Lassa u munnu com’è

La mia educazione artistica parte da un’ignoranza radicale, e proprio per questo me la godo di più.

Oggi, una professoressa in pensione ci raccontava del Cenacolo di Andrea del Sarto, a San Salvi dove una volta ci stavano i matti.

In alto, nella volta dell’arco, la Trinità.

Se la guardate attentamente, questa immagine vi dirà molto su duemila dimenticatissimi anni di conflitti sull’idolatria e sulla natura del divino; e anche su quanto vi sia di rimosso in quella viscosa materia che si chiama insegnamento della religione cattolica (IRC).

Sotto la Trinità, c’è uno squarcio di cielo fiorentino; e un giovane che chiama un altro a guardare ciò che sta succedendo sotto – pare che quello a sinistra sia Andrea del Sarto, l’altro il Pontormo.

Il Vasari ci dice che Andrea del Sarto

“fu d’animo basso nelle azzioni della vita, cercando contentarsi, piacendoli il comerzio delle donne”

e la nostra amica ci spiega, che non volle mai mettersi in mostra, e rinunciò anche al successo presso la corte del re di Francia, pur di tornare presso la moglie.

E mi colpisce il volto giovane, il cappellino, la camicia arancione: sono cose così lontane dal rigore dell’Uomo d’Acciaio, dall’Otto/Novecento, che nella loro scioltezza e rilassatezza, hanno qualcosa di contemporaneo.

Andrea del Sarto allora aveva quarant’anni, e sarebbe morto un paio di anni dopo, colto dalla peste. E questo fa riflettere sulla giovinezza di quei tempi: Giovanni Pico della Mirandola, dopo aver sconvolto il mondo, morì avvelenato a trentun anni.

Direttamente sotto la Trinità e il pittore, Gesù siede al centro della tavolata,con accanto Giuda e Giovanni.

e sotto ancora – perché i cenacoli sono sempre in alto – la sedia dove si sedeva l’abate, nel refettorio, e così ogni pasto ripeto il pasto archetipico.

Gesù si trova stretto tra Giuda, alla nostra sinistra, e Giovanni, alla nostra destra.

E qui Andrea del Sarto introduce un dettaglio del tutto originale.

I pittori cristiani si trovano a cercare di capire come Giovanni potesse chinarsi sul petto di Gesù, standosene seduto a una bella tavolata europea. Non sarebbe stato difficile, se avessero saputo che in Oriente, ci si siede in cerchio attorno a un unico piattone, su di un tappeto,  come l’Imam Khomeini e Yasser Arafat qualche decennio fa:

Andrea del Sarto decide di non affrontare il dilemma insolubile, e ci presenta invece un Giovanni straordinariamente irato, pronto a esplodere contro il traditore: si vede anche il suo piede, sotto il tavolo, lanciato a punire il sospetto.

E allora Gesù fa un gesto, non previsto nei Vangeli.

Che mi sembra meraviglioso, perché c’è tutta l’ineluttabilità della storia, la furia inutile dell’umanità, la vanità della violenza.

Non ti dirò chi mi tradirà, non servirebbe a nulla.

E per questo, ti fermo la mano.

Mi viene in mente un giorno, nelle campagne vicino a Siracusa, che c’era un pastore che faceva la ricotta.

Che è una faccenda lunga e complessa; e un uomo di città cercò di aiutarlo.

Allora il pastore gli disse,

“lassa u munnu com’è.”

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231 Responses to Lassa u munnu com’è

  1. Z. says:

    Starke di Rath ti risponderebbe che la beatitudine della povertà è un’invenzione dei ricchi.

    E miseriaccia quanto avrebbe ragione 🙂

    • Per Z

      ” la beatitudine della povertà è un’invenzione dei ricchi.”

      Quindi fuori i coltelli e sgozziamo Giuda prima che tradisca!

      E non diamogli nemmeno il tempo di ripensarci!

      • Z. says:

        Ma perché? Tanto il Cristo risorge, per dirla col Duca.

        Tu invece non risorgi, e seppur non più ventenne sei vivo, hai famiglia, amici e una comunità. Grazie a chi non ha lasciato il mondo com’era.

        Tra di loro a ben vedere c’è anche Cristo, se credi in Lui.

  2. Mauricius Tarvisii says:

    L’uomo a una dimensione di Marcuse è una lettura molto interesante, come al solito più per la sua parte descrittiva che per la sua parte propositiva (si impelaga nell’eghelismo, che rende tutta la sua ricetta un guazzabuglio, ma non ci interessa: Hegel ha reso paccottiglia buona parte della filosofia a lui posteriore, tanto era suggestivo, quanto insensato il suo pensiero).
    In pratica si sostiene che l’ultimo dono avvelenato del positivismo alla nostra società è una concezione distorta della neutralità della scienza. Dal momento che la nostra organizzazione sociale è misurabilmente la più efficiente, allora l’organizzazione sociale stessa diventa scientifica, quindi neutrale, quindi non oggetto di valutazione filosofica o politica. Davanti a qualsiasi critica allo status quo la persona razionale, scientifica e “preparata e competente” non può che rispondere “lascia il mondo com’è”. E’ quello che diceva il contadino siciliano, ma rivestito di una costruzione teorica molto più raffinata.

    • Z. says:

      Ma no, il contadino siciliano diceva: “lascia stare, tanto non sei capace”. E probabilmente aveva ragione. Il mondo non è sempre cosi ponderosamente ponderoso 🙂

    • Z. says:

      Peraltro, non credo si possa sostenere che la nostra organizzazione sociale sia la più efficiente, né misurabilmente né altrimenti. Il fatto stesso che cambia di continuo – e sempre più velocemente – mi pare che ci suggerisca il contrario.

      Inoltre, quasi tutti noi critichiamo lo status quo per tante ragioni diverse, a seconda dell’esperienza di ciascuno di noi. Molto spesso con ottime ragioni.

      Via via che il mondo diventa più intricato e concatenato, piuttosto, diventa più difficile intervenirvi senza fare danni. L’entusiasmo nel farlo alla bene e meglio resta così appannaggio di frange di personaggioni, e del carrozzone che va loro appresso per tanti diversi motivi.

      Ma nessuno che io conosca – e diciamo che di persone mi è capitato di conoscerne parecchie – pensa davvero che il mondo vada bene così com’è, che sia organizzato nel migliore dei modi o cose simili.

      • Francesco says:

        >>> non credo si possa sostenere che la nostra organizzazione sociale sia la più efficiente, né misurabilmente né altrimenti

        beh, abbiamo misurato il numero di umani in giro e la loro età media … come indicatori di efficienza non saranno perfetti ma mi paiono significativi

        almeno fino allo scoppio della bolla energetica – ammesso ma non concesso – mi sa che la dimostrazione regge

        ciao

        • Z. says:

          Cioè il fatto che siamo un Paese sempre più vecchio significa che la nostra organizzazione sociale è la migliore?

          O la migliore organizzazione sociale sarebbe quella russa, quella giapponese, quella cinese, quella indiana…?

  3. PinoMamet says:

    Fantastico! Il gesto, umanissimo, l’intelligenza nel dipingerlo, e anche:
    “lascia il mondo com’è” l’ho sentito dire anch’io mille volte, nei dialetti di qua, da persone parimenti di campagna.
    Deve esistere (credo che ci sia) una specie di “internazionale di campagna”

  4. Francesco says:

    1) bellissimo imparare a vedere davvero quello che crediamo di avere visto
    2) bellissimo il dettaglio che fai notare della mano del Signore a trattenere il giovane e irruento Giovanni
    3) strabiliante la Trinità rappresentata come un Gesù triplicato che pare una ripresa di Giano bifronte
    4) non ho mai amato nè quelli che lasciano il mondo come è per innata rassegnazione nè quelli che vogliono stravolgerlo con faciloneria e arroganza. e credo a buona ragione: il mondo cambia ogni giorno da sempre anche senza rivoluzioni
    5) sulla vanità della violenza, possiamo ancora dirlo dopo la seconda e la terza guerra mondiale? domanda seria, che non sono più il fanatico dei miei 20 anni

  5. Francesco says:

    non ho ben capito se Andrea del Sarto era innamorato cotto della moglie o se era un dongiovanni …

    • Per Francesco

      “non ho ben capito se Andrea del Sarto era innamorato cotto della moglie o se era un dongiovanni …”

      La professoressa che me ne ha parlato era decisamente innamorata cotta di Andrea del Sarto. E quindi ha sostenuto che lui fosse innamorato cotto della moglie.

      Ma non è detto che ogni tanto, non la tradisse con la mia amica professoressa.

  6. Simone B. says:

    Esiste un detto in Toscana, più che altro nell’area livornese, che recita:
    “Chi tromba solo la su’ moglie un vole bene nemmeno a su’ figlioli”

    Forse Andrea del Sarto seguiva questa filosofia.

    • Francesco says:

      rubare in una gelateria non mi pare l’essenza del fascismo, però

      • Z. says:

        Violenza, razzismo secondo le mode, piccola delinquenza da scalognati senza speranza né futuro…

        È esattamente ciò a cui penso quando penso a un fascista. E pure molti di loro 🙂

        • Francesco says:

          ma questo non spiega nulla del Ventennio e neppure dei miei nonni

          quindi non funziona, forse per il neofascismo, che è una scelta volutamente perdente

          • Z. says:

            Il fascista tipo camerata Yari è cambiato molto poco, da allora ad oggi.

            È il fascista strutturale, essenziale insomma. Non accidentale 🙂

            • Francesco says:

              a me pare il Piccolo Balordo archetipico, per cui il fascismo è un accidente, un accessorio, che Oltrecortina stava benissimo con adattamenti quasi nulli

              • Z. says:

                Piuttosto l’Oltrecortina è stato un accidente triste e bizzarro, come giustamente osservò Ronnie 🙂

              • Francesco says:

                oh, non fare il polemico: i Bravi descritti dal Manzoni sono “fascisti” a tutti i tuoi effetti

                quindi la tua definizione di fascista non va bene

                😀

              • Per Francesco

                “oh, non fare il polemico: i Bravi descritti dal Manzoni sono “fascisti” a tutti i tuoi effetti

                quindi la tua definizione di fascista non va bene”

                Più che altro, i “bravi” di Manzoni erano al servizio di un feudatario, da cui prendevano le briciole. E quindi sono interessanti, non nel contesto di una storia del teppismo, ma di una storia del feudalesimo.

                I “Bravi” del 1922 erano al servizio della Confindustria, delle Associazioni degli Agrari, di molti politici importanti dell’allora potente Partito Liberale e collaboravano direttamente con ampia parte dell’esercito italiano, in un contesto preciso: la rivolta degli operai, dei contadini e dei mezzadri.

                So che gli antifa sostengono che i neofascisti siano “servi dei padroni”; ci crederò quando andranno a bastonare i lavoratori di Amazon che scioperano, o a fare – come facevano i fascisti nel 1920/21 – i crumiri sui posti di lavoro.

                Io conosco attempati ragazzi del Calcio Storico che fanno i buttafuori nei locali. Ma chi ha il controllo della situazione, chi prende i soldi, chi determina la politica, sono i padroni dei locali, mica loro.

              • Francesco says:

                Miguel

                al netto del contesto storico, sempre gente a cui piace menare le mani quando in netto vantaggio,

                chiaro che trovano qualcuno che da loro le briciole per farlo, che siano i Narcos o i Baroni o Lenin

              • Per Francesco

                “al netto del contesto storico,”

                Appunto.

                E’ quello che fa la differenza tra storia e cronaca, fra la marcia su Roma e il furto fallito nella gelateria di Roma.

              • Francesco says:

                è ben vero che siamo d’accordo, solo che qui si parlava proprio del “tipo umano” del fascista, non del contesto storico!

