“Ma il destino è una terrible potenza”

Ugo Bardi (che riesce a tenere una cattedra, diversi blog, conferenze in giro per il mondo e pure scrivere libri e aggirarsi per il nostro quartiere con una falce di plastica minacciando di portare le persone nell’aldilà, ma  è un’altra storia e la racconteremo un’altra volta) ha scritto un libro su un giovane che visse la Prima Guerra Mondiale.

Credo sia il modo migliore per ricordare il terribile anno 1918, che non pose fine alla Grande Strage iniziata nel 1914.

Anzi,  i monumenti che si vedono in Serbia ci ricordano la “Guerra 1912-1918″.

E forse, se vogliamo fissare una data precisa, la catastrofe che stiamo ancora vivendo risale all’allucinante decisione del 1911, di attaccare la Libia. Colpa dei media forse più che dei politici, leggete, se avete un attimo, questo mio vecchio scritto.

Tagliando con l’accetta e scartando innumerevoli altri fattori – l’attacco alla Libia portò a una crisi nell’Impero Ottomano, e a forza di domino che cadono di qua e di là, alla guerra tra Serbia e Austria e a tutte le conseguenze successive, dalla rivoluzione bolscevica alla Seconda guerra mondiale.

Sarebbe esagerato, ma non del tutto sbagliato definire ciò una nota a piè di pagina a qualche articolo di un giornalista milanese esaltato.

Esattamente cent’anni dopo, nel 2011, istigato di nuovo dai media, qualcuno attaccò la Libia e scatenò buona parte delle conseguenze che oggi rischiano di portare alla dissoluzione l’Europa.

Viene in mente il fato ineluttabile di cui parla Sofocle:

Ἀλλ’ ἁ μοιριδία τις δύνασις δεινά·
οὔτ’ ἄν νιν ὄλβος οὔτ’ Ἄρης,
οὐ πύργος, οὐχ ἁλίκτυποι
κελαιναὶ νᾶες ἐκφύγοιεν.

Ma il destino è una terrible potenza:
non gli si sfugge né con ricchezza né con guerra,
né con torri né con nere navi battute dal salato mare.

Ma adesso via, a leggere su blog di Ugo:

La Linea d’Ombra della Memoria: Si Avvicina il Centenario della Fine della Grande Guerra

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169 Responses to “Ma il destino è una terrible potenza”

  1. Peucezio says:

    Suggestivo.

    In realtà, più che sulla Grande Guerra, fa un discorso generale sulla memoria storica, la scrittura, la distanza… Che però è altrettanto interessante se non di più.

    Invece, in riferimento proprio allo specifico della I Guerra Mondiale, mi viene in mente una cosa, è da un po’ che ci penso.

    La Grande Guerra viene descritta come una tragedia immensa, un macello, quasi che la II sia stata, non dico una bagatella, ma, insomma, un evento minore.
    Ma, vedendo le statistiche sul numero di vittime stimate, è morta più gente nella II. Non solo, ma nella II c’è stato un mare di vittime civili (ma anche nella I, leggo: in Italia sono state più o meno metà e metà; non me lo spiego; come fa una guerra di posizione, combattuta tutta sul fronte, a fare tante vittime civili?).

    Ma, soprattutto, c’è una cosa che mi suona contraddittoria. Se, psicologicamente, prescindendo dai dati statistici, la I G.M. fosse stata un trauma immenso, più della II, come mai la I ha prodotto esaltazione, retorica bellicista, reducismo orgoglioso e aggressivo, mentre la II ha prodotto solo avversione per la guerra in ogni sua forma?
    Insomma, c’è la figura del reduce della I G.M. che ama raccontare le sue avventure, i suoi atti eroici. Invece la II Guerra si è cercato di rimuoverla come esperienza personale.

    Non so se avete prensente la commedia di Eduardo “Napoli milionaria”.
    Il protagonista ha fatto entrambe le guerre.
    Ma tornato dalla prima (lo racconta nella commedia), tutti erano avidi di racconti, di dettagli, tanto che alla fine doveva inventarseli, avendo esaurito quelli veri. Ogni volta che cominciava a raccontare qualcosa di quello che ha visto o gli è accaduto nella II (la commedia si svolge durante la II G.M. e nell’immediato dopoguetta), tutti lo zittiscono cercando di cambiare discorso, gli dicono: “vabbuò, ma mo’ nun ce penzate cchiù”, ecc.
    La spiegazione che lui trova è che dopo la Seconda Guerra sono arrivati i soldi, il benessere, la ricostruzione e la gente vuole dimenticare i guai e le miserie; ma lo dice pessimisticamente, come se questa fosse la base dell’inaridimento morale della società (è il tema anche di altre commedie, “Le voci di dentro”, per esempio).

    Però è sintomatico.
    Più che un trauma, l’impressione è che la I G.M. sia stata ancora un momento di un’epopea eroica nazionalista ottocentesca e come tale sia stato vissuto e sentito, mentre la II G. M. sarebbe stata fatta, o, meglio, subita, da un’umanità stanca, che non ne voleva sapere, che voleva pace e tranquillità, forse proprio in virtù del benessere che era arrivato nel frattempo (ancor più di quello che arriverà dopo).
    A volte mi chiedo se in fondo la radice della corruzione della società, per assurdo, non sia proprio nel fascismo; cioè se le radici della rivoluzione antropologica pasoliniana non stiamo proprio nella modernizzazione sociale prodotta allora. Detto da me suona paradossale, lo so…

    Però c’è un

    • Per Peucezio

      “Suggestivo.”

      Manca un pezzo alla fine… metti il commento anche sul blog di Ugo?

      • Peucezio says:

        No, no, si vede che stavo impostando un inizio di frase in modo diverso, poi sono andato avanti a scrivere ed è rimasto lì. Non manca niente.

      • Peucezio says:

        Mah, non ho tutta questa confidenza…
        Questo è l’unico blog su cui intervengo da anni, forse da sempre (prima a volte scrivevo sui newsgroup e poi sui forum telematici, ma non sui blog, che tra l’altro erano poco diffusi).
        Se vuoi copincollarlo facendo il mio nome, ti autorizzo 🙂

    • Z. says:

      Immagino che il conteggio sia fatto a questa maniera…

      https://www.historyonthenet.com/how-many-people-died-in-ww1/

      dove si considerano anche le morti per malattia, malnutrizione e altre cause collegate alla guerra.

    • PinoMamet says:

      “Non so se avete prensente la commedia di Eduardo “Napoli milionaria”.
      Il protagonista ha fatto entrambe le guerre…”

      Il fatto è che la Prima Guerra l’Italia l’ha vinta . E poi è stata combattuta alle frontiere, sostanzialmente: Veneto a parte, gli italiani non militari la guerra l’hanno “vista in cartolina”, era una cosa di cui discutere al caffè come l’ “eroe” di Trilussa…

      La Seconda, diciamo che l’ha pareggiata 😉 ma credo che tutti l’abbiano sentita come una sconfitta. Ed è stata combattuta anche un bel po’ in Italia. E con gli stessi italiani schierati su fronti avversi.
      E al reduce che raccontava la sua storia (che in moltissimi casi era una storia di cattura e prigionia…) il civile poteva benissimo ricordare di aver sofferto anche lui saccheggi, stupri, bombardamenti… insomma, era per vari motivi una pagina che era meglio chiudere.

      • Peucezio says:

        Già, considerazioni molto pertinenti.

        Direi anzi che la seconda l’abbiamo persa proprio. Tanto è vero che ci hanno tolto pure dei pezzetti di territorio. Poi, certo, se fossimo rimasti alleati dei tedeschi fino all’ultimo momento, l’avremmo persa molto peggio (sul piano politico e materiale; sul piano morale è da vedere… Ricordo durante non ricordo quale guerra del golfo che un ufficiale o un politico inglese, non ricordo, disse che eravamo riusciti a cominciare una guerra e finirla incredibilmente restando tutto il tempo dalla stessa parte).

