Droni Buoni e la Vuca

Noah Raford è un signore che è pagato, immaginiamo profumatamente, per fare il veggente di corte dell’emiro del Dubai.

In quel simpatico paese, svolge infatti l’incarico di Futurist in Chief, dove si occupa di cose come il progetto Droni Buoni (Drones for Good, ma suona meglio in italiano). E poi si è pure stampato il proprio ufficio, che non è male.

Il nostro futurista ha comunque un’ottima capacità per descrivere il presente. E la prima parte del suo “Manifesto” riassume molto bene la situazione attuale.

“La programmazione strategica classica si basa sul presupposto di un futuro che cambia lentamente. Questo presupposto è errato.

Il cambiamento climatico, l’innovazione tecnologica, la scarsità di risorse, i veloci mutamenti politici e sociali richiedono un nuovo contesto per come pianifichiamo le nostre vite. La Scuola Militare Americana lo chiama il “Contesto VUCA: Volatile, Incerto [uncertain],Complesso e Ambiguo“.

Questo ci ricorda uno degli innumerevoli modi di dividere in due l’umanità.

Ci sono quelli che passano il tempo a darsi le pacche sulle spalle da soli.

E ci sono quelli che vengono pagati per portare a casa dei risultati: in questo caso, c’è da fidarsi di più dei militari e degli imprenditori che degli idealisti.

Per fortuna, l’umanità non si divide in due, ma almeno in tre.

Ci sono infatti anche quelli come noi, che non vengono pagati da nessuno, ma stanno tutti i giorni a contatto con la vita vera, e sappiamo intuitivamente che stiamo vivendo una situazione Vuca.

Ci adattiamo momento per momento, e proprio per questo avremmo enormi difficoltà a fossilizzarci ad esempio in un impegno elettorale o un appalto, che per anni ci vincolasse a qualcosa.

E’ proprio per questo che i Commons fanno parte del futuro.

“Le condizioni VUCA ci portano a modificare la maniera in cui comprendiamo e mettiamo in pratica la programmazione strategica. Creano una crisi nella maniera in cui governiamo e gestiamo le organizzazioni.”

La prima cosa che perde di senso in una situazione Vuca è la democrazia rappresentativa.

Se il cittadino-elettore-consumatore, atomo razionale alla base di tutta l’ideologia moderna, non sa cosa succederà domani, non sa cosa scegliere, non capisce le conseguenze delle proprie azioni, e anzi trova che tutto ciò che fa porta al contrario di quello che voleva in partenza… come fa a scegliere chi ci governerà per i prossimi cinque anni?

“Vedere il mondo come un sistema complesso che si adatta in maniera incessante significa cambiare il ruolo che immaginiamo per noi stessi… da architetti di un sistema che possiamo controllare a giardinieri che vivono in un ecosistema in costante mutamento che per la maggior parte è al di là della nostra possibilità di controllo”.

“Abbiamo perso di vista il futuro… creandoci dei contesti sempre più deboli, miopi, degeneri, che tendono più a reagire agli eventi di ieri che a preparare la strada da qui verso il futuro.”

Difficile dargli torto, se pensiamo che a sinistra, il contesto interpretativo è ogni giorno di più una guerra finita settantatre anni fa, e a destra, i sani valori di quando si potevano dire le barzellette sui froci e inquinare senza ecologisti tra i piedi.

Il resto del manifesto di Raford ve lo lascio leggere da voi: il tipo deve guadagnarsi lo stipendio, e quindi lo perdoniamo se dice che gli imprenditori se la possono cavare se continuano a essere ottimisti e utilizzano tecniche come i giochi di ruolo.

Però fa piacere sapere che persino gente che non ci sta particolarmente simpatica, inizi a rendersi conto del mondo in cui viviamo.

Speriamo che inizino a rendersene conto anche quelli che ci stanno simpatici.

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One Response to Droni Buoni e la Vuca

  1. Antonino says:

    “Grande è la confusione sotto il cielo, perciò la situazione è favorevole”
    Così diceva qualcuno, noi ci limitiamo a dire
    “viva la VUCA”

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