forza economica maggiore degli USA e dellle forze armate tutt’altro che disprezzabili. ricordo poi che sono stati loro a voler limitare le spese militari, non gli USA a dir loro di darsi una calmata. anzi, a mia memoria gli USA si sono sempre lamentati del braccino corto dei loro alleati, ben prima di Trump

              • Francesco says:

                giusto a conferma del punto 1, nessuna nazione del PV ottenne l’atomica dall’URSS

              • PinoMamet says:

                Non sono un granbde esperto della questione, ma non credo proprio che la Francia, l’India o il Pakistan abbiano “ottenuto” l’atomica dagli USA, che semmai può averli “non ostacolati”;
                forse il Regno Unito…

              • Francesco says:

                “ottenne il permesso di farsi l’atomica”

                giusto per distinguere lo status di vassalli da quello di alleati

                va meglio così?

                PS India e Pakistan sono l’esempio preclaro che al mondo se non ci si vuole far comandare ci si riesce benissimo

  5. roberto says:

    mah, già dopo due commenti possiamo notare che c’è già una bella differenza fra la destra di peucezio e quella di francesco…non sono tanto convinto della tua ipotesi.

    partiamo dal solito esempio del titanic che va contro l’iceberg.
    la destra è quella che chiude i passeggeri di terza classe in fondo alla nave per garantirsi in santa pace gli ultimi bicchieri di champagne.
    la sinistra è quella che cerca di far bere un goccino di champagne anche a quelli di terza classe.

    nota che nessuno dei due gruppi fa nulla per deviare la rotta….

    • Francesco says:

      roberto

      ma a te la destra ti ha rubato il pupazzetto di Zorro da piccolo?

      😉

      per me la destra è il capitano del titanic che affonda con la nave dopo aver fatto tutto il possibile per salvare più gente che poteva e l’orchestra che suona fino alla fine per aiutare a mantenere l’ordine, non solo l’armatore idiota che impone la rotta settentrionale per fare prima e risparmia sulle scialuppe di salvataggio

      ciao

      • roberto says:

        commento perfetto! a destra è proprio quella che manda la digos da zorro a fargli togliere da casa sua lo striscione sovversivo “restiamo umani”

        no, l’orchestra sono intellettuali, artisti => sinistra

        sul capitano sono d’accordo, può benissimo essere destra visto che stava trombando con una cameriera invece di tenere la rotta.

        😀

        • Francesco says:

          no, piano, il Sacrificio di sè per la Causa o per l’Onore è di destra!

          infatti mica si può più dire che i partigiani combattevano e crepavano, suona male, è stalinismo obsoleto,

          obbligatorio fingere che la vita possa essere tutta dolcezze e mollezze, non fosse per due/tre cattivoni, al massimo si dovranno sostituire le cannucce di plastica con quelle Bio

          • Il sacrificio di sé è di sinistra. Il sacrificio degli altri è di destra. Che poi è vero che la retorica affermi il contrario, ma è il bello della retorica: mica siamo obbligati ad essere coerenti con quanto raccontiamo.

            • PinoMamet says:

              In tutta onestà, se dovessi basarmi sulle esperienze personali, dovrei dire il contrario.

              Ho conosciuto ottime persone, dalle idee più che detestabili, e pessime persone dalle bellissime idealità.

              Ma il fatto è che non credo che le idee (destra o sinistra, per esempio) c’entrino davvero qualcosa, e prendo perciò le mie idee come puramente aneddotiche.

              Rimango della convinzione che possano esserci “capitani eroici del Titanic” sia di destra che di sinistra, quindi.

              • PinoMamet says:

                Prendo le mie esperienze come aneddotiche, non le mie idee.

                scusate.

              • Per Pino Mamet

                “Ho conosciuto ottime persone, dalle idee più che detestabili, e pessime persone dalle bellissime idealità”

                Assolutamente d’accordo.

                Trovo tetramente interessamente la maniera in cui tutti riescono a confondere il disaccordo con Tizio o con Caio, con il giudizio morale su Tizio o Caio.

                L’insegnante che cerca di difendere gli zingari, è per forza “una radical chic con il villone che odia il popolo”?

