L’unico soldato a presentarsi per la guerra…

Trevor Midgley, meglio noto come Beau, è un cantautore inglese di lunghissimo corso, anche se non è mai arrivato su Wikipedia (dove scopriamo solo un suo omonimo, giocatore di rugby negli anni Settanta).

Ma noi ce ne freghiamo se quelli che ci piacciono, piacciono anche alle masse.

Trevor Midgley è un poeta di eccezionale sensibilità, dotato di una voce che è migliorata negli anni.

Il suo album più recente, Rattling the Asylum Bars, contiene una canzone che mi ha commosso, perché racconta la storia di una ragazza, babbo sudanese e mamma autoctona, che parte per la Siria per combattere a fianco dell’Isis.

Credo che il personaggio sia di fantasia, ma descrive bene un’intera generazione di giovani di mezzo.

Come De Andrè con il suo bombarolo, Trevor Midgley cerca di entrare dentro la vita di una persona fuori dall’ordinario.

Io credo che ci riesca, ma bisogna stare attenti, perché ci sono persone per cui la propria morte è l’unico capolavoro che siano riusciti a costruire; e una morte dipinta con cura supera ogni canzone.

Per questo è delicatissimo il confine tra comprensione

Potere troppe volte
Delegato ad altre mani
Sganciato e restituitoci
Dai tuoi aeroplani
Io vengo a restituirti
Un po’ del tuo terrore
Del tuo disordine
Del tuo rumore

e derisione:

C’è chi lo vide ridere
Davanti al Parlamento
Aspettando l’esplosione
Che provasse il suo talento
C’è chi lo vide piangere
Un torrente di vocali
Vedendo esplodere
Un chiosco di giornali

eppure senza un tocco di ironia, si rischia di scadere nell’apologia di qualcosa in cui Trevor Midgley, io e De Andrè oggettivamente non crediamo.

Capire in fondo è simile a giudicare, vuol dire fingere di porsi qualche spanna al di sopra di chi si sta guardando, sapendo di non essere migliore.

Anche perché la compassione biografica rischia di far perdere quel frammento di positivo e di bello che si trova in ogni ideale vissuto fino in fondo.

Eppure è molto meglio degli urli isterici di condanna.

Ma ascoltiamo la canzone:

Era solo una ragazzina, e non possiamo capire
Come tutto sia potuto sfuggire così di mano.
Di mille in tutta questa bella terra,
fino all’attimo prima
lei fu l’unico soldato a presentarsi per la guerra.

Era appena nata quando iniziò
sua madre si faceva di crac: non aveva mai conosciuto il suo babbo.
Qualcuno diceva che era tornato in Sudan;
aveva abbandonato la troia infedele
e l’unico soldato che si sarebbe presentato per la guerra.

Così la portarono via e la misero in un istituto.
Solo Cristo sa cosa poteva essere successo là.

In fuga, la presero perché non aveva pagato il biglietto
e questa volta serrarono la porta
sull’unico soldato che si sarebbe presentato per la guerra.

A sedici e spassandosela da matti
fu processata per aver infilzato con un coltello da calzolaio
il braccio della moglie di un barista.

I marinai erano appena sbarcati
per l’unico soldato che si sarebbe presentato per la guerra.

Non ci sono molte sostanze che non avesse provato
così, per il bene o per il male, la incarcerano;
e fu lì che un altro piccolo pezzo di lei morì,
una parte che lei non avrebbe mai ricostruito,
l’unico soldato che si sarebbe presentato per la guerra.

E mentre era in carcere, la sorte volle che incontrasse
le migliori amiche che avrebbe mai incontrato.

Ascoltò e tra il fumo delle sigarette
le raccontarono qualcosa in più
l’unico soldato che si sarebbe presentato per la guerra.

E quando uscì riuscì ad arrivare
al lato più oscuro dell’internet
un luogo in cui non era mai stata prima
i video dimostravano ciò che le prigioniere le avevano detto.

Mandò un messaggio al numero che conservava in memoria
e attese qualche ora –
l’unico soldato che si sarebbe presentato per la guerra.

