Il globalista del giorno

Ieri il nostro Ministro degli Interni e dei Selfie è arrivato a Firenze.

Intervistato  da Lady Radio, ha ribadito il sostegno al progetto della nuova pista per l’aeroporto:

“dal mio punto di vista, più si viaggia meglio è. Più opportunità di lavoro di business e di spostamento veloce in aereo, in macchina, in treno o in nave ci sono, e meglio è”

Dimenticandosi di citare anche i barconi.

Turisti a Firenze

Turisti in viaggio verso Firenze

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102 Responses to Il globalista del giorno

  1. Matteo Salvini offre alcune certezze: una cosa preziosa, in tempi in cui le certezze scarseggiano.
    In primo luogo, è divorziato.
    Secondo, è sovrappeso.
    Terzo, non è stato capace di laurearsi neppure in sedici anni.

    I sudditi del “paese” dove mangiano spaghetti difficilmente potrebbero essere meglio rappresentati…

    • Z. says:

      Io sono sovrappeso e sono celibe. Come vado a rappresentatività?

      • Malissimo.
        Da cani proprio.
        Ma c’è il rimedio: puoi dimostrare di essere rimasto a ciondolare come un insaccato per almeno tre lustri presso un ateneo riconosciuto?

        • paniscus says:

          puoi dimostrare di essere rimasto a ciondolare come un insaccato per almeno tre lustri presso un ateneo riconosciuto?
          ——————

          Te lo ricordi il mitico Achille Totaro, luminosa colonna portante della destra fiorentina quando non era ancora stato inventato Donzelli? Tra gli anni ottanta e novanta ha fatto il rappresentante degli studenti negli organi collegiali universitari per qualcosa come 12 anni di seguito.

          Ai tempi, si vociferava che fose stato per anni pagato dal suo partito per continuare a iscriversi tutti gli anni senza dare esami, in modo da poter continuare a fare il rappresentante degli studenti…

          • Peucezio says:

            In Italia strongi stringi la politica si fa così.
            E non è certo un vizio della destra, anzi… La destra italiana ha espresso Berlusconi, la sinistra i soliti figuri alla D’Alema, che è l’esempio perfetto dell’oratore polemista da assemblea studentesca, che non ha mai lavorato in vita sua.
            Ma la cosa non mi scandalizza: la politica è anche una prefessione.

            • Z. says:

              Peucè, è vero che non tutti hanno la tua lunga esperienza di duro lavoro manuale. Ma non essere troppo severo nei giudizi 🙂

          • Stavo pensando esattamente a lui, e a come gli mandai all’aria praticamente da solo una campagna elettorale perché quando su Google si cercava il suo riverito nome e cognome il primo risultato che si otteneva era “Achille Totaro, che è grasso e di Scandicci…” e via dicendo.

            • paniscus says:

              Per non parlare della campagna elettorale che si rovinò da solo… quando inondò la città di telefonate sui telefoni fissi delle case private, con spot pubblicitari registrati, ma il centralino automatico impazzì e cominciò a inviarle alle tre di notte 🙂

  2. MOI says:

    Vale anche l’ inverso … tipo gli Sceicchi “Piddinizzati” con le supercars sportive sul Ponte Vecchio, vedi un oramai remoto post “Oltrarnoscopico” 😉 !

  3. Francesco says:

    Miguel 1 Salvini 0

    anzi, come dicono a Wimbledon, punto gioco set e partita per Mig!

    😀

  4. Francesco says:

    Miguel

    non è che arrotondi il lauto guadagno delle traduzioni tecniche fornendo idee a Donald?

    dal Muro al confino col Messico alla demolizione degli accordi di commercio globale al ritiro delle truppe sta facendo più o meno quello che vuoi tu … sul clima no ma lì pensi che ormai sia tardi per cui potresti stare praticando un pò di tattica doversiva

    sei tu il suo Richelieu?

  5. MOI says:

    Firenze … e l’ Altro Matteo ?!

