Il rappresentante che non voleva decrescere

Leggo la sintesi mediatica di un affascinante rapporto Censis, che fotografa un’Italia che riconosco perfettamente.

Sintetizzo: è un paese in decrescita:

Il miracolo italiano è diventato un incubo. Non c’è più la speranza di migliorare, di crescere, e questo ha rotto il patto con la politica. Il 96% delle persone con un basso titolo di studio e l’89% di quelle a basso reddito sono convinte che resteranno nella loro condizione attuale, ritenendo irrealistico poter diventare benestanti nel corso della propria vita, rileva il Censis.”

Oggi “il 63,6% [degli italiani] è convinto di essere solo, senza nessuno che ne difenda gli interessi.

In questi anni, gli italiani hanno provato governi di ogni colore, e fa  piacere sapere che due su tre si siano accorti che il governo, di chiunque sia, fa più parte del problema che della soluzione. Berlusconi, Renzi, grillini, Francia o Spagna, qui non si magna.

In questo contesto compare una figura carismatica, quella di Matteo Salvini, l’uomo semplice, normale, che non sa indossare una cravatta, che ha la barba incolta.

Inviterei tutti a seguirne il profilo su Twitter: ha una capacità comunicativa davvero notevole, e sa spacciarsi per essere umano virtuale addirittura meglio di Matteo Renzi.

Poiché nessun governo può fare nulla per governare il caos planetario in cui viviamo, non direi né di sperarci né di temerlo più di tanto.

Qualcuno giustamente obietta che il tizio approfitta del fatto di essere ministro degli interni della repubblica italiana per fare invece il piacione su Twitter, ma siccome ormai nessuno di noi crede più ai ministeri, alla repubblica o all’Italia, non ne farei un dramma.

Però un pochino mi preoccupa, perché mi sembra di capire che Salvini sappia rivolgersi ai bisogni immediati di un tipo umano sempre più diffuso.

Marino Badiale, tempo  fa, colse un’importante verità: la sinistra dei nostri tempi è rappresentata dalla figura del ceto intellettuale subalterno.

Salvini ovviamente fa appello al polo opposto, e mi sono chiesto chi è.

Scartiamo le idiozie paranoiche di chi immagina che i tanti che si innamorano di Salvini siano avidi lettori di testi del primo Novecento sulla razza.

Il Salviniano Puro me lo immagino così.

Un Rappresentante, perché il problema principale di aziende che non servono a nulla è, come spacciare le loro merci inutili a chi ha già casa e garage strapieni e comunque è pieno di debiti, perché trasformino la loro robaccia in rifiuti.

Il rappresentante è discendente di una miseria secolare, e sa che in ogni momento un errore, una disattenzione, può distruggere lui, il suo mutuo e tutta la sua famiglia. Basta anche un ritardo: nella sua genialità, Salvini ci ha messo pure, se ben ricordo, il limite di velocità a 150 chilometri orari sull’autostrada.

Il rappresentante ha difetti, e anche virtù. In fondo è un realista, e questo è in linea di principio positivo in tempi di fuffa virtuale.

Ha capito benissimo che l’Italia è messa male, e non può certo mantenere pure l’Africa dove ogni dodici giorni nascono un milione di nuovi potenziali migranti.

Lo striscione che si vede nelle tuittate di Salvini, “LA PACCHIA E’ FINITA“, coglie -involontariamente – l’essenza dei nostri tempi.

Magari lui vorrebbe solo dire che non ci sono più soldi per dare telefonini ai clandestini. Io penso anche a situazioni di inestricabile complessità, di gente che gente che non sa domani come farà a campare.

Ma se la frase la capiamo tutti, è perché sappiamo in qualche angolo del nostro cervello che persino in Cina, la pacchia è finita e sta arrivando la resa dei conti dell’intera civiltà occidentale, che poi ha distrutto l’unico pianeta abitabile noto.

Il problema è che il Rappresentante ha un orizzonte temporale molto breve.

Difficile dargliene colpa, visto che il massimo che può sperare è di firmare un contratto tra una settimana o due e tra un viaggio e l’altro, non ha di solito il tempo per leggere le riflessioni di Helena Norberg-Hodge, che magari condiverebbe. Perché capirebbe finalmente che la crisi ecologica, la crisi lavorativa e quella identitaria e psicologica, sono una sola.