Arrivarono e la chiamarono e la presero in mano
e la inviarono in una lontana terra straniera
e imparò ciò che il Profeta aveva promesso e progettato
e quel che lui voleva da lei
l’unico soldato che si sarebbe presentato per la guerra.

Pensò alla propria madre, la vecchia troia fatta
mentre indossò la giacca con il piccolo interruttore.

Era arrivata la sua ora. Era il suo momento
che le avrebbe permesso finalmente di pareggiare il conto
l’unico soldato che si sarebbe presentato per la guerra.

Lui sorrise. Le disse che questa era la sua ultima prova.
Le disse, “cerca quello con il giubbotto di kevlar
e poi sii in pace e riposati per sempre”.

Lui uscì e aprì la porta
per l’unico soldato che si sarebbe presentato per la guerra.

 

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35 Responses to L’unico soldato a presentarsi per la guerra…

  1. daouda says:

    Ti sei convertito al buonismo Miguel?

    O forse l’inferno è una favola anch’essa…e davvero DIO non è quel che è, ossia spietato col male?
    Invece ahimè lo è, ed il problema non è uccidere, mai.

    Inoltre la spregevolezza della tua operazione non è neanche di gran livello per un cantastorie come te.
    De André ha colorato la vita di un fallito che attacca/sperava di attaccare il parlamento, DA SOLO.
    E potremmo appunto come cerchi di cincischiare per giustificarti, o meglio per non prendere sul serio quel che scrivi, rimproverare a Dé André qualcosa ma sarà che lui era prima di me , tale operazione mi risulta difficile circa la descrizione stessa: perché il bombarolo era solo ed il bombarolo ha ragionato oltre a soffrire.
    *l mentecatt* di cui sopra ha solo sofferto ed è divenuto mano del sistema , a sentirla questa canzone può dire esattamente il contrario di quel che uno crede che possa dire, e questa è l’arte degli artieri, che dicono senza dire, ed infondo dicono travalicando sé stessi, figli anch’essi della propaganda, e lo si potrebbe fare per De André medesimo.

    Ma oltre a farti portavoce di quel che non credi, e già qui siamo nel ridicolo ossia nel lanciare il sasso e nascondere la mano da vili, non si capisce proprio perché parli a nome loro.
    E quantunque potessi , perché NO? Qual è il problema di tale apologia, l’apologia di farla pagare alle merde?
    Non si chiamava giustizia? Non si chiamava vendetta? DIO non è il vendicatore degli oppressi…e l’inferno cos’è?
    E’ un DIO che ti dice non fà nulla tranquillo?

    Veramente i pusillanimi ed i vili hanno sempre 2 domande ( che chiaramente non potevano averne di più, anche se forse ce n’è una terza che sto ancora cercando ) e sono
    -perché il male?
    -perché il mondo?

    Menti eccelse non riescono a risolvere il banale indovinello, menti eccelse si sono dedicate soltanto a inventare e scoprire, e grazie a loro la merda aumenta, perché erano merde anche loro che hanno studiato da famiglie che gli hanno garantito lo studio, la sperimentazione, la scafatezza della vita, avessero detto il vero, era un vero frutto di angherie, cosicché nessuno ha il coraggio di dire l’amara verità del Caraco di turno, che sputa in faccia agli ammenicoli di un Cioran qualsiasi.
    Il mondo è marcio, e quel che ne esce fa schifo e lo incrementerà.
    COME RIMEDIARE?
    Con la propaganda estetico-artistica?

    Tralasciando il monastero, lì dove c’è l’unica vera guerra, l’abilità dell’umano rimasto ancora tale è una sola, non disprezzare il mondo perché se fu non sarebbe stato altrimenti affinché sarà quel che poté, e fare il bene per quel che si può.
    Il secolo non và disprezzato, ed il bene và adempiuto. Dice Dio Verbo incarnato: “Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo. Il seme buono sono i figli del regno; la zizzania sono i figli del diavolo, e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura rappresenta la fine del mondo, e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori di iniquità e li getteranno nella fornace ardente dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, intenda!”

