Un gran mare d’immondizia

Da qualche anno, ho cominciato ad accorgermi che i rifiuti non sono una cosa che tu li metti in un sacchetto e gli dici addio per sempre.

Pian piano, ho cominciato a notare intanto che tutto quello che possiedo è un rifiuto in potenza, a partire dalla tastiera che sto usando per scrivere, e che già da segni di cedimento.

Oppure i vestiti usati dei bambini, che sono diventati un’ossessione: perché la gente, che giustamente non ama buttare un giubbotto costato 30 euro solo perché il figliolo è cresciuto, pensa subito a regalarlo, e così lo portano al giardino. Ma per ogni genitore pronto a prendere, ce ne sono dieci pronti a dare, e così per ogni sacco di vestiti che si danno via, ne arrivano nove.

Poi ho cominciato a seguire la vicenda delle Mamme No Inceneritore, della Piana alla periferia di Firenze dove tutto insieme vogliono fare un inceneritore, un nuovo aeroporto, uno stadio e una nuova corsia dell’autostrada, visto che è l’ultimo spazio non ancora completamente cementificato della città.

La questione tecnica in sé – quanto sarebbe stato inquinante nei fatti (che sono sempre ben diversi dalla teoria) un inceneritore – è secondaria rispetto alla domanda che le Mamme No Inceneritore hanno posto rispetto alla base trascurata del nostro intero sistema economico. Firenze può continuare a esistere come se i rifiuti non ci fossero?

Lì ho capito che giubbotti, tastiera, automobili, lavatrici o qualunque altro prodotto che utilizzi materiali non immediatamente riciclabili, sono semplicemente futuri rifiuti.

L’intero sistema è un’immensa fabbrica di rifiuti, e prima o poi è destinato a intasarsi e scoppiare, come una fogna troppo piena.

A questo punto è evidente che il problema non è, “dove mettiamo i rifiuti“, ma come possiamo smettere di produrli?

I politici dovrebbero smettere di preoccuparsi di inceneritori, di raccolta differenziata, di esportazione di rifiuti, di riciclaggio; e iniziare a mettere fuori legge, o almeno fuori mercato, tutto ciò che è usa e getta. Ne va della sopravvivenza dei nostri figli.

Vi segnalo un articolo interessante di Jacopo Giliberto, uscito sul Sole 24 ore, che documenta a che punto è la crisi dei rifiuti.

O meglio, descrive tutti i sintomi a valle – compresi tanti che non conoscevo – di una situazione ormai al collasso, e per questo vale la pena di leggere l’articolo.

Ma non gli viene nemmeno in mente da chiedersi quali siano le cause a monte. E quindi la sua soluzione – sostanzialmente più inceneritori – ricorda il medico che monitora con grande attenzione le sofferenze di un tossicodipendente in crisi di astinenza, e poi prescrive come rimedio una doppia dose di eroina.

Quando abbiamo visto che i sacchetti di vestitini usati per bambini ci stavano affogando, non abbiamo pensato, “ma dove li mettiamo? Li trasformiamo in pupazzi? Li bruciamo? Li buttiamo di notte nel cortile del vicino?”

Abbiamo detto, “basta, non portatecene più”, che è il punto lungo la catena dove possiamo arrivare noi.

Poi andrebbe stroncata quella nonna che ogni volta che vede al mercatino dei giubbotti per bambini con lo sconto, ne compra tre per i nipotini; e andrebbe stroncato l’importatore che i giubbotti li fa venire dalla Cina su navi che riversano i loro rifiuti nell’aria e nell’acqua.

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184 Responses to Un gran mare d’immondizia

  1. Francesco says:

    visto stamane il titolo dell’articolo e pensato subito a te!

    non letto per non deprimermi: è così palese che la produzione NON tiene conto di un vero costo di smaltimento, sennò i prezzi sarebbero diversi, che preferisco fare lo struzzo

    IO sono disposto a pagare quel prezzo, nel caso qualche politico ti leggesse abitualmente

    PS gli inceneritori ci vogliono lo stesso, naturalmente, perchè la transizione a pochi rifiuti non può essere istantanea nè totale

    • Per Francesco

      “IO sono disposto a pagare quel prezzo, nel caso qualche politico ti leggesse abitualmente

      PS gli inceneritori ci vogliono lo stesso, naturalmente, perchè la transizione a pochi rifiuti non può essere istantanea nè totale”

      Il tuo ragionamento è in teoria perfetto.

      Il problema è che so benissimo come andrebbe a finire.

      Il Ministro dell’Ambiente entra in carica a settembre del 2019. A febbraio 2020 emana un Piano Nazionale in due punti:

      A) tassazione tale da obbligare tutti i prodotti a riflettere i costi reali, da implementare entro il 2030

      B) costruzione immediata di cinquanta inceneritori per risolvere il problema immediato.

      Partono immediatamente gli appalti per gli inceneritori.

      Partono immediatamente le denunce di tutti i produttori di roba usa e getta, con la campagna nazionale “salviamo i posti di lavoro!”

      A maggio 2020, il Ministro dell’Ambiente passa a diventarre Ministro dello Spettacolo e del Turismo, e le denunce dei produttori se li becca il suo successore. Che decide di rinviare la Parte A) del piano al prossimo Ministro. “Tanto l’emergenza è passata, ci sono tanti inceneritori!”

      • Francesco says:

        questo non toglie un grammo di giustezza al mio ragionamento però.

        so benissimo che non verrà attuato il piano A (tassare i prodotti ANCHE per il costo di smaltimento) nè quello B (costruire i migliori impianti di smaltimento col minor impatto ambientale e farli pagare con le tasse) ma si resterà all’attuale piano C (non fare nulla e ignorare che i criminali ammassano e poi bruciano i rifiuti di fianco a casa nostra).

        ma non vedo cosa posso farci 🙁

        • werner says:

          Ci vorrebbe un accordo internazionale. Tipo quello per l’ozono o la co2… E in effetti si sta creando anche un certo consenso diffuso. Purtroppo pare che i tempi non siano propizi agli accordi internazionali.

  2. daouda says:

    Ce sei arivato presto mortacci tua!
    Inizia pure a penzà che te sei n potenziale rifiuto…tanto vale nun nasce pe quanto sei scemo. Questa sì che è loggica…

    • Francesco says:

      nun è logico bello de mamma

      noi siamo tutti belli riciclabili e compostabili, mica come i bottiglioni di Pepsi!

    • daouda says:

      Nei loculi Francè? Che contraddicono le più banali canonicità della sepoltura?

      Miguel forse non capisce che in fin dei conti ciancia ma è un seguace del Club di Roma per il semplice fatto che tolta ingiustizia ad ingiustizia sta dichiarando sentenza di morte per i deboli ergo più o meno su 7,5 , un 2,5 pe nun esse drastici.
      Essendo i più deboli, non volendo ingiustizia nel mondo, si palesa nonostante l’emozionalismo filantropo un chiaro psicopatico.
      Inoltre dimentica che estirpare l’ingiustizia tou court è impossibile ergo ciò è antropologicamente falso e fallace, chiaro segno di instabilità gnostica o materialistica, in definitiva Atea giacché nega la personalità di Dio e la sua distinzione dal creato…volgarmente infatti le spiritualità seduttive pur trascendentali cianciano di identità supreme et similia.

      Ciò significa che bisogna fare il male, qui dunque inquinare e schiavizzare a iosa? OVVIAMENTE NO.
      Ma risolvere le cose , averne il desiderio invece di invocare Dio, è il primo passo verso il collaborazionismo da cui si giunge nella carambola al satanismo strictu sensu.
      La superstizione della vita ( nel senso più ampio ed integrale ed ordinato ed elargitivo ) è una brutta bestia in cui sono immersi tutti, buddisti sufi sciamani e vodoo compresi, indipendentemente dalle influenze dei demoni.

      • Francesco says:

        credo che forse sarei d’accordo con te sulle cose ultime, se riuscissi a capire meglio

        😉

      • paniscus says:

        Daouda che dà di “psicopatico” a qualcun altro è una bella situazione imbarazzante per il lettore…

        • daouda says:

          Credi non l’abbia fatto apposta?

          D’altronde Lisa chi è lo psicopatico?
          Indipendentemente da me, abbiamo ragione entrambi. Miguel certo non è psicopatico, ma simulando, alla fine lo è, perché segue loro che lo sono

        • daouda says:

          Io sono stato classificato per quanto riguarda l’asse II del DSM non tra il cluster B.
          Giusto per negare ogni mia affinità co sta cosa.

        • Z. says:

          Daù non è mica psicopatico. Custodiscr un po’ di caos dentro di sé.

          Anzi, di Kaos, dal 1999 🙂

        • daouda says:

          Sarebbe buono vedere bene da chi derivino Chaos e Kaligine, o chi dei due derivi prima dall’altro realmente, o se c’era un nome ancor prima.
          Si e no Z. perché certo è creatura ma appare proprio pupazzato. Tu che sei moooolto più pupazzo però non rompi il cazzo…

          • Caro Daouda

            Non ho nessun problema con gli attacchi personali.

            Ho un problema con la quantità di commenti aggressivi, perché creano problemi a diversi lettori di questo blog.

            Sappi che a un certo punto te li censurerò, quindi cerca di concentrare tutti i tuoi attacchi in pochi messaggi.

            Gli altri li taglio, visto che sono io che tengo aperto questo blog.

          • daouda says:

            Ad ogni modo volevo dì a Z. che certuni hanno le chiavi per agire ( in mente, psiche, corpo ), ma prima bisogna nel proprio ego rendersi conto che si è dei pupazzi.
            Io lo sono anche off corse, ma tale comprensione la ho, te no. Alché però il tuo approccio è assai congruo, mentre io scartavetro il fondale, quindi visto che la vita è la vita di per sè, dicerto non mi ergo a dirti che la sorte mia sarà, mentre la tua potrebbe, e proprio per questo anzi si!, essere l’opposto, visto che i metri del giudizio non sono umanizzabili.
            Ma non credo ti offenda se constato solo la realtà, ossia che sei un robot biologico simpatico e bravo, da cui ho da imparare.

            p.s. beh dire che un insulto ad una immagine fittizia è attacco personale fà un po’ ridere.
            Di certo non avrai il mio grazie per questo, e mai me sò lamentato tempi e byte addietro.

          • Z. says:

            Credo che Daouda non abbia colto il riferimento all’hip hop bolognese di una ventina d’anni fa.

            A parte questo, Miguel, gli attacchi personali non sono una sottocategoria dei commenti aggressivi?

            • daouda says:

              L’ho colto l’ho colto per quello t’ho risposto a buffo visto che Kaos è un cojone venduto ( indipendentemente dal fatto che sia tra i primi 3 )

          • daouda says:

            Poi lo sai che riscrivo sempre visto che di solito scrivo più messaggi appresso an’antro ( pé me prima di tutto ce mancherebbe ).
            E’ che avevo da ffà e non ho potuto continuare per specificare…

  3. Peucezio says:

    Io mi chiedo che cavolo ci vuole a vietare gli imballaggi in plastica?
    Lì già avresti risolto grossa parte del problema.

    • roberto says:

      come che ci vuole?
      è semplicemente che la plastica è comoda, leggera, pulita….ha giusto quel difettuccio di essere eterna

      • Peucezio says:

        Vabbè, ma tanto hanno fatto che ci hanno imposto i sacchetti biodegradabili, che fanno schifo, si rompono, sono fragilissimi, ma almeno non inquinano o inquinano molto meno.

        Perché ai semplici cittadini si riesce a imporre di tutto e alle aziende no??
        Anche loro facciano in culo a usare materiale biodegradabile!

        • roberto says:

          no, intendo è proprio comoda per noi.

          pensa di andare al supermercato e prendere una fettina di carne, te la metti in tasca?

        • Per Peucezio

          “Perché ai semplici cittadini si riesce a imporre di tutto e alle aziende no??”

          Infatti, il problema è proprio che tutto viene caricato sul consumatore, che è imprevedibile, poco informato, incontrollabile.