Ma il Rappresentante, che alla fine accede solo ai media di massa, è tragicamente insensibile al vero motivo per cui la pacchia è finita.

Il Rappresentante si ferma alle due di notte all’autogrill per comprare un orrendo regalo di plastica cinese per suo figlio, ma non può pensare che tra quindici anni suo figlio camminerà come uno zombie, senza lavoro, in mezzo a un mare di rifiuti, sempre che trovi da mangiare in un pianeta devastato dall’agricoltura industriale.

Il Rappresentante non può permettersi di questi dubbi.

Il Rappresentante poi è solo: alle 2.32 mentre butta il bicchierino di plastica del caffè all’autogrill, riflette per un istante sul fatto che non può fidarsi di nessuno, a parte forse (forse) gli stretti familiari.

Per questo, il salvinismo, con la scusa della legalità, rischia di annientare tutti quelli che invece fanno qualcosa insieme, in comune, e che alla fine sono l’unica risposta possibile alla catastrofe che stiamo vivendo.

Attenti alla sequenza.

Il rappresentante ha molte virtù.

Non divinizza lo Stato.

Intuisce che il male sta nella globalizzazione.

Ma siccome non è un gran teorico e ha un appuntamento a Bologna tra mezz’ora ed è stanco morto, identifica come nemico quello che ha abolito la plastica cinese e tiene in piedi una piccola comunità autogestita, e gli invoca contro la forza dello Stato.

Per questo oggi considero Salvini il politico più pericoloso d’Italia.

Però Salvini non è solo: non sarebbe ciò che è, se non gli dessero una mano altri.

Leggo che “Ungheria e Polonia ce l’hanno con gli omosessuali“.

Anzi, “dicono no a LGBTIQ”, dove la Q finale sta sia per queer che  per questioning.

Mi chiedo, uno, se sono un questionoso anch’io, magari non sessuale ma in tanti altri campi; e due, e se lo sono, non mi merito forse una Q tutta per me, da non condividere con i queer?

Poi scopro che lo scandalo sarebbe questo: Ungheria e Polonia si sarebbero rifiutati di sottoscrivere un testo che impegna i paesi europei a

“support young people in strengthening their digital competences and self-confidence in using digital technologies as well as in improving their online and social media literacy by … taking steps to create and support an inclusive, safe and non-discriminatory online space for all … including young people of low socio-economic status, young people from ethnic minorities including Roma, young persons with disabilities, young people in rural areas, young people with a migrant background and young LGBTIQ persons.”

Traduzione dall’inglese: l’Unione Europea deve sostenere le contadine zingare sessualmente questionose e disabili a sentire che quando vanno su Facebook nessuno le prende in giro; e mentre comprano l’ultimo modello di Iphone di Apple per postare i selfie, devono pensare a Casa Zuckerberg come uno “spazio non discriminatorio“.

Sono i momenti in cui da una parte, capisci perfettamente i Rappresentanti, dall’altra ti chiedi perché invece di prendersela con le contadine zingare lesbiche, che se esistono saranno innocue quanto le nostre oltrarnine, non buttano via lo smartphone, che sarebbe un atto di ribellione più serio.

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41 Responses to Il rappresentante che non voleva decrescere

  1. Roberto says:

    Perché andare su FB è male ma consigli di andare su Twitter?
    Ti paga dorsey?
    😀

    • Per roberto

      “Perché andare su FB è male ma consigli di andare su Twitter?”

      https://www.thebalancecareers.com/facebook-vs-twitter-privacy-issues-3515066

      • Roberto says:

        Ammettendo che la privacy di Twitter sia tanto migliore, tutti possono leggere i messaggi di tutti (a parte direct message) il che mi pare devastante dal tuo punto di vista che è “scrivo oggi una cosa che mi inchioderà se cerco lavoro in Australia tra 15 anni”

        A proposito, consiglio un film molto carino (da vedere con i figli) che si chiama Chef, di Jon Favreau

        • Per roberto

          “tutti possono leggere i messaggi di tutti ”

          ma infatti, non sono iscritto e non mando messaggi.

          L’associazione usa twitter per mandare comunicati stampa, per cui posso visualizzare Twitter.