    Quando entrò il male , ogni bene non poteva essere bene di per sè, perché ad esso era associato quello. confusione fu.
    Il rimedo è questo: rispondere alla domanda ” Se Dio è buono perché c’è il male…e se Dio è totale, che bisogno aveva di creare?”

    Perché hai paura di questa apologia? Perché dovresti aver paura di uccidere giustamente?
    Certo è scrupolo giusto, perché ci si fà prendere la mano, e si copre con la distorzione una pulsione insana, oppure si mistificano le cose…ma DIO stesso , Signore degli eserciti, ha promesso dolore atroce ai suoi nemici, ma comunque sia non è un problema questo quanto semmai la paura.
    Noi tutti qui abbiamo la superstizione della “vita”, cosa che, DIO o non DIO, è sempre stupida per forza di cose.

    Alla fine della storia questo cantautore inglesuccio fà un panegirico di giustificazione per una deriva…De André non ha descritto nulla della storia del fantomatico bombarolo solitario.
    Potrei decostruire anche De André, ma sarebbe più difficile, e sarebbe disonesto mentre questo sembra proprio uno stronzo, come te.

    Ed il motivo tradito è nelle ultime frasi…come può l’ideale trasmettere compassione biografica o viceversa? Diamine, ma ti rendi conto che usi parole senza senso? Che sei un mistificatore?
    L’ideale? Dove poi le urla isteriche di condanna? Nel mondo della menzogna malata, l’isteria è segno di sincerità disturbata e dove più la vedi?
    Ma questo è un altro discorso…perché il problema è quel che cianci ossia “l’ideale vissuto fino in fondo”.
    Sei malato e marcio, e lo devi sapere. Devi sapere che io qui dentro sono l’unico che ti dice che sei proprio quel che scrivi ossia che tu “capisci in fondo tipo giudichi, fingi di porti qualche spanna al di sopra di chi si sta leggendo, sapendo di non essere migliore” che anche nell’originale non aveva costrutto, ma apriva il mondo ai sottointesi od ai presupposti.
    Dovresti ringraziarmi della mia malattia. Forse è l’unico motivo per cui scrivo qui. L’unico motivo per cui siamo capitati in questo campo.

    Non abbiamo bisogno della Falange Armata. La nostra guerra è sempre stata perdere, che è l’unica vittoria. Ed è quello che induisti ed islamici non capiranno mai, e che i “comunisti” ( ossia la variegata risma di coloro che sono a destra ed a sinistra, avanti e dietro, sotto e sopra ) non possono neanche concepire mentre si cavano la fossa da soli.
    Non è il momento di attaccare, è il momento di farsi distruggere andando allo scoperto.
    E’ il momento di perdere mentre tu continui ancora a scrivere per vincere, e vieni trovato mancante

  2. Francesco says:

    sarò più sintetico di Daouda: io quel tizio lì che canta lo farei sparire, se fossi il governo inglese e se il governo inglese fosse quello di cui parla Hasburgicus

    come capitò ai simpatizzanti nazisti nel 1939

    puff e fino a storia conclusa non ci sono più

    • PinoMamet says:

      Addirittura!

      • Francesco says:

        non mi pare di esagerare: questo brano è un esplicito invito a farsi esplodere, rivolto a giovani coglioni

        e il 99% dei giovani sono coglioni, in parte è il loro mestiere

    • Z. says:

      Il governo inglese non ha fatto nulla mentre regimi fascisti e reazionari ingoiavano mezza Europa, nel timore di favorire Stalin.

      Così facendo, ha favorito Hitler prima e Stalin poi.

      E ci ha pure rimesso l’Impero!

      • daouda says:

        Mi fà sorridere quest’attegiamento verso gli inglesi vista l’operazione mondiale inerente il decolonialismo e l’esistenza attuale del commonwealth ( reame del o nazioni alleate/federate )…un po’ come credere che il Franco CFA non sia colonialismo.

