Un capolavoro di antropologia

L’antropologia è un’arte, che consiste nell’ascoltare gli esseri umani e capire come interagiscono, senza giudicare, predicare, idealizzare, demonizzare.

Dove tirare i confini con la sociologia da una parte o la psicologia dall’altra, non saprei, ma comunque preferisco l’antropologia.

Il commentatore Mauricius Tarvisii ci segnala quello che ritengo uno dei migliori trattati di antropologia politico-elettorale mai prodotto: e certamente il miglior video-trattato in questo campo.

Il video-trattato nasce in un contesto specifico (le ormai lontanissime elezioni del 2015), ma la sua forza sta nel fatto che non descrive le singole parti, ma descrive il gioco complessivo che crea le stesse parti.

Geniale.

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233 Responses to Un capolavoro di antropologia

  1. Ho sempre trovato surreale il boiscàut di Rignano.
    Il sovrappeso milanese che chiude il video reiniziando il ciclo invece ha una concretezza che gli deriva dall’aver interpretato assai meglio le istanze di un aggregato elettorale vecchio, stanchissimo e talmente incompetente da non riuscire neppure a concepire il tentativo di comprendere cosa possa aver mai combinato per ridursi letteralmente con le pezze al culo.
    Altro punto di vantaggio su Berlusconi, il divorziato incapace di laurearsi persino in sedici anni sporca costantemente il web col proprio collodio propagandistico, cosa in cui il polipregiudicato staricco che deve le sue fortune ai mass media tradizionali non si è mai cimentato con successo.

    • Francesco says:

      Temo di non aver capito. Potrebbe spiegare in parole più semplici?

    • Daouda says:

      Seconto me se parla de quello che nun z’è visto, mica su quel che letto, ma de regola de vita.

      A giocà LBGT , la discriminazione de ciccioni ci ha fatto già sgamà l’infame.
      La coscienza…la libertà di coscienza bandiera e bastone, giustamente.

      Berluskoni ha un vantaggio, non sia mai ce lo scordamo, lui e quelli come lui, che non parlano di coscienza.

      Poi vabbè non si è cimentato. La retorica che stravolge la realtà, e di solito a l’italiano je pare subito negazione, mentre è artificio.

      È facile sta e/o non sta co quarcheduno a sto punto. Abbasta fà li compartinenti stagni, soprattuto pe non vedesse a sè.

  2. Z. says:

    L’antropologia culturale –
    con la quale o senza la quale
    tutto resta tale e quale.

    – Li Bai (Suyab, 701 – Chang Jiang, 762)

    • Per Z

      “– Li Bai (Suyab, 701 – Chang Jiang, 762)”

      Di tutto questo commento, mi sfugge il nome Suyab, che mi piace molto: mi sembra chiaramente una fusione tra le parole turche (su) e persiane (ab) per acqua, con tanto di semivocale di passaggio in “y”, e “su” è curiosamente l’unica parola in turco, che io sappia, a poterlo fare.

      Per quanto riguarda “Chang Jiang”, il mio cinese è molto ping pong.

      • Z. says:

        In effetti non è molto chiaro cosa possa indicare “Fiume Azzurro” come luogo di morte. Morì comunque in una provincia attraversata dal fiume, leggo, e tra le varie versioni ce n’è una secondo cui morì annegato.

      • Moi says:

        … in che senso “ping pong” ?

      • PinoMamet says:

        Copio e incollo:
        https://it.wikipedia.org/wiki/Suyab

        sono luoghi e storie interessanti!

      • habsburgicus says:

        se entrambi in pinyin, allora in Wade.Giles sarebbe Ch’ang-Chiang !
        se sbaglio, correggetemi 😀
        mica so tutte le corrispondenze pinyin-Wade Giles
        (en passant, io preferisco il Wade Giles e quasi sempre mi faccio le conversioni :D)

        • habsburgicus says:

          talora però, e lo dico per esperienza, son mischiati 😀
          un po’ come in molte opere sulla rivoluzione russa, alcune date sono in calendario nuovo altre in calendario vecchio 😀 *
          io preferivo sempre il nuovo, ma non è così semplice capire quale calendario si usi

          *talvolta le conversioni sono esagerate, cioè una data che é già nella fonte in calendario nuovo viene implicitamente, ed erroneamente, considerata in calendario vecchio e riconvertita [ammesso che il libro usi il calendario nuovo], provocando uno iato di 13 giorni !

  3. Moi says:

    fra l’ altro è una parola usata quasi solo in Italia, in Occidente … di solito in Inglese è “table tennis” …

  4. Francesco says:

    e sul Terzo Tempio nulla? neanche una posa di prima pietra di nascosto la notte?

    seriamente, l’ossessione di Netaniau (ops) per l’Iran come viene spiegata? una roba alla Salvini per spargere paura e tirar su voti? a me pare non ragionevole ipotizzare un conflitto tra Iran e Israele, per ragioni militari, geopolitiche, geografiche in primis!

    ciao

    • PinoMamet says:

      Mah… l’ultima volta che ne parlai con israeliani fu un paio di anni fa, e neanche loro lo trovavano ragionevole, per le stesse abbondanti ragioni…
      del resto, se si continua a parlarne e basta, c’è da sperare che la guerra non si farà…

      • Carlo says:

        Brecht diceva che “quando chi sta in alto maledice la guerra le cartoline precetto sono già compilate”, quindi immagino che valga anche il principio contrario, cioè che più si parla di fare la guerra meno è probabile che ci sia: la guerra Iran-Israele viene data come imminente da oltre un decennio e poi non scoppia mai. Io penso che tutto questo menare il torrone con la guerra da entrambe le parti (israeliana e iraniana) serva essenzialmente a tutti e due per guadagnare punti-vittima (“quei cattivoni di iraniani teocratici e primitivi ci odiano solo perché siamo laici moderni e democratici e quindi progettano di aggredirci” vs “quei maledetti sionisti ci odiano perché siamo il bastione del mondo islamico contro l’imperialismo Usraeliano e quindi vogliono attaccarci” e conquistare consensi nel nostro mondo ammorbato dalla retorica del vittimismo.

  5. OT

    Il signor Fabrizio Fournier, valdostano, ha un cancello decorato in questa maniera:

    Cosa che ha comportato il sequesto del cancello, che dopo un suo ricorso gli verrà restituito a patto che faccia rimuovere alcuni elementi a un fabbro.

    Ora, l’aquila ha una somiglianza certamente intenzionale con quella usata dal disciolto NSDAP. Insomma, il signor Fournier evidentemente intende davvero presentare in modo positivo i 12 anni di governo del cancelliere AH in Germania.

    Il triangolo accanto ci viene presentato dai media come “il triangolo sulle divise dei deportati”, e questo ci lascia francamente perplessi: è come se un italiano ostentasse le sbarre del carcere di San Vittore come simbolo delle proprie glorie nazionali.

    Lascia perplessi anche l’ipotesi che possa essere un simbolo “esoterico” come rivendicato dal signor Fournier stesso, in quanto pochi esoteristi amano simboli che puntano verso il basso.

    Ma quello che lascia ancora più perplessi è la motivazione della rimozione dei cancelli:

    “A “prescindere dalle intenzioni dell’indagato” – avevano scritto i giudici – i cancelli hanno “intrinseca natura e funzione” di “diffondere pubblicamente ideologie negazionistiche e criminologiche nel senso voluto dalla norma penale”.”

    1) non so cosa voglia dire “criminologico”, lascio la spiegazione ai giuristi.

    2) ma soprattutto non si capisce cosa ci sia di “negazionista” in un’aquila che afferma il nazismo; mentre il triangolo, qualora avesse il significato attribuitogli, lo definirei addirittura “affermazionista”, come le foto dei cancelli di Auschwitz.

    • Francesco says:

      mi sa che i giudici non hanno seguito con molta attenzione le lezioni di italiano alle medie, in questo caso

      ma non preoccuparti, ormai questo modo di parlare e scrivere senza passare da un cervello è la norma

      PS divertenti i tentativi di decifrare il triangolo, a me ne è venuto uno in mente ma non so si può dire 😉

      • roberto says:

        pensate a me che leggo un centinaio di pagine di sta merda ogni giorno (e nel resto del tempo parlo con informatici….spero che INSCO aggiunga alla sua lista “eurocrate”)

    • PinoMamet says:

      “ma soprattutto non si capisce cosa ci sia di “negazionista” in un’aquila che afferma il nazismo; mentre il triangolo…”

      Beh, aldilà dei pasticci logico/linguistici delle motivazioni dei giudici, direi che l’aquila nazista non “afferma”, ma “sostiene” il Nazismo, e quindi tutto l’impianto ideologico dei suoi nostalgici del giorno d’oggi.

      Quanto al triangolo… non l’avevo considerato 😉

    • roberto says:

      la criminologia è una scienza che si occupa dei reati, in senso molto largo (studio di come un dato reato è stato concretamente commesso, studio di perché e come certi reati vengono commessi, eccetera)

      l’ideologia criminologica è un antani parablinda con scappellamento a sinistra

      • supervice says:

        Perché il “negazionistico”? Politica comunistica, approccio africanistico, atteggiamento cassettistico…

      • Z. says:

        Direi più a destra che a sinistra, nel caso di specie!

      • Per roberto

        “la criminologia è una scienza che si occupa dei reati,”

        Ma infatti, in questo senso conosco il termine. Pensavo che in legalese avesse un significato diverso.

        Quindi, un’ideologia criminologica è un po’ come un ideologia antropologica: il nazismo ha un proprio modo di spiegare i crimini (“sono colpa degli ebrei”)?

        • roberto says:

          guarda, il virgolettato in legalese non vuol dire assolutamente nulla.

          sono anche in dubbio sul significato di “a prescindere dalle motivazioni dell’indagato”. magari mi sfugge qualcosa della legge mancino, ma mi pare che “diffondere” (che se non ricordo male è il verbo utilizzato) possa difficilmente prescindere da una volontà

          anche se sono pessimista, spero che non sia veramente quello che hanno scritto i giudici. ho visto* u paio di volte questo meccanismo: giudice scrive una cosa, l’avvocato la riporta al cliente, cliente (che magari è un’associazione/sindacato/ONG/impresa) passa la velina al giornalista riformulandola, giornalista pubblica il virgolettato riferendolo al giudice mentre è una velina del cliente

          *proprio letteralmente: letto dei virgolettati sul giornale, in almeno due cause in cui conoscevo il giudice, l’avvocato ed il testo della sentenza. e l’avvocato (incavolato) mi spiegava questa cosa. Una volta mi è successo con una decisione uscita dalla mia penna, e pubblicata in estratto, tra virgolette, sul sito di un sindacato in modo, come dire…..fantasioso……

          • Z. says:

            Ricorderai la famosa sentenza che avrebbe dichiarato che stuprare una vergine è meno grave, presumo…

            Con tanto di virgolettati immaginari.