    😉

    https://www.youtube.com/watch?v=K8rqEDK2l0w

    “Firenze secondo me”, Renzi narratore tra i luoghi simbolo della città toscana

  6. MOI says:

    Il Professorone Gufone che (in parte) contestò il Messianesimo del Fare Cultura :

    https://video.gelocal.it/iltirreno/cronaca/expo-eco-risponde-a-renzi-la-cultura-non-salvera-il-mondo/57604/58816

    Expo, Eco risponde a Renzi: “La cultura non salverà il mondo”
    “La bellezza e la cultura non salveranno affatto il mondo”. Così Umberto Eco ha risposto alla frase del presidente del Consiglio Matteo Renzi prima della lectio magistralis tenuta durante la tavola rotonda con i ministri della Cultura ad Expo. “Anche Goebbels era un uomo coltissimo

    • Z. says:

      Eco aveva ragione anche qui, come su quasi tutto il resto. Peccato non ci sia più.

      Però ci sono Bagnai, Di Battista e il mio amico Marco.

      Ogni epoca ha i suoi intellettuali.

  7. Z. says:

    Come si chiamava quel giornalista di destra che scriveva filippiche contro le bestemmie?

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/12/21/torino-nigeriano-arrestato-in-stazione-i-passanti-filmano-e-i-poliziotti-reagiscono-perche-li-difendete-a-noi-chi-ci-pensa/4853426/

    Se vede questo video gli viene un malore!

    PS: il mio amico Marco dovrebbe offrirmi almeno un caffè…

    • Mauricius Tarvisii says:

      Avete fatto una scommessa?

    • Mauricius Tarvisii says:

      Comunque che si vedano proteste durante un arresto solo per il colore della pelle dell’arrestato è roba dell’altro mondo. Invece quel “sono in cinque”, che sottointende “cinque contro uno”, è addirittura ridicolo: gli arresti non prevedono la necessità di garantire all’arrestando una possibilità di scamparla…

      • Per MT

        “Comunque che si vedano proteste durante un arresto solo per il colore della pelle dell’arrestato è roba dell’altro mondo. ”

        Sono situazioni in cui ognuno vede esattamente ciò che vuole vedere.

        La mia giovinezza è costellata da ricordi di eventi ricostruibili in modo A e in modo B:

        modo A:

        “studente sedicenne di destra, che aveva con sé solo la cartella con i libri di scuola, sprangato sotto casa da quindici comunisti mascherati, che come al solito si fanno coraggio solo quando sono in tanti e sono armati di manici di piccone”

        modo B:

        “il picchiatore Neri, nota carogna infame e servo dei padroni, ha cercato di aggredire con una catena un gruppo di compagni indifesi, tra cui alcune ragazze, ma ha avuto la lezione che si meritava”

        Il bello è che non stiamo parlando di comunicati stampa, ma di dichiarazioni rese da gente che si trovava sul posto.

        E ciò che giuravano anche a se stessi di aver visto, serviva poi ad alimentare la loro rabbia e le loro certezze future.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Certamente, ma io mi baso su quello che dichiarano i presenti. Abbiamo da un lato i poliziotti, che dichiareranno di aver arrestato un criminale. E questo è ciò che loro dichiarano, che è tutto da dimostrare.
          Dall’altra parte abbiamo una signora che non nega che si tratti di un arresto legittimo, ma contesta l’arresto in sé e le sue modalità. In sostanza, la famosa “altra campana” non narra niente di diverso rispetto alla prima.

    • PinoMamet says:

      Causa cambio di abbonamento internet, me l’ero perso.
      Fantastico, tre poliziotti e due militari per tener fermo uno solo, e altri agenti privati a tener lontani i curiosi.
      Poi dice che le Forze dell’ordine non hanno personale…

  8. Peucezio says:

    Quando quella ha detto: “è un essere umano”, bastava dirle che di solito non si arrestano gli animali o gli oggetti inanimati.

  9. Mario says:

    Terzo, non è stato capace di laurearsi neppure in sedici anni.

    Che idiozia. Io sono associato all’università, ma non me ne frega niente se un ministro è laureato o no. Mi preoccuperei molto di più delle contraddittorie stronzate che scrive, riportate da Miguel, del fatto che va al museo olocaustico e scrive xchè, e del fatto che non ha cancellato Fornero, Euro e immigrazione come promesso.
    Sapevo di sbagliare, votandolo.

