“Soprattutto, contro il contadino testone”

Sto leggendo adesso (in inglese, ma esiste un’edizione italiana che non ho consultato) Il secolo ebraico di Yuri Slezkine, slavista russo residente negli Stati Uniti.

In fondo parla di se stesso, perché dedica il libro a una nonna cristiana perseguitata dai bolscevichi, diventata fedele cittadina sovietica; e anche all’altra nonna, ebrea e rivoluzionaria, diventata anticomunista.

Slezkine ci offre chiavi originali per capire le tragedie del Novecento, che non rientrano in nessun luogo comune, e riesce a cogliere i meccanismi sottostanti senza demonizzare nessuno.

Il suo libro è immenso, complesso e ricco di sfumature, per cui semplifico un po’, nel dire che divide l’umanità in apollinei (contadini, operai, stanziali, ma anche pastori nomadi, insomma tutti quelli che “fanno qualcosa di concreto”, come anche i loro aristocratici) e  mercuriali (che vengono e vanno, campano di espedienti, scambi, astuzie).

Mercurio, dio dei viaggiatori, dell’eloquenza, del commercio, dell’inganno, dei ladri, dei truffatori, dei bugiardi, della divinazione

Slezkine è il primo a notare una cosa fondamentale: l’affinità tra il ruolo storico degli ebrei (nella Polonia/Russia del Sette/Ottocento, poniamo) e minoranze analoghe e ben più numerose nel mondo: cinesi in Asia Orientale, mercanti e fabbri in Africa, cristiani d’Egitto con le loro farmacie,  zingari, che occupano saldamente nicchie economico-sociali di mediazione tra uno stato e l’altro.

I mestieri dei mercuriali variano:

il cambiavalute e il banchiere…

il violinista ai matrimoni…

il cristiano che vende vino al poeta musulmano Abu Nuwas nella taverna di Baghdad…

il mercante di schiavi (pensate a quanto gli zingari abbiano contribuito al commercio degli schiavi in Brasile)…

quello che ti fa uscire dalla malattia…

 quello che ruba denti d’oro nei cimiteri…

gli urtisti romani: il mestiere più mercuriale di tutti, che permette ai cristiani di non commettere simonia, vendendo oggetti sacri; e agli ebrei di scaricare ai cristiani la feccia idolatrica, e a tutti insieme di guadagnare scaricandosi addosso a vicenda l’impurità.

(gli esempi sono miei, non di Slezkine)

Slezkine sottolinea come il rapporto tra apollinei e mercuriali sia insieme complementare e conflittuale.

Il rapporto spontaneo tra esseri umani infatti non è commerciale:

io ti salvo dalla tigre dente di sciabola, e quando mi dici “grazie”, rispondo, “ma che scherzi, siamo amici!”

Tre anni dopo, tu salvi mio figlio che sta per annegare, e quando io provo a dirti grazie, rispondi, “ma di che?”

Quattro anni dopo, io ti incontro e ti ammazzo, perché mi hai guardato male

(storiella mia, non incolpate Slezkine)

Il rapporto tra apollinei e mercuriali è insieme necessario e conflittuale, perché viola questa regola spontanea.

Il contadino malesiano che si rivolge all’usuraio cinese, lo considera ipso facto un ladro; e lo stesso cinese deve disprezzare il malesiano, per poterlo costringere a pagargli gli interessi, che non chiederebbe invece a un altro cinese (almeno del suo stesso clan).

Ecco che i mercuriali creano un muro loro stessi per escludere gli apollinei e rafforzare la solidarietà interna, unico mezzo di sopravvivenza in un mondo in cui l’astuzia è tutta da una parte, e le armi dall’altra.

Lo zingaro ubriaco beve una bottiglia di birra dopo l’altra, poi le lancia nel cortile

Se ne sbatte della romnì furibonda, che gli grida, ‘ma potresti far male ai miei figlioli’

… e lui mi racconta…

della mahalla del Kosovo, prima che gli albanesi la distruggessero e cacciassero nel mare gli zingari, dei suoi fabbri, ‘era una meraviglia’, poi mi dice:

‘Ascolta… c’è uno che passa la frontiera con un asino, e lo fermano, e perquisiscono l’asino, ma non trovano niente…

l’anno dopo, lui passa ancora la frontiera con un asino, e non trovano niente..

e ancora, e non trovano mai niente che non sia in regola…

anni e anni dopo, il doganiere che è in pensione chiede, ma, ‘dimmi adesso che non posso farti più niente, cosa contrabbandavi, che non sono mai riuscito a capire?

E quello: contrabbandavo asini!”

(avventura mia, assolvete Slezkine)

“Phirinì!”, potete tradurre, banalmente, come “furba!”

immaginatevi la mamma di cinque figli, che sa che uno morirà presto ammazzato, un altro annegato, un altro incarcerato, a uno gli andrà bene, e la quinta ha la disgrazia di essere femmina, con una  vita di botte e dolore davanti…

Eppure, è phirinì!

O Devla!

Tanti benintenzionati fanno fatica a capire che non siamo esattamente “noi che discriminiamo gli zingari”.

Sono gli zingari a dividere il mondo in zingari e gagè, ad avere problemi a mangiare assieme ai gagè, a ritenere (con mille sfumature e livelli) che il contatto fisico con i gagè contamini (ma anche spesso il contatto tra diversi clan e livelli di zingari).

Consiglio ai curiosi, Gypsy Law Romani Legal Traditions and Culture a cura di Weyrauch, che chiarisce che stiamo parlando di diritto e non semplicemente di “strane usanze”.

Eppure basterebbe riflettere per un momento (come ha fatto da qualche parte Ugo Bardi) sul fatto che le zingare sanno di essere poco amate, anzi temute, eppure si vestono clamorosamente da zingare.

Che non è nemmeno facile trovarli, quei vestiti:

“E’ arrivato il mercante delle gonne da Istanbul, dove puntano tutte le antenne del Campo, e c’era con lui uno che cantava, e se tu solo potessi capire le parole che diceva, piangeresti da morire!”

Precisazione: dico ‘zingari’ perché ‘rom’ non è sinonimo di zingaro. ‘Rom’ vuol dire maschio sposato, tipo ‘signore’, con accanto la sua ‘romnì’ o ‘signora’. Anzi, che io sappia, tra gli zingari esiste una parola ben precisa per definire gli altri, ma nessuna per definire se stessi.

Onore allo Zio Bechir, – ‘O daio becìri!

Non so cosa avesse – la sindrome di Down? – arrivato clandestino in Italia su una barchetta, e mi parlava sempre a raffica in gadzhokanè, nella lingua dei gadzhè. E cioè in serbo. E poi è morto, e mi manca.

Ma è esattamente questo muro che permette agli zingari di non diventare dei clochard, frammenti insensati di umanità collassata, a morire sui bordi delle strade.

Questi muri sono mentali e linguistici: il Romané ha una base indiana, ma è una lingua voluta, costruita, per non essere la stessa dei gagè; e Slezkine nota come anche lo Yiddish, sebbene a base tedesca, fosse una lingua arbitraria, che permetteva a un popolo sacro di distinguersi.

Come la lingua, anche la visione dell’altro è in funzione di separazione: il contadino russo è ubriacone, passionale, stupido, sporco e violento, l’ebreo è intelligente, giudizioso, pulito e morigerato.

Oppure, se preferite, il contadino russo dice pane al pane e vino al vino, lavora con le mani, mentre l’ebreo è chiuso, segreto, ingannatore, incapace di autentici sentimenti, privo di amore per i luoghi, fa un profitto che è sempre percepito come un furto, e poi se ne va.

Considerazioni analoghe, ovviamente, separano il contadino tailandese dal mercante cinese.

Slezkine poi dice che questo teso equilibrio è saltato quando la rivoluzione industriale ha trasformato gli apollinei in mercuriali – siamo tutti migranti, scolarizzati, con mestieri che mutano continuamente, che campano di astuzie:  e ci proteggiamo, o alla maniera “ebraica” diventando un “popolo sacro” (e quindi inventando il nazionalismo) oppure alla maniera “protestante”, vincolandoci ad astratte leggi.

E’ quando tutti diventano mercuriali, che esplode lo scontro.

I mercuriali non hanno più un motivo particolare per esistere come tali; ma anche gli apollinei hanno perso ciò che li rendeva orgogliosi, entrambi si devono reinventare.

I mercuriali, con le loro abilità accumulate e le loro reti familiari, dilagano ovunque, occupando gli spazi economici, culturali e politici, a discapito degli apollinei infuriati; ma entrambi hanno perso la propria bussola, perché competono sullo stesso terreno.

E gli stessi mercuriali sono costretti a reinventarsi come apollinei: nazionalisti tedeschi o russi; rivoluzionari comunisti universalisti; inventori di un’Apollonia sionista.

I mercuriali non necessariamente barano, anzi hanno l’occhio fresco, di chi per la prima volta vede ciò che altri non hanno mai notato.

Isaac Levitan, nato e morto ebreo, è stato il più grande pittore di paesaggi russi

Ciascuna di queste scelte è carica di rischi straordinari, come dimostra la storia di Essad Bey, e qui divago, perché non ne parla Slezkine.

Di Essad Bey ho raccolto ad uno ad uno i libri, tanto diffusi negli anni Trenta, quanto introvabili oggi.

A suo dire di padre aristocratico russo e di madre rivoluzionaria azera, cantore in lingua tedesca di tutta l’immensa varietà umana e culturale che la rivoluzione bolscevica aveva cercato di annientare, con racconto su racconto, dove cogli che i fatti sono spesso inventati o esagerati, ma l’essenza è vera.

Essad Bey guarda il mondo che ha attorno e se ne innamora, una sensazione che capisco profondamente:

“Ho visto le grandi distese del sabbioso deserto arabo, ho visto i cavalieri, i loro burnus bianchi come la neve nel vento, ho visto il gregge del Profeta che pregava verso la Mecca, e volevo essere una sola cosa con questo muro, con questo deserto, con questa incomprensibile e intricata scrittura, uno con tutto l’Oriente islamico”

Fedele allo zar di cui aveva raccontato la vita e la morte, morì a Positano a trentasette anni. In piena guerra mondiale, scegliendo di stare quindi dalla parte sbagliata del fronte.

Solo in anni recenti, si è scoperto che Essad Bey in realtà si chiamava Lev Nussimbaum; la madre, ebrea quanto il padre, era morta suicida; ed Essad Bey è morto a sua volta di una rara malattia che colpisce solo gli ebrei ashkenaziti; ed era fuggito nell’Italia fascista, dalla Germania nazista.

Aveva amato i cosacchi, i pellegrini della Mecca, i montanari del Caucaso, come nemmeno loro amavano se stessi, eppure non era mai riuscito a essere uno di loro.

Ma citiamo direttamente Slezkine:

Gershon Shalom scriveva che “per molti ebrei, l’incontro con Friedrich Schiller contava più del loro incontro con i veri tedeschi”.

E chi erano i veri tedeschi?

Secondo Franz Rosenzweig, erano “il geometra, lo studente membro della confraternita goliardica, il piccolo burocrate, il contadino testone, il maestro di scuola pedante”. Se volevi essere un tedesco, dovevi farne parte, abbracciarli, diventare uno di loro – se ci riuscivi”.

Slezkine riassume l’esito finale, con la più sintetica descrizione del Novecento che io conosca:

“In Germania, il geometra, lo studente membro della confraternita goliardica, il piccolo burocrate, il contadino testone, il maestro di scuola pedante riuscirono a  reagire contro le impossibili imposizioni della modernità, identificandole con gli ebrei e organizzando il pogrom più brutale e meglio organizzato della storia;

in Russia, i figli dell’intelligentsia (molti di loro ebrei) si impossessarono del potere e riuscirono a portare a termine una visione senza compromessi del ‘modello francese’ conducendo l’attacco più brutale e meglio organizzato della storia contro  il geometra, lo studente membro della confraternita goliardica, il piccolo burocrate, il contadino testone. Sopratutto, contro il contadino testone.”

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536 Responses to “Soprattutto, contro il contadino testone”

  1. PinoMamet says:

    Sarò il primo a notare che Slezkine dà in fondo ragione a Peucezio, sulla Rivoluzione Bolscevica.

    In ogni caso, conosco abbastanza ebrei per riconoscere che il luogo comune sull’intelligenza e la furbizia ebraica è- per fortuna anche degli ebrei- una bufala clamorosa.

  2. PinoMamet says:

    Qualcosa di non troppo diverso, ma che non c’entra con zingari, ebrei e cristiani mercanti di vino, notavo anch’io, tempo fa, se ricordi, per le due comunità delle cittadine emilianeoccidentali:

    i coltivatori/gentiluomini, e i mercanti/osti/furbacchioni.
    molto osmotiche però; ma con valori opposti.

  3. Mauricius Tarvisii says:

    Ma il geometra e il burocrate sono apollinei? Pensavo che gli addetti del terziario fossero mercuriali, dalle definizioni fornite.

  4. habsburgicus says:

    il carattere anti-contadino del tragico esperimento bolscevico, anche e forse soprattutto per le ragioni citate da Slezkine, era ben noto, ancorché (volutamente ?) obliato
    diverso il caso cinese maoista, e financo quello vietnamita hochiminhista, tanto che potremmo porci legittimamente la domanda se il PCC (o il PCV) da un lato e il RKP (b)/VKP (b) [KPSS cioé PCUS si chiamerà solo dall’ottobre 1952] dall’altro avessero in realtà la stessa ideologia, ad onta delle asserzioni propagandistiche !
    e forse ciò potrebbe aiutarci a comprendere meglio perché in Asia orientale il cosiddetto comunismo non sia caduto…magari perché là non era ab origine comunismo bolscevico e soprattutto era autoctono

    • Z. says:

      Correggimi se sbaglio, ma la mia impressione è che in Cina più che la filosofia di Carlo Marx abbia pesato qualcosa d’altro:

      tipo, molti ufficiali hanno visto che Mao intendeva opporsi al Giappone più di JJ (CKS in WG) e hanno pensato: ehi, se Chiang detesta così tanto i comunisti, forse in questo comunismo ci dev’essere qualcosa di buono 🙂

      PS: so che vi piacciono le abbreviazioni 😀

      • habsburgicus says:

        anche

        • habsburgicus says:

          che poi, come tu sai
          Jiang Jieshi non è solo la forma in pinyin, bensì quella in pinyin mandarino (in Wade-Giles sarebbe Chiang Chieh-shih, dunque CCS)
          Chiang Kai-shek è una forma cantonese (la forma pinyizzata, ammesso che esista, non la conosco, presumo qualcosa tipo Jiang Ganshek)..
          ripeto, son cose che tu sai benissimo, ma mi é venuta voglia di scriverle 😀

          P.S
          se tu avessi il da te, e Miguel, odiato fb, avresti visto una foto con commento mio, invero di 6 anni fa, che ho (ri)postato oggi, di concernente 6 Capi di governo asiatici durante la II GM (più il nipponico), una delle rare foto dei Capi pro-Giappone tutti insieme*..c’erano tutti
          visto cosa ti perdi a non ssere su fb 😀 😀 😀

          *en passant, il Giappone batté la Germania 10 a 0 su come trattare i popoli sottomessi
          il Giappone diede l’indipendenza a Birmania e Filippine, stabilì una stretta alleanza con la Thailandia (che loro hann fatto finta di obliare), favorì Wang Jing wei (Wang Ching-wei in WG) a Nanchino e il Mamciukuò, e pure l’India libera di Subhas Chandra Bose, oggi in India onoratissimo (eh sì, in quella lande la II GM è un po’ diversa da quella dell’intellettualloide tessera PD 😀 e ci ricolleghiamo a qualcosa già detto dal nostro cortese anfitrione in passato)
          è come se la Germania, anziché inviare un brutale mentecatto come Koch, avesse dato l’indipendenza all’Ucraina !.. più a Estonia, Lettonia e Lituania..aggiungiamo la Rutenia bianca (Bielorussia)
          certo un’indipendenza alla Panama, puramente teorica
          ma nel mondo contano le forme !
          il Giappone questo lo capì
          quella Germania lì, no !

          • Per Habs

            ” avresti visto una foto con commento mio, invero di 6 anni fa,”

            manda per email, poi la metto io ben visibile nei commenti!

          • Francesco says:

            vergogna o Maestro di storia!

            il comportamento dei giapponesi in Corea e in Cina fu così infame da essere ancora oggi ben ricordato da quei popoli ed elemento portante delle ostilità odierne tra quei paesi!

            roba che Polacchi e Ucraini possono capire benissimo e senza sforzo

            cosa è questa eccesso di filo-nipponismo? anche tu vedevi Goldrake da piccolo?

            🙂

            • PinoMamet says:

              Sì però è vero anche quello che dice Habs.

              • Francesco says:

                io ho il sospetto che fosse propaganda giapponese e basta e che nei fatti i giappi fossero razzisti almeno quanto i bianchi

                ma è solo un sospetto

          • Daouda says:

            Habs ci parli delle Filippine e dell’oro nascosto dai giappocosi?

        • PinoMamet says:

          “Jiang Ganshek”

          mmm non credo esista una traslitterazione pinyin per il cantonese…
          mi pare utilizzi una sua forma specifica.

          Il pinyin credo sia nato espressamente per il cinese ufficiale, moderno, basato sul pechinese;
          e le uniche consonanti finali sono la -n e la -ng (che indica una pronuncia velare).

          • PinoMamet says:

            Leggo ora che esiste anche una versione di pinyin pere il cantonese, credo pochissimo utilizzata.
            In ogni caso, trascrive la pronbcia cantonese, quindi non sarà molto diversa da Chiang kai Shek

            (ho controllato: forse uguale, forse dziang kai shek)

    • Daouda says:

      Habs ancora caschi nel tranello? NON È MAI ESISTITA UN’IDEOLOGIA “COMUNISTA”

      • habsburgicus says:

        poco importa che sia esistita o no….
        il fatto importante è che loro dicevano di sì o facevano finta, poco ci interessa adesso 😀
        per me, notoriamente, il comunismo è soperchieria altro che ideologia 😀

      • Daouda says:

        Ii ti farei riflettere di come, dopo l’apertura al mercato coi successori di Mao, le triadi di HK collegate alla massoneria inglese siano entrate nel governo.
        Se il falso collasso sovietico ed anche la rottura in seno al comunismo internazionale nei vari nazionalismi sono da annoveraee in un grande piano di disinformazione e depistaggio, se è vero come è vero che Kgb e Cia non sono stati cosi avversi come sembra, il discorso è proprio che ci deve interessare giacchè la patina tradizionalista che si sono dati è proprio per smorzare le opposizioni del tutto , attirandole a sè e pilotandole verso un caos che possa additare i due poli nel magma della damnatio e dunque favorire la rivoluzione restauratrice.

    • PinoMamet says:

      Tra l’altro credo che gli USA, per ragioni di immigrazione, conoscano (a livello di infarinatura popolare/esotismo) molto di più i nomi, usi e costumi cantonesi che quelli cinesi “normali”.

  5. Moi says:

    Ma il Professor James D. Watson, dopo le esternazioni sul DNA dei “negri” … su quello dei “contadini” non ha detto nulla ?! 😉

  6. daouda says:

    Vabbè me parono tutte cazzate , le tue classiche, e poi te sei dimenticato i dionisiaci e del fatto che gli uni si tramutano negli altri per tutte le categorie ( compresi i dionisiaci che non ti scriverò chi sono ) quindi è la tua solita fazione narrata per dare scalpore e pseudo saggezza.

    Ad ogni modo generalmente sò divisi in Kalé , Sinti e Romanì. Me spieghi allora se è possibile accostarli ai rami ebraici?
    Non devo rispondermi sì, che quello l’ho già fatto io perché è così. Ma visto che te piaciono magari hai notato corrispondenze ed hai dati in più.

    Detto questo io ho profonda stima per gli zingari e gli àbbrei. Il problema è che gli zingari e gli àbbrei non sono più sè stessi ( e non c’entra un cazzo cò mercurio apollo o dioniso ) e tendenzialmente, in modi diversi, come i compari traditori falsi cristiani o gli atei disumani si danno al crimine avendo rinnegato la propria eredità.
    A conti fatti sono degli idòlatri, e fanno schifo e sono zozzi proprio perché esteriormente manifestano quel che sono diventati nel tempo dentro, giacché separarsi a comportato quello che ogni uomo crede ( ma per gli zingari o qualunque razza dai benpensati appoggiata per fini chiari a chi li sà vedere ) determina non l’incontaminazione ma l’astio e quindi il dolo, ergo diventi impuro per natura stessa, ed infatti gli zingari stanno messi peggio degli àbbrei perché almeno quelli hanno regole pur non avendo sacrifici sacerdotali che praticamente li rende dei monchi spirituali ed per questo che di solito la loro mistica crea mostri.

    Ciò scritto il problema della purezza rituale non mi sembra difficoltoso né da biasimare, anzi. Fanno bene. Anche io sto optando per la classica distinzione da incontaminatio : attacco subito a salutare senza saluto, non tocco, non mangio con chi sò che è una merda e foss’anche un supposto eretico od apostata.
    Si facesse così staremmo meglio tutti.

    fermo restando he quei pochi zingari fedeli a sè stessi sono molto affascinanti e carismatici da sè, ed è bello imparare da loro nel corso del tempo.

  7. Moi says:

    * Segnalazione *

    Nuovo titolo choc, anzi shock, di Libero :

    “Calano fatturato e Pil, ma aumentano i gay”

    Non ci credete ? Cercate, cercate …

    • Peucezio says:

      Sì, sì, me l’hanno proposto su fb fino alla nausea.
      Meglio così, meno concorrenza.

    • Per Moi

      ““Calano fatturato e Pil, ma aumentano i gay”

      Cerco di capire il “ma” avversativo:

      “La buona notizia è che calano fatturato e Pil, ma purtroppo aumentano i gay”

      oppure

      “La cattiva notizia è che calano faturato e Pil, ma per fortuna aumentano i gay”

  8. Peucezio says:

    Miguel,
    bellissimo post.
    Devo rifletterci: qualche spunto mi viene in mente, ma voglio elaborarlo con calma..

    Invece, parlando di tutt’altro, mi sto vedendo la serie “Narcos Mexico”, di Netflix.
    Ho l’impressione che i messicani sonorizzino un po’ le /s/ intervocaliche; ti ci ritrovi? O è una caratteristica solo di alcune zone o di alcuni indivdui?
    Inoltre mi sembra che realizzino in modo più alto le -o atone, quasi vicine a una ‘u’.
    Lessicalmente si nota il ricorrere ossessivo di “pincho” (come aggettivo) e dei vari “chingada”, “chingado”, “chingar”, ecc. (di cui abbiamo parlato a voce tempo fa), oltre che di “madre” e anche “verga” nel senso di ‘pene’, ma usato anche per mandare a quel paese.
    In ogni caso diversissimo dagli altri spagnoli latino-americani, a loro volta diverisssimi fra loro.
    Si nota anche la mancata trasformazione di ‘s’ in ‘h’ in coda sillabica e la realizzazione approssimante di ‘ll’ e ‘y’ (è sempre zona di yeísmo, quindi si fondono), come [j], non come [ʝ] come gli iberici o come [ʒ] o [ʃ] come per es. gli argentini.
    Ti ci ritrovi?

    • Peucezio says:

      Ah, e ho dimenticato “pendejo”.

    • Per Peucezio

      “Ti ci ritrovi”

      Direi di sì… interessante quello che dici della “o”, non ci avevo pensato: in Nahua esistono le vocali a, e, i e poi una quarta resa indifferentemente con “o” e “u”, secondo l’autore. Però anche quando è tonica.

    • Peucezio says:

      Oltre a quelli linguistici, ci sono anche altri aspetti interessanti in quella serie.
      Uno s’immagina i Narcos messicani non solo come violentissimi, ma anche con un’antropologia da Narcos, sul genere di Pablo Escobar, quello della Colombia.
      Invece Félix Gallardo qui è rappresentato come un razionale imprenditore, anche con tratti di cinismo e freddezza, ma fine, con un’aspetto da impiegato, che usa pochissimo la violenza fisica diretta, insomma, un borghese prestato al narcotraffico.
      E in generale il tasso di violenza della serie è come quello di qualsiasi serie analoga, non di più. Non è una macelleria, insomma.
      L’impressione è che c’è un’impresa ad alto livello, che ha aggregato tutte le varie imprese locali, e che persegue i suoi traffici lucrosissimi. Efficiente, ma non più spietata di qualsiasi organizzazione criminale del mondo.
      Ciò che invece si distingue nettamente è il livello di partecipazione del governo. Qui il governo, la politica, la polizia federale sono completamente organiche alla cosa: s’intascano un sacco di soldi e non è che lasciano fare, collaborano proprio attivamente all’impresa.

      • PinoMamet says:

        “Invece Félix Gallardo qui è rappresentato come un razionale imprenditore, anche con tratti di cinismo e freddezza, ma fine, con un’aspetto da impiegato,”

        Leggo in Jodorowsky che avrebbe incontrato Castaneda, scrittore “mistico” messicano.
        Jodorowsky, cileno, lo dice chiaramente che è un “truffatore magico”, fa parte del suo metodo, si può dire.
        Castaneda, ci dice, avrebbe inventato e allungato molto il brodo, per motivi editoriali, ma qualcosa di vero sotto ci sarebbe, anche se il protagonista dei suoi libri (Don Juan se ricordo bene) è di invenzione.

        Bon, quello che mi colpisce è che Jodorowsky dice che “in Messico si possono riconoscere le classi sociali dall’aspetto fisico; Castaneda assomiglia a un cameriere”.

        Chiedo a Miguel se sia vero (sospetto che, anche in questo caso, qualcosa di vero ci sia).

        • Peucezio says:

          Pino,
          “Leggo in Jodorowsky che avrebbe incontrato Castaneda, scrittore “mistico” messicano.
          Jodorowsky, cileno, lo dice chiaramente che è un “truffatore magico”, fa parte del suo metodo, si può dire.”

          Non ho capito se Jodorowsky ha detto di aver incontrado Castaneda o che Castaneda avrebbe incontrato Gallardo.
          E quindi se il truffatore magico sia Castaneda o Gallardo.

        • Per PinoMamet

          “Castaneda, ci dice, avrebbe inventato e allungato molto il brodo, per motivi editoriali, ma qualcosa di vero sotto ci sarebbe, anche se il protagonista dei suoi libri (Don Juan se ricordo bene) è di invenzione.”

          Una cosa che colpisce di Castaneda è l’unicità del discorso che fa.

          Non somiglia nemmeno lontanamente a nient’altro che io conosco nel mondo “spiritualista”.

