Pensieri sovversivi

Ieri, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, a Roma.

Leggo i titoli sul Fatto Quotidiano:

“Numerose le iniziative per celebrare la giornata mondiale del 25 novembre. Dalla campagna promossa dalla vicepresidente della Camera “Non è normale che sia normale” a circa 600 eventi voluti dall’Anci. Impegnata anche la Conferenza episcopale italiana: “Massacrare una donna è una specie di sacrilegio”. Il sottosegretario pentastellato Spadafora: “Fondi ad hoc”.

E’ un tema importante per me, perché ho avuto una cara amica ammazzata in modo terribile dal proprio compagno (lui poi si è suicidato davanti ai poliziotti).

E ho sentito da vicino di tanti casi di donne perseguitate, quasi sempre da compagni ossessivi da cui sono separate, storie che non arrivano alle cronache finché non succede qualcosa.

Ma qui voglio parlare delle risposte istituzionali, dove per “istituzioni” intendo anche chi magari si sente all’opposizione, ma chiede pur sempre qualcosa alle istituzioni.

Le frasi citate nel titolo del Fatto Quotidiano colpiscono: cosa vuol dire normale nella frase “non è normale che sia normale”? Cos’è un “sacrilegio” (e quindi cosa è “sacro“)? E a cosa dovrebbero servire i “fondi ad hoc“?

Caso vero: un giovane messicano va in vacanza in Tailandia, conosce una ragazza cinese, si “fidanzano” come dicono i media.

Vengono in visita a Firenze, la mattina lui scende nella reception dell’ostello e dice (presumo in inglese) “ho appena strangolato la mia ragazza” e si mette pazientemente ad aspettare la polizia.

Il nostro sindaco ha commentato come segue:

“Domani Palazzo Vecchio avrà le bandiere a mezz’asta per ricordare questa ragazza uccisa” […] ha annunciato il sindaco di Firenze, Dario Nardella. “E’ un fatto brutale – ha affermato Nardella – conferma che il femminicidio è una delle espressioni più degenerate della nostra società. Non dobbiamo abbassare affatto la guardia, ma anzi accendere i riflettori su centinaia di casi: muore una donna ogni 72 ore, e questo è un dato che riguarda tutte le regioni d’Italia, tutti i ceti sociali..”

Ora i sindaci devono pur dire qualcosa; ma ci si chiede esattamente cosa dovrebbero fare.

“Non abbassare la guardia”… siccome sono una persona pragmatica, mi chiedo subito quale assessorato dovrebbe installare telecamere in tutte le stanze di tutti gli ostelli di Firenze, con una squadra di voyeur a guardarle e chiamare il pronto intervento al primo segnale.

Oppure ogni turista messicano andrebbe intercettato all’arrivo e assoggettato a una mezz’oretta di educazione preventiva da parte di una psicologa?

So che il mio commento è ironico, però voi sapete che è anche veritiero. E insieme sappiamo che ironia e veridicità non ci devono far dimenticare il dato di fatto: esistono omicidi e persecuzioni di donne da parte di uomini.

Da una parte, le donne in questione hanno sicuramente bisogno di diverse forme di sostegno, e qui ci vogliono – ad esempio – fondi per cose concrete e utili come i centri antiviolenza. Però anche qui ci sarebbe da riflettere sul fatto che sottrarre le donne da situazioni di violenza non è in principio così diverso dalla logica del non uscite la sera.

O al massimo, di sera uscite soltanto là dove ci sono molte telecamere e molti poliziotti ben armati, che non è esattamente l’ideale di molte di quelle che ieri manifestavano.

Mentre sul versante “che facciamo con i protagonisti della violenza?”, abbiamo a quanto pare due metodi: le prediche, cioè inviti pressanti a cambiare comportamento (“campagna che ha come testimonial d’eccezione le pallavoliste azzurre, Paola Egonu e Cristina Chirichella”) e le punizioni.

Le prediche agiscono sui sistemi culturali, spesso con successo: un esempio è la raccolta differenziata dei rifiuti, sempre in aumento.

E ‘ c’è una differenza “culturale” oggi con i tempi in cui un uomo si sentiva costretto dall’”occhio sociale” a riscattare il proprio Onore di fronte agli altri uomini, uccidendo la “fedifraga”. Anzi, sono comportamenti in cui già secoli fa c’erano profonde differenze ad esempio tra l’Inghilterra e la Sicilia.

Però la cosa non è così semplice: esistono sicuramente motivi profondi, pre-culturali per cui gli esseri umani cercano il rispetto dei propri simili, anche a costo di sacrifici molto pesanti. L’oggetto dell’Onore magari cambia, ma non cambia questo bisogno istintivo.

Oggi comunque nella maggior parte del cosiddetto Occidente, la cultura su questi temi è cambiata radicalmente. Sono cambiate innanzitutto le circostanze dell’Onore, visto che siamo tutti atomi che schizzano di qua e di là in un mare di abbondanza e ci preoccupiamo più che altro dei like su Facebook; ed è cambiato e si è moltiplicato l’oggetto dell’Onore (basta pensare alle giustificazioni dietro i periodici linciaggi sempre sui social media).

Eppure una minoranza, piccola ma non trascurabile, di maschi, in “tutte le regioni d’Italia, in tutti i ceti sociali” come giustamente nota Nardella, continua a usare violenza fisica contro le donne.

E qui si pone un problema ideologico: se si ammette che questa violenza sia naturale e non culturale, si rischia di far saltare per aria la base stesso del consenso.

Innanzitutto, tutti i maschi sono potenziali “femminicidi” come si dice?  Dalle statistiche del profondo Pakistan, è possibile. Il cambiamento culturale frenerebbe forse solo quelli che hanno paura delle conseguenze (o magari della perdita di Onore, visto che oggi massacrare una donna di botte fa fare anche brutta figura).

Ovviamente una simile tesi è inconciliabile con la finzione fondante della democrazia rappresentativa come consesso di cittadini/consumatori tutti ragionevoli purché ben informati.

Oppure, solo una parte dei maschi è per incontrollabile istinto violenta?

Anche questo è possibile: nell’Antica Grecia l’attività omosessuale tra maschi era norma culturale. Con il cambiamento culturale indotto dal cristianesimo, diventa fenomeno minoritario. Ma sappiamo che è inestirpabile, infatti oggi si accetta che sia anche naturale almeno per una minoranza.

Però questa ipotesi crea nuovi problemi, analoghi a quelli posti dalle vecchie tematiche sulla “razza”.

Una parte di cittadini, spesso ben inserita socialmente, sarebbe da tenere sotto continua sorveglianza, o da rinchiudere, o forse da eliminare fisicamente, prima ancora che abbia commesso qualcosa di grave? In base a indicazioni di psichiatri, oppure alla prima denuncia di uno schiaffo da parte di una partner magari interessata a scippargli la casa?

E poi perché i maschi?

E qui entra in corto circuito tutto ciò che circola attorno ai termini come genere e sesso. Perché se esiste un fondo comportamentale irriducibile legato a un “sesso”, quali altri comportamenti potrebbe essere legati al sesso?

E’ una domanda che ha analogie con quella, apparentemente così diversa, posta dai teorici transessuali, che affermano – in conflitto con le femministe – che mascolinità e femminilità esistono eccome, sono inestirpabili, semplicemente non coincidono sempre con i corpi in cui nasciamo.

Se esiste un fondo irriducibile nell’umanità che non è “curabile”, la cura non è istituzionalizzabile.

Ma senza la finzione che tutto sia istituzionalizzabile, crolla la sacralità dello Stato che dovrebbe essere l’unico arbitro in mezzo al caotico flusso di atomi-individui portatori di diritti e obblighi tutti rigorosamente segnati in immensi libri di regole che gli atomi stessi non hanno mai letto.

Per quanti soldi ci investa il governo, il fondo non cambia, perché non si può “educare”.

E non si può nemmeno sanzionare.

Oggi lo strangolatore medio è perfettamente informato del fatto che se si lascia andare,  passerà gran parte di ciò che gli resta da vivere in galera. Ma informato non è sinonimo di cosciente.

Infine, se lo Stato non può affrontare questo fondo, chi si trova provvisoriamente a governarlo non può vantare successi; e chi è contro il governo, non può onestamente lanciargli il solito lagnoso grido, “piove governo ladro!”

Sono tanti pensieri sovversivi, che come tutto ciò che sovverte senza costruire, non cambiano certo il mondo.

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127 Responses to Pensieri sovversivi

  1. Roberto says:

    Devi arrenderti a due evidenze:
    1. Lo stato (uso quest’espressione per indicare il pubblico in generale, comuni, province, eccetera) non è onnipotente. Non può eliminare il male, non può controllare 60 milioni di cittadini e una 10ina di milioni di persone di passaggio 24/7. Il pazzo ci sarà sempre, il criminale pure
    2. Lo stato non è totalmente impotente. Qualcosa si può fare

    Fra 1 e 2 bisogna pensare cosa è realistico ed utile: avere delle case in cui una donna picchiata o minacciata possa rifugiarsi, avere servizi sociali ai quali rivolgersi, avere un numero d’emergenza e pronto intervento efficace….cose così non avrebbero potuto salvare la cinese, ma forse la tua amica si.