      • Peucezio says:

        Però credo ci sia anche qualcos’altro.
        Cioè il fatto che in fondo gli italiani degli anni ’40 erano già più imbelli, meno intrisi di retorica patriottarda, meno portati al sacrificio di quelli della precedente generazione.

        • PinoMamet says:

          Penso ci fosse anche quello, infatti. E secondo me la colpa di ciò fu proprio il Fascismo e la sua fascinazione per la retorica bellica, che doveva aver francamente stufato…

          nessun popolo (gli italiani né più né meno degli altri) è formato interamente da “guerrieri” che non pensano ad altro che conquiste, armi e manovre militari.
          Dopo un po’ di rassegne in uniforme credo sia normale trovare il tutto un po’ ridicolo… se poi scatta una guerra, e diventa anche pericoloso, la frittata è fatta.

          • Peucezio says:

            Non so, io credo che c’entrino correnti sotterranee abbastanza estranee alla retorica pubblica.
            Legate semmai all’innalzarsi del livello di vita, che imborghesisce, ma, in un certo senso, fa l’opposto, “impopolarisce”.
            Cioè i borghesi facevano la guerra con convinzione (ma bisogna dire che facevano gli ufficiali; però rischiavano anche loro la buccia, eppure si nutrivano di retorica bellicista; intendo prima del fascismo, retorica borghese, piemontese, ottocentesca).
            Il popolo la subiva soltanto.
            Già col fascismo cominciano a erodersi i valori borghesi; in questo senso il fascismo è profondamente popolare e popolarizza l’Italia.
            Ma si sa che il popolo non è guerrafondaio: vuole il pane e la tranquillità.

            • Per Peucezio

              “Già col fascismo cominciano a erodersi i valori borghesi; in questo senso il fascismo è profondamente popolare e popolarizza l’Italia.
              Ma si sa che il popolo non è guerrafondaio: vuole il pane e la tranquillità.”

              E’ un’intuizione molto interessante.

              • Peucezio says:

                Sì, in fondo uno non pensa al fascismo come un movimento borghese.
                L’epopea borghese forse è stata seppellita del tutto col ’68 (parlo sempre dell’accezione ristretta; in senso esteso il ’68 ha semmai imborghesito, estendendo modelli borghesi consumistici a strati di popolazione fino ad allora non imborghesita), ma anche il fascismo le aveva dato una bella botta.
                Come il bolscevismo, il nazionalsocialismo… Sono movimenti novecenteschi postborghesi. E, anzi, esplicitamente antiborghesi. Forse un po’ piccolo-borghesi, ma il piccolo borghese non è un borghese, è un popolano arricchitosi un pochino, è l’impiegatuccio…
                Il borghesi sono i Buddenbrook, sono i capitani d’industria dell”800, sono il ceto ricco non in virtù dell’eredità aristocratica, ma del proprio lavoro e della propria intraprendenza; sono proprio un’altra cosa rispetto al piccolo-borghese novecentesco impiegatizio fantozziano.

            • PinoMamet says:

              Mah, a me questa cosa dei borghesi (i borghesi! capirei ancora ancora la nobiltà…) che fa la guerra con convinzione non è che convinca troppo.

              In effetti però la mia famiglia era piuttosto sul borghese (ma con parentele nobili) quando era patriottarda e ardita e guadagnava le medaglie sul monte Grappa.

              ma immagino anche centinaia di poveracci…

            • PinoMamet says:

              Però in effetti può essere che io veda troppo con la lente della mia famiglia…

              che, anche facendo media degli alti e dei bassi, è come dicevo tempo fa una famiglia della yeomanry, quella classe sociale che in effetti ha fornito soldati di cavalleria volontari nel Regno Unito fino appunto alla Prima Guerra Mondiale.

              L’Italia in queste cose è molto meno conservatrice e assai più francesemente 😉 burocratica
              (l’esercito ha da svolgersi così e così, uguale per tutti, con tutti i timbri al posto giusto, se sei di Udine devi finire a Taranto e sei di Ragusa a Pordenone perché tutti i cittadini sono uguali…)
              però la classe e il “sentire” erano quelli.

            • Peucezio says:

              Pino,
              aspe’, non mi è chiaro.
              Se ho capito bene stai dicendo che la tua famiglia conferma il mio assunto.
              Perché allora dici che non ti convince molto, ma al tempo stesso metti in guardia te stesso da guardare troppo l’Italia col filtro della tua famiglia…?

              • PinoMamet says:

                In realtà sto mettendo me stesso in guardia dal non essere d’accordo col tuo assunto!
                🙂

              • PinoMamet says:

                Perché tendo ad applicare a tutte le famiglie, inconsciamente, la mentalità della mia…

              • Peucezio says:

                Appunto.
                Eppure sembra che la tua famiglia confermi il mio assunto, quindi, se applichi il filtro da cui ti metti in guardia (guardare le cose con gli occhi della tua famiglia), ti avvicini alla mia posizione.

                Ho capito male?

              • PinoMamet says:

                Infatti Peucè! mi stavo rispondendo dicendo “Peucezio non ha tutti i torti” 😉

                (ma non la vedo così netta come te…)

              • Peucezio says:

                Sì, questo l’ho capito, ma mi sembra ci arrivassi facendo un percorso che ti portava all’opposto.
                Vabbè, prossimamente a mente lucida, ti spiego cosa non ho capito.

          • Per PinoMamet

            “E secondo me la colpa di ciò fu proprio il Fascismo e la sua fascinazione per la retorica bellica, che doveva aver francamente stufato…”

            Ho un amico della campagna fiorentina, giovane, che però sembra uscito dagli anni Cinquanta, comunista nel senso rigoroso della parola.

            Provo a riassumere il suo punto di vista, che lui ha tratto da babbo comunista e nonno socialista.

            “A scuola, insegnavano che la Patria era sacra, e tutti ci credevano. Poi improvvisamente ci troviamo alleati dei tedeschi, i nostri nemici storici, gli invasori, e si pensa che il Duce ci ha traditi, e ha tradito i valori che insegnavano a scuola.

            I partigiani erano i patrioti, che continuavano la lotta iniziata con il Risorgimento.

            Il PCI è sempre stato un partito patriottico, aveva il tricolore anche nel simbolo, i partigiani erano ‘garibaldini’ e ‘mazziniani’, e fu per difendere l’indipendenza dell’Italia che il PCI si oppose alla NATO e agli americani.

            Poi arrivò quello schifo del Sessantotto!”

            • Peucezio says:

              Interessante.

              Perché mai però un toscano dovrebbe sentirsi così in consonanza coi valori dei piemontesi che hanno posto fine al Granducato? E bloccarsi lì, tra l’altro, per cui se poi cambiano le geometrie non va bene.

              • Francesco says:

                forse per tutta la retorica nazionalista dell’Ottocento

                che vedeva gli Austriaci come primi cattivi e si sa che parlavano tedesco

                poi il massacro della Grande Guerra e tocca ridemonizzare i crucchi, sennò a che pro tutti quei morti e feriti?