          L’unico autore che lo supera per me è Antonio Velasco Piña, con Regina. Un libro di impostazione banalmente teosofica, quindi nulla dell’originalità ‘ideologica’ di Castaneda.

          Solo che ha avuto la trovata geniale di mettere al centro della storia universale Regina Teuscher Kruger, una ragazza assolutamente reale, morta probabilmente per caso nella strage di Tlatelolco nel 1968 a Città del Messico.

          Era la figlia di un medico tedesco, e quindi il suo fu uno dei primi cadaveri che la polizia dovette permettere di riconoscere (i corpi più banali li buttarono dagli elicotteri nel mare, come si fa in Messico). Insomma, una tragedia normale, di cui normalmente si sarebbero occupati solo i critici del governo.

          Il problema è che Antonio Velasco Piña è uno scrittore bravissimo, che si legge avidamente. E nel libro Regina, racconta al mondo la ‘vera’ storia di Regina: una tedesca (non a caso, i messicani amano i tedeschi) allevata nel Tibet, inviata in Messico che è il centro del mondo, per mettere insieme le quattro tradizioni indigene con quella dei “bianchi”, e destinata ad autoimmolarsi nel sacrificio umano che avrebbe redento il mondo.

          Per far avvenire questo sacrificio, succede il Sessantotto, che l’autore descrive in gran dettaglio: la cosa assurda è che Regina è considerato da tutti il migliore libro, più preciso e coinvolgente, sul grande massacro.

          Con il curioso risultato che per milioni di messicani Regina è una meravigliosa figura di redentrice nazionale, di saggezza e di martirio, riassunto dell’intera storia e del ruolo mistico e planetario del Messico (anche il nome è considerato ‘non casuale’)

          mentre i poveri parenti della vera Regina si sforzano, invano, di dimostrare che era soltanto una banale diciannovenne qualunque e che la sua morte non è servita a niente.

          • PinoMamet says:

            Interessante… non ne sapevo nulla, devo documentarmi!

          • PinoMamet says:

            Ricercvando, vedo che ne aveva già parlato… Kelebek 😉

          • Daouda says:

            Beh molti messicani sono proprio cojoni allora

          • daouda says:

            Per quanto mi riguarda Castaneda ha romanzato e per motivi di buisnesse e per accordare fonti probabilmente differenti spacciandosi e ricamando su chi non era, tenendo conto che quel di cui è andato a parlare collimava con interessi esterni a maggior ragione, aprendo però poi al singolarismo extra organizzazionale o perlomeno decretandone la fallaccia, in questo è utile, poi semmai dà anche come al solito informazioni sataniche o comunque sia del tutto mondane latu sensu.

          • Marco says:

            Per me Castaneda era sicuramente un furbacchione con qualche amicizia “strana”, che, visto che sapeva scrivere davvero bene, è stato “usato” per tradurre in termini moderni e post-psicologia molti aspetti tradizionali.
            Penso soprattutto di ermetismo/alchimia e alla lunga degli strascichi di Empedocle/gnosticismo.

            • Per Marco

              “Per me Castaneda era sicuramente un furbacchione con qualche amicizia “strana””

              Il bello di Castaneda, per me, sta proprio nel fatto che non possiamo dire nulla “sicuramente” a proposito di lui.

              E stiamo parlando di un professore di un’importante università americana in anni relativamente recenti.

              Questo fatto lo trovo magnifico, da parte sua.

              Oggi, l’unica forma di segreto possibile possibile consiste nella sovrabbondanza di informazioni, di bufale, di accuse demenziali e contraddittorie che si riversano su un singolo individuo.

              • Marco says:

                In effetti pochi riescono a mantenere un alone di mistero del genere. Probabilmente aveva preso sul serio ciò di cui scriveva e teneva a bada la smania di celebrità. E forse ha anche avuto fortuna.
                Per esempio sul fatto che fosse peruviano… lui stesso in un’intervista, forse l’unica che ha rilasciato, ha detto di chiamarsi Aranha e di essere brasiliano, nonché di 10 anni più giovane di quanto riportato in giro.
                E dall’unica sua foto che ho visto direi che era davvero brasiliano.
                Nell’ultimo suo libro racconta anche episodi della sua giovinezza, in Brasile, probabilmente nel centro sud, visto che di idee affini alle varie religioni di origine africana non ce ne sono proprio nei sui scritti.
                E lui stesso è molto più europeo del brasiliano medio.

              • Daouda says:

                Beh si ha avuto grande celebrità commerciale ma alcuni new agers, gli accademici e gli esoteristi di professione lo hanno condannato senza sè e senza ma.

            • Daouda says:

              Volevo specificare che per satanico intendo il comunicare coi demoni ( probabilmente molti messaggi veicolati da visioni mariane od altro sono anch’essi satanici dunque…parcondicio per me ) mentre per mondano và compreso che qualsivoglia rituale che non collega al Trascendente di per sè e direttamente ossia tutte le religioni ed esoterismi e sciamanismi.
              Ovviamente dal punto di vista cristiano

  9. Moi says:

    Gli Ispanofoni Continentali con pronunzia più simile ai LatinoAmericani, specie Messicani, dovrebbero essere gli Andalusi … ovviamente, “simile” e “uguale” NON sono sinonimi !

    • Peucezio says:

      Mah…
      Il spagnolo americano effettivamente ha molti punti in comune con l’andaluso, ma nel caso del messicano questo lo noto poco.
      Due cose che sono comuni a tutte le varietà spagnole d’Oltreoceano sono il seseo, tipico anche di molta parte dell’Andalusia e dello spagnolo canario (ma sempre per importazione andalusa) e l’articolazione meno “dura” della jota (tecnicamente, mentre quella spagnola è vibrante uvulare, anche se i manuali non lo dicono, quella sudamericana è quasi dappertutto fricativa velare); quella andalusa in realtà è ancora più “dolce”: di solito è fricativa laringale (cioè l’aspirazione h, come quella inglese) o addirittura dilegua.

      Cioè:
      1) uno di Madrid dice [ˈʀ̥ota],
      2) un latino-americano in genere dice [ˈxota],
      3) un andaluso dice [ˈhota], con un [h] a volte molto debole o assente.
      Stranbamente i manuali di fonetica e fonologia spagnola (parlo di quelli scientifici, non scolastici), la classificano come [x] (riferendosi allo spagnolo di Spagna! Viende addirittura il dubbio che lo standard, la dizione preveda ciò, disattesa ovviamente da tutti, e che la vibrante uvulare sia una pronuncia popolare, anche se la usano anche i più colti).

      • Z. says:

        All’aeroporto di Madrid, dal tabaccaio.

        – Puchos por favor.
        – Aqui se llaman cigarros, señor.
        – …cerillos por favor.
        – Aqui se llaman fósforos, señor.
        – Ah sì? Senta un po’, lei, qui come li chiamate i romp…
        – Noi non li chiamiamo, señor. Arrivano da soli con Aerolíneas Argentinas.

  10. Daouda says:

    In realtà io credo che in Italia la nostra Italia transumante e comunale e marinara , se avesse mantenuto una certa concezione di purità rituale giust’appunto, sarebbe stato davvero più di quel che fu, il miglior popolo della storia.

    Anche perchè è inutile che ci giriate intorno. Il razzialismo è un’evidenza ma se nel mondo tutto è gerarchizzabile, una razza superiore c’è per forza.
    E non mi stupisco che la mentalità ebraica sia affine a quella italiana più che altrove.

    Gli zingari d’altronde però vanno considerati estremamente degeneri inquanto ignari di sè e fattualmente privi di culto, il loro handicap più grande oltre all’ovvia impurità che portano con sè di cui ho scritto su.
    Praticamente dei sepolcri imbiancati caraiti con influssi egizio-iranici e definitivamente superstiziosi e basta ( e il popolo più superstizioso antico sono stati i romani , altra stranezza ma…io in realtà non mi stupisco di ciò come anche il fatto che gli zingari siano parallelizzabili alle etnie ebree )

    • Daouda says:

      Razza in senso lato ovviamente essendo che è astrazione correlativa al Nume o Genio, ciò che forna poi la stirpe o gens

    • Daouda says:

      Razza e Nume pee la gens intendo, che è l’unica cosa esistente essendo queste genere e specie porfiriane di cui l’humanitas è risultante e le etnie suoi sottogruppi fenomenici intendo ma per forza di cose classificabili ergo categorizzabili.

      Non si può dire che se esistono le etnie esse non possano essere archizzabili ( tolgo il termine ieros che vuol dire sacro e non ha essere )

  11. PinoMamet says:

    Ho un po’ più tempo e rendo noto, specialmente a Miguel, che una nuova studentessa, albanese/turco/qualcos’altro, mi ha fatto conoscere una lunghissima serie TV turca su tal Ertugrul (con fregno sulla G) fondatore degli Ottomani.

    Considerando che di solito mi fan conoscere (e ne farei a meno) dei bellocci americani di serie TV americane, è un gradito cambiamento.

    Ho visto due minuti per farmi un’idea; naturalmente, come tutti i film di posti strani, sarebbe fantastico doppiato in pugliese;
    a parte questo, c’è una profusione di facce europee, che interpretano, a quanto ho capito, dei nomadi dell’Asia Centrale (almeno nella prima puntata).

  12. mirkhond says:

    Questa serie su Ertuğrul, si trova su youtube?

  13. Moi says:

    … Time out ! 😉

    Ma “Apollineo” non si diceva in antitesi a “Dionisiaco” ?!

    • Z. says:

      Per questo osservammo che questa dicotomia riproposta da Miguel fa molto Nice.

      “Mercuriale”, però, rende effettivamente l’idea.

      • Moi says:

        “Mercuriale” senz’altro rende l’idea di “dinamismo” … ma “Apollineo” non mi rende tanto un’ idea di “stasi”.

        Forse,però, ho travisato qualcosa …

        • Z. says:

          Più che per il dinamismo, per le attività tradizionalmente associate a Mercurio, come il commercio e il furto…

          Anche per Nicce, del resto, il commerciante era sostanzialmente un ladro, o per meglio dire un parassita.

      • Daouda says:

        Apollineo è il complementare di Dionisiaco. Il mercuriale è la cinghia di trasmissione…per questo l’analisi fatta non ha senso oltre a dimenticare che giust’appunto il negativo di ogni categoria è in sè stessa piuttosto che risolversi negli altri.

        Basti vedere la degenerazione degli zingari e la loro impurità esistenziale giust’appunto

    • Per Moi

      “Ma “Apollineo” non si diceva in antitesi a “Dionisiaco” ?!”

      No. Slezkine dice che l’unica differenza tra un apollineo e un dionisiaco è che il secondo ha bevuto 🙂

  14. Moi says:

    … e di Paulo Coelho, icché ne dite ?

    • PinoMamet says:

      Non lo conosco tanto.
      Mi dà l’idea- senza guardare su Wiki- di uno che scriva delle cose di generico buon senso un po’ new-age, ma non vende il proprio personaggio come “sciamano” o “stregone”: è solo uno scrittore.

      • PinoMamet says:

        Controllo adesso su Wikipedia e mi dice che ha avuto delle esperienze nella magia e nell’alchimia; ma poi è diventato sostanzialmente un cattolico, magari un po’ sui generis.

  15. Moi says:

    … Visto che avete già “scomodato” Castaneda.
    Che però, SE nel senso di “Carlos”, Wikipedia Castaneda lo dà come Peruviano Statunitense d’Adozione …

  16. Peucezio says:

    Comunque il vero tema, posta la pertinenza della polarità mercuriale-apollineo, è come mai siamo diventati tutti mercuriali.
    Cioè i mercuriali e gli apollinei, tranne forse in società di sussistenza molto semplici e primitive, in cui forse i mercuriali non servono, sono complementari e incrementano la complessità, perché i mercuriali consentono quel minimo di interscambio che rende più ricche e complesse le società degli apollinei, ma uno scambio non di entità tali da far diventare le società apollinee tutte uguali, come accade ora.
    Quindi quell’equilibrio consente il massimo di articolazione e pluralità possibile.
    La novità, il vero tema allora non è l’esistenza dei mercuriali, ma l’estinzione degli apollinei.
    Che è successo?

    Inoltre credo che la mercurialità esaurisca solo un aspetto dello spirito ebraico e che non si possa capire la modernità trascudando gli altri aspetti. Poi può essere che riusciate a ricondurli alla mercurialità, ma così come l’ha formulata Miguel sintetizzando Slezkine, non ce la vedrei. Ma sarebbe da rifletterci.

    • Per Peucezio

      “La novità, il vero tema allora non è l’esistenza dei mercuriali, ma l’estinzione degli apollinei.
      Che è successo?”

      Infatti.

      • Peucezio says:

        Circa gli altri aspetti,
        Miguel, secondo te il trascendentismo e l’avversione per la natura, il sesso, le immagini, il sacro, ogni forma di mediazione sono tutte cose collegabili alla mercurialità?
        Se fosse così però gli zingari non avrebbero nulla di mercuriale.
        Oppure è una questione di misura?
        Gli zingari non sono abbastanza mercuriali per rinnegare anche queste cose, mentre gli ebrei sono il popolo più mercuriale del mondo?
        In tale ultima ipotesi, noi oggi saremmo molto più mercuriali degli zingari: li avremmo superati di diverse grandezze.

  17. Pierre Bezucov says:

    Per i germanofoni, a proposito di ebrei e di goliardia tedesca. Parla Heinrich Heine

    Dicht hinter Hagen ward es Nacht,
    Und ich fühlte in den Gedärmen
    Ein seltsames Frösteln. Ich konnte mich erst
    Zu Unna, im Wirtshaus, erwärmen.

    Ein hübsches Mädchen fand ich dort,
    Die schenkte mir freundlich den Punsch ein;
    Wie gelbe Seide das Lockenhaar,
    Die Augen sanft wie Mondschein.

    Den lispelnd westfälischen Akzent
    Vernahm ich mit Wollust wieder.
    Viel süße Erinnerung dampfte der Punsch,
    Ich dachte der lieben Brüder,

    Der lieben Westfalen, womit ich so oft
    In Göttingen getrunken,
    Bis wir gerührt einander ans Herz
    Und unter die Tische gesunken!

    Ich habe sie immer so liebgehabt,
    Die lieben, guten Westfalen,
    Ein Volk, so fest, so sicher, so treu,
    Ganz ohne Gleißen und Prahlen.

    Wie standen sie prächtig auf der Mensur
    Mit ihren Löwenherzen!
    Es fielen so grade, so ehrlich gemeint,
    Die Quarten und die Terzen.

    Sie fechten gut, sie trinken gut,
    Und wenn sie die Hand dir reichen
    Zum Freundschaftsbündnis, dann weinen sie;
    Sind sentimentale Eichen.

    Der Himmel erhalte dich, wackres Volk,
    Er segne deine Saaten,
    Bewahre dich vor Krieg und Ruhm,
    Vor Helden und Heldentaten.

    Er schenke deinen Söhnen Stets
    Ein sehr gelindes Examen,
    Und deine Töchter bringe er hübsch
    Unter die Haube – Amen!

    • Pierre Bezucov says:

      L’immagine dei pischelli di Gottinga è una delle più belle descrizioni dell’”avere vent’anni” che io conosca,e forse solo un “mercuriale” la poteva scrivere

      E l’augurio finale-se si pensa che è un poeta ebreo che prega per l’incolumità di giovani tedeschi-se si pensa quanto”der Himmel”sarebbe stato POCO pietoso con i discendenti dell’uno e degli altri….ti fa letteralmente spezzare il cuore

      Reply

      • Per Pierre Bezucov

        Bella riflessione, grazie, il testo di Heine è davvero commovente.

        E’ verissimo che solo un mercuriale può vedere abbastanza gli apollinei con quel distacco occorrente per coglierne la bellezza.

        Gli inglesi in Toscana non erano esattamente dei “mercuriali” – il loro reddito era indipendente dal contesto in cui vivevano; ma avevano questo distacco che ha permesso loro di cogliere la Toscana in un certo senso meglio di chi la dava per scontata.

        • Pierre Bezucov says:

          Si,capisci la specificità”mercuriale” se paragoni il testo di Heine con un canto studentesco tedesco”tipico” di quegli anni.

          Alcuni sono molto belli,ma sono l'”autorappresentazione degli apollinei”

          In nessuno puoi trovare quell’idea che lo stesso pischello che ti sfregia la faccia con la spada può piangere tutte le sue lacrime sulla tua spalla.

          Che la sua “coattaggine” è l’altra faccia della sua fragilità

          Per dire questo-e per dirlo con ironia e con immenso affetto-ci vuole la sapienza di Ermes,che vede gli opposti legarsi

          • Per Pierre Bezucov

            “Per dire questo-e per dirlo con ironia e con immenso affetto-ci vuole la sapienza di Ermes,che vede gli opposti legarsi”

            Concordo totalmente. Sei riuscito a cogliere bene la forza e il limite delle “autorappresentazioni”.

            Il dubbio è quanto davvero i mercuriali, a loro volta, colgano gli apollinei. O meglio, sanno degli apollinei più di quanto gli apollinei sappiano di se stessi. Ma non provando i loro istinti, restano indifesi, quando questi si scatenano.

            Lo dico da mercuriale.

            • Pierre Bezucov says:

              Verissimo.

              Comunque questa è una versione “apollinea” di quello che Heine descrive in modo “mercuriale”

              https://www.youtube.com/watch?v=mtU6Fs2Jyn0

              E la differenza è evidente proprio perché si tratta anche qui di un testo in qualche modo”ironico”.Ma il senso dell’ironia è qui la negazione del tempo;si ripete a ogni strofa “o quae mutatio rerum” per intendere che in realtà niente veramente cambia; i giovani sono vecchi e i vecchi giovani .Ed è, appunto, il modo in cui quel mondo si “rappresenta(va)” dall’interno;mentre Heine lo vede “stando su una soglia”” né dentro e né fuori”

        • Daouda says:

          A sto punto visto che usate i pianeti dovete collegare Mercurio a Giove.

          Dimenticate però che Apollo è si collegato al Sole ma non è il sole stesso.
          Ugualmente Dioniso è collegabile a Saturno ma non è lui.

          Poi fate come cazzo ve pare

  18. Daouda says:

    Pe capisse Apollo e femminile vanno con Visnù e la sua sakti. Quindi Shiva con Dioniso.
    Mercurio và con Minerva semmai e dunque co Ianus. Quello dei pianeti è una robba interna ad un altro schema ed un’altra struttura.

    • daouda says:

      Atena e Ermes hanno a che fare con Mercurio. In tal senso sono collegati a Ianus/a/o nei passaggi iniziatici.
      Apollo/Artemide configura una realtà ispirata mentre Dioniso è il 3 volte nato collegabile ad Ecate.

      Però il conto và fatto prima da Kaos/Hydor e Kaligine/Hyle ed i loro quattro figli di cui, in un certo senso, il sunto è Phanes e poi abbiamo Urano e Gea.

      E’ inutile stare appresso alle differenti teogonie e d’altronde è impensabile dirimere la questione senza tener conto dell’Egitto, di Sumer e dell’Iran.
      Ma Apollo ed Ermes sono solo collegati, non paredri.

      Poi vabbé ognuno scrive quello che vuole, ma il mercantaggio è tangenziale sia ai nomadi pastori che ai sedentari contandini.

    • daouda says:

      Ah…sempre pé esaggerà…Buddhi non può dare la Trimurti senza Ahankara. I 5 tantmatra non sono nella psiche ma nel Buddhi stesso, come i 5 Bhuta in Ahankara. Sensi noetici e sensi corporei.

      In questo senso apollineo e dionisiaco non può avere a che fare con funzionalità planetarie almeno per come la volete usare voi da Nietzsche in poi soprattutto co Ermes che nun c’entra n cazzo.

  19. Francesco says:

    forse arrivo a capire qualcosa dei mercuriali ma non capisco affatto cosa sarebbero gli apollinei

    perchè passi per una mitica classe lavoratrice che “tocca” i prodotti del suo lavoro, come se non pensasse a venderli, ma cosa c’entrano gli aristocratici? che solo in minima parte sono legati alla terra, in maggioranza vogliono diventare re, andare a Parigi, cercare il Graal, fare le Crociate,

    o forse da secondogenito in poi gli aristocratici contano come mercuriali?

    che poi gli apollinei manco sono umani in questa visione, sono solo il fattore L attaccato al fattore T in una primitiva funzione di produzione

    PS i piccoli burocrati credono fossero l’anima e il corpo dei bolscevichi però

    • Peucezio says:

      In effetti la questione degli aristocratici andrebbe defnita meglio in questo quadro.
      Sono emancipati dalla necessità e dal lavoro, sono più mobili, quindi, insomma, dovrebbero essere mercuriali.

    • PinoMamet says:

      “che solo in minima parte sono legati alla terra, in maggioranza vogliono diventare re, andare a Parigi, cercare il Graal, fare le Crociate,”

      credo sia esattamente l’opposto.
      L’aristocrazia (per meglio dire, i nobili, i feudatari) è principalmente legata alla terra. Senza feudo, niente feudatario.

      In caso, può anche scannarsi per uno o l’altro re- che gli garantisce le terre-, o per le Crociate (che vengono pensate abbastanza esplicitamente come modo di semi- obbligare i nobili in eccesso- per le terre a disposizione- a levarsi dal cazzo).

      A Parigi, vanno solo se e quando costretti dal Re Sole di turno (per evitare che diventassero troppo potenti sulle loro terre ).

      Idem in Giappone i samurai, che non sono nobili ma vabbè.

      In realtà chi ha conosciuto il Principe M. L., qua attorno- un vero principe, regolarmente invitato alle cerimonie della casa reale inglese- non sono sicuro che i Savoia lo siano…- ha pochi dubbi su chi abbia di fronte: un contadino, un agricoltore, con qualche aria di lusso in più, ma con esattamente gli stessi valori degli altri galantuomini degli agricoltori suoi confinanti.

      Sicuramente non un “mercuriale”.

      • Peucezio says:

        Bisognerebbe però stabilire se il termine di paragone sono i contadini o i borghesi.
        Voglio dire, i nobili nel medioevo si muovevano molto di più dei loro contadini.
        Non foss’altro perché facevano la guerra, che è un’attività dinamica per eccellenza.
        La guerra è mercuriale o apollinea (cosa c’entri Apollo poi coi contadini sarebbe da capire?)? O non si inquadra in questa dicotomia?

        Poi penso bisognerebbe distiguere piccola e alta aristocrazia.
        Non credo che le cse regnanti europee si possano considerare “apollinee”.

      • PinoMamet says:

        Sapete sempre che la guerra- un po’ in tutte le epoche- la facevano tutti eh?
        😉

        Probabilmente il periodo che tutti hanno in mente quando si parla del Medioevo e della guerra come un affare semi-privato tra nobili è il Basso Medioevo, e in particolare il Basso Medioevo francese .

        L’Alto Medioevo, prima, è una fase ancora liquida, in cui la cavalleria pesante (ereditata dagli eserciti tardo romani, che l’hanno copiata dai Sasanidi) è un fatto privato (ti armi da solo, non ti arma lo Stato come ai tempi di Roma)…
        ma non ereditaria, e il cavaliere infatti non è un nobile
        (casomai uno del suo seguito… anche di estrazione piuttosto umile, come si evincerebbe dalla radice germanica).

        Il Rinascimento, dopo (ma già volendo dalla Guerra dei Cent’anni) vede il declino della cavalleria pesante come arma “regina” (mai comunque esclusivamente nobiliare) e ormai a farla da padrone sono le truppe mercenarie di estrazione quanto mai varia.

        PS
        Ci sarebbe da capire anche cosa c’entra Apollo con i nobili francesi del ‘300…
        io sostengo niente 😉
        Forse più Bacco 😉

        comunque se l’opposizione è tra il dio, o simbolo, garante dell’ordine, dei buoni costumi, della tradizione, dei riti;
        e il dio della furberia, dei commerci, degli incroci stradali;

        l’opposizione tra società agricola (Apollo e Dioniso) e società borghese (Mercurio) ha un suo senso.

        • PinoMamet says:

          La guerra sicuramente è o apollinea
          (le truppe ben ordinate, divise per fratrie o per demi, che si muovono al ritmo cadenzato dell’inno)
          o dionisiaca
          (i reparti scelti di invasati, coperti da pelli ferine, in preda a sostanze intossicanti).

          A Roma- molto più apollinea- i secondi vengono “addomesticati” sotto forma di signiferi, coperti da pelli di lupo, orso, o- per i pretoriani- leoni, ma ormai pienamente assunti nell’ordine.

          Sicuramente non è mercuriale: la guerra è nemica del commercio e della furbizia: non c’è nulla di furbo nel farsi uccidere.
          Semmai Mercurio può essere utile alle scorrerie ladronesche di pirati e briganti (Odino per i Norreni).

          • Peucezio says:

            Eppure spesso i popoli guerrieri sono anche mercanti, pensa ai normanni ad esempio…

            Non so, secondo me la cosa non è così univoca.

          • PinoMamet says:

            I Normanni vuol dire tante cose…
            dai Vichinghi, suddivisione dei Norreni antichi, agli abitanti francofoni della Normandia che invadono, in un periodo relativamente breve, Sicilia e Inghilterra, e sono già una società molto evoluta…

            in generale guerrieri e mercanti sono spesso anzi in opposizione ideologica.

            Un nobile medievale, direi, può disprezzare un contadino perché povero e ignorante, ma disprezza molto di più il mercante arricchito, che gli va a fregare la posizione sociale con un benessere che viene percepito come immeritato e immeritevole.

            Nel Giappone feudale per esempio subito dopo i nobili (reali) vengo i guerrieri, e subito dopo i contadini, anche poverissimi- solo dopo gli artigiani, e poi i mercanti, praticamente ultimi, anche se ricchissimi.
            Con effetti anche pratici e cerimoniali: a teatro i posti migliori sono dei samurai e dei contadini, i mercanti devono stare dietro; ecc.

            • Peucezio says:

              Mi riferivo soprattutto ai variaghi. Quelli della Russia insomma.

            • Peucezio says:

              Vabbè, quella giapponese è una società trifunzionale pura, alla Dumézil.

              • PinoMamet says:

                Mmm dici?

                a me sembra per niente. Credo che la trifunzionalità “indoeuropea”
                (condottieri, lavoratori, pregatori 😉 )
                c’entri pochissimo…

                mi sembra un’applicazione “pura” del pensiero confuciano, invece, e non-tradizionale comunque

                (la divisione originaria è tra le poche famiglie mobili, che reclamano un’origine quasi divina, e l’infinito numero di lavoratori ignorati completamente;
                poi da questi ultimi, nel corso di lunghi secoli di guerre, emerge la classe dei samurai- da un’altra radice che indica il “servire”…)

              • Peucezio says:

                Eppure mi sembra siano state individuate molte analogie fra la società giapponese e quelle indoeuropee.
                Ma non ne so granché.