    • Z. says:

      Mario,

      l’osservazione non è sul titolo del ministro, ma sul protrarsi infruttuoso del suo permanere all’università.

      Tanto premesso, è altro a incuriosirmi: se ritenevi di sbagliare, perché lo hai votato?

    • Non proprio una cosa da nulla per chi, come chi scrive, si è laureato da pendolare, con corsi ad obbligo di frequenza e in tempi accettabili.
      Inoltre questo dato, al pari del sovrappeso e della condizione di divorziato di quel signore, è oggettivamente verificabile al di là di ogni contesto o questione.

      Il signor Salvini vive di propaganda, e alla propaganda si risponde con la propaganda; le argomentazioni articolate sono fuori contesto.

  10. mario says:

    Ma chi se ne importa lo stesso. Ha detto che Hezbollah e’ una organizzazione di terroristi (sic) e ci si interessa del cv di Salvini.
    L’ho votato per immigrazione e euro: non avevo scelta, votare per cpi avrebbe significato disperdere il voto. Quando si sta cadendo dalla montagna ci si attacca ache a un ramoscello: che poi si spezza dopo un minuto.

    • Z. says:

      E magari porta i calzini azzurri, come li portava il giudice Fiorani…

      • Mauricius Tarvisii says:

        Quella della molestia è una fesseria, ma immagina se questi comportamenti li avesse Dima.

        • Z. says:

          Per fortuna così non è. Cosicché, almeno secondo il mio amico Marco, può continuare nella sua strenua difesa degli interessi dei pensionati contro la Commissione Europea che li vorrebbe sterminare tutti…

          • Mauricius Tarvisii says:

            Giusto, il benaltrismo: il capo di questa Unione è un gigione, ma non importa, perché c’è Travaglio, la cui esistenza assolve tutto!

            • Z. says:

              MT,

              scusami, io mi rallegro della compostezza del nostro Ministro, che peraltro difende i deboli dall’eurosterminio, e tu mi dai del benaltrista? sei ingiusto 🙁

          • MOI says:

            Accidenti che cortocircuito : dove si colloca, adesso, il “Populismo” ?! … dalla parte dell’ Eurocrazia Junckeriana o del Femminismo Boldriniano ?!

            • Peucezio says:

              Un giorno diranno persino della Boldrini che ha molestato qualcuno.
              Il perbenismo politicamente corretto si ritorce immancabilmente anche contro i suoi autori, è una macchina infernale che divora sé stessa (ma non per questo si ferma; come negli anni ’70, che c’era sempre quello più a sinistra di te, che, in quanto tale, aveva diritto a piantarti una spranga nella pancia).

        • Peucezio says:

          Come cacchio vi esprimete!
          Ci ho messo un po’ a capire che Dima è Di Maio.
          Pensavo a un Dmitrij (di cui Dima è il diminutivo).

          • Z. says:

            Gli è che tu sei troppo istruvito per noialtri!

            • Peucezio says:

              Aridaje…

              • Z. says:

                Eh ma è un fatto.

                Tu sentendo “Dima” pensi al diminutivo di un aristocratico russo che noi manco si conosceva, noi a Di Maio.

                Che è un ministro, certo, ma mica un aristocratico russo.

              • Peucezio says:

                Ma quale aristocratico…?
                Due Dima ho conosciuto: uno è un ebreo di religione cristiana ortodossa, un altro è un lituano di origini ucraine simpaticissimo che parla con l’accento romano.
                Effettivamente il secondo ha diverse lauree, perché ne prende una, poi integra qualche esame, scrive una tesi e così ne ottiene un’altra. Ma non è un aristocratico.

          • Per Peucezio

            “Ci ho messo un po’ a capire che Dima è Di Maio.”

            Giornate divertentissime.

            Quelli che facevano le scenate in parlamento contro gli appalti truccati e le grandi opere si apprestano a far costruire il solito Ponte Post-Morandi ai soliti noti, e scommetto che tra un po’ faranno pure la TAV e l’Aeroporto di Firenze.