            • daouda says:

              A Miguel quel “comunista” è un lobotomizzato.
              Liberali fascisti e comunisti parlano della stronzata più epica mai fatta in Italia ossia la sua unità nazionale asservita allo straniero, chi monarchicamente, chi con transizione, chi con la repubblica.
              Calcolando che e dai tempi di Berja che si lavorava per la peresroika fasulla, siamo proprio innanzi ad un boccalone lui, suo padre e suo nonno.
              D’altronde ho letto un libello “individualismo statalista” editore liberi libri distribuito dal Foglio.
              Ora è evidente che certe semplificazioni distorte nell’apologia del liberalismo fanno capire subito dove si vada a parare…anche questo è un libro scritto da un imbonitore al soldo degli stranieri.
              Ma la disamina è comunque veritiera…l’italiano esige lo stato dapperrutto e spera che i suoi o lui lo dominino a scapito degli altri.
              Un italiano devoto all’ideologia smentisce la propria italianità e si riduce ad utile idiota ( dai la storia del PC è evidente dai suoi albori…).
              Il tutto ci riporta a bomba sul problema bellico. È vero non tutti sono guerrieri, mai! Ma perlomeno si dovrebbe rimanere individui fieri e degni.
              L’italiano sà come fa il mondo, e recita. Ma nella recita comunque si deve scegliere.
              Ricordo ad un derby Lazio-Roma i Fedayn scrissero questo striscione almeno 15 anni fa “ANCHE TRA NOI CI SONO MERDE COME VOI”.
              Ecco allora che molti, troppi, hanno scelto la collaborazione e l’inciucio ed il particulare.
              Servi degli stranieri a spese degli altri

    • Ugo Bardi says:

      xPeucezio. Stiamo lavorando a una descrizione statistica del fenomeno “guerra” su circa 600 anni di storia. Il risultato è che sembra proprio che le guerre siano tutte uguali. Purtroppo questo vuol dire che continueranno per un bel pezzo nel futuro

      • MOI says:

        Scusi, Prof. , ma … Lei è un Massone ?

        • Per Moi

          “Scusi, Prof. , ma … Lei è un Massone ?”

          Non ci fate caso 🙂

          Moi è un misterioso ma geniale scopritore di stranezze, che mi ha dato spunti per diversi post.

          Come tutti i geni, è fatto così.

      • Francesco says:

        carissimo professore

        uguali in che cosa? perchè la guerra del Vietnam non mi pare uguale alla guerra di Crimea nè alla spedizione di Cortes

        grazie

        • PinoMamet says:

          MMm su due piedi non sono preparato su Cortès, ma in effetti anche la guerra di Crimea era una spedizione multi-nazionale in terra straniera, ufficialmente motivata da proteggere uno stato dall’ingerenza di una potenza straniera..
          io la somiglianza ce la vedo, e anche con la guerra di Corea e quella del Kuwait…

  2. habsburgicus says:

    molto interessante…
    condivido anche la barriera dei 100 anni, più o meno (forse un tempo, anche 120/150, non oltre)
    ecco perché ho perso tantissima fiducia sulla storia arcaica di Roma, seguendo il belga Jacques Poucet
    fra i primi quattro Re (753-616 a.C) e Q. Fabio Pittore (che scrisse verso 220 a.C) ci sono almeno 4 secoli…che poteva saperne ? bisognerebbe supporre l’esistenza di fonti romane antichissime, ma per quanto voglia essere ottimista, non riesco a immaginare liste anteriori a c.a 500 a.C…ecco quindi che almeno per la prima parte della monarchia siamo al di là di ogni barriera, ego, é-temo-tutta fuffa

  3. habsburgicus says:

    @Miguel
    sulla Grande Guerra
    è qui noto, credo, quanto io profondamente la deplori e la veda come inizio delle catastrofi dell’Europa..altro che la II, sanguinosa, orribile ma molto meno rilevante e comunque derivata dalla prima cui si deve anche la paternità di leninismo e fascismi
    condivido anche il giudizio sull’importanza del 1911..e lì’ le nostre élites (che pure non potevano prevedere il futuro) hanno contrato una grande responsabilità verso la Storia
    dunque in questo io e te (e credo in sostanza pure Ugo Bardi) concordiamo..e credimi, siamo in pochi..non parlo del blog, parlo del mondo
    dove divergiamo è sull’oggi
    io LA CELEBREREI CON FANFARE …fu la nostra unica Vittoria, insomma (e, da persona razionale, ammetterai che forse non bisogna commemorare le catastrofi ma qualora si decida di farlo, meglio scegliere una vittoria potenzialmente inclusiva che una sconfitta divisiva 😀 come sai, chi ha il potere, decise diversamente :D)…..in più la la Nazione, oggi, è positiva
    ma non si può essere d’accordo in tutto, no ? 😀

    • habsburgicus says:

      contratto

      • daouda says:

        L’unico stato italiano al tempo del risorgimento era lo stato della Chiesa.
        L’italiano traditore bonaparte ha distrutto gli stati indipendenti del nord ( ma non tutti erano pienamente italiani ).
        Lo stato savoiardo tenetevelo tutto per voi ( assieme ai borbone sia chiaro, stranieri pure quelli )

        • mirkhond says:

          I Borbone però si erano rapidamente napoletanizzati.
          Non sputare cazzate sul tuo paese d’origine!

          • daouda says:

            Lungi da me sputare sopra il passato il presente od il prossimo.
            Ma arrivare a dire xhe esista un’Italia politica indipendente è inganno.
            Come anche dire che TUTTI INDISTINATMENTE i comuni medioevali furono autoctoni.
            Poi anche i germani , fuggiaschi innanzi ai mongoloidi, hanno creato regni romanistici in un certo senso, ma sempre stranieri erano, sempre barbari non cittadini

      • daouda says:

        Non sò se vi rendete conto di come i nazionalisti per le guerre siano stati servitori degli stranieri come i socialisti lo sono stati dei capitali.
        Bah

  4. habsburgicus says:

    è morta più gente nella II

    come guerra “pura”, cioè concernente i militari, la I surclassa di gran lunga la II
    anche da noi..il 24.5.1915-4.11.1918 fu molto più mortifero per il nostro R Esercito del 10.6.1940-25.7.1943 (effettiva fine della “vera” guerra in quanto quella sera cessò la volontà di combattere e i nostri continuarono a morire ma solo perché il nemico la pensava diversamente :D, i 45 gg sino all’8.9.1943 sono una triste sequela, di virtuale “sciopero” nostro, che già preannuncia la fase successiva, il 1943-1945 che è “altro”, spaventoso ma nondimeno altra cosa)
    l’esempio che taglia la testa al toro è quello della Gran Bretagna che non subì occupazione e pochi bombardamenti, essendo la Luftwaffe inefficiente e il più grande bluff mai esistito (se non in 1940 e in 1944 con le v.2)
    orbene, la II fu una passeggiata per gli albionici..non morì nessuno o quasi..bella la vita per Churchill 😀
    la I invece fu dolorosa anche per i sudditi di S.M ! (unico caso nella storia o quasi)..e morirono anche i giovani della upper class, non solo i poveracci, a Passchendaele ad esempio..fu la I GM l’unica vera e dura guerra che colpì i britannici..la II fu un gioco (per loro) , non per noi e i tedeschi selvaggiamente bombardati dagli inglesi
    anche la Francia dove però gioca il fatto che la II “vera” durò 40 gg !
    la I fu terribile..nella II, come guerra “vera”, morirono pochissimi
    solo in RUS é diverso ma anche la I, depennata dai libri sovietici, fu più sanguinosa di quanto si crede ma si sa poco
    poi, nella II, ci sono civili, partigiani, massacri, bombardamenti
    e il numero sale !
    ma come GUERRA la I fu peggiore, più dura
    e più seria
    la I fu indecisa sino all’estate 1918 e anche in nov 1918 la Germania avrebbe fore potuto cavarsela
    la II era perduta da fine 1942..gli ultimi due anni sono diciamo una sanguinossima “operazione di polizia” per costringere i tedeschi alla resa, ma ormai come finisse era chiaro
    inoltre la I non conobbe spie e traditori (se non i casi normali di ufficiali “sedotti” da donne o denaro), tutti furono uniti contro il nemico
    la II fu ideologia pura, vari collaborazionismi ecc
    in sintesi, la I fu l’ultima guerra classica !
    la II un carnaio ormai per certi aspetti post-bellico già simile ai carnai (in “piccolo”) odierni (questo soprattutto dal 1941..il 1939-1940 era ancora forse guerra)