          • daouda says:

            Dovete mettere Minerva con Mercurio no con Apolloooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

            Così potete anche risolvere la questione guerra e commercio ( cheè guerra in altra forma e difatti i Mercurio è legato anche al furto )

            Il commerciante poi và del tutto scisso dall’artigiano oltre che dal contadino.
            Ed ugualmente dimenticate quell’altra categoria fondamentale dei lacché intellettuali , i dotti.

            Inoltre dovete fare attenzione: in India i riti sono precupui degli ariani, ossia ogni casta ha i suoi rituali ( che nell’induismo sono sia exoterici che esoterici ) ergo dire che i bramini sono di per sè sacerdoti non è reale.

            Il sacerdozio è sempre stato al di là delle tre caste e questo il cristianesimo lo ha sempre avuto evidente tant’è che sacerdote poteva essere chiunque delle 3 caste che, però, malauguratamente non ebbe nella classe dei dottori e savi un suo riconoscimento.
            Infatti sono stati gli intellettuali i sobillatori oltre i mercanti.

        • Peucezio says:

          Pino,
          “(casomai uno del suo seguito… anche di estrazione piuttosto umile, come si evincerebbe dalla radice germanica).”

          Beh, direi l’opposto.
          I germani erano i dominatori, quindi era il ceto alto. A maggior ragione nell’Alto Medioevo, quando ancora non si erano completamente assimilati alla popolazione romanofona.

          • PinoMamet says:

            No, no, dico:

            la parola germanica “knecht”, o simili, che poi “cavaliere” o anche “affittuario”, indica in origine un “servo”
            https://en.wikipedia.org/wiki/Knight

            • Moi says:

              Be’: in Italiano c’è cmq l’espressione “Cavalier Serviente”, usata spesso con ironia per quelle donne (spesso Femministe, o sedicenti tali …) che disperatamente invocano un “Ruolo di Genere Maschile” non appena necessitino dello svolgimento di una minima fatica fisica… fenomeno sociale diffusissimo.

              • Moi says:

                rectius

                l’espressione “Cavalier Serviente”, usata spesso con ironia per ** l’uomo al quale fanno appello** quelle donne …

  20. PinoMamet says:

    Tra l’altro faccio notare che dalle mie parti- cioè nella provincia in cui abito- ci sono le Valli dei Cavalieri e il Bosco degli Arimanni… (designazioni tradizionali); mentre una parte della famiglia viene da una località Castelletto e nel corso dei secoli ha ottenuto qualche volta il titolo cavalleresco (c’ho anche la prozia nobile, diceva lei perlomeno e non ho la capacità di contraddirla, comunque scriveva sonetti e aveva una corrispondenza con altre famiglie nobili).
    Insomma, ok che la mia famiglia è abbastanza particolare per tanti aspetti, ma quando dico che il mondo “apollineo” (se esiste) è in quel particolare tipo di umanità anti-urbana e anti-borghese, rivendico un diritto di primogenitura sull’argomento 😉

    • Peucezio says:

      Sì, sì, ci credo. Ed è molto interessante in effetti.
      Mi chiedo se è l’unico tipo di nobiltà storicamente esistita in Europa.

    • Z. says:

      Ti dico la verità, rabbi: all’inizio ero convinto che Miguel avesse preso spunto dal tuo intervento!

  21. mirkhond says:

    il Bosco degli Arimanni

    Toponimo di origine longobarda.

  22. Moi says:

    … ” Arimanni ” sta per ” Guerrieri” , giusto ?

  23. Z. says:

    Micro-riflessione:

    oggi noi diffidiamo, e direi a ragione, di ogni grande ideologia con aspirazioni epiche.

    Ma senza ideologie con aspirazioni epiche non avremmo le scuole, non avremmo gli ospedali, non avremmo troppo da mangiare e saremmo afflitti dal mal di denti.

    E forse è il futuro che ci aspetta, se il massimo che riusciamo a esprimere sono critiche e battutismi.

    • Francesco says:

      cosa c’entra la cura del mal di denti con i Grandi Ideali?

      solo quella mi manca

      • Z. says:

        Eh, hai presente che cure c’erano per il mal di denti ai bei tempi dell’Antico regime?

      • Moi says:

        è una credenza ideologica diffusissima: progresso inarrestabile e sempre più “inclusivo”. Ma il Nuovo Millennio ha rapidamente reso “Concetti Novecenteschi” tanti diritti SOCIALI che sembravano garantiti a chiunque. NON chiedermi quali, che di ripeter sempre le stesse cose _ sembra incredibile … _ alla lunga mi stufo persino io !

        • Moi says:

          @ FRANCESCO, principalmente … che crede al Libero Mercato con la stessa ingenuità di un Millennial del DAMS che si sente “Imprenditore” a monetizzare le nerdate su Youtube registrate in cameretta !

    • Francesco says:

      x Z

      tra le “ideologie con aspirazioni epiche” io ho messo, ingenuamente, il cristianesimo, progenitore diretto di scuole e ospedali (e università) qui in Europa

      mi sarò mica sbagliato?

      • Z. says:

        Non pensavo al cristianesimo tra le ideologie. Ma per certi versi non hai torto.

      • PinoMamet says:

        “mi sarò mica sbagliato?”

        Eccone un altro che crede che il mondo sia cominciato nel Medioevo 😉

        comprati il volume 1, Francè… 😉

    • Peucezio says:

      Z.,
      “oggi noi diffidiamo, e direi a ragione, di ogni grande ideologia con aspirazioni epiche.

      Ma senza ideologie con aspirazioni epiche non avremmo le scuole, non avremmo gli ospedali, non avremmo troppo da mangiare e saremmo afflitti dal mal di denti.

      E forse è il futuro che ci aspetta, se il massimo che riusciamo a esprimere sono critiche e battutismi.”

      Poni una questione molto interessante.

      Stringi stringi, ho sempre pensato che la vera differenza fra me e te stia nel fatto che tu sei un idealista, io un pragmatico.

  24. mirkhond says:

    Afghanistan libero, 7 miliardi di motivi

    Considero un successo personale la dichiarazione del ministro Trenta di aver dato disposizione al Coi di “valutare l’avvio di una pianificazione per il ritiro del contingente italiano in Afghanistan”. Sono stato l’unico giornalista, non solo italiano ma occidentale, ad aver contestato fin dal 2001, anno dell’invasione degli americani in Afghanistan, questa aggressione che darà poi la stura a una serie di altre, dall’Iraq alla Somalia alla Libia alla Siria. L’invasione fu pretestuosa. I Talebani non c’entravano nulla con l’attacco alle Torri Gemelle. Non un solo afgano era presente sugli aerei che colpirono le Torri e il Pentagono, non un solo afgano fu in seguito trovato nelle cellule, vere o presunte, di al Qaeda. Bin Laden i Talebani se lo erano trovato in casa quando presero il potere nel 1996. Ce lo aveva portato, dal Sudan, Massud per combattere un altro ‘signore della guerra’, Heckmatyar. E quando nell’inverno del 1998 Clinton propose al Mullah Omar di far fuori Bin Laden, Omar accettò la proposta perché nel frattempo gli americani, cercando di colpire Bin Laden, stavano facendo strage di civili afgani. Ma all’ultimo momento Clinton si ritirò (documenti del Dipartimento di Stato). Tra l’altro nei giorni seguenti all’attentato del 2001, mentre tutte le folle arabe scendevano in piazza esultanti, il governo talebano mandò un telegramma di condoglianze agli Stati Uniti e al popolo americano.

    Per anni mi sono beccato accuse di favoreggiamento dei ‘terroristi’, che terroristi non erano ma indipendentisti che si battevano per la libertà del loro Paese contro l’invasione straniera. Della mia biografia sul Mullah Omar fu chiesto il sequestro. Nel 2015 il Corriere rifiutò un mio necrologio che rendeva onore al Mullah Omar, questo straordinario uomo e combattente, che si era battuto giovanissimo contro gli invasori sovietici, perdendo un occhio in battaglia, che aveva sconfitto i ‘signori della guerra’ che avevano fatto dell’Afghanistan terra di assassinii, di stupri e di violenze di ogni genere sulla popolazione, che aveva dato gli unici sei anni di pace alla sua terra, e che era stato il leader prestigioso della resistenza agli occupanti occidentali.

    Gli italiani non hanno mai veramente combattuto in Afghanistan. Le nostre perdite si limitano a 53 uomini infinitamente inferiori non solo a quelle degli americani, ma a quelle degli inglesi, che quando fan le cose le fan sul serio, e persino degli olandesi. Noi fin da subito ci siamo accordati con i Talebani. Perché ci lasciassero in pace li pagavamo. Fedeli come cani, come sempre, sleali come sempre. Questo accordo fu denunciato nel 2004 dal colonnello dei marines Tim Grattan che affermò: “Ora tocca agli italiani fare la loro parte. Stringere patti con i comandanti talebani è perdente. I nemici si combattono e basta”. Gli olandesi si sono ritirati nel 2010, i canadesi un anno dopo.

    Che gli italiani si ritirassero dall’Afghanistan lo avevo chiesto alla Versiliana di due anni fa a Di Battista, che però allora era solo un parlamentare. Questa richiesta l’ho ripetuta quest’anno, sempre alla Versiliana, a Di Maio che era già vicepresidente del Consiglio. E Di Maio si era pubblicamente impegnato. L’affermazione di Elisabetta Trenta segue evidentemente questo impegno ed è stata anche avvallata dal premier Conte. Questo ritiro era dovuto, non solo e non tanto per i 7 miliardi spesi in questa guerra vergognosa, ma per una ragione etica: non si aggredisce e non si occupa un Paese senza una ragione che non sia quella di servire gli americani.

    Naturalmente il preannuncio di Trump di ritirare 7 mila soldati dall’Afghanistan e di conseguenza quello della Trenta non significano che in Afghanistan si arrivi a una vera pace, cioè che l’Afghanistan sia restituito agli afgani. Gli americani hanno posto alcune condizioni. 1. Che i Talebani combattano l’Isis. 2. Garantire il cessate il fuoco. 3. Colloqui diretti col governo di Kabul. La prima condizione è ridicola. I Talebani combattono l’Isis dal giorno in cui gli islamisti radicali, con la nostra compiacenza per non dire complicità, sono penetrati in Afghanistan. 2. Il fuoco lo devono innanzitutto cessare gli americani, inoltre devono ritirare dall’Afghanistan non solo i loro contingenti a terra ma le basi che hanno in territorio afgano, perché questa è la volontà dell’intera popolazione afgana, talebana, non talebana, antitalebana. 3. I Talebani non accetteranno mai questa condizione perché considerano Ashraf Ghani un fantoccio al servizio degli americani come in precedenza il più criminale Karzai.

    Siamo quindi ancora lontani da una vera pace. Se finalmente ci sarà, sarà un trionfo postumo del Mullah Omar e io voglio concludere questo articolo come concludevo il mio necrologio: “Che Allah ti abbia sempre in gloria, Omar”.

    Massimo Fini

    Il Fatto Quotidiano, 30 gennaio 2019

    http://www.massimofini.it/articoli-recenti/1824-afghanistan-libero-7-miliardi-di-motivi

  25. Z. says:

    Ve lo dico? ve lo dico.

    La seconda volta che ho letto il titolo del post, sapendo che si parlava di repressione bolscevica, l’ho letto come fosse “Soprattutto, contro il contadino tèstone” e ho pensato a un piccolo fattore di un Paese baltico.

  26. Z. says:

    Che cos’è la commissione parlamentare “Jo Cox”? abbiamo una commissione parlamentare intitolatale?

    http://espresso.repubblica.it/visioni/2018/12/18/news/razzismo-italia-1.329768

    L’Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani dell’Osce, così come la commissione parlamentare “Jo Cox”, parlano di un aumento impressionante di reati di violenza a sfondo di odio razziale negli ultimi mesi, in Italia. Solo da giugno a ottobre sono una settantina (omicidi, accoltellamenti, sprangate, investimenti).

    Comunque, se si supera il fastidio per l’impersonale, questo articolo è interessante:

    https://www.francescocosta.net/2019/01/30/problema-immigrazione-razzismo/

    • Mauricius Tarvisii says:

      Sì, in Italia abbiamo una questione di razzismo.
      E sì, in Italia abbiamo anche una questione di gestione dei flussi migratori.
      Non vedo incompatibilità tra le due questioni.

      • Z. says:

        A me pare che in Italia ci siano ben pochi stranieri. Sono gestiti tremendamente peggio che nel resto d’Europa? C’è un governo nuovo, vedremo che farà…

        • Moi says:

          Be’, però : visto che già ci stiam sul cazzo da Pisa a Livorno … saremo o no inevitabilmente più “triggherabili” 😉 , identitariamente ?!

        • Mauricius Tarvisii says:

          Secondo te quanti stranieri sarebbero un numero sufficiente? In percentuale della popolazione africana, dico.
          E, una volta raggiunto quel numero, che si fa? Si spara ai barconi? Si mette fuori il cartello “tutto esaurito”?

          • Z. says:

            Una cosa alla volta…

            Dicevo, a me risulta che buona parte degli altri Paesi comunitari ne abbiano di più di noi. Sbaglio? sono dati obsoleti?

  27. Moi says:

    “O Governa il PD o torna il Fascismo !” si sente dire tipo da quando è stato fondato il PD, anzi: l’Ulivo nel 1996 … non è che sia tutta ‘sta novità, eh !

    Ammesso e NON concesso che sia così … cent’anni fa esistevano come alternative il Comunismo, il Socialismo, o anche “solo”(*) la Socialdemocrazia … Adesso, invece, dite mò sinceramente : che cazzo c’è ?! … I Gender Studies ? La Political Correctness ? … Il Relativismo Culturale ipso facto Nichilista ? … Tutta roba che NON offre prospettive di riempire pance “autoctone” (si vedono le virgolette ? 😉 …) vuote !

    • Z. says:

      Non mi pare che le pance autoctone siano empiendosi a dismisura. Vedremo…

      • Moi says:

        Be’ … il CattoLiberale Alcide De Gasperi _ ottimo esempio di Good Preacher / Bad Razzoler 😉 _ diceva che i Politici guardano alle prossime generazioni, i Politicanti alle prossime elezioni !

      • Moi says:

        … e comunque ti ho chiesto cosa c’è ADESSO in alternativa , NON di “attendere e stare a vedere” …

        Boh, provo a suggerire … una UE per cui vale la pena dissanguarsi ?! … Un continente Africano (ma possiam fare anche dal Marocco al Pakistan “in omaggio” 😉 …) da svuotare che “ci salverà”, come dice Saviano ?

        Nel caso, dillo… ne prenderò atto.

        • Moi says:

          Notarella correttiva semantica …

          Pardon: è vero che “Africa Bianca” non si dice più, perché a quelle popolazioni, adesso (!) fa comodo “inscurirsi” !

        • Z. says:

          Moi,

          — e comunque ti ho chiesto cosa c’è ADESSO in alternativa , NON di “attendere e stare a vedere” … —

          Per l’alternativa mi sembra presto: questo governo si è insediato grosso modo sei mesi fa. Ad oggi è proprio questo governo, l’alternativa: come vedi, un’alternativa c’è sempre.

          Vedremo, appunto, se riempierà o meno le pance autoctone.

          • Moi says:

            …ah, interessante: quindi riconosci a questo Governo di essere ancora NON Fascista.

            • Z. says:

              Fascista…

              Ho notato che il termine “fascista”, riferito a questo governo, è utilizzato abbondantemente da chi per anni ha cercato di convincere tutti che i governi precedenti erano terribili, esecrabili, autoritari, antidemocratici e così via.

              Hai presente la favola delle rane che chiesero un re?

              • Francesco says:

                Z

                in quel senso c’è perfetta continuità dal 1992 a oggi: chiunque si presentasse contro la sinistra era “un pericoloso fascista”.

                Bossi, Fini, Berlusconi, Pippo & Pluto, Monti pure, Salvini e Grillo.

                A me viene in mente “Pierino e il Lupo”, che alla fine il Lupo arriva davvero ma nessuno si fila più gli appelli alla resistenza

                In effetti Repubblica si merita Salvini e i Casaleggios

              • Z. says:

                No, stai parlando di gruppetti estremisti di nessun conto.

                Peraltro Bossi ha sempre usato “fascista” come insulto, e ho pure manifestato con lui un 25 aprile di molti anni fa;
                di Berlusconi “fascista” è una delle poche cose che non abbia sentito dire;
                di Fini sì, ma sai, capita, quando sei il segretario del Movimento Sociale, che dici? 🙂

                Oggi il termine viene usato soprattutto da chi, nella scorsa legislatura, teneva bordone ai grillini e rivendeva i governi Renzi e Gentiloni come terribili obbrobri antidemocratici (del resto non fu dall’Anpi che dissero che Renzi era peggio di Mussolini?).

                E non si tratta di estremisti isolati, ma di importanti personaggi pubblici, sindacalisti, politici.

                Facci caso se non è così…

              • Francesco says:

                >> di Berlusconi “fascista” è una delle poche cose che non abbia sentito dire;

                scusate ma questo dovrebbe valere almeno un cartellino giallo al nostro Zeta, per disonesta negazione di solare evidenza!

                è come dire che non ha mai sentito dare della puttana alla mamma dell’arbitro

                🙂

              • Z. says:

                L’hanno detto molto più spesso a me, se è per questo.

                Ripeto, non parlo di pochi esaltati qua e là – a parlare di “fascismo” ora c’è una vasta fetta di intellettuali, artisti, personaggi celebri.

                In molti casi, lo fanno in misura direttamente proporzionale al contributo dato a questa maggioranza.

                Una sola autocritica: inaspettatamente, Marescotti. Da uno come lui, vale doppio.

              • Francesco says:

                Z

                del pericolo “fascista” rappresentato da Berlusconi ha parlato persino uno solitamente saggio come Giorgio Gaber, anche se a modo suo

                mentre il 100% dell’intellighenzia di sinistra scendeva in piazza, firmava appelli, scriveva articoli

                uscì dalla tomba Dossetti, pontificò Bobbio, ne scrissero ogni giorno per decenni Unità, Repubblica, Manifesto, Espresso, Avvenire, Famiglia Cristiana, Civiltà Cattolica, più spesso che no il Corriere della Sera

                non mi dire che tutti insieme fanno giusto “quattro esaltati”

                ciao!

              • Z. says:

                Bobbio disse che Berlusconi era fascista? Ma va’ là. Furono i berluscones a dire che Bobbio incitava al terrorismo, semmai.

                Non ho mai letto né Manifesto (che sono effettivamente quattro, non so se esaltati) né Avvenire. Negli altri giornali, che evidentemente non hai letto spesso, “Berlusconi fascista” proprio non si è mai visto.

                Ma nemmeno negli articoli del mio amico Marco, per capirsi.

                E’ stato definito molto più spesso “fascista” il PD. Oltre che ovviamente “comunista” 😀

              • PinoMamet says:

                In effetti devo dar ragione a Francesco, il presunto “pericolo fascista” rappresentato da Berlusconi credo di averlo sentito milioni di volte, con tanto di paragoni più o meno campati per aria col Ventennio..

              • Z. says:

                Allora, io ricordo di aver sentito spessissimo parlare di “regime”, con riferimento esplicito ai presidenzialismi latino-americani – le cosiddette repubbliche delle banane, insomma.

                Ora politici neppure estremisti, sindacalisti e attori usano tranquillamente il termine “fascismo”, per sottolineare una serie di aspetti che sono tipici del governo Salvini mentre erano marginali, se non assenti, nei governi Berlusconi.

                Si tratta, per lo più, di personaggi che hanno dato in vari modi il loro contributo a questa maggioranza, e capisco la loro necessità di alzare i toni.

              • Z. says:

                Ottimo: in nessuno di quei link si dice che Berlusconi è fascista, o che lo è il suo governo.

                Si sottolineano asseriti aspetti comuni tra il regime autoritario e il “regime” berlusconiano.

                Del resto, difficilmente SB gridava ME NE FREGO; non indossava pubblicamente merchandising di gruppi neofascisti; non andava di persona a solidarizzare con esercenti sanzionati per insegne inneggianti al fascismo. Non praticava un’identica politica sull’immigrazione.

                E forse per questo, oggi, i toni sono molto più accesi sul punto.

                E poi per esigenze di “autoriciclaggio” di chi ha aiutato questa maggioranza a nascere, certo 🙂

              • Francesco says:

                Z

                guarda che se ammetti di avere torto ti si vuole bene lo stesso, non è come lì nel Partito che ti si spedisce in Siberia

                quindi smettila di fare il Travaglio e andiamo avanti

              • Z. says:

                Francè, se vuoi dico che ho torto, ma ne dubito.

                Certamente ci sono alcuni estremisti per cui chiunque la pensi diversamente è fascista. Anche Silvio, quindi, ma anch’io e anche tu.

                Oggi invece c’è un sacco di gente che chiama esplicitamente fascista il governo, e in particolare il suo capo, Salvini. Non solo estremisti. Anche tu l’hai fatto, più volte, e da prima che diventasse capo del governo.

                Sei un po’ bolscevico, in effetti, ma dubito che tu dica certe cose per colpa della defunta sinistra italiana 🙂

    • roberto says:

      moi ha ragione, non c’è nessuna alternativa concreta.

      i pentalegastelluti staranno lì per un bel pezzo, magari trasformandosi in qalcos’altro e non vedo chi potrebbe non dico scalzarli ma anche semplicemente inquietarli.
      è anche per questo che mi sembra ridicolo insistere sulle polemiche contro il PD, che è una cosa morta e sepolta (faccio il paragone con la francia: nessuno parla del PS, morto e dimenticato)

      • Peucezio says:

        Ma infatti il problema non è il Pd.
        O, meglio, non è l’elettorato.
        Perché se è vero che il parlamento viene eletto più o meno in proporzione ai voti popolari, non è così per mille apparati della società che in fin dei conti decidono di più e che sono apparati di classe, perché mediamente i laureati hanno posti di maggiore responsabilità di quelli con la terza media che votano Salvini o Di Maio.
        Io renderei elettivo anche lo spazzino.

        • Francesco says:

          scusa Peucezio ma questa è una fesseria maoista o catto-comunista ma di quelli veramente estremisti

          chè poi nei monasteri l’abate non puliva i cessi, mi sa

          la struttura di classe delle società ha precisi motivi funzionali (anche se questo fa incazzare Pino), non è un complotto dei ricchi e potenti

          ora, che tu mi contesti questo dato di fatto fondamentale mi lascia molto stupito!

          PS “elettivo lo spazzino” senza possibilità di rifiutare, giusto?

          • Peucezio says:

            Ma no, è che in Italia è un privilegio anche essere spazzino.

            Io non me la prendo con la struttura di classe, ma col governo delle minoranze.
            Dico solo che il popolo è numericamente maggiore delle élite, quindi deve comandare lui.

        • roberto says:

          per me lo spazzino deve essere uno che fa onestamente il suo mestiere, non uno messo su una lista perché amico di tizio….

        • PinoMamet says:

          “la struttura di classe delle società ha precisi motivi funzionali ”

          Tradotto in italiano?

          • roberto says:

            secondo me è un misto fra

            “c’è chi è nato per zappare e chi è nato per studiare

            (nato inteso non perché tuo padre faceva questo, ma perché tu sai fare questo)

            e

            “ofelé fa el to mesté”

            condito da un pizzico di

            “ognuno ha la propria funzione nella società”

          • PinoMamet says:

            Sì ma non ha tanto senso, voglio dire, detto così sono cose che sanno tutti e su cui tutti sono su per giù d’accordo.

            Anche secondo me non tutti sono adatti a diventare piloti di linea o giudici della Corte Costituzionale… o chef, e a dire il vero non ho mai sentito nessuno sostenere il contrario.

            Sostengo invece che in una società ideale chi è capace di diventare pilota di linea deve poterlo diventare (idem con tutto il resto).

            E fino a questo punto sono d’accordo sia con Platone che con la nostra Costituzione.

            Mi stupirebbe molto essere in disaccordo con Francesco…

            • Z. says:

              Mmm… Francesco è un liberista particolare, però.

              Forse sbaglio, ma più volte mi è sembrato abbastanza ostile all’idea di mobilità sociale.

              PS: secondo me chi non sarebbe d’accordo con la tesi secondo cui c’è chi è nato per studiare e chi è nato per zappare…

              • PinoMamet says:

                “Forse sbaglio, ma più volte mi è sembrato abbastanza ostile all’idea di mobilità sociale.”

                Spero per lui di no, perchè in tutto il resto mi sembra una persona di gusti discutibili, è vero, ma di sano buon senso.

                E per il buon senso, l’unica persona che può essere contraria alla mobilità sociale è il Re Sole.
                Gli altri, hanno tutti buoni motivi per sostenerla.

              • Z. says:

                (PS: secondo me c’è chi non sarebbe d’accordo etc.)

                Forse mi sbaglio, come dicevo. Però ho un vago ricordo in questo senso.

              • Francesco says:

                No, scusate, io sono ferocemente favorevole alla mobilità sociale.

                Però a quella spontanea, in cui il figlio non intelligente del chirurgo NON fa il chirurgo e il figlio intelligente dell’operaio fa l’ingegnere o l’imprenditore.

                Sono totalmente contrario a forme impositive di mobilità sociale tipo l’università di massa.

                Avete letto “Brave new world”? l’ gli uomini vengono fabbricati di quattro categorie – da A a D – perchè una società di soli A non funziona.

                Una società ha bisogni di spazzini, io sostengo una ideologia per cui uno può fare lo spazzino senza essere un fallito per sè o per gli altri. E senza che nessuno invochi rivoluzioni.

                PS almeno in teoria trovo interessante l’idea di espropriare i beni ereditari, che non sono meritati

              • roberto says:

                sono totalmente d’accordo con francesco.

                secondo me quelli contrari alla mobilità sociale, nel senso che vorrebbero il mestiere del padre tramandato al figlio sono miguel e peucezio, sbaglio?

              • Francesco says:

                esiste una idea “sessantottina” di mobilità sociale che assume che tutti debbano salire … come se la scala sociale proseguisse all’infinito verso l’alto

                esiste una idea – marxiana? cattolica di sinistra? – di eliminarla, facendo fare tutto a tutti, a turno, che suona bene ma non ha nulla a che vedere con l’esperienza storica

                tolte tribù di selvaggi

              • Mauricius Tarvisii says:

                Solo che devo capire perché troviate intrinsecamente giusto che il chirurgo guadagni più del tornitore.

