Sciopero per il clima

Venerdì nelle scuole ci sarà uno sciopero per il clima.

Dico subito che a livello estetico, queste cose mi piacciono poco.

Se volete convincere uno come me a inquinare e magari riprendere pure la patente, presentatemi la foto di una sedicenne con 250.000 follower su Twitter, che presumo non ci capisca molto di più di climatologia di me.

Metteteci il neo-eletto capo del PD che la elogia e aggiungeteci uno sciopero che consiste nel non andare a scuola per ricattare gli adulti perché facciano qualcosa ma non sappiamo che cosa.

Però tutto questo ci dice molto sui media, sul mio carattere, sull’adolescenza, sulle manipolazioni dei politici, senza dirci nulla sulla questione in sé.

Cioè, è vero o è falso che siamo sull’orlo di una catastrofe planetaria, che riguarda tutti noi e i nostri figli, a prescindere dai media, dai caratteri personali e dai politici?

La risposta si trova in questo schema, pubblicato su Global Footprint Network, che indica il numero di mondi di cui abbiamo bisogno per mantenere la civiltà attuale.

Ovviamente sono calcoli molto approssimativi, ma credo che niente spieghi meglio quale sia il vero problema.

Fino al 1968, circa, ci serviva meno di un mondo.

Oggi ce ne serve circa uno e mezzo.

Solo che quel mezzo in più non esiste: lo possiamo ottenere soltanto saccheggiando l‘uno. E da lì derivano per forza tanti guai, che sembrano scollegati tra di loro.

Quando io voglio spendere 1500, ma ho solo 1000, cosa faccio? Mi indebito, così io mi godo più 1500, mentre mio figlio dovrà arrangiarsi con meno 500.

I figli dovranno pagare in molti modi quei 500 che non avranno. Uno di questi è il “clima”.

L’imminenza della catastrofe climatica è ormai scientificamente fuori di dubbio, e quindi il tema ha una certa efficacia, ma io preferisco non parlarne troppo.

Primo, perché il clima è uno dei sistemi più complessi immaginabili, e quindi è facile tirar fuori controprove, cui solo gli esperti sono in grado di rispondere.

Poi perché le cose incomprensibili ci portano facilmente a sperare in rimedi magici: nuove energie “pulite”, fantasie di geoingegneria (come il famoso specchio nello spazio grande quanto la Groenlandia per rimandare indietro un po’ di irradiazione solare) e simili. Insomma, sono le classiche cose che si potrebbero chiedere con uno sciopero, perché ci pensino gli adulti. 

Con il rischio del Sillogismo di Sinistra, che all’incirca procede così:

1) e persone comuni sono tutte brave e innocenti, vittime dell’avidità dei capitalisti o dei traffici dei politici

2) se si sbraita abbastanza e si cammina per molte ore su e giù per le strade con dei cartelli in mano, capitalisti e politici, che sono gli adulti del mondo, ripareranno ai danni che loro stessi hanno creato.

Se invece  partiamo dal grafico dei mondi di cui abbiamo bisogno, capiamo, non il clima, ma cosa sta scombussolando il clima; come capiamo perché i fiumi nel Veneto sono avvelenati; o ciò che dice oggi in un’interessante intervista Giuseppe De Rita, ottantasei anni compiuti:

“La nostra è stata una generazione felice, che ha potuto fare il salto in avanti rispetto alla miseria degli avi contadini. L’attuale risentimento nasce in chi non ce l’ha fatta. O in chi teme che i propri figli non abbiano le stesse chances. Gli italiani hanno il terrore di scendere di un pianerottolo o anche di un solo gradino. E soprattutto stanno male nell’ascensore fermo”.

Come Ugo Bardi, sono quindi moderatamente felice per questo improvviso movimento attorno al clima. Qualunque cosa attiri l’attenzione sulla questione centrale è positivo, a prescindere se incontra o no i miei gusti.

E non è nemmeno importante se lo sciopero venerdì servirà a qualcosa (o se si possa chiamare “sciopero” il fatto di permettere agli insegnanti di godersi di una giornata di libertà retribuita). Da un breve giro in rete, non trovo infatti nessuna rivendicazione concreta.

Però sono occasioni in cui una minoranza di giovani inizieranno a preoccuparsi, finalmente, almeno di qualche aspetto della Grande Questione.

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375 Responses to Sciopero per il clima

  1. mirkhond says:

    “Metteteci il neo-eletto capo del PD che la elogia”

    E nello stesso tempo preme perché si faccia la Tav.

    • Francesco says:

      lo sai vero che per il clima una ferrovia è mille volte meglio di un’autostrada?

      sennò ti informo, così evitiamo di confondere problemi diversi

      ciao

      • mirkhond says:

        E’ mille volte meglio a patto di non perforare una montagna piena di amianto, per poterla realizzare.

        • Francesco says:

          il mio calcolo è che sbucheltando la montagna con dentro dell’amianto e trattandolo con un certo buon senso provochi molto ma molto meno inquinamento che continuando a trasportare le merci e le persone in camion e automobile

          se dovessimo fermarci a ogni accenno di rischio o a ogni attività che comporta anche dei costi, passeremmo da 7,7 miliardi a 77 milioni in un batter d’occhio, tutti a correr dietro alle capre o a combattere i parassiti pregando qualche spirito benefico protettore dei cavoli

          non è una prospettiva per l’umanità che mi esalti

          ciao

          • mirkhond says:

            E quindi dobbiamo continuare a morire di cancro per non fermare il tuo caro progresso devastatore?

            • Francesco says:

              per non fermare TUTTO, comprese le cure per il cancro

              • mirkhond says:

                Se aspettiamo il tuo progresso, saremo morti lo stesso di cancro, data l’ulteriore devastazione per arrivare a ciò che dici.

              • Francesco says:

                e se non lo aspettiamo?

                o crepiamo prima, per mancanza di tutto, o crepiamo di cancro …

                si sta meglio con il progresso, direi

              • mirkhond says:

                “si sta meglio con il progresso, direi”

                Direi di no se il prezzo da pagare è il cancro.

              • Z. says:

                Il cancro mica è nato con la ferrovia…

            • roberto says:

              il diesel bruciato dai camion non causa pure lui il cancro?

          • mirkhond says:

            “il mio calcolo è che sbucheltando la montagna con dentro dell’amianto e trattandolo con un certo buon senso provochi molto ma molto meno inquinamento”

            Nel frattempo saremo tutti belli e crepati di cancro, grazie allo sprigionamento delle polveri di amianto nell’aria.

  2. mirkhond says:

    “Fino al 1968, circa, ci serviva meno di un mondo.

    Oggi ce ne serve circa uno e mezzo.”

    Anni fa Piero Angela disse che per mantenere l’attuale tenore di vita occorerebbero TRE terre.

    • Francesco says:

      e con questo io cestinerei tutta questa questione, che mi sembra una trovata di marketing verde e basta!

      😀

      • mirkhond says:

        Per te tutto ciò che non combacia col turbocapitalismo è una trovata da marketing.
        Se un amante del progresso, della tecnologia e della scienza come Piero Angela, afferma che si consuma troppo, non pensi che possa avere degli argomenti validi?

        • Francesco says:

          se una stima dice 1,5 Terre e un’altra dice 3 Terre, visto quanta roba è la Terra a me vengono molti sospetti su come sono fatti i calcoli!

          se si consuma troppo vanno alzati i prezzi – se quello è veramente il problema da risolvere

          ciao

          • mirkhond says:

            Guarda che Piero Angela è uno che crede al Progresso come te.
            Ora se certe affermazioni vengono da uno come lui, non ti viene il sospetto che possa avere ragione?

          • Per Francesco

            “se una stima dice 1,5 Terre e un’altra dice 3 Terre, visto quanta roba è la Terra a me vengono molti sospetti su come sono fatti i calcoli!”

            I fattori in ballo sono incredibilmente complessi.

            Cosa che si dimentica sempre quando c’è da “progredire”: “qui c’è il gas, gas vuol dire più soldi e calore per tutti!”, senza considerare l’effetto Groningen di cui abbiamo parlato qui, cioè che mezzo secolo dopo ci si trova con un territorio senza più gas, ma percorso da microterremoti.

            Però della “complessità” ci ricordiamo quando c’è da dire “continuiamo a progredire”.

            Quella semplice figura, che sceglie ovviamente poche (validissime) variabili tra le innumerevoli possibili, ci rende graficamente qualcosa che già sappiamo tutti: cioè che la pacchia degli anni Sessanta è finita per sempre. Che stiamo contraendo debiti che i nostri figli pagheranno.

            Concordo in pieno con la proposta di “alzare i prezzi”, invece: far coincidere costi e prezzi in teoria risolverebbe tutto.

            Ma chi li valuta e chi li alza?

            Perché spesso (vista appunto la complessità della vita) i costi si capiscono solo dopo: sarebbe interessante sapere se un solo tecnico si fosse posto, nell’immediato dopoguerra, l’ipotesi che Groningen sarebbe stato colpito proprio da terremoti, e lo avesse messo nel prezzo del gas.

          • Harmachis says:

            Probabilmente ci vuole una terra e mezza per compensare i consumi complessivi attuali, ma per sostentare il tenore di vita occidentale diffuso a livello globale ce ne vorrebbero tre.

          • supervice says:

            Impossibile alzare i prezzi se i redditi da lavoro sono fermi, o in calo in alcuni paesi (vedi il nostro). La Gail Tverberg parla di “affordability”. È un vicolo cieco, devi produrre sempre di più, ma la crescita dei costi fissi del sistema è superiore all’incremento della produttività. Oltre al fatto che in tanti paesi (il nostro) siamo già pieni come l’ova. Non se ne esce.

            • Francesco says:

              si diventa più poveri e quindi si consuma meno … non è così difficile da capire, per quanto lo sia da accettare

              possiamo trastullarci ammazzando un pò di riccazzi disgustosi nel frattempo ma credo che il costo di questi sollazzi sia maggiore del godimento

              insisto: l’intensità energetica del PIL è in calo da decenni, mi pare sia la strada giusta

              • supervice says:

                Si, ma se la popolazione ti raddoppia in 30 anni, forse sei parecchio, ma parecchio nella merda. Non esiste oggi un essere umano che non voglia avere acqua in casa, fogne funzionanti, e un altro centinaio di cose estremamente energivore. Non è possibile imporre consumi morigerati. Solo chi di cose ne ha già avute a bizzeffe, a un certo punto smette di uscire di casa. E non solo l’intensità energetica è in calo, è proprio in calo il consumo di energia pro capite.

  3. mirkhond says:

    “Gli italiani hanno il terrore di scendere di un pianerottolo o anche di un solo gradino. E soprattutto stanno male nell’ascensore fermo”.”

    Basta vedere la canea contro i 5stelle da parte di quasi tutto l’arco costituzionale, per la questione Tav.
    Qua continuano a non rendersi conto del problema, e propongono ancora più devastazione, come se non bastasse qualla che c’è già.
    La decrescita non può essere felice dopo aver vissuto nelle vacche grasse, ma è NECESSARIA se vogliamo SOPRAVVIVERE su QUESTO pianeta, visto che, per ora, altre cornucopie in giro per lo spazio non sono disponibili.

    • Zhong says:

      “La decrescita non può essere felice dopo aver vissuto nelle vacche grasse, ma è NECESSARIA se vogliamo SOPRAVVIVERE su QUESTO pianeta, visto che, per ora, altre cornucopie in giro per lo spazio non sono disponibili.”

      Il fatto che una decrescita sia necessaria non e’ assolutamente scontato! Questo e’ uno dei problemi. Il problema del clima e’ talmente complesso che non ci sono soluzioni scontate. Uno potrebbe addirittura argomentare che un accelerazione della crescita porterebbe sviluppo in una porzione di mondo molto maggiore e quindi piu’ sensibilità ambientale e maggiore capacita’ di sviluppo tecnologico. In questa ipotesi il prezzo da pagare sarebbe addirittura piu’ inquinamento nella fase iniziale, per raggiungere un livello di inquinamento globale minore nel lungo termine.

      • mirkhond says:

        Bisognerebbe vedere però se nel frattempo non siamo tutti morti.

      • Per Zhong

        “Il fatto che una decrescita sia necessaria non e’ assolutamente scontato! Questo e’ uno dei problemi. Il problema del clima e’ talmente complesso che non ci sono soluzioni scontate.”

        1) Il problema del clima è inestricabilmente complesso, se lo guardiamo da solo

        2) il problema del clima non è che uno dei sintomi del problema fondamentale, che è quello del consumo di un mondo e mezzo quando si ha un solo mondo a disposizione

        3) la soluzione sta nel problema: prima o poi la bolla che permette di fingere che esiste quel mezzo mondo in più esploderà.

        4) Il ritorno a un mondo solo (e parecchio malconcio rispetto a prima) è quindi fisicamente inevitabile, più che “necessario”, questa è la “decrescita”, che ci sarà, ci piaccia o no.

        5) Sarà una decrescita “felice”, “concordata”, “condivisa”? Avendo dei figli, spererei di sì, ma non lo vedo molto possibile.

        • Francesco says:

          Miguel

          però … chi ha detto che dobbiamo per forza consumare mezzo mondo in più?

          se avessimo la tecnologia del ‘700, il mondo sarebbe sommerso dalla cacca di cavallo e non ci sarebbe più un solo albero

          se avessimo la tecnologia di fine ‘800, il mondo sarebbe già morto di polvere di carbone

          se avessimo la tecnologia di metà ‘900, saremmo morti di gas di scarico

          invece la tecnologia migliora sempre (e non ci sono limiti teorici a me noti, fino al gran finale entropico)

          io mi aspetto che sia quella la via di uscita, l’unica possibile – il collasso (aka decrescita) lo vedo come un sinonimo di estinzione

          ciao

          • mirkhond says:

            Beato ottimista.

          • Mauricius Tarvisii says:

            La tecnologia migliora sempre e ci permette di sfruttare più efficientemente le risorse: giacimenti minerari, suolo, mari e atmosfera.
            Poi le risorse così efficientemente divorate finiscono e arriva il collasso, cioè l’estinzione, e Francesco alza il ditino dicendoci che avremmo dovute divorarle con ancora maggiore efficienza.

            • Francesco says:

              non credo di essere d’accordo con la tua idea di tecnologia

              direi che questa trasforma in risorse cose che prima erano del tutto inutili, addirittura ignote, realizzando il “miracolo” di aumentare le risorse

              🙂

        • supervice says:

          Il problema non è il clima. Ti telefonerò Miguel per vedere di andare a Pisa, ma so che potrei rovinarmi la giornata. Il problema sono i 7.700 milioni di persone sulla Terra, e il fatto che il pianeta l’hai già svuotato delle risorse più accessibili. Il riscaldamento postula catastrofi nell’orizzonte di centinaia di anni. Visto che fra qualche decennio non ci riuscirà più andare a pescare petrolio o estrarre carbone, la catastrofe la vedo molto più grossa e molto più ravvicinata. Altro che 2 gradi in più. E la CO2 a quel punto si abbasserà subito.

          • Per Supervice

            “ti telefonerò Miguel per vedere di andare a Pisa”

            Che bello! Così ci incontriamo finalmente.

            Sai, non credo che “la vera questione sia un’altra”: credo che siano tutte vere, semplicemente una è la madre di tutte le altre.

            Ad esempio, è vero che 7.700 milioni di persone fanno un bel po’ più di danno dei 750 milioni che erano nel alla vigilia della rivoluzione americana https://worldpopulationhistory.org/map/1750/mercator/1/0/25/

            Ma è anche vero che ciascuno di questi individui ha dieci, venti, cento volte la potenza per incidere sul mondo di quello che avevano gli individui di allora: forse in teoria un mondo di 7.700 miliardi persone che vivono al livello del 1775, sarebbe sostenibile.

            Il clima è in qualche modo una registrazione oggettiva di ciò che succede, perché le emissioni di CO2 indicano semplicemente che si sta “bruciando qualcosa”.

            • Francesco says:

              >> forse in teoria un mondo di 7.700 miliardi persone che vivono al livello del 1775, sarebbe sostenibile.

              bella questione, io propenderei per il no ma ci servirebbe uno scienziato per avere ipotesi sensate

              qualche volontario?

              • supervice says:

                Manco per idea: il distretto della ceramica di Faenza potò tutte le foreste dell’Appennino già nel 1600-‘700. Da lì in poi, import obbligato di legno dalla Slovenia, grazie a Venezia. Non siamo in grado di gestirci.

      • Harmachis says:

        Credere che la tecnologia da sola sia in grado di risolvere il problema è una pericolosa illusione, a proposito è bene ricordare il paradosso di Jevons, che afferma che un aumento di efficienza porta anche un aumento dei consumi. https://www.qualenergia.it/articoli/video-20150610-l-efficienza-energetica-e-il-paradosso-di-jevons/

        • Francesco says:

          per la cronaca, il sommo Jevons non si è chiesto perchè fare investimenti in tecnologie che aumentino l’efficienza dell’uso di una risorsa?

          perchè quella risorsa costa (=è scarsa)

          è ben difficile che alla fine della fiera la domanda aumenti

    • Z. says:

      Mirkhond, tu pensi che non fare la Tav in Val di Susa significherebbe salvare il mondo? davvero?

      O significherebbe che il treno passerebbe fuori dall’Italia?

      • Per Z

        “tu pensi che non fare la Tav in Val di Susa significherebbe salvare il mondo?”

        Capisco il tuo berlusconismo, ma certamente salverebbe la Val di Susa.

        • Z. says:

          Uhm, sostenere – sia pur implicitamente – che l’impatto sul mondo della Tav in Val di Susa sia tutto sommato modesto è “berlusconismo”? why so?

        • Francesco says:

          “salverebbe la Val di Susa” in che senso? e salvare anche Torino e Lione? Milano e Genova e Parigi e Barcellona?

          • mirkhond says:

            La salverebbe dall’amianto.

            • Francesco says:

              e da tutto il resto? mica c’è solo l’amianto

              peraltro credo che non verrebbe scavato come se fosse roccia normale, ci sono norme e procedure

              • mirkhond says:

                Dillo agli abitanti della Val di Susa, tra cui alcuni miei parenti, di non essere preoccupati al riguardo.

              • Francesco says:

                quindi dovrebbe fermarci la semplice paura?

                e allora cosa ci fa uscire di casa la mattina, con tutto quello che ci può succedere?

                su dai, siamo concreti

              • mirkhond says:

                “su dai, siamo concreti”

                Appunto.
                Evitiamo un’ulteriore devastazione ambientale.