    • roberto says:

      comunque se in europa usiamo plastica, ma ogni volta che vado negli stati uniti sono sconvolto dalla quantità enorme di imballaggi di plastica o oggetti di plastica che usano, e più in generale dai rifiuti che producono.

      per dire, ordini una qualsiasi bevanda e ti schiaffano dentro un-due cannucce se non sei pronto a dire “no straw”. quando dico “qualsiasi”, quest’estate ho litigato con un senzadio di cameriere che mi ha infilato una cannuccia in una birra e a mia moglie in un bicchiere di vino….

      mangiare in un fast food (si lo so che non si fa, ma una volta ogni tanto cedo alle presioni dei pargoli), vuol dire produrre una quantità di rifiuti equivalente a quella che produco in una settimana, veramente allucinante

    • Francesco says:

      vietarli potrebbe essere eccessivo? tassiamoli cazzo!

      in quattro e quattrotto inventano un materiale nuovo che risolve il 50% del problema, il giorno dopo il 55% e così via …

      • Peucezio says:

        Eccessivo un corno!

        VIETATO NON VIETARE!

        Per la serie, come ti capovolgo il Sessantotto! 😛

      • Peucezio says:

        Oppure una tassa così spropositata che per un etto di plastica che usi nell’imballaggio mi paghi l’equivalente di ciò che costa ripulire il mondo da un quintale di plastica (1/1000!).
        A quel punto ci divertiamo: vediamo quanto ti conviene.

        • Francesco says:

          questo lo troverei ingiusto: diciamo un etto per un etto + un altro etto di inquinamento pregresso

          ah, siccome in Asia non lo faranno mai, non servirebbe a un tubo ma chissenefrega? vuoi mettere la soddisfazione della coscienza pulita?

        • daouda says:

          Peucè mica ci rimette chi produce…ce rimetti te che muori di fame!

  4. va fangul says:

    Questa è la ballata del mondo spazzatura,
    di sogni troppo brevi,
    comprati e poi buttati,
    di sentimenti vari,
    d’amore e d’avventura,
    di ore già scordate,
    di giorni già passati…
    Con i giornali vecchi se ne vanno le parole
    che solenni e gravi raccontano una storia,
    o forse solo storie, colpi di pistole,
    che attraversano il cervello e non ne resta la memoria.
    Lettere d’amore, fogli accartocciati, ricordi di una vita o solo di una sera,
    amori ormai finiti, amori sterminati, amori grandi come la grande pattumiera.
    Un mare di usa-e-getta, hi-tech a non finire,
    alta tecnologia e bassa umanità,
    giocattoli per grandi, che non facciano capire,
    che i giochi sono fatti e niente ormai più va.
    Abiti firmati che andavano di moda
    due o tre ore fa,
    e in questo mondo nudo
    è giusto che almeno il sarto se la goda,
    vestendo col suo niente il mio niente e io m’illudo.
    M’illudo che qualcosa non sia da buttare,
    che qualche cosa resti, magari solo il grido
    di follia e di libertà, di speranza di cambiare
    di un uccello che riesce a volare via dal nido.
    Mah, certo resteranno per un bel pò ancora
    continenti di rifiuti dopo che saremo morti,
    per testimoniare che tutto va in malora,
    che eravamo da buttare e non ce ne siamo accorti.
    Ma da questa ballata del mondo spazzatura
    conservo se non altro quel grido via dal nido.
    Ali ancora incerte sotto un cielo di paura:
    “NON SO SE C’E’ UN FUTURO MA VOLANDO IO LO SFIDO”.

    Tiziano Sclavi

  5. Z. says:

    In topic: il link descrive le gesta di un giovine pensatore filogovernativo.

    https://www.repubblica.it/le-storie/2018/10/24/news/_diciamo_che_lo_diamo_in_beneficenza_il_labiale_di_fedez_a_ferragni_sul_cibo_sprecato-209831929/

    Una buona rappresentazione della nostra epoca, che dice tante cose assieme.

    • Per Z

      In topic: il link descrive le gesta di un giovine pensatore filogovernativo.”

      Non ho idea se il cogliombero in questione sia filogovernativo, e onestamente è l’ultima cosa che mi interessi: se vuoi ti mando una sfilza di figurine di individui filopiddini, ma mi sembra una perdita di tempo.

      E rischi anche di far perdere la ricchezza della tua ultima frase, che condivido in pieno:

      “Una buona rappresentazione della nostra epoca, che dice tante cose assieme.”

      Perché il problema non è il caotico governo a cui ci hanno portati ineluttabilmente tutti i governi precedenti.

      • Z. says:

        Miguel,

        miseriaccia quanto ti sei triggherato per una, dicasi UNA parola 😀

        • Per Z

          “miseriaccia quanto ti sei triggherato per una, dicasi UNA parola”

          Veramente, Daouda è andato un po’ oltre, scrivendo (tra l’altro):

          “Inizia pure a penzà che te sei n potenziale rifiuto…tanto vale nun nasce pe quanto sei scemo”

          Ma direi che non mi sono triggherato: ritengo che lui abbia il diritto di dire ciò che vuole anche su di me; ma oltre un certo numero di frasi simili, diventa pesante per gli altri.

          Poi se voi volete, gli lascio dire tutto ciò che vuole, sempre.

          • Vi assicuro che non è un fatto personale.

            Non ho nessun problema con i commenti di Daouda. Semplicemente, più di uno di voi in passato mi ha scritto che i suoi toni rendono difficile la comunicazione in questo luogo particolarissimo, al riparo dalla normale aggressività imbecille della rete.

            Se tutti voi mi assicurate che il suo stile non vi crea problema, non ho alcuna difficoltà a permettergli di scrivere quello che gli pare, almeno nei miei confronti.

            • Z. says:

              Non stento a crederci, e oltre tutto immagino che non incoraggi nuovi lettori a intervenire.

            • Peucezio says:

              Z.,
              “Non stento a crederci, e oltre tutto immagino che non incoraggi nuovi lettori a intervenire.”

              Che rompipalle che siete.
              Mi riesce incomprensibile come ci si possa offendere per le frasi di Daouda, che è uno che spara a caso e fa turpiloquio a produzione automatica.

              Comunque devo cominciare anch’io a fare il suscettibile d’ora innanzi (non con daouda: lì non ci riesco, è più forte di me).

              • Z. says:

                Ci sono molte cose che ti riescono incomprensibili.

                Il che è strano, quando uno è intelligente come te.

                😉

              • Peucezio says:

                Beh, no, qui l’intelligenza non c’entra: se uno mi dà una bastonata con un bastone di gommapiuma, non capisco, ma sento, che non mi fa niente.

                Siete troppo delicati, ragazzi.

                Scherzi a parte, una cosa per offendere deve avere un costrutto, toccare qualcosa nel vivo o comunque presentarsi come qualcosa di strutturato, sensato.
                Daouda è uno che le spara a caso, o, meglio, ha una sua idea, ma tanto la esprime in un modo per cui non la si capisce.
                E inoltre offende tutti, allo stesso modo di come noi incontriamo un cristiano e gli diciamo “ciao”.
                E’ come offendersi con un orsacchiotto elettronico che però quando lo schiacci, anziché dire qualche cosa simpatica, dice “vaffanculo, stronzo!”.

                Z.,
                tu fai tanto il paraculo con gli altri, ma in fondo sei un tipo ombroso. Sto cominciando a capirlo e la cosa un po’ mi sorprende.

              • Z. says:

                Peucè,

                abbi pazienza, me ne avete dette di ogni, da nazista a comunista fino a democristiano. Persino del fan di Travaglio!

                Tortuga si è augurata lo stupro di tutte le donne della mia famiglia, non ricordo neppure perché.

                Insomma, non mi pare di essere uno che se la prende facilmente…

              • Peucezio says:

                Quella di Tortuga mi mancava!
                Eppure è una donna così piacevole e gioviale (anche di persona!)…

                Vabbè, sfotti sempre tutti, vorrei vedere che te la pigliassi pure a ogni piè sospinto! 😛

              • Z. says:

                Peucè…

                prima dici che me la prendo, poi dici che non me la prendo, e ahó! va bene il Cambiamento, ma decidersi 😀

          • Z. says:

            Scusa, ma che c’entra Daouda con Fedez??

            Tu ti sei triggherato perché mi sono permesso di definire filogovernativo un artista e pensatore filogovernativo!

            PS: io già tollero a mala pena l’aforistica web che si crede originale, figurarsi gli insulti 🙂

          • daouda says:

            “Ce sei arivato presto mortacci tua!
            Inizia pure a penzà che te sei n potenziale rifiuto…tanto vale nun nasce pe quanto sei scemo. Questa sì che è loggica…”

            ESEGESI :

            presupposto il fatto che se si è arrivati a qualcosa si sottoindenda che l’espressione ed i temi siano in generale veri e calzanti

            a) vista la pervasività della cosa, e visto il buisness su di noi da vivi e morti, non c’è offesa ma realtà, SIAMO morti che camminano.

            b) visto che tale cosa dovrebbe essere aprioristicamente nota e previamente tenuta in mente prima di qualsivoglia espressione, non essendo, sei TU scemo

            c) l’ultima frase era in tono ironico, e spiega il resto, e si capisce che non l’hai colto perché non la hai riportata.

            – W internet –

            ad ogni modo non ho capito come mai ora fai l’egoista che tieni a te stesso quando i tuoi ragionamenti sono da assasino di moltitudini.
            Ma non è un problema…certo condensi l’energia per loro, ma non sei un esecutore ( intendo pure nele facezie ambientali e scelte esistenziali ), e de sti tempi de stranezze è già tanto.
            Ma lo scrivo perché pure pé me è così, ed anzi io sò peggio di te, e pure più stronzo, ma io lo sò, e te sei sprecato.

            Ad ogni modo me pare de nun passà più così tanto.
            St’idea del riparo credo dovresti esse abbastanza svejo pé sapé cosa possa significare, e visto che ce sto ormai, che cazzo vor dì?
            Ma le stronzate, le bugie, i reiteramenti, le reificazioni ma poi le battute, le allusioni, l’utilzzo di cstruzioni grammatico-sintattiche ben riflettute, non sono aggressività pure quelle?
            A me nun me ne frega n cazzo eh, ma l’educazione spesso è in realtà il peggiore degli insulti

          • Francesco says:

            Inizia pure a penzà che te sei n potenziale rifiuto…tanto vale nun nasce pe quanto sei scemo

            1) la prima frase è la constatazione che da morti saremo rifiuti da smaltire, non credo che ci sia alcuno che non lo sa, giusto?

            2) la seconda un insulto così banale che non fa neppure il solletico

            la pesantezza di D. è che per non farsi capire usa molti caratteri, se ne usasse due o tre sarebbe quasi lo stesso come messaggio ma meno noioso

            • rutt1 says:

              io daouda me lo immagino tipo Jhondoe74

              • Francesco says:

                ah, suoi destri, il mio vero problema è non conoscerne di persona

                voglio dire, uno stimato medico che detesta il Cardinale Martini, l’amico di un amico che non voleva un giocatore israeliano nella sua squadra di calcio, ma io di base conosce gente per bene!

            • daouda says:

              A Francè me pari un ogm ( dove la m sta per minorato ). Quello non era un i sulto sul non nasce…era metafisica…se per esempio mio padre 50 anni fa non avesse peccato QUEL peccato, sta sicuro che se fossi nato comunque, poteva esse no spermatozoo diverso a vince e ciò vale anche per i meme intragenetici, oppure pe mi madre..
              Nel senso che sti rifiuti di oggi, se ci fosse giustizia ( che come ho spiehato è pretesa da assassini se non riferita a DIO )nel gestirli,probabile che la gente di oggi non sarebbe mai nata e sicuramente neanche noi. Cioè noi siamo frutto della merda è lapalissiano, e la vita dell’uomo non è risolvere le cose perchè certi drammi portano più bene come certi beni alla fine portano gravi drammi. L’uomo deve prendere posizione e basta non deve risolvere le cose collaborando con gli assassini e piangere poi. Così la vita è sprecata.

              Sto Jonh non lo conosco ma ma io non attacco indiscriminatamente ed inoltre neanche ricevo attacchi.
              Se mi dici, sempre non sapendo, che sono tale io rispondo che sono anche i suoi persecutori ( che poi boh magari è lui che fa le angherie e quelli rispo dono solo ) d’altronde io me la canto e me la suono e per dirti scrivo in modalità ossessiva.
              Il fatto che io sia riapparso qui dipende perché sono riapparso da un’altra parte. Il numero dei commenti che faccio cerco di mantenerlo in una debita proporzionalità correlat per dire, che se vado la, o qua, qua o là vado.
              Sul numero dei caratteri lì è briglia sciolta! Hehehe

              • daouda says:

                Intendo male come bene usato nale. Il male di per sè non esiste ovviamente

              • daouda says:

                Obviamente se il bene assoluto è Dio, un bene relativo usato bene può senza contraddizione dare male in nuovi contesti e congiunture, come un male dare un bene ben più grande del bene usato bene

    • Peucezio says:

      Ero rimasto a Fedez di sinistra. Se Fedez è salviniano, Moi è boldriniano.