              • roberto says:

                ci sono più tornitori o chirurghi in giro?
                è più facile diventare tornitore o chirurgo?

              • roberto says:

                cioè se mi dici che i due lavori sono equivalenti come difficoltà, numero di anni di preparazione, responsabilità, e che ci sono tanti tornitori quanti chirurghi, allora in effetti credo che dovrebbero essere pagati uguali

              • PinoMamet says:

                “esiste una idea – marxiana? cattolica di sinistra? – di eliminarla, facendo fare tutto a tutti, a turno”

                è la prima volta che ne sento parlare!

              • Peucezio says:

                Roberto,
                “ci sono più tornitori o chirurghi in giro?
                è più facile diventare tornitore o chirurgo?”

                Oggi come oggi tornitore.
                Trovare un artigiano bravo oggi è un’impresa ai limiti dell’impossibile, mentre di laureati, di professionisti, medici, avvocati, professori, ecc., ce n’è a carrettare.
                Quindi un tornitore dovrebbe guadagnare MOLTO di più di un chirurgo. E infatti mi sa che ormai tendenzialmente accade così: un idraulico guadagna molto di più di un professore.
                Ed è giusto.

                In altre epoche era l’opposto.

              • roberto says:

                vedo che un tornitore guadagna tra i 12000 ed i 30000 euri all’anno
                https://professioniecarriere.com/tornitore-come-diventarlo-cosa-fa-e-quanto-guadagna

                un chirurgo, tra i 20.000 (durante la specializzazione, diventano 30.000 appena inizia a lavorare) ai 60.000 “senza contare tutte le entrate extra, come le consulenze al di fuori dell’ambulatorio, i turni, le indennità e via dicendo”

                https://www.affarimiei.biz/quanto-guadagna-un-chirurgo/32169

              • Francesco says:

                Miguel

                io ho gettato il sasso nello stagno però vorrei sentire anche cosa ne pensi tu

                so che le domande astratte non ti appassionano ma qui siamo alla base del giudizio “viviamo in una società di merda o no?”

                dai!

              • Mauricius Tarvisii says:

                L’essere più rari è un merito? Interessante, perché allora potremmo cominciare a creare differenze sociali basate sul colore dei capelli…

              • Roberto says:

                Maurì, vabbè fai finta di non capire….ok un astronauta deve essere pagato come un bidello è normale

              • Mauricius Tarvisii says:

                E’ il verbo “dovere” che mi lascia perplesso. Io so perché viene pagato più di un bidello (legge di mercato), ma tu dici che DEVE essere pagato più di un bidello, connotando moralmente la cosa. E ti scandalizzi se questa tua verità etica non viene colta al volo, segno che per te è una cosa molto importante.

              • Z. says:

                Non credo che Roberto ne faccia una questione morale.

                Se gli avvocati sono troppi rispetto alle necessità dei potenziali clienti, molti di loro resteranno a bocca asciutta. Ed è quello che succede, infatti.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Parla di dovere, però. Che ci sia il fatto della legge di mercato è un conto, così come ci sono tanti altri fatti (che non per questo sono considerati come positivi e/o da comunque accogliere sempre come necessari: vedi le malattie, la criminalità, ecc.), ma alla mia domanda di carattere prettamente morale (perché tutta la discussione sulla mobilità sociale qui ha preso un risvolto puramente etico, tra i tanti che avrebbe potuto prendere) ha risposto inserendo un verbo (“dovere”) che è precettivo, non descrittivo.
                Quindi sì, il suo discorso è morale.

              • Roberto says:

                Frau robelux: “a che ora rientri domani?”
                Robelux “mah la partita mi sembra che DOVREBBE finire verso le 4. Il tempo di farmi la doccia e credo che DOVREI essere a casa per le sei”
                Frau robelux “ok che mangiamo a cena?”
                Robelux “se non sbaglio DOVREBBERO esserci delle polpette in freezer, le scongeliamo”

                Si in effetti è moralmente giusto che alle quattro la partita finisca, che dopo due ore io sia a casa e soprattutto che ci siano delle polpette in freezer….

              • Mauricius Tarvisii says:

                Roberto, per cortesia: era evidente che non stavi facendo dei pronostici. E, se non ti basta il contesto, ti faccio notare che hai usato l’indicativo e non il condizionale 😀

              • Roberto says:

                Pensavo che tu stessi commentando questa
                “allora in effetti credo che dovrebbero essere pagati uguali”

                Non quella dopo dove era evidente a tutti che ti prendevo in giro

                Comunque vabbè non hai capito ma mi sono svegliato di buon umore e spiego: non faccio nessun discorso di natura etica ma semplicemente economica

              • Roberto says:

                Perfino Z aveva capito…..

              • Mauricius Tarvisii says:

                Si stava parlando di essere pro o contro qualcosa, non di rilevare l’esistenza o meno di un fenomeno. Però sì, dai, diciamo che era una pura analisti teorica obiettiva del fenomeno della stratificazione e della mobilità sociale 😀

              • Francesco says:

                per una volta MT ha colto la sostanza della mia domanda

                anche se pure la forma di come mai il bidello guadagna meno del presidente è interessante

          • Daouda says:

            Non esiste stato senza socialismo. Il liberal statalismo è esattamente criticabile dicendo sia che esista un neo socialismo che un neo liberismo.
            È fissarsi su un polo solo che svela non solo l’inghippo ma il tradimento

            • Moi says:

              il problema è quando arrivano tentativi di spiegazione su base classista e/o genetista.

              • Moi says:

                Secondo me, SE si voleva combattere il “razzismo / innatismo” … poche mosse potevano essere autolesionistiche come … togliere il Nobel a novanta e passa anni, a causa di un ripensamento personale , all’uomo di Scienza (!) stesso (!) che scoprì da giovane il DNA.

                Quelli proprio che Miguel chiama “punti-vittima” !

              • Daouda says:

                Ma che cazzo te frega a te si je danno o je leveno r nobbel?

                Si nun je lo levavano poi chi parlava?

            • Daouda says:

              Vabbè ma quelli sò pippe ar sugo de chi infondo nel suo egoismo vole avè na ricetta che combaci coll’ideologia.

              Sai quanti cristiani pure sò così?

    • Mauricius Tarvisii says:

      L’alternativa?
      Calenda!

      • Francesco says:

        Sono cattolico e diffido, un poco, di una figura che mi pare laica all’europea, cioè di un brutale ateismo militante da khmer rosso.

        Ma devo approfondire la questione.

        Ciao

  28. Moi says:

    (*)

    In realtà, la Socialdemocrazia è l’ unica cosa ad aver funzionato davvero … almeno fino agli Anni Sessanta,in Scandinavia. Ma poi, invece, avrebbe dovuto “freezarsi” ! … E i teoria c’era pore un clima favorevole ! Invece, no … ha preso anche quella una piega “sbalinata” ! SE ne avessi il Potere Smanettonico 😉 vi obbligherei a vedere come disclaimer il Documentario di Erik Gandini “La Teoria Svedese dell’ Amore”.

  29. Moi says:

    Altro elemento che sembra una cazzata è che immigrano un sacco di maschi … finché qualcuno non spara o tira gente sotto a un furgone, solo che bercia “Incel Revolt !” anziché “Allah u Akhbar !”

    https://www.youtube.com/watch?v=fz66V5QXIuA

    (11:19)

    video “parlato” di un certo “Metapolitics”: interssante, argomento immigratorio assolutamente inedito.

    —————

    Habsburgicus, almeno tu … DEVI UDIRLO ! 😉

    • Moi says:

      C’è un filo comune che lega questi tre fenomeni, l’immigrazione,, il femminismo e l’incel. I primi due come causa del terzo. Le conseguenze sociali e psicologiche dell’immigrazione e del femminismo sono e, a lungo termine saranno, devastanti.

      [testo in descrizione del video, dell’ autore stesso]

    • Daouda says:

      Potremmo parlare della questione femminismo ed islam. Il fenomeno incel comunque è nato prima della questione immigrazione.
      Per quanto riguarda gli USA poi è collegato ai diritti civili di ogni fatta.

    • Francesco says:

      Moi, indovina un pò chi potrebbe (almeno tentare di) organizzare le cose in modo che arrivino anche le donne da quei paesi, che gli immigrati costituiscano famiglie e diventino in brevissimo tempo dei pilastri della comunità invece che dei cazzoni nullafacenti con tendenza al teppismo/terrorismo/fare cose brutte e cattive?

      Credo che l’arma finale contro il terrorismo siano i passeggini (salvo casi molto particolari tipo l’Irlanda, in cui lo scazzo era plurisecolare e nei passeggini ci mettevano le bombe).

    • Per Moi

      ““Allah u Akhbar !!”

      Ahem, quello che hai scritto vuol dire “Dio e Notizie!”

      I sogni di un pio giornalista.

  30. Moi says:

    a questione femminismo ed islam.

    ————

    Un frase del Giugno 2018 di Salvini che ha contribuito a rafforzarne la popolarità e a farlo percepire come Uomo del Popolo è che le Donne Borghesi Bianche Sfaccendate Radical-Chic (sì, insomma le “Madamìn da PD / LeU/ PaP o pure Fprza Italia …) debbono decidersi : o fanno le Femministe o si mettano il Burqa !

  31. Moi says:

    “Forza”

    e.c.

    ———-

    Habs … tu che sei “del luogo”, ma il termine “Madamìn” (ricordiamocelo, “sdoganato” da Crozza Vs le Donne Pro-TAV) … è “Sessista” o è come “mademoiselle” in Francese, prima che la Francia sbroccasse di Politicamente Corretto ?!

  32. Moi says:

    Il fenomeno incel comunque è nato prima della questione immigrazione.
    Per quanto riguarda gli USA poi è collegato ai diritti civili di ogni fatta.

    ———————-

    Già, giusta osservazione … dovresti essere dialetticamente meno aggressivo e più riflessivo, saresti polemicamente molto più efficace.

    In effetti è “Voglio poter andare in giro nudaaaaaaa !!! Nessun MaSSkio 😉 vi deve neppure guardareeeeeeeeeee !!!” da conciliare con la frustrazione sessuale diametralmente opposta.

    • Daouda says:

      Lo sò Moi ma il tempo delle chiacchiere è finito. Vedere i destroidi seguaci di Putin è veramente abominevole.
      L’islam sunnita a sinistra e sciita a destra fanno danni immensi così come il buddismo e l’esotismo induistico yogante.

      È un dato di fatto che la massoneria ha collegamenti con i vudù africanoidi e le triadi cinesi, e coopta fra gli indù e gli islamicicci che hanno anzi favorito tali legami da sempre.

      Il femminismo ed il sunnismo sono solo paradossalmente antitetici. Questo è difficile da far capire.

      Ma anche all’interno della Chiesa la dicotomia è similare. La strumentalità dei tradizionalisti reazionaristi e dei protestanti progressisti è un fatto hegelianamente essenziale per annichilire gli uomini di buona volontà e renderli inoffensivi in campi semantici predisposti contro tanti altri campi simili addirittura invece che solo avversi, eppure con altri ci si unisce seppur diametralmente opposti o si combattono tali opposti, ignorando che ciò crea ed alimenta parcellizzazione e fanatismo ottuso e anedonico.

      Il caso degli ebrei è emblematico come spauracchio e incentiva a mischiare le carte nella confusione.

      Ma si deve sapere che la rivoluzione sarà restauratrice e la restaurazione rivoluzionaria. Il meglio del peggio convergerà e solo dopo la chesa risorgerà dalle sue ceneri.
      In tal senso quando tale chiesa darà l’idea e l’immagine di aver passato la tribolazione, in tale restauratività, in tale rivoluzionareità, le pseudo profezie sataniche del gran monarca e del papa santo si realizzeranno e chi seguirà questa falsa chiesa , obnubilato, sarà perso.

      Tutto ciò è difficile da accettare. Ma infondo quando si cerca di allinearsi a Dio ci si rende conto che è davvero Terribile, Lui è il Terribile.
      Gli ateisti strumentali non si rendono conto di quanto credere sia privo di consolazione almeno nei modi in cui loro reputano soprattutto fin tanto non si esperisce un certo grado di unione con Lui.
      Credere nella Trinità è come Kirkegaard in qualche mondo accenna…
      Molto meglio esservi indifferente e probabilmente è stato più così nel conformismo del passato che oggi.

      • Daouda says:

        Difatti la theosis cristiana non è beatitudine, che noi giustamente affermiamo solo nellimmensa eternità.
        La theosis è lacrime di gioia e tristezza, è sospiri di gioia e di tristezza, perché pur se si è giunti nella Pace, non si è nella Felicità divina, non ancora, MAI.
        In questo oltre all’irriducibilità della Terribile alterità di Dio, che però è pure un diventarLo in soddisfazione del continuo-contiguo, il cristianesimo si scopre unica vera religione contro le favole dell’identità suprema e della liberazione.

        Togliamo i crocefissi dalle scuole!

  33. Moi says:

    ” mi ” … e.c.

  34. Moi says:

    How The Internet Creates Echo Chambers

    https://www.youtube.com/watch?v=eNygEBq7Bn4

  35. Francesco says:

    >>> in Russia, i figli dell’intelligentsia (molti di loro ebrei) si impossessarono del potere e riuscirono a portare a termine una visione senza compromessi del ‘modello francese’ conducendo l’attacco più brutale e meglio organizzato della storia contro il geometra, lo studente membro della confraternita goliardica, il piccolo burocrate, il contadino testone. Sopratutto, contro il contadino testone.

    ora, solo io ho molti problemi con questa descrizione? solo a me bolscevichi al potere fa pensare a “geometri, studenti, piccoli burocrati, maestri di scuola”? anche perchè mica potevano essere tutti criminali comuni e intellettuali, non mi pare che ne fossero abbastanza in Russia per fare neppure il golpe di Lenin

    magari però mi sbaglio io, datemi un lume

    ciao

    • Per Francesco

      “ora, solo io ho molti problemi con questa descrizione? solo a me bolscevichi al potere fa pensare a “geometri, studenti, piccoli burocrati, maestri di scuola”? anche ”

      Dovresti leggere il libro di Slezkine, è davvero incredibile quante storie di vite racconta, partendo dalla sua stessa famiglia.

      Un’altissima percentuale di bolscevichi erano figli ribelli, molto spesso di famiglie ebraiche, appassionati di Pushkin e di letteratura russa, pronti a morire e soprattutto uccidere per un ideale, che sognavano di strappare il paese dal suo letargo apatico.

      In particolare, gli idealisti affollavano la Ceka/OGPU, dove ci si poteva mettere in gioco direttamente per realizzare la società perfetta, assumendosi eroicamente la responsabilità di fucilare i nemici della rivoluzione.

      Il tutto in un clima di gioiosa esaltazione, permessa anche dal relativo benessere dei bolscevichi.

      Poi, certo, diventano “geometri” ecc. ecc., ogni festa finisce.

      • Altra cosa affascinante…

        Slezkine dice che gli ebrei russi vivevano contemporaneamente tre rivoluzioni:

        1) quella “conservatrice” di chi andava in America, paese che richiede a tutti un’identità religiosa, quindi si riproducevano gli shtetl (non a caso oggi gli USA sono oggi la patria degli “ultraortodossi”); ma i figli ribelli si esaltavano pensando alla rivoluzione sovietica

        2) quella molto minoritaria di chi voleva fare un piccolo stato socialista in Palestina

        2) e il vero mondo messianico, la rivoluzione bolscevica, dove apollinei e mercuriali si fondevano.

        Quindi la Rivoluzione centrale era sempre quella russa.

      • PinoMamet says:

        “assumendosi eroicamente la responsabilità di fucilare i nemici della rivoluzione”

        In effetti sembra la descrizione di un personaggio del Dottor Zhivago
        (il primo marito di Lara, se non erro… un vero idealista, un deluso dalla vita privata, e un fucilatore senza gioia)

        • mirkhond says:

          Pasha Antipov / Strel’nikov

          • mirkhond says:

            Lo stesso Pasternak era ebreo, sebbene poi convertitosi al Cristianesimo Ortodosso, e nel Dottor Živago vi è un’iniziale simpatia per la rivoluzione bolscevica del 1917.
            Simpatia poi venuta meno per gli eccessi della rivoluzione.

      • Francesco says:

        Miguel

        ma lo hai ben spiegato tu che ogni rivoluzione programmata è roba da geometri!

        i geometri esaltati sono i più pericolosi ma sempre geometri sono, sempre gente che spiega agli altri come devono essere le linee e le curve della loro vita

  36. Moi says:

    Quindi, le Femministe si rinchiudono in Echo Chambers che le fanno sentire Onniscienti … illudendosi che le Nuove Generazioni Islamiche sostituiscano il Corano con i libri scritti / letti da loro , mediante l’ Indottrinamento c/o la Scuola Pubblica.

    Come dicono più o meno 😉 gli AngloSassoni : “They stay fresh !” 😉

  37. Daouda says:

    Miguel mi consigli “complottisti” di sinistra se ne hai qualcuno? ( che poi il comunismo stesso è la mainstreamizzazione del complottismo d’altronde )

    X Peucezio: ancora grazie. Ho trovato un certo davide van der spoofs in lombardo. Il cantante dei black mama in un blues alla ligure e poi cazzo il grande secondo casadei io manco sapevo che era il liscio di per sè.
    Sono soddisfatto per l’italianità raggiunta ho compensato il dialettismo di Enzo Avitabile, Napoli Centrale e Blues Stuff con nordici.
    Per l’estero basta inglese e basta soprattutto parole. Preferisco la musica (in)strumentale, non il jazz che è una cagata perquanto vi abbiano contribuito molti italiani al suo sorgere.
    Poi se è passerò alle varie dipanazioni della musica colta ma con calma

    • Daouda says:

      Che ne sò uno alla Debord o tipo Cesarano pè ddì.

      Pino Daniele l’ho accoppiato co Jannaci comunque

    • Moi says:

      Un Complottismo di Sx che vada oltre “Fermiamo la Guerra del Capitale / Il Capitalismo sta per Crollare” , fatico a immaginarlo … o si è aperto un Tunnel SpazioTemporale dal Novecento ?!

    • Daouda says:

      Beh Guy The Bore è stato praticamente un complottista a conti fatti. Poi pensa che il negazionismo dell’olocausto mica nasce a destra ma proprio fra comunisti dissidenti per ddi.

      Ah Miguel daiiiiiii. Me servono pure qualche complottista destra/sinistra in lingua spagnola.
      Ce ne hai qualcuno?

  38. Z. says:

    Altra mini-riflessione.

    Si diceva, qualche giorno fa, che certi ambiti risentono molto della divisione in tifoserie.

    Può essere vero, ma occorre precisare.

    Io tifo Juventus, come Togliatti e come il mio amico Marco. Sono contento se vince, anche quando avrebbe meritato di perdere: altrimenti che tifo sarebbe?

    Però se una sera CR7 non vede il pallone, non dico che ha giocato alla grande.

    Tifare va bene, dopotutto. Il problema è quando offusca il giudizio di politici, intellettuali o comunque personaggi pubblici, perché poi succedono cose imbarazzanti.

    Ad es., con tante critiche serie che si possono fare alla politica francese – non solo a quella di Macron, ma pure a quella dei suoi predecessori, di sinistra e di destra – si finisce per sostenere tesi – non argomentate, ovviamente – come l’emigrazione quale conseguenza del Franco Franchi. Che richiede conoscenze approfondite (differenza di constatazioni sul comportamento francese alla frontiera, per dire) e che neppure i più accesi critici della divisa (a quanto leggo ce ne sono) prendono sul serio.

    Peraltro, la stampa filogovernativa ha titolato: Marattin, “La Francia aiuta l’Africa”. Non so chi sia Marattin, ma nel video quella frase non l’ho sentita…

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/01/21/moneta-coloniale-marattin-pd-contro-il-m5s-ennesima-cialtronata-poi-spiega-la-francia-aiuta-i-paesi-africani/4913263/

    Un altro esempio è l’appello, firmato nel 2013, per far dichiarare Berlusconi incandidabile. Era un’argomentazione uscita da chissà dove, basata su presupposti che apparivano lunari, ma è stata firmata da fior fiore di intellettuali e persino da Rodotà. Berlusconi non è candidabile, spiegavano, in base ad una legge secondo cui il concessionario in proprio, o il legale rappresentante della concessionaria, non è eleggibile se la concessione è di entità rilevanti. Però Berlusconi non è né concessionario in proprio né legale rappresentante di Mediaset.

    Un esempio locale. Anni fa un noto movimentista fu gravato da una blanda misura cautelare, il divieto di dimora in Bologna. Numerosi intellettuali si sollevarono, sostenendo che si trattava di una misura fascista (il divieto di dimora!). Poi per altra causa la stessa persona finì addirittura ai domiciliari, e a questo punto nessuno disse niente: il divieto di uscire di casa va benissimo mentre il divieto di dimorare nel solo comune di Bologna è fascista!

    (tra l’altro Bologna ha un comune molto piccolo: tutti gli abitati del circondario hanno un proprio comune distinto, anche quelli uniti a Bologna senza soluzione di continuità)

    Il problema secondo me non è il tifo, è il dualismo nel quale il tifo rischia di fare cadere.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Però Marattin effettivamente argomenta che il cambio fisso con l’euro aiuterebbe i paesi della zona Franco.

      • Z. says:

        Il che è ben è diverso, per ragioni che presumo evidenti, dal sostenere che abbia detto “La Francia aiuta l’Africa”.

      • daouda says:

        Aspetta…

        Lo aiuta se i negri avessero politiche collettiviste e , a conti fatti, non si hanno infrastrutture ed industria in proprio.
        Ma il Franco coloniale impedisce proprio quest’ultimo caso e la Francia là ha in pratica per le proprie aziende il monopolio.
        Avoja a chiamalla libera iniziativa…sò tutti pupazzi e chi protesta, pur se comunista, crepa.

    • Peucezio says:

      Z.,
      pure juventino!
      Troppe in una persona sola… 😀

  39. Per Mauricius T.

    Scusami se ripeto una domanda che ti avevo già posto e a cui avevi risposto circa 20.000 commenti fa…

    Una volta tu avevi segnalato un bellissimo sketch, credo in TV, di due tizi che discutono di come cambiare una ruota, e che era una parodia delle elezioni.

    Sapresti ritrovarlo?

    Mi piacerebbe pubblicarlo, appena ho tempo.

  40. Moi says:

    due tizi che discutono di come cambiare una ruota, e che era una parodia delle elezioni.

    —–

    Mai visto. Se visto, dimenticato…

  41. Moi says:

    @ ZETA

    https://www.youtube.com/watch?v=5rELxmQecLQ

    Michela Murgia e Diventare Fascisti in Sei Mosse

  42. Z. says:

    Mentre prosegue di gran carriera l’antimilitarismo di Trump…

    https://www.repubblica.it/esteri/2019/01/31/news/trump_verso_il_ritiro_del_trattato_sulle_armi_nucleari_con_mosca-217961442/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T1

    …si attende di registrare le ormai consuete acrobazie sugli specchi dei trumpettini di turno, che saranno vidimate con il timbro ufficiale.

    Si presenti quindi il trumpettino n. 1 per il primo STUNF del 2019!

    • Peucezio says:

      Certo che se smettessero di rompergli i coglioni costringendolo a fare carte false pur di sembrare assertivo con la Russia…
      Ma non si può stabilire che uno, quando viene eletto presidente, escluso il diritto di vita o di morte sui cittadini
      1) può fare tutto quello che vuole e decidere su tutto,
      2) non può essere soggetto a inchieste non solo giudiziarie, ma anche giornalistiche, per tutta la durata del suo mandato?

      • Z. says:

        Ma certo, lui non vorrebbe proprio. Ce lo costringono gli altri, quei brutti cattivoni. Poverino, chissà quanto ne soffre!

        Trascritta la catoptrobazia n. 1 del 31/01/2019.

        STUNF!

        😀

      • Francesco says:

        scusa Peucezio, di cosa di devono occupare i giornali? della patata di Ilona Staller?

        a quello servono, a rompere i coglioni a chi governa!

        infatti in Italia non lo fanno e le ggente legge(va) le Ore, che è meglio di giornali innocui

        • Peucezio says:

          1) Chi dice che i giornali dovrebbero esistere?
          2) Cosa c’è di buono nel disturbare il manovratore? E’ facile criticare senza assumersi nessuna responsabilità.
          Almeno l’opposizione critica, ma poi arriva il suo turno.
          I giornalisti sono una massa di parassiti, che criticano per tutta la vita, senza mai fare un cazzo in tutta la loro esistenza.
          Mi rendo conto che ogni società ha i suoi parassiti, i suoi ladri, grassatori, assassini, spacciatori, ecc.
          Ma almeno non pretendono di avere una funzione sociale insostituibile.
          E non vengono finanziati dallo stato.

          • Z. says:

            Peucè,

            anziché arrampicarsi maldestramente sugli specchi, che alla tua età è pure pericoloso, alle volte si può anche dire “ho detto una fesseria”, oppure “mi sono sbagliato”.

            Càpita a tutti. Non c’è da vergognarsi.

            🙂

            • Peucezio says:

              A parte che non ho capito a cosa ti riferisci…?

              In ogni caso sottoscrivo al 100% tutto quello che ho scritto, nelle parti come nel tutto.

            • Peucezio says:

              In ogni caso, fammi capire, hai il terrore delle bufale e della pseudoscienza che ci porteranno alla pandemia planetaria, però non ti accorgi della mistificazione sistematica fatta da sempre dal giornalismo (e sempre peggio, perché col tempo diventano anche più impreparati, improvvisati e cialtroni)?
              Se rilevare questo significa arrampicarsi sugli specchi, sarei orgoglioso di vincerne la specialità olimpionica.

              • Z. says:

                Peucè,

                mi riferisco a tutte le inerpicate giustificazioni su Trump. Almeno il mio amico Marco il governo Conte lo difende per lavoro!

                Fammi capire, dici… se parti dal presupposto che gli altri abbiano idee così estreme, prive di equilibrio, com’è possibile farti capire? 🙂

        • Peucezio says:

          E mi darai atto che li condannavo anche quando criticavano Renzi.

          • Francesco says:

            il che non ti da ragione: semplicemente rifiuti di vedere il ruolo, gigantesco e positivo, del giornalismo – che NON è l’opposizione politica, sono mestieri diversi

            eppure Mussolini per avere idea di come andasse l’Italia doveva farsi raccontare le barzellette contro di li, avendo zittito la stampa

            ciao

            • Z. says:

              Miguel,

              — il che non ti da ragione: semplicemente rifiuti di vedere il ruolo, gigantesco e positivo, del giornalismo – che NON è l’opposizione politica, sono mestieri diversi —

              A volte è un peccato che siano mestieri diversi.