        • supervice says:

          Un po’ dopo i fohi, ma forse, Miguel, non è psicologia, né antropologia, né sociologia. Andrebbe fondata la politica comportamentale, i limiti immensi che abbiamo nel prendere decisioni complesse che riguardino gli altri, soprattutto quando i gatti hanno mangiato quasi tutta la trippa.

          • Moi says:

            … Ma il Suffragio Uiversale, resta così com’è ?!

            • Moi says:

              Universale

              • supervice says:

                Si parla di un pianeta abitato, quindi universale nel senso terrestre, sì, non penso ci sia un altro modo. Avendo zeru tituli nel senso della garanzia, ma lo stesso vale per gli altri in questo contesto (anche se si illudono) non ho grandi speranze.

              • Moi says:

                Quando avrai a che fare con l’ Ochlos votante (!), ti ricrederai …

    • Mauricius Tarvisii says:

      Vedo un’aquila che sorregge un uroboro, che non mi sembra essere un simbolo nazista. Se il problema è l’aquila con le ali spiegate, allora c’è da chiudere immediatamente il CAI

      https://it.wikipedia.org/wiki/File:Cai_Club_Alpino_Italiano_Stemma.png

      • PinoMamet says:

        Mm in effetti a guardare bene si tratta di un uroboro e non di un serto.
        Certo la somiglianza nel disegno con l’aquila nazista è inequivoca

        (ricordo molti anni fa, quando l’Italia partecipò al dopo-conquista dell’Iraq, ci furono delle polemiche perché su alcuni mezzi dell’E.I. qualcuno aveva disegnato una palma, che ricordava da vicino un simbolo dell’Afrika Korps…)

        però:
        leggo che la stessa polemica ha toccato l’aquila della marca di abbigliamento Boy London
        (che vedo spesso addosso a studenti… più studentesse, direi)
        che pure è identica a quella nazista;

        Ma la cosa si complica, perché la Boy London, inglese, dice che la “sua” aquila richiama quella imperiale romana (ed è vero), mentre quella “nazista” sarebbe della BOY London… italiana, che non ha nulla a che fare con loro…
        quindi c’è dentro anche un caso di taroccamento commerciale!

    • Moi says:

      Oltrarnoscopicamente 😉 parlando … attraverso il corpo dell’ aquila, un gatto ci passa di sicuro ! 😉

  6. Francesco says:

    Roberto,

    ma quanto sono realistiche le ipotesi di colonizzazione dell’Italia da parte della UE?

    Perchè io mi sarei anche stufato di Salvini, Di Maio, Di Battista, Fico, Toninelli e tutto il resto del circus.

    Possibile che in Germania non ci sia più un Imperatore che voglia reclamare le terre sotto le Alpi?

    F o’ speranzoso

    • roberto says:

      io già non sono sicuro che tra dieci anni ci sarà ancora l’UE, figuriamoci se penso a mire colonialiste….

      • Francesco says:

        io speravo una cosa più rapida, tra 10 giorni e 10 settimane

        chi li regge 10 anni con questi in giro?

  7. Roberto says:

    Secondo me l’ha fatto apposta per farli incavolare e far odiare ancora di più bruxelles (just to stay on the safe side…)

    https://www.repubblica.it/esteri/2019/02/06/news/brexit_ue_tusk_juncker_may-218465092/

    • Moi says:

      Ma come dice Marine Le Pen …. te, adesso, sei in Irlanda a fomentare la Guerra Civile per lavoro, giusto ? 😉

      • Roberto says:

        Ci vado a fine marzo!
        Non ci avevo pensato ma, potrei godermi il brexit in qualche pub di Dublino, sarebbe figo

  8. roberto says:

    una curiosità OT

    che lettura darebbero a questa notizia quelli di “l’europa è in mano a parigi e berlino”?

    https://www.repubblica.it/economia/2019/02/06/news/alstom-siemens_la_bocciatura_ue_alla_fusione_fa_arrabbiare_parigi-218439270/?ref=RHPPBT-VE-I0-C6-P21-S2.2-T1

    immagino che nessuno (me compreso) sappia nulla del merito di questa decisione, quindi non è questa la domanda, ma mi piacerebbe sapere come leggerla dietrologicamente

    • Francesco says:

      i servizi segreti cinesi hanno rapito le mogli dei giudici e minacciato di liberarle se la sentenza avesse permesso la fusione!

      unica idea che mi è venuta, sorry

  9. roberto says:

    OT poi basta

    sul brexit, piccola conseguenza imprevista che ovviamente non tocca nessuno tranne le poche migliaia di famiglie che hanno i figli nelle cosiddette “scuole europee” e qualche decina di insegnanti inglesi distaccati presso queste scuole (ho letto che sono 120 in tutto).

    sembrerebbe che con l’hard brexit, a partire dal 29 marzo il governo inglese ritiri i suoi insegnanti

    e tutto ciò nonostante le scuole europee siano un’organizzazione internazionale che distinta dall’unione europea, e nonostante il fatto che resteranno almeno 1500 studenti inglesi che dovranno pur finire l’anno scolastico (senza contare quelli che hanno inglese come seconda o terza lingua e quelli che frequentano una sezione inglese pur non essendo britannici, ma di quelli non gliene frega nulla a Londra, ed è comprensibile)

    un problema per studenti che si trovano senza insegnanti a metà anno e insegnanti che
    si tovano a spasso (da quello che ho capito, non saranno pagati fino alla fine dell’anno se non reintegrano subito una scuola in UK, cioè il 28 marzo stanno a bruxelles o lussemburgo e il 1 aprile devono prendere servizio ad chester o ottery st mary, ma ancora nulla è deciso, quindi lo sapranno all’ultimo secondo)?

    certo, ma una manna per le scuole private inglesi che già si offrono di accogliere i profughi del brexit.

    e quindi come dicevo già da tempo, il brexit non è una catastrofe assoluta. è una catastrofe per alcuni, una manna per altri. (ovviamente temo che gli alcuni siano molti ma molti di più degli altri)

    https://www.change.org/p/hector-mcgillivray-no-deal-brexit-means-no-uk-teachers-in-european-schools-from-30-march?recruiter=83823461&utm_campaign=signature_receipt&utm_medium=facebook&utm_source=share_petition&fbclid=IwAR3A_3EfUZtZrLQ_HnRMHHGfN5hIjU5VlEUVbyw7iAeKGrPUOMeN-Xu1PlI

    • Francesco says:

      >>> il brexit non è una catastrofe assoluta. è una catastrofe per alcuni, una manna per altri.

      beh, vale per tutte le catastrofi, compreso il meteorite che spazzò via i dinosauri e i draghi lasciando spazio per i mammiferi, no?

      • roberto says:

        si certo!

        mi fa piacere che cogli lo spirito

        • Francesco says:

          volevo aggiungere che detto asteroide (che differenza c’è con meteorite?) non deve essere troppo grosso

          sennò non resta nessuno a raccogliere la manna!

          😀

  10. Peucezio says:

    A proposito di Ue,
    l’ultima novità:
    vado a rinnovare l’assicurazione della macchina, oltre a farmi un breve questionario (lo impone la Ue), mi consegnano 250 grammi (pesati; non ho voluto nemmeno stare a contare i fogli) di carta, mentre prima era roba al massimo di cinque o sei paginette. Anche questo è per volontà della Ue, mi dice la signora dell’assicurazione.
    Si vede che vogliono dare il benvenuto a Bolsonaro aiutandolo a disboscare per bene l’Amazzonia. E io che mi lamentavo considerando l’Ue di sinistra…

    • roberto says:

      quale sarebbe questa regola?

      io l’ho rinnovata a dicembre, ho ricevuto un foglio A4 + il foglio verde per l’assicurazione ed un bollettino per il pagamento, ma magari c’è una regola nuova entrata in vigore in gennaio, o lussemburgo non è UE….o è una cazzabubbola….

    • Francesco says:

      io la ho rinnovata online e non mi hanno neppure spedito un pdf al riguardo, tranne ricevuta e foglio verde

      boh

  11. roberto says:

    sempre OT Brexit

    mi sono arrivati oggi due, come definirli, volantini di due associazioni di avvocati inglesi.

    nel primo, si parla del brexit senza accordo come catastrofe, visto che sarà impossibile o quasi per un avvocato inglese lavorare nei paesi UE (vabbé sono catastrofisti, in realtà non sarà più difficile che per un giapponese o un argentino)

    il secondo che per due pagine scrive che casino ci sarà con un brexit senza accordo, e nella terza ricordano che ci saranno grandi opportunità di consulenza e contenziosi, e che quindi sarà una mezza pacchia

    adorabili
    🙂

  12. Francesco says:

    IT negli OT di Roberto (e miei, temo)

    c’è ancora qualcuno in Italia che parla bene della Brexit?

    grazie

    • roberto says:

      habsburgicus e peucezio
      🙂

      • Peucezio says:

        Confermo.
        E confido in una prossima Italexit e dissoluzione di tutta l’unione.

        Anche perché non vedo l’ora di andare a sorseggiare una buona birra nel chiosco, con tanto di ristorante italiano annesso, che Roberto aprirà in qualche paradisiaca spiaggia caraibica.

        • Francesco says:

          ah, il solito radical chic che pensa solo a se stesso!

          pereat mundus et fiat cerveza!

          vergogna, sei un egoista!

          😀

        • Francesco says:

          PS ora che mi sovviene, non è che il disastro dell’Italexit potrebbe far crollare l’Italia come capita al Regno Unito?

          e che lemme lemme il Lombardo-Veneto (o anche la non esistente Padania) potrebbero filarsela all’inglese (!) dal Belpaese e tornare nell’Unione?

          potrei cambiare idea su tutto, in questo caso

        • PinoMamet says:

          Ma seriamente, Francè

          (mmm, tu ti occupi di economia… forse abbia diverse sull’avverbio “seriamente”)

          seriamente, ti piacerebbe vivere nel LombardoVeneto??

          Aspetta, no: forse è proprio il caso di definire l’avverbio “seriamente”.
          Magari per te le cose serie sono i conti in ordine.

          Per me, diciamo, è tutto il resto.

          Ok, mettiamo che il tuo Lombardo-Veneto (per favore, tienici fuori a noi dell’E.R.) abbia tutti i conti a posto, tutte robe che funzionano, pulizia per strada, zero delinquenza e così via.