                😀

              • Per Francesco

                “è ben vero che siamo d’accordo, solo che qui si parlava proprio del “tipo umano” del fascista, non del contesto storico!”

                Ma infatti, le tipologie umane di questo tipo sono sempre interessanti e spesso anche divertenti.

                Poi non è che tutti i fascisti siano o fossero così, come non è vero che tutti gli estremisti di sinistra si facciano le canne dalla mattina alla sera.

                Però è vero che molti fascisti di basso livello erano e sono così, e molti estremisti di sinistra si fanno le canne dalla mattina alla sera.

                La cosa curiosa è che non c’è una consequenzialità:

                – il fatto di credere che la nazione dovrebbe essere fortemente unita, con un senso di missione condivisa, non porta necessariamente a sfondare le vetrine delle gelaterie

                – il fatto di credere che le distinzioni di classe siano fondamentali, che superate tali distinzioni, l’umanità possa collaborare felicemente, non porta necessariamente a spendere i propri soldi dallo spacciatore

                Boh…

              • Francesco says:

                secondo me anche moltissimi katanghesi di basso livello erano perfettamente nel tipo umano in questione

                del resto se Lenin si trovò uno come Stalin come successore vuol dire che certi tipi umani emergono quando c’è balotta

              • Z. says:

                Per me la fate troppo lunga. Come quasi sempre 🙂

                Gentaglia simile c’è sempre stata. Ma parte di quella gentaglia, da un certo punto in poi, si fa politica; il loro modo di vivere si fa ideale politico.

                Quella gentaglia – ieri e oggi – è a mio avviso l’essenza del fascismo: sfaccendati e tagliagole dietro a una bandiera.

        • Peucezio says:

          Z.,
          “Violenza, razzismo secondo le mode, piccola delinquenza da scalognati senza speranza né futuro…”

          Infatti è il mio preciso ritratto.
          D’altronde mi conosci di persona: hai potuto vedere che corrispondo perfettamente alla descrizione!
          😀

          • Z. says:

            No, tu sei una specie di intellettuale snob. Già si eta detto 😀

            • Peucezio says:

              Snob verso chi?

              • Z. says:

                Verso la sinistra, nonché quelli che chiami “semicolti”…

                il che per te sono la stessa cosa, come per Franco ebrei, comunisti e massoni 🙂

              • Peucezio says:

                Sono snob verso gli snob, cioè ritengo che quelli che credono di essere più intelligenti e più colti siano per la quasi totalità una massa di dementi semi–analfabeti.
                Il che peraltro è un dato di fatto.

                A parte questo, una cosa è l’atteggiamento verso la società, una cosa l’ideologia politica, anche se possono connettersi.
                L’appartenenza politica non è come il colore dei capelli: se sei biondo, lo notano gli altri, non hanno bisogno di chiedertelo. Cosa voti e cosa pensi invece lo decidi tu.
                Un fascista per definizione è uno che si professa tale. Punto.

              • Francesco says:

                no, perchè in questo caso un Capanna o un Travaglio, che agiscono da fascisti da tutta la vita, potrebbero dire di non essersi mai definiti tali

              • mirkhond says:

                Se non sbaglio Travaglio ha dichiarato di essere di destra.
                Solo che non gli piace la destra che attualmente occupa il parlamento.

              • Francesco says:

                destra è una categoria molto ampia, io lo vedo perfetto come giornalista specificamente fascista

                oltre che come persona disgustosa

              • mirkhond says:

                Lui si definisce un liberale di destra, e i suoi punti di riferimento sono Cavour, De Gasperi, Einaudi e Montanelli.

              • Peucezio says:

                Un fascista filo-immigrati, per le “famiglie” omosessuali, ecc.

                A me sembra un banale liberale progressista e molto moralista e rompicazzo. Non riesco a vedere cos’abbia di destra.

              • Il mio fascista, anzi nazista, preferito è quello del sito http://aryanism.net/

                Le simpatie del curatore del sito per il defunto ex-cancelliere tedesco AH sono palesi e dichiarate.

                Insomma, se gli dai del nazista, gli fai un complimento.

                Solo che non gli piacciono i neo-nazisti, che lui ritiene abbiano tradito lo spirito dello Zio Fondatore, fissandosi con l’odio per gli omosessuali, le femministe e i neri, quando l’unico problema sono gli ebrei e i carnivori.

                http://aryanism.net/culture/gender-issues/

              • mirkhond says:

                Ma infatti non è un fascista, ma un liberale di destra come lui stesso ha più volte dichiarato.

              • mirkhond says:

                “quando l’unico problema sono gli ebrei.”

                Che siccome oggi sono potenti, piacciono proprio agli eredi di coloro che 75-80 anni fa li perseguitavano.

              • Francesco says:

                >>> Lui si definisce un liberale di destra, e i suoi punti di riferimento sono Cavour, De Gasperi, Einaudi e Montanelli.

                come no, e Ilona Staller è vergine!
                Duca, quello è bugiardo come una moneta da tre euro o un ministro di questo governo!

              • mirkhond says:

                Travaglio si definisce un liberale da sempre, o meglio, come lui stesso afferma, “liberal-montanelliano”.[44] Nella sua ormai celebre intervista rilasciata a Daniele Luttazzi nella trasmissione Satyricon (2001), ha dichiarato di essere un liberale (precisamente «un allievo di Montanelli») che ha trovato “asilo” nell’area di sinistra, ma che non si identifica in quest’area politica. In interviste più recenti (2010), confermando tali dichiarazioni, ha ribadito piuttosto di avere idee molto più vicine a posizioni che in altri Paesi normalmente considera rappresentate dalla destra.[45]

                In un’intervista rilasciata nel 2008 a Claudio Sabelli Fioretti, riportata nel libro Il rompiballe[46], Travaglio dichiara: «in Francia voterei a occhi chiusi per uno Chirac, un Villepin». «In Germania voterei Merkel sicuro. Mi piacevano molto Reagan e la Thatcher». Ma conclude: «la mia destra non esiste. È immaginaria. È la destra liberale. Cavour, Einaudi, De Gasperi, Montanelli. Tutti morti».[46]

                https://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Travaglio

              • Z. says:

                Peucezio,

                come ho già detto – a quanto pare scrivo in cattivo italiano – non stiamo discutendo di chi è fascista e chi no.

                Non è questa la domanda che a suo tempo mi facesti, e a cui sto cercando di rispondere.

                Detto questo, se io da oggi inizio a dire che sono leghista questo non fa di me un leghista, credo. E Travaglio è liberale quanto io sono leghista 😉

              • Francesco says:

                sapevo che Trav era un bugiardo patentato ma non che fosse così sfacciato! è proprio vero che siamo un paese totalmente servile verso chi ha successo, quanto maramaldo verso chi è in difficoltà

                🙁

    • Per Z

      “tempo addietro mi chiedesti: qual è per te l’essenza del fascismo?

      Ecco, direi che in linea di massima questo camerata la incarna molto bene.”

      🙂

      Sicuramente anche nel fascismo storico c’erano personaggi del genere. A Firenze c’è un’interessante galleria di questi personaggi, che si affiancavano ai reduci del 15-18 e agli studenti del liceo classico.

      Alla base americana di Vicenza ho conosciuto diversi giovani Navajo, esaltatissimi perché fanno i “guerrieri”; e ovviamente dei semianalfabeti bianchi del West Virginia di quelli i cui genitori fanno l’alzabandiera sul prato davanti casa.

      Yari sicuramente rappresenta un aspetto del fascismo, come i Navajo di Vicenza rappresentano un aspetto del complesso militare-industriale usano.

      E’ che a me interessa di più l’altro aspetto, senza cui questa penosa piccola umanità non esisterebbe: nel caso del complesso militare-industriale usano, io penso al consiglio di amministrazione della Boeing.

      • Francesco says:

        perchè i soldati non c’erano prima degli aerei? non c’erano giovani esaltati dietro a George Washington, Sitting Bull, George Custer, Joseph Garibaldi, Simon Bolivar, Pancho Villa?

      • Z. says:

        Mig,

        tu ci parli spesso di una classe dirigente pressoché immutata nei decenni e forse nei secoli.

        Ma il fascismo come regime conta un ventennio circa in Italia (e ancora di meno altrove).

        I fascisti esistono ancora, invece, e sono un’umanità miserabile, squallida e abbruttita oggi come allora.

        Perché vessare, prevaricare e pestare diverte sempre tanta gente. Figurarsi se il tutto è legittimato da una bandiera 🙂

        • PinoMamet says:

          “I fascisti esistono ancora, invece, e sono un’umanità miserabile, squallida e abbruttita oggi come allora.”

          mah, Z., non so.

          Io conosco un fascista dichiarato.
          Un ignorantone laziale (in tutti i sensi) ma anche un uomo di cuore, disponibile e generoso.

          Vabbè, ci ha er busto de Musolini, pensa che “ha fatto tante cose buone per l’Italia e quando c’era lui eravamo una potenza”, va in giro con gli stivaletti da paracadutista anche d’estate, ha un certo numero di magliette nere, quando porta fuori l’immondizia dice “vado a buttà ‘a Roma” (nel senso di omonima Associazione Sportiva).
          Per questi difetti che facciamo, gli meniamo?
          (in due o tre: fa la guardia giurata e mena brutto).

          Non so, io c’ho il nonno comunista che diceva “bisognerebbe fare come in Cina che vanno vestiti tutti uguali!”
          (lui però era sempre in camicia e gilet) e urlava parolacce all’ex nazistone che girava per la cittadina in cappotto nero di pelle;

          e tuttavia, credo che avrebbe trovato molto terreno comune con il mio amico A., fascista laziale, e forse avrebbero imbottigliato il vino insieme.

          • Z. says:

            Beh, se è per questo ip ho un amico fascista per nulla ignorante, anzi. A volte scrive qui e si fa chiamare Peucezio 🙂

            Però penso che l’essenza del fascismo sia molto più vicina al camerata Yari che al camerata Ezio…

            • Francesco says:

              io credo sia il contrario: il camerata Yari lo è per caso, un picchiatore che ha trovato una maglietta per menare ma a cui qualsiasi altra maglietta sarebbe andata altrettanto bene

              il camerata Ezio ha scelto una prospettiva politica, culturale, antropologica specifica (OK, lui molto specifica, di fatto personale, ma sto generalizzando), una risposta alla crisi della “nuovo regime” liberale e liberista, alla morte dell’antico regime, all’orrore del bolscevismo e agli errori del socialismo

              una risposta sbagliata e perdente? ne ero certo, fino al successo mondiale di Xi Jin Ping, oggi non ne sono così sicuro

              ciao

            • Z. says:

              Ma non è un caso, a mio avviso.

              Il picchiatore dietro una bandiera, il culto della violenza e della prevaricazione con giustifica ideologica è proprio l’essenza del fascismo, secondo me. Una costante che attraversa tutti i fascismi di tutte le epoche.

              Ezio è una persona istruita e colta. La sua simpatia per il regime fascista mi pare nasca soprattutto per snobismo intellettuale 🙂

              • Francesco says:

                Secondo me dovresti provare a studiare meglio quanti tra i sostenitori dei fascismi non erano nè picchiatori, nè adoratori della violenza.

                Ogni volta che in un libro di storia scappa detto quanti scienziati geniali o grandi filosofi o politici per bene o imprenditori di alto livello erano tra i sostenitori dei regimi, resto basito.

                Non è che, da sporco comunista quale sei, sei geloso che loro avessero simili appoggi “in casa” e voi solo tra chi viveva al sicuro all’estero?

                😀

              • Per Francesco

                “Ogni volta che in un libro di storia scappa detto quanti scienziati geniali o grandi filosofi o politici per bene o imprenditori di alto livello erano tra i sostenitori dei regimi, resto basito.”