    • habsburgicus says:

      *traditori..I GM
      qualche caso, ma per ragioni nazionali
      e la forca attese quelli presi..senza troppi piagnistei
      quel mondo, ove Roger Casement britannico irlandese che si mise con i tedeschi per l’Irlanda libera fu impiccato da Londra, aveva ancora abbastanza senso di giustizia da non applicare due pesi e due misure e dunque riteneva normale (anche magari non piacevole) che Francesco Giuseppe, e (meno) Carlo I, facessero impiccare Cesare Battisti, Fabio Filzi, Damiano Chiesa e Nazario Sauro che lo avevano tradito
      nella II, invece tutta ideologia
      ti dichiari “antifascista” e puoi tradire impunemente 😀 tanto crepano solo i poveri soldati, mica te ed i tuoi 😀
      e se per caso ti prendono, i tuoi impiccatori li impiccano a loro volta dopo la loro disfatta, perché avrebbero dovuto darti una medaglia 😀

      • habsburgicus says:

        nel dic 1941, ignorato da tutti, in un rarissimo guizzo di dignità, l’Italia fece impiccare dei terroristi slavo-comunisti che avevano spiato e causato molti danni alla nostra Italia (processo di Trieste) anche se i più ebbero solo pene detentive..
        orbene dopo la guerra Tito voleva i giudici !!!! sic per leso jugoslavismo 😀
        e Tito aveva ragione 😀 ‘sti fessi italiani avrebbero dovuto dare una medaglia d’oro agli slavi comunisti..così’ avrebbero dimostrato anche doti profetiche, anticipando quello che farà il PCI (ove potrà) decenni dopo 😀 😀 😀

        • mirkhond says:

          Già nel settembre 1930, a Trieste, erano stati fucilati dei terroristi sloveni dell’organizzazione TIGR (acronimo di Trieste, Istria, Gorizia e Fiume (Rieka) ).

    • PinoMamet says:

      Interessante…

      1- mi spieghi la cosa della Lutwaffe “bluff”?

      2-credo che la II Guerra Mondiale sia l’esempio o il paradigma a cui effettivamente si richiamano tutte le “operazioni di polizia internazionale” seguenti…

      • habsburgicus says:

        mi spieghi la cosa della Lutwaffe “bluff”?

        ho voluto esagerare 😀 volutamente
        ma la Luftwaffe fallì—per colpa della vanagloria di Goering
        e ciò, per molti, causò la sconfitta tedesca
        con una buona Luftwaffe l’Inghilterra sarebbe stata piegata nel 1940 e “Leone Marino” avrebbe potuto esserci
        poi non sarà in grado di contrastare minimamente il controllo dei cieli agli anglosassoni
        se noti, la Germania aveva
        un ottimo Heer (specialmente i vecchi generali non-NS)
        una splendida Marina, ancorché “piccola” (Raeder era in gambissima, Doenitz era in gamba pure lui)
        una pessima Luftwaffe proprio la più-NS delle tre Armi fallì clamorosamente !

        • habsburgicus says:

          intendiamoci, ci furono piloti tedeschi coraggiosissimi e con molte vittorie al loro attivo, non discuto il valore dei singoli, parlavo in generale

        • PinoMamet says:

          Beh, tecnologicamente non mi sembra fossero inferiori agli Alleati (su alcune cose i tedeschi- ma anche gli italiani eh?- credo fossero anche meglio) però non so se per problemi di risorse o per miopia strategica non svilupparono bombardieri comparabili a quelli inglesi e americani soprattutto (ci furono dei tentativi ma ormai troppo tardi)…

          • habsburgicus says:

            penso miopia strategica….e credo che la responsabilità sia dei caporioni NS
            assolutamente non dico che non fossero in grado..anzi !
            e pure noi eravamo all’avanguardia (Caproni ecc.)
            un’eventuale collaborazione TECNICA italo-tedesca, unendo il buon senso e il genio italico alla metodicità e all’indubbia esperienza teutonica avrebbe senza dubbio prodotto risultati utili per lo sforzo bellico
            ma, strano a dirsi, non ci pensarono 😀 o forse diffidavano gli uni degli altri 😀

        • mirkhond says:

          Ma l’operazione Leone Marino non fallì anche per la decisione di Hitler di non danneggiare troppo l’Inghilterra, con cui sperava invano di allearsi?

          • habsburgicus says:

            lo si è detto
            continuò però a rifiutarmi di credere, sino a prova esplicita contraria, che potesse essere così imbecille :D…ma tutto è possibile 😀
            ci vuole Francesco con i suoi giudizi lapidari e spesso azzeccatissimi “

            • Peucezio says:

              Sottovaluti il fanatismo razzista dello zio (agli zii, come a tutti i parenti, per definizione, si vuole bene, ma amicus Plato…), per il quale gli inglesi, in quanto germani, erano idealmente alleati e gli slavi, secondo lui Untermenschen (poi cambiò idea su di loro, ma era troppo tardi), andavano schiavizzati.
              Per cui ha fatto esattamente l’opposto di ciò che avrebbe dovuto fare: ha invaso la Russia e risparmiato la perfida Albione.

            • Francesco says:

              AH era un dilettante, degno zio di Matteo Salvini.

              Non solo “sapeva” che gli inglesi alla fine avrebbero aderito al suo grande e bel progetto – credo glielo abbia detto Peucezio – volto a mettere l’Europa bianca di nuovo al centro del mondo, con la Germania al centro dell’Europa.

              Aveva anche deciso che i bombardieri pesanti non servivano – prima, così perdendo la battaglia d’Inghilterra – poi che i motori a reazione avrebbero spinto i bombardieri pesanti tedeschi – così perse pure la battaglia dei cieli in Germania.

              Tecnicamente, gli Spitfire erano meglio dei caccia tedeschi, di poco ma quel poco bastò. Noi italiani del farsesco Duce Duce avevamo qualche bella idea – a livello di di prototipi – e mezzi totalmente inadeguati.

              Non so, peraltro, quanto la sconfitta dell’Inghilterra avrebbe cambiato le sorit della guerra a oriente: le forze dell’Asse in campo a Occidente furono pochissime, rispetto a quella impiegate e sconfitte in Russia. E gli USA rifornivano i sovietici con rotte dirette.

              PS forse in Asia, dove l’Impero britannico diede un grandioso contributo. Ma non so se questo sarebbe finito con la caduta della madrepatria.

              • PinoMamet says:

                “avevamo qualche bella idea – a livello di di prototipi”

                Francè, c’è un limite oltre il quale l’antipatia per ilFascismo- che condivido- e la simpatia per gli inglesi- che non condivido- non può spingersi…

                la mia zona per vari motivi su cui non mi dilungo è piuttosto “aeronautica”.

                Ora, i caccia italiani della serie 5 erano ottimi, e a giudizio dei piloti americani che li provarono probabilmente superiori agli Spitfire e ai Mustang americani.

                Erano però: stupidamente divisi tra 3 ditte concorrenti, ognuna col suo progetto;
                poco armati per l’adesione a una teoria di guerra aerea “acrobatica” e sorpassata;
                cronicamente carenti di pezzi di ricambio;
                pochi.

                I piloti italiani, spesso ottimi e sopra la media.