        Ma la cosa più comica è che Suvorov ha evidenziato ormai da 30 anni come Hitler fu un pupazzo in mano di Stalin usato come “rompighiaccio” della sua rivoluzione.
        Il che secondo la proprietà transitiva implica che aver favorito Hitler implicasse favorire Josif dunque non mi pare ci fosse davvero una reale paura nei suoi riguardi.

        Non voglio fare il Serrano della situazione ( Hitler ultimo avatara et similia ) ma se si avesse il coraggio di ridimensionare finalmente la questione dello sterminio giudaico ( compresi dissidenti politici, malati ed handicappati, religiosi, zingari e gay ) e si riconoscesse che l’operazione barbarossa non fu tradimento ma l’unica controoffensiva contro la prossima invasione architettata dai sovietici, il giudizio su zio Adolfo andrebbe rivisto di gran lunga.

        p.s. fermo restando che l’economia di guerra e socializzata da parte dei nazisti mi faccia schifo assieme alla loro pseudocultura e la dittatura tou court.

        • Z. says:

          In realtà credo che nessuno storico abbia mai seriamente considerato la tesi di Suvorov, quella di un tentativo di aggressione preventiva di cui non sia rimasta alcuna traccia, né alcuna nota da parte dei servizi tedeschi. Che peraltro funzionavano molto bene e tra l’altro avevano stimato con buona approssimazione l’entità delle forze corazzate sovietiche, come Hitler – che non era una cima – dovette riconoscere a malincuore.

          Il fatto è che neppure Stalin era così geniale come vollero dare ad intendere lui e i suoi ammiratori. Dovettero andarlo a recuperare in campagna perché non riusciva a credere che Hitler l’avesse tradito…

          • habsburgicus says:

            peraltro funzionavano molto bene e tra l’altro avevano stimato con buona approssimazione l’entità delle forze corazzate sovietiche

            era così geniale come vollero dare ad intendere lui e i suoi ammiratori.

            no, funzionavano male….e sbagliarono tutte le stime
            su Stalin, spiace dirlo, ma la tua è roba vecchia, kruscioviana 😀 ok. non sarà stato tetragono e indefesso come ci dicevano i compagni :D, ma gli ultimi studi tendono a dimostrare che Stalin MAI seriamente vacillò e mantenne sempre una visione crudele, ma lucida
            come i massacri, orrendi (ma di quelli mica se ne parla, eh) ordinati da Merkulov (NKGB) già il 23/6/1941 di tutti i sospetti nelle aree vicino alla frontiera (più a est c’era l’opzione della Siberia :D) a Luc’k ci fu una carneficina; la passi era questa; la NKVD liberava i criminali comuni (che avrebbero dato fastidio ai tedeschi :D) e ammazzava tutti i detenuti politici…più a est, se a insindacabile giudizio della NKVD i tedeschi erano ancora lontani, li si si deportava..ma a ovest, no, la morte..e in puro stile stalinian-marxista preferivano uccidere dieci innocenti piuttosto che risparmiar un “colpevole”..leggi Berkhoff, serio studioso olandese..e altri..chiaro che per il mondi odierno le vittime di Stalin dei primi giorni di guerra sono di serie C dunque MAI ci faranno un film e mai né parleranno in TV o sulla grande stampa
            Stalin fu durissimo, crudele, estremo…ma fu storicamente grande e duro ! questo lo si deve ammettere…e vinse
            la Storia va sempre rispettata anche quando proviamo repulsione

            • habsburgicus says:

              anche il mito, kruscioviano, dell’impreparazione sovietica è falso
              l’URSS era molto più potente in giugno 1941 di quanto AH pensasse (ragionevolmente, stavolta, per quanto si poteva dedurre)
              disse a Mussolini a fine agosto 1941 che la Wehrmacht aveva scoperto strade intere ignote a ogni cartina !
              solo un regime veramente totalitario quale era l’URSS ove Marx fu applicato in integro, con passaporti interni, deportazioni e aree chiuse agli stranieri (e agenti della NKVD dappertutto, a partire dall’Intourist diretta sempre da un generale della Ghepeù con il compito di NON far vedere agli stranieri il 99,99 % del “paradiso rosso”) poteva ingannare così, tutti !
              in molte città, nessun non-comunista aveva potuto mettere piede da anni !
              in vaste zone i tedeschi, con le armi in pugno, furono i primi non-marxisti a porre piede da fine 1920′..e gli unici sino alla perestrojka !
              Stalin di certo fece errori strategici (taciuti sino al 1956), ma l’URSS era molto più preparata di quanto si crede
              e la Germania se ne accorse !
              fin dai primi tempi, pur d’oro per la Germania, la resistenza rossa fu più grande del previsto, tanto che la marcia su Mosca fu rallentata (anche per errori di AH) e la guerra fu persa lì, già in ago-sett 1941..altro che Stalingrado
              detto questo, il potere rosso fu scosso
              ci furono diserzioni in massa
              talora i soldati ucraini (specialmente) massacrarono gli sgherri della GPU e si arresero ai tedeschi…
              il generale rosso Kyrponos, comandante in capo in tutto il Sud-Ovet, fu ucciso il 20/9/1941 (dai tedeschi ? o per delazione ucraina ?)
              un documento riportato in Berkhoff dice che molti ucraini dicevano più o meno “siamo mica stupidi; dobbiamo morire per questa gente che ci sfrutta da 25 anni ?; la guerra se la facciano loro”..un ucraino, vecchio, disse che neppure nel 1904 e nel 1914 fu così, veramente nel 1941 ci fu uno sciopero militare di massa in alcune zone !!! impressionante
              lo Zar però fu debole…e la situazione si aggravò e poi ci fu il crollo
              Stalin fu bestiale..e vinse !
              ma nel 1941, senza i metodi di Stalin, poteva finire come nel 1917, nella disintegrazione dell’Esercito
              poi i tedeschi, o meglio i NS o meglio ancora gli hitleriani (Rosenberg vedeva giusto su questo !) ci misero del loro
              trattando a pesci in faccia gli ucraini

            • Z. says:

              habs,

              — Stalin di certo fece errori strategici (taciuti sino al 1956), ma l’URSS era molto più preparata di quanto si crede
              e la Germania se ne accorse ! —

              Certo, era quello che dicevo (peraltro anche la Polonia non era così impreparata come credeva Hitler).

              Le stime dei servizi tedeschi erano così precise che Hitler ammise – credo nel 1942 – che se le avesse prese per buone non avrebbe iniziato Barbarossa.

              Però, che le purghe abbiano indebolito l’esercito sovietico, che le scelte iniziali di Stalin privilegiassero la cavalleria sui mezzi corazzati (c’è chi lo spiega col disastro della guerra civile spagnola), che i contrattacchi velleitari cui costrinse l’esercito abbiano contribuito a indebolirlo non mi risulta sia messo in discussione.

              Detto questo, alcune sue decisioni si dimostrarono azzeccate: la scelta di non abbandonare Mosca con l’avvicinarsi del fronte, i trasferimenti della produzione verso est.

        • Daouda says:

          Credi quel che vuoi tu e le accademie prezzolate. D’altronde Falcone e Borsellino sono stati uccisi dalla mafia siciliana, Mattei fu vittima di un incidente, Sankara è stato soppresso dal suo amico perché comunista mica perché il colonialismo non è mai cessato.
          Ad esempio a me Priebke come i partigiani fanno schifo ma perché Villa Wolkonsky passò durante la guerra dai tedeschi agli inglesi?
          Dunkerque non fu una illogicità immane?
          Perché perdere tempo in Grecia ( non tanto in Albania ) e scordarsi Malta?
          Perché la fantomatica guerra aerea inglese/tedesca durò così poco senza colpire ai nodi cruciali nessuna postazione britannica che non era in grado di resistere? Perché strategicamente si è rallentata la “liberazione” franco italiana mentre russi e tedeschi si scannavano?
          Bah.
          D’altronde Fermi lavorò prima in Germania, nelle fabbriche Rockefeller, con l’uranio concesso dalle potenze internazionali con l’annessione dei sudeti.
          Ma è sempre favola caro Z. , a quanto pare.