      • Z. says:

        Ma certo, Peucè. Fedez frequentava Casaleggio perché si trovava a passare di lì, come è casualmente successo a Mentana.

        Tutti a imbizzarrirsi per una parola, e che sarà mai 😀

        • Peucezio says:

          Il discrimine è l’immigrazione.
          Ci sono i filo- e gli anti-.
          Tanto basta.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Aspetta, da quando la Lega è sola al governo?

            • Peucezio says:

              Beh, nella sostanza…

              La cosa bella è che il M5S ha il doppio dei suoi voti e le fa da ruota di scorta.

              Ingenuo io, che davo per scontato il contrario (che è poi il motivo per cui non caldeggiavo per questa alleanza, ma i fatti mi hanno smentito clamorosamente).

            • Z. says:

              Peucezio,

              no, nella sostanza sono proprio in due.

              Altrimenti la Lega non avrebbe approvato il cosiddetto “reddito di cittadinanza”, per esempio, né il cosiddetto “decreto dignità”.

              • Peucezio says:

                Questo è vero.
                Non sono aspetti strategici per la Lega e quindi concede da quel lato.

                Ma qui parliamo di un cantante, quindi del mondo del simbolico e dell’immagine, più che della sostanza delle scelte politiche.
                E in quello Salvini ha vinto facendo cappotto e di fatto è il titolare morale di questo governo.

              • Francesco says:

                fammi capire: per la Lega Salvini buttare nel cesso miliardi di euro presi a prestito e far aumentare la disoccupazione e il lavoro nero sono questioni secondarie, dire cazzate sui negri che non avranno nessuna efficacia è sostanza?

              • Per Francesco

                “per la Lega Salvini buttare nel cesso miliardi di euro presi a prestito e far aumentare la disoccupazione e il lavoro nero sono questioni secondarie, dire cazzate sui negri che non avranno nessuna efficacia è sostanza?”

                Ma credo che sia legato a una situazione generale. Si deve tirar fuori la “crescita” da qualche parte, in questo caso dai debiti.

                Pensa al sud che ha votato M5S: a parte i soldi che piovono dal cielo, in cos’altro può oggettivamente sperare?

                In questo sicuramente c’è un’affinità al culto del fracking in Inghilterra e negli Stati Uniti, o alle masse di persone che votano Bolsonaro in Brasile perché promette di saccheggiare l’Amazzonia una volta per tutte, o Nardella che promette di cementificare la Piana fiorentina “perché l’economia deve volare”.

              • Francesco says:

                Miguel

                so che non ami la crescita ma NESSUNO pensa che la spesa pubblica stile Cinque stelle porti crescita

                dovrebbe portare voti ai 5S

                quello sì

                ciao

              • Per Francesco

                “so che non ami la crescita ma NESSUNO pensa che la spesa pubblica stile Cinque stelle porti crescita”

                Potrebbe essere un punto a favore 🙂

                Come saprai, qui mi sono trovato spesso (a tuo fianco peraltro!) a dire che il reddito di cittadinanza era un’idea impraticabile, in contrapposizione a diversi sostenitori dello stesso concetto.

                Che oggi pare si siano convertiti alle opinioni tue e e mie.

              • Z. says:

                Miguel,

                quello proposto dal governo non è un reddito di cittadinanza. È un sussidio assistenziale che pare consterà mediamente in 150-200 euro per ogni percettore, o così sembra.

      • PinoMamet says:

        Fedez “di sinistra”??
        Ha sposato una che non mi degno di nominare per evitare di farle ulteriore pubblicità.
        Ovviamente la favola della bella e la bestia è pura finzione: lei è tamarra quanto e forse più di lui. I loro valori sono ben chiari (essere ricchi senza merito) e assomigliano più a quelli del bambino rom rapper di milano (quello che “mio papà è boss e io erediterò tutto”) che a qualunque cosa vagamente di sinistra.

        • Peucezio says:

          Sì, ma lui si vuole accreditare, anche se è un cozzalo e sa che per accreditarsi mica puoi essere salviniano, che fa cozzalo.

        • paniscus says:

          “Ovviamente la favola della bella e la bestia è pura finzione: lei è tamarra quanto e forse più di lui. ”
          ———————-

          Ah, perché sarebbe una novità, affermare che anche lei è una coatta madornale?

          • Moi says:

            coattA ha come correspettivo coattO … Quindi NON è insulto sessista ! … Sia Messo agli Atti ! 😉

          • PinoMamet says:

            Non è una novità, ma vorrei far notare che lei ha iniziato la sua carriera telematica non da fashion blogger finto (molto finto) fighetta, ma da vera propria coattona.

            Se non sbaglio è stato un suo ex fidanzato, prontamente mollato, a indirizzarla sulla strada che poi la ha resa famosa.

        • daouda says:

          Non è mai possibile che uno di sinistra faccia i soldi per meriti propri ergo Fedez secondo te DEVE essere di sinistra?
          Sta cosa che destra e sinistra non esistono dipende dal fatto che non si sà più ben definirli, il che non sinifica appunto che la distinzione non ci sia.
          Ma poi arriva MM che ci dice che la kultur qua è sinistra l’economia è destra e bla bla il sistema è questo quando mancano proprio le basi di parallelismi e complementarietà a sbugiardare discorsi fatui del genere, sempre pè mischià le carte e ddi che nun esistono, quando ce stanno e vanno domate ste tendenze tutte e due, perché l’artra categoria de frogi vuole che uno se schieri

      • roberto says:

        mi sembra che la simpatia di fedez per i 5 stelle sia assolutamente chiara. non è stato lui che ha scritto per i cinquestelle una ciofeca di inno rap?

        • Z. says:

          Chiara e più volte dichiarata, ma non dirlo a Miguel. Per qualche motivo la cosa lo trigghera 🙂

          • Peucezio says:

            Era ancora il M5S di sinistra.
            O comunque in cui c’era un’anima di sinistra sufficientemente forte da attrarre tipi come Fedez.

  6. Z. says:

    Secondo voi cos’è più discutibile…

    1) l’idea che sia sempre scusato chi spara per difendersi da estranei all’interno di casa propria

    o

    2) l’idea che sia sempre scusato chi spara ad altri poiché vittima di grave turbamento derivato dalla situazione di pericolo in atto?

    Si apra il dibattito!

    • Mauricius Tarvisii says:

      Ti hanno incaricato di scrivere la nuova riforma della legittima difesa e cerchi il testo più discutibile per compiacere il Ministro? 😀

      • Z. says:

        Non sono alternativi tra loro: a quanto pare, entrambi i principi sono stati accolti.

        Secondo voi, quale dei due è il più discutibile? o il meno discutibile, se preferite?

        PS: purtroppo non hanno incaricato me. Diversamente col piffero che perderei tempo con voi 😛

        • Peucezio says:

          Non ho capito:
          ma il grave turbamento è sembre limitatamente a casa propria o anche per strada o comunque in terreno neutro?

          • Z. says:

            A quanto ho capito leggendo i quotidiani, anche in “terreno neutro”…

            • Peucezio says:

              Mah, mi pare di aver capito il contrario.

              Mi parrebbe strano se chiunque, per il fatto di essere assalito da grave turbamento emotivo, potesse prendre e mettersi a sparare impunemente in mezzo alla strada.
              Con buona pace di quelli che dicono che Salvini vuole il far west.

            • Z. says:

              Turbamento causato dalla situazione di pericolo in atto, posto in essere dalla persona offesa.

            • Peucezio says:

              No, d’accordo.
              Ma in pratica significa che io ti vedo per strada, per qualche motivo credo che tu mi voglia aggredire o comunque hai qualcosa per cui mi fai paura (nello sguardo, nell’aspetto, perché hai la barba, i capelli lunghi, l’aria truce, che ne so…), prendo, ti sparo e non sono punibile?
              Dai, non può essere…

            • Z. says:

              Immagino ci dovrà essere un principio di aggressione in atto.

              Detto questo, a me sembra che questa disposizione sarebbe comunque più arbitraria e fuori luogo della prima…

              • Peucezio says:

                La prima secondo me è sacrosanta e anzi, io la rafforzerei ulteriormente. Per esempio renderei legali gli offendicula. Non riesco a capire perché non passa un principio per cui, se uno viola scientemente e deliberatamente un domicilio, non possa assumersi totalmente la responsabilità di qualunque cosa gli accada.

                La seconda, così forumlata appare confusa, sarebbe da capire meglio.

              • Peucezio says:

                Cioè, non solo per il domicilio.

                Perché io non devo poter disporre un sistema tale per cui, se uno mi ruba la macchina, poi ci rimane fulminato?
                sarebbe un deterrente molto efficace, se si diffondesse.

              • Z. says:

                Peucezio,

                — Perché io non devo poter disporre un sistema tale per cui, se uno mi ruba la macchina, poi ci rimane fulminato? —

                Perché il nostro attuale ordinamento non attribuisce alla difesa del diritto di proprietà lo stesso valore di una vita umana.

              • Peucezio says:

                Z.,
                se fosse questo sarebbe giusto.
                Ma non è così, perché tu puoi mettere il filo spinato attorno al muro che circorscrive il tuo terreno e un cancello con grate aguzze sulla sommità , tutte cose che possono ferire gravemente e anche uccidere.

                Qui si tratta di deterrenza. E di principio di responsabilità.
                Se io cammino sui binari del treno, devo sapere che può passare il treno e travolgermi.
                Allo stesso modo io devo essere libero di attrezzare la mia auto o altre mie proprietà come meglio credo (visto che è roba mia), nessuno avrebbe diritto ad accedervi, ma se lo fa, lo fa a suo rischio e pericolo.

                Tutt’al più potrei essere d’accordo sull’obbligatorietà di segnalarlo in modo visibile, cosa che tra l’altro rafforzerebbe la deterrenza.
                Poi tutti lo scriverebbero, anche se non ce l’hanno, ma il ladro sa che gli può capitare una di quelle pochissime macchine con l’offendiculum.

              • Peucezio says:

                Aggiungo che c’è una considerazione socioantropologica da fare: una volta il ladro era uno che non uccideva. Spesso era il ragazzino che rubava le pere oppure era il padre di famiglia che rubava per dare il pane ai figli, ma non avrebbe mai fatto male alle persone.
                Oggi quel mondo non esiste più, se n’è estinto persino il ricordo. La gente che entra nelle case a rubare, che scippa, che rapina, è gente che ferisce, violenta, sevizia e uccide senza il minimo scrupolo.

              • Per Peucezio

                “Oggi quel mondo non esiste più, se n’è estinto persino il ricordo.”

                Può darsi che ci sia del vero in ciò che dici, per due motivi:

                Uno risale agli anni Settanta, quando il mondo dei “ladroni” (come si diceva a Roma) è stata sopraffatta dall’eroina, e quindi da un’aggressività molto immediata da parte di gente non in grado di valutare i rischi che correva.

                Il secondo risale agli ultimi decenni: per sfidare l’incredibile apparato di sicurezza che esiste oggi – tra illuminazione pubblica, telecamere, porte blindate, eccetera – ci vuole una grinta tutta particolare.

                Comunque la mitica Vinaia Messicana ha dovuto mettere delle telecamere dopo una serie di furti nella sua bottega. Le ho chiesto chi erano i responsabili, pensando ai clochard di Santo Spirito. Invece, mi ha detto che sono tutte “persone perbene”, nessun clochard ha rubato nulla.

                In particolare la Vinaia è rimasta colpita da due ragazze belghe, filmate mentre facevano una serie di abili manovre, da professioniste, per far sparire delle bottiglie, non sapendo di essere filmate.