    In generale, un po’ meno lassismo verso i violenti: se tento di strangolare la mia compagna, non posso essere condannato a 4 mesi con la condizionale e nel frattempo continuare a vivere sotto lo stesso tetto (pure se lei vuole)

    Ancora più in generale, meno lassismo verso la violenza in generale (spacco una vetrina? Ok no prigione, ma almeno essere seguito in modo da canalizzare la mia violenza, forse si può immaginare)

    • Per roberto

      “Fra 1 e 2 bisogna pensare cosa è realistico ed utile:”

      Totalmente d’accordo.

      Infatti, ho precisato che ero a favore di finanziamenti per le case-rifugio, e anche tutte le altre cose che dici.

      Quello che mi interessava invece era il risvolto retorico/ideologico di tutta la faccenda, che c’è e direi è anche molto marcato.

      E volevo esplorare questo andando un po’ oltre i soliti “se le donne rompono, è colpa delle femministe!” “se i maschi picchiano, è colpa di Salvini!”

      E credo che se ci fermiamo a riflettere, possiamo scoprire parecchie cose (molto oltre quelle che sono venute in mente a me).

      Poi si sa, oltre a essere pragmatico (e in quello mi trovo molto più vicino a Roberto di quanto possa sembrare conoscendomi soltanto su un blog), sono anche un po’ antropologo: cioè mi incuriosiscono proprio i meccanismi del comportamento umano, anche quando non portano subito a qualche precisa azione.

      La questione del “violento che è fuori dopo 4 mesi con la condizionale” è assai complessa, invece. Sento tanti che se ne lamentano, ma ho conosciuto anche gente che si è fatta fin troppi anni di galera, e non so poggio e buca facciano piano.

      E’ più giusto un sistema che ne toglie di mezzo cento senza educarne uno, o un sistema che offre a molti la possibilità di “educarsi” e rischia di lasciare libero anche chi non ha intenzione di farsi “educare”?

      E’ un po’ la vecchia disputa che ha sempre contrapposto le figure del direttore penitenziario https://www.corriere.it/sette/13_maggio_15/2013-20-zavattiero-carcere_feab3146-bd55-11e2-a017-98f938f31864.shtml. pieno di progetti e sogni, e chi invece è responsabile della sicurezza nelle carceri.

      Un mio amico mi raccontò di come in carcere avesse conosciuto un sardo (colpevole di aver dato in pasto ai maiali un signore che aveva rapito e i cui familiari non avevano pagato il riscatto), che aveva iniziato – con il sostegno del direttore penitenziario – a coltivare un piccolo orto nel cortile, radunando attorno a sé altri.

      Appena se ne è accorto il capo della polizia penitenziaria (non mi ricordo l’incarico preciso) ci ha fatto passare sopra la ruspa, e il sardo è scoppiato a piangere.

      Anche qui, non conosco la risposta.

      • Roberto says:

        “non so se poggio e buca facciano piano.”

        Carina questa espressione, non l’ho mai sentita!

        Nel merito, un tentato omicidio è un tentato omicidio, che tu sia un mafioso che spara a qualcuno ferendolo, un bullo da stadio che lancia un bullone dal secondo anello di san siro, o un rispettabile avvocato che cerca di strangolare la moglie.

        Poi si possono inventare mille soluzioni diverse dal carcere, ma è assolutamente necessario separare la potenziale vittima dal potenziale carnefice e far misurare al potenziale carnefice le conseguenze del suo gesto e di un eventuale secondo tentativo

        • Per roberto

          “Nel merito, un tentato omicidio è un tentato omicidio, che tu sia un mafioso che spara a qualcuno ferendolo, un bullo da stadio che lancia un bullone dal secondo anello di san siro, o un rispettabile avvocato che cerca di strangolare la moglie.”

          Ma credo che il problema sia anche lì.

          Di solito uno strangolamento è preceduto da mesi di telefonate antipatiche, pianti vittimistici, urla sguaiate e altre cose che NON manderebbero in galera un bullo o un mafioso.

          Vicino a casa mia, c’erano una mamma brasiliana – donna serissima – e sua figlia. Erano scappate dal padre (italiano) che si dedicava a tempo pieno a rompere loro le scatole.

          Ad esempio telefonando a tutti i vicini di casa, me compreso, per dire, con voce molto gentile e corretta, “mi scusi se la disturbo, ma sono venuto a sapere che proprio accanto a lei abita una brasiliana che si prostituisce, penso che sia bene che lo sappiate nel palazzo, sa, il degrado…”

          Facendo così avrà sicuramente commesso un reato, ma non è facile da dimostrare. E non credo che sia tecnicamente molto diverso dal reato commesso da chi telefona al proprietario di un albergo per convincerlo a non ospitare un convegno di Forza Nuova.

          Non ho sentito che la signora brasiliana sia stata poi ammazzata, ma credo che sia la classica situazione premonitrice: dopo, non c’è il tentato omicido: o c’è niente, o c’è l’omicidio riuscito.

  2. Roberto says:

    “poi perché i maschi”

    Nel giro di amici e conoscenti, conosco due coppie che si sono separate per violenze di un coniuge sull’altro ed in tutti e due i casi era lei che picchiava lui (e in uno dei due casi lo menava proprio di brutto)

    Un terzo caso lei picchiava di santa ragione i figli.

    Non ne traggo alcuna statistica o legge universale, so bene che la regola è che lei le prende da lui, ma esistono anche questi casi

    • paniscus says:

      Di sicuro il caso della donna che picchia l’uomo è più raro, per ovvi motivi di differenze nella forza fisica, ma non escludo che ci sia anche un fattore di invisibilità per ragioni culturali, per cui quei (pochi) casi che ci sono, sembrano essere ancora di meno perchè non vengono dichiarati, né come denuncia penale, né come confidenze personali ad altri.

      Un mecccanismo del tutto equivalente che porta molte donne a non denunciare le violenze sessuali, o perché hanno paura di non essere credute, o perché hanno paura di essere giudicate come “quella che se l’è andata a cercare”, o perché si aspettano che la denuncia dia il via a una trafila giudiziaria lunghissima, estenuante e umiliante, che non vale la pena affrontare.

      Trovo abbastanza plausibile che un maschio maltrattato in famiglia, prima di ammettere pubblicamente di esserlo, debba superare ostacoli psicologici e sociali più grossi di quelli che attendono una donna.

      Moltissimi uomini si vergognerebbero terribilmente di ammettere in pubblico di essersi fatti picchiare da una donna, o temerebbero di non essere creduti.

      • Roberto says:

        Assolutamente d’accordo.

        In effetti il tipo che è stato menato di brutto (che poi si è fatto menare, nel senso che avrebbe facilmente potuto difendersi e gonfiare la moglie, e chissà per quale meccanismo psicologico non l’ha fatto) non è stato creduto in ospedale, ce ne è voluto un po’ per convincere i medici e la polizia che gli occhi pesti erano dovuti alle dolci manine di lei

      • daouda says:

        La violenza psicologica femminile poi non esiste laddove si sà che è il maschio che reagirà per naturalezza con il rpoprio corpo?

        Faccio presente che è stato stimato come circa il 20% dei figli non appartengano al maschio che creda di averli fatti.
        Ho assistito ad una storia che ha evidato unqudruplice omicidio da parte di un andrologo il cui paziente da anni era sterile. Questi si è inventato che la sua sterilità fosse successiva al concepimento dei figli che invece la moglie ha avuto con il suo migliore amico. Figli 2, moglie + amico/amante 4 omicidi potenziali evitati grazie ad una menzogna.
        Detto fra noi io non la avrei solo uccisa, la avrei perlomeno prima torturata per bene lei e l’amante, lasciando in vita i bambini poracci.
        Poi la questione suicidio. Quando capita che le donne ammazzino gente a sè cara intendiamoci, quante volte si suicidano?

        Calcolate lo sapete per me maschilismo o femminismo sono la stessa cosa, però suvvia….

        • daouda says:

          chiaramente non è mio costume voler denigrare l’essere vergni( ossia fanciulle ).
          La violenza è presente in loro come l’affarismo la corruzione e tanti altri vizi modulati ovviamente secondo la loro modalità ed il loro polo.
          Se però è naturale che il maschio esprima più violenza nel parlare e nell’agire non c’è sequitur logico con la questione transessuale giacché il transessuale che si pretende imprigionato è solo un malato che non potrà mai cambiare la propria genetica ( a meno che non si faccia un passaggio umano—-macchina—umano giusto per dirvi l’andazzo prossimo quantunque la mecchanizzazione dell’umano tende di per sè all’ibridazione ermafrodita ).
          Infatti la questione della sovversività di certuni pensieri non ha senso. E’ lo stato stesso che foraggia la sovversione ed è esso che incentiva a fare quel che vuole, ossia a delegittimarlo.
          Sembra inutile e bizzarro ma la cosa è studiata proprio così.

