Mannamo i posmoderni sull’arbero de cocco!

Sul postmodernismo, che va tanto di moda adesso, in particolare negli Stati Uniti.

Uno, ho letto poco di Foucault, che tutti i postmoderni esaltano come il loro profeta.

Due, quel poco che ho letto mi è sembrato scritto in un italiano chiaro: dico italiano, perché l’ho letto in italiano. Derrida e altra gentaglia, non si capisce nemmeno se tradotto in Nahua, e la colpa è loro.

Tre, Foucault mi è sembrato uno storico, che ci capiva davvero e che ha detto cose che ho trovato condivisibili.

Quattro, postmodernismo dovrebbe significare una cosa semplice: ritenere che la Modernità, lo Sviluppo, la Crescita, l’Ottantanove e il Risorgimento e il Progresso e la Democrazia siano potenzialmente il punto più basso e catastrofico della breve storia umana, che rischiano per la prima volta nella storia miliardennaria del pianeta di annientare la biosfera…

senza per questo che dobbiamo per forza accettare le encicliche antimoderniste di Leone XIII.

Cinque. Se ho ben capito (ma non voglio perderci troppo tempo) queste intuizioni sono state scippate, per dire che tutte le relazioni umani siano sempre e solo atti di violenza, perché l’intera storia umana è un’unica gigantesca MICROAGGRESSIONE.

Per riassumere il concetto in modo che sia chiaro a tutti, la religione, la scienza, la letteratura, la matematica, la fisica e l’astronomia, la medicina, la poesia sono un unico immenso insulto personale contro lesbiche nere americane ciccione transessuali e dislessiche.

Ma se da quando esiste la specie umana, ogni rapporto tra membri della nostra genìa è stato un insulto, e magari anche uno stupro e una prevaricazione…

La scienza dice che se dopo aver ripetuto, diciamo, mille volte un esperimento, e quell’esperimento ha dato sempre lo stesso identico risultato, bene, esiste un’alta probabilità che:

noi siamo una specie dedicata intrinsecamente, unicamente alla VIOLENZA.

E quindi, con tutto rispetto per Foucault, mi sembra che i neopostmdernisti dovrebbero avere un’unica parola d’ordine: viva le micro, le meso e le macroaggressioni!

Ma Trilussa aveva già capito tutto, ottant’anni fa:

LA FINE DER FILOSOFO

Appena entrò ne la foresta vergine
er Professore de filosofia,
tutte le scimmie scesero dall’arberi
co’ l’intenzione de cacciallo via.

Ma l’Omo disse: — No, nun è possibbile
che torni a fa’ er filosofo davero
in una società piena de trappole
dove l’Azzione buggera er Pensiero.

Oggi, quelo che conta so’ li muscoli:
co’ la raggione nun se fa un bajocco…
Mejo le scimmie! — e er povero filosofo
s’arampicò su un arbero de cocco.

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739 Responses to Mannamo i posmoderni sull’arbero de cocco!

  1. Peucezio says:

    Bella questione!!

    Eppure a me questi non sembrano affatto tempi postmoderni.
    E tantomeno decostruzionisti.
    A me questi sembrano tempi totalitari. Che avrebbero fatto inorridire Foucault.

    Va approfondita ‘sta cosa…

  2. Z. says:

    Cos’è il postmodernismo?

    • Roberto says:

      Leggo qui per la prima volta

      Bella la poesia di trilussa

      • Marcosclarandis says:

        Per un’ora di noi rideranno le formiche
        dietro di loro accompagnate da cori di cicale
        bassi continui di grilli e cavallette
        non tra un millennio piuttosto in questo secolo
        non so in quale data ricorrenza lo faranno
        può essere già accaduto e noi ignorarlo

        da molti alveoli esagonali ronzano sorrisi
        da quei visi rivolti verso quei cubicoli squadrati
        fatti di plastica d’acciaio di cemento
        invadenti più degli autunnali funghi
        illuminati contro ogni necessario buio
        per noi quegli occhi sfaccettati alieni

        ci guardano ma non sanno non comprendono
        hanno espressioni smorfie indecibrabili
        capocce troppo piccole per idee grandiose
        stagioni insufficenti per maestose imprese
        eppure perché non potrebbe essere
        che anche una sola volta per un’ora sola

        questi esapodi non siano esauditi con prodigio
        ci vedano come noi vediamo loro
        e il resto che ne viene in conseguenza
        chissà se allora disponendo di giornata intera
        non comincerebbero ad organizzarsi
        quanta distanza attraverso labirinti

        dovrebbero coprire per raggiungerci
        quanta confusione dominare per riuscirci
        vedo adesso io l’ape stolidamente laboriosa
        tuffata in mezzo e petali e pistilli del limone
        di me sorrido un poco conoscendomi
        se dovessi darle un’anima o negargliela

        resterei indeciso come calabrone
        se morsicare pesca acerba od uva non matura
        ecco di quel sorriso credo di sapere
        quando accadrà di noi diranno
        così astuti così giganti e forti
        ma le vostre ali sono solo pròtesi.

        Un caro saluto
        Marco Sclarandis

        • Per Marco Sclarandis

          “Per un’ora di noi rideranno le formiche”

          Benvenuto in questo bizzarro forum, dove la caratteristica fondamentale è la compresenza di visioni del mondo, dell’uomo, del destino, della natura, di Dio, del cielo e della terra assolutamente incompatibili tra di loro, che dialogano civilmente e allegramente.

          Marco è uno straordinario poeta, elettricista, scienziato e avventuriero.

          • Marcosclarandis says:

            Avventuriero….. preferisco definirmi uomo curioso di una curiosità quasi spasmodica, a volte.

            Mi spiego meglio con questi pochi versi dedicati qualche giorno fa ad un amico, lucano di nascita, fiorentino d’adozione:

            Basta la semina d’un attimo
            d’attenzione rosicchiata dal tumulto
            fra le zolle d’un momento altrui
            ed un istante diventa un’era
            il germoglio prolifera in foresta
            questa ricopre continenti interi
            fiocchi di cotone fili di canapa e di seta
            tramano ed ordiscono tappeti d’Asie
            che arrederebbero pavimenti di metropoli
            è così che il Cosmo intreccia e appaia
            pianti e sorrisi abulie e passioni
            genti da gente inimmaginabili
            così è Vittorio lo sappiamo e dirlo
            a quelli che incontriamo nel crocicchio
            sul pianerottolo la via il sentiero
            è un dovere ineludibile da assolvere
            e diritto di diritto porta al Paradiso. Grazie del benvenuto fra di voi
            Marco sclarandis

          • Daouda says:

            Nun me piace manco per cazzo la tua poesia ma và apprezzato lo sforzo e comunque l’ingegno ed i rimandi.

            Ciao!

            • Marcosclarandis says:

              Daouda, i gusti sò gusti, lo sappiamo e comunque meglio il disgusto che l’indifferenza.Se poi è espresso in vernacolo romanesco, ancora meglio.
              Ma spiegami che cosa intendi dire con “i rimandi”?
              Ciao!
              Marco Sclarandis (mi firmo sempre, è quasi un vizio,ormai).

              • Francesco says:

                non ho capito quasi nulla ma mi è piaciuta … direi che è la definizione di “bella poesia”

                😀

              • roberto says:

                io sono in genere molto poco sensibile alla poesia, quindi non faccio testo, ma mi è piaciuto moltissimo questo verso

                “Per un’ora di noi rideranno le formiche”

  3. izzaldin says:

    premesso che sono abbastanza d’accordo sul senso generale del post e penso che i filosofi, come Spinoza, dovrebbero avere un lavoro vero, ti riferisci a qualche autore in particolare?
    poi sì Foucault era allievo di Dumezil che era un signor storico

  4. PinoMamet says:

    Un’amica che frequenta un circolo LGBTTPSTUVZ mi informa che una partecipante (se ho capito bene) è una donna-che-si-sente-uomo-ma-non-transessuale-però-è-attratta-dagli-uomini.
    In pratica ci puoi fare l’amore, ma la devi chiamare Mario.

    (e dai, si scherza. Però l’esempio è vero).

    • roberto says:

      oddio però mi farebbe un po’ strano …si dai mario…così mario….bellisimo mario….

      deve essere proprio figa per far astrazione del nome
      😉

  5. Francesco says:

    non ho ben capito cosa hai contro Leone XIII ma mi tocca schierarmi con lui

    peraltro, la storia umana è tutta una storia di violenza, ce lo sapevano pure quelli che hanno messo all’inizio della Bibbia la storia di Caino che accoppa Abele

    MA non è solo quello, di cui è fatta la storia

    a questo giro stai dietro a Pannella, caro Miguel

  6. Z. says:

    Qualcuno mi vuole abbastanza bene da spiegarmi, a grandi linee, cosa sarebbe il postmodernismo?

    Io ho trovato questo:

    https://it.wikipedia.org/wiki/Postmodernismo

    ma sospetto che c’entri poco…

    • Peucezio says:

      Cazzo, è ‘na parola…
      Molto in sintesi, da non esperto:

      L’idea è che c’è una modernità. Razionalista, illuminista, che vuole mettere in ordine il mondo.
      Il postmoderno la contesta e la decostruisce. Dicendo che in sostanza non c’è nulla di razionale oppure criticando i modelli e i miti di quest’ordine limpido, apollineo, cartesiano.
      E rompendo quindi una serie di feticci, che comprendono anche in una certa misura il concetto di individuo, che sarebbe un’ipostasi intellettualistica, di umanesimo…
      Un’arte postmoderna in genere è un’arte caotica, una sorta di collage di citazioni incrociate, in cui lo spazio e il tempo si rompono nella loro linearità classica diventando un guazzabuglio in cui tutto può intersecarsi.
      C’è anche una diffidenza verso l’epistemologia moderna: l’idea è che è anche quello un feticcio, una costruzione demolibile pezzo per pezzo.
      C’è dentro quindi del relativismo culturale, etico, filosofico, oserei dire gnoseologico, dell’antistoricismo (non c’è un progetto progressivo, una linearità o una teleologia della storia), dell’antirazionalismo, dell’antiumanesimo…
      Prendi tutto con le pinze. E magari consulta qualche garzantina, che ti dirà comunque cose molto più precise delle mie.

      La questione che pone Miguel è che loro così non decostruirebbero solo la modernità, ma tutta la civiltà.
      Ma non mi convince affatto questo assunto.
      E soprattutto vedo un nesso molto debole se non inesistente con tutte queste forme rivendicative attuali, che sono invece forme totalitarie, intransigenti, bigotte, molto lontane dalla spregiudicatezza intellettuale del postmodernismo.

      • Francesco says:

        Scusa ma sarebbe sbagliato sintetizzare dicendo che la Modernità ha distrutto tutto il passato in nome di un (folle e astratto) Progetto, il Post-modernismo ha distrutto la Modernità in nome del gusto sadico e decadente della distruzione fine a se stessa (oltre che delle evidente aporie della modernità)?

        Alla fine sono sempre stronzi, solo più stronzi. Almeno i moderni facevano delle promesse e si esponevano al rischio di fallire, questi ti pucciano nella merda e dicono che la vita è tutta lì. Che alla fine è la conclusione di Miguel e Trilussa, mi pare.

        E soprattutto la risposta corretta mi pare essere NON buttare via la roba vecchia “per sozzo gusto delle cose nuove” ma tornare a distinguere tra giusto e sbagliato, utile e inutile, vero e falso, insomma vagliare tutta la modernità e post-modernità coi sempiterni criteri usati prima dell’abbaglio illuministico.

        Alla fine, nella sporta ci sarà un tot di roba vecchia e un tot di roba moderna, le cattedrali e le fognature, per fare un esempio.

        Ciao

    • Peucezio says:

      Ecco, qua c’è qualcosa di più pertinente:
      https://it.wikipedia.org/wiki/Filosofia_postmoderna

    • Peucezio says:

      Aggiungo che, in senso molto lato, il postmoderno è un po’ la cifra del Novecento, cioè si potrebbe identificare un po’ col venire meno delle certezze scientifiche e razionalisti ottocentesche rispetto al pensiero problematico, scettico e intimista del Novecento.
      Pensa solo a Freud che mazzata ha dato al concetto di coscienza e alle implicazioni che questo ha per tutta la tradizione razionalistica e anche etica occidentale, dai Greci, attraverso il cristianesimo fino alla modernità illuminista.
      L’idea cioè che siamo agiti da forze impersonali e prerazionali e che tutte le nostre costruzioni intellettuali e i nostri valori etici non ne sono che sublimazioni.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Il postmoderno, però, è un fenomeno di fine Novecento. La crisi del positivismo di fine Ottocento è stata un fenomeno analogo, ma precedente di diversi decenni.

        • Peucezio says:

          Sì, per quello dicevo “in senso molto lato”.
          Però secondo me una qualche continuità c’è: direi forse che è la forma in cui tale crisi si è declinata nel secondo Novecento.
          Tieni conto che la prima metà del Novecento è stata caratterizzata dai totalitarismi: anche se nel mondo della cultura alta il positivismo era stato archiviato da tempo, in un certo senso i totalitarismi ne sono stati l’apice (e la fine), la massima realizzazione in termini di esperimento sociale (di massa).
          Poi c’è l’irrazionalismo di matrice romantica del nazionalsocialismo, ma è più simbolico che reale e comunque invece il modello sovietico e anche il fascismo italiano (il nazionalsocialismo è durato solo un decennio: è stato il più breve dei tre) sono chiaramente razionalisti e non hanno vere componenti antimoderne.

          • Z. says:

            Grazie per la spiegazione 🙂

          • Francesco says:

            beh, hanno un esplicito afflato anti-democratico e anti-liberale

            e se il liberalismo è un fenomeno dell’Ottocento, la democrazia è più antica e anche più moderna, esiste una democrazia moderna che è la “cifra politica” dell’Occidente, mica è rimasto tutto fermo al voto censitario

  7. Peucezio says:

    Comunque è un tema interessantissimo.
    Questo post è stato un po’ trascurato, ma invece offre spunti enormi.

  8. PinoMamet says:

    Alla luce della spiegazione di Peucezio, credo di essere post- antichista
    (dico sul serio).

    • Peucezio says:

      Cioè?
      Medievista? 😀

    • Francesco says:

      OAPM

      anche se io lo leggo come “tomista”

    • PinoMamet says:

      Beh, Peucè, parafrasandoti, direi:
      “l’idea è che c’è un’antichità; il post- antico la contesta e la decostruisce”

      😉

      può essere che c’entri anche il tomismo che cita Francesco: sono troppo ignorante per smentirlo! 🙂

      • Francesco says:

        vedo nel tomismo il massimo livello di auto-coscienza del Medioevo cristiano, almeno in Europa occidentale

        e dopo solo decadenza, almeno in filosofia e teologia, ammetto che l’igiene ha avuto dei progressi!

        😉

        PS invece faccio fatica a datare la decadenza delle arti figurative europee

      • PinoMamet says:

        Mah, io non amo particolarmente il Medioevo (specialmente il Basso Medioevo);

        credo invece che le nostre idee sull’antichità siano quasi tutte sbagliate.

        • mirkhond says:

          In che senso tutte sbagliate?

        • PinoMamet says:

          Quasi, mica tutte… non prendetemi troppo alla lettera.

          la prima, per esempio, è che l’Antichità sia finita; a me pare che gran parte del mondo antico vero, autentico, rimanga come un basso costante o una voce di bordone, fino a noi, e forse sempre, perché rappresenta l’anima più autentica dei popoli europei;

          -volendo, è molto più scomparso il Medioevo, che invece è la grande ossessione italiana (ma le idee medievali in giro sono pochine…)

          la seconda, a completamento, è che l’Antichità sia da identificarsi totalmente nella Classicità e nella cultura “alta”, che invece ne era una parte minima e sicuramente la più morta.

          Poi c’è la paccottiglia delle idee fisse da luogo comune (i Greci filosofi, i Romani giuristi, i popoli ben divisi con bei confini colorati, i miti raccontati come favole eleganti, il mondo che finiva nel cerchio del Mediterraneo e così via…)

          • Peucezio says:

            Cioè, molto dell’antichità sarebbe sopravvissuto fino a noi.
            Ma non la filosofia, i poemi omerici, il diritto, i generi letterari, ecc., insomma, non la cultura alta, ma quella popolare.
            Invece la cultura popolare medievale non sarebbe sopravvissuta e sarebbe scomparsa nel nulla.
            Sai che non ti seguo?
            Quali sarebbero nel concreto questi elementi di cultura popolare sopravvissuti dall’Antichità (che tra l’altro nel complesso era una civiltà aristocratica)?

          • Peucezio says:

            Non avevo letto il commento di sotto.
            Ma resto perplesso…

          • PinoMamet says:

            No no, aspetta.

            Certo che la cultura alta è sopravvissuta; ma non era esattamente, come dire, l’essenziale del mondo antico.

            e credo in realtà che proprio tu, con la tua idea del Neolitico perenne 😉 , possa capirmi.

            Mentre il Medioevo (specialmente quello più “tipicamente medievale”, quello dell’immaginario comune) beh, cosa ha lasciato?

            nobiltà? società cristiana? feudalesimo? mecenati che costruiscono le cattedrali? ascetismo monastico?

            in realtà quasi tutte le eredità medievali mi paiono cose che o c’erano ampiamente già, ma magari non lo si nota tanto
            (vicinanza mondo umano e paranormale, superstizioni, usi e costumi popolari)
            o riscoperta della cultura antica classica.

            • PinoMamet says:

              Nel senso che le cose che ho elencato con punti di domanda mi sembrano morte e sepolte, mentre le famose e innegabili eredità medievali mi paiono appunto… eredità del mondo antico, in realtà.

              Lo specifico perché sono spesso brachilogico e noto che non sempre sono comprensibile.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Mah, le università, le professioni legali, le costituzioni, l’habeas corpus, il diritto umanitario (non i diritti umani, ma il diritto umanitario, che è cosa diversa), il peace-keeping e la proclamazione di cessate-il-fuoco da parte di istituzioni sovranazionali.
              A pensarci bene, tutte idee e istituzioni che a loro volta non mi sembrano godere di ottima salute…

              • Peucezio says:

                Pino,
                “in realtà quasi tutte le eredità medievali mi paiono cose che o c’erano ampiamente già, ma magari non lo si nota tanto
                (vicinanza mondo umano e paranormale, superstizioni, usi e costumi popolari)
                o riscoperta della cultura antica classica.”

                Beh, sì, ora ho capito meglio e mi pare abbastanza vero.

              • Peucezio says:

                Però anche degli elementi specifici dell’antichità non è rimasto granché.
                Sì, il sentimento eroico, ma non inteso in quel senso comunitario, dell’uomo libero in quanto appartenente a una comunità (in senso guerriero-aristocratico).

                E’ rimasto molto della cultura alta, perlappunto: le varie elaborazioni filosofiche, letterarie, estetiche, culturali in genere e molti elementi tipici delle società complesse, compreso un certo spirito un po’ problematico e nevrotico, un certo senso del disagio esistenziale, che, ovviamente, il Medioevo ignorava, ma queste ultime cose sono universali delle realtà sociali evolute.

              • PinoMamet says:

                Tranne la habeas corpus (che poi…) direi che è tutta roba precedente, che semmai il medioevo ha ripreso.

              • PinoMamet says:

                Rispondevo a Mauricius. Sugli elementi specifici, la vedo proprio all’opposto. Comunque la di veda, non viviamo in un modo “medievale”, e qualunque sovrano medievale redivivo si troverebbe assai più fuori posto, nel nostro mondo, di Socrate o di Cicerone.

                Mentre Lotario andrebbe in giro tutto spaesato a chiedersi perché Mario Rossi può votare il governo, o cosa sia il voto, e perché Peppino Bianchi possa tranquillamente dirsi ateo, Socrate finirebbe senza problemi a fare le ospitate televisive e Cicerone farebbe una gran carriera come legale o come politico.

              • Peucezio says:

                C’è del vero.
                Ma è anche vero che il cristianesimo segna uno spartiacque profondo.
                Tutti i nostri tabù sessuali, le nostre forme di prudérie un greco o un romano li troverebbe incomprensibili.

              • Francesco says:

                Peucezio: secondo te il maggior contributo del Cristianesimo alla cultura europea è stato fare della Castità un valore positivo???

              • PinoMamet says:

                Se intendi “maggiore” in senso “quantitativo”, e non qualitativo…
                sì.

                Voglio dire, Tommaso l’Aquinate e tutto il resto, grandissimi: ma posano sui filosofi antichi.
                Fossero stati buddhisti, anziché cristiani, cosa sarebbe cambiato?
                E del resto, abbiamo infatti Averroè, musulmano, e Maimonide, ebreo.

                No, dai, scherzo: un’altra grandissima idea cristiana, e forse un unicum, è il Divino che si fa uomo, e in particolare (questo è davvero l’unico caso che io conosca) che si identifica e ordina di identificarlo negli ultimi e nei sofferenti.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Il diritto umanitario non esiteva in precedenza: massacrare o ridurre in schiavitù era prassi comune nell’antichità e non c’era nessuna autorità sovranazionale a punirti se violavi magari una tua norma interna che ti limitava nel vae victis.
                Quanto al peace-keeping (ovvero, una forza di interposizione terza che impone la pace a due belligeranti) vorrei conoscere questi esempi antichi. La forma più antica che mi venga in mente sono gli eserciti delle Paci di Dio, armati dai vescovi e composti da volontari per fare da forza di interposizione nelle guerre feudali: abbiamo un potere terzo che non prende parte al conflitto e lo seda e basta.
                Le stesse Paci di Dio erano cessate-il-fuoco imposti e la cui violazione era sanzionata. Nell’Antichità classica che equivalenti avevano?
                Le professioni legali. L’avvocatura non è semplicemente “Tizio difende Caio nel processo”, ma “Tizio può difendere Caio nel processo in quanto fa parte di un gruppo di persone con requisiti formalizzati”. Il notariato non è semplicemente “Tizio, in quanto rappresentante di qualcosa, attesta la verità di qualcosa” (tanto è vero che anche oggi sono altre le figure professionali che rispondono a questa descrizione), ma “Tizio, libero professionista (quindi non rappresentante di un’entità, ma dell’ordinamento in sé), attesta la verità di qualcosa”. Nell’Antichità non mi risulta che esistesse nulla di simile, ma accetto correzioni.
                Sulle Costituzioni, sono stato effettivamente impreciso: dovrei parlare, piuttosto, di carte costituzionali (o cataloghi dei diritti esaustivi), ovvero atti di limitazione del potere sovrano. Non mi risulta che nell’Antichità classica esistessero.
                Le Università… esempi?

                Suppongo che anche Platone poggiasse su qualcuno prima di lui. Anzi, non lo suppongo affatto: è addirittura arcinoto! 😀

              • PinoMamet says:

                In realtà di operazioni di peace keeping è piena la storia Greca, e quanto alle “tregue di Dio” sono il semplice copia e incolla delle varie tregue sacre dell’antichità (quella olimpica è una).

                Le università nascono al preciso scopo di mantenere la cultura antica
                e comunque, prima ancora delle prime università europee, prima ancora del Vivarium di Cassiodoro, il modello è quello dell’Accademia, e delle scuole annesse alla Biblioteca di Alessandria e al Mausoleo di Pergamo ecc. ecc.
                (anche nel mondo arabo, la Bait al Hikmah di Baghdad per esempio, si rifà allo stesso modello)

                che gli avvocati Romani e Greci lo facessero per mestiere, con titoli e cariche ben distinti, credo sia di conoscenza comune…

                ma se proprio proprio vuoi, posso concederti la professione di notaio come invenzione medievale 😉
                (ma solo perché non ho voglia di controllare)

              • Mauricius Tarvisii says:

                “quanto alle “tregue di Dio” sono il semplice copia e incolla delle varie tregue sacre dell’antichità (quella olimpica è una)”

                Uhm, no, secondo me fai confusione tra istituti diversi.
                La Pace di Dio era un movimento di opinione che pretendeva la cessazione delle guerre feudali. La cessazione, non la sospensione o la sospensione in determinati periodi dell’anno.
                Le tregue di Dio erano, invece, solo parzialmente assimilabili alle tregue sacre. E’ verissimo che alcune tregue di Dio riguardavano proprio il non combattere in alcuni periodi dell’anno, ma altre potevano persino riguardare aspetti diversi dalla collocazione temporale della guerra (ponevano, per esempio, limitazioni soggettive o territoriali).

                “Le università nascono al preciso scopo di mantenere la cultura antica”
                No. Le Università nascono come associazioni di studenti che assumono maestri e, poi, come associazioni di studenti e maestri.

                “prima ancora del Vivarium di Cassiodoro”
                Che non era un’università, infatti.

                “il modello è quello dell’Accademia, e delle scuole annesse alla Biblioteca di Alessandria e al Mausoleo di Pergamo ecc. ecc.
                (anche nel mondo arabo, la Bait al Hikmah di Baghdad per esempio, si rifà allo stesso modello)”
                Che è il modello della scuola, non quello dell’università.

                “che gli avvocati Romani e Greci lo facessero per mestiere, con titoli e cariche ben distinti, credo sia di conoscenza comune”
                Cioè proprio ciò che ho detto non essere ciò che intendiamo per professione forense 😀

              • PinoMamet says:

                Mmm no, cioè proprio ciò che tu hai detto essere.
                Ma se vuoi attaccarti a dei cavilli
                (come in tutte le altre tue obiezioni) tipo, “no, il Registro dell’ordine degli avvocati deve avere la copertina blu, altrimenti non vale”, temo di non volerti seguire su questa strada 😉

              • PinoMamet says:

                A parte tutto, e lateralmente alla discussione
                (amichevole, da parte mia, sono sicuro anche da parte tua):

                ma mi spiegate, davvero, perché il Medioevo vi piace tanto?

                In tanti anni ancora non l’ho capito.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Ma è semplicissimo quello che dico: che requisiti formali dovevi avere nell’antica Roma per definirti avvocato?
                Nell’antica Atene nessuno.

              • Z. says:

                Maurì, è vero, nella Roma classica non c’era l’Ordine degli avvocati e non c’era il Consiglio Nazionale Forense.

                Però c’erano processi con le parti, i difensori, il giudice. C’erano le leggi dello Stato e c’era l’interpretazione della dottrina (anche se il termine che usiamo per chiamare la dottrina nel diritto romano è “giurisprudenza” [1]). Era considerato normale che un difensore parlasse per te.

                Z.

                [1] Sappiano i babbani che “giurisprudenza” ha due significati. Di norma, oggi, il termine indica l’insieme delle sentenze giudiziali; nel diritto romano, invece, indicava la dottrina, la sapienza dei giuristi. In questa seconda accezione oggi non si usa più, se non quando diciamo “Gianroberto si è laureato in Giurisprudenza”. Che poi si dice relativamente da poco: fino alla seconda metà dell’Ottocento ci si laureava in UTROQUE 😀

              • Z. says:

                (ad Atene no, a quanto ci insegnarono il difensore di norma non parlava per te)

              • Mauricius Tarvisii says:

                ma mi spiegate, davvero, perché il Medioevo vi piace tanto?

                Perché il Partenone mi pare una capanna, mentre la cattedrale di Chartres si slancia verso il cielo.
                Perché le proporzioni del Pantheon mi sembrano le stesse di una pagliara salentina, mentre quelle della chiesa dell’abbazia di Fossanova mi danno l’idea di perfezione.
                Perché le statue greche mi lasciano indifferente, mentre gli affreschi del Sacro Speco di Subiaco mi hanno toccato nel profondo.
                Perché mentre scrivevo la tesi di laurea e affermavo quello che volevo mettendolo in bocca ad altra gente mi sentivo nel mio piccolo Adelardo di Bath.
                Perché un giurista che dice che la terra del feudatario appartiene in un certo senso al contadino che ci vive (la nozione di “proprietà utile”, la contraddizione plateale e sfacciata del diritto romano spacciata per diritto romano!) è un compagno ad honorem.

              • Mauricius Tarvisii says:

                @Z
                Ma infatti precisavo proprio questo: la professione forense non è il vendere i propri servizi come difensore. L’idea di professione ordinistica (che può piacere o no, ma non è questo il discorso) è medievale.

              • Z. says:

                Maurì, tu che fai piangere Sant’Ivo col tuo grillismo sei un compagno ad dishonorem!!

                😀 😀 😀

              • PinoMamet says:

                Sono onesto. sto cercando quali fossero i requisiti per esercitare l’avvocatura nell’Antica Roma.

                A parte questo, che dire, nelle unbiversità non studiate più Diritto , ehm, Romano ?

                se lo sono inventati i medievali? 😉

                (guarda, di Giustiniano, se a viva forza vuoi farne un medievale, so già. 😉 )

              • Mauricius Tarvisii says:

                L’idea di studiare il diritto romano se la sono proprio inventata i medievali. Non era affatto una necessità ineluttabile: oltremanica se la sono cavata benissimo senza.

              • PinoMamet says:

                “Perché il Partenone mi pare una capanna, mentre la cattedrale di Chartres si slancia verso il cielo.”

                De gustibus eccetera, ma tu l’hai mai vista l’Acropoli di Atene? arrivandoci da sotto, dal basso? Magari sotto sera?
                O nella luce abbagliante del meriggio?

                Altro che capanna…

                mentre le chiese medievali, mah, mi fanno una tristezza.
                Anche quelle belline (il retro del Duomo di Siena, con la sua bella scalinata a lato del battistero).

                Sulla statuaria classica (non greca semplicemente, greco è tante cose…) non mi esprimo: è esattamente l’idea di classicità che trovo un po’ scontata e banale, e dalla quale invito a liberarsi se si vuole considerare l’evo antico, che fu molto di più e di più divertente.
                Comunque sempre meglio Policleto di Antelami, se devo scegliere 😉

              • PinoMamet says:

                “L’idea di studiare il diritto romano se la sono proprio inventata i medievali.”

                Grazie al cazzo 😉

                e poi, a dire il vero no: già i Romani lo studiavano 😉

              • Z. says:

                Comunque…

                per me il senso dell’avvocatura è proprio la difesa della parte, e soprattutto la difesa della parte in giudizio.

                E il processo come noi lo conosciamo e intendiamo nasce in larga misura col diritto romano…

              • Z. says:

                Pino quando dice “meriggio” e “sagrifizio” mi dà lo stesso effetto galvanizzante di Peucezio quando disserta di aferesi, apocope e raddoppi fonendoscopici.

                Per qualche secondo mi illudo pure che abbia avuto senso fare il classico anziché l’ITIS 🙂

            • PinoMamet says:

              “Perché un giurista che dice che la terra del feudatario appartiene in un certo senso al contadino”

              sì, bellissimo, ma il mio punto è:

              non sarebbe meglio liberarsi del feudatario, punto e basta? 😉

              perché vi piace un’epoca in cui il feudatario non solo c’è, ma esiste tutto un sistema sociale, morale, giuridico che giustifica il fatto che ci sia??
              (magari poi vabbè limitandolo, che c’entra).

              Tu mi dirai, eh ma nell’antichità c’era la schiavitù; è vero.
              Però, come dire, l’impressione è che sembrasse una forzatura, un’ingiustizia, anche allora; che poi si faceva i salti mortali per giustificare, perchè faceva comodo.

              Mentre nel Medioevo, l’impressione è appunto che si dovessero fare i salti mortali per giustificare l’uguaglianza delle persone, mentre era scontato per tutti che fossero diseguali…

              • Mauricius Tarvisii says:

                “non sarebbe meglio liberarsi del feudatario, punto e basta?”

                “Mentre Adamo zappava ed Eva filava dov’era il signore?” dicevano i lollardi, che furono solo tra gli ultimi a provare a liberarsi dai feudatari. Con poco successo, visto che non ho memoria di società storiche stabili prive di classi sociali.

                “perché vi piace un’epoca in cui il feudatario non solo c’è, ma esiste tutto un sistema sociale, morale, giuridico che giustifica il fatto che ci sia??”
                Perché è normalissimo che una cultura giustifichi il proprio ordine sociale. La differenza è tra le culture che riescono a imbrigliarlo e quelle che non lo fanno. E l’esempio lo fornisci tu sotto…

                “Tu mi dirai, eh ma nell’antichità c’era la schiavitù; è vero.
                Però, come dire, l’impressione è che sembrasse una forzatura, un’ingiustizia, anche allora; che poi si faceva i salti mortali per giustificare, perchè faceva comodo.”
                I greci non ci hanno mai provato ad imbrigliare la schiavitù ed i romani lo hanno fatto molto tardi (per esempio, vietando l’omicidio dello schiavo). Ma tra quello che si pone il problema e lo imbriglia in forme giustificabili (e quindi controllabili) e quello che il problema non se lo pone affatto, permettimi di preferire il primo!

                “Mentre nel Medioevo, l’impressione è appunto che si dovessero fare i salti mortali per giustificare l’uguaglianza delle persone, mentre era scontato per tutti che fossero diseguali…”
                L’uguaglianza delle persone era davanti a Dio, mentre era scontato nella quasi totalità delle società medievali che le persone fossero socialmente diseguali.
                Il problema era un altro: come si gestisce questa diseguaglianza? E’ un problema univerale, se ci pensi.

        • PinoMamet says:

          Faccio due esempi a caso: Clemente Alessandrino racconta un mito un po’ osceno sulla nascita dei Misteri Eleusini;
          beh, direte, se lo sarà inventato a scopo sputtanamento, scrivendo da parte cristiana;

          invece, leggi il prologo de Lo cunto de li cunti, mille anni dopo, e toh, è la stessa storia.

          altro esempio: le frasi di Seneca sono tuttora usate come frasette motivazionali da social network, tal quale allo zen o al taoismo-da-bar;
          la sapienza medievale appare invece come simbolo di alterità e di esotismo nelle serie tv…

          • Peucezio says:

            Uhm…
            Dovrei andarmi a rileggere il prologo del Cunto de li cunti, ma a naso mi sembrano un po’ degli universali di tutte le culture molto sviluppate, con forti componenti cittadine.

          • PinoMamet says:

            Credo appunto che siano universali

            (il caso specifico è una vecchia che provoca il riso di una fanciulla inconsolabile- dea in un caso, principessa nell’altro- mostrando oscenamente l’organo sessuale;
            il significato simbolico e potenzialmente rituale/religioso/mitico lo possiamo anche sviscerare ma esula…)

            • PinoMamet says:

              Ma non credo affatto abbia a che fare con le culture sviluppate o urbane, in modo particolare.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Se sono universali non sono un lascito della civiltà antica, ma di ciò che c’era prima, al massimo.