                E (caso reale) il tizio finito per strada a sessant’anni dopo un pesante divorzio, che alla fine riesce a ottenere una casa popolare, e si lamenta con me del fatto che un delinquente zingaro gli ha subito proposto di prendere in affitto la cantina per metterci chissaà cosa, è proprio un mostro razzista?

            • Francesco says:

              il sacrificio degli altri in nome del Progresso che io ho in mente E’ la sinistra piuttosto!

              il sacrificio di sè è sempre un gesto di destra

    • Per roberto

      “partiamo dal solito esempio del titanic che va contro l’iceberg.”

      Bellissima la parabola.

    • PinoMamet says:

      “per me la destra è il capitano del titanic che affonda con la nave dopo aver fatto tutto il possibile per salvare più gente che poteva”

      ora, io non conosco gli orientamenti politici del capitano del Titanic, né di altri capitani forse meno coscienziosi.

      Quello che trovo singolare è che un atto di coraggio e di senso del dovere, del tutto slegato da considerazioni economiche o sociali, venga letto come “di destra”.

      invece è semplicemente un atto di coraggio e di senso del dovere.

      Ammetto che trovo molto più irritante la pretesa della destra di avere il monopolio del coraggio e delle virtù- uso questo termine- “virili”, vecchio stampo;

      della pretesa della sinistra di avere il monopolio della bontà, della correttezza e dell’intelligenza.

      • Francesco says:

        colpa del ’68 che ha trasformato Coraggio e Virtù virili in roba da fascisti, senza neppure rendersi conto che così il Che DOVEVA essere solo una faccia su una maglietta!

        o forse del ’68 vincente, quello che ha abbandonato al loro destino i terroristi rossi senza saper dare dell’Eroe a chi da quelli fu ammazzato, perchè era una roba di destra

      • Z. says:

        Può darsi che il senso del dovere appartenga, almeno statisticamente, in misura effettivamente diversa alla destra e alla sinistra, o comunque ad alcune aree politico-ideologiche piuttosto che ad altre.

        Lo stesso dicasi per coraggio, intelligenza e correttezza, e così via.

        Non dico che sia così. Ma potrebbe esserlo.

        • Per Z

          “Può darsi che il senso del dovere appartenga, almeno statisticamente, in misura effettivamente diversa alla destra e alla sinistra, o comunque ad alcune aree politico-ideologiche piuttosto che ad altre.”

          Pensando solo all’Italia degli ultimi decenni, la statistica è viziata dal fatto che il 40% della popolazione è pronto a dirsi “di Sinistra” e il 4% “di Destra”.

          Ma direi che di gente “di Sinistra” coraggiosa fino all’incoscienza, ne ho vista tanta: da quelli pronti a farsi denunciare per un’occupazione abusiva, a quelli che mettono fuori uno striscione nella vana speranza che vengano a stanarli i pompieri, a quelli che prendono a testate gli scudi dei poliziotti…

          Sicuramente esisteranno anche alcuni coraggiosi-per-una-causa a Destra, ma non me ne vengono in mente molti.

    • PinoMamet says:

      PS – OT
      Zorro è interessante come personaggio; è ambientato nella California spagnola, cioè in un Messico che è quasi Spagna, ma con la libertà di inserire elementi esotici ed anacronistici a piacere;
      e nella sua doppia identità di hidalgo buono ma inetto, e di giustiziere mascherato, potrebbe essere lo sdoppiamento di don Chisciotte, se don Chisciotte fosse andato da uno psicanalista che gli avesse consigliato di sfogarsi, ma senza lasciare casa.
      Ha la sua Dulcinea (che poi è una locandiera come l’asturiana Maritornes) e ha anche il suo Sancho Panza, nella figura del sergente Garcia.

  6. Daouda says:

    È singolare che chi “difenda” il presente fonderà i presupposti affinché quelli del futuro faranno le loro cazzate asservedovisi.

    Ad ogni modo nun ciài capito n cazzo perché mancheno quelli der passato.

    Quindi l’articolo si riferisce alla Sinistra futura semmai, e quelli del presente sò i soliti centristi.