              Per esempio, se al governo – e ieri all’opposizione – ci fosse direttamente Travaglio, anziché il suo partito di riferimento, si riuscirebbe a ragionarci meglio…

            • Peucezio says:

              Francesco,
              ” il ruolo, gigantesco e positivo, del giornalismo ”

              😀 😀 😀 😀 😀

              Francesco, dai quanto ti rispetto.
              Ma come faccio a prendere sul serio un’affermazione del genere?

              • Francesco says:

                è più facile di quanto tu pensi: fatti un giro nei paesi in cui i governi ammazzano i giornalisti, chiudono i giornali, controllano le notizie

                e poi vieni qui a dirci che non è molto peggio di qui!

                😀

              • Z. says:

                Mmm… dopo secondo me gli verrebbe più difficile difendere Maduro.

                A meno di non portarsi scorte di cibo e medicinali da Milano.

                Peucezio, questo gauchiste-caviar che difende le dittature affamatrici dall’alto del suo benessere milanese 😀

  43. Moi says:

    Nulla ha garantito la Pace Duratura in Europa come la Guerra Fredda (altro che UE !) … visto che in caso di Guerre Nucleari fra USA e URSS ci saremmo ritrovati in un Deserto PostAtomico modello Mad Max / Hokuto-no-Ken 😉 !

    • Z. says:

      La UE è nata a Guerra fredda finita.

      La collaborazione tra i Paesi dell’Europa occidentale, non tutti membri Nato, ha contribuito a sua volta al mantenimento della pace.

      • Peucezio says:

        Sì, se ne sono accorti a Belgrado…

        Fammi capire: tu stai dicendo che se non fosse stato per la Ue negli anni ’90 o 2000 sarebbe scoppiata la terza guerra mondiale… fra stati europei?
        Un’idea su partecipanti e schieramenti? 🙂
        Tanto di giochi del Risiko con sviluppo alternativo della storia ne hanno inventati tanti, non sia detto che in questo blog non si dia il nostro contributo. 😀

        • Peucezio says:

          Comincio io, per rompere il ghiaccio:
          polacchi, cechi, repubbliche baltiche contro russi e tedeschi per vendicarsi di II G. M. e patto di Varsavia, i francesi gli vengono in soccorso, gli spagnoli si alleano coi tedeschi, perché sono sempre stati germanofili, a quel punto i portoghesi si alleano coi francesi, insieme ai catalani, che proclamano l’indipendenza, ma in armi.
          Gli scandinavi, ostili ai russi, si schierano con i franco-polacchi. I Greci invece stanno con tedeschi e russi, insieme a bulgari, serbi e rumeni, mentre gli albanesi vanno coi francesi per andare in quel posto ai serbi.
          L’Inghilterra sta a guardare pronta a intervenire per i suoi interessi, contro la parte che sta prevalendo. L’Italia anche ma all’opposto, per poi schierarsi con i vincenti.

        • Peucezio says:

          Ovviamente il tutto si conclude in un olocausto nucleare mondiale, perché sia i francesi che i russi hanno l’atomica e una terza guerra mondiale seria è una guerra nucleare, mica convenzionale.

        • Z. says:

          Peucezio,

          –Sì, se ne sono accorti a Belgrado —

          Nota capitale dell’Europa Occidentale.

          — Fammi capire: tu stai dicendo che se non fosse stato per la Ue —

          Sto dicendo che la la nascita della UE è successiva alla Guerra fredda. Non sono periodi coevi, è difficile confrontarli.

          E’ vero che la CECA e la CEE hanno contribuito ad avvicinare Francia e Germania, avvicinamento che all’epoca non era considerato scontato. Però la UE è arrivata più tardi.

          • Peucezio says:

            E ha prevenuto le guerre intraeuropee…

            … occidentali, dimenticavo!
            Quindi il concetto è che l’Ue serve a tenere lontana la guerra dall’Europa occidentale per portarla nel resto d’Europa?
            Ora sono più felice 🙂 🙂 🙂

            • Z. says:

              Faresti bene!

              Se davvero la UE avesse questo merito – spostare la guerra altrove – sarebbe effettivamente un merito notevole.

              Vediamo quanto dura…

              • Peucezio says:

                Il tempo di distruggere il resto del mondo.
                Dopo possiamo farcela fra noi e massacrarci tranquillamente.

              • Z. says:

                Ma sì, ma sì 🙂

              • Francesco says:

                non è che altrove non avessero le guerre

                quando abbiamo bombardato Belgrado, lavoro rapido e tutto sommato pulito, loro venivano da una decina di anni di guerra civile – la più sporca delle guerre – che tra l’altro è finita SOLO perchè siamo intervenuti noi

                fosse stato per quello che Peucezio chiama “il resto del mondo”, starebbero ancora a massacrarsi

              • Peucezio says:

                Cazzi loro.
                Ma non mi vengano a dire che l’Ue porta la pace.
                Le maggiori potenze dell’Ue hanno partecipato alla maggior parte delle guerre criminali degli USA.

              • Francesco says:

                io inizio a rilevare che la pace in Europa è al momento ancora in vigore, che tedeschi, francesi, inglesi e spagnoli NON si combattono più da molti decenni e ci sono ben pochi segnali che succederà a breve

                al resto del mondo pensiamoci ma non pretendiamo tutto e subito

                PS i tedeschi non li ricordo in Libia e Siria, le uniche guerre a cui posso applicare la definizione di criminali

              • Z. says:

                Francesco,

                — io inizio a rilevare che la pace in Europa è al momento ancora in vigore, che tedeschi, francesi, inglesi e spagnoli NON si combattono più da molti decenni e ci sono ben pochi segnali che succederà a breve —

                …e che molti di noi danno tutto questo per scontato, come se fosse la norma, quando nella storia europea è l’eccezione.

      • Mauricius Tarvisii says:

        La UE è nata in affiancamento ad altri trattati che esistevano già da decenni, però, ed ha ereditato le istituzioni create da quei trattati. Probabilmente il ’92 è stato una data più di importanza simbolica che giuridica: l’Atto Unico Europeo (1986) ha probabilmente rivestito un’importanza molto maggiore.

        • Mauricius Tarvisii says:

          E’ vero che, però, Maastricht ha introdotto nel sistema europeo i parametri di bilancio, cioè ciò che rischia di far sempre saltare tutta l’impalcatura 😀

        • Z. says:

          MT,

          — La UE è nata in affiancamento ad altri trattati che esistevano già da decenni, però, ed ha ereditato le istituzioni create da quei trattati. —

          Sì, infatti caso mai si dovrebbe parlare del ruolo della CECA, più che della UE. Sono cose che oggi diamo per scontate, ma che all’epoca non lo erano.

          • Peucezio says:

            Ma infatti si parla di Ue perché è l’ultimo nome che ha avuto più o meno la stessa cosa.
            Se no uno deve dire “MEC, poi diventata CEE, poi Ue”, ecc. ecc.

            Sono un po’ come il tuo partito, che cambia nome ogni dieci anni, ma è sempre lo stesso.

            • Z. says:

              Questo lo pensavate solo te, Francesco e Berlusconi. Ora sei rimasto solo tu…

              Magari così fosse 😀

              PS: no, la UE è cosa molto diversa dalla CECA. È più o meno la stessa cosa come tu sei più o meno Ettore Muti 🙂

              • Peucezio says:

                Che c’entra, io quando avevo dieci anni ero diversissimo da adesso, ma non per questo ho cambiato nome.

                Escludo che queste istituzioni siano cambiate prendendo atto di differenze sostanziali: cambiano lentamente e inesorabilmente, per il ricambio generazionale e la trasformazione del contesto esterno, ma non è che viene loro cambiato nome per questo.
                I nomi vengono cambiati perché è un mal vezzo contemporaneo.

              • Z. says:

                Non è mica cambiato solo il nome, dalla CECA alla UE.

                Vabbè che non va di moda, ma oltre a “escludere”, ogni tanto informarsi non è male 🙂

              • Francesco says:

                1) il Partito è sempre lo stesso, solo sempre più piccolo e noioso. Infatti sta cercando di espellere Renzi, che era un pochino eretico

                2) la CECA è stata “il grande fatto” e dovrebbe essere insegnata a scuola perchè è stata veramente dirompente. tutto il resto è stato un tentativo di essere logici: se abbiamo rinunciato ad ammazzarci, tanto vale collaborare.

              • Peucezio says:

                Z.,
                ti ripeto, non è che le cose non cambino.
                E’ che non è che la stessa cosa cambia e gli cambi nome.
                Se ci fai caso questo mal vezzo di cambiare nomi alle cose è diffusissimo a tantissimi livelli, almeno nel pubblico.
                Che cazzo mi rappresenta che le ASL siano diventate USL, poi adesso non mi ricordo come cazzo si chiamano?
                Che mi significa che a Milano l’Ecopass sia diventato Area C col passaggio dalla Moratti a Pisapia-Sala?
                Che mi rappresenta che la laurea specialistica sia diventata magistrale? (al di là dell’aberrazione del 3+2)
                E così per un miliardo di cose.

              • PinoMamet says:

                Mmm credo che il cambiamento sia il contrario (da USL a ASL o AUSL) e che qualche differenza in realtà ci sia…

                un po’ come nella scuola: il dirigente scolastico non è esattamente il vecchio preside, anche se tutti lo chiamano, naturalmente, preside.

                In questo caso, la differenza sottesa (bello “sottesa”) al cambiamento mi pare abbastanza evidente…

              • Z. says:

                Francesco,

                1) non conosci il Partito. Pazienza. Per ragioni che presumo ovvie, non è certo una lacuna grave 🙂

                2) sono abbastanza d’accordo sulla CECA.

              • Francesco says:

                come tutti gli italiani, conosco il Partito ben più di quanto vorrei

                😉

              • Z. says:

                No, parli per sentito dire. Come sui magistrati…

                Tranquillo, siete in molti. Parlare di ciò che si conosce è spesso considerato prassi banalotta 🙂

              • Mauricius Tarvisii says:

                Che cazzo mi rappresenta che le ASL siano diventate USL

                Ah, quella era solo una mossa contabile per tenere i debiti nella bad company e continuare l’attività con la new company 😀

              • Peucezio says:

                Sì, lapsus mio, ricordo benissimo che siano state le USL a diventare ASL.
                Sì, tra l’altro, le poche volte che al cambiamento di nome corrisponde un cambiamento anche sostanziale, è immancabilmente in peggio.

              • Francesco says:

                Z

                secondo te a Milano o a Bergamo non ci sono il PCI/PD et altre variaizoni del nome che ora scordo? sei certo?

              • Z. says:

                Francesco,

                — secondo te a Milano o a Bergamo non ci sono il PCI/PD —

                Secondo me a Milano e a Bergamo ci sono numerosi magistrati. Il che non impedisce che tu ne parli per sentito dire 🙂

  44. Z. says:

    Trovo molto coerente la decisione dei grillini di schierarsi con Maduro.

    È l’idea grillina di democrazia, di pluralismo e di economia pienamente realizzata.

    Potere al Popolo! col loro punto esclamativo? che dicono?

  45. OT

    Leggo:

    “Diffamò Fassino su Facebook, la sottosegretaria M5s all’Economia Laura Castelli a processo. Con lei 18 followers ‘colpevoli’ dei like ”

    Ora, la denuncia per diffamazione ci sta, sicuramente: pesanti insinuazioni su politici e appalti.

    Ma è interessante la storia dei “like”:

    ” L’identificazione di tutti i commentatori, poi, non è stata impresa semplice, e di quaranta che avevano messo anche solo un like ne sono stati individuati diciotto: gli altri erano profili fake non riconducibili a persone reali.”

    Una “impresa non semplice” significa ore e ore di indagine, pagate dai contribuenti.

    • Z. says:

      Che siano i condannati a pagare le spese, allora. Non solo simbolicamente, ma per intero.

      Proponiamo una progetto di legge di iniziativa popolare al Governo?

      • Per Z

        E obbligare Facebook a far pagare una piccola somma agli utenti per postare, commentare, laicheggiare, ecc.? Come si fa quando si fanno pagare i sacchetti al supermercato.

        cinque centesimi ogni like, cinquanta centesimi ogni post, dieci centesimi ogni immagine… Il mondo conoscerebbe un miglioramente qualitativo incredibile in pochissimo tempo.

        • Francesco says:

          oppure andrebbe su un altro social network che è aggratis

          sono stupidi ma non fessi!

          😀

          ciao

          • Z. says:

            Beh no Francè…

            non è che se alla Coop ti fanno pagare le sportine allora vai al Conad dove sono gratis. Il giochino funziona se costringi tutti i supermercati a farle pagare!

        • Z. says:

          Miguel, contro-controproposta:

          e trasferire la legittimazione passiva in capo al Tomo de’ Ceffi?

          Francesco ti insulta sul Tomo? tu chiedi i danni a’ Tomo, e se ‘l Tomo viene condannato ha facoltà di rivalersi su Francesco.

          Non è poi necessario che si arrivi ad una sentenza: magari ‘l Tomo trova un compromesso con te, nell’interesse di entrambi nonché dello Stato (noi boriosi legulei la chiamiamo “deflazione del contenzioso”). Ci guadagna anche Francesco, cui ‘l Tomo andrà a chiedere una somma di minor entità.

          Naturalmente, siccome la Tomo s.p.a. (o Codex Corporation) è un ente privato, può sempre censurare a suo puro gusto il nostro Francesco: così da ridurre il danno arrecato, e da risarcire, a te!

          Veh, veh che soluzioni che strolghiamo noi chelebecchelegulei!

  46. PinoMamet says:

    OT per Mirkhond, la vexata quaestio:

    http://www.unipv.eu/site/home/area-stampa/articolo10106.html?fbclid=IwAR2Tmwqf7qto6t7B5zU9sz8I_05WjrYL8AqcY4cWHM6Oi-ytbWs2D9KA7hQ

    il punto fondamentale:
    “Questo implica che gli uomini di origine ebraica che migrarono in Europa dalla Palestina circa 2000 anni fa presero spesso in moglie donne Europee incontrate prima nella zona mediterranea – specialmente in Italia – e successivamente in Europa centrale e occidentale. ”

    Insomma, ashkenaziti: bisnonni dalla Palestina, bisnonne dall’Italia.
    😉

    • mirkhond says:

      Ne ho sentito parlare.
      Gli Ashkenaziti sarebbero dei mediterranei-euro-centroccidentali, poi migrati ad Est.
      Comunque se ci pensiamo, questo non inficia del tutto la tesi khazara, in quanto quell’impero, come tutti gli imperi turchi (pre e islamici), era un impero multietnico.
      Dunque la sua popolazione giudaica può essere stata eterogenea per origine e provenienza.

      • mirkhond says:

        “ashkenaziti: bisnonni dalla Palestina, bisnonne dall’Italia.”

        Anche dall’Europa centro-orientale però.
        Ma nel Giudaismo non conta l’ascendenza femminile?
        Infine i cosiddetti tratti “semitici” di molti ashkenaziti, di semitico hanno poco o nulla, essendo più simili ai tratti armenoidi diffusi in Anatolia e nel Caucaso.

        • PinoMamet says:

          “Ma nel Giudaismo non conta l’ascendenza femminile?”

          non ha nessuna importanza: se erano Romane convertite all’ebraismo, erano ebree e generavano figli ebrei.

          • mirkhond says:

            Dunque una popolazione giudaica di origine non semitica, ne tantomeno palestinese.

            • PinoMamet says:

              ma queste sono cose che interessavano Hitler, infatti, non gli ebrei.

              Per gli ebrei Ruth, la nonna di re Davide, moabita che a rigore non sarebbe neanche potuta convertirsi (ad alcuni popoli antichi era proibito, poi a quanto pare lo facevano lo stesso) era ebrea, così come lo erano tutti gli altri convertiti storici…

              • mirkhond says:

                Hitler che sterminò una popolazione europea, credendola semitica.

              • Moi says:

                Se proprio non riesci a toglierti la fissa ossessiva-compulsiva sulla “razza” Ebraica … datti agli Adamiti ! 😉

              • mirkhond says:

                Non sono io a credere alla fissa della “razza” ebraica. 🙂

              • Peucezio says:

                Mirkhond,
                “Hitler che sterminò una popolazione europea, credendola semitica.”

                Stesso discorso.
                Hitler non aveva nulla contro gli Arabi, eppure sono semiti anche loro.
                Hitler odiava gli ebrei in quanto grandi capitalisti e soprattutto rivoluzionari bolscevichi e, nell’uno e nell’altro caso, agenti antinazionali.
                Era un’epoca in cui nella mentalità comune capitava di ricondurre caratteristiche morali e intellettuali di un popolo a fattori razziali.

              • Peucezio says:

                In ogni caso ricordo sommessamente a tutti che i semiti sono un gruppo linguistico, non una razza.

              • Francesco says:

                >>> Hitler odiava gli ebrei in quanto grandi capitalisti e soprattutto rivoluzionari bolscevichi

                il che immagino sarà stato di grande consolazione a milioni di ebrei poveri e religiosi, finiti nei campi di sterminio

        • Peucezio says:

          Mirkhond,
          guarda che i tratti semitici non esistono.
          Lo si dice per dire “tratti ebraici”, così come si dice “natisemitismo” per indicare l’antiebraismo.
          E’ noto che gli aschenaziti hanno tratti armenoidi, perché le caratteristiche somatiche degli anatolici si estendevano fino al nord dell’area siriaco-palestinese.

          • mirkhond says:

            E’ però tutto da dimostrare che l’origine degli ashkenaziti sia nel nord dell’area siro-palestinese.
            A mio parere, è più verosmile un’ascendenza caucasica.

            • PinoMamet says:

              Mah, l’articolo linkato pare dire così.
              In generale devo dire che faccio fatica a far entrare il caucaso nello scenario dei vari spostamenti delle popolazioni ebraiche.

              Certo, c’erano anche lì.
              Ma per l’aspetto “armenoide” (che poi è molto relativo… ho conosciuto pochissimi ebrei con aspetto “armenoide”, volendo molti più italiani non ebrei, compreso un mio ex produttore laziale che era identico agli armeni… cercati immagini di armeni su google e vedrai com’era lui)

              per quello credo siano da “incolpare” gli spostamenti di antichi popoli “strani” come hittiti, hurriti, il regno di Mitanni ecc.

              • mirkhond says:

                Per Caucaso, intendevo anche l’area armena storica (corrispondente all’attuale Turchia orientale).

          • mirkhond says:

            “così come si dice “natisemitismo” per indicare l’antiebraismo.”

            Che però converrai che è un termine sbagliato, visto che la galassia giudaica solo in parte è di origine semitica.

            • Z. says:

              E’ uno di quei termini imprecisi tipo “onanismo”, che poi restano nell’uso.

              Tra l’altro era stato ideato come eufemismo per Judenhass, se ricordo bene.

    • PinoMamet says:

      io la penso così, lo sai: secondo me, nella popolazione ashkenazita orientale, c’è stato un forte influsso slavo.
      tra gli antenati di questi slavi, mah, ci saranno stati anche dei khazari.

      • Peucezio says:

        Sì, ma probabilmente si tratta di una cosa recentissima.
        Cioè, quando nel corso dell”800 e ‘800 gli ebrei aschenaziti si sono spostati dai territori ucraini e bielorussi verso la Russia vera e propria, dove fino ad allora c’era una presenza residuale, mescolandosi con i russi del posto, qualcuno di loro si sarà mescolato anche con russi che avevano un po’ di sangue khazaro.
        Anche se “khazaro” non vuol dire granché: era un’entità politica che avrà avuto un’élite di origine asiatica e avrà governato in parte su altaici, in parte su slavi: non è che un russo discendente di nu russo suddito dell’impero khazaro, sia uno che ha sangue khazaro.

        • Peucezio says:

          Secondo me i khazari non esistono, è come dire: “i Babilonesi”: chi sono oggi i Babilonesi?

          • mirkhond says:

            “chi sono oggi i Babilonesi?”

            Gli Iracheni del sud.

            • PinoMamet says:

              mMMM

              faccio molta fatica a identificare popoli antichi e moderni.

              un iracheno è un iracheno, ha la sua lingua, o lingue, e le sue culture.
              Capacissimo che abbia anche antenati babilonesi, anzi, probabile.
              Ma non è un babilonese, come un francese non è un gallo. può leggere Asterix e fumarsi le Gauloises, ma certo è un francese e non un gallo.

              Allora mi dirai, e che ci sono andati a fare gli ebrei moderni nel paese di quelli antichi?

              E ti rispondo molto laicamente: penso che abbiano diritto di starci perché lo dice l’ONU, e perché in Europa li sterminavano, ma soprattutto perché l’ha detto l’ONU.

              Altrimenti il diritto che hanno di starci (e per il diritto di ottenervi la cittadinanza) è pari a quello che potremmo avere di rivendicare l’Impero romano…
              non è che tutti gli altri Stati e popoli del mondo sono obbligati a riconoscere la tua visione del mondo, voglio dire.
              😉

              • Peucezio says:

                D’accordo su tutto il resto.

                Ma, fammi capire, l’ONU ha il diritto di deportare popoli e regalare territori stile assiro e neo-babilonese, per l’appunto? O stile Stalin?
                Cioè se l’ONU decidesse che i cambogiani hanno diritto di creare uno stato in Emilia e che gli emiliani devono perdere case e terreni, in larga parte devono andarsene, altri devono adattarsi a vivere in uno stato governato da cambogiani e in pratica devono diventare minoranza in casa loro, nemmeno per una normale dinamica demografica, ma per una decisione a tavolino presa sulle loro teste, a te parrebbe giusto?
                Io, fuori dalla folle mitologia veterotestamentarista dei fondamentalisti evangelici americani, non riesco a immaginare quale giustizia o legittimità ci possa essere nella fondazione dello stato di Israele, se non la mera legge del più forte.

              • PinoMamet says:

                Beh, è esattamente la stessa giustizia e legittimità che c’è dietro a Stati Uniti, Canada, Australia.. ma in fondo, quasi qualunque altro paese fuori dal blocco euro-asiatico.

              • Z. says:

                In effetti il Peucezio non è che abbia tutti i torti: se l’ONU decidesse che è giusto sacrificare i primigeniti a Baal a me continuerebbe a sembrare ingiusto. Del resto non sempre Israele fa proprie le valutazioni dell’ONU.

                Io la vedo in modo più rozzo: Israele esiste da settant’anni. Che si fa, si dice agli israeliani “tutti fuori, da domani andate tutti da un’altra parte”?

                Poi smembriamo l’Italia per restituire il Sud ai Borboni (o ai Borbone), il Piemonte ai Savoia e Roma alla Chiesa?

                Al di là di ogni possibile valutazione sui fatti storici, non è che si può sempre fare e disfare a piacimento.

              • PinoMamet says:

                Mm forse non mi sono spiegato:

                io non dico che l’ONU abbia fatto bene o male.
                Dico che, ragionando laicamente, il tipo di legittimazione che Israele può avere è di questo tipo: altri Stati la riconoscono.

              • Z. says:

                Mi spiego meglio:

                secondo me non è tanto che gli israeliani abbiano diritto a star lì perché lo dice l’ONU. Che è vero, naturalmente, ma c’è qualcosa che trovo più importante.

                Secondo me gli israeliani e Israele hanno diritto a esistere per la stessa ragione per cui ce l’hanno gli italiani e l’Italia, gli statunitensi e gli Stati Uniti e così via.

                Qualsiasi cosa pensiamo delle ragioni per cui questi Paesi sono nati, che facciamo? sbaracchiamo tutto con deportazioni e massacri? non mi sembra una soluzione proponibile (per fortuna).

          • Daouda says:

            Mikhond ci parli del mito dei curdi come nazione?
            Mi pare di aver sentito che non solo sono evidenti le differenze religiose ed etniche ma addirittura linguistiche tanto che il Kurdistan on avrebbe senso per alcuni in realtà.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Quindi sono iraniani?

              • mirkhond says:

                Sono linguisticamente iranici, su un fondo preindoeuropeo hurrita/urarteo, ma (a parte gli Zaza di Dersim/Tunceli), appartenenti ad un ceppo linguistico non Farsi.

            • Daouda says:

              Per quel che ho capito, apparte la differenza religiosa shià e sunnah, i dialetti kurdi non sono affatto ammissibili per yazidi e zaza-gorani ergo il fantomatico kurdistan ( VOLUTO DALLO STATO DI SAMARIA! IL CHE SPIEGA TUTTO ) è molto meno esteso di quanto desiderino.
              È poi evidente che i curdi contro armeni e turcomanni giocano al tagliuzzamento e ai cristiani caldei cor cazzo che li difendono facendo solo finta portandoli all’assimilazione.
              Sò pure mezzi comunisti…

              • mirkhond says:

                Per Daouda

                Anni fa, un alevi zaza, originario di Malatya e simpatizzante di Ocalan, mi disse che i Curdi non costituiranno MAI un’unità politica, proprio per le differenze religiose al loro interno.

  47. Daouda says:

    X Marco e Miguel:

    C’è un pdf in giro su Castaneda in spagnolo:

    Manuel Carballal “La vida secreta de Carlos Castaneda: antropologo, brujo, espia, profeta”

    • daouda says:

      Miguel ciài quarche complottista de sinistra????? Magari e soprattutto spagnolo, diciamo de stampo di sinistra-comunista, situazionista, altermondista inzomma…

  48. Moi says:

    “esiste una idea – marxiana? cattolica di sinistra? – di eliminarla, facendo fare tutto a tutti, a turno”

    ——————–

    Quando sarà di turno Lui in Ospedale, vi cederò il mio “numeretto dal macchinino” volentieri :

    https://www.youtube.com/watch?v=1Xq4FxuA3Z8

    😉

  49. Mauricius Tarvisii says:

    A sinistra si deve tenere in mostra il busto di Marx, ma bisogna fare la parodia del suo pensiero

    https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2019/01/31/news/dittatura_del_proletariato_populismo-217956657/?ref=RHPPBT-BH-I0-C8-P2-S1.8-T1

    C’è il paywall, sì, ma titolo e primo paragrafo sono meravigliosi nell’invertire bene e male nel pensiero del filosofo di Treviri 😀

  50. daouda says:

    Leggere Marx e constare cosa scriva su Bàstiat e Stirner fà capire la cosa più ovvia : che la maggior parte di tutti i vari marxisti/marxiani “antimoderni” che si stanno smarcando nella fedeltà o si fidelizzano nello smarcarsi, dimostrano che il socialismo , NOBILE COSA, non c’entra un cazzo con lui.
    E’ un processo che è iniziato 35 anni fà ma meglio tardi che mai.