          Ma… tutto il resto?? Davvero faresti a meno di Roma?
          (città, Francè, Roma intesa come città… non ti allargare a simbologie politiche).
          Di Firenze, di Napoli? Della Costiera Amalfitana? Della pizza?
          (sì, d’accordo, resterebbero pizzerie a Milano, ci sono a Tokyo, figuriamoci… ma non sarebbe più cosa tua, capisci?)

          • PinoMamet says:

            Qualche lettera è rimasta nella tastiera…

            *forse abbiamo idee diverse sull’avverbio…

          • Francesco says:

            Guarda che tutte quelle cose lì le potrei godere pienamente da turista. Al massimo da expat.

            Non mi cambia nulla che Firenze o Bologna o Roma o Siracusa siano dentro o fuori dai confini dello Stato in cui vivo.

            Quello a cui pensi tu (conti pubblici a posto, pulizia per le strade, zero delinquenza) è quello che mi aspetto dal Paradiso, non dalla Padania o dalla Svizzera!

            Mi basta un “considerevole” miglioramento rispetto alla situazione attuale

            Poi ogni posto mi è ugualmente vicino, confini o meno, che sia Praga, Bergamo, San Diego, la Cordigliera delle Ande, Bangkok – che non si chiama neppure così

            ciao

          • PinoMamet says:

            Mmmm

            per me non è così. Per me l’Italia è più “roba mia”, è il posto dove mi sento a casa.
            Poi posso apprezzare tutto il mondo; ma, come dicono alcuni, “casa mia”, casa mia è qua, è il cinema italiano, i monumenti, i paesaggi italiani.

            • Peucezio says:

              OMDAP totale ovviamente.

            • Francesco says:

              allora la “mia” Italia è decisamente ristretta, anzi no parziale e variabile

              per il cibo credo vada da Los Angeles a Mosca, escludendo però le contrade settentrionali e con qualche incursione a sud

              per la lingua parlata sotto Firenze è già “confine”, a Roma si resiste meno di una settimana, sotto “sunt leones”. ma questo vale anche a oriente e occidente (Torino e Venezia), nei posti dove si parla strano (Emilia), non in Liguria

              il cinema italiano mi disturba per un buon 70%

              sui monumenti torniamo al cibo, casa mia va dal Cremlino allo zoo di San Diego e alle Piramidi … forse anche il Machu Pichu

              per i paesaggi … perchè escludere la Luna e Marte a priori?

              😀

          • roberto says:

            sono abbastanza sensibile all’argomento “è roba mia”

          • Daouda says:

            Scusa eh…maa te che parli de robba mia, e fammr sostenè Robberto ne la polemica, come fai rinnegare l’istria, i cantone dei grigioni e del ticino, la corsica , nizza, malta senza sopprimere san marino ed il vaticano e tenendoti oltretutto la val d’aosta e l’alto adige??

            Fosse per me me pijerei pure l’Albania!

            • roberto says:

              al limite ticino e grigioni glieli lascio pure ché mi stanno un po’ antipatici….

              • Francesco says:

                Ok ma se prendiamo Bolzano e Merano perchè rinunciare a Vienna e a Innsbruk? ci si sta così bene e si mangia divinamente!

            • Daouda says:

              Vabbè se vuoi pijattela e rifà la Rezia però secondo r principio robba mia devi pure sterminà o esportà o espatrià o esilià o deportà la gente che llà ce vive

      • habsburgicus says:

        yes 😀

      • Mauricius Tarvisii says:

        Io parlo bene della Brexit. Non nascondo mai l’albionofobia.

        • Z. says:

          Io parlo molto bene della Brexit, specie se hard, e non sono neppure albionofobo.

          Anzi, rispetto molto i nostri amici che presto diverranno extracomunitari, e se avranno bisogno di noi sarò disposto a fare la mia parte per aiutarli a casa loro 🙂

          • Francesco says:

            quindi anche chi ne parla bene lo fa nell’ottica di “godo perchè farà molto male agli inglesi”, che non è l’idea di chi vuole brexitare!

  13. Moi says:

    Dibba e Dima incontrano i Gilè Gialli …

  14. Moi says:

    Tusk warns of ‘special place in hell’ for those who backed Brexit without a plan

    https://www.theguardian.com/world/2019/feb/06/donald-tusk-special-place-in-hell-for-those-who-backed-brexit-without-plan

    Vs

    Former Ukip leader Nigel Farage has responded to Donald Tusk.

    “Sounds more like heaven”

    Read more at: https://www.scotsman.com/news/politics/general-election/nigel-farage-post-brexit-britain-free-of-bullies-like-tusk-1-4868795

  15. Daouda says:

    AHAHAHHAH
    Che cojoni i comunisti…ma ancora parlano di anti imperalismo ed unipolarismo?

    Tocca vedé Trump e Pelosi e se scatta la guerriglia cò magari in contemporanea n casino dei “curdi”.
    Se và, poi allora posso dirvi il seguito.

  16. Mauricius Tarvisii says:

    La Repubblica titola:

    Reddito di base, la Finlandia ammette il flop: “Non ha aiutato a trovare lavoro”
    Videoreportage – Ne parlano 4 cittadini che l’hanno provato

    Io rilancio:

    Repubblica ammette: siamo buoni solo per incartare il pesce.
    L’intervista – Ne parla un lettore che ha sfogliato il quotidiano.

    • Z. says:

      Ma la Finlandia ammette davvero il flop? cancellano tutto o proseguono?

    • PinoMamet says:

      Mm ho letto l’articolo della Repubblica e concordo con Mauricius: l’esperimento finlandese somiglia al reddito di cittadinanza italiano più o meno come io somiglio a Leonardo Di Caprio.

      Lassù, gli davano 560 euro al mese sia che trovassero un lavoro sia che non lo trovassero, e persino che non lo cercassero.

      Si sono stupiti che per la maggior parte non hanno trovato un lavoro…

      Vogliamo metterci su anche le differenze tra servizi, welfare e situazione economica generale tra Finlandia e Italia?

      Quanto all’interrogativo di Z.: non cancellano e non proseguono: era un esperimento. Copio e incollo:
      ” La ministra finlandese degli Affari sociali, Pirkko Mattila, ha sottolineato che la Finlandia “non ha alcuna intenzione di introdurre a livello generalizzato un reddito minimo garantito”, ma che l´esperimento rientra tra i progetti di riforma e modernizzazione del welfare. “

      • Z. says:

        L’articolo l’ho letto molto velocemente, ma è appunto un reddito di base, non è un sussidio di inoccupazione come quello che il governo cerca di attuare in Italia.

        Credo che l’idea fosse proprio vedere che succede a erogare un reddito incondizionatamente. L’esito non era scontato, e credo sarebbe interessante studiarlo.

    • PinoMamet says:

      dallo stesso giornale:
      https://www.repubblica.it/politica/2019/02/08/news/crisi_francia-italia_parigi_ritiro_ambasciatore_non_permanente-218610457/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P3-S1.8-T2

      ovvero, Di Maio e Salvini ce la mettono tutta per farci difendere Macron e il suo governo, ma niente, non ce la possono fare, quand on est stronz on est stronz.

  17. Mauricius Tarvisii says:

    Per fortuna che nelle crisi diplomatiche gli italiani si mostrano compatti

    https://torino.repubblica.it/cronaca/2019/02/08/news/torino_lite_italia_-francia_l_universita_issa_la_bandiera_transalpina-218646345/

    Magari è reciprocità: qualche università francese avrà issato la bandiera italiana, all’epoca…

    http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/migranti-video-gendarmi-azione-bardonecchia-confine-3c64f300-a522-42ee-803d-bbc3aae45daf.html

    Incrociando “drapeau italien université” su Google, però, non mi risulta nulla. Vabbé, siamo i soliti coglioni…

    • PinoMamet says:

      ti dirò, non sono contrario alla faccenda delle bandiere francesi.

      Non solo non ho niente contro i francesi come popolo; ma credo sia giusto smorzare un po’ i toni.

      Poi sono convinto che sia stata la Francia, a partire dall’epoca Sarkozy, a tentare di tutto per sottrarre spazi all’Italia; che ora facciano tutta questa manfrina dell’ambasciatore comunque può indicare che abbiano capito il messaggio: non è più terra di conquista e non gradiamo le lezioncine.
      Che dicano il contrario (“Italia, la ricreazione è finita”) fa parte dello spettacolo, è nel copione di ogni litigio.
      Intanto però il bullo sa che la vittima è in grado di ribellarsi.

      Va bene, bandierine e tanti sorrisi. ma stop alle cazzate.

      • Peucezio says:

        Beh, no, le bandierine sono proprio un segno di servilismo coloniale gratuito e unilaterale.
        E’ come l’ebreo con la svastica.

        • Francesco says:

          Posso dire che tra Macron e Di Maio io innalzerei il tricolore francese?

          Anche se come ultima ratio, prima ho una sfilza di bandiere migliori da sventolare.

          Ma perchè qualcuno mi faccia sventolare il nostro vessillo finchè al potere ci stanno questi ci vorrebbe un mezzo miracolo.

          A sostenere Salvini mi sentirei veramente un ebreo con la svastica, un tacchino che ama il Ringraziamento, una femminista filo-islamica, un cattolico filo-massoneria, insomma un emerito coglione

          • PinoMamet says:

            Solo perché ha smesso di blaterare di Padania…
            mi pari un po’ esagerato 😉

            • Francesco says:

              ma no, non per quello! la Padania è un sogno che vale quanto la mia ucronia fatta con i Playmobil

              perchè è un poco di buono che spara a zero su capri espiatori per ogni problema che non ha nessuna intenzione di provare ad affrontare

              e se ne fotte delle conseguenze

        • Daouda says:

          L’Italia sei tu, non lo stato, non gli stranieri, non i traditori.

  18. Mauricius Tarvisii says:

    Giornata interessante

    – i sindacati sfilano al seguito dei datori di lavoro a Roma

    https://www.ilgazzettino.it/pay/economia_pay/confindustria_e_sindacati_insieme_contro_la_manovra-4288384.html

    – un fascista ci dice che la democrazia italiana è in pericolo e che un vero Stato democratico è quello retto da tecnici sostenuti dai militari

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/02/08/pansa-e-un-governo-di-terroristi-ne-serve-uno-di-tecnici-sostenuto-da-militari-di-maio-e-di-battista-non-sanno-un-c/4957680/

    • PinoMamet says:

      Sostenuti dai militari??

      ok, si è rimbambito definitivamente.

      • Z. says:

        Credo stia male da un po’.