            Quelli invece che dicevano che in parlamento bisogna evitare la facile demagogia, oggi urlano e strillano con cartelli contro il governo e scovano il cugino dello zio del ministro che vent’anni fa si scordò di pagare la tassa sui rifiuti.

            In circostanze normali, il risultato sarebbe il ritorno del pendolo dalla parte del PD nel giro di pochi mesi.

            Solo che c’è di mezzo Salvini che complica tutto, perché detta le regole del gioco: se sei uno stupratore spacciatore appena arrivato dalla Gambia e non hai il diritto di voto, sei contro Salvini; se sei un italiano normale, sei con Salvini, tu per chi voti?

            Sono proprio contento di non fare politica.

            • Roberto says:

              Ma dai miguel, il PD è morto e sepolto, alle prossime elezioni prenderà 3 voti, dove vuoi che torni?

          • PinoMamet says:

            “Come cacchio vi esprimete!
            Ci ho messo un po’ a capire che Dima è Di Maio. ”

            OMDAP

            se chiamassimo le persone col loro nome?

            • Peucezio says:

              E’ quello che dico io!
              E soprattutto evitassimo acronimi, sigle e simili, quando non sono quelle notissime (o che tali sono diventate qui nel blog).

    • Roberto says:

      Boh, che vuoi che ti dica….ha fatto la stessa cosa con verhofstad e con orbán (anzi a quest’ultimo gli ha proprio dato un coppino)
      Sarà ubriaco o non sa tenere le mani apposto, ma tra un po’ se ne andrà, portate pazienza

      • Z. says:

        Pronostici sul suo successore?

      • Roberto says:

        Bisogna vedere come vanno le elezioni europee, con un po’ di fortuna potremmo sperare in personaggi tipo Dima 🙂

        Sennò i francesi dicono Barnier e i tedeschi Weber

        Il commissario lussemburghese sarà Schmit, attuale ministro del lavoro (ottima persona, secondo me)

    • Per MT

      “Secondo me è veramente un alcolista, altrimenti non si spiegherebbe…”

      Vedi perché bisogna EVITARE DI METTERSI IN POLITICA?

      Ho visto anch’io la scena, piuttosto bizzarra dello Juncker Spettinatore.

      Io non ho la tendenza di spettinare i capelli alle donne davanti alle telecamere, ma sicuramente faccio altre scemenze tipo dare del tuo a chiunque oppure portare i calzini spaiati.

      E se mi mettessi “in politica”, in trenta secondo sarei distrutto e annientato, e non riuscirei nemmeno a ritrovare lavoro come traduttore di manuali tecnici.

      • Z. says:

        Non credo proprio che che, cessato il suo mandato, JCJ non riuscirà più a lavorare.

        E lo stesso vale per il nostro capo del Governo, o per il nostro Ministro del Lavoro.

        In effetti, da che son nato non ricordo di un solo politico che, solo per essere stato un politico, abbia perduto tutti i suoi mezzi di sostentamento 🙂

        • Peucezio says:

          Eppure sta succedendo a tanti con ‘sta storia dei tagli dei vitalizi.
          Perfino Grillini, che mi sta molto sulle palle, però poveretto, sta morendo di cancro e non ha i soldi per curarsi adeguatamente.

          • Z. says:

            Aspetta, sto dicendo che non so di nessuno in miseria per il solo fatto di essere stato un politico. Non che tutti gli ex politici se la passino alla grande.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Il Ministro del Lavoro fa una storia a sé: lui non può non riuscire più a lavorare in quanto non lo ha mai fatto…

      • Mauricius Tarvisii says:

        Vedrai che sarà pieno di pii beneficiari che non si dimenticheranno dell’uomo che gli ha garantito l’esistenza di un paradiso fiscale all’interno del Mercato Comune.