                Poi sono andate alla cassa e hanno pagato con il Bancomat il poco che hanno comprato legalmente, da cui poi si potrà risalire alla loro identità…

              • Roberto says:

                Perché
                1. Filo spinato, grate o offendicula (così li chiamiamo noi) vari non uccidono
                2. Gli offendicula sono visibili: sai che c’è, non tocchi

              • Roberto says:

                Non sono così sicuro che prima i ladri non rubavano

              • Roberto says:

                Sorry “non uccidevano”

              • Z. says:

                Se è per questo la stragrande maggioranza dei ladri non uccide nemmeno oggi…

              • PinoMamet says:

                “Oggi quel mondo non esiste più, se n’è estinto persino il ricordo. La gente che entra nelle case a rubare, che scippa, che rapina, è gente che ferisce, violenta, sevizia e uccide senza il minimo scrupolo.”

                confermo il parere di Z.

                Le rapine violente, che fanno molto scalpore, sono, se ci fate caso, le “rapine in villa”, che sono organizzate come piccole spedizioni militari di assedio e poi di interrogazione degli ostaggi (con metodi naturalmente brutali) per trovare “tesori” altrimenti del tutto inaccessibili.

                Gli anziani invece sono- direi al 90% per cento se non oltre- vittime di truffe odiose ma del tutto non violente, mentre gli appartamenti “normali” vengono tuttora rapinati con il vecchio sistema e senza violenza
                (oltre alla mia amica che riporto più sotto, ricordo un mesetto o due fa anche una mia, che richiuse il ladro in bagno- questo riuscì poi a scappare dalla finestra- fu meno fortunata della mia amica, il ladro rubò un bel po’ e le toccò anche mettere le inferriate, ma nessuno le torse un capello).

              • PinoMamet says:

                Una mia zia

              • Peucezio says:

                Mica dico che tutti i ladri, ogni volta che rubano, uccidono anche.

                Dico che non ci sono più queste due figure antropologicamente distinte, il ladro col suo codice etico, per cui non ucciderebbe per nessun motivo.

                In passato questo c’era. Il che no significa affatto che nessun ladro uccidesse mai.

              • PinoMamet says:

                Non sono troppo sicuro che sia mai esistito un Codice Etico dei Ladri… 😉

              • Z. says:

                Pino

                ma sì, esisteva eccome. Il codice etico e pure la Gilda dei Ladri.

                Nei manuali di Dungeons & Dragons 🙂

              • Peucezio says:

                Insomma, sono sempre stati diversi dagli assassini o non lo sono mai stati?
                Decidetevi una buona volta! 😛

                Comunque sempre ‘st’idea che le epoche sono tutte uguali… è ‘na fissa!
                Provate a chiedere a chi le ha vissute.

              • Z. says:

                No che non sono tutte uguali.

                Ad esempio i reati sono in calo costante da decenni e non mi stupirebbe scoprire che gli omicidi sono calati assai più significativamente rispetto ai furti.

                Bisogna comunque considerare altri aspetti, selón muà:

                1) talvolta i fatti rari spaventano o commuovono più di quelli comuni proprio perché più rari, perché vi siamo meno assuefatti (dalle scazzottate all’eroina alle bocciature dei figli);

                2) oggi moltissimi di noi hanno qualcosa che valga la pena rubare, e non è sempre stato così;

                3) oggi viviamo in un’epoca in cui il crimine è strumentalizzato per la creazione di consenso politico, grazie anche alle dinamiche descritte da Debray.

              • PinoMamet says:

                Peucè, non esistono I Ladri e Gli Assassini come categorie professionali! Esistono i furti e gli omicidi, con varie modalità e vari moventi.

                Si può discutere se siano in aumento o in diminuzione le rapine violente e perché. Discutere di Ladri e Assassini che hanno cambiato codice mi sembra un po’ fantasy, dai.

              • Peucezio says:

                Z.,
                sì, tutte osservazioni condivisibili.
                Io credo che il picco della violenza (almeno nel secondo Novecento e fino ad oggi) si sia toccato negli anni ’70-’80, d’altronde l’espressione “Anni di piombo”, malgrado la sua curiosa storia di calco dal tedesco legato alla cinematografia, credo colga molto bene il clima e la situazione di un’epoca.

                Pino,
                dissenso totale.
                In genere tu cogli in modo piuttosto acuto certi fenomeni sociologici, per cui mi viene da chiedermi se non ci sia una qualche peculiarità emiliana orientale.
                Certo è che oggi la figura del ragazzino che ruba le pere , rischiando di venire impallinato dal contadino, non esiste più.
                E dubito fortemente che ci sia la figura del ladro abituato al contrasto fisico quando me o te o Z. (mi pare che lo dicesse proprio Z.).
                Uno che ruba, che sa di rischiare la reazione del derubato, della polizia, di finire dentro insieme ai carcerati più brutali e incalliti, non è uno come noi, che ci cagheremmo sotto anche a starci due ore in un carcere insieme ai galeotti.
                E’ il motivo per cui non mi stancherò mai di dire che chi esercita violenza fisica su cose o persone deve essere trattato diversamente dal colletto bianco, per il quale il carcere è una pena sproporzionata e mostruosa, perché è come far fare a un bambino un incontro di pugilato con un pugile professionale adulto.
                Il colletto bianco lo tocchi sul denaro, che è l’unica cosa che gli preme.

              • Peucezio says:

                E circa il codice,
                siamo sempre lì: è il trapasso dagli anni ’50-’60 a quelli del consumismo di massa e della caduta dei freni etici.
                In fondo è il solito discorso sul ’68 (ovviamente in senso indiretto e molto esteso).

                Poi non è che prima non siano mai esistiti i ladri che uccidevano, tutt’altro. Ma prima c’era di tutto, fino al ‘700 parliamo di società molto pluralistiche, col ladro di galline innocuo, il ladro assassino efferato, ecc.
                Ma negli anni ’50 la società si era ingentilita (già da qualche decennio), per questo gli anni ’70 furono l’irruzione del mostruoso, della violenza gratuita e brutale, della perdita di ogni freno morale, dello scatenamento della crudeltà più gratuita e mostruosa.
                In fondo ciò che racconta lo stesso Pasolini, a proposito di questa borghesia depravata e assassina, che contagia però anche gli strati popolari.

              • PinoMamet says:

                Peucezio, guarda

                anch’io non penso che esista il ladro abituato al contrasto fisico quanto me, te o Z.: secondo me lo è di meno , perché io ho sempre praticato arti marziali, per esempio, mentre il ladro può benissimo avere interessi del tutto diversi, e Z. è un signore robusto e atletico (che ama farsi passare per grasso) mentre il ladro può benissimo essere gracilino e malaticcio.

                Ricordo inoltre che la mia famiglia ha i suoi passati legami diciamo a cavallo con il mondo della “malavita leggera”, e ha tuttora dei carcerati per omicidio.

                Non mi risulta che i ladri di una volta fossero tutti Arsenio Lupin, nè che i carcerati di oggi siano tutti bruti che ti ucciderebbero per un’occhiata di traverso.
                Non esageriamo, su.
                Il carcere non è un bel posto e non lo auguro a nessuno, ma non drammatizziamo eccessivamente certe situazioni che, anche lì, sono l’eccezione più che la regola.

              • Z. says:

                In realtà lessi che il crimine è in calo più o meno costante dal 1970. In quel decennio vi furono più delitti di matrice politica, questo sicuramente.

                PS: in effetti non sembro così grasso, a vedermi. Forse non lo sono neppure: dipende dai punti di vista. “Atletico” però è un complimento piuttosto immeritato anzichenò 😀

              • Peucezio says:

                Pino,
                ma certo: è chiaro che non bisogna esagerare la cosa.
                Io lo dico in senso tendenziale.
                Comunque, insomma, le carceri non devono essere un bel posto: non saranno come quelle americane e nemmeno come i veri e propri lager che sono le carceri francesi, ma, insomma, io non ci andrei…

                Inoltre lasciami dire che tu sei un po’ un’eccezione.
                Di intellettuali, grecisti e simili che fanno anche palestra, ecc., ce n’è tanti, ma di tipi con una gioventà ai limiti della devianza sociale, come la racconti tu (esagero un po’ volutamente) credo ce ne siano proprio pochi.
                D’altronde non sarebbe il blog di Miguel se non fosse frequentato da tipi molto poco convenzionali.

              • Peucezio says:

                Z.,
                interessante.

                Dove si recuperano queste statistiche?

              • Z. says:

                Peucè, è roba che lessi negli anni Novanta…

                Sul sito dell’Istat magari quaccheccos si trova.

              • PinoMamet says:

                Mmm ma io non ho avuto, e non ho mai detto di avere avuto, una gioventù ai limiti della devianza sociale;
                anche se da ragazzino ho sempre frequentato e trovato simpatici i coetanei aspiranti criminalotti, diciamo, ma niente di grave. Erano i più umani, alle scuole medie! Poi con il Liceo ho frequentato solo bravi ragazzi (altri non ce n’erano!).

                la mia famiglia invece è un altro paio di maniche, e in effetti ha avuto vicende molto variegate, con alti e bassi di tanti tipi.

                ma è sempre stata una famiglia strana, non la tipica famiglia di qua.

              • paniscus says:

                “— Perché io non devo poter disporre un sistema tale per cui, se uno mi ruba la macchina, poi ci rimane fulminato? —

                Perché il nostro attuale ordinamento non attribuisce alla difesa del diritto di proprietà lo stesso valore di una vita umana”
                ———————

                E anche perché, molto più semplicemente, potrebbe anche andarci di mezzo qualcuno che non aveva nessuna intenzione di rubare o di fare danni, ma che si è trovato a contatto con la macchina per caso.

              • Peucezio says:

                Lisa,
                no.
                Io parlo di offendicula che si attivano una volta che tu entri in macchina grazie a effrazione e cerchi di mettere in moto: non è che dall’esterno tocchi la carrozzeria e ti prendi la scossa.

                Se no sarebbe come dire che tu sei per strada, tocchi il muro di un edificio e interviene un offendiculum che pensa che quindi tu voglia entrare a rubare negli appartamenti di quell’edificio e ti taglia una mano con una lama affilata che salta fuori dal muro!

              • Francesco says:

                scusate ma un volgare ragionamento costi-benefici? se io rubo e basta, la polizia si impegna 10 a cercarmi

                se rubo e ammazzo, si impegna 100

                chiaro che esiste una categoria di ladri – e credo siano profes-sionisti, non occasionali – che evita accuratamente di cadere nella seconda specie

                non porto con me un’arma per avere una pena più leggera quando mi prendono, non per codici etici

                almeno così penso io da molto fuori

  7. habsburgicus says:

    ma Vittorio Veneto, 100 fa esatti, proprio nessuno lo ricorda ? 😀

  8. Roberto says:

    Proprio oggi al parlamento europeo

    http://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20181018IPR16524/plastic-oceans-meps-back-eu-ban-on-throwaway-plastics-by-2021

    Questo è tipicamente un caso in cui la sussidiarietà mi dice che una azione a livello europeo (non potendo aspirare a quello mondiale) è chiaramente più efficace di quello nazionale o regionale o comunale

  9. Mauricius Tarvisii says:

    Riceviamo e volentieri pubblichiamo: “Renzi è un cretino”, parola del pubblico della Leopolda

    https://youmedia.fanpage.it/video/aa/W87vpeSw7dcHxkv0

    • Per MT

      “Riceviamo e volentieri pubblichiamo: “Renzi è un cretino”, parola del pubblico della Leopolda”

      Conosco benissimo il tizio che dice “Bertoldo, Bertoldino, Cacasenno!” e “un coglione!”

      🙂

    • Z. says:

      Mi piacciono, le domande nocive! Non fossero vietate durante il dibattimento, sai che spettacolo i processi 😀

      Naturalmente la stessa cosa del filmato si potrebbe fare pressoché con chiunque in quasi tutte le circostanze, non solo in materia di politici. L’ho fatto più volte, online e offline, e ci sono cascati sempre tutti.

      Comunque, se trovate ancora interessante Renzi – la mia impressione è che nel partito stiano cercando l’interruttore per spegnerlo – vi consiglio l’intervista a Bonolis, sempre alla Leopolda.

      L’ho trovata piuttosto imbarazzante. A dire il vero, non sono riuscito a vederla tutta.

  10. Peucezio says:

    O.T.,

    per Habsburgicus e altri:
    http://www.limesonline.com/lautocefalia-della-chiesa-ortodossa-ucraina-non-riguarda-solo-lucraina/109079

    Pare di capire che l’autocefalia non riguardi la chiesa ucraina moscovita, ma solo le altre due, la cui autocefalia non era riconosciuta da Costantinopoli.
    Mi sembrava ben strano in effetti.