                Credo che uno sporco comunista dovrebbe essere assolutamente d’accordo con te: gli scienziati sono al servizio dei padroni, la filosofia crea l’ideologia che giustifica lo sfruttamento, gli imprenditori di alto livello sono quelli che ci guadagnano, e il fascismo sopprime le lotte della classe operaia.

              • PinoMamet says:

                “Il picchiatore dietro una bandiera, il culto della violenza e della prevaricazione con giustifica ideologica è proprio l’essenza del fascismo, secondo me.”

                Se fosse così allora avrebbero ragione quelli che dicono che anche il comunismo è fascista.

                E poi quelli che dicono che è fascista essere tifosi di una squadra
                (la parola d’ordine, tanto pe’ cambià, è semp’ la shtess’… 😉 )

                per arrivare a quelli che dicono che, in fondo, persino i boy scout, con le loro uniformi e bandierine… 😉

                ma io la vedo diversamente:

                secondo me il culto della violenza è una cosa da maschi ventenni, tamarri e pieni di ormoni maschili.
                Il colore della bandiera è puramente incidentale.

              • Per PinoMamet

                “secondo me il culto della violenza è una cosa da maschi ventenni, tamarri e pieni di ormoni maschili.
                Il colore della bandiera è puramente incidentale.”

                C’è del vero.

                Poi la retorica del “fascismo movimento” sicuramente manteneva una continuità con la guerra e con l’arditismo; e se i maschi ventenni hanno il culto della violenza, ce il fatto che in quegli anni, i ventenni erano tanti, a differenza di oggi, e molto più “spendibili”.

                Più che altro,alcune migliaia di squadristi che hanno seguito il fascismo, non hanno ideato il fascismo; non hanno finanziato il fascismo; non hanno in linea di massima creato nemmeno il fascismo regime, salvo alcuni individui particolarmente abili nell’adeguarsi a lobby nate molto prima di loro.

                Gli squadristi sono l’aspetto meno interessante del fascismo.

              • Z. says:

                Pino,

                tra gli ultrà più violenti c’è davvero strapieno di fascisti – in proporzioni ben diverse che nella società tutta – e non credo sia una coincidenza.

                Tra i professori universitari assai meno. Anche all’epoca. Considerato che il regime li costringeva al giuramento, sorprende anzi quanto fossero pochi i fascisti e numerosi i non fascisti (o addirittura gli antifascisti) nelle università durante il Ventennio. Il che probabilmente non era vero per la Germania coeva.

                Insomma, mentre su altri aspetti vi sono differenze – nello spazio e ancora di più nel tempo – il culto anche ideologico per la violenza è elemento che accomuna il fascista medio di ogni tempo e luogo, e direi la stessa genesi del fascismo italiano.

                Per questo – certo semplificando, eh – credo possa definirsi essenza e non accidente.

                È un punto di vista, comunque, su una materia che ne ammette pressoché infiniti.

              • Per Z

                “tra gli ultrà più violenti c’è davvero strapieno di fascisti – in proporzioni ben diverse che nella società tutta – e non credo sia una coincidenza.”

                Mi sembra ovvio.

                Vuoi essere antipatico, contro il Sistema, temuto?

                Guarda chi ti viene indicato come il Cattivo Assoluto dai media, dalle maestre di scuola, nel cinema e dai compagni di classe conformisti e che studiano troppo.

                Uno dei neofascisti più noti d’Italia era figlio di una famiglia di antifascisti benestanti, l’hanno mandato in una scuola privata molto progressista (parlo degli anni Settanta) ed è diventato fascista a tredici anni quando l’hanno mandato a fare una gita commemorativa a Marzabotto.

                Il fascismo ha avuto due fortune straordinarie, rispetto a qualunque altra faccenda di ottant’anni fa: è morto “giovane” per cui non ha fatto la fine noiosa, che so, del salazarismo; ed è quotidianamente rievocato come se fosse vivo ancora oggi.

                Per forza che i giovani maschi tamarri con ormoni giranti si dichiarano fascisti. Solo che se oggi si fosse ancora fissati con guelfi e ghibellini, si dichiarerebbero ghibellini.

              • Per Z

                ” il culto anche ideologico per la violenza è elemento che accomuna il fascista medio di ogni tempo e luogo, e direi la stessa genesi del fascismo italiano.”

                Io lo vedo come un fenomeno invece esclusivamente italiano, che riguarda una costellazione tipica:

                – giovane, veloce, vrrummm vrrummm, futurista, scanzonato, sostanzialmente ateo, giovane, testa matta, ride di tutto, i cazzotti chiariscono le idee meglio delle chiacchiere, giovane, donnaiolo, ultramoderno, giovane (avevo già detto “giovane”?). Pensate a quei terrificanti saggi di Bucalo! che ho pubblicato sul mio vecchio sito, e che precedono di un decennio il fascismo.

                Se leggi i romanzi degli anni Venti della Germania, o le lettere dei volontari del Freikorps, trovi alcune affinità; ma la figura fondamentale è molto diversa, perché è molto meno individualista, non è donnaiolo (anzi, la promiscuità dei proletari fa orrore), è legato a un’idea di ordine e di stato che lo sovrasta.

                E altri cosiddetti fascismi (come quello romeno) hanno riferimenti religiosi inimmaginabili per il fascismo italiano, e comunque una retorica che comprende una violenza totalmente diversa da quella fascista italiana.

                Il fascista italiano, figlio del notaio del paese, fa bere l’olio di ricino al capo contadino con la terza elementare e si fa grasse risate.

                Il romeno – come il brigatista italiano – spara al “nemico importante” e lo ammazza; poi – a differenza del brigatista – si consegna alla polizia perché vuole essere un martire per un ideale che ritiene giusto.

                Anche qui abbiamo qualcosa che somiglia al “culto della violenza”, ma è molto, molto diverso.

                E potrei aggiungere una bella dose di letteratura dei primi anni della rivoluzione sovietica, altrettanto violenta, ma meno individualista.

              • Z. says:

                Miguel,

                — Vuoi essere antipatico, contro il Sistema, temuto?

                Guarda chi ti viene indicato come il Cattivo Assoluto dai media, dalle maestre di scuola, nel cinema e dai compagni di classe conformisti e che studiano troppo. —

                Uhm, io all’epoca non c’ero. Però durante il regime, e anche negli anni convulsi che ne precedettero l’instaurazione, gli squadristi non erano esattamente descritti a questa maniera, credo.

                E non per questo c’era penuria di squadristi, anzi 🙂

                — Gli squadristi sono l’aspetto meno interessante del fascismo. —

                Un punto di vista comprensibile. Ma come ho già scritto, non sto sostenendo che l’aspetto del fascismo che ho evidenziato io sia più interessante di quello che evidenzi tu. L’interesse è un’inclinazione personale.

                Le grandi famiglie che si adattarono al fascismo e lo sfruttarono, così come sfruttarono qualsiasi epoca e temperie storica, per me sono un esempio da manuale di “mero accidente” nella storia del fascismo. Ma non significa che la loro storia non sia interessante, o che non sia interessante il modo con cui si è intrecciata a quella che io considero l’essenza del fascismo.

                — Per forza —

                Di “per forza”, al mondo, credo ci sia ben poco. In politica poi quasi gnente 🙂

                — che i giovani maschi tamarri con ormoni giranti si dichiarano fascisti. Solo che se oggi si fosse ancora fissati con guelfi e ghibellini, si dichiarerebbero ghibellini. —

                No, questa è una petizione di principio. Stai dicendo “è così, quindi per forza che è così”. Che hegelianamente non fa una piega, certo, ma che – nel caso – vale per qualsiasi cosa 🙂

                — E altri cosiddetti fascismi (come quello romeno) hanno riferimenti religiosi inimmaginabili per il fascismo italiano, e comunque una retorica che comprende una violenza totalmente diversa da quella fascista italiana. —

                Ecco: mentre il culto per la violenza, gira che ti rigira, è comune a pressoché tutte le congreghe di fascisti vecchie e nuove, in Italia come altrove.

                Ed è per questo che farei fatica a condividere il pensiero di chi pensasse che l’essenza del fascismo sia in un libro di Codreanu che probabilmente non leggevano nemmeno i fascisti romeni 🙂

                Per altri versi, di numerosi intellettuali nazisti era noto come fossero totalmente assoggettati al fascino della violenza: come Goebbels, e forse ancor più Hans Frank.

  7. Francesco says:

    Ah, quella che mi pare una buona notizia: Assange dovrebbe finire sotto processo, finalmente.

    Ma io temo di stare dalla parte dei cattivi.

    Piuttosto, come mai Lenin collabora anche lui con i cattivi? dove sono finiti i comunisti sud americani di una volta?

    E soprattutto, com’è che nell’epoca del declino degli USA e delle informazioni che una volta note nessuno può bloccare l’esito di Wikileaks è stato un buco nell’acqua? Era una “leggenda urbana” degli anni ’70 che esistessero segreti inconfessabili del Potere che, una volta divulgati, avrebbero fatto scoppiare un casino?

    Mi viene in mente la scena finale dei Tre giorni del Condor, un altro dei miei film di culto

  8. Moi says:

    Ricordo a Zeta che perfino Costanzo Preve definì senza mezzi termini Il Fascismo Eterno di Umberto Eco come “un’ opera intellettualmente disonesta” [sic] , sdoganante concetti da Liberals Americani ! … Una sedicente SX contemporanea del tutto “De-Marxistizzata” (io riconosco anche la Buonafede ai Giovani, ma vitupero invece la Malafede ai Vecchi !) non potrebbe dare _ nell realtà dei fatti, mica nelle crogiuòlerìe metafisiche salottiere ! _ più ragione a Costanzo Preve !

  9. Moi says:

    https://www.pegc.us/archive/Articles/eco_ur-fascism.pdf

    al momento, stranamente (… o nulla di strano, a sostegno della tesi che è un testo sdoganante il Pensiero Liberal USA ?) te l’ ho trovato solo in Inglese (9 pagine)

    • Z. says:

      Letto. Ti ringrazio per la segnalazione. È un articolo molto interessante, che contiene riflessioni condivisibili.

      Detto questo, Eco qui tratta del fascismo come regime, come teoria e prassi politica. Lo confronta con altri regimi e giunge sotto diversi aspetti a conclusioni simili a quelle di Miguel.

      È qualcosa di diverso dalle mie considerazioni.

      • Francesco says:

        che palle! dopo due pagine di Eco ho già voglia di tornare a lavorare …

      • PinoMamet says:

        In effetti devo ammettere che dopo aver letto Eco, seppure in inglese (ma lo stile, un po’ supponente, è inconfondibile) tocca quasi dar ragione a Francesco…

        Eco poi mi sembra il capofila dell’uso del ricordo come strumento argomentativo;

        che, escludendo il sospetto che si tratti di “ricordo pettinato”, è comunque un uso abbastanza scorretto
        (il fatto che tu abbia conosciuto la democrazia sotto forma di ufficiale americano nero- peraltro colto e francofono- non significa in sostanza nulla).

        Noto che su internet questo vizio dilaga: il ricordo è incontrollabile per definizione, e secondo me spesso si passa dal ricordo ripescato o riverniciato a quello inventato di sana pianta..

        • Francesco says:

          a questo serve la memoria! io sto lavorando ai miei ricordi di quando sono andato a Barcellona a seguire le partite del Dream Team … più passa il tempo e meno il fatto di non esserci mai andato è importante

          😀

          • roberto says:

            io ho già dimenticato l’ultima riga, quindi nei miei ricordi sei “conosco uno che è andato a Barcellona e ha seguito tutte le partite del dream team, compreso il mitico allenamento “team magic” vs “team jordan”!”

        • Z. says:

          Questa sul ricordo è una riflessione interessante. Va detto che influenza tutti noi, il ricordo, sicché puntualizzare da dove si parte aiuta, forse, anche a filtrare l’ideologia dello scrivente.