  11. Peucezio says:

    Io invece mi chiedo per quale cavolo di motivo uno con un nome palesemente tedesco (sarà lussemburghese immagino) devva venire chiamato con la pronuncia francese.
    Come l’idiozia di Platinì, Laetitia Castà e altre amenità.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Per il nome di battesimo, credo

    • Roberto says:

      E come vorresti chiamare Platini e la Casta? Sono francesi mettono l’acccento alla fine

      Si Juncker, qui pronunciano ovviamente il nome alla francese ed il cognome alla tedesca, ma con intonazione tutta lussemburghese

      Qui lo senti proprio all’inizio
      https://youtu.be/vgcR66YvaXI

      • Peucezio says:

        La Casta è corsa, la Corsica politicamente è Francia. Se valesse una logica simile, dovremmo pronunciare i cognomi tedeschi dei cittadini altoatesini, all’italiana, così come si leggono.

        “Platini” è un cognome di origine italiana, che è piuttosto ridicolo pronunciare alla francese. Se non fosse per il fanatico nazionalismo dei francesi e per il fatto che sono talmente negati per le lingue, che non sono nemmeno capaci a spostare un accento.

        • Roberto says:

          Guarda trovo ridicolo pronunciare i nomi in modo diverso da come il diretto interessato li pronuncia. Se Platini chiama se stesso platinì, non vedo perché chiamarlo in modo diverso.
          Stessa cosa per la casta

          • Peucezio says:

            Ma la gente è ignorante.
            Non sa nemmeno pronunciare il proprio nome.
            Aggiungici (ma è sempre sintomo di ignoranza, di pochezza culturale) l’adesione a pronunce sentite più prestigiose per il complesso d’inferiorità del cafone, un po’ come i cozzali che chiamano le figlie Jessica o Samantha: tanto varrebbe chiamarle direttamente Kozzala (con tanto di k, che fa più esotico! 😀 ).
            E io dovrei fare l’ignorante a mia volta per assecondare le fisime e i complessi di ‘sti imbecilli? No, grazie 🙂 Preferisco adottare la pronuncia corretta.

          • PinoMamet says:

            “Guarda trovo ridicolo pronunciare i nomi in modo diverso da come il diretto interessato li pronuncia. ”

            la teoria è valida ma bisognerebbe insegnarla anche ai francesi, inglesi e statunitensi…

            • Roberto says:

              Certo, le mie teorie sono generali e astratte e valgono per tutti

              Più che altro mi incuriosisce quando la famiglia platìni ha iniziato a chiamarsi platinì. Conosco vari italo Belgi che alla terza generazione hanno mantenuto la pronuncia italiana, ma le roi michel no, perché?

              • Peucezio says:

                Beh, forse erano altri tempi, c’era una tale miseria che la gente sentiva l’assimilazione come una forma di riscatto sociale.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Come il ministro Pàdoan?

          • Peucezio says:

            Esattamente.
            E ce n’è un sacco di ‘sti veneti coglioni che arretrano l’accento, convinti che sia più fine.
            E così Trèvisan, ecc.
            Sarebbe come in italiano chiamare un abitante di Padova “pàdovano”.

          • PinoMamet says:

            Non tutti lo arretrano 😉 :

            ho conosciuto un Salvàdego che voleva essere chiamato Salvadègo e sosteneva di non conoscere assolutamente il significato del suo cognome…

            • Peucezio says:

              Lì è perché proprio non lo sanno e quindi applicano la regola per cui la maggior parte delle parole sono piane.
              Come un tizio una volta in televisione che diceva “i Rustèghi”, riferendosi alla commedia famosa di Goldoni.

              Ma quando c’è una consonante finale le cose si complicano e in Italia si tende ad arretrare l’accento.
              Come a Bari che tutti i cozzali dicono “corso Càvour”.

          • Z. says:

            A quanto ne so, il cognome di Cossiga in realtà era Còssiga, quello di Cuperlo si pronuncia Cupèrlo, e lo storico dell’arte romagnolo che molti di voi hanno conosciuto in TV si chiama Caròli, brisa Càroli 🙂

            • Peucezio says:

              “Cossiga” vuol dire Corsica e confermo quello che dici sull’accento, avendolo saputo da un glottologo genialoide, che impara una lingua ogni quindici giorni.
              Sugli altri non lo sapevo, ma non mi sorprende.