      • Mauricius Tarvisii says:

        per cui quei (pochi) casi che ci sono

        Hai statistiche sul molti/pochi, oppure la communis opinio è ciò che mi dovrebbe bastare?

        • Per MT

          “Hai statistiche sul molti/pochi, oppure la communis opinio è ciò che mi dovrebbe bastare?”

          Io di statistiche non ne ho.

          A grandi linee, mi sembra che la proporzione di viventi str… sia pari tra maschi e femmine.

          Certo, le donne che ammazzano gli uomini sono molto di meno degli uomini che ammazzano le donne, ma questo è un problema di un sistema mediatico che noto solo la diga che scoppia e non le gocce che scavano la montagna. E poi la morte ci aspetta comunque a tutti, mentre la lenta distruzione della propria vita mentre siamo in vita no.

          E’ tutta la specie, maschi e femmine, che è un po’ marcia 🙂

  3. PinoMamet says:

    Non ho un’idea chiara di queste questioni, e quando non si ha un’idea chiara la regola è tacere.

    Azzardo un’impressione: la Giustizia, le istituzioni dello Stato, faccia la Giustizia, la Chiesa faccia la Chiesa, le femministe facciano le femministe.
    Se la Giustizia decide di fare la Chiesa e parla di quello che è normale che sia normale; se la Chiesa decide di interpretare le femministe e parla di sacrilegio nel colpire una donna; se le femministe decidono di fare la Giustizia (e mi pare, nelle intenzioni, il caso più frequente) facendo leggi che vadano sempre e solo contro “i maschi”, allora c’è qualcosa che non va.

    • PinoMamet says:

      Mi scuso per l’OT anticipato, ma approfitto per ricordare che il testo musicale più blasfemo attualmente sul mercato è quello dell’altrimenti innocua Ariana Grande; canta “God is a woman”, e fin qui sarebbe d’accordo anche Papa Benedetto XVI (magari aggiungerebbe “anche”), ma il testo non è neppure femminista, è un vero inno al sesso e all’adorazione della donna in quanto essere sensuale, con tanto di parodia di passi biblici ed evangelici. C’è lo zampino dell’immancabile Madonna, che recita alcuni passaggi e sospetto sia un po’ dietro tutta l’operazione.
      Un po’ è un tentativo di andare dietro al filone di quel tizio che cantava Take me to church, ma è anche l’idea di “femminismo” (notare le virgolette) che credo vada per la maggiore nella cultura mainstream americana e che viene proposto a viva forza a film, fumetti ecc.
      Quando uno lascia le cose in mano ai cozzaloni…

      • daouda says:

        Pino Pino spiegami come è possibile che Islam ( dite l’Islam che volete, tanto il succo è sul buattinamento di una religione spacciata pé avecce i controcazzi o no? ) e questo tipo di femminismo vadano d’accordo.
        Quando avrai capito, cessa di scrivere.

        p.s. si è capito che è una battuta/sarcasmo preventivo?

        • MOI says:

          la tesi molto interessante di Peucezio è che Islam e Femminismo hanno il paradossale punto di contatto di censurare la bellezza femminile … solo che per le Femministe è ideologia, per le Musulmane secondo alcuni 😉 è il retaggio inconscio _ purtroppo gli Islamologi NON conoscono a dovere gli Anunnaki ! _ degli Stupri da parte dei Malachim !

          • daouda says:

            Si deve partire dalla questione di minoranza ( come cazzo fanno le donne ad esse mioranza si sò la metà della popolazione…bah…) poi si hanno varie convergenze.

            Ma famo risponde a lui se trova un motivo perché LA RISPOSTA E’ SOLO UNA per le due categorie ossia:
            femminismo di per sè non esiste come l’Islam è tecnicamente ateismo.
            Senza teorie, senza cazzi, è robba proprio empirica…troppo difficile da dimostrà ma non impossibile da rendere comunicabile.
            Ma vojo ride si Pino è capace da enucleacce come sia possibile, stanti alla prassi ed alla teoria, rimanendo fedeli a sè stesse, che ste cose vadano de pari passo.

            GOMBLOTTO

            GOMBOLOTTO

            AOUUAUAUOO

          • Peucezio says:

            Sempre elaborazioni semitiche comunque.
            Dovunque c’è l’odio verso il sesso, bisogna guardare da quella parte lì.

            • PinoMamet says:

              Mmmm in effetti non mi sovviene un’altra cultura altrettanto sessuofobica. non escludo ce ne siano altre, in qualcuno degli innumerevoli popolini “strani” del globo, però mi sa che persino la grande pruderie indiana moderna- così lontana dalle contorsioni del Kamasutra e dalle tettone dei templi e delle poesie indiane antiche- sia un’importazione semitica.

              Eppure molti semiti antichi dovevano essere abbastanza zozzetti…

            • Per Peucezio

              “Sempre elaborazioni semitiche comunque.
              Dovunque c’è l’odio verso il sesso, bisogna guardare da quella parte lì.”

              Su questo, come sai, ho forti dubbi. Il mondo semitico ha paura del contatto incontrollato tra polarità opposte, in particolare sacro e profano, puro e impuro.

              Pensiamo al divieto ebraico di mescolare lino e lana nei vestiti, tranne quelle sacerdotali, che invece devono essere fatte mescolandoli.

              Oppure il divieto di arare con un bue e un asino insieme, o di seminare due tipi di semi nello stesso campo, che tra l’altro è l’esatto contrario di ciò che fa la natura.

              Lavorare va bene, il Sabato va bene, lavorare il sabato è tabù.

              Invece la preoccupazione con la castità, legata alla superiorità dello spirito sulla materia o anche sull’anima, è di derivazione greca.

              La sessuofobia attuale è affine a quella greca direi, ovviamente a un gradino più basso: il contratto firmato e controfirmato di consenso reciproco e certificato da almeno due psichiatri per parte autorizzati dall’ordine dei medici è superiore a ogni passione.

              • PinoMamet says:

                Mmmm
                ari-mmmmm

                ma a dire il vero i Greci non sembrano essersi interessati molto alla castità prima del contatto con il pensiero cristiano-ebraico-gnostico, insomma “orientale”…

                a un certo punto, è vero, nel mondo ellenistico c’è un fiorire di movimenti fissati con la “purezza”, ma mi paiono in gran parte di origine o perlomeno di influsso orientale, e tutti abbastanza tardi.

                mentre esisteva una prostituzione sacra, non c’era nessun dio greco autoctono che esortasse alla castità permanente
                (mentre i Romani avevano le Vestali, che erano a tutti gli effetti delle “suore”)
                mentre sicuramente c’erano delle dee “vergini”, che sembravano rinunciare alla sessualità in cambio di un ruolo più “virile”
                (Artemide e soprattutto Atena, forse la versione originariamente ateniese di una dea mediterranea molto più diffusa e che non era casta per niente).

                Non so, appunto, se sia giusto parlare di sessuofobia “semitica”, ma mi pare innegabile che ci fosse una certa sessuofobia ebraica :
                mentre le poesie d’amore greche sono a tutti gli effetti poesie “erotiche” anche nel senso italiano del termine, e parlano liberamente di sperma (!), uno può leggersi tutta la Bibbia senza sentire nominare i genitali (indicati al massimo come “le cosce” o “le gambe”) o l’atto sessuale (“giacere con”, “buttare le coperta su”).

  4. rutt1 says:

    uno scemo che ammazza o mena la partner non ce l’ha con le donne, ce l’ha con la partner fino a prova contraria.

    poi lo scemo è libero di albergare qualsiasi cazzata nel suo cervello, almeno fino al momento in cui fa del male a qualcun altro.

    fermo restando che esistono differenze biologiche tra individuo maschio e femmina, che possono motivare il fatto che un maschio meni una femmina molto più di frequente,

    come si fa a considerare quella metà di popolazione umana che è di sesso femminile come una specie di massa indifferenziata dove sono tutti uguali, tutti devono avere la stessa mutua solidarietà etc etc?

    Eppure chiunque parla di queste cose attraverso i media sta assumendo implicitamente quanto sopra, vedi la pagliacciata del metoo che in sostanza è stato un regolamento di conti tra persone del mondo dello spettacolo.