              • Francesco says:

                anche se serve a costruire un tunnel ferroviario? a ridurre l’inquinamento? a migliorare i trasporti e l’economia (che ci pagano la Sanità, tra l’altro?)

                a me pare che il problema sia ridurre l’impatto ambientale delle opere, non fermarle a prescindere

              • mirkhond says:

                Si fermano se provocano devastazione ambientale.

              • Francesco says:

                quella la provochi ogni volta che respiri o vai al cesso!

                hai presente i danni che fa un branco di elefanti?

                il problema non è mai stato evitare di devastare, è sempre stato farlo con giudizio

      • mirkhond says:

        Zanardo

        E’ da tanto tempo che desidero tornare in Piemonte, dove sono stato un paio di estati da ragazzo.
        Per me che non ho ne macchina ne patente, viaggiare significa arrivare dove arriva il treno (o il pullman).
        Dunque dovrei essere a favore della tav, proprio per poter più facilmente raggiungere località in cui sono stato tanti anni fa.
        Però se penso alle devastazioni ambientali derivanti dai lavori per la costruzione della tav, allo sprigionarsi dell’amianto con tutte le conseguenze possibili, allora resto a casa mia.
        Qui si parla di alta velocità, ma il problema di oggi è proprio questo: si corre troppo, e a furia di correre troppo si rischia di schiantarsi.

  4. Peucezio says:

    Però, scusatemi, sulla TAV io non sono ideologico in nessun modo.
    Ma se poi fai viaggiare molti meno camion e trasporti tutto su un treno, non riduci drasticamente l’inquinamento?

    Tra l’altro una delle cose che ho sentito dire è che il M5S è contro le grandi opere, perché attorno ad esse si gerera corruzione, cioè per motivi moralistici.
    Cioè io, per il moralismo dei cinque stelle, devo rischiare di morire di cancro respirando lo smog prodotto dai camion?

    • Per Peucezio

      Su inquinamento e TAV:

      1) la gomma in astratto inquina più della rotaia

      2) dieci anni di scavi (sempre che siano davvero solo dieci) per produrre tunnel generano direttamente e indirettamente un inquinamento enorme, senza dimenticare che la temperatura all’interno del tunnel sarà fissa a 50 gradi e quindi ci vuole un sistema continuo di raffreddamento anche dopo. Comunque è previsto che i primi risultati positivi – rispetto alla gomma – si vedranno a partire dal 2040 circa.

      3) una minuscola frazione di quella spesa si poteva mettere per risolvere un problema assai più semplice:

      “, per ragioni di incompatibilità tra dispositivi di sicurezza, il treno francese, una volta arrivato a Torino via tunnel del Frejus, invece di instradarsi sulla linea ad Alta velocità per Milano continua da anni a transitare sulla vecchia linea regionale via Vercelli e Novara. Se i francesi sostituissero il loro vecchio Tgv con un treno più moderno la tratta Parigi-Milano si abbrevierebbe subito di quasi un’ora. ”

      Per quanto riguarda la corruzione, non è vero che si tratta di una questione “moralistica”.

      Si tratta di prendere le risorse che si potrebbero investire, che so, in ospedali (o per togliere i pendolari dalle autostrade salvando la rete dei treni locali), per darli a un piccolo gruppo di imprenditori, i quali per giustificare il denaro che viene riversato su di loro, cementificano e inquinano.

      • Per qualche motivo, la questione TAV è diventata simbolica, ma per ovvi motivi, conosco molto meglio quella dell’aeroporto di Firenze.

        E anche qui troviamo lo stesso schieramento: il Partito Unico, la Lega, i berlusconiani e gli imprenditori dalla stessa parte, per cementificare l’ultimo pezzo di verde attorno a Firenze.

        Però poi ridipingono i cancelli dei giardini pubblici, così fanno Ambiente.

      • Peucezio says:

        Miguel,
        non ho motivi di contestare quello che mi dici, perché, anche se non sei un tecnico, ti sarai documentato.
        Ma allora perché i pentastellati, Travaglio ecc., parlano solo di costi e oltretutto in modo vago e non di questi aspetti?

        Non credere: anch’io sono un po’ sospettoso verso la TAV, soprattutto per il fatto che in Italia non si fa mai nulla e ora di colpo salta fuori che se non si fa ‘sto tunnel casca il mondo. L’unica differenza con, chessò, il ponte sullo stretto, che sarebbe infinitamente più indispensabile e che in qualunque altro paese al mondo, compresa l’Africa subsahariana, si sarebbe fatto probabilmente cent’anni fa, è che qui c’entrano gli stranieri, serve non solo all’Italia, non è un’opera interna.
        E noi italiani ci prendiamo a sputi in faccia e lasciamo andare il nostro paese a puttana, ma quando c’entra mezzo straniero ci caghiamo sotto, manco fosse Dio in terra, perché siamo convinti di essere Untermenschen, passiibli di redenzione solo grazie al Verbo Superiore dell’uomo europeo, nordico, internazionale o comunque forestiero (poi ce la prendiamo con chi sta più a sud, vabbè…).
        Quindi che ci siano interessi internazionali sporchi e che in Italia ci sia il solito servilismo acritico verso tali interessi è un sospetto che viene naturale.

        • Per Peucezio

          “non ho motivi di contestare quello che mi dici, perché, anche se non sei un tecnico, ti sarai documentato.
          Ma allora perché i pentastellati, Travaglio ecc., parlano solo di costi e oltretutto in modo vago e non di questi aspetti?”

          Ovviamente non sono un esperto.

          E sono ancora molto meno esperto di cosa sostiene il M5S. I dati che cito sono invece facili da trovare sui siti dei No Tav stessi, che è gente molto meticolosa, e va distinta ovviamente dai fricchettoni in vacanza estiva in Val di Susa 🙂

      • Francesco says:

        no,la gomma in concreto inquina molto più della rotaia, non in astratto

        😉

  5. mirkhond says:

    Anche perforando le montagne ricche di amianto, per costruire la Tav, si può morire di cancro.

  6. Zhong says:

    “Con il rischio del **Sillogismo di Sinistra**, che all’incirca procede così:

    1) e persone comuni sono tutte brave e innocenti, vittime dell’avidità dei capitalisti o dei traffici dei politici

    2) se si sbraita abbastanza e si cammina per molte ore su e giù per le strade con dei cartelli in mano, capitalisti e politici, che sono gli adulti del mondo, ripareranno ai danni che loro stessi hanno creato.”

    “Sillogismo di Sinistra” dipende cosa si intende per “Sinistra”, mi pare che purtroppo la parola sinistra stia diventando un sinonimo di “liberal” nel senso americano.

    Il sillogismo di cui sopra non mi sembra molto marxista, e nemmeno le vari questioni sul sesso non-binario, etc.. Mi pare che tutto cio’ venga definito “neo-marxista”, e quindi di sinistra, ma penso che questo termine non sia corretto.

    • Per Zhong

      ““Sillogismo di Sinistra” dipende cosa si intende per “Sinistra””

      Certo.

      Io penso al sottinteso a tante manifestazioni, proclami, denunce di ingiustizie, prese di posizione.

      Dove si trova molto, molto spesso una sequenza come questa.

    • Peucezio says:

      Zhong,

      “mi pare che purtroppo la parola sinistra stia diventando un sinonimo di “liberal” nel senso americano.”

      Ma da un bel po’, mica da ora.
      Poi un tempo c’era la sinistra operaista, popolare… Ma è roba di cui a malapena si ricordano i vecchi, se non si sono rincitrulliti nel frattempo.

    • Z. says:

      Zhong, sinistra è una questione relativa. E così destra. Nel 1789 sinistra significava giacobini, destra significava foglianti…

      • Moi says:

        @ ZHONG

        mi pare che purtroppo la parola sinistra stia diventando un sinonimo di “liberal” nel senso americano.

        [CIT.]

        ————————————

        Woh ! Woh ! Woh ! Woh ! Woah !

        Lemme ask U just 1 thing , buddy : how long have I been tellin’ U ’bout this Liberal Scum round ‘n’ around again ?!

        😉

      • habsburgicus says:

        @Z
        concordo sulla relatività dei termini…
        fonti russe contemporanee anteriori al marzo 1917 (n.s) e alcune fonti estere massime francesi che ne dipendono (esperienza autottica) chiamavano “sinistra” i cadetti..ed era logico nel contesto del vecchio mondo delle Dume, quando i monarchici “classici” erano il centro e la “destra” era rappresentata dai cosiddetti “Cento Neri”
        poi, dopo l’ottobre 1917 (v.s) “cadetti” sono stati associati con la destra, financo con l’estrema destra ! 😀

        • Z. says:

          🙂

          Del resto è banale: si è a destra o a sinistra di qualcuno.

          Per dire, nel PCd’I c’era un centro, una destra e una sinistra. Nessuno si sognava di dire agli altri “io sono più DiSinistra di te” o “io sono la VeraSinistra” con aria arrogante…

  7. mirkhond says:

    “E noi italiani ci prendiamo a sputi in faccia e lasciamo andare il nostro paese a puttana, ma quando c’entra mezzo straniero ci caghiamo sotto, manco fosse Dio in terra, perché siamo convinti di essere Untermenschen, passiibli di redenzione solo grazie al Verbo Superiore dell’uomo europeo, nordico, internazionale o comunque forestiero (poi ce la prendiamo con chi sta più a sud, vabbè…).
    Quindi che ci siano interessi internazionali sporchi e che in Italia ci sia il solito servilismo acritico verso tali interessi è un sospetto che viene naturale.”

    Vedasi ad esempio l’ostilità agli accordi con la Cina, non solo dell’opposizione ma anche di Salvini, solo perché gli USA sono contrari.

    • Francesco says:

      o forse perchè la Cina non è nota per la sua generosità? pure gli africani si stanno scocciando di come li tratta la Cina, mi pare.

      poi a me la Via della Seta non pare una brutta cosa, la dittatura mercatista-comunista-informatica cinese sì

      • habsburgicus says:

        @Francesco
        la dittatura mercatista-comunista-informatica cinese

        cerca di essere equanime…
        il sistema attuale cinese é probabilmente l’unico possibile in quel vasto paese..o vuoi la disintegrazione dell’Impero di mezzo ? (gli americani lo desidererebbero)
        resisi conto che Marx non ne aveva azzeccata una 😀 (e Lenin e poi Mao ancor meno :D) che hanno fatto i cinesi, con sapienza tutta confuciana, grazie a Deng ed epigoni ?
        sono tornati al capitalismo..mantenendo però le forme del comunismo ! un po’ per i gonzi (sinici e soprattutto stranieri), un po’ perché il comunismo va meglio per opprimere la gente 😀 avete visto il tipo che ha osato dire ovvietà su BM ben note a qualunque storico (e che un tempo si sentivano dagli anziani in qualunque bettola, tanto sono autoevidenti !), come l’han ridotto 😀 😀 😀 il fattore F è insormontabile..invece il comunismo è cool sui media..puoi opprimere la gente senza troppi problemi internazionali 😀 😀 😀 se uno aprisse una scuola superiore di avviamento alla dittatura 😀 la prima lezione dovrebbe vertere su questo “adottare linguaggio marxista e rigettare ogni destrismo” 😀 😀 😀
        e con il sistema denghiano la Cina prospera e cresce (e pure inquina per restare in tema..ma sai quanto gliene può fottere ai cinesi :D)..
        dobbiamo essere onesti e ammetterlo..e io non sono sinofilo, ammiro molto di più i nipponici e i vietnamiti ! ma se hanno ragione va riconosciuto
        tu che sei una persona devota, giustamente, deplori la persecuzione dei cristiani..
        poniti però per un momento nei panni di un alto funzionario del PCC..per lui i cristiani sono strana gente, al minimo da controllare, al più da reprimere…come in ogni Cina del resto, anche sotto i Qing ! l’eccezione fu la Cina “buona” di Chiang, lui stesso un protestante o un filo-protestante..ma quello lo criticate tutti

        • Z. says:

          Quando habs scrive “sinici” gli perdonerei quasi di essere così franchista.

          Quasi 🙂

        • Francesco says:

          non credo che l’uomo sinico sia destinato per natura all’oppressione, più che l’uomo germanico o nipponico

          spero che il comunismo sia solo un passo della storia della Cina e che prima o poi trovino una loro via alla libertà

          come sarà possibile a un miliardo di persone, quindi mi aspetto un pò diversa dalla nostra

          ciao

    • Peucezio says:

      La politica estera di Salvini ultimamente mi sta facendo girare un po’ i c……
      Mentre mi sta sorprendendo favorevolmente quella di Di Maio.
      Sulla Palestina, sul dossier Venezuela, ora sulla Cina…
      Sembra che i Cinque Stelle (che da molti punti di vista non mi piacciono affatto) in questo stiano raccogliendo la migliore tradizione della I Repubblica, di occidentalismo critico e con forti aperture a est.

      • Z. says:

        😀 😀 😀

        ti voglio bene Peucè!

      • Francesco says:

        insomma, adesso che l’Occidente è più debole e fare i furbi all’Andreotti non è più fattibile, tu rimpiangi il Divo Giulio?

        quelle che una volta erano punture di spillo quasi innocue, oggi sono pugnalate alla schiena, in attesa di scoprire come è bello il Secolo Cinese – per non parlare del madurismo come putrescenza della coglioneria sessantottina

  8. mirkhond says:

    Già l’imperialismo cinese è brutto, quello u$ano no, giusto?

    • Francesco says:

      corrige: quello cinese mi pare PIU’ brutto

      • Peucezio says:

        E perché mai?

      • mirkhond says:

        La Cina non ha basi militari disseminate in mezzo mondo.

        • Peucezio says:

          Che già mi pare un motivo non da poco per temere molto meno l’imperialismo cinese di quello americano.

          In genere se mi vuole sopraffare uno armato fino ai denti, sono più preoccupato, rispetto a quando la stessa intenzione la vedo manifestarsi in un inerme imbelle.

          • Francesco says:

            se girassi questa tua definizione all’ambasciata cinese, mi sa che faresti una brutta fine!

            però sono più deluso da questa analisi rozza e semplicistica, che pare scritta da un agente cinese che voglia dimostrare che loro sono innocui

            sembrate la ragazzina che per allontanarsi dai motociclisti sale sull’auto del serial killer pulitino

            😀

            • mirkhond says:

              Solo che il vero serial killer è il tuo padrone a stelle e strisce.

              • Francesco says:

                Lao Gai: ti basta come smentita o devo aggiungerci la Chiesa Cattolica Patriottica?

                dai, va bene che siamo italiani ma il senso del ridicolo dovrebbe limitare anche l’astio anti-USA

              • mirkhond says:

                Gli Usa prima crollano e meglio è.
                La Cina non ha basi sparse per il mondo a rompere il cazzo a chi vuole avere una politica autonoma.

              • mirkhond says:

                “l’astio anti-USA”

                Non ti chiedi mai il perché di tale astio?

              • Francesco says:

                no, perchè sono gentile con i miei compatrioti e certe cose è meglio lasciarle nell’ombra

                fossimo a Cuba sarebbe diverso – forse, dopo secoli di dittatura castrista ne dubito – ma in Italia le motivazioni sono decisamente ignobili

                😉

              • mirkhond says:

                E’ ignobile voler perseguire una politica estera autonoma, dato che la geopolitica ci porta ad interessi non sempre coincidenti con quelli degli usa?

              • Francesco says:

                io parlo di motivazioni ignobili dell’odio contro “l’America”, non di fare una intelligente politica estera

                come direbbe Andreotti il Grande, non sono la stessa cosa

  9. roberto says:

    miguel

    “Però sono occasioni in cui una minoranza di giovani inizieranno a preoccuparsi, finalmente, almeno di qualche aspetto della Grande Questione.”

    questo per me è più che abbastanza per farmi stare simpatica la grande manifestazione (in realtà ci stanno tanti altri fattori non strettamente legati al tema, ma al crescere e all’essere cittadini), tant’è che se non fosse che venerdì mia figlia è in gita l’avrei senz’altro autorizzata ad andarci, nonostante la scuola abbia minacciato fuoco e fiamme dell’inferno per gli studenti che violano il Sacro Obbligo Scolastico e per i genitori conniventi

    (incidentalmente mia figlia era talmente entusiasta che si è messa a piangere quando le ho ricordato che venerdì sarà dalle parti di avignone in gita….)

    • Per roberto

      “(incidentalmente mia figlia era talmente entusiasta che si è messa a piangere quando le ho ricordato che venerdì sarà dalle parti di avignone in gita….)”

      🙂

      Età attuale?

    • roberto says:

      aggiungo a

      “nonostante la scuola abbia minacciato fuoco e fiamme dell’inferno per gli studenti che violano il Sacro Obbligo Scolastico e per i genitori conniventi”

      l’associazione dei genitori ha appena mandato alla direzione della scuola una lettera molto ben fatta per far notare che per gli adolescenti che sono interessanti è molto meglio andare ad una manifestazione piuttosto che fare due ore di ginnastica o inglese, e che è un po’ ridicolo minacciare fuoco e fiamme dell’inferno per una cosa così. scrivono testualmente che è “a shame” che gli unici studenti del granducato la cui assenza sarà considerata “non giustificata” sono quelli della scuola europea (*)

      mi piace notare che l’iniziativa dei genitori viene da greci e italiani

      (*) il contesto è un po’ diverso da quello italiano. qui un’assenza anche di un solo giorno, se non è per malattia deve essere approvata dal preside in pesona personalmente. sfidare l’autorità del preside è considerato ybris, e chi l’ha fatto è stato tramutato in statua di marmo, e lasciato a monito all’entrata della scuola

      • Francesco says:

        “greci e italiani” insomma, i classici lavativi perditempo mediterranei!

        niente spagnoli?

        PS non sono convinto che quello che inizia in modo così ingenuo e fesso possa diventare buono e utile nel tempo

        • Francesco says:

          PS mancava la faccina ridens! sorry

        • roberto says:

          francesco
          ““greci e italiani” insomma, i classici lavativi perditempo mediterranei!” + faccina ridens

          no i classici che non trovano una cosa così straordinaria il disubbidire all’autorità di turno, pure se si tratta di un’autoritarucola come quella del preside

          (mi stupisce che i francesi non facciano la fronda)

        • roberto says:

          “PS non sono convinto che quello che inizia in modo così ingenuo e fesso possa diventare buono e utile nel tempo”

          perché sei un vecchio trombone cinico.
          io al contrario, sono un ragazzino prigioniero nel corpo di un vecchio trombone cinico
          🙂

          scherzi a parte, è ovvio che la manifestazione non cambierà nulla per il pianeta (se non forse un po’ di traffico che peggiorerà temporaneamente la qualità dell’aria in certi posti). a me pare altrettanto scontato che un’occasione per noi ragazzini per prendere coscienza della questione ecologia è cosa buona, giusta, utile e sicuramente più utile di una giornata di scuola

          faccio un po’ fatica a capire l’ostilità a questa cosa.
          vabbé moi se la prende con la svendesina perché sente un vago odore di “sinistra”
          tu perché sei un vecchio trombone
          ma gli altri? (non dico i kelebekkiani! glia altri altri)

          • Per roberto

            “faccio un po’ fatica a capire l’ostilità a questa cosa.”

