Hansken, poverina

Siamo con la Zoe, che è vita, nel luogo in cui Pietro Leopoldo decise di fondare le scienze della Toscana.

Ci porta su dove cicogne alate sorreggono il soffitto da cui lui guardava le stelle:

“Non abbiamo mai capito il simbolismo delle cicogne… abbiamo trovato qualcosa per il Quattrocento, ma nel Settecento era certamente diverso”

Ci racconta dell’artigiano che si mise a lavorare per pulire il meridiano e scoprì il piccolo buco da cui entrava la luce, e così si capì che l’intero palazzo si era spostato negli anni.

Poi su ancora, per una scala stretta stretta fatta in modo che chi teneva la spada nella destra, potesse infilzare chi saliva, fino al tetto, dove Zoe ha sistemato le case per i suoi pipistrelli, le bat box.

Che avrei voluto mettere su anch’io, però non l’ho fatto perché ci batte un sole assassino; ma Zoe mi assicura che i pipistrelli stanno meglio proprio se esposti a sud.

Prende in mano un escremento di pipistrello e mi dice, se lo guardi al microscopio, è fatto tutto di insetti.

Attorno a noi, tutto, dai malefici pappagalli che a Boboli rubano i pomi, a Bellosguardo, alla cupola del Brunelleschi. E palazzo su palazzo di quelli che erano, sono e saranno i signori di Firenze.

“Qui ci sono stati un sacco di omicidi, ma ho anche passato le notti in questo palazzo, e non ho sentito nulla!”

Riscendiamo, dove ci sono gli animali imbalsamati (la Zoe, che li ha sistemati tutti, non ama le farfalle, ma ha un debole per i coleotteri).

C’è il colibrì con il nido e dentro due uova, che però rischiavano di spaccarsi, e allora la Zoe ci ha buttato due mentine tic tac, perché son identiche alle uova, e si chiede ridendo cosa ne penseranno tra cinquecento anni.

E c’è anche un luogo segreto che puzza, con pipistrelli in bustine di plastica e il cotone al posto degli occhi.

Scendiamo ancora, la Zoe accende innumerevoli pulsanti in una stanza tutta buia, e vediamo uno dopo l’altro, tanti scheletri di animali.

Questa è Hansken”.

Vedo lo scheletro di un elefante, anzi di un’elefantessa. Non tanto grande e senza zanne (beh, è femmina, direte).

Zoe le tocca gli arti che sembrano marmo corroso, e con occhi di scienza, mi dice,

“guarda come era ridotta dall’osteoporosi, poverina!”

Non oso sfiorarla.

Hansken nacque nell’isola di Ceylon, nell’anno 1630. A due anni, fu strappata dalla madre e portata in Olanda, dove non avrebbe mai più visto qualcuno della propria specie, ma venne messa a

“sventolare una bandiera, sparare un colpo di pistola, battere un tamburo, alzare le zampe anteriori, rubare denaro dalle tasche, mettersi un cappello, portare un secchio d’acqua e raccogliere soldi da terra.”

In Olanda la ritrasse Rembrandt:

Di esibizione in esibizione, arrivò a Treptow an der Riega/Trzebiatów, in Pomerania, dove la ritrassero così:

Un anonimo cartellone pubblicitario illustra tutte le abilità di Hansken:

Hansken arrivò a Parigi, e poi, il domatore e proprietario di Hansken la portò a Münster, per la curiosità dei potenti d’Europa che si stavano riunendo per porre fine a quello che fu il conflitto più terribile della storia europea prima del 1914.

Hansken, tranquilla, con il suo tamburo, cappello e pistola…

Johann Leuber, l’inviato della Sassonia, si auspicò:

„Gott gebe, daß dieses Monstrum dem Römischen Reich auch eine glückseligen Frieden portendire.”

“Dio voglia che questo mostro presagisca anche all’Impero Romano una felice pace”

Hansken porge un secchio a tutti, e quando si sono lavati le mani, porge loro un asciugamano.

Portano Hansken attraverso le Alpi, e giù fino a Roma; e il 7 ottobre del 1655, arriva a Firenze.

Il 9 novembre muore, e la ritrae Stefano della Bella.

Poi la Zoe spegne le luci, cinque, dieci, venti, trenta pulsanti, e siamo fuori dalla storia.

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12 Responses to Hansken, poverina

  1. PinoMamet says:

    Povera Hansken!

    Ma, le cicogne devono avere per forza un simbolismo??

  2. Francesco says:

    Il Regno Romano? ah, che meraviglia la storia!

    Ciao

    • Per Francesco

      “Il Regno Romano? ah, che meraviglia la storia!”

      Chiaro che “Regno Romano” è un concetto complesso, e una traduzione approssimativa…

      Grazie, comunque, ma la meraviglia è tutta di Zoe e del suo mondo, io ho provato soltanto a rendere qualcosa di ciò che quel mondo – e l’entusiasmo di Zoe – mi ha trasmesso.

      E’ che esistono mondi così straordinari, e non solo nei film su Amélie.

      • habsburgicus says:

        direi che la traduzione corretta sarebbe “Impero Romano”, non “Regno”
        bello il tedesco latinato “portendire” per “portare, arrecare” la pace
        ciò che avverrà il 24 ottobre 1648 (già il 30/1648 fra Spagna e Olanda)

        • habsburgicus says:

          la Sassonia, ancorché luterana, teneva in fundamentalibus per l’Impero e gli Asburgo (qualche screzio risolto con la pace di Praga del 1635 e con la cessione alla Sassonia delle due Lusazie facenti parte della Corona di Boemia cioè del mondo asburgico)..
          e dunque sarà “logica geopolitica” quella che porterà nel 1697 l’Elettore di Sassonia (Augusto il Forte) a “tornare” a Roma, “rientrando” in seno a Santa Madre Chiesa; l’occasione fu l’offerta della Corona di Polonia (dinastia sassone 1697-1763, mal vista dalla storiografia polacca sin quasi ai nostri giorni)
          i tempi però erano cambiati, anche grazie a Vestfalia (1648), e i principi avevano perso lo “ius reformandi” (e dunque la capacità di imporre il “cuius regio eius religio” della pace di Augusta del 1555), dunque la Casa elettorale, e poi reale, sassone (Wettin) divenne e restò cattolica ma la Sassonia rimase protestante..dovette però abbandonare la guida del “Corpus Evangelicorum” (stabilito a Vestfalia) all’emergente Brandeburgo-Prussia (gli Hohenzollern, calvinisti dal 1613)
          inoltre l’Elettore perse il controllo religioso della Chiesa protestante, affidato da allora in poi a un concistoro in spiritualibus di 5 persone (in Prussia invece il Re-titolo assunto nel 1701-era “summus episcopus” dei protestanti)
          il Cattolicesimo come tale non fu neppure tollerato in Sassonia (o, quantomeno, non avrebbe dovuto esserlo) ma Augusto il Forte impose la costruzione di una splendida chiesa cattolica a Dresda, un autentico gioiello barocco
          sopravvissuto a tutto, ma non a Churchill 😀

        • habsburgicus says:

          30 gennaio 1648, pace Spagna-Olanda
          i nuovi territori ceduti (Noord Brabant con ‘s-Hertogenbosch=Bois-le-Duc) restarono a grande maggioranza cattolica e furono trattati dall’Aja come terre annesse (le Terre della Generalità)

  3. Moi says:

    Europa … San Benedetto da Norcia, chi era costui ? 😉

    Poi ci maraviglia che si è messi come si è messi …

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