            • Peucezio says:

              Tra l’altro “Cùperlo” sfida ogni logica, perché in genere una penultima sillaba chiusa non ammette la risalita dell’accento sulla terzultima, perché in effetti suona malissimo, quindi sarebbe più comprensibile il contrario (infatti c’è un mio amico che a Cuperlo lo chiama Cupèrlo).

            • PinoMamet says:

              Esco dall’armadio:

              ho sempre trovato stupida e innaturale la pronuncia Cùperlo, che credo sia stata inventata dal sig. Cuperlo medesimo per darsi un tono.
              In italiano c’è legione di parole che rimano -èrlo, non si capisce perchè mai si dovrebbe dire Cùperlo, a meno che non si tratti di qualche attrezzo da officina che non conosco
              (“passami il cùperlo da dodici!”
              “sta dietro il buzzichetto dell’olio!”)

            • Z. says:

              Credo che semplicemente non corregga gli interlocutori, proprio come Cossiga e Caroli. E probabilmente molti altri (anche non famosi, ne ho conosciuti più d’uno).

              • Peucezio says:

                Vabbè, ma uno è pazzo se fa così.
                E’ una differenza vistosissima.

              • Z. says:

                Ma no, è che molti non correggono il prossimo. Te l’ho detto, ne conosco diversi.

                Altri invece accentano il proprio cognome, per evitare storpiature.

    • PinoMamet says:

      In effetti però noi italiani i cognomi stranieri, anche se portati da italianissimi, li pronunciano sempre “alla straniera”:
      Edoardo Winspeare, regista, è pronunciato Uinspir, mica Vinspè-a-re, e Cavour è pronunciato Cavùr e non Ca-vò-ur.

  12. Peucezio says:

    A proposito di accenti.
    Mio zio da sempre sostiene una teoria che, riflettendoci, non mi pare implausibile.
    Lui dice che lo scrittore Borges in origine non poteva non chiamarsi “Borgés” (e lui lo chiama così!).
    In effetti è evidente che il nome non può non venire da “borghese”: si pensi che in italiano c’è anche il cognome “Borgese”, che corrisponde esattamente a “Borges”, alla condizione di spostare l’accento sulla ‘e’.
    Io lo chiamo comunque “Borges”, con l’accento sulla ‘o’, perché il bello dello spagnolo è che, almeno a livello di rapporto fra grafia e pronuncia, non consente simili arbitri: se non c’è l’accento, la parola devi pronunciarla piana (tranne in certi casi stabiliti in modo univoco e preciso dalle regole ortografiche) e mi attengo al nome anagrafico ufficiale.
    Però che il grande scrittore argentino, che, pure, diversamente dalla Casta e da Platini (una modella e un calciatore, capirai che cultura; semplicemente sono cresciuti in Franca, parlanti nativi francesi e non sono capaci di pronunciare una parola se non come ossitina: non credo sia nemmeno una scelta, ma la refrattarietà dei francesi a qualunque struttura fonetica e prosodica estranea: non si saranno nemmeno posti il problema) era molto colto, può non aver resistito, lui o qualche suo ascendente in linea maschile, alle lusinghe di un modello di struttura accentuale ritenuto più fine (il motivo sarebbe complicato da spiegare) e aver fatto modificare il cognome.

    • PinoMamet says:

      Non c’entra con gli accenti, ma a proposito di come le storie vengano deformate a uso commerciale:

      da queste parti, un noto editore di libri d’arte (e di edizioni costosamente inutili di altri libri) ha costruito la sua dimora/collezione visitabile (per fare cassa, mica per altro) in una forma abbastanza megalomane, con strutture piramidali e circondata da un labirinto di bambù.

      Il labirinto di bambù non è niente di nuovo né di eccezionale: ci sono labirinti vegetali un po’ dappertutto, ne ricordo uno simile, o più grande, a Gardaland quando ero bambino..

      ma il tizio la racconta così: che Borges, ospite a casa sua, gli avrebbe detto di costruire un labirinto, perché amava i labirinti e insomma doveva essere un grande labirinto ecc.;
      viene da chiedersi: proprio lì? non solo non in Argentina, ma proprio in uno dei posti meno poetici ed evocativi, e più tristanzuoli del mondo, la Bassa parmense?? e perché mai?
      Vabbè che era cieco… ma pure deficiente non credo.