              • PinoMamet says:

                PS
                Il Galles ai gallesi, l’Inghilterra ai porci! 😀

              • Francesco says:

                Caro Pino,

                avevo un forte interesse da giovane nella II GM ma gli unici aerei “notevoli” degli italiani erano prototipi di aerei a reazione.

                Non ricordo nulla dei nostri caccia a elica che fosse degno di nota – una volta finita l’era delle Coppe per idrovolanti.

                Cora era la serie 5?

                Grazie

              • Francesco says:

                Ho fatto un pò di compiti a casa. Con tutto lo spirito patriottico possibile, il fatto che fossero tre modelli di aereo costruiti intorno a un motore tedesco mi delude moltissimo!
                In cambio pare fossero tutti buoni caccia, prodotti però in numero veramente limitato.

                Ciao

                PS conoscevo solo il Veltro, dei tre.

              • Francesco says:

                Irlanda agli irlandesi: ci sto
                Scozia agli scozzesi: ci sto
                Galles … insomma, sono una specie di Val d’Aosta, pochi e poveri per farsi stato, no?

                Catalogna ai catalani: ci sto
                Corsica ai corsi: ci sto

                ma soprattutto:
                Sicilia ai siciliani, Sardegna ai sardi, Regno di Napoli ai napoletani (tutto)!

                😀

              • PinoMamet says:

                I Gallesi non sono particolarmente pochi e neanche particolarmente poveri (lo erano, quando lo erano anche gli irlandesi..)

                forse li confondi con i cornici? Il gallese peraltro credo sia la lingua celtica più parlata in assoluto (e la mia preferita) ed è anche l’unica lingua ad avere uno status di ufficialità in tutto il Regno Unito, se non sbaglio.

                Inoltre hanno il nome di località più lungo d’Europa (metà in realtà aggiunta nell’Ottocento per motivi turistici!), una bandiera con un bellissimo drago rosso, e un giocatore nazionale di Rugby che si chiamava Dall’Aglio, che è un cognome di qui

                Tutti motivi per trovarlo un posto simpatico 🙂

                PS
                I luoghi comuni sui gallesi in Inghilterra sono che sarebbero bassi, scuri, con una lingua incomprensibile e scopatori di pecore: praticamente gli stessi dei sardi 😉
                (la lingua però è vero, per gli inglesi).

              • PinoMamet says:

                Che poi sono un po’ i luoghi comuni su tutti i celtici…

                pensa quanto li vedono diversi dai “celtari” nostrani! 🙂

              • PinoMamet says:

                Noo! Dallaglio (sic) giocava per gli inglesi! che disdetta!
                in compenso era mezzo irlandese, che compensa 🙂

              • PinoMamet says:

                Ecco! Lo confondevo con Sidoli (altro cognome nostrano) giocatore del Galles 🙂

              • Francesco says:

                i gallesi hanno Gareth Bale, il mio calciatore preferito in assoluto!

                quindi se vogliono l’indipendenza, ben venga!

                e dimenticavo il Chapas, laggiù oltre l’Oceano!

          • Z. says:

            C’era una differenza di stazza difficile da superare. L’opinione che mi sembra più diffusa, in ogni caso, è quella secondo cui i bombardamenti terroristici non diedero i risultati previsti.

  5. MOI says:

    Google Translate è “tarato” sul Greco Moderno, ma NON sull’ Antico (in che misura differiscono davvero ?) … ho provato ugualmente, così, a vedere cosa salta fuori in Inglese (il meno “scrauso” de’ risultati possibili, figurarsi gli altri !) …

    Ebbene :

    Ἀλλ’ ἁ μοιριδία τις δύνασις δεινά·
    οὔτ’ ἄν νιν ὄλβος οὔτ’ Ἄρης,
    οὐ πύργος, οὐχ ἁλίκτυποι
    κελαιναὶ νᾶες ἐκφύγοιεν.

    diventa :

    It is the brute force;
    that if he wit,
    that tower, that is, the tokens
    cellulosic veins escaped.

    • PinoMamet says:

      Beh… considerando che è:

      1- è un traduttore automatico
      2- il greco di Omero non è neppure greco classico, ma una varietà piuttosto particolare, arcaica con eolismi ecc.;
      3-nel testo ci sono forme come ἁ,νιν ecc. che non hanno avuto seguito nel greco moderno

      non ha fatto neanche un lavoraccio.
      gli sono “sfuggite le nere navi” (diventate vene cellulosiche?) e chissà perché si è dimenticato di Ares.

      Bisognerebbe fare una prova con un testo di greco ionico-attico e vedere come se la cava, quello sarebbe più indicativo.

      • Z. says:

        Per gli inglesi, le vele sono effettivamente navi. È una delle ragioni per cui amo la lingua inglese 🙂

        • PinoMamet says:

          Perché non hai ancora scoperto il gallese 😀 😀

          • daouda says:

            Sogno che la scozia recupeei il gaelico assieme all’irlanda e creino una natzio anche assieme ai Bretoni e Gallesi.

            Ahahhaha

            Duscièh

    • PinoMamet says:

      Un esempio con un autore italiano moooolto più recente, la cui lingua è estremamente simile all’italiano parlato di oggi:
      “Only the most desolate fields are thoughtful
      wandering late and slow,
      and I bring my eyes to escape intent
      where vestigio human the arena molds.”

      (“Solo et pensoso” ecc.)

  6. MOI says:

    Non so come funzioni Google Translate, ma la cosa interessante è che (come già abbiamo vistoin passato) riconosce anche espressioni gergali “basse” moderne …

    • PinoMamet says:

      Penso che sia dovuto al fatto che l’utente può suggerire una traduzione migliore (ti dà l’opzione di farlo, a volte, se clicchi sopra la frase)

  7. Francesco says:

    OT (ma forse no) x Pino

    stavi ripensando oggi al film “I 7 samurai”, forse quello che meglio descrive chi vorrei essere tra tutti quelli che ho visto

    tu cosa pensi di quel film?

    ciao

    • PinoMamet says:

      Beh, che pensarne? capolavorone! Copiatissima da tutti l’introduzione dei personaggi inventata da Kurosawa, fantastici i personaggi dei samurai delineati nei loro diversi caratteri, enorme Toshiro Mifune in un ruolo tra comico ed epico.
      Uno dei miei film preferiti in assoluto!

    • roberto says:

      gran film!

    • Francesco says:

      parlo del valore “veritativo” del film

      anche oggi la vita vale la pena viverla come loro oppure non vale la pena

      e non parlo di usare spade o calzare zoccoli di legno, giusto per chiarire!

      🙂

      • PinoMamet says:

        Beh, di solito nei film non guardo mai il “messaggio”, che spesso non c’è affatto; ma in effetti in quelli di Kurosawa mi pare essenziale… e credo sia quello che dici tu 🙂

        • Francesco says:

          nel qual caso gli unici film che guardo lo stesso stanno su iuporn, però!

          in effetti Dogman non mi è piaciuto perchè dopo averlo visto mi sono chiesto “Perchè ha fatto questo film?”

          e forse per questo Fellini mi fa dormire

          no, un film senza il “messaggio” è come una storia senza la morale alla fine: non vale la pena di farsela raccontare

          🙂

          • PinoMamet says:

            Mmmmm

            boh, a me sembra ci siano ottime storie senza morale. L’Odissea? L’Iliade? ma in realtà anche le tragedie migliori lasciano con un interrogativo, non con una risposta.
            Se la risposta la sai già, non ha troppo senso spenderci due ore intere a vedere una storia fittizia.