    Le proloco e i politichetti d’italia si accodano al sindaco nardella con le loro sentite dichiarazioni.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Metoo dove l’unico atto sessuale con una persona che per la legge del paese in questione non poteva essere consenziente è stato compiuto da una donna…

      • PinoMamet says:

        Un paio di settimana fa sentivo da una conoscente ( soi-disant femminista) l’argomento “figurati se a lui non è piaciuto andare con Asia Argento che è una gran figa ” seguito da “ha denunciato solo adesso per avere notorietà” e “lo hanno montato per colpire lei”, cioè esattamente, direi verbatim, gli argomenti dei Cattivissimi Maschi difensori del Cattivissimo Maschio Weinstein, cvd.

        • Per PinoMamet

          “argomento “figurati se a lui non è piaciuto andare con Asia Argento”

          🙂

          Penso che dovremmo separare due cose:

          1) mondo di Weinstein, Argento e altri buffi cialtroni. Dove non si capisce chi è troia e chi è manolunga.

          2) il mondo reale di tante donne come la mia amica ammazzata a coltellate, o la brasiliana sotto casa inseguita ovunque dall’ex demente. O un’altra amica (spagnola) che è scappata dal marito (italiano) e si è trovata manifestini attaccati ai muri del quartiere contro di lei.

          A me Weinstein fa profondamente schifo, e penso che si sia meritato il linciaggio che ha subito; ma uno che dice, “vieni a letto con me e ti faccio recitare nel mio prossimo film” è diverso da uno che ti ammazza a coltellate.

          Diverso non vuol dire “migliore”: nella gente come Weinstein, vedo un calcolo molto squallido, una freddezza che forse l’accoltellatore preso da quello che i media chiamano “raptus” non ha.

          • PinoMamet says:

            Sono d’accordissimo con tutto, fino alla virgola dopo Weinstein:
            non so quanta freddezza e quanto calcolo ci sia.

            In effetti vedo più calcolo e più freddezza in certe attrici o aspiranti tali che “ci sono state” (mica tutte sono state stuprate, eh) e se ne sono accorte vent’anni dopo.
            Si calcola quando c’è qualcosa da guadagnare, ma lui in effetti cosa ci avrebbe guadagnato?

            Per dirla tutta, non credo che un personaggio come Weinstein fosse molto più lucido dell’accoltellatore preso da raptus, nella maggior parte dei casi.

            • habsburgicus says:

              ma lui in effetti cosa ci avrebbe guadagnato?

              una, anzi molteplici, trombate, a quanto si è detto 😀
              bando agli scherzi, non ho difficoltà ad ammettere che uno come lui che, per usare un understatement che è financo una litote “non è povero”, avrebbe mostrato maggior calcolo, e forse altrettanta saggezza, nell’ “affittarsi” di volta in volta giovani escort professioniste per un cachet senza dubbio alto per noi mortali ma paragonabile a pochi spiccioli per gente come lui…il livello estetico, dopo un certo sbattimento nel cercare, sarebbe stato quasi sempre superiore e le grane infinitamente minori…..e forse pure l’amplesso sarebbe stato più soddisfacente in quanto le tipe avrebbero avuto esperienza nell’ars amandi 😀

          • Peucezio says:

            Miguel,
            d’accordo su tutto il resto.

            Ma su Weinstein io applico una logica di questo tipo: a me piace la patata, a Weinstein pure, quindi Weinstein mi piace perché abbiamo gli stessi gusti. 😀
            Più in generale, c’è sempre qualcosa di buono e di sano in chi ama le donne e il sesso.

            • habsburgicus says:

              @Peucezio
              Più in generale, c’è sempre qualcosa di buono e di sano in chi ama le donne e il sesso.

              d’accordissimo

          • Peucezio says:

            Aggiungo che il violentatore brutale, come anche il serial killer, al contrario, non ama le donne, ma le odia: il sesso per lui diventa un mezzo di rivalsa.

        • rutt1 says:

          A me quando chiedono se sono femminista non so se rispondere ‘ovviamente’ o ‘no’.

          A me prima di tutto, senza dubbio utopisticamente, sta a cuore che ogni individuo possa realizzarsi e seguire le proprie inclinazioni. Il femminismo, almeno un tempo, si concentrava su obiettivi oggettivi come il diritto al voto.

          Visto che comunque per fortuna non esiste un ente che distribuisce la patente di femminismo, dobbiamo però sorbirci i peggio stiracchiamenti del concetto e i più disgustosi avventurieri del selfie che con la zinna di fuori vorrebbero fare i capopopolo a costo zero, come asia argento.

          Io personalmente credo che i grandi temi del femminismo oggi giorno a cui viene data visibilità riguardino livelli estremamente alti della scala sociale mondiale, tipo perché il CEO di google non è una donna e cazzate simili o perché una che vuole fare l’attrice a hollywood deve per forza fare i bocchini

          Infatti vi ricordate quel deficiente di google che poi l’hanno cacciato

          • PinoMamet says:

            “A me quando chiedono se sono femminista non so se rispondere ‘ovviamente’ o ‘no’.”

            Concordissimo.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Io mi definisco egualitario o antisessista, per tagliare corto.

            • Peucezio says:

              Ma infatti non sarebbe molto più semplice dire che tutti gli individui sono uguali e che il sesso è come avere il numero di lettere del cognome pari o dispari?
              A livello della vita pubblica, dei diritti, della legge, del lavoro, intendo.
              Poi sul piano dei rapporti personali e affettivi e del sesso, insomma, sul piano della vita privata, la polarità sessuale è importantissima, ma non può essere oggetto di rivendicazioni ideologiche o sociali, come non lo può essere la vita privata in genere.

          • Roberto says:

            Il femminismo oggi è semplicemente sostituire il modello “l’uomo rompe le palle alla donna” con “la donna rompe le palle all’uomo”

            Per questo la mia risposta è chiaramente no, e preferisco effettivamente l’egualitario di mauricius

            (Però sono sostanzialmente d’accordo con te)

  5. daouda says:

    Ance perché a conti fatti gli uomini salvano come gli uomini fanno tragedie. Il femminicidio che già è un abominio concepire mentalmente, è talmente irrisorio innanzi a come il maschio in genere rischi di morire ovunque ma non esiste un maschicidio anche se la Solenais là come cazzo si chiamava lo sperava

    Poi si sà che lo stupro è anche arma di guerra d’altronde…

    • Mauricius Tarvisii says:

      “Costruire ponti, non muri!1!!1”

        • PinoMamet says:

          Poveraccio!

          comunque: un mezzo cinese cristiano fondamentalista che ritiene importantissimo insegnare il calcio (sport) ai bambini dell’Iraq e della Siria.
          Uno dei motivi per cui mi piacciono gli Stati Uniti…

          e non per l’aspetto morale, perché, in tema di mezzi-cinesi, trovo ancora più interessante Chong, quello che faceva coppia con Cheech.
          Davvero.

          A quell’epoca in Italia un mezzo-cinese al massimo avrebbe notorietà come simil Charlie Chan (che è di molto prima, e inizialmente molto meno stereotipato).

          Invece negli USA questo era un tizio famoso perchè faceva il personaggio dell’hippie “fumato”..

          • Roberto says:

            Poveraccio si, ma mi suscita la stessa empatia del tipo morto a Yellowstone perché si voleva lavare il sedere in una pozza di acqua acida e bollente

          • PinoMamet says:

            Lasciami rubare il lavoro a Moi:

            sai che questo apre la strada a una lunghissima discussione su “quando è permesso dire ‘ se l’è andata a cercare’ ” 😉

          • Roberto says:

            Diciamo che ci sono vari gradi di “andarsela a cercare”
            Questo dopo essersi salvato per puro culo la prima volta (Bibbia ferma la freccia), avrebbe forse dovuto capire che era ora di fermarsi.

            Mi dispiace quando uno muore giovanissimo per stupidaggine, ma il sentimento che mi resta è “povero imbecille”, non “poveraccio”

            • Mauricius Tarvisii says:

              Lo dico anche dei negri che annegano nel Mediterraneo: se ti imbarchi su un canotto per cercare di aggirare una frontiera, senza tra l’altro sapere nemmeno nuotare, sei solo un povero imbecille se anneghi.

              Cerchiamo di non trasformare le nostre opzioni culturali nella negazione dell’umanità, quindi.

              • Roberto says:

                Com’è che ultimamente rispondi sempre facendo degli esempi che non c’entrano una beneamata fava con quelli che stava dicendo il tuo interlocutore?
                Leggi troppo di fretta?
                Ti è venuta la scimmia della polemica ad ogni costo?

              • Mauricius Tarvisii says:

                Se tu puoi dire che secondo te quello che muore cercando di convertire indigeni aggressivi è un povero idiota, perché un altro non può dire lo stesso di chi muore cercando fortuna lanciandosi in una traversata di fortuna?
                Semplicemente la tua opzione culturale è quella per cui convertire gli altri è sbagliato, quindi una cattiva ragione per rischiare la pelle, mentre cercare fortuna è buono, quindi una buona ragione per morire.