          Il termine “seguire” che ho usato per il profilo di Salvini è errato, intendevo “guardare”.

          Ovviamente non mi sognerei di usare il canale dell’associazione per scrivere alcunché di personale, o di seguire (nel senso tecnico) account diversi da quelli che sono i contatti dell’associazione.

          Presumo che si potrebbe fare qualcosa di analogo su Facebook, ma lì il rapporto personale – “faccia a faccia” – è l’elemento cruciale, ed è questo che voglio evitare a tutti i costi, per me ma soprattutto per i minori di famiglia.

  2. Momenti interessanti: sto seguendo gli avvenimenti in Francia.

    Magari durerà un lampo, però è un interessante esempio dell’imprevedibilità dei nostri tempi: appena qualche mese fa, Macron era quello che avrebbe salvato l’esistente, mettendo una faccia nuova al vecchio sistema.

    Mentre oggi mi sembra veramente e profondamente odiato dalla maggioranza dei francesi: in un certo senso, unisce il paese.

    Ed è interessante vedere come il motivo scatenante sia la “decrescita infelice”, con contorno di ridimensionamento ecologico.

    • Peucezio says:

      Diciamo che sono anche piuttosto volubili.
      Io solidarizzo con i gilet gialli, mi paiono un po’, senza voler esagerare, i nuovi vandeani (e l’auspicio è che questi siano più fortunati).
      Ma resta il fatto che alle elezioni dove eravate? Cosa vi aspettavate votando Macron? Perché non avete votato la Le Pen? Di che vi lamentate ora?
      Uno non può darsi una martellata sui coglioni e pensare dopo di non sentire dolore.

      • PinoMamet says:

        Io sapevo che i gilet gialli erano contrari all’aumento del prezzo della benzina;
        mi pare un po’ poco per chiamarli i nuovi vandeani…

        leggo per esempio qua:https://www.ilcaffegeopolitico.org/98153/francia-facciamo-chiarezza-sulla-protesta-dei-gilets-jaunes

        che in realtà la protesta si è allargata ad altri temi, e dall’articolo emerge il quadro di una Francia (ma potrebbe benissimo essere l’Italia) in cui la classe dei ricchi e quella… di tutti gli altri sono sempre più distanti e scollate, e nessuna delle due pare avere capito esattamente dove sia il problema, e ognuna “tira la coperta dalla sua parte”, mentre i partiti tradizionali hanno le idee ancora più confuse.

        • Peucezio says:

          Pino,
          “mi pare un po’ poco per chiamarli i nuovi vandeani…”

          Ammetto che è un paragone un po’ ardito.
          Ma più per le proporzioni e per il contesto, che per la natura del fenomeno.

          “la classe dei ricchi e quella… di tutti gli altri sono sempre più distanti e scollate”

          Beh, quindi, stringi stringi, stiamo là.
          Poveri contro borghesi.
          Una differenza fondamentale è che i vandeani erano anche supportati dal clero e dall’aristocrazia (quel poco che ne era rimasto), mentre questi no: il clero è passato col nemico (ma bisogna anche dire che in Francia metà dei cattolici sono tradizionalisti, anche perché il cattolicesimo in generale là è diventato quasi marginale), quanto all’aristocrazia… che la nuova aristocrazia siano i populisti ricchi alla Trump? Ma in Francia c’è qualcosa di simile?
          E comunque Trump, al di là della dichiarazione dei redditi, è davvero antropologicamente altro dai suoi elettori, come lo erano gli aristicrtici francesi del ‘700 e i loro contadini?

          Boh, questioni aperte. Staremo a vedere.
          D’altronde in fondo l’aristocrazia è un po’ un fardello, possiamo anche farne a meno.

          • daouda says:

            Se usi la contrapposizione povero vs borghese mandi a puttane quel po’ di coerenza che il tuo messaggio aveva.
            Co Francia e gallicani vari, la storia ne ha visti di rivolgimenti, quindi non calcherei su quest’amara atmosfera.

      • Per peucezio

        “Ma resta il fatto che alle elezioni dove eravate?”

        Intanto, Macron è stato eletto dal 66% del 48,7% di elettori che si sono recati alle urne al secondo turno. Diciamo quindi che i due terzi dei francesi NON lo hanno votato.