            • Francesco says:

              “se la risposta la sai già” è affermazione di sconcertante ingenuità positivistica!

              credo che essere vivi significhi “capire” ogni giorno una cosa che pensavamo di sapere già

  8. MOI says:

    Uno di quei Notizioni che solo Habs, qui, sa gustarsi appieno 😉 :

    https://www.rollingstone.com/politics/politics-news/brothel-owner-dennis-hof-wins-nevada-election-752930/

    Deceased Brothel Owner Dennis Hof Wins Nevada Election in Landslide

    As expected, the pimp and accused sexual abuser won his Nevada state legislature race. But who will take his seat?

  9. MOI says:

    Brothel Owner Dennis Hof Wins Nevada Election

    —————-

    There’s still hope on this Planet, Habs ! 😉

  10. Z. says:

    Ci si potrebbe chiedere perché questa gente, anziché godersi glorie ed allori, si ostini a riversare odio e bile contro di noi: che siamo pochi, marginali, divisi e politicamente sempre più malandati e irrilevanti.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/11/07/e-tu-quanto-sei-fascista-scoprilo-con-il-sinistrometro-del-fatto-quotidiano/4747952/

    E il perché non ha nulla di politico, secondo me: l’ha spiegato esaustivamente il buon Serra, un quarto di secolo fa:

    hanno la storia,
    hanno la geografia,
    hanno le caserme,
    hanno le frontiere
    e il rispetto della maggioranza,
    perfino quello hanno,
    ma per sentirsi bene
    gli manca l’essenziale,
    perché noi, non ci hanno
    e per questo stanno male.

    🙂

    • Mauricius Tarvisii says:

      Io ho fatto il test originale, quello su Repubblica, quello dove eri fascista sia se dicevi “uno vale uno”, sia se dicevi “il suffragio universale è superato”.

      • Z. says:

        Sì, è vero! Tra l’altro c’erano altre risposte più o meno antinomiche, se ricordo bene…

        Quello che mi colpisce è che quello di Scanzi è un lungo elenco di luoghi comuni astiosi di destra sugli elettori non dico di sinistra, ma genericamente liberali o progressisti.

        Più o meno le stesse cose che dicevano di noi negli anni Novanta, con lo stesso astio.

        • PinoMamet says:

          Ma davvero penseranno che le persone di sinistra amano Jovanotti, Fazio e Severgnini?

          • Z. says:

            Mmm… lì è più che altro l’antipatia dell’articolista per i summenzionati, in effetti.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Ma a chi è che piacciono Fazio e Severgnini?

            • Z. says:

              A me Fazio piaceva molto quando dirigeva Porca miseria! (1993).

              Severgnini lo ricordo come articolista sul rotocalco del Corsera, molti anni fa. Non mi pare si occupasse di politica. L’ho rivisto di recente in TV, dove ha fatto arrabbiare il mio amico Marco chiamandolo “filogovernativo”.

              Jovanotti vent’anni fa ha rilasciato un’intervista che condividevo. Miseriaccia quanto sbagliavamo entrambi.

              • Roberto says:

                Severgnini lo trovo abbastanza piacevole. Non sono così sicuro che sia da catalogare a sinistra, tranne che nella fantasia di quei trogloditi che pensano “sa scrivere = sinistra”

                Fazio mi è indifferente

                Jovanotti, cavolo, ha 50 anni e fa ancora l’adolescente, che palle!

              • Francesco says:

                no, Severgnini mi ricorda troppo molti miei zii borghesi di sinistra, di entrambe le sponde dell’Atlantico, per non esserlo anche lui

                certo, non una sinistra alla Maduro ma nessuno è perfetto!

                PS forse Di Maio lo è, però.

              • PinoMamet says:

                Jovanotti sarà figo quando deciderà di chiamarsi Anzianotti.

              • Z. says:

                La musica di Jovanotti non la ascolterei manco se si chiamasse Vecchettini o sinanco Centenari 🙂

    • PinoMamet says:

      Io sono stato iscritto d’ufficio (ho semplicemente accettato) a due gruppi su FB:

      uno di sinistra, e uno di destra, su uno specifico argomento 😉
      quello di destra in effetti è stato creato a imitazione di quello di sinistra.

      Di quello di sinistra, stupisce la noia; più che buonismo, mi pare buonsensismo, che non è certo l’elemento che galvanizza le folle.

      Di quello di destra, mi stupisce che ce l’abbia con quello di sinistra; con le persone di sinistra; che parli così tanto delle idee vere e spesso presunte della sinistra; che consideri la sinistra la radice di tutti i mali del mondo.
      Insomma, è un gruppo di destra perché parla della sinistra!!

      • Z. says:

        È un forte elemento di continuità con il vecchio mondo. Un fenomeno interessante ma non nuovo. Credo ne abbia parlato anche Miguel.

        È il “buonsensismo” l’elemento innovativo!

      • Per Pino Mamet

        “Di quello di destra, mi stupisce che ce l’abbia con quello di sinistra; con le persone di sinistra; che parli così tanto delle idee vere e spesso presunte della sinistra; che consideri la sinistra la radice di tutti i mali del mondo.
        Insomma, è un gruppo di destra perché parla della sinistra!!”

        E scommetto che l’accusa fondamentale contro la Sinistra sia che non è abbastanza di “sinistra” (“non fanno niente per le donne vittime dei musulmani! I radical-chic vanno in giro con gli yacht e se ne fregano dei lavoratori! Sono come Hitler, odiano Israele!”).

        • PinoMamet says:

          Certamente; c’è il curioso fenomeno per cui la sinistra accusa la destra di essere troppo di destra, mentre la destra accusa la sinistra di non essere abbastanza di sinistra.

          Qui sta anche tutta la differenza tra Make America Great Again e Prima gli Italiani;
          il primo slogan sta a significare che l’America (i singoli americani, si arrangino) deve tornare a dominare il mondo fregandosene di qualunque legge internazionale, compresa quella di gravità;

          mentre il secondo sta a significare che gli italiani (da sempre torturati da un’entità misteriosa e ingiusta chiamata Litalia) devono “finalmente” poter accedere per primi a una serie di servizi sociali.

          • Per PinoMamet

            “Qui sta anche tutta la differenza tra Make America Great Again e Prima gli Italiani;”

            Ma in effetti l’Italia non è fatta per le Grandi Cose. L’ha capito a sue spese Benito Mussolini, ma anche chiunque abbia provato a imbrigliare il paese in qualche Ideale Supremo, tipo la Legalità o la Democrazia.

            Invece riesce in maniera straordinaria nelle Piccole Cose.

            Oggi parlavo con un funzionario del Comune di Pistoia (Comune politicamente passato dal centrosinistra alla Lega, senza alcun effetto sulle cose che sto per raccontare).

            Lì c’è la città in basso, dove funziona l’amministrazione; fuori dalla città, il Comune si occupa tramite appalti dei grossi lavori; il resto – compresi ben 48 cimiteri di campagna “attivi” e tante frazioni sparse tra le colline – è praticamente stato delegato, con una serie di patti per la gestione condivisa dei beni comuni – alle innumerevoli associazioni di cittadini che pullulano ovunque.

            E’ un sistema che funziona benissimo.

            • PinoMamet says:

              E così dovrebbe funzionare, e credo che questa (la libera Associazione Pie Donne del Comune di Castelnuovo del Fosso Rotto che si occupa del cimitero) sia più o meno la mia idea di federalismo.

            • Z. says:

              L’Italia non sarà fatta per le grandi cose, forse, ma c’è una sola Roma, ed è in Italia.

              Et de hoc satis.

              🙂

            • roberto says:

              “Ma in effetti l’Italia non è fatta per le Grandi Cose. ”

              senza arrivare a roma, che non era esattamente “Italia”, abbiamo quattro stelle sul petto. a parte brasile e germania guardiamo tutti dall’alto in basso

              • Francesco says:

                Domanda per gli storici: sbaglio o l’Italia fino ad … almeno il 1960 era fatta per le grandi cose?