    Inoltre la deduzione presupponente l’addio ad un dato di fatto ( globalizzazione ) è retorica buona come tuo solito solo per focalizzare e selezionare attenzionativamente ed affettivamente il discorso.
    La corea del Nord per dire è nella globalizzazione? La risposta svela che tipo di comprensione si ha del processo spazio-temporale oltre che della globalizzazione in sè.
    Da parte tua comprensione minima.

    Infatti se si propone un modello schematico intepretativo ed illustrativo, che sempre è incoerente ed incongruente alla vita, ignorare già un elemento ed in più ridurre uno all’altro come hai fatto rende i tuoi profluvi cretini e cojoni.

    O sei ritardato, o sei uno di loro. Il discorso del morire poi è ridicolo…i primi da far fuori sono e sempre saranno i fidi servi ( massoni, mafiosi, intellettuali, imprenditori, magistrati, medici, burocrati et similia ) delle alte cerchie.

    Ok che gombloddisticamente addicono che da 8 dobbiamo passare a 1,5 miliardi epperò i primi da far scomparire aono proprio quelli che hanno lavorato tanto per far prosperare il lavoro, er popolaccio ce se mette poco a fasse ammazzà da sè senza dovè ease chirurgici

    • Daouda says:

      Ripartiamo coi classici:

      Anche il buon Yuri Bezmenov , come ogni umano, tende ad abbreviare la realtà ed a prestabilirla ignorando gli imprevisti ma anche le piacevoli sorprese, oltre che a ritenere la visuale diabolica vista da sè come la sola, mentre troppe si intersecano.
      Video del 1984…quindi infin dei conti 35 anni fa il che avrebbe dovuto significare la disfatta conclamata ed invece no.

      Come Catone parafrasandolo ed aggiungendo al finale dunque scrivo: per il resto credo fermamente che l’islam ed il buddisno non esistano, e che il fabianismo ed il bolscevismo dominino il mondo, e che non è un discorso di sopravvivenza ma ora più che mai scegliersi come morire, e che i liberal insieme alla al-right siano in combutta fra loro.

      https://youtu.be/y3qkf3bajd4

      A pensarci bene i vostri pensieri sono sempre piu o meno rimasti gli stessi eh…da anni ed anni….state a pezzi!

    • Francesco says:

      peccato le fonti così fuori di testa da rendere le notizie poco credibili

      • Peucezio says:

        Beh, ma c’è il video in cui parla Trump.
        Non credo che Blondet l’abbia doppiato: non avrà un inglese così buono 🙂

        • Francesco says:

          Trump è così fuori di testa che potrebbe anche averlo fatto, sotto sotto mi piace ma, ahimè, per rivoltare il mondo serve molta più intelligenza e cultura di quella che ha lui.

          Certo, se penso a Nancy Pelosi o a OKC …

          • Peucezio says:

            Ma non è che dobbiamo rivoltare il mondo. Se evitiamo guerrette in giro è già grasso che cola.

            • Francesco says:

              Beh, se Trump vuole tagliare le unghie al complesso militar-industriale è un bel rivoltare il mondo (OK, gli USA), non credi?

              Magari vuole solo liberarsi di alleati scomodi, fuori di testa, forse al soldo di altri paesi

              • Peucezio says:

                In questo senso sì.

                O, per meglio dire, deve rivoltare l’America, perché smetta di rivoltare il resto del mondo.
                E’ come sabotare la centralina del virus perché non distrugga l’organismo ospite.

              • Francesco says:

                Sì ma con giudizio, se gli USA tornano in modalità isolazionista gente come Putin ed Erdogan passa da pittoresca a pericolosa.

                Non scordarti che tra il Mascellone e l’Ubriacone io scelgo con decisione il secondo!

              • Peucezio says:

                Scusa, pericolosa per chi?

              • Francesco says:

                per noi paesi vicini, in primo luogo

                sono uno di quelli che ha sempre considerato meno pericolose le basi militari USA rispetto alle ambasciate russe

              • Peucezio says:

                Sì, anch’io considero i coccodrilli meno pericolosi dei criceti.
                Anche perché, essendo rettili, saranno più stupidi, quindi che danni possono fare…

                Però ti dirò che tendo a stare alla larga più dai primi!