        Già tempo addietro ho visto Pansa a un dibattito e devo dire che faceva impressione. Iniziava frasi che sembrava non riuscire a finire, come se si fosse dimenticato cosa doveva dire. A un certo punto si è irritato, ha perso la pazienza, ne ha dette di tutti i colori.

        Poveretto. Mi ha ricordato Pannella, molti anni fa da Floris. Trovo bruttissimo che si invitino persone in questo stato in TV, anche e forse soprattutto se vogliono andarci loro stessi.

      • PinoMamet says:

        Caspita, non sapevo fosse malato davvero. Mi dispiace.

        Però allora dovrebbe evitare queste operazioni ciniche, alla Oriana.

        • Z. says:

          Sì, ci dovrebbe essere un limite al cinismo. Dopotutto non credo che sia irrinunciabile per l’audience.

      • Francesco says:

        Trovo l’analisi di Pansa in larga misura precisa e condivisibile.

        La prognosi un pò meno perchè noi quel tipo di militari non li abbiamo e quindi è inutile auspicarne l’intervento.

        Non mi pare totalmente rincoglionito, almeno coglie il nocciolo della questione politica: al governo ci sono dei coglioni, le alternative visibili non sono meglio.

    • Z. says:

      Forse nemmeno il mio amico Marco riuscirebbe a dare un resoconto di questo genere a partire da quel trafiletto…

      Per completare l’opera puoi aggiungere che la Cgil pagava viaggio, pranzo e alloggio a tutti. Questo un grillino pare l’abbia detto davvero 🙂

      • Mauricius Tarvisii says:

        Non mi sembra di aver fatto nessun resoconto. Ho solo citato due eventi interessanti: un vecchio giornalista che parla a ruota libera ed i sindacati che sfilano insieme ai datori di lavoro.
        Di pranzi e cene non ho parlato, invece.

          • Roberto says:

            Hai scritto che i sindacati sfilano al seguito dei padroni. Visto quanto sei maniacalmente attenti nella scelta delle parole, direi che descrivi in modo un filino travagliesco la notizia “Intorno alle 12.30 riesce a entrare in piazza anche una delegazione della Confindustria della Romagna”, sbaglio?

            • Mauricius Tarvisii says:

              “Riesce a entrare” vuol dire che si devono fare largo tra due ali di folla inferocite? Mapperfavore…

              Se si è d’amore e d’accordo che problema c’è ad ammetterlo?

              • mirkhond says:

                Bisogna chiedersi se i sindacati di oggi facciano ancora gli interessi dei lavoratori.

              • Z. says:

                mirkhond,

                — Bisogna chiedersi se i sindacati di oggi facciano ancora gli interessi dei lavoratori. —

                Sarebbe un discorso interessante, anche se temo molto lungo e direi molto diverso a seconda delle categorie di lavoratori considerate.

                Ma nel caso di specie – le operazioni di estrazione gas al largo di Ravenna – a mio avviso bisognerebbe soprattutto chiedersi a chi giova travolgere gli interessi di padroni e lavoratori assieme.

                Non è il classico “a chi giova” che ha assillato la sinistra per decenni, e soprattutto non sarebbe una domanda retorica: davvero non capisco che senso abbia boicottare l’estrazione di gas.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Z, perché lo stop di Renzi andava bene e quello di Conte no?

              • Z. says:

                mirkhond,

                — e direi molto diverso a seconda delle categorie di lavoratori considerate. —

                Nel senso che ci sono categorie talmente precarie che non so neppure quanto siano sindacalizzabili.

                Ieri a Roma ha parlato un ragazzo che fa il rider di professione, e ha detto che pian piano si stanno sindacalizzando anche loro. Non lo sapevo, è una buona notizia. L’ho detto ad un altro ragazzo, un suo collega, che ho incontrato al rientro e che mi aveva chiesto della manifestazione. Si vedeva che era dispiaciuto di non aver partecipato, ma probabilmente con le condizioni che hanno avrebbe rischiato di perdere il lavoro.

                Poi secondo me c’è un problema di fondo ancora più grave, che è la scarsa partecipazione. Senza partecipazione non si fa niente. Questo è un discorso ancora più lungo, che non mi sento neppure di iniziare, ma per molte ragioni diverse oggi sono in molti quelli per cui partecipare è diventato qualcosa che riguarda gli altri.

                Per partecipare non intendo necessariamente partire da Sassari il giorno prima per essere a Roma alle 9 – c’è chi non può farlo per svariate ragioni, e comunque c’è chi lo fa nonostante i disagi, e ce n’erano tanti dalla Sardegna – ma proprio partecipare nel quotidiano, coi colleghi, per quanto di possibilità.

                Non li biasimo, li posso capire; e comunque ognuno ha le proprie ragioni, spesso valide.

                Però così spesso si perde in partenza.

              • Z. says:

                MT,

                sullo “stop di Renzi” non so niente, devi chiedere a chi lavora nel settore.

                Se vuoi ti do la mail di un mio amico imbarcato – tutti a Ravenna ne abbiamo almeno uno.

            • Z. says:

              Giusto un filino – non di più, perché neppure Travaglio scriverebbe una cosa così bizzarra.

              Diciamo che il Mauricius ha avuto una settimana stressante, via 🙂

              • Mauricius Tarvisii says:

                Il bello della bolla, no? 😉

              • Z. says:

                Bolla?

              • Mauricius Tarvisii says:

                Sì, quel fenomeno per cui “parla come il Nemico: ignoriamolo!”.
                Ecco, i mi chiedo se Landini si sia sentito almeno un minimo a disagio nello sfilare con quelli che sarebbero i suoi avversari naturali, che più che all’anticipazione dello stop di Renzi (vi ricordate la campagna per l’astensione?) credo che stiano protestando contro la stretta al lavoro precario.
                Oppure Landini ha deciso di diventare un Bentivogli qualsiasi. A proposito di Bentivogli, ho molto apprezzato la versione di Calenda (sponsor del Jobs Act) col bandierone della Fim Cisl…

                Per rispondere alla domanda di Mirkhond. No, una piazza con Bentivogli, Calenda, gli industriali ed una piattaforma riassumibile in “garantite gli appalti alle imprese e noi non vi rompiamo i coglioni” (contro il reddito di cittadinanza vogliono l’appalto di cittadinanza) danneggia i diritti dei lavoratori.

              • Z. says:

                MT,

                se ti riferisci alla delegazione inviata da Confindustria Ravenna, sì, credo proprio che siano preoccupati per la questione delle estrazioni.

                Lo sono anche gli operai del settore, in effetti. Il che non sorprende, se – come si diceva tempo addietro – oltre la metà delle piattaforme estrattive di gas è proprio al largo di Ravenna.

                Se non hai ascoltato il discorso di Landini fallo, vedrai che lo riterrai anche tu condivisibile.

              • Francesco says:

                >>> con quelli che sarebbero i suoi avversari naturali,

                ecco, poi dite che uno invecchiando diventa triste e disperato!

                come è possibile che simile bestialità siano ancora senso comune?

    • Francesco says:

      >>> i sindacati sfilano al seguito dei datori di lavoro a Roma

      posso dire che questa fine analisi è degna dei comunicati delle bierre?

      😀

  19. Moi says:

    Direte che _ contestualmente _ è l’ultimo dei problemi, ma … che roba è quella casacca giallorossa a righe (quindi NON Romanista …) di Salvini ?

    https://www.youtube.com/watch?v=Teib9ni_Hjk

    Contestatore urla a Salvini: “Assassino” e lui: “Hai vinto 10 migranti a casa tua”

  20. Moi says:

    @ MAURICIUS & PINO

    A quanto pare è ufficiale : dopo il Black / Yellow (si può dire ?) Washing dei Personaggi Bianchi Immaginari prima e Mitologici poi … tocca a quelli Storici. L’avevo già notato in quel film sui tulipani blu in Olanda (al momento mi tengo in briga ad, andare a cercare meglio) . Ad esempio, certe Dame di Corte di Mary Stuart (v.di recente film politically correct coi Nobili Inglesi Ne[g]ri nel XVI Secolo … e pure fra i Popolani !) hanno il ritratto in cui sono bianche e rosse di capelli … ma la più importante è interpretata invece da un’ attrice Cinese !

    • Moi says:

      Però un SS Nero (di pelle, eh !) in un film sulla II Guerra Mondiale ancora non s’è visto 😉 …

    • Daouda says:

      Apparte che le prime vittime di tale pompamenti sono e i negri e i gialli. Ma non credere che se li tengono al caldo.
      Un po come l’Islam di cui Miguel ed il buffo personaggio che non sta con qualcuno hanno rotto il cazzo per tantissimi anni, ma perché no pure i buddisti.

      Io invece ce li vedrei , cerro deve essere cosa prossima, magari con un ruolo di ultimo umano anche nel male, o semplicemente per rispolverare qualche utilità di Hitler.
      D’altronde ha favorito gli inglesi come nessuno mai essendo dei loro zitto zitto e quatto quatto.

  21. Moi says:

    Ma soprattutto, sempre personaggi multietnici inusuali “schiaffati lì”, zero spieghine !

    Ad esempio, nell’ Ottocento una Cortigiana Siamese (visto il rapporto di Protettorato con l’Inghilterra) nelle grazie della Regina Vittoria ci potrebbe pure stare, senza troppe spieghazioni … ma qualcuna ci vorrebbe comunque.

  22. mirkhond says:

    Il passato viene sempre interpretato alla luce del presente.

    • Moi says:

      Qui però si va Oltre …

    • PinoMamet says:

      Sì, in effetti qui non si reinterpreta il passato; qui lo si reinventa. Si reinventa la realtà alla luce di “come dovrebbe essere per farci piacere”.

      La tendenza è stata iniziata, credo, dai noiosi telefilm della famiglia Robinson, con la ragazza abbronzata figlia di neri come il carbòn, “perché gli afroamericani sono tutti afroamericani e ci piace credere che una coppia di neri possa avere una figlia semibianca”;

      poi c’è stato Michael Jackson che, avendo sbagliato lavaggio, voleva convincere tutti che i figli bianchissimi che aveva adottato erano suoi figli biologici, “perché a Wonderland tutto è possibile e non importa if iu ar blèc or uàit”

      poi i film d’azione con l’eroina (un’attrice alta 1,60 di solito) che regolarmente picchia folle di maschioni, senza rompersi nemmeno un’unghia: perché sì.