          Al netto di questo aspetto, a me pare che l’articolo sia interessante non nella parte in cui individua l’essenza del fascismo – cosa che non fa Eco, bensì Z., con precisione ed esattezza 😀 – ma nella parte in cui individua analogie tra il fascismo e altri regimi attuali.

          Detto questo, devo dire che non trovo supponente Eco come saggista. L’ho trovo, e l’ho sempre trovato, profondo nell’analisi e leggero nell’esposizione.

          Ritengo anche che fosse l’unica persona in Italia più brava di me a scrivere: oggi detengo pertanto il titolo, ex aequo con Michele 😀

          • PinoMamet says:

            Mah, forse supponente non è la parola giusta.

            Sicuramente era leggero nell’esposizione di argomenti non leggeri, che è un grosso pregio;
            che scrivesse bene (non quanto te) lo do per scontato vista la sua professione.

            Però io ho sempre l’impressione che dietro il suo sistema dell’ironia come metodo di indagine ci sia sempre un filo di scorrettezza;
            la battuta arriva non solo a conclusione, ma proprio come conclusione di un ragionamento;

            è appena un passo al di qua della retorica da internet, di quella statunitense deteriore, in cui la battuta sostituisce il ragionamento.

            Certo, Eco non è così volgare: ci mancherebbe.

            Però proprio nel suo uso (abbastanza sistematico, mi sa) dei ricordi mi pare di notare un po’ questo atteggiamento da prestigiatore, che tiene i trucchi ben nascosti al pubblico, sempre con l’asso pronto a essere tirato fuori con l’elastico dalla manica.
            Fantastico su un palcoscenico, un po’ scorretto se si gioca a briscola 😉
            (e forse questa conclusione gli sarebbe persino piaciuta 😉 )

            • Per PinoMamet

              “la battuta arriva non solo a conclusione, ma proprio come conclusione di un ragionamento;

              è appena un passo al di qua della retorica da internet, di quella statunitense deteriore, in cui la battuta sostituisce il ragionamento.”

              Bellissimo!

              Conferma il mio vecchio sospetto: letterariamente, sei sprecato tra i commenti di questo blog, temo 🙁

            • Z. says:

              Sinceramente a me Eco non ha mai dato questa impressione (come saggista, intendo, ché come romanziere l’ho mollato dopo poche decine di pagine).

              — che scrivesse bene (non quanto te) lo do per scontato vista la sua professione. —

              😀 😀 😀

  10. Z. says:

    Gli episodi di razzismo e intolleranza non sono mica in aumento. È solo questione di punti di vista!

    https://napoli.repubblica.it/cronaca/2019/04/13/news/napoli_rom_razzismo-223915044/

    E ora vai di disquisamina su cosa significhi “razzismo”, “intolleranza”, “aumento” e “vista!” 🙂

    • Mauricius Tarvisii says:

      Ma ci sono dati attendibili sull’aumento? Non è che ora vengono censiti, mentre prima non venivano censiti?

      • Z. says:

        Certo. Non sono più aggiornatissimi, e trattano di episodi delittuosi soltanto, ma ci sono:

        http://m.ilgiornale.it/news/2018/07/31/i-dati-smontano-la-fake-news-razzismo-oggi-meno-stranieri-aggrediti/1560342/

        Questo articolo smentisce i professionisti che conosco che lavorano a contatto con stranieri, e contribuisce a rassicurarmi.

        • Peucezio says:

          Massì, ‘sta storia è come l’antisemitismo montante: se fosse vero a quest’ora considereremmo Hitler un moderato.

          E’ interessante il rapporto della cultura progressista con la temporalità.
          Da una parte, quando uno fa il conservatore, lo bollano come medievale, però poi i nemici sono non solo sempre in agguato (il che può accadere: ti sembra di aver relegato un fenomeno nel passato e invece risorge), ma sono sempre più forti.
          Insomma, non si sono ancora messi d’accordo sulla direzione del vettore della storia.
          Ovviamente si tratta di un argomento retorico (anche se secondo me molti di loro, a forza di dirlo, vi si sono autoconvinti).

          • Z. says:

            L’importante è che ci sia l’autorevole opinione di Sibilia a tranquillizzarci. Il razzismo non esiste!

            • Mauricius Tarvisii says:

              E’ come rispondere alle sparate di Salvini sulla criminalità dilagante dicendo “la criminalità non esiste”.

              • Z. says:

                In effetti credo che, nelle aree dove Salvini ha maggior successo, il tipo di criminalità che Salvini denuncia(va) sia al più assai marginale, a parte forse lo spaccio.

                Sugli atti di ostilità verso gli stranieri, però, ho dato ragione al governo, mica torto. È qualcosa che nemmeno il FQ riesce più a fare, ormai: potrebbero almeno offrirmi uno stage gratuito per riconoscenza…

            • Peucezio says:

              Chi è Sibilia?

            • Peucezio says:

              dalla man destra mi lasciai Sibilia,
              dall’altra già m’avea lasciata Setta

  11. Moi says:

    @ ZETA

    Quindi gli Autonomi di Estrema SX , gli AnarcoInsurrezionalisti da Tafferugli con gli Sbirri / Safascia-Vetrine / Incendia-Bancomat, ecc … che cosa sono ?

    … Fascisti Inconsci ?!

    • Z. says:

      Questo è un aspetto interessante, Moi, e in fondo siamo partiti da qui: la criminalità comune, quando ha simpatie politiche, tende a simpatizzare per l’estrema destra piuttosto che per l’estrema sinistra.

      Eppure, come osservi tu, non è che all’estrema sinistra la violenza – talvolta contro le cose, talaltra contro le persone – sia aliena.

      Tu come te lo spieghi?

      • Moi says:

        Boh … certe (non solo tue) considerazioni VS il “Fascismo” mi ricordano quelle di certo Cattolicesimo “Old School” 😉 VS la Gnosi !

        • Z. says:

          Non so di che parli neppure stavolta…

          Però te la sarai posta quella domanda, no?

        • Francesco says:

          Per una volta comprendo e concordo con Moi: il modello è quello, c’è un Nemico Assoluto Metafisico predefinito e i fatti sono letti sempre in quel senso, con moltissima fantasia e buona volontà. Un pò come il nostro amico biondo e il Mossad!

          😀

          • Z. says:

            Sì, ma fatemi capire di cosa parlate!

            • Moi says:

              il Male Assoluto Proteiforme nella (appunto) Forma, ma Eterno nella Sostanza … insomma: sei un Demonologo 😉 Laico, malgrado il tuo ostentato “Ateismo” ! … Anzi, forse proprio per quello !

              • Z. says:

                Moi,

                che il fascismo sia il male assoluto l’ha detto non Z., ma il nostro illustre concittadino Gianfranco Fini.

                Io ho cercato di illustrare cosa tende a mio avviso ad accomunare i fascisti, più che i regimi.

                A conti fatti, penso che molti di voi siano più d’accordo con me di quanto vorrebbero ammettere 🙂

              • Z. says:

                (in realtà credo avesse detto che il fascismo è stato il male assoluto nella misura in cui ha collaborato col nazismo)

    • Per Zeta

      “Quindi gli Autonomi di Estrema SX , gli AnarcoInsurrezionalisti da Tafferugli con gli Sbirri / Safascia-Vetrine / Incendia-Bancomat, ecc … che cosa sono ?

      … Fascisti Inconsci ?!”

      Facendo solo un confronto tra neofascisti attuali (cioè a un secolo di distanza dai loro precursori) e gli “anarcoinsurrezionalisti”, direi che la spinta è piuttosto diversa.

      La violenza “anarcoinsurrezionalista” percepisce se stessa come reattivo (e quindi è tanto più violenta). Lo stato d’animo che la genera si percepisce molto bene in questo scritto su Round Robin, in cui probabilmente nessun “facista” si identificherebbe. Il testo non parla specificamente di violenza, ma è chiaramente la premessa su cui si fonda poi la violenza reale:

      “La nostra pelle viene battuta come carne da macello, la vostra no. Il nostro sangue sgorga dalle ferite che ci avete inferto, il vostro no. Le nostre ossa si rompono sotto i colpi del vostro braccio armato, le vostre no. Il nostro cuore batte all’unisono, il vostro no. C’è chi si accontenta delle caramelle lanciate dall’alto di chi governa la società dello spettacolo, di chi cerca di venderci una storia, di incanalare la nostra attenzione giorno per giorno, storia per storia.
      Non abbiamo bisogno di un film del potere per sentirci giustificati per il nostro odio, non abbiamo bisogno di un film per conoscere ed empatizzare la brutalità dell’oppressione dello stato e del capitale. Lo viviamo ogni giorno e ogni giorno sentiamo il cuore e le spalle pesanti per la sofferenza che cercate di trasmettere a chi non la prova, agli automi, di un mondo indifferente, che avete creato. Non proietteremo il vostro film, non lo guarderemo e non vi aduleremo, come chi, sia nei propri salotti fisici che telematici, si è ormai arreso a una traduzione della storia fatta dal potere, che utilizza lo spettacolo per manipolare la vita fin nell’intimo delle nostre tane.
      In quanto anarchici parliamo solo per noi stessi e non entriamo nel merito per le compagne e i compagni, che invece hanno deciso di lasciare che la grande distribuzione parlasse per loro.
      Non vogliamo la vostra versione dei fatti. Non ci serve la vostra approvazione, nè i vostri mezzi per trasmettere ciò che sentiamo e viviamo, basta guardare il dolore nei nostri occhi, mentre le parole escono spezzate dalle nostre bocche.
      Parafrasando le parole dei nostri fratelli e sorelle d’oltremare:
      “Non ci servono film, piangiamo già per conto nostro”

      La Gioventù che soffre”

      • Francesco says:

        Secondo me il 99% del contenuto andrebbe benissimo a qualsiasi gruppo di neofascisti, invece. Sia le lagne sulla grande sofferenza che solo loro c’hanno, sia la polemica contro i compagni/camerati che si sono venduti, sia le paranoie su “il vostro film” e “la grande distribuzione”.

        Dovresti sentire qualche gruppettaro nero per avere la prova ma mi pare impossibile. Infilaci dentro a caso “Onore” da qualche pare e potresti rivenderglielo … guarda la firma!

        • Z. says:

          In parte credo che tu abbia ragione, nei termini a un dipresso descritti (ahem).

          I neofascisti, come tutta la destra, pagano lo scotto di un pesante vassallaggio culturale, e spesso scimmiottano i loro rivali.

          Pensa a “senza se e senza ma”: un modo di esprimersi a dir poco puerile, nato a sinistra e immediatamente copiato da tutta la destra.

      • Z. says:

        Secondo me, invece, il fascismo dà una risposta, anzi un’offerta politica alla domanda di violenza e adrenalina che – lo si ammetta o no – ognuno di noi porta dentro di sé.

        In modo non occasionale, ma intenzionale, diretto e dichiarato.

        Del resto io credo che a motivare il criminale da strada sia spesso il bisogno di adrenalina oltre che l’avidità, e forse a volte più della stessa avidità. Così finiscono a fare vite durissime, anonime e dilapidate.

      • Francesco says:

        >>> “Quindi gli Autonomi di Estrema SX , gli AnarcoInsurrezionalisti da Tafferugli con gli Sbirri / Safascia-Vetrine / Incendia-Bancomat, ecc … che cosa sono ?

        … Fascisti Inconsci ?!”

        Decisamente sì, almeno se ci fermiamo alla “carne da cannone” della presa del potere fascista. Se parliamo del fascismo regime, del tentativo di darsi un pensiero e una ideologia, della crisi “spirituale” al cui interno è nato, allora le cose cambiano.

  12. Moi says:

    … Quindi Umberto Eco fu involontariamente precursore del (concetto di) “Mandela Effect” e dei “memes” ?!