            Come ho già detto, troverei molto sensata un’ostilità di segno contrario.

            Ad esempio, “il governo cinese vuole mettere in ginocchio la produttività occidentale, per cui ha organizzato una campagna con migliaia di account falsi sui social, per smuovere i giovani a creare ostacoli alla crescita dell’economia occidentale, cercando di convincerli di un falso scientifico, cioè che c’è un ‘cambiamento climatico’ in corso”.

            Questa sarebbe un’obiezioni forte e popperianamente confutabile.

            Invece qui abbiamo qualcosa a cui nessuno osa dirsi esplicitamente contrario.

            Quindi i “conformisti” cercano di saltare sul carro (vedi consiglio comunale di Firenze, presidi, ecc.); gli anticonformisti si dichiarano contrario solo per questo.

            • roberto says:

              miguel

              “Questa sarebbe un’obiezioni forte e popperianamente confutabile.”

              sarebbe una cavolata bella e buona….

            • roberto says:

              nessuno tranne langone

              https://www.ilfoglio.it/preghiera/2019/02/02/news/si-abbia-sfiducia-nei-giovani-idealisti-235914/

              (è il primo a caso, non ti sarà sfugito che più o meno chi è di “destra” è contrario…forse pavlovianamente è contrario alle manifestazioni a parte quelle a sostegno del duce….)

              • Francesco says:

                le manifestazioni sono collettive ed emotive

                la destra storica è individualista e razionale, seria, responsabile

                l’ostilità è praticamente obbligatoria

              • per roberto

                “è il primo a caso, non ti sarà sfugito che più o meno chi è di “destra” è contrario…forse pavlovianamente è contrario alle manifestazioni a parte quelle a sostegno del duce….)”

                vero.

                Penso che sia così: la Destra è ben cosciente di essere fragile e minoritaria dopo il 1945, specie sul piano ampiamente “culturale” (che non significa “intellettuale”).

                Quindi i singoli di Destra hanno sviluppato meccanismi molto robusti di autodifesa, fondati sulla diffidenza e l’ironia, spesso ben sviluppata e motivata: insomma, usano l’intelligenza, ma in maniera difensiva. Ecco perché appena vedono un fenomeno di massa di qualunque tipo, lo combattono a prescindere da ogni motivazione.

                Nel 1930, invece, la Destra (scusate la semplificazione) era al potere e quindi non aveva alcun bisogno di difendersi: per cui ci sguazzava nelle modalità di comunicazione di massa dell’epoca, tipo adunate ecc. Casomai erano gli antifascisti all’epoca a mettersi in un angolino e ironizzare.

              • Francesco says:

                Beh, la Destra per come la intendo io è in minoranza credo dal 1870, quando la Sinistra storica andò al potere …

                😉

              • roberto says:

                mentre la destra per come la intendo io ha governato quasi ininterrottamente per 25 anni in italia (con una breve interruzione) ed è attualmente al governo

                nei giorni in cui sono pessimista mi dico che ha sempre governato in italia…..

              • Per roberto

                “mentre la destra per come la intendo io ha governato quasi ininterrottamente per 25 anni in italia (con una breve interruzione) ed è attualmente al governo”

                Ma credo che non sia tanto questione di “governo”, quanto di “egemonia”.

                Durante il fascismo, il fascismo (che possiamo o no definire “di destra”) sicuramente ispirava le lezioni degli insegnanti, i luoghi comuni, le frasi che si usavano quando si presentava magari un romanzetto o una poesia. Mentre gli antifascisti si limitavano a ironizzare sul conformismo delle masse.

                Nel postfascismo, l’egemonia su queste cose non è stata mai di destra, tantomeno oggi.

              • Peucezio says:

                Miguel,
                “Ecco perché appena vedono un fenomeno di massa di qualunque tipo, lo combattono a prescindere da ogni motivazione.”

                Beh, non è vero: la destra ora è filopopulista e antielitaria.
                E’ che la manifestazione ha un sapore da attivismo di sinistra e minoritario (il fruttivendolo non ci va, il radical chic sì, questa è l’idea, spesso vera, meno vera forse un tempo) e inoltre sull’ecologismo credo ci sia proprio una diffidenza di merito.
                Ricordiamo che Langone è cattolico, come Blondet, quindi torna il discorso di una certa avversione per quello che viene sentito come una sorta di paganesimo naturalista (lo so: sul piano pratico è folle: come dire che sono pagano e adoro i ponti, perché voglio metterli in sucurezza prima che mi corllino in testa; le obiezioni sarebbero altre e cioè se questi gesti simbolici non siano controproducenti sul piano sostanziale, distraendo l’attenzione dalle vere responsabilità e dalle vere leve).

              • Per peucezio

                “torna il discorso di una certa avversione per quello che viene sentito come una sorta di paganesimo naturalista”

                Io resto sempre sopreso da questi atteggiamenti.

                Cioè, dal 1789, esistono degli uccellacci del malaugurio che dicono che:

                1) esiste un ordine organico delle cose, terribilmente difficile da decifrare, e che si impara solo attraverso l’esperienza, il tramandamento e spesso una comunicazione simbolica e non solo logica

                2) è presunzione pensare di sbucaltare il mondo, che sia in base all’avidità personale o a fantasie utopiche

                3) le strade dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni

                4) e comunque siamo tutti mortali, l’importante è ciò che riusciamo ad essere interiormente e non i soldi che riusciamo ad accumulare o le rivoluzioni che riusciamo a combinare

                Poi arriva la resa dei conti, il momento in cui persino gli utopisti iniziano a dire, “è vero, abbiamo sbagliato!”

                «… infin che ‘l mar fu sovra noi richiuso»

                Solo che a quel punto, quelli che dovrebbero essere gli eredi degli uccellacci di malaugurio diventano isterici, per difendere l’avidità, i progetti utopici, la presunzione di poter sbucaltare il mondo.

                Boh, è strana la gente.

              • Moi says:

                … aggiungere Rita Pavone a Camillo Langone : STUNF ! 😉

  10. Z. says:

    Credo che la prospettiva di Miguel sia condivisibile: la cosa importante è che si inizi a parlarne su vasta scala, perché è IL problema, ed è un problema che può essere affrontato solo su scala globale. Nel senso proprio del globo.

  11. Moi says:

    Ricapitoliamo :

    Una Cinna Svedese di Schiatta Radical-Chic si mette a fare dei gran fughini da scuola a raffica … per la giustifica sboccia ch’è per il Glòbal U’òrmingh 😉 … ora comanda a bacchetta i Self Betrayers della SX !

  12. mirkhond says:

    Comanda a bacchetta o piuttosto ne viene strumentalizzata?

  13. Peucezio says:

    Ragazzi, ho appena scoperto, non da fonte giornalistica ma diretta, che in alcune scuole italiane (segnatamente in Liguria) i ragazzi sono stato OBBLIGATI dalla scuola ad andare alla manifestazione.
    Alla faccia della mobilitazione spontanea che dimostra la sensibilità dei giovani all’ambiente.
    Qualcuno mi spieghi il senso di una cosa del genere. Veniva attribuita al fascismo, ma era vero solo in minima parte: difficilmente adunate oceaniche di quelle proporzioni venivano imposte.

    • Moi says:

      … Mah ! Una volta all’idea di far fughino sguazzavano !

    • Roberto says:

      Mi sembra una cosa ridicola e stento fortemente a crederci

    • Z. says:

      Soros. Gli insegnanti hanno deportato i bambini per disposizione diretta di Soros!

    • PinoMamet says:

      Ma certo Peucè, quelle del Fascismo erano tutte adunate spontanee 😉

      • Peucezio says:

        Ma certo! Si sa che aveva consenso, la gente ci andava.
        Vuoi che non si trovasse qualche decina o centinaio di migliaia di fascisti anche solo a Roma o a Milano, in anni in cui tutti più o meno lo erano?

      • PinoMamet says:

        Scusami eh, non per fare polemiche.

        Ma leggiamo la frase nel contesto: sostieni che alcune scuole (a me pare molto strano, ma tutto può essere) abbiano obbligato gli studenti a partecipare allo “sciopero del clima”.

        Poi dici che una cosa del genere veniva “attribuita” al Fascismo (e se dici attribuita, già metti in dubbio l’autenticità) ma tu non ci credi perché un’adunata “oceanica” non può essere un obbligo.

        Ora, a parte che a me viene da pensare proprio il contrario, cioè, per quanti convinti ci fossero, un’adunata di proporzioni enormi necessita di grande organizzazione e cosa c’è di meglio, per organizzarla, di obbligare la gente a parteciparvi, in un modo o in un altro?
        Cosa che in una dittatura è non solo facilissima, ma persino scontata, e che tutte le dittature del mondo fanno.

        Quindi risulta abbastanza evidente lo scopo (laterale, ma dai, chiaro) di scusare, mitigare e in una certa misura persino lodare il Fascismo, che avrebbe raccolto tutto questo consenso “oceanico”, mica come i professori cattivi che fanno saltare le lezioni ai ragazzi… 😉

        • Z. says:

          Peraltro è la prima volta che sento dire che il regime non costringesse la gente a partecipare alle adunate. Di solito si dice che all’inizio ci andavano spontaneamente mentre poi…

          Va detto che non frequento molti estremisti di destra, però.

          Tornando al clima, la giornata è domani. Com’è possibile che i ragazzi siano stati costretti a manifestare ieri? In ogni caso, domani vedremo.

        • Per PinoMamet

          ” sostieni che alcune scuole (a me pare molto strano, ma tutto può essere) abbiano obbligato gli studenti a partecipare allo “sciopero del clima”.”

          A me non pare per nulla strano.

          Per un attimo, la potenza dei social ha messo a fuoco una questione veramente fondamentale.

          Ora, per comunicare con milioni di persone, ci vuole un denominatore comune tra individui che hanno interessi molto diversi. E quindi deve essere un denominatore molto semplice, carico di sentimentalismo e con un’immagine che colpisce, quindi proprio il tipo di cosa che ripugna ai frequentatori di questo blog.

          Ma quando un fenomeno diventa di massa, aumenta il numero di individui coinvolti, con la probabilità sempre più alta di imbarcare gente con qualche comportamento che non va.

          Pensiamo ai Gilets Gialli. Uno su cento era un teppista, e un teppista da solo se ne sta buono. Ma quando si diventa centomila, i teppisti diventano mille, più che sufficienti per fare danni controproducenti.

          Sono fenomeni naturali, incontrollabili.

          L’alternativa ovviamente è che queste questioni rimangano nel recinto del blog di Ugo Bardi e tra i quindici lettori di Picco per capre.

          • roberto says:

            miguel

            ” sostieni che alcune scuole (a me pare molto strano, ma tutto può essere) abbiano obbligato gli studenti a partecipare allo “sciopero del clima”.”

            A me non pare per nulla strano.”

            si parla di *obbligare gli studenti ad andare ad una manifestazione*

            veramente non ti sembra strano che ci sia una scuola in cui il preside fa una circolare dicendo “oggi tutti gli studenti sono obbligati ad andare a manifestare per il clima”

            a me sembra semplicemente surreale.
            surreale in generale , ma ancora di più in un mondo che, come spesso tu dici, è paralizzato dalla paura di azioni giudiziarie. e se uno studente si fa male durante la manifestazione obbligata, il preside che fa? si suicida?

            • Per roberto

              “veramente non ti sembra strano che ci sia una scuola in cui il preside fa una circolare dicendo “oggi tutti gli studenti sono obbligati ad andare a manifestare per il clima””

              In effetti. Non avevo capito che ci fosse una tale circolare, avevo capito che c’era qualche insegnante che premeva sugli alunni per andarci.

              A meno che non ci fosse un piccolo evento, tipo, “venerdì alla prima ora, gli alunni si riuniranno per ascoltare il prof. di scienze naturali che farà una lezione sugli effetti climatici, poi andranno normalmente in classe”.

              Aspetto di capire meglio in cosa consisterebbe l’obbligo.

              • Ho cercato un po’ di combinazioni su Google, tipo dirigente scolastico obbliga sciopero clima, ma non viene fuori nulla.

                Sono anche andato a vedere Il Giornale e Libero, che a spanne dovrebbero essere quelli piu pronti a saltare su questi temi, ma non vedo niente.

            • Peucezio says:

              Io l’unica cosa che so è che un mio amico doveva tenere una lezione in quella scuola e la lezione è stata sospesa perché gli studenti sono stati obbligati a fare la manifestazione.
              Non so nulla di più.

              Il mio intervento era su questo, non sul fascismo, che era un mero termine di paragone, del tutto collaterale.
              Ma vorrei capire che bisogno dovesse avere il fascismo di obbligare la gente ad andare a sentire il Duce, visto che tantissimi ci andavano di loro più che volenrieti.
              Cioè, avendo tante adesioni spontanee, in un paese con un consenso generalizzato, dovevano andare a cercare proprio quelli contro o molto tiepidi e andargli a rompere le scatole?
              Poi, certo, c’erano gli iscritti al PNF, quelli delle varie organizzazioni, ecc., che non potevano esimersi, erano più inquadrati.

              • Per Peucezio

                “Non so nulla di più.”

                Io pensavo a un ‘insegnante zelante, che diceva, “mi raccomando, voglio vedervi tutti alla manifestazione domani, ci sarò anch’io!”

                Roberto, al polo opposto, pensava a una circolare di un dirigente scolastico che obbliga ad aderire: badate, non solo a non venire a scuola, ma anche a partecipare a un corteo fuori scuola, che con la scuola non c’entra niente.

                In mezzo, ci sono tante possibilità: ad esempio, che siccome si sa che tutti gli alunni di una certa classe aderiranno allo sciopero (non alla manifestazione), è inutile venire a fare lezione.

                Potresti informarti meglio?

              • Roberto says:

                Secondo me l’ultima ipotesi di miguel è la più probabile

              • Peucezio says:

                Chiedo a colui che me l’ha riferito e poi vi dico.

            • PinoMamet says:

              Io posso dire quello che è successo nella mia scuola: niente.
              È uscita la solita comunicazione di tutti gli scioperi previsti, nella quale si informano i genitori che l’orario potrebbe subire modifiche.
              Poi non le subisce mai perché gli scioperi non li fa nessuno.

      • roberto says:

        peuce,

        “Vuoi che non si trovasse qualche decina o centinaio di migliaia di fascisti anche solo a Roma o a Milano, in anni in cui tutti più o meno lo erano?”

        non me ne volere, ma io se organizzo una partita di basket faccio fatica perché ogni volta ci sono quelli che hanno altre cose da fare, gli indecisi, quelli che hanno la champions league in televisione, quelli che hanno mal di schiena, quelli con un bambino malato, quelli che “proprio stasera mia moglie esce e devo tenere il cane”, quelli che “no stasera esco con una ragazza e forse concluso”….e siamo tutti membri dello stesso club con, sulla carta, lo stesso interesse….

        a me stupisce sempre quando più di 10 persone si incontrano spontaneamente, figurati 100.000 la domenica mattina per sfilare vestiti da soldatini

        • per roberto

          “non me ne volere, ma io se organizzo una partita di basket faccio fatica perché ogni volta ci sono quelli che hanno altre cose da fare, gli indecisi,”

          Ma erano altri tempi: oggi nel “tempo libero” abbiamo tutti talmente tanto da fare, e in modo così frammentario, che è difficilissimo mettere la gente insieme per fare qualcosa.

          In quegli anni, o si stava a casa, o si andava in osteria… o si andava con gli amici al raduno.

          Poi ovviamente non mancavano pressioni di ogni sorta, ma era anche una società abituata a riceverne, dal babbo, dai preti, dai padroni, dal maltempo…

        • Peucezio says:

          Scusami, ma quindi a Milano quand’è stato (qualche giorno fa) quelle centinaia di migliaia di persone erano tutte obbligate da qualcuno?

          Erano anche altri tempi, la gente non aveva tutti i mille impegni di oggi e anzi, non gli sembrava vero di andare a fare una bella passeggiata in centro, poi erano tempi in cui la mobilitazione politica era molto più sentita, c’era proprio più partecipazione civile.

          Con questo, probabilmente c’era anche una buona macchina organizzativa, ma nel senso che tutti i vari iscritti, ecc. ecc. difficilmente si esimevano dal partecipare, esattamente come oggi o, quantomeno, negli anni ’70, quando c’era una grossa manifestazione del PCI o di un sindacato: anche lì c’era una macchina organizzativa eccezionale.
          C’era cioè un nucleo di attivisti, di gente inserita nel partito, che costituivano il nerbo probabilmente della cosa.

          • roberto says:

            peucezio

            “Scusami, ma quindi a Milano quand’è stato (qualche giorno fa) quelle centinaia di migliaia di persone erano tutte obbligate da qualcuno?”

            no, infatti l’ho detto, “mi stupisco”

            “Erano anche altri tempi, la gente non aveva tutti i mille impegni di oggi e anzi, non gli sembrava vero di andare a fare una bella passeggiata in centro, poi erano tempi in cui la mobilitazione politica era molto più sentita, c’era proprio più partecipazione civile.”

            c’è del vero, ma a me sembra strano che bastino appena cent’anni per modificare la natura umana in modo tale che rinunci volontariamente alla tradizionale visita all’osteria con gli amici, o dormita mattutina, o calcetto domenicale, per manifestare a favore del duce.

            • Francesco says:

              più che altro a non andare ci si faceva notare e questo era una scocciatura anche maggiore di buttar via un pomeriggio

              che è vero che non succedeva nulla ma se succedeva chi glielo spiegava all’OVRA che eri andato a trombare l’amichetta e non eri un sovversivo?

              anche loro dovevano giustificare lo stipendio, dopo tutto, e beccare qualcuno ogni tanto

            • Peucezio says:

              Mah, in molti casi magari la trasferta era pagata.
              Che vuoi di più: magari sei un contadino di qualche paese del Lazio, ti offrono una bella gita a Roma!
              Poi la maggior parte della gente ci credeva. Probabilmente all’italiana, in modo un po’ tiepido, tolta una minoranza di gente molto politicizzata e convinta.