              • Francesco says:

                se riferissi a Putin che lo consideri un criceto rispetto al coccodrillo Trump, non so che fine faresti!

                😀

    • roberto says:

      mi permetto di ricordare a trump che il presidente degli stati uniti è lui, non bolto o chichessia. invece di baloccarsi sui campi da golf, imponga la sua volontà e non se ne parli più

      • Peucezio says:

        Eh, sì, si sa che negli USA comanda il presidente…

        • roberto says:

          effettivamente si, comanda il presidente.

          poi certo, se è uno che non sa che sta facendo, che ha bisogno di ingraziarsi amici vari, che non ha tempo per occuparsi delle cose serie, immagino che il vuoto venga riempito da altri, ma nella stanza dei bottoni c’è lui

          • Peucezio says:

            Il presidente conterà sì e no per un 20-30%, il resto lo decidono il congresso, i giudici ma soprattutto gli apparati coi loro funzionari: CIA, FBI, Pentagono…
            Poi può anche cercare di forzare quel 20-30%: se per qualche combinazione storica particolarissima si trova tutto il vento in poppa e incarna lo spirito del tempo può anche riuscirci; in caso contrario (cioè nella quasi totalità dei frangenti storici)
            1) o semplicemente non ci riesce o,
            2) se va male gli fanno l’impeachment o, nei casi estremi (rari),
            3) finisce come Kennedy.

          • roberto says:

            vabbé ma si è dato da fare così tanto per decidere solo il 20-30%? non mi sembra realistico

            io non dico che il presidente degli USA sia legibus solutus e nemeno che non abbia pressioni fortissime alle quali è pobabilmente difficilissimo resistere.
            dico che la penna in mano la tiene lui e che se volesse veramente ritirare ogni soldato da ogni parte del mondo, beh lo potrebbe fare

            (ricordo comuque che una delle promesse di campagna di trump era quella di aumentare la spesa militare)

  7. MOI says:

    Ma chi NON è “Occidentale”, NE’ ha una formazione scolastico-culturale di “questo” nostro tipo … quanta importanza, quanta pregnanza di significato, quanto punto di riferimento dà a parole come “Destra” e “Sinistra” ?! … SE 😉 gliene dà ?

    • Z. says:

      Buona domanda… ma prima credo occorra definire meglio “occidentale”, per capire chi ne resta fuori.

      • Francesco says:

        basta vedere che (1) i lavoratori a salario formano un sindacato se non gli spari* e (2) quelli che li pagano gli stanno sulle palle i sindacati!

        dal che deduco che Destra e Sinistra sono Universali Antropologici!

        😀

        * e anche se gli spari

  8. daouda says:

    Penso di aver scritto tutto e dovrei scrivere in almeno altri 3 quattro articoli di Miguel per riprendere confidenza , ad una media alta però certo non maniacale come mi capita sovente.
    Ma non mi và perché anche con Miguel ormai si deve leggere l’incontrario:

    -E quando tutti tirano dalla propria parte, addio globalizzazione: che mi sembra sia all’incirca lo scenario del conflitto tra Cina e Stati Uniti in questi giorni.

    -Da sempre Stati Uniti e Cina sono alleati sottobanco precipuamente come non appare quasi a nessuno. La globalizzazione continua imperterrita dove tutti spingono nella stessa direzione.

    Nemmeno serve studiallo ormai…vabbè quindi sì il complice sono io.

    Buon Viaggio!

  9. Peucezio says:

    Invece tornando a bomba sul problema ecologista, credo che almeno in Italia non ci sia scampo, almeno finché non ci sarà qualche evento che darà una scossa o una profonda evoluzione della mentalità.