            • Peucezio says:

              Pino,
              ma in base a cosa dici che nel Medioevo non ci sono?
              Tieni conto che non c’è solo ciò che viene tramandato dai testi. Nel Medioevo probabilmente si preoccupavano meno di esporre miti o topoi popolari, di quanto non si preoccupassero per esempio di scrivere di teologia cristiana.

            • PinoMamet says:

              Non dico che non ci sono! Dici che c’erano già prima.

            • Peucezio says:

              Ah, vabbè, allora siamo d’accordo.

            • Peucezio says:

              Pino,
              ma spiegami una cosa.
              Tu ci ricordi spesso e con ragione che il mondo greco-romano non era solo l’Atene del V secolo (esclusi gli schiavi e tutti quelli che non avevano pieni diritti politici) o una certa Roma repubblicana, ma era tutto un mondo, di cui ci è arrivata o comunque tendiamo a considerare solo la punta dell’iceberg.

              Ma se (semplifico in senso dualistico; ovvio che il discorso sarebbe più ampio e complesso) il mondo popolare o comunque non quelle cose per cui studiamo e ammiriamo ancora il mondo classico era simile a quello precedente e successivo e probabilmente delle altre civiltà, allora lo specifico dell’antichità classica sono proprio quegli aspetti che nella vulgata sembrano esaurire la classicità (quasi che l’ultimo contadino di qualche zona sperduta fosse un finissimo filosofo).
              Sarebbero cioè sì appannaggio di pochi (non solo come ceto, ma avrebbero caratterizzato momenti e luoghi specifici), ma, insomma, sarebbe quella la vera peculiarità.

              Oppure pensi che anche questa classicità meno nota, meno studiata, meno illustre, tutto questo sostrato che c’è dietro a quelle grandi realizzazioni che identifichiamo con la classicità, abbia un suo specifico rispetto alle altre civiltà?

              Per inciso, non dimentichiamo mai che ci è arrivata una piccola parte della loro produzione letteraria, ma, vabbè, lì non possiamo farci granché, come facciamo a sapere cosa si diceva in tutto il resto dei testi?

          • PinoMamet says:

            “Oppure pensi che anche questa classicità meno nota, meno studiata, meno illustre, tutto questo sostrato che c’è dietro a quelle grandi realizzazioni che identifichiamo con la classicità, abbia un suo specifico rispetto alle altre civiltà?”

            è una domanda molto bella perché non semplice.

            Tutto sommato, credo un suo specifico esista- ma non credo sia uno specifico “specificamente” greco, o romano, o etrusco.
            Credo che sia uno specifico, diciamo, europeo, o europeo+area del mediterraneo.

            Cioè, esistono dei temi (leggende, miti) che sono sicuramente universali. Su queste cose han già detto tutto gli antropologi o i formalisti, dalla famosa Morfologia della Fiaba di Propp in poi.

            Tuttavia mi pare innegabile che nel mondo folklorico europeo o euro-mediterraneo siano declinati in maniere specifiche, che possono avere ben poco a che fare con quello di altre società.

            Probabilmente ci sarà stata alla base la diffusione dell’agricoltura, e di quale tipo di agricoltura, e in quali tipi di climi; ma non voglio fare neanche troppo il determinista.

            Anche il mais si semina, si mangia ecc.; però i miti del continente americano assomigliano solo in parte a quelli europei.
            Idem quelli dell’Asia orientale.

            Poi ci sarà la forma di famiglia ecc.

            Ma, aldilà di cosa abbia inbfluito su cosa, credo che in Europa (con dentro l’Anatolia e forse il Nord Africa) si sia sviluppata una cultura “vernacolare” abbastanza distinguibile da quella di altre regioni del mondo, una specie di Kulturbund (si dice? lo ricalco da Sprachbund) di cui, per esempio, i famosi miti greci nella loro forma letteraria rappresentano l’aspetto più lezioso, noioso e sputtanato.

            E infatti rispetto ai Greci di Atene, preferisco i Magno-Greci mezzi italici, o i Massalioti e compagni, sicuramente assai più celtici di quando si pensi, i pontici e così via…

            • mirkhond says:

              “o i Massalioti e compagni, sicuramente assai più celtici di quando si pensi”

              O meglio celto-liguri.

            • Peucezio says:

              Pino,
              quindi parli di cultura popolare, di mitologia, tradizioni orali, forse anche cultura materiale, ecc.
              Ma così come le varie culture si differenziano fra loro.
              O potresti individuare una qualche caratteristica speciale, tale da potersi enunciare?

              “Kulturbund (si dice? lo ricalco da Sprachbund)”

              Non l’ho mai sentito, ma perché no in effetti?

              “E infatti rispetto ai Greci di Atene, preferisco i Magno-Greci mezzi italici, o i Massalioti e compagni, sicuramente assai più celtici”

              Celtici???

              • mirkhond says:

                Massalia/Marsiglia sorgeva come un’isola greca in mezzo ad un mare di popolazioni liguri (o celto-liguri più che celtiche propriamente dette).

              • PinoMamet says:

                Sicuramente i massalioti influenzarono moltissimo le popolazioni vicine (che forse non erano affatto più numerose di loro, sospetto) e Strabone ci ricorda che la città (che doveva essere mista, come molte altre fondazioni greche) era diventata la metà di studi greci di moltissime persone, in alternativa ad Atene.

                Le fonti, scioviniste, credo passino sotto silenzio, o quasi, l’influenza opposta, che pure non doveva mancare, perlomeno sotto il profilo della cultura materiale.

              • Peucezio says:

                Già, mi era sfuggito “Massalia”, per quello non capivo.

      • Peucezio says:

        Pino,
        ancora non ho capito.
        Vuoi decostruire l’Antichità classica in sé o la nostra percezione o vulgata o mitologia dell’Antichità? C’è una bella differenza, come ben comprenderai!

        • PinoMamet says:

          Ma la stessa obiezione la puoi fare ai post-modernisti..

          • Peucezio says:

            Quale obiezione?
            Io veramente ti avevo fatto una domanda, non avevo formulato un’obiezione…

            • PinoMamet says:

              Allora la stessa domanda la puoi fare a loro 😉

              • Peucezio says:

                Mah, forse c’erano un po’ entrambe le cose, ma nel complesso non credo che i postmodernisti negassero l’esistenza della modernità.
                Ma erano e si sentivano gli interpreti di un superamenti che era nei fatti e di cui loro in qualche modo si facevano ideologi.
                Ma, insomma, quando Foucault parla del manicomio e tutto il resto mica ne parla come di miti, ma di trasformazioni reali, di forme inedite di controllo molto forti e invadenti.

  9. Moi says:

    @ PEUCEZIO

    Secondo te, il Politicamente Corretto rientra nel PostModernismo (che dovrebbbe essere un termine che adesso fa figo chiamare “termine-ombrello” …) oppure siamo OLTRE ?!

    Provo a farmi capire con due esempi, che vanno appunto oltre il “decostruire” :

    I

    alla Femminista Americana, NON interessa quanto tu possa dimostrarle, sapendo perfettamente il Greco Antico che, che “history” deriva da “historìa” che significa “documentazione” : lei ci sente “his story” e si sente esclusa, per non offenderla … devi ugualmente dire “herstory” studiando la condizione femminile nei secoli scorsi !

    II

    L’ AfroAmericano “Consapevole” considera Thor un fumetto / film Americano … non gli importa nulla dei Norreni Antichi, bisogna adeguarsi agli standard Americani : Asgard dev’ essere “multietnica” come New York, o si mobilita una megaprotesta AntiRazzista ! D’altronde, sono già dventati “Negri” (per dar enfasi al discorso 😉 …) tanti personaggi immaginari da fumetto / film che NON lo erano mai stati.

    Siamo a posto ?! … Neanche per sogno ! … E infatti adesso tocca a Personaggi Storici
    con il ritratto che li mostra Bianchi perfino Norreni: a te (!) spetta dimostrare che quei ritratti NON sono un Falso Razzista ! L’ AfroAmericano “Consapevole” , invece, può dire e scrivere che Romolo e Remo giunsero alle foci del Tevere in canoa, dalle sorgenti del Nilo … se hai da ridire sulle fonti antiche , sei Razzista !

    O comunque, frega niente : l’Italia deve mostrarsi “open-minded” e promuovere la “Diversity” !

    • Moi says:

      Insomma, ben oltre la “DeCostruzione” … questa è “ReInvenzione” !

    • Peucezio says:

      Moi,
      “Secondo te, il Politicamente Corretto rientra nel PostModernismo (che dovrebbbe essere un termine che adesso fa figo chiamare “termine-ombrello” …) oppure siamo OLTRE ?! ”

      Secondo me il politicamente corretto ha ben poco a che fare col postmoderno e tantomeno va oltre.
      Ma semmai torna al di qua, è un passo indietro rispetto al postmoderno. Semmai si potrebbe qualificare come “neomoderno”, cioè moderno in senso nuovo.
      Il postmoderno è un pensiero critico, intellettualmente spregiudicato, anti-bigotto, che rompe categorie, non le costruisce, rompe miti, ipostatizzazioni.
      Il politicamente corretto è un pensiero autoritario, fatto di certezze apodittiche, bigotto, che ama costruire categorie su categorie, inventa identità inesistenti e le difende fanaticamente come enti metafisici, come totem religiosi e anche come miti giuridici, istituzionali e politici.

    • Peucezio says:

      E’ quello che ho detto altre volte.
      La contemporaneità è regressiva, è espressione di una veteromodernità (ovviamente in forme nuove, perché nulla si ripete in modo identico).

      • Francesco says:

        sbagli.

        il PC manca della serietà della modernità, offre scuse e armi retoriche per una violentissima guerra di minoranze che vogliono essere parassitarie e risarcite, campare a spese dei cattivi per sempre

        è una ulteriore decadenza dell’umano lungo una strada che comprende la modernità e la post-modernità

        • Peucezio says:

          Il PC?

          • Francesco says:

            il Politicamente Corretto di cui parlavi tu con Moi poco più sopra

            • Peucezio says:

              Francesco, come al solito sei un po’ ingenuo.
              Il politicamente corretto è l’espressione del potere delle classi dominanti e non ha nulla a che fare con le minoranze parassitarie di cui parli, che ne sono solo un vessillo, così come in Italia il filo-immigrazionismo è legato, per scelta culturale, al mondo intellettuale e ai ceti elevati e, per interessi economici e di potere, a quel sottobosco politico che ci si arricchisce materialmente, mentre il kebbabbaro di sotto casa (che non è neanche parassitario, ma a parte questo l’analogia funziona) è un tipo che pensa a portare avanti la baracca e sfamare la famiglia e non ha nessuna influenza su nulla.

              Poi, certo, è una forma di ulteriore decadenza.
              Ma invece il postmoderno è una reazione alla modernità, non una sua radicalizzazione.

              • Francesco says:

                non sono convinto della tua conclusione, a me filosoficamente pare proprio una radicalizzazione

                se Cartesia diceva “cogito ergo sum”, radendo tutto al suolo per poi tentare di ricostruire una metafisica, questi dicono “sproloquio ergo boh”, che è anche più corretto – ma più distruttivo

                in politica non so, mi pare che stiamo a discutere del potere dell’imperatore o dei patrizi nel momento in cui comandano davvero i re germanici!

                😀

              • Peucezio says:

                Sul piano filosofico d’accordo, ci può stare ciò che dici.
                Infatti non l’ho escluso, anzi, direi che sono sostanzialmente d’accordo.
                Ma non so se la cosa è interpretabile solo in senso lineare, come se ci fosse un percorso e si può andare solo avanti o indietro.
                Io trovo che il politicamente corretto sia un capovolgimento di tutti i valori della Civiltà intesa sub specie aeternitatis, ma imposto in modo autoritario, arrogante e aggressivo e al tempo stesso bigotto.
                Il postmodernismo è tutt’altra cosa, è l’individuazione delle contraddizioni della modernità (e forse anche di tutta la metafisica e il razionalismo occidentale, d’accordo), il che può avere anche una funzione molto sana, sia pure solo come pars destruens.

                Non ho capito invece l’ultima osservazione, sulla politica.

              • Francesco says:

                Non sono certo che quelli che comandano in Occidente comandino veramente molto

                Spesso ho l’impressione che siano rincoglioniti pure loro e che stiano affondando mentre si raccontano che fanno la Civiltà Gender Giusta o il Transumanesimo

                Come essere governati da Moi, insomma! altro che i Savi di Sion, come pensi tu

              • Peucezio says:

                Mah, può anche essere.
                Cavoli loro alla fin fine.
                Io non penso né che il potente sia una persona felice a causa del suo potere, né che sia poi davvero così intelligente e lungimirante da mantenere il potere (per sé e il suo ceto) o da perpetuare una società secondo la sua idea.
                Il potere è banalmente un meccanismo di capo-gregario e un sistema di controllo da parte di pochi di meccanismi che riguardano i molti. E come tale ha molti limiti e soggiace a degli istinti o comunque risente delle debolezze di chi lo esercita (che è comunque più libero del gregario, ma meno dell’uomo estraneo a tale logica).
                Quindi non mitizzo il potere, ma lo constato.

  10. Moi says:

    C’è anche un’altra definizione, molto pragmatica, di “PostModernismo” : ciò che segue il Marxismo fra gli Intellettuali Professionisti … 😉 NON l’ ho inventato io, non ricordo la prima fonte: ma non m’importa. In fondo ha senso, anche i Liberals hanno assorbito molto metodo e retorica dal Marxismo, cambiando.

    E anche i Centri Asociali 😉 OKKupati e i Kollettivi Femministi riscoprono Mario Mieli, che in “presa diretta” venne ridotto al minimo peso ideologico dal Marxismo … ma era avantissimo, perfino oggi è studiato in USA fra i Gender Studies !

    Fra l’altro, stravolgono entrambi : arrivando a dire che il “Capitalismo” sarebbe l’ultima fase del “Patriarcato” che abbiamo iniziato a distruggere (?!) nel Sessanttto contro (?!) il Consumismo (come se i Padri-Padroni insegnassero lo sperpero) !

    • Moi says:

      entrambi Marx e Mieli …

    • Peucezio says:

      Sì, questo è il mito, la propaganda. La realtà è molto diversa.

      Il progressismo contemporaneo ha ereditato dal marxismo, oltre che materialismo, distruzione di famiglia, patria, religione, ecc., il cinismo come metodo di azione e l’autoritarismo violento, rivendicativo e fintamente ribellista.

      Mentre non ha ereditato il riscatto dei deboli e le istanze di giustizia sociale, così come le capacità di analisi economica e di comprensione delle dinamiche sostanziali delle società e degli equilibri di potere.

      In compenso ha ereditato dal liberal-capitalismo il modello economico-sociale (oggi siamo in una società capitalista, mica socialista) e soprattutto il cinico individualismo e il principio per cui nulla è contrattato e legato a una relazionalità e a una comunità, ma tutto è proiezione del proprio narcisismo e la realtà (ambientale, biologica, anagrafica, ecc.) deve adeguarsi a tale proiezione. Cioè in sostanza la perdita della dimensione del sociale, che ormai è del tutto estranea alla sinistra contemporanea (difendono gli immigrati come nuova manodopera e nuovi consumatori).

      • Daouda says:

        Che oggi si sia in una società capitalista vittima del neoliberismo questo lo credete te e gli altri stronzi de destra o de sinistra dell’europa continentale.

        E ai badi…Keynes, Friedman e Hayek sò della stessa parrocchia.

  11. Malleus says:

    “E quindi, con tutto rispetto per Foucault, mi sembra che i neopostmdernisti dovrebbero avere un’unica parola d’ordine: viva le micro, le meso e le macroaggressioni!”

    Allora, perché non ti piace quando i gilets gialli danno al fuoco la merdosissima République?

    • Per Malleus

      “Allora, perché non ti piace quando i gilets gialli danno al fuoco la merdosissima République?”

      Mi sfugge qualcosa.

      Io, che non sono postmodernista, dico che paradossalmente la logica postmodernista dovrebbe portare (loro) ad esaltare la violenza.

      Sui Gilets Gialli, ho riportato qui un interessante articolo (non mio) dove si è parlato del rapporto centro/periferia in Francia, un articolo peraltro abbastanza favorevole ai GG.

      Poi ho scritto della mia preoccupazione per una questione più ampia.

      Siamo al picco delle risorse, e da qui in poi la coperta/risorse diventerà sempre più corta.

      E da qualche parte inizieranno a tagliare: ad esempio, aumentando il prezzo della benzina ai pendolari. E i pendolari comprensibilmente non ci stanno – credo che vedremo sempre più rivolte di questo tipo nel mondo.

      Ma non è una presa di posizione “contro” i GG.

      • Peucezio says:

        Però ci terrei a sentire il tuo parere sulle questioni che ho posto.
        A me sembra che davvero mischi cose molto diverse, che hanno sì alcuni elementi di continuità, ma altri di chiara inversione di segno.

        Pensa al relativismo culturale. Un postmodernista non avrebbe mai universalizzato i diritti civili come espressione suprema di una parabola di emancipazione dalla barbarie. Credo sia proprio il concetto di “giusto”, di “etico” ad essere estraneo all’orizzonte concettuale di un pensiero come quello, mentre il mondo di cui parli tu è manicheo e fanatico, altro che decostruire!
        Se Foucault si risvegliasse oggi, penserebbe di essere capitato nel suo peggior incubo.

      • Peucezio says:

        Non ho letto Derrida, ma ho vagamente presente quella temperie.
        In un’epoca oppressiva come la nostra quella è aria fresca, salubre, di libertà, di sana spregiudicatezza intellettuale.

        Pensare che una volta i francesi erano provocatori, oggi sono una colonna portante dell’ordine più opprimente.

      • Peucezio says:

        Aggiungo che tu parli di aggressione.
        Ma è chiaro che è quel tipo di pensiero ad essere aggressivo, in un gioco speculare in cui lo attribuisce agli altri. E’ esattamente come il lupo di Esopo che stava più in alto sul fiume.
        Davvero non ci vedo nulla di esangue, molle, femminile, imbelle in quella cultura di cui parli. Non solo è una cultura intransigente, intimidatoria e totalitaria, ma sono proprio gli unici ad attuare forme di violenza fisica in forma organizzata (i gesti individuali dei balordi poi sono un’altra cosa): si è mai sentito che gruppi antifemministi, familisti, cattolici, ecc. siano andati a disturbare con atti violenti gli eventi di costoro?
        Poi magari arriva il suprematista bianco pazzo e fa fuori una cinquantina di negri. Ma il tuo assunto è che costoro si oppongano a una forma di oppressione, di violenza ordinata, organizzata, non ai gesti imprevedibili di qualche fanatico. Mentre sono proprio loro a esprimerla.
        Come ogni potere oppressivo d’altronde: è il solito meccanismo che tu stesso hai spesso messo in luce parlando dell’unica religione obbligatoria (che è un’altra faccenda, ma il metodo è simile).
        Poi è normale che l’oppressore si legittimi dicendo che l’alternativa è peggiore e più cattiva, ma questo credo sia così dalla notte dei tempi.

    • roberto says:

      “Allora, perché non ti piace quando i gilets gialli danno al fuoco la merdosissima République?”

      dico la mia: non danno al fuoco la République, cosa che comunque mi starebbe antipatica. danno fuoco a dei ristoranti (lasciando a spasso chi ci lavora*), dei chioschi di giornale (bruciando il lavoro di chi ci lavora) delle macchine di tizio caio e sempronio (lasciati a piedi) eccetera

      * leggo che il ristorante bruciato a parigi ha promesso di pagare lo stipendio alle persone che ci lavorano, una sessantina, anche perché è di proprietà di un gruppo che ha altri ristoranti e possono spostarli altrove. fornitori (cioè il Piccolo Panificio Artigianale, il Piccolo Fruttivendolo eccetera) e dipendenti di altri ristoranti si fregano

      • Peucezio says:

        Questi però escludo c’entrino qualcosa con i francesi delle campagne che fanno fatica a pagarsi gli spostamenti in auto coi loro redditi e simile umanità.
        Questi sono i soliti teppisti che, appena si fa un po’ di casino, ne approfittano per fare danni in modo gratuito.
        Io non dico che siano infiltrati (benché ciò che fanno va a totale detrimento della causa del gilet gialli): è che i francesi sono violenti per natura e allora, appena c’è un po’ di agitazione, vnegono fuori un sascco di teppisti.

        Te lo dice uno che non ha mai avuto problemi a riconoscere che al G8 di Genova, accanto ai vandali (compreso Carlo Giuliani, che più che un vandalo era un tentato assassino, perché un estintore in testa a una persona questa significa) c’era gente che poteva avere orientamenti e sensibilità diversissime dalle mie, ma del tutto pacifica (e conosco di persona gente che ci è andata).
        Altra cosa sono i no global che vanno a manifestare quando c’è un comizio di Salvini o della Meloni e che quindi
        1) non ritengono che essi possano fare liberamente i loro comizi come ogni partito,
        2) hanno la violenza come unica cifra espressiva.
        Quella sì, è solo teppaglia.

        • Peucezio says:

          Correzione:
          “Altra cosa sono i no global”
          volevo dire
          “… quelli dei centri sociali”

        • Roberto says:

          Sui gilets jaunes sei ottimista….per l’incendio e la devastazione del ristorante sugli champs Élysées hanno arrestato una coppia che è proprio il caso tipico: 30enni, di provincia, lavori che non permettono tanta fantasia, fissi davanti al computer (infatti li hanno presi perché postavano gli oggetti rubati su FB), ma con il nuovo hobby della rivoluzione (secondo arresto)

          Sono comunque d’accordo su tutto il resto.

          • Peucezio says:

            Allora sono proprio i francesi che hanno un gene fuori posto, hanno la violenza nel sangue, di qualunque parte o orientamento siano.

            Poi ci sarà anche dell’odio antiparigino, che però non giustifica in nessun modo…

            • Francesco says:

              sai, quelli che si sentono tanto tanto vittimi tendono a essere parecchio violenti, e pure a casaccio

              mica solo se francesi

        • roberto says:

          preciso:

          il tizio che brucia una macchina o un chiosco di giornali, quello che non fa parlare la meloni o salvini e quello che uccide matteoti sembrano tutti gradazioni della stessa stirpe che mi sta soverchiamente antipatica

          • Peucezio says:

            Come darti torto.

            Anche su Matteotti. Poi ci sarebbe da capire cosa è successo e di chi sono le responsabilità (io penso che il Duce non avesse nessun interesse ad avere di fronte al mondo un cadavere sulla coscienza, ma non ho approfondito la questione, quindi non voglio sbilanciarmi).

            • Francesco says:

              peccato però che l’Italia non abbia colto l’occasione per far fuori politicamente il Duce e i suoi …

              come sono felice di non esserci stato, nella prima metà del XX secolo!

              ciao

            • habsburgicus says:

              l’occasione per far fuori politicamente il Duce e i suoi …

              sarebbe stato semplice..bastava che almeno il Senato (meglio se anche la Camera) avesse votato un ordine del giorno di censura…”forzando” le mani del Re, Nostro Signore e Sovrano.. il quale allora avrebbe potuto fare, e verosimilmente avrebbe fatto, un XXV luglio anticipato di 19 anni probabilmente con le buone, senza necessità di autoambulanze (nel 1924 Mussolini era debole, ancora) ma se necessario con le cattive (RR. Carabinieri e R. Esercito)..loro invece preferirono fare l’Aventino, i pazzi ! restare in Parlamento, tessere alleanze con circoli pro-fascisti ma ormai disillusi, cercar di separare Federzoni (concittadino di Moi) da Mussolini o al limite i federzoniani (ex-nazionalisti) da Federzoni stesso, ecco quel bisognava fare !
              non lo fecero
              e il risultato fu il 3 gennaio (1925)
              e poscia la dittatura

  12. Carlo says:

    Per Miguel, una piccola precisazione: il papa delle encicliche contro il modernismo è Pio X non Leone XIII.

    • Daouda says:

      Er modernismo sintesi de ogni eresia, un modo pé ddi che nun se ssà manco che d’è.

      Vabbè Leone XIII ha aperto alla democrazia, Pio X ha distrutto er breviario, me sà che fanno parte della congrega a sto punto

      • mirkhond says:

        Per Daouda la sede vacante comincia nel 1878?

      • Daouda says:

        No.

      • Daouda says:

        Io mica ho mai detto che è vacante…

        • mirkhond says:

          Dal tuo intervento, mi è sembrato che le tue idee in merito siano ancora più reazionarie di quelle dei sedevacantisti.
          Cosa pensi dell’attuale papa?

        • Daouda says:

          Cià anche alcune cose positive ma in definitiva ne penso male.
          Poi essendo gesuita , e per me i gesuiti sono solo dei marrani cabalisti, figurati…

          Ma ciò non significa che pensi bene degli altri papi precedenti, ugualmente non vuol dire che non siano papi a tutti gli effetti

        • Daouda says:

          Io poi nun sono reazionario

          • Francesco says:

            che tu non sia etichettabile ce ne siamo resi conto

            forse da un bravo psichiatra? 😀

          • Daouda says:

            Posso garantirti che pure loro nun sò bboni a ffà n caso clinico

            • Francesco says:

              peccato, che se ne avevi incocciato uno bravo pure a me me serviva!

              🙁

            • Daouda says:

              L’esse bravi pe no psichiatra da paziente è solo na cosa.
              Prende na medicina rodata e nuova che copra una serie de patologie consimili ( che sinnò che cazzo a studiato affà ) ed appioppattela sotto monitoraggio con l’intenzione de levalla.

              • mirkhond says:

                Hai cambiato diversi psichiatri?

              • Daouda says:

                2 ma me sò fatto diagnosticà da 4. Se poi aggiungi il parere dei medici non adetti od il parere degli psicologi ( parere eh, no diagnosi ) praticamente ciò avuto avuto tutto anche se in maniera non grave ringraziando DIO

    • habsburgicus says:

      Per Miguel, una piccola precisazione: il papa delle encicliche contro il modernismo è Pio X non Leone XIII.

      credo che Miguel lo sappia bene
      ma Leone XIII é il Papa antimassonico e antiliberale per antonomasia !
      (ciò non è notissimo, specialmente nella storiografia “conciliare” che mette in ombra questo aspetto di Papa Pecci)
      ed é anche se mi permettete il Papa più saggio 😀
      infatti Leone XIII fu durissimo nella teoria (più di Pio IX talvolta !!!! lo so che ciò stupirà alcuni ma è spesso così) e invece fu apertissimo, souple e al limite della spregiudicatezza nella pratica ! (contatti con la Francia radicale e fanaticamente anticattolica in funzione antiitaliana, démarches denuncizte con isdegno da Crispi verso l’estrema sinistra italiana repubblicana contro i Savoia)
      é il modus procedendi che, nella mia pochezza e insignificanza, mi trova d’accordo !
      io critico il Concilio, a differenza di altri più “puri” e “rigidi” di me, non tanto perché ha cambiato le cose
      riconosco che molte abitudini erano difficili da mantenere, nei nuovi tempi
      lo stigmatizzo, invece, perché ha lasciato gettar via tutto o quasi anche in teoria !
      se il Concilio si fosse limitato a lasciare in pratica libertà a quasi tutto, MANTENENDO TUTTAVIA LA CONDANNA FORMALE SENZA INNOVARE DALLA PRASSI CENTENARIA, io non criticherei il Concilio !
      fecero diversamente 😀

    • Peucezio says:

      Veramente era già stato segnalato nell’altro post…

      Comunque mi piace ‘sto taglio: avresti potuto scriverlo tu 🙂
      Non scherzo: parlo del cogliere il paradossale della realtà.
      Rimanendo in questo gioco si potrebbe dire che non vogliamo gli immigrati in Italia per preservarli dalla violenza bruta degli italiani nei loro confronti 😀

      • Z. says:

        Credo che Miguel avrebbe scritto la prima parte in modo più sintetico e meno ridondante, e la seconda in modo più sintetico e meno compiaciuto 🙂

        Detto questo, a una prima letta non avevo capito che le citazioni erano vere…

        PS: resto comunque convinto che “c’ho” si legga “kò”!

        • Peucezio says:

          “PS: resto comunque convinto che “c’ho” si legga “kò”!”

          OMDAZZONE!!! (che non è una parolaccia… 🙂 )

      • PinoMamet says:

        L’articolo ha senz’altro ragione, tra le altre cose, sul destino discografico dei due figuri;

        “la casa discografica adiacente/ veste il cantante/ come un deficiente/ lo lancia sul mercato/ sottostante”
        😉

  13. Daouda says:

    PASCARELLA, LI PRINCIPII

    ” Diceva bbene Checco a l’osteria:
    «Ogni omo deve avécce er suo penziero».
    Penzi bianco? Si ‘n antro penza nero
    Rispetteje er pensiero e cusì sia.

    Vor di’, ssi te ce trovi ‘n compagnia,
    Je pôi di : – Tu te sbaji…Nun è vero… –
    Ma, sempre semo llì, vacce leggero,
    Perché ar monno ce vo’ filosofia.

    E scrìvetelo drento a la ragione,
    Che fra l’omo e ‘r principio cambia aspetto.
    Io defatti, si ‘n quarche discussione

    Trovo che ddì’ co’ quarche giovenotto,
    Quello che sia principio lo rispetto,
    Ma quello che sia omo lo scazzotto.”

    • Z. says:

      Più onesto dei suoi strenui difensori, che a questo punto ci auguriamo silenti sino all’Armageddon.

      (parlo dei difensori a mezzo stampa, naturalmente, non degli avvocati)

      • roberto says:

        qui ho vari colleghi francesi che mi hanno trifolato gli zebedei per anni con questa storia e su come il sistema giuridico italiano si abarbaro e su come la francia sia l’unico baluardo dei diritti umani.

        non sono uso gioire per le disgrazie giudiziarie altrui, ma sto stampando varie versioni di quell’articolo da far mangiare a varie persone (e la sorella di zidane lo sappiamo tutti cosa faceva)

        • Z. says:

          Francesi? Addirittura francesi?

          Se ritenessi il coraggio una virtù da ammirare, proporrei i tuoi colleghi per la medaglia d’oro 🙂

          • Peucezio says:

            Tra l’altro le prigioni francesi sono peggio dei lager nazisti…
            Ma il senso della vergogna è proprio completamente estraneo a quel popolo?

            • roberto says:

              eddai non esagerare!

              • Z. says:

                A volte il Peucezio è proprio la contemporaneità fatta persona 🙂

              • Peucezio says:

                Vabbè, è notorio.
                Così come i nostri sono alberghi a 5 stelle, solo un po’ troppo affollati.

                Non scherzo: l’altro giorno ascoltavo un’intervista fatta da un mio amico a uno di quelli che fecero la rapina di via Osoppo, a Milano, che è rimasto impressionato visitando un carcere oggi, lui che ci è stato negli anni ’50-’60.

              • Z. says:

                Peucezio, tu sei mai stato in un carcere? O spari sentenze per sentito dire, come sui magistrati?

                Accetta un consiglio: non farlo.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Che vergogna! Criminali e richiedenti asilo in alberghi a 5 stelle sovraffollati, mentre i pensionati stanno nelle tende e i terremotati non arrivano alla fine del mese.

              • Peucezio says:

                Perché, voi siete stati in quelli francesi?

                E, rimanendo al mio paragone, nei lager tedeschi? Quando erano in funzione, s’intende.

              • PinoMamet says:

                Beh dai il paragone coi lager tedeschi credo sia leggermente eccessivo 😉

              • Peucezio says:

                Pino,
                certo, era chiaramente un’iperbole.

              • Peucezio says:

                Z.,
                “Accetta un consiglio: non farlo.”

                Ci conosciamo ormai da anni e quindi ho sviluppato una confidenza con te tale per cui se avessi bisogno di un tuo consiglio, non mi farei nessuna remora a venirtelo a chiedere.
                Non prevenirmi, facendo più del dovuto, se no mi metti in imbarazzo! 🙂

              • Z. says:

                Peucè, secondo me non dovresti abbandonarti al pressapochismo che spesso critichi negli altri.

                Proprio per la confidenza che giustamente ritieni di avere con me, mi sento di dirtelo ancorché non richiesto 🙂

              • Peucezio says:

                Io critico il pressappochismo negli altri??

              • Peucezio says:

                Ah. vabbè nei giornalisti!

                C’è una bella differenza!
                Loro si accreditano come coloro che danno informazioni corrette e vengono letti da milioni di persone, noi qui parliamo ed elucubriamo a ruota libera. Quindi loro sono tenuti ad avere un minimo di attenzione ai dettagli, noi no!
                Inoltre loro non è che trascurano solo i dettagli: la vacuità e al tempo stesso mistificazione sono la cifra del loro lavoro.
                Io non mistifico e non dico banalità mainstream.
                Tutt’al più posso, con autocompiacimento, dire a volre luoghi comuni da bar; e si capisce quando lo faccio.
                Trovo molto detestabile invece l’atteggiamento di chi si ritiene superiore al fruttivendolo di sotto casa (che io rispetto) e dice banalità a raffica, solo che sono quelle della borghesia (che in genere, diversamente da quelle del fruttivendono, non solo sono banalità, ma sono anche sbagliate).

                Ma, soprattutto, ripeto, non mi leggono milioni di persone: mi sento libero qui perché non ho responsabilità se non verso di voi (che avete tutti gli strumenti critici per fare la tara di quello che dico) e verso qualche sparuto lettore occasionale che sarà più o meno simile a voi.
                Insomma, non faccio cialtronesca opera di mistificazione pubblica e nessuno, leggendomi, sarà indotto a credere cose diverse dal vero: ho un’influenza sulla società pari a zero (e ne sono felice, perché così posso farmi i cavoli miei e nessuno mi viene a rompere le scatole: al massimo devo sopportare qualche vostra obiezione 🙂 ).

              • Z. says:

                Peucè,

                certo, non sei un giornalista. Ma non sei neppure una persona qualunque: la tua cultura non è comune, sai scrivere bene e molte persone, qui e altrove, ti possono leggere.

                Ti piace discutere di temi importanti, ne hai le capacità, puoi contribuire – nel tuo piccolissimo, certo – a diffondere o a mitigare il pressapochismo e la faciloneria che detesti.