      Ma niente, ‘sto editore l’ha menata un sacco con questa storia di Borges. Il biglietto è pure caro, quindi in qualche modo doveva giustificare la spesa.

      Dopo un bel po’ di tempo, quasi come lapsus o voce dal sen fuggita, ecco arrivare dallo stesso editore una ricostruzione un filo più veritiera:

      l’editore gli avrebbe detto “sai Borges, tu godi i labirinti, ecco i vorrei costruire un labirinto qua”.
      Silenzio.
      “E che labirinto sarà?” chiede il cecato.
      “Il labirinto più grande del mondo!” (see, ‘sto cazzo).
      “Il labirinto più grande del mondo” risponde l’orbo “è il deserto”.

      Ecco tutta la faccenda di Borges che gli avrebbe chiesto, no imposto, pregato di costruire lì il suo bel labirinto…

      un giorno o l’altro noleggio una BCS e gli taglio, quei cazzo di bambù.

  13. A proposito di migrazioni, un aspetto che è facile da dimenticare: la reazione della fascia di mezzo, cioè i paesi come Algeria che si trovano tra l’incudine (Europa) e il martello (Africa subsahariana).

    Paesi che non hanno ovviamente le garanzie che ci sono qui.

    Qui un interessante articolo in merito di al-Jazeera:

    https://www.aljazeera.com/indepth/features/skin-colour-crime-african-migrants-algeria-181222084531701.html

    E’ un po’ la situazione del Messico, sorgente immensa di migrazioni verso gli Stati Uniti, ma che non ha intenzione di diventare l’imbuto attraverso cui passano le migrazioni centroamericane.

    Peraltro, la base elettorale dell’attuale presidente del Messico è particolarmente sensibile all’immigrazione centroamericana; e il Messico ogni anno deporta decine di migliaia di immigrati clandestini.

    • MOI says:

      Il Fratello Colonnello lo (pre)disse … intelligenti pauca.

    • Peucezio says:

      Già, detto così suona un po’ cinico, ma questi paesi che non hanno gli standard democratici nostri e la gente poi che gli fa manifestazioni in piazza per gli immigrati non dovrebbero metterci niente a respingere in massa, deportare, chiudere frontiere anche usando la forza, ecc. Insomma, stupisce pure che tanta gente ci arrivi in Libia.

      • PinoMamet says:

        Eh ma le frontiere della Libia sono una linea immaginaria nel deserto…

        quando ospitammo un profugo tuareg in classe, ci raccontò che attraversare il deserto per lui non fu affatto difficile (lo faceva per lavoro);
        il difficile fu non farsi scoprire nelle città della costa in Libia come tuareg, perchè altrimenti se la sarebbe passata brutta assai, e la traversata del Mediterraneo.

        • mirkhond says:

          “il difficile fu non farsi scoprire nelle città della costa in Libia come tuareg, perchè altrimenti se la sarebbe passata brutta assai”

          Perché i Tuareg sono discriminati dai Libici arabi della costa?

          • PinoMamet says:

            Il problema era nella costa perchè lì doveva aspettare, semi-nascosto da qualche parte, in attesa che ci fosse una barca libera;

            gli arabi libici, mi diceva, ce l’avevano con i Tuareg perchè Gheddafi aveva armato i Tuareg per qualcuna delle sue guerre (non ricordo con chi, forse in Chad?) e i Tuareg le avevano usate anche contro gli arabi in scontri interetnici dei quali qua si sa pochissimo (io perlomeno).
            Per cui i Tuareg erano visti come uomini di Gheddafi, anche quelli che non erano affatto di nazionalità libica.

            Del resto mi sono fatto l’idea che da quelle parti il pezzo di carta del passaporto abbia un’importanza relativa.

            Il ragazzo con cui parlammo proveniva, se non ricordo male, dal Mali, e ci diceva che lì a loro volta i Tuareg erano discriminati dalle etnie “nere” al potere (immagino per ripicca e reazione) e insomma si potevano usare un po’ tutte le lingue tranne quella dei Tuareg.
            Lui parlava benissimo francese, aveva imparato un buonissimo italiano, e diceva che aveva difficoltà invece con l’arabo parlato (uno dei problemi della sua permanenza in Libia).