    1) Stamattina vedo in tivvù un ecologista (proprio di un partito che si chiama ecologista) che spara a zero su Salvini, polemizza con un tizio lì presente di Fratelli d’Italia, ma non perché Salvini o la Meloni abbiano fatto o proposto scelte contro l’ambiente, ma per l’immigrazione e tutto il resto; insomma, perché lui è di sinistra e non può non attaccarli.
    Poi candidamente dice che la sinistra ha fatto degli sbagli in ambito ecologico e che loro sono trasversali (sic!).

    2) Poi apro facebook e vedo dei post che associano l’ecologia e Greta Thunberg al comunismo e al satanismo.

    Non c’è un cavolo da fare: in Italia non è che uno dice: sta per venire un acquazzone, portati l’ombrello se no t’inzuppi e ti viene una polmonite.
    No: l’ombrello è di destra o di sinistra, se te lo porti sei un razzista/fascista/populista/sovranista oppure un comunista/satanista.

    In questo i partiti ecologisti fanno un danno enorme, perché trasformano un problema collettivo in un orientamento politico di parte.
    Per cui lo stupido pregiudizio di destra per cui l’attenzionone in sé al problema ambientale sarebbe di sinistra viene rafforzato enormemente.
    Ora, in Italia circa una metà della popolazione è di destra o centro-destra. Non è una mossa geniale fare sì che metà degli italiani sia refrattaria al problema o addirittura pensi che chi lo pone sia un nemico che vuole il male della società, degli italiani e forse del mondo.

    • Per Peucezio

      “Ora, in Italia circa una metà della popolazione è di destra o centro-destra. Non è una mossa geniale fare sì che metà degli italiani sia refrattaria al problema o addirittura pensi che chi lo pone sia un nemico che vuole il male della società, degli italiani e forse del mondo.”

      Su questo hai ragione.

      • Francesco says:

        In effetti sarebbe più astuto partire dall’ecologia e, una volta presi all’amo, portarli a sinistra. Se l’ecologia è oggettivamente di sinistra.

        Metterla giù subito come ideologia è controproducente

        • Per Francesco

          “In effetti sarebbe più astuto partire dall’ecologia e, una volta presi all’amo, portarli a sinistra.”

          🙂

          Al momento, l’ecologia è ancora una cosa simpatica, sul tipo, “voi indonesiani dovete disboscare di meno”.

          Quando diventerà una cosa tipo, “noi italiani non potremo più trovare voli low cost per Sharm”, sarà il contrario, temo: qualcuno resterà ecologista solo perché è qualcosa che appartiene alla Nostra Squadra.

          • Francesco says:

            pare che Sharm sia ormai un deserto, comunque

            però la colpa è di chi ha convinto il popolo che sarebbe stato tutto facile ed economico e per tutti, e questa per me è una cosa di sinistra: anteporre i risultati desiderati alla realtà

            e ciarlare di conquiste irrevocabili e diritti acquisiti (scusate, mi sfugge l’aggettivo giusto), come se la Politica potesse mai prevalere sull’Economia

    • Mauricius Tarvisii says:

      C’è stato un casino nella lista dei Verdi perché si è corso il rischio di riuscire di ottenere qualche voto anche a destra. Subito ci si è attivato per cercare di scampare questo pericolo.

  10. Peucezio says:

    Invece che ne pensate degli antiecologisti da “sinistra” (ma gli interessati non si riconoscerebbero in questa definizione)?

    Penso a marxisti come Petrosillo e La Grassa, che, in una logica progressiva, tecnologica e forse un po’ ottocentesca, interpretano l’ecologismo come nuova forma di oppressione borghese capitalistica per opprimere i poveri e costringerli ad abbassare i loro standard di vita e la leggono quindi come ideologia reazionaria antiprogressica e passatista.

    • Peucezio says:

      Anche loro citano i “gretini”.

      • roberto says:

        manifesto la mia più netta avversione per tutti quelli che usano la parola “gretini” senza discriminazione di razza, sesso, religione, orientamento politico

        • Z. says:

          La vita è breve, e i termini autoconnotanti aiutano a risparmiare tempo.

          • Peucezio says:

            Questo l’hai già detto.

            • MOI says:

              @ PEUCEZIO

              I tuoi Odiatissimi Amici 😉 d’ OltreOceano definiscono il fenomeno come “Echo Chamber” [sic] , e in questo Feisbuch 😉 è un Instrumentum efficacissimo !