    • habsburgicus says:

      @Peucezio
      si, questo è chiaro dall’inizio
      la Chiesa moscovita resterà…obiettivo degli ucraini, con l’autocefalia, é renderla appunto poco a poco una Chiesa STRANIERA, cioè di coloro che continueranno a definirsi orgogliosamente “russi” e che in prospettiva si separeranno dagli ucraini, divenendo una “minoranza nazionale” (che gli ucraini vorranno quanto più piccola possibile)….ci riusciranno ? chi lo sa ?
      la politica annunciata da Porošenko in un suo manifesto elettorale che ci appare correttamente anacronistico nell’Europa dei banchieri, ed è invece bellissimo e mi ha commosso, ha infatti una sua logica, magari perversa ma affascinante; egli scrisse ARMIJA-MOVA-VIRA
      1.ARMIJA é l’esercito e vabbé
      2.MOVA é la lingua, ucraina nella fattispecie (come in polacco mowa e in bielorusso mava, contro il russo jazyk, il bulgaro ezik, il serbo e croato jezik, il macedone jazik) ovvero Porošenkodice expressis verbis che suo obiettivo é ucrainizzare linguisticamente l’Ucraina (dove molti NON SANNO l’ucraino, solo il russo ! io stesso conosco una ragazza ucraina che non lo parla)..ciò potrà non piacere, ma è qualcosa che rimanda ad un Mustafa Kemal, che ricorda i Grandi Politici del passato (che non parlano solo di spread come oggi)..qualora riuscisse, sarebbe scacco matto per Mosca, nascerebbe un POPOLO UCRAINO e solamente ucraino, come con Kemal nacque un POPOLO TURCO e solamente turco…l’ingegneria linguistica é affascinante…l’Olimpo non mi ha dato possibilità di parteciparvi, il vecchio Zeus difficilmente avrebbe potuto farmi un regalo maggiore 😀 😀 😀
      3.VIRA che significa “Fede” cioè una Chiesa autocefala ucraina e solamente ucraina.il popolo bulgaro nacque con l’Esarcato (1870), quello serbo dipende in molta parte dalla sua ortodossia..l’ortodossia non è solo religione, è ben altro ! ecco che il marxistissimo Tito, non credente e fanatico ateo, creò nel 1967 una Chiesa ortodossa macedone per indebolire i serbi ! (e pure in prospettiva i bulgari), finora non riconosciuta..Tito capì che oltre alla lingua da lui creata nel 1944 una Nazione macedone sarebbe stata confermata solo da una “sua” ortodossia
      la domanda non è però questa..é un’altra.. Porošenko riuscirà a portare avanti questi obiettivi in sé eccitanti ? e grandi, magari malvagi da un punto di vista russo, ma grandi nella loro nequizia…….non si può dier..forse manco riuscirà a farsi rieleggere 😀

      • PinoMamet says:

        Questi politici che pasticciano con le Chiese danno molta ragione al parere di Mauricius…

      • Peucezio says:

        Habsb,
        ma davvero sei affascinato da queste politiche linguistiche?
        Io invece le trovo esecrabili, perché impongono lingue quasi artificiali, inventando a tavolino nazioni fittizie.
        E’ come se uno prendesse un po’ di dialetti lombardi, li mischiasse insieme magari facendo prevalere, chessò, il bergamasco, e dicesse: “ho inventato la lingua lombarda; adesso non si usa più l’italiano, malgrado sette secoli di tradizione letteraria e amministrativa e malgrado la maggior parte dei lombardi non parlino bergamasco ma italiano”.
        A me sembrano scelte negatrici della storia, della tradizione e della cultura, in nome di un nazionalismo artificiale, inventato appunto a tavolino.
        E in questo senso il paragone con Atatürk è appropriato, anche se bisogna dire che lui almeno non inventò un popolo turco, che, comunque, a suo modo esisteva.

        • PinoMamet says:

          La vedrei come te- e la vedevo esattamente così fino all’anno scorso, credo.
          Ora, sarà l’età, sarà la stagione, ma tendo ad adottare più la politica “fatti loro”.

          Se uno vuol rinunciare alla grande letteratura russa in cambio di due canzoni folkloristiche magari tarocche, beh, che dirgli? contento lui!

          Idem per i catalani (non che questo mi renda simpatico Poggiodimonte, ma che si autodeterminino come gli pare- anche qui, tocca in minima parte 😀 dare ragione a Mauricius- a proposito, ho visto un bellissimo filmatino, sulle spade ovviamente avevo ragione io! se lo trovo te lo linko, Maurì, questi forgiano una spada partendo dalla sabbia che contiene il ferro! non scherzo. E non hanno bisogno di abbattere un intero bosco….)
          a proposito, che fine han fatto i catalani??

          • Peucezio says:

            Pino,
            bisogna vedere però se davvero gli ucraini lo vogliono o se gli sta venendo imposto (o imposto a circa metà di loro, che non mi parrebbe una bella cosa).

          • Mauricius Tarvisii says:

            partendo dalla sabbia che contiene il ferro! non scherzo. E non hanno bisogno di abbattere un intero bosco…

            Stando alla tua ricostruzione, possiamo optare per alcune conclusioni:
            1) all’Ilva sono dei deficienti
            2) la scarsità di acciaio prima dell’Ottocento fosse causata dalla deficienza diffusa
            3) probabilmente c’è dell’altro…

            Comunque le alte temperature sono indispensabili per rimuovere le impurità: anche il minerale di ferro più puro, la siderite, ha meno della metà di contenuto di ferro. La sabbia come era stata ottenuta? Dragando un torrente a valle di un giacimento di ferro? Oppure usando un elettromagnete? In entrambi i casi parliamo di anacronismi, tipo la storia di quello che traversa l’Atlantico in zattera servendosi della conoscenza dovuta alle moderne carte nautiche ed ai progressi della meteorologia contemporanea…

            • Mauricius Tarvisii says:

              Io, comunque, aspetto ancora che qualcuno di questi simpaticoni archeofili scopra la pirolisi: un processo che, utilizzando il semplice legno ed una fiamma neanche così potente riesce ad ottenere una combustione estremamente migliore di quella dei materiali di partenza. E chi se ne importa se si tratta di un’invenzione relativamente recente! 😀

              Mi sembra sempre che questi archeologi sperimentali non cerchino di ricostruire la storia, ma stiano lavorando ad un grande fantasy dove devi riuscire ad ottenere qualcosa di molto simile al mondo che conosci (per non disorientare il pubblico), ma usando materiali che diano l’idea di passato.
              Io non dico che sia sbagliato in sé e che non possa essere utile come controllo a posteriori sulla veridicità delle fonti, questo discorso, ma, ecco, credo che la storia si faccia più sulle tracce di ciò che fu che alla ricerca di ciò che sarebbe potuto essere.

            • Z. says:

              Magari molte erano spadazze di ferro, non di acciaio, e pure piuttosto spurio…

            • PinoMamet says:

              A’ Maurì, mi sembra che trai un po’ troppe conclusioni senza neanche aver visto il filmato e sapere di chi e di cosa si tratta.

              E non credo che l’Ilva c’entri più di tanto 😉

              La scarsità dell’acciaio… ok, non credo fosse tanto scarso quanto dici tu, altrimenti per avere la raccolte dell’armature dei musei di mezz’Europa (quell’ala in cui, giustamente, non entra mai nessuno) dovremmo vivere praticamente nel Saharah, al giorno d’oggi 😉

              comunque, a quanto ho capito non si tratta di archeologi sperimentali, ma di fabbri fissati con le armi che ricostruiscono armi storiche o di fantasia.
              Usano un misto di tecniche antiche e moderne, quando necessario per sveltire il lavoro (il che depone a favore della mia tesi)

              eccoteli:
              https://www.youtube.com/watch?v=NhdFygUJOek

              PS
              l’arma che ricostruiscono non era un hobby per ricchi come l’epee settecentesca francese, o un segno distintivo di classe (spesso, contrariamente alla credenza, poco funzionale e non pensata per l’uso pratico) come la katana dei samurai cui somiglia, ma un’arma di massa distribuita all’esercito dei Ming.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Quanto scarso dico che fosse, io?

                Comunque la prassi di dedicare boschi a determinati scopi non me la sono inventata io. Leggevo qualche settimana fa un testo sulle regole cadorine che ne parlava.

                P.S.: quella nel filmato è antracite?

              • PinoMamet says:

                Sono a conoscenza dell’uso dei boschi del Cadore, che infatti sono ancora in piedi. 😉
                (Ed erano usati soprattutto per le costruzioni navali, nelle quali si deve usare l’albero intero o quasi…)

              • Mauricius Tarvisii says:

                I boschi del Cadore che vedi sono prevalentemente ricrescite novecentesche. Sì, lo so, sembra strano, ma fino all’inizio del secolo scorso buona parte di ciò che oggi è bosco era terreno coltivato a mais.

        • habsburgicus says:

          @Peucezio
          lo so che è fittizio…….ma in un certo senso mi eccita 😀
          perché creare una Nazione dal nulla non è cosa da tutti…occorre essere un vero Uomo di Stato (magari nefasto, eh..non facciamo moralismi adesso)..e infatti c’è riuscito Kemal e mille hanno fallito…e probabilmente, alla lunga, falliranno gli ucraini* (il che ti farà piacere :D)

          *che poi io, nell’Ottocento, avrei fatto diversamente (e, credo, in modo più saggio)
          avrei creato una Nazione RUTENA, limitata alla Galizia asburgica, con lingua letteraria il dialetto di L’viv (e scrittura latina, se possibile, alla polacca..o cirillica ma con diverse convenzioni)
          ed esistette questa corrente, non sto inventando ! [però non volevano tanto l’alfabeto latino] fu nondimeno sconfitta dagli ucrainofili, che batterono anche i russofili, c’erano pure loro (cioè i fautori di un UNICO POPOLO RUSSO includente anche i piccoli-russi sotto lo Zar, i galiziani e nord-bucoviniani austriaci e i rusini ungheresi)
          e avrei lasciato gli ucraini di Russia (i “piccoli russi” si diceva) fondersi tra i russi !
          oggi esisterebbe, dopo il crollo del comunismo, una Rutenia indipendente, cap. L’viv così come esiste una Slovacchia e una Slovenia, anzi con maggiori ragioni storiche
          e Kiev e Khar’kov sarebbero città russe, come Smolensk e Novosibirsk !
          e forse tutti sarebbero contenti 😀 (aggiungiamo un bel litigio fra L’viv e Mosca sulla Volinia per non farci mancare nulla 😀 una neo-Nazione senza conflitti di frontiera, che Nazione è ? :D)
          andò diversamente
          con molti problemi e alcune ingiustizie purtroppo “necessarie”
          1.sotto l’URSS, pure la Galizia anti-russa fu costretta a sorbirsi Mosca !
          2.se vincono i nazionalisti ucraini, anche la russofona Khar’kov/Kharkiv e la russissima Odessa/Odesa dovranno sorbirsi un dominio di persone che sentono estranee
          tutto sarebbe stato risolto se nell’Ottocento ci si fosse limitati al “rutenismo” !

          • Peucezio says:

            Sì, se si fosse fatto come dici credo sarebbe stata la soluzione più ragionevole.
            Ho conosciuto tanti ucraini e di fatto sono dei russi.
            Ma quelli di quelle zone – non ne conosco di persona – ma credo proprio di no: quelli non sono riducibili ai russi.

            Sulla creazione di popoli,
            beh, oddio, fra fine Ottocento e primo Novecento direi che è diventata una moda, trionfata con Wilson.
            Intendiamoci, non è che non ci fossero popoli veri lì in mezzo, ma anche molte forzature.

          • PinoMamet says:

            In effetti di Galizia/Ruteni e di ruteni si legge spesso nella letteratura “austro-ungarica” del periodo: è un’identità che deve essere esistita (non so se esista tuttora nella coscienza locale, ma immagino di sì).

            Invece di Ucraina boh, non saprei. Gogol’, che era ucraino, parla della Grande Terra Russa, del grande spirito russo ecc. (quando parla dei cosacchi ucraini…);
            leggo che ora a Kiev vendono versioni censurate dei suoi libri, in cui queste espressioni su rimpiazzate dalla Grande Terra Ucraina e dal grande spirito ucraino… che è una cosa piuttosto triste.

            del resto, correggetemi se sbaglio, Kiev era la capitale della Rus’.