    • PinoMamet says:

      Anche del Mandela effect nel mio senso 😉

      • Moi says:

        Io il primo “Black Washing” che ricordi è stato Nick Fury … poi di lì a cascata sui Personaggi Immaginari, Chiave di Volta Heimdall (addirittura con la Valkyria si rottama il concetto di Physique-du-Rôle …) per i Personaggi “Mitologici” (… di fatto mettendo Stan Lee e Omero sullo stesso piano !) ora siamo ai Personaggi Storici !

        Tutto mi è stato più chiaro dopo aver “scoperto” che “Il Signore degli Anelli” fosse una saga “razzista” NON perché ci sono gerarchie fra “esseri fantastici” (davvero, avrei potuto anche capirlo …) … bensì (!) per assenza di cast AfroAmericano nei film di Hollywood !

        • Francesco says:

          Faccio coming out: anche a me il Black and Pink washing da un fastidio bestiale!

          Infilare donzelle in armature per poi farle combattere come se avessero i muscoli e la massa corporea di Shaquille O’ Neal è decisamente fastidioso. Rende ridicole cose che sarebbero serissime, come i film su Thor e su Deadpool!

          Come infilare gente di ogni razza e popolo della terra in posti dove non sono mai stati solo perchè in qualche università USA sono troppo idioti … e basta anche.

          • Per Francesco

            “Infilare donzelle in armature per poi farle combattere”

            Però mi ricordo un bel film inglese sulla regina Boudicca che combattè contro i romani: la protagonista era la coatta universale/locale, uno splendido esempio da Ragazza da Stadio, perfetto simbolo del nazionalismo proletario inglese. Totalmente inglese, ma con qualche leggera modifica, poteva diventare anche una vaiassa di San Frediano.

            • Francesco says:

              Però io pago il biglietto per vedere un film e gradisco che mi piaccia, non che rifletta le esigenze politiche di un* psicopatic* di Boston o San Francisco.

              Tra le cose che pretendo c’è anche che la mia “sospensione dell’incredulità” non debba essere attivata per motivi idioti.

              Voglio dire, un gigante verde di 3 metri mi va benissimo ma una valchiria negra e nana che però mena come un Roberto di Lussemburgo sotto canestro no

          • PinoMamet says:

            “Faccio coming out: anche a me il Black and Pink washing da un fastidio bestiale!”

            credo siano due fenomeni leggermente diversi
            (danno un po’ fastidio anche a me):

            il black washing è mirato al pubblico statunitense di colore

            (gli americani, si sa, credono che tutto il mondo sia come gli USA, quindi danno per scontato che ci sia lo stesso fenomeno in Inghilterra e Francia, il resto del mondo semplicemente lo ignorano o è troppo esotico- Italia compresa)

            che è massimamente ignorante, e semplicemente vuole vedere dei neri in ruoli fighi. E quindi ce li sbattono dentro.

            Il pink washing finge di essere mirato alle femministe e a quelle robe dai nomi strani tipo “empowering girls”;
            in realtà è mirato al pubblico dei feticisti, né più né meno della lotta nel fango.

          • PinoMamet says:

            Io degli americani vorrei capire perché parlano così tanto .

            Non dovevano essere laconici, taglienti, pratici uomini della frontiera dal pugno facile?

            Quando e perché è avvenuta questa evoluzione in inconcludenti chiacchieroni fissati con la teoria?

            • Francesco says:

              bella domanda

              sarà colpa del ’68?

              😀

            • Peucezio says:

              Pino,
              sono estroversi e gli estroversi parlano.
              A me però, devo dire, piace questa cosa.
              Già dai tempi di Pulp Fiction.
              Se vai da est a ovest (a parte la Russia, che è un’altra cosa; penso ai popoli germanici) si parla sempre di più. Sono sempre impressionato da come parlano poco i personaggi dei film scandinavi.
              In questo gli americani sono come noi italiani, soprattutto poi del sud.
              D’altronde hanno una notevole tradizione dialettica e retorica e sono anche istrioni: il teatro, dopo la Grecia, ha trovato il suo tempio in Inghilterra e poi il cinematografo in America: hanno un po’ dell’attore nato, anche questo come noi italiani.
              Inoltre, e questo è strettamente collegato, l’anglosassone è estremamente espressivo, anche proprio sul piano della mimica corporea e facciale (anche se non ha la ricchezza di gesti italica ovviamente; quella credo sia unica al mondo). Rispetto alla mimica ingessata dei popoli tedescofoni e nordici, gli americani hanno proprio facce espressive, che si trasformano continuamente in base a quello che ti stanno dicendo.

            • PinoMamet says:

              In effetti ho sempre notato anch’io questa strana somiglianza tra americani e italiani;

              nonostante restino due culture abbastanza diverse, tutto sommato gli statunitensi hanno molti tratti comportamentali più simili ai nostri che a quelli degli inglesi
              (me lo confermavano anche degli inglesi).

              Non capisco a cosa sia dovuta la loro estroversione, però. Dopotutto, neri a parte, sono per la maggior parte di origine germanica o centroeuropea. Boh?

            • Peucezio says:

              Secondo me è l’elemento autoctono britannico, cioè delle isole britanniche.
              Celtico, ma soprattutto pre-celtico.
              Ma non escludo che qualche tratto estroverso fosse presente nei germani più a occidente (anche lì forse per ragioni di sostrato preistorico), come gli stessi franchi, ma anche, perlappunto, angli, sassoni, juti, frisoni… Insomma, i Germani renani. Bisognerebbe sapere qualcosa degli olandesi, se sono più plumbei alla tedesca o più esuberanti all’anglosassone.
              L’estroversione aggressiva dei francesi credo debba molto alla componente franca, più che a quella celto-romana. D’altronde i francesi non sono altro che franchi romanizzati che hanno colonizzato e assimilato violentemente tutto il resto della Gallia.

              Tenendo conto poi che la nostra immagine degli inglesi probabilmente è legata agli aristocratici e che negli USA è andata anche la parte più mobile e si è mischiata con componenti varie, trovandosi anche in un territorio immenso da colonizzare, cosa che favorisce la mobilità e la relazionalità, quindi quei tratti già degli inglesi si sono potenziati.

              • mirkhond says:

                “D’altronde i francesi non sono altro che franchi romanizzati che hanno colonizzato e assimilato violentemente tutto il resto della Gallia.”

                In effetti gli Aquitani, i Guasconi (a loro volta Baschi latinizzati), gli abitanti della Linguadoca, del Delfinato e i Provenzali, fin dall’epoca merovingia sentivano i Franchi Occidentali o Neustriani a nord della Loira, come estranei.
                Ancora nel XIII secolo le terre occitane pur da secoli parte nominale del Regno dei Franchi Occhidentali, dovettero essere sottomesse con una lunga guerra in cui solo in parte vi erano motivazioni religiose, la lotta ai Catari/Albigesi.
                Processo, quello di assimilazione delle terre occitane che la rivoluzione francese e Napoleone avrebbero poi portato a compimento.

              • mirkhond says:

                Regno dei Franchi Occidentali

              • Francesco says:

                >> un territorio immenso da colonizzare, cosa che favorisce la mobilità e la relazionalità,

                mica tanto, il colono che vive a 20 miglia dalla capanna più vicina è un idealtipo dell’Uomo Taciturno!

                a meno che non sia una conseguenza della “vita di paese”, in cui tutti si conoscono e quindi c’è familiarità e chiacchiere … poi ripresa nei sobborghi

              • PinoMamet says:

                Gli olandesi che ho conosciuto io sono abbastanza cazzoni, ma credo che Roberto ne abbia un’immagine diversa.

                Invece degli irlandesi tutti mi dicono che siano estroversi e simpatici, e il mio collega irlandese è proprio così, mentre il mio collega inglese è gradevole ma piuttosto glaciale.

                Invece coi tedeschi che conosco vado d’accordo, mi sembrano tutt’insieme dei bravi guaglioni
                (per la maggior parte credo di conoscere tedeschi del sud o del centro-sud, comunque).

              • Roberto says:

                Cazzoni in che senso?
                A me i cazzoni stanno simpatici, gli olandesi li detesto (stronzi, con la puzza sotto il naso e il ditino sempre alzato. Hanno la grandeur dei francesi avendo contribuito alla civiltà umana solo con le aringhe)

              • PinoMamet says:

                Nel senso di simpatici casinisti. Ma non è un campione particolarmente significativo, forse.

              • Roberto says:

                Leggo ora Peucezio

                Gli olandesi sono come gli inglesi, incapaci di divertirsi senza essere ubriachi o sotto stupefacenti. In meno, non hanno lo humour inglese.

                I tedeschi sono molto simpatici in genere (a sud molto più che a nord)….sono le donne ad essere antipatiche

              • mirkhond says:

                “sono le donne ad essere antipatiche”

                Parli per esperienza? 😉

              • Roberto says:

                Ah allora avevo capito bene.
                No in quel senso secondo me cazzoni sono piuttosto i tedeschi e soprattutto i belgi. Gli olandesi no.
                Anche gli americani mi sembrano molto ma molto cazzoni

                Per mirkhond, si di tedesche ne ho conosciute un sacco (iniziamo con le amiche di mia moglie e le mamme dei compagni di scuola dei miei figli) e mi stanno quasi tutte sui maroni….con un paio di eccezioni, tipo mia moglie e mia figlia 😉

              • mirkhond says:

                e mia figlia 😉

                Che è per metà napoletana. 🙂

  13. Sulla questione delle migrazioni, una cosa interessante sulla Francia:

    http://countrystudies.us/algeria/49.htm

    Con la recessione del 1973, i sindacati francesi (di sinistra) impongono un freno all’immigrazione dell’Algeria, dieci anni dopo cercano di bloccarla del tutto. Con il risultato paradossale che gli immigrati algerini, che prima tornavano tranquillamente a casa, si radicano in Francia per paura di non poter rientrare.

    • Moi says:

      L’ho già scritto altre volte … ma ci tengo a ribadirlo.

      Le “Migrazioni” le fanno Esseri A-Culturali, come gli Animali o gli “Umani Sradicati Universali” da Piano Kalergi foraggiato da Soros ! 😉

      Gli Esseri Umani “Classici” 😉 , in via d’ estinzione, erano Esseri Culturali Territoriali che “E/Im-Migravano” con prefissi di “Moto a” o “Moto da” Luogo. Il loro Habitat si chiamava “Stato-Nazione” 😉 …

      • Francesco says:

        l’ultima frase è un orrore degno di un Macron!

        il loro habitat si chiama molto di più “paesino natio”, che chi vive nello Stato-Nazione tipicamente mica ha bisogno di emigrare

  14. Peucezio says:

    Z.,
    alla fine sai cosa mi sembra quando tu parli del fascismo?
    Un po’ quello che mi sembra in generale quando intervieni qui.
    Tu sei molto intelligente e colto, ma hai deciso che non devi sembrarlo, per cui sostieni continuamente di essere ignorante, rozzo, brutto, grasso, vecchio, ecc. ecc.
    E quindi, ogni volta che si parla, anziché analizzare le questioni, devi fare battute demolitrici e banalizzanti, per essere coerente al personaggio 🙂
    E così sul fascismo. Ma un po’ su tutto.

    • mirkhond says:

      Ippolito Nievo avrebbe detto che è una caratteistica dei romagnoli, dei bolognesi in particolare, quella di prendere per il culo quelli che considerano amici.

    • Z. says:

      Che sono BRUTTO non l’ho mai detto, miseriaccia. E ti diffido a dirlo!

      A parte questo, non mi sembra di aver fatto battute demolitrici e banalizzanti sul tema che stiamo discutendo. Oddio, indirettamente ho un po’ scherzato sul mio amico che ha cercato di convincermi della centralità di Codreanu nel fenomeno-fascismo, ma lui non lo saprà mai 🙂

      • Peucezio says:

        Z.,
        “Che sono BRUTTO non l’ho mai detto, miseriaccia. E ti diffido a dirlo!”