                Se per te le due cose non c’entrano una fava significa semplicemente che non fai nemmeno il minomo sforzo di capire il punto di vista del morto di turno.

              • Per MT

                “Se tu puoi dire che secondo te quello che muore cercando di convertire indigeni aggressivi è un povero idiota”

                Concordo.

                Ci sono una serie di premesse che portano a una conclusione precisa. Se le premesse ai lettori di questo blog possono sembrare strane, sono incontestabili per – diciamo a stima – mezzo miliardo di evangelici nel mondo, in costante crescita.

                Io (evangelico) parto dalla certezza che la vita terrena è breve e quella dopo la morte non solo esiste, ma è eterna.

                Quindi, la vita eterna è più importante di quella terrena.

                La vita eterna può essere di due tipi: ottima o pessima.

                Per arrivare a quella ottima, esiste una sola via: avere fede in Gesù e nel Libro.

                Alcuni decidono di sbattersene se gli altri faranno una pessima fine, perché tale è la volontà di Dio – è la teologia di scuola olandese, oggi rappresentata dalla mitica Westboro Baptist Church.

                La maggior parte degli evangelici ritengono che bisogna amare il prossimo e aiutarlo, anche a rischio della propria vita terrena.

              • La coerenza per amore del prossimo può comportare anche un certo grado di illegalità: è il discorso che in questi giorni contrappone Salvini alle navi che raccolgono i migranti nel Mediterraneo. Che probabilmente violano diverse norme (ad esempio sui rifiuti medici) e creano quantomeno problemi alle norme italiane, ma ritengono che salvare vite in mare sia più importante che rispettare rigorosamente le leggi.

                Dietro una scelta di questo tipo ci sono tutta una serie di premesse filosofiche, etiche, culturali, proprio come dietro la scelta del ragazzo che ha voluto salvare gli andamanesi.

                Tra l’altro, sono scelte che appartengono allo stesso universo di atteggiamenti: l’idea che esista un’unico comportamento universalmente valido e che tutti gli esseri umani vadano salvati. Diciamo, l’ideale monoteista, di cui siamo molto più intrisi di quanto ci rendiamo conto.

              • Qui John Allen Chau spiega le proprie scelte

                https://abcnews.go.com/International/john-allen-chau-detailed-efforts-convert-islanders-christianity/story?id=59401238

                in termini che potrebbe aver usato il sindaco di Riace.

              • Peucezio says:

                Miguel,
                “Diciamo, l’ideale monoteista, di cui siamo molto più intrisi di quanto ci rendiamo conto.”

                Parla per te 😉

                Comunque ritengo che il pensiero che c’è dietro le scelte del ragazzo, con tutta la buona fede di questo mondo, siano il vero cancro. Come tutto ciò che ama diffondersi destrutturando entità preesistenti (il cancro è questo).

            • Pr roberto

              “Mi dispiace quando uno muore giovanissimo per stupidaggine, ma il sentimento che mi resta è “povero imbecille”, non “poveraccio””

              Ma io non giudico lui, di cui non me ne importa nulla. Anzi, se proprio devo, lo ammiro come ammiro simili giovani americani che credono di poter davvero cambiare il mondo con la pura volontà.

              Faccio il tifo per quelli che l’hanno accolto nel dovuto modo.

          • PinoMamet says:

            Vabbè, comunque secondo me Cheech & Chong restano un argomento più interessante.
            Anche della volontaria rapita.

  6. MOI says:

    … Massimo Gramellini, NON Vittorio Feltri :

    https://www.tpi.it/2018/11/24/gramellini-silvia-romano/

    “Ha ragione chi pensa, dice o scrive che la giovane cooperante milanese (Silvia Romano, ndr) rapita in Kenya da una banda di somali avrebbe potuto soddisfare le sue smanie d’altruismo in qualche mensa nostrana della Caritas, invece di andare a rischiare la pelle in un villaggio sperduto nel cuore della foresta. Ed è vero che la sua scelta avventata rischia di costare ai contribuenti italiani un corposo riscatto”.

    Così l’incipit della rubrica quotidiana di Gramellini.”

    • Roberto says:

      Uno dei peggiori incipit che io ricordi. L’articolo poi fa schifo, ma nella norma. Hai letto la risposta di calabrese?

    • MOI says:

      Ma non si può fare una legge che addebiti tutti i riscatti a Soros, visto che lui tutta ‘sta Gioventù BiancaBorgheseBellaBravaBuona ce l’ ha tutta a Libro Paghetta ?!

      • PinoMamet says:

        Guarda, io non ho le minima idea di chi sia o cosa voglia questo Soros, di cui sento parlare da una ventina d’anni.

        Visto che mi è sempre sembrato un argomento noioso e pesante quanto i libri su i “retroscena delle Brigate Rosse”, che ogni tanto mio fratello portava a casa dalla Biblioteca (e che io guardicchiavo ragazzino, senza capire una parola, come del resto quelli che li avevano scritti) ho sempre evitato di approfondire.
        E ho fatto bene.

        Dubito però moltissimo dell’esistenza fisica di “grandi vecchi”;
        se grandi vecchi con in testa un piano, ci credo ancora meno, e se questo piano è misterioso e non si sa perché debbano volerlo a tutti i costi, allora cado nell’incredulità più assoluta.

        Figurati se credo a un tale che paga tutti i ragazzi borghesi liberal…

        • PinoMamet says:

          Per fare quello che fanno volentieri benissimo gratis, poi.

          Cioè fare i ragazzi borghesi liberal.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Moi, fammi capire: aiutarli qui no, dobbiamo aiutarli a casa loro. Aiutarli lì no, dobbiamo prima pensare ai nostri poveri.
        In sostanza, lasciarli crepare è l’unica opzione giusta?

        • Peucezio says:

          Certo è che se ci fossimo fatti una padellata di cazzi nostri, come dice Pino, a quest’ora l’Africa sarebbe un giardino.
          Ma non è mai troppo tardi.
          Dio ci scampi dagli speculatori e dai benefattori (stessa razza!).

  7. MOI says:

    … Si diceva di Marco Zuccheromonte 😉 e della Libbertààààà su Faccialibro ?!?!

    https://www.huffingtonpost.it/2018/11/21/sedicenne-venduta-come-sposa-su-facebook-in-sud-sudan-la-denuncia-delle-associazioni_a_23596207/

    ————————–

    Sedicenne venduta come sposa su Facebook in Sud Sudan, la denuncia delle associazioni

    Proteste contro il social: “Il post è rimasto online 2 settimane”, “Questo uso barbarico della tecnologia ricorda i mercati degli schiavi”.

    By Huffington Post

    ———–

    Femministeelleee … dove sieeeteeeeeeeeee ? 😉

    • Peucezio says:

      Ma scusate, con tutto il daffare che hanno ad accorgersi di quelli che scrivono “negro” e “ricchione”, vi pare che abbiano il tempo di stare dietro a ‘sta roba?

      • roberto says:

        il problema è che se nessuno ti segnala, non ti beccheranno mai o quasi.

        se hai amici selezionati con gli stessi gusti, puoi postare qualsiasi merda, in barba a quelli che pensano che esista un grande fratello che guarda ogni singolo post

        poi magari fanno qualche controllo sporadico, ma come controllare realmente 2 miliardi di utenti che scrivono in centinaia di lingue?

  8. MOI says:

    @ Ràtt Uàn 😉 :

    Si vede che non ne sai mezza di Liberals USA : per loro solo il MaschioBiancoEteroCisNativoOccientale avrebbe il “privilegio” (*) di poter prima dire “Io” e poi “Noi” !

    Ma in realtà, dico io, fra le”màinòrid’iss” 😉 c’è tanta gente che ci marcia perché , in fondo, “Noi” è molto più rassicurante di “Io” … che ti lascia solo dinanzi a Immondo 😉 !

    • rutt1 says:

      Il fatto è che io questi teatrini li vedo solo su youtube.
      Nella mia vita reale non ci sono mai entrati.
      Questo delle minoranze è un genere d’intrattenimento per chi come me passivamente ne riceve notifiche e un genere di prima necessità per quelli che ci lavorano

  9. MOI says:

    (*) ” Privilegio ” viene usato praticamente nel senso di vantaggio … nessun Leguleio ha da ridire ?!?!

  10. MOI says:

    AntiSessista CODEWORD PER AntiMaschile (di default EteroCis)

    AntiRazzista CODEWORD PER AntiBianco (Europeo o di Origine Europea … “Brownies” , tantoper capirci al volo, esentati; Berberi, Persiani e Arabi “Brownieizzati dall’ Islam)

    • PinoMamet says:

      In pura teoria ti do torto, in impura pratica ti do ragione.

      Ho letto abbastanza scemenze “social” per farlo.

      • MOI says:

        Quel che NON è chiaro, e probabilmente giammai lo sarà è … fino a che punto è “Pudore AntiRazzista” e fino a che punto è “Suprematismo Culturale” da “… Ma da ‘sti Selvaggi qui, cosa vogliamo mai pretendere ?!”