              • MOI says:

                Va bene, Zeta ne sta alla larga … ma non è certo l’unico strumento per l'”Echo Chamber” !

                Mi raccomando: “Echo” … NON “Eco” / “Oiko” o quel che l’è 😉 !

                PS

                Il cognome di Umbero “Eco” … voi come lo interpretate, fra le due opzioni suddette ?

            • Z. says:

              Ezio, ripetere giova. Poi invecchiando si diventa ripetitivi 🙂

              • MOI says:

                … Diciamo che nessun sito è più antitetico alle “Echo Chambers” di questo ! 😉

              • Z. says:

                Ma no, capita anche qui. Ognuno di noi si distingue per la sua eco…

                Io pure, eh, con l’aggravante che nel mio caso ripeto le cose perché mi scordo di averle dette!

              • Peucezio says:

                Z.,

                “Ezio, ripetere giova. Poi invecchiando si diventa ripetitivi 🙂 ”

                Questo è vero.
                Ma se fossi davvero così invecchiato ti saresti dimenticato di averlo già detto e risponderesti piccato! 😀

              • Peucezio says:

                Ecco appunto 🙂
                Mi era sfuggito il secondo commento.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Ci sono i gretini e poi ci sono loro, i cretini.

    • Francesco says:

      almeno chiedono la requisizione dei beni dei ricconi per redistribuirli ai proletari? sennò sono poco seri come sinistri!

    • Simone B. says:

      Differenze con chi da “destra” sostiene più o meno la stessa cosa?
      L’uso dei termini capitalista e borghese?

      • Z. says:

        Devi sapere che il chelebecchiano medio adora questi personaggioni pressoché ignoti nel mondo reale…

      • Peucezio says:

        Simone B.,
        beh, no.

        C’è una certa differenza fra un cattolicesimo che vede ogni naturalismo come paganesimo e un progressismo materialista radicale, che vede l’ecologismo come misoneismo reazionario ostile al progresso e al benessere.
        C’è più o meno la stessa differenza che c’è fra Torquemada e Voltaire.
        Non sono esattamente sfumature.

        Poi, vabbè, a Z., Mauricius e Roberto interessano solo i giochi di parole, non i concetti, e pazienza.

        • Z. says:

          Giochi di parole? Cioè?

        • Simone B. says:

          Ok.
          Solo che pensando agli antagonisti destrorsi del movimento ecologista vi venivano in mente Feltri, Magli e simili.

          • MOI says:

            Complementi per il termine “Misoneismo”, Peucé 😉 … anche perché a dire “Neofobia” , “fobia” è termine digià troppo sputtanato !

            • Z. says:

              Cuss el neofobia! qui siamo istruviti e usiamo i termini precisi!

              • MOI says:

                … in molti casi, sarebbe più opportuno mediaticamente parlare di “Misoqualcosismo” anziché di “Qualcosofobia” !

              • Peucezio says:

                “Neofobia” non l’avevo mai sentito in effetti…

              • Z. says:

                Anche se in effetti è uno dei casi in cui “fobia” appare più appropriato di “odio”.

                È più facile che le novità siano temute piuttosto che odiate…

              • Peucezio says:

                Io invece non le temo affatto, le odio.

                Che paura possono fare le tovagliette di carta?

              • Simone B. says:

                Per Peucezio:
                “Che paura possono fare le tovagliette di carta”

                Io per lavoro le stampo e ti assicuro che gli inchiostri usati (anche quelli certificati come alimentari) sono tutto fuorché commestibili. Prima di pulirsi la bocca o appoggiarci il piatto ci penserei.

              • Peucezio says:

                Beh, ma tu hai informazioni tecniche.

                Io ne faccio un fatto estetico (ma anche e soprattutto semiotico).
                Anche perché a dire il vero non li mangio e il piatto ce lo poggio sopra, quindi il cibo non tocca la tovaglietta.

          • Peucezio says:

            Simone,
            “vi venivano in mente”

            A chi?