                Con un numero non disprezzabile di premi Nobel, un ruolo notevole in settori di punta quali chimica e informatica e uso pacifico dell’atomo, industrie che acquisivano peso internazionale, squadre che vincevano la Coppa dei Campioni e in generale una “normalità” di paese europeo e occidentale?

                Anche militarmente ricordo un paese che compra carri Leopard e caccia F-104, siamo a livelli molto alti.

                Ma pure le Olimpiadi di Roma

                Corigetemi se sbalio

              • PinoMamet says:

                OMDAF

              • PinoMamet says:

                E ci ho pensato e quasi omdafferei anche su don Milani, ma oggi mi sa che non faccio in tempo, á plutôt

              • PinoMamet says:

                Au plus tôt (io il francese lo ho non-imparato a orecchio, scusate)

              • Z. says:

                No Robè…

                non dico Roma, come voi stranieri, per dire l’impero romano 🙂

                Dico proprio Roma, la città eterna. Degli Archi, delle Terme e dei Fori, certo, ma pure delle Ville, delle Fontane, delle Chiese.

                Quando Galtieri si lamentò del fatto che agli argentini erano interdette le Falkland, disse che il governo italiano non gli avrebbe certo impedito di comprare casa a Roma. Non disse a Santiago, a Parigi, a Nuova York.

                Roma è Roma.

            • PinoMamet says:

              Ti dirò, credo che in effetti Roma antica per mille anni circa sia stata effettivamente l’Italia, nel senso che era stata “fatta” da italici in senso lato, e che fino ad epoca tarda credo sia esistita una qualche identità o distinzione italiana (sì immettono senatori provinciali, ma con lunghe discussioni per convincere che sono validi come quelli italici; gli abitanti dell’Italia sono esentati in epoca imperiale dal servizio militare non volontario; ma gli sono riservati i posti nei pretoriani; gli imperatori cominciano a essere di nascita provinciale solo dopo Nerva, di origine non italica dopo ancora; già moooolto prima all’epoca di Giugurta e Mitridate Roma interviene all’estero in difesa di italici ecc ecc)

              solo che i Romani non lo sapevano, e ne scrivevano poco, per una qualche forma di pudore o senso di inferiorità.

              Non che questo significhi che l’Italia di oggi sia identica alla Roma antica…

        • PinoMamet says:

          Però, come segnala anche Z., il fenomeno più nuovo è forse il “buonsensismo” della sinistra, erede per li rami del “paese normale” di D’Alema e del “buonismo” veltroniano, e nemico giurato di qualunque dichiarazione di tono non strettamente burocratico, attento esaminatore di curricula, e che vede la sua Nemesi nella “Soluzione Creativa”

          • Z. says:

            No, piano, non confondiamo le cose!

            Non è “la sinistra”: sono io che – in politica – vedo molto spesso il Male, e anzi il Peggio, nelle “soluzioni creative”!

            Ma sono aperto a riconoscere le mie lacune, e mi auguro che questo governo mi smentisca 🙂

  11. MOI says:

    A una rapidissima indagine, il Fascistometro risulterebbe essere una trovata di Michela Murgia … tesa a “triggherare” Salvini-.

  12. MOI says:

    … Ma ancora una volta il Triggherando 😉 risulta involontariamente il Novecentoso di Buon Senso di turno ! 😉

    • Z. says:

      Secondo me si è triggherato soprattutto Scanzi, a cui mi uniscono due cose importanti: la stima per Serra e l’invidia per la grazia profonda con cui Serra scrive, e che a me manca.

  13. MOI says:

    hanno la storia,
    hanno la geografia,
    hanno le caserme,
    hanno le frontiere
    e il rispetto della maggioranza,
    perfino quello hanno,
    ma per sentirsi bene
    gli manca l’essenziale,
    perché noi, non ci hanno
    e per questo stanno male.

    —————————-

    I

    Manca il soggetto dell’anafora …

    II

    Un Cuore degli Anni Novanta, rispetto al PD odierno, è di attualità come una tavoletta d’argilla Sumera ! 😉

    • Z. says:

      Vero, e anche per questo è illuminante il fatto che quei versi siano ancora veri, per i soggetti di allora e per quelli di oggi 🙂

  14. MOI says:

    Dov’è il link al “Fascistometro” [sic] originale della Murgia ?

  15. MOI says:

    Cmq, in termini di Pensiero Magico Politicizzato … altri, per imitazione, han strolgato lo “Zeccometro” [sic] come reale o presunta contromossa :

    https://www.iltempo.it/politica/2018/11/02/news/zeccometro-fascio-test-espresso-comunismo-fascismo-1094816/

    Per me è roba tipo il Gagiò che tirasse fuori l’uccello come contromossa alla (come già abbiamo visto) maledizione delle zingare mostrando la passera !

    • Z. says:

      Qui si evince quello che osservava Pino, e prima di lui Miguel: il pensiero dominante di oggi sembra più dedito a prendersela con “la sinistra” piuttosto che ad elaborare ed esporre la propria visione di società.

      Finché “la sinistra” era al governo la cosa era abbastanza comprensibile: l’opposizione, innanzi tutto, si oppone. Con tutto il vigore del caso.

      Ora è al governo, pare con ampia base di consenso, e sembra aver quanto meno raddoppiato gli sforzi dopo aver dimenticato il proprio scopo, per dirla con Santayana.

      Sembra, appunto: ma io sospetto che la ragione abbia poco a che vedere con la politica, e molto a che vedere con quel perenne complesso che Serra descrisse molti anni or sono, con la consueta leggerezza e profondità.

      In realtà, secondo me, ci hanno un pochino di più di allora.

      Ma non del tutto, e per questo stanno male 🙂

  16. MOI says:

    In ogni caso, l’ Elettorato Italico si compone di 3 categorie … o meglio: 2, di cui però 1 comprende due macrosubcategorie.

    Orbene :

    Insieme A : Elettorato Mobile ;

    _ Con buona approssimazione, si tratta dell’equivalente in politologia del “Queer” nei Gender Studies ! _ 😉

    Insieme B : Elettorato Fisso ; [B1 : Fisso per bazza ; B2 Fisso per Fideismo Politico]

    _ Quasi impossibile che questo Elettorato cambi; può tuttavia farlo solo dopo eventi traumatici … tipo bazza finita e irrecuperabile o crollo ideologico.

    • MOI says:

      equivalente in politologia del “Queer” nei Gender Studies !

      ——–

      Sembra strano ? Sostituire il Binarismo Maschio- Femmina con quello Dx – Sx … 😉

    • Z. says:

      Pare che i bacini elettorali siano rimasti poco osmotici a lungo per decenni, dal dopoguerra. Credo però che oggi lo siano molto di più.

  17. MOI says:

    Di fatto, lo Zeccometro altro non gli è che un’ estensione del Fascistometro … ciò che davvero cambia è soltanto un segno + o – in termini di punteggio per un giudizio finale positivo / negativo.

    • Z. says:

      No, non lo è fin dal titolo, ed è normale che così non sia. Quasi niente è simmetrico al mondo, anche se ridurre l’asimmetrico al simmetrico è un modo per capirlo meglio, o forse proprio per capirci qualcosa 🙂

      L’elenco di Michela Murgia è un elenco di posizioni effettivamente sostenute da persone che non le piacciono (con più di una citazione letterale, mi sembra). Tra queste, anche persone famose: Renzi, Salvini, Grillo e così via. Siccome queste persone non le piacciono, e lei si considera di sinistra, li accomuna tutti indistintamente sotto la categoria “fascisti”. L’esito è piuttosto bizzarro: come ha osservato MT, finisce per essere “fascista” sia diffidare del suffragio universale sia sostenere che uno vale uno!