    La cosa più triste è invece che si continua a negare l’evidenza della destra e della sinistra, ed infondo è facile comprenderlo, quando si ignora il sopra ed il sotto, l’avanti ed il dietro.
    E’ un po’ come il tempo…c’era e ci sarà, intenso o diluito, funesto o proprizio.

    In questo senso abbiamo genericamente due categorie , non vorrei fare il monofisista si badi, ossia gli umanisti e gli spiritualisti. E’ però ovvio che l’umano predisposto in realtà, anche se non lo sà, comunica già con lo Spirito ( dottrina cattolica della salvezza per gli esterni e dell’agire dello Spirito il bene che viene solo da lui ) mentre lo spirituale inteso come colui che si fà banditore del trascendente , rinnegandolo, si evira.

    L’abilità è stata proprio qua…i predisposti nell’odio allo spirito, e gli spirituali che diventano carogne per afferarlo.
    ( dicevo miafista perché potrebbe sembrare simmetrico ma non lo è, pur se, infondo, ai fini didattici di questa semplificazione estrema, può tornare )
    E’ quindi che un certo conglomerato analitico di sinistra e per natura constatatorio non può far a meno dell’apriorismo di coloro che leggono complotti ovunque.

    Tutto ciò veramente non può non far comprendere come la vita sia sprecata e che infondo la superbia di chi vive, prima di scrivere, è proprio credere che meriti di farlo.

    Avojà a ddì che il “borghese” è innocente, perché risponde ai meccanismi in realtà sotto sotto nolente di sè, avoja a ddì il peccato e non il peccatore.

    E’ per questo motivo che MM è un idiota.E che oltre tutto non mi risponde sugli zingari né sulle robbe degli spagnoli che me sà dovuto annà a cercà da solo dovendo rivalutà addirittura Miguel Serrano, che, a conti fatti, và bene pé annà come deve.

    “Si dice che uno ha lavorato vanamente quando non è ricompensato per il suo lavoro o quando non è apprezzato; perché in tal caso il lavoratore ha perso tempo e fatica senza pregiudicare in nessun modo il valore del suo lavoro, che , peraltro, può essere eccellente ( Parigi, febbrario-aprile 1988 ) ”

    Siamo d’accordo che la teodicea è un argomento per i cretini che non riescono a risolverla. Il discorso non è neanche se si dovesse patteggiare per Satana sapendo che della gloria del mondo non je ne frega nulla, e deve fà il lavoro suo, ossia dimostrare e creare sfreggio e dolore, e l’interrogativo è appunto se in definitiva tutto non meriti di essere ridotto così.
    La cosa triste è una detta e due udite come dice il Salmo: se davvero non riesce a stare a tavola con tutti ed è già obbrobbrio quando non lo si riesce a fare, ugualmente a tavola si rimane quando è obbrobbrio e ci si dovrebbe , magari anche violentemente, alzare.
    L’uomo non riesce a fare due cose del genere, che sono la stessa, neanche nell’arco di un pasto conviviale, se gli si chiede di farlo contemporaneamente ed instantaneamente cosa avremo?

  51. Moi says:

    Il Premier Conte sul significayo di “Populismo” …

    https://www.youtube.com/watch?v=Av6vpwD2y3Y

  52. Moi says:

    significaTo

  53. Moi says:

    “La sinistra chiama populista chiunque vada bene al popolo quando il popolo non segue più la sinistra”

    [cit.]

    Luca Ricolfi

  54. Moi says:

    Un’ Analisi del “Mostro” 😉 molto più interessante rispetto al solito stracciarsi di vesti :

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/08/02/matteo-salvini-parla-a-tutti-i-cinque-punti-di-una-comunicazione-senza-eguali-o-quasi/4528525/

    ———————

    Matteo Salvini parla a tutti. I cinque punti di una comunicazione senza eguali (o quasi)

  55. Moi says:

    Che “flipper” fosse sbagliato in Inglese, perché si chiama “pinball” … è una di quelle robe che scoprii solo con Windows ’98 … come si è evoluto, il mezzo 😉 !

  56. Moi says:

    rif.

    Salvini sconfitto dal “flipper” [sic] ma che promette che si rifarà sconfiggendo il PD !

    Cioè, non credo che in un Bar Sport di provincia ti capiscano se parli del “pìnbol” 😉 !

  57. Moi says:

    @ PINO & MIRKHOND

    Test DNA in Israele …

    http://www.italiaisraeletoday.it/un-test-dira-se-sei-ebreo/

    Un test dirà se sei Ebreo…

  58. mirkhond says:

    Minima Cardiniana 232/4
    Pubblicato il 28 Gennaio 2019

    Domenica 27 gennaio 2019 – III Domenica del Tempo Ordinario – Sant’Angela Merici – Giorno della Memoria – Duecentosessantatreesimo anniversario del genetliaco di Wolfgang Amadeus Mozart

    IL TRAMONTO DI UN IMPERO CHE S’ILLUDE DI RESISTERE DISTRIBUENDO SANZIONI E TRAMANDO COLPI DI STATO

    NAPOLEONE TRUMP

    L’impero colpisce ancora. O, quantomeno, ci prova. Napoleone Bonaparte trascorse come un fulmine l’Europa “dall’Alpi alle Piramidi” e “dal Manzanarre al Reno”, come una volta i ragazzi del ginnasio ben sapevano; ma Donald “Napoleon” Trump concepisce orizzonti imperiali ben più ampi, addirittura intercontinentali, dal Venezuela alla Russia all’Iran. E se il Grande Còrso impiegava da par suo torme di cavalli, masse di fanti e batterie di cannoni, Donald Chiomarancio dispiega ormai la sua arma preferita, l’embargo, ben convinto che affamare i popoli sia un modo eccellente per piegarli (se ciò non bastasse si potrà sempre ricorrere ai missili e alla cattura di un po’ di prigionieri da spedire a Guantanamo… perché, visto che oggi è il Giorno della memoria, ve lo ricordate che la prigione di Guantanamo, crimine internazionale, esiste ancora, nevvero?).

    The Donald ha di recente imposto il rinnovamento dei dazi contro Mosca. E l’Europa, contro il proprio interesse, lo ha seguito con ovina rassegnazione. Non pago di ciò ha stracciato nell’estate del 2018, con immotivato gesto unilaterale, l’accordo siglato il 14 luglio del 2015 a Vienna – e voluto con forza da Barack Obama – tra Iran e i sei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’ONU (USA, Francia, Gran Bretagna, Russia, Cina, ai quali si era aggiunta la Germania), ai sensi del quale si poneva fine a due decenni di pressioni e di sanzioni scopo delle quali era obbligare il governo di Teheran a recedere dal suo programma nucleare, per quanto mancassero le prove che gli iraniani stessero puntando al nucleare militare, mentre, in quanto firmatari – a differenza di India, Pakistan e Israele – del Trattato di Non Proliferazione delle Armi Nucleari (TNP) stipulato nel 1968, essi hanno in linea di principio tutto il diritto a sviluppare il nucleare civile. La capricciosa svolta di colui ch’è purtroppo l’attuale inquilino della Casa Bianca appare del tutto immotivata: gli ispettori dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (l’AIEA) avevano riscontrato che il governo del presidente Hassan Rohani, pur di uscire dall’embargo,aveva addirittura rischiato l’impopolarità accettando tutte le forme di controllo degli ispettori sul suo territorio comprese quelle che il fronte conservatore del suo paese giudica umilianti.

    Va ricordato che, ai sensi del Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA) sottoscritto a Vienna nel ’15, l’Iran s’impegnava a sospendere fino al 2025 qualunque attività di arricchimento di uranio e di fabbricazione di plutonio in cambio della sospensione delle sanzioni decretate da ONU, USA e Unione Europea. In sintesi, l’Iran rinunziava a divenire una potenza nucleare (nonostante fosse letteralmente circondata da potenze provviste viceversa di armi nucleari: Pakistan, Israele, basi statunitensi in Turchia, mentre sembra che la stessa Arabia Saudita si prepari a provvedersene) per tornare a essere con le sue straordinarie risorse in materie prima una potenza commerciale che sarebbe stata una temibile concorrente sui mercati. Trump si era impegnato già durante la sua campagna elettorale a cancellare questo, che egli giudicava un horrible deal.

    Ora, l’Iran non potrà più vendere il suo petrolio e il suo gas a nessuno dei paesi che aderiscono al diktat statunitense. Ma l’ukase di Chiomarancio sta incontrando molte resistenze: purtroppo non quella dell’Italia, il governo della quale sta formendo un’ulteriore prova di servilismo.

    Servilismo ancora maggiore, l’immancabile governo italiano, ma anche purtroppo l’intera Unione Europea, hanno mostrato nell’accettare la precipitosa benedizione impartita da Trump al colpo di stato del presidente dell’assemblea nazionale venezuelano, Juan Guaidó, proclamatosi presidente ad interim per “salvare” il popolo venezuelano dalla dittatura” del presidente legittimo, Nicolas Maduro, al quale i media asserviti alla superpotenza statunitense – che, fedele al dettato della “Dichiarazione Monroe” del 1823, considera l’intera America latina come il “cortile dietro casa” – imputano a torto la difficilissima situazione socioeconomica di un paese dotato di ricchissime riserve petrolifere ma letteralmente strangolato dall’embargo imposto dagli USA. E’ il modello seguito nei confronti di Cuba, e fallito: nel caso del Venezuela, americani e complici (Unione Europea in prima linea) vogliono imporre “libere” e “immediate” elezioni, inducendo una popolazione esasperata a sconfessare, con i crismi della democrazia formale, il loro presidente e insediando al suo posto uno che farà l’interesse degli USA e delle lobbies alla sua politica collegate. Si ripete, a decenni di distanza e mutatis mutandis,lo schema che in Cile rovesciò Allende.

    Nei confronti dell’Iran, lo schema è il medesimo. Trump spera che il rinnovato rincrudirsi dell’embargo conduca gli iraniani alla disperazione, o per provocare un’insurrezione popolare contro la Repubblica Islamica o, al contrario, per determinare una vittoria dei conservatori estremisti avversari di Rohani, i quali riprenderebbero una politica aggressiva nel Vicino Oriente, magari attaccando Israele e facendo così il gioco dell’asse statunitense-israeliano-saudita, che cerca a ogni costo il modo di annientare la compagine iraniana.

    Questi progetti criminosi non sono nuovi. Nel contesto tattico-strategico che presiede alla loro dinamica s’inscrivono la “Rivoluzione delle Rose” in Georgia nel 2003, quella “arancione” in Ucraina nel 2004, quella “dei Tulipani” in Kirghizistan e quella “dei Cedri” in Libano, entrambe nel 2005; ci hanno provato anche in Iran, nel 2009 e poi tra 2017 e 2018; intanto, fra 2014 e 2017, ci provavano anche fra Iraq e Siria, fingendo di combattere contro il daesh califfale, in realtà pedina loro e dei sauditi. Consultate un atlante qualunque dell’Eurasia e il piano vi risulterà chiaro: si tratta di creare un semicerchio di postazioni missilistiche puntate contro Mosca.

    Tali gli espedenti adottati per mantenere un’egemonia mondiale che non c’è più. Obama, con sostanziale onestà, aveva affrontato realisticamente il tema di un mondo divenuto policentrico. Trump e la “sua” America non hanno ancora deciso: da una parte costruiscono muri al confine di casa propria, dall’altra fulminano sanzioni contro governi pretesi “nemici del popolo” in casa altrui. E’ un gioco pericoloso. Sia che fallisca, sia che consegua un qualche successo. FC

    http://www.francocardini.it/minima-cardiniana-232-4/#more-1152

    • Francesco says:

      ma è serio o un fake che prende in giro il povero Cardini?

      giochino alla fine poco divertente perchè c’è gente che muore davvero

      • Z. says:

        Peraltro non ricordo libere elezioni presidenziali per destituire Allende. Mi pare che sia andata diversamente.

        Mah, trovo incredibile che si riesca a difendere Maduro.

        • Francesco says:

          In effetti il precedente della sconfitta elettorale di Pinochet potrebbe esser uno dei motivi del comportamtento di Maduro, no?

          • Z. says:

            Mah, secondo me è semplicemente consapevole di avere la stessa possibilità di vincere le elezioni che ha Potere al Popolo!

            (il punto esclamativo non è mio, è loro)

            Dopotutto, se riuscisse a negoziare un accordo come quello di Pinochet potrebbe pure permettersi di tenerle, le elezioni presidenziali.

        • Peucezio says:

          Z.,
          io per esempio non è che lo difenda. E’ che è un (pessimo) argine contro gli americani.
          Il problema è geopolitico essenzialmente.
          E ho i miei dubbi comunque che con quell’altro i venezuelani starebbero peggio.

          • Z. says:

            Argine contro gli americani? Credo che sia la miglior propaganda possibile per gli Stati Uniti!

            Davvero, credo che solo Pol Pot potrebbe fare di peggio. Forse. Ma non lo sapremo mai, è morto…

            • Per Z

              “Argine contro gli americani? Credo che sia la miglior propaganda possibile per gli Stati Uniti!”

              Chavez arriva al governo in un paese che ha una sterminata massa di poveri, e una ricchezza mostruosa composta dal petrolio.

              Invece di cercare forme alternative di ricchezza, decide di distribuire la ricchezza che c’è tra i poveri.

              Ma la gente che lavora nel petrolio, lavora giustamente perché ci vuole guadagnare, e non sopporta un ignorante che cerca di dare loro ordini e taglia loro i guadagni.

              Per cui l’unica ricchezza del Venezuela (che però non serviva al Venezuela) va a farsi benedire.

              E Maduro resta con il cerino in mano.

              Ma non capisco bene cosa c’entri Pol Pot.

              • Z. says:

                Credo battesse ampiamente Maduro in tema di cittadini che soffrivano la fame sotto di lui.

              • Francesco says:

                Miguel

                ho qualche dubbio su “ma non serviva al Venezuela”

                possiamo dire che “avrebbe potuto essere usata meglio a vantaggio del Venezuela nel suo insieme” ma è un altro discorso, direi

                mi rimane la domanda, se i seguaci poveri di Maduro non stiano oggi tanto male quanto prima e, quindi, abbiano ben poco da rimproverargli – oltre a godere del sempiterno “mal comune mezzo gaudio” che prima non c’era

                ciao

              • Z. says:

                Mal comune mezzo Guaido.

            • Peucezio says:

              Z.,
              “Argine contro gli americani? Credo che sia la miglior propaganda possibile per gli Stati Uniti!”

              Sì, infatti mi leggono milioni di persone…

              Comunque Maduro ha fatto un errore madornale a non ripetere le elezioni presidenziali: doveva rifarle e truccarle di nuovo a suo favore (ma in modo non troppo vistoso).
              Ora sono cazzi, perché lo stanno isolando tutti, ha sempre più nemici anche all’interno e Putin o i cinesi non si si sbatteranno certo per sostenerlo.
              Avremo un’altra colonia statunitense in America Latina, come se non fossero già abbastanza.

              • Francesco says:

                veramente è meglio morire di fame sotto Maduro che avere rapporti economici e politici normali con gli Stati Uniti?

                secondo me tu NON sei venezuelano e ti permetti di fare il gaio col deretano altrui quando sostieni certe cose

                che poi queste colonie possono votare una volta il candidato filo-usano e l’altra volta quello anti-usano … non ci sono più le colonie di una volta!

              • Z. says:

                Peucè,

                — Sì, infatti mi leggono milioni di persone… —

                Ma no, mi riferisco a Maduro. È lui a costituire, più che un “argine per gli americani”, un argomento a loro favore.

              • Peucezio says:

                Infatti rappresenta tutte e due le cose.
                E’ un argine fragilissimo.
                Ma se cade lui, il Venezuela viene impacchettato e regalato a Trumpo così com’è, chiavi in mano.
                E0 questo il motivo per cui ci voleva ben altro argine, che non fosse totalmente incapace e affamatore del suo popolo.
                Ma resta il fatto che il rimedio è il peggiore del male (anche perché che gli importa agli americani di sfamare i venezuelani? Staranno ancora peggio).

              • Francesco says:

                Peucezio,

                credo che i venezuelani siano stati, nel corso della loro storia, sempre MEGLIO che con Maduro.

                Se dalla tua analisi togli la voce “immateriale” dell’essere in mano agli yankees (che è pura ideologia), vedrai che la vita è molto migliore se si è liberi e nel mercato mondiale rispetto a essere oppressi e tagliati fuori dal resto del mondo.

                Ciao

        • Pierre Bezucov says:

          Il buon”borghese di sinistra” che,tra un consigliere alla sicurezza statunitense che minaccia la “rendition” di un capo di Stato estero in un campo di concentramento e il capo di stato”minacciato” sceglie il primo e non concepisce nemmeno la solidarietà al secondo…..

          Ma, in fondo, credo non ci sia niente di strano. Renzi ha insegnato ai bravi “borghesi piddini” l’amore per i giovani “caudilli” “eversori,farabutti e stupidi.

          E Proust insegna;quando il tuo amore muore poi cerchi i sostituti

          Au revoir

          • Z. says:

            Non sono borghese, purtroppo. Ma neppure di sinistra, per fortuna 😀

            • Pierre Bezucov says:

              Borghese senz’altro (che l’empatia per il CETO MEDIO venezuelano “ridotto alla fame”è “questione di classe”-ricorda i borghesi tedeschi di fronte agli emigrati russi).

              Sul “non essere di sinistra” spero SINCERAMENTE che tu non sia ironico.Significherebbe che la”scuola d’amore” di Rignano almeno è servita a mettervi davanti allo specchio.

              Del resto Marcel sapeva anche questo;gli amori che finiscono male insegnano a conoscersi !

              • Z. says:

                Borghese non lo sono, davvero. Magari lo fossi!

                Di sinistra neppure. Immagino che per “sinistra” tu intenda “credersi arguto facendo l’arrogante sul web”, giusto? No, non sono di sinistra 🙂

                Perché merito Salvini? Perché non tifo per Maduro? Miseriaccia, allora quasi tutti tranne te e Peucezio lo meritano. E tra l’altro Peucezio lo vota pure…

          • Francesco says:

            monsieur Bezucov

            lei tra i “capi di stato esteri” ci mette anche i signori Mussolini, Hitler, Franco, Salazar, Castro?

            così, per capire la logica del suo intervento

        • Pierre Bezucov says:

          P.S: Quelli come te si meritano Salvini,con cui peraltro sul “dossier venezuelano” sei in piena sintonia (come con Trump,del resto)

          Solo che non tutti sono come te

          • Pierre Bezucov says:

            ” Immagino che per “sinistra” tu intenda “credersi arguto facendo l’arrogante sul web”, giusto? No, non sono di sinistra 🙂”

            Nel caso,dovrei ritenere te più a sinistra dei miei amici di PaP! (per i quali vedo che nutri una piccola ossessione-che capisco perfettamente,il 4 dicembre deve essere stato davvero un trauma )

            • Z. says:

              Perché ossessione? Viola mi è pure simpatica! E sei proprio sicuro sicuro che sia io quello arrogante? 😉

              Non ero felice dopo le elezioni, no. Per un pelo non ho disperso il voto come i nostri amici di Pap! Tu invece? non mi dire che ti sei rallegrato dell’esito elettorale!

              • Pierre Bezucov says:

                1)Parlavo del quattro dicembre 2016,non del quattro marzo.2018.Mi risulta, comunque,che,dopo le ultime elezioni,un signore di nome Matteo chiamò un altro signore di nome Matteo chiedendogli che cosa aspettasse a fare un governo di coalizione con un partito che aveva appena fatto una proposta di coalizione al suo.Il Truce al Viminale ha avuto molti padrini.Che Dio li possa perdonare.

                2) Sul Venezuela.Mi spieghi perché l’opposizione “del pueblo”non è riuscita non dico a “fare Tahrir” ma nemmeno a “fare Madian”Questi si fanno mettere sotto anche dai banderisti ucraini.Il piccolo Renzi di Caracas li sta frustando come un fantino frusta un brocco dopo averlo dopato.Poi-si sa-esistono le gare truccate. E i miei amici di PaP sarebbero senz’altro molto felici di riuscire a portare in piazza il numero di persone che è riuscito a portarci Maduro (a vista;più o meno lo stesso dell’opposizione”del pueblo”).

                3)Guarda che la modalità “bolognese” di nascondere il risentimento o il disprezzo dietro una garbata ironia è abbastanza”sgamata” Un “terrone” la smaschera subito 🙂

              • Pierre Bezucov says:

                ..a fare Madian?

              • Z. says:

                Mi sfugge il nesso tra il referendum costituzionale italiano del 2016 e Maduro.

                Credo comunque che risentirsi per il garbo del proprio interlocutore sia bizzarro. Ad ogni modo, viviamo tempi bizzarri 🙂

              • Roberto says:

                Sul punto 1,
                I padrini del truce sono quello che l’hanno votato in percentuali che non aveva mai visto prima

                Non ho mai capito perché qualcuno si sorprende a vedere un governo verdestellato. Che volevano i pentastellati, governare con l’odiato PD? Dopo aver speso cinque anni a dire che il PD è il peggio di sempre? Vabbè che l’elettore pentastellato si beve qualsiasi cosa, ma insomma…..

              • roberto says:

                “Ad ogni modo, viviamo tempi bizzarri”

                è l’epoca del vaffa day, la garbata ironia non va più di moda.
                peccato però…..

            • Francesco says:

              il 4 dicembre sarebbe stato un trauma se non avesse avuto molti precedenti, tutti altrettanto infausti

              spero di vivere abbastanza da non morire sotto la Costituzione firmata da Dossetti e Togliatti, a differenza della maggior parte dei miei compatrioti, che non sa nulla della stessa ma la difende a ogni occasione

              i tacchini amano il Natale, qui in Italia!

              saluti

  59. mirkhond says:

    Per Daouda sui Curdi

    Molti anni fa, al termine di una settimana di conferenze sull’anniversario della conversione degli Armeni al Cristianesimo, ad un tavolo a colazione, si parlava con uno studioso di armenistica.
    Lo studioso, prestigioso docente universitario, parlando di Franco Cardini, criticava un’affermazione di quest’ultimo relativa ad una similitudine antropologica tra Curdi e Armeni.
    Però un anziano signore armeno seduto anch’egli al nostro tavolo, affermò invece che Cardini aveva ragione, che insomma sì, Curdi e Armeni avevano un’origine comune (lui affermava che anche con i Turchi anatolici, gli Armeni avevano molte affinità, e a ragione, dato che i Turchi di Turchia, in massima parte discendono dagli indigeni anatolici, turchizzati tra XI e XV secolo).
    In cosa dunque, Curdi e Armeni avrebbero un’origine comune?
    Entrambi i popoli caucaso-anatolici, parlano due distingue lingue indoeuropee, ma il fondo etnico dell’area tra Caucaso e Tauro Armeno, era costituito da una poplazione (o da aggregati tribali affini) preindoeuropea, gli Hurriti poi Urartei.
    E l’Urartu (Ararat nella Bibbia) aveva una popolazione i cui tratti somatici presentavano le stesse caratteristiche degl attuali Armeni e dei Curdi.
    Tratti somatici che in antropologia sono appunto definiti armenoidi.
    Ora, gli attuali Curdi non solo discendono (come gli Armeni) da un ceppo hurrita/urarteo indoeuropeizzato, ma al loro interno, già a partire dal X-XI secolo dopo Cristo, hanno assorbito gruppi armeni, ereticali (come i Pauliciani e i Tondrakiani) e non.
    Durante i massacri genocidari degli Armeni da parte del governo ottomano, e poi dei kemalisti tra 1894 e 1922, alcune tribù curde, come gli Zaza (che parlano un dialetto iranico non collegato alla famiglia anch’essa iranica delle parlate curde, ma originario del Gilan iraniano), in parte di origine armena pauliciana, nascosero e salvarono molti Armeni, negli allora difficilmente accessibili monti della regione di Dersim (poi chiamata Tunceli in Turco).
    Questa stessa regione, Dersim, che sua volta, ribellatasi al governo kemalista nel 1937-1938 subì una ferocissima repressione facendo ricorso anche ai bombardamenti aerei.
    Ma anche dopo i massacri degli Armeni, col nascere della repubblica turca, molti Armeni, salvati dagli Zaza “curdi”, oltre che nei loro inaccessibili rifugi, come i monti di Sasun e nel Varto (tutte regioni oggi della Turchia orientale; il Varto porta ancora oggi il suo ancestrale nome armeno), si fecero passare per Curdi, con conversioni (spesso fittizie) all’Islam, e, in tempi più recenti, contribuendo ad infoltire i ranghi del PKK di Ocalan (che secondo una certa propaganda turca, sarebbe lui stesso di origine armena).
    Nel 1993, il generale turco Tagman, comandante di un’unità militare specializzata nella repressione della guerriglia del PKK, e stanziata a Bitlis (Baghesh in Armeno), ad ovest del Lago Van, in un’intervista ad una tivù turca, dichiarò che un ottavo dei combattenti del PKK era costituito da Armeni.
    Ancora nel 1983, l’esercito turco irruppe in un villaggio della Turchia orientale, costrungendovi i 600 abitanti contadini armeni a convertirsi all’Islam! Nel 1983, a quasi settant’anni anni dal genocidio che, stando alla narrativa corrente, avrebbe del tutto cancellato gli Armeni dalla loro ancestrale patria nell’Anatolia orientale!
    Dunque un contesto etnico, quello curdo, non solo diviso al suo interno da linee confessionali (il 65% dei Curdi è sunnita e il restante 35%, ripartito tra Shiiti, Alevi e Yazidi), ma anche contenente al suo interno, ampie fasce di popolazione, di origine armena e gilaki (cioé del Gilan, regione dell’Iran, a sud del Caspio).
    Infine, nel 1997, un comunicato di un giornale vicino ad ambienti del PKK, dichiarò che all’interno del Kurdistan, vi erano 2.000.000 di non Curdi, 1.500.000 oriundi Armeni, e 500.000 tra Nestoriani e Giacobiti aramaici.
    Tutte queste notizie ovviamente NON sono presenti in pubblicazioni ufficiali, ma le ho reperite in anni di ricerche in internet, soprattutto da fonti armene, come il sito in Inglese, Noravank.
    Spero, infine, di averti dato qualche spunto per le tue ricerche sull’argomento.