        • Mauricius Tarvisii says:

          Io sono entrato proprio nel merito: si tratta di una manica di presuntuosi che ciarlano di cose di cui non capiscono. Dei cialtroni, in breve.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Non capiscono una mazza, dicevo.
            Mi sono autocensurato inconsapevolmente 😀

            • Peucezio says:

              Mah, sai, potrei darti ragione se pretendessero di farsi passare per esperti di clima che vogliono confutare le teorie correnti, ma il punto è che a loro interessa altro: si occupano di dinamiche di potere fra gruppi, stati, classi dirigenti, ecc.
              E in quest’ottica a me sembra facciano un lavoro onesto. Semmai li si potrebbe criticare per l’eccesso di vis polemica, di invettiva sopra le righe.

              Poi, vabbè, tu molto spesso tendi a indulgere a un atteggiamento liquidatorio verso coloro le cui idee non ti piacciono, pur essendo capace di giudizi più pacati e meditati.

              • Francesco says:

                beh ma se il problema è che il clima sta collassando, perdere tempo a disquisire di classi sociali, tanto più con accenti di complotti e ingiustizie, è da emeriti coglioni

                come se un leader africano dicesse che lui continua a inquinare perchè è un complotto dei bianchi!

    • Francesco says:

      visto e imprecato

      però credo che smetterò, mi viene mal di fegato

      sto pensando di darmi all’alcool per migliorare il mio stato di salute

  11. MOI says:

    Anche Diego Fusaro ritiene che Greta Thunberg sia “Creatura in Vitro di Soros” [sic] …

  12. MOI says:

    … Ah, cmq “la Gretina e i suoi Gretini” è un’ espressione coniata per primo da Vittorio Feltri ! La tesi è che ” ‘sta ragazzina che vive a Stoccolma ove fa un freddo cane dovrebbe invece essere contenta del Global Worming perché finalmente anche lassù c’è un bel teporino che sempra di stare a Bergamo, città paradisiaca !” [sic]

    So cosa state pensando … ebbene, sì : Feltri si è messo a fare l’ IperCrozza 😉 … come già De Luca !

  13. MOI says:

    Devi sapere che il chelebecchiano medio adora questi personaggioni pressoché ignoti nel mondo reale…

    ————–

    Be’, ce li vedete i Giornalistoni e i Professoroni condannati dal Tribunale del Popolo a Dover Fare gli Youtubers ?! 😉 😀

  14. Peucezio says:

    Francesco,
    “Non scordarti che tra il Mascellone e l’Ubriacone io scelgo con decisione il secondo”

    Mah, io di ubriaconi ne ho frequentati tanti e mi ci sono divertito un mondo.
    Alcuni sono “caciaroni”, come dicono a Roma, altri anche più intellettuali, tutti conviviali e simpatici.
    E, come si dice dalle mie parti:
    do canarùte non ià nudde, do mbriacòne puète avè nu squìcce de mìire:
    sono anche generosi.
    Ma diciamo che avrei forti esitazioni ad affidare a uno di loro il governo di un paese.

    • Francesco says:

      le hanno avute anche gli inglesi, poi hanno capito che per fermare uno come AH non servivano snowflakes o mediatori senza palle ma un vero bulldog

      e mi pare abbia funzionato

      • Peucezio says:

        Sì, hanno perso un impero coloniale e il ruolo di prima potenza mondiale.

        • Francesco says:

          l’Impero lo hanno perso perchè hanno capito che non potevano pensare di conservare una cosa del genere nel XX secolo. e credo lo avessero capito da decenni, non essendo stupidi

          e il ruolo di prima potenza mondiale lo avevano già perso: di nuovo, non essendo stupidi, hanno preferito essere i consigliori dei loro consimili USA piuttosto che i lacchè della Germania nazista

          • PinoMamet says:

            Ah, lo hanno “capito”… bella questa.

            Che poi siano loro le eminenze grigie degli USA, e non gli USA i loro burattinai, è un pio desiderio forse degli inglesi stessi, che con tutta la simpatia verso Saville Row e Buckingham Palace (più Saville Row) non vedo proprio perché dovrei condividere.