                Poi fai quel che ti pare, ci mancherebbe. Solo accetta che un amico abbia il coraggio di rendersi antipatico regalandoti un consiglio 🙂

              • Peucezio says:

                Z.,
                come al solito mi sopravvaluti molto! 🙂

                Grazie della stima comunque.

        • roberto says:

          eh sai, loro hanno avuto degli Intellettuali che gli hanno ordinato di pensare che battisti era innocente, ci hanno pure scritto delle pièces théatrales e dei pamphlet su Le Monde…..

        • PinoMamet says:

          OMDARissimo

  14. Daouda says:

    Che cos’è il modernismo scusate?

    • Daouda says:

      Parlare di kurdolandia è modernista o postmodernista ad esempio? Il tragico evento li in Zelanda , con un tizio che invera le fisime del mondo memetico è postmodernista per questo o per che cosa?

    • Daouda says:

      Mancherebbe il finalismo? Beh , è buono che il gregge ( delle capre ) lo creda.
      Mancheebbero i grandi racconti? Idem.
      Contingenza, aleatorietà, strumentalità ideologico estetica? Ibidem.

      Forse l’unica cosa reale è che mainstream e underground, generalista e controculturale, ufficiale ed alternativo, alto e basso, si rispecchiano l’uno nell’altro.

      Anche la questione transumanista è troppo vecchia, è dai tempi di Enoch che il mondo ne parla.
      Inoltre il transumanesimo si accompagna sempre con una certa dose di gnosticismo ed anche qui siamo a cavallo ma sono tutte cose vecchie.

      A me sembra solo n’abile mossa e n’idoneo verbalismo pè fregà co na cazzata la gente che je và appresso.
      A meno che nun ce siano davvero dei precipui e peculiari punti caratteristici

  15. Moi says:

    Io dei Poverinatori Professionisti di Delinquenti Abituali mi son rotto il cazzo … che se li prendano in casa propria, se temano che il carcere sia un sitarazzo !

    • Daouda says:

      Nun se ponno paragonà Battisti e Corona però…e comunque nun è che hanno fatto cose troppo gravi in fin dei conti.

  16. mirkhond says:

    “Mentre Lotario andrebbe in giro tutto spaesato a chiedersi perché Mario Rossi può votare il governo, o cosa sia il voto, e perché Peppino Bianchi possa tranquillamente dirsi ateo”

    Praticamente, io. 😉

    • Francesco says:

      sbaglio o i Re germanici in generale e l’Imperatore del SRI erano elettivi? al massimo Lotario si chiederebbe perchè il diritto di voto è stato dato a ogni stupido bifolco … come fa anche qualcuno di noi!

      sull’ateismo, io SONO Lotario ma il conto della perdita della fede sta arrivando, come prevedibile

      Duca, resisti ancora un pò!

      • mirkhond says:

        Re germanici in generale

        Non i re dei Franchi, per i quali contava la stirpe, il sangue, perché anche dopo la conversione di Clodoveo al Cristianesimo Cattolico (intorno al 496 d.C.), vi era la credenza che il re avesse sangue divino (delle divinità pagane germaniche).
        Questo spiega la lunga durata della dinastia merovingia anche se dopo Dagoberto I (629-638 d.C.) i suoi successori erano dei “re fannulloni” ed incapaci che delegavano il potere ai loro primi ministri, chiamati maggiordomi o maestri di palazzo (da cui sarebbe emersa la successiva dinastia dei Pipinidi/Carolingi).

        • Francesco says:

          non volevo mettere alla prova la vostra amplissima conoscenza, solo dire che il principio di eleggere un capo non era sconosciuto nel Medioevo

          del resto credo che moltissimo della nostra civiltà derivi da quei maledetti barbari invasori, anche se noi Latini facciamo finta di no

          • mirkhond says:

            Pensiamo solo a stati come la Francia, Germania, Inghilterra, Spagna (erede dei Visigoti) e per certi versi persino l’Italia, erede del Regno longobardo-carolingio (almeno per le regioni centro-settentrionali).

          • PinoMamet says:

            “del resto credo che moltissimo della nostra civiltà derivi da quei maledetti barbari invasori”

            tipo cosa?

            Posso farti un lungo elenco di parole gote, longobarde e franche rimaste in italiano.
            Vabbè, ma anche un elenco di parole arabe se è per questo.

            Voglio metterci anche molti toponimi e nomi geografici.
            Bene, e tutto il resto?

            Guidrigildi, guiderdoni, feudi, faide (nel senso, come cosa legale… come vendette private, esistevano da ben prima), re-taumaturghi, arimanni, aldi e allodi, ne vedi molti in giro? 😉

            • Z. says:

              In inglese “feud” significa proprio “faida”.

              E visto che siamo in tema, e che ogni tanto amiamo ripeterci:

              – in democrazia, il tuo voto conta;
              – nel feudalesimo, il tuo conte vota.

            • Z. says:

              Comunque:

              – il guidrigildo esiste ancora, in senso lato, sotto il nome di “risarcimento del danno per equivalente”. In senso stretto pure esiste ancora, o al più è esistito fino a pochi anni fa, sotto forma di criterio tabellare per la valutazione del risarcimento danni in base all’età (chiedete al vostro civilista di fiducia: lui sa);
              – il guiderdone oggi si chiama “premio produttività” o talvolta “bonus produzione”. A certe condizioni è soggetto a trattamento fiscale e contributivo particolare, come il nostro giuslavorista MT ben sa;
              – l’allodio mi pare si possa tradurre, con approssimazione forse accettabile, con “diritto di proprietà”.

              Ma il nostro rabbi potrebbe obiettare che questi istituti, in qualche misura nati come eccezione nel Medioevo, non erano eccezionali nell’antichità classica e non lo sono oggi.

              In sostanza: cià raggione. Ci tiene molto, sicché su questo fia bene esser preclari.

              🙂

          • habsburgicus says:

            solo dire che il principio di eleggere un capo non era sconosciuto nel Medioevo

            vero Francesco
            anzi, diciamolo, era abbastanza diffuso
            solo per citare alcune Monarchie elettive (alcuni già post-medievali)
            Sacro Impero
            Re scandinavi dell’Unione di Kalmar del 1397 (e poi Re danesi sino al 1660, Re svedesi sino al 1523)
            Re di Boemia da inizio XIV secolo sino al 1547, credo
            Re d’Ungheria (in epoca protomoderna, però)
            Re di Polonia e Granduchi di Lituania (solo dal 1572)
            si può discutere se un barlume di elettività esistesse nell’Inghilterra anglosassone
            la Monarchia visigota di Spagna era da ritenersi elettiva, almeno nel VII secolo d.C
            e, visto che abbiamo solo il Chronicon Albeldense, l’Epitome Ovetensis e la Cronaca attribuita a Sebastiano di Salamanca (tutte della fine del IX secolo d.C) oltre a qualche documento in genere farlocco studiato ai tempi dal Barrau Dihigo, non è impossibile che pure i Sovrani asturiani prima di Alfonso III (866-910 d.C) siano stati in qualche elettivi, in quelle oscure lande delle Spagna del nord ove non si estese la dominazione del Corano dopo l’infausto 711 d.C e dove si preparò con pazienza, eroismo e sagacia la gloriosa epopea della Reconquista, l’impresa pi grande dell’intera storia ispanica, completata nell’annus mirabilis 1492, allorché l’italianissimo Cristoforo Colombo aprì una nuova Era nella storia dell’umanità..ed è triste che la mancanza di un’Italia unita abbia impedito che il suo genio potesse essere sfruttato da noi…oggi si parlerebbe italiano agli antipodi, ci pensate ? sigh

            • Mauricius Tarvisii says:

              Il Medioevo produsse la comunità con capo elettivo più ampia vista fino ad allora: la Chiesa…

            • PinoMamet says:

              Su dai questo lo sapevo anche io, ma quale popolano medievale era chiamato ad eleggere il Papa o il Re?

              Questi voti erano riservati a cardinali e nobiltà (spesso solo alta nobiltà).

              L’idea che il voto dovesse essere esercitato universalmente era sconosciuta.

              Dai, mo’ cominciamo con “eh ma ad Atene le donne non votavano e c’erano anche gli schiavi”, va bene.
              Ma intanto ad Atene partorivano il principio (messo in pratica molto imperfettamente) per cui il governo deve essere eletto dalla totalità dei cittadini;
              nel Medioevo, il principio opposto.

              Poi ovvio che sono generalizzazioni, via.

              ma nessuno mi venga a dire che il Medioevo non è stato un passo indietro, sotto il profilo del principio della libertà e dell’autodeterminazione.

              Poi mi potete portare mille esempi di sovrani illuminati: ma restano sovrani!
              che è un’idea, lasciatemelo dire, proprio di merda.

              Io sovrani non ne voglio.

              • mirkhond says:

                Io invece si. 🙂

              • Per PinoMamet

                “Su dai questo lo sapevo anche io, ma quale popolano medievale era chiamato ad eleggere il Papa o il Re?”

                Però Habs dice una cosa che condivido in parte.

                Nel Medioevo, credo che ci fosse una distinzione netta tra Re e Papi da una parte, e vita quotidiana.

                Re e Papi non venivano certo eletti dal popolo, ogni tanto passavano e ti chiedevano la decima o qualche altra cosa per i loro interessi personali, che non facevano finta fossero nell’interesse comune.

                Mentre la maggior parte della vita reale era “autogestita”: penso alle 40.000 assemblee locali che ogni domenica mattina si riunivano nella Francia prerivoluzionaria per decidere le cose che davvero interessavano ai contadini, l’immmensa parte delle terre europee che erano “usi civici”, la consuetudine nei comuni italiani che appena finita la messa, si sbarrasse la parte dove stavano i preti e si iniziasse a discutere dei problemi del quartiere, oppure del mestiere.

                Proprio perché la legge dei Re e dei Papi erano molto lontane, non somigliavano per nulla alle leggi di oggi.

              • Peucezio says:

                Stavo per scrivere qualcosa di simile.
                I parroci erano eletti dai padri di famiglia, dai fedeli comuni, cioè i membri della comunità.
                E così per tantissime altre istituzioni.
                I comuni di popolo a un certo punto hanno estromesso l’aristocrazia da tutte le cariche.
                In Svizzera si fanno ancora, nei paesi, votazioni per alzata di mano, da parte di tutti i cittadini. Non credo sia un retaggio classico, direi che è senz’altro un retaggio medievale.
                E così tutte le forme di comunitarismo del mondo anglosassone, in qualche misura ancora vitali a livello locale.

              • PinoMamet says:

                Beh, per forza estromettere l’aristocrazia è un retaggio medievale… perché l’aristocrazia è un retaggio medievale!
                😉

              • Francesco says:

                però accetti gli Imperatori Romani col loro potere assoluto?

                😀

              • PinoMamet says:

                Ma vedi, l’età antica ha avuto tante altre forme di potere oltre agli imperatori romani, mentre il Medioevo, giralo e giralo, ti ritrovi sempre questa aristocrazia tra le palle.

                Ma soprattutto, nessuno viene a rompermi dicendo, seriamente o per ischerzo (ma che fa capire che in fondo…), che l’Impero Romano è LA epoca da amare, seguire, imitare, e che la schiavitù, ahah, è tanto divertente e in fondo giusta, “perché insomma non siamo tutti uguali, dai”.

                Invece per il Medioevo questi discorsi me li fanno davvero.

                I reazionari poi non vogliono tornare a un “vecchio regime” antico romano, men che mai greco; vogliono tornare a un “vecchio regime” medievale.

                E quindi…

              • Francesco says:

                Pino

                non vorrei rigirare il coltello nella piaga (bugia!) ma parliamo di

                faraoni in Egitto? imperatori della Persia? re con poteri assoluti in tutto il Medio Oriente e Turchia (nomi moderni)? Patrizi romani? re e tiranni delle città stato greche? oppure ristrette oligarchie?

                😀

                poi cosa ne sai di noi reazionari? io voglio tornare al Tardo Impero cristiano, mica all’Alto medioevo barbarico! il Duca sogna piuttosto l’Impero d’Oriente …

                che io sappia, per far finire l’aristocrazia di sangue (e sostituirla con quella del denaro) devi aspettare il XVIII secolo

              • PinoMamet says:

                Rguardo all’aristocrazia, se fosse come dici tu, sarebbe semmai un’aggravante
                (per fortuna si accorgono molto prima che si tratta di una gigantesca stronzata)

                comunque siamo sempre lì: c’è la democrazia ateniese, c’è la repubblica romana (semplifico, ce ne sono tante altre), invece nel Medioevo l’idea che va per la maggiore è che il nobile comanda e gli altri si attaccano.
                E quindi vada affanculo il Medioevo.

                Riguardo ai reazionari. tu sei uno, e molto particolare.

                Gli altri, ahimè molto standardizzati, sono legione…

              • Per PinoMamet

                “, invece nel Medioevo l’idea che va per la maggiore è che il nobile comanda e gli altri si attaccano.”

                Non so in Emilia 🙂 ma da noi il Medioevo si fondò su comunità “non aristocratiche”.

                Il che non vuol dire “democratiche” in senso moderno, magari erano i mercanti della lana che si riunivano tra di loro ed escludevano i tintori, ma non stiamo parlando di “aristocrazia”.

              • Francesco says:

                Pino

                il Medioevo, per sua tendenza anarcoide e incoerentissimo, è pieno di repubbliche e comuni (poi finiti spesso in vacca), di monasteri che eleggono il priore (giusto?), di cittadini che eleggono il vescovo, di paesotti agricoli che si autogestiscono alla Mao Ze Dong per il 98% del tempo

                insomma, stacce, è una gran figata!

                😀

              • Per Francesco

                “Il Medioevo è pieno di monasteri che eleggono il priore”

                Verissimo. Vedi tutte le vicende attorno a Savonarola.

              • mirkhond says:

                Vabbè a Pino il Medioevo non piace, forse per via della leggenda nera creata dagli illuministi attorno ad esso.

              • PinoMamet says:

                Messa così devo darvi ragione…

                in effetti, a dirla tutta, la parte piacentina della mia famiglia, come sapete, viene in parte da un ceto di “yeomen” a volte giunti al cavalierato (quelli del mio cognome vero, non quello “da blog”);
                la parte parmense, in parte, da una famiglia dal cognome aristocratico, ma di fatto attestata da molti secoli come famiglia “borghese” di un comune rurale, dove appunto i nobili era stati scacciati a forza.

                (Ovviamente le mie parti preferite sono quella napoletana e quella ignota/straniera 😉 )

              • PinoMamet says:

                La parte ebraica è talmente remota da essere quasi inconsistente a tutti gli usi pratici; però, per qualche motivo, è quella che ho deciso di seguire, con tanto di sbattimento ortodosso.
                Ancora mi chiedo il perché, sinceramente.

  17. mirkhond says:

    “e qualunque sovrano medievale redivivo si troverebbe assai più fuori posto, nel nostro mondo”

    Sempre io, pur non essendo un sovrano. 😉

    • Francesco says:

      per la cronaca, una società in cui le donne votano e parlano e un cui non ci sono schiavi … gli Antichi uscirebbero di senno

      • PinoMamet says:

        Ma no.
        Prima di tutto, in genere gli autori classici hanno molta meno mania di “andare fuori di senno” di quelli medievali: è raro che trovino qualcosa di inconcepibile.
        Al più, trovano qualcosa di “non greco”.

        Inoltre, sapevano benissimo che gli schiavi potevano essere liberati, per esempio, e diventare cittadini a tutti gli effetti;
        mentre per un medievale vero e proprio, l’idea dell’uguaglianza di fronte alla legge era abbastanza inconcepibile.

        Sulle donne di potere, il mondo antico ne ebbe quante e forse più del mondo medievale…

        e comunque, in generale le idee di libertà e parità sono idee che abbiamo recuperato dal mondo antico , nel caso perfezionandole, non certo da quello medievale…

        • Francesco says:

          anche no, direi che sono idee cristiane sviluppatesi molto lentamente

          sulla libertà ci metterei un bel carico di germanico, in più

          dopo tutto, la giuria di pari è una roba che viene da lì

          • PinoMamet says:

            MMmm

            mmmm

            no, mi dispiace, non è che sia una gara per aver ragione, ma qui ho ragione io, non so che farci.

            “Giuria di pari”, peraltro, è un conto, uguaglianza di fronte alla legge un altro.
            Un’idea che i Germani non concepivano…

            o meglio, forse la concepivano i Germani antichi .

            Io sono un post-antichista, del resto, perché sono un antichista, non un classicista.
            Per me l’antichità non si esaurisce a Roma e Atene, ecco.

            Anche quello che dici della libertà come idea cristiana: c’è del vero, ma il Cristianesimo non nasce mica nell’anno 1000, nasce nell’Impero romano.

            • Francesco says:

              Pino

              a volte mi pari frettoloso: la giuria di pari è un bel punto di partenza, l’uguaglianza formale è un punto d’arrivo che arriverà dopo la Rivoluzione francese – una delle poche cose buone, direi

              anche la libertà, OK che nasce come rivendicazione dei cristiani, salvo poi essere rinnegata in pratica in nome del bene comune quando i cristiani hanno il potere ma … ci mette un bel Medioevo intero a svilupparsi

              se vuoi dire che ci troveremmo meglio con Ambrogio e Agostino piuttosto che con Plotino, sfondi una porta aperta

            • PinoMamet says:

              Vabbè ma allora mi vuoi provocare: Francè, dai, quando ho ragone ho ragione.

              “Ci mette un bel Medioevo” ci mette un bel par di palle!
              😉

              Il Medioevo recupera queste idee dall’antichità .

              E mano a mano cessa di essere Medioevo, diventa Rinascita carolingia, Umanesimo, e infine Rinascimento.

              Si può dire che il Medioevo inizi a morire quando nasce, quando Boezio e Cassiodoro re-inventano le basi dello studio al fine di preservare la cultura antica
              e sicuramente muore quando finalmente trionfa la cultura antica .

              • mirkhond says:

                “e sicuramente muore quando finalmente trionfa la cultura antica.”

                Purtroppo!

              • PinoMamet says:

                Che poi a me il Medioevo potrebbe anche piacere.

                Se togliamo i castelli e il feudalesimo e il diritto divino, resterebbe un’epoca un po’ di passaggio, in cui si dimenticano e ritrovano tante cose, e se ne inventa qualcuna di diversa, e in cui un po’ di popoli dai nomi strani vengono a portare un po’ di varietà nell’ormai noiosa storia Romana.

                ma il feudalesimo proprio non lo sopporto, non so che farci.

                Invece godo (parmigianismo: apprezzo) i miti gallesi, la Storia dei Franchi e dei Longobardi, i monaci irlandesi e tedeschi che scrivevano in ottimo latino e quelli italiani e spagnoli che scrivevano in pessimo latino, l’amor cortese e la donna angelicata.

              • mirkhond says:

                “ma il feudalesimo proprio non lo sopporto, non so che farci.”

                Io, almeno per il Regno di Napoli, non lo sopporto quando muore e si trasforma nel latifondo imborghesito che recinta terre e deruba i contadini dei loro ancestrali diritti, e cioé con sotto i re francesi napoleonici Giuseppe II Bonaparte (1806-1808) e Gioacchino Murat (1808-1815).
                Mentre ancora nel XVI secolo, il giurista napoletano Marino Freccia diceva che de facto il contadino napoletano era padrone della terra in cui lavorava e da cui non lo poteva cacciare nessuno.
                Il vero feudalesimo nel Regno di Napoli è molto lontano dall’idea di un regime oscurantista e oppressivo come dipinto dalla leggenda nera illuminista.

              • Peucezio says:

                Io se anche volessi non amare il Medioevo (e invece lo amo: già da sola la Divina Commedia mi basta, ma un milione di altre cose) non potrei: bastano solo le cattedrali romaniche pugliesi a vincolarmici esteticamente e spiritualmente. Per quanto mi riguarda, compensano qualsiasi nefandezza i medievali possano aver compiuto 🙂

              • Z. says:

                Se togliamo castelli, feudalesimo e diritto divino non è Medioevo, è nnnnnoia 😀

              • PinoMamet says:

                Pensate che io ho sempre considerato i castelli come i più antichi ecomostri del mondo! 😀

              • Mauricius Tarvisii says:

                Si può dire che il Medioevo inizi a morire quando nasce, quando Boezio e Cassiodoro re-inventano le basi dello studio al fine di preservare la cultura antica
                e sicuramente muore quando finalmente trionfa la cultura antica .

                I medievali e i rinascimentali hanno trollato le generazioni successive alla grande e ancora oggi ci cascate! Invito sempre a riflettere su Adelardo di Bath ed alla sua riflessione sull’autorità che è un naso di cera…

              • PinoMamet says:

                Tradotto, vorresti dire che i medievali non hanno affatto imparato dagli antichi, ma si sono inventati tutto loro?

                carina come teoria, purtroppo è falsa e facilmente dimostrabile: basta leggere gli autori antichi
                (leggili, davvero… il mondo non inizia nell’anno 1000).

                Allora preferisco Biglino 😉

              • Mauricius Tarvisii says:

                No, sto dicendo che i medievali e i rinascimentali dicevano “torniamo all’antico” per far passare idee originali che potevano essere sostenute stiracchiando l’interpretazione di qualche classico.
                Il buon autore citato sopra scriveva che, ogni volta che voleva diffondere una propria idea personale nel mondo intellettuale, la spacciava per la tesi di un arabo o un antico.
                E i contemporanei ci credevano (o dicevano di crederci: il rapporto dei medievali con la verità per me è qualcosa di difficile da capire del tutto). E, a quanto pare, anche i posteri hanno continuato a crederci, a quanto vedo.

              • Peucezio says:

                In generale il rapporto con la verità è molto diverso nelle culture simbolico-comunitarie e in quelle razionaliste e individualiste.
                Come il concetto di autore.

                Per un medievale un autore è quasi una categoria metafisica, un mito, non un uomo in carne e ossa.
                Ad Aristotele si poteva attribuire praticamente tutto. E non solo a lui.
                Il concetto di biografico, di storicizzabile, di collocabile univocamente nello spazio e nel tempo è un concetto moderno (e antico), non medievale, né tradizionale in genere.
                Esisteva un patrimonio condiviso di idee, di testi, di storie, di concetti. E ai vari pezzi di questo patrimonio si mettevano delle etichette. Ma era un patrimonio fluido, si tramandava, poteva cambiare nei vari passaggi, subire modifiche, venire attribuito a un altro, poi a un altro ancora.
                In un certo senso il Medioevo, benché scrivesse, aveva molti tratti delle culture orali, che estrapolano le cose dall’hic et nunc in cui nascono e le ipostatizzano.

                E così è per la verità, che per noi è l’adesione di una narrazione a un dato di realtà esperibile e documentabile, in quanto materialmente accaduto.
                Per loro no. E l’ho constatato nei frammenti di cultura orale che ho potuto raccogliere: l’autobiografico e l’archetipico, il circostanziato e l’universale si confondono, si mescolano, si identificano; un informatore è capace di raccontarti con enfasi e partecipazione emotiva una storia di patrimonio comune, attribuendola a sé stessa ed è difficile capire quanto reciti e quanto se ne sia proprio appropriato, quanto ormai la viva come se gli fosse accaduta e crede che così sia stato.

              • Francesco says:

                secondo me Pino dice Medioevo come Silvio dice Comunismo …

              • PinoMamet says:

                😀

                anche: mi sta sul cazzo, non c’è che fare.

                Stamattina mostravo ai ragazzi un documentario di Barbero su Carlo Magno.
                Ben fatto, forse un po’ troppo parlato e frontale per la loro fascia d’età, ma lodevole per chiarezza espositiva e per capacità di mostrare nessi, di rendere espliciti i passaggi.

                Ne ricavo che Carlo Magno, forse in parte senza volerlo, è il padre dell’idea di “Occidente”, di Europa che guarda a Ovest e a Nord: le direzioni opposte a quelle che piacciono a me.

                Ma soprattutto è il padre- il nonno, via- dell’idea feudale e cavalleresca che mi fa cagare il cazzo.

  18. mirkhond says:

    Sto con Orsetti: l’Occidente è senza valori

    A proposito di Lorenzo Orsetti morto in battaglia combattendo con i curdi contro l’Isis, Vittorio Feltri scrive (Libero 20.3): “Ci domandiamo perché abbia abbandonato la sua specialità di sommelier, non particolarmente stressante, per andare a fare il ganassa in una guerra alla quale nessuno lo aveva obbligato di partecipare. Non riusciamo a capire come mai un tranquillo cittadino italiano, lavoratore impegnato, a un certo punto della sua vita, autentico tran tran, decida di calcare il deserto allo scopo di diventare tiratore e abbattere il maggior numero di canaglie dello Stato islamico. Mistero insondabile”.

    Io invece Orsetti lo capisco benissimo e non solo perché è andato a battersi per una causa giusta, quella curda, ma perché comprendo anche i foreign fighters che, all’opposto, sono andati a combattere per l’Isis. Quello che cercano di colmare questi giovani è il vuoto di senso che si è creato nel mondo occidentale o che di questo mondo ha fatto proprio il modello. Questo fenomeno si lega a quell’altro, anche se molto meno pericoloso, dei ragazzi che si danno agli sport estremi (bungee jumping, volcano boarding, crocodile bungee, limbo skating, wing-walking, scalare a mani nude un grattacielo). Poiché questa vita è un tran tran noiosissimo, come ammette lo stesso Feltri a proposito di Orsetti, tanto vale correre il rischio di perderla.

    Come aveva preannunciato Nietzsche nella seconda metà dell’Ottocento, con un certo anticipo perché era un genio, Dio è morto nella coscienza dell’uomo occidentale. E’ stato sostituito dalle ideologie nate dall’Illuminismo che proprio di Dio era stato l’assassino. Ma dopo due secoli anche le ideologie sono morte. Cosa ci resta? La Democrazia. Ma la Democrazia è un sistema di regole e di procedure, non un valore in sé, è una scatola vuota che va riempita di contenuti. Purtroppo noi in Occidente questa scatola l’abbiamo riempita solo con contenuti materialisti e quantitativi, cioè, per dirla con Fukuyama, “la diffusione di una cultura generale del consumo” coniugata col “capitalismo su base tecnologica”. Insomma si è voluto mutare l’uomo, quasi in senso genetico, in consumatore, suddito dell’Economia e della Tecnologia. E a me non pare affatto strano, lo ritengo anzi positivo, che i giovani, o perlomeno alcuni di essi, rifiutino questa degradazione che tanto sembra piacere a Vittorio Feltri ed è ritenuta necessaria dai padroni del vapore. Per usare una famosa frase di Oscar Luigi Scalfaro “io non ci sto” o, per meglio dire, non ci starei se avessi vent’anni e, naturalmente, il coraggio necessario.

    Massimo Fini

    Il Fatto Quotidiano, 26 marzo 2019

    http://www.massimofini.it/articoli-recenti/1839-sto-con-orsetti-l-occidente-e-senza-valori

    • Francesco says:

      prima volta che mi trovo d’accordo con Fini!

      però dubito che Feltri fosse serio, mi pare una posizione molto poco alla Feltri … a meno che volesse a ogni costo prendersela con uno di sinistra

      ieri sera ero a un incontro “politico” del Centro culturale di Milano, si parlava di crisi dell’Unione Europea e si diceva la stessa cosa di Fini

      😀

    • roberto says:

      “Ma dopo due secoli anche le ideologie sono morte. Cosa ci resta? La Democrazia”

      io invece non riesco proprio a capire questo punto di vista: è morto dio, sono morte le ideologie, quindi mi annoio e mi butto giù da un grattacielo.

      magari sbaglio ma ho l’impressione che la stragrande maggioranza dell’umanità abbia trascinato la sua esistenza senza dio e ideologie, occupandosi semplicemente di vivere (procurare cibo, per se e i proprio cari, occuparsi della propria famiglia, andare e moltiplicarsi). in fin dei conti il provebio “Franza o Spagna, purché se magna” non è stato inventado da un nerd assorbito dagli scambi su FB dell’era post ideali….

      se quanto dico sopra è vero, non vedo perché oggi debba essere talmente diverso. non ci sono più ideali (ammesso che sia vero)? e vabbé pazienza, abbiamo comunque una famiglia da mantenere, amici da frequentare, libri da leggere, boschi da esplorare e spiagge dove oziare

      • Peucezio says:

        Non metterei però insieme Dio e le ideologie.
        Il senso religioso c’è in tutte le culture, in forme diverse.
        Le ideologie sono inutili cascami delle élite più benestanti di alcune poche società evolutissime.
        Come paragonare la necessità del cibo e quella di fumare le sigarette.

        • Francesco says:

          roberto è di una totale rigidità ideologica sull’assioma dell’uomo puramente materiale

          e rifiuta di ammettere che è una balla!

          😀

        • Z. says:

          Peucè,

          precisa meglio: l’ideologia ALTRUI è inutile cascame 😉

        • roberto says:

          “Non metterei però insieme Dio e le ideologie.
          Il senso religioso c’è in tutte le culture, in forme diverse.”

          ok, sono sostanzialmente d’accordo e ho esagerato a scrivere “senza”.
          diciamo “occupandosi più di vivere che di dio o delle ideologie”

          • Francesco says:

            manco questo ti concedo perchè non corrisponde a come vivevano

            credo sia colpa di chi ha cercato di “addomesticare” il senso religioso, che è bestiaccia feroce e strana, facendone una roba da salotto di signore per bene e da discorsi educati

            e suscitando una violenta repulsa, che quella roba lì a chi mai è interessata?

            • roberto says:

              “manco questo ti concedo perchè non corrisponde a come vivevano”

              immaginavo, ma non sono sicuro di essere d’accordo con “non corrisponde a come vivevano”

              • Francesco says:

                chiediamo a qualche storico con ansie antropologiche

                e mi daranno ragione

                😀

  19. Peucezio says:

    Un’osservazione, tornando a bomba sul post, che riguarda però in generale il mondo intellettuale degli anni ’70 (ma in parte anche precedente e successivo), più che il postmdernismo.

    Quello era un mondo estremamente più libero, spregiudicato, pluralista e ricco rispetto a quello attuale. Aveva ormai fatto proprio un forte relativismo culturale e in generale una capacità di relativizzare le idee; era un pensiero critico e problematico, a volte anche troppo.
    In compenso, almeno in Italia (ma non solo, credo; poi c’è il mondo anglosassone che è una cosa diversa), c’era nella società un fortissimo conformismo di sinistra, dai tratti estremamente violenti (si rischiava letteralmente la vita). Cioè un “dissidente” rischiava e comunque subiva pressioni enormi. Ma il dibattito culturale mondiale agli alti livelli era molto più libero.

    Oggi direi che è l’esatto opposto.
    La gente vota Salvini, lo può dire, al massimo guadagnandosi un po’ di ostilità e qualche sguardo storto in certi ambienti.
    Ma in ambito intellettuale e accademico c’è un conformismo soffocante, lontanissimo dal clima di quegli anni. Si potrebbero anche trovare degli elementi di continuità fra quelle idee e il politicamente corretto di oggi, ma è il metodo che è opposto: cioè se tu passi dal dire che l’omosessualità è una forma alternativa di sessualità fra le mille possibili e la usi come uno dei grimaldelli per decostruire il modello patriarcale eterosessuale tradizionale e in generale ogni forma di omologazione e di sessualità disciplinata e irregimentata è molto diverso dal farla diventare il simbolo di un’omologazione culturale, l’oggetto di un rispetto sacro e intangibile e trasformarla in un mezzo di totalitarismo intellettuale e di repressione aggressiva di qualunque forma di dissenso anche blando. C’è la stessa differenza che c’è fra la libertà e la prigione a regime di 41bis.
    Poi ci sono temi su cui c’è stata proprio un’inversione di segno, di contenuto, si pensi alla pedofilia, all’adulterio.

    Non bisogna pensare però a un semplice scambio di piani (tra l’altro c’entra poco il populismo/identitarismo conservatore che c’è oggi a livello popolare con la spregiudicatezza intellettuale che c’era allora negli ambienti intellettuali; c’entra forse la scomparsa di un clima di violenza sociale, questo sì): siamo passati attraverso una fase di omologazione pura (dalla fine degli anni ’90 fino all’inizio dell’ondata populista), in cui davvero non c’erano voci di dissenso significative, né elementi eterogenei al modello del perbenismo occidentalista proliticamente corretto (che in America nasce più o meno con Clinton, in Europa con la cosiddetta Terza Via, cioè la liquidazione degli ultimi residui di istanze sociali dalla sinistra) a una fase in cui almeno l’omologazione sta solo in alto e c’è una dialettica fra alto e basso, fra società e ceti intellettuali che può aprire delle prospettive.

    • Peucezio says:

      In mezzo ci sono stati gli anni ’80 e in parte primi ’90 (che èerò già preludevano all’oggi), molto tranquilli: la cultura alta non era ancora così degradata (ma già si andava impoverendo) e però in basso il clima di violenza si era molto allentato: per certi versi c’era meno conformismo di oggi: nel mio liceo ricordo una mia compagna fascista che anche le ragazze di sinsitra più militanti trattavano come una persona che semplicemente esprimeva un’idea diversa (non sul piano personale, ma proprio ideologico). Sia prima che dopo, in un liceo di una grande città frequentato dalla borghesia una cosa così non si sarebbe data.

    • Daouda says:

      L’unico motivo per non seguire Salvini è perchè essendo un comunista finge.
      Putin finge meglio e fa finta di porre risultati, perché il modo italiano infondo si riduce alla farsa.

      Ma Salvini è un globalista come la Boldrini per dire, tendenzialmente è peggio.

      • Francesco says:

        Salvini globalista è possibile ma solo perchè l’uomo farebbe qualsiasi cosa per un pezzetto di potere … a oggi direi che è contro tutto quello di buono E di cattivo che il globalismo comporta.

        Che ti fa dire il contrario, a parte una noiosa voglia di stupire?

        Ciao

      • Daouda says:

        Chiudi gli aereoporti prima dei porti, sull’immigrazione ad esempio contingente.

        Ma se segui la retorica di Salvini è combaciante specularmente co quegli altri, mmo nun me và da pijà le dichiarazioni.
        Ma te pare che i sinistroidi che sò 20 anni che fanno sti discorsi sò stupidi a falli?
        È evidenre che volevano fà vince la destra no?
        Pija Bolsonaro…er Brasile manco aveva un partito de destra tra n po’ e vince…te me dirai che quelli de sinistra alla fine dimostrano de esse inetti ed illusi e quindi perdono.