      Gli altri due, invece, sono elenchi di opinioni della destra italiana sulla sinistra italiana. Il che non mi stupisce, perché – appunto – il pensiero dominante di oggi sembra più dedito a prendersela con “la sinistra” piuttosto che ad elaborare ed esporre la propria visione di società, ammesso che ne abbia una.

      • MOI says:

        lo Zeccometro pesca a piene mani da dichiarazioni della Boldrini udibili in viva voce …

        • MOI says:

          Cmq non cessa di lasciarmi basito una sedicente (!) Sx che vorrebbe il 41bis per il “Cat Calling” (OK : è una grezzata fastidiosa, ma … commisuriamola) ma chiama “Cultura Altra” la Sharia(h) .

          • MOI says:

            cat calling soltanto configurabile se proveniente da parte di Maschi Autoctoni “Bianchi” …

            • MOI says:

              … In Oltrarno come fate, a livello comunitario, per CatCalling AutoCtono Vs Sharia(h) AlloCtona ? … Relativismo Culturale e via-andare ?! 😉

          • roberto says:

            moi,
            la sharia prevede da qualche parte un diritto al catcalling?
            se si, prendo atto.

            se no, direi di non tirare in ballo la sharia per ogni minchiata che non ci piace. diventa come PD, Boldrini, Renzi, delle parole vuote che vogliono solo dire “una cosa che odio”

            ciò detto, trovo fastidioso fischiare dietro ad una ragazza, a prescindere da chi lo fa. allo stesso tempo la sharia è effettivamente frutto di una “Cultura Altra”. dove è il problema?

            • Per roberto

              “la sharia prevede da qualche parte un diritto al catcalling?”

              Veramente alla moschea di Bologna mi dicevano che uno dei problemi che avevano era quando le ragazze locali salutavano i musulmani che andavano in moschea, e quelli invece di rispondere abbassavano lo sguardo e tiravano dritto.

              Rabbit calling? Mouse calling?

              • Francesco says:

                maleducazione?

                non scrivi che le ragazze locali cercassero di adescare i musulmani che andavano in moschea per portarli da bere alcool e fare sesso ma solo che li salutessero

                un cenno di risposta è così fuori dalle regole che sono l’Islam?

                PS fischiare dietro alle belle donne è una cosa reale?

              • roberto says:

                “un cenno di risposta è così fuori dalle regole che sono l’Islam?”

                ma chissà, probabilmente bisogna distinguere tra chi segue tizio, chi caio e chi sempronio, ma vista l’assoluta sessuofobia di alcuni non mi stupirebbe

                “PS fischiare dietro alle belle donne è una cosa reale?”

                è una cosa che credo in italia non sia molto diffusa (mi correggerete se sbaglio). alle mie latitudini (intendo belgio/francia, rectius bruxelles/Parigi) si, al punto di essere oggetto di attenzione. ho veramente tantissime colleghe/amiche che si dicono molto infastidite a girare in certi posti, proprio perché ricevono fischi e richiami continui, e posso capire che sia sgradevolissimo (e non ti parlo né di gente che gira mezza nuda, cosa che tra l’altro sarebbe perfettamente accettabile, né di femministe maschiofobe, ma donne assolutamente normali)

              • Francesco says:

                PS “in certi posti” che significa?

                ciao

  18. roberto says:

    una delle cose che ùi piace di questo blog è che scopro personaggi che vivendo lontano e seguendo in maniera non continua le vicende italiane, mi erano completamente passati sotto i radar….stavolta è michela murgia!

  19. MOI says:

    Ma … perché in politica non ci sono ufficialmente i grey, i demi e gli alpha privativi per le ideologie come per le genderate ?!

    http://wiki.asexuality.org/Gray-A/Grey-A

    http://wiki.asexuality.org/Demiromantic

    http://wiki.asexuality.org/Aromantic

  20. MOI says:

    … e neanche l’ Apolitical Spectrum sulla falsariga c’è !

    ———————————-

    https://www.huffingtonpost.com/2013/06/19/asexual-spectrum_n_3428710.html?guccounter=1

    The Asexual Spectrum: Identities In The Ace Community (INFOGRAPHIC)

    —————————————

    … Vi par giusto ?! 😉

  21. MOI says:

    Michele Serra, mai come oggi, mi pare che : se la compone, se la suona, se la canta e se la balla da solo …

  22. Mauricius Tarvisii says:

    Leggo ora su Repubblica on line:

    Jobs Act, in caso di ingiusto licenziamento spetta al giudice quantificare l’indennizzo
    Le motivazioni della Consulta che aveva bocciato la norma con l’automatismo, recepita nel decreto Dignità

    Io spero che chiudano, davvero.

    • Z. says:

      Siete in molti, magari succederà…

      • Mauricius Tarvisii says:

        Non solo è una notizia falsa, ma insinua l’esatto contrario di quello che la sentenza afferma. E’ roba degna del peggiore Feltri, insomma.

        • Z. says:

          Povero Stefano… ma esattamente che dice la sentenza? perché i giornali la riportano male?

          • Mauricius Tarvisii says:

            Tra le motivazioni si afferma che la rigidità del calcolo comporta una tutela insufficiente per i lavoratori assunti da meno tempo. E prima del Decreto Dignità, scritto mentre si attendeva questa pronuncia, la tutela era ancora più bassa proprio per i lavoratori assunti da poco.

        • Francesco says:

          ma secondo te la sentenza ha ragione?

          a me pare l’ennesimo caso di “eccesso di potere” concesso ai giudici, con buona pace delle conseguenze generali

          ciao

          • Mauricius Tarvisii says:

            Già, molto meglio licenziare ingiustamente con una mancia e un calcio in culo…

            • Francesco says:

              “conseguenze generali”

              disegnini non riesco a farne, mi spiace

              PS mancia lì da a quanto ammonta?

          • Z. says:

            Secondo me stabilire un minimo e un massimo sarebbe più giusto.

            Ma è un’opinione sul merito. Sulla legittimità costituzionale non mi esprimo, serve qualcuno che ne sappia più di me.

      • Z. says:

        Comunque il FQ, salvo evidenziare l’aumento dell’indennizzo, ha scritto la stessa cosa. Probabilmente pure altri giornali. Vorremo mica chiuderli tutti…

  23. roberto says:

    OT aggiornamento Brexit

    Raab, che è il ministro per il brexit, afferma che non aveva ben capito l’importanza della tratta dover calais per il commercio britannico

    https://www.bbc.com/news/uk-politics-46142188

    c’è anche una audio con sottotitoli

    adorabili, vero? e siamo a 4 mesi dalla reintroduzione di una vera dogana fra dover e calais (dico vera nel senso che oggi c’è una dogana inglese a calais che però controlla solo che non ci siano negri nascosti nei container)

    • Francesco says:

      Ogni tanto mi chiedo: ma mentre io buttavo la mia vita a studiare, i ministri brexiter, gialli, verdi, i deputati di Pegida e AUF, dei vari FN e FdI, cosa facevano?

      Dove le nostre vite si sono diramate e loro hanno preso la strada giusta?

      🙂

      • Roberto says:

        devo dire che rimango sorpreso di fronte a una tale cazzonaggine….i nostri sembrano raffinati intellettuali a confronto.
        Mi domando se non sia legato alla grande distinzione fra upper class (nobili sfaccendati) e Middle class (lavoratori e mercanti), con la classe politica presa fra i nobili

  24. MOI says:

    E se il CatCalling continuasse a esistere perché a certe donne (solitamente di provenienza socio-culturale “popolana bassa” …) piace ? In fondo, non è forse, per quanto grezzo, un “feed back” (come va di moda dire adesso) di essere attraenti ?

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