      Ora cominciano i film o gli eventi in cui saltuariamente personaggi reali (Bob Dylan) o letterari (Amleto) sono interpretati da attrici donne “perché sono brave attrici”, come se significasse qualcosa
      (perciò immagino che il prossimo film sarà Marie Curie, interpretata da Benedict Cumberbatch…)

      Non siamo più di fronte alla riforma del linguaggio, per renderlo meno offensivo (il politicamente corretto) che in certi casi poteva anche essere giusta;
      né alla riforma dei diritti (idem);

      qui siamo di fronte alla riscrittura della realtà.

      Mi butto, e ipotizzo che il prossimo passo sarà la coppia di lesbiche che sosterrà che il loro figlio è figlio biologico di entrambe.
      Immagino che sia questione di mesi.

      • Z. says:

        Bob Dylan donna? Perbacco, questa parrebbe essere una, come dire, fesseria!

      • Moi says:

        Be’, certe pratiche di “para-clonazione” sono già possibili … e cmq per legge i bambini tipo quello di Vendola sono (!) biologicamente di entrambi … nel senso che la Donna-Fattrice Canadese e la Donna – BioIncubatrice 😉 Indiana non hanno alcun diritto su Antonio Tobia (da ‘ste bande 🙂 , il secondo è il classico nome da cane … attestato anche da Guareschi) in termini di avanzare richieste di “Materntà”.

        Insomma: la Giurisprudenza ha margini di aleatorietà / arbitrarietà … la Biologia, almeno in Laboratorio 😉 , no !

        Ad esempio un vero _ in senso biologico _ “Cambio di Sesso” vorrebbe dire (per ora è fantascienza, ma magari in tempi “Storici” sarà possibile …) che : “ti metto in un macchinario, lo chiudo a mò di sarcofago, e … quando esci, non solo hai cambiato aspetto estetico, ma ti ho proprio sostituito un cromosoma X con uno Y nuovo di zecca, o che ti ho propio eliminato il cromosoma Y e raddoppiato quello X che già avevi !”

        • mirkhond says:

          Non c’è limite all’orrore?

          • Francesco says:

            non credo proprio

            infatti chi resiste spera in Qualcuno di più grande dell’orrore senza limite

            credo che gli altri debbano semplicemente non pensarci

  23. Moi says:

    Mary Queen of SJW’s … commenta qualcuno di madrelingua su IMDB !

    • PinoMamet says:

      Grazie a te scopro la definizione di Social Justice Warrior, che si addice ad alcune persone che conosco e che non sapevo come definire prima…

      immagino ne conosciate tutti: i “buoni” ad oltranza, i cavalieri senza macchia che intervengono non chiamati per difendere Il Bene Come Inteso Oggi, i femministi-autolesionisti, insomma, quelle persone che riescono a renderti antipatiche anche le campagne sociali più giuste.

      • Moi says:

        Più che altro, è gente che per ogni categoria antropologica vecchia che ti “decostruisce” … te ne va a creare almeno una decina di nuove !

      • Z. says:

        Anch’io l’ho imparata da Moi qui sul blog un paio d’anni fa. Ho un amico a cui lo dico spesso: basta fare il social giàstis uórrior!

        Devo dire che neppure lui conosceva la locuzione in parola. Anzi, in tre parole.

  24. Moi says:

    Da aggiungere al Listone dei Fòls Frènds 😉 Inglesi :

    Uomo Sfera

    https://www.youtube.com/watch?v=7DAKh6UbWbU

    Giorgio Gaber 1971

    VS

    Manosphere (o goffamente Italianizzato “uomosfera” tuttoattaccato 😉 …)

    https://en.wikipedia.org/wiki/Manosphere

    https://www.wikisessualita.org/wiki/Glossario_della_manosphere

  25. Moi says:

    Altro segno di Decadenza Culturale : se proprio, almeno … si chiamasse “Andro(!)sphere” !

    … e di riflesso , almeno , se proprio … si chiamasse “Gyno(!)sphere” ! Termine molto meno usato perché sono gli interessi maschili ad essere presi di mira come “toxic masculinity” …

    https://www.urbandictionary.com/define.php?term=womanosphere

  26. Moi says:

    Cmq, se cercate robe sui Social e Gender Studies , poi procedete di rimando in rimando di glossario … trovate davvero di tutto , di più di ogni ! Soprattutto su base in Inglese … O Neo-Inglese 😉 ?!

    • Z. says:

      A proposito:

      sappi che ieri, a Roma, Landini ha sostenuto ufficialmente la tua tesi, secondo la quale l’utilizzo da parte del governo dei termini in inglese è foriero di cattivi presagi 😀

  27. Moi says:

    Involontariamente comico: secondo una cinecritica positiva al film”Green Book”, il personaggio di Tony Lip / Vallelonga è ovviamente un Maschio Bianco Etero dei primissimi Anni Sessanta (pre Marcia di Selma, per intenderci) , ma almeno … NON è “contestualmente” (parola coraggiosissima, ultimamente !) un “Maschio Tossico” [sic].

    … Però è un incallito tabagista 😉 !

  28. Z. says:

    Ieri l’ho detto in anteprima a Pino, che è un amante di Roma, e oggi lo dico a voi:

    mi piace l’Eur.

    Come sempre, non saprei dire esattamente perché.

    Ieri dicevo a Pino che dell’Eur mi piacciono i pini nel loro vero habitat (da noi sono stati importati calergicamente), il paesaggio semicollinare, la brezza che soffia mentre cammini, i viali larghi e gli edifici maestosi. Tutte cose a cui non sono abituato, e che forse esercitano su di me un fascino quasi esotico.

    Se mi chiedessero se è davvero questo che mi piace dell’Eur, però, non saprei rispondere.

    • PinoMamet says:

      Su di me esercita un fascino, invece, “casalingo”: il mio immaginario è saldamente ancorato da quelle parti.
      Non so a quando risalgano i pini dalle mie parti, ma credo siano arrivati da soli, per risalita dalla Liguria, sospinti dal famoso vento “marino” che esiste davvero (naturalmente è preso in giro dalla folla dei fuorisede che è bella solo casa loro, ma questo è un altro discorso).
      Sicuramente sono più antichi degli abeti, che so a quando risalgono: agli anni ’60 e ’70, alla diffusione degli “alberi di Natale” e alla fascinazione tedescofila del primo sci di massa.
      Parlo della collina ovviamente, in montagna ovvio che ci sono sempre stati.

      A parte questo, a me dell’Eur piace che è come se Roma antica avesse by-passato i Papi e il Medioevo, e io, si sa, odio il Medioevo (specialmente quello basso).

      • Z. says:

        Sì, ora che ci penso quel discorso su Roma antica vale un po’ anche per me. Credo proprio sia parte del pacchetto per cui mi piace l’Eur.

        I fuorisede con atteggiamenti derisori e molesti, invece, vanno rimandati al loro paese. Nel senso stretto di paesino, villaggio, piccolo abitato 🙂

        PS: i pini dalle mie parti risalgono alla colonizzazione ad opera dei Romani, come peraltro, a quanto mi risulta, l’antropizzazione della Romagna in genere

  29. mirkhond says:

    Zanardo

    Che ne pensi di Landini come nuovo leader della CGIL?

    • Z. says:

      Per quel che ci capisco, mi sembra stia dimostrando molto equilibrio in un momento molto difficile. E’ una segreteria diversa da quello che molti si aspettavano da Landini.

      Personalmente, apprezzo molto la sua ricerca di una piattaforma comune con le altre sigle; il fatto che continui a sollecitare un dialogo col governo anziché attaccarlo pregiudizialmente (magari non funziona, ma ci si prova); il fatto che abbia sottolineato l’importanza della partecipazione.

      Non è detto comunque che sia l’opinione più diffusa, la mia; sicuramente c’è chi avrebbe preferito una linea più massimalista.

      • Francesco says:

        ancora più massimalista e lo scambiavano per Di Battista!

        ma a me, che ammetto di guardare molto da destra, pare troppo massimalista lo stesso

  30. mirkhond says:

    “QUER PASTICCIACCIO BBRUTTO” DI CARACAS

    di MARINA MONTESANO, Professoressa ordinaria nell’Università di Messina

    La storia contemporanea del Venezuela si può far cominciare con il decollo dell’industria petrolifera a partire dal 1922; ricco in petrolio al contrario degli altri stati circostanti, il Venezuela ha dunque potuto sviluppare la propria economia, sotto il controllo degli Stati Uniti: con il favore del generale e dittatore Juan Vicente Gómez furono le compagnie petrolifere statunitensi a scrivere la prima legge sul petrolio del Paese, ovviamente a proprio favore. Nel 1943 la Standard Oil del New Jersey sottoscrisse un nuovo accordo con il Venezuela basato sul principio del 50–50, che già rappresentava un miglioramento per il paese latinoamericano. Dopo che un colpo di stato portò al potere un governo di sinistra nel 1945 furono negoziati trattati anche più favorevoli. Nella seconda metà del secolo questa nuova situazione e alcuni investimenti sociali produssero effetti positivi sull’economia del paese; tuttavia, la crisi economica planetaria alla fine degli anni ’80 travolse anche il Venezuela, con l’aggravarsi della crisi sociale a causa delle politiche liberiste di Carlos Andrés Pérez.

    È questo il contesto nel quale prende il potere Hugo Chávez, eletto presidente nel 1999 di un paese potenzialmente ricco, ma con squilibri sociali immensi. Tanto per dare un’idea, prima dell’elezione di Chavez, il 75% dei terreni agricoli del Venezuela era di proprietà del 5% dei latifondisti e il 75% dei proprietari terrieri più piccoli ne controllava solo il 6%. Con i soldi derivanti dalla vendita del petrolio, il nuovo presidente avvia una campagna di alfabetizzazione, di cure mediche gratuite (grazie ai medici cubani ‘importati’ in cambio di petrolio), di controllo dei prezzi del cibo. Chiaro che queste manovre non sono sempre perfettamente efficaci, anche perché i ceti medi ed alti del paese hanno timore di perdere potere e boicottano i programmi presidenziali, per esempio cercando di esportare al nero il cibo prodotto contro il piano di autosufficienza alimentare messo in atto. Ed è chiaro anche come sia difficile far funzionare progetti del genere in un contesto mondiale nel quale si va nella direzione opposta: ossia verso l’iperconcentrazione della ricchezza nelle mani di una élite molto ristretta (una tendenza che è andata aumentando in modo esponenziale negli ultimi anni) e di un mondo globalizzato.

    Le riforme di vasta portata messe in atto da Chávez gli hanno assicurato la rielezione travolgente nel 2007, pur con l’opposizione feroce delle classi medie urbane, delle élite sociali e dei partiti politici tradizionali. Questa frattura è visibile anche oggi: nonostante i media scelgano di far vedere sempre e solo le manifestazioni di protesta antigovernative, ci sono imponenti mobilitazioni a favore dell’attuale presidente.