              • PinoMamet says:

                Su questo sono d’accordo.

                Del resto non mi sono mai immaginato che le adunate fasciste le facessero a fucile spianato.

        • Peucezio says:

          Invece a sentire voi parrebbe che ci fossero i rastrellamenti: il contadino, l’operaio, il fruttivendolo, l’impegato erano lì per cazzi loro, arriva un uomo armato e gli dice. “domenica vieni a sentire il Duce” o “alla manifestazione del regime”.
          Non ho mai sentito una cosa del genere. In qualche paesino sarà pure successo. Ma che le folle oceaniche che osannavano il duce fossero fatte di persone ognuna delle quali aveva uno col fucile puntato dietro che la obbligava, ne dubito fortemente.

          • Per Peucezio

            “Invece a sentire voi parrebbe che ci fossero i rastrellamenti:”

            Io non ne ho mai sentito.

            Invece ho sentito di scene tipo, il capufficio da cui dipende la tua promozione che ti dice, “mi raccomando, domani ti voglio vedere in piazza!”, e magari anche a lui qualcuno avrà detto qualcosa del genere.

            • Peucezio says:

              Questo anche sarà successo.

              Non penso però fosse una maggioranza di gente così: facevano troppo casino per essere lì controvoglia.

          • Francesco says:

            Peucezio

            certo che non c’era nessun fucile alla schiena: era tutto il sistema a spingerti ad andare e a guardarti male se non andavi

            il fucile alla schiena sarebbe stato inutile

            ma il solo fatto che il 90% dei fascisti sia sparito un minuto dopo che Mussolini non c’era più dimostra quanto fosse finta l’adesione al regime.

            persino la frequenza alla Messa ha resistito di più!

            • Peucezio says:

              Francesco,
              “ma il solo fatto che il 90% dei fascisti sia sparito un minuto dopo che Mussolini non c’era più dimostra quanto fosse finta l’adesione al regime.”

              No, dimostra quanto siano voltabandiera gli italiani e come adorino sempre l’uomo forte e il vincitore, quale che sia il suo colore!

            • PinoMamet says:

              Peucè

              Non ho ricordi famigliari specifici su adunanze e raduni, ma ne ho di molto chiari su votazioni “liberamente consigliate” a colpi di manganello, e su uno zio preventivamente messo in galera ogni volta che un gerarca importante veniva nel capoluogo.

              Dai su, il Fascismo, ti parrà strano, era una dittatura, e funzionava come tutte le dittature.
              Solo peggio 😉

            • Peucezio says:

              Pino,
              la realtà emiliana è molto particolare e fa testo fino a un certo punto.

              Sì, una dittatura blanda, ma una dittatura, nessuno lo nega.
              Non si votava e c’era un controllo piuttosto stretto sulla stampa, l’editoria, ecc.
              E anche cose come quelle che racconti tu.

              Ma in genere le dittature si basano sul consenso, altrimenti durano poco (poco sul serio, non vent’anni).

              • Z. says:

                Secondo te gli arresti preventivi li facevano solo in Emilia? Chessò, Torino fa testo?

                Peucè, ogni tanto dici delle burzumate atomiche 🙂

              • PinoMamet says:

                In effetti non so a quale votazione si riferisse. Immagino la prima (e l’unica?)

              • Z. says:

                Dopo il 1924 si votò ancora, nel 1929 e nel 1934…

                Vabbè, diciamo che si “votò” 🙂

    • Francesco says:

      piccolissima testimonianza

      il pargolo deve andare a scuola con una felpa bianca “per l’ambiente” su indicazioni della scuola stessa

      il sottoscritto è andato a prenderla in prestito da un cugino, visto che ne avevamo

      credo che Peucezio e Roberto sottovalutino il potere del conformismo e anche la sua corruttela: nulla di buono viene fatto per conformismo, neppure salvare il mondo, temo

      PS a piedi ci sono andato! per non inquinare! una medaglia voglio

      • roberto says:

        “il pargolo deve andare a scuola con una felpa bianca “per l’ambiente” su indicazioni della scuola stessa”

        e se non ci va cosa succede, lo bocciano?

        voglio dire, la nostra scuola ci ha mandato una letterina così formulata:
        1. la partecipazione non fa parte del programma didattico
        2. chi partecipa è assente ingiustificato, anche se i genitori giustificano
        3. conseguenza del punto 2: assenza ad un compito in classe, anche se manca tutta la classe, sarà punita con voto “0”. dopo un tot di assenze ingiustificate si ripete l’anno e questa, è appnto un’assenza ingiustificata

        qui possiamo parlare di obbligo/divieto

        ma se una scuola (chi un preside? un insegnante che si scoccia a stare in classe con tre alunni e si vuole sbarazzare di tutti?) mi dice “è figa sta cosa, portatevi la maglietta bianca e vi consiglio di andare” possiamo parlare di “obbligo”

        si certo, qui abbiamo l’abitudine di usare le parole in un senso molto lontano dal loro significato comune, ma io invito sempre a non esagerare, sennò non ci capiamo!

        • Francesco says:

          la scuola, immagino, avrà parlato di invito – a voce agli alunni, mica ci hanno scritto nulla

          il figlio all’idea di fare una cosa diversa dagli altri stava per darsi fuoco!

          🙁

          • PinoMamet says:

            Traduzione: tu volevi che tuo figlio non mettesse la maglietta perché è troppo sbattimento e ti stanno sulle balle i prof comunisti (si sa che sono tutti comunisti).
            Tuo figlio ti chiede per una volta di non fargli fare il personaggio 😉

      • PinoMamet says:

        Ottimo, così invece di farli scioperare staranno a lezione, e senza scuse.
        La scuola ti risolve il problema, e ti lamenti pure!

      • PinoMamet says:

        “nulla di buono viene fatto per conformismo, neppure salvare il mondo, temo”

        OMDAF, to’

        ed è anche una bellissima frase.

        • Z. says:

          Bella è bella, come molte frasi da web…

          Che sia vera non siamo d’accordo 🙂

          • Per Z

            “Bella è bella, come molte frasi da web…

            Che sia vera non siamo d’accordo 🙂”

            Infatti, è questo il punto.

            Cioè finora contro la manifestazione di domani ho sentito critiche dalla nostra “ala destra” che riassumo così:

            1) la causa è buona, ma manifestare non risolverà il problema

            2) lo stile è banale, sciatto e conformista

            3) sul carro sono saltati, almeno a parole, alcuni politici e figure simili

            4) qualche dirigente scolastico o qualche professore si è fatto prendere da un eccesso di zelo.

            Ora, io sono d’accordo con tutte queste obiezioni.

            Resta la domanda:

            a) la questione di cui si sta parlando è o non è vera?

            b) è una robetta secondaria, di cui ci possiamo fregare, o è la questione principale dei nostri tempi?

            c) se (se) è un vero problema, è bene coinvolgere il massimo numero di persone possibile, per quanto sappiamo che ciò abbassa inevitabilmente la qualità della comunicazione e spalanca le porte a molti cretini?

            • Z. says:

              Non sono mai stato tanto d’accordo con te, e non credo succederà mai più 🙂

            • PinoMamet says:

              a) la questione è vera

              b) forse è la questione principale dei nostri tempi

              c) è senz’altro giusto coinvolgere il maggior numero possibile di persone;

              per cui, io non ci sarò 😉

            • Francesco says:

              no, la mia posizione è “la causa mi sa tanto che è buona, manifestare per dare la colpa ad altri e sentirsi fighi senza fare nulla è più facile porti ad aggravare il problema che ad alleviarlo”

              capit?

              • Per Francesco

                “no, la mia posizione è “la causa mi sa tanto che è buona, manifestare per dare la colpa ad altri e sentirsi fighi senza fare nulla è più facile porti ad aggravare il problema che ad alleviarlo”

                capit?”

                1) Siamo d’accordo che la “causa è buona”

                2) La “colpa degli altri” non è tanto semplice. Siamo TUTTI responsabili, questo dovrebbe essere ovvio, e infatti ho respinto la tesi facile di “sinistra” per cui noi saremmo le vittime dei cattivi delle multinazionali.

                Però è vero che è la “politica” che deve imporre che gli imballaggi abbiano un prezzo corrispondente al loro costo, che le merci che vengono da lontano vengano “daziate” in modo proporzionale al danno causato dal loro trasporto, che i treni ad alta velocità siano sostituiti da treni per pendolari, che non si faccia un nuovo aeroporto a Firenze, ecc. ecc. Poi è anche bene differenziare correttamente i rifiuti e tutto il resto.

                3) Non ho capito perché prendere confusamente coscienza di un problema, di cui fino al giorno prima ce ne fregavamo, dovrebbe aggravare il problema. Al massimo resterà com’era,no?

              • Z. says:

                Aspetta Michè…

                abolire i treni ad alta velocità, boh, vabbè. Andremo in auto e in aereo, anche se dubito che sia ecologicamente più igienico.

                Ma sostituirli coi treni per pendolari? Tipo, andare da Milano a Napoli su di un treno che firma a Castelfranco, a Casalecchio, a Rifredi…?

              • Francesco says:

                Miguel

                strano che tu non capisca ma la situazione è abbastanza semplice

                la gente che è andata in piazza per l’ambiente è felice di aver fatto la sua parte

                quindi innaffierà col plutonio il tuo marciapiede, in attesa che si muovano i Grandi, perchè sono a posto con la loro coscienza

                e col cazzo che li convinci che sarebbe meglio non farlo, loro c’hanno la maglietta bianca e la cover di Greenpeace e non rompergli i coglioni!

                una falsa coscienza è il miglior antidoto alla coscienza

                ciao

              • Per Francesco

                “strano che tu non capisca ma la situazione è abbastanza semplice

                la gente che è andata in piazza per l’ambiente è felice di aver fatto la sua parte

                quindi innaffierà col plutonio il tuo marciapiede, in attesa che si muovano i Grandi, perchè sono a posto con la loro coscienza”

                Continuo a non capire.

                Tu affermi che queste persone avrebbero normalmente evitato di “innaffaire col plutonio” il mio marciapiede.

                Poi hanno trovato la scusa per farlo, perché hanno partecipato al corteo.

                Ho capito bene?

  14. Lor says:

    Ma basta! Bardi, che pensa sia una buona idea affidare il messaggio a una bambina, tranquillamente sfruttando la faccia acqua e sapone per giocare sull’emotivita delle persone, dimenticando che una simile soluzione trova il tempo che trova, vale a dire ben poco… perché domani sarà cancellato dal prossimo messaggio emotivo, dai gattini su fb, i pinguini su Twitter… con buona pace della crescita individuale della consapevolezza umana … il fine giustifica i mezzi? Ma vergognatevi, tu e Bardi, siete dei poveracci che per difendere le proprie idee utilizzano i bambini… non avete pietà né decenza!

    • Per Lor

      ” Ma vergognatevi, tu e Bardi, siete dei poveracci che per difendere le proprie idee utilizzano i bambini”

      Veramente, non abbiamo idee da difendere, c’è solo l’evidenza dei fatti. E preciso che non siamo stati né io né Ugo a inventare questo sciopero, per cui non stiamo utilizzando nessuno.

      Capirei la tua reazione se tu dicessi, “il cambiamento climatico è una bufala pericolosa, che minaccia di mettere in pericolo la crescita economica”, ma mi sembra che tu non contesti l’esistenza del problema, dici solo che questo modo di rispondere “lascia il tempo che trova”.

      Ho detto chiaramente, mi sembra, che questa faccenda non è nel mio stile, e credo nemmeno in quello di Ugo, e tu e io siamo pienamente d’accordo sulfatto che questo sciopero inciderà poco.

      Qualunque altra cosa, temo, inciderebbe però ancora di meno, quindi qual è il problema?

      • lor says:

        Sei incredibile. Ma questo purtroppo si nota in molti tuoi articoli. Scrivi “Cammino a schiena dritta, cammino a testa alta”. Non credo che ti possa fregiare di simili argomenti, perchè tu dovresti camminare a testa bassa: sfruttare i bambini, qualunque sia il fine, non mi sembra un gran attributo; eppure dici solo “non inciderà parecchio”. Non una riga sul fatto vergognoso di utilizzare i bambini per le proprie ragioni. Ma il metodo determina la forma, non lo sapevi?

      • lor says:

        2. Preso atto della miseria umana che caratterizza una simile scelta (utilizzare i bambini per piegare emotivamente le persone) viene poi l’argomento: è un metodo efficace questo? La risposta è evidente persino a te, nonostante la confusione che connota il tuo ragionare. Perchè è poco efficace? Ma per il semplice fatto che l’onda emotiva, una volta passata, farà dimenticare gli argomenti e le ragioni che hanno determinato le diverse scelte dei singoli.
        Il metodo corretto è costruire la consapevolezza attraverso il ragionamento, un metodo impegnativo, che ha però il vantaggio di rispettare l’individuo – non come chi utilizza i bambini per ottenere la ragione. Si sa, queste cose per chi ha una bassa considerazione dell’uomo – e quindi di se stessi – sono difficili da comprendere.

      • lor says:

        3. Una volta superate le premesse, analizziamo ora la natura di una simile operazione. Una bambina va a parlare alle Nazioni Unite e minaccia i politici di tutto il mondo. Questi, di fronte a una simile potenza, se la fanno sotto e decidono di cambiare le politiche mondiali. Ma chi può credere una simile scemenza, al di là dei soliti noti? E’ evidente che tutta questa storia è una farsa, che dietro ci sono ben altri interessi, e devono essere ben potenti per poterla orchestrare a questi livelli. Ma torniamo al punto uno: è una farsa che sfrutta i bambini… ti ricorda qualcosa?

      • lor says:

        4. Chiariti metodi (vergognosi) e svelata la manipolazione (farsa che viene dall’alto) definiamo la bontà dell’operazione. L’impressione è che l’ecologia non interessi niente a nessuno; chi paga una simile messa in scena (e deve essere molto costosa) sta facendo business as usual… quindi… Non lo so, a me continua a venir in mente il blog di Bardi, che dopo aver preso argomentato dottamente su un’infinità di argomenti, spiega che la soluzione è l’auto elettrica… senza mai dire una parola sulle batterie che dovremmo utilizzare, su come faremo a riciclarle, e via dicendo… l’ecologia è una moda che porterà tanti guai e tanti problemi proprio perchè permetterà azioni ancora più moleste e gravi al grido “salviamo la terra, facciamo presto”. E’ tutto sbagliato, dai metodi agli obiettivi.

      • lor says:

        5. L’ecologia. L’ultima manifestazione dell’egocentrismo umano. Nella sua vita la terra è sopravvissuta ad un’infinità di catastrofi, cambiamenti climatici, bombardamenti cosmici e via dicendo. La vita si è adattata, ha trovato nuovi modi per sopravvivere, si è trasformata. Pensare che gli esseri umani saranno in grado di fermare tutto questo, è frutto di egocentrismo. La terra ci spazzerà via in un secondo, se necessario.
        Al limite gli esseri umani saranno in grado di fare dei danni a se stessi, rendere le condizioni di vita pessime e dolorose, distruggere il loro ambiente di vita. Ma se questo è il problema, la soluzione è una migliore giustizia verso gli esseri umani stessi, non verso l’ambiente. Il resto verrà da se. Il problema è l’uomo, la vita, la natura sopravviverà ad esso, in ogni caso.
        Ecco perchè ritengo che Greta, l’ecologismo, e i tanti argomenti portati siano una farsa vergognosa, che ha obiettivi completamente diversi da quelli raccontati.
        Buona giornata

        • Francesco says:

          >>> Ma se questo è il problema, la soluzione è una migliore giustizia verso gli esseri umani stessi, non verso l’ambiente.

          a naso propenderei per la direzione contraria (meno “giustizia”, più “tecnocrazia verde”) per cui mi viene da chiedere di esplicitare il tuo ragionamento

          grazie

          • lor says:

            Siamo di fronte a una catastrofe ecologica. In altri termini uno squilibrio, in cui l’ambiente, le altre specie viventi vengono depredate e messe in difficoltà dalla specie uomo. Solo un maggiore equilibrio (= giustizia) potrà correggere un simile disastro. Ma l’equilibrio, il sistema, per forza di cose deve essere anche all’interno della specie umana, e anzi deve riguardare innanzitutto essa, altrimenti si costruiranno equilibri fittizi che non hanno ragione di esistere e crolleranno rapidamente. Perchè mai chi esercita il dominio sugli altri uomini non dovrebbe poi pretenderlo sulle altre specie?

            • lor says:

              Per completezza: andare verso una maggiore tecnocrazia verde; ma perchè mai? Se l’obiettivo è preservare le varie specie viventi, è un’obiettivo stupido, queste in un modo o nell’altro, sopravviveranno al di là delle scelte dell’uomo. I potenti perchè mai dovrebbero preoccuparsi, una volta accantonato il principio di equità e giustizia? Perchè altrimenti scomparirebbero? Ma che gli frega a loro, se sono veramente spietati (tanto da far vivere agli altri una vita di merda, affinchè loro possano inquinare facendo la bella vita) a loro basta concludere il loro ciclo di vita e chi si è visto si è visto.
              Se invece non sono spietati, allora la loro equità si deve esprimere verso innanzitutto gli altri uomini, e poi tutti insieme verso le altre specie.

            • PinoMamet says:

              “Se l’obiettivo è preservare le varie specie viventi, è un’obiettivo stupido, queste in un modo o nell’altro, sopravviveranno al di là delle scelte dell’uomo.”

              Questo è, diciamo, controintuitivo…

              visto che molte specie sono proprio estinte, a causa dell’uomo: morte e sepolte.

        • PinoMamet says:

          “Ma se questo è il problema, la soluzione è una migliore giustizia verso gli esseri umani stessi, non verso l’ambiente. Il resto verrà da se. ”

          Piacerebbe moltissimo crederlo anche a me.

          Chiunque nel blog, e molti di più nella vita vera, possono testimoniare che non sono mai stato un sostenitore della decrescita, e neanche particolarmente ecologista.

          E rivendico il diritto di primogenitura, sul blog, per l’argomento “i più ricchi fanno decrescere tutti gli altri, ma loro mica decrescono, e ci sento puzza di truffa”.

          Cosa che continuo a credere, anche.