    • Daouda says:

      Per quel che ho capito, apparte la differenza religiosa shià e sunnah, i dialetti kurdi non sono affatto ammissibili per yazidi e zaza-gorani ergo il fantomatico kurdistan ( VOLUTO DALLO STATO DI SAMARIA! IL CHE SPIEGA TUTTO ) è molto meno esteso di quanto desiderino.
      È poi evidente che i curdi contro armeni e turcomanni giocano al tagliuzzamento e ai cristiani caldei cor cazzo che li difendono facendo solo finta portandoli all’assimilazione.
      Sò pure mezzi comunisti…

      Sul fatto che i curdi hanno salvato degli armeni è comprovato falso, anzi, hanno partecipato da infami come sono a tutt’oggi, al loro sterminio.
      Gli zaza non sono curdi infatti.

      Ho poi sempre sospettato che una parte certamente minoritaria dei curdi reali ( non yazidi nè zaza-gorani ) fosse in effetti armena…il che rende ancora più ridicolo il progetto Kurdistan.

      Sui gilaki interessante mentee sui nestoriani e/o giacobiti il discorso credo sia complesso dato che le loro lingue liturgiche non sono vissute nella vita.

      Ribadisco che negli ultimi tempi la lingua yazida viene espunta da certi, secondo me a ragione, dal curdo.

      Veramente grazie delle ibformazioni. Sinceramente il nondo curdo è confuso e la loro pulizia culturale e non solo etnica è ripugnante.
      Non mi stupisco che i sinistroidi li apooggino in ciò dimenticando gli arabi di Samaria e stranamente affezzionandosi ad un popolo finanziato dal sionismo

    • Daouda says:

      Sulle comuni origini però la possibilità di equivoco è grande. Anche beluchi, pasthun e pamiriani hanno origini simili ma ognuno giustamente sà di essere sè stesso dovuto a preservazione ma anche influassi esterni differenti a fronte di storie differenti

      • mirkhond says:

        Per comuni origini di Armeni e Curdi, mi riferisco al fondo etnico preindoeuropeo hurrita/urarteo, che in effetti è antropologicamente comune (Curdi e Armeni hanno gli stessi tratti somatici, presenti anche tra molti Turchi anatolici).
        Poi, ovviamente la sovrapposizione di due diversi gruppi linguistici indoeuropei, armeno e iranico occidentale, ha portato alle divisioni a cui accennavi.
        Ah, i Beluci linguisticamente sono affini ai Curdi, quindi appartenenti al ramo occidentale delle lingue iraniche, pur essendo stanziati tra Iran e Pakistan.

      • Daouda says:

        Ma quesro fondo etnico è certo in un senso ma neanche esclusivo. D’altronde aramei e ittiti anch’essi ne fan parte rimanendo aolo al periodo antico.
        Parlare di unità razziali di zone così altamente trafficate non ha senso infatti.

        Si avevo capito sugli zazaki. Era per precisare/ricalcare almeno a me stesso

  60. mirkhond says:

    “un iracheno è un iracheno, ha la sua lingua, o lingue, e le sue culture.
    Capacissimo che abbia anche antenati babilonesi, anzi, probabile.”

    Mi sembra di averlo detto in riferimento a molti dei suoi antenati.
    Poi chiaramente vi sono stati dei mutamenti culturali e religiosi.

  61. mirkhond says:

    “Allora mi dirai, e che ci sono andati a fare gli ebrei moderni nel paese di quelli antichi?

    E ti rispondo molto laicamente: penso che abbiano diritto di starci perché lo dice l’ONU, e perché in Europa li sterminavano, ma soprattutto perché l’ha detto l’ONU.”

    L’ONU è un consesso umano, non un’autorità divina, e come tutte le realtà umane può anche essere sbagliata.

    • PinoMamet says:

      non dico mica che faccia tutto giusto..
      dico che le motivazioni da ricercare nell’esistenza di un paese moderno non risiedono nella genetica o in altre tesi “razziali”.

  62. mirkhond says:

    Sono d’accordo, ma la genetica e l’antropologia in questi ultimi anni sono state utilizzate a favore o contro il diritto all’esitenza dello stato di Israele in Palestina.

  63. mirkhond says:

    “ho conosciuto pochissimi ebrei con aspetto “armenoide”, volendo molti più italiani non ebrei, compreso un mio ex produttore laziale che era identico agli armeni… cercati immagini di armeni su google e vedrai com’era lui)”

    Peucezio 😉 ti direbbe che ciò dipende dagli antichi agricoltori neolitici, emigrati dall’Anatolia in Europa nel VI millennio a.C.
    Io, senza, escludere del tutto questa ipotesi, sarei propenso invece a credere ad una discendenza da schiavi anatolici e mediorientali in genere, deportati in Italia dai Romani tra II secolo a.C. e I secolo d.C.

    • PinoMamet says:

      Ho appena cercato armenian soldier su google immagii, e ho trovato diverse volte il mio produttore 😉 , mio cugino che ora fa l’avvocato, e in una foto anche io, solo con gli occhiali vecchi 😉

      • PinoMamet says:

        Comunque il gioco delle somiglianze più o meno casuali è figo:

        conosco un fotografo/operatore steadycam, italianissimo (a quanto ne so io) che è identico- ma identico!!- all’attore giapponese che faceva Zatoichi, il massaggiatore cieco che ammazza un sacco di gente con la spada.

    • Peucezio says:

      Mirkhond,
      “Peucezio 😉 ti direbbe che ciò dipende dagli antichi agricoltori neolitici, emigrati dall’Anatolia in Europa nel VI millennio a.C.”

      Direi piuttosto che da un lato esprimono la variabilità interna della razza mediterranea, dall’altra che c’entra l’afflusso indoeuropeo di tipo dinarico e infine che ci sono stati apporti armenoidi di epoca storica (che sarebbero da meglio precisare, ma l’ipotesi degli schiavi non è implausibile).

    • Peucezio says:

      Comunque è imporbabile che gli agricoltori neolitici fossero armenoidi: a quell’altezza cronologica tenderei a credere che fosse proprio l’Anatolia a non esserlo, ma ad essere dolicocefala mediterranea.

      • mirkhond says:

        I tratti armenoidi però sono diffusi anche in Anatolia.

        • Peucezio says:

          Veramente i tratti armenoidi SONO i tratti delle popolazioni anatoliche, infatti il Biasutti, più propriamente, parla di razza anatolica, anziché armenoide.

          • mirkhond says:

            Però sono prsenti anche nell’area della Grande Armenia storica, corrispondente a gran parte dell’attuale Turchia orientale (il nome turco Ermenistan per indicare la regione è infatti proibito in Turchia) e nel Kurdistan.

            • Peucezio says:

              Certo.
              Che infatti sono Anatolia anche quelli, ma se è per quello li trovi anche fuori dall’area anatolica in senso stretto, in parte del Caucaso, dell’area siriaca settentrionale, ecc.

    • Peucezio says:

      Aggiungo infine che forse la cosa più probabile è che c’entrino i rapporti fra l’Italia tirrenica e l’area egeo-anatolica dei primi secoli del primo millennio a.C., molto più delle epoche storiche documentate.
      Siamo sempre lì: i documenti ci testimoniano ciò che accadde nelle epoche in cui si scriveva, cioè in un’epoca brevissima della storia dell’umanità e per millenni circoscritta orizzontalmente, nello spazio, e verticalmente, fra i gruppi sociali.
      Cioè la storia ci racconta l’eccezione, non la regola. La regola ci è raccontata dalle vestigia materiali (quello che ci è arrivato) e dalla genetica (e lì ci è arrivato di più, ma è più difficile ricostruirci cose).
      La storia è la storia dell’autopercezione dell’uomo, così come ce l’ha comunicata nelle epoche in cui aveva acquisito mezzi materiali e intellettuali per farlo. Ci dice di più di come l’uomo vedesse sé stesso che non di come fosse. E questo vale molto anche nella percezione quantitativa dei fenomeni, nella loro entità, in epoche in cui non si aveva preoccupazioni di esattezza statistica, ma colpivano gli eventi impressionanti e clamorosi, soprattutto se coinvolgevano i re, i nobili e le classi portatrici di prestigio.

      • PinoMamet says:

        “. Ci dice di più di come l’uomo vedesse sé stesso che non di come fosse.”

        Sono d’accordo quasi con tutto, tranne che con questa frase.

        Voglio dire, molto spesso ciò che uno “è” viene dato proprio da “come si vede”.
        Non c’è davvero niente di fondamentale che separi gli italiani dai francesi o dagli spagnoli; le uniche cose a farlo, sono elementi impalpabili, volendo irreali (perché intangibili) e mutevoli: la lingua, le abitudini, la Storia che ci raccontiamo…
        sono solo queste cose che rendono un italiano italiano e non francese.

        • Peucezio says:

          Sì, ma li può percepire uno andando in tutti e tre i posti.
          Ma se tu chiedi a uno spagnolo com’è, ti dirà più o meno lo stesse cose che ti dice di sé stesso il francese o l’italiano, con poche differenze.
          Il pnto di forza delle fonti scritte è che a volte Tizio parla anche di Caio e che a volte scrive qualche deficiente, ma a volte anche persone intelligenti.
          Ma devi sempre fare mille tare, altrimenti leggendo Dante, che era un genio assoluto, ti convinceresti che la Terra ai suoi tempi era al centro dell’universo, che il latino derivava dal volgare come lingua artificiale creata a tavolino e così via rispetto a un milione di cose.

          E secondo me si sottovaluta molto questo aspetto anche in relazione agli eventi.
          Chiedi a cento persone che hanno assistito di persona allo stesso, evento, chessò, un alterco seguito da una rissa, di raccontarlo, avrai cento versioni divere. E non è che se glie lo fai scrivere cambia molto.

  64. mirkhond says:

    Anni fa, in un sito archeologico presso Gravina, in provincia di Bari, furono rinvenuti degli scheletri di epoca romana.
    I test genetici, rivelarono che circa il 20% era originario dell’Anatolia, trattandosi probabilmente di schiavi o liberti.

    • PinoMamet says:

      Vado a memoria, ma mi risulta che anche qua molti cognomina romani tardi fossero greci, il che è indice di probabilissima origine da liberti…

      • habsburgicus says:

        vero….però l’arcaicissimo P. Sempronius, console mi pare nel 304 a.C (o giù di lì), insieme a P. Sulpicius Saverrio, portava cognomen “Sophus” (ὁ Σοφός) ed è da ritenere certo che non fosse di origine libertina
        dunque possono essere esistere cognomina greci di altra origine, già in epoca antica

      • PinoMamet says:

        Beh certamente, non è comunque il singolo cognomen greco che “insospettisce”, ma la frequenza.

    • Moi says:

      SE vengono da sotto Lampedusa, però … son AfroAmericani ! 😉

  65. mirkhond says:

    “Sul fatto che i curdi hanno salvato degli armeni è comprovato falso, anzi, hanno partecipato da infami come sono a tutt’oggi, al loro sterminio.
    Gli zaza non sono curdi infatti.”

    Infatti non ho parlato dei Curdi in genere, soprattutto i sunniti degli Hamidiyye, reparti paramilitari creati dal sultano Abdul Hamid (1876-1909) nel 1890, proprio per la repressione e poi, sterminio degli Armeni.
    Ho accennato agli Zaza, che linguisticamente sono collegati al Gilan iraniano, ma etnicamente sono almeno in parte, antichi armeni pauliciani poi alevizzati.

  66. mirkhond says:

    “Ho poi sempre sospettato che una parte certamente minoritaria dei curdi reali ( non yazidi nè zaza-gorani ) fosse in effetti armena”

    Habsburgicus, ipotizzò circa il 15-20% degli Armeni, sopravvissuti ai massacri del 1894-1922, perché convertitisi in extremis all’Islam e poi fattisi passare per Curdi.

  67. Moi says:

    Lo scopro solo ora, ma non posso non farvene partecipi … il film di Matteo Rovere su Romolo e Remo, a quanto pare è recitato in Proto(!)Latino … neanche Latino “Classico”.

    PS

    Ancora NON l’ho visto , ma … non dovrebbe essere una Storia troppo a rischio spoiler ! Cmq mi sa che ci saranno poche conversazioni e molti combattimenti.

    • PinoMamet says:

      “ma … non dovrebbe essere una Storia troppo a rischio spoiler !”

      😀
      secondo me alla fine Romolo vince 😉

      comunque il proto-latino non dovrebbe essere impossibile da ricostruire con un certo (beh… passabile) realismo.
      Poi tanto lo masticheranno su alla cazzo di cane e chisseneaccorge. 😉

    • Z. says:

      – Ugo, non puoi vedere la partita stasera…
      – Ah… Ma…
      – Dobbiamo andare in ufficio dove sarà proiettato un film in pronto-latino…
      – Aaah…
      -… ma coi sottotitoli in latino classico!
      – Aaaaahhhhhhhh….

      • PinoMamet says:

        😀 😀

      • Mauricius Tarvisii says:

        Ma no: è tipo i film di Mel Gibson. Anzi, è proprio sputato! 😀

        • PinoMamet says:

          in effetti è vero! dal trailer sembra Apocalypto..

          trucidezza+lingue morte, il cocktail gibsoniano (forse l’idea gli è venuta con Braveheart- le parlate scozzesi sono comunque esotiche per Hollywood; e poi l’ha sviluppata nella Passione di Cristo e Apocalypto)

  68. Moi says:

    Cmq Di Maio deve aver seguito certi canali Youtbue (si sa che l’ Informazione Libbbera 😉 la fanno gli Youtubers Smanettoni setaccia-web , da stare in cameretta !!! 😉 … ) Complottardi che hanno riportato le invettive di un cero Mohamed Konare Leader PanAfricanista VS il Franco Cieffeà !

    Il “bello” è che i Populisti / Razzisti o Presunti Tali si sono prontamente “gemellati” con Konare per la Soluzione Aiutiamoliacasalorista ! … Anzi no: è ora che i Negri smettano di aspettare sempre i Bianchi Buoni, che delocalizzano lì e in cambio gemellano le loro danze tribali con la PizziKa al Centro Sociale OKKupato !

  69. Moi says:

    cerTo

    e.c.

  70. Moi says:

    FRANCO CIEFFEA’ & DINTORNI

    So che l’avevo già segnalato, ma purtroppo è andato disperso … sui Bianchi Buoni e il Libero Mercato come Magia Buona Crea-Pozzi di Bwana-Muzungu ; Spot del 2018 … NON Réclame del 1918, eh !

    ———————

    https://www.youtube.com/watch?v=7odlnktYcOs

    spot Pan di Stelle – Il Sogno di Nyma

    ——————–

    … NON serve aggiungere altro !

  71. Uno splendido articolo sul missionario che cercò invano di convertire i Sentinelesi:

    https://www.theguardian.com/world/2019/feb/03/john-chau-christian-missionary-death-sentinelese

    Ecco il “giornalismo anglosassone” al meglio.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Diciamo che se la baracca fosse stata in mano a gente come lui, il cristianesimo non sarebbe mai uscito da qualche conventicolo di ebrei antioceni.
      Però è interessante che si sia rivolto agli indigeni in inglese, convinto che tutto il mondo in fin dei conti sia una propaggine mancata del Nord America. Si potrebbe poi riflettere sul fatto che invece, generalmente, i missionari usàni siano molto più organizzati, visto che hanno creato roba come il Summer Institute of Linguistics (che farebbe inorridire Peucezio, ma che almeno è un tentativo di organizzare la predicazione in maniera ragionevole 😀 ) e che hanno sfornato personaggi come quello che era andato tra i Pirahã brasiliani e che (a mio avviso cercando di applicare a nativi amazzonici gli schemi mentali usàni, e quindi senza capire un tubo) poi è diventato ateo (!).
      https://en.wikipedia.org/wiki/Daniel_Everett

      Scopro anche che ci sono stati contatti pacifici tra isolani e stranieri. Ma sono stati condotti da team di antropologi e non da turisti-avventurieri.

      https://www.bbc.com/news/world-asia-india-46350130
      https://www.nationalgeographic.com/culture/2018/12/first-woman-chattopadhyay-contact-sentinelese-andaman/

      E, comunque, quelli di North Sentinel hanno (come al solito) concesso dei colpi di avvertimento.

      • Peucezio says:

        Perché mi farebbe inorridire?

        • Mauricius Tarvisii says:

          Diciamo che qualche anno fa sosteneva che i parlanti italiano fossero pochi milioni, in quanto escludeva tutti i residenti in regioni i cui dialetti erano da loro considerati “lingue”. E quale era la differenza tra lingua e dialetto? L’essere catalogato o meno come lingua per mezzo di loro codici ISO.
          Noterai che su Wikipedia si è ereditato proprio quel criterio, che fu contestato da molti utenti, ma che piacque molto ai leghisti, che potevano così scrivere “lingua veneta” 😀

        • PinoMamet says:

          “Diciamo che qualche anno fa sosteneva che i parlanti italiano fossero pochi milioni, in quanto escludeva tutti i residenti in regioni i cui dialetti erano da loro considerati “lingue””

          Breve: è formato da idioti.

        • PinoMamet says:

          è anche lo stesso criterio del sito Ethnologue (secondo cui in Italia si parlerebbero 24 lingue, compreso l’ “emiliano” che io, da emiliano, non ho mai sentito nominare e tantomeno usare, perché non esiste e non è mai esistito)

          che ora per fortuna è a pagamento, quindi smetterà di far danni 😉

          • Mauricius Tarvisii says:

            Ethnologue è proprio loro!

          • Z. says:

            C’è davvero qualcuno che sostiene l’esistenza di una “lingua emiliana”?

            • PinoMamet says:

              Bellissimo.
              Praticamente tutto vero, tranne che è falso.

              Cioè quando dice “lingua emiliana” rimanda a una serie di link (tutti in inglese) che la definiscono così, e che sono in pratica tutti della stessa ideologia.

              Poi, appena sotto, dice che non esiste una koinè emiliana, ma solo, appunto, un continuum di dialetti diversi, appartenenti allo stesso gruppo: quindi, appunto, NON una lingua.

              • Z. says:

                Beh, secondo la voce sul dialetto romagnolo – pardon, lingua romagnola, come scopro si dovrebbe dire dopo una vita che lo parlo – “oggi” si dice “og”, oppure “oz”.

                Donde il nome del celebre stregone, presumo: il Mago di Oz, sive l’Astrologo del Tempo Presente.

              • PinoMamet says:

                😀

              • Peucezio says:

                Z.,
                “Beh, secondo la voce sul dialetto romagnolo – pardon, lingua romagnola, come scopro si dovrebbe dire dopo una vita che lo parlo – “oggi” si dice “og”, oppure “oz”.”

                Invece come si dice?

              • Z. says:

                Incù, che – leggo – dovrebbe derivare da “hanc hodie” attraverso il provenzale.

                Ma è la stessa fonte secondo cui nella Romagna orientale si direbbe “og”, cosa mai sentita neppure a Rimini.

                Quindi forse va presa con le pinze 🙂

              • PinoMamet says:

                Anche in Emilia si dice incò o incù (credo un po’ in tutta l’Italia settentrionale esistano forme simili) e credo che l’etimologia sia giusta.

                Però i dialetti romagnoli, come scritti in Wikipedia, mi suonano esattamente identici ai dialetti emiliani;
                cioè, le stesse piccole micro-varianti (quasi tutte relative alle vocali, e che cambiano si può dire di chilometro in chilometro) ma ampiamente la stessa roba.

                Voglio dire, leggendo un qualunque esempio di un dialetto romagnolo senza sapere di dov’è, farei fatica a dire se sia emiliano o romagnola;
                in alcuni casi, farei persino fatica a distinguerlo dal “mio” dialetto!

                Non capisco perché allora, se devono parlare (assurdamente) di “lingua”, non parlino di “lingua emiliano-romagnola” anziché di lingue “emiliana” e “romagnola”.

                Sospetto ci siano sotto le classiche “agenda”, come dicono gli ammeregani.

                In ogni caso, si mettan il cuore in pace: sono dialetti e basta.
                Per loro fortuna e bellezza!

              • PinoMamet says:

                Ora che ci penso, una fissazione dei (num. 4) leghisti emilianoromagnoli era la separazione tra Emilia e Romagna.
                La cosa peraltro sembrava interessare solo loro (non è certo un tema che scaldi gli animi… 😉 ) e me ne sfuggiva anche la logica: capirei “non mandiamo soldi a Napoli” (non mi piace, ma lo capirei come logica);
                ma “non stiamo nella stessa regione con Forlì”..???

                Poi ho pensato a come sono fatte le persone che fanno politica, e quelle che fanno politica nella Lega specialmente, e ho capito.
                Two poltrons is megl che uan.
                😉

              • Peucezio says:

                A Milano si dice incoeu, che si legge incö.
                Sull’etimologia verificherò: -oeu è chiaramente da HODIE, ma anche il resto mi sembra plausibile (in ogni caso anch’io lo ricondurrei a una forma del pronome HIC, HAEC, HOC, o a un avverbio da esso derivato.

                A Milano (ma sicuramente in molta parte dell’area galloitalica) c’è la divertente distinzione fra
                incoeu (oggi),
                in coo (in testa),
                in cuu (in culo),
                sempre con ‘o’ che sta per ‘u’ e ‘u’ che sta per ‘ü’.

              • Peucezio says:

                Rohlfs dà HINC HODIE, che è più convincente rispetto ad HANC.
                Circa il provenzale, sono sviluppi paralleli.

    • PinoMamet says:

      “Diciamo che se la baracca fosse stata in mano a gente come lui…”

      beh…
      https://www.youtube.com/watch?v=jIkd2XQ9Jq0

      (continuo a ritenerlo un film bellissimo)

      • Mauricius Tarvisii says:

        Le missioni dei gesuiti avevano alle spalle una preparazione di gran lunga più solida: Francesco Saverio prima di iniziare a predicare imparava la lingua del luogo, ricostruiva i concetti teologici perché fossero comprensibili e sceglieva con cura anche gli abiti da indossare.

      • PinoMamet says:

        Sì, tutto vero; ma non puoi negare che in effetti nel povero ragazzo sino-americano ci fosse lo spirito dei primi missionari.

        Era un idiota? Certamente (sia detto senza offesa per il defunto); non lo si dice anche del navigatore solitario o dello scalatore che muore nel corso della sua impresa?
        A dfferenza di questi, il ragazzo dedicava il suo coraggio e la sua incoscienza a una missione che riteneva di importanza vitale e persino urgente: salvare dall’inferno le anime di un popolo così sfortunato da non aver mai sentito nominare Gesù Cristo..

        Il paragone che fa un suo collega con i cristianizzatori dei suoi antenati (credo irlandesi) non mi sembra fuori luogo.
        Anche quelli dovevano essere dei fanatici, degli estremisti e sufficientemente degli idioti.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Che avesse coraggio da vendere non lo metto in dubbio (non è scappato davanti alla prima freccia), che per i pentecostali debba essere considerato un martire nemmeno (lo mettono in dubbio loro, ma sono loro ad essere così confusi da non riconoscere un martire quando lo vedono), ma che le missioni (riuscite) del passato si siano svolte così non credo: semmai questa assomiglia ad una delle tante missioni fallite del passato. Anzi, alle peggiori missioni fallite: spesso le missioni non andavano a buon fine perché seguivano metodi sbagliati, altre volte (come in questo caso) perché di metodo non ne seguivano nessuno.

  72. MOI says:

    l’ importante sarebbe (!) andare oltre “Anvedi ‘sti Selvaggi ingrati, che accoppano chi je portava a Civiltà !” e “Er Cojone se l’ è annata a ccercà !” … che il classico giornalismo Romano-RAI !

  73. MOI says:

    Ah … l’ho poi visto !

    L’ altro elemento Gibsoniano (oltre alle qui già rilevate Lingue Morte & Truculenza) emulato da Rovere è il Cupore onnipresente, scene rese visibili solo o da fuochi accesi o da raggi solari che faticosamente s’infiltrano nella Selva Oscura 😉 di turno …

    ————

    Poi, come ci ha illuminato la CineCritica AfroAmericana, è un film “razzista per omissione” … poiché troviamo soltanto personaggi Bianchi ! Com’è noto, Romolo e Remo approdarono alle foci del Tevere dalle sorgenti del Nilo 😉 … chiunque non ci dovesse credere soltanto perché nessuna fonte scritta antica lo attesta, è razzista ! 😉 😀

    • Z. says:

      E’ stata mossa la stessa critica a Kingdom Come: Deliverance.

      https://en.wikipedia.org/wiki/Kingdom_Come:_Deliverance

      Gli autori hanno interpellato un istituto di storia che ha autorevolmente affermato che no, sudditi neri nella Boemia di inizio XV secolo non ce n’erano in gran copia 😀

      PS: curioso titolo. Non c’è l’aldilà, e non ci sono parti. C’è
      giusto una scena di intermezzo dove il protagonista recita il Padre Nostro. Comunque piacerebbe a molti di voi, secondo me.

      • PinoMamet says:

        Io pensavo che tu scherzassi! Ingenuo!

        “Some publications and websites accused the developers of whitewashing for not portraying people of color in the game and for its portrayal of Cumans and Hungarians as cruel invaders.[32] The developers responded by claiming that the game is historically accurate and that people of color did not inhabit early 15th-century Bohemia in significant numbers.[33]”

        • Z. says:

          No no, è tutto vero.

          Anche l’interpello. Una rivista di settore – non gli autori, come erroneamente scrivevo sopra – ha interpellato l’Università Johannes Gutenberg di Magonza in proposito all’ampiezza della diffusione di persone colore nella regione all’epoca dei fatti narrati.

          Il web ha fatto dei danni enormi…

        • PinoMamet says:

          Esigo un serio studio che dimostri che scaldando l’acqua si ottenga acqua calda !!

    • Moi says:

      L’ ho detto come battuta, ma sapevo che ci avrei preso in qualche modo … probabilmente Romolo e Remo non li conoscono in Ametica, se non in un Sandalone di almeno 50 anni fa ! Tutto è partito da Toliken … si sono rifatti su Asgard, da lì in poi è “tutta discesa”, chi tira i freni è perduto ! 😉

  74. PinoMamet says:

    Storie interessanti che emergono da youtube un po’ per caso: i neri russi, o per meglio dire sovietici:
    https://www.youtube.com/watch?v=M7zuvovklsE

    • habsburgicus says:

      ha solo l’imbarazzo della scelta
      Britannia rules (still) the waves !
      Australia, Nuova Zelanda, Canada, Giamaica..i territori di cui Elizabeth II è Sovrana son quasi infiniti !
      anche se non può più fregiarsi del titolo che aveva da giovane ragazza il 2/6/1953 (quando fu incoronata) di Regina del Pakistan (Repubblica dal 23/3/1956) e di Regina del Sud Africa (Repubblica dal 31/5/1961 anche dal 1994 di nuovo nel Commonwealth)
      invece non fu mai Sovrana delle Indie..lo fu il padre Giorgio VI sino al 26/1/1950, non mi è chiaro se con il titolo di Imperatore dell’India (che aveva di certo sino al 15/8/1947, l’IND.IMP. delle monete) o con altro titolo nel breve periodo transizionale (però Lord Mountbatten già ultimo Viceré restò come primo General.Governor dunque propenderei per il mantenimento del titolo imperiale..sarà poi come noto ucciso dall’IRA nel 1979)

      • Z. says:

        E secondo te, se davvero ci fossero seri rischi di gravi disordini interni – non necessariamente per questa ragione – quale sarebbe la meta più probabile?