        Poi non è affatto detto che la maggior parte dei “Gilets Jaunes” sia d’accordo con la Le Pen, a vedere le foto, molti sono neri o di origine nordafricana.

        Infine, Mélenchon non c’era al secondo turno, e lui rappresenta una fascia molto interessante di elettorato francese, che non ha paralleli in Italia:

        https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/11/18/francia-populisti-ma-rossi-a-marsiglia-con-gli-attivisti-di-melenchon-nel-quartiere-off-limits/4771455/

        Infine, mi sembra che ormai sia chiaro a tanti che le elezioni non servono.

        • Peucezio says:

          Miguel,
          “Poi non è affatto detto che la maggior parte dei “Gilets Jaunes” sia d’accordo con la Le Pen, a vedere le foto, molti sono neri o di origine nordafricana.”

          Ma un negro o un nordafricano integrato e che lavora potrebbe anche avere interesse a votare la Le Pen. Soprattutto tenendo conto delle alternative.

          Comunque in effetti è significativo il dato che riporti sull’astensione, così come il ruolo di Mélenchon.

          • Mauricius Tarvisii says:

            un negro o un nordafricano integrato e che lavora potrebbe anche avere interesse a votare la Le Pen
            😆

            • Sto guardando la fantastica serie di immagini dalla Francia…

              Le bandiere NoTav italiane, gente che grida “«Anti, Anti Anticapitalistes», i preti che benedicono i manifestanti, la bandiera di Casa Pound, gli Antifa che guidano il corteo, gli striscioni contro gli accordi di Marrakech, la bandiera con il faccione di Apo Capo Curdo, le “A” cerchiate anarchiche sui muri, gente con i capelli bianchi e ragazzini, fricchettoni che suonano per strada, i pompieri schierati contro la polizia, le bande di motociclisti.

              In un certo senso forse stiamo vivendo una “primavera europea”, come quella araba del 2011: quando le condizioni di vita diventano insopportabili, e i sistemi più potenti non ce la fanno più.

              Che poi “primavera” suona tanto carino, in realtà fu il collasso di un sistema terribile, che è stato sostituito solo dal caos.

              Devo dire che tendo a sottovalutare simili fenomeni: persino la République può vacillare…

              Colpisce anche la violenza della polizia, contro una manifestazione oggi molto pacifica.

              • Peucezio says:

                Mah, le primavere arabe furono solo un gesto arroganza dell’Occidente contro servitori, non dico non abbastanza zelanti, ma oltre ad essere servitori, erano anche statisti e non mere marionette.
                Poi il piano è riuscito solo in parte: ha funzionato la destabilizzazione. Ma in fondo a loro va bene questo: l’importante è che non ci siano entità statuali forti. Con Assad però non ci sono riusciti.

                Quello che sta succedendo ora, se non viene strumentalizzato o reincanalato, di base sarebbe di segno opposto.

              • daouda says:

                Spooks direbbe Stirner. Spettacolo Debord.

            • Peucezio says:

              Mauricius,
              vabbè, la Le Pen dovrebbe proporre leggi su base genetico-razziale.
              Dici che arriverà a tanto? Magari! Non sono ottimista come te 😀

          • Roberto says:

            Peucezio

            “Ma un negro o un nordafricano integrato e che lavora potrebbe anche avere interesse a votare la Le Pen. Soprattutto tenendo conto delle alternative.”

            Insomma….integrato cosa vuoi dire? Non musulmano innanzitutto, ma poi secondo me non sarebbe mai considerato un vero francese gaulois….

            • PinoMamet says:

              Non ho il polso della situazione sui francesi.

              Ricordo questo: un’attrice nera francese stava lavorando in un film italiano, una commedia sul tema dell’integrazione.
              Lessi (qualche anno fa) un paio di sue interviste, francamente (nel senso dei Franchi) stronzissime, in cui diceva quanto sono indietro gli italiani mamma mia che ancora devono fare commedie sull’integrazione dei nuàr…

              Bon, guardi le commedie francesi (Les intouchables, Non sposate le mie figlie ecc.) e di cosa parlano??
              con toni ancora più arcaici di quelli italiani, volendo.