          E tuttavia, credo che il problema ecologico ci sia sul serio, nonostante questo, e non si risolverà- purtroppo- crescendo di più.

          Distribuire meglio, naturalmente, può avere una sua utilità
          (e francamente non credo proprio che gli ecologisti della marcia di oggi, o di sempre, siano contrari a una distribuzione dei beni migliore e più equa: anzi, è uno dei loro cavalli di battaglia).

          Rimane da discutere l’utilità delle manifestazioni come quella di oggi.
          Mah, inutile inutile non è. Come le manifestazioni contro il razzismo: mille non servono a niente, è pura ginnastica.
          Poi capita quella fatta al momento giusto, e fa capire al governo che l’aria, la pubblica opinione, è cambiata.
          Basta?
          Non è detto, ma una spinta la dà.

          • lor says:

            Non esistono cose inutili, altrimenti non avrebbero ragione d’essere. Una cosa inutile serve a qualcos’altro rispetto a quanto dichiarato. Ad esempio a giustificare l’impiego delle auto elettriche, che il prof. Bardi adora, come racconta nel caso della Norvegia – paese dove l’auto elettrica pare essere molto diffusa, almeno in base a ciò che Bardi scrive nel suo blog. Che fine faranno le batterie? Non si sa. Bardi tace, fa finta di nulla. E questa è la punta di diamante che Miguel elogia in diversi sui post (non ultimo questo). Date le premesse (e le punte di diamante) il finale (tragico) è garantito. Oltre ad essere vergognosi (sfruttare i ragazzini per diffondere i messaggi, avere zero rispetto degli uomini e della capacità di costruire una reale consapevolezza) sono anche imbarazzanti (credono alla favola di una ragazzina di 16 anni accolta alla corte dei potenti – come no, chiamate lo stregatto per i dettagli). Poi fanno i sapientoni, con articoli dove discettano di grandi questioni, intanto scivolano su bucce di banane che neanche….

            • Per lor

              Mi sfugge il senso della tua polemica.

              Innanzitutto, mi sembra che tu obietti per ragioni morali al fatto che l’immagine di Greta abbia “sfondato” sul mondo dei social media: perché alla fine si tratta di questo, non l’abbiamo certo lanciata né io – che non conto nulla – né Ugo Bardi, che conta pochissimo.

              Casomai sia io che Ugo abbiamo constatato che l’immagine di Greta ha avuto più effetto di mille discorsi e ragionamenti. Constatare non è “usare”. E non è nemmeno “credere”.

              Tu poi critichi una cosa precisa di Ugo: il fatto che lui parli bene delle auto elettriche. E qui ti posso seguire e forse anche essere d’accordo sulla tua domanda, “che si fa poi con le batterie?”

              Ugo parla anche di Greta, ma questo non vuol dire che Greta c’entri con le auto elettriche. Anch’io ho parlato di Greta, come ho parlato di storia dell’Oltrarno, ma questo non vuol dire che Greta si sia mai occupata dell’Oltrarno.

      • PinoMamet says:

        Io non ho capito quando e dove Ugo Bardi e Miguel avrebbero utilizzato dei bambini, comunque.

        “Cammino a testa alta” è il titolo di una canzone.

        • lor says:

          Dai, te lo spiego di nuovo. Bardi in un suo post (dove mette pure l’immagine di greta in copertina) spiega che utilizzare una ragazzina per difendere la causa ambientale è una buona idea. Miguel nel suo articolo dice che l’importante è che se ne parli. Quindi sono favorevoli ad utilizzare una ragazzina di 16 anni (no, non è una bambina, ma non ti preoccupare, ci sono già gli attivisti di 12 anni che si stanno muovendo, vediamo cosa ne pensano i nostri). Per inciso quando ho fatto notare la questione al prof. Bardi (in modo deciso, sarcastico e sicuramente poco piacevole, ma evidentemente non è chiara la gravità della questione) , questo ha iniziato con “gnegnegne il blog è mio e non pubblico i tuoi commenti perchè mi offendono” (non era vero, ma tant’è). Questo il livello di un dotto professore universitario. Il che toglie ogni dubbio sul livello del dibattito.

          PS
          Cammino a testa alta è il titolo di una canzone e argomento di un post. Leggendolo mi è venuto da pensare che il nostro vi si identificasse. Non è così? Va bene, allora prendiamo “guai a far crescere il deserto dentro di se”. Insomma per me Miguel si considera più valido di tanti altri, e sarei anche lieto di dargliene ragione (lo ringrazierò sempre per gli articoli di Preve da lui pubblicati). Ma vederlo scivolare così in basso mi lascia veramente basito, anche alla luce delle tante riflessioni corrette che trovo su questo blog. Mi chiedo come sia possibile….

        • PinoMamet says:

          Ah no vabbè ho capito, c’hai ragione: mettere la foto di Greta Thunberg in un post che parla di Greta Thunberg vuol dire “sfruttare i bambini”.
          Vabbè, oh, basta saperlo 😉

        • Peucezio says:

          Mah,
          alcune intuizioni di lor potrebbero essere sensate, al di là del tono sopra le righe.
          Però questa cosa della “bambina” (quando parliamo di una sedicenne, che non è affatto una bambina, anche se ormai, per gli standard attuali, si è bambini fino a 18 anni, ragazzini fino a 30, ragazzi fino a 50, giovani fino a 80, etc.) sfruttata e vittima fa un po’ ridere. Si tratta di una famiglia di gente famosa (la madre è una cantante, mi pare, il padre un attore), che ha saputo sfruttare la sua notorietà per lanciare un messaggio e Greta sono sicuro che sia pienamente lucida e consapevole di quello che fa, almeno nella misura in cui lo sono tutte le persone adulte (cioè in parte, perché tutti siamo agitati da spinte e meccanismi che controlliamo solo in parte), anzi, ritengo che lei faccia parte di un’élite ancora più lucida e che agisce secondo piani e strategie precise.

  15. Interessanti i meccanismi antropologici.

    Leggo:

    “Clima: Firenze aderisce alla mobilitazione mondiale ‘Global Strike For Future’
    „Il consiglio comunale ha approvato all’unanimità la mozione a firma di Maria Federica Giuliani, Stefania Collesei, Arianna Xekalos, Tommaso Grassi, Francesca Paolieri, Jacopo Cellai e Miriam Amato, che chiedeva di aderire alla manifestazione “Global Strike For Future” del 15 marzo, in difesa del clima, e la partecipazione alle iniziative che si terranno a Firenze.“
    https://www.firenzetoday.it/cronaca/manifestazione-clima.firenze-global-strike-future.html

    In altre parole, da Potere al Popolo ai Fratelli d’Italia, tutti partecipano.

    Mentre tra i partiti elencati, una buona parte (PD, Fratelli d’Italia, Forza Italia) sostiene l’espansione dell’aeroporto, segnale di “sviluppo”, di “crescita economica” ecc.

    • Francesco says:

      te l’avevamo detto che questo sciopero verde l’era una gran cazzata!

      😀

    • Francesco says:

      PS Avvenire conferma quanto detto da Peucezio: gran sostegno ufficiale delle scuole alla passeggiata ecologica – che di fatto significa obbligo

      • roberto says:

        no sostegno non è sinonimo di obbligo

        “fai bene a cambiare macchina, sostengo la tua idea” non è sinonimo di “ti obbligo a cambiar macchina”

      • PinoMamet says:

        Leggetemi più sopra 😉

        Altro che Avvenire, io sono una fonte di prima mano!

  16. Francesco says:

    https://ilmanifesto.it/via-della-seta-leuropa-opponga-il-modello-sociale/

    da fonte non credo sospetta, una piena conferma alle mie tesi!

    😀

    • Mauricius Tarvisii says:

      Il modello sociale sono gli USA?

      • Francesco says:

        MT è così rosso che finisco a difendere il manifesto! 😀

        il modello sociale è lo statuto dei lavoratori, il ssn, le legislazioni ambientali, credo proprio

        anche se mi risulta che il modello sociale usa sia molto più avanzato di quello cinese, comunque

        • mirkhond says:

          Esiste un modello sociale usa?

          • Francesco says:

            io so che esiste un numero di Sicurezza Sociale, quindi qualcosa dovranno avere pure loro

            che l’Obamacare espandeva la copertura dello Stato a fasce di popolazione oggi escluse perchè non abbastanza povere

            mi pare esistano anche sussidi di disoccupazione, scuole pubbliche, un sacco di roba che fa molto “modello sociale”

            mi sbaglio?

            • Peucezio says:

              L’Obamacare serviva solo ad escludere il ceto medio-basso dalla sanità pubblica, rendendola esclusiva dei più poveri e marginali (e spesso parassiti) e obbligando gli altri (che non sono i ricchi, ma la piccola borghesia a rischio povertà) a fare costosissime assicurazioni che erano a malapena in grado di pagarsi.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Anche in Cina hanno la previdenza sociale, ma questo non fa della Cina un mio di socialdemocrazia.

            • Francesco says:

              il che non è un giudizio negativo, lo sai vero?

              grazie al Cielo la socialdemocrazia non è obbligatoria

            • Peucezio says:

              Mauricius,
              un tuo che di socialdemocrazia?

              Francesco,
              ma quindi gli Stati Uniti sarebbero un modello di stato sociale e la Cina un esempio di turbocapitalismo liberista che affama i poveri?
              NOn dovrebbe piacerti di più il secondo allora? 🙂

  17. Francesco says:

    chiedo scusa ma, nonostante gli insegnamenti di Miguel, credo mi fosse sfuggita la cosa più importante: tutto il succo della gita ecologica del sabato è potersi fregiare della medaglietta di Vittime dei Grandi della Terra

    è un modo per esonerarsi bellamente dalla fatica di capire cosa fare e soprattutto di farlo, scaricando tutto su altri!

    🙁

  18. mirkhond says:

    “io parlo di motivazioni ignobili dell’odio contro “l’America”, non di fare una intelligente politica estera

    come direbbe Andreotti il Grande, non sono la stessa cosa”

    E invece lo sono, se gli usa frappongono ostacoli ai nostri interessi.
    Inoltre come si può non trovare ignobile un sistema politico-economico-culturale fondato sul disprezzo per i poveri, per chi non ce la fa a risalire la scala sociale?
    Un sistema frenetico e di plastica capace di creare la società più nevrotica del mondo.

    • Francesco says:

      1) bisogna perseguire i propri interessi con lucidità, non farsi prendere dai sentimenti. combatti gli USA fino a quando i vostri interessi sono opposti, non ti serve e non ti aiuta odiarli

      2) “disprezzo per i poveri” e USA sono una coppia biunivoca? solo negli USA si disprezzano i poveri e tutti gli Usani disprezzano i poveri? ma ti rendi conto di quali castronerie scrivi?

      3) devi separare la tua ostilità al capitalismo dall’emotività, se ti interessa capirlo e nel nostro piccolo combatterlo, sennò rimani al livello “odio e insulto”

      ciao

      • mirkhond says:

        “ma ti rendi conto di quali castronerie scrivi?”

        Spiegami allora perché sono così ostili a qualsiasi idea di stato sociale.
        Le castronerie sono i tuoi elogi al sistema più ingiusto dell’occidente.

        • Francesco says:

          >> Spiegami allora perché sono così ostili a qualsiasi idea di stato sociale.

          premesso che di stato sociale un pò ne hanno anche loro, la spiegazione che mi do io è che sono parecchio pirla – hanno il modello Canada lì vicino che funziona

          ma da questo a decidere che sono una depandance dell’inferno c’è un leggero distinguo, non credi?

  19. mirkhond says:

    Come possa un cattolico quale dici di essere, amare una società così profondamente anticristiana, per me resta un mistero……

    • Francesco says:

      Duca, oh Duca, esci dalla nuvola e guarda i fatti!

      ti sogni gli USA come Berlusconi i giudici comunisti e i giudici comunisti la separazione delle carriere, un febbrile delirio notturno

      • mirkhond says:

        Non sono io qua a tessere continumente l’elogio degli USA.
        Che con la cultura cattolica non vedo come coincidano.

        • Francesco says:

          1) io dico che non sono perfettamente uguali al Male assoluto, che non è proprio tessere un elogio
          2) chi ha mai detto che qualche realtà politica terrena possa coincidere con la cultura cattolica? forse neppure lo Stato della Chiesa
          2.5) molti cattolici statunitensi suscitano la mia riprovazione, sono pochissimo cattolici e molto usani
          3) non sei un pò grande per questi argomenti infantili?

          ciao e buon fine settimana

  20. mirkhond says:

    Poi arriva la resa dei conti, il momento in cui persino gli utopisti iniziano a dire, “è “vero, abbiamo sbagliato!”

    «… infin che ‘l mar fu sovra noi richiuso»

    E quelli che dovrebbero essere gli eredi degli uccellacci di malaugurio diventano isterici, per difendere l’avidità, i progetti utopici, la presunzione di poter sbucaltare il mondo.

    Boh, è strana la gente.”

    Così come una certa cultura cattolica reazionaria che dovrebbe essere erede del principio che niente è più certo della morte, oggi si attacca ad un vitalismo esasperato che condanna malati gravi a mesi, anni a vivere una non vita attaccati a dei macchinari.
    E chi vuol staccare la spina è considerato un assassino e a chi chiede di porre termine a sofferenze inenarrabili, gli si augura pure l’inferno eterno, “rei” di non aver sopportato l’insopportabile.
    Vedasi le cattiverie sputate da Blondet e Copertino sul povero DJ Fabo.

    • Francesco says:

      non vedo la stranezza

      condannare la presunzione dell’uomo moderno in nome di Gaia è una empietà pari all’adorazione del Progresso

      moh ci dobbiamo a mettere a combattere le guerre tra pagani?

    • Peucezio says:

      Mirkhond,
      non vedo però cosa c’entri il reazionarismo: non mi sembra che su queste questioni un Paolo VI o un Giovanni Paolo II fossero tiepidi o concilianti.

      • mirkhond says:

        Una Chiesa che per 2000 anni ha insegnato a non temere la morte perché parte della vita, oggi (almeno nelle sue frange più conservatrici) si attacca ad un vitalismo esasperato a tutti i costi, preché il progresso tecnologico-scientifico permette di vivere di più.
        Attaccandosi alla quantità, a scapito della qualità.
        E sfociando nella cattiveria gratuita di gente come Blondet e Copertino che si dicono certi della dannazione eterna di DJ Fabo, solo perché quest’ultimo non ce l’ha fatta più a sopportare l’insopportabile.
        Se questi sono il Cattolicesimo, allora non posso essere cattolico.

        • Francesco says:

          Aspetta, guarda che non hai minimamente colto cosa c’è in ballo.

          La Chiesa per 2000 anni ha insegnato a non temere la morte ma ad affidarsi a Dio nel momento del trapasso, non si è mai sognata di affidare al Sovrano di questo mondo il diritto di far vivere e morire a suo piacimento; nè ha MAI permesso il suicidio, in quanto esplicito atto di ribellione e sfida a Dio stesso.

          Quella roba che tu chiami “vitalismo esasperato” è esattamente quello, il rifiuto di far misurare all’uomo la dignità della vita. Anche perchè la strada è tracciata: prima il singolo decide della sua vita, poi sarà lo Stato e/o l’erede, a dire che se la vita del singolo vale.

          Naturalmente allo Stato interessa NON pagare le cure mediche, all’erede portarsi a casa qualcosa prima che le cure si mangino tutto.

          E tu rinunci a essere cattolico per questo?

          • Per Francesco

            “Quella roba che tu chiami “vitalismo esasperato” è esattamente quello, il rifiuto di far misurare all’uomo la dignità della vita. Anche perchè la strada è tracciata: prima il singolo decide della sua vita, poi sarà lo Stato e/o l’erede, a dire che se la vita del singolo vale.”

            Ma la normalità sarebbe quella della Cristianità dell’anno 1372: sconsigliare di prendere un coltello e puntarselo al petto, cercare di consolare il moribondo e pregare per la sua anima.

            Il “vitalismo esasperato” consiste nell’applicare forme estreme di tecnologia, pur di far durare qualche minuto in più esistenze vegetali: è il singolo, lo Stato e/o l’erede a decidere in questo caso che una data vita “vale”.

            • mirkhond says:

              Miguel ha compreso esattamente ciò che volevo dire.
              Casomai è la Chiesa (o un certo mondo cattolico) di OGGI ad affidarsi a tecnologie DISUMANE.

              • Z. says:

                Forse sarà proprio la Chiesa, un giorno, di fronte a un numero sempre più elevato di morti che occupano sine die letti di ospedale sottratti ai vivi, a dire basta.

          • mirkhond says:

            Non vorrei che mi attaccassero a dei macchinari per farmi “vivere” a tutti i costi una NON vita insopportabile.
            Cosa che la disumanità di parte del mondo cattolico non riesce a capire.

  21. mirkhond says:

    Addio allo “sviluppo”? Magari

    Qualcuno ci sta arrivando. Probabilmente fuori tempo massimo. Dove? A comprendere che il modello di sviluppo che abbiamo imboccato a partire dalla Rivoluzione industriale e che poi abbiamo cavalcato sempre più velocemente è sbagliato da ogni punto di vista, non solo ecologico, che è quello più intuitivo, ma economico e umano. Una direttiva Ue vuole obbligare le aziende ad “allungare la vita dei loro prodotti”. Questa misura, se davvero fosse applicata ed estesa (per ora riguarda solo gli elettrodomestici bianchi) è devastante. Va contro uno dei totem su cui si regge il nostro modello di sviluppo: “l’obsolescenza programmata del prodotto”, cioè un prodotto deve avere una vita breve, la più breve possibile, per non interrompere, ma anzi accelerare, il ritmo del consumo su cui si regge tutto il sistema. Ma il provvedimento va concettualmente molto più in là. Come nota sul Giorno Gabriele Canè “il mercato sforna sempre una serie nuova di qualunque cosa, pochi mesi dopo aver messo in vendita la precedente novità”. La cosa è particolarmente evidente nell’economia digitale dove uno smartphone di nuova generazione viene immesso sul mercato con varianti trascurabili rispetto a quello precedente per attirare l’uomo-consumatore che pressato da una pubblicità altrettanto incalzante ci casca regolarmente. Ma il concetto può essere tendenzialmente valido quasi per qualsiasi altro prodotto. Si tornerebbe così all’economia del ‘riciclo’ su cui ha vissuto, per secoli, il Medioevo europeo. Dice: questa è la legge del mercato. Certo, ma questo è proprio il meccanismo, basato sul mito delle crescite esponenziali, che ci porterà necessariamente al collasso, non tanto ecologico, perché l’uomo è un animale molto adattabile, ma economico. Inoltre sta inquinando e deteriorando da tempo la nostra esistenza. Da questo punto la prende l’autorevole opinionista del Corriere, Galli della Loggia, in un editoriale del 7.3 “Lo sviluppo crea insicurezza”. Della Loggia la prende alla larga e con prudenza, ma in sostanza sostiene che l’uomo, nella sua ricerca affannosa di uno sviluppo sempre maggiore, si è troppo subordinato all’Economia e alla Tecnologia. Che è la mia tesi, sempre irrisa, almeno da quando pubblicai La Ragione aveva Torto? nel 1985. Abbiamo la possibilità di ricorrere a un esperimento ‘in vitro’. La Cina, che per ragioni culturali profonde che risalgono alla teoria dell’inazione cioè detto in termini molto semplicistici della non azione di Lao-Tse (Il libro della norma) si era fino a pochi decenni fa sottratta al modello di sviluppo occidentale, oggi vi è entrata con prepotenza. Ebbene, nell’odierna Cina il suicidio è la prima causa di morte fra i giovani e la terza fra gli adulti. La ‘ricchezza delle Nazioni’, per dirla con Adam Smith, non ha niente a che fare con il benessere e la qualità della vita dei suoi abitanti. Nell’Africa subsahariana, prendiamo la Nigeria, i Paesi più ricchi sono quelli che hanno il maggior numero di poveri o per meglio dire di miserabili.