  11. MOI says:

    A proposito di “Brownies” … razzismo e dolcetti :

    Why police were called to a South Jersey third-grade class party

    http://www.philly.com/philly/education/20160629_Why_police_were_called_to_a_South_Jersey_third_grade_class_party.html

    School Calls Cops After Kid’s Comment About Brownies Is Deemed Racist
    “He said they were talking about brownies… Who exactly did he offend?”

    https://dailycaller.com/2016/06/30/elementary-school-calls-cops-on-third-grader-who-made-racist-comment-about-brownies/

    • PinoMamet says:

      Mmmm c’ho dato una letta e l’elemento che trovo preoccupante non è sapere se il commento sui dolcetti da parte del bambino di 9 anni fosse o meno “razzista”, ma che a quanto pare la prassi USA sia quella di chiamare la Polizia per i commenti dei ragazzini di nove anni a scuola .

      Nel frattempo puoi comprarti un fucile d’assalto ed entrare in quella scuola a sparare a tutti i ragazzini che incontri, e nessuno ti dice niente.

      Gli USA hanno un po’ perso la tramontana, o no?

      • MOI says:

        Credo che la polizia (ma “Cop” non è spregiativo ?!) sia per i Genitori per inadempienza parentale … o simili.

        Sì, insomma: se il cinno dice “brownies” è perché l’avrà sentito dire in casa,ma magari erano i biscotti … da cui deriva l’Ethnic Slur per Hindostani 😉 e dintorni !

        • MOI says:

          @ ROBERTO

          SE capitasse (so che NON capita, ma SE …) in Lussemburgo che un cinno dica parole tipo “Negri” o “Froci” in classe … che succede, specie ai genitori (!) del piccolo reprobo ?!

          • roberto says:

            capita e ai genitori non succede nulla, come in tutti i paesi normali

            è successo nella classe di mia figlia che una ragazzina nera è stata lievemente, ma in modo antipatico, bullizzata. le sue amiche (tra le quali mia figlia), hanno pensato bene di farsi giustizia da sole rifilando un paio di sberle/spintoni alle giovani bullette.
            un giro di telefonate fra noi genitori, qualche punizione per le bullette, una lievissima ramanzina per le giustiziere ed è finita lì

            • roberto says:

              anzi per dirla tutta

              “un giro di telefonate fra le mamme” e stava per scoppiare il finimondo, con richieste di intervento di psicologi, polizia, esercito, nazoni unite, guardians of the galaxy eccetera

              un giro di mail fra i papà ha risolto la questione come descritto sopra

              • paniscus says:

                ““un giro di telefonate fra le mamme” e stava per scoppiare il finimondo, con richieste di intervento di psicologi, polizia, esercito, nazoni unite, guardians of the galaxy eccetera”
                ————————-

                E se si parla di quando la ragazza più grande era ancora alle elementari, immagino che non ci fosse ancora la moda dei gruppi whatsapp delle mamme e che quindi (almeno) abbiano dovuto fare materialmente un vero giro di telefonate, in cui si parla in due alla volta (o al massimo una o due in più in vivavoce) e ci si impiega un po’ di tempo a sentire il parere di tutti.

                Immaginiamoci adesso.

              • roberto says:

                no, l’anno scorso

                ho usato telefonate per abbreviare, ma in effetti ci sono state telefonate e messaggi whatsapp, ed effettivamente “immaginiamoci adesso” è più che appropriato

              • Francesco says:

                peccato, volevo chiederti se mi giravi le foto dei Guardians quando arrivano a scuola!

      • Francesco says:

        >> Nel frattempo puoi comprarti un fucile d’assalto ed entrare in quella scuola a sparare a tutti i ragazzini che incontri, e nessuno ti dice niente.

        secondo me nessuno ti dice niente solo fino al punto 1 però

        • PinoMamet says:

          Ah beh dopo la sparatoria, quando poi la polizia ti ha ucciso, sicuramente ne parleranno per una mezza giornata.

  12. daouda says:

    https://totalitarismo.altervista.org/femminicidio-vita-e-avventure-di-una-parola/

    https://totalitarismo.altervista.org/maschicidio/

    https://totalitarismo.altervista.org/alle-femministe-piacciono-i-bei-maschioni

    https://totalitarismo.altervista.org/donne-a-sinistra-maschi-a-destra-contro-la-femminilita-tossica-in-politica/

    Per il resto basta vedere le statistiche istat ovviamente non oggi.
    Chi muore di più? Come e perché?
    Le donne ammazzano più uomini o donne?
    E gli uomini?
    E via via.

    M.M. sembra accodarsi al grande buisness e non è una novità

    • daouda says:

      Che poi visto che il maschicidio non esiste , sarebbe anche per parcondicio giusto asserire che il suicidio sia una malattia maschile ( così da far entrare nelle statistiche del femminicidio anche i suicidi femminili come assassini di genere irrisolti) ?

      Miguel davvero stai invecchiando ma ti rendi conto da dove sei partito e a cosa ti stai riducendo?
      Sei proprio sottoprodotto della realtà vigente dove alla vetusta saggezza subentra un viscido rincoglionimento…

    • Per Daouda

      “M.M. sembra accodarsi al grande buisness e non è una novità”

      E mi pagano, che dovrei fare?

      Anche tu, apri un blog, chiedi cinquecento euro a post.

      Vedrai che comincerai a vivere nel lusso come me.

      • daouda says:

        Accodarsi non è ricevere denaro, cosa che non ho mai affrontato nei tuoi riguardi. Anzi, semmai, ho sempre e solo scritto che sei cojone in modo talmete pesante ed esponenziale non solo da seguire tale andazzo senza ricavarne beni in sè stessi ma sei talmente ebete che oltrettutto ci credi, amplificando il fatto che tale credenza ti fà più male che bene.
        Ovviamente è palese che tu non possa capire che staresti meglio se non fossi un coglione…si sà, ma è cosa comune in cui ci si passa tutti.
        Il problema è che la senelescenza dovrebbe disiluddere mentre soddisfi ANCORA UNA VOLTA il trend che per quanto riguarda chi avanza con l’età oggi è solo e soltanto il rincojonimento, a conferma della ropria vita da traditori.

        Inoltre amico caro, non credere io stia qui così tanto per…non è solo questione di sfogo personale di cui dovrei ringraziarti della libertà di parola ( che fra anni mi si ritorcerà contro oltre all’aver alimentato il mostro algoritmico ) io ho un compito oltre che un sollazzo chiaramente, verso i malcapitati che ti danno credito.
        La conferma più schifosa che hai potuto fare su te stesso è stata sulla “burocratizzazione” dell’Oltrarno.
        Cioè MIguel, cazzo, guardati sono anni che stiamo qui ma come cazzo ti sei ridotto?

        • daouda says:

          […]
          amplificando il fatto che tale credenza ti fà più male che bene perché SAI CHE NON E’ TUA, perché sei cojone e non malvagio.
          […]

  13. MOI says:

    In Francia è successo che un tipo è stato messo “ar gabbio” , come direbbe Daouda per “Cat Calling”…

    NON si dice che sia un “Souchien”, però. Se lo fosse, di solito, i Media Main Stream lo sputtanerebbero. Se NON lo fosse tacerebbero per evitare di “Fare il Gioco delle Dx Populiste e Xenofobe” …

    Ma la gente autoctona (in senso non a caso Tedesco di “Volk”, vedi oltre …) lo scopre ugualmente via internet, e succede quel ch’è successo appunto a Chemnitz. E poi ci si meraviglia se sempre più gente s’informa su Internet, perfino direttamente su Facebook, anziché sul MainStream.

    Come qualche più d’uno ha fatto notare, se avesse tirato un cartone a caso al primo altro MasKio EteroCis (Bianco ?) incontrato non gli sarebbe successo nulla !

    https://edition.cnn.com/2018/09/25/europe/first-man-prosecuted-france-anti-catcalling-law-intl/index.html

    • roberto says:

      cat calling….

      “The man was in his 30s and inebriated […] smacked the bottom of a 21-year-old woman during rush hour on the bus in Evry. The man then insulted the young woman, he called her a “whore” and said she had “big boobs.”

      • supervice says:

        Mi sembra che il tizio sia andato un po’ oltre il cat calling.
        Non mi è mai capitato di palpare il culo a una tipa, neppure da ubriaco.
        Darle di zoccola sì, 10-15 anni fa a una mezza sbronza che ho dovuto allontanare a pedate vicino a Piazza Tasso perché mi voleva tirare delle legnate per problemi di parcheggio.
        Anche sul “Tu’cciai delle belle ciocce”, avrei da ridire: basta poco per esprimere simili considerazioni personali senza passare per dei minorati mentali.