    Certamente, Nicolás Maduro non ha il carisma e le capacità di Chávez, che erano fattori di stabilizzazione. Ha anche commesso diversi errori: soprattutto, in un quadro economico sfavorevole, ha utilizzato i proventi del petrolio per incrementare gli investimenti pubblici e la ridistribuzione del reddito; manovra che, di per sé, può essere positiva, ma che si è scontrata con l’incapacità tecnica di aumentare la produzione da una parte, con il crollo dei prezzi del petrolio a partire da giugno 2014.

    Le elezioni legislative del dicembre 2015 sono state una sconfitta grave per il presidente in carica, con la coalizione di opposizione che ha guadagnato i due terzi dell’assemblea nazionale. Da quel momento si è aperta una crisi istituzionale fra un’assemblea che cercava di delegittimare Maduro attraverso nuove leggi e un presidente appoggiato da esercito e magistratura che, attraverso l’apertura di un dibattito costituzionale, provava a svuotare di potere l’assemblea.

    Che quanto stesse avvenendo fosse grave pare fuori di dubbio, e tuttavia il tutto si è sostanzialmente svolto all’interno di un dibattito politico-istituzionale, non al di fuori di esso, nel senso che ci sono state tensioni e persino episodi di violenza: ma non c’è stato alcun golpe di Maduro. Va inoltre segnalato, tanto per dare un quadro più completo, che il 15 ottobre 2017 durante le elezioni regionali il Grande Polo Patriottico, ossia il partito di governo, ha vinto 18 dei 23 governatorati, mentre l’opposizione solo 5; nel dicembre dello stesso anno durante le elezioni comunali ha vinto 306 dei 337 sindaci.

    Sono state elezioni irregolari? O sono forse il segno di un paese diviso, impaurito? Soprattutto perché la crisi economica obiettiva è stata esacerbata in modo criminale dall’estero almeno a partire dall’elezione di Donald Trump, con la politica aggressiva subito attuata insieme ai nuovi governi di destra dell’America Latina, Brasile in testa. Già dal 2017 l’amministrazione Trump ha vietato alle aziende e alle istituzioni finanziarie statunitensi di acquistare azioni e obbligazioni emesse dalle società pubbliche del Venezuela; come nel caso delle sanzioni contro Cuba e l’Iran, e al di là del diritto internazionale, queste finiscono per minacciare anche le imprese di paesi terzi che vogliano commerciare con il Venezuela. Ci si può quindi chiedere se le vittorie elettorali locali di Maduro non rappresentino un rigurgito di orgoglio nazionale per un popolo che non ci sta a farsi sottomettere.

    In un quadro qual è quello tratteggiato, l’autoproclamazione del presidente del parlamento Juan Guaidó a “presidente ad interim” del paese è al di fuori di qualunque legge e si configura, questa sì, come un tentativo di golpe. Quando poi, com’è avvenuto venerdì 8, questi arriva addirittura a evocare la possibilità di un intervento militare statunitense nel suo stesso paese, siamo dinanzi a un “alto tradimento” de facto,che andrebbe rigorosamente sanzionato. Che in tale contesto politico tanti paesi dell’Unione Europea (con il governo inglese che addirittura spinge perché la Banca d’Inghilterra immobilizzi le riserve auree lì depositate dal Venezuela) si siano schierati dalla parte del golpista e traditore Guaidó è sconcertante, al pari della disinformazione che regna su televisioni e giornali, dov’è diventato difficile imbattersi in versioni obiettive di quanto sta avvenendo. Dovremmo averci fatto l’abitudine, ormai, poiché è da quasi due decenni a questa parte che si minacciano e si attuano interventi militari nel mondo con falsi presupposti sostenuti dai media: salvo poi “pentirsi”, com’è avvenuto, per esempio, con Iraq e Libia. Dobbiamo attenderci lo stesso anche per il Venezuela?

    http://www.francocardini.it/minima-cardiniana-233-1/#more-1168

    • Francesco says:

      non capisco perchè la sciura abbia scritto tanto, visto che il suo scopo principale è stato omettere e dimenticare i fatti più importanti!

      è sempre obbligatorio per la propaganda disonesta essere così lunga?

      🙁

      • PinoMamet says:

        Ok, ma quali sono i fatti più importanti?

        • mirkhond says:

          Che un paese non vuole più saperne di essere un vassallo degli USA.

          • Francesco says:

            scusa ma TU dove hai trovato l’espressione della volontà del “paese”?

            Miguel ha ben insegnato a diffidare della personalizzazione di entità astratte e/o collettive

            dove si sente la volontà del Venezuela?

            grazie

        • Daouda says:

          Mirkè non solo non sono più vassalli degli Usa ma di Russia e Cina semmai, ma il problema è che pur con dissidi lavorano tutti pe la stessa pagnotta

          • mirkhond says:

            Gli USA però rivorrebbero ingerirsi negli affari del Venezuela.

          • Daouda says:

            L’antri no? Poi il lemma ingerenza sembra non solo usato univocamente verso gli USA ma anche troppo ambiguo

            • mirkhond says:

              Gli USA sono geograficamente più vicini.

            • daouda says:

              Semmai stiamo a parlà di voler assumere un ingerenza che ad ora non c’è.
              Poi se vuoi il mio parere, ossia se dobbiamo fare un discorso di sottobosco clandestino, Maduro ( o Castro o Lula ) i soldi ce li ha a Londra e penso che il rapporto USA e Londra sia chiaro.

        • Francesco says:

          che Chavez e Maduro abbiano scelto uno per uno i giudici, allo scopo di avere corti così allineate da non avere più alcun senso

          che Maduro usi tranquillamente la violenza contro gli avversari politici da anni

          che trucchi le elezioni, chiuda i giornali, controlli le TV peggio di Salvini e Di Maio

          che la fame sia diretta colpa della incapacità di far seguire alle buone intenzioni delle buone politiche e che dare la colpa a Trump sia addirittura schifoso

          eccetera eccetera

          • mirkhond says:

            E l’embargo USA dove lo metti?

            • Francesco says:

              guarda quando è iniziato: il disastro era già ben compiuto e il regime era già esplicitamente autoritario

              ormai è chiaro che lamentarsi dell’embargo is the new black: va bene sempre, con tutto, per tutti

          • Peucezio says:

            Sì, vabbè, quando uno non piace si comincia a chiamarlo “dittatore”: l’hanno fatto con Saddam, Gheddafi, hanno tentato con Assad e si è visto il risultato.
            Dio ci scampi dai democratizzatori.

          • PinoMamet says:

            Oh, c’è da dire che in effetti tutti quelli che hai citato erano, beh, dei dittatori 😉

            che poi la toppa sia peggio del buco, e che tutta ‘sta smania democratizzante nasconde delle mire ben basse (e spesso pochissimo nascoste) è pure vero…

          • Daouda says:

            A Peucè puoi negare quello che afferma Francesco?

            Sta storia dell’ingerenza poi è davvero ridicola a Mì cazzo. Quando conti ben poco l’ingeeenza altrui è robba scontata è che voi guardate solo agli USA come polli.

            Poi a Peucè qua semo tutti d’accordo.
            Ad esempio Pinochet è stato un eroe e padre della patria quindi figurati…

            • mirkhond says:

              Pinochet un eroe?

            • Daouda says:

              Ovvio

            • Daouda says:

              Ne ha uccisi troppo pochi secondo me

              • mirkhond says:

                4000 morti sono troppo pochi per te?

              • Daouda says:

                È inutile aprire questo discorso.

                Già che non conti coloro che sono caduti per la difesa da infami escrementi , svela la mistificazione.

                E bada bene che non mi và di essere stronzo secondo i canoni altrui.
                Io Marx lo leggo con piacere anche Lenin, ridendo quando c’è da ridere, piangendo quando c’è da piangere in definitiva annuendo e constatando il vero come denunciando il falso quando in esso c’è.
                Non è diverso da tanti altri.

                D’altronde il comunismo non è mai esistito, quibdi figurati se mi preoccupo di porre la questione su basi ideologiche ( cosa che tra l’altro, visti i pochi principi del supposto gommunismo, sarebbe riconoscergli validità )

  31. Peucezio says:

    A me il sindacato italiano sembra un po’ una specie di fossile (ricordate l’imitazione che faceva Croza di Landini e la Camusso), però se devo dire cosa apprezzo di Landini, da linguista, è la sua grammatica galloitalica.
    L’ho sentito qualche giorno fa in un’intervista, che ha detto due volte “quel paese qui”, che è bellissimo, perché è l’aggettivo dimostrativo deittico di vicinanza che vuole la forma di lontananza nell’aggettivo stesso e l’avverbio di vicinanza dopo il nome (tra l’altro è bella questa morfologia non concatenativa, per cui i due morfemi che costituiscono il dimostrativo sono ai due lati dell’elemento lessicale). In milanese è identico e anche a Milano (chel paes chì) le persone attempate (i dialettofoni) fanno molto frequentemente il calco parlando in italiano, esattamente come Landini.

    • Moi says:

      Anch’ io l’ho sentito e ancora lo sento dai più anziani, “quel+ sostantivo + qui” … nonché, più raramente, l’ inverso ” ‘sto + sostantivo + lì”, quasi dei surrogati di “codesto”, che effettivamente manca.

      • Peucezio says:

        Sì, però almeno a Milano non c’è il sistema tripartito del toscano, per cui “chel … chì” vuol dire “questo”. Nei pronomi invece si dice regolarmente “quest chì” e “quell lì” (o “chest chì”, “chell lì”).

        • Moi says:

          Ripeto: neanche qui esiste espressamente il sistema tripartito Toscano …

          però ne viene in qualche maniera percepita la lacuna in termini di espressività (che nei dialetti prevale sempre sulla grammatica …

          “dialetto sottolinea concetto”, come si dice), con un uso enfatizzato dei dimostrativi :

          già a partire dai pronomi personali ! Lui-qui, Lui-lì, Lei-qui, Lei-lì, Loro-qui, Loro-lì …

    • Z. says:

      In Toscana non credo proprio che si dica, e forse alle orecchie di un toscano suona quella locuzione suona come alle mie suonava il dalemian-fassiniano “io credo che è”.

      Credo che Scanzi ce l’abbia con Landini per altre ragioni, però 🙂

      • Peucezio says:

        Sì, vabbè, ma non dica corbellerie linguistiche. Non è mai uscito da un territorio comprendente la Toscana e Roma.
        E’ chiaro che dal punto di vista delle regole dello standard, sono errori, ma ne parla come di arbitri assoluti, quando sono mere forme regionali.
        Sarebbe come dire che quando un toscano dice “noi si va” inventa la grammatica alla cazzo.