    Agli albori della Rivoluzione industriale Alexis de Tocqueville nel suo libro Il pauperismo nota, con stupore, come in Europa i Paesi che avevano imboccato per primi questa strada avessero un numero molto maggiore di poveri di quelli che erano rimasti fermi. Scrive Tocqueville: “Allorché si percorrono le diverse regioni d’Europa, si resta impressionati da uno spettacolo veramente strano, e all’apparenza inesplicabile. I paesi reputati i più miserabili sono quelli dove si conta il minor numero di indigenti, mentre tra le nazioni che tutti ammirano per la loro opulenza, una parte della popolazione è costretta, per vivere, a ricorrere all’elemosina dell’altra”.

    Sono cose che dovrebbero far riflettere se avessimo ancora capacità di riflessione. Ma poiché l’abbiamo perduta si continua imperterriti sulla strada di sempre: costruzione di infrastrutture sempre più pesanti e complesse, superstrade, superponti, supertrafori, il tutto per aumentare la produttività ed essere all’altezza della competizione globale. Noi dobbiamo produrre compulsivamente per poter, altrettanto compulsivamente, consumare. Peggio, le cose si sono ormai invertite: consumiamo per poter produrre. Siamo noi al servizio del meccanismo, non il contrario.

    Come si esce da questo automatismo infernale? Con un “ritorno graduale, limitato e ragionato, a forme di autoproduzione e autoconsumo che passano per il recupero della terra e un ridimensionamento drastico dell’apparato industriale e finanziario”. E’ la mia tesi, inascoltata in Italia e in Europa, ma non negli Stati Uniti i quali, essendo la punta di lancia dell’attuale modello, stanno proponendo i primi anticorpi, sia pur ancora molto di nicchia, nelle correnti di pensiero che si richiamano al bioregionalismo e al neocomunitarismo.

    Ma dubito molto che le nostre classi dirigenti abbiano letto non dico Lao-Tse ma almeno Alexis de Tocqueville che al pensiero occidentale appartiene.

    Massimo Fini

    Il Fatto Quotidiano, 14 marzo 2019

    http://www.massimofini.it/articoli-recenti/1836-addio-allo-sviluppo-magari

    • Per Mirkhond

      “Massimo Fini

      Il Fatto Quotidiano, 14 marzo 2019”

      Spesso sento intellettuali di Sinistra che in Italia si lamentano perchè “non c’è una vera Destra” a cui contrapporsi, ma solo una banda di cialtroni rumorosi.

      Ecco, penso che il discorso di Fini potrebbe essere la base di una “vera Destra”. Con tutta la sua parzialità, i richiami passatisti certamente discutibili, ma un contenuto sostanziale che è l’opposto dell’individualismo e del progressismo che stanno alla radice della Sinistra.

      Poi la verità dovrebbe stare in mezzo, da qualche parte…

      • Roberto says:

        Fini immagino metta in pratica la sua tesi autoproducendo e autoconsumando, giusto?

        • Mauricius Tarvisii says:

          Suona molto come “tu sei di sinistra, ma c’hai la casa di proprietà”.

          • Per MT

            “Suona molto come “tu sei di sinistra, ma c’hai la casa di proprietà”.”

            Beh, direi di sì.

            Ma qui direi che la coerenza personale c’entri poco, visto che nessuno di noi si deve sposare, credo, con Massimo Fini (o con il Comunista con la Erre Moscia e la Villa al Mare).

            Quello che voglio sottolineare è come quelli che fanno finta di essere “conservatori” siano spesso e volentieri i primi “sovversivi”, perché la sovversione della vita umana reale parte proprio dalla distruzione dei legami sociali e dell’ambiente.

            • Peucezio says:

              Miguel,
              “Quello che voglio sottolineare è come quelli che fanno finta di essere “conservatori” siano spesso e volentieri i primi “sovversivi”, perché la sovversione della vita umana reale parte proprio dalla distruzione dei legami sociali e dell’ambiente.”

              Eh, su questo come darti torto?
              E’ un’osservazione acutissima in effetti.

              Che giro a Francesco, che si definisce conservatore, ma un po’ anche a me stesso (che pure non sono conservatore, ma reazionario), perché tendiamo un po’ tutti ad essere ideologici sui temi ambientali, che è come dire che che sto andando a 150 km con una macchina a schiantarmi contro un palo e mi metto a fare una discussione ideologica sull’opportunità di sterzare.

              • Francesco says:

                Ma io sono totalmente ideologico sulla questione ambientale. Nel senso che sono disposto a qualsiasi nefandezza (rinunciare alla carne, al sapone, alla mobilità, all’elettricità) purchè NON sia fatto in nome dell’ambiente. Tocca sbucaltare con pala e piccone? pazienza, l’importante è sbucaltare, non farlo in grande.

              • Per Francesco

                ” purchè NON sia fatto in nome dell’ambiente”

                Ma l’ambiente non è che la totalità dei nostri rapporti. Se fossi cristiano, direi che anche Dio fa parte dell'”ambiente”; anzi, considerando gli innumerevoli miliardi batteri che ci permettono di vivere, farei fatica a dire che cosa NON è “ambiente”.

          • Z. says:

            MT,

            — Suona molto come “tu sei di sinistra, ma c’hai la casa di proprietà”. —

            Mmm… a me suona più che altro come “tu vuoi vietare il consumo di carne, ma mangi carne due volte al dì” 🙂

            • Peucezio says:

              Z.,
              però ‘sta cosa proprio non sta in piedi.
              1) potrei essere contrario al fatto che la consumino gli altri, non io. Esiste l’eguaglianza, ma anche il privilegio. Il re per esempio esercita un potere esclusivo: non è che sicocme lo esercita lui, lo possono esercitare tutti.
              2) Potrei essere contrario, perché ritengo non sia un bene a livello sociale il consumo di carne, ma continuare a mangiarla finché non mi viene proibito o non viene ritirata dal commercio, perché penso che uno in più o uno in meno non cambi nulla, ma che un divieto per tutti abbia davvero conseguenze.
              3) Infine potrei ritenere che non dovrei farlo neanch’io, ma, come tutte le persone di questo mondo tranne i santi (e forse persino quelli), trasgredire talvolta le mie stesse norme etiche, così come uno potrebbe riproporsi di non tradire mai la moglie e poi cascarci; di non fumare e poi non riuscire a smettere; ecc. ecc.

              • Z. says:

                Insomma, potresti essere a favore di un divieto, ma per gli altri.

                Appunto 🙂

              • Peucezio says:

                Esattamente.
                E davvero non riesco a capire cosa ci sia di male.

                Uno che si autovieta le cose è scemo!

              • Z. says:

                Ma infatti, la destra in Italia è proprio questo: regole, ma solo per gli altri.

                Non mi stupisce che a te sembri normale.

            • Peucezio says:

              Il fatto è, Z., che sei un inguaribile moralista 😛 😀

          • Roberto says:

            davvero maurì?

            Perché ovviamente se sei di sinistra devi vivere in affitto giusto?

            Non esageriamo con le fesserie, suvvia

            • Moi says:

              … a livello di Universitari Fuorisede, ha ragione Mauricius : stare in Affitto è uno Status Symbol : si ha soldi da non saper come spendere, in più si è meglio è … modello Ribbbelli Anni Settanta nelle “Comuni”, oggi Dirigenti del PD o di Cooperative : gricciazzi avidi come marpioni attaccati al pube di una vecchia baldracca !

            • Peucezio says:

              Tu quoque, Roberto??
              Moralista persino tu??

              🙁 🙁 🙁

              Ma da che gente sono circondato? 🙂

              Comunque, scherzi a parte, “se dici questo, devi anche farlo” non è mai un argomento degno di essere preso in considerazione.
              Se io dico una giusta, rimane tale in qualunque modo io mi comporti.

              Al di là del merito, beninteso. Non ho nemmeno letto l’articolo di Fini, ma questo è proprio un argomento che trovo irritante. E non pertinente.

              • Z. says:

                Quante chiacchiere per dire che le regole valgono solo per gli altri 😀

              • roberto says:

                peucezio

                “Se io dico una giusta, rimane tale in qualunque modo io mi comporti.”

                d’accordo, ma se tizio fa la morale agli altri puntando il mio fastidioso ditino da maestrino e poi fa l’opposto, beh, trovo tizio profondamente irritante

                se poi si tratta di un politico che cerca di obbligare gli altri a seguire una morale che lui stesso non segue, l’irritazioni di trasforma in radicale, profonda e assoluta incazzatura

                fini rientra ovviamente nella prima categoria

            • Mauricius Tarvisii says:

              Non lo penso io, come non penso che la bontà di un’idea si misuri dallo stile di vita di chi la esprime.
              Perché poi quando le idee le esprimono i vegani si tirano addosso l’accusa di fanatismo e intolleranza, perché osano esprimere le idee che mettono in pratica. 😀

              • Francesco says:

                beh, con le idee del cazzo la coerenza non è una virtù ma la riprova della stupidità

                lì il problema è il veganesimo, però

              • Z. says:

                I veg(etari)ani, dalle mie parti, sono poco amati quando diventano aggressivi e moralizzatori con gli altri, o aspirano a imporre loro divieti.

                Finché si limitano a non mangiare pesce o carne nessuno ci fa caso.

                Poi vabbè, ovvio: nel caso che uno mi moralizzi perché mangio carne, e poi lo becco a mangiarsi una bistecca o un branzino, potrò mai prenderlo sul serio? 🙂

              • Mauricius Tarvisii says:

                Insomma, il problema è quello che si predica, in entrambi i casi.

              • Z. says:

                Direi che il problema nasce quando si vuole imporre agli altri come comportarsi.

                Se io facessi la predica a un vegetariano per fargli mangiare una bistecca non credo che risulterei simpaticissimo 🙂

              • Mauricius Tarvisii says:

                La politica è proprio questo: imporre agli altri. Se non vuoi imporre, non fai politica.

              • Peucezio says:

                A ‘sto giro sono in totale accordo con Mauricius.

                Che poi è una cosa di buon senso che dovrebbe essere ovvia per tutti.

              • Z. says:

                Certo, e la politica di imporre agli altri cosa mangiare tende a risultare antipatica.

                Ma lo sarebbe anche la politica che volesse imporre a un fortitudino di tifare Vu Nere.

                Io sono virtussino, e penso che sia giusto che i tifosi biancoblù possano tifare la F 🙂

          • Francesco says:

            scusate ma Formigoni che predicava la castità ma si scopava la modella era mica un fetente e una dimostrazione che i bigotti sono tutti bugiardi e predicano cazzate?

            o lo si diceva solo a Milano?

      • Z. says:

        Miguel,

        la vedo dura…

        Fini simpatizza fortemente per il M5S, che nemmeno aspira ad essere un partito di destra. Peraltro dubito che Casaleggio jr. e il resto della sua compagine sociale sottoscriverebbero il manifesto di Movimento Zero.

        La destra italiana ha idee differenti.

      • Francesco says:

        piano piano piano

        non so il progressismo ma mi rifiuto di consegnare l’individualismo alla Sinistra nella maniera più assoluta!

        Fini scrive una tale massa di errori e inesattezze che se gliela correggessimo tutta non so dove finirebbe il suo discorso, per iniziare.

        Capisco che il suo “localismo” faccia risuonare corde molto care a Miguel ma trattasi di semplice fesseria, localismo o globalizzazione sono solo conseguenze dei costi di trasporto delle merci, non entità autonome.

        Del resto, il collettivismo è presente nella nascita dei comunismi e dei fascismi come reazione al liberalismo, qui bisogna capirsi meglio con le etichette!

        🙂

    • Francesco says:

      >>> i paesi reputati i più miserabili sono quelli dove si conta il minor numero di indigenti,

      strano, a me risultava che di braccianti affamati e senza scarpe ce ne fosse molti più in Italia che in Francia, all’epoca del mio amico Alexis.

      ah, l’obscolescenza programmata è una leggenda urbana o una pratica scorretta e poco praticata? perchè se immaginiamo che i cellulari siano il paradigma delle nostre economie faremmo meglio a immaginare meno e studiare molto di più

  22. Daouda says:

    Miguel com’è possibile che si stiano materializzando digitalmente na manica di cojoni?
    E poi quel tale che ti inzulta mi sta rubbando una prerogativa.

    Inizio co sta parte che riporto:

    “La nostra è stata una generazione felice, che ha potuto fare il salto in avanti rispetto alla miseria degli avi contadini. L’attuale risentimento nasce in chi non ce l’ha fatta. O in chi teme che i propri figli non abbiano le stesse chances. Gli italiani hanno il terrore di scendere di un pianerottolo o anche di un solo gradino. E soprattutto stanno male nell’ascensore fermo”

    Innanzitutto l’anzianità non dà dignità. E lo sfruttamento delle frasi dell’anticaje umane fa er paio co lo sfruttamento dell’immagine dei bambocci.
    Ma non dirò che è schifoso. Anzi.
    È cosa ottima che sia così perché altrimenti non si sgamerebbe più nulla, e non certo su la viltà, ma sull’errore loggico e fattuale de quello che pubblicizzate.
    Ma veniamo a sta robba:

    A) generalizzazione è sinonimo di miseria intellettuale, e la contraddizione invece sul progresso materiale esula la questione: ma si me ae rompe l’automobile chi cazzoa ripara e come cazzo funziona. Questo elementare precetto svela la povertà , ma potrei tirare tanti altri discorsi, perquanto io sostenga sempre i capitalisti in termini di valore assoluto, ma vabbè.
    E mi fermo qua che la sbobba sugli italiani riguarda praticamenre più i negri od i cambogiani che noi, ma anche qui bisognerebbe spiegà e apiegà è proprio vero che l’inzurto non è mai sufficiente seppur necessario

  23. Mauricius Tarvisii says:

    Manifestazioni come quella di domani non risolveranno il problema e non spingeranno nessuno a risolvere il problema. Semplicemente faranno in modo che il problema entri nella testa del grande pubblico che, di conseguenza, sarà meno propenso ad opporsi ai sacrifici che gli dovessero essere richiesti per risolvere il problema.
    Ma vi sareste immaginati l’ecotassa sulle auto dieci anni fa? E come mai ormai persino le città leghiste del Veneto organizzano blocchi sistematici del traffico? Perché il problema ambientale non è più un tabù per gli elettori.

    • Z. says:

      Mamma mia come scrivi convoluto. La penso come te e ci ho messo mezzo minuto per capirlo 😀

    • Peucezio says:

      “sarà meno propenso ad opporsi ai sacrifici che gli dovessero essere richiesti per risolvere il problema.”

      Sacrifici che non serviranno a niente, se non a dare alla gente l’impressione di stare facendo qualcosa per l’ambiente, a impedire alle persone di muoversi liberamente e comodamente (e quindi di interagire fra loro, che poi è ciò che si ripropone tutta l’urbanistica moderna, che fa case sempre più basse, distanziate fra loro e mette più vincoli alle automobili) e quindi a dare ai politici l’alibi per evitare di prendere misure davvero strategiche.

      • Mauricius Tarvisii says:

        prendere misure davvero strategiche

        Perché non suoni come una variante di “i probblemi so’ artri”, ci fai un esempio di misure davvero strategiche?

        • Peucezio says:

          Degli stati quali Cina e Stati Uniti (ma sui secondi nutro poce speranze), Germania e simili per rendere le insutrie meno inquinanti e fare in modo che producano infinitamente meno materiale da smaltire.
          Poi c’è la questione della produzione della carne, cioè dell’allevamento ovino…

          Insomma, se non vuoi che la plastica sommerga il mondo, obblighi le industrie a non produrre imballaggi di plastica; se non vuoi troppo biossido di carbonio (o quale cazzo è lui, non m’intendo di chimica) le obblighi a produrre macchine a idrogeno o quel diavolo che sia.
          E se si deve deindustrializzare per forza, pazienza: tutto costerà di più e ce lo potremo permettere di meno, ma se ti aspetti che si risolva qualcosa grazie ai comportamenti individuali spontanei, stai fresco, un po’ perché ci sono miliardi di cinesi e indiani che se ne fottono e che sono i cosnumatori di domani e già di oggi, un po’ perché se l’industria mi produce macchine inquinanti e prodotti con mille imballaggi inutili, non posso farci niente: non è che posso non mangiare, per non comprare un cibo imballato nella plastica.

        • Daouda says:

          Non credo che nessuno è nella posizione di obbligare Usa e Cina.

          Calcolando che le macchine alimentate in modo alternativo esistono da un pezzo eppure stiamo ancora al petrolio, il discorso vale anche per la plastica.

          Quando sarà conveniente sia strategicamente che economicamente abbandonare il petrolio ( plastica e benzina ) vedrai che sarà non solo perché ci sarà qualcosa di più vantaggioso in entrambi i termini, ma anche perché quei bisness saranno già nellw mani giuste qualunque essi siano.
          Cioè non puoi fà sto smacco agli arabi capisci?

    • Peucezio says:

      Ormai sto arrivando alla conclusione che l’interazione fra gli uomini è il vero discrimine delle civiltà e dei modelli sociali o, quantomeno è, in negativo, la chiave interpretativa della modernità, quantomeno nei suoi aspetti alienanti.