            Per un esperimento con gli studenti, abbiamo usato il traduttore automatico di Google (il fatto di avere studenti da mezzo mondo aiuta molto):

            voi ne sapete più di me, ma a me pare che la distinzione tra russo e ucraino, a parte l’accento, sia più che altro un fatto grafico, con le “i” al posto delle “eta”, per intenderci, e tutti i segnetti che in russo sono stati aboliti e non si pronunciano: per il resto la lingua al 90% è uguale.

            I miei studenti ucraini dicono normalmente di parlare russo, forse per semplificare. I moldavi, parlano comunque russo come seconda lingua.
            la mia amica russa-ucraino-moldava-romena dice di parlare (male perché è sta qua da tanto) russo.

            • Mauricius Tarvisii says:

              leggo che ora a Kiev vendono versioni censurate dei suoi libri, in cui queste espressioni su rimpiazzate

            • PinoMamet says:

              ??

              nella fretta ho scritto “su” invece di “sono” ma che c’è che non va?

              (ci sono anche altri errori, spero si capisca lo stesso)

              • Mauricius Tarvisii says:

                Niente: mi riferivo semplicemente al contenuto.

                Ma veramente??

              • PinoMamet says:

                Lo avevo già letto nei commenti di russi e ucraini a uno sceneggiato su Taras Bul’ba (su Youtube) e lo ho riletto di recente in un’intervista a un tizio russo che si lamenta dell’ucrainizzazione forzata della cultura ucraina.

                Io ero rimasto ai manuali francesi che definiscono Virgilio, con un po’ di fantasia, “gallo-romano”, ma almeno non si spingono a cambiare le parole dell’Eneide mettendo Parigi al posto di Roma… 😉

                c’è un limite anche al nazionalismo!

            • Peucezio says:

              Non avevo neanche notato l’errore: avevo letto come se non ci fosse.

              Sul russo e l’ucraino:
              in realtà sono lingue molto diverse, anche se entrambe slave orientali e non c’è piena intellegibilità reciproca (o, meglio, tutti gli urcainofoni capiscono il russo, ma solo perché lo sanno, mentre un russo non ucrainofono fa fatica a capire l’ucraino).
              Ma in realtà l’ucraino è un dialetto, una reazione a tavolino erudita, sviluppata a partire dal ‘700, basandosi su alcuni dialetti (scelti in modo arbitrario).
              E in fondo è sentito ancora abbastanza come tale. Cioè molta parte degli ucraini ha il russo come madrelingua e sa un po’ di ucraino perché è la lingua ufficiale. Poi ci sono quelli delle regioni sul cui dialetto si è basata la lingua ucraina e quelli lo parlano come lingua nativa per forza di cose.

            • Peucezio says:

              Uno degli aspetti da cui si capisce l’artificiosità dell’ucraino, e che lo rende molto diverso dal russo, è il fatto che quelli che l’hanno inventato, hanno escluso tutte quelle parole dotte, di origine antico-bulgara, quindi slava meridionale, entrate nel russo grazie al canone paleoslavo e all’influenza appunto del paleoslavo basato sul bulgaro di Salonicco.
              Il risultato è che il ucraino c’è sempre la pleofonia (che è caratteristica esclusivamente slava orientale), laddove in russo, in molte parole dotte e nomi propri, non c’è, ma c’è un consonantismo slavo meridionale, oppure ci sono due allotropi, uno di trafila popolare slava orientale e uno di influenza dotta slavo meridionale (come straná ‘paese, ‘regione’, senza pelofonia, quindi di origine paleoslava, e storoná ‘lato’, di trafila diretta slavo-orientale; oppure –grad, come suffisso nei nomi di città, e górod, ‘città’).
              Così in ucraino, anziché Vladímir si dice Volodimir, che però suona ridicolo, perché è come voler ufficializzare il dialetto, come se un barese che si chiami Nicola, sulla carta d’identità mettesse il nome Colìne (che è l’ipocoristico barese più comune di Nicola, tanto che c’è anche la coppia “Colìne e Mariètte” nelle barzellette, commedie dialettali, ecc.).
              Ma soprattutto, come sempre in questi casi, è un rinnegare la complessità e stratificazione della lingua, privandola di quegli elementi dotti legati alla sua storia culturale, come se non ci fosse una cultura illustre, ma solo una cultura contadina, da recuperare poi in forme artificiosissime come lingua ufficiale e bandiera di un’occidentalizzazione che col mondo contadino ucraino non c’entra nulla, ma serve a costruire uno standard artificiale, scolastico, finto, un po’ come i catalani che sono ossessionati dal doppiare i film americani in catalano, sottraendo risorse, chessò, da un museo etnografico o un dizionario dialettale che raccolga i termini della civiltà contadina o artigiana.

            • PinoMamet says:

              Insomma, lo stesso effetto che mi fa vedere i siti con i cognomi “dialettizzati” o i cartelli con i toponimi in dialetto…
              😉

              comunque, dopo il discorso in tema dell’altra volta, ci ho fatto caso: da queste parti alcuni cognomi avevano una forma in dialetto, altri erano usati nella versione dialettale a volte, altri mai.
              (Io il mio per esempio mai!)

              Non saprei stabilire un criterio (immagino ci sia ma deve essere troppo complicato da riassumere in poche parole).

              In compenso, alcune famiglie avevano un cognome italiano sui documenti, e uno dialettale completamente diverso ed erano conosciute con entrambi.
              La cosa strana era che quello dialettale non era sempre un qualche soprannome (che ne so “i biondi”, oppure “lo zoppo” ecc.) , ma un vero e proprio cognome senza significati particolari.

              Ignoro i motivi, ma alcuni particolari mi fanno sospettare che siano legati al passaggio di consegna tra anagrafi di Stati diversi
              (i cognomi dialettali non ufficiali di questo tipo che mi sono stati detti hanno tutti un suono particolarmente francese, mentre il cognome italiano sui documenti è del tutto italiano come fonetica e attestato anche in regioni diverse da questa).
              Ma il mio campione è troppo piccolo per essere significativo.

            • habsburgicus says:

              @Pino, Peucezio (e tutti)
              so se esista tuttora nella coscienza locale, ma immagino di sì).

              ne esiste una versione particolare, limitata ai ruteni della vecchia Ungheria [oggi in Slovacchia, Ungheria, Ucraina e Romania] e ai lemko di Polonia, che ora-quando possono-intendono rivendicare per sé l’etnonimo “ruteni”, anzi “rusyny” e preferiscono essere indicati così
              è nato un movimento che punta alla creazione ed al riconoscimento di un quarto “ethnos” slavo-orientale, quello dei rusyny (gli altri sono appunto i russi, gli ucraini ed i bielorussi), avente una QUARTA lingua slavo-orientale, il rusyn
              l’accademico USA (e protestante) Paul Magocsi che un tempo si definiva “ucraino” ed è autore di una bella Storia dell’Ucraina, ha preso a definirsi “rusyn” ed è magna pars, con la sua auctoritas in questo movimento
              vi è un problema: manca uno standard rusyn comune scritto; si è deciso nei primi ’1990 di scegliere il modello svizzero del Rumantsch Grischun (romancio dei Grigioni comune al di là del putér, del vallàder, dell’engadinese, del surmiran e del sutsilvan)
              ovvero si decise che i rusyn di Slovacchia, i cosiddetti rusyn di Polonia (i Lemko), i rusyn di Ucraina (obl. Zakarpattja, sovietica solo dal 1945) e i pochissimi rusyn d’Ungheria (e financo i pochi rusyn di Romania nel Maramureş) dovrebbero ciascuno stabilire uno standard scritto
              poi da questi 4 standard si creerebbe, in futuro, un pan-rusyn (ci sarebbe poi lo standard dei rusyn di Serbia e Croazia, codificato sin dal 1923 da un prete unito Kostel’nyk che poi tornò in Ucraina sovietica, aderì al famigerato “sinodo di L’viv” del 1946 e verrà ammazzato dall’UPA verso il 1948; è parlato dai discendenti da immigrati di epoca asburgica: i linguisti dicono che però è quasi slovacco, dunque più slavo occidentale che orientale)
              i rusyn di Slovacchia codificarono la loro lingua il 27/1/1995, in cirillico
              i lemko di Polonia nel 2000, in un cirillico un po’ diverso
              quelli di Ungheria e Romania non codificarono alcunché, ma sono pochi
              quelli di Ucraina (nella Zakarpattja citata), malvisti dagli ucraini e specialmente dai nazionalisti, non possono fare nulla di ufficiale..in Ucraina è altissimo tradimento, tanto più oggi, sostenere l’esistenza di una nazionalità rusyn: per gli ucraini i rusyn sono parte dell’unico popolo ucraino ! (è ironico che i nazionalisti ucraini usino contro i rusyn gli STESSI E IDENTICI ARGOMENTI che i russi zaristi usavano contro di loro :D) ecco perché la Zakarpattja, dove ci sono anche ungheresi e altre minoranze, pur essendo situata all’estremo ovest dell’Ucraina, è abbastanza pro-Mosca e contraria all’attuale governo; i giornalisti semplificano, ma non tutto l’Ovest è eguale (e invece l’obl. Poltava abbastanza a Est è tendenzialmente russofobo e l’ucraino è parlato abbastanza) anche i greco-cattolici della Zakarpattja non dipendono da L’viv (che li vorrebbe inglobare !) e seguono la differente Unione di Užhorod del 1646 e non quella di Brest del 1596
              dunque del pan-rusyn non si parla più
              in Slovacchia però ormai i rusyn si sentono ALTRO, non si sentono più ucraini (con l’appoggio sottobanco delle autorità slovacche) in epoca marxista invece, per legge, erano registrati in Cecoslovacchia come ucraini..all’inizio come russi, poi contrordine compagni 😀 (misteri del mondo leninista) verso il 1952 il Partito ordinò che non esistevano russi, ma solo ucraini in CS..e così fu fatto..furono purgati i registri e tutti i libri già pubblicati 😀 sino al 1989 esistevano in CS solo minoranze ucraine
              in Polonia idem, ma i Lemko tendono a vedersi differentemente dagli altri rusyny (i più estremisti parlano di un QUINTO popolo slavo-orientale dopo russi, ucraini, bielorussi e rusyny..eh sì, abbondiamo :D); i Lemko hanno un’altra storia perché non erano sotto l’Ungheria storica; l’unica differenza dagli ucraini galiziani orientali (loro fratelli), sta nel fatto che vivevano sulle montagne della Galizia OCCIDENTALE a maggioranza polacca (prima della deportazione del 1947, Operazione Wisła, ma alcuni vi tornarono dopo il 1956) e non testimoniarono il movimento ucrainofilo che fiorì a L’viv e in tutta la Galizia orientale a fine ‘800 (anzi, fra i Lemko predominavano i russofili, come pure nella Galizia orientale, ma a metà ‘800 ! oggi alcuni lemko, per ragioni di contiguità geografica, hanno aderito al rusynismo, ma non c’è consenso; oltre ai “separatisti” lemkomani, esistono ancora dei Lemko che si definisco “ucraini”)

              dunque, e mi scuso di avervi annoiato, l’identità rutena rimane ma confinata ad un piccolo lembo, nei Carpazi..i galiziani l’hanno perduta ! nel 1914 alcuni ancora l’avevano, Smal-Stoc’kyj scrisse in quell’anno in tedesco una “grammatica della lingua rutena”, entro il 1923, al massimo 1930, l’avevano però perduta..si fecero ucraini, con tutto il cuore, anzi i paladini dell’ucrainesimo più estremo (che paradossalmente nacque ad Est in Ucraina russa ma trovò il suo habitat in Ucraina asburgica, per evidenti ragioni ! anche Dmytro Doncov, il padre culturale dell’iper-nazionalismo e del banderismo, viene dal profondo Est 😀 e trovò la sua Terra Promessa ad Ovest)
              forse questa adesione dei galiziani all’ucrainesimo fu un male, per se stessi e per gli ucraini dell’Est.. ma, cosa fatta, capo ha

            • habsburgicus says:

              Kiev era la capitale della Rus’.