      • PinoMamet says:

        Onestamente, dopo svariati decenni di romanesco puro o leggermente travestito da italiano in televisione, credo che si possa benissimo mandare giù “quel paese qui” senza tante storie.

        Manzoni comunque continua a far danni.

        • Peucezio says:

          D’accordo sul resto.
          Ma che c’entra Manzoni?

          • PinoMamet says:

            Beh sai bene che era il grande sostenitore dell’italiano “centralista” e “normativo”, su base toscana, anzi fiorentina, anzi fiorentina della borghesia dei suoi tempi.

            Continuo a non mandare giù il “risciacquo in Arno”.
            Non pretendo mica che facesse parlare Renzo in dialetto lecchese;
            ma caspita, almeno non in fiorentino ottocentesco!

            (Pensa invece alle belle espressioni scozzesi di Stevenson in Kidnapped, invece).

            • Peucezio says:

              Io invece sono in totale e assoluta coincidenza con la linea manzoniana.

              Il punto è che lì non si trattava di scegliere fra l’italiano e i dialetti, anche perché a quell’epoca non era nemmeno immaginabile che i dialetti potessero entrare in crisi – non dimentichiamo che Manzoni era un parlante nativo del milanese abituato a usare il francese come lingua colta, che ha dovuto apprendere il toscano come noi apprendiamo il francese o il tedesco.
              E mentre la soluzione dell’Ascoli – genio assoluto, pace all’anima sua, fondatore della dialettologia italiana, mi c’inchino – era confusa e arraffazzonata, quella di Manzoni era semplice, coerente e lineare.

            • PinoMamet says:

              Mah… per quanto riguarda I Promessi, non credo fosse la soluzione ottimale, e infatti Verga poi risolverà il problema in modo molto diverso…

              per quanto riguarda la lingua italiana, beh, l’idea manzoniana era semplice e coerente, è vero, ma anche calata dall’alto e poco realistica nel contesto policentrico italiano.

              Che infatti ha continuato a parlare “gli italiani”
              (la pronunzia 😉 ce l’hanno solo i doppiatori- quelli bravi- e anche loro guardando il DOP ogni tre per due… posso dirlo autopticamente).

  32. Moi says:

    Anche perché io in un’ espressione [… con la quale, ripeto, ho una certa familiarità !] come “in quel paese qui” io , contestualmente , ci sento almeno un po’ il famigerato “L’/Gli Italiano/i [opzionale aggravante “medio/i” …]” usato in 3° persona dai SJW 😉 made in Italy 🙂 che “si chiamano fuori” dall’Italianità per morbosa esterofilìa .

  33. Moi says:

    Infatti:

    dopo “petaloso” e “siedi il bambino” ecc …

    … la Crusca potrebbe difendere anche “in quel paese qui”. Però di solito è

    I

    Severissima con il Nord , che linguisticamente / dialettologicamente inizia a Senigallia e in Lunigiana. Qui, il dialetto (a parte il Triveneto) è sempre stato subalterno, al Latino della Chiesa prima e all’ Italiano dello Stato poi. Forse addirittura più subalterno all’ Italiano Statale d i quanto già fossse al Latino Ecclesiastico !

    II

    Accondiscendentissima con il Centro “medianofono” :
    in parte, posso pure capirlo … ma il troppo stroppia !

    III

    Un po’ troppo indulgente con il Sud … forse perché la popolazione, anche colta [!], è da sempre più recalcitrante al … Manzonese 😉 ?! .

    • Peucezio says:

      Vero.
      La cosa è un po’ fisiologica, perché il toscano è più simile ai dialetti del sud che a quelli del nord.
      Ma proprio per questo motivo si deve capire che le forme settentrionaleggianti sono più distanti dallo standard di quelle meridionali ed è normale e giusto che sia così.

      • Moi says:

        il toscano è più simile ai dialetti del sud che a quelli del nord.

        ————–

        Mmhh, va be’: mica tanto simile , in assoluto, a quelli del sud però.

        E poi anche il Veneto (ma NON Trentino e Friulano) “toscaneggia” molto di più che gli idiomi delresto del Nord.

        Cmq secondo me la Crusca si sta autosputtanando … secondo non-pochi, il punto di non ritorno è stato il “petaloso”.

  34. La Rivoluzione, quella vera (non quella degli idealisti sciroccati) mangia babbi, figli e nipoti:

    1) Bezos, che sarà uno dei tre uomini più ricchi del pianeta grazie a Internet, scambia foto porno sul telefonino con un’amichetta

    2) Bezos non sa che una volta che butti qualcosa su Internet, diventa immortale, indelebile e onnipresente, pur vivendo nell’invisibile (la famosa “simia Dei”)

    3) Il ministro degli esteri dell’Arabia Saudita fa una conferenza stampa per annunciare che loro con le sue foto porno non c’entrano niente. Avete capito bene.

    • roberto says:

      mi sono perso la notizia e non capisco che c’entra il ministo degli esteri saudita con bezos.

      • Per roberto

        “non capisco che c’entra il ministo degli esteri saudita con bezos.”

        Nemmeno io, e ciò rende il tutto ancora più surreale.

        • roberto says:

          ho letto.
          il primo che ha pubblicato le foto scandalose è un gtabloid vicino a Riad.
          Bezos ha detto che era una vendetta nei suoi confronti ma non ho il tempo né la vogliaper approfondire.

          ma almeno abbiamo capito perché i sauditi intervengono

          • Moi says:

            A me invece pare che per i Sauditi qualunque stronzata sia più importante della NON-“Accoiènza” 😉 da riservare al resto della Umma … 😉

    • Francesco says:

      però anche se Bezos dovesse finire male per colpa della sua immane stupidità, Amazon non verrebbe toccata

      e nel caso, semplicemente Alibaba e Ebay ne prenderebbero fette di mercato

      che rivoluzione è?

  35. Moi says:

    A sostenere Salvini mi sentirei veramente un ebreo con la svastica, un tacchino che ama il Ringraziamento, una femminista filo-islamica, un cattolico filo-massoneria, insomma un emerito coglione

    FRANCESCO

    [cit.]

    ————————–

    Però almeno tra femministe filo-islamiche, cattolici filo-massoneria … sarebbe una balotta ben nutrita ! 😉

  36. Moi says:

    A proposito di “Umma da Accòiere” …

    Che ne pensate del Vincitore di Sanremo (che NON ho seguito) ?

    https://www.teamworld.it/testi-traduzioni/soldi-mahmood-testo-e-significato-canzone-sanremo-2019/

    https://www.nextquotidiano.it/maria-giovanna-maglie-sanremo-mahmood/

    … Complotto del PD Vs Salvini 😉 ?!

  37. mirkhond says:

    La canzone fa schifo.
    Se poi ha vinto per motivi politici è un altro discorso…..

    • Daouda says:

      Non ha vinto affatto per motivi politici, ma ha vinto per fare kaciara e rinforzare tutti e due gli schieramenti sal loro punto di vista in modo sia indiretto che diretto che alltrimenti saeebbe stata una strategia vacua.
      Ciò ovviamente nel rispetto della spontaneità della cosa ci mancherebbe, qui vige l’eguaglianza e non conta un cazzo nessuno infatti

    • PinoMamet says:

      Per caso (un locale di un’amica era chiuso per scarsa affluenza) sono stato a casa di un amico un paio di sere fa e non decidendoci a fare altro abbiamo visto Sanremo con sua moglie e un altro amico.

      Quella di Mahmood non l’ho sentita, ma ci fosse stata una canzone bella!

      9 su 10 erano così: pistolotto iniziale di recitativo con storia toccante, e poi via con quattro accordi quattro.
      Questa cosa del parlato iniziale deve aver preso la mano agli autori.

      Le uniche esibizioni che ricordo sono quelle della Bertè, perché beh, è la Bertè, e quella di Achille Lauro che almeno gioca un po’ a fare il fuori dagli schemi e nel suo genere non era una robaccia… per meglio dire, il suo genere è la robaccia, e gli è riuscita benino.

    • PinoMamet says:

      Di notevole c’era solo Virginia Raffaele che è di una bellezza volgarotta ma notevolissima.

      • Moi says:

        Già : lo direi anche , anzi ancor di più , per Ilenia Pastorelli … che ormai, secondo me, sta diventando più ” caratterista ” che ” attrice “, per quanto anche (!) brava !

  38. Moi says:

    Bah , a proposito di “Agende” … Domenica “staltra” 😉 ci sono gli Oscar !

    Tutto sarà finalizzato a “triggherare” (o ritenere di farlo) Trump ?! … Può essere, ma una cosa NON riesco davvero a capirla : perché tanti AfroAmericani ritengono più “emancipatorio” un film come Black Panther di uno come BlacKKKlansman o di uno come Green Book o simili ?!

    Proprio che più cerco di “mettermi nei panni” di un AfroAmericano , più mi sembra una stronzata ! … E addirittura anche un’ offesa a personaggi realmente esistiti !