        Ma nun è tanto diverso dal fatto che l’imberialismo USA è il male del mondo per quasi tutti negli ultimi 10 anni dopo che lo era solo per certi ( mai pochi ) da almeno 40.
        Va de moda la geopolitica, il riallocamento, ormai l’export eccetera.
        Ma credi che le elite statunitensi je frega qualcosa degli USA?

        • Francesco says:

          poni domande difficili … pensando a come spostano i soldi nei paradisi fiscali per non pagare le tasse mi verrà da dirti di no!

          ciao

        • Daouda says:

          E allora capirai che dobbiamo sperare che gli Usa resistano il piu a lungo possibile perché sono i primi gabbati dalla situazione mentre tutti da 100 anni ci martellano i coglioni col fatto che sono Shadana

  20. Peucezio says:

    Aggiungo che tale conformismo intellettuale in ambito accademico si accompagna (o forse ne è il prodotto, d’altronde sono due cose che vanno sempre insieme, come è logico) a uno scadimento qualitativo della produzione, della ricerca, dell’originalità e profondità intellettuale desolante.
    Questa è gente dagli strumenti e dal retroterra culturale povero, priva di veri strumenti critici e che oltretutto produce poco, o, meglio, fa tantissima, fuffa, montagne di articoli in cui non si dice nulla, spesso a base di citazioni incrociate, senza un apporto originale.
    E che oltretutto vive di grandi modelli teorici, ma non riesce a capire le cose, la realtà, gli oggetti di studio nella loro specificità e concretezza.

  21. Daouda says:

    Ma che gli anni 70 fossero più liberi è come dire che i negri cannibali erano più civili.
    Pensi davvero una stronzata del genere visto che ora hai internet e cianci? Bah.

    D’altronde se il parametro per giudicare la libertà ed il conformismo è tuo, che sei un “ateo” ed un comunista a conti fatti, vedi che tutto si riduce ad esse un cazzeggio la tua prosopopea.

    Infatti nella tua descrizione idiota credi che l’omosessualità per dire sia imposta o sacralizzata senza indagarne il fine, risultato che avviene per fare un esempio perchè un Mieli , malato e merda al tempo stesso, prima in quell’epoca di libertà ha seminato .

    Inoltre un appunto sulla repressione ossia sul sistema. Se te continui come la gente che vive ad essere in superstizione, ogni tema proposto sarà coercitivamente inteso male, sia il poteee, l’altro, la natura umana o Domine IDDIO o te stesso quando sei disfunzionale od autolesionista. Non c’è nessuna oppressione llà fuori, ci sei te che parlandone legittimi il loro potere con i loro argomenti a peggior ragione.
    Voerei farti norare cje questo è un attegiamento da complortista, nel senso che facendo fuffa deviante sei ridicolo, deviato e strumenrale.
    La vita non è importante Peucè, perché ae lo fosse il fatto stesso cje non scegli di nascere e morire ( soprattutto il come, ed il come essere ) taglia tutto a zero.

    Esempio logico fattuale. Chi dalla cultura e dalla sensibilità religiosa fu soggetto alla fedeltà coniugale ieri, e chi oggi ci riesce in scelta, chi dei due vive meglio?

    • Peucezio says:

      Non ho capito niente.

    • Daouda says:

      Domanda : è meglio una società frogia o no? Meglio no

      Domanda : è meglio sposarsi ( secondo DIO ) più per condizionamento o per totale libera scelta visti i tempi? La seconda

      inoltre le libertà supposte dei 70, valgono cogli occhi internettari del 2000. Comodo.
      Senza negare che oggi è difficile parlà co uno che guarda er telefono nvece de magnà mentre parla ( od il contrario ).

      Io credo che ognuno dovrebbe costruirsi il suo mondo considerandosi l’inizio e la fine di tutto e delegare l’imparzialità e la garanzia delle cose a DIO se crede.
      Il resto è pregiudizio perché uno può pure dire MORTACCI VOSTRI AR TEMPO DELL’APOSTOLI poi nun solo vedi gli eretici, ma te leggi le lettere paoline , o guardi la diatriba tra Pietro e Paolo, nun me sembra cosi chiara la cosa.
      Ste stronzate lasciamole al Manu indù ed al Maometto islamico

  22. Daouda says:

    Posso scrive na stronzata ( ahhaha ).

    La maggior parre degli anti moderni dimenticano che l’ellenismo è stato più moderno della modernità stessa almeno al suo delinearsi embrionale ed infantile.

    In questo Pino ha ragione.

    Il che dimostra che modernismo per derivazione postmodernismo sò descrizioni un po’ stronze ergo gatta ci cova

  23. Daouda says:

    Kurdolandia Sionista, il centro sociale è arrivista!

    • PinoMamet says:

      Questa non l’ho capita, ma posso confermare che i sionisti hanno una grossa simpatia per i kurdi (mentre moltissime persone di sinistra italiane tendono a pensare che “la lotta del popolo kurdo è sorella di quella del popolo palestinese”)

      • mirkhond says:

        “Questa non l’ho capita, ma posso confermare che i sionisti hanno una grossa simpatia per i kurdi”

        In funzione antiaraba e antiraniana (non saprei se anche antiturca, almeno non prima di Erdogan).

      • Daouda says:

        È che quer comunista prog di Izzaldin è sparito

  24. PinoMamet says:

    Forse a proposito, faccio un elenco di temi identici tra israeliani e palestinesi:

    -“noi siamo sempre stati qui, loro sono venuti dopo apposta per romperci le scatole”

    -“se loro smettessero di usare le armi faremmo le pace, se noi smettessimo di usare le armi saremmo annientati”

    -“noi educhiamo i bambini alla pace, loro hanno società militaristica e suprematista”

    -“l’Occidente crede alla loro propaganda per i suoi sensi di colpa”

    -“sono falsi, basta vedere le loro cartine geografiche, nei libri di testo per esempio, che mostrano tutto il territorio come fosse loro, altro che accordi su base territoriale!”

    -“loro non hanno nessun vero legame storico o culturale con la terra”

    -“basta vedere come la trattano”

    -“tutte le loro conquiste economiche sono dovute alla benevolenza esterna”

    -“i loro programmi TV, compresi quelli per bambini, sono pieni di messaggi di odio e disprezzo anche verso i cristiani”

    -“dopo aver distrutto noi, loro distruggeranno voi cristiani”

    -“che siete il loro vero obiettivo”

    -“loro sono bravissimi a usare la propaganda”

    -“l’Occidente non ascolta mai il nostro punto di vista”

    L’ispirazione per raccogliere queste frasi, mi è venuta vedendo delle immagini di militanti (non ricordo se di Hamas o di Fatah) vestiti esattamente come i soldati israeliani, solo con mimetiche policrome anziché tinta unita. Per il resto, uguali, anche l’enorme “bascone” o “cappellone da cuoco” che gli israeliani a volte mettevano sull’elmetto per modificarne la sagoma tondeggiante troppo riconoscibile.
    E che è davvero ridicolo e brutto, non c’è che dire.

    E mi sono venuti alla mente gli Spartiati e gli Iloti.

    Lo storiella delle Medie la sanno tutti. Ma il fatto èche quando Sparta dichiarava, ogni anno, una guerra rituale, era una guerra tra Spartiati ed Iloti, nei quali anche i primi potevano essere uccisi tranquillamente.
    E in questo modo otteneva di addestrare anche gli oppressi (di Iloti e Perieci erano fatti per la maggior parte gli eserciti spartani all’estero, e non solo…
    nella battaglia, se non ricordo male, di Mantinea, c’erano 10.000 Spartani, di cui Spartiati solo 700, metà dei quali morirono… fate un po’ i conti).

    • Peucezio says:

      Beh, un po’ le tipiche propagande speculari delle parti avverse in conflitto.

      Però io vedo due enormi differenze.
      Una che effettivamente il palestinesi stavano lì da sempre (direi dal neolitico, comunque da qualsiasi epoca documentabile); gli israeliani (tolta una piccola minoranza) al massimo ci sono tornati (ma non dimentichiamo che in linea materna il loro sangue è prevalentemente europeo, anche se in linea paterna è medioerientale, cioè legato presumibilmente agli ebrei dell’Antichità).

      L’altra è la differenza in termini di forza, che è soverchiante. Ma mica, chessò, del doppio o del quadruplo, ma di tanti ordini di grandezza, con tanto di zeri, sia a livello convenzionale, che, per forza di cose, nucleare.

      • mirkhond says:

        “anche se in linea paterna è medioerientale, cioè legato presumibilmente agli ebrei dell’Antichità”

        Già ai tempi di Gesù, la maggiorparte degli Ebrei viveva nella cosiddetta diaspora, cioé era formata per lo più da convertiti al Giudaismo di varia origine e provenienza (ricordiamoci della prima predicazione degli Apostoli dopo la Resurrezione di Cristo ad una folla di Giudei giunti da varie parti del Vecchio Mondo).
        Dunque, anche questa radice patrilineare mediorientale potrebbe benissimo risalire a lontane conversioni di aree non giudaiche (aramaiche, arabe, copte, anatoliche).

        • PinoMamet says:

          Non ho capito perché gli ebrei possono essere tutto tranne che ebrei 😉

          comunque in effetti c’è del vero.
          (Psst, io penso che molti fossero persiani, o comunque parte dell’impero persiano, e nella festa appena passata- Purim- nel Libro di Ester lo si dice anche abbastanza chiaramente 😉 )

          Però c’è da dire che anche moltissimi palestinesi non sono affatto originari della Palestina, ma del mondo arabo vicino (o lontano, so di una comunità marocchina, mentre per esempio la famiglia della ragazza bionda di cui mi sfugge il nome è di origine bosniaca).

          • mirkhond says:

            Certamente, però un ‘alta percentuale di Palestinesi discende dalle popolazioni semitiche cananee come gli Israeliti/Samaritani (già dall’VIII-VII secolo a.C., un popolo a loro volta composito, essendo un miscuglio degli Israeliti non deportati dagli Assiri, e da popoli non cananei deportativi dagli Assiri, specialmente dalla Mesopotamia) e i Giudei biblici.

          • mirkhond says:

            “per esempio la famiglia della ragazza bionda di cui mi sfugge il nome è di origine bosniaca”

            In effetti non ha un aspetto mediorientale. 🙂
            Quanto alla Bosnia, dopo la conquista austriaca del 1878 che la strappò all’Impero Ottomano, negli anni successivi oltre 100.000 musulmani locali emigrarono in ciò che restava dell’Impero Ottomano stesso, molti stanziandosi in Anatolia ma anche nella valle del Giordano, in quelle che sarebbero diventate la Giordania e la Palestina.

          • Peucezio says:

            Pino,

            “Non ho capito perché gli ebrei possono essere tutto tranne che ebrei 😉 ”

            OMDAP!
            Obiezione pertinentissima 🙂

  25. mirkhond says:

    “ma ho l’impressione che la stragrande maggioranza dell’umanità abbia trascinato la sua esistenza senza dio e ideologie, occupandosi semplicemente di vivere (procurare cibo, per se e i proprio cari, occuparsi della propria famiglia, andare e moltiplicarsi).”

    In un passato non molto lontano, tutto ciò che dici avveniva affidandosi proprio al Buon Dio.
    Dunque una differenza con l’oggi credo che ci sia.

  26. mirkhond says:

    Poi, come dice giustamente Peucezio più in alto, il senso religioso è innato nell’uomo.
    Perfino oggi con la cosiddetta “morte di Dio”, l’uomo il sacro se lo va a cercare nelle tradizioni più raffazzonate o inventate tipo la new age.

  27. Mauricius Tarvisii says:

    “guarda, di Giustiniano, se a viva forza vuoi farne un medievale…”

    Faccio a margine un appunto di metodo.
    Il Medioevo non è mai esistito e l’Antichità classica non è mai esistita (anche se forse è esistita un po’ di più del Medioevo…). Entrambi sono due periodi convenzionali che gli storici usano per capirsi.
    Io per Medioevo identifico il tempo trascorso tra il 476 d.C. e il 1492. Ciò che è incappato là in mezzo è medievale e chi non ci è incappato no. Giulio Nepote era un medievale? Sì, ed era anche un antico. Giustiniano era un medievale? Senza ombra di dubbio. Era antico? Per niente: non era nemmeno stato concepito nel 476.

    Però la mia è un’opzione, che funziona malissimo nel gioco a squadre “Antichità vs. Medioevo”, per cui Giulio Nepote dobbiamo per forza inserirlo in una delle due squadre (per la cronaca: prenditelo pure! 😀 ). Per cui si deve trovare una presunta “essenza” dell’Antichità ed una “essenza” del Medioevo per collocare correttamente i giocatori in una squadra o nell’altra.
    E’ un approccio che sarebbe molto piaciuto a Duns Scoto (realista) e per niente ad Ockham (nominalista). A proposito, Scoto e Ockham sono entrambi medievali nel mio sistema, ma ho anche letto la tesi per cui il realismo sarebbe “veramente medievale” e il nominalismo no, per cui Abelardo (XI-XII secolo) sarebbe moderno, mentre gli scotisti del Cinquecento sarebbero medievali!

    • PinoMamet says:

      Hai ragione in parte.
      Che il Medioevo e l’Antichità non siano mai esistite (l’antichità classica poi per me è l’Atene di Pericle) ma siano nomi convenzionali, è più o meno il mio pensiero
      (in effetti se hai notato ho esordito dicendo che sono un post-antichista).

      E in realtà tutto il mio intervento va nel senso di rimarcare la continuità di moltissime idee e fenomeni.
      Il che dispiace molto ai fanatici “classicisti”, ma direi molto di più ai fan sfegatati del Medioevo.

      A parte questo, il diritto romano è stato raccolto e sistematizzato già prima di Giustiniano (sotto i Severi, per esempio), il quale continua l’opera, perché pensava di essere quello che era: un imperatore romano, che viveva nel mondo delle idee dei Romani
      (e in realtà anche gli imperatori successivi, per quanto passati alla lingua greca- classica tra l’altro- pensavano la stessa cosa, e idee che andavano per la maggiore in Occidente- come la “nobiltà di sangue” e “il cavalierato” continueranno a essere irrise a Costantinopoli per molti secoli…)

      per cui sì, è medievale, se proprio vuoi, anagraficamente; ma sarebbe come dire che il Papa nel 1789 era illuminista 😉

      • Mauricius Tarvisii says:

        il Papa nel 1789 era illuminista
        Era sicuramente moderno e settecentesco!

        • PinoMamet says:

          Vabbè, dai, te lo concedo perchè è vero e per stanchezza. 😉

          Mettiamola così:

          a me “Feudalesimo e libertà” fa lo stesso effetto che a te fa Amici Miei 😉

          • Z. says:

            Che ricordiamolo, non doveva essere ambientato a Firenze…

            • PinoMamet says:

              😀

            • mirkhond says:

              E dove?

              • Z. says:

                A Bologna…

              • mirkhond says:

                Come mai poi si scelse Firenze?

              • Z. says:

                Non so. Comunque Bologna non è amata come set per le riprese, mi spiegarono, per via delle strade strette, dei portici…

                Pupi Avati, per dire ha girato I ragazzi del bar Margherita a Cuneo.

              • mirkhond says:

                Anche a Cuneo ci sono i portici se non sbaglio.

              • Z. says:

                Sì, nel film compaiono!

              • PinoMamet says:

                Quando il film passò da Germi, cui era destinato, a Monicelli, quest’ultimo, toscano, fece riscrivere la sceneggiatura e cambiando l’ambientazione a Firenze, che gli era più congeniale. Tra l’altro questo permise di inserire la famosa alluvione.
                Gli scherzi anche feroci sono tipici anche dell’Emilia Romagn a (specialmente la Romagna, dice Enzo Biagi) ma direi che sono una costante umana.

                Comunque, forse per l’abitudine a vederlo lì, sono convinto che sia stata una buona scelta.

              • PinoMamet says:

                Da notare che lo ritengo un film divertente, ma non esattamente comico: è più triste.

              • Francesco says:

                è un film tristissimo, anche perchè non è moralista ma nichilista

                però si ride molto lo stesso

                e se fosse stato moralista in quegli anni sarebbe stato comunista, quindi meglio così

  28. mirkhond says:

    “e idee che andavano per la maggiore in Occidente- come la “nobiltà di sangue” e “il cavalierato” continueranno a essere irrise a Costantinopoli per molti secoli…)”

    Però, almeno a partire dal X-XI secolo, un ‘aristocrazia di sangue si formò anche in Romània e dall’avvento dei Comneni nel 1081, tutte le dinastie che si succedettero erano aristocratiche, e formavano dei grandi cln imparentndosi con le varie casate aristocratiche romee.
    Nei secoli XI-XV, una mentalità di tipo feudale è ormai diffusa in Romània.

    • PinoMamet says:

      Eh ma è passato un bel po’ da Giustiniano eh? 😉

      • mirkhond says:

        Infatti.
        Lo stesso diritto romano subì dei profondi rimaneggiamenti, prima con l’Ekloga di Leone III l’Isaurico (717-741 d.C.) e poi coi Basilici di Leone VI (886-912 d.C.), versioni del diritto romano aggiornate ai tempi e che influenzarono il diritto delle popolazioni slave cristianizzate dall’opera missionaria di Costantinopoli.

        • Z. says:

          Leone Isaurico era quello delle mutilazioni? Un personaggione!

          • mirkhond says:

            Le mutilazioni compaiono già sotto Eraclio (610-641 d.C.).
            Leone l’Isaurico si limitò a ratificare nella sua riforma del diritto romano una consuetudine già presente ai suoi tempi.
            Si fu un gran personaggio, salvando il nucleo romano, tra Anatolia e Tracia, dalla conquista arabo-musulmana.

          • Daouda says:

            Farei notare come ogni mutilazione è anticanonica…

  29. mirkhond says:

    dei grandi clan

  30. mirkhond says:

    Sul feudalesimo

    Concordo con Maurizio: visto che le diseguaglianze sociali sono purtroppo inevitabili in questo mondo, è preferibile che tali diseguaglianze vengano imbrigliate da lacci e lacciuoli di diritti e consuetudini a difesa degli umili.
    Lacci e lacciuoli contro cui si sarebbero scagliati gli illuministi sette-ottocenteschi portando al diffondersi della proprietà fondiaria borghese senza tutele per gli ultimi, con conseguenze devastanti per il mondo rurale.

    • Daouda says:

      Er borghese te dirà…grazie a mme oggi ciài er tv!

    • Francesco says:

      Duca

      ma l’estremismo di quei tempi è stato molto temperato, oggi lo Stato sociale esiste in quasi tutto il mondo ed è assai meglio di quello che riusciva a organizzare l’Ancien regime!

      tranne forse che dal punto di vista esistenziale, oggi non si sa più essere poveri

      • mirkhond says:

        Lo stato sociale è figlio di una dura dialettica politico-sindacale che ha ammorbidito le posizioni del liberalismo più estremo in materia dei diritti sociali.
        Questo in Europa, non certo negli Usa, patria e roccaforte del liberalismo puro.

        • Francesco says:

          dovresti informarti sulle presidenze di Franklin Delano Roosevelt e di Lyndon Johnson, almeno

          scopriresti degli USA molto lontano dal LIBERISMO puro (con gioia o con delusione?)

          per il liberalismo (categoria politica, non economica) io preferisco sempre guardare a Londra

          ciao

          PS certo, senza la dialettica politica, sindacale, culturale, non si sarebbe ottenuto nulla! su quello sono d’accordissimo. e per quello ho dubbi sulla forza del modello cinese, dove la dialettica è un crimine

          • mirkhond says:

            “dovresti informarti sulle presidenze di Franklin Delano Roosevelt e di Lyndon Johnson, almeno

            scopriresti degli USA molto lontano dal LIBERISMO puro (con gioia o con delusione?)”

            Poi c’è stato Reagan che ha distrutto quel pò di stato sociale che pure con fatica era stato creato.

            • Francesco says:

              adesso non esageriamo con i meriti del grandissimo Ronald Reagan! ha distrutto il comunismo sovietico e rilanciato l’economia mondiale, oltre alla fede nel libero mercato, ma non mi risulta abbia azzerato l’opera dei suoi predecessori

              bello vedere che qualcuno crede ancora nella mitologia degli anni ’80!

              • mirkhond says:

                Negli USA ci sono o non ci sono 50.000.000 di poveri?

              • Francesco says:

                fonte?

                sarebbe 1 americano su 6, che non è neppure molto, per un sistema iper-liberista, non credi?

                se hai quel dato, avrai anche dati simili per paesi come Germania e Francia?

                Grazie

              • mirkhond says:

                La Ragione aveva torto? di Massimo Fini, scritto nella prima edizione proprio negli anni di Reagan.

              • roberto says:

                Francesco,

                US census bureau

                indica 40 milioni di poveri per il 2017

                https://www.census.gov/library/publications/2018/demo/p60-263.html

                troverai anche la definizione di “poveri” (da quanto ho capito ne esistono due, una del census, che è una agenzia, ed una federale)

              • Francesco says:

                Duca, Fini non è una fonte degna di considerazione, è simpatico ma fanatico.

                Siccome io sono serio, ho trovato dati OCSE 2017 che, usando una definizione di povertà standard, confermano che la quota di poveri negli USA (17%) è maggiore che in Germania (10%) e in Francia (7%).

                Da qui però si parte per una riflessione, non per sparare sentenze a capocchia come fa Fini!

                PS e anche per cercare di capire come cavolo sono fatte le statistiche, che è sempre esercizio utile prima di trarre conclusioni errate

              • Francesco says:

                Insomma, il Censu Bureau mi toglie 10 milioni di poveri, l’OCSE me li rimette tutti e 50!

              • roberto says:

                “Insomma, il Censu Bureau mi toglie 10 milioni di poveri, l’OCSE me li rimette tutti e 50!”

                non devo spiegare proprio a te che dipende da cosa vuol dire “povero”!

              • mirkhond says:

                Francesco è sempre troppo numerosa la cifra dei poveri per un paese che si atteggia a faro della democrazia e della civiltà.

              • Francesco says:

                non è affatto una questione banale, invece

                e questo prima di iniziare con i sofismi sulla “povertà relativa”

                ma in sintesi credo che i dati confermino la maggior quota di popolazione povera negli USA rispetto alla maggior parte dei paesi avanzati, che hanno più stato sociale

              • Francesco says:

                Duca

                1) la democrazia non c’entra nulla con la povertà
                2) la civiltà c’entra eccome ma la risposta yankee è che abbiamo esportato milioni e milioni dei nostri poveri là e continuano ad arrivarne altri milioni. e a trovare posto molto meglio che da noi, mentre altre nazioni partite alla pari o meglio degli USA stanno ora con le pezze al culo

                per cui possono anche dire che la loro civiltà è dura ma viva, la nostra mollezza invece ci uccide – del resto hanno salvato l’Europa due volte nel XX secolo! anzi tre contando la Guerra fredda

                ah, questi yankees!

                ciao

              • mirkhond says:

                Chi hanno salvato nel 1917-1918?

              • Francesco says:

                chiedilo a loro, lo dicono ancora adesso! immagino (ma è mia idea) che pensino alle “democrazie occidentali” di Francia e Gran Bretagna contro il militarismo tedesco

              • mirkhond says:

                Capirai!
                Avrei preferito la vittoria della Germania. 🙂

              • Francesco says:

                se vi fidate di me, la quota di popolazione USA in povertà va su e già tra 11% e 15% da una quarantina di anni, senza che ci sia un visibile effetto Ronald Reagan

                se non vi fidate, cercate i dati del Census Bureau e verificate che dico il vero

              • Francesco says:

                la Germania “prussiana” non mi suscita nessuna simpatia da nessun punto di vista però!

                che aveva di buono?

              • PinoMamet says:

                Sfugge completamente anche a me da cosa gli USA ci avrebbero salvato nella Prima Guerra Mondiale.

                In Italia, c’erano i Savoia prima, e i Savoia dopo. Per fare un esempio.
                Vabbè, una parte del Nord-Est ha cambiato bandiera, sai che culo.

                Così per quasi tutti i paesi: semmai si può dire che la Prima Guerra Mondiale abbia accelerato la Rivoluzione Bolscevica, e ridotto la Germania a quelle condizioni economiche e sociali che poi hanno fatto sorgere il Nazismo.
                In Italia, più o meno la stessa cosa col Fascismo…

                bel risultato, davvero 😉

                PS
                (quando dicono “salvato”, ho conosciuto abbastanza statunitensi per sapere che credono davvero ai loro eroici soldati che arrivano e salvano il culo ai poveri sfigati soldati francesi e italiani, e agli inglesi, che sono eroici anche loro ma poverini tanto pochi.
                In realtà il contributo statunitense fu importante soprattutto in termini materiali, o nelle armi pesantamente legate ai materiali, come la Marina; per quanto riguarda l’esercito, i soldati furono pochi, arrivarono tardi e in certi casi mai, e malissimo addestrati- vennero per esempio in Francia riaddestrati dai francesi)

              • Peucezio says:

                Francesco,
                a parte che mi devi spiegare in che senso la caduta degli Imperi Centrali e dell’impero zarista sarebbero stati un bene per l’Europa. Io direi semmai che sono stati una catastrofe, visto che erano modelli di buon governo, di organizzazione, di gestione armonica di un insieme di popoli ed etnie (tu che fai tanto l’antisovranista e antinazionalista!).

                Circa loi la II Guerra Mondiale e la Guerra Fredda, vallo a dire a Polacchi, Ungheresi, Cechi, ecc. ecc. che gli Stati Uniti hanno salvato l’Europa. Secondo me non se ne sono proprio accorti!

  31. mirkhond says:

    Quanto alla schiavitù essa non scompare con la fine del mondo antico, ma si riduce ad una servitù domestica, processo tra l’altro iniziato già negli ultimi periodi dell’epoca romana imperiale classica, con la graduale sostituzione della grande manodopera servile di provenienza variegata utilizzata nei campi, con contadini liberi vincolati ereditariamente al suolo che coltivano mescolatisi coi discendenti degli antichi schiavi.
    Processo determinatosi dalla fine delle guerre di conquista romane, che approvvigionavano le domus e i latifondi di manodopera servile.
    Nel Medioevo cristiano, lo schiavo, utilizzato solo nelle case signorili, era il non cristiano o nell’Europa cattolica il non cattolico (ad esempio nella Sicilia aragonese dei secoli XIII-XIV, vi erano schiavi romei ortodossi, catturati dai raids dei Catalani, questi “negrieri” del basso medioevo, che però se convertitisi al Cattolicesimo, potevano essere liberati dopo soli 7 anni di servizio).
    Anche il non cristiano, penso allo schiavo musulmano, poteva essere liberato dopo diversi anni di servizio, se battezzatosi.
    La schiavitù prese a tornare ad essere un fenomeno di massa con la scoperta dell’America, e il bisogno da parte delle nuove potenze coloniali, Portogallo, Spagna (sia pure limitatamente all’area caraibica) e poi Francia e le protestanti Olanda e Inghilterra, di avere manodopera a basso costo, numerosa e avvezza a lavorare a latitudini tropicali, come infatti erano i neri africani.

  32. guido doria says:

    Se non la democrazia, cosa ?

  33. Moi says:

    Copyright Europeo , in breve … con parole vostre : cazz’è successo ?!

    • Moi says:

      … In ogni caso, ci saranno a breve Elezioni Amministrative ed Europee come potenziali occasioni di Voto Punitivo esemplare !

      • Per Moi

        “… In ogni caso, ci saranno a breve Elezioni Amministrative ed Europee come potenziali occasioni di Voto Punitivo esemplare !”

        Qui invece c’è il terrore di presentarsi contro il PD: stanno disertando ad uno ad uno tutti i potenziali candidati di opposizione, per paura di bruciarsi con una sconfitta memorabile.

        Ci saranno ben due candidati di sinistra: uno è un farmacista siriano che ha provato a presentarsi prima con Fratelli d’Italia, l’altra è una signora di origine africana figlia di gente molto benestante.

        • Francesco says:

          😀

          sicuro che sia “contro” e non “con” il PD? perchè mi pare che oggi il PD lotti per arrivare secondo prima dei Pentas ma dando per scontata la sconfitta contro il CDX

          un pò come il Milan che punta ad arrivare in CL ma non si sogna di battere la Juventus. per ora

          • Parlo sempre per Firenze…

            Tutti sanno che il sindaco uscente stravincerà e che il trionfo sarà tale da distruggere le prospettive future di chiunque si presenti contro di lui a queste elezioni.

            C’è gente che sta addirittura scappando dal Consiglio Comunale, dove pure verrebbe rieletta, per non farsi travolgere.

            Casomai c’è la lotta interna tra renziani e zingarettiani (con qualche noto personaggio dell’aristocrazia locale che sta cercando di saltare sul carro zingarettiano).

            • Francesco says:

              ribadisco per la millesima volta: siete strani forte, neppure il passaggio dal Renzismo allo Zingarettismo vi tange realmente? consiglio un viaggio nel Mondo Esterno

              • Per Francesco

                “siete strani forti”

                Oggi pomeriggio sonderò un po’ gli umori.

                In effetti l’aristocratica che è saltata sul carrozzone di Zingaretti preoccupa, ma credo che sia piuttosto isolata.

                Certo, potrebbe portare dalla sua parte di un piccolo ma potente giro di bottegai che tra l’altro finanziano i restauri a Santo Spirito, anche approfittando del fatto che ci sono vari altri bottegai incavolati neri per i lavori sulle fogne che bloccano i loro esercizi da molto tempo.

                Ma se il sindaco riesce a far completare i lavori entro le prossime settimane, tutto gli sarà perdonato.

                Tanto in questa città, a parte qualche pittoresco individuo controcorrente, non c’è nessuno dall’altra parte.

              • “Oggi pomeriggio sonderò un po’ gli umori.”

                Il parere più diffuso tra i politici è che a Firenze non si arrriverà al ballottaggio: il Partito Unico prenderà la maggioranza assoluta e basta.

                Secondo i sondaggi semiclandestini, pare che siamo sul 52%, ma potrebbe essere anche di più.

                La cosa sorprendente è che ci possa essere (poniamo) un 48% che non vota per il Partito Unico (dividendosi tra due sinistre, il M5S, la destra, Casa Pound e una lista civica).

                Anzi, non ho capito bene nemmeno perché si vota.

                Ah, oggi ho incrociato l’aristocratica zingarettiana, che probabilmente è saltata sul carro del vincitore per scoprire che era una treggia.

              • Z. says:

                Spero proprio che vada come da tuoi pronostici. E speraci pure tu! 🙂

              • Per Z

                “Spero proprio che vada come da tuoi pronostici. ”

                Mica solo secondo i miei… sembra che il M5S non riesca nemmeno a presentare una lista; e un altro potenziale candidato delle opposizioni ha mollato completamente la politica, pur di non finire travolto.

                Il Sindaco Unico invece ha talmente tanta gente pronta a saltare sul vecchio treno dei vincitori che ha dovuto lanciare tutta una serie di liste collegate alla sua per accomodare i candidati.

                “speraci pure tu!”

                Io so che vincerà come sempre il Partito Unico.

                D’altra parte la vittoria è ineluttabile: c’è un signore che gestisce milioni di euro di fondi pubblici per la cultura in città, da distribuire tra tanti “progetti”. Tra poche settimane inizierà la distribuzione; ieri mi hanno detto che lo stesso signore – senza dimettersi dall’incarico di gestore di fondi – è diventato organizzatore della campagna elettorale del Sindaco Unico.

                Come credo di aver scritto più volte, l’attuale sindaco mi sta personalmente simpatico, come molti dei politici del PU. E pur negli scontri su cose specifiche, credo che spesso provino a fare piccole cose buone. Spesso battendosi con pragmatismo contro ostacoli folli.

                Il problema sono le grandi cose, di cui questi politici si fanno portatori: la cementificazione della Piana, il nuovo aeroporto, il nuovo stadio, l’alienazione del patrimonio pubblico…

                Temi sui quali convergono il Partito Unico e la Destra.

                Per cui non spero proprio niente.

  34. Moi says:

    “Amici Miei” ambientato a Bologna ?! … Secondo me non avrebbe mai funzionato ! L’aggressività roboante e becera si associa da sempre a Firenze !

    • Francesco says:

      non avrei idea di dove sia orientato Amici miei, è un film troppo universale per essere legato a un posto specifico

      solo lo scherzo della Torre di Pisa me lo associa a un luogo

      • Moi says:

        Mauricius ci ha fatto sapere (… e il conto torna !) che OGGI la Saga di Amici Miei è … Fascista ! Ai Beceri Toscanacci difatti “‘unn fotte una sega” di triggherare il Prossimo !

  35. Moi says:

    @ MIGUEL

    Una Chicca 😉 per te : Greta Thunberg e Brenton Tarrant … Speranza e Orrore come dice Repubblica o stessa radice ideologica, come dice Stefano Magni ?!

    http://www.lanuovabq.it/it/strage-in-moschea-le-radici-ecologiste-dellodio-razziale

    https://www.youtube.com/watch?v=rNk-KcQJPKo

    • per Moi

      “Una Chicca 😉 per te : Greta Thunberg e Brenton Tarrant … Speranza e Orrore come dice Repubblica o stessa radice ideologica, come dice Stefano Magni ?!”

      E’ bellisima la Degenerazione Manipolatoria Italica.

      Si parte da un fatto vero:

      1) Esiste un immenso, mostruoso problema ambientale che ci minaccia tutti, svedesi, australiani, musulmani…

      2) Questo fatto viene occasionalmente riconosciuto da persone molto diverse tra di loro.

      3) Greta Thunberg è una persona “apolitica” che chiede ai governi del mondo di intervenire.

      4) Tarrant è una persona molto “politica” che dice che i governi sono nemici; riconosce il problema ecologico, ma gli interessa soprattutto il problema delle migrazioni.

      5) Tarrant è mediaticamente antipatico, non solo perché ha fatto qualcosa di poco simpatico, ma perché è di “destra”, e tutti – da destra a sinistra – sono d’accordo che le cose di “destra” sono cattive.

      6) Quindi chi è di destra deve dimostrare ogni giorno che quelli di sinistra sono di destra.

      7) Ora, buona parte (non tutti) di quelli che sono d’accordo con Greta in Italia sono “di sinistra”.

      8) Ai destri italiani non gliene importa niente dell’ambiente, niente di Greta, niente dei musulmani, niente di Tarrant, ma hanno trovato un’occasione per “dimostrare” che quelli di sinistra sono di destra.