        Questo è vero!

        Per il resto… Beh, dai, tu lanci la battuta e te la sfanghi così.
        Poi, ogni tanto, quando uno proprio insiste, fai un discorso un po’ più meditato e strutturato.
        Sul fascismo hai deciso di no 🙂

        Poi, non credere, anch’io ho il vezzo di semplificare, con le mie sparate metafisiche, per questo sono indulgente nei confronti delle TUE semplificazioni 😛

  15. Moi says:

    Saviano e l’incendio di Notre Dame: “L’Europa non è bruciata, è annegata con i morti nel mediterraneo”

    https://www.repubblica.it/cronaca/2019/04/16/news/saviano_e_l_ncendio_di_notre_dame_l_europa_non_e_bruciata_e_annegata_con_i_morti_nel_mediterraneo_-224188775/

    • Francesco says:

      Occasione RRRRR di Quasi Accordo con Saviano

      anche lasciare affogare/crepare la gente con un erculeo sforzo di rimuovere il fatto è molto “morte d’Europa”

      non più di quanto lo sia aver ridotto la chiesa di Notre Dame a un semplice “posto da foto turistiche”

      nulla vita sine religione

    • PinoMamet says:

      Mmmm
      ari mmmm

      però boh, “e allora i migranti?” comincia a diventare un po’ la Hitler card del XXI secolo: ti piace vincere facile.

      Per il resto, a parte le immagini shock, siamo tutti d’accordo che la struttura è salva, le opere d’arte (mi insegna Michela Murgia) pure, quindi bon, rifacciamo il tetto e siamo a posto.

      Magari c’è la possibilità di utilizzare tutti quegli abeti caduti nelle Alpi; spediamoglieli, prima che qualche genio pensi di farci un tetto di vetro o una piramide alla Louvre. 😉

  16. Moi says:

    A quanto pare ci sono molte donazioni popolari spontanee … ma NON credo che sia stato per motivi religiosi “Cattolici”, anzi: credo che sia voler salvaguardare il Turismo da Cartol, ahem … pardon : da “Selfie” !

    • Moi says:

      Per Notre Dame, intendo ovviamnte …

    • Francesco says:

      non sindacare su questo, io prego che la ricostruzione possa diventare occasione per una piccola rinascita della comunità cattolica a Parigi!

      certo, dubito che l’arrivo di qualche archistar dall’ego ipertrofico possa contribuire

  17. Moi says:

    No, merda … no ! Se debbona farla restaurare a Fuksas, a ‘sto punto ricostruirla come Moschea (!) diventa il Male Minore ! … Ripeto: “MALE” Minore !

  18. Moi says:

    Grasse risate, festa, gioia e divertimento. Sono queste le reazioni di numerosi siti islamici all’incendio che ieri ha devastato la cattedrale di Notre Dame, uno dei simboli più importanti non solo della Francia ma di tutta la cultura Occidentale.
    Sui social gli estremisti islamici hanno festeggiato celebrando “la vendetta di Allah” contro i “razzisti” e “colonialisti” europei.
    Non è per niente divertente ma ne prendiamo atto.

    https://www.nicolaporro.it/notre-dame-gli-estremisti-islamici-festeggiano/

    • Francesco says:

      “numerosi siti islamici” posso leggerlo come “gruppuscoli di coglioni simili a quelli che producono certi giornali in Italia”?

      PS hai notato come ex-post tutti sanno quali sono i simboli della “cultura occidentale”?

    • roberto says:

      “numerosi siti islamici”

      non troppo dissimili da quelli, certo non islamici, che scrivono* “chissenefrega se brucia una chiesa” e alla fin fine nemmeno da quelli, sempre non islamici, che scrivono “è la punizione per la francia laicista”. tre gioie diverse riunite dalla stessa coglioneria

      *ieri mi sono fatto una bella scorpacciata di lettura commenti su vari giornali

  19. Moi says:

    … e Charlie Hebdo ?

    Incendio Notre-Dame, Charlie Hebdo non si smentisce: la vignetta è macabra, insulti sui social

    ————————-

    https://www.repubblica.it/esteri/2019/04/16/news/parigi_charlie_hebdo_vignetta_notre-dame_macron_polemiche-224161222/

    *****************

    Sinceramente … mi aspettavo molto peggio !

    • Z. says:

      “Giunsi sul blog di Miguel ed esclamai: tutti coloro ch’erano Charlie, dove sono? E mi rispose l’eco: dove sono?”

      Z.

      (qui per Zayed bin Zacharia)

      • Moi says:

        Mi sa che non hai capito un cazzo di quella frase … “Je suis Charlie” ! NON era “Je suis toujours d’accord avec Charlie !” … Ipocrita sarebbe chi, dopo averlo detto , andasse a smitragliarli fuori dalla redazione perché si offende ! Capisco che il concetto di “dissentire senza uccidere” possa essere troppo complicato per un Inculacammelli [cit.] di Banlieue … ma per te no, suvvia !

        • Moi says:

          Ho sentito interviste nelle banlieues, e… molta gente diceva che insomma,cazzi loro: con il Profeta NON si scherza, anche se loro stessi non gli sparerebbero, se la sono cercata comunque !

          Più o meno come tantianni fa certi Lavoratori / Sindacalisti con Marco Biagi : Io personalmente NON lo farei … ma se uno prima se la cerca e poi lo smitraglian sotto casa, cazzi suoi !

          • Moi says:

            Riporto discorsi di robe udite in interviste …

          • Moi says:

            Però per Marco Biagi , non so perché, fa molta meno impressione … forse perché è stato ucciso da un Gruppuscolo di Fossili Novecenteschi Laici, l’ esatto contrario di ciò ch’è l’ ISIS ! Perché le BR potessero fare una paura paragonabile all’ ISIS oggi, si deve andar indietro di 40 anni !

            • roberto says:

              magari sono influenzato dal fatto che all’epoca vivevo a bologna e lavoravo a 300 metri da dove è stato ucciso, ma non mi sembra corrispondere al vero il tuo “fa molta meno impressione”

        • Z. says:

          Moi, tranquillo, ho capito benissimo:

          tu sei sinceramente Charlie: quando sfotte chi ti è antipatico, tipo i musulmani. E molti altri sono Charlie nella medesima misura.

  20. Moi says:

    Ignoro se Brenton Tarrant (al momento, caso più unico che raro, in “Occidente” ipertrofico …) si sia definito “Je suis Charlie” prima dell’ Attentato di Churchchrist … in caso affermativo, sarebbe stato un Ipocrita !

  21. Moi says:

    @ Zeta

    Una roba che _ senza ironia, davvero … _ nessuno al mondo sa spiegare meglio di te :

    Tarrant e Breivik … Fascisti, giusto ? … Perché ?

    AlQaeda e ISIS … NON-Fascisti, giusto ? … Perché ?

    Brigate Rosse … Fascisti o NON-Fascisti ? … Perché ?

    • Z. says:

      Moi, temo di non essermi spiegato.

      Non mi interessa il mestiere di chi distribuisce patenti di fascismo: termine di cui si è abusato sin troppo e che per contro, come presumo avrai notato, uso assai di rado.

      Mi sto chiedendo – a seguito di una vecchia domanda di Peucezio – cosa sia essenziale e cosa accidentale nella mentalità fascista.

      Con la consapevolezza che qualsiasi conclusione sarà inevitabilmente approssimata e comunque opinabile. Ma anche con la convinzione che sia possibile sostenere tesi non del tutto arbitrarie al riguardo.

    • roberto says:

      Tarrant e Breivik si sono mai dichiarati fascisti?
      non è un argomento decisivo ma è già un forte indizio (se dici di esserlo probabilmente lo sei).
      secondo me non lo sono, sono semplicemente fanatici di estrema destra, razzisti, e psicopatici

      al quaeda e ISIS ovvviamente non lo sono, sono altro e tanto basta

      Brigate rosse, nemmeno capisco la domanda, ovviamente non lo sono

      casa pound sono fascisti (e lo rivendicano pure), anzi come dice iannone “fascisti del XXI secolo”

      • Francesco says:

        roberto

        mi sa che non hai colto come la discussione di cosa sia la sostanza del fascismo abbia reso possibile identificare come fascisti i terroristi rossi e pure quelli islamici: violenza+sopraffazione

        è colpa di Eco, eh, mica nostra

        🙂

        • roberto says:

          ho colto, ma sono in disaccordo con il pur ottimo eco

        • Z. says:

          Eco non ha fatto questo ragionamento, ovviamente. Il suo articolo – sarebbe bene leggerlo prima di commentarlo, anche se è abitudine non diffusa ovunque – ha una prospettiva diversa.

          Neppure io l’ho fatto (sarebbe troppo grossolano persino per me). Ho cercato di discutere di cosa sia essenziale e cosa accidentale nel fascismo; meglio ancora, nella mentalità fascista.

          PS: per completezza, leggo che Brevik si definì proprio nazionalsocialista mentre l’altro frequentava ambienti e idolatrava icone di e dell’estrema destra. Ma c’entra davvero poco con la nostra discussione.

          • Francesco says:

            Z

            facciamo così: lo leggi tu, lo sfrondi della roba inutile, ce lo spieghi in due parole. OK?

            • Z. says:

              No. Lo leggi tu, ché leggere ti fa bene.

              🙂

              • Francesco says:

                Ho appena finito il libretto del Corsera sul processo di Norimberga. Adesso dovrei iniziare una biografia di Moana Pozzi. Con le figure!

                😉

              • Z. says:

                Lo dicevano che a leggere troppo cala la vista…

            • PinoMamet says:

              La roba inutile costituisce l’articolo Francè 😉

              Io sono un po’ primitivo, e per me un fascista è un fascista: ha la tessera del partito, o, in mancanza di tale partito, dice che gli piacerebbe che ci fosse.

              Un violento è uno che ama picchiare, un autoritario è uno che ama dare ordini, è un ignorante è uno che ignora (come da gag con Ajeje Brazorf).

              Ma io, per l’appunto, sono un ignorante.

              • Z. says:

                E siamo d’accordo.

                Quel che cercavo era una risposta alla domanda di Peucezio: cosa tenda ad accomunare i fascisti, al punto da poterlo definire essenziale.

                Non è detto che la risposta possibile sia una sola.

              • PinoMamet says:

                Ma perché i vari gruppi umani dovrebbero essere uniti da qualcosa di “essenziale”, che non sia il gruppo stesso?

                Sì vabbè, dirai, ma allora perché i ciclisti scelgono il ciclismo e non, a parità di possibilità, la pesca sportiva?

                Però qui andiamo nella psicologia spinta, talmente spinta da essere ai confini della magia.

                A volte un sigaro è solo un sigaro, a volte una bici è solo una bici, e a volte un fascista è solo uno che crede Mussolini “abbia fatto anche cose buone”.

              • PinoMamet says:

                Poi a dire il vero non capisco questa ossessione nel voler cercare un qualche tratto comune proprio nei fascisti e non in altri gruppi più interessanti al giorno d’oggi.

                Mi sembra una cosa anni Settanta, la versione colta di qual gioco “il salame è di destra la mortadella è di sinistra”.

                E poi non so, sotto sotto ci vedo il solito banalismo di sinistra “voi fascisti siete tutti ignorantoni, leggete un libro e guarite ahah”
                (più o come “zecche lavatevi e smetterete di essere comunisti”).