          Dovresti leggerti la storia dello spionaggio post guerra mondiale 2 tra Cia e Kgb.
          Conosci McCarthy ovviamente. Sai anche che fu accusato di paranoia e malgestione. Perché dopo 50 anni ufficiali CIA hanno ammesso che avesse torto mica nell’idea ma nelle stime? Dichiarava centinaia di infiltrazioni quando invece furono migliaia!!!

          Pazienza.

          Saluti.

          • Francesco says:

            potresti mica accennare qualche risposte?

            AH non voleva vincere contro gli inglesi? è questa la risposta ad alcune domande o sbaglio?

          • Z. says:

            Se il governo degli Stati Uniti avesse avuto fiducia nei suoi servizi di sicurezza, la minaccia sovietica ne sarebbe uscita ampiamente sottostimata. Non c’era una minaccia sovietica, c’era un esperimento triste e bizzarro che a mala pena sopravviveva.

            Per altri versi, noi non avremmo ricevuto quel fiume di dollari che abbiamo ricevuto dopo l’ultima guerra.

            Insomma, ci è andata bene così. Solo che si sono susseguite generazioni, a destra e a sinistra, che non si sono rese conto che quell’economia era dopata.

          • daouda says:

            -Il nazional socialismo dei tedeschi è stato strumentalizzato sia da sovietici che dai britannici.

            -AH fu una marionetta inglese. Stalin invece je lo mise proprio nel culo fregandolo

            -Von Mises aveva già decretato la fine del sovietismo, che durò più a lungo grazie al vil danaro delle potenze occidentali.
            Dici bene , il sovietismo non ha in realtà creato una super potenza.
            Il discorso è sul perché sia mai esistita questa contrapposizione, e sul perché sia anzi stata favorita.
            Per quanto riguarda il doping economico, esso non è che non abbia degli obiettivi anche se l’oggi o lo ieri dell’Europa in sè non era inerente.
            Io ti sto solo dicendo che se ad un certo livello era buona la cooperazione, è evidente ormai che la CIA ha lavorato a favore del KGB, in cui i sovietici avevano riversato tutto il loro potenziale essendo appunto inferiori, anche se tale inferiorità non era comunque sia consatabile.
            Perché appunto fu il KGB che infinocchiò la CIA, il che implica che la CIA tra i russi poteva ben poco.

            -sullo spostamento industriale e le nuve armi non sò rispondere

            -non può essere stato solo il razzismo antislavo a farlo perdere, tendendo conto che DOVEVA perdere.
            Ma oltre tutto ciò sono domande prive di senso.
            Io ho solo detto che se Hitler non avesse attaccato i russi, metà di noi non sarebbero mai nati.
            Chiaramente Z. non è d’accordo. E’ come se gli dai le bolle di arrivo, di transito e di provenienza delle aziende che producono olio italiano.
            TI saprà spiegare anche le truffe celate nelle etichette rispetto alla percentuale dichiarata laddove ci sono dichiarazioni generiche, ma quanto c’è truffa, il documento cambia la sostanza dell’olio di merda con cui cucini?
            Massongiudaicobolscevichi sto cazzo. E’ che vi serve nascondere gli intrallazi di Hitler, vi serve creare un mostro e negare che la sua libera iniziativa programmatica ti abbia permesso di essere qui oggi a scrivere.
            Z. è ancora capace di dire che la strage di Bologna fu fatta dai NAR e che Borsellino e Falcone lo hanno ammazzato i mafiosi , perché così dicon e fan tutti.
            E’ un club di solito frequentato da potenziali traditori, quando la vita li mette alle strette.

        • Francesco says:

          perdonate l’ignoranza

          1) x Suvorov Hitler era un burattino o uno che venne manovrato da Stalin?