        • roberto says:

          eh infatti, non capisco bene perché la CNN parli di “cat calling”, mica le ha fischiato dietro, le ha messo le mani addosso

        • Per supervice

          “Darle di zoccola sì, 10-15 anni fa a una mezza sbronza che ho dovuto allontanare a pedate vicino a Piazza Tasso perché mi voleva tirare delle legnate per problemi di parcheggio.”

          Le auto hanno questo magico potere di avvicinare le persone 🙂

  14. PinoMamet says:

    Pane per i denti di Moi: Crosswalk Cathy.

    Long story short: a Portland, un’auto è parcheggiata sulle strisce. Una tizia la vede e chiama l’autorità del parcheggio dando il numero di targa della macchina. Arrivano i proprietari della macchina e la insultano.
    Ma: loro sono neri, lei è bianca. Quindi la accusano di essere “un’altra bianca che sta chiamando la Polizia contro dei neri che non fanno niente”.

    Ok, poteva finire qua: loro non sapevano che lei non stava chiamando la polizia, e lei non sapeva che loro fossero neri. Ma siamo nell’era dei pirla col telefonino, per cui:

    parte lo sputtanamento social contro la tizia, i cui dati personali sono trovati e diffusi a pubblico (e ingiustificato) ludibrio dai soliti facinorosi-del-bene, una categoria che mi sta particolarmente sulle balle se volete un parere personale.
    Credo che la tizia abbia anche perso il lavoro (ma non sono sicuro).

    I parcheggiatori abusivi avevano torto? razzismo al contrario? può essere.

    Ma:
    negli USA paiono effettivamente in aumento i casi di cittadini bianchi che chiamano la polizia a controllare (scilicet infastidire o allontanare) persone di colore che non stanno facendo assolutamente nulla di vietato, ma che ne “hanno l’aria”, o anche semplicemente non piacciono (tipo barbecue all’aperto o cose del genere).

    Per cui…

    • PinoMamet says:

      Mi permetto di rispondermi da solo con le parole di Miguel:

      “Le auto hanno questo magico potere di avvicinare le persone 🙂 “

      • Z. says:

        I videogiochi noiosi che chiamate “social” hanno il potere opposto…

        Passateci meno tempo. Redimetevi, sdrucciolamente, e sarete perdonati.

        🙂

      • PinoMamet says:

        Purtroppo trovo molto più noiosi i videogiochi-videogiochi…

        non resta che prendere una boccata d’aria 😉

        • Z. says:

          Noioso o meno è una questione di gusti, su cui è giusto discutere – contrariamente a quanto recita il celebre latinetto – ma che restano appunto gusti.

          Resta invece difficile immaginare, però, che il videogioco record d’incassi nella storia – che peraltro simboleggia il trionfo del socialismo sull’industria privata! – abbia aggravato i rapporti tra le persone quanto i videogiochi social sono soliti fare.

    • MOI says:

      Quando leggi di ‘ste robe in USA è confortante sapere che “l’ Italia è sempre indietro” 😉 …

    • daouda says:

      Pino Pino come ti piace mascherare la realtà dietro al fatto che il biango ha sfruddado ed il nekro ha subbito.
      Ci si può parcheggiare sulle strisce? NO. Sono obbligato a chiamare ? NO.

      E’ un problema se chiamo solo per i negri?

      Se noti bene, ossia se sai visualizzare lo schermo, quest’ultima domanda è separata. Questo perché la risposta è sia si che no.
      Infatti i bianchi ( hai scritto te che per una cosa banale del genere è stata licenziata mica io ) vengono insultati e bistrattati , ma non è questo il problema…il fatto è che è da un bel po’ di tempo che tu, che ciai i soldi e stai bene non puoi vedere, i bianchi sono diseducati a difendersi.
      Ora ad un negro non passa per la testa di autare un bianco cattivone…e non c’è niente di strano in questo…ma il negro è stato sfruttato ed ABILMENTE EDUCATO a sopravvivere più o meno, tant’è che i negri onesti sanno che la colpa della propria miseria oltre l’ancestralità infame ( anche dei prorpi fratelli zulù che si sono accordati per venderli ed ucciderli si badi ) risiede solo e soltanto nella propria comunità COMPLICISTICAMENTE INFAME.
      Risultato:
      tutti dicono il cazzo che gli pare, come me e te.
      KAWABONGA!

      • MOI says:

        Ma che k…zzo l’ è ‘sta citazione finale delle Ninja Turtles ?!

        • daouda says:

          bravo. M’era venuta in mente ma nun me ricordavo da indo cazzo de recesso m’era uscita fora.

      • MOI says:

        Cmq il Wakanda, l’ Eldorado “veramente vero” in Africa Nera, l’ ha inventato un Bianco Geniale, purtroppo recentemente scomparso …

        • daouda says:

          E sti cazzi a MO’ , i negri hanno avuto il loro tempo, e comunque pure nell’epoca vigente ciànno avuto i loro imperi e d’altronde sono da ammirare giacché hanno preferito lascià meno. Sò i fiji loro che non sò stati all’artezza dei padri, ma a quanto pare è na costante che se ripete…

  15. La conferma di qualcosa che si sperimenta tutti i giorni.

    Si fanno regole sempre più rigide, per impedire ai grandi delinquenti di farla franca.

    Sono regole così complesse, che alla fine solo i grandi delinquenti la fanno franca.

    Le norme europee sulla privacy pare che stiano avendo un effetto disastroso sulle piccole imprese, a tutto vantaggio di Facebook, Amazon e Google che possono investire letteralmente miliardi euro per non farsi cogliere in fallo.

    https://www.politico.eu/article/gdpr-facebook-google-privacy-data-6-months-in-europes-privacy-revolution-favors-google-facebook/

    • Francesco says:

      😀

      perchè credi che esistiamo noi liberisti con tendenze anarcoidi? perchè le troppe regole hanno questo genere di effetti sempre

      ciao

    • roberto says:

      miguel,
      lascia stare il gusto del titolo ad effetto, i 6.7 miliardi di cui parla l’articolo si riferiscono a 500 imprese non le 3 che citi

      ma a parte questo, e non avendo un’impresa né grande né piccola, l’effetto che ha su di me il GDPR è che certi siti americani non offrono più i loro beni e servizi in europa.
      forse è un bene per l’ambiente, non posso più ordinare un disco o una maglietta o i biglietti per una certo evento sportivo e quindi mi limito ad ascoltare musica senza supporto fisico, metto la solita maglietta e evito un viaggio transatlantico per vedere un paio di partite di basket.
      il pianeta ringrazia il GDPR, miguel è contento, a roberto gli girano tantissimo….

      • Per roberto

        “lascia stare il gusto del titolo ad effetto”

        Cerca di capire.

        Io non me la prendo con Europa, come sai. E non me la prendo nemmeno con il GDPR.

        Parlavo di un’altra cosa: del fatto che quando – per motivi magari validi – si mettono dei paletti molto alti, solo i giganti li sanno saltare.

        Se siamo trenta amici che vogliono ascoltare un po’ di musica insieme – gratuitamente – mangiando anche dei panini che ci siamo fatti da soli, siamo obbligati – tra Siae, misure di sicurezza, assicurazioni, regole sulla somministrazione, tasse sulla concessione di suolo pubblico, tass e altro – a spendere un patrimonio e ad affidarci ad almeno tre professionisti esterni.

        Questo significa che è tremendamente difficile fare qualcosa che non sia esclusivamente a scopo di lucro.

        E questo modifica tutti i rapporti umani e la struttura stessa della società.

        Poi è chiaro che siamo in Italia, c’è un enorme spazio di tolleranza, di persone che chiudono un occhio, di autorità che non vogliono guai.

        E quindi la merenda gratuita con un po’ di musica riesci di solito a farla, se non c’è qualcuno che per motivi personali ce l’ha con te e ti denuncia.

        • Roberto says:

          Io invece me la prendo proprio con il GDPR.

          Ciò detto, l’affermazione “solo i giganti sanno saltare” contrasta in maniera assolutamente stridente con l’esperienza comune di tutti noi, che quotidianamente utilizziamo siti di ditte piccole e piccolissime che evidentemente sono in grado di conformarsi al regolamento

          • Per roberto

            “Io invece me la prendo proprio con il GDPR.”

            Io no. Anzi, mi piace il principio per cui deve essere la singola organizzazione a dimostrare di aver cercato di fare qualcosa, e non che ci siano regole rigide e identiche per tutti.

            Detto questo, però resta il problema: un’associazione che non ci guadagna nulla, ha una pagina internet, messa in piedi gratuitamente dai volontari stessi, senza tecnici.

            Anzi, come Onlus è obbligata in Italia ad avere il sito, perché lì deve rendere pubblica la propria contabilità. E se non mette su un sito rischia grosso (teoricamente, grazie all’italica tolleranza).

            Il sito forse ha o forse non ha un contatore delle visite, magari senza che l’associazione nemmeno lo sappia.