      E credo – e su questo penso che Miguel abbia moltissima ragione, anche se lui è contrario alle macchine, ma per gli stessi motivi per cui io ne sono a favore, nel senso che lui ritiene che operino in senso opposto a quello in cui ritengo operino io, ma noi vogliamo che le cose vadano nello stesso senso –

      credo, dicevo, che l’urbanistica su questo tema (dell’interazione intendo) abbia un ruolo decisivo.

      Purtroppo non possiamo in tutto ciò permetterci il lusso di ignorare il problema ecologico, perché se no ci si rompe sotto il culo il pianeta su cui siamo poggiati, e allora sono dolori (non solo al culo).

      • daouda says:

        A Peucé ma che cazzo dite voi due?

        Non è che se uno legge Bob Black e Jonh Zerzan non può convivere con Hans Moravec e Ray Kurzweil.
        Infatti nel mercato hai già la soluzione: il libertarian technogaianism.

        Ma voi:
        a) volete solo chiacchierà senza cogliere l’antecedenti privi di logica fondandovi sull’immaginario
        b) non prendete contromisure ma posizioni fattuali ideologiche

        Poi davero fà ride sta cosa…ma de che cazzo state a parlà…ce se stanno ad inculà a mazzetta , nun facendo un cazzo di gnente, e come boccaloni si reputerà che vogliono risolvere per il bene?

        Inquinamento e “riscaldamento” globale sono cose diverse.

        • Peucezio says:

          Daouda,
          “Bob Black e Jonh Zerzan non può convivere con Hans Moravec e Ray Kurzweil.”

          Chi sono questi quattro signori dai nomi forestieri?

          • Peucezio says:

            Il secondo mi dà di veneto, ma sospetto che non lo sia…

          • daouda says:

            teorici dell’anarco primitivismo i primi due e del transumanesimo i secondi.

            IL MEDIOEVO ERA PIU’ CALDO DI OGGI. MERDE!

            PARLATE DELL’INQUINAMENTO STRONZI

            • Francesco says:

              mica tutto il Medioevo, pirlone!

              e il problema è la velocità del cambiamento della temperatura, più che l’entità!

              parliamo dell’inquinamento, sono d’accordo

              PS se continua così, tra solo 10.000 anni diventerò un amico di Daouda

              • mirkhond says:

                “mica tutto il Medioevo, pirlone!”

                Approssimativamente tra X e prima metà del XIV secolo.
                Cosa che permise ai Norvegesi di sbarcare in Groenlandia e nel Vinland, seguendo una rotta all’epoca sgombra dai ghiacci.

    • Francesco says:

      Ecotassa sulle auto che, mi risulta, è imposta alla cazzo di cane e non colpisce le auto più inquinanti ma quelle più accusate.

      Conosco qualche ingegnere attivo nel settore e ridono amaro per la totale idiozia dei provvedimenti.

      Ma posso sperare che in qualche modo la diffusione di bufale ecologiste si porti dietro anche un pò di ecologia vera … non so come

      • Per Francesco

        “Conosco qualche ingegnere attivo nel settore e ridono amaro per la totale idiozia dei provvedimenti.”

        Interessante, e in teoria assolutamente plausibile. Potresti dirci qualcosa in più?

        • Francesco says:

          i motori diesel non sono più inefficienti o inquinanti degli altri, sono solo finite nel mirino dei regolatori per un misto di hubrys, incompetenza e disonestà teutonica e trista furbizia californiana

          le auto elettriche non sono pronte tecnologicamente e cosa fare delle batterie usate non se ne ha idea, il costo ecologico di creare l’infrastruttura per ricaricarle è imprecisato ma rilevante – poi parliamo di come produrla

          il risultato più probabile sarà un colossale investimento in prodotti che non funzionano bene e il pensionamento di tecnologie che potrebbero funzionare assai bene (cioè riducendo le emissioni)

          se vuoi essere ottimista, forse eserciti di auto robot intelligenti e di IA pianificatrici onniscenti abbatteranno loro l’inquinamento da auto

          che è un 15-20% di quello totale ……

          • Mauricius Tarvisii says:

            il costo ecologico di creare l’infrastruttura per ricaricarle

            Effettivamente non disponiamo della rete elettrica nazionale e dovremo costringere Terna a passare dalla distribuzione di candele e lattine di olio combustibile a quella di elettricità. Mi pare davvero un problema fondamentale e voglio approfondirlo, ma lo farò tra un secondo: ora vado a fare il pieno di gasolio al frigorifero…

            • Francesco says:

              A ME risulta che le centrali per produrre e la rete elettrica per portare l’energia necessaria a far funzionare milioni e milioni di veicoli elettrici NON ci siano

              poi iniziamo a portare questa energia ai singoli veicoli, che è storia diversa da portarla alle abitazioni

              a parte questo, apprezzo il contributo

  24. daouda says:

    Me so rotto er cazzo. Dovete morire tutti.

    Ringraziando DIO , Lui lo sà che per risolve la faccenda bisogna che bruci tutto. Calcolando che l’inferno nella nostra Fede esiste , nessuno mi vieterà di essere fiero del poter annusare la carne squajata.

    Manco de na cazzata der genere se riesce a parlà. MORTACCI VOSTRA

  25. Moi says:

    @ I “FISSATONI” DEI TRATTI SOMATICI … 😉

    Mi maraviglio che niun di voi se ne sia accorto : la Cinna Svedese a Libro Paghetta 😉 di Soros NON è una Svedese “Classica” di somatotipo fenoptico “Stangona” 😉 slanciata bensì una “pacianotta” 😉 e bassettina-compattina ; sì, insomma : a me pare una “Sami” !

    E NON dite “Lappone” : che si triggherano 🙂 , e poi mi tocca di cringiare 🙂 per voi …

    • Moi says:

      Va be’ … con ‘sta Greta Thunberg (o come accidenti si chiama !) mi vien da pensare a “E se … la Mafalda di Quino avesse avuto Facebook ?” 😉

    • Moi says:

      In ogni caso, la Greta 🙂 avrà avuto un’ Education Sentimentale CinéKalergique 😉 del proprio Pantheon Culturale tale per cui … “la differeneza fra me e una Valkiria, è che … le Valkirie sono ne(g)re !” 😉 😀

      • Moi says:

        Se gli Asgardiani non avessero avuto la sfiga d’ incappare nella Ruspa Spaziale 🙂 di Thanos, avrebbero trovato “accoiènza” a Lampedusa ! 😉

    • Roberto says:

      Mi sembra in effetti un tipo che si vede in Finlandia

    • mirkhond says:

      In effetti sembra molto più piccola dei suoi 16 anni.
      Potrebbe avere origini sami.

  26. daouda says:

    Ma la cosa più schifosa era invece caro Miguel Martinez il tuo articolo de quei ricconi che se cagano sotto e vanno dal grande consulente pé salvasse e fasse er bunker.

    Beh

    Dai

    Cài messo n po’ pé elabborà er modo pé inculcà ste cazzate.

  27. Moi says:

    Mo’ , è ora di basta che (+ indicativo) [cit.] … chiamate [sic] “Destra” o “Populismo” il Vacuum lasciato dal Self Betrayal della Sx ! 😉

  28. Moi says:

    @ LOR

    Il Mondo Salvato dai Ragazzini [cit.] …

    https://it.wikipedia.org/wiki/Il_mondo_salvato_dai_ragazzini

    di
    Elsa Morante

    … Profezia ? 😉

  29. Moi says:

    SEGNALAZIONE (IN TOPIC !) PESISSIMA !

    La Ex (molto “Ex” …) Ragazza Pestifera dei Sixties Rita Pavone :

    https://www.youtube.com/watch?v=6-p5_VP5mUs

    [memberberry attached ]

    VERSUS Greta Thunberg sui Social Videogames :

    https://www.ilprimatonazionale.it/spettacolo-2/rita-pavone-contro-greta-thunberg-108203/

    Rita Pavone contro Greta Thunberg:

    “Sembra il personaggio di un horror”

    Quella ” bimba ” con le treccine che lotta per il cambio climatico, non so perché ma mi mette a disagio. Sembra un personaggio da film horror…

    Per chi non lo sapesse, la ragazzina in questione è la nuova creazione in laboratorio di media di distrazione di massa e globalisti per distogliere l’attenzione dai reali problemi. Proposta dai socialisti a Premio Nobel per la ‘Pace’. Dopo Obama, vale tutto.

    ‘Lotta’ contro il ‘cambiamento climatico’. Un po’ come dire al sole di non sorgere.

    Non per nulla è svedese. Invece di pensare al futuro in burqa che l’attende, pensa ad un problema che non esiste o che comunque non dipende da azioni umane.

    E’ tipico degli esseri umani impegnarsi in questioni non esistenti invece di problemi reali. Perché i primi non devi risolverli. Quindi non puoi fallire.

    Ma chi è questa ‘bambina’? Il giornalista svedese Andreas Henriksson ha svelato dietro Greta e il suo personaggio della “ragazzina ambientalista” un entourage di adulti affaristi.

    Il format dello sciopero scolastico davanti al Parlamento non sarebbe altro che parte di una strategia pubblicitaria finalizzata al lancio del nuovo libro della madre di Greta, la celebre cantante Malena Ernman – che nel 2009 partecipò anche all’Eurovision. E il grande deus ex machina di questa campagna sarebbe Ingmar Rentzhog, esperto di marketing, che avrebbe sfruttato a sua volta l’immagine di Greta per la promozione della sua start-up.

    Un horror, insomma.

    • Z. says:

      Almeno si è scusata…

    • Per Moi

      Pavone…

      Eccezionale!

      E’ interessante come nessuno si ecciti per questi argomenti, finché a parlarne sono Ugo Bardi e Luca Mercalli.

      Che per quanto sia simpatico Ugo, nessuno riesce a non prenderlo sul serio.

      Tutte le emozioni scattano quando compare un “personaggio”, preferibilmente femminile.

      E da allora in poi, la lotta diventa sul personaggio, con i tifosi da una parte e i gli insultatori dall’altra.

      Poi uno si chiede perché la nostra specie si sta mandando al macero da sola 🙂

    • Per Moi

      “‘Lotta’ contro il ‘cambiamento climatico’. Un po’ come dire al sole di non sorgere.

      Non per nulla è svedese. Invece di pensare al futuro in burqa che l’attende, pensa ad un problema che non esiste o che comunque non dipende da azioni umane.”

      “Il format dello sciopero scolastico davanti al Parlamento non sarebbe altro che parte di una strategia pubblicitaria finalizzata al lancio del nuovo libro della madre di Greta,”

      Finalmente, il coraggio di una teoria precisa e logica:

      1) la manifestazione è fatta per distogliere l’attenzione dal vero problema che è l’islamizzazione.

      2) dietro lo sciopero mondiale, c’è un precisa “strategia pubblicitaria” finalizzata a un chiaro scopo di lucro.

      Ecco, queste sono le teorie che mi piacciono, perché se ne può discutere e vedere se sono vere o false.

      • mirkhond says:

        Sono vere o false?

      • roberto says:

        miguel

        “teoria precisa e logica”

        una domanda che ti sembrerà strana, ma di logica non ne capisco nulla.

        quando tu dici “logico” intendi “formalmete logico”, facendo totalmente astrazione dal contenuto della teoria?

        par esempio, definiresti logica e precisa la famosa teoria secondo la quale socrate è una teoria e che si basa sull’inattacabile sillogismo secondo il quale
        a) tutto ciò che fischia è una locomotiva
        b) socrate fischia
        ?

        la domanda è seria perché spessissimo definisci “logiche” cose che secondo me non hanno né capo né coda, proprio perché si fondano su premesse assrdamente sballate

        • Francesco says:

          è il bello delle premesse sballate: se obblighi a esplicitarle, si capisce subito.

          il che non toglie che Rita Pavone indichi fatti verificabili oltre le cazzate (sul clima) o le ragionevoli paure (sul burqa)

          però se smonti le premesse, distruggi anche le conclusioni a cui si voleva arrivare

          per questo la logica è bella

        • Per roberto

          “quando tu dici “logico” intendi “formalmete logico”, facendo totalmente astrazione dal contenuto della teoria?”

          Certo, intendevo quello.

          Perché solo un ragionamento correttamente costruito (e quello del Primato Nazionale lo è, finalmente) permette di aprire una discussione successiva sul contenuto.

          • Z. says:

            Ma no. Ho sentito gente discutere di tutto, in modi impensabili 🙂

          • roberto says:

            quindi possiamo effettivamente e utilmente discutere sul fatto che socrate sia una locomotiva?

            • Per roberto

              “quindi possiamo effettivamente e utilmente discutere sul fatto che socrate sia una locomotiva?”

              Certo, poi vediamo chi ne esce vincitore.

              • Z. says:

                Nessuno ne esce vincitore, ammesso che si vinca qualcosa (e non saprei cosa).

                Se si prescinde dalla realtà, si può sostenere qualsiasi tesi e il suo contrario, anche contemporaneamente.

                Certe persone lo fanno spesso!

              • Peucezio says:

                E come facciamo a sapere qual è la realtà?
                E’ un fatto di osservazione?
                Allora il sole gira intorno alla Terra.

              • Peucezio says:

                Ah… e tra l’altro tu sostenevi con accanimento che non è vero che la rotondità della Terra sia evidente con la semplice osservazione, ma che ci sono voluti calcoli, ragionamenti, ecc.

                Quindi come arriviamo alla realtà, se non grazie a ragionamenti?

              • Z. says:

                Quindi, se io dimostro che tu sei morto, tu cessi di vivere? È questa la tesi? 😀

              • Francesco says:

                Z

                se tu dimostri correttamente che il povero Peucezio è morto, è da moh che ha cessato di vivere

                sennò staresti mentendo

            • Francesco says:

              io discuterei piuttosto della premessa maior per cui tutto ciò che fischia è una locomotiva: di solito quando la espliciti nessuno ha più il coraggio di sostenerla

              PS lo sai perchè la luna è fatta di polenta?

      • Daouda says:

        Ma l’islamizzazione non è un problema, burattini e sreaccioni sono un’arma non il problema.

        Il punto 2 è sempre stato sostenuto non è che uno deve ribadire ogni volta tipo Catone su Cartagine eh.

        E poi allora uno ce può mette il depistaggio sociale, bancario, neo pagano, gli affari della mafia ( eolico, energie rinnovabili in genere, solare e via dicendo ) bla bla bla che cazzo c’entrano i coglioni islamici?

    • roberto says:

      1. ha sedici anni, non è una bimba! (cioè lo è agli occhi del papà, ma oggettivamente non lo è)
      2. ok, i terribili sinistri sono schiavi di soros, degli scienziati e delle ONG, ma voi destri avete come maître à penser…..RITA PAVONE….ripeto….RITA PAVONE!

      • mirkhond says:

        Purtroppo anche una questione seria come l’ambiente diventa motivo di scontro ideologico, in cui tutto è lecito.
        Anche ricorrere ai guitti.

  30. Moi says:

    troviamo il senatore leghista Alberto Bagnai che risponde alla cantante con un laconico: “Lo è”.

    https://www.ilprimatonazionale.it/spettacolo-2/rita-pavone-contro-greta-thunberg-108203/

    … Rita Pavone is the new Oriana Fallaci ? 😉

  31. Moi says:

    Cmq per me la cazzimma di Rita Pavone VS Greta Thunberg incarna perfettamente lo Spirito Spensierato degli Anni Sessanta da Crescita Felice Illimitata per Tutti/e/* VS la Decrescita Pallosa 😉 del Terzo Millennio !

  32. Moi says:

    C’è anche un link di AlJazeera , vedo … sapevo che gli Sceicconi del Petrolio provano alternative, ma NON rinunceranno certo ai macchinoni e alle escort baltiche tornando a gobba di cammllo dromedario nelle tende beduine a inchiappettarsi delle caprette in niqab 😀 😉 … nevvero, Habs ? 😉

  33. Moi says:

    A quanto pare NON se l’è inventato Rita Pavone :

    https://www.youtube.com/watch?v=wxIhRqydQh8

    Ambiente: Greta Thunberg nominata per il Premio Nobel per la Pace

    • Moi says:

      … il tutto è partito da dei fughini da scuola, NON dimentichiamocelo !

    • mirkhond says:

      Che c’entra il premio nobel per la pace col clima?
      E poi darlo ad una ragazzina?
      E’ vero che se l’hanno dato ad Obama per NON aver interrotto le devastanti offensive americane in Afghanistan, allora si può darlo a chiunque.

  34. Moi says:

    @ MAURICIUS

    Comunismo Planetario Assoluto … come la vedi ?

    • Mauricius Tarvisii says:

      Secondo me sarebbe l’unica soluzione etnicamente accettabile: un razionamento globalenil più egualitario possibile.
      Ovviamente percorreremo una soluzione più in stile Soylent Green.

      • Francesco says:

        ok, suona ragionevole a chiunque creda nella capacità dell’uomo di pianificare (che non è) e nella bontà dei pianificatori (che non è neppure lei)

        però è esattamente la trama di mille romanzi di fantascienza apocalittica, uno stato di eccezione permanente che dia pieni poteri al sistema

        da dietro le quinte, sono più attratto di pancia da una cosa darwiniana tipo Alto medioevo

        • Mauricius Tarvisii says:

          Attualmente non abbiamo gli africani in casa solo grazie ai cadaveri nel Mediterraneo ed ai lager libici. Credi che il mondo alle pezze con le belle disuguaglianze sociali che piacciono a te potrà fondarsi su qualcosa di diverso da molti più cadaveri?

          • Francesco says:

            Credo che con un pò di fredda e razionale volontà si potrebbe gestire anche questo fenomeno senza ammazzare tutti ‘sti africani.

            Una roba tipo “ne prendiamo un tot l’anno a queste condizioni”, detto e praticato in maniera così convincente che chi non ce la fa non ci provi neppure, a passare per altri canali.

            E naturalmente azzerare le barriere commerciali all’import dall’Africa.

            • Mauricius Tarvisii says:

              detto e praticato in maniera così convincente che chi non ce la fa non ci provi neppure

              Ma è un eufemismo per dire altro, oppure credi davvero che se vai tu col ditino alzato a dire agli africani che non devono venire e lo fai con tono severo allora quelli ti stanno a sentire?