          2) la storia dello spostamento a est dell’industria sovietica mi ha sempre puzzato. primo perchè miniere di carbone, pozzi di petrolio, acciaiere, impianti per la produzione di alluminio non li sposti, secondo perchè devi anche fornire energia alle nuove fabbriche. insomma, anche con tutta la durezza di Stalin mi pare una impresa impossibile da fare con la Wehrmacht in casa

          3) Stalin fu totalmente sorpreso dall’attacco, la sua paranoia clinica aveva però preparato l’URSS … mi chiedo come funzionò per la capacità di inventare nuove armi con cui i russi poi vinsero

          4) se i tedeschi avessero usato ucraini e altre minoranze, ma anche i russi, contro i bolscevichi, avrebbero vinto? fu il razzismo antislavo di Hitler a farlo perdere?

          • Z. says:

            1) Suvorov sostiene che Stalin fosse sul punto di invadere la Germania. Una tesi al cui confronto le scie chimiche sembrano quasi plausibili.

            2) Che dire, ne concluderemo che gli storici di tutto il mondo sono massongiudaicobolscevichi 😉

            3) A un certo punto se la vide brutta e capì che forse era il caso di delegare a chi sapeva ciò che faceva…

            4) Beh, senza razzismo antislavo non gli sarebbe venuto in mente di imbarcarsi in un’impresa così folle. Che ne avrebbe comunque segnato la fine, avesse anche resistito un po’ di più.

      • Francesco says:

        sai cosa ci si fa col senno di poi?

        ogni tanto penso cosa devono essere stati gli anni ’20 e ’30, a viverli con un minimo di coscienza

        • Z. says:

          Bastava anche il senno di prima. Così come bastava con la Brexit.

          Pazienza, impareranno stavolta così come allora. A spese anche nostre, così come allora, ma così va.

  3. mirkhond says:

    “sarò più sintetico di Daouda”

    Francesco, anche tu sei in grado di decifrare il Daoudese? 🙂

  4. Z. says:

    Non credo che De André deridesse il bombarolo, in realtà. Anzi, forse sbaglio, ma non credo ci facesse su neppure dell’ironia.

    • daouda says:

      Fermo restando che il bombarolo è imparagonabile a qualsivoglia guerrigliero, ed è veramente bieco farlo, io invece credo di sì.

      A me non piace voltarmi dall’altra parte, ma il sistema c’è e non lo si distrugge con le bombe, soprattutto se il sistema sà che le bombe le metti dimostrando che riuscita o no, accade quel che esso vuole o comunque sia riesce a reconvogliare ai suoi usi ( il torrente di vocali mi sembra alluda proprio a questo ).
      Se vedo un criminale agisco , spero, e nemmeno sono sicuro che io abbia il coraggio di farlo…ma solo questo è concesso perché queste altre cose significa proporre il caos.
      E non mi sembrava De André così stronzo per questo l’ho risparmiato.

      • Z. says:

        Non so se sia richiamato dal verso che citi, ma sicuramente nell’album il tema di cui parli – il sistema che ti coopta per i propri fini – è centrale.

      • Daouda says:

        Cosa che differenzia De Andrè da sto burattino angloide

  5. PinoMamet says:

    Mi è sempre sembrata una canzone un po’ stronza di De Andrè: prima dà ragione al bombarolo, poi dice che una qualche donna non molto definita (stronza anche lei) lascia il bombarolo da solo nel ridicolo (e perché poi? mi pare una notazione da stronzo), poi però è in prima pagina assieme a un bombarolo cha questo punto non si capisce più bene chi sia, un po’ come se De Andrè tirasse il sasso e nascondesse la mano… un po’ da stronzo.

    Allora meglio Guccini con la sua Locomotiva, che almeno diceva chiaro e forte da che parte stava.

    • Z. says:

      Mi tocca difendere un genovese protogrillino a scapito di un concittadino e compagno, ma come dice il latinetto amicus Franciscus sed etc. 🙂

      Il bombarolo in effetti ha un finale che può risultare poco chiaro, se non viene considerato nel contesto dell’album di cui fa parte. Che non è una raccolta di canzoni, è proprio la Storia di un impiegato, che poi è anche il titolo dell’album stesso.