              e il nazionalismo ucraino NEGA infatti che Rus’ equivalga a Russia
              e accusa i russi di essere usurpatori o financo “ladri”, appropriatori per sé di glorie ucraine 😀
              i nazionalisti ucraini preferiscono usare “Moscovia” almeno sino a Pietro il Grande (“moskaly” per “russi” viene usato colloquialmente ma é derogatory, non si può scrivere in u testo scientifico :D)
              il dotto Myxajlo Hruševs’kyj* (1866-1934), figlio di un pope ortodosso ma nato nell’occidentalissima Kholm (oggi polacca, Chełm) scrisse in 10 volumi una famosa ed erudita Istorija Ukraïny-Rusy che è da tradurre Storia dell’Ucraina-Rus’, in cui sin dal titolo ascriveva all’Ucraina l’essenza dell’antica Rus’ (arrivò solo fino al 1657, per dirvi il grado di dettaglio, unico !)
              l’opera purtroppo fu scritta in ucraino e rimase ignorata (il 1° volume esiste in tedesco anche, tratta l’epoca pre-IX secolo d.C)..ora circoli ucraini in Canada la stanno traducendo in inglese..finalmente, dico io !
              non si scherza con ‘ste cose in Ucraina…si perdono amicizie usando le definizioni sbagliate 😀

              *allievo del dotto (e moderato) Antonovyč a Kyïv, insegnò dal 1894 all’estero nell’austriaca L’viv dove si radicalizzò; tornò nel 1914 (guerra) e fu sbattuto in Siberia come ringraziamento (allora però non con le modalità paurose di epoca sovietica); fu il 1° presidente della Rada ucraina nel 1917, caduta la Santa Russia imperiale..era di sinistra come chiunque all’epoca in quei luoghi..fuggito in esilio dopo la vittoria leninista, tornò in URSS da Vienna nel 1924 e fu lasciato respirare sino al 1930, continuando il suo magnum opus aggiungendoci due o tre litanie marxiste ogni tanto, ma senza alcun stravolgimento…poi fu trasferito a Mosca e impedito di tornare in Ucraina; morì a Kislovodsk in nov 1934, si disse ucciso dalla GPU..i suoi libri furono eliminati dalle biblioteche e un manoscritto scomparve per decenni…fu condannato post obitum come “borghese” e “nemico del popolo” (sino a c.a 1956).. le sue opere ricomparvero alla luce del sole solo con la perestrojka

              • Mauricius Tarvisii says:

                Novgorod la Grande è in Ucraina, si sa.

              • mirkhond says:

                “e il nazionalismo ucraino NEGA infatti che Rus’ equivalga a Russia
                e accusa i russi di essere usurpatori o financo “ladri”, appropriatori per sé di glorie ucraine 😀”

                Il nazionalismo ucraino distorce la storia a suo uso e consumo.
                Nel 1174 il gran principe di Rus’, si trasferì da Kiev a Vladimir nel centro della Russia, e da lì, nel XIV secolo a Mosca.
                Dunque la Moscovia è diretta erede della Rus’ kievana.

              • daouda says:

                Quindi come lo vedete lo scisma ortodosso tra Mosca e Costantinopoli fra voi? ( sul piano della Fede tutto è già chiaro )

              • Mauricius Tarvisii says:

                Che se non ci fosse stato l’Assolutismo che piace tanto ai senzadio qui dentro 😀 e avessimo ancora il potere temporale dei bei tempi che furono, sarebbe il momento per sbarazzarci una volta per tutte degli scismatici…

              • Peucezio says:

                Bellissimi gli zuavi pontifici contro le testate nucleari di Putin!
                😀

    • werner says:

      Grazie Roberto.
      Tutte ottime notizie, tra tutte avevo già letto (di sfuggita ) solo quella relativa agli antibiotici. Eppure quando passa un regolamento per stabilire la misura delle zucchine ne parlano tutti (spesso a sproposito) per giorni.

      Il che mi porta a pensare che l’Unione Europea probabilmente ha qualche problema a comunicare le cose buone che fa.

      • roberto says:

        “qualche problema”

        è il più clamoroso understatement che io abbia letto!

        seriamente, io vedo vari problemi:

        1. un problema strutturale interno, nel senso che chi si occupa di comunicazione ha la tendenza a rivolgersi ad un pubblico di specialisti, anche se in maniera involontaria. è chiaro, se metto un avvocato a comunicare, per quanto bravo, resterà sempre un avvocato. per dire, se scrivo “I punti chiave della plenaria” come titolo, sicuro che tutti sappiano cosa è una plenaria? non sarebbe meglio qualcosa come “oggi al parlamento”?
        oppure, guarda sugli antibiotici, scrivono “Giovedì gli eurodeputati hanno votato una normativa che pone dei limiti più stringenti nell’uso degli antibiotici per gli allevamenti animali, lo scopo è quello di combattere la resistenza antimicrobica ed evitare che i batteri resistenti ai medicinali contaminino il nostro cibo”. non basta mettere, anche se meno preciso “meno antibiotici nei nostri piatti per combattere la resistenza agli antibiotici”?

        2. spesso l’UE si occupa di questioni complicate difficilmente riassumibili in uno slogan (ma il punto 1 è pù importante secondo me….tutto è sloganabile se sei bravo)

        3. non ci sono televisioni o giornali “house organ”. Cioè the sun con la tipa nuda a pagina 3 e gli articoli antieuropeisti a pagina 1 e 2, l’UE non ce l’ha….

        • Francesco says:

          colpa vostra e grave!

          con tutta la gnocca baltica che c’è nella UE, pensa che bello poter dire “ma no cara, mi sto informando sulle ultime decisioni del Parlamento europeo, mica guardo le tette di Ludmilla”

          • roberto says:

            una cosa che noto adesso è che se metto “commissione europea” su google, i primi 4 risultati non sono il sito istituzionale, e al quinto c’è quello (tristissimo) della Commissione…in inglese

            se invece cerco unione europea, il primo è il sito ufficiale, questo straordinario capolavoro di squallore, opera di un grafico che soffre per una indigestione di peperonata

            https://europa.eu/european-union/index_it

            ovviamente le notizie del giorno sono in inglese, nonstante siano disponibile in tutte le lingue.

            queste sono proprio le cose che mi fanno incazzare e che segnalo un giorno si ed uno no (entro in un sito in francese e i risultati sono in inglese, anche se il francese è disponibile….mi rispondono, “vabbé ma basta cambiare lingua”…e non posso scrivere cosa rispondo io)

            comunque si, una grande responsabilità è nostra, ma il mio punto 3 resta saldo. se non hai televisioni e giornali, puoi essere il miglior comunicatore al mondo ma puoi fare poco….si tratta sempre di istituzioni, non della ferragni

            • PinoMamet says:

              Quello è il sito ufficiale dell’Unione Europea??

              Adesso chiamo il peggiore dei miei vecchi allievi dell’indirizzo Informatico e con 100 euro ti fa un lavoro dieci volte migliore in un pomeriggio…

              • Mauricius Tarvisii says:

                È che l’Unione è efficiente e meritocratica.

              • Roberto says:

                Sorprendente vero?

                Sinceramente non riesco a capacitarmene, ogni volta che ci vado (cioè il meno possibile) mi viene voglia di votare per salvini per dare una lezione a questa gentaglia

              • Z. says:

                Dai, non è così male per un sito del 1993.

                Perché è il sito di allora, vero? voglio dire, non può essere quello attuale…

              • Roberto says:

                È stato pure rinnovato (ehm….) di recente, un paio d’anni fa se. In sbaglio

              • Francesco says:

                beh, però il sito di Eurostat è più carino!

                🙂

              • roberto says:

                in effetti…

                pure quello della corte di giustizia non è male anche se le informazioni importanti sonoi annegate in mezzo ad un sacco di cose inutili

        • Mauricius Tarvisii says:

          Secondo me il problema è che nessuno vota per il parlamento europeo pensando alla politica europea. Eliminato il circuito rappresentativo, il dibattito politico diventa roba per portatori di interessi, quindi lontanissimo dall’elettorato.

          • Roberto says:

            Si e no.

            Da una parte è spesso vero, ma d’altra parte questioni come quelle di ieri mi sembra vadano ben oltre “roba per portatori di interessi”

            • Mauricius Tarvisii says:

              Gli interessi vanno sempre oltre chi fisicamente li rappresenta. Però non mi risulta che qualcuno abbia fatto campagna politica su questo voto.

  11. Moi says:

    @ ZETA

    Il Delinquente Abituale ha mediamente un Livello di Combattimento di gran lunga superiore al Comune Cittadino … per questo chi commette effrazione dovrebbe perdere automaticamente il diritto di restare in vita: sennnò ha troppo vantaggio !

    • Z. says:

      In realtà credo che il ladro comune abbia un’attitudine al combattimento non troppo diversa dalla mia….

      A parte questo, la licenza di uccidere dici che applicherebbe solo contro chi è stato dichiarato delinquente abituale? o contro chiunque?

      Sai, una volta ho beccato un leghista mentre tentava di entrare nel mio giardino col suo cane da tartufo 🙂

    • PinoMamet says:

      Moi, se accetti un consiglio, smetti di seguire i siti e i video di difesa personale.

      Vogliono venderti un prodotto, che è il loro sistema- o perlomeno il loro personaggio.

      Nella realtà, come saggiamente ricordato da Z., il “delinquente abituale” non ha affatto più attitudine al combattimento di chiunque altro, e in molti casi non ha nessun interesse al combattimento.

      Riporto (perché forse già lo descrissi) l’incontro casuale di una mia amica con il ladro che stava uscendo da casa sua:

      “…come sta il gatto?”
      “Gatto bene!”

      fine dell’incontro. Peraltro non aveva nulla di appetibile (è appassionata di bigiotteria coloratissima ma di nessun valore) e non le fu rubato nulla…

      • Z. says:

        A volte vendono proprio corsi pratici per gente spaventata e insicura.

        C’è da augurarsi che i discenti non seguano le istruzioni apprese. Prendersi una coltellata non è esattamente come fare i gradassi sul web.

      • PinoMamet says:

        Negli anni Ottanta, se non sbaglio, andavano di moda i corsi di sopravvivenza. Anche per corrispondenza o a fascicoli… 😀
        Ricordo la pubblicità in televisione di uno di questi, che faceva più o meno
        “E se un giorno dovessi trovarti solo… indifeso… e braccato?”

        Credo che in omaggio ci fosse il coltellone di Rambo con la bussola nel manico: indispensabile in tangenziale.

  12. habsburgicus says:

    @Miguel
    dal momento che potrebbe sfuggirti, non mi dispiacerebbe se vedessi il mio commento sull’Ucraina, in risposta a Peucezio, qui sopra 😀 faccio un paragone di cui mi dirai, se vorrai, se lo ritieni corretto (mutatis mutandis) oppure no

  13. Mauricius Tarvisii says:

    @ Peucezio e Z

    A proposito di equità fiscale e di imposizione sugli immobili, scopro oggi che nel Regno Unito tu l’imposta sugli immobili (Council Tax) la paghi anche se l’immobile ce l’hai… in affitto! In sostanza, se tu non ti sei potuto comprare casa e per questo ne affitti una ci devi pagare anche le tasse.
    In compenso, le detrazioni sull’imposta sul reddito sono veramente assurde e il piccolo/medio borghese non la paga esattamente come la donna delle pulizie part-time.
    Peucezio, dato il modello albionico, pensi ancora che il nostro sia questo mostro di ingiustizia? 😀

    • Z. says:

      Vedrai che ora cambierà tutto, col Governo Pòviez.

      Qualcosa è già cambiato, a dirla tutta…

      🙂

    • Roberto says:

      È come la taxe d’habitation in Francia, la paghi per il solo fatto di avere una casa a disposizione (addirittura la paghi se vivi in una roulotte che non può circolare)

    • Peucezio says:

      Mauricius,
      sì.
      Non è che se in un paese uno viene torturato a morte e i figli bruciati vivi per aver buttato una carta per terra, allora mi consolo perché c’è un altro paese dove, per la stessa infrazione, quello viene amputato di tutti gli arti da vivo e poi ucciso e lo stesso trattamento viene riservato a tutti i famigliari, amici e conoscenti.
      Un’ingiustizia somma non compensa un’ingiustizia minore.