  35. Antonino says:

    Sul post di Miguel, più che sul dibattito che ne è seguito:

    1) Non mi pareva che gli scioperi degli insegnanti fossero per loro “libertà retribuita”; anzi, è anche (o soprattutto?) per questo, che raramente aderiscono in massa a quelli delle sigle sindacali. Tutt’al più, quando c’è uno sciopero degli studenti evitano lo sforzo della lezione pur dovendo restare a scuola a chiacchierare (e correggere compiti).

    2) Un mio figlio va alle medie; stamattina c’era l’ennesimo sciopero annunciato degli insegnanti, per il quale i genitori han dovuto accalcarsi ai cancelli e verificare che effettivamente gli studenti siano stati fatti entrare a scuola (come da circolare del preside ripetuta tal quale da più di un decennio, con le sue pedanterie a milioni di parole stipate in un A4 ridotto su formato ultratascabile per risparmiare carta, da compilare e firmare sennò chiamano i caramba). Forse qualche genitore ignorante ha fatto il suo sillogismo e ha sparato che questa coincidenza di scioperi indetti configurasse un “obblighiamo gli studenti a scioperare”.

    3) Finalmente in questi anni sempre più gente s’interroga sul vero significato del Debito. C’è chi lo reputa iniquo o imposto, e crede di cavarsela attribuendolo a scelte sbagliate di politica monetaria nazionale o internazionale. Qualcuno fa un po’ di più, chiedendosi cosa stia davvero sotto l’attribuzione di valore che esso sottende (anche al di la delle iniquità).
    Vedere il collasso ambientale come debito intergenerazionale è solo un pretesto per figurarsi il problema, alquanto reale ma solo un pretesto. Se non si prosegue il ragionamento, dopo un po’ il pretesto si palesa come tale e pone il più sincero ambientalista sullo stesso piano del negazionista, chè anche lui lascia sullo sfondo buchi logici sempre più enormi da riempire con gli slogan. O con l’insulto.

    4) Le iniziative puramente mediatiche sono il mondo in cui viviamo, baby. Anche ai tempi del ciclostile, c’era qualche furbone più furbone che teneva le fila. Oggi è più facile fare la parte del furbone, o almeno credere di esserlo. Siamo nei tempi dei social, con società che fanno i miliardi sulle petizioni (finchè qualcuno ancora accetta la moneta di quei loro miliardi…). E dei Ferragnez, che credono di cavalcare da protagonisti vivi e ricchi questo tipo di “vita”.
    Tutto ciò può fare anche schifo, per chi preferisce dialogare dal vivo con compagni di strada reali di tutti i giorni. Ma questi compagni di strada sono pochi. E’ pur sempre una meraviglia vederli moltiplicare per affrontare un vero urgente problema globale, ciascuno col suo livello di superficialità.
    Poi, mica tutto si riduce al 15/03/2019….

    • Mauricius Tarvisii says:

      restare a scuola a chiacchierare (e correggere compiti).

      O a interrogare il crumiro!

    • Per Antonino

      Grazie dell’intervento… mi sono spiegato male riguardo alla “libertà retribuita”. Intendevo che l’insegnante arriva a scuola, vede che gli alunni sono tutti scomparsi, e quindi può mettersi in sala insegnanti a scrivere sul proprio blog, senza perdere lo stipendio. Non mi riferivo a scioperi da parte degli insegnanti, che ovviamente non sono retribuiti.

  36. Mauricius Tarvisii says:

    Ma ‘sto inglesi quando se ne vanno, Roberto?

    • roberto says:

      eh saperlo!
      in ogni caso troppo tardi….

      io continuo a scommettere sul 29 marzo, la proroga deve essere votata all’unanimità, e gli stati membri non riescono a votare all’unanimtà nemmeno il menù della festa di natale
      Oltretutto proroga per far cosa? non hanno nessun tipo di maggioranza che può accordarsi su nessun tipo di accordo (e l’hard brexit non è passato per *4* voti!!!), quindi che facciamo? altri due anni di tira e molla per niente?

      mi rendo conto chei bookmakers sono contro di me ma mantengo la mia scommessa

      • Peucezio says:

        Sono talmente servi che sono capaci di votare all’unanimità.
        Compreso, temo, il nostro governo, antieuropeista a parole.
        E, temo, compreso persino Orbán e compagnia bella.

        • Z. says:

          Il nostro governo è davvero antieuropeo, sicché mi aspetto che voti per accordare un rinvio al governo inglese.

          Salvini mi pare sia stato chiaro al riguardo…

          • roberto says:

            100% d’accordo

            infatti temo che tutti i piccoli euroscettici voteranno a favore della proroga

            • Francesco says:

              io non credo che davvero i britannici debbano pagare così caro per la loro stupidità, poverelli

            • roberto says:

              devo dire che del destino degli inglesi non mi importa assolutamente nulla.
              certo mi dispiace per alcuni miei amici che stanno passando giorni non piacevolissimi, ma aldilà del caso personale, chissenefrega di loro

    • Francesco says:

      1) corre voce che Brexit seguirà di una settimana il primo treno TAV da Lione a Torino

      2) dicono che May punti a una serie infinite di proroghe che asintoticamente porteranno a dimenticarsi di questa idiozia

      3) solo io spero che una tale idiozia non si faccia? che la razza umana sappia tornare indietro da una scelta palesemente sbagliata?

      • Z. says:

        1) no, fuori!

        2) no, fuori!!

        3) no, io sarei favorevole a chiuderla qui. Dopo la corresponsione ai Paesi membri di una congrua somma a titolo di risarcimento integrale del danno, naturalmente.

      • roberto says:

        1. carina!

        2. possibile. spero che venga rispedita a londra con le sue domande di proroga

        3. per me è “ciao ciao” già da due anni

      • PinoMamet says:

        1) penso che la Brexit avverrà

        2) spero che la Brexit avvenga presto

        3) non credo esista o debba esistere il concetto di “votazione indietro”

      • PinoMamet says:

        PS
        ovviamente credo che con o senza Brexit la vita in Gran Bretagna continuerà tale e quale.
        Ma posso anche spingermi a ipotizzare una piccola crisi e la necessità di 5/ 10 anni di stabilizzazione , nel caso che la Brexit non si faccia 😉

  37. Daouda says:

    Mma nun avevo riportato n paro de link che evidenziavano il fatto cje il cambiamento climatico

    A) non è niente di nuovo ed anomalo

    B) l’influenza umana è irrisoria in ogni caso

    Sono scemo o sono stati cancellati? L’ho messi altrove, me sò sbajato, o de tutto quello che de mio è deprovevole questo era ben peggio?

    CHI SA’ PARLI! SCHIERATEVI

  38. daouda says:

    daouda says:
    Your comment is awaiting moderation.

    //mpra.ub.uni-muenchen.de/35565/

    GUIDO TRAVAGLINI

    //www.breitbart.com/radio/2019/03/07/greenpeace-founder-global-warming-hoax-pushed-corrupt-scientists-hooked-government-grants/

    INTERVISTA A PATRICK MOORE FONDATORE DI GREEN PEACE

    //www.climatemonitor.it/?p=49452

    GHIACCI ARTICI

    //www.enzopennetta.it/2013/10/il-gw-esiste-lagw-non-esiste-2/

    FRANCO BATTAGLIA

    //www.pnas.org/content/early/2014/06/04/1405184111?sid=5859c342-ec49-4de6-a82a-9b2c2c826b3e

    ANTARTIDE SCIOGLIMENTO non ANTROPICO

    p.s. che vi siate bevuti la calla che possa esistere un consenso fra gli scienziati fà capire come o non sapete com’è la scienza in sè o avete il cervello in pappa.

    p.p.s la glaciazione è stata colpa degli umani antichi che non hanno fronteggiato il freddo incipiente…ahahahaha

    Mettere il famoso http: prima dei link, sò 4 volte che lo riscrivo nun ne lo accetta

  39. mirkhond says:

    Quindi siccome non esiste il consenso tra gli scienziati, la questione ambientale è una bufala?

    • Francesco says:

      o forse non è una certezza, che dici?

      io non sono uno scienziato e mi sembra che le tesi pro siano robuste ma … non sono uno scienziato

      ciao

      • Daouda says:

        Non credo che la meccanica quantistica sia partita grazie al consenso. Staremmo ancora a Newton altrimenti

        • Francesco says:

          hai colto il punto cruciale dell’epistemologia

          se era per il consenso maggioritario degli scienziati stavamo ancora all’entelechia, mi sa

          è che stavolta a sbagliarsi sono cazzi acidissimi!

        • Daouda says:

          Non sono cazzi perchè l’inquinamento ed il riscaldamento globale sono due cose distinte

    • Mauricius Tarvisii says:

      Il consenso scientifico c’è. Chi lo nega diretta di qualsiasi nozione di cosa sia il consenso scientifico.

  40. mirkhond says:

    Che ne pensi di Battaglia e di gente che la pensa allo stesso modo?

    • Per Mirkhond

      “Che ne pensi di Battaglia e di gente che la pensa allo stesso modo?”

      Battaglia lo conosco perché per un certo periodo è stato il referente italiano per il movimento di Lyndon LaRouche, un particolarissimo personaggio americano.

      LaRouche sosteneva che nel mondo, dai tempi dell’antica Grecia, esistevano due grandi organizzazioni, quella dei seguaci di Aristotele (diretta da un gruppo di sacerdoti di Iside) e i seguaci di Platone.

      Platone sosteneva l’esistenza degli archetipi, tra cui in particolare l’archetipo energetico: cioè sarebbe l’energia che crea il progresso e non viceversa, un’idea che peraltro è meno peregrina di quanto sembri.

      I sacerdoti di Iside da allora lavorano dietro le quinte per impedire il progresso umano, attraverso una vasta serie di complotti, tra cui l’impero inglese, il nazismo e l’ecologismo: per questo LaRouche proponeva la generalizzazione delle centrali nucleari ovunque.

      Questa idea ha evidentemente colpito la fantasia di Franco Battaglia, che è una sorta di futurista esaltato, e insieme avevano messo su la rivista 21mo Secolo a Milano; ma dopo un po’, Battaglia e i suoi si sono impossessati di sede e rivista, facendo innervosire alquanto i larouchiani stessi.

      Qui avevo scritto qualcosa in merito: http://www.kelebekler.com/occ/mdc.htm

      Battaglia non è un larouchiano, ma è evidente che certi prometeisti (non saprei come altro definirli) hanno una visione molto particolare del mondo.

      • daouda says:

        ( commento copiato da altrove , mio io medesimo stesso sè )

        A me è sempre sembrato che contrapporre Platone ed Aristotele sia del tutto incongruo. Se Destra e Sinistra devono essere, e dunque anche il centro, Aristotele mi sembra in mezzo fra la Skola e la Stoà.

        Non credo serva perdere tempo a demistificare il ruolo nel complottismo di LaRouche , chi veramente ne conosce un po’ l’evoluzione , e sà perlomeno distinguere fra gli autori , comprende benissimo che esso era come tutti i sinistri gruppalisti.
        Ora. Perquanto Coleman fra i notori abbia copiato le sue trovate ( ma anche qui c’è dibattito mi pare 1992 ) da lui su certe tematiche, la maggiorparte di quel che ha scritto LaRouche è stato un collage da altre fonti. Lui come altri ha semplicemente creato una grande narrativa. Se quindi, stanti al Vangelo, le cose si riconoscono solo secondo il prima ed il poi travisare che il riconoscere un frutto deriva per forza di cose, giust’appunto come narrato, dalla natura dell’albero stesso che dunque un dato frutto deve fornire, non è sensato.
        Larouche ha virato verso “destra” ? Ma ciò rientra tranquillamente nella dinamica generale…la sua critica del satanismo ( vecchissimissima ) fine anni 80 chi ha agevolato? Il revaival dei telepredicatori protestanti. Come a destra sarà la risposta ( proprio perchè non può provenire dai “liberal” che il loro tempo lo hanno fatto e quel che dovevano hanno prodotto anche se hanno ancora da fare oltre che soddisfare atre richieste ) , qualcuno deve pavimentare la strada e LaRouche è stato egregio, come tutti, certosino, con un copione perfetto ( anche alle alezioni del 2016 ) e si è sempre saputo rispolverare soprattutto quando le sue idee sono state espresse da esponenti che nel dramma rappresentato non possono che essere essi soli i nemici.

        Un giorno d’altronde si potrà dire che è il maoismo che ha fatto entrismo nell’estrema destra, e non il neofascismo che voleva il contrario? No, non sia mai, Licio Gelli non era un doppio agente al soldo di entrambe le potenze dell’Alleanza Fredda, era un bieko fassista come lui stesso asseriva ( ed infati non lo era ) prettamente opportunista, non un servo, ma uno grosso. Così ancora si dice.

        La butto con una battuta perché è evidente che il sotteso non è compreso: qualora scoppiasse un certo tipo di guerra mirata ad una data categoria, che riguarda noi essendoci dentro, ci dovrebbe dispiacere? Non neghiamolo, sappiamo tutti che gli italiani ( ed a cascata tutti gli altri di ogni tipo ) a destra a manca sono dei traditori. Molti parlano del sangue – giustamente! – senza ragionare che la quantità non può non andare con la qualità.
        Alla luce di ciò stupisce la favola del Trump amico dei redneks, che difende la vita e cose varie, come nella destra l’ombra di Putin incombe su tutti. Ad oggi però sembra strano non si accenai molto al fenomeno Q nell’area trumpAnoniana.

        A chi si affiderà l’individuo non schierato e non politicizzato, di buon senso, quando sarà evidente la questione amico/nemico visto che da solo non potrà facela?
        Lo stesso discorso si può fare, religiosamente, per i cosidetti tradizionalisti.
        Non è più a sinistra il nemico.
        Il nemico non più a sinistra, è a destra.

        • Per Daouda

          Su LaRouche dici cose interessanti, che meriterebbero di essere scritte in maniera meno confusa.

          Perché tu sarai intelligente, ma io no, e se scrivi a me, devi cercare di abbassarti al mio livello.

          • Daouda says:

            Per quanto mi riguarda ho frequentato, ma solo assaggiando ed annusando, molti ambienti opposti fra loro.
            Ugualmente con le letture che ho avuto.
            E sono impazzito, che è un gran vantaggio.

            Quel che scrivo non è interessante, è solo una suggestione.

            Ad esempio quando ero ragazzino sono incappato in un rapper che si chiama 2pac.
            Ora girano dei video che narrano la sua origine etiope ( falascià ), che essendo i suoi black panthers era solo un comunista, si dice che in hollywood che aveva iniziato a bazzicare, si fosse infrogiato per poter partecipare.
            E che cantasse solo cazzate, e non avesse tecnica rappatoria.
            Forse solo quest’ultima è confermabile in realtà seppur si parla di un tizio che dal 90 al 96 ha prodotto 12 album perché anche qui in alcune si dimostra anzi molto capace a dispetto di quel che i rappettari sostengono.

            Ma la bellezza è proprio questa.
            Io non scrivo per convincere, scrivo per invogliare.
            Mando tutti affanculo affinché foss’anche il disprezzo su di me formi l’energia ( prendendo a buono il tuo accenno ) o che si rifletta.
            Ma la valutazione è solo propria, e solo noi possiamo costruire il nostro mondo il che non vuol dire esulare dalla realtà logico-fattuale ma la narrazione è nostra.
            L’unico modo che ho compreso io è prendere in blocco tutto come vero e tutto come falso, e poi combinare le possibilità.
            Di certo si rischia di non vivere, infatti , ma io che non scopo da una vita vedo occhi strani nelle donne degli altri perché come scrive Lou X ci sono solo “schiere di comparse pronte quando un sentimento manifesto”.
            Che sarà pure una consolazione, una scusa, od un’accusa.
            ED IL GIOCO CONTINUA…

            Lo ripeto. I vostri idoli tipo quer cojone di Latouche lavorano per far andare tutti a destra.
            È na battuta per omonimia…ma mica tanto!

  41. Moi says:

    Una Chiesa che per 2000 anni ha insegnato a non temere la morte perché parte della vita, oggi (almeno nelle sue frange più conservatrici) si attacca ad un vitalismo esasperato a tutti i costi, preché il progresso tecnologico-scientifico permette di vivere di più.

    [cit.]

    ———————

    … Questo è un paradosso interessante,non mi meraviglia che proprio tu abbia avuto la sensibilità di coglierlo ! In teoria, però, dovrebbe accogliere robe tipo transumanismo organico-cibernetico-meccanico e gravidanze ecto-genetiche e cioè, il classico “vascone trasparente cilindrico intubato”entro il quale l’ovulo fecondato si sviluppa da sé, restandovi a mollo ! Reso popolare nella fantascienza recente, secondo i PaleoContattisti tale biotecnologia (ovviamente aliena) sarebbe descritta da molto più tempo : come “Giare Magiche dei Deva” nel Mahabharata …

  42. mirkhond says:

    Un’altra biglinata? 😉

    • Moi says:

      Guarda che sul “Paganesimo” (dagli Etruschi “sottocasa” ai Popoli Andini “sperduti”!) il PaleoContattismo è da sempre molto più “a briglia sciolta” …

      Semmai, quindi, la Rivluzione Culturale della Biglinata è appunto affermare che ANCHE la cosiddetta (!) Tradizione Monoteista (la presunta più grande impostura della Storia !) parla di quelle stesse robe lì, fatte e compiute da quegli stessi individui concreti lì !

      • mirkhond says:

        Rivelazione biglina che attinge direttamente a maestri quali Valentino Compassi, Peter Kolosimo e Von Daniken, giusto per citarne i più noti in Italia.

  43. mirkhond says:

    “In teoria, però, dovrebbe accogliere”

    Su questo invece, mi sembra giustamente più cauta.

  44. Moi says:

    … Eppure, il Femminismo “Hard” 😉 sostiene contemporaneamente (!) un “Ritorno alla Natura-Madre-Matriarca” & la IperBioTecnologia da”EctoGenesi” in “Bacta Tank” [cit.] che liberi la Donna Ontologica dalla Gravidanza !

    • Moi says:

      @ MIRKHOND

      Una serie televisiva USA fu stroncata di netto subito (ai tempi di Obama) perché troppo “disturbante” l’ Establishment : s’ intitolava “CryoGeneration” e parlava di Adolescenti con Genitori GNC (Gender NON Conforming) che _ senza (!) lasciarsi convincere dalla Propaganda Genderista _ si mettevano alla ricerca dei loro veri (!) genitori … declassati per legge a meri numeri immatricolati di donatori di sborra 😉 / di ovuli + Incubatrici Umane “intermediarie” e così via !

      … E se Trump avesse vinto ANCHE per questo ?

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