              • Per Pino Mamet

                ““voi fascisti siete tutti ignorantoni, leggete un libro e guarite ahah””

                Potrebbero non bastare un libro o un po’ d’acqua… se fosse genetica?

                https://en.wikipedia.org/wiki/Genopolitics

              • PinoMamet says:

                Apposto: basta un esame genetico e decidiamo chi può votare e chi no 😉

              • Peucezio says:

                D’accordo con Pino,

                Peraltro una cosa è l’essenza di un’ideologia. E lì ci si deve basare sulle sue teorizzazioni e poi sulle politiche realmente attuate.
                Una cosa è fare dell’antropologia sui suoi propugnatori, cosa che faccio volentieri anch’io, però c’è un tale abisso fra l’umanità degli anni ’20 e quella di oggi che ci andrei molto molto cauto a individuare un elemento comune con tanta disinvoltura.
                E inoltre è anche il “fascismo” che è cambiato molto: i fascisti degli anni ’20 erano dei modernizzatori, anche se a proprio modo; quelli che oggi si definiscono tali sono perlopiù dei reazionari.
                Forse l’unica cosa in comune fra gli uni e gli altri è il forte senso della nazione. Ecco, se proprio si deve trovare un filone comunque, lo individuerei nel nazionalismo.

              • Francesco says:

                è per quello che il principale risultato del fascismo fu di renderci un satellite della Germania nazista con patetiche velleità di protagonismo? il nazionalismo come essenza?

              • Z. says:

                Pino,

                — Ma perché i vari gruppi umani dovrebbero essere uniti da qualcosa di “essenziale”, che non sia il gruppo stesso? —

                Beh, perché non tutti i gruppi umani sono uguali. Non cambia solo la casacca come nelle squadre sportive!

                — Poi a dire il vero non capisco questa ossessione —

                È solo una domanda a cui ho cercato di rispondere, in modo certamente opinabile. Non serve scaldarsi 🙂

                — nel voler cercare un qualche tratto comune proprio nei fascisti e non in altri gruppi più interessanti al giorno d’oggi. —

                La domanda di Peucezio – che ora finge di non averla fatta, ma vabbè, è il Cambiamento 😉 – riguardava l’essenza del fascismo. Ma naturalmente si può fare per molti altri gruppi.

                Anzi, come già dissi più volte, troverei la cosa molto interessante. Anche al di fuori della politica.

                — E poi non so, sotto sotto ci vedo il solito banalismo di sinistra —

                Forse Peucezio è di sinistra (in effetti è ateo, cerebrale, affettato, un po’ snob…) ma “banalista” no!

                Io per contro forse sono banalista, probabilmente pure banale, ma certamente non di sinistra 😀

              • Z. says:

                I fascisti degli anni Venti erano modernizzatori? Forse, non so.

                Secondo me era soprattutto gente a cui piaceva molto l’attività squadristica, e la violenza che vi era sottesa.

                Sicuramente erano figli di quel lungo periodo di nazionalizzazione delle masse che culmina nella Grande guerra, di quel culto per la guerra comunque buona cosa.

                Credo che la ricerca della violenza e dell’adrenalina sia qualcosa di molto umano, che caratterizza in qualche maniera quasi tutti noi. Alcuni più di altri.

                Il fascismo a queste pulsioni diede una risposta diretta, concreta e politica assieme.

                E questo a mio avviso è stato il lascito più duraturo e importante del fascismo, che maggiormente accomuna i fascisti di ieri e i fascisti di oggi.

                Non l’opinione su quota 30, o sull’esercito professionistico, o sulla tassa sul celibato, o sulla necessità di invadere la Russia.

              • PinoMamet says:

                “Beh, perché non tutti i gruppi umani sono uguali. Non cambia solo la casacca come nelle squadre sportive!”

                Mah… sarei tentato di risponderti “invece sì”.

                Se entri in qualunque gruppo umano, troverai quello che a tutti i costi vuole fare il leader, quello che a tutti i costi vuole dirne male, quello che vuole solo farsi i fatti suoi, quello che vuole solo spettagolare e quello che è lì dentro per sbaglio.

                Ci sarà uno che racconta barzellette sporche, una che considera tutti immaturi, uno che non viene mai e quando viene lo rimproverano perché non viene mai, allora viene ancora meno.

                Ci sarà da organizzare la Manifestazione X, e il nuovo arrivato vorrà mettersi in mostra, e perciò gli appioppieranno tutto il lavoro, mentre il fancazzista si terrà lontano e arriverà solo a manifestazione iniziata.

                Tolti i momenti strettamente istituzionali e obbligati, si può stare sicuri che i partecipanti tra di loro parleranno di tutto, ma non dell’argomento su cui si basa il gruppo, perché è dato per scontato.
                Nel gruppo di amanti delle auto d’epoca parleranno del tempo, nel gruppo di tifosi dell’Avellino parleranno di politica, nel circolo del PD di Roncocampocanneto parleranno di calcio, nel gruppo degli studenti di aikido parleranno di vacanze e di grigliate, perché va bene l’aikido ma adesso dai, non fissiamoci.

              • PinoMamet says:

                “Credo che la ricerca della violenza e dell’adrenalina sia qualcosa di molto umano, che caratterizza in qualche maniera quasi tutti noi. Alcuni più di altri.

                Il fascismo a queste pulsioni diede una risposta diretta, concreta e politica assieme.”

                Allora chiunque ama menare è fascista?
                E chi non ama menare non è fascista?

                troppo complicato e troppo assurdo nelle sue conseguenze.

                Ma cribbio, è così difficile ammettere che persino Il Sommo Eco possa aver preso un granchio?

                Non esiste alcun Fascismo Universale, Minimo Comvn Denominatore Fascista o Ur-Fascismo.

                Gli americani chiamano tutti i movimenti autoritari “Fascismo” solo perché il Fascismo italiano è il primo che hanno conosciuto, specialmente nella Guerra Civile spagnola, e il più potente e significativo (chissene di Salazar e Metaxas…) prima dell’avvento di Hitler.
                Che però era arrivato secondo, ormai, e in fondo non tutti i movimenti autoritari sono basati sull’ossessione della razza ariana, mentre tutti i movimenti autoritari sono, beh, autoritari.

                Il resto (“il fascista odia la cultura”, “no il fascista ama la violenza”) mi dispiace ma continuano a sembrarmi i Pensieri Obbligatori di Sinistra, che tutti devono dire perché sì, e che rientrano nella categoria di “la Juve sono ladri” e “non c’è più la mezza stagione”.

              • Z. says:

                Pino,

                non sono d’accordo. Nei gruppi umani ci sono ovvie somiglianze ma anche profonde differenze.

                Non c’è, ad esempio, lo stesso tasso di pacifisti in un circolo radicale, in una sezione del PRC o in un gruppetto di estrema destra. E nemmeno lo stesso tasso di amanti dell’azione fisica, diciamo.

                Del resto, per altri versi, lo snobismo intellettuale è molto più diffuso a sinistra che a destra. E così la convinzione della propria superiorità etica, se non anche morale. La sinistra moderata, poi, differisce anche umanamente da quella radicale.

                Tutto questo c’entra poco o niente con quel che scrive Eco, che tratta di tutt’altro. E non significa che chi è spocchioso è di sinistra, o che chi è di sinistra è spocchioso.

                Ma secondo me legittima a chiedersi se oggi il termine “sinistra” significhi ciò che significava ieri, nella sua essenza, e quale sia.

              • PinoMamet says:

                “Non c’è, ad esempio, lo stesso tasso di pacifisti in un circolo radicale, in una sezione del PRC o in un gruppetto di estrema destra. ”

                Grazie eh? 😉

                Non c’è neanche lo stesso tasso di pescatori nel Circolo della Pesca e in quello della Fotografia. 😉

                Ma non credo proprio che ci fossero più picchiatori all’estrema destra che all’estrema sinistra, quando ci si picchiava davvero.

                E forse neanche adesso.

                Nel mio non-capoluogo, del resto, circa due anni fa una ragazza frequentante un gruppo di estrema sinistra è stata violentata dai suoi amici, che dovevano festeggiare non so cosa, e poi abbandonata con disprezzo.

              • Z. says:

                Ricordo la vicenda.

                E ci sono anche persone spocchiose nell’estrema destra. Ma ce ne sono di più a sinistra.

                Le ragioni sono contingenti o essenziali?

                Secondo me è un argomento interessante.

              • Z. says:

                C’è poi un’altra considerazione.

                Il fascismo – in senso stretto, ossia quello di Mussolini – è nato appunto da Mussolini. Ricordo uno storico che parlava di “regime mussoliniano” anziché di fascismo (non ricordo chi era, mi spiace), per sottolinarne la genesi.

                Ora, Mussolini non ha mai inteso mettere in piedi un complesso sistema metafisico, e neppure un’ideologia elaborata. Ha sempre detto egli stesso, del resto, che il fascismo era soprattutto azione e non ideologia.

                E in effetti quella che io vedo come essenza del fascismo è in fin dei conti Mussolini fatto e finito: che era già arcinoto per essere com’era quand’era ancora socialista.

              • Peucezio says:

                Eh sì, ma un’ideologia trascende il suo fondatore.
                Altrimenti dovremmo dire che fascismo e Mussolini sono la stessa cosa, ma allora perché ci sarebbero due termini per designarli.
                Insomma, tu puoi essere pratico e lontano da interessi di tipo dottrinario quanto vuoi, ma se non ti limiti ad essere un capo politico, ma crei un’idea, con un nome, che si diffonde anche all’estero, ecc., poi l’idea diventa una creatura con una vitalità propria e arriva un Gentile che ci costruisce sopra la dottrina, ecc. ecc. ecc.
                E d’altronde in questo non c’è nessun tradimento di un’essenza originaria, perché non può rivendicare l’ortodossia tradita un pragmatico alieno da preoccupazioni dottrinarie.

              • Z. says:

                Ti rispondo sotto 🙂

  22. Moi says:

    @ FRANCESCO

    Dài là : vuoi fare il LiBBBerale poi vorresti tutti gli esercizi commerciali chiusi di Domenica … tipo gli Amish ! 😉

    • Z. says:

      Da quando “dai là” è diventato bolognese? o è cambiato lo slèngh mentre invecchiavo?

    • Francesco says:

      Io sono un liberale leggermente sui generis e comunque nei rigorosi limiti di essere un virulento reazionario clericale!

      🙂

      • Z. says:

        Tu sei liberale, eccome: quasi quanto il mio amico Marco 🙂

        • Francesco says:

          in realtà sono molto più liberale di quanto si pensi – più per istinto che per ragionamento

          c’è mica un test in stile Michela Murgia?

  23. Moi says:

    @ FRA’

    Approccio Pragmatico : come sai, le Orde di Palandrane Barbazzute e di Sacconi di Juta Ambulanti che infestano l’ UK temono (!) la Brexit … perciò la Brexit è cosa buona ! 😉

    • Francesco says:

      Ho qualche dubbio che la comunità islamica che vive nel Regno Unito abbia grandi timori per la Brexit. Anzi, mi aspetto che nel medio periodo li favorisca, meno regole scritte e più accordi ad hoc e Common Law.

      Va bene per i ricconi quanto per i poveri, nella logica di conquistare Albione (e anche in quella di vivere come piace a loro).

  24. Segnalo a tutti un bell’articolo che descrive le vicissitudini di un tipico gruppo di zingari:

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/04/18/a-giugliano-sta-per-scatenarsi-una-nuova-emergenza-rom/5117272/

    Credo che possa aiutare a capire molte cose.

  25. mirkhond says:

    Ora che Berlusconi affonda, i topi fuggono

    Sul Fatto del 15.4 Antonello Caporale fa un divertente elenco dei transfughi di Forza Italia che lasciano ‘in articulo mortis’ Silvio Berlusconi cercando un approdo più o meno sicuro nella Lega o dalla Meloni. Fra i più noti ci sono Elisabetta Gardini, Denis Verdini, Vittorio Sgarbi, Paolo Bonaiuti, seguiti da una serqua di consiglieri regionali, comunali e altri che hanno incarichi di rilievo in quel partito. Caporale nota che fra coloro che hanno disertato e che si vergognano un po’ di questo voltafaccia, l’ipocrita formula di rito è: “Lascio Forza Italia dopo una lunga e dolorosa riflessione”.