            • Francesco says:

              1) l’autosmantellamento dell’impero britannico è un dato di fatto. che lo abbiano fatto con dispiacere e rimpianto non lo nego certo

              2) vabbè, quello è l’eterno duello tra forza bruta e intelligenza. anche i romani pensavano di essere il cervello dei re barbari, dopo il crollo dell’impero d’occidente.

      • PinoMamet says:

        Se, mo’ ha funzionato per via del carattere d Churchill
        (elemento che non sottovaluto, eh?)
        e non per i bombardieri americani e i carri armati russi..

        quando si tratta di gente che parla inglese, Francè, smetti persino di essere marxista 😉

        devo ancora capire il perchè di questo feticismo, che del resto accomuna tantissimi italiani (ma il tuo è un caso grave!)

        • Peucezio says:

          Pino,
          “devo ancora capire il perchè di questo feticismo, che del resto accomuna tantissimi italiani”

          Domanda pertinentissima!

          Sì, poi, manco la guerra l’avesse vinta l’Inghilterra… Se nn fosse stato per americani e russi, a quest’ora non avevano bisogno di occuparsi della Brexit: erano direttamente un’annessione del III Reich (e se avessero tentato di uscirne, sarebbero state fucilazioni di massa).

        • Francesco says:

          veramente il problema è il VOSTRO odio per gli inglesi: non vi siete neppure accorti che si stava parlando delle scelte compiute dagli inglesi per sè e non del loro ruolo nell’esito della guerra (per il quale le industrie USA e il sangue russo sono stati più decisivo)

          ruolo che PERALTRO è difficile negare: per un certo periodo sono rimasti soli contro la Germania e hanno resistito, che non è esattamente una cosa da poco

        • Francesco says:

          Forse perchè noi italiani davanti a AH ci siamo sprofondati in un vomitevole servilismo, legandoci mani a piedi a cotanto mostro, tolti quelli che sognavano JS?

          Mentre pochissimi erano in grado di mantenere una dignità personale e nazionale?

          Mentre “quei tizi di lingua inglese” rinchiudevano in gattabuia i simpatizzanti nazisti e sceglievano di combatterlo a qualsiasi costo?

          • Z. says:

            …dopo avergli donato l’Europa o prima?

          • Simone B. says:

            Non va sottovalutato che gli “inglesi” avevano il vantaggio di poter far massacrare neozelandesi, sudafricani, canadesi, australiani e nepalesi.

          • PinoMamet says:

            Io non odio affatto gli inglesi. Mi stanno anzi ragionevolmente simpatici. Solo non credo che siano dèi in terra come credi tu, e mi rifiuto di credere ciecamente alla loro mitologia nazionale come fai tu.

            “Da soli” è chiaramente una stronzata, inoltre, perché senza colonie e aiuti americani sarebbero finiti come la Francia.

            Le simpatie naziste di diversi altolocati britannici credo poi siano note persino a te.

            • Francesco says:

              “da soli” chiaramente comprende tutto il loro Impero, va bene che non sanno cucinare ma del tutto rincoglioniti non sono!

              non capisco il rifiuto pregiudiziale a guardare le cose dal punto di vista del 1940 e non col senno di poi!

              x Z: a cosa ti riferisci? alla politica di appeasement?

          • Per Francesco

            “rinchiudevano in gattabuia i simpatizzanti nazisti ”

            A me risulta che gli inglesi abbiano trattato con grande correttezza i filo-tedeschi (cui apparteneva la metà dell’aristocrazia inglese), con processi molto regolari.

            Anche negli Stati Uniti, hanno internato i giapponesi, ma gli americani fascisti hanno avuto anche libertà di espressione durante la guerra e sono stati alla fine anche assolti nel grande processo collettivo del 1944.

            E’ solo sotto Bush che gli Stati Uniti si sono giuridicamente imbarbariti, con Guantanamo.

            • Francesco says:

              a mia memoria ci sono stati casi esemplari che hanno ben chiarito la situazione … chiedo lumi ad Hasburgicus

    • Mauricius Tarvisii says:

      Gli abbiamo affidato un continente, infatti…

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