            Forse sul sito c’è un piccolo widget o qualcosa, che rimanda ad altri siti, di cui l’associazione non sa nulla.

            Certo, l’associazione dovrebbe saperlo, ma non si può essere esperti di tutto a gratis.

            Però il GDPR tratta quella piccola realtà esattamente come tratta il sito di una ditta, che deve rendere conto del tempo di conservazione di ogni dato di ogni visita di cui non sa nulla.

            • Nella nostra associazione, siamo in parecchi a darci da fare, ma io sono l’unico che osa affrontare i casini burocratici.

              Come libero professionista, io posso rinunciare a due giornate di lavoro retribuito, e dedicarmi invece a preparare un’informativa per la privacy più o meno credibile.

              Come dicevo, il principio del GDPR non è male, e capisco e condivido lo scopo: meno male che si cerca di proteggerci da chi fa i miliardi sui nostri dati.

              Dovrei rinunciare poi a diverse altre giornate di lavoro retribuite, per seguirne l’applicazione, ad esempio la cancellazione dei dati che non servono più, al momento giusto (il tizio che ci ha lasciato il suo recapito email per essere informato delle attività, poi bisogna cancellarne il nome entro un tot di anni, ma si può continuare a usarne la mail…).

              Ma è chiaro che questo ha un effetto immenso nello scoraggiare persone meno matte di me a fare qualcosa senza scopo di lucro.

              E quindi ha un impatto su tutto ciò che la gente fa gratuitamente.

              Colpisce il fatto che le istituzioni non pensino lontanamente a chi non agisce per scopo di lucro.

              • roberto says:

                in realtà ci pensano, ma in questo momento prevale l’interesse “protezione dei dati” rispetto a quello “vita tranquilla per le associazioni”.

                se ci pensi ha una logica: io per la mia squadra raccolgo indirizzi mail, numeri di telefono, carte d’identità, dati medici (visita medica annuale), li conservo e li passo a terzi (la federazione che deve fare le licenze). probabilmente raccolgo più dati io su una certa persona che facebook, quindi nell’ottica “proteggiamo i dati personali” sarebbe comprensibile che si rompessero le scatole più a me che a montezucchero (cosa che ovviamente non succede)

                come sempre è una scelta politica quella di mediare tra interessi divergenti. l’onda del tempo vuole che questo interesse prevalga su altri e così è.
                ci fosse un partito che prevedesse la semplificazione assoluta in materia lo voterei senz’altro

              • Per roberto

                “in realtà ci pensano, ma in questo momento prevale l’interesse “protezione dei dati” rispetto a quello “vita tranquilla per le associazioni”.”

                Lo capisco, e non sottovaluto la necessità di protezione dei dati.

                Semplifico: bisogna però decidere se, a lungo andare, si vuole promuovere il “chilometro zero” in tutti i sensi oppure la “economia di scala”: alla fine, la domanda riguarda anche da vicino la questione dei cambiamenti climatici, della disoccupazione di massa, le migrazioni, l’1% che ha la ricchezza del 50%, la perdita di legami sociali e innumerevoli altre cose.

              • roberto says:

                ti faccio un altro esempio di bilanciamento interessi finito male.

                un po’ di tempo fa ricevo un curriculum di un neolaureato che voleva fare uno stage nell’eurocrazia. il curriculum era eccellente ma a me non interessava per nulla per una questione linguistica (il tizio non parlava la lingua di lavoro che usiamo noi). però, visto che era eccellente, ho contattato un amico che lavora in un altra istituzione e che aveva un posto libero per uno stage per sapere se poteva essere interessato.

                risposta “pazzo! c’è il regolamento 45/2001, non puoi trasmettere dati personali da un’istituzione all’altra”.
                giusto! il tempo quindi di scrivere al tizio, spiegargli la situazione (tutto tempo perso per me), aspettare l’autorizzazione a trasmettere i suoi dai personali, ed il mio amico ha preso un altro stagista.
                certo, però i dati personali dell’eccellente sconosciuto sono stati protetti efficacemente….

              • roberto says:

                Miguel

                “Semplifico: bisogna però decidere se, a lungo andare, si vuole promuovere il “chilometro zero” in tutti i sensi oppure la “economia di scala”:”

                ma appunto è quello che dico: la decisione è stata presa ed è stata “massima protezione possibile ai dati personali, gli altri interessi sono secondari a questo”

        • Roberto says:

          “Questo significa che è tremendamente difficile fare qualcosa che non sia esclusivamente a scopo di lucro.”

          Se non ricordo male, e potrei ricordare male, nel regolamento c’è un’esclusione per le attività private (controllo stasera se nessuno lo fa prima)

          • Per roberto

            “controllo stasera se nessuno lo fa prima”

            per favore, fallo. Non so cosa significa una “attività privata” (Google mi sembra privatissimo).

            • roberto says:

              mi sono espresso male intendendo “attività che non hanno contatti con il pubblico”

              il regolamento dice che non si applica ai trattamenti di dati

              “effettuati da una persona fisica per l’esercizio di attività a carattere esclusivamente personale o domestico”

              quindi non è certo il vostro caso

              (mi ricordi la tua mail magari scrivendo alla mia? dovrò prima o poi iniziare a pensare alla mia squadra di basket che raccoglie dati personali e li spara in giro, tra federazione, campionati, medici….magari ti dico cosa facciamo…)

              • Mauricius Tarvisii says:

                “effettuati da una persona fisica per l’esercizio di attività a carattere esclusivamente personale o domestico”

                Spero che a nessuno fosse proprio mai venuto il dubbio di dover fornire apposita informativa nel momento in cui pone la pericolosissima domanda “mi dai il tuo numero?” 😀

              • Mauricius Tarvisii says:

                Però ora che ripenso alla minchiata del divieto dell’orto divento già meno speranzoso.

        • Roberto says:

          Ma comunque, in generale, quel che voglio dirti è che a guardare bene i paletti non sono sempre così alti.
          Spesso vengono descritti come alti ed insuperabili, ma altrettanto spesso questa descrizione è solo il frutto di una mentalità catastrofista e scandalistica che ormai sembra diffusa come il raffreddore

          • Per roberto

            “Spesso vengono descritti come alti ed insuperabili, ma altrettanto spesso questa descrizione è solo il frutto di una mentalità catastrofista e scandalistica che ormai sembra diffusa come il raffreddore”

            mettiti però nei panni di chi non ci guadagna nulla, e che non muove cifre economiche sufficienti per pagarsi nemmeno un commercialista o un avvocato, e che ha anche un (altro) lavoro da fare per mantenersi.

  16. MOI says:

    A proposito di donne :

    https://www.repubblica.it/esteri/2018/11/27/news/una_bibbia_delle_donne_venti_teologhe_riscrivono_il_testo_sacro_in_chiave_femminista-212754286/

    Una Bibbia delle donne: venti teologhe riscrivono il testo in chiave femminista
    Nell’era del #metoo, Elisabeth Parmentier, Pierrette Daviau e Lauriane Savoy hanno riunito studiose cattoliche e protestanti per una rilettura critica delle sacre scritture. E’ nata così “une Bible des femmes”, per “dimostrare che la Bibbia non è incompatibile con i valori femministi”

    • PinoMamet says:

      Tolto il titolo ad effetto (“le femministe riscrivono la Bibbia!!”) e l’accenno al metoo che non c’entra niente, mi sembra una cosa molto più banale, vale a dire un commento ai bassi biblici ed evangelici in cui la figura femminile è particolarmente valorizzata, o potrebbe esserlo di più
      (interessante la faccenda del “servizio” di Marta che nel testo greco è una diaconìa).

      • MOI says:

        Ma infatti a rendere “sovversivo” il Femminismo NON è “dare dignità alle donne”, bensì “disgiungere femminilità e maternità” !

        … Poi, “dalla patrizia noia di un sontuoso attico di Nuova York, fra le titillevoli aragoste” [cit.] si può sempre scrivere un libro neopostdeconstruzionistico apripista del relativismo culturale per le università di social/gender studies e … dire che bruciare viva ritualisticamente una sposa-bambina neo-vedova di un potenziale nonno e/o lapidare un’ aldutera NON è mica poi così meglio che il “mansplaining” o il “glass ceiling” in un’ azienda !

    • rutt1 says:

      attendo con trepidazione la rilettura in chiave femminista della filmografia di Rocco Siffredi e della discografia dei Sanculamo

  17. MOI says:

    A chi ama i Gattini … ci s’è messo anche Salvini !

    https://www.nextquotidiano.it/salvini-gattini/

    😉

  18. Z. says:

    Avete notato come il termine “popolare” oggi sia soesso usato per dissimulare “orgogliosamente prevaricatore e rozzo” oppure, alternativamente, “orgogliosamente supponente e snob”?

    Chissà quando le cose cambieranno.

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