              Insomma, quando si tratta di francesi, il vaffanculo scatta automatico, con tutta la mia simpatia verso la Francia e nonostante i francesi che abbia conosciuto fossero poi persone normali, cioè simpatiche.

              La morale non la so.

            • Roberto says:

              Per quanto mi riguarda i francesi sono una manica di razzisti fascistoidi nazionalisti (la maggior parte) o sinistrosi cheguevaristi, più i famosi bobos (bourgeois bohemiens) che però si confondono con la seconda categoria. Ogni tanto però incontro una persona decente e simpatica (rarissimamente parigina)

              • Per roberto

                “Per quanto mi riguarda i francesi sono ”

                Porto la figlia a vedere Vandana Shiva, e ne resta entusiasta.

                Faccio poi l’errore di portare i due figlioli a vedere Serge Latouche, che dice più o meno le stesse cose che dice Vandana Shiva.

                Solo che le dice da francese, una noia mortale.

      • rutt1 says:

        io spero che la benzina gliela spruzzino addosso gratis, a questi gilet gialli.

    • Roberto says:

      Miguel

      “Mentre oggi mi sembra veramente e profondamente odiato dalla maggioranza dei francesi: in un certo senso, unisce il paese.”

      Conta che i francesi hanno l’odio facile per chi li governa, non per niente hanno ghigliottinato re, regine e affini….

      Penso che l’ultimo re veramente amato sia stato de Gaulle. O almeno, oggi che è morto è amati da tutti, da vivo non saprei

  3. daouda says:

    “Sintetizzo: è un paese in decrescita”

    No, in recessione.

    “Il miracolo italiano è diventato un incubo. Non c’è più la speranza di migliorare, di crescere, e questo ha rotto il patto con la politica. Il 96% delle persone con un basso titolo di studio e l’89% di quelle a basso reddito sono convinte che resteranno nella loro condizione attuale, ritenendo irrealistico poter diventare benestanti nel corso della propria vita, rileva il Censis.”

    Mi sembra ovvio allora che servano i negri ed i cinesi off cors.

    “In questi anni, gli italiani hanno provato governi di ogni colore, e fa piacere sapere che due su tre si siano accorti che il governo, di chiunque sia, fa più parte del problema che della soluzione”

    Veramente la tua disamina è fuorviante. Non si sono accorti di quel che dici te, si sono semplicemente accorti di non farcela più con il peso di un’aspettativa che impone la propaganda idel-estetica e morale del sistema.
    Non si sentono rispondenti e scaricano le colpe su quei governi che li hanno foraggiati fino a 25 anni fà.
    La gente che del governo non si fida, né si fidava, non si fiderà ugualmente. E questi si sono sempre fatti il culo da sè, e sono biechi “razzisti”, e giustamente, non solo contro la retorica ma anche per un’indole italiana per cui chiunque non è me và trattato egualitaristicamente come un fattore degradante. Tara o pregio non è utile ora disquisire.
    Insomma piangono quelli che non trovano più favori.

    “Poiché nessun governo può fare nulla per governare il caos planetario in cui viviamo, non direi né di sperarci né di temerlo più di tanto.”

    Non esiste un caos planetario che non sia preventivato e indirizzato verso un’organicità foss’anche semplicemente reattiva

    “Qualcuno giustamente obietta che il tizio approfitta del fatto di essere ministro degli interni della repubblica italiana per fare invece il piacione su Twitter, ma siccome ormai nessuno di noi crede più ai ministeri, alla repubblica o all’Italia, non ne farei un dramma”

    In Italia nessuno ha mai creduto nello stato. Non è questo il punto come ho sù scritto.

    “Marino Badiale, tempo fa, colse un’importante verità: la sinistra dei nostri tempi è rappresentata dalla figura del ceto intellettuale subalterno”

    Con tutto il rispetto sarebbe ora di terminare l’ipostatizzazione delle categorie politiche posto il fatto che la prima deturpazione e deviazione del politico fu proprio l’utilizzo di questi due termini complementari per disinnescare il politico stesso.
    Ciò scritto è evidente che tale rappresentanza di tal ipotetico comparto umano non ha dunque alcun senso, oltre infondo ad essere falsa se si fosse seri e si dessero i dati, analizzando tutta la frangia da ex “sinistra” a Partito Dem prima di Renzi non apparirebbe affatto la preponderanza di tale comparto.