      Pensate che gente che passa l’unica vita che ha a fare queste contorsioni.

      • Daouda says:

        In realtà la tizia è molto più politica der tizio di per sè, tralasciando che questo è proprio n cazzaro.

        E poi dicono che c’è n probblema ambientale entrambi, è inutile negarlo

      • Francesco says:

        1) fatto molto probabile, se parliamo di clima, anche se inizio a diventare scettico sulla sua apocalitticità, c’è troppo pregiudizio ideologico in tema
        2) OK
        3) non è che sono molto d’accordo
        4) OK
        5) ormai obsoleto, quelli di destra sono oggi molto fieri delle loro idee fasciste in pubblico
        6) residuale, rimane giusto l’accusa “i rossi fanno gli interessi dei ricchi” – che dimostra che i fascisti sono una variante dei comunisti, come noi liberal-conservatori diciamo da quando abbiamo deciso che i fascisti proprio non ci piacciono 🙂
        7) abbastanza OK
        8) dipende da quali “destri”, ce ne stanno troppe tribù con idoli diversi

        ciao

      • roberto says:

        il punto 5 era vero forse negli anni 80 del secolo scorso.
        adesso è vero esattamente il contrario, cioè ogni cosa che è “di sinistra” è automaticamente male. e per “di sinistra” intendo “una cosa che ha un vago sentore di solidarietà tra esseri umani”.

        dai una monetina ad un poveraccio per strada?
        male, così incoraggi gli stranieri a venire, poi loro girano in mercedes, se li va a spendere in alcol e sigarette, sei complice della criminalità che sfrutta quei poveracci, ma perché non l’hai data all’italiano? lo sai che ci sono 50 milioni di italiani poveri no? ecco il solito gauche caviar che cerca di rifarsi una verginità con la bocca ancora sporca di caviale, quando c’era Lui non c’erano poveri, non pretenderai di risolvere la fame del mondo con una monetina? tipico degli illusi di sinistra che vivono nella torre d’avorio…..

        • Per roberto

          “dai una monetina ad un poveraccio per strada?”

          Mi sembra che gli esempi che citi neghino la tua premessa.

          I cattivi sono quelli che “girano in Mercedes”, chi “sfrutta i poveracci”, quelli che mangiano “caviar”. Mentre i buoni sono i “poveri” e i “poveracci”.

          Che sembra di ascoltare i bolscevichi nel 1917.

          Poi sono d’accordo che si tratta di un distorsione finalizzata a non aiutare i poveracci.

          Ma è proprio questo che mi affascina: come le giustificazioni debbano essere sempre di sinistra.

          Mai che si dica, “la povertà fa bene all’anima”, “Dio mi ha reso più ricco”, “se non hai studiato peggio per te”, “se sei incarnato in Africa vuol dire che hai dei peccati da espiare”, “la fame fa bene al mondo”.

          • Francesco says:

            scusa ma per te “destra” significa “completo imbecille”?

            questo mi aiuterebbe a capire …

            ciao

            F

            • Per Francesco

              “scusa ma per te “destra” significa “completo imbecille”?

              questo mi aiuterebbe a capire …”

              Come ho più volte scritto, esistono (almeno) due modi per “non essere di sinistra”.

              Il primo consiste nel rivendicare positivamente qualcosa, perché ci si crede.

              Chi fa così ha il mio rispetto.

              Il secondo consiste nel dire “cose di sinistra” contro la “gente di sinistra”: Roberto ha fatto un ottimo elenco dei classici discorsi di questo tipo.

              Chi fa così non è un perfetto imbecille, di solito è semplicemente uno str…

              • Francesco says:

                il discorso di Roberto però, più che un discorso di sinistra “farlocco”, mi pare solo una serie di stronzate

                che sono di destra solo perchè in questo momento a destra ci stanno degli stronzi

              • roberto says:

                “che sono di destra solo perchè in questo momento a destra ci stanno degli stronzi”

                io ho un’idea diversa:
                non è che a destra ci stanno gli stronzi, ma è stata liberata la parola degli stronzi di destra.

                mi spiego. ci sono persone decenti sia a destra che a sinistra (per me un po’ di più e un po’ più decenti a sinistra)

                poi ci sono stronzi da tutte le parti (vabbé per me a destra un po’ di più….).

                fino a poco tempo fa lo stronzo di sinistra poteva parlare tranquillo dicendo le sue stronzate di sinistra, mentre lo stronzo di destra era chiaramente e publicamente stigmatizzato.
                ora lo stronzo di destra può tranquillamente esprimere le sue stronzate di destra senza rischio di essere spernacchiato

                siccome ho la netta impressione che ci sia in generale più destra che sinistra, ecco che gli stronzi di destra (che probabilmente devono pure recuperare sul tempo perduto) fanno sempre più casino

              • per roberto

                “ora lo stronzo di destra può tranquillamente esprimere le sue stronzate di destra senza”

                Sono d’accordo che lo stronzo in questione sia di destra.

                Però non sono d’accordo che le sue siano stronzate di destra.

                E’ proprio questo che trovo affascinante.

              • Peucezio says:

                Trascurate un fattore.
                Anche in democrazia gli uomini non sono tutti uguali.
                Lo sono alle elezioni, ma il potere non sta solo lì e comunque non è solo politico.
                E anche in politica c’è sempre una distorsione di classe (non credo che fra i parlamentari ci sia la stessa percentuale di laureati che c’è fra i cittadini in genere: saranno comunque un po’ di più; e il parlamento è solo uno dei livelli del governo).
                E non c’è dubbio che la gente di sinistra abbia mediamente più titoli di studio, più soldi e più potere di quella di destra.
                Poi, certo, la destra comprende anche il piccolo imprenditore veneto che a malapena parla l’italiano, che fattura mille volte il ricercatore o il giornalista precario. Ma tra l’altro un conto è il reddito e un conto è il potere: il piccolo imprenditore avrà pure due ferrari, ma non conta un cazzo, mentre il ricercatore e il giornalista precario una certa influenza ce l’hanno.
                Ciò significa che non tutti i discorsi si possono mettere sullo stesso piano e che, a livello di prestigio sociale e mediatico, il discorso della sinistra è ancora molto più presente e più forte di quello della destra.

                Resta la validità di fondo dell’osservazione di Miguel, per cui la destra si legittima facendo discorsi di sinistra. E’ un errore capitale, perché non si comprende che per sconfiggere il nemico devi sconfiggere la sua logica, non adottarla, perché se la adotti, cioè se il metro di giudizio sono sempre i valori del nemico, sarai sempre un suo vassallo.

              • Per Peucezio

                “E non c’è dubbio che la gente di sinistra abbia mediamente più titoli di studio, più soldi e più potere di quella di destra.”

                solito punto di discussione tra noi 🙂

                Partiamo da una cosa in cui ti do ragione in pieno: se la gente “di destra” osa esprimere ragionamenti “di destra” solo attraverso discorsi “di sinistra”, è evidente che esiste uno strapotere di una parte.

                Su questo Peucezio ha ragione, e infatti oggi il 90% dei tabù linguistici sono imposti “da sinistra”.

                La mia obiezione però è che questo non corrisponde a un potere delle persone, ma alla globalizzazione in senso ampio: siamo tutti “uguali”, perché ci conviene quando facciamo la fila allo sportello;

                l’operaio in genere odia il padrone, mentre il padrone se ne frega dell’operaio, e quindi il “punto di vista del sottoposto” sembra più forte;

                se siamo tra persone di diverse religioni, non conviene discuterne, e quindi la religione diventa una cosa secondaria, di cui è meglio non parlare;

                la narrazione della Seconda Guerra Mondiale fonda la legittimità della maggior parte degli stati oggi;

                la coppia omosessuale è più agguerrita sul proprio interesse di chi vorrebbe che non ci fossero coppie omosessuali, e quindi conviene lasciarla in pace…

                Insomma, il “democratico-egalitario-sinistrese-laicista” è una convenzione linguistica, spesso imposta in maniera sgradevole.

              • Al potere linguistico della sinistra, non corrisponde alcun potere politico o umano.

                Ieri sono stato a un incontro dove si discuteva di potere, in senso concreto: di chi comanda in questa città. E di come rapportarsi, nelle elezioni, con chi comanda in questa città.

                Si è parlato di banche, di controllo dei soldi degli spettacoli, della gestione degli appalti, di logge massoniche, della Chiesa, dei trasporti, delle grandi associazioni sportive, degli investitori americani, dei proprietari degli alberghi, dei festival e della “cultura” intesa come spettacoli da finanziare con fondi pubblici per ottenere voti.

                Di tutto tranne che di “gente di destra” o “gente di sinistra”.

                In questa città Gloriosamente Antifascista, Medaglia di Platino alla Resistenza e quant’altro, la “sinistra” intesa come Arci non ha più nemmeno un circolo in tutto il centro storico; e non avendo un circolo, non esercita alcun potere politico.

                Se Casa Pound qui osasse fare un comizio, ci sarebbero cinquemila persone in piazza a gridare allo scandalo, e questo sembrerebbe dare ragione a Peucezio; ma il fatto è che né i venti giovani di Casa Pound né i cinquemila giovani che protestano contano un fico secco.

                Il potere è un’altra cosa.

              • Francesco says:

                non lo so … la famosa canzone di Gaber riportava molti ragionamenti “di destra” che avevano già allora ampia diffusione anche a sinistra

                credo che il fenomeno sia più limitato di quanto dicano Peucezio e Miguel

                forse sugli immigrati il discorso di destra è così sguaiato che tocca rifugiarsi in altri discorsi “di sinistra” (e gli italiani poveri?)

                però per me c’è il predominio degli stronzi, più che di una parte politica

              • roberto says:

                miguel

                “Su questo Peucezio ha ragione, e infatti oggi il 90% dei tabù linguistici sono imposti “da sinistra”.

                provo a ripartire da qui per capirci

                quali sono i “tabù linguistici” di cui parli?

                io sono cresciuto in un epoca in cui dire “sono razzista e fascista” era semplicemente socialmente impossibile, perché sarei stato riempito di pernacchie.

                adesso invece il controllo sociale è evidentemente meno forte e la stessa frase potrebbe essere pronunciata senza essere sputazzati.

                idem per gli esempi che facevo prima. 20 anni fa chi avrebbe detto pubblicamente cose del genere?

                sei d’accordo su questo?

                e se sei d’accordo, quali sono i tabù linguistici di cui parli?

              • Z. says:

                Miguel,

                — se la gente “di destra” osa esprimere ragionamenti “di destra” solo attraverso discorsi “di sinistra”, è evidente che esiste uno strapotere di una parte. —

                No, questa è la conclusione querimoniosa e autoconsolatoria della destra italiana 🙂

                Quel che tu descrivi significa, piuttosto, che la destra non ha idee a titolo originario, ma solo a titolo derivativo.

                Non ha cose in cui crede. Ha solo cose – e persone – che detesta, che odia, che vuole distruggere.

                Il discorso immaginato da Roberto, infatti, è quasi esattamente identico al discorso fatto da Moi quando ho fatto presente che sarebbe bene dare un euro di mancia al portapizze (e nota che non si tratta neppure di elemosina, ma di compenso per il suo lavoro).

              • Per Moi

                “Quel che tu descrivi significa, piuttosto, che la destra non ha idee a titolo originario, ma solo a titolo derivativo.”

                Sarei assolutamente d’accordo, e sarebbe il motivo fondamentale per cui sento aliena la destra italiana.

                Ma potrebbe essere vero anche l’inverso.

                Cioè che la retorica di sinistra non sia altro che la negazione di visioni di “destra”, tipo:

                – siamo tutti mortali, e quindi vita e morte, benessere e malessere sono tutti relativi

                – siamo tutti diversi e non siamo necessariamente tutti “vittime”

                – la vita è una roba aristocratica, che ha senso soltanto nei momenti migliori, più profondi dell’esistenza

                – i diritti individuali sono meno importanti di quelli collettivi

                – le cose antiche e radicate hanno spesso un valore maggiore del tizio che si alza la mattina e c’ha l’idea nuova

              • Z. says:

                Mig, in politica lo schierarsi a contrario è del tutto normale. Ci sta che la destra non faccia eccezione.

                Dico una cosa diversa: che le sue idee, in Italia, sembrano esaurirsi nel detestare e nel promuovere l’odio.

                Non promuove il cristianesimo, dà addosso ai musulmani; non promuove una politica nazionalistica, dà addosso agli stranieri; non ha progetti per lo sviluppo industriale, dà addosso agli ambientalisti. E così via.

              • Per Z

                “Non promuove il cristianesimo, dà addosso ai musulmani; non promuove una politica nazionalistica, dà addosso agli stranieri; non ha progetti per lo sviluppo industriale, dà addosso agli ambientalisti. E così via.”

                Questo è verissimo.

              • Francesco says:

                quindi noi di CL non facciamo parte della destra italiana? detto da voi lo prendo per un complimento molto grosso

              • Z. says:

                Francesco,

                qualsiasi cosa si pensi di CL credo sia difficile sostenere che CL e Lega siano la stessa cosa.

              • Francesco says:

                Z

                non credi di esagerare l’importanza dell’indossatore di felpe? mica è tutto, anzi mica è molto, io ancora lo vedo come il rospo di Esopo

                moh scoppia

                😀

  36. Per Moi (spiego a Marco S., Moi è il nostro collezionista di chicche bizzarre):

    https://www.repubblica.it/sport/calcio/nazionale/2019/03/26/news/papa_kean_salvini-222567317/

    “TORINO – Tifoso della Juventus e sostenitore di Matteo Salvini. E’ in sintesi il pensiero del padre di Moise Kean, intervenuto a ‘Un Giorno da Pecora’ su Rai Radio1. “Io lo voglio per sempre alla Juve, che è nel mio sangue: io sono nero e il mio sangue e bianco”, spiega Biorou Jean Kean, padre dell’attaccante della Juventus e della nazionale. “Non ho ancora la cittadinanza italiana. Ho fatto la domanda. Sono anni che sono qui”, dice, aggiungendo di essere leghista: “A me piace la Lega e la politica di Salvini. I migranti? In questo momento sto cercando un’associazione per bloccare l’immigrazione dalla partenza. Aiutiamoli a casa loro”.

    • Daouda says:

      Segnamose l’infame quando cambia casacca

    • Francesco says:

      Leghista e juventino … per peggiorare può solo dirmi che è vegano o valdese. O entrambe le cose!

      😀

      • Z. says:

        Io non sono né leghista né vegano, ma sono juventino e l’8 per 1000 lo do sempre ai valdesi. Come vado? 🙂

        • Francesco says:

          tanto eri già condannato in quanto comunista, non potevi peggiorare neppure volendo

          😀

        • mirkhond says:

          Come mai ai Valdesi?

          • Francesco says:

            secondo te non c’è comunanza di amorosi sensi tra valdesi e comunisti? in schietta funzione anti-cattolica?

            o meglio, c’era nel Vecchio mondo, adesso che i cattolici sono spariti sarà rimasta l’abitudine

            • habsburgicus says:

              non c’è comunanza di amorosi sensi tra valdesi e comunisti? in schietta funzione anti-cattolica?

              verissimo Francesco
              dimostri che pur vivendo a Milano, hai conservato un minimo d’interesse al resto del mondo 😀

            • PinoMamet says:

              Beh sapreste fare un esempio concreto o è solo un’impressione?

              Voglio dire, mi pare che molti valdesi siano schierati su posizioni che potremmo definire di sinistra, “liberal”.

              Ci sono ovviamente una serie di ragioni storiche e culturali che eccetera.

              Questo è un conto, che può essere supportato da fatti concreti che lascio a voi l’onere di cercare.

              Che comunisti e valdesi si amassero particolarmente, e allo scopo particolare di metterlo in quel posto alla Chiesa cattolica, è tutta un’altra questione.

              Non è affatto la stessa cosa “detta diversa”.

              Le tinte contano e la Monn a Lisa bionda platinata non sarebbe la Monna Lisa.

              • mirkhond says:

                Lucio Malan è di Forza Italia.

              • habsburgicus says:

                Malan è un tipico cognome di protestanti dell’area alpina
                un ugonotto francese (ma non escluderei sia un valdese !), emigrato dopo il 1685, fu l’antenato di Daniel-François Malan, Primo Ministro sudafricano del Nasional Party dal 1948 e 1954, il fondatore dell’apartheid..
                Malan* era un predicatore calvinista, completamente biblico nel suo portamento…era ostilissimo a Roma, ma ancor più a Mosca e ai “nativi” (come si diceva allora) ! e ciò rese possibile qualche vago “rapprochement” con il Portogallo limitrofo e “papista” in funzione anticomunista..ma non troppo, Calvino era troppo presente in Malan !
                invece più tardi Johannes Strijdom (Primo Ministro 1954-1958) e soprattutto Hendrik Verwoerd (1958-1966) stabilirono rapporti stretti con Salazar che continuarono sotto Caetano fino alla revolução dos cravos del 25/4/1974

                *Malan, in piena guera, verso febbraio 1944, attaccò in Parlamento Smuts (l’uomo di Churchill in Sudafrica) e Winston stesso, accusandoli di sopravvalutare la Germania dimenticandosi del ben più grave pericolo sovietico e, caso rarissimo, propugnò di abbandonare la resa incondizionata
                lessi un estratto, censurato (ma non credo alterato) del discorso, in giornali tedeschi dell’epoca e anche su “La Stampa” (controllata da Salò), che ne evidenziarono l’opposizione a Churchill
                neppure Smuts, en passant (a differenza di Australia, Canada e Nuova Zelanda) stabilì relazioni diplomatiche con l’URSS, limitandosi a relazioni consolari (cessate nel 1956)
                Malan, divenuto Primo Ministro, varò una legge per la soppressione del comunismo (1950) e una legge che vietava i rapporti sessuali fra bianchi e non bianchi (anche con le prostitute ! la prostituzione era legale in sud Africa ma venne rigidamente segregata..o almeno ci si provò)..a Malan si devono anche le leggi che confinavano i neri in aree particolari (in genere disagiatissime) e una legge che toglieva ai meticci il voto “comune” nel Capo (in Orange, Transvaal e de facto votavano solo i bianchi)..fu una battaglia politica estrema, si tentò di far intwevenire pure Elisabetta II (ancora Regina del Sud Africa che era nel Commonwealth) ma Malan ce la fece..i meticci furono privati del voto il che dava in un colpo solo 40 seggi ai nazionlisti che da allora saranno in partito unito sino ai tardi 1980′ (a dirla tutta i metici ebbero per consolazzioni 3-4 seggi, che votavano in liste separate ma dovevano scegliere dei bianchi come portavoce..nel 1968 Vorster abolì anche questo; i neri erano così dal 1936, l’abolizione dei bianchi per procura” ci fu nel 1959)..alcuni dissero che ciò andava contro le solenne promessi del 1910, quando nacque l’Unione sudafricana (allora al Capo i meticci votavano, pure alcuni neri potevano votare), Malan non si lasciò smuovere..e continuò

              • habsburgicus says:

                scusate alcuni errori ortografici, dovuti alla fretta
                (e all’impossibilità, su questo blog, di correggere !)

              • mirkhond says:

                “Malan è un tipico cognome di protestanti dell’area alpina
                un ugonotto francese (ma non escluderei sia un valdese !), emigrato dopo il 1685, fu l’antenato di Daniel-François Malan, Primo Ministro sudafricano del Nasional Party dal 1948 e 1954, il fondatore dell’apartheid..”

                Forse era originario del Delfinato (alla Francia dal 1349), in cui vi era una forte presenza valdese, contigua alle Valli Valdesi piemontesi.
                Alcune aree del Delfinato come il Pragelato e la Castellata di Casteldelfino nell’alta Valle Varaita passarono ai Savoia nel 1713.
                Qui Vittorio Amedeo II (a differenza delle Valli Valdesi, il cui culto protestante era stato definitivamente riconosciuto nel 1694), mantenne la legislazione antiprotestante di Luigi XIV del 1685, portando entro il 1730 all’annientamento del locale Valdismo.

              • Daouda says:

                Di solito quando la cittadinanza è data solo per nascita o per acquisizione si parla non di stati nazionali ma di stati imperiali.

            • Daouda says:

              È valdese Mì?

              Beh sul comunismo di Berlusconi non credo ci possano essere dubbi

              • mirkhond says:

                Sì è valdese.
                Anni fa scrisse anche su questo blog, affermando se non sbaglio che l’equazione valdese/comunista non è sempre esatta.

              • Z. says:

                Malan è certamente valdese, ma non sapevo che fosse un chelebecchiano! Questo è uno scoop!!

                Peucezio, smettila di dire che non ci legge nessuno 🙂

                PS: comunque Pino non ha torto. Molti valdesi si impegnavano a sinistra. Malan invece, a quanto lessi, faceva parte di un gruppo minoritario attestato su posizioni conservatrici, in polemica con la tendenza dominante.

              • mirkhond says:

                No si limitò ad un intervento in cui puntualizzò come non tutti i valdesi avessero simpatie di sinistra.

              • Francesco says:

                diciamo che i valdesi li ho sentiti chiedere il 5 per mille su Radio Popolare e mi sono fatto influenzare

                a ragione, direi

              • Peucezio says:

                Z.,
                “Peucezio, smettila di dire che non ci legge nessuno 🙂 ”

                Dovrei contenermi un po’ con le parolacce.

    • Moi says:

      Opzioni di Calcolo Combinatorio Calcio-Politica :

      Gobbo Negro
      Gobbo AfroItaliano
      Juventino Negro
      Juventino AfroItaliano

      In alternativa

      per andare allo stadio, si deve possedere la Tessera del Tifoso … per ottenere la Tessera del Tifoso, ci si deve recare in Comune onde consegnare il proprio Certificato Elettorale : l’ Addetto allo Sfoltimento del Suffragio Universale, solerte, provvederà a inserilo opportunamente nel tritadocumenti.

  37. Francesco says:

    ambientato, pardon

  38. Roberto says:

    Quindi al D-2 in parlamento votano 8, diconsi OTTO, diverse opzioni e ovviamente non riescono ad avere nessun tipo di maggioranza

    https://www.repubblica.it/esteri/2019/03/27/news/brexit_theresa_may_annuncia_le_dimissioni_qualora_l_accordo_con_l_europa_sia_approvato_dal_parlamento-222644386/

    • Francesco says:

      il problema britannico è che non possono rivolgersi a nessuno per farsi babysitterare … mica possono scrivere al prefetto della Normandia, l’ultima autorità esterna a governarli!

      sono proprio fregati, mi sa

  39. OT

    Segnalo qui quanto mi scrive un nostro lettore. Non ho letto il testo, ma fa piacere che l’autore abbia pensato a noi.

    Egregio Miguel Martinez,

    Spero di trovarla bene.

    Sono Pietro Bargagli Stoffi, sono un autore italiano residente all’estero da 13 anni.

    Vorrei segnalare a Lei e al suo blog anticonformista e controcorrente le informazioni di questo comunicato stampa, per affinità di tematiche, sperando in opportuna conoscenza e diffusione :

    In fatidica vicinanza con le prossime Elezioni Europee 2019 è stato pubblicato in data 14 febbraio presso l’editore Bibliotheka Edizioni in Roma il libro “Uropia, il protocollo Maynards”, un thriller politico sul rischio reale di una potenziale deriva autoritaria all’interno dell’Unione Europea. Link utile:http://uropia.eu

    Ispirato al lavoro del Professor Alberto BAGNAI, sotto la veste di una fiction il testo affronta e sviluppa temi sociali scottanti e di estrema attualità: quanto è realistico il rischio di una deriva antidemocratica in Europa? Che ruolo possono giocare immigrazione, terrorismo e populismo, Big Data e cyber sorveglianza, élites e Lobbysmo? In che misura i deficit di democrazia e trasparenza delle istituzioni europee e le asimmetrie economiche fra Stati membri contribuiscono a diffondere sentimenti eurocritici ed euroscettici?

    Nato a Pisa e laureato in Giurisprudenza nella sua città, ma residente all’estero da tredici anni, l’autore Pietro Bargagli Stoffi è al suo esordio letterario.

    Il libro è disponibile in tutti i bookstores online ed in oltre 1000 librerie italiane in formato eBook e cartaceo.

    Per maggiori dettagli sui contenuti del libro, qui trova una estensiva recensione ed un estratto,qui un’intervista all’autore. Sono volentieri a sua disposizione per fornire qualsiasi tipo di informazione ulteriore o chiarimento.

    In allegato troverà una breve sinossi con la foto del Premio Nobel per la Pace, Prof. Muhammad YUNUS -con la propria copia del mio romanzo- e la copertina del libro, qualora volesse onorare di pubblicazione il comunicato stampa.

    Grazie anticipatamente dell’attenzione, e le auguro buon lavoro e buona giornata.

    Con i migliori ossequi
    Pietro

    Pietro Bargagli Stoffi

    • Francesco says:

      Essere avvicinato da uno che è ispirato dal Bagnai non mi farebbe molto piacere invece.

      Ma io sono un vecchio malmostoso e un pò snob, mi sa.

    • Daouda says:

      Bagnai è il classico cazzaro complottista col titolo nobilitante.

  40. Daouda says:

    Sto Pietro ci viene a riccontà l’acqua calda?

    Daesh e pkk/ypg vecchi marpioni stessi padroni

    https://eurasiafuture.com/2018/06/17/daesh-terrorists-freed-by-pkk-are-making-their-way-to-europe-as-many-westerns-remain-oblivious-to-the-blood-soaked-history-of-the-pkk

    Ci avete fatto caso che la Russia sta a scaricà l’Iran piano piano poco poco

    • Francesco says:

      dai, non citare certe fonti, ti prego!

      sennò ti linko lo Zerocalcare di Kobane Calling, che almeno è molto bello

      io credevo che gli anni ’30 e ’40 avessero insegnato la totale inutilità di leggere la propaganda per capire la verità

    • Daouda says:

      Ma che cazzo me frega a mme, lo stavo a leggè mmo, mica te posso postà i pdf che cazzo.

      È chiaro che daesh e “curdi” lavorino insieme , il che dovrebbe far riflettere sulla Russia.
      Ad Astana, prima di Trump, il Golan è stato considerato sionista dai capocchia.

      • Francesco says:

        “lavorino insieme” mi pare difficile anche solo da considerare, volevano entrambi il controllo dello stesso territorio

        infatti tutto quello che i curdi hanno guadagnato negli ultimi due anni è stato a scapito dell’ISIS

        mi sa che è più la Turchia a usare ISIS per indebolire i curdi, in attesa di mazzuolarli di persona

        giusto?

      • Daouda says:

        Allora non hai capito. Se il mondo arabo deve stare sotto la cappella saudita il tutto è evidente visto che Daesh non è stata una creatura turca quantunque altre sigle lavorino lì di sua appartenenza. Inoltre la turchia appoggia i “curdi” in Iraq.
        Il discorso è che Daesh e kurdolandia hanno mirato a far smammare yazidi e cristiani, daesh è uno spauracchio, il suo ruolo è wahabizzare polarizzando la mente dei già deboli islamicicci sunniti. In realtà ha guadagnato terreno affinché fossero i “curdi” a cacciarli, che erano finanziati e riforniti dagli stessi che , indirettamente, hanno creato l’isis ( esulando dalle altre formazioni ).
        Ora i daeshiani torneranno nelle patrie loro, od in europa, ed i fantomatici kurdi faranno quel che faranno, poi chi lo sà.

        La Russia che si defila dall’Iran, Pakistan ed India, la situazione interna USA queste saranno questioni interessanti nel medio periodo

        • Francesco says:

          i curdi come alleati strategici dei sauditi nelle lotte interne tra musulmani sunniti quindi?

          funziona solo in chiave anti-turca (e infatti a me non risulta che i turchi apppoggino i curdi iracheni)

          e perchè la Russia dovrebbe defilarsi dall’Iran? mi pare abbia scelto di allearsi con gli sciiti nello scacchiere MO

        • Daouda says:

          Ti deve risultare invece. Ma a te nemmeno risulta che i movimenti antisionisti nel mondo sia pagati dal sionismo di Samaria stesso quindi stamo apposto…

          Defilarsi non vuol dire che ora sia così.
          L’iran è , per dirla alla brasiliana, un vecchio bue da piragna per far passare incolume la mandria nel guado.
          La Nato e la sua smantellazione/riconversione sarà cosa fondamentale , e la cosa sarà ovviamente plaudita da normaloidi, ed estremi delle due polarità.

          • Francesco says:

            >> i movimenti antisionisti nel mondo sia pagati dal sionismo di Samaria

            ehi, Duca e Peucezio, avente incassato l’assegno?

            😀

          • Daouda says:

            Per loro basta l’utilità marginale dell’appagamento esistenziale.

            Se i turchi non danno il cibo ai nord iracheni “kurdi” ( e questi je ridanno petrolio a prezzo conveninete, che è per quesro che si stanno impossessando dei territori altrui i “curdi” ) dicevo questi crepano de fame.

          • Daouda says:

            Non te dovrei spiegà che il KDP fa parte della fratellanza mussulmana ed i suoi peshmerga addestrati NATO ( dai turchi ) sò stati mandati nelle zone dei guerriglieri dei gruppi supportati da Ankara nel nord ( tralasciando il fatto che “curdi” stanno pure nell’Isis ).

            Sò due anni che se beccano pe la storia de l’indipendenza ma si danno una mano comunque perché a Barzani o come cazzo se chiama il PKK ed affiliati je sta sur cazzo

  41. mirkhond says:

    “Sono d’accordo che lo stronzo in questione sia di destra.

    Però non sono d’accordo che le sue siano stronzate di destra.

    E’ proprio questo che trovo affascinante.”

    In che senso?
    Forse perché il razzismo è presente anche in ambienti di sinistra come Bologna e la Romagna?

    • Per Mirkhond

      “In che senso?
      Forse perché il razzismo è presente anche in ambienti di sinistra come Bologna e la Romagna?”

      Se rileggi i discorsi immaginari (ma molto reali) presentati da Roberto, vedrai che formalmente non sono affatto discorsi “razzisti”.

      Al contrario, sono discorsi contro lo schiavismo, contro lo strapotere dei ricchi, contro la discriminazione e a favore dei “poveri e dei poveracci”.

      E’ questo il punto interessante, che cerco di approfondire.

  42. mirkhond says:

    Peucezio e Habsburgicus

    Il poeta piemontese-occitano Antonio Bodrero sosteneva che il Piemontese e l’Occitano fosse una variante dell’Occitano.
    C’è del vero?

  43. mirkhond says:

    errata corrige:

    sosteneva che il Piemontese fosse una variante dell’Occitano.

    • habsburgicus says:

      direi di no….
      filologicamente, te lo potrà dire molto meglio Peucezio

      • Peucezio says:

        Che c’è da dire?
        Ovviamente è una follia.
        Mentre è verissimo per il catalano.

        • mirkhond says:

          Sempre per Habsburgicus

          Il sentimento occitano e francoprovenzale delle vallate alpine piemontesi occidentali è un fenomeno recente, dovuto alla “riscoperta” di identitarismi veri o farlocchi, oppure in passato era sentimento che creava un senso di alterità rispetto al “vero” Piemonte?

          • habsburgicus says:

            mah, da quanto so c’è sempre stato un senso di alterità dei “muntagnin” ma nulla di particolare..
            dunque, in sintesi, lo riterrei un fenomeno in essenza recente

  44. habsburgicus says:

    @Francesco
    ma ai tempi dei Romani dopo Costantino come si sceglieva il Papa?

    il Papa, o vescovo di Roma, era eletto dal clero e dal popolo romano
    non saprei dirti se l’Imperatore (d’Occidente), o meglio per conto suo, il prefetto dell’Urbe avesse qualcosa da dire..direi di no
    Teodorico (inizio VI secolo d.C; nel 500 d.C fece il suo famoso adventus Romae, di cui si serba il ricordo) entrò nella questiona ma perché chiamato (Simmaco, scisma laurenziano, tutte cose notissime al colto e all’inclita)
    Belisario depose Silverio (a sua volta imposto da Theodahad Re dei Goti) e nominò Vigilio ad inizio del 537 d.C con atto d’imperio
    l’Oriente (che tanto piace al nostro Mirkhond :D) era entrato a Roma !
    Giustiniano pretese la conferma sua di ogni Papa (e sbatterà in prigione Vigilio ma questa é un’altra storia..peggio farà Costante II con Martino I nel 653 d.C)
    più tardi (diciamo da inizio VII secolo), di norma, era l’Esarca nella terra di Z a dare la conferma
    non vi é dubbio che dal 537 d.C e per tutto il VII secolo d.C il Papa era un suddito del βασιλεύς, anche se già Sergio I (687-701 d.C) poté resistere a Giustiniano II (685-695 d.c, 1° regno; poi, come tutti sanno, regnò di nuovo dal 705 al 711 d.C con il naso tagliato donde il nome di “Rinotmeto” e se la prese con Ravenna inviando una flotta ad hoc per distruggerla !)..i tempi stavano cambiando
    pare che nel 741 d.C per l’ultima volta venne chiesta la conferma (Papa Zaccaria) ma c’è chi ritiene di no e che fu chiesta (e data) per l’ultima volta solo nel 731 d.C (Gregorio III)
    comunque nel 751 d.C il Re longobardo Aistulf entrava a Ravenna e l’Esarcato finiva..non il nome che ancora sussiste in età tarda…io stesso lo uso talora se devo parlare della Romagna 😀
    dalla fine del VII secolo d.C (formulari posteriori al 682 d.C) ebbero un ruolo preponderante nell’elezione i cosiddetti “primores”, cioè gli esponenti della nuova aristocrazia “bizantina”, come dimostrano documenti editi da Mons. Louis Duchesne a fine ‘800, ovverossia in termini più moderni l’elezione risultò “pesata”, c’era chi contava di più e chi di meno
    gli Imperatori sassoni e anche i Salii nominarono talora i Papi (celebre ciò che avvenne nel 1046 d.C)
    nel 1059 d.C Niccolò II ne affidò l’elezione al collegio dei Cardinali (che già prima avevano un ruolo crescente almeno dall’VIII secolo), senza menzionare la conferma imperiale
    dal 1181 occorrono i due/terzi..diciamo che da allora (specialmente dalle norme sul Conclave del 1271 dopo i drammatici tre anni di gozzoviglie cardinalizie a Viterbo, fra la morte di Clemente IV di infausta memoria e l’avvento di Gregorio X di imperitura memoria), alla buona, è tutto come oggi

  45. mirkhond says:

    “l’Oriente (che tanto piace al nostro Mirkhond :D) era entrato a Roma !”