  39. Moi says:

    C’è chi ha detto che Mahmood sarebbe addirittura un “negro” (sia a “sincero spregio” sia provocatoriamente ad Salvinum Triggherandum 😉 …) … vi assicuro che ho incontrato Calabresi più scuretti ! 😉

  40. Moi says:

    Cmq Sanremo ha fagocitato le Elezioni Amministrative in Abruzzo , che non se le ‘ncula nessuno ! 😉

  41. Moi says:

    Altro “Semeion” 🙂 Interessante dei Tempi così parossisticamente attenti alle “Minorities” :

    https://www.theguardian.com/business/2015/oct/24/harley-davidson-brand-revenue-loss-easy-rider-image

    Harley-Davidson’s reputation as an ‘old, white-guy brand’ may be its downfall

  42. habsburgicus says:

    Non solo non ho niente contro i francesi come popolo;

    il guaio è che loro ce l’hanno con noi 😀
    vi dirò, mi costa dirlo perché va contro a quanto un tempo credevo (ora sono disincantato :D), credo che dovremmo oggettivamente ammettere questi punti
    i.l’Europa non esiste e non può esistere, è follia solo pensarlo (purtroppo, avrei chiosato una volta e forse lo direi tuttora, ma cambia poco..io non ho il potere di cambiare la realtà..se lo avete voi, mi fa piacere :D) l’unica Europa che può esistere é un nome per i gonzi atto a mascherare il dominio di qualcuno (francesi; tedeschi; francesi+tedeschi; eurocrati apatridi+francesi ecc ecc ecc, conta poco al momento) sugli altri, IN PRIMIS su di noi, vasi di coccio tra vasi di ferro
    ii.per l’Italia continuare ad accettare il mito suadente dell’Europa significa auto-sodomizzarsi (lo so, a sx piacciono ‘ste pratiche 😀 io seguo la via antiqua, me ne scuso :D), come sta avvenendo da lcrollo del Muro, vero catastrofe per noi, Z ne converrà dal suo punto di vista !
    iii.i nostri peggiori avversari sono i Galli, non i tedeschi (pieni di sensi di colpa e tutto sommato irrilevanti, privi come sono di servizi segreti e armi, le uniche cose che veramente contino…in più ingenui, abituati a perdere tutte le guerre, dopo Bismarck che magari era un alieno e non un prussiano :D)..solo i Galli ci odiano e vogliono la nostra fine, il tedesco al massimo ci disprezza un po’ ma ha anche un po’ di simpatia per gli italiani
    iv.rebus sic stantibus, bisogna puntare sulla fine dell’Europa ! (mi spiace per l’amico Roberto :D)..visto che dobbiamo essere servi di qualcuno (non è bello, ma l’Italia INDIPENDENTE finì in qualche data fra 1940 e 1943, PER SEMPRE), torniamo a Cavour ! torniamo agli ordini di Londra, cercando di eccitarla contro l’Europa (e si può, la storia ci dice cosa poté fare un Masaryk..e cosa poté Camillo Benso ancor prima !)…e offriamoci ai trumpiani come paese “sicuro” per tutte le imprese USA ! accettiamo la totale satellizzazione anglo-americana….in cambio dovremmo chiedere solo la prosperità..che i Galli non ci daranno mai, invidiosi e malvagi..dunque, appoggio a Lonsra sulla hard Brexit..assoluto, totale..anzi puntare sui “duri” affinché rovescino la May e si formi un governo “true British” Johnson-Farage..sugli USA, puntare sull’ala più dura del trumpismo e sui bannoniani..ed eccitare la vanità di Donald, riconoscendogli il suo Guaidò, tanto che ce ne fotte di Maduro 😀 anzi, dichiararci disposti a trasferire (primo Paese europeo, dunque varrebbe ora e interesserebbe ! e dovremmo farcela pagare bene, eh ! mica gratis..il modello dell’Italia deve essere la escort top class 😀 😀 :D) la nostra Ambasciata a Gerusalemme..ciò farà piacere a Pino 😀
    v.salus Reipublicae suprema lex esto..se la nostra unica salvezza è puntare al ruolo di servi di lusso del mondo “anglo” tripartito, ebbene sia ! (ancorché tristissimo per chi è erede di Roma)… meglio servi di lusso che servi della gleba dei Galli e degli eurocrati che possono darci solo fame e lacrime e portare alla fine quanto resta dell’Ausonia
    e adesso crocifiggetemi pure !

    • Roberto says:

      Secondo me i francesi non ci odiano affatto, non gliene frega assolutamente nulla di noi. Ci considerano irrilevanti come considerano irrilevante il mondo intero

    • Daouda says:

      Ma non esiste una Brexit hard od una soft. Gli accordi presi , quelli che durano anni, sono già stati negoziati.
      Se Brexit sarà, serve la soft più che altro per avere una scusa. Il fatto che la Brexit sia dannosa non implica alcun problema
      A) perché forse è quel che si cerca
      B) perché lo sganciamento dalla UE, la cui rimodulazione non è chiaro se debba passare per un’altra grave recessione, deve portare allo sfaldamento pur lento ma inesorabile della NATO.

      Alla luce di questo quello che scrive habs non ha senso, ma ha il pregio di essere contro ogni retorica dei sinistroidi estremi come dei destroidi estremi che visto che sono le persone che amo frequentare ( io con keynesiani, friedmaniani ed hayekiani non parlo, li inzulto ) sono di tal fatta e meritano uno shock.

    • Daouda says:

      Jeremy Corbyn capo dei laburisti poi, almeno retoricamente, che parte fa?

      E quelli là nell’Irlanda occupata a nord ultimamente che dicono?

    • PinoMamet says:

      Una strada sarebbe quella indicata da Habs.

      L’altra, sarebbe fare l’Unione Europea vera: che adesso come adesso, non credo sia quella degli Stati/Banche (cioè quella attuale), né quella degli Stati/Nazione (Salvini e Le Pen), ma quella dei cittadini.

      Cioè, governo centrale vero e unico, e nazioni declassate a regioni o a stati sul modello americano (quindi poco più che regioni autonome), e votazioni europee in cui “ognuno vale uno”;
      polizia ed esercito unici, politica estera comune.

      ma mi sembra una strada lunga.

      • Francesco says:

        toh, sono piniano sull’Europa!

        certo che rimane il problema del debito pubblico: federale o statale? come si fa a unirsi quando alcuni hanno certi fardelli sulle spalle?

        uno Stato europeo MOLTO federale, con amplissime differenze in cose importanti quali sanità e scuola, sennò è impossibile, potrebbe funzionare molto

        ah, da pensare anche come legiferare sulla mobilità, sennò annamo tutti in Lussemburgo!

      • PinoMamet says:

        Sono d’accordo…
        l’Europa unita (intendo, veramente unita) pone una serie di questioni e di interrogativi che gli Stati Uniti non ponevano.

        Però è indispensabile: non si può rimanere a metà del guado.

        Come era quella cosa di Karate Kid?
        “Se cammini sul marciapiede di destra, va bene; cammini su quello di sinistra, va bene; rimani in mezzo alla strada… ti schiacciano!”

        • Z. says:

          Sono d’accordo, solo che secondo me in mezzo alla strada ci siamo già e il marciapiede da dove siamo partiti – negli anni Cinquanta – non c’è più.

          Poi naturalmente io finirei di attraversare di corsa, iniziando da esteri ed esercito in comune. Per sgombrare il campo da ogni equivoco, l’Europa che vorrei è un’Europa imperiale.

          • Daouda says:

            Scusate eh ma partiamo dallItalia stesaa no? Ste province e regioni nun valgono un cazzo.
            Se uno deve sognà deve partì da sopra ma puro da sotto.

            A conti fatti se dici Italia come nazione federata all’Europa, poi secondo voi ci deve essere una tripartizione alla Miglio?
            E sotto?
            Io vorrei Piemonte , Aosta data agli arpitani, Liguria co Nizza, Istria a noi e sradicamento de chi non è opportuno co annesso ripopolamento, poi dal Friuli ai territori Romanci compreso l’alto adige che quelli li espatriamo e ricreiamo sta Ladinia sennò dovemo spezzettà questi in 3 regioni differenti ed è mejo levasse dar cazzo i crucchi, dunque la Lombardia intera delle parti svizzera, poi l’Emilia, poi la Romagna, er Veneto, poi la Toscana, poi le Umbrie che ce annettemo er circondario de Ancona e puro la Sabina, quindi gli Abruzzi attaccati e fusi ar Molise e me pare giusto, quindi Corsica , Sardegna, Sicilia,Campania, Puglia, Salento, Lucania co parti nord de Calabria, Calabria stessa, Sicilia e poi vabbè , a me mme gira ma è vezzo e stortura, puro l’Albania. Chiaramente Malta sta coi siciliani.

            Il Lazio sarebbe na cosa speciale come spetta ad ogni capitale e territori adiacenti. Tuscia e Ciociaria cò ROMA. Ad ogni modo voi sognate.
            Perché pè me se dovemo aripijà er mediterraneo e la Terra Santa , e sfanculando er kgb rendiamo Mosca una cottadina di secondo ordine ma strategico avanposto.
            Ai confini de Traiano scennemo un po’ giù pe la Mauritania ma non troppo pè rispetto, ma cosi ogni tanto abituamo le truppe a combatte sia coi negri laggiù che coi mongoli ( se diventassero tornei ahahahhaha ) , all’Islam je lasciamo solo l’Arabia, l’anatolia la spezzetamo fra greci e armeni e il resto lo chiamiamo anatolia proprio, un’altra natzio epurata dal male. Poi se fa n po’ così in giro pe tutte le nazioni europee, che a grandi linee rimangono così ( ma non cagate come il Blegio ovviamente ) e pè parcondicio estendiamo i confini agli etiopidi e sudanesi così compensano i lapponi, i finnici e gli ungheresi, ma ste ste lingue devono sparì, oppure agli etiopici e sudanesi ridamo na koinè nilotica ma la lingia sacra la teniamo.
            Obviamente abbiamo riunito le chiese, la forma di governo ognuno dirà che è liberista o socialista, dittatoriale o democratica, classista o egualitaria, femminista o madchilista, corporativista o lobbysta innuna giustizia suprema. I tatari ed i cinesi , ed i popoli africani, se incazzeranno, l’ America la usamo pè ripopolà l’Europa, dagli urali in poi ce sbattemo tutti i tatari perché che cazzo , se a quei cojoni degli islamici je lasciamo l’Arabia, arriviamo fino al Kashir pe tutelà l’induismo.
            Quando ce fanno guerra giocamo a fà finta de perde ma non attaccamo nessuno e pe converti ciavemo solo monaci che de regola vengono ammazzati e mandati in paradiso, ma qualcuno se converte . Espatria da noi oppure muore martire.
            A na certa se coalizzano e ci attaccano e quindi sterminamo le merde subsahariane e quelle asiatiche, gli stronzi senza i civili, ma poi torniamo a casa ed anzi je ripagamo i danni.
            Poi alla fine se convertono, se ricordamo che potemo sfruttà le americhe che allo stato brado sono ripiombate nella concezione di vita strana che hanno ed intanto indios e negroidi, quelli rimasti, hanno crwato creoli meno imptevedibili e sempre gioviali seppur fqtalisticamente crudeli.
            Li aiutamo a costruì la loro civiltà e pijamo solo risorse utili, poi se convertono. Il mondo è troppo bello e tutti collettivamente allora in un impeto se suicidamo autolanciandosi bombe atomiche su di noi.

  43. mirkhond says:

    A me l’unità europea andrebbe bene se istutissero un servizio igiene mentale unico, valido per tutta l’Unione.
    Così, potrei trasferirmi in Portogallo, dove, dicono che la vita sia meno cara.

  44. Z. says:

    Ma che credibilità ha la UE per dire cose simili?

    https://www.repubblica.it/esteri/2019/02/12/news/liberta_di_stampa_italia_europa-218940229/

    (Robéluxe e MT non azzardatevi a rispondere!)

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