  14. habsburgicus says:

    oggi 28 ottobre, 2078 anni fa iniziava l’Era di Gaza 😀 era il 1 Dios, nel calendario gazeno; l’Era di Gaza parte appunto dal 28 ottobre 61 a.C, anno celebre perché vide il terzo trionfo di Pompeo, pro consule (era un privatus cum imperio , ma l’imperium che ricevette nel 67 a.C ex lege Gabinia contro i pirati e nel 66 a.C ex lege Manilia contro Mitridate, scippando il posto a Lucullo, era un consulare imperium che dunque esercitava “pro consule”) il secondo trionfo di Pompeo, ex Hispania, fu il 29/12/71 a.C, ultimo dell’anno nel calendario pregiuliano, proprio il giorno prima di assumere il consolato il 1/1/70 a.C, insieme a Crasso, fresco degli allori contro Spartaco (in tal modo Pompeo non perse l’imperium neppure un minuto: infatti una volta passato il pomerium l’imperium si perdeva*, tranne il giorno stesso del trionfo, ma appunto per quello i trionfatori designati dovevano starsene fuori Roma e guai a entrare !); il primo trionfo di Pompeo avvenne pro praetore in una data impossibile a determinarsi (81 ? 80 ? fors’anche 79 ?) in tutte e le tre occasioni era un privatus cum imperio (pro praetore la prima volta e pro consule le altre due volte)

    *solo nel 23 a.C, purtroppo le fonti non sono buone e sappiamo poco, Augusto ottenne per sé il privilegio INAUDITO E VERO SIMBOLO ESTERIORE DELLA FINE DELLA REPUBBLICA, di poter mantenere il suo imperium, esercitato pro consule, anche entrando e uscendo da Roma ad libitum; sino al 23 a.C Augusto era console dunque il problema non si poneva (fu console ogni anno dal 31 a 23 a.C); in quell’anno [23 a.C] successe qualcosa di importante che purtroppo non sapremo mai (allusione a una congiura di Murena, un nome cancellato e Dione che lo mette in 22 a.C, ma fa spesso errori cronologici); Augusto abdicò il consolato e lo fece FUORI ROMA altrimenti avrebbe perso l’imperium, ma al contempo (melius, qualche giorno dopo) non solo ricevette la tribunicia potestas rinnovata annualmente ma fece votare da un Senato ormai ridotto ad un Soviet Supremo due misure che distrussero quanto restava della Repubblica
    i.fu esonerato dalla regola del pomerium (lui e solo lui)
    ii.ebbe l’imperium maius (sempre consulare imperium ma superiore in caso di conflitti a quello degli altri detentori di consulare imperium), consentendogli così di dare ordini, all’uopo, agli altri proconsoli (lui era anche un proconsul su una grandissima “provincia”); finché era console non era necessario, ma senza essere console, in diritto il proconsole dell’Africa avrebbe potuto dire ad Augusto “di che t’impicci nella provincia mia? ho 12 fasci anch’io”..egli, sempre prudente, provvide a farsi mettere AL DI SOPRA DI TUTTI (imperium maius, di cui vi é qualche precedente repubblicano, Pompeo in 67 a.C e financo i cesaricidi Bruto e Cassio in 43 a.C)
    fece sancire queste leggi epocali dal popolo, sempre facile a gabbare ?
    può essere, ma non lo sappiamo, nessuno si degnò di dircelo….é certo che non abbiamo alcun plebiscito posteriore al 27 a.C, ma può essere un caso (più tardi il popolo non sarà più chiamato a ratificare nulla, ma nel 23 a.C, chissà…può essere)
    giustamente il francese André Piganiol pose nel 23 a.C, e non nel 27 a.C, l’inizio dell’Impero

    • Francesco says:

      tu che sei parecchio addentro, come mai i romani non riuscirono mai a escogitare un sistema decente di successione tra imperatori?

      mi pare la debolezza strutturale più grande della loro storia

      • habsburgicus says:

        infatti
        vi sarebbe da scrivere un tomo di 3000 pagine…e altri, ben più preparati di me, lo fecero
        basti dire, per metterla in boutade, che tutto nasce dal fatto che i Romani MAI vollero ammettere che la Repubblica era finita ed era tornata la Monarchia…triste, ma vero
        tutta la storia dell’Impero si può riassumere nel tentativo (riuscito) degli imperatori “buoni” di esercitare il massimo del potere millantando di non averne alcuno in più degli altri potentes* (Augusto; Claudio; Vespasiano; Traiano; Marco Aurelio)—gli imperatori più “onesti” Caligola, Nerone, Domiziano, lo stesso Adriano [l’unico che la sfangò] e Commodo che vollero chiaramente dire di essere i padroni e che tutti erano i lori schiavi fecero una brutta fine 😀 [tranne Adriano, che é un misto fra le due tipologie]
        ma Augusto non aveva meno poteri di Commodo..forse ne aveva di più ! semplicemente con astuzie e intrighi da maestro riusciva a ingannare molti contemporanei e tutti i posteri..alto che restaurazione della Repubblica, “Principato” o altro.Roma divenne una Monarchia assolutissima già entro 23 o 19 a.C ! ma gli “arcana imperii” non furono svelati al popolo né al Senato che continuò ad illudersi di vivere in Repubblica

        *non uso “nobiles”
        secondo il dotto Matthias Gelzer 1915, “nobiles” sotto l’Impero erano solo i discendenti di coloro che ottennero il consolato sotto la Repubblica, fino al 44 o 42 a.C e dunque si estinsero entra metà II secolo d.C (lo stesso Gelzer 1912 dimostrò, e lì non c’é controversia seria, che sotto la Repubblica “nobiles” erano solo coloro che avevano ottenuto il consolato od i loro discendenti, basta, SENZA ECCEZIONI ! homines novi erano coloro i cui antenati mai avevano rivestito magistrature curuli, dunque anche pretura ed edilità curule, mentre chi era discendente diciamo di un edile curule o di un pretore ma non di un console né lo era lui stesso era in una sorta di limbo, né homo novus e neppure nobilis)
        alcuni dicono che si era nobiles sotto l’Impero se eri console, o lo erano i tuoi antenati, sino al 14 d.C, morte di Augusto..drammatica fu in piena I GM, in 916 e ancor più in 1917, la disputa su “Hermes” in cui gli eruditi tedeschi si diedero dell’ignorante a vicenda su queste cose 😀
        per contro, pochissimi pensano che un consolato sotto i successori di Augusto potesse darti la nobilitas, quella vera..sarà un caso che i Fasti non li menzionano di regola più dopo il 14 ? (a parte i due eponimi..prima del 14 d.C abbiamo invece praticamente sempre pure i suffecti, comuni dal 13 a.C in poi)
        ah,sia chiaro, nobilis non c’entra nulla con “patricius”
        nobiles potevano essere sia patrizi che plebei..i “patrizi” dei film non sono patrizi in genere 😀 per dire i Metelli, onusti di consolati, erano plebei !
        sotto la Repubblica si era patrizi solo per sangue..bon..c’erano patrizi pezzenti (come Catilina) e plebei potentissimi…ma non potevi diventare patrizio se non lo nascevi (o eri adottato), si poteva fare il contrario la “transitio ad plebem”
        Cesare osò creare nuovi patrizi ma ebbe il tempo di farne solo solo due
        fu Ottaviano nel 29 a.C che con la lex Saenia ebbe il privilegio di fare nuovi patrizi, rompendo con la prassi repubblicana: egli fece patrizi, come nei film :D, i plebei più potenti
        Tiberio non fece patrizi e neppure Caligola
        Claudio sì, nel 47-48 d.C da censore e “patriziò” gli italici ricchi, come Otone
        Nerone non fece patrizi e neppure Galba, Otone e Vitellio
        Vespasiano sì nel 73-74 d.C da censore e patriziò dei provinciali fra cui il padre di Traiano
        Domiziano si dichiaro censor perpetuus nell’85 d.C e si arrogò il diritto di far patrizi, che mantennero i successori
        ormai era l’hic sunt leones
        si dice che Commodo nominò un patrizio uno schiavo, anzi un porno-aneddoto di cronisti pettegoli dice che lo nominò..vabbé avete capito 😀 dopo che gentilmente gli offrì il suo deretano 😀
        i età tarda patricii erano i generali potenti, Aetius (assassinato 454 d.C), eccetera

        • habsburgicus says:

          solo in età tardissima si prese atto della realtà…
          il 12 aprile 629 d.C Eraclio PER LA PRIMA VOLTA in una legge assunse il titolo di βασιλεύς* (usato colloquialmente sin dal II secolo d.C, si pensi ad un’orazione di Elio Aristide per Antonino Pio)

          *Re, ma in questi contesti Imperatore
          un Re barbarico era chiamato ῤῆξ

          • habsburgicus says:

            interessante presa d’atto é anche la legge di Giustiniano del marzo 537 d.C che ordina che nelle datazioni si indichi ANCHE l’ “anno di regno” dell’imperatore..non lo si faceva mai prima di lui, si datava solo per consolati (e da metà IV secolo d.C per indizioni)
            le “tribuniciae potestates” serivano da datazioni ma non ufficialmente e in genere solo nelle iscrizioni
            chiunque per indicare il 1 maggio del 14 d.C avrebbe detto “Kal. Mai. Sex. Pompeio Sex. Appuleio consulibus” e NON “Kal. Mai. trib. pot. XXXVI Imp. Caes. divi f. Augusti”
            Giustiniano invece ordinò che ogni ddata portasse
            i.l’anno di regno
            ii.il consolato
            iii.l’indizione

            ciò, insieme ad altri ragioni, affrettò la fine del consolato
            cos 538 fu Iohannew di Cappadocia
            cos 539 fu Fl. Apio
            cos 540 fu Iustinus iunior (non Giustino II !)
            cos 541 fu Fl. Basilius
            poi Giustiniano non permise più che un privato assumesse il consolato e la celeberrima magistratura morì, 1049 anni dopo il fantomatico consolato di L. Iunius Brutus e l. Tarquinius Collatinus (coss 509 a.C)
            gli Imperatori ancora assunsero il consolato, ma non lui
            Iustinus II fu cos in 566 d.C e cos II in 568 d.C
            Tiberius Constantinus fu cos 579 d.c
            Mauricius fu cos il 25/12/583 d.C e di nuovo il 6/7/602 d.C con il figlio Theodosius
            Phocas fu cos il 25/12/603 d.C
            Heraclius fu cos in gen 611 d.c (non il 1 !)
            Heraclius novus Constantinus fu cos il 1/17632 d.C
            Constans II sarebbe stato cos 642 d.C, l’ultimo
            (Pagi scrisse nel tardo Seicento un bel libro suo consolati imperiali)
            per un secolo e mezzo gli Impeatori “dirigenti” assumevano automaticamente il consolato, senza prenderlo effettivamente
            ad esempio gli atti del II Concilio di Costantinopoli=VI Ecumenivco del 680-681 d.C che condannò il monoteletismo sono datati “anno 27 di regno e anno 13 di consolato di Costantino IV, anno 22 di regno dei suoi fratelli”..infatti Costantino IV fu Augusto fin dal 654 ma vero imperatore solo dal 668 d.C (morte del padre Costante II) e solo da quel momento era reputato essere divenuto console, automaticamente..i fratelli che non contavano nulla, pure Augusti dal 659 “regno”, consoli non erano !
            Costantino IV li farà accecare..il popolo, ingenuo, si era sollevato al grido “noi crediamo nella Trinità, vogliamo tre Imperatori”
            verso l’800 d.C il titolo scomparve..da allora il VERO IMPERATORE, quello che contava nella selva di βασιλεῖς era chiamato βασιλεύς αὐτοκράτωρ, UNICO (sino ai Paleologhi, poi ce ne saranno anche più d’uno, tipo Michele IX e Andronico II a fine Duecento)
            su queste cose scrisse un articolo magistrale che lessi 25 anni fa e mi estasiò, e mi scuso se non rammento più tutto bene, l’erudito Ernst Stein, già correligionario di Pino e divenuto cattolico, e pure rigido* (privato della cattedra in Germania dopo il 30/1/1933 a causa delle sue origini, visse in esilio e non volle più scrivere in tedesco tanto che una sua opera sul Tardo Impero ha il primo volume in tedesco su 284-476 d.C e il secondo in francese, su 476-565 d.C…morì a fine feb 1945 in Svizzera)

            *ostilissimo ai monofisiti e agli eretici 😀

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