    Se la Pars Occidentis romana fosse sopravissuta non credi che da Ravenna i suoi imperatori non si sarebbero ingeriti nell’elezione dei papi?

    • habsburgicus says:

      sarebbe intervenuto Z che citando con maestria da erudito giurisperito qualche arcana e prisca legge a lui solo perfettamente nota e intellegibile, li avrebbe seduta stante fermati 😀

      • mirkhond says:

        Mah, credo che il crescente prestigio politico del papato sia stato dovuto proprio al crollo del potere imperiale romano in Occidente.
        Diversamente il papa non avrebbe avuto un ruolo molto diverso dal patriarca di Costantinopoli.

        • Z. says:

          La tesi del Duca mi pare convincente. Del resto è quella più corrente, o almeno lo era quando andavo al liceo qualche lustro fa.

          Ah, io mi sarei schierato dalla parte dell’imperatore. Ravenna è assieme Roma e Bisanzio (che il mio telefono mi suggerisce di correggere in Bisenzio) e la Romagna, di cui è capitale, è anche nel nome la “piccola Roma” 🙂

        • Peucezio says:

          Mah, è possibile, eppure io vedo profondamente connesso con la mentalità orientale l’atteggiamento dei patriarchi e capi religiosi ortodossi.
          Mentre l’Occidente è per natura portato al conflitto fra poteri, policentrico, aggressivo, riottoso, ribelle, recalcitrante, insofferente all’autorità o comunque portato a contrapporre a un’autorità sempre un’altra che la bilanci e la temperi, quando proprio non la ostacoli o non la attachi frontalmente.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Gli Ottoni ci avrebbero provato, però, e ben prima di portarsi una greca in casa…

            • habsburgicus says:

              Teofano !

              • habsburgicus says:

                a proposito di greche..
                battuta anni ’40
                soldato italico di basso rango: “oggi mi sento un generale”
                altro soldato: “perché ?”
                soldato precedente: “c’ho la greca” 😀 😀 😀
                é noto che nella cosiddetta Armata σ’ἀγαπώ molti avevano le greche 😀 😀 😀
                antesignani del sessantottino “fate l’amore, non la guerra” furono 😀
                e poi ci stupiamo che le guerre vadano regolarmente perdute !

              • Z. says:

                habs, l’abbiamo vinta quella guerra. E pure alla grande, viste le premesse.

                Certo, c’è chi l’ha persa forse peggio di noi ed è incredibilmente finito nel Consiglio di Sicurezza…

        • Peucezio says:

          Di tali due diversi atteggiamenti direi che sia un papato forte, sia una statualità conflittuale e frammentata sono il prodotto.
          Quasi sempre, quando ci si chiede se per caso A non derivi da B o viceversa, bisogna invece tirare fuori un C che sta a monte e che spiega entrambi.

  46. mirkhond says:

    “comunque nel 751 d.C il Re longobardo Aistulf entrava a Ravenna e l’Esarcato finiva..”

    E il papa si cercava un nuovo protettore nel Regno dei Franchi, al posto di Costantinopoli.
    Nonostante le ingerenze imperiali, il papato aveva bisogno di un protettore contro il pericolo di essere assorbito nel Regno dei Longobardi,
    E perso quello romano-orientale, se ne trovò uno nuovo in quello franco.
    Cosa che provocò la vendetta di Costantino V (741-775 d.C.), che nel 754 d.C., sottrasse al Papato ciò che restava della prefettura dell’Illirico con sede a Tessalonica, Creta, le isole egee, il Salento, la Calabria e la Sicilia unite al Patriarcato di Costantinopoli, portando all’ulteriore allontanamento tra i due rami dell’Ortodossia Cristiana.

    • habsburgicus says:

      sottrasse al Papato

      verissimo
      ed è piccante che a sottrarre al Papato la vecchia Prefettura dell’Illirico, il tema di Sicilia e il ducato di Calabria per darli a quella che poscia sarà nota come “ortodossia” sia stato un Imperatore eterodosso..ed eterodosso forte, eh 😀

  47. Per Moi

    Un’interessante analisi di un tentativo, nell’ambito degli studiosi grecisti americani, di censurare Gildersleeve , un classicista americano autore del migliore studio sulla poesia di Pindaro dell’Ottocento, perché in alcuni articoli su un quotidiano dell’epoca, avrebbe sostenuto la causa sudista:

    https://quillette.com/2019/02/26/how-i-was-kicked-out-of-the-society-for-classical-studies-annual-meeting/

    Come anche la questione del numero ridotto di “donne di colore” che vengono citate tra gli esperti del mondo classico.

    • PinoMamet says:

      C’ho dato una lettura veloce ma promette di essere interessante…

      la mia prima impressione è che negli USA stanno messi molto meno quanto a lucidità.

      del resto, se volessero espungere dagli studi classici tutti quelli che hanno avuto idee discutibili, resterebbe ben poco, temo…

      ma se vogliono fare le cose per bene, gli suggerisco di partire da Platone e Arisototele (e ho seri dubbi su Socrate… i suoi discepoli non me la contano giusta, sul processo 😉 )
      anzi, prima ancora, da Pindaro e Alceo 😉

      • PinoMamet says:

        “stanno messi molto male

        scusate, mi sveglio presto.

      • Il classicista pomo nota che si pubblicano pochi articoli di studiosi neri, mentre sarebbe importante avere il loro “punto di vista” (“Io, afroamericano, ritengo che la particella ‘de’ nel verso 224 abbia senso avversativo, piuttosto che rafforzativo come sostenuto finora da critici bianchi”).

        L’autore nota che gli articoli scientifici vengono presentati in forma anonima a recensori anonimi.

      • Francesco says:

        ma non era l’ISIS a distruggere le vestigia del passato non in linea con le fisime del presente?

        perchè sennò tra il molestatore di minorenni Socrate, il maschilista Platone e il poco democratico e schiavista Aristotele …

        😀

  48. mirkhond says:

    L’ eterodossia di Costantino V, oggi viene fortemente ridimensionata da un giovane storico bizantinista come Nicola Bergamo.
    Bergamo sostiene che Costantino V era sì avverso alle immagini religiose, ma per il resto fu ortodosso, e anche la lotta contro il monachesimo bizantino, avvenne soltanto nell’ultimo decennio del suo regno e non tanto per motivi religiosi, ma politici in quanto i monaci come fautori della venerazione delle immagini sacre, diventavano il perno dell’opposizione all’imperatore.

  49. Moi says:

    @ FEMMINISTE/I/*

    Avete sentito / letto la faccenda di una certa “Cardi B” [sic] ? … Drogare uomini per derubarli, quindi, si può ?

    • roberto says:

      e chi è cardi B?
      e a noi che ce ne frega?
      ho letto sul muro di un cesso all’autogrill un tizio che dice che non è vero che i negri ce l’hanno lungo, ne dobbiamo discutere?

      • Per roberto

        “ho letto sul muro di un cesso all’autogrill un tizio che dice che non è vero che i negri ce l’hanno lungo, ne dobbiamo discutere?”

        Un mio amico italiano vissuto in Eritrea mi disse che i giapponesi avevano regalato tanti preservativi per aiutare a ridurre le nascite. Solo che erano di taglia giapponese, per cui gli eritrei furono costretti a riciclarli per altri scopi, tipo micro-bustine di plastica per tenere i semi delle piante.

        Fine aneddoto.

      • Daouda says:

        Credo che dovremmo discutere anche di queste cose perché se tu Roberto sei un democratico europeista è evidente che non sei meno ritardato di chi ha le paranoie sui negri ( pro o contro che siano ) come la propaganda esige.

        Infatti in Giappone la situazione è tragicomica per l’umana stirpe.

        • Francesco says:

          adoro quando mr. D. usa la parola “infatti”

          cioè, io odio il surrealismo e le prese per il culo ma lui è bravo

        • Daouda says:

          In Giappone stanno a pezzi Francé…ma tu sembri del tutto fomentato dal materialismo tecnologico che è correlativo allo gnosticismo tatticologico.

          Infatti comunque io sò forte a cazzeggià, ma cazzeggiando si scrive la verità

          • Francesco says:

            No, la verità si scrive per bene, che a cazzeggià l’artri non capiscono un cazzo

            Che in Giappone stiano malissimo sono convinto, hanno deciso da soli di non fare più figli e non c’è prova più definitiva di questa – manco 20 anni di stagnazione economica.

            • mirkhond says:

              Però sono 127.000.000 di cui 35.000.000 solo a Tokyo.
              Un pò troppi per un piccolo arcipelago, tenendo conto che dal 1945 non hanno più i loro possedimenti coloniali in Cina e Corea dove mandare le eccedenze demografiche.

            • Daouda says:

              Fossero solo i fiji er problema Francè…e nun se deve scrive per bene manco per il cazzo perché uno le cose ormai dopo i 30 anni deve sapelle e si nunnle sà è un traditore.
              Il fatto che sul traditore non si possa avere rivalsa è facile a capirsi vista la congiuntura, ma mi basta il comando divino.
              I giovani Giapponesi sono i più sfigati. Ci vorrà molto prima che se ripijano.
              Ad ogni modo ringraziando DIO c’è l’inferno.

              • Daouda says:

                Ringrazianso a DIO c’è l’inferno…anche perché forse la gente non ha capito che ( di solito dopo i 25 ormai, ma dovrebbe essere assodato ) il fatto che ci sia qualcosa o no dopo la morte è esattamente la stessa cosa. Una facezia…proprio perché non conta un cazzo la vita, alla luce del fatto che dopo c’è qualcosa o proprio niente, è il medesimo.
                Solo che visto che il traditore, che di aolito lo è aolo per adeguamento colpevole certo, ma prima di tutto perché è un cojone, non capisce come la vita sia sacra ed al tempo stesso non conti un emerito cazzo di niente

    • Daouda says:

      I traduttori automatici fanno parte del gombloddoh e sono analogabili con la gente priva di ragione che è negazionista (sic).

      Ottimo. Ma confutare l’influenza umana nel riscaldamento globale , ricordare che i disastri sono per via dell’incautela umana e che è l’inquinamento è il problema significa forse che Bardi fa parte del traduttore automatico?
      Probabilmente…

    • Francesco says:

      ammetto che lo sapevo già prima di leggere, che era tutta una stronzata, quella della foto intendo

      in cambio ho letto l’articolo precedente di Cassandra Bardi e sono rimasto scettico … almeno spiegare cosa è un modello “two stocks”?

      e perchè dentro un’economia di mercato, man mano che i combustibili fossili diventano più rari e più costosi da sfruttare non emergono “naturalmente” le alternative? ai mercanti interessa solo vendere energia, no?

      al massimo sono i sindacati che vogliono tenere aperte le fabbriche di automobili!

      F o’capitalista

  50. mirkhond says:

    Dal sito di Pino Aprile:

    CHI GUIDERÀ LA QUARTA ERA DELL’UMANITÀ

    Il tema che tratto è l’incertezza sulla forma e gli strumenti del potere nella quarta era dell’umanità in 200mila anni, quella della globalizzazione informatica. Le tribù di cacciatori-raccoglitori erano composte di una cinquantina di individui e solo una decina andavano a caccia, gli altri (donne, bambini, inabili) restavano nell’accampamento; il potere era semplice: capocaccia e stregone (durò 190mila anni).

    Nell’era agricola, strumento e forma del potere, oltre il possessore della terra (il re), erano le corporazioni dei mestieri (durò 10mila anni).

    Con l’era industriale, l’unico modo di fare politica, per introdurre un nuovo potere che sostituisse il precedente (sovranità dal sovrano al popolo, che ci credette pure…) era di nascosto, essendo assolutista quello monarchico. Così sorsero sette di carbonari, di illuminati di questo o quello, o Giovane Italia, Giovane Europa, massoneria… La dimensione dei poteri fu “nazionale”, come l’economia, i giornali, le monete, gli Stati che a seguito di quella ideologia nacquero in un bagno di sangue (secondo calcoli approssimativi, circa 250 milioni di vittime a cavallo di due secoli).

    IL DOMANI NASCE DOVE NESSUNO STA GUARDANDO

    Dopo 200 anni dal 1789 (rivoluzione francese), nel 1989 (caduta del muro di Berlino), è iniziata l’era della civiltà informatica, la nuova e definitiva globalizzazione. Qual è la sua forma di potere, quale il suo strumento? Ne stiamo vedendo qualcosa con l’innervazione di tre continenti, da parte della Cina, tramite strade, rotte, commerci (e la Russia con le reti energetiche). Per capire dov’è il potere, basta guardare dove portano le strade e le navi: quando l’impero era romano, a Roma.

    In fondo, c’è una logica e una continuità in questo: le civiltà hanno fondamentalmente viaggiato con il sole, da est a ovest, come si stesse ripetendo un ciclo: prendiamo quale inizio (per comodità), quelle mesopotamiche, poi Egitto e Grecia, poi Roma, poi paesi europei affacciati sull’Atlantico (Spagna, Portogallo, Francia, Gran Bretagna), poi Stati Uniti, ora Cina…

    TUTTO SI DECIDE A FINISTERRAE

    E come sarà questo passaggio da un’era all’altra, da un potere a un altro, con quali strumenti e quali violenze? Riusciremo a evitare che avvenga senza che il mondo nuovo debba prima riempire i cimiteri di quello vecchio?

    https://pinoaprile.me/fra-4-giorni-esce-il-potere-dei-vinti-il-mio-libro-piu-insolito/

  51. mirkhond says:

    Questo estratto è relativo al romanzo di Pino Aprile di imminente uscita in libreria.
    L’autore attraverso la forma del romanzo, fa una riflessione sui cambiamenti che hanno contrassegnato la storia dell’umanità e del prezzo che tali cambiamenti hanno comportato.

    • Francesco says:

      >>> le civiltà hanno fondamentalmente viaggiato con il sole, da est a ovest

      a questo punto l’allarme rosso “BUFALA” è scattata a sirene spiegate

      • mirkhond says:

        Perché?

        • Francesco says:

          perchè è una cosa che può dire mr. D sotto l’effetto di sostanze

          perchè è una cazzata senza senso, neppure è smentibile perchè la frase non vuole dire nulla!

          la civiltà araba? la civiltà indiana? la Russia nel 1800? l’Italia del Rinascimento ma anche molto dopo?

          è solo un modo di dare aria alla bocca

        • PinoMamet says:

          L’idea della civiltà che segue il corso del sole, “tornerà in Cina e poi finalmente qui da noi”, la ricordo messa in circolo, anni fa, dal solito ineffabile De Crescenzo.
          Poi uno dice che gli si dà troppa importanza 😉

  52. Peucezio says:

    Miguel,
    “Al potere linguistico della sinistra, non corrisponde alcun potere politico o umano.” […]

    Ci sarebbe da rifletterci.
    Però bisognerebbe anche distinguere i piani.
    Tu parli di potere locale, che ha essenzialmente conseguenze pratiche (che poi alla lunga sono anche antropologiche, perché sono urbanistiche, ecc., d’accordo).
    Io invece del potere mondiale o anche nazionale, ma a livello culturale, non materiale.
    Cioè chi decide cosa dobbiamo pensare.
    E in genere lo fa anche per legittimare assetti politici, economici e militari, ma a livello almeno nazionale (di solito mondiale), non locale: l’europeismo e l’antirazzismo legittimano lo svuotamento dello stato nazionale e lo sradicamento di milioni di individui e così via.
    In tutto ciò non avrei dubbio che il potere sia di una sorta di capitalismo iper-progressista fatto da gente laureata, anzi, con tanto di master, ecc. (anche se magari è ignorantissima, come la maggior parte dei laureati e “masterizzati” di oggi) e che ha ruoli altissimi a livello dirigenziale, finanziario, politico, di think tank, ecc.

  53. Peucezio says:

    Z.,
    “Non promuove il cristianesimo, dà addosso ai musulmani; non promuove una politica nazionalistica, dà addosso agli stranieri; non ha progetti per lo sviluppo industriale, dà addosso agli ambientalisti. E così via.”

    Per forza.
    Se promuove il cristianesimo viene bollata come clericale, fascista e oscurantista, se promuove una politica nazionalista, diventa sovranista, populista, anacronistico, isolazionista (è bastato che si alzasse appena appena un po’ la voce con la Francia che persino qui dentro siete diventati isterici), se difende la famiglia tradizionale poi diventa medievale, regressiva, si ripiomba nell’inquisizione e nella caccia alle streghe!
    Quello che dici tu non è un problema di mancanza di idee, ma di timidezza, di subalternità culturale e psicologica, come nota giustamente Miguel.
    Le idee ci sarebbero eccome, ci sono personaggi come Marco Tarchi, lo stesso Veneziani, che pure è un giornalista e un divulgatore.
    Certo, una minoranza.
    D’altronde dall’altra parte chi c’è? Se pensiamo che in Italia qualche decennio fa scrivevano sul Corriere persone come Pasolini, Moravia… Oggi chi cavolo c’è? Saviano? Il problema è che c’è una piattezza culturale desolante in generale.

    • PinoMamet says:

      “Quello che dici tu non è un problema di mancanza di idee, ma di timidezza”

      a me, perdonami, sembra proprio il contrario (do per scontato che Z. stesse parlando del governo attuale; mi sono perso dietro al Medioevo ignorando il resto della discussione).

      Ci vedo proprio grande arroganza, e zero idee.

      Dici la Francia: farsi rispettare dai gallici andava fatto, era ora, e cosa ha fatto il nostro governo? ha saputo solo alzare la voce e farsi fare la lezioncina dai francesi, che sono maestri praticamente solo in quest’arte.
      Meglio di niente, d’accordo, meglio che stare zitti e accettare tutto, ma un politico in gamba avrebbe fatto di meglio…

      sostenere la famiglia, e mettiamoci dentro pure tradizionale, cristiana e italica: perché no? I modi di farlo non mancano, e cosa fa il nostro governo?
      semi-sponsorizza una “giornata della famiglia” allo scopo di prendersela con i gay e con l’aborto.

      • Z. says:

        Comunque, sulla subalternità culturale della destra è difficile dare torto a Peucezio: sono subalterni, in effetti.

        Senza progetti, senza idee in proprio, a totale rimorchio di sondaggi e social videogames.

        PS: il triste siparietto sul Franco Franchi non è opera della Lega, comunque. È roba grillina, da cui addirittura Salvini ha timidamente tentato di dissociarsi.

        • Francesco says:

          mah

          tra noi cattolici reazionari pro-famiglia, leghisti federalisti, sostenitori della libertà educativa … qualche proposta nostra ce l’abbiamo

          abbiamo anche i nostri libri, mica leggiamo Eco per poi parlarne male

          ma diciamo che a sinistra non riescono a crederci

          anche per merito della mancanza di politici di riferimento, di giornali di riferimento, per la divisione tra i vari temi e la mancanza di un contenitore unificante

          • Z. says:

            Mah, Francè, le tue idee ora come ora non sono molto rappresentative della destra italiana…

            Poi domani vedremo, chissà

            • Francesco says:

              certo, se la destra italiana di cui parliamo è la lega di Salvini e altri partiti alimentari, il problema della cultura di destra non si pone neppure

              • Z. says:

                La destra di cui parliamo è questa, Francè, perché piaccia o meno non ne esiste un’altra.

                Oggi, intendo.

                PS: partiti alimentari? cioè?

              • Mauricius Tarvisii says:

                Esiste il PD, che per anni è stato il centrodestra liberale maggioritario nel paese.

              • mirkhond says:

                Zanardo non riesce ad accettarlo.

              • Z. says:

                Il PD, negli ultimi anni, ha rappresentato istanze compatibili con quelle che in altri Paesi europei potrebbe portare avanti avanti un centro-destra liberale.

                Ma non è un partito di destra nel panorama italiano, né è mai diventato il partito di riferimento della massa elettorale che si schiera a destra.

      • Peucezio says:

        Pino,
        “a me, perdonami, sembra proprio il contrario (do per scontato che Z. stesse parlando del governo attuale; mi sono perso dietro al Medioevo ignorando il resto della discussione).”

        In realtà Z. si riferiva alla destra in generale.
        Questo governo non è solo destra: i cinque stelle non si possono definire di destra.

  54. Sull’ultimo numero del Covile, una rivista online sempre ricco di spunti, che nasce in ambito “marxista antimodernista”, con molta attenzione al mondo cattolico, leggo un brano che condivido in pieno:

    “Ma la dissoluzione della famiglia non è causata dalle folli leggi LGBT (ricordava De Maistre che le rivoluzioni avvengono solo dopo che sono già state vinte nella realtà dell’agire sociale), la famiglia è stata condannata a morte dallo svuotamento progressivo di ogni sua funzione naturale: allevamento, cura e formazione della prole, trasmissione orale di cognizioni, tradizioni e storia viva, produzione dei pasti, preparazione e manutenzione di indumenti, tessutie apparati domestici, ecc. ecc. Questo svuotamento è prodotto proprio da quel sistema sociale comunista-capitalista-tecnologico di cui prima (ovviamente anche nelle sue versioni piú primitive e liberiste del capitalismo lo sviluppo dissolve la famiglia, ma certamente nella versione assistenzialistica il sistema è vieppiú accelerato). I piú strenui difensori della famiglia dalle nostre parti erano i cattolici, ora dovremmo dire che sono i cattolici conservatori, all’opposizione rispetto al Papa attuale, ed è verificabile che queste forze difendono consapevolmente, insieme a famiglia e buon ondo antico, tutto quello di umano, comunitario e non mercificato che nella tradizione si conservava. Allo stesso tempo però nella stragrande maggioranza queste forze sono toto corde con lo sviluppo tecnologico e combattono, rubricandole sotto la specie di un improbabile gnosticismo newage, tutte le voci che si oppongono alla tecnologicizzazione della vita e mai nella loro lunga storia si sono occupate di quisquiglie (evidentemente non negative per la famiglia) come la televisione, l’allattamento artificiale, la medicalizzazione universale: anzi in campo bioetico sono esplicitamente per una meccanizzazione coercitiva del fine vita.”

    • Daouda says:

      Potrei anche parteggiare ma ci sono varie imprecisioni.

      Il problema è che, come ripeto, il nemico ora è a Destra. Intendo per destra quel che intendete voi perché una posizione politica come minimo deve tenere presente le 6 direzioni temporali e territoriali cosicché la pappa è molto complessa.
      Ciò cazzeggiato ribadisco che la fantomatica Destra è comunismo in azione allo stato puro.

    • Daouda says:

      Il Covile potrebbe essere interessante se non fosse antimodernista, giusto per rimanere in tema

    • Daouda says:

      Ah…conoscete il Lato Cattivo? Nesic, Dauvé, Astarian?

      https://illatocattivo.blogspot.com/?m=1

    • mirkhond says:

      Cattolici conservatori in forte contraddizione con se stessi.

      • Francesco says:

        >>> la famiglia è stata condannata a morte dallo svuotamento progressivo di ogni sua funzione naturale

        direi di essere in totale contrasto con questa affermazione, che ridicolizza le funzioni naturali della famiglia (e fa anche una caricatura dell’essere umano)

        sarò un idealista hegeliano ma la sostanza di questa battaglia è ideale, non materiale: la condizioni materiali sono accidenti dalla minima rilevanza, sono le forme in cui si mostrano accadimenti dell’ordine spirituale

        la famiglia distrutta dagli asili nido … manco la Aspesi scriverebbe una roba così

  55. mirkhond says:

    In riferimento al post di Miguel.

  56. Moi says:

    PD : Il Nuovo Che Avanza … Luigi Zanda !

    Zanda suicida il Pd: alziamo gli stipendi dei parlamentari
    Il nuovo tesoriere – Prima ha proposto di ripristinare il finanziamento pubblico ai partiti, ora di far salire gli assegni. E Zingaretti ringrazia

    https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2019/03/28/zanda-suicida-il-pd-alziamo-gli-stipendi-dei-parlamentari/5067717/

    ——————

    Tuttavia alle Regionali sarà possibile Trasformare la Rabbia in Forza !

  57. mirkhond says:

    La parte ebraica è talmente remota da essere quasi inconsistente a tutti gli usi pratici; però, per qualche motivo, è quella che ho deciso di seguire, con tanto di sbattimento ortodosso.
    “Ancora mi chiedo il perché, sinceramente.”

    Me lo chiedo anch’io. 😉

  58. Moi says:

    A Milano l’imam che spiegava quando picchiare le donne
    Presentato come “esperto in mediazione familiare”. L’analista: “Insegnava in tv come far obbedire le mogli”

    La star dell’«evento più atteso dell’anno» è l’imam che – bastoni in mano – insegnava come si educano davvero le mogli.

    http://www.ilgiornale.it/news/politica/milano-limam-che-spiegava-quando-picchiare-donne-1668265.html

    ———————

    Quando la Meloni l’ha citato per dimostrare l’ ipocrsia silentemente complice della Sx (ma che si ostenta Vs WFC 2019 di Verona) Frau Gruber le ha tolto l’ audio !

    • Francesco says:

      fonti attendibili?

      grazie

      • Moi says:

        … la Meloni e il Giornale , non hai visto ?!

        … E cmq, dove sono le Femministe, VS gli Imam ?!

        Qualunque cosa il tizio abbia detto in Arabo, se la dicesse chiunque da Cattolico in Italiano esploderebbe il Finimondo, invece così niente: perché Kalergicamente conviene … lo sai bene !

        PS

        Dei Debunlers Amici di Zeta, NON mi fido :risparmiameli, per favore !

        • Moi says:

          … il Punto è : cascherà il Governo, con il World Family Congress di Verona ?

        • Francesco says:

          1) appunto
          2) che c’azzecca?
          3) se non sappiamo cosa ha detto in arabo, come possiamo sapere le reazioni se lo avesse detto in italiano?

          questa sciatteria lavora a favore del Nemico!

          • Z. says:

            Anni fa, durante una partita di pallavolo, vedo un giocatore con un tatuaggio in arabo sul braccio.

            Mentre sta battendo, e io sto leggendo il tatuaggio, il telecronista dice il suo nome. Così, oltre a scoprire come si chiama, mi accorgo anche che si era tatuato il proprio nome sul braccio.

            Il giorno dopo, sul web, leggo una serie di teorie più o meno cospiratorie su quale fosse il significato di quel tatuaggio…

            Moi, non fidarti di me. Lo sai che mi paga il Mossad per farvi sottovalutare il pericolo-Eurabia 😀

  59. mirkhond says:

    Certi meriterebbero davvero di finire sotto la legge islamica.

    • Moi says:

      Almeno la combattessero come combattono Tony Brandi & Co.

      … e le Femministe Blasfeme dell’ 8 Marzo, cos’hanno,sempre, di più impellente ?

    • daouda says:

      gli interessi di coloro che stanno dietro l’islamismo ed il femminismo sono soddisfatti così, e per quanto riguarda il raggio di comprensione dei due, essi vogliono la stessa cosa quindi la convergenza è totale.
      La contraddizione è semplicemente apparente visto che si ignora la causa promotrice è si è incauti nel vederne la conclusione finalista

  60. Moi says:

    Allora … Brexit No Deal è possibile ?! Ci sono parecchi UEisti che ci sperano, ma proprio che l’ UK tornata a sé stante “si puzzi dalla fame” a monito di eventuali futuri Paesi Reprobi !

  61. Moi says:

    il M5S è “Sx PostModerna”, quindi “Non Più Maxista” pur senza voler sostituire lo Stato con i Priva(n)ti 😉 , eppur “semi-Liberal” (Genderista, ma NON Liberista in Economia … in pratica, su questo, l’ esatto simmetrico di Francesco e Cielle)

  62. Moi says:

    What could a no-deal Brexit actually mean for YOU?

    https://www.youtube.com/watch?v=EpYrclfgX2I

  63. Moi says:

    @ HABS

    Armata σ’ἀγαπώ

    ……………………………

    Interessante, non ne sapevo nulla … è ciò che si vede in Mediterraneo di Gabriele Salvatores ?

    • Z. says:

      Diciamo che Salvatores riprende alcuni elementi del tema

    • PinoMamet says:

      Credo ci feceero un film, anche, proprio con il titolo Armata Sagapò (se non erro), però non ne so niente.
      Il fatto in sè mi sembrava piuttosto noto, perlomeno nelle generazioni pre-Moi.

      • PinoMamet says:

        Leggo ora che il film è del 1985 e che parla di un processo per fatti accaduti in Grecia, quindi senz’altro meno cartolinistico dell’insopportabile Mandolino del cap. Corelli e meno favolistico di Mediterraneo (che comunque non è un film di guerra, ma un film di viaggio/evasione travestito da film di guerra).

        • Z. says:

          Pino,

          — che comunque non è un film di guerra, ma un film di viaggio/evasione travestito da film di guerra —

          Di evasione ancor più che di viaggio, per come l’ho vissuto io… e ogni volta che passa lo riguardo 🙂

  64. mirkhond says:

    Gli Italiani però non si sono sempre comportati bene nella Rumeli occupata.

  65. Moi says:

    Che differenza c’è fra “Liberale” in senso Europeo Continentale e “Liberal” in senso USAiolo ?!

    https://www.youtube.com/watch?v=0U–UXCHORw

    5 min 42 sec (intenserrimi !)

    Intervento integrale di Giuseppe Cruciani al XIII Congresso mondiale delle Famiglie #WCFVerona

  66. mirkhond says:

    C’è da chiedersi come si sia arrivati a considerare non scontata una famiglia formata da un uomo e da una donna.
    Se l’ultimo barlume di civiltà cristiana, di legge naturale dovesse scomparire, allora questa società non si merita altro che la shariah.

    • Peucezio says:

      Mirkhond,
      “C’è da chiedersi come si sia arrivati a considerare non scontata una famiglia formata da un uomo e da una donna.”

      E’ il padrone di questo mondo.
      Che non devi intendere banalmente come peccato. Ma come caos (in fondo il peccato è una perturbazione dell’ordine). Qui infatti si mettono in discussione strutture che ci sono dall’alba dell’umanità, il che significa che i paleolitici non erano barbari come questi.

      “Se l’ultimo barlume di civiltà cristiana, di legge naturale dovesse scomparire, allora questa società non si merita altro che la shariah.”

      Se non si infrociano anche loro, cosa molto probabile: in occidente gli islamici giovani e istruiti ormai dicono apertamente che loro riconoscono i diritti di tutti (come se adottare un bambino fosse un diritto; semmai è il bambino ad avere la titolarità di diritti, non è un oggetto, su cui qualcun altro può vantare diritti), vedi il sindaco di Londra, che è un islamcio radical-chic.
      Forse bisogna guardare ancora più a oriente.

  67. mirkhond says:

    Pensi alla Cina e all’India?

    • Peucezio says:

      Potrebbe essere. Forse più alla Cina, che è più accentrata e autoritaria e meno infiltrabile dalle manie occidentali.
      L’India mi attira per il suo pluralismo e la sua complessità, ma per gli stessi motivi m’inquieta. Il fatto stesso che ha l’inglese come lingua sovralocale la espone moltissimo a una permeabilità ai “valori” occidentali.
      Aggiungici la democrazia, che in sé non sarebbe un male, ma si sa che si trasforma facilmente in assoggettamento a poteri economici di origine straniera.

      La Cina ha mille difetti, ma da molti punti di vista la trovo un modello.
      Ciò che trovo più affascinante è il fatto che è l’unica potenza a ragionare esclusivamente in termini di interesse nazionale (gli Stati Uniti sono un fascio di interesse economici privati e internazionali, che lo stato ha la sola funzione di tutelare e difendere con la forza all’interno e all’esterno; Trump sta cercando di porre un freno a questo e di trasformarli di più in uno stato nazione, ma può arrivare a farlo per il 5% rispetto a quanto lo fa la Cina da sempre) e soprattutto che tale potenza ultra-“sovranista”, se così vogliamo chiamarla, è la seconda potenza economica mondiale, la terza militare e potrebbe diventare la prima, cioè il paese egemone nel mondo.
      E l’egemonia significa anche imporre modelli.
      Ciò a cui devono stare attenti è che il benessere non li fiacchi, non li faccia diventare troppo individualisti, non li porti anche loro a pretendere diritti civili e cazzate simili (oggi come oggi a un cinese non frega un cazzo di poter essere libero di accedere a facebook e spararci le sue cazzate e non si sente oppresso per il fatto che un Travaglio cinese verrebbe appeso per le palle al primo articolo che scrive; a lui interessa che gli aumentino lo stipendio per poter dare di più da mangiare alla famiglia); l’unico freno probabilmente è evitare un arricchimento collettivo oltre una certa misura.
      Soprattutto poi io spero che la Cina riesca a un certo punto a fare massa critica in misura tale da non sentire più il bisogno di imparare l’inglese (cosa che ora riescono a fare sono i figli delle élite più alte), forse anche grazie alle nuove tecnologie di traduzione istantanea.

      • Z. says:

        Certo che dev’essere faticoso strolgare ogni giorno teorie bizzarre e diverse per esaltare Trump, dopo che quelle precedenti si sono squagliate…

        Ma dire “eh sì, ho preso un granchio, capita” è ancora più difficile. Maledetto orgoglio 😀

        • Peucezio says:

          Certo che a te è un’ossessione. Il che mi fa capire che evidentemente ci ho preso 🙂
          Scrivo tutto un lungo commento sulla Cina e sul modello cinese citando Trump en passant tra parentesi e tu rispondi parlando di Trump…

          • Z. says:

            Peucezio,

            — Certo che a te è un’ossessione. Il che mi fa capire che evidentemente ci ho preso —

            CVD:

            dire “eh sì, ho preso un granchio, capita” è ancora più difficile. Maledetto orgoglio 😀

            • Peucezio says:

              Cioè secondo te io avrei sbagliato a gioire dell’elezione di Trump?
              E sì, se avesse vinto la Clinton o qualche repubblicano alla Bush ora sì che sarei più sereno.