      La donna immagino sia la sua compagna, citata anche nelle canzoni che seguono e che fanno parte della storia dell’impiegato che diventa bombarolo.

      Solo, perché l’impiegato viene arrestato.

      Nel ridicolo, perché l’attentato è fallito clamorosamente e anziché il parlamento distrutto l’edicola di un giornalaio.

      L’A. – mi piace parlare difficile – non dà ragione al bombarolo, questo no. Ma sicuramente non cessa di essere solidale coi suoi sentimenti e se ascolti le canzoni che seguono – in particolare Nella mia ora di libertà – la cosa è inequivocabile. E’ con piena empatia che ne segue la vicenda dall’inizio alla fine (la mia preferita dell’album, tra parentesi, è La canzone del padre).

      Oggi Storia di un impiegato – un’opera a tesi, non particolarmente leggera – suona certamente più datato de La locomotiva, meno immediato, certamente meno adatto alle feste tra fuorisede e cieghevàri.

      Ma proprio per questo ci aiuta a capire meglio, a mio avviso, lo spirito del tempo, e come sia lontano dal nostro.

      • PinoMamet says:

        Tutto bello, ma continuo a non capire chi sia l’altro bombarolo con cui sorride la donna sui giornali, e perché deve averlo lasciato nel ridicolo (che stronza) e a sembrarmi stronzo De Andrè a mettere in ridicolo il bombarolo fallito.

        • Z. says:

          Perché dici che la donna sorride e che c’è un altro bombarolo?

          A deriderlo poi è la società, mica l’autore. L’attentato è fallito in modo goffo e grottesco, l’impiegato viene arrestato. La gente lo deride. Poi l’impiegato capisce che la via da seguire è lottare assieme, non ognuno isolato per suo conto.

          Ascolta le canzoni che seguono, specie l’ultima. A me pare che la solidarietà verso il bombarolo sia profonda. Non ci vedo derisione, e neppure ironia.

        • Z. says:

          (ah, lo lascia solo nel ridicolo perché lo arrestano. Nell’ultima canzone l’impiegato anticipa le dichiarazioni che farà su di lui.

          Ascolta tutto l’album, non leggere solo i testi di una canzone a metà 🙂 )

        • PinoMamet says:

          “Perché dici che la donna sorride e che c’è un altro bombarolo?”

          boh, dal testo a me pare così… copio incollo:
          “Ma ciò che lo ferì
          Profondamente nell’orgoglio
          Fu l’immagine di lei
          Che si sporgeva da ogni foglio
          Lontana dal ridicolo
          In cui lo lasciò solo
          Ma in prima pagina
          Col bombarolo”

          non c’è che sorride (ricordavo male) ma è sicuramente in prima pagina con un bombarolo…

          a meno che non sia da intendersi che lasciò nel ridicolo, ma in prima pagina;

          ma allora non ha senso l’immagine di lei che si sporge dai fogli e la preposizione “col”…

          • Daouda says:

            Critica al falso femminismo inoltre!

            Banditen!

          • Z. says:

            Perché verranno a chiederle del loro amore, rabbi 🙂

            È un concept album. Non deve piacere per forza, e alcuni brani mi lasciano piuttosto freddo, ma per capirlo è meglio ascoltarlo tutto.

            Anch’io ho ascoltato Il bombarolo prima delle altre, isolata, e non capivo l’ultimo verso.

          • paniscus says:

            Mah… io personalmente l’avevo sempre interpretata come la pubblicazione dello scoop di stampa sensazionalistico,

            in cui si pubblicano foto private che lo ritraevano con la fidanzata, la quale si vergogna di lui e si affretta a precisare di averlo appena mollato,

            (e che però accetta l’intervista con copiosi particolari personali, comprese le solite argomentazioni del “sono sconvolta anch’io, rimango allibita, lo conoscevo come un bravissimo ragazzo serio e non avevo mai e poi mai avuto sentore che potesse covare progetti terroristici!” )

            Sbaglio di tanto?

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