    “Un Rappresentante”

    Quando scrivo che sei un falso l’evidenza è per esempio qui. Dillà la SHINISDRA è rappresentata, qui abbiamo chi?
    Fermo restando che ancora una volta non è affatto come la dipingi e d’altronde è più misero un realista o colui che ha mai appoggiato l’ideologia della truffa ossia il comunismo ( che chiaramente solo un idiota vede morto , ma questa è un’altra storia ).

    “persino in Cina, la pacchia è finita e sta arrivando la resa dei conti dell’intera civiltà occidentale, che poi ha distrutto l’unico pianeta abitabile noto”

    Da qui si potrebbe dedurre che la tua aspettativa è un misto fra naturalismo e gnosticismo , ed infondo un mero umanesimo prono all’inversione, e dunque in realtà solo servo di un satanismo ben consapevole.
    Difatti se la mannaia non cala dall’Alto, la resa dei conti per definizione non ci sarà, il disastro potendo solo presuppore un nuovo stadio come la storia del genere umano dimostra. Il catastrofismo è sempre segno di attegiamento infingardo.
    Inoltre la supposta catastrofe non ha elementi per poterla dichiarare avulsa da programmi delineati ab origine.

    “Ma il Rappresentante, che alla fine accede solo ai media di massa”

    Apparte un fatto che questa è crassa menzogna , perché non parli di tutte le idealità e gli estetismi e le morali diffuse dai grandi luminari culturali DI NICCHIA che praticamente hanno voluto diffondere il caos , la divisione, e le idee adatte all’iper sfruttamento spacciandosi per quello che non sono? Cioè praticamente se fossero tutti come questo fantomatico tizio inesistente ed inesistibile, il mondo starebbe molto meglio!

    “Ma siccome non è un gran teorico”

    Miguel ci fornisci un TEORICO che sia uno le cui idee ed estetismi non siano stati rimodulati per favorire lo schifo vigente, che non siano stati finanziati dal sistema e che abbiano prodotto effetti contro il sistema invece di favorirlo?

    “e gli invoca contro la forza dello Stato”

    Appunto. Lo stesso che fanno quelli di sinistra o di centro o di alto o di abbash. Lo stato per punire quelli altri e , magari, se me trova qualche privilegetto pé noi.
    Il tuo discorso è fasullo oltre che stupido perché presume che praticamente la maggior parte di tali stronzi sono a destra mentre sono distribuiti equidistantemente.

    “buttare lo smartphone”

    Inizia tu. Convinci poi che sò almeno un miliardo di persone. Dopo però devi assistere alla guerra che sarà per forza di cose posta in essere.
    Il discorso quindi non è guerra sì guerra no, ma semmai guerra giusta od ingiusta, che in guerra latente ci siamo già.
    Ed è per questo che tu ALMENO PER LA CONFUSIONE E LA STEREOTIPIA di quel che cianci puoi essere annoverato tra i famosi utili idioti ossia coloro che lavorano in un certo qual modo per coloro che ci combattono.
    Sei in ottima compagnia pur se credi che non sia così. L’abilità è stata creare infatti i compartimenti stagni NON tra i subenti la guerra, gli sfruttati, ma su coloro che collaboravano cosìcché , autistici, non sapessero di lavorare tutti insieme PER IL GRANDE FINE.
    Almeno infatti l’imprevedibilità creativa può anch’essa essere conglobata ed usata come propulsore.

    Siete bravissimi!

    • daouda says:

      mi permetto di far notare che l’accusa che rivolgi a soggetti malspecificati che palesano la tua inesperienza e/o malafede, ben si addice a te stesso.

      Salvini pericoloso?
      Non credo davvero tu abbia comprensione della partita che si sta giocando in Italia e ti scrivo in tutta tranquillità che, quando cadrà l’ O.t.a.n. , ti appariranno chiari molti dei tuoi errori.

      saluti

    • Per Daouda

      ““buttare lo smartphone”

      Inizia tu.”

      Non avendone, temo di non poterti accontentare.

      Comunque ad alcuni amici che si erano offerti di regalarmene uno, ho precisato che lo avrei buttato immediatamente.

      Non ci hanno più provato.