              No, francamente Trump sta facendo quello che mi aspettavo e per cui sono stato contento che abbia vinto.
              Sapevo benissimo che non avrebbe potuto ribaltare da un giorno all’altro la politica americana mettendosi contro lo stato profondo e probabilmente nemmeno voleva.
              Ma resta il fatto che è un conservatore protezionista, di guerre ancora non ne ha fatte, mette i dazi, appoggia più o meno direttamente o indirettamente i sovranisti in Europa (ed è probabilmente il motivo di certe posizioni di Salvini in politica estera, che non condivido, ma si spiegano in quest’ottica).
              E comunque pensa solo a una cosa: parlando con diversi americani progressisti (ma non fanatici), mi hanno detto che l’immagine, il prestigio degli Stati Uniti nel mondo non è mai stato così basso. Ti pare un risultato da poco? Loro esagerano un po’, ma è molto sintomatico.
              E soprattutto fa incazzare tutti i vari progressisti, sinistrorsi, ecc.
              Te compreso 🙂
              E anche questo non è un risultato da poco! D’altronde il bello degli amici sta anche nel poterli sfottere quando rosicano perché ha perso la loro squadra (non è il mio caso perché non seguo il calcio) o la loro parte politica 😛

            • Peucezio says:

              Tra l’altro, anche se volessimo prescindere dagli aspetti pratici, pensa solo alla portata provocatoria di un personaggio come Trump rispetto al perbenismo imperante.
              Basterebbe solo quello.
              Anche perché io non sono un economista, seguo un po’ la geopolitica ma comunque da profano. Mentre come sai, visto che mi leggi da anni, sono molto attento al valore simbolico, ideale, culturale, direi anche antropologico dei fenomeni. E sono convinto che a volte abbia conseguenze maggiori degli atti materiali, pensa alle famose divisioni corazzate di Pio XII di staliniana memoria.

            • Z. says:

              Peucezio,

              — E soprattutto fa incazzare tutti i vari progressisti, sinistrorsi, ecc.
              Te compreso —

              Così a occhio, è improbabile che tu ti sia mai sbagliato di più 🙂

            • Z. says:

              (oddio, quando hai scritto che ero un tifoso di Travaglio ci sei andato vicino! 😀 )

            • Peucezio says:

              Chissà perché allora ne parli sempre.

              Comunque, al di là degli sfottò, non è difficile inquadrare cosa rappresenta Trump.
              Gli Stati Uniti cominciano un po’ a segnare il passo (anche se sono ancora di gran lunga la maggiore potenza mondiale), devono ridurre un po’ la loro proiezione esterna perché rischiano che la ricaduta economica e sociale interna diventi ingestibile e Trump è l’espressione di questo.

              Poi se a te fa piacere credere che io inizialmente mi sarei rallegrato di ciò (il che è vero) mentre oggi, non si capisce come mai, me ne dorrei (ma non vorrei ammetterlo), te lo lascio credere. Mi costa così poco e ti rendo felice 😀

              • Francesco says:

                gli USA iniziano a segnare il passo e si stanno ritraendo, tra mille dubbi e paure che possa costargli di più che restare

                alcuni (ottenebrati dalla vecchissima propaganda fascista e comunista) ne gioiscono, altri si illudono che il materialismo se ne tornerà oltre-Oceano, altri non aspettano che di prendere il posto degli USA, pochi cercano di capire come non perdere quello di buono che c’era nell’impero americano quando le legioni statunitensi non ci saranno più

      • PinoMamet says:

        Mm ma qui Trump che c’entra?

        Comunque delle due potenze asiatiche mi inquieta di più l’India.
        I cinesi sono tutto tranne che avventuristi. Gli indiani mi sembrano molto più teste calde, ogni tre per due c’hanno da dire col Pakistan (che sono sempre indiani e teste calde) e, peggio, credono di essere inglesi.
        Essere inglesi è bruttino, credere di esserlo è male, credere di esserlo essendo diversissimi è pessimo.

      • Francesco says:

        hai appena descritto i motivi per cui la Cina è un brutto posto … quali sono i lati positivi?

        • Peucezio says:

          Io però vorrei capire questa tua idiosincrasia verso le nazioni.
          Vorresti che gli uomini fossero tutti individui scissi dal resto, ognuno su un cucuzzolo di una montagna, completamente autosufficiente e isolato. Non sono un asceta, ma con un po’ di sforzo potrei anche capire il fascino di una scelta del genere.
          Il problema è che non ci sono abbastanza cucuzzoli per 8 miliardi di persone 🙂

          • Francesco says:

            Peucezio

            io non ho nulla contro le nazioni ma quella che tu descrivi è una dittatura fascista, mica una nazione!

            è un caso molto particolare di degenerazione della comunità nazionale, del tutto privo di fascino ai miei occhi e con esiti fallimentari nel … 100% dei casi, mi pare

            • Peucezio says:

              Cioè il capitalismo di stato di Deng (la Cina di oggi è questo) si starebbe dimostrando fallimentare in Cina al 100%?

              Vorrei avere in Italia un quarto della crescita “fallimentare” del PIL cinese.

              • Francesco says:

                parlavo del fascismo, che ha fallito in ogni continente, nei casi migliori ha giusto fatto da incubatore di democrazie liberali

                la versione cinese del comunismo ha molto dell’oppressione fascista, inizia ad averne la politica estera aggressiva e militarista, a oggi ha saputo realizzare una grandiosa crescita economica – insieme a una tragedia demografica e a un enorme debito mal nascosto

        • Peucezio says:

          In realtà non è una battuta.
          Pigliamo per il culo i cinesi perché dormono in otto in una stanza, ci lavorano durante il giorno e probabilmente ci piscano pure.
          Come ho scritto qui molte volte, l’ideale dell’occidentale individualista liberale contemporaneo sarebbe quello di avere una villa (non famigliare, ma individuale) circondata dal verde, con la villa vicina a non meno di 15 km di distanza.
          Gli amanti della natura molto spesso (non è il caso del nostro anfitrione, ma come Miguel non è che ce ne sono pochi, c’è proprio solo lui!) non amano gli esseri umani.
          Ma non hanno capito che non c’è spazio abbastanza per far stare otto miliardi di persone ognuno circondato da un raggio di 15 km di bosco.
          Anche perché ognuno di costoro ama la natura, nella misura in cui gli serve per tenere lontane le altre persone, magari ci ha cinque gatti, ma non disdegna certo la tecnologia, vuole il televisore con schermo a parete, tre smartphone e soprattutto la macchina sotto il culo, perché deve andare a fare la spesa ad almeno 15 km di distanza.
          Quindi immaginiamoci l’impatti ambientale di 8 miliardi di persone tutte con villa circondata da 15 km di bosco, schermo a parete con dolby surround con 15 casse + subwoofer, tre smartphone, riscaldamento, automobile sotto il culo… Ma tutti rigorosamente amanti della natura! D’altronde, quando ami troppo una cosa, la distruggi per possessività.

          • Per Peucezio

            “Come ho scritto qui molte volte, l’ideale dell’occidentale individualista liberale contemporaneo sarebbe quello di avere una villa (non famigliare, ma individuale) circondata dal verde, con la villa vicina a non meno di 15 km di distanza.
            Gli amanti della natura molto spesso (non è il caso del nostro anfitrione, ma come Miguel non è che ce ne sono pochi, c’è proprio solo lui!) non amano gli esseri umani.”

            Come spesso succede, mi trovo totalmente d’accordo con Peucezio sull’essenziale, e per nulla nella polemica.

            Tutti gli “ecologisti” che conosco io la pensano come Krier, che identificava esattamente il problema che giustamente sottolinea Peucezio:

            http://kelebeklerblog.com/2016/04/27/piccolo-corso-grafico-di-urbanistica/

            Poi conosco diversi (come J. che ci legge) che sono andati in montagna a fare il contadino e far figli e zappare la terra, e penso che la loro impronta sia anche meno dannosa.

            Oltretutto, elettoralmente mi sembra che l’urbanistica descritta da Peucezio sia alla radice di Trump e della Lega: la micro-famiglia impaurita, economicamente precaria, che come unico luogo “sociale” ha il Centro Commerciale e che si muove esclusivamente dentro un’autoblindo da una tonnellata di acciaio, e che comunica con il mondo esterno via Facebook.

            Se ci si pensa, non è un’umanità di “destra” o di “sinistra”.

            Non è di “sinistra” nel senso di persone ingenuamente aperte a voler bene a tutti (rimanendo poi fregate)

            Non è di “destra” nel senso che quello è il primo ambiente in cui muoiono la tradizione, i valori, la comunità, la religiosità.

            E resta solo la ricerca idiota di un capro espiatorio di cui incolparne la morte.

            • Peucezio says:

              Miguel,
              “Oltretutto, elettoralmente mi sembra che l’urbanistica descritta da Peucezio sia alla radice di Trump e della Lega: la micro-famiglia impaurita, economicamente precaria, che come unico luogo “sociale” ha il Centro Commerciale e che si muove esclusivamente dentro un’autoblindo da una tonnellata di acciaio, e che comunica con il mondo esterno via Facebook.”

              Verissimo.
              In realtà io non stavo affatto polemizzando con gli ecologisti in senso ideologico, ma con le persone che amano la natura, gli animali, penso a certi personaggi insopportabili che ti vengono a dire che i cani sono meglio delle persone perché non ti tradiranno mai (il che è verissimo, ma è lo stesso un’idiozoa: preferirei condividere la vita con una donna, anche se c’è il rischio che un giorno scappi col gommista, che con un cane, che tra l’altro comunque, volente o nolente, mi lascerà dopo una dozzina d’anni).
              Non è gente particolarmente ideologica tale tipo umano, ma ha il potere di irritarmi. Oppure appunto quei tipi che sono felici in un posto silenziosissimo, senza negozi, senza case, senza gente, perché dicono che si godono gli alberi e i tramonti.
              I tramonti piacciono anche a me, ma gli alberi mi angosciano, perché fanno ombra e mi incupiscono.
              E in effetti gente così è più facile trovarla a destra, fra leghisti e simili, che fra i comunisti, che comunque, non foss’altro per il loro conformismo, danno comunque ancora una qualche importanza alla dimensione sociale e questo va loro riconosciuto.
              Poi però, a livello di decisioni politiche, la sinistra toglie parcheggi, pianta alberi, cerca anche lei, in modo diverso, di limitare l’interazione fra le persone.

        • PinoMamet says:

          Non c’entra niente coi cinesi.
          Ma stamattina accompagno mia madre al cimitero, a trovare i parenti. Il cimitero è frequentato soprattutto da persone anziane, le quali hanno spesso difficoltà a camminare.

          Bene: cosa fa il nostro Comune? Toglie i parcheggi davanti al cimitero. Ci mette un marciapiedi largo, per togliere spazio alle macchine, e alto, così a nessun automobilista può venir voglia di salirci su lo stesso.
          E quindi i vecchietti sono costretti a essere parcheggiati più lontano (dove il Comune, con le stesse strategie, aha provveduto ad eliminare altri posti macchina) e accompagnati penosamente, con più fatica, ai loro defunti.

          certo, magari se chiedete al Comune vi diranno che il tutto è fatto per il pedone e il ciclista, che non deve essere costretto a stare in mezzo alle macchine.
          Peccato che è il contrario.

          Prima di tutto, il vecchietto pedone e ciclista c’è: ma sono la minoranza.

          Ma soprattutto, le macchine, con meno spazi e meno parcheggi, sempre più imbottigliate, sono costrette a manovre improvvise per cogliere il parcheggio miracolosamente libero; e il vecchietto ciclista, peggio per lui.
          Quanto a quello pedone, invece di camminare 20 metri nel piazzale del cimitero, deve farne 200 in un marciapiede più largo, di cui non sa che farsi.

          E fosse solo il cimitero!

          Questo è proprio un esempio di malinteso senso della natura, e di “medievalizzazione” e “centrostoricizzazione” di ambienti nati in epoche e per scopi e modalità completamente diversi.

          (Poi vado a Siena, e vedo camion e furgoncini che sfrecciano in centro storico, direttamente davanti al Duomo, e dico, beh, allora siete pirla nel senso contrario…)

          La Natura, mi sa, è come i Celti: sempre tirata fuori a sproposito, da persone che non se ne dovrebbero occupare 😉

          • Peucezio says:

            Pino,
            ma infatti questo fanatismo antiautomobilistico va sempre a discapito dei più deboli.
            I vecchietti che non possono andare in bici o in motorino (almeno quelli più mal messi, che dovrebbero essere i più tutelati) o magari non se la sentono di prendere i mezzi, i più poveri che fanno fatica a pagare l’accesso a pagamento alla ZTL o a prendere il tassì, gli abitanti delle periferie e dell’hinterland, che sono costretti ad entrare in città per lavorare e sono osttoposti a mille limitazioni.

            Poi c’è il caso opposto dello stronzo col Suv che occupa tutto lo stretto marciapiede delle vie dell’Oltrarno e lì effettivamente un po’ di repressione ragionevole ci vorrebbe.

  68. Moi says:

    @ MIRKHOND & HABSBURGICUS
    (i due più”sensibili” sul tema, seppur in prospettive diverse … ma @ tutti)

    —————-

    Il “Destro Maschilista” su questo tema ruba sempre la scena alle Silenzio-Assenso delle Femministe , che si chiedano come possano esistere Donne “del popolo” (cioè che abitano in periferie disastrate) NON dalla loro (cioè delle Signore dei Super Attici e dei Casali Ristrutturati) parte :

    https://www.askanews.it/politica/2019/03/30/islam-subcultura-cos%C3%AC-salvini-a-verona-top10_20190330_183637/

    “Il grande pericolo del 2019 non è il congresso di Verona ma la subcultura islamica dove la donna vale meno di zero. A casa mia non c’è spazio ne cittadinanza per una subcultura del genere, per chi dice che le donne valgono meno di zero”. Lo ha detto il vicepremier e ministro dell’Interno, il leghista Matteo Salvini nel suo intervento al congresso delle famiglie a Verona.

    […]

    “Mi incuriosiscono queste presunte femministe – ha proseguito Salvini – sono sempre le stesse a dire le stesse cose. Le femministe che parlano di diritti delle donne e fanno finta di non vedere che il pericolo è la subcultura islamica. So che la Boldrini è in giro a ballare, si starà preparando per ballando sotto le stelle”.

    ———————

    Sia ben chiaro : ANCHE io penso che il “cat calling”e varianti sia una cafonata, che alludere alla presunta (!) sessualità libertina 🙂 di una donna per sminuirne le idee sia roba che dimostra inconsistenza / assenza di argomenti e tutto il resto … senza però sentirmi un “Mangina” [pron. “mèngiàina”] per questo ! Ad esempio, trovo assurdo che sia da ritenersi più grave “tirare un cartone” a un uomo senza motivo [la deprecabile moda, fortunatamente rarefattasi, del “KO Game” dei Teen Agers sul Tutubo 🙂 !] che toccare il culo a una donna.

    Ciò detto, liquidare la Sharia con il Relativismo Culturale mi pare indubitabilmente un SelfBetrayal dell’ Intellighenzia di SX e del Ceto Intellettuale SubAlterno … roba meritevole di “Voto Punitivo” che possa “Trasformare la Rabbia in Forza” [cit.] 😉 !

    Le Enclavi create da malintesa “Tolleranza” Liberal … hanno creato vere e proprie “Enclavi della Sharia Ipso Facto” in Paesi di Tradizione Protestante … evidentemente, con le massicce iniezioni di Islam non-certo-moderato, la Protesta Vs la Chiesa di Roma è finita e … bon, tutto a posto così ! … Nevvero, Habs ?

    Già so che, a parte forse Habsburgicus, niun di voi sa icché han detto Salvini & la Meloni (Desistente) al World Family Congress di Verona … in teoria, roba da Crisi di Governo !

    • Moi says:

      Prevengo una giusta obiezione:

      La Francia NON mi risulta che abbia una Tradizione Protestante considerevole, è vero … ma di fatto l’AntiClericalismo à la Méenchon, che-vede-Vandee-anche-nelle-chiesette-di campagna, ha finito per sortire gli stessi effetti.

      Esemplificativo il Peppone Guareschiano che già nel Dopoguerra si dichiara espressamente disposto a farsi Maomettano [sic] pur di far un dispetto a Don Camillo. Ecco, secondo me, QUI _ nello Spirito Kamikaze in Senso Giappo 😉 Originale ! _ sta la vera “sintonia” fra il Materialismo di Sx e lo Spiritualismo Valdese … che dici, Habs ? 😉

      • Moi says:

        MéLenchon e.c. …

      • daouda says:

        non può paragonare na cosa che condiziona gli animi con una cosa che non conta un cazzo Moi

        • MOI says:

          Be’, il Protestantesimo mi pare che non conti più un cazzo davvero … in fondo, se credi c’è il Cattolicesimo che almeno è più “rassicurante” nel rapporto con Dio ; se NON credi, fanculo Lutero e tanto vale che ti fai Massone, no ?

          • Daouda says:

            Io dicevo i valdesi MOI.

            Ad ogni modo il tecnologismo materiale và con il tatticologismo formale.

            In questo la massoneria è solo il guazzabuglio residuale, un bacino. La nuova Fede però sorgerà da llì e probabilmente sarà benedetta dalla contro Chiesa

          • Daouda says:

            L’occidentalismo come lo chiamate voi, nasce dalla cristianità, e se la porta appresso.
            Il salafismo non è un illuminismo chiaramente, in tal senso è uno strumento iniquo dei più potenti.
            Credo che l’obiettivo sia l’interscambio massonico ecclesiale…il nuovo culto deve essere superiore e và benedetto.
            Gli scambi sino-islamici della massoneria sono scambi mafiosi giustamente, ed anche llì si và in una fusione.
            L’India politicamente non la inquadro, ma mi aspetto un’alleanza triadi cinesi confraternite nigeriane. Sarebbe una ficata

      • daouda says:

        poi basta rompere il cazzo coll’islam che non conta un cazzo di niente

        • habsburgicus says:

          @Daouda
          come al solito, e nel tuo modo paradossale, provocatorio e a prima vista (diciamolo !) francamente surreale,
          hai toccato un punto centrale !
          il mondo islamico può crollare..e potrebbe finire in men che si dica..noi non lo vedremo, però (credo)
          io “vedo” i sintomi del Settecento…
          il Settecento era ancora cristiano ma l’élite aveva smesso di credere
          a me pare che il mondo islamico, nelle sue forme peculiari (estremismo, fanatismo, del tutto estranee al Settecento europeo), non sia in una situazione molto diversa
          le élites (sceicchi del Golfo ecc) non credono al Corano ! e lo dimostrano ogni giorno, vero Moi ? 😀
          e, a fortiori, ciò non potrà che avere effetti, inevitabili, direi matematici, anche se non possiamo dire “quando”
          perché il mondo, purtroppo, lo fanno le élites…gli altri non contano nulla
          e mi dispiace dirlo….in quanto, per mia sfortuna, non faccio parte delle élites (anche se non mi ritengo certo inferiore né più fesso di chi invece ne fa parte, anzi !), dunque anch’io sono del tutto irrilevante…
          ma le dure leggi della storia, come quelle della fisica, non possiamo mutarle…ahinoi
          tranne casi eccezionalissimi che, quando avvengono, sono il rompicapo degli storici futuri, per trovare una soluzione apparentemente “razionale” alla matassa !
          ammesso che la storia continui ad esistere 😀

        • Daouda says:

          Come tu mi insegni , la storia và interpretata ma è comunque inamovibile, quel che è accaduto non si può cancellare.
          Scoprire che gli islamici sono dal 1900 almeno in genere manovalanza altrui smonta il castello di carte della loro “cultura” che pur interessante è sempre stata di second’ordine.

          Perché oltre il fatto che lo schifo nasce sotto il cristianesimo, ed una ragione ci deve essere, ugualmente non credo che nessun’altra religione avrebbe potuto resistere come, nonostante tutto, ancora fa la cristianità.
          Ed è per questo che sarà la cristianità il problema con la contro Chiesa.
          Ma di solito si invera una perversione laddove ai crede che il sovversore agisca per un potere quando l’esigenza è solo sfregiare e far perdere la gente.
          In ciò in quelle pseudo elite , nel cerchio magico addirittura, è probabile che si creda proprio male , lì abbiamo i più illusi ed i più schiavi di tutti

    • Roberto says:

      Salvini dice

      “Il grande pericolo del 2019 non è il congresso di Verona ma la subcultura islamica dove la donna vale meno di zero. A casa mia non c’è spazio ne cittadinanza per una subcultura del genere, per chi dice che le donne valgono meno di zero”

      Il fatto è che il congresso di Verona siamo noi oggi, i musulmani che dicono che le donne sono meno di zero sono in Italia una infima minoranza e che prenderà piede quando gli italiani saranno disposti ad abbandonare il maiale, cioè mai.

      Io non dico che il padre che ammazza la figlia perché rifiuta il matrimonio combinato non mi faccia orrore e schifo, dico solo che non è il primo problema in Italia. Aggiungi che quelli di Verona creano un clima che prepara l’arrivo dei musulmani che credono che la donna non valga nulla, e capirai perché salvini sbaglia completamente (ma per lui non è errore è dolo)

      • izzaldin says:

        sono d’accordo e rilancio:
        Salvini ha anche detto che ‘non toglierà diritti come aborto e diritti dei gay’ (ma nel suo aprtito la pensano diversamente).
        Queste cose le aveva già espresse in uno dei palcoscenici più importanti della vita politica e sociale cioè da Barbara D’Urso.
        Secondo me vuole rendersi comprensibile a pacato: io non sono estremista, io parlo di mamma e papà, sono cose normali. Sono i musulmani a non essere normali.
        Detto questo, io sono favorevole a convegni come quello di Verona, ci mancherebbe altro. Mi danno fastidio i tizi alla Salvini o alla Barbara Palombelli che in tv sull’argomento ha detto “io sono favorevole all’aborto per cui lottai 40 anni fa ma sono anche favorevole alla triade Dio Patria Famiglia”.
        Ecco, se sei favorevole all’aborto allora sei contro Dio e contro i dettami della Chiesa Cattolica.
        Ma il cattolicesimo può contenere entrambi gli approcci ed è questa la sua forza

        • Roberto says:

          Sono d’accordo con la parte in cui dici che sei d’accordo con me 🙂
          Sul resto un po’ di meno e specialmente sulla fine: il cattolicesimo non può contenere tutto se non nella fantasia di chi considera la religione esclusivamente come un randello da dare in testa agli altri

          • paniscus says:

            “veramente ogni persona che non sia una merda, un plagiato ed un inetto, è contrario all’aborto ( fatti salvi la salute compromessa della madre o lo stupro ).”
            ——————

            Ecco, una cosa che non ho mai capito della logica degli antiabortisti strenui, è che cosa cavolo c’entri lo stupro.

            Normalmente, se uno è contrario all’aborto, è perché pensa che l’embrione sia da considerare un essere umano fin dall’inizio, e che quindi l’aborto sia inaccettabile perché è sullo stesso piano di un omicidio.

            E allora, se si parte da questo presupposto, per quale motivo lo stupro dovrebbe fare la differenza?

            Se si pensa davvero che l’aborto sia un omicidio (e che quindi sia sempre inaccettabile perché il diritto alla vita del concepito viene sempre prima di tuto il resto)… cosa cambia se è stato concepito in seguito a uno stupro o meno?

            Se si pensa davvero che qualsiasi embrione debba avere, fin dai primissimi giorni, gli stessi diritti individuali di una persona già formata, allora cosa cambia tra un embrione concepito da uno stupro e un altro concepito dopo un’allegra notte di divertimento consensuale alla pari? Per quale motivo uno dovrebbe avere meno diritti dell’altro? E’ colpa sua se è stato prodotto da uno stupro? Vale di meno, per quella ragione?

            Anche dal punto di vista dei *paladini del diritto-alla-vita-ad-ogni-costo* viene fuori che esistono gli embrioni di serie B?

            E questa ce la dovrebbero spiegare meglio, però…

            Soprarttutto quando poi sono gli stessi che invece NON ammettono l’aborto per ragioni di grave malformazione del feto, strillando contro la “logica criminale dell’eugenetica nazista” e contro l’egoismo dei genitori che non vogliono la rottura di scatole di un figlio con problemi.

            Da parte dell’antibortista determinato, pensare che sia più accettabile fare un’eccezione per il caso di stupro piuttosto che per il caso di malformazione e disabilità del bambino, la dice lunga sul pensiero che c’è dietro:

            cioè, che la gravidanza, il parto e la successiva maternità a tempo indeterminato, siano una sorta di contrappasso per chi se l’è cercata, permettendosi di avere rapporti sessuali consensuali.

            L’unico alibi ammesso sarebbe quello dello stupro, ossia la rivendicazione che “se sono rimasta incinta non è colpa mia”, e quindi ho il diritto di rifiutare la gravidanza perché ho la coscienza a posto, mica come quelle che si sono divertite.

            Una tristezza da non crederci.

            • Moi says:

              Aborto consentito solo in caso di stupro …

              [cit.]

              ——————–

              A me risulta essere opinione da CattoLiberali … NON da Femili Dei 😉 .
              Anche da certuni ImamMusulmani … ma in questo caso, Femministe Radical-Chic tutte in riga con la Cultuv’a Altv’a !

            • Roberto says:

              Concordo con lisa

            • Peucezio says:

              OMDAL!

              Comunque i casi di stupro, pericolo di vita per la madre e malformazioni o patologie gravi del feto si possono abbinare: mi pare che in Spagna negli anni ’80 fosse così: niente aborto se non per queste tre situazioni.

            • Peucezio says:

              Invece vorrei capire da parte di chi è a favore dell’aborto perché il feto non sarebbe un essere umano (che poi non si capisce perché un uomo dovrebbe arrogarsi il diritto di decidere chi è un altro uomo e chi no, ma transeamus…) in quanto non senziente, non sufficientemente sviluppato e simili come la mette con leggi come quella newyorchese che consentono l’aborto fino al momento della nascita.

            • daouda says:

              La malformazione del feto non rientra nei casi d’aborto, la Chiesa lo condanna.

              D’altronde l’aborto è un crimine infame, e nel caso della supposta scusante dell’handicappato, è un’aggravante della colpa non una scusante.

              Torniamo sempre al solito discorso della superstizione della vita.

            • daouda says:

              Moi la cosa è la saluta della donna/madre. Ora fermo restando che comunque si dovrebbe fare nei 40 giorni, non serve una scienza per dimostrare che avere un figlio da uno sconosciuto schifoso per giunta può dare problemi ad una persona/donna

              Il feticismo sugli embrioni come quello sui cadaveri viventi di coloro che sono tenuti in vita in accanimento terapeutico per evitare l’eutanasia è raccapricciante.

              Solo che un discorso giuridico-medico , esistenziale e teologico non si può fare perché ci si chiude a riccio in difesa ma oggi le conoscenze e la tecnologia non sono quelle di una volta.
              In questo senso la Chiesa patteggia con la sua chiusura con la sovversione alimentandone la famelicità , soprattutto se non hai più gente che può mozzare teste al nemico.

              • paniscus says:

                “Ora fermo restando che comunque si dovrebbe fare nei 40 giorni, ”
                ——————

                E perché proprio 40 giorni?

                Perché qualche dotto medievale ha detto che l’anima arriva dopo 40 giorni? Senza la sia pur minima “prova” dell’effettivo inserimento dell’anima, e senza il sia pur minimo aggiornamento di conoscenze biologiche moderne?

        • daouda says:

          veramente ogni persona che non sia una merda, un plagiato ed un inetto, è contrario all’aborto ( fatti salvi la salute compromessa della madre o lo stupro ).

          DIO sinceramente non c’entra u cazzo, come non c’entra un cazzo ribadire che i frogi non possono essere famiglia e che queste debbano essere aiutate.

          Come è normale denunciare l’invenzione del femminicidio , come è normale denunciare che i maschi frustrati se la prendono con le donne.
          Praticamente denunciare l’aggressività maschile significa consecnare il paese ai nemici futuri visto che le donne non ce le vedo a lasciarsi morire, magari aprono le gambe.

          Ed ancora DIO non c’entra un cazzo il che implica che sta merda a Verona è fatta appositamente, tale e quale al jewsuita Francesco, una strumentalizzazione, laddove l’unica religione che per natura è estranea alla politica è il cristianesimo, ma dovremmo tornare al dictatus papae od all’incoronazione dell’immondo Carlo I di Francia l’infame.

          PER IL RESTO CARO IZZALDIN, I CURDI NON ESISTONO

          • Francesco says:

            visto che non capita mai, sono d’accordo con alcune delle poche cose che ho capito di questo post di Daouda

        • paniscus says:

          “Ecco, se sei favorevole all’aborto allora sei contro Dio e contro i dettami della Chiesa Cattolica.”
          —————-

          Ma per quale motivo certi cattolici credono che chiunque non sia d’accordo con loro abbia come primo obiettivo ideale nella vita quello di “essere contro i dettami della Chiesa Cattolica”, e che magari pensi solo a quello tutti i giorni?

          Ti dirò, la maggior parte della gente, quando si fa le proprie idee sull’essere a favore o contro di qualche istanza specifica, non ci pensa proprio, a cosa dice la chiesa cattolica in proposito!

          Non è che prima si studia attentamente cosa dice la chiesa cattolica, e poi decide di schierarsi contro, solo perché non vuole essere d’accordo coi preti: quel passaggio lo salta proprio, non gliene può fregare di meno!

          • Z. says:

            Ehm, non sono proprio sicuro che izz sia cattolico…

            Ha scritto qualcosa di pressoché inoppugnabile: se sei a favore dell’aborto, sei contro i dettami della Chiesa cattolica.

            Mica significa che deve importare a tutti, specie a chi non è cattolico!

          • daouda says:

            E’ ormai invalsa ormai l’abitudine di dire che le idee possano essere proprie.

          • daouda says:

            veramente se sei a favore dell’aborto sei una merda infame.
            Ed ovviamente la Chiesa , almeno per soddisfare la favola, non può essere a favore degli infami merdosi

      • Francesco says:

        >>> Il fatto è che il congresso di Verona siamo noi oggi,

        mica vero, quasi dico purtroppo

        >>> i musulmani che dicono che le donne sono meno di zero sono in Italia una infima minoranza

        vorrei vederci meglio, prima che sia un caso di benpensantismo invece che di realismo

        SALVINI MERDA sia può aggiungere a prescindere?

    • PinoMamet says:

      Erdogan mi sta un po’ sul cazzo.

      • MOI says:

        … la Turchia ha messo in conto di vivere anche senza Turismo ?!

        • habsburgicus says:

          @Moi
          il turismo ci sarà sempre….
          dubito che gli occidentali se ne vadano….ammettiamolo però, per amore di discussione
          ci saranno sempre ucraini, russi, bielorussi e altri post-sovietici (in Turchia, ma anche crescentemente Egitto, é pieno di belle fighe “estiche” nelle spiagge :D)
          ci saranno inoltre islamici e/o arabi, alcuni dei quali (classe medio-alta del Golfo) andranno per incontrare le precedenti, accorciando un po’ il viaggio 😀

          • habsburgicus says:

            P.S
            ovviamente la classe molto alta (leggi sceicchi) le fanno arrivare direttamente in loco 😀 😀 😀 sennò, che sceicchi d’Egitto sono ? 😀
            invece la classe bassa, i tapini, deve sorbirsi la sciariat 😀
            “quod licet Iovi, non licet bovi” è sempre attuale

            • MOI says:

              Sì, in fondo è possibilissimo : che la Nuova-Vecchia Turchia rottami Ataturk (per i Poveracci, almeno ) trasformandosi in un Tripudio d’ Ipocrisia simil-Saudita !

      • mirkhond says:

        Almeno è più coerente con l’anima profonda turca, che è un’anima musulmana, rispetto al laicismo ipocrita kemalista.
        Per il quale nella laica Turchia non c’era più posto per i Cristiani, se non per un ridotto lumicino semiclandestino.

        • mirkhond says:

          In riferimento ad Erdogan.

          • Peucezio says:

            Condivido.
            Non ne vado matto, ma il kemalismo è peggio.

          • Peucezio says:

            Aggiungo che meglio la moschea del museo.
            L’ideale è se tornasse ad essere chiesa, come è stata concepita, ma meglio luogo di culto che non museo.

        • PinoMamet says:

          Mah, dubito che nella Turchia “musulmana rinata” ci sarà molto più spazio per i cristiani… secondo me ce ne sarà addirittura meno, specialmente adesso che sono tramontate tutte le ipotesi di entrare nella UE.

          Non riesco proprio a provare simpatia per la politica di grandeur neo-ottomana di Erdogan, in ogni caso.

          • Peucezio says:

            Beh, se fosse davvero neo-ottomano, ci sarebbe la massima tolleranza per le minoranze cristiane (e anche ebree, ecc.).

            Vedremo. Tanto lì il peggio è già stato fatto dai Giovani Turchi, più o meno ideologicamente affini a Kemal (stesso nazionalismo laicista modernizzatore violento): non c’è più granché da perdere.
            Preferisco uno che consente l’esercizio di una sola religione (ma non è detto che Erdogan arrivi a questo, sempre che la pressione degli integralisti sunniti non diventi troppo forte) a uno che le vieta tutte: uno è più di zero 🙂

            • daouda says:

              Che poi ho capito Kemal…ma i Dunmeh dove li mettemo?

              • Peucezio says:

                Appunto!

              • daouda says:

                er discorso Diajjal Islam è difficile. Alla fine tendenzialmente le mejo menti o erano mezzi eretici, o cristiani o àbbrei.
                In definitiva facevano da mediatori , nun hanno apportato grande che.

                I copti d’Egitto ed i siriani me preoccupano rispetto ai berberi e gli iraniani, perché ancora esistono.

                Ma ciò non toglie che infondo nun ce se po’ fidà perché loro possono ditte de nun beve che è scritto e poi normatizzano che se beve esotericamente.
                A sto punto ponno ammazza l’abbrei ma je ponno puro piacé.
                L’Islam è effettivamente complesso ma infondo, oltre la sua superficialità globalmente intesa, è contro di noi e già abbasta.

            • Francesco says:

              Da quel che ci ha insegnato l’ottimo Ritvan, che era di ascendenza impero ottomano, la tolleranza dei Sultani è una pia leggenda, immagino di fonte illuminista, volta a rompere il cazzo ai cattolici – as usual.

              Diciamo che le minoranze nell’Impero ci stavano, per farsi spennare al limite di crepare, ma non oltre, e per servire il Sultano da una posizione di assoluta debolezza, quindi dipendenza, quindi fedeltà.

              • Daouda says:

                Anche la supposta tutela degli ebrei và ridimensionata.
                Dato un proselito dove nasce rimane, come ogni persona sana e soprattutto antica, se però ha un dominatore islamico almeno è governato da chi rispetta le leggi noachidi invece di stare sotto i minim.