    Una menzione speciale fra questi voltagabbana meritano Bonaiuti e Sgarbi. Quando lavoravo al Giorno negli anni 80, e Silvio Berlusconi non era ancora apparso sulla scena politica, il collega Bonaiuti era più a sinistra di Satanasso e io, per lui, naturalmente un “fascista”. Sotto le elezioni del 1996 la direttrice di Annabella mi chiese di fare un’intervista al Cavaliere. Gli accordi erano che avrei mandato delle domande scritte all’Ufficio stampa di Roma e poi mi sarei incontrato ad Arcore con Berlusconi. “Telefona al capo dell’Ufficio stampa”. Telefonai. Dall’altro capo del filo mi rispose proprio Paolo Bonaiuti. Ne rimasi un po’ stupito. “Ah, sei tu?” dissi un po’ sorpreso non avendo ancora percepito –siamo ancora all’inizio dell’esperienza berlusconiana- la slavina di trasformisti, di sinistra e di estrema sinistra, che in seguito sarebbe diventata una vera e propria valanga, che si stava attaccando alla giacca del Cavaliere. L’intervista poi non si fece perché Bonaiuti farfugliò su alcune domande che potevano mettere in imbarazzo il Cavaliere. Ma non fu questo che mi colpì, mi colpì l’assoluta disinvoltura di Bonaiuti che nemmeno con me, che conoscevo i suoi precedenti, si vergognava un po’.

    Comico è il pretesto preso da Vittorio Sgarbi per filarsela. Del resto in anni lontani Patrizia Brenner allora sua fidanzata e che lo conosceva bene mi aveva preavvertito: “Guarda che se Berlusconi dovesse vacillare di Vittorio si vedrà solo la polvere della sua fuga”. Qual è il pretesto preso da Sgarbi? Lo “schiaffo di Sutri” (parafrasando lo storico “schiaffo di Anagni”, noblesse oblige): aver disertato “per ben due volte” la cerimonia di intitolazione di un giardino alla madre dello stesso Berlusconi. Di Sutri Sgarbi, che come politico non ha mai combinato assolutamente nulla, è sindaco per meriti berlusconiani: l’aver attaccato per vent’anni, dalle tv del Biscione, nei modi più violenti e giuridicamente sgrammaticati, per star bassi, la Magistratura. Sutri è una cittadina di 6.000 abitanti. Come si può pretendere che un uomo di 83 anni, malato, che entra ed esce dagli ospedali, che ha ancora importanti impegni politici si sobbarchi un viaggio a Sutri per non offendere la ‘delicatezza’ di Sgarbi?

    I transfughi di oggi devono tutto a Silvio Berlusconi, onori, improbabili carriere, quattrini. A me fanno più ribrezzo di Berlusconi che nella sua più che ventennale avventura politica ha messo la propria enorme energia, gli altri sono solo dei parassiti che gli hanno succhiato il sangue.

    Sia chiaro che io non cambio una virgola di ciò che penso di Berlusconi, che proprio in questi giorni mi ha querelato per una dozzina di articoli che ho scritto su di lui, querela che se dovesse andare a buon fine mi ridurrebbe sul lastrico e forse al gabbio. Cosa, quest’ultima, che non mi dispiacerebbe poi tanto perché in un Paese dove Berlusconi è a piede libero il solo posto decente per una persona normalmente perbene è la galera. Ma i topi che lasciano la nave che affonda mi danno ancora più disgusto. Sto dalla parte di Alessandro Sallusti che da direttore del Giornale difende l’ultima ridotta berlusconiana, come i guerriglieri dell’Isis si sono difesi a Baghuz. Coraggio Alessandro, se si deve cadere, è molto più nobile e coraggioso cadere in piedi.

    Massimo Fini

    Il Fatto Quotidiano,18 aprile 2019
    Articoli recenti

    http://www.massimofini.it/articoli-recenti/1845-ora-che-berlusconi-affonda-i-topi-fuggono

  26. Moi says:

    Avete letto/sentito il Redde Rationem di Vittorio Feltri a Greta Thuberg ? … No ? … Vale la pena cercarselo : abbiate fiducia e, naturalmente, “no spoiler” ! 😉

    • Z. says:

      No, e francamente non mi interessa 🙂

    • mirkhond says:

      La piccola Greta è diventata il nuovo bersaglio di Blondet:

      https://www.maurizioblondet.it/facciamo-un-esperimento-con-greta/

      • Z. says:

        Certa gente, fino agli anni Novanta, se ne stava ben nascosta.

        Poi ha iniziato a mostrarsi in pubblico.

        Chissà cos’è che ha sdoganato questo squallore.

      • Roberto says:

        Io continuo a non capire qual è il punto dei “no Greta” o gretofobi.
        Non esiste un problema ambientale?
        La questione ambiente è troppo complicata per lasciarla al popolo?
        Sotto i 35 anni non si capisce?
        Le strade devono essere lasciate vuote per far girare le macchine?

        Mi spiegate?

        • Per roberto

          “Io continuo a non capire qual è il punto dei “no Greta” o gretofobi.
          Non esiste un problema ambientale?”

          Concordo totalmente.

          Tra l’altro, i critici sono spesso cattolici, e i cattolici una volta raccontavano di santi che salvavano il mondo, pur essendo piccoli e umili.

          Questo non vuol dire che Greta è una santa, ovviamente; ma vuol dire che i cattolici si sono dimenticati la propria ragion d’essere.

          • mirkhond says:

            Le ragioni della gretofobia, almeno da parte di Blondet, credo che le abbia spiegate bene Peucezio.
            E cioé che un certo mondo cattolico reazionario teme l’ambientalismo perché lo vede come una rinascita pagana.
            E’ una tesi ridicola, ma bisogna tenerne conto per capire una mentalità da cui mi sento distante.

            • Roberto says:

              Mi sento di condividere il tuo “ridicolo”.
              Ma allora perché lo leggi e lo proponi?
              Se siamo d’accordo che è ridicolo, lasciamoli perdere

          • Z. says:

            Miguel,

            — vuol dire che i cattolici si sono dimenticati la propria ragion d’essere. —

            Mi ripeto, come ai vecchietti è concesso fare:

            Fanaticism consists in redoubling your efforts when you have forgotten your aim.

            – George Santayana, in The Life of Reason (1905-1906), Vol. I, Reason in Common Sense

        • Moi says:

          Vittorio Feltri dice _ relata refero 😉 _ che ‘sta piccola rompicoglioni farebbe meglio a godersi degli inverni un po’ più miti “a casa sua” in Svezia …

          Altri che ci sono Adulti che la pilotano per promuovere nuove tecnologie …

          Rita Pavone che in Svezia farebbe meglio a temere di essere stuprata dai Musulmani co il silenzio-assenso dei Liberals … il giorno dopo, in Nuova Zelanda, è arrivato Tarrant !

          • Z. says:

            Mi sa che ha ragione il Duca…

            • Moi says:

              Cmq c’è anche chi dice che il Clima sul pianeta è sempre cambiato per i cazzi suoi, che l’ Asse Terrestre “balla” 😉 in precessione per i cazzi suoi, che i dinosauri e la megafauna del Pleistocene si sono estinti per i cazzi loro … senza attività industriale umane !

              • Per Moi

                “Cmq c’è anche chi dice che il Clima sul pianeta è sempre cambiato per i cazzi suoi, che l’ Asse Terrestre “balla” 😉 in precessione per i cazzi suoi, che i dinosauri e la megafauna del Pleistocene si sono estinti per i cazzi loro … senza attività industriale umane !”

                Ma guarda che si può anche dire molto su un tema per definizione incredibilmente complesso, come il clima.

                Io ai gretofobi porrei due domande:

                1) Pensate che ridurre le emissioni di inquinanti possa danneggiare qualcosa (l’umanità, i nostri discendenti, il pianeta a scelta)?

                2) Quali pensate che siano i grandi interessi che hanno comprato i media per convincerci a ridurre l’emissione di sostanze inquinanti, e cosa ci guadagnano?

              • Z. says:

                Io non ci perderei nemmeno il tempo di due domande. La vita è breve 🙂

          • Roberto says:

            Quindi è semplice benaltrismo?
            Ben altri sono i problemi?

            Se è così, ammetterai che si tratta di gente ridicola che dice cose ridicole e che prima sprofondano nell’oblio meglio è

            Incidentalmente, mi piace molto vedere Rita pavone nuovo maître à penser della destra 😀

            • Z. says:

              Sono sempre Ben Altri, i problemi.

              Sembra un nome proprio. Yusuf Ben Altri.

            • Per roberto

              “Se è così, ammetterai che si tratta di gente ridicola che dice cose ridicole e che prima sprofondano nell’oblio meglio è”

              Un po’ capisco le loro motivazioni, anche se le ritengo errate.

              Quando vedi una persona che viene invitata a destra e a sinistra dai potenti, riceve pacche sulle spalle ovunque, con le telecamere che la riprendono estasiate, viene sempre un senso istintivo di rigetto.

              In questi giorni, c’è la quarta o la quinta edizione del Festival delle Religioni organizzato dalla fidanzata (poi convolata a nozze) di Massimo Carrai, con enorme dispendio di soldi pubblici.

              http://iononstoconoriana.blogspot.com/2014/09/sul-matrimonio-di-marco-carrai-e-gli.html

              Ecco l’edizione di quest’anno:

              http://www.festivaldellereligioni.it/edizione-2019/programma/

              Lo slogan quest’anno è ORATE.

              Che fa pensare al Vittorio Feltri che è in me a BRANZINI, SOGLIOLE e altra roba ittica.

              Insomma, l’antipatia la capisco perfettamente.

              Però non mi fa perdere di vista la vera questione.

  27. Moi says:

    ThuNberg

  28. Z. says:

    Peucezio,

    io credo che in questo caso fosse proprio l’ideologia ad essere secondaria, e zio Benny la pensava proprio come me. Non c’è un tradimento dell’ideologia, in effetti, perché praticamente non c’è un’ideologia.

    E forse anche a questo si deve buona parte del suo successo: il fare appello in larga misura non a principi astratti bensì a pulsioni emotive che riguardano in fondo tutti noi. Che esistono dopo il 1945 così come esistevano prima.

    Non so se riesco a farmi capire, rileggendomi… 🙁

    Gentile l’hanno letto in pochi e capito in pochissimi (essendo peraltro, a onor del vero, incomprensibile). Di questi ultimi, quasi tutti erano studiosi di filosofia e pressoché nessuno di loro stava in atenei diversi da Pisa. Poi può persino darsi che tra questi studiosi ci fosse anche qualche fascista, chissà 🙂

    • Peucezio says:

      Beh, non è esattamente così.
      C’erano scuole che insegnavano la dottrina fascista e peraltro Gentile avrà anche scritto cose astruse (non sono un esperto di pensiero gentiliano, né di filosofia in genere), ma l’essenza del suo pensiero è facilissima da capire e io ricordo anni fa di aver letto in un manuale scolastico una sintesi scritta da lui stesso della sua filosofia estremamente chiara e comprensibile.

      • Z. says:

        Dai valà, che lo sai che a nessuno è mai fregato un tubo di quel che scriveva Gentile…

        E giustamente 🙂

  29. Moi says:

    https://www.giornalettismo.com/archives/2701188/greta-thunberg-roma-haters

    Greta, gli haters illustri e quell’odio sconsiderato per il principio di realtà

    • Per Moi

      “https://www.giornalettismo.com/archives/2701188/greta-thunberg-roma-haters

      Greta, gli haters illustri e quell’odio sconsiderato per il principio di realtà”

      Odio 🙂 la parola “hater”, ma l’articolo è assolutamente condivisibile.

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