      • daouda says:

        Neanche io lo ho, ma non è una questione da avé r cazzo duro e chiaramente non hai afferrato.
        Volevo far notare che se domani che sò certe cose non si facessero più, cose doverosamente da evitare, praticamente costringeremmo alla morte metà della popolazione mondiale.
        Ma non lo scrivo per fare atmosfera come se allora bisognerebbe accettare la condizione attuale e stare muti.
        In realtà facevo solo presente che tu continui con la tua retorica, al di fuori delle accuse che ti muovo, con la superstizione della Vita che impedisce a chiunque non solo di dichiararsi in guerra e combattere, ma soprattutto di non riuscire a valutare e misurare il peso delle scelte.
        Perché Miguel le marionette sono di varie dimensioni e varie qualità, tutte hanno un loro spazio e tempo dovuto e questa superstizione ti impedisce evidentemente di focalizzare a pieno questa realtà.

        Saluti

      • Io da quasi quattro anni utilizzo questo telefono qui, Nokia 201, prezzo una trentina di euro.

        Sufficiente per fare il lavoratore autonomo e per occuparmi abbastanza intensamente di questioni fiorentine.

        • daouda says:

          I soldi spesi per telecomunicazioni ed aereospazialistica, spionaggio et similia, è un dato di fatto che se venissero sospesi gioverebbero a troppi.
          Molto però perderebbero sussidi vel compensi, ed in più come può valere anche per i prodotti extra lusso superflui, parecchi posti di lavoro compreso l’indotto.
          Qualunque telefonino però è assemblato in Cina, da un cinese che senza il compromesso U.s. d’America con la R.p. di Cina, morirebbe di fame oggi, perché non se lo incula nessuno.
          Chi avrebbe bisogno di espatriare probabilmente in tutto il mondo non trova così tanti motivi come in Cina, ma i coloni odierni non mi sembrano rifugiati politici, abbiano i bassifondi o gli alti.
          Essendo la situazione complessa mi sembra di aver fatto presente che ci siano tante cose da non dover fare.
          L’atteggiamento seduttivo del convincimento parte proprio dalla parte sbagliata. E’ stupido prima ancora che infame, o meglio, come sempre.

        • MOI says:

          Non proprio l’ ideale “ergonomico” di tasti 😉 , fra l’altro sono durati pochissimo … solo i telefonini a videofotocamera da incastarci sopra sono durati di meno !

          Ah, già : per “durare” s’intende il periodo intercorso nell’ Immaginario Popolare fra “roba da gran fighi” a “roba da gran sfigati” 😉

  4. Per roberto

    Comunque la mia idea della Francia pensante (amo la Francia rurale, ma è un altro discorso) si riassume nel geniale romanzo di Laurent Binet, La settima funzione del linguaggio.

    Non so come l’autore abbia potuto pubblicare quel romanzo senza finire in galera, però è meraviglioso.

    • Roberto says:

      La Francia rurale mi sta antipatica come la Francia delle grandes écoles.
      Mai incontrato teste quadre, conservatori, chiusi, retorici fanfaroni, chiagni e fotti, egoisti, nazionalisti e razzisti come i contadini francesi

      Gente genuiname sorpresa di sapere che in Italia abbiamo il frigorifero in ogni casa….a me sta simpatica la provincia cittadina, non quella rurale

      Non ho mai letto quel libro

    • Roberto says:

      Hai presente la Francia di Pagnol (autore che amo molto)?
      Ecco, da mandare al rogo

  5. MOI says:

    L’aneddoto di Pino sull’ atroce AfroFranzosa 😉 mi conferma ulteriormente quel che digià avevo notato per la Nazionale di Calcio dei “Les Bleus” : oggi come oggi, per “integrazione” s’intende Oltralpe allorquando i “beurs” e i “blacks” riescono a diventare stronzi e spocchiosi come i “de Souche / Souchiens” 😉

  6. alien2 says:

    Caro Miguel,
    la tua finale ” traduzione” dall’inglese politacmente coretto é geniale.
    Complimenti e
    Grazie
    p.s.
    anche l’abbondanza dei commenti è significativa

  7. Chi fosse interessato all’incredibile romanzo di Binet, mi scriva in privato 🙂

    contact poi metteci il cosino “at” e poi imolanet seguito da un punto e infine il fatidico com.

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