              • Peucezio says:

                Francesco,
                pagavano la tassa.
                In realtà poi gestivano tutti i commerci, avevano ruoli chiave, insomma, erano la parte più vivace della società.
                Certo è che meglio tassati che sterminati.

              • Francesco says:

                Ed erano ogni giorno vivi grazie alla clemenza del Sultano, che li proteggeva dall’odio popolare per la loro ricchezza.

                Insomma, utili a lui e sempre pronti a fare da capri espiatori.

                Meglio che sterminati, certi, ma sempre una vitaccia

    • Francesco says:

      🙁

  69. MOI says:

    A sproposito 😉 … sulla Mary Queen of SJWs 😉 Hollywoodiana :

    e se l’ Unicum “Cattolici Buoni” Vs Protestanti “Guerrafondai” fosse … l’ Effetto Papa Chichì 😉 ?!

    • Mauricius Tarvisii says:

      Sarebbe lo scacco matto a voi atei devoti.

      • Z. says:

        Negli Stati Uniti, e immagino anche altrove, “ateo devoto” indica un non credente che fa del suo ateismo un credo positivo, difendendolo e diffondendolo. È devoto nel senso che crede profondamente nella sua idea, così come un fedele crede in Dio.

        In Italia un “ateo devoto” è qualcuno che non è credente ma si comporta come tale e parteggia per gli schieramenti confessionali per ragioni di opportunità politica. È devoto nel senso che aderisce alle manifestazioni esteriori della devozione.

        Lo spiegai ad un’amica americana e lei commentò: That’s disgusting!

      • Daouda says:

        Per quanto riguarda l’ateismo statunitense riportato da Z. : ” i nostri atei sono persone pie!” Max Stirner

        • mirkhond says:

          Zanardo

          ti definisci un ateo devoto in senso statunitense?

          • Z. says:

            No, io sono un ateo mainstream. Sono chissenista, come poi quasi tutti gli atei 🙂

            Inoltre non mi infastidisce il proselitismo, anzi: se qualcuno cerca di convertirmi, e ho tempo, lo ascolto volentieri.

  70. MOI says:

    le dure leggi della storia, come quelle della fisica, non possiamo mutarle…

    ————–

    A livello metodologico (a livello nozionistico non sono minimamente in grado di competere …) , NON credo che la Storia possa essere “matematizzata fino a farne una Scienza Esatta !

    Un po’ come l’ Economia 😉 : ti faccio una mega previsione con grafici ed equazioni a mo’ di simbologia esoterica 😉 per intimidire il popolino, ci scazzo in pieno … ti ri-faccio un’ altra mega previsione con grafici ed equazioni a mo’ di simbologia esoterica 😉 per intimidire il popolino onde spiegarti “scientificamente” perché avevo scazzato ; in fondo , però dài, che ci ho preso fin dall’ inizio : bastava interpretare tutto al contrario ! … Chiaro, no ? 😉

    • Z. says:

      Secondo me il problema è che “economia” nei media è diventato sinonimo di “profezie su larga scala su basi che si pretendono scientifiche”.

      Le varie profezie di natura economica hanno sostituito il millenarismo marxleninista e la “fine della Storia”. E fin qui è folklore, e pace.

      Il problema è quando gli tocca di governare e vogliono impegnare l’oro della Banca d’Italia 🙂

    • Daouda says:

      La storia si registra come la geografia si esplora

    • Daouda says:

      Il che fa capire che le cronachiste dovrebbero essere femminili, pur essendo compiuta da uomini

  71. MOI says:

    Ad esempio, negli ultimi 40 abbiamo visto uno sconvolgimento del Dogma Base del “Progressismo” … a partire da Secolarismo e Laicismo, “regredire”culturalmente nella mentalità di massa è possibile !

    • MOI says:

      La questione è se ciò sia possibile solo all’ Islam o meno. Nel caso, qualcosa “in più” tale religione non può non avercelo :in meglio o in peggio che sia.

    • Daouda says:

      Non ha senso il regredire alla volontà di massa sia perché non esiste sia perché è sempre stato

  72. Mauricius Tarvisii says:

    Ma il Regno Unito quando si leva di torno?

  73. MOI says:

    @ PEUCEZIO

    ‘Sto insegnante (molto bravo) di Madre Lingua spiega come dedurre il significato dei Phrasal Verbs Inglesi mediante “linguistica cognitiva” …

    https://www.youtube.com/watch?v=k1uduN-i8R0

    https://www.youtube.com/watch?v=eCkk3FCcBnA

    Ci ritrovo qualcosa di tipicamente “dialettofono nostrano” a livello logico-cognitivo, penso che anche Pino e Zeta lo possano trovare particolarmente interessante e inaspettatamente “familiare” …

    I Phrasal Verbs si caratterizzano per il paradosso di essere i primi imparati dai bambini di madrelingua, i più usati dagli adulti meno istruiti … eppure i più difficili per studenti stranieri.

    • PinoMamet says:

      Confermo:

      -a te, che ci trovo qualcosa di “dialettofono nostrano”

      -al tizio che spiega, che il metodo tradizionale per impararli (a memoria) non è efficace

      -ad entrambi, che spesso il significato è abbastanza intuitivo (l’uso, per uno straniero, meno: un non-madrelingua inglese userà sempre “used” e raramente “used up” ecc.)

      • PinoMamet says:

        La memoria peraltro ha sicuramente il suo posto tra le strategie di apprendimento. Ma se si vuole imparare una lingua, imparare liste di verbi, di nomi o di desinenze a memoria, staccati da qualunque uso, è quasi perfettamente inutile.

        L’unico scopo di far imparare “rosa rosae rosae” ecc. è di poter dare 4 e 3, e quindi invogliare gli studenti a stare attenti e non fare casino. Per imparare il latino serve, non voglio dire: ma mica troppo.

    • Peucezio says:

      Carino, ne ho visto una parte.
      In effetti i metodi tradizionali andrebbero proprio aboliti: i corsi, l’insegnamento a scuola delle lingue e simili non fanno imparare mai niente.

      Però, nel caso dei verbi frasali, boh, con questo metodo puoi dire un po’ tutto e il suo contrario.
      In milanese, che, appunto, da buon dialetto galloitalico è molto ricco di verbi frasali, trà via ‘buttare via’, >i>trà giò ‘tirare giù’ e simili sono intuitivi, ma trà sù significa “vomitare” (infatti un colore tipo bordeaux-granata sporcho si chiama trà sù de ciocch “vomito di ubriaco”): l’idea è che ti torna su ciò che hai mandato giù, ma potresti anche dire che quando vomiti, ciò che vomiti cade dall’alto verso il basso, quindi tu a posteriori lo spieghi così, ma se non lo sai, potresti anche pensare il contrario.
      Settass giò “sedersi”, corrispondente esattamente all’ingl. sit down è intuitivo: in genere lo fai da in piedi, quindi dopo ti trovi più in basso.
      Già scriv giò (cfr. write down: l’inglese in pratica è un dialetto lombardo 😀 ) è già meno intuitivo: tu scrivi “giù”, forse perché ti abbassi per scrivere , ma a Milano si dice “un foglio con su scritto…”, quindi ciò che scrivi “giù” sta “su”.
      Poi c’è fà sù che ha vari usi. Tu puoi fà sù i danée cioè guadagnare soldi e lì in effetti puoi pensare ai soldi che metti uno sopra l’altro (mica li aggiungi infilandoli al di sotto della pila), come nei biscotti del tizio del filmato. Però fà sù significa anche “abbindolare”, “circuire”, “rigirare una persona come vuoi”. E lì che c’entra il “su”? In un certo senso semmai la sottometti, la assoggetti alla tua personalità.
      Interessante. Sarebbe bello leggere uno studio più scientifico (il video è molto simpatico, ma, come è giusto che sia, divulgativo).

      • PinoMamet says:

        Comunque mi affascina notare che il milanese è foneticamente più simile, e lessicalmente meno simile all’italiano rispetto ai dialetti emiliani.

        • Peucezio says:

          Come fai a sapere com’è foneticamente? Sai come ricavare l’esatta pronuncia a partire dalla grafia tradizionale o parli di fenomeni macroscopici, comunque individuabili al di là delle sfumature?

        • PinoMamet says:

          Non ho capito la domanda.
          Vuoi che non abbia mai sentito parlare milanese??

          • Peucezio says:

            Beh, capita raramente a noi che a Milano ci viviamo…
            Ma mi chiedevo come facessi dalla grafia a ricostruire l’esatta pronuncia.
            Una cosa è averlo sentito parlare, una cosa sapere il suono di quelle specifiche parole.

      • Z. says:

        Peucezio,

        — Però fà sù significa anche “abbindolare”, “circuire”, “rigirare una persona come vuoi”. E lì che c’entra il “su”? In un certo senso semmai la sottometti, la assoggetti alla tua personalità. —

        Beh, in italiano esiste “sopraffatto” ma non “sottofatto”, credo 🙂

        • Moi says:

          il milanese è foneticamente più simile, e lessicalmente meno simile all’italiano rispetto ai dialetti emiliani.

          —-

          [cit.]

          Sul lessico non saprei, anche se non di rado abbiamo un lessico da Italiano “ricercato” reso però (quasi) irriconoscibile a orecchio inesperto da una fonetica ostica … tipo di eliminare vocali atone per sostituirle con serie di consonanti modificate.

          • Moi says:

            Però fà sù significa anche “abbindolare”, “circuire”, “rigirare una persona come vuoi”. E lì che c’entra il “su”? In un certo senso semmai la sottometti, la assoggetti alla tua personalità.

            ——————

            Mah … un verbo fraseologico nostrano è “fèr sò” in senso di “avviluppare”, “incartare” … tipo “to wrap up” in Albionese 😉 !

            • Peucezio says:

              Alla fine i dialetti galloitalici (ma direi settentrionali in genere) sono molto simili fra loro.

        • Peucezio says:

          Ah, perché tu ti metti sopra di lui.
          Però in effetti anche in italiano è contraddittorio, perché sei tu che ti fai sopra di lui, non è lui che si fa sopra.
          In pratica è sinonimo di “sottomesso”, ma usa la preposizione opposta 🙂

          Comunque ho il sospetto che il passaggio semantico in milanese sia attraverso “avvolgere”. Come dire che ti avvolgo (quindi metto qualcosa su di te, nel senso di attorno, di strato esterno, come la buccia, che è la parte superficiale, sta sopra) e quindi ti abbindolo, ti circuisco (che infatti dà l’idea di avvolgere, di qualcosa che sta attorno a te, “circum”).

          • PinoMamet says:

            In effetti anche da queste parti “far su” significa(va) “avvolgere”;

            era usato, lo ricordo, anche come sinonimo di “dribblare, scartare con destrezza” (“hai visto Platinì come ha fatto su quel difensore?”)

            l’idea era quella appunto di abbindolare, di lasciare l’avversario impacciato, imbranato.

            Da cui è facile arrivare al significato di “imbrogliare” (che però non ricordo da queste parti, forse molto raramente).

            • Peucezio says:

              Pensa che a Milano “fare su” si usa, nell’accezione di abbindolare, anche da parte dei non dialettofoni, nell’italiano regionale. Non so i ventenni, ma la mia generazione lo dice. Ho scoperto infatti prima l’espressione in italiano di quella dialettale, di cui l’italiana è il calco.

            • Peucezio says:

              Tieni conto che la mia generazione non è per nulla dialettofona, con poche eccezioni (di gente che però lo sa male, lo storpia o comunque ne ha una cognizione estremamente incompleta, anche a livello di lessico di base).

            • Roberto says:

              “Fatto su” come dribblare a Bologna non l’ho mai sentito, mentre era (è?) comunissimo “si è fatto il difensore”

        • Peucezio says:

          Confermo. Da uno dei miei lessici digitali. L’Angiolini nello specifico (non ho verificato sul Cherubini, ma dirà la stessa cosa…).

    • Moi says:

      Ho “scoperto” che si chiama Christian Saunders ed è Australiano … in teoria, si capiva da nickname e avatar ! 😉 Mi fa però strano “Canguro” invece di “Kangaroo” , ma tant’è.

  74. Moi says:

    Circa il sullodato Gildersleeve, in un certo senso ne capisco la “logica” [si vedon le virgolette ?] , visto che si ritira il Nobel a Watson da vecchio … per aver scoperto il DNA da giovane ! Poi che esista una critica glottologica da Bianchi o da Ne(g)ri lo trovo altrettanto illogico, anzi: forse di più !

    • PinoMamet says:

      Devo dire che quando mi sono laureato in Filologia non mi sono mai preoccupato di conoscere la nazionalità, e men che mai il colore della pelle, degli esimii studiosi che leggevo.

      Ero convinto che il colore della pelle dei filologi, nelle questioni in oggetto (“cosa significa l’espressione ‘soffiare un timpano’ nell’epigramma AP XIII 21?”) avesse più o meno la stessa importanza del colore dei loro occhi.
      Vedi come ci si sbaglia 😉

      • Moi says:

        NON ho approfondito troppo per evitare di deprimermi, ma … mi pare che ci siano di queste “Quote Minoranza” perfino per materie scientifiche e matematica !

        • Moi says:

          — Ma poi, com’è che funzia concretamente ?!

          a _ Sa che c’è ? … Troppi Maschi Bianchi, in ‘sta materia: colpa dei Millenni di Patriarcato !

          b _ Bene … vorrà dire che allora salteremo direttamente dal Teorema di Pitagora ai calcoli di Katherine Johnson (v.di film) alla NASA : anche se com’è ovvio non ci capirà un cazzo nessuno, fa lo stesso !

          … Boh ! … Bah !

    • Per Moi

      ” Poi che esista una critica glottologica da Bianchi o da Ne(g)ri lo trovo altrettanto illogico, anzi: forse di più !”

      Non è chiaro se l’apporto specifico dei “classicisti di colore” consista in:

      1) diversa conformazione cerebrale che permette loro di cogliere elementi che sfuggono ai cervelli bianchi

      2) il dolore personale di avere il quinquisavolo schiavo, che permette loro di capire gli orrori della schiavitù in Grecia

      3) il fatto di discendere da lontanissimi avi africani, che permette loro di ipotizzare che i Dori erano neri arrivati con i barconi dalla Libia

  75. Moi says:

    La Natura, mi sa, è come i Celti: sempre tirata fuori a sproposito, da persone che non se ne dovrebbero occupare

    [cit.]

    PINO
    ————–

    Bellissima … 😀

  76. Moi says:

    Stranamente, mi pare che l’ abbiamo ignorato :

    https://www.huffingtonpost.it/2019/01/25/lintuizione-del-corazziere-nero_a_23652487/

    … Son già due mesi 🙂

    L’intuizione del corazziere nero
    L’accoglienza di Mattarella a Salvini è un magico colpo di genio “civile” di chi custodisce il naturale e reattivo sentimento democratico unito al necessario sarcasmo antifascista

    • Moi says:

      Non voglio fare citazioni fuori contesto, ma … mi pare che l’ Autore incarni perfettamente lo stereotipo del Bianco Buono Benestante che odia i Bianchi Cattivi Poveri sventolando come bandierine i Non-Bianchi.

      … Giusto per evitare il termine di fortunato conio da parte di Tom Wolfe che tanto può triggherare 😉 qualcuno. 🙂

    • PinoMamet says:

      Io sospetto che il corazziere fosse lì semplicemente perchè era il suo turno.

      Ho molta stima di Mattarella, infatti, e lo reputo incapace di un gesto passibile di sottintesi razziali (non razzisti ovviamente) e anche di piccoli “dispetti”.

      Del resto non credo neppure che Salvini sia personalmente razzista, anche se la sua politica sull’immigrazione ha avuto l’effetto, tra l’altro, di ringalluzzire i razzisti.

    • Per Peucezio

      “quello che tu stesso hai ripetuto in varie occasioni:
      https://it.businessinsider.com/le-famiglie-ricche-di-firenze-sono-sempre-le-stesse-dal-rinascimento-alla-faccia-della-mobilita-sociale/

      E’ interessante come questa sia la caratteristica di una comunità che

      ha distrutto le torri dei nobili;

      con Giano della Bella ha introdotto gli Ordinamenti di Giustizia del Secondo Popolo che raddoppiavano le pene per i nobili;

      ha creato la Parte Guelfa, cioè un apparato democratico-repressivo che per cento anni (e morto l’ultimo ghibellino) e oltre si è dedicato a estirpare sospetti ghibellini e “magnati” incamerandone le proprietà…

    • PinoMamet says:

      Ne traggo (arbitrariamente, intuitivamente) la conseguenza che Firenze ha avuto una grande mobilità sociale… nel Medioevo.
      Poi basta 😉

      (Non escludo che, in forme meno esasperate ed evidenti, sia successa la stessa cosa in molte città italiane, perlomeno del Centro Nord, dove il vecchio ceto nobiliare è stato sostituito da “nuovi” ricchi- cioè ricchi del Basso Medioevo/Rinascimento 😉 – che a volte, ma non sempre, si sono fatti nobilitare-
      ancora Caterina de’Medici però è considerata una parvenuta con i criteri francesi dell’epoca;
      mentre molti nobili che non hanno saputo adeguarsi alla nuova economia urbana sono scivolati indietro, verso posizioni di irrilevanza).

      • PinoMamet says:

        Poi a questo schema bisogna aggiungere altri strati e varianti (le dominazioni straniere, l’epoca napoleonica, la Restaurazione) che fa sì che, per esempio, la situazione della mia provincia sia radicalmente diversa da quella di Firenze.

        Sarebbe interessante un confronto con altri paesi europei.

  77. Moi says:

    @ DAOUDA

    C’ è _ sul tema donne stuprate e gravidanze indesiderate _ un romanzo oggi IMPENSABILE, specialmente se consideramo che una DONNA l’ ha scritto, una di SX negli Anni Settanta ambientando negli Anni Quaranta :

    https://it.wikipedia.org/wiki/La_storia_(romanzo)

    “La Storia”, di Elsa Morante

    • Daouda says:

      Sbagli Moi. Non conosci le vicende nord europee di femmine a favore degli stupratori ( anche i propri ).
      E poi la trama di questo tomanzo fa schifo anche se non ho nulla da dire su EM.

    • Daouda says:

      Per dirti che se metti uno straniero co la trama ar posto der tedesco , eviti pure il biasimo dell’occupazione nazista, occupazione inesistente d’altronde

  78. Peucezio says:

    O.T.:
    si è parlato spesso qui, anche polemicamente, almeno da parte mia 🙂 delle identità cosiddette di genere.
    Ultimamente mi chiedevo una cosa.
    Posto che non sono uno psicologo e non ho idea di cosa si agiti nella testa di una persona che non si riconosce nel suo sesso biologico, cerco di fare osservazioni sociologiche, estetiche, latamente culturali, ecc., come sempre d’altronde.

    Il punto è che un po’ mi sfugge, anche prescindendo dal caso di un’identità “di genere” diversa da quella biologica, che senso abbia in generale l’identificazione col proprio genere sessuale.
    Perché mai cioè un uomo debba sentirsi uomo e una donna donna.
    Sembrava che l’emancipazione e l’uguaglianza dei sessi ci avesse un po’ liberato da questi retaggi.
    Negli anni ’60-’70 uno avrebbe potuto ragionevolmente pronosticare che nel giro di qualche tempo gli uomini e le donne si sarebbero vestiti in modo identico, avrebbero avuto identici atteggiamenti, ecc.
    Poi ci sono ruoli inevitabili (oggi, vabbè, accade di tutto, fra un po’ faremo partorire i bambini dalle formiche): un uomo non partorisce, non allatta…
    Ma tolti questi aspetti strettamente famigliari legati alla maternità e una certa differenza muscolare e fisiologica (ha poco senso far fare alle donne le scaricatrici di porto), sul piano sociale le differenze sembrava si andassero annullando.
    Di ciò si può pensare quello che si vuole, si può demonizzare tale livellamento, esaltarlo, restarne indifferenti, ecc.
    Resta il fatto che la donna di solito ha vissuto più come un’imposizione sociale tale ruolo, almeno dopo la rivoluzione del costume (prima probabilmente lo dava per scontato). Qui probabilmente gioca un mio gusto personale: per me l’attrazione sessuale è legata al 100% alla natura (è l’unico aspetto del mondo naturale per il quale ho interesse, per il resto si sa cosa ne penso io di tutto ciò che non è cultura), ma io non ho mai capito perché la donna debba mettersi la gonna, i tacchi alti e tutte queste cose poco pratiche e inutili. A me tolgono molta attrattiva sessuale, ma in generale non capisco, fuori da una pressione sociale e da un bisogno di legittimazione esterna, di immagine presentabile, cui le donne sono molto attente per natura, cosa spingerebbe una donna a distinguersi nell’abbigliamento e nei modi da un uomo. Perché non mette i pantaloni, non dice parolacce, non fa rutti, scorregge, tipo carrettiere? Non si sentirebbe più libera?

    Quindi, tornando al punto, in cosa cavolo risiede l’identità di genere? Il “genere” inteso come categoria sociale e culturale, come ricezione culturale appunto di un dato biologico che senso ha? Perché un dato biologico deve avere un riflesso culturale?
    Non si dovrebbe invece, in un’ottica di liberazione dell’individuo da una serie di retaggi storici e biologici (che non sto affatto dicendo che sia un bene, colgo una contraddizione) in nome della realizzazione della sua unicità indeterminata e autonoma, disfarsi completamente di tali cascami?
    Invece qua abbiamo uomini che si sentono realizzati se possono vestirsi in modo appariscente come delle vecchie puttane degli anni ’20 da bordello di periferia di infimo livello, secondo un’estetica e dei canoni che avrebbero fatto inorridire qualunque femminista, ma anche qualunque uomo di larghe vedute.
    A margine, mi viene da avanzare il sospetto che c’entri la solita tendenza regressiva di cui spesso ho parlato ultimamente.

    • Francesco says:

      >> Perché un dato biologico deve avere un riflesso culturale?

      perchè NON dovrebbe averlo, anche considerando che da quando ci sono esseri umani su questo pianeta ne ha?

      perchè le ubbie del periodo della “emancipazione” dovrebbero avere un valore mentre migliaia di anni di riflessione e coscienza delle differenze tra uomini e donne andrebbero liquidati come “pregiudizi patriarcali” e buttati nel cesso?

      vabbè che a me basta la propaganda liberal contro la mascolinità tossica per avere la certezza di dove stia la ragione ma non riesco a credere ai tuoi dubbi!

      ciao

      • roberto says:

        “vabbè che a me basta la propaganda liberal contro la mascolinità tossica”

        in che senso?
        non so, se io dico a mio figlio che non si picchiano le bambine senza un ottimo motivo, e che deve alzare i suoi vestiti da terra (e passare l’aspirapolvere in camera sua) sono un “liberal contro la mascolinità tossica”?

        • PinoMamet says:

          Non credo che Francesco dica ai suoi figli di picchiare le bambine e di lasciare la camera sporca 😉

          ma se fosse così semplice, Roberto, avremmo risolto tutti i problemi.

          Purtroppo i liberal contro la mascolinità tossica è gente più o meno come i filologi anti-razzisti citati da Miguel, quelli che si lamentano perché ci sono pochi neri a studiare le poesie di Saffo, e credono che la risposta non sia far studiare più Saffo a scuola, ma fare convegni su Saffo proibiti ai bianchi.
          (Semplifico, ma manco tanto).

          Nello stesso modo questi anti-tossicismo mascolino, che esistono davvero, se la prendono con i film in cui c’è un eroe maschio taciturno che interviene a favore del Bene a forza di pugni;

          e credono che la risposta sia fare film con esclusivamente figure femminili taciturne che fanno a pugni in favore del Bene.

          (ahimè, non è un esempio inventato, ho davvero letto merda simile).

          • roberto says:

            certo, stavo peuceziando (= sparandola grossissima 🙂 ), ma volevo capire a cosa si riferiva francesco

            la mascolinità tossica esiste (anche se io che aborro i neologismi inutili la chiamo come l’ho sempre chiamata: “stronzaggine”)

            essere contro la str…ehm mascolinità tossica non è, rectius non dovrebbe , essere esclusiva dei “liberal” (o che significa liberal?)

            infine, come in ogni cosa c’è chi vuole essere più realista del re e si arriva alla tuo esempio assurdo, che se non me lo dicessi tu non ci crederei

            • Francesco says:

              Roberto,

              la mascolinità tossica esiste (ci sono uomini coglioni e stronzi, violenti sporchi e attaccabrighe) e non esiste affatto (non dipende affatto dalla nozione di mascolinità). E’ come il femminismo radicale per cui il sesso è sempre una forma di stupro – il fatto che esistano gli stupri non esime dal mandarle affanculo

              Ma questo lo sapevano già millanta anni fa, almeno dai tempi della Canzone del Cid e dell’Orlando furioso

            • Daouda says:

              Però la violenza sulle donne deriva da 3 fattori ( diciamo 3 fattori maggioritari ) di cui uno solo rientra nella categoria ossia il fatto che certi uomini siano vili e deboli in sè e si scarichino con le donne.

              Gli altri due casi sono quando la donna riceve quello che semina con le sue manipolazioni ed assalti psicologici o quando la donna riceve quello che ha cercato/scelto visto che il violento attrae e piangere dopo serve a poco ( questo però se tale violenza e stronzaggine fosse evidente da subito sennò si rientra nel caso della tossicità ).

              Quindi come sempre , da che punto di vista si guardi, si ha sia ragione che torto seppur non sotto lo stesso riguardo.

              Fermo restando che esiste anche il maschicidio a sto punto, e che è bene evitare a sto punto che le madri rimangano coi propri figli di meno di 5 anni da sole visto che sono molto prone all’infanticidio.
              Giusto pè cazzeggià come fanno loro eh, visto che viviamo nel trollaggio più totale, chi professa ste stronzate non ci crede

            • PinoMamet says:

              “la mascolinità tossica esiste (ci sono uomini coglioni e stronzi, violenti sporchi e attaccabrighe) e non esiste affatto (non dipende affatto dalla nozione di mascolinità).”

              Concordo con Francesco.

              Come spesso, è un problema di linguaggio.

              Se io dico “abbasso gli uomini stronzi”, beh, tutti sono con me: compresi gli uomini, che non ci tengono affatto a passare per stronzi.

              Allora mi invento un nome che vuol dire tutto e niente, “mascolinità tossica”, e ci metto dentro tutto quello che mi va, di volta in volta.
              Così ho un avversario comodissimo, perché lo definisco io.

              Stessa cosa col “femminicidio”. Se si indica che esiste un numero preoccupante di omicidi in cui donne sono uccise da uomini; magari, più esattamente, se lo si usa per indicare una particolare categoria di questi omicidi- allora va benissimo.
              (Credo sia il discorso di Daouda, anche).

              A fini statistici, per così dire, di studio e prevenzione.

              Se invece lo si vuole usare per fini, come dire, giuridici, per chiedere giudizi o colpe più severe nei confronti dei maschi, allora è una stronzata

              (e succede no spesso, sempre:
              basta leggere tutti i commenti scandalizzati dei “babbani” quando un giudice- a volte una giudice- concede le attenuanti a un maschio, come se le attenuanti fossero una cosa inaudita…
              o quando qualche fanatica chiede che le donne non possano essere interrogate e che le loro testimonianze vadano accolte come verità, punto e basta).

              • Z. says:

                Diritto e procedura penale esistono nell’esatta misura in cui esiste lo stato liberale.

                Non possono sopravvivere non dico ad un regime autoritario – e questo è scontato – ma neppure al ruttismo TV misto social che spesso pretende di soppiantare lo stato liberale.

              • Peucezio says:

                Quindi il codice di procedura penale di epoca fascista, usato anche dopo, era un gioco, era per finta?
                A volte fai affermazioni stravaganti.
                Che sotto una dittatura siano più facili e frequenti gli abusi da parte del potere, che scavalcano le procedure e le garanzie, non c’è dubbio; in alcune dittature poi sono sistematici.
                Ma da qui a dire che è lo stato liberale che fonda la procedura penale!
                Che poi fondi il diritto… devo commentare un’affermazione del genere?
                E i romani che hanno inventato?
                E’ come dire che è il filmino con videocamera digitale a fondare il matrimonio.

              • Z. says:

                Peucezio,

                — Quindi il codice di procedura penale di epoca fascista, usato anche dopo, era un gioco, era per finta? —

                Sintetizzando e semplificando, e scusandomi di questo con tutti voi, lo era nella misura di cui al commento precedente.

                E dunque in parte lo era, dato che il regime derogava al sistema vigente – già di per sé ostile all’imputato – ogni qual volta necessario.

                In parte non lo era: nella misura in cui – appunto – sopravvissero vestigia di Stato liberale. In Italia, peraltro, vi fu maggiore continuità con lo stato liberale di quanto non si ebbe altrove.

                Questo vale per il diritto e per la procedura penale, congiuntamente considerati.

                La materia civilistica è molto diversa, direi proprio ontologicamente diversa. Non entro nel merito.

            • Daouda says:

              La cosa più indicativa è che di solito termini del genere sono riservati alle minoranze.
              Ma lasciamo perde…

    • roberto says:

      io la vedo così:

      tutto quello che ha a che fare con l’identità di genere è legato a sociologi (ma per di più sociologhe) che sarebbero a spasso se dovessero occupaesi di cose serie, marketing, gruppuscoli parapseudopolitici (femministe, LGBTQisti eccetera) che non avrebbero senso senza queste discussioni assurde, gente che ha gusti strani ed invece di dire “e vabbé i gusti so gusti” cerca di giustificare scientificamente i suoi gusti, e poi ovviamente tutti quelli che avversano le categorie precedenti come se fossero il demonio.

      per me tutto si dovrebbe ridurre ad una questione di insindacabili gusti personali. penso che starei esteticamente uno schifo con minigonna e tacchi, ma sono stato molto felice di aver preso due mesi di congedo parentale per accudire il piccoletto mentre mia moglie riprendeva il lavoro, mi piacciono le donne, le macchine mi annoiano e pure il bricolage. ma questi sono gusti miei e non credo che ci sia molta letteratura da farci, come non vedo perché fare letteratura su Z che gira in motorino con un succinto abitino a paillettes, pur essendo chiaramente eterosessuale, né su un mio amico che ha gusti e hobby totalmente maschili, tranne che gli piacciono gli uomini.

      • Daouda says:

        Che il gusto personale sia insindacabile ciò non toglie la responsabilità che si assume al riguardo.

        Perché vi sfugge che è solo questione di potere da una parte e preservazione e sviluppo antropologico dall’altra, legate irrimediabilmente.

        Si dice il vero quando si afferma che non c’è disputa sui gusti, ma ciò non toglie che qualcuno criminalizzerà e violenterà i gusti altrui.
        Se il mondo pseudo democratico ha fatto dimenticare questo è triste. Se ugualmente non si coglie e capisce che serve un’oggettività per usare quel crimine/violenza che non può non venire usato, si è apertamente dei liberali relativisti la cui parola è possibile solo perché i loro gusti sono allineati, non perchè la società sia sana, sempre se ciò significhi qualcosa

      • Z. says:

        Quell’abito a paillette mi dona molto, e non vedo perché non dovremmo parlarne.

      • Peucezio says:

        Roberto,
        ma i gusti e le mode non sono solo capricci, sono estremamente interessanti, perché sono i sintimi di tendenze e sensibilità profonde.

        • Roberto says:

          Sono perfettamente d’accordo tant’è che dico che i gusti sono insindacabili

          • Peucezio says:

            Posso proporre un’eccezione per le tovagliette di carta nei ristoranti? 😀

            Scherzi a parte in generale hai ragione.
            Ma non abdico completamente dall’idea che si debba educare al gusto, almeno in certi ambiti.

            Non in quello sessuale, d’accordo: non esistono gusti sessuali “sbagliati”. Per quanto mi concerne, se uno vuole copulare con un cavallo, cavoli suoi. A me fa schifo, ma se piace a lui, dove c’è gusto non c’è perdenza.
            Preferisco che copuli col cavallo, ma poi mi faccia trovare i tavoli con la tovaglia di stoffa! 🙂

            • mirkhond says:

              Basta che poi non pretenda di sposarselo il cavallo.

            • Roberto says:

              Ma la vita è un continuo cercare di modificare i gusti altrui! Ti è mai capitato di dire ad un amico che vede solo film uzbeki “dai andiamoci a far due risate con checco zalone”? O di regalare ad una ragazza un vestito sexy perché piace a te?

              Solo che in questo continuo tentativo di cambiare il mondo devi avere un limite, che è quando l’altro dice “stop”

              • Peucezio says:

                Roberto,
                “Solo che in questo continuo tentativo di cambiare il mondo devi avere un limite, che è quando l’altro dice “stop””

                Anche in relazione alle tovagliette di carta?

              • Francesco says:

                beh, ci sono valori non negoziabili

                tipo le tovaglie di stoffa!

                🙂

              • Z. says:

                E il vino rosso freddo.

    • PinoMamet says:

      Sul problema dell’identità di genere, come Peucezio, lascio la parola agli psicologi.

      Sui ruoli sessuali, tutto sommato tendo a concordare con Francesco.
      L’essere umano non è nato in un minuto, e credo sia anche più complesso della sua struttura fisica. Pretendere che cambi mentalità n un minuto, si può fare; aspettarsi che questo avvenga senza ripercussioni, è da illusi.

      • Per PinoMamet

        “Sul problema dell’identità di genere, come Peucezio, lascio la parola agli psicologi”

        Il problema è che sono questioni di cui nessuno ci capisce niente, a partire ovviamente dagli psicologi.

        Proprio per questo eccitano gli animi, perché là dove la scienza non ha certezze, valgono le certezze di ciascuno di noi.

        • Peucezio says:

          Concordo.

          Cioè, qualcosa ci capiscono, ma sono ben lontani dal chiarificare completamente le questioni.

    • PinoMamet says:

      In ogni caso, Peucè, a te tolgono attrattiva sessuale i tacchi, a me i rutti e le scoregge “tipo carrettiere”. 😉

      • roberto says:

        per me la donna perfetta ha un tempo per girare coi tacchi ed un tempo per ruttare con il suo compagno, solo che la perfezione non esiste in questo mondo

        • Francesco says:

          non sono d’accordo: il rutto è roba da noi maschietti, le femmine le preferisco un pò riservate e di classe

          poi se arriva l’apocalisse zombie servono femmine che manovrano bene la mazza ferrata ma aspetterei