        • habsburgicus says:

          Canada ?
          per restare vicini ai “cugini”
          già nel 1940 se ne parlava se il “Leone Marino” fosse andato a segno
          e W.C isolò alle Bermude il duca di Windsor per evitare che in quel caso (cioè di riuscita anche parziale di “Leone marino”) un Pétain britannico lo rimettesse sul trono, annullando l’abdicazione del dicembre 1936, e facendo in nome del restaurato Edward VIII la pace con la Germania..che quasi sicuramente avrebbe fatto ponti d’oro, offrendo condizioni eccezionali
          a spese nostre e della Francia:D ed entrambi, diciamolo, ce lo saremmo meritato 😀

          • Z. says:

            habs,

            — già nel 1940 se ne parlava se il “Leone Marino” fosse andato a segno —

            Sì, per quello ho pensato al Canada…

          • Z. says:

            Comunque ammettilo, ti piace chiamarlo WC. Non lo fai solo per brevità.

            Vargàgnatt

            • habsburgicus says:

              ma no, malizioso 😀

            • Peucezio says:

              “Settada giò
              sul Water Clòss,
              la se fa rossa
              per fa foeura i stronz bei gròss”.

              Lirismo meneghino.
              (come sempre leggere le ‘o’ senza accento grave come ‘u’, e le ‘u’ come ‘ü’)

      • Moi says:

        Av al dgèva, mé … che il Ròial Bébi al Trono NON ci arriva ! 😉

      • habsburgicus says:

        en passant, per gli amanti del protocollo, l’esse o non essere Sovrana comporta per i membri del Commonwealth procedure diplomatiche diverse
        si sa che gli ambasciatori del Commonwealth si chiamano Alti Commissari..e vabbé
        ma l’Alto Commissario dell’India, cioè di uno Stato del Commonwealth di cui Elizabeth II NON è Sovrana, è accreditato in modo “normale”, cambia solo il titolo..è come l’Ambasciatore della Repubblica italiana con lettere firmate dal Capo dello Stato e il R. Ambasciatore di Spagna con lettere firmate da Don Felipe VI
        invece l’Alto Commissario della Nuova Zelanda, essendo uno Stato di cui é Sovrana, non può essere accreditato in modo normale perché lei non può accreditarsi a se stessa 😀
        allora vi sono lettere dei Primi Ministri
        in questi tempi volgari, voi mi direte, chissenefrega 😀
        ma sino a pochi anni fa ciò dava problemi di precedenza
        poiché venivano automaticamente messi in coda !
        infatti Vienna (1815) e Aachen (18/11/1815) pongono le precedenze ignorando un caso del genere, all’epoca assurdo
        la Convenzione del 1961 ne parla ma il fenomeno era ancora acerbo
        anche per questo (non solo, eh !), sino al 1949 se lasciavi la Sovranità della Casa reale albipnica dovevi uscire dal Commonwealth..così fu fatto con l’Eire quando il 18/4/1949 cessò de iure di riconoscere la sovranità di Giorgio VI, ma de facto fin dal 29/12/1937 (e con questo “trucco” l’Eire mantenne rapporti con noi e la Germania durante la guerra, senza utilizzare lettere che George VI non avrebbe ovviamente firmato per Vittorio Emanuele III e A.H con cui era in guerra)
        l’India fu il primo paese che fu accettato nel Commonwealth da Repubblica..allora nacque il “nuovo” Commonwealth diviso nelle due classi di cui vi ho accennato (I, paesi di cui i Windsor sono Sovrani; II paesi di cui i Windsor non sono Sovrani in genere Repubbliche ma anche altre Monarchie come lo Swaziland dal 6/9/1968 e da pochi anni aperta anche a paesi che non furono colonie britanniche, tipo il Camerun e il Mozambico che vi entrarono e mentre il Camerun in parte lo fu, il Mozambico no ! pure noi, per estensione, potremmo entrarci :D)
        e tuttora la Regina pare che nelle sue privatissime feste li consideri in modo diverso (invito separato per gli Alti Commissari dei paesi di cui è Sovrana)

    • Moi says:

      … Ma magari si sgavagnassero quella Dinastia incapace e indegna !

  75. Moi says:

    Ma il Secondo Voto di Conferma Brexit , paventatoda me e da Habsburgicus, è stato scongiurato oppure … persistono le Ingerenze UE per trattenerli ?!

  76. Moi says:

    @ ZETA

    Sicuramente ‘sto Negro ha tutto da imparare dal PD e da Macron sul “Franco Franchi”, come tu lo chiami …

    https://www.youtube.com/watch?v=0y06KllnJ0g

    COME LA FRANCIA PIEGA L’AFRICA CON IL FRANCO CFA, Mohamed Konarè

    • Z. says:

      Cos’è, una specie di gara? Ho trovato un link di ByoBlù che dà ragione a me e torto a tu? 😀

    • Daouda says:

      Le discussioni sul Franco coloniale fatte da costoro sono come i signoraggisti rispetto la reale critica della moneta fiat e riserva frazionaria.

      • Z. says:

        Cioè, inzomma:

        Con tante critiche serie che si possono fare alla politica francese sull’Africa – su un arco di decenni, poi, non solo nei confronti del governo oggi in carica – ci si inerpica a dissertare degli effetti di una divisa sugli sbarchi in Italia?

        Boh, mi sembra un’epoca avvilente.

      • Daouda says:

        Bah il numero degli immigrati di quelle terre non è irrilevante e citare i richiedenti asilo o far presente i soli sbarchi riguardo gli immigrati è sviante.

        Inoltre comunque indirettamente la conseguenza è ovvia. Il cambio fisso non permette sviluppo nè incentiva investimenti che d’altronde sono sotto il monopolio francese.
        È evidente che se i paesi che ho intorno fanno ridere non potrò emigrare in terre vicine ma debbo allontanarmi ben di più.

        • Z. says:

          Ma può essere tutto, solo che io comincerei da temi più chiari, lineari e direi indiscutibili anziché da questioni opinabili e tutte da dimostrare…

        • Daouda says:

          Quindi se un paese viene lasciato a galleggiare e i prezzi sono prestabiliti da un cambio imposto , le proprie industrie non esistono perchè sono estere ossia francesi perlomeno nella raffinazione ed i francesi hanno diritto di veto sui presidenti delle banche centrali africane , questo è irrilevante?
          Quale attrarrazione hanno questi paesi verso chi ha bisogno di emigrare?

          Ad ogni modo la strumentalità più crasse mi sembra il non nominare l’Inghilterra nei processi migratori.
          Sembra che il M5S guardi a Londra e la Lega a Mosca e nuovamente l’Italia diviene un laboratorio

    • Daouda says:

      Konarè poi propone un’unione pan africana. Praticamente vuole passare dalla padella alla brace ed in questo è totalmente idiota

      • Francesco says:

        più che la brace a me pare una ventata di buon senso, il pullulare di staterelli africani è utile agli africani quanto i miei post al progresso della scienza economica

  77. Moi says:

    SEGNALAZIONE

    ————————-

    Razzismo radical chic: non si affitta a leghisti

    Milano – «Non si affitta ai razzisti». Ma non si affitta neanche «a chi pensa che la famiglia sia solo quella tradizionale» o a chi «crede che Salvini sia una persona degna di rispetto».

    http://www.ilgiornale.it/news/politica/razzismo-radical-chic-non-si-affitta-leghisti-1638876.html

    ——————————–

    … IMPERDIBILE !!!

    • mirkhond says:

      Mi sembra un fake.

      • Moi says:

        A me sembra invece molto verosimile … tipo che prima di accettare se concederti un affitto o meno, ti controllano su Facebook o altri Socials (le possibilità che soprattutto dei giovani vi siano, è molto alta)

    • PinoMamet says:

      Anche non fosse un fake, è interessante che si tratta di qualcuno che cerca coinquilini e, come può confermare chiunque abbia mai avuto a che fare con situazioni simili (studenti fuori sede ecc.) cerca persone con cui andare d’accordo, naturalmente.

      Una cosa parecchio diversa da chi ha un qualunque appartamento vuoto da affittare e si rifiuta di darlo a stranieri o meridionali…

      • Z. says:

        A Bologna un tempo erano molto diffuse le restrizioni “no matricole, no DAMS, solo settimana corta”.

        Quest’ultima veniva talora ricondotta a una discriminazione su base regionale. Secondo me la cosa era più banale: due giorni in meno di utenze, tra cui la caldaia…

        • Peucezio says:

          Che vuol dire “solo settimana corta”? Che uno era obbligato a tornare in famiglia il sabato e la domenica? Cioè se abitava in Sicilia, a farsi due giornate di viaggio ogni fine settimana?
          Dai, non può essere…
          Va be’ che voi bolognesi siete strani 😀

          • Z. says:

            Significa “il venerdì smammate e rientrate domenica sera”.

            Secondo alcuni, significava “no meridionali”, proprio perché chi viene dalla Sicilia difficilmente può scendere ogni settimana.

            Ma secondo me, più verosimilmente, significava “vogliamo gente che resta il minimo necessario, che comporta poche spese e che crea poco incomodo”.

            Ho visto, molti anni fa, coinquilini infastiditi perché la new-entry (decisamente di origini settentrionali) non faceva la settimana corta come previsto, e magari il fine settimana ospitava il partner…

            PS: difficilmente trattavasi di bolognesi. Un bolognese, come potrai intuire, di norma non vive da fuori sede a Bologna 😉

            • Peucezio says:

              Mi chiedo come si possa pretendere una cosa del genere.
              E non li pigliavano a scoregge?

              • Z. says:

                E perché? Se rispondi a un annuncio che dice “no animali, no fumatori, settimana corta” puoi immaginare che si aspettino da te quanto sopra…

              • Peucezio says:

                A me pare una pretesa folle.
                Comunque coglioni loro se l’hanno accettata.

              • PinoMamet says:

                Mmm si può discutere se “solo settimana corta” sia rivolta verso questa o quella categoria (rimane comunque un processo alle intenzioni) ma a dire il vero stento a vederci qualcosa di folle o di stranissimo.

                Un’amica, anni fa, voleva stare un po’ da sola, senza sua madre cioè.
                Prese in affitto da un’altra sua amica, che allora studiava a Milano, il suo appartamento di qua; e la formula fu appunto quella della “settimana corta”, perché la studentessa tornava nei week-end.

                Non mi sembra una cosa inaudita.

                Diciamo che mettendo la clausola “solo settimana corta” selezioni persone interessate a fruire l’appartamento “a metà”, che quindi non lo dipingeranno alla cazzo di cane, non distruggeranno la cucina, non lo riempiranno di canne o di bottiglie di birra… o perlomeno le faranno sparire per il venerdì sera 😉

                ragionamenti geografici o etnografici mi sembrano un po’ più tirati per i capelli, anche perché la formula non è esclusiva di Bologna…

  78. Moi says:

    Brexit, Marine Le Pen accusa la UE di voler fomentare guerra civile in Irlanda

    https://it.sputniknews.com/politica/201902037209495-Marine-Le-Pen-Regno-Unito-Brexit-UE-Fn-Irlanda-frontiera/

    • Mauricius Tarvisii says:

      Sarebbe la prima mossa dell’UE con la quale sarei d’accordo 😀

      • PinoMamet says:

        ??
        Vuoi una guerra civile in Irlanda?

        • Z. says:

          Secondo me MT

          (che pure è talora un pelo grillino e testa calda 😀 )

          non vuole nessuna guerra civile. Ma sarebbe pienamente d’accordo con…

          – una rivendicazione scozzese di indipendenza;
          – una rivendicazione spagnola su Gibilterra

          e con una rivendicazione dell’Ulster da parte dell’Irlanda del Nord.

          Quanto sopra, naturalmente, vale anche per me. Ne abbiamo già parlato, del resto.

          PS: personalmente sarei anche per un ripristino degli assetti precedenti al 1066, col ritorno al potere dei Sassoni. Però è giusto andarci per gradi 🙂

          • Peucezio says:

            D’accordo anch’io su tutto.
            Tranne sull’ultimo punto.
            Non toccatemi i miei beneamati Normanni.
            Che hanno francesizzato l’inglese e soprattutto hanno riempito la Puglia di cattedrali splendide (vabbè, le hanno fatte i pugliesi, però quelli un po’ hanno contribuito).

            Ripristino per ripristino, perché non tornare all’Inghilterra celto-romana prima degli Anglo-sassoni? Questo sì: metterei la firma domani mattina.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Inghilterra feudo dei Conti d’Angiò e Duchi di Normandia

              • mirkhond says:

                “Che hanno francesizzato l’inglese”

                Opera rimasta a metà.
                Purtroppo.

              • Z. says:

                Secondo me è una delle cose che rende bella la lingua inglese: essere una lingua dalle fondamenta germaniche, ma con un robusto influsso di parole latine e neolatine.

              • mirkhond says:

                Avrebbe dovuto totalmente latinizzarsi, diventando una sorta di francese insulare.

              • mirkhond says:

                Che tale sarebbe dovuta restare. 🙂

              • mirkhond says:

                In riferimento all’Inghilterra feudo dei conti d’Angiò-Plantageneto e dei duchi di Normandia.

              • PinoMamet says:

                Mah, per me tutto quello che è successo dopo l’anno 800 è noia, noia, noia.

                Invece l’invasioni e i regni romano barbarici sono fighi.

                Per mio gusto, mi sarei accontentato della Britannia romanizzata, sostanzialmente un Galles esteso 😉

            • Francesco says:

              concordo con Peucezio

              l’Europa deve essere unita, sovrana e ROMANA!

              oltre che cattolica, naturalmente

              😀

              • PinoMamet says:

                L’Europa Romana, ahimè, non è più.
                Non ho mai avuto una grossa passione per le ucronie, inoltre.

                Diciamo che mi accontenterei dell’Italia romana: che vedo come un grosso Liceo classico, con studenti in bicicletta in giacca e camicia aperta, scanzonati, senza pensieri, che scrivono sui muri in latino evviva le donne evviva il buon vino, con pochissimi computer, pochissime parole inglesi e pochissima plastica.

              • Roberto says:

                Scrivere in latino sui muri

                https://youtu.be/IIAdHEwiAy8

              • PinoMamet says:

                Lo faccio sempre vedere a scuola! 😀

                ahimè, pochi apprezzano! cambia proprio il tipo di umorismo, nel tempo: le cose che piacevano a “noi” piacciono ancora… ereditariamente, a chi ha padri o fratelli o zii che gliele abbiano fatte apprezzare.
                Vale anche per la musica.

                C’è ancora chi ascolta del buon metal, rock purchessia, musica classica ovviamente. Ma sono isole nel mare del trap…

              • roberto says:

                si hai ragione

                la prof di latino di mia figlia l’ha fatto vedere a scuola (classe di 14) e ci ha detto che ha fatto ridere solo gli inglesi, che immagino conoscano i monty python come i miei figli conoscono fantozzi o brancaleone da norcia

              • roberto says:

                io la trovo una scena stupenda in un film straordinario

              • Peucezio says:

                Francesco,
                è il MONDO che dev’essere romano.
                Anzi, di fatto È romano. Pensa che anche i cinesi hanno deciso di adottare il diritto romano, anzoché il common law anglosassone.

              • Peucezio says:

                Pino,
                “C’è ancora chi ascolta del buon metal, rock purchessia, musica classica ovviamente. Ma sono isole nel mare del trap…”

                Davvero ti piace il metal?

              • PinoMamet says:

                Dipende… mi piace abbastanza quello molto vecchio, tipo Deep Purple, Black Sabbath, che mi faceva ascoltare mio fratello
                (pianista classico…
                non è tanto strano, i figli milanesi del mio zio tenore alla Scala- nel coro ovviamente- sono appassionatissimi di ogni tipo di musica e grandi collezionisti di concerti e di dischi rock, jazz e di ogni altro genere; uno è anche musicista).

              • PinoMamet says:

                Tra l’altro se vedo le fotografie di questi vecchi gruppi (ma anche di quelli italiani) mi sembrano dei tizi un po’ originali ma simpatici, con cui può essere divertente passare una serata;

                mentre non starei cinque minuti in una stanza con Fedez.

              • Peucezio says:

                Beh, sì, questo potrebbe essere.

                Ma Fedez non è trap, il trap non è moralista.

              • PinoMamet says:

                Sì sì lo so… il trap è molto meglio di Fedez!!

              • Z. says:

                Questo appiattimento sulla trap è abbruttente a dir poco.

                Non riesco a non vederlo come spia di un abbruttimento generale, del quale a noi sarà chiesto conto e per il quale noi saremo giudicati severamente.

                E niente, ci difenderemo…

              • Peucezio says:

                Z.,
                persino sulla musica ci hai da ridire… 🙂

                Il trap è roba commerciale. Come c’è sempre stata. Forse peggiore di quella di un tempo, perché è peggiorato tutto.
                Però la trovo meno peggio sia delle insulsaggini sanremesi, sia del rap moralistico alla Fedez, J Ax o tutti i vari rapperini locali, del sud o di dove siano.

                Ma a sentire te siamo sempre sull’orlo dell’abisso perché abbiamo rinnegato il verbo neo-illuminista di inizio millennio.
                Ma,
                1) si tratta di vedere se lo abbiamo rinnegato davvero,
                2) se è questo è un male o se non sia invece il verbo neo-illuminista a condurci sull’orlo dell’abisso.

              • Peucezio says:

                Per inciso,
                il verbo neo-illuminista, che è anche neo-puritano, è quello che non vuole che si insegni Ovidio nelle università americane per non turbare le fanciulle; che si censurino i quadri a Londra perché c’è un po’ di nudo.

                Preferisco Sfera Ebbasta coi suoi toni spregiudicati se vuoi un po’ triviali e scontati, ma almeno non ci vuole moralizzare.

              • PinoMamet says:

                Beh Peucè, un sacco di cose non ci vogliono moraleggiare, e sono comunque meglio della musica trap 😉

              • PinoMamet says:

                Però è vero che il rap italiano, ovvero il “cattivo ragazzo con i buoni sentimenti”, che dice le parolacce ma va dalla nonna, che fa i video con le donnine svestite ma anche con le suore, le camzoni sulla marijuana seguite da quelle sulla gioia della paternità..

                è davvero un insoffribile coacervo di schifezze.

              • Z. says:

                Peucezio,

                non facciamola lunga: quella roba è tutta uguale, ed è davvero una noiosissima schifezza 😀

              • Peucezio says:

                Pino,
                “Beh Peucè, un sacco di cose non ci vogliono moraleggiare, e sono comunque meglio della musica trap 😉 ”

                Beh, certo, su questo direi che non ci piove!

              • Z. says:

                Peraltro la cosa che mi lascia perplesso è che questi pezzi tutti uguali abbiano così tanto successo ormai da anni.

                Boh.

              • roberto says:

                “Peraltro la cosa che mi lascia perplesso è che questi pezzi tutti uguali abbiano così tanto successo ormai da anni.”

                in effetti…..pensavo che punk e metal avessero prodotto oceani di pezzi tutti uguali, ma il trap da una nuova dimensione alla nozione di “uguali”

              • Francesco says:

                raga non so cosa dirvi

                io su radiomaria questa roba non la sento passare!

                😀

  79. Moi says:

    https://actu.orange.fr/politique/videos/marine-le-pen-sur-le-brexit-l-union-europeenne-cherche-a-creer-une-sorte-de-guerre-civile-en-irlande-CNT000001cyVBk.html

    Marine Le Pen sur le Brexit : “L’Union européenne cherche à créer une sorte de guerre civile en Irlande”par BFMTV

  80. habsburgicus says:

    soluzione irrealistica e anacronistica per la questione irlandese 😀
    1.inclusione dell’Ulster nell’Irlanda
    2.ritorno di tutta l’Irlanda alla sovranità di Elizabeth II (o di Charles) e discendenti: Charles verrebbe separatamente incoronato Re d’Irlanda ad Armagh, entro 28 giorni dall’incoronazione di Westminster (e così i successori); in latino avrebbero titolo Gratia Dei Britanniarum omnium Rex (Regina)
    3.abolizione dell’Act of Settlement del 1701 cioé il Cattolicesimo cesserebbe di essere impedimento al trono in tutte le Britannie
    4.la Chiesa protestante anglicana (Church of England) però resterebbe religione di Stato in Inghilterra (ma non nel Galles); la Chiesa presbiteriana resterebbe religione di Stato in Scozia
    5.in Irlanda, religione di Stato diventerebbe invece quella cattolica..il Re, ancorché acattolico, sarebbe incoronato dal Primate cattolico di Armagh..il Re però giurerebbe i separato luogo di rispettare i diritti della Chiesa protestante, la quale avrebbe espliciti privilegi
    6.bandiera dell’Irlanda unificata sarebbe il tricolore con la Union Jack in alto a destra..simbolo sarebbe quello dell’Eire, ma con l’Union Jack e una divisa monarchica ad esempio “Honni soit qui mal y pense” come nell’Ordine della Giarrettiera
    7.abbandono del’Euro e ritorno alla British pound che uscirebbe in 4 versioni (o 3 senza Galles) del tutto intercambiabili con cambio reciproco 1 a 1: a.English pound, solo in inglese e scritta Bank of England; (b.Welsh pound, in inglese e gallese, con scritta Bank of Wales, opzionale); c.Scottish pound, in inglese e gaelico scozzese, con scritta Bank of Scotland; d.Irish pound, in gaelico irlandese e inglese, con scritta Bank of Ireland
    8.le logge massoniche sarebbe espressamente protette dalla lege in Irlanda (questo per evitare la loro opposizione)
    9.in Irlanda che godrebbe assoluta indipendenza interna (in prospettiva idem per la Scozia e chissà, pure per il Galles) e comunque NON sarebbe parte di un Regno Unito procrastinato, vi sarebbero due Camere: the Dail (eletto a sistema maggioritario uninominale secco in 243 collegi di cui 189 nella vecchia Eire e 54 nel vecchio Ulster) and the House of Lords (in cui siederebbero ex officio tutti gli Arcivescivi e i vescovi della Chiesa cattolica e gli abati più cinque vescovi della Chiesa protestante ovvero l’Arcivescovo della Church of Ireland, il vescovo protestante di Meath e tre vescovi protestanti scelti a sorte; in più il presidente del Sinodo presbiteriano e il suo vice, il Gran Rabbino e il Gran Maestro del Grande Oriente più i Rettori delle Università; tutti i nobili e le nuove creazione a partire dal rango di Barone; il primo Re farebbe, entro poche ore dall’incoronazione, 39 nuovi nobili cioè 19 baroni, 16 conti, 2 marchesi, 1 Dica e addirittura 1 Principe titolo che sarà dato in premio a chi farà votare dal popolo il nuovo ordinamento)
    10.l’Irlanda unita ovviamente uscirebbe dalla UE

    • habsburgicus says:

      scusate gli errori 😀

    • habsburgicus says:

      diplomaticamente
      Caso A
      (mantenimento del Regno Unito)
      l’Irlanda unita avrebbe rapporti diplomatici a livello di alti Commissari accreditati dai rispettivi Primi Ministri, cipè sarebbe come il Canada (ed egualmente in Commonwealth)

      CAso B (abolizione del Regno Unito o sua riduzione a Inghilterra+Galles, cioè con Scozia indipendente, sotto i Windsor, eh)
      Irlanda, Scozia e Inghilterra-Galles (o financo Inghilterra E Galles) non avrebbero fra loro rapporti diplomatici pleno iure..si scambierebbero solo dei Commissari che sarebbero in fondo alla lista diplamatica e non avrebbero immunità ex iure gentium ma solo un’immunità del tutto analoga ex iure Nationun cioè per volontà unilaterale di ciascuno dei 4 (o 3) Stati come da noi le Legge delle Guarentigie del 13/5/1871
      però non ci sarebbe una cittadinanza britannica comune né un passaporto comune..e ciascuno dei 4 Stati potrebbe stabilire relazioni diplomatiche pleno iure con Stati non-britannici, inclusi quelli del Commonwealth, con l’unica condizione che non potrebbe avere relazioni diplomatiche con uno Stato in guerra con uno dei 4 Stati
      il Commonwealth continuerebbe ad esistere ma questi 4 sarebbero un nucleo interno più commonwealthiano degli altri 😀 (poi ci sarebbero gli Stati del Commonwealth non britannici che però riconoscono la Sovranità dei Windsor, seconda classe, tipo Nuova Zelanda; per terza classe, gli Stati del Commonwealth, tutti non britannici, che non riconoscono la sovranità dei Windsor, tipo India); i 4 Stati britannici scambierebbero Alti Commissari (con rango diplomatico sui generis) con gli Stati esterni del Commonwealth cioè non britannici e Ambasciatori con gli Stati non appartenenti al Commonwealth, ma come ho detto fra loro i 4 scambierebbero solo Commissari SENZA rango diplomatico esplicito e ciò rammenterebbe al colto e all’inclita la loro lunga, e spesso travagliata, storia comune

    • Mauricius Tarvisii says:

      Soluzione mia:
      il Papa proclama una crociata per purificare le Isole Britanniche dall’eresia.
      E bastam poi facciano quello che credono 😀 Basta che non ci sia un sovrano eretico a governare su un paese cattolico.

  81. Peucezio says:

    Mauricius,
    “il Papa proclama una crociata per purificare le Isole Britanniche dall’eresia.”

    Da quale parte?

    • Francesco says:

      tutte: quelle religiose nell’isola grande, quella laicista nell’isola piccola

      e monasteri per tutti!

  82. Z. says:

    NIMBY – Not In Merry BYzantium

    (Non In Byzantio Felice)

    https://www.teleromagna24.it/attualità/ravenna-in-zona-stazione-stop-ai-distributori-automatici-senza-personale-video/2019/2

    And hopefully not even in your hometown either, my backward barbarian friends.

  83. mirkhond says:

    Eh?

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