          • Roberto says:

            Ho conosciuto pure io un tuareg maliano, e raccontava esattamente le stesse cose, ma prima della fine di gheddaffi (lui studiava a Bologna, e diceva che un po’ tutti odiano i tuareg, i libici per i motivi che dice Pino, i chadiani per via di una guerra, gli altri per una cosa che non esiterei a definire razzismo).
            Alla fine secondo lui gli unici che amano i Touareg sono i turisti occidentali

            Chissà che fine ha fatto….

  14. MOI says:

    @ PEUCEZIO

    Vedila, in positivo, così: almeno la “J” (in Italiano dicesi “gèi” 😉 …) di “Juncker” , almeno, NON lapronunziano come la”J” di “Bonjour” 😉 …

  15. Mauricius Tarvisii says:

    Buon Natale a tutti!

  16. mirkhond says:

    Buon Natale anche da parte mia!

  17. Z. says:

    Ma vale anche per dentisti e avvocati?

    http://www.quotidianosanita.it/m/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=69344

    Buon Natale, tangheri, anche se non ve lo meritate 😀

  18. Roberto says:

    Buon Natale a tutti!

  19. Peucezio says:

    Buon Natale!

  20. MOI says:

    @ PINO

    Io invece ho sempre ritenuto che “Cùperlo” sia un cognome la cui pronunzia gli si addice … anzitutto perché è un tipo decisamente”cùpo” ! 😉

    Quanto all’ origine del cognome, ti ricordo che Gianni del PD (o ciò in cui si evolverà) è Triestino, perciò potrebbe (!) derivare dal toponimo Sloveno di “Koper” , ossia “Capodistria”.

    Qui pare che derivi da “cuprum”, il rame in Latino (cfr. Inglese “copper”) che avrebbe la stessa origine dell’ isola di Cipro, “Cyprum” pronunciato Grecizzante in “Küprum”

    https://lituopadania.wordpress.com/2013/11/22/origine-cognome-cuperlo/

    PS

    Interessante il concetto di Lituopadania lituopadania “a mix of lithuanian and padanian flavours” [cit. sic ] e… penso che almeno Habsburgicus abbia capito telepaticamente che tipo di “flavours” 😉 😀

    • MOI says:

      Questo Peucezio dovrebbe trovarlo interessante, sempre da quel sito :

      https://lituopadania.wordpress.com/category/indrismi/

      spesso, difatti, ci sono “errori” commessi pensando direttamente in unalingua straniera che però possono essere inaspettatamente logici (!) oltre che divertenti.

    • MOI says:

      Di fatto è come assistere a una lezione universitaria di logica (anche se il docente non c’è)

      [cit. ibidem]

      ——————–

      Bellissima descrizione del “Tólch Sció” Italico 😉 …

    • MOI says:

      Anche Dagospia e tanti altri si sono divertiti con l’assonanza tra “cupo” e “Cùperlo”; perciò, se davvero ei si è spostato indietro l’ accento tonico per fare il Fighetto … gli è stato controproducente per l’ immagine pubblica 😉 !

  21. Mario says:

    Non proprio una cosa da nulla per chi, come chi scrive, si è laureato da pendolare, con corsi ad obbligo di frequenza e in tempi accettabili.
    Inoltre questo dato, al pari del sovrappeso e della condizione di divorziato di quel signore, è oggettivamente verificabile al di là di ogni contesto o questione.

    Il signor Salvini vive di propaganda, e alla propaganda si risponde con la propaganda; le argomentazioni articolate sono fuori contesto.

    Maria Elena Boschi è laureata col massimo dei voti, in tempo, non è sposata e quindi non ha mai divorziato, ed è in ottima forma fisica.
    Il sottoscritto è associato, laureato e addottorato con lode, 187 cm per 85 kg, celibe.

    “Alla propaganda si risponde con la propaganda”.

    Perché, pensa davvero che Salvini la leggerà?

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